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laPiazza di Padova Est - Settembre26

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di Padova Est

DAL 1994

SETTEMBRE 2026

Periodico d’informazione locale - Anno XXXIII n. 197

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Ponte San Nicolò: investimento da 160 mila euro per l’area giochi

Siccità record, Energia, il Veneto sfida il monopolio Elisa Venturini: e punta sullesfida “La multiutility dei prossimi del territorio anni è la prevenzione”

Case della Comunità, dopo le opere parte la campagna di comunicazione

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La “Stefanildo” e il patto dell’acciuga: nuovo laboratorio Veneto?

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n Veneto si respira un clima politico singolare, lontano dai toni esasperati dello scontro ideologico. Tra Palazzo Balbi e i banchi dell’opposizione guidata da Giovanni Manildo si è consolidato un feeling istituzionale così palese da spingere gli osservatori, fin dalla campagna elettorale, a coniare la crasi “Stefanildo”. Una definizione nata per sottolineare non solo lo stile felpato e dialogante dei due protagonisti, ma anche una marcata sovrapposizione nei programmi e nella visione del territorio. Le prime conferme di questa sintonia non si sono fatte attendere. Sul terreno dei diritti e delle risposte sociali, maggioranza e opposizione hanno trovato convergenze significative, concretizzate in provvedimenti dal forte impatto etico e comunitario come la legge sui caregiver e il delicato dossier sul fine vita. Un’intesa culminata nell’ormai celebre “patto dell’acciuga”, l’incontro informale tra il presidente della Giunta Alberto Stefani e il leader dell’opposizione Manildo. Un vertice a tavola che ha formalizzato la volontà di superare i muri contrapposti per costruire percorsi legislativi condivisi.

SCUOLE, DOPPIA SFIDA: INVERNO DEMOGRAFICO E SPINTA ALL’INNOVAZIONE VIGONZA INVESTE SULLE SCUOLE GHION:”CARENZE NEL SOSTEGNO” servizi alle pag. 4-5

PIÙ OCCHI SUL TERRITORIO: VIGONZA PUNTA SULLA SICUREZZA

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OLTRE L’IDEOLOGIA: LE PERSONE SI ASPETTANO RISPOSTE

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AUTONOMIA: UN ALTRO PASSO AVANTI, STEFANI: “IL VENETO HA FRETTA”

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uanto successo tra gli scanni del Consiglio regionale del Veneto travalica i confini della regione. L’approvazione del provvedimento sull’assistenza sanitaria al suicidio medicalmente assistito ha rotto la barriera dei posizionamenti ideologici predefiniti. Il voto a maggioranza trasversale ha stabilito un principio di realtà: la regolamentazione di tempi, verifiche ed erogazioni per chi si trova in condizioni di sofferenza irreversibile non è una concessione etica, ma un dovere organizzativo delle strutture pubbliche.

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di Padova Est

OLTRE L’IDEOLOGIA: LE PERSONE SI ASPETTANO RISPOSTE

RADDOPPIO DELLA SR 308

• Nicola Stievano Segue da pag. 1

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“L

’annuncio del presidente Alberto Stefani sul raddoppio della SR 308 rappresenta una svolta storica e un traguardo fondamentale per Vigonza, per l’Alta Padovana e per l’intero sistema economico e produttivo del Veneto centrale”. Il sindaco di Vigonza Gianmaria Boscaro ha espresso così pieno sostegno al progetto presentato pochi giorni fa dalla Regione del Veneto e da Veneto Strade, che prevede il primo raddoppio della Nuova Strada del Santo nel tratto di 4,2 chilometri che comprende l’uscita Bragni– Cadoneghe–Vigonza, passando da una a due corsie per ogni senso di marcia. “Al presidente Stefani va il merito di aver trasformato una richiesta che il territorio avanzava da anni in una scelta concreta, accompagnata da una progettazione, da risorse e da un cronoprogramma preciso. - ha commentato il primo cittadino vigontino - Il Documento di fattibilità presentato oggi e il finanziamento di 5,1 milioni di euro per il successivo Progetto di fattibilità tecnico-economica portano chiaramente la firma del suo mandato e rappresentano il primo passo reale verso la realizzazione dell’opera”. L’intervento previsto dalla Regione ha un valore stimato di circa 150 milioni di euro. “Non si tratta soltanto di aggiungere due corsie – prosegue Boscaro – ma di dare una risposta strutturale alle decine di migliaia di cittadini, lavoratori e imprese che ogni giorno utilizzano questa arteria. Quasi 50 mila veicoli transitano quotidianamente nel tratto interessato e, nelle ore di punta, la velocità media può scendere fino a 24 chilometri orari. Il raddoppio significa maggiore sicurezza, meno code, tempi di percorrenza più affidabili e una migliore accessibilità a Padova, al futuro nuovo ospedale di Padova Est e all’intera area produttiva”. “È anche il risultato di un lavoro di squadra nel quale abbiamo creduto con convinzione. Come sindaci e amministratori dell’Alta Padovana e del Trevigiano avevamo fatto rete, oltre le appartenenze politiche, sottoscrivendo un documento unitario per chiedere il raddoppio della SR 308, il suo completamento fino a Castelfranco e il collegamento con la Superstrada Pedemontana Veneta. Tra i firmatari c’eravamo sia io, come sindaco di Vigonza, sia Alberto Stefani. Oggi quella richiesta condivisa trova una prima, importante risposta”.

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Il sindaco di Vigonza plaude al piano: “Una svolta per la viabilità del territorio”

isalendo l’Adige, il Trentino procede invece con un’andatura diversa. Il disegno di legge giace nelle commissioni consiliari della Provincia Autonoma, frenato dalla volontà di non rincorrere l’attivismo normativo e dal tentativo di spostare il baricentro dell’attenzione sul potenziamento della rete di cure palliative. Si delineano così due approcci territoriali speculari al medesimo problema: da un lato l’inquadramento della sentenza della Corte Costituzionale sul fine vita entro un percorso amministrativo con scadenze definite per l’A zienda Sanitaria; dall’altro una cautela che preferisce attendere l’eventuale intervento del Parlamento, non fa venire meno il rischio di lasciare i cittadini e i comitati etici locali in una zona d’ombra procedurale. Questa differenza riflette una discussione pubblica che non può più essere liquidata come esercizio teorico o scontro di appartenenza. Le scelte sulla fase finale dell’esistenza appartengono alla sfera intima della persona, ma travalicano il singolo nel momento in cui investono i familiari, la responsabilità dei medici e si riverberano nella comunità. Quando il corpo sociale evita di affrontare l’argomento per timore di dividersi, delega la soluzione del dolore alla solitudine delle famiglie o alle aule dei tribunali. Il percorso però è tutt’altro che semplice e scontato.

Il merito dell’esperienza veneta, pur nella diversità delle posizioni e nelle contrapposizioni ideologiche, sta nell’aver separato la giurisdizione morale da quella gestionale. Regolamentare la procedura medica non significa incentivare una scelta, né svalutare l’importanza dell’affiancamento assistenziale o della terapia del dolore; significa prendere atto che la dignità individuale richiede certezze operative quando la vita impone decisioni definitive. La politica locale, forte dell’autonomia istituzionale di cui dispone a Venezia come a Trento, ha il compito di fornire regole trasparenti anziché risposte evasive. Dal canto suo, invece, la chiesa reclama il pieno rispetto per la vita, in ogni sua fase e condizione, ma qui entriamo in un altro ambito. Affrontare la questione con strumenti normativi chiari non è una resa culturale, ma un atto di responsabilità civile. Il dibattito aperto nelle nostre Regioni dimostra che la tutela della fragilità non si misura sulla capacità di rinviare i problemi, ma sulla disponibilità ad accompagnare le persone nell’esercizio delle proprie libertà fondamentali entro un quadro pubblico rigoroso e nel pieno rispetto della volontà di ogni individuo. Poi ciascuno deve essere libero di fare le proprie scelte, consapevole che le istituzioni non dovrebbero essere semplici controparti burocratiche.

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• Manuel Glauco Matetich

ASCOLTA ORA di Padova Est è una testata giornalistica di proprietà di

ASCOLTACI IN Questa edizione raggiunge le zone di Ponte San Nicolò, Noventa Padovana, Vigonza e Saonara per un numero complessivo di 11.505 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Srl Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 32199

Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin - formato da 25 edizioni locali mensilmente recapitato a 575.000 famiglie del Veneto e del Trentino

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Focus scuola/1. Il punto sugli interventi fatti nel territorio vigotino

Vigonza investe milioni sulle scuole: media a Codiverno, nido a Peraga e nuove mense N uovi edifici, riqualificazioni, efficientamento energetico e manutenzioni straordinarie. Il Comune di Vigonza ha attuato un piano di investimenti sull’edilizia scolastica, con l’obiettivo di rendere i plessi del territorio più moderni, e adeguati alle nuove esigenze didattiche. Il principale intervento riguarda la nuova media di Codiverno (in foto). Un investimento complessivo di 4 milioni e 565 mila euro, finanziato per 3,365 milioni attraverso il Pnrr, per 950 mila euro attraverso il Conto

Termico e per 250 mila euro con risorse comunali. L’intervento ha comportato una radicale trasformazione dell’edificio: adeguamento strutturale e antisismico, efficientamento energetico fino agli standard nZeb (edificio a consumo energetico quasi zero), riorganizzazione degli spazi interni e recupero di nuovi ambienti destinati anche alle attività laboratoriali. La scuola è un punto di riferimento in particolare per le frazioni di Codiverno e Pionca. “Un secondo investimento strategico - dice

il sindaco Gianmaria Boscaro - riguarda la prima infanzia. È stato infatti realizzato il nuovo asilo nido comunale “Maria Montessori” di Peraga, in via Paolo VI, una struttura nuova, moderna e progettata per accogliere fino a 60 bambini. L’investimento per la costruzione ammonta a 1,736 milioni di euro, ai quali si aggiungono le risorse comunali destinate all’acquisto dell’area, alla sistemazione degli spazi esterni e agli arredi. Il nuovo nido è entrato in funzione questo mese ampliando in maniera significativa l’offerta per le famiglie e i servizi educativi dedicati alla fascia 0-3 anni. Importanti investimenti hanno riguardato anche la refezione scolastica. Sono state realizzate 2 nuove mense, entrambe concepite con elevati standard energetici: una a servizio della primaria di Vigonza e una per la primaria di Pionca”. La nuova mensa di Vigonza rappresenta un investimento complessivo di 758 mila euro, mentre quella di Pionca vale 557 mila euro. Un capitolo importante ha riguardato la manutenzione delle coperture scolastiche. Tra il 2024 e il 2025 sono stati completamente rifatti i tetti di 5 edifici scolastici, nell’ambito di un investimento complessivo di 973 mila euro. A questi interventi si aggiungono quelli più recenti che interessano la scuola primaria di Codiverno, dove i lavori sulla copertura sono attualmente in fase di

completamento, e la scuola primaria “Anna Frank” di Busa, dove è previsto un intervento di bonifica e rifacimento del tetto, insieme al risanamento degli spazi interni interessati dalle infiltrazioni e alla sistemazione e messa in sicurezza dell’accesso esterno. Si tratta di opere che non consistono in semplici riparazioni, ma in interventi radicali sulle coperture, con rifacimento delle guaine, coibentazioni e grondaie, con l’obiettivo di aumentare la sicurezza, migliorare l’efficienza energetica e garantire una maggiore durata degli edifici. Parallelamente è stato realizzato un importante programma di efficientamento energetico attraverso la sostituzione dei serramenti di 5 edifici scolastici, per un valore complessivo di quasi 788 mila euro. Complessivamente sono stati quindi sostituiti oltre 800 metri quadrati di serramenti, migliorando l’isolamento termico, il comfort delle aule e l’efficienza energetica. Il quadro di Vigonza non è quindi quello di una progressiva dismissione dei plessi scolastici. La scelta del Comune è stata, al contrario, quella di mantenere una presenza scolastica diffusa nelle frazioni, investendo sugli edifici esistenti e contemporaneamente creando nuovi servizi. • Alessandro Abbadir

Il sindaco Boscaro: “Non abbiamo dimenticato le frazioni”

“I

n questi anni abbiamo scelto di mettere la scuola al centro degli investimenti del Comune, perché siamo convinti che non ci sia investimento più importante di quello destinato ai luoghi nei quali crescono e si formano i nostri ragazzi”. A dirlo il sindaco di Vigonza Gianmaria Boscaro (in foto). “I numeri raccontano meglio di qualsiasi slogan il lavoro fatto: una scuola secondaria a Codiverno - dice - completamente rinnovata con un investimento

di oltre 4,5 milioni di euro, un nuovo asilo nido comunale da 60 posti, due nuove mense a Vigonza e Pionca, quasi un milione di euro già investito sulle coperture scolastiche, a cui si aggiungono i nuovi interventi, e quasi 800 mila euro per sostituire oltre 800 metri quadrati di serramenti in cinque plessi. Abbiamo saputo cogliere le opportunità offerte dal Pnrr e dagli altri canali di finanziamento, aggiungendo anche importanti risorse del bilancio comunale”. “C’è poi - spiega - un aspetto al quale

tengo particolarmente: Vigonza è un Comune fatto di frazioni e la scuola deve continuare ad essere un presidio delle nostre comunità. Per questo gli investimenti hanno interessato in maniera diffusa il territorio. A settembre ci sono stati due passaggi particolarmente significativi: l’avvio della nuova scuola di Codiverno e l’apertura del nuovo nido Maria Montessori. Sono opere e servizi che resteranno alla comunità per molti anni. Investire nelle scuole significa investire nel

futuro di Vigonza, nelle famiglie e soprattutto nelle nuove generazioni”. • (A.A.)

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5 Focus scuola/2. Il sindaco Michela Lazzari fa il punto nel suo territorio

SCUOLE, PALESTRE E NIDO: SAONARA E VILLATORA SCOMMETTONO SUI GIOVANI a un bando regionale da 175.000 euro per l’impermeabilizzazione del tetto, la sostituzione delle pavimentazioni e il rinnovo dell’impianto di riscaldamento. L’intervento di maggior rilievo riguarda però la scuola primaria “Galileo Galilei”: un maxi piano di riqualificazione energetica da 1,9 milioni di euro per il quale si attende un finanziamento dal Gse pari a circa 1.426.000 euro. Infine, a supporto concreto delle famiglie del

N

egli ultimi anni il territorio di Saonara e Villatora è stato interessato da una vasta serie di cantieri dedicati a edifici scolastici, impianti sportivi e servizi all’infanzia. L’obiettivo dell’amministrazione guidata dlla sindaca Michela Lazzari è chiaro: combinare manutenzione quotidiana, messa in sicurezza ed efficientamento energetico per rendere il patrimonio pubblico più moderno, accogliente e sostenibile per tutta la comunità.Tra i primi interventi realizzati c’è quello della scuola primaria Borgato di Saonara, dove i vecchi impianti di illuminazione a neon sono stati sostituiti con luci

a Led a basso consumo, affiancate dall’installazione di un impianto fotovoltaico. Un investimento di 61.600 euro mirato al taglio dei consumi energetici. Sempre alla Borgato, durante i mesi estivi si è provveduto al rifacimento dei servizi igienici al primo piano (15.000 euro) a causa di una perdita, oltre all’adeguamento della mensa scolastica alle prescrizioni prescritte dall’Usl , con la creazione di uno spogliatoio per gli operatori e il posizionamento di zanzariere alle finestre. I lavori hanno coinvolto attivamente anche il settore sportivo. Al palazzetto Silvia Salmaso di Villato-

ra, dopo il primo ampliamento della sala specchi (25.372,50 euro), è stato eseguito un importante intervento di manutenzione straordinaria da 62.500 euro, sostenuto da un cofinanziamento di 50.000 euro della Fondazione Cariparo. I lavori hanno consentito di realizzare al piano terra una saletta per l’attività motoria destinata alle persone con disabilità, sostituire i canestri da basket, applicare protezioni antitrauma e mettere in sicurezza le tribune. Per il prossimo futuro sono già pronte nuove importanti progettualità. Per la scuola secondaria di primo grado (media) Rigato di Villatora il Comune ha partecipato

Ghion: ”Troppi precari sul sostegno e aule roventi”

I

nsegnanti di sostegno di ruolo carenti, necessità di una maggiore formazione per il personale Ata, gestione delle supplenze, integrazione e la sfida del caldo nelle aule durante gli esami estivi. Sono i nodi principali del sistema scolastico nel padovano tracciati da Enrico Ghion (in foto), presidente dell’Anp (Associazione Nazionale presidi) di Padova e dirigente scolastico del Iis (istituto d’istruzine superiore) Albert Einstein di Piove di Sacco. “Sul fronte dell’inclusione - dice - pur garantendo la presenza di un docente per tutti gli alunni con disabilità, gli insegnanti di ruolo nrl padovano coprono soltanto la metà del fabbisogno reale, lasciando il resto a nomine temporanee”. Ghion sollecita anche “un investimento deciso sulla riqualificazione del personale non docente, che oggi si trova a svolgere mansioni e funzioni complesse ben diverse da quelle del passato. Per quanto riguarda le supplenze, pur senza ritardi generali nell’avvio dell’anno, restano difficoltà per gli insegnanti nell’orientarsi al momento dell’arrivo nelle nuove realtà scolastiche”. Tra le sfide emergenti spicca poi l’integrazione degli studenti stranieri, da sostenere potenziando la presenza di mediatori culturali ed evitando la formazione di classi con soli alunni

territorio, risalta l’apertura del nuovo asilo nido “Nido in Fiore”(in foto), in grado di accogliere fino a 36 bambini. “In un contesto generale segnato dal calo demografico, Saonara - dice la sindaca - cerca di rispondere investendo sulla qualità, sulla sicurezza e sull’efficienza delle strutture pubbliche della propria comunità”. • Alessandro Abbadir

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stranieri. Un’altra questione riguarda l’ingresso nrlle scuole dell’intelligenza artificiale, uno strumento da governare dal punto di vista educativo nei prossimi anni. Infine, Ghion lancia un allarme chiaro sulle strutture: “l’aumento delle temperature rende indispensabile climatizzare gli interi edifici, non solo gli uffici, per evitare che gli esami di fine ciclo si svolgano in aule con oltre 30 gradi”. • (A.A.)

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PONTE SAN NICOLÒ

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L’intervento. Il progetto renderà il Parco Vita di via Volturno più inclusiva

INVESTIMENTO DI 160MILA EURO PER UN’AREA GIOCHI PIÙ SICURA I l Parco Vita di via Volturno si prepara a cambiare volto nella sua parte più frequentata dalle famiglie. La giunta ha approvato il progetto per la riqualificazione dell’area giochi, con un investimento complessivo di 160.000 euro e lavori programmati in autunno. L’intervento prevede la sostituzione della quasi totalità delle attrezzature esistenti, l’installazione di nuovi giochi e strutture inclusive, il rifacimento delle pavimentazioni antitrauma e una diversa organizzazione degli spazi. L’obiettivo è rendere l’area più sicura, accessibile e funzionale, intervenendo in uno dei luoghi maggiormente utilizzati nel tempo libero

da bambini e famiglie. Per il vicesindaco e assessore all’ambiente e al patrimonio Leonardo Volpin, la scelta del Parco Vita rappresenta anche l’avvio di una programmazione più ampia sulla rete degli spazi verdi comunali. “E’ uno dei luoghi più frequentati del territorio ed è per questo che abbiamo scelto di partire da qui”, spiega, “un parco non è semplicemente una superficie verde da mantenere, ma uno spazio pubblico da vivere. Vogliamo affiancare alla manutenzione una programmazione che guardi alla qualità e alla fruibilità dei nostri spazi”. La nuova area giochi sarà pensata in

particolare per le giovani generazioni, con un’attenzione specifica all’inclusività. “Avere luoghi belli, sicuri e nei quali incontrarsi non è un elemento secondario della qualità della vita”, aggiunge Volpin, “il gioco, lo sport, lo stare insieme e la possibilità di vivere gli spazi all’aperto contribuiscono alla crescita e alla socialità”. L’amministrazione considera quindi il progetto un primo tassello di un percorso destinato a interessare progressivamente anche altri parchi e spazi pubblici. “Vogliamo arrivare a una maggiore programmazione della riqualificazione e valorizzazione dei parchi del territorio, individuando priorità e interventi sulla base delle esigenze e delle

risorse disponibili”, conclude il vicesindaco. Sul valore dell’investimento interviene il sindaco Gabriele De Boni: “Una scelta precisa nelle priorità dell’amministrazione rappresentano queste risorse, che abbiamo deciso di destinare a un luogo utilizzato trasversalmente dalla nostra

comunità, in particolare dalle famiglie e dalle generazioni più giovani”. Approvato il progetto, adesso dovrà completarsi l’iter amministrativo per l’affidamento dell’opera. • Alessandro Cesarato

MALTEMPO, SCATTA LA PULIZIA STRAORDINARIA

I

l maltempo di fine agosto ha lasciato il segno. Precipitazioni intense, accompagnate in alcuni momenti da vento e grandine, hanno provocato la caduta di una consistente quantità di foglie e materiale vegetale. Strade, marciapiedi e spazi pubblici si sono così ritrovati ricoperti di residui, rendendo necessario un intervento aggiuntivo rispetto alle

normali attività di spazzamento. Per ripristinare più rapidamente le condizioni ordinarie il Comune, in collaborazione con AcegasApsAmga, ha organizzato un intervento straordinario di raccolta e pulizia nelle zone maggiormente interessate. Le operazioni, svolte nelle prime ore del mattino, hanno consentito agli operatori di lavorare con una presenza ridotta di

traffico e di limitare i disagi alla circolazione. “Il maltempo ha avuto un’intensità importante e una delle conseguenze più evidenti è stata la notevole quantità di foglie e materiale vegetale caduta in poco tempo” spiega il vicesindaco Leonardo Volpin, “abbiamo verificato le situazioni più significative e organizzato un intervento mirato, in aggiunta alla

normale attività di pulizia Superata la fase più critica, è importante intervenire sulle conseguenze che rimangono sul territorio, riportando progressivamente alla normalità le zone maggiormente interessate e garantendo la cura degli spazi pubblici”.

smaltimento del materiale di risulta. Gli interventi saranno eseguiti nei punti individuati come prioritari, con particolare attenzione alle zone che presentano maggiori criticità nel deflusso delle acque piovane. Le operazioni riguarderanno la rete delle acque bianche, i pozzetti e le caditoie stradali. “Abbiamo aumentato le risorse per potere intervenire con maggiore continuità sulla rete”, spiega il vicesindaco e assessore all’ambiente Leonardo Volpin, “la pulizia di condotte, pozzetti e caditoie è un’attività di manutenzione necessaria, soprattutto nei punti dove sono state riscontrate maggiori criticità”. La manutenzione della rete di

drenaggio non può da sola eliminare i problemi legati agli eventi meteorologici più intensi, che dipendono da diversi fattori. Resta però uno degli interventi necessari per mantenere efficienti le infrastrutture esistenti e ridurre, dove possibile, le situazioni di criticità. “Sono interventi che possono sembrare ordinari, ma incidono sul funzionamento della rete”, aggiunge il sindaco Gabriele De Boni, “l’incremento delle risorse ci permette di intervenire su un numero maggiore di punti rispetto allo scorso anno”.

• (A.C.)

POTENZIATA LA RETE DI DRENAGGIO

A

umentano le risorse destinate alla pulizia della rete di drenaggio delle acque meteoriche. Quest’anno il Comune ha impegnato complessivamente 23.340 euro per la pulizia di condotte, pozzetti e caditoie stradali, contro gli 11.500 euro stanziati per la stessa attività nel 2025. L’incremento è legato anche alla variazione di bilancio approvata a luglio, con la quale sono stati messi a disposizione ulteriori 15.000 euro. A inizio anno era già stato affidato un primo servizio, per 8.400 euro. Il nuovo provvedimento prevede invece un affidamento da 14.940 euro, comprendente la pulizia delle condotte e dei pozzetti e lo

Leonardo Volpin

• (A.C.)

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La raccolta riguarda gli Imballaggi, ovvero tutto ciò che serve a contenere o trasportare prodotti (es. bottiglie, flaconi, vasetti, sacchetti, piatti e bicchieri Ogni 20 minuti tutte le notizie delpolistirolo, Veneto monouso, lattine e vaschette in alluminio). aggiornate in tempo reale. Si possono conferire anche piccoli oggetti in metallo come posate, chiavi e lucchetti. NOVITÀ Da oggi è possibile conferire anche le capsule del caffè, o altre bevande, in alluminio o plastica senza doverle svuotare da eventuali residui. COME CONFERIRLI Sacchetto Utilizza un sacchetto di plastica trasparente trasparente o semitrasparente.

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La raccolta riguarda solo gli imballaggi. Gli oggetti come spazzolini, penne e altri prodotti di cancelleria, spazzole, utensili da cucina vanno nel Secco residuo.

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Gli oggetti in plastica dura come secchi, bacinelle, stendibiancheria, giochi o arredi da giardino vanno conferiti al Centro di Raccolta.

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PONTE SAN NICOLÒ

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Ex discarica. Proroga al commissario e via libera alla gara pubblica

LA CESSIONE DI RONCAJETTE SLITTA AL PROSSIMO ANNO L a chiusura definitiva del Consorzio di bacino Padova Due dovrà attendere ancora. La giunta regionale ha rinnovato l’incarico di commissario liquidatore a Luca Marchesi, direttore dell’Area ambiente e tutela del territorio, spostando il termine ultimo dal 30 giugno scorso al 30 settembre dell’anno prossimo. Il nodo resta lo stesso da mesi: la cessione dell’area dell’ex discarica di Roncajette, ultimo bene patrimoniale rimasto da liquidare. A gennaio la Regione aveva indicato una possibile soluzione transattiva per la cessione del sito, da definire entro l’estate. Quella strada, stando agli atti approvati nelle scorse settimane, non è stata percorsa fino in fondo. Nel corso di questo primo semestre sono emerse difficoltà nella corretta quantificazione del valore del bene, anche sulla base di nuova documentazione fornita dai soggetti interessati, che hanno impedito di completare l’istruttoria entro la scadenza fissata. La Regione cambia quindi impostazione. Il commissario liquidatore procederà adesso in via prioritaria alla predisposizione di un avviso di manifestazione di interesse, per poi avviare una procedura a evidenza pubblica finalizzata alla cessione dell’area al migliore offerente. Passaggio preliminare sarà l’aggiornamento della perizia di stima del 2023, necessario per fissare un valore corretto su cui basare la gara. La delibera prevede anche un’ipotesi alternativa, nel caso la procedura pubblica non dovesse concludersi: il trasferimento dei beni patrimoniali agli enti locali conferenti, in base alle rispettive norme statutarie. Un’eventualità che, se si verificasse, escluderebbe la vendita sul mercato e riporterebbe la disponibilità dell’area nell’orbita dei Comuni del bacino. Il Consorzio Padova Due è in liquidazione da oltre un decennio, gestito attraverso una lunga sequenza di incarichi commissariali succedutisi dal 2016 a oggi, nell’ambito del riordino regionale della gestione dei rifiuti urbani avviato con la legge regionale del 2012. Marchesi, che ha seguito il dossier nell’ultimo anno, ha confermato la disponibilità a proseguire l’incarico, svolto anche stavolta a titolo gratuito e senza oneri per il bilancio regionale. Per lo svolgimento delle attività amministrative, il commissario continua inoltre ad avvalersi del supporto logistico e

Quattro defibrillatori per salvare vite

operativo messo a disposizione dai Consigli di bacino Padova Centro e Brenta per i rifiuti. Ad occuparsi della materia, dopo la riorganizzazione delle strutture regionali legata all’avvio della nuova legislatura, è la Direzione acque, rifiuti e bonifiche, incardinata nell’Area ambiente e tutela del territorio. Non è chiaro, dagli atti, se l’ipotesi di soluzione negoziata prospettata a inizio anno sia stata definitivamente accantonata o resti sullo sfondo qualora la procedura pubblica non vada a buon fine. • Alessandro Cesarato

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siamo presenti con oltre 30 sedi sul territorio provinciale.

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uattro defibrillatori automatici esterni (Dae) sono oggi disponibili sul territorio comunale, in punti facilmente accessibili alla cittadinanza. Si trovano in piazza Giovanni Paolo II e piazzale Lucia Guarnieri a Roncaglia, al Parco Vita di Ponte San Nicolò e in piazza Suor Geminiana a Roncajette. I dispositivi sono stati installati grazie alla collaborazione e al contributo di associazioni, aziende e realtà locali. Una presenza che può rivelarsi decisiva in caso di arresto cardiaco, quando la tempestività dell’intervento è fondamentale. “Un defibrillatore non è soltanto un dispositivo, ma uno strumento che può consentire a una persona di intervenire nei minuti più importanti, in attesa dei soccorsi”, sottolinea il sindaco Gabriele De Boni, “ringraziamo quindi le associazioni, le aziende e tutti coloro che hanno contribuito a costruire questa rete, che vogliamo continuare ad ampliare”. In caso di emergenza è necessario chiamare il 118 o il 112, seguendo le indicazioni degli operatori. Il Dae fornisce inoltre istruzioni vocali per guidare l’utilizzatore durante l’intervento. L’amministrazione comunale ha infatti in programma nuove installazioni, con l’obiettivo di rendere la rete dei defibrillatori sempre più capillare e coprire progressivamente le diverse zone del territorio. Conoscere dove si trovano i Dae può essere importante perché in caso di emergenza, pochi minuti possono fare la differenza. • (A.C.)


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NOVENTA PADOVANA

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La giornata. Musica e testimonianze nell’area verde del Centro Civico Brugnolo

VENTIQUATTRO ASSOCIAZIONI INSIEME PER LA FESTA DEL VOLONTARIATO V entiquattro associazioni del territorio, una giornata intera di attività e un tema che quell’anno aveva racchiuso il senso profondo del fare volontariato: solidarietà e fraternità. La 24esima edizione della Festa del Volontariato di Noventa Padovana si è svolta nell’area verde di fronte al Centro Civico Brugnolo. A organizzare l’evento è stato il gruppo associazioni, con capofila Volontari Insieme, in collaborazione con l’amministrazione comunale e la Consulta delle associazioni. La mattinata si è aperta con la Camminata della Fraternità, curata dall’associazione Genitori ICG Santini, e è proseguita con un momento di riflessione legato agli

800 anni di San Francesco, oltre alla realizzazione collettiva di un murales dedicato al tema della fraternità. Il pomeriggio ha alternato proposte per i più piccoli – letture, laboratori creativi e trucca bimbi – a momenti musicali e di gioco condiviso, fino alla testimonianza di un medico impegnato in servizio a Gaza, curata da La Casa della Vita. Non è mancato il saluto istituzionale dell’amministrazione comunale, nel primo pomeriggio, e un brindisi conclusivo dedicato all’apertura del nuovo anno sociale. Per tutta la giornata sono inoltre rimasti attivi gli stand delle associazioni, un punto ristoro curato dal circolo NOI di

Noventana, un mercatino solidale e alcune dimostrazioni pratiche, tra cui trattamenti nel verde, ginnastiche della salute e arti marziali cinesi. “Questa festa – ha dichiarato il sindaco Marcello Bano – è stata ormai una stabile e bellissima tradizione per Noventa: l’occasione per dire grazie alle tante associazioni che ogni giorno hanno contribuito alla vita della nostra comunità. A volte abbiamo visto il risultato del loro lavoro, ma non tutto quello che c’è stato dietro: le riunioni, l’organizzazione, le ore dedicate agli altri, la disponibilità a esserci quando è servito. Gran parte di questo impegno è avvenuto lontano dai riflettori e troppo

spesso è stato dato per scontato. Le nostre associazioni si sono occupate di sport, cultura, assistenza, ambiente, giovani, anziani, protezione civile, tradizioni e tante altre attività. Ognuna

ha avuto la propria storia, le proprie persone e le proprie caratteristiche, e guai se non fosse stato così: come ho ripetuto spesso, le differenze sono state la nostra ricchezza più grande. Come amministrazione comunale abbiamo avuto il dovere di accompagnare questo patrimonio, mettendo le associazioni nelle condizioni di lavorare, ascoltandone le esigenze e favorendo la collaborazione tra realtà diverse. La vita di una comunità è passata anche dalla capacità di stare insieme e costruire occasioni di partecipazione per tutte e tutti”. • Nadia Zorzan

Il saluto alla comandante Stefania Riscolo

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n saluto carico di emozione e riconoscenza quello che si è svolto qualche settimana fa nella sede del Comando Provinciale dei Carabinieri di Padova. Protagonista dell’incontro è stata il Maggiore Stefania Riscolo, comandante della Compagnia di Padova, ormai prossima a lasciare il territorio per assumere un nuovo incarico a Roma, alla Scuola Ufficiali dei Carabinieri. Per l’occasione l’ufficiale ha voluto incontrare i sindaci dei Comuni che rientrano nella

giurisdizione della Compagnia, in un appuntamento che ha rappresentato soprattutto un momento di confronto e di ringraziamento dopo il lavoro svolto sul territorio. Erano presenti, accompagnati dai rispettivi comandanti di Stazione, i primi cittadini di Noventa Padovana, Vigonza, Villanova di Camposampiero, Cadoneghe, Limena, Villafranca Padovana, Selvazzano Dentro, Saccolongo, Mestrino, Campodoro, Veggiano e Vigodarzere. Dodici amministrazioni riunite per rivolgere alla

comandante un saluto prima del trasferimento e per riconoscere il lavoro portato avanti durante il periodo alla guida della Compagnia di Padova. Nel corso dell’incontro non sono mancati gli auguri per il nuovo incarico e i ringraziamenti per l’attività svolta al servizio delle comunità locali. Un passaggio professionale importante per il Maggiore Riscolo, che a breve inizierà una nuova esperienza nella capitale, all’interno della Scuola Ufficiali. Il momento conclusivo è stato

affidato a un brindisi, che ha voluto suggellare simbolicamente il legame costruito tra l’Arma dei Carabinieri e le amministrazioni del territorio. La presenza dei sindaci, in rappresentanza delle rispettive comunità, ha dato all’appuntamento un significato che va oltre il semplice saluto istituzionale. Per Stefania Riscolo si apre ora una nuova pagina professionale a Roma. • (R.P.)

Il Gemellaggio va a gonfie vele

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ualche settimana fa una nutrita delegazione del comune di Noventa Padovana, guidata dal sindaco Marcello Bano e dall’assessore Davide Iafelice, ha partecipato alla “Festa do Pulpo” di O’ Carballino, in Galizia. Nel 2024 i due paesi hanno stretto un gemellaggio nel nome del folpo (o “pulpo”, come chiamato nella località spagnola), al quale sono dedicate le rispettive fiere annuali. Grazie a un finanziamento europeo, quest’anno la presenza

di Noventa è stata particolarmente numerosa e ha visto la partecipazione di una rappresentanza della Confraternita del Folpo, attiva da anni per promuovere il prodotto tipico e la sua ricetta in Italia e in Europa, sotto la guida del “gran maestro” Cristian Bisato. “Dentro ogni piatto di folpo ci sono l’impegno e le tradizioni di una comunità – ha dichiarato Bano nel suo intervento istituzionale – è qualcosa che a Noventa conosciamo molto bene ed è il motivo

per cui ci sentiamo così vicini a Carballiño. Non perché il nostro “folpo” e il vostro “pulpo” siano la stessa cosa, ma anzi proprio perché non lo sono.

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Le differenze raccontano una storia. Il vostro “pulpo” parla della Galizia, il nostro “folpo” parla del Veneto. Hanno nomi diversi, sapori diversi, ricette diverse. E il bello è proprio questo, perché è la nostra diversità che ci fa venir voglia di incontrarci, conoscerci, diventare amici e imparare gli uni dagli altri”. • (N.Z.)

In collaborazione con:

Provincia di Padova

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VIGONZA

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La manifestazione. Tornei, esibizioni paralimpiche e la scherma in carrozzina

SPORT PER FAMIGLIE E INCLUSIONE, ANCHE IL SINDACO SCENDE IN CAMPO U na giornata di spor t , partecipazione, famiglie e soprattutto inclusione. Grande successo a settembre per “Vigonza a Tutto Sport”, la manifestazione organizzata dal comune di Vigonza che ha animato gli impianti sportivi di viale degli Alpini, trasformandoli per un’intera giornata in una vera e propria cittadella dello sport. Dalla mattina fino al tardo pomeriggio, associazioni sportive, giovani atleti, famiglie e cittadini hanno riempito gli impianti partecipando a tornei, esibizioni e attività pratiche. Un’occasione per conoscere e provare diverse discipline, ma soprattutto per mettere al centro il grande patrimonio rappresentato dalle società sportive del territorio, dai loro dirigenti, dagli allenatori e dai tanti volontari che ogni giorno dedicano tempo ed energie alla crescita dei più giovani. Uno degli elementi caratterizzanti dell’edizione 2026 è stato il forte spazio dedicato allo sport paralimpico e all’inclusione, con l’obiettivo di far

vivere concretamente il principio di uno sport accessibile a tutti. Tra i momenti più significativi della giornata anche la partecipazione della squadra Diversabili della Vigontina San Paolo, protagonista di una partita nell’arcostruttura e testimonianza concreta di come lo sport possa diventare uno straordinario strumento di integrazione, autonomia e partecipazione. A mettersi direttamente alla prova è stato anche il sindaco di Vigonza Gianmaria Boscaro, che durante la manifestazione ha voluto provare personalmente la scherma in carrozzina, confrontandosi con una disciplina paralimpica e sperimentandone in prima persona tecnica e difficoltà. “È stata una bellissima giornata e vedere i nostri impianti pieni di ragazzi, famiglie e associazioni è il risultato più importante – dichiara il sindaco Gianmaria Boscaro –. Vigonza può contare su un tessuto sportivo straordinario, fatto non soltanto di atleti e risultati, ma di

centinaia di persone che durante tutto l’anno dedicano il proprio tempo alla formazione dei nostri ragazzi. “Vigonza a Tutto Sport” vuole essere innanzitutto la loro festa e un grande momento di comunità”. Particolare soddisfazione è stata espressa per la componente inclusiva della manifestazione. La giornata ha offerto numerosi momenti dedicati allo sport e al benessere. Oltre ai tornei e alle esibizioni, nel pomeriggio si è svolto l’incontro “Benessere in movimento: alimentazione per lo sport e l’attività fisica” con il dietista Alberto Gaudenzio, seguito dalle premiazioni degli atleti protagonisti dei tornei. Per tutta la manifestazione è stato inoltre presente il punto ristoro del Gruppo Alpini Vigonza. “Il successo della manifestazione nasce da un grande lavoro di squadra – sottolinea il vicesindaco e assessore allo sport Damiano Gottardello –. Le nostre associazioni rappresentano un patrimonio enorme per Vigonza: avvicinano bambini e ragazzi allo

sport, insegnano loro il rispetto delle regole, il sacrificio, la capacità di stare insieme e di fare squadra. Vedere tante discipline e tante realtà riunite nello stesso luogo è stata la dimostrazione della vitalità del nostro movimento sportivo”. Un ruolo importante nell’organizzazione e, in

particolare, nella costruzione della componente dedicata all’inclusione è stato svolto anche dall’assessore alla cultura e alla disabilità Rossella Cappotto, insieme alle realtà coinvolte nella giornata. • Manuel Glauco Matetich

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VIGONZA

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Sicurezza. Accanto alle 94 telecamere e ai lettori targhe è operativa una nuova centrale

VIDEOSORVEGLIANZA, IL COMUNE ACCELERA: NUOVE TELECAMERE IN TUTTE LE FRAZIONI S ono 94 gli occhi elettronici già attivi sul territorio, oltre a una nuova centrale operativa presso il Comando di Polizia Locale e altri 500 mila euro programmati per estendere ulteriormente la rete. Prosegue il piano dell’amministrazione comunale di Vigonza per rafforzare la sicurezza urbana attraverso un sistema di videosorveglianza sempre più ca-

pillare, moderno e tecnologicamente avanzato. Il percorso è iniziato nel 2023, quando l’amministrazione ha deciso di intervenire su una dotazione ancora limitata e in parte non funzionante. Da allora è stato avviato un progressivo lavoro di ripristino, ammodernamento e ampliamento della rete, che ha portato Vigonza a raggiungere oggi 94 telecamere, alle quali si aggiungono i

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sistemi di lettura targhe collocati nei punti strategici della viabilità comunale. Un investimento che non riguarda soltanto il numero delle telecamere. Parallelamente all’estensione della rete, infatti, è stata realizzata presso il comando di polizia locale la nuova centrale operativa, che rappresenta il cuore tecnologico del sistema e consente agli agenti una gestione più moderna ed efficace delle immagini provenienti dai diversi punti del territorio. La nuova struttura permette di valorizzare maggiormente le informazioni raccolte dalle telecamere e costituisce uno strumento importante non soltanto per l’attività quotidiana della polizia locale, ma anche per la collaborazione con carabinieri e altre forze dell’ordine, in particolare quando le immagini possono risultare utili per ricostruire episodi avvenuti sul territorio, individuare veicoli o supportare attività investigative. Il percorso di potenziamento, però, non si conclude con gli interventi già realizzati. La Giunta comunale ha infatti approvato un nuovo progetto da 500 mila euro, con un cofinanziamento previsto di 250 mila

euro da parte del ministero dell’interno, destinato a compiere un ulteriore salto di qualità. Il progetto prevede sia l’installazione di nuovi impianti di videosorveglianza in tutte le frazioni e località del Comune, da Codivernarolo a San Vito*, sia il potenziamento dei server e dell’infrastruttura centralizzata necessaria a sostenere una rete sempre più estesa. L’obiettivo è aumentare progressivamente la copertura dei punti sensibili, delle principali vie di accesso e uscita, delle aree pubbliche e dei luoghi maggiormente frequentati. “Quando ci siamo insediati abbiamo trovato poche telecamere e una rete che aveva bisogno di essere profondamente aggiornata. Dal 2023 abbiamo scelto di cambiare passo – ha dichiarato il sindaco Gianmaria Boscaro –. Oggi possiamo contare su 94 occhi elettronici sulla città e soprattutto su una nuova centrale operativa che permette alla nostra Polizia Locale di utilizzare in maniera molto più efficace questa tecnologia. È un percorso costruito passo dopo passo e con investimenti concreti”. “Ora vogliamo fare un ulteriore salto in avanti. – prosegue Boscaro –

Abbiamo approvato un progetto da mezzo milione di euro, con 250mila euro di cofinanziamento del Ministero dell’Interno, che consentirà di estendere ulteriormente il sistema. Abbiamo previsto nuovi impianti in tutte le frazioni e località, da Codivernarolo a San Vito, perché il tema della sicurezza deve riguardare l’intero territorio comunale, senza zone di serie A e zone di serie B”. • Manuel Glauco Matetich

La ventisettenne Ilaria ridà vita a uno spazio chiuso

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na giovane di 27 anni sceglie di investire nel proprio paese e restituisce vita a uno spazio rimasto a lungo chiuso. Il Sindaco Boscaro: “Un segnale positivo di intraprendenza e fiducia nel territorio”. Nuova attività a Perarolo di Vigonza, dove ha aperto le porte “Happy Island”, centro estetico e benessere nato dall’iniziativa di Ilaria, 27 anni, giovane del paese, che ha deciso di mettersi in gioco trasformando in una nuova attività uno spazio che da tempo era rimasto chiuso. All’inaugurazione ha partecipato anche il Sindaco di Vigonza Gianmaria Boscaro, che ha voluto portare personalmente il saluto e gli auguri dell’Amministrazione comunale alla giovane imprenditrice. “Quest’anno ho deciso di mettermi in gioco e di farlo proprio nel mio paese – racconta Ilaria – dando vita a un luogo che molti di noi hanno sempre visto chiuso. Happy Island rappresenta per me un grande traguardo e un progetto nel quale ho voluto mettere passione, impegno e la mia idea di bellezza e benessere”. “Fa particolarmente piacere vedere una ragazza di 27 anni scegliere di

investire e costruire il proprio futuro proprio nella comunità in cui è cresciuta – dichiara il Sindaco Gianmaria Boscaro –. Ogni nuova attività che apre è una buona notizia, ma lo è ancora di più quando permette di riaccendere uno spazio rimasto inutilizzato e di offrire un nuovo servizio alla frazione. Dietro un’apertura come questa ci sono coraggio, sacrifici e tanta voglia di fare. A Ilaria va quindi il mio più sincero in bocca al lupo per questa

nuova avventura”. “L’apertura di una nuova attività rappresenta sempre un valore per il territorio, soprattutto quando a investire è una giovane del posto – aggiunge l’Assessore alle attività produttive e Vicesindaco Damiano Gottardello –. Happy Island contribuisce a rendere più vivo il tessuto commerciale di Perarolo, recuperando uno spazio rimasto chiuso e offrendo ai cittadini nuovi servizi dedicati alla cura e al benessere della persona. Come Amministrazione comunale siamo lieti di sostenere e valorizzare chi sceglie di fare impresa nel nostro territorio, creando opportunità e rafforzando il senso di comunità. A Ilaria rivolgo i miei migliori auguri per un’attività ricca di soddisfazioni e di successo”. L’apertura di Happy Island rappresenta così un nuovo piccolo ma significativo tassello per il tessuto commerciale e dei servizi di Perarolo, con una giovane imprenditrice che ha scelto di scommettere sul proprio territorio. • (M.G.M.)


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SAONARA

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Il servizio. I bambini potranno essere accolti prima dell’inizio delle lezioni e anche nel pomeriggio

Pre e post scuola per aiutare Il dolore della comunità per la scomparsa di Andrea famiglie e lavoratori

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orna il servizio di pre e post scuola per gli alunni della primaria. Accoglienza dalle 7.30 e attività pomeridiane fino alle 18: diverse le formule a disposizione dei genitori. A scuola prima, e a scuola anche dopo l’ultima campanella. A Saonara torna il servizio di pre e post scuola, una soluzione pensata soprattutto per quelle famiglie che devono incastrare gli orari dei figli con quelli del lavoro. Per l’anno scolastico 2026/2027 il servizio sarà nuovamente curato dall’associazione Adagio APS, con il sostegno dell’amministrazione comunale. Il prescuola consente di affidare i bambini già dalle 7.30, fino alle 8.15, quando iniziano le lezioni. L’accoglienza viene organizzata nelle palestre delle scuole primarie di Saonara e Villatora, permettendo così ai genitori di anticipare l’ingresso a scuola senza dover modificare i propri impegni lavorativi. Anche per il pomeriggio è prevista un’accoglienza prolungata. Il post scuola si svolge alla primaria di Villatora al termine delle lezioni e accompagna i bambini fino alle 18, con la possibilità per le famiglie di scegliere la formula più adatta in base ai giorni e alle ore di frequenza. Per il prescuola la quota è di 125 euro da settembre a dicembre, 105 euro da gennaio a marzo e 70 euro da aprile a giugno. Per chi effettua il pagamento anticipato entro il 2 novembre è prevista una tariffa complessiva ridotta a 250 euro.

A Più articolata la proposta per il post scuola, con costi differenti in base alla frequenza: si parte da 56 euro per due giorni alla settimana. Sono inoltre previste riduzioni in alcuni periodi dell’anno e uno sconto del 10 per cento per il secondo fratello. Un servizio che, dietro a orari e tariffe, risponde a un’esigenza molto concreta: per molte famiglie l’organizzazione della giornata non finisce con il suono della campanella. Avere un punto di riferimento per i bambini nelle prime ore del mattino e nel pomeriggio permette infatti di affrontare con maggiore serenità gli impegni di lavoro, senza dover ricorrere ogni giorno a soluzioni alternative. Le informazioni su iscrizioni, modalità di partecipazione, orari e costi sono disponibili attraverso il Comune di Saonara. • Manuel Glauco Matetich

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“Ci siamo conosciuti in un viaggio pieno di spensieratezza: l’Erasmus, con i suoi inizi nuovi, le sue promesse e quella capacità unica di far incontrare persone che, altrimenti, non si sarebbero mai incrociate. È così che abbiamo avuto la fortuna di incontrarti proprio in uno dei capitoli più belli e leggeri della nostra storia, e se quel periodo è stato così, lo è anche grazie alla tua presenza. E forse una parte di noi sarà sempre lì, a Heraklion: giovani e spensierati come la prima volta, con la sensazione che tutto debba ancora cominciare. Per questo ti vogliamo ringraziare e salutare immaginandoti ancora in volo, non quello che abbiamo preso insieme, ma uno più grande, che ti porta lontano, in pace e in serenità, a guardare il mondo dall’alto. Grazie, Andrea, per aver fatto parte delle nostre vite. Buon viaggio. Dai tuoi amici dell’Erasmus.“ • (R.P.)

L’ANELLO CICLABILE DEI COLLI EUGANEI Il percorso cicloturistico per conoscere e riscoprire il paesaggio, la storia e la natura delle colline padovane

L’Anello Ciclabile dei Colli Euganei attraversa un territorio ricco di paesaggi, storia e tradizioni da scoprire con il ritmo lento della bicicletta. I suoi 63 chilometri possono essere percorsi in un’unica volta oppure suddivisi in più tappe, scegliendo di volta in volta quanto fermarsi e cosa visitare. Il percorso si snoda a pochi chilometri dalle città d’arte e dalle località termali. Lungo il tragitto si incontrano borghi e piccoli centri storici, ville venete, aree naturali e importanti siti storici. È un viaggio attraverso un territorio dove storia e natura convivono. Una parte significativa dell’anello si sviluppa all’interno del Parco Regionale dei Colli Euganei, in un paesaggio caratterizzato da particolari conformazioni geologiche e patrimonio MAB Unesco Riserva della Biosfera. La bicicletta diventa così il filo conduttore di un modo semplice e piacevole di esplorare il territorio. ASCOLTACI SU itinerari di Per facilitare la conoscenza del territorio e la scelta degli WWW.VENETO24.IT è disponibile il sito dedicato https://www.cicloculturando.it/ Ascoltaci in tutto il Veneto in viaggio, auto sul SUL TUO PC O ALEXA (accessibile anche dal sito istituzionale www.provincia.padova.it). Nel sito istituzionale è inoltre disponibile la sezione https://www.provincia.padova.it/padova-natura-e-cultura dedicata a questo e altri itinerari ciclabili presenti nel territorio provinciale e alla descrizione di alcuni punti d’interesse.

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veva solo 22 anni Andrea Mamaliga, il giovane di Saonara morto tragicamente sulle Piccole Dolomiti, durante un’escursione. Una notizia che ha profondamente colpito la comunità, che si è stretta attorno alla famiglia in un momento di dolore difficile da esprimere a parole. Andrea era partito da casa per trascorrere alcune ore in montagna e affrontare la Ferrata del Vajo Scuro, nelle montagne vicentine. L’auto era stata trovata nei pressi del rifugio Battisti. Quando il telefono del giovane ha smesso di rispondere, la preoccupazione della famiglia è rapidamente cresciuta. Le ricerche sono state avviate dalle squadre del Soccorso alpino, alle quali si sono successivamente affiancati i soccorritori della Guardia di finanza. Sono stati impiegati anche un elicottero e strumenti tecnologici per cercare eventuali segnali del telefono. La svolta è arrivata dopo il ritrovamento, da parte di un escursionista, di alcuni oggetti lungo il percorso della ferrata. Informati delle ricerche in corso, i soccorritori hanno concentrato le operazioni nella parte iniziale del Vajo Scuro. Grazie anche all’impiego di un drone, è stato infine individuato

il corpo senza vita del giovane. A Saonara, intanto, resta il dolore per una vita spezzata troppo presto. L’Amministrazione comunale e l’intera comunità hanno espresso vicinanza alla famiglia Mamaliga, ai parenti e agli amici di Andrea, ricordando il giovane con affetto e partecipando al lutto. Di fronte a una perdita così prematura, le parole lasciano spazio al silenzio, alla vicinanza e al ricordo. Un abbraccio collettivo che accompagna la famiglia in queste giornate di profonda sofferenza. Ora una dedica da parte del suo gruppo dell’Erasmus:


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Leah con sua mamma Shanitah, Uganda.

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Leah può tornare a vedere, anche grazie al tuo testamento. Per migliaia di bambini, una cura è possibile, ma resta solo un’attesa. Leah è cieca a causa della cataratta e un intervento può restituirle la vista. Per operarla, però, serve una sala operatoria che oggi non c’è. Con una donazione nel tuo testamento a CBM Italia puoi contribuire a costruire gli spazi, fornire le attrezzature e creare le condizioni necessarie per rendere possibile l’intervento. Il tuo gesto può trasformare un’attesa in una cura concreta, e restituire la vista a tanti bambini come Leah nei Paesi del Sud del mondo.

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cbmitalia.org

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TERRITORIO

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L’elezione. E’ il più giovane presidente di provincia d’Italia, 35 anni, sindaco di San Giorgio delle Periche al secondo mandato

CANELLA NUOVO PRESIDENTE DELLA PROVINCIA: “IN PRIMO PIANO SCUOLE SUPERIORI E VIABILITÀ” Con un bilancio di oltre 200 milioni di euro l’ente gestisce settori strategici della pubblica amministrazione: “La sfida sarà tradurre questa funzione in risposte concrete”

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aniele Canella è il nuovo presidente della Provincia di Padova. Trentacinque anni, sindaco di San Giorgio delle Pertiche al secondo mandato, è il più giovane a ricoprire l’incarico nella storia dell’ente padovano e il più giovane presidente di Provincia d’Italia. Candidato unico, sostenuto da diverse componenti politiche del territorio, arriva alla guida dell’amministrazione dopo quattro anni da vicepresidente, gli ultimi due con funzioni di vicario. “È una grande responsabilità: saper essere il presidente di tutti e interpretare le aspettative degli amministratori e dei sindaci del Padovano”, commenta il neopresidente. Il primo passaggio

sarà l’assegnazione delle deleghe ai consiglieri provinciali, per definire la squadra e avviare il mandato. Al centro del lavoro ci saranno le scuole superiori e la viabilità, due ambiti che incidono direttamente sulla vita quotidiana di studenti, famiglie e pendolari. Da oltre un decennio la Provincia ha visto ridursi competenze, risorse e personale, ma conserva un ruolo decisivo nella gestione di un territorio composto da 101 Comuni, con caratteristiche e necessità spesso differenti. “Parliamo di un ente con un bilancio di oltre 200 milioni di euro, che gestisce settori strategici della pubblica amministrazione: più di 1.300 chilometri di strade, oltre

mille ponti e gli edifici delle scuole superiori — sottolinea Canella —. Ho maturato questa esperienza direttamente sul campo e credo che durante il mandato sarà importante far comprendere ai cittadini quanto conti ancora il ruolo delle Province, fondamentali nel raccordo tra il territorio, la Regione e lo Stato”. La sfida sarà tradurre questa funzione in risposte concrete, individuando le priorità e tenendo insieme le richieste dei diversi territori. Per Canella il passaggio alla presidenza avviene nel segno della continuità amministrativa, dopo un’esperienza che lo ha portato a seguire numerosi settori dell’ente. Il suo percorso amministrativo si è consolidato a San Giorgio delle Pertiche: eletto sindaco nel 2019 con il 61,8 per cento dei consensi, è stato riconfermato nel 2024 con il 77,3 per cento. Dal 2020 presiede il Collegio degli assessori al Turismo della Federazione dei Comuni del

Il neo presidente della Provincia di Padova Daniele Canella

Camposampierese. Vicepresidente dal 2022, nella consiliatura 2024-2026 ha avuto le deleghe alla pianificazione territoriale e all’urbanistica, al personale e al patrimonio, alle società partecipate, ai contratti e alle gare. Tra le sue responsabilità anche il coordinamento dei progetti Pnrr, i rapporti

con l’Unione delle Province italiane e le riforme istituzionali. Un lavoro che ora proseguirà dalla presidenza, con il compito di trasformare il consenso raccolto attorno alla sua candidatura in un programma condiviso. • Sara Busato

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LA CITTÀ CHE CAMBIA

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Mobilità. In queste settimane l’attenzione si sposta sul completamento della linea Stazione - Voltabarozzo

TRAM, I LAVORI PROCEDONO SU PIÙ FRONTI ENTRO L’AUTUNNO SIR3 IN PRE-ESERCIZIO Avanza anche il cantiere del Sir2 con la posa della passerella sopra via Friburgo e le altre opere

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l tram torna a scandire le giornate di studenti e pendolari, mentre i cantieri delle nuove linee cambiano strade, percorsi ciclabili e reti sotterranee. A Padova la ripartenza del Sir1, dal 10 settembre in coincidenza con il rientro a scuola, ha segnato una tappa del riassetto della mobilità cittadina. Dopo lo stop estivo, l’attenzione si sposta sul completamento del Sir3, che collegherà la stazione a Voltabarozzo, e sulle opere che accompagnano il Sir2: tra queste, la passerella destinata a portare pedoni e biciclette sopra via Friburgo e la ferrovia per l’Interporto. La sospensione del servizio tra luglio e agosto è servita ad adeguare piazzale Stazione al sistema Smart, la futura rete integrata del tram. Durante i

polinea, servendo quartieri residenziali, scuole, parchi e le aree ospedaliere. Il passaggio successivo sarà quello delle verifiche tecniche, necessarie ad accertare la corretta esecuzione delle opere. Il programma indicato prevede in autunno l’avvio del pre-esercizio, la fase

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due mesi di lavori è stata completata la linea aerea di contatto, che alimenta i convogli, sono state realizzate due nuove fermate funzionali al nuovo assetto e installati due scambi. L’ultima fase del cantiere ha riguardato asfaltature e finiture. Prima della riattivazione, la commissione ministeriale ha effettuato un sopralluogo, indicando alcune prescrizioni da rispettare. Con la nuova configurazione, il tram percorre l’intero anello della stazione senza la necessità di fermarsi per alzare o abbassare il pantografo. Sul fronte del Sir3, la linea è ormai vicina al completamento. Le lavorazioni riguardano gli impianti semaforici e di alimentazione, ma anche le sistemazioni lungo il tracciato: asfalti, marciapiedi e nuove rotatorie, come quella di via Gattamelata. Il collegamento tra Voltabarozzo e la stazione si svilupperà per circa 5,5 chilometri, con undici fermate più il ca-

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che precede il servizio con i passeggeri: un passaggio distinto dall’apertura al pubblico. A est della città, intanto, prende forma uno degli interventi più visibili legati al Sir2. In agosto è iniziata la posa della passerella ciclopedonale lungo il lato nord di via Venezia e via San Marco, parallela al cavalcavia. Lunga complessivamente circa 150 metri, consentirà di superare via Friburgo e i binari diretti all’Interporto attraverso un percorso protetto. L’obiettivo è assicurare continuità alla pista ciclabile che affianca il tracciato tranviario, con una soluzione analoga a quella prevista accanto al cavalcavia di via Chiesanuova. La struttura comprende due rampe di accesso e quattro campate in quota, costruite con elementi prefabbricati in acciaio di lunghezza variabile tra 28 e 40 metri. Le prime operazioni hanno interessato la campata sopra la ferrovia e quella sul lato verso Padova, con il coordinamento dei tecnici di Rfi. Il programma dei lavori prevede poi il completamento delle rampe di raccordo con la ciclabile a terra, la posa delle pavimentazioni e i collaudi necessari prima dell’utilizzo. Una parte consistente della trasformazione resta invece sotto l’asfalto. I cantieri hanno permesso al Comune e ad AcegasApsAmga di intervenire sulle reti idriche e fognarie: venti chilometri di nuove condotte, circa cinquecento allacci e un investimento di 14 milioni di euro. Secondo i dati diffusi, gli interventi hanno consentito di ridurre le perdite idriche di 700 mila metri cubi nell’arco di pochi anni, una quantità paragonata al consumo annuo di una città di diecimila abitanti. Le opere hanno coinvolto anche gas e fibra ottica, insieme alla posa di cavidotti destinati a ospitare servizi futuri senza dover riaprire le strade. Un rinnovo che amplia la portata dei lavori oltre il trasporto pubblico e lascia alla città infrastrutture destinate a durare anche dopo la chiusura dei cantieri. La sfida sarà collegare questi interventi in un sistema capace di rendere più semplici gli spostamenti quotidiani, dall’accesso alle fermate ai tragitti a piedi e in bicicletta tra i quartieri.


TERRITORIO

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Sicurezza idraulica. L’assessore Elisa Venturini illustra la strategia della Regione per far fronte all’emergenza

DIFESA DEL TERRITORIO E GESTIONE DELLA SICCITÀ: MANUTENZIONE DEI CANALI E SERVIZI ESSENZIALI L ’estate 2026 passerà agli archivi come quella del caldo record. Un’ondata di calore straordinaria, accompagnata da una prolungata assenza di precipitazioni, ha messo a dura prova il sistema idrico regionale, portando alla luce la vulnerabilità di una risorsa che troppo spesso si tende a dare per scontata. Per far fronte a questa complessa emergenza, la Regione del Veneto ha scelto di superare la logica puramente reattiva, puntando su una strategia strutturata che unisce la prevenzione costante, la manutenzione capillare del territorio e una rigida gerarchia nella gestione dei flussi idrici. “L’acqua è un bene prezioso che dobbiamo imparare a tutelare con lungimiranza — spiega l’assessore regionale all’Ambiente e al Clima, Elisa Venturini —. La drastica riduzione delle scorte idriche e nevose in montagna ci ha costretti ad affrontare momenti di grande complessità, imponendoci scelte dolorose, come la limitazione

temporanea dell’uso irriguo per salvaguardare i bisogni primari della collettività”. Per evitare che la crisi climatica si trasformi in una paralisi sistemica, la Regione del Veneto ha cercato di intervenire nei punti più critici. L’obiettivo primario di questi interventi è duplice: da un lato, favorire il corretto deflusso delle acque interne per evitare i ristagni; dall’altro, rimuovere tempestivamente gli ostacoli e gli accumuli di rifiuti che rallentano la corrente, aumentando i rischi igienico-sanitari. Un impegno concreto che trova riscontro nei cantieri e nelle verifiche tecniche condotte nei nodi cruciali del territorio. Tra gli interventi di maggior rilievo spiccano la pulizia della chiusa di San Massimo e i lavori mirati nei canali della zona di Battaglia, affiancati dal sopralluogo congiunto effettuato dall’assessore Venturini insieme all’assessore comunale Antonio Bressa al Ponte dei Cavai, nel cuore di Padova. Questi ed

Elisa Venturini e Antonio Bressa al Ponte dei Cavai

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Operazioni di pulizia nella zona del Bassanello

altri interventi dimostrano come la sinergia istituzionale tra Regione, amministrazioni locali, geni civili e consorzi di bonifica rappresenti l’arma vincente per coordinare in tempo reale le azioni correttive sia nei contesti urbani che in quelli rurali. Dietro a questa macchina operativa si muove una precisa scala di priorità stabilita per legge. La salvaguardia dell’acqua potabile, della salute pubblica e la tutela igienico-sanitaria rimangono il primo e insindacabile traguardo da raggiungere attraverso il controllo costante del reticolo idrografico. Un esempio emblematico in questo senso è rappresentato dal nodo idraulico di Padova. Tra le attività garantite dalla disponibilità di acqua c’è un flusso costante che è vitale per il raffreddamento dell’inceneritore: un’interruzione del servizio comprometterebbe la ricezione dei rifiuti, innescando a catena gravi disagi urbani. Subito dopo, l’attenzione si sposta

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sulla garanzia dei servizi pubblici essenziali e delle infrastrutture strategiche. Dopo aver messo in sicurezza la salute dei cittadini e la continuità dei servizi strategici, la programmazione regionale si rivolge al comparto agricolo, tutelando la fondamentale funzione irrigua a supporto dell’economia locale, per poi estendere la gestione a tutte le restanti esigenze della comunità e in questo pensiamo a tutta l’attività economico-turistica. Affrontare le estati roventi del futuro richiede dunque un cambio di passo definitivo, che coniughi la manutenzione straordinaria del territorio con una pianificazione rigorosa tenendo conto che le risorse disponibili non sono illimitate. È questa la chiave di volta con cui il Veneto punta a rafforzare la propria resilienza di fronte ai cambiamenti climatici, proteggendo al tempo stesso l’ambiente, il tessuto produttivo e la sicurezza di tutti i cittadini.

“E’ necessario un cambio di paradigma – dice ancora Elisa Venturini – Per far fronte alla crisi di quest’estate abbiamo convocato una task force coinvolgendo anche l’università, ci siamo trovati attorno ad un tavolo con tutti gli operatori del settore perché questa è una partita decisiva in cui nessuno può pensare di muoversi in maniera autonoma. E’ necessario lavorare per creare una nuova consapevolezza, nuove prassi e tecnologie ed una nuova cultura per risparmiare l’acqua: dal passaggio a sistemi di irrigazione ‘a goccia’ anziché ‘a scorrimento’ per ottimizzare l’uso dell’acqua ad una coscienza diffusa nei cittadini che con piccoli accorgimenti possono dare un grande aiuto. Per questo è impensabile spostare la discussione sull’acqua alla prossima estate: già in autunno dovremo lavorare alla nuova strategia e dovremo farlo su piani diversi, partendo dalle istituzioni e coinvolgendo aziende e cittadini”.

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L’arte della beffa

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Segue da pag. 1

La “Stefanildo” e il patto dell’acciuga: nuovo laboratorio Veneto?

T

uttavia, questo asse non è esente da scossoni. Ampie fasce della maggioranza guardano con aperto biasimo a questa politica dell’abbraccio, temendo l’annacquamento dell’identità di governo e l’eccessiva concessione di agibilità politica

al centrosinistra. Allo stesso modo, all’interno della minoranza non mancano i malumori di chi invoca un’opposizione più dura e priva di sconti. Di fronte alle resistenze delle rispettive basi, resta da chiedersi se questo lavoro a quattro mani sia solo una parentesi contingente o se

possa trasformarsi nel prototipo di un nuovo schema di alleanza istituzionale per il futuro. Se il metodo Veneto saprà resistere ai logoramenti tattici, la “Stefanildo” potrebbe davvero riscrivere le regole del gioco e la geografia politica della regione.

Tempo di scelte. L’intesa con il Governo per i primi trasferimenti di competenze e la complessa mediazione tra etica e medicina

AUTONOMIA E FINE VITA, DUPLICE SVOLTA STEFANI: “RISULTATI CHE FANNO LA STORIA” I l Veneto ha segnato il passo su due tra i temi più complessi e dibattuti dell’agenda politica e sociale: il via libera definitivo agli schemi di intesa per l’Autonomia differenziata e l’approvazione delle modifiche alla legge di iniziativa popolare sul fine vita. Due partite cruciali sulle quali il presidente della, Alberto Stefani, ha impresso una direzione precisa, improntata da un lato all’accelerazione sull’inquadramento costituzionale e dall’altro alla tutela dei principi etici.

Per l’autonomia ora il passaggio in Consiglio dei Ministri e il voto il Parlamento Sul fronte dell’Autonomia differenziata, il voto favorevole del Consiglio regionale al testo d’intesa siglato tra la Giunta regionale e il Governo rappresenta una tappa fondamentale che chiude la fase istruttoria veneta e proietta la pratica verso il Consiglio dei ministri e il successivo passaggio parlamentare. Un traguardo che il governatore Stefani ha salutato con soddisfazione, richiamando l’esito del referendum del 2017 e la lunga gestazione del percorso istituzionale. “Oggi è un giorno da ricordare: il cammino verso l’Autonomia si fa ancora più breve e il passo si fa ancora più deciso”, dichiara il Presidente Alberto Stefani. “I Veneti

stanno aspettando da troppo tempo di vedere riconosciuto un diritto a cui aspirano perché garantito dalla Costituzione. Dopo l’approvazione degli schemi di intesa definitivi da parte della Giunta un mese fa, il Consiglio regionale ha raccolto la palla e nei tempi essenziali ora ha assicurato il via libera. Non resta che un passaggio in Consiglio dei ministri e il voto definitivo in Parlamento. Il Veneto ha fretta”. Stefani ha voluto sottolineare il lavoro svolto dalla maggioranza consiliare, ribadendo come la delega di maggiori competenze su materie strategiche — quali Protezione civile, Professioni, Previdenza complementare e integrativa, Tutela della salute e Coordinamento della finanza pubblica — costituisca un’opportunità oggettiva per l’efficienza dei servizi erogati ai cittadini. “Siamo giunti alla nuova tappa di un percorso che è stato chiesto da oltre 2,5 milioni di veneti”, prosegue il Governatore. “Stiamo scaldando i motori perché siamo pronti a fare da ‘apripista’. Quando sono stato relatore della legge quadro in Parlamento ho vissuto oltre 300 ore di interventi ostruzionistici del Centrosinistra, fatti appositamente per bloccare questa riforma con l’accusa di provocare disparità e vantaggi ingiustificati a favore del Veneto. Sono convinto, invece, che l’autonomia sia una scelta di responsabilità e trasparenza che

Alberto Stefani

non spacca l’Italia e può rivelarsi strategica per tutti i territori. L’articolo 5 della nostra Costituzione, infatti, dice che la Repubblica ‘riconosce e promuove le autonomie locali’. È un principio cardine della Repubblica che abbiamo il dovere di realizzare. Se la riforma porterà a casa qualcosa per il Veneto, tutti dovrebbero fare squadra e capire l’importanza strategica che una riforma come l’autonomia può portare al nostro territorio”. Parallelamente alla partita autonomista, il Consiglio regionale si è confrontato con la delicata proposta di legge d’iniziativa popolare “Liberi Subito” inerente al suicidio medicalmente assistito. L’approvazione del provvedimento è arrivata a seguito di una mediazione condotta dallo stesso

Stefani, concretizzatasi in una serie di emendamenti vincolanti intesi a riequilibrare il testo normativo nel quadro della giurisprudenza della Corte Costituzionale. “Nulla è più importante della dignità

“Vogliamo assicurare a tutti i veneti l’accesso alle cure palliative” della vita umana, che va tutelata sempre e con tutti i mezzi necessari”, sottolinea il presidente nel commentare l’esito della votazione. “Per questo, in accordo con tutte le forze di maggioranza, ho lavorato alla

stesura e successiva approvazione di una serie di emendamenti che modificano sostanzialmente il testo della legge di iniziativa popolare nel senso del favor vitae e permetteranno di approvarla, nel quadro delle sentenze della Corte Costituzionale su questo tema, che sono già in vigore”. L’impianto correttivo voluto dalla presidenza introduce paletti precisi all’interno dell’iter procedurale, stabilendo la priorità assoluta dell’accesso alle cure palliative e l’istituzione di nuovi organi consultivi. “Il mio obiettivo è semplice: assicurare a tutti i veneti la possibilità di accedere alle cure palliative, fare in modo che prima di ogni decisione siano chiari i pareri di professionisti ed esperti in bioetica, tutelare la volontarietà del medico che assiste”, chiarisce Stefani. “Questo tema non ha bisogno di tifosi, ma di scelte ponderate, di serietà e di competenza. Nello specifico, gli emendamenti prevedono l’introduzione del parere rafforzato del palliativista in seno alla Commissione che deve esprimersi sulle richieste di suicidio medicalmente assistito, l’istituzione di un Comitato Bioetico Regionale, nominato dalla Giunta, che darà le linee ai comitati bioetici di pratica clinica territoriale, e la priorità alle cure palliative con l’obbligo di informazione della possibilità di avvalersi delle stesse nel momento della richiesta”. • Redazione laPiazza


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Il caso. Federalismo energetico e il nodo delle concessioni per il controllo delle reti e delle derivazioni idroelettriche

La sfida delle multiutility: direttive europee, scelte di Governo e vantaggi per i territori L a partita per il controllo delle reti di distribuzione elettrica e delle grandi derivazioni idroelettriche rappresenta uno degli snodi economici, politici e infrastrutturali più complessi e decisivi per il futuro del Veneto e del suo tessuto produttivo. In questo scenario articolato, le multiutility venete si stanno compattando con forza per chiedere la possibilità di accedere al mercato della gestione delle infrastrutture attraverso la regolare indizione delle gare d’appalto, puntando a superare una condizione di monopolio storico che vede da decenni il gruppo Enel nel ruolo di operatore quasi esclusivo sul territorio. Al centro di questo acceso scontro d’interessi si colloca la posizione del Governo centrale, chiamato a decidere se spalancare le porte alla concorrenza oppure concedere un rinnovo automatico e prolungato in favore dell’incumbent nazionale. Da un lato, l’esecutivo avverte la tentazione di garantire la continuità operativa a un colosso strategico come Enel, ipotizzando proroghe alle concessioni

storiche che vengono periodicamente discusse nell’ambito delle norme inserite nella legge Finanziaria o nei decreti collegati alla politica energetica. Questa scelta risponderebbe prevalentemente a esigenze di stabilizzazione dei grandi asset strategici e a dinamiche di cassa nazionali. Dall’altro lato, la spinta verso la proroga si scontra in modo frontale e ineludibile con i principi cardine dell’ordinamento giuridico dell’Unione Europea, fondato sul rispetto della concorrenza, sulla trasparenza delle procedure di evidenza pubblica e sulla libera circolazione dei servizi nel mercato unico. La giurisprudenza europea e nazionale ha infatti ribadito a più riprese che le concessioni di beni pubblici strategici e limitati, come le reti energetiche e i bacini idrici, non possono essere attribuite a tempo indeterminato né prorogate per via legislativa senza incorrere in gravissime violazioni del diritto comunitario. L’obbligo di effettuare le gare pubbliche scaturisce quindi dalla necessità inderogabile di rispettare le

direttive UE, pena l’apertura di onerose procedure d’infrazione e il potenziale blocco dei finanziamenti europei legati alle riforme e all’ammodernamento infrastrutturale. Di fronte a questo quadro, la classe politica veneta, supportata dalle amministrazioni locali e dai sindaci del territorio, assume una posizione molto chiara a sostegno delle aziende energetiche locali e dell’autonomia gestionale. Tra le forze politiche regionali emerge una diffusa convergenza nell’abbracciare la visione del cosiddetto federalismo energetico, inteso come il diritto-dovere delle istituzioni territoriali di valorizzare le proprie risorse naturali e infrastrutturali a diretto vantaggio della comunità locale. Consentire alle multiutility del Veneto di contendersi la gestione delle reti attraverso procedure di gara equa significherebbe infatti generare ricadute economiche ed operative straordinarie per il territorio. Tra i benefici più rilevanti evidenziati dai sostenitori della gestione locale figura il ridimensionamento dei costi energetici

con la prospettiva di applicare bollette più leggere: i dividendi, gli utili d’impresa e i canoni di concessione generati dalle reti non andrebbero infatti a rimpolpare le casse di gruppi centralizzati, ma rimarrebbero circoscritti all’interno del circuito economico regionale, permettendo agli enti locali di redistribuire il valore prodotto attraverso agevolazioni tariffarie per le famiglie e le imprese. A ciò si aggiunge il vantaggio determinante legato alla qualità delle manutenzioni e degli investimenti di sviluppo. Una presenza capillare e radicata, tipica delle utility

del territorio, garantisce una conoscenza diretta del suolo e delle sue criticità, favorendo interventi di ammodernamento e messa in sicurezza della rete elettrica e idrica molto più tempestivi e mirati. In una stagione segnata da crescenti sfide climatiche e dalla necessità di accelerare la transizione ecologica, la vicinanza dell’operatore si traduce in una maggiore resilienza dell’intero sistema energetico, trasformando il federalismo da astrazione politica a concreto strumento di sviluppo e competitività per la comunità veneta.

VENETO VERSO IL BIGLIETTO UNICO NEI TRASPORTI: DALLA REGIONE 2,1 MILIONI PER I PAGAMENTI CONTACTLESS

L

a Giunta regionale del Veneto compie un fondamentale passo avanti verso la svolta digitale del trasporto pubblico locale. Su proposta dell’Assessore ai Trasporti, Mobilità e Lavori Pubblici, Diego Ruzza, è stato approvato uno stanziamento di 2 milioni e 90 mila euro destinato alla società Infrastrutture Venete Srl. Le risorse serviranno a sviluppare una piattaforma digitale unica, capace di far dialogare i sistemi di pagamento contactless di tutti gli operatori del territorio. Il funzionamento del nuovo modello è improntato alla massima semplicità: ai viaggiatori basterà effettuare un “tap” a bordo di

qualsiasi mezzo — tra gomma e ferro — con la propria carta di credito o debito (circuito EMV) per spostarsi liberamente. Il sistema centrale provvederà a raccogliere i dati, aggregare la spesa e applicare la tariffa corretta, superando la necessità di acquistare preventivamente titoli di viaggio cartacei. La fase operativa entrerà nel vivo nel 2027 con l’installazione dei nuovi validatori, mentre il lancio ufficiale dell’infrastruttura integrata è previsto per il 2028. Entusiasta il commento dell’assessore Diego Ruzza, che evidenzia la portata strategica dell’intervento: “Questo progetto sarà in grado

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di abilitare e governare l’utilizzo dei pagamenti contactless nel trasporto pubblico locale, raccogliendo e normalizzando i flussi degli operatori del nostro TPL e creando di fatto un sistema unico di pagamento per l’utilizzo di tutti i servizi del trasporto pubblico locale, superando la frammentazione dei sistemi locali, garantendo continuità operativa ai sistemi esistenti e introducendo un livello centrale capace di orchestrare e monitorare i flussi del territorio regionale e di abilitare le eventuali agevolazioni tariffarie. Ora si viaggia velocemente verso un futuro che migliorerà la gestione dell’intero sistema e soprattutto semplificherà la vita agli utenti”.

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Meteo. L’assessore regionale al clima: “Adattamento e prevenzione le sfide dei prossimi anni”

Venturini: “Estate 2026 la più calda in Veneto Superato anche il 2003, record da affrontare” L ’estate 2026 entra nella storia climatica del Veneto come la più calda mai registrata. I primi dati sull’intera stagione indicano infatti una temperatura media di 23,5 °C, superiore, seppure di un decimo, ai 23,4 °C dell’estate 2003, che per oltre vent’anni ha rappresentato il principale termine di paragone per il caldo eccezionale nella regione. «Quella che abbiamo appena vissuto è stata un’estate eccezionale. Il confronto con il 2003 ci dà immediatamente la dimensione di quello che è accaduto: quella che per oltre vent’anni abbiamo considerato l’estate fuori scala oggi è stata superata. Ma il dato che deve farci riflettere maggiormente non è il singolo record, quanto la continuità del caldo e la persistenza di temperature molto elevate per gran parte della stagione», dichiara Elisa Venturini, assessore regionale al Clima. A rendere straordinaria l’estate 2026 è stata infatti la successione delle anomalie. Giugno ha fatto registrare temperature medie regionali di 3,1 °C superiori alla norma 1991-2020, risultando il quarto giugno più caldo dal 1991. Particolarmente eccezionale

l’ultima decade del mese, con temperature massime superiori di 6,7 °C alla norma. Il caldo non ha mollato la presa neppure a luglio, risultato il quarto più caldo della serie storica, con una temperatura media superiore di 2,1 °C alla norma. In pianura si sono registrate mediamente 15 notti tropicali e 24 giornate con temperature massime superiori ai 30 °C. Infine agosto, secondo più caldo mai registrato in Veneto e vicinissimo al primato dell’agosto 2003, ha chiuso la stagione con una temperatura media regionale di 3,2 °C sopra la norma. «Giugno, luglio e agosto raccontano tutti la stessa storia: temperature molto superiori alla norma, con pause relativamente brevi tra un’ondata di calore e l’altra. È soprattutto questa persistenza a rendere eccezionale il 2026. Non parliamo di qualche giornata particolarmente calda, ma di settimane nelle quali persone, città, attività produttive ed ecosistemi sono rimasti sottoposti a uno stress termico continuo», sottolinea Venturini. Nel corso dell’estate sono state registrate quattro distinte ondate di calore: dal 17

giugno al 1° luglio sull’intero territorio regionale; dal 7 al 16 luglio su circa il 20% del Veneto; dal 29 luglio al 7 agosto nuovamente su tutta la regione; e dal 9 al 16 agosto su circa il 60% del territorio. Particolarmente significativo anche il disagio fisico provocato dalla combinazione tra temperature elevate e umidità. Le ondate registrate tra giugno e agosto si collocano tra le più lunghe e intense osservate in Veneto, a fronte di una durata media storica di circa quattro giorni. Emblematico anche quanto accaduto durante le ore notturne. Ad agosto in pianura si sono contate mediamente 18 notti tropicali, cioè con temperature minime mai inferiori ai 20 °C: tredici in più rispetto alla norma 1991-2020 e un numero circa sei volte superiore alla media degli anni Novanta. A Chioggia e Pila-Porto Peschereccio le notti tropicali sono state 30 su 31. La stagione ha inoltre fatto segnare numerosi nuovi record assoluti di temperatura: 31 per le minime, 46 per le medie e 17 per le massime. Tra i valori più significativi figurano i 39,2 °C raggiunti a Trebaseleghe,

Elisa Venturini

i 38,8 °C di Teolo e i 37,3 °C di Crespadoro. Sul fronte delle precipitazioni, l’estate è stata caratterizzata da quantitativi complessivamente inferiori alla media e soprattutto da una distribuzione molto irregolare: lunghi periodi asciutti sono stati intervallati da episodi temporaleschi localmente molto intensi, accompagnati da grandine, piogge concentrate e fortissime raffiche di vento. “È questa forse la fotografia più significativa dell’estate che abbiamo vissuto: caldo molto intenso e persistente, periodi prolungati con poche precipitazioni e poi fenomeni meteorologici capaci di manifestarsi con grande violenza in pochissimo tempo.

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Condizioni che hanno conseguenze sulla disponibilità d’acqua, sull’agricoltura, sulle nostre città, sugli ecosistemi e sulla sicurezza del territorio”, evidenzia l’assessore. Gli effetti delle temperature eccezionali sono visibili anche in montagna, dove durante agosto è proseguita la fusione dei ghiacciai e dei rock glaciers insieme al degrado del permafrost. Nel sito di riferimento del Piz Boè, a 2.900 metri, alla fine del mese non risultava più terreno gelato. «I dati ci dicono che il cambiamento climatico non è uno scenario lontano, ma qualcosa con cui il Veneto deve già fare i conti. La risposta deve muoversi su due fronti: continuare a ridurre le cause che alimentano il cambiamento climatico e, allo stesso tempo, aumentare la capacità dei nostri territori di adattarsi alle conseguenze che sono già evidenti. Adattamento e prevenzione saranno una delle grandi sfide dei prossimi anni: significa proteggere le persone, l’acqua, l’ambiente, le attività economiche e rendere il Veneto sempre più resiliente di fronte a fenomeni climatici che stanno diventando più frequenti e intensi», conclude Venturini.

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L’intervento. Il segretario nazionale Udc sulla tenuta della coalizione di centrodestra e sulla prossime sfide

GOVERNO, DE POLI: “QUATTRO ANNI DI STABILITÀ AVANTI CON FAMIGLIE, CETO MEDIO E AUTONOMIA” I l Centrodestra al Governo con Giorgia Meloni, il 4 settembre scorso, ha tagliato un traguardo storico: è l’Esecutivo più longevo della storia della Repubblica. Per il segretario nazionale dell’UDC, senatore Antonio De Poli, è un risultato che va oltre il dato simbolico: “A parlare sono i numeri, i risultati concreti e tangibili: rispetto al 2022, quando il Governo si è insediato, abbiamo oltre

1,3 milioni di posti di lavoro in più. È un dato importante, che racconta un’Italia che ha cambiato passo e dimostra come la stabilità possa tradursi in risultati concreti”. Secondo De Poli, il dato sull’occupazione segna anche una precisa discontinuità rispetto al passato. “Il Centrodestra ha voltato pagina. Abbiamo lasciato alle nostre spalle una stagione di assistenzialismo che

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Il commento alle notizie del giorno

con Alberto Gottardo

ha speso circa 34 miliardi per il Reddito di cittadinanza, senza costruire un vero percorso di ingresso o reinserimento nel mondo del lavoro. La nostra idea è diversa: aiutare chi è in difficoltà, ma soprattutto creare le condizioni perché le persone possano lavorare, essere autonome e costruire il proprio futuro”. Per il segretario nazionale dell’UDC, la stabilità rappresenta dunque uno strumento, non un traguardo. “Quattro anni di Governo hanno consentito al Paese di affrontare una fase internazionale ed economica molto complessa con una guida stabile e una direzione riconoscibile. La coalizione ha dimostrato di saper governare insieme, mantenendo le proprie identità e trovando una sintesi su una visione comune. Ora dobbiamo proseguire su questa strada”. La priorità, per l’UDC, è trasformare la stabilità in risposte ancora più concrete per le famiglie e per il ceto medio. “Per noi queste sono e rimarranno le priorità: ridurre la pressione fiscale su chi lavora, produce e investe, sostenere le famiglie, affrontare con maggiore determinazione la denatalità e dare ai giovani la possibilità concreta di costruire un futuro. La stabilità ha valore se migliora la vita delle persone”. De Poli sottolinea inoltre il valore

Il senatore Antonio De Poli con Giorgia Meloni

politico di un altro risultato che riguarda direttamente il Veneto: il percorso verso l’autonomia differenziata. “Grazie alla determinazione di tutto il Centrodestra, al lavoro del ministro Roberto Calderoli e anche al contributo dell’UDC, abbiamo compiuto un passo decisivo verso l’autonomia del Veneto”. Nei giorni scorsi il Consiglio regionale ha approvato lo schema di intesa definitivo sulle prime quattro materie. “È un passaggio storico – afferma De Poli –. Ora siamo all’ultimo miglio, con l’approvazione da parte del Consiglio dei ministri e il successivo passaggio parlamentare. Dobbiamo completare il percorso con serietà e responsabilità”. Per il senatore UDC, l’autonomia significa anche rispettare la volontà espressa dagli elettori. “Nel 2017 milioni di cittadini veneti hanno

detto sì al referendum sull’autonomia. Portare avanti quel percorso significa dare seguito a quella volontà popolare, rafforzando l’efficienza delle istituzioni e la capacità dei territori di rispondere ai bisogni dei cittadini, nel rispetto dell’unità nazionale e della solidarietà”. Quattro anni di Governo rappresentano quindi, secondo De Poli, “un traguardo storico, ma soprattutto una responsabilità”. L’UDC rivendica il proprio contributo alla maggioranza, portando nella coalizione “l’attenzione alle famiglie, al ceto medio, ai territori e al mondo produttivo”. “Non ci interessano i record da bacheca – conclude De Poli –. Ci interessa quello che possiamo ancora fare per l’Italia. La stabilità è importante per lasciare agli italiani un Paese più forte, più competitivo e più vicino alle esigenze delle persone”.

De Poli rimette in moto lo scudo crociato: “Il Centrodestra ha bisogno dei valori dell’Udc”

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ventoliamo con orgoglio la bandiera dello Scudo crociato. Il Centrodestra ha bisogno dei valori dell’Udc, anche perché senza il Centro la coalizione non può vincere. Oggi è decisivo rafforzare l’area politica e culturale di Centro per far crescere il Centrodestra, dare risposte concrete e rispondere alle attese di quell’elettorato moderato, tanco degli slogan urlati e, alle ultime Politiche, nel 2022, si è rifugiato nell’astensionismo”. Con queste parole il segretario nazionale Udc Antonio De Poli ha concluso la Festa nazionale del partito a Roma. Rivolgendosi alla platea di parlamentari, dirigenti, amministratori, simpatizzanti e militanti dello Scudo crociato, De Poli ha lanciato un appello: “Dobbiamo tornare nelle piazze con i nostri principi e valori e dobbiamo urlarli, non sussurrarli”. “In questa due-giorni, in molti, dalla premier Meloni ai vicepremier Salvini e Tajani, ci hanno detto che siamo fondamentali. Siamo felici che ce lo riconoscano, ma ci devono rispettare a Roma così come nel più piccolo Comune”. Il ragionamento del leader UDC è lineare: alle ultime elezioni, un elettore su 3 non è andato a votare. “Il partito dell’astensionismo è quello maggioritario. Sono i voti dell’area cattolica e moderata, che ha costruito l’Italia e che vuole guardare al futuro”, spiega De Poli che, alla vigilia dell’esame finale della legge elettorale in Senato, esulta per la reintroduzione delle preferenze, “una battaglia storica dell’Udc” e indica le priorità in vista della

prossima Legge di Bilancio: “Bisogna intervenire in maniera coraggiosa su giovani, famiglie e ceto medio”. Il segretario Udc rimarca che “a differenza di qualcun altro, per noi la politica non è un ring, ma ascolto, dialogo, concretezza. A chi parla di classi separate per i disabili e nega il femminicidio, diciamo che noi stiamo dall’altra parte”. “Non possiamo tornare indietro nella storia”, è il suo monito. “Ai nostri amici alleati – continua De Poli – diciamo: torniamo a parlare di noi, del Centrodestra equilibrato, moderno e plurale, dei risultati raggiunti in questi 4 anni di Governo. Il futuro della coalizione non è nella ricorsa agli estremismi”. “Da oggi in avanti si aprirà una delle campagne elettorali più dure della storia repubblicana”, avverte il leader dell’Unione di centro che è pronto a mobilitare il partito: “Da Nord a Sud, nei prossimi mesi, organizzeremo una serie di assemblee. E’ tempo di tornare nei territori, di rimettere in moto la macchina dello Scudo crociato. L’Italia ha bisogno di noi”, ha concluso.


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REGIONE

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L’intervista. L’amministratore delegato di CBC, iniziativa partita a Jesolo da 3 soci, punta a rivoluzionare il litorale

ALESSANDRO BERTON: “LE SPIAGGE VENETE DEL FUTURO SARANNO APERTE TUTTO L’ANNO” L e spiagge venete accolgono ogni anno milioni di turisti da tutta Europa. Jesolo è da sempre il cuore pulsante dell’eco-sistema delle spiagge venete. Una sorta di “Miami Made in Italy” che è esplosa negli anni ’80 tra discoteche, sole, spiagge e sapore di sale. Il mondo balneare però sta vivendo una rivoluzione, come ci ha raccontato Alessandro Berton, amministratore delegato di Cbc Srl, iniziativa partita da 3 soci fondatori (Berton, la famiglia Menazza e Moretti Polegato) e che oggi è una realtà in piena espansione con 50 soci. Alessandro, partiamo da questa nuova avventura. Spiegaci cos’è CBC Srl. Bisogna fare una premessa. Il Comune di Jesolo ha deciso di attuare un nuovo

Tu da sempre ripeti un mantra: “meno ombrelloni, più qualità”. Immagino che questa sia la vostra direzione… Assolutamente. Per noi “meno ombrelloni e più qualità” significa mettere l’ospite al centro. Il turismo deve intercettare bisogni che cambiano. Così come sono cambiati gli alberghi e le strutture ricettive, devono evolvere anche le spiagge. Dopo una fase preparatoria, quest’anno è iniziata la realizzazione concreta delle opere. Oltre il 40% dell’investimento è già stato completato e quella che molti definiscono la “spiaggia del futuro” prende forma. Una spiaggia che offrire servizi più evoluti: non soltanto sole, mare, lettino e ombrellone, ma anche sport, aree dedicate ai bambini, spazi innovativi

“Servizi più evoluti per vivere le località balneari in tutte le stagioni: non soltanto sole, mare, lettino e ombrellone, ma anche sport, aree dedicate ai bambini, spazi innovativi” Piano dell’Arenile, uno strumento urbanistico che disegna lo sviluppo dell’asset più importante di qualsiasi località balneare: la spiaggia. Questo nuovo piano nasce dall’esigenza di far vivere Jesolo per tutto l’anno e non solo d’estate. Da qui prende forma il nostro progetto, che è molto ambizioso. Ad oggi rappresenta il più rilevante progetto di finanza applicato al demanio marittimo mai realizzato in Italia, con un investimento di quasi 10 milioni di euro. L’obiettivo è dare concreta attuazione agli indirizzi del Piano dell’Arenile, aumentando progressivamente la qualità dell’offerta.

come le junior lounge, con personale qualificato e servizi di babysitting che permettano anche ai genitori di ritagliarsi momenti di relax. E poi, soprattutto, pensiamo a una spiaggia che possa essere vissuta tutto l’anno. In uno scenario di questo tipo immagino che saranno le idee e le persone a fare la differenza. Le persone hanno un ruolo centrale. Mi piace ripetere che dietro ogni progetto ci sono sempre le persone. Oggi si parla molto di AI e di tecnologia, strumenti importanti e attuali, ma il motore del cambiamento è rappresentato dalle persone. Vogliamo creare strutture

Alessandro Berton

all’aria aperta capaci di accogliere tutti, indipendentemente dalle condizioni fisiche, dallo stato di salute o dalla capacità di spesa. In una bella giornata di ottobre o di marzo si può trascorrere una giornata al mare utilizzando servizi di qualità: palestre per il CrossFit, campi da padel, spogliatoi con acqua calda, bagni tecnologici. Stiamo proponendo un nuovo modo di concepire uno spazio pubblico dato in concessione ai privati. Una spiaggia che non sia utilizzata solo d’estate, ma che diventi un luogo di aggregazione e benessere per tutto l’anno. Quali benefici può portare questo tipo di investimento al territorio? L’impatto è molto rilevante. Nel nostro caso parliamo di circa un chilometro di spiaggia, da Piazza Mazzini a Piazza Brescia, nel cuore di Jesolo. Un investimento di questo tipo produce

una riqualificazione urbanistica e territoriale importante. I vantaggi riguardano anche i residenti. Significa avere una città più bella, più moderna e più funzionale. Possiamo parlare di una vera e propria “rigenerazione del demanio marittimo”, con effetti destinati a rimanere nel tempo. E i clienti come sono cambiati in questi anni? Io mi occupo di turismo da sempre e ricordo quando, da ragazzo, vedevo arrivare le famiglie da Milano con la Ritmo che trascorrevano un mese in appartamento. Oggi i soggiorni sono più brevi. C’è più attenzione alla spesa e questo dipende anche dal contesto economico. Le persone valutano con più attenzione come impiegare il proprio budget. Questo ha generato discussioni e polemiche, tuttavia i numeri raccontano una realtà in salute.

Chi ha investito negli anni successivi al Covid, chi ha riqualificato le strutture e migliorato i servizi, continua a lavorare bene. Proviamo a fare un bilancio di quest’estate: che cosa cerca oggi il turista? Per chi negli anni ha continuato a investire e ad aggiornarsi la stagione è andata bene. Certo, oggi il turista vuole scegliere in modo consapevole. Prima di spendere per una cena, una vacanza o una giornata in spiaggia valuta ciò che riceve in cambio. Per questo bisogna saper accogliere pubblici diversi. Noi offriamo postazioni accessibili e servizi premium per chi cerca un’esperienza esclusiva, ma anche postazioni smart da 20 euro. L’importante è costruire un’offerta ampia e di qualità. In definitiva, qual è la sfida dei prossimi anni? Continuare a investire nella qualità, nell’innovazione e nelle persone. La spiaggia del futuro sarà più inclusiva, più accessibile, più sostenibile e soprattutto più vissuta. Non soltanto durante l’estate, ma ogni volta che il mare saprà off rire un’esperienza piacevole a chi sceglierà di viverlo. • Giacomo Brunoro

• Chi è Giacomo Brunoro Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.

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DESPAR

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Eccellenze. Despar Nord porta a Made in Malga i sapori e le produzioni del territorio

IL GUSTO DEL TERRITORIO, UNA STORIA DA CONDIVIDERE Despar Nord rinnova la partecipazione alla rassegna di Asiago: degustazioni, formaggi di malga e prodotti selezionati per raccontare il valore delle eccellenze locali e di chi ogni giorno le produce

A

nche quest’anno Despar Nord rinnova il proprio sostegno a Made in Malga, la rassegna nazionale dedicata ai formaggi e ai prodotti della montagna in programma ad Asiago nei due weekend dal 4 al 6 e dall’11 al 13 settembre. Un appuntamento ormai consolidato per il marchio dell’Abete, che nella manifestazione riconosce un’importante occasione per raccontare uno dei valori che da sempre ne caratterizzano la presenza sul territorio: la vicinanza alle produzioni locali e alle persone che, attraverso il proprio lavoro, custodiscono e tramandano sapori, saperi e tradizioni. Tra masterclass, degustazioni, incontri, mostre mercato e appuntamenti diffusi nel centro di Asiago, Made in Malga porta ogni anno migliaia di visitatori alla scoperta della cultura gastronomica della montagna. Un patrimonio che Despar Nord contribuisce a valorizzare ogni giorno anche

nei propri punti vendita, attraverso la selezione e la presenza a scaffale di numerose eccellenze locali e regionali. Durante i due fine settimana della manifestazione, Despar sarà presente il sabato e la domenica con uno spazio dedicato a TANN, il Centro Carni e Salumi di Despar Nord, dove il pubblico potrà conoscere e degustare la nuova selezione Despar Premium di salumi e affettati senza conservanti, realizzata con carne 100% italiana e una lista di ingredienti essenziale. A completare la presenza del marchio dell’Abete sarà un momento interamente dedicato alle eccellenze casearie della montagna. Domenica 6 settembre alle ore 11.00, all’Hotel Paradiso di Asiago, Despar proporrà infatti la masterclass “Alla scoperta dei formaggi di malga selezionati da Despar – Il gusto autentico delle nostre montagne”. Un viaggio tra sapori e territori che porterà in degustazione Mezzano e

Stravecchio Malga Verde di Fattoria Cortese, Monte Veronese DOP Allevo di Malga de La Casara Roncolato Romano e Cuor di Fassa Latte di Malga, accompagnati da una selezione di vini dell’arco alpino: Kerner Alto Adige DOC, Lagrein Alto Adige DOC e Ferrari Trentodoc. Un’occasione per scoprire non soltanto prodotti di grande qualità, ma anche le storie, le competenze e il lavoro dei produttori

che li rendono possibili. È proprio da questa volontà di valorizzare le realtà agroalimentari locali che nasce “Sapori del Territorio”, il progetto con cui Despar Nord da oltre dieci anni seleziona e porta sugli scaffali le produzioni più rappresentative delle aree in cui è presente. Un percorso che oggi raccoglie oltre 4.000 referenze realizzate da più di 600 produttori locali, costruendo un legame diretto

tra chi produce, i punti vendita e le comunità. La partecipazione a Made in Malga si inserisce così nel più ampio impegno di Despar Nord per sostenere le filiere locali e valorizzare le eccellenze dei territori in cui è presente, favorendo l’incontro tra produttori e consumatori e contribuendo a mantenere vive identità e tradizioni che rappresentano una ricchezza per le comunità.

TANN, dove filiera e innovazione diventano sinonimo di qualità

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ui competenze specialistiche, innovazione e ricerca si integrano con una particolare attenzione alla selezione e alla provenienza delle materie prime. Despar Nord ha infatti sviluppato accordi diretti con macelli italiani di medie e piccole dimensioni, riducendo i passaggi intermedi e rafforzando tracciabilità e controllo lungo la filiera. Tecnologie all’avanguardia e un elevato livello di automazione consentono inoltre di rendere più efficienti le lavorazioni, ridurre gli sprechi e garantire elevati standard qualitativi e igienico-sanitari. Da questo percorso nasce anche la nuova selezione Despar Premium di salumi e affettati senza conservanti, arrivata nei punti vendita nell’estate 2026: prodotti realizzati con carne 100% italiana, senza nitriti e nitrati aggiunti e con una lista di ingredienti essenziale. Un progetto che racconta la volontà di Despar Nord di coniugare controllo della filiera, innovazione e ricerca per offrire prodotti sempre più attenti a qualità, trasparenza e origine delle materie prime.


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on-line: www.lapiazzaweb.it •Rubriche •Salute

Case della Comunità, parte la campagna del Veneto

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ar conoscere le Case della Comunità, spiegare quali servizi offrono e accompagnare i cittadini verso un utilizzo più consapevole della sanità territoriale. È questo l’obiettivo della nuova campagna di comunicazione lanciata dalla Regione del Veneto e presentata al Lido di Venezia, allo stand regionale della Mostra del Cinema all’Hotel Excelsior. Un progetto che punta su un linguaggio semplice, diretto e anche ironico, affidandosi a testimonial conosciuti per raggiungere un pubblico il più possibile ampio. Il cuore della campagna sono tre spot video, costruiti attorno a storie e protagonisti differenti, ma con un unico messaggio: le Case della Comunità devono diventare un punto di riferimento concreto per i cittadini e una porta di accesso più appropriata ai servizi sanitari. Accanto agli spot saranno utilizzati materiali informativi sul territorio, strumenti digitali, stampa ed emittenti televisive locali. La campagna interesserà tutte le Ulss venete e, in una seconda fase, sarà adattata alle caratteristiche dei singoli territori, con informazio-

ni sulla localizzazione delle strutture e sui servizi disponibili. Nel primo filmato il presidente della Regione Alberto Stefani dialoga con Barutz, interprete dell’iconica “nonna Marisa”. Con un tono leggero, il messaggio è quello di invitare i cittadini a scegliere in maniera consapevole il servizio sanitario a cui rivolgersi, evitando di considerare l’ospedale come risposta automatica a ogni necessità. Il secondo spot ha invece come protagonisti l’assessore regionale alla Sanità Gino Gerosa, cardiochirurgo di fama internazionale, e Mirko Bernardinello, primo paziente in Italia sottoposto a trapianto da donatore a cuore fermo proprio per mano del professor Gerosa. L’incontro avviene all’interno di una Casa della Comunità, dove Bernardinello si reca per un controllo. Una storia personale utilizzata per mostrare concretamente come le nuove strutture possano offrire risposte mirate e appropriate ai bisogni di salute. La terza protagonista è Georgette Polizzi, artista e influencer, che racconta la propria esperienza con la sclerosi multipla e il ruo-

lo del Fascicolo Sanitario Elettronico nella gestione delle informazioni e dei percorsi di cura. Proprio il FSE rappresenta uno degli strumenti che la campagna vuole contribuire a far conoscere e utilizzare maggiormente. Ma la comunicazione non riguarda soltanto le nuove strutture. Tra gli obiettivi c’è anche la diffusione del 116117, il numero unico per le richieste di assistenza sanitaria non urgente. Un servizio che la Regione intende valorizzare per orientare i cittadini verso la risposta più appropriata e contribuire a ridurre gli accessi impropri ai Pronto Soccorso. La campagna nasce anche dai risultati di un sondaggio sulla percezione della sanità territoriale. Il 80 per cento degli intervistati dichiara di aver utilizzato i servizi sanitari pubblici negli ultimi dodici mesi, mentre il 57 per cento ritiene che la sanità territoriale riesca a rispondere ai propri bisogni. Il problema principale riguarda però la conoscenza delle Case della Comunità: il 43 per cento ne ha sentito parlare, ma soltanto il 24 per cento conosce quella più vicina al proprio territorio. Allo stesso tempo emerge una forte disponibilità a utilizzarle: il 67 per cento dei cittadini lo farebbe se fosse presente nel proprio Comune, mentre l’80 per cento giudica positivamente la loro realizzazione e l’81 per cento ritiene necessario continuare a investire nella sanità territoriale. Numeri che spiegano la scelta della Regione di affiancare alla realizzazione delle

strutture una vera e propria operazione di informazione. In Veneto sono 102 le Case della Comunità complessivamente progettate nell’ambito del PNRR e del modello definito dal decreto ministeriale 77 del 2022. Al 30 giugno 2026 risultano completate 99 strutture, superando l’obiettivo nazionale assegnato alla Regione. All’interno delle Case della Comunità possono trovare spazio medici, infermieri di famiglia e di comunità, specialisti ambulatoriali e altre professionalità. I cittadini possono ricevere informazioni e orientamento attraverso il Punto Unico di Accesso, prenotare prestazioni tramite il Cup, effettuare esami diagnostici di base e accedere, secondo l’organizzazione dei diversi territori, a visite specialistiche, servizi infermieristici, prelievi, programmi di prevenzione, screening e vaccinazioni. Le strutture sono inoltre collegate ai percorsi di assistenza domiciliare e alla presa in carico integrata della persona. «Conclusa la fase di realizzazione delle 99 strutture – sottolinea l’assessore alla Sanità Gino Gerosa – è ora fondamentale farle conoscere al massimo tra la popolazione». La sfida, dunque, entra ora nella fase della conoscenza. Perché le Case della Comunità non siano soltanto strutture realizzate, ma diventino davvero luoghi conosciuti e utilizzati dai cittadini, all’interno di un sistema sanitario sempre più orientato alla prossimità. Riccardo Musacco

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34 Prevenzione. Antonia Ricci, direttrice dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie, fa il punto sui contagi in Veneto e spiega come difendersi

West Nile, allarme zanzare a Padova: «Non bisogna avere paura, ma proteggersi»

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alute, ambiente e sicurezza alimentare sono temi molto più vicini tra loro di quanto si possa pensare. A occuparsi di questo intreccio, sul territorio del Triveneto, è anche l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, realtà con sede centrale nell’area di Padova e una rete di strutture periferiche distribuite nelle province di Veneto, Trentino-Alto Adige e Friuli Venezia Giulia. A guidare l’istituto è la dottoressa Antonia Ricci, direttrice generale di un ente che conta circa 650 dipendenti e che svolge attività che vanno ben oltre il controllo della salute degli animali. L’Istituto, infatti, si occupa anche di sicurezza degli alimenti destinati all’uomo, di ambiente, ricerca e prevenzione, seguendo la filiera agroalimentare dal campo alla tavola. Ed è proprio sul fronte della prevenzione che nell’ultimo periodo l’attenzione è concentrata sulla West Nile, malattia trasmessa dalle zanzare che ha fatto registrare diversi casi anche in Veneto e che interessa direttamente il territo-

rio padovano. «Non ci si deve preoccupare – spiega Ricci -. Soprattutto non dobbiamo preoccuparci noi che facciamo questo mestiere, ma essere attenti e cercare di evitare che queste malattie diventino pericolose per le persone». La West Nile non si trasmette direttamente da persona a persona: il principale veicolo sono le zanzare infette. Per questo il monitoraggio degli insetti è una delle attività fondamentali dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie. In tutto il Triveneto vengono utilizzate trappole per catturare e analizzare le zanzare. Gli entomologi identificano le specie presenti e verificano anche la presenza del virus West Nile e di altri

agenti patogeni trasmessi dagli insetti. E i dati raccolti mostrano una presenza del virus nelle zanzare piuttosto elevata. Una situazione che, secondo la direttrice dell’Istituto, non rappresenta una sorpresa considerando le condizioni climatiche di questa stagione. Il caldo e la siccità possono infatti creare condizioni favorevoli alla circolazione del virus. In particolare, la scarsità d’acqua può spingere le zanzare a cercare piccoli ristagni più vicini alle abitazioni e quindi alle persone. Sul fronte dei contagi umani, in Veneto i casi sono attualmente circa 73. Un numero che, osserva Ricci, è inferiore rispetto ad alcune annate precedenti, ma che deve essere valutato considerando la stagionalità della malattia: il picco dei casi si registra generalmente nel mese di settembre. La parola d’ordine, quindi, è prevenzione. E non riguarda soltanto le amministrazioni pubbliche. «Bisogna proteggersi dalla puntura delle zanzare», sottolinea Ricci, ricordando l’importanza dei repellenti e

delle misure per impedire la proliferazione degli insetti. Un ruolo importante spetta anche ai cittadini. I Comuni intervengono nelle aree pubbliche, ma nei cortili e negli spazi privati la prevenzione dipende in larga parte dai singoli. È fondamentale trattare i tombini con prodotti larvicidi ed eliminare i ristagni d’acqua, anche quelli apparentemente insignificanti. Un esempio semplice riguarda i sottovasi delle piante: svuotarli regolarmente significa togliere alle zanzare uno dei luoghi in cui possono riprodursi. «Sembra una banalità – osserva la direttrice – ma vuotare i sottovasi delle nostre piante sui poggioli ci aiuta tantissimo a ridurre la presenza delle zanzare». La West Nile, però, non è l’unica minaccia legata alle zanzare. Sul territorio possono circolare anche altri virus, tra cui Chikungunya, Usutu e Toscana virus. Per questo l’attività di sorveglianza non si limita a un singolo agente patogeno. Il principio che guida questo lavoro è quello della One Health, un approccio

che considera strettamente collegati la salute dell’uomo, quella degli animali e la tutela dell’ambiente. Lo stesso approccio riguarda anche un altro elemento fondamentale degli ecosistemi: le api. L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie è infatti Centro di referenza nazionale per la salute delle api e svolge un’attività specifica di ricerca e sorveglianza in questo settore. Anche gli alveari devono fare i conti con parassiti e nuovi rischi sanitari, alcuni dei quali possono arrivare da altre parti del mondo. Anche in questo caso, secondo Ricci, i cambiamenti climatici possono contribuire a modificare lo scenario. Al momento non vengono segnalate situazioni particolarmente preoccupanti, ma la prevenzione resta fondamentale. L’attività dell’Istituto comprende anche la cooperazione internazionale, con l’obiettivo di aiutare i Paesi in cui determinati rischi sono già presenti a sviluppare strumenti efficaci per identificarli e controllarli. Vincenzo Gottardo

Influenza aviaria e vaccini: «Proteggono gli animali e non rendono meno sicure carne e uova»

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i nostri microfoni di radio Veneto24, intervistata da Vincenzo Gottardo, la dottoressa Antonia Ricci, direttrice dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, ha affrontato un tema tornato al centro del dibattito: l’utilizzo dei vaccini contro l’influenza aviaria. L’aviaria, spiega Ricci, rappresenta da anni una delle principali emergenze per il settore avicolo. Il problema ha colpito duramente anche il Veneto, in particolare la provincia di Verona, ma con focolai importanti anche nel Padovano. Solo nella stagione 2021-2022 milioni di polli e tacchini sono morti o sono stati abbattuti, con danni economici stimati in circa 300 milioni di euro. Per anni il vaccino è stato considerato una possibile soluzione per ridurre il ricorso agli abbattimenti. Oggi questa possibilità è diventata concreta. I vaccini disponibili si sono dimostrati

efficaci nel prevenire l’infezione e la diffusione del virus e rappresentano uno strumento aggiuntivo per proteggere gli allevamenti e il benessere degli animali. Ma il tema riguarda anche la salute umana. L’influenza aviaria, infatti, è considerata un rischio per l’uomo soprattutto per la possibilità, seppur non automatica, che un virus possa compiere un salto di specie. Da qui l’importanza di controllare la circolazione del virus negli animali. Ricci rassicura anche i consumatori: i vaccini non compromettono la sicurezza delle carni o delle uova. «Non hanno alcun effetto sulle carni e quindi sul consumo né delle carni né delle uova», spiega, ricordando inoltre che si tratta di prodotti autorizzati a livello europeo e nazionale. Dall’aviaria il confronto si sposta poi sulla ricerca scientifica, considerata decisiva proprio per affrontare emergenze come

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questa. Secondo Ricci, la ricerca italiana mantiene un livello molto alto, ma continua a scontare difficoltà legate soprattutto alle risorse e alle condizioni offerte ai ricercatori. Molti giovani italiani, osserva, riescono a costruire carriere importanti all’estero anche perché trovano maggiori opportunità e sostegno. Per questo, secondo la direttrice, servono finanziamenti, stabilità e soprattutto fiducia nei ricercatori più giovani. Il punto, però, non è soltanto economico. Ricci richiama anche la necessità di ricostruire un rapporto di fiducia tra cittadini, scienza e istituzioni. Una fiducia che negli ultimi anni, anche sul tema dei vaccini, si è progressivamente indebolita. «Le persone devono ritrovare questa fiducia nella ricerca, nella scienza e anche nelle istituzioni», è l’appello della direttrice. Un obiettivo che, secondo Ricci, richiede un lavoro comune tra ricercatori, istituzioni e mezzi di comunicazione. (V.G.)

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37 Chirurgia. Il punto del coordinatore trapianti Pietro Paolo Murdaca

«Senza donatore non c’è trapianto»: a Cittadella cresce la cultura della donazione

«S

enza donatore non c’è trapianto». È una frase semplice, ma racchiude il significato di una scelta capace di trasformare un momento di dolore in una nuova possibilità di vita. La donazione di organi, tessuti e cellule rappresenta infatti uno dei gesti più profondi di solidarietà e responsabilità civile: per chi attende un trapianto può significare la possibilità concreta di curarsi e tornare a guardare al futuro. Diffondere questa consapevolezza è uno degli obiettivi del Coordinamento trapianti dell’ospedale di Cittadella. «Tra gli obiettivi principali del Coordinamento trapianti – spiega Pietro Paolo Murdaca, medico anestesista e rianimatore e coordinatore Trapianti dell’ospedale di Cittadella – c’è proprio la diffusione della cultura della donazione, attraverso informazione e sensibilizzazione, perché ogni persona possa compiere una scelta libera e consapevole». Ogni anno sono migliaia gli italiani che attendono un trapianto. Il sistema nazionale è considerato tra

i più efficienti d’Europa e il Veneto rappresenta una delle realtà più significative sul fronte delle donazioni. Nonostante i risultati raggiunti, però, il numero dei donatori continua a non essere sufficiente a soddisfare tutte le richieste. «Anche dopo la vita possiamo continuare a fare del bene e regalare una nuova possibilità – sottolinea Murdaca –. Un solo donatore può salvare o migliorare la vita di più persone. Donare gli organi signifi-

ca trasformare una perdita in una nuova speranza». È proprio questo il messaggio che il personale sanitario cerca di portare tra i cittadini: informarsi, conoscere le procedure e decidere consapevolmente se dare il proprio consenso significa contribuire a creare una rete di solidarietà capace di incidere concretamente sulla vita di altre persone. L’Ulss 6 Euganea porta avanti da tempo attività di informazione e sensibilizzazione sulla donazione di organi e tessuti. Nel territorio di competenza dell’ospedale di Cittadella, Murdaca e l’infermiere Pier Paolo Olivo organizzano incontri dedicati al tema della donazione di organi, tessuti e cellule, anche attraverso testimonianze dirette. L’obiettivo è fornire ai cittadini informazioni corrette e comprensibili, così da favorire una scelta consapevole e permettere a chi partecipa agli incontri di diventare a sua volta portatore di un messaggio di solidarietà. I numeri confermano la presenza

di una sensibilità significativa nel territorio: nel 2025 sono stati più di trenta i donatori nell’area afferente all’ospedale della città murata. E il valore di ogni singola donazione va ben oltre il numero dei donatori: una persona può infatti rendere disponibili diversi organi, tessuti e cellule, consentendo a più pazienti di beneficiare di quello stesso gesto. La decisione di donare può essere presa e formalizzata mentre si è in vita. Esprimere in anticipo la propria volontà è particolarmente importante perché, in assenza di una dichiarazione dell’interessato, nel momento del decesso la scelta può ricadere sui familiari, chiamati a decidere in una situazione di profondo dolore. Il consenso può essere espresso presso l’ufficio anagrafe del proprio Comune in occasione del rilascio o del rinnovo della carta d’identità. È inoltre possibile registrare la propria volontà online attraverso il portale dell’Associazione italiana donatori organi, utilizzando Spid o Carta d’identità elettronica, oppure rivol-

gendosi alla propria Ulss e compilando l’apposito modulo. Un’altra possibilità è redigere e firmare una dichiarazione da conservare tra i propri documenti personali. La volontà può essere modificata in qualsiasi momento. La donazione degli organi segue una procedura medica precisa e rigorosa, nella quale ogni fase viene verificata da specialisti. L’espianto e il successivo trapianto di organi, tessuti e cellule richiedono il coordinamento di diverse équipe sanitarie e un’organizzazione complessa. A stabilire l’assegnazione degli organi ai pazienti inseriti nelle liste d’attesa è il Centro nazionale trapianti, sulla base di criteri che tengono conto, tra gli altri elementi, dell’urgenza e della compatibilità. Dietro ogni trapianto ci sono dunque una macchina sanitaria altamente organizzata e, prima ancora, una scelta individuale. Quella di una persona che decide di dire sì alla donazione, offrendo anche dopo la propria morte una possibilità concreta a chi sta aspettando una nuova vita.

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38 Lo studio. Il gruppo guidato dal professor Giuseppe Tarantini protagonista al Congresso della Società Europea di Cardiologia

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La cardiologia interventistica guarda al futuro

adova è protagonista della cardiologia interventistica mondiale: uno studio su 4 mila pazienti porterà alla stesura delle nuove linee guida per la presa in carico e la cura dell’infarto. Il gruppo guidato dal prof. Giuseppe Tarantini, professore ordinario di Malattie dell’Apparato Cardiovascolare dell’Università di Padova e direttore della UOSD Cardiologia Interventistica dell’Azienda Ospedale Università di Padova, torna per il secondo anno consecutivo tra i protagonisti del Congresso della Società Europea di Cardiologia che è il più grande appuntamento cardiologico mondiale. Il nuovo studio è stato presentato come Late-Breaking Clinical Trial nella Main Arena davanti a migliaia di specialisti ed è stato pubblicato sul prestigioso European Heart Journal che si conferma la più importante rivista scientifica internazionale nel settore della cardiologia per impact factor. Il lavoro rafforza e amplia i risultati della precedente ricerca pubblicata dallo stesso gruppo padovano sul New England Journal of Medicine estendendo ora l’analisi a circa 4 mila pazienti e includendo, oltre ai Paesi occidentali, anche popolazioni dell’Asia orientale. Al centro dell’indagine clinica c’è un approccio sempre più personalizzato al trattamento dell’infarto. Il principio è non limitarsi alla riapertura dell’arteria responsabile dell’evento acuto, ma valutare l’intero albero coronarico e trattare anche le altre stenosi che presentano un reale significato emodinamico, cioè quelle effettivamente in grado di provocare ischemia. L’obiettivo è ottenere una rivascolarizzazione completa, ma selettiva riducendo il più possibile il rischio di nuovi eventi cardiovascolari. Una volta raggiunta una protezione ischemica ottimale, diventa così possibile intervenire anche sull’altro grande fronte della terapia dopo l’infarto: il rischio di sanguinamento. Tradizionalmente, dopo angioplastica e stent, i pazienti venivano trattati per mesi con una doppia terapia antiaggregante. I nuovi dati indicano invece che, nei pazienti adeguatamente selezionati e dopo una rivascolarizzazione ottimale, è possibile ridurre a un solo mese la doppia terapia antiaggregante proseguendo successivamente con una strategia meno intensiva senza perdere prote-

zione dagli eventi ischemici. Il vantaggio è rilevante: una riduzione dei sanguinamenti maggiori nell’ordine di circa il 50 per cento. Il messaggio clinico è, quindi, molto chiaro: trattare tutte le lesioni coronariche realmente pericolose, ridurre il rischio di una nuova ischemia e successivamente evitare una terapia antiaggregante più intensa e prolungata del necessario. La conferma dei risultati in popolazioni occidentali e dell’Asia orientale rafforza la solidità scientifica dello studio e la possibilità di applicare questa strategia su scala internazionale. Si consolida così un percorso scientifico che potrà avere un impatto diretto sulla pratica clinica e sulle future linee guida internazionali per il trattamento dell’infarto. Un risultato che valorizza la Cardiologia Interventistica e l’intera Cardiologia dell’Azienda Ospedale Università di Padova, insieme all’Università di Padova, confermandone il ruolo di riferimento nella ricerca cardiovascolare e nell’innovazione terapeutica. Prof. Giuseppe Tarantini: “La Cardiologia dell’Azienda Ospedale Università di Padova consolida ancora una volta il proprio ruolo di eccellenza nel panorama della ricerca e dell’innovazione in ambito cardiovascolare. Il risultato testimonia la qualità e la solidità del lavoro svolto quotidianamente dai professionisti della Cardiologia Interventistica e dell’Emodinamica di Padova e soprattutto conferma il valore di un modello fondato sull’integrazione tra attività clinica, ricerca scientifica, formazione e innovazione terapeutica. La capacità di sviluppare e di applicare approcci diagnostici e terapeutici sempre più avanzati, insieme alla partecipazione a progetti di ricerca di elevato profilo scientifico, contribuisce a rafforzare il posizionamento dell’Azienda Ospedale Università Padova e dell’Università di Padova come punto di riferimento nel campo della medicina cardiovascolare a livello nazionale, europeo e internazionale. Un risultato che premia, dunque, non solo l’eccellenza delle competenze e delle specificità coinvolte, ma anche la capacità di fare sistema tra assistenza, ricerca e innovazione con l’obiettivo di tradurre i progressi della ricerca scientifica in nuove opportunità di cura e in un concreto beneficio per i pazienti”.

Dall’asilo nido alle superiori, 98 scuole padovane premiate per le iniziative sulla salute

S Ascoltaci in tutto il Veneto in auto sul SCARICA L’APP RADIO VENETO24 SUL TUO SMARTPHONE

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ono 98 le scuole del territorio padovano, dai nidi alle scuole superiori, che riceveranno il riconoscimento e la targa regionale per aver aderito ad almeno tre iniziative dedicate alla promozione della salute. La consegna avverrà a partire da domani, in vista dell’avvio del nuovo anno scolastico. Tra le attività alle quali gli istituti hanno partecipato ci sono iniziative come l’Ora della Terra, la Maratona della Lettura, la Merenda Sana e le Giornate dello Sport. L’obiettivo è fare della scuola non soltanto il luogo dell’apprendimento, ma anche uno spazio nel quale il benessere e la salute entrino nella quotidianità della comunità scolastica. L’iniziativa segue l’approccio dell’Organizzazione mondiale della sanità e dell’Onu «Salute in tutte le politiche», collegato all’Agenda 2030, secondo il quale la promozione della salute può contribuire anche al successo formativo degli studenti, lungo tutto

il percorso scolastico, dal nido fino al diploma. La scuola che promuove salute, secondo l’impostazione del progetto, è chiamata a occuparsi direttamente dei processi legati al benessere all’interno del proprio contesto, individuando priorità, obiettivi, strumenti e modalità di intervento. Un approccio che riguarda non solo la didattica, ma anche gli ambienti, l’organizzazione della scuola e le relazioni tra le persone. In questa prospettiva, la salute non viene considerata semplicemente come una materia da affrontare attraverso l’intervento di esperti esterni, ma come una componente che interessa la vita quotidiana della comunità scolastica e può incidere sul percorso formativo. La consegna delle targhe sarà accompagnata da tre appuntamenti organizzati dal team multidisciplinare «Scuole che Promuovono Salute» dell’Ulss 6 Euganea.


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