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laPiazza di Chioggia - Ottobre26

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di Chioggia

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OTTOBRE 2026

Periodico d’informazione locale - Anno XXXIII n. 215

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Palazzo Grassi verso una nuova vita, 3,3 milioni per il rilancio universitario

Ruzza: “Avanti con la piattaforma per il biglietto unico dei trasporti regionali”

Torna l’influenza, al via la campagna vaccinale con tre novità nel veneziano

pag. 5

Regione Veneto al banco di prova del bilancio

L

a sessione di bilancio in Regione Veneto si prospetta come uno dei banchi di prova più delicati e complessi della legislatura, un momento in cui la politica economica e finanziaria di Palazzo Ferro Fini dovrà fare i conti con la realtà complessa che famiglie e imprese stanno affrontando in un contesto socio-economico e internazionale segnato da forti criticità. Tra inflazione persistente, rincari energetici e incertezze globali che pesano sulla filiera produttiva, la grande domanda che attraversa i corridoi della politica veneta riguarda il futuro della programmazione finanziaria e la tenuta della storica coesione della maggioranza. In particolare, ci si chiede se il cosiddetto schema “Stefanildo”, ovvero il consolidato asse di governo e di sintesi politica tra i principali leader di maggioranza e opposizione coalizione, troverà piena soddisfazione anche nelle scelte di allocazione delle risorse o se, al contrario, l’elaborazione del documento contabile darà vita a una sfida aspra e a tensioni interne difficilmente dissimulabili. A rendere il quadro particolarmente teso vi è il clima di forte preoccupazione che serpeggia tra le realtà produttive del territorio.

EMERGENZA CASA TRA COSTI INSOSTENIBILI E IMMOBILI “FANTASMA” SUGLI AFFITTI IL COMUNE IN DIFFICOLTÀ LANCIA UN APPELLO AI PROPRIETARI servizi alle pag. 6-7

DAL PROBLEMA ALLA RISORSA: IL PROGETTO BLUECRAB E IL FUTURO DEL GRANCHIO BLU

servizio a pag. 8

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IL CETO MEDIO FUORI CASA

empre più cara, sempre più irraggiungibile: che sia da acquistare o da comprare la casa non è più una certezza ma assume i contorni di un miraggio o di una montagna impossibile da scalare. Bastano le cifre e i bilanci familiari a fine mese a dare un’idea. Se fino a qualche anno fa, in Veneto come in Trentino, la difficoltà a trovare un alloggio riguardava le fasce escluse dal ciclo produttivo, oggi il blocco dell’accesso alla casa incide direttamente su insegnanti, giovani tecnici, lavoratori della sanità, anziani con pensioni contributive ordinarie e famiglie monoreddito.

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FACCIAMO IL PUNTO

di Chioggia

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IL CETO MEDIO FUORI CASA • Nicola Stievano Segue da pag. 1

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PALAZZO GRASSI, ACCORDO CON L’UNIVERSITÀ DI PADOVA

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n investimento da circa 3,3 milioni di euro e una concessione della durata di 18 anni. Sono i numeri principali dell’accordo siglato tra il Comune di Chioggia e l’Università degli Studi di Padova per il futuro di Palazzo Grassi, destinato a diventare sempre più uno dei punti di riferimento della presenza universitaria in città. L’intesa prevede che l’Ateneo si occupi del restauro, della valorizzazione e della manutenzione dello storico edificio, attraverso un intervento destinato a restituire piena funzionalità a uno degli immobili più significativi del patrimonio cittadino. Ma il progetto non riguarda soltanto il recupero del palazzo. Al centro dell’accordo c’è infatti il rafforzamento del rapporto tra Chioggia e l’Università di Padova, con l’obiettivo di consolidare le attività di formazione e ricerca già presenti sul territorio e sviluppare nuove opportunità per gli studenti. Particolare attenzione sarà riservata alla Biologia Marina, settore strategico per una città fortemente legata alla laguna e al mare, oltre che ai percorsi di internazionalizzazione e alla crescita dell’offerta universitaria. L’amministrazione comunale guarda inoltre alla possibilità di ampliare progressivamente i corsi di laurea e di creare nuovi spazi destinati agli studenti, con l’ambizione di rendere Chioggia una città sempre più attrattiva per la formazione e la ricerca. Alla firma dell’accordo è stata sottolineata l’importanza della collaborazione istituzionale che ha portato al risultato. Un ringraziamento è stato rivolto alla rettrice dell’Università di Padova, Daniela Mapelli, al professor Bubacco, al Prorettore Sambo, ai docenti coinvolti, agli assessori Orlando e Marangon e agli uffici comunali che hanno seguito l’iter dell’intesa. L’accordo rappresenta dunque un passaggio significativo per Palazzo Grassi e per la strategia di sviluppo universitario della città.

Per 18 anni lo storico edificio sarà concesso all’Ateneo

n giovane under 35 con un contratto a tempo indeterminato e uno stipendio di 1.500 euro si scontra oggi con la richiesta di anticipi bancari pari ad almeno 45.000 euro per ottenere un mutuo prima casa; allo stesso tempo i canoni d’affitto assorbono ormai oltre il 40% delle entrate nette di un nucleo familiare medio. Il risultato è la paralisi: chi non ha alle spalle un patrimonio di famiglia rimane bloccato, oppure si vede costretto a rinunciare a scelte di lavoro e di vita. Di fronte a questa saturazione, gli strumenti istituzionali locali cercano di mettere un argine. In Veneto, la Regione ha attivato il piano “Generazione Casa” impegnando 50 milioni di euro per azzerare i tempi di ripristino delle abitazioni pubbliche sfitte e destinarle a lavoratori e giovani coppie. Sull’altro versante, la Provincia Autonoma di Trento affianca alla gestione ordinaria di ITEA S.p.A. (Istituto Trentino per l’Edilizia Abitativa) il progetto Ri-Val (Rigenerazione e Valorizzazione): una misura che ha censito 467 alloggi inutilizzati nei Comuni trentini con l’obiettivo di riqualificarne 300 e reimmetterli sul mercato a canone moderato (calmierato del 30% rispetto al mercato libero) o con opzione di riscatto. Misure operative che si

integrano con le direttive del Piano Casa da centomila alloggi in dieci anni, un impegno a lungo termine pensato per stimolare l’housing sociale privato attraverso leve fiscali e semplificazioni urbanistiche. Tuttavia, risanare qualche centinaio di appartamenti non basterà se le regole del mercato immobiliare continuano a spingere l’offerta esclusivamente verso la locazione turistica breve o la speculazione ad alto rendimento. La casa non può continuare a essere trattata esclusivamente come merce speculativa o bene di rendita a breve termine. Per la classe media la casa non è mai stata un lusso ma una necessità che spesso impegna per decenni le famiglie. Secondo gli esperti servirebbero tre cose poco appariscenti: cantieri con date verificabili, dati pubblici su sfitti e graduatorie (l’anagrafe regionale dell’Erp veneta va in questa direzione), criteri chiari su chi rientra nella fascia intermedia, anziani compresi. I proprietari di immobili vuoti dovrebbero valutare un canone concordato. I Comuni possono accelerare permessi e bandi, le imprese pensare alloggi per i propri dipendenti. A noi cittadini spetta chiedere conto dei tempi, perché una casa promessa tra cinque anni non risolve l’affitto di quest’inverno.

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• Redazione Chioggia

ASCOLTA ORA di Chioggia è una testata giornalistica di proprietà di

ASCOLTACI IN Questa edizione raggiunge le zone di Chioggia, Sottomarina e per un numero complessivo di 13.504 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; Srl numero iscrizione ROC 32199

Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin - formato da 26 edizioni locali mensilmente recapitato a 575.000 famiglie del Veneto e del Trentino

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Emergenza casa/1. L’analisi dell’ente locale tra morosità e liste d’attesa che si allungano

Affitti a Chioggia, il Comune in difficoltà lancia un appello ai proprietari A ttualmente i servizi sociali del Comune di Chioggia stanno gestendo una trentina di sfratti, tra quelli più e meno imminenti. Le motivazioni degli sfratti sono sia per morosità ma anche per finita locazione, in quanto i proprietari vogliono vendere oppure adibire gli alloggi a struttura ricettiva. I servizi sociali del Comune possono aiutare erogando un contributo (chiamato “Sostegno all’Abitare”) per aiutare i cittadini nel versamento della cauzione in caso di una nuova locazione. Resta la difficoltà a reperire immobili in locazione: ce ne sono pochi e bisogna fare i conti con prezzi tutt’altro che abbordabili. Da qui arriva anche un appello ai proprietari di immobili sfitti affinché valutino la possibilità di metterli sul mercato, rivolgendosi anche ai servizi sociali comunali per individuare possibili soluzioni condivise. A spiegare nel dettaglio la situazione attuale è l’assessore alle politiche sociali del Comune di Chioggia Sandro Marangon. “L’emergenza abitativa - dice Marangon - è una delle questioni sociali più delicate che stiamo affrontando. Nel tempo, tra abitazioni di proprietà comunale e patrimonio Ater sono stati assegnati oltre 200 alloggi di edilizia residenziale pubblica. Ma c’è una situazione che richiede un ulteriore salto di qualità: la graduatoria deve essere sempre aggiornata e a questa si

aggiungono le continue situazioni di emergenza abitativa che arrivano quotidianamente ai nostri servizi”. Marangon però poi pone l’accento su un altro tema. “Allo stesso tempo - dice - dobbiamo parlare anche di responsabilità. Il diritto alla casa deve essere tutelato, soprattutto per chi si trova realmente in una condizione di fragilità, ma deve

essere accompagnato dal rispetto degli impegni assunti. La morosità, quando non è legata a una reale impossibilità economica, finisce per danneggiare l’intera comunità: risorse che potrebbero essere utilizzate per la manutenzione degli alloggi, per crearne di nuovi o per rispondere ad altre famiglie in attesa vengono inevitabilmente

sottratte al sistema”. Il quadro in sintesi vede 30 nuclei con sfratto esecutivo o in procinto di esecuzione e circa 250 famiglie in lista d’attesa per una casa pubblica. Sono quasi una ventina i posti di housing sociale e 32 i posti di housing per persone con disabilità finalizzati all’autonomia. “Dobbiamo tenere insieme due principi - spiega l’assessore -: nessuno deve essere lasciato solo davanti a una vera difficoltà economica, ma chi può contribuire deve assumersi la propria responsabilità. Solo così possiamo garantire equità tra chi aspetta una casa e sostenibilità del sistema. Serve però anche un intervento che vada oltre il livello comunale. Non è un problema solo di Chioggia: tutti i Comuni stanno affrontando una crescente difficoltà nel dare risposte adeguate alla domanda abitativa”. “Il quadro descritto dai servizi sociali - conclude - evidenzia una difficoltà più ampia nell’accesso alla casa: da una parte ci sono nuclei che necessitano di un alloggio pubblico o di una soluzione alternativa allo sfratto, dall’altra anche famiglie che avrebbero la possibilità economica di sostenere un canone di locazione, ma incontrano grandi difficoltà nel reperire un’abitazione disponibile sul territorio”. • Alessandro Abbadir

L’affondo del Pd (Penzo): “Serve tavolo tecnico. La città vive non solo di turismo”

“D

a tempo chiedo la costituzione di un tavolo tecnico-politico sull’emergenza abitativa a Chioggia. Una richiesta che, a oggi, non ha ricevuto risposte concrete. Trovare un appartamento in affitto è diventato estremamente difficile per tante persone e famiglie: giovani che vorrebbero rendersi autonomi, lavoratori che arrivano in città, genitori con figli, persone sole e nuclei familiari che, pur avendo un reddito, non riescono a sostenere i costi del

mercato immobiliare”. A spiegarlo è la consigliera di opposizione del Pd Barbara Penzo (in foto). “Una delle criticità - dice - riguarda la progressiva destinazione di molti appartamenti al turismo, attraverso B&B e affitti brevi. Un fenomeno che può rappresentare un’opportunità economica per i proprietari e per il territorio, ma che, quando riduce eccessivamente l’offerta di abitazioni disponibili per i residenti, rischia di produrre conseguenze pesanti sulla vita della comunità. Una città non

può vivere soltanto di turismo: deve poter essere abitata tutto l’anno da chi ci lavora, ci cresce i figli e contribuisce ogni giorno alla sua vita sociale ed economica. Le situazioni di fragilità sociale sono in aumento”. “Il dato politico e sociale da cui partire - conclude - è chiaro: continuano a esserci nuclei familiari in difficoltà e persone in lista d’attesa per un alloggio, mentre una parte del patrimonio abitativo pubblico necessita di interventi per tornare disponibile. A questo si ag-

giunge un mercato degli affitti sempre più difficile da affrontare per chi vive e lavora a Chioggia”. • (A.A.)

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7 Emergenza casa/2. Ater Venezia, oltre il 30% degli alloggi in gestione è sfitto

ATER VENEZIA, OLTRE IL TRENTA PER CENTO DEGLI ALLOGGI IN GESTIONE È SFITTO

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ulla situazione dell’edilizia pubblica nel veneziano fa il punto il presidente dell’Ater Venezia, l’avvocato Pierfrancesco Munari, che è anche sindaco di Cavarzere. “Fin dal mio insediamento alla presidenza di Ater Venezia - dice Munari - ho voluto scattare una fotografia dell’azienda, richiedendo un report dettagliato per ciascuno dei 44 Comuni della Città Metropolitana. Ater Venezia, va detto subito, è quella che gestisce

il patrimonio più vasto del Veneto, con quasi 11.000 alloggi, ma presenta anche l’indice di case vuote non assegnate più alto in Veneto , superando il 30%”. Un dato che richiede un’attenta contestualizzazione: “In primo luogo - sottolinea - non tutte le unità vengono conteggiate come abitazioni disponibili. Molti immobili, risalenti al secondo dopoguerra e agli anni Cinquanta e Sessanta, come accade anche a Cavarzere dove tra

Ater e Comune si contano oltre 700 unità, sono ormai ridotti a ruderi da demolire, pur figurando ancora a catasto come abitazioni. In secondo luogo, la concentrazione di quasi 5.000 alloggi nel centro storico e nelle isole di Venezia comporta costi di manutenzione e riatto tre volte superiori rispetto alla terraferma”. La priorità è trovare risorse per il riutilizzo dei fabbricati. “Ci aiutano in questa sfida - precisa - sia il Piano Nazionale Casa con 970 milioni di euro, sia il piano regionale da 50 milioni di euro suddivisi tra edilizia residenziale pubblica (Erp) per 25 milioni e sociale (Ers) per 25 milioni. Gli uffici sono già al lavoro sui Progetti di Fattibilità Tecnico-Economica (Pfte) per farsi trovare pronti e accelerare i cantieri. La mission del mio mandato è chiara: riattare e consegnare il maggior numero possibile di case”. Accanto all’Erp, Ater gestisce alloggi non Erp. “Su questo fronte - spiega - abbiamo stipulato diverse convenzioni con la Questura, con le forze dell’ordine e vari enti, garantendo canoni calmierati sui 400 euro. I proventi di questi

affitti servono a finanziare il recupero degli alloggi Erp. Tra le ultime novità, la firma dell’accordo con i Vigili del Fuoco per la consegna di 5 alloggi pronti, che si aggiungono ad altri 29 in terraferma e allo sblocco di 19 alloggi Erp a Campo Marte entro fine anno. Gli obiettivi di mandato puntano alla riduzione degli alloggi sfitti e della morosità, anche questa la più elevata tra le Ater venete”. Infine un inciso su

Cavarzere: “A Cavarzere - conclude Munari - sono in fase di sistemazione 6 alloggi Erp in via Spalato e altri 14 non Erp realizzati tramite fondi Pinqua, con le prime graduatorie già avviate e le successive in uscita a fine mese. Un investimento importante per il territorio. È stato pubblicato il nuovo bando Erp”. • Alessandro Abbadir

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Mercato immobiliare, prezzi abbordabili per gli alloggi più datati e nelle frazioni

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ase in affitto? A Chioggia non se ne trovano e nel settore delle compravendite il prezzo è schizzato davvero in alto. D’estate soprattutto a Sottomarina è il fenomeno degli affitti a scopo turistico quello che si registra di più. A fare l’analisi della situazione sono le agenzie immobiliari del territorio. “Trovare affitti per le famiglie è davvero un’impresa complicata - spiegano i titolari dell’agenzia Chioggia Immobiliare. In estate a Sottomarina spopolano soprattutto gli affitti brevi per i turisti. Trovare case disponibili per famiglie è un’impresa, mentre fuori dal centro nelle frazioni di Sant’Anna e Valli di Chioggia, a Cavanella d’ Adige i prezzi diventano più abbordabili. Certo, ci si aggira su prezzi che vanno mediamente dai 700 ai 900 euro”. “In

certe aree del territorio come nella zona di Piazza Europa (in foto) - spiegano sempre all’agenzia - il valore degli immobili è salito in maniera molto rilevante. Il costo poi delle nuove costruzioni si aggira sui 300-400 mila euro mediamente”. Insomma una situazione non certo ideale per chi ha stipendi medi da 1500-1600 euro al mese e magari anche figli da mantenere. “Si trattano per la maggior parte in termini di compravendite - spiegano gli operatori - case che hanno un valore medio di 150 – 200 mila euro. Nel centro storico si tratta soprattutto l’usato e le compravendite riguardano soprattutto famiglie o persone che si trasferiscono a Chioggia per lavoro”. • (A.A.)

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IN PRIMO PIANO

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Pesca. Sinergia fra Italia e Slovenia per affrontare una specie invasiva

DALLA MINACCIA ALLA TAVOLA: BLUECRAB UNISCE RICERCA, PESCA E RISTORAZIONE M onitorare in modo più efficace la diffusione del granchio blu, proteggere le attività di pesca e molluschicoltura, condividere strategie tra Italia e Slovenia e trasformare, dove possibile, una specie invasiva in una risorsa anche dal punto di vista alimentare. Questi i principali risultati e le prospettive emerse dal progetto europeo Bluecrab – “Controllo, mitigazione e interventi per la gestione del granchio blu: un approccio transfrontaliero”, presentati nelle scorse settimane a Chioggia in un progetto, che vede Confcooperative Veneto come Lead Partner. Dopo oltre due anni di attività, ricerca e confronto tra mondo scientifico e produttivo, Bluecrab ha permesso di approfondire la distribuzione del granchio blu nell’Alto Adriatico, la sua capacità di adattamento e il suo impatto sull’ecosistema e sulle attività economiche. Uno degli elementi emersi con maggiore chiarezza è proprio la forte capacità della specie di adattarsi alle condizioni ambientali dell’Alto Adriatico, con conseguenze rilevanti soprattutto per la molluschicoltura. La presenza del granchio blu incide infatti

sugli allevamenti, sulla sopravvivenza del seme e sulle modalità con cui gli operatori devono oggi proteggere le produzioni. Un fenomeno che non riguarda soltanto l’equilibrio dell’ecosistema, ma investe direttamente il lavoro e la sostenibilità economica delle imprese del settore. Da

qui l’importanza di sviluppare strumenti condivisi di controllo e gestione, capaci di tenere insieme ricerca scientifica, monitoraggio, pratiche di pesca selettiva e nuove modalità di protezione degli allevamenti. A sottolineare il peso economico e produttivo del fenomeno

è stato Paolo Tiozzo, presidente di Confcooperative Veneto, che ha portato il punto di vista della cooperazione e del mondo della pesca. “Il granchio blu non è soltanto un’emergenza ambientale, ma una questione che riguarda direttamente la tenuta economica delle nostre imprese e il futuro della pesca e della molluschicoltura - sottolinea Tiozzo. Bluecrab ci ha consentito di mettere attorno allo stesso tavolo ricerca, istituzioni e mondo produttivo, costruendo strumenti e conoscenze condivise. È questa la strada da seguire: affrontare il problema insieme, superando i confini amministrativi e partendo dalle esigenze concrete di chi vive e lavora ogni giorno sul mare”. Sul fronte scientifico, Alberto Pallavicini, professore dell’Università degli Studi di Trieste e responsabile delle attività di ricerca genetica del progetto, ha illustrato gli studi condotti sulla distribuzione della specie e sul suo impatto sulla rete trofica dell’Alto Adriatico. Un altro filone del progetto ha riguardato la possibilità di valorizzare il granchio blu dal punto di vista alimentare, trasformando almeno in parte una criticità in

una potenziale opportunità economica. In questo ambito è intervenuto Stefano Cicigoi di Enaip Veneto, mostrando come il granchio blu possa essere utilizzato in cucina attraverso diverse preparazioni pensate per favorirne il consumo e l’inserimento nella ristorazione. “La formazione può svolgere un ruolo importante anche nel cambiare il modo in cui guardiamo a questa specie - spiega Cicigoi. Portare il granchio blu in cucina significa sperimentare nuovi utilizzi, formare i professionisti della ristorazione e contribuire a creare una cultura del consumo. Non è la soluzione al problema, ma può diventare uno degli strumenti attraverso cui trasformare una presenza invasiva anche in una risorsa alimentare ed economica”. La sperimentazione gastronomica si inserisce quindi in una strategia più ampia. Il granchio blu, infatti, non conosce confini amministrativi. Per questo anche le strategie di contrasto e gestione richiedono coordinamento, scambio di dati e strumenti comuni tra Italia e Slovenia. • Alessandro Abbadir

PIERPAOLO PIVA (FAI CISL): “IL COMPARTO PESCA VA AIUTATO”

“S

iamo molto preoccupati per la situazione attuale della pesca. Ci troviamo davanti a una tempesta perfetta causata dai cambiamenti climatici, il poco ricambio generazionale e il continuo calo dello sforzo di pesca voluta da Bruxelles”. Sono le parole del segretario generale della Fai Cisl Venezia, Pierpaolo Piva, dopo l’incontro avvenuto a Chioggia con i commissari europei della pesca e il mondo della politica nazionale e locale. Una riunione dove le parti in

causa hanno fatto sentire la loro voce; una voce piena di timori. A questa voce si è unita anche quella della Fai Cisl di Venezia, intervenuta al tavolo. “Giustamente le imprese chiedono sussidi e contributi - spiega il Piva – per far rialzare il settore ma chi rischia di rimanere con il cerino in mano sono i lavoratori dipendenti, che ad oggi non hanno alcun aiuto. Ho detto espressamente ai commissari europei nella riunione di lunedì che i dipendenti sono stanchi, non ce la fanno più a

sopportare questa situazione: sono ridotti ad avere uno stipendio all’osso, senza alcun tipo di tutela, con famiglie da sostenere e mutui da pagare. Se vogliamo salvare la pesca, dobbiamo partire dal sostegno primario ai lavoratori dipendenti, perché senza di loro si resta in banchina”. La Fai Cisl di Venezia s’impegna di portare queste istanze ai tavoli istituzionali, sia a Roma che a Bruxelles. • (A.A.)

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Territorio. A Cavarzere e Chioggia il “lago dolce” del sottosuolo

Consorzio Adige Euganeo, la tecnologia Matteo Baldan (Fdi): “Una scoperta soprattutto per l’agricoltura” Hydrocloud salva il territorio dal sale “U

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na svolta tecnologica per la tutela del territorio di Cavarzere e Chioggia e della sua agricoltura. Lo scorso settembre a Venezia, nell’ambito del progetto europeo Swamrisk (finanziato con 2,1 milioni di euro dal programma Interreg Italia-Croazia), è stato presentato Hydrocloud: l’innovativa piattaforma digitale predittiva nata per contrastare la risalita del cuneo salino e proteggere i suoli costieri. Il progetto, che si è concluso con il vertic nei giorni scorsi a Zagabria, vede la partecipazione di una rete internazionale guidata dall’Università di Spalato con la Regione del Veneto, il Cnr-Igg, la società M3E, l’Università di Zagabria e, in prima linea per la gestione sul campo, il Consorzio di Bonifica Adige Euganeo. Il Consorzio ha focalizzato gli interventi nei due supersiti di Buoro a Cavarzere e Punta Gorzone a Chioggia. Si tratta di aree di estrema fragilità geologica, situate fino a 4 metri sotto il livello del mare e minacciate da oltre trent’anni dall’intrusione marina. Attraverso piezometri e stazioni fisse, la piattaforma Hydrocloud, un repository ad accesso aperto e gratuito sviluppato con l’Università di Zagabria, raccoglie e analizza parametri fondamentali come salinità, conducibilità e quota della falda. Incrociando questi dati con i modelli matematici elaborati da

M3E e Cnr, il sistema genera una mappa di rischio dinamica a semaforo: un’immagine chiara che permette ad amministratori, tecnici e agricoltori di individuare le zone critiche e pianificare gli interventi colturali ed idraulici. I dati raccolti sul campo hanno portato a una scoperta scientifica di straordinario valore. “Le indagini ci consegnano la conferma della presenza nel sottosuolo di un imponente acquitard: un vero e proprio lago sotterraneo d’acqua dolce confinata esteso per

circa 25-30 mila ettari, una superficie paragonabile all’intero Lago di Garda - spiega Lorenzo Frison, ingegnere del Consorzio e responsabile del progetto. Questa gigantesca riserva profonda è protetta da spessi strati argillosi ed è poco soggetta all’acqua salata. Al contrario, la falda superficiale soffre pesantemente la risalita dei fiumi, con concentrazioni di sale che raggiungono i 14 grammi per litro. “Hydrocloud diventa così uno strumento decisivo per orientare le future opere pubbliche - sottolinea Frison - dallo sbarramento sul fiume Brenta alla creazione di invasi di accumulo d’acqua dolce per i momenti di siccità”. L’obiettivo futuro del Consorzio è estendere l’Hydrocloud al monitoraggio continuo delle acque superficiali dei canali, per valutare in tempo reale la qualità dell’acqua irrigua. “La collaborazione transfrontaliera dimostra che il cambiamento climatico e la salinizzazione non sono fenomeni locali, ma sfide globali - conclude Fabrizio Bertin, Presidente del Consorzio Adige Euganeo. L’unione tra ricerca accademica e gestione del territorio ci ha permesso di trasformare i fondi europei in risposte scientifiche concrete per difendere le nostre comunità”. • Alessandro Abbadir

na scoperta importante sulla quale occorre fare tutti gli approfondimenti necessari perchè potrebbe essere una grande notizia per un territorio vasto e rappresentare un’opzione in più da utilizzare per affrontare le future emergenze idriche, anche per l’agricoltura, legate alla siccità e al problema della risalita dei cunei salini lungo le coste dell’area clodiense e rodigina”. A dirlo in una nota a seguito della notizia emersa riguardo la presenza di un esteso lago sotterraneo di acqua dolce nei territori tra Chioggia e Cavarzere fatta da uno degli ingegneri del Consorzio di Bonifica Adige Euganeo, Lorenzo Frison, è Matteo Baldan, consigliere veneziano vice capogruppo di Fratelli d’Italia al Ferro Fini e membro permanente della II Commissione competente in materia di Politiche per l’ambiente e Difesa del suolo. “Dai primi dati diffusi - spiega Baldan - si tratterebbe di un notevole deposito acquifero che occupa trai 25mila e i 30mila ettari, paragonabile, come riportato, alle dimensioni del lago di Garda. Si tratta di un giacimento molto importante, che va ulteriormente studiato per capire concretamente quali sono le possibilità di sfruttamento a basso impatto, per usare questa potenziale risorsa senza creare danni all’equilibrio idrogeologico. Per questo sarebbe opportuno, anche a livello di Regione, sviluppare ulteriori sinergie tecnico scientifiche per fare ulteriori e ben approfonditi rilievi geologici e tutte le analisi sulle possibilità di sfruttamento di questa scoperta, che potrebbe essere, come è stato detto, di portata straordinaria per un territorio molto ampio e a vocazione anche agricola”. • (A.A.)

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Storie di imprese ed imprenditori di successo - a cura di

Fondazione Cavanis · Ritorno dall’Oriente lontano

ll’aeroporto di Venezia, al rientro, il cartello della dogana chiedeva se avessimo qualcosa da dichiarare. Niente, abbiamo pensato, spingendo le valigie. Non era vero. Avevamo con noi parecchie cose che non si mettono in valigia, e che da allora stiamo cercando di rimettere a posto. Una matita, per esempio. A Dili, a Timor-Leste, i bambini delle capanne intorno al seminario facevano la fila per averne una. Poi ti prendevano la mano e se la portavano alla fronte, come si fa con gli anziani. Per loro eravamo questo: i vecchi venuti da lontano. A Timor sono tutti giovani. Quelli che avrebbero dovuto essere vecchi oggi, sono stati massacrati durante l’occupazione indonesiana (1975-1999). Una bombola del gas. Nella chiesa di Dili fa da campana e chiama alla Santa Messa. Non ho mai mancato quella delle sei e un quarto, prima dell’alba, quando il canto dei galli contende la scena ai Padri durante l’omelia. La chiesa è sempre piena, e la domenica la gente, vestita a festa, riempie anche il piazzale e il campo accanto. Mi sedevo sempre sul lato sinistro, accanto a una finestra da cui entrava la brezza fresca del mattino e da cui vedevo la vita cominciare nel gruppo di capanne di fronte, mentre il sole si portava via in fretta il buio. Un cordolo largo una spanna. La strada del seminario di Dili è allagata da oltre un anno e si cammina in bilico sul bordo di un canale di scolo. Quando due persone si incrociano, il più svelto passa sul bordo esterno per lasciare spazio all’altro. I bambini ne hanno fatto un gioco; noi, dopo qualche giorno, ci abbiamo visto una piccola regola di convivenza. Uno sguardo al cielo. Una notte, mentre fotografavo le stelle australi con un piccolo telescopio, un giovane seminarista è venuto a vedere che cosa stessi facendo. Gli ho mostrato la Via Lattea e le costellazioni principali. Quando sullo schermo è comparsa l’immagine di Omega Centauri ha spalancato gli occhi e ha detto: «Grazie! È la prima volta che mi capita di guardare il cielo.». Un canto alle quattro del mattino. A Davao, nelle Filippine, il giorno del mio compleanno cinquanta tra ragazzi e padri hanno bussato L’APP alla nostra porta perSCARICA cantarmi gli auguri. Una RADIO VENETO24 settimana prima non ci conoscevamo. Una ta-

vola che non si svuota. A Flores, in Indonesia, ospiti di un amico, al termine della cena la tavola sembrava ancora imbandita come al nostro arrivo. A Timor un uomo che viveva in una capanna continuava a portarci da mangiare. È l’abbondanza di chi si mette a disposizione di chi arriva. Il vulcano Lewotobi. Il primo giorno la sua cenere ci ha chiuso un aeroporto e ci ha costretti a rivoluzionare il programma di viaggio. L’ultimo giorno ce lo siamo ritrovato guar-

dando attraverso i tetti in lamiera bucherellati dai lapilli, in una scuola dove manca l’acqua. Per noi il vulcano è stato solo un contrattempo; per quei bambini è il compagno di ogni giorno. Siamo partiti convinti di portare qualcosa e abbiamo ricevuto più di quanto abbiamo dato: tempo, attenzione, gratitudine, sorrisi e nomi e volti che adesso hanno un indirizzo e sono nella nostra memoria. Abbiamo acqua calda, strade asciutte e matite in abbondanza. Da

questo viaggio ci siamo riportati anche la voglia di usarle meglio.

Il lavoro dietro il viaggio

Il viaggio, però, non è stato soltanto questo. La missione aveva uno scopo preciso: costruire, insieme alle comunità locali, i progetti di cooperazione che la rete educativa delle scuole Cavanis sta preparando con l’Università di

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Centro di Formazione Professionale FONDAZIONE CAVANIS Campo Guglielmo Marconi, 112, Chioggia VE | Tel. 041 400922

Padova nell’ambito del programma europeo Erasmus+. I temi sono diversi per ogni Paese. A Timor-Leste si lavora sulla formazione degli insegnanti e su una scuola capace di includere. Nel Mindanao, regione filippina che vive di agricoltura, su un percorso formativo sull’agroalimentare sostenibile. A Flores si valuta la possibilità di una nuova presenza della Congregazione. Durante un mese abbiamo avuto molti incontri. A Dili abbiamo visto la Ministra dell’Educazione, che ha dato il proprio sostegno formale all’iniziativa, e tre delle università del Paese. A Davao abbiamo incontrato alcuni atenei cattolici della città, le scuole della rete e anche una cooperativa del cacao, per legare la formazione al mondo produttivo. A Flores abbiamo visitato due istituti universitari di Maumere, con uno dei quali è stato firmato un primo accordo di collaborazione, e diverse scuole del territorio. Un percorso analogo, avviato lo scorso inverno in America Latina, ha già portato alla presentazione di un progetto alla Commissione europea. Il metodo è quello che conosciamo bene: niente modelli preconfezionati, ma progetti costruiti con chi li dovrà portare avanti. In questo lavoro la Fondazione di Chioggia mette l’esperienza della formazione professionale: il legame stretto tra scuola e lavoro, la didattica di laboratorio, l’attenzione ai ragazzi più fragili. È un patrimonio che in quei Paesi può fare la differenza, perché un mestiere imparato bene è spesso la via più concreta per uscire dalla povertà. Non è una storia lontana. Più di due secoli fa, a Venezia, i fratelli Cavanis fondarono la Congregazione delle Scuole di Carità per dare un’educazione ai ragazzi più poveri. A Chioggia quel carisma ha oggi la forma di una Scuola di Formazione Professionale accreditata dalla Regione Veneto, dove ogni giorno ragazze e ragazzi imparano un mestiere e costruiscono il proprio futuro. Per loro, far parte di una rete che arriva fino a Dili, a Davao e a Maumere significa sapere che ciò che imparano qui ha un valore anche dall’altra parte del mondo. Laggiù come qui, il lavoro è lo stesso: aiutare qualcuno ad alzare lo sguardo. ASCOLTACI SU WWW.VENETO24.IT Vincenzo Giannotti, direttore della Fondazione SUL TUO PC O ALEXA Cavanis di Chioggia e i suoi compagni di viaggio: Padre Alvise Bellinato, Padre Antonio Elcio Aleixo e Susanna Busatta.


CHIOGGIA

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Amministrazione. Ammesso il progetto per la riqualificazione

PESCHERIA AL MINUTO, ARRIVA UN CONTRIBUTO DALLA REGIONE DI OTTANTAMILA EURO U n importante passo in avanti per il cuore pulsante di Chioggia. Il Comune ha ottenuto un finanziamento regionale di 80.000 euro, la quota massima erogabile, destinato alla riqualificazione e all’ammodernamento della storica Pescheria al minuto, uno dei luoghi più celebri, vissuti e caratteristici della città. L’esito positivo arriva nell’ambito del bando promosso dalla Regione del Veneto e formalizzato con un decreto della Direzione Sviluppo Economico, Ricerca e Innovazione. Chioggia si attesta così come uno dei soli 3 Comuni veneti ammessi al contributo, condividendo il traguardo con capoluoghi come Padova e Treviso all’interno di uno stanziamento complessivo di circa 230mila euro. L’opera prevede un investimento totale di circa 200.000 euro: la parte restante del quadro economico sarà coperta direttamente dal Comune di Chioggia con fondi propri, a testimonianza della centralità dell’intervento per l’amministrazione cittadina. I lavori puntano a rinnovare

la struttura nel segno della sicurezza e della sostenibilità, mantenendone intatto il fascino tradizionale ma adeguandola alle esigenze moderne. Nello specifico, il piano di intervento prevede la realizzazione di un nuovo impianto elettrico, l’installazione di una moderna illuminazione a Led a risparmio energetico, un sistema d’aria e ventilazione rinnovato, la copertura Wi-Fi e un circuito di videosorveglianza per garantire la tutela dell’area. “È un risultato importante per un luogo fondamentale per la nostra comunità e per chi vi lavora ogni giorno - spiega l’assessore alla Pesca Matteo Penzo. L’obiettivo è stato chiaro fin dall’inizio: migliorare concretamente la struttura pensando sia agli operatori che ai clienti. Quando assumiamo un impegno dobbiamo trasformarlo in fatti. Questo finanziamento ci permette di rendere la Pescheria al minuto più moderna, sicura, funzionale e accogliente. È un investimento concreto per la pesca, la cittadinanza e le attività economiche locali”. Oltre al suo valore

economico e sociale per il commercio ittico locale, la Pescheria al minuto rappresenta una cartolina di Chioggia nel mondo. Ogni giorno attira centinaia di visitatori italiani e stranieri, affascinati dai colori e dalla vivacità dell’antico

mercato “La Pescheria è un formidabile punto di attrattiva turistica - sottolinea il sindaco Mauro Armelao. Le immagini e i video scattati dai turisti tra i banchi fanno quotidianamente il giro del web e dei social network. Era doveroso in-

tervenire per rinnovare questo spazio, dimostrando attenzione e vicinanza ai nostri commercianti e valorizzando un angolo prezioso della città”. • Alessandro Abbadir

Al via dal 2027 il Liceo del Made in Italy

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na novità di primo piano per l’istruzione locale a Chioggia e un’opportunità per i giovani del territorio. La commissione del Distretto Formativo di Chioggia e Cavarzere ha approvato l’attivazione, dal 2027-28, del Liceo del Made in Italy (indirizzo Giuridico-Economico) al Liceo Veronese di Chioggia. Un percorso liceale e contemporaneo che affianca le altre opzioni presenti, integrando la preparazione culturale con lo studio di Diritto, Economia, Storia dell’arte, una seconda lingua e la metodologia Clil dal terzo anno. Particolarmente innovativi saranno

i laboratori interdisciplinari per confrontarsi direttamente con università e imprese locali, con l’obiettivo di formare giovani capaci di valorizzare e promuovere le eccellenze italiane. “Ho sostenuto con convinzione la richiesta della dirigente - dichiara il sindaco di Chioggia Mauro Armelao - perché ampliare l’offerta formativa significa investire sui giovani. Chioggia è il settimo Comune del Veneto e deve rafforzare la propria offerta scolastica: avere più indirizzi sul territorio riduce il pendolarismo dei ragazzi, garantendo comodità ed evitando sacrifici ed extra costi alle famiglie”. Soddisfazione anche

nelle parole della dottoressa Daniela Boscolo (in foto), dirigente dell’Iis “Veronese-Marconi”: “Crediamo in una scuola capace di guardare alle radici e al futuro. Il Liceo del Made in Italy unisce cultura e impresa, tradizione e innovazione, per dare ai ragazzi gli strumenti per diventare protagonisti della valorizzazione del nostro patrimonio”. Dal 2027-28 il Made in Italy insomma si studia anche a Chioggia. Si tratta di una una nuova sfida per il futuro della comunità clodiense. • (A.A.)

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La stagione. Tre mesi di concerti hanno animato la città

UN’ESTATE IN MUSICA CHE HA FATTO CULTURA U n’estate in musica, ma soprattutto un’estate di cultura. Da luglio a settembre Chioggia ha ospitato una stagione di concerti capace di mettere insieme qualità artistica, valorizzazione del patrimonio e partecipazione. Un percorso promosso dall’Associazione Musica Chioggia, in collaborazione con la Fondazione Clodiense, attraverso il cartellone di “Suoni d’Acqua – Musica in Laguna d’Arte 2026”. Non soltanto concerti, dunque, ma un modo diverso di vivere alcuni dei luoghi più significa-

tivi della città. L’ex Monastero di Santa Caterina, la Chiesa di Santa Caterina e l’Auditorium San Nicolò sono diventati parte integrante della proposta, creando un dialogo suggestivo tra musica, storia e architettura. Sul palco si sono alternati generi e linguaggi differenti: dalla musica classica al jazz, dalla musica da camera alle sonorità internazionali, fino alla chitarra e all’organo. Una varietà pensata per raggiungere pubblici diversi e avvicinare alla musica anche chi abitualmente non frequenta le sale da concerto. “Abbiamo cercato di costruire una proposta che fosse innanzitutto di qualità – spiega Gabriele Vianelli – ma anche capace di far scoprire o riscoprire luoghi importanti della nostra città. La partecipazione del pubblico ci ha dato una grande soddisfazione”. Per Pietro Perini, il dato più significativo è proprio quello della partecipazione: “Il risultato più bello è stato vedere persone diverse avvicinarsi ai nostri concerti. Questo dimostra che a Chioggia c’è attenzione e interesse per una proposta culturale musicale continuativa”. Dietro la sta-

gione ci sono il lavoro e la passione di Vianelli e Perini, la collaborazione della Fondazione Clodiense e il contributo delle realtà culturali che hanno accompagnato il progetto. Un lavoro che ha dato vita a una proposta riconoscibile e, soprattutto, capace di andare oltre il singolo appuntamento. Perché l’estate è terminata, ma la musica no. La stagione di Musica Chioggia continuerà infatti anche in autunno, con altri concerti di alto livello in programma da ottobre fino a dicembre. Una continuità che conferma la volontà di fare della musica non un episodio legato alla bella stagione, ma una presenza stabile nella vita culturale della città. Il bilancio, allora, non è soltanto quello di tre mesi di concerti. È quello di una Chioggia che ha saputo trasformare la musica in un’occasione per incontrarsi, conoscere, riscoprire luoghi e fare cultura. E ora che l’estate lascia spazio all’autunno, a Chioggia il sipario non scende. Si alza su una nuova stagione. • Redazione Chioggia

Giampiero Baldin cattura l’attenzione e il cuore

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no sguardo sulla natura e uno sguardo verso l’uomo. La chiesetta di San Martino nei pressi della Cattedrale di Chioggia ha ospitato la nuova personale di Giampiero Baldin che ancora una volta ci sorprende con immagini che catturano l’attenzione e il cuore. Il percorso artistico del pittore chioggiotto parte da una mostra del 1969 a Rovigo e prosegue con una serie innumerevole di esposizioni a Padova, Milano, Rovigo…accompagnate per molti anni dalla sua attività di docente. In questa sua nuova personale nelle suggestive tele, anche di grandi dimensioni, Baldin propone immagini che fanno riferimento alla religione cristiana, alla

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mitologia, al mondo rurale, ai geroglifici egiziani, alla cultura greco-latina, ma anche a quella giapponese. “I dipinti di Giampiero Baldin - ha scritto Dino Memmo nell’opuscolo della mostra sprigionano luce, serenità gioia di vivere e soprattutto speranza”. Forme, figure e colori trasmettono forti emozioni che ci invitano a pensare, riflettere sulla concretezza della vita e dei valori universali, riscoprendo nel contempo anche la quotidianità. La mostra è stata realizzata in collaborazione con Pro Loco Chioggia Sottomarina, Circolo G5 e il patrocinio dell’amministrazione comunale. • (E.F.)

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CHIOGGIA

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La manifestazione. Molti atleti giunti da altre regioni

UN ENORME SUCCESSO PER L’EDIZIONE NUMERO 15 DI “CHIOGGIAVELA”

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i è conclusa con un bilancio particolarmente positivo la XV edizione di “ChioggiaVela”, iniziativa sportiva promossa dal Circolo Nautico Chioggia e dal Comune di Chioggia, con la collaborazione di Pro Loco Chioggia Sottomarina e Velaveneta. Nella sede del Circolo Nautico si è svolto l’incontro con Davide Besana che ha presentato “Salpiamo”, un manuale di vela raccontato attraverso il linguaggio del fumetto per i ragazzi che non hanno mai navigato, i cui diritti d’autore saranno devoluti a “Sailors for Kids”, progetto attraverso il

quale da anni porta la navigazione e il disegno ai ragazzi delle periferie sociali e urbanistiche. A settembre 45 imbarcazioni hanno preso parte al Trofeo ChioggiaVela vinto da Artemisia, seguita da Bellerofonte, Obi Wan e Hacker X. La stessa Artemisia si è anche aggiudicato il Trofeo Città di Chioggia e il Trofeo Race Alle Vele. All’imbarcazione Obi Wan è invece andato il Trofeo Corazza ed anche il Trofeo Stefania Testoni. Nel suggestivo scenario del tramonto davanti al bacino di Vigo si è disputata la “Meteor al Crepuscolo”

vinta - per la nona volta - da “Asiatyco” di Corrado Perini (Circolo Nautico Chioggia) che ha preceduto “Gatto Nero” di Alberto Codogno (Yacht Club Romagna), “Pilar” di Massimo Zerbinati (Società Nautica Grignano), “Why Not?” di Maria Grazia Stimamiglio (CNC). La manifestazione si è chiusa con “ChioggiaVela Derive”, vinta da ILCA 6 di Giulio Borsatti, con 35 imbarcazioni tra giovani, master e grand master e con la partecipazione di diverse classi e atleti provenienti anche da fuori regione. Matteo Penzo, assessore allo Sport del Comune di Chioggia, intervenuto alla cerimonia di premiazione, ha ringraziato il Circolo Nautico Chioggia per l’importante attività svolta durante tutto l’anno, sottolineando la disponibilità dell’Amministrazione comunale a sostenere sempre maggiormente il percorso di apertura del sodalizio alla città. “Non avevamo l’obiettivo di nuovi record di partecipazioni - ha affermato il presidente del Circolo Nautico Chioggia Michele Bellemo - ma di portare l’inclusione e l’attività del Circolo all’interno del cuore di Chioggia. Vogliamo che gli armatori e le famiglie possano vedere dove portare i propri bambini, dove farli giocare e stare insieme. Al Circolo Nautico Chioggia si respira mare, si respira nautica, si respira marineria. Queste manifestazioni, dove l’agonismo non è al centro di tutto, permettono alle

Voci del Teatro Veneto

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inque appuntamenti con il teatro amatoriale all’Auditorium comunale S. Nicolò a Chioggia. Dall’11 ottobre al 22 novembre 2026 saranno proposti 5 spettacoli nell’ambito della rassegna “Voci del Teatro Veneto”, iniziativa a cura di Pro Loco Chioggia e Sottomarina in collaborazione con FITA Venezia (Federazione Italiana Teatro e Arte), con il patrocinio del Comune di Chioggia, il sostegno di Fondazione Clodiense e Fondazione Venezia. “L’obiettivo - spiega Marco Donati, presidente di Pro Loco Chioggia - è quello di valorizzare la lingua veneta, gli autori e la tradizione teatrale locale, promuovendo il teatro come momento di incontro, partecipazione e condivisione culturale per la comunità”. Questa nuova proposta culturale darà spazio alle compagnie della provincia di Venezia che rappresenteranno 5 spettacoli che spaziano da Goldoni ad adattamenti, in dialetto veneto, di drammi francesi e a drammatiche elaborazioni di leggende popolari. Il 18 ottobre sarà la volta del gruppo “Teatro dei pazzi” di San Donà di Piave” con “Quel fremito d’amor” di Giovanni Giusto; il 24 ottobre “Teatroimmagine” di Salzano proporrà “I semi della follia - Delitto a Venezia” di Benoit Roland e Roberto Zamengo; l’8 novembre “La Goldoniana”

associazioni sportive di spalancare le porte perché la gente venga a curiosare. Se le famiglie non vengono a conoscere le società sportive, queste rischiano di rimanere chiuse in se stesse. Noi sappiamo fare le regate, vincerle e perderle, ma abbiamo bisogno dell’energia dei ragazzi giovani, che sono la vera linfa di tutte le associazioni sportive”. “Alla base di tutto c’è la passione – ha sottolineato Anna

Giacomello, presidente della XII Zona FIV Veneto –. Questa manifestazione racchiude tutti i valori che ci coinvolgono: attività giovanile, inclusione e condivisione. In barca diventiamo tutti uguali e il Circolo Nautico Chioggia è tutto questo. Complimenti per quello che state facendo”. • Eugenio Ferrarese

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di S. Stino di Livenza con “I Rusteghi” di Carlo Goldoni; i “Puochi ma boni” di Chioggia chiuderà gli appuntamenti il 22 novembre con “Radeghi in famegia” di Giovanni Tiozzo e Riccardo Bonaldo. Le rappresentazioni avranno inizio alle ore 18.00. Il biglietto d’ingresso, € 5,00 per ogni spettacolo, è acquistabile sulla piattaforma online: www.oooh.events. Alla presentazione della rassegna teatrale “Voci del Teatro Veneto” nella Sala Lampadari del Palazzo Municipale di Chioggia è intervenuto anche il sindaco Mauro Armelao e il presidente di Fita Venezia Gianni Visentin. • (E.F.)

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ATTUALITÀ

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Open Internazionale di scacchi. L’evento è stato organizzato dal Circolo Scacchistico Clodiense

TRE GIORNI RICCHI DI SFIDE PER 110 GIOCATORI S P

Youth Kickboxing un prestigioso bronzo per l’undicenne Giulia Traina

er tre giorni 110 scacchisti si sono dati appuntamento a Chioggia per disputare la XVIII edizione dell’Open Internazionale di scacchi “Città di Chioggia”, organizzata dal Circolo Scacchistico Clodiense col patrocinio dell’amministrazione comunale. Anche quest’anno la sede di gioco è stata l’Hotel Sole di Sottomarina nella cui sale si sono cimentati nei 5 turni di gioco previsti gli scacchisti - e tra questi 2 maestri internazionali - giunti da varie parti del Veneto, da altre regioni, ma anche dai Paesi Bassi, Iran e Ucraina. Il torneo A magistrale, riservato a giocatori con punteggio ELO superiore a 1850, è stato vinto dal giovane ventenne Haller Quentin di Trento; al secondo posto Roy Marson, terzo Danylo Budyi. Premiato anche il chioggiotto Davide Bellemo classificatosi quarto. Nel torneo B, riservato alle categorie nazionali, a cui hanno preso

parte una sessantina di giocatori, la vittoria è andata a Gabriele Ballarin che ha preceduto Alit Banovi e Renzo Renier. Al quarto posto, dopo essere stato in testa per tutto il torneo, Aldo Boscolo Bragadin del Circolo Clodiense. Buoni i risultati ottenuti dai giovani giocatori chioggiotti Valerio Concon, Anna Danielato, Alessandro Boscolo Forcola, Riccardo Gianni e Giacomo Boscolo Bachetto. Vincitore del torneo C, a cui partecipavano gli esordienti e i giocatori con punteggio Elo inferiore a 1600, è stato Marco Penzo che ha superato per spareggio tecnico l’undicenne Enrico Peccolo - entrambi del Circolo Clodiense; al terzo posto Renato Rocchi e al quarto il chioggiotto Luca Boscolo Caporale. Anche quest’anno è stata proposta la visita guidata gratuita al centro storico di Chioggia grazie alla collaborazione dell’associazione culturale La Bricola assai apprezzata dal gruppetto di accompagnatori non impegnati nelle partite a scacchi. “Il Torneo organizzato a Chioggia è sempre più consolidato - ha sottolineato Leonildo Mosca, presidente del Circolo chioggiotto - è diventato un punto di riferimento nel panorama scacchistico nazionale. I giocatori gradiscono venire a giocare nella nostra città. Per quanto riguarda il Circolo Scacchistico Clodiense, è un bel segnale la crescita continua dei giovani del circolo e i risultati lusinghieri ottenuti dagli adulti”. In occasione della Festa dello Sport promossa dall’amministrazione comunale il Circolo Clodiense ha allestito una scacchiera gigante in Corso del popolo. Nella sede a Palazzo Ravagnan dal mese di ottobre 2026 vengono proposti corsi introduttivi agli scacchi per bambini e ragazzi, ma anche corsi rivolti agli adulti.

plendida medaglia di bronzo mondiale per Giulia Traina, 11 anni, protagonista ai WAKO World Youth Kickboxing Championships 2026 di Jesolo, dove la giovane atleta ha conquistato il terzo gradino del podio nella categoria Yang Cadet -32 kg. Per Giulia si trattava del primo anno nella categoria e tra le cinture nere, un esordio particolarmente impegnativo affrontato con un bagaglio di esperienza internazionale ancora limitato: appena due gare disputate all’estero prima dell’appuntamento iridato. Nonostante questo, la giovane atleta ha affrontato ogni incontro con grande determinazione, riuscendo a superare i primi turni e a spingersi fino alla semifinale mondiale. La corsa verso il titolo si è interrotta proprio a un passo dalla finale, ma Giulia ha saputo reagire nel migliore dei modi, trasformando la delusione in nuova energia e conquistando con carattere una meritatissima medaglia di bronzo. La soddisfazione è arrivata anche dalla competizione a squadre, dove Giulia ha dato il proprio contributo alla conquista di un’altra medaglia di bronzo, arricchendo ulteriormente il suo bilancio personale in questa importante esperienza mondiale. A condividere con lei l’avventura iridata anche le compagne Chiara Tiozzo, Irene Boscolo Belgio e Sara Nordio, quest’ultima impegnata nella competizione di Musical Forms. Un’esperienza preziosa per tutto il gruppo, vissuta all’insegna dello sport, della crescita e del confronto con giovani atleti provenienti da tutto il mondo. Per Giulia, il risultato assume un significato ancora più speciale perché si inserisce in una vera e propria tradizione di famiglia. Il papà Nicola Traina e la mamma Gloria De Be sono infatti entrambi ex campioni mondiali, e la giovane atleta sta costruendo il proprio percorso sportivo portando avanti una passione di famiglia, ma soprattutto mettendo in campo talento, impegno e personalità. A soli 11 anni, Giulia Traina torna dunque dal mondiale di Jesolo con due medaglie di bronzo, una preziosa dose di esperienza internazionale e la consapevolezza di aver saputo competere ai massimi livelli già al suo primo anno nella nuova categoria. Un risultato che rappresenta non un punto d’arrivo, ma un importante passo nel suo percorso: il futuro è tutto da costruire, con entusiasmo, determinazione e ambizione.

• Eugenio Ferrarese

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CULTURA

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Il progetto. Molte le proposte per promuovere un invecchiamento attivo

Quarantaseiesimo Anno Accademico nell’Università“Guido Oselladore” “L

Un romanzo di Denis Vianelli tra mistero e realtà

E

ra assai affollato l’Auditorium comunale S.Nicolò in occasione della presentazione del programma per il 46esimo Anno Accademico 2026/27 dell’Università Popolare “Guido Oselladore”. Il neo presidente Luigi Penzo, introducendo l’incontro con un ringraziamento da parte di tutto il Direttivo al suo predecessore, Eolo Bullo, ha sottolineato come l’Università Popolare di Chioggia offra una spazio di incontro tra varie generazioni nel quale si acquisiscono

nuove informazioni, conoscenze e si stringono nuove amicizie. Non si tratta di un percorso scolastico tradizionale con esami e voti. “Si impara per il puro piacere di conoscere - ha affermato il presidente Penzo - per soddisfare una curiosità accantonata negli anni o per coltivare una passione e/o per essere docente volontario”. L’Università Popolare promuove un invecchiamento attivo mantenendo la mente allenata, imparando e scoprendo nuove conoscenze, discipline, tecnologie, preservando così la salute cognitiva. “La persona anziana - ha aggiunto Penzo - non è un soggetto passivo da assistere, ma una risorsa viva che custodisce la memoria, il tempo, la saggezza di una città, la tradizione, l’abitudine di farne parte. I nostri progetti sono un investimento sulla qualità della vita di tutta la comunità”. Un nuovo progetto è l’Università “diffusa” per favorire la partecipazione attivando la collaborazione nei quartieri più lontani, collaborando con parrocchie, circoli culturali, biblioteche di quartiere, associazioni, per iniziare a costruire insieme incontri e lezioni in questi luoghi. L’altro nuovo progetto coinvolge la collaborazione con il Lions club Chioggia e Sottomarina. Come è stato spiegato da Gianni Fuolega, presidente

Lions, è previsto a gennaio 2027 un incontro pubblico “Longevità, vivere a lungo e bene” e un breve corso di formazione su Vivere in salute, Allenare il cervello, Relazioni sociali tecnologia in casa, Servizio di utilità gestione dei risparmi. Loredana Boscolo e Stelio Vianello, membri del Direttivo, hanno illustrato il programma dell’intero anno accademico dell’Università Popolare, “Orientarsi nella complessità”, che comprende conferenze, che si terranno il martedì e venerdì al teatro don Bosco da ottobre 2026 a maggio 2027, presentazioni pomeridiane di film, gruppi di lettura, visite culturali, corsi specifici su cinema, musica, cultura locale, origami che si svolgono nella sede nell’ex scuola elementare “Principe Amedeo in calle Cesare Battisti., a cui si aggiungeranno anche le iniziative estive de “Il salotto nel cortile”. L’incontro all’Auditorium comunale si è concluso con un intrattenimento musicale a cura del gruppo “VIC” (Veci in pension”) che ha proposto un revival di canzoni dagli anni ’50 agli anni ’70. Presente all’evento l’assessore ai servizi sociali Sandro Marangon che ha rivolto un saluto a nome dell’amministrazione comunale. • Eugenio Ferrarese

a memoria non è un archivio. E’ un ponte”. Così scrive Denis Vianelli nella sua recente pubblicazione “Visite dal passato”, un romanzo che parte da una domanda: “E se avessi vissuto un’altra vita?”. Protagonista di questa intrigante e avvincente storia è Carlo, un bambino che nel 1961 viveva in una calle della sua città, Chioggia, e che un giorno, mentre giocava, nota una luce sul lucernario, la presenza di una donna misteriosa ed una porta che non si deve aprire. Passano decenni e quella visione ritorna insieme ad una chiave. Denis Vianelli, per molti anni operatore in una cooperativa di servizi vari, è assai noto nell’ambiente sportivo calcistico per essere stato allenatore, con regolare patentino, e da 16 anni Direttore Sportivo dell’ASD Borgo San Giovanni, associazione che partita con poco più di quaranta iscritti oggi ne conta circa trecento e vanta la conquista di numerosi trofei regionali e nazionali. In questa nuova stagione calcistica 2026/27 il Borgo San Giovanni sarà presente con 14 squadre che vanno dal campionato della III Categoria fino ai Primi Calci Piccoli Amici (nati dal 2021). Proprio all’attività sportiva Vianelli - è stato premiato dalla FIGC e da Gianni Rivera per il suo pluridecennale impegno - ha dedicato la realizzazione di varie pubblicazioni, frutto di accurate ricerche: “15 anni di AM Sport Chioggia Sottomarina - Piccola storia della società che cambiò per sempre il modo di fare settore giovanile a Chioggia”, “Buon 15° compleanno B.S.G. Chioggia” e “Quando eravamo eroi”, storia delle associazioni calcistiche di Chioggia e delle sue frazioni. Vianelli si è cimentato anche nella video-animazione realizzando due filmati, “Il mistero della città sommersa” nel 2021 e il più recente “Uno sguardo nel tempo” presentato in aprile 2026 all’Auditorium comunale, liberamente ispirati alle vicende storiche e tradizioni chioggiotte e alle imprese sportive locali. Il romanzo “Visite dal passato” è in vendita su Amazon. • (E.F.)

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SPORT

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La gara. Il vincitore Giovanni Aruffo completa le tre prove in meno di un’ora

QUATTROCENTO ATLETI SI PRESENTANO AL VIA IN UNA SPLENDIDA GIORATA DI SOLE U n sole magnifico e un mare con le sembianze di una piscina hanno accolto i 400 partecipanti al 24esimo Triathlon Città di Chioggia che è stato disputato davanti ad un pubblico assai numeroso che ha accompagnato e incoraggiato quanti si sono cimentati nelle tre prove previste. Questa gara “Sprint” - organizzata dall’associazione Delfino Triathlon Chioggia con la collaborazione dell’amministrazione comunale e inserita nel calendario nazionale della FITRI (Federazione Italiana Triathlon) - prevedeva, con partenza alle ore 13.00 dalla battigia dei Bagni Lungomare, la prova di nuoto in mare di 750 metri seguita dal percorso in bicicletta di 21 chilometri (tre giri del Lungomare Adriatico) e conclusione con una corsa di 5 chilometri. Giovanni Aruffo (Eroi del Piave) è riuscito a bissare il successo dello scorso anno riuscendo a completare le tre prove in meno di un’ora (59.04) precedendo di soli 2 secondi Daniele

Albani (Liger Team Keyline); terzo posto per Luca Degasperi (Doloteam) giunto al traguardo in 59.35.Il miglior risultato per gli atleti della Delfino Chioggia è quello ottenuto da Nicola Penzo (01.09.57). La gara Sprint femminile è stata vinta da Alice Bagarello (Jesolo Triathlon) che ha concluso con il tempo di 01.05.36, seconda classificata Vanessa Andreetta (G.P. Triathlon) e terza Giulia Battistella (Doloteam). Anna Raule, al traguardo in 01.17.54 - miglior risultato tra le atlete della Delfino Chioggia, è giunta terza nella categoria S3. “Sono molto orgoglioso di questo evento che la Delfino Triathlon ha saputo organizzare grazie all’impegno di tutto lo staff - ha affermato Paolo Albiero, presidente dell’associazione sportiva chioggiotta - Gli iscritti sono stati 400 superando le nostre aspettative. Viste le varie richieste, avremmo anche potuto superare questo numero, ma le abbiamo bloccate per motivi organizzativi. Vogliamo ringraziare in particolare la Polizia Locale e la Capitaneria di

Porto che ci hanno aiutato tecnicamente a tenere sotto controllo tutti i vari momenti della gara e un grazie speciale per tutti i gruppi sportivi e gli amici che hanno collaborato con noi per garantire la sicurezza in tutte le fasi del percorso. Un ringraziamento speciale va a Leonardo Ranieri, al campeggio Adriatico e ai Bagni Lungomare per la grande ospitalità che offre al Triathlon da 24 anni, per tutti gli sponsor che sostengono le nostre iniziative sportive e per la scuola alberghiera ENAIP per il tradizionale ‘pasta party” sempre molto apprezzato da tutti gli atleti”. L’associazione Delfino Triathlon Chioggia ha già lo sguardo rivolto alla competizione del prossimo anno per festeggiare i 25 anni con un Super Triathlon. Alla cerimonia delle varie premiazioni svoltasi al Camping Adriatico di Sottomarina era presente Matteo Penzo, assessore allo sport del comune di Chioggia. • Eugenio Ferrarese

Family Run, a Chioggia 1.500 partecipanti tra sport e inclusione

È

stata un successo la Family Run con oltre 1.500 partecipanti tra studenti, insegnanti e famiglie, evento inserito nella Wizz Air Venicemarathon la celebre maratona veneziana giunta alla 40° edizione. La corsa-camminata ha visto sfilare lungo il percorso che lambiva il bacino del Lusenzo e il centro storico della città per circa 4 chilometri, una lunga fiumana festosa e colorata d’azzurro per le t-shirt indossate dai partecipanti. La manifestazione è stata salutata dall’assessore comunale Matteo Penzo, dalla consigliera comunale con delega per

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rapporti con Città metropolitana Marcellina Segantin, dal fiduciario Coni Matteo Perini e dal presidente del Rotary Club Chioggia Rosario Grasso, invitati ad intervenire sul paco dal presidente di Venicemarathon Piero Rosa Salva e dal coordinatore generale Lorenzo Cortesi. A tagliare per primo il traguardo è stato Davide Boscolo Chio, 12 anni, studente del ‘Nicolò de Conti’, seguito da Thomas Lucibello e Christian Prencipe. In campo femminile è riuscita a spuntarla quest’anno Cleo Filippo, 13 anni, anche lei studentessa del ‘Nicolò de Conti’ e seconda

arrivata nel 2025. La Filippo si è messa alle spalle Aurora Gorin, Beatrice Tiozzo-Brasiola e Viola Boscolo Mezzopan, giunte assieme al traguardo. Grande festa poi per le premiazioni delle scuole più numerose, con l’Istituto ‘Veronese - Marconi’ che con i suoi 330 studenti iscritti ha alzato al cielo la coppa Alì per l’ottavo anno consecutivo. Al secondo posto si è classificato il ‘Sottomarina Nord’ con 209 iscritti, seguito dal ‘Sottomarina Sud’ che ha partecipato con 184 studenti. Giulia Traina terza da sinistra

• (C.A.)

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Segue da pag. 1

Lo schema “Stefanildo” resiste o si apre lo scontro? Le categorie economiche, le associazioni d’impresa e il tessuto artigianale e industriale del Veneto guardano ai prossimi mesi con apprensione, temendo che le difficoltà di bilancio possano tradursi in una stangata fiscale, con un occhio particolarmente vigile sul fronte dell’Irap. L’ipotesi, anche solo ventilata, di un ritocco verso l’alto dell’imposta regionale sulle attività produttive viene vista dal mondo economico come un colpo durissimo in una fase già estremamente complicata per la

competitività aziendale, capace di frenare investimenti e margini di crescita. Dall’altro lato, sul fronte delle entrate personali e della tassazione dei redditi, resta intoccabile un vero e proprio dogma della stagione politica regionale: il mantenimento dell’Irpef come un tabù assoluto. Sulla scorta dei mandati di Luca Zaia, che hanno fatto della difesa del potere d’acquisto dei cittadini e della non-maggior tassazione un vessillo identitario e politico inattaccabile, la

maggioranza si muove con i piedi di piombo, consapevole che toccare le leve fiscali dirette sui contribuenti significherebbe incrinare quel rapporto di fiducia costruito in lunghi anni di governo. Tuttavia, far quadrare i conti senza ricorrere a leve fiscali straordinarie in un momento in cui le risorse statali si riducono e i costi dei servizi sociosanitari ed educativi lievitano rappresenta un esercizio di bilancio al limite del funambolismo. È qui che si misurerà la vera

tenuta dello schema “Stefanildo”: la capacità cioè di mediare tra le esigenze di bilancio e le pressioni delle diverse anime della coalizione. Se da una parte la programmazione finanziaria dovrà dare risposte concrete a un tessuto produttivo che chiede stabilità e sgravi, dall’altra dovrà evitare fughe in avanti che scontentino i territori o i partiti alleati. La sfida è aperta: il bilancio non sarà solo un atto contabile, ma il terreno politico decisivo per misurare i futuri equilibri di potere in Veneto.

Sociale. Approvazione unanime in Consiglio regionale, riconosciuto il ruolo nella rete dei servizi socio sanitari

CAREGIVER, LA LEGGE METTE TUTTI D’ACCORDO STEFANI: “DAL VENETO SEGNALE DI CIVILTÀ” Soranzo: “Due su tre costretti U a lasciare il lavoro”. Luisetto: “Vicini na legge che ha trovato il consenso di tutto l’arco politico, maggioranza e opposizione insieme. Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato all’unanimità la proposta di legge “Disposizioni per il riconoscimento, la valorizzazione e il sostegno del Caregiver familiare quale persona che presta cura e assistenza alla persona cara”, d’iniziativa della vicepresidente della Commissione sanità e relatrice d’aula Chiara Luisetto (Partito Democratico), con il capogruppo di Lega-LV Riccardo Barbisan come correlatore, e del presidente della Regione Alberto Stefani. Un voto compatto, trasversale agli schieramenti, che consegna al Veneto una delle prime leggi organiche in Italia dedicate a questa figura. Il provvedimento disciplina il ruolo del caregiver familiare, cioè di chi si prende cura, volontariamente e a titolo gratuito, di una persona non autosufficiente o che necessita di assistenza di lunga durata. La legge lo integra nel sistema regionale dei servizi sociosanitari, riconoscendone la funzione sociale, con un’attenzione specifica ai giovani caregiver - per i quali vengono individuate esigenze particolari in ambito educativo, formativo, lavorativo e di benessere psicofisico - e ai caregiver over 65. Sono previste misure di informazione, formazione, affiancamento e supporto

psicologico, oltre a interventi di sollievo e alla valorizzazione delle competenze, anche trasversali, maturate nell’attività di cura, utili a favorire l’accesso o il reinserimento nel mondo del lavoro. Tra gli strumenti istituiti: un Tavolo permanente presso la Giunta regionale, la raccolta di buone pratiche, la Giornata regionale del caregiver fissata al 6 ottobre, linee guida regionali e un Fondo regionale caregiver. Esprime soddisfazione il presidente della Regione Alberto Stefani: “Il Veneto oggi ha scelto di prendersi cura di chi si prende cura. La legge approvata dal Consiglio regionale riconosce e valorizza il ruolo centrale di chi, tutti i giorni, segue una persona cara malata, con disabilità, non autosufficiente o che necessita di essere accudita per particolari necessità assistenziali. Abbiamo mantenuto la promessa: al caregiver familiare, che

sarà inserito nella rete dei servizi sociali e sanitari, è riconosciuto il valore sociale ed economico che rappresenta come risorsa per tutta la società”. Stefani sottolinea la portata della misura: “Ancora una volta il Veneto dimostra sensibilità e visione. La legge approvata è un importante segnale di civiltà, una nuova pietra miliare del percorso sociosanitario che mette al centro la persona e le relazioni umane. Riguarda più di 260.000 veneti per i quali l’attività del caregiver non è soltanto un impegno familiare, ma si configura come un prezioso e fondamentale tassello della rete di assistenza. Per questo deve contare sul giusto riconoscimento sociale nel sistema regionale integrato dei servizi e del Welfare”. Il presidente ricorda infine come l’iniziativa fosse nata fin dall’avvio della legislatura: “Nella prima seduta del Consiglio regionale di questa legislatura, durante il mio discorso di insediamento, avevo lanciato una proposta: approvare una legge di civiltà, lavorando insieme, maggioranza e opposizione. Con orgoglio oggi abbiamo raggiunto l’obiettivo. Ringrazio la giunta e tutti i Consiglieri, anche per l’impegno di questi mesi e il senso di responsabilità dimostrato. Di fronte a scelte come queste non ci possono essere divisioni politiche davanti all’interesse dei nostri cittadini”.

alle 600 mila persone finora sole”

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opo il via libera unanime alla legge sul caregiver familiare, arrivano le reazioni dei consiglieri regionali che hanno seguito il provvedimento nelle commissioni. Per il presidente della Sesta commissione Enoch Soranzo (Fratelli d’Italia) il dato di partenza è la diffusione del fenomeno: “Parliamo di una realtà che tocca da vicino quasi il 16% della popolazione veneta, fatta in gran parte di donne, spesso anziani o giovanissimi”. Soranzo richiama le conseguenze sul lavoro: “Quasi due caregiver su tre sono costretti a lasciare o ridurre il lavoro, con ripercussioni pesanti sulla salute, sulla serenità familiare e sulla futura pensione”. Tra gli elementi della legge, il consigliere sottolinea l’ingresso del caregiver nella rete del welfare: “Il caregiver entra nella rete del welfare locale e concorre direttamente alla stesura e alla firma del Piano Assistenziale Individualizzato, affiancando e

integrando i servizi pubblici senza mai sostituirli”. Il tutto, ricorda, sostenuto da un Fondo regionale “finanziato con oltre 2,2 milioni di euro nel triennio”. Di segno complementare la lettura della prima firmataria, Chiara Luisetto (Pd), che punta sul percorso che ha portato al testo: “Questa legge nasce da un lungo percorso di ascolto e partecipazione che ha visto il coinvolgimento del Terzo settore, delle forze sindacali, delle associazioni e delle esperienze dirette dei cittadini”. La consigliera quantifica la platea coinvolta, “oltre 600 mila persone in Veneto, in maggioranza donne della cosiddetta generazione ‘sandwich’”, e guarda già oltre l’approvazione: “Non consideriamo questa legge un punto di arrivo, bensì l’assunzione di una responsabilità precisa. Ora siamo al lavoro affinché a queste risorse e a questi diritti corrispondano servizi accessibili e capillari su tutto il territorio”.


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Mobilità. L’assessore regionale Diego Ruzza fa il punto sulle principali questioni aperte, in arrivo nuovi treni

BIGLIETTO UNICO, AVANTI CON LA PIATTAFORMA IL REBUS DELL’ALTA VELOCITÀ FERMA A VICENZA A lta velocità, nuovi treni, biglietto unico ed edilizia sportiva: l’assessore regionale ai Trasporti, Mobilità e Lavori Pubblici Diego Ruzza fa il punto nella nostra redazione sui principali cantieri aperti sul fronte della mobilità veneta. Il nodo più delicato resta quello dell’Alta Velocità, bloccata all’altezza di Vicenza. “È un problema che riguarda tutta la regione. Ci stiamo lavorando molto, soprattutto con un confronto con Rfi, perché il problema è l’uscita da Vicenza”, spiega Ruzza. “È un grande lavoro di confronto e di raccordo anche con gli enti locali, con i sindaci e con le comunità di quel territorio, perché parliamo di un intervento estremamente importante: dobbiamo riuscire a capire qual è la scelta da fare e iniziare a lavorarci subito”. Diverso il quadro sulla tratta Brescia-Verona, già in fase avanzata: “È molto probabile che nel secondo semestre dell’anno prossimo avremo il primo treno ad alta capacità che va verso la Lombardia”. Un passaggio che

l’assessore considera strategico anche per il trasporto locale: “Dobbiamo riuscire a sbloccare la situazione perché dobbiamo efficientare la linea, e questo comporterebbe un’ulteriore eccellenza sia in termini di trasporto sia di puntualità: libereremo tutta quella parte di binari che servono per i regionali e per il cargo”. Proprio sulla puntualità del servizio regionale Ruzza rivendica un dato: “Abbiamo un livello di puntualità che supera il 94%: siamo tra le regioni considerate eccellenti”. Un risultato legato anche al rinnovo della flotta: è da poco entrato in servizio il primo dei nuovi treni a due piani sulla direttrice Bologna-Brennero, linea interessata da forti flussi turistici, pendolari e intermodali. L’investimento complessivo è di 112,1 milioni di euro, di cui 75,8 milioni finanziati da Infrastrutture Venete e 36,3 milioni da Trenitalia, nell’ambito di un contratto di servizio 2023-2031 dal valore complessivo di circa 250 milioni di euro. “Il rinnovo della flotta rappresenta un investimento importante sulla qualità del trasporto

ferroviario regionale e sulla mobilità”, commenta Ruzza. Entro il 2027 tutti i 14 collegamenti giornalieri tra Brennero, Alto Adige, Trentino, Veneto ed Emilia-Romagna saranno effettuati con i nuovi treni, più capienti, accessibili e a minor consumo energetico. Capitolo biglietto unico: “Stiamo lavorando anche al biglietto unico, un progetto su cui crediamo tantissimo insieme col presidente Stefani, perché è una riforma epocale”, racconta l’assessore. “Siamo stati velocissimi a recuperare i primi due milioni di euro per creare la nostra piattaforma per pagare il biglietto in un’unica modalità, che sia carta di credito, telefono, smartwatch o carta prepagata della Regione. Ma abbiamo appena approvato anche ulteriori 11 milioni di euro per l’ammodernamento di software, hardware, bigliettazione e validatori, a disposizione degli enti locali e delle aziende: 13 milioni per la prima fase, penso non sia mai successo prima”. Il bando scade il 4 dicembre, mentre la piattaforma unica regionale

sarà allestita nel 2027. Fra i lavori pubblici rientra anche l’edilizia sportiva: “Diamo un aiuto, la prima volta così importante negli ultimi anni, alle associazioni sportive e ai Comuni che sono spesso proprietari di impianti ma fanno fatica ad ammodernarli”, spiega Ruzza, citando anche l’abbattimento delle barriere architettoniche e la fruibilità per le discipline paralimpiche. Lo stanziamento 2025 è di 3 milioni

di euro, a cui si aggiungono 10 milioni già previsti per il biennio 2027-2028: “13 milioni in tutto, per fare almeno decine di interventi in cofinanziamento con la Regione, con tagli da 35 a 100 mila euro per interventi urgenti, soprattutto di ammodernamento igienico-sanitario e messa in sicurezza”. • Redazione Regione

BILANCIO, 60 MILIONI TRA SANITÀ E CASA: 41 MILIONI PER L’EDILIZIA SOSTENIBILE

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isco verde dalla giunta regionale alla nuova variazione di bilancio, una che manovra rende disponibili oltre 60 milioni di euro, utilizzando risorse statali ed europee già assegnate al Veneto per sanità, sociale, casa, trasporto pubblico e sviluppo del sistema produttivo. Lo stanziamento più consistente riguarda la casa: oltre 41 milioni di euro del PR FESR 2021-2027 per favorire l’accesso ad abitazioni sostenibili e a prezzi accessibili, con 11,7 milioni previsti nel 2027 e 30 milioni nel 2028. Per il sociale arrivano 6,6 milioni di risorse statali destinate alla videosorveglianza nelle strutture che ospitano anziani e persone con disabilità. Sul fronte sanitario, la variazione mette a disposizione oltre 11

milioni di euro nell’ambito del Pnrr: 5,27 milioni per le Case della Comunità e la presa in carico delle persone, 578 mila euro per le Centrali Operative Territoriali e la telemedicina, oltre 5,6 milioni per l’ammodernamento delle tecnologie digitali e delle grandi apparecchiature ospedaliere. Al trasporto pubblico locale vanno invece oltre 5,1 milioni di euro nel biennio 2027-2028 per il rinnovo delle flotte. Tra gli altri capitoli, 713 mila euro nel 2026 per la tutela del patrimonio boschivo e il contrasto al bostrico, 4 milioni di euro dalle sanzioni per violazione delle norme sul diritto al lavoro delle persone con disabilità, e 6,35 milioni trasferiti da Veneto Innovazione per il Fondo Veneto Competitività, il Fondo Veneto Patrimonializzazione

e il Fondo Veneto Ricerca, Sviluppo e Innovazione. “Con questa variazione mettiamo a disposizione del Veneto oltre 60 milioni di euro di risorse statali ed europee, destinandole a interventi importanti nei settori della sanità, del sociale, della casa, dei trasporti e dello sviluppo economico”, sottolinea l’assessore Giacinti. “È un lavoro che richiede attenzione nella programmazione e capacità di intercettare e utilizzare nei tempi giusti le risorse disponibili. Dalle Case della Comunità alla telemedicina, dall’ammodernamento delle apparecchiature sanitarie alla sicurezza nelle strutture per anziani e persone con disabilità, fino al sostegno all’accesso alla casa e al rinnovo del trasporto pubblico: interveniamo su esigenze reali, utilizzando al meglio le risorse disponibili”.

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Il dibattito. Il vicecapogruppo di Fratelli d’Italia in Regione interviene sul decreto scuola e sul futuro della politica veneta

BALDAN: “BURQA E NIQAB? DOVE SERVE IL VOLTO DEVE ESSERE RICONOSCIBILE” I l dibattito sul burqa e sul niqab torna al centro dell’attenzione in Veneto, tra le nuove disposizioni del governo sulla scuola e l’ipotesi di un regolamento comunale a San Donà di Piave per disciplinare l’accesso agli uffici pubblici quando il volto di una persona è completamente coperto. A intervenire sul tema ai nostri microfoni di Veneto24 è Matteo Baldan, consigliere regionale e vicecapogruppo di Fratelli d’Italia, che difende l’idea di una distinzione netta tra libertà personale e necessità di identificazione. «Penso che sia un regolamento che va nella giusta direzione», afferma Baldan parlando dell’iniziativa allo studio a San Donà di Piave. Il riferimento, spiega, è alla necessità di garantire il riconoscimento dell’identità quando questo sia previsto dalla legge o risulti indispensabile per l’accesso a determinati servizi. «Non è un approccio assolutamente ideologico, non è un approccio discriminatorio, è un approccio per confermare ciò che di fatto è già previsto dalla legge».

Il punto non riguarda quindi il semplice fatto di indossare un velo o un particolare abito per motivi religiosi o culturali, ma le situazioni nelle quali il volto deve necessariamente essere riconoscibile. «Dove è necessario e si ritiene opportuno, proprio per obblighi di legge, il riconoscimento del volto deve essere reso possibile. Va ovviamente verificato il volto, che deve corrispondere a chi fa richiesta di accesso al servizio attraverso il proprio documento o la propria identità». Una distinzione che viene posta anche rispetto alla libertà individuale. Il fatto che una donna scelga autonomamente di indossare il niqab, osserva Baldan, è una questione diversa rispetto all’eventuale necessità di scoprirsi il volto quando si entra in un luogo nel quale è richiesta l’identificazione. Il tema si intreccia con il provvedimento del governo sulla scuola, che ha riacceso il confronto anche sulla presenza degli studenti stranieri e sulle modalità di integrazione scolastica. Baldan respinge però l’idea che le nuove misure

Matteo Baldan

possano essere lette semplicemente come iniziative legate alla prossimità delle elezioni. Lo sguardo si sposta poi sulle prossime elezioni politiche e sulle possibili candidature di esponenti della politica regionale. L’ipotesi che alcuni consiglieri

o assessori possano lasciare il Veneto per approdare a Roma non sorprende Baldan. «È normalissimo, è una cosa che credo sia abbastanza naturale e capita ogni qualvolta ci sono le elezioni politiche», commenta. E aggiunge: «Chi è fresco, diciamo così, di preferenze, può

essere considerato un buon candidato». Un passaggio che porta direttamente al nuovo sistema elettorale e al ritorno delle preferenze, tema sul quale il confronto politico non è mancato. Baldan difende l’impianto della nuova legge: «Secondo me ne è uscita una legge elettorale equilibrata, dove esiste la preferenza e dove è presente anche il capolista che di fatto rappresenta il partito». Il valore delle preferenze, per il consigliere, è soprattutto nella possibilità di lasciare agli elettori una scelta diretta. «Danno possibilità a chi vota di scegliere in modo esplicito da chi farsi rappresentare», sottolinea. E proprio questa scelta, aggiunge, attribuisce una responsabilità ulteriore a chi viene eletto: «Chi viene votato ha un ulteriore peso di responsabilità verso i cittadini». Sul tema Baldan parla anche di «molta strumentalizzazione e molta disinformazione», contestando le critiche arrivate da chi ha scelto di non votare la nuova legge elettorale. • (R.R.)

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Fumetti per ragazzi. Apostolidis: “Vogliamo offrire ai giovani storie d’avventura con uno spessore culturale e una profondità di pensiero”

“NON È SEMPLICE ENTERTAINMENT, LA MITOLOGIA GRECA CI PARLA DI NOI” E manuele Apostolidis torna in libreria con un nuovo fumetto per ragazzi che continua il successo di Archeo Tales. Lo sceneggiatore veneto, nato a Schio ma da anni ormai “padovano”, ha infatti da poco pubblicato “Il mito di Narciso. Archeo Tales Vol. 2”, con la collaborazione scientifica di Francesco Bellu e con le splendide tavole di Rebecca Spagnesi. Ho approfittato dell’occasione per scambiare due

chiacchiere con Apostolidis che ormai è diventato un nome di riferimento nel mondo del fumetto per ragazzi, grazie a una serie di pubblicazioni di successo che riescono ad unire alla perfezione l’intrattenimento con l’aspetto più educativo della lettura. Come mai hai scelto proprio il mito di Narciso come punto di partenza per questa seconda avventura di Archeo Tales?

Il mito di Narciso era l’occasione perfetta per introdurre il tema di una società in cui l’apparire è diventato essenziale e in cui la perfezione sembra essere una condizione necessaria. I grandi temi del mito siano ancora attuali: nel mondo di Archeo Tales, che rispecchia da vicino il nostro, volevamo far riflettere su come l’ossessione per l’immagine possa diventare una forma di controllo, trasformando una figura classica come

prime armi con la lettura, che lo vivranno come una bellissima storia d’avventura pur non conoscendo ancora i miti o gli dèi greci; i lettori più grandi, invece, vi troveranno continui riferimenti a ciò che studiano a scuola e saranno stimolati (si spera) ad approfondire altri racconti. Questo fumetto nasce dal lavoro di tre autori. Come funziona il vostro lavoro di squadra? Il nostro è un lavoro di grande sinergia

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La copertina di “Il mito di Narciso”

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Narciso in un’icona moderna del culto dell’apparenza. Quanto vi interessa restare fedeli al mito originale e quanto, invece, vi divertite a “smontarlo”? Per noi era fondamentale ricostruire il mito per catturare l’attenzione dei giovani lettori. Archeo Tales non vuole essere una serie didascalica ma un’opera che stimola la curiosità, ritenendola il vero motore della conoscenza. A questo proposito, le schede scritte da Francesco Bellu - archeologo e consulente scientifico della serie - servono proprio a nutrire e approfondire questo interesse. Archeo Tales si rivolge a lettori molto giovani. Come si raccontano miti spesso complessi, violenti o ambigui ai bambini senza impoverirli? Credo sia importante offrire ai giovani storie d’avventura che mantengano uno spessore culturale e una reale profondità di pensiero. Non bisogna semplificarle troppo né renderle eccessivamente complicate. Le più grandi storie per l’infanzia possiedono diversi livelli di lettura che possono essere colti a età differenti: Archeo Tales è adatto ai bambini alle

Emanuele Apostolidis

in cui la narrazione e la parte grafica si intrecciano fin dalle prime fasi di sviluppo. È un processo corale in cui la costruzione del mondo fantasy e dei personaggi dialoga con la parte di scientifica gestita da Francesco Bellu. Anche il rapporto con la disegnatrice Rebecca è costante e presente fin dall’inizio perché non è facile dare vita e forma grafica a un mondo come quello di Archeo Tales, ma Rebecca ci è riuscita perfettamente. Sono davvero felice di aver lavorato con questo team creativo che, posso già anticiparlo, sarà lo stesso anche per il terzo volume. Narciso è un mito che può essere letto anche attraverso selfie, social network e culto dell’immagine. Quanto del presente avete voluto far entrare nel personaggio e nella storia? Moltissimo. Archeo Tales è ambientato in un mondo fantasy in cui l’archeologia è vietata: un universo in cui i Titani cercano di controllare la società attraverso la tecnologia. È un mondo molto simile al nostro, di cui riconosciamo tratti distintivi come telefonini e selfie, ma dove magia e scienza si uniscono per

liberare il passato. La nostra memoria storica non è un elemento statico, bensì l’unica fonte in grado di ridare equilibrio al tutto e aiutarci a costruire un futuro migliore. I miti greci sono perfetti per raccontare il nostro mondo perché nelle loro storie sono state anticipate incredibilmente tutte le grandi tematiche del mondo attuale. L’Odissea di Nolan è stata un evento epocale nel mondo del cinema, pensi che abbia cambiato il modo di raccontare o percepire la mitologia? Tra l’altro, ti è piaciuto il film? Il film di Nolan si rivolge a un tipo di pubblico diverso rispetto al nostro, tuttavia spero davvero che abbia contribuito a riportare al centro dell’attenzione la mitologia e l’intramontabile fascino dei miti greci. In ogni caso personalmente mi è piaciuto tantissimo, ma sono un fan di Nolan da sempre. Tu da sempre fai tantissime presentazioni e laboratori di fumetto con i bambini: come ti trovi con gli eventi dal vivo? C’è vita oltre al tablet e allo smartphone anche per i più piccoli? Assolutamente sì. Credo che i bambini abbiano la necessità di tornare a immaginare e a riscoprire la bellezza di perdersi all’interno di una storia e di un’avventura. Quando tengo i laboratori dal vivo, cerco di stimolarli attraverso oggetti e reperti archeologici per guidarli nell’immaginare il passato: vedere quanto questo approccio li affascini ogni volta è la prova che c’è ancora un grandissimo spazio per la fantasia. Credo inoltre che il fumetto ha bisogno di ritrovare i lettori partendo proprio dai più giovani che sono ancora molto affascinati dalle immagini e dal disegno. Bisogna però essere in grado di parlare con il loro linguaggio, cercare di affascinarli e stimolarli. In questo modo non c’è schermo che possa battere la magia delle storie e del disegno. • Giacomo Brunoro

• Chi è Giacomo Brunoro Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.


DESPAR

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Despar, Eurospar, Interspar. Prezzi più leggeri per la spesa di tutti i giorni

CON “PREZZI PIUMA” 2.000 PRODOTTI DIVENTANO PIÙ CONVENIENTI Prezzi monitorati e aggiornati periodicamente sul mercato: Despar Nord rafforza la propria strategia sulla convenienza, affiancando “Prezzi Piuma” all’ampia offerta dei prodotti a marchio

F

are la spesa, oggi, significa sempre più spesso fare attenzione al prezzo. Si confrontano le alternative, si valutano marche e formati, si controlla il totale alla cassa e si cerca di mantenere il carrello entro un budget prestabilito. In un contesto economico segnato dall’aumento del costo della vita e da una crescente attenzione delle famiglie alla gestione della spesa quotidiana, anche le abitudini di acquisto sono cambiate. È in questo scenario che Despar Nord ha introdotto “Prezzi Piuma”, un progetto che coinvolge 2.000 prodotti e segna un’evoluzione importante nella strategia di convenienza dell’azienda. L’obiettivo è chiaro: rendere più conveniente la spesa di tutti i giorni, andando oltre la tradizionale logica delle promozioni a tempo e lavorando in maniera strutturale sul posizionamento dei prezzi. La principale novità è proprio questa: per le referenze coinvolte, il cliente può trovare un prezzo conveniente in modo continuativo, senza dover aspettare il volantino o concentrare gli acquisti nel periodo in cui un determinato prodotto è in promozione. Ma “Prezzi Piuma” non è un intervento una tantum. Alla base del progetto c’è infatti un sistema dinamico di monitoraggio del mercato: Despar Nord effettuerà periodicamente rilevazioni dei prezzi praticati dai principali competitor e, sulla base dei risultati, potrà intervenire sul prezzo delle referenze coinvolte. Un meccanismo che permette di adattare nel tempo il posizionamento dei 2.000 prodotti, con l’obiettivo di mantenere costante l’attenzione alla convenienza anche al variare delle condizioni di mercato. È questo uno degli elementi più innovativi dell’iniziativa: la convenienza non viene definita una volta per tutte, ma verificata e aggiornata periodicamente. Un approccio che fa di “Prezzi Piuma” non una semplice iniziativa commer-

ciale, ma una vera e propria strategia di posizionamento, pensata per rendere la convenienza un elemento sempre più stabile e riconoscibile dell’esperienza di spesa. Il progetto nasce in un momento in cui il potere d’acquisto rimane un tema particolarmente attuale. Negli ultimi anni l’inflazione e i rincari hanno modificato le abitudini dei consumatori, rendendoli più attenti al rapporto tra prezzo e qualità e più consapevoli nelle proprie scelte. “Prezzi Piuma” si concentra per questo sui prodotti che più frequentemente finiscono nel carrello. Le 2.000 referenze sono state individuate tra quelle maggiormente acquistate dai clienti e all’interno delle categorie che incidono maggiormente sulla spesa quotidiana. Il paniere comprende numerosi prodotti di marca, conosciuti e apprezzati dai consumatori: l’obiettivo non è quindi semplicemente proporre prezzi più bassi, ma rendere più conveniente l’acquisto di prodotti che fanno già parte delle abitudini delle famiglie, mantenendo qualità e possibilità di scelta. Una strategia che si affianca a un altro importante strumento attraverso cui Despar Nord lavora da tempo per offrire qualità e convenienza a diverse fasce di spesa: i prodotti a marchio. Un assortimento ampio e trasversale, sviluppato per offrire ai clienti la possibilità di scegliere in base alle proprie esigenze, preferenze e disponibilità di spesa, senza rinunciare alla qualità. La proposta a marchio di Despar Nord comprende infatti soluzioni capaci di rispondere a bisogni molto diversi: dalle eccellenze gastronomiche della linea Despar Premium ai prodotti per la spesa quotidiana, fino a S-BUDGET, la linea primo prezzo dedicata a chi ricerca una convenienza ancora più marcata. A queste si affiancano linee sviluppate per rispondere a specifici stili di vita ed esigenze alimentari,

La spesa più leggera

Non aspettare l’offerta!

2000

Fino a prodotti ogni giorno convenienti ampliando ulteriormente le possibilità di scelta all’interno del punto vendita. “Prezzi Piuma” e prodotto a marchio rappresentano così due leve complementari di una stessa strategia di convenienza: da un lato rendere più convenienti 2.000 prodotti, monitorandone periodicamente – su base mensile - il posizionamento sul mercato; dall’altro offrire attraverso la private label un ventaglio di alternative capace di rispondere a disponibilità di spesa, preferenze ed esigenze alimentari differenti.

Per Despar Nord, infatti, convenienza e qualità non sono elementi alternativi. L’obiettivo è rendere la spesa accessibile a un pubblico il più ampio possibile, offrendo a ciascun cliente la libertà di trovare il proprio equilibrio tra prezzo, qualità, preferenze ed esigenze personali. Cambia così anche il modo di intendere la convenienza: non soltanto un’occasione legata a una promozione, ma un impegno continuativo sul prezzo, capace di accompagnare la spesa abituale e di evolvere insieme al mercato.

Il progetto è partito a settembre da alcuni punti vendita Interspar del Veneto e nel corso del mese sarà esteso anche ai punti vendita Despar ed Eurospar, arrivando così a coinvolgere l’intera rete di vendita diretta Despar Nord presente in regione. Un percorso che, insieme alla continua evoluzione dell’offerta a marchio Despar, rafforza una strategia di convenienza sempre più strutturata, con l’obiettivo di offrire qualità, scelta e accessibilità e rispondere alle diverse esigenze di chi ogni giorno fa la spesa.


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DESPAR

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Solidarietà. La spesa diventa un aiuto per le scuole grazie ai buoni raccolti dalle famiglie

STICKERMANIA E SCUOLAFACENDO: DA DESPAR LA SPESA SOSTIENE LE SCUOLE

È

iniziata con il ritorno a scuola anche la nuova edizione di Stickermania, la raccolta di figurine che ogni anno coinvolge bambini e famiglie nei punti vendita Despar, Eurospar e Interspar aderenti. Quest’anno, come già nelle precedenti edizioni, insieme alle figurine c’è anche un’occasione per dare un aiuto concreto alle scuole del territorio attraverso Scuolafacendo. Le due iniziative proseguiranno fino al 18 ottobre. Stickermania, una nuova avventura da collezionare Per Stickermania 2026 la storia riparte con “Il segreto dell’amuleto luminoso”. Protagonisti sono ancora Oskar e Bo, questa volta alle prese con un viaggio nella mitologia nordica, sulle tracce dei Vichinghi e di un misterioso amuleto. La collezione è composta da 200 figurine. Il meccanismo è legato alla spesa: ogni 10 euro di spesa effettuata nei punti vendita aderenti si riceverà a una bustina di figurine. Per completare più rapidamente l’album è possibile acquistare anche pacchetti aggiuntivi di colore blu al prezzo di 50 centesimi. Inoltre, ogni 10 euro di spesa e l’acquisto di due prodotti sponsor si riceverà una bustina aggiuntiva di colore verde. I prodotti coinvolti sono segnalati direttamente nei punti vendita. Ma la raccolta non si ferma all’album. Stickermania è anche un progetto educativo che, attraverso il gioco e la condivisione, porta con sé valori come il rispetto, l’inclusione e la valorizzazione delle differenze, rafforzati dal legame con Scuolafacendo, l’iniziativa di Despar a sostegno delle scuole del territorio. Scuolafacendo, i buoni diventano materiali per le scuole Ogni bustina di figurine Stickermania contiene

anche un Buono Scuolafacendo. Il cliente potrà consegnarlo direttamente alla scuola che desidera sostenere oppure caricarlo online, attraverso il sito del progetto o l’app dedicata. I buoni potranno essere raccolti e destinati agli istituti fino al 7 febbraio 2027. Per le scuole, i buoni rappresentano la possibilità di ottenere materiali e attrezzature utili alle attività quotidiane. Gli istituti aderenti potranno scegliere dal catalogo dell’iniziativa prodotti per la didattica, strumenti per l’inclusione, attrezzature per le attività motorie e dotazioni tecnologiche. L’iniziativa è rivolta alle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo e secondo grado, pubbliche e paritarie, presenti nei territori in cui opera Despar Nord. Per partecipare è necessaria la registrazione al progetto. Nella scorsa edizione sono stati destinati oltre 460 mila euro in materiali e attrezzature a più di 2.000 scuole. Un risultato che racconta anche il valore di una partecipazione semplice e quotidiana: quella di famiglie e clienti che, attraverso la spesa, possono contribuire a rendere più ricchi e attrezzati gli spazi in cui ogni giorno bambini e ragazzi imparano, crescono e stanno insieme.

Dal 14 settembre al 18 ottobre 2026

ALBUM E FIGURINE DA COLLEZIONARE!!

Stickermania Tour in Veneto Gli appuntamenti nei punti vendita per scambiare le figurine

Scuole in movimento con il contest educativo “Diamoci una mossa!”

a raccolta Stickermania fa tappa anche nei punti vendita con alcuni appuntamenti dedicati allo scambio delle figurine. Durante i pomeriggi dello Stickermania Tour, bambini e famiglie potranno incontrarsi per scambiarsi le figurine e completare più facilmente la propria collezione. Ad accompagnare gli appuntamenti ci saranno una merenda con succhi di frutta e merendine per i più piccoli e alcuni gadget a marchio Stickermania, tra cui cappellini e palloncini.

orna, insieme a Scuolafacendo, il contest creativo “Diamoci una mossa!” realizzato in collaborazione con Le Buone Abitudini, il progetto educativo gratuito di Despar che nel 2026 festeggia vent’anni di attività al fianco delle scuole. Il tema scelto per questa edizione è il movimento, raccontato dagli studenti attraverso disegni e racconti non solo come attività sportiva, ma anche come gioco, esperienza quotidiana, espressione personale e occasione di incontro. Il contest è aperto alle scuole iscritte a Scuolafacendo, che potranno caricare gli elaborati delle classi entro il 15 novembre 2026. Ogni plesso che presenterà almeno un lavoro valido riceverà 100 Buoni Scuola. Per i dieci elaborati selezionati dalla giuria sono invece previsti 3.000 Buoni Scuola ciascuno, che potranno essere utilizzati per arricchire la dotazione didattica dell’istituto. Una giuria di esperti valuterà gli elaborati, considerando in particolare originalità, efficacia del messaggio educativo e capacità di raccontare il movimento come esperienza quotidiana, inclusiva e condivisa. Il regolamento completo è disponibile sul sito di Scuolafacendo, nella sezione dedicata al contest.

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Gli appuntamenti in Veneto: 3 OTTOBRE: Interspar di Rovigo (RO) - viale Porta Po, 85 4 OTTOBRE: Interspar di Castelfranco Veneto (TV) - via dei Carpani Interspar di Bassano del Grappa (VI) - via Capitelvecchio, 88 10 OTTOBRE: Eurospar di Schio (VI) - via Lago Trasimeno, 11 Interspar di Sarmeola di Rubano (PD) - via della Provvidenza, 1 18 OTTOBRE: Interspar di Albignasego (PD) - via Verga, 1

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on-line: www.lapiazzaweb.it •Rubriche •Salute

Ulss 3, al via la campagna vaccinale con tre novità

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aggiungere le persone più fragili prima che si ammalino, portando la prevenzione nei luoghi in cui vengono assistite. È l’obiettivo della campagna di immunizzazione dell’Ulss 3 Serenissima contro influenza, Covid-19 e virus respiratorio sinciziale (VRS). La rete coinvolge ospedali, medici, pediatri, farmacie e servizi territoriali. «Con l’immunizzazione occorre arrivare prima delle malattie», spiega la direttrice sanitaria Chiara Bovo. «Spesso queste patologie vengono sottovalutate con il pensiero di stare a casa qualche giorno, ma non è così: si può arrivare anche a un eccesso di mortalità». La protezione, sottolinea, è fondamentale per scongiurare le forme gravi e tutelare i cittadini più vulnerabili. Tre le novità principali. La prima riguarda la presa in carico attiva: medici e servizi individueranno le persone a rischio, senza attendere che siano loro a chiedere la vaccinazione. Per gli

over 60 dimessi dagli ospedali, l’indicazione alla vaccinazione antinfluenzale sarà inserita nella documentazione di dimissione. Saranno coinvolti anche i caregiver. La seconda novità è il ruolo delle Case della Comunità. Il 7 novembre, in occasione del Vax Day regionale, ospiteranno sedute vaccinali straordinarie insieme alle sedi del Dipartimento di Prevenzione. Sono previsti accesso libero o prenotazione semplificata. Il terzo elemento è la collaborazione strutturata con l’Assistenza domiciliare integrata (ADI). Gli infermieri territoriali vaccineranno direttamente a casa i pazienti non autosufficienti e complessi inseriti nel percorso assistenziale. In particolare, saranno coinvolti gli assistiti con più di 50 anni che abbiano già ricevuto vaccinazioni. «Per rendere operativa e fluida questa sinergia fin dal primo giorno», spiega Vittorio Selle, direttore del Dipartimento di Prevenzione,

«abbiamo avviato un percorso di formazione e collaborazione, incontrando già tutti i gruppi di lavoro e gli attori della rete assistenziale». La partenza è scaglionata. Dal 5 ottobre sono coinvolti i pediatri di libera scelta, per l’antinfluenzale alla popolazione pediatrica, e le strutture residenziali, per anziani e persone non autosufficienti. Seguiranno gli ospedali, con vaccinazioni alla dimissione o inviti successivi, e le cure domiciliari. Dal 19 ottobre la campagna si estenderà a medici di medicina generale, farmacie aderenti e ambulatori vaccinali dell’Ulss 3. La campagna riguarda anche gli operatori. «L’Ulss 3 Serenissima considera prioritario il coinvolgimento e la protezione del personale sanitario e sociosanitario», afferma Bovo. Le somministrazioni saranno proposte sul luogo di lavoro, nei reparti e nei distretti, con sedute dedicate anche nelle sedi aziendali. Priorità agli

operatori fragili o che assistono una persona fragile. Il vaccino antinfluenzale per la stagione 20262027 è trivalente e può essere somministrato nella stessa seduta di quello contro il Covid-19. Per gli ambulatori del Dipartimento di Prevenzione si prenota sul portale prenotavaccino.regione.veneto.it. Per il VRS, responsabile anche della bronchiolite nei più piccoli, i bambini nati tra aprile e settembre saranno immunizzati attraverso i pediatri; quelli nati successivamente nei punti nascita ospedalieri. La regia è del Servizio Igiene e Sanità Pubblica, che monitorerà somministrazioni, scorte e coperture. I dati del 2025 indicano una copertura del 39,8% tra i fragili e del 59,9% nell’ADI. Tra gli over 80 si raggiunge il 60,4%, mentre nella popolazione pediatrica il dato è del 19,2%. Madeleine Palpella

Screening per la cardiomiopatia ipertrofica: 150 persone esaminate, 51 positive

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Chioggia la prevenzione della cardiomiopatia ipertrofica passa da un percorso che, in cinque anni, ha permesso di sottoporre a screening circa 150 persone. Cinquantuno sono risultate positive e una ventina di famiglie è stata coinvolta negli accertamenti. In due casi, la valutazione del rischio ha portato all’impianto di un defibrillatore cardiaco, per proteggere i pazienti da aritmie ventricolari potenzialmente fatali. Il programma è stato avviato nel 2020 su iniziativa del primario di Cardiologia dell’ospedale di Chioggia, Roberto Valle. Dopo una prima fase sperimentale sostenuta dal Lions Club clodiense, il progetto è stato sviluppato e portato avanti dalle specialiste Michela Bevilacqua ed Elisabetta Garelli. La prima si è occupata della presa in carico clinica, della valutazione dei pazienti, della ricostruzione della familiarità e dello screening genetico, mentre la seconda ha seguito la parte ecocardiografica. La cardiomiopatia ipertrofica è la più comune tra le cardiomiopatie ereditarie e interessa, secondo Valle, circa una persona ogni 500. L’obiettivo del percorso avvia-

to a Chioggia è stato quello di non limitarsi ai pazienti già diagnosticati o con sintomi, ma di individuare attivamente la malattia e i fattori di rischio tra le persone che arrivano in Cardiologia per qualsiasi motivo. Quando emerge il sospetto di cardiomiopatia ipertrofica, il percorso prevede elettrocardiogramma, ecocardiogramma, risonanza magnetica cardiaca e test genetico. In caso di positività, gli accertamenti vengono estesi ai familiari, proprio per la componente ereditaria della patologia. Genetica, storia familiare e valutazione clinica vengono quindi integrate per definire con maggiore precisione il rischio individuale. Quando necessario, vengono eseguiti anche Holter, test da sforzo e ulteriori esami di risonanza. I risultati raggiunti in questi cinque anni mostrano la dimensione del lavoro svolto: circa 150 persone sottoposte a screening, 51 positività rilevate e una ventina di nuclei familiari studiati. Il coinvolgimento dei parenti ha permesso di estendere progressivamente la prevenzione dal singolo paziente alle persone potenzialmente esposte allo stesso rischio. Nei due

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Orari:in daltutto lunedì alilvenerdì orario continuato Ascoltaci Veneto in auto8:30-19:30 sul / Sabato 8:30-12:30 15:30-19:30 Via San Marco, 629 · 30015 Sottomarina (Ve) Tel. 041 400 066 cell 338 387 35 02 - farmacialmaresas@gmail.com

casi considerati a maggiore rischio, il percorso diagnostico ha portato all’impianto di un defibrillatore cardiaco. Essere positivi al test genetico, sottolinea Valle, non significa necessariamente avere già una malattia clinicamente manifesta. La cardiomiopatia ipertrofica può infatti presentarsi in maniera diversa anche tra componenti della stessa famiglia. Individuare in anticipo le persone a rischio consente quindi di programmare controlli e approfondimenti prima che possano comparire complicanze. Per il direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima, Massimo Zuin, il valore del progetto non è legato soltanto al numero di persone individuate attraverso lo screening, ma alla possibilità di costruire una rete di prevenzione intorno ai pazienti e alle loro famiglie. A Chioggia, secondo Zuin, un’intuizione clinica è stata trasformata in un percorso stabile: non attendere che la malattia si manifesti, ma cercare il rischio in anticipo e organizzare una sorveglianza mirata. Paola Bigon

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30 Il progetto. Al via il cantiere della nuova sede del servizio per le dipendenze dell’Ulss3

Mirano, dopo trent’anni il nuovo SerD prende forma

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Direttore Sanitario: Dott. Mario Bortolato - Autorizzazione n. 990 del 10/01/2023

Poliambulatorio

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Una scelta che punta a rendere più semplici gli accessi e più funzionale la distribuzione degli spazi. Sul tetto piano saranno installati anche pannelli fotovoltaici, destinati a contribuire al contenimento dei consumi energetici. Ma il vero salto di qualità sarà soprattutto all’interno. La struttura comprenderà una zona per l’accettazione e l’attesa, una sala polivalente destinata alle attività comuni, sette ambulatori per medici, psicologi e assistenti sociali, oltre agli studi degli operatori e ai locali di servizio. Per Laura Suardi, responsabile del SerD dell’Ulss 3, il nuovo edificio rappresenta proprio questo: un passaggio necessario non soltanto dal punto di vista logistico, ma anche sul piano della qualità dell’assistenza. In un ambito nel quale lo stigma sociale legato alle dipendenze rimane ancora forte, anche il luogo in cui una persona viene accolta può avere un peso nel percorso di presa in carico. Il nuovo SerD si inserisce così nel più ampio processo di rafforzamento e riorganizzazione della sanità territoriale. Un aspetto sottolineato anche dal consigliere regionale Matteo Baldan, presente al sopralluogo insieme al direttore dei Servizi sociosanitari Antonio Maritati, al sindaco di Mirano Tiziano Baggio, al presidente della Conferenza dei Sindaci Andrea Martellato e al consigliere regionale Alessio Morosin. Riccardo Musacco

Incontinenza, all’ospedale di Chioggia nasce l’ambulatorio del pavimento pelvico

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opo trent’anni di attesa a Mirano prende forma la nuova sede del SerD, il Servizio per le dipendenze dell’Ulss 3 Serenissima, destinato a sostituire gli spazi ormai insufficienti e inadeguati dell’attuale struttura. Un intervento atteso da tempo e che mette sul piatto un investimento vicino ai due milioni di euro, con una nuova costruzione di oltre 500 metri quadrati pensata per migliorare non soltanto le condizioni di lavoro degli operatori, ma soprattutto l’accoglienza delle persone che si rivolgono al servizio. Il progetto prevede la demolizione dell’edificio oggi inutilizzato, situato nell’area vicina all’attuale SerD e all’ospedale cittadino, e la realizzazione di una struttura completamente nuova. Il cronoprogramma indica 240 giorni di lavori, con l’obiettivo di arrivare alla conclusione dell’intervento nella primavera del 2027. A dare il via al cantiere è stato il direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima Massimo Zuin, insieme agli operatori e alle autorità del territorio. Un passaggio che segna concretamente l’avvio di un progetto che per anni è rimasto tra le esigenze della sanità miranese. La nuova sede sarà sviluppata su un unico piano, con una pianta trapezoidale e ambienti progettati senza barriere architettoniche.

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erdita involontaria di urina, bisogno improvviso di andare in bagno, dolore o senso di pressione nella zona pelvica: sono sintomi che possono indicare una disfunzione del pavimento pelvico, disturbo che spesso viene trascurato o nascosto. All’ospedale di Chioggia nasce ora un percorso dedicato per accompagnare i pazienti nella diagnosi e nella cura. Il nuovo ambulatorio del pavimento pelvico coinvolge sei équipe specialistiche: Urologia, Ostetricia e Ginecologia, Chirurgia, Medicina Fisica e Riabilitazione, Radiologia e Psichiatria. «I disturbi del pavimento pelvico sono molto più comuni di quanto si pensi», spiega la direttrice sanitaria dell’Ulss 3 Serenissima, Chiara Bovo. Si tratta, sottolinea, di condizioni che «possono essere prevenute, diagnosticate e trattate con successo nella maggior parte dei casi». Il nuovo servizio prevede una presa in carico integrata. Dopo la valutazione del medico di famiglia, dello specialista o dei servizi territoriali, il paziente può accedere al percorso attraverso un’impegnativa con un codice specifico. Un case manager, preferibilmente infermieristico, avrà il compito di coordinare il percorso: dal triage alla programmazione degli appuntamenti,

dagli esami necessari al confronto tra specialisti, fino al follow-up. «Questa modalità di presa in carico – sottolinea il direttore generale dell’Ulss 3, Massimo Zuin – costituisce l’elemento organizzativo più importante per trasformare una semplice collaborazione tra specialisti in un vero ambulatorio multidisciplinare». I casi più semplici potranno essere gestiti nelle prime fasi del percorso, mentre quelli più complessi saranno indirizzati alla valutazione multidisciplinare. Per ogni paziente verrà quindi definito un piano assistenziale e terapeutico personalizzato. I disturbi del pavimento pelvico sono più frequenti nelle donne, ma possono interessare anche gli uomini. Tra i fattori di rischio

ci sono invecchiamento, gravidanza e parto, menopausa, sovrappeso e obesità, stitichezza cronica, sforzi fisici ripetuti, interventi chirurgici nella zona pelvica e alcune patologie neurologiche. Il pavimento pelvico è formato da muscoli, legamenti e tessuti che sostengono vescica, utero e retto e contribuiscono al controllo della minzione, della defecazione e della funzione sessuale. Per questo, sottolinea l’Ulss 3, i sintomi non devono essere considerati necessariamente una conseguenza inevitabile dell’età o di eventi come gravidanza e parto. Una valutazione precoce può consentire di intervenire con trattamenti meno invasivi. Paola Bigon


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Leah con sua mamma Shanitah, Uganda.

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Leah può tornare a vedere, anche grazie al tuo testamento. Per migliaia di bambini, una cura è possibile, ma resta solo un’attesa. Leah è cieca a causa della cataratta e un intervento può restituirle la vista. Per operarla, però, serve una sala operatoria che oggi non c’è. Con una donazione nel tuo testamento a CBM Italia puoi contribuire a costruire gli spazi, fornire le attrezzature e creare le condizioni necessarie per rendere possibile l’intervento. Il tuo gesto può trasformare un’attesa in una cura concreta, e restituire la vista a tanti bambini come Leah nei Paesi del Sud del mondo.

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