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lapiazza di Padova Est - mag26

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di Padova Est

Noventa Padovana in lutto per la scomparsa di Alex Zanardi: il sindaco Bano ricorda il campione

Modello veneto: funziona davvero?

Con i cordoni della borsa ormai stretti dal bilancio approvato, il Consiglio Regionale del Veneto si è trasformato in un palcoscenico di scontri verbali che vanno ben oltre la semplice contabilità. È una sfida di visioni, un “botta e risposta” continuo che vede la maggioranza difendere il modello veneto e le opposizioni tentare di scardinarlo pezzo dopo pezzo. Il primo vero scontro frontale riguarda la mobilità. Carlo Cunegato, dalle file di Alleanza Verdi e Sinistra, ha scosso l’aula con un attacco durissimo: “Presidente, mentre nel resto del mondo si corre verso il futuro, nel vicentino siamo fermi a treni a gasolio che sembrano reperti archeologici. Pagare abbonamenti esorbitanti per servizi da terzo mondo è un insulto ai lavoratori”.

Non si è fatta attendere la replica dai banchi della Lega e della Civica Zaia, che hanno risposto piccati: “Non abbiamo la bacchetta magica per elettrificare migliaia di chilometri in una notte, gli investimenti sono programmati e servono tempi tecnici, non slogan”.

Ma è stato Giovanni Manildo del Partito Democratico a rincarare la dose, spostando l’asse sul sociale: “I tempi tecnici non sfamano le famiglie.

Con 25 milioni, briciole rispetto ai 19 miliardi totali, potremmo dare trasporti gratuiti agli studenti. Non farlo è una scelta politica deliberata contro i giovani”.

Il Veneto vuole

l’autonomia energetica, Bitonci: “Lavoriamo sulle concessioni”

SICUREZZA URBANA, UNA CHIMERA FRA AZIONE E PREVENZIONE

IL COMUNE PUNTA SULLA FERMEZZA

Psoriasi nei bambini, a Padova garantite diagnosi precoce e cure su misura

“ECCO

SOCIALE, WELFARE, PIANO CASA E GIOVANI, STEFANI:

COME CI STIAMO MUOVENDO”

LA GRAZIA, I DUBBI E LE TRAPPOLE

• Nicola Stievano

el suo ultimo film, La grazia, Paolo Sorrentino ci consegna l’immagine di un Capo dello Stato che abita la «bellezza del dubbio». Così nelle sale austere e silenziose del Quirinale la burocrazia non è il mostro che tutti denunciamo, ma un argine saggio, un tempo sospeso di riflessione. “La burocrazia, tutti la detestano - a erma il presidente del film - perché è lenta ma serve proprio a questo: a non prendere decisioni a rettate”.

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servizi
servizio a pag. 8

Dove lo butto?

Olio alimentare

L’olio, se disperso nell’ambiente, inquina: , perché contamina i pozzi di acqua , perché impedisce alle radici delle piante l’assunzione delle sostanze nutritive; e compromette la vita della flora e della fauna.

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Non va gettato nel wc o nel lavandino perché causa tappi e intasamenti nelle condutture, anche domestiche, con conseguenti danni agli impianti.

L’olio per uso alimentare è: l’olio usato in cucina l’olio di conservazione dei l’olio, di oliva o di semi, usato

COME RACCOGLIERE L’OLIO ALIMENTARE

Raccogliere l’olio a temperatura ambiente in un contenitore a perdere (bottiglie o flaconi di plastica).

L’APP

Una volta riempito, chiudere bene il contenitore con il tappo.

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Inserire il contenitore nelle cisterne gialle dislocate nel territorio.

CELEBRATI TRE NUOVI MAESTRI DEL LAVORO

Vigonza celebra tre nuovi Maestri del Lavoro: il riconoscimento del Prefetto di Padova che premia competenza e dedizione. Il Comune di Vigonza si conferma così terra di eccellenza professionale, impegno e contributo allo sviluppo del tessuto produttivo locale. Tre cittadini di Vigonza sono stati u icialmente insigniti dell’onorificenza della “Stella al Merito del Lavoro”, entrando a far parte dei nuovi Maestri del Lavoro della provincia di Padova. Il riconoscimento, conferito dal Presidente della Repubblica su proposta del Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale, premia lavoratori dipendenti che si sono distinti per singolari meriti di perizia, laboriosità e buona condotta morale. I nuovi Maestri del Lavoro vigontini sono stati ricevuti dal Prefetto di Padova, Giuseppe Forlenza, durante la cerimonia u iciale tenutasi presso la Prefettura. Gli artigiani insigniti sono Mauro Bottaro di Codiverno): operante presso micronova srl., azienda leader nel settore dell’elettronica, Bottaro è stato premiato per la sua lunga e qualificata carriera che lo vede oggi ricoprire il ruolo di Direttore Commerciale (CCO). Alessandro Cappellozza di Perarolo: professionista in forza ad Acciaierie Venete, pilastro dell’industria siderurgica padovana, distintosi per la competenza tecnica e la dedizione all’interno di un settore strategico del comparto produttivo regionale.

Franco Tiziani di Perarolo: responsabile Field Operations per il Veneto presso FiberCop (Gruppo TIM), Tiziani ha contribuito in modo significativo allo sviluppo tecnologico e alla digitalizzazione del territorio attraverso la realizzazione di reti infrastrutturali moderne.

“L’onorificenza conferita è molto di più di un premio individuale: testimonia, infatti, il tributo all’intero comparto dell’artigianato locale di Vigonza - ha dichiarato il sindaco Gianmaria Boscaro -. Un artigianato che continua a rappresentare una risorsa fondamentale per l’economia e l’identità culturale del nostro territorio, perché mette al centro il merito, il sacrificio e l’impegno quotidiano”.

• Manuel Glauco Matetich

Vigonza: il prefetto di Padova premia competenza e dedizione

LA GRAZIA, I DUBBI E LE TRAPPOLE

Peccato che, uscendo dalla sala e tornando alla cronaca, il dubbio si trasformi in sospetto e la saggezza della procedura in una fretta che lascia storditi.

Il caso della grazia concessa a Nicole Minetti per ragioni umanitarie somiglia a un copione scritto male, dove la nobile “cura estrema dello Stato” inciampa su un nome che evoca i fantasmi di una stagione politica che è ancora lontana dall’essere archiviata e che continua a maturare i suoi frutti avvelenati. Perché tanta urgenza? Perché quel velo di riservatezza che oggi, alla luce delle inchieste giornalistiche, appare anziché come la doverosa tutela verso un minore come piuttosto un maldestro tentativo di tenere sotto traccia una vicenda esplosiva?

A squarciare l’esile velo del silenzio è un’inchiesta giornalistica che prima rende pubblico il provvedimento firmato dal Presidente della Repubblica e in seguito ne svela i tanti lati oscuri, dagli intrighi in Venezuela in cui a farne le spese sono proprio dei bambini indifesi, alle visite fantasma in ospedali italiani che si a rettano a smentire contatti o consulenze. Se queste fondamenta crollano, non siamo più di fronte a una scelta politica discutibile o ad una decisione che può sembrare superficiale ma a un vero e proprio corto circuito istituzionale. Nel caos che ne è seguito finisce anche il rimpallo delle reciproche respons-

abilità. Il Quirinale non indaga, non fa il detective, si è detto: il Presidente della Repubblica esercita il suo potere di concedere o negare la grazia sulla base di un’istruttoria tecnica che gli viene consegnata. È il Ministero della Giustizia a dover garantire la genuinità di quel fascicolo che a sua volta ha ricevuto dalla Procura che ha condotto le indagini “sul campo” e tratto le proprie conclusioni. Ma in questo passaggio qualcosa si è rotto e qualcuno ha si è lasciato prendere la mano, quantomeno, da una insolita fretta o approssimazione, che di fronte a provvedimenti così definitivi come una grazia, è sempre cattiva consigliera. Non si può permettere che lo strumento della grazia - un atto quasi sacro, per questo concesso con parsimonia dai capi di stato - venga profanato da procedure opache o, peggio, da falsità documentali. Ecco allora la richiesta di chiarimenti urgenti del Quirinale al ministro della Giustizia per fare luce su un caso che potrebbe condizionare pesantemente il confronto politico. Mentre il Governo fa quadrato attorno a un Guardasigilli sempre più in a anno e la procura corre ai ripari con un rapido supplemento di indagine, resta l’amarezza per un’istituzione che meritava più rispetto. La grazia, diceva il film, è bellezza. Qui, purtroppo, sembra rimasta solo la bruttezza di una trappola tesa alla credibilità dello Stato.

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Sicurezza urbana/1. Il sindaco Gianmaria Boscaro interviene illustrando la strategia del Comune

VIGONZA, LINEA DURA CONTRO VANDALISMI

E FURTI: CONTROLLI E RISARCIMENTI

Sicurezza urbana, contrasto ai furti, prevenzione dei vandalismi e attenzione ai comportamenti scorretti: sono temi che il Comune di Vigonza segue senza sottovalutare alcun episodio. A spiegarlo è il sindaco del paese, Gianmaria Boscaro. “A Vigonza non risultano baby gang strutturate - dichiara Boscaro. È giusto essere chiari: non siamo di fronte a gruppi organizzati di giovani dediti stabilmente a violenze o reati. Ci sono stati, invece, singoli atti vandalici, episodi di inciviltà e comportamenti stupidi ma gravi, che danneggiano beni pubblici e quindi l’intera comunità. Proprio per questo non li minimizziamo”. La linea del Comune è quella della fermezza. Quando i responsabili vengono individuati, si procede senza esitazioni con tutti gli strumenti disponibili: denuncia alle autorità competenti, convocazione in Comune insieme alle famiglie e richiesta di risarcimento dei danni. È accaduto, ad esempio, nel caso del danneggiamento dell’auto comunale nei pressi del Municipio: grazie al sistema di videosorveglianza e alla collaborazione dei cittadini e degli esercenti, il responsabile è stato identificato, denunciato ai Carabinieri, la famiglia è stata convocata e sono state avviate le procedure per il risarcimento dei danni. “Chi rompe paga - sottolinea il sindaco. Non è accettabile che il costo di un gesto vandalico ricada

sui cittadini onesti. I beni pubblici appartengono a tutti: danneggiarli significa colpire famiglie, bambini, anziani, associazioni e l’intera comunità. Per questo, ogni volta che è possibile individuare i responsabili, chiediamo che si assumano fino in fondo le proprie responsabilità”. Sul fronte dei furti, il Comune conferma di mantenere alta l’attenzione. Pur trattandosi di un fenomeno che genera comprensibile preoccupazione, soprattutto quando riguarda le abitazioni, dai dati più recenti i reati di furto risultano in calo. Un risultato che non porta ad abbassare la guardia. “In questi anni abbiamo investito molto sulla sicurezza - prosegue Boscaro. Abbiamo recuperato un deficit importante, sostituendo telecamere non funzionanti, ampliando il sistema di videosorveglianza, creando una centrale operativa collegata con carabinieri e Questura e ra orzando la presenza della Polizia Locale sul territorio. Non si tratta di interventi simbolici, ma di strumenti concreti per prevenire, controllare e intervenire più rapidamente”. Particolare attenzione è stata posta ai pattugliamenti. L’amministrazione ha potenziato i servizi serali e notturni della Polizia Locale, ra orzando la collaborazione con le Forze dell’Ordine per servizi straordinari nelle zone più sensibili e nei momenti di maggiore criticità. “La sicurezza non si garantisce con gli slogan - con-

clude il sindaco - ma con investimenti, presenza, coordinamento e continuità. Le telecamere servono, i pattugliamenti servono, la collaborazione con carabinieri e Questura serve. E serve anche la collaborazione dei cittadini, che invitiamo sempre a segnalare tempestivamente situazioni sospette al 112, senza esporsi a rischi personali”. Accanto all’attività di controllo e repressione, il Comune di Vigonza

I servizi di prevenzione al disagio e alla violenza nel vigotino

Sono diversi i servizi che il Comune di Vigonza mette a disposizione per poter prevenire il disagio giovanile, famigliare e la violenza di genere. Innanzitutto è aperto lo “Sportello ascolto” al Centro Betulle in via Paradisi 2. Si può chiamare per informazioni il 340 5684143. Il centro è aperto il mercoledì dalle 9.30 – 12.30. “Se si sta a rontando un momento complicato o di di icoltà - spiega il Comune - gli specialisti saranno a disposizione per ascoltarti e aiutarti. Lo sportello è rivolto ad

adulti, anziani, famigliari, caregiver e volontari”. E’ poi attivo per le donne in di icoltà famigliari il Centro Veneto Progetti Donna. A disposizione c’è un numero gratuito l’ 800 814681, dalle 8 alle 20 dal lunedì al venerdì. Sarà dato ascolto, supporto psicologico, informazioni su accoglienza in struttura, supporto legale, lavoro di rete con i servizi pubblici e privati del territorio, orientamento all’inserimento sociale e lavorativo, sostegno alla genitorialità. C’è poi il consultorio famigliare in

via Germania 12. Info allo 049 9822010. Si potrà parlare direttamente con il personale dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13, previo appuntamento. C’è poi il numero 1522. È un servizio pubblico promosso dal Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il numero è gratuito, attivo 24 ore su 24 e accoglie con operatrici specializzate le richieste di aiuto e sostegno delle vittime di violenza e stalking. L’accoglienza è disponibile nelle lingue italiano,

continua a lavorare anche sul piano educativo e preventivo. Gli episodi che coinvolgono giovani e minorenni vanno a rontati per l’ente locale “con serietà, coinvolgendo le famiglie e promuovendo il rispetto delle regole, dei beni comuni e degli spazi pubblici”.

• Alessandro Abbadir

inglese, francese, spagnolo, arabo, farsi, albanese, russo ucraino, portoghese, polacco. • (A.A.)

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Il sindaco Gianmaria Boscaro

Sicurezza stradale/2. L’ analisi dei dati dell’ Arma dei carabinieri bel 2025. Potenziati i controlli

SALGONO TRUFFE, CRIMINALITÀ MINORILE E GLI ARRESTI PER DROGA

Controlli, attività antidroga, tru e, contrasto alla violenza di genere. Nel corso del 2025 i carabinieri del comando provinciale di Padova hanno registrato un totale di 31.400 reati, un dato sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente e pari a circa l’85% del totale pro-

vinciale. Nella sola città di Padova, ad esempio, sono stati denunciati 8.746 reati, pari al 58,9% del totale cittadino. L’Arma dei carabinieri ha svolto un ruolo fondamentale nella prevenzione e nel contrasto della criminalità. Complessivamente sono stati e ettuati 39.526 servizi perlu-

strativi, di cui 264 supportati dalle Sio (Squadre Intervento Operative) del 4° Battaglione Mestre, con una media di 108 pattuglie giornaliere e 223.911 ore di controllo. Sono poi state controllate 138.279 persone e 85.684 veicoli, con incrementi rispettivamente del 12,8% e del 14,4% rispetto al 2024. I carabinieri di Padova hanno gestito 247.354 chiamate al 112, rispondendo a 37.107 interventi. Nelle caserme della provincia sono stati accolti 139.662 cittadini, con una media di 382 accessi al giorno. Nel corso del 2025 sono state arrestate 567 persone e 6.904 denunciate in stato di libertà, per un totale di 7.471 persone, principalmente per rapine, furti, reati legati agli stupefacenti, lesioni e violenze domestiche. Sono state inoltre sequestrate 208 armi e 3.030 munizioni. L’Arma ha registrato un significativo incremento delle segnalazioni di tru e agli anziani, con 62 denunciati (+87% rispetto al 2024). Sono stati organizzati per questo 93 incontri informativi, coinvolgendo oltre 5.200 cittadini con consigli concreti su come proteggersi dalle tru e e su quando contattare il 112. In tutto il 2025 i carabinieri hanno gestito 825 casi

A Noventa Padovana telecamere di sorveglianza co-finanziate dai privati

Adi violenza di genere. In particolare: maltrattamenti in famiglia 505 casi (-4,9%), atti persecutori 275 casi (+7,8%) e violenza sessuale 45 casi (-26,23%).

Sono stati 242 i soggetti arrestati o sottoposti a misure cautelari e 583 le persone denunciate. I reati commessi da minori sono stati 595 (+19,2%), con una maggiore incidenza tra i 16enni. Sul fronte antidroga l’Arma nel padovano ha arrestato 143 persone (+17%) e

denunciato 220 persone (-12%), con 478 segnalazioni al Prefetto (+4,8%).

Sono stati sequestrati 86 kg di sostanze stupefacenti, di cui 450 piante di cannabis e 32 pasticche di ecstasy; ciò, sottolinea l’Arma dei Carabinieri, evidenzia l’impegno costante contro il tra ico e l’uso di droghe.

• Alessandro Abbadir

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Noventa Padovana è stato approvato nelle scorse settimane uno schema di convenzione per consentire a privati cittadini di collaborare con il Comune nell’installazione di telecamere a vigilanza del territorio. L’ente locale ha pensato a questa soluzione dopo che alcuni residenti hanno manifestato la volontà di fare la propria parte per dare più sicurezza al capoluogo e alle frazioni. Le immagini delle telecamere finanziate o cofinanziate dai privati di Noventa entreranno a far parte del sistema comunale e potranno essere visualizzate solo dalle forze dell’ordine. Il richiedente non godrà di alcun privilegio nella modalità di accesso alle immagini. L’obiettivo è prevenire possibili furti o attività criminali. Il provvedimento si rifà ai principi della videosorveglianza partecipata introdotti dal decreto Minniti del 2017. Sarà compito del Comune valutare la rilevanza pubblica delle richieste che arriveranno dai cittadini, stabilire l’esatto posizionamento di ogni impianto, individuare le ditte che procederanno alla collocazione delle videocamere ed e ettuare la manutenzione ordinaria. Ai privati i compiti di: progettazione, installazione, connessione alla rete comunale, collocazione della segnaletica prevista dalla legge e manutenzione straordinaria. Gli apparati di videosorveglianza dovranno essere compatibili con il sistema già operativo nel territorio di Noventa e saranno preventivamente sottoposti all’approvazione del Comune.

• (A.A.)

Ascoltaci

Interventi. Il documento programmatico preliminare orienta la città

AL VIA ALLA VARIANTE N. 9: RIGENERAZIONE URBANA E STOP AL CONSUMO DI SUOLO

Avviato in consiglio comunale il percorso per la variante n. 9 al Piano degli interventi, con la presentazione del Documento programmatico preliminare, primo atto destinato a orientare le future scelte urbanistiche dell’ente. Si tratta di un passaggio iniziale ma sostanziale, che definisce l’impostazione strategica su cui sarà costruito il nuovo strumento pianificatorio. L’indirizzo indicato dall’amministrazione del sindaco Gabriele De Boni punta in modo esplicito alla riduzione del consumo di suolo, privilegiando interventi di rigenerazione urbana e di riqualificazione del patrimonio esistente.

Un cambio di prospettiva che mette al centro la qualità urbana, la funzionalità degli spazi e il ra orzamento dei servizi, in linea con un orientamento sempre più di uso anche nei livelli sovracomunali. “Indichiamo una direzione chiara, superando modelli espansivi” spiega proprio De Boni, richiamando la necessità di uno sviluppo equilibrato e sostenibile. Il territorio comunale viene letto come una realtà a forte vocazione residenziale, inserita in un contesto che mantiene una componente rurale significativa, e al tempo stesso come area di connessione con Padova, ruolo che richiede scelte urbanistiche coerenti. Tra le

priorità individuate figurano il recupero delle aree degradate o sottoutilizzate, il miglioramento della qualità degli spazi pubblici e una riorganizzazione della mobilità. Su questo fronte l’obiettivo dichiarato è ridurre il tra ico di attraversamento, intervenendo sulla sicurezza e sulla vivibilità dei centri abitati, con particolare attenzione ai contesti più urbanizzati. Il vicesindaco e assessore all’Urbanistica Leonardo Volpin evidenzia il cambio di approccio, sintetizzato nel passaggio da una logica espansiva a una orientata alla qualità e alla vivibilità complessiva. La rigenerazione urbana viene indicata come leva principale

I GIOVANI TRASFORMANO IDEE IN PROGETTI

Un’idea, se concreta, può diventare realtà. Il Comune rilancia “Ponte 2 Action”, seconda edizione del bilancio partecipato rivolto ai giovani, con due percorsi distinti: “teen” per i 14-18 anni e “young” per i 19-29. L’obiettivo è di raccogliere proposte pensate dai ragazzi e trasformarle in progetti per il territorio. La partecipazione è aperta a singoli o piccoli gruppi. C’è tempo fino al 15 giugno per presentare le idee tramite i moduli online messi a disposizione sul sito comunale. Non si tratta solo di compilare una scheda. Chi partecipa può contare

per intervenire sul tessuto esistente, senza ulteriore consumo di territorio. Un capitolo specifico riguarda anche il territorio rurale, considerato anche

sull’accompagnamento degli educatori di strada e dell’Informagiovani, un supporto pratico nella costruzione del progetto. Le proposte possono spaziare tra sport, cultura, musica, ambiente o iniziative sociali. Devono rispettare criteri precisi, primi tra tutti essere chiare, utili ai coetanei, realizzabili e con un legame con il territorio. Un elemento pesa più degli altri. Chi propone deve essere parte attiva anche nella fase operativa. Dopo la raccolta, le idee passeranno al vaglio tecnico (16-20 giugno) e quindi al voto dei cittadini (29 giugno-6 luglio). I risultati arriveranno

CENTINAIA DI VESPE PER IL DICIOTTESIMO RADUNO REGIONALE

Successo per il 18esimo raduno regionale del Vespa Club Roncajette, andato in scena, come da tradizione, l’1 maggio nella frazione alle porte di Padova. Fin dalle prime ore del mattino centinaia di appassionati hanno raggiunto il paese in sella a Vespe di ogni epoca e colore, trasformando la tradizionale Festa del lavoro in un appuntamento

all’insegna dei motori e della socialità e della passione condivisa. L’edizione 2026 ha assunto un significato particolare, coincidente con l’ottantesimo anniversario della Vespa, brevettata nel 1946 su progetto dell’ingegnere Corradino D’Ascanio per Piaggio, divenuta nel tempo simbolo del made in Italy nel mondo. Alle 10.30 il corteo ha preso il via attraversando le strade

come elemento identitario e ambientale da tutelare e valorizzare, in un equilibrio tra sviluppo e conservazione. Si apre ora una fase partecipativa. L’amministrazione ha infatti annunciato l’avvio di momenti di confronto con cittadini, associazioni e portatori di interesse, finalizzati a raccogliere osservazioni e contributi utili alla definizione del Piano. Il percorso porterà quindi all’adozione e all’approvazione della variante, che tradurrà gli indirizzi contenuti nel Documento programmatico in scelte urbanistiche operative.

nella seconda settimana di luglio, con l’avvio immediato dei progetti selezionati. Nella scorsa edizione sono nate esperienze concrete tra le quali scambi con i Comuni gemellati, laboratori di gioco e iniziative sulla produzione musicale. Anche quest’anno il Comune mette risorse e accompagnamento, per i più grandi è previsto un contributo fino a 1.500 euro. Un meccanismo diretto che vede i giovani propongono, la comunità scegliere, il Comune realizzare.

• (A.C.)

del Piovese, attirando curiosi e famiglie lungo il percorso. L’arrivo è avvenuto attorno alle 11.30 a Villa Roberti, a Brugine, dove i partecipanti si sono fermati per il ristoro, mentre il pubblico ha potuto osservare da vicino i modelli storici esposti.

• (A.C.)

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PONTE SAN NICOLÒ

Sociale. Volontari e telefonate di vicinato per sostenere anziani e persone fragili

CON “PONTE SOLIDALE”, VICINANZA E ASCOLTO CONTRO LA SOLITUDINE

Una comunità che si prende cura dei più fragili, ra orzando i legami e prevenendo l’isolamento. Si muove in questa direzione il progetto “Ponte Solidale”, attivato dall’amministrazione comunale attraverso due convenzioni biennali, prorogabili, siglate con le associazioni Ponte Amico e Telefono Amico di Padova. L’obiettivo è a iancare i Servizi sociali con interventi concreti rivolti ad adulti in di icoltà, persone sole e cittadini over 65 anni. Il cuore dell’iniziativa è una rete di prossimità basata sul volontariato e sull’ascolto. I volontari di Ponte Amico operano direttamente sul territorio con attività pratiche che comprendono accompagnamenti a visite mediche e servizi sanitari, supporto nelle piccole commissioni quotidiane, aiuto nella gestione di pratiche semplici, ritiro di impegnative, prenotazioni sanitarie e momenti di compagnia a domicilio. È previsto anche il sostegno per passeggiate, spesa e trasporti utili a favorire la socializzazione o l’accesso ai servizi pubblici. Un insieme di interventi che punta a mantenere l’autonomia delle persone e a contrastare situazioni di marginalità. Accanto a questo, Telefono Amico ha attivato la “Telefonata Amica”, un contatto settimanale pensato per ridurre la solitudine e promuovere il dialogo. Le chiamate vengono e ettuate dal lunedì al sabato, nelle fasce orarie 9-12 e 15.30-19, o rendo ascolto attento, empatico e un primo monitoraggio delle situazioni più delicate. In caso di criticità, è previsto il raccordo diretto con il Comune che resta il punto di riferimento per la presa in carico e il coordinamento degli interventi. L’impianto del progetto punta a intercettare precocemente i bisogni, evitando che situazioni di fragilità si trasformino in emergenze sociali. “La politica ha il compito di assumersi la responsabilità del benessere delle persone” spiega l’assessora alle politiche sociali Katia Svaldi “sostenendo coloro che sono più vulnerabili. Abbiamo messo al centro la persona e i suoi bisogni, per individuare tempestivamente eventuali criticità e contrastare la solitudine attraverso relazioni significative”. Sulla stessa linea il sindaco Gabriele De Boni che aggiunge: “Una comunità si misura dalla capacità di prendersi cura delle persone più

fragili. Abbiamo ra orzato una rete di supporto fondata sulla collaborazione tra istituzioni e volontariato, capace di intercettare i bisogni e o rire risposte concrete. È un progetto che parla di vicinanza, ma anche di responsabilità collettiva. Nessuno deve sentirsi solo. Continueremo a investire su queste sinergie, perché rappresentano il cuore di un territorio coeso e solidale”. Un’iniziativa che consolida il ruolo della comunità come primo presidio sociale, valorizzando il volontariato e costruendo

• Alessandro Cesarato

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Silvia Da Re conquista il titolo mondiale con la pizza fatta in casa

EAscoltaci in tutto il Veneto in auto sul Ogni 20 minuti tutte le notizie del Trentino aggiornate in tempo reale.

spipadova@gmail.com oppure venirci a trovare nelle nostre sedi: Ponte S. Nicolò, Via Papa Giovanni XXIII, 16/18; dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.00 - dalle 15.00 alle 18.00 Noventa Padovana, Via Marconi, 176; il lunedì dalle 9.30 alle 12.00 - il martedì dalle 15.00 alle 18.00 Vigonza, Via Sant’Antonio, 67; dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.00

’ sannicolese la storia che ha trovato spazio sul gradino più alto del Campionato Mondiale della Pizza che si è tenuto nelle scorse settimane a Parma. A firmarla è Silvia Da Re, vincitrice nella categoria “World’s Best Homemade Pizza”, riservata ai pizzaioli amatoriali. Un risultato che si inserisce in una manifestazione di rilievo internazionale (33 edizioni, oltre 12 mila partecipanti e 55 Paesi rappresentati) ma che mantiene una dimensione concreta, fatta di lavoro e attenzione ai dettagli. Nel caso di Da Re, determinante è stata la cura dell’impasto, costruito con farine selezionate, scelte per garantire equilibrio e qualità. Accanto all’aspetto tecnico, emerge il legame con il territorio. La partecipazione al concorso è stata anche occasione per valorizzare prodotti locali. Una scelta che ha portato in gara non solo una pizza, ma un insieme di elementi riconducibili all’identità del padovano. “È stata un’emozione importante” racconta proprio Silvia “frutto di passione e ricerca continua”. Un percorso sviluppato fuori dai circuiti professionali, ma a rontato con metodo e costanza. Il primo posto rappresenta un riconoscimento personale, ma anche un segnale per il territorio di provenienza. Ponte San Nicolò si ritrova così legato a un risultato che nasce in ambito domestico e arriva su un contesto internazionale, confermando come anche realtà locali possano esprimere qualità capaci di emergere. In un contesto come quello del Campionato Mondiale della Pizza, che resta prima di tutto luogo di confronto tra esperienze diverse, la vittoria di Da Re sottolinea il valore della passione coltivata nel tempo e radicata nel territorio. Un elemento che, anche in una competizione globale, continua a fare la di erenza.

Katia Svaldi

La novità. Equipe dedicata, orari flessibili e comunicazioni agli assistiti

LA MEDICINA DI BASE CAMBIA: SERVIZIO PONTE E NUOVO MEDICO DAL 3 GIUGNO

Cambia l’assetto della medicina di base in paese, in una fase di transizione che il Comune e l’Azienda sanitaria stanno gestendo per garantire continuità assistenziale ai cittadini. Come comunicato dall’Usl 6 Euganea, la dottoressa Alessandra Del Longo, incaricata temporaneamente dopo il pensionamento del medico Claudio Carrara avvenuto lo scorso dicembre, ha concluso il proprio servizio a fine aprile. Per evitare interruzioni, è stato attivato un servizio sostitutivo nel vicino distretto sanitario di Voltabarozzo, in via Piovese, dove è operativo un ambulatorio di Continuità Assistenziale Diurna (Cad). Si tratta di una soluzione ponte che accompagnerà il territorio fino all’arrivo di un nuovo medico di medicina generale, previsto a partire dal 3 giugno. Nel periodo transitorio, i pazienti vengono seguiti da un’équipe dedicata, con un’organizzazione strutturata su più fasce orarie. Al mattino

spazio alle consulenze telefoniche e alle prenotazioni (349-0641198), quindi accesso libero in ambulatorio, visite domiciliari nella fascia centrale della giornata e, nel pomeriggio, accessi su appuntamento. Un sistema pensato per assicurare una copertura ampia e flessibile, in grado di rispondere alle diverse esigenze dell’utenza.

L’Usl 6 Euganea ha fatto sapere di avere attivato tutte le procedure necessarie per garantire la continuità dell’assistenza, prevedendo anche comunicazioni dirette agli assistiti tramite sms, email e aggiornamenti sul sito istituzionale. Da giugno, con l’ingresso del nuovo medico, i pazienti saranno automaticamente assegnati, salvo diversa scelta da parte degli interessati. Il contesto resta quello, ormai noto, della carenza di usa di medici di medicina generale, che interessa anche il territorio padovano e rende più complessa la copertura capillare dei servizi di base. In questo

Nscenario, l’amministrazione ha seguito da vicino l’evolversi della situazione, mantenendo un confronto costante e valutando le possibili alternative. “Sappiamo che per molti cittadini, soprattutto per le persone più fragili, il medico di base rappresenta un punto di riferimento fondamentale” dichiara il sindaco Gabriele De Boni, “in un tempo in cui cresce il fabbisogno di assistenza sanitaria, anche per l’invecchiamento della popolazione, è fondamentale sostenere la medicina territoriale e il benessere della comunità. Continueremo a monitorare con attenzione l’evoluzione della situazione”. Una fase di riorganizzazione che, pur tra inevitabili disagi, punta a garantire continuità e a ristabilire nel più breve tempo possibile un presidio sanitario stabile sul territorio, elemento essenziale per la qualità della vita della comunità locale.

• Alessandro Cesarato

oventa Padovana ha vissuto una giornata di lutto cittadino per la scomparsa di Alex Zanardi, figura conosciuta e amata in tutta Italia. La notizia ha suscitato forte commozione anche nel territorio veneto, dove il campione aveva scelto di vivere con la sua famiglia, lontano dai riflettori e con uno stile di vita semplice e riservato. Il sindaco Marcello Bano ha ricordato come l’atleta abbia lasciato un segno profondo a Noventa Padovana, sia come persona sia come esempio umano. Zanardi, ha spiegato

il sindaco, aveva deciso di stabilirsi nel comune padovano insieme alla famiglia, scegliendo una vita discreta. La sua storia è rimasta legata anche alla rinascita personale dopo il grave incidente avvenuto durante un evento sportivo nel 2001, in seguito al quale aveva perso le gambe. Una vicenda che lo ha reso simbolo di determinazione e capacità di rialzarsi dopo le di icoltà.

“Non è importante quante volte si cade, ma quanto si riesce a rialzarsi. Zanardi è stato un esempio vivente di questa verità”, ha dichiarato il sindaco

Marcello Bano, sottolineando il valore umano e morale del campione. Il sindaco ha ricordato anche la presenza quotidiana di Zanardi sul territorio, spesso visto uscire in bicicletta per allenarsi, segno della sua grande passione per lo sport. Secondo Bano, il campione era una persona semplice, legata alla famiglia e capace di rapportarsi con gli altri con disponibilità e attenzione.

• (R.P.)

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NEL LABORATORIO DEL FUTURO

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’è un luogo a Rovigo dove formazione, ricerca e impresa smettono di essere mondi separati e iniziano a dialogare in modo concreto, quotidiano. Non è un progetto sulla carta, ma una realtà già attiva e in continua evoluzione: si chiama Q200 ed è il campus nato nell’area dell’ex Censer, oggi trasformato in uno dei poli più interessanti dell’innovazione in Veneto. Qui le idee non restano teoria. Si traducono in attività, percorsi formativi, laboratori avanzati e progetti che mettono insieme studenti, ricercatori e imprese. Il progetto, sostenuto dalla Fondazione Cariparo e sviluppato insieme a istituzioni e attori economici del territorio, rappresenta un cambio di passo per Rovigo, che da area percepita come marginale si propone sempre più come nodo capace di attrarre competenze e generare valore.

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Q200 Censer non è semplicemente un polo universitario. È pensato come un campus vero e proprio, dove la dimensione della formazione si integra con quella della ricerca e dell’innovazione applicata. L’Università degli Studi di Padova ha scelto di investire qui in modo strutturale, portando corsi di laurea, dipartimenti e attività scienti che di alto livello. Oggi sono circa 2000 gli studenti che gravitano attorno a questo spazio, destinati a crescere con l’attivazione di nuovi percorsi, tra cui quello legato alle scienze motorie. La presenza universitaria non si limita alla didattica. Q200 ospita infatti diversi dipartimenti e attività di ricerca che lo rendono un nodo attivo del sistema accademico. Non una

migliorare le prestazioni e rispondere a normative sempre più stringenti.

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Il rapporto con il mondo produttivo non è accessorio, ma centrale. Q200 Censer nasce proprio con l’idea di creare un ecosistema in cui università e imprese possano crescere insieme, condividendo spazi, conoscenze e opportunità. In questo senso, il campus diventa anche un luogo di incontro stabile, dove si sviluppano collaborazioni, si costruiscono reti e si sperimentano nuovi modelli di sviluppo territoriale, con ricadute concrete sull’economia locale e sulle prospettive occupazionali.

Q200 è anche uno spazio pensato per essere vissuto. Non solo aule e laboratori, ma servizi per gli studenti, biblioteche,

Q200 CENSER RACCONTATO IN RADIO

aule studio, campi sportivi, spazi di socialità e residenze. L’obiettivo è costruire una comunità, un ambiente in cui chi

UN SISTEMA

CHE GUARDA ALL’EUROPA

Accanto alla dimensione sica, c’è poi quella del racconto. La rubrica radiofonica dedicata a Q200 Censer accompagna questo percorso, puntata dopo puntata, dando voce ai protagonisti e mettendo in luce le diverse anime del campus: dalla ricerca scienti ca alle applicazioni industriali, dalla formazione universitaria alle opportunità per le imprese e per il territorio.

in tutto il Veneto

Il risultato è un sistema in continua evoluzione, che non si limita a descrivere il presente ma prova ad anticipare il futuro. Q200 Censer rappresenta oggi un modello di sviluppo capace di mettere insieme sapere, innovazione e territorio, contribuendo a ride nire il ruolo di Rovigo nel panorama regionale e nazionale, con uno sguardo sempre più aperto verso le s de europee e internazionali.

La crescita del campus è al centro di una rubrica dedicata su Veneto24, con approfondimenti su ricerca, formazione, startup e innovazione.

PER ASCOLTARE L’UNIVERSO:

el cuore del campus Q200

Censer di Rovigo prende forma uno dei progetti scienti ci più ambiziosi a livello europeo. Si chiama COMET ed è il laboratorio che lavora su una s da affascinante: contribuire alla realizzazione dell’Einstein Telescope, lo strumento destinato a rilevare le onde gravitazionali e ad aprire una nuova frontiera nell’osservazione dell’universo.

L’Einstein Telescope rappresenta una delle grandi infrastrutture di ricerca previste dall’Unione Europea nei prossimi anni. L’Italia è tra i Paesi candidati a ospitarlo, con la Sardegna individuata come area ideale per le sue caratteristiche geologiche e sismiche. Tuttavia, la competizione è alta e non basta disporre di un territorio adatto: è necessario dimostrare di avere competenze scienti che e tecnologie in grado di sostenere un progetto di questa portata. Il laboratorio COMET

nasce proprio con questo obiettivo. Inserito in un progetto nazionale coordinato dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, si occupa di studiare e sviluppare i materiali utilizzati per gli specchi del telescopio. Si tratta di componenti estremamente delicati, che devono garantire prestazioni ottiche e meccaniche di altissimo livello, indispensabili per intercettare segnali debolissimi provenienti dalle profondità

All’interno del laboratorio vengono utilizzate tecnologie avanzate, in particolare sistemi di deposizione di lm ottici attraverso processi controllati al plasma. Le macchine presenti permettono di lavorare sui materiali con un livello di precisione superiore rispetto agli standard industriali, consentendo ai ricercatori di sperimentare soluzioni innovative e di spingere al massimo le

Questa attività di ricerca non si limita alla fase teorica, ma punta a produrre risultati concreti, in grado di contribuire direttamente allo sviluppo del telescopio. La qualità degli specchi è infatti uno degli

STARTUP, IMPRESE

dall’automotive alla difesa, no alle tecnologie ottiche e digitali. L’obiettivo è quello di creare un ponte tra ricerca scienti ca e sistema produttivo, generando ricadute concrete anche sul piano economico.

La decisione nale sull’Einstein Telescope è attesa nei prossimi anni, ma il lavoro è già in corso. Progetti come COMET dimostrano che il sistema italiano è in grado di competere a livello internazionale, mettendo insieme ricerca, innovazione e capacità industriale.

E in questa s da anche Rovigo ha già conquistato un ruolo di primo piano, diventando uno dei punti in cui il futuro della ricerca europea inizia a prendere forma.

E SICUREZZA: IL LABORATORIO t2i AL SERVIZIO DELL’INNOVAZIONE

Tra le anime del campus Q200

Censer c’è anche quella più direttamente legata alle imprese e al trasferimento tecnologico. A rappresentarla è t2i, agenzia che opera a livello regionale con l’obiettivo di accompagnare le aziende nei processi di innovazione e sviluppo, mettendo a disposizione competenze, strumenti e infrastrutture avanzate.

dell’attività è rappresentato dai laboratori. Qui vengono testati materiali e prodotti secondo standard nazionali ed europei, veri cando prestazioni e conformità alle normative. Serramenti, facciate, componenti edilizi, pavimentazioni: ogni elemento viene analizzato per garantire qualità e sicurezza.

Presente a Rovigo con un incubatore certi cato dal Ministero, t2i segue numerose startup innovative in tutto il Veneto, offrendo supporto sia sico che virtuale. Un’attività che consente di trasformare idee in progetti concreti, aiutando le nuove imprese a strutturarsi, crescere e affrontare il mercato con maggiore solidità.

Accanto all’incubazione, il cuore

Un passaggio fondamentale, perché senza certi cazione un prodotto non può essere immesso sul mercato.

Proprio per questo t2i lavora a stretto contatto con le aziende già nelle fasi iniziali di sviluppo, evitando errori progettuali e riducendo tempi e costi legati alle veri che nali. Particolare attenzione è dedicata alla sicurezza, in particolare alla reazione al fuoco dei materiali, tema sempre più

centrale anche alla luce delle normative europee e dei recenti episodi che hanno evidenziato criticità nel settore delle costruzioni.

I numeri confermano il ruolo strategico di questa realtà: oltre 400 aziende clienti nel Nordest e un posizionamento che la rende una delle poche strutture in Italia in grado di offrire servizi di

questo livello. All’interno di Q200 Censer, t2i contribuisce così a rendere il campus non solo un luogo di ricerca e formazione, ma anche uno spazio concreto di supporto alle imprese, dove l’innovazione non resta teoria ma diventa applicazione e sviluppo reale per il territorio.

Partecipazione. Cittadini e associazioni invitati ad avanzare proposte

PIÙ VERDE, ZERO CONSUMO DI SUOLO E ALLOGGI FLESSIBILI

Icittadini di Noventa Padovana, in particolare i proprietari di immobili e le associazioni che rappresentano interessi di usi, sono invitati a presentare le loro proposte per la nuova variante urbanistica, la numero 6, avviata u icialmente dall’amministrazione lo scorso 13 aprile in consiglio comunale. Il sindaco Marcello Bano e l’Amministrazione hanno invitato tutti gli interessati ad un incontro pubblico organizzato entro la metà di maggio in villa Valmarana. “Dopo la chiusura della scorsa variante, con la quale abbiamo dato risposta a decine di famiglie – spiega il primo cittadino –guardiamo al futuro del nostro territorio, con una prospettiva di lungo periodo. Speriamo di coinvolgere più persone possibile nella discussione su cosa sarà Noventa Padovana tra 10 anni e anche oltre. Vogliamo ampliare il dibattito sui grandi temi che abbiamo individuato”. I principi guida della nuova variante sono stati illustrati da Bano al consiglio comunale nel “documento del sindaco”, che indica alcune direzioni chiare per le future trasformazioni del territorio. A

partire dall’acquisizione nel patrimonio pubblico di nuove aree verdi, attraverso accordi coi proprietari.

“Noventa Padovana – ricorda Bano – è il terzo comune più cementificato del Veneto, con il 43,16% del suolo consumato, come certificato dall’ultimo rapporto Ispra dello scorso ottobre. Essere i terzi peggiori su 559 comuni è una cosa che ci fa vergognare, anche se questo poco invidiabile podio è figlio di scelte e ettuate negli scorsi decenni. Dobbiamo fare del nostro meglio per correggere gli errori del passato: non solo quindi confermiamo il consumo di suolo rigorosamente zero già da noi introdotto con la precedente variante, ma è imperativo aumentare gli alberi e gli spazi verdi attrezzati al servizio della popolazione”.

Tra le altre priorità individuate dall’amministrazione, la necessità di potenziare l’o erta di strutture ricettive e soluzioni di a itto a breve termine, per venire incontro alla crescente domanda di alloggio da parte della popolazione universitaria, vista l’impossibilità per

molti di far fronte ai prezzi di Padova. Il futuro nuovo ospedale, a pochi metri dal confine comunale, porterà inoltre un incremento della domanda di sistemazioni temporanee per i familiari dei degenti, che avranno bisogno di alloggi flessibili e accessibili per periodi limitati. Previsti poi l’ampliamento della rete ciclabile e la realizzazione di nuovi parcheggi al servizio delle attività in zona industriale.

• Nadia Zorzan

Premiati i migliori studenti

Qualche settimana fa l’assessore all’istruzione Sandra Giolo e il sindaco Marcello Bano hanno premiato i migliori studenti di Noventa Padovana per i risultati eccellenti conseguiti durante l’anno scolastico 2024/2025, in una semplice e sentita cerimonia nel parco di Villa Valmarana.

Al di là del contributo economico (150 euro per medie e biennio, 225 per la maturità), i ragazzi hanno ricevuto dagli amministratori un riconoscimento pubblico per il loro impegno. Hanno ottenuto con il massimo dei voti il diploma di scuola secondaria di primo grado all’istituto comprensivo

“G. Santini”: Virginia Borile, Francesca Cogo, Marta Del Monaco, Linda Virginia Facchin, Edoardo Nicolin, Carolina

Santoro e Anna Zampieri. Hanno superato brillantemente il biennio negli istituti superiori del territorio, con media superiore all’8: Matilde Bragotto, Adele Buro, Andrey Emil Hamza, Diletta Magro, Luca Ru in e Angela Sperandio. Punteggio perfetto all’esame di maturità 2025 per la nostra concittadina Giorgia Ronconi, “centina” presso il Liceo Scientifico “Enrico Fermi” di Padova. “Noventa Padovana è orgogliosa di voi – si è complimentata coi ragazzi l’assessore all’istruzione Sandra Giolo – i successi che avete ottenuto siano un punto di partenza per nuove sfide e un futuro da protagonisti nella comunità civile”.

• (N.Z.)

Antonino Calabrò Medico LILT Padova
Giulia Torni Tecnico LILT Padova

Il ricordo. Memoria e impegno contro la Mala del Brenta

INTITOLATO ALLA MEMORIA DI CRISTINA PAVESI

IL NUOVO PIAZZALE DI BARBARIGA

Vigonza onora Cristina Pavesi: il nuovo piazzale di Barbariga sarà intitolato alla studentessa di 22 anni vittima innocente della Mala del Brenta. L’Amministrazione Comunale ha deliberato u icialmente l’intenzione di intitolare a suo nome il nuovo piazzale di Barbariga, situato in posizione strategica adiacente alla

stazione ferroviaria Vigonza-Pianiga. Il nuovo piazzale, punto strategico di accesso e collegamento per cittadini e pendolari, diventerà così anche un luogo simbolico, capace di unire la quotidianità del territorio con il ricordo della studentessa. “L’intitolazione a Cristina Pavesi rappresenta un atto di memoria, giustizia e responsabilità civile, volto a conservare nel

Nuovi spazi per il patronato

Grande festa per la fine dei lavori del patronato parrocchiale a Vigonza. Dopo i lavori di ristrutturazione, ora il patronato è un luogo più accogliente, sicuro e senza barriere. Oltre al rinnovo dei locali interni e del bar, sono state così restituito alla comunità anche le aree esterne completamente rimesse a nuovo e riqualificate, dai campetti da calcio e volley, allo spazio giochi per bambini ricavati nella nuova Piazzetta della Pace, e le aree verdi. Un’attenzione particolare è stata riservata alla sicurezza di tutti, specialmente dei più piccoli e dei più fragili, grazie all’installazione della nuova recinzione perimetrale. Non si è trattato semplicemente di un intervento edilizio, ma della rinascita di un polo della comunità: uno spazio di incontro, relazione e socialità che torna a essere punto di riferimento per bambini, giovani, famiglie e anziani. Alla cerimonia inaugurale erano presenti anche il Sindaco Gianmaria Boscaro e l’assessore ai Lavori Pubblici, Massimiliano Cacco. “In un mondo in cui troppo spesso si grida alla guerra, allo scontro e alle divisioni, a Vigonza rinascono invece spazi di condivisione, incontro e comunità - ha detto il primo cittadino -. È

tempo il ricordo di una giovane vita spezzata dalla violenza criminale e a ria ermare, nel luogo stesso in cui si consumò la tragedia, i valori della legalità, della libertà e del rifiuto di ogni forma di sopra azione mafiosa - ha dichiarato il Sindaco Gianmaria Boscaro -. Dedicare uno spazio pubblico alla studentessa significa restituire dignità e visibilità alla sua memoria, trasformando un luogo della comunità in un segno permanente di testimonianza e di impegno educativo, a inché le generazioni presenti e future custodiscano il ricordo delle vittime innocenti e riconoscano nella cultura della legalità un fondamento essenziale della convivenza civile. Portare il suo nome in un luogo di passaggio quotidiano, vicino ai binari dove avvenne la tragedia, significa trasformare quel ricordo in un seme di legalità e consapevolezza”. L’iniziativa si inserisce nel percorso di sensibilizzazione che il Comune di Vigonza sta portando avanti in stretta collaborazione con Avviso Pubblico (la rete nazionale degli enti locali che promuovono la cultura della legalità e del contrasto alle mafie), e proprio con associazione è stato presentato anche a Vigonza un grafic novel su Cristina Pavesi. Non solo. La proposta di intitolare un luogo pubblico alla

con questo spirito che oggi guardiamo alla rinascita del Patronato: il valore di questo intervento sta proprio nella sua capacità di rimettere al centro uno spazio aperto a tutti dove le persone possano ritrovarsi, crescere insieme e sentirsi parte di una comunità viva. Come Amministrazione comunale abbiamo voluto contribuire a questo progetto perché crediamo fortemente nell’importanza di sostenere luoghi che generano relazioni e coesione sociale”. “Siamo felici di aver contribuito a rinnovare una struttura che da sempre rappresenta il luogo centrale per la nostra comunità - ha aggiunto l’Assessore Cacco -. Con la nuova recinzione si garantisce una maggiore sicurezza alle famiglie e ai bambini che frequentano il patronato e la scuola materna, i nuovi campetti aumentano l’o erta di attività sportive e potranno essere utilizzati anche dagli alunni della vicina scuola elementare. Grazie a tutti coloro che hanno lavorato in questi mesi e soprattutto ai tanti volontari che con il loro impegno hanno consentito di raggiungere questo risultato”.

• (M.G.M.)

studentessa è maturata anche a seguito di un paio di incontri con l’ex Procuratore della Repubblica Antonio Fojadelli e di un successivo momento di condivisione tra maggioranza e opposizione in consiglio comunale. La cerimonia u iciale di intitolazione verrà programmata nei prossimi mesi, coinvolgendo le scuole del territorio, le autorità e i rappresentanti delle

associazioni impegnate nella lotta contro le mafie. “Con questo gesto che non è solo simbolico - aggiunge il primo cittadino -, Vigonza ria erma con forza il proprio rifiuto ad ogni forma di criminalità, onorando una ferita storica con un messaggio di speranza e giustizia sociale”.

• Manuel Glauco Matetich

PRIMI CITTADINI

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le interviste ai sindaci

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I

VIGONZAMEDICA, UN DECENNIO DI CURE INTEGRATE E SERVIZI PER LA CITTÀ

Una media giornaliera di 276 visite ambulatoriali, 245 contatti telefonici gestiti, tra i 15 e i 20 interventi infermieristici quotidiani, accesso ai servizi di segreteria per una media di 35–45 utenti al giorno. Sono alcuni dei numeri di un decennio di attività di “VigonzaMedica”, la medicina di gruppo al servizio della comunità. Un modello di assistenza integrata che fa scuola e che stamattina, nella sede di via Noalese, è stato festeggiato alla presenza anche dell’assessore regionale alla Sanità Gino Gerosa. Nata nel marzo del 2016 come una delle prime esperienze di medicina di gruppo integrata nel padovano e con l’obiettivo di o rire una medicina territoriale più accessibile, integrata e vicina ai cittadini, “VigonzaMedica”, che raggruppa 12 medici di base, ha saputo negli anni evolversi e rispondere con competenza e spirito di servizio alle esigenze della popolazione, distinguendosi per un modello organizzativo moderno e collaborativo, garantendo un’assistenza capillare a un bacino di oltre 18.000 pazienti. Un decennio segnato da una profonda trasformazione del rapporto medico-paziente e da numeri che confermano la validità di un modello basato sulla cooperazione e sull’e icienza dei servizi. Pochi giorni fa “VigonzaMedica”, ha festeggiato il suo decimo anniversario dalla fondazione, confermandosi come un punto di riferimento fondamentale per la salute e il benessere della comunità di Vigonza. Negli anni è stata garantita continuità assistenziale con una copertura oraria estesa dalle 8 alle 20, l’integrazione dei servizi con possibilità di una diagnostica di primo livello e gestione delle patologie croniche, l’innovazione digitale attraverso l’adozione di strumenti come la piattaforma Atlas Medica per facilitare il rapporto medico-paziente. “A distanza di dieci anni dall’implementazione del modello di Medicina di Gruppo Integrata (MGI) – ha detto Francesco Alibrandi, medico e tra i fondatori di “VigonzaMedica” -, siamo riusciti a strutturare un sistema di assistenza primaria capace di garantire un’elevata accessibilità e una presa in carico globale del paziente. Nel corso di una giornata lavorativa standard di 12 ore, è stata garantita una media giornaliera di 276 visite ambulatoriali; circa 245 contatti telefonici gestiti; 15–20 interventi infermieristici quotidiani; accesso ai servizi di segreteria per una media di 35–45 utenti al giorno”. “Senza dubbio è un esempio ed un modello di

eccellenza medica e sanitaria dell’Ulss 6 - ha commentato il sindaco Gianmaria Boscaro -: vicina alle persone, e iciente e moderna, come dimostrato anche durante le emergenze sanitarie degli ultimi anni. Il legame con la comunità di Vigonza è ormai indissolubile, ed grazie alla professionalità e dedizione dei medici che ne fanno parte è destinato a crescere a e ra orzarsi ancora di più. La presenza di “VigonzaMedica” è per la nostra comunità un motivo di grande orgoglio!”.

• Manuel Glauco Matetich

28 strade rimesse a nuovo a costo zero

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l via il piano di asfaltature a seguito dei lavori di potenziamento della rete elettrica. In questi giorni ha preso il via un importante piano di ripristino del manto stradale in 28 strade del territorio comunale di Vigonza interessate dagli scavi dei mesi scorsi, a seguito degli interventi strutturali eseguiti da E-Distribuzione per il potenziamento delle cabine elettriche e l’e icientamento della rete locale. L’operazione rientra nel quadro degli accordi tra l’Amministrazione Comunale e la società di distribuzione energetica, volti a restituire ai cittadini una viabilità sicura e decorosa dopo i necessari lavori di ammodernamento tecnologico, e viene realizzato a costo zero perchè le spese sono interamente a carico di E-Distribuzione. “Siamo riusciti a fare realizzare interventi che non sono dei semplici rattoppi, ma dei ripristini veri e propri – ha detto il sindaco Gianmaria Boscaro -. In questo modo si eliminano i disagi causati dai ripristini provvisori, migliorando la sicurezza stradale per automobilisti e ciclisti. Quello in corso in questi giorni è uno stralcio di asfaltature che viene realizzato da E-Distribuzione che ne sostiene interamente le spese. Finito questo stralcio inizieranno due stralci finanziati dall’amministrazione, un primo entro l’estate e contiamo di farne un altro in autunno. I tre stralci supereranno il milione di euro”. Le vie interessate dalle asfaltature realizzate da E-Distribuzione sono a Codiverno (via Bosco, Monte Cengio), Pionca (via Madonna Pellegrina, Zerboo, San Leopoldo, Galilei, Colombo), a Peraga (via Santa Maria, Andreon, Umberto I, Francia, Germania, Spagna), a Vigonza ( via Mazzini, Ru ini Della Costituzione, Matteotti, Buonarroti, Luganega,), a Perarolo (via Capriccio, Parma, Londra Lisbona, Atene, Stoccolma, Helsinki, Diaz).

• (M.G.M.)

ILLUMINATA LA PASSERELLA CICLOPEDONALE U

Èstato completato il nuovo impianto di illuminazione lungo la passerella ciclopedonale sull’idrovia che collega Saonara a Villatora, un intervento atteso da molti cittadini e che rappresenta un passo concreto verso una rete urbana più moderna, sicura e vivibile. La passerella, utilizzata quotidianamente da residenti, studenti, lavoratori e appassionati delle due ruote, potrà ora essere percorsa in totale sicurezza anche nelle ore serali grazie a un sistema di illuminazione completamente rinnovato. Un’opera che migliora la visibilità e riduce sensibilmente i rischi legati alla scarsa illuminazione, rendendo il collegamento più fruibile durante tutto l’arco della giornata. L’intervento arriva in un periodo dell’anno in cui cresce la voglia di vivere gli spazi aperti e di utilizzare percorsi ciclopedonali per il tempo libero o per gli spostamenti quotidiani. Sempre più persone scelgono infatti la bicicletta o le passeggiate lungo l’idrovia, soprattutto nelle ore serali estive, quando le temperature più miti invitano a trascorrere del tempo all’aria aperta. In questo contesto, garantire un percorso ben illuminato significa incentivare una mobilità alternativa all’auto, promuovendo al tempo

• Manuel Glauco Matetich L’intervento. Il

stesso sicurezza, salute e sostenibilità ambientale. Ma il valore dell’opera non si limita all’aspetto pratico. La nuova illuminazione contribuisce anche a valorizzare uno degli scorci più suggestivi del territorio, migliorando la percezione dell’intera area e rendendola più accogliente e piacevole. Una passerella illuminata non è soltanto un’infrastruttura funzionale: diventa anche un elemento di arredo urbano capace di rafforzare il senso di comunità e di restituire ai cittadini spazi pubblici più curati e vivibili. Negli ultimi anni il tema della mobilità dolce è diventato centrale nelle politiche locali. La realizzazione e il miglioramento di percorsi ciclopedonali rappresentano oggi una delle principali sfide per le amministrazioni, chiamate a trovare un equilibrio tra sicurezza stradale, sostenibilità e qualità della vita. Interventi come quello realizzato tra Saonara e Villatora vanno proprio in questa direzione, o rendo ai cittadini infrastrutture moderne e sicure che incentivano uno stile di vita più sano e rispettoso dell’ambiente. L’auspicio dell’amministrazione comunale è che questo intervento possa essere solo l’inizio di un progetto più ampio di valorizzazione della

rete ciclopedonale del territorio. L’obiettivo è creare collegamenti sempre più e icienti e sicuri, capaci non solo di migliorare gli spostamenti quotidiani, ma anche di promuovere il territorio dal punto di vista turistico e ambientale.

Ricordato il 28 aprile 1945

na comunità raccolta nel segno della memoria, della partecipazione e del ricordo condiviso. Si sono concluse con grande partecipazione le iniziative promosse dal Comune di Saonara, in collaborazione con il Gruppo Alpini, dedicate all’anniversario della Liberazione e alla commemorazione del tragico eccidio del 28 aprile 1945, una delle pagine più dolorose della storia del territorio. Il programma ha preso il via domenica 26 aprile con il concerto del pluripremiato Coro Montevenda nella Chiesa Parrocchiale di San Martino. Una serata intensa ed emozionante, durante la quale il coro ha proposto un repertorio popolare e religioso capace di coinvolgere profondamente il pubblico presente. Le note e le voci hanno accompagnato un momento di raccoglimento collettivo, nel quale musica e memoria si sono intrecciate in un’atmosfera di grande suggestione. Momento centrale delle commemorazioni è stata la cerimonia di martedì 28

aprile in località Villa Bauce, in via XXVIII Aprile, luogo simbolo della tragedia che nel 1945 costò la vita a 44 cittadini saonaresi, vittime della ferocia nazifascista. Alla presenza delle autorità civili, delle associazioni del territorio e di numerosi cittadini, si è svolta la commemorazione u iciale seguita dalla Santa Messa. Significativa anche la partecipazione del gruppo bibliotecario Favolando e degli alunni dell’Istituto Comprensivo locale, che hanno contribuito a rendere ancora più forte il messaggio rivolto alle nuove generazioni: custodire la memoria per costruire il futuro. Le iniziative si sono concluse giovedì 30 aprile con la proiezione del documentario “Più forte della paura” di Enzo Zatta, dedicato alle testimonianze delle donne che parteciparono alla Resistenza. Particolare attenzione è stata riservata alla figura di Maria Borgato, che aiutò numerosi prigionieri in fuga a trovare rifugio e salvezza.

• (M.G.M.)

SAONARA

DOSSI, 30 KM/H E ILLUMINAZIONE PER LA SICUREZZA DI PEDONI E CICLISTI

ASaonara la viabilità torna al centro del dibattito pubblico. Tra tra ico in aumento, strade utilizzate come scorciatoie nelle ore di punta e richieste sempre più pressanti dei residenti, il Comune ha deciso di accelerare con una serie di interventi mirati alla sicurezza e alla moderazione della velocità. Un piano concreto che guarda sia all’immediato sia a una visione più ampia della mobilità del territorio. Negli ultimi anni alcune vie comunali sono infatti diventate vere e proprie “valvole di sfogo” per automobilisti diretti verso Padova e la Saccisica, con conseguenze evidenti sulla qualità della vita dei residenti. Il problema è stato a rontato anche durante il tavolo tecnico sulla viabilità urbana che ha coinvolto diversi Comuni dell’area, da Legnaro a Piove di Sacco, fino a Ponte San Nicolò e Albignasego. L’obiettivo condiviso è quello di arrivare a una pianificazione sovracomunale capace di dialogare con

Provincia, Regione Veneto e Veneto Strade per individuare nuove infrastrutture e soluzioni durature.

Nel frattempo, però, Saonara ha scelto di intervenire subito nei punti più critici. Tra le prime strade interessate c’è via Frassanedo, dove sono stati installati cinque dossi rallentatori accompagnati dalla nuova segnaletica verticale e orizzontale che introduce il limite dei 30 chilometri orari. Ra orzato anche il divieto di transito per i mezzi pesanti non autorizzati.

L’intervento segue il principio del cosiddetto “tra ic calming”, una tecnica ormai di usa in molte realtà urbane europee che punta a rendere le strade più sicure attraverso modifiche fisiche e visive in grado di indurre automaticamente gli automobilisti a ridurre la velocità. I primi riscontri, secondo quanto riferito dall’amministrazione comunale, sarebbero già positivi: i residenti segnalano infatti una sensibile diminuzione della velocità

dei veicoli lungo il tratto interessato. Novità importanti sono previste anche per via Brentasecca, dove entrerà in vigore una nuova zona a 30 km/h con specifica delimitazione del centro abitato. Oltre alla segnaletica a terra, saranno realizzati restringimenti della carreggiata in corrispondenza dei dossi già esistenti. Previsti inoltre lavori di sistemazione dei cigli stradali, asfaltature e rifacimento delle linee laterali. Non si escludono temporanee chiusure della strada durante le opere.

L’amministrazione comunale ribadisce così la volontà di continuare a investire sulla sicurezza stradale e sulla vivibilità del territorio, puntando su interventi concreti e sull’ascolto diretto dei residenti. Una sfida che riguarda non solo Saonara, ma tutto un territorio chiamato a ripensare la propria mobilità in modo più sostenibile e sicuro.

• Manuel Glauco Matetich

L’ESTATE DEI PIÙ GIOVANI RIPARTE CON I CENTRI RICREATIVI ESTIVI

ASaonara l’estate dei più giovani è pronta a ripartire con i Centri Ricreativi Estivi 2026, un servizio sempre più atteso dalle famiglie del territorio e destinato ad accompagnare bambini e ragazzi per tutta la pausa scolastica con attività educative, sportive e ricreative. Il programma, promosso nel territorio comunale, punta ancora una volta a coniugare divertimento, socializzazione e sostegno concreto ai genitori durante i mesi estivi. Le attività prenderanno il via al termine dell’anno scolastico e saranno rivolte ai bambini della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado, con proposte diversificate in base all’età. Nel calendario sono previsti giochi di gruppo, laboratori creativi, sport,

attività motorie, momenti all’aria aperta, uscite e percorsi educativi studiati per favorire inclusione, partecipazione e crescita personale. Particolare attenzione sarà dedicata anche ai laboratori artistici e manuali, alle attività musicali e alle iniziative dedicate all’ambiente e alla sostenibilità, temi sempre più centrali nei progetti educativi rivolti ai più giovani. Non mancheranno inoltre giochi d’acqua, tornei e giornate speciali pensate per rendere l’estate dei partecipanti ancora più coinvolgente. I centri estivi si svolgeranno in strutture comunali attrezzate e sicure, con educatori e animatori qualificati pronti ad accompagnare i ragazzi durante tutta l’esperienza. Le attività saranno organizzate dal

lunedì al venerdì, con possibilità di frequenza sia a tempo pieno che part-time, per andare incontro alle diverse esigenze delle famiglie. Negli ultimi anni la richiesta di partecipazione ai centri estivi è aumentata sensibilmente anche nel territorio di Saonara, segno di quanto le famiglie considerino questi servizi fondamentali non solo dal punto di vista organizzativo, ma anche educativo. Per questo motivo l’amministrazione comunale continua a investire in progetti dedicati all’infanzia e alle famiglie, con l’obiettivo di o rire attività di qualità in ambienti sicuri e inclusivi. •(M.G.M)

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L’intervista. Colloquio con il presidente della Regione Alberto Stefani, dal sociale all’abitare, dal welfare ai giovani

“BADANTI CERTIFICATE E 69 MILIONI PER AIUTARE CHI HA I NONNI IN RSA”

“Per assicurare un alloggio a chi lavora, abbiamo varato Generazione Casa, un piano da 50 milioni di euro per riqualificare 8.800 immobili inutilizzati e migliorare l’o erta dell’edilizia residenziale”

Presidente Alberto Stefani, parliamo di sociale. Registro badanti e assistenti di quartiere, cosa cambia per i cittadini?

Per i cittadini si profila un nuovo sistema di welfare territoriale regionale, che avrà come punto di forza un’organizzazione dell’assistenza domiciliare più professionale e una rete di servizi sempre più integrata. Saranno potenziati gli sportelli oltre che ra orzato il registro dell’assistenza familiare. In parole semplici: abbiamo istituito un nuovo albo per le badanti, che saranno formate e controllate, per dare servizi migliori e consentire alle famiglie di sentirsi più sicure. Da questo registro, poi, attingeremo per identificare gli ‘assistenti domiciliare di vicinato’, ossia un nucleo di operatori qualificati, che saranno condivisi tra più nuclei familiari. In sostanza, avremo badanti più preparate e, per anziani parzialmente autosu icienti, anche figure che possono occuparsi di assistenza e disbrigo di piccole faccende. Il provvedimento che avvia questo nuovo corso destina fondi per finanziare i 33 sportelli degli assistenti familiari gestiti dai Comuni e promuoverne di nuovi in territori, in collaborazione con Veneto Lavoro. Sarà una bella rivoluzione. Ma non tutte le situazioni sono risolvibili a livello domiciliare e molte famiglie sono costrette a misurarsi con i costi delle rette delle RSA. Come si muove la Regione?

La spesa per mantenere un familiare in RSA è un impegno importante per non pochi nuclei familiari. Un contesto complesso come quello attuale, segnato da aumenti dei costi come conseguenza della situazione internazionale, ci impone di dare risposte ai cittadini. Nell’ultimo bilancio di previsione, come Regione abbiamo stanziato 69 milioni di euro per sostenere le famiglie con anziani non autosu icienti, ospiti nelle RSA, e per i caregiver. Si tratta di un finanziamento con risorse proprie che non ha precedenti e va a contribuire a quello che è comunemente chiamato ‘bonus anziani’. Tra il sostegno alla domiciliarità e quello agli anziani in struttura ci stiamo impegnando verso un welfare regionale moderno e sostenibile. E, soprattutto, che non lascia sole le famiglie. State lavorando anche al welfare aziendale, con quale obiettivo?

Per trattenere talenti e manodopera specializzata è necessario fare un passo avanti e creare condizioni di equilibrio tra occupazione e vita. Il lavoro è cambiato, infatti, e con esso gli approcci per sostenerlo. I servizi o erti devono essere sempre più strategici. Sono convinto che la nostra regione può diventare un laboratorio privilegiato perché il 25% delle nostre imprese ha già introdotto politiche a sostegno dei dipendenti; una percentuale superiore alla media nazionale che potrebbe crescere se tutti avessero a disposizione i mezzi per farlo. Come Regione non possiamo obbligare gli imprenditori

a varare o potenziare soluzioni di welfare aziendale, ma possiamo accompagnarli e sostenerli nei percorsi necessari. Attualmente Veneto Welfare è una direzione di Veneto Lavoro; l’intenzione è di renderla autonoma. Sarà non soltanto un ente strumentale dedicato all’erogazione di risorse mirate previste dai fondi europei, ma anche un compagno di strada nelle procedure che consentano di realizzare progetti di welfare come contributi per i trasporti, asili aziendali, buoni acquisto o voucher. La maggior parte del nostro tessuto produttivo è composto da PMI e la metà sembra già interessata. Altro tema caldo è il piano casa, l’abitare resta un’emergenza in tutta la regione, come a rontarla? Quella dell’abitare è una sfida strategica. Per assicurare un alloggi a chi lavora, abbiamo varato Generazione Casa, un programma per riqualificare 8.800 immobili inutilizzati e migliorare l’offerta dell’edilizia residenziale. Garantendo a giovani, lavoratori e

operatori sanitari, che oggi risultano esclusi dalla graduatorie, di poter trovare una casa a prezzi accettabili. Da subito, come amministrazione regionale, abbiamo messo sul tavolo un piano da 50 milioni di euro. Non solo: pensare alla casa significa dare più futuro al Veneto e, in quest’ottica, abbiamo tenuto in particolare considerazione le necessità degli studenti. In collaborazione con gli Esu regionali, abbiamo scelto di investire su un progetto che entro il 2029 farà raggiungere il numero di 4.819 alloggi per studenti, il 53% in più rispetto alla dotazione del 2025.

Ad oggi si è raggiunto il numero di 3.138. Ne sono previsti per il prossimo triennio ulteriori 1.681. Questo significa che per l’anno accademico 2028/29 l’o erta raggiungerà 2.175 posti a Padova, 1.725 a Venezia, 919 a Verona.

Ha fatto molto discutere la sua proposta sul divieto di cellulare agli under 14, come intende concretizzarla?

Nessuno può negare che i social rappresentino un’opportunità e, contemporaneamente, un pericolo. La cronaca ci fornisce quotidianamente casi di cyberbullismo, violenza, disagio giovanile, patologie che sono conseguenza di troppa esposizione al digitale. Dobbiamo a rontare la realtà di un ambiente ormai frequentato abitualmente da ragazzini di 10, 11 o 12 anni, che non hanno la maturità e la capacità critica per leggere molte storie che vengono postate. E’ inaccettabile che tanti nostri giovani siano esposti a tanti contenuti violenti senza alcun filtro. L’obiettivo che ci siamo proposti è solo di tutelarli, che significa non esporli a situazioni virtuali che possono generare comportamenti non corretti nel mondo reale. L’ultimo disegno di legge che ho firmato da deputato andava in questa direzione. Nei giorni scorsi, l’ho ripresentato in Consiglio regionale. • (R.R.)

“CASA, SERVE UNA SVOLTA: PIÙ TUTELE PER I PROPRIETARI E AFFITTI PIÙ ACCESSIBILI”

Il tema dell’abitare torna con decisione al centro del dibattito politico nazionale e locale. A dare voce a quella che definisce una priorità assoluta per il futuro del Paese è il senatore Antonio De Poli (Udc), che traccia una rotta chiara: la casa non deve essere più considerata un semplice bene privato, ma una risorsa collettiva strategica.

“Garantire il diritto all’abitare significa dare concretezza a un principio riconosciuto dalla nostra Costituzione come fondamentale per una vita dignitosa. Per questo”, spiega con convinzione il Senatore, “ritengo che la casa non sia semplicemente un bene materiale, ma una vera infrastruttura sociale ed economica”. Le proiezioni per il prossimo decennio sono allarmanti: l’Italia necessiterà di circa 700.000 alloggi accessibili. La so erenza maggiore colpisce il ceto medio, quella fascia di popolazione troppo “ricca” per l’edilizia popolare

ma troppo povera per sostenere il mercato libero. De Poli guarda con favore alle mosse dell’Esecutivo, ma chiede un cambio di passo strutturale: “Accolgo positivamente l’annuncio del Governo e della Regione Veneto sul Piano Casa per la realizzazione di 100.000 nuovi alloggi nei prossimi dieci anni. Ma sono convinto che, per essere davvero e icace, questo intervento debba essere accompagnato da riforme strutturali sul mercato delle locazioni”. Il nodo centrale è il paradosso degli 8,5 milioni di immobili vuoti. Perché restano sfitti? La risposta risiede nell’insicurezza giuridica. “Secondo il Censis, l’82% dei proprietari non a itta per paura di non riuscire a rientrare in possesso dell’immobile in caso di morosità. È qui che bisogna intervenire”, incalza il parlamentare. Per scardinare questa situazione, De Poli ha messo sul tavolo tre proposte legislative concrete. La prima riguarda il DDL 774 sulla riforma

L’ASSESSORE GEROSA: “PNRR IN VENETO: MISURA 6 SANITÀ, IL TRAGUARDO DEL 30 GIUGNO È VICINO, TEMPI RISPETTATI”

La Misura 6 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) per la sanità in Veneto è ormai sulla via del completamento, con l’obiettivo di essere pienamente operativa entro il 30 giugno 2026. A confermarlo è l’Assessore regionale alla Sanità, Gino Gerosa, che ha recentemente ricevuto un aggiornamento sullo stato dei lavori da parte dei tecnici coinvolti nella realizzazione del progetto.

“Il rush finale verso la scadenza del 30 giugno sta dando risultati decisamente positivi, superando

le previsioni più ottimistiche,” ha dichiarato Gerosa. “Grazie a un intenso lavoro di squadra tra la Regione e le Aziende Sanitarie, siamo in grado di rispettare i tempi e completare la Misura 6 sanitaria, fondamentale per il potenziamento del sistema sanitario veneto”.

Il programma, che coinvolge numerose iniziative in tutta la regione, ha già registrato progressi significativi, come ha sottolineato l’assessore:

“Abbiamo visto dei dati molto positivi in quasi tutte le voci della Misura 6, con risultati che

rispecchiano gli impegni assunti dalla Giunta regionale, come il ra orzamento dei servizi territoriali, il miglioramento della connessione tra ospedale e territorio, e il sostegno alle categorie vulnerabili, inclusi i giovani”.

A livello operativo, la Regione Veneto ha completato la costruzione di 73 Case di Comunità e, a giugno, saranno attive ben 101 strutture, superando così l’obiettivo di 91 stabilito dal PNRR. Anche i lavori per gli Ospedali di Comunità sono in fase avanzata, con 29 strutture già completate, a fronte delle 30

degli sfratti: l’obiettivo è dimezzare i tempi di esecuzione (da 6 a 3 mesi) e concludere l’esecuzione forzata entro 4 mesi, prevedendo sanzioni per ogni giorno di ritardo. “Serve dare ai proprietari tempi certi, contrastare gli abusi e riportare sul mercato migliaia di immobili oggi inutilizzati”. Parallelamente, il DDL 828 punta a reintrodurre la cedolare secca al 21% sugli immobili commerciali per “contrastare la desertificazione delle nostre città e ridare vitalità ai centri storici”, mentre il DDL 775 mira a fare chiarezza sulla cedolare al 10%, legandola alla destinazione dell’immobile e non alla natura del contraente.

“La casa torni al centro della politica”, conclude De Poli. “Le politiche abitative richiedono visione e coraggio riformatore. Con queste proposte vogliamo o rire un contributo concreto: rimettere la casa al centro significa rimettere al centro le persone”.

previste. “Siamo sulla buona strada per completare il programma entro la fine di giugno, con una rete sanitaria più forte e preparata per a rontare le sfide future,” ha concluso Gerosa.

Antonio De Poli, senatore Udc
L’assessore regionale alla sanità Gino Gerosa

Istruzione.

LA FILIERA “4+2” RIDISEGNA LA SCUOLA TECNICO-PROFESSIONALE ITALIANA

C’ è una data che segna una discontinuità nella storia recente dell’istruzione italiana: settembre 2025. Da quell’anno scolastico, la filiera tecnologico-professionale cessa di essere un cantiere sperimentale e diventa parte integrante dell’ordinamento nazionale. Non più un progetto pilota riservato a istituti selezionati, ma un canale formativo strutturale disponibile in ogni scuola tecnica e professionale del paese. È la riforma comunemente identificata con la formula “4+2”, promossa dal Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. Il nome sintetizza l’architettura del modello: quattro anni di percorso negli istituti tecnici e professionali, al termine dei quali lo studente consegue il diploma professionale, seguiti da due anni opzionali di specializzazione presso gli ITS Academy. Un percorso complessivo di sei anni pensato come un continuum coerente tra scuola, impresa e alta formazione tecnica.

Nel panorama della formazione professionale veneta, ENAIP Veneto occupa una posizione di primo piano. Ente accreditato dalla Regione Veneto, presente dal 1951 — quest’anno ricorre il 75° anniversario dalla fondazione — opera oggi attraverso 18 scuole di formazione professionale distribuite in tutte le province regionali. Ciò che rende la storia di ENAIP particolarmente rilevante nel contesto della riforma è che il modello ora codificato dalla legge — formazione quadriennale, coinvolgimento diretto delle imprese, alternanza strutturale tra aula e contesto lavorativo — è nei suoi tratti essenziali il modello che ENAIP pratica da anni nei percorsi di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP). Questi si articolano in un triennio, al termine del quale lo studente consegue la qualifica professionale di 3° livello EQF riconosciuta in Italia e in Europa, e in un quarto anno che porta al diploma professionale di Tecnico

di 4° livello EQF. Con la riforma a regime, questo diploma consente l’accesso diretto alle ITS Academy, replicando la sequenza logica che la riforma intende generalizzare all’intero sistema.

L’offerta di ENAIP Veneto copre nove settori professionali: amministrazione, automotive, benessere, elettrico, informatico, meccanico, ristorazione, turismo e vendite. Per ciascun settore sono disponibili percorsi triennali per la qualifica

e percorsi di quarto anno per il diploma professionale. Enaip con l’approvazione della Regione Veneto ha avviato 27 corsi di 4 anni di Diploma Professionale di Tecnico per l’anno in corso, distribuiti tra tutte le province e attivati nelle sedi dell’ente. In sperimentazione della filiera 4+2 attualmente ha un secondo anno partito nel 2024/2025, 9 primi anni avviati nel 2025/2026 e prevede di avviare tra i 15 e i 22 corsi con questo modello.

Con l’entrata a regime della riforma, le scuole di formazione professionale accreditate — come quelle della rete ENAIP — non sono soggetti marginali rispetto alla filiera, ma ne costituiscono un nodo strategico. La legge prevede esplicitamente la possibilità per le regioni di integrare i percorsi IeFP nell’architettura della nuova filiera. Ad aprile 2026 i dati della fase sperimentale restituiscono un quadro in rapida espansione: le scuole aderenti sono passate da 180 a 396 in un solo anno (+120%), i percorsi attivati da 225 a 628 (+210%). Il Ministero ha stanziato 105 milioni di euro per i campus formativi. Per il Veneto, che ha fatto della formazione professionale tecnica duale un elemento identitario del proprio sistema produttivo, questi investimenti rappresentano un’opportunità concreta di valorizzare un patrimonio costruito da soggetti come ENAIP, che hanno anticipato nella pratica quotidiana ciò che la riforma ora eleva a modello nazionale

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veneto: funziona

Il clima si è fatto se possibile ancora più rovente quando il dibattito ha toccato l’autonomia, il vessillo storico della giunta. Il Presidente Alberto Stefani ha rivendicato con orgoglio il percorso intrapreso, definendo l’autonomia come una “moltiplicazione di libertà” che porterà risposte rapide e concrete ai territori. Una visione che però è stata attaccata da due lati opposti. Davide Lovat, per Resistere Veneto, ha gelato l’entusiasmo della maggioranza parlando di un “vicolo cieco a zero risorse”, una scatola vuota che lascerebbe

davvero? E’ scontro in Consiglio Regionale

il Veneto ancora schiavo della burocrazia romana. Dall’altra parte, le minoranze di centrosinistra hanno ammonito sui rischi di una frammentazione dei diritti essenziali, paventando un Veneto a due velocità dove chi vive nelle valli bellunesi o nel Polesine rischia di diventare un cittadino di serie B. Non meno acceso è stato il confronto sulla sicurezza e il welfare. Stefano Valdegamberi ha lanciato una provocazione che ha fatto saltare sulla sedia diversi consiglieri, proponendo di responsabilizzare i genitori

per i reati dei figli minorenni, arrivando a ipotizzare la revoca dei benefici regionali per le famiglie inadempienti. “Il welfare non può finanziare chi non educa”, ha tuonato in aula. La risposta è arrivata immediata dalle opposizioni, che hanno definito la proposta “punitiva e miope”, sostenendo che il disagio sociale si cura con gli educatori di strada e i centri di aggregazione, non togliendo il pane di bocca a chi è già in di icoltà. A chiudere il cerchio delle tensioni è intervenuta Elisa De Berti, che ha riportato l’attenzione

sulla gestione delle case popolari. Con un tono che non ammette repliche, ha ribadito la linea dura della Giunta: “La legalità non è un optional. Chi occupa abusivamente deve sapere che il Veneto non è terra di nessuno. Le case ERP vanno a chi rispetta le regole e sta in graduatoria, punto”. Un botta e risposta infinito che dimostra come, anche senza il bilancio da votare, la politica veneta del 2026 sia tutt’altro che una palude stanziale, ma un fiume in piena pronto a esondare a ogni seduta.

L’intervista. L’assessore regionale allo sviluppo economico Massimo Bitonci sui prossimi provvedimenti

LA SFIDA DELL’AUTONOMIA ENERGETICA

E IL PATTO TRA IMPRESE E UNIVERSITÀ

Abbiamo incontrato l’assessore regionale allo sviluppo economico, Massimo Bitonci per approfondire la strategia della Regione Veneto per la sicurezza energetica. Il bilancio di previsione 2026 sembra tracciare una rotta molto definita: in che modo sosterrete la crescita attraverso l’energia e l’innovazione? Il bilancio 2026 è guidato da una linea chiarissima: sostenere il sistema produttivo veneto attraverso l’innovazione, l’energia, l’accesso al credito e la valorizzazione dell’imprenditorialità. Lo facciamo con strumenti concreti e risorse mirate. Abbiamo approvato il bilancio e i relativi collegati includendo una serie di misure, tra cui un ordine del giorno della maggioranza nato da un mio suggerimento, che indica con precisione il nostro progetto energetico. Il punto focale sono le concessioni idroelettriche, sia le grandi che le medie derivazioni, che scadranno nel 2029. Da decenni queste concessioni sono condotte direttamente da ENEL, che ne gestisce il 70% in Veneto.

Una situazione cdiversa rispetto ad altre realtà. Qual è l’iniziativa che state lanciando insieme al Friuli

Venezia Giulia?

Esatto, la nostra situazione è di erente da quella delle province autonome. In Trentino-Alto Adige, ad esempio, la società Dolomiti Energia è interamente di proprietà pubblica dei comuni di Trento, Rovereto e della Provincia. Per questo, insieme al Friuli Venezia Giulia, stiamo lanciando un’iniziativa per arrivare pronti al 2029 con l’obiettivo di lavorare sulla vera autonomia energetica del Veneto. Vogliamo che queste concessioni vadano “in house”, a idate a una realtà partecipata dalla Regione e dalla Provincia di Belluno, dove si trovano fisicamente gli impianti. Quali saranno i vantaggi per il territorio?

Siamo fortemente convinti, e i numeri di altre realtà lo confermano, che l’idroelettrico garantisca una forte marginalità. Vogliamo che queste risorse rimangano a casa nostra, ai veneti e alle aziende venete. Gestire internamente significa poter ribaltare il vantaggio economico

prodotto sul territorio direttamente alla Provincia di Belluno, alla Regione, alle imprese e ai cittadini. Il percorso è lungo, ma vogliamo essere prontissimi per la scadenza del 2029.

Restando sul fronte energetico, stiamo vivendo un momento drammatico. Quanto è importante, in questa fase, investire sulle energie rinnovabili? È fondamentale. Attualmente il Veneto produce 1,7 gigawatt da fonti rinnovabili, ma l’obiettivo che l’Europa ci pone per il 2030 è di 5,8 gigawatt. È un percorso complesso, ma stiamo per approvare in giunta una delibera sulle “zone idonee” e sulle “zone di accelerazione”. L’idea è la massima semplificazione: togliamo burocrazia per l’installazione di pannelli fotovoltaici nelle zone dove il consumo di suolo è zero, come aree industriali, autostradali e cave. In questi luoghi la Regione si farà carico della Valutazione Ambientale Strategica (VAS), eliminando la necessità della VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) per i singoli interventi. È una spinta fortissima alla realizzazione

di impianti rinnovabili su capannoni e insediamenti produttivi esistenti. Passiamo all’innovazione: nel 2026 sono previsti circa 760.000 euro complessivi per sostenere il sistema regionale?

In realtà le risorse sono anche maggiori. Bisogna capire che la Regione Veneto, non applicando l’addizionale regionale, utilizza prevalentemente i fondi di coesione per gli incentivi alle imprese e per il sociale. Recentemente abbiamo approvato un bando da 3 milioni di euro per le startup innovative, lavorando insieme ai rettori delle università venete e dello IUAV. Abbiamo fatto una scelta precisa: dare

priorità alle aziende che assumono o impiegano ricercatori, stagisti universitari e neolaureati. Vogliamo incentivare il collegamento tra il mondo della ricerca e quello dell’impresa, spingendo a inché i ragazzi possano fare stage qualificati. Questo approccio riguarda anche altri settori, come l’imprenditoria femminile?

Certamente. Abbiamo confermato il bando per l’imprenditoria femminile anche per quest’anno, con altri 3 milioni di euro. Solitamente era una misura alternata ogni due anni, ma ho voluto fortemente rifinanziarla perché, a fronte di un aumento generale delle partite IVA in Veneto, il settore femminile ha registrato un lieve calo. Dobbiamo incentivare i settori più deboli per contribuire alla parità di opportunità. Complessivamente, tra startup innovative e attrazione degli investimenti, abbiamo messo in campo quasi 50 milioni di euro, senza contare gli strumenti finanziari di Veneto Sviluppo e Veneto Innovazione a favore delle nostre imprese.

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ULa città scaligera protagonista della Wings for Life World Run

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globale a sostegno della ricerca sulle lesioni del midollo spinale. In contemporanea mondiale, alle 13.00, centinaia di migliaia di partecipanti si sono messi in movimento in diversi Paesi, uniti dall’obiettivo comune di contribuire al progresso scientifico.

DESPAR NORD IN CORSA A VERONA CON OLTRE 2.000 COLLEGHE E COLLEGHI

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Tra le città italiane protagoniste dell’edizione 2026, Verona è stata l’unica tappa veneta, a iancando altre App Run u iciali come Roma, Milano, Palermo e Aosta. All’evento veronese hanno preso parte moltissime persone tra runner, camminatori e partecipanti in sedia a rotelle, in un contesto caratterizzato da inclusione e partecipazione di usa.

A segnare in modo particolare l’appuntamento veronese è stata

Spinale dell’Ospedale Civile Maggiore di Borgo Trento, a testimonianza del legame tra la manifestazione e la ricerca medico-scientifica.

La particolarità della corsa è il suo format: non esiste un tra-

della solidarietà”?

Anche quest’anno abbiamo scelto con entusiasmo di rinnovare questo impegno, coinvolgendo ancora una volta le nostre quasi 10.000 persone e sostenendo interamente il costo della loro iscrizione. La straordinaria adesione dei nostri collaboratori e delle nostre collaboratrici è il segno concreto del forte senso di responsabilità, appartenenza e comunità che ci unisce. Correre o camminare insieme, in contemporanea con il resto del mondo, per chi non può farlo, rappresenta per noi molto più di una partecipazione sportiva: è un gesto semplice, ma dal significato

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guardo fisso, ma una “Catcher Car” virtuale che parte trenta minuti dopo il via e raggiunge progressivamente i partecipanti, segnando la conclusione della prova per ciascuno.

delle persone e lo spirito di squadra siano elementi fondamentali del nostro modo di fare impresa. Iniziative come la Wings for Life World Run ci permettono di trasformare questi valori in un’esperienza concreta e condivisa, creando occasioni autentiche di incontro, conoscenza e relazione tra migliaia di colleghi e colleghe provenienti da territori diversi. Ritrovarsi insieme per una causa così importante rafforza il senso di appartenenza e ci ricorda che, anche attraverso piccoli gesti, possiamo contribuire a qualcosa di più grande. Sono momenti che consolidano il legame tra le persone e danno ancora più valore al

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Con i nostri progetti CSR vogliamo essere concretamente vicini alle comunità dei territori in cui operiamo, generando valore non solo economico, ma anche sociale. Questa iniziativa ci consente di sostenere la ricerca scientifica e, allo stesso tempo, di coinvolgere attivamente le nostre persone in un’esperienza che traduce in azione valori come partecipazione, collaborazione, inclusione e solidarietà. Per noi fare impresa significa anche questo: mettere al centro le persone, promuovere il loro benessere e contribuire, insieme, a costruire un impatto positivo e duraturo sulle comunità.

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curezza, con quella precisione che la differenza tra un lavoro ben fatto e uno approssimativo la si vede subito, anche a occhio non esperto. È su questo principio che si fonda il lavoro di Carrozzeria 2001, realtà che nel tempo ha costruito la propria identità su professionalità, rapidità e qualità degli interventi, in un settore dove la fiducia del cliente si conquista intervento dopo intervento e non si dà mai per acquisita. L’azienda opera nel campo della riparazione e manutenzione di veicoli di tutte le marche con un’offerta che va ben oltre la semplice carrozzeria tradizionale. Competenze di officina meccanica, gestione sinistri e servizi tecnici dedicati alla cura dell’auto compongono un repertorio strutturato e organizzato, pensato per essere un punto di riferimento unico per l’automobilista che non vuole disperdere tempo ed energie

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Nel bambino la psoriasi non è soltanto una malattia della pelle. È una patologia infiammatoria cronica che può incidere profondamente sulla crescita, sul benessere psicologico e sulla qualità della vita quotidiana. Proprio da questa consapevolezza nasce l’approccio adottato all’Azienda Ospedale-Università di Padova, dove la presa in carico dei piccoli pazienti si fonda su diagnosi precoce, terapie mirate e un lavoro di squadra tra specialisti. Nel video divulgativo realizzato dalla struttura di Dermatologia Pediatrica, la professoressa Anna Belloni Fortina spiega come la psoriasi infantile presenti caratteristiche diverse rispetto a quella dell’adulto. Le manifestazioni cutanee possono essere meno tipiche, con lesioni talvolta più sottili, meno desquamanti e distribuite in aree differenti del corpo. Questo rende la diagnosi più complessa e richiede competenze specifiche per evitare ritardi nell’individuazione della malattia. Proprio la diagnosi precoce rappresenta uno degli elementi chiave. Intervenire tempestivamente permette non solo di controllare i sintomi, ma anche di ridurre il rischio di evoluzione verso forme più severe o di sviluppare patologie associate. La psoriasi, infatti, non è una condizione isolata: può essere collegata ad altre problematiche, anche sistemiche, che richiedono un monitoraggio attento nel tempo. Accanto agli aspetti clinici, emerge con forza il tema dell’impatto psicologico. Prurito, arrossamenti e lesioni visibili possono generare disagio, influenzare l’autostima e creare difficoltà nei rapporti con i coetanei. Nei bambini e negli adolescenti questo peso può tradursi in isolamento, insicurezza e sofferenza emotiva. Per questo la presa in carico non può limitarsi alla terapia dermatologica, ma deve includere una visione globale del paziente. È qui che entra in gioco l’approccio multidisciplinare adottato a Padova. Dermatologi, pe-

Psoriasi nei bambini a Padova: diagnosi precoce e cure su misura

diatri, ma anche altri specialisti collaborano per costruire percorsi personalizzati, in grado di rispondere alle diverse esigenze dei pazienti. L’obiettivo è offrire un’assistenza completa, che tenga insieme cura della malattia, prevenzione delle complicanze e attenzione alla qualità della vita. Sul fronte terapeutico, negli ultimi anni si sono registrati importanti progressi. Accanto ai trattamenti topici e sistemici tradizionali, oggi sono disponibili terapie innovative, inclusi farmaci biologici, che consentono di intervenire in modo mirato sui meccanismi dell’infiammazione. Questo permette di ottenere risultati più efficaci e duraturi, con un miglior controllo della malattia anche nei casi più complessi. La scelta del trattamento viene sempre calibrata sul singolo paziente, tenendo conto dell’età, della gravità della patologia e dell’impatto sulla vita quotidiana. L’obiettivo non è solo la remissione delle lesioni cutanee, ma anche la riduzione dei sintomi e il miglioramento del benessere complessivo del bambino. Un ruolo fondamentale è svolto anche dalla famiglia. Genitori informati e coinvolti diventano parte integrante del percorso di cura: saper riconoscere i segnali della malattia, seguire correttamente le terapie e mantenere un dialogo costante con i medici contribuisce in modo decisivo al successo del trattamento. L’educazione terapeutica diventa quindi uno strumento essenziale per affrontare la patologia nel lungo periodo. Il messaggio che arriva dalla Dermatologia Pediatrica padovana è chiaro: la psoriasi nei bambini si può gestire in modo efficace, ma è necessario un approccio integrato, precoce e personalizzato. Non basta intervenire sulla pelle, bisogna prendersi cura del bambino nella sua interezza, accompagnandolo in un percorso che unisce competenza clinica, innovazione terapeutica e attenzione alla dimensione umana.

Bigon

Padova Sud, impiantate lenti telescopiche intraoculari per pazienti ipovedenti

Importante traguardo per l’Oculistica degli Ospedali Riuniti Padova Sud: due pazienti ipovedenti, affetti da maculopatia avanzata, hanno ricevuto con successo l’impianto di lenti telescopiche intraoculari con sistema galileiano, una procedura altamente specializzata che consente di migliorare la visione centrale attraverso un ingrandimento selettivo dell’immagine su aree retiniche ancora funzionanti.

“Si tratta di un intervento complesso, già sperimentato lo scorso anno, disponibile in pochi centri a livello regionale”, spiega il dr. Giuseppe Lo Giudice, direttore dell’UOC Oculistica, che ha effettuato gli impianti. “Nei pazienti selezionati correttamente, può comportare un significativo miglioramento della qualità della vita, ma è fondamentale avere aspettative realistiche”.

L’accesso alla procedura è limitato a pazienti con maculopatia avanzata stabile e aree retiniche periferiche funzionanti, mentre sono esclusi coloro con precedenti interventi di cataratta, patologie retiniche diffuse o altre condizioni oculari che compro-

mettano la visione. Parte integrante del percorso è una riabilitazione visiva strutturata, indispensabile per il successo dell’intervento.

L’introduzione della chirurgia telescopica si inserisce in un contesto di crescente specializzazione e attività dell’UOC di Schiavonia: dal 2022 al 2026 gli interventi di cataratta sono passati da circa 2.300 a oltre 4.100 annui (+60%), mentre la chirurgia vitreoretinica è cresciuta da 50 a oltre 350 interventi (+400%). Le procedure complesse, tra cui retina, glaucoma e cornea, hanno registrato un aumento superiore a sette volte.

“Il dato significativo non è solo la quantità di interventi, ma la complessità dei casi trattati e la capacità di offrire prestazioni altamente specialistiche”, conclude il dr. Lo Giudice.

L’impianto di lenti telescopiche rappresenta un ulteriore passo avanti per la gestione di pazienti con grave compromissione visiva, contribuendo al consolidamento del centro come punto di riferimento regionale per la chirurgia oculare avanzata.

Redazione Salute

Padova, impiantato il catetere più sottile al mondo: svolta contro le aritmie

Un passo avanti concreto nella prevenzione della morte cardiaca improvvisa arriva da Padova, dove l’Azienda Ospedale-Università ha impiantato con successo il più sottile elettrocatetere da defibrillazione transvenoso oggi disponibile. Un dispositivo di ultima generazione, utilizzato in pochissimi centri al mondo, con un diametro di appena 1,5 millimetri, capace di aprire nuove prospettive

nella gestione delle aritmie più pericolose.

Per capire la portata dell’innovazione, è utile chiarire cos’è un elettrocatetere da defibrillazione transvenoso. Si tratta di un sottile filo conduttore collegato a un defibrillatore cardiaco impiantabile (ICD), inserito attraverso una vena fino al cuore, dove viene posizionato generalmente nel ventricolo destro. Il suo compito è duplice: da

un lato monitora continuamente il ritmo cardiaco, dall’altro interviene quando necessario, trasmettendo impulsi o scariche elettriche per interrompere aritmie potenzialmente letali.

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In questo contesto, la riduzione delle dimensioni rappresenta un elemento decisivo. I cateteri tradizionali, più grandi, possono infatti aumentare il rischio di complicanze legate al sistema venoso o alle strutture cardiache. Il nuovo dispositivo, grazie al diametro ultraridotto e a una struttura progettata per garantire resistenza e durata nel tempo, consente un approccio meno invasivo e più sicuro, soprattutto nei pazienti giovani o con vasi di piccolo calibro. L’intervento eseguito a Padova si inserisce in un percorso di innovazione che punta a rendere sempre più personalizzati i trattamenti cardiologici. La possibilità di utilizzare

elettrocateteri più sottili e affidabili riduce infatti il rischio di complicanze e la necessità di reinterventi, migliorando la qualità della vita dei pazienti e ampliando le indicazioni anche a categorie finora più difficili da trattare, come i pazienti pediatrici.

Si tratta di un risultato che conferma il ruolo della sanità veneta e

dell’ospedale padovano tra i centri di riferimento a livello nazionale e internazionale nella cardiologia interventistica. Un traguardo che non è solo tecnologico, ma clinico: perché ogni millimetro in meno può tradursi in maggiore sicurezza, meno invasività e più possibilità di cura.

Cittadella, operata a 88 anni: nove ore in sala e torna a casa

A88 anni affrontare un intervento maggiore al fegato per un tumore delle vie biliari è una sfida che fino a pochi anni fa sarebbe stata considerata proibitiva. Oggi, invece, grazie all’evoluzione della chirurgia e a un approccio sempre più personalizzato, anche casi ad altissima complessità possono trovare una risposta. È quanto accaduto all’ospedale di Cittadella, dove Rosa – nome di fantasia – è stata sottoposta a un intervento durato nove ore ed è tornata a casa dopo venti giorni di ricovero. Tutto inizia con un segnale evidente: l’ittero. Prima gli occhi, poi la pelle che si colora di giallo. Il figlio, medico, la accompagna in ospedale. Gli accertamenti rivelano un tumore delle vie biliari già avanzato, con una parte importante del fegato compromessa. Una diagnosi difficile, resa ancora più delicata dall’età della paziente. Eppure Rosa è lucida, determinata, pronta a capire e a scegliere.

Il caso viene valutato da un’équipe multidisciplinare che coinvolge chirurghi, radiologi e anestesisti. Il primo passo è preparatorio: viene posizionato un drenaggio biliare per ridurre l’ittero e consentire al fegato sano di recuperare funzionalità. Una fase delicata, che si rivela decisiva. Solo dopo questo passaggio si apre la possibilità dell’intervento.

La scelta non è scontata. L’età, i rischi, la complessità tecnica impongono valutazioni approfondite. Alla fine si decide di procedere con un’epatectomia destra allargata al lobo caudato, con ricostruzione vascolare: un intervento altamente impegnativo, sia dal punto di vista chirurgico sia per l’impatto sull’organismo. Secondo il direttore della Chirurgia, si tratta di un caso di elevata complessità, raro anche nella letteratura scientifica per pazienti di questa età. Tuttavia, l’evo-

luzione della medicina consente oggi di superare limiti che un tempo erano considerati invalicabili, a condizione che ogni passaggio sia attentamente pianificato: dalla tempistica alla tecnica, dalla gestione anestesiologica alla riabilitazione precoce.

Il decorso post-operatorio conferma la bontà del percorso. Rosa recupera progressivamente e, dopo venti giorni, viene dimessa. Prima di lasciare l’ospedale, si rivolge al personale con parole semplici ma significative: per lei, in quel periodo, i medici e gli operatori sono stati una famiglia.

Una storia che racconta non solo un successo clinico, ma anche il cambiamento della chirurgia di fronte a una popolazione che invecchia e chiede risposte sempre più avanzate, senza rinunciare alla qualità della cura e alla dignità della persona.

Paola Bigon
Paola Bigon

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