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La polizia locale incrocia le braccia e spiega le ragioni della protesta
Riciclare“Avanti Ruzza: non basta, con la nuova la piattaforma sfida èper dare il biglietto un mercato unico dei trasporti alla plastica recuperata regionali”
Influenza, al via le vaccinazioni, 200mila dosi per il padovano
pag. 11
Regione Veneto al banco di prova del bilancio
L
a sessione di bilancio in Regione Veneto si prospetta come uno dei banchi di prova più delicati e complessi della legislatura, un momento in cui la politica economica e finanziaria di Palazzo Ferro Fini dovrà fare i conti con la realtà complessa che famiglie e imprese stanno affrontando in un contesto socio-economico e internazionale segnato da forti criticità. Tra inflazione persistente, rincari energetici e incertezze globali che pesano sulla filiera produttiva, la grande domanda che attraversa i corridoi della politica veneta riguarda il futuro della programmazione finanziaria e la tenuta della storica coesione della maggioranza. In particolare, ci si chiede se il cosiddetto schema “Stefanildo”, ovvero il consolidato asse di governo e di sintesi politica tra i principali leader di maggioranza e opposizione coalizione, troverà piena soddisfazione anche nelle scelte di allocazione delle risorse o se, al contrario, l’elaborazione del documento contabile darà vita a una sfida aspra e a tensioni interne difficilmente dissimulabili. A rendere il quadro particolarmente teso vi è il clima di forte preoccupazione che serpeggia tra le realtà produttive del territorio.
EMERGENZA CASA TRA COSTI INSOSTENIBILI E IMMOBILI “FANTASMA” A CONSELVE VOLANO I PREZZI MA GLI ALLOGGI SCARSEGGIANO servizi alle pag. 6-7
A CONSELVE NUOVE SCUOLE, SOTTO CONTROLLO ANCHE IL TRAFFICO
servizio a pag. 8
VOTO BIPARTISAN SUI CAREGIVER CONSIGLIO REGIONALE COMPATTO
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IL CETO MEDIO FUORI CASA
empre più cara, sempre più irraggiungibile: che sia da acquistare o da comprare la casa non è più una certezza ma assume i contorni di un miraggio o di una montagna impossibile da scalare. Bastano le cifre e i bilanci familiari a fine mese a dare un’idea. Se fino a qualche anno fa, in Veneto come in Trentino, la difficoltà a trovare un alloggio riguardava le fasce escluse dal ciclo produttivo, oggi il blocco dell’accesso alla casa incide direttamente su insegnanti, giovani tecnici, lavoratori della sanità, anziani con pensioni contributive ordinarie e famiglie monoreddito. segue a pag. 5
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FACCIAMO IL PUNTO
del Conselvano
IL CETO MEDIO FUORI CASA
“SE L’UVA PASSA, IL VALORE RESTA”
A
nche quest’anno è stata raccolta l’uva per uno speciale vino all’insegna della solidarietà e dell’inclusione. Un gruppo di persone con disabilità della cooperativa “Giovani e Amici” ha partecipato alla vendemmia sociale in un’azienda vitivinicola socia della Conselve Vigneti e Cantine, raccogliendo numerose casse d’uva glera destinata a diventare Prosecco Doc. Tra i filari dell’azienda Renzo Rosso a Terrassa Padovana, le persone seguite dalla cooperativa, accompagnate dagli operatori, hanno raccolto i grappoli maturi che daranno vita al “loro” vino. Il Prosecco sarà imbottigliato dalla Cantina di Conselve con etichette disegnate dagli stessi utenti della cooperativa, accompagnate dal motto “Se l’uva passa, il valore resta”. Il ricavato della vendita finanzierà le attività di “Giovani e Amici”, chiudendo il cerchio della solidarietà. “È un progetto che ci sta particolarmente a cuore e che, vendemmia dopo vendemmia, continua a crescere”, spiega Roberto Lorin, presidente della Conselve Vigneti e Cantine. “Gli utenti della cooperativa anche in questa occasione hanno partecipato con entusiasmo, impegno e dedizione alla raccolta, proseguendo un percorso che in questi anni è diventato qualcosa di ancora più grande. I ragazzi hanno dimostrato che, nonostante le difficoltà, possono essere protagonisti del loro futuro”. Lorin sottolinea il valore più ampio dell’iniziativa: “Questa piccola esperienza conferma che è possibile creare opportunità per persone in situazioni di vulnerabilità e innescare un circolo virtuoso sul nostro territorio. Ogni persona può contribuire a creare valore per sé e per gli altri e anche una bottiglia di Prosecco può essere simbolo di crescita e inclusione”. Un ringraziamento finale va “all’azienda Renzo Rosso per averci accolto con grande responsabilità, e a Lucia Drago, direttrice della cooperativa, insieme agli operatori e a tutti coloro che hanno partecipato a questa iniziativa”.
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• Nicola Stievano Segue da pag. 1
U
Torna la vendemmia d’inclusione con il coinvolgimento della cooperativa “Giovani e Amici” per il vino della solidarietà
n giovane under 35 con un contratto a tempo indeterminato e uno stipendio di 1.500 euro si scontra oggi con la richiesta di anticipi bancari pari ad almeno 45.000 euro per ottenere un mutuo prima casa; allo stesso tempo i canoni d’affitto assorbono ormai oltre il 40% delle entrate nette di un nucleo familiare medio. Il risultato è la paralisi: chi non ha alle spalle un patrimonio di famiglia rimane bloccato, oppure si vede costretto a rinunciare a scelte di lavoro e di vita. Di fronte a questa saturazione, gli strumenti istituzionali locali cercano di mettere un argine. In Veneto, la Regione ha attivato il piano “Generazione Casa” impegnando 50 milioni di euro per azzerare i tempi di ripristino delle abitazioni pubbliche sfitte e destinarle a lavoratori e giovani coppie. Sull’altro versante, la Provincia Autonoma di Trento affianca alla gestione ordinaria di ITEA S.p.A. (Istituto Trentino per l’Edilizia Abitativa) il progetto Ri-Val (Rigenerazione e Valorizzazione): una misura che ha censito 467 alloggi inutilizzati nei Comuni trentini con l’obiettivo di riqualificarne 300 e reimmetterli sul mercato a canone moderato (calmierato del 30% rispetto al mercato libero) o con opzione di riscatto. Misure operative che si
integrano con le direttive del Piano Casa da centomila alloggi in dieci anni, un impegno a lungo termine pensato per stimolare l’housing sociale privato attraverso leve fiscali e semplificazioni urbanistiche. Tuttavia, risanare qualche centinaio di appartamenti non basterà se le regole del mercato immobiliare continuano a spingere l’offerta esclusivamente verso la locazione turistica breve o la speculazione ad alto rendimento. La casa non può continuare a essere trattata esclusivamente come merce speculativa o bene di rendita a breve termine. Per la classe media la casa non è mai stata un lusso ma una necessità che spesso impegna per decenni le famiglie. Secondo gli esperti servirebbero tre cose poco appariscenti: cantieri con date verificabili, dati pubblici su sfitti e graduatorie (l’anagrafe regionale dell’Erp veneta va in questa direzione), criteri chiari su chi rientra nella fascia intermedia, anziani compresi. I proprietari di immobili vuoti dovrebbero valutare un canone concordato. I Comuni possono accelerare permessi e bandi, le imprese pensare alloggi per i propri dipendenti. A noi cittadini spetta chiedere conto dei tempi, perché una casa promessa tra cinque anni non risolve l’affitto di quest’inverno.
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ASCOLTACI IN Questa edizione raggiunge le zone di Conselve, Tribano, Cartura, Bovolenta, Due Carrare e Bagnoli di Sopra per un numero complessivo di 10.089 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. Srl 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 32199
Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin - formato da 26 edizioni locali mensilmente recapitato a 575.000 famiglie del Veneto e del Trentino
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Chiuso in redazione il 12 ottobre 2026
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Emergenza casa/1. Sul mercato immobiliare sono appena due le soluzioni disponibili in affitto
A CONSELVE PREZZI ALLE STELLE E SCARSA OFFERTA, ANCHE IL COMUNE CERCA SOLUZIONI A Conselve il mercato immobiliare mostra segnali di forte tensione sui prezzi. Secondo i dati di Immobiliare.it relativi a luglio 2026, il prezzo medio di vendita è di 1.353 euro al metro quadro, con un balzo del 25,63% rispetto all’anno precedente, in una forbice molto ampia che va da 433 a 2.558 euro al metro quadro. Ancora più marcato l’aumento sul fronte degli affitti: il canone medio è di 8,46 euro al metro quadro, in crescita del 13,71% su base annua, tra un minimo di 4,52 e un massimo di 14,07 euro al metro quadro. Gli annunci attivi sono 74 in vendita, ma appena 2 in affitto, segno di un’offerta locativa quasi inesistente. Proprio la difficoltà di reperire un alloggio in affitto è uno dei nodi sollevati dall’assessore al Sociale Susanna Lazzarin, che fa il punto sulle situazioni di fragilità abitativa seguite dal Comune. “Da quest’anno abbiamo alcune situazioni di emergenza, 5 nel 2026, dovute a difficoltà legate allo sfratto per morosità”, spiega l’assessore. Per rispondere a queste situazioni il Comune gestisce, con la Fonda-
zione La Casa, il diritto di prelazione su tre alloggi in via Beolo, dove sono già inseriti altrettanti nuclei familiari in emergenza abitativa per situazioni temporanee. L’intervento dei servizi sociali, sottolinea Lazzarin, non si ferma alla prima risposta: “Quando vengono presi in carico dai servizi non si tratta solo di rispondere al bisogno primario, ma vengono seguiti nel risolvere la situazione di fragilità attraverso un progetto, perché possano uscirne affiancandoli al servizio sociale”. In alcuni casi, aggiunge, “si cercano anche alloggi nel libero mercato o si invitano le famiglie a partecipare ai bandi Erp”. Sul fronte dell’edilizia popolare, il Comune ha aperto il primo bando nel 2023, riproposto quest’anno: “Nel 2023 sono state presentate 68 domande e quest’anno 66. Sono stati assegnati 12 alloggi Ater, di cui tre hanno rifiutato”. Restano alcuni alloggi Ater chiusi e non più assegnati, anche se, precisa l’assessore, non si dispone di dati aggiornati in proposito. Alle richieste di alloggio si affiancano quelle di sostegno economico, “più che altro da gruppi con
minori”, a cui si aggiunge un supporto straordinario destinato a due anziani per le utenze domestiche, oltre a un’ulteriore assegnazione temporanea per un nucleo in emergenza abitativa. Per Lazzarin resta critica, in particolare, la condizione delle giovani coppie: “È un problema trovare case in affitto”. Sul fronte dell’offerta privata, prosegue intanto la vendita dei lotti edificabili comunali nell’area di via Giordano, quasi 20mila metri quadrati nel quartiere accanto a via Mascagni, a due passi dal centro. L’area, già urbanizzata, consente abitazioni singole o bifamiliari e cinque piccoli condomini nei lotti più estesi. Finora è stato venduto poco più della metà dei 14 lotti della parte residenziale, con appezzamenti da 812 a oltre mille metri quadrati e un volume edificabile fino a 1.800 metri cubi: il prezzo a base d’asta parte oggi da 118 mila euro. L’ultima asta pubblica, riservata ai soli privati, si è svolta la scorsa estate. • Nicola Stievano
Bovolenta, in arrivo un bando con priorità alle donne vittime di violenza
“P
er quanto riguarda la situazione abitativa a Bovolenta, al momento non registriamo casi di emergenza abitativa attivi”, dichiara l’amministrazione comunale, facendo il punto sulle politiche per la casa. Il Comune dispone attualmente di un alloggio disponibile, mentre per il 2027 è previsto un nuovo bando per l’assegnazione: “Nel nuovo bando è già stato previsto un punteggio più elevato per le donne vittime di violenza, con l’obiettivo di garantire una maggiore tutela alle situazioni di particolare fragilità”. Sul fronte del patrimonio pubblico, resta aperto il nodo di un appartamento Ater che necessita di interventi di ristrutturazione. Più in generale, l’amministrazione registra segnali
positivi sul mercato immobiliare locale: “Bovolenta sta diventando progressivamente più attrattiva anche grazie alla crescita dei servizi e delle infrastrutture: pensiamo, ad esempio, al nido, agli interventi sulla viabilità e alla prospettiva di un nuovo supermercato. Sono elementi che incidono sulla qualità della vita e che stanno generando interesse anche sul mercato immobiliare”. Un ottimismo condiviso, spiega il Comune, anche dai principali portatori di interesse: “C’è attenzione verso il territorio e la sensazione che Bovolenta possa diventare sempre più interessante anche per giovani famiglie e persone che scelgono di stabilirsi qui”. I dati di Immobiliare.it relativi a settembre 2026 restituiscono comunque un
mercato ancora distante dai valori medi provinciali. Il prezzo di vendita si attesta a 1.127 euro al metro quadro, in calo del 14,10% rispetto all’anno precedente e ben al di sotto della media della provincia di Padova, ferma a 2.029 euro al metro quadro; il range comunale va da 447 a 2.576 euro al metro quadro. Sul fronte degli affitti il canone medio è di 7,31 euro al metro quadro, in flessione del 10,42% su base annua, anche in questo caso nettamente sotto la media provinciale di 13,06 euro al metro quadro. Gli annunci attivi censiti sono 24, tutti in vendita: nessun annuncio risulta attualmente disponibile per la locazione. • (N.S.)
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7 Emergenza casa/2. L’abitare pesa sui bilanci familiari tra sfratti per morosità e e tensioni
TRIBANO: 54 ALLOGGI A CANONE CALMIERATO, PROGETTO DI CO-HOUSING PER LE URGENZE
A
nche a Tribano il tema della casa pesa sui bilanci familiari, con nuclei sempre più piccoli, separazioni, anziani soli e redditi che faticano a tenere il passo con i costi dell’abitare. I Servizi sociali comunali seguono attualmente 4 nuclei familiari in situazione di fragilità. “A Tribano i Servizi Sociali seguono 4 nuclei familiari: separazioni difficili, anziani con reddito insufficiente, famiglie colpite da sfratto per morosità incolpevole”, spiega il sindaco Massimo Cavazzana. Nell’ultimo anno il Comune ha destinato 20.000 euro a contributi per affitti e utenze a sostegno di famiglie e anziani.
Tra le misure più recenti, un alloggio bifamiliare comunale è stato convertito in soluzione temporanea per chi è in attesa di una sistemazione stabile. “Un alloggio bifamiliare comunale è stato trasformato in una unità di convivenza temporanea per due o tre nuclei, per sei mesi, finché non si trova una soluzione stabile”, racconta Cavazzana. “Un secondo alloggio, oggi inutilizzato, è pronto per essere recuperato. È la dimostrazione che un Comune può essere casa anche quando le case mancano”. Sul fronte dell’edilizia residenziale sociale (Ers), il Comune ha fatto una scelta strutturale negli anni:
“Qui l’Edilizia Residenziale Sociale è diventata una scelta strutturale: 54 alloggi, frutto di 25 anni di politiche continuative, con una media di 8 unità disponibili ogni anno a canone calmierato”, sottolinea il sindaco. Un dato di contesto: nella provincia di Padova gli alloggi Ater sfitti sono aumentati del 41,5%, mentre a Tribano il patrimonio Erp tradizionale segue una storia diversa: “Da più di 25 anni gli alloggi Erp sono stati quasi tutti venduti agli inquilini dell’epoca”. Oggi risulta un solo alloggio in attesa di ristrutturazione, destinato al progetto di co-housing, mentre un secondo immobile è già stato recuperato. Sulla scelta di non concentrare gli interventi in un unico edificio, Cavazzana è netto: “Concentrare tutte le fragilità nello stesso edificio non favorisce l’integrazione sociale. Per questo il modello tribanese punta su soluzioni diffuse, integrate nel tessuto urbano e sul modello Ers”. È in fase di definizione anche un nuovo progetto Ers, che prevede il recupero di un ulteriore immobile comunale, nella cornice del Piano Casa regionale, che punta su affitti attorno ai 350 euro al mese per giovani coppie, famiglie monoreddito, lavoratori e personale
sanitario. A livello regionale, la Regione Veneto ha approvato uno stanziamento complessivo di 50 milioni di euro, ripartiti in due capitoli: 25 milioni per l’Erp, destinati a manutenzione straordinaria, restauro, ristrutturazione ed efficientamento energetico degli alloggi popolari sfitti; 25 milioni per l’Ers, a sostegno del social housing a canone sostenibile. Le risorse derivano dalla riprogrammazione
dei fondi europei per la coesione, scelta che ha aperto un dibattito in Consiglio regionale. Restano alcuni nodi aperti, a partire dal recupero degli alloggi privati sfitti, spesso datati, e dalla pressione della domanda abitativa, alimentata anche da chi si trasferisce a Tribano da altri Comuni. • Nicola Stievano
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Mutui in netta crescita: “Un terzo va agli under 36, il caro affitti spinge le richieste ma la barriera resta il capitale iniziale”
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el primo semestre 2026 Banca Annia, la Bcc che ha sede a Cartura, ha erogato 113 milioni di euro in nuovi mutui, il 41% in più rispetto allo stesso periodo del 2025, per 972 contratti (+60%). Di questi, 77 milioni sono stati destinati all’acquisto di immobili residenziali, con un importo medio di 120mila euro. Il 30% dei mutui residenziali è andato a under 36 e il 28,2% ha fatto ricorso al Fondo di garanzia prima casa dello Stato, gestito da Consap, che attraverso la garanzia pubblica facilita l’accesso al mutuo in particolare per alcune categorie prioritarie e per i finanziamenti con un elevato rapporto tra importo e valore dell’immobile. Delle nuove operazioni per l’acquisto di immobili residenziali, l’85% (pari a 555 contratti) è stato sottoscritto da persone che in precedenza non erano clienti della banca. “Crescita dei mutui e diff icoltà di accesso alla casa non sono fenomeni in contraddizione – commenta il direttore generale Andrea Binello – La casa è diventata un problema anche per famiglie che hanno un reddito regolare. La crescita dei canoni sta rendendo l’affitto sempre meno accessibile e, in molti casi, la rata di un mutuo può risultare competitiva rispetto al costo di una locazione. L’acquisto non rappresenta quindi soltanto una
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RITIRO ARGENTERIA USATA Andrea Binello, direttore generale Banca Annia
scelta patrimoniale: per alcune famiglie può essere la soluzione economicamente più sostenibile a un bisogno abitativo. Resta però la barriera del capitale iniziale, che penalizza soprattutto i più giovani. È proprio su questo punto che il credito può fare la differenza. Un terzo dei mutui casa che abbiamo erogato nel semestre è andato a under 36 e quasi il 30% ha beneficiato della garanzia pubblica. Come banca di credito cooperativo, crediamo che il nostro ruolo sia anche questo: contribuire a creare le condizioni perché chi vive e lavora qui possa costruire nel territorio il proprio progetto di vita”.
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CONSELVE
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Il primo bilancio. Ad un mese dall’inizio delle lezioni il punto sui nuovi plessi in via Traverso
LA CITTADELLA SCOLASTICA TROVA IL PASSO “UN AMBIENTE IDEALE PER GLI STUDENTI” A un mese dall’inaugurazione, i 349 studenti dei nuovi plessi di via Traverso hanno preso confidenza con le aule della scuola primaria “Leonardo Da Vinci” e della secondaria di primo grado “Nicolò Tommaseo”. Si chiude così un iter lungo anni, fatto di progettazione, demolizioni e cantieri, che ha portato Conselve ad avere due edifici scolastici di ultima generazione, dotati delle migliori soluzioni tecnologiche disponibili e pensati per rispondere alle esigenze delle prossime generazioni di studenti. I numeri raccontano l’entità dell’opera: oltre 11 milioni di euro investiti, di cui 8 milioni di fondi Pnrr e 2,6 milioni ottenuti dal Comune attraverso il conto termico. Nella “Da Vinci” trovano posto 189 alunni in 11 classi, nella “Tommaseo” altri 260 in 12 classi. Entrambi gli edifici sono classificati Nzeb, a basso consumo energetico, con riscaldamento a pavimento, ricambio aria canalizzato e pannelli fotovoltaici sul tetto; attorno, duemila metri quadrati di verde. Mensa e auditorium da 230 metri quadrati sono condivisi dai due plessi,
mentre all’ingresso un ampio murales è diventato il nuovo biglietto da visita della scuola. I lavori sono stati progettati dallo studio Sga degli architetti Diego Giallombardo e Nicola Vendramin ed eseguiti dalla Marchetti Srl per la primaria e dalla Cogeco 2025 per la secondaria. “È il risultato di un lavoro di squadra che ha unito le professionalità migliori, in un confronto leale e franco, - ha commentato il sindaco Umberto Perilli. - Mettiamo a disposizione un ambiente migliore per far crescere i nostri ragazzi: l’intera struttura è stata pensata per ottimizzare spazi e risorse, con ampi spazi verdi come il cortile interno e il giardino verso l’ex Tommaseo. Accanto all’ingresso abbiamo ricavato un’area ricoperta da ghiaino per garantire un accesso funzionale ai veicoli. Sul fronte della viabilità abbiamo scelto di valorizzare l’esistente, senza costruire nuove strade”. Parole riprese anche dall’assessore alla Scuola Stefania Mastellaro: “Finalmente i conselvani sono rimasti colpiti positivamente: è un ambiente pieno di colori, tecnologia e
L’inaugurazione delle scuole e un dettaglio dell’ingresso
verde, come se ne vedono pochi in giro”. Con i nuovi plessi si completa anche la cittadella scolastica tra via Traverso e via Beggiato, che comprende già la scuola dell’infanzia “Il Girasole” con 135 bambini, il nido integrato e l’istituto superiore Mattei-Cattaneo. Nell’edificio di via Traverso, già sede della media, ristrutturato pochi anni fa, hanno invece trovato posto i 126 alunni della “Diego Valeri”, demolita nelle scorse settimane.
Intanto si chiude anche la sperimentazione sulla nuova viabilità, con la chiusura del tratto di via Beggiato dalle 7.30 alle 8 nei giorni di lezione. “Abbiamo notato un miglioramento dei flussi di traffico con la chiusura del tratto davanti all’ingresso delle due primarie, - spiega Mastellaro, - confermato anche dalla maggioranza dei genitori. L’utilizzo del parcheggio dell’area ex Valeri, il doppio senso di marcia nel primo tratto di via Traverso
e la disponibilità di parcheggio dietro l’autoscuola Denny hanno reso più fluida la circolazione”. Resta un nodo da sciogliere: il mercoledì, giorno di mercato, si registrano delle criticità in via Terrassa e via Trieste. Il Comune, insieme alla polizia municipale, sta valutando correttivi da introdurre nelle prossime settimane. • Nicola Stievano
CINQUANTA ALUNNI A SCUOLA IN “PEDIBUS” GRAZIE AI GENITORI VOLONTARI
I
n classe con il Pedibus: Dagli inizi del mese una cinquantina di bambini raggiungono le scuole primarie Da Vinci e Valeri accompagnati da alcuni genitori volontari che si sono offerti per far partire il servizio. Circa quindici genitori si sono messi a disposizione e si danno il turno dal lunedì al venerdì partendo dall’entrata del Prato Comunale vicina all’ospedale per raggiungere a piedi l’area pedonale di entrata delle scuole. Bambine e bambini, divisi in due gruppi, indossano le pettorine colorate e attraversano insieme tutto il viale del Prà in tutta sicurezza per raggiungere la cittadella
scolastica. Anche i genitori portano le pettorine proprio per essere maggiormente visibili. Il mercoledì, giorno di mercato, il punto di incontro è spostato nel cortile della ex scuola Da Vinci per poi accompagnare i piccoli studenti sempre verso l’entrata del Prato Comunale per percorrere lo stesso viale di tutti i giorni. In questo modo i genitori potranno entrare tutti i giorni nel parcheggio davanti al patronato canossiano e lasciare i propri figli ai volontari al punto di incontro. L’appuntamento è dalle 7.30 alle7.40, orario di partenza dei gruppi. I
genitori volontari sono assicurati dal comune, mentre i bambini godono già dell’assicurazione stipulata dalla scuola. “Erano tre anni che si tentava di fare partire il servizio - spiega l’assessore all’Istruzione e all’Edilizia Scolastica Stefania Mastellaro - ma la mancanza di genitori volontari non aveva permesso all’amministrazione comunale di portare a termine il progetto. Quest’anno c’è stata una buona adesione sia di bambini che di genitori, e questo ci ha permesso di far partire il pedibus. L’idea è quella di creare una seconda linea verso il campo sportivo san
Lorenzo quando saranno terminati i lavori per la realizzazione del palazzetto dello sport. Il pedibus, oltre che ad uno sgravio di traffico sulla zona della cittadella scolastica, è anche un momento educativo per i bambini. Abituare fin da piccoli i bambini a percorrere a piedi un tratto di strada è davvero importante. Vedere ogni mattina genitori e bambini, ai quali va il nostro ringraziamento per la collaborazione, riuniti in gruppo nella zona pedonale, è davvero molto bello. Un ringraziamento particolare va ai genitori volontari che si sono resi disponibili per questo prezioso servizio”.
Gres porcellanato Ceramica Legno LVT Pietra naturale Arredo bagno Rubinetteria Sanitari
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ALLA PREVENZIONE FEMMINILE Domus Medica, per l’ottobre rosa, propone tariffe agevolate per sensibilizzare l’importanza della prevenzione, poiché non dovrebbe essere legata soltanto alla presenza di un sintomo, ma dovrebbe diventare parte della propria attenzione alla salute. Il percorso proposto da Domus Medica comprende: • visita senologica • mammografia • ecografia mammaria bilaterale Consentendo di approfondire la salute del seno attraverso un approccio completo. Per tutto il mese di ottobre a 88 euro. L’iniziativa nasce con un obiettivo preciso: trasformare il tema della prevenzione in un’occasione concreta per fermarsi, ascoltarsi e prendersi cura di sé. I controlli, infatti, possono rappresentare un momento importante per verificare il proprio stato di salute e, qualora emergano elementi da approfondire, procedere con ulteriori valutazioni.
All’interno del percorso, un ruolo importante è affidato alla tecnologia diagnostica. Domus Medica dispone di un mammografo dotato di tomosintesi 3D, una tecnologia che permette di ottenere immagini dettagliate della mammella attraverso una ricostruzione tridimensionale. Il mammografo: • è caratterizzato da compressione automatica della mammella, pensata per rendere l’esame più confortevole e ridurre la percezione del dolore • consente inoltre di lavorare con una minore dose di radiazioni, mantenendo un’elevata qualità dell’immagine • raggiunge un’angolatura di 50° in meno di 5 secondi, rispetto ai 15° indicati per i mammografi tradizionali. Una tecnologia che punta a combinare accuratezza diagnostica, rapidità e maggiore attenzione al comfort della paziente. Ottobre Rosa: Domus Medica vuole dedicare un momento alla salute del seno della donna e dare alla prevenzione lo spazio che merita.
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CONSELVE
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La protesta. La polizia locale incrocia le braccia e fa volantinaggio fra i cittadini per chiedere la riorganizzazione
Agenti in piazza per la prima volta “Chiediamo attenzione e risposte” N I
“Comitato per la sicurezza”, l’opposizione scrive al Prefetto
on si era mai visto a Conselve uno sciopero indetto dalla polizia locale. Come annunciato, il giorno scelto per l’inedita protesta, terminato l’ingresso degli alunni a scuola e il consueto giro di controllo al mercato settimanale, i cinque agenti della polizia locale dell’Unione del Conselvano hanno incrociato le braccia. È il primo sciopero della categoria nel territorio, proclamato insieme alla Cisl funzione pubblica dopo il fallimento del confronto con gli amministratori dell’Unione. Tolta la divisa, gli agenti sono scesi in piazza per spiegare direttamente ai cittadini i motivi della protesta. A seguire l’iniziativa Alessandro Piovan della Cisl di Padova e Rovigo: “Gli agenti di polizia locale hanno trascorso la giornata in piazza dove hanno incontrato decine di cittadini per spiegare loro i motivi della protesta. L’intento non è quello di creare disagi alla cittadinanza, da qui la scelta di spostare lo sciopero dopo la Fiera e dopo le prime due settimane di inizio della scuola, ma di sensibilizzare la comunità su una legittima richiesta di attenzione, di rispetto e risposte”. Secondo Piovan l’adesione dei cittadini è stata ampia: “I cittadini hanno espresso solidarietà e vicinanza agli agenti, nessuna delle persone che si sono fermate al gazebo si è lamentata per le multe o altri problemi, né ha avuto da ridire sulla scelta di scioperare”. Alla base della protesta, spiega ancora il sindacalista, ci sono difficoltà organizzative che si trascinano da tempo: “Negli ultimi anni ci sono state numerose difficoltà organizzative che in alcuni casi hanno messo a rischio l’incolumità degli operatori. Le criticità sono state più volte segnalate al comandante e al sindaco ma le risposte non sono arrivate”. Dopo due incontri senza esito, il caso è arrivato in prefettura: anche il tentativo di conciliazione non ha prodotto un accordo, da cui la decisione di scioperare. Gli agenti sottolineano inoltre le difficoltà legate a un comando vacante: “Da oltre un mese, a causa dell’assenza del comandante, i problemi organizzativi sono aumentati. Eppure abbiamo continuato a garantire il servizio, con senso di responsabilità e attenzione verso i cittadini”. E rivendicano un ruolo più ampio di quello percepito: “Troppo spesso la polizia locale viene associata solo alle multe, ma noi siamo molto di più, siamo donne e uomini che
ascoltano, rispondono alle esigenze della comunità, affrontano situazioni difficili e garantiscono un servizio fondamentale”. Nessun contatto, il giorno della protesta, tra agenti e amministrazione. Il sindaco Umberto Perilli ha ribadito la propria posizione: “Le lamentele sono prive di fondamento, in ogni caso noi siamo sempre pronti al dialogo e alla condivisione con i collaboratori ma non accettiamo alcuna imposizione”. La vertenza resta aperta, in attesa di un nuovo confronto tra le parti. • Nicola Stievano
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l tema della sicurezza continua ad essere al centro del confronto politico a Conselve, ma su posizioni nettamente contrapposte e in contrasto fra loro. I consiglieri di opposizione del gruppo “Noi per Conselve”, che ne hanno fatto il perno della propria azione, hanno scritto al Prefetto chiedendo la convocazione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Secondo Nicolas Destro e Melania Bortoletto si è diffuso un generale senso di insicurezza in paese: “Episodi di violenza e aggressioni hanno ulteriormente aggravato una situazione già critica, generando preoccupazione tra cittadini, famiglie e attività economiche”. A questo, aggiungono, si somma “il perdurante stato di agitazione del corpo di Polizia Locale, costretto a operare in condizioni organizzative sempre più difficili”. I due consiglieri puntano il dito contro l’inerzia dell’amministrazione: “Nonostante le numerose segnalazioni della cittadinanza e le richieste in sede istituzionale, l’amministrazione comunale non ha attivato alcuna misura concreta, nemmeno il presidio serale, da noi sollecitato più volte”. In aggiunta rivendicano il proprio ruolo di controllo: “Come gruppo di minoranza non restiamo in silenzio. Quando l’amministrazione non interviene, siamo noi a farci carico delle preoccupazioni dei cittadini e a portare le criticità nelle sedi competenti. La sicurezza non è un tema politico: è un dovere istituzionale”. Nella lettera al Prefetto i consiglieri chiedono quattro interventi: il potenziamento del presidio delle forze dell’ordine, maggiore attenzione verso la polizia locale, la messa in sicurezza e lo sgombero definitivo dell’ex hotel Oasi, in stato di degrado, e l’avvio di un tavolo di confronto tra cittadini, forze dell’ordine e amministrazione. Di segno opposto la lettura di sindaco e amministratori, che in diverse occasioni, a partire dal consiglio comunale, hanno invitato a mettere da parte gli allarmismi, richiamando i dati reali delle forze dell’ordine, secondo i quali la sicurezza a Conselve resterebbe sotto controllo. • (N.S.)
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CONSELVE
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Economia. Da Conselve il mondo delle imprese rilancia la proposta su due binari distinti
ZONA LOGISTICA SEMPLIFICATA, CONFAPI: “BASTA SLOGAN, SERVONO MISURE CONCRETE” A un anno dalla tavola rotonda che per prima aprì il dibattito nel Padovano sulla Zona Logistica Semplificata (ZLS), Confapi Padova torna sul tema con una proposta su due binari distinti: ampliare il perimetro della Zona dove la norma lo consente, valorizzando il ruolo dell’Interporto di Padova, ed estendere subito a tutte le PMI venete le semplificazioni amministrative. L’occasione per fare il punto è arrivata a Conselve, in occasione della Fiera di Sant’Agostino, ricordando quando nel 2025 l’associazione riunì sindaci e imprese della Bassa Padovana per chiedere l’estensione della ZLS - oggi attiva solo per Venezia e Rovigo - anche al territorio a sud di Padova. A un anno di distanza, con il tema arrivato sui tavoli nazionali e con il Veneto che ne discute insieme a Piemonte, Lombardia, Liguria ed Emilia Romagna, Confapi Padova conferma la propria proposta ma chiede un cambio di passo: parlare di misure realizzabili, non di
formule destinate a restare sulla carta. La normativa vigente - legge 205/2017 e Dpcm 40/2024 - prevede infatti una sola Zona per regione, un perimetro limitato a porti, aree retroportuali e interporti collegati, e un tetto massimo di superficie fissato per legge. Diverso, e assai più concreto, è invece estendere a tutte le imprese del territorio lo strumento dell’autorizzazione unica, che non richiede modifiche né alla legge né ai vincoli comunitari. Per il Conselvano e la Bassa Padovana la partita ha anche una dimensione locale che l’associazione non vuole lasciare sullo sfondo: qualunque ridisegno della ZLS deve fare i conti con il futuro dell’Interporto di Padova, la cui valorizzazione potrebbe rafforzare la capacità del territorio di attrarre nuovi investimenti e consolidare il ruolo di hub logistico per l’intero Nord Est. La proposta di Confapi si articola in tre punti: ampliare il perimetro della ZLS Venezia-Rodigino includendo le aree a
La tavola rotonda di Confapi a Conselve
vocazione logistica del Padovano, a partire dall’Interporto e dalle aree produttive della Bassa Padovana; estendere da subito, con una norma regionale ordinaria, il modello dello sportello unico digitale e dell’autorizzazione unica a tutte le PMI venete, indipendentemente dal perimetro della Zona; semplificare l’accesso al credito d’imposta ZLS per micro e piccole imprese con una corsia dedicata.
“Un anno fa a Conselve siamo stati i primi a portare il tema della Zona Logistica Semplificata sul territorio padovano, quando ancora se ne parlava pochissimo”, ricorda Giovanni Manta, vicepresidente di Confapi Padova con delega alla Bassa Padovana. “Oggi che il dibattito è diventato nazionale, il rischio è che si trasformi in uno slogan buono per i titoli dei giornali ma inapplicabile nei fatti. Estendere a tutte le
imprese venete l’autorizzazione unica è possibile da subito, ed è quello che davvero serve alle nostre PMI. Ma per il nostro territorio c’è anche la partita dell’Interporto di Padova, che ha tutte le carte in regola per diventare l’hub logistico imprescindibile del Nord Est”. Il prossimo appuntamento del confronto è fissato a Milano il 23 ottobre, dopo quello già in corso a Torino tra Regioni del Nord e rappresentanze datoriali.
“Un ponte per il Libano”, il vescovo di Beirut ospite a Conselve: “Speranza e solidarietà”
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i rafforza il legame di solidarietà tra Conselve e il Libano dopo la visita di monsignor César Essayan, vescovo di Beirut e vicario apostolico per i latini in Libano. Tra l’incontro con gli studenti dell’istituto Cattaneo Mattei, la messa in Duomo e il pranzo comunitario, sono risuonate spesso le parole pace, speranza e umanità. Il vescovo ha raccontato l’orrore delle guerre e le difficoltà di un Paese alle prese con due milioni di profughi, ma anche uno spiraglio di speranza: “Dal Libano arrivano storie di dolore e disperazione, ma anche di speranza, di solidarietà, cultura, amicizia e rispetto per l’essere umano”.
In questo contesto si inserisce “Un ponte per il Libano”, iniziativa nata nel 2020, in piena pandemia, dalle reti di amicizia del Movimento dei Focolari in collaborazione con la Caritas di Conselve. Da allora il progetto non ha smesso di crescere: farmaci e beni di prima necessità vengono raccolti da volontari in tutta Italia e convogliati nel centro logistico di Loppiano, in Toscana. Da lì, con il supporto dell’Aeronautica militare italiana, del contingente Unifil, della Croce Rossa libanese e dell’associazione Giovanni Paolo II, i carichi raggiungono Beirut, dove il vicariato apostolico ne garantisce la distribuzione.
A Conselve, tra parrocchia, associazioni e cittadini, è nato un nucleo di volontari molto attivo: solo nell’ultimo anno sono state coordinate oltre dieci spedizioni di medicinali e raccolti più di 10 mila euro in fondi d’emergenza. Il legame è cresciuto anche attraverso videochiamate, tanto che un giovane di Conselve, Matteo Buson, è andato personalmente a Beirut, visitando i progetti del vicariato e partecipando a un campo estivo per bambini immigrati esclusi dalle altre proposte ricreative. • (N.S.)
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BOVOLENTA - BAGNOLI
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Bovolenta. Rangon: “Non ho fatto altro che adempiere al mio dovere di consigliere, continuerò a vigilare”
Doppia querela dall’amministrazione dopo il confronto sul supermercato
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na doppia querela infiamma il confronto politico a Bovolenta, sullo sfondo del dibattito sul progetto del nuovo supermercato Conad in apertura entro l’anno. Nei giorni scorsi la giunta comunale ha autorizzato il sindaco Anna Pittarello a sporgere querela per diffamazione nei confronti del consigliere di minoranza Giuseppe Rangon e di una donna. Il Comune si costituirà inoltre parte civile nel procedimento penale. Al centro della vicenda due episodi. Durante il consiglio comunale dell’11 giugno, Rangon aveva sollevato dubbi sull’operazione: “Vorrei capire se il Comune di Bovolenta sia diventato socio della Conad”. Nella seduta del 29 luglio, invece, una donna tra il pubblico aveva gridato per tre volte “bugiarda!” rivolta al sindaco. Fatti che, si legge nella delibera di giunta, “risultano lesivi della reputazione, dell’onorabilità, dell’immagine e del decoro, nonché della credibilità dell’ente, configurando potenziali
ipotesi di reato perseguibili con querela di parte. Si rende quindi necessario tutelare gli interessi dell’amministrazione comunale nelle sedi giudiziarie competenti”. Dura e determinata la reazione di Rangon: “Ho adempiuto al mio dovere di consigliere di minoranza ponendo una legittima domanda di chiarimento, ovviamente provocatoria. Un’amministrazione sicura del proprio operato risponde alle critiche nel merito, nelle sedi del dibattito consiliare, e non nei tribunali impegnando le risorse economiche della collettività. Continuerò a vigilare, a chiedere trasparenza e a porre domande”. Di diverso tenore la posizione dell’amministrazione comunale, che in una nota respinge la lettura della querela come strumento contro l’opposizione: “L’Amministrazione comunale ritiene che il confronto politico, anche quando acceso, sia un elemento fondamentale della vita democratica e non ha mai messo in discussione il diritto delle mino-
ranze di esercitare pienamente il proprio ruolo di controllo, critica e proposta”. La giunta ricorda di aver “da tempo invitato tutte le parti ad abbassare i toni e a mantenere il confronto entro limiti di correttezza e rispetto reciproco”, precisando che “il diritto di critica politica non può essere confuso con l’impossibilità, per un’Amministrazione o per chi la rappresenta, di tutelarsi nelle sedi previste dalla legge quando ritenga che determinati comportamenti o affermazioni abbiano oltrepassato quei limiti”. Saranno dunque le sedi giudiziarie, conclude la nota, “e non il dibattito sui social, a valutare nel merito quanto accaduto”, mentre l’amministrazione assicura che continuerà “a rispondere alle interrogazioni, alle richieste di chiarimento e alle iniziative delle minoranze nelle sedi istituzionali, come ha sempre fatto”. • Nicola Stievano
Bagnoli, dopo cinquant’anni gli ex alunni di San Siro riabbracciano la maestra Torresan
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opo oltre cinquant’anni gli ex alunni della scuola elementare di San Siro ritrovano l’amata maestra. Nel 1968 Anna Maria Torresan, giovane insegnante di Cartura, prese servizio nella scuola della frazione e guidò per tre cicli consecutivi, dalla prima alla quinta, i bambini nati tra il 1962 e il 1972, negli anni in cui la maestra era unica per tutte le materie e le classi contavano 30 alunni. A distanza di decenni un folto gruppo
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SAPORI D’AUTUNNO IN PRATO DELLA VALLE 13 - 14 - 15 novembre 2026
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di ex scolari ha organizzato l’incontro per esprimere riconoscenza all’insegnante, con un pranzo e la consegna di una targa ricordo. “La maestra Anna Maria”, ricordano con affetto, “è sempre stata stimata per la sua cultura ed autorevolezza ma anche per le evidenti doti umane. L’insegnamento ha rappresentato per lei un’autentica vocazione. Ha lasciato una traccia speciale nei nostri cuori, rivederla è stata una gioia e un’emozione”.
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CARTURA
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Lavori pubblici. Rinnovato il campo da calcio e costruiti i nuovi spogliatoi per la palestra “Ossari”
INAUGURATI GLI IMPIANTI SPORTIVI RIQUALIFICATI A mmontano a 570mila euro le risorse investite dal Comune di Cartura per potenziare le strutture sportive comunali. Gli interventi, eseguiti negli ultimi mesi, hanno interessato il campo da calcio e relativi spogliatoi, riqualificati ed efficientati dal punto di vista energetico, e la palestra Ossari, dotata di nuovi spogliatoi. La fine dei lavori e la restituzione degli impianti sportivi alla cittadinanza sono state celebrate nelle scorse settimane con una cerimonia di inaugurazione. Per l’occasione il sindaco Serenella Negrisolo ha tagliato il nastro del rinnovato campo da calcio alla presenza, tra gli altri, del senatore Antonio De Poli, del consigliere provinciale Massimo Cavazzana, di sindaci
e amministratori dei comuni limitrofi, del presidente del Coni Veneto Dino Ponchio e del parroco don Giuseppe Sinigaglia che ha impartito la benedizione agli spazi sportivi. La cerimonia si è conclusa con la presentazione delle squadre dell’Asd Calcio Cartura. “L’amministrazione comunale ha portato avanti un programma di riqualificazione completo degli impianti sportivi di viale dei Giardini – spiega il sindaco Negrisolo -, intervenendo sul campo da calcio e sui relativi spogliatoi e con la realizzazione degli spogliatoi per la palestra Ossari che ne era sprovvista: un investimento complessivo di 570.000 euro. Non si tratta di una semplice manutenzione, ma di un intervento organico finalizzato a migliorare strutture utilizzate quotidianamente da società sportive, atleti, scuole, famiglie e cittadini”. L’intervento sul campo da calcio, costato 130mila euro e finanziato da mutuo senza interessi contratto con l’Istituto per il Credito sportivo e culturale (Icsc), è consistito nel rifacimento del terreno di gioco in manto erboso, corredato di
nuovo impianto di irrigazione e di sistema di drenaggio superficiale. La riqualificazione degli spogliatoi del campo da calcio ha comportato la realizzazione del cappotto termico, l’adeguamento dell’impianto elettrico e l’installazione di una rampa che garantisce l’accesso alla struttura alle persone con disabilità. È stato anche ricavato un locale di primo soccorso con servizio igienico. L’intervento, che ha beneficiato di un contributo regionale di 48.930,37 euro, ha avuto un costo di 140mila euro, sostenuto dal Comune, per la spesa restante, ricorrendo a mutuo senza interessi stipulato con l’Icsc. Infine, sono stati realizzati ex novo gli spogliatoi della palestra “Massimiliano Ossari” di cui la struttura era sfornita, risolvendo al contempo alcune criticità idrauliche dell’intero sito. L’importo dell’opera è stato di 300mila euro, finanziato integralmente da mutuo a tasso zero con l’Istituto per il Credito sportivo e culturale. • Francesco Sturaro
Convenzione Comune-Università per valorizzare il territorio
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li studenti del corso di “Architettura della Città” della laurea magistrale in Ingegneria edile – architettura dell’ateneo patavino prenderanno in esame alcune zone del territorio comunale di Cartura, allo scopo di formulare delle proposte di valorizzazione di quelle aree; questo è quanto stabilisce in sintesi l’accordo siglato tra il Comune e il Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile, Ambientale dell’Università di Padova. La convenzione si inserisce nell’ambito del Piano di sviluppo in aree dismesse “Cartura rinasce”, finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei ministri per un ammontare di 4.228.146 euro. Il masterplan, che si articola in una serie di interventi di recupero e di riqualificazione di immobili comunali dismessi situati in centro paese (ex scuole medie, ex casa del medico, ex spogliatoi degli impianti sportivi), prevede un investimento complessivo
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di 5.106.650 euro. “Comune e Università collaboreranno nella realizzazione di idee progettuali per la riqualificazione del territorio – dichiara il sindaco Serenella Negrisolo -, consentendo all’Università di sviluppare attività di studio sul caso reale Cartura rinasce, elaborare proposte e consegnare elaborati utili per organizzare una mostra e realizzare una pubblicazione”. Nello specifico gli studenti si concentreranno nell’analisi delle problematiche e relativa formulazione di proposte riguardanti l’area del polo scolastico e sportivo - al fine di valorizzare le relazioni tra i singoli edifici esistenti e la interrelazione col contesto abitativo – e l’area del mercato. Le proposte progettuali degli studenti terranno naturalmente conto degli interventi previsti dal piano di sviluppo, per armonizzarsi con gli stessi. • (F.S.)
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DUE CARRARE
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L’anniversario. Il mezzo di soccorso è stato acquistato con il concorso di studenti, cittadini e aziende
Il Comitato di Croce Rossa Italiana “si regala” un’ambulanza
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mozione palpabile alla festa per i dieci anni di attività del Comitato di Due Carrare della Croce Rossa Italiana. L’anniversario è stato celebrato in piazza Municipio a Due Carrare, alla presenza dei sindaci e degli amministratori dei 14 comuni su cui opera il Comitato: Due Carrare, Battaglia Terme, Cartura, Terrassa Padovana, San Pietro Viminario, Pernumia, Conselve, Tribano, Arre, Bovolenta, Anguillara Veneta, Bagnoli di Sopra, Candiana e Agna. Nell’occasione è stata inaugurata la nuova “Ambulanza del cuore”, acquistata con il concorso di studenti, cittadini, enti, come la Fondazione Cariparo, e aziende del territorio, come la Sweden & Martina.
Nel suo intervento la presidente del Comitato, Paola Ernesti Moro, ha ripercorso i dieci anni di attività del gruppo: “Siamo partiti in 35 volontari e ora siamo in 200. Avevamo due ambulanze e un pulmino dismessi da altri comitati. Vecchie, con un po’ di infiltrazioni quando pioveva ma per noi erano perfette. Eravamo piccoli piccoli – ha ricordato la presidente -. Muovevamo i primi passi, cercando di far capire che il comitato di Due Carrare non era soltanto il comitato di Due Carrare, ma una realtà al servizio di 14 comuni. Abbiamo costruito rapporti con le amministrazioni, con gli assistenti sociali, con le associazioni e con tutte le realtà del territorio. Sempre in punta dei piedi. Siamo partiti con pochissimi soldi ma avevamo una ricchezza: avevamo la voglia di esserci. In questi dieci anni il nostro Comitato è cresciuto. Sono cresciuti i servizi, le attività, la formazione, i progetti e la collaborazione con i comuni. È cresciuta la nostra capacità di essere presenti, di rispondere ai bisogni del territorio. Ma se oggi siamo qui, il merito più grande è delle persone, dei nostri
volontari. Ed è proprio a loro che rivolgo il mio più grande grazie”. Intervenuto in veste di primo cittadino di Due Carrare e di consigliere provinciale, il sindaco Davide Moro ha evidenziato l’importanza per il territorio di avere un doppio presidio di Croce Rossa: la sede a Cornegliana e il polo sociale a Olmo. “Avere una sede vicina significa tempi di intervento più rapidi, significa volontari che conoscono le strade, le case, spesso anche i volti delle persone che stanno aiutando – ha spiegato Moro -. Significa un punto fisico dove un cittadino può bussare, dove un anziano solo sa di poter chiedere aiuto, dove un giovane può avvicinarsi al volontariato senza dover percorrere chilometri. Una sede sul territorio è visibilità, è presenza costante, è il segno tangibile che la comunità non è lasciata sola. In quattordici comuni diversi, con esigenze e distanze diverse, questo significa una cosa sola: che nessuno resta troppo lontano dall’aiuto”. • Francesco Sturaro
Pioggia di medaglie per i pattinatori della Polisportiva Arcobaleno
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re ori, un argento e tre bronzi è questo il bottino di medaglie conquistate dagli atleti dell’Asd Polisportiva Arcobaleno di Due Carrare al campionato nazionale Aics di pattinaggio artistico, svoltosi a fine estate a Misano Adriatico. Sophie Gallo si è laureata campionessa italiana nella categoria Pulcini Plus 2017. Sul primo gradino del podio sono saliti anche Mattia Bellucco (Primi Passi Basic 2019) e Matteo David Cucu (Ragazzi Plus 2014). Melani Tarushi ha conquistato la medaglia d’argento (Principianti Basic 2016), mentre Greta Bellucco (Principianti Master 2015), Noemi Bozzelli (Basic 2016) e Ginevra Mella (Pulcini Basic 2017) hanno vinto il bronzo nelle rispettive categorie. Pattinatrici e pattinatori si sono allenati quotidianamente durante l’estate, alternando sedute mattutine e pomeridiane, seguiti dallo staff tecnico composto da Alessia Zanardi, Sara Manfrotto,
Valentina Betto e Davide Manfrotto, sotto il coordinamento della direttrice tecnica Giusy Locane. “È stato un anno di allenamenti intensi, con sveglie all’alba e pomeriggi sotto il sole – commenta Marina Breggion, responsabile del settore pattinaggio della Polisportiva Arcobaleno -. Vedere queste ragazze e questi ragazzi salire sul podio a Misano è la conferma che l’impegno e la costanza ripagano sempre. Grazie allo staff tecnico che li ha seguiti passo dopo passo e alle famiglie che li hanno sostenuti in questi mesi”. “Quest’estate la società ha potuto contare anche sulla nuovissima pista esterna di Cornegliana, che ha ampliato gli spazi di allenamento a disposizione degli atleti - commenta il vicesindaco Andrea Rosina -. Gli investimenti effettuati premiano il sacrificio e la dedizione delle atlete e di tutto lo staff ”. • (F.S.)
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Rigenerazione. Il progetto prevede la realizzazione di un teatro da 100 posti
Arrivano 200mila euro per la Sala Navarini N egli ultimi giorni è arrivata la notizia ufficiale che il comune di Tribano ha ricevuto dalla Regione Veneto un contributo a fondo perduto pari a 200mila euro per la ristrutturazione di Sala Navarini. Un sostegno importante, che permetterà al Comune di ridurre l’impegno economico e accelerare il percorso di rigenerazione di uno dei luoghi più simbolici della comunità. Grazie a questo bando, Tribano potrà beneficiare di un contributo pari al 24% dell’investimento complessivo, destinato alla valorizzazione urbana e storica di uno spazio che appartiene alla memoria di tutti i tribanesi. Dopo oltre quarant’anni di chiusura, Sala Navarini è stata acquisita formalmente da parte del Comune e il progetto di ristrutturazione è pronto per essere depositato alla Soprintendenza,
passaggio decisivo che segna l’ingresso ufficiale nel processo di rinascita del centro storico. Il progetto prevede la realizzazione di un teatro da 100 posti, destinato alle attività scolastiche, al Centro Parrocchiale, alle associazioni culturali e alla cittadinanza. Uno spazio pensato per accogliere arte, musica, teatro e iniziative comunitarie, restituendo a Tribano un luogo di incontro e identità. Si tratta di un luogo che non è mai stato soltanto un edificio, ma un frammento di memoria collettiva: un contenitore di voci, ricordi e identità che, pur nel silenzio, non ha mai smesso di appartenere alla comunità. La rigenerazione non riguarda solo l’edificio, ma il modo in cui la comunità decide di abitarlo. In accordo con le Parrocchie di Tribano, Olmo e San Luca, con l’Istituto Comprensivo “Don Paolo Galliero” e con
il Circolo Noi, è stato avviato un percorso che mette al centro le giovani generazioni. Non come semplici fruitori, ma come co-autori. Un gruppo di lavoro composto da studenti, educatori, volontari e rappresentanti delle comunità parrocchiali
sta già elaborando idee e visioni per il futuro della Sala. L’obiettivo è definire un modello di governance sostenibile che unisca Comune, Scuola, Parrocchie e Associazioni in una regia comunitaria stabile e condivisa. Le parole del Sindaco
Massimo Cavazzana: “Questo progetto di rigenerazione, fortemente voluto dalla nostra comunità, è un esempio concreto di come un bene storico possa tornare a vivere grazie ai valori del nostro centro. Sala Navarini garantirà un ruolo attivo ai giovani, che saranno protagonisti nella definizione del progetto, nella gestione e nell’animazione culturale. È così che si generano nuove energie, nuove idee, nuove relazioni”. Il Sindaco ha inoltre rivolto un ringraziamento a Don Andrea Tieto, alla dirigente scolastica Chiara Martin, ai giovani delle scuole e del Circolo Noi, sottolineando come il loro contributo abbia dato vita a un tavolo di lavoro che dialogherà con le associazioni del territorio. • Cristina Lazzarin
Ufficio postale, le minoranze chiedono una data certa
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lla data del 10 ottobre l’ufficio postale di Tribano risulta ancora chiuso per ammodernamento nell’ambito del progetto Polis di Poste Italiane e le minoranze comunali vanno all’attacco chiedendo maggiori certezze sulla data di riapertura. “Abbiamo presentato una interrogazione al sindaco chiedendo
conferme sulla data di riapertura per tutelare soprattutto gli anziani che hanno maggiori difficoltà a raggiungere gli sportelli di altri comuni. Abbiamo anche proposto di verificare con Poste Italiane la possibilità di collocare il Postamat all’interno della struttura, prevedendo un accesso controllato 24 ore su 24” spiega il consigliere
di minoranza Roberto Bazzarello. Il sindaco Massimo Cavazzana cerca di rassicurare: “Abbiano ricevuto la comunicazione ufficiale da Poste Italiane: i lavori di ammodernamento del nostro Ufficio Postale sono in fase avanzata. Sono già concluse molte opere impiantistiche ed edilizie e ora si sta procedendo
con le ultime installazioni tecniche e gli allestimenti. Dalla nota si legge che le lavorazioni previste risultano attualmente in avanzato stato di realizzazione e che il completamento è previsto entro fine ottobre”. • (C.L.)
A Noventa Padovana tutto pronto per la Fiera del Folpo
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al 22 al 27 ottobre, il centro di Noventa Padovana si prepara ad accogliere una delle manifestazioni autunnali più attese del Veneto. La regina della tavola resta l’antica ricetta del polpo bollito e condito con aglio, olio e prezzemolo, servito nei chioschi tradizionali e nelle undici bettole allestite per l’occasione. Ma la fiera non è solo gastronomia. L’edizione 2026 punta forte sul rinnovamento e sull’intrattenimento, trasformando il paese in un grande dancefloor a cielo aperto. Sono ben 28 gli artisti e i DJ coinvolti, distribuiti su tre palchi principali: dal Main Stage del Campo dei Tosi alla vivace Corte dei Bacari, fino all’innovativo spazio vintage dello Squero dei
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Pescatori. Non mancherà, la domenica mattina, il particolare appuntamento del Folpo Breakfast Club per vivere la colazione a ritmo di musica. L’amministrazione comunale ha confermato la linea ecologica intrapresa negli scorsi anni. Per tutelare il mare e l’ambiente, la manifestazione è totalmente plastic-free: vige il divieto assoluto di usare stoviglie e posate in plastica o di servire bevande in vetro, privilegiando esclusivamente materiali compostabili e riciclabili. Il sindaco Marcello Bano ha saputo in questi anni trasformare un evento casereccio, già molto noto per la verità, in un festival che sa richiamare da mezzo Veneto. “Lo avevamo promesso durante il
Covid - spiega Bano - a noi stessi ed ai cittadini di Noventa Padovana: rilanciare e far crescere la manifestazione, è un ordine che ci siamo dati e che con soddisfazione possiamo rivendicare di aver raggiunto”. Bano sottolinea l’importanza di rinnovare la tradizione unendo la cucina popolare ai linguaggi contemporanei della musica e della socialità. Di qui nascono gli eventi dance e quest’anno anche una “soft clubbing breakfast” cioè un evento che inizia dalle 9 di domenica mattina e che consiste nel servire al pubblico cappuccini e brioches con musica soffusa, che permette ai ragazzi in particolare di fare quattro chiacchiere e vivere una atmosfera appunto, soft, ma da club. Il 22 ottobre
ecco ElettroFolpo, con due nomi di primo piano della scena house: Albert Marzinotto e Walterino. Venerdì 23 ottobre LadyFolpo, notte tutta al femminile con quattro DJ: Ika Faccioli, Sister Gloria, Silvia Curls e Gloria Fregonese. Sabato 24 FolpoLoco e FolpoBunny con Ali Selecta e con XREITO. Domenica 25 con TechnoFolpo e Fopo Vibes la Fiera incontra due figure storiche della consolle, Cirillo e Fabrice. Il 26 ottobre Folpo Time Machine e 24milabaci di Folpo, con MC Matt e la celebre coppia padovana Christian De Sieno e Flavio Gioia. Gran finale martedì 27 con House of Folpo e uno dei padrini della disco italiana, Ralf, e Folpo Jammin con Sir Oliver Skardy, pioniere del reggae veneto.
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Segue da pag. 1
Lo schema “Stefanildo” resiste o si apre lo scontro? Le categorie economiche, le associazioni d’impresa e il tessuto artigianale e industriale del Veneto guardano ai prossimi mesi con apprensione, temendo che le difficoltà di bilancio possano tradursi in una stangata fiscale, con un occhio particolarmente vigile sul fronte dell’Irap. L’ipotesi, anche solo ventilata, di un ritocco verso l’alto dell’imposta regionale sulle attività produttive viene vista dal mondo economico come un colpo durissimo in una fase già estremamente complicata per la
competitività aziendale, capace di frenare investimenti e margini di crescita. Dall’altro lato, sul fronte delle entrate personali e della tassazione dei redditi, resta intoccabile un vero e proprio dogma della stagione politica regionale: il mantenimento dell’Irpef come un tabù assoluto. Sulla scorta dei mandati di Luca Zaia, che hanno fatto della difesa del potere d’acquisto dei cittadini e della non-maggior tassazione un vessillo identitario e politico
inattaccabile, la maggioranza si muove con i piedi di piombo, consapevole che toccare le leve fiscali dirette sui contribuenti significherebbe incrinare quel rapporto di fiducia costruito in lunghi anni di governo. Tuttavia, far quadrare i conti senza ricorrere a leve fiscali straordinarie in un momento in cui le risorse statali si riducono e i costi dei servizi sociosanitari ed educativi lievitano rappresenta un esercizio di bilancio al limite del funambolismo. È qui che si misurerà la vera tenuta dello
schema “Stefanildo”: la capacità cioè di mediare tra le esigenze di bilancio e le pressioni delle diverse anime della coalizione. Se da una parte la programmazione finanziaria dovrà dare risposte concrete a un tessuto produttivo che chiede stabilità e sgravi, dall’altra dovrà evitare fughe in avanti che scontentino i territori o i partiti alleati. La sfida è aperta: il bilancio non sarà solo un atto contabile, ma il terreno politico decisivo per misurare i futuri equilibri di potere in Veneto.
Sociale. Approvazione unanime in Consiglio regionale, riconosciuto il ruolo nella rete dei servizi socio sanitari
CAREGIVER, LA LEGGE METTE TUTTI D’ACCORDO “Coinvolto il 16% della popolazione” U D na legge che ha trovato il consenso di tutto l’arco politico, maggioranza e opposizione insieme. Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato all’unanimità la proposta di legge “Disposizioni per il riconoscimento, la valorizzazione e il sostegno del Caregiver familiare quale persona che presta cura e assistenza alla persona cara”, d’iniziativa della vicepresidente della Commissione sanità e relatrice d’aula Chiara Luisetto (Partito Democratico), con il capogruppo di Lega-LV Riccardo Barbisan come correlatore, e del presidente della Regione Alberto Stefani. Un voto compatto, trasversale agli schieramenti, che consegna al Veneto una delle prime leggi organiche in Italia dedicate a questa figura. Il provvedimento disciplina il ruolo del caregiver familiare, cioè di chi si prende cura, volontariamente e a titolo gratuito, di una persona non autosufficiente o che necessita di assistenza di lunga durata. La legge lo integra nel sistema regionale dei servizi sociosanitari, riconoscendone la funzione sociale, con un’attenzione specifica ai giovani caregiver - per i quali vengono individuate esigenze particolari
in ambito educativo, formativo, lavorativo e di benessere psicofisico - e ai caregiver over 65. Sono previste misure di informazione, formazione, affiancamento e supporto psicologico, oltre a interventi di sollievo e alla valorizzazione delle competenze, anche trasversali, maturate nell’attività di cura, utili a favorire l’accesso o il reinserimento nel mondo del lavoro. Tra gli strumenti istituiti: un Tavolo permanente presso la Giunta regionale, la raccolta di buone pratiche, la Giornata regionale del caregiver fissata al 6 ottobre, linee guida regionali e un Fondo regionale caregiver. Esprime soddisfazione il presidente della Regione Alberto Stefani: “Il Veneto oggi ha scelto di prendersi cura di chi si prende cura. La legge approvata dal Consiglio regionale riconosce e valorizza il ruolo centrale di chi, tutti i giorni, segue una persona cara malata, con disabilità, non autosufficiente o che necessita di essere accudita per particolari necessità assistenziali. Abbiamo mantenuto la promessa: al caregiver familiare, che sarà inserito nella rete dei servizi sociali e sanitari, è riconosciuto il valore sociale ed economico che rappresenta come risorsa per tutta la società”.
Stefani sottolinea la portata della misura: “Ancora una volta il Veneto dimostra sensibilità e visione. La legge approvata è un importante segnale di civiltà, una nuova pietra miliare del percorso sociosanitario che mette al centro la persona e le relazioni umane. Riguarda più di 260.000 veneti per i quali l’attività del caregiver non è soltanto un impegno familiare, ma si configura come un prezioso e fondamentale tassello della rete di assistenza. Per questo deve contare sul giusto riconoscimento sociale nel sistema regionale integrato dei servizi e del Welfare”. Il presidente ricorda infine come l’iniziativa fosse nata fin dall’avvio della legislatura: “Nella prima seduta del Consiglio regionale di questa legislatura, durante il mio discorso di insediamento, avevo lanciato una proposta: approvare una legge di civiltà, lavorando insieme, maggioranza e opposizione. Con orgoglio oggi abbiamo raggiunto l’obiettivo. Ringrazio la giunta e tutti i Consiglieri, anche per l’impegno di questi mesi e il senso di responsabilità dimostrato. Di fronte a scelte come queste non ci possono essere divisioni politiche davanti all’interesse dei nostri cittadini”.
opo il via libera unanime alla legge sul caregiver familiare, arrivano le reazioni dei consiglieri regionali che hanno seguito il provvedimento nelle commissioni. Per il presidente della Sesta commissione Enoch Soranzo (Fratelli d’Italia) il dato di partenza è la diffusione del fenomeno: “Parliamo di una realtà che tocca da vicino quasi il 16% della popolazione veneta, fatta in gran parte di donne, spesso anziani o giovanissimi”. Soranzo richiama le conseguenze sul lavoro: “Quasi due caregiver su tre sono costretti a lasciare o ridurre il lavoro, con ripercussioni pesanti sulla salute, sulla serenità familiare e sulla futura pensione”. Tra gli elementi della legge, il consigliere sottolinea l’ingresso del caregiver nella rete del welfare: “Il caregiver entra nella rete del welfare locale e concorre direttamente alla stesura e alla firma del Piano Assistenziale Individualizzato, affiancando e
integrando i servizi pubblici senza mai sostituirli”. Il tutto, ricorda, sostenuto da un Fondo regionale “finanziato con oltre 2,2 milioni di euro nel triennio”. Di segno complementare la lettura della prima firmataria, Chiara Luisetto (Pd), che punta sul percorso che ha portato al testo: “Questa legge nasce da un lungo percorso di ascolto e partecipazione che ha visto il coinvolgimento del Terzo settore, delle forze sindacali, delle associazioni e delle esperienze dirette dei cittadini”. La consigliera quantifica la platea coinvolta, “oltre 600 mila persone in Veneto, in maggioranza donne della cosiddetta generazione ‘sandwich’”, e guarda già oltre l’approvazione: “Non consideriamo questa legge un punto di arrivo, bensì l’assunzione di una responsabilità precisa. Ora siamo al lavoro affinché a queste risorse e a questi diritti corrispondano servizi accessibili e capillari su tutto il territorio”.
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Economia circolare. Venturini: “Dobbiamo fare in modo che ciò che i cittadini recuperano diventi risorsa”
RICICLARE NON BASTA: LA NUOVA SFIDA È DARE UN MERCATO ALLA PLASTICA RICICLATA P er anni è stato giustamente chiesto ai cittadini di separare meglio i rifiuti, aumentare la raccolta differenziata e ridurre ciò che finisce in discarica. Il Veneto ha fatto di questa cultura ambientale uno dei propri punti di forza. Ma quanto accaduto negli ultimi mesi alla filiera della plastica ha mostrato che oggi va affrontato un passaggio ulteriore: non basta raccogliere e riciclare, bisogna anche creare le condizioni perché i materiali recuperati trovino un effettivo utilizzo. È un problema che può apparire lontano dalla vita quotidiana, ma che in realtà riguarda direttamente ogni cittadino che ogni giorno separa correttamente gli imballaggi nella propria casa. Nel corso del 2026 la filiera della plastica riciclata ha attraversato una fase di forte difficoltà. Una delle ragioni è la concorrenza della plastica vergine, disponibile sul mercato a condizioni che possono renderla economicamente più conveniente rispetto alla materia
ottenuta dal riciclo. Il risultato rischia di essere un paradosso: i cittadini differenziano, il sistema raccoglie e seleziona, gli impianti recuperano il materiale, ma alla fine del percorso una parte di quella plastica incontra difficoltà a trovare un nuovo utilizzo. «È proprio questo il punto sul quale dobbiamo intervenire – spiega l’assessore regionale all’Ambiente Elisa Venturini –. Non possiamo costruire un
sistema nel quale chiediamo ai cittadini di differenziare, investiamo risorse e tecnologia per selezionare e recuperare i materiali e poi scopriamo che utilizzare materia prima nuova può risultare più conveniente rispetto a quella riciclata. L’economia circolare funziona soltanto se il cerchio si chiude davvero». La criticità emersa durante l’estate non ha riguardato soltanto il Veneto, ma più in generale la filiera nazionale degli imballaggi in plastica. Anche nella nostra regione alcuni centri hanno dovuto affrontare un aumento significativo dei quantitativi di materiale in attesa di essere avviato alle successive fasi di recupero. La Regione è intervenuta attivando già all’inizio di luglio un tavolo tecnico di coordinamento, coinvolgendo istituzioni, gestori e soggetti della filiera e portando contemporaneamente la questione anche sui tavoli nazionali. L’obiettivo immediato è stato quello di garantire la continuità e l’efficienza del sistema di raccolta e gestione dei
rifiuti. Ma la vera sfida riguarda il futuro: costruire soluzioni strutturali e durature che consentano di dare maggiore valore alle materie recuperate. Tra le strade sulle quali si sta lavorando c’è la ricerca di nuovi sbocchi industriali per le plastiche riciclate, favorendo il loro utilizzo nei processi produttivi e cercando, quando possibile, di mantenere sul territorio anche il valore economico generato dal recupero. «Il Veneto possiede un sistema produttivo, competenze e tecnologie che possono permetterci di trasformare questa difficoltà in un’opportunità – sottolinea Venturini –. Dobbiamo riuscire a creare filiere sempre più circolari, nelle quali un materiale venga raccolto, recuperato e possa tornare a essere utilizzato. Significa ridurre il consumo di nuove materie prime e, allo stesso tempo, generare valore economico e ambientale». La questione riguarda infatti un principio fondamentale dell’economia circolare: un rifiuto correttamente differenziato deve poter diventare una nuova materia
prima. Per raggiungere questo risultato non sono sufficienti soltanto impianti efficienti. Occorre creare una domanda stabile di materiali riciclati, favorirne l’utilizzo da parte delle imprese e costruire regole che rendano economicamente sostenibile il loro impiego. Su questo terreno il Veneto intende giocare un ruolo da protagonista, mettendo attorno allo stesso tavolo istituzioni, sistema produttivo, mondo della ricerca e operatori ambientali. «I veneti hanno dimostrato negli anni una grande sensibilità ambientale e questo patrimonio non deve essere disperso – conclude Venturini –. La raccolta differenziata resta un pilastro delle nostre politiche ambientali. Ora dobbiamo compiere il passo successivo: fare in modo che ciò che recuperiamo abbia davvero una seconda vita. Il futuro dell’economia circolare passa dalla capacità di trasformare sempre di più quello che ieri consideravamo un rifiuto in una risorsa ambientale ed economica».
BACINO DI LAMINAZIONE SULL’ASTICO: “OPERA STRATEGICA PER LA SICUREZZA IDRAULICA FINO A PADOVA”
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n’opera strategica per la sicurezza idraulica del Vicentino e di un territorio molto più ampio, fino a Padova”. Lo ha dichiarato Elisa Venturini, assessore regionale all’Ambiente, Clima, Parchi e Protezione Civile, all’inaugurazione del cantiere del bacino di laminazione sul torrente Astico, tra Breganze e Sandrigo. “E’ uno degli interventi attraverso i quali la Regione sta rafforzando la capacità del territorio di affrontare eventi meteorologici sempre più intensi”. L’intervento, dal valore di oltre 60 milioni di euro, prevede la realizzazione di un invaso con una capacità di circa 5 milioni di metri cubi d’acqua, destinato alla laminazione delle piene dell’Astico e alla conseguente riduzione del rischio idraulico per numerosi comuni del Vicentino e, più a
valle, per la città di Padova. Una delle caratteristiche principali del progetto è il recupero delle cave dismesse Mirabella-Vaccari e Mirabella-Girardini. Tra le opere previste figurano la risistemazione del piano campagna delle aree di cava, la realizzazione di arginature e di manufatti idraulici regolabili e lavori di scavo e movimentazione terra per circa 2 milioni di metri cubi. “Qui c’è un elemento significativo – aggiunge l’assessore –. Non consumiamo nuovo territorio, ma recuperiamo aree estrattive dismesse e le trasformiamo in una grande infrastruttura al servizio della sicurezza delle nostre comunità. Una criticità del passato diventa così un’opportunità per il futuro, mettendo insieme difesa idraulica e riqualificazione ambientale”.
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L’intervista. Il senatore e segretario nazionale del partito descrive le prossime sfide in vista del dibattito in Parlamento sulla Legge di Bilancio
“CARO ENERGIA, GIOVANI E CASA LE PRIORITÀ DELL’UDC PER LA MANOVRA FINANZIARIA” S enatore De Poli, al Consiglio Europeo a Bruxelles si è discusso di “maggiore flessibilità”, una battaglia decisiva per lasciare margini di iniziativa ai singoli Stati. Ci può spiegare meglio di cosa si tratta? Il ragionamento è molto semplice: se il costo di pensioni, servizi pubblici e trasferimenti aumenta per effetto dell’inflazione, la spesa degli Stati cresce anche in assenza di nuove decisioni politiche. Un governo può fare bene i compiti, rispettare gli impegni e trovarsi comunque, a causa del rialzo dei prezzi, davanti a livelli di spesa non preventivati. Da qui la richiesta del Centrodestra al Governo alle istituzioni europee: ampliare ulteriormente gli spazi di flessibilità per affrontare una congiuntura straordinaria, legata ai rialzi di energia e carburanti. Ci auguriamo che l’Europa delle persone e dei popoli vinca sull’Europa dei numeri e dei burocrati. Caro-energia e caro-carburanti: famiglie e imprese sono in grande difficoltà, anche e soprattutto in Veneto. Cosa fare? Grazie al Governo Meloni e alla maggio-
ranza in Parlamento abbiamo ottenuto fino a 14 miliardi di euro di margini aggiuntivi per il caro energia. In vista della prossima Manovra, il capitolo dei rincari energetici è una priorità dell’UDC Unione di centro. Dobbiamo ridurre le tasse per dare ossigeno a famiglie e imprese, difendere la competitività del nostro sistema produttivo in Veneto e tutelare il potere d’acquisto dei lavoratori. Sul tema della casa quali proposte mettete sul tavolo? Chiediamo innanzitutto la cedolare secca al 21% per negozi e uffici, per rendere conveniente e sicuro affittare e rimettere sul mercato gli immobili oggi vuoti. La crisi della casa non si risolve amministrando la scarsità, ma aumentando l’offerta abitativa. Sosteniamo inoltre il ritorno al 65% dell’ecobonus per le prime case. Sui giovani quali azioni proponete? In Italia 8 ragazzi su 10, fra i 20 e i 29 anni, vivono ancora con i genitori perché gli affitti sono troppo cari e gli stipendi troppo bassi. In vista della Legge di Bilancio l’UDC proporrà una no-tax area
Il senatore Udc Antonio De Poli
per i giovani lavoratori neo-assunti: dobbiamo aiutare le nuove generazioni a costruirsi una famiglia e valorizzare il nostro capitale umano. Il sostegno al ceto medio è da sempre una questione preminente per l’UDC. Quali azioni intendete proporre? Dal 2022 il Centrodestra ha seguito una strategia chiara: sostenere il ceto medio
vuol dire rimettere in moto il Paese. Lo scorso anno abbiamo tagliato l’Irpef al 33% per i redditi fra 28 e 50.000 euro. Ora dobbiamo puntare all’ampliamento della platea dei contribuenti con l’aliquota ridotta e confermare, inoltre, la detassazione sugli aumenti contrattuali. Un’altra proposta qualificante dell’UDC riguarda il sostegno ai Comuni. Di
che si tratta? Il caro-energia pesa sui bilanci dei Comuni e rischia di comprimere le risorse per i servizi ai cittadini, soprattutto per gli enti virtuosi che hanno gestito i conti con rigore. Al Governo abbiamo chiesto di valutare strumenti di sostegno: la tenuta dei servizi nei territori è fondamentale. Politiche sociali: anziani e non autosufficienza. Come affrontare i cambiamenti demografici? Servono nuove politiche di welfare per la terza età: rafforzare assistenza domiciliare e cura, con un modello di presa in carico che accompagni l’invecchiamento con servizi adeguati, attenzione ai più fragili e sostegno alle famiglie. Mettiamo al centro la persona, la sua dignità e il diritto a ricevere cure adeguate. Infine, sulle cure palliative – tema su cui abbiamo fatto una proposta di legge in Parlamento – chiediamo di investire più risorse per rafforzare l’accesso a questo tipo di cure, portandole sempre più vicino alle persone e nei luoghi in cui vivono e vengono assistite e garantendo così cura e dignità a chi soffre.
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Fumetti per ragazzi. Apostolidis: “Vogliamo offrire ai giovani storie d’avventura con uno spessore culturale e una profondità di pensiero”
“LA MITOLOGIA GRECA CI PARLA DI NOI” E manuele Apostolidis torna in libreria con un nuovo fumetto per ragazzi che continua il successo di Archeo Tales. Lo sceneggiatore veneto, nato a Schio ma da anni ormai “padovano”, ha infatti da poco pubblicato “Il mito di Narciso. Archeo Tales Vol. 2”, con la collaborazione scientifica di Francesco Bellu e con le splendide tavole di Rebecca Spagnesi. Ho approfittato dell’occasione per scambiare due chiacchiere con Apostolidis che ormai è diventato un nome di riferimento nel mondo del fumetto per ragazzi, grazie a una serie di pubblicazioni di successo che riescono ad unire alla perfezione l’intrattenimento con l’aspetto più educativo della lettura. Come mai hai scelto proprio il mito di Narciso come punto di partenza per questa seconda avventura di Archeo Tales? Il mito di Narciso era l’occasione perfetta per introdurre il tema di una società in cui l’apparire è diventato essenziale e in cui la perfezione sembra essere una condizione necessaria. I grandi temi del mito siano ancora attuali: nel mondo di Archeo Tales, che rispecchia da vicino il nostro, volevamo far riflettere su come l’ossessione per l’immagine possa diventare una forma di controllo, trasformando una figura classica come Narciso in un’icona moderna del culto dell’apparenza. Quanto vi interessa restare fedeli al mito originale e quanto, invece, vi divertite a
“smontarlo”? Per noi era fondamentale ricostruire il mito per catturare l’attenzione dei giovani lettori. Archeo Tales non vuole essere una serie didascalica ma un’opera che stimola la curiosità, ritenendola il vero motore della conoscenza. A questo proposito, le schede scritte da Francesco Bellu - archeologo e consulente scientifico della serie - servono proprio a nutrire e approfondire questo interesse. Archeo Tales si rivolge a lettori molto giovani. Come si raccontano miti spesso complessi, violenti o ambigui ai bambini senza impoverirli? Credo sia importante offrire ai giovani storie d’avventura che mantengano uno spessore culturale e una reale profondità di pensiero. Non bisogna semplificarle troppo né renderle eccessivamente complicate. Le più grandi storie per l’infanzia possiedono diversi livelli di lettura che possono essere colti a età differenti: Archeo Tales è adatto ai bambini alle prime armi con la lettura, che lo vivranno come una bellissima storia d’avventura pur non conoscendo ancora i miti o gli dèi greci; i lettori più grandi, invece, vi troveranno continui riferimenti a ciò che studiano a scuola e saranno stimolati (si spera) ad approfondire altri racconti. Questo fumetto nasce dal lavoro di tre autori. Come funziona il vostro lavoro di squadra?
Emanuele Apostolidis
Il nostro è un lavoro di grande sinergia in cui la narrazione e la parte grafica si intrecciano fin dalle prime fasi di sviluppo. È un processo corale in cui la costruzione del mondo fantasy e dei personaggi dialoga con la parte di scientifica gestita da Francesco Bellu. Anche il rapporto con la disegnatrice Rebecca è costante e presente fin dall’inizio perché non è facile dare vita e forma grafica a un mondo come quello di Archeo Tales, ma Rebecca ci è riuscita perfettamente. Sono davvero felice di aver lavorato con questo team creativo che, posso già anticiparlo, sarà lo stesso anche per il terzo volume. Narciso è un mito che può essere letto anche attraverso selfie, social network e culto dell’immagine. Quanto del presente avete voluto far entrare nel personaggio
e nella storia? Moltissimo. Archeo Tales è ambientato in un mondo fantasy in cui l’archeologia è vietata: un universo in cui i Titani cercano di controllare la società attraverso la tecnologia. È un mondo molto simile al nostro, di cui riconosciamo tratti distintivi come telefonini e selfie, ma dove magia e scienza si uniscono per liberare il passato. La nostra memoria storica non è un elemento statico, bensì l’unica fonte in grado di ridare equilibrio al tutto e aiutarci a costruire un futuro migliore. I miti greci sono perfetti per raccontare il nostro mondo perché nelle loro storie sono state anticipate incredibilmente tutte le grandi tematiche del mondo attuale. L’Odissea di Nolan è stata un evento epocale nel mondo del cinema, pensi che abbia cambiato il modo di raccontare o percepire la mitologia? Tra l’altro, ti è piaciuto il film? Il film di Nolan si rivolge a un tipo di pubblico diverso rispetto al nostro, tuttavia spero davvero che abbia contribuito a riportare al centro dell’attenzione la mitologia e l’intramontabile fascino dei miti greci. In ogni caso personalmente mi è piaciuto tantissimo, ma sono un fan di Nolan da sempre. Tu da sempre fai tantissime presentazioni e laboratori di fumetto con i bambini: come ti trovi con gli eventi dal vivo? C’è vita oltre al tablet e allo smartphone anche per i più piccoli?
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Assolutamente sì. Credo che i bambini abbiano la necessità di tornare a immaginare e a riscoprire la bellezza di perdersi all’interno di una storia e di un’avventura. Quando tengo i laboratori dal vivo, cerco di stimolarli attraverso oggetti e reperti archeologici per guidarli nell’immaginare il passato: vedere quanto questo approccio li affascini ogni volta è la prova che c’è ancora un grandissimo spazio per la fantasia. Credo inoltre che il fumetto ha bisogno di ritrovare i lettori partendo proprio dai più giovani che sono ancora molto affascinati dalle immagini e dal disegno. Bisogna però essere in grado di parlare con il loro linguaggio, cercare di affascinarli e stimolarli. In questo modo non c’è schermo che possa battere la magia delle storie e del disegno. • Giacomo Brunoro
• Chi è Giacomo Brunoro Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.
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Škoda Fabia Be More 1.0 TSI 95cv. Prezzo di Listino a € 23.350. Prezzo Promozionato a € 20.393,70 (chiavi in mano IPT esclusa) comprensivo di manutenzione ordinaria da 36 Mesi o 45000 Km con contributo della marca Škoda e delle Concessionarie aderenti all’iniziativa. € 17.530,38 in 35 rate da € 99,00. Interessi € 0,00 - TAN 0,00 % TAEG 1,19 % - Valore Futuro Garantito pari alla Rata Finale di € 14.065,33 per un chilometraggio totale massimo di 30.000 km. In caso di restituzione del veicolo eccedenza chilometrica 0,20 €/km - Incluso il servizio facoltativo SKODA Care 36 Mesi 45000 Km - Spese istruttoria pratica € 380,00 (incluse nell’importo totale del credito) - Importo totale del credito € 17.530,38 - Spese di incasso rata € 3,40/mese - costo comunicazioni periodiche € 0,00 (in caso di invio cartaceo, il costo km) 5,4 - 5,5. Emissioni CO ciclo di prova combinato (Min-Max) (g/km) 122-125. Dati riferiti a Škoda Fabia Monte Carlo 1.5 TSI 150CV DSG. I valori indicativi relativi al consumo di carburante e alle emissioni di CO
sono rilevati dal Costruttore in base al metodo di omologazione
gratuitamente presso ogni concessionaria una guida relativa al risparmio di carburante e alle emissioni di CO , che riporta i valori inerenti a tutti i nuovi modelli di veicoli. Škoda Financial Services è un marchio commerciale condiviso dalle succursawli di Volkswagen Bank GmbH
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Despar, Eurospar, Interspar. Prezzi più leggeri per la spesa di tutti i giorni
CON “PREZZI PIUMA” 2.000 PRODOTTI DIVENTANO PIÙ CONVENIENTI Prezzi monitorati e aggiornati periodicamente sul mercato: Despar Nord rafforza la propria strategia sulla convenienza, affiancando “Prezzi Piuma” all’ampia offerta dei prodotti a marchio
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are la spesa, oggi, significa sempre più spesso fare attenzione al prezzo. Si confrontano le alternative, si valutano marche e formati, si controlla il totale alla cassa e si cerca di mantenere il carrello entro un budget prestabilito. In un contesto economico segnato dall’aumento del costo della vita e da una crescente attenzione delle famiglie alla gestione della spesa quotidiana, anche le abitudini di acquisto sono cambiate. È in questo scenario che Despar Nord ha introdotto “Prezzi Piuma”, un progetto che coinvolge 2.000 prodotti e segna un’evoluzione importante nella strategia di convenienza dell’azienda. L’obiettivo è chiaro: rendere più conveniente la spesa di tutti i giorni, andando oltre la tradizionale logica delle promozioni a tempo e lavorando in maniera strutturale sul posizionamento dei prezzi. La principale novità è proprio questa: per le referenze coinvolte, il cliente può trovare un prezzo conveniente in modo continuativo, senza dover aspettare il volantino o concentrare gli acquisti nel periodo in cui un determinato prodotto è in promozione. Ma “Prezzi Piuma” non è un intervento una tantum. Alla base del progetto c’è infatti un sistema dinamico di monitoraggio del mercato: Despar Nord effettuerà periodicamente rilevazioni dei prezzi praticati dai principali competitor e, sulla base dei risultati, potrà intervenire sul prezzo delle referenze coinvolte. Un meccanismo che permette di adattare nel tempo il posizionamento dei 2.000 prodotti, con l’obiettivo di mantenere costante l’attenzione alla convenienza anche al variare delle condizioni di mercato. È questo uno degli elementi più innovativi dell’iniziativa: la convenienza non viene definita una volta per tutte, ma verificata e aggiornata periodicamente. Un approccio che fa di “Prezzi Piuma” non una semplice iniziativa commer-
ciale, ma una vera e propria strategia di posizionamento, pensata per rendere la convenienza un elemento sempre più stabile e riconoscibile dell’esperienza di spesa. Il progetto nasce in un momento in cui il potere d’acquisto rimane un tema particolarmente attuale. Negli ultimi anni l’inflazione e i rincari hanno modificato le abitudini dei consumatori, rendendoli più attenti al rapporto tra prezzo e qualità e più consapevoli nelle proprie scelte. “Prezzi Piuma” si concentra per questo sui prodotti che più frequentemente finiscono nel carrello. Le 2.000 referenze sono state individuate tra quelle maggiormente acquistate dai clienti e all’interno delle categorie che incidono maggiormente sulla spesa quotidiana. Il paniere comprende numerosi prodotti di marca, conosciuti e apprezzati dai consumatori: l’obiettivo non è quindi semplicemente proporre prezzi più bassi, ma rendere più conveniente l’acquisto di prodotti che fanno già parte delle abitudini delle famiglie, mantenendo qualità e possibilità di scelta. Una strategia che si affianca a un altro importante strumento attraverso cui Despar Nord lavora da tempo per offrire qualità e convenienza a diverse fasce di spesa: i prodotti a marchio. Un assortimento ampio e trasversale, sviluppato per offrire ai clienti la possibilità di scegliere in base alle proprie esigenze, preferenze e disponibilità di spesa, senza rinunciare alla qualità. La proposta a marchio di Despar Nord comprende infatti soluzioni capaci di rispondere a bisogni molto diversi: dalle eccellenze gastronomiche della linea Despar Premium ai prodotti per la spesa quotidiana, fino a S-BUDGET, la linea primo prezzo dedicata a chi ricerca una convenienza ancora più marcata. A queste si affiancano linee sviluppate per rispondere a specifici stili di vita ed esigenze alimentari,
La spesa più leggera
Non aspettare l’offerta!
2000
Fino a prodotti ogni giorno convenienti ampliando ulteriormente le possibilità di scelta all’interno del punto vendita. “Prezzi Piuma” e prodotto a marchio rappresentano così due leve complementari di una stessa strategia di convenienza: da un lato rendere più convenienti 2.000 prodotti, monitorandone periodicamente – su base mensile - il posizionamento sul mercato; dall’altro offrire attraverso la private label un ventaglio di alternative capace di rispondere a disponibilità di spesa, preferenze ed esigenze alimentari differenti.
Per Despar Nord, infatti, convenienza e qualità non sono elementi alternativi. L’obiettivo è rendere la spesa accessibile a un pubblico il più ampio possibile, offrendo a ciascun cliente la libertà di trovare il proprio equilibrio tra prezzo, qualità, preferenze ed esigenze personali. Cambia così anche il modo di intendere la convenienza: non soltanto un’occasione legata a una promozione, ma un impegno continuativo sul prezzo, capace di accompagnare la spesa abituale e di evolvere insieme al mercato.
Il progetto è partito a settembre da alcuni punti vendita Interspar del Veneto e nel corso del mese sarà esteso anche ai punti vendita Despar ed Eurospar, arrivando così a coinvolgere l’intera rete di vendita diretta Despar Nord presente in regione. Un percorso che, insieme alla continua evoluzione dell’offerta a marchio Despar, rafforza una strategia di convenienza sempre più strutturata, con l’obiettivo di offrire qualità, scelta e accessibilità e rispondere alle diverse esigenze di chi ogni giorno fa la spesa.
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DESPAR
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Solidarietà. La spesa diventa un aiuto per le scuole grazie ai buoni raccolti dalle famiglie
STICKERMANIA E SCUOLAFACENDO: DA DESPAR LA SPESA SOSTIENE LE SCUOLE
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iniziata con il ritorno a scuola anche la nuova edizione di Stickermania, la raccolta di figurine che ogni anno coinvolge bambini e famiglie nei punti vendita Despar, Eurospar e Interspar aderenti. Quest’anno, come già nelle precedenti edizioni, insieme alle figurine c’è anche un’occasione per dare un aiuto concreto alle scuole del territorio attraverso Scuolafacendo. Le due iniziative proseguiranno fino al 18 ottobre. Stickermania, una nuova avventura da collezionare Per Stickermania 2026 la storia riparte con “Il segreto dell’amuleto luminoso”. Protagonisti sono ancora Oskar e Bo, questa volta alle prese con un viaggio nella mitologia nordica, sulle tracce dei Vichinghi e di un misterioso amuleto. La collezione è composta da 200 figurine. Il meccanismo è legato alla spesa: ogni 10 euro di spesa effettuata nei punti vendita aderenti si riceverà a una bustina di figurine. Per completare più rapidamente l’album è possibile acquistare anche pacchetti aggiuntivi di colore blu al prezzo di 50 centesimi. Inoltre, ogni 10 euro di spesa e l’acquisto di due prodotti sponsor si riceverà una bustina aggiuntiva di colore verde. I prodotti coinvolti sono segnalati direttamente nei punti vendita. Ma la raccolta non si ferma all’album. Stickermania è anche un progetto educativo che, attraverso il gioco e la condivisione, porta con sé valori come il rispetto, l’inclusione e la valorizzazione delle differenze, rafforzati dal legame con Scuolafacendo, l’iniziativa di Despar a sostegno delle scuole del territorio. Scuolafacendo, i buoni diventano materiali per le scuole Ogni bustina di figurine Stickermania contiene
anche un Buono Scuolafacendo. Il cliente potrà consegnarlo direttamente alla scuola che desidera sostenere oppure caricarlo online, attraverso il sito del progetto o l’app dedicata. I buoni potranno essere raccolti e destinati agli istituti fino al 7 febbraio 2027. Per le scuole, i buoni rappresentano la possibilità di ottenere materiali e attrezzature utili alle attività quotidiane. Gli istituti aderenti potranno scegliere dal catalogo dell’iniziativa prodotti per la didattica, strumenti per l’inclusione, attrezzature per le attività motorie e dotazioni tecnologiche. L’iniziativa è rivolta alle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo e secondo grado, pubbliche e paritarie, presenti nei territori in cui opera Despar Nord. Per partecipare è necessaria la registrazione al progetto. Nella scorsa edizione sono stati destinati oltre 460 mila euro in materiali e attrezzature a più di 2.000 scuole. Un risultato che racconta anche il valore di una partecipazione semplice e quotidiana: quella di famiglie e clienti che, attraverso la spesa, possono contribuire a rendere più ricchi e attrezzati gli spazi in cui ogni giorno bambini e ragazzi imparano, crescono e stanno insieme.
Dal 14 settembre al 18 ottobre 2026
ALBUM E FIGURINE DA COLLEZIONARE!!
Stickermania Tour in Veneto Gli appuntamenti nei punti vendita per scambiare le figurine
Scuole in movimento con il contest educativo “Diamoci una mossa!”
a raccolta Stickermania fa tappa anche nei punti vendita con alcuni appuntamenti dedicati allo scambio delle figurine. Durante i pomeriggi dello Stickermania Tour, bambini e famiglie potranno incontrarsi per scambiarsi le figurine e completare più facilmente la propria collezione. Ad accompagnare gli appuntamenti ci saranno una merenda con succhi di frutta e merendine per i più piccoli e alcuni gadget a marchio Stickermania, tra cui cappellini e palloncini.
orna, insieme a Scuolafacendo, il contest creativo “Diamoci una mossa!” realizzato in collaborazione con Le Buone Abitudini, il progetto educativo gratuito di Despar che nel 2026 festeggia vent’anni di attività al fianco delle scuole. Il tema scelto per questa edizione è il movimento, raccontato dagli studenti attraverso disegni e racconti non solo come attività sportiva, ma anche come gioco, esperienza quotidiana, espressione personale e occasione di incontro. Il contest è aperto alle scuole iscritte a Scuolafacendo, che potranno caricare gli elaborati delle classi entro il 15 novembre 2026. Ogni plesso che presenterà almeno un lavoro valido riceverà 100 Buoni Scuola. Per i dieci elaborati selezionati dalla giuria sono invece previsti 3.000 Buoni Scuola ciascuno, che potranno essere utilizzati per arricchire la dotazione didattica dell’istituto. Una giuria di esperti valuterà gli elaborati, considerando in particolare originalità, efficacia del messaggio educativo e capacità di raccontare il movimento come esperienza quotidiana, inclusiva e condivisa. Il regolamento completo è disponibile sul sito di Scuolafacendo, nella sezione dedicata al contest.
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Gli appuntamenti in Veneto: 3 OTTOBRE: Interspar di Rovigo (RO) - viale Porta Po, 85 4 OTTOBRE: Interspar di Castelfranco Veneto (TV) - via dei Carpani Interspar di Bassano del Grappa (VI) - via Capitelvecchio, 88 10 OTTOBRE: Eurospar di Schio (VI) - via Lago Trasimeno, 11 Interspar di Sarmeola di Rubano (PD) - via della Provvidenza, 1 18 OTTOBRE: Interspar di Albignasego (PD) - via Verga, 1
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on-line: www.lapiazzaweb.it •Rubriche •Salute
Influenza, pochi giorni di febbre possono costare un inverno di salute
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i sono inverni che, per una famiglia, si complicano con un solo ricovero. Un anziano che perde autonomia dopo giorni a letto, una persona con problemi respiratori che fatica a recuperare, un malato cronico che vede peggiorare condizioni fino a quel momento stabili. È anche attraverso queste conseguenze che va letta l’influenza: una malattia comune, ma capace di incidere profondamente sulla salute delle persone più vulnerabili. L’avvio delle campagne vaccinali di ottobre riporta quindi una scelta concreta: prepararsi alla stagione dei contagi prima che siano i sintomi a imporre attenzione. Il punto riguarda tanto la salute individuale quanto la capacità delle famiglie e dei servizi sanitari di affrontare i mesi in
cui crescono le infezioni respiratorie. A fare la differenza è soprattutto la condizione di partenza. La stessa infezione può avere un decorso relativamente breve in un adulto sano e diventare impegnativa per chi convive con una patologia cardiaca o polmonare, per una donna in gravidanza, per un bambino piccolo o per chi ha difese immunitarie ridotte. La febbre è soltanto la manifestazione più evidente: ciò che preoccupa sono le possibili polmoniti, le sovrainfezioni batteriche e l’aggravamento di malattie preesistenti. Da questa diversa esposizione al rischio nasce l’offerta vaccinale. Per la stagione 2026-2027 il Ministero della Salute indica tra i principali destinatari le persone di almeno 60 anni, i bambini dai sei mesi ai
sei anni, le donne in gravidanza, gli operatori sanitari e le persone con patologie che aumentano la probabilità di complicanze. La vaccinazione gratuita per le categorie previste è uno strumento per raggiungere chi può pagare il prezzo più alto dell’infezione. Una telefonata al medico di famiglia o al pediatra diventa così il primo passo per capire come accedere alla vaccinazione e quale percorso seguire: i servizi vaccinali territoriali partecipano alla campagna, secondo l’organizzazione delle singole Ulss ed aziende sanitarie. Portare la prevenzione vicino alle persone significa rendere più semplice una decisione che rischia altrimenti di essere rinviata tra impegni, dubbi e la sensazione che l’inverno sia ancora lontano. Il calen-
dario, però, conta. L’organismo impiega circa due settimane a sviluppare pienamente la risposta immunitaria: vaccinarsi quando i contagi sono già aumentati può lasciare scoperto proprio quel periodo. Chi arriva più tardi non deve comunque considerare persa l’occasione, perché il Ministero raccomanda di continuare a offrire la vaccinazione ai soggetti eleggibili durante la stagione influenzale. Anche le aspettative devono essere chiare. La vaccinazione può ridurre il rischio di ammalarsi e, soprattutto, di sviluppare forme gravi, ma non elimina ogni possibilità di infezione. Inoltre, durante l’inverno circolano altri virus capaci di provocare febbre, tosse e malessere: sintomi comparsi dopo il vaccino non dimostrano, da soli, che la
protezione contro l’influenza abbia fallito. E la dose dell’anno precedente non basta per il nuovo inverno, perché l’immunità si attenua e i virus possono cambiare. Resta una responsabilità quotidiana, anche dopo la vaccinazione. Curare l’igiene delle mani, coprire tosse e starnuti e restare a casa in presenza di sintomi respiratori febbrili contribuisce a contenere la trasmissione. Sono attenzioni che acquistano ancora più valore quando si vive o si lavora accanto a persone fragili. La campagna di ottobre comincia da una scelta personale, ma la sua utilità si estende alla comunità: meno complicanze significano meno sofferenza per i malati, meno difficoltà per chi li assiste e minore pressione sui servizi di cura.
Influenza, 200 mila dosi per Padova e provincia: vaccini al via dal 5 ottobre
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uecentomila dosi di vaccino antinfluenzale per Padova e provincia. È la disponibilità complessiva per la nuova campagna presentata il 1° ottobre dall’Ulss 6 Euganea, che punta ad aumentare la protezione soprattutto tra anziani e persone fragili. Nella scorsa stagione si è vaccinato contro l’influenza un over 65 su due, mentre la copertura contro il Covid nella stessa fascia d’età si è fermata al 6,6%. Le dosi antinfluenzali messe a disposizione dall’Ulss per le categorie a rischio sono 191 mila: diventano 200 mila includendo farmacie, Azienda ospedaliera di Padova e Istituto oncologico veneto. I vaccini anti-Covid saranno forniti dal ministero della Salute in base alla domanda. Il calendario: chi comincia il 5 ottobre La campagna partirà gradualmente. Da lunedì 5 ottobre la vaccinazione antinfluenzale viene offerta dai pediatri ai bambini e organizzata nelle
strutture residenziali per anziani e persone non autosufficienti. Saranno coinvolti anche i pazienti ricoverati con più di sessant’anni, al momento delle dimissioni, e le persone seguite dall’assistenza domiciliare integrata. Da lunedì 19 ottobre l’offerta viene estesa agli studi dei medici di famiglia, agli ambulatori vaccinali dell’Ulss 6 e alle farmacie aderenti. I vaccini contro influenza e Covid possono essere somministrati durante lo stesso appuntamento. Per prenotare negli ambulatori dell’Ulss è disponibile il portale prenotavaccino.regione.veneto.it. Sabato 7 novembre è previsto un Vax Day straordinario ad accesso agevolato. L’obiettivo: far crescere l’adesione tra gli anziani. Nella stagione 2025-2026 sono state somministrate 197.508 dosi di vaccino antinfluenzale, raggiungendo il 50,5% degli over 65. «Il nostro obiettivo prioritario per
la nuova campagna è superare la soglia del 60-70%», spiega Luca Sbrogiò, direttore del Dipartimento di Prevenzione. Le dosi anti-Covid somministrate sono state invece 23.806. Sbrogiò richiama l’attenzione sulla «stanchezza vaccinale» e ricorda che il rischio di complicanze resta concreto per grandi anziani, persone immunodepresse e pazienti con più patologie. Bronchiolite, riparte l’immunizzazione dei più piccoli È iniziata oggi anche la campagna gratuita con anticorpo monoclonale contro il virus respiratorio sinciziale, principale causa di bronchiolite nei bambini sotto l’anno di età. Nella scorsa stagione, con 5.167 dosi somministrate e una copertura di circa nove neonati su dieci, i ricoveri ospedalieri sono diminuiti dell’80%. La nuova campagna prevede tre gruppi di destinatari: • Neonati tra ottobre 2026 e marzo 2027: somministra-
zione in ospedale alla nascita oppure, successivamente, dal pediatra. • Bambini nati tra aprile e settembre 2026: le famiglie riceveranno una lettera d’invito per rivolgersi al proprio pediatra. • Bambini ad alto rischio fino a 24 mesi: protezione anche nella seconda stagione di circolazione del virus, attraverso il pediatra. L’Ulss 6 ha a disposizione 3.843 dosi di anticorpo monoclonale, incrementabili in base alle richieste. Per la direttrice generale Patrizia Benini, ridurre i ricoveri significa anche «aver evitato un carico emotivo immenso alle loro famiglie». La campagna coinvolgerà medici, pediatri, ospedali, farmacie e servizi territoriali, con interventi nelle strutture residenziali e a domicilio per le persone impossibilitate a spostarsi. Sara Busato
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30 Tumore al seno. In Veneto la sopravvivenza a cinque anni raggiunge il 91% grazie anche alla prevenzione
Ottobre Rosa, allo IOV prevenzione e cure a misura di donna
L Sintonizzati sul Ogni 20 minuti tutte le notizie del Veneto aggiornate in tempo reale.
a facciata dell’Istituto Oncologico Veneto si illumina di rosa per richiamare l’attenzione sulla salute delle donne. Un segnale che accompagna il mese dedicato alla sensibilizzazione sul tumore al seno e ribadisce il valore della prevenzione, dei controlli e di un’assistenza capace di rispondere ai diversi bisogni delle pazienti. Ogni anno lo IOV prende in carico circa 800 nuovi casi di tumore della mammella, oltre a circa 300 casi di patologie mammarie benigne, ed esegue più di 300 interventi di chirurgia ricostruttiva. In Veneto la copertura dello screening mammografico raggiunge il 66%, mentre la sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi si attesta intorno al 91%, secondo il rapporto del Registro Tumori regionale del 2025. Risultati ai quali contribuiscono diagnosi precoce, terapie innovative e percorsi sempre più personalizzati. La prevenzione guarda anche alle donne più giovani. Dalla collaborazione tra Regione, IOV e Azienda Zero è nato nel 2018 un progetto di screening senologico che tiene conto delle caratteristiche individuali. Il percorso comprende mammografia con tomosintesi, misurazione della densità mammaria e valutazione della familiarità. Questi elementi permettono di definire una sorveglianza commisurata al profilo di rischio, accompagnando le partecipanti verso lo screening consolidato. L’obiettivo è studiare un modello che utilizzi informazioni personali e diagnostiche per orientare i controlli. Quando emerge una patologia, la risposta passa attraverso la Breast Unit, il centro nel quale competenze diverse lavorano insieme. La collaborazione tra medici e infermieri delle
varie specialità consente di affrontare in modo coordinato diagnosi, trattamento e riabilitazione, considerando anche gli aspetti psicologici, ereditari ed estetici. Le équipe discutono collegialmente i singoli casi e pianificano le successive fasi dell’assistenza. Ogni paziente viene inserita in un percorso diagnostico, terapeutico e assistenziale personalizzato, seguito da un case manager, figura di riferimento lungo il cammino di cura. Questo modello aiuta a collegare i diversi passaggi, dalla scelta del trattamento alle necessità che possono emergere dopo l’intervento. L’esperienza maturata ha reso lo IOV un punto centrale della rete regionale dei centri di senologia. L’attenzione alla persona comprende anche il rapporto con il proprio corpo. Il progetto “Non smettere di piacerti”, attivo dal 2009 grazie alla collaborazione tra il Servizio di Psicologia Ospedaliera e AVO Padova, sostiene le pazienti nei cambiamenti legati alle terapie. Il prestito gratuito di parrucche e i consigli per la cura dell’immagine affiancano il trattamento della malattia, dando spazio al benessere psicologico e alla qualità della vita. Ottobre Rosa rinnova così l’invito a non rimandare i controlli e a prendersi cura della propria salute. «La cura oncologica deve mettere sempre al centro la persona», sottolinea la direttrice generale dello IOV Patrizia Simionato. Un principio che si traduce nell’integrazione tra il lavoro della Breast Unit, l’assistenza dei professionisti e il sostegno al benessere psicologico delle pazienti. Per Simionato, la sensibilizzazione deve accompagnarsi all’attenzione alla qualità della vita e all’invito a non rimandare i controlli. (P.B.)
Nuova valvola tricuspide impiantata dalla gamba senza aprire il torace: primo intervento in Italia
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na nuova valvola tricuspide impiantata senza aprire il torace, passando da una vena della gamba. È stato eseguito a Padova il primo impianto in Italia, dopo l’acquisizione del marchio CE, di una nuova bioprotesi destinata alla sostituzione percutanea della valvola tricuspide. L’intervento è stato realizzato dalla UOSD Emodinamica e Cardiologia Interventistica dell’Azienda Ospedale Università di Padova, diretta dal professor Giuseppe Tarantini, e rappresenta una possibilità terapeutica per quei pazienti affetti da grave insufficienza tricuspidalica che, per le caratteristiche della propria anatomia, non potevano essere trattati né con la chirurgia tradizionale né con le procedure transcatetere già disponibili. Il caso affrontato a Padova rientrava proprio in questa situazione. La paziente presentava una grave insufficienza della valvola tricuspide ed era stata considerata non operabile con la chirurgia tradizionale. Anche le precedenti soluzioni percutanee non erano praticabili, a causa delle dimensioni e della conformazione della valvola. La nuova bioprotesi è stata sviluppata per intervenire proprio in anatomie particolarmente complesse. Il dispositivo dispone infatti di dimensioni maggiori e di un sistema di ancoraggio progettato per adattarsi anche a valvole tricuspidi molto dilatate, condizioni nelle quali le protesi precedenti potevano non essere utilizzabili. La procedura viene effettuata senza ricorrere alla chirurgia a cuore aperto. La protesi viene introdotta attraverso una vena della gamba e guidata fino al cuore, dove viene posizionata in corrispondenza della valvola tricuspide. In questo modo è possibile sostituire la valvola senza aprire il torace e senza lasciare
una cicatrice chirurgica. «Il valore di questa tecnologia non sta soltanto nella sua novità, ma soprattutto nella possibilità di offrire un trattamento a pazienti che prima non avevano alternative praticabili», sottolinea il professor Giuseppe Tarantini. «È questo l’aspetto clinicamente più importante». Sulla novità interviene anche il presidente Stefani, che sottolinea il valore dell’intervento per quei pazienti che fino a oggi non avevano possibilità di trattamento adeguate. «La Sanità veneta segna una nuova affermazione di cui potranno giovarsi cittadini che fino ad oggi non avevano risposte all’insufficienza tricuspidalica grave», afferma, congratulandosi con l’unità di Emodinamica e Cardiologia Interventistica dell’Azienda Ospedale Università di Padova per il primo impianto italiano della nuova protesi. Il presidente Stefani ha rivolto un ringraziamento anche a tutti i professionisti coinvolti nella procedura, sottolineando il contributo dell’équipe medica e del personale che ha partecipato all’intervento. Alla paziente ha invece rivolto l’auspicio per una positiva prosecuzione del decorso clinico. Anche il decorso della paziente ha evidenziato la natura mini-invasiva della procedura. Dopo l’intervento è stata risvegliata e, in presenza di buone condizioni cliniche, è stata dimessa dopo appena due giorni. Per la Cardiologia dell’Azienda Ospedale Università di Padova si tratta di un nuovo traguardo nel campo della cardiologia interventistica strutturale e, soprattutto, di un’ulteriore opzione di cura per pazienti ad elevata complessità, con una procedura che consente di raggiungere il cuore passando dalla gamba e senza ricorrere all’apertura del torace.
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