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laPiazza di Chioggia - Settembre26

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OMB

di Chioggia

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SETTEMBRE 2026

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Dopo vent’anni di abbandono Sottomarina ritrova un’area di oltre 17 mila metri quadrati

Energia, il Veneto sfida il monopolio e punta sulle multiutility del territorio

Case della Comunità, dopo le opere parte la campagna di comunicazione

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n Veneto si respira un clima politico singolare, lontano dai toni esasperati dello scontro ideologico. Tra Palazzo Balbi e i banchi dell’opposizione guidata da Giovanni Manildo si è consolidato un feeling istituzionale così palese da spingere gli osservatori, fin dalla campagna elettorale, a coniare la crasi “Stefanildo”. Una definizione nata per sottolineare non solo lo stile felpato e dialogante dei due protagonisti, ma anche una marcata sovrapposizione nei programmi e nella visione del territorio. Le prime conferme di questa sintonia non si sono fatte attendere. Sul terreno dei diritti e delle risposte sociali, maggioranza e opposizione hanno trovato convergenze significative, concretizzate in provvedimenti dal forte impatto etico e comunitario come la legge sui caregiver e il delicato dossier sul fine vita. Un’intesa culminata nell’ormai celebre “patto dell’acciuga”, l’incontro informale tra il presidente della Giunta Alberto Stefani e il leader dell’opposizione Manildo. Un vertice a tavola che ha formalizzato la volontà di superare i muri contrapposti per costruire percorsi legislativi condivisi.

TANTI CANTIERI IN CITTÀ IL PD: ”MANCA UNA VISIONE” servizi alle pag. 4-5

PORTO, IL COMUNE DETTA LE CONDIZIONI: “LE 22 PRESCRIZIONI SIANO VINCOLANTI”

servizio a pag. 6

AUTONOMIA: UN ALTRO PASSO AVANTI, STEFANI: “IL VENETO HA FRETTA”

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OLTRE L’IDEOLOGIA: LE PERSONE SI ASPETTANO RISPOSTE

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SCUOLE, DOPPIA SFIDA: INVERNO DEMOGRAFICO E SPINTA ALL’INNOVAZIONE

La “Stefanildo” e il patto dell’acciuga: nuovo laboratorio Veneto?

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uanto successo tra gli scanni del Consiglio regionale del Veneto travalica i confini della regione. L’approvazione del provvedimento sull’assistenza sanitaria al suicidio medicalmente assistito ha rotto la barriera dei posizionamenti ideologici predefiniti. Il voto a maggioranza trasversale ha stabilito un principio di realtà: la regolamentazione di tempi, verifiche ed erogazioni per chi si trova in condizioni di sofferenza irreversibile non è una concessione etica, ma un dovere organizzativo delle strutture pubbliche. segue a pag. 3

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FACCIAMO IL PUNTO

di Chioggia

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OLTRE L’IDEOLOGIA: LE PERSONE SI ASPETTANO RISPOSTE • Nicola Stievano Segue da pag. 1

R INAUGURATI I GIARDINI DELL’ARENA

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opo circa vent’anni di abbandono, un’area di oltre 17 mila metri quadrati torna a disposizione della comunità. Sono stati inaugurati oggi i Giardini dell’Arena, il nuovo parco realizzato grazie ai fondi PNRR e pensato come spazio aperto a tutte le generazioni, tra verde, sport, gioco, cultura e inclusione. Alla cerimonia hanno partecipato moltissimi cittadini. L’area, strategica per la sua posizione tra la Laguna del Lusenzo e il litorale Adriatico, si trova a ridosso dell’Arena Duse e di importanti strutture pubbliche e sociali. Un intervento di rigenerazione urbana che, nelle intenzioni dell’Amministrazione, punta a trasformare una zona degradata in un nuovo punto di riferimento per Sottomarina. “Non inauguriamo semplicemente un nuovo giardino – ha detto il sindaco Mauro Armelao – ma uno spazio pubblico che mette insieme verde, sport, gioco, cultura e inclusione”. Il primo cittadino ha sottolineato anche la necessità che il parco venga vissuto e rispettato dai cittadini, diventando parte integrante della vita della città. Particolare attenzione è stata riservata all’accessibilità. Nel parco sono state installate nove giostre accessibili, tra cui un veliero e un sottomarino ispirati al mondo marino, oltre ad altalene e moduli musicali. Presente anche una Gym Outdoor con cinque attrezzature sportive inclusive. Tra gli elementi più caratteristici ci sono una cavea a gradoni con oltre 30 posti, destinata a spettacoli e iniziative culturali, e un labirinto sensoriale con piante officinali. Il parco è attraversato da circa 6 mila metri quadrati di percorsi pedonali, con aree di sosta, panchine, fontanelle e portabici. Grande spazio anche al verde: sono stati piantati 158 alberi di 11 diverse specie, oltre 700 arbusti e più di 4.400 piante tra erbacee perenni e graminacee. L’obiettivo è creare progressivamente ampie zone d’ombra e una sorta di nuova “pineta” nel cuore di Sottomarina. Il progetto prevede inoltre un sistema di irrigazione smart, collegato alla raccolta e al riutilizzo delle acque meteoriche. Riqualificato anche il parcheggio dell’Arena Duse, con nuove pensiline predisposte per futuri pannelli fotovoltaici. “Questo parco deve essere considerato un bene della comunità – ha concluso Armelao –. Da oggi appartiene soprattutto ai cittadini, che potranno viverlo e farlo vivere”.

Per Sottomarina si apre così un nuovo capitolo di rigenerazione urbana

isalendo l’Adige, il Trentino procede invece con un’andatura diversa. Il disegno di legge giace nelle commissioni consiliari della Provincia Autonoma, frenato dalla volontà di non rincorrere l’attivismo normativo e dal tentativo di spostare il baricentro dell’attenzione sul potenziamento della rete di cure palliative. Si delineano così due approcci territoriali speculari al medesimo problema: da un lato l’inquadramento della sentenza della Corte Costituzionale sul fine vita entro un percorso amministrativo con scadenze definite per l’A zienda Sanitaria; dall’altro una cautela che preferisce attendere l’eventuale intervento del Parlamento, non fa venire meno il rischio di lasciare i cittadini e i comitati etici locali in una zona d’ombra procedurale. Questa differenza riflette una discussione pubblica che non può più essere liquidata come esercizio teorico o scontro di appartenenza. Le scelte sulla fase finale dell’esistenza appartengono alla sfera intima della persona, ma travalicano il singolo nel momento in cui investono i familiari, la responsabilità dei medici e si riverberano nella comunità. Quando il corpo sociale evita di affrontare l’argomento per timore di dividersi, delega la soluzione del dolore alla solitudine delle famiglie o alle aule dei tribunali. Il percorso però è tutt’altro che semplice e scontato.

Il merito dell’esperienza veneta, pur nella diversità delle posizioni e nelle contrapposizioni ideologiche, sta nell’aver separato la giurisdizione morale da quella gestionale. Regolamentare la procedura medica non significa incentivare una scelta, né svalutare l’importanza dell’affiancamento assistenziale o della terapia del dolore; significa prendere atto che la dignità individuale richiede certezze operative quando la vita impone decisioni definitive. La politica locale, forte dell’autonomia istituzionale di cui dispone a Venezia come a Trento, ha il compito di fornire regole trasparenti anziché risposte evasive. Dal canto suo, invece, la chiesa reclama il pieno rispetto per la vita, in ogni sua fase e condizione, ma qui entriamo in un altro ambito. Affrontare la questione con strumenti normativi chiari non è una resa culturale, ma un atto di responsabilità civile. Il dibattito aperto nelle nostre Regioni dimostra che la tutela della fragilità non si misura sulla capacità di rinviare i problemi, ma sulla disponibilità ad accompagnare le persone nell’esercizio delle proprie libertà fondamentali entro un quadro pubblico rigoroso e nel pieno rispetto della volontà di ogni individuo. Poi ciascuno deve essere libero di fare le proprie scelte, consapevole che le istituzioni non dovrebbero essere semplici controparti burocratiche.

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• Redazione Chioggia

ASCOLTA ORA di Chioggia è una testata giornalistica di proprietà di

ASCOLTACI IN Questa edizione raggiunge le zone di Chioggia, Sottomarina e per un numero complessivo di 13.504 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; Srl numero iscrizione ROC 32199

Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin - formato da 25 edizioni locali mensilmente recapitato a 575.000 famiglie del Veneto e del Trentino

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Focus scuola/1. L’assessore ai lavori pubblici Angelo Mancin fa il punto nel territorio di Chioggia

Edilizia scolastica a Chioggia, tanti cantieri tra sicurezza e sostenibilità U

n pacchetto articolato di manutenzioni, adeguamenti strutturali e interventi di efficientamento energetico ha interessato le scuole di Chioggia nei mesi scorsi, prima dell’avvio dell’anno scolastico. Il Comune ha messo a terra una serie di cantieri negli edifici scolastici per un valore complessivo di circa 250 mila euro, a cui si aggiunge il maxiprogetto da 400 mila euro destinato al rifacimento della copertura della scuola Marchetti, senza dimenticare la prospettiva del futuro asilo nido di Sottomarina, opera da oltre 2,4 milioni di euro. Il piano nel dettaglio ha puntato a rispondere alle esigenze concrete segnalate dai singoli istituti, migliorando la sicurezza, l’accessibilità e la sostenibilità ambientale degli ambienti scolastici. Tra gli interventi di maggior rilievo spicca appunto quello alla scuola Marchetti: finanziato tramite il Conto Termico e prossimo all’avvio dopo la fase di aggiudicazione della gara d’appalto, il progetto da 400 mila euro prevede l’isolamento delle falde, l’impermeabilizzazione delle coperture piane e la sostituzione delle lattonerie, inserendosi in

una più ampia riqualificazione energetica dell’edificio. Lavori cruciali riguardano anche le strutture sportive: entro la fine di settembre partiranno i cantieri per bloccare le infiltrazioni d’acqua sulla copertura piana della palestra dell’ex Liceo di Tombola (scuola secondaria Silvio Pellico), preservando così anche l’impianto elettrico. Un’attenzione specifica è stata riservata all’inclusività e all’abbattimento delle barriere architettoniche. Alla scuola primaria Ulivi gli spazi interni sono stati riprogettati per creare un nuovo servizio igienico totalmente accessibile agli alunni in carrozzina, completo di lettino per il cambio. Alla scuola Chiereghin sono invece in fase avanzata i lavori per la realizzazione di un nuovo ascensore, un’opera da circa 80 mila euro che si concluderà a ottobre per agevolare gli studenti con disabilità. Rinnovamenti importanti toccano anche la scuola Merlin (in foto i cantieri) di Ridotto Madonna, dove si sta completando il rifacimento dei bagni al piano terra in vista di un più ampio ampliamento della struttura programmato per il prossimo giugno. Alla Don Milani,

oltre alla manutenzione dei servizi e a un nuovo ripostiglio, si sta realizzando un bagno accessibile dedicato anche alla palestra, con spazi per il pubblico; il plesso sarà inoltre oggetto di un futuro ampliamento per nuovi spazi didattici e mensa. Spazi riorganizzati e cablati anche alla scuola De’ Conti, dove è stato ricavato un ambiente climatizzato per la segreteria. Trasversale a tutti i cantieri è il tema della sostenibilità: in vari plessi e nella palestra della Merlin l’illuminazione tradizionale è stata sostituita con dispositivi a Led integrati da sensori di presenza e luminosità, capaci di regolare la luce artificiale in base a quella naturale. L’assessore ai lavori pubblici Angelo Mancin sottolinea come “ogni intervento risponda alla necessità di eliminare le criticità esistenti riducendo al contempo i costi di gestione futuri. Un impegno confermato dalla visione complessiva della giunta, determinata a garantire agli studenti spazi moderni, sicuri e idonei alle attività didattiche quotidiane”. • Alessandro Abbadir

La critica di Penzo(Pd): “Sulla scuola manca una visione”

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ulle scuole a Chioggia sentiamo spesso parlare di interventi, manutenzioni e attenzione da parte del Comune. Investire sulle strutture scolastiche è doveroso. Ma una politica per la scuola non può esaurirsi nei lavori agli edifici: deve ascoltare chi la vive e costruire progetti capaci di guardare al futuro”. A dirlo è la consigliera comunale di opposizione del Partito Democratico, Barbara Penzo. Manca, attacca Penzo, “un confronto strutturato con il mondo della scuola e mancano progetti innovativi

che mettano al centro gli studenti, la mobilità sostenibile, l’educazione alla cittadinanza e il rapporto con il territorio”. “Pensiamo anche solo al Pedibus - sottolinea la consigliera dem - uno strumento semplice, sostenibile e di comunità, che in molte città è diventato una realtà consolidata e che a Chioggia non è mai stato realmente attivato. C’è poi il tema del trasporto scolastico, che continua a presentare difficoltà e che dovrebbe invece essere considerato ì servizio essenziale. Ci sono strutture che ancora necessitano di interventi importanti

e, soprattutto, palestre scolastiche che nonsono all’altezza delle esigenze dei nostri ragazzi”. L’educazione motoria, lo sport e la possibilità di vivere gli spazi scolastici in modo dignitoso fanno parte della qualità dell’istruzione e non rappresentano un dettaglio per la rappresentante dell’opposizione. “Credo che Chioggia - conclude - abbia bisogno di una politica scolastica più ambiziosa: più ascolto delle scuole, più progettualità, più innovazione e una programmazione degli interventi che non si limiti all’emergenza o alla manutenzione, ma

costruisca una scuola adeguata alla città che vogliamo essere”. • (A.A.)

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5 Focus scuola/2. L’intervento di Luigi Zennaro presidente dell’Anp (Associanzione nazionale presidi) Venezia

“CARENZA DI PERSONALE NELLE STRUTTURE E EDIFICI DA CLIMATIZZARE”

“L

e scuole del Veneziano? Oltre al problema del calo demografico, hanno difficoltà a trovare personale non docente, dai collaboratori scolastici agli addetti di segreteria. Inoltre, soprattutto dopo un’estate così calda, c’è l’esigenza prioritaria di climatizzare le aule, oltre agli uffici amministrativi”. A dirlo è Luigi Zennaro, presidente dell’Anp (Associazione Nazionale Presidi) di Venezia, che fa il punto

per l’anno scolastico 2026/2027 sulle condizioni del personale e delle strutture. ”Anche quest’anno - spiega Zennaro, che è dirigente scolastico in una scuola di Chioggia - ci vorranno settimane per coprire il numero di posti rimasti scoperti dall’inizio di settembre. E questo non è certo un bel modo di cominciare l’attività didattica, se poi sussistono problemi di tipo organizzativo. Al di là degli insegnanti, esiste anche

un problema di estrema precarietà del personale amministrativo. Per intenderci, il personale di segreteria riceve assegnazioni e rinnovi di anno in anno: è un tempo troppo breve per imparare e far funzionare la macchina amministrativa della scuola. Spesso queste persone devono cambiare destinazione, non riuscendo così quasi mai a incidere profondamente con la loro azione lavorativa sulla realtà che si trovano di fronte”. Zennaro ricorda poi come esista un grave problema di calo demografico nelle scuole dell’obbligo, compensato solo in parte dall’arrivo di bambini di origine straniera. Le famiglie straniere giunte in Italia, infatti, poi tendono a ridurre il numero di figli. C’è poi la necessità di adattarsi al cambiamento climatico: “In tutte le scuole d’ora in poi servono impianti di climatizzazione - sottolinea il presidente Anp. Si pensi in quali condizioni climatiche inizia l’anno scolastico, ma si pensi pure a come si finirà e a che temperature ci saranno a fine giugno o a luglio, quando si terranno gli esami di terza media o di maturità alle scuole superiori. Esami che si svolgono solitamente a metà luglio”. Da un’analisi dei plessi effettuata nel veneziano dai funzionari e presidi iscritti all’Anp, sono pochissime le scuole dotate

di un sistema di condizionamento. “Alcune hanno una climatizzazione limitata alle stanze dell’area amministrativa o a punti particolari, ma non ci sono questi sistemi nelle aule. Ciò rischia di rendere la vita degli alunni davvero difficile a settembre, a giugno e a luglio”. Si tratta di lavori per i quali ci vorranno mesi prima della conclusione, ed è per questo che Zennaro fa partire fin da subito

il suo appello. Nelle settimane iniziali non sono mancate, infine, le carenze di personale docente e non docente legate alla presenza di disabili in classe: “La legge italiana in tema di inclusione - conclude - è fra le più avanzate, ma senza personale a sufficienza diventa complicata da applicare”. • Alessandro Abbadir

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Sottomarina, in arrivo il nuovo nido da 72 posti

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ccanto ai cantieri di manutenzione negli istituti della città, il Comune di Chioggia punta sui servizi per l’infanzia con la realizzazione del nuovo asilo nido in via Nicolò Zeno, a Sottomarina. Finanziata nell’ambito della Missione 4 del Pnrr, l’opera prevede un investimento complessivo di oltre 2,4 milioni di euro, sostenuto da un contributo ministeriale di 1,72 milioni e integrato da più di 670 mila euro di risorse comunali. Sarà concluso con la fine dell’anno, e con ogni probabilità aprirà il prossimo. La struttura, sviluppata su un unico piano e progettata secondo gli standard Nzeb ad altissima efficienza energetica con impianto fotovoltaico, potrà ospitare fino a 72 bambini. Il nuovo edificio andrà a completare il polo educativo del quartiere, affiancandosi alla scuola dell’infanzia Madre Teresa di Calcutta e alla primaria Don Milani. Il progetto include anche la riqualificazione e valorizzazione di oltre 1.700 metri quadrati di parco pubblico circostante. L’assessore ai Lavori Pubblici Angelo Mancin evidenzia l’importanza di affiancare alla manutenzione dell’esistente una visione di sviluppo futuro. Soddisfazione anche nelle parole del sindaco Mauro Armelao: “Aumentare l’offerta 0-3 anni significa dare

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un supporto concreto alle famiglie e investire sul territorio. Abbiamo scelto di integrare i fondi Pnrr con risorse del Comune perché le strutture educative sono il luogo in cui una comunità costruisce il proprio domani”. • (A.A.)

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IN PRIMO PIANO

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Il documento. Via libera nelle scorse settimane dalla giunta comunale

UN NUOVO PIANO STRATEGICO: PORTO, TURISMO E CITTÀ SI RINNOVANO L a giunta comunale di Chioggia ha approvato all’unanimità nelle scorse settimane la deliberazione con cui esprime parere favorevole condizionato al Documento di Programmazione Strategica di Sistema (Dpss) dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale. Il provvedimento contiene 22 osservazioni formulate dal Comune per tutelare gli interessi della città e guidare lo sviluppo del territorio nei prossimi decenni. Il Dpss definisce gli obiettivi del sistema portuale, le infrastrutture di collegamento e la divisione tra aree portuali, retroportuali e zone di interazione porto-città. Trattandosi di un atto propedeutico non conformativo, costituisce il passaggio indispensabile per la stesura del nuovo Piano Regolatore Portuale, destinato a sostituire lo strumento urbanistico ancora vigente, risalente al 1981. Il punto cardine della visione proposta dall’amministrazione guidata dal sindaco Mauro Armelao, è la riorganizzazione

razionale delle funzioni territoriali. Il piano individua Val da Rio come polo commerciale, operativo e peschereccio della città. In quest’ottica, si prevede la concentrazione a Val da Rio delle navi da crociera soggette a vincolo doganale, oltre allo spostamento del deposito e terminal del cemento e del relativo ormeggio delle navi rinfusiere, attività ritenute oggi incompatibili con il contesto urbano. Contestualmente, all’Isola dei Saloni viene confermata una vocazione passeggeri di rango locale e per le crociere fluviali lungo il Canale Lombardo Esterno. L’obiettivo è liberare i Saloni da attività industriali pesanti per restituire progressivamente l’isola alla città e rafforzare le aree di interazione porto-città a ridosso del centro storico. Le osservazioni attribuiscono un ruolo centrale al diporto nautico, considerato una risorsa strategica per il rilancio turistico. Il Comune chiede di destinare alla nautica da diporto il bacino acqueo a nord della stazione

marittima e di escludere dalla perimetrazione del Dpss le darsene Porto San Felice, Mosella e Le Saline. Si richiede inoltre di estendere la competenza autorizzatoria del Comune sull’area di interazione dei Saloni. La trasformazione urbana segue la linea guida di salvaguardare le realtà economiche esistenti: gli eventuali trasferimenti del settore ittico dai Saloni avverranno solo previo consenso degli operatori e successivamente all’effettiva realizzazione del nuovo mercato all’ingrosso a Val da Rio, garantendo la totale continuità operativa. Sul fronte dell’accessibilità e dei servizi alla mobilità, il documento propone la realizzazione di un nuovo ponte di collegamento con l’Isola dei Saloni, la creazione di aree di sosta e la sistemazione di un imbarcadero per il servizio di navigazione verso Venezia in posizione più funzionale. Per far fronte alle esigenze della nuova Ztl, si chiede l’assegnazione a tempo indeterminato di un’area a Val da Rio Sud per il de-

posito dei bus e lo spostamento della stazione di travaso Veritas. Dal punto di vista della sostenibilità, le verifiche ambientali sul contesto lagunare, sul Mose e sui vincoli della rete Natura 2000 saranno demandate alla Vas del futuro Piano Regolatore, sollecitando al contempo gli escavi dei fondali dei canali di accesso e la bonifica dell’ex

discarica di Val da Rio. “Con questo atto, l’amministrazione - sottolinea il Comune - impone un coordinamento preventivo tra gli enti per far sì che le 22 prescrizioni diventino indirizzi vincolanti per la pianificazione portuale del futuro”. • Alessandro Abbadir

PROBLEMI DI RICEZIONE TV: IL SINDACO COINVOLGE LA REGIONE

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a alcune settimane l’intero territorio di Chioggia, compresi Sottomarina e le frazioni, affronta ripetuti disservizi nella ricezione del digitale terrestre, intensificati nella fascia serale tra le 20 e le 23.30. Di fronte ai disagi della popolazione, il sindaco Mauro Armelao ha sollecitato l’intervento delle istituzioni competenti. L’Ispettorato del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), a seguito delle prime verifiche, ha attribuito il problema a fenomeni di “autointerferenza” del segnale irradiato dal Monte Venda, accentuati dalla propagazione anomala tipica della stagione estiva. Il Ministero ha quindi inoltrato la pratica alla Rai per le opportune analisi e contromisure

tecniche. Non ritenendo sufficienti i soli riscontri formali, il primo cittadino ha esteso la segnalazione alla Regione Veneto, richiedendo il coinvolgimento del Corecom e degli organismi competenti per accelerare una risposta risolutiva. “Non si tratta di un problema sui singoli impianti domestici, ma di un disservizio esteso che penalizza la fruizione del servizio pubblico - ha ribadito Armelao. Nel frattempo il Comune proseguirà il monitoraggio della situazione, raccogliendo i dati trasmessi dai residenti su orari e canali oscurati per fornire un supporto costante agli enti tecnici responsabili del ripristino del segnale. • (A.A.)

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CHIOGGIA

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Viabilità. Per la sicurezza nel tratto del ponte translagunare

IL COMUNE CHIEDE IL SISTEMA VERGILIUS SULLA ROMEA L o aveva anticipato nelle scorse settimane e la richiesta è diventata formale: il sindaco di Chioggia, Mauro Armelao, ha inviato una lettera ufficiale alla Prefettura di Venezia, ad Anas e alla Polizia Stradale, e per conoscenza ai Ministeri delle Infrastrutture e dell’Interno e alla Regione Veneto, per sollecitare la prosecuzione dello studio di fattibilità sull’installazione del sistema di controllo della velocità media “Vergilius Plus” sul ponte translagunare e su altri tratti a rischio della SS309 Romea. L’iniziativa nasce alla luce delle recenti novità tecniche e normative: l’impianto, approvato dal Mit, è già attivo su 36 tratte stradali e autostradali della rete Anas (pari a circa 211 chilometri complessivi), compreso un segmento della stessa Romea tra i chilometri 1 e 7. “Da tempo poniamo all’attenzione degli enti competenti il tema della sicurezza stradale e in particolare del ponte translagunare - spiega Armelao -. Oggi abbiamo un elemento nuovo: il Vergilius Plus è approvato e già operativo anche sulla SS309. Ritengo

quindi doveroso chiedere ad Anas di verificare concretamente se questa tecnologia possa essere applicata anche a Chioggia”. Secondo l’amministrazione comunale, la conformazione del ponte, rettilinea e con una lunghezza significativa, si presta in modo particolare al monitoraggio dei limiti di velocità. Il Comune suggerisce, a titolo indicativo, l’ipotesi di posizionare un primo portale di rilevamento nell’area di accesso al ponte e un secondo prima del cavalcavia che conduce verso i principali insediamenti di Chioggia, Sottomarina e la zona portuale. La decisione finale e le valutazioni idonee spetteranno

comunque ai tecnici di Anas e della Polizia Stradale, a cui il sindaco chiede un’analisi estesa a tutto il tratto chioggiotto della statale, incrociando i dati su traff ico e incidentalità. L’obiettivo dichiarato non è punitivo ma di prevenzione: “L’ho già detto e lo ripeto: non stiamo chiedendo uno strumento per fare cassa - precisa il primo cittadino. Se un sistema di controllo spinge un automobilista a mantenere la velocità corretta lungo tutto il tragitto, ha già raggiunto il suo scopo: evitare comportamenti pericolosi e salvare vite. La sicurezza va affrontata con dati, tecnologia e controlli”. Il Comune si è detto pronto a collaborare per la costituzione di un tavolo tecnico congiunto con Prefettura, Anas e forze dell’ordine per accelerare le verifiche. “La sicurezza di cittadini, pendolari, autotrasportatori e turisti viene prima di tutto. È il momento di passare dalle parole ai riscontri tecnici” conclude Armelao. • Alessandro Abbadir

Biciclette e veicoli abbandonati, rimossi circa cento mezzi in un anno

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rosegue l’attività del Comune contro biciclette e veicoli abbandonati o lasciati in luoghi non consentiti. Dall’agosto 2025, quando è stata emanata l’ordinanza che disciplina la rimozione dei velocipedi in evidente stato di abbandono, sono stati rimossi complessivamente circa cento mezzi tra Chioggia e Sottomarina. L’attività, condotta dalla Polizia Locale, punta a garantire maggiore sicurezza, accessibilità e decoro degli spazi pubblici. L’ordinanza prevede la possibilità di rimuovere le biciclette prive di parti essenziali, legate ad arredi o manufatti pubblici oppure lasciate in modo da ostacolare la circolazione e l’utilizzo degli spazi. I primi interventi hanno riguardato piazza Vigo, dove lo scorso anno sono stati rimossi circa 50 veicoli. Dall’inizio dell’estate 2026 i controlli sono stati intensificati anche a Sottomarina, in particolare in piazza Italia, con la rimozione di altri circa 50 mezzi. Ora l’attenzione si sposta sul centro storico di Chioggia. La Polizia Locale partirà da calle Bisighella e calle Larga Bersaglio, per poi estendere progressivamente gli interventi alle altre calli. Si tratta di due importanti percorsi di attraversamento, utilizzati soprattutto per raggiungere l’area pedonale urbana e fondamenta Lombardo. Da qui la necessità, secondo l’Amministrazione, di mantenerli liberi e pienamente accessibili. Nel mirino ci sono soprattutto le biciclette dismesse e non funzionanti, lasciate per lungo tempo nelle calli e in altri spazi pubblici, spesso legate ad arredi o manufatti. Quando risultano chiaramente abbandonate, vengono rimosse e custodite nei magazzini della Polizia Locale secondo le procedure previste. “In alcune zone abbiamo trovato biciclette ormai inutilizzabili lasciate per lungo tempo – spiega l’assessore alla Polizia Locale Matteo Penzo, che ha seguito personalmente tutte le operazioni – con conseguenze evidenti anche sul decoro urbano. Vogliamo restituire questi spazi alla loro funzione e renderli più ordinati, sicuri e fruibili da cittadini e visitatori”. I controlli, aggiunge Penzo, proseguiranno gradualmente, partendo dalle calli maggiormente interessate dal fenomeno e successivamente estendendosi alle altre zone del centro storico. • (R.C.)

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La proposta. I Comuni balneari chiedono una legge

“D’ESTATE DIVENTIAMO UNA GRANDE CITTÀ, SERVONO STRUMENTI ADEGUATI” D ’estate cambiano volto, dimensioni e soprattutto responsabilità. I grandi Comuni balneari italiani si preparano ad affrontare la stagione turistica con un problema che si ripete ogni anno: dover garantire servizi a milioni di persone attraverso strumenti amministrativi e finanziari ancora largamente calibrati sulla popolazione residente. È da questa realtà che nasce la proposta che il G20Spiagge porterà al Destination Summit delle Comunità Marine di Lignano Sabbiadoro: arrivare a una legge nazionale che riconosca la specificità dei Comuni costieri ad alta intensità turistica. Il tema riguarda 23 delle principali destinazioni balneari italiane: Alghero, Arzachena, Bibbona, Caorle, Castagneto Carducci, Castiglione della Pescaia, Cattolica, Cavallino Treporti, Chioggia, Comacchio, Grado, Jesolo, Lignano Sabbiadoro, Piombino, Riccione, Rosolina, San Michele al Tagliamento, San Vincenzo, Senigallia, Sorrento, Taormina, Viareggio e Vieste. Insieme, queste località registrano circa 55 milioni di

presenze turistiche, pari al 12% delle presenze complessive in Italia. Numeri che raccontano il peso del turismo balneare nell’economia nazionale, ma che secondo i promotori della proposta devono tradursi anche in strumenti di governo adeguati. Nei mesi estivi, infatti, le grandi destinazioni costiere devono gestire un forte incremento della popolazione temporanea, con conseguenze dirette su sicurezza, viabilità, trasporto, raccolta dei rifiuti, servizi pubblici, manutenzione urbana, tutela ambientale e organizzazione dei grandi eventi. A Chioggia, così come nelle altre città coinvolte nel progetto, il problema è

particolarmente evidente. “Chi amministra una città balneare conosce bene la differenza tra la popolazione residente e quella che il territorio si trova a gestire durante la stagione estiva”, sottolinea il sindaco di Chioggia Mauro Armelao. “Le nostre comunità devono garantire servizi, sicurezza, mobilità, decoro e tutela del territorio a un numero di persone che nei mesi estivi cresce in maniera significativa”. Per Armelao, il Summit rappresenta quindi l’occasione per portare al centro del confronto una situazione concreta e costruire risposte più efficaci. “Non chiediamo privilegi, ma la possibilità

di programmare e amministrare con maggiore efficacia, riconoscendo il ruolo che le destinazioni balneari hanno per l’economia e il turismo del nostro Paese”. La richiesta è condivisa dalla coordinatrice nazionale del G20Spiagge, Roberta Nesto, che insiste proprio sulla necessità di distinguere le esigenze dei grandi Comuni turistici da quelle dei territori con una popolazione stabile. “La legge sulle Comunità Marine non chiede privilegi, ma riconosce una realtà: nei mesi estivi amministriamo vere e proprie città”. Il nodo, secondo il G20Spiagge, non è soltanto amministrativo. La questione investe direttamente la capacità dell’Italia di competere sul mercato turistico internazionale. Le principali destinazioni del Mediterraneo stanno infatti investendo su infrastrutture, sostenibilità, innovazione e sulla possibilità di estendere la stagione oltre i tradizionali mesi estivi. Per le Comunità Marine italiane, diventa quindi necessario poter contare su risorse e strumenti proporzionati al numero di persone effettivamente presenti sul territorio.

“Se vogliamo che l’Italia continui a essere protagonista nel Mediterraneo, dobbiamo mettere le nostre destinazioni nelle condizioni di investire, programmare e garantire servizi adeguati a milioni di ospiti”. sottolinea Nesto. Il Destination Summit di Lignano Sabbiadoro sarà quindi un appuntamento centrale nel confronto tra sindaci, Regioni e Governo. L’obiettivo è trasformare il riconoscimento delle Comunità Marine in una vera politica nazionale dedicata al turismo costiero, mettendo insieme competitività, qualità dei servizi, sicurezza e sostenibilità. Perché il punto di partenza della proposta è semplice: durante l’estate una località balneare non è più soltanto il Comune fotografato dai dati sulla popolazione residente. È una città che cresce, accoglie milioni di persone e deve essere messa nelle condizioni di funzionare. “Il mare è una città. E deve poter essere governato come tale”. • Redazione Chioggia

Crisi del lupino di mare: bocciato l’emendamento Pd da un milione

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n milione di euro per salvare un settore storico ormai sull’orlo del collasso, una richiesta bocciata in Consiglio regionale. Fa discutere il no all’emendamento presentato nelle scorse settimane dal consigliere del Partito Democratico Jonatan Montanariello (in foto) nell’ambito dell’assestamento di bilancio, pensato per dare una boccata d’ossigeno ai pescatori colpiti dalla drammatica crisi del lupino di mare. Una scelta che la minoranza definisce senza mezzi termini

“incomprensibile”, puntando il dito contro una visione ritenuta miope di fronte a una vera e propria emergenza economica e sociale per la marineria locale. “Le risorse stanziate finora dalla Regione - evidenzia Montanariello - sono solo una goccia nell’oceano rispetto alle necessità reali del comparto. Non siamo di fronte a una difficoltà passeggera, ma a un problema ormai strutturale e prolungato nel tempo”. Il settore chiede da mesi garanzie e sostegni concreti per far fronte al crollo del

pescato e alla conseguente perdita di reddito che sta mettendo in ginocchio decine di famiglie. “I nostri pescatori non hanno bisogno di interventi spot – conclude il consigliere dem – ma di certezze per il futuro. Purtroppo, la scelta della Giunta regionale va nella direzione opposta, lasciando ancora una volta una categoria fondamentale del nostro territorio senza risposte adeguate”. • (A.A.)

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Commercio. L’annuncio dell’assessore al commercio Matteo Penzo

NUOVA VITA PER LA PESCHERIA AL MINUTO L a storica Pescheria al minuto di Chioggia, collocata sotto Palazzo Granaio e inserita dal 2014 nell’Elenco regionale dei Luoghi Storici del Commercio, si prepara a un radicale intervento di riqualificazione e ammodernamento. Il Comune ha approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica per la messa in sicurezza, il restyling impiantistico e l’efficientamento energetico dell’area mercatale. Un intervento dal valore complessivo di 198.500 euro, candidato al bando della Regione dedicato ai mercati rionali. L’obiettivo è ottenere un contributo a fondo perduto di 80.000 euro, a cui il Comune affiancherà un cofinanziamento con risorse proprie

pari a 118.500 euro. L’intervento punta a coniugare la tutela delle radici storiche e dell’identità marinara con le esigenze di funzionalità quotidiana. Il piano operativo prevede il riordino completo dell’impiantistica: verranno sistemati il vano contatori e le canalizzazioni sospese per la distribuzione elettrica, dei dati e dell’illuminazione, eliminando tutti i cavi a vista per garantire la massima sicurezza nelle 52 postazioni di vendita e nelle celle frigorifere. Per resistere alle condizioni operative tipiche del mercato saranno installate prese Cee protette contro l’umidità. L’illuminazione tradizionale cederà il passo a nuove barre Led ad alta efficienza e lavabili, capaci di esaltare la visibilità del pescato e abbattere i

consumi energetici. Novità importanti riguarderanno anche il benessere microclimatico e le dotazioni tecnologiche. Per contrastare l’eccessivo calore estivo che si accumula sotto la struttura tra Corso del Popolo e Canal Vena, saranno posizionati 20 ventilatori da soffitto reversibili adatti ad ambienti umidi (10 centrali e 10 laterali). Sul fronte della sicurezza e della digitalizzazione, il progetto include un sistema di videosorveglianza con 8 telecamere ad alta risoluzione e una rete Wi-Fi dedicata con 6 access point, oltre al rinnovo delle luci di emergenza e della segnaletica. “Investire nella Pescheria significa valorizzare la nostra storia e il lavoro di chi vive il mercato ogni giorno - sottolinea l’assessore alle Attività Produttive Matteo Penzo, che ha proposto l’adesione al bando. Soddisfatto anche il sindaco Mauro Armelao, che richiama l’importanza di far guardare la tradizione verso il futuro: “Un progetto concreto che unisce sicurezza, ambiente e comfort. Un grande lavoro di squadra tra i vari uffici”. • Alessandro Abbadir

“Artisti Senza Barriere”, musica e danza nel segno dell’inclusione

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usica, danza e condivisione. Il cortile del Monastero di Santa Caterina a Chioggia ha ospitato lo spettacolo “Artisti Senza Barriere”,promosso dalla UILDM Chioggia ODV. Protagonisti della serata sono stati dieci artisti con diverse disabilità, affiancati da altrettanti volontari dell’associazione, che hanno messo in scena uno spettacolo coinvolgente, frutto di un percorso di preparazione svolto nei mesi precedenti nella palestra della scuola “G. Pascoli” sotto la guida della maestra di danza Francesca e delle collaboratrici Stefania, Roberta e Silvia. Ogni esibizione è stata seguita con grande attenzione ed entusiasmo dal pubblico che ha calorosamente applaudito tutti gli artisti: la disabilità si trasforma in risorsa creativa, dimostrando che ciascuno, se valorizzato e

supportato da una comunità attenta, può esprimere pienamente il proprio talento. L’iniziativa, sostenuta dalla Fondazione di Venezia, dalla Fondazione Clodiense E.T.S. e dal Comune di Chioggia, ha confermato il valore dell’arte come strumento di inclusione e partecipazione, dimostrando come il talento possa superare ogni barriera. “Questo spettacolo è la prova tangibile che ciò che un tempo sembrava solo un sogno può diventare realtà grazie all’ascolto e alla collaborazione – ha dichiarato Riccardina Boscolo, presidente della UILDM Chioggia. – Una serata magica in cui il pubblico può cogliere la bellezza autentica di questi artisti e la forza di una comunità che sa camminare insieme, senza barriere”. • (E.F.)

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Tradizione. Il 25 ottobre in programma il secondo incontro

Il Coro Popolare tra rive, calli e campielli Canti e costumi della tradizione chioggiotta a Candlenight

cipato a questa manifestazione che ha ottenuto un ottimo successo. I coristi, che si sono esibiti vestendo gli abiti della tradizione chioggiotta, hanno intonato le arie popolari che fanno parte della più autentica tradizione folkloristica locale, frutto di ricerche musicologiche e linguistiche. In precedenza il 27 giugno nell’Auditorium comunale S. Nicolò il Coro Popolare Chioggiotto e il Coro “Gruppo Fileo” di Volta Mantovana diretto da Valentina Bellemo - che ha presentato brani musicali degli anni ‘30 e ‘40 e colonne sonore di

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ari artisti, cantanti, pittori, musicisti hanno animato questo mese l’ultimo appuntamento con “Candlenight”. Tra calli, ponti e rive del suggestivo centro storico di Chioggia anche il Coro Popolare Chioggiotto diretto dal maestro Loris Tiozzo ha parte-

Il progetto “Zaino sospeso” per il diritto allo studio

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itorna il progetto “Zaino Sospeso”. Anche quest’anno il Lions Club Chioggia Sottomarina ripropone la raccolta di materiale di cancelleria nuovo e usato in buono stato. È un progetto di solidarietà promosso con l’obiettivo di sostenere concretamente il diritto allo studio e offrire un aiuto alle famiglie del territorio che possono trovarsi in difficoltà nell’affrontare le spese scolastiche nella convinzione che la solidarietà fa crescere la comunità. Sono tanti i materiali che possono diventare preziosi per un bambino o un ragazzo che si prepara ad affrontare un nuovo anno scolastico: quaderni, diari, penne, matite, colori, album da disegno, righelli, squadre, gomme, temperini, evidenziatori, colla, astucci e zaini. Garantire a ogni ragazzo la possibilità di avere il materiale

necessario per studiare significa non soltanto offrire un aiuto concreto, ma anche contribuire a costruire pari opportunità e fiducia nel futuro. Il progetto “Zaino Sospeso” coinvolge otto punti di raccolta: Cartoleria Pegaso, Cartoleria Cartaboutique, Cartoleria La Bottega Arcobaleno, Cartoleria Libreria Bonaldo,

Cartoleria Tamburino, Cartoleria FAGI, Centro Copie, Cartoleria Diagramma. “Il materiale raccolto sarà destinato a sostenere il percorso scolastico di bambini e ragazzi del territorio”, ha dichiarato Gianni Fuolega, presidente del Lions Club. “Con il Service Zaino Sospeso vogliamo coinvolgere tutta la comunità, perché anche un quaderno, un astuccio o uno zaino che non viene più utilizzato possono acquistare un nuovo significato e diventare un’opportunità per qualcun altro. Un progetto concreto, semplice e vicino alle persone, che racchiude perfettamente il significato del motto Lions: “We Serve”. Un piccolo gesto per un grande domani. Insieme, per il diritto allo studio”.

film famosi - hanno partecipato al primo appuntamento della 34a edizione della “Rassegna Corale Città di Chioggia”. Il secondo incontro di questa rassegna si terrà domenica 25 ottobre alle ore 18 nella Chiesa dei Padri Filippini con l’esibizione congiunta del Coro cittadino e della compagine gallese “Welsh Leisaur Choir” il cui repertorio fa parte di una ricca tradizione musicale celtica legata alle poesie e all’utilizzo dell’arpa. • Eugenio Ferrarese

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• (E.F.)

Terza Collettiva per gli “Artisti di Chioggia”

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ittura, fotografia e scultura. Sono oltre una trentina gli “Artisti di Chioggia” che hanno presentato le loro opere nella chiesetta di San Martino a Chioggia, nei pressi della Cattedrale, tutte le sere d’estate. Si tratta di creazioni realizzate con varie tecniche, alcune legate alla tradizione artistica ed altre che sperimentano nuove forme d’espressione con l’uso di molteplici materiali. In questa terza collettiva del gruppo “Artisti di Chioggia” espongono: Antonietta Alfiero, Michela Alfiero Bordigato, Yadira Barthelemy, Eleonora Boscolo Marchi, Emanuele Willy Bellemo, Evelina Boscolo, Francesca Boscolo Zemelo, Vittorio

Boscolo Marchi, Debby Bullo, Andrea Caser, Marzia Ciampoli, Antonello de Ambrosi, Francesca de Antoni, Guido Donaggio, Maurizia Freddo, Nathalie “Hasse” Janssens, Lucio Gardin, Cristina “Crinuby” Longhin, Maurizio de Grandis, Walter Maistrello, Diego Marchesan, Danilo Naccari, Anna Maria Padoan, Emanuela Pagan, Sandy Perini, Beatrice Quaglio, Maria Adele Rossetti, Matteo Sassariolo, Alessandra Tonello, Claudio Varisco, Antonia Varagnolo, Chiara Vescovile, Giorgia “Iaia” Voltolina e Marina Yakimenko. • (E.F.)

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ATTUALITÀ

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Il fenomeno. Prevenzione del ritiro sociale giovanile attraverso una comunità educante

Il Panathlon al Parlamento Europeo: a Bruxelles si parla di Hikikomori e prevenzione H Sei anni di attività ikikomori: prospettive europee per azioni di prevenzione del fenomeno e buone prassi italiane. È stato questo il tema dell’audizione che si è svolta qualche settimana fa al Parlamento Europeo di Bruxelles, dedicata al crescente fenomeno del ritiro sociale giovanile. Tra i quattro specialisti chiamati ad affrontare la tematica da differenti prospettive professionali anche Stefania Lando, pedagogista, pedagogista clinico e docente universitario Master, nonché presidente del Panathlon Club di Chioggia. La sua partecipazione è avvenuta nell’ambito dell’iniziativa promossa da Panathlon International, con la partecipazione del Presidente internazionale, Avv. Giorgio Chinellato. L’incontro è stato organizzato dall’onorevole Maria Teresa Vivaldini, con l’assistenza di Donata Mangeri, e ha visto la presenza di un ambasciatore, cinque parlamentari europei, autorità e rappresentanti di diversi territori italiani ed europei. Accanto a Stefania Lando sono intervenuti altri tre specialisti, individuati per le loro specifiche competenze sul fenomeno Hikikomori: Giovanni Lodetti, Federica Perolini ed Emanuela Schiavini. Un confronto multidisciplinare che ha permesso di analizzare il ritiro sociale giovanile da diversi punti di vista, con particolare attenzione alla prevenzione e alle possibili strategie di intervento. Nel suo intervento al Parlamento Europeo, Stefania Lando ha posto l’accento soprattutto sulla prevenzione, sottolineando un aspetto fondamentale: l’Hikikomori non nasce nel momento in cui un giovane decide di “chiudere la porta della propria stanza”. Il processo di isolamento, infatti, può iniziare molto prima, quando le relazioni con gli altri si indeboliscono progressivamente e il ragazzo smette di sentirsi accolto, ascoltato e riconosciuto. Da questa considerazione nasce la necessità di costruire una vera comunità educante, capace di mettere in relazione tutte le realtà che ruotano attorno alla vita di un giovane: famiglia, scuola, sport, associazioni, servizi e territorio. L’obiettivo è creare una rete in grado di riconoscere tempestivamente i primi segnali di disagio, intervenendo prima che una situazione di difficoltà possa trasformarsi in un isolamento sempre più profondo. Non si tratta, quindi, soltanto di intervenire quando il problema è ormai evidente, ma di sviluppare una cultura della prevenzione che permetta agli adulti e alle istituzioni di cogliere quei segnali che spesso possono passare inosservati. Nel corso dell’intervento è stato dato particolare rilievo anche al ruolo dello sport come strumento educativo e di inclusione.

Lo sport, infatti, non rappresenta soltanto un’attività fisica, ma può diventare uno spazio di relazione, appartenenza e crescita personale. Per un giovane che attraversa una fase di difficoltà, trovare un ambiente nel quale sentirsi accolto, atteso e riconosciuto può rappresentare un elemento

importante nel percorso di prevenzione del disagio e dell’isolamento. Società sportive, associazioni e realtà del territorio possono quindi diventare parte integrante della comunità educante, contribuendo a creare occasioni di incontro e relazioni positive. In questa prospettiva, il mondo

dello sport può assumere una responsabilità educativa ancora più significativa, diventando un luogo nel quale i giovani possano esprimersi, costruire legami e sentirsi parte di una comunità. A rendere particolarmente significativo l’incontro di Bruxelles è stata anche la testimonianza, trasmessa attraverso un collegamento video, del genitore di un giovane seguito professionalmente da Stefania Lando. Nel pieno rispetto della privacy e della riservatezza della famiglia, non sono stati forniti elementi che potessero consentire l’identificazione del ragazzo. • Redazione Chioggia

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per la Galleria G1

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a Galleria G1 in calle san Giacomo a Chioggia è giunta al sesto anno di attività espositiva che ha permesso di far conoscere tanti artisti emergenti locali, ma anche molti altri giunti da tutto il Veneto ed anche da varie parti d’Italia oltre a quelli già affermati e con una lunga esperienza. L’iniziativa è stata promossa dall’Associazione culturale “Amici di Chioggia Città d’Arte”, presieduta da Sergio Ravagnan, che dispone di questo locale a titolo gratuito grazie alla generosa offerta del socio Giorgio De Bei. Le proposte degli artisti si sono avvicendate con cadenza per lo più quindicinale e hanno riguardato non solo la pittura di vario genere e stile, ma anche la scultura, la fotografia e altre forme artistiche sperimentali. Dal 2021 sono state organizzate oltre 140 esposizioni per presentare le opere di un centinaio di artisti, circa il 40% locali e il 60% ospiti: Cinzio Veneziani, Amos Loffreda, Giampiero Baldin, Dino Memmo, Nella Talamini, Walter Pregnolato, Giuliano Ottaviani… sono alcuni degli artisti che si sono succeduti nella Galleria G1. Notevole la presenza femminile, superiore a quella maschile: oltre il 60% delle mostre proposte è stata realizzata da donne. Sebastiano Melis ha curato gli annali che sintetizzano le attività della Galleria G1. Le esposizioni proseguiranno nei prossimi mesi con la presenza di Davide Antiporta a settembre 2026, Renzo Antico in ottobre, Patrizia Gennari e Lessio Valeriano a novembre, Maurizia Freddo e Liliana Montefusco a dicembre. • (E.F.)


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CULTURA

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Lo spettacolo. “Laguna Film Lab” diventa una residenza artistica annuale

XII EDIZIONE DI “LAGUNA SUD IL CINEMA FUORI DAL PALAZZO” G rande successo per la XII edizione di “Laguna Sud – Il cinema fuori dal Palazzo”, il festival la cui direzione artistica è aff idata al regista Andrea Segre in collaborazione con Gaia Furrer (direttrice delle Giornate degli Autori). Durante l’estate tutte le serate hanno registrato un’ottima partecipazione da parte del pubblico che ha apprezzato anche il nuovo contenitore all’aperto all’interno del cortile del Monastero

di Santa Caterina che ha sostituito Palazzo Grassi. La doppia proiezione l’altra sede era l’Auditorium comunale S.Nicolò - ha registrato una media di 300 spettatori. Sono stati presentati i film MR NOBODY AGAINST PUTIN di Pavel Talankin e David Borenstein, FIUME O MORTE! di Igor Bezinovic, LA VITA SEGRETA DEI GIOCATTOLI di Sara Zavarise e Alexandra D’Onofrio, PATERNAL LEAVE di Alissa Jung, L’INCUBO DI DARWIN di Hubert Sauper, DOMENICA SERA di Matteo Tortone. Il “Laguna Film Lab”, il laboratorio di cinema del reale intitolato alla memoria del suo ideatore Giorgio Gosetti, da quest’anno diventa una residenza artistica annuale. I registi selezionati - Grace Hsia, Laura D’Angeli, Lavinia Xausa, Michele Sammarco - vivranno e racconteranno il territorio lagunare attraverso le quattro stagioni realizzando un cortometraggio di circa 70 minuti per portare le storie di Chioggia direttamente alla mostra del cinema di Venezia.

Qualche polemica è sorta in seguito al mancato patrocinio da parte del Comune che ha provocato l’intervento del consigliere comunale Jonatan Montanariello e di Alberto Barbera, direttore artistico della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. “È stata una edizione davvero piena di motivi per cui non solo vale la pena continuare, ma è anche necessario farlo - ha sottolineato Andrea Segre, direttore artistico di Laguna Sud -. Se centinaia di persone partecipano a proiezioni e dibattiti di film così intensi, profondi, a tratti complicati o addirittura “divisivi”, allora significa che siamo sulla strada giusta! Ci vediamo il prossimo anno!”. La manifestazione è stata realizzata con il sostegno dell’Otto per Mille dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai e della Regione Veneto, in collaborazione con la Fondazione Clodiense ETS e Pro Loco Chioggia-Sottomarina. • Eugenio Ferrarese

Lorenza Della Loggia

La quercia di Pinocchio

U

n brillante finanziere parigino, Bernard Daveaut, si trova all’improvviso coinvolto in una vicenda inquietante dove i colpi di scena si succedono velocemente, facendo emergere un passato tragico che fino a quel momento era rimasto nascosto. “La quercia di Pinocchio” è un giallo-thriller che si snoda tra Parigi, Berlino e la Normandia, cene in locali rinomati, ambienti lussuosi e favolose feste. Nel tentativo di formulare ipotesi e trovare indizi, il lettore accompagna il protagonista in questa indagine che sembra avvicinarsi ad una probabile soluzione per poi più volte scoprire di essersi sbagliato. Mario Della Loggia,

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che ha lavorato per molti anni nelle strutture ospedaliere come medico internista e responsabile del servizio di ecografia interventistica, ha una grande passione per la fotografia, la grafica e l’astronomia. Questa sua nuova pubblicazione, “La quercia di Pinocchio” - scritta insieme alla figlia Lorenza – è stata preceduta dai romanzi “Anugal, come il glicine nell’acqua”, “La sindrome della marionetta”, “Eskimo & Lacoste”, “Forse”, “Anugal – Cannibali silenti”. ‘La quercia di Pinocchio’ è un maestoso albero secolare che si trova in provincia di Lucca. • (E.F.)

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SPORT

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Tricolore. Il giovane atleta conquista il titolo nazionale Under 16 al termine di una finale combattuta

RICCARDO SFRISO DEL VOLLEY CLODIA È CAMPIONE D’ITALIA U n prestigioso successo per il 16enne Riccardo Sfriso tesserato del Volley Clodia, che, in coppia con Michele Tonasso ha conquistato il titolo di campione d’Italia Under 16 di Beach Volley alle finali nazionali di Bellaria Igea Marina in provincia di Rimini. La coppia Sfriso -Tonasso hanno avuto la meglio su Matteo Cuniberti e Lorenzo Miretti al termine di una finale combattuta, chiusa sul 2-1 (21-12, 19-21, 15-13): dopo il 21-12 del primo set e il 19-21 del secondo, Riccardo e Michele hanno trovato la forza di chiudere il tie-break 15-13 e salire sul gradino più alto del

La coppia Riccardo Sfriso (prima a sinistra) e Michele Tonasso

podio nazionale. Terzo posto per Elia Giovanazzi e Lorenzo Festi, che hanno superato Samuele Mantovani e Samuele Baraldi per 2-0 (21-14, 21-14). Un tricolore che ci riempie d’orgoglio la società presieduta da Mauro Boscolo Meneguolo che si appresta a ricominciare un’altra stagione agonistica con le varie squadre maschili e femminili. Cercando, nel divertimento e nell’impegno, di piazzare altri risultati positivi come quelli della stagione scorsa, quando la 2^divisione femminile è arrivata in semifinale provinciale, le under 16, 14 e 13 ai quarti di finale, mentre l’Under14 maschile si è classificata

seconda alla fase regionale, e l’Under 17 maschile ha vinto il titolo di campione interprovinciale, e si classificata seconda alla fase regionale, vincendo la coppa Venezia. “I risultati ottenuti nella scorsa stagione dimostrano la serietà e la professionalità del lavoro svolto da tutto lo staff, sia maschile che femminile della società – dicono i direttori sportivi, Pierangelo Carisi per il settore femminile e Giuseppe “Beppo” Ardizzon per il maschile. Risultati ottenuti sul campo con sudore e fatica e mantenuti con fierezza ed orgoglio”. • Cristiano Aggio

Ecco Internazionale di scacchi Città di Chioggia Ecco ilil Diciottesimo 18esimo OpenOpen Internazionale di scacchi Città di Chioggia

È

tutto 18° Open Open Internazionale Internazionale tutto pronto pronto per per 18° “Città di Chioggia” , organizzato dal circolo circolo “Città di Chioggia”, organizzato dal scacchistico clodiense presieduta da scacchistico clodiense presieduta da Leonildo Leonildo Mosca che dal 25 al 27 settembre all’Hotel Mosca che dal 25 al 27 settembre all’Hotel Sole a Sottomarina, ospiterà circacento centoscacchisti. scacchisti. aSole Sottomarina, ospiterà circa Nei tre tornei A, B e C è prevista una numerosa Nei tre tornei A, B e C è prevista una numerosa presenza di atleti di casa, alcuni dei quali alla loro loro presenza di atleti di casa, alcuni dei quali alla prima esperienza in una competizione di questo prima esperienza in una competizione di questo livello. EE per per gli gli accompagnatori accompagnatori non non impegnati impegnati livello. nelle partite dei tornei è prevista la visita gratuita nelle partite dei tornei è prevista la visita gratuita al centro storico di Chioggia grazie alla collaboal centro storico di Chioggia grazie alla collabo-

razione con l’associazione La Bricola. Un circolo, quello scacchistico clodiense che non si è fermato

razione coninl’associazione La Bricola. Un circolo, nemmeno estate, con partite a Sottomarina quello scacchistico clodiense che non si è fermato ai bagni Canarin, mentre tutti i lunedì alle 20.30 nemmeno in estate, con partite a Sottomarina ai la sede di Palazzo Ravagnan ha ospitato torneo bagni Canarin, mentre tutti i lunedì alle 20.30 la sede semilampo per esperti e per principianti aperti di Palazzo ha ospitato torneo semilampo sia ai sociRavagnan che ai visitatori occasionali. Anche per esperti e per principianti aperti sia ai socipreche quest’anno il circolo scacchistico clodiense ai visitatori occasionali. Anche quest’ a nno il circolo senta l’attività di base rivolta ai bambini e ragazzi scacchistico clodiense di base in età compresa fra gli 8presenta e i 15 anni.l’attività Generalmente rivolta ai bambini e ragazzi in età compresa fra gli ha una durata che ricalca l’anno scolastico e si8 etiene i 15 anni. Generalmente ha una durata che ricalca nel periodo fra ottobre e maggio. La scuola l’anno scolastico si tiene nel dal periodo fra ottobre di scacchi si tieneequest’anno 23 settembre al 26 maggio, ogni mercoledì non festivo dalle 16.30 alle 18 per i bambini dagli 8 agli 11 anni e dalle 18

e maggio. La scuola di scacchi tiene quest’anno alle 19.30 per i ragazzi dai 12 aisi15 anni. Inoltre, il dal 23 settembre al 26 maggio, ogni mercoledì non circolo organizza un nuovo corso “Introduzione festivo dalle 16.30 alle 18 per i bambini dagli 8 agli scacchi”, dai 16 anni in su. Si tratta diagli un 11 annidielezioni dalle 18dialle 19.30 i ragazzi dai ai 15 ciclo base, dalper movimento dei12pezzi, anni.aperture Inoltre, ile circolo un nuovo corso alle ai finali.organizza Potrà essere utile anche “Introduzione agli scacchi”, dai 16 anni in su. Si per coloro che vogliono approfondire la teoria tratta di un ciclo di lezioni di base, dal movimento e la pratica del gioco e padroneggiare meglio i dei pezzi, alle aperture finali. Potrà essere principi generali di tatticaeeaistrategia. Sei incontri utile anche per coloro che vogliono approfondire ogni martedì dal 13 ottobre al 17 novembre dalle la teoria la La pratica gioco e padroneggiare 20.30 allee22. quotadel d’iscrizione è di 40 euro e meglio i principi generali di tattica strategia. Sei comprende la tessera di socio dele circolo scacchistico clodiense per l’anno 2027. Sede del corso è Palazzo Ravagnan, ingresso da Calle Donaggio

Mare. Protagonisti sono stati circa 25 ragazzi, accompagnati dalle educatrici di Titoli Minori e dagli operatori di Amici del Mare. Una mattinata, pensata per avvicinare i partecipanti al mondo della vela in modo concreto e diretto, alternando attività pratiche e momenti di condivisione. Non una semplice dimostrazione, ma un’occasione per conoscere da vicino un ambiente spesso percepito come distante e trasformarlo in uno spazio accessibile, da vivere insieme. I ragazzi

hanno potuto osservare e provare a terra alcune delle imbarcazioni utilizzate nella scuola vela, tra cui Laser e Optimist, entrando così in contatto con le attrezzature e con le dinamiche di questo sport. Non è mancato nemmeno un momento dedicato alla pesca, che ha contribuito a rendere la mattinata ancora più partecipata e coinvolgente. L’iniziativa si inserisce nel programma di ChioggiaVela 2026 con un significato che va oltre la dimensione sportiva. Portare ragazzi e ragazze

incontri dal 13 ottobre al 17 novembre 461: per ogni info martedì 3468707959. dalle 20.30 alle 22. La quota d’iscrizione è di 40 euro e comprende la tessera di socio del• (E.F.) circolo scacchistico clodiense per l’anno 2027. Sede del corso è Palazzo Ravagnan, ingresso da Calle Donaggio 461: per info 3468707959. • (C.A.)

ChioggiaVela: 25 ragazzi sono stati protagonisti di una giornata speciale

L

a vela come sport, ma soprattutto come occasione per stare insieme, partecipare e abbattere le distanze. È stato questo il filo conduttore della speciale giornata vissuta a inizio mese al Circolo Nautico Chioggia, nell’ambito di ChioggiaVela 2026. Tra le novità più significative dell’edizione 2026 della manifestazione c’è infatti un appuntamento dedicato all’inclusione, realizzato grazie alla collaborazione con l’associazione Titoli Minori e Amici del

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a confrontarsi con il mare, le barche e le attività del circolo significa infatti creare nuove occasioni di socialità e partecipazione, utilizzando la vela come strumento di incontro. Una giornata che ha così affiancato alla tradizionale anima sportiva di ChioggiaVela una dimensione sociale, dimostrando come il mare possa diventare anche un luogo di inclusione e condivisione.

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09 → 13 DIC Andrea Pennacchi PREDATORI DI PIANURA

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12 → 14 FEB Giorgio Sangati LE SMANIE PER LA 16 → 18 APR Ascoltaci in tutto il Veneto in auto sulPaolo Genovese VILLEGGIATURA

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Segue da pag. 1

La “Stefanildo” e il patto dell’acciuga: nuovo laboratorio Veneto?

T

uttavia, questo asse non è esente da scossoni. Ampie fasce della maggioranza guardano con aperto biasimo a questa politica dell’abbraccio, temendo l’annacquamento dell’identità di governo e l’eccessiva concessione di agibilità politica

al centrosinistra. Allo stesso modo, all’interno della minoranza non mancano i malumori di chi invoca un’opposizione più dura e priva di sconti. Di fronte alle resistenze delle rispettive basi, resta da chiedersi se questo lavoro a quattro mani sia solo una parentesi contingente o se

possa trasformarsi nel prototipo di un nuovo schema di alleanza istituzionale per il futuro. Se il metodo Veneto saprà resistere ai logoramenti tattici, la “Stefanildo” potrebbe davvero riscrivere le regole del gioco e la geografia politica della regione.

Tempo di scelte. L’intesa con il Governo per i primi trasferimenti di competenze e la complessa mediazione tra etica e medicina

AUTONOMIA E FINE VITA, DUPLICE SVOLTA STEFANI: “RISULTATI CHE FANNO LA STORIA” I l Veneto ha segnato il passo su due tra i temi più complessi e dibattuti dell’agenda politica e sociale: il via libera definitivo agli schemi di intesa per l’Autonomia differenziata e l’approvazione delle modifiche alla legge di iniziativa popolare sul fine vita. Due partite cruciali sulle quali il presidente della, Alberto Stefani, ha impresso una direzione precisa, improntata da un lato all’accelerazione sull’inquadramento costituzionale e dall’altro alla tutela dei principi etici.

Per l’autonomia ora il passaggio in Consiglio dei Ministri e il voto il Parlamento Sul fronte dell’Autonomia differenziata, il voto favorevole del Consiglio regionale al testo d’intesa siglato tra la Giunta regionale e il Governo rappresenta una tappa fondamentale che chiude la fase istruttoria veneta e proietta la pratica verso il Consiglio dei ministri e il successivo passaggio parlamentare. Un traguardo che il governatore Stefani ha salutato con soddisfazione, richiamando l’esito del referendum del 2017 e la lunga gestazione del percorso istituzionale. “Oggi è un giorno da ricordare: il cammino verso l’Autonomia si fa ancora più breve e il passo si fa ancora più deciso”, dichiara il Presidente Alberto Stefani. “I Veneti

stanno aspettando da troppo tempo di vedere riconosciuto un diritto a cui aspirano perché garantito dalla Costituzione. Dopo l’approvazione degli schemi di intesa definitivi da parte della Giunta un mese fa, il Consiglio regionale ha raccolto la palla e nei tempi essenziali ora ha assicurato il via libera. Non resta che un passaggio in Consiglio dei ministri e il voto definitivo in Parlamento. Il Veneto ha fretta”. Stefani ha voluto sottolineare il lavoro svolto dalla maggioranza consiliare, ribadendo come la delega di maggiori competenze su materie strategiche — quali Protezione civile, Professioni, Previdenza complementare e integrativa, Tutela della salute e Coordinamento della finanza pubblica — costituisca un’opportunità oggettiva per l’efficienza dei servizi erogati ai cittadini. “Siamo giunti alla nuova tappa di un percorso che è stato chiesto da oltre 2,5 milioni di veneti”, prosegue il Governatore. “Stiamo scaldando i motori perché siamo pronti a fare da ‘apripista’. Quando sono stato relatore della legge quadro in Parlamento ho vissuto oltre 300 ore di interventi ostruzionistici del Centrosinistra, fatti appositamente per bloccare questa riforma con l’accusa di provocare disparità e vantaggi ingiustificati a favore del Veneto. Sono convinto, invece, che l’autonomia sia una scelta di responsabilità e trasparenza che

Alberto Stefani

non spacca l’Italia e può rivelarsi strategica per tutti i territori. L’articolo 5 della nostra Costituzione, infatti, dice che la Repubblica ‘riconosce e promuove le autonomie locali’. È un principio cardine della Repubblica che abbiamo il dovere di realizzare. Se la riforma porterà a casa qualcosa per il Veneto, tutti dovrebbero fare squadra e capire l’importanza strategica che una riforma come l’autonomia può portare al nostro territorio”. Parallelamente alla partita autonomista, il Consiglio regionale si è confrontato con la delicata proposta di legge d’iniziativa popolare “Liberi Subito” inerente al suicidio medicalmente assistito. L’approvazione del provvedimento è arrivata a seguito di una mediazione condotta dallo stesso

Stefani, concretizzatasi in una serie di emendamenti vincolanti intesi a riequilibrare il testo normativo nel quadro della giurisprudenza della Corte Costituzionale. “Nulla è più importante della dignità

“Vogliamo assicurare a tutti i veneti l’accesso alle cure palliative” della vita umana, che va tutelata sempre e con tutti i mezzi necessari”, sottolinea il presidente nel commentare l’esito della votazione. “Per questo, in accordo con tutte le forze di maggioranza, ho lavorato alla

stesura e successiva approvazione di una serie di emendamenti che modificano sostanzialmente il testo della legge di iniziativa popolare nel senso del favor vitae e permetteranno di approvarla, nel quadro delle sentenze della Corte Costituzionale su questo tema, che sono già in vigore”. L’impianto correttivo voluto dalla presidenza introduce paletti precisi all’interno dell’iter procedurale, stabilendo la priorità assoluta dell’accesso alle cure palliative e l’istituzione di nuovi organi consultivi. “Il mio obiettivo è semplice: assicurare a tutti i veneti la possibilità di accedere alle cure palliative, fare in modo che prima di ogni decisione siano chiari i pareri di professionisti ed esperti in bioetica, tutelare la volontarietà del medico che assiste”, chiarisce Stefani. “Questo tema non ha bisogno di tifosi, ma di scelte ponderate, di serietà e di competenza. Nello specifico, gli emendamenti prevedono l’introduzione del parere rafforzato del palliativista in seno alla Commissione che deve esprimersi sulle richieste di suicidio medicalmente assistito, l’istituzione di un Comitato Bioetico Regionale, nominato dalla Giunta, che darà le linee ai comitati bioetici di pratica clinica territoriale, e la priorità alle cure palliative con l’obbligo di informazione della possibilità di avvalersi delle stesse nel momento della richiesta”. • Redazione laPiazza


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Il caso. Federalismo energetico e il nodo delle concessioni per il controllo delle reti e delle derivazioni idroelettriche

La sfida delle multiutility: direttive europee, scelte di Governo e vantaggi per i territori L a partita per il controllo delle reti di distribuzione elettrica e delle grandi derivazioni idroelettriche rappresenta uno degli snodi economici, politici e infrastrutturali più complessi e decisivi per il futuro del Veneto e del suo tessuto produttivo. In questo scenario articolato, le multiutility venete si stanno compattando con forza per chiedere la possibilità di accedere al mercato della gestione delle infrastrutture attraverso la regolare indizione delle gare d’appalto, puntando a superare una condizione di monopolio storico che vede da decenni il gruppo Enel nel ruolo di operatore quasi esclusivo sul territorio. Al centro di questo acceso scontro d’interessi si colloca la posizione del Governo centrale, chiamato a decidere se spalancare le porte alla concorrenza oppure concedere un rinnovo automatico e prolungato in favore dell’incumbent nazionale. Da un lato, l’esecutivo avverte la tentazione di garantire la continuità operativa a un colosso strategico come Enel, ipotizzando proroghe alle concessioni

storiche che vengono periodicamente discusse nell’ambito delle norme inserite nella legge Finanziaria o nei decreti collegati alla politica energetica. Questa scelta risponderebbe prevalentemente a esigenze di stabilizzazione dei grandi asset strategici e a dinamiche di cassa nazionali. Dall’altro lato, la spinta verso la proroga si scontra in modo frontale e ineludibile con i principi cardine dell’ordinamento giuridico dell’Unione Europea, fondato sul rispetto della concorrenza, sulla trasparenza delle procedure di evidenza pubblica e sulla libera circolazione dei servizi nel mercato unico. La giurisprudenza europea e nazionale ha infatti ribadito a più riprese che le concessioni di beni pubblici strategici e limitati, come le reti energetiche e i bacini idrici, non possono essere attribuite a tempo indeterminato né prorogate per via legislativa senza incorrere in gravissime violazioni del diritto comunitario. L’obbligo di effettuare le gare pubbliche scaturisce quindi dalla necessità inderogabile di rispettare le

direttive UE, pena l’apertura di onerose procedure d’infrazione e il potenziale blocco dei finanziamenti europei legati alle riforme e all’ammodernamento infrastrutturale. Di fronte a questo quadro, la classe politica veneta, supportata dalle amministrazioni locali e dai sindaci del territorio, assume una posizione molto chiara a sostegno delle aziende energetiche locali e dell’autonomia gestionale. Tra le forze politiche regionali emerge una diffusa convergenza nell’abbracciare la visione del cosiddetto federalismo energetico, inteso come il diritto-dovere delle istituzioni territoriali di valorizzare le proprie risorse naturali e infrastrutturali a diretto vantaggio della comunità locale. Consentire alle multiutility del Veneto di contendersi la gestione delle reti attraverso procedure di gara equa significherebbe infatti generare ricadute economiche ed operative straordinarie per il territorio. Tra i benefici più rilevanti evidenziati dai sostenitori della gestione locale figura il ridimensionamento dei costi energetici

con la prospettiva di applicare bollette più leggere: i dividendi, gli utili d’impresa e i canoni di concessione generati dalle reti non andrebbero infatti a rimpolpare le casse di gruppi centralizzati, ma rimarrebbero circoscritti all’interno del circuito economico regionale, permettendo agli enti locali di redistribuire il valore prodotto attraverso agevolazioni tariffarie per le famiglie e le imprese. A ciò si aggiunge il vantaggio determinante legato alla qualità delle manutenzioni e degli investimenti di sviluppo. Una presenza capillare e radicata, tipica delle utility

del territorio, garantisce una conoscenza diretta del suolo e delle sue criticità, favorendo interventi di ammodernamento e messa in sicurezza della rete elettrica e idrica molto più tempestivi e mirati. In una stagione segnata da crescenti sfide climatiche e dalla necessità di accelerare la transizione ecologica, la vicinanza dell’operatore si traduce in una maggiore resilienza dell’intero sistema energetico, trasformando il federalismo da astrazione politica a concreto strumento di sviluppo e competitività per la comunità veneta.

VENETO VERSO IL BIGLIETTO UNICO NEI TRASPORTI: DALLA REGIONE 2,1 MILIONI PER I PAGAMENTI CONTACTLESS

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a Giunta regionale del Veneto compie un fondamentale passo avanti verso la svolta digitale del trasporto pubblico locale. Su proposta dell’Assessore ai Trasporti, Mobilità e Lavori Pubblici, Diego Ruzza, è stato approvato uno stanziamento di 2 milioni e 90 mila euro destinato alla società Infrastrutture Venete Srl. Le risorse serviranno a sviluppare una piattaforma digitale unica, capace di far dialogare i sistemi di pagamento contactless di tutti gli operatori del territorio. Il funzionamento del nuovo modello è improntato alla massima semplicità: ai viaggiatori basterà effettuare un “tap” a bordo di

qualsiasi mezzo — tra gomma e ferro — con la propria carta di credito o debito (circuito EMV) per spostarsi liberamente. Il sistema centrale provvederà a raccogliere i dati, aggregare la spesa e applicare la tariffa corretta, superando la necessità di acquistare preventivamente titoli di viaggio cartacei. La fase operativa entrerà nel vivo nel 2027 con l’installazione dei nuovi validatori, mentre il lancio ufficiale dell’infrastruttura integrata è previsto per il 2028. Entusiasta il commento dell’assessore Diego Ruzza, che evidenzia la portata strategica dell’intervento: “Questo progetto sarà in grado

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di abilitare e governare l’utilizzo dei pagamenti contactless nel trasporto pubblico locale, raccogliendo e normalizzando i flussi degli operatori del nostro TPL e creando di fatto un sistema unico di pagamento per l’utilizzo di tutti i servizi del trasporto pubblico locale, superando la frammentazione dei sistemi locali, garantendo continuità operativa ai sistemi esistenti e introducendo un livello centrale capace di orchestrare e monitorare i flussi del territorio regionale e di abilitare le eventuali agevolazioni tariffarie. Ora si viaggia velocemente verso un futuro che migliorerà la gestione dell’intero sistema e soprattutto semplificherà la vita agli utenti”.

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REGIONE

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Il dibattito. Maggioranza per la valorizzazione del territorio, ma le opposizioni denunciano la mancanza di fondi

LEGGE SULLA PIANURA VENETA: È SCONTRO SULL’EFFETTIVA UTILITÀ DEL PROVVEDIMENTO I l Consiglio regionale del Veneto ha dato il via libera alla nuova legge per la promozione e la valorizzazione del paesaggio della Pianura Veneta. La proposta, firmata dal consigliere Filippo Rigo (Lega-LV) in veste di primo firmatario e relatore, è passata a maggioranza con 31 voti favorevoli e 15 contrari, intercettando il sostegno compatto del centrodestra e sollevando, al contempo, un acceso dibattito politico in aula sulla sua effettiva utilità. La legge mira a tutelare e rilanciare le risorse naturali, paesaggistiche ed socioeconomiche di un territorio che copre oltre la metà della superficie regionale. Tra i punti qualificanti del provvedimento figura l’istituzione della “Giornata regionale per la Pianura Veneta”, fissata per l’11 novembre in coincidenza con la ricorrenza di San Martino, data fondamentale per la storia contadina locale. L’impianto normativo prevede inoltre contributi finanziari ai Comuni, la promozione del cicloturismo, delle ippovie e degli

itinerari enogastronomici, oltre a percorsi educativi nelle scuole per sensibilizzare i giovani. Piena soddisfazione per l’approvazione è stata espressa da Filippo Rigo: “La Pianura Veneta costituisce il cuore geografico, economico e sociale della nostra regione. Con questa legge diamo il via a un percorso concreto per promuovere un mosaico straordinario che rappresenta l’identità del nostro territorio. Non ci limitiamo a celebrare la pianura, ma definiamo una strategia di sviluppo sostenibile grazie al confronto continuo con Comuni, associazioni e Pro Loco”. L’iniziativa ha raccolto il supporto di diversi esponenti della maggioranza, tra cui Giorgia Bedin e Roberto Marcato (Lega-LV), Morena Martini (Stefani Presidente), il vicepresidente della Giunta Lucas Pavanetto e i capigruppo Alberto Bozza (Forza Italia), Riccardo Szumski (Resistere Veneto) e Alessio Morosin (Liga Veneta Repubblica). Risoluta, di contro, l’opposizione delle forze di minoranza, che hanno

Filippo Rigo

votato in modo compatto contro il provvedimento. A guidare le critiche è stata la vicepresidente della Sesta commissione e correlatrice di minoranza, Monica Sambo (Partito Democratico), che ha denunciato l’assenza di interventi concreti per

Monica Sambo

l’ambiente: “Nessuno mette in discussione il valore della Pianura Veneta, ciò che contestiamo è il metodo e l’assoluta inefficacia di questa legge, che si riduce all’ennesima operazione di facciata priva di contenuti reali. Si finanzia la comunicazione, la realtà

aumentata e le app, ma dei 620 mila euro di risorse previste non si spende un solo euro per la rinaturalizzazione delle aree degradate, la tutela delle risorgive o la piantumazione. In una regione che resta la seconda in Italia per consumo di suolo, parlare di valorizzazione del paesaggio senza bloccare la cementificazione è un mero esercizio di greenwashing”. Sulla stessa linea si sono espressi i consiglieri dem Paolo Galeano — che ha definito la norma “uno slogan povero di contenuti” —, Alessandro Del Bianco e Jonatan Montanariello. Dure contestazioni sono giunte anche dal capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra, Carlo Cunegato, che ha accusato la maggioranza di voler tutelare “un paesaggio distrutto dal cemento”, oltre che dai capigruppo Flavio Baldan (M5S) e Nicolò Rocco (Riformisti Veneti in Azione). Infine, Stefano Valdegamberi (Gruppo misto - Futuro Nazionale) ha auspicato misure urbanistiche più incisive per una reale tutela del territorio.

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L’intervista. L’amministratore delegato di CBC, iniziativa partita a Jesolo da 3 soci, punta a rivoluzionare il litorale

ALESSANDRO BERTON: “LE SPIAGGE VENETE DEL FUTURO SARANNO APERTE TUTTO L’ANNO” L e spiagge venete accolgono ogni anno milioni di turisti da tutta Europa. Jesolo è da sempre il cuore pulsante dell’eco-sistema delle spiagge venete. Una sorta di “Miami Made in Italy” che è esplosa negli anni ’80 tra discoteche, sole, spiagge e sapore di sale. Il mondo balneare però sta vivendo una rivoluzione, come ci ha raccontato Alessandro Berton, amministratore delegato di Cbc Srl, iniziativa partita da 3 soci fondatori (Berton, la famiglia Menazza e Moretti Polegato) e che oggi è una realtà in piena espansione con 50 soci. Alessandro, partiamo da questa nuova avventura. Spiegaci cos’è CBC Srl. Bisogna fare una premessa. Il Comune di Jesolo ha deciso di attuare un nuovo

Tu da sempre ripeti un mantra: “meno ombrelloni, più qualità”. Immagino che questa sia la vostra direzione… Assolutamente. Per noi “meno ombrelloni e più qualità” significa mettere l’ospite al centro. Il turismo deve intercettare bisogni che cambiano. Così come sono cambiati gli alberghi e le strutture ricettive, devono evolvere anche le spiagge. Dopo una fase preparatoria, quest’anno è iniziata la realizzazione concreta delle opere. Oltre il 40% dell’investimento è già stato completato e quella che molti definiscono la “spiaggia del futuro” prende forma. Una spiaggia che offrire servizi più evoluti: non soltanto sole, mare, lettino e ombrellone, ma anche sport, aree dedicate ai bambini, spazi innovativi

“Servizi più evoluti per vivere le località balneari in tutte le stagioni: non soltanto sole, mare, lettino e ombrellone, ma anche sport, aree dedicate ai bambini, spazi innovativi” Piano dell’Arenile, uno strumento urbanistico che disegna lo sviluppo dell’asset più importante di qualsiasi località balneare: la spiaggia. Questo nuovo piano nasce dall’esigenza di far vivere Jesolo per tutto l’anno e non solo d’estate. Da qui prende forma il nostro progetto, che è molto ambizioso. Ad oggi rappresenta il più rilevante progetto di finanza applicato al demanio marittimo mai realizzato in Italia, con un investimento di quasi 10 milioni di euro. L’obiettivo è dare concreta attuazione agli indirizzi del Piano dell’Arenile, aumentando progressivamente la qualità dell’offerta.

come le junior lounge, con personale qualificato e servizi di babysitting che permettano anche ai genitori di ritagliarsi momenti di relax. E poi, soprattutto, pensiamo a una spiaggia che possa essere vissuta tutto l’anno. In uno scenario di questo tipo immagino che saranno le idee e le persone a fare la differenza. Le persone hanno un ruolo centrale. Mi piace ripetere che dietro ogni progetto ci sono sempre le persone. Oggi si parla molto di AI e di tecnologia, strumenti importanti e attuali, ma il motore del cambiamento è rappresentato dalle persone. Vogliamo creare strutture

Alessandro Berton

all’aria aperta capaci di accogliere tutti, indipendentemente dalle condizioni fisiche, dallo stato di salute o dalla capacità di spesa. In una bella giornata di ottobre o di marzo si può trascorrere una giornata al mare utilizzando servizi di qualità: palestre per il CrossFit, campi da padel, spogliatoi con acqua calda, bagni tecnologici. Stiamo proponendo un nuovo modo di concepire uno spazio pubblico dato in concessione ai privati. Una spiaggia che non sia utilizzata solo d’estate, ma che diventi un luogo di aggregazione e benessere per tutto l’anno. Quali benefici può portare questo tipo di investimento al territorio? L’impatto è molto rilevante. Nel nostro caso parliamo di circa un chilometro di spiaggia, da Piazza Mazzini a Piazza Brescia, nel cuore di Jesolo. Un investimento di questo tipo produce

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una riqualificazione urbanistica e territoriale importante. I vantaggi riguardano anche i residenti. Significa avere una città più bella, più moderna e più funzionale. Possiamo parlare di una vera e propria “rigenerazione del demanio marittimo”, con effetti destinati a rimanere nel tempo. E i clienti come sono cambiati in questi anni? Io mi occupo di turismo da sempre e ricordo quando, da ragazzo, vedevo arrivare le famiglie da Milano con la Ritmo che trascorrevano un mese in appartamento. Oggi i soggiorni sono più brevi. C’è più attenzione alla spesa e questo dipende anche dal contesto economico. Le persone valutano con più attenzione come impiegare il proprio budget. Questo ha generato discussioni e polemiche, tuttavia i numeri raccontano una realtà in salute.

Chi ha investito negli anni successivi al Covid, chi ha riqualificato le strutture e migliorato i servizi, continua a lavorare bene. Proviamo a fare un bilancio di quest’estate: che cosa cerca oggi il turista? Per chi negli anni ha continuato a investire e ad aggiornarsi la stagione è andata bene. Certo, oggi il turista vuole scegliere in modo consapevole. Prima di spendere per una cena, una vacanza o una giornata in spiaggia valuta ciò che riceve in cambio. Per questo bisogna saper accogliere pubblici diversi. Noi offriamo postazioni accessibili e servizi premium per chi cerca un’esperienza esclusiva, ma anche postazioni smart da 20 euro. L’importante è costruire un’offerta ampia e di qualità. In definitiva, qual è la sfida dei prossimi anni? Continuare a investire nella qualità, nell’innovazione e nelle persone. La spiaggia del futuro sarà più inclusiva, più accessibile, più sostenibile e soprattutto più vissuta. Non soltanto durante l’estate, ma ogni volta che il mare saprà off rire un’esperienza piacevole a chi sceglierà di viverlo. • Giacomo Brunoro

• Chi è Giacomo Brunoro Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.

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DESPAR

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Eccellenze. Despar Nord porta a Made in Malga i sapori e le produzioni del territorio

IL GUSTO DEL TERRITORIO, UNA STORIA DA CONDIVIDERE Despar Nord rinnova la partecipazione alla rassegna di Asiago: degustazioni, formaggi di malga e prodotti selezionati per raccontare il valore delle eccellenze locali e di chi ogni giorno le produce

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nche quest’anno Despar Nord rinnova il proprio sostegno a Made in Malga, la rassegna nazionale dedicata ai formaggi e ai prodotti della montagna in programma ad Asiago nei due weekend dal 4 al 6 e dall’11 al 13 settembre. Un appuntamento ormai consolidato per il marchio dell’Abete, che nella manifestazione riconosce un’importante occasione per raccontare uno dei valori che da sempre ne caratterizzano la presenza sul territorio: la vicinanza alle produzioni locali e alle persone che, attraverso il proprio lavoro, custodiscono e tramandano sapori, saperi e tradizioni. Tra masterclass, degustazioni, incontri, mostre mercato e appuntamenti diffusi nel centro di Asiago, Made in Malga porta ogni anno migliaia di visitatori alla scoperta della cultura gastronomica della montagna. Un patrimonio che Despar Nord contribuisce a valorizzare ogni giorno anche

nei propri punti vendita, attraverso la selezione e la presenza a scaffale di numerose eccellenze locali e regionali. Durante i due fine settimana della manifestazione, Despar sarà presente il sabato e la domenica con uno spazio dedicato a TANN, il Centro Carni e Salumi di Despar Nord, dove il pubblico potrà conoscere e degustare la nuova selezione Despar Premium di salumi e affettati senza conservanti, realizzata con carne 100% italiana e una lista di ingredienti essenziale. A completare la presenza del marchio dell’Abete sarà un momento interamente dedicato alle eccellenze casearie della montagna. Domenica 6 settembre alle ore 11.00, all’Hotel Paradiso di Asiago, Despar proporrà infatti la masterclass “Alla scoperta dei formaggi di malga selezionati da Despar – Il gusto autentico delle nostre montagne”. Un viaggio tra sapori e territori che porterà in degustazione Mezzano e

Stravecchio Malga Verde di Fattoria Cortese, Monte Veronese DOP Allevo di Malga de La Casara Roncolato Romano e Cuor di Fassa Latte di Malga, accompagnati da una selezione di vini dell’arco alpino: Kerner Alto Adige DOC, Lagrein Alto Adige DOC e Ferrari Trentodoc. Un’occasione per scoprire non soltanto prodotti di grande qualità, ma anche le storie, le competenze e il lavoro dei produttori

che li rendono possibili. È proprio da questa volontà di valorizzare le realtà agroalimentari locali che nasce “Sapori del Territorio”, il progetto con cui Despar Nord da oltre dieci anni seleziona e porta sugli scaffali le produzioni più rappresentative delle aree in cui è presente. Un percorso che oggi raccoglie oltre 4.000 referenze realizzate da più di 600 produttori locali, costruendo un legame diretto

tra chi produce, i punti vendita e le comunità. La partecipazione a Made in Malga si inserisce così nel più ampio impegno di Despar Nord per sostenere le filiere locali e valorizzare le eccellenze dei territori in cui è presente, favorendo l’incontro tra produttori e consumatori e contribuendo a mantenere vive identità e tradizioni che rappresentano una ricchezza per le comunità.

TANN, dove filiera e innovazione diventano sinonimo di qualità

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ui competenze specialistiche, innovazione e ricerca si integrano con una particolare attenzione alla selezione e alla provenienza delle materie prime. Despar Nord ha infatti sviluppato accordi diretti con macelli italiani di medie e piccole dimensioni, riducendo i passaggi intermedi e rafforzando tracciabilità e controllo lungo la filiera. Tecnologie all’avanguardia e un elevato livello di automazione consentono inoltre di rendere più efficienti le lavorazioni, ridurre gli sprechi e garantire elevati standard qualitativi e igienico-sanitari. Da questo percorso nasce anche la nuova selezione Despar Premium di salumi e affettati senza conservanti, arrivata nei punti vendita nell’estate 2026: prodotti realizzati con carne 100% italiana, senza nitriti e nitrati aggiunti e con una lista di ingredienti essenziale. Un progetto che racconta la volontà di Despar Nord di coniugare controllo della filiera, innovazione e ricerca per offrire prodotti sempre più attenti a qualità, trasparenza e origine delle materie prime.


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on-line: www.lapiazzaweb.it •Rubriche •Salute

Case della Comunità, parte la campagna del Veneto

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ar conoscere le Case della Comunità, spiegare quali servizi offrono e accompagnare i cittadini verso un utilizzo più consapevole della sanità territoriale. È questo l’obiettivo della nuova campagna di comunicazione lanciata dalla Regione del Veneto e presentata al Lido di Venezia, allo stand regionale della Mostra del Cinema all’Hotel Excelsior. Un progetto che punta su un linguaggio semplice, diretto e anche ironico, affidandosi a testimonial conosciuti per raggiungere un pubblico il più possibile ampio. Il cuore della campagna sono tre spot video, costruiti attorno a storie e protagonisti differenti, ma con un unico messaggio: le Case della Comunità devono diventare un punto di riferimento concreto per i cittadini e una porta di accesso più appropriata ai servizi sanitari. Accanto agli spot saranno utilizzati materiali informativi sul territorio, strumenti digitali, stampa ed emittenti televisive locali. La campagna interesserà tutte le Ulss venete e, in una seconda fase, sarà adattata alle caratteristiche dei singoli territori, con informazio-

ni sulla localizzazione delle strutture e sui servizi disponibili. Nel primo filmato il presidente della Regione Alberto Stefani dialoga con Barutz, interprete dell’iconica “nonna Marisa”. Con un tono leggero, il messaggio è quello di invitare i cittadini a scegliere in maniera consapevole il servizio sanitario a cui rivolgersi, evitando di considerare l’ospedale come risposta automatica a ogni necessità. Il secondo spot ha invece come protagonisti l’assessore regionale alla Sanità Gino Gerosa, cardiochirurgo di fama internazionale, e Mirko Bernardinello, primo paziente in Italia sottoposto a trapianto da donatore a cuore fermo proprio per mano del professor Gerosa. L’incontro avviene all’interno di una Casa della Comunità, dove Bernardinello si reca per un controllo. Una storia personale utilizzata per mostrare concretamente come le nuove strutture possano offrire risposte mirate e appropriate ai bisogni di salute. La terza protagonista è Georgette Polizzi, artista e influencer, che racconta la propria esperienza con la sclerosi multipla e il ruo-

lo del Fascicolo Sanitario Elettronico nella gestione delle informazioni e dei percorsi di cura. Proprio il FSE rappresenta uno degli strumenti che la campagna vuole contribuire a far conoscere e utilizzare maggiormente. Ma la comunicazione non riguarda soltanto le nuove strutture. Tra gli obiettivi c’è anche la diffusione del 116117, il numero unico per le richieste di assistenza sanitaria non urgente. Un servizio che la Regione intende valorizzare per orientare i cittadini verso la risposta più appropriata e contribuire a ridurre gli accessi impropri ai Pronto Soccorso. La campagna nasce anche dai risultati di un sondaggio sulla percezione della sanità territoriale. Il 80 per cento degli intervistati dichiara di aver utilizzato i servizi sanitari pubblici negli ultimi dodici mesi, mentre il 57 per cento ritiene che la sanità territoriale riesca a rispondere ai propri bisogni. Il problema principale riguarda però la conoscenza delle Case della Comunità: il 43 per cento ne ha sentito parlare, ma soltanto il 24 per cento conosce quella più vicina al proprio territorio. Allo stesso tempo emerge una forte disponibilità a utilizzarle: il 67 per cento dei cittadini lo farebbe se fosse presente nel proprio Comune, mentre l’80 per cento giudica positivamente la loro realizzazione e l’81 per cento ritiene necessario continuare a investire nella sanità territoriale. Numeri che spiegano la scelta della Regione di affiancare alla realizzazione delle

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strutture una vera e propria operazione di informazione. In Veneto sono 102 le Case della Comunità complessivamente progettate nell’ambito del PNRR e del modello definito dal decreto ministeriale 77 del 2022. Al 30 giugno 2026 risultano completate 99 strutture, superando l’obiettivo nazionale assegnato alla Regione. All’interno delle Case della Comunità possono trovare spazio medici, infermieri di famiglia e di comunità, specialisti ambulatoriali e altre professionalità. I cittadini possono ricevere informazioni e orientamento attraverso il Punto Unico di Accesso, prenotare prestazioni tramite il Cup, effettuare esami diagnostici di base e accedere, secondo l’organizzazione dei diversi territori, a visite specialistiche, servizi infermieristici, prelievi, programmi di prevenzione, screening e vaccinazioni. Le strutture sono inoltre collegate ai percorsi di assistenza domiciliare e alla presa in carico integrata della persona. «Conclusa la fase di realizzazione delle 99 strutture – sottolinea l’assessore alla Sanità Gino Gerosa – è ora fondamentale farle conoscere al massimo tra la popolazione». La sfida, dunque, entra ora nella fase della conoscenza. Perché le Case della Comunità non siano soltanto strutture realizzate, ma diventino davvero luoghi conosciuti e utilizzati dai cittadini, all’interno di un sistema sanitario sempre più orientato alla prossimità. Riccardo Musacco

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28 Il record. Tre femmine e due maschi, tutti nati naturalmente e in buona salute a distanza di un’ora ciascuno

Super lavoro per le cicogne a Chioggia, cinque nascite in una notte

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na notte da record per l’Ospedale di Chioggia, dove tra giovedì 10 e venerdì 11 settembre le cicogne hanno volato più volte sopra la città. Sono venuti al mondo infatti cinque bambini nel giro di poco più di cinque ore. Una vera e propria staffetta di fiocchi, con una nascita all’incirca ogni ora, che ha visto alternarsi tre bambine e due bambini, tutti con parto naturale e in buone condizioni di salute. Giorgio, arrivato alle 22.25 con un peso di 3 chili e 570 grammi. A mezzanotte e 51 minuti è toccato a Irene, 3 chili e 320 grammi, quindi alle 2.19 è nato Denis Gabriel, il più pesante della compagnia con i suoi 4 chili e 10 grammi. Alle 3.29 è arrivata Sofia, 4 chili e 130 grammi, mentre alle 3.46 ha chiuso la serie Gazhal, 3 chili e 530 grammi. Cinque nascite così ravvicinate rappresentano un record per il Punto nascita chioggiotto e hanno trasformato la notte in un intenso lavoro per le équipe di Ostetricia e Pediatria. Un superlavoro affrontato con professionalità dal personale, chiamato a gestire una sequenza insolita di parti nell’arco di poche ore. Ora i cinque piccoli sono tutti insieme nel Nido della Pediatria, in attesa delle dimissioni, mentre per le loro famiglie quella notte resterà inevitabilmente impressa nella memoria. Un evento che ha portato

una ventata di festa anche all’interno dell’ospedale e che viene salutato dall’Ulss 3 Serenissima come un segnale particolarmente positivo. «Queste cinque nascite così ravvicinate costituiscono un evento bellissimo e di ottimo auspicio», commenta il direttore generale dell’azienda sociosanitaria veneziana Massimo Zuin. Il direttore ha ringraziato le équipe di Ostetricia e Pediatria, sottolineando come abbiano affrontato «in emergenza questo splendido superlavoro», e ha rivolto gli auguri alle famiglie che hanno scelto il Punto nascita di Chioggia. Un record che arriva inoltre in un Punto nascita completamente rinnovato e che rafforza il legame tra la struttura e il territorio. Anche il sindaco di Chioggia Mauro Armelao ha voluto salutare i cinque nuovi cittadini: «Siamo orgogliosi di questi nuovi cinque cittadini arrivati tutti in una notte». Per il primo cittadino, il Punto nascita, affiancato dall’unica struttura di Procreazione medicalmente assistita presente nella provincia veneziana, continua a rappresentare un riferimento importante per il territorio. «Queste nascite sono il segno di una città vitale e della sua voglia di confermarsi una delle comunità più importanti e vive del Veneto», conclude Armelao.

Mirano (VE), dopo 30 anni parte il nuovo SerD

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rent’anni di attesa, poi finalmente il cantiere. A Mirano è partito il conto alla rovescia per il nuovo SerD, il servizio dell’Ulss 3 Serenissima dedicato alle persone con problemi di dipendenza. I lavori sono iniziati oggi e dovranno essere completati in 240 giorni, con l’obiettivo di consegnare la struttura nella primavera del 2027. L’investimento sfiora i due milioni di euro e porterà alla realizzazione di un edificio completamente nuovo, destinato a sostituire l’attuale sede, considerata ormai insufficiente e inadeguata rispetto alle esigenze del servizio. A dare ufficialmente il via ai lavori è stato il direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima, Massimo Zuin, durante un sopralluogo nell’area destinata alla nuova struttura, alla presenza degli operatori e delle autorità locali. «La nuova struttura sorgerà qui», ha spiegato Zuin mostrando i progetti esecutivi. L’area si trova non lontano dall’attuale SerD e dall’ospedale cittadino. Prima sarà demolito l’edificio oggi inutilizzato, un immobile che in passato aveva ospitato altre attività sanitarie. Al suo posto nascerà un nuovo spazio di oltre 500 metri quadrati destinato ai servizi. Il cronoprogramma è particolarmente serrato. «Siamo impegnati a concluderlo dopo tanta attesa, in soli otto mesi di lavoro a cominciare da oggi», ha sottolineato il direttore generale, indicando nella primavera del prossimo anno il momento previsto per l’entrata in funzione della nuova sede. Non sarà soltanto un edificio più grande. Il progetto punta infatti a modificare radicalmente anche la qualità degli ambienti nei quali operatori e utenti si incontrano ogni giorno. La nuova struttura sarà sviluppata su un unico piano, con una pianta trapezoidale e senza barriere architettoniche. Una scelta progettuale pensata per rendere gli spazi accessibili e funzionali. Sulla copertura piana troveranno posto gli impianti necessari al funzionamento dell’edificio, compresi i pannelli fotovoltaici, con l’obiettivo di contenere i consumi energetici. «La nuova struttura si inserirà correttamente nel contesto urbanistico preesistente, contribuendo al progressivo

sviluppo di un’area di qualità», ha spiegato Peter Francis Casagrande, responsabile dei Servizi tecnici dell’Ulss 3 Serenissima. Anche per chi lavora all’interno del SerD il nuovo edificio rappresenta un cambiamento atteso da tempo. La sede comprenderà una zona dedicata all’attesa e all’accettazione, una sala polivalente per le attività comuni, sette ambulatori destinati a medici, psicologi e assistenti sociali, oltre agli studi per gli operatori e ai locali di servizio. «Credo sia fondamentale fare questo salto di qualità», ha sottolineato Laura Suardi, responsabile del SerD dell’Ulss 3. Gli spazi, ha spiegato, permetteranno finalmente agli operatori di lavorare in un ambiente adeguato, ma avranno anche un valore importante per le persone che si rivolgono al servizio. Perché in un settore ancora segnato dallo stigma sociale, anche l’ambiente nel quale si viene accolti può diventare parte del percorso di cura. «Un luogo accogliente e gradevole sia il primo ingrediente per una presa in carico efficace», ha osservato Suardi, sottolineando l’importanza di una struttura che non abbia bisogno di nascondersi, ma che possa presentarsi come uno spazio dignitoso e aperto alla comunità. Il sopralluogo che ha segnato l’avvio del cantiere ha riunito anche il direttore dei Servizi sociosanitari Antonio Maritati e le principali autorità del territorio. Presenti il sindaco di Mirano Tiziano Baggio, il presidente della Conferenza dei Sindaci Andrea Martellato e i consiglieri regionali Matteo Baldan e Alessio Morosin. Da tutti è arrivato il riconoscimento per il lavoro preparatorio svolto finora e, soprattutto, l’auspicio che i tempi previsti vengano rispettati. Dopo tre decenni di attesa, il calendario è dunque già fissato: 240 giorni per trasformare un’area oggi occupata da un edificio inutilizzato in un nuovo presidio sanitario. L’obiettivo è arrivare alla primavera 2027 con un SerD più grande, accessibile e moderno, ma soprattutto con uno spazio pensato per togliere dal percorso di cura almeno una delle barriere che spesso accompagnano le dipendenze: quella dello stigma.


29 L’allarme. L’alcol assunto dalla madre attraversa la placenta e può danneggiare lo sviluppo del bambino

Ulss3 Serenissima, un nuovo primario per l’Oncologia di Chioggia

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n ritorno a casa, con un importante bagaglio professionale maturato in alcune delle principali realtà oncologiche del Veneto. È Gino Crivellari, classe 1976, il nuovo primario dell’Oncologia dell’Ospedale di Chioggia. Specialista proveniente dall’Istituto Oncologico Veneto di Padova, Crivellari si insedierà alla guida del reparto all’inizio di ottobre, portando con sé un’esperienza costruita in oltre un decennio di attività nel settore. «Lo accogliamo nella squadra ampia dell’Ulss 3 Serenissima e nell’Ospedale di quella che è anche la sua città», sottolinea il direttore generale Massimo Zuin, ricordando le origini chioggiotte del nuovo primario. Per Zuin, l’arrivo di Crivellari rappresenta «un’altra buona notizia» per l’ospedale e per l’azienda sanitaria, con l’obiettivo di mettere a disposizione della cittadinanza le competenze acquisite e rafforzare il lavoro in sinergia tra gli specialisti. Laureato e specializzato all’università di Padova, Crivellari è in

servizio dal 2013 allo IOV, dove ha ricoperto un incarico di dirigente medico ad altissima specializzazione. Prima dell’esperienza all’Istituto Oncologico Veneto aveva lavorato anche per alcuni anni nei reparti di Oncologia degli ospedali di Mestre e Venezia, maturando così una conoscenza articolata della realtà sanitaria del territorio. Il nuovo primario ha una particolare esperienza nel trattamento delle neoplasie del distretto gastrointestinale e si è occupato anche di tumori ereditari su base genetica. Un profilo specialistico che si accompagna all’attività in ambito scientifico: Crivellari è attualmente segretario del gruppo di lavoro nazionale dell’AIOM, la società scientifica degli specialisti di oncologia, impegnato nella stesura delle linee guida per la cura delle neoplasie della tiroide. Ora per lui si apre una nuova fase professionale proprio nella città dove è nato. Crivellari raccoglierà il testimone del dottor Rosetti, chiamato alla guida dell’Oncologia dell’Ospedale dell’Angelo di

Mestre, e ha voluto sottolineare il valore del lavoro costruito negli anni precedenti a Chioggia. «Colgo con orgoglio e con impegno l’eredità del dottor Rosetti, che tanto ha saputo costruire nell’Ospedale di Chioggia», afferma il nuovo primario. Un’eredità fatta di «buone pratiche» e di un’équipe di collaboratori che Crivellari definisce eccellente e alla quale intende dare il proprio contributo. «Sono nato a Chioggia, anche se fin qui non ho avuto l’occasione di lavorare nel nostro Ospedale, mi sento a casa», racconta. Il nuovo incarico partirà dunque nel segno della continuità, ma anche con l’intenzione di mettere a disposizione del reparto le esperienze maturate allo IOV e nelle altre strutture in cui ha lavorato. Al centro ci sarà soprattutto il lavoro di squadra. «Sono pronto a prendere il testimone alla guida di un’équipe in cui la collaborazione tra professionisti è il marchio distintivo», conclude Crivellari. Riccardo Musacco

Venezia, più medici e più ore negli ambulatori pubblici dell’Ulss 3 Serenissima

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iù ore di servizio, un medico in più e una rete assistenziale rafforzata per garantire la continuità delle cure nel centro storico veneziano. L’Ulss 3 Serenissima potenzia i due ambulatori pubblici presenti a Sant’Elena e Castello, portando complessivamente l’attività da 15 a 25 ore settimanali. Ai cinque medici già presenti se ne aggiunge uno nuovo, mantenendo inoltre le consuete dieci ore di reperibilità telefonica e la possibilità di effettuare visite domiciliari quando necessario. Il provvedimento arriva vista la cessazione da lunedì 31 agosto, dell’attività dei medici di medicina generale Marco

Penzo e Greta Lorenzon, che concluderanno il servizio nel loro ambulatorio di Cannaregio 4436 per trasferirsi in un altro distretto della stessa azienda sanitaria. L’Ulss 3 si è già attivata per individuare i sostituti e garantire la continuità assistenziale agli assistiti. Nel frattempo, i pazienti interessati potranno scegliere un altro medico di famiglia, attingendo agli oltre 300 posti ancora disponibili tra i professionisti presenti nello stesso ambito territoriale. A disposizione ci sono inoltre le opportunità offerte dalle due Case della Comunità al Civile e al Giustinian e, naturalmente, i due Ambulatori pubblici ora

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potenziati. A Castello, in Campo Stringari 1011, il servizio sarà attivo il lunedì e il venerdì dalle 13 alle 18 e il mercoledì dalle 9 alle 14. A Sant’Elena, al civico 450 di Castello, l’attività si svolgerà invece il martedì e il giovedì dalle 13 alle 18. Dal lunedì al venerdì sarà inoltre garantita la reperibilità telefonica dalle 8 alle 10 al numero 0418724970. L’azienda sanitaria sta provvedendo a informare direttamente gli assistiti interessati, con l’obiettivo di accompagnare il passaggio e assicurare a tutti la necessaria continuità delle cure. Riccardo Musacco

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30 Prevenzione. Antonia Ricci, direttrice dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie, fa il punto sui contagi in Veneto e spiega come difendersi

West Nile, allarme zanzare a Padova: «Non bisogna avere paura, ma proteggersi»

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alute, ambiente e sicurezza alimentare sono temi molto più vicini tra loro di quanto si possa pensare. A occuparsi di questo intreccio, sul territorio del Triveneto, è anche l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, realtà con sede centrale nell’area di Padova e una rete di strutture periferiche distribuite nelle province di Veneto, Trentino-Alto Adige e Friuli Venezia Giulia. A guidare l’istituto è la dottoressa Antonia Ricci, direttrice generale di un ente che conta circa 650 dipendenti e che svolge attività che vanno ben oltre il controllo della salute degli animali. L’Istituto, infatti, si occupa anche di sicurezza degli alimenti destinati all’uomo, di ambiente, ricerca e prevenzione, seguendo la filiera agroalimentare dal campo alla tavola. Ed è proprio sul fronte della prevenzione che nell’ultimo periodo l’attenzione è concentrata sulla West Nile, malattia trasmessa dalle zanzare che ha fatto registrare diversi casi anche in Veneto e che interessa direttamente il territorio padovano.

«Non ci si deve preoccupare – spiega Ricci -. Soprattutto non dobbiamo preoccuparci noi che facciamo questo mestiere, ma essere attenti e cercare di evitare che queste malattie diventino pericolose per le persone». La West Nile non si trasmette direttamente da persona a persona: il principale veicolo sono le zanzare infette. Per questo il monitoraggio degli insetti è una delle attività fondamentali dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie. In tutto il Triveneto vengono utilizzate trappole per catturare e analizzare le zanzare. Gli entomologi identificano le specie presenti e verificano anche la presenza del virus West Nile e di altri agenti patogeni trasmessi dagli insetti. E i dati raccolti mostrano una presenza del virus nelle zanzare piuttosto elevata. Una situazione che, secondo la direttrice dell’Istituto, non rappresenta una sorpresa considerando le condizioni climatiche di questa stagione. Il caldo e la siccità possono infatti creare condizioni favorevoli alla

circolazione del virus. In particolare, la scarsità d’acqua può spingere le zanzare a cercare piccoli ristagni più vicini alle abitazioni e quindi alle persone. Sul fronte dei contagi umani, in Veneto i casi sono attualmente circa 73. Un numero che, osserva Ricci, è inferiore rispetto ad alcune annate precedenti, ma che deve essere valutato considerando la stagionalità della malattia: il picco dei casi si registra generalmente nel mese di settembre. La parola d’ordine, quindi, è prevenzione. E non riguarda soltanto le amministrazioni pubbliche. «Bisogna proteggersi dalla puntura delle zanzare», sottolinea Ricci, ri-

cordando l’importanza dei repellenti e delle misure per impedire la proliferazione degli insetti. Un ruolo importante spetta anche ai cittadini. I Comuni intervengono nelle aree pubbliche, ma nei cortili e negli spazi privati la prevenzione dipende in larga parte dai singoli. È fondamentale trattare i tombini con prodotti larvicidi ed eliminare i ristagni d’acqua, anche quelli apparentemente insignificanti. Un esempio semplice riguarda i sottovasi delle piante: svuotarli regolarmente significa togliere alle zanzare uno dei luoghi in cui possono riprodursi. «Sembra una banalità – osserva la direttrice – ma vuotare i sottovasi delle nostre piante sui poggioli ci aiuta tantissimo a ridurre la presenza delle zanzare». La West Nile, però, non è l’unica minaccia legata alle zanzare. Sul territorio possono circolare anche altri virus, tra cui Chikungunya, Usutu e Toscana virus. Per questo l’attività di sorveglianza non si limita a un singolo agente patogeno. Il principio che guida questo lavoro è

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quello della One Health, un approccio che considera strettamente collegati la salute dell’uomo, quella degli animali e la tutela dell’ambiente. Lo stesso approccio riguarda anche un altro elemento fondamentale degli ecosistemi: le api. L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie è infatti Centro di referenza nazionale per la salute delle api e svolge un’attività specifica di ricerca e sorveglianza in questo settore. Anche gli alveari devono fare i conti con parassiti e nuovi rischi sanitari, alcuni dei quali possono arrivare da altre parti del mondo. Anche in questo caso, secondo Ricci, i cambiamenti climatici possono contribuire a modificare lo scenario. Al momento non vengono segnalate situazioni particolarmente preoccupanti, ma la prevenzione resta fondamentale. L’attività dell’Istituto comprende anche la cooperazione internazionale, con l’obiettivo di aiutare i Paesi in cui determinati rischi sono già presenti a sviluppare strumenti efficaci per identificarli e controllarli. Vincenzo Gottardo

O P E N VIENI E R A T I S I D A Y AV 2 6

PERCORSI TRIENNALI IeFP DGR 610 del 24/06/2026 - SISTEMA DUALE PERCORSI TRIENNALI DGR 617 del 24/06/2026 – DGR 775 DEL 08/07/2026 - DGR 1578 del 12/12/2023 - SISTEMA DUALE 4 ANNI DGR 618 del 24/06/2026

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