del Miranese Nord
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OTTOBRE 2026
Periodico d’informazione locale - Anno XXXIII n. 218
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Crisi nella maggioranza di Martellago, Fratelli d’Italia rompe con Saccarola
Ruzza: “Avanti con la piattaforma per il biglietto unico dei trasporti regionali”
Torna l’influenza, al via la campagna vaccinale con tre novità nel veneziano
pag. 13
Regione Veneto al banco di prova del bilancio
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a sessione di bilancio in Regione Veneto si prospetta come uno dei banchi di prova più delicati e complessi della legislatura, un momento in cui la politica economica e finanziaria di Palazzo Ferro Fini dovrà fare i conti con la realtà complessa che famiglie e imprese stanno affrontando in un contesto socio-economico e internazionale segnato da forti criticità. Tra inflazione persistente, rincari energetici e incertezze globali che pesano sulla filiera produttiva, la grande domanda che attraversa i corridoi della politica veneta riguarda il futuro della programmazione finanziaria e la tenuta della storica coesione della maggioranza. In particolare, ci si chiede se il cosiddetto schema “Stefanildo”, ovvero il consolidato asse di governo e di sintesi politica tra i principali leader di maggioranza e opposizione coalizione, troverà piena soddisfazione anche nelle scelte di allocazione delle risorse o se, al contrario, l’elaborazione del documento contabile darà vita a una sfida aspra e a tensioni interne difficilmente dissimulabili. A rendere il quadro particolarmente teso vi è il clima di forte preoccupazione che serpeggia tra le realtà produttive del territorio.
EMERGENZA CASA TRA COSTI INSOSTENIBILI E IMMOBILI “FANTASMA” NOALE, 70 LE FAMIGLIE IN LISTA PER UN ALLOGGIO POPOLARE servizi alle pag. 6-7
GUARDIA DI FINANZA IN MUNICIPIO: È SCONTRO POLITICO
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VOTO BIPARTISAN SUI CAREGIVER CONSIGLIO REGIONALE COMPATTO
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IL CETO MEDIO FUORI CASA
empre più cara, sempre più irraggiungibile: che sia da acquistare o da comprare la casa non è più una certezza ma assume i contorni di un miraggio o di una montagna impossibile da scalare. Bastano le cifre e i bilanci familiari a fine mese a dare un’idea. Se fino a qualche anno fa, in Veneto come in Trentino, la difficoltà a trovare un alloggio riguardava le fasce escluse dal ciclo produttivo, oggi il blocco dell’accesso alla casa incide direttamente su insegnanti, giovani tecnici, lavoratori della sanità, anziani con pensioni contributive ordinarie e famiglie monoreddito. segue a pag. 5
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FACCIAMO IL PUNTO
del Miranese Nord
IL CETO MEDIO FUORI CASA
NOALE, UNA VETRINA SULLE CITTÀ MURATE DEL VENETO
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na vetrina nel cuore del centro storico di Noale si trasforma in una piccola finestra sul patrimonio storico e culturale del Veneto. Per tutto il mese di ottobre, i locali sfitti dell’ex “Cappelletto”, in Piazzetta del Grano, ospitano la mostra fotografica “Alla scoperta delle Città Murate del Veneto”, un percorso per immagini dedicato ai centri storici, alle architetture e alle tradizioni delle città socie dell’Associazione Città Murate del Veneto. L’iniziativa porta nel cuore di Noale un viaggio tra luoghi e paesaggi che raccontano una parte importante dell’identità regionale. Le fotografie mostrano mura, piazze, torri, palazzi e scorci dei borghi fortificati, offrendo a cittadini e visitatori l’occasione di conoscere realtà diverse e, allo stesso tempo, di riscoprire il valore della stessa Noale, unica città murata della provincia di Venezia. L’esposizione nasce anche con l’obiettivo di mettere in relazione cultura, turismo e vita del centro storico. Una vetrina normalmente inutilizzata viene infatti trasformata in uno spazio di promozione, capace di attirare l’attenzione di chi passeggia e di suggerire un modo diverso di conoscere il territorio. Un’operazione che punta anche a riflettere sulle possibilità di valorizzazione degli spazi commerciali sfitti, facendoli dialogare con le iniziative culturali e turistiche. “Portare le Città Murate del Veneto nelle vetrine del nostro centro storico significa creare un’occasione semplice ma importante per raccontare la ricchezza del nostro patrimonio culturale”, spiega l’assessore al Turismo e alle Città Murate Lidia Mazzetto, sottolineando come le immagini consentano di viaggiare attraverso luoghi, storie e tradizioni e possano rafforzare la collaborazione tra le città aderenti all’associazione. Sulla stessa linea l’assessore al Commercio Claudio Manente, che vede nelle vetrine del centro storico veri e propri spazi di promozione e racconto della città. L’iniziativa, osserva, dimostra come le attività commerciali possano contribuire alla valorizzazione culturale e turistica del territorio, mentre gli spazi oggi non adeguatamente utilizzati possono diventare luoghi di interesse e animazione.
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• Nicola Stievano Segue da pag. 1
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Fotografie che raccontano borghi, mura, storia e tradizioni
n giovane under 35 con un contratto a tempo indeterminato e uno stipendio di 1.500 euro si scontra oggi con la richiesta di anticipi bancari pari ad almeno 45.000 euro per ottenere un mutuo prima casa; allo stesso tempo i canoni d’affitto assorbono ormai oltre il 40% delle entrate nette di un nucleo familiare medio. Il risultato è la paralisi: chi non ha alle spalle un patrimonio di famiglia rimane bloccato, oppure si vede costretto a rinunciare a scelte di lavoro e di vita. Di fronte a questa saturazione, gli strumenti istituzionali locali cercano di mettere un argine. In Veneto, la Regione ha attivato il piano “Generazione Casa” impegnando 50 milioni di euro per azzerare i tempi di ripristino delle abitazioni pubbliche sfitte e destinarle a lavoratori e giovani coppie. Sull’altro versante, la Provincia Autonoma di Trento affianca alla gestione ordinaria di ITEA S.p.A. (Istituto Trentino per l’Edilizia Abitativa) il progetto Ri-Val (Rigenerazione e Valorizzazione): una misura che ha censito 467 alloggi inutilizzati nei Comuni trentini con l’obiettivo di riqualificarne 300 e reimmetterli sul mercato a canone moderato (calmierato del 30% rispetto al mercato libero) o con opzione di riscatto. Misure operative che si
integrano con le direttive del Piano Casa da centomila alloggi in dieci anni, un impegno a lungo termine pensato per stimolare l’housing sociale privato attraverso leve fiscali e semplificazioni urbanistiche. Tuttavia, risanare qualche centinaio di appartamenti non basterà se le regole del mercato immobiliare continuano a spingere l’offerta esclusivamente verso la locazione turistica breve o la speculazione ad alto rendimento. La casa non può continuare a essere trattata esclusivamente come merce speculativa o bene di rendita a breve termine. Per la classe media la casa non è mai stata un lusso ma una necessità che spesso impegna per decenni le famiglie. Secondo gli esperti servirebbero tre cose poco appariscenti: cantieri con date verificabili, dati pubblici su sfitti e graduatorie (l’anagrafe regionale dell’Erp veneta va in questa direzione), criteri chiari su chi rientra nella fascia intermedia, anziani compresi. I proprietari di immobili vuoti dovrebbero valutare un canone concordato. I Comuni possono accelerare permessi e bandi, le imprese pensare alloggi per i propri dipendenti. A noi cittadini spetta chiedere conto dei tempi, perché una casa promessa tra cinque anni non risolve l’affitto di quest’inverno.
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• Riccardo Musacco
ASCOLTA ORA del Miranese Nord è una testata giornalistica di proprietà di
ASCOLTACI IN Questa edizione raggiunge le zone di Noale, Martellago, Salzano e Scorzè per un numero complessivo di 15.046 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numeSrl ro iscrizione ROC 32199
Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin - formato da 26 edizioni locali mensilmente recapitato a 575.000 famiglie del Veneto e del Trentino
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Chiuso in redazione il 12 ottobre 2026
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Emergenza casa/1. Interviene l’assessore comunale Lorenza Barina
Noale, i numeri della crisi non danno tregua: 70 famiglie in lista e canoni da capogiro L a stabilità economica e sociale di una comunità si misura anche dalla capacità di garantire un tetto a chi ne ha bisogno, e oggi a Noale il tema della casa si impone come una vera e propria priorità. Un mercato privato cieco alle esigenze delle fasce medio-basse, canoni di locazione schizzati alle stelle e una domanda di edilizia residenziale pubblica che supera di gran lunga l’offerta descrivono una situazione complessa, su cui il Comune sta cercando di far fronte con ogni strumento a disposizione. Sulla questione abitativa a Noale interviene facendo il punto della situazione l’assessore ai servizi sociali Lorenza Barina. “L’emergenza abitativa - spiega Barina - è una delle questioni sociali che come amministrazione stiamo seguendo con particolare attenzione e i dati che emergono non possono essere ignorati. Le situazioni di sfratto conosciute dal servizio sono 5. I numeri del recente bando Erp ci dicono che a Noale esiste una domanda abitativa significativa: 75 nuclei hanno presentato domanda, 70 sono stati ammessi e 51 sono residenti nel nostro Comune, 5 esclusi per mancanza dei requisiti. I numeri esprimono una necessità abitativa importante e vale la pena sottolineare anche come, delle domande ammesse, 31 siano state presentate da nuclei composti da una sola persona e 19 da
nuclei composti da due persone”. A breve l’Ater comunicherà la graduatoria definitiva. L’ufficio casa sta lavorando con Ater Venezia per fare una ricognizione degli alloggi liberi e assegnabili di loro proprietà, per cercare, una volta approvata la graduatoria definitiva, di collocare i nuclei che ne avranno diritto e dare risposta ad una esigenza significativa. “Anche a Noale - spiega l’assessora esiste una difficoltà sempre più evidente nell’accesso al mercato privato della locazione. Gli affitti hanno raggiunto livelli importanti (anche fino a 600 euro per un monolocale), ma il problema non è soltanto il costo: è soprattutto la disponibilità limitata di abitazioni (a volte i proprietari decidono di adibirle a locazioni temporanee o lasciandole sfitte) e, per molte persone in carico ai servizi sociali, esiste concretamente la difficoltà di offrire le garanzie richieste dai proprietari”. Il Comune sta intervenendo con gli strumenti che ha a disposizione. “Abbiamo - dice l’assessora - due alloggi destinati all’emergenza abitativa di cui uno già occupato e uno al momento in fase di valutazione. Il Comune non ha al momento appartamenti assegnabili, ce ne sono alcuni sfitti che hanno grosse problematiche di impiantistica o carenti dello stato manutentivo e stiamo monitorando e attendendo l’uscita dei bandi sull’abitare della Regione per poter accedere
a finanziamenti ad hoc per poterli sistemare. Con le risorse comunali, non semplici da destinare, quest’anno il Comune è riuscito a risistemare il secondo alloggio di emergenza abitativa. Parallelamente, attendiamo le opportunità di finanziamento della Regione per poter intervenire sugli alloggi che oggi non sono assegnabili a causa di problemi di manutenzione”. Il Comune di Noale però mette in chiaro un concetto: “Da solo non può risolvere una questione che ha dimensioni più ampie e che riguarda il mercato della casa, i costi degli affitti
e la disponibilità di edilizia residenziale pubblica. Possiamo però fare la nostra parte, mettendo in campo ogni strumento disponibile e lavorando con gli altri enti”. “La casa - conclude Barina - non può essere considerata soltanto una voce di bilancio o un dato statistico. Dietro ogni domanda Erp, ogni sfratto e ogni richiesta ai servizi sociali c’è una persona o una famiglia che chiede la possibilità di costruire la propria vita con maggiore sicurezza”. • Alessandro Abbadir
Ater Venezia, oltre il 30% degli alloggi in gestione è sfitto
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ulla situazione dell’edilizia pubblica nel veneziano fa il punto il presidente dell’Ater Venezia, l’avvocato Pierfrancesco Munari (in foto). Un incarico quello ad Ater assunto da qualche mese ma sul quale ha le idee chiare riguardo alle azioni da portare avanti. “Fin dal mio insediamento alla presidenza di Ater Venezia dice Munari - ho voluto scattare una fotografia chiara dell’azienda, richiedendo un report dettagliato per ciascuno dei 44 Comuni della Città Metropolitana. Ater Venezia gestisce il patrimonio più vasto del Veneto, con
quasi 11.000 alloggi, ma presenta anche l’indice di case vuote non assegnate più alto della Regione, superando il 30%”. Un dato che richiede un’attenta contestualizzazione: ”In primo luogo non tutte le unità vengono conteggiate come effettivamente disponibili. Molti immobili risalenti agli anni Cinquanta e Sessanta, sono ormai ridotti a ruderi da demolire pur figurando ancora a catasto. In secondo luogo, quasi 5.000 alloggi nel centro storico e nelle isole comportano costi di riatto tre volte superiori alla terraferma”. Accanto all’Erp, Ater gestisce anche
alloggi non Erp. “Su questo fronte - continua Munari abbiamo stipulato diverse convenzioni con la Questura, con le forze dell’ordine e vari enti, garantendo canoni calmierati sui 400 euro. I proventi di questi affitti servono a finanziare il recupero degli alloggi Erp”. La priorità assoluta è perciò reperire risorse per le sistemazioni: “Ci aiutano il Piano Nazionale Casa con 970 milioni di euro e il piano regionale da 50 milioni”. • (a.a)
Pierfrancesco Munari
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7 Emergenza casa/2. Il sindaco Andrea Saccarola illustra gli interventi programmati
Martellago, il piano del Comune: tra sussidi e il recupero delle case Erp
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a situazione abitativa continua a rappresentare una delle principali priorità per i servizi sociali del Comune di Martellago. Il tema dell’accesso alla casa, infatti, rimane particolarmente delicato, soprattutto in considerazione di un mercato degli affitti sempre più complesso, caratterizzato da canoni elevati che rendono difficile per molte famiglie trovare un’abitazione adeguata alle proprie possibilità
economiche. “Per quanto riguarda nello specifico gli sfratti, dai dati in possesso dei servizi sociali - spiega il sindaco Andrea Saccarola - non emerge, rispetto agli anni precedenti, un innalzamento delle procedure di esecuzione forzata. Si tratta di un elemento importante, che permette di inquadrare la situazione del territorio senza sottovalutare le difficoltà che alcune famiglie si trovano comunque ad affrontare. Il bisogno abitativo
resta quindi una delle principali aree di intervento dei servizi sociali, anche attraverso le opportunità offerte dall’edilizia residenziale pubblica, oltre al contributo economico a sostegno del reddito sia regionale che comunale”. In questo ambito, il Comune ha recentemente svolto il bando per l’assegnazione degli alloggi Erp e sta procedendo con le relative assegnazioni. Dall’inizio dell’anno sono già stati assegnati 3 alloggi, mentre per altri due immobili sono attualmente in corso le procedure di assegnazione. Parallelamente, il Comune ha aderito al bando regionale dedicato alla ristrutturazione degli immobili di edilizia residenziale pubblica, ottenendo i finanziamenti necessari per intervenire su 2 abitazioni di grandi dimensioni presenti sul territorio. I lavori di ristrutturazione sono programmati per concludersi entro gennaio 2027. Al termine degli interventi, anche questi 2 alloggi potranno essere messi a disposizione e assegnati, aumentando la disponibilità di abitazioni pubbliche destinate alle persone e alle famiglie che ne hanno diritto. “Il tema della casa rimane una delle priorità del nostro lavoro, perché sappiamo quanto sia diventato difficile, per
molte famiglie, sostenere i costi del mercato degli affitti - sottolinea e conclude il sindaco. Continuiamo comunque a lavorare per rafforzare la risposta abitativa, attraverso le assegnazioni degli alloggi Erp e il recupero degli immobili pubblici disponibili”. L’obiettivo è quindi quello di continuare a intervenire su più fronti: da un lato accompagnando
le situazioni di maggiore fragilità attraverso i servizi sociali, dall’altro aumentando progressivamente la disponibilità di alloggi pubblici attraverso nuove assegnazioni e interventi di recupero del patrimonio esistente. • Alessandro Abbadir
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Scoppia il caso della casa occupata abusivamente
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artellago da settimane un caso legato all’emergenza abitativa sta facendo discutere in paese. È quello di M.A., una cinquantenne del posto che ha denunciato ai carabinieri come la casa in cui sarebbe dovuta tornare in via Trento, dopo un allontanamento temporaneo per la sistemazione dell’immobile da parte dell’Ater a seguito di un allagamento, sia stata occupata da una coppia di giovani, tra cui una ragazza di 19 anni incinta. “Ho pagato della casa Ater di cui sono assegnataria, oltre agli affitti, tutte le bollette ed utenze fino a giugno concluso - spiega la donna. Non ho alcuna situazione di morosità con Ater in corso. Ritengo che la priorità ora sia quella di ritornare in possesso della casa in cui vivevo e sloggiare la coppia di persone che l’hanno occupata abusivamente”. Che i giovani si trovassero a inizio ottobre ancora all’interno della casa lo avevano testimoniato anche i vicini, che lamentano pure la presenza del loro cane che abbaia a tutte le ore del giorno e della notte sul terrazzo. “Fra le cose che chiedo ad Ater - dice la donna - a questo punto è, successivamente al rientro nella casa di cui
sono assegnataria, l’assegnazione di un appartamento più grande, visto che questo con due figli è davvero piccolo”. Insomma, per capire come evolverà la situazione bisognerà aspettare queste settimane. Ater dal canto suo sottolinea come l’appartamento della donna, che attualmente abita nel trevigiano, sia in fase di riassegnazione. • (a.a.)
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Politica/1. Il sindaco Sorino ridimensiona: “Nessun blitz, semplici verifiche sui protocolli interni”
LA GUARDIA DI FINANZA ENTRA IN COMUNE, DUE ACCESSI NEL GIRO DI POCHI GIORNI D ue accessi della Guardia di Finanza negli uffici del Comune di Noale nel giro di pochi giorni riaccendono il confronto politico sulla gestione degli atti amministrativi e, in particolare, sulla vicenda della riscossione dei tributi comunali. Un primo intervento delle Fiamme Gialle risale alla metà di settembre, mentre un secondo accesso pochi giorni dopo. A riferire della presenza dei finanzieri in municipio è stato lo stesso sindaco Stefano Sorino, durante l’ultima seduta del Consiglio comunale. La circostanza ha immediatamente attirato l’attenzione delle opposizioni. L’ex sindaco e attuale consigliere di minoranza Michele Celeghin e il gruppo Impegno Comune hanno chiesto infatti di capire quale sia l’oggetto degli accertamenti e quali documenti siano stati acquisiti. Secondo quanto riferito in Consiglio, l’attività della Guardia di Finanza si è
Stefano Sorino
svolta con funzioni di polizia giudiziaria. Annamaria Tosatto, consigliera di Impegno Comune, ha posto l’accento sul
riferimento alla polizia giudiziaria. “Il riferimento fatto dal Sindaco alla polizia giudiziaria è tutt’altro che secondario:
significa che non stiamo parlando di un normale controllo amministrativo, ma di attività che si colloca nell’ambito previsto dal codice di procedura penale. Non spetta a noi formulare ipotesi o attribuire responsabilità, ma proprio per questo chiediamo di conoscere con precisione, per quanto consentito, la natura degli accertamenti e gli atti interessati. Dire semplicemente che “va tutto bene” ci sembra quantomeno un eufemismo”. Il sindaco Sorino, però, ridimensiona la portata degli accessi e invita a non parlare di blitz o ispezioni. “I finanzieri sono stati molto gentili e sono arrivati in punta di piedi”, spiega il primo cittadino, secondo cui gli agenti hanno chiesto di parlare con il segretario comunale, da poco arrivato a scavalco in attesa della nuova convenzione. L’obiettivo, riferisce Sorino, sarebbe stato quello di effettuare “verifiche su alcuni protocolli
interni tra uffici”. Il sindaco ha sottolineato di non conoscere nel dettaglio le ragioni dell’attività, spiegando che gli eventuali accertamenti non vengono necessariamente comunicati all’amministrazione. “Non sappiamo se qualcuno abbia fatto un esposto o se ci siano segnalazioni”, ha affermato, ribadendo comunque la propria tranquillità e la fiducia nel personale e nei dirigenti comunali. “Ben vengano tutte le verifiche che la Guardia di Finanza e le forze dell’ordine intendano fare”. Sorino ha precisato infine che l’ultimo accesso sarebbe durato appena un quarto d’ora, al massimo venti minuti, e che non ci sarebbero state perquisizioni. “Secondo me si è montato un po’ un caso su qualcosa che non c’è, o non c’è ancora”, ha concluso. • Riccardo Musacco
IL CLUB DEI MEEPLE RIPROPONE LE SERATE DEDICATE AI GIOCHI DA TAVOLO
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Noale tornano le serate di giochi da tavolo organizzate dal Club dei Meeple per l’autunno 2026. Un’iniziativa pensata per offrire un’occasione di incontro e socialità, imparando nuovi giochi, riscoprendo quelli conosciuti e trascorrendo alcune serate in compagnia. Gli appuntamenti si svolgono il mercoledì, dalle 20.30 alle 23, nella Sala Daminato di via Ongari 43, all’interno del complesso della Casa di Riposo Relaxxi. Le prime serate si sono già tenute nelle scorse settimane mentre le prossime saranno il 21 ottobre, il 4 e 18 novembre e il 2 e 16 dicembre. L’invito è rivolto a tutti, dagli appassionati ai semplici curiosi, compresi coloro che non hanno mai provato un gioco da tavolo moderno. È possibile portare il proprio gioco
preferito oppure scoprirne di nuovi, con il supporto dei volontari del Club dei Meeple. L’iniziativa nasce dalla collaborazione con l’Associazione Pensionati di Noale e punta anche a favorire l’incontro tra generazioni diverse. “È un esempio concreto di come le associazioni possano fare rete”, sottolinea l’assessore alle Politiche sociali Lorenza Barina, mentre la delegata alle Politiche giovanili Beatrice Furlan evidenzia la soddisfazione per il rinnovo della collaborazione. Tutte le serate sono a ingresso libero e trasformano il gioco in uno strumento semplice di relazione, partecipazione e condivisione. • (r.m.)
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Politica/2. La richiesta all’Amministrazione è di mettere a disposizione la documentazione richiesta
Riscossione tributi e accesso agli atti, Celeghin chiede trasparenza L a gestione della riscossione dei tributi comunali e, soprattutto, l’accesso alla documentazione relativa ad alcune posizioni sono tornati al centro del confronto politico a Noale. A riportare la questione in Consiglio comunale è stato Michele Celeghin, ex sindaco e capogruppo di opposizione della lista civica Celeghin sindaco, che da tempo chiede chiarimenti all’Amministrazione attraverso interrogazioni, interpellanze, interventi in aula e richieste formali trasmesse anche via PEC. Il punto sollevato dal consigliere riguarda la possibilità di prendere
materia dei tributi. Un elemento sul quale Celeghin ha precisato di non voler sovrapporre il proprio ruolo a quello degli organi competenti. “Non intendo formulare conclusioni che non mi spettano – ha sottolineato –. Proprio alla luce di quanto apparso sulla stampa, però, considero ancora più necessario comprendere perché documenti che ho formalmente richiesto nell’esercizio del mio mandato non mi siano stati messi a disposizione”. “Non sto affermando che qualcuno abbia commesso irregolarità – ha precisato Celeghin –. Chiedo che
siano messi a disposizione gli elementi necessari per capire cosa sia realmente accaduto e come il Comune abbia gestito determinate posizioni tributarie”. Secondo il consigliere, se le procedure sono state svolte correttamente, la disponibilità della documentazione dovrebbe consentire ai consiglieri di effettuare le necessarie verifiche. Il tema assume, secondo l’opposizione, una particolare rilevanza perché riguarda la gestione delle entrate comunali e quindi risorse che interessano l’intera collettività. “Quando si parla di tributi comunali
si parla dei soldi dei cittadini e del principio fondamentale secondo cui tutti devono essere trattati allo stesso modo”, ha ribadito Celeghin, sintetizzando in una parola la richiesta avanzata durante la seduta: trasparenza. Il capogruppo ha quindi annunciato l’intenzione di proseguire nel chiedere risposte e documentazione. “Non servono rassicurazioni generiche o rinvii: servono documenti e risposte”, ha concluso. • Riccardo Musacco
Sintonizzati sul Ogni 20 minuti tutte le notizie del Veneto aggiornate in tempo reale. Michele Celeghin
visione e ottenere copia di documenti che, secondo quanto riferito dallo stesso Celeghin, sarebbero già presenti agli atti del Comune. “Sono tornato ancora una volta sulla questione perché ritengo che dopo tutto questo tempo sia necessario fare definitivamente chiarezza – ha spiegato in Consiglio –. Ho presentato interrogazioni, chiesto chiarimenti durante le sedute e inviato richieste scritte. Quello che chiedo sono risposte circostanziate e soprattutto la possibilità di prendere visione degli atti”. Nel dibattito si è inserito anche il riferimento alle notizie apparse sulla stampa riguardanti la presenza della Guardia di Finanza in municipio e l’acquisizione di documentazione che, secondo quanto riportato, riguarderebbe anche la
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I cancelli del vecchio nosocomio hanno riaperto per “La piazza della Salute”
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’è un filo rosso che lega la storia dell’antico ospedale di Noale al futuro della sanità territoriale. È quello della cura e dell’assistenza alla comunità, nato secoli fa attorno alla scuola dei Battuti, attiva in città già dal XIV secolo, e oggi destinato a tradursi nella nuova Casa della Comunità. Un percorso che nelle scorse settimane è tornato simbolicamente in piazza, con l’apertura straordinaria degli spazi del vecchio nosocomio in occasione della Sagra del Rosario. Dalle 8.30, con ingresso da Largo San Giorgio, è stato possibile visitare “La piazza della Salute”, iniziativa promossa da Comune e Ulss 3 Serenissima. Una decina di gazebo presenteranno servizi, attività di prevenzione e realtà del volontariato. Saranno presenti, tra gli altri, Cuore Amico, Croce Rossa, Avis, Avo e Avapo. Per i cittadini c’è stata anche la possibilità di sottoporsi gratuitamente ai controlli di glicemia, colesterolo e pressione. L’appuntamento è servito soprattutto a spiegare che cosa cambierà con la futura Casa della Comunità e come funzioneranno i nuovi servizi di sanità di prossimità. Un modello che punta a rendere più vicino ai cittadini l’accesso alle cure e all’assistenza, coinvolgendo un territorio che comprende Noale, Mirano, Salzano, Santa Maria di Sala e Scorzè. Il direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima, Massimo Zuin, ha sottolineato come si tratti di un cambiamento nelle modalità di accesso ai servizi sanitari, ma anche di un’occasione per rafforzare il senso di comunità attorno alla salute pubblica. L’assessore al Sociale Lorenza Barina evidenzia invece la risposta arrivata dal mondo del volontariato, interpretata come un segnale dell’attenzione dei noalesi per il futuro del presidio. A raccontare il progetto sono stati anche alcuni pannelli informativi, realizzati grazie al contributo di cittadini e in accordo con Regione e Ulss 3. L’amministrazione immagina per la futura struttura un richiamo alla tradizione dei Battuti e all’intitolazione a Pietro Fortunato Calvi, già legata al vecchio ospedale. • (r.m.)
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MARTELLAGO
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La crisi/1. Il sindaco: “Fino all’ultimo ho cercato una soluzione condivisa”
ROTTURA TRA SACCAROLA E FRATELLI D’ITALIA: IL PARTITO PASSA ALL’OPPOSIZIONE L a crisi nella maggioranza entra nella fase decisiva e apre un nuovo scenario politico per il Comune di Martellago. Dopo la revoca delle deleghe all’assessore di Fratelli d’Italia Daniele Favaretto, arrivata nelle scorse settimane, il confronto tra il sindaco Andrea Saccarola e il partito di Giorgia Meloni è arrivato alla rottura. Il coordinatore provinciale di FdI Matteo Baldan ha annunciato il passaggio del gruppo in minoranza, mentre il primo cittadino rivendica le proprie scelte amministrative e ribadisce di avere cercato fino all’ultimo una soluzione condivisa. La presa di posizione di Fratelli d’Italia arriva dopo oltre un mese di confronto sulla composizione della Giunta. Il nodo, secondo il partito, riguarda in particolare la nomina di un nuovo assessore e l’assegnazione delle deleghe allo Sport, che FdI considera parte degli accordi politici raggiunti nel 2023. Baldan accusa Saccarola di avere disatteso gli impegni assunti e parla di una fiducia ormai venuta meno. Da qui la
decisione di interrompere il sostegno politico al sindaco e di collocarsi all’opposizione, mantenendo però, sottolinea il coordinatore, l’impegno nei confronti della comunità. La frattura riguarda quindi non soltanto la distribuzione delle deleghe, ma il rapporto politico tra il sindaco e una delle forze che hanno sostenuto la sua amministrazione. FdI sostiene di avere atteso per settimane una soluzione e contesta al primo cittadino una gestione che, nella ricostruzione del partito, non avrebbe rispettato gli accordi sottoscritti all’inizio del mandato. Saccarola respinge questa lettura. Nella sua replica spiega di avere lavorato per mantenere gli equilibri della maggioranza e, contemporaneamente, assicurare continuità all’attività amministrativa. La proposta del sindaco, riferisce lo stesso Saccarola, prevedeva di confermare a Fratelli d’Italia la rappresentanza in Giunta prevista dagli accordi del 2023, con due assessori e il vicesindaco, mantenendo però allo stesso sindaco la delega allo Sport.
Una scelta che il primo cittadino definisce esclusivamente amministrativa e non finalizzata a ridimensionare il ruolo politico di FdI. La permanenza temporanea dello Sport nelle mani del sindaco, spiega Saccarola, sarebbe legata alla necessità di seguire direttamente alcune questioni ancora aperte. Il sindaco contesta inoltre la descrizione di un confronto fatto di «teatrini» e «balletti», sostenendo di avere agito nel rispetto dei tempi e delle procedure e di avere cercato fino all’ultimo un punto di equilibrio. La crisi ha intanto prodotto anche un effetto nella composizione della Giunta. Saccarola ha infatti ringraziato la vicesindaca Monica Cornello per il lavoro svolto, prendendo atto delle sue dimissioni, maturate nell’ambito delle dinamiche interne a Fratelli d’Italia. Ora si apre una nuova fase per l’amministrazione di Martellago. La seduta del Consiglio comunale di metà settembre aveva già previsto all’ordine del giorno un approfondimento sulle motivazioni alla base del decreto del sindaco numero 7 del
Andrea Saccarola
2026, richiesto dai consiglieri di minoranza. Il passaggio di FdI all’opposizione modifica dunque gli equilibri politici in Consiglio e porta all’interno dell’aula consiliare il confronto che nelle ultime settimane si è consumato attorno alla Giunta. Il sindaco, da parte sua, assicura che proseguirà il mandato ricevuto
dagli elettori, cercando il confronto con tutte le forze disponibili a collaborare. Le nuove elezioni sarebbero previste per il 2028 ma, a questo punto, tutti gli scenari sono aperti. • Riccardo Musacco
Il Polo Civico chiede un Consiglio straordinario sulla crisi
I
l Polo Civico resta alla finestra, ma chiede che la crisi politica che sta attraversando il Comune di Martellago venga riportata al più presto dentro le sedi istituzionali. Alessio Boscolo, della lista InSIeme ed ex candidato sindaco, definisce il gruppo «spettatore» degli sviluppi delle ultime settimane e sollecita la convocazione di un Consiglio comunale straordinario nel quale sindaco e forze politiche chiariscano pubblicamente la situazione. La vicenda, ricorda Boscolo, è iniziata con la revoca delle deleghe all’assessore Daniele Favaretto. “Avevamo chiesto che il sindaco e le forze che lo sostengono dessero la
propria versione dei fatti, perché non può essere soltanto una questione personale, ma politica e generale”. Un confronto che, secondo l’esponente del Polo Civico, non è mai avvenuto nelle sedi istituzionali. La rottura tra Saccarola e Fratelli d’Italia, con il passaggio del partito all’opposizione e le dimissioni della vicesindaca Monica Cornello, ha ulteriormente complicato il quadro. “Abbiamo preso atto di quanto è successo, ma nessuno ha cercato un’interlocuzione con noi”, sottolinea Boscolo, ricordando anche i numeri necessari per un’eventuale mozione di sfiducia: sette firme per presentarla e nove voti favorevoli
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Alessio Boscolo
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per approvarla. Da qui la richiesta di un Consiglio straordinario, senza attendere la prossima seduta ordinaria. “Il sindaco deve dare conto di quello che è accaduto”. Ma il Polo Civico non chiude la porta al confronto sui contenuti. Boscolo chiarisce che non si tratta di entrare in maggioranza né di rivendicare posti, ma di valutare le scelte amministrative. Sul tavolo ci sono infatti partite considerate strategiche per il futuro di Martellago: il nuovo centro civico, la questione di Ca’ della Nave, i piani di intervento e altri progetti ancora aperti. “Se ci sono questioni importanti, capaci di dare una svolta al paese, vanno affrontate con
responsabilità”, spiega. Eventuali sostegni su singoli provvedimenti, quindi, potranno essere valutati nel merito. Resta però la preoccupazione per una Giunta ridotta dopo la perdita di due figure politiche, tra cui la vicesindaca. Per Boscolo l’amministrazione è oggi «zoppa» e dovrà essere ricomposta, anche alla luce della necessità di garantire la rappresentanza di genere. “I cittadini non possono assistere a una politica gestita nelle stanze dei partiti”, sostiene Boscolo, criticando quella che definisce una gestione «eterodiretta» della crisi. • (r.m.)
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La crisi/2. L’ex ex vicesindaco denuncia umiliazioni
CORNELLO: “È VENUTA MENO LA FIDUCIA” “R idurre tutto a una delega o, peggio ancora, a una “carega” è offensivo e profondamente riduttivo”. Monica Cornello, ormai ex vicesindaco e assessore del Comune di Martellago, interviene dopo le proprie dimissioni e respinge le ricostruzioni che legano la sua scelta esclusivamente alla partita sulle deleghe e sulla composizione della Giunta. Cornello affida a una nota le motivazioni della decisione, definita irrevocabile, spiegando di essersi trovata di fronte a una “sopravvenuta incompatibilità politica con l’attuale maggioranza”. Al centro, secondo l’ex vicesindaco, c’è soprattutto una questione di fiducia. “Per amministrare servono fiducia, rispetto e condivisione. Quando viene meno la fiducia, vengono meno anche i presupposti necessari per poter continuare ad amministrare con serenità, correttezza e convinzione”, afferma. La vicenda si inserisce nella crisi
aperta dopo la revoca delle deleghe all’assessore di Fratelli d’Italia Daniele Favaretto e culminata con la decisione del partito di passare all’opposizione. Cornello sostiene che Fratelli d’Italia e la sua stessa persona siano state «umiliate» dalla maggioranza, accusata di avere trasformato la rimozione dell’assessore in una crisi politica finalizzata, nella sua ricostruzione, ad ottenere deleghe e incarichi che non sarebbero spettati. L’ex vicesindaco richiama quindi gli accordi politici sottoscritti in occasione delle elezioni amministrative del 2023, che portarono alla vittoria della coalizione e videro Fratelli d’Italia affermarsi come seconda forza politica per consensi. È proprio sul rispetto di quegli accordi che, secondo Cornello, si sarebbe consumata la frattura con il resto della maggioranza. Una decisione, precisa, che non nasce dalla volontà di difendere una posizione personale. “Sono una persona seria ed integra, non
Al via i lavori in piazza Donatori di Sangue a Olmo
S Monica Cornello
mi appartengono i giochi di potere”, rivendica, indicando in credibilità, coerenza e dignità i valori ai quali intende rimanere fedele. Nonostante le dimissioni, Cornello assicura infine che continuerà a lavorare per Martellago e per la comunità. • Riccardo Musacco
ono partiti nelle scorse settimane e avranno una durata di circa due mesi i lavori di miglioramento di piazza Donatori di Sangue a Olmo, un intervento atteso da anni e annunciato dal sindaco di Martellago Andrea Saccarola. Il cantiere punta a rendere uno degli spazi centrali della frazione più ordinato, sicuro e funzionale, intervenendo sia sulla viabilità sia sui servizi a disposizione della comunità. Il progetto prevede innanzitutto l’installazione di due nuovi punti luce, con l’obiettivo di migliorare l’illuminazione dell’area. Saranno inoltre riordinati gli spazi destinati alla sosta, attraverso una nuova organizzazione dei parcheggi. Tra gli interventi è prevista anche
la realizzazione di una colonnina elettrica che potrà essere utilizzata a servizio del mercato e delle diverse iniziative ed eventi organizzati dal Comune. A completare i lavori sarà la nuova asfaltatura della piazza, accompagnata dal rifacimento della segnaletica. L’intervento, ha spiegato Saccarola, consente di dare finalmente seguito a un’opera attesa da tempo e destinata a migliorare la fruibilità quotidiana della piazza. Un cantiere che interessa quindi non solo la superficie stradale, ma anche l’organizzazione degli spazi e i servizi a disposizione di cittadini, attività commerciali e manifestazioni. • (r.m.)
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SALZANO
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Ambiente. Intervento alla seconda commissione nelle scorse settimane
Polo logistico accanto all’Oasi Lycaena, comitati in Consiglio Regionale
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a battaglia per la tutela dell’Oasi Lycaena è approdata sui banchi della Regione Veneto nelle scorse settimane. A inizio ottobre, i rappresentanti del Comitato Fronte dell’Oasi Lycaena, affiancati dai delegati di Legambiente Miranese e Fiab Mirano-Riviera, sono stati ascoltati in sede di Seconda Commissione Consiliare a Venezia. L’audizione è
stata l’occasione per presentare ufficialmente ai consiglieri regionali le dettagliate osservazioni contrarie al progetto che prevede la realizzazione di un polo logistico a ridosso dell’area protetta inserita nella Rete Europea Natura 2000. Il piano d’intervento al centro delle contestazioni prevede una massiccia impermeabilizzazione del suolo, unita alla creazione
di un ampio parcheggio destinato all’insediamento e alla sosta dei camion. Secondo le associazioni e i cittadini mobilitati, le attività legate alla logistica avanzata e al flusso continuo di veicoli commerciali pesanti avrebbero ricadute devastanti e irreversibili. Non si tratta soltanto di preservare gli equilibri ecologici e la biodiversità dell’oasi naturalistica, ma anche di garantire la sicurezza della viabilità locale. Il traffico pesante verrebbe infatti convogliato lungo una rete stradale del tutto inadeguata, attualmente persino soggetta a precisi divieti di circolazione per i mezzi di grande tonnellaggio. Durante i lavori della commissione regionale sono state inoltre messe in luce le principali criticità di carattere formale, con specifico riferimento ai vincoli paesaggistici e alle normative urbanistiche vigenti nell’area. Particolarmente duro l’intervento di Giulia Danielli, presidente del Comitato Fronte dell’Oasi Lycaena. “Invece di procedere alla rinaturalizzazione della zona dell’ex-Fornace Cavasin, come peraltro auspicato e promosso dalle direttive del Piano Nazionale di Ripristino della natura - ha detto- si intende dare il via libera a un progetto che metterebbe in grave pericolo un’oasi protetta a livello europeo e
la sicurezza stessa degli abitanti, travolti dall’intenso traffico indotto”. Insomma la battaglia per la tutela dell’oasi ra gestita d Legambiente continua e proseguirà a colpi di mobilitazini e interessamento delle istituzioni anche nei prossimi mesi. La delegazione ha concluso l’incontro ringraziando i consiglieri regionali per l’attenzione e l’ascolto riservati
alla vicenda. Il Comitato ha ribadito la propria piena disponibilità a un confronto costruttivo con l’amministrazione comunale, confermando al contempo che manterrà la massima vigilanza contro qualsiasi decisione o intervento in contrasto con la salvaguardia e la tutela dell’Oasi. • Alessandro Abbadir
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Vecchiato (Progetto Comune): “si sospenda la procedura in autotutela”
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on un secondo esperimento di bando d’asta, della durata di soli 15 giorni, il sindaco Betteto ha voluto accelerare l’iter per l’alienazione delle proprietà comunali nel centro di Robegano. Questo atteggiamento è incomprensibile, soprattutto alla luce delle centinaia di firme raccolte proprio a Robegano tra i residenti, in larga parte contrari alla vendita del campo sportivo e alla sua trasformazione, per quasi la metà, in area residenziale”. A dirlo è la consigliera della lista di opposizione Progetto Comune Maria Grazia Vecchiato ( in foto). “Parlando con alcuni sostenitori della maggioranza - dice Vecchiato - emerge un malumore neppure troppo velato. Questa scelta viene ricondotta direttamente al sindaco, che avrebbe imposto la propria posizione. Comunque sia, ciò che appare più grave è la mancata partecipazione ai bandi Pnrr per il recupero e la riqualificazione delle aree del centro, attraverso i quali sarebbe stato possibile intervenire mantenendo la proprietà pubblica delle aree interessate”. Questa è una precisa responsabilità politica sottolinea Vecchiato: “invece di cercare risorse e opportunità per valorizzare il patrimonio pubblico, si è scelto di percorrere la strada più semplice:
Maria Grazia Vecchiato
vendere”. ”Il sindaco afferma a gran voce che l’operazione non comporterà alcuna spesa - conclude - un’affermazione che risulta falsa, considerato che, per realizzare l’intervento, vengono alienate aree appartenenti alla collettività. Come gruppo chiediamo alle forze di maggioranza una presa di responsabilità: la sospensione, in autotutela, della procedura di alienazione delle aree pubbliche del centro di Robegano”” • (a.a.)
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SALZANO
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Il caso. Nelle scorse settimane assegnata in municipio l’asta pubblica
Venduto l’ex campo sportivo di Robegano, Avis, tutti i premiati della “Festa del Donatore” comitati pronti al ricorso al Tar
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U
n capitolo si chiude sul fronte amministrativo, ma promette di riaprirsi immediatamente con l’annuncio di ricorsi e nella contesa politica in vista delle prossime amministrative. L’asta pubblica indetta dal Comune per la vendita dell’area dell’ex campo sportivo della frazione di Robegano si è conclusa nelle sorse settimane con un esito positivo: ad aggiudicarsi il compendio è stata un’azienda di Chioggia, che ha offerto 50 mila euro in più rispetto alla base d’asta, precedentemente fissata a 516 mila euro e andata deserta al primo tentativo. L’operazione finita al centro del dibattito cittadino a Salzano comprende due lotti ben distinti: il Lotto A, relativo all’ex scuola media tra via XXV Aprile e via Perosi (1.418 metri quadri), e il Lotto B, che riguarda la porzione nord del campo da calcio di via Verdi, per un’estensione di 4.230 metri quadri. Il sindaco del paese Luciano Betteto è contento: “Finalmente l’area è stata assegnata e con un’offerta importante - commenta con soddisfazione il primo cittadino. Con questa operazione urbanistica il centro di Robegano, che aveva un forte bisogno di rilancio, riprenderà
vita. Nasceranno nuove aree direzionali e residenziali, mentre la piazza si riattiverà grazie a nuove attività commerciali. Il tutto garantendo opere pubbliche senza gravare sulle casse comunali e nel pieno rispetto dei vincoli urbanistici e ambientali”. Di avviso diametralmente opposto sono i cittadini e i comitati locali che da mesi contrastano l’alienazione dell’immobile pubblico, forti anche di una raccolta firme che ha superato quota 900 adesioni. “Era purtroppo prevedibile che il Comune non tenesse conto della diffida con cui abbiamo evidenziato criticità e presunte illegittimità - dichiara Maurizio Niero, portavoce del “Comitato per il mantenimento della proprietà pubblica delle aree del centro di Robegano” in una nota. Oltre alla diffida abbiamo già presentato un esposto alla Corte dei Conti e all’Anac (Autorità nazionale anticorruzione), e stiamo predi-
sponendo il ricorso al Tar. Continueremo a batterci contro scelte speculative che compromettono il patrimonio pubblico e il futuro del paese”. Il sindaco però mette in guardia anche su questi ricorsi. “Se le attività dell’azienda - spiega - che ha vinto l’asta saranno sospese per ricorsi poi infondati, a pagarne i danni rischiano di essere i proponenti”. Per l’avvio dei cantieri reali sull’area bisognerà attendere i tempi tecnici dei permessi e delle procedure, stimati tra i 6 e i 7 mesi. Nel frattempo, l’intricata partita urbanistica si avvia a diventare il tema centrale della campagna elettorale per l’imminente rinnovo del consiglio comunale, dove il sindaco Luciano Betteto si ripresenterà per la riconferma con la sua coalizione di centrodestra. • Alessandro Abbadir
entinaia di partecipanti hanno partecipato a Salzano alla 56esima festa del Donatore dell’Avis. Si è partiti con il raduno dei partecipanti nella sala San Bartolomeo della Casa della Comunità. È seguita poi una messa di celebrazione nella chiesa del paese. Dopo la messa i partecipanti sono tornati nella sala per dare le premiazioni dell’attività di donazione della sezione locale. “Il nostro appuntamento - spiega il presidente dell’Avis di Salzano Lucio Zamengo - è un punto di riferimento nel campo della donazione del territorio. Ogni anno diamo dei riconoscimenti a chi dona il proprio sangue. Un gesto che salva tante vite”. All’evento ha partecipato il sindaco Luciano Betteto. È stata data la Benemerenza in Rame (3 anni di iscrizione e almeno 6 donazioni) a Michele Bobbo, Sabrina Brazzolotto, Matteo Campaci, Daniele Cuogo, Simone Curtarolo, Alberto Favarin, Martina Papa, Manuel Pellizzon, Giuseppe Pirrello, Serena Selmin, Adriana Zema, Giulia Zorzetto. La
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Benemerenza in Argento (5 anni di iscrizione e almeno 12 donazioni) a: Elisa Baiocchi, Francesco Bullo, Walter Donadel, Elena Facchin, Leonardo Miele, Ludovica Minto, Cristina Puppa, Luca Zampieri. E poi quella in Argento Dorato (10 anni di iscrizione e almeno 24 donazioni) a: Elia Corvaglia, Federico Favaretto, Luisa Gardin, Matteo Marcon, Elisa Moresco, Paola Petenò, Maurizio Stevanato. La Benemerenza in Oro (20 anni di iscrizione e almeno 40 donazioni) a: Franco Arduin, Marilena Bolgan, Francesco Cercato, Michele Cervesato, Mattia Ghedin, Carlo Vecchiato. Benemerenza in Oro con Rubino (30 anni di iscrizione e almeno 60 donazioni) a: Antonella Barizza. Benemerenza in Oro con Smeraldo (40 anni di iscrizione e almeno 80 donazioni): Roberto Vergerio, Lucio Zamengo. Infine la Benemerenza in Oro con Diamante (almeno 120 donazioni per persone che hanno raggiunto i limiti di età) a Daniele Celin. • (a.a.)
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FIERA DE L’OCA e 26a EDIZIONE DEL ZOGO DE L’OCA IN PIAZZA Il 7 e l’8 novembre il centro storico rivive l’atmosfera del primo Novecento
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A
Mirano il gioco dell’oca esce dal tabellone e diventa
signore e impettiti signori passeggiano in abiti recuperati nelle
una festa per tutta la città. Il 7 e l’8 novembre 2026
soffitte o riprodotti fedelmente.
torna la Fiera de l’Oca, che trasforma il centro storico
Fra i banchi si incontrano ragazze di campagna e giovanotti,
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CANNE FUMERIE
in un vivace paese di inizio Novecento, tra figuranti, antichi me-
mentre severi carabinieri vigilano sugli animi più esuberanti e
stieri, giochi e specialità gastronomiche. Momento culminante
sui conti degli osti. Artisti di strada, saltimbanchi, musici, bu-
sarà la ventiseiesima edizione del “Zogo de l’Oca in Piazza”,
rattini e banda animano la festa insieme agli artigiani degli an-
una sfida spettacolare fra Mirano e le sue cinque frazioni, con
tichi mestieri, alla chiromante e agli imbonitori. Per bambini e
il pubblico a pochi passi dai protagonisti.
ragazzi ci sono i baracconi dei giochi di una volta: fucili con gli
Alle radici della manifestazione c’è un proverbio veneto: “Chi
elastici, barattoli da abbattere a pallate e ochette da pescare.
no magna oca a San Martin no fa el beco de un quatrin”. Man-
Il sabato pomeriggio è previsto anche un gioco dell’oca tutto
giare l’oca a San Martino era un gesto di buon auspicio legato
per loro.
alla chiusura dell’anno agrario, una ricorrenza che per il mon-
La protagonista si ritrova anche sui banchi del mercato, nelle
do contadino rappresentava un vero Capodanno, da celebrare
proposte gastronomiche e negli oggetti da collezione. Arriva-
con canti, balli e una tavola imbandita. “Oca, castagne e vino,
no specialità dalla Francia e da località italiane legate alla tradi-
tieni tutto per San Martino” riassume lo spirito di quella festa.
zione dell’oca, come Mortara e Palmanova: speck, prosciutto,
Per custodire questa memoria, a Mirano è nata la tradizione
salsicce, foie gras, salame, ciccioli e paté. Accanto ai sapori,
della Cena dell’Oca dell’11 novembre, affiancata dall’idea di un
oche di ogni dimensione e materiale e oggetti per la casa, cre-
gioco dedicato alla città.
ati in esclusiva per la manifestazione. A consigliare visitatori e
A disegnarlo fu Carlo Preti, che prese ispirazione dall’ovale
curiosi sono signore e ragazze, naturalmente in abiti d’epoca.
della piazza. Nelle 63 caselle, fra 13 oche e otto “accidenti”,
Per assaporare la festa, il percorso comincia dall’Osteria de
trovavano posto luoghi caratteristici, personaggi, edifici stori-
l’Oca, ricostruzione in legno di un’antica osteria. Qui si posso-
ci e immagini della tradizione miranese. Nel 1998 la Pro Loco
no gustare affettati misti, con prosciutto cotto e salame d’o-
trasformò quel tabellone in un percorso vivente: caselle di due
ca, oppure un panino con salsiccia d’oca calda. Dalle 12 alle
metri per due, rialzate di 80 centimetri e disposte attorno alla
14 viene proposto il risotto con salsiccia d’oca di Germano, il
piazza, sulle quali si affrontano sei squadre.
“cuoco dell’oca”. E per scaldarsi c’è il vin brûlé, profumato di
Il capitano lancia i dadi, otto atleti affrontano le prove fisiche
cannella e chiodi di garofano.
e di abilità previste dalle caselle “accidenti” e l’alfiere muove la
La tappa successiva è il Bacareto de l’Oca, che richiama un ti-
pedina verso il traguardo. L’ordine di partenza è deciso dalla
pico locale veneziano. Con un’ombra di vino si accompagnano
“cuccagnata” del mattino; l’obiettivo è raggiungere per primi
i cicchetti, dal musetto d’oca con polenta ai ferri al panino con
l’ultima casella e conquistare l’Oca d’Oro. Fra imprevisti e ri-
prosciutto cotto d’oca. Da provare anche le “ochette”, ravioli
baltamenti, ogni lancio può cambiare le sorti della gara. Il pub-
freschi a forma di oca, ripieni d’oca e preparati da un pastaio di
blico segue da vicino e partecipa con un tifo appassionato e
Mortara, serviti con burro e salvia. All’Osteria del Fritto attende
sportivo, diventando parte dello spettacolo.
invece una mozzarella in carrozza calda, farcita con prosciutto
Attorno al Zogo prende vita la Fiera. Per due giorni il centro
cotto d’oca.
storico torna a essere piazza Vittorio Emanuele, come si chia-
Osteria e Bacareto sono anche luoghi d’incontro, dove entrare
mava fino agli anni Cinquanta. Stendardi e bandiere scendono
nell’atmosfera prima del Zogo e prolungare la festa dopo la
dai balconi, insegne d’epoca compaiono sui palazzi, mentre
gara. Fra vecchi e nuovi amici, due chiacchiere e un brindisi, la
tabelle dei negozi e bacheche in legno ricreano l’atmosfera dei
Fiera de l’Oca rinnova il suo invito a riscoprire il piacere di stare
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Economia. Allo stabilimento di Gardigiano dopo liquidazione giudiziale e esercizio provvisorio
Costampress, futuro a rischio senza nuovi acquirenti
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l futuro della Costampress di Gardigiano di Scorzè, lo stabilimento specializzato in pressofusioni e stampi per il settore automotive, presenta più di qualche rischio. Infatti dopo mesi di attesa, le prospettive per i circa 90 dipendenti dell’azienda si fanno più incerte: se per questo mese, cioè quello di ottobre, la forza lavoro sarà impiegata a pieno regime per un terzo degli operai, il prossimo mese, quello di novembre, si preannuncia più problematico. La fotografia dell’attuale impasse della vicenda è emersa al termine dell’ultimo vertice tra la direzione aziendale e i rappresentanti dei lavoratori, seguito da un’affollata assemblea di fabbrica. A dirsi preoccupati sono la Fim Cisl con Giulio Lopiano e la Fiom Cgil con Cristian Modesto, che chiedono un’accelerazione decisa per salvaguardare un presidio industriale strategico per l’intero comprensorio. Nei mesi scorsi, dopo l’avvio della procedura di liquidazione giudiziale, il Tribunale di Venezia ha autorizzato l’esercizio provvisorio della Costampress, consentendo la prosecuzione tempora-
nea dell’attività produttiva. “Un risultato fondamentale – spiegano Lopiano e Modesto – che è stato raggiunto anche grazie al coordinamento con l’Unità di Crisi della Regione, con cui abbiamo lavorato a stretto contatto”. Ma ora serve una svolta per i sindacalisti: sul versante dei possibili acquirenti non sono stati fatti passi decisivi e non si hanno notizie precise di avanzamenti concreti verso l’acquisto dello stabilimento. Se da un lato il confronto con i vertici aziendali e i commissari giudiziali che si sono spesi moltissimo per salvaguardare l’azienda hanno confermato la copertura delle paghe e delle commesse per tutto ottobre, resta il nodo sulle prospettive di novembre e i mesi successivi. Le prossime settimane diventeranno quindi decisive per verificare le manifestazioni di interesse pervenute finora, con la speranza di individuare soggetti industriali solidi in grado di garantire continuità e livelli occupazionali, evitando di dover ricorrere a un piano strutturale di ammortizzatori sociali. Il calo degli ordini è stato finora gestito attingendo alle ferie arretrate,
con alcuni operai andati persino in negativo con il monte ore. “Va riconosciuto che l’azienda - concludono - si è fatta carico della situazione, decidendo di appianare lo scoperto di propria iniziativa senza far ricadere i costi sui dipendenti. Nelle prossime settimane si continuerà a monitorare ogni sviluppo e indire nuove assemblee per aggiornare i lavoratori”. Lavoratori e famiglie tutti molto preoccupati della situazione, e sperano in sviluppi positivi. • Alessandro Abbadir
Forum sull’edilizia: finanza e rete per far crescere le imprese
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ompetitività, gestione manageriale, sostenibilità e capacità di fare rete: su queste direttrici si è sviluppato il “Forum dell’Edilizia”, promosso da Make Group nella propria sede di Scorzè. L’evento ha riunito imprenditori, tecnici, professionisti ed esponenti istituzionali per fare il punto sulle trasformazioni di un comparto chiave per l’economia del territorio. Ad aprire i lavori è stato l’intervento di Paola Roma, assessore regionale alle Politiche Abitative, che ha illustrato le misure per il diritto alla casa e le opportunità legate ai bandi per l’accesso ad alloggi sostenibili. A seguire, i saluti di Giovanni Salmistrari (Ance Venezia) e Marco Sommacampagna (Habitat Confcooperative Veneto). Il dibattito ha visto protagonisti esponenti di spicco della filiera: da gruppi industriali come Tegolaia e 2M Holding ad aziende di settore come Opera Edile, fino agli studi Caprioglio Architects e AI Progetti, con il contributo creditizio di
CentroMarca Banca. “Il settore dell’edilizia ha beneficiato meno in passato della cultura organizzativa e manageriale - ha spiegato Matteo Busato, Ceo di Make Group. Oggi, anche grazie all’ingresso delle nuove generazioni, ci sono le condizioni per accelerare il cambiamento, introducendo modelli gestionali semplificati e adatti a tutta la filiera”. Tra i temi emersi, la gestione delle commesse, il passaggio generazionale e l’integrazione della finanza nei piani di crescita. Dai dati del questionario distribuito ai partecipanti è emerso che per il 24% delle imprese la priorità assoluta è la gestione del cash flow e degli aspetti finanziari, seguita dalle strategie commerciali (21%) e dal riassetto organizzativo dei ruoli e delle persone (19%). L’incontro ha confermato come la vera forza del comparto risieda nella collaborazione sistemica tra costruttori, progettisti e credito. • (a.a.)
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CULTURA
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Gli eventi. Un cartellone prestigioso e intergenerazionale coordinato dal Comune di Venezia
Il Teatro Toniolo di Mestre presenta la nuova stagione: prosa, comici e grande musica I l Teatro Toniolo di Mestre si prepara a vivere una straordinaria stagione culturale, presentata nel foyer del teatro dal sindaco di Venezia Simone Venturini, insieme all’assessore alla Cultura Paolo Romor, alla presidente della commissione attività culturali Costanza Melchiori, al dirigente del Settore Michele Casarin e ai rappresentanti dei partner che collaborano alla realizzazione dei cartelloni di Prosa, Comici e Musica. Con oltre 85 mila presenze, 3.400 abbonati e 22 mila biglietti venduti registrati nella passata stagione, il Toniolo si conferma il cuore pulsante e punto di riferimento culturale non solo per Mestre, ma per l’intera area metropolitana. La programmazione, coordinata dal Settore Cultura del Comune di Venezia, si articola in tre sezioni principali, a partire dalla stagione di prosa organizzata in collaborazione con Arteven Circuito Multidisciplinare Regionale, che spazia dai classici al contemporaneo. L’inaugurazione è affidata a Ferzan Özpetek
con Ruoli secondari, dal 27 ottobre al 1° novembre, seguita dall’omaggio a Marilyn Monroe con A qualcuno piace caldo diretto da Geppy Gleijeses, L’importanza di chiamarsi Ernesto con Lucia Poli, la farsa pop Rosencrantz e Guildenstern sono morti con Pannofino e Acquaroli, e l’omaggio a Luca De Filippo con Non ti pago interpretato da Salvo Ficarra. Il cartellone arricchisce l’offerta con Il male oscuro con Alessio Vassallo, Gabriele Lavia in Dopo la prova di Ingmar Bergman, Luca Zingaretti in Autodifesa di Caino e il ritorno di Alessio Boni con Molière. Accanto alla prosa trova spazio la rassegna I Comici, realizzata con DalVivo Eventi, che propone tredici spettacoli di evasione e satira, aprendosi il 26 e 27 novembre con Debora Villa in Zitte mai, evento di satira e musica contro la violenza di genere a favore del Centro Antiviolenza Cerchi D’Acqua Onlus. Tra gli appuntamenti figurano gli Oblivion con il musical Win for life, Maurizio Lastrico con Sul lastrico, l’inedita coppia formata
da Francesco Piccolo e Pif e la comicità veneziana di Carlo & Giorgio con il nuovo show Serenissimi. Chiude il programma la rassegna di musica da camera e sinfonica, arrivata alla quarantunesima edizione e ideata dal Direttore Artistico Mario Brunello con l’Associazione Amici della Musica di Mestre, aperta da un solenne omaggio a Giuseppe Sinopoli eseguito dall’Orchestra del Teatro La Fenice. Il percorso prosegue con contaminazioni e omaggi di grande valore, tra cui l’omaggio a Milva con Giovanni Amodeo, il racconto pop sui Beatles narrato da Gianmarco Tognazzi, Scipione Sangiovanni che unisce De André ai Carmina Burana, il Quintetto a Perdifiato e l’ensemble Armoniosa con le musiche di Vivaldi su strumenti originali. L’Amministrazione comunale ha ribadito l’importanza strategica della cultura come motore di crescita sociale ed economica, confermando le agevolazioni e le iniziative dedicate per favorire l’accesso dei giovani e delle nuove generazioni agli spettacoli teatrali.
Bissuola Live torna al Teatro del Parco con Frankie hi-nrg mc e I Patagarri
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l Teatro del Parco di Mestre si prepara ad accogliere il ritorno di Bissuola Live, la rassegna di musica dal vivo organizzata dal Settore Cultura del Comune di Venezia in collaborazione con Fiabamusic, nell’ambito del contenitore Palcoscenici Metropolitani 2026 sostenuto dal Ministero della Cultura e realizzato con Arteven. Il cartellone autunnale propone tre imperdibili serate, tutte con inizio alle ore 21, per animare la vita culturale della città con grandi artisti della scena nazionale. Il primo appuntamento si terrà domenica
18 ottobre con Frankie hi-nrg mc, icona del rap italiano, che porterà sul palco le sonorità del suo Voce e Batteria Tour 2026. Accompagnato dal batterista Donato Stolfi, l’artista proporrà una formula essenziale incentrata sul ritmo e sull’impegno civile, ripercorrendo i suoi grandi successi. La rassegna proseguirà sabato 5 dicembre con Paola Turci, affiancata dall’attrice e conduttrice Chiara Buratti per un intenso racconto fatto di musica e parole. A chiudere il ciclo, venerdì 18 dicembre, saranno I Patagarri con il loro Tua Madre
in Tour: la band milanese travolgerà il pubblico con il sound gipsy jazz, brani ironici e una festa collettiva di fiati e percussioni. Come sottolineato dall’assessore alla Cultura Paolo Romor, il successo costante di Bissuola Live conferma il Teatro del Parco come punto di riferimento vitale per l’aggregazione e l’intrattenimento culturale a Mestre. I biglietti per i singoli spettacoli sono disponibili in prevendita sul circuito TicketOne al prezzo unico di 17 euro (15 euro più diritti di prevendita).
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Segue da pag. 1
Lo schema “Stefanildo” resiste o si apre lo scontro? Le categorie economiche, le associazioni d’impresa e il tessuto artigianale e industriale del Veneto guardano ai prossimi mesi con apprensione, temendo che le difficoltà di bilancio possano tradursi in una stangata fiscale, con un occhio particolarmente vigile sul fronte dell’Irap. L’ipotesi, anche solo ventilata, di un ritocco verso l’alto dell’imposta regionale sulle attività produttive viene vista dal mondo economico come un colpo durissimo in una fase già estremamente complicata per la
competitività aziendale, capace di frenare investimenti e margini di crescita. Dall’altro lato, sul fronte delle entrate personali e della tassazione dei redditi, resta intoccabile un vero e proprio dogma della stagione politica regionale: il mantenimento dell’Irpef come un tabù assoluto. Sulla scorta dei mandati di Luca Zaia, che hanno fatto della difesa del potere d’acquisto dei cittadini e della non-maggior tassazione un vessillo identitario e politico inattaccabile, la
maggioranza si muove con i piedi di piombo, consapevole che toccare le leve fiscali dirette sui contribuenti significherebbe incrinare quel rapporto di fiducia costruito in lunghi anni di governo. Tuttavia, far quadrare i conti senza ricorrere a leve fiscali straordinarie in un momento in cui le risorse statali si riducono e i costi dei servizi sociosanitari ed educativi lievitano rappresenta un esercizio di bilancio al limite del funambolismo. È qui che si misurerà la vera
tenuta dello schema “Stefanildo”: la capacità cioè di mediare tra le esigenze di bilancio e le pressioni delle diverse anime della coalizione. Se da una parte la programmazione finanziaria dovrà dare risposte concrete a un tessuto produttivo che chiede stabilità e sgravi, dall’altra dovrà evitare fughe in avanti che scontentino i territori o i partiti alleati. La sfida è aperta: il bilancio non sarà solo un atto contabile, ma il terreno politico decisivo per misurare i futuri equilibri di potere in Veneto.
Sociale. Approvazione unanime in Consiglio regionale, riconosciuto il ruolo nella rete dei servizi socio sanitari
CAREGIVER, LA LEGGE METTE TUTTI D’ACCORDO STEFANI: “DAL VENETO SEGNALE DI CIVILTÀ” Soranzo: “Due su tre costretti U a lasciare il lavoro”. Luisetto: “Vicini na legge che ha trovato il consenso di tutto l’arco politico, maggioranza e opposizione insieme. Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato all’unanimità la proposta di legge “Disposizioni per il riconoscimento, la valorizzazione e il sostegno del Caregiver familiare quale persona che presta cura e assistenza alla persona cara”, d’iniziativa della vicepresidente della Commissione sanità e relatrice d’aula Chiara Luisetto (Partito Democratico), con il capogruppo di Lega-LV Riccardo Barbisan come correlatore, e del presidente della Regione Alberto Stefani. Un voto compatto, trasversale agli schieramenti, che consegna al Veneto una delle prime leggi organiche in Italia dedicate a questa figura. Il provvedimento disciplina il ruolo del caregiver familiare, cioè di chi si prende cura, volontariamente e a titolo gratuito, di una persona non autosufficiente o che necessita di assistenza di lunga durata. La legge lo integra nel sistema regionale dei servizi sociosanitari, riconoscendone la funzione sociale, con un’attenzione specifica ai giovani caregiver - per i quali vengono individuate esigenze particolari in ambito educativo, formativo, lavorativo e di benessere psicofisico - e ai caregiver over 65. Sono previste misure di informazione, formazione, affiancamento e supporto
psicologico, oltre a interventi di sollievo e alla valorizzazione delle competenze, anche trasversali, maturate nell’attività di cura, utili a favorire l’accesso o il reinserimento nel mondo del lavoro. Tra gli strumenti istituiti: un Tavolo permanente presso la Giunta regionale, la raccolta di buone pratiche, la Giornata regionale del caregiver fissata al 6 ottobre, linee guida regionali e un Fondo regionale caregiver. Esprime soddisfazione il presidente della Regione Alberto Stefani: “Il Veneto oggi ha scelto di prendersi cura di chi si prende cura. La legge approvata dal Consiglio regionale riconosce e valorizza il ruolo centrale di chi, tutti i giorni, segue una persona cara malata, con disabilità, non autosufficiente o che necessita di essere accudita per particolari necessità assistenziali. Abbiamo mantenuto la promessa: al caregiver familiare, che
sarà inserito nella rete dei servizi sociali e sanitari, è riconosciuto il valore sociale ed economico che rappresenta come risorsa per tutta la società”. Stefani sottolinea la portata della misura: “Ancora una volta il Veneto dimostra sensibilità e visione. La legge approvata è un importante segnale di civiltà, una nuova pietra miliare del percorso sociosanitario che mette al centro la persona e le relazioni umane. Riguarda più di 260.000 veneti per i quali l’attività del caregiver non è soltanto un impegno familiare, ma si configura come un prezioso e fondamentale tassello della rete di assistenza. Per questo deve contare sul giusto riconoscimento sociale nel sistema regionale integrato dei servizi e del Welfare”. Il presidente ricorda infine come l’iniziativa fosse nata fin dall’avvio della legislatura: “Nella prima seduta del Consiglio regionale di questa legislatura, durante il mio discorso di insediamento, avevo lanciato una proposta: approvare una legge di civiltà, lavorando insieme, maggioranza e opposizione. Con orgoglio oggi abbiamo raggiunto l’obiettivo. Ringrazio la giunta e tutti i Consiglieri, anche per l’impegno di questi mesi e il senso di responsabilità dimostrato. Di fronte a scelte come queste non ci possono essere divisioni politiche davanti all’interesse dei nostri cittadini”.
alle 600 mila persone finora sole”
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opo il via libera unanime alla legge sul caregiver familiare, arrivano le reazioni dei consiglieri regionali che hanno seguito il provvedimento nelle commissioni. Per il presidente della Sesta commissione Enoch Soranzo (Fratelli d’Italia) il dato di partenza è la diffusione del fenomeno: “Parliamo di una realtà che tocca da vicino quasi il 16% della popolazione veneta, fatta in gran parte di donne, spesso anziani o giovanissimi”. Soranzo richiama le conseguenze sul lavoro: “Quasi due caregiver su tre sono costretti a lasciare o ridurre il lavoro, con ripercussioni pesanti sulla salute, sulla serenità familiare e sulla futura pensione”. Tra gli elementi della legge, il consigliere sottolinea l’ingresso del caregiver nella rete del welfare: “Il caregiver entra nella rete del welfare locale e concorre direttamente alla stesura e alla firma del Piano Assistenziale Individualizzato, affiancando e
integrando i servizi pubblici senza mai sostituirli”. Il tutto, ricorda, sostenuto da un Fondo regionale “finanziato con oltre 2,2 milioni di euro nel triennio”. Di segno complementare la lettura della prima firmataria, Chiara Luisetto (Pd), che punta sul percorso che ha portato al testo: “Questa legge nasce da un lungo percorso di ascolto e partecipazione che ha visto il coinvolgimento del Terzo settore, delle forze sindacali, delle associazioni e delle esperienze dirette dei cittadini”. La consigliera quantifica la platea coinvolta, “oltre 600 mila persone in Veneto, in maggioranza donne della cosiddetta generazione ‘sandwich’”, e guarda già oltre l’approvazione: “Non consideriamo questa legge un punto di arrivo, bensì l’assunzione di una responsabilità precisa. Ora siamo al lavoro affinché a queste risorse e a questi diritti corrispondano servizi accessibili e capillari su tutto il territorio”.
REGIONE
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Mobilità. L’assessore regionale Diego Ruzza fa il punto sulle principali questioni aperte, in arrivo nuovi treni
BIGLIETTO UNICO, AVANTI CON LA PIATTAFORMA IL REBUS DELL’ALTA VELOCITÀ FERMA A VICENZA A lta velocità, nuovi treni, biglietto unico ed edilizia sportiva: l’assessore regionale ai Trasporti, Mobilità e Lavori Pubblici Diego Ruzza fa il punto nella nostra redazione sui principali cantieri aperti sul fronte della mobilità veneta. Il nodo più delicato resta quello dell’Alta Velocità, bloccata all’altezza di Vicenza. “È un problema che riguarda tutta la regione. Ci stiamo lavorando molto, soprattutto con un confronto con Rfi, perché il problema è l’uscita da Vicenza”, spiega Ruzza. “È un grande lavoro di confronto e di raccordo anche con gli enti locali, con i sindaci e con le comunità di quel territorio, perché parliamo di un intervento estremamente importante: dobbiamo riuscire a capire qual è la scelta da fare e iniziare a lavorarci subito”. Diverso il quadro sulla tratta Brescia-Verona, già in fase avanzata: “È molto probabile che nel secondo semestre dell’anno prossimo avremo il primo treno ad alta capacità che va verso la Lombardia”. Un passaggio che
l’assessore considera strategico anche per il trasporto locale: “Dobbiamo riuscire a sbloccare la situazione perché dobbiamo efficientare la linea, e questo comporterebbe un’ulteriore eccellenza sia in termini di trasporto sia di puntualità: libereremo tutta quella parte di binari che servono per i regionali e per il cargo”. Proprio sulla puntualità del servizio regionale Ruzza rivendica un dato: “Abbiamo un livello di puntualità che supera il 94%: siamo tra le regioni considerate eccellenti”. Un risultato legato anche al rinnovo della flotta: è da poco entrato in servizio il primo dei nuovi treni a due piani sulla direttrice Bologna-Brennero, linea interessata da forti flussi turistici, pendolari e intermodali. L’investimento complessivo è di 112,1 milioni di euro, di cui 75,8 milioni finanziati da Infrastrutture Venete e 36,3 milioni da Trenitalia, nell’ambito di un contratto di servizio 2023-2031 dal valore complessivo di circa 250 milioni di euro. “Il rinnovo della flotta rappresenta un investimento importante sulla qualità del trasporto
ferroviario regionale e sulla mobilità”, commenta Ruzza. Entro il 2027 tutti i 14 collegamenti giornalieri tra Brennero, Alto Adige, Trentino, Veneto ed Emilia-Romagna saranno effettuati con i nuovi treni, più capienti, accessibili e a minor consumo energetico. Capitolo biglietto unico: “Stiamo lavorando anche al biglietto unico, un progetto su cui crediamo tantissimo insieme col presidente Stefani, perché è una riforma epocale”, racconta l’assessore. “Siamo stati velocissimi a recuperare i primi due milioni di euro per creare la nostra piattaforma per pagare il biglietto in un’unica modalità, che sia carta di credito, telefono, smartwatch o carta prepagata della Regione. Ma abbiamo appena approvato anche ulteriori 11 milioni di euro per l’ammodernamento di software, hardware, bigliettazione e validatori, a disposizione degli enti locali e delle aziende: 13 milioni per la prima fase, penso non sia mai successo prima”. Il bando scade il 4 dicembre, mentre la piattaforma unica regionale
sarà allestita nel 2027. Fra i lavori pubblici rientra anche l’edilizia sportiva: “Diamo un aiuto, la prima volta così importante negli ultimi anni, alle associazioni sportive e ai Comuni che sono spesso proprietari di impianti ma fanno fatica ad ammodernarli”, spiega Ruzza, citando anche l’abbattimento delle barriere architettoniche e la fruibilità per le discipline paralimpiche. Lo stanziamento 2025 è di 3 milioni
di euro, a cui si aggiungono 10 milioni già previsti per il biennio 2027-2028: “13 milioni in tutto, per fare almeno decine di interventi in cofinanziamento con la Regione, con tagli da 35 a 100 mila euro per interventi urgenti, soprattutto di ammodernamento igienico-sanitario e messa in sicurezza”. • Redazione Regione
BILANCIO, 60 MILIONI TRA SANITÀ E CASA: 41 MILIONI PER L’EDILIZIA SOSTENIBILE
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isco verde dalla giunta regionale alla nuova variazione di bilancio, una che manovra rende disponibili oltre 60 milioni di euro, utilizzando risorse statali ed europee già assegnate al Veneto per sanità, sociale, casa, trasporto pubblico e sviluppo del sistema produttivo. Lo stanziamento più consistente riguarda la casa: oltre 41 milioni di euro del PR FESR 2021-2027 per favorire l’accesso ad abitazioni sostenibili e a prezzi accessibili, con 11,7 milioni previsti nel 2027 e 30 milioni nel 2028. Per il sociale arrivano 6,6 milioni di risorse statali destinate alla videosorveglianza nelle strutture che ospitano anziani e persone con disabilità. Sul fronte sanitario, la variazione mette a disposizione oltre 11
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milioni di euro nell’ambito del Pnrr: 5,27 milioni per le Case della Comunità e la presa in carico delle persone, 578 mila euro per le Centrali Operative Territoriali e la telemedicina, oltre 5,6 milioni per l’ammodernamento delle tecnologie digitali e delle grandi apparecchiature ospedaliere. Al trasporto pubblico locale vanno invece oltre 5,1 milioni di euro nel biennio 2027-2028 per il rinnovo delle flotte. Tra gli altri capitoli, 713 mila euro nel 2026 per la tutela del patrimonio boschivo e il contrasto al bostrico, 4 milioni di euro dalle sanzioni per violazione delle norme sul diritto al lavoro delle persone con disabilità, e 6,35 milioni trasferiti da Veneto Innovazione per il Fondo Veneto Competitività, il Fondo Veneto Patrimonializzazione
e il Fondo Veneto Ricerca, Sviluppo e Innovazione. “Con questa variazione mettiamo a disposizione del Veneto oltre 60 milioni di euro di risorse statali ed europee, destinandole a interventi importanti nei settori della sanità, del sociale, della casa, dei trasporti e dello sviluppo economico”, sottolinea l’assessore Giacinti. “È un lavoro che richiede attenzione nella programmazione e capacità di intercettare e utilizzare nei tempi giusti le risorse disponibili. Dalle Case della Comunità alla telemedicina, dall’ammodernamento delle apparecchiature sanitarie alla sicurezza nelle strutture per anziani e persone con disabilità, fino al sostegno all’accesso alla casa e al rinnovo del trasporto pubblico: interveniamo su esigenze reali, utilizzando al meglio le risorse disponibili”.
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Il dibattito. Il vicecapogruppo di Fratelli d’Italia in Regione interviene sul decreto scuola e sul futuro della politica veneta
BALDAN: “BURQA E NIQAB? DOVE SERVE IL VOLTO DEVE ESSERE RICONOSCIBILE” I l dibattito sul burqa e sul niqab torna al centro dell’attenzione in Veneto, tra le nuove disposizioni del governo sulla scuola e l’ipotesi di un regolamento comunale a San Donà di Piave per disciplinare l’accesso agli uffici pubblici quando il volto di una persona è completamente coperto. A intervenire sul tema ai nostri microfoni di Veneto24 è Matteo Baldan, consigliere regionale e vicecapogruppo di Fratelli d’Italia, che difende l’idea di una distinzione netta tra libertà personale e necessità di identificazione. «Penso che sia un regolamento che va nella giusta direzione», afferma Baldan parlando dell’iniziativa allo studio a San Donà di Piave. Il riferimento, spiega, è alla necessità di garantire il riconoscimento dell’identità quando questo sia previsto dalla legge o risulti indispensabile per l’accesso a determinati servizi. «Non è un approccio assolutamente ideologico, non è un approccio discriminatorio, è un approccio per confermare ciò che di fatto è già previsto dalla legge».
Il punto non riguarda quindi il semplice fatto di indossare un velo o un particolare abito per motivi religiosi o culturali, ma le situazioni nelle quali il volto deve necessariamente essere riconoscibile. «Dove è necessario e si ritiene opportuno, proprio per obblighi di legge, il riconoscimento del volto deve essere reso possibile. Va ovviamente verificato il volto, che deve corrispondere a chi fa richiesta di accesso al servizio attraverso il proprio documento o la propria identità». Una distinzione che viene posta anche rispetto alla libertà individuale. Il fatto che una donna scelga autonomamente di indossare il niqab, osserva Baldan, è una questione diversa rispetto all’eventuale necessità di scoprirsi il volto quando si entra in un luogo nel quale è richiesta l’identificazione. Il tema si intreccia con il provvedimento del governo sulla scuola, che ha riacceso il confronto anche sulla presenza degli studenti stranieri e sulle modalità di integrazione scolastica. Baldan respinge però l’idea che le nuove misure
Matteo Baldan
possano essere lette semplicemente come iniziative legate alla prossimità delle elezioni. Lo sguardo si sposta poi sulle prossime elezioni politiche e sulle possibili candidature di esponenti della politica regionale. L’ipotesi che alcuni consiglieri
o assessori possano lasciare il Veneto per approdare a Roma non sorprende Baldan. «È normalissimo, è una cosa che credo sia abbastanza naturale e capita ogni qualvolta ci sono le elezioni politiche», commenta. E aggiunge: «Chi è fresco, diciamo così, di preferenze, può
essere considerato un buon candidato». Un passaggio che porta direttamente al nuovo sistema elettorale e al ritorno delle preferenze, tema sul quale il confronto politico non è mancato. Baldan difende l’impianto della nuova legge: «Secondo me ne è uscita una legge elettorale equilibrata, dove esiste la preferenza e dove è presente anche il capolista che di fatto rappresenta il partito». Il valore delle preferenze, per il consigliere, è soprattutto nella possibilità di lasciare agli elettori una scelta diretta. «Danno possibilità a chi vota di scegliere in modo esplicito da chi farsi rappresentare», sottolinea. E proprio questa scelta, aggiunge, attribuisce una responsabilità ulteriore a chi viene eletto: «Chi viene votato ha un ulteriore peso di responsabilità verso i cittadini». Sul tema Baldan parla anche di «molta strumentalizzazione e molta disinformazione», contestando le critiche arrivate da chi ha scelto di non votare la nuova legge elettorale. • (R.R.)
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Fumetti per ragazzi. Apostolidis: “Vogliamo offrire ai giovani storie d’avventura con uno spessore culturale e una profondità di pensiero”
“NON È SEMPLICE ENTERTAINMENT, LA MITOLOGIA GRECA CI PARLA DI NOI” E manuele Apostolidis torna in libreria con un nuovo fumetto per ragazzi che continua il successo di Archeo Tales. Lo sceneggiatore veneto, nato a Schio ma da anni ormai “padovano”, ha infatti da poco pubblicato “Il mito di Narciso. Archeo Tales Vol. 2”, con la collaborazione scientifica di Francesco Bellu e con le splendide tavole di Rebecca Spagnesi. Ho approfittato dell’occasione per scambiare due
chiacchiere con Apostolidis che ormai è diventato un nome di riferimento nel mondo del fumetto per ragazzi, grazie a una serie di pubblicazioni di successo che riescono ad unire alla perfezione l’intrattenimento con l’aspetto più educativo della lettura. Come mai hai scelto proprio il mito di Narciso come punto di partenza per questa seconda avventura di Archeo Tales?
Il mito di Narciso era l’occasione perfetta per introdurre il tema di una società in cui l’apparire è diventato essenziale e in cui la perfezione sembra essere una condizione necessaria. I grandi temi del mito siano ancora attuali: nel mondo di Archeo Tales, che rispecchia da vicino il nostro, volevamo far riflettere su come l’ossessione per l’immagine possa diventare una forma di controllo, trasformando una figura classica come
prime armi con la lettura, che lo vivranno come una bellissima storia d’avventura pur non conoscendo ancora i miti o gli dèi greci; i lettori più grandi, invece, vi troveranno continui riferimenti a ciò che studiano a scuola e saranno stimolati (si spera) ad approfondire altri racconti. Questo fumetto nasce dal lavoro di tre autori. Come funziona il vostro lavoro di squadra? Il nostro è un lavoro di grande sinergia
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La copertina di “Il mito di Narciso”
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Narciso in un’icona moderna del culto dell’apparenza. Quanto vi interessa restare fedeli al mito originale e quanto, invece, vi divertite a “smontarlo”? Per noi era fondamentale ricostruire il mito per catturare l’attenzione dei giovani lettori. Archeo Tales non vuole essere una serie didascalica ma un’opera che stimola la curiosità, ritenendola il vero motore della conoscenza. A questo proposito, le schede scritte da Francesco Bellu - archeologo e consulente scientifico della serie - servono proprio a nutrire e approfondire questo interesse. Archeo Tales si rivolge a lettori molto giovani. Come si raccontano miti spesso complessi, violenti o ambigui ai bambini senza impoverirli? Credo sia importante offrire ai giovani storie d’avventura che mantengano uno spessore culturale e una reale profondità di pensiero. Non bisogna semplificarle troppo né renderle eccessivamente complicate. Le più grandi storie per l’infanzia possiedono diversi livelli di lettura che possono essere colti a età differenti: Archeo Tales è adatto ai bambini alle
Emanuele Apostolidis
in cui la narrazione e la parte grafica si intrecciano fin dalle prime fasi di sviluppo. È un processo corale in cui la costruzione del mondo fantasy e dei personaggi dialoga con la parte di scientifica gestita da Francesco Bellu. Anche il rapporto con la disegnatrice Rebecca è costante e presente fin dall’inizio perché non è facile dare vita e forma grafica a un mondo come quello di Archeo Tales, ma Rebecca ci è riuscita perfettamente. Sono davvero felice di aver lavorato con questo team creativo che, posso già anticiparlo, sarà lo stesso anche per il terzo volume. Narciso è un mito che può essere letto anche attraverso selfie, social network e culto dell’immagine. Quanto del presente avete voluto far entrare nel personaggio e nella storia? Moltissimo. Archeo Tales è ambientato in un mondo fantasy in cui l’archeologia è vietata: un universo in cui i Titani cercano di controllare la società attraverso la tecnologia. È un mondo molto simile al nostro, di cui riconosciamo tratti distintivi come telefonini e selfie, ma dove magia e scienza si uniscono per
liberare il passato. La nostra memoria storica non è un elemento statico, bensì l’unica fonte in grado di ridare equilibrio al tutto e aiutarci a costruire un futuro migliore. I miti greci sono perfetti per raccontare il nostro mondo perché nelle loro storie sono state anticipate incredibilmente tutte le grandi tematiche del mondo attuale. L’Odissea di Nolan è stata un evento epocale nel mondo del cinema, pensi che abbia cambiato il modo di raccontare o percepire la mitologia? Tra l’altro, ti è piaciuto il film? Il film di Nolan si rivolge a un tipo di pubblico diverso rispetto al nostro, tuttavia spero davvero che abbia contribuito a riportare al centro dell’attenzione la mitologia e l’intramontabile fascino dei miti greci. In ogni caso personalmente mi è piaciuto tantissimo, ma sono un fan di Nolan da sempre. Tu da sempre fai tantissime presentazioni e laboratori di fumetto con i bambini: come ti trovi con gli eventi dal vivo? C’è vita oltre al tablet e allo smartphone anche per i più piccoli? Assolutamente sì. Credo che i bambini abbiano la necessità di tornare a immaginare e a riscoprire la bellezza di perdersi all’interno di una storia e di un’avventura. Quando tengo i laboratori dal vivo, cerco di stimolarli attraverso oggetti e reperti archeologici per guidarli nell’immaginare il passato: vedere quanto questo approccio li affascini ogni volta è la prova che c’è ancora un grandissimo spazio per la fantasia. Credo inoltre che il fumetto ha bisogno di ritrovare i lettori partendo proprio dai più giovani che sono ancora molto affascinati dalle immagini e dal disegno. Bisogna però essere in grado di parlare con il loro linguaggio, cercare di affascinarli e stimolarli. In questo modo non c’è schermo che possa battere la magia delle storie e del disegno. • Giacomo Brunoro
• Chi è Giacomo Brunoro Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.
DESPAR
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Despar, Eurospar, Interspar. Prezzi più leggeri per la spesa di tutti i giorni
CON “PREZZI PIUMA” 2.000 PRODOTTI DIVENTANO PIÙ CONVENIENTI Prezzi monitorati e aggiornati periodicamente sul mercato: Despar Nord rafforza la propria strategia sulla convenienza, affiancando “Prezzi Piuma” all’ampia offerta dei prodotti a marchio
F
are la spesa, oggi, significa sempre più spesso fare attenzione al prezzo. Si confrontano le alternative, si valutano marche e formati, si controlla il totale alla cassa e si cerca di mantenere il carrello entro un budget prestabilito. In un contesto economico segnato dall’aumento del costo della vita e da una crescente attenzione delle famiglie alla gestione della spesa quotidiana, anche le abitudini di acquisto sono cambiate. È in questo scenario che Despar Nord ha introdotto “Prezzi Piuma”, un progetto che coinvolge 2.000 prodotti e segna un’evoluzione importante nella strategia di convenienza dell’azienda. L’obiettivo è chiaro: rendere più conveniente la spesa di tutti i giorni, andando oltre la tradizionale logica delle promozioni a tempo e lavorando in maniera strutturale sul posizionamento dei prezzi. La principale novità è proprio questa: per le referenze coinvolte, il cliente può trovare un prezzo conveniente in modo continuativo, senza dover aspettare il volantino o concentrare gli acquisti nel periodo in cui un determinato prodotto è in promozione. Ma “Prezzi Piuma” non è un intervento una tantum. Alla base del progetto c’è infatti un sistema dinamico di monitoraggio del mercato: Despar Nord effettuerà periodicamente rilevazioni dei prezzi praticati dai principali competitor e, sulla base dei risultati, potrà intervenire sul prezzo delle referenze coinvolte. Un meccanismo che permette di adattare nel tempo il posizionamento dei 2.000 prodotti, con l’obiettivo di mantenere costante l’attenzione alla convenienza anche al variare delle condizioni di mercato. È questo uno degli elementi più innovativi dell’iniziativa: la convenienza non viene definita una volta per tutte, ma verificata e aggiornata periodicamente. Un approccio che fa di “Prezzi Piuma” non una semplice iniziativa commer-
ciale, ma una vera e propria strategia di posizionamento, pensata per rendere la convenienza un elemento sempre più stabile e riconoscibile dell’esperienza di spesa. Il progetto nasce in un momento in cui il potere d’acquisto rimane un tema particolarmente attuale. Negli ultimi anni l’inflazione e i rincari hanno modificato le abitudini dei consumatori, rendendoli più attenti al rapporto tra prezzo e qualità e più consapevoli nelle proprie scelte. “Prezzi Piuma” si concentra per questo sui prodotti che più frequentemente finiscono nel carrello. Le 2.000 referenze sono state individuate tra quelle maggiormente acquistate dai clienti e all’interno delle categorie che incidono maggiormente sulla spesa quotidiana. Il paniere comprende numerosi prodotti di marca, conosciuti e apprezzati dai consumatori: l’obiettivo non è quindi semplicemente proporre prezzi più bassi, ma rendere più conveniente l’acquisto di prodotti che fanno già parte delle abitudini delle famiglie, mantenendo qualità e possibilità di scelta. Una strategia che si affianca a un altro importante strumento attraverso cui Despar Nord lavora da tempo per offrire qualità e convenienza a diverse fasce di spesa: i prodotti a marchio. Un assortimento ampio e trasversale, sviluppato per offrire ai clienti la possibilità di scegliere in base alle proprie esigenze, preferenze e disponibilità di spesa, senza rinunciare alla qualità. La proposta a marchio di Despar Nord comprende infatti soluzioni capaci di rispondere a bisogni molto diversi: dalle eccellenze gastronomiche della linea Despar Premium ai prodotti per la spesa quotidiana, fino a S-BUDGET, la linea primo prezzo dedicata a chi ricerca una convenienza ancora più marcata. A queste si affiancano linee sviluppate per rispondere a specifici stili di vita ed esigenze alimentari,
La spesa più leggera
Non aspettare l’offerta!
2000
Fino a prodotti ogni giorno convenienti ampliando ulteriormente le possibilità di scelta all’interno del punto vendita. “Prezzi Piuma” e prodotto a marchio rappresentano così due leve complementari di una stessa strategia di convenienza: da un lato rendere più convenienti 2.000 prodotti, monitorandone periodicamente – su base mensile - il posizionamento sul mercato; dall’altro offrire attraverso la private label un ventaglio di alternative capace di rispondere a disponibilità di spesa, preferenze ed esigenze alimentari differenti.
Per Despar Nord, infatti, convenienza e qualità non sono elementi alternativi. L’obiettivo è rendere la spesa accessibile a un pubblico il più ampio possibile, offrendo a ciascun cliente la libertà di trovare il proprio equilibrio tra prezzo, qualità, preferenze ed esigenze personali. Cambia così anche il modo di intendere la convenienza: non soltanto un’occasione legata a una promozione, ma un impegno continuativo sul prezzo, capace di accompagnare la spesa abituale e di evolvere insieme al mercato.
Il progetto è partito a settembre da alcuni punti vendita Interspar del Veneto e nel corso del mese sarà esteso anche ai punti vendita Despar ed Eurospar, arrivando così a coinvolgere l’intera rete di vendita diretta Despar Nord presente in regione. Un percorso che, insieme alla continua evoluzione dell’offerta a marchio Despar, rafforza una strategia di convenienza sempre più strutturata, con l’obiettivo di offrire qualità, scelta e accessibilità e rispondere alle diverse esigenze di chi ogni giorno fa la spesa.
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Leah può tornare a vedere, anche grazie al tuo testamento. Per migliaia di bambini, una cura è possibile, ma resta solo un’attesa. Leah è cieca a causa della cataratta e un intervento può restituirle la vista. Per operarla, però, serve una sala operatoria che oggi non c’è. Con una donazione nel tuo testamento a CBM Italia puoi contribuire a costruire gli spazi, fornire le attrezzature e creare le condizioni necessarie per rendere possibile l’intervento. Il tuo gesto può trasformare un’attesa in una cura concreta, e restituire la vista a tanti bambini come Leah nei Paesi del Sud del mondo.
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DESPAR
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Solidarietà. La spesa diventa un aiuto per le scuole grazie ai buoni raccolti dalle famiglie
STICKERMANIA E SCUOLAFACENDO: DA DESPAR LA SPESA SOSTIENE LE SCUOLE
È
iniziata con il ritorno a scuola anche la nuova edizione di Stickermania, la raccolta di figurine che ogni anno coinvolge bambini e famiglie nei punti vendita Despar, Eurospar e Interspar aderenti. Quest’anno, come già nelle precedenti edizioni, insieme alle figurine c’è anche un’occasione per dare un aiuto concreto alle scuole del territorio attraverso Scuolafacendo. Le due iniziative proseguiranno fino al 18 ottobre. Stickermania, una nuova avventura da collezionare Per Stickermania 2026 la storia riparte con “Il segreto dell’amuleto luminoso”. Protagonisti sono ancora Oskar e Bo, questa volta alle prese con un viaggio nella mitologia nordica, sulle tracce dei Vichinghi e di un misterioso amuleto. La collezione è composta da 200 figurine. Il meccanismo è legato alla spesa: ogni 10 euro di spesa effettuata nei punti vendita aderenti si riceverà a una bustina di figurine. Per completare più rapidamente l’album è possibile acquistare anche pacchetti aggiuntivi di colore blu al prezzo di 50 centesimi. Inoltre, ogni 10 euro di spesa e l’acquisto di due prodotti sponsor si riceverà una bustina aggiuntiva di colore verde. I prodotti coinvolti sono segnalati direttamente nei punti vendita. Ma la raccolta non si ferma all’album. Stickermania è anche un progetto educativo che, attraverso il gioco e la condivisione, porta con sé valori come il rispetto, l’inclusione e la valorizzazione delle differenze, rafforzati dal legame con Scuolafacendo, l’iniziativa di Despar a sostegno delle scuole del territorio. Scuolafacendo, i buoni diventano materiali per le scuole Ogni bustina di figurine Stickermania contiene
anche un Buono Scuolafacendo. Il cliente potrà consegnarlo direttamente alla scuola che desidera sostenere oppure caricarlo online, attraverso il sito del progetto o l’app dedicata. I buoni potranno essere raccolti e destinati agli istituti fino al 7 febbraio 2027. Per le scuole, i buoni rappresentano la possibilità di ottenere materiali e attrezzature utili alle attività quotidiane. Gli istituti aderenti potranno scegliere dal catalogo dell’iniziativa prodotti per la didattica, strumenti per l’inclusione, attrezzature per le attività motorie e dotazioni tecnologiche. L’iniziativa è rivolta alle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo e secondo grado, pubbliche e paritarie, presenti nei territori in cui opera Despar Nord. Per partecipare è necessaria la registrazione al progetto. Nella scorsa edizione sono stati destinati oltre 460 mila euro in materiali e attrezzature a più di 2.000 scuole. Un risultato che racconta anche il valore di una partecipazione semplice e quotidiana: quella di famiglie e clienti che, attraverso la spesa, possono contribuire a rendere più ricchi e attrezzati gli spazi in cui ogni giorno bambini e ragazzi imparano, crescono e stanno insieme.
Dal 14 settembre al 18 ottobre 2026
ALBUM E FIGURINE DA COLLEZIONARE!!
Stickermania Tour in Veneto Gli appuntamenti nei punti vendita per scambiare le figurine
Scuole in movimento con il contest educativo “Diamoci una mossa!”
a raccolta Stickermania fa tappa anche nei punti vendita con alcuni appuntamenti dedicati allo scambio delle figurine. Durante i pomeriggi dello Stickermania Tour, bambini e famiglie potranno incontrarsi per scambiarsi le figurine e completare più facilmente la propria collezione. Ad accompagnare gli appuntamenti ci saranno una merenda con succhi di frutta e merendine per i più piccoli e alcuni gadget a marchio Stickermania, tra cui cappellini e palloncini.
orna, insieme a Scuolafacendo, il contest creativo “Diamoci una mossa!” realizzato in collaborazione con Le Buone Abitudini, il progetto educativo gratuito di Despar che nel 2026 festeggia vent’anni di attività al fianco delle scuole. Il tema scelto per questa edizione è il movimento, raccontato dagli studenti attraverso disegni e racconti non solo come attività sportiva, ma anche come gioco, esperienza quotidiana, espressione personale e occasione di incontro. Il contest è aperto alle scuole iscritte a Scuolafacendo, che potranno caricare gli elaborati delle classi entro il 15 novembre 2026. Ogni plesso che presenterà almeno un lavoro valido riceverà 100 Buoni Scuola. Per i dieci elaborati selezionati dalla giuria sono invece previsti 3.000 Buoni Scuola ciascuno, che potranno essere utilizzati per arricchire la dotazione didattica dell’istituto. Una giuria di esperti valuterà gli elaborati, considerando in particolare originalità, efficacia del messaggio educativo e capacità di raccontare il movimento come esperienza quotidiana, inclusiva e condivisa. Il regolamento completo è disponibile sul sito di Scuolafacendo, nella sezione dedicata al contest.
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Gli appuntamenti in Veneto: 3 OTTOBRE: Interspar di Rovigo (RO) - viale Porta Po, 85 4 OTTOBRE: Interspar di Castelfranco Veneto (TV) - via dei Carpani Interspar di Bassano del Grappa (VI) - via Capitelvecchio, 88 10 OTTOBRE: Eurospar di Schio (VI) - via Lago Trasimeno, 11 Interspar di Sarmeola di Rubano (PD) - via della Provvidenza, 1 18 OTTOBRE: Interspar di Albignasego (PD) - via Verga, 1
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Ulss 3, al via la campagna vaccinale con tre novità
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aggiungere le persone più fragili prima che si ammalino, portando la prevenzione nei luoghi in cui vengono assistite. È l’obiettivo della campagna di immunizzazione dell’Ulss 3 Serenissima contro influenza, Covid-19 e virus respiratorio sinciziale (VRS). La rete coinvolge ospedali, medici, pediatri, farmacie e servizi territoriali. «Con l’immunizzazione occorre arrivare prima delle malattie», spiega la direttrice sanitaria Chiara Bovo. «Spesso queste patologie vengono sottovalutate con il pensiero di stare a casa qualche giorno, ma non è così: si può arrivare anche a un eccesso di mortalità». La protezione, sottolinea, è fondamentale per scongiurare le forme gravi e tutelare i cittadini più vulnerabili. Tre le novità principali. La prima riguarda la presa in carico attiva: medici e servizi individueranno le persone a rischio, senza attendere che siano loro a chiedere la vaccinazione. Per gli
over 60 dimessi dagli ospedali, l’indicazione alla vaccinazione antinfluenzale sarà inserita nella documentazione di dimissione. Saranno coinvolti anche i caregiver. La seconda novità è il ruolo delle Case della Comunità. Il 7 novembre, in occasione del Vax Day regionale, ospiteranno sedute vaccinali straordinarie insieme alle sedi del Dipartimento di Prevenzione. Sono previsti accesso libero o prenotazione semplificata. Il terzo elemento è la collaborazione strutturata con l’Assistenza domiciliare integrata (ADI). Gli infermieri territoriali vaccineranno direttamente a casa i pazienti non autosufficienti e complessi inseriti nel percorso assistenziale. In particolare, saranno coinvolti gli assistiti con più di 50 anni che abbiano già ricevuto vaccinazioni. «Per rendere operativa e fluida questa sinergia fin dal primo giorno», spiega Vittorio Selle, direttore del Dipartimento di Prevenzione,
«abbiamo avviato un percorso di formazione e collaborazione, incontrando già tutti i gruppi di lavoro e gli attori della rete assistenziale». La partenza è scaglionata. Dal 5 ottobre sono coinvolti i pediatri di libera scelta, per l’antinfluenzale alla popolazione pediatrica, e le strutture residenziali, per anziani e persone non autosufficienti. Seguiranno gli ospedali, con vaccinazioni alla dimissione o inviti successivi, e le cure domiciliari. Dal 19 ottobre la campagna si estenderà a medici di medicina generale, farmacie aderenti e ambulatori vaccinali dell’Ulss 3. La campagna riguarda anche gli operatori. «L’Ulss 3 Serenissima considera prioritario il coinvolgimento e la protezione del personale sanitario e sociosanitario», afferma Bovo. Le somministrazioni saranno proposte sul luogo di lavoro, nei reparti e nei distretti, con sedute dedicate anche nelle sedi aziendali. Priorità agli
operatori fragili o che assistono una persona fragile. Il vaccino antinfluenzale per la stagione 20262027 è trivalente e può essere somministrato nella stessa seduta di quello contro il Covid-19. Per gli ambulatori del Dipartimento di Prevenzione si prenota sul portale prenotavaccino.regione.veneto.it. Per il VRS, responsabile anche della bronchiolite nei più piccoli, i bambini nati tra aprile e settembre saranno immunizzati attraverso i pediatri; quelli nati successivamente nei punti nascita ospedalieri. La regia è del Servizio Igiene e Sanità Pubblica, che monitorerà somministrazioni, scorte e coperture. I dati del 2025 indicano una copertura del 39,8% tra i fragili e del 59,9% nell’ADI. Tra gli over 80 si raggiunge il 60,4%, mentre nella popolazione pediatrica il dato è del 19,2%. Madeleine Palpella
Screening per la cardiomiopatia ipertrofica: 150 persone esaminate, 51 positive
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Chioggia la prevenzione della cardiomiopatia ipertrofica passa da un percorso che, in cinque anni, ha permesso di sottoporre a screening circa 150 persone. Cinquantuno sono risultate positive e una ventina di famiglie è stata coinvolta negli accertamenti. In due casi, la valutazione del rischio ha portato all’impianto di un defibrillatore cardiaco, per proteggere i pazienti da aritmie ventricolari potenzialmente fatali. Il programma è stato avviato nel 2020 su iniziativa del primario di Cardiologia dell’ospedale di Chioggia, Roberto Valle. Dopo una prima fase sperimentale sostenuta dal Lions Club clodiense, il progetto è stato sviluppato e portato avanti dalle specialiste Michela Bevilacqua ed Elisabetta Garelli. La prima si è occupata della presa in carico clinica, della valutazione dei pazienti, della ricostruzione della familiarità e dello screening genetico, mentre la seconda ha seguito la parte ecocardiografica. La cardiomiopatia ipertrofica è la più comune tra le cardiomiopatie ereditarie e interessa, secondo Valle, circa una persona ogni 500. L’obiettivo del percorso avvia-
to a Chioggia è stato quello di non limitarsi ai pazienti già diagnosticati o con sintomi, ma di individuare attivamente la malattia e i fattori di rischio tra le persone che arrivano in Cardiologia per qualsiasi motivo. Quando emerge il sospetto di cardiomiopatia ipertrofica, il percorso prevede elettrocardiogramma, ecocardiogramma, risonanza magnetica cardiaca e test genetico. In caso di positività, gli accertamenti vengono estesi ai familiari, proprio per la componente ereditaria della patologia. Genetica, storia familiare e valutazione clinica vengono quindi integrate per definire con maggiore precisione il rischio individuale. Quando necessario, vengono eseguiti anche Holter, test da sforzo e ulteriori esami di risonanza. I risultati raggiunti in questi cinque anni mostrano la dimensione del lavoro svolto: circa 150 persone sottoposte a screening, 51 positività rilevate e una ventina di nuclei familiari studiati. Il coinvolgimento dei parenti ha permesso di estendere progressivamente la prevenzione dal singolo paziente alle persone potenzialmente esposte allo stesso rischio. Nei due
casi considerati a maggiore rischio, il percorso diagnostico ha portato all’impianto di un defibrillatore cardiaco. Essere positivi al test genetico, sottolinea Valle, non significa necessariamente avere già una malattia clinicamente manifesta. La cardiomiopatia ipertrofica può infatti presentarsi in maniera diversa anche tra componenti della stessa famiglia. Individuare in anticipo le persone a rischio consente quindi di programmare controlli e approfondimenti prima che possano comparire complicanze. Per il direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima, Massimo Zuin, il valore del progetto non è legato soltanto al numero di persone individuate attraverso lo screening, ma alla possibilità di costruire una rete di prevenzione intorno ai pazienti e alle loro famiglie. A Chioggia, secondo Zuin, un’intuizione clinica è stata trasformata in un percorso stabile: non attendere che la malattia si manifesti, ma cercare il rischio in anticipo e organizzare una sorveglianza mirata. Paola Bigon
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30 Il progetto. Al via il cantiere della nuova sede del servizio per le dipendenze dell’Ulss3
Mirano, dopo trent’anni il nuovo SerD prende forma
D
opo trent’anni di attesa a Mirano prende forma la nuova sede del SerD, il Servizio per le dipendenze dell’Ulss 3 Serenissima, destinato a sostituire gli spazi ormai insufficienti e inadeguati dell’attuale struttura. Un intervento atteso da tempo e che mette sul piatto un investimento vicino ai due milioni di euro, con una nuova costruzione di oltre 500 metri quadrati pensata per migliorare non soltanto le condizioni di lavoro degli operatori, ma soprattutto l’accoglienza delle persone che si rivolgono al servizio. Il progetto prevede la demolizione dell’edificio oggi inutilizzato, situato nell’area vicina all’attuale SerD e all’ospedale cittadino, e la realizzazione di una struttura completamente nuova. Il cronoprogramma indica 240 giorni di lavori, con l’obiettivo di arrivare alla conclusione dell’intervento nella primavera del 2027. A dare il via al cantiere è stato il direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima Massimo Zuin, insieme agli operatori e alle autorità del territorio. Un passaggio che segna concretamente l’avvio di un progetto che per anni è rimasto tra le esigenze della sanità miranese. La nuova sede sarà sviluppata su un unico piano, con una pianta trapezoidale e ambienti progettati senza barriere architettoniche. Una scelta che punta a rendere più semplici gli accessi e più funzionale la distribuzione degli spazi. Sul tetto piano saranno installati anche pannelli fotovoltaici, destinati a contribuire al contenimento dei consumi energetici.
Incontinenza, all’ospedale di Chioggia nasce l’ambulatorio del pavimento pelvico
Ma il vero salto di qualità sarà soprattutto all’interno. La struttura comprenderà una zona per l’accettazione e l’attesa, una sala polivalente destinata alle attività comuni, sette ambulatori per medici, psicologi e assistenti sociali, oltre agli studi degli operatori e ai locali di servizio. Per Laura Suardi, responsabile del SerD dell’Ulss 3, il nuovo edificio rappresenta proprio questo: un passaggio necessario non soltanto dal punto di vista logistico, ma anche sul piano della qualità dell’assistenza. In un ambito nel quale lo stigma sociale legato alle dipendenze rimane ancora forte, anche il luogo in cui una persona viene accolta può avere un peso nel percorso di presa in carico. Il nuovo SerD si inserisce così nel più ampio processo di rafforzamento e riorganizzazione della sanità territoriale. Un aspetto sottolineato anche dal consigliere regionale Matteo Baldan, presente al sopralluogo insieme al direttore dei Servizi sociosanitari Antonio Maritati, al sindaco di Mirano Tiziano Baggio, al presidente della Conferenza dei Sindaci Andrea Martellato e al consigliere regionale Alessio Morosin. Riccardo Musacco
P
erdita involontaria di urina, bisogno improvviso di andare in bagno, dolore o senso di pressione nella zona pelvica: sono sintomi che possono indicare una disfunzione del pavimento pelvico, disturbo che spesso viene trascurato o nascosto. All’ospedale di Chioggia nasce ora un percorso dedicato per accompagnare i pazienti nella diagnosi e nella cura. Il nuovo ambulatorio del pavimento pelvico coinvolge sei équipe specialistiche: Urologia, Ostetricia e Ginecologia, Chirurgia, Medicina Fisica e Riabilitazione, Radiologia e Psichiatria. «I disturbi del pavimento pelvico sono molto più comuni di quanto si pensi», spiega la direttrice sanitaria dell’Ulss 3 Serenissima, Chiara Bovo. Si tratta, sottolinea, di condizioni che «possono essere prevenute, diagnosticate e trattate con successo nella maggior parte dei casi». Il nuovo servizio prevede una presa in carico integrata. Dopo la valutazione del medico di famiglia, dello specialista o dei servizi territoriali, il paziente può accedere al percorso attraverso un’impegnativa con un codice specifico. Un case manager, preferibilmente infermieristico, avrà il compito di coordinare il percorso: dal triage alla programmazione degli appuntamenti, dagli esami necessari al confronto tra specialisti, fino al follow-up.
«Questa modalità di presa in carico – sottolinea il direttore generale dell’Ulss 3, Massimo Zuin – costituisce l’elemento organizzativo più importante per trasformare una semplice collaborazione tra specialisti in un vero ambulatorio multidisciplinare». I casi più semplici potranno essere gestiti nelle prime fasi del percorso, mentre quelli più complessi saranno indirizzati alla valutazione multidisciplinare. Per ogni paziente verrà quindi definito un piano assistenziale e terapeutico personalizzato. I disturbi del pavimento pelvico sono più frequenti nelle donne, ma possono interessare anche gli uomini. Tra i fattori di rischio ci sono invecchiamento, gravidanza e parto, menopausa, sovrappeso e obesità, stitichezza cronica, sforzi fisici ripetuti, interventi chirurgici nella zona pelvica e alcune patologie neurologiche. Il pavimento pelvico è formato da muscoli, legamenti e tessuti che sostengono vescica, utero e retto e contribuiscono al controllo della minzione, della defecazione e della funzione sessuale. Per questo, sottolinea l’Ulss 3, i sintomi non devono essere considerati necessariamente una conseguenza inevitabile dell’età o di eventi come gravidanza e parto. Una valutazione precoce può consentire di intervenire con trattamenti meno invasivi. Paola Bigon
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