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laPiazza di Delta - Ottobre26

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OMB

del Delta

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OTTOBRE 2026

Periodico d’informazione locale - Anno XXXIII n. 217

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Doppio saluto nella comunità salesiana di Porto Viro

Ruzza: “Avanti con la piattaforma per il biglietto unico dei trasporti regionali”

Influenza, al via le vaccinazioni: quasi 47 mila dosi per il Polesine

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Regione Veneto al banco di prova del bilancio

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a sessione di bilancio in Regione Veneto si prospetta come uno dei banchi di prova più delicati e complessi della legislatura, un momento in cui la politica economica e finanziaria di Palazzo Ferro Fini dovrà fare i conti con la realtà complessa che famiglie e imprese stanno affrontando in un contesto socio-economico e internazionale segnato da forti criticità. Tra inflazione persistente, rincari energetici e incertezze globali che pesano sulla filiera produttiva, la grande domanda che attraversa i corridoi della politica veneta riguarda il futuro della programmazione finanziaria e la tenuta della storica coesione della maggioranza. In particolare, ci si chiede se il cosiddetto schema “Stefanildo”, ovvero il consolidato asse di governo e di sintesi politica tra i principali leader di maggioranza e opposizione coalizione, troverà piena soddisfazione anche nelle scelte di allocazione delle risorse o se, al contrario, l’elaborazione del documento contabile darà vita a una sfida aspra e a tensioni interne difficilmente dissimulabili. A rendere il quadro particolarmente teso vi è il clima di forte preoccupazione che serpeggia tra le realtà produttive del territorio.

EMERGENZA CASA TRA COSTI INSOSTENIBILI E IMMOBILI “FANTASMA” PORTO TOLLE RISERVA CASE POPOLARI ALLE EMERGENZE servizi alle pag. 6-7

ROSOLINA, PESCA SPORTIVA E VILLAGGIO NORGE AL CENTRO DEI NUOVI INTERVENTI

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IL CETO MEDIO FUORI CASA

empre più cara, sempre più irraggiungibile: che sia da acquistare o da comprare la casa non è più una certezza ma assume i contorni di un miraggio o di una montagna impossibile da scalare. Bastano le cifre e i bilanci familiari a fine mese a dare un’idea. Se fino a qualche anno fa, in Veneto come in Trentino, la difficoltà a trovare un alloggio riguardava le fasce escluse dal ciclo produttivo, oggi il blocco dell’accesso alla casa incide direttamente su insegnanti, giovani tecnici, lavoratori della sanità, anziani con pensioni contributive ordinarie e famiglie monoreddito.

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FACCIAMO IL PUNTO

del Delta

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IL CETO MEDIO FUORI CASA • Nicola Stievano Segue da pag. 1

U PIZZOLI PRENDE LA GUIDA DEL PARCO DEL DELTA DEL PO

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a Porto Tolle alla guida del Parco regionale del Delta del Po. Roberto Pizzoli cambia prospettiva, ma non territorio: è il sindaco di Porto Tolle il nuovo presidente dell’ente, dopo la nomina formalizzata a settembre dal presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani. Una scelta che porta alla guida del Parco un amministratore che conosce da vicino il Delta, le sue comunità e soprattutto le difficoltà quotidiane di un territorio nel quale ambiente ed economia sono strettamente legati. È proprio questa conoscenza diretta ad aver pesato nella decisione della Regione, che guarda al Parco come a uno degli strumenti attraverso cui aumentare la capacità di valorizzare un’area dalle grandi potenzialità, ma ancora poco conosciuta fuori dai suoi confini. Stefani ha espresso fiducia nel nuovo presidente, evidenziando il suo legame con il Delta e le capacità maturate negli anni di attività amministrativa. A Pizzoli viene riconosciuta, in particolare, una predisposizione all’ascolto e alla mediazione, oltre a una visione che secondo il governatore potrà essere utile per mettere attorno allo stesso tavolo Comuni, Regione e realtà del territorio. La partita, però, non riguarda soltanto la gestione dell’ente. Sullo sfondo c’è la necessità di dare al Delta una prospettiva di sviluppo capace di non entrare in conflitto con la tutela del suo patrimonio naturale. Un equilibrio delicato, soprattutto in una zona dove agricoltura, pesca, turismo e ambiente convivono nello stesso spazio. Tra i primi messaggi arrivati dopo la nomina c’è quello di Coldiretti Rovigo. L’organizzazione agricola considera la scelta di Pizzoli positiva proprio per la sua conoscenza delle comunità locali e delle loro esigenze. Il presidente Carlo Salvan ha sottolineato come il Delta disponga di importanti margini di crescita, ma abbia contemporaneamente bisogno di affrontare problemi concreti e non rinviabili. • Redazione Delta

ASCOLTA ORA del Delta è una testata giornalistica di proprietà di

Il sindaco di Porto Tolle scelto dalla Regione Veneto per la presidenza dell’ente

n giovane under 35 con un contratto a tempo indeterminato e uno stipendio di 1.500 euro si scontra oggi con la richiesta di anticipi bancari pari ad almeno 45.000 euro per ottenere un mutuo prima casa; allo stesso tempo i canoni d’affitto assorbono ormai oltre il 40% delle entrate nette di un nucleo familiare medio. Il risultato è la paralisi: chi non ha alle spalle un patrimonio di famiglia rimane bloccato, oppure si vede costretto a rinunciare a scelte di lavoro e di vita. Di fronte a questa saturazione, gli strumenti istituzionali locali cercano di mettere un argine. In Veneto, la Regione ha attivato il piano “Generazione Casa” impegnando 50 milioni di euro per azzerare i tempi di ripristino delle abitazioni pubbliche sfitte e destinarle a lavoratori e giovani coppie. Sull’altro versante, la Provincia Autonoma di Trento affianca alla gestione ordinaria di ITEA S.p.A. (Istituto Trentino per l’Edilizia Abitativa) il progetto Ri-Val (Rigenerazione e Valorizzazione): una misura che ha censito 467 alloggi inutilizzati nei Comuni trentini con l’obiettivo di riqualificarne 300 e reimmetterli sul mercato a canone moderato (calmierato del 30% rispetto al mercato libero) o con opzione di riscatto. Misure operative che si

integrano con le direttive del Piano Casa da centomila alloggi in dieci anni, un impegno a lungo termine pensato per stimolare l’housing sociale privato attraverso leve fiscali e semplificazioni urbanistiche. Tuttavia, risanare qualche centinaio di appartamenti non basterà se le regole del mercato immobiliare continuano a spingere l’offerta esclusivamente verso la locazione turistica breve o la speculazione ad alto rendimento. La casa non può continuare a essere trattata esclusivamente come merce speculativa o bene di rendita a breve termine. Per la classe media la casa non è mai stata un lusso ma una necessità che spesso impegna per decenni le famiglie. Secondo gli esperti servirebbero tre cose poco appariscenti: cantieri con date verificabili, dati pubblici su sfitti e graduatorie (l’anagrafe regionale dell’Erp veneta va in questa direzione), criteri chiari su chi rientra nella fascia intermedia, anziani compresi. I proprietari di immobili vuoti dovrebbero valutare un canone concordato. I Comuni possono accelerare permessi e bandi, le imprese pensare alloggi per i propri dipendenti. A noi cittadini spetta chiedere conto dei tempi, perché una casa promessa tra cinque anni non risolve l’affitto di quest’inverno.

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ASCOLTACI IN Questa edizione raggiunge le zone di Rosolina, Porto Viro, Taglio di Po, Loreo e Porto Tolle per un numero complessivo di 11.747 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numeSrl ro iscrizione ROC 32199

Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin - formato da 26 edizioni locali mensilmente recapitato a 575.000 famiglie del Veneto e del Trentino

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Emergenza casa/1. Baldi (SUNIA) propone un confronto provinciale

POLESINE, STIPENDI BASSI E AFFITTI DA GRANDE CITTÀ PESANO SULLE FAMIGLIE I n Polesine gli stipendi sono più bassi rispetto alle grandi città, ma gli affitti hanno ormai costi da grande città. È la fotografia tracciata da Mauro Baldi segretario del (Sindacato degli Inquilini privati e degli Assegnatari di Edilizia Pubblica) SUNIA CGIL, che mette in evidenza una sproporzione sempre più difficile da sostenere per chi cerca casa, perchè a redditi più bassi non corrisponde più un mercato degli affitti conveniente. Negli ultimi anni anche l’aumento della domanda ha contribuito a spingere verso l’alto i canoni. Tra i fattori l’insediamento di Amazon, che ha portato in Polesine lavoratori provenienti da altre parti d’Italia, ampliando ulteriormente la platea di chi cerca un’abitazione in un mercato dove l’offerta rimane limitata. E spostarsi da Rovigo verso gli altri centri del Polesine non significa necessariamente trovare affitti più accessibili. Dai 700 euro che possono essere richiesti nel capoluogo si scende di poco, con canoni che anche nei comuni più piccoli possono avvicinarsi ai 600 euro. Agli sportelli del SUNIA arrivano così situazioni molto diverse: famiglie con figli, giovani, lavoratori, studenti e pensionati. Parallelamente aumentano gli sfratti per morosità. Dietro ci sono persone che hanno perso il lavoro, famiglie con bambini e pensionati che non riescono più a far quadrare

i conti. Nei casi di maggiore fragilità vengono coinvolti anche i servizi sociali. Ma la difficoltà di trovare casa produce conseguenze che vanno oltre l’emergenza abitativa. Chi lavora in Polesine e non riesce a trovare qui una sistemazione sostenibile può cercarla nelle province vicine, verso Padova o Mantova. In una prima fase può continuare a lavorare in Polesine pur vivendo altrove, ma con il tempo la distanza

può spingerlo a cercare anche un’occupazione più vicina alla nuova residenza. Una dinamica che rischia quindi di alimentare due volte lo spopolamento: prima facendo perdere al Polesine un residente e, successivamente, anche un lavoratore. È proprio per intervenire su questa situazione che Baldi indica la necessità di rendere maggiormente applicabili le opportunità previste dal Protocollo territoriale per l’abitare, uno strumento che individua buone

pratiche per i contratti a canone concordato, con valori di locazione determinati attraverso parametri che tengono conto della metratura, della zona, delle caratteristiche energetiche dell’immobile e della presenza dei servizi. Secondo Baldi, per favorirne una maggiore diffusione occorre individuare incentivi e garanzie capaci di rendere il canone concordato più interessante anche per i proprietari, aumentando così il numero delle abitazioni disponibili a condizioni sostenibili. Le misure da adottare dovrebbero emergere da un confronto tra i soggetti direttamente coinvolti. La proposta di Baldi è quindi quella di aprire un confronto provinciale al quale siedano SUNIA, ATER, Sindacati e Comuni, con la supervisione del Prefetto, per individuare insieme forme di incentivo e garanzie in grado di favorire l’incontro tra domanda e offerta. L’obiettivo sarebbe agire sui due lati dello stesso problema: rendere l’affitto sostenibile per chi cerca casa e offrire maggiori garanzie a chi decide di mettere un immobile sul mercato. Una risposta all’emergenza abitativa che, in una provincia alle prese con lo spopolamento, avrebbe anche l’obiettivo di trattenere in Polesine residenti e lavoratori. • Guendalina Ferro

Case popolari: Porto Tolle riserva il 10% alle emergenze

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n alloggio popolare ogni dieci. A Porto Tolle sarà questa la quota riservata nel 2026 alle emergenze abitative, purché i casi siano documentati. La giunta comunale l’ha fissata con uno dei due provvedimenti con cui ha definito le riserve sugli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Il 10% è destinato a casi specifici e documentati, come prevede la normativa regionale. Il secondo atto riguarda le categorie che la legge regionale indica come

prioritarie: per ciascuna di esse l’amministrazione ha stabilito una riserva del 4%. Le due misure, nelle intenzioni dell’amministrazione comunale, servono a rispondere alle emergenze e a sostenere giovani e nuclei familiari in condizioni di fragilità. Le percentuali non si applicano all’intero patrimonio. Riguardano una parte degli alloggi disponibili e stabiliscono i criteri con cui verranno assegnati. Quante case entreranno nelle quote dipenderà da quelle che si renderanno libere:

la giunta ha deciso l’impostazione, cioè una riserva per chi vive un’emergenza documentata e una per ciascun gruppo che la legge regionale considera prioritario. Un alloggio su dieci all’emergenza, il quattro per cento a ciascuna categoria prioritaria: sono le proporzioni con cui Porto Tolle assegnerà una parte delle sue case popolari • (S.B.)

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7 Emergenza casa/2. Molti appartamenti richiedono lavori prima di essere assegnati

908 ALLOGGI ATER VUOTI, QUASI UNO SU QUATTRO, LA REGIONE STANZIA NUOVI FONDI però la pressione sul sistema dell’edilizia pubblica. Per Rovigo un altro elemento riguarda il costo degli affitti Ater. Nel quadro riferito al 2024, il canone medio mensile era di 118 euro, il più basso tra le province venete. Un valore relativo al patrimonio pubblico, che aiuta a comprendere il peso di questi alloggi per chi ha risorse economiche limitate. Accanto alle ristrutturazioni, la Regione sta valutando la possibilità di permettere

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n provincia di Rovigo quasi una casa Ater su quattro è vuota. Sono 908 gli alloggi sfitti su un patrimonio complessivo di 3.821 abitazioni: il 23,76% del totale. Un dato che porta al centro dell’emergenza abitativa il recupero degli appartamenti esistenti, per renderli disponibili alle famiglie che cercano una sistemazione. I dati al 31 dicembre 2025 distinguono tra edilizia residenziale pubblica e altre abitazioni dell’A zienda territoriale. In Polesine gli alloggi pubblici sono 3.766, dei quali 897 sfitti. Altri 55 appartamenti appartengono al patrimonio non Erp: undici

risultano vuoti. La quota complessiva è vicina alla media veneta, che raggiunge il 23,83%. Il problema riguarda le condizioni degli immobili. Molti appartamenti non possono essere affittati perché richiedono lavori per tornare idonei alla locazione. Abitazioni che esistono, dunque, ma che non possono ancora offrire una risposta alla domanda di casa. Su questo patrimonio la Regione annuncia un intervento da 25 milioni di euro. Il presidente Alberto Stefani indica nel recupero degli alloggi una delle priorità della giunta: le risorse dovrebbero consentire di ristrutturare

circa un migliaio di abitazioni in Veneto, con una spesa media stimata di 30 mila euro per ciascun intervento. Resta da conoscere la quota destinata alla provincia di Rovigo e quanti appartamenti polesani potranno essere recuperati. La distanza tra gli immobili disponibili sulla carta e quelli effettivamente assegnabili emerge anche dai numeri regionali. In Veneto gli alloggi Ater sfitti sono 8.600 su 36.088. Le domande di una casa in affitto, rilevate al 31 dicembre 2024, erano invece 12.974, mentre nei dodici mesi precedenti erano state assegnate 1.011 abitazioni. Sono dati riferiti a periodi diversi, che descrivono

• Sara Busato

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Rosolina sale e gli altri comuni restano indietro

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n appartamento di ottanta metri quadri costa 181.840 euro a Rosolina e 57.760 a Porto Tolle. Il conto parte dai prezzi richiesti ad agosto in provincia di Rovigo, secondo la rilevazione di un portale immobiliare: 2.273 euro al metro quadro a Rosolina, 722 a Porto Tolle, contro una media provinciale di 1.013 euro (+6,9% in un anno). Rispetto alla media provinciale Rosolina vale più del doppio, Porto Viro il 93%, Taglio di Po e Porto Tolle poco più del 70%. Il capoluogo, Rovigo, è a 1.185 euro (-0,2%): solo Rosolina lo supera. Rosolina è l’unico dei quattro comuni a salire con decisione: +24% in dodici mesi e +13,6% negli ultimi tre, ma ancora il 10,3% sotto il massimo storico di 2.535 euro, toccato a ottobre 2016. Porto Viro, a 940 euro, cresce del 2,1%. Porto Tolle è sostanzialmente fermo (-0,1%) e sta il 7,2% sotto il massimo di 778 euro dell’aprile 2025. Taglio di Po, a 745 euro, perde l’11,6% e resta il 23,1% sotto il picco di 969 euro del gennaio 2016. Le rilevazioni non coincidono. Quella di aprile mette Rosolina a 2.786 euro, Porto Viro a 1.050, Taglio di Po a 827 e Porto Tolle a 739; quella di novembre 2025 indicava per Rosolina 2.997 euro, e per gli appartamenti di Rosolina Mare un osservatorio di settore rileva circa 2.750 euro. Nemmeno la direzione è la stessa: rispetto a maggio 2025 la rilevazione di aprile vede Taglio di Po in crescita del 3% (da 803 euro), Porto Viro del 6,1%, Rosolina del 4,6% e Porto Tolle in calo del 3,7%, mentre ad agosto Taglio di Po risultava in calo dell’11,6%. L’ordine,

agli inquilini di sostenere direttamente i lavori, recuperando la spesa attraverso un periodo di permanenza senza canone. Si tratta di un’ipotesi ancora da definire. Per il Polesine, la questione concreta resta quanti dei 908 appartamenti oggi sfitti potranno tornare abitabili e in quali tempi saranno assegnati.

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invece, resta quello: Rosolina, Porto Viro, Taglio di Po, Porto Tolle. Gli affitti hanno distanze più nette. Ad aprile Rosolina chiedeva 22,99 euro al metro quadro al mese, oltre tre volte i tre comuni vicini, che stanno tra i 6,93 euro di Taglio di Po e i 7,27 di Porto Tolle, con Porto Viro a 7,17. Per ottanta metri quadri fanno circa 1.839 euro al mese a Rosolina e 554 a Taglio di Po. A novembre 2025 la scala era la stessa: 18,33 euro a Rosolina e tra 6,19 e 7,61 negli altri tre, con un ordine tra questi che cambia da una rilevazione all’altra. Sono comuni piccoli: Rosolina conta 6.203 abitanti, Taglio di Po 7.935, Porto Tolle 9.037 e Porto Viro, il più popoloso e il secondo per prezzo, 13.751. • (S.B.)

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PORTO VIRO

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Politica. Il sindaco Mario Mantovan fa il punto sui progetti

DALLA PISCINA AI PONTILI: IL COMUNE GUARDA AI PRIVATI E METTE IN CANTIERE NUOVE OPERE I sei punti trattati nell’ultima seduta consigliare sono passati tutti all’unanimità: tra questi l’approvazione del bilancio consolidato esercizio 2025 ed il primo aggiornamento al programma triennale delle opere pubbliche, grazie al quale il sindaco Mario Mantovan ha svelato due progettualità che interesseranno Porto Viro nei prossimi mesi. “Stiamo partecipando ad un bando di 800 mila euro della Regione Veneto relativo ai pontili – ha esordito il primo cittadino - nel nostro caso a Porto Levante le mareggiate hanno asportato e danneggiato negli anni due di queste strutture: abbiamo pertanto incaricato AS2 di eseguire un progetto per la risistemazione di cinque pontili in totale. Se verremo ammessi al contributo verranno rifatti completamente nello stesso materiale di quello già in loco della Guardia di Finanza, e ancorati a dei cassoni galleggianti che seguono le maree, destinando un’area nell’adiacenza della strada al

deposito di reti, gabbie e attrezzature dei pescatori”. Nella trattazione dello stesso punto e di quello precedente, un’interpellanza della consigliera Armida Panizzo su costi e gestione degli impianti sportivi, Mantovan è ritornato sul caso

della piscina comunale: “Abbiamo sul tavolo quattro progetti per l’impianto natatorio, che variano da 3.8 a 5.3 milioni di euro: verificata la tenuta della struttura, abbiamo incaricato una ditta di Milano di verificare se

esista sul mercato italiano un privato interessato al progetto”. L’idea dell’amministrazione è appunto quella di attrarre capitali privati e nuovi gestori, pubblicizzando la manifestazione di interesse anche sui giornali nazionali. “Al cittadino portovirese la piscina – tra costruzione e riacquisto è costata tanto – ancora Mantovan – e per questo abbiamo mandato una lettera ai cinque comuni limitrofi per chiedere un contributo ai lavori, senza però ottenere risposta. Una piscina come la nostra, posizionata per di più sulla statale Romea, è ancora appetibile; abbiamo in obbligo di portarla a termine coinvolgendo anche la minoranza”. Restando in tema di lavori pubblici Mantovan aveva recentemente annunciato anche la riapertura di via Rusconi dopo l’asfaltatura di un tratto interessato da lavori, al termine di un importante intervento realizzato dal Consorzio di Bonifica. L’operazione ha previsto la realizzazione di una

nuova opera di scolo che consentirà di raccogliere e convogliare le acque provenienti dalla zona di Taglio di Donada, attraverso il sistema degli scoli fino all’idrovora Passatempo. “Si tratta di un intervento tecnico, forse poco visibile una volta terminato, ma molto importante per migliorare il deflusso delle acque, tutelare il nostro territorio e contribuire all’irrigazione dei nostri campi” ha spiegato Mantovan. Procedono anche i lavori del nuovo ponte ciclopedonale tra Porto Viro e Loreo e chi percorre la provinciale comincia a vedere concretamente il manufatto prendere forma, con l’innalzamento del secondo traliccio di 26 metri. “Un’opera che una volta conclusa rappresenterà un collegamento importante per la mobilità lenta, il turismo e la valorizzazione di tutto il nostro territorio” ha aggiunto ancora Mantovan. • Fabio Pregnolato

LA BIBLIOTECA SI ANIMA TRA PINOCCHIO, ARTE E MEMORIA

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na serata nel segno della cultura, della partecipazione e della memoria ha animato la Bottega di Pinocchio di Porto Viro in occasione della Notte Bianca delle Biblioteche. L’appuntamento ha saputo coinvolgere grandi e piccoli, trasformando gli spazi della biblioteca in un luogo di incontro, gioco e riflessione. Grande successo ha riscosso in particolare “Nasi lunghi e gambe corte”, iniziativa dedicata ai bambini e alle famiglie che ha portato in biblioteca oltre 80 bambini, accompagnati da circa 140 adulti. Letture

animate, musica, danza, laboratori creativi e giochi hanno guidato i partecipanti nel mondo di Pinocchio, tra la caccia agli zecchini d’oro, l’albero delle bugie e il laboratorio ispirato al Gatto e alla Volpe. A rendere ancora più speciale la conclusione della serata, i bambini hanno ricevuto il tradizionale naso di Pinocchio ed assistito ad una pioggia di palloncini. L’evento ha offerto anche uno spazio alla riflessione attraverso l’arte: nel giardino della biblioteca è stata infatti inaugurata “Il filo e le parole”, installazione site ed event spe-

cific dell’artista portovirese Maria Nella Marangon, sugli ottant’anni dal voto alle donne e sulle scelte capaci di cambiare la storia. L’opera è stata esposta per quasi un mese, mettendo in relazione parole, memoria e fili, trasformando la biblioteca in uno spazio dedicato alla partecipazione civile: il filo come simbolo di un percorso collettivo per unire persone, epoche e conquiste, e le parole a scandire la voce delle donne a lungo esclusa dalle decisioni politiche. • (F.P.)

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Messaggio pubbliredazionale

Comune di Porto Viro OTTOBRE 2026

I N F O R M A

“Che storia, ragazze!”: nove giorni di cultura per celebrare 80 anni di voce, diritti e libertà orna a Porto Viro la Mostra del Libro, giunta alla sua ventiseiesima edizione, con un titolo che racconta già lo spirito di questa nuova edizione: “Che storia, ragazze! 80 anni di voce, diritti e libertà”. Dal 31 ottobre all’8 novembre, la Sala Eracle ospiterà nove giorni di appuntamenti dedicati alla cultura, alla lettura e alla creatività, promossi dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Porto Viro, in collaborazione con Pro Loco Donada. Il filo conduttore di quest’anno sarà un anniversario di grande significato per la storia italiana: gli 80 anni dal riconoscimento del diritto di voto alle donne, una conquista che offre l’occasione per ripercorrere il cammino compiuto in termini di diritti, partecipazione e libertà, ma anche per riflettere sulle sfide del presente e sul futuro delle nuove generazioni. Come ogni anno, la manifestazione proporrà la tradizionale mostra mercato del libro, con

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un’importante offerta editoriale e una particolare attenzione alla letteratura per bambini e ragazzi. Il programma sarà arricchito da incontri con gli autori, reading letterari, esposizioni d’arte, performance musicali e laboratori creativi, trasformando la Sala Eracle in un luogo di incontro e partecipazione capace di coinvolgere pubblici diversi. “Con questa ventiseiesima edizione abbiamo voluto mettere al centro una storia che appartiene a tutte e a tutti: quella del lungo percorso verso la piena partecipazione delle donne alla vita civile e democratica del nostro Paese. Gli ottant’anni dal voto alle donne rappresentano una ricorrenza importante, ma non vogliamo limitarci a celebrare una data. Vogliamo raccontare, attraverso i libri, l’arte, la musica e le parole, quanto la cultura possa aiutarci a comprendere il passato e a costruire consapevolezza nel presente. ‘Che storia, ragazze!’ nasce proprio con questo intento: offrire occasioni di riflessione, ma

anche di incontro, curiosità e condivisione, coinvolgendo in particolare i più giovani.” L’assessore alla Cultura Marialaura Tessarin sottolinea inoltre il valore del lavoro collettivo che rende possibile la manifestazione: “Una Mostra del Libro che arriva alla sua ventiseiesima edizione è un patrimonio della nostra comunità. Desidero ringraziare lo staff Cultura del Comune di Porto Viro, le biblioteche comunali, Pro Loco Donada, tutti gli autori, gli artisti e i professionisti che hanno contribuito alla realizzazione del programma e tutti coloro che, con il loro lavoro, rendono possibile questa manifestazione. Un ringraziamento particolare va anche alla Libreria Lovat di Villorba di Treviso, che per il secondo anno ci accompagnerà nella fornitura dei libri. La cultura vive quando diventa incontro, partecipazione e possibilità di crescita: è questo lo spirito con cui anche quest’anno apriremo le porte della Mostra del Libro alla nostra città.”

Sindaco Mario Mantovan

L’assessore alla Cultura Marialaura Tessarin

Fiera Mata, cresce l’attesa: il 4 novembre Porto Viro si prepara ad una grande edizione PORTO VIRO – Cresce l’attesa per la Fiera Mata, che il prossimo 4 novembre tornerà ad animare la città con una delle manifestazioni più conosciute e partecipate della tradizione portovirese, e quest’anno i numeri fanno già pensare a un’edizione particolarmente ricca. Sono infatti numerose le richieste arrivate dagli operatori del mercato che vogliono essere presenti alla Fiera, segnale concreto dell’interesse che l’appuntamento continua a suscitare anche tra gli ambulanti. Una partecipazione che potrebbe tradursi in una presenza ancora più ampia rispetto alle precedenti edizioni.

L’assessore al Turismo e agli Eventi Cinzia Braghin

L’Amministrazione comunale sta lavorando per accompagnare questa crescita e fare della Fiera Mata una giornata sempre più importante per la città, capace di coniugare la tradizione con una proposta più ampia di animazione e intrattenimento. Soddisfatti gli assessori, in particolare quella al Turismo e agli Eventi Cinzia Braghin, che sottolinea il valore della manifestazione: «La Fiera Mata è una tradizione alla quale Porto Viro è profondamente legata, ma proprio le tradizioni devono saper crescere e rinnovarsi – spiega Braghin –. Il numero delle richieste che stiamo

ricevendo dagli operatori è per noi un segnale molto positivo. Significa che la Fiera continua ad avere una forte capacità attrattiva e che c’è voglia di esserci. Per questo stiamo lavorando a un’edizione ancora più grande, con l’obiettivo di regalare alla città una giornata di festa, partecipazione e vitalità». Il 4 novembre, dunque, Porto Viro tornerà a vivere la sua Fiera Mata, con il tradizionale appuntamento del mercato e una città pronta ad accogliere operatori, famiglie e visitatori. Una manifestazione che guarda alla propria storia, ma con l’ambizione di diventare ogni anno più grande e più attrattiva.

4 NOVEMBRE - Si ricorda che la Festa delle Forze Armate e del 108° Anniversario della fine del Primo Grande Conflitto Mondiale quest’anno si svolgerà in Piazza Matteotti e nella Chiesa di San Bartolomeo Piazza della Repubblica, 23 | Porto Viro (RO) |

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PORTO VIRO

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Comunità cristiana. Cambio alla guida dell’Oratorio San Giusto

Don Claudio arriva in città, Don Gianluca saluta la comunità “P L

Scuola e associazioni fanno rete: nasce il Patto educativo di comunità

a comunità salesiana portovirese e più in generale la Comunità Cristiana Solidale cittadina hanno recentemente dato un doppio saluto, uno di benvenuto e uno di arrivederci, rispettivamente a don Claudio Parolin e a don Gianluca Brisotto. Don Claudio, proveniente dal centro salesiano di Chioggia, dirigerà l’Oratorio San Giusto di Porto Viro al posto di don Gianluca trasferito a Gorizia, in base alle nuove nomine decise dall’ispettoria salesiana triveneta, guidata da don Silvio Zanchetta. L’ispettore, arrivato in città per la messa di accoglimento a don Claudio, ha dato corso ai momenti più istituzionali della nuova nomina; dopo l’enunciazione dell’articolo 55 delle Costituzioni salesiane, che definisce appunto il ruolo del direttore in una casa salesiana, ha letto il decreto di nomina risalente al 15 maggio scorso, con cui il rettor maggiore della congregazione di don Bosco ha incaricato don Claudio che, dopo la professione di fede sulla Bibbia e sulle Costituzioni, ha apposto la firma alla sua nomina. Lasciando Chioggia, rappresentata da una folta rappresentanza di fedeli, il neo direttore ha riflettuto: “Quando si cambia ‘casa’ c’è tristezza nel lasciarla ma anche la gioia di iniziare in un posto nuovo che è pur sempre

sempre ‘casa’, un mirsioto importante: spero riusciremo a sognare in grande, e insieme, per questa opera”. Durante la messa sono stati anche ricordati gli 80 anni di suor Norma F.M.A. L’arrivederci a don Gianluca è invece avvenuto con le ultime due messe a Donada e Fornaci, alla presenza del sindaco Mario Mantovan. Il primo cittadino ha ringraziato don Gianluca per quanto ha fatto e seminato in questi tre anni nella nostra comunità: “Come amministrazione crediamo fortemente nell’Oratorio San Giusto: un luogo di incontro, educazione e crescita per i nostri giovani, che continueremo a sostenere. Sono certo che don Claudio saprà portare entusiasmo, energia e grande attenzione verso i nostri ragazzi, come sono certo don Gianluca

porterà con sé anche un pezzo di Porto Viro; in questi anni ha saputo essere vicino alle persone e alle famiglie, condividendo i momenti di gioia ma soprattutto offrendo ascolto e conforto nei momenti più difficili. È stato inoltre il primo parroco a guidare la nostra comunità cristiana sinodale, assumendosi un compito importante e impegnativo. A nome dell’amministrazione e di tutta Porto Viro voglio dirgli semplicemente grazie per quanto ha fatto e per il segno che lascia”. Il ruolo di guida della comunità cristiana sinodale portovirese è così passato a don Carlo Beorchia.

er educare un bambino ci vuole un intero villaggio” oppure una grande comunità educante scolastica. L’antico proverbio africano ripreso da Papa Francesco sembra descrivere al meglio il ‘Patto educativo di comunità’ firmato dall’Istituto Comprensivo di Porto Viro e le realtà associative portoviresi. Alla presenza di alcune classi della secondaria del plesso Aldo Moro, il dirigente scolastico Massimiliano Beltrame ha presentato la progettualità, prevista dalla normativa e dai percorsi di autonomia scolastica: “È un esperimento e una novità quella che proponiamo, suggerita anche dal Ministero, di suggellare e strutturare una collaborazione fattiva con le realtà del territorio: associazioni, enti del terzo settore e ovviamente il Comune”. L’impostazione di questo lavoro, unico in tutta la provincia di Rovigo, è nata qualche anno fa all’interno di una pianificazione regionale seguita dalla professoressa Daniela Lucangeli dell’Università di Padova. Presente all’incontro il sindaco Mario Mantovan, che ha invitato gli studenti a entrare nel mondo del volontariato e donare del tempo alla propria comunità: “La scuola è dentro il territorio e la società civile – le sue parole - e i ragazzi sono il presente e il futuro; il prossimo anno voteranno il nuovo sindaco dei ragazzi”. Le associazioni coinvolte nella redazione del patto sono: Pro Loco di Donada, Oratorio Salesiano di San Giusto, Gruppo Iniziative per l’Ambiente, Dune Fossili, Cooperativa sociale Don Sandro Dordi, Banco di Solidarietà Beata Madre Teresa di Calcutta, Proxima, Plastic Free e Cooperativa Titoli Minori. L’invito è stato esteso a chi aveva già collaborato con l’istituto cittadino, portando a momenti quali il doposcuola all’oratorio, i concorsi di lettura, il cozzo dell’uovo per i bambini, l’Accademia di Natale, la Festa degli Alberi, Puliamo il Mondo e Dona Cibo, solo per citarne alcuni. “È un documento aperto e non vincola in modo definitivo – ancora Beltrame - qualunque altra realtà territoriale voglia contribuire è ben accetta”. Il preside ha poi annunciato l’avvio di un ulteriore progetto, Radici e Orizzonti, per ragazzi con background migratorio e non italofoni, un doposcuola gratuito con packed lunch due volte a settimana.

• Fabio Pregnolato

• (F.P.)

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Messaggio pubbliredazionale

Comune di Porto Tolle OTTOBRE 2026

I N F O R M A

Sindaco Pizzoli Roberto

L’EUROPA TOCCA CON MANO LA CRISI DELLA PESCA NEL DELTA DEL PO

U

na presa di contatto diretta, per toccare con mano le ferite di un settore allo stremo e raccogliere il grido d’allarme dei lavoratori. La Delegazione della Commissione pesca del Parlamento europeo, guidata dalla francese Isabelle Le Callenec, ha fatto tappa alla Sacca degli Scardovari il 22 settembre. L’obiettivo: vedere da vicino i devastanti danni provocati dal granchio blu e affrontare un’altra grande criticità, la carenza di risorse unitamente all’esigenza di procedure più rapide per scavare e vivificare le lagune. Senza questi interventi, il futuro dell’intero comparto è a forte rischio. La missione nell’Alto Adriatico era iniziata il giorno precedente a Chioggia, per poi proseguire nella Sacca di Scardovari, Cesenatico e Goro, concludendosi infine ad Ancona. Ad accogliere la Commissione erano presenti l’assessore regionale Valeria Mantovan, il consigliere regionale Cristiano Corazzari, il Sindaco di Porto Tolle Roberto Pizzoli — recente protagonista di un passaggio fondamentale per il territorio con la sua ufficiale nomina a nuovo Presidente

del Parco del Delta del Po — e il presidente del consorzio pescatori Paolo Mancin. Quest’ultimo ha guidato gli eurodeputati prima nella sede del consorzio, poi lungo la Sacca e infine nello stabilimento di Bonelli dove viene lavorato il granchio alieno. Mancin ha delineato con precisione i contorni della crisi: prima dell’emergenza granchio blu il Consorzio sfiorava i 58 milioni di euro di fatturato, crollati nei momenti più duri attorno ai 15 milioni, con una perdita netta nell’ordine del 75%. Parallela la contrazione degli operatori, passati da circa 1.500 a 850. La primissima risposta alla crisi è stata la cattura e lo smaltimento del crostaceo; parte delle risorse è stata poi impiegata per comprare reti, pali e seme con cui proteggere le vongole. Presto, però, è apparso evidente che eliminare il predatore sarebbe stato impossibile. Da qui la svolta: commercializzarlo e trasformare la minaccia in risorsa. Tra le sperimentazioni mostrate alla delegazione spicca il pet food, che riutilizzerebbe anche gli esemplari privi di mercato, ma richiede un macchinario da circa 300mila euro. Il

Piazza Ciceruacchio, 9 - Porto Tolle (RO) |

Consorzio punta inoltre a uno schiuditoio per produrre direttamente il seme di vongola, affiancando il preingrasso esistente. Mancin rileva però che l’altra vera emergenza, ancora più critica, è quella invisibile sotto la superficie: l’interramento delle lagune. Dal fiume arrivano materiali che si depositano e gli escavi si scontrano con competenze frammentate e autorizzazioni che chiedono anni. Senza scavi, denuncia Mancin, entro 10 anni il comparto morirà: la piccola pesca sta già scomparendo ed è vitale la vivificazione delle lagune. La capodelegazione Le Callennec ha sottolineato: «Alla Commissione pesca abbiamo affrontato spesso la questione delle specie invasive come il granchio blu, volevamo renderci conto sul posto dei danni provocati e qui abbiamo potuto vedere concretamente la situazione, anche attraverso i dati sulla perdita di fatturato». A colpirla è stata soprattutto la resilienza del territorio: «Si percepisce che si stanno cercando delle soluzioni. Il nostro lavoro al Parlamento europeo è creare un contesto favorevole affinché queste sperimentazioni

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possano essere portate avanti». Un percorso che richiede modifiche normative a livello regionale, nazionale o europeo, oltre al finanziamento degli interventi di adattamento. Il Sindaco Pizzoli ribadisce la linea: «I pescatori non cercano soldi a fondo perduto ma chiedono di lavorare; chiedono investimenti strutturali che sappiano sostenere la produzione e difendere la biodiversità di una delle zone umide più importanti d’Europa». Sulla stessa lunghezza d’onda Corazzari, che definisce i pescatori «i primi custodi delle lagune, del mare e del territorio», chiedendo di snellire iter che frenano le opere di salvaguardia. L’eurodeputata Anna Maria Cisint incalza: «Per arrivare agli escavi possono servire due anni, occorre accelerare». La Regione intanto lavora ai piani morfologici per gestire i sedimenti. La Mantovan conclude allargando il raggio al porto di Pila, insabbiato e a rischio sicurezza: «Serve attenzione per Pila e Scardovari. La pesca è risorsa economica, occupazionale e identitaria del Polesine e va tutelata con interventi concreti».


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L’edizione. Prodotti e nuove proposte diventano il punto di partenza per parlare di turismo e sviluppo

FESTA DEL RISO, LE ECCELLENZE DEL DELTA FANNO SISTEMA PER CRESCERE I l riso al centro, attorno le eccellenze del Delta. È partita dalla tavola la 16esima Festa del Riso di Porto Tolle, aperta dalla settima edizione del Galà che ha riunito 230 commensali e impegnato una squadra di circa 60 studenti dell’Istituto Cipriani di Adria, tra cucina e sala, nella preparazione e nel servizio di un menu costruito sull’incontro tra riso, pesce e prodotti del territorio. Le novità sono arrivate già dal buffet degli antipasti, dove accanto alle ostriche prodotte nel Delta – Ostra Bora, Heliantus e Ostrica Rosa – è stato proposto anche il granchio blu, portando in tavola una specie che negli ultimi anni ha creato pesanti difficoltà al comparto della pesca e che ora si cerca anche di valorizzare gastronomicamente. Tra le proposte anche il Gin Bora, realizzato utilizzando le ostriche Ostra Bora. Il Galà è stato anche una vetrina per prodotti che stanno raccogliendo importanti riconoscimenti. Il sindaco Roberto Pizzoli, di recente nominato

presidente del Parco del Delta del Po, insieme all’assessore alla Pesca Tania Bertaggia, ha premiato l’Apicoltura Marangon di Gina Imperatrice per il miele di barena, proclamato miglior prodotto del Nord Est: un’eccellenza strettamente legata all’ambiente lagunare e capace di raccontarne profumi e caratteristiche. Riconoscimenti anche per Mister Caffè di Lorenzo Mischiatti, di Taglio di Po, che continua a collezionare successi internazionali. Dopo i risultati ottenuti dalla miscela arabica 45° Parallelo, sono arrivati il Crystal Taste Award e, dall’Australia, la medaglia d’oro per la miscela Top Cream, dedicata a ristoranti e caffetterie. Dalla tavola il tema della valorizzazione del territorio è passato al convegno “Terra, acqua e destinazioni”, organizzato da Coldiretti Rovigo con il Comune. Gli interventi dell’esperto di turismo Damiano De Marchi e di Federico Dalla Puppa, Site Manager dell’Associazione per il Patrimonio delle Colline del Prosecco di Conegliano e

Valdobbiadene, hanno messo al centro il turismo lento ed esperienziale e la capacità di costruire una destinazione riconoscibile partendo dalle risorse che già esistono. A raccontare il Delta attraverso chi ogni giorno vi lavora sono stati poi la risicoltrice Elisa Moretto, Mauro Girello, tra i pionieri dell’agriturismo e delle fattorie didattiche, l’apicoltrice e agricoltrice Federica Vidali e l’ostricoltore Nicola Baroni, impegnato anche nel pescaturismo. Il punto di convergenza emerso dal convegno è stato il “fare sistema”, concetto richiamato nelle conclusioni dal presidente di Coldiretti Veneto e Rovigo Carlo Salvan, che ha sottolineato la necessità di mettere in relazione produzioni, pesca, paesaggio, ospitalità e comunità, affinché le eccellenze del Delta non rimangano realtà isolate, ma diventino parte di un’offerta integrata capace di generare valore economico, culturale e sociale. Il sindaco Pizzoli ha inoltre ribadito la volontà di proseguire sulla strada della

legge speciale per il territorio, ritenuta uno strumento necessario per dare risposte alle diverse criticità del Delta e sostenerne le prospettive di sviluppo. Dal Galà al convegno, il filo conduttore è rimasto così lo stesso: riso, miele, ostriche, pesca, agricoltura e nuove produzioni non sono soltanto eccellenze da promuovere

singolarmente. Messe in rete possono diventare il racconto del Delta e uno degli strumenti con cui costruire una destinazione turistica legata alla sua identità, ai suoi sapori e alle persone che ogni giorno li producono. • Guendalina Ferro

Un libro di Lino Tosini ripercorre la storia della bonifica e del Delta

N

ell’ambito della 16esima Festa del Riso di Porto Tolle è stata recentemente presentata in municipio l’ultima opera di Lino Tosini. Il libro ”Dalle paludi alle lagune – Evoluzione territoriale e bonifica nel Delta di Porto Tolle” chiude idealmente la trilogia - composta dall’ingegnere, per molti anni direttore del Consorzio di Bonifica Delta del Po – assieme a “1950 2010: 60 anni di bonifica nel Delta del Po” e “Cronaca di una grande impresa: Antonio Zecchettin e la bonifica dell’Isola di Ariano”. Nel suo saluto, l’attuale direttore del Consorzio, l’ingegner Rodolfo Laurenti ha confidato a Tosini di essersi

formato, da studente universitario, proprio su quei titoli: “Nel libro si trovano parallelismi con l’attualità – le sue parole - bonifica, subsidenza, cuneo salino, difficoltà in agricoltura, gestione delle lagune; sarà uno strumento utile per il Consorzio”. Portando i saluti dell’amministrazione gli assessori Silvia Boscolo e Tania Bertaggia hanno invece ricordato la fragilità di questa terra, ma con una storia destinata a farla crescere: “Consegniamo alla collettività un lavoro straordinario che non poteva trovare contesto migliore della Festa del Riso, evento che parla di territorio e ne racconta la storia”. Tosini ha quindi presentato i

testi e le antiche mappe, passando attraverso i secoli dalla formazione del delta alla Rotta di Ficarolo fino ai giorni nostri, ringraziando infine per i contributi Sandro Bortolotto, Franco Pozzati, Maurizio Tezzon per l’impaginazione e Antonio Giolo e Luigi Contegiacomo per l’appendice sulle ca’ del Delta. “Ho voluto fare un libro divulgativo per completare la storia del delta idrografico, confinato da paludi e lagune” ha dichiarato Tosini, omaggiato al termine della conferenza di un piatto ricordo di Porto Tolle. • (F.P.)

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L’appuntamento. I giovani incontrano i “Capitani ANMI”

Dalle professioni del mare alla cultura della sicurezza M I

Dalle Alpi al Delta, il Po cambia con il clima

l mare come possibile futuro professionale, ma anche come luogo nel quale preparazione, responsabilità e sicurezza fanno la differenza. È il filo conduttore del percorso avviato a Porto Tolle dall’A .C.N.L. – Associazione Capitani Navigazione Lagunare di Venezia, in collaborazione con l’A .N.M.I. – Associazione Nazionale Marinai d’Italia di Pederobba e in sinergia con l’Istituto Omnicomprensivo di Porto Tolle. Il primo appuntamento si è svolto a Ca’ Tiepolo con la cerimonia dell’alzabandiera, alla presenza del sindaco Roberto Pizzoli, delle forze dell’ordine, delle associazioni combattentistiche e d’Arma, di alcuni soci dell’ANMI di Ferrara e soprattutto gli studenti accompagnati dai docenti e dal dirigente scolastico Silvio Balta. Una cerimonia che ha assunto un significato particolare perché ha accompagnato il ritorno, dopo due anni di assenza, della formazione professionale a Porto Tolle, frequentata da una trentina di ragazzi provenienti dalle frazioni del Comune, ma anche da Taglio di Po, Adria, Mesola e Goro. Dopo l’alzabandiera, la giornata è proseguita nelle aule con “I

Capitani ANMI sbarcano a Porto Tolle”, una lezione di educazione civica e pratica marinaresca che ha portato davanti agli studenti l’esperienza di chi lavora ogni giorno nella navigazione e nel trasporto pubblico locale. A confrontarsi con i ragazzi sono stati i Capitani Roberto Spolaor e Lorenzo Boscolo, i Direttori di Macchina Daniele Curti e Luigi Altomare. La comandante della Delegazione di Spiaggia di Scardovari Monica Clementi ha invece illustrato le missioni della Guardia Costiera, spiegandone compiti e attività legati alla sicurezza in mare. Spazio anche alle prospettive del territorio con Alberto Lisatti, presidente del Centro di Formazione Logistica Intermodale e dell’Unione Navigazione Interna Italiana, che ha affrontato il tema del futuro del porto di Pila. Alla teoria si è affiancata la pratica, con i ragazzi impegnati nei nodi marinareschi e nella conoscenza delle dotazioni individuali di salvataggio. Ma il percorso non è terminato. Mercoledì 22 ottobre, gli studenti torneranno a parlare di sicurezza con la tappa portotollese della campagna nazionale itinerante “Segui una rotta sicura”. Relatore sarà il Capitano di

Vascello (R.O.) Nicola Guzzi, che affronterà con i giovani i temi della sicurezza stradale e in mare, della prevenzione degli incidenti, della guida responsabile e dei rischi legati all’abuso di alcol e sostanze stupefacenti. Due appuntamenti e un unico percorso educativo, che parte dal mare e dalle sue professioni per arrivare alla sicurezza e alla responsabilità individuale, mettendo al centro i giovani e il loro futuro.

eno neve sulle montagne, meno acqua nel fiume nei periodi più delicati e un mare che riesce a risalire sempre più facilmente verso l’interno. È questa la catena degli effetti dei cambiamenti climatici raccontata dalla Carovana del Po che, partita da Settimo Torinese, ha raggiunto il Delta nel settimo giorno del viaggio promosso dall’Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po e da Legambiente. Da Pila la navigazione ha raggiunto l’Isola della Batteria, un tempo utilizzata per attività agricole e oggi in gran parte sommersa, per proseguire verso la foce e Volta Vaccari. Qui gli effetti del cambiamento sono particolarmente evidenti: alla naturale fragilità di un territorio interessato dalla subsidenza si aggiungono periodi di minore disponibilità di acqua dolce e la conseguente avanzata del cuneo salino. Il problema nasce però centinaia di chilometri più a nord. Temperature più elevate già in primavera accelerano lo scioglimento della neve sulle Alpi: l’acqua arriva prima nel sistema del Po, ma diminuisce la riserva naturale disponibile nei mesi successivi. Quando le precipitazioni scarseggiano, le portate si abbassano e nel Delta viene meno quella spinta di acqua dolce che contrasta la risalita del mare. Quest’estate, a Pontelagoscuro, il Po è sceso fino a 313 metri cubi al secondo il primo luglio, sotto la soglia critica di 450. Già a fine giugno il cuneo salino aveva raggiunto 16-18 chilometri nel ramo di Pila, con conseguenze anche sui prelievi irrigui. Da qui la necessità di adattarsi. A Volta Vaccari è operativo un bacino capace di conservare circa un milione di metri cubi di acqua dolce, mentre alla foce di Pila è in progettazione una barriera fissa antisale. Una sfida che riguarda ben più del Delta: nel Distretto del Po vivono circa 20 milioni di persone, si produce oltre il 40% del Pil nazionale e si concentrano più di tre milioni di ettari agricoli. È su questo equilibrio, dalle Alpi fino al mare, che interviene anche LIFE CLIMAX PO, progetto europeo che fino al 2032 coinvolge 25 partner per costruire nuove strategie di adattamento ai cambiamenti climatici. • (G.F.)

• Guendalina Ferro

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Storie di imprese ed imprenditori di successo - a cura di

Fondazione Cavanis · Ritorno dall’Oriente lontano

ll’aeroporto di Venezia, al rientro, il cartello della dogana chiedeva se avessimo qualcosa da dichiarare. Niente, abbiamo pensato, spingendo le valigie. Non era vero. Avevamo con noi parecchie cose che non si mettono in valigia, e che da allora stiamo cercando di rimettere a posto. Una matita, per esempio. A Dili, a Timor-Leste, i bambini delle capanne intorno al seminario facevano la fila per averne una. Poi ti prendevano la mano e se la portavano alla fronte, come si fa con gli anziani. Per loro eravamo questo: i vecchi venuti da lontano. A Timor sono tutti giovani. Quelli che avrebbero dovuto essere vecchi oggi, sono stati massacrati durante l’occupazione indonesiana (1975-1999). Una bombola del gas. Nella chiesa di Dili fa da campana e chiama alla Santa Messa. Non ho mai mancato quella delle sei e un quarto, prima dell’alba, quando il canto dei galli contende la scena ai Padri durante l’omelia. La chiesa è sempre piena, e la domenica la gente, vestita a festa, riempie anche il piazzale e il campo accanto. Mi sedevo sempre sul lato sinistro, accanto a una finestra da cui entrava la brezza fresca del mattino e da cui vedevo la vita cominciare nel gruppo di capanne di fronte, mentre il sole si portava via in fretta il buio. Un cordolo largo una spanna. La strada del seminario di Dili è allagata da oltre un anno e si cammina in bilico sul bordo di un canale di scolo. Quando due persone si incrociano, il più svelto passa sul bordo esterno per lasciare spazio all’altro. I bambini ne hanno fatto un gioco; noi, dopo qualche giorno, ci abbiamo visto una piccola regola di convivenza. Uno sguardo al cielo. Una notte, mentre fotografavo le stelle australi con un piccolo telescopio, un giovane seminarista è venuto a vedere che cosa stessi facendo. Gli ho mostrato la Via Lattea e le costellazioni principali. Quando sullo schermo è comparsa l’immagine di Omega Centauri ha spalancato gli occhi e ha detto: «Grazie! È la prima volta che mi capita di guardare il cielo.». Un canto alle quattro del mattino. A Davao, nelle Filippine, il giorno del mio compleanno cinquanta tra ragazzi e padri hanno bussato L’APP alla nostra porta perSCARICA cantarmi gli auguri. Una RADIO VENETO24 settimana prima non ci conoscevamo. Una ta-

vola che non si svuota. A Flores, in Indonesia, ospiti di un amico, al termine della cena la tavola sembrava ancora imbandita come al nostro arrivo. A Timor un uomo che viveva in una capanna continuava a portarci da mangiare. È l’abbondanza di chi si mette a disposizione di chi arriva. Il vulcano Lewotobi. Il primo giorno la sua cenere ci ha chiuso un aeroporto e ci ha costretti a rivoluzionare il programma di viaggio. L’ultimo giorno ce lo siamo ritrovato guar-

dando attraverso i tetti in lamiera bucherellati dai lapilli, in una scuola dove manca l’acqua. Per noi il vulcano è stato solo un contrattempo; per quei bambini è il compagno di ogni giorno. Siamo partiti convinti di portare qualcosa e abbiamo ricevuto più di quanto abbiamo dato: tempo, attenzione, gratitudine, sorrisi e nomi e volti che adesso hanno un indirizzo e sono nella nostra memoria. Abbiamo acqua calda, strade asciutte e matite in abbondanza. Da

questo viaggio ci siamo riportati anche la voglia di usarle meglio.

Il lavoro dietro il viaggio

Il viaggio, però, non è stato soltanto questo. La missione aveva uno scopo preciso: costruire, insieme alle comunità locali, i progetti di cooperazione che la rete educativa delle scuole Cavanis sta preparando con l’Università di

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Centro di Formazione Professionale FONDAZIONE CAVANIS Campo Guglielmo Marconi, 112, Chioggia VE | Tel. 041 400922

Padova nell’ambito del programma europeo Erasmus+. I temi sono diversi per ogni Paese. A Timor-Leste si lavora sulla formazione degli insegnanti e su una scuola capace di includere. Nel Mindanao, regione filippina che vive di agricoltura, su un percorso formativo sull’agroalimentare sostenibile. A Flores si valuta la possibilità di una nuova presenza della Congregazione. Durante un mese abbiamo avuto molti incontri. A Dili abbiamo visto la Ministra dell’Educazione, che ha dato il proprio sostegno formale all’iniziativa, e tre delle università del Paese. A Davao abbiamo incontrato alcuni atenei cattolici della città, le scuole della rete e anche una cooperativa del cacao, per legare la formazione al mondo produttivo. A Flores abbiamo visitato due istituti universitari di Maumere, con uno dei quali è stato firmato un primo accordo di collaborazione, e diverse scuole del territorio. Un percorso analogo, avviato lo scorso inverno in America Latina, ha già portato alla presentazione di un progetto alla Commissione europea. Il metodo è quello che conosciamo bene: niente modelli preconfezionati, ma progetti costruiti con chi li dovrà portare avanti. In questo lavoro la Fondazione di Chioggia mette l’esperienza della formazione professionale: il legame stretto tra scuola e lavoro, la didattica di laboratorio, l’attenzione ai ragazzi più fragili. È un patrimonio che in quei Paesi può fare la differenza, perché un mestiere imparato bene è spesso la via più concreta per uscire dalla povertà. Non è una storia lontana. Più di due secoli fa, a Venezia, i fratelli Cavanis fondarono la Congregazione delle Scuole di Carità per dare un’educazione ai ragazzi più poveri. A Chioggia quel carisma ha oggi la forma di una Scuola di Formazione Professionale accreditata dalla Regione Veneto, dove ogni giorno ragazze e ragazzi imparano un mestiere e costruiscono il proprio futuro. Per loro, far parte di una rete che arriva fino a Dili, a Davao e a Maumere significa sapere che ciò che imparano qui ha un valore anche dall’altra parte del mondo. Laggiù come qui, il lavoro è lo stesso: aiutare qualcuno ad alzare lo sguardo. ASCOLTACI SU WWW.VENETO24.IT Vincenzo Giannotti, direttore della Fondazione SUL TUO PC O ALEXA Cavanis di Chioggia e i suoi compagni di viaggio: Padre Alvise Bellinato, Padre Antonio Elcio Aleixo e Susanna Busatta.


TAGLIO DI PO

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Cronaca. Dopo oltre due settimane si chiude la fase acuta dell’emergenza

L’INCENDIO CHE HA SEGNATO E ALLARMATO L’INTERA COMUNITÀ D all’incendio dell’11 settembre all’ordinanza che oggi impone alla proprietà la messa in sicurezza, la rimozione dei materiali e il ripristino dell’area. Sono trascorse oltre due settimane dal rogo divampato nel fabbricato di via Kennedy, a poca distanza dal centro abitato e dalla Statale 309 Romea. Un’emergenza che ha segnato settembre a Taglio di Po, tra il lungo intervento dei Vigili del Fuoco, le preoccupazioni per la qualità dell’aria, la chiusura precauzionale delle scuole e i monitoraggi ambientali. Conclusa la fase più critica, ora per l’area interessata dall’incendio si apre un nuovo capitolo: quello della messa in sicurezza e della bonifica. Le fiamme avevano interessato il capannone nel quale erano stoccate grandi quantità di foraggio ed erba medica disidratata, rendendo particolarmente lunghe le operazioni dei Vigili del Fuoco. A destare preoccupazione era stata anche la presenza di cemento-amianto nella copertura, mentre il fumo era arrivato nei comuni limitrofi. I provvedimenti precauzionali più incisivi sono arrivati il 13 settembre, due giorni dopo l’inizio dell’incendio. Il Comune aveva disposto prescrizioni per la popolazione nell’area entro circa 500 metri dal rogo e la chiusura delle scuole. Una gestione sulla quale non erano mancate, in quei giorni, le proteste d cittadini per i tempi con cui erano state comunicate le prime indicazioni precauzionali. La sospensione delle lezioni, inizialmente prevista fino al 16 settembre, era stata successivamente prorogata. Con l’ordinanza del 19 settembre la chiusura era stata estesa fino a lunedì 21 per le scuole dell’infanzia, le primarie, la secondaria di primo grado e l’asilo nido Girasole. Particolare attenzione è stata riservata all’amianto presente nella copertura del capannone. Nei campionamenti dell’aria effettuati da ARPAV, le fibre di amianto sono risultate inferiori a 0,3 fibre per litro, valore indicato nei rapporti come limite di quantificazione. Il dato, quindi, non viene riportato come “zero”, ma come inferiore alla soglia di 0,3 fibre per litro. Ora la fase acuta è conclusa e l’attenzione si sposta su ciò che resta da fare. L’ordinanza comunale impone adesso alla proprietà obblighi e scadenze per la messa in sicurezza, la rimozione dei materiali e il ripristino dell’area. “Il Comune ha stabilito cosa deve essere fatto, entro quando deve essere fatto e come deve essere fatto, e ne controllerà l’esecuzione”, sottolinea l’Assessore

Alessandro Marangoni. Resta poi il capitolo delle cause e delle eventuali responsabilità, anche alla luce di quanto era accaduto prima dell’incendio. L’assessore riferisce infatti che le verifiche sulle attività svolte nel capannone erano iniziate già a maggio, con accertamenti insieme a Polizia Locale e Vigili del Fuoco, mentre a luglio erano stati comunicati alla proprietà provvedimenti di messa in sicurezza. “Questo non significa affermare che l’incendio fosse prevedibile – precisa – ma che, quando erano emersi elementi che richiedevano verifiche, il Comune aveva attivato gli organismi competenti”. A distanza di oltre

due settimane dall’incendio scoppiato l’11 settembre, per Taglio di Po si chiude dunque la fase dell’emergenza, ma non la vicenda di via Kennedy. Dopo giorni di interventi, scuole chiuse, precauzioni e controlli ambientali, ora l’attenzione si sposta sulla bonifica dell’area e sugli accertamenti ancora in corso. Resta da fare piena luce sulle cause del rogo e sulle eventuali responsabilità, mentre il Comune dovrà vigilare sul rispetto degli interventi imposti alla proprietà. • Guendalina Ferro

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Nasce “Borgo Vita” per le persone con disabilità

U

n nuovo servizio dedicato alle persone con disabilità entra nella rete sociale del territorio. A Taglio di Po nasce “Borgo Vita”, Comunità Alloggio realizzata da Peter Pan Group e sostenuta dalla Regione Veneto, pensata per offrire agli ospiti non soltanto assistenza, ma soprattutto la possibilità di sviluppare una maggiore autonomia nella vita quotidiana. La nuova struttura nasce infatti come luogo nel quale vivere e costruire relazioni, attraverso percorsi che puntano a valorizzare le capacità individuali e a favorire una partecipazione sempre maggiore alla vita della comunità. Un modello che mette al centro la persona e che considera la dimensione abitativa parte di un percorso più ampio di crescita e inclusione sociale. Alla presentazione della nuova realtà hanno partecipato i rappresentanti delle realtà coinvolte nella sua realizzazione. Per Peter Pan Group, guidato dalla presidente Beatrice Girotto, l’apertura di Borgo Vita rappresenta un nuovo tassello nell’ambito dei servizi rivolti alle persone con disabilità e alle loro famiglie. La giornata ha visto anche la partecipazione degli studenti dell’Enaip, impegnati nella gestione del momento conviviale. Un’esperienza sul campo che ha permesso ai ragazzi di mettere in pratica quanto appreso durante il proprio percorso formativo e, allo stesso tempo, di entrare in contatto con una realtà del sociale. Con Borgo Vita, Taglio di Po amplia quindi i servizi presenti sul territorio nel campo della disabilità, con una struttura nella quale assistenza e quotidianità si affiancano a percorsi rivolti all’autonomia personale. L’obiettivo è creare le condizioni perché gli ospiti possano acquisire nuove competenze, coltivare relazioni e trovare il proprio spazio all’interno della comunità. • (G.F.)


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Messaggio Pubbliredazionale

UN MOMENTO SPECIALE CHE SEGNA L’INIZIO DI UNA NUOVA STAGIONE PER LA FAMIGLIA ZANELLA

U Sintonizzati grazie di cuore da Zanella.

A nome di tutta la famiglia Zanella, desideriamo ringraziare di cuore tutte le persone che hanno partecipato all’inaugurazione della nostra nuova serra. La vostra numerosa presenza, l’affetto e la partecipazione con cui avete condiviso con noi questo importante traguardo ci hanno fatto davvero piacere e ci hanno emozionato. Vedere così tante persone, tra clienti affezionati, amici, conoscenti e nuove persone che hanno scelto di venire a conoscere questa nostra nuova realtà, è stato per noi motivo di grande orgoglio e soddisfazione. È stato bello poter condividere con voi non soltanto un’inaugurazione, ma il risultato di un percorso fatto di idee, progetti, sacrifici e tanto lavoro. La nuova serra rappresenta infatti molto più di un

sul

nuovo spazio espositivo. È il risultato di un sogno che nel tempo abbiamo cercato di trasformare in realtà, con la volontà di creare un ambiente ancora più accogliente, funzionale e ricco di proposte, nel quale poter esprimere al meglio la nostra passione per il mondo dei fiori, delle piante e della casa. Un progetto importante, che nasce dalla nostra storia e dalla nostra esperienza, ma che guarda soprattutto al futuro. Per questo siamo particolarmente felici di aver potuto inaugurare questo nuovo capitolo insieme a voi, proprio alle persone che ogni giorno ci scelgono, ci danno fiducia e ci permettono di continuare a crescere. SCARICA L’APP Un grazie speciale va quindi ai nostri RADIO VENETO24 clienti. A chi ci accompagna da tanti anni, a chi entra nel nostro negozio anche solo SUL TUO SMARTPHONE per un piccolo acquisto, a chi ci chiede un consiglio per una pianta, a chi affida

a noi un momento importante della propria vita e a chi, magari per la prima volta, ha deciso di venirci a conoscere. Ognuno di voi, con la propria presenza e con le proprie parole, contribuisce a dare un significato speciale al nostro lavoro. Un ringraziamento speciale va anche ai nostri collaboratori e a tutti coloro che, con impegno, professionalità e disponibilità, hanno contribuito alla realizzazione di questo progetto. Dietro a una nuova struttura, a un allestimento e a una giornata di festa ci sono sempre tante persone, tante ore di lavoro e una grande collaborazione. È anche grazie a loro se questo sogno ha potuto prendere forma. L’inaugurazione è stata per noi un momento importante, ma soprattutto rappresenta un nuovo punto di partenza. Non vogliamo fermarci al traguardo raggiunto: desideriamo continuare a crescere, sperimentare e proporre nuove idee, cercando ogni giorno di migliorare e di offrire ai nostri clienti qualcosa di nuovo. Abbiamo tante idee per il futuro e siamo già al lavoro per preparare nuove proposte, nuovi allestimenti e nuove atmosfere da vivere insieme. Perché crediamo

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che il nostro lavoro non sia soltanto che la visitano, la scelgono e la sentono vendere un fiore o una pianta, ma creare un po’ anche loro. Grazie ancora a tutti emozioni, aiutare a scegliere qualcosa coloro che hanno voluto esserci, a chi ci di speciale e accompagnare le persone ha dedicato il proprio tempo, a chi ci ha nei momenti importanti. E adesso che sostenuto con una parola, un sorriso o un la nuova serra è finalmente pronta, non semplice gesto di affetto. Grazie per aver vediamo l’ora di accogliervi nuovamente condiviso con noi questo momento così per accompagnarvi attraverso i colori e le importante. atmosfere dell’autunno, con tante nuove Famiglia Zanella proposte per la casa e per il giardino, fino ad arrivare alla magia del Natale firmato Zanella. Sarà un piacere continuare questo percorso insieme a voi, stagione dopo stagione, trasformando ogni volta ASCOLTACI SU la nostra serra in un luogo nuovo da WWW.VENETO24.IT scoprire. Perché, in fondo, il risultato più bello di questo progetto non è soltanto SUL TUO PC O ALEXA la nuova serra che abbiamo costruito, ma vederla vivere attraverso le persone

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LOREO

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Cultura. L’Oratorio della Santissima Trinità gremito per “Inter Flumina Serenissimae”

SILVIA FRIGATO, UNA VOCE PER IL BAROCCO L e note del grande Barocco veneziano hanno riportato per una sera Loreo nel cuore della Serenissima. Qualche settimana fa l’Oratorio della Santissima Trinità ha accolto un pubblico particolarmente numeroso per il nuovo appuntamento della rassegna “Inter Flumina Serenissimae”, dedicato alla straordinaria stagione musicale vissuta da Venezia tra Seicento e Settecento. Non soltanto un concerto, dunque, ma un percorso attraverso due secoli nei quali la Serenissima fu uno dei principali centri musicali d’Europa, capace di sperimentare nuovi linguaggi nelle chiese, nei teatri, nei palazzi e negli Ospedali veneziani. Ed è proprio da questa

storia che ha preso forma il programma proposto a Loreo. Il viaggio è partito da Claudio Monteverdi, maestro di cappella a San Marco e figura fondamentale del Barocco, con i suoi motetti per soprano, per proseguire nel Settecento con la voce più intima del clavicembalo. Spazio quindi alle composizioni di Giovanni Battista Pescetti e Domenico Alberti, legato al celebre “basso albertino”, fino alla riscoperta di Gaetano Piazza, espressione del tardo Settecento veneziano. Un itinerario capace di raccontare una Serenissima musicalmente viva e creativa fino agli ultimi anni della Repubblica. A dare voce e suono alla serata sono stati tre interpreti di primo piano. Il soprano Silvia Frigato, tra le apprezzate interpreti italiane del repertorio barocco e spesso ospite della Fenice; Sofia Gonzato, al flauto dolce e alla viola da gamba, protagonista di numerosi festival di musica antica; e Riccardo Favero al clavicembalo, musicista e direttore, ma anche studioso, liutaio e conoscitore degli strumenti storici. Il pubblico ha seguito il concerto in un silenzio particolarmente partecipe, per

poi salutare gli interpreti con un lungo applauso. A conclusione della serata il sindaco Moreno Gasparini ha consegnato loro un omaggio floreale. Dietro la riuscita dell’appuntamento anche il lavoro del maestro Luca Sartore, anima dell’organizzazione e promotore della musica antica nel territorio, insieme ai maestri Raffaele Magosso e Francesco Bergo, che hanno collaborato alla realizzazione dell’iniziativa. Un ringraziamento è andato infine all’arciprete don Stefano Doria e alle volontarie che hanno preparato con cura l’Oratorio. “Don Stefano ha illustrato anche la storia dell’Oratorio ai presenti, rendendo ancora più suggestiva l’atmosfera”, ha sottolineato la consigliera con delega alla cultura Marilena Berto. Musica, storia e luogo si sono così incontrati in una serata che ha riportato Loreo alle proprie radici, terra tra i fiumi della Serenissima, dove la storia veneziana continua ancora oggi a raccontarsi attraverso la musica. • Guendalina Ferro

La fiera di San Michele tra storia, cultura e fede

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ltre otto secoli di storia, ma soprattutto una tradizione capace ancora oggi di raccontare l’identità di un’intera comunità. L’Azione Cattolica di Loreo ha dedicato all’antica Fiera di San Michele una tavola rotonda dal titolo “La Fiera di San Michele tra storia, cultura e religiosità”, organizzata dalla presidente Luisella Siviero in collaborazione con l’assessorato alla Cultura. L’incontro, ospitato nel Teatro parrocchiale concesso dall’Associazione Noi e moderato da Michele Panajotti, ha proposto tre differenti chiavi di lettura della manifestazione. Il giornalista pubblicista Andrea Bellato ha ripercorso la storia di Loreo dalle origini fino ai giorni nostri attraverso le fonti documentali, ricostruendo quel lungo filo che lega la Fiera alle vicende del paese. Marilena Berto ne ha invece approfondito il valore culturale e antropologico. Una tradizione che da più di otto secoli riunisce la comunità e che non è mai stata soltanto un mercato: la Fiera è da sempre occasione d’incontro, luogo nel quale Loreo si riconosce e si racconta e dove sacro e profano convivono. A completare il percorso è stato l’arciprete don Stefano Doria, che si è soffermato sulla pietà popolare

come espressione autentica di una fede vissuta e tramandata dal popolo. Al centro, naturalmente, San Michele Arcangelo, il cui culto ha contribuito nei secoli a costruire il senso di appartenenza della comunità loredana. È intervenuto anche il sindaco Moreno Gasparini, ricordando la straordinaria longevità della Fiera e auspicando che continui a essere vissuta nel rispetto della tradizione e con un forte spirito comunitario. Una serata che ha quindi permesso di guardare alla Fiera non soltanto come appuntamento del calendario loredano, ma come patrimonio collettivo fatto di storia, fede e memoria, confermando San Michele come uno dei simboli attorno ai quali Loreo continua, generazione dopo generazione, a riconoscersi. • (G.F.)

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ROSOLINA

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Gli interventi. La nuova disciplina della zona D6/a1 prevede il ricovero dei natanti lagunari

PIANO DEGLI INTERVENTI, SPAZIO ALLE CAVANE ANCHE PER LA PESCA SPORTIVA I l nuovo Piano degli Interventi, approvato nelle scorse settimane dal Consiglio comunale di Rosolina, introduce una novità significativa anche per il mondo della pesca sportiva, prevedendo espressamente uno spazio per questa attività nella nuova disciplina della ZTO D6/a1 – “Ricovero natanti lagunari (cavane) per pesca professionale e sportiva”. La modifica individua infatti un ambito destinato al ricovero dei natanti lagunari, nel quale potranno trovare posto cavane, pontili e modeste attrezzature connesse all’attività di pesca, nel rispetto delle modalità stabilite dalle norme urbanistiche. L’elemento nuovo è proprio l’inserimento esplicito dei pescasportivi accanto ai pescatori professionisti, dando così risposta a un’esigenza sentita da una realtà da tempo radicata nel territorio. A sottolineare il valore della scelta è l’assessore alla Pesca Sara Biondi: “Questa è una delle schede del Piano degli

Interventi a cui tengo maggiormente, perché rappresenta un passaggio importante soprattutto per i nostri pescasportivi. Per la prima volta, in questa specifica previsione urbanistica, vengono espressamente considerati insieme alla pesca professionale

nella destinazione delle aree per il ricovero dei natanti lagunari. Significa dare attenzione a un mondo che fa parte della storia, delle tradizioni e della vita delle nostre lagune. Non parliamo soltanto di cavane e pontili, ma del riconoscimento di un’esigenza

concreta che per troppo tempo non aveva trovato una risposta adeguata nella pianificazione. È un risultato importante, nato dall’ascolto del territorio e dalla volontà di dare finalmente dignità e spazio anche alla pesca sportiva”. Un’attenzione,

quella verso la pesca sportiva, che non nasce oggi. Gli strumenti di pianificazione comunale contemplavano già specifiche postazioni sul Po di Levante, mentre la nuova scheda affronta un aspetto differente: quello del ricovero dei natanti lagunari, riconoscendo una collocazione specifica anche alla componente sportiva. Una scelta che, nelle intenzioni dell’amministrazione, punta quindi a considerare la pesca nelle sue diverse espressioni e il suo rapporto con l’identità lagunare di Rosolina. “Una scelta urbanistica – conferma il sindaco Michele Grossato, titolare della delega all’Urbanistica – che guarda quindi alla pesca nel suo insieme, professionale e sportiva, riconoscendone il legame con l’identità lagunare di Rosolina e con le persone che quotidianamente vivono e frequentano questo territorio e che da tempo aspettavano risposte”. • Guendalina Ferro

Villaggio Norge, 415mila euro per il recupero del Palatenda

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illaggio Norge torna al centro degli interventi di riqualificazione, con l’obiettivo di restituire alla comunità spazi che per anni hanno rappresentato un importante punto di riferimento. Mentre proseguono i lavori per il recupero dell’ex scuola elementare, è stata infatti avviata anche la procedura per l’affidamento dei lavori di messa in sicurezza del Palatenda. Un intervento atteso che cambierà in maniera significativa la struttura. Il progetto prevede in particolare il rifacimento completo della copertura, che non sarà più realizzata con

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il tradizionale telone, e l’adeguamento dell’edificio agli attuali standard di sicurezza. Il primo stralcio avrà un costo complessivo di 415 mila euro e sarà finanziato attraverso le risorse provenienti dall’avanzo di bilancio. Una volta conclusa la procedura di affidamento, l’impresa aggiudicataria avrà 80 giorni di tempo per completare i lavori. Il recupero del Palatenda si inserisce in un progetto più ampio che punta a ridare centralità all’intera area di Villaggio Norge. L’obiettivo da parte dell’Amministrazione

comunale è far tornare questi spazi a disposizione dei cittadini, trasformandoli nuovamente in un polo di aggregazione sociale, sportiva e culturale. Una funzione che Villaggio Norge ha già svolto in passato e che, attraverso i due interventi, potrà essere recuperata e rilanciata, restituendo alla frazione non soltanto due strutture riqualificate, ma soprattutto nuovi luoghi nei quali la comunità possa avere anche dei servizi pubblici. • (G.F.)

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Segue da pag. 1

Lo schema “Stefanildo” resiste o si apre lo scontro? Le categorie economiche, le associazioni d’impresa e il tessuto artigianale e industriale del Veneto guardano ai prossimi mesi con apprensione, temendo che le difficoltà di bilancio possano tradursi in una stangata fiscale, con un occhio particolarmente vigile sul fronte dell’Irap. L’ipotesi, anche solo ventilata, di un ritocco verso l’alto dell’imposta regionale sulle attività produttive viene vista dal mondo economico come un colpo durissimo in una fase già estremamente complicata per la

competitività aziendale, capace di frenare investimenti e margini di crescita. Dall’altro lato, sul fronte delle entrate personali e della tassazione dei redditi, resta intoccabile un vero e proprio dogma della stagione politica regionale: il mantenimento dell’Irpef come un tabù assoluto. Sulla scorta dei mandati di Luca Zaia, che hanno fatto della difesa del potere d’acquisto dei cittadini e della non-maggior tassazione un vessillo identitario e politico inattaccabile, la

maggioranza si muove con i piedi di piombo, consapevole che toccare le leve fiscali dirette sui contribuenti significherebbe incrinare quel rapporto di fiducia costruito in lunghi anni di governo. Tuttavia, far quadrare i conti senza ricorrere a leve fiscali straordinarie in un momento in cui le risorse statali si riducono e i costi dei servizi sociosanitari ed educativi lievitano rappresenta un esercizio di bilancio al limite del funambolismo. È qui che si misurerà la vera

tenuta dello schema “Stefanildo”: la capacità cioè di mediare tra le esigenze di bilancio e le pressioni delle diverse anime della coalizione. Se da una parte la programmazione finanziaria dovrà dare risposte concrete a un tessuto produttivo che chiede stabilità e sgravi, dall’altra dovrà evitare fughe in avanti che scontentino i territori o i partiti alleati. La sfida è aperta: il bilancio non sarà solo un atto contabile, ma il terreno politico decisivo per misurare i futuri equilibri di potere in Veneto.

Sociale. Approvazione unanime in Consiglio regionale, riconosciuto il ruolo nella rete dei servizi socio sanitari

CAREGIVER, LA LEGGE METTE TUTTI D’ACCORDO STEFANI: “DAL VENETO SEGNALE DI CIVILTÀ” Soranzo: “Due su tre costretti U a lasciare il lavoro”. Luisetto: “Vicini na legge che ha trovato il consenso di tutto l’arco politico, maggioranza e opposizione insieme. Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato all’unanimità la proposta di legge “Disposizioni per il riconoscimento, la valorizzazione e il sostegno del Caregiver familiare quale persona che presta cura e assistenza alla persona cara”, d’iniziativa della vicepresidente della Commissione sanità e relatrice d’aula Chiara Luisetto (Partito Democratico), con il capogruppo di Lega-LV Riccardo Barbisan come correlatore, e del presidente della Regione Alberto Stefani. Un voto compatto, trasversale agli schieramenti, che consegna al Veneto una delle prime leggi organiche in Italia dedicate a questa figura. Il provvedimento disciplina il ruolo del caregiver familiare, cioè di chi si prende cura, volontariamente e a titolo gratuito, di una persona non autosufficiente o che necessita di assistenza di lunga durata. La legge lo integra nel sistema regionale dei servizi sociosanitari, riconoscendone la funzione sociale, con un’attenzione specifica ai giovani caregiver - per i quali vengono individuate esigenze particolari in ambito educativo, formativo, lavorativo e di benessere psicofisico - e ai caregiver over 65. Sono previste misure di informazione, formazione, affiancamento e supporto

psicologico, oltre a interventi di sollievo e alla valorizzazione delle competenze, anche trasversali, maturate nell’attività di cura, utili a favorire l’accesso o il reinserimento nel mondo del lavoro. Tra gli strumenti istituiti: un Tavolo permanente presso la Giunta regionale, la raccolta di buone pratiche, la Giornata regionale del caregiver fissata al 6 ottobre, linee guida regionali e un Fondo regionale caregiver. Esprime soddisfazione il presidente della Regione Alberto Stefani: “Il Veneto oggi ha scelto di prendersi cura di chi si prende cura. La legge approvata dal Consiglio regionale riconosce e valorizza il ruolo centrale di chi, tutti i giorni, segue una persona cara malata, con disabilità, non autosufficiente o che necessita di essere accudita per particolari necessità assistenziali. Abbiamo mantenuto la promessa: al caregiver familiare, che

sarà inserito nella rete dei servizi sociali e sanitari, è riconosciuto il valore sociale ed economico che rappresenta come risorsa per tutta la società”. Stefani sottolinea la portata della misura: “Ancora una volta il Veneto dimostra sensibilità e visione. La legge approvata è un importante segnale di civiltà, una nuova pietra miliare del percorso sociosanitario che mette al centro la persona e le relazioni umane. Riguarda più di 260.000 veneti per i quali l’attività del caregiver non è soltanto un impegno familiare, ma si configura come un prezioso e fondamentale tassello della rete di assistenza. Per questo deve contare sul giusto riconoscimento sociale nel sistema regionale integrato dei servizi e del Welfare”. Il presidente ricorda infine come l’iniziativa fosse nata fin dall’avvio della legislatura: “Nella prima seduta del Consiglio regionale di questa legislatura, durante il mio discorso di insediamento, avevo lanciato una proposta: approvare una legge di civiltà, lavorando insieme, maggioranza e opposizione. Con orgoglio oggi abbiamo raggiunto l’obiettivo. Ringrazio la giunta e tutti i Consiglieri, anche per l’impegno di questi mesi e il senso di responsabilità dimostrato. Di fronte a scelte come queste non ci possono essere divisioni politiche davanti all’interesse dei nostri cittadini”.

alle 600 mila persone finora sole”

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opo il via libera unanime alla legge sul caregiver familiare, arrivano le reazioni dei consiglieri regionali che hanno seguito il provvedimento nelle commissioni. Per il presidente della Sesta commissione Enoch Soranzo (Fratelli d’Italia) il dato di partenza è la diffusione del fenomeno: “Parliamo di una realtà che tocca da vicino quasi il 16% della popolazione veneta, fatta in gran parte di donne, spesso anziani o giovanissimi”. Soranzo richiama le conseguenze sul lavoro: “Quasi due caregiver su tre sono costretti a lasciare o ridurre il lavoro, con ripercussioni pesanti sulla salute, sulla serenità familiare e sulla futura pensione”. Tra gli elementi della legge, il consigliere sottolinea l’ingresso del caregiver nella rete del welfare: “Il caregiver entra nella rete del welfare locale e concorre direttamente alla stesura e alla firma del Piano Assistenziale Individualizzato, affiancando e

integrando i servizi pubblici senza mai sostituirli”. Il tutto, ricorda, sostenuto da un Fondo regionale “finanziato con oltre 2,2 milioni di euro nel triennio”. Di segno complementare la lettura della prima firmataria, Chiara Luisetto (Pd), che punta sul percorso che ha portato al testo: “Questa legge nasce da un lungo percorso di ascolto e partecipazione che ha visto il coinvolgimento del Terzo settore, delle forze sindacali, delle associazioni e delle esperienze dirette dei cittadini”. La consigliera quantifica la platea coinvolta, “oltre 600 mila persone in Veneto, in maggioranza donne della cosiddetta generazione ‘sandwich’”, e guarda già oltre l’approvazione: “Non consideriamo questa legge un punto di arrivo, bensì l’assunzione di una responsabilità precisa. Ora siamo al lavoro affinché a queste risorse e a questi diritti corrispondano servizi accessibili e capillari su tutto il territorio”.


REGIONE

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Mobilità. L’assessore regionale Diego Ruzza fa il punto sulle principali questioni aperte, in arrivo nuovi treni

BIGLIETTO UNICO, AVANTI CON LA PIATTAFORMA IL REBUS DELL’ALTA VELOCITÀ FERMA A VICENZA A lta velocità, nuovi treni, biglietto unico ed edilizia sportiva: l’assessore regionale ai Trasporti, Mobilità e Lavori Pubblici Diego Ruzza fa il punto nella nostra redazione sui principali cantieri aperti sul fronte della mobilità veneta. Il nodo più delicato resta quello dell’Alta Velocità, bloccata all’altezza di Vicenza. “È un problema che riguarda tutta la regione. Ci stiamo lavorando molto, soprattutto con un confronto con Rfi, perché il problema è l’uscita da Vicenza”, spiega Ruzza. “È un grande lavoro di confronto e di raccordo anche con gli enti locali, con i sindaci e con le comunità di quel territorio, perché parliamo di un intervento estremamente importante: dobbiamo riuscire a capire qual è la scelta da fare e iniziare a lavorarci subito”. Diverso il quadro sulla tratta Brescia-Verona, già in fase avanzata: “È molto probabile che nel secondo semestre dell’anno prossimo avremo il primo treno ad alta capacità che va verso la Lombardia”. Un passaggio che

l’assessore considera strategico anche per il trasporto locale: “Dobbiamo riuscire a sbloccare la situazione perché dobbiamo efficientare la linea, e questo comporterebbe un’ulteriore eccellenza sia in termini di trasporto sia di puntualità: libereremo tutta quella parte di binari che servono per i regionali e per il cargo”. Proprio sulla puntualità del servizio regionale Ruzza rivendica un dato: “Abbiamo un livello di puntualità che supera il 94%: siamo tra le regioni considerate eccellenti”. Un risultato legato anche al rinnovo della flotta: è da poco entrato in servizio il primo dei nuovi treni a due piani sulla direttrice Bologna-Brennero, linea interessata da forti flussi turistici, pendolari e intermodali. L’investimento complessivo è di 112,1 milioni di euro, di cui 75,8 milioni finanziati da Infrastrutture Venete e 36,3 milioni da Trenitalia, nell’ambito di un contratto di servizio 2023-2031 dal valore complessivo di circa 250 milioni di euro. “Il rinnovo della flotta rappresenta un investimento importante sulla qualità del trasporto

ferroviario regionale e sulla mobilità”, commenta Ruzza. Entro il 2027 tutti i 14 collegamenti giornalieri tra Brennero, Alto Adige, Trentino, Veneto ed Emilia-Romagna saranno effettuati con i nuovi treni, più capienti, accessibili e a minor consumo energetico. Capitolo biglietto unico: “Stiamo lavorando anche al biglietto unico, un progetto su cui crediamo tantissimo insieme col presidente Stefani, perché è una riforma epocale”, racconta l’assessore. “Siamo stati velocissimi a recuperare i primi due milioni di euro per creare la nostra piattaforma per pagare il biglietto in un’unica modalità, che sia carta di credito, telefono, smartwatch o carta prepagata della Regione. Ma abbiamo appena approvato anche ulteriori 11 milioni di euro per l’ammodernamento di software, hardware, bigliettazione e validatori, a disposizione degli enti locali e delle aziende: 13 milioni per la prima fase, penso non sia mai successo prima”. Il bando scade il 4 dicembre, mentre la piattaforma unica regionale

sarà allestita nel 2027. Fra i lavori pubblici rientra anche l’edilizia sportiva: “Diamo un aiuto, la prima volta così importante negli ultimi anni, alle associazioni sportive e ai Comuni che sono spesso proprietari di impianti ma fanno fatica ad ammodernarli”, spiega Ruzza, citando anche l’abbattimento delle barriere architettoniche e la fruibilità per le discipline paralimpiche. Lo stanziamento 2025 è di 3 milioni

di euro, a cui si aggiungono 10 milioni già previsti per il biennio 2027-2028: “13 milioni in tutto, per fare almeno decine di interventi in cofinanziamento con la Regione, con tagli da 35 a 100 mila euro per interventi urgenti, soprattutto di ammodernamento igienico-sanitario e messa in sicurezza”. • Redazione Regione

BILANCIO, 60 MILIONI TRA SANITÀ E CASA: 41 MILIONI PER L’EDILIZIA SOSTENIBILE

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isco verde dalla giunta regionale alla nuova variazione di bilancio, una che manovra rende disponibili oltre 60 milioni di euro, utilizzando risorse statali ed europee già assegnate al Veneto per sanità, sociale, casa, trasporto pubblico e sviluppo del sistema produttivo. Lo stanziamento più consistente riguarda la casa: oltre 41 milioni di euro del PR FESR 2021-2027 per favorire l’accesso ad abitazioni sostenibili e a prezzi accessibili, con 11,7 milioni previsti nel 2027 e 30 milioni nel 2028. Per il sociale arrivano 6,6 milioni di risorse statali destinate alla videosorveglianza nelle strutture che ospitano anziani e persone con disabilità. Sul fronte sanitario, la variazione mette a disposizione oltre 11

milioni di euro nell’ambito del Pnrr: 5,27 milioni per le Case della Comunità e la presa in carico delle persone, 578 mila euro per le Centrali Operative Territoriali e la telemedicina, oltre 5,6 milioni per l’ammodernamento delle tecnologie digitali e delle grandi apparecchiature ospedaliere. Al trasporto pubblico locale vanno invece oltre 5,1 milioni di euro nel biennio 2027-2028 per il rinnovo delle flotte. Tra gli altri capitoli, 713 mila euro nel 2026 per la tutela del patrimonio boschivo e il contrasto al bostrico, 4 milioni di euro dalle sanzioni per violazione delle norme sul diritto al lavoro delle persone con disabilità, e 6,35 milioni trasferiti da Veneto Innovazione per il Fondo Veneto Competitività, il Fondo Veneto Patrimonializzazione

e il Fondo Veneto Ricerca, Sviluppo e Innovazione. “Con questa variazione mettiamo a disposizione del Veneto oltre 60 milioni di euro di risorse statali ed europee, destinandole a interventi importanti nei settori della sanità, del sociale, della casa, dei trasporti e dello sviluppo economico”, sottolinea l’assessore Giacinti. “È un lavoro che richiede attenzione nella programmazione e capacità di intercettare e utilizzare nei tempi giusti le risorse disponibili. Dalle Case della Comunità alla telemedicina, dall’ammodernamento delle apparecchiature sanitarie alla sicurezza nelle strutture per anziani e persone con disabilità, fino al sostegno all’accesso alla casa e al rinnovo del trasporto pubblico: interveniamo su esigenze reali, utilizzando al meglio le risorse disponibili”.

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REGIONE

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Il dibattito. Il vicecapogruppo di Fratelli d’Italia in Regione interviene sul decreto scuola e sul futuro della politica veneta

BALDAN: “BURQA E NIQAB? DOVE SERVE IL VOLTO DEVE ESSERE RICONOSCIBILE” I l dibattito sul burqa e sul niqab torna al centro dell’attenzione in Veneto, tra le nuove disposizioni del governo sulla scuola e l’ipotesi di un regolamento comunale a San Donà di Piave per disciplinare l’accesso agli uffici pubblici quando il volto di una persona è completamente coperto. A intervenire sul tema ai nostri microfoni di Veneto24 è Matteo Baldan, consigliere regionale e vicecapogruppo di Fratelli d’Italia, che difende l’idea di una distinzione netta tra libertà personale e necessità di identificazione. «Penso che sia un regolamento che va nella giusta direzione», afferma Baldan parlando dell’iniziativa allo studio a San Donà di Piave. Il riferimento, spiega, è alla necessità di garantire il riconoscimento dell’identità quando questo sia previsto dalla legge o risulti indispensabile per l’accesso a determinati servizi. «Non è un approccio assolutamente ideologico, non è un approccio discriminatorio, è un approccio per confermare ciò che di fatto è già previsto dalla legge».

Il punto non riguarda quindi il semplice fatto di indossare un velo o un particolare abito per motivi religiosi o culturali, ma le situazioni nelle quali il volto deve necessariamente essere riconoscibile. «Dove è necessario e si ritiene opportuno, proprio per obblighi di legge, il riconoscimento del volto deve essere reso possibile. Va ovviamente verificato il volto, che deve corrispondere a chi fa richiesta di accesso al servizio attraverso il proprio documento o la propria identità». Una distinzione che viene posta anche rispetto alla libertà individuale. Il fatto che una donna scelga autonomamente di indossare il niqab, osserva Baldan, è una questione diversa rispetto all’eventuale necessità di scoprirsi il volto quando si entra in un luogo nel quale è richiesta l’identificazione. Il tema si intreccia con il provvedimento del governo sulla scuola, che ha riacceso il confronto anche sulla presenza degli studenti stranieri e sulle modalità di integrazione scolastica. Baldan respinge però l’idea che le nuove misure

Matteo Baldan

possano essere lette semplicemente come iniziative legate alla prossimità delle elezioni. Lo sguardo si sposta poi sulle prossime elezioni politiche e sulle possibili candidature di esponenti della politica regionale. L’ipotesi che alcuni consiglieri

o assessori possano lasciare il Veneto per approdare a Roma non sorprende Baldan. «È normalissimo, è una cosa che credo sia abbastanza naturale e capita ogni qualvolta ci sono le elezioni politiche», commenta. E aggiunge: «Chi è fresco, diciamo così, di preferenze, può

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Il solito Black Friday

essere considerato un buon candidato». Un passaggio che porta direttamente al nuovo sistema elettorale e al ritorno delle preferenze, tema sul quale il confronto politico non è mancato. Baldan difende l’impianto della nuova legge: «Secondo me ne è uscita una legge elettorale equilibrata, dove esiste la preferenza e dove è presente anche il capolista che di fatto rappresenta il partito». Il valore delle preferenze, per il consigliere, è soprattutto nella possibilità di lasciare agli elettori una scelta diretta. «Danno possibilità a chi vota di scegliere in modo esplicito da chi farsi rappresentare», sottolinea. E proprio questa scelta, aggiunge, attribuisce una responsabilità ulteriore a chi viene eletto: «Chi viene votato ha un ulteriore peso di responsabilità verso i cittadini». Sul tema Baldan parla anche di «molta strumentalizzazione e molta disinformazione», contestando le critiche arrivate da chi ha scelto di non votare la nuova legge elettorale. • (R.R.)

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REGIONE

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Fumetti per ragazzi. Apostolidis: “Vogliamo offrire ai giovani storie d’avventura con uno spessore culturale e una profondità di pensiero”

“NON È SEMPLICE ENTERTAINMENT, LA MITOLOGIA GRECA CI PARLA DI NOI” E manuele Apostolidis torna in libreria con un nuovo fumetto per ragazzi che continua il successo di Archeo Tales. Lo sceneggiatore veneto, nato a Schio ma da anni ormai “padovano”, ha infatti da poco pubblicato “Il mito di Narciso. Archeo Tales Vol. 2”, con la collaborazione scientifica di Francesco Bellu e con le splendide tavole di Rebecca Spagnesi. Ho approfittato dell’occasione per scambiare due

chiacchiere con Apostolidis che ormai è diventato un nome di riferimento nel mondo del fumetto per ragazzi, grazie a una serie di pubblicazioni di successo che riescono ad unire alla perfezione l’intrattenimento con l’aspetto più educativo della lettura. Come mai hai scelto proprio il mito di Narciso come punto di partenza per questa seconda avventura di Archeo Tales?

Il mito di Narciso era l’occasione perfetta per introdurre il tema di una società in cui l’apparire è diventato essenziale e in cui la perfezione sembra essere una condizione necessaria. I grandi temi del mito siano ancora attuali: nel mondo di Archeo Tales, che rispecchia da vicino il nostro, volevamo far riflettere su come l’ossessione per l’immagine possa diventare una forma di controllo, trasformando una figura classica come

prime armi con la lettura, che lo vivranno come una bellissima storia d’avventura pur non conoscendo ancora i miti o gli dèi greci; i lettori più grandi, invece, vi troveranno continui riferimenti a ciò che studiano a scuola e saranno stimolati (si spera) ad approfondire altri racconti. Questo fumetto nasce dal lavoro di tre autori. Come funziona il vostro lavoro di squadra? Il nostro è un lavoro di grande sinergia

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La copertina di “Il mito di Narciso”

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Narciso in un’icona moderna del culto dell’apparenza. Quanto vi interessa restare fedeli al mito originale e quanto, invece, vi divertite a “smontarlo”? Per noi era fondamentale ricostruire il mito per catturare l’attenzione dei giovani lettori. Archeo Tales non vuole essere una serie didascalica ma un’opera che stimola la curiosità, ritenendola il vero motore della conoscenza. A questo proposito, le schede scritte da Francesco Bellu - archeologo e consulente scientifico della serie - servono proprio a nutrire e approfondire questo interesse. Archeo Tales si rivolge a lettori molto giovani. Come si raccontano miti spesso complessi, violenti o ambigui ai bambini senza impoverirli? Credo sia importante offrire ai giovani storie d’avventura che mantengano uno spessore culturale e una reale profondità di pensiero. Non bisogna semplificarle troppo né renderle eccessivamente complicate. Le più grandi storie per l’infanzia possiedono diversi livelli di lettura che possono essere colti a età differenti: Archeo Tales è adatto ai bambini alle

Emanuele Apostolidis

in cui la narrazione e la parte grafica si intrecciano fin dalle prime fasi di sviluppo. È un processo corale in cui la costruzione del mondo fantasy e dei personaggi dialoga con la parte di scientifica gestita da Francesco Bellu. Anche il rapporto con la disegnatrice Rebecca è costante e presente fin dall’inizio perché non è facile dare vita e forma grafica a un mondo come quello di Archeo Tales, ma Rebecca ci è riuscita perfettamente. Sono davvero felice di aver lavorato con questo team creativo che, posso già anticiparlo, sarà lo stesso anche per il terzo volume. Narciso è un mito che può essere letto anche attraverso selfie, social network e culto dell’immagine. Quanto del presente avete voluto far entrare nel personaggio e nella storia? Moltissimo. Archeo Tales è ambientato in un mondo fantasy in cui l’archeologia è vietata: un universo in cui i Titani cercano di controllare la società attraverso la tecnologia. È un mondo molto simile al nostro, di cui riconosciamo tratti distintivi come telefonini e selfie, ma dove magia e scienza si uniscono per

liberare il passato. La nostra memoria storica non è un elemento statico, bensì l’unica fonte in grado di ridare equilibrio al tutto e aiutarci a costruire un futuro migliore. I miti greci sono perfetti per raccontare il nostro mondo perché nelle loro storie sono state anticipate incredibilmente tutte le grandi tematiche del mondo attuale. L’Odissea di Nolan è stata un evento epocale nel mondo del cinema, pensi che abbia cambiato il modo di raccontare o percepire la mitologia? Tra l’altro, ti è piaciuto il film? Il film di Nolan si rivolge a un tipo di pubblico diverso rispetto al nostro, tuttavia spero davvero che abbia contribuito a riportare al centro dell’attenzione la mitologia e l’intramontabile fascino dei miti greci. In ogni caso personalmente mi è piaciuto tantissimo, ma sono un fan di Nolan da sempre. Tu da sempre fai tantissime presentazioni e laboratori di fumetto con i bambini: come ti trovi con gli eventi dal vivo? C’è vita oltre al tablet e allo smartphone anche per i più piccoli? Assolutamente sì. Credo che i bambini abbiano la necessità di tornare a immaginare e a riscoprire la bellezza di perdersi all’interno di una storia e di un’avventura. Quando tengo i laboratori dal vivo, cerco di stimolarli attraverso oggetti e reperti archeologici per guidarli nell’immaginare il passato: vedere quanto questo approccio li affascini ogni volta è la prova che c’è ancora un grandissimo spazio per la fantasia. Credo inoltre che il fumetto ha bisogno di ritrovare i lettori partendo proprio dai più giovani che sono ancora molto affascinati dalle immagini e dal disegno. Bisogna però essere in grado di parlare con il loro linguaggio, cercare di affascinarli e stimolarli. In questo modo non c’è schermo che possa battere la magia delle storie e del disegno. • Giacomo Brunoro

• Chi è Giacomo Brunoro Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.


DESPAR

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Despar, Eurospar, Interspar. Prezzi più leggeri per la spesa di tutti i giorni

CON “PREZZI PIUMA” 2.000 PRODOTTI DIVENTANO PIÙ CONVENIENTI Prezzi monitorati e aggiornati periodicamente sul mercato: Despar Nord rafforza la propria strategia sulla convenienza, affiancando “Prezzi Piuma” all’ampia offerta dei prodotti a marchio

F

are la spesa, oggi, significa sempre più spesso fare attenzione al prezzo. Si confrontano le alternative, si valutano marche e formati, si controlla il totale alla cassa e si cerca di mantenere il carrello entro un budget prestabilito. In un contesto economico segnato dall’aumento del costo della vita e da una crescente attenzione delle famiglie alla gestione della spesa quotidiana, anche le abitudini di acquisto sono cambiate. È in questo scenario che Despar Nord ha introdotto “Prezzi Piuma”, un progetto che coinvolge 2.000 prodotti e segna un’evoluzione importante nella strategia di convenienza dell’azienda. L’obiettivo è chiaro: rendere più conveniente la spesa di tutti i giorni, andando oltre la tradizionale logica delle promozioni a tempo e lavorando in maniera strutturale sul posizionamento dei prezzi. La principale novità è proprio questa: per le referenze coinvolte, il cliente può trovare un prezzo conveniente in modo continuativo, senza dover aspettare il volantino o concentrare gli acquisti nel periodo in cui un determinato prodotto è in promozione. Ma “Prezzi Piuma” non è un intervento una tantum. Alla base del progetto c’è infatti un sistema dinamico di monitoraggio del mercato: Despar Nord effettuerà periodicamente rilevazioni dei prezzi praticati dai principali competitor e, sulla base dei risultati, potrà intervenire sul prezzo delle referenze coinvolte. Un meccanismo che permette di adattare nel tempo il posizionamento dei 2.000 prodotti, con l’obiettivo di mantenere costante l’attenzione alla convenienza anche al variare delle condizioni di mercato. È questo uno degli elementi più innovativi dell’iniziativa: la convenienza non viene definita una volta per tutte, ma verificata e aggiornata periodicamente. Un approccio che fa di “Prezzi Piuma” non una semplice iniziativa commer-

ciale, ma una vera e propria strategia di posizionamento, pensata per rendere la convenienza un elemento sempre più stabile e riconoscibile dell’esperienza di spesa. Il progetto nasce in un momento in cui il potere d’acquisto rimane un tema particolarmente attuale. Negli ultimi anni l’inflazione e i rincari hanno modificato le abitudini dei consumatori, rendendoli più attenti al rapporto tra prezzo e qualità e più consapevoli nelle proprie scelte. “Prezzi Piuma” si concentra per questo sui prodotti che più frequentemente finiscono nel carrello. Le 2.000 referenze sono state individuate tra quelle maggiormente acquistate dai clienti e all’interno delle categorie che incidono maggiormente sulla spesa quotidiana. Il paniere comprende numerosi prodotti di marca, conosciuti e apprezzati dai consumatori: l’obiettivo non è quindi semplicemente proporre prezzi più bassi, ma rendere più conveniente l’acquisto di prodotti che fanno già parte delle abitudini delle famiglie, mantenendo qualità e possibilità di scelta. Una strategia che si affianca a un altro importante strumento attraverso cui Despar Nord lavora da tempo per offrire qualità e convenienza a diverse fasce di spesa: i prodotti a marchio. Un assortimento ampio e trasversale, sviluppato per offrire ai clienti la possibilità di scegliere in base alle proprie esigenze, preferenze e disponibilità di spesa, senza rinunciare alla qualità. La proposta a marchio di Despar Nord comprende infatti soluzioni capaci di rispondere a bisogni molto diversi: dalle eccellenze gastronomiche della linea Despar Premium ai prodotti per la spesa quotidiana, fino a S-BUDGET, la linea primo prezzo dedicata a chi ricerca una convenienza ancora più marcata. A queste si affiancano linee sviluppate per rispondere a specifici stili di vita ed esigenze alimentari,

La spesa più leggera

Non aspettare l’offerta!

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Fino a prodotti ogni giorno convenienti ampliando ulteriormente le possibilità di scelta all’interno del punto vendita. “Prezzi Piuma” e prodotto a marchio rappresentano così due leve complementari di una stessa strategia di convenienza: da un lato rendere più convenienti 2.000 prodotti, monitorandone periodicamente – su base mensile - il posizionamento sul mercato; dall’altro offrire attraverso la private label un ventaglio di alternative capace di rispondere a disponibilità di spesa, preferenze ed esigenze alimentari differenti.

Per Despar Nord, infatti, convenienza e qualità non sono elementi alternativi. L’obiettivo è rendere la spesa accessibile a un pubblico il più ampio possibile, offrendo a ciascun cliente la libertà di trovare il proprio equilibrio tra prezzo, qualità, preferenze ed esigenze personali. Cambia così anche il modo di intendere la convenienza: non soltanto un’occasione legata a una promozione, ma un impegno continuativo sul prezzo, capace di accompagnare la spesa abituale e di evolvere insieme al mercato.

Il progetto è partito a settembre da alcuni punti vendita Interspar del Veneto e nel corso del mese sarà esteso anche ai punti vendita Despar ed Eurospar, arrivando così a coinvolgere l’intera rete di vendita diretta Despar Nord presente in regione. Un percorso che, insieme alla continua evoluzione dell’offerta a marchio Despar, rafforza una strategia di convenienza sempre più strutturata, con l’obiettivo di offrire qualità, scelta e accessibilità e rispondere alle diverse esigenze di chi ogni giorno fa la spesa.


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DESPAR

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Solidarietà. La spesa diventa un aiuto per le scuole grazie ai buoni raccolti dalle famiglie

STICKERMANIA E SCUOLAFACENDO: DA DESPAR LA SPESA SOSTIENE LE SCUOLE

È

iniziata con il ritorno a scuola anche la nuova edizione di Stickermania, la raccolta di figurine che ogni anno coinvolge bambini e famiglie nei punti vendita Despar, Eurospar e Interspar aderenti. Quest’anno, come già nelle precedenti edizioni, insieme alle figurine c’è anche un’occasione per dare un aiuto concreto alle scuole del territorio attraverso Scuolafacendo. Le due iniziative proseguiranno fino al 18 ottobre. Stickermania, una nuova avventura da collezionare Per Stickermania 2026 la storia riparte con “Il segreto dell’amuleto luminoso”. Protagonisti sono ancora Oskar e Bo, questa volta alle prese con un viaggio nella mitologia nordica, sulle tracce dei Vichinghi e di un misterioso amuleto. La collezione è composta da 200 figurine. Il meccanismo è legato alla spesa: ogni 10 euro di spesa effettuata nei punti vendita aderenti si riceverà a una bustina di figurine. Per completare più rapidamente l’album è possibile acquistare anche pacchetti aggiuntivi di colore blu al prezzo di 50 centesimi. Inoltre, ogni 10 euro di spesa e l’acquisto di due prodotti sponsor si riceverà una bustina aggiuntiva di colore verde. I prodotti coinvolti sono segnalati direttamente nei punti vendita. Ma la raccolta non si ferma all’album. Stickermania è anche un progetto educativo che, attraverso il gioco e la condivisione, porta con sé valori come il rispetto, l’inclusione e la valorizzazione delle differenze, rafforzati dal legame con Scuolafacendo, l’iniziativa di Despar a sostegno delle scuole del territorio. Scuolafacendo, i buoni diventano materiali per le scuole Ogni bustina di figurine Stickermania contiene

anche un Buono Scuolafacendo. Il cliente potrà consegnarlo direttamente alla scuola che desidera sostenere oppure caricarlo online, attraverso il sito del progetto o l’app dedicata. I buoni potranno essere raccolti e destinati agli istituti fino al 7 febbraio 2027. Per le scuole, i buoni rappresentano la possibilità di ottenere materiali e attrezzature utili alle attività quotidiane. Gli istituti aderenti potranno scegliere dal catalogo dell’iniziativa prodotti per la didattica, strumenti per l’inclusione, attrezzature per le attività motorie e dotazioni tecnologiche. L’iniziativa è rivolta alle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo e secondo grado, pubbliche e paritarie, presenti nei territori in cui opera Despar Nord. Per partecipare è necessaria la registrazione al progetto. Nella scorsa edizione sono stati destinati oltre 460 mila euro in materiali e attrezzature a più di 2.000 scuole. Un risultato che racconta anche il valore di una partecipazione semplice e quotidiana: quella di famiglie e clienti che, attraverso la spesa, possono contribuire a rendere più ricchi e attrezzati gli spazi in cui ogni giorno bambini e ragazzi imparano, crescono e stanno insieme.

Dal 14 settembre al 18 ottobre 2026

ALBUM E FIGURINE DA COLLEZIONARE!!

Stickermania Tour in Veneto Gli appuntamenti nei punti vendita per scambiare le figurine

Scuole in movimento con il contest educativo “Diamoci una mossa!”

a raccolta Stickermania fa tappa anche nei punti vendita con alcuni appuntamenti dedicati allo scambio delle figurine. Durante i pomeriggi dello Stickermania Tour, bambini e famiglie potranno incontrarsi per scambiarsi le figurine e completare più facilmente la propria collezione. Ad accompagnare gli appuntamenti ci saranno una merenda con succhi di frutta e merendine per i più piccoli e alcuni gadget a marchio Stickermania, tra cui cappellini e palloncini.

orna, insieme a Scuolafacendo, il contest creativo “Diamoci una mossa!” realizzato in collaborazione con Le Buone Abitudini, il progetto educativo gratuito di Despar che nel 2026 festeggia vent’anni di attività al fianco delle scuole. Il tema scelto per questa edizione è il movimento, raccontato dagli studenti attraverso disegni e racconti non solo come attività sportiva, ma anche come gioco, esperienza quotidiana, espressione personale e occasione di incontro. Il contest è aperto alle scuole iscritte a Scuolafacendo, che potranno caricare gli elaborati delle classi entro il 15 novembre 2026. Ogni plesso che presenterà almeno un lavoro valido riceverà 100 Buoni Scuola. Per i dieci elaborati selezionati dalla giuria sono invece previsti 3.000 Buoni Scuola ciascuno, che potranno essere utilizzati per arricchire la dotazione didattica dell’istituto. Una giuria di esperti valuterà gli elaborati, considerando in particolare originalità, efficacia del messaggio educativo e capacità di raccontare il movimento come esperienza quotidiana, inclusiva e condivisa. Il regolamento completo è disponibile sul sito di Scuolafacendo, nella sezione dedicata al contest.

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Gli appuntamenti in Veneto: 3 OTTOBRE: Interspar di Rovigo (RO) - viale Porta Po, 85 4 OTTOBRE: Interspar di Castelfranco Veneto (TV) - via dei Carpani Interspar di Bassano del Grappa (VI) - via Capitelvecchio, 88 10 OTTOBRE: Eurospar di Schio (VI) - via Lago Trasimeno, 11 Interspar di Sarmeola di Rubano (PD) - via della Provvidenza, 1 18 OTTOBRE: Interspar di Albignasego (PD) - via Verga, 1

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on-line: www.lapiazzaweb.it •Rubriche •Salute

Influenza, pochi giorni di febbre possono costare un inverno di salute

C

i sono inverni che, per una famiglia, si complicano con un solo ricovero. Un anziano che perde autonomia dopo giorni a letto, una persona con problemi respiratori che fatica a recuperare, un malato cronico che vede peggiorare condizioni fino a quel momento stabili. È anche attraverso queste conseguenze che va letta l’influenza: una malattia comune, ma capace di incidere profondamente sulla salute delle persone più vulnerabili. L’avvio delle campagne vaccinali di ottobre riporta quindi una scelta concreta: prepararsi alla stagione dei contagi prima che siano i sintomi a imporre attenzione. Il punto riguarda tanto la salute individuale quanto la capacità delle famiglie e dei servizi sanitari di affrontare i mesi in cui crescono

le infezioni respiratorie. A fare la differenza è soprattutto la condizione di partenza. La stessa infezione può avere un decorso relativamente breve in un adulto sano e diventare impegnativa per chi convive con una patologia cardiaca o polmonare, per una donna in gravidanza, per un bambino piccolo o per chi ha difese immunitarie ridotte. La febbre è soltanto la manifestazione più evidente: ciò che preoccupa sono le possibili polmoniti, le sovrainfezioni batteriche e l’aggravamento di malattie preesistenti. Da questa diversa esposizione al rischio nasce l’offerta vaccinale. Per la stagione 2026-2027 il Ministero della Salute indica tra i principali destinatari le persone di almeno 60 anni, i bambini dai sei mesi ai sei anni, le

donne in gravidanza, gli operatori sanitari e le persone con patologie che aumentano la probabilità di complicanze. La vaccinazione gratuita per le categorie previste è uno strumento per raggiungere chi può pagare il prezzo più alto dell’infezione. Una telefonata al medico di famiglia o al pediatra diventa così il primo passo per capire come accedere alla vaccinazione e quale percorso seguire: i servizi vaccinali territoriali partecipano alla campagna, secondo l’organizzazione delle singole Ulss ed aziende sanitarie. Portare la prevenzione vicino alle persone significa rendere più semplice una decisione che rischia altrimenti di essere rinviata tra impegni, dubbi e la sensazione che l’inverno sia ancora lontano. Il calendario,

però, conta. L’organismo impiega circa due settimane a sviluppare pienamente la risposta immunitaria: vaccinarsi quando i contagi sono già aumentati può lasciare scoperto proprio quel periodo. Chi arriva più tardi non deve comunque considerare persa l’occasione, perché il Ministero raccomanda di continuare a offrire la vaccinazione ai soggetti eleggibili durante la stagione influenzale. Anche le aspettative devono essere chiare. La vaccinazione può ridurre il rischio di ammalarsi e, soprattutto, di sviluppare forme gravi, ma non elimina ogni possibilità di infezione. Inoltre, durante l’inverno circolano altri virus capaci di provocare febbre, tosse e malessere: sintomi comparsi dopo il vaccino non dimostrano, da soli, che la

protezione contro l’influenza abbia fallito. E la dose dell’anno precedente non basta per il nuovo inverno, perché l’immunità si attenua e i virus possono cambiare. Resta una responsabilità quotidiana, anche dopo la vaccinazione. Curare l’igiene delle mani, coprire tosse e starnuti e restare a casa in presenza di sintomi respiratori febbrili contribuisce a contenere la trasmissione. Sono attenzioni che acquistano ancora più valore quando si vive o si lavora accanto a persone fragili. La campagna di ottobre comincia da una scelta personale, ma la sua utilità si estende alla comunità: meno complicanze significano meno sofferenza per i malati, meno difficoltà per chi li assiste e minore pressione sui servizi di cura.

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30 Prevenzione. Disponibili quasi 47 mila dosi antinfluenzali, ma il numero potrà crescere in base alle necessità

Al via la campagna contro i virus respiratori

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hanno somministrato l’83,4% delle dosi antinfluenzali nel Polesine. Domenica Lucianò, direttrice della Funzione territoriale, evidenzia come la conoscenza degli assistiti permetta di individuare fragilità e condizioni di rischio, rendendo la prevenzione più accessibile. Un appuntamento dedicato sarà organizzato sabato 7 novembre, in occasione del Vax Day regionale, al Servizio vaccinale della Cittadella Socio Sanitaria di Rovigo. Saranno disponibili le vaccinazioni antinfluenzale e anti-Covid, anche insieme. Le modalità di accesso saranno pubblicate sui canali istituzionali dell’Ulss 5. Dal 1° ottobre è inoltre attiva la campagna gratuita con anticorpo monoclonale contro il virus respiratorio sinciziale, principale causa di bronchiolite nei bambini sotto l’anno. La protezione riguarda i nati tra ottobre 2026 e marzo 2027, ai quali sarà proposta in ospedale o dal pediatra, e quelli nati tra aprile e settembre 2026, le cui famiglie riceveranno una lettera informativa. Sono inclusi anche i bambini fino a 24 mesi con particolari condizioni di rischio. Anche su questo fronte il territorio presenta un’adesione elevata: nella stagione precedente è stato immunizzato il 91,3% dei nati tra ottobre 2025 e marzo 2026 e l’81,4% di quelli nati nei sei mesi precedenti. Il direttore generale Mauro Filippi invita soprattutto le persone fragili e le famiglie dei bambini ad aderire alle campagne raccomandate, per ridurre il rischio delle forme più gravi. Paola Bigon

Una scuola dell’emergenza per rendere più sicure le cure

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l Polesine si prepara alla stagione dei virus respiratori con una nuova campagna di prevenzione contro influenza, Covid-19 e virus respiratorio sinciziale. L’Ulss 5 riparte dai risultati dello scorso inverno, quando 47.017 residenti hanno ricevuto il vaccino antinfluenzale. La copertura ha raggiunto il 20,2% della popolazione, il valore più alto tra le aziende sanitarie del Veneto, superiore alla media regionale del 17,7%. Per la stagione 2026-2027 sono disponibili 46.850 dosi antinfluenzali, una dotazione che potrà essere aumentata secondo le necessità. L’obiettivo è rafforzare l’adesione, soprattutto tra le persone maggiormente esposte alle complicanze delle infezioni respiratorie. Federica Fenzi, direttrice del Servizio di igiene e sanità pubblica, sottolinea la sensibilità del territorio verso la prevenzione e la necessità di raggiungere chi rischia le conseguenze più serie. L’avvio è graduale. Dal 5 ottobre la vaccinazione antinfluenzale viene offerta dai pediatri ai bambini e interessa le strutture residenziali per anziani e persone non autosufficienti, i pazienti ospedalieri al momento della dimissione e quelli in assistenza domiciliare integrata. Dal 19 ottobre sarà disponibile anche dai medici di famiglia, nelle farmacie aderenti e negli ambulatori vaccinali dell’Ulss. I vaccini contro influenza e Covid-19 possono essere somministrati nello stesso appuntamento. Per gli ambulatori aziendali è prevista la prenotazione attraverso il portale regionale Prenota Vaccino. La rete territoriale avrà un ruolo decisivo: nella precedente campagna medici di famiglia e pediatri

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CENTRO MEDICO DELTA: Via G. Matteotti 238 - Porto Tolle / 0426 380473 FARMACIA S. GIORGIO: Via Trento, 27 - Porto Tolle / 0426 393083 FARMACIA MADONNA DELLA SALUTE: C.so del Popolo, 16 - Ariano nel Polesine / 0426 71015 FARMACIA COLLA DOTT. GIOVANNI: Via Nuova 2 - Corbola / 0426 45421 CENTRO MEDICO TASSINA: Via Jessie White. 6 - Rovigo / 0425 1541714

llenarsi ad affrontare le emergenze per migliorare la sicurezza dei pazienti. Nasce con questo obiettivo a Rovigo l’Emergency Academy dell’Ulss 5 Polesana, inaugurata il 14 settembre negli spazi riqualificati accanto al Pronto soccorso. Il centro utilizza simulatori che riproducono situazioni cliniche realistiche e registrano interventi, comunicazioni e decisioni delle équipe. Ogni esercitazione viene poi analizzata per migliorare le competenze e il lavoro di squadra. La formazione potrà svolgersi anche direttamente nei reparti e nei servizi territoriali. L’Academy avrà circa 40 istruttori e si inserisce nelle attività formative aziendali, che coinvolgono oltre 1.200 professionisti all’anno. A coordinare la didattica è Dario Zambello, nell’ambito del Polo formativo diretto da Sara Gajon. Il centro ricorda Debora Romano, medico prematuramente scomparso. Una donazione della madre ha permesso di acquistare parte delle tecnologie, con il contributo di Bandiera Gialla Onlus Rovigo. Per il direttore generale Mauro Filippi, il progetto unisce l’investimento nella sicurezza delle cure al valore umano della memoria. (P.B.)


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