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di Chioggia
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AGOSTO 2026
Periodico d’informazione locale - Anno XXXIII n. 169
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Il Comune di Chioggia introduce nuove regole per la movida di Sottomarina fino al 31 ottobre
Il neo presidente Energia, l’Antitrust sulleVenezia Ater concessioni, intanto “Legalità Munari: il Veneto epunta case ai all’autonomia bisognosi”
Case della Comunità: raggiunto l’accordo, arrivano i medici di medicina generale
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Il fine vita al centro del dibattito in Veneto
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l tema del fine vita torna a infiammare l’agenda politica del Veneto in questa calda estate. Dopo il rinvio tecnico e le tensioni registrate nelle ultime sedute estive del Consiglio regionale, la discussione sulla proposta di legge di iniziativa popolare promossa dall’associazione Luca Coscioni è stata calendarizzata per il prossimo settembre, trasformandosi nel banco di prova più delicato della stagione politica autunnale. Il provvedimento, che punta a regolamentare tempi e procedure certe per l’accesso al suicidio medicalmente assistito in applicazione della storica sentenza 242 del 2019 della Corte Costituzionale, riapre ferite e spaccature mai sopite all’interno dell’emiciclo di Palazzo Ferro-Fini. Già nel gennaio del 2024 il Veneto era stato pioniere in Italia su questo fronte, vedendo tuttavia la proposta respinta per un solo voto a causa di defezioni trasversali e distinguo interni alla stessa maggioranza. Un colpo di scena che innescò accese reazioni contrastanti e tenne vivo il dibattito a lungo, dentro e fuori il Palazzo. Anche in vista del nuovo appuntamento di settembre, il clima si conferma rovente.
ANZIANI E GIOVANI A RISCHIO SOLITUDINE E ISOLAMENTO CHIOGGIA, L’ATTACCO DEL PD: “C’È MANCANZA DI VISIONE“ servizi alle pag. 4-5
CENTRO ANTIVIOLENZA DI CHIOGGIA: ACCOLTE 65 DONNE NEL 2025 servizio a pag. 6
I COSTI PER OLIMPIADI E PEDEMONTANA SCALDANO I CONTI DELLA REGIONE
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IL TEMPO SOSPESO TRA LE GENERAZIONI
numeri, come sempre, lasciano poco spazio alla fantasia: il Nordest, e quindi anche Veneto e Trentino fa i conti con una comunità che invecchia a passi spediti. Lo confermano recenti dati Istat e proiezioni demografiche. Guardando alle cifre il Veneto ormai conta oltre 200 anziani ogni cento ragazzi mentre in Trentino sono più di trentamila gli over 70 che affrontano la quotidianità in solitudine. Dal Covid in poi le fragilità e i bisogni dell’una e dell’altra generazioni si sono fatti ancora più urgenti.
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FACCIAMO IL PUNTO
di Chioggia
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IL TEMPO SOSPESO TRA LE GENERAZIONI • Nicola Stievano
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ene la possibilità di avere una fermata dell’autobus all’ospedale di Chioggia, ma ora gli organi competenti si attivino perché ci sia un collegamento diretto con l’ospedale dell’Angelo di Mestre: era una nostra specifica richiesta fatta alla Terza commissione consiliare del Comune di Chioggia in una recente riunione”. Sono le parole del segretario della Cisl di Venezia, Dario De Rossi, alla notizia dell’avvio del servizio a partire dal prossimo autunno con Arriva Veneto, che permetterà ai pazienti di avere la corriera all’ingresso principale del polo ospedaliero clodiense. Una novità certamente attesa e utile agli anziani del territorio o a chi è sprovvisto di un mezzo proprio per muoversi, ma il sindacato chiede ufficialmente di fare un passo in più. Tra le varie problematiche esposte durante l’incontro istituzionale di qualche settimana fa, c’era infatti la precisa necessità di istituire una linea diretta da Chioggia verso la struttura dell’Angelo di Mestre. Un modello che riprenderebbe quanto già succede oggi tra Mestre e Jesolo, nonostante quest’ultima non faccia parte della stessa azienda sanitaria (appartiene infatti all’Ulss 4), al contrario di Chioggia che rientra pienamente nell’Ulss 3 Serenissima proprio insieme al capoluogo. “Certamente avere una corriera che arriva fino all’ospedale di Chioggia rappresenta un fatto positivo per tutto il territorio – osserva e conclude il segretario De Rossi – ma adesso si deve lavorare per allargare la platea degli utenti e portare il servizio fino a Mestre. Non chiediamo che ci sia una corsa ogni mezz’ora, e nemmeno ogni ora, ma che sia comunque previsto un numero sufficiente di corse durante l’arco della giornata, in modo da andare incontro alle reali esigenze di cura della cittadinanza”. Molti reparti e servizi specialistici sono previsti proprio a Mestre e garantire un collegamento diretto permetterebbe per la Cisl anche di togliere del traffico pesante e privato dalla strada statale Romea.w
Interviene la Cisl dopo la notizia di una nuova fermata davanti all’ospedale di Chioggia
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ASCOLTACI IN Questa edizione raggiunge le zone di Chioggia, Sottomarina e per un numero complessivo di 13.504 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; Srl numero iscrizione ROC 32199
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la perdita di dignità e di autonomia. Un anziano ha bisogno di essere riconosciuto come risorsa attiva, fin dove possibile. Un giovane chiede fiducia concreta per incidere sulle decisioni della propria comunità. In alcune zone del nostro territorio si intravedono già le fondamenta di un cambio di rotta. Pensiamo ai progetti di abitare condiviso tra studenti universitari e pensionati, al volontariato di comunità che unisce il passo di chi ha memoria al dinamismo di chi ha visione, o ai tavoli territoriali che finalmente smettono di parlare dei giovani e degli anziani per iniziare a parlare con loro. Il dialogo intergenerazionale non è un esercizio poetico o un atto di bontà. È un’infrastruttura sociale primaria, urgente quanto una superstrada o la banda larga. Senza questo ponte, il nostro territorio rischia di trasformarsi in una gigantesca ed elegante residenza per anziani senza futuro, circondata da giovani che sognano di andarsene altrove. Urge allora restituire a chi si trova ai margini dell’agenda economica e spesso anche delle decisioni politiche, perché nel parlarne invece tutti sono bravi, la chiave per ricucire la trama sociale e avvicinare queste generazioni solo in apparenza lontane.
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• Alessandro Abbadir
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i fronte a questo scenario la tentazione della retorica è forte. Da un lato la commiserazione per gli anziani “soli e fragili”, dall’altro la ramanzina paternalistica per i giovani “incomunicabili e disorientati”. È una narrazione pigra e, soprattutto, falsa. Se ci prendiamo la briga di gettare lo sguardo oltre i luoghi comuni, scopriamo che i ragazzi e i grandi anziani di questo territorio non sono due pianeti lontani che si ignorano. Sono, al contrario, due specchi che riflettono la medesima ferita: il rischio dell’invisibilità. I giovani soff rono per un futuro che sembra già ipotecato, per la difficoltà di trovare spazi di espressione autentica e per un sovraccarico digitale che spesso maschera una profonda solitudine emotiva. Gli anziani soffrono per l’improvviso ridimensionamento del proprio ruolo sociale, confinati nell’etichetta di “utenti da assistere” anziché custodi di competenze ed esperienze. Entrambi vivono la frustrazione di una comunicazione interrotta, in cui parlare non significa essere ascoltati. Per decenni abbiamo risposto a queste fragilità con l’assistenzialismo: sussidi, servizi a sportello, intrattenimento di facciata. Strumenti utili, certo, ma insufficienti se non affrontano la radice del problema:
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Giovani e anziani/1. L’analisi del sindaco Mauro Armelao e dell’assessore Sandro Marangon
“Chioggia investe sulla persona: prevenzione, famiglie e giovani al centro” U n modello di welfare diffuso che mette al centro la persona, puntando su prevenzione, inclusione e supporto alle famiglie. È questo il percorso portato avanti dal Comune di Chioggia guidato dal sindaco Mauro Armelao, in stretta sinergia con la “Cooperativa Sociale Titoli Minori”, Coges don Lorenzo Milani, L’Approdo, l’Usl 3 Serenissima, le scuole e numerosi partner locali. La rete di interventi accompagna i cittadini lungo tutto l’arco della vita, intervenendo nelle situazioni di fragilità e puntando sulla costruzione di opportunità. Tra le realtà principali destinate all’infanzia e all’adolescenza figurano la comunità educativa residenziale “Le Acque di Siloe” (per minori dai 6 ai 17 anni) e la comunità educativa diurna “La Bitta”, si avvalgono di un’équipe multidisciplinare per sostenere i giovani in situazioni di fragilità. Sul fronte della prevenzione spiccano il programma P.i.ppi. e il Progetto regionale “Insieme”, pensati per rafforzare le competenze genitoriali ed evitare l’allontanamento dei figli, affiancati dagli interventi del “Fondo Povertà” per contrastare la dispersione educativa. Per i primissimi anni di vita è attivo il percorso “Sostenere la genitorialità: 1.000 giorni di noi” (0-3 anni), mentre sul piano dell’educa-
zione ambientale si conferma il successo di “5 Kilometri di Meraviglia”, che ha coinvolto circa 300 alunni delle scuole primarie lungo il Lusenzo. “Una comunità cresce quando è capace di prendersi cura delle persone più fragili e di accompagnarle nei momenti di difficoltà - afferma il sindaco Mauro Armelao. Con l’approvazione degli equilibri di bilancio dello scorso 30 luglio, abbiamo confermato una scelta politica precisa: continuare a investire sulla qualità della vita della nostra comunità. Alle risorse destinate ai servizi sociali si affiancano investimenti concreti che rafforzano il welfare cittadino. Abbiamo destinato 200 mila euro alla riqualificazione dei parchi con nuovi giochi, 140 mila euro per gli arredi del nuovo asilo nido comunale, 140 mila euro per Palazzo Granaio e 300 mila euro per la tutela dei minori, oltre a fondi per la manutenzione delle scuole, impianti sportivi e la valorizzazione del patrimonio. Il bilancio è lo strumento dinamico attraverso cui realizziamo una città più inclusiva e vicina ai bisogni dei cittadini”. Ampio spazio è riservato anche agli adolescenti e giovani adulti con iniziative di orientamento come Gea 2.0 (rivolto alla fascia 17-29 anni), i percorsi di coaching educativo di V.ia. e il progetto “Riparto da qui”
per il contrasto all’abbandono scolastico. Per la prevenzione delle dipendenze e dell’abuso di alcol si distingue infine “Life On”, basato sulla peer education tra studenti, e “Spazi di crescita”, orientato alla partecipazione attiva dei ragazzi. “Lavoriamo ogni giorno affinché nessuno resti indietro - sottolinea l’assessore alle Politiche
Sociali Sandro Marangon. La forza di questi progetti sta nella capacità di intervenire prima che il disagio diventi emergenza, costruendo percorsi personalizzati fondati sull’autonomia, sull’inclusione e sulla responsabilizzazione”. • Alessandro Abbadir
Anziani, il Centro “Corallo” e la rete del welfare territoriale
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l sistema dei servizi alla persona vede il Centro Sollievo “Corallo”, dedicato alle persone con decadimento cognitivo lieve, Alzheimer nelle fasi iniziali e Parkinson. Il centro offre attività di stimolazione cognitiva, laboratori occupazionali, momenti di socializzazione e sostegno ai caregiver, contribuendo a migliorare la qualità della vita degli anziani e delle loro famiglie.Parallelamente vengono promosse iniziative di informazione e sensibi-
lizzazione sul territorio dedicate alle malattie neurodegenerative. Il servizio è realizzato dal Comune di Chioggia in collaborazione con l’Usl 3 Serenissima. Fondamentale, nella realizzazione dei progetti, è il ruolo della Cooperativa Sociale Titoli Minori, che affianca il Comune nella gestione di numerosi servizi educativi e sociali. “Ogni progetto nasce dall’ascolto delle persone e dei bisogni che emergono quotidianamente sul territorio - spiega Valeria Tiozzo, presidente
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della Cooperativa Sociale Titoli Minori. Lavorare insieme al Comune, Usl 3, alle scuole e agli enti del terzo settore che operano nel territorio significa costruire opportunità concrete per bambini, ragazzi, famiglie e anziani. Il nostro obiettivo non è intervenire soltanto quando emerge una difficoltà, ma rafforzare le risorse delle persone, sostenere la crescita e promuovere l’autonomia in un’ottica di welfare di comunità. Quest’ultimo si fonda sulla capacità dei territori di attivare
risorse condivise, valorizzando relazioni, competenze e responsabilità diffuse”. • (A.A.)
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5 Giovani e anziani/2. L’affondo della consigliera del Pd Barbara Penzo
“Chioggia dimentica giovani e anziani: troppi ritardi e mancanza di visione”
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e c’è un tema che dovrebbe stare al centro dell’agenda politica di Chioggia è quello delle generazioni. Da una parte i giovani, dall’altra gli anziani. Due mondi apparentemente lontani, ma accomunati dal bisogno di una città che torni a prendersi cura delle persone”. A dirlo è la consigliera comunale di
opposizione del Partito Democratico, Barbara Penzo (in foto), che analizza con occhio critico la gestione e la visione dell’amministrazione locale su questi due fronti chiave. In merito ai più giovani, Penzo punta il dito sulla grave carenza di spazi dedicati alla socializzazione: “Il tema è anche la mancanza di luoghi di libera aggregazione, posti in cui in-
contrarsi, fare sport, cultura, musica o semplicemente stare insieme. Sempre più spesso arrivano segnalazioni di piccoli gruppi di ragazzi che trascorrono le serate nei pressi dei condomini o nei quartieri, con inevitabili tensioni con i residenti. La risposta, però, non può essere soltanto il controllo o il costante richiamo all’ordine. La domanda che dovremmo porci è un’altra: dove possono andare questi ragazzi? Quali alternative concrete stiamo offrendo loro?”. Per la consigliera di opposizone la strada è segnata: “Investire nell’educativa di strada, nei centri giovanili, nelle associazioni, nello sport e nei progetti di prevenzione significa investire nella sicurezza e nella qualità della vita di tutta la comunità. La prevenzione costa meno dell’emergenza ed è molto più efficace”. A questo si aggiunge la fuga delle eccellenze e la mancanza di prospettive lavorative differenziate. “Le opportunità restano concentrate soprattutto nel turismo e nella ristorazione, settori fondamentali per la nostra economia ma che da soli non bastano a trattenere competenze, professionalità e nuove idee dopo gli
studi universitari. Una città che perde i propri giovani perde anche energie, innovazione e prospettive di crescita”. Dall’altra parte c’è la popolazione anziana, quota sempre più rilevante della cittadinanza. Per Penzo, garantire loro una vita dignitosa significa potenziare la sanità di prossimità, l’assistenza domiciliare e il trasporto pubblico. “Poter raggiungere un ambulatorio, un ospedale o il mercato non è un
dettaglio - conclude - ma la condizione fondamentale per continuare a vivere in autonomia e non essere condannati alla solitudine. Una città che investe nelle generazioni è una città che guarda avanti. Chioggia ha bisogno di politiche che non rincorrano soltanto le emergenze, ma che costruiscano opportunità e rafforzino i servizi per tutti”. • Alessandro Abbadir
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Polizia e supermercati Alì uniti contro le truffe agli anziani
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na sinergia concreta tra istituzioni e grande distribuzione per difendere gli anziani dai raggiri. È stata presentata alla Questura di Venezia l’iniziativa di responsabilità sociale promossa insieme ad Alì Supermercati, nata per sensibilizzare i cittadini, prevenire i raggiri e diffondere la cultura della sicurezza sul territorio. Al centro della campagna c’è un video esplicativo realizzato dalla Questura con l’Associazione Nazionale della Polizia di Stato (Anps ), ricco di consigli pratici per riconoscere i tentativi di truffa più frequenti. Per garantirne la massima diffusione, Alì esporrà all’ingresso dei propri punti vendita manifesti dedicati dotati di un Qr code collegato al canale YouTube dell’azienda, promuovendo il contenuto anche su tutti i propri canali social ufficiali. “La sinergia tra imprese
e istituzioni ci permette di agire in modo incisivo sulla prevenzione - dichiara il Questore Antonio Sbordone (in foto con il presidente Ali Gianni Canella). Questo impegno si rivolge in modo prioritario agli anziani, la fascia più fragile. Quando scoprono di essere stati raggirati affrontano non solo un danno economico, ma soprattutto un duro danno emotivo”. Sulla stessa linea Gianni Canella, presidente di Alì Spa: “Essere vicini alle comunità significa anche contribuire alla loro sicurezza. Mettere i nostri luoghi di prossimità al servizio di una campagna di prevenzione è un modo concreto per dare valore al nostro impegno, proteggendo le persone più vulnerabili”. • (A.A.)
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IN PRIMO PIANO
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Violenza di genere. Presentato il report annuale del centro d’ascolto di Chioggia
ACCOLTE 65 DONNE AL “CIVICO DONNA”, SPESSO GLI ABUSI AVVENGONO IN FAMIGLIA I l Centro Antiviolenza “Civico Donna” di Chioggia è un presidio fondamentale per il sostegno alle vittime di violenza di genere e per l’accompagnamento nei percorsi di uscita da situazioni di abuso. Il report per l’anno 2025 elaborato dalla Cooperativa Rel.Azioni Positive, ente gestore del servizio, fa emergere una fotografia chiara di un fenomeno che continua a interessare donne di ogni età, condizione sociale e lavorativa nel territorio comunale. L’anno scorso il Centro Antiviolenza “Civico Donna” di Chioggia ha accolto 65 donne. Ma cosa emerge nel particolare? I dati raccolti delineano un fenomeno che interessa donne con profili e condizioni familiari differenti: il 43,6% è sposata o convivente, il 30,9% è nubile, il 20% è separata legalmente, il 3,6% è divorziata e l’1,8% è vedova. Particolarmente significativo è il dato relativo alla presenza di figli: 28 delle 65 donne accolte a Chioggia avevano figli minori. Un elemento che evidenzia come la violenza non colpisca esclusivamente le donne, ma produca conseguenze profonde anche sui nuclei familiari e sui
minori, vittime indirette delle situazioni di maltrattamento. Un altro aspetto rilevante riguarda l’autonomia economica. A Chioggia il 66% delle donne accolte dispone di un’occupazione, mentre il 32% non percepisce alcuna entrata mensile. Nel dato complessivo, circa la metà delle donne lavora, mentre il 24% è privo di reddito. La disponibilità di un’autonomia economica rappresenta uno dei fattori più importanti per intraprendere un percorso di uscita dalla violenza. I dati confermano inoltre che la violenza di genere si sviluppa prevalentemente all’interno delle relazioni affettive e familiari. Nel 78% dei casi l’autore della violenza è il partner o l’ex partner; nel 93,1% dei casi registrati a Chioggia gli episodi avvengono in ambito intra-familiare. In tutti i casi l’autore è un uomo conosciuto dalla vittima. Si tratta di un elemento che rende particolarmente complesso il riconoscimento della violenza e il percorso di denuncia, poiché gli episodi si verificano all’interno di rapporti caratterizzati da fiducia, convivenza o legami affettivi. Le forme di violenza rilevate
sono spesso molteplici e coesistono nella stessa situazione. La violenza psicologica è presente nel 76,9% dei casi (50 donne), quella fisica nel 63,8% (41 casi), la violenza economica nel 36,9% (24 casi), lo stalking nel 30,8% (20 casi), il mobbing nel 27,7% (18 casi) e la violenza sessuale nel 12,3% dei casi (8 donne). Resta particolarmente delicato il tema della denuncia. A Chioggia soltanto 19
delle 65 donne accolte hanno sporto querela. La scelta di denunciare continua a rappresentare un passaggio difficile, spesso ostacolato dal timore di ritorsioni, dall’escalation della violenza o dalla dipendenza economica e affettiva dall’autore dei maltrattamenti. Non è raro che le donne presentino più denunce nel corso del tempo, a testimonianza della complessità dei percorsi di uscita dalla
violenza. Infine, nel corso del 2025 sono stati registrati anche 12 accessi al Pronto Soccorso da parte delle donne accolte a Chioggia. La prognosi massima rilevata è stata di 15 giorni, un dato che evidenzia la gravità delle aggressioni subite e il loro impatto non solo sul piano psicologico, ma anche su quello sanitario. • Alessandro Abbadir
“CHIEDERE AIUTO È IL PRIMO PASSO PER USCIRE DALLA VIOLENZA”
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l messaggio che vogliamo lanciare è fondamentale chiedere aiuto è il primo passo per uscire dalla violenza. Il Centro Antiviolenza Civico Donna è un servizio gratuito, competente e riservato, che opera ogni giorno in stretta collaborazione con istituzioni, servizi sanitari, forze dell’ordine e realtà del territorio. Far conoscere questo servizio, così come lo sportello Maila di Cavarzere, significa dare a sempre più donne la possibilità di trovare ascolto, sostegno e gli strumenti per
ricostruire la propria autonomia”. A dirlo è l’assessore ai Servizi Sociali del Comune di Chioggia Sandro Marangon. “Dietro questi numeri non ci sono statistiche, ma persone. Donne che hanno trovato il coraggio di rompere il silenzio e chiedere aiuto – dichiara il Sindaco di Chioggia, Mauro Armelao. Il nostro dovere è garantire loro ascolto, protezione e percorsi concreti per riprendere in mano la propria vita. Come Comune continueremo a sostenere il Centro Antiviolenza perché nessuna donna
deve sentirsi sola di fronte alla violenza”. Il Comune Chioggia invita tutte le donne che stanno vivendo una situazione di violenza, oppure familiari, amici o conoscenti che desiderano chiedere informazioni, a rivolgersi con fiducia al Centro Antiviolenza. Telefono e WhatsApp: 351 4928413 (dal lunedì al venerdì, dalle 9.30 alle 15.30) E-mail: centroantiviolenza. chioggia@gmail.com. L’assessore Sandro Marangon
• (A.A.)
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Sociale. Il punto del servizio della cooperativa sociale Rem
Inclusione a scuola: la mediazione culturale conquista anche le superiori Q uando nel 2022 i primi studenti in fuga dalla guerra in Ucraina varcarono le soglie degli istituti scolastici di Chioggia, la risposta della comunità fu immediata, ma fu subito chiaro che la solidarietà da sola non sarebbe bastata. Serviva uno strumento professionale, stabile e capace di gettare ponti. A quattro anni da quel primo impulso, il servizio di mediazione linguistico-culturale promosso dal Comune di Chioggia in collaborazione con la Cooperativa Sociale Rem non solo si è consolidato, ma è diventato un vero e proprio pilastro delle politiche cittadine per l’inclusione scolastica, ampliando il proprio raggio d’azione fino agli istituti superiori. I numeri raccontano la crescita di un progetto maturo: cinquantadue studenti seguiti, oltre quindici nazionalità rappresentate e un’équipe di dieci mediatrici e mediatori in grado di operare in ben tredici lingue (dall’ucraino al cinese, fino al bengalese, all’arabo e all’urdu). Tra i ragazzi affiancati, le comunità più numerose si confermano quella ucraina e quella cinese (21,2% ciascuna), seguite da quella bengalese (13,5%). L’ultimo anno scolastico ha segnato una svolta cruciale: per la prima volta il servizio ha fatto il suo ingresso ufficiale nelle scuole secondarie di secondo grado, coinvolgendo l’Istituto Cavanis – Centro di Formazione Professionale e l’I.I.S. Cestari-Righi, che si aggiungono ai tre istituti comprensivi già serviti dal progetto.“Questo servizio – ha sottolineato Sandro Marangon, assessore ai servizi sociali del Comune di Chioggia – è la dimostrazione concreta che l’inclusione non si improvvisa: si costruisce con metodo, professionalità e con la volontà di non lasciare indietro nessuno. L’estensione alle scuole superiori risponde a un bisogno reale che gli istituti ci stavano segnalando da tempo”. L’intervento dei mediatori va ben oltre la semplice traduzione: copre i colloqui scuola-famiglia, l’affiancamento in classe, la stesura di piani personalizzati, fino al supporto in ambiti delicati come le visite neuropsichiatriche. Il tutto gestito attraverso una piattaforma digitale che permette un monitoraggio costante e un dialogo continuo tra docenti e operatori. I questionari compilati dagli insegnanti confermano il successo dell’iniziativa. “In quattro
anni abbiamo costruito qualcosa che funziona perché nata dall’ascolto delle scuole, delle famiglie e degli insegnanti. Il fatto che quest’anno anche le scuole superiori abbiano chiesto di aderire al progetto è un segnale importante: la mediazione culturale è ormai riconosciuta come uno strumento educativo stabile e non come una risposta a situazioni di emergenza”, evidenzia Erica Perini, coordinatrice della Cooperativa Sociale Rem. • Alessandro Abbadir
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Torna fruibile il percorso storico naturalistico dell’Anello del Lusenzo
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orna fruibile il percorso storico-naturalistico dell’Anello del Lusenzo a Chioggia. L’amministrazione Armelao ha completato il ripristino dell’itinerario realizzato nei primi anni Duemila, restituendo a cittadini e visitatori un percorso che valorizza il patrimonio storico e paesaggistico della città. Del tracciato originario restavano solo un pannello e cartelli ormai deteriorati. L’intervento di riqualificazione ha previsto l’installazione di nuova cartellonistica lungo tutto l’anello: otto pannelli informativi (uno principale con la mappa e sette distribuiti lungo il tragitto) accompagnano alla scoperta della Laguna del Lusenzo, con approfondimenti dedicati a illustri cittadini di Chioggia e alle specie animali dell’ecosistema. I nuovi arredi sono stati realizzati utilizzando plastica riciclata da raccolta differenziata, coniugando sostenibilità e durata. L’opera è stata finanziata dal Ministero del Turismo nell’ambito del bando 2022 per i Comuni a vocazione turistico-culturale con siti Unesco o appartenenti alla rete delle Città Creative Unesco. “Grazie alle risorse ministeriali abbiamo recuperato un percorso identitario che unisce cultura, turismo e sostenibilità – dichiara il vicesindaco e assessore all’Ambiente Serena De Perini. La scelta di materiali riciclati si sposa con la transizione ecologica, mentre i contenuti rafforzano il legame con la storia e l’ambiente. Ringrazio l’ufficio Politiche Comunitarie, il dirigente il dottor Luca Brussato e la dottoressa Elena Vivian”. • (A.A.)
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Cronaca. Regole più severe per Piazza Europa e viale Umbria
SOTTOMARINA, STRETTA SULLA MOVIDA: NUOVA ORDINANZA CONTRO RUMORI E DEGRADO N uove regole per la movida di Sottomarina. Fino al 31 ottobre entra in vigore l’ordinanza firmata dal Comune di Chioggia che disciplina gli orari delle attività musicali e di intrattenimento con l’obiettivo di conciliare le esigenze del turismo e degli operatori economici con il diritto dei residenti alla quiete, alla sicurezza e alla qualità della vita. Il provvedimento interviene dopo le numerose segnalazioni registrate negli ultimi anni per schiamazzi, rumori notturni, episodi di vandalismo e degrado urbano, fenomeni concentrati soprattutto nelle ore serali e notturne durante la stagione estiva. L’ordinanza, precisa l’amministrazione comunale, rafforza disposizioni già previste dal Regolamento di Polizia Urbana del 2019, ma non sempre applicate con
continuità. La nuova disciplina distingue tre livelli di intrattenimento musicale. La musica di sottofondo potrà essere diffusa per tutto l’orario di apertura dei locali. Per gli spettacoli musicali di secondo livello, come musica dal vivo e piccoli intrattenimenti, il limite sarà fissato alle 23 dalla domenica al giovedì e alla mezzanotte il venerdì e il sabato. I locali autorizzati agli intrattenimenti di terzo livello, con musica e ballo, potranno invece proseguire fino a mezzanotte nei giorni feriali e fino alle 2 del mattino nelle serate di venerdì e sabato. Sono previste deroghe soltanto per particolari eventi organizzati nei locali di terzo livello, a condizione che si trovino ad almeno 300 metri dalle abitazioni e nel rispetto dei limiti previsti dal Piano comunale per l’inquinamento acustico.
Ogni attività potrà ottenere al massimo due autorizzazioni straordinarie durante il periodo di validità dell’ordinanza. Particolare attenzione è riservata a Piazza Europa e viale Umbria, aree considerate tra le più critiche sotto il profilo dell’ordine pubblico. Qui bar e pubblici esercizi dovranno chiudere entro l’una di notte e potranno riaprire non prima delle 6 del mattino. Inoltre saranno vietati dj set, concerti, karaoke e qualsiasi forma di spettacolo musicale, mentre sarà consentita esclusivamente la musica di sottofondo fino alla mezzanotte. Resta confermata la tradizionale deroga per Ferragosto: nelle notti tra il 14 e il 15 agosto gli eventi autorizzati potranno proseguire fino alle 3 del mattino. L’ordinanza richiama inoltre i gestori dei locali alla responsabilità di prevenire schiamazzi e comportamenti
che possano disturbare la quiete pubblica. Per chi non rispetterà le disposizioni sono previste sanzioni amministrative comprese tra 500 e 5.000 euro, oltre agli ulteriori provvedimenti consentiti dalla normativa. “Non siamo contrari al divertimento – afferma il sindaco Mauro Armelao – ma è necessario trovare un equilibrio tra le esigenze degli operatori economici e il diritto dei residenti a vivere e riposare serenamente. Una località turistica di qualità deve saper offrire intrattenimento e sicurezza nel rispetto delle regole. Questa ordinanza rappresenta un primo passo e sarà monitorata durante tutta la stagione estiva per valutarne l’efficacia ed eventualmente apportare correttivi”. • Redazione Chioggia
Passaggio di consegne per il Rotary Club Chioggia
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a terrazza del Granso Stanco a Sottomarina ha ospitato la tradizionale cerimonia del passaggio delle consegne tra il presidente uscente del Rotary Club Chioggia, dott. Carlo Albertini, e il nuovo presidente avv. Rosario Grasso, che guiderà il Club nel nuovo anno sociale 2026/27. L’annata conclusa si è caratterizzata per una costante presenza sul territorio ed un ricco programma di iniziative culturali, sociali e di servizio rivolte alla comunità con convegni dedicati ai grandi temi del futuro – dalle professioni allo sport, dal turismo alla salute, dall’energia alla pesca – coinvolgendo esperti di livello nazionale, istituzioni, associazioni e numerosi cittadini. Spicca tra questi spicca il progetto dedicato alla Torre di Sant’Andrea, riaperta dopo l’accurato restauro, che accoglie gli
antichi meccanismi degli orologi dei campanili di Chioggia. Qualche mese fa il gemellaggio con il Rotary Club ungherese di Székesfehérvár, alla presenza del Governatore Gianni Albertinoli e di trenta Rotariani Ungheresi guidati dal Presidente Lengyel Kornèl, ha confermato la dimensione internazionale del Club locale. Numerose anche le serate Interclub e l’intensa collaborazione con le realtà associative del territorio, in particolare con il Panathlon Club. Grande attenzione è stata dedicata anche alla comunicazione, con una presenza costante sulla stampa e sui canali digitali. Nel corso dell’annata sociale sono entrati a far parte del Rotary Chioggia quattro nuovi soci; inoltre la partecipazione alle attività è stata superiore alla media distrettuale ed anche la quota destinata ai ‘service’ è stata superiore
ai valori medi del Distretto. “Abbiamo cercato – ha sottolineato il presidente uscente Carlo Albertini – di interpretare il Ro-
tary come un servizio concreto alla comunità, aprendoci sempre più alla città e costruendo occasioni di dialogo, cultura e solidarietà”. Il Presidente Albertini ha poi consegnato i prestigiosi riconoscimenti ‘Paul Harris’ al segretario Federico Griguolo, al prefetto Pietro Penzo, al vice presidente Gianni Pagan e al tesoriere Giovanni Mancini un prezioso attestato rilasciato direttamente dal Rotary International. La ‘squadra’ del nuovo presidente Rosario Grasso comprende il vice presidente Massimo Mazzucco, il segretario Gigi Vianello, il prefetto Pietro Penzo, il tesoriere Giovanni Mancini ed i consiglieri Enzo Naccari, Beppe Fornasier, Maria Stefania Fattoruso, Carlo Albertini, Peter Von Sontangh. • (E.F.)
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La firma. Siglata l’intesa tra Consiglio di Bacino Rovigo e Capitaneria di Porto
AL VIA LA GESTIONE DEI RIFIUTI RACCOLTI DAI PESCATORI U n nuovo passo verso la tutela dell’ambiente marino e una gestione più efficace dei rifiuti recuperati in acqua. È stato siglato l’accordo tra il Consiglio di Bacino Rovigo e la Capitaneria di Porto di Chioggia per regolamentare la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti accidentalmente pescati o volontariamente recuperati dai pescatori. L’intesa, sottoscritta dal presidente del Consiglio di Bacino Rovigo Tiziano Menon e dal comandante della Capitaneria di Porto di Chioggia Andrea Palma, riguarda in particolare i rifiuti raccolti al di fuori delle aree di competenza dell’ente portuale, con riferimento ai tre approdi presenti nel territorio della provincia di Rovigo: Pila, nel comune di Porto Tolle, Marinetta e Albarella, nel territorio di Rosolina. L’accordo punta a garantire un sistema organizzato per il conferimento dei materiali recuperati durante le attività di pesca o raccolti volontariamente nelle acque, evitando che questi rifiuti possano tornare nell’ambiente o creare problemi di gestione nei punti di ap-
Presidente Tiziano Menon
prodo. Un aspetto centrale dell’intesa riguarda la copertura economica del servizio, che non comporterà ulteriori costi né per i Comuni coinvolti né per i pescatori. Il finanziamento arriva infatti dalla componente tariffaria nazionale UR1, pari a 10 centesimi all’anno per utenza, inserita nelle bollette e destinata proprio alla copertura delle spese legate alla gestione di questi rifiuti. La misura è conosciuta come “Legge SalvaMare”,
che ha introdotto la possibilità per i pescatori di riportare a terra i rifiuti recuperati accidentalmente durante l’attività in mare senza incorrere in sanzioni, equiparandoli ai rifiuti urbani e favorendo così la pulizia delle acque. “Con questa intesa il Consiglio Bacino Rovigo amplia il proprio raggio d’azione attraverso una partnership prestigiosa– sottolinea il presidente Tiziano Menon –. Si tratta di un servizio importante per un settore che rappresenta una componente significativa dell’economia del territorio, considerando il ruolo della pesca nell’area del Delta. L’accordo garantisce maggiore pulizia e decoro delle aree marine vicine agli approdi senza gravare sulle amministrazioni e sulle comunità locali”. Lo schema dell’accordo aveva già ricevuto il via libera preliminare da parte dei sindaci, riuniti nell’Assemblea di Bacinolo scorso 30 luglio, prima della firma ufficiale tra i due enti.
• Redazione Chioggia
L’Estate Ragazzi coinvolge mezzo migliaio di giovani
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u hai la stoffa per compiere grandi imprese”. Per quattro settimane si è svolto, seguendo come filo conduttore il film “Il Pianeta del Tesoro”, circa 500 tra bambini, ragazzi e animatori hanno vissuto assieme l’Estate Ragazzi all’Oratorio Salesiano di Chioggia: un luogo dove ognuno può scoprire i suoi talenti e le sue qualità speciali ed essere un perfetto “avventuriero dello spazio”. I laboratori manuali, creativi, artistici e sportivi, i grandi giochi nei cortili e nelle calli, oltre a momenti formativi ed educativi hanno caratterizzato questa esperienza che da molti anni coinvolge le famiglie del territorio e non solo quelle del centro storico. E per una quarantina di più piccoli di
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prima e seconda elementare è stato attivato un apposito spazio nel centro parrocchiale di San Giacomo in calle Malanni. Sono state organizzate anche delle gite a Padovaland e all’isola di Pellestrina ospitati dall’oratorio di Sant’Antonio; per i più piccoli sono state proposte esperienze di voga e arrampicata all’Oratorio Salesiano, una visita all’oasi Amahoro a Sottomarina e un’escursione con il Bragozzo Ulisse. Anche questa edizione dell’Estate Ragazzi si è conclusa con la tradizionale serata per decretare la squadra vincitrice che si è trasformata in un’occasione di festa per tutti i partecipanti e le loro famiglie. • (E.F.)
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L’iniziativa. Dalla realizzazione dei Murazzi alla manifestazione “Laguna Sud. Il cinema fuori dal Palazzo”
Un ampio percorso tra ricerche storiche, testimonianze personali, fotografie d’epoca
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olfang Goethe, Hermann Hesse, Ippolito Nievo, Gabriele D’Annunzio, Giovanni Comisso, Mosè Bianchi, Leonardo Bazzaro... molti illustri viaggiatori, scrittori, pittori hanno prestato grande attenzione alla città di Chioggia ed alla singolarità del suo ambiente così come è emerso anche in alcune recenti pubblicazioni – il servizio del “The New Yor Time” del 2022 dove Chioggia compariva tra le 52 località nel mondo in cui trascorrere una vacanza - che rilanciano la città lagunare come una delle destinazioni da scoprire. Si apre con questo saggio del direttore Sergio Ravagnan il n. 68 di “Chioggia – rivista di studi e ricerche”, presentato il 22 luglio 2026 nell’ambito della manifestazione “Un salotto nel
cortile”, iniziativa organizzata dall’Università Popolare in collaborazione con l’amministrazione comunale. L’intervento di Erminio Boscolo Bibi è stato dedicato alla realizzazione a Sottomarina dei Murazzi, barriera di difesa contro le mareggiate dell’Adriatico completata alla fine del Settecento. Successivamente, con la costruzione della diga intorno agli ‘30 del Novecento e la formazione della spiaggia e dei nuovi quartieri, i Murazzi erano diventati una ‘gabbia’ tanto che già nel secondo dopoguerra si procede allo smantellamento di alcune parti, mantenendo integra solo la zona nord verso il forte S. Felice e sistemando negli anni ‘90 il tratto tra Corte Granda e l’ex Batteria con la creazione di marciapiede e pista ciclabile.
Giovanni Scarpa racconta le tragiche vicende del “Mutine”, brigantino inglese affondato nei pressi del cimitero di Pellestrina nel dicembre del 1848, mentre Alberto Naccari illustra le gravi emergenze sanitarie che coinvolsero Chioggia e Venezia in seguito alle epidemie di peste del 1575/77 e del 1630/31 e provocarono la morte di migliaia di persone. Manuela Sgobbi ci spiega l’aumento della mortalità nei comuni di Chioggia, Loreo, Cavarzere e Rosolina a causa dell’influenza spagnola nel 1918. A Giulia Becevello è riservato il compito di illustrarci gli antichi legami di Chioggia con le Cà del Delta create con l’enorme espansione della zona del Polesine. Pier Giorgio Tiozzo Gobetto ci propone le forme dialettali e i nomignoli con cui si identificavano le persone a cui si sono aggiunte anche le variazioni grafiche. Nella sezione dedicata alla iconografia, Sergio Ravagnan presenta, tra i grandi fotografi che hanno immortalato la vita e il territorio locale, gli scatti di Tommaso Filippi realizzati alla fine dell’Ottocento. Nello spazio delle tesi di laurea Claudia Tiozzo Brasiola illustra la sua ricerca sull’uso dell’Intelligenza Artificiale nella Scuola Primaria. Tra le eccellenze del territorio spiccano i 45 anni dell’Università Popolare “Guido Oselladore” nell’articolo di Stelio Vianello
Il Lions Club punta su giovani, innovazione e solidarietà
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rendersi cura del futuro oggi per vivere meglio il domani”: è questo il messaggio che accompagnerà le attività del Lions Club Chioggia Sottomarina lanciato in occasione della tradizionale cerimonia del passaggio delle consegne tra il presidente uscente, Lucio Cavallarin, e il nuovo presidente,
Gianni Fuolega. Nel corso del nuovo anno sociale 2026/27 particolare attenzione sarà dedicata ai giovani, attraverso attività di sensibilizzazione e formazione finalizzate a sviluppare maggiore consapevolezza e responsabilità, anche rispetto alla gestione delle emergenze e delle calamità naturali. Il Lions Chioggia continuerà a promuovere iniziative rivolte alle persone più fragili, affrontando temi di grande attualità quali la longevità, la tutela della persona, l’autonomia e le opportunità offerte dall’innovazione tecnologica e dalla medicina del futuro per migliorare la qualità della vita. “Il nostro obiettivo – ha sottolineato il neo presidente Fuolega – non sarà soltanto realizzare ‘service’, ma costruire relazioni, diffondere cultura e generare consapevolezza, coinvolgendo cittadini, istituzioni e associazioni in un percorso condiviso di crescita per il territorio”. Il Lions Club intende quindi rafforzare il ruolo di interlocutore autorevole e vicino alle esigenze della comunità confermando i valori di servizio, solidarietà e attenzione concreta ai bisogni delle persone. • (E.F.)
e l’ultracentenaria storia dell’impresa “La Dragaggi” iscritta nel “Registro Nazionale Imprese Storiche d’Italia” raccontata da Sergio Ravagnan. Negli “Itinerari Didattici” Simonetta Boscolo Nale illustra il progetto “In viaggio con Eleonora Duse e Giacomo Puccini: quando la scuola fa orchestra”. Infine nella sezione “Iniziative e manifestazioni” Alessandra Lionello spiega come da
un’idea del regista Andrea Segre e del critico cinematografico Giorgio Gosetti sia nato il Festival “Laguna Sud. Il cinema fuori dal Palazzo” giunto alla XII edizione. All’incontro del 22 luglio nel cortile dell’ex scuola elementare “Principe Amedeo”era presente l’assessore alla cultura Cristina Boscolo Zemelo. • Eugenio Ferrarese
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Ambiente. La storica campagna di Legambiente celebra i 40 anni di attività
GOLETTA VERDE HA FATTO TAPPA A CHIOGGIA C hioggia è stata una delle tappe venete della 40esima edizione di Goletta Verde, la storica campagna estiva di Legambiente che da quarant’anni monitora lo stato di salute del mare e delle coste italiane. Dal 1986 a oggi ha percorso oltre 160 mila chilometri, l’equivalente di quattro volte il giro della Terra, effettuando decine di migliaia di analisi ambientali e centinaia di blitz e denunce in Italia e all’estero. L’edizione 2026, partita da Grado e destinata a concludersi ad agosto a Genova, ha fatto tappa anche a Chioggia. Proprio durante la navigazione verso la città lagunare, Goletta Verde ha dato vita al primo blitz lungo la costa veneta, esponendo due grandi striscioni con la scritta “No alle trivelle. Sì alle rinnovabili, sì al futuro”. Un messaggio rivolto alla Regione Veneto affinché solleciti il Governo ad abbandonare ogni ipotesi di ritorno alle trivellazioni nell’Alto Adriatico e acceleri invece sullo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili. Secondo Legambiente, il ritorno alle estrazioni di gas sarebbe una scelta ambientalmente ed economicamente fallimentare, incompatibile con gli obiettivi climatici e già contestata negli anni scorsi da associazioni ambientaliste, amministrazioni locali, Consorzi di bonifica e Parco regionale del Delta del Po. La tappa clodiense è stata anche l’occasione per il convegno “Oltre il fossile: le opportunità delle rinnovabili per il Veneto e il territorio del Polesine”, dedicato al futuro energetico della regione e alla necessità di accelerare la transizione verso le fonti pulite. Sul fronte delle rinnovabili, Legambiente evidenzia come il Veneto sia in linea con gli obiettivi intermedi di installazione, ma abbia raggiunto finora solo il 42,5% del target fissato al 2030, pari a 9.476 megawatt. L’associazione sottolinea inoltre i ritardi nella definizione delle aree idonee e chiede una pianificazione più ambiziosa, includendo cave dismesse, siti da bonificare, aree improduttive e bacini artificiali. “Il Veneto può e deve essere protagonista di una transizione energetica pulita – commenta Luigi Lazzaro, presidente Legambiente Veneto – continuando ad impegnarsi contro le scelte miopi e anacronistiche come quelle delle trivellazioni in Alto Adriatico promosse dal Governo, che per altro vanno contro il raggiungimento degli obiettivi climatici e lo sviluppo delle rinnovabili. In passato lo sfruttamento
Alla scoperta di pittori, scultori, architetti e fotografi con “Giocarte” di Nella Talamini
del gas ha già creato continui e gravi problemi di stabilità all’area del Delta del Po, con molte proprietà perse a causa dell’innalzamento delle acque. La sentenza Teodorico del 2024, con cui il TAR del Lazio ha accolto il ricorso delle associazioni ambientaliste, tra cui anche la nostra, e riconosciuto l’assenza di valutazione di incidenza del progetto sull’area protetta, rappresenta una vittoria importante e cruciale contro il pericolo delle trivellazioni, che la politica deve ricordare come monito”. • Guendalina Ferro
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oesie per invitare a scoprire, quasi fosse un gioco, pittori, scultori, architetti e fotografi. I 50 componimenti di “Giocarte” di Nella Talamini non seguono una regola cronologica, ma ci suggeriscono piccoli indizi legati alla vita e alle famose opere di artisti di tutto il mondo dell’arte che poi il lettore dovrà individuare: l’arte diventa una specie di enigma che si scopre un po’ alla volta. In “Giocarte”, come ha scritto Giorgia Pollastri nelle note di lettura del volumetto, prodotto dall’organizzazione artistica di Giancarlo Fuolega, le poesie diventano “piccoli scrigni che racchiudono al loro interno la chiave di lettura” per capire se le opere di questi ‘misteriosi’ artisti che dobbiamo identificare hanno lasciato un segno e la lettura diventa un’esperienza partecipata e curiosa. Il libretto era stato presentato in primavera nell’ex scuola elementare “Principe Amedeo” a Chioggia - dove era intervenuto il presidente del Consiglio Comunale Beniamino Boscolo Capon che lo aveva definito “Una pubblicazione che ci invita ad esplorare vite e opere di pittori, scultori e architetti con un approccio fresco e personale, trasformando l’arte in un’avventura condivisa” - e più recentemente nel mese di luglio a Sapri nell’ambito della rassegna culturale dell’estate saprese “Frontiere Mediterranee” in collaborazione con il circolo Silone. Il ricavato della vendita del libro è stato destinato alla raccolta fondi per il trasporto dei disabili. Pittrice, scrittrice e poetessa Nella Talamini ha pubblicato le raccolte di poesie “Alimenti e altri sentimenti”, “Odore di terra e di mare” ed il libro di racconti “21”. Nel mese di dicembre collabora all’organizzazione dell’evento “Arte, Poesia, Musica e Solidarietà”. • (E.F.)
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La manifestazione. XV edizione di “ChioggiaVela” dal 29 agosto al 20 settembre
SPORT, GIOVANI, INCLUSIONE E DIVULGAZIONE SCIENTIFICA V ela, mare, inclusione e cultura. La XV edizione di “ChioggiaVela”, manifestazione ideata dal Circolo Nautico Chioggia insieme al Comune di Chioggia, con il supporto di Pro Loco Chioggia Sottomarina e VelaVeneta, dal 29 agosto al 20 settembre 2026 propone otto appuntamenti tra sport, giovani, inclusione e divulgazione scientifica. “La nostra casa è il mare” è infatti il motto di questo evento che valorizza il patrimonio nautico della città, promuovendo la cultura del mare, il turismo e la vela in tutte le sue forme. “L’edizione dello scorso anno ci ha regalato numeri straordinari – ha affermato il presidente del Circolo Nautico Chioggia, Michele Bellemo -. Per il quindicesimo anno di “ChioggiaVela” vogliamo fare un passo ulteriore: non soltanto confermare il successo sportivo, ma raccontare una vela capace di unire agonismo, cultura e inclusione. Le regate restano il cuore della manifestazione, ma il nostro obiettivo è far capire che il mare è uno straordinario strumento di crescita, soprattutto per i giovani. Grazie alla collaborazione con
Titoli Minori e agli appuntamenti culturali in programma, “ChioggiaVela” diventa sempre più una manifestazione della città e per la città”. Il primo appuntamento sarà sabato 29 agosto con il tradizionale “Rally Laguna Sud”, organizzato dalla Lega Navale Italiana – Sezione di Chioggia, una navigazione attraverso gli scenari più suggestivi della laguna meridionale dedicata alle piccole imbarcazioni. Domenica 30 agosto “Meteor Young” è la regata dedicata agli equipaggi giovanili della classe Meteor. Domenica 6 settembre si prosegue con “Navigare Insieme”, in collaborazione con l’associazione Titoli Minori, una delle principali novità dell’edizione 2026. I ragazzi saranno accolti nella sede del Circolo Nautico Chioggia, dove potranno conoscere il mondo della vela, partecipare ad attività pratiche e vivere un’esperienza di avvicinamento al mare. Sabato 12 settembre si svolgerà la “Bart’s Bash”, la regata mondiale in memoria del velista olimpico Andrew Simpson, con gli equipaggi chioggiotti
in navigazione contemporaneamente con migliaia di velisti in tutto il mondo. I ragazzi di Titoli Minori assisteranno alla regata con un’imbarcazione messa a disposizione dagli Amici del Mare. Domenica 13 settembre “Il Mare Insieme” è l’appuntamento organizzato con il Dipartimento di Biologia dell’Università di Padova, dedicato alla divulgazione scientifica e alla conoscenza dell’ambiente marino e lagunare. Sabato 19 settembre il
tradizionale Trofeo “ChioggiaVela”, regata open aperta alle imbarcazioni monoscafo, richiamerà equipaggi provenienti da tutto il Veneto e dall’Alto Adriatico che sarà seguita dalla “Meteor al Crepuscolo”, con le imbarcazioni della classe Meteor a regatare nelle acque del Bacino di Vigo al tramonto. L’evento sportivo si concluderà domenica 20 settembre con la novità di “ChioggiaVela Derive”, regata lagunare aperta a tutte le classi
di derive che raccoglie il testimone del Meteorsharing e amplia ulteriormente il coinvolgimento del mondo velico giovanile. A sostenere la manifestazione una rete di partner quali “Despar”che metterà a disposizione degli equipaggi una regatta bag e “RoWE“, che realizzerà la maglietta ufficiale della XV edizione e fornirà vari gadget. • Eugenio Ferrarese
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Il titolo. Finali il 6 settembre e targa memorial Renzo Rizzo in palio
TENNIS CLUB MESTRE: TRIONFI NEI MASTER, PROMESSE GIOVANILI E L’ATTESA DEL CAMPIONATO P rima i master, poi i giovanili in attesa di ospitare il campionato nazionale femminile U14. C’è pieno fermento sui campi in terra battuta del Tennis Club Mestre che, in ordine, ha ospitato i master regionale Tpra, con cinquanta squadre provenienti dai campionati provinciali del Tpra, che si sono contesi il titolo regionale per le fasi finali della Coppa Italia Nazionale che disputeranno a settembre. Nell’Oro maschile il titolo è andato ai Nastri Azzurri del Palladio ‘98 di Vicenza. Nell’Argento maschile il team Albi & Sale dello Sporting Life Center Breda di Piave. Nel Bronzo vince Zoe dei Tennis Comunali di Vicenza. Nel
femminile Oro: Ace Lady Team Caerano. Nell’Argento Comunali Vicenza. Bronzo Slice Sister Palladio ‘98 Vicenza. Nel misto: Oro Alex&Friends Ostani Montebelluna. Argento 50 sfumature di Gioco Comunali di Vicenza. Per il girone Bronzo: Dueville. Poi è toccato al trofeo giovanile
Autovenezia, per giovani dai 10 ai 16 anni, con 60 ragazzi. Nell’under 10 maschile, successo per il giocatore di casa Alvise Zambenedetti, seguono Tiziano Joseph Nalin del Net Village, Gabriele Cola del Tc Dolo e Riccardo Franzato del San Paolo di Padova. Nell’under 12 doppietta del tc
Mestre con Gianluca Cocito ed Andrea Santi. Terzo posto assoluto per Riccardo Maschera San Paolo di Padova. Nell’under 16 maschile con 19 contendenti, su tutti Giulio Frasson della Barchessa di Casale sul Sile. Nel femminile under 10 successo di Ginevra Giraldo del Plebiscito di Padova. Nell’under 12 Virginia Ongaro dell’Eurosporting di Treviso.Nell’under 16 vince Anastasia Asero del Campagnuzza di Gorizia. Ora c’è attesa per il campionato italiano under 14 femminile che la federazione ha assegnato al Tennis Club Mestre con la finale in programma domenica 6 settembre. Il tabellone principale prevede la partecipazione delle
migliori 64 giocatrici italiane. In pratica, in via Olimpia scenderanno in campo le future campionesse tricolori. Le ultime tre giornate di gara saranno riprese dal canale tematico della Fitp “Supertennis”. La campionessa italiana si aggiudicherà anche la targa del memorial dedicato a Renzo Rizzo, indimenticato presidente del Tennis Club Mestre e promotore di importanti eventi come la finale di zona europea di Coppa Davis tra l’Italia di Panatta, Barazzutti, Bertolucci e Zugarelli e la Romania di Nastase e Tiriac, oltre a diverse tappe del Grand Prix. • Cristiano Aggio
Volley Lions Clodia, sarà una stagione di grandi sfide
L
’attesa è terminata. La Federazione ha ufficializzato i gironi del prossimo campionato di serie B maschile, torneo che comincerà il 17 ottobre, e il Volley Lions Clodia, guidato in panchina da Mauro Criscenti e presieduto da Gabriele Pavan, è stato inserito nel competitivo girone A, dove ad attenderlo ci sarà un percorso ricco di derby e confronti di alto livello. La formazione clodiense affronterà una stagione intensa contro avversarie di assoluto valore: Trentino Volley, Olympo Volley, Volley Treviso, Olimpia Zanè, Pallavolo Cornedo, Bassano Volley, Montecchio
Volley, Monselice Volley 86, Pallavolo Massanzago, Pallavolo Padova, Casalserugo Pallavolo e Libertas Fiume Veneto Volley. Si preannuncia un girone particolarmente equilibrato e spettacolare, caratterizzato da numerosi derby veneti e da sfide che promettono emozioni e grande intensità agonistica. Un banco di prova importante per il Volley Lions Clodia, chiamato a confermare le proprie ambizioni in un campionato che si annuncia tra i più competitivi della categoria. La società guarda con fiducia alla nuova stagione, forte del lavoro svolto durante l’estate e della guida
tecnica di Mauro Criscenti, con l’obiettivo di recitare un ruolo da protagonista. Fondamentale sarà anche il sostegno del pubblico del palazzetto, da sempre autentico valore aggiunto per i Leoni. L’appuntamento è dunque fissato per l’inizio del campionato, il 17 ottobre: il Volley Lions Clodia è pronto a ruggire in serie B nazionale, con la determinazione di lottare su ogni pallone e regalare ai propri tifosi una stagione ricca di soddisfazioni. • (C.A.)
Coach Mauro Criscenti
Canoa Kayak, successi master e giovanili
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’asd canoa kayak Chioggia del presidente Doriano Nordio, sugli scudi. Con la categoria master e con i giovani. Nei Master, Armido Nordio ha conquistato il titolo di campione italiano di canoa fluviale nella categoria K1 Master ai campionati italiani disputati a fine luglio a Pescantina. La manifestazione, interamente dedicata alla canoa discesa, ha riunito i migliori atleti provenienti da tutta Italia per contendersi il tricolore nelle prove di acqua mossa. Socio del Canoa Kayak Club
Chioggia e componente del direttivo dell’associazione, Nordio nel 2024 aveva conquistato il titolo di campione regionale e ora ha tagliato un altro traguardo ancor più prestigioso. E soddisfazioni sono arrivate anche dai giovani del club che alla seconda prova nazionale di Canoagiovani sulle due distanze 200 e 2000 riservate alle categorie allievi e cadetti, disputati a San Giorgio di Nogaro in provincia di Udine, hanno portato a casa ben sette medaglie, tre ori, tre argenti e un bronzo. Risultati
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che fanno ben sperare per la finale che si svolgerà a settembre nel lago di Caldonazzo. Sono saliti sul podio: Celeste Carturan un oro nel K1 200 allievi B e un argento nel K2 200 allievi B; Luca Ardizzon nel K4 200 allievi; Aurora Meneguolo Boscolo oro nel K4 200 allievi; Gabriel De Meneghetti argento nel K1 200 allievi A e bronzo nel K1 200 allievi A; Rachele Boscolo Gallo argento nel K1 200 cadetti B. Inoltre, le quattro mini-atlete femminili ( Rachele Boscolo Gallo, Aurora,Boscolo Meneguolo, Celeste
Carturan e Sara Zanni) con un equipaggio misto hanno vinto l’oro nella gara di Dragon Boat Allievi e Cadetti 200m. Questi i sette atleti che accompagnati dai tecnici Doriano e Riccardo Nordio, hanno pagaiato a San Giorgio di Nogaro: Luca Ardizzon, Rachele Boscolo Gallo, Aurora Boscolo Meneguolo, Celeste Carturan, Gabriel De Meneghetti, Serghey Serafini e Sara Zanni). • (C.A.)
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Segue da pag. 1
Il fine vita torna al centro del dibattito regionale: l’attesa per il voto di settembre tra divisioni politiche e pressioni sociali
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a un lato persistono le resistenze e i prudenti scetticismi all’interno del centrodestra — preoccupati sia dai possibili profili di impugnazione statale sia dalle differenti sensibilità etiche — mentre dall’altro si registra la ferma opposizione del mondo cattolico. Di recente, il Patriarca di Venezia, monsignor Francesco Moraglia, ha definito la misura “inaccettabile”, ammonendo
sul rischio che una legge regionale possa aprire varchi impropri a pratiche eutanasiche. A stretto giro è arrivata la replica istituzionale, con il richiamo alla necessità di un confronto laico e rispettoso delle sofferenze umane, fondato sul perimetro già tracciato dai giudici costituzionali. Nel frattempo, il dibattito si arricchisce di nuove istanze trasversali. Le opposizioni, guidate dal Partito Democratico,
non solo premono per il riconoscimento del diritto all’autodeterminazione dei pazienti in condizioni di sofferenza irreversibile, ma rilanciano con forza anche il tema della carenza strutturale delle cure palliative nella regione, ricordando come i posti letto negli hospice siano ancora ampiamente inferiori rispetto ai fabbisogni programmati. Con il mese di settembre ormai alle porte, la
maggioranza e le opposizioni si preparano a un confronto d’aula che si annuncia serrato e privo di sconti. La tenuta dei numeri in Consiglio e la capacità della politica veneta di dare una risposta concreta a un tema etico così complesso saranno determinanti, non solo per il futuro della legge regionale, ma per l’intero dibattito nazionale sui diritti dei malati terminali.
Tempo di bilanci. L’assessore Giacinti rassicura sui rilievi della Corte dei Conti: “Nessun rischio, fondi già accantonati”
REGIONE, VIA LIBERA AL RENDICONTO 2025, SFIDA APERTA PER OLIMPIADI E PEDEMONTANA E ’ passato con 30 voti della maggioranza in Consiglio regionale e 15 contrati il Rendiconto generale relativo all’esercizio finanziario 2025. Un passaggio contabile fondamentale che ratifica la tenuta delle casse regionali e che ha visto al centro dell’attenzione le riserve e i capitoli di spesa legati a due importanti partite per il futuro dell’amministrazione: la gestione degli oneri della Superstrada Pedemontana Veneta e i costi previsti per i Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026. Sulle due questioni, oggetto di specifici rilievi da parte della Corte dei Conti, l’assessore regionale al Bilancio, Filippo Giacinti, ha espresso la posizione ufficiale dell’esecutivo per rassicurare l’aula consiliare e la cittadinanza. “Abbiamo accolto le osservazioni della Corte con lo spirito di collaborazione istituzionale che da sempre contraddistingue la Regione del Veneto”, ha spiegato l’assessore Giacinti. “Su entrambi i fronti desidero rassicurare il Consiglio e i cittadini: gli accantonamenti necessari sono già stati effettuati e le risorse risultano pienamente disponibili. La programmazione finanziaria della Regione tiene conto di questi impegni e continuerà a garantire equilibrio e sostenibilità nel medio e lungo periodo”.
Al di là dei nodi legati alla Pedemontana e alla macchina olimpica, l’amministrazione ha sottolineato il valore complessivo di una gestione guidata dal contenimento dei costi e dall’efficienza operativa. Il Veneto si conferma tra i territori con le spese di funzionamento e di personale più basse a livello nazionale, registrando tempi di pagamento dei fornitori in anticipo di 18 giorni rispetto alle scadenze previste dalla legge. Un modello virtuoso che punta a tutelare
Filippo Giacinti
la qualità dei servizi al cittadino, con particolare riferimento alla sanità, limitando il ricorso alla leva fiscale. Conclusa l’approvazione del documento consuntivo, l’amministrazione ha già avviato i lavori per la stesura
del Bilancio di previsione 2027-2029. Il nuovo strumento programmatico punta a sviluppare un percorso fortemente condiviso con gli enti locali, le parti sociali e le categorie economiche territoriali. “Sarà un bilancio
compartecipato, costruito insieme ai territori, - conclude Giacinti - vogliamo superare definitivamente la logica del bilancio come semplice documento contabile e dare forma a uno strumento di programmazione condivisa”.
Il correlatore Paolo Galeano vota contro: “Manovra senza futuro per il Veneto”
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l gruppo consiliare del Partito Democratico ha espresso voto contrario all’assestamento di bilancio della Regione Veneto, contestando l’assenza di una visione strategica per le infrastrutture economiche e sociali. A spiegare le ragioni della bocciatura è il consigliere regionale dem e correlatore della manovra, Paolo Galeano, che sollecita interventi più incisivi a sostegno della cittadinanza. “Dopo un rendiconto che ha chiuso un’epoca amministrativa dalla quale il Veneto è uscito impoverito, ci attendavamo una manovra capace di dare una prospettiva reale”, evidenzia Galeano, ricordando le proposte emendative avanzate dal proprio gruppo. “Con 130 milioni di euro a disposizione, era doveroso immettere stanziamenti mirati nelle urgenze. La cosa paradossale è che la stessa maggioranza ha ammesso la bontà dei nostri obiettivi, arrivando a dire che li avrebbe sostenuti se solo ci fossero state le risorse”, prosegue l’esponente del Pd. La critica dell’opposizione punta il dito contro quella che definisce una semplice gestione dell’ordinario, priva di coraggio politico. “E’ giunto il momento della verità per chi governa la Regione. Possono continuare con una politica
Paolo Galeano
di piccolo cabotaggio che si limita a gestire il presente verso una totale assenza di prospettiva, oppure decidere di ridare futuro e speranza a questo territorio”, sottolinea il consigliere. “Ogni amministratore ha il dovere di usare al massimo le leve a disposizione: davanti a una crisi evidente, la scelta della maggioranza è stata purtroppo quella di rimanere fermi”, conclude Galeano.
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Il dibattito. Le reazioni e il confronto in Consiglio Regionale dopo l’approvazione del Rendiconto 2025
Il centrodestra difende la manovra Pedemontana, l’affondo di Rocco, Barbisan e Soranzo: “Conti solidi” Manildo: “Maggioranza spaccata”
Enoch Soranzo
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’approvazione del Rendiconto 2025 trova il pieno sostegno dei gruppi di maggioranza in Consiglio regionale, che rivendicano la stabilità dei conti e sottolineano come le scelte di bilancio garantiscano continuità, sviluppo e responsabilità finanziaria. Per Riccardo Barbisan, capogruppo della Lega – Liga Veneta, il documento contabile rappresenta la prosecuzione di una gestione virtuosa: “Il Veneto non riparte da zero, ma prosegue un percorso amministrativo che negli ultimi quindici anni ha consentito alla nostra Regione di costruire basi solide”. Barbisan evidenzia l’atteggiamento di apertura dialogante mostrato verso i banchi della minoranza in ambito sociale e difende la tenuta del sistema sanitario regionale: “Il Veneto continua a garantire livelli di assistenza tra i migliori d’Italia senza ricorrere all’addizionale regionale IRPEF. Questo è stato possibile grazie a una gestione attenta delle risorse e dei conti pubblici”. L’esponente del Carroccio rimarca inoltre il valore strategico delle infrastrutture come la Pedemontana, definita come “un’opera che ha cambiato la mobilità e reso più competitivo un territorio di piccole e medie imprese”, ribadendo l’importanza di
accelerare il percorso dell’Autonomia. Sulla stessa linea Enoch Soranzo, consigliere di Fratelli d’Italia e presidente della Sesta Commissione consiliare, che pone l’accento sul rigore finanziario: “La tenuta dei conti non è un merito da esibire, ma un dovere fondamentale per garantire stabilità e continuità ai servizi sul nostro territorio”. Entrando nel dettaglio dei numeri, Soranzo illustra le cifre del documento: “I dati contabili mostrano un quadro di stabilità finanziaria, con un risultato di amministrazione pari a 2.043 milioni di euro e un avanzo netto disponibile di 180,6 milioni. Questo equilibrio ci consente di coprire le spese programmate senza accumulare disavanzi”. Soranzo evidenzia inoltre la virtuosità dell’amministrazione nel saldare i fornitori con circa 18 giorni di anticipo sui tempi ordinari. Sul piano della spesa, oltre il 70% dei fondi impegnati — pari a 12,3 miliardi di euro — è andato alla sanità e al sociale, a cui si aggiungono 1,1 miliardi per i trasporti, oltre 2 miliardi di fondi europei e 1,5 miliardi del PNRR. “La parifica con la Corte dei conti conferma la correttezza delle procedure svolte: il nostro compito rimane lavorare in silenzio e con concretezza”, conclude Soranzo.
A� M�R� S�N�A C�D� Sintonizzati sul F�S�N� T�R�I�A� D�L Ogni 20 minuti tutte le notizie del Veneto aggiornate in tempo reale.E A P�L�E�T�I�A A� L�D� D� V�N�Z�A
Giovanni Manildo
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’approvazione del Rendiconto generale per l’esercizio finanziario 2025 solleva accese polemiche tra i banchi dell’opposizione in Consiglio regionale. Sul fronte finanziario, il capogruppo di Riformisti Veneti in Azione, Nicolò Rocco, individua nei grandi dossier infrastrutturali il principale ostacolo agli investimenti. Pur ammettendo che la parità contabile rappresenti un elemento positivo, il consigliere evidenzia i pesanti vincoli che frenano l’ente: “L’assenza di addizionale regionale, che come evidenziato dal Presidente Stefani nelle altre Regioni vale oltre 40 miliardi di euro, unitamente ai debiti per la Pedemontana e le Olimpiadi ci consegnano un bilancio con pochi spazi per gli investimenti”. Analizzando le singole voci di spesa, Rocco rileva forti criticità sul partenariato per la Superstrada Pedemontana Veneta: “È emersa una beffa nei rapporti con il privato: a fronte di maggiori volumi di traffico non vi è riduzione degli oneri a carico della Regione perché il pubblico deve farsi carico di inflazione e manutenzioni”. Alttrettanto delicato il nodo legato a Milano Cortina 2026: “Sulle Olimpiadi ci sono 153 milioni congelati in attesa di capire quanto Regioni ed Enti locali dovranno versare per
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coprire i debiti della società organizzatrice”. Per evitare la stagnazione economica, Rocco chiede di affrontare entro l’anno spending review e piano delle entrate. Allo scetticismo sulla tenuta economica si aggiunge l’affondo sferrato dal Partito Democratico. Il capogruppo Giovanni Manildo censura duramente lo scontro tra le forze di governo: “Un deragliamento simile non ha precedenti. Perché il dibattito andato in scena, che doveva essere dedicato al Rendiconto della Regione, si è trasformato subito in una sorta di seduta dall’analista, nella quale le forze del centrodestra, completamente balcanizzate in gruppi, hanno dato sfogo alle loro frustrazioni e guerre reciproche”. Secondo l’esponente dem, la coalizione di governo appare divisa tra nostalgie e veti incrociati. “Dispiace che il Consiglio regionale non sia il lettino dello psicologo e che ci siano mille cose da fare e decidere per far andare avanti questa Regione”, sottolinea Manildo, rivendicando la linea dell’opposizione: “Noi andiamo avanti per la nostra strada, proponendo in modo costruttivo una nostra visione del Veneto e provvedimenti concreti per dare nuovo slancio a questa regione”.
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Energia. Il Garante della Concorrenza chiede gare pubbliche e stop alle proroghe. Federico Testa: “Meglio affidare le dighe ad aziende del territorio”
IL FARO DELL’ANTITRUST SULLE CONCESSIONI, INTANTO IL VENETO PUNTA SULL’AUTONOMIA L ’energia e la gestione delle grandi infrastrutture di rete finiscono al centro della nuova segnalazione inviata dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) a Governo e Parlamento in vista del Disegno di Legge Concorrenza. Il documento firmato dal presidente Saverio Valentino punta il faro su tre nodi cruciali: le concessioni per la distribuzione elettrica, le gare per la distribuzione del gas e il rinnovo delle grandi derivazioni idroelettriche. Si tratta di settori strategici in cui l’assenza di procedure competitive rischia di frenare gli investimenti, penalizzare i consumatori e soffocare il mercato. Una partita che riguarda direttamente da vicino il Veneto, sia per il peso delle infrastrutture idroelettriche presenti sul territorio regionale, sia per la presenza di multiutility locali pronte a competere. A chiarire i termini della questione è Federico Testa, presidente di Magis: “Il parere dell’antitrust conferma che la situazione dei mercati delle infrastrutture energetiche in Italia è certamente problematica. l’Enel, con una delibera del governo di un anno
Massimo Bitonci
e mezzo fa , è titolata a mantenere più del 80% delle concessioni di distribuzione elettrica in Italia, caricando i consumatori di un canone che prima non esisteva in bolletta. Per quello che riguarda l’idroelettrico si continua a parlare della volontà del governo di fare altrettanto. Questo soprattutto nella nostra regione comporta il mantenimento all’Enel di 31 delle 34 grandi dighe della regione, con margini di centinaia di milioni. Meglio sarebbe che queste concessioni fossero affidate a soggetti del territorio capaci di gestirle e che potrebbero riversare parte di questi
margini sul territorio, penso a Magis ma anche a Ascopiave o APS Acegas, i Bim del bellunese insieme alla regione. Per quanto riguarda infine le concessioni della distribuzione gas c’è bisogno di una regolamentazione che eviti che Italgas, date le sue dimensioni sia in grado di vincere tutte le gare che saranno bandite, in spregio alle più elementari regole della concorrenza”. Per quanto riguarda la distribuzione elettrica, l’Antitrust critica le proroghe generalizzate e pluridecennali, evidenziando come la stasi attuale favorisca l’operatore dominante
Federico Testa
e rallenti gli investimenti necessari per la transizione. Soltanto gare trasparenti e contendibili sul piano degli impegni economici potrebbero garantire elevati standard di innovazione e qualità. Sul fronte dell’idroelettrico, bene chiave per il tessuto montano e produttivo veneto, l’Antitrust ribadisce che la gara pubblica deve rimanere la via maestra, chiedendo tempi certi per le leggi regionali e l’eliminazione di rendite di posizione. Infine, per le gare della distribuzione del gas, l’Autorità sollecita una revisione dei bandi e degli ambiti territoriali (Atem) per evitare che
un unico grande operatore soffochi la concorrenza a discapito delle aziende locali. Intanto l’assessore regionale alle attività produttive e sviluppo Massimo Bitonci conferma che il Veneto sta proseguendo sulla strada dell’autonomia energetica: “Abbiamo già individuato e abbiamo già incontrato insieme ai dirigenti di settore i professionisti che ci seguiranno dal punto di vista legale, economico e ingegneristico. Ai primi di settembre valuteremo delle ipotesi, c’è tutta una fase di studio e di lavorazione per poi decidere quale sarà la via più corretta da intraprendere in vista del 2029 con la scadenza delle grandi concessioni. Stiamo lavorando ad un progetto che permetta di gestire in proprio le grandi derivazioni idroelettriche attraverso società partecipate, ovviamente tenendo conto delle autonomie provinciali, dei Comuni e di quanto previsto dalla legge regionale sull’autonomia della provincia di Belluno. Mi pare corretto discuterne con professionisti che operano nel settore e che già seguono già alcuni regioni. Analizzeremo i dati e sceglieremo la soluzione migliore per cercare di ottimizzare il risultato”.
L’intervista. Piefrancesco Munari, neo presidente e sindaco di Cavarzere, traccia le linee del mandato
“COSÌ VOGLIO RILANCIARE ATER VENEZIA” R idurre il numero degli alloggi sfitti, accelerare le assegnazioni e rafforzare la collaborazione con le istituzioni per garantire legalità ed efficienza. Sono questi i primi obiettivi che Pierfrancesco Munari indica nei suoi primi giorni da presidente di Ater Venezia. Sindaco di Cavarzere, già vicepresidente di ASM Spa, Munari affronta il nuovo incarico con la consapevolezza delle difficoltà ma anche con la convinzione che il patrimonio abitativo pubblico possa rappresentare una risposta concreta al disagio sociale. Presidente Munari, ci racconta qualcosa di lei e del suo percorso professionale? Ho 44 anni, sono sposato e ho due figlie. Per cinque anni sono stato consigliere comunale a Cavarzere. Dal 2021 sono sindaco della città. Ora è arrivata questa opportunità alla guida di Ater Venezia. È un incarico prestigioso che affronto con grande senso di responsabilità.
Pierfrancesco Munari
Si aspettava questa nomina? Sì. Ho presentato la candidatura insieme ad altre 58 persone e ritenevo di
avere le competenze per questo ruolo. Mi auguro che la scelta sia stata fatta proprio sulla base delle qualifiche e dell’esperienza maturata. Quale sarà il primo obiettivo del suo mandato? Ater deve fare Ater. Significa dare il maggior numero possibile di case a chi ne ha realmente bisogno e ridurre il numero degli immobili sfitti. Gestiamo circa 11 mila alloggi in 44 Comuni della Città metropolitana, quindi parliamo di un patrimonio enorme. Con il Piano Casa nazionale e quello regionale si aprono prospettive interessanti. Qual è oggi la situazione degli immobili inutilizzati? Sono presidente da pochi giorni e mi sono fatto consegnare una serie di report Comune per Comune. Nel centro storico di Venezia il dato è particolarmente pesante: circa un terzo degli alloggi risulta sfitto. Considerando l’intero patrimonio provinciale la percentuale diminuisce, ma è evidente che c’è molto
lavoro da fare. Tra le criticità ci sono anche le occupazioni abusive... La mia esperienza da sindaco mi ha insegnato che si deve operare sempre e solo nel rispetto della legalità. Su questo non ci possono essere compromessi. Le occupazioni abusive non solo creano situazioni di degrado, ma penalizzano le persone che attendono regolarmente in graduatoria l’assegnazione di una casa. Il suo predecessore ha ricevuto minacce. La preoccupano? Assolutamente no. Da sindaco ho già affrontato situazioni simili. Quando un ente lavora nel rispetto delle leggi e dello Stato democratico non deve lasciarsi intimidire. Cavarzere poi è uno dei territori con il maggior numero di alloggi popolari... Cavarzere, dopo Venezia, è tra le realtà con più edilizia residenziale pubblica: conta oltre 700 alloggi tra patrimonio comunale e Ater. Tuttavia oggi devo
ragionare da presidente dell’intero ente. Non ci saranno corsie preferenziali. Come concilierà il ruolo di sindaco con quello di presidente di Ater? Sarà fondamentale il lavoro di squadra. In Comune posso contare sulla Giunta e sul vicesindaco, mentre in Ater ci sono 74 dipendenti e due dirigenti, anche se il fabbisogno previsto arriva fino a 120 unità. Vorrei rafforzare l’organico per migliorare i servizi. Le giornate saranno intense ma sono abituato a ritmi impegnativi. Ha già avviato i primi contatti istituzionali? Sì. Ho incontrato il presidente della Regione Stefani, il sindaco di Venezia Venturini e l’assessore Roma. La collaborazione con tutte le istituzioni sarà decisiva. Ci sono già sul tavolo collaborazioni ad esempio con l’Ulss3 e la Polizia Penitenziaria per alloggi non ERP a favore del personale di questi enti. • Riccardo Musacco
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L’intervista. Il Presidente della città di Venezia traccia un bilancio radiofonico dei suoi primi mesi di mandato
VENTURINI: «VENEZIA DEVE RESTARE SÉ STESSA, IL FUTURO PASSA DA MESTRE E DAL NUOVO STADIO» A poco più di due mesi dalla sua elezione a sindaco di Venezia, Simone Venturini ha tracciato un primo bilancio del suo nuovo incarico ai microfoni della trasmissione radiofonica “Te lo do io il Veneto” su Radio Veneto24, raccontando un inizio di mandato vissuto senza pause con la consapevolezza di un grande senso di responsabilità
e l’obiettivo prioritario di mantenere un contatto costante e diretto con il territorio e con la cittadinanza. Il primo cittadino ha rivendicato uno stile amministrativo lontano dalle mondanità, sottolineando come l’onore di ricevere personalità di spicco si accompagni al medesimo piacere di partecipare alle sagre di paese o di visitare i centri anziani,
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preferendo la vicinanza reale alle passerelle formali. Tra i primi temi affrontati c’è quello della storica festa del Redentore, definita un appuntamento identitario che non può e non deve essere snaturato nei suoi elementi tradizionali - dal ponte votivo alla messa, dai fuochi d’artificio alle tavolate -, evidenziando come le normative sulla sicurezza introdotte negli anni abbiano permesso di gestire l’evento tutelandone la riuscita senza criticità. Guardando alle grandi trasformazioni urbane, Venturini ha individuato nel nuovo polo sportivo di Tessera un’opera strategica per il futuro del territorio, confermando che i lavori stanno rispettando il cronoprogramma: l’arena polifunzionale sarà pronta già nel prossimo anno, mentre il nuovo stadio verrà completato all’inizio del 2028 con l’ambizione di ospitare i grandi concerti del Nord Italia e, perché no, grandi star internazionali, mentre il vecchio stadio Penzo continuerà a vivere come punto di riferimento per il calcio cittadino e per altre discipline sportive. Sul piano culturale, il sindaco ha confermato la massima attenzione istituzionale verso la Mostra del Cinema e il lavoro della Biennale, definita un pilastro economico e culturale per il quale intende favorire il massimo dialogo con tutte le componenti, a partire dalla stima condivisa con Pietrangelo Buttafuoco. Quanto alle recenti polemiche Venturini ha ricordato il suo ruolo: “Il mio lavoro in questi in questi due mesi è stato quello di sminare campi minati, di ridurre le distanze, far parlare le persone che magari non si parlavano, anche per quanto riguarda il rapporto tra la parte sindacale e il datore di lavoro”. Ampio spazio è stato dedicato ai temi della sicurezza e del decoro urbano, distinguendo nettamente tra il contrasto all’abusivismo e al degrado e la lotta alla microcriminalità, per la quale Venturini ha invocato interventi di livello nazionale, come carceri moderne e strumenti normativi più efficaci per evitare l’immediata scarcerazione di chi viene fermato per reati predatori o di spaccio. Affrontando il settore della casa e delle politiche sociali, il sindaco ha ricordato i traguardi raggiunti con le 1.200 assegnazioni e i recuperi abitativi, puntando ora
a una forte sinergia con la Regione. “In 5 anni da assessore ho fatto 1.200 assegnazioni e 1.200 restauri”. Altro obiettivo, ottenere il rifinanziamento della legge speciale: “Venezia deve avere le risorse per far fronte agli extra costi che si trova ad affrontare. Fare ogni cosa a Venezia costa di più, dalla pulizia della città alla raccolta differenziata, alla manutenzione. La legge speciale è andata appunto per ridurre questo delta”. Venturini ha poi sottolineato la portata degli investimenti che stanno cambiando il volto di Mestre e Marghera grazie a progetti come la riqualificazione di piazza Mercato, l’area di via Ulloa, la nuova questura, la casa della comunità e i nuovi poli universitari, pensati per sostituire edifici obsoleti con abitazioni efficienti per il ceto medio. “Stiamo facendo un lavoro importante per attrarre nuovi cantieri - ha aggiunto - perché Mestre ha scontato una crescita veloce tra gli anni ‘60 e ‘70 del secolo scorso, dove l’estetica era l’ultimo dei problemi, e oggi invece l’operazione che stiamo mettendo in campo è anche di demolizione e ricostruzione. Buttiamo giù immobili brutti, non efficienti dal punto di vista energetico, e non più all’altezza delle aspettative delle giovani coppie, per lasciare posto ad abitazioni belle e
di qualità”. Tra i correttivi annunciati, il sindaco è intervenuto anche sul recente episodio dei bambini sanzionati per aver giocato a pallone a Murano, anticipando modifiche al regolamento e il potenziamento degli spazi dedicati: “Stiamo intervenendo per modificare il regolamento e potenziare i luoghi a disposizione dei nostri ragazzi”. Il sindaco ha ribadito quindi la sua visione urbanistica: la Venezia storica non necessita di grandi opere iconiche o di alterazioni della propria identità, ma del recupero di spazi inutilizzati come gli ex Gasometri, riservando le grandi innovazioni architettoniche e lo sviluppo propulsivo al cuore della terraferma mestrina. Infine una battuta sul rapporto con il giovane presidente della Regione Veneto Alberto Stefani: “Abbiamo percorsi però simili sia nella formazione, con la laurea in giurisprudenza, sia nel percorso politico nato sul territorio. Un percorso che ci accomuna. E’ un rapporto apportato sulla massima collaborazione, ci sono già dei dialoghi avanzati sul tema del sociale, delle impegnative per le case di riposo, delle case della comunità e non da ultimo anche il tema del social housing. Sono convinto che collaboreremo molto bene insieme”.
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Il regista. Cristian Tomassini racconta il suo instant-cult, un successo di pubblico costruito fuori dal sistema
“BRENTA CONNECTION”, IL FILM DI CULTO CHE HA CAMBIATO LE REGOLE DEL GIOCO C ristian Tomassini è una delle voci più originali e interessanti del cinema veneto. Di certo è l’unico regista indipendente al 100%. Il suo Brenta Connection, uscito in sordina ad aprile 2025, è diventato fenomeno di culto. Il film, scritto da Silvio Marotta e prodotto da Anima Film (società dello stesso Tomassini e di Marco Businaro) è costato quanto una utilitaria. Dopo un anno è ancora in giro, è stato visto da più di 35mila persone e ha abbondantemente ripagato l’investimento iniziale. Brenta Connection, grazie al passaparola e alla passione di tutta la crew che ci ha lavorato, è riuscito ad essere distribuito nei circuiti UCI Cinemas e The Space (cosa quasi di solito per un film indipendente). Insomma, la dimostrazione concreta che anche il cinema può essere industria, svincolata dall’assistenzialismo statale che da decenni affligge il settore. E, particolare da sottolineare, stiamo parlando di una produzione vera (vogliamo parlare della splendida fotografia di Beniaimo Gelain?), a
differenza di tanti presunti film d’autore che di fatto sono prodotti amatoriali fatti in casa, privi di distribuzione e, soprattutto, di pubblico. Per questi motivi, e anche perché Brenta Connection mi ha divertito moltissimo, ho voluto fare una chiacchierata con Tomassini. Volevo provare a capire com’è nato questo progetto che ha il gran pregio di non raccontare il Veneto attraverso i soliti cliché (la tristezza, il rimpianto e la delusione…). «Volevamo fare una commedia popolare, capace di parlare alle persone che vivono nei territori intorno a noi», spiega Tomassini. «Il film utilizza in larga parte il dialetto veneto, presenta personaggi riconoscibili e sceglie un tono leggero, ironico e irriverente. Una formula che il pubblico ha subito capito e apprezzato». Avete raggiunto risultati importanti partendo senza distribuzione: come avete fatto? «La distribuzione si è sviluppata quasi spontaneamente. Dopo le prime proiezioni, gli esercenti hanno
cominciato a contattarsi tra loro. Un cinema chiamava quello di un’altra provincia per chiedere informazioni sul film e poi lo inseriva in programmazione. In questo modo Brenta Connection è arrivato più di cento di sale e spazi di proiezione. In alcuni casi la permanenza in cartellone è stata prolungata grazie all’affluenza del pubblico. Ci siamo costruiti una rete di distribuzione perché i cinema vedevano che il film funzionava e ci chiamavano». Qual è l’ipotetica mappa regionale del film? «Il film ha funzionato soprattutto nei centri medio-piccoli, pur ottenendo buoni risultati anche a Padova, Verona e in altre città. Una parte importante della popolazione italiana vive in comuni di piccole dimensioni, ma il cinema nazionale di solito parla delle grandi città e usa modelli narrativi lontani dalla vita di province. Con Brenta Connection abbiamo scelto la strada opposta: abbiamo raccontato un territorio preciso, con la sua lingua, i suoi ambienti e i suoi personaggi». Qual è la lezione che ti porti a casa da questa esperienza? «Innanzitutto che il cinema indipendente deve costruire un rapporto diretto tra produzione, imprese del territorio, sale e pubblico. Questo significa pensare film da realizzare con budget contenuti, sostenuti anche da aziende interessate a legare il proprio nome a un progetto culturale e capaci di rientrare almeno in parte attraverso gli incassi. Per me il vero cinema indipendente nasce quando chi realizza un’opera si assume il rischio e trova il modo di portarla davanti agli spettatori. Questa posizione è maturata affrontando ogni fase del
lavoro: dalla scrittura alla regia, dalla produzione alla promozione e ai rapporti con le sale. In Veneto si sta affermando una new wave di autori: secondo me tu e il gruppo che ha dato vita a Brenta Connection siete una delle voci più forti di questa new wave, forse proprio perché avete fatto saltare il banco giocando con le vostre regole. Cosa ne pensi? «È vero, in Veneto esiste un movimento di indipendenti diffuso di autori, tecnici e piccole realtà produttive. Molti lavorano soprattutto sui cortometraggi, mentre il lungometraggio richiede più tempo, risorse e capacità organizzativa. I risultati ottenuti con Brenta Connection dimostrano che un percorso alternativo è possibile, a condizione di conoscere il proprio pubblico e di costruire un prodotto coerente con il territorio». Dopo questo exploit il telefono ha iniziato a squillare? «Sì, devo dire che si sono aperte nuove strade e siamo al lavoro su diversi progetti molto ambiziosi, anche se non vogliamo snaturarci perché altrimenti perderemmo la nostra forza».
Qualunque sarà il prossimo passo di Tomassini, Brenta Connection ha già ottenuto un risultato significativo: ha dimostrato che una storia veneta, realizzata con professionalità anche se con mezzi limitati e senza una grande macchina promozionale, può trovare il suo pubblico. Il successo è cresciuto attraverso il passaparola e ha trasformato una produzione indipendente in un fenomeno regionale. Una lezione semplice, ma che troppo spesso si fa finta di ignorare: per portare le persone al cinema bisogna prima di tutto raccontare storie nelle quali possano riconoscersi. • Giacomo Brunoro
• Chi è Giacomo Brunoro Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.
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Case della Comunità, in Veneto arrivano i medici di base: accordo per rafforzare la sanità territoriale
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a sanità territoriale veneta compie un nuovo passo avanti. Medici di medicina generale e Case della Comunità saranno sempre più integrati per offrire ai cittadini un punto di riferimento vicino al territorio e ridurre il ricorso improprio agli ospedali e ai pronto soccorso. Regione Veneto ha infatti definito, insieme alle organizzazioni sindacali dei medici di famiglia Fimmg, Smi, Snami e Fmt, il documento operativo che dà attuazione alla delibera regionale approvata lo scorso giugno. Le indicazioni sono state trasmesse alle Ulss e riguardano l’inserimento dei medici
di medicina generale all’interno della rete delle Case della Comunità realizzate con i fondi del Pnrr. In Veneto sono attualmente previste 99 Case della Comunità, strutture pensate per avvicinare i servizi sanitari ai cittadini e potenziare l’assistenza fuori dagli ospedali. «Come promesso, si parte», ha dichiarato l’assessore regionale alla Sanità Gino Gerosa, sottolineando l’importanza dell’accordo raggiunto. Ai medici che svolgeranno attività aggiuntive all’interno delle Case della Comunità sarà riconosciuto un compenso di 60 euro all’ora, coperto da risorse regionali
già stanziate. Il nuovo modello prevede la presenza del medico di medicina generale nella fascia oraria 8-20, attraverso turnazioni organizzate tra la Casa della Comunità, lo studio principale o eventuali ambulatori secondari. Tra i compiti affidati ai professionisti ci saranno la gestione delle richieste dei cittadini, anche attraverso il numero unico 116117, il supporto ai pazienti fragili e cronici, la collaborazione con gli infermieri di famiglia e di comunità, la partecipazione alle campagne vaccinali e il monitoraggio dei pazienti dimessi dagli ospedali. Previsto anche il coinvolgimento
dei medici nei percorsi di presa in carico dei malati cronici, con l’obiettivo di programmare visite e prestazioni senza che il cittadino debba occuparsi autonomamente delle prenotazioni. Durante le ore notturne, dalle 20 alle 8, e nei giorni prefestivi e festivi, l’assistenza medica continuerà a essere garantita dal servizio di continuità assistenziale, la cosiddetta guardia medica. «La presenza dei medici di medicina generale nelle Case della Comunità significa portare davvero la sanità più vicina ai cittadini – ha spiegato Gerosa -. Questo nuovo assetto potrà contribuire anche a
ridurre gli accessi non necessari ai pronto soccorso, lasciando spazio alle emergenze che richiedono cure immediate». Sul fronte dell’attuazione del Pnrr, la Regione comunica di aver raggiunto gli obiettivi previsti per la Missione 6. Le Case della Comunità attive sono distribuite tra tutte le Ulss venete: 4 nell’Ulss 1 Dolomiti, 15 nell’Ulss 2 Marca Trevigiana, 13 nell’Ulss 3 Serenissima, 5 nell’Ulss 4 Veneto Orientale, 5 nell’Ulss 5 Polesana, 20 nell’Ulss 6 Euganea, 8 nell’Ulss 7 Pedemontana, 9 nell’Ulss 8 Berica e 20 nell’Ulss 9 Scaligera.
“Turismo Sociale e Inclusivo”: da progetto pilota sulle spiagge a buona prassi regionale di inclusione
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a progetto sperimentale dedicato alle spiagge accessibili a modello regionale di inclusione sociale. È questo il percorso compiuto dal Progetto Turismo Sociale e Inclusivo nel Veneto, nato nel 2017 su iniziativa della Regione del Veneto con l’obiettivo di rendere il litorale fruibile alle persone con disabilità o con ridotta mobilità e oggi diventato una buona pratica riconosciuta a livello regionale. L’iniziativa, partita inizialmente nelle tre aziende sanitarie costiere – ULSS 3 Serenissima, ULSS 4 Veneto Orientale e ULSS 5 Polesana – ha rappresentato una vera rivoluzione nel modo di concepire il turismo accessibile. Accanto all’eliminazione delle barriere fisiche sono stati introdotti servizi di accompagnamento, assistenza sanitaria dedicata e attività per favorire una piena partecipazione alla vita di spiaggia. Nel corso dell’incontro celebrativo è stato il direttore generale dell’ULSS 5 Polesana, Massimo Zuin, tra i protagonisti del progetto fin dalle sue
origini, a ripercorrerne la crescita. «Il progetto, partito in forma sperimentale nelle spiagge delle ULSS 3, 4 e 5 Polesana, si è poi ampliato a tutte le ULSS del Veneto, diventando una buona prassi. Punto di forza del progetto è il fare rete tra pubblico e privato, tra istituzioni, operatori e associazioni di categoria», ha sottolineato Zuin. Un modello che negli anni ha saputo evolversi. Già nel 2018 alle spiagge accessibili si sono affiancate attività sportive e ricreative dedicate e il progetto “50 Boys for 50 Days”, che ha permesso a giovani con disabilità provenienti da tutto il Veneto di sperimentare percorsi di tirocinio lavorativo negli stabilimenti balneari, favorendo autonomia personale e inclusione lavorativa. Nello stesso anno sono nate anche le “Bandiere d’Argento”, riconoscimento assegnato agli stabilimenti distintisi per i più elevati standard di accessibilità. Dopo la pausa imposta dalla pandemia, il progetto è ripartito con ancora maggiore slancio. Dal 2022, grazie al finanziamento del Ministero per
le Disabilità, è stato esteso a tutte le nove ULSS del Veneto, ampliando il proprio raggio d’azione dalle spiagge alle città d’arte, ai territori montani e collinari e rafforzando i percorsi di autonomia abitativa e lavorativa. L’edizione 2025-2026 ha introdotto importanti innovazioni. Tra queste la realizzazione del modellino tridimensionale di Villa Pisani per favorire la fruizione del patrimonio culturale da parte delle persone con disabilità visiva, i corsi di formazione rivolti agli operatori turistici sull’accessibilità universale, la nuova certificazione di “Azienda Inclusiva” destinata alle realtà che investono concretamente nell’accoglienza senza barriere e nuovi strumenti per migliorare l’accessibilità delle spiagge. Nel 2026 sono stati inoltre acquistati sollevatori per persone con disabilità, accessori per le sedie Job e 26 altalene inclusive destinate agli arenili di Chioggia e del Lido di Venezia. Tra le novità anche il braccialetto con QR Code “Se mi perdo”, pensato per consentire il rapido ritrovamento delle persone fragili in caso
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di smarrimento, oltre a una app dedicata che permette di consultare e prenotare tutte le attività direttamente dallo smartphone. Nel corso della cerimonia il vicesindaco di Chioggia Serena De Perini e il sindaco Mauro Armelao hanno ribadito il sostegno dell’amministrazione comunale a un progetto che rappresenta un valore aggiunto non solo sul piano sociale, ma anche per la qualità dell’offerta turistica del territorio. L’excursus storico dell’iniziativa è stato affidato al dottor Vanni Stangherlini, che ha ripercorso le principali tappe di un progetto cresciuto anno dopo anno fino a diventare un punto di riferimento nazionale sul tema dell’accessibilità. Momento particolarmente significativo della giornata è stata la consegna del riconoscimento al titolare di un’azienda inclusiva Fabrizio Boscolo Nale, premiato per l’impegno e il contributo profuso nella realizzazione e nello sviluppo del progetto. Guendalina Ferro
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26 Innovazione. Le nuove macchine sono dotate di intelligenza artificiale e permettono esami più rapidi e precisi con minori radiazioni
Ospedale dell’Angelo, rivoluzione nella diagnostica: rinnovate tutte le grandi apparecchiature
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n grande intervento di ammodernamento tecnologico sta cambiando il volto della diagnostica all’ Ospedale dell’Angelo. Il presidio mestrino sta completando la sostituzione dell’intero parco delle grandi apparecchiature di Radiologia e Neuroradiologia, con l’arrivo di nuove TAC, risonanze magnetiche, mammografi e altri strumenti di ultima generazione. Un vero e proprio cantiere distribuito all’interno della struttura ospedaliera, con il trasferimento delle vecchie apparecchiature e l’installazione delle nuove tecnologie attraverso interventi complessi che coinvolgono mezzi specializzati, gru e personale tecnico qualificato. «È in corso un cantiere diffuso e progressivo nelle aree non direttamente accessibili dell’Ospedale – spiega il direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima, Massimo Zuin –. Stiamo sostituendo tutte le grandi macchine diagnostiche, garantendo così un rinnovo completo delle dotazioni tecnologiche. L’Ospedale di Mestre può contare su strumenti all’avanguardia secondo gli standard più moderni disponibili». L’operazione rientra negli obblighi previsti dalla convenzione di gestione dell’ Ospedale dell’Angelo nell’ambito del project financing: il rinnovo periodico delle apparecchiature è infatti a carico del concessionario, secondo un programma di aggiornamento tecnologico che prevede sostituzioni sulla base dell’evoluzione della medicina e delle necessità diagnostiche. Complessivamente saranno circa quaranta le nuove apparecchiature installate, per un investimento di diversi milioni di euro. Le nuove tecnologie sono state individuate attraverso un con-
fronto tra direzione ospedaliera, concessionario e specialisti dei reparti di Radiologia e Neuroradiologia, con l’obiettivo di garantire strumenti adeguati alle esigenze cliniche quotidiane. «Le apparecchiature sono state valutate insieme ai professionisti che le utilizzeranno – sottolinea il direttore del Dipartimento di Radiologia clinica, interventistica e di neuroscienze, Enrico Cagliari –. In questo modo possiamo assicurare strumenti capaci di rispondere alle richieste degli specialisti e all’evoluzione delle attività diagnostiche». Tra le novità più importanti ci sono le nuove TAC, capaci di acquisire immagini ad alta velocità e di effettuare anche studi particolarmente complessi, come quelli dedicati alle coronarie e ai vasi intracranici. Un ruolo centrale è svolto dall’ intelligenza artificiale, presente nei nuovi sistemi di TAC, risonanza magnetica e mammografia. I software avanzati consentono di migliorare la qualità delle immagini, ridurre i tempi degli esami e supportare i professionisti nella lettura diagnostica. Le nuove tecnologie permettono inoltre di diminuire l’esposizione dei pazienti alle radiazioni: in particolare TAC e mammografi garantiscono immagini di elevata qualità con una dose sensibilmente ridotta rispetto alle apparecchiature precedenti. Il rinnovamento del parco tecnologico rappresenta un passaggio strategico per l’Ospedale dell’Angelo, chiamato ogni giorno a garantire un numero elevato di prestazioni diagnostiche per il territorio veneziano. Con il completamento dell’intervento, previsto entro l’estate, il presidio potrà contare su una dotazione completamente aggiornata, capace di coniugare maggiore efficienza, qualità delle immagini e attenzione al paziente.
Ospedale di Chioggia, raggiunto il traguardo di mille ecocardio in dieci anni
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ille ecocardiografie eseguite in dieci anni: è il traguardo raggiunto dall’ Ospedale di Chioggia, un risultato che la Regione Veneto ha voluto valorizzare come esempio di qualità assistenziale e integrazione tra professionalità sanitarie. A esprimere le proprie congratulazioni è stato il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani, dopo l’annuncio del direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima Massimo Zuin. «L’eccellenza di un modello sanitario si afferma attraverso diversi fattori – ha dichiarato Stefani – tra cui l’alto livello professionale del personale, l’innovazione tecnologica e la capacità di garantire attenzione concreta ai cittadini». Il traguardo riguarda in particolare l’attività dell’ambulatorio di Cardio-oncologia dell’ospedale chioggiotto, dove gli esami ecocardiografici hanno consen-
tito di monitorare nel tempo pazienti sottoposti a terapie oncologiche, individuando tempestivamente eventuali complicanze cardiovascolari. «Esprimo le mie congratulazioni al primario Valle e a tutto il personale dell’ambulatorio di Cardio-oncologia – ha aggiunto il presidente regionale – per un percorso che ha garantito mille risposte di alta specializzazione ai pazienti». Secondo Stefani, il risultato è il frutto di un modello organizzativo costruito sulle esigenze delle persone assistite, basato sulla collaborazione tra reparti e professionisti e su strategie di cura mirate. «È un risultato importante che merita attenzione e valorizzazione – ha concluso – perché dimostra come la sinergia tra competenze diverse possa tradursi in un’assistenza sempre più tempestiva e personalizzata».
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27 Innovazione. La squadra di Urologia dell’ospedale clodiense ha eseguito una prostatectomia radicale utilizzando il nuovo sistema “Da Vinci”
Da Chioggia a Dolo, effettuato il primo intervento con il robot chirurgico
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’Urologia dell’ospedale di Chioggia compie un passo importante verso la chirurgia del futuro. Per la prima volta, infatti, un’équipe del presidio clodiense ha eseguito un intervento utilizzando il robot chirurgico “Da Vinci” installato all’ospedale di Dolo, inaugurando una nuova collaborazione all’interno dell’Ulss 3 Serenissima. A guidare l’intervento è stato il primario di Urologia, Wanni Battanello, che insieme alla sua équipe ha effettuato una prostatectomia radicale su un paziente di circa 70 anni. Il trasferimento a Dolo è avvenuto nella mattinata del 23 luglio: l’operazione è stata eseguita nel pomeriggio, mentre il giorno successivo il paziente è rientrato a Chioggia, dove ha completato il decorso post-operatorio prima di essere dimesso domenica. «È un passo avanti importante», sottolinea il direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima, Massimo Zuin. «Questo intervento dimostra che le tecnologie più avanzate della nostra azienda sanitaria sono a disposizione di tutti i cittadini del territorio. Allo stesso tempo certifica che le équipe dell’ospedale di Chioggia possiedono le competenze necessarie per utilizzare il robot chirurgico, una tecnologia che offre benefici concreti ai pazienti in termini di precisione dell’intervento e recupero post-operatorio». Il robot “Da Vinci” è stato installato all’ospedale di Dolo meno di un anno fa grazie a un investimento
della Regione Veneto. Si tratta del secondo sistema robotico in dotazione all’Ulss 3 Serenissima, che già dispone da circa dieci anni di una piattaforma analoga all’ospedale dell’Angelo di Mestre. La nuova apparecchiatura è destinata non solo alle équipe del presidio di Mirano-Dolo, ma anche agli specialisti degli altri ospedali dell’azienda sanitaria. Il primario Wanni Battanello ha voluto evidenziare anche il lavoro di squadra che ha reso possibile il risultato. «Ringraziamo tutto il personale dell’ospedale di Dolo per l’accoglienza e il supporto ricevuto durante l’intervento, in particolare il dottor Mario Godina, direttore della Chirurgia del presidio Mirano-Dolo, che ci ha affiancati con grande disponibilità». L’esperienza rappresenta solo il primo tassello di un progetto destinato a consolidarsi nei prossimi mesi. La direttrice dell’ospedale di Chioggia, Roberta Gavagnin, spiega infatti che è già stato avviato un percorso di formazione dedicato al personale del Dipartimento chirurgico, del blocco operatorio e a tutti gli operatori coinvolti. L’obiettivo è chiaro: da settembre saranno programmati con continuità i trasferimenti dei pazienti e delle équipe da Chioggia a Dolo per gli interventi che richiedono il supporto della chirurgia robotica, rendendo questa tecnologia sempre più accessibile anche ai cittadini del territorio clodiense
Martellago, la Casa della Comunità diventa il nuovo punto di riferimento per la sanità territoriale
Il personale ospedaliero
Direttore Sanitario: Dott. Mario Bortolato - Autorizzazione n. 990 del 10/01/2023
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a struttura è stata visitata dal direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima, Massimo Zuin, insieme al sindaco di Martellago, Andrea Saccarola. A illustrare gli spazi e il funzionamento dei servizi è stata la direttrice del Distretto di Mirano Dolo, Marta Soave. La Casa della Comunità nasce con l’obiettivo di avvicinare i servizi sanitari ai cittadini e offrire un punto unico di accesso per le diverse esigenze di assistenza, prevenzione e cura. All’interno della struttura sono presenti numerosi servizi: dal Punto Unico di Accesso allo sportello Anagrafe e Cup, dal punto prelievi alla continuità assistenziale medica e infermieristica, passando per i servizi di cure primarie, l’ambulatorio medicazioni e l’assistenza protesica.
Completano l’offerta i servizi dedicati a bambini, ragazzi e famiglie, con il servizio Infanzia Adolescenza e Famiglia, l’integrazione scolastica e l’ambulatorio vaccinale pediatrico. Nella nuova sede vengono inoltre potenziati alcuni servizi già presenti sul territorio, tra cui lo sportello protesica e l’ambulatorio medicazioni, garantendo ai cittadini un accesso più semplice e diretto alle prestazioni. La Casa della Comunità rappresenta così un tassello importante nel percorso di sviluppo della medicina territoriale, con l’obiettivo di creare una rete sanitaria più integrata, capace di rispondere in modo più efficace ai bisogni della popolazione e ridurre la distanza tra cittadini e servizi.
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1. Quale fiume attraversa Verona?
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A) Vicenza B) Rovigo C) Belluno
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A) Torcello B) Pellestrina C) Murano
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4. In quale provincia si trova Asolo? A) Treviso B) Padova C) Verona
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5. Quale dolce è nato a Verona?
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2. Scrisse La caverna - 12. Bramosa impazienza - 18. 20. Smonta l’accusa - 22. Centro sul Lago Maggiore con il Sancarlone - 23. Rientranze costiere - 25. Città del Marocco - 28. Fiore blu-violetto - 30. È stato un grande nuotatore russo - 33. Il centro della Toscana con il Giardino dei Tarocchi - 34. Teatro di posa - 35. Ex direttore di Rai News 24 - 38. Cambiano oli in molti - 40. Il dittongo di Diana - 41. Romanzo di Niccolò Ammaniti - 42. Un gigante della strada - 43. Film di Luciano Salce con Ugo Tognazzi - 45. Capitale svizzera - 47. Percuotere con una frusta di nuovo - 48. Sprezzanti - 49. Selezionata - 50. Le estreme in azione - 51. Malattia - 53. Gian Paolo che amò la monaca di Monza - 55. Seggio per sovrani - 58. Lago del Guatemala - 59. Lo sono le mire dell’ambizioso - 60. Filippo, primatista nazionale dei 100 metri piani - 62. Regimi 66. Verso di mici. alimentari - 64. La Pavone de Il geghegè - 65.
VERTICALI
1. La città di san Francesco e santa Chiara - 2. La Leigh di Psyco - 3. Sfrigola in padella - 4. La nota... affermativa - 5. Brian, il musicista di By this river - 6. Direzione opposta a NE - 7. L’Arbore della TV (iniz.) - 8. Si attira con uno... specchietto - 9. 14. Un terzo di miglio - 10. Le nozioni elementari - 11. Forma un trio con Aldo e Giovanni - 13. Lingua proverbialmente ostica - 15. I penultimi su dieci - 16. Avviato, iniziato - 17. Una raccolta di racconti di Aldo Busi - 19. I mercati... con grano e avena - 21. Misere - 24. Uccello dei Passeriformi - 26. La città della donna che dissetò Gesù dal pozzo - 27. Gruppo musicale - 29. Moralmente abbattuto - 30. Gli animali catturati - 31. Lustrino - 32. Il Papa lo è di Cristo - 36. L’ultima lettera greca - 37. Si impone al battesimo - 39. Colonna romana per celebrare la conquista della Dacia - 41. Un gioiello da décolleté - 42. Pesce dall’occhio languido - 44. Dio Vulcano per i Greci - 46. Antichi lucani - 47. Iniziali di Saviano - 48. 51. Vivacizzano la cravatta - 52. La baby sitter per il bimbo - 54. Un giardino con le gabbie - 56. Dramma 57. Nota di chi scrive (sigla) - 59. Sigla di Agrigento - 60. In mezzo ai pasticci - 61. Rendono troppi i topi - 63. Le iniziali della Canalis.
PAROLA INIZIALE
COME SI GIOCA Trova la parola centrale che forma un’espressione corretta sia con quella di sinistra sia con quella di destra. Il riferimento veneto può trovarsi in una delle due espressioni.
2. Dove si trova la Basilica Palladiana?
3. Quale isola è famosa per il vetro?
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Gioco linguistico · livello medio
A) Brenta B) Adige C) Piave
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PAROLE CONCATENATE DEL VENETO
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SAN MONTE ACQUA BACARO CANAL VINO CITTÀ MARE REGIONE PRODOTTO
ANELLO MANCANTE
A) Babà B) Pandoro C) Cannolo
6. Chi nacque a Possagno? A) Canova B) Vivaldi C) Goldoni
7. Quale vino è legato alla Valpolicella? A) Amarone B) Barbaresco C) Frascati
8. Come si chiamano i piccoli assaggi veneziani? A) Tigelle B) Cicchetti C) Friselle
PAROLA FINALE POLO BIANCA MAREA GUIDATO RACCORDO CLASSICO MODERNA SETTENTRIONALE ORIENTALE VENETO
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30 CRUCIVERBA CHIOCCIOLA CRUCIVERBA A CHIOCCIOLE Scrivi orizzontalmente, una di seguito all’altra (senza tenere conto Nelle 4 spirali dovranno risultare, sempre una di seguito all’altra e iniziando dalle caselle recanti il numero 1, le parole rispondenti
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CRUCIVERBA SIMMETRICO CRUCIVERBA
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ORIZZONTALI
1. Ha numerose paia di zampette - 9. Il Ford dei fumetti - 10. Arbusti con le more - 11. Rete nel ping-pong - 12. 14. Il soggetto di resto - 15. Il veicolo di Ben Hur - 16. In mezzo alla barriera - 17. Era la resina del calzolaio - 18. Titolo di antichi notai - 19. Rimette a posto le scarpe - 22. La ricevono in dono gli sposi - 23. La scrittrice Levi - 24. Un tizio... qualsiasi - 25. Sigla di Cosenza - 26. Causano rotture - 27. Nell’hockey e nel karate - 28. Un ardito... da medaglia - 29. Ragioniere in breve - 30. Il genere di Quentin Tarantino - 31. Il pop che si mangia - 32. Colorato.
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1. Ferra i cavalli - 2. Tratto dell’intestino tenue - 3. Si 5. Ideate... dà con la “long.” - 4. dall’architetto - 6. Una “i” greca - 7. Epoca - 8. Dire per metà - 12. Lupo mannaro - 13. Un’attrazione del luna park - 15. Bambino piccino - 16. Filtrano il sangue - 17. Compenso di lavoratore - 18. Appellativo del re 20. 21. Spicchi di tenda - 26. Grida 28. A Roma vi incontrollate - 27. 1 2 3 4 5 è 1l’INPS2 - 29. L’amico Potter -530. Una pera... 3 di Harry 4 senza polpa - 31. Le ultime di undici. 8 9 10 11 8 9 10 11 1
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DEFINIZIONI A
1. Non si riesce a frenare - Fanno uso di un estratto del papavero Il talento di Mr.Ripley 2. 3. Sposò Onan - Fu il primo re d’Israele - Il giornalista Lerner - 4. In coppia con Tap - Un tipo eccentrico - Incolti e villani - 5. Storica villa di Roma - Non zuccherine - Colonna di libri sovrapposti - 6. L’Arana interprete di Ustica - Le madri dei coniugi - 7. Si cambia traslocando - Il romanziere di Tonio Króger - Un astuccio per reliquie - 8. Film di Akira Kurosawa - Non lo discute il credente - Un mare dell’Antartide - 9. Si rendono ai meritevoli - Simboli di santità - 10. Parte interna dell’abito - Canale per l’irrigazione della pianura padana - 11. Vano per l’equipaggio - Lo emana Mattarella (sigla) - 12. La casa in cui si vive Fondarono Cartagine.
DEFINIZIONI B
(in alto a sinistra): Scrittrice che ha vinto il Premio Bancarella - Sfocia tra Eraclea e Jesolo - Il jolly nel mazzo - Desiderio smodato - Adeguati, conformati - Fu rivale di Bartali. (in alto a destra): Scrittrice che ha vinto il Premio Bancarella Universali o internazionali - Lo Stato con Lima - Il giorno che verrà. (in basso a sinistra): Scrittrice che ha vinto il Premio Bancarella Più che stizziti - Mite e affettuosa - Una collega di Circe - Il parassita della scabbia - Il re della Frigia che odiò l’oro - Bucato col trapano I “ ... media” d’informazione. (in basso a destra): Scrittrice che ha vinto il Premio Bancarella - Pezzo del bikini- Lo è la parte che fa male - Relativi ai formaggi - Dibattito sul
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ORIZZONT
ALI:1. SiFRAMMENTO leggono in Belgio -INCROCIATO 3. In pieno giorno - 6. L'Aquila sulle targhe - 8. Relativi alla Petrus pace - 11. La punta delINCROCIATO battello - 13. Armonie di suoni - 14. Il proprio... comodo - 15. Il re di Micene FRAMMENTO Petrus fratello di Menelao - 17. Grossa nave da carico - 19. Fetta di carne - 20. Recapita la Petrus corrispondenza - 22. FRAMMENTO INCROCIATO FRAMMENTO INCROCIATO Tipica casetta alpina - 23. Si prepara con il pancarrè - 24. Si spinge remando - 25. Donare senza... dare ORIZZONTALI:1. Si leggono in Belgio - 3. In pieno giorno - 6. L'Aquila sulle targhe - 8. Relativi alla 26. Le estreme in offerta - 27. Subito dopo cinque. ORIZZONTALI:1. Si battello leggono- in - 3. di In suoni pieno -giorno - 6. L'Aquila sulle -targhe pace - 11. La punta del 13.Belgio Armonie 14. Il proprio... comodo 15. Il -re8.diRelativi Micenealla pace 11. La punta del battello 13. Armonie di suoni 14. Il proprio... comodo 15. Il re di Micene- 22. 20. Recapita la corrispondenza fratello di Menelao 17. Grossa nave da carico 19. Fetta di carne VERTICALI:1. Capitale peruviana - 2. Umorista che fa coppia con Lillo - 3. Luigi e Vito li festeggiano fratello di nave da- 6. carico 19. -Fetta di spinge carne 20.nipote Recapita corrispondenza - 22. Tipica alpina- --17. Si prepara con ilLo pancarrè 24.brizzolata Si Donare senza... dare in giugnocasetta - 4.Menelao Risvegliata 5.23. ÈGrossa attiguo alla stalla è la- chioma... - 7.-remando Un di- 25.la Tipica casetta alpina 23. Si prepara con il pancarrè 24. Si spinge remando 25. Donare senza... dare Paperino 9. Sviluppare un'idea 10. Parte del corpo sopra i fianchi 11. Dolce natalizio milanese 12. 26. Le estreme in offerta - 27. Subito dopo cinque. Vocali campo - 16. gli abiti - 18.dopo Vi nacque San Paolo - 19. Sindacati di base (sigla) - 21. 26. Leinestreme in Gruccia offertaper - 27. Subito cinque. Gli anni che si hanno.
VERTICALI:1. Capitale peruviana - 2. Umorista che fa coppia con Lillo - 3. Luigi e Vito li festeggiano VERTICALI:1. Capitale -peruviana - 2.alla Umorista fa ècoppia con Lillo - 3. Luigi Vitonipote li festeggiano in giugno - 4. Risvegliata 5. È attiguo stalla - che 6. Lo la chioma... brizzolata - 7.eUn di in giugno--9.4.Sviluppare Risvegliataun'idea - 5. È attiguo alla del stalla - 6. sopra Lo è lai fianchi chioma... brizzolata - 7. Un nipote di - 12. Paperino - 10. Parte corpo - 11. Dolce natalizio milanese Paperino 9. Sviluppare un'idea Parte- del sopraSan i fianchi natalizio milanese di base (sigla) -- 12. 21. Vocali in -campo - 16. Gruccia per- 10. gli abiti 18.corpo Vi nacque Paolo--11. 19.Dolce Sindacati Vocali campo - 16. Gruccia per gli abiti - 18. Vi nacque San Paolo - 19. Sindacati di base (sigla) - 21. Gli anniinche si hanno. Gli anni che si hanno.
Indovinelli veneti 1. Non ho ruote e non ho ali, ma porto in giro innamorati e curiosi. Scivolo lentamente tra palazzi e ponti e chi mi guida resta sempre in piedi. Chi sono? 2. Nasce dalla terra con un vestito rosso, ha foglie eleganti e un gusto amarognolo. Una città della Marca mi ha reso famoso. Chi sono? 3. Sono fatto di pietra e di genio, ma non sono una statua. A Vicenza porto la firma di un architetto conosciuto in tutto il mondo. Chi sono? 4. Non sono a Roma, eppure mi chiamo Arena. Da secoli osservo la città e d’estate canto con mille voci. Dove mi trovo? 5. Nasce tra colline ordinate come un giardino, sale nel bicchiere con tante piccole bolle e porta con sé il nome di una terra veneta. Chi sono? 6. Unisco due rive e porto sulle spalle secoli di passi e di battaglie. Sono coperto, fatto di legno e Bassano mi considera il suo simbolo. Chi sono?
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