Skip to main content

laPiazza di Padova est - Aprile26

Page 1


A Noventa rinasce il parco di Villa Valmarana demoliti i vecchi plessi

Dalla Valdastico alla Holding

Il Veneto sta attraversando una stagione di pragmatismo politico che sembra voler mandare in so itta decenni di veti incrociati e dossier impolverati. Se fino a poco tempo fa parlare di gestione autonoma delle autostrade o del completamento della Valdastico Nord appariva come un esercizio di retorica elettorale destinato a scontrarsi con il muro della burocrazia romana o delle resistenze locali, oggi lo scenario è radicalmente mutato. Il cambio di passo impresso da Alberto Stefani, in stretta sinergia con il Ministero delle Infrastrutture guidato da Matteo Salvini, ha trasformato queste “eterne incompiute” in obiettivi a portata di mano, delineando un modello di governance territoriale che fa della concretezza la sua cifra distintiva. Il caso della holding autostradale regionale è emblematico. Per anni il controllo delle tratte strategiche, a partire dalla BresciaPadova, è rimasto sospeso in un limbo di concessioni in scadenza e rimpalli normativi. Lo sblocco arrivato negli ultimi giorni rappresenta una discontinuità netta rispetto al passato: l’idea di una società “in house” controllata dalla Regione non è più un’ipotesi di scuola, ma un progetto operativo che ha incassato il via libera politico di via Nomentana.

di Padova Est

Trasporto pubblico e biglietto unico, l’assessore Ruzza traccia il percorso

PARADOSSO VENETO, TRA LAVORO POVERO

E VERTENZE APERTE

ALLARME: CRESCE LA PRECARIETÀ

CALA L’OCCUPAZIONE A VIGONZA

GENERAZIONE VENETO, OLTRE I MITI DEL LAVORO

Nuova governance all’Uls 6 e Azienda Ospedale: Fortuna sceglie i direttori

NASCE A SAONARA IL NUOVO POLIAMBULATORIO SOCIALE

l mercato del lavoro veneto di questa prima parte del 2026 ci consegna una fotografia in chiaroscuro. Se da un lato la dinamica delle assunzioni resta in terreno positivo non possiamo ignorare il segnale di un rallentamento: il bilancio del primo bimestre (+7.200 unità) è sensibilmente inferiore a quello dell’anno precedente. Siamo di fronte a una fase di “mantenimento della base occupazionale” , dove la crescita è frenata da un’intensificazione delle cessazioni, in particolare per i contratti a termine.

segue a pag. 3

servizi alle pag. 4 - 5
servizio a pag. 21
servizio a pag. 18

per evitare che controllati, attraverso botteghe dell’usato sul

Presso i Centri del riuso saranno presenti operatori formati la commerciabilità e le possibilità di riutilizzo dei

è un progetto ETRA S.p.A. Società benefit Consiglio di Bacino Brenta per i , per ridurre la produzione di rifiuti e per prolungare la vita

Sintoniz zati

A chi sono rivolti?

Vene t o 2 4 passa al sistema di ultim a gener a zione DAB che permette di as coltare an c h e la ra d io con una qualità audio pe r fe t ta .

integro e funzionante

I Centri del Riuso sono attivati vicino ad alcuni Centri di accessibili a tutti gli utenti di ETRA muniti

Tutti gli utenti di ETRA possono utilizzare qualsiasi

puoi trovare gli indirizzi, i giorni e gli orari di apertura dei Centri del Riuso presenti sul territorio.

per i beni usati

Chi donerà dei beni presso i Centri del Riuso riceverà un buono sconto da spendere nelle botteghe dell’usato all’iniziativa.

possibile consegnare?

• Apparecchiature elettroniche*

• prodotti alimentari

Ascoltaci in tutto il Veneto in auto sul

• mobili di grandi dimensioni, ecc.*

SCARICA L’APP RADIO VENETO2 4 SUL TUO SMARTPHONE

* Per tali beni contattaredirettamente le botteghedell’usato.

ATTENZIONE: al Centro del Riuso non si possono acquistare o scambiare beni.

SERVIZIO RIFIUTI 800 247 842 dal lunedì al venerdì 8-20 nei giorni lavorativi www.etraspa.it

APRE L’AREA DI SGAMBAMENTO A PIAZZALE ALTIERO SPINELLI

APonte San Nicolò pre le porte un nuovo spazio pensato per i cani e per chi li ama, ma anche per tutta la comunità. Dopo Pasqua sarà inaugurata l’area di sgambamento di piazzale Altiero Spinelli, un luogo attrezzato e recintato dove gli amici a quattro zampe potranno muoversi liberamente e in sicurezza, mentre i cittadini avranno a disposizione uno spazio ordinato e fruibile, utile anche come punto di incontro e socialità. “Questa nuova area nasce da un’esigenza concreta emersa nel dialogo con i cittadini” spiega il vicesindaco e assessore all’ambiente Leonardo Volpin, “negli ultimi anni è cresciuta l’attenzione verso il benessere degli animali domestici, che fanno parte integrante delle nostre famiglie. Dotare il territorio di spazi adeguati e sicuri è diventato fondamentale”. L’intervento si inserisce nel percorso avviato dall’amministrazione comunale per la valorizzazione degli spazi pubblici, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita urbana e favorire la socialità tra i residenti. L’area, recintata e progettata con percorsi chiari e aree gioco, è pensata per permettere ai cani di muoversi liberamente senza rischi, mentre i cittadini possono godere dello spazio in totale sicurezza. “Non è solo un’area per cani” prosegue Volpin “ma un luogo che promuove senso civico, rispetto reciproco e cura dei beni comuni. Qui chiunque può incontrarsi, scambiare parole, conoscersi e sentirsi parte di una comunità attenta e responsabile”. Gli interventi come questo testimoniano una visione concreta della gestione del territorio: spazi pubblici curati, attenzione al verde, servizi pensati per rispondere ai bisogni quotidiani dei cittadini. L’amministrazione ha scelto di coinvolgere la cittadinanza fin dalle fasi progettuali, raccogliendo suggerimenti e osservazioni per rendere la nuova area funzionale e accogliente. Nell’area saranno presenti giochi, percorsi e aree dedicate al gioco libero e al relax, per o rire un’esperienza completa sia agli animali sia ai loro accompagnatori. “Continuiamo a lavorare per rendere Ponte San Nicolò un Comune sempre più vivibile” conclude Volpin “perché ogni intervento, anche piccolo, contribuisce a costruire una comunità più attenta e responsabile. Questa nuova area rappresenta un passo concreto in quella direzione: un luogo sicuro per gli animali, un punto di incontro per le persone e un segno tangibile dell’attenzione verso il territorio e chi lo vive”.

• Alessandro Cesarato

Ponte San Nicolò: un luogo sicuro per i cani e un punto d’incontro

GENERAZIONE VENETO, OLTRE I MITI DEL LAVORO

In questo scenario, dominato da incertezza economica e di icoltà nel reperimento di manodopera in un contesto demografico sfavorevole, emerge con forza la questione giovanile. La ricerca Iusve-Veneto Lavoro presentata agli inizi di aprile ci svela un mondo che sfida i luoghi comuni. I nostri giovani non sono spettatori passivi: quasi uno su due (47,5%) è pronto a cercare un nuovo lavoro se quello attuale compromette il proprio benessere, anche a costo dell’instabilità. Non è un segnale di fragilità, ma di una maturata proattività e di una nuova scala di valori. Tuttavia, i punti di debolezza restano nodi strutturali che non possiamo più eludere.

La “questione salariale” è la preoccupazione principale per il 65% degli intervistati, seguita dalla precarietà contrattuale (29,4%). I dati confermano che l’ingresso nel mercato avviene ancora prevalentemente con contratti a termine, spesso nel settore dei servizi e del turismo, e con un ricorso frequente al part-time (quasi uno su tre). È un paradosso: chiediamo competenze e “consapevolezza delle proprie

capacità”, ma o riamo percorsi che faticano a garantire quella stabilità (richiesta dal 51,1% dei giovani) necessaria per costruire un futuro.

Eppure, tra le pieghe di questi dati, si scorgono segnali che fanno ben sperare. C’è una rinnovata voglia di “squadra”: il 67,5% dei giovani desidera collaborare e aiutarsi tra colleghi, ripudiando la competizione esasperata. Questa spinta alla cooperazione e al dialogo costruttivo con le figure senior è un patrimonio sociale immenso.

Il Veneto del 2026 si trova a un bivio: per trasformare il “rallentamento” in una nuova opportunità occorre rispondere con politiche coraggiose alla domanda di reddito e stabilità dei giovani. Investire su di loro non è solo un atto di giustizia, ma l’unica strategia per garantire la tenuta di un sistema produttivo che, pur tra mille fatiche, continua a generare valore. Infine non può essere ignorato il tema del “lavoro povero”, che investe giovani e meno giovani: il Veneto non ne è immune, anzi, so re di queste disparità evidenti che vanno sradicate.

eneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare he la radio con una qualità audio per fetta

Segue da pag. 1 FACCIAMO
• Nicola Stievano

Emergenza lavoro/1. Il sindaco Gianmaria Boscaro

VIGONZA, È ALLARME: CRESCONO LE IMPRESE,

E LA PRECARIETA’ , MA CALA L’OCCUPAZIONE

Vigonza ha un territorio dinamico, una base economica solida e una comunità cresciuta nel tempo. Ma gli ultimi dati disponibili raccontano una chiara trasformazione del lavoro e dei bisogni sociali. Secondo il rapporto 2024 della Camera di Commercio di Padova, nel territorio comunale si contano 2.747 imprese attive, in aumento del +1,3% rispetto all’anno precedente, mentre gli addetti occupati nelle imprese scendono a 11.094, con una variazione del -5,0%. “È un dato - dice il sindaco Gianmaria Boscaro - che merita attenzione, perché descrive un territorio che continua a esprimere vitalità economica, ma nel quale il tema del lavoro si intreccia sempre di più con la sua qualità, la sua continuità e la capacità delle famiglie di reggere le di icoltà quotidiane. Il cambiamento di cui parlano questi numeri è proprio questo: non siamo di fronte soltanto al problema di chi un lavoro non lo trova, ma anche a una condizione più complessa, fatta di precarietà, part-time, bassi redditi, percorsi lavorativi discontinui e maggiore fragilità di alcuni nuclei familiari”. In molti casi insomma il lavoro c’è, ma non sempre è su iciente a garantire stabilità, autonomia e serenità. Per questo assicura il primo cittadino il

ruolo del Comune diventa fondamentale, non solo nel leggere i dati, ma nel tradurli in azioni concrete di accompagnamento, orientamento e inclusione”. Anche i dati demografici per il sindaco aiutano a comprendere il contesto. Vigonza è cresciuta negli anni, consolidandosi come un Comune popoloso e articolato, nel quale “il tema del lavoro va letto insieme alla tenuta economica delle famiglie, all’aumento dei bisogni sociali e alla necessità di costruire strumenti di prossimità capaci di intercettare chi rischia di restare ai margini”. In questa direzione si collocano diverse iniziative come lo Sportello Lavoro, attivo ogni giovedì, che rappresenta un punto di riferimento per chi è in cerca di occupazione o sta attraversando una fase di cambiamento professionale. Uno spazio di ascolto pensato in collaborazione con Regione e dal Centro per l’Impiego. Negli scorsi mesi il Comune ha inoltre promosso il progetto di pubblica utilità e cittadinanza attiva “Lpu: un nuovo inizio. Terzo sportello per l’inclusione”, con una selezione pubblicata il 30 dicembre 2025. L’iniziativa prevede l’impiego di 4 persone, che hanno preso servizio a metà del mese di marzo, attraverso un percorso formativo e un contratto di lavoro subordinato a

tempo determinato per un totale di 520 ore, della durata massima di 180 giorni, in servizi di competenza comunale e in attività di tutela e cura degli spazi pubblici. Si tratta di un’esperienza mirata a favorire la riattivazione lavorativa e l’inclusione sociale di persone in condizione di fragilità. “I dati - conclude Boscaro - ci consegnano l’immagine di un territorio vivo e capace di esprimere energie economiche importanti, ma ci chiedono anche di guardare più a fondo. Il tema del lavoro non si misura solo nel numero delle imprese o dei posti disponibili, ma nella qualità dell’occupazione”.

• Alessandro Abbadir

Corsi di lingua italiana per l’inserimento delle donne straniere

Accanto all’orientamento al lavoro, per il Comune di Vigonza un altro ambito fondamentale riguarda il ra orzamento delle competenze di base, soprattutto per le donne straniere. Per questo assumono capitale importanza i corsi di lingua italiana, realizzati e pensati per o rire una formazione di partenza indispensabile non solo per la vita quotidiana e l’autonomia personale, ma anche per a acciarsi al mondo del lavoro con strumenti adeguati. “La conoscenza della lingua - dice l’assessore comunale Giulia Valveri - è il primo passo per costruire inclusione, accedere ai servizi, comprendere diritti e doveri e sviluppare

opportunità reali di inserimento sociale e occupazionale”. Il Comune poi si è occupato anche del problema dei giovani, attraverso il percorso del Servizio Civile Universale in corso di attivazione. “Ci sono cambiamenti - continua e conclude l’assessore Valveri - che non fanno rumore, ma che incidono profondamente nella vita delle persone. Penso a chi fatica a rientrare nel mercato del lavoro, a chi ha bisogno di orientamento, alle donne straniere che partono da una barriera linguistica e devono essere messe nelle condizioni di costruire autonomia e opportunità. Per questo il Comune investe in strumenti concreti di accompagnamento,

perché inclusione e lavoro oggi devono procedere insieme. L’obiettivo del Comune di Vigonza è quindi leggere i dati non come una fotografia statica, ma come una bussola per orientare le scelte amministrative. In un

contesto in cui il lavoro cambia e le fragilità sociali si fanno più complesse, la risposta dell’ente locale è costruire vicinanza”.

• (A.A.)

Il sindaco Gianmaria Boscaro

SEMPRE PIÙ STRANIERI NEI COMPARTI

DELLE PULIZIE E NEI SUPERMERCATI

I contratti di apprendistato sono fortemente usati in diversi settori Emergenza lavoro/2. I dati arrivano dall’agenzia

Dati interessanti emergono dalla zona del padovano, dati che arrivano dai report dell’agenzia regionale di Veneto Lavoro. Nel 2024 (ultimo anno di rilevazione disponibile per l’area provinciale) gli assunti nel padovano sono stati complessivamente 129605 fra cui si registra un aumento di quelli assunti a tempo indeterminato di quasi 7000 persone. Ma in quali comparti ci sono le maggiori assunzioni? Andando a vedere nello specifico. Le assunzioni maggiori arrivano dai settori delle pulizie di edifici non specializzate (+965) e poi dal settore della ristorazione e della somministrazione e dei supermercati. Questi settori, oltre a vedere

un aumento dell’occupazione, sono anche quelli dove i lavoratori stranieri trovano spesso di più un impiego. Non vanno bene invece le assunzioni nel settore alberghiero e, neanche dopo la chiusura di tutti i bonus energetici quelle nel comparto edile. In calo le assunzioni nei settori della pubblica istruzione sia delle scuole medie che delle scuole elementari L’occupazione femminile è più massiccia nei servizi, meno nell’agricoltura e nell’industria.

I contratti di apprendistato sono fortemente usati nei settori dell’edilizia e nelle pasticcerie e gelaterie per impiegare i giovani. Nel settore dei dirigenti c’è un calo generalizzato di queste figure sia

Cè una azienda di Marghera nel veneziano che è diventata un caso nazionale suo malgrado, ed è Investcloud. A marzo scorso l’azienda statunitense che si occupa di soluzioni finanziarie tech ha annunciato di voler chiudere la sede veneziana e concentrare il lavoro in altri paesi. Chiusura che aveva fatto scoppiare una gran polemica non solo per i 37 licenziamenti annunciati, ma anche perché fra le motivazioni si faceva riferimento alla volontà di creare un nuovo modello centralizzato, basato sull’intelligenza artificiale. In queste ultime settimane un barlume di speranza si è riacceso. L’azienda ha fatto trapelare la possibilità di essere disposta a cedere l’unità produttiva di Marghera. Ciò è emerso dal tavolo in Regione Veneto dove Investcloud si è detta “disponibile a valutare eventuali proposte di acquisto dell’unità produttiva da parte di potenziali interessati e a favorire il ricollocamento, collettivo o individuale, dei lavoratori”. L’incontro tenutosi in Regione è stato costruttivo, per l’assessore Massimo Bitonci, ma i nodi però restano. Investcloud è disposta a considerare una cessione dell’unità di Marghera, ma senza la proprietà intellettuale del prodotto e i clienti. E non è dis-

cioè di uomini che di donne. Per quanto riguarda invece il mercato regionale, arrivano fati freschi del primo trimestre del 2026 e sono positivi. Nel primo trimestre 2026 il bilancio occupazionale del mercato del lavoro veneto risulta positivo per 23.100 posizioni di lavoro dipendente più favorevole di quello registrato nel 2025 (+21.500), grazie soprattutto all’andamento osservato a marzo. L’ultimo mese mostra infatti un saldo particolarmente positivo La domanda di lavoro si rivela in crescita sia nel mese di marzo (+11%) che nell’intero trimestre (+6%), interessando in particolare donne e lavoratori over 64. L’incidenza del part-time rimane elevata (29,6% del totale delle assunzioni), ma in lieve calo rispetto al 2025 sia per gli uomini (da 20,2% a 19,5%) che per le donne (da 47,7% a 45,6%). In crescita anche le cessazioni contrattuali, specie per quanto riguarda quelle per fine termine e, in misura più lieve, i licenziamenti collettivi. Dal punto di vista contrattuale, il bilancio del tempo indeterminato è positivo (+8.900), in linea con i risultati del 2024 ma inferiore a quello del 2025 (+11.300).

artificiale

ponibile a prolungare le tempistiche di una procedura che scade il 24 maggio. Il prossimo tavolo si terrà nella sede di Confindustria a fine aprile. Poi si tornerà per la terza volta in Regione l’11 maggio. Per i sindacati qualcosa si muove, ma non è ancora su iciente per risolvere la situazione e definire il futuro dei dipendenti dell’azienda.

Sintoniz zati sul

Veneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare anche radio con una qualità audio per fetta

• Alessandro Abbadir

L’area: Demolizione dell’ex edificio pubblico e valorizzazione residenziale e commerciale

TERZO BANDO: AREA CENTRALE IN CERCA DI RILANCIO, BASE D’ASTA 407MILA EURO

Nuovo tentativo per l’area comunale tra via Torino e via Roma, con il Comune che lancia il terzo bando di asta pubblica dopo i due precedenti esperimenti andati deserti. Il primo risale al 2023, con una base di 509 mila euro, il secondo nel 2025 scese a 458.100 euro, senza suscitare interesse. Ora si riparte con un ulteriore adeguamento: il prezzo a base d’asta è fissato a 407.200 euro, con o erte al rialzo. La gara è in programma il 18 maggio alle 10 presso il municipio, mentre le o erte dovranno essere presentate entro il 5 maggio. L’area, di oltre 2.170 metri quadrati, è situata in zona centrale, a ridosso di piazza Liberazione e lungo l’asse della Ss 516, e rappresenta una delle poche opportunità di rigenerazione urbana attualmente disponibili nel territorio comunale. Comprende

SABATO ECOLOGICO:

ARoncajette, nel mese di marzo, cittadini, volontari e associazioni si sono ritrovati per una mattinata dedicata alla cura del territorio e alla sostenibilità ambientale, partecipando alla nuova edizione del “Sabato ecologico” e di “Puliamo Ponte”. Le due iniziative, promosse dal Comune in collaborazione con AcegasApsAmga, hanno coniugato il conferimento corretto dei rifiuti con l’azione diretta di raccolta lungo la frazione e gli argini, recuperando plastica, vetro, mozziconi di sigaretta e altri materiali abbandonati. Nel parcheggio di piazza Don Giovanni Rossi è stato allestito un

l’ex edificio pubblico, in passato scuola media e sede di servizi comunali, dismesso da oltre vent’anni e destinato alla demolizione. Una posizione strategica, facilmente accessibile e già servita, che conferisce al compendio un potenziale significativo sia sotto il profilo residenziale che commerciale.

“Parliamo di un’area centrale con possibilità concrete di sviluppo” sottolinea il vicesindaco e assessore al patrimonio Leonardo Volpin, “abbiamo confermato condizioni chiare e trasparenti per favorire la partecipazione e attrarre investimenti qualificati. Non è semplicemente una dismissione, ma un’opportunità per attivare un progetto capace di generare valore urbano, sociale ed economico”. L’edificio fu realizzato tra il 1937 e il 1939 su progetto dell’ingegner

CITTADINI

Giacomo Turcato, in un’area che fino al 1936 ospitava il campo sportivo Umberto Maddalena. Nato come casa del fascio grazie a un contributo statale destinato ad opere per orfani di guerra, l’immobile ha avuto diverse funzioni nel tempo: durante l’occupazione inglese ospitò concerti e attività ricreative, nel dopoguerra divenne casa del popolo e dopolavoro, ambulatorio e sede di servizi pubblici, fino a essere ristrutturato

come scuola media nel 1962. Successivamente accolse u ici dei vigili urbani e una succursale comunale. Con il trasferimento degli u ici nel 2004, l’edificio è rimasto inutilizzato e i ripetuti interventi di ristrutturazione ne hanno compromesso il valore originario, portando al via libera regionale per la demolizione.

“L’auspicio” aggiunge il sindaco Gabriele De Boni “è che si attivi un progetto di qualità, capace di integrarsi con l’area circostante e contribuire alla riqualificazione complessiva del quartiere. La valorizzazione del patrimonio pubblico deve trasformare le criticità in opportunità concrete, migliorando la qualità urbana e la vita della comunità”.

• Alessandro Cesarato

E ASSOCIAZIONI UNITI PER UN PAESE PIÙ PULITO

centro di raccolta mobile per rifiuti di icilmente gestibili con il servizio ordinario: ingombranti in legno, Raee ed elettrodomestici, lampadine, pile, batterie, olio esausto e contenitori contaminati. Ai partecipanti è bastato un documento d’identità per conferire i materiali, dimostrando come la praticità e la tracciabilità siano elementi centrali della strategia comunale. “Queste giornate non sono eventi isolati” ha sottolineato il vicesindaco e assessore all’ambiente Leonardo Volpin. “ma parte di un percorso strutturato di programmazione ambientale. Gestire i rifiuti significa prevenire,

o rire servizi mirati e responsabilizzare i cittadini. Ogni abbandono comporta costi ambientali ed economici: centri come questo aiutano a ridurre gli interventi straordinari e a ra orzare il rispetto per gli spazi pubblici”. L’evento conferma l’impegno dell’amministrazione a rendere Ponte San Nicolò un paese più responsabile e sostenibile, dove la partecipazione civica si traduce in benefici concreti per il decoro urbano e la qualità della vita.

IL COMUNE INVESTE 50MILA EURO PER LE SCUOLE

Un aiuto concreto alle famiglie e alle scuole del territorio. Il Comune mette sul piatto 50mila euro per sostenere le scuole dell’infanzia paritarie nel 2026, confermando un impegno ormai consolidato. La cifra riguarda le due realtà presenti in paese: la scuola “San Gregorio Barbarigo” di Rio e la “Maria Immacolata” di Roncaglia. A ciascuna andrà una prima quota da 11.250 euro, pari

DELL’INFANZIA

al 45% del contributo complessivo, che sarà liquidata a breve. Il restante 55%, cioè 27.500 euro, verrà invece distribuito entro fine anno in base alle spese sostenute (soprattutto per il personale) e al numero dei bambini iscritti. Nel dettaglio, i fondi serviranno a coprire costi di gestione, manutenzione degli edifici, acquisto di materiali didattici e funzionamento generale delle strutture.

Un sostegno che punta anche a contenere le rette a carico delle famiglie, in un momento in cui il costo dei servizi educativi resta una voce importante nei bilanci domestici • (A.C.)

Veneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare anche la radio con una qualità audio per fetta.

• (A.C.)
Leonardo Volpin

Sintoniz zati

Vene t o 2 4 passa al sistema di ultim a gener a zione DAB che permette di as coltare an c h e la ra d io con una qualità audio pe r fe t ta .

Sintoniz zati

Vene t o 2 4 passa al sistema di ultim a gener a zione DAB che permette di as coltare an c h e la ra d io con una qualità audio pe r fe t ta .

PONTE SAN NICOLÒ

La procedura. Concessione biennale, attività culturali e servizi per famiglie e anziani

Il chiosco del Parco Vita cerca un gestore per ridare vita al parco

Dopo alcune settimane dalla chiusura dello storico bar del Parco Vita, il Comune ha avviato le procedure per restituire alla comunità un presidio di socialità. L’addio dell’associazione “Amici del Mondo”, che per 25 anni aveva gestito il chiosco, aveva lasciato un vuoto tangibile. Il bar non era solo un punto di ristoro, ma un vero luogo di incontro per famiglie, anziani e frequentatori dell’area verde, soprattutto nei mesi primaverili ed estivi. La decisione di recedere dalla convenzione, comunicata a fine febbraio, era motivata dalla progressiva carenza di volontari, dall’insostenibilità economica e dai ripetuti atti vandalici che avevano complicato la gestione. Il nuovo bando prevede la concessione del chiosco-bar per due anni, rinnovabili per ulteriori due, con l’obiettivo di garantire continuità e qualità del servizio. La struttura, posta lungo la Ss 516, misura 79 metri quadrati interni, con un portico di 47 metri quadrati e un’area esterna di circa 300 metri quadrati, destinata a ospitare tavolini e iniziative pubbliche. Il concessionario dovrà non solo occuparsi della somministrazione di alimenti e bevande, ma anche proporre attività culturali, ricreative e sociali, in particolare rivolte a bambini, famiglie e anziani. Il Comune attribuirà fino a 90 punti alla qualità del progetto presentato e 10 all’o erta economica, con un canone base mensile di 500 euro. La selezione privilegerà la proposta in grado di coniugare sostenibilità economica e qualità del programma di animazione. Il valore complessivo stimato della concessione per il biennio supera i 12 mila euro, ma l’obiettivo dichiarato è soprattutto restituire al Parco Vita un luogo vivo, inclusivo e accogliente. Curiosamente, il chiosco del Parco Vita non ha solo una funzione gastronomica. Negli anni era diventato un vero laboratorio di socialità. Oltre ai ca è e alle merende, lo spazio ospitava letture per bambini, piccoli concerti, tornei di carte e incontri con associazioni locali. Gli anziani trovavano compagnia e routine, mentre i più giovani potevano partecipare a giochi organizzati o a laboratori creativi. Il nuovo gestore, secondo il Comune, dovrà garantire non solo la gestione ordinaria del bar, ma anche l’apertura dei servizi igienici a tutti i frequentatori del parco, la manutenzione dell’area verde, la sicurezza degli impianti e la corretta organizzazione degli eventi. In

questo senso, la concessione diventa un vero “contratto di comunità”. Il concessionario dovrà dimostrare capacità organizzativa, attenzione al decoro e sensibilità verso il pubblico. Il bando rappresenta quindi un’opportunità per chi vuole gestire non solo un’attività commerciale, ma un vero spazio di incontro. Dopo la pausa forzata di questi mesi, la comunità spera di ritrovare presto al Parco Vita un luogo di socialità attiva, dove il ristoro si combina con cultura, gioco e aggregazione.

• Alessandro Cesarato

Rinforzare la comunità educante

Ra orzare chi educa, per sostenere chi cresce. È questo l’obiettivo dell’iniziativa “Rinforzare la comunità educante”, svoltasi al centro civico Rigoni Stern di piazza Liberazione. Un percorso formativo gratuito pensato per chi, ogni giorno, ha a che fare con adolescenti: volontari, allenatori, animatori, ma anche genitori e adulti impegnati nella vita sociale. Al centro degli incontri c’è il tema, tanto delicato quanto attuale, della relazione tra adulti e ragazzi. Un rapporto che oggi appare sempre più complesso, segnato da fragilità di use e segnali di disagio che spesso restano

Sintoniz zati sul

Veneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare anche la radio con una qualità audio per fetta.

spipadova@gmail.com oppure venirci a trovare nelle nostre sedi:

Ponte S. Nicolò, Via Papa Giovanni XXIII, 16/18; dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.00 - dalle 15.00 alle 18.00 Noventa Padovana, Via Marconi, 176; il lunedì dalle 9.30 alle 12.00 - il martedì dalle 15.00 alle 18.00 Vigonza, Via Sant’Antonio, 67; dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.00

di icili da leggere, da entrambe le parti. Proprio per questo il percorso punta a fornire strumenti concreti e spunti di riflessione utili a costruire un dialogo più e icace. L’appuntamento avrà un taglio interattivo, con il coinvolgimento diretto dei partecipanti, e sarà guidato da una formatrice esperta. Non una lezione frontale, dunque, ma un’occasione di confronto e condivisione, per mettere in rete esperienze e buone pratiche. L’iniziativa si inserisce nel progetto “Conosco e scelgo”, promosso da Enaip Veneto nell’ambito del programma regionale #Orientati, con l’obiettivo di di ondere una cultura dell’orientamento più consapevole nel territorio della bassa padovana. Per iscrizioni e informazioni è possibile scrivere a francesco.pezzin@ enaip.veneto.it. Un segnale, anche questo, della volontà di costruire una vera rete educativa, dove la crescita dei giovani diventa responsabilità condivisa. Perché educare, oggi più che mai, è un lavoro di squadra.

Sintoniz zati

Lavori. Via i vecchi plessi, nasce un parco di 20.000 metri quadri

VILLA VALMARANA TORNA AL VERDE

Dopo la costruzione delle nuove scuole a Noventana, prosegue di gran carriera il programma dei lavori che, adesso, prevede l’abbattimento dei vecchi plessi esistenti nel Parco di villa Valmarana ei lavori di riqualificazione dello stesso. “È ora di restituire alla natura quello che le era stato tolto ingiustamente”

Con queste parole il sindaco Marcello Bano ha dato il via alle ruspe che da stamattina stanno demolendo i vecchi edifici scolastici di via Valmarana, per poi procedere alla rinaturalizzazione dell’area, destinata a ospitare un parco pubblico di circa 20.000 metri quadri al servizio delle famiglie di Noventa. “I lavori avanzano a ritmo spedito – informa il primo cittadino – in pochi giorni di questi fatiscenti blocchi di cemento rimarrà solo il ricordo. Nati nel dopoguerra, con la

lodevole funzione di ospitare scuole e asili per i bambini del paese, la loro collocazione nel mezzo di un parco storico e monumentale fu purtroppo figlia della mentalità di quegli anni, orientata a un rapido sviluppo del tessuto urbano senza minimamente preoccuparsi dell’impatto ambientale, del deturpamento del paesaggio, della distruzione del verde. Non siamo qui per giudicare scelte prese in altre epoche e con altre logiche, ma per guardare al futuro con la sensibilità e la consapevolezza ambientale che il nostro tempo ci chiede: oggi andiamo a sanare un’antica ferita, riportando il verde dove c’era il cemento e restituendo a chi fa ingresso nel nostro comune la meravigliosa visuale di villa Valmarana, finora coperta e oscurata da questi obbrobri”. Le operazioni di demolizione e sgombero dei detriti

richiedono alcune settimane. Successivamente partiranno i lavori per la realizzazione del parco e del bosco urbano, su progetto dell’architetto Paolo Rossettini. Cuore della nuova, sterminata area verde sarà il grande prato centrale (circa 5.200 metri quadri) da dedicare al riposo e al tempo libero dei noventani, ideale per ospitare eventi come concerti, spettacoli teatrali e cinema all’aperto. Il costo totale dell’intervento supera di poco i 700.000 euro, di cui 400 mila provenienti da un cofinanziamento ricevuto dall’Unione Europea nell’ambito del programma SISUS (strategia integrata di sviluppo urbano sostenibile) dell’area urbana di Padova. Al circa mezzo milione inizialmente previsto si sono aggiunte spese per quasi 200.000 euro per lo smaltimento dell’amianto scoperto lo scorso anno

Palestra “Giorgio Paolo Gardin” messa in sicurezza

Sono conclusi i lavori di messa in sicurezza della palestra “Giorgio Paolo Gardin” a Noventana e dell’adiacente arcostruttura di via Viotti. L’investimento di circa 90.000 euro di risorse comunali ha consentito di ottenere il certificato di prevenzione incendi per entrambi gli impianti (per la prima volta nella loro storia). Nella palestra sono stati sostituiti i serramenti delle quattro uscite di sicurezza esistenti, con l’installazione di nuovi maniglioni antipanico conformi alle leggi vigenti. Sono stati installati parapetti di sicurezza lungo le rampe di uscita. Piccoli lavori edili hanno consentito di ricavare nuovi locali adibiti a deposito attrezzi. L’illuminazione interna è stata interamente sostituita e nuove lampade di emergenza esterne sono

sotto il pavimento dell’ex asilo nido comunale. Della bonifica, terminata a febbraio, si è fatta interamente carico l’amministrazione comunale

con proprie risorse. La conclusione dei lavori è prevista per settembre.

state posizionate in corrispondenza delle vie di fuga. Nuovo anche il sistema antincendio, munito di due pulsanti manuali di allarme con indicatore ottico e acustico.

Nell’arcostruttura, oltre ad analoghi interventi su uscite di sicurezza e illuminazione, è stato collegato un nuovo pulsante di sgancio generale dell’energia elettrica, collegato direttamente al contatore. I generatori di calore sono stati rivestiti da apposite strutture di compartimentazione in ferro dello spessore di 8 centimetri, come previsto dall’ultima versione della normativa. “Si tratta di lavori richiesti e supervisionati dai vigili del fuoco – spiega l’assessore allo sport Davide Iafelice – fondamentali per la

sicurezza dei ragazzi che tutti i giorni svolgono attività all’interno di queste strutture. Costruite alcuni decenni fa, in seguito alla felice intuizione di un pioniere dello sport noventano come Giorgio Paolo Gardin, da tempo attendevano un intervento complessivo che consentisse di metterle al passo con l’accresciuta sensibilità in tema di prevenzione dei rischi. Come amministrazione comunale stiamo destinando importanti risorse per la manutenzione e il miglioramento dei nostri impianti sportivi: un impegno che proseguirà anche nel prossimo futuro”.

Veneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare anche la radio con una qualità audio per fetta.

• Nadia Zorzan
• (N.Z.)
L’assessore allo Sport Davide Lafelice

UILLUMINAZIONE INTELLIGENTE AL VIA IL NUOVO PROGETTO I

n’importante iniziativa di riqualificazione urbana e energetica prende il via a Noventa Padovana con l’installazione di oltre 2.300 lampioni intelligenti. Il progetto, che rientra in un intervento complessivo del valore di circa 1 milione di euro, è stato a idato alla società City Green Light e mira a migliorare l’illuminazione pubblica, rigenerare via Roma e introdurre nuovi servizi digitali per i cittadini.

L’intervento prevede la sostituzione dell’intero parco illuminotecnico, con l’installazione di lampade a LED ad alta e icienza in grado di ridurre in modo significativo i consumi energetici. I nuovi impianti garantiranno un’illuminazione più uniforme e duratura, riducendo al contempo le dispersioni. In aggiunta, saranno installati 57 sistemi di telecontrollo, permettendo la gestione e la manutenzione della rete da remoto, e aumentati i livelli di sicurezza con l’introduzione di attraversamenti pedonali intelligenti, progettati per migliorare la visibilità e la protezione

degli utenti più vulnerabili.

Grazie all’adozione dei nuovi lampioni, il fabbisogno di energia elettrica per l’illuminazione pubblica sarà ridotto drasticamente, passando dai 549.000 kWh annuali attuali a circa 255.000 kWh. Questo comporterà un risparmio energetico del 54% e una significativa riduzione delle emissioni di CO2, pari a 86 tonnellate in meno ogni anno. Un impatto ambientale positivo in linea con gli obiettivi di decarbonizzazione della comunità.

Il sindaco Marcello Bano ha commentato con soddisfazione: “Si tratta di una rivoluzione tecnologica che migliorerà l’aspetto generale della nostra città, riducendo l’impatto climatico e abbattendo lo spreco di energia. I risparmi che otterremo sui costi energetici saranno reinvestiti in servizi alla cittadinanza e nella manutenzione del nostro territorio, come il rifacimento di Piazza Europa”. Oltre ai miglioramenti infrastrutturali, il progetto prevede l’attivazione di un sistema multicanale di raccolta

delle segnalazioni, operativo 24 ore su 24. I cittadini potranno segnalare eventuali guasti, come punti luce non funzionanti, attraverso un numero verde gratuito, email o la City Green App, disponibile per smartphone. Un canale diretto che consentirà alla comunità di partecipare attivamente al monitoraggio e al miglioramento del servizio.

• Redazione Padova

Sintoniz zati sul

Il di icile mestiere di genitori tra emozioni, regole e tecnologia

l difficile mestiere di genitore al centro di una serie di incontri formativi dedicati alle relazioni tra padri, madri e figli. Il progetto “Semi di Crescita”, costruito insieme dall’amministrazione comunale, la Cooperativa Coges Don Milani e l’istituto comprensivo G. Santini, nasce con l’obiettivo di assistere le famiglie fornendo loro alcuni strumenti aggiuntivi per a rontare i problemi quotidiani nel rapporto tra generazioni diverse. “I temi degli incontri – spiega l’assessore al sociale Giovanna Carraro – sono stati scelti sulla base di una serie di questionari anonimi compilati dai genitori. Sono così emerse alcune delle di icoltà più frequenti che noi genitori imperfetti ci troviamo ad a rontare: la gestione delle nostre emozioni e di quelle dei nostri figli, la fatica per loro di rispettare le regole e per noi di comprendere i limiti del nostro ruolo educativo, gli ostacoli nella comunicazione con chi a volte sembra parlare una lingua diversa. Su questi e altri aspetti vogliamo o rire un momento di dialogo e confronto con

esperti, senza la pretesa di insegnare qualcosa o di risolvere i problemi, ma nella speranza di poter aggiungere una prospettiva ulteriore rispetto all’esperienza quotidiana”. Il programma prevede due cicli di tre incontri ciascuno, tutti con inizio alle 20.30 all’auditorium Santini. Per i genitori di bimbi dai 6 agli 11 anni è cominciato giovedì 19 marzo con “Emozioni in crescita: capire e gestire le emozioni dei bambini” e si conclude l’11 maggio con “Amicizie, conflitti e mondo digitale”. Per i genitori dei ragazzi dagli 11 ai 14 anni il programma è iniziato il 30 marzo trattando il tema“Io parlo, mi capisci? Comunicare con un preadolescente” e si conclude il 25 maggio con “Gruppo, identità e tecnologia: crescere nel mondo di oggi”. La partecipazione è gratuita previa iscrizione. Per ulteriori informazioni è possibile contattare il numero whatsapp 388/8355103 o scrivere all’indirizzo camillageromel@ cogesdonmilani.it.

• (N.Z.)

Veneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare anche la radio con una qualità audio per fetta.

Prevenzione. Interventi e 30mila euro per evitare allagamenti

Piano straordinario: oltre 1.000 caditoie ripulite per la sicurezza idraulica

Continuano, dall’inizio dell’anno e anche nelle prossime settimane, gli interventi avviati dall’amministrazione comunale per garantire l’e icienza del sistema idraulico e prevenire criticità in caso di forti piogge. Le operazioni riguardano la pulizia di caditoie, bocche di lupo e chiusini, spesso ostruiti da foglie, detriti e sedimenti

che impediscono il corretto deflusso delle acque meteoriche, aumentando il rischio di allagamenti. Gli interventi, già avviati in diverse zone, stanno progressivamente interessando tutte le frazioni del territorio, seguendo una priorità basata sulle criticità storiche rilevate dagli u ici tecnici. “Nel mese di gennaio è stato completato l’intervento di pulizia dello

scolo in via Cabrini a Perarolo, in continuità con lavori già avviati lo scorso anno, e lungo via Paradisi –spiega l’assessore ai Lavori pubblici Massimiliano Cacco –. A Codiverno sono stati ripuliti alcuni tratti di fossato lungo via Bosco, migliorando la situazione idraulica soprattutto per il quartiere di via Montebello”. Particolarmente rilevante l’intervento nell’area artigianale di Peraga, dove è in corso la pulizia di oltre 900 caditoie tra viale dell’Artigianato, viale del Lavoro, via Niedda, via Varisco e parte di via Trevisan e via Andreon. “Si tratta di un’opera molto attesa in una zona che ha più volte evidenziato criticità idrauliche – prosegue Cacco –. Abbiamo stanziato 30.000 euro e, grazie ai ribassi di gara, riusciremo a intervenire anche nella nuova area artigianale, nelle vie Germania, Francia, Spagna e Inghilterra, superando complessivamente le 1000 caditoie trattate”. Gli interventi rientrano in un programma più ampio che ha già interessato varie aree nel 2025 e proseguirà nei prossimi

Aggiornato il piano di protezione civile

Vigonza aggiorna il Piano di Protezione Civile: più sicurezza e prevenzione per il territorio. Con voto unanime del consiglio comunale, il Comune ha approvato l’aggiornamento di uno strumento fondamentale per la gestione delle emergenze e la tutela dei cittadini. Come spiegato dall’assessore Marco Polato, l’intervento nasce dall’esigenza di adeguarsi ai nuovi scenari di rischio: “Abbiamo integrato il piano con situazioni che oggi non possiamo più ignorare, dalle ondate di calore alle alluvioni, fino agli eventi meteo estremi. Non è solo un adempimento normativo, ma un’azione concreta per garantire interventi rapidi e coordinati”. Particolare attenzione è stata dedicata ai soggetti fragili, con protocolli specifici sviluppati in collaborazione con l’Ulss 6 Euganea, nel rispetto della privacy. Il nuovo piano si basa su un’analisi aggiornata dei rischi locali, tra cui criticità idrogeologiche, allagamenti ed eventi atmosferici intensi. Tra le principali novità: mappe di rischio riviste, potenziamento dei sistemi di allerta, procedure operative più snelle e maggiore formazione e informazione per la cittadinanza. Il sindaco Gianmaria Boscaro ha sottolineato il ruolo decisivo dei volontari: “Questo aggiornamento nasce anche dai loro suggerimenti, raccolti durante esercitazioni e situazioni reali. Grazie alla loro esperienza e al lavoro dei tecnici, abbiamo reso il piano più concreto e aderente alle criticità a rontate negli

ultimi anni”. L’amministrazione ha infine ringraziato il gruppo comunale di Protezione Civile, che celebra 40 anni di attività: un impegno costante che rappresenta un esempio di collaborazione, solidarietà e senso di comunità, contribuendo a rendere Vigonza più sicura e coesa.

• (M.G.M)

mesi. Tra i lavori programmati figura anche la sistemazione di un tratto di condotta in via XX Settembre a Perarolo, strategico per la sicurezza idraulica delle zone limitrofe, tra cui via Livorno, via Milano e via Torino. “Abbiamo scelto di investire in modo capillare sulla pulizia delle caditoie perché rappresenta la prima linea di difesa contro gli allagamenti – sottolinea il sindaco Gianmaria

Boscaro –. Un sistema di drenaggio e iciente è fondamentale per la sicurezza della viabilità e la tutela delle abitazioni. Questi interventi si a iancano alle opere strutturali già avviate, confermando l’attenzione costante alla manutenzione del territorio”.

Veneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare anche radio con una qualità audio per fetta.

Il commento alle notizie del giorno dal lunedì al venerdì alle 17:00

Ascoltaci

• Manuel Glauco Matetich

COMMERCIALE?

Sintoniz zati

TI PIACEREBBE FAR

GRUPPO IN FORTE

Vene t o 2 4 passa al sistema di ultim a gener a zione DAB che permette di as coltare an c h e la ra d io con una qualità audio pe r fe t ta .

CERCHIAMO TE!

Il progetto. Parcheggi sicuri e parco inclusivo per i bambini

PERAGA INVESTE 250 MILA EURO

NEL NUOVO ASILO CITTADINO

Approvato il progetto per la sistemazione delle aree esterne e la realizzazione di parcheggi del nuovo asilo nido comunale di Peraga per un investimento di 250mila euro. L’operazione mira a riqualificare l’intero comparto che circonda la struttura, coniugando le esigenze pedagogiche all’aperto con la necessità di una viabilità fluida e sicura per i genitori e i residenti. Nell’ambito del progetto verranno realizzati stalli di sosta dedicati, fondamentali per gestire i flussi di tra ico durante gli orari di entrata e uscita dei bambini.

Ma la progettazione ha prestato particolare attenzione alla sicurezza dei percorsi pedonali protetti, garantendo il collegamento diretto tra le auto, l’ingresso del nido e la ciclabile di via Paolo VI. “Con questo investimento di 250 mila euro – commenta il Sindaco Gianmaria Boscaro - non solo diamo completezza all’intervento di costruzione del nuovo asilo nido, che sorge proprio accanto al vecchio nido comunale “Rodari”, ma rendiamo l’intero quartiere urbano, a ridosso degli impianti sportivi, più ordinato e sicuro. I nuovi parcheggi risponderanno alle necessità logistiche delle famiglie e in generale dei residenti e cittadini, mentre il giardino

sarà un’oasi protetta per la crescita dei nostri bambini. È un impegno preso con la comunità di Peraga che oggi trova concreta attuazione”. La sistemazione delle aree esterne, infatti, si a ianca all’intervento già previsto, e finanziato, di realizzazione del nuovo parco inclusivo a servizio del nuovo nido comunale. Questo progetto è finanziato grazie al contributo di 24mila euro assicurato dalla Fondazione Cariparo a supporto di interventi proposti dall’Amministrazione comunale per favorire il benessere psico-educativo della prima infanzia. Gli interventi per la realizzazione della nuova struttura saranno cantierati e conclusi nel 2026, allo scopo di concludere la rendicontazione entro ottobre di quest’anno. Ci saranno strutture colorate, percorsi e installazioni arricchiranno in tal modo lo spazio aperto del nido, che renderanno la dimensione ludica un tutt’uno con la dimensione circostante, assimilandola ad un paesaggio praticabile da tutti.

“In questo modo - osserva il sindaco Gianmaria Boscaro - potremo dotare la struttura di uno spazio fondamentale per far crescere tutti i bambini in modo corretto, dando risposte concrete a tutti i cittadini che richiedono nuovi ambiti di socialità”. La scelta praticata dal

Comune attraverso il parco inclusivo, è quella di rendere sempre più permeabili gli spazi agli obiettivi educativi del nuovo nido. “Grazie anche alla continuità di questo percorso - sottolinea l’assessore alle politiche sociali, Giulia Valveri - è stato possibile bissare il punteggio massimo attribuito al nido di Vigonza dall’Ulss in sede di accreditamento della struttura, vedendo così riconosciuti e confermati tutti i requisiti di qualità che rendono la struttura sempre più appetibile per le famiglie”.

• Manuel Glauco Matetich

Approvata la

convenzione

per il Consiglio comunale dei ragazzi

Approvata la convenzione per il nuovo “Consiglio Comunale dei Ragazzi”. La Giunta comunale di Vigonza ha dato il via libera all’accordo tra il Comune e l’Istituto Comprensivo “Don Milani”: gli studenti diventano protagonisti della vita civile e amministrativa. Lo schema di convenzione definisce la collaborazione strategica tra l’ente locale e il mondo della scuola per o rire agli studenti un’esperienza diretta di democrazia rappresentativa, permettendo loro di conoscere da vicino il funzionamento delle istituzioni e di proporre idee concrete per migliorare il territorio. Molteplici gli obiettivi del progetto: l’educazione alla legalità attraverso la promozione della conoscenza della Costituzione e delle regole democratiche; la partecipazione attiva dando voce ai giovani su temi quali l’ambiente, lo sport, la cultura e il tempo libero; il dialogo istituzionale istituendo un canale privilegiato tra i “giovani consiglieri” eletti e il Consiglio Comunale degli adulti per l’esame di proposte e suggerimenti. Come già avvenuto negli anni precedenti, il progetto del CCR coinvolgerà gli alunni della scuola secondaria di primo grado sotto la guida dei docenti e con il supporto tecnico degli u ici comunali. I ragazzi simuleranno una vera e propria campagna elettorale, procederanno all’elezione dei propri rappresentanti e alla nomina del “Sindaco dei Ragazzi”. “Con questa convenzione –dichiara il Sindaco Gianmaria Boscaro - confermiamo la volontà di questa amministrazione di dare ai nostri giovani non solo una lezione teorica di educazione civica, ma una vera palestra di democrazia. Il Consiglio Comunale dei Ragazzi non è un gioco, ma uno spazio d’ascolto fondamentale: le loro idee sono preziose per costruire la Vigonza di domani”.

• (M.G.M.)

Sintoniz zati

Sintoni zati

Cerchiamo personale per contatto diretto con aziende e attività O riamo assunzione a tempo indeterminato full time o part time

Vene t o 2 4 passa al sistema di ultim a gener a zione DAB che permette di as coltare an c h e la ra d io con una qualità audio pe r fe t ta .

4 passa al sistema di ultim zione DAB che permette di as oltare on una qualità audio pe e

Formazione dedicata e percorso di crescita

Volontariato. Riconoscimenti

ai volontari, la prevenzione e la solidarietà

ULA CITTÀ CELEBRA I 30 ANNI DELLA PROTEZIONE CIVILE U

na giornata di riconoscenza, memoria e orgoglio collettivo ha accompagnato le celebrazioni per il 30esimo anniversario della Protezione Civile di Saonara, dal lontano 1996, una realtà che da tre decenni rappresenta un punto di riferimento fondamentale per la sicurezza e la solidarietà nel territorio comunale. Alla cerimonia saranno presenti autorità civili e militari, volontari, associazioni e cittadini. Il sindaco di Saonara, Michela Lazzaro, ha ricordato come la Protezione Civile sia diventata nel tempo “uno dei pilastri più solidi e a idabili della nostra comunità”, capace di distinguersi soprattutto nei momenti di maggiore di icoltà. Dalla gestione delle emergenze ambientali e meteorologiche al supporto durante eventi straordinari, fino alle attività di prevenzione e monitoraggio del territorio, il contributo dei volontari ha rappresentato un elemento essenziale per la tutela della sicurezza dei cittadini. Inoltre, il primo cittadino ha voluto sottolineare il valore umano che caratterizza l’operato del gruppo: accanto agli interventi operativi, la Protezione

Civile di Saonara si è sempre distinta anche per l’attenzione verso il sociale e per la presenza costante accanto alle persone più fragili, in collaborazione con istituzioni e associazioni del territorio. Questa cerimonia è stata l’occasione per celebrare il percorso compiuto in questi trent’anni e per guardare al futuro, con l’auspicio che l’impegno e l’esempio dei volontari possano continuare a rappresentare un modello positivo soprattutto per le giovani generazioni. L’assessore all’urbanistica, edilizia privata e protezione civile di Saonara, Alberto Carones, ha evidenziato che le

attività di Protezione Civile in tempo di pace sono fondamentali e necessarie in termini di prevenzione e preparazione rispetto agli scenari emergenziali. A tal proposito l’opera di sensibilizzazione che i volontari fanno annualmente nelle scuole del comune è importantissima. Carones ha concluso invitando la cittadinanza ad approcciarsi a questo volontariato, partecipando alle riunioni che si tengono nella sede di via Roma il primo ed il terzo martedì di ogni mese.

• Manuel Glauco Matetich

Tecnologia, chirurgia e umanità per la vista

n ambiente accogliente, pensato per ridurre lo stress e migliorare l’esperienza del paziente: è questo il punto di partenza di Oculistica Bisantis, nuovo ambulatorio oculistico polifunzionale che unisce tecnologia, organizzazione e cura dei dettagli. Gli spazi, ampi e progettati per garantire privacy, accompagnano il paziente lungo un percorso strutturato: dall’accoglienza iniziale, alla prima valutazione con l’ortottista, fino alla visita specialistica finale con il medico oculista. Un iter chiaro, supportato da cinque ambulatori dotati di strumentazioni di ultima generazione, che permettono diagnosi rapide e precise. Il centro si fonda su un concetto chiave: integrazione tra diagnostica e chirurgia. L’intervento rappresenta infatti l’ultima fase di un percorso che parte da esami approfonditi e personalizzati. È il caso della cataratta, tra le patologie più di use, per cui vengono eseguiti tutti gli accertamenti preoperatori, inclusa la scelta della lente intraoculare più

adatta alle esigenze del paziente. Oltre alla cataratta, l’ambulatorio si occupa della correzione dei principali difetti visivi — miopia, astigmatismo, ipermetropia e presbiopia — attraverso tecniche chirurgiche e laser. Gli interventi sono eseguiti dal dottor Francesco Bisantis presso strutture specializzate del territorio, o rendo diverse soluzioni in base alle necessità dei pazienti. Accanto all’attività clinica, trova spazio anche la formazione, grazie a una sala dedicata ad aggiornamenti scientifici, e l’impegno sociale, con la Fondazione IRIS ONLUS che promuove visite gratuite per persone in di icoltà. “Il nostro obiettivo è accogliere ogni persona con professionalità e gentilezza”, sottolinea Bisantis. Soddisfazione anche da parte del sindaco Michela Lazzaro, che evidenzia come la nuova struttura rappresenti “un valore aggiunto per il territorio e per la qualità dei servizi sanitari locali”.

• (M.G.M)

Antonino Calabrò Medico LILT Padova
Giulia Torni Tecnico LILT Padova

Taglio del nastro: Un presidio di solidarietà e salute per il territorio

INAUGURATO IL NUOVO POLIAMBULATORIO

Qualche settimana fa, presso la Sala Civica “Sandro Pertini” di Saonara, si è tenuta la presentazione e inaugurazione dei nuovi spazi del Poliambulatorio Sociale, una realtà sanitaria che rappresenta un punto di riferimento di grande valore per la comunità locale.

All’evento hanno partecipato gli assessori regionali Gino Gerosa e Filippo Giacinti, la consigliera regionale Eleonora Mosco, il consigliere provinciale Valentino Turetta, oltre a rappresentanze delle autorità militari, medici, infermieri volontari e numerosi cittadini.

Il Poliambulatorio Sociale di Saonara nasce dalla collaborazione tra

l’Amministrazione Comunale, che ha messo a disposizione i locali, e l’associazione “I Seniores”, responsabile della gestione organizzativa.

Un ruolo fondamentale è svolto dai medici specialisti volontari – sia in pensione che in servizio – che o rono gratuitamente prestazioni sanitarie a favore di persone anziane e cittadini in condizioni di fragilità economica o con di icoltà motorie.

Tra i servizi offerti figurano visite specialistiche in ambito cardiologico, geriatrico, dermatologico, ortopedico, urologico e in altre discipline, erogate su richiesta del medico di medicina generale. È inoltre attivo un servizio infermieristico dedicato a controlli e

prestazioni di base. Il Poliambulatorio si conferma con un’attività di grande utilità e apprezzamento. Si tratta del secondo Poliambulatorio Sociale in Italia e dell’unico attivo nella Regione Veneto, un modello virtuoso che unisce solidarietà, professionalità e attenzione ai bisogni delle fasce più fragili della popolazione. L’inaugurazione rappresenta non solo un traguardo significativo, ma anche un nuovo punto di partenza per ra orzare una rete di assistenza sanitaria inclusiva e accessibile, fondata sul volontariato e sulla collaborazione tra istituzioni e territorio.

Glauco Matetich

PIÙ LUCE SULLA PASSERELLA CICLOPEDONALE TRA SAONARA E VILLATORA

Importante passo avanti per la sicurezza e la vivibilità del territorio: è stata completata l’installazione del nuovo impianto di illuminazione lungo la passerella ciclopedonale sull’idrovia che collega Saonara a Villatora. L’intervento rappresenta un miglioramento concreto per tutti i cittadini che quotidianamente percorrono questo tratto, sia a piedi che in bicicletta. Grazie alle nuove luci, infatti, la passerella è ora pienamente fruibile anche nelle ore serali, garantendo maggiore visibilità e riducendo sensibilmente i rischi legati alla

scarsa illuminazione. Un risultato particolarmente significativo in vista della stagione estiva, periodo in cui aumenta la voglia di trascorrere tempo all’aria aperta. Sempre più persone scelgono la bicicletta per muoversi o per svago nelle ore più fresche della giornata, e poter contare su percorsi ben illuminati significa incentivare una mobilità sostenibile e sicura. Ma non si tratta solo di sicurezza: l’intervento contribuisce anche a rendere più accogliente e gradevole l’intera area. Una passerella illuminata non è soltanto

ADDIO A MARCELLA CARAMEL, LA “MADRE” DEL CENTRO DIURNO

Addio a Marcella Caramel, “madre” del Centro Diurno di Peraga. La comunità padovana piange la scomparsa di una figura storica della politica locale e del volontariato sociale. Nata il 1° ottobre 1935 e residente per tutta la vita a Codiverno, si è spenta lunedì sera nella RSA Giorgione di Peraga, dove viveva da due anni. La sua è stata una vita interamente dedicata alla comunità, tra impegno sociale e attività politica. Eletta consigliere comunale nel 1987 durante il mandato di Renzo Barutta, ricoprì anche il ruolo di assessore in un’epoca in cui il sindaco veniva eletto dal Consiglio comunale e gli assessori erano scelti tra i consiglieri.

Il nome di Marcella Caramel resta però soprattutto legato alla nascita e allo sviluppo del centro diurno per anziani “Le Meridiane” (oggi “Le Betulle”) presso il Distretto Socio Sanitario di Vigonza. Da semplice luogo di ritrovo, grazie alla sua dedizione, intuizione ed energia, il centro è diventato negli anni un punto di riferimento per tutto il territorio dell’Alta Padovana.

Il sindaco di Vigonza, Gianmaria Boscaro, l’ha ricordata con a etto, sottolineando il suo costante interesse per la vita amministrativa e la sua presenza attiva fino agli ultimi tempi. Anche in RSA continuava a informarsi, leggere e mantenere vivo il dialogo con la

un’infrastruttura funzionale, ma diventa anche un elemento di valorizzazione del paesaggio, capace di migliorare la percezione degli spazi pubblici e ra orzare il senso di comunità. L’auspicio è che questo intervento possa rappresentare un ulteriore passo verso una rete sempre più e iciente e sicura di percorsi ciclopedonali, promuovendo stili di vita sani e sostenibili e rendendo il territorio ancora più vivibile per residenti e visitatori.

• (M.G.M.)

comunità, diventando un punto di riferimento per gli altri ospiti. Sempre presente agli appuntamenti del territorio, non mancava mai alla Festa degli Anziani e alla Festa AVIS, a testimonianza di un legame profondo con Vigonza. Fino all’ultimo ha incarnato una sincera vocazione al servizio degli altri. Con la sua scomparsa se ne va una grande donna, capace di trasformare il volontariato in un servizio strutturato e d’avanguardia.

Sintoniz zati sul

Veneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare anche la radio con una qualità audio per fetta.

Ogni mattina dalle 8:00 alle 12:00

Ascoltaci in tutto il Veneto in auto sul

• (M.G.M.)

Sintoniz zati

Vene t o 2 4 passa al sistema di ultim a gener a zione DAB che permette di as coltare an c h e la ra d io con una qualità audio pe r fe t ta .

Sintoniz zati

Vene t o 2 4 passa al sistema di ultim a gener a zione DAB che permette di as coltare an c h e la ra d io con una qualità audio pe r fe t ta .

Dalla Valdastico alla Holding, il nuovo volto del Veneto

Questo significa poter trattenere sul territorio circa 400 milioni di euro di pedaggi all’anno, risorse che in precedenza prendevano la via del bilancio centrale o dei soci privati e che ora potranno essere reinvestite direttamente per la manutenzione delle strade venete e la riduzione delle tari e. È il passaggio da una subalternità gestionale a una sovranità infrastrutturale che il Veneto rivendicava da tempo senza successo.

Lo stesso dinamismo si respira sul fronte della Valdastico Nord. La prospettiva di collegare l’A31 al Trentino è stata per trent’anni l’emblema dello

stallo istituzionale, prigioniera del “no” ideologico delle amministrazioni confinanti e della mancanza di una spinta governativa univoca. Oggi, l’intesa raggiunta sulla variante con sbocco a Trento Sud segna il superamento di un tabù storico. Mentre in passato il progetto naufragava regolarmente tra ricorsi e mancate intese tecniche, l’attuale convergenza tra Venezia e Trento, sostenuta dal potere di coordinamento del Ministero, ha creato un corridoio negoziale finora inesistente. Non si tratta solo di posare asfalto, ma di chiudere una ferita logistica che penalizzava l’intero sistema produttivo del Nord-

Est, o rendo finalmente un’alternativa concreta al congestionamento del Brennero. Il motore di questa improvvisa accelerazione risiede in gran parte nella solidità del rapporto tra Alberto Stefani e Matteo Salvini. Questo “asse” ha permesso di superare le frizioni che storicamente rallentavano i rapporti tra la periferia e il centro. La sintonia politica tra il leader della Lega veneta e il titolare del MIT ha creato una corsia preferenziale per le istanze del territorio, trasformando le rivendicazioni regionali in priorità dell’agenda di governo. Stefani è riuscito a capitalizzare il proprio peso politico a Roma per

ottenere garanzie e decreti, mentre Salvini ha trovato nel Veneto il laboratorio ideale per dimostrare la capacità del Ministero di sbloccare i cantieri. È questa filiera corta del potere, priva delle mediazioni estenuanti del passato, a spiegare perché dossier rimasti chiusi nei cassetti per trent’anni stiano trovando una soluzione proprio in questi mesi, segnando una stagione di realismo che punta dritto ai risultati tangibili. Ora non resta che attendere per vedere se questi accordi saranno e ettivamente realizzate o se si tratterà di “pre – intese” che, come quelle dell’Autonomia, sono rimaste tali per molto tempo.

L’intervista. L’assessore Lucas Pavanetto fa il punto sul mondo del lavoro e sulle potenzialità della regione più visitata d’Italia

TRA SFIDE OCCUPAZIONALI E IL NUOVO

ORIZZONTE DEL TURISMO TUTTO L’ANNO

Assessore Pavanetto, viviamo un periodo di forti incertezze economiche. Quali sono le risposte concrete che le imprese e i lavoratori trovano oggi nel suo?

Fin dalla prima seduta di consiglio, la giunta Stefani ha messo al centro del dibattito la necessità di potenziare il welfare aziendale e a rontare l’emergenza sociale in senso ampio. Non si tratta solo di grandi investimenti, che pure vedranno nuovi strumenti presentati a breve, ma di una analisi profonda su cosa serva realmente per attrarre e mantenere i lavoratori nel nostro territorio. Il problema oggi non è solo la mancanza di o erta, ma la di icoltà di far incontrare domanda e opportunità a causa di fattori esterni come l’emergenza abitativa. Molte opportunità di lavoro non vengono colte perché mancano alloggi vicini alle sedi aziendali o perché il trasporto pubblico non copre adeguatamente i collegamenti. Su questi due assi - casa e mobilitàstiamo concentrando il nostro lavoro. In questo contesto, che ruolo giocano i centri per l’impiego, spesso visti in passato solo come u ici burocratici per la disoccupazione?

Oggi la prospettiva è radicalmente cambiata. Veneto Lavoro è diventato un’eccellenza rispetto ad altre regioni

proprio per la sua capacità di agire in modo proattivo. Non parliamo più solo di gestione dell’urgenza o di lavoro stagionale, ma di un punto di incontro strategico tra competenze e richieste. Abbiamo messo in campo figure fondamentali come i case manager e gli account manager. I primi si occupano di costruire curriculum “ad hoc” sulle specializzazioni del lavoratore, mentre i secondi mantengono il contatto diretto con le imprese per comprenderne le necessità. Evitiamo così che il lavoratore disperda energie portando curriculum nelle aziende sbagliate, puntando invece tutto sulla precisione del match tra domanda e o erta.

Passando al turismo, lei viene da una realtà come Jesolo. Qual è lo stato di salute del settore nel litorale e nell’intera regione?

Il Veneto si conferma per l’ennesima volta la prima regione in Italia per presenze turistiche, con 74 milioni di presenze e 22 milioni di arrivi. Se guardiamo al comprensorio di Jesolo e Cavallino, parliamo di circa 12 milioni di presenze sicure: una cifra impressionante che rappresenta quasi tre volte gli abitanti dell’intero Veneto. La mia esperienza come amministratore a Jesolo, prima come consigliere e poi come presidente

del consiglio comunale, mi ha permesso di vivere queste dinamiche dall’interno. Il turismo è una leva economica imprescindibile, ma la vera sfida della nostra amministrazione è cambiare paradigma. Lei ha parlato spesso della necessità di superare il concetto di “destagionalizzazione”. Cosa intende esattamente?

L’obiettivo è smettere di parlare di “destagionalizzazione”, perché quel termine implica l’accettazione passiva di una stagionalità che oggi non dovrebbe più esistere. Dobbiamo ragionare su “città turistiche che vivono tutto l’anno”. Questo non serve solo ad aumentare le presenze attraverso eventi invernali, ma è un messaggio vitale per chi investe e per chi lavora. Chi sceglie di impegnarsi nel turismo non può farlo solo per quattro o cinque mesi per poi dover cercare un altro impiego. Dobbiamo dare stabilità e dignità a chi vive “di” turismo. È un modello che vogliamo applicare ovunque: dal litorale alla montagna, fino alle terme, che hanno potenzialità ancora inesplorate.

I dati dicono però che il turismo è molto concentrato. Come pensa di coinvolgere il resto del territorio veneto?

È un dato su cui riflettere: l’80% dei 74 milioni di presenze si concentra in sole

20 località. Questo significa in Veneto ci sono potenzialità ancora da sfruttare. Parlo del turismo dei cammini, delle ciclabili, del turismo esperienziale e della ricerca. Non c’è solo il “sole e mare” o le grandi città d’arte come Venezia e la montagna di Cortina. Centinaia di piccoli comuni possono e devono diventare protagonisti di un’o erta turistica diversificata, la nostra Giunta lavorerà intensamente su questo fronte. Un esempio di promozione integrata è stato “Casa Veneto” durante le Olimpiadi, un progetto che ha permesso

di mostrare alla stampa internazionale non solo lo sport, ma le eccellenze di tutte le nostre province. Infine, uno sguardo alla politica locale. In vista delle amministrative a Venezia, qual è il profilo ideale per il dopo-Brugnaro?

Credo che Luigi Brugnaro abbia fatto un lavoro straordinario, portando una modernità che altri sindaci non avevano saputo imprimere, specialmente nella riqualificazione di Mestre e con progetti come il “Bosco dello Sport”, una struttura di livello europeo strategica per l’attrattività del Veneto. Proprio a Mestre abbiamo recentemente inaugurato la nuova sede di Veneto Lavoro, recuperando u ici provinciali disabitati: un segnale forte di collaborazione tra Regione e Città. Per il futuro, la mia esperienza come coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia e ora come capogruppo e assessore mi dice che serve una squadra coesa. Non cerchiamo necessariamente un nome di bandiera, ma l’uomo giusto al momento giusto. In questo senso, Simone Venturini è un ottimo candidato: ha lavorato bene in questi anni e ha saputo creare un forte spirito di squadra attorno a sé.

Lucas Pavanetto

I conti della Regione. L’assessore Filippo Giacinti

Bilancio da 18,9 miliardi Le novità per il Veneto

Assessore Filippo Giacinti, i tempi di approvazione del bilancio regionale sono stati rispettati. Cosa significa questo per i cittadini veneti?

Siamo riusciti ad approvare il bilancio di previsione con un mese di anticipo rispetto alla scadenza di legge del 30 aprile. È un risultato politico e tecnico di rilievo perché ci permette di essere pienamente operativi da subito. Invece di procedere con la spesa in dodicesimi, come fatto nei primi tre mesi dell’anno, ora possiamo attuare gli obiettivi dell’amministrazione disponendo dell’intera capacità di spesa per i restanti tre quarti dell’esercizio. Parliamo di una manovra da 18,9 miliardi di euro. Sebbene sia un “bilancio ponte” tra due amministrazioni, introduce novità sostanziali su fronti caldi come la sanità e il diritto allo studio.

Quali sono i settori che beneficeranno maggiormente di queste risorse? Il sociale e la sanità territoriale sono le nostre bussole. Abbiamo stanziato fondi specifici per equiparare le borse di studio dei medici di medicina generale a quelle delle altre specialità e per coprire i costi del rinnovo contrattuale delle medicine di gruppo integrate. Per la prima volta nella storia della Regione, finanziamo al 100% le borse di studio per gli studenti universitari del Veneto e garantiamo risorse immediate per il sostegno delle scuole dell’infanzia paritarie.

Sul fronte delle infrastrutture, abbiamo raddoppiato i fondi per la manutenzione straordinaria delle strade tramite Veneto Strade e rifinanziato la Legge 39 con 18 milioni di euro destinati ai Comuni per la sicurezza stradale. Non abbiamo dimenticato la prevenzione del rischio idraulico, aggiungendo 9 milioni di euro agli stanziamenti già programmati.

Avete scelto di non aumentare l’addizio-

nale IRPEF, nonostante le critiche delle opposizioni. Come pensate di sostenere questa strategia nel lungo periodo?

La nostra strada è quella dell’e icienza e della sussidiarietà, non dell’aumento della pressione fiscale. Puntiamo molto su “Venexus”, un’iniziativa del Presidente Stefani che permette alle imprese di far confluire risorse destinate a scopi sociali e sanitari direttamente in progetti regionali, liberando così fondi per altre iniziative. Inoltre, attendiamo per giugno l’approvazione del federalismo fiscale. L’auspicio è che una parte consistente delle tasse pagate dai veneti rimanga finalmente sul territorio, garantendoci maggiore autonomia finanziaria. Quali i prossimi impegni in questo periodo non facile?

Da maggio inizieremo il “bilancio partecipativo”: incontreremo sindaci, sindacati e associazioni di categoria per condividere le scelte in vista del prossimo esercizio economico. Nel segno della condivisione e della responsabilità.

Trasporti. L’assessore regionale Diego Ruzza

“Biglietto unico, avanti con la sperimentazione”

Assessore Diego Ruzza, tra cinque anni che tipo di mobilità troveranno i cittadini veneti?

L’obiettivo condiviso con il Presidente Stefani e l’intera Giunta è consegnare un Veneto moderno, e icace e realmente fruibile. Stiamo lavorando per portare a termine la riforma del trasporto pubblico locale (TPL) basata sulla Legge n. 8 del 2025. La Regione tornerà a essere protagonista come coordinatrice dei distretti, con l’intento di uniformare il servizio e correggere le criticità attuali. Il mondo degli spostamenti sta cambiando e dobbiamo rispondere alle esigenze non solo dei centri urbani, ma soprattutto delle periferie e delle aree extraurbane.

Da anni si parla del “biglietto unico”. Quali i tempi e le risorse?

Per trasformare questo progetto in realtà, abbiamo già iniziato a stanziare risorse a bilancio per la progettazione e la sperimentazione. L’idea è un sistema moderno tramite app che permetta a turisti, pendolari e studenti di muoversi tra traghetti, autobus e treni regionali con un solo titolo di viaggio. È un’operazione complessa vista la varietà del nostro territorio, che spazia dal mare alla montagna. L’obiettivo è arrivare a una fase di sperimentazione concreta nei prossimi due anni.

Un punto critico sono i collegamenti ferroviari con gli aeroporti. Quando potremo arrivare in treno al Marco Polo di Venezia o al Catullo di Verona?

Non voglio fare promesse a vanvera, quindi non fornirò date certe finché non saremo pronti, ma posso garantire che i progetti stanno procedendo rapidamente, sia su Venezia che su Verona. Per Verona, l’obiettivo è collegare il Catullo alla stazione di Porta Nuova e alla sponda orientale del Lago di Garda. Riuscire a portare il treno direttamente in questi due scali rappresenterebbe un salto di qualità enorme per tutta la regione.

Il trasporto su gomma appare oggi molto

frammentato. Come intendete riorganizzarlo? Stiamo definendo con Province e Comuni i “bacini ottimali” per uniformare i flussi di utenza. La vera svolta sarà la creazione di un’Agenzia Regionale, prevista dalla Legge 8/2025, che gestirà questi bacini in una “triangolazione perfetta” tra Regione, aziende e territorio. Questo nuovo modello genererà ritorni economici che verranno reinvestiti nel TPL, permettendoci di aumentare le corse anche nelle zone più lontane dai centri. Solo o rendo servizi capillari possiamo incentivare lo “shift modale” e togliere auto dalle strade. Infine, capitolo sicurezza stradale. Cosa bolle in pentola per i Comuni?

Con l’approvazione del bilancio 2026 rifinanzieremo la Legge 39 con 18 milioni di euro. Questi fondi daranno risposta a circa cinquanta Comuni per interventi su viabilità e sicurezza di pedoni, ciclisti e automobilisti. Una volta assegnate le risorse, i Comuni avranno un anno di tempo per aggiudicare le gare e iniziare i lavori: vogliamo che i cantieri partano subito.

• (R.R.)

Veneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare anche la radio con una qualità audio per fetta.

Filippo Giacinti
Diego Ruzza

L’iniziativa. Al Forum Lavoro di Trento la presentazione con l’intervento del professor Carlo Cottarelli

CARTA, RADIO E WEB: IL GRUPPO EDITORIALE LA PIAZZA RACCONTA ANCHE IL TRENTINO

“Noi proviamo sempre a fare una cosa di icile: dare ai territori oltre alla rappresentazione di ciò che sta accadendo, anche una prospettiva della direzione che le comunità stanno prendendo”. Una frase dell’editore del gruppo La Piazza - LaPiazzaweb e Radio Veneto24 che esemplifica benissimo perché a Trento lo scorso 9 aprile il gruppo abbia deciso di invitare il professore Carlo Cottarelli a tenere a battesimo al Castello del Buonconsiglio la presentazione di Radio Trentino24 e dell’edizione di Trento de La Piazza. Pochi in Italia infatti sono in grado di raggiungere vette di chiarezza e di solidità accademica nell’indicare ad un pubblico vasto, e non per forza così informato sulle dinamiche della macro economia, prospettive di futuro. E così la presentazione di radio ed edizione cartacea e online sono diventate occasione per una lezione sul futuro del Trentino, del Nord Est e di questo pezzo di mondo che chiamiamo Italia. Non poteva esserci viatico migliore per spiegare appunto l’idea di fondo dei tre media che nascono in Trentino per dare una voce

in più al territorio, come ha ricordato in chiusura del convegno il nostro editore Giuseppe Bergantin, ma appunto con un approccio glocal: raccontare il particolare senza mai perdere di vista il contesto.

“Siamo qui per restare e vi diamo appuntamento all’anno prossimo” ha detto l’editore rinnovando l’intenzione appunto di rendere il Forum Lavoro un appuntamento fisso nell’agenda già fitta di eventi della primavera trentina. Ospite d’onore della giornata è stato il professor Carlo Cottarelli, economista di chiarissima fama. Prima di Cottarelli, che ha spiegato le dinamiche che rendono più faticoso che in altre regioni d’Europa, mantenere la competitività nel Nord Est d’Italia, hanno preso la parola il sindaco di Trento Franco Ianeselli e il vice presidente della Provincia, con delega al lavoro, Achille Spinelli.

“La situazione del Trentino è positiva dal punto di vista occupazionale e mantiene il trend degli ultimi anni, senza segnali di cedimento” ha detto Spinelli. “Dobbiamo intervenire su demografia, competenze e innovazione tecnologica che incideranno profondamente sulle dinamiche del lavoro

nel prossimo futuro - ha aggiunto -. Per questo abbiamo avviato un percorso di crescita dei salari e delle retribuzioni, un patto sviluppato all’interno delle categorie economiche e sindacali con i quali siamo impegnati nella costruzione di politiche di stimolo rivolte ai settori industriali, per sviluppare ulteriormente politiche di welfare e benessere lavorativo. Abbiamo poi diversi indicatori che dimostrano come l’attivazione femminile sul nostro territorio sia significativa”. Carlo Cottarelli

Sintoniz zati sul

ha sottolineato durante la sua esposizione le ripercussioni relative alle recenti tensioni internazionali in Medio Oriente. “Lo shock energetico dovuto all’incertezza geopolitica globale - ha aggiunto - può portare a inflazione, recessione e quindi ad un più alto rischio di perdere il lavoro e in generale a una crescita minore del reddito delle famiglie. Servono interventi immediati come aiuti economici per sostenere chi è in di icoltà mentre nel lungo periodo la priorità deve essere liberarsi dalla schiavitù

degli idrocarburi, sia con le rinnovabili ma anche con l’energia nucleare”. “Essere parte di un momento tanto importante per comprendere i nostri territori è per noi una grande sfida e motivo di soddisfazione; con la nostra nuova proposta editoriale locale vogliamo raccontare il Trentino in modo fruibile da tutti in forma gratuita”, ha concluso l’editore Bergantin.

in collaborazione con:

La presentazione a Trento L’editore Giuseppe Bergantin

IL PERSEVERARE DI BARBARA CODOGNO, “DIABOLICO” E SENZA COMPROMESSI

“Una cosa mi diverte: si parla spesso di personaggi storici, reali, che poi sulla carta diventano romanzeschi. Io faccio il contrario: il mio è un personaggio tutto inventato, eppure dalla carta nasce un personaggio reale”

Giornalista, scrittrice, curatrice d’arte, viaggiatrice… Barbara Codogno riesce a vivere mille vite diverse, tutte controcorrente.

“Perseveranza” (Apogeo Editore), il nuovo romanzo di Codogno, è una storia disturbante e a ascinante. Una storia che racconta il lato oscuro della nostra società e che mette il lettore di fronte a una serie di provocazioni impossibili da ignorare. Un libro da leggere, insomma. Per questo ho incontrato Codogno per approfondire insieme a lei i tanti spunti del suo splendido romanzo.

“Perseveranza” è un libro che non fa compromessi. Da dove sei partita per raccontare questa storia?

L’incipit è un fatto reale: un violinista che a un concerto resiste alla sua tosse fino alla fine dell’esecuzione del pezzo. Ricordo benissimo: ero al Pollini di Padova e ne rimasi impressionata. Cominciai a riflettere sulla fatica che aveva fatto quel musicista: resistere a qualcosa di fisico per un bene più grande. Da qui l’idea di parlare di un uomo che, invece, non aveva mai amato nulla che gli fosse valso la decisione di uno sforzo.

La genesi di questo romanzo è stata molto lunga, come mai?

Io non sono una scrittrice prolifica, ho sempre tempi lunghi. Inseguo idee,

intuizioni. Il mio processo di scrittura prevede che il personaggio si incarni in me: finché non lo sento pronto, non scrivo. E non faccio progetti, non so che cosa succederà… il personaggio prende vita da solo e mi guida nella scrittura. Poi sai, io scrivo amalgamando tutto: pensiero, parola, voce narrante… tutto in un unico flusso continuo e anche questo comporta che io debba entrare in quel particolare stato emotivo che mi permette una fusione perfetta.

Lo stile di questo libro è molto personale, un flusso di coscienza in cui si mescolano più piani temporali, realtà e percezione, memoria e invenzione, lampi e oscurità. Come nasce una scrittura così potente?

Ti svelo un segreto. Dopo la laurea in filosofia ero in crisi, mi avvicinavo al giornalismo e alla curatela d’arte ma i primi passi mi trovarono timida e spaesata. Così decisi di fare un corso di teatro. In città era arrivato il figlio di Lee Strasberg, John. Faceva delle audizioni e io mi presentai con una cosa super drammatica in stile Carmelo Bene, della serie: spiriti, apparite! Strasberg rise come un pazzo e mi scelse perché a suo avviso avevo incredibili potenzialità comiche. Quel suo corso mi ha cambiato la vita. Sul paco lui interrompeva la tua recitazione,

chiedendoti: ma il personaggio ha fatto colazione? E fuori che tempo fa? Ti spiazzava! È stata una rivelazione che poi è confluita nella scrittura: il personaggio è nel mondo: dentro alla pagine ma soprattutto fuori da queste. Il personaggio è pensiero, corpo, vita. Una lezione che ha lasciato il segno. Il tuo è un romanzo che non rassicura il lettore. Negli ultimi anni, invece, si sono moltiplicare opere rassicuranti, che cercano di mettere le cose a posto. Cosa ne pensi? Credo di essere per natura lontana dal mainstream. Oggi o devi mettere in piazza il tuo disagio, con storie tipo che sei guarita da un male incurabile, che hai un passato da tossico, oppure che la vita è bellissima e che felicità sta nelle piccole cose. Una ipocrisia provinciale, una menzogna banale

che edulcora la vita reale. Ma non parlerei di amore per la verità: nel mio caso è gusto estetico. Una cosa mi diverte: si parla spesso di personaggi storici, reali, che poi sulla carta diventano romanzeschi. Io faccio il contrario: il mio è un personaggio tutto inventato, eppure dalla carta nasce un personaggio reale, che vogliamo comprendere con categorie psichiche e sociali. Strano cortocircuito. Di cui sono ovviamente orgogliosa! Il tuo protagonista, Berto, è una persona ributtante. Quanto è stato di icile “scriverlo”, raccontarlo?

Entrare in contatto con lui è stato molto complesso. Poi è scattata la scintilla e tutto quello che per 4 anni avevo accumulato pensando a lui l’ho sputato sulla carta in meno di un mese. Certo, Berto è un vero stronzo,

ma sai che molte persone a lettura ultimata mi han detto: beh, ma anche io mi sento un po’ Berto… perché chi di noi non ha augurato la morte al tipo che ti so ia il parcheggio? Io credo che Berto sia anche la parte oscura e inconfessabile di noi tutti. Una parte eh? Lui è uno stronzo con s maiuscola.

Oltre alla scrittura sei impegnati su diversi fronti artistici: hai altri progetti di cui ci vuoi parlare? Ti ho appena citato un grandissimo regista rumeno, io ho la fortuna di avere in copertina un’opera di Radu Belcin, grandissimo pittore anche lui rumeno. Che assieme a Flavia Pitis e ad altri grandi artisti sarà protagonista di una mostra dedicata alla pittura contemporanea che curerò a settembre a Padova. La mostra titola: “Sul futuro del corpo”. E come vedi, io sempre là torno: il corpo è la centralità della mia indagine. Corpo inteso come un tutt’uno di carne, pensiero, ambiente, parola… in questo caso il futuro del corpo è il futuro del corpo della pittura oggi in grande trasformazione.

• Chi è Giacomo Brunoro

Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.

• Giacomo Brunoro

PROFESSIONISTI servizio

Sintoniz zati

QUANDO LA MANUTENZIONE DELLE RETI DIVENTA UN

SERVIZIO ESSENZIALE

Costa Enzo, servizi ecologici e pronto intervento per reti fognarie e impianti idrici

Ccosa si blocca. La rete fognaria che si intasa, il pozzo nero che va in emergenza, la tubazione che si occlude e manda in tilt un condominio o peggio un’attività commerciale. Sono problemi che nessuno vorrebbe avere, ma che prima o poi capitano, e quando capitano servono competenze tecniche, organizzazione, mezzi adeguati e soprattutto la capacità di intervenire in fretta. In questo ambito opera Costa Enzo Srl, azienda con sede a Roncaglia di Ponte San Nicolò, specializzata nei servizi ecologici e nella manutenzione delle reti idriche e fognarie. La società è attiva da anni nel territorio padovano e nei comuni limitrofi , offrendo interventi rapidi per privati, condomini, aziende e amministrazioni pubbli-

zioni, manutenzioni idrauliche ed edili e della progettazione e manutenzione di impianti di irrigazione per aree verdi. Una gamma di servizi che consente di essere interlocutore unico per più esigenze. La forza sta nella capacità organizzativa e nella disponibilità di mezzi attrezzati che permettono di operare su più cantieri contemporaneamente, garantendo interventi rapidi anche quan-

Il lavoro di Costa Enzo Srl non si limita alla gestione delle reti fognarie. L’azienda si occupa anche di disinfestazioni e sanifica-

intoppi, e dietro questa normalità c’è il lavoro di professionisti che operano con competenza e responsabilità.

Educazione, territorio e futuro: quando impresa e scuola

crescono insieme

DESPAR NORD E LE SCUOLE: UN IMPEGNO

CHE NUTRE LE NUOVE GENERAZIONI

Dalla sana alimentazione ai progetti per la didattica: vent’anni di iniziative per accompagnare bambini, famiglie e insegnanti verso uno stile di vita più consapevole

Un percorso condiviso con le istituzioni scolastiche, le amministrazioni pubbliche, il mondo dell’associazionismo locale e quello delle imprese territoriali del mercato agroalimentare. Questo il programma di lungo corso e ampio respiro che Despar Nord ha intrapreso nell’ultimo ventennio per diventare partner di percorsi e progetti educativi a favore dei più piccoli, favorendo la di usione delle buone pratiche per la migliore educazione alimentare, raccontando l’importanza dei corretti stili di vita e dell’attività fisica, incoraggiando la conoscenza dell’ambiente e della natura e sostenendo la didattica nelle scuole. Un piano di idee e iniziative per investire con responsabilità nel futuro delle comunità e generare valore condiviso nei territori in cui il marchio dell’Abete è presente. Negli anni, queste iniziative sono cresciute e si sono trasformate, coinvolgendo sempre più insegnanti, studenti e famiglie. L’obiettivo è rimasto lo stesso: unire apprendimento e diverti-

mento, portando nelle scuole – ma anche fuori – esperienze nuove, stimolanti e coinvolgenti.

Tra i progetti più rappresentativi c’è “Le Buone Abitudini Despar”, un vero e proprio punto di riferimento per l’educazione alimentare nato con l’obiettivo di supportare scuole e famiglie nel raggiungere un concetto ampio di qualità della vita, con particolare attenzione ai temi della sana alimentazione e dell’adozione di stili di vita salutari. Nato per promuovere corretti stili di vita tra i più giovani, dal suo avvio vent’anni fa ha coinvolto numerosi comuni del Veneto, promuovendo il coinvolgimento e l’adesione di centinaia di insegnanti e migliaia di alunni, diventando un’occasione preziosa per parlare di benessere in modo semplice e concreto.

Il progetto accompagna bambini, insegnanti e famiglie lungo tutto il percorso della scuola primaria, grazie a programmi pensati su misura per ogni classe e sviluppati insieme a specialisti del settore. Un

percorso educativo completo, che aiuta a costruire abitudini sane fin da piccoli. Negli ultimi mesi, “Le Buone Abitudini” ha preso vita anche in modo nuovo e originale, trasformando alcuni punti vendita Interspar in vere e proprie aule didattiche.

A Bassano del Grappa, oltre 250 bambini di sei scuole tra infanzia e primaria hanno partecipato a laboratori dedicati alla scoperta della piramide alimentare. Guidati da un’educatrice professionista, hanno imparato a riconoscere i diversi

gruppi di alimenti e a capire quanto sia importante seguire una dieta varia ed equilibrata. A Castelfranco Veneto, invece, i più piccoli sono stati accompagnati in un viaggio fatto di storie, profumi e colori. Attraverso il racconto animato di una cantastorie e attività manuali ed esperienziali, i bambini hanno esplorato il mondo dei legumi, delle spezie, delle erbe aromatiche e dei cereali, scoprendone caratteristiche, sapori e proprietà. Accanto a questi percorsi educativi, Despar Nord sostiene concretamente

anche la didattica nelle scuole di tutta Italia con iniziative come “Scuola Facendo” e “Stickermania”. Solo negli ultimi due anni, questi progetti hanno permesso di raccogliere oltre 1,1 milioni di euro, destinati all’acquisto di materiali e attrezzature per più di 4.700 scuole, tra istituti pubblici e paritari di ogni ordine e grado. Un impegno che va oltre il semplice sostegno economico: è una scelta che guarda lontano, mettendo al centro le persone, l’educazione e il futuro delle nuove generazioni.

Dalla natura al supermercato: i bambini scoprono la biodiversità con Despar Nord

Imparare a rispettare l’ambiente partendo da esperienze concrete, da vivere con curiosità e meraviglia. È questo lo spirito del nuovo percorso educativo avviato da Despar Nord, pensato per avvicinare i più piccoli ai temi della sostenibilità e della tutela degli ecosistemi. Per farlo, l’azienda ha scelto di collaborare con Moretto Farm, una realtà trevigiana giovane e innovativa che ha fatto della sostenibilità la propria missione. Qui, infatti, si applicano ogni giorno i principi dell’economia circolare e si lavora per proteggere e valorizzare la biodiversità, attraverso attività come l’acquaponica e l’apicoltura sostenibile. Moretto Farm è anche una delle eccellenze promosse da Despar Nord all’interno del progetto “Sapori del Territorio”, nato per dare valore alle produzioni locali e sostenere uno sviluppo responsabile, legato alla qualità e al

rispetto dell’ambiente.

Proprio da questa collaborazione è nato un percorso educativo speciale, che ha visto protagonisti gli alunni delle classi terze della scuola primaria “Ugo Foscolo” di Montebelluna (TV).

La prima tappa si è svolta direttamente in azienda, dove i bambini hanno potuto osservare da vicino la serra acquaponica e scoprire come nasce il miele, imparando a conoscere i processi naturali e le tecniche sostenibili utilizzate.

Il percorso si è poi concluso all’Interspar di Montebelluna, trasformato per l’occasione in uno spazio di condivisione e scoperta. Qui i bambini hanno ripercorso il viaggio del miele e presentato disegni, lavori e riflessioni nati dall’esperienza vissuta, diventando veri protagonisti di un progetto che lega natura, cibo e lavoro.

Sintoniz zati

Padova, nuova governance per la sanità: Fortuna ridisegna i vertici dell’Azienda ospedaliera

Nominati i nuovi direttori: Carla Destro alla sanità, Fabio Perina confermato all’amministrazione, Paolo Simioni alla guida della ricerca

Si completa il nuovo assetto ai vertici dell’Azienda Ospedale-Università di Padova. Con l’insediamento del direttore generale Paolo Fortuna, prende forma la squadra che guiderà uno dei poli sanitari più rilevanti del Veneto, tra continuità e nuove nomine. Il primo tassello riguarda la direzione sanitaria, affidata alla dottoressa Carla Destro, che succede al dottor Michele Tessarin.

Per Destro si tratta di un ritorno a Padova dopo l’esperienza maturata all’Ulss 5 Polesana, dove ha ricoperto un ruolo chiave nella direzione medica ospedaliera e nella gestione del rischio clinico. Un profilo tecnico e gestionale che punta a rafforzare l’organizzazione dei servizi e la qualità dell’assistenza.

Nel segno della continuità, invece, la scelta sul fronte amministrativo: Fabio Perina resta al suo posto, incarico che ricopre dal marzo 2021. Una conferma che garantisce stabilità nella gestione economica e organizzativa dell’azienda, in una fase di trasformazione e rilancio.

Il terzo pilastro della nuova governance è rappresentato dal professor Paolo Simioni, nominato direttore scientifico per i prossimi quattro anni. Succede al professor Paolo Navalesi e porta con sé un profilo di alto livello nel panorama della medicina padovana e nazionale. Il suo incarico sarà centrale per il coordinamento della ricerca e per il rafforzamento del legame tra attività clinica e innovazione scientifica. La nuova squadra delineata da Fortuna mette insieme competenze consolidate e nuove energie, con l’obiettivo di affrontare le sfide della sanità contemporanea: dalla gestione delle liste d’attesa al potenziamento della medicina territoriale, fino allo sviluppo della ricerca e dell’alta specializzazione.

Un equilibrio tra esperienza e rinnovamento che punta a consolidare il ruolo strategico di Padova nel sistema sanitario regionale e nazionale, rafforzando un modello capace di coniugare assistenza, didattica e ricerca.

Ulss 6 Euganea, nuova direzione strategica: integrazione, trasparenza e visione i pilastri

Integrazione, trasparenza e visione. Sono questi i tre assi su cui si fonda la nuova Direzione Strategica dell’Ulss 6 Euganea, presentata dal direttore generale Patrizia Benini. Una squadra rinnovata che guiderà l’azienda sanitaria più grande del Veneto, con un bacino di quasi un milione di abitanti, quattro ospedali e una rete articolata tra distretti e servizi territoriali.

Accanto alla direttrice generale entrano due nuovi direttori: Elena Debora Toffanello, 48 anni, geriatra con esperienza sia ospedaliera che territoriale, nominata Direttore Sanitario, e Francesco Favretti, 62 anni, statistico con una lunga carriera nella gestione amministrativa in ambito sanitario, scelto come Direttore Amministrativo. Confermato invece Stefano Vianello nel ruolo di Direttore Socio-Sanitario.

La nuova governance punta su un equilibrio tra qualità dei servizi e sostenibilità economica. Toffanello avrà il compito di coordinare l’attività sanitaria complessiva, dall’ospedale alla prevenzione, fino alle cure primarie e pal-

liative, con un ruolo chiave nello sviluppo della medicina territoriale e nell’organizzazione delle case e degli ospedali di comunità. Favretti sarà invece chiamato a garantire la tenuta dei conti e la pianificazione finanziaria, governando risorse umane, approvvigionamenti, sistemi informativi e logistica, con l’obiettivo di sostenere lo sviluppo dell’azienda in un contesto di crescente complessità. Resta centrale il ruolo di Vianello, ponte tra sanità e sociale, con la responsabilità dell’integrazione tra prestazioni sanitarie e assistenza sociale e il coordinamento dei servizi dedicati ad anziani, disabili, minori e famiglie, oltre alle aree della psichiatria e delle dipendenze. Una squadra che, nelle intenzioni della direzione, dovrà rafforzare la collaborazione interna e il dialogo con i territori, in particolare con i Comuni, anche in vista dell’avvio degli Ambiti Territoriali Sociali, tassello chiave della riorganizzazione dei servizi sul territorio.

Veneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare anche la radio con una qualità audio per fetta.

Ascoltaci in tutto il Veneto in auto sul

Sara Busato
Francesco Favretti, Elena Debora To anello, Patrizia Benini, Stefano Vianello

Il DG Paolo Fortuna delinea la strategia: potenziare l’eccellenza dell’Azienda Ospedale Università e migliorare la rete territoriale.

Sanità a Padova, la reingegnerizzazione al centro del nuovo modello

La direttrice indicata è la reingegnerizzazione, intesa come trasformazione profonda dell’organizzazione sanitaria basata su tre pilastri: assistenza e presa in carico, ricerca e formazione, innovazione tecnologica e digitalizzazione. A delineare questo percorso è il direttore generale Paolo Fortuna, che ha tracciato le linee di sviluppo dell’Azienda Ospedale Università di Padova, confermandone il ruolo di polo di eccellenza e attrattore per pazienti da tutto il Veneto e dall’Italia, grazie anche all’elevato volume di prestazioni. Parallelamente, la strategia punta a rafforzare la qualità della sanità sul territorio, valorizzando gli ospedali della rete. In questo quadro rientrano la concentrazione di attività specialistiche, come dialisi e riabilitazione cardiologica e ortopedica al Sant’Antonio, e il consolidamento della collaborazione con Cittadella, Camposampiero, Schiavonia e Piove di Sacco. La reingegnerizzazione implica anche un cambiamento culturale, orientato a guidare i citta-

dini verso un utilizzo più appropriato dei servizi, riducendo i tempi di accesso e migliorando l’efficacia delle cure, anche in vista del nuovo policlinico di Padova est. Centrale resta inoltre la capacità di attrarre e trattenere professionisti sanitari, in un contesto segnato da carenza di personale. Tra le priorità individuate figurano il rinnovamento organizzativo, la digitalizzazione con attenzione alla cybersicurezza, la sostenibilità e l’ascolto. L’obiettivo è anticipare i bisogni e adattare l’offerta, mantenendo un equilibrio tra eccellenza ospedaliera e sviluppo della rete territoriale.

Il Dottor Claudio Pilerci nuovo Direttore della Funzione Ospedaliera dell’Ulss 6 Euganea

Un ruolo cruciale nel coordinamento delle strutture ospedaliere per migliorare l’efficienza e la qualità delle cure

Il dottor Claudio Pilerci, classe 1965, è stato nominato Direttore della Funzione Ospedaliera dell’Ulss 6 Euganea, assumendo un ruolo chiave nell’organizzazione sanitaria dell’azienda. Dal 1° settembre 2023, Pilerci ricopriva il ruolo di Direttore medico dell’Ospedale di Piove di Sacco. Ora, con il nuovo incarico, sarà responsabile del coordinamento delle Direzioni dei quattro presidi ospedalieri aziendali (Cittadella, Camposampiero, Piove di Sacco, Schiavonia), per garantire il buon funzionamento delle attività sanitarie, l’efficienza delle strutture ospedaliere e la qualità delle cure offerte. La nomina, formalizzata con la firma del contratto con il Direttore Generale dell’Ulss 6, dott.ssa Patrizia Benini, segna un nuovo

capitolo nella carriera del dottor Pilerci, che ha alle spalle un ampio percorso formativo e professionale. Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1991 e specializzato in Igiene e Medicina Preventiva, ha completato nel 2004 un Executive Master in Management delle Aziende Sanitarie presso l’Università Bocconi di Milano e nel 2022 ha conseguito un titolo per il supporto all’attuazione del PNRR in Regione Veneto.

Il dottor Pilerci ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità, tra cui quello di Direttore della Direzione Programmazione Sanitaria - LEA in Regione Veneto dal 2021 al 2023. Ora, con il nuovo incarico, porterà la sua esperienza per ottimizzare l’intera rete ospedaliera dell’Ulss 6 Euganea, assicurando una gestione integrata e una migliore presa in carico dei pazienti, con un forte coordinamento tra ospedali e territorio. L’obiettivo è quello di garantire una sanità più efficiente e orientata alla qualità delle cure.

Fascicolo sanitario elettronico, scattata la scadenza del 31 marzo per l’adeguamento delle strutture

Nuove regole per ospedali e ambulatori: referti entro cinque giorni e dati condivisi per migliorare le cure. Veneto capofila nell’utilizzo del servizio digitale, lo usano due cittadini su tre

anche in caso di accesso al pronto soccorso in un’altra zona del Paese, i sanitari potranno avere subito un quadro chiaro delle condizioni del paziente.

I numeri mostrano una crescita significativa dell’utilizzo. Tra luglio e settembre 2025, il 27% degli italiani ha consultato il Fascicolo sanitario elettronico. Il Veneto si distingue con una delle percentuali più alte: il 66% dei cittadini ha già utilizzato il servizio. Complessivamente, oltre 6,4 milioni di persone hanno effettuato almeno un accesso, mentre per circa 23 milioni di cittadini è stato caricato almeno un documento.

Sintoniz zati sul

Veneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare anche radio con una qualità audio per fetta

Prosegue anche in Veneto il percorso del Fascicolo sanitario elettronico, destinato a diventare il fulcro della sanità digitale. Il 31 marzo ha segnato una data importante: entro questo termine tutte le strutture sanitarie, pubbliche e private, si sono dovute adeguare alle nuove modalità di trasmissione dei dati. L’obiettivo è rendere più semplice e immediato l’accesso alle informazioni sanitarie dei cittadini. Il Fascicolo rappresenta infatti una sorta di archivio digitale personale dove vengono raccolti documenti, esami e referti legati alla storia clinica di ciascun assistito. Attraverso questo strumento, ogni cittadino può consultare i propri dati e condividerli con medici e specialisti, favorendo cure più rapide e coordinate.

Per rendere il sistema davvero efficace, tutte le strutture dovranno utilizzare un linguaggio comune e rispettare tempi precisi: i referti dovranno essere caricati entro cinque giorni dalla visita o dall’esame. In questo modo,

Resta però ancora limitata la quota di chi ha dato il consenso alla consultazione dei propri dati da parte dei medici, ferma al 44%. Molto alta, invece, la partecipazione dei medici di famiglia e dei pediatri, con oltre il 95% già presenti nel sistema.

Tra gli strumenti più importanti c’è il cosiddetto profilo sanitario sintetico, una scheda aggiornata dal medico di base o dal pediatra che riassume le informazioni principali sulla salute del paziente. Si tratta di un documento essenziale per permettere ai sanitari di capire rapidamente la situazione clinica, soprattutto nei casi di urgenza.

I cittadini possono accedere al Fascicolo tramite identità digitale e hanno pieno controllo sui propri dati: possono decidere chi può consultarli, modificare in qualsiasi momento le autorizzazioni e verificare chi ha avuto accesso alle informazioni. Anche la revoca del consenso è sempre possibile e non comporta conseguenze sull’assistenza sanitaria.

Fascicolo sanitario elettronico: accesso in pochi clic con i video tutorial della Regione Veneto

La Regione del Veneto punta sulla semplicità per avvicinare i cittadini al Fascicolo Sanitario Elettronico. Sono infatti disponibili una serie di video tutorial chiari e immediati, pensati per guidare passo dopo passo nell’utilizzo dei servizi sanitari online e nella gestione della propria salute digitale. I video accompagnano l’utente nelle principali funzionalità del fascicolo: dall’accesso tramite identità digitale alla consultazione di referti, ricette e documenti clinici, fino alla possibilità di monitorare il proprio percorso sanitario e avere sempre a disposizione

la propria storia medica in modo sicuro e organizzato. Non mancano indicazioni pratiche anche su come aggiornare i dati, condividere le informazioni con i professionisti sanitari e sfruttare al meglio i servizi disponibili.

I contenuti, realizzati da Give Emotions – società editrice de La Piazza, LaPiazzaweb e Radio Veneto24 – nascono con l’obiettivo di rendere più accessibili e intuitivi gli strumenti messi a disposizione dal sistema sanitario regionale, favorendone così una diffusione sempre più ampia tra gli utenti.

Sintoniz zati

Vene t o 2 4 passa al sistema di ultim a gener a zione DAB che permette di as coltare an c h e la ra d io con una qualità audio pe r fe t ta .

Sintoniz zati

Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook