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laPiazza di Conselvano - Settembre26

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del Conselvano

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Fiera di Sant’Agostino, grandi eventi, incontri e Michielin super ospite

Siccità record, Energia, il Veneto sfida il monopolio Elisa Venturini: e punta sullesfida “La multiutility dei prossimi del territorio anni è la prevenzione”

Case della Comunità, dopo le opere parte la campagna di comunicazione

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La “Stefanildo” e il patto dell’acciuga: nuovo laboratorio Veneto?

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n Veneto si respira un clima politico singolare, lontano dai toni esasperati dello scontro ideologico. Tra Palazzo Balbi e i banchi dell’opposizione guidata da Giovanni Manildo si è consolidato un feeling istituzionale così palese da spingere gli osservatori, fin dalla campagna elettorale, a coniare la crasi “Stefanildo”. Una definizione nata per sottolineare non solo lo stile felpato e dialogante dei due protagonisti, ma anche una marcata sovrapposizione nei programmi e nella visione del territorio. Le prime conferme di questa sintonia non si sono fatte attendere. Sul terreno dei diritti e delle risposte sociali, maggioranza e opposizione hanno trovato convergenze significative, concretizzate in provvedimenti dal forte impatto etico e comunitario come la legge sui caregiver e il delicato dossier sul fine vita. Un’intesa culminata nell’ormai celebre “patto dell’acciuga”, l’incontro informale tra il presidente della Giunta Alberto Stefani e il leader dell’opposizione Manildo. Un vertice a tavola che ha formalizzato la volontà di superare i muri contrapposti per costruire percorsi legislativi condivisi.

SCUOLE, DOPPIA SFIDA: INVERNO DEMOGRAFICO E SPINTA ALL’INNOVAZIONE A CONSELVE STUDENTI ANCORA IN CALO INTANTO DEBUTTANO I NUOVI EDIFICI servizi alle pag. 4-5

GLI AGENTI DELLA POLIZIA LOCALE PER LA PRIMA VOLTA IN SCIOPERO

servizio a pag. 21

AUTONOMIA: UN ALTRO PASSO AVANTI, STEFANI: “IL VENETO HA FRETTA”

segue a pag. 21

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OLTRE L’IDEOLOGIA: LE PERSONE SI ASPETTANO RISPOSTE

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uanto successo tra gli scanni del Consiglio regionale del Veneto travalica i confini della regione. L’approvazione del provvedimento sull’assistenza sanitaria al suicidio medicalmente assistito ha rotto la barriera dei posizionamenti ideologici predefiniti. Il voto a maggioranza trasversale ha stabilito un principio di realtà: la regolamentazione di tempi, verifiche ed erogazioni per chi si trova in condizioni di sofferenza irreversibile non è una concessione etica, ma un dovere organizzativo delle strutture pubbliche. segue a pag. 3

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FACCIAMO IL PUNTO

del Conselvano

OLTRE L’IDEOLOGIA: LE PERSONE SI ASPETTANO RISPOSTE

EX HOTEL OASI, ASTE DESERTE

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esta sbarrato e privo di un acquirente l’ex hotel Oasi di Conselve, la storica struttura ricettiva a tre stelle situata in via Rossini che per decenni ha rappresentato un importante punto di riferimento per il territorio, ospitando eventi e volti noti dello spettacolo. Chiuso definitivamente da più di sette anni, l’immobile è stato al centro di diversi tentativi di rilancio rimasti infruttuosi, fino ad arrivare l’anno scorso alla procedura di espropriazione forzata della proprietà e al conseguente inserimento nei registri delle aste giudiziarie. Finora, le due vendite organizzate hanno registrato una totale assenza di offerte, nonostante le sensibili riduzioni di valore previste dalle perizie. Nel primo appuntamento di marzo, il prezzo base prefissato era di 830.000 euro con offerta minima a 622.000 euro. Il secondo tentativo, andato deserto nei mesi scorsi, proponeva una base di 623.000 euro e un valore d’ingresso ribassato fino a 467.250 euro. Entro l’autunno dovrebbe essere indetto il terzo incanto, in cui un ulteriore ribasso del prezzo di partenza potrebbe favorire l’ingresso di potenziali investitori rimasti a guardare. La risoluzione della vicenda amministrativa è attesa con urgenza dall’intera comunità anche per porre un freno ai continui problemi di degrado ed ordine pubblico. Nonostante le recinzioni, si sono verificate più volte intrusioni non autorizzate, come evidenziato dalle segnalazioni dei residenti e dagli interventi delle forze dell’ordine. I Carabinieri hanno ispezionato la struttura in varie occasioni, compresa l’operazione scattata a seguito di una rapina in un’edicola vicina per verificare la presenza di sospetti nell’edificio. Chi vive nel quartiere segnala inoltre schiamazzi e bivacchi notturni, riaccendendo il dibattito politico cittadino sul decoro e la sicurezza nei pressi del centro.

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• Nicola Stievano Segue da pag. 1

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A Conselve resta incerto il futuro della struttura di via Rossini, in autunno un nuovo tentativo di vendita

isalendo l’Adige, il Trentino procede invece con un’andatura diversa. Il disegno di legge giace nelle commissioni consiliari della Provincia Autonoma, frenato dalla volontà di non rincorrere l’attivismo normativo e dal tentativo di spostare il baricentro dell’attenzione sul potenziamento della rete di cure palliative. Si delineano così due approcci territoriali speculari al medesimo problema: da un lato l’inquadramento della sentenza della Corte Costituzionale sul fine vita entro un percorso amministrativo con scadenze definite per l’A zienda Sanitaria; dall’altro una cautela che preferisce attendere l’eventuale intervento del Parlamento, non fa venire meno il rischio di lasciare i cittadini e i comitati etici locali in una zona d’ombra procedurale. Questa differenza riflette una discussione pubblica che non può più essere liquidata come esercizio teorico o scontro di appartenenza. Le scelte sulla fase finale dell’esistenza appartengono alla sfera intima della persona, ma travalicano il singolo nel momento in cui investono i familiari, la responsabilità dei medici e si riverberano nella comunità. Quando il corpo sociale evita di affrontare l’argomento per timore di dividersi, delega la soluzione del dolore alla solitudine delle famiglie o alle aule dei tribunali. Il percorso però è tutt’altro che semplice e scontato.

Il merito dell’esperienza veneta, pur nella diversità delle posizioni e nelle contrapposizioni ideologiche, sta nell’aver separato la giurisdizione morale da quella gestionale. Regolamentare la procedura medica non significa incentivare una scelta, né svalutare l’importanza dell’affiancamento assistenziale o della terapia del dolore; significa prendere atto che la dignità individuale richiede certezze operative quando la vita impone decisioni definitive. La politica locale, forte dell’autonomia istituzionale di cui dispone a Venezia come a Trento, ha il compito di fornire regole trasparenti anziché risposte evasive. Dal canto suo, invece, la chiesa reclama il pieno rispetto per la vita, in ogni sua fase e condizione, ma qui entriamo in un altro ambito. Affrontare la questione con strumenti normativi chiari non è una resa culturale, ma un atto di responsabilità civile. Il dibattito aperto nelle nostre Regioni dimostra che la tutela della fragilità non si misura sulla capacità di rinviare i problemi, ma sulla disponibilità ad accompagnare le persone nell’esercizio delle proprie libertà fondamentali entro un quadro pubblico rigoroso e nel pieno rispetto della volontà di ogni individuo. Poi ciascuno deve essere libero di fare le proprie scelte, consapevole che le istituzioni non dovrebbero essere semplici controparti burocratiche.

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• Nicola Stievano

ASCOLTA ORA del Conselvano è una testata giornalistica di proprietà di

ASCOLTACI IN Questa edizione raggiunge le zone di Conselve, Tribano, Cartura, Bovolenta, Due Carrare e Bagnoli di Sopra per un numero complessivo di 10.089 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. Srl 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 32199

Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin - formato da 25 edizioni locali mensilmente recapitato a 575.000 famiglie del Veneto e del Trentino

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Chiuso in redazione il 15 settembre 2026


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Focus scuola/1. La contrazione più evidente spicca nella scuola primaria mentre è in contro tendenza l’infanzia

L’INVERNO DEMOGRAFICO GELA CONSELVE IN CALO GLI STUDENTI E ANCHE LE CLASSI C onselve si trova ad affrontare una profonda trasformazione demografica che incide in modo diretto ed evidente sulle proprie strutture scolastiche. I dati demografici tracciano il quadro di una comunità segnata da un costante calo della natalità e da un progressivo invecchiamento dei residenti. Negli ultimi anni la popolazione complessiva è poco al di sotto dei diecimila abitanti con un saldo naturale in passivo caratterizzato da una media di 50 nuovi nati nell’arco di un anno a fronte di 100-110 decessi. Intanto continua ad ingrossarsi la fascia degli anziani sopra i 65 anni che rappresenta oltre un quarto della popolazione, mentre la popolazione prescolare conta circa 350 bambini e i ragazzi in età da scuola dell’obbligo sono poco meno di 900. Mettendo a confronto i dati storici del Dup del Comune di Conselve relativi all’anno scolastico 2024/2025 con i dati aggiornati all’agosto 2026, si rileva un impatto concreto e disomogeneo sui vari plessi del territorio. E’ nel comparto della scuola primaria che spicca la con-

I numeri delle iscrizioni alle scuole dell’infanzia, primaria e media di Conselve aggiornati a fine agosto 2026

trazione più evidente. La Leonardo Da Vinci passa da 207 studenti a 189 iscritti, pur mantenendo invariata la propria dotazione di 11 classi. Più accentuato è il ridimensionamento registrato alla primaria Diego Valeri, dove la popolazione scolastica scende da 151 a 126 alunni e il numero delle classi attive si riduce da 9 a 7. Nel complesso, la scuola primaria

conselvana perde ben 43 alunni nell’arco di soli due anni scolastici. Anche la scuola secondaria di primo grado Niccolò Tommaseo riflette questo trend discendente. L’istituto passa infatti da 278 frequentanti distribuiti in 13 classi a 260 studenti ripartiti in 12 classi, registrando la perdita di una sezione rispetto alla rilevazione precedente.

Al contrario, il segmento della prima infanzia mostra dinamiche differenti e una sostanziale resistenza. Gli asili nido comunali hanno evidenziato un costante incremento degli iscritti, passati dai 63 bimbi dell’anno 2018/2019 ai 97 del 2024/2025, trainati in particolare dalla crescita del micro-nido Le fate di Palù. Per quanto riguarda la scuola

dell’infanzia Il Girasole, i frequentanti passano dai 142 del 2024/2025 ai 135 attuali distribuiti su 7 sezioni, mantenendo un’ottima capacità attrattiva anche grazie al contributo dei piccoli residenti nei comuni limitrofi. In sostanza, come accade un po’ in tutta la provincia e non solo, l’inverno demografico sta progressivamente svuotando le aule delle scuole dell’obbligo e questo emerge anche a Conselve. La combinazione tra diminuzione delle nascite e forte prevalenza di nuclei familiari con un solo componente o privi di figli porterà a ridefinire la domanda di servizi educativi sul territorio. Se i nidi e l’infanzia tengono grazie alle esigenze lavorative delle famiglie e all’attrazione da fuori comune, le scuole primarie e medie si trovano ad affrontare un costante calo di iscritti che richiederà un’attenta riprogrammazione dell’organizzazione scolastica e della gestione degli spazi per i prossimi anni, osservano gli addetti ai lavori. • Nicola Stievano

Debutta la nuova cittadella scolastica in via Traverso: cambiano orari e viabilità, critiche dall’opposizione

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Conselve ha preso ufficialmente il via l’attività della nuova cittadella scolastica di via Traverso, realizzata con un investimento complessivo che supera gli 11 milioni di euro (di cui 8 milioni finanziati tramite risorse del PNRR e 2,7 milioni stanziati dal Comune grazie al conto termico e ad altri fondi). I nuovi stabili, disposti su due piani, sono stati realizzati in legno lamellare secondo i moderni principi della bioarchitettura e dotati di impianti ad alta efficienza energetica, pensati per tagliare i consumi e garantire il massimo comfort a studenti e docenti. La struttura accoglie oggi gli alunni della primaria “Leonardo

Da Vinci” e della secondaria di primo grado “Nicolò Tommaseo”, mentre le classi della primaria “Diego Valeri” hanno trovato sistemazione nelle aule del plesso sud dell’ex scuola media, oggetto di ristrutturazione negli anni scorsi. Il nuovo polo integra anche la scuola dell’infanzia “Il Girasole”, il nido e l’istituto superiore “Mattei Cattaneo”, creando un campus che vede la presenza quotidiana di oltre mille studenti. Per gestire un flusso così consistente, l’amministrazione ha introdotto modifiche viabilistiche e ingressi scaglionati, concordati con il consiglio d’istituto: le primarie entrano alle 7.50 (con cancelli aperti

dalle 7.45) e le medie alle 8.00. Inoltre, è stata istituita un’isola pedonale in via Beggiato dalle 7.30 alle 8.00, mentre via Traverso è diventata a doppio senso di marcia. A supporto delle famiglie sono arrivati un nuovo parcheggio con disco orario nell’area dell’ex scuola Valeri e l’avvio del servizio Piedibus, che conta già 70 iscritti e 15 genitori volontari. A completare l’offerta sarà la futura palestra, a servizio dell’attività didattica e delle associazioni sportive. Non mancano tuttavia le polemiche da parte del gruppo di minoranza “Noi per Conselve”, che ha disertato l’inaugurazione. I consiglieri Melania

Bortoletto e Nicolas Destro hanno criticato l’opera definendola “un agglomerato di cemento privo di respiro urbanistico”, contestando l’assenza di verde e una viabilità giudicata pericolosa. L’opposizione ha sottolineato le proprie riserve anche sulla gestione degli spazi: “Nonostante un investimento di 14 milioni di euro, ci si è accorti solo ora che gli alunni non entrano tutti nel nuovo complesso. Gli studenti della primaria Diego Valeri verranno infatti trasferiti nella vecchia Tommaseo, mentre l’edificio Diego Valeri — che avrebbe potuto essere recuperato e riutilizzato — è stato demolito per realizzare un parcheggio”.

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5 Focus scuola/2. Sono 370 gli alunni dell’Istituto Comprensivo Galliero, sostegno alle famiglie per le rette del nido

Tribano investe oltre 2,4 milioni di euro: inglese potenziato e 3 classi prime alle medie Per quanto riguarda i servizi a supporto delle famiglie, il Comune garantisce uno stanziamento annuo di circa 95.000 euro destinato alle rette dell’asilo nido, della scuola dell’infanzia e del doposcuola, oltre a garantire la gratuità per l’ingresso anticipato e l’uscita posticipata. A queste risorse si sommano 55.000 euro all’anno per l’assistenza specialistica, le borse di studio e lo sportello psicologico. “La scuola funziona quando funziona

L’andamento delle iscrizioni alle scuole primaria e seconda di Tribano negli ultimi sei anni scolastici

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’Istituto Comprensivo “Don Paolo Galliero” di Tribano consolida la propria offerta formativa a fronte di una popolazione scolastica che, per l’anno 2026/2027, registra complessivamente 370 studenti, distribuiti tra i 31 piccoli dell’asilo nido, gli 80 frequentanti la scuola dell’infanzia, i 144 alunni della primaria e i 114 della scuola secondaria di primo grado. Proprio alla secondaria l’attivazione di tre sezioni prime risponde alla volontà di garantire stabilità al plesso. La popolazione scolastica negli ultimi sei anni è sostanzialmente stabile con un leggero calo alla primaria compensato da qualche unità in più alle medie. Sul piano della didattica, la principale novità è rappresentata dall’introduzione di docenti madrelingua per due ore settimanali nelle classi prime della scuola primaria, all’interno

di un progetto finanziato dal Comune che comprende anche la preparazione alle certificazioni Cambridge e l’allestimento di un’aula dedicata all’insegnamento delle lingue alla primaria “De Amicis”. Sotto il profilo strutturale, il bilancio degli interventi pubblici promossi negli ultimi otto anni supera i 2,4 milioni di euro. Le opere hanno riguardato la riqualificazione energetica e l’adeguamento sismico della primaria “De Amicis”, della secondaria “Galliero”, della palestra e dell’auditorium, oltre all’adeguamento antincendio complessivo. A questi cantieri si affiancano la realizzazione della nuova mensa PNRR da 770.000 euro, la ristrutturazione dell’asilo nido e l’allestimento di una nuova cucina per i laboratori. Per la stagione 2026/2027 sono stati stanziati ulteriori 85.000 euro suddivisi tra la manutenzione straordinaria

(41.000 euro) e il completamento delle norme antincendio (44.000 euro). A questi interventi si aggiunge la riqualificazione del Teatro Navarini, acquisito dall’ente per 60.000 euro e oggetto di un piano di ristrutturazione da 873.000 euro, per un investimento globale di 933.000 euro destinato ad ospitare le attività didattiche e culturali della comunità. “La scuola non vive solo di parole: vive di muri, di impianti, di sicurezza e di spazi che respirano”, dichiara il sindaco Massimo Cavazzana. “A Tribano abbiamo investito oltre 2,4 milioni di euro per ridisegnare il volto dell’Istituto Comprensivo. È la scelta che fa la differenza: portare il mondo dentro la scuola fin dai primi anni e dire ai bambini che il futuro si costruisce insieme. Il nostro impegno continua per garantire spazi sicuri, moderni e funzionali”.

Due Carrare, il quadro del nuovo anno: tenuta alle primarie, una classe in meno alle medie

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a mappa della popolazione scolastica a Due Carrare registra un totale di 284 alunni alle scuole primarie e 167 alla secondaria di primo grado. Alle elementari si confermano le due classi prime in ciascuno dei tre plessi del territorio, mentre alle medie si registra una lieve contrazione: le sezioni prime passano da tre a due, per un totale di 54 studenti distribuiti su due classi da 27 ragazzi ciascuna, quindi entrambe numerose rispetto alla media considerata ideale di poco più di venti alunni per classe. Sul fronte dei servizi, il Comune garantisce il trasporto con accompagnatore, l’accoglienza anticipata a 90 euro l’anno e la mensa, affidata alla società Euroristorazione. L’amministrazione ha chiesto l’installazione di lavastoviglie nei plessi per eliminare la plastica monouso e ha scelto di calmierare la tariffa del buono pasto, salita a 6 euro, facendosi carico di 60 centesimi a quota e lasciando 5,40 euro a carico dei genitori.

“Gli interventi di edilizia scolastica sono orientati all’efficientamento energetico per un risparmio dei costi e un maggior comfort degli alunni e del personale”, evidenzia il sindaco Davide Moro. Tra i cantieri in corso figura la centralizzazione dell’impianto termico per primaria, secondaria e palestra nel capoluogo con un’unica caldaia, mentre nel 2027 si procederà alla sostituzione degli impianti a Terradura e Cornegliana. Ampia anche l’offerta di percorsi didattici integrativi, che spaziano dai laboratori sugli orti e sull’impronta ecologica in collaborazione con la Sesa Academy, alle iniziative sulla tutela idrica con Acque Venete, fino ai progetti di prevenzione e sensibilizzazione promossi assieme al Centro Veneto Progetti Donna e alla Fondazione Cecchettin. • (N.S.)

la vita delle famiglie, e noi le abbiamo sostenute davvero”, sottolinea il primo cittadino Cavazzana. “È un modello in cui la scuola non appartiene solo al Comune, ma all’intera comunità. Abbiamo coinvolto anche le imprese del territorio per sostenere i servizi educativi dei figli dei dipendenti, attivando una sinergia tra pubblico e privato”. • Nicola Stievano

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CONSELVE

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La vertenza. Scontro aperto tra sindacato e amministrazione a Conselve e Terrassa Padovana

POLIZIA LOCALE DELL’UNIONE DEL CONSELVANO, PROCLAMATO IL PRIMO SCIOPERO DELLA STORIA I l 23 settembre 2026 segnerà una data storica per l’Unione dei Comuni del Conselvano: per la prima volta in assoluto, i cinque agenti in servizio nei territori di Conselve e Terrassa Padovana incroceranno le braccia per un’intera giornata lavorativa, con inizio delle astensioni fissato per le 8.30 dopo l’ingresso scolastico degli alunni. La decisione è giunta a seguito del vertice di conciliazione tenutosi il 6 agosto in Prefettura a Padova, conclusosi con un fermo esito negativo della procedura di raffreddamento tra le parti. Da un lato della vertenza, la Cisl Funzione Pubblica di Padova e Rovigo motiva la protesta evidenziando criticità operative legate alla gestione del personale e alla sicurezza in strada. “Le motivazioni che hanno obbligato il personale a intraprendere questa azione hanno origine dal clima lavorativo non adeguato a causa dell’assenza di dialogo tra il comandante e gli agenti”, spiega Alessandro Piovan della Cisl Fp. Il sindacato

denuncia in particolare “l’invio di agenti neoassunti in interventi ad alto rischio senza un’adeguata formazione e privi delle necessarie dotazioni individuali di protezione e strumenti di autotutela”, sollecitando investimenti urgenti sugli organici e una revisione sostenibile delle turnazioni. La sigla sindacale precisa inoltre di aver evitato la concomitanza con la Fiera di Conselve quale “gesto di grande rispetto verso la comunità”. “E’ una decisione drastica e sofferta - aggiunge Piovan - maturata di fronte alla totale mancanza di risposte operative da parte del comandante e dell’amministrazione. Continuiamo a registrare la totale assenza di direttive chiare e trasparenti per la gestione dei servizi in sicurezza. Servono investimenti urgenti nell’ampliamento degli organici”. Dall’altro lato, la risposta dell’amministrazione dell’Unione non si è fatta attendere attraverso le parole del sindaco di Conselve, Umberto Perilli,

in veste di presidente dell’ente. “Si tratta di lamentele false e prive di ogni fondamento, inventate di sana pianta con l’unico intento di mascherare l’unica questione che interessa loro:

la richiesta di immediata rimozione dall’incarico del comandante”, ribatte Perilli. Nel comunicato ufficiale dell’Unione viene ribadito come gli agenti abbiano sempre prestato servizio dimostrando

di avere istruzioni chiare e adeguata formazione. L’amministrazione lamenta inoltre come l’annuncio dello sciopero dimostri che “il rispetto dell’Unione e delle esigenze dei suoi cittadini viene sacrificato sull’altare di personali valutazioni. L’Unione ha confermato la propria linea di condivisione con i collaboratori ma anche di non accettare nessuna imposizione. Siamo disponibili a proseguire con gli incontri riservandoci di valutare a fine anno la conferma o meno dell’incarico al comandante, esattamente come facciamo con tutti gli altri responsabili di settore, cui ogni inizio anno viene assegnato tale incarico fiduciario, ove ritenga che ne ricorrano i presupposti di meritevolezza. L’assenza di punti di incontro mantiene quindi confermata la data del blocco del servizio per il prossimo 23 settembre. • Nicola Stievano

APERTA LA NUOVA AREA CANI: ACCESSO REGOLATO CON APERTURA AUTOMATICA E DUE RECINTI IN VIA ROSSINI

È

stata inaugurata e messa a disposizione della cittadinanza la nuova area di sgambamento cani di via Rossini, nelle immediate vicinanze del Palamascagni. La struttura è accessibile tutti i giorni con orario continuato dalle 6 alle 22, regolata da un cancello ad apertura automatica. Per garantire la sicurezza dei frequentatori e la salvaguardia dello spazio pubblico, l’Unione dei Comuni del Conselvano ha predisposto un chiaro vademecum comportamentale destinato a tutti i proprietari. All’interno

del corridoio centrale di collegamento è rigorosamente obbligatorio mantenere i cani al guinzaglio: gli animali possono essere condotti in libertà esclusivamente all’interno delle due ampie aree recintate dedicate al gioco e alla corsa. All’ingresso e all’uscita è richiesta la chiusura tempestiva dei cancelletti e, in presenza di recinti già occupati da altri utenti, è opportuno informare preventivamente i presenti prima di accedere. Al fine di permettere un’equa fruizione

della struttura a tutti i cittadini ed evitare sovraffollamenti, la permanenza massima consentita nei recinti in presenza di persone in attesa è fissata a 20 minuti, salvo diversi accordi diretti tra i conduttori. I proprietari restano direttamente responsabili della costante vigilanza del proprio animale, del rispetto della quiete pubblica e della completa pulizia dell’area, con l’obbligo tassativo di rimozione immediata delle deiezioni e il divieto assoluto di abbandono dei rifiuti.

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L’evento. Undici giorni di proposte tra tradizione, comunità, spettacoli e incontri

Fiera 2026 all’insegna della rigenerazione Fotovoltaico a terra, il Pd e con l’ospite d’onore Francesca Michelin l’opposizione chiedono chiarezza I S i è conclusa con un bilancio straordinario di presenze e partecipazione l’edizione numero 447 della Fiera di Sant’Agostino a Conselve, che dal 27 agosto al 6 settembre ha trasformato il centro cittadino in un vivace punto di riferimento per l’intero territorio padovano. Undici giorni fitti di appuntamenti, spettacoli, musica, cultura ed enogastronomia, che hanno saputo richiamare ogni giorno migliaia di visitatori sotto il filo conduttore “Spazi RigenerAttivi”, un tema prescelto per unire la rigenerazione urbana del Prà comunale a una visione di comunità aperta, accessibile e partecipata, grazie all’impegno della Pro Loco e alle iniziative nell’ambito del Distretto del Commercio di Conselve. Ad aprire ufficialmente la manifestazione è stata la cerimonia di inaugurazione, caratterizzata dalla spettacolare sfilata della banda cittadina Giuseppe Verdi e da un’affollata parata di sindaci, amministratori e autorità civili e militari giunte da tutta la provincia di Padova. Un momento istituzionale forte, culminato con il taglio del nastro al Prà e la benedizione del rinnovato Villaggio Fiera, cuore pulsante di tutta la rassegna. La vera cifra distintiva dell’edizione 2026 è stata l’inclusione sociale: per la prima volta, grazie alla collaborazione con le cooperative sociali “Giovani e Amici” e “Alambicco”, i ragazzi con disabilità sono stati protagonisti attivi sia nella gestione dei laboratori creativi sia nel servizio ai tavoli dello stand gastronomico della Pro Loco. Molto partecipata anche la giornata del 28 agosto, ricorrenza del patrono Sant’Agostino, con la tradizionale esposizione dei mezzi e delle attrezzature agricole in piazza XX Settembre, il grande mercato cittadino e la messa solenne in Duomo. La fiera ha offerto inoltre importanti occasioni di confronto e dibattito economico per il mondo produttivo, con convegni dedicati all’agricoltura, al lavoro e al turismo. Tra i momenti più significativi figura la presentazione del progetto “Conselve Città della Vigna”, con l’avvio ufficiale dell’iter per il marchio De.Co. ai celebri “sugoi” di uva friulara e l’inserimento del comune nella Via Romea Germanica, insieme agli appuntamenti dedicati all’agricoltura, al commercio e all’artigianato, con una particolare attenzione alle attività produttive che hanno trovato spazio anche nel Villaggio Fiera. Il ricco programma di intrattenimento, arricchito dal luna park e dai concerti

serali, ha vissuto il suo momento clou sabato 5 settembre. Il Villaggio Fiera ha registrato il tutto esaurito per l’esibizione dell’ospite d’onore straordinaria Francesca Michielin, che ha regalato al pubblico un’emozionante performance cantando i suoi brani più famosi affiancata dai 40

coristi del gruppo Blubordò. Spazio poi al concerto di gala della New Art Symphonic Orchestra dedicato agli 80 anni della Repubblica e alla presentazione delle società sportive locali. Soddisfatti il sindaco Umberto Perilli e l’assessore Cristian Maneo, che hanno

evidenziato come in questa edizione la fiera abbia saputo coniugare tradizione e rinnovamento, confermandosi l’appuntamento estivo per eccellenza per Conselve e non solo. • Nicola Stievano

Sintonizzati Dal piccolo comune fino sul di Padova: alla periferia siamo Ogni 20presenti minuti tutte le notizie del Veneto aggiornate in tempo reale. con oltre 30 sedi sul territorio provinciale. DIFENDIAMO I TUOI DIRITTI, LA TUA PENSIONE, IL TUO FUTURO Puoi scriverci all'indirizzo spipadova@gmail.com oppure venirci a trovare nelle nostre sedi:

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l progetto per la realizzazione di un impianto fotovoltaico a terra su un’area di 13 ettari all’ingresso della zona industriale solleva forti dubbi da parte del Partito Democratico e dell’opposizione cittadina. Al centro del dibattito ci sono l’iter autorizzativo per la struttura da 12,4 MW e l’entità delle compensazioni economiche pattuite, pari a 565 mila euro, previste dall’accordo tra la giunta comunale e la ditta San Remo Costruzioni di Candiana. Il circolo del Partito Democratico sollecita un’analisi approfondita sull’intera operazione. “Il progetto è stato presentato allo Sportello Unico delle Attività Produttive il 17 luglio 2025, - ricorda l’esponente dem ed ex sindaco Luciano Sguotti-. Probabilmente è stata svolta anche una conferenza dei servizi, ma l’amministrazione si è guardata bene dal mettere a conoscenza la cittadinanza per tempo”. Sguotti solleva perplessità sull’idoneità dei terreni e sulla tutela ambientale: “L’impatto è notevole, anche sotto il profilo della sicurezza in caso di incendio: quali garanzie sono state concordate nella valutazione dell’impatto ambientale?”. Un’ulteriore critica riguarda il mancato coinvolgimento della comunità locale sul piano energetico. “Si sarebbe potuta valutare la creazione di una Cer, una comunità energetica rinnovabile comunale, per garantire risparmi in bolletta per i cittadini, ma riscontriamo l’assenza dell’amministrazione”, aggiunge l’ex primo cittadino. Anche sulla compensazione finanziaria emergono riserve: fronte di un rendimento stimato dell’impianto di quasi 25 milioni di euro, la somma negoziata si attesta intorno al 2%, contro il limite massimo del 3% previsto dalla normativa. “Sarebbe stata opportuna una perizia asseverativa, - conclude Sguotti, - così come merita un’attenta valutazione l’indicazione generica dell’impiego di questa somma”. Assai critico nei confronti delle scelte dell’amministrazione il gruppo consiliare “Noi per Conselve”, che ha presentato una mozione per chiedere il passaggio della decisione in aula: “Diciamo no a valutazioni sommarie e ad un accordo alla cieca, la decisione deve tornare in consiglio comunale”. • (N.S.)


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CONSELVE

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Il ricordo. Ha pubblicato numerosi libri di storia e vicende locali, è stato anche collaboratore de “La Piazza”

ADDIO A FERRUCCIO SABBION, APPASSIONATO CUSTODE DELLE MEMORIE DEL CONSELVANO I l Conselvano piange la scomparsa di Ferruccio Sabbion, noto storico, ricercatore e custode appassionato della memoria collettiva del territorio. Si è spento all’età di 84 anni dopo un periodo di malattia, lasciando un vuoto nella comunità che per decenni ha raccontato con rigore, passione e grande sensibilità. Inoltre Sabbion è stato a lungo, negli anni passati, uno stimato e prezioso collaboratore del mensile “La Piazza”, sulle cui pagine ha firmato numerosi articoli dedicati alla storia, ai personaggi e alle curiosità locali. Originario di San Pietro Viminario, portava il nome del padre Ferruccio, caduto in guerra e mai conosciuto. Negli anni Ottanta si era trasferito a Conselve, dove fino al 1999 ha svolto con dedizione il lavoro di messo comunale. Accanto alla professione, ha coltivato un amore sconfinato per la ricerca d’archivio e per

la fotografia, frequentando l’Archivio di Stato di Padova e i registri parrocchiali per dare corpo a numerosi saggi, libri e mostre. Tra le sue pubblicazioni più celebri figurano “Conselve luogo nobile del padovano”, “Memorie di guerra dei conselvani”, “Fascismo e Resistenza nel Conselvano”, “I testimoni raccontano” e importanti monografie storiche su Villa Zen, il Palazzetto Widmann di Bagnoli, l’ospedale cittadino, Bovolenta, la figura del primo aviatore Leonino Da Zara e gli antichi mestieri artigiani. Era stato inoltre l’ideatore e il curatore della suggestiva rievocazione storica della “Disfida di Aldobrandino” rappresentata a Conselve. Nel suo lungo percorso ha saputo unire il rigore delle fonti d’archivio con il gusto per la divulgazione accessibile a tutti, virtù che rendeva i suoi contributi per “La Piazza” un appuntamento atteso e

amato dai lettori. Profondo il cordoglio espresso dall’Amministrazione comunale di Conselve: “Con la sua perdita, la nostra comunità saluta una figura di straordinario valore, che ha dedicato anni di studio, ricerca e passione a valorizzare le radici, le tradizioni e la storia del nostro territorio. Grazie al suo instancabile impegno, pagine fondamentali della memoria conselvana sono state custodite e tramandate alle future generazioni”. Ferruccio Sabbion lascia la moglie Paola e i figli Sergio, Elisa e Nicola ai quali tutta Conselve è grata per il contributo di Ferruccio nel tramandare la storia del territorio e nel tener vivi, attraverso i suoi numerosi scritti, fatti, personaggi e luoghi significativi del Conselvano. • Nicola Stievano

Ferruccio Sabbion

Fotovoltaico a terra, il Pd e l’opposizione chiedono chiarezza sul maxi impianto a Conselve

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l progetto per la realizzazione di un impianto fotovoltaico a terra su un’area di 13 ettari all’ingresso della zona industriale solleva forti dubbi da parte del Partito Democratico e dell’opposizione cittadina. Al centro del dibattito ci sono l’iter autorizzativo per la struttura da 12,4 MW e l’entità delle compensazioni economiche pattuite, pari a 565 mila euro, previste dall’accordo tra la giunta comunale e la ditta San Remo Costruzioni di Candiana. Il circolo del Partito Democratico sollecita un’analisi approfondita sull’intera operazione. “Il progetto è stato presentato allo Sportello Unico delle Attività Produttive il 17 luglio 2025, - ricorda l’esponente dem ed ex sindaco Luciano Sguotti-. Probabilmente è stata svolta anche una conferenza dei servizi, ma l’ammin-

Il terreno dove sorgerà il nuovo impianto

istrazione si è guardata bene dal mettere a conoscenza la cittadinanza per tempo”. Sguotti solleva perplessità sull’idoneità dei terreni e sulla tutela ambientale: “L’impatto è notevole, anche sotto il profilo della sicurezza in caso di incendio: quali garanzie sono state concordate nella valutazione dell’impatto ambientale?”. Un’ulteriore critica riguarda il mancato coinvolgimento della comunità locale sul piano energetico. “Si sarebbe potuta valutare la creazione di una Cer, una comunità energetica rinnovabile comunale, per garantire risparmi in bolletta per i cittadini, ma riscontriamo l’assenza dell’amministrazione”, aggiunge l’ex primo cittadino. Anche sulla compensazione finanziaria emergono riserve: fronte di un rendimento stimato dell’impianto di quasi 25

milioni di euro, la somma negoziata si attesta intorno al 2%, contro il limite massimo del 3% previsto dalla normativa. “Sarebbe stata opportuna una perizia asseverativa, - conclude Sguotti, - così come merita un’attenta valutazione l’indicazione generica dell’impiego di questa somma”. Assai critico nei confronti delle scelte dell’amministrazione il gruppo consiliare “Noi per Conselve”, che ha presentato una mozione per chiedere il passaggio della decisione in aula: “Diciamo no a valutazioni sommarie e ad un accordo alla cieca, la decisione deve tornare in consiglio comunale”. • (N.S.)

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La polemica. La Fondazione torna a Bagnoli con tre giorni di incontri su varie tematiche

La convention firmata Ippocrate accende il confronto sulla sanità

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a decisione di inserire la convention nazionale della Fondazione Ippocrate nel calendario ufficiale degli eventi comunali, in programma dal 18 al 20 settembre in concomitanza con la sagra, ha scatenato un’accesa polemica politica a Bagnoli di Sopra. Al centro delle critiche del gruppo di minoranza “Viviamo Bagnoli” c’è il patrocinio e l’uso degli spazi pubblici come il teatro Goldoni per una realtà

che in passato ha messo in discussione la medicina ufficiale e le strategie di cura del Covid. Va detto che già nei due anni precedenti Ippocrate aveva scelto Bagnoli per la sua convention nazionale che in quelle occasioni però si tenne a Villa Widmann, quindi in un contesto privato. Stavolta invece a far discutere è il fatto che l’iniziativa è stata inserita ufficialmente nel programma degli eventi di settembre in vista della sagra. I consiglieri di opposizione contestano la scelta dell’amministrazione: “Uno spazio pubblico come il teatro viene concesso per delle masterclass a pagamento di medicina olistica. Al di là della libertà di pensiero e del fatto che ciascuno può curarsi come ritiene giusto, va ricordato che il Comune è un ente pubblico da cui ci si aspetta che rispetti le idee e le posizioni ufficiali riconosciute dalla comunità scientifica e segua le linee guida nazionali e regionali. Fosse almeno un dibattito tra posizioni diverse, ma non una convention a senso unico”. A stretto giro è arrivata la replica del sindaco Matteo Ruzzon, che ha espresso

stupore per le accuse, precisando i contenuti e la natura dell’evento. “Il focus esclusivo del convegno è l’analisi di come i fattori ambientali e l’inquinamento globale aggrediscono la salute umana”, chiarisce il primo cittadino, ricordando anche la partecipazione del fotogiornalista argentino Pablo Ernesto Piovano, due volte vincitore del World Press Photo. “Discutere di salute, prevenzione, ambiente, stili di vita e rapporto tra uomo e pianeta non significa mettere in discussione la medicina. La contrapposizione e la polemica rischiano di impoverire un confronto che dovrebbe essere libero, documentato e rispettoso. La salute non dovrebbe diventare terreno di propaganda politica. Su questi temi servono serietà e capacità di informare, approfondire e favorire il confronto, non alimentare paure o delegittimare un’iniziativa prima ancora di discuterne i contenuti. Prima di etichettare le persone o un’iniziativa, sarebbe quindi opportuno conoscere davvero il programma ciò che è stato detto e discusso durante la convention”.

Arte, cultura e tradizione alla Sagra del Rosario fino al 5 ottobre

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agnoli di Sopra è pronta a celebrare la tradizionale Sagra del Rosario, in programma nei fine settimana dal 25 al 27 settembre e dal 2 al 5 ottobre. Tra gli appuntamenti di maggior rilievo spicca l’offerta culturale curata dal Comune, con un posto di primo piano riservato alle arti visive. Il Palazzetto Widmann ospita la mostra “Fatti d’argilla e d’un soffio” dello scultore Giancarlo Frison, presentata da Paolo Pavan e visitabile ad ingresso libero fino al 5 ottobre, che raccoglie 27 opere in terracotta. A questa si affianca, presso la Biblioteca Comunale, la mostra fotografica collettiva “Storie in Monocromo - Fotografando con il cuore”, inaugurata il 2 ottobre alle ore 19:00 e allestita per tutto il secondo fine settimana festivo. La biblioteca fa inoltre da cornice, giovedì 1 ottobre alle 16:30, allo spettacolo “Rifiuti ribelli” firmato da Barabao Teatro per la rassegna “Scenari e Giullari”, inserito nell’iniziativa regionale Il Veneto Legge e promosso con la rete RetEventi. Il programma festivo unisce momenti religiosi, rievocazioni e intrattenimento. In seguito alla serata dedicata all’Altare Maggiore di Antonio Zanchi e al Santo Patrono del 29 settembre, il Teatro Comunale ospita spettacoli e la celebre “Corrida” cittadina il 3 ottobre. Domenica 4 ottobre la giornata si apre con l’Arte dei Madonnari sul sagrato per la celebrazione del 350° anno dalla costruzione della Chiesa Parrocchiale, proseguendo con la sfilata “Scondinzoliamo”, la gimkane in bicicletta e la sfilata “Bimbi in passerella”. Lunedì 5 ottobre la Fiera del Rosario anima le vie del paese fin dal mattino con visite guidate alla Chiesa, giochi in centro e il concerto dei Nevertime, prima della lotteria e dello spettacolo pirotecnico conclusivo. Per tutta la manifestazione sarà attivo lo stand gastronomico della Pro Loco in Ex Villa Gurian, aperto la sera nei weekend e anche a pranzo il lunedì di Fiera.

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CARTURA

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Il progetto. Finanziata dal Ministero per lo Sport, l’iniziativa coinvolgerà scuole e associazioni del territorio

“GREEN RIDE CARTURA”: IL COMUNE PROMUOVE LA MOBILITÀ SOSTENIBILE E ntra nel vivo il progetto “Green Ride Cartura”, pianificato dal Comune per promuovere la mobilità ciclistica e il cicloturismo. L’iniziativa può contare su risorse economiche di poco superiori ai 30mila euro, di cui circa 24 mila erogati dal Ministero per lo Sport e i Giovani con il bando “Bici in Comune”.

Il progetto, che ha avuto una sorta di anteprima con due eventi tenutisi in primavera, si sviluppa seguendo due filoni: il miglioramento della rete ciclopedonale e la promozione tra la cittadinanza dell’uso della bicicletta. L’attuazione di questa seconda linea del progetto prevede il coinvolgimento diretto di alcune realtà associative del territorio. Auser,

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della GS Cartura Nalin e delle scuole saranno coinvolte nella promozione. Il sindaco Serenella Negrisolo, tramite una serie di video pubblicati sui canali social del Comune, ha spiegato alla cittadinanza caratteristiche e obiettivi del progetto. Per quanto riguarda le scuole, sia all’interno degli orari scolastici sia all’interno della biblioteca, saranno svolti degli incontri e degli eventi atti a sensibilizzare gli alunni. Non tralasciamo nemmeno la sicurezza stradale legata all’uso della bicicletta: organizzeremo degli incontri con la polizia locale per istruire i ragazzi. Il locale Circolo Auser “Ferdinando Geremia”, che conta 260 iscritti, si farà promotore di alcune conferenze incentrate sui benefici dell’andare in bicicletta, soprattutto per gli anziani, con relatori medici e specialisti. L’associazione dovrebbe anche organizzare una biciclettata aperta a tutti. Nell’ambito di Green Ride Cartura, il Comune interverrà per migliorare la fruibilità della pista ciclabile che attraversa da nord a sud il territorio comunale. “Con il nostro progetto stiamo anche lavorando per riqualificare un tratto importante della nostra pista ciclabile” spiega il sindaco Negrisolo. Il tratto coinvolto

Una veduta della pista ciclabile lungo la Sp 92

è quello su via Padova, lungo la provinciale 92, da Cagnola fino al confine sud del comune. Rifaremo la segnaletica sia orizzontale che verticale, e vorremmo rendere la pista più smart installando QR code e totem informativi lungo tutto il percorso. Inquadrandoli si potrà scoprire la storia dei luoghi e il patrimonio culturale del nostro

paese. Un modo nuovo per dare informazioni utili ai nostri concittadini e ai turisti. L’idea è semplice: mettere in sicurezza chi si muove in bici collegando punti di interesse culturale, impianti sportivi e scuole, perché muoversi in bici deve essere semplice, sicuro e bello. • Francesco Sturaro

Casette dei libri per incentivare la lettura

“P Ascoltaci in tutto il Veneto in auto sul SCARICA L’APP RADIO VENETO24 SUL TUO SMARTPHONE

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rendi un libro, lascia un libro” è questo il titolo dell’iniziativa di bookcrossing avviata dal Comune di Cartura con l’obiettivo di incentivare la lettura tra i cittadini: dai più grandi ai più piccini. Il bookcrossing, o passalibro nella traduzione in italiano, consiste nel lasciare dei libri in luoghi pubblici, affinché altre persone possano prenderli, leggerli, rimetterli in circolo, il tutto in maniera gratuita. Per facilitare questa condivisione di libri, il Comune ha fatto installare due apposite casette di legno, una nel parco di viale dei Giardini, l’altra presso l’ex scuola elementare De Amicis a Cagnola. Realizzate dai ragazzi del progetto di cittadinanza attiva “Ci sto? Affare fatica!”, le casette sono dotate su un lato di un vetro trasparente che permette di vedere i libri

contenuti. Sulla vetrinetta è applicato un cartello che spiega sinteticamente come poter usufruire dei testi messi a disposizione. “Il funzionamento è semplice – riporta l’avviso – prendi un libro che ti interessa. Se puoi, lascia un altro libro in buono stato, così che altre persone potranno leggerlo. Condividere un libro significa condividere storie, idee ed emozioni”. Come spiegato nell’avviso, tutti possono contribuire a incrementare la dotazione libraria della casetta, portando altri testi. Il cartello contiene anche una raccomandazione: “Abbi cura della casetta dei libri”, a sottolineare che quel piccolo scrigno di cultura è patrimonio della comunità. Le casette

dei libri rientrano tra le iniziative attivate dal Comune che si fregia della qualifica di “Città che legge”, rilasciata dal Centro per il libro e la lettura agli enti locali che attuano politiche pubbliche di promozione della lettura. • (F.S.)


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Sintonizzati sul PERCORSO DONNA: Ogni 20 minuti tutte le notizie del Veneto PRENDERSI DIreale. SÉ, aggiornateCURA in tempo IN OGNI FASE DELLA VITA Domus Medica è una clinica polispecialistica a Este in Via Atheste 46, nata con l’obiettivo di offrire al territorio un punto di riferimento per la salute, mettendo al centro la persona, la professionalità dei medici e la qualità delle cure. Nel corso degli anni, Domus Medica ha costruito il proprio percorso attraverso l’ascolto delle esigenze dei pazienti e la volontà di investire costantemente in competenze, tecnologie e servizi. Oggi questo percorso trova una nuova espressione nella nuova sede: una struttura moderna e più ampia, progettata per accogliere numerose specialità e offrire un’esperienza sanitaria sempre più completa, accessibile e attenta alle esigenze di ogni paziente. Una visione della salute che parte dalla persona nella sua globalità e che si traduce in percorsi dedicati alle diverse esigenze e alle diverse fasi della vita. Tra questi rientra anche il Percorso Donna, pensato per riunire in un unico contesto competenze e servizi dedicati alla salute femminile. • La salute di una donna cambia nel tempo, così come cambiano le sue esigenze, le sue priorità e il modo in cui vive il proprio corpo. Per questo, prendersi cura di sé significa poter contare su un percorso completo, fatto di prevenzione, ascolto, diagnosi, cura e benessere. È da questa idea che nasce SCARICA L’APP il Percorso Donna di Domus Medica: un insieme di servizi e comRADIO VENETO24 petenze SUL pensati accompagnare ogni donna TUOper SMARTPHONE nelle diverse fasi della vita, con un approccio

multidisciplinare e personalizzato. La prevenzione è il primo passo. Controllarsi con regolarità significa agire in anticipo, anche quando non sono presenti sintomi o segnali evidenti. All’interno del nostro Percorso Donna, la prevenzione senologica occupa un ruolo di primaria eccellenza grazie a una tecnologia di ultima generazione che fa la differenza. Domus Medica è dotata di un mammografo 3D con tomosintesi avanzata, progettato per offrire livelli di precisione e sicurezza nettamente superiori ai sistemi tradizionali. Il vero punto di forza della nostra strumentazione risiede nella straordinaria capacità di acquisizione: • Un’angolatura d’ampiezza unica a 50° (contro i soli 15° dei mammografi standard), che garantisce una risoluzione d’immagine e una profondità di dettaglio senza precedenti per individuare anche le lesioni più millimetriche e nascoste. • Una rapidità d’esame di soli 5 secondi, riducendo al minimo il tempo di compressione del seno e il disagio per la paziente. • La massima sicurezza diagnostica, ottenuta con una drastica riduzione della dose di radiazioni emesse. Scegliere la nostra diagnostica per immagini significa affidarsi a uno degli strumenti più avanzati oggi disponibili per la diagnosi precoce: la massima accuratezza scientifica unita al minimo impatto per il tuo corpo.

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DUE CARRARE

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L’anniversario. I festeggiamenti, coordinati da uno specifico comitato, partiranno a fine dicembre

UN ANNO DI CELEBRAZIONI PER IL MILLENARIO Medioevo fu seconda DELL’ABBAZIA DI SANTO STEFANO Nel sola a Santa Giustina A N el 2027 l’Abbazia di Santo Stefano a Due Carrare compirà mille anni. Un anniversario che sarà celebrato con un ricco calendario di appuntamenti liturgici, scientifici, culturali e divulgativi. Conferenze, convegni, visite guidate, eventi celebrativi, mostre, concerti si susseguiranno per un anno: dal 26 dicembre 2026 al 26 dicembre 2027. In totale saranno circa un centinaio gli eventi coordinati o promossi direttamente dal comitato parrocchiale per il Millenario, presieduto dal parroco don Francesco Greco. L’organismo, nato in seno alla parrocchia di Santo Stefano, si avvarrà del contributo organizzativo di enti, istituzioni e associazioni; tra loro il Comune di Due Carrare, partner principale delle celebrazioni, l’Università di Padova, la Pro Loco di Due Carrare, il gruppo Alpini di Battaglia Terme e Due Carrare, l’Aps Noi Shalom e l’Avis Due Carrare. Il clou dei festeggiamenti lo si avrà il 25 luglio 2027 con la funzione religiosa di commemorazione del Millenario di fondazione, officiata da tutti i parroci presenti e passati di Carrara Santo Stefano, e lo scoprimento della lapide celebrativa

dell’anniversario. Rilevante sarà la parte culturale del palinsesto per il Millenario. “Il cuore accademico del programma è il convegno scientifico internazionale organizzato dall’Università di Padova che si terrà nel maggio 2027 – spiega Paolo Valandro referente per il comitato parrocchiale per il Millenario -. Ad accompagnare l’intero anno, un ciclo di una ventina di conferenze divulgative, itineranti tra l’Abbazia e le sale storiche del territorio, aperte alla comunità e alle scuole. Per l’occasione il comitato ha avviato anche la realizzazione di una medaglia commemorativa in bronzo, opera a tiratura limitata che unisce memoria

storica e valore simbolico. Il comitato ha coinvolto anche le scuole primarie e secondarie di primo grado del territorio, invitandole a costruire percorsi didattici e progetti in classe dedicati alla storia dell’abbazia”. La macchina organizzativa per il Millenario non si è occupata solo degli eventi celebrativi. Accanto al programma culturale, il comitato parrocchiale ha fatto predisporre i progetti di restauro di alcune delle opere più significative dell’Abbazia: il trecentesco mausoleo di Marsilio da Carrara e i mosaici pavimentali altomedievali. È, inoltre, prevista la realizzazione dell’illuminazione architettonica della torre campanaria medievale. “L’ultimo intervento conservativo sul mausoleo risaliva al Settecento – precisa Valandro -, mentre il restauro dei mosaici permetterà di ripristinare le tessere perse nel corso dei secoli”. Quest’ultimo intervento, interamente finanziato da Banca Annia, dovrebbe essere eseguito entro la fine del 2026. • Francesco Sturaro

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• (F.S.)

L’ANELLO CICLABILE DEI COLLI EUGANEI Il percorso cicloturistico per conoscere e riscoprire il paesaggio, la storia e la natura delle colline padovane

L’Anello Ciclabile dei Colli Euganei attraversa un territorio ricco di paesaggi, storia e tradizioni da scoprire con il ritmo lento della bicicletta. I suoi 63 chilometri possono essere percorsi in un’unica volta oppure suddivisi in più tappe, scegliendo di volta in volta quanto fermarsi e cosa visitare. Il percorso si snoda a pochi chilometri dalle città d’arte e dalle località termali. Lungo il tragitto si incontrano borghi e piccoli centri storici, ville venete, aree naturali e importanti siti storici. È un viaggio attraverso un territorio dove storia e natura convivono. Una parte significativa dell’anello si sviluppa all’interno del Parco Regionale dei Colli Euganei, in un paesaggio caratterizzato da particolari conformazioni geologiche e patrimonio MAB Unesco Riserva della Biosfera. La bicicletta diventa così il filo conduttore di un modo semplice e piacevole di esplorare il territorio. ASCOLTACI SU itinerari di Per facilitare la conoscenza del territorio e la scelta degli WWW.VENETO24.IT è disponibile il sito dedicato https://www.cicloculturando.it/ Ascoltaci in tutto il Veneto in viaggio, auto sul SUL TUO PC O ALEXA (accessibile anche dal sito istituzionale www.provincia.padova.it). Nel sito istituzionale è inoltre disponibile la sezione https://www.provincia.padova.it/padova-natura-e-cultura dedicata a questo e altri itinerari ciclabili presenti nel territorio provinciale e alla descrizione di alcuni punti d’interesse.

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dispetto dei suoi dieci secoli, il complesso abbaziale di Santo Stefano è oggi più che mai un vivace centro di riferimento per la vita dell’intera comunità di Due Carrare. Fondata nel luglio 1027 da Litolfo da Carrara, nei successivi quattro secoli l’Abbazia benedettina si sviluppò in ampiezza ed estese i suoi possedimenti, tanto da risultare nel XIII-XIV secolo il più autorevole e potente monastero della diocesi dopo quello di Santa Giustina di Padova. Per tutto questo tempo l’Abbazia mantenne uno stretto legame con i Da Carrara, la nobile famiglia di origine longobarda che nel Trecento resse la signoria di Padova.Con l’avvento della Signoria di Venezia e il declino dei Carraresi, il monastero decadde e divenne Badia concistoriale e Commenda cardinalizia, annoverando tra i beneficiari delle sue rendite due futuri papi e per un secolo e mezzo la dinastia medicea di Firenze, oltre che cardinali appartenenti alle più influenti famiglie veneziane. Nel 1779 il marchese Andrea Erizzo acquistò dalla Repubblica di Venezia tutti i beni abbaziali, provvedendo a far demolire tutti gli edifici del monastero ad eccezione di quelli ancora oggi esistenti. È merito dell’abate Ceoldo, che alla fine del Settecento comprò questi edifici, e dei successivi parroci ottocenteschi, che ne acquisirono le attuali pertinenze, l’aver preservato le vestigia di quello che fu uno dei cenobi medievali più importanti del nord Italia. La chiesa, oggetto dal 1876 al 1896 di restauro, custodisce tra le sue opere il mausoleo sepolcrale di Marsilio Grande da Carrara (opera del 1338 di Andriolo de Santis) e il quattrocentesco gruppo scultoreo in terracotta della Pietà di Andrea Briosco oltre ai mosaici altomedievali.


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Leah con sua mamma Shanitah, Uganda.

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TRIBANO

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La rigenerazione. Il Comune cambia volto grazie a cinque anni di investimenti e cantieri

OPERE FINANZIATE DAL PNRR PER QUATTRO MILIONI DI EURO I G

Autovelox, il sindaco rinviato a giudizio

rande soddisfazione per l’amministrazione comunale di Tribano guidata da Massimo Cavazzana, che vede completare nei tempi stabiliti ben 19 progetti finanziati dal Pnrr per un totale di circa quattro milioni di euro. Sono stati davvero cinque anni di cantieri che hanno cambiato il volto del paese. Si tratta della nuova mensa scolastica, della rinascita del centro storico grazie al Bando Piccoli Borghi, della messa in sicurezza dei ponti, dell’efficientamento energetico degli edifici pubblici e della trasformazione digitale dei servizi. Accanto a questi interventi, si aggiunge 1 milione di euro destinato alle aziende e ai privati, grazie ai bandi PNRR realizzati dall’ente e agli accordi di partenariato che hanno trascinato il tessuto produttivo locale dentro una stagione di innovazione e crescita. In cinque anni l’Amministrazione comunale ha portato a termine interventi che hanno inciso profondamente sulla qualità della vita dei cittadini. Partiamo dalla nuova mensa scolastica davvero moderna, sostenibile, pensata per il futuro dei bambini. Guardiamo poi al progetto di rigenerazione del paese denominato “ Piccoli Borghi”. Merita menzione la messa in sicurezza dei ponti e delle infrastrutture, la riqualificazione energetica degli edifici pubblici e la digitalizzazione dei servizi

comunali per un Comune più vicino, più semplice, più veloce.. Grande la soddisfazione del sindaco Cavazzana: “È un risultato che parla di noi, della nostra comunità. Per una realtà piccola come Tribano portare a termine tutti i progetti PNRR nei tempi è qualcosa che va oltre i numeri: è la prova che quando una comunità crede davvero in un percorso, quel percorso diventa possibile. Non è stato semplice, non è stato scontato, ma è stato nostro. E oggi possiamo dire che ce

l’abbiamo fatta insieme. Il PNRR è stato una sfida, ma anche un’occasione per crescere”. Abbiamo dovuto correre, decidere, progettare, ottenere autorizzazioni in tempi strettissimi. E per farlo abbiamo messo in campo programmazione, competenze, coraggio. La verità è che dietro ogni cantiere c’è stato un lavoro di squadra, fatto di tecnici, uffici, amministratori, volontari, cittadini. È questo che ha fatto la differenza”. Il progetto Piccoli Borghi è diventato realtà: Tribano ha vinto il bando nazionale, ha progettato, ha costruito, ha rigenerato. Oggi il centro storico è un luogo che parla di futuro, identità e comunità e continuerà a farlo con: l’equiparazione e il restauro del Teatro Navarini, e con la riqualificazione dell’area destinata al mercato, cuore della vita quotidiana. Il Parco Falcone Borsellino da discarica diventerà parco, da ferita a bellezza, da spazio abbandonato a luogo di vita. Infine l’acquisto dell’ area di 27 mila mq “ Caporali” che affianca i campi sportivi e l’area parrocchiale, che da area edificabile ritornerà ad essere destinata a verde e sport. Simboli più forti della rinascita di Tribano: la prova che la rigenerazione non è solo urbanistica, ma anche culturale e civile.

l primo cittadino di Tribano, Massimo Cavazzana, respinge con decisione ogni addebito in merito alla richiesta per il suo rinvio a giudizio dalla Procura di Padova per falso ideologico. A mettere nei guai il primo cittadino di Tribano, i numeri degli incidenti: ad essere in discussione sono i dati legati all’incidentalità, che sarebbero stati gonfiati così da poter installare un autovelox, quello sulla strada regionale 104 Monselice-Mare, poi abbattuto da “Fleximan” dopo appena due mesi dall’installazione, nell’ottobre 2023. Nell’udienza preliminare, fissata per gennaio 2027, il giudice deciderà se disporre il processo. Cavazzana rivendica la correttezza del proprio operato, sottolineando come l’intervento fosse motivato esclusivamente da ragioni di sicurezza stradale su una tratta considerata da anni particolarmente pericolosa. In una dichiarazione ufficiale, Cavazzana afferma: “Trasparenza e Fiducia: pronto a chiarire ogni aspetto davanti al giudice. In merito ai fatti contestati, preciso che gli atti indicati non sono stati compilati ne inviati dal sottoscritto. Potrò esporre ogni elemento direttamente al giudice, con la massima trasparenza. La fiducia nelle Istituzioni e nella Magistratura mi accompagna da sempre: chi opera con correttezza non ha nulla da temere. Ho agito nel pieno rispetto delle norme e mi sono adoperato per la sicurezza della Strada Regionale 104, nell’interesse dei miei cittadini, una tratta che resta estremamente pericolosa e richiede interventi urgenti. Sono a completa disposizione dell’Autorità giudiziaria, certo che ogni aspetto verrà chiarito”.

• Cristina Lazzarin

• (C.L.)

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TERRITORIO

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L’elezione. E’ il più giovane presidente di provincia d’Italia, 35 anni, sindaco di San Giorgio delle Periche al secondo mandato

CANELLA NUOVO PRESIDENTE DELLA PROVINCIA: “IN PRIMO PIANO SCUOLE SUPERIORI E VIABILITÀ” Con un bilancio di oltre 200 milioni di euro l’ente gestisce settori strategici della pubblica amministrazione: “La sfida sarà tradurre questa funzione in risposte concrete”

D

aniele Canella è il nuovo presidente della Provincia di Padova. Trentacinque anni, sindaco di San Giorgio delle Pertiche al secondo mandato, è il più giovane a ricoprire l’incarico nella storia dell’ente padovano e il più giovane presidente di Provincia d’Italia. Candidato unico, sostenuto da diverse componenti politiche del territorio, arriva alla guida dell’amministrazione dopo quattro anni da vicepresidente, gli ultimi due con funzioni di vicario. “È una grande responsabilità: saper essere il presidente di tutti e interpretare le aspettative degli amministratori e dei sindaci del Padovano”, commenta il neopresidente. Il primo passaggio sarà l’assegnazione delle deleghe ai

consiglieri provinciali, per definire la squadra e avviare il mandato. Al centro del lavoro ci saranno le scuole superiori e la viabilità, due ambiti che incidono direttamente sulla vita quotidiana di studenti, famiglie e pendolari. Da oltre un decennio la Provincia ha visto ridursi competenze, risorse e personale, ma conserva un ruolo decisivo nella gestione di un territorio composto da 101 Comuni, con caratteristiche e necessità spesso differenti. “Parliamo di un ente con un bilancio di oltre 200 milioni di euro, che gestisce settori strategici della pubblica amministrazione: più di 1.300 chilometri di strade, oltre mille ponti e gli edifici delle scuole superiori — sottolinea Canella —. Ho maturato questa esperienza

direttamente sul campo e credo che durante il mandato sarà importante far comprendere ai cittadini quanto conti ancora il ruolo delle Province, fondamentali nel raccordo tra il territorio, la Regione e lo Stato”. La sfida sarà tradurre questa funzione in risposte concrete, individuando le priorità e tenendo insieme le richieste dei diversi territori. Per Canella il passaggio alla presidenza avviene nel segno della continuità amministrativa, dopo un’esperienza che lo ha portato a seguire numerosi settori dell’ente. Il suo percorso amministrativo si è consolidato a San Giorgio delle Pertiche: eletto sindaco nel 2019 con il 61,8 per cento dei consensi, è stato riconfermato nel 2024 con il 77,3 per cento. Dal 2020 presiede il Collegio degli assessori al Turismo della Federazione dei Comuni del Camposampierese. Vicepresidente dal 2022, nella consiliatura 2024-2026 ha avuto le deleghe alla pianificazione territoriale e all’urbanistica, al personale e al patrimonio, alle società

Il neo presidente della Provincia di Padova Daniele Canella

partecipate, ai contratti e alle gare. Tra le sue responsabilità anche il coordinamento dei progetti Pnrr, i rapporti con l’Unione delle Province italiane e le riforme istituzionali. Un lavoro che ora proseguirà dalla presidenza, con

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il compito di trasformare il consenso raccolto attorno alla sua candidatura in un programma condiviso. • Sara Busato

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TERRITORIO

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Sicurezza idraulica. L’assessore Elisa Venturini illustra la strategia della Regione per far fronte all’emergenza

DIFESA DEL TERRITORIO E GESTIONE DELLA SICCITÀ: MANUTENZIONE DEI CANALI E SERVIZI ESSENZIALI L ’estate 2026 passerà agli archivi come quella del caldo record. Un’ondata di calore straordinaria, accompagnata da una prolungata assenza di precipitazioni, ha messo a dura prova il sistema idrico regionale, portando alla luce la vulnerabilità di una risorsa che troppo spesso si tende a dare per scontata. Per far fronte a questa complessa emergenza, la Regione del Veneto ha scelto di superare la logica puramente reattiva, puntando su una strategia strutturata che unisce la prevenzione costante, la manutenzione capillare del territorio e una rigida gerarchia nella gestione dei flussi idrici. “L’acqua è un bene prezioso che dobbiamo imparare a tutelare con lungimiranza — spiega l’assessore regionale all’Ambiente e al Clima, Elisa Venturini —. La drastica riduzione delle scorte idriche e nevose in montagna ci ha costretti ad affrontare momenti di grande complessità, imponendoci scelte dolorose, come la limitazione

temporanea dell’uso irriguo per salvaguardare i bisogni primari della collettività”. Per evitare che la crisi climatica si trasformi in una paralisi sistemica, la Regione del Veneto ha cercato di intervenire nei punti più critici. L’obiettivo primario di questi interventi è duplice: da un lato, favorire il corretto deflusso delle acque interne per evitare i ristagni; dall’altro, rimuovere tempestivamente gli ostacoli e gli accumuli di rifiuti che rallentano la corrente, aumentando i rischi igienico-sanitari. Un impegno concreto che trova riscontro nei cantieri e nelle verifiche tecniche condotte nei nodi cruciali del territorio. Tra gli interventi di maggior rilievo spiccano la pulizia della chiusa di San Massimo e i lavori mirati nei canali della zona di Battaglia, affiancati dal sopralluogo congiunto effettuato dall’assessore Venturini insieme all’assessore comunale Antonio Bressa al Ponte dei Cavai, nel cuore di Padova. Questi

Elisa Venturini e Antonio Bressa al Ponte dei Cavai

Operazioni di pulizia nella zona del Bassanello

ed altri interventi dimostrano come la sinergia istituzionale tra Regione, amministrazioni locali, geni civili e consorzi di bonifica rappresenti l’arma vincente per coordinare in tempo reale le azioni correttive sia nei contesti urbani che in quelli rurali. Dietro a questa macchina operativa si muove una precisa scala di priorità stabilita per legge. La salvaguardia dell’acqua potabile, della salute pubblica e la tutela igienico-sanitaria rimangono il primo e insindacabile traguardo da raggiungere attraverso il controllo costante del reticolo idrografico. Un esempio emblematico in questo senso è rappresentato dal nodo idraulico di Padova. Tra le attività garantite dalla disponibilità di acqua c’è un flusso costante che è vitale per il raffreddamento dell’inceneritore: un’interruzione del servizio comprometterebbe la ricezione dei rifiuti, innescando a catena gravi disagi urbani. Subito dopo, l’attenzione si sposta

sulla garanzia dei servizi pubblici essenziali e delle infrastrutture strategiche. Dopo aver messo in sicurezza la salute dei cittadini e la continuità dei servizi strategici, la programmazione regionale si rivolge al comparto agricolo, tutelando la fondamentale funzione irrigua a supporto dell’economia locale, per poi estendere la gestione a tutte le restanti esigenze della comunità e in questo pensiamo a tutta l’attività economico-turistica. Affrontare le estati roventi del futuro richiede dunque un cambio di passo definitivo, che coniughi la manutenzione straordinaria del territorio con una pianificazione rigorosa tenendo conto che le risorse disponibili non sono illimitate. È questa la chiave di volta con cui il Veneto punta a rafforzare la propria resilienza di fronte ai cambiamenti climatici, proteggendo al tempo stesso l’ambiente, il tessuto produttivo e la sicurezza di tutti i cittadini.

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“E’ necessario un cambio di paradigma – dice ancora Elisa Venturini – Per far fronte alla crisi di quest’estate abbiamo convocato una task force coinvolgendo anche l’università, ci siamo trovati attorno ad un tavolo con tutti gli operatori del settore perché questa è una partita decisiva in cui nessuno può pensare di muoversi in maniera autonoma. E’ necessario lavorare per creare una nuova consapevolezza, nuove prassi e tecnologie ed una nuova cultura per risparmiare l’acqua: dal passaggio a sistemi di irrigazione ‘a goccia’ anziché ‘a scorrimento’ per ottimizzare l’uso dell’acqua ad una coscienza diffusa nei cittadini che con piccoli accorgimenti possono dare un grande aiuto. Per questo è impensabile spostare la discussione sull’acqua alla prossima estate: già in autunno dovremo lavorare alla nuova strategia e dovremo farlo su piani diversi, partendo dalle istituzioni e coinvolgendo aziende e cittadini”.

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L’arte della beffa

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Segue da pag. 1

La “Stefanildo” e il patto dell’acciuga: nuovo laboratorio Veneto?

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uttavia, questo asse non è esente da scossoni. Ampie fasce della maggioranza guardano con aperto biasimo a questa politica dell’abbraccio, temendo l’annacquamento dell’identità di governo e l’eccessiva concessione di agibilità politica

al centrosinistra. Allo stesso modo, all’interno della minoranza non mancano i malumori di chi invoca un’opposizione più dura e priva di sconti. Di fronte alle resistenze delle rispettive basi, resta da chiedersi se questo lavoro a quattro mani sia solo una parentesi contingente o se

possa trasformarsi nel prototipo di un nuovo schema di alleanza istituzionale per il futuro. Se il metodo Veneto saprà resistere ai logoramenti tattici, la “Stefanildo” potrebbe davvero riscrivere le regole del gioco e la geografia politica della regione.

Tempo di scelte. L’intesa con il Governo per i primi trasferimenti di competenze e la complessa mediazione tra etica e medicina

AUTONOMIA E FINE VITA, DUPLICE SVOLTA STEFANI: “RISULTATI CHE FANNO LA STORIA” I l Veneto ha segnato il passo su due tra i temi più complessi e dibattuti dell’agenda politica e sociale: il via libera definitivo agli schemi di intesa per l’Autonomia differenziata e l’approvazione delle modifiche alla legge di iniziativa popolare sul fine vita. Due partite cruciali sulle quali il presidente della, Alberto Stefani, ha impresso una direzione precisa, improntata da un lato all’accelerazione sull’inquadramento costituzionale e dall’altro alla tutela dei principi etici.

Per l’autonomia ora il passaggio in Consiglio dei Ministri e il voto il Parlamento Sul fronte dell’Autonomia differenziata, il voto favorevole del Consiglio regionale al testo d’intesa siglato tra la Giunta regionale e il Governo rappresenta una tappa fondamentale che chiude la fase istruttoria veneta e proietta la pratica verso il Consiglio dei ministri e il successivo passaggio parlamentare. Un traguardo che il governatore Stefani ha salutato con soddisfazione, richiamando l’esito del referendum del 2017 e la lunga gestazione del percorso istituzionale. “Oggi è un giorno da ricordare: il cammino verso l’Autonomia si fa ancora più breve e il passo si fa ancora più deciso”, dichiara il Presidente Alberto Stefani. “I Veneti

stanno aspettando da troppo tempo di vedere riconosciuto un diritto a cui aspirano perché garantito dalla Costituzione. Dopo l’approvazione degli schemi di intesa definitivi da parte della Giunta un mese fa, il Consiglio regionale ha raccolto la palla e nei tempi essenziali ora ha assicurato il via libera. Non resta che un passaggio in Consiglio dei ministri e il voto definitivo in Parlamento. Il Veneto ha fretta”. Stefani ha voluto sottolineare il lavoro svolto dalla maggioranza consiliare, ribadendo come la delega di maggiori competenze su materie strategiche — quali Protezione civile, Professioni, Previdenza complementare e integrativa, Tutela della salute e Coordinamento della finanza pubblica — costituisca un’opportunità oggettiva per l’efficienza dei servizi erogati ai cittadini. “Siamo giunti alla nuova tappa di un percorso che è stato chiesto da oltre 2,5 milioni di veneti”, prosegue il Governatore. “Stiamo scaldando i motori perché siamo pronti a fare da ‘apripista’. Quando sono stato relatore della legge quadro in Parlamento ho vissuto oltre 300 ore di interventi ostruzionistici del Centrosinistra, fatti appositamente per bloccare questa riforma con l’accusa di provocare disparità e vantaggi ingiustificati a favore del Veneto. Sono convinto, invece, che l’autonomia sia una scelta di responsabilità e trasparenza che

Alberto Stefani

non spacca l’Italia e può rivelarsi strategica per tutti i territori. L’articolo 5 della nostra Costituzione, infatti, dice che la Repubblica ‘riconosce e promuove le autonomie locali’. È un principio cardine della Repubblica che abbiamo il dovere di realizzare. Se la riforma porterà a casa qualcosa per il Veneto, tutti dovrebbero fare squadra e capire l’importanza strategica che una riforma come l’autonomia può portare al nostro territorio”. Parallelamente alla partita autonomista, il Consiglio regionale si è confrontato con la delicata proposta di legge d’iniziativa popolare “Liberi Subito” inerente al suicidio medicalmente assistito. L’approvazione del provvedimento è arrivata a seguito di una mediazione condotta dallo stesso

Stefani, concretizzatasi in una serie di emendamenti vincolanti intesi a riequilibrare il testo normativo nel quadro della giurisprudenza della Corte Costituzionale. “Nulla è più importante della dignità

“Vogliamo assicurare a tutti i veneti l’accesso alle cure palliative” della vita umana, che va tutelata sempre e con tutti i mezzi necessari”, sottolinea il presidente nel commentare l’esito della votazione. “Per questo, in accordo con tutte le forze di maggioranza, ho lavorato alla

stesura e successiva approvazione di una serie di emendamenti che modificano sostanzialmente il testo della legge di iniziativa popolare nel senso del favor vitae e permetteranno di approvarla, nel quadro delle sentenze della Corte Costituzionale su questo tema, che sono già in vigore”. L’impianto correttivo voluto dalla presidenza introduce paletti precisi all’interno dell’iter procedurale, stabilendo la priorità assoluta dell’accesso alle cure palliative e l’istituzione di nuovi organi consultivi. “Il mio obiettivo è semplice: assicurare a tutti i veneti la possibilità di accedere alle cure palliative, fare in modo che prima di ogni decisione siano chiari i pareri di professionisti ed esperti in bioetica, tutelare la volontarietà del medico che assiste”, chiarisce Stefani. “Questo tema non ha bisogno di tifosi, ma di scelte ponderate, di serietà e di competenza. Nello specifico, gli emendamenti prevedono l’introduzione del parere rafforzato del palliativista in seno alla Commissione che deve esprimersi sulle richieste di suicidio medicalmente assistito, l’istituzione di un Comitato Bioetico Regionale, nominato dalla Giunta, che darà le linee ai comitati bioetici di pratica clinica territoriale, e la priorità alle cure palliative con l’obbligo di informazione della possibilità di avvalersi delle stesse nel momento della richiesta”. • Redazione laPiazza


REGIONE

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Il caso. Federalismo energetico e il nodo delle concessioni per il controllo delle reti e delle derivazioni idroelettriche

La sfida delle multiutility: direttive europee, scelte di Governo e vantaggi per i territori L a partita per il controllo delle reti di distribuzione elettrica e delle grandi derivazioni idroelettriche rappresenta uno degli snodi economici, politici e infrastrutturali più complessi e decisivi per il futuro del Veneto e del suo tessuto produttivo. In questo scenario articolato, le multiutility venete si stanno compattando con forza per chiedere la possibilità di accedere al mercato della gestione delle infrastrutture attraverso la regolare indizione delle gare d’appalto, puntando a superare una condizione di monopolio storico che vede da decenni il gruppo Enel nel ruolo di operatore quasi esclusivo sul territorio. Al centro di questo acceso scontro d’interessi si colloca la posizione del Governo centrale, chiamato a decidere se spalancare le porte alla concorrenza oppure concedere un rinnovo automatico e prolungato in favore dell’incumbent nazionale. Da un lato, l’esecutivo avverte la tentazione di garantire la continuità operativa a un colosso strategico come Enel, ipotizzando proroghe alle concessioni

storiche che vengono periodicamente discusse nell’ambito delle norme inserite nella legge Finanziaria o nei decreti collegati alla politica energetica. Questa scelta risponderebbe prevalentemente a esigenze di stabilizzazione dei grandi asset strategici e a dinamiche di cassa nazionali. Dall’altro lato, la spinta verso la proroga si scontra in modo frontale e ineludibile con i principi cardine dell’ordinamento giuridico dell’Unione Europea, fondato sul rispetto della concorrenza, sulla trasparenza delle procedure di evidenza pubblica e sulla libera circolazione dei servizi nel mercato unico. La giurisprudenza europea e nazionale ha infatti ribadito a più riprese che le concessioni di beni pubblici strategici e limitati, come le reti energetiche e i bacini idrici, non possono essere attribuite a tempo indeterminato né prorogate per via legislativa senza incorrere in gravissime violazioni del diritto comunitario. L’obbligo di effettuare le gare pubbliche scaturisce quindi dalla necessità inderogabile di rispettare le

direttive UE, pena l’apertura di onerose procedure d’infrazione e il potenziale blocco dei finanziamenti europei legati alle riforme e all’ammodernamento infrastrutturale. Di fronte a questo quadro, la classe politica veneta, supportata dalle amministrazioni locali e dai sindaci del territorio, assume una posizione molto chiara a sostegno delle aziende energetiche locali e dell’autonomia gestionale. Tra le forze politiche regionali emerge una diffusa convergenza nell’abbracciare la visione del cosiddetto federalismo energetico, inteso come il diritto-dovere delle istituzioni territoriali di valorizzare le proprie risorse naturali e infrastrutturali a diretto vantaggio della comunità locale. Consentire alle multiutility del Veneto di contendersi la gestione delle reti attraverso procedure di gara equa significherebbe infatti generare ricadute economiche ed operative straordinarie per il territorio. Tra i benefici più rilevanti evidenziati dai sostenitori della gestione locale figura il ridimensionamento dei costi energetici

con la prospettiva di applicare bollette più leggere: i dividendi, gli utili d’impresa e i canoni di concessione generati dalle reti non andrebbero infatti a rimpolpare le casse di gruppi centralizzati, ma rimarrebbero circoscritti all’interno del circuito economico regionale, permettendo agli enti locali di redistribuire il valore prodotto attraverso agevolazioni tariffarie per le famiglie e le imprese. A ciò si aggiunge il vantaggio determinante legato alla qualità delle manutenzioni e degli investimenti di sviluppo. Una presenza capillare e radicata, tipica delle utility

del territorio, garantisce una conoscenza diretta del suolo e delle sue criticità, favorendo interventi di ammodernamento e messa in sicurezza della rete elettrica e idrica molto più tempestivi e mirati. In una stagione segnata da crescenti sfide climatiche e dalla necessità di accelerare la transizione ecologica, la vicinanza dell’operatore si traduce in una maggiore resilienza dell’intero sistema energetico, trasformando il federalismo da astrazione politica a concreto strumento di sviluppo e competitività per la comunità veneta.

VENETO VERSO IL BIGLIETTO UNICO NEI TRASPORTI: DALLA REGIONE 2,1 MILIONI PER I PAGAMENTI CONTACTLESS

L

a Giunta regionale del Veneto compie un fondamentale passo avanti verso la svolta digitale del trasporto pubblico locale. Su proposta dell’Assessore ai Trasporti, Mobilità e Lavori Pubblici, Diego Ruzza, è stato approvato uno stanziamento di 2 milioni e 90 mila euro destinato alla società Infrastrutture Venete Srl. Le risorse serviranno a sviluppare una piattaforma digitale unica, capace di far dialogare i sistemi di pagamento contactless di tutti gli operatori del territorio. Il funzionamento del nuovo modello è improntato alla massima semplicità: ai viaggiatori basterà effettuare un “tap” a bordo di

qualsiasi mezzo — tra gomma e ferro — con la propria carta di credito o debito (circuito EMV) per spostarsi liberamente. Il sistema centrale provvederà a raccogliere i dati, aggregare la spesa e applicare la tariffa corretta, superando la necessità di acquistare preventivamente titoli di viaggio cartacei. La fase operativa entrerà nel vivo nel 2027 con l’installazione dei nuovi validatori, mentre il lancio ufficiale dell’infrastruttura integrata è previsto per il 2028. Entusiasta il commento dell’assessore Diego Ruzza, che evidenzia la portata strategica dell’intervento: “Questo progetto sarà in grado

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di abilitare e governare l’utilizzo dei pagamenti contactless nel trasporto pubblico locale, raccogliendo e normalizzando i flussi degli operatori del nostro TPL e creando di fatto un sistema unico di pagamento per l’utilizzo di tutti i servizi del trasporto pubblico locale, superando la frammentazione dei sistemi locali, garantendo continuità operativa ai sistemi esistenti e introducendo un livello centrale capace di orchestrare e monitorare i flussi del territorio regionale e di abilitare le eventuali agevolazioni tariffarie. Ora si viaggia velocemente verso un futuro che migliorerà la gestione dell’intero sistema e soprattutto semplificherà la vita agli utenti”.

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REGIONE

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Meteo. L’assessore regionale al clima: “Adattamento e prevenzione le sfide dei prossimi anni”

Venturini: “Estate 2026 la più calda in Veneto Superato anche il 2003, record da affrontare” L ’estate 2026 entra nella storia climatica del Veneto come la più calda mai registrata. I primi dati sull’intera stagione indicano infatti una temperatura media di 23,5 °C, superiore, seppure di un decimo, ai 23,4 °C dell’estate 2003, che per oltre vent’anni ha rappresentato il principale termine di paragone per il caldo eccezionale nella regione. «Quella che abbiamo appena vissuto è stata un’estate eccezionale. Il confronto con il 2003 ci dà immediatamente la dimensione di quello che è accaduto: quella che per oltre vent’anni abbiamo considerato l’estate fuori scala oggi è stata superata. Ma il dato che deve farci riflettere maggiormente non è il singolo record, quanto la continuità del caldo e la persistenza di temperature molto elevate per gran parte della stagione», dichiara Elisa Venturini, assessore regionale al Clima. A rendere straordinaria l’estate 2026 è stata infatti la successione delle anomalie. Giugno ha fatto registrare temperature medie regionali di 3,1 °C superiori alla norma 1991-2020, risultando il quarto giugno più caldo dal 1991. Particolarmente eccezionale

l’ultima decade del mese, con temperature massime superiori di 6,7 °C alla norma. Il caldo non ha mollato la presa neppure a luglio, risultato il quarto più caldo della serie storica, con una temperatura media superiore di 2,1 °C alla norma. In pianura si sono registrate mediamente 15 notti tropicali e 24 giornate con temperature massime superiori ai 30 °C. Infine agosto, secondo più caldo mai registrato in Veneto e vicinissimo al primato dell’agosto 2003, ha chiuso la stagione con una temperatura media regionale di 3,2 °C sopra la norma. «Giugno, luglio e agosto raccontano tutti la stessa storia: temperature molto superiori alla norma, con pause relativamente brevi tra un’ondata di calore e l’altra. È soprattutto questa persistenza a rendere eccezionale il 2026. Non parliamo di qualche giornata particolarmente calda, ma di settimane nelle quali persone, città, attività produttive ed ecosistemi sono rimasti sottoposti a uno stress termico continuo», sottolinea Venturini. Nel corso dell’estate sono state registrate quattro distinte ondate di calore: dal 17

giugno al 1° luglio sull’intero territorio regionale; dal 7 al 16 luglio su circa il 20% del Veneto; dal 29 luglio al 7 agosto nuovamente su tutta la regione; e dal 9 al 16 agosto su circa il 60% del territorio. Particolarmente significativo anche il disagio fisico provocato dalla combinazione tra temperature elevate e umidità. Le ondate registrate tra giugno e agosto si collocano tra le più lunghe e intense osservate in Veneto, a fronte di una durata media storica di circa quattro giorni. Emblematico anche quanto accaduto durante le ore notturne. Ad agosto in pianura si sono contate mediamente 18 notti tropicali, cioè con temperature minime mai inferiori ai 20 °C: tredici in più rispetto alla norma 1991-2020 e un numero circa sei volte superiore alla media degli anni Novanta. A Chioggia e Pila-Porto Peschereccio le notti tropicali sono state 30 su 31. La stagione ha inoltre fatto segnare numerosi nuovi record assoluti di temperatura: 31 per le minime, 46 per le medie e 17 per le massime. Tra i valori più significativi figurano i 39,2 °C raggiunti a Trebaseleghe,

Elisa Venturini

i 38,8 °C di Teolo e i 37,3 °C di Crespadoro. Sul fronte delle precipitazioni, l’estate è stata caratterizzata da quantitativi complessivamente inferiori alla media e soprattutto da una distribuzione molto irregolare: lunghi periodi asciutti sono stati intervallati da episodi temporaleschi localmente molto intensi, accompagnati da grandine, piogge concentrate e fortissime raffiche di vento. “È questa forse la fotografia più significativa dell’estate che abbiamo vissuto: caldo molto intenso e persistente, periodi prolungati con poche precipitazioni e poi fenomeni meteorologici capaci di manifestarsi con grande violenza in pochissimo tempo.

Condizioni che hanno conseguenze sulla disponibilità d’acqua, sull’agricoltura, sulle nostre città, sugli ecosistemi e sulla sicurezza del territorio”, evidenzia l’assessore. Gli effetti delle temperature eccezionali sono visibili anche in montagna, dove durante agosto è proseguita la fusione dei ghiacciai e dei rock glaciers insieme al degrado del permafrost. Nel sito di riferimento del Piz Boè, a 2.900 metri, alla fine del mese non risultava più terreno gelato. «I dati ci dicono che il cambiamento climatico non è uno scenario lontano, ma qualcosa con cui il Veneto deve già fare i conti. La risposta deve muoversi su due fronti: continuare a ridurre le cause che alimentano il cambiamento climatico e, allo stesso tempo, aumentare la capacità dei nostri territori di adattarsi alle conseguenze che sono già evidenti. Adattamento e prevenzione saranno una delle grandi sfide dei prossimi anni: significa proteggere le persone, l’acqua, l’ambiente, le attività economiche e rendere il Veneto sempre più resiliente di fronte a fenomeni climatici che stanno diventando più frequenti e intensi», conclude Venturini.

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L’intervento. Il segretario nazionale Udc sulla tenuta della coalizione di centrodestra e sulla prossime sfide

GOVERNO, DE POLI: “QUATTRO ANNI DI STABILITÀ AVANTI CON FAMIGLIE, CETO MEDIO E AUTONOMIA” I l Centrodestra al Governo con Giorgia Meloni, il 4 settembre scorso, ha tagliato un traguardo storico: è l’Esecutivo più longevo della storia della Repubblica. Per il segretario nazionale dell’UDC, senatore Antonio De Poli, è un risultato che va oltre il dato simbolico: “A parlare sono i numeri, i risultati concreti e tangibili: rispetto al 2022, quando il Governo si è insediato, abbiamo oltre

1,3 milioni di posti di lavoro in più. È un dato importante, che racconta un’Italia che ha cambiato passo e dimostra come la stabilità possa tradursi in risultati concreti”. Secondo De Poli, il dato sull’occupazione segna anche una precisa discontinuità rispetto al passato. “Il Centrodestra ha voltato pagina. Abbiamo lasciato alle nostre spalle una stagione di assistenzialismo che

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ha speso circa 34 miliardi per il Reddito di cittadinanza, senza costruire un vero percorso di ingresso o reinserimento nel mondo del lavoro. La nostra idea è diversa: aiutare chi è in difficoltà, ma soprattutto creare le condizioni perché le persone possano lavorare, essere autonome e costruire il proprio futuro”. Per il segretario nazionale dell’UDC, la stabilità rappresenta dunque uno strumento, non un traguardo. “Quattro anni di Governo hanno consentito al Paese di affrontare una fase internazionale ed economica molto complessa con una guida stabile e una direzione riconoscibile. La coalizione ha dimostrato di saper governare insieme, mantenendo le proprie identità e trovando una sintesi su una visione comune. Ora dobbiamo proseguire su questa strada”. La priorità, per l’UDC, è trasformare la stabilità in risposte ancora più concrete per le famiglie e per il ceto medio. “Per noi queste sono e rimarranno le priorità: ridurre la pressione fiscale su chi lavora, produce e investe, sostenere le famiglie, affrontare con maggiore determinazione la denatalità e dare ai giovani la possibilità concreta di costruire un futuro. La stabilità ha valore se migliora la vita delle persone”. De Poli sottolinea inoltre il valore

Il senatore Antonio De Poli con Giorgia Meloni

politico di un altro risultato che riguarda direttamente il Veneto: il percorso verso l’autonomia differenziata. “Grazie alla determinazione di tutto il Centrodestra, al lavoro del ministro Roberto Calderoli e anche al contributo dell’UDC, abbiamo compiuto un passo decisivo verso l’autonomia del Veneto”. Nei giorni scorsi il Consiglio regionale ha approvato lo schema di intesa definitivo sulle prime quattro materie. “È un passaggio storico – afferma De Poli –. Ora siamo all’ultimo miglio, con l’approvazione da parte del Consiglio dei ministri e il successivo passaggio parlamentare. Dobbiamo completare il percorso con serietà e responsabilità”. Per il senatore UDC, l’autonomia significa anche rispettare la volontà espressa dagli elettori. “Nel 2017 milioni di cittadini veneti hanno

detto sì al referendum sull’autonomia. Portare avanti quel percorso significa dare seguito a quella volontà popolare, rafforzando l’efficienza delle istituzioni e la capacità dei territori di rispondere ai bisogni dei cittadini, nel rispetto dell’unità nazionale e della solidarietà”. Quattro anni di Governo rappresentano quindi, secondo De Poli, “un traguardo storico, ma soprattutto una responsabilità”. L’UDC rivendica il proprio contributo alla maggioranza, portando nella coalizione “l’attenzione alle famiglie, al ceto medio, ai territori e al mondo produttivo”. “Non ci interessano i record da bacheca – conclude De Poli –. Ci interessa quello che possiamo ancora fare per l’Italia. La stabilità è importante per lasciare agli italiani un Paese più forte, più competitivo e più vicino alle esigenze delle persone”.

De Poli rimette in moto lo scudo crociato: “Il Centrodestra ha bisogno dei valori dell’Udc”

“S

ventoliamo con orgoglio la bandiera dello Scudo crociato. Il Centrodestra ha bisogno dei valori dell’Udc, anche perché senza il Centro la coalizione non può vincere. Oggi è decisivo rafforzare l’area politica e culturale di Centro per far crescere il Centrodestra, dare risposte concrete e rispondere alle attese di quell’elettorato moderato, tanco degli slogan urlati e, alle ultime Politiche, nel 2022, si è rifugiato nell’astensionismo”. Con queste parole il segretario nazionale Udc Antonio De Poli ha concluso la Festa nazionale del partito a Roma. Rivolgendosi alla platea di parlamentari, dirigenti, amministratori, simpatizzanti e militanti dello Scudo crociato, De Poli ha lanciato un appello: “Dobbiamo tornare nelle piazze con i nostri principi e valori e dobbiamo urlarli, non sussurrarli”. “In questa due-giorni, in molti, dalla premier Meloni ai vicepremier Salvini e Tajani, ci hanno detto che siamo fondamentali. Siamo felici che ce lo riconoscano, ma ci devono rispettare a Roma così come nel più piccolo Comune”. Il ragionamento del leader UDC è lineare: alle ultime elezioni, un elettore su 3 non è andato a votare. “Il partito dell’astensionismo è quello maggioritario. Sono i voti dell’area cattolica e moderata, che ha costruito l’Italia e che vuole guardare al futuro”, spiega De Poli che, alla vigilia dell’esame finale della legge elettorale in Senato, esulta per la reintroduzione delle preferenze, “una battaglia storica dell’Udc” e indica le priorità in vista della

prossima Legge di Bilancio: “Bisogna intervenire in maniera coraggiosa su giovani, famiglie e ceto medio”. Il segretario Udc rimarca che “a differenza di qualcun altro, per noi la politica non è un ring, ma ascolto, dialogo, concretezza. A chi parla di classi separate per i disabili e nega il femminicidio, diciamo che noi stiamo dall’altra parte”. “Non possiamo tornare indietro nella storia”, è il suo monito. “Ai nostri amici alleati – continua De Poli – diciamo: torniamo a parlare di noi, del Centrodestra equilibrato, moderno e plurale, dei risultati raggiunti in questi 4 anni di Governo. Il futuro della coalizione non è nella ricorsa agli estremismi”. “Da oggi in avanti si aprirà una delle campagne elettorali più dure della storia repubblicana”, avverte il leader dell’Unione di centro che è pronto a mobilitare il partito: “Da Nord a Sud, nei prossimi mesi, organizzeremo una serie di assemblee. E’ tempo di tornare nei territori, di rimettere in moto la macchina dello Scudo crociato. L’Italia ha bisogno di noi”, ha concluso.


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L’intervista. L’amministratore delegato di CBC, iniziativa partita a Jesolo da 3 soci, punta a rivoluzionare il litorale

ALESSANDRO BERTON: “LE SPIAGGE VENETE DEL FUTURO SARANNO APERTE TUTTO L’ANNO” L e spiagge venete accolgono ogni anno milioni di turisti da tutta Europa. Jesolo è da sempre il cuore pulsante dell’eco-sistema delle spiagge venete. Una sorta di “Miami Made in Italy” che è esplosa negli anni ’80 tra discoteche, sole, spiagge e sapore di sale. Il mondo balneare però sta vivendo una rivoluzione, come ci ha raccontato Alessandro Berton, amministratore delegato di Cbc Srl, iniziativa partita da 3 soci fondatori (Berton, la famiglia Menazza e Moretti Polegato) e che oggi è una realtà in piena espansione con 50 soci. Alessandro, partiamo da questa nuova avventura. Spiegaci cos’è CBC Srl. Bisogna fare una premessa. Il Comune di Jesolo ha deciso di attuare un nuovo

Tu da sempre ripeti un mantra: “meno ombrelloni, più qualità”. Immagino che questa sia la vostra direzione… Assolutamente. Per noi “meno ombrelloni e più qualità” significa mettere l’ospite al centro. Il turismo deve intercettare bisogni che cambiano. Così come sono cambiati gli alberghi e le strutture ricettive, devono evolvere anche le spiagge. Dopo una fase preparatoria, quest’anno è iniziata la realizzazione concreta delle opere. Oltre il 40% dell’investimento è già stato completato e quella che molti definiscono la “spiaggia del futuro” prende forma. Una spiaggia che offrire servizi più evoluti: non soltanto sole, mare, lettino e ombrellone, ma anche sport, aree dedicate ai bambini, spazi innovativi

“Servizi più evoluti per vivere le località balneari in tutte le stagioni: non soltanto sole, mare, lettino e ombrellone, ma anche sport, aree dedicate ai bambini, spazi innovativi” Piano dell’Arenile, uno strumento urbanistico che disegna lo sviluppo dell’asset più importante di qualsiasi località balneare: la spiaggia. Questo nuovo piano nasce dall’esigenza di far vivere Jesolo per tutto l’anno e non solo d’estate. Da qui prende forma il nostro progetto, che è molto ambizioso. Ad oggi rappresenta il più rilevante progetto di finanza applicato al demanio marittimo mai realizzato in Italia, con un investimento di quasi 10 milioni di euro. L’obiettivo è dare concreta attuazione agli indirizzi del Piano dell’Arenile, aumentando progressivamente la qualità dell’offerta.

come le junior lounge, con personale qualificato e servizi di babysitting che permettano anche ai genitori di ritagliarsi momenti di relax. E poi, soprattutto, pensiamo a una spiaggia che possa essere vissuta tutto l’anno. In uno scenario di questo tipo immagino che saranno le idee e le persone a fare la differenza. Le persone hanno un ruolo centrale. Mi piace ripetere che dietro ogni progetto ci sono sempre le persone. Oggi si parla molto di AI e di tecnologia, strumenti importanti e attuali, ma il motore del cambiamento è rappresentato dalle persone. Vogliamo creare strutture

Alessandro Berton

all’aria aperta capaci di accogliere tutti, indipendentemente dalle condizioni fisiche, dallo stato di salute o dalla capacità di spesa. In una bella giornata di ottobre o di marzo si può trascorrere una giornata al mare utilizzando servizi di qualità: palestre per il CrossFit, campi da padel, spogliatoi con acqua calda, bagni tecnologici. Stiamo proponendo un nuovo modo di concepire uno spazio pubblico dato in concessione ai privati. Una spiaggia che non sia utilizzata solo d’estate, ma che diventi un luogo di aggregazione e benessere per tutto l’anno. Quali benefici può portare questo tipo di investimento al territorio? L’impatto è molto rilevante. Nel nostro caso parliamo di circa un chilometro di spiaggia, da Piazza Mazzini a Piazza Brescia, nel cuore di Jesolo. Un investimento di questo tipo produce

una riqualificazione urbanistica e territoriale importante. I vantaggi riguardano anche i residenti. Significa avere una città più bella, più moderna e più funzionale. Possiamo parlare di una vera e propria “rigenerazione del demanio marittimo”, con effetti destinati a rimanere nel tempo. E i clienti come sono cambiati in questi anni? Io mi occupo di turismo da sempre e ricordo quando, da ragazzo, vedevo arrivare le famiglie da Milano con la Ritmo che trascorrevano un mese in appartamento. Oggi i soggiorni sono più brevi. C’è più attenzione alla spesa e questo dipende anche dal contesto economico. Le persone valutano con più attenzione come impiegare il proprio budget. Questo ha generato discussioni e polemiche, tuttavia i numeri raccontano una realtà in salute.

Chi ha investito negli anni successivi al Covid, chi ha riqualificato le strutture e migliorato i servizi, continua a lavorare bene. Proviamo a fare un bilancio di quest’estate: che cosa cerca oggi il turista? Per chi negli anni ha continuato a investire e ad aggiornarsi la stagione è andata bene. Certo, oggi il turista vuole scegliere in modo consapevole. Prima di spendere per una cena, una vacanza o una giornata in spiaggia valuta ciò che riceve in cambio. Per questo bisogna saper accogliere pubblici diversi. Noi offriamo postazioni accessibili e servizi premium per chi cerca un’esperienza esclusiva, ma anche postazioni smart da 20 euro. L’importante è costruire un’offerta ampia e di qualità. In definitiva, qual è la sfida dei prossimi anni? Continuare a investire nella qualità, nell’innovazione e nelle persone. La spiaggia del futuro sarà più inclusiva, più accessibile, più sostenibile e soprattutto più vissuta. Non soltanto durante l’estate, ma ogni volta che il mare saprà off rire un’esperienza piacevole a chi sceglierà di viverlo. • Giacomo Brunoro

• Chi è Giacomo Brunoro Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.

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DESPAR

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Eccellenze. Despar Nord porta a Made in Malga i sapori e le produzioni del territorio

IL GUSTO DEL TERRITORIO, UNA STORIA DA CONDIVIDERE Despar Nord rinnova la partecipazione alla rassegna di Asiago: degustazioni, formaggi di malga e prodotti selezionati per raccontare il valore delle eccellenze locali e di chi ogni giorno le produce

A

nche quest’anno Despar Nord rinnova il proprio sostegno a Made in Malga, la rassegna nazionale dedicata ai formaggi e ai prodotti della montagna in programma ad Asiago nei due weekend dal 4 al 6 e dall’11 al 13 settembre. Un appuntamento ormai consolidato per il marchio dell’Abete, che nella manifestazione riconosce un’importante occasione per raccontare uno dei valori che da sempre ne caratterizzano la presenza sul territorio: la vicinanza alle produzioni locali e alle persone che, attraverso il proprio lavoro, custodiscono e tramandano sapori, saperi e tradizioni. Tra masterclass, degustazioni, incontri, mostre mercato e appuntamenti diffusi nel centro di Asiago, Made in Malga porta ogni anno migliaia di visitatori alla scoperta della cultura gastronomica della montagna. Un patrimonio che Despar Nord contribuisce a valorizzare ogni giorno anche

nei propri punti vendita, attraverso la selezione e la presenza a scaffale di numerose eccellenze locali e regionali. Durante i due fine settimana della manifestazione, Despar sarà presente il sabato e la domenica con uno spazio dedicato a TANN, il Centro Carni e Salumi di Despar Nord, dove il pubblico potrà conoscere e degustare la nuova selezione Despar Premium di salumi e affettati senza conservanti, realizzata con carne 100% italiana e una lista di ingredienti essenziale. A completare la presenza del marchio dell’Abete sarà un momento interamente dedicato alle eccellenze casearie della montagna. Domenica 6 settembre alle ore 11.00, all’Hotel Paradiso di Asiago, Despar proporrà infatti la masterclass “Alla scoperta dei formaggi di malga selezionati da Despar – Il gusto autentico delle nostre montagne”. Un viaggio tra sapori e territori che porterà in degustazione Mezzano e

Stravecchio Malga Verde di Fattoria Cortese, Monte Veronese DOP Allevo di Malga de La Casara Roncolato Romano e Cuor di Fassa Latte di Malga, accompagnati da una selezione di vini dell’arco alpino: Kerner Alto Adige DOC, Lagrein Alto Adige DOC e Ferrari Trentodoc. Un’occasione per scoprire non soltanto prodotti di grande qualità, ma anche le storie, le competenze e il lavoro dei produttori

che li rendono possibili. È proprio da questa volontà di valorizzare le realtà agroalimentari locali che nasce “Sapori del Territorio”, il progetto con cui Despar Nord da oltre dieci anni seleziona e porta sugli scaffali le produzioni più rappresentative delle aree in cui è presente. Un percorso che oggi raccoglie oltre 4.000 referenze realizzate da più di 600 produttori locali, costruendo un legame diretto

tra chi produce, i punti vendita e le comunità. La partecipazione a Made in Malga si inserisce così nel più ampio impegno di Despar Nord per sostenere le filiere locali e valorizzare le eccellenze dei territori in cui è presente, favorendo l’incontro tra produttori e consumatori e contribuendo a mantenere vive identità e tradizioni che rappresentano una ricchezza per le comunità.

TANN, dove filiera e innovazione diventano sinonimo di qualità

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ui competenze specialistiche, innovazione e ricerca si integrano con una particolare attenzione alla selezione e alla provenienza delle materie prime. Despar Nord ha infatti sviluppato accordi diretti con macelli italiani di medie e piccole dimensioni, riducendo i passaggi intermedi e rafforzando tracciabilità e controllo lungo la filiera. Tecnologie all’avanguardia e un elevato livello di automazione consentono inoltre di rendere più efficienti le lavorazioni, ridurre gli sprechi e garantire elevati standard qualitativi e igienico-sanitari. Da questo percorso nasce anche la nuova selezione Despar Premium di salumi e affettati senza conservanti, arrivata nei punti vendita nell’estate 2026: prodotti realizzati con carne 100% italiana, senza nitriti e nitrati aggiunti e con una lista di ingredienti essenziale. Un progetto che racconta la volontà di Despar Nord di coniugare controllo della filiera, innovazione e ricerca per offrire prodotti sempre più attenti a qualità, trasparenza e origine delle materie prime.


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on-line: www.lapiazzaweb.it •Rubriche •Salute

Case della Comunità, parte la campagna del Veneto

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ar conoscere le Case della Comunità, spiegare quali servizi offrono e accompagnare i cittadini verso un utilizzo più consapevole della sanità territoriale. È questo l’obiettivo della nuova campagna di comunicazione lanciata dalla Regione del Veneto e presentata al Lido di Venezia, allo stand regionale della Mostra del Cinema all’Hotel Excelsior. Un progetto che punta su un linguaggio semplice, diretto e anche ironico, affidandosi a testimonial conosciuti per raggiungere un pubblico il più possibile ampio. Il cuore della campagna sono tre spot video, costruiti attorno a storie e protagonisti differenti, ma con un unico messaggio: le Case della Comunità devono diventare un punto di riferimento concreto per i cittadini e una porta di accesso più appropriata ai servizi sanitari. Accanto agli spot saranno utilizzati materiali informativi sul territorio, strumenti digitali, stampa ed emittenti televisive locali. La campagna interesserà tutte le Ulss venete e, in una seconda fase, sarà adattata alle caratteristiche dei singoli territori, con informazio-

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ni sulla localizzazione delle strutture e sui servizi disponibili. Nel primo filmato il presidente della Regione Alberto Stefani dialoga con Barutz, interprete dell’iconica “nonna Marisa”. Con un tono leggero, il messaggio è quello di invitare i cittadini a scegliere in maniera consapevole il servizio sanitario a cui rivolgersi, evitando di considerare l’ospedale come risposta automatica a ogni necessità. Il secondo spot ha invece come protagonisti l’assessore regionale alla Sanità Gino Gerosa, cardiochirurgo di fama internazionale, e Mirko Bernardinello, primo paziente in Italia sottoposto a trapianto da donatore a cuore fermo proprio per mano del professor Gerosa. L’incontro avviene all’interno di una Casa della Comunità, dove Bernardinello si reca per un controllo. Una storia personale utilizzata per mostrare concretamente come le nuove strutture possano offrire risposte mirate e appropriate ai bisogni di salute. La terza protagonista è Georgette Polizzi, artista e influencer, che racconta la propria esperienza con la sclerosi multipla e il ruo-

lo del Fascicolo Sanitario Elettronico nella gestione delle informazioni e dei percorsi di cura. Proprio il FSE rappresenta uno degli strumenti che la campagna vuole contribuire a far conoscere e utilizzare maggiormente. Ma la comunicazione non riguarda soltanto le nuove strutture. Tra gli obiettivi c’è anche la diffusione del 116117, il numero unico per le richieste di assistenza sanitaria non urgente. Un servizio che la Regione intende valorizzare per orientare i cittadini verso la risposta più appropriata e contribuire a ridurre gli accessi impropri ai Pronto Soccorso. La campagna nasce anche dai risultati di un sondaggio sulla percezione della sanità territoriale. Il 80 per cento degli intervistati dichiara di aver utilizzato i servizi sanitari pubblici negli ultimi dodici mesi, mentre il 57 per cento ritiene che la sanità territoriale riesca a rispondere ai propri bisogni. Il problema principale riguarda però la conoscenza delle Case della Comunità: il 43 per cento ne ha sentito parlare, ma soltanto il 24 per cento conosce quella più vicina al proprio territorio. Allo stesso tempo emerge una forte disponibilità a utilizzarle: il 67 per cento dei cittadini lo farebbe se fosse presente nel proprio Comune, mentre l’80 per cento giudica positivamente la loro realizzazione e l’81 per cento ritiene necessario continuare a investire nella sanità territoriale. Numeri che spiegano la scelta della Regione di affiancare alla realizzazione delle

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strutture una vera e propria operazione di informazione. In Veneto sono 102 le Case della Comunità complessivamente progettate nell’ambito del PNRR e del modello definito dal decreto ministeriale 77 del 2022. Al 30 giugno 2026 risultano completate 99 strutture, superando l’obiettivo nazionale assegnato alla Regione. All’interno delle Case della Comunità possono trovare spazio medici, infermieri di famiglia e di comunità, specialisti ambulatoriali e altre professionalità. I cittadini possono ricevere informazioni e orientamento attraverso il Punto Unico di Accesso, prenotare prestazioni tramite il Cup, effettuare esami diagnostici di base e accedere, secondo l’organizzazione dei diversi territori, a visite specialistiche, servizi infermieristici, prelievi, programmi di prevenzione, screening e vaccinazioni. Le strutture sono inoltre collegate ai percorsi di assistenza domiciliare e alla presa in carico integrata della persona. «Conclusa la fase di realizzazione delle 99 strutture – sottolinea l’assessore alla Sanità Gino Gerosa – è ora fondamentale farle conoscere al massimo tra la popolazione». La sfida, dunque, entra ora nella fase della conoscenza. Perché le Case della Comunità non siano soltanto strutture realizzate, ma diventino davvero luoghi conosciuti e utilizzati dai cittadini, all’interno di un sistema sanitario sempre più orientato alla prossimità. Riccardo Musacco

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34 Prevenzione. Antonia Ricci, direttrice dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie, fa il punto sui contagi in Veneto e spiega come difendersi

West Nile, allarme zanzare a Padova: «Non bisogna avere paura, ma proteggersi»

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alute, ambiente e sicurezza alimentare sono temi molto più vicini tra loro di quanto si possa pensare. A occuparsi di questo intreccio, sul territorio del Triveneto, è anche l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, realtà con sede centrale nell’area di Padova e una rete di strutture periferiche distribuite nelle province di Veneto, Trentino-Alto Adige e Friuli Venezia Giulia. A guidare l’istituto è la dottoressa Antonia Ricci, direttrice generale di un ente che conta circa 650 dipendenti e che svolge attività che vanno ben oltre il controllo della salute degli animali. L’Istituto, infatti, si occupa anche di sicurezza degli alimenti destinati all’uomo, di ambiente, ricerca e prevenzione, seguendo la filiera agroalimentare dal campo alla tavola. Ed è proprio sul fronte della prevenzione che nell’ultimo periodo l’attenzione è concentrata sulla West Nile, malattia trasmessa dalle zanzare che ha fatto registrare diversi casi anche in Veneto e che interessa direttamente il territorio padovano.

«Non ci si deve preoccupare – spiega Ricci -. Soprattutto non dobbiamo preoccuparci noi che facciamo questo mestiere, ma essere attenti e cercare di evitare che queste malattie diventino pericolose per le persone». La West Nile non si trasmette direttamente da persona a persona: il principale veicolo sono le zanzare infette. Per questo il monitoraggio degli insetti è una delle attività fondamentali dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie. In tutto il Triveneto vengono utilizzate trappole per catturare e analizzare le zanzare. Gli entomologi identificano le specie presenti e verificano anche la presenza del virus West Nile e di altri agenti patogeni trasmessi dagli insetti. E i dati raccolti mostrano una presenza del virus nelle zanzare piuttosto elevata. Una situazione che, secondo la direttrice dell’Istituto, non rappresenta una sorpresa considerando le condizioni climatiche di questa stagione. Il caldo e la siccità possono infatti creare condizioni favorevoli alla

circolazione del virus. In particolare, la scarsità d’acqua può spingere le zanzare a cercare piccoli ristagni più vicini alle abitazioni e quindi alle persone. Sul fronte dei contagi umani, in Veneto i casi sono attualmente circa 73. Un numero che, osserva Ricci, è inferiore rispetto ad alcune annate precedenti, ma che deve essere valutato considerando la stagionalità della malattia: il picco dei casi si registra generalmente nel mese di settembre. La parola d’ordine, quindi, è prevenzione. E non riguarda soltanto le amministrazioni pubbliche. «Bisogna proteggersi dalla puntura delle zanzare», sottolinea Ricci, ri-

cordando l’importanza dei repellenti e delle misure per impedire la proliferazione degli insetti. Un ruolo importante spetta anche ai cittadini. I Comuni intervengono nelle aree pubbliche, ma nei cortili e negli spazi privati la prevenzione dipende in larga parte dai singoli. È fondamentale trattare i tombini con prodotti larvicidi ed eliminare i ristagni d’acqua, anche quelli apparentemente insignificanti. Un esempio semplice riguarda i sottovasi delle piante: svuotarli regolarmente significa togliere alle zanzare uno dei luoghi in cui possono riprodursi. «Sembra una banalità – osserva la direttrice – ma vuotare i sottovasi delle nostre piante sui poggioli ci aiuta tantissimo a ridurre la presenza delle zanzare». La West Nile, però, non è l’unica minaccia legata alle zanzare. Sul territorio possono circolare anche altri virus, tra cui Chikungunya, Usutu e Toscana virus. Per questo l’attività di sorveglianza non si limita a un singolo agente patogeno. Il principio che guida questo lavoro è

quello della One Health, un approccio che considera strettamente collegati la salute dell’uomo, quella degli animali e la tutela dell’ambiente. Lo stesso approccio riguarda anche un altro elemento fondamentale degli ecosistemi: le api. L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie è infatti Centro di referenza nazionale per la salute delle api e svolge un’attività specifica di ricerca e sorveglianza in questo settore. Anche gli alveari devono fare i conti con parassiti e nuovi rischi sanitari, alcuni dei quali possono arrivare da altre parti del mondo. Anche in questo caso, secondo Ricci, i cambiamenti climatici possono contribuire a modificare lo scenario. Al momento non vengono segnalate situazioni particolarmente preoccupanti, ma la prevenzione resta fondamentale. L’attività dell’Istituto comprende anche la cooperazione internazionale, con l’obiettivo di aiutare i Paesi in cui determinati rischi sono già presenti a sviluppare strumenti efficaci per identificarli e controllarli. Vincenzo Gottardo

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36 Lo studio. Il gruppo guidato dal professor Giuseppe Tarantini protagonista al Congresso della Società Europea di Cardiologia

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La cardiologia interventistica guarda al futuro

adova è protagonista della cardiologia interventistica mondiale: uno studio su 4 mila pazienti porterà alla stesura delle nuove linee guida per la presa in carico e la cura dell’infarto. Il gruppo guidato dal prof. Giuseppe Tarantini, professore ordinario di Malattie dell’Apparato Cardiovascolare dell’Università di Padova e direttore della UOSD Cardiologia Interventistica dell’Azienda Ospedale Università di Padova, torna per il secondo anno consecutivo tra i protagonisti del Congresso della Società Europea di Cardiologia che è il più grande appuntamento cardiologico mondiale. Il nuovo studio è stato presentato come Late-Breaking Clinical Trial nella Main Arena davanti a migliaia di specialisti ed è stato pubblicato sul prestigioso European Heart Journal che si conferma la più importante rivista scientifica internazionale nel settore della cardiologia per impact factor. Il lavoro rafforza e amplia i risultati della precedente ricerca pubblicata dallo stesso gruppo padovano sul New England Journal of Medicine estendendo ora l’analisi a circa 4 mila pazienti e includendo, oltre ai Paesi occidentali, anche popolazioni dell’Asia orientale. Al centro dell’indagine clinica c’è un approccio sempre più personalizzato al trattamento dell’infarto. Il principio è non limitarsi alla riapertura dell’arteria responsabile dell’evento acuto, ma valutare l’intero albero coronarico e trattare anche le altre stenosi che presentano un reale significato emodinamico, cioè quelle effettivamente in grado di provocare ischemia. L’obiettivo è ottenere una rivascolarizzazione completa, ma selettiva riducendo il più possibile il rischio di nuovi eventi cardiovascolari. Una volta raggiunta una protezione ischemica ottimale, diventa così possibile intervenire anche sull’altro grande fronte della terapia dopo l’infarto: il rischio di sanguinamento. Tradizionalmente, dopo angioplastica e stent, i pazienti venivano trattati per mesi con una doppia terapia antiaggregante. I nuovi dati indicano invece che, nei pazienti adeguatamente selezionati e dopo una rivascolarizzazione ottimale, è possibile ridurre a un solo mese la doppia terapia antiaggregante proseguendo successivamente con una strategia meno intensiva senza perdere prote-

zione dagli eventi ischemici. Il vantaggio è rilevante: una riduzione dei sanguinamenti maggiori nell’ordine di circa il 50 per cento. Il messaggio clinico è, quindi, molto chiaro: trattare tutte le lesioni coronariche realmente pericolose, ridurre il rischio di una nuova ischemia e successivamente evitare una terapia antiaggregante più intensa e prolungata del necessario. La conferma dei risultati in popolazioni occidentali e dell’Asia orientale rafforza la solidità scientifica dello studio e la possibilità di applicare questa strategia su scala internazionale. Si consolida così un percorso scientifico che potrà avere un impatto diretto sulla pratica clinica e sulle future linee guida internazionali per il trattamento dell’infarto. Un risultato che valorizza la Cardiologia Interventistica e l’intera Cardiologia dell’Azienda Ospedale Università di Padova, insieme all’Università di Padova, confermandone il ruolo di riferimento nella ricerca cardiovascolare e nell’innovazione terapeutica. Prof. Giuseppe Tarantini: “La Cardiologia dell’Azienda Ospedale Università di Padova consolida ancora una volta il proprio ruolo di eccellenza nel panorama della ricerca e dell’innovazione in ambito cardiovascolare. Il risultato testimonia la qualità e la solidità del lavoro svolto quotidianamente dai professionisti della Cardiologia Interventistica e dell’Emodinamica di Padova e soprattutto conferma il valore di un modello fondato sull’integrazione tra attività clinica, ricerca scientifica, formazione e innovazione terapeutica. La capacità di sviluppare e di applicare approcci diagnostici e terapeutici sempre più avanzati, insieme alla partecipazione a progetti di ricerca di elevato profilo scientifico, contribuisce a rafforzare il posizionamento dell’Azienda Ospedale Università Padova e dell’Università di Padova come punto di riferimento nel campo della medicina cardiovascolare a livello nazionale, europeo e internazionale. Un risultato che premia, dunque, non solo l’eccellenza delle competenze e delle specificità coinvolte, ma anche la capacità di fare sistema tra assistenza, ricerca e innovazione con l’obiettivo di tradurre i progressi della ricerca scientifica in nuove opportunità di cura e in un concreto beneficio per i pazienti”.

Dall’asilo nido alle superiori, 98 scuole padovane premiate per le iniziative sulla salute

S Ascoltaci in tutto il Veneto in auto sul SCARICA L’APP RADIO VENETO24 SUL TUO SMARTPHONE

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ono 98 le scuole del territorio padovano, dai nidi alle scuole superiori, che riceveranno il riconoscimento e la targa regionale per aver aderito ad almeno tre iniziative dedicate alla promozione della salute. La consegna avverrà a partire da domani, in vista dell’avvio del nuovo anno scolastico. Tra le attività alle quali gli istituti hanno partecipato ci sono iniziative come l’Ora della Terra, la Maratona della Lettura, la Merenda Sana e le Giornate dello Sport. L’obiettivo è fare della scuola non soltanto il luogo dell’apprendimento, ma anche uno spazio nel quale il benessere e la salute entrino nella quotidianità della comunità scolastica. L’iniziativa segue l’approccio dell’Organizzazione mondiale della sanità e dell’Onu «Salute in tutte le politiche», collegato all’Agenda 2030, secondo il quale la promozione della salute può contribuire anche al successo formativo degli studenti, lungo tutto

il percorso scolastico, dal nido fino al diploma. La scuola che promuove salute, secondo l’impostazione del progetto, è chiamata a occuparsi direttamente dei processi legati al benessere all’interno del proprio contesto, individuando priorità, obiettivi, strumenti e modalità di intervento. Un approccio che riguarda non solo la didattica, ma anche gli ambienti, l’organizzazione della scuola e le relazioni tra le persone. In questa prospettiva, la salute non viene considerata semplicemente come una materia da affrontare attraverso l’intervento di esperti esterni, ma come una componente che interessa la vita quotidiana della comunità scolastica e può incidere sul percorso formativo. La consegna delle targhe sarà accompagnata da tre appuntamenti organizzati dal team multidisciplinare «Scuole che Promuovono Salute» dell’Ulss 6 Euganea.


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38 Chirurgia. Il punto del coordinatore trapianti Pietro Paolo Murdaca

«Senza donatore non c’è trapianto»: a Cittadella cresce la cultura della donazione

«S

enza donatore non c’è trapianto». È una frase semplice, ma racchiude il significato di una scelta capace di trasformare un momento di dolore in una nuova possibilità di vita. La donazione di organi, tessuti e cellule rappresenta infatti uno dei gesti più profondi di solidarietà e responsabilità civile: per chi attende un trapianto può significare la possibilità concreta di curarsi e tornare a guardare al futuro. Diffondere questa consapevolezza è uno degli obiettivi del Coordinamento trapianti dell’ospedale di Cittadella. «Tra gli obiettivi principali del Coordinamento trapianti – spiega Pietro Paolo Murdaca, medico anestesista e rianimatore e coordinatore Trapianti dell’ospedale di Cittadella – c’è proprio la diffusione della cultura della donazione, attraverso informazione e sensibilizzazione, perché ogni persona possa compiere una scelta libera e consapevole». Ogni anno sono migliaia gli italiani che attendono un trapianto. Il sistema nazionale è considerato tra

i più efficienti d’Europa e il Veneto rappresenta una delle realtà più significative sul fronte delle donazioni. Nonostante i risultati raggiunti, però, il numero dei donatori continua a non essere sufficiente a soddisfare tutte le richieste. «Anche dopo la vita possiamo continuare a fare del bene e regalare una nuova possibilità – sottolinea Murdaca –. Un solo donatore può salvare o migliorare la vita di più persone. Donare gli organi signifi-

ca trasformare una perdita in una nuova speranza». È proprio questo il messaggio che il personale sanitario cerca di portare tra i cittadini: informarsi, conoscere le procedure e decidere consapevolmente se dare il proprio consenso significa contribuire a creare una rete di solidarietà capace di incidere concretamente sulla vita di altre persone. L’Ulss 6 Euganea porta avanti da tempo attività di informazione e sensibilizzazione sulla donazione di organi e tessuti. Nel territorio di competenza dell’ospedale di Cittadella, Murdaca e l’infermiere Pier Paolo Olivo organizzano incontri dedicati al tema della donazione di organi, tessuti e cellule, anche attraverso testimonianze dirette. L’obiettivo è fornire ai cittadini informazioni corrette e comprensibili, così da favorire una scelta consapevole e permettere a chi partecipa agli incontri di diventare a sua volta portatore di un messaggio di solidarietà. I numeri confermano la presenza

di una sensibilità significativa nel territorio: nel 2025 sono stati più di trenta i donatori nell’area afferente all’ospedale della città murata. E il valore di ogni singola donazione va ben oltre il numero dei donatori: una persona può infatti rendere disponibili diversi organi, tessuti e cellule, consentendo a più pazienti di beneficiare di quello stesso gesto. La decisione di donare può essere presa e formalizzata mentre si è in vita. Esprimere in anticipo la propria volontà è particolarmente importante perché, in assenza di una dichiarazione dell’interessato, nel momento del decesso la scelta può ricadere sui familiari, chiamati a decidere in una situazione di profondo dolore. Il consenso può essere espresso presso l’ufficio anagrafe del proprio Comune in occasione del rilascio o del rinnovo della carta d’identità. È inoltre possibile registrare la propria volontà online attraverso il portale dell’Associazione italiana donatori organi, utilizzando Spid o Carta d’identità elettronica, oppure rivol-

gendosi alla propria Ulss e compilando l’apposito modulo. Un’altra possibilità è redigere e firmare una dichiarazione da conservare tra i propri documenti personali. La volontà può essere modificata in qualsiasi momento. La donazione degli organi segue una procedura medica precisa e rigorosa, nella quale ogni fase viene verificata da specialisti. L’espianto e il successivo trapianto di organi, tessuti e cellule richiedono il coordinamento di diverse équipe sanitarie e un’organizzazione complessa. A stabilire l’assegnazione degli organi ai pazienti inseriti nelle liste d’attesa è il Centro nazionale trapianti, sulla base di criteri che tengono conto, tra gli altri elementi, dell’urgenza e della compatibilità. Dietro ogni trapianto ci sono dunque una macchina sanitaria altamente organizzata e, prima ancora, una scelta individuale. Quella di una persona che decide di dire sì alla donazione, offrendo anche dopo la propria morte una possibilità concreta a chi sta aspettando una nuova vita.

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