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laPiazza di Padova - Citta' - Ottobre26

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di Padova

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Periodico d’informazione locale - Anno XXXIII n. 222

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Tram, prima tocca alla linea fino a Voltabarozzo, poi verso Chiesanuova

Riciclare“Avanti Ruzza: non basta, con la nuova la piattaforma sfida èper dare il biglietto un mercato unico dei trasporti alla plastica recuperata regionali”

Influenza, al via le vaccinazioni, 200mila dosi per il padovano

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Regione Veneto al banco di prova del bilancio

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a sessione di bilancio in Regione Veneto si prospetta come uno dei banchi di prova più delicati e complessi della legislatura, un momento in cui la politica economica e finanziaria di Palazzo Ferro Fini dovrà fare i conti con la realtà complessa che famiglie e imprese stanno affrontando in un contesto socio-economico e internazionale segnato da forti criticità. Tra inflazione persistente, rincari energetici e incertezze globali che pesano sulla filiera produttiva, la grande domanda che attraversa i corridoi della politica veneta riguarda il futuro della programmazione finanziaria e la tenuta della storica coesione della maggioranza. In particolare, ci si chiede se il cosiddetto schema “Stefanildo”, ovvero il consolidato asse di governo e di sintesi politica tra i principali leader di maggioranza e opposizione coalizione, troverà piena soddisfazione anche nelle scelte di allocazione delle risorse o se, al contrario, l’elaborazione del documento contabile darà vita a una sfida aspra e a tensioni interne difficilmente dissimulabili. A rendere il quadro particolarmente teso vi è il clima di forte preoccupazione che serpeggia tra le realtà produttive del territorio.

EMERGENZA CASA TRA COSTI INSOSTENIBILI E IMMOBILI “FANTASMA” IN CITTA’ AFFITTI ALLE STELLE, TRIPLICATI GLI ANZIANI IN ATTESA, 200 LE URGENZE servizi alle pag. 6-7-8

IL CENTROSINISTRA SI RICOMPATTA, CERCA LA QUADRA IL CENTRODESTRA

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IL CETO MEDIO FUORI CASA

empre più cara, sempre più irraggiungibile: che sia da acquistare o da comprare la casa non è più una certezza ma assume i contorni di un miraggio o di una montagna impossibile da scalare. Bastano le cifre e i bilanci familiari a fine mese a dare un’idea. Se fino a qualche anno fa, in Veneto come in Trentino, la difficoltà a trovare un alloggio riguardava le fasce escluse dal ciclo produttivo, oggi il blocco dell’accesso alla casa incide direttamente su insegnanti, giovani tecnici, lavoratori della sanità, anziani con pensioni contributive ordinarie e famiglie monoreddito. segue a pag. 5

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FACCIAMO IL PUNTO

di Padova

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IL CETO MEDIO FUORI CASA • Nicola Stievano Segue da pag. 1

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IL MERCATO DELL’ARCELLA TORNA IN PIAZZA AZZURRI D’ITALIA

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opo due anni di trasferimento, il mercato settimanale dell’Arcella torna nella sua sede originaria, in piazza Azzurri d’Italia. Lo spostamento si era reso necessario per consentire I lavori legati al PNRR, con I banchi trasferiti nella zona della chiesa di San Carlo e di via Agostini. Ora il ritorno coincide con una piazza profondamente rinnovata, dove sono state ridotte le superfici asfaltate e introdotte aree drenanti e nuove zone verdi. A sottolineare il significato dell’operazione è il vicesindaco di Padova Antonio Bressa: “Siamo riusciti, dialogando con le associazioni di categoria e con tutti gli operatori, a riportare tutti i banchi all’interno della nuova conformazione che ha la piazza. Non era semplice, ma ci siamo riusciti, tutelando così il lavoro di tutti gli operatori del commercio ambulante”. La nuova piazza presenta infatti caratteristiche diverse rispetto al passato. Sono state eliminate alcune superfici asfaltate per lasciare spazio a pavimentazioni drenanti e aree verdi che prima non erano presenti. E la riqualificazione dell’area dell’Arcella non si fermerà qui. “In prospettiva ci sarà la realizzazione del centro civico DU30, al posto dell’ex Coni, che porterà ancora più qualità e aspetti di riqualificazione nel centro dell’Arcella”, aggiunge il vicesindaco. In questo contesto, il mercato continua a rappresentare uno degli elementi di vitalità del quartiere. “Un centro dell’Arcella che però è vivo grazie a un mercato come questo, che è uno dei più partecipati che abbiamo in città”, osserva Bressa. Il ritorno in piazza Azzurri d’Italia comporta anche una diversa organizzazione degli spazi per la sosta. L’area che fino a oggi veniva utilizzata come parcheggio il martedì viene ora occupata dai banchi, mentre torna disponibile quella attorno alla chiesa di San Carlo e nell’area Valli, dove si trova il giardino Ongaro Basaglia. • Nicola Canella

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integrano con le direttive del Piano Casa da centomila alloggi in dieci anni, un impegno a lungo termine pensato per stimolare l’housing sociale privato attraverso leve fiscali e semplificazioni urbanistiche. Tuttavia, risanare qualche centinaio di appartamenti non basterà se le regole del mercato immobiliare continuano a spingere l’offerta esclusivamente verso la locazione turistica breve o la speculazione ad alto rendimento. La casa non può continuare a essere trattata esclusivamente come merce speculativa o bene di rendita a breve termine. Per la classe media la casa non è mai stata un lusso ma una necessità che spesso impegna per decenni le famiglie. Secondo gli esperti servirebbero tre cose poco appariscenti: cantieri con date verificabili, dati pubblici su sfitti e graduatorie (l’anagrafe regionale dell’Erp veneta va in questa direzione), criteri chiari su chi rientra nella fascia intermedia, anziani compresi. I proprietari di immobili vuoti dovrebbero valutare un canone concordato. I Comuni possono accelerare permessi e bandi, le imprese pensare alloggi per i propri dipendenti. A noi cittadini spetta chiedere conto dei tempi, perché una casa promessa tra cinque anni non risolve l’affitto di quest’inverno.

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SERVIZI FUNEBRI - TRASPORTI NAZIONALI/INTERNAZIONALI PADOVA - RUBANO

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di Padova è una testata giornalistica di proprietà di

Bressa: “Abbiamo tutelato il lavoro degli ambulanti, è uno dei mercati più partecipati”

n giovane under 35 con un contratto a tempo indeterminato e uno stipendio di 1.500 euro si scontra oggi con la richiesta di anticipi bancari pari ad almeno 45.000 euro per ottenere un mutuo prima casa; allo stesso tempo i canoni d’affitto assorbono ormai oltre il 40% delle entrate nette di un nucleo familiare medio. Il risultato è la paralisi: chi non ha alle spalle un patrimonio di famiglia rimane bloccato, oppure si vede costretto a rinunciare a scelte di lavoro e di vita. Di fronte a questa saturazione, gli strumenti istituzionali locali cercano di mettere un argine. In Veneto, la Regione ha attivato il piano “Generazione Casa” impegnando 50 milioni di euro per azzerare i tempi di ripristino delle abitazioni pubbliche sfitte e destinarle a lavoratori e giovani coppie. Sull’altro versante, la Provincia Autonoma di Trento affianca alla gestione ordinaria di ITEA S.p.A. (Istituto Trentino per l’Edilizia Abitativa) il progetto Ri-Val (Rigenerazione e Valorizzazione): una misura che ha censito 467 alloggi inutilizzati nei Comuni trentini con l’obiettivo di riqualificarne 300 e reimmetterli sul mercato a canone moderato (calmierato del 30% rispetto al mercato libero) o con opzione di riscatto. Misure operative che si

Questa edizione raggiunge i quartieri di Padova per un numero complessivo di 98.000 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 32199

Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin - formato da 26 edizioni locali mensilmente recapitato a 575.000 famiglie del Veneto e del Trentino

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Emergenza casa/1. L’analisi di Andrea Napoli mette a confronto lo scenario nazionale con la realtà padovana

NEL PADOVANO OLTRE 45 MILA ABITAZIONI NON OCCUPATE IN FORMA PERMANENTE I l recente Piano Casa approvato a livello nazionale ha stanziato un programma straordinario da 960 milioni di euro per il periodo compreso tra il 2026 e il 2030, destinati al recupero e alla manutenzione dell’edilizia residenziale pubblica e sociale. Tuttavia, gli interventi di riqualificazione edilizia da soli non riescono a risolvere il problema della scarsità delle abitazioni in locazione. Secondo le più recenti rilevazioni Istat, in Italia si contano oltre trentacinque milioni e seicento mila unità abitative, delle quali circa nove milioni e mezzo risultano non occupate da residenti. Questo enorme stock residenziale rappresenta un potenziale inespresso che spesso non arriva sul mercato della locazione a causa della percezione di scarsa convenienza e dell’elevato rischio per i proprietari. A livello regionale, il Veneto rispecchia fedelmente la tendenza nazionale: la quota di immobili inutilizzati o destinati ad usufruire di formule di locazione breve supera il venticinque per cento del patrimonio residenziale complessivo, evidenziando una difficoltà diffusa nell’alimentare l’offerta di lungo periodo. Nella provincia di Padova la situazione si presenta ancora più complessa e diversificata. Sull’intero territorio provinciale si stima la presenza di oltre

quarantacinque mila abitazioni non occupate da residenti permanentemente, pari a circa il diciotto per cento dello stock immobiliare totale della provincia. Il capoluogo, la città di Padova, vive una dinamica del tutto peculiare in virtù della sua forte vocazione universitaria e della presenza di importanti poli lavorativi e sanitari. Su un totale di circa centomila unità abitative registrate nel Comune di Padova, oltre dodicimila risultano non destinate a residenza principale. A queste si aggiunge la forte pressione esercitata dalla popolazione studentesca fuori sede, che supera ogni anno le sessantamila presenze, creando un divario marcato tra la domanda di stanze e appartamenti e la reale disponibilità di contratti a lungo termine o a canone concordato. Sull’accessibilità alla casa e sulle prospettive di riforma abbiamo interpellato Andrea Napoli, esperto di mercato immobiliare e di politiche abitative nonché amministratore di Locare. Andrea Napoli, il Piano Casa è sufficiente per sbloccare la situazione del mercato degli affitti? “Il programma straordinario nazionale da 960 milioni di euro è un passaggio fondamentale e necessario per recuperare l’edilizia pubblica. Tuttavia, da solo non può risolvere la carenza di offerta sul mercato privato. Rischiamo di continuare a discutere di

Andrea Napoli

quante case costruire senza chiederci quante delle abitazioni già esistenti siano realmente disponibili per chi cerca casa. Un’abitazione può esistere dal punto di vista catastale ma risultare completamente inesistente sul mercato locale perché il proprietario ritiene sbilanciato il rapporto tra rendimento, rischio e rigidità normativa”. Come si colloca la realtà di Padova in questo panorama? “Padova rappresenta un esempio perfetto di come

le politiche abitative debbano essere modellate sui territori. Una città universitaria con un’altissima presenza di studenti e lavoratori in mobilità non può essere trattata con le stesse ricette di un piccolo comune dell’entroterra o di altre grandi metropoli. A Padova e nella sua provincia il patrimonio edilizio esiste, ma una parte consistente resta inutilizzata o viene dirottata esclusivamente su utilizzi temporanei perché mancano tutele adeguate per la locazione ordinaria”. Quali sono le priorità per un vero piano nazionale degli affitti? “Un piano nazionale degli affitti non deve tradursi in un ennesimo bonus o in una norma punitiva. Deve perseguire un obiettivo chiaro: rendere conveniente mettere una casa sul mercato e sostenibile abitarla. Occorre superare la vecchia contrapposizione ideologica tra proprietario e inquilino. Bisogna ripensare la fiscalità premiando chi offre stabilità, aggiornare e potenziare gli accordi territoriali per il canone concordato, e soprattutto garantire tempi certi e garanzie efficaci contro la morosità e al termine dei contratti. L’offerta di case aumenta solo quando chi possiede un immobile sceglie liberamente di metterlo a disposizione”. • Vincenzo Gottardo

Affitti alle stelle e posti pubblici insufficienti per gli universitari: “Una singola arriva a 800 euro al mese”

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a crisi abitativa a Padova ha raggiunto livelli critici, trasformando la ricerca di un alloggio in una corsa a ostacoli per studenti, giovani lavoratori e famiglie. I dati fotografano una realtà escludente: l’affitto medio di una stanza singola viaggia sui 470 euro mensili, mentre il costo per l’acquisto di un’abitazione sfiora i 2.500 euro al metro quadro. Il rischio, sempre più concreto, è che una città in espansione finisca per spopolarsi. A pagare il prezzo più alto è la popolazione universitaria, che da anni si mobilita per denunciare la situazione. L’emergenza è altissima e i posti

pubblici a Padova sono appena 1800, una cifra lontana dal fabbisogno. Il problema centrale riguarda la gestione dei fondi Pnrr, destinati in gran parte a soggetti privati che hanno l’obbligo di riservare al diritto allo studio solamente il 30% dei posti. Il risultato è la nascita di alloggi dai costi proibitivi: in alcune strutture recenti, una singola arriva a costare 800 euro al mese. Il settore privato, denuncia Udu Padova, insegue logiche di profitto ignorando il reale diritto allo studio. La pressione immobiliare schiaccia pesantemente anche i residenti. Pietro Bean, consigliere comu-

nale alle politiche giovanili, delinea un quadro allarmante: “La crisi abitativa nella nostra città è pericolosa. Gli sfratti aumentano, perché i proprietari sono ingolositi dagli affitti turistici brevi e dai canoni altissimi, distanti dal canone sociale di un tempo”. Per arginare il fenomeno, il Comune si sta muovendo su più fronti: ristrutturazione delle case popolari, istituzione di un’Agenzia Sociale per la casa dotata di un fondo di garanzia e sostegno al co-housing tra anziani e universitari. Questi sforzi locali, tuttavia, si scontrano con il disimpegno nazionale. “Manca l’apporto di

Stato e Regione, i governi di centrodestra hanno totalmente ignorato l’importanza della casa”, attacca Bean. Mentre 13mila famiglie venete sono in lista d’attesa per un alloggio pubblico, i fondi di sostegno all’affitto sono stati eliminati. “Negli altri paesi europei bloccano gli sfratti e vietano gli Airbnb, mentre qui le città sono lasciate sole a gestire l’emergenza – conclude il consigliere –. Bisogna cambiare politica: la casa è un diritto, non un lusso per pochi”. • Enrico Caccin

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7 Emergenza casa/2. In dieci anni l’amministrazione comunale ha investito 52 milioni di euro, all’Arcella rinnovati 64 alloggi

TRIPLICATI GLI ANZIANI IN GRADUATORIA, 200 FAMIGLIE IN EMERGENZA ABITATIVA

Gli alloggi inaugurati in via Cabrini

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Padova l’emergenza casa ha sempre più il volto degli anziani. Nella nuova graduatoria per gli alloggi pubblici gli over 64 sono quasi triplicati rispetto alla selezione del 2023, anche per effetto del punteggio preferenziale previsto per questa fascia d’età. E tra i primi 350 richiedenti circa la metà vive sola: un dato che mette insieme difficoltà economiche, invecchiamento e bisogno di assistenza. Sono 1.660 le

domande presentate e tutte sono state ammesse. L’ingresso in graduatoria, però, non equivale all’assegnazione di una casa: definisce l’ordine per accedere agli immobili disponibili. È la quarta lista definitiva dal 2019 e arriva dopo il bando pubblicato nell’autunno 2025. Nel 2023 le richieste erano state 1.838. Dal 2020 sono stati assegnati 725 alloggi, tra quelli dell’Ater e quelli comunali. Il

patrimonio conta circa 3.500 abitazioni dell’azienda territoriale e 1.600 del Comune. In quasi dieci anni l’amministrazione ha investito 52 milioni di euro nelle politiche abitative, destinati al recupero degli immobili e ai percorsi di accompagnamento delle famiglie. La pressione resta alta: su 220 nuclei in emergenza abitativa, 25 riguardano persone con più di settant’anni. L’assessora alla casa Francesca Benciolini rivendica la ripresa di una programmazione regolare dei bandi, con cadenza biennale, e lo stop al piano delle alienazioni avviato dall’ex assessora Marta Nalin. L’obiettivo è recuperare appartamenti e garantire continuità alle risposte. Tutte le domande dell’ultima selezione sono risultate ammissibili anche grazie al supporto degli uffici nella preparazione dei documenti, che ha ridotto la necessità di integrazioni e verifiche successive. Per Benciolini la crescita dei nuclei composti da una sola persona impone anche di ripensare gli alloggi: servono abitazioni adatte agli anziani e alle famiglie più piccole. Il problema riguarda pure chi, dopo molti anni nella stessa casa, si vede negare il rinnovo del contratto e deve cercare una sistemazione in un mercato diventato meno accessibile. Una risposta sul patrimonio arriva dall’Arcella: in via

Cabrini sono stati rinnovati 64 alloggi, distribuiti in dieci palazzine, con un intervento da 8,5 milioni di euro finanziato dal Pnrr e realizzato da Ater e Comune. I lavori hanno interessato efficienza energetica, comfort e spazi comuni. Nel 2023 il 42% delle assegnazioni ha riguardato situazioni di emergenza sociale. Per le persone già seguite dal Comune, attraverso soluzioni di accoglienza o progetti di coabitazio-

ne, l’accesso a un alloggio pubblico rappresenta il passaggio verso una sistemazione stabile. Il percorso parte dal sostegno nelle fasi più difficili e punta all’autonomia, collegando gli interventi sociali alle politiche abitative. Una risposta che va oltre la gestione dell’emergenza. • Sara Busato

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Il mercato immobiliare riparte e i prezzi volano, in periferia +40%

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Padova 1.760 compravendite in sei mesi, il 7,3% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Il mercato della casa riparte dopo la flessione del 3,9% registrata lo scorso anno e supera la crescita nazionale, ferma al 2,1%. A trainare gli acquisti, secondo l’analisi di Rexer, è anche la domanda di alloggi per studenti e turisti, che spinge gli investimenti. I rendimenti attesi variano dal 5% al 10% secondo la zona e il tipo di casa. In dieci anni i prezzi medi sono saliti di oltre il 40%, da circa 1.700 a 2.500 euro al metro quadrato. Il centro storico resta l’area più cara, sopra i 3.500 euro, ma gli aumenti maggiori riguardano le zone semicentrali: quasi il 50%, da 1.800 a 2.700 euro. In periferia il rialzo medio è del 40%, sostenuto da riqualificazioni e nuove costruzioni. «La richiesta di alloggio da parte di studenti a Padova è molto alta e spesso deve rivolgersi fuori dalle mura cittadine, perché in centro i prezzi degli affitti sono troppo alti», osserva Rodrigo Azzinnaro, responsabile commerciale nord est di Rexer. Cresce l’interesse per appartamenti medio grandi da affittare agli universitari, soprattutto nelle aree che saranno servite dal tram. Tra i quartieri con i maggiori rincari troviamo San

SOSTITUZIONE SERRATURA INSTALLAZIONE CILINDRI DI SICUREZZA PROTEZIONE CON DEFENDER MESSA IN SICUREZZA GARAGE

Giuseppe, Madonna Pellegrina, Sacra Famiglia e Arcella. La crescita si estende alla cintura: a Selvazzano Dentro, Rubano, Noventa Padovana e Albignasego i prezzi sono aumentati del 30-40%, avvicinandosi o superando i 2.000 euro al metro quadrato. Qui cercano casa le famiglie che vogliono spazi più ampi e maggiore efficienza energetica. • (S.B.)

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Emergenza casa/3. Il presidente di Ater Padova Gianfranco Vezzaro: “Programmazione stabile per intercettare le risorse”

“GLI ALLOGGI SFITTI DEVONO TORNARE AD ESSERE UN PATRIMONIO ABITATO” P residente Vezzaro, a Padova e provincia c’è sempre bisogno di nuovi alloggi. Come si sta muovendo Ater? “La domanda abitativa è forte e non possiamo pensare che la risposta passi esclusivamente dalla costruzione di nuovi edifici. Il primo patrimonio su cui dobbiamo lavorare è quello che già possediamo. Per questo il nuovo Consiglio di amministrazione ha indicato tra le priorità il recupero degli alloggi oggi non disponibili e il completamento degli interventi già programmati. Ogni appartamento che riusciamo a recuperare e riassegnare rappresenta una risposta concreta a una famiglia, spesso in tempi più rapidi rispetto a una nuova costruzione. Naturalmente dobbiamo anche guardare avanti. Vogliamo predisporre una programmazione che ci permetta di intercettare nuovi finanziamenti regionali, nazionali ed europei e valutare, insieme ai Comuni, dove esistano reali necessità di incrementare l’offerta abitativa. Non si tratta soltanto di costruire di più, ma di utilizzare meglio e più rapidamente il patrimonio pubblico che abbiamo”. Ci sono ancora molti appartamenti sfitti perché bisognosi di manutenzione. Come procedete dopo il PNRR? “Occorre innanzitutto chiarire che lo sfitto non è una realtà uniforme: non tutti gli appartamenti vuoti si trovano nella stessa condizione e non tutti richiedono lo stesso tipo di intervento. Proprio per questo vogliamo affrontare il problema con una programmazione molto concreta, individuando le situazioni che possono essere recuperate rapidamente e quelle che richiedono invece interventi strutturali e maggiori risorse. Il PNRR ha rappresentato un’opportunità straordinaria, ma non possiamo pensare che la manutenzione del patrimonio pubblico dipenda soltanto da finanziamenti eccezionali. Dobbiamo costruire una capacità stabile di programmazione e intercettare tutte le risorse disponibili. L’obiettivo del CdA è anche ridurre progressivamente il tempo che intercorre tra la riconsegna di un’abitazione e la sua nuova assegnazione, intervenendo contemporaneamente su sicurezza, impianti ed efficienza energetica. Lo sfitto deve tornare a essere patrimonio abitato”. Cosa vi aspettate dalla vendita degli alloggi avviata in questi mesi? “La vendita non deve essere considerata un obiettivo in sé e certamente non significa rinunciare alla funzione sociale dell’A zienda. Deve essere uno

Gianfranco Vezzaro, presidente Ater Padova

strumento di gestione e razionalizzazione del patrimonio, all’interno dei programmi previsti e nel rispetto della normativa. Ci sono immobili per i quali può essere più conveniente procedere alla dismissione piuttosto che sostenere costi elevati di recupero e gestione. Dove la normativa e i programmi lo consentono, le risorse generate possono contribuire a sostenere gli investimenti sul patrimonio che rimane in gestione. Il criterio che vogliamo seguire è molto semplice: non vendere per fare cassa, ma gestire il patrimonio in modo responsabile, concentrando le risorse sugli immobili che possono continuare a svolgere efficacemente la

loro funzione abitativa e sociale”. Ci sono sempre più famiglie giovani ma anche anziani soli che non hanno i requisiti per rientrare nelle graduatorie, ma non ce la fanno più a pagare gli affitti ai prezzi di mercato. Che risposte si possono dare? “È probabilmente una delle questioni più importanti delle politiche abitative dei prossimi anni. Esiste una fascia crescente di persone che non possiede i requisiti per accedere all’edilizia residenziale pubblica, ma allo stesso tempo incontra serie difficoltà a sostenere i canoni del mercato privato. Penso alle giovani coppie, ai lavoratori con redditi normali, alle

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famiglie monoreddito e agli anziani soli. Ater, però, opera all’interno di regole e requisiti stabiliti dalla normativa e non può modificarli autonomamente. Per questa fascia occorre quindi costruire, insieme a Regione e Comuni, strumenti diversi dall’ERP tradizionale: housing sociale, locazioni a canone sostenibile e nuove forme di collaborazione tra pubblico e privato. Tra la casa popolare e il mercato libero si è aperto uno spazio sempre più ampio: è lì che le politiche pubbliche dovranno trovare nuove risposte. Ater può mettere a disposizione esperienza, patrimonio e capacità tecnica per costruirle insieme alle istituzioni”. Quali sono le richieste più pressanti che arrivano dal territorio? “La prima richiesta è molto semplice: avere una casa disponibile quando ce n’è bisogno. E questo ci riporta immediatamente al recupero degli alloggi e ai tempi necessari per renderli nuovamente assegnabili. Ma dai territori arrivano anche altre esigenze: manutenzioni più tempestive, edifici più efficienti dal punto di vista energetico, maggiore attenzione all’accessibilità per anziani e persone con disabilità e una comunicazione più semplice con l’Azienda. Il rapporto con i Comuni sarà quindi centrale nel nostro mandato. Sono le amministrazioni locali che conoscono più da vicino l’evoluzione delle famiglie e le nuove fragilità sociali. Ater non può limitarsi a gestire edifici: deve essere un interlocutore dei territori nelle politiche dell’abitare”. È possibile ridurre il carico di burocrazia per i cittadini? “Sì, e credo che sia uno degli aspetti sui quali dobbiamo lavorare. Naturalmente Ater è una pubblica amministrazione e deve rispettare norme, controlli e procedure: semplificare non significa eliminare le regole. Significa però evitare passaggi inutili, utilizzare maggiormente gli strumenti digitali, rendere più semplici modulistiche e comunicazioni, consentire al cittadino di capire con chiarezza a che punto si trova una pratica e ridurre, dove possibile, i tempi di risposta. C’è poi un altro aspetto che considero fondamentale: anche quando una procedura è complessa, non deve essere il cittadino a doverne comprendere tutta la complessità amministrativa. Dobbiamo organizzare i servizi in modo che il rapporto con Ater sia il più semplice possibile. Meno burocrazia percepita, più chiarezza e maggiore vicinanza”. • Nicola Stievano


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POLITICA

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Comunali. I primi sondaggi indicano Micalizzi come favorito, grandi manovre sui partiti, a partire dal nodo Azione

ELEZIONI: IL CENTROSINISTRA SI RICOMPATTA, L’EREDITÀ DI GIORDANI, IL REBUS DELLE LISTE Intanto Marcato riceve da Salvini l’investitura ufficiale della Lega, anche Futuro Nazionale si dice favorevole alla sua candidatura

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l clima politico a Padova si scalda in vista della prossima competizione elettorale per il rinnovo del Consiglio comunale e la scelta del successore alla guida di Palazzo Moroni. A confermare la solidità dell’area progressista sono arrivati anche i recenti sondaggi politici emersi in questi giorni, che vedono il centrosinistra in un ottimo stato di salute e il nome di Andrea Micalizzi saldamente in testa nelle preferenze e nei gradimenti dei cittadini, proiettandolo come il principale favorito per la successione. Al centro del dibattito c’è inevitabilmente l’eredità amministrativa straordinaria lasciata da Sergio Giordani. I suoi due mandati consecutivi, caratterizzati da un forte pragmatismo, da una gestione finanziaria solida, da grandi interventi di rigenerazione urbana e da una costante vicinanza ai quartieri e al tessuto economico e sociale della città, hanno radicalmente trasformato il volto del capoluogo e garantito un consenso trasversale che va ben oltre i tradizionali confini dei partiti. Proprio forte di questo bilancio ampiamente positivo, Giordani non ha intenzione di defilarsi del

tutto e ha confermato la volontà di scendere direttamente in campo per sostenere la coalizione, annunciando la preparazione di una lista civica di forte stampo riformista in cui comparirà in prima persona il suo nome, probabilmente con il ruolo di capolista. L’obiettivo dichiarato del sindaco uscente è fare da traino e da garante per il candidato del centrosinistra, blindando quel modello civico e moderato che per dieci anni ha rappresentato una formula vincente a Padova. Tuttavia, attorno alla composizione della civica di Giordani e agli equilibri della coalizione si muovono dinamiche complesse e non prive di tensioni sotterranee, in particolare per quanto riguarda il posizionamento di Azione. Il partito di Carlo Calenda rappresenta un tassello cruciale per l’area riformista e moderata, ma la sua collocazione esatta sta agitando le acque interne. Da un lato, vi è l’ipotesi che esponenti di primo piano di Azione trovino spazio proprio all’interno della lista civica guidata da Giordani; dall’altro, questa prospettiva ha generato non pochi malumori e resistenze all’interno della galassia

Andrea Micalizzi

civica e tra le anime più storiche legate al sindaco, preoccupate che la presenza di simboli o personalità marcatamente legate a un partito nazionale possano snaturare l’anima civica e trasversale del progetto. Non si esclude, di conseguenza, la strada alternativa di una lista autonoma con il simbolo di Azione sempre all’interno della coalizione di centrosinistra, una soluzione che permetterebbe di contare chiaramente i pesi specifici dei singoli partiti evitando logoranti frizioni interne. Forte dei dati incoraggianti dei sondaggi che registrano un vantaggio nei consensi, il centrosinistra è chiamato a serrare le fila: la sfida per il post-Giordani

Sergio Giordani

richiederà grande capacità di sintesi per non disperdere il patrimonio politico costruito in questi anni e presentarsi agli elettori con una squadra coesa, programmatica e forte di una visione condivisa per il futuro di Padova. Intanto nel centrodestra il consigliere regionale Roberto Marcato incassa l’investitura ufficiale da parte del segretario della Lega Matteo Salvini durante la visita a Cadoneghe: “Per me Roberto Marcato non sarebbe solo un ottimo candidato, - ha detto il ministro ma un ottimo sindaco per Padova, una città che ne ha tanto bisogno, perché ha dimostrato competenza amministrativa. Sono convinto che

Roberto Marcato

se gli alleati ci daranno una mano potremmo vincere la partita, noi giochiamo di squadra”. Anche Futuro Nazionale, il partito di Roberto Vannacci, guarda a Marcato con interesse ed è pronto ad appoggiarlo, che ha annunciato ai microfoni di Radio Veneto24 il coordinatore padovano Bruno Cesaro: “Il nostro obiettivo è quello di far vincere il centrodestra a Padova. Secondo noi, solo unendo le forze si può raggiungere questo risultato. Se sarà Marcato a guidare il centrodestra, noi cercheremo di entrare nella coalizione. Nel caso non ci volessero, faremo la nostra lista”. • Redazione Padova

DE POLI CHIAMA IL CENTRODESTRA ALL’UNITÀ BRESSA NON SI SBILANCIA SULLE PROSSIME MOSSE

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ue fronti opposti, una sola parola chiave: unità. Il futuro delle coalizioni di centro destra e centro sinistra, alla vigilia delle elezioni amministrative di Padova in programma per la primavera 2027, è ancora incerto, ma il senatore Antonio De Poli, UDC, e l’attuale vice Sindaco della Città del Santo Antonio Bressa non hanno dubbi sulla necessità dei due fronti di presentarsi compatti al voto. Entrambi all’Arcella per differenti eventi istituzionali, i due politici hanno presentato i propri punti di vista sulle sfide dei prossimi mesi. “Non possiamo permetterci lo sbaglio commesso a Monselice e, cinque

anni fa, a Verona”, spiega De Poli, rassicurando, però, i propri elettori: “il mio pensiero è che ci sia unità a livello regionale, da Padova a Belluno, da Cittadella alla moltitudine di altri comuni sopra i 15mila abitanti”. Il tavolo regionale e quello nazionale del centro destra devono ancora riunirsi, e difficilmente un nome definitivo verrà scelto prima di allora, nonostante la candidatura di Roberto Marcato avanzata dalla Lega, ma per il senatore padovano il futuro è incoraggiante. Nemmeno Antonio Bressa, il cui nome è circolato in questi giorni come possibile futuro leader del centro sinistra regionale,

si è voluto sbilanciare: “ho sentito anch’io le voci, ma ovviamente ora sono vice Sindaco di Padova e per ora resto concentrato solo su questo”, chiarisce l’esponente Dem. “Il Partito Democratico ha raggiunto un livello di unità che probabilmente non aveva mai avuto in passato, grazie anche a una segreteria nazionale che ha saputo dialogare con l’area che aveva sostenuto Bonaccini come alternativa all’ultimo congresso nazionale – afferma orgoglioso Bressa -. Oggi queste due aree dialogano e governano insieme la gestione del partito, pur mantenendo una dialettica che coinvolge anche le altre realtà

Antonio Bressa e Antonio De Poli

interne”. Il Pd si conferma quindi, secondo il politico padovano, un partito democratico e plurale, ma allo stesso tempo capace di convergere su una

posizione unitaria nel rivolgere la propria proposta politica ai cittadini. • Nicola Canella


ECONOMIA

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L’evento. Alla Fiera di Padova dal 14 al 16 ottobre la quarta edizione dell’appuntamento di riferimento per il settore

GREEN LOGISTICS EXPO: RIFLETTORI PUNTATI SULLA FILIERA SOSTENIBILE DA 170 MILIARDI S ono oltre 300 gli espositori che da mercoledì 14 a venerdì 16 ottobre animeranno i padiglioni della Fiera di Padova con Green Logistics Expo, il salone internazionale della logistica sostenibile, giunto alla sua quarta edizione e oramai riconosciuto come uno degli appuntamenti italiani di riferimento per il settore. La logistica è oggi una funzione insostituibile per l’economia e le imprese produttive; quella italiana, vale circa 170 miliardi di euro di fatturato diretto e rappresenta circa il 9% del PIL nazionale. La filiera impiega complessivamente circa 1 milione di addetti ed è la terza più grande d’Europa. Green Logistics Expo, si è caratterizzato in questi anni per aver creato uno spazio di dialogo e collaborazione tra associazioni e imprese della logistica italiana, in modo da configurare l’evento come un vero e proprio “think tank” del settore: un fitto programma di incontri, seminari e tavole rotonde permette ai leader di mercato di guardare oltre la semplice vetrina di

servizi e prodotti, definendo insieme le strategie per affrontare le prossime sfide industriali, dialogando anche con il mondo istituzionale e dei policy maker. Tra le aziende presenti, oltre ai principali porti e interporti italiani, tra cui naturalmente quelli di Padova, Verona, Venezia e Rovigo, nomi importanti della logistica come FHP Intermodal, Hupac, FS Logistix, Rhenus, Ambrogio Trasporti, Vtg Rail, Dsv, PSA, LKW, Logtainer, Ermewa, ma anche realtà di livello globale come Mapei, molto interessata al mondo della logistica immobiliare e la veronese Technital Spa una delle principali società di progettazione di infrastrutture del nostro Paese, e che opera a livello globale. Accanto a loro importanti imprese del territorio, come Costantin Spa, tra i principali distributori indipendenti di carburanti, Cami2, leader nelle soluzioni per i magazzini e Smartlog leader nell’automazione dell’intralogistica. Green Logistics Expo infatti copre a

360 gradi i settori chiave della logistica moderna: l’intermodalità che punta all’integrazione tra strada, rotaia e mare per incrementare il trasporto a basso impatto ambientale e ottimizzare i nodi d’interscambio, l’intralogistica e i magazzini che lavorano alla trasformazione della gestione delle merci attraverso robotica, automazione e Intelligenza Artificiale e la logistica urbana messa sotto pressione dalla continua crescita dell’e-commerce. Non mancherà naturalmente la possibilità di vedere all’opera le tecnologie più avanzate, tra queste i carrelli elevatori a guida autonoma AGV di Toyota e un robot umanoide. Novità di rilievo di questa quarta edizione è l’integrazione con Impact, la manifestazione dedicata ai servizi aziendali. Un connubio ideato per rafforzare il dialogo tra la logistica e la sua committenza diretta: una vasta platea di PMI e grandi gruppi industriali proiettati sui mercati esteri, per i quali la gestione efficiente della catena distributiva rappresenta

ormai un fattore vitale di competitività. Infine il valore culturale e strategico di Green Logistics Expo si riflette in un programma scientifico d’eccezione, che conta ben 30 appuntamenti tra convegni, seminari e tavole rotonde, tutti liberamente accessibili e a ingresso gratuito. Anche

noi del La Piazza saremo presenti con una postazione della nostra RadioVeneto 24, che si collegherà ogni giorno in diretta per raccontare gli eventi salienti e intervistare i protagonisti del settore. • Redazione Padova

Trenta convegni in tre giorni per esplorare le nuove rotte dei trasporti e della logistica

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ono oltre 30 i convegni e gli incontri in calendario a Green Logistics Expo: questi alcuni dei principali, ma il programma completo è disponibile sul sito. La tre giorni fieristica prenderà il via la mattina di mercoledì 14 ottobre con il convegno di apertura dal titolo “Il mondo che si frammenta: la nuova mappa dei trasporti e della logistica”, durante il quale la relazione del professor Greco analizzerà i nuovi equilibri economici e le riorganizzazioni del settore in una fase storica che archivia la globalizzazione tradizionalmente conosciuta.

Gli incontri proseguiranno nel pomeriggio con un focus su incentivi e investimenti per il settore con il Sottosegretario Mara Bizzotto e con l’incontro promosso da Assologistica dedicato al real estate logistico e alla tutela del territorio veneto, accompagnato dal lancio di una importante campagna nazionale di comunicazione sull’immobiliare logistico. I dibattiti proseguono giovedì 15 ottobre approfondendo prima le potenzialità dei droni nella catena distributiva e poi nel pomeriggio, con la presentazione del pro-

getto “PSA Padova – Intermodal Terminal Padova”, un’analisi dettagliata sulla nuova realtà terminalistica padovana e sulle opportunità di sviluppo dei traffici su rotaia. La manifestazione infine la mattina di venerdì 16 ottobre ospiterà il convegno dedicato al ruolo strategico della logistica per il sistema Paese, che vedrà la partecipazione del Vice Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi. • (r.p.)

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LA CITTÀ CHE CAMBIA

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Mobilità. Voltabarozzo collegato alla stazione tra pochi mesi, poi toccherà alla tratta fino a Chiesanuova

TRA DICEMBRE E GENNAIO ATTIVO IL SIR3 SIR2, IL PRIMO TRATTO ENTRO L’ESTATE 2027 Tram, parcheggi e nuove strade: Padova prepara la svolta della mobilità tra cantieri e collaudi

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l Sir3 tra dicembre e gennaio, il primo tratto del Sir2 entro la prossima estate. Comune e Aps Holding lavorano per aprire la linea Stazione-Voltabarozzo durante le festività natalizie o nelle prime settimane di gennaio. Il collegamento Rubano-Vigonza partirà invece per stralci: l’obiettivo è attivare prima la tratta dalla caserma Romagnoli, a Chiesanuova, alla stazione. L’intera linea dovrebbe entrare in servizio entro la fine del prossimo anno, salvo imprevisti. Sul Sir3 sono riprese le prove tecniche, con i mezzi in viaggio e i tecnici a bordo per regolare la posizione della linea aerea di contatto. I test saranno intensificati nelle prossime settimane, mentre verranno completati i collegamenti elettrici. Si punta a iniziare il pre-esercizio entro la prima settimana di novembre: una simulazione del servizio senza passeggeri, rispettando orari e frequenze previsti. Questa fase dovrebbe durare meno di due mesi. La linea unirà la stazione a Voltabarozzo lungo 5,5 chilometri, con 13 fermate, comprese quelle per l’A zienda ospedaliera di via Giustiniani e l’ospedale Sant’Antonio di via Facciolati. Più lungo il percorso del Sir2: 17,5 chilometri e 36 fermate. La piattaforma è stata ultimata a fine luglio, ma restano le opere di completamento. Sul tratto Rubano-Stazione si procede con le asfaltature di strade e marciapiedi e l’allestimento delle fermate. Verso Vigonza si lavora agli allargamenti della carreggiata, dove la piattaforma ha ridotto lo spazio per le auto: a San Lazzaro, davanti alla Kioene Arena, e in via Tommaseo, di fronte all’hotel Mantegna. Conclusa la sistemazione davanti alla cittadella della Stanga. Il pre-esercizio potrebbe cominciare nei primi mesi del prossimo anno sulla tratta Romagnoli-Stazione. Proseguiranno intanto la posa dei cavi e la predisposizione degli impianti. Alle nuove linee si affiancano quattro parcheggi scambiatori, per un totale di 1.060 posti: 365 al capolinea di Voltabarozzo, 380 a quello di Rubano,

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150 alla caserma Romagnoli e 165 al nuovo ospedale di Padova Est. Avranno tariffe giornaliere agevolate e abbonamenti per chi utilizza i mezzi ogni giorno, sul modello del parcheggio della Guizza, oltre a postazioni per la ricarica delle auto elettriche. Si aggiungeranno alla rete di sosta esistente. L’amministrazione ha lavorato per riportare nella disponibilità pubblica aree come il Secret Garden alle porte Contarine, il Green Garden in corso del Popolo e il parcheggio Fiera Est. È in corso il lavoro per rendere nuovamente fruibile il parcheggio di Padova2000; avviati anche i lavori nell’area dell’ex caserma Prandina, accanto al nuovo parco del centro storico. «Ora è iniziata la fase della sistemazione e della ricostruzione delle strade», spiega l’assessore alla Mobilità Andrea Ragona. La chiama «la fase della cura»: nuovi asfalti, marciapiedi, ciclabili e piantumazioni quando la stagione lo consentirà. Anche le dodici cabine elettriche saranno valorizzate con interventi artistici. Il primo è il murales alla Stanga dedicato alla sicurezza sul lavoro, donato dalla Uil nazionale. Il progetto coinvolgerà artisti e realtà cittadine, nel percorso della candidatura di Padova a capitale dell’arte contemporanea. I cantieri hanno interessato anche i sottoservizi: venti chilometri di nuove condotte, circa cinquecento allacci idrici e 14 milioni di euro di investimento. La quota maggiore riguarda il Sir2: tredici chilometri di condotte, trecento allacci e 9,5 milioni investiti in due anni e mezzo. • Sara Busato


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Basso Isonzo. Ad un anno dalla sua inaugurazione il parco è già un patrimonio della città

“ALBERO DEL TESORO”, NUOVA GESTIONE AFFIDATA ALLA VIRTUS BASKET PADOVA Nel corso dell’ultimo anno la Fondazione Robert Hollman ha provveduto alla manutenzione e ha curato, in collaborazione con la Fondazione Irpea, un progetto di retaking del parco con il coinvolgimento di persone con disabilità

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l Parco comunale inclusivo “Albero del Tesoro” di via Siena ha cambiato gestione: il bando comunale per la gestione del parco all’interno del Basso Isonzo è stato aggiudicato alla cooperativa sociale “t-essere alternative” e alla Virtus basket Padova. Il Parco di 9mila metri quadrati inaugurato un anno fa, è stato progettato per essere il più accessibile possibile, pensato per bambini e ad adulti con o senza disabilità. I bambini e le bambine possono giocare insieme nelle dodici aree gioco inclusive e accessibili; possono fare esercizio fisico nelle cinque postazioni collocate nel viale d’ingresso; passeggiare all’interno e lungo tutto il perimetro

del parco, raggiungendo il frutteto e sostando sulle panchine colorate disseminate tra il verde e i vialetti colorati ad alto contrasto cromatico. Nell’estate del 2025 la Fondazione Robert Hollman aveva accettato la proposta del Comune di Padova di occuparsi dell’apertura e della custodia del Parco in attesa che, tramite bando pubblico, si assegnasse l’incarico di gestione agli enti vincitori. A un anno dalla sua inaugurazione il parco “Albero del Tesoro” è già un patrimonio molto conosciuto e utilizzato da tante famiglie padovane. Nel corso dell’ultimo anno la Fondazione Robert Hollman ha provveduto agli sfalci, alle pulizie e alle manutenzioni; ha curato, in collaborazione

con la Fondazione Irpea, un progetto di retaking del parco con il coinvolgimento di persone con disabilità; ha consentito l’utilizzo gratuito della sala a numerose classi e associazioni per i loro incontri e alle famiglie per le feste di compleanno dei bambini, gestendo le prenotazioni e gli aspetti logistici e organizzativi. Grazie alle donazioni volontarie ricevute è stato possibile effettuare acquisti per il parco e per le sue strutture. Da ottobre è iniziata la nuova gestione dopo il conferimento ufficiale dell’incarico alla cooperativa sociale T-essere e alla società sportiva Virtus Basket Padova (già gestore del palazzetto adiacente Ilaria Alpi e Miran Hrovatin). Da marzo 2027 entrerà in funzione anche il punto ristoro, con la somministrazione di cibi e bevande, grazie a progetti di inclusione lavorativa a favore di persone in condizioni di marginalità sociale. • Diego Buonocore

Duecentomila euro per strappare piazza De Gasperi dal degrado e renderla più sicura

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l Comune di Padova ha approvato il progetto esecutivo per il terzo lotto di riqualificazione di piazza De Gasperi, stanziando 200.000 euro per trasformare il parcheggio in uno spazio pubblico polifunzionale. L’iniziativa, illustrata dall’assessore Alessandro Bisato e dall’architetto Alberto Marescotti durante un incontro con i residenti, concretizza una progettualità avviata dal predecessore Andrea Micalizzi. L’obiettivo principale è sottrarre la zona al degrado sociale e migliorare la sicurezza dei cittadini attraverso il disegno urbano. L’intervento prevede il rifacimento dei marciapiedi, la cura delle vasche verdi per

mitigare l’effetto isola di calore e l’abbattimento delle barriere architettoniche. La novità estetica e sociale consiste in un percorso ciclabile colorato e giochi a terra: una “tavolozza” visiva che trasformerà l’area in uno spazio di gioco per bambini e di animazione nei giorni in cui non verrà utilizzata come sosta per le auto. Il piano include anche il rinnovo della segnaletica, il potenziamento dell’illuminazione pubblica e il ripristino dei sottoservizi degradati. Nonostante il pattugliamento intensificato per la vicinanza alla “zona rossa” della stazione, l’area risente ancora di fenomeni di spaccio e bivacco;

vivo è il ricordo nei residenti delle vilente risse del luglio scorso. La riqualificazione urbanistica punta a fare da deterrente sociale, affiancandosi a piani limitrofi come lo studentato nell’ex area Ifip per restituire vivibilità al quartiere. Il cronoprogramma prevede l’apertura dei cantieri nella tarda primavera, con lavori stimati della durata di circa un mese. Nel frattempo, l’amministrazione ha concesso ai residenti circa un mese di tempo per avanzare e concordare piccole proposte di modifica al progetto. • (D.B.)

“Tutti per il Venezuela”, Unicomm raccoglie 60 mila euro per la Croce Rossa

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i è conclusa con successo la campagna nazionale “Tutti per il Venezuela” nei negozi del Gruppo Unicomm. L’iniziativa, promossa da Selex Gruppo Commerciale insieme alla Croce Rossa Italiana, ha coinvolto i clienti dei supermercati Famila, Emi e degli ipermercati Emisfero, invitati a donare

almeno 1 euro direttamente alle casse per offrire un aiuto concreto alle popolazioni colpite dal sisma. Grazie alla generosità dei clienti sono stati raccolti complessivamente 43.234 euro. A questa cifra Unicomm ha scelto di aggiungere un proprio contributo di 16.766

euro, portando la donazione complessiva a 60.000 euro. L’impegno dell’azienda si inserisce nella più ampia raccolta promossa da Selex Gruppo Commerciale che, grazie alla partecipazione di clienti, imprese socie e collaboratori, ha raggiunto a livello nazionale la cifra com-

plessiva di 316.965 euro. Tutti i fondi sono già stati consegnati alla Croce Rossa Italiana e saranno trasformati in aiuti immediati: potenziamento dei servizi sanitari territoriali, farmaci di prima necessità e programmi di supporto psicologico e sociale.


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Gli incontri. Dopo la mappatura delle superfici impermeabili aperto il confronto con i quartieri

DEPAVIMENTAZIONE: UN MESE DI INCONTRI CON I CITTADINI PER CONDIVIDERE IL PIANO I l mese di ottobre è dedicato al ciclo di incontri nei quartieri per raccogliere proposte, segnalazioni e priorità dai cittadini per togliere l’asfalto dove possibile. Dopo una prima fase di mappatura delle superfici impermeabili presenti in città, l’amministrazione comunale ha aperto il confronto con il territorio. Il primo incontro ha avuto luogo con la

Consulta 4B, che comprende i quartieri Voltabarozzo, Crocefisso, Salboro e Guizza, con la partecipazione dei consultieri , di numerosi cittadini e del presidente della 4B Alessandro Sanco. “Nelle zone più edificate del nostro territorio, come alla Guizza, - ricorda Sanco, - l’eccessiva impermeabilizzazione del suolo impedisce il regolare deflusso dell’acqua, causando gravi problemi idraulici.

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Piazza Savelli: con la depavimentazione è tornato il verde

Anche a Salboro, a causa delle intense piogge della scorsa estate e di quella precedente, abbiamo registrato diversi allagamenti. Per questo motivo ritengo che un’iniziativa di depavimentazione possa essere interessante e utile nelle aree più urbanizzate, come alla Guizza, a Crocefisso e a Voltabarozzo. Abbiamo zone che si surriscaldano tantissimo: penso alle piazze e ai parcheggi dove l’asfalto, trasformandosi in un vero e proprio termosifone, la sera rilascia tutto il calore accumulato durante il giorno. Un esempio evidente è Piazza Cardellin in via Gozzano, di fronte al Petrarca Rugby. Parliamo di 6.000 metri quadrati di cemento e asfalto completamente spogli, privi di alberi o zone d’ombra, nonostante la vicinanza con il Parco della Guizza: un vero e proprio mare di asfalto. Penso però anche a piccoli interventi più centrali nei quartieri, come in alcune aree interne della Guizza, ad esempio in via dell’Orna”.

Agli incontri hanno partecipato il vicesindaco Antonio Bressa, l’assessore Andrea Ragona, accompagnati dal professor Francesco Musco, direttore della ricerca dello IUAV, e dai tecnici dell’urbanistica. Sono circa 400 le prime aree individuate, per una superficie complessiva di circa 287 mila metri quadrati. A queste si aggiungono le aree individuate nell’ambito del Masterplan Strategico di Adattamento per l’Area Industriale di Padova. L’obiettivo è arrivare alla definizione di un Piano per la de-pavimentazione e la de-impermeabilizzazione della città, capace di individuare dove intervenire per restituire permeabilità al suolo e aumentare il verde. Il vicesindaco Antonio Bressa osserva: “La nostra attenzione alla depavimentazione si è già tradotta in interventi pilota, come quello in piazza Savelli, quello più recente in via della Ricerca Scientifica e altre realizzazioni puntuali finanziate con il PNRR. Con questo Piano vogliamo

Alessandro Sanco, presidente Consulta 4B

mettere a sistema queste esperienze”. L’assessore all’urbanistica Andrea Ragona conclude: “L’amministrazione vuole dotarsi di uno strumento capace di orientare le politiche urbanistiche con la partecipazione diretta dei cittadini, così come fatto con il Piano delle Acque. Le trasformazioni future dovranno non solo evitare nuovo consumo di suolo, ma contribuire a recuperarne”. • Diego Buonocore

L’ex scuola dell’infanzia “Mamma Margherita” diventerà uno studendato, via libera dalla Consulta 5A

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a Consulta 5A, che comprende Mandria, Armistizio e Voltabrusegana, ha espresso parere favorevole alla riconversione dell’ex scuola dell’infanzia “Mamma Margherita” in uno studentato universitario da 40 posti letto. L’edificio, di proprietà dei Salesiani e chiuso da due anni, passerà da servizio scolastico a sociale. Il Comune ha respinto l’ipotesi di trasformarlo in residenze, scegliendo lo studentato per evitare l’abbandono. Trattandosi di un immobile del Novecento, non subirà modifiche strutturali. Come contropartita per il quartiere, il Comune otterrà la cessione gratuita del Piccolo Teatro (la cui gestione attuale resterà attiva per altri 8 anni) e del parcheggio annesso. Il teatro sarà assegnato tramite bando; l’Associazione “Piccolo Teatro” continuerà a gestirlo, con contratto in essere per ulteriori 8 anni. L’accordo tra le parti è previsto entro fine anno, mentre lo studentato dovrebbe aprire per il prossimo anno accademico.

L’impatto sul traffico sarà minimo, dato che gli studenti useranno soprattutto la bicicletta. La Consulta auspica inoltre che vengano accolte altre richieste per la comunità: l’uso pubblico di una parte del giardino (che non sarà toccato dai lavori) e la sistemazione dell’area tra la chiesa e il patronato con una zona polivalente. Questa operazione non impedirà futuri cambi di destinazione d’uso. • (D.B.)


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UNIPD

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Accoglienza. Si ricomincia con i gruppi Whatsapp per le matricole e il festival studentesco

ANNO ACCADEMICO AL VIA TRA CONTROGUIDE E IL SUCCESSO DI “ACROSS THE UNIVERSITY” L ’anno accademico a Padova si è aperto all’insegna dell’accoglienza. Ai Welcome Day e non solo, i rappresentanti degli studenti di Udu Padova hanno consegnato le “Controguide”, per orientare le matricole. L’iniziativa, disponibile anche online su controguida. udupadova.it nasce per agevolare l’inizio dell’anno, basandosi proprio sulle difficoltà pratiche che i rappresentanti stessi hanno affrontato all’inizio del proprio percorso accademico. La rete di supporto si moltiplica con i gruppi WhatsApp per le matricole. Accedervi è semplice: basta digitare “Controguida Padova” su un qualsiasi browser, selezionare il primo risultato, cliccare su “Gruppi Whatsapp” e indicare scuola e corso di studi prescelto. Spiega Marco Nimis, coordinatore di Udu Padova e rappresentante studentesco in Senato Accademico: “L’inizio di un percorso universitario è spesso caratterizzato da grandi difficoltà: un mondo nuovo da conoscere, nuove persone, spesso una nuova città. Per agevolare la comunità studentesca

e soprattutto le nuove matricole abbiamo lanciato i gruppi di corso su Whatsapp. Nei gruppi ci siamo noi, i rappresentanti degli studenti, per aiutare le matricole semplificando il percorso sulla base di ciò che abbiamo provato noi quando eravamo al loro posto. Si tratta anche di un’iniziativa per facilitare la conoscenza dei propri colleghi: è più facile affrontare la sessione d’esami e le varie difficoltà, se i tuoi compagni di corso sono anche tuoi amici”. L’entusiasmo si è poi riversato al Parco Iris per il festival studentesco Across the University 2026. Andata in scena dal 6 all’11 ottobre, la kermesse ha registrato un grande successo: il programma molto ricco e la presenza di artisti d’eccezione hanno coinvolto l’intera comunità accademica e non solo, attirando moltissime persone da tutto il Veneto per questo evento diventato ormai una tradizione per chi frequenta l’Università a Padova, sentita dalla comunità studentesca quasi di più dei welcome day ufficiali dell’accademia. • Enrico Caccin

Podio e premi per l’Unipd alla 1001VELAcup: studenti ideatori, costruttori e skipper

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ètis Vela fa incrociare sport, ingegneria e innovazione nelle acque liguri di La Spezia per la 19esima edizione della 1001VELAcup, competizione internazionale in cui gli studenti universitari sono allo stesso tempo ideatori, costruttori e skipper delle barche in gara. Tra il 23 e il 27 settembre, il Team Mètis Vela del Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Padova ha sfidato le flotte di Milano, Trieste, Karlsruhe e dell’ateneo spezzino, con risultati eccellenti. A salire sul podio è stata

l’imbarcazione Ate, guidata dal duo Gabriele Cuman e Lorenzo Del Re. L’iniziativa ha visto, dopo nove regate combattute con vento medio, due splendide vittorie nell’ultima giornata hanno garantito un meritatissimo 3° posto generale, dietro solo alle “padrone di casa” Medusa e Corsara. Solida prova anche per l’altra barca padovana, Aletheia, che con Marco Barbini e Pierpaolo Moretti ha strappato un ottimo 5° posto nonostante condizioni meteo complesse. Le grandi soddisfazioni sono arrivate pure nel Trofeo Paolo Padova, la regata

che mette sulla stessa barca docenti e studenti: qui il professor Andrea Lazzaretto, insieme a Giulia Galletti, Barbini e Moretti, ha centrato la medaglia d’argento. Ora viene il bello, perché in questa competizione si vince anche “in cantiere”. Con la presentazione della team leader Sofia Bertolaso, la squadra padovana si è aggiudicata il 3° posto al Premio Mainaldo Maneschi, che valuta la qualità progettuale. A coronare il successo è arrivato poi il Premio Design nella categoria Nautica Next Wave, a conferma dell’alta qualità estetica e tecnica

del progetto. La trasferta in Liguria è stata anche una preziosa vetrina per la divulgazione: Matteo Pivotto ha illustrato le applicazioni dell’intelligenza artificiale, mentre Antonio Rozzi Marin ha esplorato i vantaggi della stampa 3D di grandi dimensioni. Un’avventura (raccontata nel dettaglio su metisvela.it) che, sotto il coordinamento del professor Lazzaretto, ha dimostrato ancora una volta la qualità della squadra padovana. • (E.C.)

Giovani, social e violenza spettacolarizzata: il ruolo decisivo delle comunità dei pari come presidio di salvezza

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recenti episodi di giovani che pianificano aggressioni contro i propri insegnanti, come quello sventato a Roma grazie all’intervento dei compagni di classe e casi di risse tra coetanei emersi anche a Padova, non sono semplici fatti di cronaca isolati ma il sintomo di un disagio sociale che interroga famiglie, scuola e società. Si tratta di una mutazione della violenza giovanile che passa attraverso la pianificazione in chat di messaggistica legate a sottoculture online come la True Crime Community: l’aggressi-

one non nasce più solo come esplosione di una frustrazione personale, legata magari a insuccessi scolastici, ma diventa una vera e propria performance pensata per il digitale, con outfit studiati, simbolismi legati alla violenza di massa e l’annuncio di dirette streaming, in cui il gesto estremo serve a uscire dall’invisibilità cercando notorietà virale. Alla base ci sono un isolamento emotivo crescente, la disconnessione tra vita reale e vite virtuali vissute in chat chiuse e la mancanza di

filtri critici o figure d’ascolto. I giovani, spesso lasciati soli a navigare i propri fallimenti e le proprie rabbie senza adeguati filtri critici o figure d’ascolto, trovano nelle comunità online uno spazio d’ascolto distorto, capace di amplificare e legittimare pulsioni distruttive. D’altra parte l’insuccesso scolastico viene talvolta vissuto come una condanna definitiva anziché come un’occasione di ripartenza. A fronte di questo quadro resta però un elemento di speranza: in diversi casi i compagni di classe hanno scelto

di rompere il silenzio, denunciando le intenzioni del coetaneo e facendo da scudo, dimostrando che solidarietà e senso civico restano vivi. Per contrastare il fenomeno non bastano misure punitive: servono alfabetizzazione digitale ed emotiva nelle scuole, un presidio psicologico permanente negli istituti e un patto educativo solido tra scuola e famiglia, perché i giovani non vanno lasciati soli alla deriva del web. • Vincenzo Gottardo


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TERRITORIO

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Gli interventi. Dal Ponte dei Cavai a Voltabarozzo, pulizia e manutenzione fondamentali per ambiente e sicurezza idraulica

PADOVA E LE SUE ACQUE, VENTURINI: UNA CURA QUOTIDIANA PER LA CITTÀ A Voltabarozzo nella conca di navigazione e delle opere idrauliche del canale San Gregorio operazioni su quattromila metri quadrati

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adova è una città d’acqua. Canali e corsi d’acqua ne hanno accompagnato la storia e ancora oggi rappresentano una componente fondamentale del suo paesaggio, ma anche un sistema delicato che richiede attenzione e manutenzione costanti. Negli ultimi mesi la Regione del Veneto ha intensificato gli interventi di pulizia e cura in diversi punti della rete idraulica cittadina. Un lavoro spesso poco visibile, ma essenziale per garantire il corretto deflusso delle acque, mantenere efficienti le opere idrauliche e tutelare l’ambiente. Uno dei punti sui quali si è concentrata l’attenzione è stato il Ponte dei Cavai, all’ingresso del sistema di acque che attraversa la città. Durante l’estate, caratterizzata da livelli particolarmente bassi, è emersa la necessità di intervenire

sulla presenza di alghe e sui primi depositi di materiale accumulato, proprio per favorire una migliore circolazione dell’acqua. Un intervento particolarmente significativo è stato poi realizzato a Voltabarozzo, nell’area della conca di navigazione e delle opere idrauliche del Canale San Gregorio. Le operazioni hanno interessato circa 4.000 metri quadrati e hanno permesso di rimuovere accumuli di biomassa vegetale, alghe, rifiuti galleggianti e piante acquatiche invasive, tra cui la Ludwigia. Per lavorare sia da terra sia direttamente sull’acqua sono stati impiegati escavatori, motobarche e pontoni galleggianti, con il coinvolgimento coordinato di Regione del Veneto, Genio Civile di Padova, Veneto Acque, Infrastrutture Venete e Comune di Padova. «Quando parliamo di sicurezza

L’assessore regionale Elisa Venturini

idraulica pensiamo spesso alle grandi opere, ma altrettanto importante è il lavoro quotidiano di manutenzione – sottolinea l’assessore regionale all’Ambiente e alla Difesa del Suolo Elisa Venturini –. Pulire un corso d’acqua, rimuovere vegetazione e materiali che ostacolano il deflusso, controllare le sponde significa prevenire problemi e mantenere efficiente un

sistema che attraversa e protegge la nostra città». Gli interventi fanno parte di un più ampio programma regionale dedicato alla pulizia dei corsi d’acqua e alla rimozione dei rifiuti presenti negli alvei, sulle sponde e nelle golene.

«Padova ha un rapporto storico e straordinario con l’acqua – conclude Venturini –. Prendersi cura dei suoi canali significa contemporaneamente tutelare l’ambiente, aumentare la sicurezza e valorizzare uno degli elementi che rendono unica la nostra città».

A Noventa Padovana tutto pronto per la Fiera del Folpo tra musica e tipicità

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al 22 al 27 ottobre, il centro di Noventa Padovana si prepara ad accogliere una delle manifestazioni autunnali più attese del Veneto. La regina della tavola resta l’antica ricetta del polpo bollito e condito con aglio, olio e prezzemolo, servito nei chioschi tradizionali e nelle undici bettole allestite per l’occasione. Ma la fiera non è solo gastronomia. L’edizione 2026 punta forte sul rinnovamento e sull’intrattenimento, trasformando il paese in un grande dancefloor a cielo aperto. Sono ben 28 gli artisti e i DJ coinvolti, distribuiti su tre palchi principali: dal Main Stage del Campo dei Tosi alla vivace Corte dei Bacari, fino all’innovativo spazio vintage dello Squero dei Pescatori. Non mancherà, la domenica mattina, il particolare appuntamento del Folpo Breakfast Club per vivere la colazione a ritmo di musica. L’amministrazione comunale ha confermato la linea ecologica intrapresa negli scorsi anni. Per tutelare il mare e l’ambiente, la manifestazione è totalmente plastic-free: vige il divieto assoluto di usare stoviglie e posate in plastica o di servire bevande in

vetro, privilegiando esclusivamente materiali compostabili e riciclabili. Il sindaco Marcello Bano ha saputo in questi anni trasformare un evento casereccio, già molto noto per la verità, in un festival che sa richiamare da mezzo Veneto. “Lo avevamo promesso durante il Covid spiega Bano - a noi stessi ed ai cittadini di Noventa Padovana: rilanciare e far crescere la manifestazione, è un ordine che ci siamo dati e che con soddisfazione possiamo rivendicare di aver raggiunto”. Bano sottolinea l’importanza di rinnovare

la tradizione unendo la cucina popolare ai linguaggi contemporanei della musica e della socialità. Di qui nascono gli eventi dance e quest’anno anche una “soft clubbing breakfast” cioè un evento che inizia dalle 9 di domenica mattina e che consiste nel servire al pubblico cappuccini e brioches con musica soffusa, che permette ai ragazzi in particolare di fare quattro chiacchiere e vivere una atmosfera appunto, soft, ma da club. Ecco il programma nel dettaglio. Giovedì 22 ottobre, ElettroFolpo: il viaggio parte con due nomi di primo piano della scena house: Albert Marzinotto e Walterino, per una serata che mette subito al centro groove e cultura del clubbing. Venerdì 23 ottobre, LadyFolpo: sarà una notte tutta al femminile con quattro DJ: Ika Faccioli, Sister Gloria, Silvia Curls e Gloria Fregonese, protagoniste di una programmazione che unisce stili e personalità differenti. Sabato 24 ottobre, FolpoLoco e FolpoBunny: spazio ai format Folpo Loco, Folpo Bunny e alle contaminazioni latine con Ali Selecta e con XREITO, format che porta sul palco

l’energia dell’Urban Reggaeton tra DJ set, live, danza e le voci di Batta e Sandritta. Domenica 25 ottobre, TechnoFolpo e Fopo Vibes: la Fiera incontra due figure storiche della consolle, Cirillo e Fabrice, per una notte dedicata alle radici e all’evoluzione della musica elettronica, dalla piramide del Cocoricò ai club più calienti di Ibiza. Lunedì 26 ottobre: Folpo Time Machine e 24milabaci di Folpo. La festa continua con MC Matt, che accompagnerà tutti dentro la storia della musica elettronica dagli esordi ad oggi, e con la celebre coppia padovana Christian De Sieno e Flavio Gioia, tra DJ set, voce e grande coinvolgimento del pubblico. Martedì 27 ottobre, House of Folpo e Sir Oliver Skardy. Grande finale con il format House of Folpo e uno dei padrini della disco italiana, Ralf, e Folpo Jammin con Sir Oliver Skardy, pioniere del reggae veneto. Per chiudere sei giorni di musica con due personalità profondamente diverse, unite dalla capacità di trasformare ogni esibizione in una straordinaria esperienza collettiva. • Alberto Gottardo


CULTURA

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La rassegna. Un viaggio completo e sfaccettato intorno al palcoscenico e ai suoi protagonisti, appuntamenti dal 27 settembre

“LA REALTÀ NON BASTA”: AL TEATRO VERDI LA NUOVA STAGIONE PROMETTE SORPRESE T utto pronto per la nuova stagione teatrale al Verdi di Padova, che verrà inaugurata il prossimo 27 ottobre dando il via a una serie di appuntamenti da segnare in calendario. Presentata lo scorso luglio, la stagione 2026/2027 del Teatro Stabile del Veneto (che, oltre al Verdi, comprende anche il Goldoni di Venezia e il teatro Del Monaco di Treviso) si caratterizza per una scelta mirata a mescolare generi, prospettive ed epoche, in modo da proporre un viaggio completo e sfaccettato all’interno del mondo del teatro. Il titolo scelto per questa stagione, “La realtà non basta”, vuole sottolineare come il teatro, da sempre, sia in grado di fornire gli strumenti necessari per andare oltre la

realtà così come ci si presenta davanti: il teatro è infatti il luogo in cui la realtà può essere osservata, ma anche e soprattutto interrogata e reinventata. In questo senso possiamo dire che il teatro, fin dalla sua nascita, è stato in grado di traghettarci dentro processi di trasformazione che riguardando sia lo sguardo che la stessa realtà. Per esprimere al meglio questo concetto, per accompagnare il tema di quest’anno è stata scelta l’immagine di una farfalla, elaborata dal designer catalano Javier Jaén. Gli appuntamenti previsti per questa stagione ci parlano inoltre del cambiamento e della trasformazione insita nell’arte teatrale, che nei secoli ha saputo attraversare

diverse evoluzioni, dalla tragedia greca alle nuove forme di drammaturgia contemporanea. Gli appuntamenti previsti in calendario toccano tutte le tappe di questa evoluzione, proponendo una panoramica completa delle varie forme che il teatro ha assunto nel corso del tempo e facendole dialogare tra di loro. Sul palco del Verdi si alterneranno infatti sia dei grandi classici (“Alcesti” di Euripide, “Una delle ultime sere di Carnovale” dI Carlo Goldoni, “L’arte della beffa di Molière”) sia drammi contemporanei, come “Incendi” (tragedia che richiama Edipo), e “A casa tutti bene”, trasposizione teatrale dell’omonimo film di Gabriele Muccino. Non mancheranno nemmeno i grandi drammaturghi del No-

vecento, rappresentati in questa stagione da Samuel Beckett (“Finale di partita”) e Arthur Miller (“Erano tutto miei figli”), né gli spettacoli ispirati o liberamente tratti da opere di grandi penne come “La cosmicomica vita di Q”, di e con Luca Marinelli (tratto da “Tutte le Cosmicomiche” di Italo Calvino”) e “Predatori di pianura” di Andrea Pennacchi, tratto da “Bilora” di Ruzante. Completano la proposta del

Verdi il “Bestiario Idrico” di Marco Paolini (storie di vita biologica e sociale legate ai fiumi che attraversano l’Italia), “Oltre”, che racconta il disastro aereo delle Ande del 1972, e “Il delirio del particolare”, opera in cui aleggia lo spettro di un architetto in cui è facile riconoscere Carlo Scarpa scritta da Vitaliano Trevisan. • Francesca Tessarollo

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Appuntamento con la danza contemporanea, La Sfera presenta 150 artisti in 30 spettacoli

È

entrata nel vivo la XXIII edizione del Padova Festival Internazionale La Sfera Danza, il festival diffuso nella città di Padova che mette al centro la danza contemporanea, la musica dal vivo e alcuni luoghi che meritano di essere riscoperti. Inaugurato il mese scorso, il Festival, diretto da Gabriella Furlan Malvizzi, propone una serie di eventi che danno spazio sia ad alcuni protagonisti della scena internazionale sia a giovani talenti, per fornire un’immagine completa e in evoluzione della scena contemporanea. I numeri di questa edizione parlano chiaro: 150 gli artisti partecipanti, oltre 30 gli spettacoli organizzati e ben 12 i paesi di provenienza delle compagnie e dei coreografi. Organizzato da La Sfera Danza con il patrocinio del Comune di Padova e la collaborazione dell’Università di Padova e del Conservatorio Cesare Pollini, il Festival può contare su location spesso inedite e sull’accompagnamento, per alcuni degli spettacoli, della musica dal vivo. Da non perdere gli ultimi appuntamenti in programma: il 25 ottobre il Teatro Quirino De Giorgio ospita A Prisoner’s Dream di Federica Esposito, Romantica della Compagnia

Ballet Junior de Genève

Bellanda, Romantic Gun di Damiano Artale e Orfeo e Euridice / Melancholia del Balletto di Sardegna Cinqueminuti; il 14 novembre il Centro Culturale San Gaetano fa da cornice a Semperiana di Asun Noales (in prima nazionale); il 22 novembre il Festival si conclude al Teatro ai Colli con la Vetrina di Danza Contemporanea, diretta da Gabriella Furlan Malvezzi: un’occasione di incontro fra interpreti, compagnie, critici e direttori di festival. • (F.T.)

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SPORT

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Calcio Serie B. Voglia di Artistico, il Padova aspetta il suo Tiburon

SI AVVICINA L’ORA DEL NUMERO 9: DOPO LA SOSTA PRONTO A GIOCARE U na sosta diversa. La più lunga mai vista (3 settimane), una sorta di mini ritiro che permetterà alle squadre di Serie B di respirare e riorganizzarsi in vista della ripresa del weekend del 10 e 11 ottobre. Per il Padova queste settimane senza campionato hanno soprattutto il volto di Gabriele Artistico, l’uomo più chiacchierato del momento. Il grande investimento dell’estate è stato assente nelle prime cinque giornate biancoscudate; smaltito il fastidio al soleo accusato durante la preparazione con la Lazio, alla ripresa sarà finalmente pronto per scendere in campo. La linea scelta dal club per la sua gestione è stata chiara: nessuna forzatura e massima attenzione al rischio di ricadute. Si è deciso dunque di aspettare e di sfruttare il periodo senza partite per averlo al meglio già a partire dalla sfida dell’ex per Calabro contro la Carrarese all’Euganeo. L’attaccante classe 2002 ha attirato a sé grandi entusiasmi sin dal suo arrivo,

con le aspettative che sono aumentate anche per il dato che le prime cinque giornate hanno evidenziato: nessuno degli attaccanti utilizzati finora ha ancora trovato il gol. Moro, Caprari, Lasagna, Bortolussi e Seghetti sono rimasti a secco, mentre le reti biancoscudate sono arrivate dagli altri reparti. Sarebbe sbagliato dire che quello offensivo non abbia funzionato nella sua interezza: la squadra di Calabro ha saputo costruire le occasioni per essere pericolosa contro avversari di livello, anche grazie al lavoro degli avanti veneti. Ma l’ultima trasferta di Palermo ha fotografato bene come possa esserci un importante margine di crescita: venti conclusioni e undici calci d’angolo, a fronte però di una sola grande occasione costruita e di 1,20 expected goals. Tanta presenza offensiva, non sempre accompagnata dalla stessa pericolosità. Ed è qui che Artistico può diventare particolarmente importante. El Tiburon, reduce da 13 gol nell’ultima

Serie B con lo Spezia, porta caratteristiche differenti rispetto agli altri suoi compagni. Calabro lo aveva spiegato chiaramente già al momento del suo arrivo: è un attaccante di grande struttura fisica che garantirà presenza dentro l’area oltre alla possibilità di attaccare lo spazio. Sarà fondamentale anche nel lavoro di pressing senza palla e offrirà la soluzione della palla lunga nei momenti di difficoltà. In sostanza, è un giocatore completo e molto adatto alle richieste del suo nuovo allenatore. Ma tornando al gol, il sale di questo sport, il nuovo numero 9 conosce l’area di rigore come le sue tasche. E l’Euganeo se ne è già accorto. Lo scorso 3 marzo, proprio con la maglia dello Spezia, Artistico segnò contro il Padova ricevendo il pallone di Bonfanti e chiudendo con il destro dal centro dell’area. Un’azione semplice, ma che racconta molto del giocatore: attacco dello spazio, movimento a eludere la linea difensiva avversaria, presenza nella zona decisiva e freddezza nella

Gabriele Artistico, foto @Calcio Padova

finalizzazione. Ma Artistico non sarà importante solo per la rete: potrà migliorare anche chi gli starà al fianco. Con Lasagna o Seghetti può creare una coppia complementare: uno diventa il riferimento centrale, l’altro può attaccare maggiormente la profondità. Accanto a Caprari può occupare i centrali lasciando al compa-

gno maggiore libertà di inventare tra le linee. Moro può muoversi intorno a un altro riferimento strutturato ed essere liberato da una parte del lavoro senza palla. Bortolussi, invece, offre a Calabro la possibilità di aumentare ulteriormente la presenza dentro l’area nei momenti in cui la partita lo richiede, andando a schierare un doppio centravanti di peso. E qui entra in gioco l’importanza della sosta, momento chiave per conoscersi e assimilare principi, movimenti e richieste dell’allenatore. Calabro ha già costruito le fondamenta: aggressività, verticalità, disponibilità al sacrificio e capacità di rimanere dentro le partite. Adesso può finalmente aggiungere il tassello adatto a completare il quadro. Dal provare a comandare maggiormente le gare al finalizzare le occasioni create. Obiettivo salto di qualità: e per raggiungerlo Padova aspetta il suo Tiburon. • Stefano Parpajola

Padova, ora inizia un nuovo campionato: un’occasione per trovare continuità

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a lunga sosta per le nazionali è anche occasione di riflessioni e di bilanci per le squadre di Serie B. Il primo assaggio di campionato ha già offerto al Padova alcune indicazioni su ciò che lo aspetterà durante la stagione. Pisa, Verona, Cremonese, Ascoli e Palermo: cinque partite che hanno messo la squadra di Calabro di fronte a una neopromossa ambiziosa, alle tre retrocesse dalla Serie A e alla formazione costruita per puntare al primo posto in classifica: “In questa fase abbiamo dovuto concentrarci molto sull’essere pragmatici. Con questo calendario dovevamo fare cose semplici per portare a casa più punti possibili. Adesso ci

sarà l’occasione per aggiungere qualcosa in più nel lavoro quotidiano”, ha spiegato mister Calabro dopo la spedizione del Barbera. Di necessità virtù. La strada scelta dal tecnico pugliese è stata chiara e ha portato in Viale Nereo Rocco un soddisfacente bottino di sette punti. Ora, alla ripresa inizierà una fase differente del campionato. Dall’11 ottobre al 7 novembre il Padova disputerà sei partite in meno di un mese, prima della nuova sosta. Quattro di queste si giocheranno all’Euganeo, dove i biancoscudati con la nuova Curva Sud hanno vinto 4 partite su 5, tutte per 1-0 con gol proprio sotto il muro

padovano. Gli avversari, almeno sulla carta, saranno più abbordabili rispetto alle prime uscite stagionali. Si è ripartiti domenica 11 ottobre contro la Carrarese, ultima in classifica. Una settimana più tardi arriverà a Padova la Virtus Entella. La parte più intensa arriverà subito dopo. Il 24 ottobre i biancoscudati saranno impegnati ad Avellino, quindi appena tre giorni più tardi torneranno all’Euganeo per affrontare il Südtirol, una delle migliori squadre di questo inizio. Il 31 ottobre sarà poi già tempo di un’altra trasferta, sul campo del Catanzaro. Il primo blocco post-sosta si chiuderà infine il

7 novembre contro l’Empoli, ancora una volta davanti al pubblico dell’Euganeo. Sarà una partita dal forte significato emotivo: sulla panchina dei toscani infatti è appena sbarcato Matteo Andreoletti, l’uomo che ha riportato i veneti in Serie B e che li ha condotti per gran parte della passata stagione. Nella prima fase il Padova ha retto l’urto di squadre di grande blasone: ora il prossimo futuro dirà quanto questo gruppo potrà trasformare le buone indicazioni in punti e continuità. • (S.P.)

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Segue da pag. 1

Lo schema “Stefanildo” resiste o si apre lo scontro? Le categorie economiche, le associazioni d’impresa e il tessuto artigianale e industriale del Veneto guardano ai prossimi mesi con apprensione, temendo che le difficoltà di bilancio possano tradursi in una stangata fiscale, con un occhio particolarmente vigile sul fronte dell’Irap. L’ipotesi, anche solo ventilata, di un ritocco verso l’alto dell’imposta regionale sulle attività produttive viene vista dal mondo economico come un colpo durissimo in una fase già estremamente complicata per la

competitività aziendale, capace di frenare investimenti e margini di crescita. Dall’altro lato, sul fronte delle entrate personali e della tassazione dei redditi, resta intoccabile un vero e proprio dogma della stagione politica regionale: il mantenimento dell’Irpef come un tabù assoluto. Sulla scorta dei mandati di Luca Zaia, che hanno fatto della difesa del potere d’acquisto dei cittadini e della non-maggior tassazione un vessillo identitario e politico inattaccabile, la

maggioranza si muove con i piedi di piombo, consapevole che toccare le leve fiscali dirette sui contribuenti significherebbe incrinare quel rapporto di fiducia costruito in lunghi anni di governo. Tuttavia, far quadrare i conti senza ricorrere a leve fiscali straordinarie in un momento in cui le risorse statali si riducono e i costi dei servizi sociosanitari ed educativi lievitano rappresenta un esercizio di bilancio al limite del funambolismo. È qui che si misurerà la vera

tenuta dello schema “Stefanildo”: la capacità cioè di mediare tra le esigenze di bilancio e le pressioni delle diverse anime della coalizione. Se da una parte la programmazione finanziaria dovrà dare risposte concrete a un tessuto produttivo che chiede stabilità e sgravi, dall’altra dovrà evitare fughe in avanti che scontentino i territori o i partiti alleati. La sfida è aperta: il bilancio non sarà solo un atto contabile, ma il terreno politico decisivo per misurare i futuri equilibri di potere in Veneto.

Sociale. Approvazione unanime in Consiglio regionale, riconosciuto il ruolo nella rete dei servizi socio sanitari

CAREGIVER, LA LEGGE METTE TUTTI D’ACCORDO STEFANI: “DAL VENETO SEGNALE DI CIVILTÀ” Soranzo: “Due su tre costretti U a lasciare il lavoro”. Luisetto: “Vicini na legge che ha trovato il consenso di tutto l’arco politico, maggioranza e opposizione insieme. Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato all’unanimità la proposta di legge “Disposizioni per il riconoscimento, la valorizzazione e il sostegno del Caregiver familiare quale persona che presta cura e assistenza alla persona cara”, d’iniziativa della vicepresidente della Commissione sanità e relatrice d’aula Chiara Luisetto (Partito Democratico), con il capogruppo di Lega-LV Riccardo Barbisan come correlatore, e del presidente della Regione Alberto Stefani. Un voto compatto, trasversale agli schieramenti, che consegna al Veneto una delle prime leggi organiche in Italia dedicate a questa figura. Il provvedimento disciplina il ruolo del caregiver familiare, cioè di chi si prende cura, volontariamente e a titolo gratuito, di una persona non autosufficiente o che necessita di assistenza di lunga durata. La legge lo integra nel sistema regionale dei servizi sociosanitari, riconoscendone la funzione sociale, con un’attenzione specifica ai giovani caregiver - per i quali vengono individuate esigenze particolari in ambito educativo, formativo, lavorativo e di benessere psicofisico - e ai caregiver over 65. Sono previste misure di informazione, formazione, affiancamento e supporto

psicologico, oltre a interventi di sollievo e alla valorizzazione delle competenze, anche trasversali, maturate nell’attività di cura, utili a favorire l’accesso o il reinserimento nel mondo del lavoro. Tra gli strumenti istituiti: un Tavolo permanente presso la Giunta regionale, la raccolta di buone pratiche, la Giornata regionale del caregiver fissata al 6 ottobre, linee guida regionali e un Fondo regionale caregiver. Esprime soddisfazione il presidente della Regione Alberto Stefani: “Il Veneto oggi ha scelto di prendersi cura di chi si prende cura. La legge approvata dal Consiglio regionale riconosce e valorizza il ruolo centrale di chi, tutti i giorni, segue una persona cara malata, con disabilità, non autosufficiente o che necessita di essere accudita per particolari necessità assistenziali. Abbiamo mantenuto la promessa: al caregiver familiare, che

sarà inserito nella rete dei servizi sociali e sanitari, è riconosciuto il valore sociale ed economico che rappresenta come risorsa per tutta la società”. Stefani sottolinea la portata della misura: “Ancora una volta il Veneto dimostra sensibilità e visione. La legge approvata è un importante segnale di civiltà, una nuova pietra miliare del percorso sociosanitario che mette al centro la persona e le relazioni umane. Riguarda più di 260.000 veneti per i quali l’attività del caregiver non è soltanto un impegno familiare, ma si configura come un prezioso e fondamentale tassello della rete di assistenza. Per questo deve contare sul giusto riconoscimento sociale nel sistema regionale integrato dei servizi e del Welfare”. Il presidente ricorda infine come l’iniziativa fosse nata fin dall’avvio della legislatura: “Nella prima seduta del Consiglio regionale di questa legislatura, durante il mio discorso di insediamento, avevo lanciato una proposta: approvare una legge di civiltà, lavorando insieme, maggioranza e opposizione. Con orgoglio oggi abbiamo raggiunto l’obiettivo. Ringrazio la giunta e tutti i Consiglieri, anche per l’impegno di questi mesi e il senso di responsabilità dimostrato. Di fronte a scelte come queste non ci possono essere divisioni politiche davanti all’interesse dei nostri cittadini”.

alle 600 mila persone finora sole”

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opo il via libera unanime alla legge sul caregiver familiare, arrivano le reazioni dei consiglieri regionali che hanno seguito il provvedimento nelle commissioni. Per il presidente della Sesta commissione Enoch Soranzo (Fratelli d’Italia) il dato di partenza è la diffusione del fenomeno: “Parliamo di una realtà che tocca da vicino quasi il 16% della popolazione veneta, fatta in gran parte di donne, spesso anziani o giovanissimi”. Soranzo richiama le conseguenze sul lavoro: “Quasi due caregiver su tre sono costretti a lasciare o ridurre il lavoro, con ripercussioni pesanti sulla salute, sulla serenità familiare e sulla futura pensione”. Tra gli elementi della legge, il consigliere sottolinea l’ingresso del caregiver nella rete del welfare: “Il caregiver entra nella rete del welfare locale e concorre direttamente alla stesura e alla firma del Piano Assistenziale Individualizzato, affiancando e

integrando i servizi pubblici senza mai sostituirli”. Il tutto, ricorda, sostenuto da un Fondo regionale “finanziato con oltre 2,2 milioni di euro nel triennio”. Di segno complementare la lettura della prima firmataria, Chiara Luisetto (Pd), che punta sul percorso che ha portato al testo: “Questa legge nasce da un lungo percorso di ascolto e partecipazione che ha visto il coinvolgimento del Terzo settore, delle forze sindacali, delle associazioni e delle esperienze dirette dei cittadini”. La consigliera quantifica la platea coinvolta, “oltre 600 mila persone in Veneto, in maggioranza donne della cosiddetta generazione ‘sandwich’”, e guarda già oltre l’approvazione: “Non consideriamo questa legge un punto di arrivo, bensì l’assunzione di una responsabilità precisa. Ora siamo al lavoro affinché a queste risorse e a questi diritti corrispondano servizi accessibili e capillari su tutto il territorio”.


REGIONE

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Economia circolare. Venturini: “Dobbiamo fare in modo che ciò che i cittadini recuperano diventi risorsa”

RICICLARE NON BASTA: LA NUOVA SFIDA È DARE UN MERCATO ALLA PLASTICA RICICLATA P er anni è stato giustamente chiesto ai cittadini di separare meglio i rifiuti, aumentare la raccolta differenziata e ridurre ciò che finisce in discarica. Il Veneto ha fatto di questa cultura ambientale uno dei propri punti di forza. Ma quanto accaduto negli ultimi mesi alla filiera della plastica ha mostrato che oggi va affrontato un passaggio ulteriore: non basta raccogliere e riciclare, bisogna anche creare le condizioni perché i materiali recuperati trovino un effettivo utilizzo. È un problema che può apparire lontano dalla vita quotidiana, ma che in realtà riguarda direttamente ogni cittadino che ogni giorno separa correttamente gli imballaggi nella propria casa. Nel corso del 2026 la filiera della plastica riciclata ha attraversato una fase di forte difficoltà. Una delle ragioni è la concorrenza della plastica vergine, disponibile sul mercato a condizioni che possono renderla economicamente più conveniente rispetto alla materia

ottenuta dal riciclo. Il risultato rischia di essere un paradosso: i cittadini differenziano, il sistema raccoglie e seleziona, gli impianti recuperano il materiale, ma alla fine del percorso una parte di quella plastica incontra difficoltà a trovare un nuovo utilizzo. «È proprio questo il punto sul quale dobbiamo intervenire – spiega l’assessore regionale all’Ambiente Elisa Venturini –. Non possiamo costruire un

sistema nel quale chiediamo ai cittadini di differenziare, investiamo risorse e tecnologia per selezionare e recuperare i materiali e poi scopriamo che utilizzare materia prima nuova può risultare più conveniente rispetto a quella riciclata. L’economia circolare funziona soltanto se il cerchio si chiude davvero». La criticità emersa durante l’estate non ha riguardato soltanto il Veneto, ma più in generale la filiera nazionale degli imballaggi in plastica. Anche nella nostra regione alcuni centri hanno dovuto affrontare un aumento significativo dei quantitativi di materiale in attesa di essere avviato alle successive fasi di recupero. La Regione è intervenuta attivando già all’inizio di luglio un tavolo tecnico di coordinamento, coinvolgendo istituzioni, gestori e soggetti della filiera e portando contemporaneamente la questione anche sui tavoli nazionali. L’obiettivo immediato è stato quello di garantire la continuità e l’efficienza del sistema di raccolta e gestione dei

rifiuti. Ma la vera sfida riguarda il futuro: costruire soluzioni strutturali e durature che consentano di dare maggiore valore alle materie recuperate. Tra le strade sulle quali si sta lavorando c’è la ricerca di nuovi sbocchi industriali per le plastiche riciclate, favorendo il loro utilizzo nei processi produttivi e cercando, quando possibile, di mantenere sul territorio anche il valore economico generato dal recupero. «Il Veneto possiede un sistema produttivo, competenze e tecnologie che possono permetterci di trasformare questa difficoltà in un’opportunità – sottolinea Venturini –. Dobbiamo riuscire a creare filiere sempre più circolari, nelle quali un materiale venga raccolto, recuperato e possa tornare a essere utilizzato. Significa ridurre il consumo di nuove materie prime e, allo stesso tempo, generare valore economico e ambientale». La questione riguarda infatti un principio fondamentale dell’economia circolare: un rifiuto correttamente differenziato deve poter diventare una nuova materia

prima. Per raggiungere questo risultato non sono sufficienti soltanto impianti efficienti. Occorre creare una domanda stabile di materiali riciclati, favorirne l’utilizzo da parte delle imprese e costruire regole che rendano economicamente sostenibile il loro impiego. Su questo terreno il Veneto intende giocare un ruolo da protagonista, mettendo attorno allo stesso tavolo istituzioni, sistema produttivo, mondo della ricerca e operatori ambientali. «I veneti hanno dimostrato negli anni una grande sensibilità ambientale e questo patrimonio non deve essere disperso – conclude Venturini –. La raccolta differenziata resta un pilastro delle nostre politiche ambientali. Ora dobbiamo compiere il passo successivo: fare in modo che ciò che recuperiamo abbia davvero una seconda vita. Il futuro dell’economia circolare passa dalla capacità di trasformare sempre di più quello che ieri consideravamo un rifiuto in una risorsa ambientale ed economica».

BACINO DI LAMINAZIONE SULL’ASTICO: “OPERA STRATEGICA PER LA SICUREZZA IDRAULICA FINO A PADOVA”

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n’opera strategica per la sicurezza idraulica del Vicentino e di un territorio molto più ampio, fino a Padova”. Lo ha dichiarato Elisa Venturini, assessore regionale all’Ambiente, Clima, Parchi e Protezione Civile, all’inaugurazione del cantiere del bacino di laminazione sul torrente Astico, tra Breganze e Sandrigo. “E’ uno degli interventi attraverso i quali la Regione sta rafforzando la capacità del territorio di affrontare eventi meteorologici sempre più intensi”. L’intervento, dal valore di oltre 60 milioni di euro, prevede la realizzazione di un invaso con una capacità di circa 5 milioni di metri cubi d’acqua, destinato alla laminazione delle piene dell’Astico e alla conseguente riduzione del rischio idraulico per numerosi comuni del Vicentino e, più a

valle, per la città di Padova. Una delle caratteristiche principali del progetto è il recupero delle cave dismesse Mirabella-Vaccari e Mirabella-Girardini. Tra le opere previste figurano la risistemazione del piano campagna delle aree di cava, la realizzazione di arginature e di manufatti idraulici regolabili e lavori di scavo e movimentazione terra per circa 2 milioni di metri cubi. “Qui c’è un elemento significativo – aggiunge l’assessore –. Non consumiamo nuovo territorio, ma recuperiamo aree estrattive dismesse e le trasformiamo in una grande infrastruttura al servizio della sicurezza delle nostre comunità. Una criticità del passato diventa così un’opportunità per il futuro, mettendo insieme difesa idraulica e riqualificazione ambientale”.

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L’intervista. Il senatore e segretario nazionale del partito descrive le prossime sfide in vista del dibattito in Parlamento sulla Legge di Bilancio

“CARO ENERGIA, GIOVANI E CASA LE PRIORITÀ DELL’UDC PER LA MANOVRA FINANZIARIA” S enatore De Poli, al Consiglio Europeo a Bruxelles si è discusso di “maggiore flessibilità”, una battaglia decisiva per lasciare margini di iniziativa ai singoli Stati. Ci può spiegare meglio di cosa si tratta? Il ragionamento è molto semplice: se il costo di pensioni, servizi pubblici e trasferimenti aumenta per effetto dell’inflazione, la spesa degli Stati cresce anche in assenza di nuove decisioni politiche. Un governo può fare bene i compiti, rispettare gli impegni e trovarsi comunque, a causa del rialzo dei prezzi, davanti a livelli di spesa non preventivati. Da qui la richiesta del Centrodestra al Governo alle istituzioni europee: ampliare ulteriormente gli spazi di flessibilità per affrontare una congiuntura straordinaria, legata ai rialzi di energia e carburanti. Ci auguriamo che l’Europa delle persone e dei popoli vinca sull’Europa dei numeri e dei burocrati. Caro-energia e caro-carburanti: famiglie e imprese sono in grande difficoltà, anche e soprattutto in Veneto. Cosa fare? Grazie al Governo Meloni e alla maggio-

ranza in Parlamento abbiamo ottenuto fino a 14 miliardi di euro di margini aggiuntivi per il caro energia. In vista della prossima Manovra, il capitolo dei rincari energetici è una priorità dell’UDC Unione di centro. Dobbiamo ridurre le tasse per dare ossigeno a famiglie e imprese, difendere la competitività del nostro sistema produttivo in Veneto e tutelare il potere d’acquisto dei lavoratori. Sul tema della casa quali proposte mettete sul tavolo? Chiediamo innanzitutto la cedolare secca al 21% per negozi e uffici, per rendere conveniente e sicuro affittare e rimettere sul mercato gli immobili oggi vuoti. La crisi della casa non si risolve amministrando la scarsità, ma aumentando l’offerta abitativa. Sosteniamo inoltre il ritorno al 65% dell’ecobonus per le prime case. Sui giovani quali azioni proponete? In Italia 8 ragazzi su 10, fra i 20 e i 29 anni, vivono ancora con i genitori perché gli affitti sono troppo cari e gli stipendi troppo bassi. In vista della Legge di Bilancio l’UDC proporrà una no-tax area

Il senatore Udc Antonio De Poli

per i giovani lavoratori neo-assunti: dobbiamo aiutare le nuove generazioni a costruirsi una famiglia e valorizzare il nostro capitale umano. Il sostegno al ceto medio è da sempre una questione preminente per l’UDC. Quali azioni intendete proporre? Dal 2022 il Centrodestra ha seguito una strategia chiara: sostenere il ceto medio

vuol dire rimettere in moto il Paese. Lo scorso anno abbiamo tagliato l’Irpef al 33% per i redditi fra 28 e 50.000 euro. Ora dobbiamo puntare all’ampliamento della platea dei contribuenti con l’aliquota ridotta e confermare, inoltre, la detassazione sugli aumenti contrattuali. Un’altra proposta qualificante dell’UDC riguarda il sostegno ai Comuni. Di

che si tratta? Il caro-energia pesa sui bilanci dei Comuni e rischia di comprimere le risorse per i servizi ai cittadini, soprattutto per gli enti virtuosi che hanno gestito i conti con rigore. Al Governo abbiamo chiesto di valutare strumenti di sostegno: la tenuta dei servizi nei territori è fondamentale. Politiche sociali: anziani e non autosufficienza. Come affrontare i cambiamenti demografici? Servono nuove politiche di welfare per la terza età: rafforzare assistenza domiciliare e cura, con un modello di presa in carico che accompagni l’invecchiamento con servizi adeguati, attenzione ai più fragili e sostegno alle famiglie. Mettiamo al centro la persona, la sua dignità e il diritto a ricevere cure adeguate. Infine, sulle cure palliative – tema su cui abbiamo fatto una proposta di legge in Parlamento – chiediamo di investire più risorse per rafforzare l’accesso a questo tipo di cure, portandole sempre più vicino alle persone e nei luoghi in cui vivono e vengono assistite e garantendo così cura e dignità a chi soffre.

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Mobilità. L’assessore regionale Diego Ruzza fa il punto sulle principali questioni aperte, in arrivo nuovi treni

BIGLIETTO UNICO, AVANTI CON LA PIATTAFORMA IL REBUS DELL’ALTA VELOCITÀ FERMA A VICENZA A lta velocità, nuovi treni, biglietto unico ed edilizia sportiva: l’assessore regionale ai Trasporti, Mobilità e Lavori Pubblici Diego Ruzza fa il punto nella nostra redazione sui principali cantieri aperti sul fronte della mobilità veneta. Il nodo più delicato resta quello dell’Alta Velocità, bloccata all’altezza di Vicenza. “È un problema che riguarda tutta la regione. Ci stiamo lavorando molto, soprattutto con un confronto con Rfi, perché il problema è l’uscita da Vicenza”, spiega Ruzza. “È un grande lavoro di confronto e di raccordo anche con gli enti locali, con i sindaci e con le comunità di quel territorio, perché parliamo di un intervento estremamente importante: dobbiamo riuscire a capire qual è la scelta da fare e iniziare a lavorarci subito”. Diverso il quadro sulla tratta Brescia-Verona, già in fase avanzata: “È molto probabile che nel secondo semestre dell’anno prossimo avremo il primo treno ad alta capacità che va verso la Lombardia”. Un passaggio che

l’assessore considera strategico anche per il trasporto locale: “Dobbiamo riuscire a sbloccare la situazione perché dobbiamo efficientare la linea, e questo comporterebbe un’ulteriore eccellenza sia in termini di trasporto sia di puntualità: libereremo tutta quella parte di binari che servono per i regionali e per il cargo”. Proprio sulla puntualità del servizio regionale Ruzza rivendica un dato: “Abbiamo un livello di puntualità che supera il 94%: siamo tra le regioni considerate eccellenti”. Un risultato legato anche al rinnovo della flotta: è da poco entrato in servizio il primo dei nuovi treni a due piani sulla direttrice Bologna-Brennero, linea interessata da forti flussi turistici, pendolari e intermodali. L’investimento complessivo è di 112,1 milioni di euro, di cui 75,8 milioni finanziati da Infrastrutture Venete e 36,3 milioni da Trenitalia, nell’ambito di un contratto di servizio 2023-2031 dal valore complessivo di circa 250 milioni di euro. “Il rinnovo della flotta rappresenta un investimento importante sulla qualità del trasporto

ferroviario regionale e sulla mobilità”, commenta Ruzza. Entro il 2027 tutti i 14 collegamenti giornalieri tra Brennero, Alto Adige, Trentino, Veneto ed Emilia-Romagna saranno effettuati con i nuovi treni, più capienti, accessibili e a minor consumo energetico. Capitolo biglietto unico: “Stiamo lavorando anche al biglietto unico, un progetto su cui crediamo tantissimo insieme col presidente Stefani, perché è una riforma epocale”, racconta l’assessore. “Siamo stati velocissimi a recuperare i primi due milioni di euro per creare la nostra piattaforma per pagare il biglietto in un’unica modalità, che sia carta di credito, telefono, smartwatch o carta prepagata della Regione. Ma abbiamo appena approvato anche ulteriori 11 milioni di euro per l’ammodernamento di software, hardware, bigliettazione e validatori, a disposizione degli enti locali e delle aziende: 13 milioni per la prima fase, penso non sia mai successo prima”. Il bando scade il 4 dicembre, mentre la piattaforma unica regionale

sarà allestita nel 2027. Fra i lavori pubblici rientra anche l’edilizia sportiva: “Diamo un aiuto, la prima volta così importante negli ultimi anni, alle associazioni sportive e ai Comuni che sono spesso proprietari di impianti ma fanno fatica ad ammodernarli”, spiega Ruzza, citando anche l’abbattimento delle barriere architettoniche e la fruibilità per le discipline paralimpiche. Lo stanziamento 2025 è di 3 milioni

di euro, a cui si aggiungono 10 milioni già previsti per il biennio 2027-2028: “13 milioni in tutto, per fare almeno decine di interventi in cofinanziamento con la Regione, con tagli da 35 a 100 mila euro per interventi urgenti, soprattutto di ammodernamento igienico-sanitario e messa in sicurezza”. • Redazione Regione

BILANCIO, 60 MILIONI TRA SANITÀ E CASA: 41 MILIONI PER L’EDILIZIA SOSTENIBILE

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isco verde dalla giunta regionale alla nuova variazione di bilancio, una che manovra rende disponibili oltre 60 milioni di euro, utilizzando risorse statali ed europee già assegnate al Veneto per sanità, sociale, casa, trasporto pubblico e sviluppo del sistema produttivo. Lo stanziamento più consistente riguarda la casa: oltre 41 milioni di euro del PR FESR 2021-2027 per favorire l’accesso ad abitazioni sostenibili e a prezzi accessibili, con 11,7 milioni previsti nel 2027 e 30 milioni nel 2028. Per il sociale arrivano 6,6 milioni di risorse statali destinate alla videosorveglianza nelle strutture che ospitano anziani e persone con disabilità. Sul fronte sanitario, la variazione mette a disposizione oltre 11

milioni di euro nell’ambito del Pnrr: 5,27 milioni per le Case della Comunità e la presa in carico delle persone, 578 mila euro per le Centrali Operative Territoriali e la telemedicina, oltre 5,6 milioni per l’ammodernamento delle tecnologie digitali e delle grandi apparecchiature ospedaliere. Al trasporto pubblico locale vanno invece oltre 5,1 milioni di euro nel biennio 2027-2028 per il rinnovo delle flotte. Tra gli altri capitoli, 713 mila euro nel 2026 per la tutela del patrimonio boschivo e il contrasto al bostrico, 4 milioni di euro dalle sanzioni per violazione delle norme sul diritto al lavoro delle persone con disabilità, e 6,35 milioni trasferiti da Veneto Innovazione per il Fondo Veneto Competitività, il Fondo Veneto Patrimonializzazione

e il Fondo Veneto Ricerca, Sviluppo e Innovazione. “Con questa variazione mettiamo a disposizione del Veneto oltre 60 milioni di euro di risorse statali ed europee, destinandole a interventi importanti nei settori della sanità, del sociale, della casa, dei trasporti e dello sviluppo economico”, sottolinea l’assessore Giacinti. “È un lavoro che richiede attenzione nella programmazione e capacità di intercettare e utilizzare nei tempi giusti le risorse disponibili. Dalle Case della Comunità alla telemedicina, dall’ammodernamento delle apparecchiature sanitarie alla sicurezza nelle strutture per anziani e persone con disabilità, fino al sostegno all’accesso alla casa e al rinnovo del trasporto pubblico: interveniamo su esigenze reali, utilizzando al meglio le risorse disponibili”.

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Fumetti per ragazzi. Apostolidis: “Vogliamo offrire ai giovani storie d’avventura con uno spessore culturale e una profondità di pensiero”

“NON È SEMPLICE ENTERTAINMENT, LA MITOLOGIA GRECA CI PARLA DI NOI” E manuele Apostolidis torna in libreria con un nuovo fumetto per ragazzi che continua il successo di Archeo Tales. Lo sceneggiatore veneto, nato a Schio ma da anni ormai “padovano”, ha infatti da poco pubblicato “Il mito di Narciso. Archeo Tales Vol. 2”, con la collaborazione scientifica di Francesco Bellu e con le splendide tavole di Rebecca Spagnesi. Ho approfittato dell’occasione per scambiare due

chiacchiere con Apostolidis che ormai è diventato un nome di riferimento nel mondo del fumetto per ragazzi, grazie a una serie di pubblicazioni di successo che riescono ad unire alla perfezione l’intrattenimento con l’aspetto più educativo della lettura. Come mai hai scelto proprio il mito di Narciso come punto di partenza per questa seconda avventura di Archeo Tales?

Il mito di Narciso era l’occasione perfetta per introdurre il tema di una società in cui l’apparire è diventato essenziale e in cui la perfezione sembra essere una condizione necessaria. I grandi temi del mito siano ancora attuali: nel mondo di Archeo Tales, che rispecchia da vicino il nostro, volevamo far riflettere su come l’ossessione per l’immagine possa diventare una forma di controllo, trasformando una figura classica come

prime armi con la lettura, che lo vivranno come una bellissima storia d’avventura pur non conoscendo ancora i miti o gli dèi greci; i lettori più grandi, invece, vi troveranno continui riferimenti a ciò che studiano a scuola e saranno stimolati (si spera) ad approfondire altri racconti. Questo fumetto nasce dal lavoro di tre autori. Come funziona il vostro lavoro di squadra? Il nostro è un lavoro di grande sinergia

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Il commento alle notizie del giorno

con Alberto Gottardo La copertina di “Il mito di Narciso”

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Narciso in un’icona moderna del culto dell’apparenza. Quanto vi interessa restare fedeli al mito originale e quanto, invece, vi divertite a “smontarlo”? Per noi era fondamentale ricostruire il mito per catturare l’attenzione dei giovani lettori. Archeo Tales non vuole essere una serie didascalica ma un’opera che stimola la curiosità, ritenendola il vero motore della conoscenza. A questo proposito, le schede scritte da Francesco Bellu - archeologo e consulente scientifico della serie - servono proprio a nutrire e approfondire questo interesse. Archeo Tales si rivolge a lettori molto giovani. Come si raccontano miti spesso complessi, violenti o ambigui ai bambini senza impoverirli? Credo sia importante offrire ai giovani storie d’avventura che mantengano uno spessore culturale e una reale profondità di pensiero. Non bisogna semplificarle troppo né renderle eccessivamente complicate. Le più grandi storie per l’infanzia possiedono diversi livelli di lettura che possono essere colti a età differenti: Archeo Tales è adatto ai bambini alle

Emanuele Apostolidis

in cui la narrazione e la parte grafica si intrecciano fin dalle prime fasi di sviluppo. È un processo corale in cui la costruzione del mondo fantasy e dei personaggi dialoga con la parte di scientifica gestita da Francesco Bellu. Anche il rapporto con la disegnatrice Rebecca è costante e presente fin dall’inizio perché non è facile dare vita e forma grafica a un mondo come quello di Archeo Tales, ma Rebecca ci è riuscita perfettamente. Sono davvero felice di aver lavorato con questo team creativo che, posso già anticiparlo, sarà lo stesso anche per il terzo volume. Narciso è un mito che può essere letto anche attraverso selfie, social network e culto dell’immagine. Quanto del presente avete voluto far entrare nel personaggio e nella storia? Moltissimo. Archeo Tales è ambientato in un mondo fantasy in cui l’archeologia è vietata: un universo in cui i Titani cercano di controllare la società attraverso la tecnologia. È un mondo molto simile al nostro, di cui riconosciamo tratti distintivi come telefonini e selfie, ma dove magia e scienza si uniscono per

liberare il passato. La nostra memoria storica non è un elemento statico, bensì l’unica fonte in grado di ridare equilibrio al tutto e aiutarci a costruire un futuro migliore. I miti greci sono perfetti per raccontare il nostro mondo perché nelle loro storie sono state anticipate incredibilmente tutte le grandi tematiche del mondo attuale. L’Odissea di Nolan è stata un evento epocale nel mondo del cinema, pensi che abbia cambiato il modo di raccontare o percepire la mitologia? Tra l’altro, ti è piaciuto il film? Il film di Nolan si rivolge a un tipo di pubblico diverso rispetto al nostro, tuttavia spero davvero che abbia contribuito a riportare al centro dell’attenzione la mitologia e l’intramontabile fascino dei miti greci. In ogni caso personalmente mi è piaciuto tantissimo, ma sono un fan di Nolan da sempre. Tu da sempre fai tantissime presentazioni e laboratori di fumetto con i bambini: come ti trovi con gli eventi dal vivo? C’è vita oltre al tablet e allo smartphone anche per i più piccoli? Assolutamente sì. Credo che i bambini abbiano la necessità di tornare a immaginare e a riscoprire la bellezza di perdersi all’interno di una storia e di un’avventura. Quando tengo i laboratori dal vivo, cerco di stimolarli attraverso oggetti e reperti archeologici per guidarli nell’immaginare il passato: vedere quanto questo approccio li affascini ogni volta è la prova che c’è ancora un grandissimo spazio per la fantasia. Credo inoltre che il fumetto ha bisogno di ritrovare i lettori partendo proprio dai più giovani che sono ancora molto affascinati dalle immagini e dal disegno. Bisogna però essere in grado di parlare con il loro linguaggio, cercare di affascinarli e stimolarli. In questo modo non c’è schermo che possa battere la magia delle storie e del disegno. • Giacomo Brunoro

• Chi è Giacomo Brunoro Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.


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Despar, Eurospar, Interspar. Prezzi più leggeri per la spesa di tutti i giorni

CON “PREZZI PIUMA” 2.000 PRODOTTI DIVENTANO PIÙ CONVENIENTI Prezzi monitorati e aggiornati periodicamente sul mercato: Despar Nord rafforza la propria strategia sulla convenienza, affiancando “Prezzi Piuma” all’ampia offerta dei prodotti a marchio

F

are la spesa, oggi, significa sempre più spesso fare attenzione al prezzo. Si confrontano le alternative, si valutano marche e formati, si controlla il totale alla cassa e si cerca di mantenere il carrello entro un budget prestabilito. In un contesto economico segnato dall’aumento del costo della vita e da una crescente attenzione delle famiglie alla gestione della spesa quotidiana, anche le abitudini di acquisto sono cambiate. È in questo scenario che Despar Nord ha introdotto “Prezzi Piuma”, un progetto che coinvolge 2.000 prodotti e segna un’evoluzione importante nella strategia di convenienza dell’azienda. L’obiettivo è chiaro: rendere più conveniente la spesa di tutti i giorni, andando oltre la tradizionale logica delle promozioni a tempo e lavorando in maniera strutturale sul posizionamento dei prezzi. La principale novità è proprio questa: per le referenze coinvolte, il cliente può trovare un prezzo conveniente in modo continuativo, senza dover aspettare il volantino o concentrare gli acquisti nel periodo in cui un determinato prodotto è in promozione. Ma “Prezzi Piuma” non è un intervento una tantum. Alla base del progetto c’è infatti un sistema dinamico di monitoraggio del mercato: Despar Nord effettuerà periodicamente rilevazioni dei prezzi praticati dai principali competitor e, sulla base dei risultati, potrà intervenire sul prezzo delle referenze coinvolte. Un meccanismo che permette di adattare nel tempo il posizionamento dei 2.000 prodotti, con l’obiettivo di mantenere costante l’attenzione alla convenienza anche al variare delle condizioni di mercato. È questo uno degli elementi più innovativi dell’iniziativa: la convenienza non viene definita una volta per tutte, ma verificata e aggiornata periodicamente. Un approccio che fa di “Prezzi Piuma” non una semplice iniziativa commer-

ciale, ma una vera e propria strategia di posizionamento, pensata per rendere la convenienza un elemento sempre più stabile e riconoscibile dell’esperienza di spesa. Il progetto nasce in un momento in cui il potere d’acquisto rimane un tema particolarmente attuale. Negli ultimi anni l’inflazione e i rincari hanno modificato le abitudini dei consumatori, rendendoli più attenti al rapporto tra prezzo e qualità e più consapevoli nelle proprie scelte. “Prezzi Piuma” si concentra per questo sui prodotti che più frequentemente finiscono nel carrello. Le 2.000 referenze sono state individuate tra quelle maggiormente acquistate dai clienti e all’interno delle categorie che incidono maggiormente sulla spesa quotidiana. Il paniere comprende numerosi prodotti di marca, conosciuti e apprezzati dai consumatori: l’obiettivo non è quindi semplicemente proporre prezzi più bassi, ma rendere più conveniente l’acquisto di prodotti che fanno già parte delle abitudini delle famiglie, mantenendo qualità e possibilità di scelta. Una strategia che si affianca a un altro importante strumento attraverso cui Despar Nord lavora da tempo per offrire qualità e convenienza a diverse fasce di spesa: i prodotti a marchio. Un assortimento ampio e trasversale, sviluppato per offrire ai clienti la possibilità di scegliere in base alle proprie esigenze, preferenze e disponibilità di spesa, senza rinunciare alla qualità. La proposta a marchio di Despar Nord comprende infatti soluzioni capaci di rispondere a bisogni molto diversi: dalle eccellenze gastronomiche della linea Despar Premium ai prodotti per la spesa quotidiana, fino a S-BUDGET, la linea primo prezzo dedicata a chi ricerca una convenienza ancora più marcata. A queste si affiancano linee sviluppate per rispondere a specifici stili di vita ed esigenze alimentari,

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Fino a prodotti ogni giorno convenienti ampliando ulteriormente le possibilità di scelta all’interno del punto vendita. “Prezzi Piuma” e prodotto a marchio rappresentano così due leve complementari di una stessa strategia di convenienza: da un lato rendere più convenienti 2.000 prodotti, monitorandone periodicamente – su base mensile - il posizionamento sul mercato; dall’altro offrire attraverso la private label un ventaglio di alternative capace di rispondere a disponibilità di spesa, preferenze ed esigenze alimentari differenti.

Per Despar Nord, infatti, convenienza e qualità non sono elementi alternativi. L’obiettivo è rendere la spesa accessibile a un pubblico il più ampio possibile, offrendo a ciascun cliente la libertà di trovare il proprio equilibrio tra prezzo, qualità, preferenze ed esigenze personali. Cambia così anche il modo di intendere la convenienza: non soltanto un’occasione legata a una promozione, ma un impegno continuativo sul prezzo, capace di accompagnare la spesa abituale e di evolvere insieme al mercato.

Il progetto è partito a settembre da alcuni punti vendita Interspar del Veneto e nel corso del mese sarà esteso anche ai punti vendita Despar ed Eurospar, arrivando così a coinvolgere l’intera rete di vendita diretta Despar Nord presente in regione. Un percorso che, insieme alla continua evoluzione dell’offerta a marchio Despar, rafforza una strategia di convenienza sempre più strutturata, con l’obiettivo di offrire qualità, scelta e accessibilità e rispondere alle diverse esigenze di chi ogni giorno fa la spesa.


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Solidarietà. La spesa diventa un aiuto per le scuole grazie ai buoni raccolti dalle famiglie

STICKERMANIA E SCUOLAFACENDO: DA DESPAR LA SPESA SOSTIENE LE SCUOLE

È

iniziata con il ritorno a scuola anche la nuova edizione di Stickermania, la raccolta di figurine che ogni anno coinvolge bambini e famiglie nei punti vendita Despar, Eurospar e Interspar aderenti. Quest’anno, come già nelle precedenti edizioni, insieme alle figurine c’è anche un’occasione per dare un aiuto concreto alle scuole del territorio attraverso Scuolafacendo. Le due iniziative proseguiranno fino al 18 ottobre. Stickermania, una nuova avventura da collezionare Per Stickermania 2026 la storia riparte con “Il segreto dell’amuleto luminoso”. Protagonisti sono ancora Oskar e Bo, questa volta alle prese con un viaggio nella mitologia nordica, sulle tracce dei Vichinghi e di un misterioso amuleto. La collezione è composta da 200 figurine. Il meccanismo è legato alla spesa: ogni 10 euro di spesa effettuata nei punti vendita aderenti si riceverà a una bustina di figurine. Per completare più rapidamente l’album è possibile acquistare anche pacchetti aggiuntivi di colore blu al prezzo di 50 centesimi. Inoltre, ogni 10 euro di spesa e l’acquisto di due prodotti sponsor si riceverà una bustina aggiuntiva di colore verde. I prodotti coinvolti sono segnalati direttamente nei punti vendita. Ma la raccolta non si ferma all’album. Stickermania è anche un progetto educativo che, attraverso il gioco e la condivisione, porta con sé valori come il rispetto, l’inclusione e la valorizzazione delle differenze, rafforzati dal legame con Scuolafacendo, l’iniziativa di Despar a sostegno delle scuole del territorio. Scuolafacendo, i buoni diventano materiali per le scuole Ogni bustina di figurine Stickermania contiene

anche un Buono Scuolafacendo. Il cliente potrà consegnarlo direttamente alla scuola che desidera sostenere oppure caricarlo online, attraverso il sito del progetto o l’app dedicata. I buoni potranno essere raccolti e destinati agli istituti fino al 7 febbraio 2027. Per le scuole, i buoni rappresentano la possibilità di ottenere materiali e attrezzature utili alle attività quotidiane. Gli istituti aderenti potranno scegliere dal catalogo dell’iniziativa prodotti per la didattica, strumenti per l’inclusione, attrezzature per le attività motorie e dotazioni tecnologiche. L’iniziativa è rivolta alle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo e secondo grado, pubbliche e paritarie, presenti nei territori in cui opera Despar Nord. Per partecipare è necessaria la registrazione al progetto. Nella scorsa edizione sono stati destinati oltre 460 mila euro in materiali e attrezzature a più di 2.000 scuole. Un risultato che racconta anche il valore di una partecipazione semplice e quotidiana: quella di famiglie e clienti che, attraverso la spesa, possono contribuire a rendere più ricchi e attrezzati gli spazi in cui ogni giorno bambini e ragazzi imparano, crescono e stanno insieme.

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Stickermania Tour in Veneto Gli appuntamenti nei punti vendita per scambiare le figurine

Scuole in movimento con il contest educativo “Diamoci una mossa!”

a raccolta Stickermania fa tappa anche nei punti vendita con alcuni appuntamenti dedicati allo scambio delle figurine. Durante i pomeriggi dello Stickermania Tour, bambini e famiglie potranno incontrarsi per scambiarsi le figurine e completare più facilmente la propria collezione. Ad accompagnare gli appuntamenti ci saranno una merenda con succhi di frutta e merendine per i più piccoli e alcuni gadget a marchio Stickermania, tra cui cappellini e palloncini.

orna, insieme a Scuolafacendo, il contest creativo “Diamoci una mossa!” realizzato in collaborazione con Le Buone Abitudini, il progetto educativo gratuito di Despar che nel 2026 festeggia vent’anni di attività al fianco delle scuole. Il tema scelto per questa edizione è il movimento, raccontato dagli studenti attraverso disegni e racconti non solo come attività sportiva, ma anche come gioco, esperienza quotidiana, espressione personale e occasione di incontro. Il contest è aperto alle scuole iscritte a Scuolafacendo, che potranno caricare gli elaborati delle classi entro il 15 novembre 2026. Ogni plesso che presenterà almeno un lavoro valido riceverà 100 Buoni Scuola. Per i dieci elaborati selezionati dalla giuria sono invece previsti 3.000 Buoni Scuola ciascuno, che potranno essere utilizzati per arricchire la dotazione didattica dell’istituto. Una giuria di esperti valuterà gli elaborati, considerando in particolare originalità, efficacia del messaggio educativo e capacità di raccontare il movimento come esperienza quotidiana, inclusiva e condivisa. Il regolamento completo è disponibile sul sito di Scuolafacendo, nella sezione dedicata al contest.

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Gli appuntamenti in Veneto: 3 OTTOBRE: Interspar di Rovigo (RO) - viale Porta Po, 85 4 OTTOBRE: Interspar di Castelfranco Veneto (TV) - via dei Carpani Interspar di Bassano del Grappa (VI) - via Capitelvecchio, 88 10 OTTOBRE: Eurospar di Schio (VI) - via Lago Trasimeno, 11 Interspar di Sarmeola di Rubano (PD) - via della Provvidenza, 1 18 OTTOBRE: Interspar di Albignasego (PD) - via Verga, 1

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Influenza, 200 mila dosi per Padova e provincia: vaccini al via dal 5 ottobre

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uecentomila dosi di vaccino antinfluenzale per Padova e provincia. È la disponibilità complessiva per la nuova campagna presentata il 1° ottobre dall’Ulss 6 Euganea, che punta ad aumentare la protezione soprattutto tra anziani e persone fragili. Nella scorsa stagione si è vaccinato contro l’influenza un over 65 su due, mentre la copertura contro il Covid nella stessa fascia d’età si è fermata al 6,6%. Le dosi antinfluenzali messe a disposizione dall’Ulss per le categorie a rischio sono 191 mila: diventano 200 mila includendo farmacie, Azienda ospedaliera di Padova e Istituto oncologico veneto. I vaccini anti-Covid saranno forniti dal ministero della Salute in base alla domanda.

Il calendario: chi comincia il 5 ottobre La campagna partirà gradualmente. Da lunedì 5 ottobre la vaccinazione antinfluenzale viene offerta dai pediatri ai bambini e organizzata nelle strutture residenziali per anziani e persone non autosufficienti. Saranno coinvolti anche i pazienti ricoverati con più di sessant’anni, al momento delle dimissioni, e le persone seguite dall’assistenza domiciliare integrata. Da lunedì 19 ottobre l’offerta viene estesa agli studi dei medici di famiglia, agli ambulatori vaccinali dell’Ulss 6 e alle farmacie aderenti. I vaccini contro influenza e Covid possono essere somministrati durante lo stesso appuntamento. Per prenotare negli am-

bulatori dell’Ulss è disponibile il portale prenotavaccino.regione.veneto.it. Sabato 7 novembre è previsto un Vax Day straordinario ad accesso agevolato. L’obiettivo: far crescere l’adesione tra gli anziani. Nella stagione 2025-2026 sono state somministrate 197.508 dosi di vaccino antinfluenzale, raggiungendo il 50,5% degli over 65. «Il nostro obiettivo prioritario per la nuova campagna è superare la soglia del 60-70%», spiega Luca Sbrogiò, direttore del Dipartimento di Prevenzione. Le dosi anti-Covid somministrate sono state invece 23.806. Sbrogiò richiama l’attenzione sulla «stanchezza vaccinale» e ricorda che il rischio di complicanze resta concreto per grandi anziani, persone

immunodepresse e pazienti con più patologie. Bronchiolite, riparte l’immunizzazione dei più piccoli È iniziata oggi anche la campagna gratuita con anticorpo monoclonale contro il virus respiratorio sinciziale, principale causa di bronchiolite nei bambini sotto l’anno di età. Nella scorsa stagione, con 5.167 dosi somministrate e una copertura di circa nove neonati su dieci, i ricoveri ospedalieri sono diminuiti dell’80%. La nuova campagna prevede tre gruppi di destinatari: • Neonati tra ottobre 2026 e marzo 2027: somministrazione in ospedale alla nascita oppure, successivamente, dal pediatra. • Bambini nati tra aprile e settembre

2026: le famiglie riceveranno una lettera d’invito per rivolgersi al proprio pediatra. • Bambini ad alto rischio fino a 24 mesi: protezione anche nella seconda stagione di circolazione del virus, attraverso il pediatra. L’Ulss 6 ha a disposizione 3.843 dosi di anticorpo monoclonale, incrementabili in base alle richieste. Per la direttrice generale Patrizia Benini, ridurre i ricoveri significa anche «aver evitato un carico emotivo immenso alle loro famiglie». La campagna coinvolgerà medici, pediatri, ospedali, farmacie e servizi territoriali, con interventi nelle strutture residenziali e a domicilio per le persone impossibilitate a spostarsi. Sara Busato

Nuova valvola tricuspide impiantata dalla gamba senza aprire il torace: primo intervento in Italia

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na nuova valvola tricuspide impiantata senza aprire il torace, passando da una vena della gamba. È stato eseguito a Padova il primo impianto in Italia, dopo l’acquisizione del marchio CE, di una nuova bioprotesi destinata alla sostituzione percutanea della valvola tricuspide. L’intervento è stato realizzato dalla UOSD Emodinamica e Cardiologia Interventistica dell’Azienda Ospedale Università di Padova, diretta dal professor Giuseppe Tarantini, e rappresenta una possibilità terapeutica per quei pazienti affetti da grave insufficienza tricuspidalica che, per le caratteristiche della propria anatomia, non potevano essere trattati né con la chirurgia tradizionale né con le procedure transcatetere già disponibili. Il caso affrontato a Padova rientrava proprio in questa situazione. La paziente presentava una grave insuffi-

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cienza della valvola tricuspide ed era stata considerata non operabile con la chirurgia tradizionale. Anche le precedenti soluzioni percutanee non erano praticabili, a causa delle dimensioni e della conformazione della valvola. La nuova bioprotesi è stata sviluppata per intervenire proprio in anatomie particolarmente complesse. Il dispositivo dispone infatti di dimensioni maggiori e di un sistema di ancoraggio progettato per adattarsi anche a valvole tricuspidi molto dilatate, condizioni nelle quali le protesi precedenti potevano non essere utilizzabili. La procedura viene effettuata senza ricorrere alla chirurgia a cuore aperto. La protesi viene introdotta attraverso una vena della gamba e guidata fino al cuore, dove viene posizionata in corrispondenza della valvola tricuspide. In questo modo è possibile sostituire la valvola senza aprire il torace e senza lasciare una cicatrice

chirurgica. «Il valore di questa tecnologia non sta soltanto nella sua novità, ma soprattutto nella possibilità di offrire un trattamento a pazienti che prima non avevano alternative praticabili», sottolinea il professor Giuseppe Tarantini. «È questo l’aspetto clinicamente più importante». Sulla novità interviene anche il presidente Stefani, che sottolinea il valore dell’intervento per quei pazienti che fino a oggi non avevano possibilità di trattamento adeguate. «La Sanità veneta segna una nuova affermazione di cui potranno giovarsi cittadini che fino ad oggi non avevano risposte all’insufficienza tricuspidalica grave», afferma, congratulandosi con l’unità di Emodinamica e Cardiologia Interventistica dell’Azienda Ospedale Università di Padova per il primo impianto italiano della nuova protesi.

Il presidente Stefani ha rivolto un ringraziamento anche a tutti i professionisti coinvolti nella procedura, sottolineando il contributo dell’équipe medica e del personale che ha partecipato all’intervento. Alla paziente ha invece rivolto l’auspicio per una positiva prosecuzione del decorso clinico. Anche il decorso della paziente ha evidenziato la natura mini-invasiva della procedura. Dopo l’intervento è stata risvegliata e, in presenza di buone condizioni cliniche, è stata dimessa dopo appena due giorni. Per la Cardiologia dell’Azienda Ospedale Università di Padova si tratta di un nuovo traguardo nel campo della cardiologia interventistica strutturale e, soprattutto, di un’ulteriore opzione di cura per pazienti ad elevata complessità, con una procedura che consente di raggiungere il cuore passando dalla gamba e senza ricorrere all’apertura del torace.

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36 Tumore al seno. In Veneto la sopravvivenza a cinque anni raggiunge il 91% grazie anche alla prevenzione

Ottobre Rosa, allo IOV prevenzione e cure a misura di donna

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a facciata dell’Istituto Oncologico Veneto si illumina di rosa per richiamare l’attenzione sulla salute delle donne. Un segnale che accompagna il mese dedicato alla sensibilizzazione sul tumore al seno e ribadisce il valore della prevenzione, dei controlli e di un’assistenza capace di rispondere ai diversi bisogni delle pazienti. Ogni anno lo IOV prende in carico circa 800 nuovi casi di tumore della mammella, oltre a circa 300 casi di patologie mammarie benigne, ed esegue più di 300 interventi di chirurgia ricostruttiva. In Veneto la copertura dello screening mammografico raggiunge il 66%, mentre la sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi si attesta intorno al 91%, secondo il rapporto del Registro Tumori regionale del 2025. Risultati ai quali contribuiscono diagnosi precoce, terapie innovative e percorsi sempre più personalizzati. La prevenzione guarda anche alle donne più giovani. Dalla collaborazione tra Regione, IOV e Azienda Zero è nato nel 2018 un progetto di screening senologico che tiene conto delle caratteristiche

individuali. Il percorso comprende mammografia con tomosintesi, misurazione della densità mammaria e valutazione della familiarità. Questi elementi permettono di definire una sorveglianza commisurata al profilo di rischio, accompagnando le partecipanti verso lo screening consolidato. L’obiettivo è studiare un modello che utilizzi informazioni personali e diagnostiche per orientare

i controlli. Quando emerge una patologia, la risposta passa attraverso la Breast Unit, il centro nel quale competenze diverse lavorano insieme. La collaborazione tra medici e infermieri delle varie specialità consente di affrontare in modo coordinato diagnosi, trattamento e riabilitazione, considerando anche gli aspetti psicologici, ereditari ed estetici.

Le équipe discutono collegialmente i singoli casi e pianificano le successive fasi dell’assistenza. Ogni paziente viene inserita in un percorso diagnostico, terapeutico e assistenziale personalizzato, seguito da un case manager, figura di riferimento lungo il cammino di cura. Questo modello aiuta a collegare i diversi passaggi, dalla scelta del trattamento alle necessità che possono emergere

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dopo l’intervento. L’esperienza maturata ha reso lo IOV un punto centrale della rete regionale dei centri di senologia. L’attenzione alla persona comprende anche il rapporto con il proprio corpo. Il progetto “Non smettere di piacerti”, attivo dal 2009 grazie alla collaborazione tra il Servizio di Psicologia Ospedaliera e AVO Padova, sostiene le pazienti nei cambiamenti legati alle terapie. Il prestito gratuito di parrucche e i consigli per la cura dell’immagine affiancano il trattamento della malattia, dando spazio al benessere psicologico e alla qualità della vita. Ottobre Rosa rinnova così l’invito a non rimandare i controlli e a prendersi cura della propria salute. «La cura oncologica deve mettere sempre al centro la persona», sottolinea la direttrice generale dello IOV Patrizia Simionato. Un principio che si traduce nell’integrazione tra il lavoro della Breast Unit, l’assistenza dei professionisti e il sostegno al benessere psicologico delle pazienti. Per Simionato, la sensibilizzazione deve accompagnarsi all’attenzione alla qualità della vita e all’invito a non rimandare i controlli. (P.B.)

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37 Numeri in crescita. Nel 2025 raccolte a Camposampiero 82 placente sulle 541 donate in tutta la regione

La placenta donata dopo il parto diventa una terapia: l’ospedale è leader in Veneto

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a tessuto che normalmente verrebbe eliminato a risorsa capace di aiutare altre persone. È il percorso della placenta donata dalle neomamme durante un parto cesareo programmato. Una possibilità presente da alcuni anni in Veneto e che vede il Punto Nascita dell’ospedale di Camposampiero tra i principali centri regionali per numero di donazioni. I numeri raccontano bene il ruolo della struttura. Nel 2025 a Camposampiero sono state raccolte 82 placente, sulle 541 donate complessivamente negli ospedali del Veneto. E anche nel 2026 il presidio si conferma al vertice: al 30 settembre le donazioni hanno già raggiunto quota 75. Dietro ogni donazione c’è un gesto che può trasformare un tessuto biologico in una risorsa terapeutica. Dalla placenta viene infatti ricavata la membrana amniotica, un tessuto dalle importanti proprietà rigenerative che, dopo essere stato inviato alla Banca dei Tessuti di

Treviso e opportunamente processato, può essere utilizzato in diversi ambiti della medicina. La membrana amniotica può trovare applicazione nel trattamento di gravi patologie oculari, come lesioni della superficie dell’occhio e ulcere della cornea. Può inoltre essere impiegata nella cura delle

ustioni profonde, contribuendo al processo di guarigione dei pazienti, sia adulti sia bambini, ricoverati nei centri grandi ustionati. Un altro campo di utilizzo riguarda le ferite difficili, comprese le ulcere diabetiche croniche, le piaghe e alcune procedure di chirurgia ricostruttiva.

La donazione è possibile in tutti e tre i punti nascita dell’Ulss 6 Euganea: Camposampiero, Cittadella e Schiavonia. L’iter viene avviato durante i controlli pre-operatori per il cesareo programmato. In quella fase il personale del Coordinamento Trapianti dell’Ulss valuta la volontà e l’idoneità della futura mamma e, quando ci sono le condizioni, propone la donazione. Un percorso che non modifica le modalità del parto. La donazione è volontaria, gratuita e anonima e non comporta rischi né per la madre né per il neonato. La placenta viene raccolta dopo il parto dal personale sanitario e successivamente avviata alla Banca dei Tessuti di Treviso per le procedure previste. A Camposampiero la raccolta coinvolge il personale del gruppo operatorio, che fa capo alla UOC Anestesia e Rianimazione diretta dalla dottoressa Astrid Behr, insieme agli operatori della UOC Ostetricia e Ginecologia, diretta dal dottor

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Marcello Rigano, e al Coordinamento Locale Trapianti guidato dal dottor Giacinto Lunardi. Numeri e organizzazione hanno permesso al Punto Nascita di Camposampiero di diventare un riferimento regionale per questa particolare forma di donazione. Ma dietro le statistiche ci sono soprattutto le scelte delle mamme che decidono di mettere a disposizione un tessuto che, per nove mesi, ha avuto un ruolo fondamentale nel proteggere e nutrire la vita che portavano in grembo. Una volta conclusa la gravidanza, quella stessa placenta può così avere una seconda vita e diventare parte di un percorso terapeutico destinato ad altre persone. È per questo che dall’Ulss arriva un ringraziamento alle mamme che hanno scelto di donare: un gesto semplice, compiuto in un momento di grande gioia, che può trasformarsi in un aiuto concreto per chi affronta una malattia o una ferita difficile.


38 Il convegno. Specialisti a confronto sulla gestione quotidiana della malattia

Fibromialgia: un approccio multidisciplinare per ritrovare il benessere e migliorare la qualità della vita

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i è tenuto presso la sala congressi dell’Hotel Terme Millepini, in collaborazione con il centro Medwell Center, un importante convegno multidisciplinare dedicato a una delle patologie croniche più complesse e diffuse della nostra epoca: la fibromialgia. L’evento ha riunito specialisti di differenti settori per offrire una panoramica a 360° sulla gestione quotidiana della malattia, con l’obiettivo di fornire ai pazienti strumenti concreti per migliorare la qualità della vita, ridurre i sintomi e affrontare il percorso di cura con maggiore serenità. Al centro del dibattito è emerso un principio chiave: la fibromialgia non può essere affrontata con un singolo intervento, ma richiede una strategia integrata che unisca medicina antalgica, nutrizione personalizzata ed esercizio fisico adattato. Nutrizione e Nutraceutica: colmare le carenze e riequilibrare il metabolismo La prima ad analizzare il quadro clinico è stata la Dott.ssa Carolina

Capriolo, biologa nutrizionista specializzata in metabolomica clinica. «Il mio ruolo è quello di valutare un percorso ad hoc sulla condizione specifica del paziente», ha spiegato la Dott.ssa Capriolo. «Insieme alla gestione alimentare, curiamo la scelta di vitamine e oligoelementi con l’obiettivo di colmare quelle carenze biochimiche che spesso si insinuano e aggravano questa patologia». L’approccio nutrizionale integrato permette di agire sui processi infiammatori e metabolici di fondo, ponendo le basi organiche per una risposta migliore alle altre terapie. Terapia Antalgica e Medicina Specialistica A completare la squadra medica è intervenuto il Dott. Federico Boaretto, medico anestesista ed esperto in terapia antalgica ed agopuntura, che si occupa del trattamento diretto del dolore cronico. La gestione del sintomo doloroso rappresenta infatti il punto di partenza fondamentale per permettere al paziente di recuperare la mobilità e la serenità necessarie per intra-

prendere un percorso di riabilitazione attivo. Esercizio Fisico Adattato: “Attività motoria sì o no?” Uno dei temi più attesi del convegno è stato chiarito da Paolo Cruder, tecnico motorio e chinesiologo specializzato nella gestione di situazioni fisiopatologiche e sistemi disfunzionali. Rispondendo al dubbio ricorrente tra i pazienti su quanto e come ci si debba muovere, Cruder ha fugato ogni incertezza: Attività motoria e esercizio fisico

sicuramente sì, ma ad un patto: che siano adattati», ha sottolineato Cruder. «L’esercizio fisico adattato è a tutti gli effetti uno dei trattamenti d’eccellenza per questa problematica. Non si deve agire per sentito dire o con improvvisazione, ma affidarsi a chi ha competenze specifiche per strutturare metodologie e carichi di lavoro adatti alla singola condizione». Un’adeguata attività motoria, seguita anche in sinergia con la chinesiologa Eleonora Boaretto, permette di riattivare il sistema muscolare

e neurologico senza scatenare le classiche riacutizzazioni del dolore. Un’alleanza per il paziente Il convegno all’Hotel Millepini ha riaffermato l’importanza dell’alleanza tra professionisti della salute. La combinazione di controllo del dolore, alimentazione mirata e movimento consapevole rappresenta la strada maestra per gestire la fibromialgia non più come un limite insormontabile, ma come una condizione da maneggiare con cura ed efficacia. Federico Franchin

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Spazi, ricerca e competenze: l’ecosistema trentino per le imprese Sei Centri Tecnologici, oltre 200 aziende insediate e una rete che unisce attività produttive, innovazione e ricerca.

In Trentino, imprese, startup, università e centri di ricerca si incontrano in un ecosistema pensato per trasformare competenze e nuove idee in opportunità di crescita. Una rete di spazi, laboratori e servizi nella quale sviluppare tecnologie, costruire collaborazioni e far crescere progetti imprenditoriali. Al centro del sistema c’è Trentino Sviluppo, società della Provincia autonoma di Trento che accompagna le imprese e gestisce sei Centri Tecnologici, con oltre 200 aziende insediate. PiùSCARICA che semplici L’APP sedi, sono RADIO luoghi nei qualiVENETO24 attività produttive, SUL TUO SMARTPHONE ricerca e innovazione convivono. Ogni centro ha una propria vocazione. A Rovereto, Polo Meccatroni-

ca e Polo Sostenibilità sono dedicati alla manifattura avanzata e all’innovazione sostenibile. A questi si affiancano i Business Innovation Centre multisettoriali di Trento, Mezzolombardo e Pergine Valsugana, dove ha sede anche l’Hub Scienze della Vita, specializzato nelle biotecnologie. pare attività produttive e progetti La rete offre spazi da 20 a 1.000 ad alto contenuto di ricerca e innometri quadrati per uffici, laboravazione. Le iniziative devono rientori e attività produttive, servizi di trare nelle aree provinciali S3: sofacility management e gli strustenibilità, montagna e risorse menti di accompagnamento di energetiche; ICT e trasformazione Trentino Sviluppo. digitale; salute, alimentazione e Possono insediarsi imprese già Ascoltaci in tutto il Veneto in auto sul stili di vita; industria intelligente. attive o di nuova costituzione, L’accesso avviene attraverso un interessate ad aprire un’unità Avviso pubblico che, in presenza operativa in Trentino per svilup-

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