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lapiazza di Padova Nord - Ago26

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di Padova Nord

DAL 1994

AGOSTO 2026

Periodico d’informazione locale - Anno XXXIII n. 175

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Sicurezza idraulica: stanziati dalla Regione 737 mila euro del Genio Civile per i fiumi padovani

Energia, l’Antitrust sulle concessioni, intanto il Veneto punta all’autonomia

Case della Comunità: raggiunto l’accordo, arrivano i medici di medicina generale

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Il fine vita al centro del dibattito in Veneto

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l tema del fine vita torna a infiammare l’agenda politica del Veneto in questa calda estate. Dopo il rinvio tecnico e le tensioni registrate nelle ultime sedute estive del Consiglio regionale, la discussione sulla proposta di legge di iniziativa popolare promossa dall’associazione Luca Coscioni è stata calendarizzata per il prossimo settembre, trasformandosi nel banco di prova più delicato della stagione politica autunnale. Il provvedimento, che punta a regolamentare tempi e procedure certe per l’accesso al suicidio medicalmente assistito in applicazione della storica sentenza 242 del 2019 della Corte Costituzionale, riapre ferite e spaccature mai sopite all’interno dell’emiciclo di Palazzo Ferro-Fini. Già nel gennaio del 2024 il Veneto era stato pioniere in Italia su questo fronte, vedendo tuttavia la proposta respinta per un solo voto a causa di defezioni trasversali e distinguo interni alla stessa maggioranza. Un colpo di scena che innescò accese reazioni contrastanti e tenne vivo il dibattito a lungo, dentro e fuori il Palazzo. Anche in vista del nuovo appuntamento di settembre, il clima si conferma rovente.

ANZIANI E GIOVANI A RISCHIO SOLITUDINE E ISOLAMENTO SCAMBIO ATTIVO TRA GENERAZIONI, UN PATTO CHE COINVOLGE TUTTI servizi alle pag. 4-5

CURTAROLO E SAN GIORGIO IN BOSCO INSIEME PER “L’ENERGIA DEI SINDACI”

servizio a pag. 13

I COSTI PER OLIMPIADI E PEDEMONTANA SCALDANO I CONTI DELLA REGIONE

servizio a pag. 19

segue a pag. 19

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IL TEMPO SOSPESO TRA LE GENERAZIONI

numeri, come sempre, lasciano poco spazio alla fantasia: il Nordest, e quindi anche Veneto e Trentino fa i conti con una comunità che invecchia a passi spediti. Lo confermano recenti dati Istat e proiezioni demografiche. Guardando alle cifre il Veneto ormai conta oltre 200 anziani ogni cento ragazzi mentre in Trentino sono più di trentamila gli over 70 che affrontano la quotidianità in solitudine. Dal Covid in poi le fragilità e i bisogni dell’una e dell’altra generazioni si sono fatti ancora più urgenti.

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Enigmistica

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ACQUA... NON SPRECHIAMOLA

Buone pratiche per un uso consapevole e sostenibile. Nessuno spreco

Installa un rubinetto alle fontane a getto continuo.

Fai manutenzione

Riutilizza

Chiudi il rubinetto centrale dell’acqua quando stai fuori casa per lunghi periodi.

Raccogli in una bacinella l’acqua usata per lavare frutta e verdura e utilizzala per annaffiare le piante.

Ogni 20 minuti tutte le notizie del Veneto aggiornate in tempo reale. Riduci Nessuno spreco

Ottimizza

Chiudi il rubinetto mentre ti lavi i denti, ti radi o ti insaponi. Più volte lo fai, più acqua risparmi. Il rubinetto ha una portata di più di 10 litri al minuto.

Scegli di annaffiare il giardino dopo il tramonto, l’acqua evapora più lentamente e ha il tempo di essere assorbita dal terreno.

Metti in funzione lavatrice e lavastoviglie solo a pieno carico. Per ogni lavaggio si consumano in media tra gli 80 e i 120 litri di acqua.

Nessuno spreco

Fai manutenzione

Riduci

Assicurati che i rubinetti di casa siano dotati di frangigetto per diminuire la quantità di acqua in uscita senza diminuire la resa.

Controlla la presenza di eventuali perdite dai rubinetti e dagli scarichi del wc. Un rubinetto che gocciola può perdere fino a 5 litri al giorno.

Riduci i lavaggi delle auto e se necessario ricorriamo solo agli autolavaggi che dispongono di sistemi di raccolta dell’acqua di scarico.

Nessuno spreco

Ottimizza

Verifica

Scegli di fare la doccia al posto del bagno e chiudi il rubinetto mentre ti insaponi. Con una doccia di 4 minuti si consumano dai 20 ai 40 litri di acqua.

Utilizza per il wc lo sciacquone a scarico differenziato. Oltre il 30% dell’acqua domestica esce dallo scarico del wc (ogni volta circa 12 litri).

Informati se ci sono ordinanze sul risparmio idrico emesse dal tuo Comune o nei luoghi in cui trascorri le vacanze.

Nessuno spreco

Riutilizza

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Scegli elettrodomestici ad alta efficienza con programmi a risparmio d’acqua.

Raccogli l’acqua piovana in contenitori e utilizzala per lavare le auto o gli spazi esterni.

Preferisci piante autoctone che meglio si adattano e che richiedono meno acqua.

Ascoltaci in tutto il Veneto in auto sul SCARICA L’APP Nessuno spreco RADIO VENETO24 Utilizza responsabilmente il wc: SUL TUO SMARTPHONE

non è una pattumiera. Ogni volta che tiri lo sciacquone consumi circa 12 litri di acqua.

Ottimizza

Effettua una buona pacciamatura attorno alle piante del giardino, in questo modo aiuterai l’acqua a rimanere nel terreno.

ASCOLTACI SU WWW.VENETO24.IT SUL TUO PC O ALEXA Metti l’acqua in frigorifero

Riduci

se la vuoi fredda, non farla scorrere dal rubinetto finché non si raffredda.

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FACCIAMO IL PUNTO

di Padova Nord

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IL TEMPO SOSPESO TRA LE GENERAZIONI • Nicola Stievano Segue da pag. 1

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QUASI 900 MILA EURO PER ASILO NIDO E MENSA SCOLASTICA

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uasi 900 mila euro entrano nelle casse del Comune di Cadoneghe. Il Ministero ha infatti liquidato 897.644,43 euro di risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) per due tra le opere più importanti realizzate negli ultimi anni: il nuovo asilo nido e la mensa scolastica. Un passaggio fondamentale nel percorso di attuazione e rendicontazione dei progetti finanziati dal PNRR, che certifica il corretto svolgimento dell’iter amministrativo seguito dal Comune. Nel dettaglio, sono stati accreditati 766.449,41 euro per il nuovo asilo nido comunale e 131.195,02 euro per la nuova mensa scolastica. Il nuovo nido, realizzato tra via Ariosto e via Guido Franco, è una struttura moderna di circa 900 metri quadrati che entrerà in funzione a settembre 2027 e potrà accogliere fino a 74 bambini. Anche la mensa scolastica è già stata completata e inaugurata e offre agli alunni spazi più moderni e funzionali. “L’incasso di queste risorse rappresenta un risultato importante che premia il lavoro svolto dall’Amministrazione e dai nostri uffici. Il PNRR non significa soltanto ottenere un finanziamento: significa rispettare tempi rigorosi, procedure complesse e continui adempimenti amministrativi. Oggi il Ministero certifica, con l’erogazione delle risorse, la correttezza del percorso seguito dal Comune” commenta il sindaco Marco Schiesaro. Sul tema interviene anche l’assessore ai Lavori pubblici Nicolò Comis, che replica alle critiche emerse nell’ultimo Consiglio comunale: “La politica degli allarmismi viene, ancora una volta, smentita dai fatti. La scorsa settimana, in Consiglio comunale, il consigliere Scacco ha creato allarmismi sul rischio di perdere finanziamenti PNRR che oggi, con l’arrivo dell’erogazione dei fondi, vengono puntualmente smentiti”.

Il sindaco di Cadoneghe Marco Schiesaro: “Premiato il lavoro dell’Amministrazione e degli uffici”

i fronte a questo scenario la tentazione della retorica è forte. Da un lato la commiserazione per gli anziani “soli e fragili”, dall’altro la ramanzina paternalistica per i giovani “incomunicabili e disorientati”. È una narrazione pigra e, soprattutto, falsa. Se ci prendiamo la briga di gettare lo sguardo oltre i luoghi comuni, scopriamo che i ragazzi e i grandi anziani di questo territorio non sono due pianeti lontani che si ignorano. Sono, al contrario, due specchi che riflettono la medesima ferita: il rischio dell’invisibilità. I giovani soff rono per un futuro che sembra già ipotecato, per la difficoltà di trovare spazi di espressione autentica e per un sovraccarico digitale che spesso maschera una profonda solitudine emotiva. Gli anziani soffrono per l’improvviso ridimensionamento del proprio ruolo sociale, confinati nell’etichetta di “utenti da assistere” anziché custodi di competenze ed esperienze. Entrambi vivono la frustrazione di una comunicazione interrotta, in cui parlare non significa essere ascoltati. Per decenni abbiamo risposto a queste fragilità con l’assistenzialismo: sussidi, servizi a sportello, intrattenimento di facciata. Strumenti utili, certo, ma insufficienti se non affrontano la radice del problema:

la perdita di dignità e di autonomia. Un anziano ha bisogno di essere riconosciuto come risorsa attiva, fin dove possibile. Un giovane chiede fiducia concreta per incidere sulle decisioni della propria comunità. In alcune zone del nostro territorio si intravedono già le fondamenta di un cambio di rotta. Pensiamo ai progetti di abitare condiviso tra studenti universitari e pensionati, al volontariato di comunità che unisce il passo di chi ha memoria al dinamismo di chi ha visione, o ai tavoli territoriali che finalmente smettono di parlare dei giovani e degli anziani per iniziare a parlare con loro. Il dialogo intergenerazionale non è un esercizio poetico o un atto di bontà. È un’infrastruttura sociale primaria, urgente quanto una superstrada o la banda larga. Senza questo ponte, il nostro territorio rischia di trasformarsi in una gigantesca ed elegante residenza per anziani senza futuro, circondata da giovani che sognano di andarsene altrove. Urge allora restituire a chi si trova ai margini dell’agenda economica e spesso anche delle decisioni politiche, perché nel parlarne invece tutti sono bravi, la chiave per ricucire la trama sociale e avvicinare queste generazioni solo in apparenza lontane.

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• Giulia Turato

ASCOLTA ORA di Padova Nord è una testata giornalistica di proprietà di

ASCOLTACI IN Questa edizione raggiunge le zone di Cadoneghe, Curtarolo, Limena e Vigodarzere per un numero complessivo di 11.375 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero Srl iscrizione ROC 32199

Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin - formato da 26 edizioni locali mensilmente recapitato a 575.000 famiglie del Veneto e del Trentino

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Giovani e anziani/1. Interventi sociali e welfare, potenziati il centro Spinelli e la biblioteca con il supporto del terzo settore

CADONEGHE CONTRASTA LA SOLITUDINE CON LO SCAMBIO ATTIVO TRA GENERAZIONI N el comune di Cadoneghe le dinamiche demografiche evidenziano due fasce di popolazione particolarmente rilevanti: i giovani tra i 15 e i 29 anni rappresentano il 15,5% dei residenti, mentre le persone dagli 80 anni in su costituiscono l’8,6% degli abitanti, con una presenza di ultra novantenni che supera le 200 unità. A questo quadro si aggiunge la condizione di vedovanza, che interessa 1077 cittadini, registrando tra le donne un’incidenza quadrupla rispetto agli uomini. Di fronte a questi dati, il rischio principale per la popolazione è rappresentato dalla solitudine, un fenomeno che attraversa l’intera comunità senza distinzione d’età. “La solitudine al giorno d’oggi non ha età”, spiega l’assessore al sociale Sara Ranzato. “Per i giovani si chiama precarietà, inserimento lavorativo, scuola, bullismo, social che sostituiscono la piazza, per gli anziani si chiama vedovanza, pensionamento, figli lontani. In entrambi i casi il risultato è il medesimo: giornate vuote e impossibilità di sentirsi impegnati, utili e parte di una Comunità”. Per rispondere a queste fragilità l’amministrazione ha scelto di potenziare i servizi e le occasioni di incontro, puntando sullo scambio intergenerazionale attraverso le proposte avviate dal 2022 presso il centro polifunzionale Spinelli, divenuto un punto di

aggregazione fondamentale. “Spesso per aiutare persone ai margini non servono progetti faraonici ma serve aprire una porta, collocare delle sedie a cerchio e lasciare che le storie si incrocino”, evidenzia l’assessore Ranzato. “Il punto di forza infatti è proprio l’incrocio, quando un nonno insegna a giocare a carte ad un ragazzo e questo insegna al nonno ad usare lo smartphone allora così la comunità non è un termine astratto ma diventa una pratica quotidiana”. In questo contesto un ruolo strategico è svolto dalla biblioteca comunale, potenziata nei servizi e riconosciuta come luogo di comunità. Negli ultimi due anni l’ente locale ha ottenuto finanziamenti tramite i bandi Cultura in Comune della Regione Veneto e Biblio_lab della Fondazione Cariparo, intercettando oltre 40.000 euro di contributi destinati all’organizzazione di momenti di confronto, approfondimento e svago. Tra i prossimi obiettivi dell’amministrazione figura la ristrutturazione e l’ampliamento del polo bibliotecario per la creazione di un hub culturale per giovani e giovanissimi, senza tralasciare le iniziative legate all’intergenerazionalità. L’intera azione di promozione della partecipazione attiva vede l’amministrazione affiancata in modo continuo dal terzo settore e dalle cooperative sociali. Nell’area dedicata alla terza età operano la Coope-

rativa Il Sestante, Auser Cadoneghe, l’associazione Abbraccio Alzheimer e il Gruppo Segno & Colore. Per la fascia giovanile collaborano le associazioni sportive del territorio, le cooperative L’Iride, Sphera e La Bottega dei Ragazzi, e l’Associazione Puzzle. Completano la rete l’adesione a iniziative come Plastic Free e al progetto Occupati a Luglio, giunto

alla quarta edizione, sostenuto dalle Botteghe di Cadoneghe e dalla Pro Loco. “Collaboriamo a stretto giro con il terzo settore”, conclude l’assessore Sara Ranzato, “perché giovani e anziani non siano un problema da gestire ma delle risorse per la comunità”. • Nicola Stievano

Vigodarzere vicina ai nonni con una settimana tutta per loro, dal 28 settembre

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Vigodarzere la tutela e la promozione del benessere della popolazione anziana si sviluppano attraverso una rete integrata di servizi di prevenzione, sostegno economico e inclusione sociale. Tra le iniziative di maggior rilievo spicca la “Settimana dei Nonni & Over 65”, promossa dall’assessore alle politiche sociali Katia Bano all’interno del progetto finanziato da Fondazione Cariparo “Vigodarzere in Azione. Stop alle emergenze sociali”. L’evento, in programma dal 28 settembre al 4 ottobre 2026, propone esami

diagnostici gratuiti nelle farmacie territoriali, letture intergenerazionali in biblioteca, balli di gruppo e spettacoli teatrali. Per far fronte all’aumento del costo della vita, il Comune ha inoltre stanziato contributi a fondo perduto fino a 250 euro per il rimborso delle utenze domestiche sostenute dagli over 65 con ISEE fino a 12.000 euro. A questi interventi si aff iancano i servizi di trasporto e consegna pasti a domicilio gestiti da Anteas, le attività del “Nonno Vigile” per la sicurezza scolastica e lo Sportello Sociale in

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collaborazione con la Croce Rossa Italiana per contrastare le fragilità. “Attraverso questa iniziativa il Comune di Vigodarzere sigla il proprio impegno nel promuovere politiche sociali capaci di contrastare la solitudine, favorire l’invecchiamento attivo e rafforzare i legami tra le generazioni”, sottolinea l’assessore Katia Bano. “Il benessere delle persone passa non solo attraverso il sostegno economico e i servizi, ma anche dalla possibilità di coltivare relazioni e sentirsi parte attiva della comunità”.

A completare gli interventi comunali per la terza età ecco anche i soggiorni climatici nelle località marine e montane, i corsi di ginnastica termale, le lezioni del programma di educazione permanente, i contributi straordinari per le spese di riscaldamento, i servizi di facilitazione del “Punto Digitale Facile” e gli incontri informativi “Non farti ingannare!” organizzati in collaborazione con i Carabinieri per prevenire le truffe. • (N.S.)

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5 Giovani e anziani/2. Servizi di assistenza sociale e supporto alle famiglie, in campo l’Auser

CURTAROLO GUARDA AI 350 ANZIANI SOLI E METTE IN CAMPO ALLEANZE PER I RAGAZZI

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Curtarolo la struttura demografica evidenzia una significativa presenza della popolazione anziana, con oltre il 22 per cento dei circa 7.100 residenti che supera i sessantacinque anni d’età, a fronte di una componente giovanile sotto i trent’anni che rappresenta circa un quarto dell’intera comunità. I dati dell’Aulss 6 relativi al 2025 registrano sul territorio comunale 349 anziani che vivono in condizione di solitudine, dei quali 88 sono seguiti in modo continuativo dai servizi sociali delegati per situazioni di fragilità e bisogno. Per fare fronte a questo quadro e con-

trastare l’isolamento della terza età, l’amministrazione comunale ha rinnovato la collaborazione con il circolo Auser di Campo San Martino e Curtarolo attraverso una convenzione biennale. Il fulcro degli interventi è rappresentato dal progetto Filo d’Argento, che garantisce visite settimanali di compagnia a domicilio, supporto nella spesa alimentare e uscite ricreative per gli anziani soli, affiancando anche gli ospiti della casa di riposo locale con attività di intrattenimento. La rete dell’Auser assicura un capillare servizio di trasporto sanitario e sociale per anziani e persone con disabilità

verso le strutture di cura del territorio regionale, riservato a chi si trova in difficoltà economiche o privo di supporto familiare. L’associazione gestisce inoltre la consegna quotidiana dei pasti a domicilio, realizzati in collaborazione con il Centro Residenziale per Anziani di Cittadella, oltre a corsi di lingua e cultura italiana per cittadini stranieri. L’impegno dei volontari si estende anche all’ambito scolastico, con la sorveglianza sui mezzi di trasporto per gli studenti e il presidio degli attraversamenti stradali all’ingresso e all’uscita delle scuole primarie Cappellari e Umberto I. Sul versante delle nuove generazioni, l’amministrazione comunale sta ridefinendo le modalità di coinvolgimento per superare l’astensionismo partecipativo della fascia giovanile. “Per quanto riguarda i ragazzi, la nostra difficoltà principale è quella di intercettarli e stimolare una loro partecipazione attiva alle attività e ai progetti proposti”, spiega l’assessore alle politiche giovanili Tania Pegoraro. “Dato che gli incontri formativi rivolti direttamente a loro non hanno riscontrato un’ampia affluenza, abbiamo scelto di reindirizzare questi percorsi verso i genitori, con l’obiettivo di fornire alle

famiglie strumenti utili per comprendere meglio i propri figli e accompagnarli nella crescita”. Questo approccio si affianca a un lavoro sinergico svolto direttamente negli istituti scolastici del territorio e con le rappresentanze familiari. “Parallelamente lavoriamo a stretto contatto con il mondo della scuola”, sottolinea l’assessore Pegoraro, “promuovendo percorsi specifici su temi centrali per la crescita dei ragazzi,

come i progetti dedicati all’educazione affettiva e sessuale o le iniziative per la prevenzione del cyberbullismo. Risulta inoltre fondamentale la collaborazione costante con il comitato genitori, insieme al quale strutturiamo interventi e progettualità mirate alle esigenze dei giovani della nostra comunità”. • Nicola Stievano

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La lotta al disagio e all’isolamento giovanile passa anche attraverso l’uso intelligente dei videogiochi

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igodarzere affronta le problematiche legate all’isolamento e alla vulnerabilità educativa delle nuove generazioni potenziando i presìdi territoriali di ascolto e prevenzione. “Tra le risposte alle situazioni di fragilità relazionale spicca da quattro anni il Servizio Educativo Domiciliare (SED), - ricorda l’assessore al sociale Katia Bano - un intervento integrato con gli educatori nei contesti di vita dei minori. Per contrastare il ritiro sociale, l’esperienza dell’Edugaming Zone presso la biblioteca ha trasformato il videogioco e i giochi da tavolo in un’opportunità di aggregazione guidata da educatori per i ragazzi a rischio isolamento. Parallelamente, la risposta al divario e ai rischi digitali si è concretizzata con la consegna delle “patenti di smartphone” per le classi prime della scuola media nell’ambito dei fondi PNRR, oltre alla partecipazione al programma regionale “Giovani Energie” per orientare i giovani Neet e prevenire la dispersione scolastica”. Spazio anche alla cittadinanza attiva con il Consiglio Comunale delle Ragazze e dei Ragazzi (CCRR) e il progetto “Ci sto? Affare fatica!”. “Vogliamo offrire ai giovani un accompagnamento personalizzato sui bisogni specifici di ciascun ragazzo”, spiega l’assessore Katia Bano. “Interventi come l’Edu-

Katia Bano, assessore al sociale

gaming Zone dimostrano che, se inserito in un contesto educativo qualificato, anche il gioco può diventare uno strumento capace di contrastare l’isolamento, favorire l’inclusione e costruire relazioni alla pari tra i ragazzi”. Arricchiscono i servizi comunali i centri estivi “E…state a Vigodarzere!”, la nuova aula studio con angolo manga in biblioteca e la mostra del libro per ragazzi “Un fiume di storie”. • (N.S.)

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CADONEGHE

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Variazione di bilancio. Il sindaco Schiesaro: “Risorse concrete per migliorare la qualità della vita”

OLTRE 600 MILA EURO PER SICUREZZA, VIABILITÀ E PIÙ SERVIZI AI CITTADINI O ltre 600 mila euro destinati a scuole, viabilità e servizi ai cittadini. È quanto approvato dal Consiglio comunale di Cadoneghe con l’ultima variazione di bilancio, che mette a disposizione nuove risorse per una serie di interventi considerati prioritari per la comunità. Al centro della manovra c’è la sicurezza degli edifici scolastici, con uno stanziamento di 140 mila euro per l’adeguamento degli impianti antincendio delle scuole. Un intervento che punta a garantire ambienti sempre più sicuri per insegnanti, studenti e personale scolastico. Sul fronte della viabilità sono stati invece stanziati oltre 231 mila euro. Di questi, 145 mila euro saranno impiegati per nuove asfaltature sul territorio comunale, comprese quelle di via Gramsci. Previsti inoltre oltre 100 mila euro per gli interventi di esumazione ed estumulazione nel cimitero comunale. A questi si aggiungono 25 mila euro per la manutenzione dei fossati, indispensabile per la corretta

gestione del reticolo idraulico, e più di 22 mila euro destinati alla progettazione di due interventi strategici: il collegamento tra via Cavalieri di Vittorio Veneto e via Rigotti e le opere di antisfondellamento dei solai negli edifici scolastici. “Questa variazione di bilancio dimostra ancora una volta quale sia il nostro modo di amministrare: investire risorse concrete per rispondere alle esigenze del territorio e programmare il futuro di Cadoneghe con serietà e responsabilità. Scuole più sicure, strade meglio manutenute, interventi sul cimitero e sulla rete dei fossati, nuove progettazioni: sono opere che incidono direttamente sulla qualità della vita dei cittadini e che rappresentano il frutto di un lavoro costante dell’Amministrazione”, dichiara il sindaco Marco Schiesaro. Sulla stessa linea anche l’assessore ai Lavori Pubblici Nicolò Comis: “Ogni variazione di bilancio è l’occasione per trasformare le risorse disponibili in interventi concreti. Continuiamo a investire nella manutenzione del patrimonio comunale, perché

prendersi cura di scuole, strade e infrastrutture significa preservare il valore dei beni pubblici e garantire servizi sempre più efficienti ai cittadini. Accanto agli interventi immediati continuiamo anche a progettare le opere del futuro, così da farci trovare pronti quando si presenteranno opportunità di finanziamento”. A commento dell’ultima seduta, il primo

cittadino ha infine rivendicato il lavoro svolto dal Consiglio comunale, sottolineando l’importanza degli investimenti approvati per la comunità. “Dispiace che qualcuno preferisca concentrare l’attenzione su polemiche che nulla hanno a che vedere con i lavori del Consiglio comunale, quando invece la seduta ha prodotto risultati concreti e condivisi nell’interesse della

città. Il nostro compito è continuare a lavorare e a dare risposte ai cittadini: sono gli interventi approvati e le opere realizzate a raccontare il valore dell’azione amministrativa, non le polemiche costruite ad arte”, conclude Schiesaro. • Giulia Turato

NUOVI BAGNI ALLA PRIMARIA ZANON: INVESTITI 76 MILA EURO

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n arrivo nuovi servizi igienici per la scuola primaria Giulio Zanon di Cadoneghe. I lavori di riqualificazione, in partenza nei prossimi giorni, saranno realizzati grazie a un investimento comunale di 76 mila euro. L’intervento prevede il rifacimento integrale dei bagni al piano terra, sia maschili sia femminili. I vecchi sanitari alla turca saranno sostituiti con nuovi wc, mentre verranno rifatti pavimentazioni e rivestimenti e sostituiti infissi, lavabi, arredi, accessori e radiatori. Gli ambienti saranno infine completamente ritinteggiati. Particolare attenzione sarà riservata all’accessibilità. Il bagno maschile destinato agli alunni con disabilità verrà adeguato alle norme vigenti, mentre nell’area

femminile sarà realizzato un nuovo bagno accessibile anche alle bambine con disabilità, rendendo gli spazi più funzionali, sicuri e inclusivi. “Parliamo di un intervento completo, non di una semplice manutenzione” – sottolinea l’assessore ai Lavori pubblici Nicolò Comis –. Abbiamo scelto di intervenire in modo organico, così da consegnare alla scuola spazi completamente rinnovati e adeguati agli standard attuali. I lavori sono stati programmati appositamente durante la sospensione estiva delle attività didattiche, così da limitare le interferenze con la vita scolastica e consentire agli alunni di trovare, al rientro in classe, ambienti completamente rinnovati. “Si tratta di un intervento necessario, che

ci permette di migliorare concretamente la qualità degli ambienti frequentati ogni giorno dai nostri bambini” – dichiara il sindaco Marco Schiesaro –. “La manutenzione degli edifici scolastici è una priorità per questa Amministrazione e vogliamo continuare a investire affinché studenti e personale possano disporre di strutture moderne, decorose e sicure”. L’intervento si inserisce nel programma di manutenzione e riqualificazione del patrimonio scolastico, con l’obiettivo di offrire alla comunità spazi sempre più confortevoli, funzionali e adeguati alle norme vigenti. • (G.T.)

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CADONEGHE

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Il servizio. 64 le nuove richieste, 22 delle quali presentate da famiglie non residenti

TANTISSIME ISCRIZIONI PER L’ASILO COMUNALE ALDO MORO B oom di iscrizioni per l’anno educativo 2026/2027 all’Asilo comunale Aldo Moro di Cadoneghe. Sono infatti 93 le domande presentate quest’anno, un dato che conferma il ruolo sempre più centrale della struttura nell’offerta educativa del territorio. Delle richieste complessive, 29 riguardano bambini già iscritti, mentre ben 64 sono nuove domande di inserimento. A conferma dell’attrattività del servizio anche oltre i confini comunali, sono 22 le richieste presentate da famiglie non residenti a Cadoneghe. Gestito dal Comune in collaborazione con l’Ente SPES di Padova, il nido può accogliere fino a 64 bambini di età compresa tra i tre mesi e i tre anni. “Novantatré richieste di iscrizione rappresentano un risultato molto importante e ci dicono quanto questo servizio sia apprezzato dalle famiglie – sottolinea il sindaco Marco Schiesaro –. Il numero delle nuove domande, così come quello delle richieste provenienti da altri Comuni, conferma la qualità del lavoro svolto all’interno del nido e la fiducia costruita negli anni. Investire nei servizi per la prima infanzia significa sostenere concretamente i genitori e accompagnare i bambini in una fase fondamentale della loro crescita”. Le attività riprenderanno il 1° settembre per il nuovo anno educativo e la struttura rimarrà operativa fino al 31 luglio, garantendo un servizio continuativo alle famiglie. Ogni anno il nido propone un progetto educativo pensato per favorire lo sviluppo affettivo, cognitivo, motorio e sociale dei bambini, con particolare attenzione all’autonomia, alla scoperta attraverso il gioco e alle attività laboratoriali. “La risposta delle famiglie premia un servizio educativo che negli anni ha saputo rinnovarsi e mantenere elevati standard di qualità – dichiara la vicesindaca e assessora all’Istruzione Sara Ranzato –. Dietro questi numeri ci sono la professionalità del personale, un progetto educativo attento ai bisogni dei bambini e un dialogo costante con i genitori. Il nostro impegno è continuare a migliorare e ampliare l’offerta, per rispondere a una domanda che cresce”. Resta inoltre aperta fino al 31 ottobre la possibilità di presentare domanda per la graduatoria integrativa, riservata alle iscrizioni successive alla scadenza ordinaria. La crescente domanda di posti rende ancora più attuale il progetto del nuovo nido comunale ispirato al metodo Montessori. La futura struttura potrà

accogliere fino a 72 bambini, ampliando ulteriormente l’offerta educativa del Comune dedicata alla prima infanzia. “Il nuovo nido rappresenta una risposta concreta a un bisogno sempre più evidente – conclude Ranzato –. L’aumento della capacità ricettiva ci consentirà di accogliere un numero maggiore di bambini e di rafforzare ulteriormente la rete dei servizi per la prima infanzia. Vogliamo offrire alle famiglie strutture moderne, qualificate e capaci di accompagnare i più piccoli in un percorso educativo sereno e attento alle loro esigenze”. • Giulia Turato

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Vivo Bene MAP, entra nella rete regionale della salute

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adoneghe entra a far parte di Vivo Bene MAP, la piattaforma digitale della Regione del Veneto che raccoglie e rende facilmente consultabili servizi, attività e iniziative dedicate alla promozione della salute e degli stili di vita attivi. A portare il Comune nella rete regionale è il gruppo “Camminare per Cadoneghe con noi”, tra le prime realtà del territorio ad aderire all’iniziativa, anticipando anche altri importanti Comuni. La piattaforma nasce nell’ambito del Piano Regionale della Prevenzione e del programma Comuni Attivi, con l’obiettivo di mettere in rete le opportunità dedicate all’attività fisica, all’alimentazione sana, alla prevenzione e al benessere dei cittadini. L’obiettivo dell’Amministrazione comunale è ora quello di rafforzare ulteriormente la presenza di iniziative locali sulla piattaforma, invitando associazioni, gruppi informali e tutti coloro che organizzano o intendono avviare un Gruppo di Cammino a segnalare la propria attività. Le candidature saranno valutate dall’Ulss competente e, una volta approvate, entreranno a far parte della rete regionale di promozione della salute, diventando così facilmente individuabili da chi desidera partecipare. “Camminare insieme è uno dei modi più semplici ed efficaci per prendersi cura della propria salute, ma è anche un’occasione per creare relazioni, vivere gli spazi pubblici e rafforzare il senso di comunità - dichiara il sindaco Marco Schiesaro -. “Siamo orgogliosi che Cadoneghe sia già presente all’interno di Vivo Bene MAP grazie al gruppo “Camminare per Cadoneghe con noi” e vogliamo che questa opportunità venga colta da tutte le realtà del territorio. Più gruppi saranno presenti sulla piattaforma, più cittadini potranno conoscere le iniziative esistenti e scegliere di partecipare. Oltre ai Gruppi di Cammino, Vivo Bene MAP raccoglie anche Palestre della Salute, percorsi di Attività Fisica Adattata (Afa), attività motorie, servizi delle Aziende Ulss e numerose altre iniziative dedicate alla prevenzione. Le associazioni, i gruppi informali e tutti coloro che stanno organizzando un Gruppo di Cammino a Cadoneghe possono segnalarlo compilando l’apposito modulo predisposto”. • (G.T.)


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LIMENA

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L’iniziative. E’ terminato il progetto proposto dall’assessorato all’ambiente del Comune

SUCCESSO E GRANDE INTERESSE PER IL PROGETTO “UN ALBERO PER AMICO” C on il termine dell’anno scolastico si è concluso il progetto dell’amministrazione comunale “Un albero per amico” dedicato all’ambiente, a cui hanno aderito le due scuole primarie, “A. Manzoni” e “F. Petrarca”. “Il progetto “Un albero per amico”, – spiega il consigliere incaricato all’ambiente Lorenza Sartori – è iniziato a settembre con l’obiettivo di far amare il nostro territorio, l’amore passa attraverso la conoscenza, attraverso l’accorgersi che da sempre c’è un albero che ti fa ombra e cresce in parte a te e che contribuisce alla tua vita dandoti ossigeno, ombra e benessere. Credo che accompagnare i ragazzi nel territorio permetta loro di amarlo e da grandi di proteggerlo. Gli alunni hanno scelto un albero sul suolo comunale, poi le classi prime hanno creato un manufatto per “vestire

e abbellire” l’albero, le classi seconde hanno lavorato sugli aspetti botanici incontrando un esperto in botanica e le classi terze hanno incontrato l’ex professore Bruno Trevellin e il presidente del Centro Ricreativo Culturale per gli Anziani di Limena ODV Giuseppe Costa che hanno raccontato loro come si viveva a Limena, che lavori si svolgevano, dove erano le lavandaie, il fiume come punto di scambi commerciali e molto altro. Alcuni alunni hanno redatto una scheda tecnica dell’albero, altri hanno fatto dei disegni ed infine è stata realizzata una targa con il nome e cognome dell’albero scelto dai ragazzi. Alla fine dell’anno scolastico abbiamo posizionato la targa e i ragazzi ci hanno raccontato il progetto. Il Comune inoltre ha donato dei semi di fiori da spargere nel territorio”. “Nameli Nobali” e “Otto Alberotto”,– aggiunge

il consigliere Lorenza Sartori – sono due bellissimi cedri che sono stati adottati dai ragazzi delle scuole primarie di Limena, uno è vicino alla Chiesa, l’altro vicino alla Barchessa. Mi auguro che la custodia e tutela del nostro territorio diventi sempre più importante per tutti noi limenesi e compito dell’amministrazione comunale è di garantire che questo grande patrimonio arboreo sia in sicurezza, attraverso azioni di monitoraggio, analisi e risoluzione di problemi legati a vecchie capitozzature, sempre con un approccio scientifico svolto da esperti attraverso analisi sul posto, esecuzione di prove di trazione, tomografie e studi che nel nostro Comune vengono effettuati con solerzia dove necessario”. • Fanny Xhajanka

Al via l’addestramento delle unità cinofile

I

l Parco di Punta Speron ha ospitato una serata di addestramento cani dei volontari cinofili della Polizia di Stato. “È un onore – afferma il sindaco Stefano Tonazzo – sapere che il nostro parco è utile per le operazioni di addestramento di ricerca di persone disperse. I cani infatti hanno bisogno di posti sempre nuovi per stimolare le loro capacità di ricerca, si tratta di un’attività che sta dando ottimi risultati per l’amore e la passione che caratterizzano i volontari e i loro amici a quattro zampe che, grazie alle tante ore di addestramento, riescono ad essere un valido sostegno per le ricerche e spesso arrivano in tempi brevi in prossimità della persona dispersa”. “È incredibile – spiega il consigliere incaricato all’ambiente Lorenza Sartori, che ha presenziato alla serata e si è prestata ad essere “rintraccia-

ta” – quanto in fretta un cane molecolare sia in grado di rintracciare la persona e segnalarne la presenza, nonostante mi fossi nascosta bene e il cane si trovasse in un luogo sconosciuto nel giro di pochi minuti mi ha individuato. I cani vengono provvisti di un segnale radio e l’addestratore può seguire il tracciato che

percorrono attraverso un monitor, quando individuano la persona iniziano ad abbaiare e non si spostano dal luogo finché l’addestratore non li raggiunge. È bellissimo vedere il rapporto di fiducia tra il cane e il padrone e l’amorevolezza, la simbiosi che si creano sono difficili da descrivere se non attraverso gli sguardi e

l’affetto che si scambiano. C’è una comunicazione che non passa attraverso la parola, ma è fatta di sguardi, di scodinzolamenti e di occhi affettuosi che permette di salvare vite e aiutarci in questi momenti difficili”. • (F.X.)

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CURTAROLO

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Storia cittadina. Alla scoperta del piccolo Oratorio di San Francesco

Un capolavoro del Trecento nascosto nella campagna I mmerso nella quiete della campagna di Curtarolo, lungo via Dalmazia, sorge uno di quei luoghi in cui il tempo sembra essersi fermato e la storia affiora ad ogni singolo mattone. Si tratta dell’Oratorio di San Francesco, una gemma architettonica che racchiude al suo interno un vero e proprio capolavoro pittorico completamente affrescato. Guardando oggi il paesaggio circostante, risulta difficile immaginare che nel Duecento questa stessa area fosse

un vivo punto di snodo commerciale. All’epoca della costruzione del primo nucleo monastico, infatti, il corso del fiume Brenta scorreva a brevissima distanza dall’insediamento, proprio dove oggi sorge la direttrice stradale principale. La vicinanza al fiume e alla presenza di un porto fluviale rendeva il sito un luogo d’incontro strategico per barcaioli, mercanti e contadini, offrendo ai frati minori il contesto ideale per diffondere il messaggio francescano tra le fasce più umili della popolazione. Le radici di questo antico edificio risalgono circa al 1230, per crescere nel corso degli anni grazie alla generosità dei fedeli e ai lasciti testamentari. Tuttavia, la vita del monastero fu costellata anche da momenti complessi, segnati da controversie patrimoniali, calamità naturali e devastanti piene del Brenta che portarono a un lento e inesorabile declino. Gran parte della navata originale è stata demolita e adattata ad uso abitativo rurale, conservando intatta soltanto la zona absidale sormontata dal suo caratteristico campanile a vela.

Proprio questa piccola abside in stile romanico rappresenta oggi la testimonianza più preziosa dell’intero complesso. Superata la soglia dell’oratorio, lo sguardo viene immediatamente catturato da una straordinaria decorazione ad affresco che avvolge le pareti e le volte. Gli studi critici collocano queste opere nella cerchia diretta di Giusto de’ Menabuoi, straordinario maestro del Trecento celebre per il ciclo del Battistero del Duomo di Padova, se non addirittura alla mano stessa del maestro fiorentino. Tra le scene raffigurate spicca una delicata Ultima Cena, impreziosita da un dettaglio di straordinaria umanità: ai piedi della tavola appare un bambino intento a giocare, richiamato dalla madre per non disturbare il momento sacro. E una pala sopra l’altare con un minuzioso ritratto della Basilica di Sant’Antonio. Per visitare questo scrigno di bellezza bisogna approfittare delle occasioni in cui vengono organizzate delle visite guidate. • Cristina Salvato

Fiabe e gelato: l’estate dei piccoli in città

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ilancio ampiamente positivo per la rassegna “Letture a tutti i gusti”, l’iniziativa estiva promossa dall’amministrazione comunale di Curtarolo per valorizzare le aree verdi del territorio e offrire alle famiglie momenti di aggregazione all’insegna della cultura e del divertimento. Il progetto ha trasformato i parchi cittadini in spazi di narrazione a cielo aperto, ideati per stimolare l’immaginazione dei bambini dai 6 agli 11 anni e accompagnati dalla dolcezza del gelato artigianale delle realtà locali. Il ciclo di appuntamenti ha preso il via nel parco di via Mandic a Santa Maria di Non, dove Sonia e Federico hanno incantato i piccoli presenti con le loro letture animate, mentre la Pasticceria Gardellin ha curato la merenda della

serata. Il secondo incontro si è svolto al parco di via Gandhi a Pieve, registrando ancora una volta un’ottima affluenza. In questa occasione, Anna Barbato ha guidato i partecipanti in una coinvolgente esperienza di lettura animata in lingua inglese, permettendo ai bambini di apprendere vocaboli e stimolare la curiosità attraverso il gioco. La serata è stata addolcita dalla Gelateria da Bepi, che ha offerto il proprio gelato a grandi e piccini. Soddisfazione da parte della sindaca Martina Rocchio e della Giunta per la riuscita di un format capace di portare le attività culturali fuori dalle sedi tradizionali, riempiendo di sorrisi e partecipazione le serate estive del paese. • (CRIS.S.)

SENTINELLA DEL FIUME BACCHIGLIONE

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il Castello di San Martino della Vaneza fra storia e misteri

Una storia lunga più di mille anni lega il fiume Bacchiglione e il Castello di San Martino della Vaneza, a Cervarese Santa Croce. Un tempo in cui questa edificazione medievale ha cambiato più volte funzione, ma non ha mai smesso di dialogare con il fiume. Prima fortezza, poi porto fluviale, infine museo: oggi il castello narra tutta la sua storia e non nasconde anche qualche mistero. Molti degli oggetti conservati nel Museo Archeologico del fiume Bacchiglione sono stati recuperati proprio dall'acqua: reperti preromani e romani, ceramiche medievali, antiche imbarcazioni monossili. Oggetti comuni che oggi permettono di ricostruire e raccontare una storia fatta di gesti quotidiani e che lasciano in sospeso più di qualche interrogativo. Passeggiando tra le mura e lungo il fiume, viene spontaneo chiedersi quante storie il castello abbia vissuto, e quante ne siano andate perdute. Di molte si conoscono i protagonisti e le date. Di altre restano soltanto pochi oggetti, qualche traccia e molte domande. La struttura si trova inoltre lungo la Ciclovia Fiume Bacchiglione I1/I2, un itinerario di circa 60 chilometri che segue in gran parte gli argini del fiume attraversando campagne, borghi rurali e numerosi luoghi di interesse storico e architettonico. Il Castello di San Martino della Vaneza è oggi proprietà della Provincia di Padova Per informaUn patrimonio da scoprire Castello di zioni sulle visite guidate e sulle Episodio 5 San Martino ASCOLTACI SU della Vaneza attività, è possibile contattare il WWW.VENETO24.IT Museo a info@castellosanmartiAscoltaci in tutto il Veneto in auto sul SUL TUO PC O ALEXA nodellavaneza.it. Il Castello si trova in via San Martino, 23 a Cervarese Santa Croce (Padova). Clicca sui QR-code per vedere i video di presentazione.

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CURTAROLO

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Ambiente. Firmato l’atto costitutivo per la nuova Cer “L’energia dei sindaci”

COMUNI UNITI PER LA SVOLTA ECOLOGICA

Il momento della firma tra i sindaci Rocchio e Pettenuzzo

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ue Comuni uniti da una firma davanti al notaio per cambiare radicalmente la gestione dell’elettricità sul territorio. Qualche settimana fa è nato ufficialmente l’atto costitutivo della Comunità energetica rinnovabile (Cer) denominata “L’energia dei sindaci”. L’iniziativa, che vede il Comune di Curtarolo nel ruolo

di capofila insieme a San Giorgio in Bosco, introduce un modello innovativo di autoproduzione e consumo locale che punta a coinvolgere direttamente cittadini, attività commerciali, associazioni e piccole e medie imprese. Il meccanismo si basa essenzialmente sulla condivisione: l’energia prodotta da impianti alimentati da fonti rinnovabili

– a partire dai pannelli fotovoltaici – non verrà semplicemente immessa in rete, ma distribuita virtualmente tra tutti i partecipanti alla Cer. Si tratta di un sistema regolato dalle norme nazionali con il costante supporto del Gse (Gestore dei servizi energetici), che permette ai membri di accedere a importanti incentivi economici e di alleggerire concretamente i costi delle bollette. La partecipazione è su base del tutto volontaria e aperta a diverse categorie: ogni soggetto può aderire come produttore di energia, come semplice consumatore o combinando entrambi i ruoli. Lo statuto della Fondazione in partecipazione prevede inoltre un forte valore etico: le eventuali risorse economiche eccedenti generate dalla condivisione non produrranno utili, ma verranno interamente reinvestite in interventi sociali e servizi a beneficio della collettività locale, rendendo il territorio più autonomo, sostenibile e solidale. L’operazione è il risultato di un intenso lavoro di rete che, oltre agli uffici comunali, ha visto la collaborazione della società Simpro, dell’associazione Alba, della community “Sei Sei Sindaco” di Davide Ferrari, con il finanziamento determinante di Fondazione Cariparo e il supporto di Sinloc.

Il Comune punta sulla mobilità green

“Si tratta dell’inizio di una nuova strada – dichiara Martina Rocchio, sindaco di Curtarolo, in veste di presidente del nuovo ente – È un passaggio rilevante che traccia l’avvio di un percorso incentrato sul futuro sostenibile delle nostre comunità e sul coinvolgimento di privati e aziende. L’Energia dei Sindaci si configura come una fondazione in partecipazione accessibile a chiunque desideri fare rete per costruire una prospettiva migliore per la propria realtà locale, a testimonianza di come territori coesi

possano guidare concretamente la svolta. L’auspicio è che questa realtà sappia crescere, estendendo i propri vantaggi a un numero crescente di cittadini, imprese ed enti”. La denominazione è stata scelta precisamente per mettere in risalto il ruolo fondamentale dei Comuni, chiamati a porsi come punto di riferimento, tutela e garanzia nei confronti dei cittadini e delle attività commerciali che sceglieranno di sposare l’iniziativa. • Cristina Salvato

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n piccolo cambiamento strategico che guarda con decisione al futuro della sostenibilità locale. Il Comune di Curtarolo ha ufficialmente rinnovato la propria flotta con l’acquisto di un nuovo veicolo interamente elettrico, destinato agli spostamenti quotidiani dei dipendenti comunali sul territorio per svolgere mansioni di servizio e sopralluoghi tecnici. Il mezzo va a sostituire il vecchio veicolo precedentemente in uso, ormai datato e non più idoneo a soddisfare le esigenze operative dell’ente. L’operazione è stata completata grazie all’ottenimento di un contributo regionale pari a 15.000 euro, a cui l’amministrazione comunale ha affiancato un finanziamento di 9.600 euro attinto da fondi propri. Questo investimento punta a garantire una mobilità moderna, efficiente e a impatto zero.

La scelta di puntare sull’elettrico risponde a tre obiettivi fondamentali: abbattere le emissioni inquinanti legate alle attività istituzionali, ridurre drasticamente i costi di gestione e manutenzione del parco macchine e offrire ai lavoratori uno strumento idoneo per garantire interventi più rapidi ed efficienti a beneficio della comunità. Con questo passo il Comune di Curtarolo rinnova il proprio impegno concreto verso una gestione più sostenibile dell’ambiente e delle risorse pubbliche, dimostrando come anche i singoli interventi amministrativi possano contribuire alla tutela del territorio e al miglioramento continuo dei servizi offerti ai cittadini. • (CRIS.S.)

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VIGODARZERE

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Il dibattito. La maggioranza boccia la mozione per il passaggio a Limena e i residenti abbandonano il Consiglio

CITTADINI DEL TAVELLO OSTAGGIO DELLA BUROCRAZIA L ’amarezza si trasforma in vera e propria indignazione tra i cittadini del Tavello, stanchi di sentirsi presi in giro dalle istituzioni locali. L’ennesima dimostrazione di una politica sorda alle loro esigenze si è consumata nel corso del Consiglio comunale di luglio: la mozione e l’interrogazione presentate dai consiglieri di minoranza Stefano Spreafici e Paolo Alberto Vallerin per affrontare la loro annosa situazione, sono state infatti liquidate con un “no” secco da parte della maggioranza, con la formale giustificazione che il testo non era stato preventivamente concordato. Un esito che ha spinto i residenti presenti in aula ad abbandonare la seduta con l’amaro in bocca, dopo che già una precedente riunione delle commissioni congiunte si era conclusa con un nulla di fatto per la mancanza del numero legale. Un atteggiamento percepito come una beffa, specie considerando che da oltre due anni questi cittadini attendono risposte concrete a una petizione ufficiale rimasta finora del tutto inascoltata. Al centro della protesta c’è un’incredibile anomalia geografica e amministrativa che pesa sulla vita di trentatré persone, suddivise in tredici famiglie. Pur risiedendo fisicamente oltre la sponda del fiume Brenta, all’interno dei confini naturali del comune di Limena, il loro territorio ricade formalmente sotto la giurisdizione di Vigodarzere. Questo limbo burocratico genera continui disagi pratici che complicano anche i gesti più semplici. La toponomastica confusa e la mancanza di indicazioni adeguate rendono difficile il recapito della corrispondenza e dei documenti, creando situazioni al limite del paradosso per i servizi essenziali. Il problema diventa critico in caso di emergenza sanitaria o di soccorso, quando i familiari si vedono costretti a correre fino alla strada provinciale per intercettare e guidare sul posto ambulanze e vigili del fuoco. A questa precarietà si aggiungono i disservizi legati alla gestione dei rifiuti, abbandonati in strada a ogni cambio di operatore ecologico, e la completa assenza di illuminazione pubblica lungo le vie. Pesanti sono anche le ripercussioni economiche e logistiche: le famiglie con figli in età scolare devono versare rette maggiorate a Limena come non residenti per usufruire delle scuole vicine a casa. Sul fronte della salute, pur avendo a pochissima distanza la Casa di Comunità di Limena, i residenti sono costretti ad attraversare il fiume e percorrere chilometri per raggiungere i

presidi medici di Vigodarzere. Le criticità maggiori colpiscono infine le persone fragili e con disabilità, costrette ad afferire a distretti sociosanitari lontani e a subire lunghi e sconnessi tragitti di trasporto, invece di poter accedere ai centri polifunzionali situati in territorio limenese. I cittadini chiedono semplicemente di essere ascoltati e che si prenda atto di un passaggio di territorio verso Limena che per l’ente pubblico avrebbe un impatto economico irrisorio, ma per le loro famiglie cambierebbe radicalmente la qualità della vita. • Cristina Salvato

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Cestini sperimentali per la differenziata

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iccoli gesti quotidiani e nuovi spazi di socialità per far crescere il rispetto dell’ambiente. Va in questa direzione il progetto promosso dall’assessore all’Ambiente Alessandra Bergamin, che nei pressi del parco Levi vede la partenza di un’importante novità sul fronte del decoro e della sostenibilità. Oltre a un nuovo contenitore per le deiezioni canine, sono stati installati in via sperimentale dei cestini per la raccolta differenziata suddivisi tra carta, plastica e secco. Un passo avanti fondamentale per evitare che troppi rifiuti rischino di finire nell’indifferenziato, promuovendo un’adeguata separazione dei materiali. Questo permette di ridurre notevolmente il consumo di energia, acqua e materie prime, limitando l’uso di petrolio per la plastica e l’abbattimento di alberi per la carta. Le novità per la zona non finiscono qui. L’area ha visto un notevole ampliamento del parco inclusivo, reso ancora più sicuro grazie a una recinzione completa e arricchito con nuovi gazebo dotati di tavoli e panche per i momenti di sosta. Il restyling si completerà poi in autunno con la messa a dimora di nuovi alberi, in vista dell’inaugurazione ufficiale programmata dopo l’estate. Per l’occasione, l’amministrazione intende coinvolgere direttamente la comunità nella scelta del nome da dare a questo spazio riqualificato. Sul tavolo ci sono già diverse proposte ispirate al mondo dell’infanzia, della fantasia e delle fiabe, ma la cittadinanza è invitata a fare la propria parte suggerendo idee e opinioni. • (CRIS.S.)


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Lo studio. Si riaccende il dibattito per alleggerire dal traffico i Comuni limitrofi

IL NODO VIABILITÀ INFIAMMA IL QUADRANTE NORD DI PADOVA L a viabilità dell’area nord di Padova si trova di fronte a uno snodo decisivo. Durante la riunione della Conferenza della Città Metropolitana di Padova svoltasi a luglio, è stato illustrato lo studio di fattibilità per la Circolare Padovana, l’unificazione delle tangenziali pensata per connettere le arterie veloci e liberare dai flussi i centri abitati. Un’alternativa al vecchio progetto del Grande Raccordo Anulare (GRA) da 400 milioni di euro per ridisegnare i flussi di traffico nell’area attorno al capoluogo. Per il quadrante est la soluzione individuata recupera l’ipotesi denominata “V2”: un nuovo ponte sul fiume Brenta tra la zona industriale di Limena e Saletto di Vigodarzere, completato dal raccordo diretto tra la Tangenziale di Limena (Sp 47) e la Statale del Santo (Sr 308). L’annuncio ha riscontrato il pieno favore del sindaco di Limena, Stefano Tonazzo, pronto a sostenere l’asse su via Breda come risposta irrinunciabile per superare i continui paralizzanti imbuti del ponte della Libertà. Un’intesa ad ampia maggioranza utile anche per intercettare i necessari fondi regionali. Di parere opposto il vicesindaco di Vigodarzere, Roberto Zanovello, che ha bocciato il progetto V2 giudicandolo un impatto devastante per l’argine di Saletto fino al Muson dei Sassi, oltre a stimare costi insostenibili tra i 160 e i 240 milioni di euro e a riproporre il tracciato sul Tavello. Quest’ultima opzione appare tuttavia di complessa attuazione, vista la precedente bocciatura del Ministero dell’Ambiente a tutela dell’area naturalistica. Sul dibattito interviene anche il consigliere comunale di Vigodarzere, Moreno Boschello, indicando soluzioni concrete per snodare la morsa del traff ico, purché si presti adeguata attenzione alla provinciale 87 del Terraglione. Tra le priorità spicca l’estensione del tram oltre il Brenta: “L’area più idonea per il capolinea sarebbe quella compresa tra la ferrovia e il Muson dei Sassi – ipotizza Boschello – Portare il tracciato il più a nord possibile, verso la frazione di Terraglione, darebbe impulso al territorio, servendo l’area industriale di Cadoneghe e intercettando l’utenza di Campodarsego e dei Comuni della cintura”. Riguardo al nuovo attraversamento fluviale, Boschello sottolinea le condi-

Orti sociali, cambio al vertice

zioni necessarie: “Un ponte può essere valutato in qualsiasi punto – precisa – a patto che sia collegato a una viabilità dedicata capaci di intercettare il traffico oltre Terraglione. L’attuale rettilineo del Terraglione corre su un argine fragile con accessi pericolosi e la rete viaria di Vigodarzere, stretta e tortuosa, non può assorbire ulteriori flussi. Serve una strada moderna, integrata con il paesaggio e dotata di rotatorie. Non una superstrada impattante, ma un’infrastruttura idonea a sollevare le vie comunali dal carico attuale”. • Cristina Salvato

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n passaggio di testimone importante segna la vita degli orti sociali di Saletto. L’associazione Gardens ha eletto il suo nuovo presidente, Roberto Bellotti, che riceve il testimone da Antonio Pietrobelli, che per lunghi anni ha dedicato alla gestione dell’area, grande disciplina e costante rispetto delle regole. Attivi dal 2015 nell’area comunale di via Dittadi a Saletto, prima sotto la guida dell’associazione Diversamente Bio e in seguito affidati a Gardens, gli orti sociali rappresentano molto più di un semplice appezzamento di terra. Come sottolinea l’assessore all’Agricoltura Cristina Mason, questo spazio costituisce un fondamentale punto di incontro, partecipazione e crescita per l’intera cittadinanza. Coltivare un orto significa prendersi cura dell’ambiente circostante, valorizzare i beni pubblici e stimolare relazioni umane basate sulla cooperazione e sul supporto reciproco. In questo fazzoletto verde, generazioni differenti hanno la possibilità di incrociarsi quotidianamente, scambiarsi saperi tradizionali e competenze, contribuendo in modo attivo al benessere del territorio. Dedicare il proprio tempo libero agli orti sociali stimola uno stile di vita orientato alla sostenibilità, rafforza il senso di appartenenza alla comunità e garantisce un’effettiva inclusione sociale. Piccoli gesti quotidiani che, come semi coltivati insieme con passione, sono capaci di dare vita a grandi risultati per tutto il paese. • (CRIS.S.)


TERRITORIO

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Sicurezza idraulica. Approvati gli interventi, Venturini: “Prevenzione e cura del territorio sono una priorità”

LA REGIONE INVESTE 737 MILA EURO PER LA MANUTENZIONE DEI CORSI D’ACQUA I l Genio Civile di Padova ha approvato tre interventi di manutenzione ordinaria sui corsi d’acqua dei circondari idraulici di Padova ed Este, per un investimento complessivo di 737.500 euro. Le opere interesseranno numerosi fiumi e canali tra le province di Padova, Venezia, Vicenza, Verona e Treviso e consentiranno di mantenere efficiente il reticolo idraulico attraverso interventi di sfalcio della vegetazione, decespugliamento, disboscamento delle scarpate e degli argini, taglio delle alberature pericolanti e manutenzione delle piste di servizio. Nel dettaglio, il programma comprende un intervento da 437.500 euro relativo all’accordo quadro per la manutenzione ordinaria di tratti dei corsi d’acqua del circondario padovano e due ulteriori interventi da 150.000 euro ciascuno destinati rispettivamente ai circondari idraulici di Padova e di Este. Le attività saranno realizzate nei prossimi mesi lungo i principali corsi d’acqua del territorio e consentiranno di preservare la funzionalità delle opere idrauliche, favorendo il corretto deflusso delle acque e contribuendo alla prevenzione del rischio idraulico.

L’assessore regionale all’ambiente e alla protezione civile Elisa Venturini

«La manutenzione ordinaria rappresenta una delle azioni più efficaci per garantire la sicurezza idraulica del territorio – dichiara l’assessore regionale all’Ambiente e alla Protezione Civile Elisa Venturini –. Intervenire con continuità sulla vegetazione, sugli argini e sulle pertinenze dei corsi d’acqua significa mantenere efficiente il reticolo idraulico e ridurre il rischio di criticità durante gli eventi meteorologici più intensi.» «Questi interventi – prosegue Venturini – confermano la volontà della Regione di investire in una prevenzione concreta e costante. La sicurezza del territorio si costruisce attraverso una manutenzione programmata, capillare e puntuale, che permette di tutelare cittadini, imprese, attività agricole e patrimonio ambientale prima ancora che si verifichino situazioni di emergenza». Ecco quali sono i corsi d’acqua interessati dagli interventi: - Fiume Adige, lungo l’argine sinistro, dal confine tra le province di Padova e Verona, nel comune di Castelbaldo, fino alla foce nel Mare Adriatico, nel comune di Chioggia. - Fiume Brenta, dal Ponte Vigodarzere nel comune di Padova fino al Ponte di Santa Margherita nel comune di Codevigo. - Torrente Muson dei Sassi, dal ponte della ferrovia nel comune di Castelfranco Veneto fino alla confluenza con il fiume Brenta nel comune di Padova. - Fiume Bacchiglione e relativi affluenti, dal confine con la provincia di Vicenza fino alla confluenza con il fiume Brenta in località Punta Gorzone, nel comune di Chioggia. - Canale Brentella, dall’incile sul fiume Brenta nel comune di Limena fino alla confluenza con il Bacchiglione nel comune di Padova. - Canale Battaglia, dall’incile sul Bacchiglione nel comune di Padova fino al sostegno della Bastarda, nel comune di Monselice. - Canale Roncajette, dal Ponte Kennedy nel comune di Padova fino al comune di Bovolenta. - Canale Cagnola, dal Ponte di Cagnola fino al comune di Bovolenta. - Canale Bagnarolo. - Fiume Fratta-Gorzone, dal ponte in località

Sabbion, nel comune di Cologna Veneta, fino alla confluenza nel fiume Brenta in località Punta Gorzone, nel comune di Chioggia. Nell’ambito dello stesso corso d’acqua sono inoltre previsti interventi dal Ponte dell’Isoletta, nel comune di Pressana, fino al ponte della ferrovia nel comune di Stanghella. - Fiume Frassine – Brancaglia – Santa Caterina, dal comune di Montagnana fino alla confluenza con il Gorzone nel comune di Vescovana. Sono inoltre previsti interventi sul fiume Frassine dal Ponte della Torre nel comune di Este fino al Ponte

della SR10 in località Prà. - Canale Bisatto, dal ponte della SP10 nel comune di Albettone (VI) fino al ponte della SP47 nel comune di Vo’, oltre al tratto dal Ponte di Cà Barbaro, nel comune di Este, fino al Bagnarolo, nel comune di Monselice. - Canal di Valle, lungo l’argine di ponente nel comune di Chioggia. - Nodo idraulico di Padova, comprendente Canale Scaricatore, Canale San Gregorio, Canale San Massimo, Canale Piovego, Canale Roncajette Superiore e Tronco Maestro.

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Segue da pag. 1

Il fine vita torna al centro del dibattito regionale: l’attesa per il voto di settembre tra divisioni politiche e pressioni sociali

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a un lato persistono le resistenze e i prudenti scetticismi all’interno del centrodestra — preoccupati sia dai possibili profili di impugnazione statale sia dalle differenti sensibilità etiche — mentre dall’altro si registra la ferma opposizione del mondo cattolico. Di recente, il Patriarca di Venezia, monsignor Francesco Moraglia, ha definito la misura “inaccettabile”, ammonendo

sul rischio che una legge regionale possa aprire varchi impropri a pratiche eutanasiche. A stretto giro è arrivata la replica istituzionale, con il richiamo alla necessità di un confronto laico e rispettoso delle sofferenze umane, fondato sul perimetro già tracciato dai giudici costituzionali. Nel frattempo, il dibattito si arricchisce di nuove istanze trasversali. Le opposizioni, guidate dal Partito Democratico,

non solo premono per il riconoscimento del diritto all’autodeterminazione dei pazienti in condizioni di sofferenza irreversibile, ma rilanciano con forza anche il tema della carenza strutturale delle cure palliative nella regione, ricordando come i posti letto negli hospice siano ancora ampiamente inferiori rispetto ai fabbisogni programmati. Con il mese di settembre ormai alle porte, la

maggioranza e le opposizioni si preparano a un confronto d’aula che si annuncia serrato e privo di sconti. La tenuta dei numeri in Consiglio e la capacità della politica veneta di dare una risposta concreta a un tema etico così complesso saranno determinanti, non solo per il futuro della legge regionale, ma per l’intero dibattito nazionale sui diritti dei malati terminali.

Tempo di bilanci. L’assessore Giacinti rassicura sui rilievi della Corte dei Conti: “Nessun rischio, fondi già accantonati”

REGIONE, VIA LIBERA AL RENDICONTO 2025, SFIDA APERTA PER OLIMPIADI E PEDEMONTANA E ’ passato con 30 voti della maggioranza in Consiglio regionale e 15 contrati il Rendiconto generale relativo all’esercizio finanziario 2025. Un passaggio contabile fondamentale che ratifica la tenuta delle casse regionali e che ha visto al centro dell’attenzione le riserve e i capitoli di spesa legati a due importanti partite per il futuro dell’amministrazione: la gestione degli oneri della Superstrada Pedemontana Veneta e i costi previsti per i Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026. Sulle due questioni, oggetto di specifici rilievi da parte della Corte dei Conti, l’assessore regionale al Bilancio, Filippo Giacinti, ha espresso la posizione ufficiale dell’esecutivo per rassicurare l’aula consiliare e la cittadinanza. “Abbiamo accolto le osservazioni della Corte con lo spirito di collaborazione istituzionale che da sempre contraddistingue la Regione del Veneto”, ha spiegato l’assessore Giacinti. “Su entrambi i fronti desidero rassicurare il Consiglio e i cittadini: gli accantonamenti necessari sono già stati effettuati e le risorse risultano pienamente disponibili. La programmazione finanziaria della Regione tiene conto di questi impegni e continuerà a garantire equilibrio e sostenibilità nel medio e lungo periodo”.

Al di là dei nodi legati alla Pedemontana e alla macchina olimpica, l’amministrazione ha sottolineato il valore complessivo di una gestione guidata dal contenimento dei costi e dall’efficienza operativa. Il Veneto si conferma tra i territori con le spese di funzionamento e di personale più basse a livello nazionale, registrando tempi di pagamento dei fornitori in anticipo di 18 giorni rispetto alle scadenze previste dalla legge. Un modello virtuoso che punta a tutelare

Filippo Giacinti

la qualità dei servizi al cittadino, con particolare riferimento alla sanità, limitando il ricorso alla leva fiscale. Conclusa l’approvazione del documento consuntivo, l’amministrazione ha già avviato i lavori per la stesura

del Bilancio di previsione 2027-2029. Il nuovo strumento programmatico punta a sviluppare un percorso fortemente condiviso con gli enti locali, le parti sociali e le categorie economiche territoriali. “Sarà un bilancio

compartecipato, costruito insieme ai territori, - conclude Giacinti - vogliamo superare definitivamente la logica del bilancio come semplice documento contabile e dare forma a uno strumento di programmazione condivisa”.

Il correlatore Paolo Galeano vota contro: “Manovra senza futuro per il Veneto”

I

l gruppo consiliare del Partito Democratico ha espresso voto contrario all’assestamento di bilancio della Regione Veneto, contestando l’assenza di una visione strategica per le infrastrutture economiche e sociali. A spiegare le ragioni della bocciatura è il consigliere regionale dem e correlatore della manovra, Paolo Galeano, che sollecita interventi più incisivi a sostegno della cittadinanza. “Dopo un rendiconto che ha chiuso un’epoca amministrativa dalla quale il Veneto è uscito impoverito, ci attendavamo una manovra capace di dare una prospettiva reale”, evidenzia Galeano, ricordando le proposte emendative avanzate dal proprio gruppo. “Con 130 milioni di euro a disposizione, era doveroso immettere stanziamenti mirati nelle urgenze. La cosa paradossale è che la stessa maggioranza ha ammesso la bontà dei nostri obiettivi, arrivando a dire che li avrebbe sostenuti se solo ci fossero state le risorse”, prosegue l’esponente del Pd. La critica dell’opposizione punta il dito contro quella che definisce una semplice gestione dell’ordinario, priva di coraggio politico. “E’ giunto il momento della verità per chi governa la Regione. Possono continuare con una politica

Paolo Galeano

di piccolo cabotaggio che si limita a gestire il presente verso una totale assenza di prospettiva, oppure decidere di ridare futuro e speranza a questo territorio”, sottolinea il consigliere. “Ogni amministratore ha il dovere di usare al massimo le leve a disposizione: davanti a una crisi evidente, la scelta della maggioranza è stata purtroppo quella di rimanere fermi”, conclude Galeano.


REGIONE

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Il dibattito. Le reazioni e il confronto in Consiglio Regionale dopo l’approvazione del Rendiconto 2025

Il centrodestra difende la manovra Pedemontana, l’affondo di Rocco, Barbisan e Soranzo: “Conti solidi” Manildo: “Maggioranza spaccata”

Enoch Soranzo

L

’approvazione del Rendiconto 2025 trova il pieno sostegno dei gruppi di maggioranza in Consiglio regionale, che rivendicano la stabilità dei conti e sottolineano come le scelte di bilancio garantiscano continuità, sviluppo e responsabilità finanziaria. Per Riccardo Barbisan, capogruppo della Lega – Liga Veneta, il documento contabile rappresenta la prosecuzione di una gestione virtuosa: “Il Veneto non riparte da zero, ma prosegue un percorso amministrativo che negli ultimi quindici anni ha consentito alla nostra Regione di costruire basi solide”. Barbisan evidenzia l’atteggiamento di apertura dialogante mostrato verso i banchi della minoranza in ambito sociale e difende la tenuta del sistema sanitario regionale: “Il Veneto continua a garantire livelli di assistenza tra i migliori d’Italia senza ricorrere all’addizionale regionale IRPEF. Questo è stato possibile grazie a una gestione attenta delle risorse e dei conti pubblici”. L’esponente del Carroccio rimarca inoltre il valore strategico delle infrastrutture come la Pedemontana, definita come “un’opera che ha cambiato la mobilità e reso più competitivo un territorio di piccole e medie imprese”, ribadendo l’importanza di

accelerare il percorso dell’Autonomia. Sulla stessa linea Enoch Soranzo, consigliere di Fratelli d’Italia e presidente della Sesta Commissione consiliare, che pone l’accento sul rigore finanziario: “La tenuta dei conti non è un merito da esibire, ma un dovere fondamentale per garantire stabilità e continuità ai servizi sul nostro territorio”. Entrando nel dettaglio dei numeri, Soranzo illustra le cifre del documento: “I dati contabili mostrano un quadro di stabilità finanziaria, con un risultato di amministrazione pari a 2.043 milioni di euro e un avanzo netto disponibile di 180,6 milioni. Questo equilibrio ci consente di coprire le spese programmate senza accumulare disavanzi”. Soranzo evidenzia inoltre la virtuosità dell’amministrazione nel saldare i fornitori con circa 18 giorni di anticipo sui tempi ordinari. Sul piano della spesa, oltre il 70% dei fondi impegnati — pari a 12,3 miliardi di euro — è andato alla sanità e al sociale, a cui si aggiungono 1,1 miliardi per i trasporti, oltre 2 miliardi di fondi europei e 1,5 miliardi del PNRR. “La parifica con la Corte dei conti conferma la correttezza delle procedure svolte: il nostro compito rimane lavorare in silenzio e con concretezza”, conclude Soranzo.

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Giovanni Manildo

L

’approvazione del Rendiconto generale per l’esercizio finanziario 2025 solleva accese polemiche tra i banchi dell’opposizione in Consiglio regionale. Sul fronte finanziario, il capogruppo di Riformisti Veneti in Azione, Nicolò Rocco, individua nei grandi dossier infrastrutturali il principale ostacolo agli investimenti. Pur ammettendo che la parità contabile rappresenti un elemento positivo, il consigliere evidenzia i pesanti vincoli che frenano l’ente: “L’assenza di addizionale regionale, che come evidenziato dal Presidente Stefani nelle altre Regioni vale oltre 40 miliardi di euro, unitamente ai debiti per la Pedemontana e le Olimpiadi ci consegnano un bilancio con pochi spazi per gli investimenti”. Analizzando le singole voci di spesa, Rocco rileva forti criticità sul partenariato per la Superstrada Pedemontana Veneta: “È emersa una beffa nei rapporti con il privato: a fronte di maggiori volumi di traffico non vi è riduzione degli oneri a carico della Regione perché il pubblico deve farsi carico di inflazione e manutenzioni”. Alttrettanto delicato il nodo legato a Milano Cortina 2026: “Sulle Olimpiadi ci sono 153 milioni congelati in attesa di capire quanto Regioni ed Enti locali dovranno versare per

coprire i debiti della società organizzatrice”. Per evitare la stagnazione economica, Rocco chiede di affrontare entro l’anno spending review e piano delle entrate. Allo scetticismo sulla tenuta economica si aggiunge l’affondo sferrato dal Partito Democratico. Il capogruppo Giovanni Manildo censura duramente lo scontro tra le forze di governo: “Un deragliamento simile non ha precedenti. Perché il dibattito andato in scena, che doveva essere dedicato al Rendiconto della Regione, si è trasformato subito in una sorta di seduta dall’analista, nella quale le forze del centrodestra, completamente balcanizzate in gruppi, hanno dato sfogo alle loro frustrazioni e guerre reciproche”. Secondo l’esponente dem, la coalizione di governo appare divisa tra nostalgie e veti incrociati. “Dispiace che il Consiglio regionale non sia il lettino dello psicologo e che ci siano mille cose da fare e decidere per far andare avanti questa Regione”, sottolinea Manildo, rivendicando la linea dell’opposizione: “Noi andiamo avanti per la nostra strada, proponendo in modo costruttivo una nostra visione del Veneto e provvedimenti concreti per dare nuovo slancio a questa regione”.

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REGIONE

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Energia. Il Garante della Concorrenza chiede gare pubbliche e stop alle proroghe. Federico Testa: “Meglio affidare le dighe ad aziende del territorio”

IL FARO DELL’ANTITRUST SULLE CONCESSIONI, INTANTO IL VENETO PUNTA SULL’AUTONOMIA L ’energia e la gestione delle grandi infrastrutture di rete finiscono al centro della nuova segnalazione inviata dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) a Governo e Parlamento in vista del Disegno di Legge Concorrenza. Il documento firmato dal presidente Saverio Valentino punta il faro su tre nodi cruciali: le concessioni per la distribuzione elettrica, le gare per la distribuzione del gas e il rinnovo delle grandi derivazioni idroelettriche. Si tratta di settori strategici in cui l’assenza di procedure competitive rischia di frenare gli investimenti, penalizzare i consumatori e soffocare il mercato. Una partita che riguarda direttamente da vicino il Veneto, sia per il peso delle infrastrutture idroelettriche presenti sul territorio regionale, sia per la presenza di multiutility locali pronte a competere. A chiarire i termini della questione è Federico Testa, presidente di Magis: “Il parere dell’antitrust conferma che la situazione dei mercati delle infrastrutture energetiche in Italia è certamente problematica. l’Enel, con una delibera del governo di un anno e mezzo fa , è

Massimo Bitonci

titolata a mantenere più del 80% delle concessioni di distribuzione elettrica in Italia, caricando i consumatori di un canone che prima non esisteva in bolletta. Per quello che riguarda l’idroelettrico si continua a parlare della volontà del governo di fare altrettanto. Questo soprattutto nella nostra regione comporta il mantenimento all’Enel di 31 delle 34 grandi dighe della regione, con margini di centinaia di milioni. Meglio sarebbe che queste concessioni fossero affidate a soggetti del territorio capaci di gestirle e che potrebbero riversare parte di questi margini sul territorio,

penso a Magis ma anche a Ascopiave o APS Acegas, i Bim del bellunese insieme alla regione. Per quanto riguarda infine le concessioni della distribuzione gas c’è bisogno di una regolamentazione che eviti che Italgas, date le sue dimensioni sia in grado di vincere tutte le gare che saranno bandite, in spregio alle più elementari regole della concorrenza”. Per quanto riguarda la distribuzione elettrica, l’Antitrust critica le proroghe generalizzate e pluridecennali, evidenziando come la stasi attuale favorisca l’operatore dominante e rallenti gli investimenti necessari per la

Federico Testa

transizione. Soltanto gare trasparenti e contendibili sul piano degli impegni economici potrebbero garantire elevati standard di innovazione e qualità. Sul fronte dell’idroelettrico, bene chiave per il tessuto montano e produttivo veneto, l’Antitrust ribadisce che la gara pubblica deve rimanere la via maestra, chiedendo tempi certi per le leggi regionali e l’eliminazione di rendite di posizione. Infine, per le gare della distribuzione del gas, l’Autorità sollecita una revisione dei bandi e degli ambiti territoriali (Atem) per evitare che un unico grande operatore soffochi la concorrenza a discapito delle

aziende locali. Intanto l’assessore regionale alle attività produttive e sviluppo Massimo Bitonci conferma che il Veneto sta proseguendo sulla strada dell’autonomia energetica: “Abbiamo già individuato e abbiamo già incontrato insieme ai dirigenti di settore i professionisti che ci seguiranno dal punto di vista legale, economico e ingegneristico. Ai primi di settembre valuteremo delle ipotesi, c’è tutta una fase di studio e di lavorazione per poi decidere quale sarà la via più corretta da intraprendere in vista del 2029 con la scadenza delle grandi concessioni. Stiamo lavorando ad un progetto che permetta di gestire in proprio le grandi derivazioni idroelettriche attraverso società partecipate, ovviamente tenendo conto delle autonomie provinciali, dei Comuni e di quanto previsto dalla legge regionale sull’autonomia della provincia di Belluno. Mi pare corretto discuterne con professionisti che operano nel settore e che già seguono già alcuni regioni. Analizzeremo i dati e sceglieremo la soluzione migliore per cercare di ottimizzare il risultato”.

Programmazione. L’assessore all’ambiente, clima e Protezione Civile: “Prevenire è una condizione necessaria”

VENTURINI: “14 MILIONI PER LA DIFESA DEL SUOLO E DEL LITORALE, ALTRI 3 MILIONI PER I COMUNI” D alla programmazione strategica alla concretezza della prevenzione: per la Regione del Veneto è il momento di passare decisamente ai fatti. L’assessore regionale all’Ambiente, Clima e Protezione Civile, Elisa Venturini, ha delineato il pacchetto complessivo di risorse messe in campo dall’assessorato, pensato per anticipare le criticità del territorio, superare la logica della sola emergenza temporanea e agire in chiave strutturale. Il piano d’azione poggia su una visione di lungo periodo e su due pilastri finanziari complementari. Da un lato è stato perfezionato l’iter per l’accensione di un mutuo da 14 milioni di euro destinato a coprire il piano triennale di interventi per la sicurezza idraulica e la difesa della costa. Dall’altro, a queste risorse si

affiancano ulteriori 3 milioni di euro interamente dedicati ai Comuni per il 2026, che verranno assegnati tramite un apposito bando a cui le amministrazioni locali potranno partecipare direttamente. La scelta strategica di ricorrere a un mutuo che copre l’intero piano triennale — strutturato con 3 milioni di euro per l’annualità in corso e 2 milioni di euro per ciascuna delle due successive — nasce proprio con l’obiettivo di pianificare con lungimiranza e di impostare un’unica grande proce-

dura di gara per ciascun ambito. Questo passaggio permette di azzerare i passaggi burocratici superflui, accelerare l’affidamento dei lavori e garantire risposte rapide, certe e tempestive alle comunità locali. Il cuore della Elisa Venturini programmazione dell’Assessorato si fonda su un monitoraggio continuo, basato su dati oggettivi e su un dialogo stretto e costante con il territorio, per trasformare l’analisi in interventi mirati coordinati dai Geni

Civili. Per la sicurezza idraulica diffusa vengono stanziati 7 milioni di euro in totale, a favore di interventi di sistemazione, pulizia e messa in sicurezza dei corsi d’acqua e delle reti idrauliche nelle province di Belluno, Padova, Treviso, Verona, Vicenza, Venezia e Rovigo, essenziali per regimare i flussi idrici ed evitare criticità idrogeologiche. Altri 7 milioni vanno alla difesa del litorale e contrasto all’erosione. A Venezia sono in programma interventi mirati di ripascimento e di sistemazione delle difese del litorale veneto, estesi dalla foce del Tagliamento fino alla foce dell’Adige. A Rovigo interventi specifici per il mantenimento della linea di costa e il contrasto all’erosione del litorale veneto compreso tra la foce dell’Adige e la foce del Po di Goro.

Per il sostegno diretto ai Comuni vengono stanziati 3 milioni di euro per il 2026, si tratta di risorse messe a bando per supportare le amministrazioni comunali nella prevenzione e nella tutela ambientale locale. “Dobbiamo uscire dalla logica dell’emergenza temporanea e affrontare le sfide climatiche con una visione strategica e di lungo periodo. Questo piano rappresenta il vero cuore della nostra programmazione: prevenire significa agire prima che i fenomeni colpiscano il territorio. Con i 14 milioni a mutuo e i 3 milioni messi a bando per i Comuni diamo risposte concrete e capillari, lavorando fianco a fianco con le amministrazioni locali per tutelare l’ambiente, la sicurezza dei cittadini e la prosperità del nostro territorio.”


REGIONE

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Nuovo ospedale. Il sindaco Giordani spinge per la sinergia istituzionale mentre la Regione ricalcola le rate

POLO DI PADOVA EST NEL CAOS FINANZIARIO: PIANO INAIL, COSTI E SPONDA DEL COMUNE I l maxi-progetto del nuovo ospedale di Padova Est si muove su un crinale sempre più stretto, stretto tra l’impennata dei costi delle materie prime e la sostenibilità di un piano finanziario che continua a far discutere i livelli istituzionali. Al centro delle tensioni ci sono i dubbi sull’accordo originario con l’Inail, impostato su rate pluriennali

ingenti — stimate in circa 25 milioni di euro all’anno per un quarto di secolo — che al termine del periodo non assicurerebbero tuttavia alla Regione la proprietà finale dell’infrastruttura, lasciando aperta una pesante ipoteca sui conti futuri della sanità veneta. Su questo fronte si inserisce con fermezza la linea del presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, il quale

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ha confermato la volontà di portare a termine l’opera ma senza subire passivamente i vincoli economici del vecchio schema. L’obiettivo dichiarato da Palazzo Balbi è esplorare canali di cofinanziamento statale a Roma per tagliare i costi e salvaguardare il patrimonio pubblico, stimando un potenziale risparmio superiore ai 200 milioni di euro. Nelle interlocuzioni con il territorio, il governatore ha inoltre garantito che il cronoprogramma non subirà rallentamenti e che il progetto terrà conto delle

nuove esigenze post-Covid, dell’intelligenza artificiale e del supporto agli operatori sanitari, inserendo anche la tutela e la valorizzazione di presidi storici strategici come l’ospedale Sant’Antonio. In questa delicata fase di transizione si muove il sindaco di Padova, Sergio Giordani, che ha chiesto e ottenuto un tavolo di confronto istituzionale congiunto insieme a Regione e Università per fare chiarezza sul futuro dell’opera e coordinare le tappe. Palazzo Moroni ribadisce la

massima disponibilità al dialogo costruttivo, ricordando gli investimenti già compiuti dal Comune sull’area est — a partire dal sistema tranviario e dalla viabilità di contorno — ma esige certezze sui tempi e garanzie sulla tenuta complessiva del sistema sanitario locale. Tra fondi da ricalcolare a Roma, ipotesi di mutuo alternative e la ricerca di un equilibrio tra innovazione tecnologica e stabilità di bilancio, la partita per il nuovo polo di Padova Est rimane aperta e complessa.

De Poli (Udc): “Il nuovo Ospedale di Padova sia riconosciuto come eccellenza nazionale. Ora servono le risorse, bisogna fare rete”

“I

l nuovo Polo della Salute di Padova ha tutte le carte in regola per diventare un’eccellenza sanitaria nazionale: una struttura di alta specializzazione, con una forte vocazione alla ricerca clinica”. Lo dichiara il senatore UDC Antonio De Poli, intervenendo nel dibattito pubblico sul nuovo Ospedale di Padova. “Come ha ricordato, di recente, il direttore generale dell’A zienda ospedaliera, Paolo Fortuna – prosegue De Poli – se il nuovo polo venisse usato per la sanità ordinaria sarebbe un fallimento per tutti. Il progetto dovrà avere le caratteristiche per diventare ospedale di terzo livello, secondo i criteri della riforma voluta dal ministro Schillaci: questo è il nostro auspicio. Lo merita Padova, lo merita la sua tradizione medica che, insieme all’Università, ha scritto pagine importanti nella storia della Medicina”. “Non a caso – aggiunge il senatore – va in questa direzione anche la posizione della rettrice Daniela Mapelli che, nei confronti con il presidente della Regione Alberto Stefani e il sindaco Sergio Giordani, ha ribadito la volontà comune Antonio De Poli di realizzare un ospedale moderno, punto di riferimento per il Veneto e per l’Italia. È la conferma che l’ambizione prossima Legge di Stabilità, come UDC chiederemo un su questo progetto non è solo politica, ma condivisa da adeguato sostegno finanziario dello Stato, per rispettare chi la sanità e la ricerca padovana le vive ogni giorno”. le tempistiche dei progetti e arrivare rapidamente alla Secondo De Poli “adesso bisogna passare ai fatti, tradu- messa a terra e all’avvio dei cantieri”, sottolinea il senatore. rre questa progettualità in cantieri: è una priorità della “Il progetto, primo in Italia per dotazione di posti letto, ha Regione. Il nuovo Ospedale è un ponte verso il futuro, nel suo Dna un valore aggiunto: la sinergia tra assistenza che si costruisce con solidità, campata dopo campata, clinica e ricerca accademica, grazie al ruolo centrale per reggere il peso delle generazioni future”. dell’Università. È un passaggio epocale per la sanità veneta Sul fronte della viabilità, De Poli fa presente che “l’intervento che avrà una struttura all’avanguardia per tecnologie e della Regione sulla Sr308 per l’accesso al nuovo ospedale digitale. Come istituzioni abbiamo una grande responsè un primo passo importante ma, da solo, - avverte - non abilità: farci trovare pronti. Per Padova ha vinto finora basta. Parliamo di una struttura che sarà un hub nazionale, il gioco di squadra, grazie al dialogo tra i diversi livelli non solo regionale: serve ripensare la viabilità a 360 gradi, istituzionali: con lo stesso metodo dobbiamo affrontare dalla zona San Lazzaro alla Sp47, alla Sr10, all’intera Sr308”. la questione delle risorse. Siamo fieri di questo risultato, “Le risorse vanno trovate, bisogna fare rete. Su questo ma ora più che mai è il momento di fare rete”. punto c’è già l’impegno concreto della Regione, con il Conclude De Poli: “Il nuovo Ospedale di Padova, che formerà presidente Stefani e l’assessore Gerosa, e sono fiducio- anche i medici del domani, sarà un modello per il futuro so che anche il Governo farà la sua parte. In vista della della sanità nazionale ed internazionale”.


REGIONE

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Il regista. Cristian Tomassini racconta il suo instant-cult, un successo di pubblico costruito fuori dal sistema

“BRENTA CONNECTION”, IL FILM DI CULTO CHE HA CAMBIATO LE REGOLE DEL GIOCO C ristian Tomassini è una delle voci più originali e interessanti del cinema veneto. Di certo è l’unico regista indipendente al 100%. Il suo Brenta Connection, uscito in sordina ad aprile 2025, è diventato fenomeno di culto. Il film, scritto da Silvio Marotta e prodotto da Anima Film (società dello stesso Tomassini e di Marco Businaro) è costato quanto una utilitaria. Dopo un anno è ancora in giro, è stato visto da più di 35mila persone e ha abbondantemente ripagato l’investimento iniziale. Brenta Connection, grazie al passaparola e alla passione di tutta la crew che ci ha lavorato, è riuscito ad essere distribuito nei circuiti UCI Cinemas e The Space (cosa quasi di solito per un film indipendente). Insomma, la dimostrazione concreta che anche il cinema può essere industria, svincolata dall’assistenzialismo statale che da decenni affligge il settore. E, particolare da sottolineare, stiamo parlando di una produzione vera (vogliamo parlare della splendida fotografia di Beniaimo Gelain?), a

differenza di tanti presunti film d’autore che di fatto sono prodotti amatoriali fatti in casa, privi di distribuzione e, soprattutto, di pubblico. Per questi motivi, e anche perché Brenta Connection mi ha divertito moltissimo, ho voluto fare una chiacchierata con Tomassini. Volevo provare a capire com’è nato questo progetto che ha il gran pregio di non raccontare il Veneto attraverso i soliti cliché (la tristezza, il rimpianto e la delusione…). «Volevamo fare una commedia popolare, capace di parlare alle persone che vivono nei territori intorno a noi», spiega Tomassini. «Il film utilizza in larga parte il dialetto veneto, presenta personaggi riconoscibili e sceglie un tono leggero, ironico e irriverente. Una formula che il pubblico ha subito capito e apprezzato». Avete raggiunto risultati importanti partendo senza distribuzione: come avete fatto? «La distribuzione si è sviluppata quasi spontaneamente. Dopo le prime proiezioni, gli esercenti hanno

cominciato a contattarsi tra loro. Un cinema chiamava quello di un’altra provincia per chiedere informazioni sul film e poi lo inseriva in programmazione. In questo modo Brenta Connection è arrivato più di cento di sale e spazi di proiezione. In alcuni casi la permanenza in cartellone è stata prolungata grazie all’affluenza del pubblico. Ci siamo costruiti una rete di distribuzione perché i cinema vedevano che il film funzionava e ci chiamavano». Qual è l’ipotetica mappa regionale del film? «Il film ha funzionato soprattutto nei centri medio-piccoli, pur ottenendo buoni risultati anche a Padova, Verona e in altre città. Una parte importante della popolazione italiana vive in comuni di piccole dimensioni, ma il cinema nazionale di solito parla delle grandi città e usa modelli narrativi lontani dalla vita di province. Con Brenta Connection abbiamo scelto la strada opposta: abbiamo raccontato un territorio preciso, con la sua lingua, i suoi ambienti e i suoi personaggi». Qual è la lezione che ti porti a casa da questa esperienza? «Innanzitutto che il cinema indipendente deve costruire un rapporto diretto tra produzione, imprese del territorio, sale e pubblico. Questo significa pensare film da realizzare con budget contenuti, sostenuti anche da aziende interessate a legare il proprio nome a un progetto culturale e capaci di rientrare almeno in parte attraverso gli incassi. Per me il vero cinema indipendente nasce quando chi realizza un’opera si assume il rischio e trova il modo di portarla davanti agli spettatori. Questa posizione è maturata affrontando ogni fase del

A� M�R� S�N�A C�D� Sintonizzati sul F�S�N� T�R�I�A� D�L Ogni 20 minuti tutte le notizie del Veneto aggiornate in tempo reale.E A P�L�E�T�I�A A� L�D� D� V�N�Z�A

lavoro: dalla scrittura alla regia, dalla produzione alla promozione e ai rapporti con le sale. In Veneto si sta affermando una new wave di autori: secondo me tu e il gruppo che ha dato vita a Brenta Connection siete una delle voci più forti di questa new wave, forse proprio perché avete fatto saltare il banco giocando con le vostre regole. Cosa ne pensi? «È vero, in Veneto esiste un movimento di indipendenti diffuso di autori, tecnici e piccole realtà produttive. Molti lavorano soprattutto sui cortometraggi, mentre il lungometraggio richiede più tempo, risorse e capacità organizzativa. I risultati ottenuti con Brenta Connection dimostrano che un percorso alternativo è possibile, a condizione di conoscere il proprio pubblico e di costruire un prodotto coerente con il territorio». Dopo questo exploit il telefono ha iniziato a squillare? «Sì, devo dire che si sono aperte nuove strade e siamo al lavoro su diversi progetti molto ambiziosi, anche se non vogliamo snaturarci perché altrimenti perderemmo la nostra forza».

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• Giacomo Brunoro

• Chi è Giacomo Brunoro Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.

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Qualunque sarà il prossimo passo di Tomassini, Brenta Connection ha già ottenuto un risultato significativo: ha dimostrato che una storia veneta, realizzata con professionalità anche se con mezzi limitati e senza una grande macchina promozionale, può trovare il suo pubblico. Il successo è cresciuto attraverso il passaparola e ha trasformato una produzione indipendente in un fenomeno regionale. Una lezione semplice, ma che troppo spesso si fa finta di ignorare: per portare le persone al cinema bisogna prima di tutto raccontare storie nelle quali possano riconoscersi.

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on-line: www.lapiazzaweb.it •Rubriche •Salute

Case della Comunità, in Veneto arrivano i medici di base: accordo per rafforzare la sanità territoriale

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a sanità territoriale veneta compie un nuovo passo avanti. Medici di medicina generale e Case della Comunità saranno sempre più integrati per offrire ai cittadini un punto di riferimento vicino al territorio e ridurre il ricorso improprio agli ospedali e ai pronto soccorso. Regione Veneto ha infatti definito, insieme alle organizzazioni sindacali dei medici di famiglia Fimmg, Smi, Snami e Fmt, il documento operativo che dà attuazione alla delibera regionale approvata lo scorso giugno. Le indicazioni sono state trasmesse alle Ulss e riguardano l’inserimento dei medici di medicina generale all’interno della rete delle Case della Comunità realizzate con i fondi del Pnrr. In Veneto sono attualmente previste 99 Case della Comunità, strutture pensate per avvicinare i servizi sanitari ai cittadini e potenziare l’assistenza

fuori dagli ospedali. «Come promesso, si parte», ha dichiarato l’assessore regionale alla Sanità Gino Gerosa, sottolineando l’importanza dell’accordo raggiunto. Ai medici che svolgeranno attività aggiuntive all’interno delle Case della Comunità sarà riconosciuto un compenso di 60 euro all’ora, coperto da risorse regionali già stanziate. Il nuovo modello prevede la presenza del medico di medicina generale nella fascia oraria 8-20, attraverso turnazioni organizzate tra la Casa della Comunità, lo studio principale o eventuali ambulatori secondari. Tra i compiti affidati ai professionisti ci saranno la gestione delle richieste dei cittadini, anche attraverso il numero unico 116117, il supporto ai pazienti fragili e cronici, la collaborazione con gli infermieri di famiglia e di comunità, la partecipazione alle campagne

vaccinali e il monitoraggio dei pazienti dimessi dagli ospedali. Previsto anche il coinvolgimento dei medici nei percorsi di presa in carico dei malati cronici, con l’obiettivo di programmare visite e

prestazioni senza che il cittadino debba occuparsi autonomamente delle prenotazioni. Durante le ore notturne, dalle 20 alle 8, e nei giorni prefestivi e festivi, l’assistenza medica continuerà

a essere garantita dal servizio di continuità assistenziale, la cosiddetta guardia medica. «La presenza dei medici di medicina generale nelle Case della Comunità significa portare davvero la sanità più vicina ai cittadini – ha spiegato Gerosa -. Questo nuovo assetto potrà contribuire anche a ridurre gli accessi non necessari ai pronto soccorso, lasciando spazio alle emergenze che richiedono cure immediate». Sul fronte dell’attuazione del Pnrr, la Regione comunica di aver raggiunto gli obiettivi previsti per la Missione 6. Le Case della Comunità attive sono distribuite tra tutte le Ulss venete: 4 nell’Ulss 1 Dolomiti, 15 nell’Ulss 2 Marca Trevigiana, 13 nell’Ulss 3 Serenissima, 5 nell’Ulss 4 Veneto Orientale, 5 nell’Ulss 5 Polesana, 20 nell’Ulss 6 Euganea, 8 nell’Ulss 7 Pedemontana, 9 nell’Ulss 8 Berica e 20 nell’Ulss 9 Scaligera.

Alessandra, nata a 615 grammi, dedica la laurea alla Patologia Neonatale che le salvò la vita

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a sua storia personale è diventata il punto di partenza per una scelta di vita e di studio. Alessandra Favarato, quasi ventiduenne, si è laureata in Psicologia con il massimo dei voti, 110 e lode, dedicando la propria tesi alla Patologia Neonatale dell’ospedale di Camposampiero, il luogo dove la sua vita è iniziata in condizioni estremamente difficili. Il tema scelto per il suo lavoro di laurea riguarda l’impatto della prematurità sullo sviluppo dell’attaccamento nel bambino pretermine. Una scelta tutt’altro che casuale: Alessandra, infatti, conosce in prima persona il percorso affrontato dai piccoli nati molto prima del termine della gravidanza.

È venuta al mondo il 7 ottobre 2004, alla 26ª settimana di gestazione, con un peso di appena 615 grammi e una lunghezza di 31 centimetri. Dopo circa cento giorni di ricovero e cure intensive, trascorsi nella Patologia Neonatale di Camposampiero, è stata finalmente dimessa insieme alla sua famiglia. “Ho scelto questo argomento di tesi – racconta Alessandra – perché credo sia importante sensibilizzare le persone sul tema della prematurità, soprattutto quella severa, che comporta tante difficoltà e tante battaglie da affrontare”. Un’esperienza che ha influenzato anche il suo futuro professionale: “Fin da piccola ho sentito il

bisogno di svolgere una professione che mi permettesse di aiutare chi si trova in difficoltà. Per questo ho scelto Psicologia e spero, tra qualche anno, di diventare una psicoterapeuta capace di accompagnare concretamente i pazienti nei momenti più complessi della loro vita”. Nel suo percorso c’è però anche un profondo senso di riconoscenza verso chi si è preso cura di lei nei primi mesi di vita. “Sarò grata per sempre al personale che mi ha assistita durante il ricovero nella Patologia Neonatale di Camposampiero, che è stata la mia prima vera casa. Io e la mia famiglia non smetteremo mai di ringraziarli”. Proprio per questo Alessandra ha scelto di dedi-

care la sua tesi all’équipe sanitaria che l’ha accolta da neonata e ha voluto consegnare personalmente una copia del suo lavoro agli attuali professionisti della Pediatria e Patologia Neonatale di Camposampiero, diretta dal dottor Luca Vecchiato. Un incontro ricco di emozioni, vissuto insieme alla mamma Stefania, durante il quale Alessandra ha potuto riabbracciare anche alcuni operatori presenti già al momento della sua nascita. Tra loro l’ostetrica Alessandra Paggioro e l’infermiera Martina Coró, che avevano contribuito alle sue cure durante il ricovero in terapia intensiva neonatale.

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26 Lo studio. Analizzati 40 anni di dati veneti: grazie ai nuovi criteri diagnostici i decessi sono diminuiti

La risonanza cardiaca svela la forma più nascosta della cardiomiopatia aritmogena

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a prevenzione della morte improvvisa negli atleti compie un nuovo passo avanti grazie alla ricerca padovana. Uno studio condotto dall’Unità di Patologia Cardiovascolare dell’Azienda Ospedaliera e dell’Università di Padova ha analizzato quattro decenni di dati raccolti nel Registro regionale veneto della morte improvvisa giovanile, evidenziando come i nuovi strumenti diagnostici abbiano ridotto

in modo significativo il numero di vittime, ma anche fatto emergere una forma della malattia più difficile da individuare. Al centro della ricerca c’è la cardiomiopatia aritmogena (ACM), una patologia genetica del cuore nella quale il tessuto muscolare del miocardio viene progressivamente sostituito da tessuto fibro-adiposo, creando un terreno favorevole allo sviluppo di aritmie potenzialmente letali.

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Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Circulation: Arrhythmia and Electrophysiology, ha preso in esame i casi registrati tra il 1985 e il 2024, un patrimonio di dati unico per continuità e accuratezza diagnostica. I risultati mostrano un calo netto delle morti improvvise legate alla cardiomiopatia aritmogena negli atleti agonisti. Dopo l’introduzione nel 2010 dei criteri diagnostici aggiornati, i casi sono passati da 0,43 a 0,14 ogni 100mila persone all’anno. Anche la mortalità improvvisa complessiva nello sport è diminuita, passando da 1,41 a 0,64 casi ogni 100mila persone all’anno. Nella popolazione degli atleti veneti deceduti improvvisamente, la quota attribuita all’ACM è scesa dal 31% al 22%, un dato che conferma l’efficacia dei programmi di prevenzione e dello screening sportivo. La scoperta più rilevante riguarda però l’evoluzione della malattia. Se in passato la cardiomiopatia aritmogena si presentava soprattutto nella sua forma classica, con il coinvolgimento del ventricolo destro o di entrambi i ventricoli, oggi emerge con maggiore frequenza una variante che interessa principalmente il ventricolo sinistro. Una forma definita dagli specialisti “mancina”, perché colpisce la parte sinistra del cuore, che risulta più difficile

da individuare con gli esami tradizionali. Una trasformazione che rappresenta una nuova sfida per la medicina sportiva, perché questa variante può sfuggire ai controlli di primo livello. Secondo lo studio, elettrocardiogramma ed ecocardiogramma tradizionale possono non essere sufficienti per riconoscere la forma “mancina” della malattia. Nella casistica analizzata, composta da 51 atleti deceduti per ACM, l’ecocardiogramma era risultato positivo soltanto nel 5,8% dei casi in cui era stato eseguito. La risonanza magnetica cardiaca con mezzo di contrasto (CE-CMR) emerge invece come uno strumento fondamentale per individuare il danno del muscolo cardiaco, grazie alla capacità di evidenziare le aree di fibrosi che rappresentano il substrato delle aritmie. Nei casi in cui l’esame era stato effettuato prima del decesso, la risonanza aveva individuato le alterazioni compatibili con la malattia anche quando

gli altri controlli risultavano normali. Per questo motivo gli autori dello studio suggeriscono di aumentare il livello di attenzione negli atleti che presentano segnali sospetti durante lo screening, come aritmie ventricolari provocate dallo sforzo, ridotti voltaggi elettrici o familiarità per malattie cardiache. In presenza di ulteriori elementi di rischio, la risonanza magnetica con contrasto potrebbe quindi diventare un passaggio decisivo per arrivare a una diagnosi più precoce. Lo studio conferma anche una marcata prevalenza maschile nei casi di morte improvvisa da cardiomiopatia aritmogena nello sport: dei 51 casi analizzati, soltanto uno ha riguardato un’atleta donna. La ricerca padovana dimostra come la prevenzione continui a essere un elemento centrale nella tutela degli sportivi, ma evidenzia anche la necessità di aggiornare continuamente gli strumenti diagnostici.

Operata al cuore a Padova una bambina di quattro anni arrivata dagli Emirati Arabi

È Ascoltaci in tutto il Veneto in auto sul SCARICA L’APP RADIO VENETO24 SUL TUO SMARTPHONE

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arrivata a Padova dagli Emirati Arabi, quattro anni e un cuore che non teneva. La seguiva la Cardiochirurgia della Columbia University, ma per operarla la famiglia è salita su un aereo diretto in Veneto. A prenderla in carico è stata l’équipe di Vladimiro Vida, direttore della Uoc di Cardiochirurgia pediatrica e Cardiopatie congenite dell’Azienda Ospedale Università di Padova. Il quadro clinico era complesso: stenosi valvolare mitralica congenita severa, stenosi sopravalvolare e sottovalvolare, ipertensione polmonare secondaria, coartazione aortica. I chirurghi non hanno aperto lo sterno. Hanno lavorato attraverso una minitoracotomia ascellare destra — pochi centimetri sotto il braccio — con circolazione extracorporea periferica. Hanno resecato la membrana sopravalvolare, eseguito la commissurotomia, corretto l’apparato sottovalvolare. La valvola mitralica è rimasta la sua: nessuna protesi. La bambina è stata estubata in giornata, senza complicanze. Vida il proprio mestiere lo descrive con un verbo che appartiene più alla bottega che alla sala operatoria. «Ripari-

amo i cuori malati». Riparare, non sostituire: è la logica della chirurgia conservativa, e a Padova passa anche dalla preparazione. Prima di entrare in sala l’équipe studia il cuore su modelli stampati in tre dimensioni e in realtà virtuale, provando la sequenza dei gesti su una copia dell’anatomia che troverà. È il passaggio che ha permesso di estendere l’accesso sottoascellare, nato per i difetti semplici, alle patologie valvolari e alle anatomie congenite complesse. Con trecento procedure l’anno, l’Azienda Ospedale Università di Padova è il centro italiano con la più vasta esperienza di cardiochirurgia mininvasiva. Il 48 per cento dei pazienti arriva da altre regioni o dall’estero, richiamato dalla tecnica, dalla tecnologia e dalla personalizzazione delle cure. Le cardiopatie congenite sono anomalie strutturali del cuore e dei grandi vasi presenti dalla nascita e riguardano otto nati su mille. Ma solo il 60 per cento viene individuato entro il primo anno di vita: quattro bambini su dieci con una malformazione cardiaca crescono senza che nessuno l’abbia ancora vista.


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soluzioni on-line: www.lapiazzaweb.it •Rubriche •Giochi

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QUANTO NE SAI DEL VENETO? Per ogni domanda scegli una sola risposta. Poi controlla il punteggio online.

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1. Quale fiume attraversa Verona?

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4. In quale provincia si trova Asolo? A) Treviso B) Padova C) Verona

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5. Quale dolce è nato a Verona?

ORIZZONTALI

2. Scrisse La caverna - 12. Bramosa impazienza - 18. 20. Smonta l’accusa - 22. Centro sul Lago Maggiore con il Sancarlone - 23. Rientranze costiere - 25. Città del Marocco - 28. Fiore blu-violetto - 30. È stato un grande nuotatore russo - 33. Il centro della Toscana con il Giardino dei Tarocchi - 34. Teatro di posa - 35. Ex direttore di Rai News 24 - 38. Cambiano oli in molti - 40. Il dittongo di Diana - 41. Romanzo di Niccolò Ammaniti - 42. Un gigante della strada - 43. Film di Luciano Salce con Ugo Tognazzi - 45. Capitale svizzera - 47. Percuotere con una frusta di nuovo - 48. Sprezzanti - 49. Selezionata - 50. Le estreme in azione - 51. Malattia - 53. Gian Paolo che amò la monaca di Monza - 55. Seggio per sovrani - 58. Lago del Guatemala - 59. Lo sono le mire dell’ambizioso - 60. Filippo, primatista nazionale dei 100 metri piani - 62. Regimi 66. Verso di mici. alimentari - 64. La Pavone de Il geghegè - 65.

VERTICALI

1. La città di san Francesco e santa Chiara - 2. La Leigh di Psyco - 3. Sfrigola in padella - 4. La nota... affermativa - 5. Brian, il musicista di By this river - 6. Direzione opposta a NE - 7. L’Arbore della TV (iniz.) - 8. Si attira con uno... specchietto - 9. 14. Un terzo di miglio - 10. Le nozioni elementari - 11. Forma un trio con Aldo e Giovanni - 13. Lingua proverbialmente ostica - 15. I penultimi su dieci - 16. Avviato, iniziato - 17. Una raccolta di racconti di Aldo Busi - 19. I mercati... con grano e avena - 21. Misere - 24. Uccello dei Passeriformi - 26. La città della donna che dissetò Gesù dal pozzo - 27. Gruppo musicale - 29. Moralmente abbattuto - 30. Gli animali catturati - 31. Lustrino - 32. Il Papa lo è di Cristo - 36. L’ultima lettera greca - 37. Si impone al battesimo - 39. Colonna romana per celebrare la conquista della Dacia - 41. Un gioiello da décolleté - 42. Pesce dall’occhio languido - 44. Dio Vulcano per i Greci - 46. Antichi lucani - 47. Iniziali di Saviano - 48. 51. Vivacizzano la cravatta - 52. La baby sitter per il bimbo - 54. Un giardino con le gabbie - 56. Dramma 57. Nota di chi scrive (sigla) - 59. Sigla di Agrigento - 60. In mezzo ai pasticci - 61. Rendono troppi i topi - 63. Le iniziali della Canalis.

PAROLA INIZIALE

COME SI GIOCA Trova la parola centrale che forma un’espressione corretta sia con quella di sinistra sia con quella di destra. Il riferimento veneto può trovarsi in una delle due espressioni.

2. Dove si trova la Basilica Palladiana?

3. Quale isola è famosa per il vetro?

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Gioco linguistico · livello medio

A) Brenta B) Adige C) Piave

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PAROLE CONCATENATE DEL VENETO

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SAN MONTE ACQUA BACARO CANAL VINO CITTÀ MARE REGIONE PRODOTTO

ANELLO MANCANTE

A) Babà B) Pandoro C) Cannolo

6. Chi nacque a Possagno? A) Canova B) Vivaldi C) Goldoni

7. Quale vino è legato alla Valpolicella? A) Amarone B) Barbaresco C) Frascati

8. Come si chiamano i piccoli assaggi veneziani? A) Tigelle B) Cicchetti C) Friselle

PAROLA FINALE POLO BIANCA MAREA GUIDATO RACCORDO CLASSICO MODERNA SETTENTRIONALE ORIENTALE VENETO


Enigmistica

30 CRUCIVERBA CHIOCCIOLA CRUCIVERBA A CHIOCCIOLE Scrivi orizzontalmente, una di seguito all’altra (senza tenere conto Nelle 4 spirali dovranno risultare, sempre una di seguito all’altra e iniziando dalle caselle recanti il numero 1, le parole rispondenti

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CRUCIVERBA SIMMETRICO CRUCIVERBA

pasquale.petrullo@gmail.com

ORIZZONTALI

1. Ha numerose paia di zampette - 9. Il Ford dei fumetti - 10. Arbusti con le more - 11. Rete nel ping-pong - 12. 14. Il soggetto di resto - 15. Il veicolo di Ben Hur - 16. In mezzo alla barriera - 17. Era la resina del calzolaio - 18. Titolo di antichi notai - 19. Rimette a posto le scarpe - 22. La ricevono in dono gli sposi - 23. La scrittrice Levi - 24. Un tizio... qualsiasi - 25. Sigla di Cosenza - 26. Causano rotture - 27. Nell’hockey e nel karate - 28. Un ardito... da medaglia - 29. Ragioniere in breve - 30. Il genere di Quentin Tarantino - 31. Il pop che si mangia - 32. Colorato.

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1. Ferra i cavalli - 2. Tratto dell’intestino tenue - 3. Si 5. Ideate... dà con la “long.” - 4. dall’architetto - 6. Una “i” greca - 7. Epoca - 8. Dire per metà - 12. Lupo mannaro - 13. Un’attrazione del luna park - 15. Bambino piccino - 16. Filtrano il sangue - 17. Compenso di lavoratore - 18. Appellativo del re 20. 21. Spicchi di tenda - 26. Grida 28. A Roma vi incontrollate - 27. 1 2 3 4 5 è 1l’INPS2 - 29. L’amico Potter -530. Una pera... 3 di Harry 4 senza polpa - 31. Le ultime di undici. 8 9 10 11 8 9 10 11 1

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1. Non si riesce a frenare - Fanno uso di un estratto del papavero Il talento di Mr.Ripley 2. 3. Sposò Onan - Fu il primo re d’Israele - Il giornalista Lerner - 4. In coppia con Tap - Un tipo eccentrico - Incolti e villani - 5. Storica villa di Roma - Non zuccherine - Colonna di libri sovrapposti - 6. L’Arana interprete di Ustica - Le madri dei coniugi - 7. Si cambia traslocando - Il romanziere di Tonio Króger - Un astuccio per reliquie - 8. Film di Akira Kurosawa - Non lo discute il credente - Un mare dell’Antartide - 9. Si rendono ai meritevoli - Simboli di santità - 10. Parte interna dell’abito - Canale per l’irrigazione della pianura padana - 11. Vano per l’equipaggio - Lo emana Mattarella (sigla) - 12. La casa in cui si vive Fondarono Cartagine.

DEFINIZIONI B

(in alto a sinistra): Scrittrice che ha vinto il Premio Bancarella - Sfocia tra Eraclea e Jesolo - Il jolly nel mazzo - Desiderio smodato - Adeguati, conformati - Fu rivale di Bartali. (in alto a destra): Scrittrice che ha vinto il Premio Bancarella Universali o internazionali - Lo Stato con Lima - Il giorno che verrà. (in basso a sinistra): Scrittrice che ha vinto il Premio Bancarella Più che stizziti - Mite e affettuosa - Una collega di Circe - Il parassita della scabbia - Il re della Frigia che odiò l’oro - Bucato col trapano I “ ... media” d’informazione. (in basso a destra): Scrittrice che ha vinto il Premio Bancarella - Pezzo del bikini- Lo è la parte che fa male - Relativi ai formaggi - Dibattito sul

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ORIZZONT

ALI:1. SiFRAMMENTO leggono in Belgio -INCROCIATO 3. In pieno giorno - 6. L'Aquila sulle targhe - 8. Relativi alla Petrus pace - 11. La punta delINCROCIATO battello - 13. Armonie di suoni - 14. Il proprio... comodo - 15. Il re di Micene FRAMMENTO Petrus fratello di Menelao - 17. Grossa nave da carico - 19. Fetta di carne - 20. Recapita la Petrus corrispondenza - 22. FRAMMENTO INCROCIATO FRAMMENTO INCROCIATO Tipica casetta alpina - 23. Si prepara con il pancarrè - 24. Si spinge remando - 25. Donare senza... dare ORIZZONTALI:1. Si leggono in Belgio - 3. In pieno giorno - 6. L'Aquila sulle targhe - 8. Relativi alla 26. Le estreme in offerta - 27. Subito dopo cinque. ORIZZONTALI:1. Si battello leggono- in - 3. di In suoni pieno -giorno - 6. L'Aquila sulle -targhe pace - 11. La punta del 13.Belgio Armonie 14. Il proprio... comodo 15. Il -re8.diRelativi Micenealla pace 11. La punta del battello 13. Armonie di suoni 14. Il proprio... comodo 15. Il re di Micene- 22. 20. Recapita la corrispondenza fratello di Menelao 17. Grossa nave da carico 19. Fetta di carne VERTICALI:1. Capitale peruviana - 2. Umorista che fa coppia con Lillo - 3. Luigi e Vito li festeggiano fratello di nave da- 6. carico 19. -Fetta di spinge carne 20.nipote Recapita corrispondenza - 22. Tipica alpina- --17. Si prepara con ilLo pancarrè 24.brizzolata Si Donare senza... dare in giugnocasetta - 4.Menelao Risvegliata 5.23. ÈGrossa attiguo alla stalla è la- chioma... - 7.-remando Un di- 25.la Tipica casetta alpina 23. Si prepara con il pancarrè 24. Si spinge remando 25. Donare senza... dare Paperino 9. Sviluppare un'idea 10. Parte del corpo sopra i fianchi 11. Dolce natalizio milanese 12. 26. Le estreme in offerta - 27. Subito dopo cinque. Vocali campo - 16. gli abiti - 18.dopo Vi nacque San Paolo - 19. Sindacati di base (sigla) - 21. 26. Leinestreme in Gruccia offertaper - 27. Subito cinque. Gli anni che si hanno.

VERTICALI:1. Capitale peruviana - 2. Umorista che fa coppia con Lillo - 3. Luigi e Vito li festeggiano VERTICALI:1. Capitale -peruviana - 2.alla Umorista fa ècoppia con Lillo - 3. Luigi Vitonipote li festeggiano in giugno - 4. Risvegliata 5. È attiguo stalla - che 6. Lo la chioma... brizzolata - 7.eUn di in giugno--9.4.Sviluppare Risvegliataun'idea - 5. È attiguo alla del stalla - 6. sopra Lo è lai fianchi chioma... brizzolata - 7. Un nipote di - 12. Paperino - 10. Parte corpo - 11. Dolce natalizio milanese Paperino 9. Sviluppare un'idea Parte- del sopraSan i fianchi natalizio milanese di base (sigla) -- 12. 21. Vocali in -campo - 16. Gruccia per- 10. gli abiti 18.corpo Vi nacque Paolo--11. 19.Dolce Sindacati Vocali campo - 16. Gruccia per gli abiti - 18. Vi nacque San Paolo - 19. Sindacati di base (sigla) - 21. Gli anniinche si hanno. Gli anni che si hanno.

Indovinelli veneti 1. Non ho ruote e non ho ali, ma porto in giro innamorati e curiosi. Scivolo lentamente tra palazzi e ponti e chi mi guida resta sempre in piedi. Chi sono? 2. Nasce dalla terra con un vestito rosso, ha foglie eleganti e un gusto amarognolo. Una città della Marca mi ha reso famoso. Chi sono? 3. Sono fatto di pietra e di genio, ma non sono una statua. A Vicenza porto la firma di un architetto conosciuto in tutto il mondo. Chi sono? 4. Non sono a Roma, eppure mi chiamo Arena. Da secoli osservo la città e d’estate canto con mille voci. Dove mi trovo? 5. Nasce tra colline ordinate come un giardino, sale nel bicchiere con tante piccole bolle e porta con sé il nome di una terra veneta. Chi sono? 6. Unisco due rive e porto sulle spalle secoli di passi e di battaglie. Sono coperto, fatto di legno e Bassano mi considera il suo simbolo. Chi sono?


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