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laPiazza di Padova Nord - Aprile26

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Cadoneghe, la sbarra divide: tutela privata contro commercio locale

Dalla Valdastico alla Holding

Il Veneto sta attraversando una stagione di pragmatismo politico che sembra voler mandare in so itta decenni di veti incrociati e dossier impolverati. Se fino a poco tempo fa parlare di gestione autonoma delle autostrade o del completamento della Valdastico Nord appariva come un esercizio di retorica elettorale destinato a scontrarsi con il muro della burocrazia romana o delle resistenze locali, oggi lo scenario è radicalmente mutato. Il cambio di passo impresso da Alberto Stefani, in stretta sinergia con il Ministero delle Infrastrutture guidato da Matteo Salvini, ha trasformato queste “eterne incompiute” in obiettivi a portata di mano, delineando un modello di governance territoriale che fa della concretezza la sua cifra distintiva. Il caso della holding autostradale regionale è emblematico. Per anni il controllo delle tratte strategiche, a partire dalla BresciaPadova, è rimasto sospeso in un limbo di concessioni in scadenza e rimpalli normativi. Lo sblocco arrivato negli ultimi giorni rappresenta una discontinuità netta rispetto al passato: l’idea di una società “in house” controllata dalla Regione non è più un’ipotesi di scuola, ma un progetto operativo che ha incassato il via libera politico di via Nomentana.

segue a pag. 21

di Padova Nord

Trasporto pubblico e biglietto unico, l’assessore Ruzza traccia il percorso

PARADOSSO VENETO, TRA LAVORO POVERO

E VERTENZE APERTE

alle pag. 4 - 5

Nuova governance all’Uls 6 e Azienda

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IGENERAZIONE VENETO, OLTRE I MITI DEL LAVORO

l mercato del lavoro veneto di questa prima parte del 2026 ci consegna una fotografia in chiaroscuro. Se da un lato la dinamica delle assunzioni resta in terreno positivo non possiamo ignorare il segnale di un rallentamento: il bilancio del primo bimestre (+7.200 unità) è sensibilmente inferiore a quello dell’anno precedente. Siamo di fronte a una fase di “mantenimento della base occupazionale” , dove la crescita è frenata da un’intensificazione delle cessazioni, in particolare per i contratti a termine.

segue a pag. 3

IDRAULICA: INTERVENTI STRATEGICI PER IL TERRITORIO

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NASCE L’ASSOCIAZIONE

“GIOVANI AMICI AGRICOLTORI DI BAGNOLI”

ABagnoli non è nata soltanto una nuova associazione: è stato compiuto un passo in avanti per la storia di tutta la comunità. Con la firma dell’atto costitutivo, avvenuta nelle scorse settimane, è stata infatti u icialmente fondata l’associazione “Giovani Amici Agricoltori di Bagnoli”. Una realtà che promuoverà la cultura agricola e rurale, riscoprendo e mantenendo vivi gli antichi mestieri e le tradizioni locali, valorizzando così un patrimonio fatto di usanze e ricorrenze che da sempre rappresentano un punto di riferimento per la cittadinanza.

Tra le iniziative i tradizionali batimarso, brusa la vecia, la trebbiatura e San Martino: appuntamenti che parlano dell’identità del territorio e che, nel corso degli anni, hanno continuato a coinvolgere cittadini e famiglie, mantenendo vive tradizioni popolari che altrimenti rischierebbero di essere dimenticate.

Particolarmente significativo è stato il passaggio di testimone da Rodolfo Bedin a Marco Zoccarato, nominato presidente della nuova associazione. “Un segnale bello, concreto, che parla di continuità, di tradizioni che restano vive e di giovani che scelgono di impegnarsi per portarle avanti”, ha dichiarato il sindaco Marco Schiesaro.

Insieme al primo cittadino, alla firma dell’atto erano presenti anche Barbara Schievano, Gabriele Maretto e Giuseppe Carrara, testimoni di un passaggio sentito e importante per tutta la comunità. “A Marco Zoccarato e a tutti i componenti della nuova associazione va il mio augurio di buon lavoro: custodire le radici della nostra comunità e accompagnarle nel futuro è una cosa preziosa”, ha aggiunto il sindaco.

• Giulia Turato

Nuove energie per custodire e portare avanti le tradizioni del territorio

GENERAZIONE VENETO, OLTRE I MITI DEL LAVORO

In questo scenario, dominato da incertezza economica e di icoltà nel reperimento di manodopera in un contesto demografico sfavorevole, emerge con forza la questione giovanile. La ricerca Iusve-Veneto Lavoro presentata agli inizi di aprile ci svela un mondo che sfida i luoghi comuni. I nostri giovani non sono spettatori passivi: quasi uno su due (47,5%) è pronto a cercare un nuovo lavoro se quello attuale compromette il proprio benessere, anche a costo dell’instabilità. Non è un segnale di fragilità, ma di una maturata proattività e di una nuova scala di valori. Tuttavia, i punti di debolezza restano nodi strutturali che non possiamo più eludere.

La “questione salariale” è la preoccupazione principale per il 65% degli intervistati, seguita dalla precarietà contrattuale (29,4%). I dati confermano che l’ingresso nel mercato avviene ancora prevalentemente con contratti a termine, spesso nel settore dei servizi e del turismo, e con un ricorso frequente al part-time (quasi uno su tre). È un paradosso: chiediamo competenze e “consapevolezza delle proprie

capacità”, ma o riamo percorsi che faticano a garantire quella stabilità (richiesta dal 51,1% dei giovani) necessaria per costruire un futuro.

Eppure, tra le pieghe di questi dati, si scorgono segnali che fanno ben sperare. C’è una rinnovata voglia di “squadra”: il 67,5% dei giovani desidera collaborare e aiutarsi tra colleghi, ripudiando la competizione esasperata. Questa spinta alla cooperazione e al dialogo costruttivo con le figure senior è un patrimonio sociale immenso.

Il Veneto del 2026 si trova a un bivio: per trasformare il “rallentamento” in una nuova opportunità occorre rispondere con politiche coraggiose alla domanda di reddito e stabilità dei giovani. Investire su di loro non è solo un atto di giustizia, ma l’unica strategia per garantire la tenuta di un sistema produttivo che, pur tra mille fatiche, continua a generare valore. Infine non può essere ignorato il tema del “lavoro povero”, che investe giovani e meno giovani: il Veneto non ne è immune, anzi, so re di queste disparità evidenti che vanno sradicate.

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• Nicola Stievano
Padova

Emergenza lavoro/1 Curtarolo aderisce al progetto per l’impiego di alcune persone e il loro reinsiermento

Fragilità ed emarginazione sociale, la risposta dai lavori di pubblica utilità

Inclusione sociale e sostegno alle fasce più fragili della popolazione grazie ai lavori di pubblica utilità, una soluzione che si fa strada anche sul territorio grazie ad alcune iniziative dedicate. Il Comune di Curtarolo ra orza il proprio impegno su questo fronte aderendo al progetto “LPU: Un nuovo inizio. Terzo sportello per l’inclusione”, promosso dall’ATS VEN_15 con capofila la Federazione dei Comuni del Camposampierese.

“L’iniziativa rappresenta un’importante azione di politica attiva del lavoro, - spiega il sindaco di Curtarolo Martina Rocchio - pensata per o rire una concreta opportunità a persone in condizioni di svantaggio, attualmente escluse dal mercato occupazionale e spesso esposte a situazioni di di icoltà economica e rischio povertà. Il progetto si pone infatti l’obiettivo di accompagnare i beneficiari in un percorso strutturato di reinserimento sociale e lavorativo, attraverso un’esperienza che unisce attività lavorativa, formazione e orientamento”. Cuore del programma è l’attivazione di lavori di pubblica utilità (LPU), che consentono ai partecipanti di svolgere un’attività lavorativa regolarmente retribuita e al tempo stesso utile per la collettività. L’esperienza prevede un contratto di lavoro subordinato a tempo determinato per un

totale di 520 ore complessive, distribuite su un periodo massimo di 180 giorni. Parallelamente, i beneficiari saranno coinvolti in un insieme di servizi di accompagnamento, sia individuali che di gruppo, finalizzati a ra orzare le competenze personali e professionali, migliorare l’autonomia nella ricerca di un impiego e favorire un più stabile reinserimento nel mondo del lavoro.

“Per quanto riguarda il territorio di Curtarolo,aggiunge il sindaco - abbiamo selezionato due lavoratori che inizieranno la loro attività a partire dalla metà di questo mese. I partecipanti saranno assunti da una cooperativa incaricata della gestione operativa del progetto, con un contratto della durata di sei mesi e un impegno di 20 ore settimanali. Durante questo periodo opereranno direttamente sul territorio comunale, contribuendo in modo concreto alla cura e alla valorizzazione degli spazi pubblici. Le attività previste riguarderanno in particolare la tutela e la manutenzione del patrimonio urbano e ambientale”.

Tra gli interventi programmati rientrano la cura del verde pubblico, l’abbellimento degli spazi urbani, la vigilanza e la sorveglianza di aree e strutture comunali, nonché azioni di controllo del territorio e di tutela dell’ambiente. “Si tratta di mansioni che,

oltre a migliorare il decoro e la vivibilità degli spazi comuni, - continua Rocchio - ra orzano il senso di appartenenza e responsabilità verso la comunità. L’adesione al progetto conferma la volontà dell’Amministrazione comunale di promuovere politiche inclusive e interventi concreti a favore dei cittadini più vulnerabili, mettendo al centro la dignità della persona e il valore del lavoro come strumento di riscatto e integrazione. “LPU: Un nuovo inizio” non

Vigodarzere mette a disposizione tre posti per favorire l’inclusione

Sono tre i posti messi a disposizione dal Comune di Vigodarzere per i lavori di pubblica utilità a fronte di 12 domande di partecipazione a conferma del forte bisogno di opportunità concrete sul territorio. Il progetto, a cui l’amministrazione ha aderito come partner di rete, prevede l’inserimento dei beneficiari attraverso contratti a tempo determinato della durata di sei mesi. Non si tratta di un semplice sussidio economico, ma di un percorso strutturato per favorire l’inclusione sociale attraverso attività utili alla collettività, permettendo ai partecipanti di

riscoprire dignità, autonomia e competenze professionali.

“Le esperienze positive degli anni passati ci hanno spinto a rinnovare l’adesione”, spiega l’assessore ai Servizi Sociali, Katia Bano, evidenziando gli aspetti positivi di questa iniziativa. “Questo progetto - aggiunge l’assessore - ha dimostrato di saper o rire reali occasioni di crescita personale e di reinserimento sociale, restituendo fiducia, motivazione e senso di appartenenza alla comunità”. Sulla stessa linea il Sindaco, Adolfo Zordan, che definisce il progetto “un’azione

concreta a sostegno dell’occupazione, capace di ra orzare il ruolo del lavoro come elemento centrale di cittadinanza attiva”. Con la definizione della graduatoria e il via alla fase operativa del progetto di impiego delle tre persone selezionate per svolgere lavori di utilità sociale, Vigodarzere conferma la propria attenzione verso le fasce più fragili, investendo in politiche attive che mettono la persona al centro di un’opportunità di rinascita e di inclusione che consenta di aprire una nuova fase anche sotto il profilo lavorativo.

è soltanto un progetto occupazionale, ma un vero e proprio percorso di accompagnamento verso una nuova autonomia, che o re ai partecipanti la possibilità di rimettersi in gioco, acquisire nuove competenze e costruire prospettive future più stabili. Un investimento sociale che genera benefici non solo per i singoli individui coinvolti, ma per l’intera comunità, contribuendo a renderla più coesa, solidale e attenta ai bisogni di tutti”.

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Il municipio di Curtarolo

anche a Padova nord

Commercio e servizi a caccia di personale, negozi e imprese faticano ad assumere

La “locomotiva” del Nord Padova tra record di assunzioni e il nodo del personale: a marzo buste paga più pesanti per spingere il Terziario Il quadrante settentrionale della provincia di Padova, un asse dinamico che caratterizza, tra gli altri, anche i centri di Cadoneghe, Vigodarzere, Limena e Curtarolo, si conferma il cuore pulsante di un’economia che corre, ma che oggi si trova a fare i conti con un paradosso inedito. Se da un lato il tessuto produttivo è in fermento, dall’altro le imprese del terziario - commercio e servizi in primisfaticano come mai prima a trovare braccia e competenze per sostenere la crescita. Secondo i dati Unioncamere - Ministero del Lavoro, il trimestre marzo-maggio 2026 presenta prospettive occupazionali importanti: sono ben 23.390 le opportunità di lavoro previste in tutta la provincia. Di queste, oltre i due terzi appartengono proprio al mondo del terziario. Per un territorio come quello a Nord di Padova, caratterizzato da una densità altissima di attività commerciali e poli logistico-servizi (basti pensare alla vitalità produttive tra Limena e Curtarolo), questi numeri si traducono in una ricerca frenetica di personale che spesso, però, rimane inevasa.

Se da un lato il tessuto produttivo è in fermento, dall’altro le imprese del terziario, dal commercio ai servizi fino alla logistica, faticano a trovare braccia e competenze. Una buona notizia arriva dalla crescita dei salari Emergenza

quest’area, dove il tasso di occupazione è storicamente alto e il tessuto sociale è tra i più vivaci del Veneto, il “mismatch” tra domanda e o erta è diventato il primo freno alla crescita. Anche molti negozi di vicinato a Cadoneghe o le imprese di servizi a Vigodarzere segnalano la medesima criticità: la carenza di addetti non è più un evento episodico, ma un ostacolo strutturale sul quale pesa anche l’andamento demografico, con un progressivo invecchiamento della popolazione.

Una notizia positiva, invece, arriva direttamente dal portafoglio dei lavoratori. I cedolini di marzo 2026 porteranno infatti una ventata di ossigeno grazie all’imposta sostitutiva prevista dalla Legge di Bilancio e ai recenti rinnovi contrattuali. Per i dipendenti del comparto Commercio, che nell’area nord della cintura urbana conta migliaia di addetti, arriva il punto di svolta. Grazie alla tassazione agevolata sugli incrementi retributivi, un lavoratore di sesto livello (con un reddito lordo di circa 30.000 euro) potrà godere di un beneficio netto annuo superiore ai 500 euro. Anche per i metalmeccanici — settore pilastro tra Limena e Curtarolo — i risparmi in busta oscilleranno tra i 180 e i 250 euro a seconda del livello.

“L’o erta del terziario è pari ai due terzi del totale, ma facciamo un’enorme fatica ad assumere”, osserva Patrizio Bertin, presidente di Confcommercio Padova. In

«E“Si tratta di un passaggio fondamentale per contrastare i cosiddetti “contratti pirata” che sottraggono reddito ai lavoratori e creano concorrenza sleale tra

’ giusto ricordare l’importanza dell’imprenditoria femminile e dei progetti che ne sostengono la crescita. Ma è altrettanto importante dire con chiarezza che le donne non chiedono trattamenti di favore o di essere messe su un piedistallo. Vogliono semplicemente poter lavorare e fare impresa nelle stesse condizioni degli altri, senza stereotipi, senza battute fuori luogo e senza atteggiamenti che finiscono per sminuire competenze e responsabilità» dichiara Alessandra Trivellato vicedirettore Confesercenti del Veneto Centrale. «I dati di usi dalla Camera di Commercio di Padova mostrano con chiarezza una tendenza che, come Confesercenti del veneto Centrale, osserviamo da tempo: il settore commercio sta attraversando una fase di forte trasformazione. Dal 2019 il numero delle sedi d’impresa nel settore è diminuito di oltre il 12%, un segnale di cambiamento strutturale legato a diversi fattori, dall’evoluzione dei consumi, alla crescita dell’e-commerce, a un contesto economico sempre più complesso. In questo scenario le imprese femminili mostrano un andamento molto simile a quello dell’intero comparto: non è quindi una

le imprese”, sottolinea Bertin. L’aumento del potere d’acquisto è visto non solo come un atto di giustizia sociale, ma come una mossa strategica per rendere il lavoro nel commercio e nei servizi nuovamente “appetibile” in un territorio dove la competizione per accaparrarsi i migliori talenti si fa sentire. L’economia del Nord Padova sta dunque cambiando pelle. Se la disoccupazione provinciale scende al 6,1% e crescono del 3% i lavoratori indipendenti (spesso giovani partite Iva che scelgono la strada dell’autoimprenditorialità), la sfida per i comuni della cintura urbana a nord di Padova rimane quella di equilibrare questa vitalità con la tenuta dei servizi di prossimità. Senza addetti, il commercio di vicinato muore, e con esso la vivibilità dei centri urbani.

• (N.S.)

crisi “di genere”, ma una di icoltà che riguarda tutto il commercio e che richiede politiche capaci di sostenere davvero le piccole imprese e i negozi di vicinato – conclude Trivellato – L’imprenditoria femminile è fatta di professionalità, capacità di innovare e grande resilienza. Il modo migliore per celebrarla non è proteggerla, ma riconoscerne pienamente il valore e creare condizioni concrete perché le imprese possano crescere e restare sul territorio».

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Patrizio Bertin, presidente Confcommercio Padova
Alessandra Trivellato, vicedirettore Confesercenti Veneto Centrale

Il dibattito. I commercianti denunciano calo di clienti e il comune avvia la mediazione

SBARRA AL PARCHEGGIO DI VIA XXV APRILE: SCOPPIA LA POLEMICA TRA I CITTADINI

Nelle ultime settimane è scoppiata la polemica a Cadoneghe per l’installazione di una sbarra automatica nel parcheggio di via XXV Aprile, nella frazione di Castagnara, che ha innescato un dibattito acceso tra residenti e commercianti. La decisione, presa nel corso dell’assemblea del condominio “Al Bosco”, nasce dall’esigenza di tutelare gli spazi di sosta dei residenti che, pur essendo ad uso esclusivo dei proprietari, vengono spesso occupati abusivamente da veicoli non autorizzati. La chiusura dell’area non ha lasciato indi erenti i negozianti della zona, che lamentano importanti ripercussioni sulle loro attività, legate proprio a una diminuzione della clientela, che fatica a trovare parcheggio. Da anni, infatti, i clienti dei negozi presenti al piano terra del condominio potevano contare su quegli spazi, utilizzati per soste funzionali agli acquisti. Nel tempo, l’area si era consolidata come un punto di riferimento per chi frequentava i negozi della zona.

Ma con l’installazione della sbarra gli equilibri si sono incrinati. Molti clienti arrivano, cercano parcheggio nei dintorni e, non trovandolo, se ne vanno. Una dinamica che nel tempo potrebbe avere conseguenze importanti sul commercio locale. Il caso ha coinvolto anche l’amministrazione comunale: il sindaco Marco Schiesaro, dopo aver ricevuto le segnalazioni, si è recato sul posto insieme alla polizia locale per un sopralluogo, con l’obiettivo di verificare la situazione e valutare possibili margini di mediazione. Ma la disputa resta aperta: da un lato i negozianti continuano a sostenere che i clienti, limitati dal dispositivo, faticano a trovare parcheggio, penalizzando le attività e il flusso quotidiano della clientela; dall’altro i condomini rivendicano la necessità di tutelare un’area privata, spesso occupata da utenti esterni, e di ristabilire un utilizzo corretto degli spazi. In qualità di rappresentante legale dello stabile “Al Bosco” è intervenuto anche

il consigliere comunale d’opposizione Enrico Scacco: “Il parcheggio lungo via XXV Aprile è un’area privata ad uso esclusivo dei condomini, accessibile a tutti i proprietari, come attestato da documenti storici e catastali confermati nelle verifiche recenti. L’assemblea ha quindi deliberato l’installazione di sbarre elettriche per la chiusura dell’area, garantendo sicurezza, ordine e prevenzione di abusi da parte di non autorizzati, come avvenuto negli anni passati. È giusto ricordare che hanno votato a favore della delibera anche alcune attività commerciali del condominio presenti in assemblea”.

“Per venire incontro alle attività commerciali – aggiunge – l’assemblea ha deciso di riservare 3-4 posti auto, pur in proprietà privata, per facilitare l’accesso di clienti e operatori senza compromettere la sicurezza complessiva”.

Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco Marco Schiesaro, che ha accolto le proteste di commercianti e

residenti, sottolineando la delicatezza della questione e la necessità di riportare il confronto su un piano concreto. “Il punto, per i commercianti, è molto semplice: nel parcheggio di via XXV Aprile sono comparse delle sbarre che hanno ridotto un’area prima utilizzata da tutti, con ricadute reali sulle attività. L’amministrazione ha ascoltato le segnalazioni

ALL’AUDITORIUM RAMIN UN INCONTRO SU SICUREZZA E TECNOLOGIA

A Cadoneghe si rafforza il tema della sicurezza urbana attraverso l’uso delle nuove tecnologie. All’auditorium Ramin nei giorni scorsi si è svolta una mattinata di formazione dedicata ai sistemi di lettura targhe e alla condivisione dei sistemi di videosorveglianza OCR con le forze di polizia. L’incontro, organizzato dalla polizia locale di Cadoneghe in collaborazione con Alma Sicurezza S.r.l. e Targa System, si è focalizzato sull’utilizzo di questi strumenti in ambito urbano, con un focus sia sugli aspetti tecnici sia su quelli giuridici. Al

centro della mattinata l’analisi del quadro normativo che regola l’impiego dei sistemi di controllo, le modalità di condivisione dei flussi informativi tra le forze di polizia e le indicazioni più recenti per una gestione integrata dei dati. Ad aprire i lavori è stato il comandante della polizia locale Luigi Zicaro, che ha evidenziato l’utilità dell’iniziativa per chi opera quotidianamente nel controllo del territorio, sottolineando come la tecnologia rappresenti un supporto e icace quando accompagnata da regole chiare e prassi corrette. A ribadire il valore dell’incontro

e ha invitato a riportare il confronto sui fatti: serve dialogo e una mediazione tra le parti, perché si tratta di una vicenda privatistica. Gli slogan non risolvono i problemi: quello che serve è trovare una soluzione equilibrata”.

anche il sindaco Marco Schiesaro: “Quando si parla di sicurezza servono infatti strumenti moderni a supporto delle persone e degli agenti ma soprattutto competenze, regole

e collaborazione

territorio”.

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• Giulia Turato
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Comune di CADONEGHE

Cadoneghe si prepara a celebrare i 30 anni del Gruppo Comunale di Protezione Civile, una realtà che da tre decenni rappresenta un punto di riferimento prezioso per il territorio, sia nella gestione delle emergenze sia nel supporto alla vita della comunità. L’anniversario sarà ricordato con una cerimonia istituzionale in programma nel piazzale antistante la sede del Gruppo Comunale di Protezione Civile.

Il programma prevede l’avvio alle ore 10 con l’alzabandiera e l’esecuzione dell’Inno nazionale, seguiti dagli interventi delle autorità. Alla cerimonia prenderanno parte il sindaco di Cadoneghe, altre autorità locali e rappresentanti della Regione e della Protezione Civile provinciale. È prevista inoltre la benedizione del nuovo mezzo in dotazione al gruppo, segno concreto dell’attenzione rivolta al rafforzamento delle capacità operative del servizio.

L’iniziativa vuole essere non solo un momento celebrativo, ma anche un’occasione per riconoscere pubblicamente il valore del lavoro svolto in questi anni dai volontari, che con impegno, disponibilità e senso civico hanno garantito un supporto costante alla popolazione e alle istituzioni. Al termine della cerimonia è previsto un breve momento conviviale.

Letture, laboratori, giochi e mercatino dei libri per vivere la biblioteca come spazio aperto e partecipato

La Biblioteca civica Pier Paolo Pasolini di Cadoneghe si conferma sempre più un luogo vivo e aperto alla comunità. In questa direzione si è inserita anche la Festa della Biblioteca, in programma domenica 19 aprile 2026, pensata come una giornata speciale dedicata a bambini, ragazzi, famiglie e adulti. Per l’intera giornata gli spazi della biblioteca hanno ospitato letture animate, laboratori creativi, libro game, un reading musicale e numerose attività pensate per coinvolgere fasce d’età diverse, offrendo occasioni di incontro e partecipazione attorno al mondo dei libri e delle storie. Dalle 10 alle 18 è stato inoltre presente il mercatino dei libri organizzato dalla Pro Loco, che ha contribuito ad arricchire ulteriormente il programma.

Marco Schiesaro Sindaco di Cadoneghe

L’iniziativa ha rappresentato un momento importante non solo dal punto di vista culturale, ma anche sul piano della socialità, confermando il ruolo della biblioteca come presidio educativo e spazio di comunità. Un luogo accogliente, dove la lettura diventa occasione di crescita, relazione e scoperta. Attraverso appuntamenti come questo, Cadoneghe continua a investire in una biblioteca sempre più capace di parlare a tutti, promuovendo cultura, immaginazione e condivisione.

In occasione del 25 Aprile 2026, il Comune di Cadoneghe propone un programma di iniziative pensato non solo per celebrare la Festa della Liberazione, ma anche per offrire alla cittadinanza occasioni di riflessione, approfondimento e memoria condivisa. Accanto al tradizionale momento istituzionale di sabato 25 aprile, il calendario si arricchisce infatti di tre appuntamenti culturali che accompagnano la ricorrenza e ne ampliano il significato. Si parte giovedì 23 aprile alle 20.45 presso la Sala Italo Calvino con un incontro pubblico a cura di ANPI dedicato a “27-29 Aprile 1945. Le stragi nazi-fasciste dell’Alta padovana”, con lo storico Egidio Ceccato. Venerdì 24 aprile alle 20.45 all’Auditorium Ramin sarà invece proiettato il docufilm Bassi 7.0 di Emera Film, diretto da Rebecca Basso, che racconta la storia di Giuseppe Bassi, unico Ufficiale superstite della Campagna di Russia. Lunedì 27 aprile alle 9.30, ancora presso la Sala Italo Calvino, si terrà infine una lectio magistralis sulla Costituzione a cura del prof. Giuseppe Bergonzini dell’Università di Padova, rivolta agli studenti della scuola secondaria. Sabato 25 aprile si svolgerà invece il consueto evento istituzionale con ritrovo davanti al Municipio, alzabandiera, interventi, corteo, deposizione delle corone e Santa Messa. Un percorso articolato che invita tutta la comunità a vivere il 25 Aprile non solo come celebrazione, ma come occasione viva di consapevolezza civile.

CADONEGHE

Eccellenze. Il sindaco Schiesaro:

“Cadoneghe

arriva a Washington grazie a DWave”

SAT SHOW 2026: TRA LE ECCELLENZE

C’È UN’AZIENDA LOCALE

Cadoneghe sale sul palcoscenico internazionale della space economy. Tra le aziende italiane presenti al SatShow 2026, andato in scena dal 23 al 26 marzo, c’era infatti anche DWave, realtà del territorio con sede a Mejaniga e centro di innovazione nella progettazione elettronica. Ospitato al Washington Convention Center, il SatShow è considerato uno degli appuntamenti più importanti al mondo nel settore delle comunicazioni satellitari e della space economy e riunisce ogni anno aziende, professionisti, agenzie governative civili e militari, investitori istituzionali e decisori politici provenienti da oltre 110 Paesi.

Negli ultimi anni la partecipazione è cresciuta in modo esponenziale: dai circa 8mila delegati del 2024 provenienti da 24 Paesi si è passati a oltre 15mila partecipanti da 35 Paesi nel 2025. Per quanto riguarda il Padiglione italiano, organizzato dall’U icio ICE di Houston in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), l’edizione di quest’anno ha visto la partecipazione di ben venti aziende, la più ampia presenza italiana mai registrata. La delegazione italiana riunisce imprese attive in diversi segmenti della space economy e delle comunicazioni satellitari: sistemi e componenti per satelliti, infrastrutture di terra, elettronica e automazione per missioni spaziali, test ambientali, oltre a competenze in materiali avanzati, ottiche di precisione, propulsione, logistica orbitale e soluzioni innovative per la connettività.

E tra queste c’è anche DWave, che porta il nome di Cadoneghe in un contesto internazionale di alto livello, contribuendo a valorizzare il territorio anche oltre i confini nazionali. “Cadoneghe arriva a Washington grazie a DWave – ha sottolineato il sindaco Marco Schiesaro. Parliamo di un appuntamento internazionale di primo piano, capace di riunire innovatori, istituzioni e operatori da oltre 110 Paesi, con al centro il grande evento SATELLITE dedicato alle comunicazioni satellitari”. Un traguardo che, secondo l’amministrazione, rappresenta un chiaro segnale della solidità e della crescita dell’azienda. “È il segno concreto di un’impresa che cresce, innova e sa farsi spazio anche a livello internazionale, portando in alto il nome di Cadoneghe”, ha aggiunto il primo cittadino. La partecipazione italiana si inserisce in un percorso di ra orzamento negli Stati Uniti, mercato

sempre più strategico per il comparto aerospaziale. Secondo i dati dell’Agenzia ICE Houston, nel 2025 le importazioni aerospaziali americane hanno raggiunto i 42,20 miliardi di dollari, in lieve crescita rispetto all’anno precedente. L’import dell’Italia è aumentato del 7,94%, consolidando il ruolo dell’Italia tra i principali partner del settore. “A loro vanno i miei complimenti più sinceri: bravi, davvero. Questi sono i risultati che meritano di essere raccontati”, ha concluso il sindaco.

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La primavera si accende con “Mejaniga in fiore”

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Puoi scriverci all'indirizzo spipadova@gmail.com oppure venirci a trovare nelle nostre sedi: Cadoneghe, Via Gramsci, 95;

dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.00 - dal lunedì al giovedì dalle 15.00 alle 17.30 Limena, Via Beato Arnaldo, 26; dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.00 - dalle 15.00 alle 18.00 Piazzola sul Brenta, Via della Roggia, 5 int. 1; dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.00 - dalle 15.00 alle 18.00

Anche quest’anno Cadoneghe si accende di colori con il tradizionale evento “Mejaniga in Fiore”. Cinque giornate dedicate al verde, all’artigianato e ai sapori della tradizione in programma venerdì 1, sabato 2 e domenica 3 maggio, e nel weekend del 9 e 10 maggio, lungo via Gramsci e nelle piazzette davanti al patronato della Parrocchia di Sant’Antonino. Al centro dell’iniziativa, promossa dall’Associazione Culturale NSV Organizzazione Eventi APS, la mostra-mercato del floro-vivaismo, con piante, fiori, attrezzature e idee per arredare casa e giardino. Non mancherà il tradizionale mercatino delle tradizioni popolari, dell’artigianato artistico e delle opere d’ingegno creativo, con dimostrazioni pratiche delle tecniche di lavorazione direttamente sul posto e tante idee regalo per la casa e il tempo libero. E per chi vuole immergersi nei sapori della tradizione, una ricca proposta enogastronomica con degustazioni di prodotti tipici e specialità artigianali, dolci e salate. Protagonista indiscussa la tradizionale festa dei Bigoi al torcio con un fornitissimo stand dedicato alla rinomata specialità e ad altre pietanze prelibate. Tra spettacoli, luna park e animazioni, la manifestazione o re anche un ricco programma di intrattenimento per adulti e piccini. • (G.T.)

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IN SALA CONSILIARE INCONTRI CON PROFESSIONISTI DI EDUCAZIONE CINOFILA

uccesso per l’incontro che si è svolto qualche settimana fa a Limena. Il ciclo di incontri, rivolto ai proprietari di animali di a ezione, è stato proposto dalla Provincia di Padova nell’ambito di “Ambiente & Salute a quattro zampe” e attivato dal settore ambiente. Cuore del progetto è il ciclo di cinque incontri pubblici gratuiti dedicati all’educazione cinofila, organizzati in collaborazione con il Dipartimento di Prevenzione dell’Ulss 6 Euganea. Gli appuntamenti sono rivolti in particolare ai proprietari di animali da compagnia, ma anche a tutti i cittadini interessati ad approfondire il tema della convivenza responsabile con i cani negli spazi urbani.

“Il progetto Ambiente & Salute a quattro zampe rappresenta un’iniziativa importante di prevenzione e sostegno della

Asalute pubblica – commenta Valentino Turetta, consigliere della Provincia di Padova delegato alle Politiche di sanità, prevenzione e benessere pubblico e alla Tutela degli animali d’a ezione –. Favorire una corretta gestione degli animali da compagnia e promuovere attività come gli interventi assistiti con animali, significa migliorare la qualità della vita delle persone e ra orzare il benessere delle nostre comunità, soprattutto nei contesti più fragili”.

“Abbiamo deciso di aderire a questo progetto – afferma Lorenza Sartori, consigliere del Comune di Limena incaricato all’ambiente – perché riteniamo fondamentale per il benessere dei cittadini la presenza degli animali da compagnia, ma spesso le persone si trovano impreparate rispetto alla loro

l via da un mese la nuova edizione di “LIMENAteatro Primavera 2026” fino a venerdì 29 maggio nella Sala Teatro Falcone e Borsellino in via Roma 44 alle ore 21 con la direzione artistica di Simone To anin. “Arriva la primavera – a erma il sindaco Stefano Tonazzo – e con essa ritornano puntuali le serate di LIMENAteatro. Una gran bella tradizione che caparbiamente l’amministrazione desidera proseguire e per quanto possibile incrementare non solo per il successo di pubblico, ma per ciò che l’arte del teatro o re. Chi fa teatro, a qualsiasi livello, si mette in gioco in prima persona, si apre al giudizio immediato del pubblico. Chi viene a teatro ha la possibilità di passare una serata serena e divertente, ma anche riflettere e pensare. Un incontro tra attori e pubblico sempre fruttuoso, dal vivo, con i rischi che comporta, questo è il fascino del teatro”. “LIMENAteatro – spiega il consigliere incaricato alla cultura Giovanni Faccin – è una rassegna che, grazie all’esperienza e alla caparbietà del curatore Simone To anin, è un crescendo continuo. To anin profondo conoscitore dell’ambiente e del mondo teatrale anche in questa rassegna o re degli spettacoli che spaziano per tematiche e situazioni. Dalla commedia

gestione in ambito urbano, hanno dubbi sull’alimentazione, la prevenzione sanitaria e la sicurezza per persone e animali, verranno fornite informazioni pratiche in modo da fugare dubbi e incertezze e migliorare il più possibile la coesistenza con i nostri animali domestici che tanto ci danno in a etto e presenza”.

Il progetto “Ambiente & Salute a quattro zampe” è patrocinato da Ulss 6 Euganea e da Unione Regionale Istituti per Anziani (Uripa) del Veneto e si sviluppa attraverso tre azioni principali rivolte a cittadini, strutture sociosanitarie e amministrazioni locali.

Durante le serate, il dottor Aldo Costa, dirigente UOC Servizio Veterinario di Igiene Urbana, Ulss 6 Euganea, ha fortino consigli pratici su come prendersi cura al meglio degli animali domestici,

in particolare cani, come mantenere in sicurezza loro e le persone con cui entrano in contatto e darà indicazioni sulla corretta alimentazione e sui comportamenti da tenere nel rispetto degli

brillante e allegra al noir, ripreso da Agatha Christie. Fondamentali le riflessioni quanto mai importanti visto il momento sulla guerra e l’omaggio a Giovanni Falcone nell’anniversario della strage di Capaci e a tutti i martiri di mafia”. Venerdì 8 maggio il Teatro Insieme con un’opera al suo debutto “Topi in trappola” da Agatha Christie e la regia di Marco Scattolini. Venerdì 15 maggio L’Archibugio con un’opera al suo debutto “Ex” di Aldo Nicolaj e la regia di Giovanni Florio e sabato 23 maggio, in occasione dell’anniversario della

animali stessi e del contesto sociale in cui vivono.

• Fanny Xhajanka

strage di Capaci, Cast andrà in scena con lo spettacolo “Uomini di stato”, omaggio a Ninni Cassarà e Beppe Montana, i poliziotti del pool antimafia. Venerdì 29 maggio è in programma il saggio del corso di teatro 2025/2026 condotto da Simone To anin “Rumors” ad ingresso libero. “LIMENAteatro – conclude il direttore artistico della rassegna Simone To anin – è diventato un evento culturale e sociale sentito e aspettato dalla comunità dell’alta padovana, non solo di Limena: riuscire a creare delle rassegne sempre diverse, interessanti e non ripetitive non è semplice, ma mi aiutano un po’ anche le varie compagnie che hanno piacere di sperimentare e portare i loro spettacoli al nostro pubblico. Anche per questa edizione LIMENAteatro o re una varietà di spettacoli e debutti, senza rinunciare a momenti di riflessione che la caratterizzano”. Il costo del biglietto di ingresso è di 6,00 euro e i ragazzi al di sotto dei 14 anni non pagano, purché accompagnati da almeno un adulto. E’ gradita la prenotazione inviando una mail a: info@ilcast.it.

• (F.X.)

•Installazione pompe di calore ad alta efficienza

Ventilazione meccanica

Installazione prodotti delle migliori marche •Sostituzioni caldaie Ristrutturazione Bagno Preventivi gratuiti

La gestione. Il nuovo assetto garantisce presenza costante

SICUREZZA CITTADINA SCHIERATI PIU’ AGENTI

Dal primo agosto 2025 ha preso ufficialmente il via il Corpo Intercomunale di Polizia Locale Medio Brenta, una realtà ambiziosa che vede uniti i territori di Curtarolo, Piazzola sul Brenta e Limena in un unico progetto di gestione della sicurezza. Questa nuova convenzione sta già producendo risultati estremamente positivi, ottimizzando l’impiego delle risorse umane e strumentali a disposizione dei tre enti. L’obiettivo principale dell’accordo è l’incremento della sicurezza urbana attraverso un controllo del territorio più capillare, puntando sulla progressiva uniformità dei regolamenti comunali e su una maggiore capacità di intercettare finanziamenti e progetti condivisi. Grazie a questa collaborazione è stato possibile strutturare in tempi rapidi un’organizzazione capace di rispondere con prontezza alle esigenze della cittadinanza, assicurando un presidio costante e interventi tempestivi. La gestione operativa delle attività è a idata a un u icio unico con coordinamento

centralizzato, che vede il Comune di Piazzola sul Brenta nel ruolo di capofila. “Nel 2019 la situazione di partenza vedeva il Comune di Curtarolo privo di risorse proprie in questo ambito – ricorda il sindaco Martina Rocchio – mentre oggi, grazie a scelte lungimiranti, il nostro territorio può contare su una pattuglia operativa composta da tre agenti: un traguardo non scontato che rappresenta un tassello fondamentale per la tutela dell’ordine pubblico locale. La forza del fare rete tra Comuni limitrofi si traduce in numeri chiari: su un bacino complessivo di 26.400 abitanti, il nuovo Corpo può ora schierare un totale di 14 agenti, garantendo una rotazione e icace delle pattuglie su tutte le strade dell’unione”. L’amministrazione comunale ha espresso la chiara volontà di proseguire e investire ulteriormente su questo percorso di integrazione. L’obiettivo per il prossimo futuro è quello di consolidare e potenziare il servizio, migliorando non solo la qualità della sicurezza urbana percepita, ma anche

Sintoniz

al territorio. La presenza fisica degli agenti e la capacità di monitoraggio costante rappresentano infatti un valore aggiunto per i cittadini, che possono beneficiare di un sistema di sorveglianza più moderno, e iciente e strutturato per rispondere con e icacia alle dinamiche di un’area geografica in continua evoluzione.

Sostegno concreto ai Centri estivi

L’ amministrazione comunale conferma il proprio impegno a favore delle famiglie e dei cittadini più giovani, annunciando l’importante assegnazione di un contributo di 8.500 euro da parte della Fondazione Cariparo. Questo finanziamento, destinato specificamente al sostegno dei Centri estivi per la stagione 2026, rappresenta un risultato di grande rilievo che permette di potenziare un servizio essenziale per la tenuta sociale del territorio. I Centri estivi non sono infatti solo un luogo di svago, ma costituiscono un punto di riferimento fondamentale per bambini e ragazzi, che qui possono vivere esperienze educative, ricreative e di socializzazione di alta qualità in un ambiente protetto e stimolante. Al contempo, il servizio o re un supporto concreto e indispensabile alle famiglie nella complessa gestione dei tempi di lavoro durante i mesi di sospensione delle attività scolastiche. Da anni l’amministrazione di Curtarolo investe con convinzione in questo ambito,

riconoscendo il profondo valore sociale di un’iniziativa capace di favorire inclusione, crescita personale e benessere collettivo. Non si tratta dunque di una semplice attività ricreativa stagionale, ma di un vero e proprio strumento di welfare volto alla conciliazione tra i tempi di vita e quelli professionali. Oltre al contributo ottenuto dalla Fondazione, il Comune interviene direttamente con risorse proprie per garantire la massima accessibilità. Viene infatti confermato il contributo economico erogato direttamente al gestore per ogni bambino residente: una misura strategica che ha l’obiettivo diretto di abbattere le rette di partecipazione a carico dei genitori. L’amministrazione intende proseguire con questa linea programmatica anche per tutto il 2026, consolidando un modello di assistenza che mette al centro la qualità della vita dell’intera comunità e il futuro delle nuove generazioni.

• (CRI.S.)

4 passa al sistema di ultima generazione DAB

L’ASSOCIAZIONE LAGUNARI TRUPPE ANFIBIE (A.L.T.A. Sezione di Padova

invita tutti i Leoni in congedo e i simpatizzanti che ne condividono i valori a unirsi alla propria Sezione per mantenere vivo lo spirito di corpo ed il legame con il territorio.

Iscriversi oggi significa partecipare attivamente alle iniziative di volontariato, protezione civile e alle cerimonie patriottiche che onorano la storia dei Lagunari ma anche dare un supporto a chi può dedicarsi a queste attività.

L’iscrizione è aperta per il 2026 rivolgendosi alla sede di Padova in Viale Felice Cavallotti 2 (Palazzina Assoarma)

Apertura sede il martedì dalle ore 10 alle ore 12 340 833 5452

oppure scrivendo all’indirizzo email padova@associazionelagunari.it www.associazionelagunari.it

il senso di vicinanza delle istituzioni

Interventi. Pulizia dei fossati e manutenzione dei canali per rispondere ai cambiamenti climatici

SICUREZZA DEL TERRITORIO E PREVENZIONE IDRAULICA

Importanti interventi di manutenzione idraulica sono stati recentemente completati nei territori di Santa Maria di Non, Pieve e via Sant’Andrea, con l’obiettivo prioritario di garantire un corretto deflusso delle acque piovane e prevenire le criticità emerse negli ultimi anni a seguito di eventi meteorologici sempre più intensi e imprevedibili. La fragilità del territorio, messa a dura prova da piogge torrenziali che si manifestano con frequenza crescente, ha richiesto una risposta ferma e pianificata da parte dell’amministrazione comunale di Curtarolo, decisa a mettere in sicurezza le zone più esposte al rischio di allagamento. Le operazioni hanno riguardato in primo luogo la pulizia sistematica e la ricalibrazione dei fossati in tutte le aree interessate, interventi che risultano oggi fondamentali per migliorare la capacità di scolo complessiva del sistema idrico locale. In particolare, l’attenzione si è concentrata sulla zona di via Roma a Santa Maria di Non, storicamente identificata

come una delle aree più vulnerabili e colpite da problematiche idrauliche ricorrenti. Qui sono stati eseguiti lavori ancora più approfonditi, che hanno incluso il lavaggio accurato delle condotte sotterranee, spesso ostruite da sedimenti accumulati nel tempo, oltre alla pulizia radicale e al risezionamento dei fossi a bordo strada. Queste attività non

E’ arrivata la fibra ottica

sono solo operazioni di decoro, ma rappresentano una vera e propria infrastruttura invisibile di protezione civile, necessaria a fare sì che l’acqua trovi una via di sfogo naturale senza invadere le carreggiate o le abitazioni private. L’aspetto più significativo di questa operazione risiede nella sinergia tra pubblico e privato. I lavori sono stati realizzati grazie a

Il Comune di Curtarolo ha compiuto un passo decisivo verso la digitalizzazione integrale del territorio grazie alla partnership strategica con FiberCop, l’azienda che gestisce l’infrastruttura digitale più estesa del Paese. Il progetto, mirato a portare la fibra ottica di ultima generazione direttamente nelle abitazioni e nelle imprese locali, è entrato nella sua fase operativa finale. Dopo un periodo iniziale di assestamento, necessario per realizzare interventi strutturali più profondi e impattanti di quanto inizialmente previsto, l’infrastruttura di base è stata ultimata. Questo significa che i cittadini che hanno già fatto richiesta o che intendono farla ora saranno gestiti con estrema sollecitudine, poiché i nodi tecnologici principali sono pronti a supportare i nuovi allacciamenti senza i rallentamenti tecnici riscontrati in precedenza. La tecnologia scelta è la FTTH (Fiber to the Home), dove il cavo in fibra arriva direttamente fin dentro le mura domestiche, garantendo prestazioni nettamente superiori alla vecchia rete in rame. Per non perdere questa importante opportunità di connettività ultraveloce, stabile e gratuita nelle fasi di installazione della borchietta, l’amministrazione

comunale invita caldamente tutta la cittadinanza a dare la propria disponibilità all’allaccio. Per procedere è su iciente contattare il numero verde dedicato 800.234.235, attivo dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 16.30, oppure verificare la copertura del proprio indirizzo sul sito u iciale di FiberCop. Una volta lasciati i propri dati, i cittadini verranno ricontattati telefonicamente per fissare un appuntamento con un tecnico specializzato che si occuperà della predisposizione dell’abitazione senza alcun costo per l’utente. Solo dopo questo passaggio fondamentale si potrà attivare l’o erta internet preferita tra le diverse proposte commerciali disponibili sul mercato che operano sulla rete FiberCop. Scegliere la fibra significa oggi garantire a famiglie e imprese uno strumento indispensabile per lo smart working, lo studio a distanza e l’intrattenimento in alta definizione, rendendo Curtarolo una comunità sempre più connessa, competitiva e pronta per le sfide tecnologiche del domani.

• (CRIS.S.)

risorse puntualmente stanziate nel bilancio comunale, ma il successo complessivo del piano è dipeso anche dal contributo attivo dei cittadini. Molti residenti hanno infatti provveduto con responsabilità alla manutenzione dei fossi di proprietà privata, seguendo quanto previsto dal regolamento di pulizia rurale. Questa collaborazione dimostra come la tutela del territorio sia un compito condiviso, in cui la cura del proprio spazio si traduce in un beneficio diretto per l’intera collettività. Un fosso privato pulito, infatti, garantisce che il flusso d’acqua non

si interrompa, evitando tappi idraulici che potrebbero danneggiare anche le proprietà vicine. L’amministrazione comunale, forte dei risultati ottenuti in questa prima fase, intende proseguire con determinazione lungo il percorso avviato durante quest’anno. L’obiettivo a lungo termine è quello di rafforzare costantemente la sicurezza idraulica di tutto il territorio comunale, consapevoli che la prevenzione sia l’unico strumento e icace per rispondere alle sfide poste dai mutamenti climatici.

• Cristina Salvato

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Il commento alle notizie del giorno dal lunedì al venerdì alle 17:00

Ascoltaci in tutto il Veneto in auto sul

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il senso civico

SIGLATO IL PROTOCOLLO

QPER IL CONTROLLO DI VICINATO I

ualche settimana fa, nella sede della Prefettura di Padova, il Comune di Vigodarzere ha u icialmente sottoscritto il protocollo d’intesa per il progetto Controllo di Vicinato, un’iniziativa di ampio respiro che punta a potenziare la sicurezza urbana attraverso una sinergia strutturata tra i residenti, l’amministrazione e le forze dell’ordine. L’obiettivo centrale di questa intesa è la prevenzione della microcriminalità e il contrasto ai fenomeni di degrado urbano, facendo leva sul senso civico e sulla partecipazione attiva della comunità. Il sindaco Adolfo Zordan, a margine della firma, ha espresso profonda soddisfazione per il traguardo raggiunto, annunciando che nelle prossime settimane verranno organizzati diversi incontri informativi sul territorio per avviare concretamente il progetto. Questi appuntamenti saranno aperti a tutta la cittadinanza e serviranno a illustrare nel dettaglio l’operatività del progetto, definendo con chiarezza le procedure corrette per aderire ai gruppi u iciali e le modalità con cui i residenti potranno collaborare senza mai sostituirsi alle autorità preposte. Nel ringraziare pubblicamente il prefetto Giuseppe Forlenza per l’attenzione e il sostegno costante dimostrati verso le istanze del Comune, il primo cittadino ha tenuto a precisare come l’iniziativa sia stata pienamente condivisa e validata dal questore e dai vertici delle forze dell’ordine. Si tratta di un percorso istituzionale rigoroso che trasforma il semplice monitoraggio spontaneo in un sistema riconosciuto e disciplinato da linee guida prefettizie. La necessità di una struttura organizzata per la sorveglianza e il presidio del territorio era stata sollecitata a gran voce dalla popolazione già due anni fa. In quel periodo, diverse zone del comune, e in particolare la frazione di Tavo, erano state colpite da ripetute ondate di furti nelle abitazioni che avevano generato un forte clima di insicurezza e preoccupazione tra le famiglie. Spontaneamente, i residenti si erano già organizzati creando alcuni gruppi di messaggistica istantanea per scambiarsi segnalazioni rapide su movimenti sospetti o veicoli non riconosciuti nelle strade residenziali. Questi strumenti, nati dall’emergenza e dalla necessità di mutuo soccorso, hanno dimostrato quanto la comunità sia pronta a collaborare per la difesa

del bene comune. Il nuovo protocollo mira ora a istituzionalizzare questo impegno spontaneo dei cittadini, fornendo loro una cornice legale e operativa sicura entro cui agire. Non si tratta di ronde o di interventi diretti, ma di un’attività di osservazione attenta e qualificata. Il progetto prevede infatti la formazione di coordinatori di zona che faranno da filtro tra le segnalazioni dei vicini e le forze di polizia, evitando inutili allarmismi e garantendo che le informazioni raccolte siano precise e utili alle indagini..

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• (CRI.S.) Nuovo

l parco mezzi della Protezione Civile di Vigodarzere annovera un nuovo pick-up: l’acquisizione di questo veicolo non rappresenta soltanto un aggiornamento logistico, ma è il risultato tangibile di una sinergia virtuosa tra i finanziamenti messi a disposizione dalla Regione Veneto e le risorse stanziate direttamente dal bilancio comunale. Si tratta di una collaborazione istituzionale preziosa, che permette oggi al gruppo di volontari di Vigodarzere di disporre di uno strumento all’avanguardia, caratterizzato da un’estrema versatilità e progettato per operare nelle condizioni più impervie. Il nuovo mezzo sarà infatti fondamentale per garantire interventi rapidi e mirati in caso di emergenze meteorologiche, calamità naturali o situazioni di rischio imprevisto per la popolazione. La sua configurazione tecnica permette di trasportare attrezzature pesanti e di raggiungere zone di icilmente accessibili, potenziando in modo significativo la capacità operativa di una realtà che, da anni, rappresenta un presidio indispensabile per la prevenzione e la gestione delle criticità sul territorio. In un contesto climatico sempre più incerto, disporre di veicoli a idabili significa ridurre i tempi di reazione e aumentare la sicurezza dei cittadini. Il coordinatore della sezione locale, Alessandro Dorio, ha presentato con evidente soddisfazione le specifiche tecniche e le caratteristiche del veicolo, evidenziando come l’innovazione tecnologica debba necessariamente viaggiare di pari passo con la dedizione umana. Il supporto meccanico diventa infatti un alleato imprescindibile per esaltare la professionalità, la preparazione e la tempestività dei volontari, che ora possono contare su una dotazione all’altezza delle sfide moderne. Durante il momento dell’inaugurazione, è emerso chiaramente come ogni investimento in attrezzature sia un investimento diretto nella tutela della vita pubblica. Con questo nuovo e strategico investimento, la comunità di Vigodarzere compie un passo avanti decisivo verso un servizio di protezione civile sempre più e iciente, strutturato e pronto a intervenire in ogni scenario.

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• Cristina Salvato
A sinistra Giuseppe Forlenza, a destra Adolfo Zorzan

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VIGODARZERE

CONSEGNATE LE PATENTI DI SMARTPHONE

L’alfabetizzazione mediatica a Vigodarzere ha smesso di essere un semplice completamento didattico per i ragazzi, diventando un pilastro fondamentale del vivere civile che esige una collaborazione stretta tra enti pubblici, istituti scolastici e nuclei familiari. Questo principio ha trovato una traduzione pratica mercoledì 25 marzo, durante la cerimonia u iciale per il rilascio delle patenti di smartphone agli alunni del primo anno delle medie presso la scuola Moroni. L’appuntamento ha segnato il traguardo di un’attività avviata nell’ultimo anno, che ora si a erma come un vero paradigma di partecipazione comunitaria, orientato verso una missione urgente: tutelare i minori dalle insidie del web incentivando, contemporaneamente, un approccio analitico e costruttivo verso le innovazioni digitali. Il piano, finanziato attraverso la misura 1.7.2 del PNRR dedicata ai Centri di Facilitazione Digitale, nasce da una coordinazione vincente tra l’amministrazione co-

RIAPERTA

munale, la Federazione dei Comuni del Camposampierese e la Regione Veneto. All’incontro hanno partecipato il sindaco Adolfo Zordan e l’assessore Katia Bano, sottolineando con la loro presenza il rilievo istituzionale del progetto. Insieme a loro, la preside Maria Laura Angelini, il corpo docente, Agnese Maiocchi per la cooperativa La Esse e Alessio Brazzo in rappresentanza dei genitori, hanno confermato che la maturazione dei giovani è un dovere condiviso. Protagonista attivo è stato anche il Consiglio Comunale delle Ragazze e dei Ragazzi, con il sindaco dei giovani Massimo Amodio che ha consegnato materialmente i diplomi ai suoi coetanei. L’essenza del progetto risiede nel contratto di reciproca fiducia sottoscritto tra genitori e prole. Non siamo di fronte a una mera pratica amministrativa, bensì a una promessa bilaterale che riscrive i canoni dell’uso dei dispositivi elettronici nel contesto familiare. Se da una parte gli studenti si obbligano

alla moderazione e all’onestà nell’impiego dei profili social, impegnandosi a individuare e contrastare piaghe come l’odio online e le notizie false, dall’altra gli adulti garantiscono vicinanza, vigilanza attenta e supporto costante nel labirinto di internet.

LA PASSERELLA DI TERRAGLIONE

Si sono conclusi i lavori sul ponte con il ripristino del passaggio ciclopedonale e il ritorno alla regolare circolazione veicolare dopo mesi di interventi strutturali.

Questo legame simbolico è stato costruito tramite workshop mirati che hanno o erto anche ai genitori le competenze indispensabili per comprendere e gestire il frenetico mutamento delle tecnologie portatili. Sviluppato inizialmente in Piemonte

nel 2017 per iniziativa della onlus Contorno Viola, lo schema della patente di smartphone si è ormai imposto come un protocollo di eccellenza su tutto il territorio italiano.

Dalla mattinata del 23 marzo la passerella situata sul ponte di Terraglione a Vigodarzere è u icialmente accessibile al transito, segnando un traguardo fondamentale per la viabilità locale molto atteso dai residenti. Le squadre operative hanno portato a termine le ultime rifiniture tecniche, che riguardano nello specifico la stesura del tappeto d’asfalto definitivo e la posa della segnaletica stradale orizzontale e verticale. Con il completamento di questi dettagli finali, la circolazione delle automobili è finalmente tornata alla piena normalità, mettendo fine ai disagi prolungati

causati dai sensi unici alternati e dalle chiusure temporanee che hanno inevitabilmente condizionato gli spostamenti nella zona durante gli ultimi mesi di cantiere. L’infrastruttura rappresenta un avanzamento cruciale per la sicurezza stradale del comparto, poiché la nuova configurazione permette di separare in modo netto e protetto il flusso delle vetture da quello dei pedoni e dei ciclisti. L’opera, che ha richiesto un investimento complessivo vicino al milione di euro, è il frutto di una proficua sinergia finanziaria tra la Regione Veneto, la Provincia di Padova e il Comune di Vigodarzere. Il percorso realizzativo non è stato privo di complessità, avendo imposto la chiusura totale dell’attraversamento per diversi mesi a cavallo tra il 2025 e l’inizio del 2026 per consentire le

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Sintoni

delicate operazioni strutturali. Sebbene il ponte fosse stato parzialmente riaperto al tra ico veicolare già alla fine di gennaio, la passerella era rimasta interdetta fino a fine marzo. Questo ritardo controllato è stato necessario per attendere la consegna e il montaggio di alcuni componenti tecnici indispensabili per certificare il passaggio in totale sicurezza. Con quest’ultimo atto, l’intera cittadinanza rientra in possesso di un’opera strategica e moderna, capace di garantire collegamenti fluidi e sicuri tra le due sponde del fiume, migliorando sensibilmente la qualità della mobilità quotidiana per lavoratori e studenti.

• (CRIS.S.)

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Storia

Al Ramin il docufilm “Addio. Vita e morte di Guido Franco”

All’alba del 15 aprile 1945, quasi alla fine della Seconda guerra mondiale, tre giovani partigiani furono barbaramente uccisi da un plotone fascista nella caserma oggi intitolata a Luigi Pierobon, a Padova. Tra questi c’era Guido Franco, che all’epoca dei fatti aveva 23 anni. Un ragazzo semplice e gentile, una vita tra lavoro e parrocchia nella via di Cadoneghe che oggi porta il suo nome. Ma dopo l’8 settembre 1943 si trova davanti a un bivio terribile: aderire all’esercito di Salò, combattendo a fianco dei nazisti, oppure unirsi alla Resistenza. Guido Franco fece una scelta coraggiosa, che pagò con la sua stessa vita. Poco più che ventenne era stato mandato a combattere in Sicilia, dove nel luglio del 1943 sbarcarono gli Alleati. Dopo l’armistizio rientra a casa e ritrova i familiari. È in quel periodo che matura la decisione di condurre una doppia vita: da una parte partecipa in segreto alla lotta partigiana, entrando nei GAP garibaldini di Padova; dall’altra si arruola nella Compagnia di Sicurezza alle dipendenze della Wehrmacht tedesca, scelta obbligata per evitare l’arruolamento nella

Repubblica Sociale. Ogni giorno parte all’alba in bicicletta, con il badile nello zaino e la divisa tedesca addosso: pochi sanno che si tratta di una copertura. Ma a poche settimane dalla fine dell’incubo, un partigiano arrestato rivela il suo nome sotto tortura. Guido viene catturato e incarcerato. Insieme ai compagni Nerone Nalesso di Padova e Bruno Lazzaretto di Albignasego viene condannato alla pena capitale per fucilazione per attività antifascista. Durante la prigionia, ormai consapevole di non avere scampo, decide di a idare i suoi ultimi istanti al fratello Mario, con una lettera semplice e toccante. La chiude con un addio che è diventato il titolo del docufilm “Addio. Vita e morte di Guido Franco”, realizzato da Alberto Savio e promosso da ANPI

Padova con il contributo della Regione Veneto. Il documentario è stato presentato alla cittadinanza il 15 aprile scorso all’Auditorium Ramin di Cadoneghe, in occasione dell’81° anniversario della sua esecuzione. Alla realizzazione del progetto hanno preso parte, tra gli altri, Floriana Rizzetto, Silvano Carraro, lo storico Alessandro Naccarato, la voce narrante Irene Barichello e lo stesso Alberto Savio. Con la partecipazione straordinaria dei nipoti di Guido Franco e di Bruno Lazzaretto, in una serata intensa e partecipata la comunità di Cadoneghe ha ricordato il coraggio di uno dei suoi figli che, fino all’ultimo, ha combattuto per la nostra libertà.

• Giulia Turato

Limena: riconoscimenti in Consiglio

In occasione del Consiglio Comunale di mercoledì 1 aprile è stata consegnata una targa di ringraziamento al Maresciallo Maggiore Maria Teresa Turriziani e sono stati presentati il nuovo Comandante della Polizia Locale in convenzione il Vicecommissario Filippo Bovo e il nuovo Comandante della Stazione dei Carabinieri di Limena il Maresciallo Ordinario Giuseppe Rinaldi. “Un ringraziamento – a erma il sindaco Stefano Tonazzo – al Maresciallo Maggiore Maria Teresa Turriziani che per undici anni ha prestato servizio nel nostro Comune, ora è stata

trasferita a Padova,ma rimane una nostra concittadina. È stato un vero piacere salutare delle figure molto importanti per il nostro territorio, il nuovo Comandante della Polizia Locale in convenzione il Vicecommissario Filippo Bovo e il nuovo Comandante della Stazione dei Carabinieri di Limena il Maresciallo Ordinario Giuseppe Rinaldi. Grazie a questi uomini e donne che vestono la divisa e ogni giorno sono al nostro servizio per la sicurezza di tutta comunità”.

• (F.X.)

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zati

(VI), Oderzo (TV), Olmo di Creazzo (VI), Padova (PD), Pieve di Soligo (TV), Piove di Sacco (PD), Piovene Rocchette (VI), Ponte nelle Alpi (BL), Reschigliano (PD), Rovigo (RO), San Lazzaro di Savena (BO), San Martino di Lupari (PD), San Pietro in Casale (BO), San Vendemiano (TV), Schio (VI), Sottomarina di Chioggia (VE), Staranzano (GO), Taggì di Sotto (PD), Teolo (PD), Thiene (VI), Treviso (TV), Tricesimo (UD), Trichiana (BL), Trieste (TS), Udine (UD), Valdagno (VI), Vedelago (TV), Vicenza (VI), Villorba (TV).

Dalla Valdastico alla Holding, il nuovo volto del Veneto

Questo significa poter trattenere sul territorio circa 400 milioni di euro di pedaggi all’anno, risorse che in precedenza prendevano la via del bilancio centrale o dei soci privati e che ora potranno essere reinvestite direttamente per la manutenzione delle strade venete e la riduzione delle tari e. È il passaggio da una subalternità gestionale a una sovranità infrastrutturale che il Veneto rivendicava da tempo senza successo.

Lo stesso dinamismo si respira sul fronte della Valdastico Nord. La prospettiva di collegare l’A31 al Trentino è stata per trent’anni l’emblema dello

stallo istituzionale, prigioniera del “no” ideologico delle amministrazioni confinanti e della mancanza di una spinta governativa univoca. Oggi, l’intesa raggiunta sulla variante con sbocco a Trento Sud segna il superamento di un tabù storico. Mentre in passato il progetto naufragava regolarmente tra ricorsi e mancate intese tecniche, l’attuale convergenza tra Venezia e Trento, sostenuta dal potere di coordinamento del Ministero, ha creato un corridoio negoziale finora inesistente. Non si tratta solo di posare asfalto, ma di chiudere una ferita logistica che penalizzava l’intero sistema produttivo del Nord-

Est, o rendo finalmente un’alternativa concreta al congestionamento del Brennero. Il motore di questa improvvisa accelerazione risiede in gran parte nella solidità del rapporto tra Alberto Stefani e Matteo Salvini. Questo “asse” ha permesso di superare le frizioni che storicamente rallentavano i rapporti tra la periferia e il centro. La sintonia politica tra il leader della Lega veneta e il titolare del MIT ha creato una corsia preferenziale per le istanze del territorio, trasformando le rivendicazioni regionali in priorità dell’agenda di governo. Stefani è riuscito a capitalizzare il proprio peso politico a Roma per

ottenere garanzie e decreti, mentre Salvini ha trovato nel Veneto il laboratorio ideale per dimostrare la capacità del Ministero di sbloccare i cantieri. È questa filiera corta del potere, priva delle mediazioni estenuanti del passato, a spiegare perché dossier rimasti chiusi nei cassetti per trent’anni stiano trovando una soluzione proprio in questi mesi, segnando una stagione di realismo che punta dritto ai risultati tangibili. Ora non resta che attendere per vedere se questi accordi saranno e ettivamente realizzate o se si tratterà di “pre – intese” che, come quelle dell’Autonomia, sono rimaste tali per molto tempo.

L’intervista. L’assessore Lucas Pavanetto fa il punto sul mondo del lavoro e sulle potenzialità della regione più visitata d’Italia

TRA SFIDE OCCUPAZIONALI E IL NUOVO

ORIZZONTE DEL TURISMO TUTTO L’ANNO

Assessore Pavanetto, viviamo un periodo di forti incertezze economiche. Quali sono le risposte concrete che le imprese e i lavoratori trovano oggi nel suo?

Fin dalla prima seduta di consiglio, la giunta Stefani ha messo al centro del dibattito la necessità di potenziare il welfare aziendale e a rontare l’emergenza sociale in senso ampio. Non si tratta solo di grandi investimenti, che pure vedranno nuovi strumenti presentati a breve, ma di una analisi profonda su cosa serva realmente per attrarre e mantenere i lavoratori nel nostro territorio. Il problema oggi non è solo la mancanza di o erta, ma la di icoltà di far incontrare domanda e opportunità a causa di fattori esterni come l’emergenza abitativa. Molte opportunità di lavoro non vengono colte perché mancano alloggi vicini alle sedi aziendali o perché il trasporto pubblico non copre adeguatamente i collegamenti. Su questi due assi - casa e mobilitàstiamo concentrando il nostro lavoro. In questo contesto, che ruolo giocano i centri per l’impiego, spesso visti in passato solo come u ici burocratici per la disoccupazione?

Oggi la prospettiva è radicalmente cambiata. Veneto Lavoro è diventato un’eccellenza rispetto ad altre regioni

proprio per la sua capacità di agire in modo proattivo. Non parliamo più solo di gestione dell’urgenza o di lavoro stagionale, ma di un punto di incontro strategico tra competenze e richieste. Abbiamo messo in campo figure fondamentali come i case manager e gli account manager. I primi si occupano di costruire curriculum “ad hoc” sulle specializzazioni del lavoratore, mentre i secondi mantengono il contatto diretto con le imprese per comprenderne le necessità. Evitiamo così che il lavoratore disperda energie portando curriculum nelle aziende sbagliate, puntando invece tutto sulla precisione del match tra domanda e o erta.

Passando al turismo, lei viene da una realtà come Jesolo. Qual è lo stato di salute del settore nel litorale e nell’intera regione?

Il Veneto si conferma per l’ennesima volta la prima regione in Italia per presenze turistiche, con 74 milioni di presenze e 22 milioni di arrivi. Se guardiamo al comprensorio di Jesolo e Cavallino, parliamo di circa 12 milioni di presenze sicure: una cifra impressionante che rappresenta quasi tre volte gli abitanti dell’intero Veneto. La mia esperienza come amministratore a Jesolo, prima come consigliere e poi come presidente

del consiglio comunale, mi ha permesso di vivere queste dinamiche dall’interno. Il turismo è una leva economica imprescindibile, ma la vera sfida della nostra amministrazione è cambiare paradigma. Lei ha parlato spesso della necessità di superare il concetto di “destagionalizzazione”. Cosa intende esattamente?

L’obiettivo è smettere di parlare di “destagionalizzazione”, perché quel termine implica l’accettazione passiva di una stagionalità che oggi non dovrebbe più esistere. Dobbiamo ragionare su “città turistiche che vivono tutto l’anno”. Questo non serve solo ad aumentare le presenze attraverso eventi invernali, ma è un messaggio vitale per chi investe e per chi lavora. Chi sceglie di impegnarsi nel turismo non può farlo solo per quattro o cinque mesi per poi dover cercare un altro impiego. Dobbiamo dare stabilità e dignità a chi vive “di” turismo. È un modello che vogliamo applicare ovunque: dal litorale alla montagna, fino alle terme, che hanno potenzialità ancora inesplorate.

I dati dicono però che il turismo è molto concentrato. Come pensa di coinvolgere il resto del territorio veneto?

È un dato su cui riflettere: l’80% dei 74 milioni di presenze si concentra in sole

20 località. Questo significa in Veneto ci sono potenzialità ancora da sfruttare. Parlo del turismo dei cammini, delle ciclabili, del turismo esperienziale e della ricerca. Non c’è solo il “sole e mare” o le grandi città d’arte come Venezia e la montagna di Cortina. Centinaia di piccoli comuni possono e devono diventare protagonisti di un’o erta turistica diversificata, la nostra Giunta lavorerà intensamente su questo fronte. Un esempio di promozione integrata è stato “Casa Veneto” durante le Olimpiadi, un progetto che ha permesso

di mostrare alla stampa internazionale non solo lo sport, ma le eccellenze di tutte le nostre province. Infine, uno sguardo alla politica locale. In vista delle amministrative a Venezia, qual è il profilo ideale per il dopo-Brugnaro?

Credo che Luigi Brugnaro abbia fatto un lavoro straordinario, portando una modernità che altri sindaci non avevano saputo imprimere, specialmente nella riqualificazione di Mestre e con progetti come il “Bosco dello Sport”, una struttura di livello europeo strategica per l’attrattività del Veneto. Proprio a Mestre abbiamo recentemente inaugurato la nuova sede di Veneto Lavoro, recuperando u ici provinciali disabitati: un segnale forte di collaborazione tra Regione e Città. Per il futuro, la mia esperienza come coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia e ora come capogruppo e assessore mi dice che serve una squadra coesa. Non cerchiamo necessariamente un nome di bandiera, ma l’uomo giusto al momento giusto. In questo senso, Simone Venturini è un ottimo candidato: ha lavorato bene in questi anni e ha saputo creare un forte spirito di squadra attorno a sé.

Lucas Pavanetto

I conti della Regione. L’assessore Filippo Giacinti

Bilancio da 18,9 miliardi Le novità per il Veneto

Assessore Filippo Giacinti, i tempi di approvazione del bilancio regionale sono stati rispettati. Cosa significa questo per i cittadini veneti?

Siamo riusciti ad approvare il bilancio di previsione con un mese di anticipo rispetto alla scadenza di legge del 30 aprile. È un risultato politico e tecnico di rilievo perché ci permette di essere pienamente operativi da subito. Invece di procedere con la spesa in dodicesimi, come fatto nei primi tre mesi dell’anno, ora possiamo attuare gli obiettivi dell’amministrazione disponendo dell’intera capacità di spesa per i restanti tre quarti dell’esercizio. Parliamo di una manovra da 18,9 miliardi di euro. Sebbene sia un “bilancio ponte” tra due amministrazioni, introduce novità sostanziali su fronti caldi come la sanità e il diritto allo studio.

Quali sono i settori che beneficeranno maggiormente di queste risorse? Il sociale e la sanità territoriale sono le nostre bussole. Abbiamo stanziato fondi specifici per equiparare le borse di studio dei medici di medicina generale a quelle delle altre specialità e per coprire i costi del rinnovo contrattuale delle medicine di gruppo integrate. Per la prima volta nella storia della Regione, finanziamo al 100% le borse di studio per gli studenti universitari del Veneto e garantiamo risorse immediate per il sostegno delle scuole dell’infanzia paritarie.

Sul fronte delle infrastrutture, abbiamo raddoppiato i fondi per la manutenzione straordinaria delle strade tramite Veneto Strade e rifinanziato la Legge 39 con 18 milioni di euro destinati ai Comuni per la sicurezza stradale. Non abbiamo dimenticato la prevenzione del rischio idraulico, aggiungendo 9 milioni di euro agli stanziamenti già programmati.

Avete scelto di non aumentare l’addizio-

nale IRPEF, nonostante le critiche delle opposizioni. Come pensate di sostenere questa strategia nel lungo periodo?

La nostra strada è quella dell’e icienza e della sussidiarietà, non dell’aumento della pressione fiscale. Puntiamo molto su “Venexus”, un’iniziativa del Presidente Stefani che permette alle imprese di far confluire risorse destinate a scopi sociali e sanitari direttamente in progetti regionali, liberando così fondi per altre iniziative. Inoltre, attendiamo per giugno l’approvazione del federalismo fiscale. L’auspicio è che una parte consistente delle tasse pagate dai veneti rimanga finalmente sul territorio, garantendoci maggiore autonomia finanziaria. Quali i prossimi impegni in questo periodo non facile?

Da maggio inizieremo il “bilancio partecipativo”: incontreremo sindaci, sindacati e associazioni di categoria per condividere le scelte in vista del prossimo esercizio economico. Nel segno della condivisione e della responsabilità.

Trasporti. L’assessore regionale Diego Ruzza

“Biglietto unico, avanti con la sperimentazione”

Assessore Diego Ruzza, tra cinque anni che tipo di mobilità troveranno i cittadini veneti?

L’obiettivo condiviso con il Presidente Stefani e l’intera Giunta è consegnare un Veneto moderno, e icace e realmente fruibile. Stiamo lavorando per portare a termine la riforma del trasporto pubblico locale (TPL) basata sulla Legge n. 8 del 2025. La Regione tornerà a essere protagonista come coordinatrice dei distretti, con l’intento di uniformare il servizio e correggere le criticità attuali. Il mondo degli spostamenti sta cambiando e dobbiamo rispondere alle esigenze non solo dei centri urbani, ma soprattutto delle periferie e delle aree extraurbane.

Da anni si parla del “biglietto unico”. Quali i tempi e le risorse?

Per trasformare questo progetto in realtà, abbiamo già iniziato a stanziare risorse a bilancio per la progettazione e la sperimentazione. L’idea è un sistema moderno tramite app che permetta a turisti, pendolari e studenti di muoversi tra traghetti, autobus e treni regionali con un solo titolo di viaggio. È un’operazione complessa vista la varietà del nostro territorio, che spazia dal mare alla montagna. L’obiettivo è arrivare a una fase di sperimentazione concreta nei prossimi due anni.

Un punto critico sono i collegamenti ferroviari con gli aeroporti. Quando potremo arrivare in treno al Marco Polo di Venezia o al Catullo di Verona?

Non voglio fare promesse a vanvera, quindi non fornirò date certe finché non saremo pronti, ma posso garantire che i progetti stanno procedendo rapidamente, sia su Venezia che su Verona. Per Verona, l’obiettivo è collegare il Catullo alla stazione di Porta Nuova e alla sponda orientale del Lago di Garda. Riuscire a portare il treno direttamente in questi due scali rappresenterebbe un salto di qualità enorme per tutta la regione.

Il trasporto su gomma appare oggi molto

frammentato. Come intendete riorganizzarlo? Stiamo definendo con Province e Comuni i “bacini ottimali” per uniformare i flussi di utenza. La vera svolta sarà la creazione di un’Agenzia Regionale, prevista dalla Legge 8/2025, che gestirà questi bacini in una “triangolazione perfetta” tra Regione, aziende e territorio. Questo nuovo modello genererà ritorni economici che verranno reinvestiti nel TPL, permettendoci di aumentare le corse anche nelle zone più lontane dai centri. Solo o rendo servizi capillari possiamo incentivare lo “shift modale” e togliere auto dalle strade. Infine, capitolo sicurezza stradale. Cosa bolle in pentola per i Comuni?

Con l’approvazione del bilancio 2026 rifinanzieremo la Legge 39 con 18 milioni di euro. Questi fondi daranno risposta a circa cinquanta Comuni per interventi su viabilità e sicurezza di pedoni, ciclisti e automobilisti. Una volta assegnate le risorse, i Comuni avranno un anno di tempo per aggiudicare le gare e iniziare i lavori: vogliamo che i cantieri partano subito.

• (R.R.)

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Filippo Giacinti
Diego Ruzza

L’iniziativa. Al Forum Lavoro di Trento la presentazione con l’intervento del professor Carlo Cottarelli

CARTA, RADIO E WEB: IL GRUPPO EDITORIALE LA PIAZZA RACCONTA ANCHE IL TRENTINO

“Noi proviamo sempre a fare una cosa di icile: dare ai territori oltre alla rappresentazione di ciò che sta accadendo, anche una prospettiva della direzione che le comunità stanno prendendo”. Una frase dell’editore del gruppo La Piazza - LaPiazzaweb e Radio Veneto24 che esemplifica benissimo perché a Trento lo scorso 9 aprile il gruppo abbia deciso di invitare il professore Carlo Cottarelli a tenere a battesimo al Castello del Buonconsiglio la presentazione di Radio Trentino24 e dell’edizione di Trento de La Piazza. Pochi in Italia infatti sono in grado di raggiungere vette di chiarezza e di solidità accademica nell’indicare ad un pubblico vasto, e non per forza così informato sulle dinamiche della macro economia, prospettive di futuro. E così la presentazione di radio ed edizione cartacea e online sono diventate occasione per una lezione sul futuro del Trentino, del Nord Est e di questo pezzo di mondo che chiamiamo Italia. Non poteva esserci viatico migliore per spiegare appunto l’idea di fondo dei tre media che nascono in Trentino per dare una voce

in più al territorio, come ha ricordato in chiusura del convegno il nostro editore Giuseppe Bergantin, ma appunto con un approccio glocal: raccontare il particolare senza mai perdere di vista il contesto.

“Siamo qui per restare e vi diamo appuntamento all’anno prossimo” ha detto l’editore rinnovando l’intenzione appunto di rendere il Forum Lavoro un appuntamento fisso nell’agenda già fitta di eventi della primavera trentina. Ospite d’onore della giornata è stato il professor Carlo Cottarelli, economista di chiarissima fama. Prima di Cottarelli, che ha spiegato le dinamiche che rendono più faticoso che in altre regioni d’Europa, mantenere la competitività nel Nord Est d’Italia, hanno preso la parola il sindaco di Trento Franco Ianeselli e il vice presidente della Provincia, con delega al lavoro, Achille Spinelli.

“La situazione del Trentino è positiva dal punto di vista occupazionale e mantiene il trend degli ultimi anni, senza segnali di cedimento” ha detto Spinelli. “Dobbiamo intervenire su demografia, competenze e innovazione tecnologica che incideranno profondamente sulle dinamiche del lavoro

nel prossimo futuro - ha aggiunto -. Per questo abbiamo avviato un percorso di crescita dei salari e delle retribuzioni, un patto sviluppato all’interno delle categorie economiche e sindacali con i quali siamo impegnati nella costruzione di politiche di stimolo rivolte ai settori industriali, per sviluppare ulteriormente politiche di welfare e benessere lavorativo. Abbiamo poi diversi indicatori che dimostrano come l’attivazione femminile sul nostro territorio sia significativa”. Carlo Cottarelli

ha sottolineato durante la sua esposizione le ripercussioni relative alle recenti tensioni internazionali in Medio Oriente. “Lo shock energetico dovuto all’incertezza geopolitica globale - ha aggiunto - può portare a inflazione, recessione e quindi ad un più alto rischio di perdere il lavoro e in generale a una crescita minore del reddito delle famiglie. Servono interventi immediati come aiuti economici per sostenere chi è in di icoltà mentre nel lungo periodo la priorità deve essere liberarsi dalla schiavitù

degli idrocarburi, sia con le rinnovabili ma anche con l’energia nucleare”. “Essere parte di un momento tanto importante per comprendere i nostri territori è per noi una grande sfida e motivo di soddisfazione; con la nostra nuova proposta editoriale locale vogliamo raccontare il Trentino in modo fruibile da tutti in forma gratuita”, ha concluso l’editore Bergantin.

La presentazione a Trento L’editore Giuseppe Bergantin

IL PERSEVERARE DI BARBARA CODOGNO, “DIABOLICO” E SENZA COMPROMESSI

“Una cosa mi diverte: si parla spesso di personaggi storici, reali, che poi sulla carta diventano romanzeschi. Io faccio il contrario: il mio è un personaggio tutto inventato, eppure dalla carta nasce un personaggio reale”

Giornalista, scrittrice, curatrice d’arte, viaggiatrice… Barbara Codogno riesce a vivere mille vite diverse, tutte controcorrente.

“Perseveranza” (Apogeo Editore), il nuovo romanzo di Codogno, è una storia disturbante e a ascinante. Una storia che racconta il lato oscuro della nostra società e che mette il lettore di fronte a una serie di provocazioni impossibili da ignorare. Un libro da leggere, insomma. Per questo ho incontrato Codogno per approfondire insieme a lei i tanti spunti del suo splendido romanzo.

“Perseveranza” è un libro che non fa compromessi. Da dove sei partita per raccontare questa storia?

L’incipit è un fatto reale: un violinista che a un concerto resiste alla sua tosse fino alla fine dell’esecuzione del pezzo. Ricordo benissimo: ero al Pollini di Padova e ne rimasi impressionata. Cominciai a riflettere sulla fatica che aveva fatto quel musicista: resistere a qualcosa di fisico per un bene più grande. Da qui l’idea di parlare di un uomo che, invece, non aveva mai amato nulla che gli fosse valso la decisione di uno sforzo.

La genesi di questo romanzo è stata molto lunga, come mai?

Io non sono una scrittrice prolifica, ho sempre tempi lunghi. Inseguo idee,

intuizioni. Il mio processo di scrittura prevede che il personaggio si incarni in me: finché non lo sento pronto, non scrivo. E non faccio progetti, non so che cosa succederà… il personaggio prende vita da solo e mi guida nella scrittura. Poi sai, io scrivo amalgamando tutto: pensiero, parola, voce narrante… tutto in un unico flusso continuo e anche questo comporta che io debba entrare in quel particolare stato emotivo che mi permette una fusione perfetta.

Lo stile di questo libro è molto personale, un flusso di coscienza in cui si mescolano più piani temporali, realtà e percezione, memoria e invenzione, lampi e oscurità. Come nasce una scrittura così potente?

Ti svelo un segreto. Dopo la laurea in filosofia ero in crisi, mi avvicinavo al giornalismo e alla curatela d’arte ma i primi passi mi trovarono timida e spaesata. Così decisi di fare un corso di teatro. In città era arrivato il figlio di Lee Strasberg, John. Faceva delle audizioni e io mi presentai con una cosa super drammatica in stile Carmelo Bene, della serie: spiriti, apparite! Strasberg rise come un pazzo e mi scelse perché a suo avviso avevo incredibili potenzialità comiche. Quel suo corso mi ha cambiato la vita. Sul paco lui interrompeva la tua recitazione,

chiedendoti: ma il personaggio ha fatto colazione? E fuori che tempo fa? Ti spiazzava! È stata una rivelazione che poi è confluita nella scrittura: il personaggio è nel mondo: dentro alla pagine ma soprattutto fuori da queste. Il personaggio è pensiero, corpo, vita. Una lezione che ha lasciato il segno. Il tuo è un romanzo che non rassicura il lettore. Negli ultimi anni, invece, si sono moltiplicare opere rassicuranti, che cercano di mettere le cose a posto. Cosa ne pensi? Credo di essere per natura lontana dal mainstream. Oggi o devi mettere in piazza il tuo disagio, con storie tipo che sei guarita da un male incurabile, che hai un passato da tossico, oppure che la vita è bellissima e che felicità sta nelle piccole cose. Una ipocrisia provinciale, una menzogna banale

che edulcora la vita reale. Ma non parlerei di amore per la verità: nel mio caso è gusto estetico. Una cosa mi diverte: si parla spesso di personaggi storici, reali, che poi sulla carta diventano romanzeschi. Io faccio il contrario: il mio è un personaggio tutto inventato, eppure dalla carta nasce un personaggio reale, che vogliamo comprendere con categorie psichiche e sociali. Strano cortocircuito. Di cui sono ovviamente orgogliosa! Il tuo protagonista, Berto, è una persona ributtante. Quanto è stato di icile “scriverlo”, raccontarlo?

Entrare in contatto con lui è stato molto complesso. Poi è scattata la scintilla e tutto quello che per 4 anni avevo accumulato pensando a lui l’ho sputato sulla carta in meno di un mese. Certo, Berto è un vero stronzo,

ma sai che molte persone a lettura ultimata mi han detto: beh, ma anche io mi sento un po’ Berto… perché chi di noi non ha augurato la morte al tipo che ti so ia il parcheggio? Io credo che Berto sia anche la parte oscura e inconfessabile di noi tutti. Una parte eh? Lui è uno stronzo con s maiuscola.

Oltre alla scrittura sei impegnati su diversi fronti artistici: hai altri progetti di cui ci vuoi parlare?

Ti ho appena citato un grandissimo regista rumeno, io ho la fortuna di avere in copertina un’opera di Radu Belcin, grandissimo pittore anche lui rumeno. Che assieme a Flavia Pitis e ad altri grandi artisti sarà protagonista di una mostra dedicata alla pittura contemporanea che curerò a settembre a Padova. La mostra titola: “Sul futuro del corpo”. E come vedi, io sempre là torno: il corpo è la centralità della mia indagine. Corpo inteso come un tutt’uno di carne, pensiero, ambiente, parola… in questo caso il futuro del corpo è il futuro del corpo della pittura oggi in grande trasformazione.

• Giacomo Brunoro

• Chi è Giacomo Brunoro

Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.

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Educazione, territorio e futuro: quando impresa e scuola

crescono insieme

DESPAR NORD E LE SCUOLE: UN IMPEGNO

CHE NUTRE LE NUOVE GENERAZIONI

Dalla sana alimentazione ai progetti per la didattica: vent’anni di iniziative per accompagnare bambini, famiglie e insegnanti verso uno stile di vita più consapevole

Un percorso condiviso con le istituzioni scolastiche, le amministrazioni pubbliche, il mondo dell’associazionismo locale e quello delle imprese territoriali del mercato agroalimentare. Questo il programma di lungo corso e ampio respiro che Despar Nord ha intrapreso nell’ultimo ventennio per diventare partner di percorsi e progetti educativi a favore dei più piccoli, favorendo la di usione delle buone pratiche per la migliore educazione alimentare, raccontando l’importanza dei corretti stili di vita e dell’attività fisica, incoraggiando la conoscenza dell’ambiente e della natura e sostenendo la didattica nelle scuole. Un piano di idee e iniziative per investire con responsabilità nel futuro delle comunità e generare valore condiviso nei territori in cui il marchio dell’Abete è presente. Negli anni, queste iniziative sono cresciute e si sono trasformate, coinvolgendo sempre più insegnanti, studenti e famiglie. L’obiettivo è rimasto lo stesso: unire apprendimento e diverti-

mento, portando nelle scuole – ma anche fuori – esperienze nuove, stimolanti e coinvolgenti.

Tra i progetti più rappresentativi c’è “Le Buone Abitudini Despar”, un vero e proprio punto di riferimento per l’educazione alimentare nato con l’obiettivo di supportare scuole e famiglie nel raggiungere un concetto ampio di qualità della vita, con particolare attenzione ai temi della sana alimentazione e dell’adozione di stili di vita salutari. Nato per promuovere corretti stili di vita tra i più giovani, dal suo avvio vent’anni fa ha coinvolto numerosi comuni del Veneto, promuovendo il coinvolgimento e l’adesione di centinaia di insegnanti e migliaia di alunni, diventando un’occasione preziosa per parlare di benessere in modo semplice e concreto.

Il progetto accompagna bambini, insegnanti e famiglie lungo tutto il percorso della scuola primaria, grazie a programmi pensati su misura per ogni classe e sviluppati insieme a specialisti del settore. Un

percorso educativo completo, che aiuta a costruire abitudini sane fin da piccoli. Negli ultimi mesi, “Le Buone Abitudini” ha preso vita anche in modo nuovo e originale, trasformando alcuni punti vendita Interspar in vere e proprie aule didattiche.

A Bassano del Grappa, oltre 250 bambini di sei scuole tra infanzia e primaria hanno partecipato a laboratori dedicati alla scoperta della piramide alimentare. Guidati da un’educatrice professionista, hanno imparato a riconoscere i diversi

gruppi di alimenti e a capire quanto sia importante seguire una dieta varia ed equilibrata. A Castelfranco Veneto, invece, i più piccoli sono stati accompagnati in un viaggio fatto di storie, profumi e colori. Attraverso il racconto animato di una cantastorie e attività manuali ed esperienziali, i bambini hanno esplorato il mondo dei legumi, delle spezie, delle erbe aromatiche e dei cereali, scoprendone caratteristiche, sapori e proprietà. Accanto a questi percorsi educativi, Despar Nord sostiene concretamente

anche la didattica nelle scuole di tutta Italia con iniziative come “Scuola Facendo” e “Stickermania”. Solo negli ultimi due anni, questi progetti hanno permesso di raccogliere oltre 1,1 milioni di euro, destinati all’acquisto di materiali e attrezzature per più di 4.700 scuole, tra istituti pubblici e paritari di ogni ordine e grado. Un impegno che va oltre il semplice sostegno economico: è una scelta che guarda lontano, mettendo al centro le persone, l’educazione e il futuro delle nuove generazioni.

Dalla natura al supermercato: i bambini scoprono la biodiversità con Despar Nord

Imparare a rispettare l’ambiente partendo da esperienze concrete, da vivere con curiosità e meraviglia. È questo lo spirito del nuovo percorso educativo avviato da Despar Nord, pensato per avvicinare i più piccoli ai temi della sostenibilità e della tutela degli ecosistemi. Per farlo, l’azienda ha scelto di collaborare con Moretto Farm, una realtà trevigiana giovane e innovativa che ha fatto della sostenibilità la propria missione. Qui, infatti, si applicano ogni giorno i principi dell’economia circolare e si lavora per proteggere e valorizzare la biodiversità, attraverso attività come l’acquaponica e l’apicoltura sostenibile. Moretto Farm è anche una delle eccellenze promosse da Despar Nord all’interno del progetto “Sapori del Territorio”, nato per dare valore alle produzioni locali e sostenere uno sviluppo responsabile, legato alla qualità e al

rispetto dell’ambiente.

Proprio da questa collaborazione è nato un percorso educativo speciale, che ha visto protagonisti gli alunni delle classi terze della scuola primaria “Ugo Foscolo” di Montebelluna (TV).

La prima tappa si è svolta direttamente in azienda, dove i bambini hanno potuto osservare da vicino la serra acquaponica e scoprire come nasce il miele, imparando a conoscere i processi naturali e le tecniche sostenibili utilizzate.

Il percorso si è poi concluso all’Interspar di Montebelluna, trasformato per l’occasione in uno spazio di condivisione e scoperta. Qui i bambini hanno ripercorso il viaggio del miele e presentato disegni, lavori e riflessioni nati dall’esperienza vissuta, diventando veri protagonisti di un progetto che lega natura, cibo e lavoro.

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Padova, nuova governanceper la sanità: Fortuna ridisegnai vertici dell’Azienda ospedaliera

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Si completa il nuovo assetto ai vertici dell’Azienda Ospedale-Università di Padova. Con l’insediamento del direttore generale Paolo Fortuna, prende forma la squadra che guiderà uno dei poli sanitari più rilevanti del Veneto, tra continuità e nuove nomine. Il primo tassello riguarda la direzione sanitaria, affidata alla dottoressa Carla Destro, che succede al dottor Michele Tessarin.

Per Destro si tratta di un ritorno a Padova dopo l’esperienza maturata all’Ulss 5 Polesana, dove ha ricoperto un ruolo chiave nella direzione medica ospedaliera e nella gestione del rischio clinico. Un profilo tecnico e gestionale che punta a rafforzare l’organizzazione dei servizi e la qualità dell’assistenza.

fase di trasformazione e rilancio. Il terzo pilastro della nuova governance è rappresentato dal professor Paolo Simioni, nominato direttore scientifico per i prossimi quattro anni. Succede al professor Paolo Navalesi e porta con sé un profilo di alto livello nel panorama della medicina padovana e nazionale. Il suo incarico sarà centrale per il coordinamento della ricerca e per il rafforzamento del legame tra attività clinica e innovazione scientifica. La nuova squadra delineata da Fortuna mette insieme competenze consolidate e nuove energie, con l’obiettivo di affrontare le sfide della sanità contemporanea: dalla gestione delle liste d’attesa al potenziamento della medicina territoriale, fino allo sviluppo della ricerca e dell’alta specializzazione.

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Nel segno della continuità, invece, la scelta sul fronte amministrativo: Fabio Perina resta al suo posto, incarico che ricopre dal marzo 2021. Una conferma che garantisce stabilità nella gestione economica e organizzativa dell’azienda, in una

Un equilibrio tra esperienza e rinnovamento che punta a consolidare il ruolo strategico di Padova nel sistema sanitario regionale e nazionale, rafforzando un modello capace di coniugare assistenza, didattica e ricerca.

Ulss 6 Euganea, nuova direzione strategica: integrazione, trasparenza e visione i pilastri

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Integrazione, trasparenza e visione. Sono questi i tre assi su cui si fonda la nuova Direzione Strategica dell’Ulss 6 Euganea, presentata dal direttore generale Patrizia Benini. Una squadra rinnovata che guiderà l’azienda sanitaria più grande del Veneto, con un bacino di quasi un milione di abitanti, quattro ospedali e una rete articolata tra distretti e servizi territoriali. Accanto alla direttrice generale entrano due nuovi direttori: Elena Debora Toffanello, 48 anni, geriatra con esperienza sia ospedaliera che territoriale, nominata Direttore Sanitario, e Francesco Favretti, 62 anni, statistico con una lunga carriera nella gestione amministrativa in ambito sanitario, scelto come Direttore Amministrativo. Confermato invece Stefano Vianello nel ruolo di Direttore Socio-Sanitario. La nuova governance punta su un equilibrio tra qualità dei servizi e sostenibilità economica. Toffanello avrà il compito di coordinare l’attività sanitaria complessiva, dall’ospedale alla prevenzione, fino alle cure

primarie e palliative, con un ruolo chiave nello sviluppo della medicina territoriale e nell’organizzazione delle case e degli ospedali di comunità. Favretti sarà invece chiamato a garantire la tenuta dei conti e la pianificazione finanziaria, governando risorse umane, approvvigionamenti, sistemi informativi e logistica, con l’obiettivo di sostenere lo sviluppo dell’azienda in un contesto di crescente complessità. Resta centrale il ruolo di Vianello, ponte tra sanità e sociale, con la responsabilità dell’integrazione tra prestazioni sanitarie e assistenza sociale e il coordinamento dei servizi dedicati ad anziani, disabili, minori e famiglie, oltre alle aree della psichiatria e delle dipendenze. Una squadra che, nelle intenzioni della direzione, dovrà rafforzare la collaborazione interna e il dialogo con i territori, in particolare con i Comuni, anche in vista dell’avvio degli Ambiti Territoriali Sociali, tassello chiave della riorganizzazione dei servizi sul territorio.

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Sara Busato
Francesco Favretti, Elena Debora To anello, Patrizia Benini, Stefano Vianello

Il DG Paolo Fortuna delinea la strategia: potenziare l’eccellenza dell’Azienda Ospedale Università e migliorare la rete territoriale.

Sanità a Padova, la reingegnerizzazione al centro del nuovo modello

La direttrice indicata è la reingegnerizzazione, intesa come trasformazione profonda dell’organizzazione sanitaria basata su tre pilastri: assistenza e presa in carico, ricerca e formazione, innovazione tecnologica e digitalizzazione. A delineare questo percorso è il direttore generale Paolo Fortuna, che ha tracciato le linee di sviluppo dell’Azienda Ospedale Università di Padova, confermandone il ruolo di polo di eccellenza e attrattore per pazienti da tutto il Veneto e dall’Italia, grazie anche all’elevato volume di prestazioni. Parallelamente, la strategia punta a rafforzare la qualità della sanità sul territorio, valorizzando gli ospedali della rete. In questo quadro rientrano la concentrazione di attività specialistiche, come dialisi e riabilitazione cardiologica e ortopedica al Sant’Antonio, e il consolidamento della collaborazione con Cittadella, Camposampiero, Schiavonia e Piove di Sacco. La reingegnerizzazione implica anche un cambiamento culturale, orientato a guidare i citta-

dini verso un utilizzo più appropriato dei servizi, riducendo i tempi di accesso e migliorando l’efficacia delle cure, anche in vista del nuovo policlinico di Padova est. Centrale resta inoltre la capacità di attrarre e trattenere professionisti sanitari, in un contesto segnato da carenza di personale. Tra le priorità individuate figurano il rinnovamento organizzativo, la digitalizzazione con attenzione alla cybersicurezza, la sostenibilità e l’ascolto. L’obiettivo è anticipare i bisogni e adattare l’offerta, mantenendo un equilibrio tra eccellenza ospedaliera e sviluppo della rete territoriale.

Il

Dottor Claudio Pilerci nuovo Direttore della Funzione Ospedaliera dell’Ulss 6 Euganea

Un

ruolo cruciale nel coordinamento delle strutture ospedaliere per migliorare l’efficienza e la qualità delle cure

Il dottor Claudio Pilerci, classe 1965, è stato nominato Direttore della Funzione Ospedaliera dell’Ulss 6 Euganea, assumendo un ruolo chiave nell’organizzazione sanitaria dell’azienda. Dal 1° settembre 2023, Pilerci ricopriva il ruolo di Direttore medico dell’Ospedale di Piove di Sacco. Ora, con il nuovo incarico, sarà responsabile del coordinamento delle Direzioni dei quattro presidi ospedalieri aziendali (Cittadella, Camposampiero, Piove di Sacco, Schiavonia), per garantire il buon funzionamento delle attività sanitarie, l’efficienza delle strutture ospedaliere e la qualità delle cure offerte. La nomina, formalizzata con la firma del contratto con il Direttore Generale dell’Ulss 6, dott.ssa Patrizia Benini, segna un nuovo

capitolo nella carriera del dottor Pilerci, che ha alle spalle un ampio percorso formativo e professionale. Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1991 e specializzato in Igiene e Medicina Preventiva, ha completato nel 2004 un Executive Master in Management delle Aziende Sanitarie presso l’Università Bocconi di Milano e nel 2022 ha conseguito un titolo per il supporto all’attuazione del PNRR in Regione Veneto. Il dottor Pilerci ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità, tra cui quello di Direttore della Direzione Programmazione Sanitaria - LEA in Regione Veneto dal 2021 al 2023. Ora, con il nuovo incarico, porterà la sua esperienza per ottimizzare l’intera rete ospedaliera dell’Ulss 6 Euganea, assicurando una gestione integrata e una migliore presa in carico dei pazienti, con un forte coordinamento tra ospedali e territorio. L’obiettivo è quello di garantire una sanità più efficiente e orientata alla qualità delle cure.

Fascicolo sanitario elettronico, scattata la scadenza del 31 marzo per l’adeguamento delle strutture

Nuove regole per ospedali e ambulatori: referti entro cinque giorni e dati condivisi per migliorare le cure. Veneto capofila nell’utilizzo del servizio digitale, lo usano due cittadini su tre

anche in caso di accesso al pronto soccorso in un’altra zona del Paese, i sanitari potranno avere subito un quadro chiaro delle condizioni del paziente.

I numeri mostrano una crescita significativa dell’utilizzo. Tra luglio e settembre 2025, il 27% degli italiani ha consultato il Fascicolo sanitario elettronico. Il Veneto si distingue con una delle percentuali più alte: il 66% dei cittadini ha già utilizzato il servizio. Complessivamente, oltre 6,4 milioni di persone hanno effettuato almeno un accesso, mentre per circa 23 milioni di cittadini è stato caricato almeno un documento.

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Prosegue anche in Veneto il percorso del Fascicolo sanitario elettronico, destinato a diventare il fulcro della sanità digitale. Il 31 marzo ha segnato una data importante: entro questo termine tutte le strutture sanitarie, pubbliche e private, si sono dovute adeguare alle nuove modalità di trasmissione dei dati. L’obiettivo è rendere più semplice e immediato l’accesso alle informazioni sanitarie dei cittadini. Il Fascicolo rappresenta infatti una sorta di archivio digitale personale dove vengono raccolti documenti, esami e referti legati alla storia clinica di ciascun assistito. Attraverso questo strumento, ogni cittadino può consultare i propri dati e condividerli con medici e specialisti, favorendo cure più rapide e coordinate.

Per rendere il sistema davvero efficace, tutte le strutture dovranno utilizzare un linguaggio comune e rispettare tempi precisi: i referti dovranno essere caricati entro cinque giorni dalla visita o dall’esame. In questo modo,

Resta però ancora limitata la quota di chi ha dato il consenso alla consultazione dei propri dati da parte dei medici, ferma al 44%. Molto alta, invece, la partecipazione dei medici di famiglia e dei pediatri, con oltre il 95% già presenti nel sistema.

Tra gli strumenti più importanti c’è il cosiddetto profilo sanitario sintetico, una scheda aggiornata dal medico di base o dal pediatra che riassume le informazioni principali sulla salute del paziente. Si tratta di un documento essenziale per permettere ai sanitari di capire rapidamente la situazione clinica, soprattutto nei casi di urgenza.

I cittadini possono accedere al Fascicolo tramite identità digitale e hanno pieno controllo sui propri dati: possono decidere chi può consultarli, modificare in qualsiasi momento le autorizzazioni e verificare chi ha avuto accesso alle informazioni. Anche la revoca del consenso è sempre possibile e non comporta conseguenze sull’assistenza sanitaria.

Fascicolo sanitario elettronico: accesso in pochi clic con i video tutorial della Regione Veneto

La Regione del Veneto punta sulla semplicità per avvicinare i cittadini al Fascicolo Sanitario Elettronico. Sono infatti disponibili una serie di video tutorial chiari e immediati, pensati per guidare passo dopo passo nell’utilizzo dei servizi sanitari online e nella gestione della propria salute digitale. I video accompagnano l’utente nelle principali funzionalità del fascicolo: dall’accesso tramite identità digitale alla consultazione di referti, ricette e documenti clinici, fino alla possibilità di monitorare il proprio percorso sanitario e avere sempre a disposizione

la propria storia medica in modo sicuro e organizzato. Non mancano indicazioni pratiche anche su come aggiornare i dati, condividere le informazioni con i professionisti sanitari e sfruttare al meglio i servizi disponibili.

I contenuti, realizzati da Give Emotions – società editrice de La Piazza, LaPiazzaweb e Radio Veneto24 – nascono con l’obiettivo di rendere più accessibili e intuitivi gli strumenti messi a disposizione dal sistema sanitario regionale, favorendone così una diffusione sempre più ampia tra gli utenti.

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