Rendiconto 2025, scontro politico sui numeri, la giunta replica al Pd
Chioggia
Più poteri alle Regioni: la Cgil mette in guardia
La “Svolta a Nord” e il fragile patto di Roma
La Lega vive settimane di profonda e sotterranea fibrillazione, e l’epicentro di questa scossa si trova, ancora una volta, in Veneto. L’esito del recente Consiglio federale di Roma, risoltosi con un congelamento delle nomine dei vicesegretari, ha plasticamente descritto lo stato di tesa tregua che attraversa via Bellerio. Quello che apparentemente si presenta come un rinvio tecnico, nei fatti nasconde un confronto serrato sul futuro identitario del partito, con il Veneto a fare da capofila di una richiesta chiara: rimettere i territori e i governatori al centro della cabina di regia.
Dal punto di vista della base e dei quadri veneti, il dibattito attuale va ben oltre la pura assegnazione delle poltrone. La trattativa reale si muove lungo l’asse tra il segretario federale Matteo Salvini e la figura più rappresentativa del leghismo veneto, Luca Zaia.
La prospettiva emersa nelle ultime ore non vede semplicemente l’ex Doge nel ruolo di vice, bensì come potenziale garante di una decisa “svolta a Nord” . Un assetto che sul piano dei pesi politici interni avrebbe lo scopo di blindare l’eredità e il controllo politico delle storiche roccaforti settentrionali.
Veneto primo in Italia: medici di famiglia nelle Case di Comunità
AUTONOMIA DIFFERENZIATA, CONFRONTO SERRATO, STEFANI: “RICHIESTE SACROSANTE”
E DOPO IL 2026? LA NUOVA SFIDA
• Nicola Stievano
l tempo scorre inesorabile: il 30 giugno 2026 non è più una data cerchiata in rosso sul calendario di amministratori e tecnici, ma una scadenza immediata che bussa alle porte dei nostri municipi e u ici. Anche per il Veneto questa non è una scadenza qualunque: è il momento della verità per il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, l’ora in cui i progetti devono trasformarsi definitivamente in opere compiute, i cantieri devono chiudersi e la burocrazia deve lasciare spazio ai fatti.
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IL CONSOLE GENERALE DEL MAROCCO
IN VISITA A CHIOGGIA
Visita istituzionale a Chioggia del Console generale del Regno del Marocco a Verona, Abdelilah Nejjari, arrivato in città in occasione del lutto cittadino proclamato dall’amministrazione comunale per la morte dei tre giovani cittadini marocchini rimasti vittime del recente incidente stradale. Il rappresentante diplomatico si è recato prima all’obitorio di Chioggia, da dove erano partite le tre salme dirette in Marocco. In quell’occasione ha espresso vicinanza e cordoglio alle famiglie dei ragazzi scomparsi.
Successivamente Nejjari è stato accolto a Palazzo municipale dal sindaco Mauro Armelao. Durante l’incontro il primo cittadino ha consegnato al Console un piccolo bragozzo, simbolo della tradizione marinara chioggiotta, insieme a un libro dedicato alle ricette locali legate al pesce e alla cucina del territorio. Nel corso del colloquio il Console generale ha ringraziato il sindaco e l’amministrazione comunale per la sensibilità e l’attenzione dimostrate nei confronti delle famiglie dei tre giovani, un gesto che, come sottolineato durante l’incontro, è stato apprezzato dalla comunità marocchina.
Nejjari ha inoltre espresso solidarietà alle famiglie coinvolte nei fatti avvenuti a Modena, causati da un giovane di origini marocchine, richiamando l’importanza del rispetto delle regole, della convivenza civile e della responsabilità personale.
Durante la visita il Console generale si è detto colpito dalla bellezza della città e dall’accoglienza ricevuta, annunciando l’intenzione di tornare presto a Chioggia per una visita più approfondita e confermando la disponibilità a collaborare con le istituzioni locali per eventuali necessità future. Il sindaco Armelao ha infine ribadito il valore del dialogo tra istituzioni e della collaborazione tra comunità, nel segno del rispetto reciproco, della solidarietà e della coesione sociale.
• Redazione Chioggia
L’incontro a seguito della tragica morte dei tre giovani
E DOPO IL 2026? LA NUOVA SFIDA
Guardando i dati del monitoraggio territoriale, emerge un quadro di indiscutibile orgoglio per il nostro Nord-Est. Il Veneto si conferma locomotiva d’Italia anche nella capacità di spendere e realizzare. Nella nostra regione viene gestita una mole finanziaria monumentale da 14,3 miliardi di euro per 64.800 progetti complessivi: una transizione che ha già portato alta tecnologia negli ospedali, nuove strutture di cura e assistenza e un tasso di completamento dei cantieri comunali superiore alla media nazionale. Questi numeri ci dicono che la macchina amministrativa locale ha retto l’urto.
Laddove lo Stato centrale ha spesso mostrato fiatone e ritardi, stavolta il pragmatismo degli enti locali ha risposto positivamente. I sindaci e i tecnici dei piccoli comuni, spesso lasciati soli a combattere con la piattaforma ReGiS, hanno fatto i salti mortali, supportati negli ultimi mesi dalle task force di esperti per evitare il blocco delle autorizzazioni e dei cantieri e veder sfumare i generosi fondi messia disposizione. Ora è tempo di tirare le somme, di completare i cantieri e poi la rendicontazione. Tuttavia è necessaria una riflessione più profonda che vada oltre il 30 giugno e il 31 agosto, l’ultima data utile per la rendicontazione. La vera sfida, infatti, comincia il giorno dopo. Cosa ce ne faremo di queste
infrastrutture se non avremo le risorse umane per gestirla? Abbiamo costruito asili nido, ma avremo i fondi di bilancio corrente per assumere gli educatori? Stiamo digitalizzando la sanità e creando Case della Comunità, ma dove troveremo i medici e gli infermieri per riempirle, vista la crisi vocazionale del settore? A complicare ulteriormente il quadro, sul fronte sanitario, è lo stallo a livello nazionale sulla riforma della medicina territoriale che riguarda per l’appunto il ruolo dei medici di base nelle nuove Case della Comunità. Il PNRR è stato pensato come una straordinaria iniezione di capitale per le strutture, non per la spesa corrente. Il rischio concreto è di ritrovarsi con scatole tecnologiche bellissime, con edifici nuovi e all’avanguardia ma desolatamente vuoti. Il Veneto ha dimostrato di saper spendere e costruire rispettando quasi sempre tempi e procedure. Ora, però, la politica locale e nazionale deve pretendere una fase due, che va ben oltre il 2026: riforme strutturali e risorse correnti per far funzionare ciò che è stato realizzato, a partire dalla sanità, non certo questione di poco conto. Altrimenti, la più grande opportunità di questo quarto di nuovo secolo rischia di trasformarsi in un monumento all’e icienza edilizia, privo di un’anima sociale e non in sintonia con le necessità quotidiane.
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Segue da pag. 1
di Chioggia
Dove sono finiti i fondi del Pnrr? Viaggio tra cantieri e opere realizzate
“Negli ultimi anni Chioggia ha avviato una delle più importanti stagioni di investimenti pubblici della sua storia recente grazie ai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza”. A dichiararlo con fermezza è il sindaco di Chioggia, Mauro Armelao, tracciando un bilancio dei numerosi interventi portati avanti e in fase di completamento sul territorio comunale. Si tratta di una vera e propria rivoluzione urbanistica e sociale, che sta modificando radicalmente il volto della città lagunare e delle sue realtà limitrofe. Un’azione a tutto campo che spazia dalle grandi infrastrutture culturali ai piccoli ma significativi interventi nei quartieri. “Dal recupero di aree degradate alla riqualificazione del verde pubblico, dall’e icientamento energetico degli impianti sportivi ai progetti sociali e di inclusione, passando per la digitalizzazione della macchina amministrativa - dice Armelao - il territorio clodiense è al centro di una trasformazione di usa che coinvolge centro storico, Sottomarina e frazioni. L’obiettivo dichiarato dal Comune è quello di utilizzare le risorse europee per migliorare la qualità della vita dei cittadini, creare nuovi spazi di aggregazione, sostenere le
fasce più fragili della popolazione e modernizzare i servizi pubblici”. Uno dei motori principali di questa metamorfosi è la transizione ecologica unita al decoro urbano. “Uno dei settori maggiormente interessati dagli investimenti Pnrr - dice Armelao - è quello del verde pubblico. Il Comune ha infatti destinato oltre 5,2 milioni di euro alla riqualificazione di parchi, giardini e aree urbane degradate, interventi ancora in corso in qualche caso”. Il capitolo dedicato al verde pubblico è cresciuto sensibilmente, grazie alla possibilità di intercettare fondi europei destinati alla rigenerazione urbana. Gli interventi hanno interessato numerose zone della città: via Valli, viale Umbria, Sant’Anna, Isola Verde e via Cicogna a Sottomarina. Il Pnrr ha toccato da vicino anche le frazioni del territorio. “Tra i più significativi vi è la riqualificazione dei giardini pubblici di Valli, inaugurati nell’estate 2024. Qui l’intervento ha trasformato un’area lasciata per anni all’abbandono in un nuovo spazio verde multifunzionale - spiega il sindaco. L’area ospita una nuova area giochi inclusiva, un’area di sgambamento cani, parcheggi, postazioni picnic e nuovi percorsi pedonali, all’interno del grande progetto metropolitano denominato “Bosco dello
Sport”. Spostando lo sguardo su Sottomarina, i lavori di riqualificazione del giardino pubblico di Viale Umbria hanno previsto nuove aree gioco accessibili anche ai bambini con disabilità, il rifacimento dei percorsi, il monitoraggio e la sostituzione delle alberature e il miglioramento della sicurezza complessiva del parco. La cura del territorio ha toccato vette significative
La rivoluzione del Pnrr tra politiche sociali e innovazione amministrativa
Una parte consistente dei fondi Pnrr è stata destinata alle politiche sociali. Il Comune di Chioggia ha inaugurato la prima struttura di housing temporaneo in via del Boschetto, destinata all’accoglienza di persone in di icoltà abitativa. Il progetto, dal valore complessivo di 710 mila euro, prevede tre strutture e 15 posti letto complessivi. Il Comune sta lavorando anche alla futura “Stazione di Posta”, centro servizi dedicato alle persone
in condizioni di grave marginalità sociale. Nel 2026 un ulteriore tassello si è aggiunto al percorso di inclusione sociale finanziato dal Pnrr con l’inaugurazione di nuovi spazi abitativi dedicati all’autonomia delle persone con disabilità. Grazie ai finanziamenti europei sono stati recuperati e riqualificati quattro appartamenti tra Ca’ Lino e il centro storico di Chioggia. I nuovi spazi ospitano percorsi personalizzati rivolti a persone con disabil-
ità intellettiva lieve o moderata, integrando i servizi di assistenza sul territorio. Infine il Pnrr sta incidendo profondamente anche sulla macchina amministrativa comunale. Tra i progetti più importanti portati avanti, si segnalano il nuovo sito internet istituzionale del Comune, l’attivazione di servizi online per i cittadini, i “Punti Facili Digitali” presso la Biblioteca Civica, il passaggio al nuovo gestionale Sicraweb Evo e il subentro dello
anche nelle frazioni più interne. Nel corso del 2024 sono stati infatti inaugurati i giardini di Sant’Anna, completamente rinnovati grazie ai fondi Pnrr legati al progetto metropolitano “Più Sprint”. Nuove recinzioni, giochi, arredi urbani, aiuole e impianti di irrigazione hanno restituito alla frazione uno spazio moderno e sicuro. Di grande rilievo è stato anche il recupero dell’area verde dell’ex Casa Libera in via Cicogna, a Sottomarina. Uno degli interventi simbolo del Pnrr a Chioggia è il recupero dell’Arena Duse di Sottomarina. “Abbandonata da oltre dieci anni - dice il sindaco - la struttura alla fine sarà completamente trasformata grazie a un investimento superiore ai 3,9 milioni di euro. Il progetto prevede la realizzazione di una grande copertura moderna”. L’opera restituirà un polo polifunzionale d’eccellenza per spettacoli e concerti, colmando un vuoto durato troppo a lungo. Il Pnrr ha infine finanziato interventi mirati sugli impianti sportivi, come l’e icientamento energetico del campo sportivo di Borgo San Giovanni utile a ridurre i consumi e garantire spazi moderni alle associazioni locali.
• Alessandro Abbadir
stato civile nell’Anpr, l’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente.
(a.a.)
Il sindaco Mauro Armelao
Montanariello
“Le opere finanziate? Merito delle amministrazioni precedenti”
“Le opere finanziate con il Pnrr non sono merito di Armelao. Sono il frutto del lavoro delle amministrazioni precedenti”. A dirlo è il consigliere regionale e comunale del Pd Jonathan Montanariello.“Il sindaco Armelao - dice Montanariello - continua a
raccontare una realtà parallela. Da una parte attribuisce tutti i problemi che oggi vive Chioggia, dalla carenza di investimenti sulla viabilità al caos della mobilità urbana, fino all’aumento senza precedenti della pressione fiscale, a chi ha amministrato prima di lui; dall’altra si presenta come
Allarme Cgil per i precari del Pnrr del comparto giustizia nel veneziano PNRR/2.
Assemblea e presidio nelle scorse settimane davanti alla sede del Tribunale di Venezia, in piazzale Roma. Decine di persone hanno manifestato contro la carenza di personale che colpisce il ministero della Giustizia e in particolare la situazione, contingente, dei precari assunti con il Pnrr, che rischiano di non vedere rinnovato il contratto dal 30 giugno 2026. Non si sa quali u ici si troveranno con più tagli e quali meno. Tutto questo in un contesto di strutturale carenza di personale. “Nel Distretto della Corte d’Appello di Venezia - spiega Fp Cgil - la scopertura degli organici delle Procure supera il 34%, e nei Tribunali una media del 40%, ma in molti u ici la situazione è addirittura drammatica. I Tribunali di Venezia, Vicenza e Belluno registrano carenze vicine al 50% del personale amministrativo previsto. La Procura presso il Tribunale per i Minorenni di Venezia opera con una scopertura del 50% e la Procura Generale di Venezia invece del 52%, con un numero di funzionari ridotto all’osso. Gli U ici del Giudice di Pace di Venezia e Belluno presentano scoperture rispettivamente superiori al 66% e all’80%”. Il personale arrivato con il Pnrr ha dato una boccata d’ossigeno al lavoro degli u ici, migliorando
il principale artefice delle opere pubbliche che vengono inaugurate in questi mesi. La realtà, però, è ben diversa. Se si guarda ai fatti con obiettività, i disagi che oggi i cittadini subiscono sono il risultato diretto delle scelte compiute dall’attuale amministrazione, mentre molte delle opere che vengono celebrate con tagli di nastro e fotografie, derivano da progetti elaborati e finanziati in precedenza”. Il caso del Pnrr per Montanariello è emblematico. “Quella straordinaria opportunità avrebbe dovuto consentire a Chioggia - di compiere un salto di qualità, diventando una città più moderna, e iciente e competitiva. Invece non è stata prodotta una progettazione innovativa capace di intercettare le nuove risorse disponibili. Per non rimanere esclusi da una dinamica che avrebbe penalizzato anche gli altri Comuni del territorio, si è dovuto ricorrere a progetti già esistenti, predisposti dalle precedenti amministrazioni e rimasti nei cassetti in attesa di finanziamento”. Non c’è quindi stata una visione nuova, “ma semplicemente il recupero di progettazioni già pronte. In una città che negli ultimi anni ha visto crescere turismo, attrattività e presenze, sarebbe stato necessario compiere scelte strategiche per il futuro. Questo non è avvenuto”. “Il
il servizio e permettendo di smaltire il pregresso, ma con il taglio di una parte dei precari Pnrr, unito ai pensionamenti registrati in questi anni e ancora in corso, il rischio di vedere disservizi allarma. Al presidio erano presenti anche diversi precari che, in questo momento, sperano di essere stabilizzati.
• (a.a.)
sindaco parla spesso dell’Arena Duse come simbolo della propria azione amministrativa - continuadimenticando che si tratta di un’opera progettata dall’amministrazione precedente e che l’attuale governo cittadino è intervenuto soltanto per alcune integrazioni legate al verde pubblico. Inoltre, proprio quell’opera rischiava di essere compromessa da una scelta urbanistica sostenuta dall’attuale maggioranza, che prevedeva l’insediamento di un’abitazione
nell’area destinata alla viabilità di servizio”. ”Le opere finanziate con il Pnrr - continua Montanariello - sono sostanzialmente completate; restano da ultimare i Giardini e l’Arena Duse, che saranno conclusi a breve. Sarebbe opportuno che il sindaco mostrasse maggiore onestà intellettuale nel riconoscere il lavoro svolto da chi lo ha preceduto”.
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Il consigliere Jonathan Montanariello
IN PRIMO PIANO
SULLE ROTAIE DELLA SOSTENIBILITÀ: È PARTITO
IL “TRENO DEL MARE” PER CHIOGGIA E SOTTOMARINA
C’è una sostenibile alternativa all’automobile per raggiungere le spiagge del litorale clodiense. Ha preso u icialmente il via nelle scorse settimane il “Treno del Mare”, il collegamento ferroviario estivo che unisce Rovigo, Adria, Rosolina e Chioggia, o rendo a residenti e turisti un viaggio lontano dalle code e dal tra ico automobilistico. La corsa inaugurale della nuova Chioggia Line è scattata dalla stazione di Rovigo, per poi giungere a Chioggia dove il convoglio è stato accolto dal Comune, dai rappresentanti della Regione del Veneto, di Trenitalia e di Infrastrutture Venete. Si tratta di un’iniziativa strategica che punta a ra orzare l’asse tra l’entroterra e la costa veneziana, favorendo una mobilità e iciente. “L’arrivo del Treno del Mare è una notizia che accogliamo con grande soddisfazione - dichiara il Sindaco di Chioggia, Mauro Armelao. Da anni sosteniamo la necessità di ra orzare i collegamenti tra Chioggia, il Polesine e il resto del Veneto, cre-
ando nuove opportunità per cittadini, lavoratori e turisti. Questo servizio rappresenta un segnale concreto di attenzione verso il nostro territorio e conferma il ruolo strategico di Chioggia come destinazione turistica e città di riferimento per tutto il comprensorio”. Il primo cittadino ha espresso il proprio ringraziamento alla Regione e ai partner tecnici per aver creduto in un progetto che punta a rendere la città più accessibile. Il Comune di Chioggia però ha scelto di non recitare il ruolo di semplice spettatore, ma di integrare l’arrivo dei treni con un servizio logistico mirato. È stato infatti istituito un bus navetta completamente gratuito che collegherà direttamente la stazione ferroviaria con Sottomarina (fino a viale Umbria), permettendo ai bagnanti di raggiungere la spiaggia in pochi minuti. “Come comune abbiamo scelto di accompagnare questo progetto mettendo a disposizione gratuitamente questo servizio - sottolinea l’assessore al Turismo, Riccardo Griguolo. Vogliamo
rendere sempre più semplice l’arrivo dei visitatori nelle nostre località balneari, o rendo un’alternativa all’automobile soprattutto nei periodi di maggiore a luenza. Ridurre il tra ico e favorire forme di mobilità sostenibile significa migliorare la qualità della vita dei residenti e l’esperienza di chi ci sceglie per il tempo libero. L’obiettivo è costruire un sistema sempre più integrato e funzionale”. Il piano orario della navetta, attivo ogni fine settimana fino a sabato 12 settembre, è sincronizzato con i treni (provenienti nel weekend direttamente da Verona Porta Nuova). Il sabato, la navetta parte dalla stazione ferroviaria alle 10:30 (dopo l’arrivo del treno delle 10:17) con destinazione viale Umbria. Il percorso inverso per il rientro prevede la partenza da Sottomarina alle 17,30, in tempo per il treno delle 18:20. La domenica, l’arrivo del treno è anticipato alle 9,34: la navetta verso il mare parte quindi alle 9:50, mentre il ritorno da Sottomarina è fissato alle 17,15, sempre in coincidenza con
UN BOOM DI TURISTI E C’È LA BANDIERA VERDE
Chioggia continua a conquistare turisti e riconoscimenti, confermandosi come una delle mete più dinamiche del Veneto. Gli ultimi dati di maggio di “Statistica Flash” della Regione fotografano un trend straordinario: un aumento del 12,1% dei turisti pernottanti, uno dei risultati più significativi a livello regionale. Un successo che premia un’offerta capace di unire il mare di Sottomarina e Isola Verde alla cultura e all’enogastronomia del centro storico.
A consolidare questo momento d’oro è arrivata anche la Bandiera Verde 2026, il premio assegnato dai pediatri italiani alle località balneari a misura di bambino per sicurezza, spiagge e servizi. Un sigillo che valorizza le storiche proprietà terapeutiche del litorale. “La crescita dimostra che la città è sempre più competitiva - dichiara il sindaco Mauro Armelao. Tra Sottomarina e Isola Verde la climatoterapia è una realtà da decenni: la sabbia finissima e ricca di minerali e l’aria carica di iodio o rono un
il convoglio di rientro delle 18:20. Gli orari del bus potrebbero subire lievi variazioni proprio per garantire la perfetta coincidenza con la Chioggia
aerosol naturale perfetto per i più piccoli. Il nostro territorio integra aria, acqua e sole in un perfetto modello di prevenzione sanitaria”. Dietro al successo c’è il lavoro di squadra tra amministrazione, strutture ricettive e la Fondazione Turismo guidata dall’assessore Riccardo Griguolo. “Questo trend - conclude il sindaco - fa ben sperare in un’estate da sold out, grazie a una città d’arte viva tutto l’anno”.
• (a.a.)
Line, blindando un servizio che unisce comfort e rispetto per l’ambiente.
• Alessandro Abbadir
L’assessore Riccardo Griguolo
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L’Angelo conferma la certifi cazione UNICEF
’Angelo si conferma l’unico ospedale HUB del Veneto certificato da UNICEF Italia come “Amico delle Bambine e dei Bambini”, e consegue un ulteriore riconoscimento: le buone pratiche messe in atto all’Ospedale di Mestre per neomamme e neonati diventano un punto di riferimento anche per gli altri ospedali della Baby Friendly Hospital Initiative (BFHI), promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dall’UNICEF.
Unico HUB del Veneto “Amico delle Bambine e dei Bambini”
tidiano svolto dagli operatori sanitari e conferma l’efficacia di un modello organizzativo fondato sulla formazione continua, sull’accoglienza e sulla presa in carico globale della famiglia. Il team UNICEF ha apprezzato in particolare il percorso di formazione sul campo “Progetto BFHI 2025”, la piattaforma elearning dedicata al personale neoassunto, l’utilizzo di materiali informativi multilingue accessibili tramite QR code e l’organizzazione della Terapia Intensiva Neonatale, che garantisce la presenza dei genitori senza limitazioni di orario. “Questo percorso - ha
scimento UNICEF è arrivato al termine del positivo percorso intrapreso dall’ospedale nella promozione, protezione e sostegno dell’allattamento, dell’alimentazione infantile e della genitorialità responsiva. Promuovere l’allattamento significa costruire salute, equità e futuro. Ringrazio tutte le professioniste e i professionisti coinvolti per l’impegno quotidiano e la qualità del lavoro svolto”.
“Siamo molto orgogliosi di questo risultato – commenta il Direttore generale dell’Ulss 3, Massimo Zuin – l’Ospedale dell’Angelo è l’unico grande ospedale del Veneto ad aver ottenuto e questo importante riconoscimento UNICEF, e oggi vede riconfermata la propria eccellenza anche nell’ambito
ternazionali promossi da UNICEF e OMS”. Dopo un lungo e articolato monitoraggio, il team di valutazione ha riconosciuto l’elevata qualità dell’assistenza garantita alle mamme, ai neonati e alle famiglie, evidenziando in particolare la capacità delle diverse figure professionali di lavorare in modo integrato e condividere principi e obiettivi dell’iniziativa Baby Friendly Hospital Initiative. Dalle interviste è emerso inoltre il forte apprezzamento delle madri per il contatto pelle a pelle immediatamente dopo il parto, per il supporto pratico e il counselling ricevuti durante tutto il ricovero e per l’attenzione riservata al percorso di accompagnamento alla genitorialità. Un riconoscimento che valorizza il lavoro quo-
sistenziale alle famiglie anche dopo la dimissione, vizi a supporto della maternità, dell’allattamento e tuata dal team UNICEF dal 2 al 4 dicembre scorso, ha previsto interviste a personale sanitario, madri e donne in gravidanza, oltre all’osservazione diretta degli ambienti assistenziali e alla verifica della documentazione clinico-organizzativa. Dalla valutazione è emersa un’elevata qualità dell’assistenza offerta lungo tutto il percorso nascita, grazie a un lavoro multidisciplinare orientato ai diritti dell’infanzia e al sostegno delle famiglie. L’iniziativa Baby Friendly promossa da UNICEF e OMS sostiene la creazione di ambienti sanitari e comunitari capaci di tutelare i diritti di bambine e bambini e garantire il miglior inizio possibile di vita e ad oggi in Italia la rete UNICEF conta 36 Ospedali e strutture certificati; 12 Comunità Amiche dei bambini e delle bambine; oltre 1100 Baby Pit Stop UNICEF presenti sul territorio nazionale.
All’Ospedale di Chioggia
introdotto il
sistema
“Rezum”: l’ipertrofi a prostatica viene curata con il vapore acqueo
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to dell’ipertrofia prostatica benigna, una patologia molto frequente negli uomini con l’avanzare dell’età e spesso responsabile di disturbi urinari che incidono significativamente sulla qualità della vita.
“Il sistema ‘Rezum’ – spiega il Primario di Urologia, Wanni Battanello – è una metodica già utilizzata nei più avanzati centri ospedalieri italiani e internazionali.
Utilizza un sottile strumento introdotto attraverso l’uretra, e in questo modo consente di effettuare piccole iniezioni di vapore acqueo direttamente all’interno del tessuto prostatico responsabile dell’ostruzione. Il vapore, riscaldato a circa 103°C, trasferisce in modo controllato energia termica alle cellule trattate, determinandone la distruzione. Nel corso delle settimane successive, il tessuto trattato viene progressivamente riassorbito dall’organismo, con una conseguente riduzione del volume della prostata e un miglioramento del flusso urinario e dei sintomi correlati. I
benefici clinici iniziano generalmente a manifestarsi entro poche settimane dal trattamento e tendono a consolidarsi nei mesi successivi”.
Il sistema “Rezum”, in sostanza, porta un miglioramento dei sintomi urinari legati all’ipertrofia prostatica benigna. La procedura è mini-invasiva e non
Cinque sono stati i casi già trattati, in regime di day hospital, quindi dimessi il giorno stesso. “Il trattamento – sottolinea Battanello – può essere utilizzato in casi specifici, su indicazione dell’urologo. E’ particolarmente indicato per uomini con sintomi urinari dovuti a ipertrofia prostatica benigna che non desiderano assumere farmaci a lungo termine, che non hanno ottenuto risultati soddisfacenti dalla terapia medica o che desiderano evitare un intervento chirurgico tradizionale. Può rappresentare inoltre una valida opzione per pazienti portatori di catetere ve-
scicale e per coloro che presentano condizioni che rendono meno indicata l’anestesia generale”. Il nuovo trattamento è stato introdotto all’Ospedale di Chioggia grazie alla collaborazione multidisciplinare del Dipartimento Chirurgico diretto dal dottor Salvatore Ramuscello e dell’Urologia diretta dal Primario Battanello, con la collaborazione specialistica del dottor Giuseppe Alario. “L’introduzione del sistema ‘Rezum’ – sottolinea la dottoressa Chiara Bovo, Direttore sanitario dell’Ulss 3 Serenissima – conferma l’impegno complessivo dell’Ospedale di Chioggia, e in particolare dell’Urologia, nell’offrire ai pazienti soluzioni terapeutiche moderne, efficaci e sempre meno invasive. Si amplia così il ventaglio delle possibilità di cura personalizzata, riducendo al contempo i tempi di degenza e l’impatto del trattamento sulla vita quotidiana dei pazienti. Con l’introduzione di questa recente tecnologia, l’Ospedale di Chioggia si allinea ai più avanzati centri urologici nazionali, mettendo a disposizione del territorio, per gli utenti che a giudizio dell’urologo possono essere avviati al trattamento, una procedura innovativa, sicura e supportata da solide evidenze scientifiche”.
Un dipinto dal Premio Mestre di Pittura alle pareti
di un dipinto pregevole - spiega il direttore generale Massimo Zuin - che è stato donato all’Ulss 3 Serenissima da Federfarma Venezia, nel quadro di una collaborazione avviata quest’anno. E’ stato selezionato tra i dipinti partecipanti al ‘Premio Mestre di Pittura’, e la collocazione qui all’Angelo testimonia del rapporto stretto e della vicinanza della comunità cittadina, delle associazioni, dei professionisti, di chi fa arte, con questo Ospedale, che è sempre più un punto di riferimento, un luogo riconosciuto e considerato importante. Ringrazio quindi il ‘Premio’, e il ‘Circolo Veneto’ che promuove la rassegna di pittura, e ringrazio Federfarma, che ha scelto l’opera e ne fa dono all’Ospedale”.
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temi legati alla cura e all’assistenza e che, per il suo valore artistico, meriti di essere esposto in pubblico. Questo primo dipinto e quelli che selezioneremo di anno in anno vengono acquistati da Federfarma per farne dono all’Ulss 3 Serenissima; l’Ulss 3 Serenissima, quindi, collocherà le opere nei propri spazi aperti al pubblico”.
La prima opera selezionata, e collocata negli spazi del CUP dell’Angelo, si intitola “Madonna con bambino allergico” ed è stata dipinta da
che unisce i due protagonisti”. Presenti alla cerimonia, Christiano Costantini, presidente del Circolo Veneto, e Cesare Campa hanno voluto ringraziare l’Azienda sociosanitaria per per aver accolto la proposta di collaborazione, ed hanno sottolineato il desiderio di allargare ulteriormente le collaborazioni tra il ‘Premio’ e le istituzioni e gli enti della città, così che la rassegna possa continuare ad offrire alla cittadinanza, in spazi nuovi e diversi, quanto realizzato dai tantissimi artisti che partecipano alla rassegna.
CHIOGGIA
Politica. Rendiconto 2025, intervengono sindaco e assessore al Bilancio
“Nessun condono sugli evasi, recuperati oltre 2 milioni”
Inumeri, in politica, non sono mai fredde cifre. Diventano terreno di scontro e, talvolta, oggetto di narrazioni contrapposte. Il Rendiconto 2025 del Comune di Chioggia non fa eccezione, trasformandosi nell’epicentro di un acceso dibattito tra l’amministrazione guidata dal Sindaco Mauro Armelao e le opposizioni, in particolare il Partito Democratico. Una tensione esplosa nelle scorse settimane con le proteste in aula sul progetto del nuovo asilo nido di via Nicolò Zeno a Sottomarina. L’ amministrazione comunale ha voluto tracciare una linea netta per ristabilire quella che definisce “la corretta lettura dei dati contabili, rivendicando la piena salute finanziaria dell’ente”. Il primo fronte caldo riguarda i residui attivi. Alle accuse del Pd su presunti “condoni a favore degli evasori”, l’assessore al Bilancio Paola Orlando ha chiarito che il riaccertamento è un obbligo di legge della contabilità armonizzata: “I crediti restano integralmente iscritti nello Stato Patrimoniale e le attività di riscossione coattiva proseguono. Non c’è alcuna rinuncia. A blindare i conti interviene il Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità, accantonato negli anni proprio per evitare che i mancati incassi storici impattino sui servizi ai cittadini. Sul fronte fiscale, l’amministrazione rivendica anzi un primato: nel 2025 sono stati recuperati oltre 2,1 milioni di euro dall’evasione di Imu e Tari. Una cifra che, secondo la giunta, smentisce l’ipotesi di immobilismo: “Il principio è pagare tutti per pagare meno. L’equità fiscale è giustizia sociale”. Anche l’aumento della Tari viene derubricato a mero atto dovuto, legato ai piani economico-finanziari validati dall’autorità di bacino e dalle regole Arera. Un altro dato che salta all’occhio nel Rendiconto è l’indice di tempestività dei pagamenti, un parametro che il Sindaco Armelao definisce “un vanto politico immenso”. Nel 2025 il Comune ha pagato le imprese del territorio con una media di 9,7 giorni di anticipo rispetto alle scadenze. Un dinamismo che ha permesso di azzerare i fondi di garanzia e immettere liquidità nel tessuto economico locale. Nessun blocco delle assunzioni, inoltre, per la spesa del personale: i risparmi registrati sarebbero dovuti solo ai tempi tecnici dei concorsi e a cessazioni non prevedibili, al netto degli arretrati già liquidati per il rinnovo del contratto nazionale. Capitolo investimenti: la giunta risponde alle accuse di paralisi sbandierando 38,3 milioni di euro accantonati nel Fondo Pluriennale Vincolato (di cui 36,2 per opere in conto capitale). Nel solo 2025 sono stati spesi 14,5 milioni per opere pubbliche, scuole e digitalizzazione, senza contrarre nuovo debito. A questi si aggiunge un avanzo libero
di quasi 5 milioni (complice la chiusura della complessa vicenda giudiziaria dei serbatoi Gpl Costa Bioenergie) che sarà destinato alle manutenzioni stradali e agli interventi nelle frazioni. Con un’autonomia finanziaria all’88%, un fondo cassa da 101,7 milioni e il parere favorevole dei Revisori (che invitano comunque a monitorare i tempi del Pnrr e a potenziare la riscossione), l’amministrazione blinda il proprio operato. “Siamo solidi, giusti e ambiziosi- concludono Armelao e Orlando, consegnando alla città un bilancio che definiscono pronto a sostenerne la crescita futura. La parola, ora, passa ai fatti e ai cantieri sul territorio”.
• Alessandro Abbadir
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Democrazia partecipata, scelti i nuovi comitati di frazione
Nelle scorse settimane si è svolta l’attesa consultazione elettorale per il rinnovo dei Comitati di Frazione del Comune di Chioggia, un appuntamento di democrazia partecipata che ha coinvolto Sant’Anna, Valli e Piovini, Ca’ Lino e Isolaverde, Ca’ Bianca e Ca’ Pasqua, Cavanella d’Adige e Cavana. Su 6.533 aventi diritto, si sono recati alle urne 1.179 elettori, registrando un’a luenza del 18,04%, in crescita rispetto alla scorsa edizione. “Un momento di forte valore civico e istituzionale - ha commentato il Presidente del Consiglio comunale Beniamino Boscolo Capon, ringraziando i 55 candidati e i volontari dei seggi. Anche l’Assessore alle Frazioni, Cristina Boscolo Zemelo, ha espresso soddisfazione, augurando buon lavoro ai nuovi rappresentanti e annunciando una serie di incontri per fare il punto sulle esigenze dei territori” Le urne hanno così decretato i nuovi direttivi. A Sant’Anna sono stati eletti il più votato Riccardo Bonomo (75 voti), Enrico Fanton, Lucia Ambrosin, Caterina De Benedetto, Deborah Porzionato, Gabriele Baldin, Federica Monsellato, Cristian Penzo e Valterino Baldin. Nella frazione di Valli e Piovini entrano Mirko Cogo (185 preferenze), Siria Bettelle, Aronne Barbierato, Andrea Dorigo, Alessandra Cecchinato, Francesco Cecchinato, Ezzelino Garbo, Nicola Grigolon e Aristide Ferro. Il comitato di Ca’ Lino sarà invece composto da Luciano Serafin (137 voti), Alessandra Boscolo Bello Sacchi, Maria Antonietta Bonetto, Vanna Fornaro, Alessandro Lando, Ofra Mantovan e Dario Filippo. A Ca’ Bianca la comunità ha scelto Silvano Dianin (38 voti), Davide Tiozzo, Roberto Zilio, Loris Cavaliere, Iseo Marcato, Giuseppe Cattozzo, Ruben Orlandin, Vincenzo Frodella e Livio Varagnolo. Infine, a Cavanella d’Adige e Cavana guideranno il comitato Maurizio Bergo (25 voti), Ketty Vallese, Federico Bertrame, Gianni Paganin, Paolo Mantovan, Patrizio Biscalchin e Francesco Bergo. • (a.a.)
finale con Elvis e le Chiare + Estrazione Lotteria
L’assessore al bilancio Paola Orlando
Inclusione sociale. Progetto condiviso tra Comune, associazioni e imprese del territorio
RILANCIATO IL MODELLO SOSTENIBILE: CONFERMATA “CITTÀ AD IMPATTO POSITIVO”
Chioggia rafforza la propria vocazione sociale e sostenibile e si conferma “Città ad Impatto Positivo”, il progetto promosso da PMG Italia Società Benefit che punta a costruire comunità più inclusive, attente all’ambiente e capaci di generare valore condiviso attraverso la collaborazione tra enti pubblici, imprese, scuole e associazioni. Un percorso che nel territorio clodiense ha trovato terreno fertile grazie alla sinergia tra amministrazione comunale, mondo del volontariato, istituti scolastici e circa quaranta aziende locali che hanno scelto di sostenere concretamente le iniziative sviluppate negli ultimi mesi. L’obiettivo del progetto è trasformare la sostenibilità da principio teorico ad azione concreta, capace di incidere sulla qualità della vita dei cittadini attraverso interventi nei settori sociale, ambientale, educativo e sanitario. Tra le iniziative simbolo c’è il rinnovo della concessione gratuita ad Auser e Anteas di due mezzi destinati al trasporto sociale: un Fiat Doblò e una Toyota Yaris utilizzati
ogni giorno per accompagnare anziani, persone fragili e cittadini con di icoltà motorie verso ospedali, strutture sanitarie e servizi pubblici.
“Chioggia conferma con orgoglio il proprio impegno come Città ad Impatto Positivo”, ha dichiarato il sindaco Mauro Armelao.
“Questo progetto dimostra quanto sia importante creare reti tra istituzioni, imprese e associazioni per costruire una comunità più attenta ai bisogni delle persone”.
Un impegno che trova riscontro anche nei numeri. Il presidente di Auser, Maurizio Padoan, ha ricordato come il precedente veicolo messo a disposizione grazie al progetto abbia percorso oltre 45 mila chilometri in appena due anni, segno della forte domanda di servizi di accompagnamento sociale sul territorio. Grande attenzione è stata dedicata anche ai giovani e al mondo della scuola. All’Enaip di Chioggia si è appena concluso un percorso educativo dedicato alla sostenibilità ambientale, all’inclusione e alla cittadinanza attiva.
Gli studenti hanno incontrato atleti con disabilità, confrontandosi direttamente con esperienze di resilienza e autonomia che hanno lasciato un forte impatto umano ed emotivo. Il progetto si è concluso con la presentazione di idee e proposte elaborate dagli stessi studenti per migliorare il territorio e promuovere comportamenti sostenibili. Le iniziative più meritevoli sono state premiate con borse di studio finanziate dalle aziende partner del progetto. L’esperienza proseguirà anche nel prossimo anno scolastico coinvolgendo l’Istituto Cavanis. “Sono percorsi che interessano moltissimo agli studenti”, ha spiegato la dirigente Francesca Avanzi, annunciando nuove attività e borse di studio da 500 euro per i progetti migliori. Sul fronte ambientale, il progetto ha portato alla piantumazione di trenta nuovi alberi a Sottomarina, intervento che ha avviato una più ampia riqualificazione dell’area verde interessata. Oltre alle nuove piante sono state installate panchine, una “Panchina Azzurra” simbolo dell’Europa, una casetta
per il bookcrossing e sono stati eseguiti lavori di recupero del gazebo centrale del parco. “La sostenibilità significa investire concretamente sul benessere collettivo e sul futuro della città”, ha sottolineato il vicesindaco e assessore all’Ambiente Serena De Perini. Tra le azioni promosse rientra anche la donazione di un defibrillatore al Comune di Chioggia, ulteriore tassello dell’impegno dedicato alla prevenzione sanitaria e alla sicurezza pubblica.
“Street Workout”: 900 partecipanti attraversano la città ballando
Erano circa 900 le persone che hanno partecipato a maggio alla quarta edizione dello Street Workout Chioggia. La città si è trasformata in un grande percorso dedicato al movimento e al benessere, con centinaia di partecipanti che, cu ie in testa e indossando tutti una maglia dello stesso vivace colore, hanno attraversato calli e ponti accompagnati dalla musica, creando una suggestiva atmosfera di festa. Lo Street Workout coniuga insieme attività fisica, socialità e valorizzazione del territorio, o rendo a
residenti e visitatori un modo originale per vivere la città e i suoi scorci più caratteristici. La partenza dell’evento in un clima di entusiasmo e condivisione è stata al Centro Astoria – stabilimento balneare Astoria - alla presenza dell’assessore agli eventi Riccardo Griguolo e del referente Coni Matteo Perini. Fondamentale per l’organizzazione dello Street Workout la collaborazione dell’Amministrazione Comunale e delle attività commerciali cittadine che hanno accolto con disponibilità il passaggio dei partecipanti,
contribuendo alla buona riuscita della manifestazione. Importante anche il contributo degli insegnanti e dei centri fitness del territorio che, insieme ai propri allievi, hanno aderito all’iniziativa parte-
cipando attivamente alle varie tappe del percorso e trasformando la città in una palestra all’aperto. “Vedere così tante persone divertirsi e condividere questa esperienza - ha a ermato Arianna Duoccio, organizzatrice dell’evento – è stata una grande soddisfazione. Manifestazioni come questa dimostrano come sport, musica e aggregazione possano valorizzare la città e coinvolgere persone di tutte le età”. “Novecento persone che attraversano Chioggia facendo sport, ballando e vivendo la città - ha sottolineato
Per PMG Italia, promotrice del progetto, i risultati raggiunti dimostrano l’e icacia di una collaborazione stabile tra pubblico e privato. “Quando istituzioni, imprese, scuola e terzo settore lavorano insieme su obiettivi condivisi, l’impatto positivo diventa reale e duraturo”, ha evidenziato l’amministratore delegato Marco Mazzoni.
• Redazione Chioggia
l’assessore agli Eventi Riccardo Griguolorappresentano un’immagine bellissima del nostro territorio. Per alcune ore Chioggia è diventata una palestra a cielo aperto, piena di entusiasmo e voglia di stare insieme. Il merito va agli organizzatori e a tutte le persone che hanno creduto in questo progetto, portando in città un evento moderno e capace di coinvolgere centinaia di partecipanti”.
• (e.f.)
Sociale. Grande partecipazione alla seconda edizione
“Noi ci siamo oltre ogni barriera”
Bisogna abbattere non solo le barriere architettoniche, ma anche quelle culturali e sociali. L’iniziativa “Noi ci siamo oltre ogni barriera” promossa dalla UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare) Chioggia anche in questa seconda edizione ha messo in evidenza la necessità di mettere al centro l’accessibilità e la sicurezza dei percorsi pedonali per garantire la dignità e l’autonomia di ogni cittadino. Una delle emergenze, più volte segnalata, è via del Boschetto: una strada pedonale e alberata diventata una via ad alto scorrimento ed un pericolo concreto non solo per gli anziani e le persone con mobilità ridotta, ma per tutti, impedendo di raggiungere in sicurezza servizi essenziali come la
scuola, gli u ici postali e le strutture socio-sanitarie.
In attesa di un piano complessivo per la sistemazione dei marciapiedi e degli incroci, c’è la necessità di realizzare in via del Boschetto il marciapiede sul lato ovest nei pressi dell’U icio Postale ed anche della pulizia della stradina interna nell’area ex Croce Rossa dove sono ospitate varie associazioni e cooperative sociali.
Per garantire una maggior autonomiacome ha sottolineato Riccardina Boscolo, presidente della Uildm Chioggia - bisogna snellire la burocrazia per l’ottenimento di ausili personalizzati e tutelare i ‘caregiver’ che assistono i familiari. Il Centro di Riabilitazione potrebbe diventare “Polo per il Progetto di Vita”
integrato con l’Ulss 3 non limitandosi alle sole terapie mediche, ma divenendo un punto di riferimento per il supporto e la socialità quotidiana.
“Ringraziamo l’amministrazione comunale per aver attivato il PEBA (Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche) - aggiunge la presidente della Uildm Chioggia - uno strumento urbanistico e programmatico che i Comuni hanno l’obbligo di adottare. Il piano permetterà di mappare le criticità della nostra città (marciapiedi interrotti, sconnessi, privi di scivoli o inesistenti, la mancanza di percorsi LOGES per non vedenti e ipovedenti non udenti) per pianificare al meglio i lavori necessari alla sicurezza di tutti”.
La Uildm ha inoltre ringraziato il Direttore Generale dell’ULSS 3 dr.Massimo Zuin, che ha inviato in sua rappresentanza il dr. Gianpaolo Pecere, le famiglie della UILDM e quanti hanno condiviso questa “camminata ad ostacoli” per toccare con mano i problemi quotidiani, il Comandante della Polizia Locale ed i suoi collaboratori, che presidiando il percorso, hanno permesso al corteo di muoversi in totale sicurezza.
• Eugenio Ferrarese
Cristian Penzo e Anna Danielato conquistano il titolo regionale
Due titoli regionali per i giovani giocatori del Circolo Scacchistico Clodiense. A Casaleone in provincia di Verona si sono disputati i Campionati Giovanili Regionali e Cristian Penzo nella categoria Under 10 e Anna Danielato nella categoria Under 18 hanno vinto il titolo regionale. I due giovani scacchisti chioggiotti con queste vittorie hanno confermato il successo conquistato un mese fa a Mestre nelle rispettive categorie in occasione del Campionato Provinciale. Nei tornei giocati a Casaleone bisogna registrare anche i prestigiosi risultati di Valerio Concon e Riccardo Marangon, giunti secondo
e terzo tra gli Under 14, e Alessandro Boscolo e Giacomo Boscolo, secondo e terzo tra gli Under 16. In questi ultimi due anni il Circolo Scacchistico Clodiense ha organizzato numerose iniziative che hanno riscosso una grande partecipazione che ha riguardato sia i vari corsi proposti anche agli adulti sia i tornei interni con i giocatori più giovani impegnati a fronteggiarsi con i giocatori più esperti e in tal modo migliorare il proprio livello di gioco. Dal 29 agosto al 5 settembre 2026 giocheranno a Cagliari i Campionati Giovanili Nazionali.
• (e.f.)
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La cerimonia. Assegnato alla pallavolista campione del mondo 2025
Eleonora Fersino è la vincitrice del premio “Clodiense dell’anno”
Il Leon d’oro dell’XI edizione del Clodiense dell’anno è stato assegnato alla pallavolista campione del mondo 2025 Eleonora Fersino. La cerimonia di premiazione condotta dalla prof. Stefania Lando, presidente del Comitato, si è svolta nella storica e artistica chiesa di S. Caterina messa a disposizione dalla Fondazione SS. Felice e Fortunato. Ed è stato proprio il
presidente della Fondazione e vicario generale della diocesi di Chioggia mons. Simone Zocca a rivolgere il saluto iniziale poi seguito dagli interventi della consigliera regionale Rosanna Conte, dell’assessore al turismo ed eventi Riccardo Griguolo e dell’assessore Matteo Penzo in rappresentanza del sindaco di Chioggia alla presenza dei responsabili delle forze dell’ordine. I 5
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finalisti segnalati “Clodiensi dell’anno”, un premio che vuol dar risalto alle eccellenza della città e fin dalla prima edizione sostenuto da BCC Veneta, erano: Edoardo Francesco Boscolo, vincitore del titolo mondiale di Kickboxing Musical form; Fabrizio Dughiero, direttore del Dipartimento di ingegneria industriale all’Università di Padova per la nomina a Visiting professor all’ateneo tecnico-scientifico di Wuahn in Cina; Sefano Giada e Alessia Niero che nel 2025 hanno percorso in bicicletta 17.000 km da Chioggia a Singapore ed ora in America Latina (l’attestato è stato ritirato dai familiari); Simone Scarpa, nome d’arte Simon Shoe, tra i più promettenti artisti nella musica elettronica; la pallavolista Eleonora Fersino a cui è poi andato il “Leon d’oro 2025”.
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Il prestigioso trofeo, opera dell’artista Dino Memmo, è stato ritirato nella chiesa di santa Caterina da Enzo Collalti, zio di Eleonora Fersino assente per impegni agonistici, ma poi consegnato il giorno successivo proprio alla giovane campionessa, ritornata dopo la partita giocata a Novara con la Nazionale.
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La consegna degli attestati ai 5 finalisti era stata preceduta dall’assegnazione di alcuni riconoscimenti: a Tommaso Nordio, portabandiera in Sudafrica ai
Lcampionati mondiali di tiro con l’arco; a Stefano Boscolo Cucco, titolare della Dragaggi attiva da 125 anni e iscritta u icialmente nel 2025 al registro delle imprese storiche d’Italia; ad Achille Penzo, presidente dell’associazione ASD Marathon Cavalli Marini per la 40a edizione della “Caminà tra Ciosa e Marina”; a Diletta Perini, presidente del Piccolo Teatro Città di Chioggia in attività da 80 anni; a Carlo Muccio, presidente della Cooperativa Prometeo da 30 anni al servizio di persone
a città di Chioggia ha ospitato una delle tappe della sesta edizione della Run4Hope Massigen, il Giro d’Italia podistico solidale che ha coinvolto l’intero territorio nazionale attraverso venti sta ette regionali svolte in contemporanea. All’iniziativa, non competitiva, partecipano centinaia di associazioni sportive, numerosi reparti militari, sezioni dell’Associazione Italiana Arbitri e singoli runner, uniti nel passaggio simbolico del testimone della solidarietà lungo tutto il Paese. L’edizione di quest’anno è stata dedicata al sostegno della Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica, contribuendo alla raccolta fondi destinata alla ricerca microbiologica e farmacologica, con particolare attenzione al contrasto dell’antibiotico-resistenza. Chioggia ormai è divenuta tappa abituale della Run4Hope fin dalla seconda edizione grazie all’interessamento della presidente del Panathlon Club di Chioggia Stefania Lando e della socia del Club Manuela Levorato che cinque anni fa hanno proposto il coinvolgimento della città lagunare al coordinatore generale del progetto Cristhian Zovico. I partecipanti alla sta etta nel territorio di Chioggia facevano parte dell’Associazione Marathon Cavalli Marini capitanati dal loro presidente, Achille Penzo, e del
svantaggiate; e al quasi centenario don Cesare Penzo da oltre 40 anni cappellano alla corte della famiglia Grimaldi, principi di Monaco di Monte Carlo.
Per segnalare i nuovi candidati “Clodiense dell’anno” 2026 basta inviare una mail a comitatoclodiensedellanno@gmail. com oppure spedire o consegnare a mano alla sede legale: Studio Carlo Albertini, Viale Venezia 1, Chioggia.
• Eugenio Ferrarese
Gruppo Podistico Nippon Sanso capitanati da Lorenzo Bellan. Giunti al punto di arrivo alla Loggia dei Bandi nei pressi del Palazzo Comunale hanno consegnato il testimone a Lucia Terlizzi. Ad accogliere i podisti a questa corsa solidaristica vi erano l’assessore allo sport del Comune di Chioggia Matteo Penzo, il delegato provinciale del CONI Matteo Perini, il delegato del Comandante della Capitaneria di Porto di Chioggia Andrea Palma, il Panathlon Club di Chioggia rappresentato per l’occasione dai soci Gabriele Destro e Loris Casson. • (e.f.)
Foto di Cristina Penzo
ECONOMIA
LA SVOLTA CRUCIALE: ADOTTATO IL PIANO DI SVILUPPO STRATEGICO DEL SISTEMA
Il sistema portuale veneziano compie un passo storico verso la modernizzazione e la pianificazione del proprio futuro. Il Comitato di gestione dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale ha infatti adottato u icialmente il Documento di programmazione strategica di sistema (Dpss). Si tratta di uno strumento urbanistico e strategico fondamentale, atteso da oltre dieci anni, la cui assenza isolava gli scali di Venezia e di Gioia Tauro come gli unici in Italia ancora privi di una simile programmazione. L’adozione rappresenta il primo fondamentale tassello di un iter burocratico che si preannuncia serrato ma già tracciato: il testo dovrà ora essere sottoposto al parere dei Comuni territorialmente competenti e all’intesa formale con la Regione del Veneto, per poi approdare a Roma per l’approvazione definitiva da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit), prevista entro la fine del 2026.
Gli obiettivi del piano: Marghera commerciale, turismo in centro storico Il Dpss ha il compito di definire gli obiettivi di sviluppo a lungo termine, individuando e ripartendo gli ambiti portuali e identificando i collegamenti infrastrutturali di ultimo miglio, sia viari che ferroviari, oltre agli attraversamenti dei centri urbani. La sua importanza è cruciale, poiché funge da base propedeutica per la successiva redazione dei nuovi Piani regolatori portuali, fermi a date ormai anacronistiche: quello del centro storico di Venezia risale al 1908, quello di Porto Marghera al 1965 e quello di Chioggia al 1981.
La nuova pianificazione mette ordine nelle funzioni delle diverse aree. Gli attracchi del centro storico veneziano saranno dedicati esclusivamente alla funzione passeggeri e al turismo di alta gamma, ospitando crociere di piccole e medie dimensioni e yacht. Al contrario, Porto Marghera si consoliderà come il cuore commerciale, logistico e dell’innovazione
energetica del sistema, mantenendo una forte vocazione industriale green. Sul lungo periodo, inoltre, il documento conferma il progetto del porto o -shore come soluzione strutturale per i grandi tra ici commerciali.
La stessa logica di specializzazione delle aree verrà applicata allo scalo di Chioggia. Qui il Dpss stabilisce una netta separazione tra l’Isola dei Saloni, che verrà orientata prevalentemente al tra ico passeggeri, e la zona di Val da Rio, destinata a consolidare il proprio ruolo commerciale e logistico. La grande novità di questa pianificazione è rappresentata dall’ampliamento dei confini geografici dell’Autorità portuale: su esplicita richiesta della Regione del Veneto, infatti, entrano formalmente negli ambiti di competenza dell’ente anche Porto Levante e il Porto di Pila, situati nella provincia di Rovigo. Infine, il piano a ronta il delicato tema del confine tra l’attività portuale e la vita cittadina. Sia per Venezia che per
Chioggia sono state individuate le cosiddette “aree di interazione porto-città”.
Si tratta di zone di frangia, sia private che demaniali (come i Pili, il Pala Expo, il Vega e il Moranzani), le cui attività sono ormai strettamente connesse al
tessuto urbano e non più alla logistica portuale. Per queste aree, la pianificazione urbanistica passerà direttamente in capo alle amministrazioni comunali, garantendo una migliore integrazione e riqualificazione a beneficio dei cittadini.
nerante: un suggestivo viaggio a tappe che ha letteralmente conquistato gli
l’arrivo in barca dalla laguna, e del backstage.
Una serata magica, dinamica e ricca di emozioni. Sabato 30 maggio 2026, la Scuola di Formazione Professionale della Fondazione Cavanis di Chioggia si è trasformata in un palcoscenico diffuso per ospitare
“VGExperience - Gospel!”, un evento che ha saputo fondere arte, territorio e innovazione didattica, registrando un eccezionale successo di pubblico e critica.
A rendere l’appuntamento straordinario è stata la sua originale formula iti-
VGE Vocal Project”) hanno guidato il pubblico in un percorso d’emozione in continuo movimento. Le note hanno risuonato prima lungo la riva d’acqua, per poi spostarsi nel nuovo e suggestivo teatro-giardino; lo spettacolo è poi proseguito nella solennità della Chiesa Cavanis, per poi concludersi, in un crescendo di applausi ed energia, nuovamente nella cornice del teatro-giardino. Un meccanismo perfetto che ha messo in luce una straordinaria sinergia tra la proposta artistica, la guida attenta del corpo docente e l’entusiasmo degli studenti. Sotto la supervisione dei loro professori, i ragazzi si sono misurati con un contesto operativo reale e stimolante. Nel backstage, gli allievi dei corsi di estetica e acconciatura si sono occupati del look dei coristi prima
della salita sul palco, dimostrando un ottima capacità e sensibilità artistica nel relazionarsi con professionisti dello spettacolo. In platea e nei punti di snodo, altri studenti hanno gestito l’accoglienza di autorità, partner locali e cittadini con un aplomb e una precisione impeccabili.Il successo della serata non si è esaurito con l’ultima nota. Al termine dello spettacolo, l’entusiasmo si è spostato nel nuovo giardinetto, allestito nei minimi dettagli per l’occasione da un gruppo di ragazzi volenterosi della scuola coi loro docenti. In questo nuovo spazio è andata in scena una piacevole festicciola con bicchierata: un momento di convivialità, brindisi e festa che ha suggellato il succes-
so dell’iniziativa e il grande lavoro di squadra.Questo appuntamento segna ufficialmente l’inizio di una nuova era strategica per la Fondazione Cavanis. Se gli studenti rimangono da sempre il cuore pulsante dell’azione educativa dell’Istituto, la vera novità risiede nella trasformazione della scuola in un autentico polo culturale aperto alla città di Chioggia. Grazie alle nuove strutture e al rinnovato giardino con teatro all’aperto, la Fondazione si propone come uno spazio vivo e pronto a ospitare rassegne, spettacoli e corsi teatrali, offrendo ai ragazzi opportunità uniche per andare oltre i banchi di scuola e partecipare attivamente alla vita culturale della propria comunità.
Messaggio Pubbliredazionale
Prevenzione.
350 GIOVANI STUDENTI COINVOLTI
NEL “PROGETTO MARTINA”
Sono stati circa 350 i giovani studenti coinvolti nel “Progetto Martina”, un service del Lions Club Chioggia Sottomarina, presieduto in quest’anno sociale da Lucio Cavallarin.
“Informate ed educate i giovani ad avere maggior cura della propria salute - aveva scritto nel suo testamento Martina una donna molto giovane, colpita da tumore alla mammellacerte malattie sono rare nei giovani, ma, purtroppo, proprio nei giovani hanno conseguenze pesanti”. Le attività, coordinate dall’o icer distrettuale Alessandro Vianello, hanno riguardato gli studenti delle classi quarte dell’ITIS Augusto Righi, dell’ITCS Domenico Cestari e del Liceo Giuseppe Veronese che hanno partecipato agli incontri con il cardiologo dott. Luca Oselladore, per la prevenzione e abitudini di vita, il dott. Andrea Nogara, endocrinologo, per i tumori delle tiroidi, il dott. Renato Spinadin, urologo, per i tumori del testicolo, la dottoressa Patrizia Ravagnan, ginecologa, per i tumori collo utero e tumori della mammella, la dottoressa Cristina Zennaro, dermatologa, per melanoma e tumori della pelle.
I medici specialisti hanno a rontato tematiche fondamentali legate alla prevenzione dei tumori in età giovanile, sottolineando l’importanza di uno stile di vita sano, della diagnosi precoce e della consapevolezza dei fattori di rischio. Al termine degli incontri agli alunni è stato richiesto di compilare un test di gradimento collegandosi ad un link tramite QR-Code.
L’ iniziativa promossa dal Lions Club dal 2012 è divenuta service nazionale dell’associazione e successivamente un service internazionale. Il professor Cosimo Di Maggio, ideatore del service, ha ricevuto da parte dell’ex Presidente Napolitano un riconoscimento di merito e soprattutto un invito a far sì che non venga mai meno questo impegno sociale. Il Lions Club Chioggia Sottomarina ha anche organizzato nel mese di maggio un meeting sul tema “Relazioni interpersonali, pilastri del benessere e della longevità: la cura e la gestione dei legami” con la partecipazione della psicologa e psicoterapeuta Cristina Pesce. Il programma dell’anno sociale
presieduto da Lucio Cavallarin si è concluso il 28 maggio 2026 con l’iniziativa “Una giornata tra le onde” che ha avuto quali protagonisti di un’emozionante esperienza i giovani della Cooperativa Sociale Titoli Minori grazie alla disponibilità della Lega Navale di Chioggia e in particolare degli Armatori Marisa-Morgan, Zennaro, Salvatore, Bucovaz, Colella e Cisotto e la collaborazione della Darsena Le Saline, della Guardia di Finanza e della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Chioggia.
• Eugenio Ferrarese
Inaugurata la Panchina Viola dedicata alla sensibilizzazione sull’epilessia
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na panchina viola davanti alla scuola Chiereghin di Borgo San Giovanni per promuovere inclusione, conoscenza e attenzione verso l’epilessia. L’iniziativa è realizzata grazie alla collaborazione tra scuole, associazioni, volontari e amministrazione comunale. Il progetto prende spunto da una proposta sostenuta da LICE –Lega Italiana Contro l’Epilessia e dalla Fondazione Italiana contro l’Epilessia, impegnate nella di usione in tutta Italia di panchine simboliche dedicate alla sensibilizzazione su questa malattia. A portare avanti l’iniziativa sono state la professoressa Laura Fabris e la dirigente scolastica Sandra Zennaro, con il supporto del comitato “Insieme Si Può APS”, che ha coordinato le varie fasi del lavoro coinvolgendo scuole, istituzioni e realtà del territorio. Determinante anche il sostegno del Comune di Chioggia, che ha concesso il patrocinio e messo a disposizione una panchina inutilizzata poi recuperata e trasformata per il progetto. La panchina è stata dipinta di viola, colore simbolo della lotta all’epilessia, grazie al contributo della Carrozzeria Fiume. Alla realizzazione hanno partecipato anche gli alunni della scuola dell’infanzia Valdo Morin, della primaria Chiereghin e della scuola media Olivi, che hanno decorato la panchina con disegni e messaggi dedicati all’inclusione e al rispetto delle fragilità. “Questa panchina rappresenta molto più di un semplice arredo urbano – ha dichiarato il sindaco Mauro Armelao –. È il simbolo di una comunità che sceglie di conoscere, comprendere e accogliere. Iniziative come questa dimostrano quanto sia importante fare squadra tra amministrazione comunale, associazioni, famiglie e scuole”. Soddisfazione anche da parte della vicesindaco e assessore all’Ambiente Serena De Perini.
• (r.c.)
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La serata. La manifestazione celebra il 125esimo anniversario della scomparsa del grande compositore
VERDI PROTAGONISTA DEL CONCERTO LIRICO SINFONICO A CAVARZERE
arà la ricorrenza legata al 125esimo anniversario della morte di Giuseppe Verdi il tema conduttore della 14esima edizione del Concerto Lirico Sinfonico che l’Orchestra Sinfonica e Coro “T. Serafin”, sotto la direzione del M° Renzo Banzato, terranno Sabato 18 Luglio nel suggestivo contesto di Piazza V. Emanuele II, che diverrà così un vero e proprio teatro a cielo aperto. Fulcro principale intorno al quale ruoterà il programma del concerto, che gode del Patrocinio della Regione Veneto, è
rappresentato dalla produzione lirica di Giuseppe Verdi: nel pensiero e nel sentire collettivo il compositore di Busseto è infatti ritenuto, a ragione, simbolo del Risorgimento poi confluito nell’Unità d’Italia. Esaminando i capolavori del repertorio verdiano non è esagerato definire Verdi autentico “Maestro” nel mettere in scena le grandi passioni umane in una cornice di straordinaria ra inatezza e nobiltà di espressioni. Nella serata di Sabato 18 Luglio, che sarà presentata da Vanessa Banzato,
risuoneranno pertanto le pagine selezionate dalle opere maggiormente rappresentative del “Cigno di Busseto”: un “excursus musicale” a tutto tondo, con l’esecuzione delle sinfonie, cori, arie, duetti e concertati tratti tanto dai lavori dei primi anni (Nabucco, I Lombardi alla prima crociata, Macbeth), tanto dalla cosiddetta “trilogia popolare” (Il trovatore, La traviata), senza tralasciare la produzione sacra, come il Requiem, dal quale sarà proposto l’impetuoso Dies Irae. Indubbiamente un programma di grande fascino, che non mancherà di attirare, come sempre, un pubblico numerosissimo. Piazza del Municipio ospiterà pertanto una produzione musicale di notevole spessore artistico, che prevede il coinvolgimento dei qualificati professori dell’Orchestra Sinfonica T. Serafin, a iancati dai componenti dell’omonimo Coro, ai quali si aggiungeranno tre solisti vocali di primo piano nel panorama della lirica internazionale, per un totale di oltre cento esecutori: il tutto sotto la magistrale bacchetta del Maestro Banzato, vicedirettore del Conservatorio di Adria.
Il Maestro si avvarrà della prestigiosa presenza del soprano Chiara Milini, del basso Luca Gallo e del tenore Paolo Antognetti, che giungerà direttamente dal Teatro alla Scala di Milano, dove la sera prima sarà impegnato in Norma di Bellini.
L’evento è realizzato dall’Assessorato alla Cultura della Città di Cavarzere, in compartecipazione con la Fondazione di Venezia, la Fondazione Clodiense E.T.S. ed è reso possibile grazie alla generosità di alcune rilevanti realtà economico-pro-
duttive che operano nel territorio, come la Confartigianato di Cavarzere e Cona. Il concerto si inserisce inoltre all’interno degli appuntamenti culturali estivi promossi da Banca Adria Colli Euganei. L’orario d’inizio è fissato alle ore 21.15; in caso di maltempo il concerto si svolgerà Domenica 19 Luglio. L’ingresso è gratuito, ma su prenotazione; per maggiori informazioni è possibile contattare il numero telefonico 335 - 6139668.
• (r.c.)
FUTSAL C1, STAGIONE STREPITOSA PER IL CLUB PRESIEDUTO DA MATTEO BASSO
E’ stata un’annata fantastica, per il Valli Futsal Chioggia, la società presieduta da Matteo Basso. E a dirlo sono i numeri: una storica promozione in C1 con la vittoria della coppa Disciplina, la vittoria del campionato Csi Padova col terzo posto regionale, il femminile con la qualificazione alle finali regionali, l’Under 19 con il miglior piazzamento storico e l’Under 15 con un secondo posto nel campionato Promozione. “Abbiamo riportato il grande calcio a 5 in città, con una storica promozione in una categoria che mancava da 15 anni, - dice il presidente - riempito il palazzetto di Borgo San Giovanni portando grandi numeri e sostegno in ogni trasferta, il prossimo anno siamo pronti ad una grande sfida nel massimo campionato regionale. Ma VFC non è solamente prima squadra in C1, ma anche un settore
giovanile in continua espansione che a ronta i massimi campionati nazionali e regionali, squadre nel femminile e amatoriale, oltre che tante altre attività nel territorio come fitness, jujitsu, danza e hip
hop. Abbiamo vissuto e stiamo vivendo delle emozioni uniche, grazie anche al vostro contributo potremo continuare a farlo anche nel “piano di sopra”. Una stagione, per quanto riguarda la prima squadra,
che ha visto la vittoria del campionato al termine di un duello contro il Mirano C5 durato 22 giornate culminato con lo storico spareggio vinto dal Valli Ponzano. Mirano che poi ha ottenuto la promozione nel
campionato di C1 dopo la vittoria del triangolare promozione nella trasferta di Trissino. “A tutta la dirigenza, sta e giocatori del Mirano C5 – dice il numero 1 del Valli - le nostre congratulazioni per il grande risultato ottenuto e non vediamo l’ora di ria rontare il prossimo anno, sempre nel nome dei valori mostrati dalle due squadre nel corso delle tre partite, due delle quali decisive, disputate nell’ ultima stagione sportiva” E, a proposito della nuova stagione sportiva, il primo tassello è la riconferma di mister Sandro Agostini. “Una decisione scontata non solamente per i grandi risultati sportivi ottenuti – conclude il presidente- ma anche per le qualità umane del mister che ha saputo creare la giusta alchimia nello spogliatoio e in società”.
• Cristiano Aggio
VOLLEY SERIE B LIONS CLODIA , ECCO L’ATTO TERZO DI COACH MAURO CRISCENTI
Per il terzo anno consecutivo l’head coach della formazione maschile di serie B nazionale del Volley Lions Clodia sarà ancora Mauro Criscenti. Dopo un’annata da incorniciare Criscenti è pronto a prendere ancora in mano il timone della squadra per traghettarla verso una stagione nuova e stimolante. Trentadue le vittorie consecutive ottenute nell’ultimo campionato, senza mai perdere nessuna partita, sono un biglietto da visita importante per la nuova avventura in un campionato che avrà nuove insidie. “Ringrazio la società – ha commentato il coach nero-fucsia – per questa riconferma e per continuare assieme questo percorso assieme ai ragazzi. Sicuramente ci aspetta
una stagione assolutamente non facile e dove dovremo metterci tutto l’impegno possibile. Abbiamo trascorso un’annata incredibile, ma al tempo stesso dobbiamo renderci conto che nulla è scontato e che, ripartendo da zero, faremo un passo alla volta. La serie B è un campionato complesso e da non sottovalutare, di questo ne siamo consapevoli, ma al tempo stesso ci impegneremo al massimo”. Con Criscenti è stato confermato anche il secondo allenatore Davide Furlan, componente essenziale dello sta tecnico che, da dietro alle quinte, ha fatto un lavoro veramente importante per tutto l’anno agonistico. Dietro la scrivania, del club presieduto da Gabriele Pavan, ci sarà ancora il direttore
generale Giorgio Cicchelli, persona con grande carisma e importante per tutto lo spogliatoio. “Felice per continuare insieme questa avventura con lo sta , le conferme e i nuovi arrivi per la prossima stagione – le parole di Cicchelli. Abbiamo giocato un campionato incredibile, ma ora sappiamo che la serie B Nazionale non sarà assolutamente da sottovalutare. Abbiamo allestito un roster di tutto rispetto, con conferme di qualità e nuovi giocatori che daranno una mano importante a tutta la squadra. Penso che tutti non vediamo l’ora di inizia questo nuovo campionato”
La formazione del Valli Futsal Chioggia
• (c.a.)
Mauro Criscenti
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La “Svolta a Nord” e il fragile patto di Roma
Acomplicare il risiko concorrono fattori esterni che spingono per una rapida definizione degli equilibri. Da un lato vi è il costante monitoraggio dei flussi elettorali, dall’altro la pressione esercitata dalle nuove correnti identitarie radicali legate alla nascita di movimenti come “Futuro Nazionale” di Roberto Vannacci, capace di intercettare parte del
dissenso ma guardato con forte prudenza dall’ala più istituzionale e pragmatica del settentrione. Per gli amministratori veneti, la priorità resta la tutela dell’autonomia e il radicamento sul territorio, elementi che hanno storicamente decretato il successo del brand Liga Veneta. Se l’accordo di mediazione interna dovesse reggere, la struttura del partito potrebbe
La Lega alla ricerca di una sintesi tra leadership nazionale e correnti identitarie
evolvere verso un modello a doppia trazione, simile alla storica dinamica della Csu bavarese: una leadership nazionale a iancata
da un forte e autonomo presidio del Nord. Al contrario, se la sintesi dovesse sfumare, il rischio è che il malcontento accumulato nei territori del Nord-Est si addensi attorno ai volti storici della governance regionale. La partita veneta, con le sue tese dinamiche congressuali e i posizionamenti in vista dei futuri appuntamenti elettorali, si conferma il vero termometro della tenuta della Lega.
Il dibattito. Da questo mese dedichiamo le pagine regionali ad un confronto su temi di attualità per il Veneto
STEFANI TIRA DRITTO SULL’ AUTONOMIA:
“SACROSANTE RICHIESTE DAL TERRITORIO”
L’obiettivo resta rafforzare l’efficienza amministrativa e dare risposte più rapide ai cittadini
L’autonomia infiamma il dibattito politico veneto e nazionale su fronti contrapposti. “A chi ci accusa di spaccare l’Italia, rispondiamo con la Costituzione e con le sacrosante richieste del nostro territorio”: con queste parole il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, è intervenuto al termine dell’audizione a Roma davanti alle Commissioni A ari costituzionali di Camera e Senato, nell’ambito dell’esame del disegno di legge sull’autonomia di erenziata. Nel corso del confronto parlamentare, Stefani ha respinto le critiche mosse da alcuni esponenti dell’opposizione, secondo i quali la riforma rischierebbe di creare disparità tra i territori e di introdurre trattamenti di erenti tra i cittadini.
“Ci viene contestato di voler creare privilegi di erenziati, approvare norme non più uguali per tutti e aumentare gli stipendi nella sanità”, ha dichiarato il governatore, sottolineando di aver
ribadito in aula la volontà di tutelare gli interessi dei cittadini veneti.
Secondo Stefani, l’autonomia rappresenta uno strumento per ra orzare l’e icienza amministrativa e garantire risposte più rapide alle esigenze locali.
Tra gli obiettivi indicati dal presidente figurano il sostegno al sistema sanitario, l’aumento dell’attrattività del territorio e una maggiore capacità di intervento in caso di emergenze e calamità naturali.
“L’autonomia è responsabilità”, ha a ermato il governatore, evidenziando come il concetto implichi la capacità di rispondere concretamente delle scelte compiute. “I veneti conoscono bene il significato di questa parola e sono abituati a rendere conto del proprio operato”.
Stefani ha infine rilanciato il tema della valorizzazione del personale sanitario, sostenendo che le Regioni in grado di generare risparmi debbano poter destinare maggiori risorse ai lavoratori del settore. “Se una Regione, risparmiando, può aumentare gli stipendi e ra orzare la previdenza del personale della sanità, è giusto che lo faccia”, ha concluso.
Nei giorni successivi Stefani è tornato a difendere con decisione il percorso verso l’autonomia di erenziata, rivendicando la scelta come opportunità
istituzionale e non come fattore di divisione del Paese. L’occasione è venuta dai rilievi della Fondazione Gimbe emersi durante l’audizione in Commissione A ari costituzionali del Senato sugli schemi di pre-intesa relativi alla riforma, a proposito delle competenze richieste dalle Regioni su tariffe regionali differenziate, gestione autonoma delle risorse statali per edilizia sanitaria e tecnologie, istituzione di fondi sanitari integrativi regionali, assunzioni di personale e riallocazione di risorse nazionali vincolate
La Fondazione Gimbe ha ricordato che la Corte Costituzionale ha chiarito che il trasferimento di funzioni alle Regioni non può essere giustificato in modo generico, ma richiede un’istruttoria puntuale e motivata per ciascuna funzione oggetto di devoluzione, fondata sul principio di sussidiarietà e sulla dimostrazione che l’esercizio regionale sia in grado di perseguire meglio l’interesse pubblico. “Desta forti perplessità – ha detto Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione – che i quattro schemi di pre-intesa siano sostanzialmente
sovrapponibili, nonostante riguardino Regioni con caratteristiche epidemiologiche, demografiche, organizzative e assistenziali profondamente diverse. Prima di attribuire nuove competenze – ha avvertito Cartabellotta – occorre garantire che i diritti già previsti siano realmente esigibili in modo uniforme su tutto il territorio nazionale.
Secondo Stefani il nodo centrale è il miglioramento della sanità regionale, con l’obiettivo di renderla più vicina ai cittadini e più aderente ai bisogni dei territori. “I veneti hanno diritto a una sanità migliore”, ha a ermato, sottolineando come l’autonomia non comporti sottrazione di risorse ad altre regioni ma una diversa organizzazione delle competenze. “Voglio ribadire un principio: equità non significa livellare verso il basso la qualità dei servizi - insiste Stefani -. Stiamo parlando della salute delle persone. La riforma Calderoli non esclude nessuno: ciascuna Regione può scegliere se assumersi più responsabilità o lasciare che a gestire risorse e a prendere decisioni sia Roma. - conclude il presidente della Regione del Veneto - Noi, ancora una volta, faremo gli apripista”.
• (R.R.)
Il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani
Le critiche. I consiglieri regionali Giovanni Manildo, Chiara Luisetto (PD) e Carlo Cunegato (AVS)
“AUTONOMIA, STAGIONE ARCHIVIATA, NUOVA FASE PER IL REGIONALISMO”
Tra le fila dell’opposizione in Consiglio Regionale l’autonomia invocata da Stefani e dal centrodestra è bersaglio di critiche. Per Giovanni Manildo, capogruppo del Partito Democratico e portavoce delle opposizioni, il progetto dell’autonomia di erenziata sarebbe ormai giunto al termine e, con esso, anche una lunga fase politica segnata da promesse rimaste incompiute.
“Siamo alla fine di lunga stagionea erma - segnata dalla inconcludente propaganda della Lega e di Zaia. Quella eterna promessa di un Veneto che avrebbe ottenuto poteri su 23 materie e valanghe di soldi, quel modello, chiacchiere e distintivo, va agli archivi. Non solo perché oggi si sta parlando di sole quattro funzioni, ma perché lo stesso Stefani si dice convinto che a questo schema si agganceranno altre Regioni. Arrivando così alla stessa conclusione di quanto da tempo sosteniamo e indichiamo: ovvero che alcune funzioni possono essere trasferite a
tutte le Regioni a Statuto ordinario”
Per il rappresentante dem, dunque, si chiude una fase politica e se ne apre un’altra, in cui il rapporto tra Stato e Regioni dovrebbe basarsi su una collaborazione più stretta e condivisa, superando i modelli precedenti di autonomia di erenziata.“Parliamo sostanzialmente di nuova stagione del regionalismo, destinato a scrivere una nuova pagina fatta di leale cooperazione fra lo Stato e le Regioni all’insegna di una cooperazione ra orzata”. Chiara Luisetto, consigliere regionale del Pd, intervenuta a Veneto24 aggiunge: “Credo che sia arrivato il momento di smetterla di illudere le persone e sostenere che con l’autonomia risolviamo tutti i problemi economici di questa regione, di un bilancio che non paga adeguatamente il personale e che non fornisce servizi sociosanitari dignitosi alle persone. Penso che sia necessario invece fare un salto di qualità non a parole, ma con i fatti. Questa riforma invece è svuotata perché non stiamo parlando
di una reale redistribuzione di risorse, néstiamo parlando di un’autonomia cooperativa. E’ piuttosto un’autonomia che spacchetta e divide il paese e che sembrerebbe voler creare disuguaglianze, però senza dare sostanza a una legge, ad un’autonomia che è stata promessa per decenni. Inoltre è stata considerata incostituzionale, perché, lo ricordiamo, la legge Calderoli è stata su sette punti svuotata dalla dalla pronuncia della Corte Costituzionale. Rischiamo davvero una divisione del Paese non corretta e non sana”.
“Avevo chiesto al presidente Stefani di venire in Aula a spiegare ai veneti cosa sta succedendo con l’Autonomia di erenziata”, ha dichiarato Carlo Cunegato, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra in un intervento in Consiglio regionale. “Di recente è emerso - ha aggiunto il consigliere - che perfino i 300 milioni per la sanità promessi lo scorso anno da Luca Zaia, altro che i nove decimi delle tasse, sarebbero spariti dall’intesa firmata a febbraio. Senza
trasparenza una democrazia diventa zoppa, mutilata”. “Abbiamo interrogazioni a risposta immediata scadute da gennaio; di fatto sono trascorsi cinque mesi, ma il regolamento prevede 15 giorni” ha puntalizzato Cunegato-. Ci sono interrogazioni a risposta scritta scadute a dicembre. Ho chiesto dati sui
medici gettonisti nei Pronto Soccorso a gennaio, sollecitando più volte: ancora niente. I Pronto Soccorso veneti sono in grave crisi e abbiamo bisogno di capire cosa sta succedendo. Sono stato eletto per avere accesso ai dati, per capire come funziona la sanità che vale l’80% del bilancio regionale”.
LA CGIL: “NON SI TRATTA DI RISPOSTE A BISOGNI TERRITORIALI MA DI SCELTE POLITICHE”
Presente alla Commissione A ari Costituzionali della Camera con il segretario confederale Christian Ferrari e il responsabile delle riforme istituzionali Florindo Oliverio la Cgil bocca il percorso delle intese preliminari su alcune materie. “Stiamo parlando di “protezione civile”, di “professioni”, di “previdenza complementare e integrativa”, di “tutela della salute”: materie che incidono direttamente sui diritti delle persone, - sottolineano i sindacalisti - sulla qualità del lavoro e sulla coesione e unitarietà del sistema pubblico. Basti pensare alla protezione civile: in un tempo segnato dall’emergenza climatica e dall’aumento degli eventi estremi, davvero si può sostenere che si tratti di una funzione
da frammentare ulteriormente, sottraendola a una forte regia nazionale e assegnandola in via esclusiva a questa o quella Regione? E lo stesso vale per la sanità. Attribuire ulteriori margini di autonomia in questa materia significa: accentuare la frantumazione del Servizio sanitario nazionale; indebolire i principi di universalità e uguaglianza dei diritti sociali; rendere ancora più profondi gli attuali – insostenibili – divari territoriali. La salute delle cittadine e dei cittadini non può dipendere dal luogo di nascita o di residenza. E non meno rilevanti sono i rischi nelle altre materie oggetto di devoluzione. Sulle professioni, il pericolo è quello di incrinare l’unità del mercato del lavoro nazionale, creando una giungla di regimi giuridici
diversi, vincoli, disparità e barriere localistiche. La Corte ha chiarito che qualsiasi ulteriore forma di autonomia deve essere giustificata da specificità concrete di ogni singola Regione. Nelle intese preliminari, questa specificità – come sottolineato da più parti durante queste audizioni – semplicemente non esiste: i testi sono identici, le richieste regionali assolutamente uguali e le motivazioni completamente generiche. Questo dimostra che non si tratta di risposte mirate a bisogni territoriali specifici, supportate da un’istruttoria oggettiva e scientificamente fondata, ma di una scelta puramente politica e ideologica: sostanzialmente, un atto di fede che non necessita né di spiegazioni né di motivazioni.
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Chiara Luisetto Giovanni Manildo
DE POLI E L’AUTONOMIA: “E’ UNA SFIDA DI RESPONSABILITÀ PER RAFFORZARE IL PAESE”
er troppo tempo il dibattito sull’autonomia di erenziata è stato raccontato come uno scontro tra chi vuole dividere l’Italia e chi vuole difenderne l’unità. È una rappresentazione semplicistica che non aiuta a comprendere la vera questione: l’autonomia serve per rendere le istituzioni più e icaci e più vicine ai cittadini”.
Il senatore Antonio De Poli (Udc) interviene sul dibattito di questi giorni e a erma che la recente audizione del presidente del Veneto Alberto Stefani “ha riportato il confronto sul terreno giusto, quello della responsabilità. Principio che non solo condivido in pieno, - aggiunge il senatore ma da cui vorrei partire, l’autonomia non è una bandiera ideologica né una mera rivendicazione identitaria. È uno strumento per migliorare il funzionamento dello Stato, rendere più e icaci le amministrazioni e costruire servizi più vicini alle esigenze dei cittadini e delle cittadine.
Per questo ho accolto con favore la decisione della Corte Costituzionale che ha
dichiarato inammissibile il referendum abrogativo sulla legge Calderoli. La Consulta ha ricordato che il percorso dell’autonomia rientra pienamente nel quadro costituzionale e che il confronto politico non può trasformarsi in un pregiudizio verso una riforma prevista dalla nostra Carta”.
De Poli richiama il referendum del 2017, con il quale oltre 2,3 milioni di veneti hanno chiesto più autonomia attraverso un referendum consultivo. “L’espressione democratica di una comunità che chiede di poter contribuire in modo più diretto all’organizzazione dei servizi e delle politiche pubbliche. Un mandato politico e istituzionale che merita rispetto. L’esperienza del Veneto dimostra che autonomia e unità nazionale non sono concetti in contrapposizione, al contrario possono ra orzarsi reciprocamente se l’obiettivo resta quello di o rire servizi migliori ai cittadini e rendere più e iciente l’azione pubblica. Naturalmente l’autonomia non può essere interpretata come una corsa solitaria delle Regioni più forti. L’Italia è una e indivisibile.
Ma proprio perché crediamo nell’unità del Paese dobbiamo avere il coraggio di costruire istituzioni più moderne e più capaci di rispondere ai bisogni dei territori, nel solco di quel principio di sussidiarietà che invita ad avvicinare le decisioni ai cittadini ogni volta che questo può migliorare la qualità dei servizi”. Il senatore porta l’esempio della sanità e si chiede; “Se una regione riesce a
organizzare i servizi in modo e iciente, ridurre gli sprechi e liberare risorse, perché non dovrebbe poter reinvestire quei risparmi per valorizzare medici, infermieri e operatori sanitari? In una fase in cui la carenza di personale rappresenta una delle principali emergenze del sistema sanitario nazionale, poter rendere più attrattivi gli ospedali e i servizi territoriali significa o rire una
risposta che tenga presente le esigenze territoriali e cittadine”. Gli stessi presupposti valgono, continua De Poli, per la protezione civile, il lavoro e la formazione professionale. “Ecco che ritorniamo proprio al tema della responsabilità, riuscire a mettere l’e icienza al servizio dei cittadini, governando in modo più diretto. Sapendo che più competenze comportano più responsabilità, trasparenza e una più chiara valutazione dei risultati ottenuti. A questo proposito - continua - esistono principi che non possono essere messi in discussione. I livelli essenziali delle prestazioni (LEP) devono essere garantiti in ogni parte del Paese. La solidarietà nazionale resta un pilastro irrinunciabile della Repubblica. L’autonomia è una grande occasione per l’Italia perché saprà premiare la buona amministrazione, responsabilizzare chi governa e migliorare concretamente la qualità dei servizi. La sfida non è trasferire competenze da Roma ai territori, ma utilizzare quelle competenze per dare risposte più rapide”.
Il senatore Udc Antonio De Poli
L’intervista. Francesco Rucco, vice presidente del Consiglio regionale, Fratelli d’Italia, ex sindaco di Vicenza
“ALTA VELOCITÀ: SERVE IL CORAGGIO
DI DECIDERE UNA VOLTA PER TUTTE”
Francesco Rucco, lei è stato a lungo sindaco di Vicenza e presidente della Provincia, oggi è vice presidente del Consiglio Regionale: c’è una sfida imminente che la città si accinge ad aff rontare, e che poi toccherà a tutto il resto del Nord-Est: quella dell’Alta Velocità. Dal suo punto di vista, si rischia un pantano burocratico e operativo?
Secondo me l’attuale sindaco Possamai sta di fatto rallentando l’opera per evitare di prendere decisioni nette. Credo che lo abbiano capito anche i vicentini: l’obiettivo è non fare scelte impopolari in vista delle elezioni del 2028, per evitare contraccolpi sul risultato elettorale. Bisogna però considerare che sono già passati tre anni, ne passeranno altri cinque e l’opera in città ancora non è arrivata. Parliamo di un cantiere che durerà oltre dieci anni nel tessuto cittadino, portando un disagio enorme. Chi fa l’amministratore non può fare calcoli elettorali, deve avere il coraggio di a rontare la situazione e decidere una volta per tutte. Abbiamo ancora la possibilità di scegliere come il treno uscirà dalla stazione di Vicenza
verso Padova, incidendo quindi anche sul territorio padovano. Stiamo lavorando per sbloccare la situazione, ma credo che entro l’autunno una decisione definitiva vada presa.
La presidente di Confindustria Vicenza ha spiegato che siamo ormai al terzo anno di “decrescita infelice” della produzione industriale. In questo scenario economico, che ruolo sta avendo e può avere la Regione?
La Regione ha un ruolo fondamentale, e lo dimostra anche la recente e importante nomina di Massimo Giorgetti — già assessore regionale veronese — alla presidenza di Veneto Sviluppo. Veneto Sviluppo è la finanziaria che sostiene le nostre aziende. In questi anni è rimasta un po’ troppo ferma e deve riprendere il ruolo centrale del passato, immettendo liquidità e denaro dove necessario per sostenere imprese che oggi sono in netta di icoltà. Il Veneto non è più quello di venti o trent’anni fa, sta so rendo. Durante la campagna elettorale ho visitato almeno un centinaio di aziende e continuo a farlo tuttora; pochi giorni fa ero in un’azienda casearia di livello
internazionale. La richiesta che arriva unanimemente dal mondo produttivo è chiara: meno burocrazia e più elasticità. Da questo punto di vista, il presidente Stefani e l’assessore Bitonci hanno aperto tavoli strategici per la sburocratizzazione. Sul fronte dei trasporti, inoltre, dopo la Pedemontana è vitale ragionare sull’A31 e sul collegamento a nord con l’Europa: non è solo un raccordo verso Trento, ma un’apertura commerciale, imprenditoriale e turistica verso l’Europa centrale e del Nord che sarebbe una manna dal cielo per l’economia veneta.
Spostandoci sul fronte politico, come si spiega l’alto consenso di tanti vicentini verso figure come Vannacci, Valdegamberi o Joe Formaggio? Sicuramente Vannacci rappresenta l’elemento di novità. Quando si apre uno spazio politico nuovo, com’era accaduto a suo tempo con il Movimento Cinque Stelle, si attirano inevitabilmente quelle persone che non hanno trovato risposte o spazio nei partiti classici. Si tratta di un fenomeno che non va sottovalutato, ma di cui bisogna comprendere a fondo il messaggio. Devo dire che alcune delle
posizioni che Vannacci sta esprimendo sono un po’ contraddittorie: sul tema del femminicidio, ad esempio, le sue dichiarazioni non mi trovano a atto d’accordo. Come si trova in questa nuova veste da consigliere regionale dopo tanti anni passati a fare il sindaco e cosa significa aver ricevuto un così alto numero di consensi?
Fare il sindaco è, a mio avviso, il ruolo più bello in assoluto in politica. C’è un legame viscerale: è la tua città, la ami naturalmente e ti trovi a lavorare ogni giorno per il tuo territorio e per la tua comunità. Il Consiglio regionale rappresenta una realtà completamente diversa. È un’assemblea legislativa, il cui approccio assomiglia molto a quello del Parlamento italiano, un vero e proprio “Parlamento veneto” che lavora sulla produzione delle leggi regionali. Devo dire, però, che il livello dei componenti di questo consiglio è molto alto e l’aula è composta da amministratori di ottimo spessore. Il risultato elettorale è un bellissimo risultato, frutto di un lavoro capillare e costante svolto sul territorio a stretto contatto con i cittadini.
VIOLENZA DI GENERE, LANZARIN: “PREVENZIONE E FORMAZIONE CONTRO UN FENOMENO PERVASIVO”
“Il Veneto può contare su una rete antiviolenza solida e strutturata, composta da 25 Centri Antiviolenza, 42 Case Rifugio e 37 Sportelli. Tuttavia, i dati ci confermano che la violenza contro le donne resta un fenomeno pervasivo e che c’è ancora molto lavoro da fare sul fronte della prevenzione e della promozione di una cultura del rispetto”. Manuela Lanzarin (Lega-Liga Veneta), presidente della Quinta Commissione, interviene con forza sul tema della violenza di genere e sull’attività dell’Osservatorio regionale permanente.
I dati Istat tracciano un quadro drammatico: il 31,7% delle donne tra i 16 e i 70 anni ha subito una forma di violenza nel corso della propria vita. Una realtà che bussa ogni giorno alle porte dei servizi territoriali: nel solo 2024, i Centri Antiviolenza e gli Sportelli veneti hanno registrato 8.366 contatti, prendendo in carico e accompagnando 3.780 donne. In questo contesto diventa centrale il lavoro dell’Osservatorio regionale, nato grazie a un voto condiviso da tutte le forze politiche. Durante la seduta della Quinta Commissione,
la presidente Roberta Ruggeri ha illustrato il bilancio dei primi sei mesi e le prossime iniziative. L’obiettivo è duplice: monitorare il fenomeno attraverso dati scientifici, grazie a un protocollo con l’Università di Padova, e far crescere una consapevolezza di usa. “La formazione rappresenta uno strumento fondamentale – sottolinea Lanzarin – e dovrà coinvolgere avvocati, assistenti sociali, personale sanitario, giornalisti e personale scolastico”. Il prossimo passaggio sarà l’esame della relazione in Consiglio regionale.
Manuela Lanzarin
Francesco Rucco
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Despar Nord investe sul Veneto
Ioccupazione e presenza sul territorio
l Veneto si conferma un’area strategica per Despar Nord che, nel 2025, ha consolidato la propria presenza in regione con un percorso capace di coniugare crescita economica, sviluppo territoriale e attenzione alle comunità locali. Accanto ai risultati commerciali, l’azienda ha ra orzato il proprio ruolo sociale attraverso iniziative dedicate all’inclusione, all’educazione e alla valorizzazione delle eccellenze del territorio. el corso dell’anno Despar Nord ha destinato oltre 160 mila euro ad attività sociali, culturali ed educative realizzate con associazioni, scuole, istituzioni e realtà locali. Tra i progetti più significativi, la collaborazione con la Cooperativa Vite Vere Down Dadi, con cui l’azienda ha promosso percorsi di integrazione sociale e opportunità lavorative per persone con disabilità, coinvolgendo direttamente anche alcuni punti vendita. È proseguita inoltre la partnership con
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che
DESPAR NORD RAFFORZA IL LEGAME CON IL VENETO: CRESCITA, FILIERE LOCALI E SOSTEGNO AL TERRITORIO
coinvolte nell’iniziativa. Oggi sono 81 le micro-realtà artigiane venete presenti sugli sca ali dei punti vendita, alle quali si aggiungono 41 produttori regionali per un totale di oltre mille referenze provenienti dal Veneto. Un modello che sostiene le filiere corte e valorizza i piccoli produttori.
U n percorso di crescita confermato
di euro con un incremento dell’1,49% rispetto al 2024. Sul territorio sono stati investiti oltre 24,5 milioni di euro per il potenziamento della rete vendita, che oggi in Veneto conta 155 punti vendita di cui 81 a gestione diretta e 74 a iliati. È cresciuta anche l’occupazione, con 324 fra nuove assunzioni e stabilizzazioni contrattuali che portano a 4.287 il numero complessivo dei collaboratori
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proposito di persone, Despar Nord ha celebrato anche in Veneto i “Giubilei”, l’appuntamento annuale dedicato ai collaboratori e alle collaboratrici con importanti anzianità di servizio e che hanno raggiunto la pensione. L a cerimonia per il Veneto si è svolta nelle scorse settimane a Villa di Montruglio, a Barbarano Vicentino, coinvolgendo complessivamente 378 persone: 41 pensionati e 337 collaboratori premiati per traguardi professionali compresi tra i 15 e i 40 anni di attività in azienda. Nata oltre vent’anni fa, l’iniziativa rappresenta per Despar Nord un momento di riconoscimento dell’esperienza e della professionalità maturate nel tempo dai propri collaboratori e collaboratrici. Per l’azienda, celebrare questi percorsi significa perciò valorizzare il contributo che ogni persona ha dato alla crescita di Despar Nord e al consolidamento del legame con il territorio, confermando al tempo stesso l’impegno nello sviluppo occupazionale nelle regioni in cui opera.
lo scorso anno nel solo Veneto ha Despar Nord e il tessuto agroalimentare
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tel: 347 1830264 335 1240393
una forma, una materia diventano il modo più autentico per ricordare. Una lapide non è solo pietra: è memoria che prende forma, è un segno destinato a restare quando tutto il resto si fa sempre più lontano. In questo spazio delicato, che richiede competenza tecnica ma anche una sensibilità che i manuali non insegnano, si inserisce il lavoro di Veneta Tombstone, realtà con sede a Codevigo specializzata nella realizzazione di opere funerarie su misura, con una tradizione fondata sulla lavorazione del marmo e del granito e un’esperienza consolidata che oggi si traduce in una proposta capace di unire qualità dei materiali, precisione tecnica e attenzione ai dettagli che in questo tipo di lavoro non è mai un accessorio ma
La lavorazione unisce tecnologie moderne e intervento artigianale, dal taglio alla lucidatura fino all’assemblaggio e alla posa in opera, con ogni fase seguita con precisione e con quella continuità di controllo che solo chi conosce profondamente il proprio mestiere riesce a garantire. Ma in questo ambito la tecnica, da sola, non basta e non è mai bastata. La realizzazione di un’opera funeraria avviene in un momento particolarmente delicato della vita di una famiglia, e proprio per questo il rapporto umano assume un valore che non è secondario alla qualità del marmo o alla precisione dell’incisione, ma ne diventa parte integrante e inscindibile. Veneta Tombstone accompagna le famiglie con discrezione, offrendo consulenza e supporto nella scelta delle soluzioni più adatte, rispettando tempi, sensibilità e necessità di chi si trova ad affrontare una perdita e deve trasformarla, anche attraverso un
OVUN V I VUN
Via Pietro d’Abano, 21 049 8669757
non può replicare. La scelta dei materiali è un passaggio
Produzione e vendita con posa di Lapidi - Loculi - Monumenti
Sede e lavorazione: Codevigo (Pd) Via Garubbio 9
Esposizione: Chioggia (Ve) Campo Marconi 165 www.venetatombstone.it Cel. 348 8283216
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Competenza e innovazione al servizio del paziente
Accordo tra Regione e medici di base: Case di Comunità aperte 24 ore su 24
La Regione Veneto e i sindacati dei medici di medicina generale hanno raggiunto un accordo destinato a rendere pienamente operative le Case di Comunità, strutture considerate uno dei cardini della riorganizzazione della sanità territoriale. L’intesa è stata definita al termine di un incontro svoltosi oggi a Venezia tra il presidente della Regione Alberto Stefani, l’assessore alla Sanità Gino Gerosa, il direttore dell’Area Sanità e Sociale Giancarlo Ruscitti e le rappresentanze sindacali dei medici di famiglia. Mentre a livello nazionale la trattativa è ancora in fase critica, la Regione Veneto per prima in Italia raggiunge un accordo e funge da modello nazionale. L’obiettivo è rafforzare la medicina di prossimità e garantire una presenza stabile dei professionisti sanitari all’interno delle Case di Comunità, trasfor-
mandole in un punto di riferimento per i cittadini. I dettagli tecnici dell’accordo sono ancora in fase di definizione, ma il modello organizzativo è stato delineato. «Il Veneto si conferma un laboratorio di buone pratiche e un modello per il resto del Paese», ha dichiarato il presidente Stefani. «Fin dall’inizio abbiamo immaginato le Case di Comunità come il cuore della medicina territoriale, luoghi in cui i cittadini possano trovare assistenza continua e vicina ai loro bisogni». L’accordo prevede che i medici di medicina generale convenzionati, inseriti nelle Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT), garantiscano la loro presenza nelle Case di Comunità dal lunedì al venerdì, nella fascia oraria compresa tra le 8 e le 20. Nelle ore restanti sarà invece assicurato dai medici della continuità assistenziale, consentendo così
alle strutture di rimanere operative 24 ore su 24.
Per i medici con incarico a regime orario viene confermato l’impegno di 38 ore settimanali all’interno delle Case di Comunità, con attività prevalente nelle ore notturne e durante i fine settimana, contribuendo a rafforzare la copertura assistenziale nelle fasce orarie non coperte dai medici di famiglia. L’intesa prevede inoltre la possibilità, per entrambe le categorie di professionisti, di svolgere da sei a dieci ore aggiuntive settimanali, retribuite con un compenso di 60 euro lordi all’ora. Durante questi turni i medici potranno assistere non soltanto i propri assistiti, ma tutti i cittadini che accederanno alle strutture. Secondo l’assessore regionale alla Sanità, Gino Gerosa, l’accordo rappresenta un passaggio fondamentale per dare concreta attua-
zione a uno dei progetti strategici della sanità veneta. Le Case di Comunità, ha sottolineato, avranno il compito di intercettare i bisogni assistenziali prima che si trasformino in emergenze o richiedano il ricorso agli ospedali. L’obiettivo della Regione è ridurre gli accessi impropri ai Pronto Soccorso e garantire una maggiore vicinanza ai cittadini, in particolare alle persone fragili e ai pazienti cronici. Un risultato raggiunto attraverso il confronto con i rappresentanti dei medici di famiglia e la definizione di un modello organizzativo che punta a rendere la sanità territoriale più accessibile e capillare.
Medici di base, cambi negli ambulatori tra Campalto, Mestre, Mirano e Chioggia
Diverse novità per la medicina di base nel territorio dell’Ulss 3 Serenissima, con cessazioni di servizio e nuovi inserimenti che riguardano Campalto, Mestre, Mirano e Chioggia.
A Campalto è terminato a fine maggio l’attività della dottoressa Carlotta Moruzzi, che operava nella medicina di gruppo di via Orlanda. L’Ulss 3 Serenissima ha già individuato il sostituto, il dottor Pihe Kenao, che entrerà nella stessa struttura dal 15 luglio e prenderà in carico automaticamente gli assistiti della dottoressa Moruzzi. Fino a quella data sarà la stessa medicina di gruppo a garantire il servizio, an-
che con il supporto di un altro medico esterno. I pazienti potranno continuare a rivolgersi all’ambulatorio attraverso le modalità già in uso, contattando il numero 041.90320.
A Mestre Centro si è invece concluso il 17 maggio il servizio del dottor Matteo Vilardo, che riceveva in viale San Marco 184. Dal giorno successivo è subentrata la dottoressa Carolina
Del Piccolo con un incarico a tempo determinato, nello stesso ambulatorio. Anche in questo caso gli assistiti sono stati trasferiti automaticamente nelle liste del nuovo medico.
Novità anche a Mirano, dove a fine maggio ha cessato l’attività il dottor Antonio Vesco, che
visitava nell’ambulatorio di via Vittoria. L’Ulss ha comunicato che i medici dello stesso territorio hanno ancora posti disponibili e per questo gli assistiti sono stati invitati, tramite lettera personale, a scegliere un nuovo medico tra quelli presenti nell’area. Il dottor Vesco operava anche nell’ambulatorio della frazione di Scaltenigo, ma nessun altro medico ha dato disponibilità a proseguire il servizio nella sede. I residenti di Scaltenigo dovranno quindi fare riferimento agli ambulatori di Mirano o Santa Maria di Sala.
A Chioggia ha terminato a fine maggio anche l’attività del dottor Massimo Naccari, che
lavorava nella Medicina di Gruppo Integrata “Madonna Marina”, in via Madonna Marina. In attesa dell’arrivo di un nuovo medico con incarico temporaneo previsto per metà luglio, saranno i colleghi della struttura a seguire anche i suoi pazienti. Per informazioni e appuntamenti resta attiva la segreteria al numero 041.490520.
Sempre a Chioggia ha lasciato definitivamente il servizio anche la dottoressa Boscolo Lucia Rizzo. I suoi assistiti sono già stati presi in carico dall’ambulatorio pubblico attivato dall’Ulss 3 con i medici della continuità assistenziale, nella sede di Strada Marina 500.
Natalità. Il calo delle nascite mette sotto pressione la rete veneta
Veneto, punti nascita verso la chiusura
Il futuro di alcuni punti nascita del Veneto è diventato uno dei temi più delicati della sanità regionale. A far discutere è la prospettiva di chiusura o riconversione di diversi reparti che non raggiungono più la soglia minima dei 500 parti all’anno prevista dagli standard nazionali per garantire sicurezza e qualità delle cure. Il problema non nasce oggi. Da anni il Ministero della Salute chiede alle Regioni di concentrare i parti nei centri con volumi più elevati, ritenuti più sicuri sia per le madri sia per i neonati. Tuttavia il progressivo calo della natalità sta rendendo sempre più difficile mantenere attivi i punti nascita negli ospedali periferici.
In Veneto la situazione è diventata particolarmente evidente negli ultimi mesi. Alcuni presidi sono scesi ben al di sotto della soglia dei 500 parti annui e rischiano ora di perdere il servizio. La Regione è chiamata a presentare una riorganizzazione della rete, anche per evitare contestazioni sul rispetto dei Livelli Essenziali di Assistenza.
La prospettiva ha però scatenato una forte reazione nei territori interessati. Sindaci, amministratori locali e rappresentanti politici sostengono che la semplice applicazione dei parametri numerici non tenga conto delle peculiarità geografiche e so-
ciali di molte aree venete. Il timore è che la chiusura dei punti nascita rappresenti l’ennesimo passo verso l’indebolimento degli ospedali periferici, con conseguenze per l’intero sistema sanitario locale. Particolarmente acceso è il dibattito nell’Alto Vicentino attorno all’ospedale di Valdagno, dove nelle ultime settimane si sono moltiplicate prese di posizione e richieste di intervento alla Regione. La difesa del punto nascita è diventata un tema trasversale che coinvolge amministratori, forze politiche e cittadini.
Nel confronto è entrata anche la proposta avanzata dall’europarlamentare Flavio Tosi, che suggerisce di sperimentare la rotazione del personale tra gli ospedali della stessa area per garantire gli standard richiesti senza arrivare alla chiusura dei reparti. Una soluzione che punta a mantenere la presenza del servizio nei territori più fragili e che potrebbe aprire un confronto con il Ministero.
Sul tavolo resta però un dato difficile da ignorare: in Veneto nascono sempre meno bambini. È questo il vero nodo che sta mettendo sotto pressione la rete dei punti nascita e che obbliga la sanità regionale a trovare un equilibrio tra sostenibilità, sicurezza clinica e diritto dei cittadini ad avere servizi vicini al proprio territorio.
Punti nascita a rischio chiusura, Tosi propone la rotazione del personale tra gli ospedali
L’europarlamentare e segretario regionale di Forza Italia suggerisce di far lavorare periodicamente medici e operatori nelle strutture vicine per mantenere l’esperienza necessaria in tutti gli ospedali veneti
Una possibile soluzione per evitare la chiusura dei punti nascita del Veneto potrebbe passare dalla rotazione del personale sanitario tra gli ospedali del territorio. È la proposta avanzata da Flavio Tosi, europarlamentare e segretario regionale di Forza Italia, intervenuto nel dibattito sull’ipotesi di chiusura di quattro punti nascita nella regione.
In una nota, Tosi si dice convinto che sia possibile individuare una strada per scongiurare la chiusura delle strutture, o almeno di una parte di esse. L’esponente politico esprime inoltre stima nei confronti del direttore Giancarlo Ruscitti e sottolinea la volontà comune di trovare una soluzione condivisa.
Secondo Tosi, il nodo principale è rappresentato dalla normativa nazionale, che considera poco affidabili i punti nascita con meno di 500 parti all’anno. Una valutazione che, spiega, deriva dal rischio che il personale perda
esperienza pratica svolgendo un numero limitato di attività.
Per questo propone di organizzare una rotazione periodica degli operatori tra ospedali vicini. Come esempio cita la possibilità di far lavorare il personale di Adria nella struttura di Rovigo per alcuni periodi. In questo modo, sostiene, medici e operatori potrebbero mantenere un livello adeguato di esperienza sul campo, pur continuando a garantire il servizio nei punti nascita che registrano numeri inferiori alla soglia prevista dalla normativa.
«Il punto nascita rimarrebbe sì sotto la soglia dei 500 parti, ma sarebbe garantita l’affidabilità di chi ci lavora», afferma Tosi.