Incidente mortale furgone di braccianti precipita in un canale, tra le vittime tre morti
Modello veneto: funziona davvero?
Con i cordoni della borsa ormai stretti dal bilancio approvato, il Consiglio Regionale del Veneto si è trasformato in un palcoscenico di scontri verbali che vanno ben oltre la semplice contabilità. È una sfida di visioni, un “botta e risposta” continuo che vede la maggioranza difendere il modello veneto e le opposizioni tentare di scardinarlo pezzo dopo pezzo. Il primo vero scontro frontale riguarda la mobilità. Carlo Cunegato, dalle file di Alleanza Verdi e Sinistra, ha scosso l’aula con un attacco durissimo: “Presidente, mentre nel resto del mondo si corre verso il futuro, nel vicentino siamo fermi a treni a gasolio che sembrano reperti archeologici. Pagare abbonamenti esorbitanti per servizi da terzo mondo è un insulto ai lavoratori”.
Non si è fatta attendere la replica dai banchi della Lega e della Civica Zaia, che hanno risposto piccati: “Non abbiamo la bacchetta magica per elettrificare migliaia di chilometri in una notte, gli investimenti sono programmati e servono tempi tecnici, non slogan”. Ma è stato Giovanni Manildo del Partito Democratico a rincarare la dose, spostando l’asse sul sociale: “I tempi tecnici non sfamano le famiglie.
Con 25 milioni, briciole rispetto ai 19 miliardi totali, potremmo dare trasporti gratuiti agli studenti. Non farlo è una scelta politica deliberata contro i giovani”.
Il Veneto vuole l’autonomia energetica, Bitonci: “Lavoriamo sulle concessioni”
SICUREZZA URBANA, UNA CHIMERA FRA AZIONE E PREVENZIONE
Trattamento della sordità, all’Ulss 3 zero attese e richieste da tutta Italia
SOCIALE, WELFARE, PIANO CASA E GIOVANI,
LA GRAZIA, I DUBBI E LE TRAPPOLE
• Nicola Stievano
Nel suo ultimo film, La grazia, Paolo Sorrentino ci consegna l’immagine di un Capo dello Stato che abita la «bellezza del dubbio». Così nelle sale austere e silenziose del Quirinale la burocrazia non è il mostro che tutti denunciamo, ma un argine saggio, un tempo sospeso di riflessione. “La burocrazia, tutti la detestano - a erma il presidente del film - perché è lenta ma serve proprio a questo: a non prendere decisioni a rettate”.
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d’interni, vendita di arredi e realizzazione di soluzioni “chiavi in mano”, seguendo il cliente in ogni fase del progetto.
Il nuovo percorso amplia questa visione, introducendo soluzioni innovative capaci di migliorare non solo l’estetica e la funzionalità degli spazi, ma anche la qualità della vita quotidiana
Tra queste, i sistemi radianti Sunshower, integrabili all’interno della doccia, progettati per favorire il benessere muscolare e articolare, nonchè stimolare la produzione di vitamina D, trasformando un gesto quotidiano in un momento rigenerante.
A completare il tutto, un team di professionisti che a anca il cliente nella realizzazione di spazi su misura, progettati per rispondere alle esigenze di chi li vive ogni giorno.
TRAGEDIA A CA’ LINO, TRE OPERAI DECEDUTI
Tre persone hanno perso la vita all’alba del 9 maggio in un incidente stradale avvenuto nel territorio di Chioggia. Un furgone con a bordo otto lavoratori agricoli è finito in un canale dopo aver sfondato un muretto di protezione. Secondo una prima ricostruzione ancora al vaglio della polizia locale, il mezzo avrebbe perso il controllo lungo una strada di campagna caratterizzata da diverse curve e dalla presenza delle chiuse del Consorzio di bonifica. “Non è una strada pericolosa in senso stretto – ha spiegato il sindaco Mauro Armelao sul posto – ma ci sono delle curve legate alle infrastrutture idrauliche del territorio. Probabilmente chi era alla guida non conosceva bene la zona oppure è arrivato troppo veloce o distratto”. Dopo l’impatto, il furgone ha sfondato il muretto laterale ed è precipitato nel canale. “Tre persone hanno perso la vita – ha confermato Armelao – e si tratta di cittadini stranieri, di origine marocchina, che lavoravano nei campi”. Il primo cittadino ha sottolineato come la priorità, nelle ore immediatamente successive all’incidente, sia stata anche la messa in sicurezza dell’area. “Stamattina (il 9 maggio, ndr) ero qui soprattutto per verificare la sicurezza del tratto di strada e impedire ulteriori rischi”. I lavoratori coinvolti sarebbero impiegati nel settore agricolo stagionale, impegnati nella raccolta del radicchio, attività tipica del periodo nella zona. “Erano operai che si spostavano insieme per lavoro nei campi”, ha aggiunto il sindaco. Oltre ai soccorsi e alle indagini sulla dinamica, si è reso necessario anche un intervento ambientale. Il Consorzio di bonifica è stato infatti allertato per evitare il rischio di inquinamento del corso d’acqua: il carburante fuoriuscito dal mezzo potrebbe compromettere l’ecosistema e le acque utilizzate per l’irrigazione agricola.
“Abbiamo chiesto di intervenire subito per il disinquinamento – ha concluso Armelao – perché l’acqua viene poi utilizzata per irrigare i campi. È fondamentale evitare ulteriori danni ambientali”.
Si spostavano per lavoro nei campi, proclamato il lutto cittadino
LA GRAZIA, I DUBBI E LE TRAPPOLE
Peccato che, uscendo dalla sala e tornando alla cronaca, il dubbio si trasformi in sospetto e la saggezza della procedura in una fretta che lascia storditi.
Il caso della grazia concessa a Nicole Minetti per ragioni umanitarie somiglia a un copione scritto male, dove la nobile “cura estrema dello Stato” inciampa su un nome che evoca i fantasmi di una stagione politica che è ancora lontana dall’essere archiviata e che continua a maturare i suoi frutti avvelenati. Perché tanta urgenza?
Perché quel velo di riservatezza che oggi, alla luce delle inchieste giornalistiche, appare anziché come la doverosa tutela verso un minore come piuttosto un maldestro tentativo di tenere sotto traccia una vicenda esplosiva?
A squarciare l’esile velo del silenzio è un’inchiesta giornalistica che prima rende pubblico il provvedimento firmato dal Presidente della Repubblica e in seguito ne svela i tanti lati oscuri, dagli intrighi in Venezuela in cui a farne le spese sono proprio dei bambini indifesi, alle visite fantasma in ospedali italiani che si a rettano a smentire contatti o consulenze. Se queste fondamenta crollano, non siamo più di fronte a una scelta politica discutibile o ad una decisione che può sembrare superficiale ma a un vero e proprio corto circuito istituzionale. Nel caos che ne è seguito finisce anche il rimpallo delle reciproche respons-
abilità. Il Quirinale non indaga, non fa il detective, si è detto: il Presidente della Repubblica esercita il suo potere di concedere o negare la grazia sulla base di un’istruttoria tecnica che gli viene consegnata. È il Ministero della Giustizia a dover garantire la genuinità di quel fascicolo che a sua volta ha ricevuto dalla Procura che ha condotto le indagini “sul campo” e tratto le proprie conclusioni. Ma in questo passaggio qualcosa si è rotto e qualcuno ha si è lasciato prendere la mano, quantomeno, da una insolita fretta o approssimazione, che di fronte a provvedimenti così definitivi come una grazia, è sempre cattiva consigliera. Non si può permettere che lo strumento della grazia - un atto quasi sacro, per questo concesso con parsimonia dai capi di stato - venga profanato da procedure opache o, peggio, da falsità documentali. Ecco allora la richiesta di chiarimenti urgenti del Quirinale al ministro della Giustizia per fare luce su un caso che potrebbe condizionare pesantemente il confronto politico. Mentre il Governo fa quadrato attorno a un Guardasigilli sempre più in a anno e la procura corre ai ripari con un rapido supplemento di indagine, resta l’amarezza per un’istituzione che meritava più rispetto. La grazia, diceva il film, è bellezza. Qui, purtroppo, sembra rimasta solo la bruttezza di una trappola tesa alla credibilità dello Stato.
segue da pag. 1
Chioggia
Sicurezza urbana/1. Il piano del sindaco per blindare le aree critiche e prevenire il degrado legato ai grandi flussi turistici
CHIOGGIA SOTTO PRESSIONE: PIÙ CONTROLLI
E NUOVE ZONE ROSSE PER FERMARE IL CAOS
Con l’arrivo della bella stagione, Chioggia e Sottomarina si preparano alla consueta metamorfosi, passando da 50mila residenti a una “metropoli balneare” da quasi 200mila presenze. Una sfida complessa per l’ordine pubblico che l’amministrazione intende a rontare con la massima fermezza, potenziando gli strumenti che hanno già dato prova di e icacia. Per contrastare movida molesta, schiamazzi ed episodi di spaccio, che si fanno più frequenti abitualmente con l’arrivo della bella stagione, il sindaco di Chioggia Mauro Armelao è deciso: chiederà al Prefetto di Venezia Darco Pellos l’allargamento delle cosiddette “Zone rosse” a Chioggia, che bene hanno funzionato la scorsa estate e anche nelle scorse giornate legate alle festività pasquali, di aprile e inizio maggio. Nuove aree che, se autorizzate, potranno potenziare il successo in termini di controllo e sicurezza ottenuti nei mesi scorsi, con l’estate in arrivo. Ad ora le “Zone rosse” a Chioggia hanno riguardato misure di sicurezza nella parte centrale del Lungomare Adriatico, soprattutto nel tratto che va da viale Umbria all’Astoria e in Piazzale Europa. Il Comune ha disposto l’istituzione delle zone con l’obiettivo di garantire maggiore tutela ai cittadini e alle attività commerciali presenti nell’area. La maggiore presenza di forze dell’ordine in queste
parti della città, soprattutto nei fine settimana, nei mesi scorsi è stata subito evidenziata in maniera positiva anche da tanti cittadini di Sottomarina e Chioggia che si scontrano non di rado con la maleducazione e anche i vandalismi di alcuni giovani della movida selvaggia. “Con l’estate alle porte - spiega il sindaco Armelao - ho intenzione di chiedere al Prefetto la conferma delle zone rosse già individuate e non solo. Domanderò di estendere le cosiddette “zone rosse” anche ad altre aree della città. L’obiettivo è sempre lo stesso: garantire maggiore tutela ai cittadini e alle attività commerciali presenti in alcune aree in particolare. E con l’estate l’esigenza aumenta. Una città turistica come la nostra, passa dai circa 50.000 residenti a quasi 200.000 persone in alta stagione, ha delle necessità molto particolari e io ho il dovere di mettere in atto tutte le azioni possibili per tutelare la tranquillità di tutti. E sono, come sempre, determinato a farlo”. Il sindaco punta ad individuare, insomma, altre aree da inserire nella “zona rossa”, in particolar modo dove ci sono locali frequentati da persone moleste, nelle zone centrali di Sottomarina e alcune anche a Chioggia. I provvedimenti si inseriscono in un più ampio piano di controllo del territorio e sono pensati per prevenire situazioni di rischio e migliorare la vivibilità degli spazi pubblici. All’interno
delle zone rosse, saranno intensificati i controlli da parte delle forze dell’ordine (agenti di polizia e militari dell’Arma dei carabinieri) e ci saranno anche pattugliamenti serali della polizia locale per scongiurare i fenomeni di parcheggio selvaggio, che a tante liti danno il via nelle serate estive. Le limitazioni previste mirano a contrastare comportamenti che possano compromettere la sicurezza urbana, assicurando al tempo stesso un ambiente
Nelle aree “calde” al via a lavori contro il degrado urbano
Sono partiti nelle scorse settimane i lavori di riqualificazione dell’area di Piazzale Europa e viale Umbria, un intervento organico che ridefinisce la mobilità urbana e gli spazi pubblici. Si vuole integrare trasporto pubblico, viabilità e ambiente in un sistema e iciente e accessibile, e recuperare l’area dal degrado. La rotatoria tra viale Umbria e viale Padova, che diventa ora definitiva, sarà valorizzata anche dal punto di vista estetico, trasformandosi in un elemento
“scenico” grazie a illuminazione architettonica, inserti in pietra e nuove piantumazioni. L’intervento prevede inoltre una riqualificazione completa di viale Umbria, con rifacimento della pavimentazione stradale e dei marciapiedi. “Piazzale Europa - ha detto Matteo Penzo, assessore al Decoro del Comune di Chioggia - rappresenta un punto strategico fondamentale per la nostra città, per l’accoglienza di cittadini e turisti. Abbiamo avviato un intervento complessivo che
mira innanzitutto al ripristino del capolinea dei pullman, restituendo e icienza e ordine a un nodo essenziale del trasporto pubblico. Stiamo lavorando alla sistemazione dell’area verde e alla riqualificazione della rotonda, con l’obiettivo di migliorare fruibilità degli spazi e l’impatto estetico complessivo. Il decoro urbano non è un elemento secondario: è il biglietto da visita della città. L’impegno è di trasformare Piazzale Europa in un luogo più funzionale, curato, capace
più sereno per residenti, turisti ed esercenti. Il Comune invita la cittadinanza alla collaborazione e al rispetto delle disposizioni che saranno prese, sottolineando come le misure siano necessarie per garantire ordine e sicurezza. Il sindaco è pronto a far scattare poi ordinanze anti-alcol per azzerare gli episodi di degrado urbano.
• Alessandro Abbadir
di coniugare esigenze di mobilità moderna con attenzione all’immagine urbana”.
(A.A.)
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Sicurezza urbana/2.
I
dati dell’attività
della Polizia di Stato nel territorio nel 2025
VENEZIANO NELLA MORSA DELLA CRIMINALITÀ: IL DOSSIER SHOCK DELLA QUESTURA
L’ attività della Polizia di Stato a Venezia per mantenere la sicurezza sul territorio urbano e metropolitano è stata intensa per tutto il 2025. I dati operativi sono stati resi noti nelle scorse settimane durante la cerimonia tenutasi, nella prestigiosa cornice di Palazzo Ducale a Venezia, in occasione del 174° anniversario della fondazione del Corpo. L’evento si è svolto alla presenza del sottosegretario di Stato al Ministero della Giustizia, Andrea Ostellari, e del Prefetto di Venezia, Darco Pellos. Durante la manifestazione, sul porticato adiacente alla Porta della Carta, sono stati allestiti banchetti espositivi delle varie specialità e degli u ici della Questura per coinvolgere
i cittadini e far conoscere le attività quotidiane della Polizia. I numeri del 2025 delineano un impegno capillare: nel corso dell’anno sono stati arrestati complessivamente 258 adulti e 5 minorenni, mentre 2.108 persone sono
za di genere, con 234 ammonimenti legati a maltrattamenti in famiglia e stalking, un dato in crescita rispetto al passato. Sul fronte dell’immigrazione, sono state espulse con decreto ad hoc 209 persone: 129 sono state trattenute nei centri per il rimpatrio, mentre per 37 è scattato l’accompagnamento immediato alla frontiera. I controlli ai varchi internazionali hanno registrato numeri imponenti: 3 milioni e mezzo di stranieri identificati all’aeroporto (con 260 respingimenti) e 2.000 identificati nell’area portuale. Anche la sicurezza nei trasporti ferroviari ha visto un presidio costante tra Mestre, Venezia e la provincia, con quasi 69.000 persone identificate, 16 arresti e 566 denunce.
continuità istituzionale. Non serve alimentare allarmismi, ma nemmeno minimizzare fenomeni. Quando si verificano episodi di vandalismo, microcriminalità, disturbo della quiete pubblica o abuso di alcolici, è necessario che le istituzioni competenti operino in maniera coordinata, ra orzando il presidio del territorio e investendo nella prevenzione e nel dialogo con il tessuto sociale”. Ma serve anche altro per Penzo: serve prevenzione sociale. “Dietro molti episodi di disagio - dice - si intrecciano abuso di alcol, talvolta con-
sumo di sostanze, fragilità educative e mancanza di spazi aggregativi sani e positivi per i più giovani. Non possiamo limitarci a intervenire solo quando emergono criticità, dobbiamo prevenirle. Parlare di sicurezza significa difendere il diritto di tutti a vivere serenamente gli spazi pubblici, le piazze, le calli e i quartieri della città: meno annunci e più presenza concreta sul territorio”.
• (A.A.)
La Polizia Postale ha monitorato migliaia di social network e 827 siti con contenuti pedopornografici, portando a 9 arresti e 67 denunce. Sul fronte amministrativo, sono stati rilasciati 45.659 passaporti e condotti 179 controlli su esercizi commerciali e circoli, con 33 persone denunciate. La Polizia Stradale ha invece rilevato 453 incidenti ed elevato 16.662 contravvenzioni per un totale di 1.819.892 euro, con 12 arresti,
205 denunce, 70 auto sequestrate e 134 fermi amministrativi. Infine, il legame diretto con la cittadinanza è testimoniato dalle 80.000 chiamate giunte al 113 e dalle oltre 2.000 segnalazioni tramite l’app YouPol, strumento prezioso per contrastare bullismo, spaccio e violenza domestica.
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• Alessandro Abbadir
Il dibattito. L’assessore Angelo Mancin replica alle proteste dei residenti sull’abbattimento delle piante
ASILO CONTRO ALBERI: LA BATTAGLIA DI VIA ZENO
TRA NUOVI SERVIZI E POLEMICHE GREEN
E’ in arrivo il nuovo asilo nido di via Nicolò Zeno a Sottomarina e scoppia la polemica con i residenti per l’abbattimento di alcuni alberi. L’intervento per il Comune rappresenta un intervento concreto e strategico a favore delle famiglie e dei servizi educativi per la prima infanzia. Finanziato con fondi Pnrr nell’ambito della Missione 4, il progetto punta ad ampliare l’o erta 0-3 anni, ridurre le liste d’attesa e rispondere in modo e icace alle esigenze di conciliazione tra vita familiare e lavoro. La struttura ha una capienza di 72 bambini e sarà realizzata con criteri innovativi e sostenibili: edificio in legno, ad alta e icienza energetica (Nzeb), dotato di impianto fotovoltaico e completamente accessibile, sviluppato su un unico piano. L’investimento complessivo supera i 2,4 milioni di euro, di cui oltre 670 mila euro finanziati con risorse comunali per garantire la piena realizzazione dell’opera. Il nuovo nido sorgerà in un’area già urbanizzata
PIÙ
Tall’interno del parco di via Nicolò Zeno, andando a completare un vero e proprio polo educativo che comprende anche la scuola dell’infanzia “Madre Teresa di Calcutta” e la primaria “Don Milani”. La scelta per il Comune consentirà alle famiglie di avere servizi scolastici integrati in un unico quadrante, con benefici concreti anche in termini di mobilità e riduzione del tra ico. “Si tratta di un progetto pensato per il futuro della città – sottolinea l’assessore ai Lavori Pubblici, Angelo Mancin – che nasce da un’attenta pianificazione e dalla volontà di investire risorse importanti nei servizi educativi. Via Nicolò Zeno è un’area strategica, destinata a crescere anche dal punto di vista residenziale, e proprio per questo abbiamo scelto di ra orzare qui la presenza di strutture per le famiglie”. L’intervento consentirà inoltre assicura il Comune di riqualificare un’area oggi sottoutilizzata e soggetta a fenomeni di degrado, trasformandola in uno spazio sicuro, frequentato e
COLLEGAMENTI FESTIVI TRA
rasporti pubblici a Chioggia, il Comune punta a ra orzare i collegamenti dei bus, in particolare nei giorni festivi, per ridurre le distanze tra le frazioni, il centro cittadino e le principali aree di interesse come il litorale. “In qualità di assessore alle Frazioni - ha sottolineato Cristina Boscolo Zemelo - nell’ultimo mese ho partecipato alle riunioni dedicate a queste specifiche località del nostro territorio raccogliendo numerose istanze, segnalazioni esperti. Ho sempre sostenuto, e ne sono pienamente convinta, che le frazioni abbiano bisogno di specifiche attenzioni, connaturate alle loro specifiche esigenze. Un’ esigenza è emersa da molti residenti che mi hanno avvicinato in questi
immerso nel verde. Il progetto prevede infatti la valorizzazione di oltre 1.700 metri quadrati di area verde, con nuovi arredi urbani e interventi di sistemazione che renderanno il parco un luogo di incontro e socialità per cittadini e famiglie. Sono scoppiate però delle forti polemiche e proteste nelle ultime settimane sull’abbattimento di alcuni alberi. “Le critiche emerse sono del tutto sproporzionate - taglia corto l’assessore Mancin - rispetto alla realtà dell’intervento. Parliamo della rimozione di 6 alberi, a fronte di un progetto complessivo che prevede compensazioni ambientali, nuove piantumazioni e una riqualificazione significativa dell’intera area verde. Non solo non si riduce il patrimonio verde, ma lo si migliora e lo si rende più fruibile e curato e accessibile con le giostre per i bambini ”.
“Dispiace inoltre - prosegue Mancinconstatare l’utilizzo di ton veementi nel dibattito pubblico su un’opera che ha
come unico obiettivo il benessere della comunità. Il confronto è sempre legittimo, ma deve basarsi su dati oggettivi e su un approccio responsabile. Questo progetto riqualifica un’area esistente e porta benefici concreti alle famiglie di oggi e di domani”. “Abbiamo colto un’opportunità importante grazie ai fondi Pnrr - conclude Mancin - e ab-
biamo scelto di sostenerla con risorse comunali perché crediamo fortemente in questo investimento. È una risposta concreta ai bisogni delle famiglie e un segnale chiaro di attenzione al futuro della nostra città”. La polemica però è destinata a continuare.
• Alessandro Abbadir
FRAZIONI E CENTRO, POTENZIATO IL SERVIZIO AUTOBUS
mesi, ovvero l’esigenza concreta di autobus festivi tra le frazioni ed il centro”. L’assessora illustra il risultato raggiunto. ”Posso comunicare che a seguito dall’incontro tenuto con Arriva Veneto, le frazioni con maggio le frazioni avranno maggiori collegamenti con il centro cittadino e con le spiagge. È un primo passo, una rapida risposta ai cittadini, un percorso che va nella direzione della continuità nel migliorare la mobilità di tutti i cittadini, soprattutto dei più fragili. Continuo a restare a disposizione della cittadinanza per raccogliere le esigenze della comunità”.
(A.A.)
Angelo Mancin
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CHIOGGIA
Il percorso. Un annuncio atteso del sindaco Mauro Armelao
Al via il Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche
Il Comune di Chioggia ha avviato u icialmente il percorso per la redazione del Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche (Peba), uno strumento strategico previsto dalla normativa regionale e nazionale per migliorare l’accessibilità degli spazi pubblici e garantire una piena inclusione di tutte le persone. L’iniziativa si inserisce nell’ambito delle politiche regionali promosse dalla Regione, che con specifici provvedimenti ha incentivato i Comuni alla redazione dei Peba. Il piano è stato presentato ai consiglieri comunali nel corso di una specifica commissione.
“Ho fortemente voluto la redazione del Peba - ha sottolineato Mauro Armelao, sindaco di Chioggia - che a Chioggia non era mai stata avviata, nonostante la legge 41 del 1986 con l’articolo 32 che prevedeva che tutti i Comuni dovessero dotarsene entro un anno, quindi dal 1987. E’ una questione di civiltà e dignità nei confronti di tutti, soprattutto dei più fragili. Si tratta di realizzare una città il più inclusiva possibile attraverso prima di tutto un’analisi attenta e puntuale del nostro territorio, il coinvolgimento dell’intera comunità per raccogliere idee e suggerimenti per poi arrivare alla definizione degli interventi da mettere in atto”. Da una prima ricognizione del territorio viene evidenziato che tutti i lavori di recupero e manutenzione realizzati dall’ amministrazione hanno incluso l’abbattimento delle barriere architettoniche, penso alla zona di Borgo San Giovanni. “Ora con il Peba - assicura Armelao - potremo intervenire in maniera ancora più puntuale in base alle priorità che emergeranno dagli incontri per i quali ho chiesto ci sia il massimo coinvolgimento della città e delle associazioni”. “Abbiamo presentato - dice Marcellina Segantin, consigliera di maggioranza, presidente della Seconda Commissione consiliare del Comune - il piano che ha ottenuto un ottimo riscontro da parte dei consiglieri presenti. Si tratta di una questione molto sentita in città. Da anni le associazioni chiedono di intervenire sui punti più ostici e il loro coinvolgimento diretto, oltre che quello degli altri stakeholders, garantirà la definizione esatta degli interventi. Credo che anche la condivisione del Piano con i ragazzi delle scuole sia essenziale. Solo lavorando sulla ‘cultura dell’inclusività’ si potrà arrivare ad una città a misura di tutti”. A seguito della partecipazione al bando regionale, Chioggia ha ottenuto un finanziamento di 30.000 euro, pari a circa il 50% del
costo complessivo stimato per il Piano. I restanti 42.000 euro vengono coperti da risorse comunali. Per la redazione del Peba, il Comune ha a idato l’incarico alla società Agenda 21 Consulting Srl, operatore economico con comprovata esperienza nel settore della pianificazione territoriale e dell’accessibilità. Saranno organizzati incontri pubblici e momenti di confronto con cittadini, associazioni, portatori di interesse. L’obiettivo è raccogliere segnalazioni, esigenze e proposte, favorendo un processo partecipativo e condiviso.
• Alessandro Abbadir
“Peregrinazioni lagunari”, un nuovo modello di turismo cooperativo
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i è tenuta nelle scorse settimane “Peregrinazioni lagunari”, l’iniziativa promossa da Legacoop Veneto che ha presentato a istituzioni e addetti ai lavori un paradigma inedito di turismo lento, immersivo e profondamente legato all’identità locale anche a quella chioggiotta. Partito in mattinata da Punta Fusina (Marghera), l’evento ha attraversato il cuore della Laguna veneziana facendo tappa a Sacca Fisola (Giudecca) e al Casone Da Sandro (Laguna Sud di Venezia), coinvolgendo i rappresentanti della cooperazione territoriale e della Regione per testimoniare come il modello cooperativo sia sempre più la chiave per uno sviluppo turistico responsabile e sostenibile. La giornata è proseguita un percorso di co-progettazione nato per valorizzare l’esclusivo e fragile ecosistema della Laguna attraverso la forza della rete cooperativa. Non solo i flussi del turismo di massa: i partecipanti hanno potuto toccare con mano un’o erta che unisce cultura locale, navigazione ed eccellenze agroalimentari della tradizione, trasformando la visita in un’esperienza di “relazione” con chi il territorio lo vive e lo protegge ogni giorno “Con questa iniziativaspiega Devis Rizzo Presidente di Legacoop Veneto - abbiamo voluto proporre un nuovo paradigma per il turismo lagunare: un modello sostenibile, immersivo e profondamente autentico, che vada oltre il turismo di massa per valorizzare l’identità unica del nostro territorio. Attraverso la forza del modello cooperativo, uniamo cultura e tradizioni della pesca o rendo non semplici luoghi, ma relazioni vere con chi la laguna la vive e la protegge ogni giorno. Le nostre imprese non delocalizzano: presidiano l’;ambiente e mantengono vive tradizioni millenarie”.
a cura di
Una scuola che guarda oltre l’aula. Cultura, tecnologia e orientamento al centro del percorso formativo della SFP Cavanis
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La Scuola di Formazione Professionale Cavanis di Chioggia: un modello educativo che cresce guardando al futuro
Dalla visione dei fratelli Marco e Antonio Cavanis ai progetti della sede clodiense: percorsi formativi, cultura e inclusione per accompagnare i giovani verso il mondo del lavoro e le sfide di domani
C’è un filo rosso che attraversa oltre due secoli di storia e unisce la Venezia del 1802 alla Chioggia di oggi: è la visione educativa dei fratelli Marco e Antonio Cavanis. Quella che nacque come una scelta coraggiosa per sottrarre i giovani all’abbandono e offrire loro un futuro dignitoso, nel tempo si è trasformata in una missione internazionale capace di parlare alle nuove generazioni con linguaggi sempre attuali. Oggi la Congregazione delle Scuole di Carità rappresenta molto più di una storica istituzione educativa. È una rete viva, dinamica, presente in diversi Paesi del mondo, capace di mettere in relazione scuole, studenti, docenti e comunità educanti attraverso un modello fondato sull’ascolto, sulla crescita personale e sulla valorizzazione dei talenti. La Rete Educativa Cavanis non è soltanto un coordinamento organizzativo, ma una vera comunità internazionale che condivide una stessa idea di formazione: mettere il giovane al centro, accompagnandolo verso il futuro con competenze, valori e consapevolezza. In questo scenario, la Scuola di Formazione Professionale Cavanis di Chioggia rappresenta uno degli esempi più concreti di come tradizione e innovazione possano convivere in modo efficace. Qui l’eredità educativa dei fondatori si traduce in percorsi formativi capaci di rispondere alle esigenze reali del mondo del lavoro, senza mai perdere di vista la dimensione
Accanto al potenziamento delle strutture, la scuola continua a distinguersi per progetti didattici innovativi che uniscono sapere tecnico, cultura scientifica e crescita personale. È il caso di “Stelle senza età”, iniziativa finanziata dalla Regione Veneto che rappresenta la naturale prosecuzione di percorsi di successo come “Artigiani del cielo” e “One click stars”. Attraverso l’astronomia, le tecnologie digitali e lo studio del cosmo, gli studenti imparano a guardare oltre i confini tradizionali della formazione professionale. Il progetto diventa così occasione di scoperta, ricerca e dialogo tra generazioni. Grazie alla collaborazione con l’Università
Popolare, infatti, “Stelle senza età” ha dato vita a un ponte intergenerazionale fatto di convegni, workshop pratici e uscite didattiche, dove l’entusiasmo dei giovani incontra l’esperienza degli adulti in un reciproco scambio di conoscenze. L’idea che emerge è quella di una scuola che non si limita a trasmettere competenze tecniche, ma costruisce comunità educanti capaci di creare relazioni, inclusione e partecipazione. Un approccio che trova conferma anche nei continui investimenti dedicati alla sicurezza e all’innovazione delle strutture scolastiche. Grazie ai finanziamenti della Regione Veneto, la Scuola di Formazione Professionale Cavanis di Chioggia ha infatti avviato importanti in-
Il percorso didattico si articola su tre livelli fondamentali: Qualifica Professionale (3 anni): Al termine del triennio, gli studenti ottengono una Qualifica di 3° livello EQF. È il primo passo concreto che permette di entrare nel mondo del lavoro come operatori esperti, grazie a una formazione che alterna teoria e molte ore di laboratorio.
Diploma Professionale (4° anno): Per chi desidera eccellere, il quarto anno offre un Diploma di 4° livello EQF. Qui l’accento si sposta sulla gestione dei processi e sull’auto-imprenditorialità, formando tecnici capaci di coordinare un team o gestire un’attività.
Abilitazione Professionale: Fondamentale per settori come il Benessere, il percorso formativo include i requisiti di legge necessari per l’abilitazione, permettendo ai futuri acconciatori ed estetiste di aprire e gestire il proprio salone. In un contesto sociale sempre più complesso, il progetto si propone come un vero strumento di rilancio personale e professionale. Al centro c’è l’orientamento individuale: ogni giovane viene accompagnato attraverso colloqui personalizzati, attività pratiche, workshop motivazionali e percorsi formativi specifici, pensati per valorizzare attitudini e competenze. Il prossimo anno segnerà una tappa fondamentale per la nostra strategia di crescita e cura della persona. Siamo entusiasti di annunciare l’avvio di una collaborazione d’eccellenza con il Poliestetico di Milano, istituzione di riferimento nel panorama della formazione e della ricerca nel settore benessere in Italia. Parallelamente, il nostro impegno si estende attraverso il progetto #Elettroskill 2026, un percorso formativo coordinato da Enel coinvolta nell’ambito del progetto “Energia per la scuola”, in collaborazione con partner tecnici e formativi. Un progetto pensato per rafforzare il collegamento tra formazione professionale e mondo del lavoro, attraverso un modello che integra didattica, pratica e innovazione. L’obiettivo non è soltanto formare lavoratori qualificati, ma aiutare i ragazzi a ritrovare fiducia nelle proprie capacità e costruire un nuovo progetto di vita. È la stessa intuizione che oltre due secoli fa guidò i fratelli Cavanis: offrire ai giovani una bussola sicura in un mondo in continua trasformazione. Oggi, tra laboratori tecnologici, progetti culturali, partnership con le aziende del territorio e una rete educativa internazionale, la SFP Cavanis di Chioggia continua a essere un presidio fondamentale contro la dispersione scolastica e un punto di riferimento per l’intera comunità. Una scuola che forma professionisti preparati, ma soprattutto persone capaci di guardare al futuro con competenza, responsabilità e coraggio.
artistica e sociale capace di coinvolgere studenti, famiglie
Il settore. Bond: “Servono interventi urgenti per salvare mille famiglie”
PESCA IN ALTO ADRIATICO, ALLARME CRISI: LA REGIONE CONVOCA UN TAVOLO STRAORDINARIO
La crisi della pesca nell’Alto Adriatico entra ufficialmente in una fase di emergenza strutturata. La Regione del Veneto ha annunciato la convocazione di un Tavolo interistituzionale permanente per a rontare una situazione definita “senza precedenti” dall’assessore regionale alla Pesca Dario Bond, che ha riunito a Mestre rappresentanti istituzionali, parlamentari, eurodeputati e associazioni di categoria. Al centro dell’allarme, una crisi che intreccia fattori ambientali ed economici e che sta mettendo in ginocchio un intero comparto produttivo, con ricadute dirette su circa mille lavoratori e su oltre cento imprese oggi ferme. Secondo quanto illustrato dalla Regione, il settore è colpito da due fenomeni convergenti: da un lato il calo delle imprese di pesca e
acquacoltura, aggravato dall’invasione del granchio blu e da anomalie climatiche; dall’altro una grave crisi ambientale legata alla di usione di mucillagini e alle alte temperature marine registrate nell’estate 2024.
Le condizioni climatiche estreme – piogge intense a giugno e ondate di calore tra luglio e agosto – hanno favorito un’esplosione del fenomeno mucillaginoso, con conseguenze pesanti sugli ecosistemi marini. Le masse gelatinose hanno reso di icile la pesca e, soprattutto, hanno contribuito a fenomeni di anossia nei fondali, con la morte di gran parte dei molluschi bivalvi, in particolare vongole e fasolari.
I dati forniti in sede istituzionale descrivono un quadro critico: in molte aree della costa veneta si è registrata una mortalità tra il 90% e il 100% delle
Stefano Rossi al teatro Don Bosco
“Cpopolazioni di molluschi. Una situazione che ha portato le Capitanerie di Porto di Venezia e Chioggia a disporre il blocco della pesca con draga idraulica, di fatto azzerando l’attività produttiva. Il risultato è un comparto paralizzato: 102 imprese ferme e circa 163 imbarcazioni inutilizzabili, con produzione praticamente azzerata nel 2025.
Il Ministero dell’Agricoltura ha riconosciuto la gravità dell’evento, qualificandolo come calamità naturale con decreto del marzo 2025, aprendo così l’accesso al Fondo di solidarietà nazionale. Ma per la Regione non basta.
“Il riconoscimento è un passaggio importante, ma ora servono risorse immediate e strategie strutturali”, ha sottolineato Bond, annunciando la nascita del Tavolo interistituzionale che coinvolgerà enti regionali, rappresentanti
rescere senza perdersi!
Come essere se stessi tra famiglia, aspettative e futuro”
è il tema dell’incontro con lo psicopedagogista Stefano Rossi al teatro don Bosco di Chioggia. Si è trattato di un momento di ascolto e riflessione su temi centrali per il mondo giovanile promosso dal Lions Club Chioggia-Sottomarina che ha coinvolto 300 fra studenti e docenti degli Istituti Superiori cittadini (Liceo Veronese, IIS Cestari-Righi, CFP Cavanis e Enaip).
“Questa iniziativa - ha a ermato Lucio Cavallarin, presidente del Lions Club - si inserisce nel più ampio impegno del Lions Club nel promuovere attività educative e formative rivolte ai giovani, con l’obiettivo
politici e categorie del settore.
Tra le ipotesi sul tavolo anche il ricorso a strumenti europei, come il Regolamento Ue sul ripristino degli ecosistemi, e l’utilizzo di fondi comunitari per progetti di diversificazione e innovazione nell’acquacoltura. Un passaggio giudicato cruciale anche in vista della progressiva riduzione delle risorse dedicate alla pesca nei prossimi anni.
La Regione punta dunque a una doppia strategia: gestione dell’emergenza
di supportarli nel loro percorso di crescita personale e sociale. Spero che questo incontro lasci un segno positivo in tutti voi partecipanti, o rendo spunti concreti per a rontare con maggiore consapevolezza il proprio presente e il proprio futuro”. Stefano Rossi è autore di molti best seller in cui ha a rontato le sfide che adolescenti e giovani si trovano ad a rontare oggi, tra pressioni sociali, aspettative familiari e costruzione della propria identità, o rendo strumenti utili per riconoscere le proprie emozioni e valorizzare le proprie potenzialità. Nell’incontro con gli studenti di Chioggia si è so ermato su crisi adolescenziale e identità, disagio giovanile e comportamenti a rischio,
e pianificazione di lungo periodo.
“Non siamo solo di fronte a una crisi produttiva – ha concluso l’assessore – ma a una trasformazione profonda degli equilibri ambientali che impone risposte strutturali. La pesca è un pezzo dell’identità economica del Veneto e va difesa con strumenti adeguati alla portata della crisi”.
• Redazione Chioggia
di icoltà relazionali e sociali. Parlando di educazione emotiva ed a ettiva, ha trattato la gestione delle emozioni (paura, rabbia, ansia), l’educazione al sentire, non solo al sapere, crescita personale e autostima, fiducia in sé, scoperta del proprio talento, costruzione dell’identità. Per favorire la partecipazione da parte degli studenti, Rossi ha alternato momenti di riflessione a esempi pratici e racconti di esperienze vissute. Nel corso dell’incontro si è anche parlato del ruolo educativo di insegnanti e adulti, dell’educazione nel mondo contemporaneo, dell’impatto dei social media e della cultura digitale.
• (E.F.)
Il
presidio. Una fase di
riorganizzazione temporanea in vista di nuove strutture
Sanità potenziata: oltre 10 milioni di euro in nuovi cantieri e servizi
l presidio ospedaliero di Chioggia attraversa una fase di rinnovamento e ampliamento, con investimenti superiori ai 10 milioni di euro e cantieri in corso per strutture e servizi sanitari e sociosanitari mai attivati prima. L’Ulss 3 Serenissima ha voluto chiarire le recenti preoccupazioni riguardanti un presunto depotenziamento dell’ospedale, sottolineando che le modifiche organizzative in atto sono temporanee e strettamente collegate al completamento dei lavori. Tra i progetti principali, spiccano il nuovo Ospedale di Comunità e la Casa della Comunità, che insieme ai servizi per la natalità costituiranno un polo sanitario ra orzato per tutta la città. L’Ospedale di Comunità, realizzato al piano terra di Villa Verde, sarà completato entro fine giugno e o rirà 20 posti letto, quasi il doppio degli attuali 12. Nel frattempo, i posti letto temporaneamente trasferiti alla Geriatria e al presidio di Noale garantiscono la continuità dell’assistenza. La nuova Casa della Comunità, in costruzione nell’area retrostante l’ospedale, subirà un leggero ritardo nei lavori.
Per questo motivo alcuni servizi sono stati temporaneamente riorganizzati in spazi provvisori, sempre con l’obiettivo di rispettare i termini previsti e garantire l’operatività. Il programma di potenziamento include: Nuovo Punto nascita, quasi 2 milioni di euro di investimento, Centro per la Procreazione Medicalmente Assistita (PMA), con oltre 2,5 milioni, pronto per l’avvio e in attesa del via ministeriale, Ospedale di Comunità, oltre 3 milioni di euro, Casa della Comunità, circa 3,2 milioni di euro e Hospice mai attivato
prima a Chioggia, con 5 posti letto e finanziamento di 1,2 milioni.
L’Ulss 3 rassicura che tutte le modifiche temporanee sono funzionali a servizi più ampi, moderni e accessibili, destinati a migliorare la qualità dell’assistenza per cittadini, famiglie e caregiver. Secondo la direzione sanitaria, il risultato finale sarà un presidio ospedaliero più e iciente, completo e innovativo, capace di rispondere alle esigenze del territorio come mai prima d’ora.
• Redazione Chioggia
“L’Altro Fratello – una storia durante la guerra di Chiozza (1378-1381)”
La Guerra di Chioggia con la città lagunare coinvolta nelle drammatiche vicende tra il 1378 e il 1381 nel conflitto tra le rivali Repubbliche Marinare Venezia e Genova fa da sfondo alle vicende del libro “L’Altro Fratello – una storia durante la guerra di Chiozza (1378-1381)” (Art&Print editrice Piove di Sacco), racconto dello scrittore e giornalista inglese Thornton Leigh Hunt, riproposto in una nuova traduzione italiana a cura di Cesare Mantovan e Luigi Beghi. La presentazione - realizzata con il patrocinio della Città di Chioggia, dell’Università Popolare di Chioggia, del Palio della Marciliana, dell’Associazione Mons. Cinzio Zennaro -Torre Sant’Andrea - si è svolta il 28 marzo 2026 nella sede dell’Università Popolare di Chioggia in calle Cesare Battisti (Calle Madonna). Luciano Bellemo ha introdotto l’incontro spiegando il legame tra
la letteratura inglese della seconda metà dell’Ottocento e l’interesse per la storia medievale e in particolare per gli eventi che hanno riguardato la Repubblica di San Marco. Nel racconto “L’Altro Fratello” la vicenda narrativa della guerra si intreccia con i rapporti familiari, le rivalità degli antagonisti, le violenze e devastazioni subite dagli abitanti di Chioggia, le vicende sentimentali di alcuni dei protagonisti. L’autore, Thornton Leigh Hunt (1810–1873), scrittore, giornalista e critico letterario inglese, frequentò alcuni tra i principali protagonisti della letteratura inglese dell’Ottocento. Le illustrazioni presenti nel libro sono state realizzate da Sandro Nordio, direttore dell’associazione culturale “La Marciliana”.
• (E.F.)
SOTTOMARINA
La marcia. All’arrivo il tradizionale ristoro con le “vongole in cassopipa”
TREMILA PODISTI E TANTO ENTUSIASMO ALLA CAMINÀ PER CIOSA E MARINA
Entusiasmo, sport e tanta voglia di stare insieme. Fin dalle prime ore del mattino del 1 maggio oltre 3.000 podisti hanno animato la 41ª edizione della marcia non competitiva “Caminà per Ciosa e Marina” scegliendo tra i due percorsi di 6 chilometri e di 15 chilometri - a passo libero, aperto a tutti, anche a
Dpersone con disabilità - attraversando calli, ponti e i punti più suggestivi del centro storico di Chioggia, l’anello del Lusenzo, la spiaggia e la diga di Sottomarina avendo da un lato la laguna sud di Venezia e dall’altro lato il mare Adriatico.
Alla partenza all’Isola dell’Unione si è respirata subito un’atmosfera di
ue giornate di grande spettacolo in mare per la Coppa Meteor & Spring Microcup che ha coinvolto una ventina di imbarcazioni che si sono sfidate sul campo di regata posizionato davanti alla spiaggia di Sottomarina. Le regate, disputate ad aprile e valide per i rispettivi Campionati Zonali della XII Zona FIV, sono state organizzate da Il Portodimare insieme allo Yacht Club Padova, con il supporto logistico di Darsena Le Saline. Nella classifica finale al termine delle 5 prove nella classe Meteor la vittoria è andata a “Engy” di Stefano Pistore, con Silvio Sambo al timone, davanti ad “Asiatyco” di Corrado Perini e a “Gatto Nero” di Margherita e Dario Mesini; successo nella classe Micro per “Adagio INC” di Giovanni Albrizzi con al secondo posto “Freccia Rossa” di Annie Silvia e terzo posto per “Mela Azzurra” di Giacomo Gaiani. In precedenza, a marzo, si era disputata 49esima edizione del Campionato Invernale – Trofeo Roberto Doria, evento velico organizzato a Chioggia da Il Portodimare con la collaborazione dello Yacht Club Padova, il supporto logistico della Darsena Le Saline e il sostegno di Taccini Retail Consulting, BCC Veneta, Ingemar, Japo, Bottaro e Omega, con la media partnership di Velaveneta.it, portale di riferimento per gli appassionati di vela. Vincitore nella classifica generale dalla classe ORC A alla ORC C è stata l’imbarcazione “Demon X” di Nicola Borgatello (Yacht Club Vicenza), mentre “Scacco Matto” di Michele Bellemo (Circolo Nautico Chioggia) è il vincitore dalla classe ORC Light A alla ORC Light B e “Mite, J24” di
festa, con gruppi numerosi, famiglie, runner e camminatori di tutte le età accolti lungo il tracciato dai volontari che hanno garantito anche i punti di ristoro assai apprezzati dai partecipanti. Organizzato dal gruppo podistico ASD Marathon Cavalli Marini di Chioggia con il patrocinio della Regione Veneto e la collaborazione dell’Amministrazione Comunale, SST, DMO Chioggia Tourism, Proloco Chioggia Sottomarina, di varie associazioni di volontariato (Avis, Uildm, Bersaglieri, Carabinieri…), il sostegno di numerosi sponsor e l’ospitalità concessa dalla scuola professionale Enaip, l’evento sportivo ludico-motorio, come ha sottolineato il presidente Achille Penzo, “ha saputo unire sport, tradizione e convivialità, confermandosi ancora una volta come uno degli appuntamenti più apprezzati del territorio” rivolgendo inoltre un sentito ringraziamento a tutti i volontari, agli organizzatori e agli sponsor che, con il loro impegno, hanno reso possibile questa straordinaria edizione. All’arrivo i partecipanti sono stati accolti dal tradizionale e attesissimo ristoro: “vongole in cassopipa”, vero
Stefano Bragadin (Circolo Nautico Chioggia) primo nella ORC Light C. Sono stati inoltre assegnati due importanti trofei memoria: il Trofeo Giorgio Scionti, dedicato all’ex socio e collaboratore del Portodimare, è stato vinto da “Gatto Nero”; il Trofeo Roberto Doria, dedicato all’ex regatante e socio del Portodimare, è stato assegnato a “Demon X”. Giorgia Bellemo dell’equipaggio di “Scacco Matto” ha vinto il premio speciale dello Yacht Club Padova, destinato all’atleta più giovane.
simbolo della manifestazione, fornite dall’Organizzazione di Produttori di molluschi bivalvi del Veneto O.P. Bivalvia Veneto sc. principale produttore locale, gelati per tutti e la consegna di ricchi premi a tutti i gruppi alla presenza dell’assessore allo Sport del Comune di Chioggia Matteo Penzo e del referente Coni Matteo Perini.
Il prossimo impegno organizzativo per
Cavalli Marini
alla Tenuta Civrana a Cona. Per i podisti chioggiotti è già prevista nei prossimi mesi la partecipazione a varie marce, competitive e non, ed anche qualche trail in giro per il Veneto ed anche in altre regioni.
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sarà il 10 luglio 2026
• Eugenio Ferrarese
Oltre 200 opere al concorso promosso dal Laboratorio Ecourbano Padova
Irazione con l’Istituto Comprensivo Giovanni Valle – liceo artistico di Grafica Audiovisivo e Multimediale – ha promosso un importante concorso fotografico aperto a tutti, con l’obiettivo di incentivare i giovani alla conoscenza del territorio e valorizzare il patrimonio urbano e artistico spesso poco conosciuto.
a cura di
L’ARCELLA RACCONTATA ATTRAVERSO LA FOTOGRAFIA
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fatte di luce, silenzio e presenza umana, costruiscono una narrazione essenziale capace di cogliere l’emozione dell’istante.
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Tema del concorso: “I murales e le ville Liberty della zona Nord di Padova”. L’iniziativa ha riscosso un successo oltre le aspettative: sono infatti arrivate oltre 200 opere fotografiche che verranno ora selezionate da una giuria di esperti. Le sei migliori fotografie saranno premiate ed esposte dal 23 maggio al 5 giugno presso la sede del Laboratorio Ecourbano Padova nella Galleria San Carlo, nel cuore dell’Arcella. Non solo mostra: il progetto prevede anche la realizzazione di una pubblicazione dedicata ai murales e alle ville Liberty dei quartieri nord della città. Il volume, previsto per marzo 2027, accompagnerà cittadini e visitatori in un vero e proprio percorso urbano attraverso luoghi, colori, architetture e storie del territorio.
La cerimonia di premiazione si svolgerà il 23 maggio presso i giardini accanto alla Torre Gregotti, conosciuti come “Giardini Magnete”. Alcune opere verranno inoltre esposte in speciali cornici progettate dagli studenti del Valle e installate sulle colonne della torre affacciate sul giardino, trasformando lo spazio
modo superficiale o penalizzante, ma che custodiscono invece un importante patrimonio artistico, umano e culturale. Grande interesse ha suscitato anche la recente mostra fotografica organizzata dal Laboratorio Ecourbano, che ha visto protagonisti tre autori molto apprezzati:
Mauro Minotto, Stefano Casali e Andrea Gallato.
Mauro Minotto rappresenta una delle figure più solide e riconosciute della fotografia
atmosfera.
Accanto a lui Stefano Casali, definito da molti “il poeta del silenzio industriale”, ha presentato una ricerca fotografica intensa e identitaria dedicata agli spazi abbandonati e alle architetture dismesse, luoghi che diventano memoria visiva del passato industriale e sociale.
Andrea Gallato ha invece proposto una fotografia più intimista, dove lo scatto diventa ascolto e contemplazione. Le sue immagini,
La mostra ha registrato oltre 500 visitatori tra appassionati di fotografia, cittadini e curiosi, confermando l’interesse crescente verso le attività culturali promosse dal Laboratorio Ecourbano.
Le prossime iniziative confermano la volontà dell’associazione di trasformare la sede della Galleria San Carlo in un vero “negozio delle idee”, uno spazio sempre vivo, attrattivo e partecipato.
Il 5 giugno alle ore 18.30 si terrà l’incontro dal titolo “L’intelligenza artificiale: capire da dove arriva, come funziona e dove sta andando”, con relatore Michele Marchetto, laureato magistrale in informatica, da oltre vent’anni attivo nel settore e autore di diverse pubblicazioni di tecnica e cultura.
Azienda Tipografica, da sempre impegnata nel raccontare storie del passato attraverso immagini capaci di emozionare e mantenere viva la memoria collettiva.
La serata sarà accompagnata dalla musica del talentuoso Adriano Antico e si concluderà con un momento conviviale aperto al pubblico. Per informazioni ed essere sempre informati sulle attività del Laboratorio inviare una e mail a : laboratorioecourbano@libero.it oppure web: lepadova.it
Galleria San Carlo - Arcella Padova
Pesca.
Nuovi strumenti per
operatori del settore ittico
GALPA CHIOGGIA-DELTA PO APRE SPORTELLI PER PESCATORI E IMPRESE
E’ stato presentato nella sede del Comune di Porto Tolle in Piazza Ciceruacchio, il progetto dedicato al supporto e all’innovazione per il settore pesca e acquacoltura, promosso dal Galpa ( Gruppo di Azione Locale della Pesca e dell’Acquacoltura) di Chioggia e Delta del Po. L’appuntamento ha segnato soprattutto l’avvio dei nuovi sportelli informativi di Porto Tolle e Chioggia, destinati a diventare un punto di riferimento stabile per pescatori, cooperative e imprese del settore. L’iniziativa rientra nel Piano di Azione del Galpa (Azione 1.A.1, Progetto n. 7819/ VE/25) ed è cofinanziata dall’Unione Europea attraverso il programma PN FEAMPA 2021-2027, con un investimento complessivo di 43.644,84 euro. Ad aprire la presentazione è stato Marco Spinadin, Coordinatore dell’Area Pesca di Confcooperative Veneto, che ha posto l’attenzione sulle principali emergenze che stanno mettendo in difficoltà il settore: dall’invasione del granchio blu, che minaccia gli ecosistemi e danneggia le attrezzature da pesca, fino al caro gasolio, che sta comprimendo i margini economici delle imprese e mettendo a rischio la sopravvivenza di molte attività. Spinadin ha inoltre evidenziato un altro nodo cruciale: l’invecchiamento della forza lavoro nel comparto acquacoltura. Da qui la necessità di avvicinare i giovani al settore e renderlo nuovamente attrattivo attraverso innovazione, formazione e nuove opportunità professionali. I due sportelli o riranno assistenza nella gestione delle problematiche legate ai diversi mestieri del mare, divulgazione normativa, consulenza sui bandi e sui progetti del Galpa, supporto tecnico alle marinerie e promozione di sistemi innovativi e tecnologici avanzati. Particolare attenzione sarà rivolta anche alla blue economy, alla transizione ecologica e ai processi di modernizzazione aziendale. All’interno del centro servizi sarà inoltre previsto il supporto dell’intelligenza artificiale, con l’obiettivo di migliorare l’e icacia delle attività e semplificare l’accesso ai servizi o erti agli operatori. Il sindaco di Porto Tolle e presidente del Galpa ha sottolineato il valore dell’iniziativa: “Con l’apertura di questi sportelli stiamo gettando un ponte concreto tra le istituzioni e il cuore pulsante della nostra economia: il mondo della pesca. In un settore sempre più complesso, gli sportelli saranno un vero centro di gravità strategico per assistenza
tecnica, informazioni e sostegno alla progettualità”. A presenziare alla presentazione anche Simone Brunello, direttore Confcooperative Veneto, Andrea Portieri, direttore del Galpa Chioggia-Delta Po, i presidenti delle cooperative pescatori di Porto Tolle e i rappresentanti dei mercati ittici. Le sedi operative dei nuovi sportelli sono situate a Chioggia, in via Don Eugenio Bellemo 94 e a Porto Tolle In Via Giacomo Matteotti 296. Tel. 0426 394445.
• Guendalina Ferro
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Elena Boscolo Nata confermata alla guida del Consorzio di Promozione Turistica Lidi
Elena Boscolo Nata è stata confermata alla guida del Consorzio di Promozione Turistica Lidi di Chioggia. Nel corso dell’assemblea che si è svolta ad aprile, nella sede in viale Trieste a Sottomarina, sono state analizzate le attività già intraprese dal Consorzio e le nuove iniziative che si intendono sviluppare per consolidare ulteriormente l’o erta turistica del territorio. Il Presidente Elena Boscolo ha sottolineato la necessità di utilizzare in modo più strutturato i fondi derivanti dall’imposta di soggiorno, strumento strategico per ra orzare le attività di promozione e valorizzazione del territorio. Tali risorse possano essere impiegate in maniera più incisiva per sostenere progettualità di medio-lungo periodo, capaci di generare un impatto concreto e duraturo sull’attrattività della destinazione. Le importanti potenzialità del patrimonio artistico e architettonico di Chioggia, con particolare riferimento ai suoi palazzi storici, come Palazzo Granaio, potrebbero essere valorizzati come contenitori per mostre ed eventi espositivi. Occorre pertanto avviare collaborazioni con importanti realtà museali veneziane, al fine di creare sinergie culturali in grado di arricchire ulteriormente la proposta turistica. A supportare la presidenza vi saranno i due vicepresidenti Roberto Boscolo Meneguolo e Paolo Boscolo Nale e i membri del Consiglio Direttivo Giuliano Boscolo Cegion, Erminio Boscolo Cegion, Federico Griguolo e Giancarlo Boscolo Chio. Questa nuova fase del Consorzio di Promozione Turistica Lidi di Chioggia si prospetta ricca di impegni ambiziosi, ma anche di opportunità significative per il territorio e tutto il suo comparto turistico.
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Calcio. Sette ragazzi del settore giovanile hanno già respirato l’aria della prima squadra
Union Clodiense, il vivaio che diventa prima squadra
L’Union Clodiense vuole costruire il proprio futuro partendo dai giovani, con un progetto che mette al centro crescita, appartenenza e continuità tra settore giovanile e prima squadra. Un percorso concreto, che attualmente si traduce nella presenza in prima squadra di alcuni ragazzi cresciuti nel vivaio granata come Giaime Borille (2010), Federico Nordio (2008), Giacomo Carraro (2007), Giacomo Polo (2010), Lorenzo Maritan (2010) e Alessio Favaretto (2008), a cui si aggiunge anche Vlad Ciumasu (2008). Un segnale chiaro della direzione intrapresa dalla società, che punta sulla valorizzazione interna e sulla crescita dei propri ragazzi.
“Questo è esattamente il tipo di percorso che vogliamo costruire - le parole del presidente Ivano Boscolo Bielo -. Vedere ragazzi cresciuti nel nostro settore giovanile allenarsi stabilmente con la prima squadra è motivo di grande orgoglio. Non si tratta solo di un traguardo per loro, ma di un messaggio forte per tutto il movimento: qui i giovani hanno spazio, opportunità e un progetto concreto su
cui credere. Il nostro settore giovanile è in costante crescita e rappresenta il cuore pulsante della società – prosegue il numero 1 del club granata -. Investire sui giovani significa investire sul futuro dell’Union Clodiense e della città. Il legame tra prima squadra e vivaio deve essere sempre più diretto: vogliamo creare un’identità forte, in cui i ragazzi possano riconoscersi e crescere con la maglia granata addosso fin da piccoli, con l’ambizione di arrivare un giorno a rappresentare la prima squadra”. Alla base di tutto resta, però un tema cruciale: quello delle strutture. “Stiamo portando avanti un lavoro importante - prosegue Bielo - ma il tema degli impianti rimane una sfida aperta. Le di icoltà, soprattutto
economiche, sono evidenti e spesso richiedono uno sforzo diretto da parte della società. Nonostante questo, abbiamo scelto di non fermarci: negli ultimi anni siamo intervenuti concretamente per migliorare le strutture esistenti e continueremo a farlo. Gli investimenti sui campi di Ca’ Lino, Isola dell’Unione e Sant’Anna sono costanti, perché crediamo che dare ai ragazzi spazi adeguati sia una responsabilità nei confronti di tutta la comunità. Ci auguriamo inoltre che l’amministrazione comunale, nei limiti delle proprie possibilità, possa supportarci in questo percorso così importante per il territorio”
• Cristiano Aggio
I ‘nostri’ artisti tra Chioggia e Cavarzere
“I‘nostri’ Artisti” è il titolo della mostra collettiva promossa dallo Spi (Sindacato Pensionati Italiani) Cgil con la collaborazione dell’Auser (Autogestione dei Servizi) Chioggia che è stata allestita nella chiesetta di San Martino nei pressi della Cattedrale. L’esposizione collettiva ha proposto artisti molto diversi tra loro presentando opere che spaziavano dai paesaggi alle sperimentazioni astratte: Amedeo Signoretto, capace di muoversi con abilità tra varie tecniche pittoriche; Silvio Zago, apprezzato per i suoi paesaggi e per una sensibilità cromatica riconoscibile; Ivana Tommasini, in cui si evidenzia una spiccata
delicatezza espressiva; Maurizio De Grandis, che propone una ricerca orientata verso linguaggi informali. E’ stata una opportunità per valorizzare questi artisti che vivono tra Chioggia e Cavarzere e nello stesso tempo, coi loro dipinti, riscoprire attraverso colori, forme e interpretazioni personali i più suggestivi angoli del territorio. L’iniziativa intende valorizzare l’invecchiamento attivo, persone che coltivano delle passioni e interessi e intendono esprimere, in questo caso attraverso l’arte, la propria creatività. Magari tirando fuori dal cassetto sogni lasciati in sospeso.
• (E.F.)
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Basket. Due giorni di sport, cultura e amicizia
A VENEZIA LA PRIMA EDIZIONE DELLA SUPER SCHOOL CUP È UN SUCCESSO
Una due giorni all’insegna di sport, cultura e amicizia dal nome Super School Cup, evento promosso da Umana Reyer in collaborazione con le società Openjobmetis Varese, Dolomiti Energia Trentino e Bertram Derthona Tortona che ha portato in laguna le scuole vincitrici dei rispettivi tornei studenteschi, regalando ai ragazzi un’esperienza totale: dalle emozioni del campo da gioco fino alla scoperta del patrimonio artistico della città e ai momenti di pura socialità. Dopo l’arrivo le delegazioni hanno raggiunto il suggestivo campo da basket di Sant’Elena a cui è seguita la presentazione u iciale dell’evento, che ha visto l’intervento dei rappresentanti dei quattro club coinvolti e delle istituzioni. Così nella splendida e unica cornice di Sant’Elena, i quattro istituti hanno dato vita a sfide accese e all’insegna del fair play. A vincere la prima edizione è stato l’ITET Daverio Casula Nervi di
Varese che ha battuto, 29-28, l’Istituto Ivo de Carneri (Civezzano). Terzo posto per il Liceo Giuseppe Peano (Tortona) che ha vinto 36-27 contro Liceo Stefanini (Mestre). Il cuore pulsante della socialità extra-campo è stato l’Anda Hostel di Mestre, che ha ospitato studenti e professori per una cena conviviale carica di energia: l’Anda si è trasformato in uno spazio di pura aggregazione e spensieratezza dove i ragazzi hanno vissuto momenti di socialità. Il secondo giorno ha visto i ragazzi mettere da parte le divise da gioco per immergersi nella storia e nell’arte di Venezia. Tutte le delegazioni degli istituti di Varese, Trento, Tortona e Mestre si sono date appuntamento nel cuore della città per un’esclusiva visita guidata a Palazzo Ducale. Un momento di straordinario arricchimento che ha ribadito il vero cuore pulsante della Super School Cup: andare oltre il campo da gioco per formare i cittadini di domani, unendo
non è stata vissuta solo sul parquet o tra le sale del Palazzo, ma è stata catturata attraverso gli occhi degli studenti stessi, grazie ai ragazzi dei “team comunicazione” di ogni istituto:
of view) le emozioni del viaggio, la tensione delle gare, le interviste a bordo campo e i momenti di pura goliardia vissuti insieme all’Anda Hostel di Mestre. Un vero e proprio
storytelling generato dalla Gen Z per la Gen Z, che ha trasformato l’evento in un racconto corale e genuino sui social network.
• Cristiano Aggio
CONSEGNATE OLTRE 300 MAGLIETTE AI GIOVANI STUDENTI DELLE PRIMARIE
Anche quest’anno si è svolta l’iniziativa “Io tifo Union Clodiense”, progetto pensato dalla società presieduta da Ivano Boscolo Bielo per avvicinare i più piccoli alla squadra della città, ai valori dello sport e ai colori granata. Così, la vicepresidentessa Valentina Boscolo Bielo, accompagnata da alcuni giocatori della prima squadra come Gnago, Farabegoli, Codromaz e Gueli, hanno fatto visita alle classi prime di 11 scuole primarie del territorio di Chioggia, dove sono state consegnate oltre 300 magliette ai bambini. Le scuole hanno accolto con grande entusiasmo
l’iniziativa, in particolare i bambini, protagonisti di momenti di partecipazione, curiosità e condivisione. “Siamo molto soddisfatti della risposta che anche quest’anno abbiamo ricevuto dalle scuole e dai bambini. Questo progetto rappresenta per noi un’opportunità importante per trasmettere fin da piccoli i valori sani dello sport: il rispetto, il fair play, la capacità di stare insieme e anche di accettare la sconfitta - ha dichiarato il presidente Ivano Boscolo Bielo -. Vogliamo che i più giovani si avvicinino alla nostra realtà con entusiasmo e che cresca in loro il senso di appartenenza e
l’orgoglio di sostenere la squadra della propria città. Parallelamente stiamo portando avanti un lavoro importante sul settore giovanile, che oggi conta oltre 400 tesserati e rappresenta un punto centrale del nostro progetto sportivo”. L’iniziativa “Io tifo Union Clodiense” si conferma così un tassello fondamentale nel percorso di crescita della società, non solo dal punto di vista sportivo ma anche sociale, ra orzando il legame con il territorio e con le nuove generazioni di tifosi granata.
• (C.A.)
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L’intervista. Colloquio con il presidente della Regione Alberto Stefani, dal sociale all’abitare, dal welfare ai giovani
“BADANTI CERTIFICATE E 69 MILIONI PER AIUTARE CHI HA I NONNI IN RSA”
“Per assicurare un alloggio a chi lavora, abbiamo varato Generazione Casa, un piano da 50 milioni di euro per riqualificare 8.800 immobili inutilizzati e migliorare l’o erta dell’edilizia residenziale”
Presidente Alberto Stefani, parliamo di sociale. Registro badanti e assistenti di quartiere, cosa cambia per i cittadini?
Per i cittadini si profila un nuovo sistema di welfare territoriale regionale, che avrà come punto di forza un’organizzazione dell’assistenza domiciliare più professionale e una rete di servizi sempre più integrata. Saranno potenziati gli sportelli oltre che ra orzato il registro dell’assistenza familiare. In parole semplici: abbiamo istituito un nuovo albo per le badanti, che saranno formate e controllate, per dare servizi migliori e consentire alle famiglie di sentirsi più sicure. Da questo registro, poi, attingeremo per identificare gli ‘assistenti domiciliare di vicinato’, ossia un nucleo di operatori qualificati, che saranno condivisi tra più nuclei familiari. In sostanza, avremo badanti più preparate e, per anziani parzialmente autosu icienti, anche figure che possono occuparsi di assistenza e disbrigo di piccole faccende. Il provvedimento che avvia questo nuovo corso destina fondi per finanziare i 33 sportelli degli assistenti familiari gestiti dai Comuni e promuoverne di nuovi in territori, in collaborazione con Veneto Lavoro. Sarà una bella rivoluzione. Ma non tutte le situazioni sono risolvibili a livello domiciliare e molte famiglie sono costrette a misurarsi con i costi delle rette delle RSA. Come si muove la Regione?
La spesa per mantenere un familiare in RSA è un impegno importante per non pochi nuclei familiari. Un contesto complesso come quello attuale, segnato da aumenti dei costi come conseguenza della situazione internazionale, ci impone di dare risposte ai cittadini. Nell’ultimo bilancio di previsione, come Regione abbiamo stanziato 69 milioni di euro per sostenere le famiglie con anziani non autosu icienti, ospiti nelle RSA, e per i caregiver. Si tratta di un finanziamento con risorse proprie che non ha precedenti e va a contribuire a quello che è comunemente chiamato ‘bonus anziani’. Tra il sostegno alla domiciliarità e quello agli anziani in struttura ci stiamo impegnando verso un welfare regionale moderno e sostenibile. E, soprattutto, che non lascia sole le famiglie. State lavorando anche al welfare aziendale, con quale obiettivo?
Per trattenere talenti e manodopera specializzata è necessario fare un passo avanti e creare condizioni di equilibrio tra occupazione e vita. Il lavoro è cambiato, infatti, e con esso gli approcci per sostenerlo. I servizi o erti devono essere sempre più strategici. Sono convinto che la nostra regione può diventare un laboratorio privilegiato perché il 25% delle nostre imprese ha già introdotto politiche a sostegno dei dipendenti; una percentuale superiore alla media nazionale che potrebbe crescere se tutti avessero a disposizione i mezzi per farlo. Come Regione non possiamo obbligare gli imprenditori
a varare o potenziare soluzioni di welfare aziendale, ma possiamo accompagnarli e sostenerli nei percorsi necessari. Attualmente Veneto Welfare è una direzione di Veneto Lavoro; l’intenzione è di renderla autonoma. Sarà non soltanto un ente strumentale dedicato all’erogazione di risorse mirate previste dai fondi europei, ma anche un compagno di strada nelle procedure che consentano di realizzare progetti di welfare come contributi per i trasporti, asili aziendali, buoni acquisto o voucher. La maggior parte del nostro tessuto produttivo è composto da PMI e la metà sembra già interessata. Altro tema caldo è il piano casa, l’abitare resta un’emergenza in tutta la regione, come a rontarla? Quella dell’abitare è una sfida strategica. Per assicurare un alloggi a chi lavora, abbiamo varato Generazione Casa, un programma per riqualificare 8.800 immobili inutilizzati e migliorare l’offerta dell’edilizia residenziale. Garantendo a giovani, lavoratori e
operatori sanitari, che oggi risultano esclusi dalla graduatorie, di poter trovare una casa a prezzi accettabili. Da subito, come amministrazione regionale, abbiamo messo sul tavolo un piano da 50 milioni di euro. Non solo: pensare alla casa significa dare più futuro al Veneto e, in quest’ottica, abbiamo tenuto in particolare considerazione le necessità degli studenti. In collaborazione con gli Esu regionali, abbiamo scelto di investire su un progetto che entro il 2029 farà raggiungere il numero di 4.819 alloggi per studenti, il 53% in più rispetto alla dotazione del 2025.
Ad oggi si è raggiunto il numero di 3.138. Ne sono previsti per il prossimo triennio ulteriori 1.681. Questo significa che per l’anno accademico 2028/29 l’o erta raggiungerà 2.175 posti a Padova, 1.725 a Venezia, 919 a Verona.
Ha fatto molto discutere la sua proposta sul divieto di cellulare agli under 14, come intende concretizzarla?
Nessuno può negare che i social rappresentino un’opportunità e, contemporaneamente, un pericolo. La cronaca ci fornisce quotidianamente casi di cyberbullismo, violenza, disagio giovanile, patologie che sono conseguenza di troppa esposizione al digitale. Dobbiamo a rontare la realtà di un ambiente ormai frequentato abitualmente da ragazzini di 10, 11 o 12 anni, che non hanno la maturità e la capacità critica per leggere molte storie che vengono postate. E’ inaccettabile che tanti nostri giovani siano esposti a tanti contenuti violenti senza alcun filtro. L’obiettivo che ci siamo proposti è solo di tutelarli, che significa non esporli a situazioni virtuali che possono generare comportamenti non corretti nel mondo reale. L’ultimo disegno di legge che ho firmato da deputato andava in questa direzione. Nei giorni scorsi, l’ho ripresentato in Consiglio regionale. • (R.R.)
L’intervento. Il senatore Udc Antonio De Poli: “Bene il piano casa del Governo e della Regione Veneto”
“CASA, SERVE UNA SVOLTA: PIÙ TUTELE
PER I PROPRIETARI E AFFITTI PIÙ ACCESSIBILI”
Il tema dell’abitare torna con decisione al centro del dibattito politico nazionale e locale. A dare voce a quella che definisce una priorità assoluta per il futuro del Paese è il senatore Antonio De Poli (Udc), che traccia una rotta chiara: la casa non deve essere più considerata un semplice bene privato, ma una risorsa collettiva strategica.
“Garantire il diritto all’abitare significa dare concretezza a un principio riconosciuto dalla nostra Costituzione come fondamentale per una vita dignitosa. Per questo”, spiega con convinzione il Senatore, “ritengo che la casa non sia semplicemente un bene materiale, ma una vera infrastruttura sociale ed economica”. Le proiezioni per il prossimo decennio sono allarmanti: l’Italia necessiterà di circa 700.000 alloggi accessibili. La so erenza maggiore colpisce il ceto medio, quella fascia di popolazione troppo “ricca” per l’edilizia popolare
ma troppo povera per sostenere il mercato libero. De Poli guarda con favore alle mosse dell’Esecutivo, ma chiede un cambio di passo strutturale: “Accolgo positivamente l’annuncio del Governo e della Regione Veneto sul Piano Casa per la realizzazione di 100.000 nuovi alloggi nei prossimi dieci anni. Ma sono convinto che, per essere davvero e icace, questo intervento debba essere accompagnato da riforme strutturali sul mercato delle locazioni”. Il nodo centrale è il paradosso degli 8,5 milioni di immobili vuoti. Perché restano sfitti? La risposta risiede nell’insicurezza giuridica. “Secondo il Censis, l’82% dei proprietari non a itta per paura di non riuscire a rientrare in possesso dell’immobile in caso di morosità. È qui che bisogna intervenire”, incalza il parlamentare. Per scardinare questa situazione, De Poli ha messo sul tavolo tre proposte legislative concrete. La prima riguarda il DDL 774 sulla riforma
L’ASSESSORE GEROSA: “PNRR IN VENETO: MISURA 6 SANITÀ, IL TRAGUARDO DEL 30 GIUGNO È VICINO, TEMPI RISPETTATI”
La Misura 6 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) per la sanità in Veneto è ormai sulla via del completamento, con l’obiettivo di essere pienamente operativa entro il 30 giugno 2026. A confermarlo è l’Assessore regionale alla Sanità, Gino Gerosa, che ha recentemente ricevuto un aggiornamento sullo stato dei lavori da parte dei tecnici coinvolti nella realizzazione del progetto.
“Il rush finale verso la scadenza del 30 giugno sta dando risultati decisamente positivi, superando
le previsioni più ottimistiche,” ha dichiarato Gerosa. “Grazie a un intenso lavoro di squadra tra la Regione e le Aziende Sanitarie, siamo in grado di rispettare i tempi e completare la Misura 6 sanitaria, fondamentale per il potenziamento del sistema sanitario veneto”.
Il programma, che coinvolge numerose iniziative in tutta la regione, ha già registrato progressi significativi, come ha sottolineato l’assessore:
“Abbiamo visto dei dati molto positivi in quasi tutte le voci della Misura 6, con risultati che
rispecchiano gli impegni assunti dalla Giunta regionale, come il ra orzamento dei servizi territoriali, il miglioramento della connessione tra ospedale e territorio, e il sostegno alle categorie vulnerabili, inclusi i giovani”.
A livello operativo, la Regione Veneto ha completato la costruzione di 73 Case di Comunità e, a giugno, saranno attive ben 101 strutture, superando così l’obiettivo di 91 stabilito dal PNRR. Anche i lavori per gli Ospedali di Comunità sono in fase avanzata, con 29 strutture già completate, a fronte delle 30
degli sfratti: l’obiettivo è dimezzare i tempi di esecuzione (da 6 a 3 mesi) e concludere l’esecuzione forzata entro 4 mesi, prevedendo sanzioni per ogni giorno di ritardo. “Serve dare ai proprietari tempi certi, contrastare gli abusi e riportare sul mercato migliaia di immobili oggi inutilizzati”. Parallelamente, il DDL 828 punta a reintrodurre la cedolare secca al 21% sugli immobili commerciali per “contrastare la desertificazione delle nostre città e ridare vitalità ai centri storici”, mentre il DDL 775 mira a fare chiarezza sulla cedolare al 10%, legandola alla destinazione dell’immobile e non alla natura del contraente.
“La casa torni al centro della politica”, conclude De Poli. “Le politiche abitative richiedono visione e coraggio riformatore. Con queste proposte vogliamo o rire un contributo concreto: rimettere la casa al centro significa rimettere al centro le persone”.
previste. “Siamo sulla buona strada per completare il programma entro la fine di giugno, con una rete sanitaria più forte e preparata per a rontare le sfide future,” ha concluso Gerosa.
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Antonio De Poli, senatore Udc
L’assessore regionale alla sanità Gino Gerosa
Istruzione. Enaip Veneto da anni è pronto al cambiamento con un modello che anticipa nei fatti ciò che la legge ora codifica
LA FILIERA “4+2” RIDISEGNA LA SCUOLA TECNICO-PROFESSIONALE ITALIANA
C’ è una data che segna una discontinuità nella storia recente dell’istruzione italiana: settembre 2025. Da quell’anno scolastico, la filiera tecnologico-professionale cessa di essere un cantiere sperimentale e diventa parte integrante dell’ordinamento nazionale. Non più un progetto pilota riservato a istituti selezionati, ma un canale formativo strutturale disponibile in ogni scuola tecnica e professionale del paese. È la riforma comunemente identificata con la formula “4+2”, promossa dal Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. Il nome sintetizza l’architettura del modello: quattro anni di percorso negli istituti tecnici e professionali, al termine dei quali lo studente consegue il diploma professionale, seguiti da due anni opzionali di specializzazione presso gli ITS Academy. Un percorso complessivo di sei anni pensato come un continuum coerente tra scuola, impresa e alta formazione tecnica.
Nel panorama della formazione professionale veneta, ENAIP Veneto occupa una posizione di primo piano. Ente accreditato dalla Regione Veneto, presente dal 1951 — quest’anno ricorre il 75° anniversario dalla fondazione — opera oggi attraverso 18 scuole di formazione professionale distribuite in tutte le province regionali. Ciò che rende la storia di ENAIP particolarmente rilevante nel contesto della riforma è che il modello ora codificato dalla legge — formazione quadriennale, coinvolgimento diretto delle imprese, alternanza strutturale tra aula e contesto lavorativo — è nei suoi tratti essenziali il modello che ENAIP pratica da anni nei percorsi di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP). Questi si articolano in un triennio, al termine del quale lo studente consegue la qualifica professionale di 3° livello EQF riconosciuta in Italia e in Europa, e in un quarto anno che porta al diploma professionale di Tecnico
di 4° livello EQF. Con la riforma a regime, questo diploma consente l’accesso diretto alle ITS Academy, replicando la sequenza logica che la riforma intende generalizzare all’intero sistema.
L’offerta di ENAIP Veneto copre nove settori professionali: amministrazione, automotive, benessere, elettrico, informatico, meccanico, ristorazione, turismo e vendite. Per ciascun settore sono disponibili percorsi triennali per la qualifica
e percorsi di quarto anno per il diploma professionale. Enaip con l’approvazione della Regione Veneto ha avviato 27 corsi di 4 anni di Diploma Professionale di Tecnico per l’anno in corso, distribuiti tra tutte le province e attivati nelle sedi dell’ente. In sperimentazione della filiera 4+2 attualmente ha un secondo anno partito nel 2024/2025, 9 primi anni avviati nel 2025/2026 e prevede di avviare tra i 15 e i 22 corsi con questo modello.
Con l’entrata a regime della riforma, le scuole di formazione professionale accreditate — come quelle della rete ENAIP — non sono soggetti marginali rispetto alla filiera, ma ne costituiscono un nodo strategico. La legge prevede esplicitamente la possibilità per le regioni di integrare i percorsi IeFP nell’architettura della nuova filiera. Ad aprile 2026 i dati della fase sperimentale restituiscono un quadro in rapida espansione: le scuole aderenti sono passate da 180 a 396 in un solo anno (+120%), i percorsi attivati da 225 a 628 (+210%). Il Ministero ha stanziato 105 milioni di euro per i campus formativi. Per il Veneto, che ha fatto della formazione professionale tecnica duale un elemento identitario del proprio sistema produttivo, questi investimenti rappresentano un’opportunità concreta di valorizzare un patrimonio costruito da soggetti come ENAIP, che hanno anticipato nella pratica quotidiana ciò che la riforma ora eleva a modello nazionale
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Modello veneto: funziona davvero? E’ scontro in Consiglio Regionale
Il clima si è fatto se possibile ancora più rovente quando il dibattito ha toccato l’autonomia, il vessillo storico della giunta. Il Presidente Alberto Stefani ha rivendicato con orgoglio il percorso intrapreso, definendo l’autonomia come una “moltiplicazione di libertà” che porterà risposte rapide e concrete ai territori. Una visione che però è stata attaccata da due lati opposti. Davide Lovat, per Resistere Veneto, ha gelato l’entusiasmo della maggioranza parlando di un “vicolo cieco a zero risorse”, una scatola vuota che lascerebbe
il Veneto ancora schiavo della burocrazia romana. Dall’altra parte, le minoranze di centrosinistra hanno ammonito sui rischi di una frammentazione dei diritti essenziali, paventando un Veneto a due velocità dove chi vive nelle valli bellunesi o nel Polesine rischia di diventare un cittadino di serie B. Non meno acceso è stato il confronto sulla sicurezza e il welfare. Stefano Valdegamberi ha lanciato una provocazione che ha fatto saltare sulla sedia diversi consiglieri, proponendo di responsabilizzare i genitori
per i reati dei figli minorenni, arrivando a ipotizzare la revoca dei benefici regionali per le famiglie inadempienti. “Il welfare non può finanziare chi non educa”, ha tuonato in aula. La risposta è arrivata immediata dalle opposizioni, che hanno definito la proposta “punitiva e miope”, sostenendo che il disagio sociale si cura con gli educatori di strada e i centri di aggregazione, non togliendo il pane di bocca a chi è già in di icoltà.
A chiudere il cerchio delle tensioni è intervenuta Elisa De Berti, che ha riportato l’attenzione
sulla gestione delle case popolari. Con un tono che non ammette repliche, ha ribadito la linea dura della Giunta: “La legalità non è un optional. Chi occupa abusivamente deve sapere che il Veneto non è terra di nessuno. Le case ERP vanno a chi rispetta le regole e sta in graduatoria, punto”. Un botta e risposta infinito che dimostra come, anche senza il bilancio da votare, la politica veneta del 2026 sia tutt’altro che una palude stanziale, ma un fiume in piena pronto a esondare a ogni seduta.
L’intervista. L’assessore regionale allo sviluppo economico Massimo Bitonci sui prossimi provvedimenti
LA SFIDA DELL’AUTONOMIA ENERGETICA
E IL PATTO TRA IMPRESE E UNIVERSITÀ
Abbiamo incontrato l’assessore regionale allo sviluppo economico, Massimo Bitonci per approfondire la strategia della Regione Veneto per la sicurezza energetica. Il bilancio di previsione 2026 sembra tracciare una rotta molto definita: in che modo sosterrete la crescita attraverso l’energia e l’innovazione?
Il bilancio 2026 è guidato da una linea chiarissima: sostenere il sistema produttivo veneto attraverso l’innovazione, l’energia, l’accesso al credito e la valorizzazione dell’imprenditorialità. Lo facciamo con strumenti concreti e risorse mirate. Abbiamo approvato il bilancio e i relativi collegati includendo una serie di misure, tra cui un ordine del giorno della maggioranza nato da un mio suggerimento, che indica con precisione il nostro progetto energetico. Il punto focale sono le concessioni idroelettriche, sia le grandi che le medie derivazioni, che scadranno nel 2029. Da decenni queste concessioni sono condotte direttamente da ENEL, che ne gestisce il 70% in Veneto.
Una situazione cdiversa rispetto ad altre realtà. Qual è l’iniziativa che state lanciando insieme al Friuli Venezia Giulia?
Esatto, la nostra situazione è di erente da quella delle province autonome. In Trentino-Alto Adige, ad esempio, la società Dolomiti Energia è interamente di proprietà pubblica dei comuni di Trento, Rovereto e della Provincia. Per questo, insieme al Friuli Venezia Giulia, stiamo lanciando un’iniziativa per arrivare pronti al 2029 con l’obiettivo di lavorare sulla vera autonomia energetica del Veneto. Vogliamo che queste concessioni vadano “in house”, a idate a una realtà partecipata dalla Regione e dalla Provincia di Belluno, dove si trovano fisicamente gli impianti. Quali saranno i vantaggi per il territorio?
Siamo fortemente convinti, e i numeri di altre realtà lo confermano, che l’idroelettrico garantisca una forte marginalità. Vogliamo che queste risorse rimangano a casa nostra, ai veneti e alle aziende venete. Gestire internamente significa poter ribaltare il vantaggio economico
prodotto sul territorio direttamente alla Provincia di Belluno, alla Regione, alle imprese e ai cittadini. Il percorso è lungo, ma vogliamo essere prontissimi per la scadenza del 2029.
Restando sul fronte energetico, stiamo vivendo un momento drammatico. Quanto è importante, in questa fase, investire sulle energie rinnovabili? È fondamentale. Attualmente il Veneto produce 1,7 gigawatt da fonti rinnovabili, ma l’obiettivo che l’Europa ci pone per il 2030 è di 5,8 gigawatt. È un percorso complesso, ma stiamo per approvare in giunta una delibera sulle “zone idonee” e sulle “zone di accelerazione”. L’idea è la massima semplificazione: togliamo burocrazia per l’installazione di pannelli fotovoltaici nelle zone dove il consumo di suolo è zero, come aree industriali, autostradali e cave. In questi luoghi la Regione si farà carico della Valutazione Ambientale Strategica (VAS), eliminando la necessità della VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) per i singoli interventi. È una spinta fortissima alla realizzazione
di impianti rinnovabili su capannoni e insediamenti produttivi esistenti. Passiamo all’innovazione: nel 2026 sono previsti circa 760.000 euro complessivi per sostenere il sistema regionale?
In realtà le risorse sono anche maggiori. Bisogna capire che la Regione Veneto, non applicando l’addizionale regionale, utilizza prevalentemente i fondi di coesione per gli incentivi alle imprese e per il sociale. Recentemente abbiamo approvato un bando da 3 milioni di euro per le startup innovative, lavorando insieme ai rettori delle università venete e dello IUAV. Abbiamo fatto una scelta precisa: dare
priorità alle aziende che assumono o impiegano ricercatori, stagisti universitari e neolaureati. Vogliamo incentivare il collegamento tra il mondo della ricerca e quello dell’impresa, spingendo a inché i ragazzi possano fare stage qualificati. Questo approccio riguarda anche altri settori, come l’imprenditoria femminile?
Certamente. Abbiamo confermato il bando per l’imprenditoria femminile anche per quest’anno, con altri 3 milioni di euro. Solitamente era una misura alternata ogni due anni, ma ho voluto fortemente rifinanziarla perché, a fronte di un aumento generale delle partite IVA in Veneto, il settore femminile ha registrato un lieve calo. Dobbiamo incentivare i settori più deboli per contribuire alla parità di opportunità. Complessivamente, tra startup innovative e attrazione degli investimenti, abbiamo messo in campo quasi 50 milioni di euro, senza contare gli strumenti finanziari di Veneto Sviluppo e Veneto Innovazione a favore delle nostre imprese.
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ULa città scaligera protagonista della Wings for Life World Run
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globale a sostegno della ricerca sulle lesioni del midollo spinale. In contemporanea mondiale, alle 13.00, centinaia di migliaia di partecipanti si sono messi in movimento in diversi Paesi, uniti dall’obiettivo comune di contribuire al progresso scientifico.
DESPAR NORD IN CORSA A VERONA CON OLTRE 2.000 COLLEGHE E COLLEGHI
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Tra le città italiane protagoniste dell’edizione 2026, Verona è stata l’unica tappa veneta, a iancando altre App Run u iciali come Roma, Milano, Palermo e Aosta. All’evento veronese hanno preso parte moltissime persone tra runner, camminatori e partecipanti in sedia a rotelle, in un contesto caratterizzato da inclusione e partecipazione di usa.
A segnare in modo particolare l’appuntamento veronese è stata
della solidarietà”?
Anche quest’anno abbiamo scelto con entusiasmo di rinnovare questo impegno, coinvolgendo ancora una volta le nostre quasi 10.000 persone e sostenendo interamente il costo della loro iscrizione. La straordinaria adesione dei nostri collaboratori e delle nostre collaboratrici è il segno concreto del forte senso di responsabilità, appartenenza e comunità che ci unisce. Correre o camminare insieme, in contemporanea con il resto del mondo, per chi non può farlo, rappresenta per noi molto più di una partecipazione sportiva: è un gesto semplice, ma dal significato
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Spinale dell’Ospedale Civile Maggiore di Borgo Trento, a testimonianza del legame tra la manifestazione e la ricerca medico-scientifica.
La particolarità della corsa è il suo format: non esiste un tra-
guardo fisso, ma una “Catcher Car” virtuale che parte trenta minuti dopo il via e raggiunge progressivamente i partecipanti, segnando la conclusione della prova per ciascuno.
delle persone e lo spirito di squadra siano elementi fondamentali del nostro modo di fare impresa. Iniziative come la Wings for Life World Run ci permettono di trasformare questi valori in un’esperienza concreta e condivisa, creando occasioni autentiche di incontro, conoscenza e relazione tra migliaia di colleghi e colleghe provenienti da territori diversi. Ritrovarsi insieme per una causa così importante rafforza il senso di appartenenza e ci ricorda che, anche attraverso piccoli gesti, possiamo contribuire a qualcosa di più grande. Sono momenti che consolidano il legame tra le persone e danno ancora più valore al
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Con i nostri progetti CSR vogliamo essere concretamente vicini alle comunità dei territori in cui operiamo, generando valore non solo economico, ma anche sociale. Questa iniziativa ci consente di sostenere la ricerca scientifica e, allo stesso tempo, di coinvolgere attivamente le nostre persone in un’esperienza che traduce in azione valori come partecipazione, collaborazione, inclusione e solidarietà. Per noi fare impresa significa anche questo: mettere al centro le persone, promuovere il loro benessere e contribuire, insieme, a costruire un impatto positivo e duraturo sulle comunità.
Venezia si candida a diventare un punto di riferimento nazionale per il trattamento della sordità. L’avvio della nuova attività di otochirurgia all’ospedale Civile segna un cambio di passo per l’Ulss 3 Serenissima, che in pochi mesi ha già raggiunto risultati concreti, attirando pazienti da diverse regioni italiane e riducendo a zero i tempi di attesa.
Nei primi cinque mesi di operatività sono stati eseguiti nove interventi di impianto cocleare: due su pazienti pediatrici e sette su adulti, provenienti da un’ampia area geografica che va dalla Lombardia fino alla Sicilia. Un dato significativo non solo per il numero di procedure effettuate, ma anche per la capacità del sistema sanitario veneziano di intercettare una domanda altamente specialistica che fino a poco tempo fa si concentrava in altri centri.
Tra i casi trattati spicca quello di una bambina residente a Venezia, la prima del territorio a beneficiare del servizio direttamente in città. Fino al 2025, infatti, pazienti con queste necessità venivano indirizzati verso strutture come Padova, con inevitabili disagi logistici per le famiglie. Oggi, invece, il percorso di cura può essere gestito interamente all’interno della rete sanitaria locale. Il risultato è frutto di un modello organizzativo basato sull’integrazione tra diverse competenze. Il progetto coinvolge infatti l’otochirurgia guidata da Nicola Malagutti, l’audiologia e otoneurologia coordinata da Rosa Maria Santarelli e la chirurgia testa-collo diretta da Doriano Politi. Una sinergia
che consente di seguire il paziente lungo tutto il percorso, dalla diagnosi all’intervento fino al follow-up.
Il direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima, Massimo Zuin, sottolinea come questo rappresenti un traguardo importante non solo per il centro storico, ma per l’intero sistema sanitario territoriale. La creazione di un polo altamente specializzato a Venezia rafforza infatti la capacità attrattiva della sanità locale e contribuisce a ridurre la mobilità passiva.
L’obiettivo per il futuro è già definito: dal 2026 si punta ad arrivare a circa 50 interventi all’anno, consolidando ulteriormente il ruolo di Venezia nel panorama nazionale della chirurgia dell’udito. Una crescita che sarà sostenuta proprio dal modello integrato tra ospedale e territorio, considerato uno degli elementi chiave per garantire qualità e continuità assistenziale.
Gli impianti cocleari rappresentano una tecnologia avanzata che consente di restituire la percezione dei suoni a persone affette da sordità profonda o grave. L’intervento prevede l’inserimento di un dispositivo elettronico che stimola direttamente il nervo acustico, permettendo al paziente di recuperare una funzione uditiva altrimenti compromessa.
Con questi risultati, Venezia non è più solo un punto di riferimento culturale e turistico, ma si afferma sempre più anche come centro di eccellenza sanitaria, capace di innovare e rispondere ai bisogni complessi dei cittadini.
Impianti cocleari, Venezia cresce: zero attese e richieste da tutta Italia
All’Ospedale di Chioggia arriva la nefrectomia radicale laparoscopica per il trattamento dei tumori renali
L’Ulss 3 Serenissima introduce nel presidio clodiense una tecnica chirurgica mini-invasiva di livello avanzato, resa possibile da nuove tecnologie e dal lavoro congiunto di Urologia e Chirurgia
Un nuovo traguardo per l’Ospedale della Navicella: le équipe di Urologia e Chirurgia hanno avviato anche a Chioggia la nefrectomia radicale laparoscopica, procedura di alto livello per il trattamento del tumore del rene. Secondo la direzione sanitaria, l’arrivo di questa tecnica conferma l’elevato standard raggiunto dal presidio e si fonda su tre elementi chiave: tecnologie all’avanguardia, competenze specialistiche consolidate e una collaborazione multidisciplinare ormai rodata tra i reparti coinvolti, guidati dai primari Wanni Battanello e Salvatore Ramuscello.
La nefrectomia radicale laparoscopica è un intervento mini-invasivo per l’asportazione completa del rene, effettuato tramite piccole incisioni addominali che consentono al chirurgo di operare con l’ausilio di una telecamera. Come spiegano
gli specialisti, questa tecnica trova applicazione nei tumori renali, nei reni non più funzionanti a causa di infezioni gravi, calcolosi complesse o malformazioni, e offre vantaggi rilevanti rispetto alla chirurgia tradizionale a cielo aperto: dolore post-operatorio ridotto, cicatrici minime, degenza più breve e recupero più rapido. L’intervento rappresenta oggi il riferimento per la chirurgia renale oncologica e benigna e, quando indicato, può essere eseguito anche in forma parziale, preservando la porzione sana dell’organo. Tra i benefici segnalati dai chirurghi figurano un minore impatto estetico e funzionale, un rischio più contenuto di infezioni della ferita e la possibilità di tornare presto alle normali attività. A Chioggia sono già stati trattati tre pazienti, di 54, 73 e 78 anni, con una degenza complessiva, tra pre e post operatorio, di circa quattro o cinque giorni.
Pink Lioness in Venice, AVAPO Venezia e Bucintoro rinnovano il sostegno al reparto che segue le donne colpite
Donati 17 mila euro alla Breast Unit dell’Ulss 3:
in arrivo un nuovo ecografo portatile
Un nuovo gesto di sostegno alla Breast Unit dell’Ulss 3 Serenissima si traduce in un ecografo portatile destinato al reparto che segue le donne colpite da tumore al seno. A consegnare l’assegno da 17.650 euro sono state le “Pink Lioness in Venice”, insieme ad AVAPO Venezia e Bucintoro, realtà che da anni affiancano il lavoro dei medici con raccolte fondi e iniziative solidali.
La donazione è stata destinata all’acquisto di una nuova apparecchiatura per il reparto guidato dal primario Guido Papaccio. Le associazioni hanno così confermato un appuntamento che ormai si rinnova ogni anno con contributi destinati alla sanità veneziana.
“La Breast Unit è un reparto cruciale – ha spiegato Francesca Baldi, portavoce delle Pink Lioness – perché qui vengono seguite centinaia di donne ogni anno. La nostra missione è far sentire loro che non sono sole, non solo con le parole ma anche attraverso azioni concrete, sostenendo il lavoro dell’équipe multidisciplinare dell’ospedale dell’Angelo”. Accanto alle Pink Lioness continua il sostegno di AVAPO Venezia, associazione impegnata nell’assistenza alle persone colpite da tumori. “Partecipiamo a queste iniziative –ha sottolineato il presidente Fabio Moretti –
perché vediamo ogni giorno la forza di queste donne. È una determinazione straordinaria che merita tutto il supporto possibile, anche attraverso il finanziamento di nuove attrezzature mediche”.
Il ringraziamento dell’Ulss 3 Serenissima è arrivato dal direttore generale Massimo Zuin, che ha evidenziato il valore della Breast Unit veneziana e della collaborazione tra specialisti all’interno dell’ospedale hub. “Il fatto che siano le stesse pazienti a sostenere nel tempo il lavoro di questa squadra – ha detto – dimostra quanto sia importante il lavoro svolto dal reparto e dalle associazioni che seguono le donne durante il percorso di cura”.
Soddisfatto anche il primario Guido Papaccio: “L’ecografo acquistato grazie a questa donazione è solo l’ultimo esempio di una collaborazione che negli anni ci ha consentito di dotarci di strumenti innovativi e sempre più precisi per diagnosi e interventi”.
La collaborazione tra Pink Lioness in Venice, AVAPO Venezia e Bucintoro prosegue infatti da oltre dieci anni. Alla base dell’impegno c’è anche l’esperienza del dragon boat, diventata negli anni un elemento importante nella riabilitazione post operatoria di molte donne. Negli ultimi tre anni le donazioni hanno su-
perato complessivamente i 73 mila euro. Nel 2023 un contributo da 25 mila euro aveva permesso all’ospedale Santi Giovanni e Paolo di acquistare il sistema Mag Seed, una tecnologia che aiuta i chirurghi a individuare con maggiore precisione i linfonodi da trattare durante gli interventi.
Nel 2024 un nuovo assegno da 25 mila euro aveva invece finanziato il proseguimento del programma Mag Seed in tutta l’Ulss 3 Se-
renissima, grazie ai fondi raccolti durante le “Camminate rosa”.
Nel 2025 era arrivata un’ulteriore donazione da oltre 23 mila euro che aveva consentito alla Breast Unit di dotarsi del primo elettrobisturi al plasma utilizzato in un ospedale del Veneto. Lo strumento permette interventi meno invasivi, con minori danni ai tessuti, tempi operatori ridotti e un recupero più rapido per le pazienti.
Il progetto.
Attivati spazi riqualificati tra centro storico e Ca’ Lino grazie ai fondi PNRR
Chioggia inaugura nuovi alloggi per l’autonomia delle persone disabili
uovi spazi abitativi dedicati all’autonomia delle persone con disabilità sono stati inaugurati a Chioggia, nell’ambito del progetto promosso dal Comune in qualità di capofila dell’Ambito Territoriale Sociale VEN_14. Un’iniziativa che rientra nella Missione 5 del PNRR “Inclusione e Coesione”, con l’obiettivo di costruire percorsi concreti di vita indipendente.
Il progetto, sviluppato insieme all’ULSS 3 Serenissima – Distretto 4 e al Terzo Settore, ha visto la collaborazione della Cooperativa Sociale Titoli Minori (capofila operativo) e della Cooperativa Sociale Impronta, realtà radicate nel territorio e protagoniste della fase attuativa.
Gli interventi hanno permesso la trasformazione di quattro unità immobiliari: due a Ca’ Lino, di proprietà della Cooperativa Titoli Minori, e due nel centro storico di Chioggia, in Calle Luccarini e Calle Veronese, in gestione alla Cooperativa Impronta. Gli spazi sono stati riqualificati attraverso lavori di recupero edilizio, efficientamento energetico e introduzione di soluzioni domotiche, diventando oggi ambienti pensati per accogliere percorsi di autonomia abitativa.
Il sindaco di Chioggia, Mauro Armelao, ha sottolineato il valore della collaborazione tra istituzioni e mondo sociale: «Chioggia sa fare squadra e questi risultati lo dimostrano. È un lavoro condiviso tra amministrazione, Ulss e terzo settore che produce interventi concreti per la comunità».
Sulla stessa linea l’assessore ai Servizi Sociali, Sandro Marangon, che ha evidenziato la portata sociale dell’iniziativa: «Questi spazi rappresentano un’opportunità reale per le per-
sone con fragilità, che potranno costruire autonomia abitativa, inclusione sociale e lavorativa. Sono 32 i beneficiari coinvolti, con ricadute importanti anche per le famiglie». Per la Cooperativa Sociale Titoli Minori, la presidente Valeria Tiozzo ha parlato di «una giornata di emozione e di comunità», sottolineando come i percorsi attivati favoriscano anche l’accesso al lavoro e l’autodeterminazione delle persone coinvolte.
Il progetto, sostenuto da un investimento complessivo di oltre 800 mila euro tra fondi PNRR e programmi complementari, si articola in tre linee operative – CON-NESSI, VIA LIBERA e VIA DICENDO – che accompagnano fino a 32 persone tra i 18 e i 64 anni residenti nei comuni di Chioggia, Cavarzere e Cona.
I percorsi integrano autonomia abitativa, inserimento lavorativo, formazione digitale e attività di inclusione sociale: dai laboratori nella ristorazione ai tirocini, dall’uso degli strumenti informatici alle attività sportive e culturali, fino ai momenti di socializzazione e crescita personale. Fondamentale, secondo gli enti coinvolti, è il lavoro di rete che mette in relazione servizi sociali, centro per l’impiego, scuole, imprese e famiglie, attraverso équipe multidisciplinari che costruiscono progetti individualizzati. Il percorso, in scadenza formale nel giugno 2026, è destinato a proseguire oltre la fase PNRR, con nuove progettualità già in fase di sviluppo. L’obiettivo dichiarato è consolidare un modello stabile di inclusione, capace di coniugare autonomia, dignità e partecipazione attiva alla vita della comunità.
All’IPAB L. Mariutto di Mirano presentata la ricerca sul metodo Snoezelen
Grande partecipazione, nelle scorse settimane, alla Sala Boato della Residenza Melograno dell’IPAB Luigi Mariutto di Mirano per la presentazione della ricerca e pubblicazione “Snoezelen. Un percorso multisensoriale per il benessere dell’Anziano”. L’iniziativa, sostenuta dal Rotary Club Noale dei Tempesta, che ha fornito le strumentazioni necessarie, ha acceso i riflettori su un approccio innovativo alla cura. Ad aprire i lavori i saluti del presidente Gianangelo Favaretto, della presidente del Rotary Annamaria Tosatto e del direttore generale Antonio Rizzato, che hanno sottolineato il valore della sinergia tra istituzioni e territorio.
Il progetto Snoezelen, già attivo nelle residenze del Mariutto, si basa su stimolazioni multisensoriali mirate. La ricerca, sviluppata con il supporto dell’Università di Padova, evidenzia risultati significativi: quasi l’80% degli ospiti agitati ha ritrovato tranquillità, mentre oltre il 74% degli apatici ha mostrato una riattivazione.
In chiusura Rizzato ha delineato le prospettive future, puntando sulla biofilia e sul potenziamento degli spazi verdi, con nuovi interventi pensati per favorire il benessere degli ospiti in ogni stagione.
Riccardo Musacco
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