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laPiazza di Miranese Sud - Ottobre26

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del Miranese Sud

DAL 1994

OTTOBRE 2026

Periodico d’informazione locale - Anno XXXIII n. 219

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Mezzo milione di euro per strade più sicure a Mirano

Ruzza: “Avanti con la piattaforma per il biglietto unico dei trasporti regionali”

Influenza, al via le vaccinazioni, 200mila dosi per il padovano

pag. 5

Regione Veneto al banco di prova del bilancio

L

a sessione di bilancio in Regione Veneto si prospetta come uno dei banchi di prova più delicati e complessi della legislatura, un momento in cui la politica economica e finanziaria di Palazzo Ferro Fini dovrà fare i conti con la realtà complessa che famiglie e imprese stanno affrontando in un contesto socio-economico e internazionale segnato da forti criticità. Tra inflazione persistente, rincari energetici e incertezze globali che pesano sulla filiera produttiva, la grande domanda che attraversa i corridoi della politica veneta riguarda il futuro della programmazione finanziaria e la tenuta della storica coesione della maggioranza. In particolare, ci si chiede se il cosiddetto schema “Stefanildo”, ovvero il consolidato asse di governo e di sintesi politica tra i principali leader di maggioranza e opposizione coalizione, troverà piena soddisfazione anche nelle scelte di allocazione delle risorse o se, al contrario, l’elaborazione del documento contabile darà vita a una sfida aspra e a tensioni interne difficilmente dissimulabili. A rendere il quadro particolarmente teso vi è il clima di forte preoccupazione che serpeggia tra le realtà produttive del territorio.

EMERGENZA CASA TRA COSTI INSOSTENIBILI E IMMOBILI “FANTASMA” A MIRANO AFFITTI ALLE STELLE E SFRATTI IN AUMENTO servizi alle pag. 6-7

SANTA MARIA DI SALA, OLTRE 500MILA EURO PER IL NUOVO BOSCO URBANO

servizio a pag. 15

VOTO BIPARTISAN SUI CAREGIVER CONSIGLIO REGIONALE COMPATTO

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IL CETO MEDIO FUORI CASA

empre più cara, sempre più irraggiungibile: che sia da acquistare o da comprare la casa non è più una certezza ma assume i contorni di un miraggio o di una montagna impossibile da scalare. Bastano le cifre e i bilanci familiari a fine mese a dare un’idea. Se fino a qualche anno fa, in Veneto come in Trentino, la difficoltà a trovare un alloggio riguardava le fasce escluse dal ciclo produttivo, oggi il blocco dell’accesso alla casa incide direttamente su insegnanti, giovani tecnici, lavoratori della sanità, anziani con pensioni contributive ordinarie e famiglie monoreddito. segue a pag. 5

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FACCIAMO IL PUNTO

del Miranese Sud

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IL CETO MEDIO FUORI CASA • Nicola Stievano Segue da pag. 1

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A MIRANO 500 MILA EURO PER STRADE E SICUREZZA

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ezzo milione di euro per la manutenzione straordinaria delle strade e nuovi interventi per la sicurezza. Il Comune di Mirano investe 500 mila euro, tra lavori e spese tecniche, su viale Treviso, via Giudecca, via Battisti, via Caorliega a Campocroce, via Don Orione e via Belvedere. In viale Treviso, dove i lavori sono già iniziati, sarà rifatto il tappeto d’usura e, nei tratti più compromessi, si interverrà sugli strati sottostanti. In presenza di cedimenti della fondazione si procederà con scavi fino a 40 centimetri e con la realizzazione di un nuovo sottofondo in misto cementato. Saranno inoltre rifatti e completati i marciapiedi. In via Giudecca sarà sistemato il marciapiede tra via Filzi e il parcheggio della scuola Mazzini, con due attraversamenti pedonali rialzati. In via Battisti sarà rifatta la pavimentazione di entrambe le corsie, mentre a Campocroce, in via Caorliega, è previsto il rifacimento del manto stradale e la realizzazione di altri due attraversamenti rialzati. Un intervento specifico per la sicurezza riguarderà l’incrocio tra via Don Orione e via Canaceo, dove sarà realizzata una piattaforma rialzata in asfalto con finitura stampata e colorata. In via Belvedere, infine, sarà rifatta la pavimentazione, intervenendo sul fondo nei punti interessati da avvallamenti e cedimenti. Al programma si aggiunge il ripristino di via Scortegaretta, tratto importante di uno degli anelli ciclopedonali più frequentati dai miranesi. L’intervento arriva dopo il restauro del ponte ciclopedonale sul Muson Vecchio tra via Refosso Vallone e via Scortegaretta. “È un intervento importante, che non si limita alle asfaltature ma interviene in modo strutturale sulle situazioni più critiche”, sottolinea il sindaco Tiziano Baggio. “La sicurezza stradale non si costruisce con un singolo intervento, ma attraverso un lavoro continuo”.

Previsto anche il ripristino di via Scortegaretta

n giovane under 35 con un contratto a tempo indeterminato e uno stipendio di 1.500 euro si scontra oggi con la richiesta di anticipi bancari pari ad almeno 45.000 euro per ottenere un mutuo prima casa; allo stesso tempo i canoni d’affitto assorbono ormai oltre il 40% delle entrate nette di un nucleo familiare medio. Il risultato è la paralisi: chi non ha alle spalle un patrimonio di famiglia rimane bloccato, oppure si vede costretto a rinunciare a scelte di lavoro e di vita. Di fronte a questa saturazione, gli strumenti istituzionali locali cercano di mettere un argine. In Veneto, la Regione ha attivato il piano “Generazione Casa” impegnando 50 milioni di euro per azzerare i tempi di ripristino delle abitazioni pubbliche sfitte e destinarle a lavoratori e giovani coppie. Sull’altro versante, la Provincia Autonoma di Trento affianca alla gestione ordinaria di ITEA S.p.A. (Istituto Trentino per l’Edilizia Abitativa) il progetto Ri-Val (Rigenerazione e Valorizzazione): una misura che ha censito 467 alloggi inutilizzati nei Comuni trentini con l’obiettivo di riqualificarne 300 e reimmetterli sul mercato a canone moderato (calmierato del 30% rispetto al mercato libero) o con opzione di riscatto. Misure operative che si

integrano con le direttive del Piano Casa da centomila alloggi in dieci anni, un impegno a lungo termine pensato per stimolare l’housing sociale privato attraverso leve fiscali e semplificazioni urbanistiche. Tuttavia, risanare qualche centinaio di appartamenti non basterà se le regole del mercato immobiliare continuano a spingere l’offerta esclusivamente verso la locazione turistica breve o la speculazione ad alto rendimento. La casa non può continuare a essere trattata esclusivamente come merce speculativa o bene di rendita a breve termine. Per la classe media la casa non è mai stata un lusso ma una necessità che spesso impegna per decenni le famiglie. Secondo gli esperti servirebbero tre cose poco appariscenti: cantieri con date verificabili, dati pubblici su sfitti e graduatorie (l’anagrafe regionale dell’Erp veneta va in questa direzione), criteri chiari su chi rientra nella fascia intermedia, anziani compresi. I proprietari di immobili vuoti dovrebbero valutare un canone concordato. I Comuni possono accelerare permessi e bandi, le imprese pensare alloggi per i propri dipendenti. A noi cittadini spetta chiedere conto dei tempi, perché una casa promessa tra cinque anni non risolve l’affitto di quest’inverno.

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• Riccardo Musacco

ASCOLTA ORA del Miranese Sud è una testata giornalistica di proprietà di

ASCOLTACI IN Questa edizione raggiunge le zone di Mirano, Spinea e Santa Maria di Sala per un numero complessivo di 15.595 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numeSrl ro iscrizione ROC 32199

Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin - formato da 26 edizioni locali mensilmente recapitato a 575.000 famiglie del Veneto e del Trentino

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Emergenza casa/1. L’allarme dell’assessore comunale alle politiche sociali Francesco Venturini

A Mirano affitti alle stelle, sfratti in aumento e 173 famiglie in lista d’attesa I l problema dell’emergenza abitativa a Mirano è diventato molto rilevante e a fare il punto della situazione è l’assessore comunale alle politiche sociali Francesco Venturini. “Il tema dell’abitare - dice - è diventato, nell’ultimo anno, una delle questioni che mette maggiormente alla prova i servizi sociali. Crescono gli sfratti e c’è difficoltà nel trovare una soluzione abitativa nel mercato privato”. Il Comune ha a che fare sempre più con persone che hanno un lavoro e uno stipendio, ma che fanno fatica a trovare casa e a sostenere i costi dell’affitto. “La difficoltà di accesso alla casa - sottolinea - non riguarda più soltanto le situazioni di povertà estrema, ma coinvolge giovani, lavoratori, anziani, famiglie e persone che, pur avendo un reddito, non riescono ad accedere né all’edilizia pubblica né al mercato. I prezzi danno la misura del problema. Uno degli ultimi piccoli appartamenti che ci sono stati proposti, in una zona un po’ fuori dal centro, aveva un canone di 850 euro al mese”. Per una persona o una famiglia con uno stipendio normale, significa destinare una parte importante del reddito alla sola abitazione. “Come Comune dice - stiamo cercando di intervenire senza fare assistenzialismo, ma mettendo a disposizione strumenti per raggiungere una condizione di maggiore autonomia”. Quando la situazione di

difficoltà è documentata, il Comune interviene economicamente. “Possiamo contribuire - spiega Venturini - alla caparra necessaria per entrare in un alloggio, oppure su spese che la persona o la famiglia non riesce a sostenere, come una bolletta del riscaldamento”. È un sostegno concreto, che serve a superare un ostacolo evitando che si trasformi in una perdita della casa. “Solo nell’ultimo mese - dice - abbiamo utilizzato 12 mila euro provenienti dal 5 per mille per sostenere situazioni di questo tipo”.

Accanto alle risorse comunali, è prezioso il lavoro delle realtà del territorio. “Penso - dice Venturini - alla Caritas di Mirano, che ci offre un aiuto con contributi economici e mettendosi alla ricerca di proprietari disponibili, intercettando opportunità e cercando risorse”. C’è poi uno strumento specifico per le situazioni di emergenza: il “servizio di pronto intervento sociale”, che si attiva quando una persona rimane improvvisamente senza casa e non ha una soluzione immediata. È una risposta

per affrontare l’emergenza temporanea, in attesa di arrivare a una soluzione abitativa stabile. “Nel nostro percorso “Abitare Mirano” - dice Venturini - il pronto intervento sociale è stato individuato come una delle risorse territoriali in grado di intercettare le emergenze e accompagnare le persone verso i servizi e le reti di supporto”. La situazione per l’assessore è evidente guardando agli alloggi di edilizia pubblica. “A ottobre - spiega - dovrebbero esserci consegnati 4 alloggi Ater. Sono pochi rispetto al bisogno: la graduatoria in attesa conta oggi 173 richieste. Abbiamo già 5 sfratti previsti tra ottobre e novembre e 2 persone ospitate in albergo, in attesa di sistemazione definitiva. Servono più abitazioni disponibili”. È da questa consapevolezza che è nato “Abitare Mirano”, il percorso che è stato avviato coinvolgendo il professor Maurizio Busacca e una serie di soggetti del territorio. “Ho desiderato allargare - dice Venturini - lo sguardo e coinvolgere sindacati, terzo settore, servizi sociosanitari. Abbiamo bisogno di coinvolgere anche proprietari, agenzie immobiliari, imprese, costruttori e soggetti finanziatori. C’è la prospettiva di costruire un’agenzia territoriale per l’abitare, a regia pubblica”. • Alessandro Abbadir

Uno “sportello per l’abitare” per incrociare domanda e offerta

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no degli obiettivi su cui sta lavorando il Comune di Mirano è quello di arrivare a uno sportello per l’abitare, che possa diventare un punto di riferimento sia per chi cerca casa sia per chi dispone di un alloggio e magari oggi non lo mette sul mercato. Dovrà essere uno strumento capace di orientare, mettere in relazione domanda e offerta, favorire la mediazione e individuare anche nuove opportunità. “Nel percorso “Abitare Mirano” - sottolinea l’assessore Francesco

Venturini (in foto) - è emersa la necessità di una funzione di garanzia e intermediazione che aiuti a costruire fiducia tra proprietari e inquilini. Stiamo inoltre cercando di intercettare contributi e finanziamenti, perché per aumentare davvero l’offerta abitativa servono risorse. Il percorso ha evidenziato anche la necessità di recuperare e rifunzionalizzare patrimonio pubblico e privato oggi non utilizzato o sottoutilizzato. Su questo, però, abbiamo bisogno che anche lo Stato metta

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a disposizione dei Comuni strumenti più forti e risorse adeguate per recuperare nuove abitazioni e ampliare l’offerta”. I Comuni possono fare la loro parte, ma non possono da soli colmare una distanza così grande tra domanda e offerta. “La casa - conclude - sta diventando una questione sociale molto più ampia rispetto al passato. Riguarda chi è fragile, ma anche chi lavora, chi ha un reddito e chi vuole continuare a vivere e costruire il proprio futuro a Mirano. Per questo servono più alloggi,

strumenti nuovi e una responsabilità condivisa tra Comune, Stato, proprietari, operatori e territorio”. • (A,A,)

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7 Emergenza casa/2. Dopo la pubblicazione degli esiti del bando Erp

“A SPINEA SONO NECESSARIE PIU’ RISORSE PER PREVENIRE LE CRITICITA’ ABITATIVE” perde l’abitazione - aggiunge Mainardi. È necessario intervenire prima, cercando di prevenire la perdita della casa quando ci sono condizioni di fragilità economica e sociale. Quando emerge un bisogno abitativo, è importante comprendere la storia della persona. L’obiettivo è accompagnarla non soltanto verso una soluzione abitativa, ma in un percorso che possa contribuire a consolidarla nel tempo”. “La fotografia che abbiamo

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a graduatoria definitiva del bando Erp 2024 fotografa una domanda significativa: sono 166 le domande idonee a Spinea per l’assegnazione di un alloggio di edilizia residenziale pubblica. Il dato emerge dalla graduatoria definitiva predisposta da Ater Venezia e pubblicata dal Comune nell’agosto 2026. “La casa è una delle questioni sociali più delicate per una città come Spinea - sottolinea l’assessora alle Politiche sociali Loredana Mainardi. Il nostro compito è intercettare le situazioni di fragilità con i servizi sociali e utilizzare gli strumenti per sostenere l’accesso e la permanenza nell’abitazione”. Il Comune

interviene attraverso gli strumenti di edilizia residenziale pubblica e con misure previste dalla normativa. Il fondo per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione, che in passato ha rappresentato uno degli strumenti di supporto al pagamento degli affitti, non risulta finanziato dalla Regione da alcuni anni. Accanto all’Erp, un altro strumento è rappresentato dall’edilizia convenzionata. A Spinea è stato pubblicato il bando per la formazione della graduatoria relativa a due alloggi ad uso residenziale a prezzo convenzionato, previsti in via Kennedy, all’interno del Pn 20 Lotto E2. Il bando è stato pubblicato nel 2025 ed è una

delle modalità attraverso cui ampliare l’offerta abitativa a condizioni diverse da quelle del libero mercato. Sul fronte dell’emergenza abitativa, il Comune opera attraverso i servizi sociali e la rete territoriale, con interventi rivolti alle situazioni di maggiore fragilità. Il sostegno non riguarda infatti soltanto la ricerca di una soluzione abitativa, ma richiede un percorso ampio, che tenga conto della storia personale e familiare della persona e delle criticità che hanno contribuito a determinare la situazione di bisogno. “L’emergenza casa non può essere affrontata soltanto quando una famiglia arriva allo sfratto o

oggi - conclude Mainardi - ci dice che la domanda di casa accessibile è concreta. Le 166 domande della graduatoria Erp sono un dato importante, ma dietro ci sono persone e famiglie con condizioni differenti. Bisogna aumentare l’offerta abitativa e sostenere chi rischia di non riuscire più a sostenere i costi dell’abitazione”. • Alessandro Abbadir

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Ater Venezia, oltre il 30% degli alloggi in gestione è sfitto

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ulla situazione dell’edilizia pubblica nel veneziano fa il punto il presidente dell’Ater Venezia, l’avvocato Pierfrancesco Munari (in foto). Un incarico quello ad Ater assunto da qualche mese ma sul quale ha le idee chiare riguardo alle azioni da portare avanti. “Fin dal mio insediamento alla presidenza di Ater Venezia - dice Munari - ho voluto scattare una fotografia chiara dell’azienda, richiedendo un report dettagliato per ciascuno dei 44 Comuni della Città Metropolitana. Ater Venezia gestisce il patrimonio più vasto del Veneto, con quasi 11.000 alloggi, ma presenta anche l’indice di case vuote non assegnate più alto della Regione, superando il 30%”. Un dato che richiede un’attenta contestualizzazione: ”In primo luogo non tutte le unità vengono conteggiate come effettivamente disponibili. Molti immobili risalenti agli anni Cinquanta e Sessanta, sono ormai ridotti a ruderi da demolire pur figurando ancora a catasto. In secondo luogo, quasi 5.000 alloggi nel centro storico e nelle isole comportano costi di riatto tre volte superiori alla terraferma”. Accanto all’Erp, Ater gestisce anche alloggi non Erp. “Su questo fronte - continua Munari - abbiamo stipulato diverse convenzioni con la

Questura, con le forze dell’ordine e vari enti, garantendo canoni calmierati sui 400 euro. I proventi di questi affitti servono a finanziare il recupero degli alloggi Erp”. La priorità assoluta è perciò reperire risorse per le sistemazioni: “Ci aiutano il Piano Nazionale Casa con 970 milioni di euro e il piano regionale da 50 milioni”. • (A.A.)

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MIRANO

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Urbanistica. L’associazione chiede una revisione dell’operazione, sollevando dubbi

Ex Cinema Impero, Italia Nostra: “L’accordo aumenta i volumi e il consumo di suolo”

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talia Nostra interviene sull’urbanistica di Mirano con le osservazioni all’Accordo Pubblico-Privato che coinvolge l’area dell’ex Cinema Impero e il Parco di Villa Lando. Secondo l’associazione, il Piano ripropone quasi integralmente le possibilità edificatorie del PRG del 2007 e del PAT del 2019, nonostante la crescita demografica prevista non si sia verificata. I residenti sono rimasti sostanzialmente stabili. Italia Nostra richiama inoltre gli oltre 200 mila metri cubi immessi sul mercato attraverso i Piani Casa e ritiene quindi necessaria una verifica delle previsioni urbanistiche, con una possibile riduzione delle aree edificabili. Nel dettaglio dell’accordo, i 2.597 metri cubi previsti per l’ex Cinema Impero verrebbero trasferiti e sommati agli 8.700 metri cubi del Piano “Bonvecchiato”, con altri 1.823 metri cubi di volumetria premiale. Il totale arriverebbe così a 13.120 metri cubi. In cambio, il Comune acquisirebbe

459 metri quadrati dell’area dell’ex Cinema, da trasformare in piazzetta verde, 4.260 metri quadrati di Verde Storico di Villa Lando e alcune opere: il ponte carrabile sul Refosso Vallone

con parcheggio, una rotatoria tra via Dante e via Villafranca e una pista ciclopedonale parallela a via Dante. Per Italia Nostra, però, il ponte sul Refosso Vallone sarebbe soprattutto

funzionale all’accesso al nuovo complesso residenziale e non dovrebbe quindi essere considerato un’opera di interesse pubblico. Anche la piazzetta prevista al posto dell’ex Cinema Impero non viene ritenuta un vantaggio evidente. L’associazione sostiene invece che sarebbe preferibile mantenere la possibilità di realizzare un edificio residenziale, favorendo la presenza di abitanti nel centro storico. C’è poi il tema del consumo di suolo. Su una superficie complessiva di 11.055 metri quadrati, l’intervento comporterebbe circa 5.550 metri quadrati di consumo di suolo “vivo”, mentre verrebbero depavimentati meno di 459 metri quadrati dell’area dell’ex Cinema, impermeabilizzata da decenni. Per Italia Nostra il bilancio ambientale dell’operazione sarebbe quindi negativo. Preoccupazioni vengono espresse anche per il rischio idraulico. Via Villafranca ha già evidenziato criticità durante precipitazioni intense ed è

stata indicata dall’amministrazione come area prioritaria per lo studio dei problemi idraulici. Anche la viabilità viene indicata come elemento critico. Il traffico generato dal nuovo complesso dovrebbe passare attraverso via Da Verrazzano, strada in parte priva di marciapiedi e con carreggiata ridotta. L’associazione chiede infine di aggiornare la stima del plusvalore, oggi quantificato in 364.726 euro sulla base di 200 euro al metro cubo, prima dell’eventuale sottoscrizione dell’accordo. Per Italia Nostra quindi i benefici più rilevanti sono l’acquisizione del Verde Storico di Villa Lando e la pista ciclopedonale. Rotatoria e ponte non dovrebbero invece giustificare l’aumento delle volumetrie. Da qui la richiesta al Comune di rivedere l’accordo, privilegiando tutela del suolo, sicurezza idraulica e qualità urbana. • Riccardo Musacco

LA SALUTE IN PIAZZA TRA SCREENING, SPORT E ASCOLTO

È

stata una giornata all’insegna della prevenzione, dell’informazione e del benessere quella che nelle scorse settimane ha animato piazza Martiri a Mirano con “La Salute in Piazza – Prevenzione, ascolto e cura”. Cittadini di tutte le età hanno potuto partecipare a un programma costruito grazie alla collaborazione di associazioni, professionisti, realtà sportive e volontari del territorio. Grande spazio è stato dedicato agli screening gratuiti, con controlli della pressione arteriosa,

glicemia, colesterolo, vista e postura. La prevenzione si è intrecciata con il movimento, attraverso “Passi in Rosa”, la camminata dedicata alla prevenzione del tumore al seno, le attività sportive e “Ballando in Rosa”. Particolare attenzione è stata riservata anche alla salute mentale, con l’incontro dedicato alla gestione dell’ansia e la presenza del Centro di Salute Mentale dell’Ulss 3 Serenissima e delle realtà impegnate nell’ascolto e nell’inclusione. Non sono mancati gli appuntamenti per i più piccoli,

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con la “Clinica dei Pupazzi”, pensata per affrontare il tema della salute attraverso il gioco. La giornata ha coinvolto numerose associazioni del territorio e ha rappresentato un’occasione per ribadire che prendersi cura della propria salute significa anche prevenire, informarsi e costruire relazioni all’interno della comunità. Tra le iniziative anche l’“Aperitivo Rosa” degli Osti in Giro, il cui ricavato è stato destinato all’Istituto Oncologico Veneto. • (R.M.)

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MIRANO

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Mobilità. Grande partecipazione alle iniziative promosse dal Comune

LA CITTÀ SULLE DUE RUOTE E SEMPRE DI PIÙ A PORTATA DI CICLISTI O ltre 800 biciclette affidate allo Stazio MiBi e più di 100 partecipanti alla MiBi Ride conclusiva. Sono i numeri più significativi della rassegna di iniziative che nelle scorse settimane ha accompagnato a Mirano il lancio di MiBi – Mirano in Bici e la Settimana Europea della Mobilità 2026. Un programma articolato che ha coinvolto cittadini, associazioni, volontari e realtà del territorio, con l’obiettivo di promuovere la bicicletta come mezzo di trasporto quotidiano, ma anche come strumento per conoscere e vivere la città. Il calendario era iniziato con la presentazione della nuova identità ciclabile di Mirano, seguita dall’inaugurazione del MiBi Bike Park e dall’incontro dedicato al Bike to Work. Durante la Fiera di San Matteo sono stati quindi proposti lo Stazio, spazio custodito per le biciclette allestito dietro il campanile, e l’iniziativa del “ciclista illuminato”, dedicata alla sicurezza e alla visibilità di chi si sposta in bicicletta nelle ore serali. Proprio lo Stazio ha registrato una risposta particolarmente significativa: complessivamente sono state oltre 800 le biciclette custodite dai volontari, tra le giornate della Fiera e l’appuntamento del 27 settembre, quando il servizio è stato nuovamente attivato in occasione di “A piedi in centro”. Un risultato che evidenzia come un servizio semplice e sicuro possa favorire la scelta della bicicletta per raggiungere il centro e partecipare agli appuntamenti cittadini. La rassegna si è conclusa con la MiBi Ride, alla quale hanno preso parte più di 100 persone. Il percorso, lungo circa 20 chilometri, ha attraversato il capoluogo e le frazioni, permettendo ai partecipanti di conoscere concretamente alcuni degli elementi del progetto: dalla nuova mappa della rete ciclabile alla cartellonistica, dal ciclodromo al MiBi Bike Park di via Paganini, dove si è conclusa la pedalata. Il programma ha coinvolto anche le iniziative collaterali organizzate da True Hardcore Cycle e Kardines per La Colonna, con le corse Gravel e la “100km per Gianca”. Un ulteriore segnale della presenza a Mirano di una rete associativa che da anni contribuisce a promuovere la bicicletta e la mobilità sostenibile. “I numeri di queste settimane ci restituiscono una città che ha voglia di muoversi in modo diverso e di vivere lo spazio pubblico in maniera più sostenibile”, sottolinea Elena Spolaore, assessora all’Ambiente e allo sviluppo della mobilità a impatto zero. “Le oltre 800 biciclette

accolte allo Stazio e le più di 100 persone alla MiBi Ride raccontano una comunità interessata a conoscere la rete ciclabile e a considerare la bicicletta anche per gli spostamenti quotidiani”. Per il sindaco Tiziano Baggio, la partecipazione conferma le potenzialità di Mirano come città da vivere sempre più a piedi e in bicicletta. “MiBi – ha concluso il primo cittadino - aiuta a leggere il territorio come una rete di luoghi vicini e collegati: il centro, le frazioni, le ville, i parchi e le campagne”.

Al via #nonsolocompiti: un nuovo progetto per studiare e stare insieme

• Riccardo Musacco

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tudiare, fare i compiti, ma anche incontrarsi, sperimentare e imparare a stare insieme. È l’obiettivo di #nonsolocompiti, il nuovo progetto che prende avvio a Mirano rivolto alle ragazze e ai ragazzi delle scuole secondarie di primo grado. L’iniziativa sarà attiva in entrambi gli Istituti Comprensivi cittadini, offrendo uno spazio pomeridiano dedicato allo studio e alla crescita personale. All’IC “Giovanni Gabrieli” le attività si svolgeranno il lunedì, mercoledì e venerdì dalle 14 alle 17.30. All’IC Mirano 2 l’appuntamento sarà invece il martedì e giovedì, sempre dalle 14 alle 17.30. Nelle scorse settimane sono stati anche organizzati degli Open day. Il programma prevede supporto nei compiti, attività di gruppo, momenti di socializzazione, laboratori ed esperienze educative per favorire autonomia e nuove competenze. I ragazzi potranno anche fermarsi a scuola per consumare insieme il pranzo al sacco. La partecipazione è gratuita, ma è richiesta l’iscrizione di un familiare a Comunitare APS, che offre anche incontri dedicati alla genitorialità. I posti sono limitati e le preiscrizioni avvengono attraverso la Cooperativa o le scuole. Il progetto è promosso dalla Fondazione di Venezia e realizzato da ACLICOOP Cooperativa Sociale ETS, con il patrocinio di Comune, Regione e Ufficio Scolastico Regionale. • (R.M.)


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FIERA DE L’OCA e 26a EDIZIONE DEL ZOGO DE L’OCA IN PIAZZA Il 7 e l’8 novembre il centro storico rivive l’atmosfera del primo Novecento

TROVIAMO LA PERDITA SENZA DEMOLIRE

A

Mirano il gioco dell’oca esce dal tabellone e diventa

signore e impettiti signori passeggiano in abiti recuperati nelle

una festa per tutta la città. Il 7 e l’8 novembre 2026

soffitte o riprodotti fedelmente.

torna la Fiera de l’Oca, che trasforma il centro storico

Fra i banchi si incontrano ragazze di campagna e giovanotti,

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CANNE FUMERIE

in un vivace paese di inizio Novecento, tra figuranti, antichi me-

mentre severi carabinieri vigilano sugli animi più esuberanti e

stieri, giochi e specialità gastronomiche. Momento culminante

sui conti degli osti. Artisti di strada, saltimbanchi, musici, bu-

sarà la ventiseiesima edizione del “Zogo de l’Oca in Piazza”,

rattini e banda animano la festa insieme agli artigiani degli an-

una sfida spettacolare fra Mirano e le sue cinque frazioni, con

tichi mestieri, alla chiromante e agli imbonitori. Per bambini e

il pubblico a pochi passi dai protagonisti.

ragazzi ci sono i baracconi dei giochi di una volta: fucili con gli

Alle radici della manifestazione c’è un proverbio veneto: “Chi

elastici, barattoli da abbattere a pallate e ochette da pescare.

no magna oca a San Martin no fa el beco de un quatrin”. Man-

Il sabato pomeriggio è previsto anche un gioco dell’oca tutto

giare l’oca a San Martino era un gesto di buon auspicio legato

per loro.

alla chiusura dell’anno agrario, una ricorrenza che per il mon-

La protagonista si ritrova anche sui banchi del mercato, nelle

do contadino rappresentava un vero Capodanno, da celebrare

proposte gastronomiche e negli oggetti da collezione. Arriva-

con canti, balli e una tavola imbandita. “Oca, castagne e vino,

no specialità dalla Francia e da località italiane legate alla tradi-

tieni tutto per San Martino” riassume lo spirito di quella festa.

zione dell’oca, come Mortara e Palmanova: speck, prosciutto,

Per custodire questa memoria, a Mirano è nata la tradizione

salsicce, foie gras, salame, ciccioli e paté. Accanto ai sapori,

della Cena dell’Oca dell’11 novembre, affiancata dall’idea di un

oche di ogni dimensione e materiale e oggetti per la casa, cre-

gioco dedicato alla città.

ati in esclusiva per la manifestazione. A consigliare visitatori e

A disegnarlo fu Carlo Preti, che prese ispirazione dall’ovale

curiosi sono signore e ragazze, naturalmente in abiti d’epoca.

della piazza. Nelle 63 caselle, fra 13 oche e otto “accidenti”,

Per assaporare la festa, il percorso comincia dall’Osteria de

trovavano posto luoghi caratteristici, personaggi, edifici stori-

l’Oca, ricostruzione in legno di un’antica osteria. Qui si posso-

ci e immagini della tradizione miranese. Nel 1998 la Pro Loco

no gustare affettati misti, con prosciutto cotto e salame d’o-

trasformò quel tabellone in un percorso vivente: caselle di due

ca, oppure un panino con salsiccia d’oca calda. Dalle 12 alle

metri per due, rialzate di 80 centimetri e disposte attorno alla

14 viene proposto il risotto con salsiccia d’oca di Germano, il

piazza, sulle quali si affrontano sei squadre.

“cuoco dell’oca”. E per scaldarsi c’è il vin brûlé, profumato di

Il capitano lancia i dadi, otto atleti affrontano le prove fisiche

cannella e chiodi di garofano.

e di abilità previste dalle caselle “accidenti” e l’alfiere muove la

La tappa successiva è il Bacareto de l’Oca, che richiama un ti-

pedina verso il traguardo. L’ordine di partenza è deciso dalla

pico locale veneziano. Con un’ombra di vino si accompagnano

“cuccagnata” del mattino; l’obiettivo è raggiungere per primi

i cicchetti, dal musetto d’oca con polenta ai ferri al panino con

l’ultima casella e conquistare l’Oca d’Oro. Fra imprevisti e ri-

prosciutto cotto d’oca. Da provare anche le “ochette”, ravioli

baltamenti, ogni lancio può cambiare le sorti della gara. Il pub-

freschi a forma di oca, ripieni d’oca e preparati da un pastaio di

blico segue da vicino e partecipa con un tifo appassionato e

Mortara, serviti con burro e salvia. All’Osteria del Fritto attende

sportivo, diventando parte dello spettacolo.

invece una mozzarella in carrozza calda, farcita con prosciutto

Attorno al Zogo prende vita la Fiera. Per due giorni il centro

cotto d’oca.

storico torna a essere piazza Vittorio Emanuele, come si chia-

Osteria e Bacareto sono anche luoghi d’incontro, dove entrare

mava fino agli anni Cinquanta. Stendardi e bandiere scendono

nell’atmosfera prima del Zogo e prolungare la festa dopo la

dai balconi, insegne d’epoca compaiono sui palazzi, mentre

gara. Fra vecchi e nuovi amici, due chiacchiere e un brindisi, la

tabelle dei negozi e bacheche in legno ricreano l’atmosfera dei

Fiera de l’Oca rinnova il suo invito a riscoprire il piacere di stare

tutto il Veneto in auto sul 328 4614944 339 Ascoltaci 7495567 in primi anni del Novecento. Fin dal sabato pomeriggio, eleganti Venezia • Padova • Treviso • Vicenza

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MIRANO

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Presentata la pubblicazione. Non solo difesa idraulica: i canali diventano corridoi di biodiversità

DAL FESTIVAL DELL’ACQUA 25 ANNI DI INTERVENTI DEL CONSORZIO ACQUE RISORGIVE D alla difesa idraulica alla tutela della biodiversità. I canali e le aree umide del territorio stanno assumendo un ruolo sempre più importante nella costruzione di ecosistemi capaci di ospitare specie animali e vegetali, anche quelle più fragili. È il quadro emerso a Mirano durante il quarto Festival dell’Acqua, dove è stata presentata la nuova pubblicazione dedicata al patrimonio naturalistico costruito in oltre 25 anni di interventi dal Consorzio di bonifica Acque Risorgive. Sono 33 le zone umide realizzate dal Consorzio, 23 delle quali visitabili, per una superficie complessiva di 213 ettari. A queste si aggiungono 81 ettari di boschi igrofili e 24 chilometri di fasce tampone. Un sistema di aree che, accanto alla funzione di regolazione e sicurezza idraulica, rappresenta oggi un vero corridoio ecologico per numerose specie. I numeri raccontano la rapidità con cui la natura riesce a riappropriarsi degli

spazi quando trova condizioni favorevoli. In alcune zone umide, già a un anno dalla conclusione dei lavori, sono state censite 52 specie di macroinvertebrati allo scolo Vernise di Sant’Alberto, 137 specie

erbacee nell’area Rusteghin di Mogliano Veneto e 54 specie di uccelli al Parco delle Giare di Mira. Nella zona umida di Zero Branco sono state individuate 21 specie di farfalle, mentre a Peseggia le

specie di libellule sono passate da due a dodici tra il primo e il secondo anno dal termine degli interventi. Tra gli ospiti di questi nuovi ambienti figurano anche specie considerate a rischio di estinzione, come la sgarza ciuffetto e la schiribilla. Una presenza che, secondo il presidente di Acque Risorgive Federico Zanchin, dimostra concretamente il valore degli interventi. «È sorprendente come solo dopo un anno dalla fine dei lavori si siano censite centinaia di specie animali e vegetali», ha sottolineato, ricordando come macroinvertebrati, piante, uccelli, farfalle e libellule costituiscano una ricchezza spesso sottovalutata, ma fondamentale per la vita dell’uomo. Il convegno ha riunito esperti, ingegneri, architetti, paesaggisti, pianificatori e professionisti del settore agronomico e forestale, chiamati a confrontarsi sull’efficacia delle cosiddette soluzioni basate sulla natura nella gestione dei corsi d’acqua. Presente anche l’assessore

regionale all’Ambiente Elisa Venturini. In questo percorso rientra anche la riqualificazione di 57 chilometri di canali effettuata dal Consorzio in più di 25 anni, attraverso modalità di intervento sostenibili e integrate. Tra queste c’è la cosiddetta «manutenzione gentile», un approccio che punta a garantire la sicurezza idraulica senza cancellare gli ecosistemi già presenti lungo i corsi d’acqua. Il volume presentato a Mirano raccoglie in 136 pagine una mappa delle aree di interesse naturalistico, dati, immagini e approfondimenti su ambienti, piante e animali che popolano le zone umide. Un lavoro realizzato da Carlo Bendoricchio, Paolo Cornelio, Marco Cossu, Bruna Gumiero, Ugo Peruch, Katia Signori, Piero Zanette e Bruno Boz. La pubblicazione può essere richiesta al Consorzio di bonifica Acque Risorgive. • Riccardo Musacco

Ospedali, la sanità veneta nella World’s Best Hospitals

L

’Ospedale di Mirano entra anche quest’anno nella World’s Best Hospitals Italy 2026, la classifica internazionale pubblicata dalla rivista americana Newsweek e realizzata da Statista, che prende in esame oltre 2.500 strutture ospedaliere nel mondo. Nella graduatoria italiana, che comprende 130 ospedali, il Veneto è rappresentato da 13 strutture pubbliche e tre private. Tra gli Hub veneti spicca l’Ospedale dell’Angelo di Mestre, al 26° posto nazionale. Per quanto riguarda invece gli Spoke, Mirano si colloca al 69° posto, preceduto da Bassano del Grappa, Legnago e Camposampiero. Un risultato che

assume particolare rilievo per il presidio miranese, inserito in un contesto nel quale gli ospedali periferici affrontano difficoltà crescenti sul fronte del personale e dell’attrattività professionale. La valutazione di World’s Best Hospitals considera dati statistici, produzione scientifica e attività di ricerca, affiancandoli ai giudizi di esperti e pazienti e alla capacità delle strutture di attrarre giovani medici. A Mirano la ricerca coinvolge diverse unità operative, tra cui Cardiologia interventistica, Oncologia, Ginecologia oncologica, Otorinolaringoiatria, Radiologia interventistica, Neurologia e Chirurgia generale.

Per Gabriele Petrolito, presidente del Consiglio comunale di Mirano, il riconoscimento rappresenta “un segnale importante” per un ospedale che continua a puntare sulla qualità delle cure e della ricerca. Un risultato che, secondo Petrolito, richiama anche l’attenzione sulla necessità di sostenere il lavoro degli ospedali periferici, valorizzando non soltanto la produttività, ma anche la dimensione umana del rapporto tra medico e paziente. • (R.M.)

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MIRANO

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Cultura. La rassegna curata da Renata Cibin e organizzata dal Comune con la Biblioteca comunale

FINO AL 20 NOVEMBRE APPUNTAMENTI CON LA POESIA E LA LETTERATURA P rosegue fino al 20 novembre la nuova edizione autunnale di “Autrici e autori in corte”, la rassegna culturale curata da Renata Cibin e organizzata dal Comune di Mirano insieme alla Biblioteca comunale. Un appuntamento ormai consolidato per la città, che anche in questa edizione propone un calendario dedicato a libri, poesia, storia e approfondimenti, con l’obiettivo di valorizzare la cultura diffusa e le tante voci che animano il territorio. Sono otto gli incontri complessivamente inseriti nel programma, tutti con inizio alle 17.30 nella sala conferenze “Nella e Paolo Errera”, in via Bastia Fuori 58. L’ingresso è libero e le presentazioni saranno introdotte dall’assessora alle Politiche per la cultura Maria Francesca Di Raimondo. La rassegna aveva già preso il via con un appuntamento dedicato alla poesia e alla dimensione internazionale. Il Gruppo Poesia Comunità di Mestre ha infatti presentato “Voci senza confini”, antologia realizzata in occasione del quarantennale del gruppo, con i testi di 42 poeti italiani e di 28 poeti provenienti

da altrettanti Paesi europei, anche extra Ue. A introdurre l’incontro sono state Oliva Novello e Giorgia Pollastri. Il programma prosegue venerdì 23 ottobre con Chiara Puppini, autrice di Il Sessantotto alla ricerca di senso. Sguardi al femminile tra passato, presente e futuro. A presentare il volume sarà Maria Teresa Sega. Un appuntamento che guarda a uno degli anni simbolo della storia contemporanea attraverso una prospettiva femminile, mettendo in relazione passato e presente e interrogandosi sul significato che quella stagione continua ad avere nel dibattito culturale. Venerdì 30 ottobre sarà invece la volta di Andrea Crestale, con La voce delle isole, presentato da Renata Cibin. Un nuovo percorso letterario che amplia ulteriormente il ventaglio di temi affrontati dalla rassegna, alternando alle riflessioni storiche e sociali una dimensione più legata alla scrittura e al racconto. Il calendario entra quindi nel mese di novembre. Venerdì 6 novembre Plinio Cagnin presenterà Congedi e altri versi, con l’introduzione di Gianna Marcato. La poesia torna così protagonista,

attraverso una raccolta che porta al centro il rapporto tra parola, memoria e dimensione personale. Venerdì 13 novembre spazio invece alla storia con Lorena Santi, autrice insieme a Dimitrij Mircovich di Un patriota dimenticato, pubblicato in ESDE, numero 19 del 2025. A presentare il lavoro sarà Cosimo Moretti. L’appuntamento permetterà di riportare l’attenzione su una figura e su

una vicenda meno conosciute, recuperandone il significato storico e civile. La chiusura della rassegna è fissata per venerdì 20 novembre con Stefano Mariani e Reliquie urbane, presentato da Valerio Vivian. Un ultimo appuntamento che completa un programma costruito su linguaggi e temi differenti, dalla poesia alla storia, dalla memoria alla riflessione sul presente.

“Autrici e autori in corte” si conferma così uno spazio di incontro tra libri, autori e pubblico, nel segno di una proposta culturale accessibile e capace di mettere in relazione esperienze e sensibilità diverse. Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero e iniziano alle 17.30. • Riccardo Musacco

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SANTA MARIA DI SALA

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Accanto a Villa Farsetti. Un ettaro di verde diventerà un nuovo spazio pubblico

NASCE IL BOSCO URBANO NEL CAPOLUOGO

U

n’area oggi inutilizzata di circa un ettaro, nella pertinenza nord della storica Villa Farsetti, si prepara a cambiare volto e a diventare un nuovo polmone verde per il capoluogo. Prende infatti forma il progetto del Bosco Urbano, un intervento da circa 523 mila euro che punta a trasformare uno spazio

oggi privo di una funzione pubblica in un parco accessibile, inclusivo e strettamente legato alla storia del territorio. L’obiettivo non è soltanto quello di piantare alberi, ma di realizzare una vera opera di rigenerazione urbana, ambientale e culturale. L’area ospitava storicamente la “Boaria e Casaria”, il cuore

delle attività agricole e rurali legate alla villa settecentesca. Le testimonianze ancora presenti, come i pilastri dell’antico ingresso, saranno conservate e integrate nel nuovo disegno del parco, creando un legame diretto tra il passato e una nuova idea di spazio pubblico. A caratterizzare il progetto sarà anche il richiamo alla figura dell’abate Filippo Farsetti, studioso e appassionato di botanica che nel Settecento introdusse nelle ville storiche la Magnolia grandiflora. Nel cuore del Bosco Urbano nascerà così l’“Area delle Magnolie Fiorite”, con un esemplare principale circondato da una collezione di diverse specie, pensata per offrire fioriture e colori in differenti periodi dell’anno, dall’inverno all’estate. Grande attenzione è riservata anche alla funzione ambientale. Lungo quasi 380 metri sarà realizzata una fascia boscata con pioppi, carpini e scotani, destinata a costituire una barriera naturale contro rumore e polveri, contribuendo allo stesso tempo alla riduzione dell’effetto isola di calore e al miglioramento del microclima del centro abitato. Il progetto prevede inoltre un’area umida con un impluvio verde, una depressione naturale in grado di raccogliere temporaneamente l’acqua piovana durante gli eventi meteorologici più intensi, favorendone poi il graduale assorbimento nel terreno. Un altro elemento sarà l’Insectarium,

uno spazio di 345 metri quadrati con piante perenni e aromatiche, tra lavanda, salvia, echinacea e rosmarino, pensato per favorire la presenza degli insetti impollinatori e rafforzare la biodiversità. Il Bosco Urbano sarà anche un luogo da vivere. I percorsi in ghiaino stabilizzato e drenante saranno privi di barriere architettoniche, consentendo la fruizione anche alle persone con mobilità ridotta, agli anziani e alle famiglie con passeggini. Nella parte sud, vicino all’ingresso, troverà spazio un’area sociale di circa 800 metri quadrati con panchine, tavoli

e tre pergole in legno avvolte dal glicine, pensata soprattutto per favorire l’incontro tra anziani e famiglie. L’investimento complessivo ammonta a circa 523 mila euro. Una parte significativa delle risorse arriva dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale e dalla Strategia Integrata di Sviluppo Urbano Sostenibile dell’Area Urbana di Venezia, mentre il Comune garantirà una quota di cofinanziamento. • Riccardo Musacco

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“Zero cemento”, associazione per la tutela del territorio

È

stata presentata nelle scorse settimane, a Villa Farsetti di Santa Maria di Sala, l’associazione culturale rurale “Zero Cemento”, nata con l’obiettivo di promuovere la tutela del territorio, la salvaguardia del paesaggio e una maggiore attenzione al consumo di suolo. Alla guida della nuova realtà è stato nominato Giuseppe Villani, affiancato dal vicepresidente Cristian Bolzonella. L’incontro nella Sala delle Cedraie ha rappresentato anche un momento di confronto su alcuni dei principali temi legati al futuro del territorio. Il sindaco di Santa Maria di Sala Alessandro Arpi ha illustrato il ruolo della comunità e delle istituzioni, mentre il professor Samuele Trestini dell’Università di Padova ha approfondito il rapporto tra uso del suolo e clima delle città. Il professor Luca Rossetto, direttore del Cirve dell’Università di Padova, ha invece analizzato l’andamento dei mercati e il successo dei vini e delle bollicine venete, considerati un esempio significativo di valorizzazione economica e produttiva del territorio. Nel corso dell’appuntamento sono stati quindi illustrati gli obiettivi e le finalità di Zero Cemento, con l’intento di favorire partecipazione e consapevolezza sui temi ambientali. Le conclusioni sono state affidate al consigliere regionale Matteo Baldan. Natura, comunità e condivisione sono i principi alla base del nuovo progetto • (R.M.)

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SANTA MARIA DI SALA

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Politica. L’appello è di rafforzare la collaborazione tra pubblico e privato

“Ok la riapertura del Centro Prelievi ma ora serve un passo in più”

D

opo quasi due anni torna a disposizione dei cittadini un servizio sanitario nel capoluogo di Santa Maria di Sala. La riapertura del Centro prelievi viene accolta positivamente da Massimo Iovine, consigliere comunale della lista Civica Insieme, che però invita a non considerare questo risultato come un punto di arrivo. L’obiettivo, secondo l’esponente di opposizione, deve essere quello di costruire un’offerta socio-sanitaria più ampia e soprattutto accessibile alla popolazione. La precedente struttura aveva cessato improvvisamente l’attività a causa delle difficoltà economiche del soggetto privato che la ospitava. Con la chiusura era venuto meno anche il

servizio di prelievo garantito dall’Asl, costringendo per un lungo periodo i cittadini a rivolgersi a strutture fuori dal territorio comunale. Una situazione che, sottolinea Iovine, ha pesato soprattutto sulle persone anziane, su chi ha maggiori difficoltà negli spostamenti e su quanti necessitano di prestazioni sanitarie facilmente raggiungibili. “Riteniamo positiva l’apertura del nuovo centro medico privato nel cuore del capoluogo – afferma Iovine – perché poter nuovamente effettuare gli esami in loco rappresenta un servizio importante per la comunità. Dopo quasi due anni i cittadini possono tornare ad avere un punto di riferimento sul territorio”. Il consigliere della Civica Insieme ricorda però che la posizione sostenuta dal gruppo è sempre stata quella di mantenere, per quanto possibile, il servizio nell’ambito del sistema sanitario pubblico, valutando anche un suo potenziamento e una maggiore articolazione territoriale. “L’accessibilità alle prestazioni sanitarie deve essere una priorità per un’amministrazione locale – sostiene – soprattutto in un territorio come Santa Maria di Sala, caratterizzato

dalla presenza di più frazioni e da esigenze differenti”. La presenza della nuova struttura privata può tuttavia diventare, secondo Iovine, un’occasione per ampliare concretamente l’offerta sanitaria. Da qui la richiesta all’Amministrazione comunale di assumere un ruolo attivo nei confronti dell’Asl e di verificare la possibilità di una convenzione con il nuovo centro medico. Non soltanto per il servizio di prelievo, ma anche per le ulteriori visite e prestazioni specialistiche che la struttura intende mettere a disposizione. “L’obiettivo – spiega il consigliere – dovrebbe essere quello di mettere in rete pubblico e privato, senza sostituire il ruolo del servizio sanitario pubblico, ma utilizzando le opportunità che già esistono sul territorio”. Una collaborazione che, nelle intenzioni della lista, dovrebbe permettere anche di valutare la possibilità di offrire alcune prestazioni a tariffe sostenibili e accessibili, evitando che l’ampliamento dell’offerta si traduca semplicemente in un ulteriore ricorso al privato a prezzo pieno. • Riccardo Musacco

Le CocoGirls mettono in scena la fragilità e la sensualità di Marylin

L

a sensualità della diva e la fragilità della donna. Sono le due anime di Marilyn Monroe portate in scena al Teatro Pertini di Santa Maria di Sala con il musical “Happy Birthday, Norma Jeane!”, realizzato dalle CocoGirls e dedicato alla grande attrice americana nel centenario della nascita. Nata come saggio di un corso di teatro guidato da Maria Laura Lo Coco, insegnante di canto e appassionata di teatro, la rappresentazione è diventata negli anni un vero musical, già ospitato in diversi teatri. Al centro c’è la storia di Marilyn, ma soprattutto quella di Norma Jeane, la bambina cresciuta tra famiglie affidatarie e orfanotrofi, segnata dall’abbandono e da una continua ricerca d’amore. Una dualità che ha convinto anche la Consulta per le Pari Opportunità. “Abbiamo voluto dare risalto alla

donna e al mito”, spiega la presidente Silvia Casari, sostenendo un progetto capace di andare oltre l’immagine della bionda diva costruita da Hollywood. Marilyn, infatti, non fu soltanto l’icona sensuale del cinema americano. Studiò recitazione con impegno, leggeva molto e cercava una propria credibilità artistica. Proprio questa complessità ha spinto Lo Coco a cambiare prospettiva: “Marilyn è dentro ciascuna di noi. Basta solo tirarla fuori”. Così quattordici donne, diverse per età, fisicità e carattere, arrivando fino ai 79 anni, hanno dato vita a un racconto corale fatto di energia, ironia, sensualità e fragilità. Una Marilyn moltiplicata per quattordici, capace di coinvolgere il pubblico e restituire dignità anche a Norma Jeane, oltre il mito. • (R.M.)

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SPINEA

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Territorio. La manifestazione ha avuto un buon riscontro

VINI AL FORTE: È UN PRIMO SÌ I B

La scuola saluta Alessandra

uon successo, forse più di espositori e di compratori interessati che di pubblico generalista, per la prima edizione di Vini al Forte, l’evento promosso dal Comune di Spinea in collaborazione con la Pro Loco, che ha animato la straordinaria cornice di Forte Sirtori, in località Graspo d’Uva. Per tre giorni il Forte è diventato un luogo di incontro, cultura e valorizzazione del territorio, attirando centinaia di visitatori e restituendo alla comunità uno spazio storico che molti cittadini non conoscevano. La manifestazione ha proposto degustazioni, incontri, laboratori, mostre d’arte e fotografiche, visite guidate e momenti di approfondimento, coinvolgendo attivamente associazioni, scuole, aziende agricole e realtà culturali. “Questa prima edizione di Vini al Forte è stata una grande scommessa - commenta il sindaco Franco Bevilacqua -, e possiamo dire con soddisfazione che è stata vinta. La location ha attratto moltissimo: Forte Sirtori si è rivelato un luogo straordinario, capace di incantare visitatori e espositori. Le cantine selezionate sono state riconosciute come di alto livello da esperti del vino e non, e i momenti culturali hanno impreziosito la terrazza con incontri, mostre d’arte

e fotografiche molto apprezzate”. Lo stand gastronomico dell’associazione Creattiva ha ricevuto ottimi riscontri, così come le visite guidate condotte dall’esperto Tiziano Vanin, seguite da un pubblico numeroso e attento. Molto soddisfatta anche la Fisar - Federazione Italiana dei Sommelier di Venezia, che ha organizzato la masterclass andata sold out sul raboso, e che ha già manifestato l’interesse per il prossimo anno. “L’entusiasmo delle persone ha contagiato anche noi - aggiunge il sindaco -. Questa prima esperienza ci permette di guardare già alla prossima edizione, con accorgimenti e miglioramenti che valuteremo grazie a quanto abbiamo

imparato. Ringraziamo, oltre alle molte associazioni che hanno reso possibile tutto questo, anche la proprietà del Forte per aver aperto gratuitamente le porte di una location meravigliosa, restituita alla cittadinanza con uno sforzo logistico imponente. La risposta del pubblico, la qualità degli espositori, la bellezza della location e la ricchezza delle proposte culturali confermano che Vini al Forte è destinato a diventare un appuntamento fisso per Spinea. Un progetto che unisce storia, comunità, cultura e tradizioni vitivinicole, e che già guarda con entusiasmo alla prossima edizione”.

l mondo della scuola di Spinea piange una delle sue principali collaboratrici volontarie, che da genitore era riuscita a farsi volere bene da tutti e unire come nessun altro il mondo dei parenti degli alunni a quello della burocrazia scolastica. Dopo una breve malattia, affrontata con la sua conosciuta grinta e la voglia di continuare a darsi da fare per tutto e tutti, è mancata a 56 anni Alessandra Casaroli. Alessandra era molto conosciuta in città per il suo impegno come rappresentante dei genitori nei Alessandra Casaroli, mancata a 56 anni comitati scolastici, in particolare per il suo lavoro costante nel comitato per le mense cittadine. Un impegno che andava anche oltre la singola rappresentanza nelle scuole frequentate dalla due figlie, tanto che era stata per due volte candidata al consiglio comunale nelle liste del centrosinistra, nel 2014 e nel 2019. “Una mamma, una donna forte e generosa - la ricordano dal plesso Furlan -. Che per anni ha dedicato il suo tempo e le sue energie ai bambini e alle loro famiglie. Sempre in prima linea nei comitati dei genitori e nelle iniziative per migliorare le mense scolastiche, Alessandra si è impegnata con passione per rendere la scuola un luogo migliore per tutti. Chi le ha voluto bene la ricorda per la sua grinta, la disponibilità e quel sorriso che non mancava mai. Una donna capace di mettersi al servizio degli altri, andando ben oltre le esigenze delle sue figlie. Il suo impegno, la sua gentilezza e l’amore che ha donato resteranno nel cuore di chi l’ha conosciuta”. • (M.T.)

• Massimo Tonizzo

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La struttura. Già attiva da fine anno scolastico, finalmente inaugurata

ECCO LA NUOVA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO GIUSEPPE UNGARETTI N uova struttura scolastica moderna e funzionale Nuova struttura scolastica moderna e funzionale ma soprattutto, finalmente, a pieno regime. E’ stata ufficialmente inaugurata (anche se in realtà era già operativa quasi completamente dalla fine dello scorso anno scolastico) la nuova scuola secondaria di primo grado “Giuseppe Ungaretti”, che ha visto come protagonisti le studentesse e gli studenti, che hanno accolto le istituzioni e animato la cerimonia con il proprio talento e la propria creatività con una coinvolgente esibizione di body percussion all’ingresso dell’istituto, seguita dalla spiegazione del proprio lavoro di studio sui temi dell’architettura e della progettazione degli spazi scolastici. “Al centro di tutto c’è il cuore pulsante formato da chi la scuola la vive giornalmente - le parole del sindaco Franco Bevilacqua - La scuola è il luogo in cui si impara a vivere insieme e a conoscere il vicino di banco. L’integrazione, l’educazione alla tolleranza e la convivenza civile partono da qui. A tutti voi ragazze e ragazzi dico di essere attenti, curiosi, di imparare ad ascoltare e a non giudicare gli altri, per costruire

una cultura del rispetto reciproco. Voi e il Consiglio dei ragazzi siete il seme dei futuri amministratori e il futuro di questa nazione. Nel suo discorso inaugurale il sindaco ha poi riservato un passaggio anche al ruolo fondamentale degli insegnanti citando il celebre monito di Don Milani sull’inclusione “Se si perdono i ragazzi più difficili la scuola non è più scuola” - e un appello alle istituzioni superiori, affinché si investa prioritariamente nell’istruzione con risorse, docenti di sostegno e strutture adeguate. L’Assessora all’Istruzione Loredana Mainardi ha poi sottolineato il valore simbolico ed educativo della giornata: “Gli edifici cambiano, possono essere demoliti e ricostruiti, ma ciò che impariamo e le persone che incontriamo continuano a vivere dentro di noi. Il poeta Giuseppe Ungaretti scriveva ‘M’illumino d’immenso’: mi piace pensare che quell’immenso sia tutto ciò che questi ragazzi devono ancora scoprire e costruire. Oggi noi adulti tagliamo un nastro e consegniamo aule e tecnologie nuove, ma da domani saranno le loro voci, la loro curiosità, i loro sogni e le loro differenze a trasformare questo edificio in una vera scuola. Salutiamo

con gratitudine la vecchia Ungaretti e affidiamo questa nuova scuola alla Spinea di domani. Rendetela ogni giorno un luogo aperto, curioso, rispettoso e felice”. Non tutti positivi - come era ovvio - i pareri: non tanto sulla struttura in sè, ma sulle tempistiche dell’inaugurazione arriva la critica dell’opposizione: “Si poteva fare l’inaugurazione assieme all’apertura dell’anno scolastico come in molte altre città, e non successivamente e in un orario impossibile per molti genitori. Chi guida il comune non ha fatto altro che confermare che questa struttura evidentemente non la voleva proprio”. ma soprattutto, finalmente, a pieno regime. E’ stata ufficialmente inaugurata (anche se in realtà era già operativa quasi completamente dalla fine dello scorso anno scolastico) la nuova scuola secondaria di primo grado “Giuseppe Ungaretti”, che ha visto come protagonisti le studentesse e gli studenti, che hanno accolto le istituzioni e animato la cerimonia con il proprio talento e la propria creatività con una coinvolgente esibizione di body percussion all’ingresso dell’istituto, seguita dalla spiegazione del proprio lavoro di studio sui temi dell’architettura e della

progettazione degli spazi scolastici. “Al centro di tutto c’è il cuore pulsante formato da chi la scuola la vive giornalmente - le parole del sindaco Franco Bevilacqua - La scuola è il luogo in cui si impara a vivere insieme e a conoscere il vicino di banco. L’integrazione, l’educazione alla tolleranza e la convivenza civile partono da qui. A tutti voi ragazze e ragazzi dico di essere attenti, curiosi, di imparare ad ascoltare e a non giudicare gli altri, per costruire una cultura del rispetto reciproco. Voi e il Consiglio dei ragazzi siete il seme dei futuri amministratori e il futuro di questa nazione. Nel suo discorso inaugurale il sindaco ha poi riservato un passaggio anche al ruolo fondamentale degli insegnanti citando il celebre monito di Don Milani sull’inclusione “Se si perdono i ragazzi più difficili la scuola non è più scuola” - e un appello alle istituzioni superiori, affinché si investa prioritariamente nell’istruzione con risorse, docenti di sostegno e strutture adeguate. L’Assessora all’Istruzione Loredana Mainardi ha poi sottolineato il valore simbolico ed educativo della giornata: “Gli edifici cambiano, possono essere demoliti e ricostruiti, ma ciò che impariamo e le

persone che incontriamo continuano a vivere dentro di noi. Il poeta Giuseppe Ungaretti scriveva ‘M’illumino d’immenso’: mi piace pensare che quell’immenso sia tutto ciò che questi ragazzi devono ancora scoprire e costruire. Oggi noi adulti tagliamo un nastro e consegniamo aule e tecnologie nuove, ma da domani saranno le loro voci, la loro curiosità, i loro sogni e le loro differenze a trasformare questo edificio in una vera scuola. Salutiamo con gratitudine la vecchia Ungaretti e affidiamo questa nuova scuola alla Spinea di domani. Rendetela ogni giorno un luogo aperto, curioso, rispettoso e felice”. Non tutti positivi - come era ovvio - i pareri: non tanto sulla struttura in sè, ma sulle tempistiche dell’inaugurazione arriva la critica dell’opposizione: “Si poteva fare l’inaugurazione assieme all’apertura dell’anno scolastico come in molte altre città, e non successivamente e in un orario impossibile per molti genitori. Chi guida il comune non ha fatto altro che confermare che questa struttura evidentemente non la voleva proprio”. • Massimo Tonizzo

L’albero monumentale di via Cavalcanti è salvo

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uone notizie dal verde pubblico di Spinea. L’albero monumentale di via Cavalcanti, segnalato in passato come in situazione molto grave e a forte rischio abbattimento, è stato invece alla fine salvato grazie a un intervento mirato di rimonda del secco, garantendo sicurezza e conservazione. L’operazione è stata condivisa con il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste – Direzione Generale delle Foreste (DIFOR IV), dopo la supervisione degli agronomi competenti e le verifiche visive e strumentali

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sullo stato dell’esemplare. Nei prossimi mesi proseguiranno comunque i monitoraggi costanti per assicurare stabilità e funzionalità dell’albero, un patrimonio naturale prezioso per la nostra città. “La tutela di tutti gli alberi, e in particolare di quelli monumentali, richiede attenzione e competenza - dichiara l’assessore all’Ambiente Paolo Barbiero -. L’intervento eseguito su questo esemplare è stato fondamentale per garantirne la sicurezza e preservarne il valore. Un impegno importante per proteggere un bene che appartiene a tutta la comunità”. A Spinea si trovano

attualmente undici alberi monumentali ufficialmente censiti ed inseriti nell’elenco nazionale del Ministero. Oltre a quello in via Cavalcanti, le alberature si trovano in via Roma, con otto esemplari di grande pregio situati all’interno di giardini privati, tra i quali si mette in evidenza a Orgnano un maestoso Cedro dell’Himalaya, mentre altri due si trovano nella zona di verde pubblico, recentemente valorizzata, che circonda il passaggio pedonale del Rio Cimetto. Lo storico albero di via Cavalcanti

• (M.T.)

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Segue da pag. 1

Lo schema “Stefanildo” resiste o si apre lo scontro? Le categorie economiche, le associazioni d’impresa e il tessuto artigianale e industriale del Veneto guardano ai prossimi mesi con apprensione, temendo che le difficoltà di bilancio possano tradursi in una stangata fiscale, con un occhio particolarmente vigile sul fronte dell’Irap. L’ipotesi, anche solo ventilata, di un ritocco verso l’alto dell’imposta regionale sulle attività produttive viene vista dal mondo economico come un colpo durissimo in una fase già estremamente complicata per la

competitività aziendale, capace di frenare investimenti e margini di crescita. Dall’altro lato, sul fronte delle entrate personali e della tassazione dei redditi, resta intoccabile un vero e proprio dogma della stagione politica regionale: il mantenimento dell’Irpef come un tabù assoluto. Sulla scorta dei mandati di Luca Zaia, che hanno fatto della difesa del potere d’acquisto dei cittadini e della non-maggior tassazione un vessillo identitario e politico inattaccabile, la

maggioranza si muove con i piedi di piombo, consapevole che toccare le leve fiscali dirette sui contribuenti significherebbe incrinare quel rapporto di fiducia costruito in lunghi anni di governo. Tuttavia, far quadrare i conti senza ricorrere a leve fiscali straordinarie in un momento in cui le risorse statali si riducono e i costi dei servizi sociosanitari ed educativi lievitano rappresenta un esercizio di bilancio al limite del funambolismo. È qui che si misurerà la vera

tenuta dello schema “Stefanildo”: la capacità cioè di mediare tra le esigenze di bilancio e le pressioni delle diverse anime della coalizione. Se da una parte la programmazione finanziaria dovrà dare risposte concrete a un tessuto produttivo che chiede stabilità e sgravi, dall’altra dovrà evitare fughe in avanti che scontentino i territori o i partiti alleati. La sfida è aperta: il bilancio non sarà solo un atto contabile, ma il terreno politico decisivo per misurare i futuri equilibri di potere in Veneto.

Sociale. Approvazione unanime in Consiglio regionale, riconosciuto il ruolo nella rete dei servizi socio sanitari

CAREGIVER, LA LEGGE METTE TUTTI D’ACCORDO STEFANI: “DAL VENETO SEGNALE DI CIVILTÀ” Soranzo: “Due su tre costretti U a lasciare il lavoro”. Luisetto: “Vicini na legge che ha trovato il consenso di tutto l’arco politico, maggioranza e opposizione insieme. Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato all’unanimità la proposta di legge “Disposizioni per il riconoscimento, la valorizzazione e il sostegno del Caregiver familiare quale persona che presta cura e assistenza alla persona cara”, d’iniziativa della vicepresidente della Commissione sanità e relatrice d’aula Chiara Luisetto (Partito Democratico), con il capogruppo di Lega-LV Riccardo Barbisan come correlatore, e del presidente della Regione Alberto Stefani. Un voto compatto, trasversale agli schieramenti, che consegna al Veneto una delle prime leggi organiche in Italia dedicate a questa figura. Il provvedimento disciplina il ruolo del caregiver familiare, cioè di chi si prende cura, volontariamente e a titolo gratuito, di una persona non autosufficiente o che necessita di assistenza di lunga durata. La legge lo integra nel sistema regionale dei servizi sociosanitari, riconoscendone la funzione sociale, con un’attenzione specifica ai giovani caregiver - per i quali vengono individuate esigenze particolari in ambito educativo, formativo, lavorativo e di benessere psicofisico - e ai caregiver over 65. Sono previste misure di informazione, formazione, affiancamento e supporto

psicologico, oltre a interventi di sollievo e alla valorizzazione delle competenze, anche trasversali, maturate nell’attività di cura, utili a favorire l’accesso o il reinserimento nel mondo del lavoro. Tra gli strumenti istituiti: un Tavolo permanente presso la Giunta regionale, la raccolta di buone pratiche, la Giornata regionale del caregiver fissata al 6 ottobre, linee guida regionali e un Fondo regionale caregiver. Esprime soddisfazione il presidente della Regione Alberto Stefani: “Il Veneto oggi ha scelto di prendersi cura di chi si prende cura. La legge approvata dal Consiglio regionale riconosce e valorizza il ruolo centrale di chi, tutti i giorni, segue una persona cara malata, con disabilità, non autosufficiente o che necessita di essere accudita per particolari necessità assistenziali. Abbiamo mantenuto la promessa: al caregiver familiare, che

sarà inserito nella rete dei servizi sociali e sanitari, è riconosciuto il valore sociale ed economico che rappresenta come risorsa per tutta la società”. Stefani sottolinea la portata della misura: “Ancora una volta il Veneto dimostra sensibilità e visione. La legge approvata è un importante segnale di civiltà, una nuova pietra miliare del percorso sociosanitario che mette al centro la persona e le relazioni umane. Riguarda più di 260.000 veneti per i quali l’attività del caregiver non è soltanto un impegno familiare, ma si configura come un prezioso e fondamentale tassello della rete di assistenza. Per questo deve contare sul giusto riconoscimento sociale nel sistema regionale integrato dei servizi e del Welfare”. Il presidente ricorda infine come l’iniziativa fosse nata fin dall’avvio della legislatura: “Nella prima seduta del Consiglio regionale di questa legislatura, durante il mio discorso di insediamento, avevo lanciato una proposta: approvare una legge di civiltà, lavorando insieme, maggioranza e opposizione. Con orgoglio oggi abbiamo raggiunto l’obiettivo. Ringrazio la giunta e tutti i Consiglieri, anche per l’impegno di questi mesi e il senso di responsabilità dimostrato. Di fronte a scelte come queste non ci possono essere divisioni politiche davanti all’interesse dei nostri cittadini”.

alle 600 mila persone finora sole”

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opo il via libera unanime alla legge sul caregiver familiare, arrivano le reazioni dei consiglieri regionali che hanno seguito il provvedimento nelle commissioni. Per il presidente della Sesta commissione Enoch Soranzo (Fratelli d’Italia) il dato di partenza è la diffusione del fenomeno: “Parliamo di una realtà che tocca da vicino quasi il 16% della popolazione veneta, fatta in gran parte di donne, spesso anziani o giovanissimi”. Soranzo richiama le conseguenze sul lavoro: “Quasi due caregiver su tre sono costretti a lasciare o ridurre il lavoro, con ripercussioni pesanti sulla salute, sulla serenità familiare e sulla futura pensione”. Tra gli elementi della legge, il consigliere sottolinea l’ingresso del caregiver nella rete del welfare: “Il caregiver entra nella rete del welfare locale e concorre direttamente alla stesura e alla firma del Piano Assistenziale Individualizzato, affiancando e

integrando i servizi pubblici senza mai sostituirli”. Il tutto, ricorda, sostenuto da un Fondo regionale “finanziato con oltre 2,2 milioni di euro nel triennio”. Di segno complementare la lettura della prima firmataria, Chiara Luisetto (Pd), che punta sul percorso che ha portato al testo: “Questa legge nasce da un lungo percorso di ascolto e partecipazione che ha visto il coinvolgimento del Terzo settore, delle forze sindacali, delle associazioni e delle esperienze dirette dei cittadini”. La consigliera quantifica la platea coinvolta, “oltre 600 mila persone in Veneto, in maggioranza donne della cosiddetta generazione ‘sandwich’”, e guarda già oltre l’approvazione: “Non consideriamo questa legge un punto di arrivo, bensì l’assunzione di una responsabilità precisa. Ora siamo al lavoro affinché a queste risorse e a questi diritti corrispondano servizi accessibili e capillari su tutto il territorio”.


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Mobilità. L’assessore regionale Diego Ruzza fa il punto sulle principali questioni aperte, in arrivo nuovi treni

BIGLIETTO UNICO, AVANTI CON LA PIATTAFORMA IL REBUS DELL’ALTA VELOCITÀ FERMA A VICENZA A lta velocità, nuovi treni, biglietto unico ed edilizia sportiva: l’assessore regionale ai Trasporti, Mobilità e Lavori Pubblici Diego Ruzza fa il punto nella nostra redazione sui principali cantieri aperti sul fronte della mobilità veneta. Il nodo più delicato resta quello dell’Alta Velocità, bloccata all’altezza di Vicenza. “È un problema che riguarda tutta la regione. Ci stiamo lavorando molto, soprattutto con un confronto con Rfi, perché il problema è l’uscita da Vicenza”, spiega Ruzza. “È un grande lavoro di confronto e di raccordo anche con gli enti locali, con i sindaci e con le comunità di quel territorio, perché parliamo di un intervento estremamente importante: dobbiamo riuscire a capire qual è la scelta da fare e iniziare a lavorarci subito”. Diverso il quadro sulla tratta Brescia-Verona, già in fase avanzata: “È molto probabile che nel secondo semestre dell’anno prossimo avremo il primo treno ad alta capacità che va verso la Lombardia”. Un passaggio che

l’assessore considera strategico anche per il trasporto locale: “Dobbiamo riuscire a sbloccare la situazione perché dobbiamo efficientare la linea, e questo comporterebbe un’ulteriore eccellenza sia in termini di trasporto sia di puntualità: libereremo tutta quella parte di binari che servono per i regionali e per il cargo”. Proprio sulla puntualità del servizio regionale Ruzza rivendica un dato: “Abbiamo un livello di puntualità che supera il 94%: siamo tra le regioni considerate eccellenti”. Un risultato legato anche al rinnovo della flotta: è da poco entrato in servizio il primo dei nuovi treni a due piani sulla direttrice Bologna-Brennero, linea interessata da forti flussi turistici, pendolari e intermodali. L’investimento complessivo è di 112,1 milioni di euro, di cui 75,8 milioni finanziati da Infrastrutture Venete e 36,3 milioni da Trenitalia, nell’ambito di un contratto di servizio 2023-2031 dal valore complessivo di circa 250 milioni di euro. “Il rinnovo della flotta rappresenta un investimento importante sulla qualità del trasporto

ferroviario regionale e sulla mobilità”, commenta Ruzza. Entro il 2027 tutti i 14 collegamenti giornalieri tra Brennero, Alto Adige, Trentino, Veneto ed Emilia-Romagna saranno effettuati con i nuovi treni, più capienti, accessibili e a minor consumo energetico. Capitolo biglietto unico: “Stiamo lavorando anche al biglietto unico, un progetto su cui crediamo tantissimo insieme col presidente Stefani, perché è una riforma epocale”, racconta l’assessore. “Siamo stati velocissimi a recuperare i primi due milioni di euro per creare la nostra piattaforma per pagare il biglietto in un’unica modalità, che sia carta di credito, telefono, smartwatch o carta prepagata della Regione. Ma abbiamo appena approvato anche ulteriori 11 milioni di euro per l’ammodernamento di software, hardware, bigliettazione e validatori, a disposizione degli enti locali e delle aziende: 13 milioni per la prima fase, penso non sia mai successo prima”. Il bando scade il 4 dicembre, mentre la piattaforma unica regionale

sarà allestita nel 2027. Fra i lavori pubblici rientra anche l’edilizia sportiva: “Diamo un aiuto, la prima volta così importante negli ultimi anni, alle associazioni sportive e ai Comuni che sono spesso proprietari di impianti ma fanno fatica ad ammodernarli”, spiega Ruzza, citando anche l’abbattimento delle barriere architettoniche e la fruibilità per le discipline paralimpiche. Lo stanziamento 2025 è di 3 milioni

di euro, a cui si aggiungono 10 milioni già previsti per il biennio 2027-2028: “13 milioni in tutto, per fare almeno decine di interventi in cofinanziamento con la Regione, con tagli da 35 a 100 mila euro per interventi urgenti, soprattutto di ammodernamento igienico-sanitario e messa in sicurezza”. • Redazione Regione

BILANCIO, 60 MILIONI TRA SANITÀ E CASA: 41 MILIONI PER L’EDILIZIA SOSTENIBILE

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isco verde dalla giunta regionale alla nuova variazione di bilancio, una che manovra rende disponibili oltre 60 milioni di euro, utilizzando risorse statali ed europee già assegnate al Veneto per sanità, sociale, casa, trasporto pubblico e sviluppo del sistema produttivo. Lo stanziamento più consistente riguarda la casa: oltre 41 milioni di euro del PR FESR 2021-2027 per favorire l’accesso ad abitazioni sostenibili e a prezzi accessibili, con 11,7 milioni previsti nel 2027 e 30 milioni nel 2028. Per il sociale arrivano 6,6 milioni di risorse statali destinate alla videosorveglianza nelle strutture che ospitano anziani e persone con disabilità. Sul fronte sanitario, la variazione mette a disposizione oltre 11

milioni di euro nell’ambito del Pnrr: 5,27 milioni per le Case della Comunità e la presa in carico delle persone, 578 mila euro per le Centrali Operative Territoriali e la telemedicina, oltre 5,6 milioni per l’ammodernamento delle tecnologie digitali e delle grandi apparecchiature ospedaliere. Al trasporto pubblico locale vanno invece oltre 5,1 milioni di euro nel biennio 2027-2028 per il rinnovo delle flotte. Tra gli altri capitoli, 713 mila euro nel 2026 per la tutela del patrimonio boschivo e il contrasto al bostrico, 4 milioni di euro dalle sanzioni per violazione delle norme sul diritto al lavoro delle persone con disabilità, e 6,35 milioni trasferiti da Veneto Innovazione per il Fondo Veneto Competitività, il Fondo Veneto Patrimonializzazione

e il Fondo Veneto Ricerca, Sviluppo e Innovazione. “Con questa variazione mettiamo a disposizione del Veneto oltre 60 milioni di euro di risorse statali ed europee, destinandole a interventi importanti nei settori della sanità, del sociale, della casa, dei trasporti e dello sviluppo economico”, sottolinea l’assessore Giacinti. “È un lavoro che richiede attenzione nella programmazione e capacità di intercettare e utilizzare nei tempi giusti le risorse disponibili. Dalle Case della Comunità alla telemedicina, dall’ammodernamento delle apparecchiature sanitarie alla sicurezza nelle strutture per anziani e persone con disabilità, fino al sostegno all’accesso alla casa e al rinnovo del trasporto pubblico: interveniamo su esigenze reali, utilizzando al meglio le risorse disponibili”.

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Il dibattito. Il vicecapogruppo di Fratelli d’Italia in Regione interviene sul decreto scuola e sul futuro della politica veneta

BALDAN: “BURQA E NIQAB? DOVE SERVE IL VOLTO DEVE ESSERE RICONOSCIBILE” I l dibattito sul burqa e sul niqab torna al centro dell’attenzione in Veneto, tra le nuove disposizioni del governo sulla scuola e l’ipotesi di un regolamento comunale a San Donà di Piave per disciplinare l’accesso agli uffici pubblici quando il volto di una persona è completamente coperto. A intervenire sul tema ai nostri microfoni di Veneto24 è Matteo Baldan, consigliere regionale e vicecapogruppo di Fratelli d’Italia, che difende l’idea di una distinzione netta tra libertà personale e necessità di identificazione. «Penso che sia un regolamento che va nella giusta direzione», afferma Baldan parlando dell’iniziativa allo studio a San Donà di Piave. Il riferimento, spiega, è alla necessità di garantire il riconoscimento dell’identità quando questo sia previsto dalla legge o risulti indispensabile per l’accesso a determinati servizi. «Non è un approccio assolutamente ideologico, non è un approccio discriminatorio, è un approccio per confermare ciò che di fatto è già previsto dalla legge».

Il punto non riguarda quindi il semplice fatto di indossare un velo o un particolare abito per motivi religiosi o culturali, ma le situazioni nelle quali il volto deve necessariamente essere riconoscibile. «Dove è necessario e si ritiene opportuno, proprio per obblighi di legge, il riconoscimento del volto deve essere reso possibile. Va ovviamente verificato il volto, che deve corrispondere a chi fa richiesta di accesso al servizio attraverso il proprio documento o la propria identità». Una distinzione che viene posta anche rispetto alla libertà individuale. Il fatto che una donna scelga autonomamente di indossare il niqab, osserva Baldan, è una questione diversa rispetto all’eventuale necessità di scoprirsi il volto quando si entra in un luogo nel quale è richiesta l’identificazione. Il tema si intreccia con il provvedimento del governo sulla scuola, che ha riacceso il confronto anche sulla presenza degli studenti stranieri e sulle modalità di integrazione scolastica. Baldan respinge però l’idea che le nuove misure

Matteo Baldan

possano essere lette semplicemente come iniziative legate alla prossimità delle elezioni. Lo sguardo si sposta poi sulle prossime elezioni politiche e sulle possibili candidature di esponenti della politica regionale. L’ipotesi che alcuni consiglieri

o assessori possano lasciare il Veneto per approdare a Roma non sorprende Baldan. «È normalissimo, è una cosa che credo sia abbastanza naturale e capita ogni qualvolta ci sono le elezioni politiche», commenta. E aggiunge: «Chi è fresco, diciamo così, di preferenze, può

essere considerato un buon candidato». Un passaggio che porta direttamente al nuovo sistema elettorale e al ritorno delle preferenze, tema sul quale il confronto politico non è mancato. Baldan difende l’impianto della nuova legge: «Secondo me ne è uscita una legge elettorale equilibrata, dove esiste la preferenza e dove è presente anche il capolista che di fatto rappresenta il partito». Il valore delle preferenze, per il consigliere, è soprattutto nella possibilità di lasciare agli elettori una scelta diretta. «Danno possibilità a chi vota di scegliere in modo esplicito da chi farsi rappresentare», sottolinea. E proprio questa scelta, aggiunge, attribuisce una responsabilità ulteriore a chi viene eletto: «Chi viene votato ha un ulteriore peso di responsabilità verso i cittadini». Sul tema Baldan parla anche di «molta strumentalizzazione e molta disinformazione», contestando le critiche arrivate da chi ha scelto di non votare la nuova legge elettorale. • (R.R.)

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Fumetti per ragazzi. Apostolidis: “Vogliamo offrire ai giovani storie d’avventura con uno spessore culturale e una profondità di pensiero”

“NON È SEMPLICE ENTERTAINMENT, LA MITOLOGIA GRECA CI PARLA DI NOI” E manuele Apostolidis torna in libreria con un nuovo fumetto per ragazzi che continua il successo di Archeo Tales. Lo sceneggiatore veneto, nato a Schio ma da anni ormai “padovano”, ha infatti da poco pubblicato “Il mito di Narciso. Archeo Tales Vol. 2”, con la collaborazione scientifica di Francesco Bellu e con le splendide tavole di Rebecca Spagnesi. Ho approfittato dell’occasione per scambiare due

chiacchiere con Apostolidis che ormai è diventato un nome di riferimento nel mondo del fumetto per ragazzi, grazie a una serie di pubblicazioni di successo che riescono ad unire alla perfezione l’intrattenimento con l’aspetto più educativo della lettura. Come mai hai scelto proprio il mito di Narciso come punto di partenza per questa seconda avventura di Archeo Tales?

Il mito di Narciso era l’occasione perfetta per introdurre il tema di una società in cui l’apparire è diventato essenziale e in cui la perfezione sembra essere una condizione necessaria. I grandi temi del mito siano ancora attuali: nel mondo di Archeo Tales, che rispecchia da vicino il nostro, volevamo far riflettere su come l’ossessione per l’immagine possa diventare una forma di controllo, trasformando una figura classica come

prime armi con la lettura, che lo vivranno come una bellissima storia d’avventura pur non conoscendo ancora i miti o gli dèi greci; i lettori più grandi, invece, vi troveranno continui riferimenti a ciò che studiano a scuola e saranno stimolati (si spera) ad approfondire altri racconti. Questo fumetto nasce dal lavoro di tre autori. Come funziona il vostro lavoro di squadra? Il nostro è un lavoro di grande sinergia

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La copertina di “Il mito di Narciso”

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Narciso in un’icona moderna del culto dell’apparenza. Quanto vi interessa restare fedeli al mito originale e quanto, invece, vi divertite a “smontarlo”? Per noi era fondamentale ricostruire il mito per catturare l’attenzione dei giovani lettori. Archeo Tales non vuole essere una serie didascalica ma un’opera che stimola la curiosità, ritenendola il vero motore della conoscenza. A questo proposito, le schede scritte da Francesco Bellu - archeologo e consulente scientifico della serie - servono proprio a nutrire e approfondire questo interesse. Archeo Tales si rivolge a lettori molto giovani. Come si raccontano miti spesso complessi, violenti o ambigui ai bambini senza impoverirli? Credo sia importante offrire ai giovani storie d’avventura che mantengano uno spessore culturale e una reale profondità di pensiero. Non bisogna semplificarle troppo né renderle eccessivamente complicate. Le più grandi storie per l’infanzia possiedono diversi livelli di lettura che possono essere colti a età differenti: Archeo Tales è adatto ai bambini alle

Emanuele Apostolidis

in cui la narrazione e la parte grafica si intrecciano fin dalle prime fasi di sviluppo. È un processo corale in cui la costruzione del mondo fantasy e dei personaggi dialoga con la parte di scientifica gestita da Francesco Bellu. Anche il rapporto con la disegnatrice Rebecca è costante e presente fin dall’inizio perché non è facile dare vita e forma grafica a un mondo come quello di Archeo Tales, ma Rebecca ci è riuscita perfettamente. Sono davvero felice di aver lavorato con questo team creativo che, posso già anticiparlo, sarà lo stesso anche per il terzo volume. Narciso è un mito che può essere letto anche attraverso selfie, social network e culto dell’immagine. Quanto del presente avete voluto far entrare nel personaggio e nella storia? Moltissimo. Archeo Tales è ambientato in un mondo fantasy in cui l’archeologia è vietata: un universo in cui i Titani cercano di controllare la società attraverso la tecnologia. È un mondo molto simile al nostro, di cui riconosciamo tratti distintivi come telefonini e selfie, ma dove magia e scienza si uniscono per

liberare il passato. La nostra memoria storica non è un elemento statico, bensì l’unica fonte in grado di ridare equilibrio al tutto e aiutarci a costruire un futuro migliore. I miti greci sono perfetti per raccontare il nostro mondo perché nelle loro storie sono state anticipate incredibilmente tutte le grandi tematiche del mondo attuale. L’Odissea di Nolan è stata un evento epocale nel mondo del cinema, pensi che abbia cambiato il modo di raccontare o percepire la mitologia? Tra l’altro, ti è piaciuto il film? Il film di Nolan si rivolge a un tipo di pubblico diverso rispetto al nostro, tuttavia spero davvero che abbia contribuito a riportare al centro dell’attenzione la mitologia e l’intramontabile fascino dei miti greci. In ogni caso personalmente mi è piaciuto tantissimo, ma sono un fan di Nolan da sempre. Tu da sempre fai tantissime presentazioni e laboratori di fumetto con i bambini: come ti trovi con gli eventi dal vivo? C’è vita oltre al tablet e allo smartphone anche per i più piccoli? Assolutamente sì. Credo che i bambini abbiano la necessità di tornare a immaginare e a riscoprire la bellezza di perdersi all’interno di una storia e di un’avventura. Quando tengo i laboratori dal vivo, cerco di stimolarli attraverso oggetti e reperti archeologici per guidarli nell’immaginare il passato: vedere quanto questo approccio li affascini ogni volta è la prova che c’è ancora un grandissimo spazio per la fantasia. Credo inoltre che il fumetto ha bisogno di ritrovare i lettori partendo proprio dai più giovani che sono ancora molto affascinati dalle immagini e dal disegno. Bisogna però essere in grado di parlare con il loro linguaggio, cercare di affascinarli e stimolarli. In questo modo non c’è schermo che possa battere la magia delle storie e del disegno. • Giacomo Brunoro

• Chi è Giacomo Brunoro Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.


DESPAR

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Despar, Eurospar, Interspar. Prezzi più leggeri per la spesa di tutti i giorni

CON “PREZZI PIUMA” 2.000 PRODOTTI DIVENTANO PIÙ CONVENIENTI Prezzi monitorati e aggiornati periodicamente sul mercato: Despar Nord rafforza la propria strategia sulla convenienza, affiancando “Prezzi Piuma” all’ampia offerta dei prodotti a marchio

F

are la spesa, oggi, significa sempre più spesso fare attenzione al prezzo. Si confrontano le alternative, si valutano marche e formati, si controlla il totale alla cassa e si cerca di mantenere il carrello entro un budget prestabilito. In un contesto economico segnato dall’aumento del costo della vita e da una crescente attenzione delle famiglie alla gestione della spesa quotidiana, anche le abitudini di acquisto sono cambiate. È in questo scenario che Despar Nord ha introdotto “Prezzi Piuma”, un progetto che coinvolge 2.000 prodotti e segna un’evoluzione importante nella strategia di convenienza dell’azienda. L’obiettivo è chiaro: rendere più conveniente la spesa di tutti i giorni, andando oltre la tradizionale logica delle promozioni a tempo e lavorando in maniera strutturale sul posizionamento dei prezzi. La principale novità è proprio questa: per le referenze coinvolte, il cliente può trovare un prezzo conveniente in modo continuativo, senza dover aspettare il volantino o concentrare gli acquisti nel periodo in cui un determinato prodotto è in promozione. Ma “Prezzi Piuma” non è un intervento una tantum. Alla base del progetto c’è infatti un sistema dinamico di monitoraggio del mercato: Despar Nord effettuerà periodicamente rilevazioni dei prezzi praticati dai principali competitor e, sulla base dei risultati, potrà intervenire sul prezzo delle referenze coinvolte. Un meccanismo che permette di adattare nel tempo il posizionamento dei 2.000 prodotti, con l’obiettivo di mantenere costante l’attenzione alla convenienza anche al variare delle condizioni di mercato. È questo uno degli elementi più innovativi dell’iniziativa: la convenienza non viene definita una volta per tutte, ma verificata e aggiornata periodicamente. Un approccio che fa di “Prezzi Piuma” non una semplice iniziativa commer-

ciale, ma una vera e propria strategia di posizionamento, pensata per rendere la convenienza un elemento sempre più stabile e riconoscibile dell’esperienza di spesa. Il progetto nasce in un momento in cui il potere d’acquisto rimane un tema particolarmente attuale. Negli ultimi anni l’inflazione e i rincari hanno modificato le abitudini dei consumatori, rendendoli più attenti al rapporto tra prezzo e qualità e più consapevoli nelle proprie scelte. “Prezzi Piuma” si concentra per questo sui prodotti che più frequentemente finiscono nel carrello. Le 2.000 referenze sono state individuate tra quelle maggiormente acquistate dai clienti e all’interno delle categorie che incidono maggiormente sulla spesa quotidiana. Il paniere comprende numerosi prodotti di marca, conosciuti e apprezzati dai consumatori: l’obiettivo non è quindi semplicemente proporre prezzi più bassi, ma rendere più conveniente l’acquisto di prodotti che fanno già parte delle abitudini delle famiglie, mantenendo qualità e possibilità di scelta. Una strategia che si affianca a un altro importante strumento attraverso cui Despar Nord lavora da tempo per offrire qualità e convenienza a diverse fasce di spesa: i prodotti a marchio. Un assortimento ampio e trasversale, sviluppato per offrire ai clienti la possibilità di scegliere in base alle proprie esigenze, preferenze e disponibilità di spesa, senza rinunciare alla qualità. La proposta a marchio di Despar Nord comprende infatti soluzioni capaci di rispondere a bisogni molto diversi: dalle eccellenze gastronomiche della linea Despar Premium ai prodotti per la spesa quotidiana, fino a S-BUDGET, la linea primo prezzo dedicata a chi ricerca una convenienza ancora più marcata. A queste si affiancano linee sviluppate per rispondere a specifici stili di vita ed esigenze alimentari,

La spesa più leggera

Non aspettare l’offerta!

2000

Fino a prodotti ogni giorno convenienti ampliando ulteriormente le possibilità di scelta all’interno del punto vendita. “Prezzi Piuma” e prodotto a marchio rappresentano così due leve complementari di una stessa strategia di convenienza: da un lato rendere più convenienti 2.000 prodotti, monitorandone periodicamente – su base mensile - il posizionamento sul mercato; dall’altro offrire attraverso la private label un ventaglio di alternative capace di rispondere a disponibilità di spesa, preferenze ed esigenze alimentari differenti.

Per Despar Nord, infatti, convenienza e qualità non sono elementi alternativi. L’obiettivo è rendere la spesa accessibile a un pubblico il più ampio possibile, offrendo a ciascun cliente la libertà di trovare il proprio equilibrio tra prezzo, qualità, preferenze ed esigenze personali. Cambia così anche il modo di intendere la convenienza: non soltanto un’occasione legata a una promozione, ma un impegno continuativo sul prezzo, capace di accompagnare la spesa abituale e di evolvere insieme al mercato.

Il progetto è partito a settembre da alcuni punti vendita Interspar del Veneto e nel corso del mese sarà esteso anche ai punti vendita Despar ed Eurospar, arrivando così a coinvolgere l’intera rete di vendita diretta Despar Nord presente in regione. Un percorso che, insieme alla continua evoluzione dell’offerta a marchio Despar, rafforza una strategia di convenienza sempre più strutturata, con l’obiettivo di offrire qualità, scelta e accessibilità e rispondere alle diverse esigenze di chi ogni giorno fa la spesa.


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DESPAR

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Solidarietà. La spesa diventa un aiuto per le scuole grazie ai buoni raccolti dalle famiglie

STICKERMANIA E SCUOLAFACENDO: DA DESPAR LA SPESA SOSTIENE LE SCUOLE

È

iniziata con il ritorno a scuola anche la nuova edizione di Stickermania, la raccolta di figurine che ogni anno coinvolge bambini e famiglie nei punti vendita Despar, Eurospar e Interspar aderenti. Quest’anno, come già nelle precedenti edizioni, insieme alle figurine c’è anche un’occasione per dare un aiuto concreto alle scuole del territorio attraverso Scuolafacendo. Le due iniziative proseguiranno fino al 18 ottobre. Stickermania, una nuova avventura da collezionare Per Stickermania 2026 la storia riparte con “Il segreto dell’amuleto luminoso”. Protagonisti sono ancora Oskar e Bo, questa volta alle prese con un viaggio nella mitologia nordica, sulle tracce dei Vichinghi e di un misterioso amuleto. La collezione è composta da 200 figurine. Il meccanismo è legato alla spesa: ogni 10 euro di spesa effettuata nei punti vendita aderenti si riceverà a una bustina di figurine. Per completare più rapidamente l’album è possibile acquistare anche pacchetti aggiuntivi di colore blu al prezzo di 50 centesimi. Inoltre, ogni 10 euro di spesa e l’acquisto di due prodotti sponsor si riceverà una bustina aggiuntiva di colore verde. I prodotti coinvolti sono segnalati direttamente nei punti vendita. Ma la raccolta non si ferma all’album. Stickermania è anche un progetto educativo che, attraverso il gioco e la condivisione, porta con sé valori come il rispetto, l’inclusione e la valorizzazione delle differenze, rafforzati dal legame con Scuolafacendo, l’iniziativa di Despar a sostegno delle scuole del territorio. Scuolafacendo, i buoni diventano materiali per le scuole Ogni bustina di figurine Stickermania contiene

anche un Buono Scuolafacendo. Il cliente potrà consegnarlo direttamente alla scuola che desidera sostenere oppure caricarlo online, attraverso il sito del progetto o l’app dedicata. I buoni potranno essere raccolti e destinati agli istituti fino al 7 febbraio 2027. Per le scuole, i buoni rappresentano la possibilità di ottenere materiali e attrezzature utili alle attività quotidiane. Gli istituti aderenti potranno scegliere dal catalogo dell’iniziativa prodotti per la didattica, strumenti per l’inclusione, attrezzature per le attività motorie e dotazioni tecnologiche. L’iniziativa è rivolta alle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo e secondo grado, pubbliche e paritarie, presenti nei territori in cui opera Despar Nord. Per partecipare è necessaria la registrazione al progetto. Nella scorsa edizione sono stati destinati oltre 460 mila euro in materiali e attrezzature a più di 2.000 scuole. Un risultato che racconta anche il valore di una partecipazione semplice e quotidiana: quella di famiglie e clienti che, attraverso la spesa, possono contribuire a rendere più ricchi e attrezzati gli spazi in cui ogni giorno bambini e ragazzi imparano, crescono e stanno insieme.

Dal 14 settembre al 18 ottobre 2026

ALBUM E FIGURINE DA COLLEZIONARE!!

Stickermania Tour in Veneto Gli appuntamenti nei punti vendita per scambiare le figurine

Scuole in movimento con il contest educativo “Diamoci una mossa!”

a raccolta Stickermania fa tappa anche nei punti vendita con alcuni appuntamenti dedicati allo scambio delle figurine. Durante i pomeriggi dello Stickermania Tour, bambini e famiglie potranno incontrarsi per scambiarsi le figurine e completare più facilmente la propria collezione. Ad accompagnare gli appuntamenti ci saranno una merenda con succhi di frutta e merendine per i più piccoli e alcuni gadget a marchio Stickermania, tra cui cappellini e palloncini.

orna, insieme a Scuolafacendo, il contest creativo “Diamoci una mossa!” realizzato in collaborazione con Le Buone Abitudini, il progetto educativo gratuito di Despar che nel 2026 festeggia vent’anni di attività al fianco delle scuole. Il tema scelto per questa edizione è il movimento, raccontato dagli studenti attraverso disegni e racconti non solo come attività sportiva, ma anche come gioco, esperienza quotidiana, espressione personale e occasione di incontro. Il contest è aperto alle scuole iscritte a Scuolafacendo, che potranno caricare gli elaborati delle classi entro il 15 novembre 2026. Ogni plesso che presenterà almeno un lavoro valido riceverà 100 Buoni Scuola. Per i dieci elaborati selezionati dalla giuria sono invece previsti 3.000 Buoni Scuola ciascuno, che potranno essere utilizzati per arricchire la dotazione didattica dell’istituto. Una giuria di esperti valuterà gli elaborati, considerando in particolare originalità, efficacia del messaggio educativo e capacità di raccontare il movimento come esperienza quotidiana, inclusiva e condivisa. Il regolamento completo è disponibile sul sito di Scuolafacendo, nella sezione dedicata al contest.

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Gli appuntamenti in Veneto: 3 OTTOBRE: Interspar di Rovigo (RO) - viale Porta Po, 85 4 OTTOBRE: Interspar di Castelfranco Veneto (TV) - via dei Carpani Interspar di Bassano del Grappa (VI) - via Capitelvecchio, 88 10 OTTOBRE: Eurospar di Schio (VI) - via Lago Trasimeno, 11 Interspar di Sarmeola di Rubano (PD) - via della Provvidenza, 1 18 OTTOBRE: Interspar di Albignasego (PD) - via Verga, 1

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on-line: www.lapiazzaweb.it •Rubriche •Salute

Ulss 3, al via la campagna vaccinale con tre novità

R

aggiungere le persone più fragili prima che si ammalino, portando la prevenzione nei luoghi in cui vengono assistite. È l’obiettivo della campagna di immunizzazione dell’Ulss 3 Serenissima contro influenza, Covid-19 e virus respiratorio sinciziale (VRS). La rete coinvolge ospedali, medici, pediatri, farmacie e servizi territoriali. «Con l’immunizzazione occorre arrivare prima delle malattie», spiega la direttrice sanitaria Chiara Bovo. «Spesso queste patologie vengono sottovalutate con il pensiero di stare a casa qualche giorno, ma non è così: si può arrivare anche a un eccesso di mortalità». La protezione, sottolinea, è fondamentale per scongiurare le forme gravi e tutelare i cittadini più vulnerabili. Tre le novità principali. La prima riguarda la presa in carico attiva: medici e servizi individueranno le persone a rischio, senza attendere che siano loro a chiedere la vaccinazione. Per gli

over 60 dimessi dagli ospedali, l’indicazione alla vaccinazione antinfluenzale sarà inserita nella documentazione di dimissione. Saranno coinvolti anche i caregiver. La seconda novità è il ruolo delle Case della Comunità. Il 7 novembre, in occasione del Vax Day regionale, ospiteranno sedute vaccinali straordinarie insieme alle sedi del Dipartimento di Prevenzione. Sono previsti accesso libero o prenotazione semplificata. Il terzo elemento è la collaborazione strutturata con l’Assistenza domiciliare integrata (ADI). Gli infermieri territoriali vaccineranno direttamente a casa i pazienti non autosufficienti e complessi inseriti nel percorso assistenziale. In particolare, saranno coinvolti gli assistiti con più di 50 anni che abbiano già ricevuto vaccinazioni. «Per rendere operativa e fluida questa sinergia fin dal primo giorno», spiega Vittorio Selle, direttore del Dipartimento di Prevenzione,

«abbiamo avviato un percorso di formazione e collaborazione, incontrando già tutti i gruppi di lavoro e gli attori della rete assistenziale». La partenza è scaglionata. Dal 5 ottobre sono coinvolti i pediatri di libera scelta, per l’antinfluenzale alla popolazione pediatrica, e le strutture residenziali, per anziani e persone non autosufficienti. Seguiranno gli ospedali, con vaccinazioni alla dimissione o inviti successivi, e le cure domiciliari. Dal 19 ottobre la campagna si estenderà a medici di medicina generale, farmacie aderenti e ambulatori vaccinali dell’Ulss 3. La campagna riguarda anche gli operatori. «L’Ulss 3 Serenissima considera prioritario il coinvolgimento e la protezione del personale sanitario e sociosanitario», afferma Bovo. Le somministrazioni saranno proposte sul luogo di lavoro, nei reparti e nei distretti, con sedute dedicate anche nelle sedi aziendali. Priorità agli

operatori fragili o che assistono una persona fragile. Il vaccino antinfluenzale per la stagione 20262027 è trivalente e può essere somministrato nella stessa seduta di quello contro il Covid-19. Per gli ambulatori del Dipartimento di Prevenzione si prenota sul portale prenotavaccino.regione.veneto.it. Per il VRS, responsabile anche della bronchiolite nei più piccoli, i bambini nati tra aprile e settembre saranno immunizzati attraverso i pediatri; quelli nati successivamente nei punti nascita ospedalieri. La regia è del Servizio Igiene e Sanità Pubblica, che monitorerà somministrazioni, scorte e coperture. I dati del 2025 indicano una copertura del 39,8% tra i fragili e del 59,9% nell’ADI. Tra gli over 80 si raggiunge il 60,4%, mentre nella popolazione pediatrica il dato è del 19,2%. Madeleine Palpella

Screening per la cardiomiopatia ipertrofica: 150 persone esaminate, 51 positive

A

Chioggia la prevenzione della cardiomiopatia ipertrofica passa da un percorso che, in cinque anni, ha permesso di sottoporre a screening circa 150 persone. Cinquantuno sono risultate positive e una ventina di famiglie è stata coinvolta negli accertamenti. In due casi, la valutazione del rischio ha portato all’impianto di un defibrillatore cardiaco, per proteggere i pazienti da aritmie ventricolari potenzialmente fatali. Il programma è stato avviato nel 2020 su iniziativa del primario di Cardiologia dell’ospedale di Chioggia, Roberto Valle. Dopo una prima fase sperimentale sostenuta dal Lions Club clodiense, il progetto è stato sviluppato e portato avanti dalle specialiste Michela Bevilacqua ed Elisabetta Garelli. La prima si è occupata della presa in carico clinica, della valutazione dei pazienti, della ricostruzione della familiarità e dello screening genetico, mentre la seconda ha seguito la parte ecocardiografica. La cardiomiopatia ipertrofica è la più comune tra le cardiomiopatie ereditarie e interessa, secondo Valle, circa una persona ogni 500. L’obiettivo del percorso avvia-

to a Chioggia è stato quello di non limitarsi ai pazienti già diagnosticati o con sintomi, ma di individuare attivamente la malattia e i fattori di rischio tra le persone che arrivano in Cardiologia per qualsiasi motivo. Quando emerge il sospetto di cardiomiopatia ipertrofica, il percorso prevede elettrocardiogramma, ecocardiogramma, risonanza magnetica cardiaca e test genetico. In caso di positività, gli accertamenti vengono estesi ai familiari, proprio per la componente ereditaria della patologia. Genetica, storia familiare e valutazione clinica vengono quindi integrate per definire con maggiore precisione il rischio individuale. Quando necessario, vengono eseguiti anche Holter, test da sforzo e ulteriori esami di risonanza. I risultati raggiunti in questi cinque anni mostrano la dimensione del lavoro svolto: circa 150 persone sottoposte a screening, 51 positività rilevate e una ventina di nuclei familiari studiati. Il coinvolgimento dei parenti ha permesso di estendere progressivamente la prevenzione dal singolo paziente alle persone potenzialmente esposte allo stesso rischio. Nei due

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casi considerati a maggiore rischio, il percorso diagnostico ha portato all’impianto di un defibrillatore cardiaco. Essere positivi al test genetico, sottolinea Valle, non significa necessariamente avere già una malattia clinicamente manifesta. La cardiomiopatia ipertrofica può infatti presentarsi in maniera diversa anche tra componenti della stessa famiglia. Individuare in anticipo le persone a rischio consente quindi di programmare controlli e approfondimenti prima che possano comparire complicanze. Per il direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima, Massimo Zuin, il valore del progetto non è legato soltanto al numero di persone individuate attraverso lo screening, ma alla possibilità di costruire una rete di prevenzione intorno ai pazienti e alle loro famiglie. A Chioggia, secondo Zuin, un’intuizione clinica è stata trasformata in un percorso stabile: non attendere che la malattia si manifesti, ma cercare il rischio in anticipo e organizzare una sorveglianza mirata. Paola Bigon

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30 Il progetto. Al via il cantiere della nuova sede del servizio per le dipendenze dell’Ulss3

Mirano, dopo trent’anni il nuovo SerD prende forma

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opo trent’anni di attesa a Mirano prende forma la nuova sede del SerD, il Servizio per le dipendenze dell’Ulss 3 Serenissima, destinato a sostituire gli spazi ormai insufficienti e inadeguati dell’attuale struttura. Un intervento atteso da tempo e che mette sul piatto un investimento vicino ai due milioni di euro, con una nuova costruzione di oltre 500 metri quadrati pensata per migliorare non soltanto le condizioni di lavoro degli operatori, ma soprattutto l’accoglienza delle persone che si rivolgono al servizio. Il progetto prevede la demolizione dell’edificio oggi inutilizzato, situato nell’area vicina all’attuale SerD e all’ospedale cittadino, e la realizzazione di una struttura completamente nuova. Il cronoprogramma indica 240 giorni di lavori, con l’obiettivo di arrivare alla conclusione dell’intervento nella primavera del 2027. A dare il via al cantiere è stato il direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima Massimo Zuin, insieme agli operatori e alle autorità del territorio. Un passaggio che segna concretamente l’avvio di un progetto che per anni è rimasto tra le esigenze della sanità miranese. La nuova sede sarà sviluppata su un unico piano, con una pianta trapezoidale e ambienti progettati senza barriere architettoniche. Una scelta che punta a rendere più semplici gli accessi e più funzionale la distribuzione degli spazi. Sul tetto piano saranno installati anche pannelli fotovoltaici, destinati a contribuire al contenimento dei consumi energetici.

Incontinenza, all’ospedale di Chioggia nasce l’ambulatorio del pavimento pelvico

Ma il vero salto di qualità sarà soprattutto all’interno. La struttura comprenderà una zona per l’accettazione e l’attesa, una sala polivalente destinata alle attività comuni, sette ambulatori per medici, psicologi e assistenti sociali, oltre agli studi degli operatori e ai locali di servizio. Per Laura Suardi, responsabile del SerD dell’Ulss 3, il nuovo edificio rappresenta proprio questo: un passaggio necessario non soltanto dal punto di vista logistico, ma anche sul piano della qualità dell’assistenza. In un ambito nel quale lo stigma sociale legato alle dipendenze rimane ancora forte, anche il luogo in cui una persona viene accolta può avere un peso nel percorso di presa in carico. Il nuovo SerD si inserisce così nel più ampio processo di rafforzamento e riorganizzazione della sanità territoriale. Un aspetto sottolineato anche dal consigliere regionale Matteo Baldan, presente al sopralluogo insieme al direttore dei Servizi sociosanitari Antonio Maritati, al sindaco di Mirano Tiziano Baggio, al presidente della Conferenza dei Sindaci Andrea Martellato e al consigliere regionale Alessio Morosin. Riccardo Musacco

P

erdita involontaria di urina, bisogno improvviso di andare in bagno, dolore o senso di pressione nella zona pelvica: sono sintomi che possono indicare una disfunzione del pavimento pelvico, disturbo che spesso viene trascurato o nascosto. All’ospedale di Chioggia nasce ora un percorso dedicato per accompagnare i pazienti nella diagnosi e nella cura. Il nuovo ambulatorio del pavimento pelvico coinvolge sei équipe specialistiche: Urologia, Ostetricia e Ginecologia, Chirurgia, Medicina Fisica e Riabilitazione, Radiologia e Psichiatria. «I disturbi del pavimento pelvico sono molto più comuni di quanto si pensi», spiega la direttrice sanitaria dell’Ulss 3 Serenissima, Chiara Bovo. Si tratta, sottolinea, di condizioni che «possono essere prevenute, diagnosticate e trattate con successo nella maggior parte dei casi». Il nuovo servizio prevede una presa in carico integrata. Dopo la valutazione del medico di famiglia, dello specialista o dei servizi territoriali, il paziente può accedere al percorso attraverso un’impegnativa con un codice specifico. Un case manager, preferibilmente infermieristico, avrà il compito di coordinare il percorso: dal triage alla programmazione degli appuntamenti, dagli esami necessari al confronto tra specialisti, fino al follow-up.

P RO F E S S I O N I STI

«Questa modalità di presa in carico – sottolinea il direttore generale dell’Ulss 3, Massimo Zuin – costituisce l’elemento organizzativo più importante per trasformare una semplice collaborazione tra specialisti in un vero ambulatorio multidisciplinare». I casi più semplici potranno essere gestiti nelle prime fasi del percorso, mentre quelli più complessi saranno indirizzati alla valutazione multidisciplinare. Per ogni paziente verrà quindi definito un piano assistenziale e terapeutico personalizzato. I disturbi del pavimento pelvico sono più frequenti nelle donne, ma possono interessare anche gli uomini. Tra i fattori di rischio ci sono invecchiamento, gravidanza e parto, menopausa, sovrappeso e obesità, stitichezza cronica, sforzi fisici ripetuti, interventi chirurgici nella zona pelvica e alcune patologie neurologiche. Il pavimento pelvico è formato da muscoli, legamenti e tessuti che sostengono vescica, utero e retto e contribuiscono al controllo della minzione, della defecazione e della funzione sessuale. Per questo, sottolinea l’Ulss 3, i sintomi non devono essere considerati necessariamente una conseguenza inevitabile dell’età o di eventi come gravidanza e parto. Una valutazione precoce può consentire di intervenire con trattamenti meno invasivi. Paola Bigon

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