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laPiazza di Padova Est - Ottobre26

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di Padova Est

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OTTOBRE 2026

Periodico d’informazione locale - Anno XXXIII n. 220

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Gianmaria Boscaro premiato con il Pio La Torre per l’impegno contro le mafie

Ruzza: “Avanti Riciclare non basta,

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Regione Veneto al banco di prova del bilancio

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a sessione di bilancio in Regione Veneto si prospetta come uno dei banchi di prova più delicati e complessi della legislatura, un momento in cui la politica economica e finanziaria di Palazzo Ferro Fini dovrà fare i conti con la realtà complessa che famiglie e imprese stanno affrontando in un contesto socio-economico e internazionale segnato da forti criticità. Tra inflazione persistente, rincari energetici e incertezze globali che pesano sulla filiera produttiva, la grande domanda che attraversa i corridoi della politica veneta riguarda il futuro della programmazione finanziaria e la tenuta della storica coesione della maggioranza. In particolare, ci si chiede se il cosiddetto schema “Stefanildo”, ovvero il consolidato asse di governo e di sintesi politica tra i principali leader di maggioranza e opposizione coalizione, troverà piena soddisfazione anche nelle scelte di allocazione delle risorse o se, al contrario, l’elaborazione del documento contabile darà vita a una sfida aspra e a tensioni interne difficilmente dissimulabili. A rendere il quadro particolarmente teso vi è il clima di forte preoccupazione che serpeggia tra le realtà produttive del territorio.

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VIGONZA CRESCE MA LE CASE MANCANO: LA SFIDA DELL’ABITARE servizi alle pag. 6-7

IL FOLPO INCONTRA LA MUSICA: A NOVENTA PADOVANA SEI GIORNI DI FESTA

VOTO BIPARTISAN SUI CAREGIVER CONSIGLIO REGIONALE COMPATTO

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IL CETO MEDIO FUORI CASA

empre più cara, sempre più irraggiungibile: che sia da acquistare o da comprare la casa non è più una certezza ma assume i contorni di un miraggio o di una montagna impossibile da scalare. Bastano le cifre e i bilanci familiari a fine mese a dare un’idea. Se fino a qualche anno fa, in Veneto come in Trentino, la difficoltà a trovare un alloggio riguardava le fasce escluse dal ciclo produttivo, oggi il blocco dell’accesso alla casa incide direttamente su insegnanti, giovani tecnici, lavoratori della sanità, anziani con pensioni contributive ordinarie e famiglie monoreddito.

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Influenza, al via le vaccinazioni, 200mila dosi per il padovano

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di Padova Est

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IL CETO MEDIO FUORI CASA • Nicola Stievano Segue da pag. 1

U AL VIA “PAROLE CHE NON SI DIMENTICANO”

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na frase può durare pochi secondi, ma restare impressa per anni. Da qui nasce Parole che non si dimenticano, il progetto promosso dal Comune Ponte San Nicolò e dalla Commissione per le pari opportunità in vista del 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. L’obiettivo è raccogliere le parole che le donne si sono sentite rivolgere e che, per un motivo o per l’altro, non hanno dimenticato. E’ possibile lasciare, in forma anonima, una frase o un pensiero. Non serve raccontare una storia personale. Al centro dell’iniziativa ci sono le parole utilizzate per sminuire, svalutare, umiliare o mettere in discussione il valore di una donna. Commenti sull’aspetto fisico, sulle capacità, sul ruolo, sulle scelte personali o sul modo di essere possono sembrare battute, osservazioni casuali o frasi dette senza cattive intenzioni. Proprio per questo, spiegano i promotori, vale la pena fermarsi ad ascoltarle. “Abbiamo pensato a un progetto semplice, ma proprio per questo immediato e partecipato” spiega Patrizia Bettio, consigliera incaricata alle pari opportunità, “vogliamo concentrarci sulle parole che fanno sentire le donne meno capaci, meno autorevoli o meno libere. Sono espressioni che spesso vengono minimizzate, ma che possono lasciare un segno e contribuire a rendere normale un certo modo di rapportarsi alle donne”. Le testimonianze potranno essere depositate nelle apposite cassette collocate in Municipio, biblioteca, centro civico Mario Rigoni Stern, centro anziani Pino Verde, parco vita, Villa Crescente e nelle palestre comunali. “Non chiediamo di raccontare necessariamente episodi complessi o dolorosi” continua Bettio, “può bastare anche una sola frase. Quello che ci interessa è dare valore a parole che magari sono state dette tanti anni fa e che, invece, sono ancora presenti nella memoria di chi le ha ricevute. Raccoglierle significa riconoscere che non sono sempre innocue e che il linguaggio può essere uno dei primi ambiti nei quali si manifesta una cultura di svalutazione”. Le frasi raccolte saranno poi restituite alla comunità sabato 28 novembre alle 11, in Municipio. Un momento pubblico per portare fuori dall’esperienza individuale quelle parole e trasformarle in un’occasione di riflessione collettiva.

Il Comune di Ponte San Nicolò raccoglie le frasi che hanno ferito le donne

n giovane under 35 con un contratto a tempo indeterminato e uno stipendio di 1.500 euro si scontra oggi con la richiesta di anticipi bancari pari ad almeno 45.000 euro per ottenere un mutuo prima casa; allo stesso tempo i canoni d’affitto assorbono ormai oltre il 40% delle entrate nette di un nucleo familiare medio. Il risultato è la paralisi: chi non ha alle spalle un patrimonio di famiglia rimane bloccato, oppure si vede costretto a rinunciare a scelte di lavoro e di vita. Di fronte a questa saturazione, gli strumenti istituzionali locali cercano di mettere un argine. In Veneto, la Regione ha attivato il piano “Generazione Casa” impegnando 50 milioni di euro per azzerare i tempi di ripristino delle abitazioni pubbliche sfitte e destinarle a lavoratori e giovani coppie. Sull’altro versante, la Provincia Autonoma di Trento affianca alla gestione ordinaria di ITEA S.p.A. (Istituto Trentino per l’Edilizia Abitativa) il progetto Ri-Val (Rigenerazione e Valorizzazione): una misura che ha censito 467 alloggi inutilizzati nei Comuni trentini con l’obiettivo di riqualificarne 300 e reimmetterli sul mercato a canone moderato (calmierato del 30% rispetto al mercato libero) o con opzione di riscatto. Misure operative che si

integrano con le direttive del Piano Casa da centomila alloggi in dieci anni, un impegno a lungo termine pensato per stimolare l’housing sociale privato attraverso leve fiscali e semplificazioni urbanistiche. Tuttavia, risanare qualche centinaio di appartamenti non basterà se le regole del mercato immobiliare continuano a spingere l’offerta esclusivamente verso la locazione turistica breve o la speculazione ad alto rendimento. La casa non può continuare a essere trattata esclusivamente come merce speculativa o bene di rendita a breve termine. Per la classe media la casa non è mai stata un lusso ma una necessità che spesso impegna per decenni le famiglie. Secondo gli esperti servirebbero tre cose poco appariscenti: cantieri con date verificabili, dati pubblici su sfitti e graduatorie (l’anagrafe regionale dell’Erp veneta va in questa direzione), criteri chiari su chi rientra nella fascia intermedia, anziani compresi. I proprietari di immobili vuoti dovrebbero valutare un canone concordato. I Comuni possono accelerare permessi e bandi, le imprese pensare alloggi per i propri dipendenti. A noi cittadini spetta chiedere conto dei tempi, perché una casa promessa tra cinque anni non risolve l’affitto di quest’inverno.

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• Alessandro Cesarato

ASCOLTA ORA di Padova Est è una testata giornalistica di proprietà di

ASCOLTACI IN Questa edizione raggiunge le zone di Ponte San Nicolò, Noventa Padovana, Vigonza e Saonara per un numero complessivo di 11.505 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Srl Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 32199

Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin - formato da 26 edizioni locali mensilmente recapitato a 575.000 famiglie del Veneto e del Trentino

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Emergenza casa/1. L’analisi del fenomeno da parte del sindaco Gianmaria Boscaro

VIGONZA CRESCE MA LE CASE SCARSEGGIANO: LA SFIDA DELL’ABITARE “I l tema della casa oggi riguarda da vicino anche Vigonza, ma presenta caratteristiche particolari rispetto a quelle del capoluogo Padova”. A dirlo è il sindaco di Vigonza Gianmaria Boscaro, che fa l’analisi della situazione sul suo territorio. “Negli ultimi cinque anni - dice il primo cittadino - il valore delle abitazioni sul nostro territorio è cresciuto in maniera importante. È il risultato anche della crescente attrattività di Vigonza: un Comune vicino a Padova, ma nel quale è ancora possibile vivere in un contesto meno densamente urbanizzato, con molto verde, servizi alle famiglie, scuole, impianti sportivi e collegamenti sempre più integrati con la città”. I dati demografici sono significativi. Vigonza è passata dai 22.930 residenti del 2019 ai 23.465 del 2025, con oltre 500 abitanti in più. È un andamento rilevante in un periodo nel quale la popolazione veneta è rimasta sostanzialmente stabile e si inserisce in un fenomeno più ampio che interessa l’area padovana: negli ultimi decenni una parte della popolazione si è progressivamente spostata dal capoluogo verso i Comuni della cintura urbana. “Vigonza - dice Boscaro - è diventata quindi sempre più un territorio nel quale scegliere di vivere e investire nell’acquisto della propria abitazione. Anche l’arrivo di nuclei

familiari con una capacità reddituale medio-alta e interessati all’acquisto della casa ha contribuito a rendere il mercato immobiliare più competitivo. Questo è certamente un elemento positivo dal punto di vista dell’attrattività del territorio, ma produce anche una conseguenza che dobbiamo tenere presente: per una giovane coppia o per

una famiglia con un reddito medio o medio-basso acquistare oggi una casa a Vigonza è diventato molto più impegnativo rispetto a qualche anno fa”. Parallelamente esiste un secondo problema: gli alloggi disponibili in affitto sono pochi. Vigonza ha storicamente un mercato immobiliare molto più orientato alla proprietà della casa che alla

locazione. Chi cerca un’abitazione in affitto incontra quindi prima di tutto un problema di disponibilità, oltre che di costo. Quando sul mercato arriva un appartamento adatto a una famiglia, la domanda è spesso elevata. Ed è proprio qui che si inserisce il tema dell’emergenza abitativa. Il Comune dispone di un patrimonio importante di edilizia residenziale pubblica: circa 132 alloggi Erp, ai quali si aggiungono 6 minialloggi comunali destinati alle situazioni di emergenza. “Negli anni - dice Boscaro - abbiamo portato avanti una politica di assegnazione e di utilizzo di questo patrimonio cercando di dare risposte concrete alle famiglie che si trovavano in condizioni di maggiore difficoltà. Gli alloggi pubblici rappresentano però una risorsa necessariamente limitata e non possono, da soli, rispondere alla totalità delle esigenze presenti sul territorio. La sfida dei prossimi anni sarà continuare a rendere Vigonza un territorio attrattivo, con servizi, scuole, verde e qualità della vita, senza lasciare indietro quelle famiglie per le quali trovare o mantenere una casa sta diventando sempre più difficile”. Molto dipenderà anche dalle dinamiche che si svilupperanno a Padova e nei suoi quartieri periferici. • Alessandro Abbadir

Famiglie numerose e case piccole: l’altra emergenza del vigotino

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na delle situazioni più complesse, che riguarda Vigonza come molti altri Comuni della provincia di Padova, è quella dei nuclei familiari numerosi. Il problema nello specifico interessa anche diverse famiglie straniere: alla difficoltà economica si aggiunge infatti la necessità di trovare abitazioni sufficientemente grandi per nuclei di cinque, sei o più componenti. In questi casi il problema non è soltanto avere un alloggio pubblico libero. È necessario perciò che quell’alloggio abbia

una metratura e un numero di stanze compatibili con la dimensione della famiglia. Il patrimonio Erp a disposizione dei Comuni è invece composto in larga parte da abitazioni di dimensioni medio-piccole e non sempre consente di trovare una soluzione adeguata. “È uno - spiega il sindaco di Vigonza Gianmaria Boscaro - degli aspetti più difficili dell’emergenza casa: anche quando il Comune prende in carico una situazione di fragilità, non sempre dispone materialmente dell’immobile adatto per dare una

risposta immediata. Per questo la politica della casa non può essere affrontata esclusivamente dai singoli Comuni. Dobbiamo continuare a recuperare e rendere disponibili gli alloggi Erp esistenti, aumentare dove possibile il patrimonio pubblico e sostenere le famiglie in difficoltà, ma serve contemporaneamente una politica regionale e nazionale capace di favorire una maggiore disponibilità di abitazioni in affitto”. • (A.A.)

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7 Emergenza casa/2. Intervento del Presidente Ater Gianfranco Vezzaro sulla situazione provinciale

“PRIORITÀ AL RECUPERO DEGLI ALLOGGI SFITTI E RISPOSTE ALLE FASCE MEDIE”

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ulla questione dell’emergenza casa a livello provinciale interviene il presidente dell’Ater di Padova Gianfranco Vezzaro (in foto). “La domanda abitativa è forte e non possiamo pensare che la risposta passi esclusivamente dalla costruzione di nuovi edifici - dice. Il primo patrimonio su cui dobbiamo lavorare è quello che già possediamo. Per questo il nuovo consiglio di amministrazione ha indicato tra le priorità, il recupero

degli alloggi oggi non disponibili e il completamento degli interventi già programmati. Ogni appartamento che riusciamo a recuperare e riassegnare rappresenta una risposta concreta a una famiglia. Ci sono ancora molti appartamenti sfitti perché bisognosi di manutenzione”. Vezzaro poi sottolinea come si intende procedere dopo il Pnrr. ”Il Pnrr - dice - ha rappresentato un’opportunità straordinaria, ma non possiamo pensare che la manutenzio-

ne del patrimonio pubblico dipenda soltanto da finanziamenti eccezionali. L’obiettivo del Cda è ridurre progressivamente il tempo che intercorre tra la riconsegna di un’abitazione e la sua nuova assegnazione”. Vezzaro interviene sulla messa in vendita degli alloggi. “La vendita - spiega - non deve essere considerata un obiettivo in sé e certamente non significa rinunciare alla funzione sociale di Ater. Deve essere uno strumento di gestione e razionalizzazione del patrimonio. Ci sono immobili per i quali può essere più conveniente procedere alla dismissione piuttosto che sostenere costi elevati di recupero e gestione. Il criterio che vogliamo seguire è molto semplice: non vendere per fare cassa, ma gestire il patrimonio, concentrando le risorse sugli immobili che possono continuare a svolgere efficacemente la loro funzione abitativa e sociale”. Sull’Ater però non può dare risposte alle principali necessità attuali di tante fasce della popolazione. “Esiste una fascia crescente - dice Vezzaro - di persone che non posseggono i requisiti

per accedere all’edilizia residenziale pubblica: giovani coppie, lavoratori con redditi normali, famiglie monoreddito e anziani soli. Ater, però, opera all’interno di regole e requisiti stabiliti dalla normativa e non può modificarli autonomamente. Per questa fascia occorre quindi costruire, insieme a Regione e Comuni, strumenti diversi dall’Erp tradizionale: housing sociale, locazioni a canone sostenibile e nuove

forme di collaborazione tra pubblico e privato. Tra la casa popolare e il mercato libero si è aperto uno spazio sempre più ampio: è lì che le politiche pubbliche dovranno trovare nuove risposte”. Infine sul rapporto con il territorio: “Ater non può limitarsi a gestire edifici, deve essere un interlocutore dei territori nelle politiche dell’abitare”. • Alessandro Abbadir

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Noventa Padovana, prezzi più abbordabili sul mercato dell’usato

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costi degli affitti anche a Noventa Padovana sono diventati pressoché impossibili per le tasche delle famiglie medie e delle giovani coppie. Per 70 metri quadrati si arriva a spendere complessivamente anche oltre 850 euro. Per quanto riguarda invece le compravendite, i prezzi sono abbordabili sul patrimonio usato. A fare il punto del mercato immobiliare è Alberto Crepaldi, referente dell’agenzia immobiliare Veneto Case di Noventa Padovana. “La situazione nel mercato immobiliare di Noventa, Noventana, Oltrebrenta e della zona di Vigonza - dice - è molto cambiata nel corso degli ultimi anni. Un tempo trovare un affitto per una famiglia era ancora possibile, ora invece è molto difficile, quasi impossibile. Il mercato delle case nuove è rivolto a chi ha redditi di un certo rilievo, mentre quello delle case

che hanno già 30 o 40 anni è più abbordabile”. Si sta facendo strada anche nell’hinterland di Padova, e quindi a Noventa Padovana e Vigonza, il fenomeno degli affitti brevi o comunque di durata non superiore a un anno. Più che ai turisti, è rivolto agli studenti universitari. “Questi - conclude Crepaldi - pagano 400 euro per una stanza. Non siamo ai livelli di Milano, ma ci si avvicina. Non credo possa andare avanti così”. Altri agenti immobiliari della zona fanno capire che, se la situazione non cambierà, diventerà insostenibile e si assisterà al collasso del mercato. A farsi avanti per case di 70-80 metri quadri e anche più grandi sono italiani, ma anche tante famiglie di stranieri con figli. • (A.A.)

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PONTE SAN NICOLÒ

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Il progetto. La struttura ospiterà anche l’ufficio cultura e sarà collegata agli spazi per bambini

2,5 MILIONI PER LA BIBLIOTECA “LIBRO APERTO” DI VILLA CRESCENTE, CANTIERE IN PRIMAVERA D ue milioni e mezzo di euro per la nuova biblioteca. È il passo decisivo per completare il polo letterario di Villa Crescente. La Giunta ha approvato il progetto definitivo del nuovo edificio, che sarà realizzato nel parco accanto alla villa storica. I lavori dovrebbero partire in primavera. È un progetto che arriva dopo anni di modifiche e rinvii. Il recupero di Villa Crescente è iniziato nel 2016, dopo l’acquisto dell’immobile da parte del Comune nel 1996. Nel dicembre 2021 era stato approvato un secondo stralcio che comprendeva anche la biblioteca, con una spesa prevista di 1,6 milioni di euro. L’aumento dei costi delle opere pubbliche ha però imposto una revisione. Nel 2024 il progetto è stato nuovamente rimodulato, separando la biblioteca dall’intervento sull’annesso rustico. La biblioteca rappresenta adesso il terzo stralcio del polo letterario. Il rustico seguirà invece un percorso distinto. Sarà destinato all’area bambini grazie a un

finanziamento ottenuto nell’ambito della Strategia di sviluppo urbano sostenibile dell’Area urbana di Padova. La biblioteca sarà affacciato sul parco e collegato alla villa. L’idea progettuale è quella di un «libro aperto» verso il verde. Oltre agli spazi per la biblioteca, ospiterà anche l’ufficio cultura del Comune. L’obiettivo è concentrare nello stesso polo il servizio

bibliotecario e le attività culturali. La scelta di completare il progetto viene sostenuta anche dai numeri. La biblioteca registra circa 30.000 prestiti all’anno, a fronte di una popolazione di circa 13.000 abitanti. Più di due prestiti per residente. Un dato che, secondo l’Amministrazione, conferma l’utilizzo del servizio e la necessità di spazi più

adeguati. Il progetto è stato ereditato dalla precedente Amministrazione guidata dal sindaco Martino Schiavon e mantenuto dall’attuale Giunta, che lo ha aggiornato alle esigenze attuali e alle nuove condizioni economiche. Nel percorso di revisione sono stati coinvolti anche gli operatori della biblioteca, chiamati a indicare esigenze e criticità emerse

nell’attività quotidiana. “Finalmente il progetto della nuova biblioteca entra nella sua fase concreta», afferma il sindaco Gabriele De Boni, «abbiamo scelto di non abbandonare un’idea importante, ma di aggiornarla sulla base delle esigenze di oggi”. De Boni respinge anche le critiche sul costo dell’intervento: “I numeri ci dicono che la biblioteca è utilizzata. Una biblioteca oggi non è soltanto un luogo dove si conservano libri, ma uno spazio di studio, incontro e comunità”. Nel progetto rientra anche la riqualificazione del parco. Nel prossimo anno è prevista la sistemazione dell’area giochi, con l’obiettivo di creare un unico spazio pubblico per cultura, lettura, famiglie e socialità. Dopo anni di stralci e aggiornamenti, il Comune punta ora ad aprire il cantiere della nuova biblioteca nella primavera del 2027. • Alessandro Cesarato

IN ARRIVO 50MILA EURO PER FAMIGLIE E RAGAZZI

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uasi 50 mila euro per potenziare i servizi rivolti a bambini, ragazzi e famiglie. È il valore complessivo di “Occhio che C’entro - opportunità per famiglie e ragazzi”, il progetto finanziato con 25 mila euro dalla Fondazione Cassa di risparmio di Padova e Rovigo attraverso il bando “Oltre la campanella 2026-2027” e con altri 24.400 euro messi a disposizione dal Comune. L’intervento prevede innanzitutto il raddoppio delle aperture settimanali dei due centri aggregativi comunali The Box e The Box Teen. Entrambi passano da un pomeriggio a due pomeriggi alla settimana.

Le aperture complessive salgono così da due a quattro, aumentando le occasioni di incontro, socializzazione e attività per preadolescenti e adolescenti. Il progetto interviene anche sul fronte del sostegno alle famiglie, con il potenziamento dei servizi di pre e doposcuola. L’obiettivo è offrire un supporto concreto nella gestione degli orari quotidiani, facilitando la conciliazione tra gli impegni lavorativi dei genitori e i tempi della scuola. “L’investimento complessivo ci consente di ampliare gli interventi rivolti alle nuove generazioni” sottolinea il sindaco Gabriele De Boni, “la capacità

di intercettare finanziamenti esterni permette di affiancare ulteriori risorse a quelle comunali e di rafforzare i servizi”. Aggiunge l’assessore all’istruzione e alle politiche educative Davide Giacometti: “Il pre e doposcuola rappresenta per molte famiglie un supporto essenziale nell’organizzazione della giornata”. Il progetto punta quindi a intervenire sia sulla dimensione aggregativa, attraverso i centri per ragazzi, sia sulle esigenze organizzative delle famiglie. • (A.C.)

Davide Giacometti

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PONTE SAN NICOLÒ

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Il caso. La controversia riguarda oltre 103mila euro di canoni arretrati

IL COMUNE RICORRE IN CASSAZIONE CONTRO INWIT PER I CANONI I l Comune prepara il ricorso in Cassazione contro la sentenza della Corte d’appello di Venezia che ha dato ragione a Infrastrutture Wireless Italiane (Inwit) nel contenzioso sui canoni per due aree comunali per ospitare impianti di telefonia mobile. Con una recente delibera, la Giunta ha autorizzato il sindaco Gabriele De Boni a proporre l’impugnazione e affidato il patrocinio all’avvocato Giovanni Ferasin, di Casa & Associati di Vicenza. La vicenda riguarda un’area comunale di via Faggin, concessa nel 1998 e regolata dal contratto del settembre 2015, scaduto ad agosto 2024, e un terreno di viale del Lavoro, concesso nel 2009 con contratto rinegoziato nel 2016, scaduto a dicembre 2025. I due rapporti sono nella gestione di Inwit. Dal 2018, secondo la delibera, la società ha smesso di versare i canoni concordati. Nel dettaglio 8.000 euro l’anno per via Faggin e 16.000 euro per viale del Lavoro. Inwit ha sostenuto di dovere pagare invece il minimo previsto dalla normativa sulle comunicazioni elettroniche, pari a 516,46 euro. Il Comune ha quantificato il proprio credito in 103.199,11 euro, di cui 56.515,55 euro per via Faggin, dal 2018 al 2023, e 46.683,56 euro per viale del Lavoro, dal 2021 al 2023. Le richieste di pagamento di giugno 2022 non hanno avuto esito. Nel 2023 il Comune ha ottenuto dal tribunale di Padova un decreto ingiuntivo. Inwit si è opposta, ma il tribunale, con sentenza pubblicata a settembre 2025, ha respinto le richieste della società, confermando il decreto e condannandola a pagare oltre 14.000 euro di spese legali. Respinte anche le contestazioni su competenza, prescrizione e clausole contrattuali. Inwit ha quindi fatto appello. Con la sentenza pubblicata a luglio, la Corte d’appello di Venezia ha accolto l’impugnazione, ha ribaltato la decisione del tribunale e compensato le spese dei due gradi. Nella relazione del 29 luglio, i legali del Comune hanno indicato il ricorso in Cassazione, contestando l’interpretazione della normativa sulle somme dovute per gli impianti, richiamando anche una recente pronuncia della Cassazione e una successiva decisione di merito, sostenendo che la questione non sia ancora univocamente definita. Il Comune, intanto, guarda anche al futuro delle due aree. Poiché entrambe le concessioni sono scadute, la giunta ha disposto di notificare a Inwit una diffida alla riconsegna dei terreni, chiedendo la rimozione degli impianti e il ripristino dello stato dei luoghi. La controversia riguarda quindi sia le somme richieste sia la permanenza degli impianti. • Alessandro Cesarato

Pace, volontariato e sport animano il parco vita

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l parco vita, a fine settembre, è diventato il luogo dell’incontro e della partecipazione. La Festa delle associazioni e del volontariato ha riunito anche “Ponte per la Pace” e “Ponte in Gioco”. La mattina è stata dedicata a “Ponte per la Pace”, tappa del Giro d’Italia per la Pace promosso dalla Fondazione PerugiAssisi per la Cultura della Pace. Laboratori, musica, libri, testimonianze e attività hanno coinvolto grandi e piccoli. Un ponte costruito insieme e la piantumazione di un albero hanno lasciato due segni concreti della giornata. Nel pomeriggio sono entrate in scena le associazioni e le società sportive. Più di 50 realtà sannicolesi hanno proposto giochi, laboratori, dimostrazioni ed esibizioni, permettendo ai cittadini di conoscere da vicino attività e persone che qui tengono viva la comunità. Non una semplice vetrina ma un’occasione per vedere quanta parte della vita del paese passa attraverso il volontariato, lo sport, la cultura e l’impegno di tante persone. Dietro ogni associazione ci sono tempo, energie e disponibilità dedicate agli altri. “Una comunità è più forte quando partecipa, si incontra e costruisce insieme” sottolinea il sindaco Gabriele De Boni, ringraziando associazioni, volontari e cittadini. La partecipazione è stata la cifra della giornata: stare insieme, provare un’attività, ascoltare, giocare, conoscere le realtà del territorio. Dalla pace allo sport, dai laboratori ai giochi, il parco vita ha raccontato così una comunità che si mette in movimento. Per un giorno, ma con il lavoro di tutto l’anno alle spalle. • (A.C.)


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NOVENTA PADOVANA

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L’edizione. Un evento che mescola cucina popolare e intrattenimento

FOLPO 2026, DAL 22 AL 27 OTTOBRE LA FESTA SI FA TRA GUSTO E MUSICA D al 22 al 27 ottobre, il centro di Noventa Padovana si prepara ad accogliere una delle manifestazioni autunnali più attese del Veneto. La regina della tavola resta l’antica ricetta del polpo bollito e condito con aglio, olio e prezzemolo, servito nei chioschi tradizionali e nelle undici bettole allestite per l’occasione. Ma la fiera non è solo gastronomia. L’edizione 2026 punta forte sul rinnovamento e sull’intrattenimento, trasformando il paese in un grande dancefloor a cielo aperto. Sono ben 28 gli artisti e i DJ coinvolti, distribuiti su tre palchi principali: dal Main Stage del Campo dei Tosi alla vivace Corte dei Bacari, fino all’innovativo spazio vintage dello Squero dei Pescatori. Non mancherà, la domenica mattina, il particolare appuntamento del Folpo Breakfast Club per vivere la colazione a ritmo di musica. L’amministrazione comunale ha confermato la linea ecologica intrapresa

negli scorsi anni. Per tutelare il mare e l’ambiente, la manifestazione è totalmente plastic-free: vige il divieto assoluto di usare stoviglie e posate in plastica o di servire bevande in vetro, privilegiando esclusivamente materiali compostabili e riciclabili. Il sindaco Marcello Bano ha saputo in questi anni trasformare un evento casereccio, già molto noto per la verità, in un festival che sa richiamare da mezzo Veneto. “Lo avevamo promesso durante il Covid - spiega Bano - a noi stessi ed ai cittadini di Noventa Padovana: rilanciare e far crescere la manifestazione, è un ordine che ci siamo dati e che con soddisfazione possiamo rivendicare di aver raggiunto. Bano ha inoltre sottolineato l’importanza di rinnovare la tradizione unendo la cucina popolare ai linguaggi contemporanei della musica e della socialità.Di qui nascono gli eventi dance e quest’anno anche una “soft clubbing breakfast” cioè la domanica mattina un evento che inizia dalle 9 di

mattina circa e che consiste nel servire al pubblico cappuccini e brioches con musica soffusa, che permette ai ragazzi in particolare di fare quattro chiacchiere e vivere una atmosfera appunto, soft, ma da club. Ecco il programma: Giovedì 22 ottobre - ElettroFolpo. Il viaggio parte con due nomi di primo piano della scena house: Albert Marzinotto e Walterino, per una serata che mette subito al centro groove e cultura del clubbing. Venerdì 23 ottobre - LadyFolpo. Sarà una notte tutta al femminile con quattro DJ: Ika Faccioli, Sister Gloria, Silvia Curls e Gloria Fregonese, protagoniste di una programmazione che unisce stili e personalità differenti. Sabato 24 ottobre - FolpoLoco e FolpoBunny. Spazio ai format Folpo Loco, Folpo Bunny e alle contaminazioni latine con Ali Selecta e con XREITO, format che porta sul palco l’energia dell’Urban Reggaeton tra DJ set, live, danza e le voci di Batta e Sandritta. Domenica 25 ottobre – TechnoFolpo

e Fopo Vibes. La Fiera incontra due figure storiche della consolle, Cirillo e Fabrice, per una notte dedicata alle radici e all’evoluzione della musica elettronica, dalla piramide del Cocoricò ai club più calienti di Ibiza. Lunedì 26 ottobre – Folpo Time Machine e 24milabaci di Folpo. La festa continua con MC Matt, che accompagnerà tutti dentro la storia della musica elettronica dagli esordi ad oggi, e con la L’assessore Davide Iafelice e il sindaco Marcello Bano celebre coppia padovana Christian De Sieno e Flavio Gioia, tra DJ del reggae veneto. Per chiudere sei set, voce e grande coinvolgimento del giorni di musica con due personalità pubblico. Martedì 27 ottobre – House of profondamente diverse, unite dalla Folpo e Sir Oliver Skardy. Grande finale capacità di trasformare ogni esibizione con il format House of Folpo e uno dei in una straordinaria esperienza collettiva. padrini della disco italiana, Ralf, e Folpo • Alberto Gottardo Jammin con Sir Oliver Skardy, pioniere

A scuola arriva lo Spazio ascolto gratuito per studenti, genitori e insegnanti

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al 14 ottobre, all’interno dell’Istituto Comprensivo G. Santini di Noventa Padovana, sarà attivo lo “Spazio ascolto a scuola”, un servizio gratuito pensato per offrire ascolto, consulenza psico-educativa e orientamento a studenti, genitori e insegnanti. L’iniziativa rientra nel progetto “Semi di crescita – Scuola, famiglia e territorio per il benessere dei minori”, promosso dal Settore Politiche Giovanili del Comune di Noventa Padovana e dalla Cooperativa sociale Co.Ge.S. Don Milani. Il progetto nasce con l’obiettivo di sostenere i bisogni educativi, relazionali e sociali dei minori

e delle loro famiglie, valorizzando la scuola come luogo di crescita e di prevenzione delle situazioni di disagio. Lo Spazio ascolto sarà un luogo riservato nel quale poter parlare con un professionista, confrontarsi su una diff icoltà o cercare un punto di vista diverso. Per i genitori potrà essere l’occasione per affrontare dubbi educativi e fatiche nelle relazioni con i figli; gli studenti della scuola secondaria di primo grado avranno uno spazio dedicato alle proprie emozioni e alle difficoltà legate alla scuola, alla crescita o alle relazioni; gli insegnanti potranno confrontarsi

sulle dinamiche di classe e sulle relazioni con alunni e famiglie. Per gli studenti della scuola secondaria l’accesso può avvenire su richiesta volontaria del ragazzo o della ragazza, su invio degli insegnanti quando viene rilevata una situazione che merita un approfondimento, oppure attraverso una segnalazione dei Servizi Sociali. Per l’accesso dei minori è necessario il consenso informato firmato da entrambi i genitori. È importante chiarire che lo Spazio ascolto non è un servizio di psicoterapia. Si tratta di una consulenza breve, pensata per individuare precocemente eventuali difficoltà e,

quando necessario, favorire l’attivazione delle risorse più adatte. Il servizio opera nel rispetto della privacy e del segreto professionale. Lo Spazio ascolto sarà disponibile per tutto l’anno scolastico 2026/2027, ogni mercoledì dalle 12.30 alle 14.30, presso l’IC G. Santini, Aula Pegaso, in via Valmarana 33. Il servizio è gratuito e si accede su prenotazione scrivendo a spazioascolto@icsantini.edu.it. A scuola sarà inoltre disponibile una cassettina esterna allo spazio, facilmente accessibile e utilizzabile in forma anonima, per lasciare una richiesta.

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NOVENTA PADOVANA

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Volontariato. Il Gruppo Protezione Civile celebra il traguardo

40 ANNI AL FIANCO DELLA COMUNITÀ H a compiuto 40 anni il Gruppo Protezione Civile di Noventa Padovana, fondato nel 1986 dal compianto sindaco Renato Nalesso. La ricorrenza è stata celebrata a fine settembre in un evento aperto alla cittadinanza. Ai saluti di rito hanno partecipato, accanto al sindaco Marcello Bano e al suo vice Nicola Cannistraci, anche gli altri primi cittadini che si sono succeduti alla guida del Comune negli ultimi quattro decenni. È stata poi ripercorsa brevemente la storia del gruppo, protagonista di importanti interventi di soccorso alle popolazioni delle zone colpite da calamità naturali. Dal terremoto in Abruzzo del 2009 all’indimenticata alluvione dell’anno successivo, che ha visto i volontari noventani impegnati soprattutto nei comuni della Bassa Padovana, in particolare Casalserugo e Ponte San Nicolò. Nel 2017 sono tornati in Abruzzo per affrontare l’emergenza neve. Nel 2018 e nel 2019 sono intervenuti ad Auronzo di Cadore, dove hanno contribuito a ripristinare i sentieri di montagna distrutti dalla tempesta Vaia. Nel 2020 sono stati in prima linea durante l’emergenza Covid, presidiando i centri di vaccinazione, consegnando materiale didattico nelle scuole e distribuendo

Il neonato gruppo di Protezione Civile di Noventa Padovana nel 1986

mascherine alla popolazione. Nel 2023 sono intervenuti in Emilia, ancora una volta per fronteggiare le conseguenze di una drammatica alluvione. Accanto a questi interventi straordinari, il gruppo ha portato avanti le attività ordinarie, con i volontari impegnati quotidianamente a garantire servizi pubblici indispensabili: dall’educazione alla sicurezza nelle scuole alla rimozione di alberi caduti o pericolanti, dal monitoraggio e controllo degli argini al

presidio durante grandi manifestazioni come la Fiera del Folpo. Chi non ha mai smesso di dedicarsi gratuitamente al servizio degli altri è stato quindi premiato dal sindaco con un attestato di merito. A partire dal già citato sindaco Nalesso, che ha ricevuto il riconoscimento alla memoria insieme agli altri volontari scomparsi nel corso degli anni: Giuseppe Sorgato, Elia Pedron, Giuliana Mascioli, Vincenzo Barison e Adolfo Capuzzo.

La benemerenza per i 40 anni di servizio è stata conferita a Fabio Borina, Roberto Granziero, Francesco Levorato, Paolo Rizzi e Pietro Lion, il volontario più anziano ancora in attività in tutta la provincia di Padova. Quest’ultimo era stato insignito del titolo di Cavaliere della Repubblica all’indomani dell’esperienza del Covid, in rappresentanza dei volontari che si erano spesi durante quel difficile periodo. Sono stati infine premiati i tre coordinatori che hanno guidato il gruppo:

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• Redazione Padova

SAPORI D’AUTUNNO IN PRATO DELLA VALLE 13 - 14 - 15 novembre 2026

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Francesco Levorato, dal 1986 al 2009, Gianfranco Buratto, dal 2010 al 2013, e Nicola Brugnolo, in carica dal 2014. “Il nostro solenne ringraziamento a chi c’è sempre stato e a chi purtroppo non c’è più – ha dichiarato il vicesindaco con delega alla Protezione Civile Nicola Cannistraci – è davvero poca cosa se paragonato ai lunghi anni di impegno che queste persone hanno riservato alla nostra comunità, senza chiedere nulla in cambio. La Protezione Civile si vede soprattutto quando arriva un’emergenza, ma il suo lavoro comincia molto prima: nella formazione, nella prevenzione, nelle esercitazioni e nella disponibilità a intervenire quando serve. Questo anniversario è l’occasione per riconoscere pubblicamente il valore di una presenza che da quarant’anni fa parte della vita di Noventa Padovana. Ringrazio in particolare Nicola Brugnolo, sempre in prima linea con la sua esperienza e umiltà, e tutto il settore Polizia Locale per il supporto nell’organizzazione di questa giornata. Ma soprattutto, dal profondo del cuore, grazie ai volontari: per quello che avete fatto e continuate a fare per il nostro paese”.

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VIGONZA

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I dati. Copertura FTTH salita da circa il 35% del 2023 al 77,6% nel 2026

LA CITTÀ ACCELERA SULLA FIBRA forte ricaduta sulla qualità della vita delle famiglie – aggiunge l’assessore alle Politiche Sociali Giulia Valveri –. Oggi una connessione veloce significa poter studiare, lavorare, accedere ai servizi della pubblica amministrazione e utilizzare sempre più servizi sanitari e sociali digitali. Ridurre le differenze di connettività tra le diverse zone del Comune significa quindi rendere il nostro territorio più accessibile e offrire a tutti maggiori opportunità”. Il Comune continuerà a monitorare l’avanzamento degli interventi e a fornire aggiornamenti sulle nuove vie nelle quali la fibra

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rosegue a Vigonza l’estensione della rete in fibra ottica FTTH, la tecnologia che porta la fibra direttamente fino alle abitazioni e alle attività. Secondo i dati aggiornati sulla copertura, nel 2026 il 77,6% delle famiglie risulta raggiunto dalla FTTH, un dato che evidenzia la forte crescita dell’infrastruttura digitale sul territorio comunale. Un avanzamento particolarmente significativo se confrontato con il 2023, quando erano circa 3.000 le unità immobiliari già cablate, corrispondenti indicativamente a circa il 35% del territorio preso allora a riferimento. Gli ultimi interventi hanno portato alla vendibilità

della fibra in via Rigoni Stern e nelle aree servite dagli armadi 5 e 10 di Pionca, interessando le vie Ampezzon, Meucci, Caltana, Campolino, Carso, Cognaro, Quattroca’, Zero, Selvatico e Speronella Dalesmanini. Sono inoltre in completamento i lavori in via Bonaventura da Peraga, dove la fibra dovrebbe diventare vendibile nei prossimi mesi, mentre entro ottobre sono previsti ulteriori interventi in viale Vittorio Veneto, via Bixio, via San Francesco e via Diaz. “In tre anni siamo passati da una copertura indicativa di circa il 35% al 77,6%: è un salto molto importante che dimostra quanto il lavoro di questi anni stia pro-

gressivamente portando la fibra nelle diverse frazioni di Vigonza – dichiara il sindaco Gianmaria Boscaro –. Abbiamo sempre considerato la connettività una vera infrastruttura del territorio, al pari delle altre reti. Significa dare alle famiglie connessioni più efficienti, consentire lo smart working e l’accesso ai servizi digitali e, soprattutto, rendere Vigonza più attrattiva e competitiva per attività e imprese. Il lavoro non è concluso: continueremo a seguire le nuove estensioni affinché la copertura possa raggiungere progressivamente anche le zone oggi ancora escluse”. “La diffusione della fibra ha anche una

Festeggiati i quarant’anni di protezione civile

• Manuel Glauco Matetich

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uarant’anni al servizio delle persone e del territorio: Vigonza ha festeggiato la sua Protezione Civile. Un pilastro per la sicurezza, la solidarietà e l’impegno civile del territorio. Il comune di Vigonza ha celebrato un traguardo storico: i 40 anni di fondazione del Gruppo Comunale dei Volontari di Protezione Civile. Le celebrazioni ufficiali sono iniziate con una mattinata interamente dedicata a ripercorrere quattro decenni di interventi emergenziali, prevenzione e vicinanza ai cittadini. Nato nel 1986, il gruppo comunale rappresenta oggi una colonna portante della comunità vigontina. Dai grandi eventi meteo che hanno colpito la provincia di Padova fino alle emergenze nazionali che hanno scosso l’Italia, fino al costante monitoraggio del rischio idrogeologico, i volontari si sono sempre distinti per la prontezza operativa e per lo spirito di sacrificio e disponibilità. L’anniversario giunge in un anno cruciale per la sicurezza locale: il Comune ha recentemente provveduto a un importante aggiornamento del Piano di Protezione Civile comunale, ottimizzando le procedure di allerta e le tutele per le fasce fragili proprio a partire dall’esperienza e dalle criticità affrontate dai volontari sul campo. “Questi quarant’anni di attività di Protezione civile sono l’esempio più alto di cosa significhi il senso di comunità - dichiara il sindaco Gianmaria Boscaro -. Il ringraziamento dell’amministrazione e di tutta la cittadinanza va a quegli uomini e quelle donne che, spesso nel silenzio e in condizioni difficili, sacrificano il proprio tempo per la sicurezza di tutti noi. Festeggiare

diventerà disponibile. Ogni cittadino inoltre può verificare personalmente lo stato di connettività della propria abitazione su internet, ad esempio sul sito di Fibercop (www.fibercop. com), visualizzando la copertura, la tipologia di connessione e le relativa vendibilità. L’obiettivo è accompagnare l’estensione della rete su un territorio che conta 330 strade e oltre 121 chilometri di rete stradale comunale, favorendo una copertura sempre più capillare in tutte le frazioni.

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questo anniversario significa onorare il nostro passato ma, soprattutto, continuare a investire sulla formazione dei giovani e sulla cultura della prevenzione”. Le celebrazioni si sono articolate in diversi momenti istituzionali e di piazza, pensati per coinvolgere la cittadinanza e mostrare da vicino i mezzi e le specializzazioni del gruppo: alle ore 9.30 in piazza Zanella sono stati esposti i mezzi della Protezione Civile, a seguire alle ore 10 c’è stata la cerimonia ufficiale e i saluti istituzionali presso il teatro Quirino De Giorgio, alla presenza del sindaco Gianmaria Boscaro, del coordinatore del Gruppo e delle autorità civili e militari, verrà illustrata la storia del Gruppo, il programma delle attività e saranno consegnati i riconoscimenti e gli attestati ai volontari storici e a chi ha contribuito alla crescita del Gruppo in questi 40 anni. • (M.G.M.)

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VIGONZA

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La richiesta. Si punta a un centro diurno e a una futura Rsa

PREMIO PIO LA TORRE A GIANMARIA BOSCARO I mportante affermazione a livello nazionale per l’amministrazione comunale di Vigonza e per il suo primo cittadino, Gianmaria Boscaro, che ha vinto la decima edizione del Premio Pio La Torre per la categoria amministratori pubblici. La cerimonia di consegna del premio si è tenuta questa mattina nella Sala Borsa di Bologna, a conclusione del convegno “Legalità e lotta alla corruzione. Per la difesa delle Istituzioni pubbliche e la tutela dei diritti di lavoratrici e lavoratori e di cittadine e cittadini”, organizzato nell’ambito della Summer School “Lavoro e Legalità” dell’Università di Bologna. Promosso da Avviso Pubblico, CGIL nazionale e FNSI (Federazione Nazionale Stampa Italiana), il Premio è dedicato alla memoria del dirigente politico e sindacalista ucciso da Cosa Nostra il 30 aprile 1982 insieme a Rosario Di Salvo. L’iniziativa valorizza e dà visibilità agli amministratori locali, sindacalisti, giornalisti e dipendenti pubblici che si sono distinti nella difesa delle Istituzioni, nel contrasto alle mafie e alla corruzione, e nella promozione della cultura della responsabilità e della

trasparenza. Gianmaria Boscaro è stato insignito del premio principale per la sua categoria, condiviso a livello nazionale con gli altri vincitori delle rispettive sezioni: il giornalista Attilio Bolzoni e il sindacalista Giovanni Gioci. “Ricevere il Premio Pio La Torre è per me un onore profondo e una grande responsabilità. Pio La Torre ha pagato con la vita il suo impegno contro la mafia e in difesa della democrazia, ricordandoci che la legalità non è un principio astratto: per

chi amministra significa trasparenza, rigore, coraggio nelle scelte e tutela quotidiana dell’interesse pubblico”,dichiara il sindaco di Vigonza Gianmaria Boscaro. “Condivido questo riconoscimento con tutta la comunità di Vigonza, con gli amministratori, i dipendenti comunali, le Forze dell’Ordine, le associazioni e i cittadini che contribuiscono ogni giorno a costruire istituzioni credibili e un territorio più sicuro e giusto. Essere premiato insieme ad Attilio Bolzoni e Giovanni Gioci rende questo momento ancora più significativo. Ringrazio la giuria, Avviso Pubblico, la CGIL e la FNSI. Considero questo premio non un punto di arrivo, ma uno stimolo a proseguire con ancora maggiore determinazione nel servizio alla mia comunità e nella difesa della legalità”, conclude Boscaro. “Ricevere il Premio Pio La Torre è un onore immenso, che condivido con l’intera comunità di Vigonza, con la Giunta e con tutti i dipendenti comunali che ogni giorno lavorano con dedizione e trasparenza al servizio dei cittadini”. • Manuel Glauco Matetich

Doposcuola, oltre 19mila euro per tariffe agevolate fino al 50% alle famiglie

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igonza rafforza il sostegno alle famiglie per la frequenza dei servizi di doposcuola nell’anno scolastico 2026/2027. Grazie alla partecipazione al bando “Oltre la Campanella” della Fondazione Cariparo, con il progetto “Apprendere Insieme. Attività di doposcuola anno 2026/2027”, al Comune di Vigonza è stato riconosciuto un contributo di 19.269 euro, che sarà interamente destinato a ridurre le tariffe sostenute dalle famiglie con redditi più bassi. Le agevolazioni saranno parametrate all’ISEE e riguarderanno le famiglie con un indicatore fino a 25.000 euro. Sono previste tre fasce: fino a 10.650 euro, da 10.651 a 18.000 euro e da 18.001 a 25.000 euro. In relazione alla tariffa applicata dal soggetto che organizza il servizio, la riduzione potrà arrivare fino al 50% del costo orario per le famiglie appartenenti alla fascia ISEE più bassa. “Vogliamo intervenire in maniera concreta sulle spese che incidono ogni giorno sui bilanci familiari – dichiara il sindaco Gianmaria Boscaro –. Lo abbiamo già fatto con i centri estivi e oggi replichiamo questa impostazione per il doposcuola. Siamo riusciti a ottenere

oltre 19mila euro di risorse esterne che saranno destinati interamente alle famiglie attraverso la riduzione delle tariffe. Il doposcuola non è soltanto uno strumento importante per conciliare i tempi del lavoro e quelli della famiglia, ma rappresenta anche un’opportunità educativa, di studio e di socializzazione per i nostri ragazzi. L’obiettivo è fare in modo che la situazione economica non diventi un ostacolo all’accesso a questi servizi”. “Abbiamo voluto costruire un sistema che tenga conto della situazione economica delle famiglie – aggiunge il vicesindaco e assessore alla scuola Damiano Gottardello – creando tre fasce ISEE e relative riduzioni, arrivando fino al 50%. Proseguiamo così una linea già seguita con i centri estivi: intercettare risorse e trasformarle in un beneficio diretto per le famiglie. Il doposcuola svolge inoltre una funzione educativa importante, accompagnando bambini e ragazzi nello studio e integrando l’offerta scolastica, in particolare nei plessi nei quali non è presente il tempo pieno”. • (M.G.M.)

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SAONARA

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La richiesta. Si punta a un centro diurno e a una futura Rsa

Il Comune chiede alla Regione i posti per un centro diurno e una Rsa

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Saonara il tema dell’assistenza agli anziani non autosufficienti torna al centro del dibattito. Sul tavolo c’è un progetto concreto per potenziare i servizi dedicati alle persone fragili e alle loro famiglie, ma per trasformarlo in realtà serve anche un passaggio che spetta alla Regione Veneto. L’amministrazione comunale guidata dalla sindaca Michela Lazzaro attende infatti da tempo una risposta sulla possibilità di ottenere l’accreditamento dei posti necessari per sviluppare un’offerta residenziale e diurna sul territorio. “No, finora non mi è arrivata nessuna risposta”, ha spiegato la sindaca, ricordando come la questione sia già stata sottoposta agli assessori regionali competenti. “L’accreditamento dei posti per gli anziani ai Comuni è fermo da quattro anni ormai”. Secondo Lazzaro, il Comune potrebbe contare sulla disponibilità della Fondazione Ente Moscon, Ipab di Saonara, per dare concretezza al progetto. L’obiettivo immediato sarebbe quello di realizzare un centro diurno destinato agli anziani non autosufficienti, una struttura che potrebbe rappresentare

un sostegno importante soprattutto per le famiglie che quotidianamente si occupano dell’assistenza dei propri cari. “La Fondazione Ente Moscon, Ipab di Saonara, avrebbe a disposizione alcuni posti: se ci venissero sbloccati gli altri che abbiamo chiesto, potremmo realizzare un centro diurno, che già costituirebbe un sollievo per le famiglie. Con l’obiettivo di arrivare ad avere una Rsa”, ha dichiarato la sindaca. Il progetto si inserisce in un percorso già avviato dall’Ente Moscon, che ha individuato un’area nel cuore di Saonara, tra via Roma e via Bachelet. Qui potrebbe sorgere una nuova struttura pensata specificamente per le esigenze degli anziani non autosufficienti. L’ipotesi non si limita però al centro diurno. La prospettiva, se arrivasse dalla Regione l’assegnazione dei posti richiesti, sarebbe quella di affiancare al servizio diurno anche una struttura residenziale per anziani. È proprio questo il passaggio che oggi rappresenta il principale nodo da sciogliere. Il Comune e l’Ente Moscon possono infatti lavorare sul progetto e sulla disponibilità dell’area, ma l’accre-

ditamento dei posti è una competenza regionale. “Per la comunità sarebbe molto più utile un centro diurno per non autosufficienti, realizzato su una struttura di nuova costruzione pensata sulla base delle reali necessità degli ospiti non autosufficienti”, ha spiegato il presidente dell’Ente Moscon, Federico Gallo. A Saonara, dunque, il progetto è sul tavolo. Il Comune ribadisce la propria disponibilità a procedere, l’Ente Moscon ha messo a disposizione competenze e patrimonio e l’area è stata individuata. Ora l’attenzione è rivolta alla Regione. “Se ci venissero sbloccati gli altri posti che abbiamo chiesto”, ha ribadito Lazzaro, “potremmo realizzare un centro diurno”. E la prospettiva, nelle intenzioni dell’amministrazione, è quella di arrivare successivamente anche a una Rsa. La richiesta dell’amministrazione comunale è quindi quella di trasformare una possibilità già delineata in un servizio effettivo, capace di dare una risposta alle esigenze degli anziani di Saonara e delle loro famiglie. • Manuel Glauco Matetich

Al via le richieste per il buono libri 2026-2027

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nche per l’anno scolastico-formativo 2026-2027 le famiglie possono accedere al Buono libri regionale, il contributo destinato a sostenere le spese per l’acquisto dei testi scolastici. Il comune di Saonara ha pubblicato l’avviso rivolto alle famiglie degli studenti interessati, ricordando la possibilità di presentare la richiesta attraverso la procedura prevista dalla Regione Veneto. Il contributo è pensato per coprire, in maniera totale o parziale, la spesa sostenuta per l’acquisto dei libri di testo indicati dalle istituzioni scolastiche e formative all’interno dei rispettivi programmi di studio. Si tratta quindi di un sostegno rivolto alle famiglie che devono affrontare ogni anno una voce di spesa significativa legata alla frequenza scolastica. Per presentare la domanda è necessario utilizzare un’identità digitale, nello specifico lo SPID oppure la CIEid. La richiesta deve essere effettuata seguendo le

modalità indicate nell’avviso regionale e nella documentazione messa a disposizione dall’amministrazione comunale. Il comune di Saonara ha pubblicato sul proprio sito istituzionale tutte le informazioni relative al Buono libri, insieme alla documentazione riferita all’anno scolastico 2026-2027. L’iniziativa rientra nelle misure regionali di sostegno al diritto allo studio e punta a ridurre il peso economico che l’acquisto dei testi può rappresentare per le famiglie. Gli interessati sono quindi invitati a consultare la sezione dedicata ai contributi scolastici del sito del comune per conoscere nel dettaglio requisiti, modalità di presentazione della domanda, documentazione necessaria e termini previsti per la richiesta. L’ufficio pubblica istruzione del comune cura la gestione dell’informazione relativa al procedimento. • (M.G.M.)

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TERRITORIO

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Tram. Voltabarozzo collegato alla stazione tra pochi mesi, poi toccherà alla tratta fino a Chiesanuova

TRA DICEMBRE E GENNAIO ATTIVO IL SIR3 SIR2, IL PRIMO TRATTO ENTRO L’ESTATE 2027 I l Sir3 tra dicembre e gennaio, il primo tratto del Sir2 entro la prossima estate. Comune e Aps Holding lavorano per aprire la linea Stazione-Voltabarozzo durante le festività natalizie o nelle prime settimane di gennaio. Il collegamento Rubano-Vigonza partirà invece per stralci: l’obiettivo è attivare prima la tratta dalla caserma Romagnoli, a Chiesanuova, alla stazione. L’intera linea dovrebbe entrare in servizio entro la fine del prossimo anno, salvo imprevisti. Sul Sir3 sono riprese le prove tecniche, con i mezzi in viaggio e i tecnici a bordo per regolare la posizione della linea aerea di contatto. I test saranno intensificati nelle prossime settimane, mentre verranno completati i collegamenti elettrici. Si punta a iniziare il pre-esercizio entro la prima settimana di novembre: una simulazione del servizio senza passeggeri, rispettando orari e frequenze previsti. Questa fase dovrebbe

durare meno di due mesi. La linea unirà la stazione a Voltabarozzo lungo 5,5 chilometri, con 13 fermate, comprese quelle per l’A zienda ospedaliera di via Giustiniani e l’ospedale Sant’Antonio di via Facciolati. Più lungo il percorso del Sir2: 17,5 chilometri e 36 fermate. La piattaforma è stata ultimata a fine luglio, ma restano le opere di completamento. Sul tratto Rubano-Stazione si procede con le asfaltature di strade e marciapiedi e l’allestimento delle fermate. Verso Vigonza si lavora agli allargamenti della carreggiata, dove la piattaforma ha ridotto lo spazio per le auto: a San Lazzaro, davanti alla Kioene Arena, e in via Tommaseo, di fronte all’hotel Mantegna. Conclusa la sistemazione davanti alla cittadella della Stanga. Il pre-esercizio potrebbe cominciare nei primi mesi del prossimo anno sulla tratta Romagnoli-Stazione. Proseguiranno intanto la posa dei cavi e la predisposizione degli impianti.

Alle nuove linee si affiancano quattro parcheggi scambiatori, per un totale di 1.060 posti: 365 al capolinea di Voltabarozzo, 380 a quello di Rubano, 150 alla caserma Romagnoli e 165 al nuovo ospedale di Padova Est. Avranno tariffe giornaliere agevolate e abbonamenti per chi utilizza i mezzi ogni giorno, sul modello del parcheggio della Guizza, oltre a postazioni per la ricarica delle auto elettriche. Si aggiungeranno alla rete di sosta esistente. L’amministrazione ha lavorato per riportare nella disponibilità pubblica aree come il Secret Garden alle porte Contarine, il Green Garden in corso del Popolo e il parcheggio Fiera Est. È in corso il lavoro per rendere nuovamente fruibile il parcheggio di Padova2000; avviati anche i lavori nell’area dell’ex caserma Prandina, accanto al nuovo parco del centro storico. «Ora è iniziata la fase della sistemazione e della ricostruzione delle strade», spiega l’assessore alla Mobilità

Andrea Ragona. La chiama «la fase della cura»: nuovi asfalti, marciapiedi, ciclabili e piantumazioni quando la stagione lo consentirà. Anche le dodici cabine elettriche saranno valorizzate con interventi artistici. Il primo è il murales alla Stanga dedicato alla sicurezza sul lavoro, donato dalla Uil nazionale. Il progetto coinvolgerà artisti e realtà cittadine, nel

percorso della candidatura di Padova a capitale dell’arte contemporanea. I cantieri hanno interessato anche i sottoservizi: venti chilometri di nuove condotte, circa cinquecento allacci idrici e 14 milioni di euro di investimento. La quota maggiore riguarda il Sir2: tredici chilometri di condotte, trecento allacci e 9,5 milioni investiti in due anni e mezzo.

Saonara ricorda le vittime degli incidenti sul lavoro

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iornata piena di commozione a Saonara. Lo scorso 10 ottobre infatti il comune di Saonara ha dedicato un momento di raccoglimento alle vittime degli incidenti sul lavoro, in occasione della Giornata nazionale promossa ogni anno per mantenere alta l’attenzione sul tema della sicurezza. La cerimonia si è svolta in piazza Zambelli, davanti al monumento dedicato alle vittime del lavoro, alla presenza dell’amministrazione comunale, guidata dal primo cittadino Michela Lazzaro, dei rappresentanti dell’ANMIL e della cittadinanza. L’appuntamento si è aperto con il raduno e l’esecuzione dell’Inno nazionale. È quindi

seguita la deposizione di una corona d’alloro al monumento, in memoria delle persone che hanno perso la vita nello svolgimento della propria attività professionale. A seguire sono intervenuti i rappresentanti dell’ANMIL e la sindaca Michela Lazzaro. La commemorazione ha rappresentato non soltanto un momento per ricordare chi non è più tornato a casa dal lavoro, ma anche un’occasione per riflettere sulla necessità di continuare a investire nella prevenzione. Gli incidenti sul lavoro, infatti, coinvolgono non solo i lavoratori direttamente interessati, ma anche le loro famiglie e l’intera comunità. Proprio per questo la Giornata nazionale

ha assunto anche a Saonara un significato che va oltre la semplice celebrazione. Il ricordo delle vittime è stato accompagnato dal richiamo alla responsabilità condivisa di istituzioni, imprese e lavoratori nel promuovere ambienti più sicuri e una maggiore cultura della prevenzione. La presenza dell’ANMIL ha inoltre sottolineato l’importanza del sostegno alle persone rimaste vittime di infortuni e alle loro famiglie. Un momento di memoria, dunque, ma anche di sensibilizzazione su un tema che continua a richiedere attenzione e impegno quotidiano. • (M.G.M.)

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Segue da pag. 1

Lo schema “Stefanildo” resiste o si apre lo scontro? Le categorie economiche, le associazioni d’impresa e il tessuto artigianale e industriale del Veneto guardano ai prossimi mesi con apprensione, temendo che le difficoltà di bilancio possano tradursi in una stangata fiscale, con un occhio particolarmente vigile sul fronte dell’Irap. L’ipotesi, anche solo ventilata, di un ritocco verso l’alto dell’imposta regionale sulle attività produttive viene vista dal mondo economico come un colpo durissimo in una fase già estremamente complicata per la

competitività aziendale, capace di frenare investimenti e margini di crescita. Dall’altro lato, sul fronte delle entrate personali e della tassazione dei redditi, resta intoccabile un vero e proprio dogma della stagione politica regionale: il mantenimento dell’Irpef come un tabù assoluto. Sulla scorta dei mandati di Luca Zaia, che hanno fatto della difesa del potere d’acquisto dei cittadini e della non-maggior tassazione un vessillo identitario e politico inattaccabile, la

maggioranza si muove con i piedi di piombo, consapevole che toccare le leve fiscali dirette sui contribuenti significherebbe incrinare quel rapporto di fiducia costruito in lunghi anni di governo. Tuttavia, far quadrare i conti senza ricorrere a leve fiscali straordinarie in un momento in cui le risorse statali si riducono e i costi dei servizi sociosanitari ed educativi lievitano rappresenta un esercizio di bilancio al limite del funambolismo. È qui che si misurerà la vera

tenuta dello schema “Stefanildo”: la capacità cioè di mediare tra le esigenze di bilancio e le pressioni delle diverse anime della coalizione. Se da una parte la programmazione finanziaria dovrà dare risposte concrete a un tessuto produttivo che chiede stabilità e sgravi, dall’altra dovrà evitare fughe in avanti che scontentino i territori o i partiti alleati. La sfida è aperta: il bilancio non sarà solo un atto contabile, ma il terreno politico decisivo per misurare i futuri equilibri di potere in Veneto.

Sociale. Approvazione unanime in Consiglio regionale, riconosciuto il ruolo nella rete dei servizi socio sanitari

CAREGIVER, LA LEGGE METTE TUTTI D’ACCORDO STEFANI: “DAL VENETO SEGNALE DI CIVILTÀ” Soranzo: “Due su tre costretti U a lasciare il lavoro”. Luisetto: “Vicini na legge che ha trovato il consenso di tutto l’arco politico, maggioranza e opposizione insieme. Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato all’unanimità la proposta di legge “Disposizioni per il riconoscimento, la valorizzazione e il sostegno del Caregiver familiare quale persona che presta cura e assistenza alla persona cara”, d’iniziativa della vicepresidente della Commissione sanità e relatrice d’aula Chiara Luisetto (Partito Democratico), con il capogruppo di Lega-LV Riccardo Barbisan come correlatore, e del presidente della Regione Alberto Stefani. Un voto compatto, trasversale agli schieramenti, che consegna al Veneto una delle prime leggi organiche in Italia dedicate a questa figura. Il provvedimento disciplina il ruolo del caregiver familiare, cioè di chi si prende cura, volontariamente e a titolo gratuito, di una persona non autosufficiente o che necessita di assistenza di lunga durata. La legge lo integra nel sistema regionale dei servizi sociosanitari, riconoscendone la funzione sociale, con un’attenzione specifica ai giovani caregiver - per i quali vengono individuate esigenze particolari in ambito educativo, formativo, lavorativo e di benessere psicofisico - e ai caregiver over 65. Sono previste misure di informazione, formazione, affiancamento e supporto

psicologico, oltre a interventi di sollievo e alla valorizzazione delle competenze, anche trasversali, maturate nell’attività di cura, utili a favorire l’accesso o il reinserimento nel mondo del lavoro. Tra gli strumenti istituiti: un Tavolo permanente presso la Giunta regionale, la raccolta di buone pratiche, la Giornata regionale del caregiver fissata al 6 ottobre, linee guida regionali e un Fondo regionale caregiver. Esprime soddisfazione il presidente della Regione Alberto Stefani: “Il Veneto oggi ha scelto di prendersi cura di chi si prende cura. La legge approvata dal Consiglio regionale riconosce e valorizza il ruolo centrale di chi, tutti i giorni, segue una persona cara malata, con disabilità, non autosufficiente o che necessita di essere accudita per particolari necessità assistenziali. Abbiamo mantenuto la promessa: al caregiver familiare, che

sarà inserito nella rete dei servizi sociali e sanitari, è riconosciuto il valore sociale ed economico che rappresenta come risorsa per tutta la società”. Stefani sottolinea la portata della misura: “Ancora una volta il Veneto dimostra sensibilità e visione. La legge approvata è un importante segnale di civiltà, una nuova pietra miliare del percorso sociosanitario che mette al centro la persona e le relazioni umane. Riguarda più di 260.000 veneti per i quali l’attività del caregiver non è soltanto un impegno familiare, ma si configura come un prezioso e fondamentale tassello della rete di assistenza. Per questo deve contare sul giusto riconoscimento sociale nel sistema regionale integrato dei servizi e del Welfare”. Il presidente ricorda infine come l’iniziativa fosse nata fin dall’avvio della legislatura: “Nella prima seduta del Consiglio regionale di questa legislatura, durante il mio discorso di insediamento, avevo lanciato una proposta: approvare una legge di civiltà, lavorando insieme, maggioranza e opposizione. Con orgoglio oggi abbiamo raggiunto l’obiettivo. Ringrazio la giunta e tutti i Consiglieri, anche per l’impegno di questi mesi e il senso di responsabilità dimostrato. Di fronte a scelte come queste non ci possono essere divisioni politiche davanti all’interesse dei nostri cittadini”.

alle 600 mila persone finora sole”

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opo il via libera unanime alla legge sul caregiver familiare, arrivano le reazioni dei consiglieri regionali che hanno seguito il provvedimento nelle commissioni. Per il presidente della Sesta commissione Enoch Soranzo (Fratelli d’Italia) il dato di partenza è la diffusione del fenomeno: “Parliamo di una realtà che tocca da vicino quasi il 16% della popolazione veneta, fatta in gran parte di donne, spesso anziani o giovanissimi”. Soranzo richiama le conseguenze sul lavoro: “Quasi due caregiver su tre sono costretti a lasciare o ridurre il lavoro, con ripercussioni pesanti sulla salute, sulla serenità familiare e sulla futura pensione”. Tra gli elementi della legge, il consigliere sottolinea l’ingresso del caregiver nella rete del welfare: “Il caregiver entra nella rete del welfare locale e concorre direttamente alla stesura e alla firma del Piano Assistenziale Individualizzato, affiancando e

integrando i servizi pubblici senza mai sostituirli”. Il tutto, ricorda, sostenuto da un Fondo regionale “finanziato con oltre 2,2 milioni di euro nel triennio”. Di segno complementare la lettura della prima firmataria, Chiara Luisetto (Pd), che punta sul percorso che ha portato al testo: “Questa legge nasce da un lungo percorso di ascolto e partecipazione che ha visto il coinvolgimento del Terzo settore, delle forze sindacali, delle associazioni e delle esperienze dirette dei cittadini”. La consigliera quantifica la platea coinvolta, “oltre 600 mila persone in Veneto, in maggioranza donne della cosiddetta generazione ‘sandwich’”, e guarda già oltre l’approvazione: “Non consideriamo questa legge un punto di arrivo, bensì l’assunzione di una responsabilità precisa. Ora siamo al lavoro affinché a queste risorse e a questi diritti corrispondano servizi accessibili e capillari su tutto il territorio”.


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Economia circolare. Venturini: “Dobbiamo fare in modo che ciò che i cittadini recuperano diventi risorsa”

RICICLARE NON BASTA: LA NUOVA SFIDA È DARE UN MERCATO ALLA PLASTICA RICICLATA P er anni è stato giustamente chiesto ai cittadini di separare meglio i rifiuti, aumentare la raccolta differenziata e ridurre ciò che finisce in discarica. Il Veneto ha fatto di questa cultura ambientale uno dei propri punti di forza. Ma quanto accaduto negli ultimi mesi alla filiera della plastica ha mostrato che oggi va affrontato un passaggio ulteriore: non basta raccogliere e riciclare, bisogna anche creare le condizioni perché i materiali recuperati trovino un effettivo utilizzo. È un problema che può apparire lontano dalla vita quotidiana, ma che in realtà riguarda direttamente ogni cittadino che ogni giorno separa correttamente gli imballaggi nella propria casa. Nel corso del 2026 la filiera della plastica riciclata ha attraversato una fase di forte difficoltà. Una delle ragioni è la concorrenza della plastica vergine, disponibile sul mercato a condizioni che possono renderla economicamente più conveniente rispetto alla materia

ottenuta dal riciclo. Il risultato rischia di essere un paradosso: i cittadini differenziano, il sistema raccoglie e seleziona, gli impianti recuperano il materiale, ma alla fine del percorso una parte di quella plastica incontra difficoltà a trovare un nuovo utilizzo. «È proprio questo il punto sul quale dobbiamo intervenire – spiega l’assessore regionale all’Ambiente Elisa Venturini –. Non possiamo costruire un

sistema nel quale chiediamo ai cittadini di differenziare, investiamo risorse e tecnologia per selezionare e recuperare i materiali e poi scopriamo che utilizzare materia prima nuova può risultare più conveniente rispetto a quella riciclata. L’economia circolare funziona soltanto se il cerchio si chiude davvero». La criticità emersa durante l’estate non ha riguardato soltanto il Veneto, ma più in generale la filiera nazionale degli imballaggi in plastica. Anche nella nostra regione alcuni centri hanno dovuto affrontare un aumento significativo dei quantitativi di materiale in attesa di essere avviato alle successive fasi di recupero. La Regione è intervenuta attivando già all’inizio di luglio un tavolo tecnico di coordinamento, coinvolgendo istituzioni, gestori e soggetti della filiera e portando contemporaneamente la questione anche sui tavoli nazionali. L’obiettivo immediato è stato quello di garantire la continuità e l’efficienza del sistema di raccolta e gestione dei

rifiuti. Ma la vera sfida riguarda il futuro: costruire soluzioni strutturali e durature che consentano di dare maggiore valore alle materie recuperate. Tra le strade sulle quali si sta lavorando c’è la ricerca di nuovi sbocchi industriali per le plastiche riciclate, favorendo il loro utilizzo nei processi produttivi e cercando, quando possibile, di mantenere sul territorio anche il valore economico generato dal recupero. «Il Veneto possiede un sistema produttivo, competenze e tecnologie che possono permetterci di trasformare questa difficoltà in un’opportunità – sottolinea Venturini –. Dobbiamo riuscire a creare filiere sempre più circolari, nelle quali un materiale venga raccolto, recuperato e possa tornare a essere utilizzato. Significa ridurre il consumo di nuove materie prime e, allo stesso tempo, generare valore economico e ambientale». La questione riguarda infatti un principio fondamentale dell’economia circolare: un rifiuto correttamente differenziato deve poter diventare una nuova materia

prima. Per raggiungere questo risultato non sono sufficienti soltanto impianti efficienti. Occorre creare una domanda stabile di materiali riciclati, favorirne l’utilizzo da parte delle imprese e costruire regole che rendano economicamente sostenibile il loro impiego. Su questo terreno il Veneto intende giocare un ruolo da protagonista, mettendo attorno allo stesso tavolo istituzioni, sistema produttivo, mondo della ricerca e operatori ambientali. «I veneti hanno dimostrato negli anni una grande sensibilità ambientale e questo patrimonio non deve essere disperso – conclude Venturini –. La raccolta differenziata resta un pilastro delle nostre politiche ambientali. Ora dobbiamo compiere il passo successivo: fare in modo che ciò che recuperiamo abbia davvero una seconda vita. Il futuro dell’economia circolare passa dalla capacità di trasformare sempre di più quello che ieri consideravamo un rifiuto in una risorsa ambientale ed economica».

BACINO DI LAMINAZIONE SULL’ASTICO: “OPERA STRATEGICA PER LA SICUREZZA IDRAULICA FINO A PADOVA”

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n’opera strategica per la sicurezza idraulica del Vicentino e di un territorio molto più ampio, fino a Padova”. Lo ha dichiarato Elisa Venturini, assessore regionale all’Ambiente, Clima, Parchi e Protezione Civile, all’inaugurazione del cantiere del bacino di laminazione sul torrente Astico, tra Breganze e Sandrigo. “E’ uno degli interventi attraverso i quali la Regione sta rafforzando la capacità del territorio di affrontare eventi meteorologici sempre più intensi”. L’intervento, dal valore di oltre 60 milioni di euro, prevede la realizzazione di un invaso con una capacità di circa 5 milioni di metri cubi d’acqua, destinato alla laminazione delle piene dell’Astico e alla conseguente riduzione del rischio idraulico per numerosi comuni del Vicentino e, più a

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valle, per la città di Padova. Una delle caratteristiche principali del progetto è il recupero delle cave dismesse Mirabella-Vaccari e Mirabella-Girardini. Tra le opere previste figurano la risistemazione del piano campagna delle aree di cava, la realizzazione di arginature e di manufatti idraulici regolabili e lavori di scavo e movimentazione terra per circa 2 milioni di metri cubi. “Qui c’è un elemento significativo – aggiunge l’assessore –. Non consumiamo nuovo territorio, ma recuperiamo aree estrattive dismesse e le trasformiamo in una grande infrastruttura al servizio della sicurezza delle nostre comunità. Una criticità del passato diventa così un’opportunità per il futuro, mettendo insieme difesa idraulica e riqualificazione ambientale”.

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L’intervista. Il senatore e segretario nazionale del partito descrive le prossime sfide in vista del dibattito in Parlamento sulla Legge di Bilancio

“CARO ENERGIA, GIOVANI E CASA LE PRIORITÀ DELL’UDC PER LA MANOVRA FINANZIARIA” S enatore De Poli, al Consiglio Europeo a Bruxelles si è discusso di “maggiore flessibilità”, una battaglia decisiva per lasciare margini di iniziativa ai singoli Stati. Ci può spiegare meglio di cosa si tratta? Il ragionamento è molto semplice: se il costo di pensioni, servizi pubblici e trasferimenti aumenta per effetto dell’inflazione, la spesa degli Stati cresce anche in assenza di nuove decisioni politiche. Un governo può fare bene i compiti, rispettare gli impegni e trovarsi comunque, a causa del rialzo dei prezzi, davanti a livelli di spesa non preventivati. Da qui la richiesta del Centrodestra al Governo alle istituzioni europee: ampliare ulteriormente gli spazi di flessibilità per affrontare una congiuntura straordinaria, legata ai rialzi di energia e carburanti. Ci auguriamo che l’Europa delle persone e dei popoli vinca sull’Europa dei numeri e dei burocrati. Caro-energia e caro-carburanti: famiglie e imprese sono in grande difficoltà, anche e soprattutto in Veneto. Cosa fare? Grazie al Governo Meloni e alla maggio-

ranza in Parlamento abbiamo ottenuto fino a 14 miliardi di euro di margini aggiuntivi per il caro energia. In vista della prossima Manovra, il capitolo dei rincari energetici è una priorità dell’UDC Unione di centro. Dobbiamo ridurre le tasse per dare ossigeno a famiglie e imprese, difendere la competitività del nostro sistema produttivo in Veneto e tutelare il potere d’acquisto dei lavoratori. Sul tema della casa quali proposte mettete sul tavolo? Chiediamo innanzitutto la cedolare secca al 21% per negozi e uffici, per rendere conveniente e sicuro affittare e rimettere sul mercato gli immobili oggi vuoti. La crisi della casa non si risolve amministrando la scarsità, ma aumentando l’offerta abitativa. Sosteniamo inoltre il ritorno al 65% dell’ecobonus per le prime case. Sui giovani quali azioni proponete? In Italia 8 ragazzi su 10, fra i 20 e i 29 anni, vivono ancora con i genitori perché gli affitti sono troppo cari e gli stipendi troppo bassi. In vista della Legge di Bilancio l’UDC proporrà una no-tax area

Il senatore Udc Antonio De Poli

per i giovani lavoratori neo-assunti: dobbiamo aiutare le nuove generazioni a costruirsi una famiglia e valorizzare il nostro capitale umano. Il sostegno al ceto medio è da sempre una questione preminente per l’UDC. Quali azioni intendete proporre? Dal 2022 il Centrodestra ha seguito una strategia chiara: sostenere il ceto medio

vuol dire rimettere in moto il Paese. Lo scorso anno abbiamo tagliato l’Irpef al 33% per i redditi fra 28 e 50.000 euro. Ora dobbiamo puntare all’ampliamento della platea dei contribuenti con l’aliquota ridotta e confermare, inoltre, la detassazione sugli aumenti contrattuali. Un’altra proposta qualificante dell’UDC riguarda il sostegno ai Comuni. Di

che si tratta? Il caro-energia pesa sui bilanci dei Comuni e rischia di comprimere le risorse per i servizi ai cittadini, soprattutto per gli enti virtuosi che hanno gestito i conti con rigore. Al Governo abbiamo chiesto di valutare strumenti di sostegno: la tenuta dei servizi nei territori è fondamentale. Politiche sociali: anziani e non autosufficienza. Come affrontare i cambiamenti demografici? Servono nuove politiche di welfare per la terza età: rafforzare assistenza domiciliare e cura, con un modello di presa in carico che accompagni l’invecchiamento con servizi adeguati, attenzione ai più fragili e sostegno alle famiglie. Mettiamo al centro la persona, la sua dignità e il diritto a ricevere cure adeguate. Infine, sulle cure palliative – tema su cui abbiamo fatto una proposta di legge in Parlamento – chiediamo di investire più risorse per rafforzare l’accesso a questo tipo di cure, portandole sempre più vicino alle persone e nei luoghi in cui vivono e vengono assistite e garantendo così cura e dignità a chi soffre.

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Fumetti per ragazzi. Apostolidis: “Vogliamo offrire ai giovani storie d’avventura con uno spessore culturale e una profondità di pensiero”

“NON È SEMPLICE ENTERTAINMENT, LA MITOLOGIA GRECA CI PARLA DI NOI” E manuele Apostolidis torna in libreria con un nuovo fumetto per ragazzi che continua il successo di Archeo Tales. Lo sceneggiatore veneto, nato a Schio ma da anni ormai “padovano”, ha infatti da poco pubblicato “Il mito di Narciso. Archeo Tales Vol. 2”, con la collaborazione scientifica di Francesco Bellu e con le splendide tavole di Rebecca Spagnesi. Ho approfittato dell’occasione per scambiare due

chiacchiere con Apostolidis che ormai è diventato un nome di riferimento nel mondo del fumetto per ragazzi, grazie a una serie di pubblicazioni di successo che riescono ad unire alla perfezione l’intrattenimento con l’aspetto più educativo della lettura. Come mai hai scelto proprio il mito di Narciso come punto di partenza per questa seconda avventura di Archeo Tales?

Il mito di Narciso era l’occasione perfetta per introdurre il tema di una società in cui l’apparire è diventato essenziale e in cui la perfezione sembra essere una condizione necessaria. I grandi temi del mito siano ancora attuali: nel mondo di Archeo Tales, che rispecchia da vicino il nostro, volevamo far riflettere su come l’ossessione per l’immagine possa diventare una forma di controllo, trasformando una figura classica come

prime armi con la lettura, che lo vivranno come una bellissima storia d’avventura pur non conoscendo ancora i miti o gli dèi greci; i lettori più grandi, invece, vi troveranno continui riferimenti a ciò che studiano a scuola e saranno stimolati (si spera) ad approfondire altri racconti. Questo fumetto nasce dal lavoro di tre autori. Come funziona il vostro lavoro di squadra? Il nostro è un lavoro di grande sinergia

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La copertina di “Il mito di Narciso”

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Narciso in un’icona moderna del culto dell’apparenza. Quanto vi interessa restare fedeli al mito originale e quanto, invece, vi divertite a “smontarlo”? Per noi era fondamentale ricostruire il mito per catturare l’attenzione dei giovani lettori. Archeo Tales non vuole essere una serie didascalica ma un’opera che stimola la curiosità, ritenendola il vero motore della conoscenza. A questo proposito, le schede scritte da Francesco Bellu - archeologo e consulente scientifico della serie - servono proprio a nutrire e approfondire questo interesse. Archeo Tales si rivolge a lettori molto giovani. Come si raccontano miti spesso complessi, violenti o ambigui ai bambini senza impoverirli? Credo sia importante offrire ai giovani storie d’avventura che mantengano uno spessore culturale e una reale profondità di pensiero. Non bisogna semplificarle troppo né renderle eccessivamente complicate. Le più grandi storie per l’infanzia possiedono diversi livelli di lettura che possono essere colti a età differenti: Archeo Tales è adatto ai bambini alle

Emanuele Apostolidis

in cui la narrazione e la parte grafica si intrecciano fin dalle prime fasi di sviluppo. È un processo corale in cui la costruzione del mondo fantasy e dei personaggi dialoga con la parte di scientifica gestita da Francesco Bellu. Anche il rapporto con la disegnatrice Rebecca è costante e presente fin dall’inizio perché non è facile dare vita e forma grafica a un mondo come quello di Archeo Tales, ma Rebecca ci è riuscita perfettamente. Sono davvero felice di aver lavorato con questo team creativo che, posso già anticiparlo, sarà lo stesso anche per il terzo volume. Narciso è un mito che può essere letto anche attraverso selfie, social network e culto dell’immagine. Quanto del presente avete voluto far entrare nel personaggio e nella storia? Moltissimo. Archeo Tales è ambientato in un mondo fantasy in cui l’archeologia è vietata: un universo in cui i Titani cercano di controllare la società attraverso la tecnologia. È un mondo molto simile al nostro, di cui riconosciamo tratti distintivi come telefonini e selfie, ma dove magia e scienza si uniscono per

liberare il passato. La nostra memoria storica non è un elemento statico, bensì l’unica fonte in grado di ridare equilibrio al tutto e aiutarci a costruire un futuro migliore. I miti greci sono perfetti per raccontare il nostro mondo perché nelle loro storie sono state anticipate incredibilmente tutte le grandi tematiche del mondo attuale. L’Odissea di Nolan è stata un evento epocale nel mondo del cinema, pensi che abbia cambiato il modo di raccontare o percepire la mitologia? Tra l’altro, ti è piaciuto il film? Il film di Nolan si rivolge a un tipo di pubblico diverso rispetto al nostro, tuttavia spero davvero che abbia contribuito a riportare al centro dell’attenzione la mitologia e l’intramontabile fascino dei miti greci. In ogni caso personalmente mi è piaciuto tantissimo, ma sono un fan di Nolan da sempre. Tu da sempre fai tantissime presentazioni e laboratori di fumetto con i bambini: come ti trovi con gli eventi dal vivo? C’è vita oltre al tablet e allo smartphone anche per i più piccoli? Assolutamente sì. Credo che i bambini abbiano la necessità di tornare a immaginare e a riscoprire la bellezza di perdersi all’interno di una storia e di un’avventura. Quando tengo i laboratori dal vivo, cerco di stimolarli attraverso oggetti e reperti archeologici per guidarli nell’immaginare il passato: vedere quanto questo approccio li affascini ogni volta è la prova che c’è ancora un grandissimo spazio per la fantasia. Credo inoltre che il fumetto ha bisogno di ritrovare i lettori partendo proprio dai più giovani che sono ancora molto affascinati dalle immagini e dal disegno. Bisogna però essere in grado di parlare con il loro linguaggio, cercare di affascinarli e stimolarli. In questo modo non c’è schermo che possa battere la magia delle storie e del disegno. • Giacomo Brunoro

• Chi è Giacomo Brunoro Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.


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Despar, Eurospar, Interspar. Prezzi più leggeri per la spesa di tutti i giorni

CON “PREZZI PIUMA” 2.000 PRODOTTI DIVENTANO PIÙ CONVENIENTI Prezzi monitorati e aggiornati periodicamente sul mercato: Despar Nord rafforza la propria strategia sulla convenienza, affiancando “Prezzi Piuma” all’ampia offerta dei prodotti a marchio

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are la spesa, oggi, significa sempre più spesso fare attenzione al prezzo. Si confrontano le alternative, si valutano marche e formati, si controlla il totale alla cassa e si cerca di mantenere il carrello entro un budget prestabilito. In un contesto economico segnato dall’aumento del costo della vita e da una crescente attenzione delle famiglie alla gestione della spesa quotidiana, anche le abitudini di acquisto sono cambiate. È in questo scenario che Despar Nord ha introdotto “Prezzi Piuma”, un progetto che coinvolge 2.000 prodotti e segna un’evoluzione importante nella strategia di convenienza dell’azienda. L’obiettivo è chiaro: rendere più conveniente la spesa di tutti i giorni, andando oltre la tradizionale logica delle promozioni a tempo e lavorando in maniera strutturale sul posizionamento dei prezzi. La principale novità è proprio questa: per le referenze coinvolte, il cliente può trovare un prezzo conveniente in modo continuativo, senza dover aspettare il volantino o concentrare gli acquisti nel periodo in cui un determinato prodotto è in promozione. Ma “Prezzi Piuma” non è un intervento una tantum. Alla base del progetto c’è infatti un sistema dinamico di monitoraggio del mercato: Despar Nord effettuerà periodicamente rilevazioni dei prezzi praticati dai principali competitor e, sulla base dei risultati, potrà intervenire sul prezzo delle referenze coinvolte. Un meccanismo che permette di adattare nel tempo il posizionamento dei 2.000 prodotti, con l’obiettivo di mantenere costante l’attenzione alla convenienza anche al variare delle condizioni di mercato. È questo uno degli elementi più innovativi dell’iniziativa: la convenienza non viene definita una volta per tutte, ma verificata e aggiornata periodicamente. Un approccio che fa di “Prezzi Piuma” non una semplice iniziativa commer-

ciale, ma una vera e propria strategia di posizionamento, pensata per rendere la convenienza un elemento sempre più stabile e riconoscibile dell’esperienza di spesa. Il progetto nasce in un momento in cui il potere d’acquisto rimane un tema particolarmente attuale. Negli ultimi anni l’inflazione e i rincari hanno modificato le abitudini dei consumatori, rendendoli più attenti al rapporto tra prezzo e qualità e più consapevoli nelle proprie scelte. “Prezzi Piuma” si concentra per questo sui prodotti che più frequentemente finiscono nel carrello. Le 2.000 referenze sono state individuate tra quelle maggiormente acquistate dai clienti e all’interno delle categorie che incidono maggiormente sulla spesa quotidiana. Il paniere comprende numerosi prodotti di marca, conosciuti e apprezzati dai consumatori: l’obiettivo non è quindi semplicemente proporre prezzi più bassi, ma rendere più conveniente l’acquisto di prodotti che fanno già parte delle abitudini delle famiglie, mantenendo qualità e possibilità di scelta. Una strategia che si affianca a un altro importante strumento attraverso cui Despar Nord lavora da tempo per offrire qualità e convenienza a diverse fasce di spesa: i prodotti a marchio. Un assortimento ampio e trasversale, sviluppato per offrire ai clienti la possibilità di scegliere in base alle proprie esigenze, preferenze e disponibilità di spesa, senza rinunciare alla qualità. La proposta a marchio di Despar Nord comprende infatti soluzioni capaci di rispondere a bisogni molto diversi: dalle eccellenze gastronomiche della linea Despar Premium ai prodotti per la spesa quotidiana, fino a S-BUDGET, la linea primo prezzo dedicata a chi ricerca una convenienza ancora più marcata. A queste si affiancano linee sviluppate per rispondere a specifici stili di vita ed esigenze alimentari,

La spesa più leggera

Non aspettare l’offerta!

2000

Fino a prodotti ogni giorno convenienti ampliando ulteriormente le possibilità di scelta all’interno del punto vendita. “Prezzi Piuma” e prodotto a marchio rappresentano così due leve complementari di una stessa strategia di convenienza: da un lato rendere più convenienti 2.000 prodotti, monitorandone periodicamente – su base mensile - il posizionamento sul mercato; dall’altro offrire attraverso la private label un ventaglio di alternative capace di rispondere a disponibilità di spesa, preferenze ed esigenze alimentari differenti.

Per Despar Nord, infatti, convenienza e qualità non sono elementi alternativi. L’obiettivo è rendere la spesa accessibile a un pubblico il più ampio possibile, offrendo a ciascun cliente la libertà di trovare il proprio equilibrio tra prezzo, qualità, preferenze ed esigenze personali. Cambia così anche il modo di intendere la convenienza: non soltanto un’occasione legata a una promozione, ma un impegno continuativo sul prezzo, capace di accompagnare la spesa abituale e di evolvere insieme al mercato.

Il progetto è partito a settembre da alcuni punti vendita Interspar del Veneto e nel corso del mese sarà esteso anche ai punti vendita Despar ed Eurospar, arrivando così a coinvolgere l’intera rete di vendita diretta Despar Nord presente in regione. Un percorso che, insieme alla continua evoluzione dell’offerta a marchio Despar, rafforza una strategia di convenienza sempre più strutturata, con l’obiettivo di offrire qualità, scelta e accessibilità e rispondere alle diverse esigenze di chi ogni giorno fa la spesa.


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DESPAR

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Solidarietà. La spesa diventa un aiuto per le scuole grazie ai buoni raccolti dalle famiglie

STICKERMANIA E SCUOLAFACENDO: DA DESPAR LA SPESA SOSTIENE LE SCUOLE

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iniziata con il ritorno a scuola anche la nuova edizione di Stickermania, la raccolta di figurine che ogni anno coinvolge bambini e famiglie nei punti vendita Despar, Eurospar e Interspar aderenti. Quest’anno, come già nelle precedenti edizioni, insieme alle figurine c’è anche un’occasione per dare un aiuto concreto alle scuole del territorio attraverso Scuolafacendo. Le due iniziative proseguiranno fino al 18 ottobre. Stickermania, una nuova avventura da collezionare Per Stickermania 2026 la storia riparte con “Il segreto dell’amuleto luminoso”. Protagonisti sono ancora Oskar e Bo, questa volta alle prese con un viaggio nella mitologia nordica, sulle tracce dei Vichinghi e di un misterioso amuleto. La collezione è composta da 200 figurine. Il meccanismo è legato alla spesa: ogni 10 euro di spesa effettuata nei punti vendita aderenti si riceverà a una bustina di figurine. Per completare più rapidamente l’album è possibile acquistare anche pacchetti aggiuntivi di colore blu al prezzo di 50 centesimi. Inoltre, ogni 10 euro di spesa e l’acquisto di due prodotti sponsor si riceverà una bustina aggiuntiva di colore verde. I prodotti coinvolti sono segnalati direttamente nei punti vendita. Ma la raccolta non si ferma all’album. Stickermania è anche un progetto educativo che, attraverso il gioco e la condivisione, porta con sé valori come il rispetto, l’inclusione e la valorizzazione delle differenze, rafforzati dal legame con Scuolafacendo, l’iniziativa di Despar a sostegno delle scuole del territorio. Scuolafacendo, i buoni diventano materiali per le scuole Ogni bustina di figurine Stickermania contiene

anche un Buono Scuolafacendo. Il cliente potrà consegnarlo direttamente alla scuola che desidera sostenere oppure caricarlo online, attraverso il sito del progetto o l’app dedicata. I buoni potranno essere raccolti e destinati agli istituti fino al 7 febbraio 2027. Per le scuole, i buoni rappresentano la possibilità di ottenere materiali e attrezzature utili alle attività quotidiane. Gli istituti aderenti potranno scegliere dal catalogo dell’iniziativa prodotti per la didattica, strumenti per l’inclusione, attrezzature per le attività motorie e dotazioni tecnologiche. L’iniziativa è rivolta alle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo e secondo grado, pubbliche e paritarie, presenti nei territori in cui opera Despar Nord. Per partecipare è necessaria la registrazione al progetto. Nella scorsa edizione sono stati destinati oltre 460 mila euro in materiali e attrezzature a più di 2.000 scuole. Un risultato che racconta anche il valore di una partecipazione semplice e quotidiana: quella di famiglie e clienti che, attraverso la spesa, possono contribuire a rendere più ricchi e attrezzati gli spazi in cui ogni giorno bambini e ragazzi imparano, crescono e stanno insieme.

Dal 14 settembre al 18 ottobre 2026

ALBUM E FIGURINE DA COLLEZIONARE!!

Stickermania Tour in Veneto Gli appuntamenti nei punti vendita per scambiare le figurine

Scuole in movimento con il contest educativo “Diamoci una mossa!”

a raccolta Stickermania fa tappa anche nei punti vendita con alcuni appuntamenti dedicati allo scambio delle figurine. Durante i pomeriggi dello Stickermania Tour, bambini e famiglie potranno incontrarsi per scambiarsi le figurine e completare più facilmente la propria collezione. Ad accompagnare gli appuntamenti ci saranno una merenda con succhi di frutta e merendine per i più piccoli e alcuni gadget a marchio Stickermania, tra cui cappellini e palloncini.

orna, insieme a Scuolafacendo, il contest creativo “Diamoci una mossa!” realizzato in collaborazione con Le Buone Abitudini, il progetto educativo gratuito di Despar che nel 2026 festeggia vent’anni di attività al fianco delle scuole. Il tema scelto per questa edizione è il movimento, raccontato dagli studenti attraverso disegni e racconti non solo come attività sportiva, ma anche come gioco, esperienza quotidiana, espressione personale e occasione di incontro. Il contest è aperto alle scuole iscritte a Scuolafacendo, che potranno caricare gli elaborati delle classi entro il 15 novembre 2026. Ogni plesso che presenterà almeno un lavoro valido riceverà 100 Buoni Scuola. Per i dieci elaborati selezionati dalla giuria sono invece previsti 3.000 Buoni Scuola ciascuno, che potranno essere utilizzati per arricchire la dotazione didattica dell’istituto. Una giuria di esperti valuterà gli elaborati, considerando in particolare originalità, efficacia del messaggio educativo e capacità di raccontare il movimento come esperienza quotidiana, inclusiva e condivisa. Il regolamento completo è disponibile sul sito di Scuolafacendo, nella sezione dedicata al contest.

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Gli appuntamenti in Veneto: 3 OTTOBRE: Interspar di Rovigo (RO) - viale Porta Po, 85 4 OTTOBRE: Interspar di Castelfranco Veneto (TV) - via dei Carpani Interspar di Bassano del Grappa (VI) - via Capitelvecchio, 88 10 OTTOBRE: Eurospar di Schio (VI) - via Lago Trasimeno, 11 Interspar di Sarmeola di Rubano (PD) - via della Provvidenza, 1 18 OTTOBRE: Interspar di Albignasego (PD) - via Verga, 1

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on-line: www.lapiazzaweb.it •Rubriche •Salute

Influenza, pochi giorni di febbre possono costare un inverno di salute

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i sono inverni che, per una famiglia, si complicano con un solo ricovero. Un anziano che perde autonomia dopo giorni a letto, una persona con problemi respiratori che fatica a recuperare, un malato cronico che vede peggiorare condizioni fino a quel momento stabili. È anche attraverso queste conseguenze che va letta l’influenza: una malattia comune, ma capace di incidere profondamente sulla salute delle persone più vulnerabili. L’avvio delle campagne vaccinali di ottobre riporta quindi una scelta concreta: prepararsi alla stagione dei contagi prima che siano i sintomi a imporre attenzione. Il punto riguarda tanto la salute individuale quanto la capacità delle famiglie e dei servizi sanitari di affrontare i mesi in

cui crescono le infezioni respiratorie. A fare la differenza è soprattutto la condizione di partenza. La stessa infezione può avere un decorso relativamente breve in un adulto sano e diventare impegnativa per chi convive con una patologia cardiaca o polmonare, per una donna in gravidanza, per un bambino piccolo o per chi ha difese immunitarie ridotte. La febbre è soltanto la manifestazione più evidente: ciò che preoccupa sono le possibili polmoniti, le sovrainfezioni batteriche e l’aggravamento di malattie preesistenti. Da questa diversa esposizione al rischio nasce l’offerta vaccinale. Per la stagione 2026-2027 il Ministero della Salute indica tra i principali destinatari le persone di almeno 60 anni, i bambini dai sei mesi ai

sei anni, le donne in gravidanza, gli operatori sanitari e le persone con patologie che aumentano la probabilità di complicanze. La vaccinazione gratuita per le categorie previste è uno strumento per raggiungere chi può pagare il prezzo più alto dell’infezione. Una telefonata al medico di famiglia o al pediatra diventa così il primo passo per capire come accedere alla vaccinazione e quale percorso seguire: i servizi vaccinali territoriali partecipano alla campagna, secondo l’organizzazione delle singole Ulss ed aziende sanitarie. Portare la prevenzione vicino alle persone significa rendere più semplice una decisione che rischia altrimenti di essere rinviata tra impegni, dubbi e la sensazione che l’inverno sia ancora lontano. Il calen-

dario, però, conta. L’organismo impiega circa due settimane a sviluppare pienamente la risposta immunitaria: vaccinarsi quando i contagi sono già aumentati può lasciare scoperto proprio quel periodo. Chi arriva più tardi non deve comunque considerare persa l’occasione, perché il Ministero raccomanda di continuare a offrire la vaccinazione ai soggetti eleggibili durante la stagione influenzale. Anche le aspettative devono essere chiare. La vaccinazione può ridurre il rischio di ammalarsi e, soprattutto, di sviluppare forme gravi, ma non elimina ogni possibilità di infezione. Inoltre, durante l’inverno circolano altri virus capaci di provocare febbre, tosse e malessere: sintomi comparsi dopo il vaccino non dimostrano, da soli, che la

protezione contro l’influenza abbia fallito. E la dose dell’anno precedente non basta per il nuovo inverno, perché l’immunità si attenua e i virus possono cambiare. Resta una responsabilità quotidiana, anche dopo la vaccinazione. Curare l’igiene delle mani, coprire tosse e starnuti e restare a casa in presenza di sintomi respiratori febbrili contribuisce a contenere la trasmissione. Sono attenzioni che acquistano ancora più valore quando si vive o si lavora accanto a persone fragili. La campagna di ottobre comincia da una scelta personale, ma la sua utilità si estende alla comunità: meno complicanze significano meno sofferenza per i malati, meno difficoltà per chi li assiste e minore pressione sui servizi di cura.

Influenza, 200 mila dosi per Padova e provincia: vaccini al via dal 5 ottobre

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uecentomila dosi di vaccino antinfluenzale per Padova e provincia. È la disponibilità complessiva per la nuova campagna presentata il 1° ottobre dall’Ulss 6 Euganea, che punta ad aumentare la protezione soprattutto tra anziani e persone fragili. Nella scorsa stagione si è vaccinato contro l’influenza un over 65 su due, mentre la copertura contro il Covid nella stessa fascia d’età si è fermata al 6,6%. Le dosi antinfluenzali messe a disposizione dall’Ulss per le categorie a rischio sono 191 mila: diventano 200 mila includendo farmacie, Azienda ospedaliera di Padova e Istituto oncologico veneto. I vaccini anti-Covid saranno forniti dal ministero della Salute in base alla domanda. Il calendario: chi comincia il 5 ottobre La campagna partirà gradualmente. Da lunedì 5 ottobre la vaccinazione antinfluenzale viene offerta dai pediatri ai bambini e organizzata nelle

strutture residenziali per anziani e persone non autosufficienti. Saranno coinvolti anche i pazienti ricoverati con più di sessant’anni, al momento delle dimissioni, e le persone seguite dall’assistenza domiciliare integrata. Da lunedì 19 ottobre l’offerta viene estesa agli studi dei medici di famiglia, agli ambulatori vaccinali dell’Ulss 6 e alle farmacie aderenti. I vaccini contro influenza e Covid possono essere somministrati durante lo stesso appuntamento. Per prenotare negli ambulatori dell’Ulss è disponibile il portale prenotavaccino.regione.veneto.it. Sabato 7 novembre è previsto un Vax Day straordinario ad accesso agevolato. L’obiettivo: far crescere l’adesione tra gli anziani. Nella stagione 2025-2026 sono state somministrate 197.508 dosi di vaccino antinfluenzale, raggiungendo il 50,5% degli over 65. «Il nostro obiettivo prioritario per

la nuova campagna è superare la soglia del 60-70%», spiega Luca Sbrogiò, direttore del Dipartimento di Prevenzione. Le dosi anti-Covid somministrate sono state invece 23.806. Sbrogiò richiama l’attenzione sulla «stanchezza vaccinale» e ricorda che il rischio di complicanze resta concreto per grandi anziani, persone immunodepresse e pazienti con più patologie. Bronchiolite, riparte l’immunizzazione dei più piccoli È iniziata oggi anche la campagna gratuita con anticorpo monoclonale contro il virus respiratorio sinciziale, principale causa di bronchiolite nei bambini sotto l’anno di età. Nella scorsa stagione, con 5.167 dosi somministrate e una copertura di circa nove neonati su dieci, i ricoveri ospedalieri sono diminuiti dell’80%. La nuova campagna prevede tre gruppi di destinatari: • Neonati tra ottobre 2026 e marzo 2027: somministra-

zione in ospedale alla nascita oppure, successivamente, dal pediatra. • Bambini nati tra aprile e settembre 2026: le famiglie riceveranno una lettera d’invito per rivolgersi al proprio pediatra. • Bambini ad alto rischio fino a 24 mesi: protezione anche nella seconda stagione di circolazione del virus, attraverso il pediatra. L’Ulss 6 ha a disposizione 3.843 dosi di anticorpo monoclonale, incrementabili in base alle richieste. Per la direttrice generale Patrizia Benini, ridurre i ricoveri significa anche «aver evitato un carico emotivo immenso alle loro famiglie». La campagna coinvolgerà medici, pediatri, ospedali, farmacie e servizi territoriali, con interventi nelle strutture residenziali e a domicilio per le persone impossibilitate a spostarsi. Sara Busato

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30 Tumore al seno. In Veneto la sopravvivenza a cinque anni raggiunge il 91% grazie anche alla prevenzione

Ottobre Rosa, allo IOV prevenzione e cure a misura di donna

L Sintonizzati sul Ogni 20 minuti tutte le notizie del Veneto aggiornate in tempo reale.

a facciata dell’Istituto Oncologico Veneto si illumina di rosa per richiamare l’attenzione sulla salute delle donne. Un segnale che accompagna il mese dedicato alla sensibilizzazione sul tumore al seno e ribadisce il valore della prevenzione, dei controlli e di un’assistenza capace di rispondere ai diversi bisogni delle pazienti. Ogni anno lo IOV prende in carico circa 800 nuovi casi di tumore della mammella, oltre a circa 300 casi di patologie mammarie benigne, ed esegue più di 300 interventi di chirurgia ricostruttiva. In Veneto la copertura dello screening mammografico raggiunge il 66%, mentre la sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi si attesta intorno al 91%, secondo il rapporto del Registro Tumori regionale del 2025. Risultati ai quali contribuiscono diagnosi precoce, terapie innovative e percorsi sempre più personalizzati. La prevenzione guarda anche alle donne più giovani. Dalla collaborazione tra Regione, IOV e Azienda Zero è nato nel 2018 un progetto di screening senologico che tiene conto delle caratteristiche individuali. Il percorso comprende mammografia con tomosintesi, misurazione della densità mammaria e valutazione della familiarità. Questi elementi permettono di definire una sorveglianza commisurata al profilo di rischio, accompagnando le partecipanti verso lo screening consolidato. L’obiettivo è studiare un modello che utilizzi informazioni personali e diagnostiche per orientare i controlli. Quando emerge una patologia, la risposta passa attraverso la Breast Unit, il centro nel quale competenze diverse lavorano insieme. La collaborazione tra medici e infermieri delle

varie specialità consente di affrontare in modo coordinato diagnosi, trattamento e riabilitazione, considerando anche gli aspetti psicologici, ereditari ed estetici. Le équipe discutono collegialmente i singoli casi e pianificano le successive fasi dell’assistenza. Ogni paziente viene inserita in un percorso diagnostico, terapeutico e assistenziale personalizzato, seguito da un case manager, figura di riferimento lungo il cammino di cura. Questo modello aiuta a collegare i diversi passaggi, dalla scelta del trattamento alle necessità che possono emergere dopo l’intervento. L’esperienza maturata ha reso lo IOV un punto centrale della rete regionale dei centri di senologia. L’attenzione alla persona comprende anche il rapporto con il proprio corpo. Il progetto “Non smettere di piacerti”, attivo dal 2009 grazie alla collaborazione tra il Servizio di Psicologia Ospedaliera e AVO Padova, sostiene le pazienti nei cambiamenti legati alle terapie. Il prestito gratuito di parrucche e i consigli per la cura dell’immagine affiancano il trattamento della malattia, dando spazio al benessere psicologico e alla qualità della vita. Ottobre Rosa rinnova così l’invito a non rimandare i controlli e a prendersi cura della propria salute. «La cura oncologica deve mettere sempre al centro la persona», sottolinea la direttrice generale dello IOV Patrizia Simionato. Un principio che si traduce nell’integrazione tra il lavoro della Breast Unit, l’assistenza dei professionisti e il sostegno al benessere psicologico delle pazienti. Per Simionato, la sensibilizzazione deve accompagnarsi all’attenzione alla qualità della vita e all’invito a non rimandare i controlli. (P.B.)

Nuova valvola tricuspide impiantata dalla gamba senza aprire il torace: primo intervento in Italia

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na nuova valvola tricuspide impiantata senza aprire il torace, passando da una vena della gamba. È stato eseguito a Padova il primo impianto in Italia, dopo l’acquisizione del marchio CE, di una nuova bioprotesi destinata alla sostituzione percutanea della valvola tricuspide. L’intervento è stato realizzato dalla UOSD Emodinamica e Cardiologia Interventistica dell’Azienda Ospedale Università di Padova, diretta dal professor Giuseppe Tarantini, e rappresenta una possibilità terapeutica per quei pazienti affetti da grave insufficienza tricuspidalica che, per le caratteristiche della propria anatomia, non potevano essere trattati né con la chirurgia tradizionale né con le procedure transcatetere già disponibili. Il caso affrontato a Padova rientrava proprio in questa situazione. La paziente presentava una grave insufficienza della valvola tricuspide ed era stata considerata non operabile con la chirurgia tradizionale. Anche le precedenti soluzioni percutanee non erano praticabili, a causa delle dimensioni e della conformazione della valvola. La nuova bioprotesi è stata sviluppata per intervenire proprio in anatomie particolarmente complesse. Il dispositivo dispone infatti di dimensioni maggiori e di un sistema di ancoraggio progettato per adattarsi anche a valvole tricuspidi molto dilatate, condizioni nelle quali le protesi precedenti potevano non essere utilizzabili. La procedura viene effettuata senza ricorrere alla chirurgia a cuore aperto. La protesi viene introdotta attraverso una vena della gamba e guidata fino al cuore, dove viene posizionata in corrispondenza della valvola tricuspide. In questo modo è possibile sostituire la valvola senza aprire il torace e senza lasciare

una cicatrice chirurgica. «Il valore di questa tecnologia non sta soltanto nella sua novità, ma soprattutto nella possibilità di offrire un trattamento a pazienti che prima non avevano alternative praticabili», sottolinea il professor Giuseppe Tarantini. «È questo l’aspetto clinicamente più importante». Sulla novità interviene anche il presidente Stefani, che sottolinea il valore dell’intervento per quei pazienti che fino a oggi non avevano possibilità di trattamento adeguate. «La Sanità veneta segna una nuova affermazione di cui potranno giovarsi cittadini che fino ad oggi non avevano risposte all’insufficienza tricuspidalica grave», afferma, congratulandosi con l’unità di Emodinamica e Cardiologia Interventistica dell’Azienda Ospedale Università di Padova per il primo impianto italiano della nuova protesi. Il presidente Stefani ha rivolto un ringraziamento anche a tutti i professionisti coinvolti nella procedura, sottolineando il contributo dell’équipe medica e del personale che ha partecipato all’intervento. Alla paziente ha invece rivolto l’auspicio per una positiva prosecuzione del decorso clinico. Anche il decorso della paziente ha evidenziato la natura mini-invasiva della procedura. Dopo l’intervento è stata risvegliata e, in presenza di buone condizioni cliniche, è stata dimessa dopo appena due giorni. Per la Cardiologia dell’Azienda Ospedale Università di Padova si tratta di un nuovo traguardo nel campo della cardiologia interventistica strutturale e, soprattutto, di un’ulteriore opzione di cura per pazienti ad elevata complessità, con una procedura che consente di raggiungere il cuore passando dalla gamba e senza ricorrere all’apertura del torace.


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