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laPiazza di Cavarzere - Lug26

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Cavarzere apre lo sportello Veneto Lavoro e una nuova sala comunale

di Cavarzere

Il ciclone Vannacci sferza il Veneto tra consensi e qualche polemica

ESTATE DA VIVERE:

Il Consiglio Regionale del Veneto ha superato uno scoglio, tutto interno: quello della prima infornata di nomine nei consigli di amministrazione delle società partecipate. Un tema che può non appassionare i più, ma che ha decisamente fatto tremare gli scranni di palazzo Balbi tra franchi tiratori, votazioni ripetute più volte per assenza di maggioranze, accordi trasversali.

La Sanità

Ora ci sarà il passaggio per l’approvazione degli equilibri di bilancio, che non dovrebbe riservare particolari sorprese, e poi il rompete le righe estivo. Ma per le vacanze Giunta e Consiglieri avranno molto da riflettere poiché i temi sul tavolo, in attesa della ripresa, sono molti e urgenti. Da sempre la materia principe della Regione ha bisogno di un sferzata. Si dovranno aggiornare e poi approvare le nuove schede: quegli strumenti che indicano, ospedale per ospedale, l’elenco dei reparti da mantenere, da ampliare, da ridurre o da chiudere. Ma non solo: nelle schede saranno contenuti anche le consistenze delle piante organiche e delle dotazioni tecniche. Non una passeggiata, insomma.

OCCASIONI PER CHI SCEGLIE IL VENETO

Case della Comunità, l’Ulss 3 accelera: al via la sanità di prossimità

IL TURISMO SIAMO NOI

C’è un’immagine che restituisce la saturazione del nostro territorio: i lunghi serpentoni d’auto sui passi trentini, i centri balneari e turistici del Veneto sempre più congestionati. Non è una sensazione passeggera, ma il verdetto dei numeri: nel 2025 il Veneto ha registrato l’inedito picco storico di 74,2 milioni di presenze, mentre il Trentino (secondo i dati definitivi ISPAT, l’Istituto di ricerca statistica della Provincia autonoma) ha infranto per la prima volta il muro dei 20,2 milioni di pernottamenti (+3,2% rispetto all’anno precedente).

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Sintoniz zati sul

LA VIOLENZA DI GENERE DIVENTA UN MESSAGGIO

SUI SACCHETTI DEL PANE

Un messaggio semplice, immediato e destinato a entrare nelle case ogni giorno: arriva a Cavarzere la campagna di sensibilizzazione contro la violenza di genere attraverso la distribuzione di speciali sacchetti di carta per il pane. L’iniziativa è promossa dall’Assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Cavarzere in collaborazione con le amministrazioni di Chioggia e Cona, lo Sportello antiviolenza “Maila” di Cavarzere e il Centro antiviolenza “Civico Donna” di Chioggia. Il progetto coinvolgerà panifici, forni, pasticcerie, supermercati e negozi di vicinato del territorio, ai quali verranno forniti gratuitamente i sacchetti destinati alla vendita dei prodotti alimentari. Sulle confezioni sarà riportata una frase pensata per rompere il silenzio e o rire un punto di riferimento a chi vive situazioni di di icoltà: “Per molte donne la violenza è pane quotidiano. Se vivi una situazione di violenza o vuoi chiedere informazioni puoi contattare il Centro antiviolenza.” Accanto al messaggio saranno presenti i contatti dei servizi territoriali dedicati all’ascolto e al sostegno delle vittime. “Come Comune e come Assessorato alle Pari Opportunità abbiamo aderito fin da subito con profonda convinzione a questa iniziativa – spiega l’assessore Mattia Bernello –. È il risultato di una collaborazione tra amministrazioni e centri antiviolenza dell’area sud, uniti per realizzare un progetto concreto e capillare”. Secondo Bernello, la violenza di genere “è un fenomeno grave e ancora presente nella società, che deve essere contrastato con ogni strumento possibile, anche attraverso azioni quotidiane di sensibilizzazione capaci di raggiungere direttamente i cittadini”. L’assessore ha inoltre ringraziato lo Sportello antiviolenza “Maila”, il Centro antiviolenza “Civico Donna” e la cooperativa sociale “Rel.Azioni Positive” per il contributo alla realizzazione del progetto, sottolineando il ruolo delle associazioni di categoria e della Consulta Pari Opportunità nella di usione dell’iniziativa. La distribuzione dei sacchetti, completamente gratuita per gli esercenti aderenti, è prevista tra giugno e luglio 2026 nell’ambito delle attività dell’ATS VEN_14. I commercianti interessati potranno partecipare compilando l’apposito modulo telematico o utilizzando il codice QR predisposto dal centro.

• Redazione Cavarzere

Al via la campagna di sensibilizzazione promossa

dall’Assessorato alle Pari Opportunità insieme a Chioggia e Cona

IL TURISMO SIAMO NOI

Ma c’è un’ombra ancora più sinistra dell’overtourism quantitativo: è il turismo “cafone”. È quel turismo antropofago che consuma i luoghi senza guardarli, che scambia un patrimonio naturale per uno sfondo social o una piazza storica per un bivacco. Se le grandi soluzioni politiche e i ticket d’ingresso faticano a frenare l’ondata è il momento di riscoprire il potere delle micro-scelte quotidiane. Cambiare rotta è possibile, partendo da piccole attenzioni che costano pochissimo ma valgono tutto. In montagna, dove il Soccorso Alpino trentino registra ormai un incremento strutturale del 20% degli interventi dovuto a escursionisti del tutto improvvisati, il primo passo è la responsabilità. A partire dalla scelta di un itinerario, valutandone il grado di di icoltà ma anche l’impatto della nostra presenza. Se un parcheggio in quota è completo, torniamo indietro: l’accanimento di lasciare l’auto a bordo strada, calpestando i prati alpini pur di fare “quel” selfie da esibire online, è l’esatto manifesto della cafonaggine estiva.

Al mare e nelle località lacustri ad altissima densità - come il litorale veneto che registra indici

di pressione turistica sempre più elevati - la rivoluzione parte dal rispetto dello spazio comune. Abbandonare mozziconi sotto la sabbia o occupare metri di bagnasciuga con fortini di ombrelloni alle sei del mattino distrugge la convivenza civile e il diritto al riposo altrui. Nelle città d’arte, l’esplosione delle locazioni brevi - che in Trentino gestiscono ormai oltre 6,2 milioni di presenze all’anno e in Veneto sono di use a macchia d’olio nelle principali destinazioni turistiche - ha fatto schizzare i prezzi immobiliari e svuotato i centri storici. Qui l’attenzione si sposta sul decoro e sui consumi, sul modo in cui ci avviciniamo alle nostre montagne al nostro mare, alle città d’arte come ai piccoli ma ricercati borghi delle nostre regioni. Diventare “ospiti” consapevoli e smettere di essere “clienti che hanno pagato e quindi hanno ragione” è l’unica via per salvare i nostri territori. Questa estate, quando ci spostiamo, ricordiamoci che l’impatto del turismo si misura anche dalle tracce che decidiamo di non lasciare al nostro passaggio. • Nicola Stievano

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Estate da vivere/1. Il programma della Pro Loco di Cavarzere fino a fine luglio

Il palcoscenico di tutti: i “Talenti in Piazza” anima l’estate cavarzerana

Il cuore di Cavarzere torna a battere a ritmo di musica, arte e condivisione. Dopo il grandissimo riscontro dei primi appuntamenti tra la fine di giugno e l’inizio di luglio, che hanno visto una straordinaria partecipazione di pubblico, entra nel vivo la seconda attesissima edizione di “Talenti in Piazza”. La manifestazione, che trasforma Piazza Vittorio Emanuele II in un grande palcoscenico a cielo aperto, si conferma come uno degli appuntamenti più felici e partecipati dell’estate cavarzerana. L’iniziativa, nata dalla sinergia e dal lavoro profuso dalla Pro Loco di Cavarzere, viene realizzata grazie al fondamentale contributo del Comune e al sostegno della Fondazione Clodiense Ets. Un gioco di squadra che ha l’obiettivo di valorizzare il territorio e chi lo vive. A spiegare lo spirito dell’iniziativa è il primo cittadino: “Dopo il grande successo della scorsa edizione - spiega il sindaco Pierfrancesco Munari – che ha visto salire sul palco giovani talenti, appassionati e tante persone di ogni età, la Pro Loco di Cavarzere ripropone l’appuntamento più atteso dell’estate”. La formula vincente dell’evento risiede nella sua straordinaria semplicità e inclusività, riassumibile in uno slogan che è un vero e proprio invito alla cittadinanza: Hai una passione? Un talento? Qualcosa da raccontare? Il palco è tuo! Non contano l’età o l’esperienza: che si tratti di suonare uno strumento, cantare, danzare, recitare, scrivere poesie o semplicemente condividere un pezzo di sé con la propria comunità, le porte sono aperte a tutti. Non importa se si è professionisti a ermati o semplici appassionati: la piazza appartiene a tutti e il palco aspetta chiunque abbia voglia di mettersi in gioco. “Il cartellone di questa seconda

edizione - spiega l per la Pro Loco Laura Figoni- si preannuncia ricchissimo e variegato, capace di dare spazio a musicisti, band, attori, compagnie teatrali, danzatori, scuole di danza, cantanti, cori, poeti, scrittori e gruppi sportivi”. Per chi volesse ancora candidarsi ed esibirsi, le iscrizioni sono aperte: basterà telefonare al numero 329 4143617. Il

Rottanova si prepara con la sagra, ad un grande Ferragosto

Se il centro di Cavarzere, vedrà i suoi momenti aggregazione le frazioni non sono da meno. Il territorio cavarzerano si prepara infatti a vivere uno degli appuntamenti più longevi e attesi dell’estate. Con il patrocinio del Comune, il Comitato Cittadino di Rottanova è pronto alla 52ª edizione del “Ferragosto Rottanovano”, una manifestazione storica che taglia anche il traguardo dei 52 anni di attività. La festa si articolerà in due blocchi: dal 7 al

9 e dal 12 al 16 agosto. L’apertura di venerdì 7 agosto è a idata al liscio di DJ Conte Max, seguito sabato 8 da DJ Roberto Bertarelli in una serata speciale di balli di gruppo dedicata agli arrosticini. Domenica 9 agosto scendono in pista i ballerini del “Marlen Club” di Cartura, accompagnati in piazza dai giochi in legno con Alessio Mattazzi. Dopo una breve sosta, il programma riprende mercoledì 12 agosto con l’Orchestra Voice e le esibizioni di Danze

Sportive Cavarzere. Giovedì 13 agosto sarà la volta di Demis e Mara, in concomitanza con la serata culinaria della fiorentina. Venerdì 14 agosto salirà sul palco l’orchestra Stefano e i Nevada per la serata che prevede il taglio della torta e brindisi. Il weekend clou vedrà sabato 15 agosto il liscio di DJ Denny della Valle e la chiusura di domenica 16 agosto con “Elvis e le Chiare”, arricchita da tombola e dallo spettacolo pirotecnico. Tutte le sere saranno attivi l’ampio

programma delle prossime serate in Piazza Vittorio Emanuele II promette grandi emozioni. Si riparte venerdì 17 luglio con lo spazio “Piccoli Talenti in Piazza”, un’intera serata dedicata alle esibizioni dei più giovani. Mercoledì 22 luglio sarà la volta delle atmosfere vintage con “I Nuovi Ragazzi Band”, pronti a far ballare la piazza con la musica degli anni ‘70 e ‘80. Giovedì 23 luglio i riflettori si accenderanno su “Gli Artigiani”, un gruppo di ragazzi che proporrà brani e musiche inedite. Il weekend si aprirà venerdì 24 luglio con la speciale serata dedicata agli artisti locali, che vedrà la partecipazione di Jon Ferrarese. Sabato 25 luglio sarà il turno dell’amarcord con “A Volte Ritornano!”, una reunion degli storici ed ex componenti dei gruppi cavarzerani degli anni ‘60 e ‘70. Domenica 26 luglio un grande viaggio musicale dal pop al rock: Fabrizio Crivellin (voce e flauto) e la chitarra di Paolo Motteran riproporranno i grandi classici di Morricone, Pink Floyd, Clapton, Deep Purple, Camaleonti, Patrick Samson, Gary Moore, Jethro Tull, Nomadi, Bob Dylan ed Elvis Presley. Il gran finale è previsto per il 29 luglio con l’esibizione del “Gruppo sportivo danze” e l’intrattenimento di DJ Cinzia e Luca, per una notte all’insegna del ritmo e del divertimento.

• Alessandro Abbadir

parcheggio, l’Angolo Giovani in piazzetta e lo stand gastronomico con le migliori specialità.

• (A.A.)

Estate da vivere/2. Parla Emanuele Compagno avvocato e membro dei provibiri Unpli Veneto

Pro Loco alla prova del futuro: il peso della burocrazia e la sfida delle nuove casse

Le Pro Loco rappresentano la spina dorsale degli eventi sul territorio. Sono il motore della valorizzazione dei prodotti tipici, custodi di usi, costumi e di quella cultura popolare che rende unici i nostri borghi. Un patrimonio che, specialmente in estate, si traduce in centinaia di manifestazioni

dalle coste alle montagne. Oggi, tuttavia, dietro le quinte di questa macchina della socialità si nascondono crescenti di icoltà che mettono a dura prova la sopravvivenza stessa dei sodalizi locali. A tracciare il quadro è Emanuele Compagno, avvocato, presidente della Pro Loco di Camponogara e membro

Sapori e musica a Conetta,

L’ estate conense vede a luglio la frazione di Conetta come protagonista. Con il patrocinio del Comune di Cona, e con la Pro Loco è partita l’edizione 2026 della “Festa della Paella”, un appuntamento imperdibile che unisce la tradizione culinaria al divertimento in piazza. Il sipario si è alzato con i balli di gruppo di Elisa e Roberto Bertarelli. Sabato si è dato spazio a “La Notte dei Carristi”, arricchita dall’intrattenimento dei terrificanti “Predators Show”. La prima settimana si è chiusa a ritmo caliente con Matteo Lionello DJ e la serata caraibica. La festa riprende venerdì 24 luglio all’insegna del rock con la “Black and Pink Grunge Music”. Sabato 25 luglio sarà una giornata ricchissima: sul fronte dell’intrattenimento si esibiranno “Elvis e le Chiare”, mentre il pomeriggio sarà dedicato agli appassionati di motori con il raduno statico di auto sportive e storiche a cura di “Giovani d’Epoca” e l’esibizione di automodellismo RC elettrico e a scoppio con il “Full Gas RC Club”. Il gran finale è a idato a domenica 26 luglio con la musica vintage de “I Ragazzi di Strada”, pronti a far sognare tutti gli

del collegio dei Probiviri regionale Veneto dell’Unione Nazionale Pro Loco d’Italia (Unpli). “Tante sono le risorse delle nostre Pro Loco, ma anche tante le di icoltà - spiega, evidenziando come l’essenza di queste realtà risieda nello spirito di condivisione attorno alle tradizioni. Negli anni il modello è cambiato: non più solo sagre, ma eventi di qualità, momenti culturali e festival tesi al recupero delle radici storiche ed enogastronomiche. I nodi cruciali rimangono legati alla gestione quotidiana del Terzo Settore. In una società frenetica, la prima grande carenza è il ricambio generazionale. “È sempre più di icile trovare risorse economiche per organizzare eventi –ammette Compagno – ed è altrettanto di icile trovare il tempo per allestire nuove manifestazioni, trovare nuove forze e nuovi volontari”. A questo si aggiunge il labirinto della burocrazia e una fiscalità stringente, che scoraggia chi deve prendersi la responsabilità dei grandi eventi. Una forte scossa è arrivata il primo gennaio 2026 con le nuove norme fiscali. La novità che ha destato più apprensione è l’obbligo di dotarsi di registratore di cassa elettronico collegato al Pos, un adempimento che ha fatto temere il blocco delle attività per molte realtà. L’Unpli nazionale si è attivata per chiedere il riconoscimento

innamorati degli anni ‘60 e ‘70. Oltre alla paella, lo stand gastronomico o rirà molte altre specialità, a iancato dall’esclusivo angolo cocktail curato dagli “Amissi di Claudio”. Ma non finisce qui. Ad agosto il 26 Alex Bacci sarà in scena con l’esibizione alle 21, dal titolo il piano sempre in piazza a Conetta. Fra gli eventi in programmazione a settembre ci sarà poi la sagra di Pegolotte.

• (A.A.)

della “non commercialità” delle feste sui prodotti tipici, poiché i proventi vengono interamente reinvestiti nel sociale. Fortunatamente, i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate hanno ridimensionato lo spettro della chiusura per le 579 Pro Loco venete, che muovono 60.000 volontari. “La preoccupazione è stata in parte rassicurata – spiega e conclude Compagno. Le Pro Loco potranno godere della contabilità forfettaria emettendo

fattura senza Iva, un vantaggio rispetto al passato”. Resta fondamentale che la componente istituzionale prevalga su quella commerciale, ma le tutele per i prodotti tipici rimangono. Nonostante lo scoglio burocratico sia stato parzialmente superato, l’appello finale è chiaro: per salvare le Pro Loco serve il supporto di tutti e la disponibilità a collaborare.

• Alessandro Abbadir

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Il commento alle notizie del giorno

LO DO IO IL VENETO con Alberto Gottardo

Emanuele Compagno

Lavoro. Inaugurati i nuovi u ici a supporto dell’occupazione

LA CITTÀ INVESTE SUI SERVIZI AL CITTADINO: APRE LO SPORTELLO VENETO LAVORO

Trovare lavoro in un mondo che cambia rapidamente è sempre più difficile. In un mercato occupazionale in continua evoluzione, gli strumenti messi a disposizione dei cittadini per incrociare domanda e o erta diventano sempre più indispensabili per dare risposte concrete alle famiglie e ai giovani del territorio. Proprio con questo obiettivo, un nuovo e importante servizio dedicato al lavoro entra u icialmente a disposizione dei cittadini di Cavarzere. Nelle scorse settimane è stato infatti inaugurato il nuovo sportello di Veneto Lavoro. Ma di che cosa si tratta nello specifico? Si tratta di uno spazio pubblico e gratuito, pensato per o rire un supporto concreto nell’orientamento professionale, nell’incontro diretto tra domanda e o erta e nella ricerca attiva di nuove opportunità occupazionali sul territorio. L’apertura del nuovo sportello rappresenta un tassello fondamentale nel più ampio percorso di rilancio dei servizi pubblici locali, avviato con determinazione dall’amministrazione comunale, che

segue la recente e altrettanto partecipata attivazione dello sportello Informa Giovani. Grande è la soddisfazione espressa dal Comune di Cavarzere per questo nuovo strumento a disposizione di chi cerca un’occupazione o desidera ricollocarsi nel mercato del lavoro: “Dopo anni in cui questi uffici erano rimasti chiusi, siamo riusciti a restituire alla comunità un servizio importante per il futuro e per il lavoro - sottolinea l’assessore Mattia Bernello -. Lo sportello Veneto Lavoro sarà un punto di riferimento concreto per cittadini e aziende, facilitando l’accesso alle opportunità professionali”. Al taglio del nastro era presente anche il vicepresidente della Regione Veneto, Lucas Pavanetto. La sua partecipazione è stata fortemente sottolineata dall’amministrazione comunale come un chiaro e importante segnale di attenzione e vicinanza da parte delle istituzioni regionali verso il territorio di Cavarzere e le sue specificità economiche ( si pensi al mondo dell’agricoltura o al comparto del tessile ad esempio). Ma le novità per la comunità non si fermano

qui. Durante la stessa giornata, infatti, è stata presentata anche un’altra attesa novità legata alla riqualificazione e alla valorizzazione degli spazi comunali. Al piano terra dello storico Palazzo Danielato è stata realizzata una nuova sala ristoro. Si tratta di un’area accogliente e facilmente accessibile, pensata come spazio di sosta e socializzazione. La sala è

destinata nello specifico agli utenti della Biblioteca comunale, ai partecipanti ai numerosi incontri culturali organizzati nella Sala Danielato e al pubblico del Teatro comunale “Tullio Serafin” durante gli intervalli e le pause degli spettacoli.

L’amministrazione comunale di Cavarzere ha voluto evidenziare nell’occasione come entrambi gli interventi non siano isolati,

ALLARME FALSI CARABINIERI IL COMUNE AVVISA: “E’ UNA TRUFFA”

Pericolo tru e nel territorio di Cavarzere e il Comune in questo periodo mette in guardia la popolazione da chi li contatta con tecniche ad esempio del finto carabiniere. Diverse segnalazioni sono arrivate in queste settimane. “Informiamo la cittadinanza – spiega il Comune in una nota – che sono in atto diversi tentativi di tru a telefonica da parte di persone che si spacciano per Carabinieri. I malintenzionati contattano i cittadini parlando di presunti controlli, operazioni o emergenze, invitando a consegnare denaro, lasciare soldi in luoghi concordati o e ettuare qualsiasi tipo di operazione”. Si

tratta di un imbroglio consolidato che è di uso su tutto il territorio nazionale. “Si precisa – sottolinea il sindaco di Cavarzere Pierfrancesco Munari – che i Carabinieri di Cavarzere non stanno contattando nessuno per queste ragioni e non ci sono operazioni in corso di questo tipo”. Da qui parte un preciso invito alla popolazione a fare attenzione e per questo si forniscono precisi consigli. “Invitiamo tutti – dice l’ente locale – a non fornire informazioni personali o bancarie, a non consegnare denaro o beni, interrompere immediatamente la chiamata, avvisare familiari, amici e persone anziane e

ma rientrino in un progetto organico e molto più ampio di recupero, decoro e valorizzazione degli spazi pubblici del paese, portato avanti con il preciso obiettivo di rendere i servizi comunali sempre più e icienti, moderni e vicini alle reali esigenze quotidiane dei cittadini. • Alessandro Abbadir

segnalare subito eventuali episodi sospetti alle forze dell’ordine. Chiediamo a tutta la cittadinanza di condividere questo avviso e spargere la voce, soprattutto con le persone più fragili e anziane. Bisogna fare massima attenzione: questa è una tru a già nota e purtroppo ancora molto di usa”. Contro queste ed altre tru e i carabinieri con gli enti locali organizzano ciclicamente degli incontri informativi sul territorio spiegando gli accorgimenti per non cadere in queste tru e.

• (A.A.)

Il momento dell’inaugurazione

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Q200 CENSER

IL CAMPUS DOVE IL FUTURO

uello che no a pochi anni fa era conosciuto come il quartiere eristico di Rovigo è oggi uno dei progetti di rigenerazione più signi cativi del territorio. Grazie all’investimento della Fondazione Cariparo, Q200 Censer si è trasformato in un campus che riunisce università, imprese, alta formazione,

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uando si parla di sicurezza energetica nazionale, Rovigo occupa una posizione strategica. A confermarlo è Adriatic LNG, la società che gestisce il terminale di rigassi cazione offshore situato a circa 15 chilometri dalla costa veneta, il più grande impianto di questo tipo presente in Italia. Dal terminale passa infatti circa il 14% del fabbisogno nazionale di gas naturale, una quota che rende l’infrastruttura centrale per l’approvvigionamento energetico del Paese. Dal 2021 Adriatic LNG ha deciso di rafforzare ulteriormente il proprio legame con il territorio trasferendo al Q200 Censer parte delle attività

ogni realtà contribuisce a costruire un luogo in cui ricerca, innovazione e sviluppo economico dialogano quotidianamente. Un modello che mira a fare di Rovigo un punto di riferimento per il Veneto, valorizzando il territorio e creando nuove opportunità per imprese,

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ADRIATIC LNG, IL RIGASSIFICATORE CHE GARANTISCE ENERGIA E INVESTE NEL TERRITORIO

spaziano dal sostegno alla cultura ai progetti dedicati allo sport inclusivo e alle attività rivolte alle comunità locali.

Tra le iniziative più recenti gura anche “Net Sapiens”, progetto educativo dedicato agli studenti delle scuole medie della provincia

FORMAZIONE

La presenza dell’azienda produce ricadute importanti anche sul tessuto economico locale. Circa il 40% del valore dei contratti necessari alla gestione del terminale viene infatti af dato a imprese venete, contribuendo a generare un signi cativo indotto per il territorio. A questo si af ancano numerose iniziative di responsabilità sociale che

ITS MARCO POLO ACADEMY, LA FORMAZIONE CHE PORTA DIRETTAMENTE AL LAVORO

Formare gure altamente specializzate in grado di rispondere alle esigenze delle imprese. È questa la missione dell’ITS Marco Polo Academy, presente all’interno di Q200 Censer con percorsi dedicati alla logistica e alla mobilità sostenibile. Gli ITS rappresentano oggi uno dei canali formativi più ef caci per accompagnare i giovani nel mondo del lavoro, grazie a corsi costruiti insieme alle aziende e orientati alle competenze realmente richieste dal mercato.

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RADIO VENETO2 4 SUL TUO SMARTPHONE

L’offerta dell’ITS Marco Polo Academy spazia

dalla logistica tradizionale alla formazione dei macchinisti ferroviari, no ai percorsi dedicati agli uf ciali di macchina e di coperta per il settore navale. Accanto a questi trovano spazio corsi dedicati alla manutenzione dei mezzi di trasporto e per no alla logistica dell’arte, specializzazione che unisce le competenze organizzative con la valorizzazione del patrimonio culturale.

La scelta di trasferirsi al Q200 Censer nasce proprio dalla volontà di inserire la formazione in un ambiente dove convivono università, imprese, startup e centri di ricerca. Un contesto

Q200 CENSER RACCONTATO IN RADIO

La crescita del campus è al centro di una rubrica dedicata su Veneto24, con approfondimenti su ricerca, formazione, startup e innovazione.

che permette agli studenti di confrontarsi quotidianamente con il mondo del lavoro e con l’innovazione, comprendendo n da subito le competenze richieste dalle professioni del futuro. Grande attenzione è riservata anche ai temi della sostenibilità e della digitalizzazione. Intelligenza arti ciale, transizione energetica, nuove tecnologie applicate ai trasporti e alla logistica rappresentano ormai elementi centrali dei percorsi formativi, con l’obiettivo di preparare professionisti capaci di affrontare un mercato in continua evoluzione.

in tutto il Veneto

PLO STUDIO CHE PROGETTA

efficienti, sostenibili e vivibili significa affrontare contemporaneamente urbanistica, mobilità, ambiente ed energia. È questo il lavoro quotidiano di PUAM

– Pianificazione Urbana Ambiente, studio associato fondato nel 2012 da Alessandra Meneghetti e Paola Sartori e oggi ospitato all’interno di Q200 Censer.

Lo studio opera prevalentemente al fianco di Comuni e Province, sviluppando piani della mobilità sostenibile, studi di impatto viabilistico e attività di mobility management. L’obiettivo è migliorare gli spostamenti, ridurre le criticità del traffico e favorire una gestione

più efficiente della mobilità urbana. Un secondo importante ambito riguarda la gestione dell’energia. PUAM affianca infatti le amministrazioni nell’analisi dei consumi degli edifici pubblici, individuando gli interventi più efficaci per l’efficientamento energetico e le opportunità di finanziamento disponibili. Un’attività che si inserisce nel percorso avviato da molti enti locali attraverso il Patto dei Sindaci e i Piani d’Azione per

La presenza all’interno di Q200 Censer rappresenta per lo studio un’opportunità di confronto continuo con altre realtà innovative. Un ambiente nel quale ricerca, impresa e progettazione condividono spazi e competenze, favorendo un approccio multidisciplinare ai temi della trasformazione urbana. Perché, come sottolineano le professioniste dello studio, una

IL RISTORANTE

CHE ACCOMPAGNA LA CRESCITA

Da Mino è il ristorante di Q200 Censer, punto di riferimento per studenti, lavoratori e visitatori, dove qualità e tradizione accompagnano la vita del

In un campus dove convivono ricerca, università e imprese, anche i servizi svolgono un ruolo fondamentale. Tra questi c’è il ristorante

Da Mino, presente all’interno di Q200

Censer n dalle prime fasi di sviluppo del progetto e oggi punto di riferimento per studenti, lavoratori e visitatori del campus.

La gestione, af data alla famiglia Tempesta, nasce da una lunga tradizione nella ristorazione che supera i cinquant’anni. Dal 2020 il ristorante accompagna la crescita del nuovo polo rodigino, offrendo un servizio che si rivolge sia alla comunità universitaria

sia alle numerose aziende presenti

Accanto alla ristorazione tradizionale trova spazio un servizio self-service dedicato agli studenti, studiato per garantire tempi rapidi e prezzi accessibili senza rinunciare alla qualità delle materie prime e delle preparazioni. Una soluzione che consente di rispondere alle esigenze di un’utenza molto eterogenea, mantenendo elevati gli standard dell’offerta gastronomica. Il ristorante è aperto tutti i giorni a pranzo, mentre la sera ospita eventi e iniziative organizzate all’interno del campus. Tra le specialità più apprezzate gurano i risotti, considerati il piatto simbolo del locale insieme alle ricette della tradizione polesana e italiana. La struttura rappresenta, inoltre, un’opportunità di lavoro per alcuni studenti universitari, che trovano

qui la possibilità di conciliare studio e occupazione. A conferma di come, all’interno di Q200 Censer, anche un servizio di ristorazione contribuisca

a costruire quella comunità fatta di persone, relazioni e quotidianità che rende vivo il campus oltre le attività di ricerca e formazione.

coordinata che metta in relazione ambiente, energia, mobilità e qualità della vita.

Lavori pubblici. Mezzo milione di euro dalla Regione del Veneto

Sicurezza stradale, sbloccati importanti fondi per la Sinistra Adige

Un’importante boccata d’ossigeno per le casse comunali e, soprattutto, un passo decisivo per la sicurezza delle strade del territorio. Il Comune di Cavarzere accoglie con massima soddisfazione il pacchetto di contribuzioni in arrivo dalla Regione del Veneto, destinate al miglioramento e alla manutenzione della rete viaria locale. A spiegare l’importanza del risultato raggiunto è direttamente il primo cittadino, Pierfrancesco Munari: “L’amministrazione comunale di Cavarzere accoglie con grande soddisfazione la decisione della giunta regionale del Veneto che, su proposta dell’assessore alla Mobilità e ai Trasporti Diego Ruzza, ha approvato uno stanziamento complessivo di 18 milioni di euro per interventi di mobilità e sicurezza stradale in 50 Comuni veneti”. Tra i beneficiari di questo vasto piano di investimenti figura proprio il Comune di Cavarzere, che è riuscito a intercettare un contributo di 500.000 euro. Questa cifra andrà a sostenere un massiccio intervento complessivo del valore complessivo di un milione di euro destinato interamente alla Sinistra Adige, considerata da sempre un’arteria strategica per la viabilità locale” “Esprimiamo grande soddisfazione per questo importante risultato – sottolinea con forza il sindaco Munari. Si tratta di un finanziamento che ci consente di proseguire e completare un percorso di messa in sicurezza già avviato con determinazione. La Sinistra Adige rappresenta un collegamento fondamentale per cittadini, lavoratori e imprese agricole, e questo nuovo intervento permetterà di migliorare ulteriormente sicurezza e percorribilità”. Il nuovo progetto consentirà infatti di ultimare un percorso virtuoso già iniziato lo scorso anno con un primo intervento da 700.000 euro, grazie al quale erano stati realizzati chilometri di nuovi asfalti e installati guard-rail nei punti più critici e pericolosi del tratto. Con questo ulteriore finanziamento sarà finalmente possibile completare la totale riqualificazione dell’asse viario, ra orzando la sicurezza stradale e rispondendo in modo concreto alle esigenze di chi quotidianamente percorre questa importante infrastruttura. “Questo contributo – conclude - è la conferma di quanto sia fondamentale continuare a investire sulla sicurezza stradale e sulla qualità delle infrastrutture, per garantire servizi sempre più e icienti alla nostra comunità”. Ovviamente, l’attenzione

non si fermerà alla sola Sinistra Adige. L’amministrazione comunale metterà in sicurezza anche le altre arterie del territorio, pianificando interventi mirati laddove si rendesse necessario e dove sono arrivati i solleciti e le segnalazioni da parte dei residenti. L’obiettivo della giunta è quello di intervenire con prontezza sulle competenze comunali, programmando la stesura di nuovi asfalti e la sistemazione in tempo reale di buche e aree dissestate per garantire la piena incolumità di automobilisti e ciclisti.

Quasi 10 milioni di euro trasformati in opere concrete

“SSintoniz zati sul

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i è concluso il percorso del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), il grande strumento europeo pensato per sostenere la crescita, l’innovazione e lo sviluppo dei territori attraverso investimenti strategici. Un’occasione che non ha riguardato indistintamente tutti i Comuni, ma che ha premiato gli enti capaci di raccogliere la sfida della progettazione, dell’organizzazione e della realizzazione concreta degli interventi. Tra questi c’è anche Cavarzere, che grazie al lavoro dell’amministrazione comunale e all’impegno costante degli u ici è riuscita a intercettare e trasformare in opere quasi 10 milioni di euro di investimenti”. A dirlo è il sindaco del Comune, Pierfrancesco Munari. “Si tratta – sottolinea – di risorse che hanno già prodotto risultati tangibili per la città: tra i principali interventi spicca il progetto Pinqua, ormai sostanzialmente concluso, che ha portato alla realizzazione di 14 nuovi alloggi non Erp. Per completare alcune lavorazioni residue relative agli allacciamenti dei servizi, il Ministero ha concesso una breve proroga, pienamente compatibile con la rendicontazione finale”. Accanto a questo, il Pnrr ha consentito il completo rifacimento del campo da calcio, la realizzazione della nuova mensa scolastica e ulteriori interventi a supporto del sistema scolastico e dei servizi alla comunità. A queste opere si a iancano anche altri interventi strategici per il territorio, collegati al più ampio percorso di rilancio infrastrutturale della città, come il ponte sull’Adige, la Sinistra Adige e Via Matteotti. “Il risultato raggiunto rappresenta un motivo di grande soddisfazione - concludono sindaco e amministrazione comunale - non solo per l’entità delle risorse ottenute, ma soprattutto per la capacità dimostrata nel tradurle in opere concrete, utili e immediatamente fruibili dai cittadini”.

Alloggi Pinqua

La contestazione. Il consigliere all’attacco del sindaco e della giunta

L’OASI DELLE MARICE RESTA AL PALO FUMANA: “QUATTRO ANNI DI PROMESSE MANCATE”

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a palude delle Marice che si trova tra il fiume Adige e il Canale Gorzone e prossima al centro abitato di Cavarzere, è un’area di circa 46 ettari coperta prevalentemente da cariceti e canneti. L’area delle Marice, importante Zps (Zona di Protezione Speciale) di grande pregio, è un habitat di interesse comunitario, composta di laghetti naturali e vegetazione, non è solo una distesa di canneti e vegetazione, ma un vero e proprio “forziere” di biodiversità”. A fare questa constatazione il consigliere di opposizione Andrea Fumana del gruppo Sinistra Italiana. “Le Marice – dice Fumana – sono un sito di interesse ambientale e paesaggistico non comune da tenere molto caro, e oltre che un bene, sono anche una risorsa per la comunità cavarzerana”.

A febbraio 2022, il consigliere comunale Andrea Fumana, preso atto che nel corso del 2022 sarebbero stati attivati in Italia sostanziali finanziamenti del Pnrr, ha presentato una Interrogazione per conoscere: “Se l’amministrazione comunale sta valutando l’opportunità di partecipare ai fondi pubblici al fine di acquisire finanziamenti, finalizzati alla salvaguardia e conservazione delle Marice, come sito di pregevole interesse naturalistico“. A marzo 2022, la lunga e articolata risposta dell’assessore Grandi e del sindaco Munari riportava, tra l’altro: che per una valutazione corretta dei costi e possibili fasi di realizzazione e soprattutto per amplificare la possibilità di partecipazione a Bandi per la richiesta di fondi, prioritariamente quelli legati al Pnrr, in

particolare alla transizione ecologica, si sta valutando la realizzazione di uno “Studio di fattibilità tecnico-economica“. Ma non solo. Il Comune poi precisava che “parallelamente, si sta valutando la programmazione di alcune giornate “a tema“, passeggiate ecologiche (anche in collaborazione con Plastic Free con la quale è stato avviato come amministrazione un protocollo di collaborazione), cicloturismo, o quant’altro possa innanzitutto sensibilizzare la popolazione cavarzerana, ma anche dei paesi limitrofi, a recepire e frequentare questa Oasi nel nostro territorio e salvaguardarne la sua tutela”. Fumana però fa una constatazione chiarissima: “Da allora – a erma – sono trascorsi oltre quattro anni e nulla è stato fatto. Per tutelare quest’area naturalistica si

potrebbe fare davvero di più. Il Comune di Cavarzere ed il sindaco Piergiorgio Munari si attivino per realizzare le promesse fatte ancora 4 anni fa. Le aree naturalistiche, se conservate,

rappresentano anche un importante volano di attrazione per il turismo naturalistico”.

• Alessandro Abbadir

Bar Commercio riconosciuto ufficialmente come “Locale Storico” del Veneto

Un riconoscimento che racconta una storia fatta di passione, sacrificio e forte legame con il territorio. Il Bar Commercio entra u icialmente nell’elenco dei “Locali Storici” del Veneto, un prestigioso titolo assegnato dalla Regione che premia le attività che hanno saputo mantenere nel tempo un valore storico, culturale e sociale per la comunità. A esprimere grande soddisfazione è l’assessore Mattia Bernello, che ha voluto rivolgere i propri complimenti a Mario e Ra aella per questo importante traguardo: “È con immenso orgoglio che desidero congratularmi con loro per un riconoscimento straordinario, che premia la storia e le eccellenze del nostro territorio. Il Bar Commercio rappresenta da anni un punto di riferimento per Cavarzere e per tanti cittadini che qui hanno vissuto momenti, incontri e

ricordi che rimangono nel cuore”. Un percorso che ha visto anche la collaborazione del consigliere regionale Matteo Baldan, che ha seguito insieme all’assessore la pratica per il riconoscimento regionale: “Un ringraziamento speciale va a Matteo Baldan – sottolinea Bernello – per l’attenzione e la disponibilità dimostrate. Abbiamo lavorato in stretta sinergia per raggiungere questo

bellissimo obiettivo, che oggi possiamo condividere con tutta la comunità”. Il valore del Bar Commercio, infatti, va oltre quello di una semplice attività commerciale. Per molte generazioni di cavarzerani è stato un luogo d’incontro, di socialità e di quotidianità: un ambiente familiare che nel tempo è diventato una vera e propria seconda casa per tanti cittadini.

Dietro questo riconoscimento ci sono però soprattutto le persone che ogni giorno rendono speciale questo luogo. “Un grande grazie va anche a Giulia, Luca e a tutti i collaboratori –aggiunge Bernello – che con professionalità, gentilezza e un sorriso sempre presente accolgono i clienti dalle prime ore del mattino fino alla sera. Sono proprio queste attenzioni quotidiane a fare la di erenza”.

A testimoniare la vicinanza delle istituzioni anche la visita del Vice Presidente della Regione del Veneto Lucas Pavanetto, che ha voluto portare personalmente le congratulazioni della Regione a Ra aella e a tutta l’attività per il prestigioso riconoscimento.

• (R.C.)

Andrea Fumana

CAVARZERE

AL VIA “BRICK CHALLENGE”, LA SFIDA DI LETTURA DEDICATA AI GRANDI CLASSICI

L’estate può essere il momento ideale per a rontare quel libro che da tempo aspetta sul comodino. Con questo spirito nasce la “Brick Challenge – Leggi un mattone”, l’iniziativa promossa dalla Biblioteca comunale di Cavarzere per incentivare la lettura dei grandi romanzi e delle opere più impegnative della letteratura. La sfida è aperta a tutti i lettori che desiderano mettersi alla prova con i cosiddetti “mattoni”: volumi corposi, caratterizzati da trame articolate, universi narrativi complessi e storie capaci di accompagnare il lettore per settimane o addirittura mesi. Partecipare è semplice: basta scegliere uno dei titoli proposti o un altro grande classico e iniziare la lettura. Ogni libro completato permette di accumulare punti, mentre alcune opere considerate particolarmente impegnative garantiscono un punteggio maggiore. Tra i titoli con il punteggio più alto figurano “Alla ricerca del tempo perduto” di Marcel Proust (100 punti), “Infinite Jest” di David Foster Wallace (80 punti) e “Guerra e pace” di Lev Tolstoj (60 punti). Anche chi non riuscirà a terminare il volume potrà comunque ottenere un riconoscimento di partecipazione, perché l’obiettivo principale dell’iniziativa è incoraggiare la lettura senza trasformarla in una competizione. La Biblioteca invita i partecipanti a raccontare il proprio percorso pubblicando recensioni, commenti o fotografie del libro scelto attraverso i propri canali di comunicazione, creando così uno spazio di confronto tra appassionati di lettura. La challenge resterà aperta fino al 31 ottobre e, al termine dell’iniziativa, sono previsti premi dedicati ai lettori più assidui. L’elenco dei libri comprende opere di epoche e generi di erenti. Si va dai grandi poemi epici come Iliade, Odissea, Eneide, Divina Commedia e Gerusalemme liberata, ai classici del romanzo come I Promessi Sposi, Don Chisciotte, Il nome della rosa,

Il Gattopardo, Via col vento e I pilastri della Terra. Non mancano nemmeno i grandi titoli fantasy e di fantascienza, da Mistborn di Brandon Sanderson a Il Trono di Spade di George R.R. Martin, passando per Le Cronache di Narnia e Dune, fino ai capolavori della narrativa moderna come Ulisse, I Miserabili, Anna Karenina, I fratelli Karamazov e Cent’anni di solitudine. L’iniziativa punta così a trasformare la lettura in un’esperienza condivisa, invitando i cittadini a riscoprire alcuni dei libri più importanti della letteratura mondiale, un mattone alla volta.

• Giulia To anello

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l sindaco di Cavarzere, Pierfrancesco Munari, è stato nominato Presidente di ATER Venezia, l’Azienda Territoriale per l’Edilizia Residenziale della Città Metropolitana di Venezia. Una nomina che rappresenta un importante riconoscimento istituzionale e politico, oltre che una nuova sfida amministrativa per il primo cittadino cavarzerano. ATER Venezia svolge un ruolo strategico nella gestione e nella valorizzazione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica, con l’obiettivo di garantire abitazioni sicure, e icienti e dignitose alle famiglie del territorio. La nomina di Munari arriva in un momento in cui il tema della casa e della riqualificazione degli immobili pubblici rappresenta una delle priorità delle politiche sociali regionali. Le parole del presidente Pierfrancesco Munari: “Accolgo questo incarico con grande senso di responsabilità e profondo spirito di servizio. Ringrazio la Regione Veneto per la fiducia che mi è stata accordata. Lavorerò in piena collaborazione con il Consiglio di amministrazione, con la struttura di ATER Venezia e con tutti gli enti del territorio per ra orzare gli investimenti, accelerare la riqualificazione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica e garantire una gestione sempre più e iciente e trasparente. Il diritto alla casa è un valore fondamentale e il mio impegno sarà rivolto a dare risposte concrete ai cittadini e alle famiglie che attendono servizi di qualità”.

• (G.T.)

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Munari nominato presidente di ATER Venezia

Il dibattito. L’attacco del centrosinistra ai cantieri comunali

Strade dissestate e marciapiedi bloccati: scoppia la protesta per la viabilità locale

Strade mal sistemate e marciapiedi impercorribili. La viabilità locale a Cona per le opposizioni di centrosinistra presenta diverse lacune. A seguito delle segnalazioni dei cittadini, i consiglieri del gruppo “Cona Partecipazione Civica” hanno depositato una richiesta di accesso agli atti per verificare la convenzione sottoscritta tra il Comune di Cona e gli operatori privati relativi all’asfaltatura di Via Cordenazzo. “A fronte di un progetto che prevedeva il rifacimento totale della via tramite ordinari mezzi stradali per un valore di 247.000 euro – spiega il gruppo in una nota - le opere realizzate risultano parziali e nettamente di ormi dalle previsioni. I dissesti stradali non sono stati eliminati e la precarietà

del manto stradale rischia tuttora di ostacolare il transito dei mezzi di soccorso e delle ambulanze in caso di emergenza”.

Tramite un’interrogazione a risposta scritta è stato chiesto al sindaco Alessandro Aggio: “se siano state eseguite le verifiche tecniche e le certificazioni di regolare esecuzione. Quali siano le quantità e l’ammontare economico e ettivo delle opere realizzate rispetto al progetto approvato; quali azioni si intendano intraprendere nei confronti dei soggetti attuatori per tutelare la sicurezza dei cittadini e garantire il rispetto degli impegni presi. La trasparenza amministrativa e la sicurezza stradale rimangono la nostra priorità”.

Poi sulla questione dei marciapiedi di via Roma, reso impraticabile di fatto dalla condotta di alcuni privati: “Il gruppo consiliare Cona Partecipazione Civica informa – sottolinea in una nota la formazione politica – che, a seguito della richiesta di accesso agli atti presentata a giugno 2026, il Comune ha trasmesso la documentazione relativa alla siepe che invade il marciapiede comunale di via Roma a Pegolotte, rendendolo impraticabile soprattutto ai disabili. Dagli atti emerge che: la Polizia Locale ha accertato la violazione. È stato intimato ai proprietari della siepe il ripristino delle condizioni di sicurezza. E poi il Prefetto di Venezia ha ordinato ai proprietari di provvedere entro 15 giorni dalla

Cimitero di Cantarana nel degrado, piovono critiche

Il cimitero di Cantarana a Cona versa nel degrado più assoluto. “Abbiamo ricevuto dai cittadini di Cantarana diverse segnalazioni, accompagnate da fotografie, che mostrano una progressiva trasandatezza nella cura del cimitero, un luogo che dovrebbe essere sempre mantenuto con decoro, rispetto e attenzione perché custodisce la memoria dei nostri defunti”. Ad andare all’attacco del Comune di Cona è la lista Cona Partecipazione Civica con il consigliere comunale Antonio Bottin. Per Bottin si deve muovere il Comune, non è possibile che siano i volontari a dover sbrigare le questioni legate alle manutenzioni. “Il contributo dei volontari, ai quali va il nostro più sincero e ampio riconoscimento – spiega Bottin – non può essere considerato su iciente per garantire una manutenzione costante e adeguata. È necessario che l’amministrazione comunale incarichi con urgenza una ditta specializzata, a inché il cimitero venga riportato allo stato di ordine e pulizia che merita e che i cittadini giustamente si aspettano. Il rispetto dei luoghi di ricordo è il rispetto della nostra comunità”. Il sindaco Alessandro Aggio dal canto suo è pronto a fare la sua parte. “Accolgo – dice Aggio – queste

segnalazioni. L’erba alta che si registra in queste settimane sia nei parchi che nei cimiteri comunali è dovuta, va detto, anche al particolare tipo di clima che si sta registrando in queste settimane, che alterna periodi di gran caldo a piogge. Questo fa ovviamente crescere l’erba a dismisura. Faremo fare i necessari sfalci con più assiduità vista la crescita rapida delle piante”. Saranno fatte le necessarie disinfestazioni anche per le zanzare, sia quella comune che quella tigre.

• (A.A)

notifica, sotto il controllo dell’ente proprietario della strada e del marciapiede. Se il termine non verrà rispettato, sarà l’ente proprietario del marciapiede, cioè il Comune di Cona, a dover intervenire d’u icio per ripristinare la sicurezza dello stesso, come previsto dal Codice della Strada, senza necessità di un’ulteriore ordinanza del Prefetto”.

“Per il nostro gruppo - sottolinea e conclude la formazione politica - è fondamentale che i marciapiedi comunali siano sempre sicuri e pienamente accessibili. Continueremo a seguire la vicenda a inché quanto disposto venga rispettato e la sicurezza dei cittadini sia garantita”.

• Alessandro Abbadir

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L’iter. Il Comune punta alla vendita del compendio

demaniale

EX BASE DI CONETTA, AFFIDATO L’INCARICO

PER LE VARIANTI URBANISTICHE

Prosegue l’iter avviato dal Comune di Cona per la valorizzazione dell’ex base missilistica Silvestri di Conetta. L’amministrazione comunale ha infatti a idato un incarico professionale del valore di 14.560 euro finalizzato alla predisposizione delle varianti urbanistiche indispensabili per il futuro recupero dell’area e per la successiva vendita del compendio demaniale, esteso su circa 21 ettari. L’a idamento è un passaggio operativo fondamentale dopo la firma del protocollo d’intesa sottoscritto tra il Comune di Cona e l’Agenzia del Demanio. In base all’intesa, spetta al Comune avviare e portare a termine le necessarie modifiche agli strumenti urbanistici, mentre l’Agenzia del Demanio riconoscerà all’ente una quota compresa tra il 5 e il 15 per cento dell’eventuale ricavato della vendita, come da previsione normativa. Per rendere possibile la futura valorizzazione del sito sarà necessario intervenire sia sul Piano di Assetto del Territorio (Pat) sia sul Piano degli Interventi (Pi), acquisendo i pareri degli enti competenti, tra cui Genio Civile e il Consorzio di Bonifica e adeguando quindi la pianificazione vigente. Si tratta di un procedimento articolato che il Comune ha a idato a un professionista esterno specializzato. L’incarico comprende la predisposizione del documento preliminare e della proposta di accordo di pianificazione, la redazione degli elaborati tecnici e della documentazione necessaria, oltre al supporto durante gli incontri con la giunta e nelle fasi di concertazione pubblica. Il professionista dovrà inoltre seguire l’esame delle eventuali osservazioni presentate nel periodo di pubblicazione, fino a un massimo di venti. L’iter comprende anche la procedura di Valutazione ambientale strategica (Vas), con la predisposizione del rapporto ambientale preliminare per la verifica di assoggettabilità e il confronto con la relativa commissione. Il sindaco Alessandro Aggio alla sottoscrizione dell’accordo aveva sottolineato come il traguardo fosse arrivare alla collocazione sul mercato dell’immobile, “evitando definitivamente che in futuro possa riaccadere quanto successo dal 2015 al 2018”. Il coinvolgimento diretto dell’amministrazione consentirà infatti di sottoporre qualsiasi futura ipotesi

di riutilizzo alle procedure urbanistiche comunali, così da scongiurare destinazioni d’uso non appropriate. Sempre in ambito urbanistico, il Comune ha dato mandato agli u ici comunali di incaricare un legale per dare soluzione all’area di lottizzazione di via Arma dei Carabinieri a Cona, ferma da anni. Si chiede che il tribunale assegni un curatore per tale zona, il quale si occupi della pulizia dei lotti e della vendita degli stessi così da poter risolvere un’annosa pendenza Imu con il Comune.

• Alessandro Abbadir

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Linea Venzia-Adria, treni fermi per lavori fino al 6 agosto

Ilavori di manutenzione alle infrastrutture lungo la linea ferroviaria Venezia Santa Lucia - Adria imporranno modifiche alla circolazione dei treni regionali questo mese fino a giovedì 6 agosto. I collegamenti, spiegano dal Gruppo Fs, saranno gestiti anche a mezzo bus, in due fasi distinte di interruzione. Insomma si cercheranno di limitare i disagi anche per i tanti pendolari che da Cona e Cavarzere ogni giorno si recano per lavoro ad Adria o a Venezia e Mestre. Disagi che saranno di fatto inevitabili. La prima fase prevista, cioè quella che va fino al 19 luglio, vedrà la cancellazione dei treni tra Piove di Sacco (Padova) e Adria (Rovigo), che saranno sostituiti con servizi bus dedicati. Successivamente, dal 20 luglio al 6 agosto, sarà sospesa invece l’intera circolazione ferroviaria tra Adria e Santa Lucia: la tratta sarà garantita sempre a mezzo autobus, ma limitata a Mestre. A questo punto va considerato da sé che gli orari potranno variare in relazione alle condizioni del tra ico stradale. Cioè, per capirci, se lungo il tratto ci saranno incidenti o code e rallentamenti dovuti a semafori malfunzionanti o manutenzioni stradali.

“Insomma – dice il sindaco di Cona Alessandro Aggio – ci si dovrà munire di pazienza per questi lavori programmati sulla linea ferroviaria che provocheranno qualche indubbio disagio, ma servono a migliorare la funzionalità di una linea molto usata dalla nostra cittadinanza”. Nonostante lo stop per lavori, in occasione della Festa del Redentore, circolerà regolarmente sull’intera tratta il treno straordinario 94353, previsto in partenza da Santa Lucia all’1.40 di domenica 19 luglio, con arrivo a destinazione alle ore 3.20. • (A.A.)

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L’appuntamento. Una grande serata di musica e beneficenza in programma il 5 settembre

IL TEATRO TULLIO SERAFIN OSPITA “UN FILO TRA LE ONDE TOUR”

Il cuore solidale di Cavarzere è pronto a battere forte. Sabato 5 settembre, alle ore 21.00, il prestigioso Teatro Comunale “Tullio Serafin” di via Roma 8 ospiterà una delle tappe più significative del tour benefico “Un filo tra le onde”, un grande appuntamento di musica, spettacolo e solidarietà dedicato alla raccolta fondi per la realizzazione del Santa Claus Hospital Pediatric Medical Division Center.

L’iniziativa, promossa dall’Assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Cavarzere guidato dall’assessore Mattia Bernello, nasce dalla volontà di sostenere un progetto di straordinario valore umano: la costruzione di un centro pediatrico di eccellenza dedicato ai bambini a etti da patologie oncologiche terminali. Una struttura pensata per o rire ai piccoli pazienti cure specialistiche, assistenza qualificata e soprattutto un ambiente capace di accogliere loro e le loro famiglie con dignità, attenzione e amore. La serata rappresenta il risultato

Ingresso a o erta libera per sostenere il Santa Claus Hospital

di un percorso iniziato mesi fa, attraverso un’attenta attività di coordinamento e collaborazione con gli organizzatori del progetto e con il “Babbo Natale dei Bambini”, figura simbolica e concreta di speranza e vicinanza verso chi a ronta momenti di icili. Dopo le tappe già programmate in altri comuni del territorio, tra cui Porto Viro, Rosolina e Porto Tolle, anche Cavarzere ha scelto di aderire con entusiasmo, mettendo a disposizione il proprio patrimonio di partecipazione e sensibilità.

Il Teatro “Tullio Serafin”, luogo storico della cultura cittadina, farà così da cornice a un evento che unirà emozione e impegno sociale. Sul palco salirà l’artista Tatiana Tiengo, accompagnata da numerosi altri interpreti del territorio, per una serata ricca di musica e spettacolo. Tra i

momenti più attesi ci sarà “Senza Confine”, l’emozionante tributo musicale dedicato alla grande voce di Giorgia.

A condurre la serata sarà Leandro Maggi, mentre la realizzazione dell’evento potrà contare sulla collaborazione dei partner InCanto Eventi e Riccardo Duo, realtà che hanno contribuito alla costruzione di un appuntamento capace di coinvolgere artisti, istituzioni e cittadini in un unico grande gesto di solidarietà.

L’ingresso sarà a o erta libera e l’intero ricavato verrà destinato al

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progetto del Santa Claus Hospital Pediatric Medical Division Center. Ogni contributo rappresenterà un passo avanti verso la nascita di un luogo pensato per garantire supporto e serenità ai bambini e alle famiglie che vivono il di icile percorso della malattia. Per una migliore organizzazione della serata, l’Amministrazione comunale ha attivato la collaborazione con la Biblioteca Comunale di Cavarzere, punto di riferimento per la prenotazione dei posti disponibili. I cittadini interessati potranno riservare il proprio posto telefonando al numero 0426 317162, dal lunedì al venerdì esclusivamente nella fascia oraria mattutina, dalle 9.00 alle 12.00.

“Ringrazio profondamente il Babbo Natale dei Bambini – sottolinea l’assessore Mattia Bernello – per la sua straordinaria capacità di portare gioia, speranza e amore ai più piccoli e alle loro famiglie. Questo progetto dimostra quanto la collaborazione tra persone, associazioni e istituzioni possa trasformarsi in un aiuto concreto per chi ne ha più bisogno”. L’appello dell’assessore è rivolto a tutta la comunità: partecipare numerosi e di ondere l’iniziativa significa contribuire a un grande progetto collettivo. Cavarzere si prepara dunque a dimostrare ancora una volta il proprio grande cuore, attraverso una serata in cui musica e solidarietà si uniranno per regalare speranza ai bambini più fragili. • Redazione Cavarzere

TEATRO STABILE DEL VENETO, 37 TITOLI: PRESENTATA LA STAGIONE 2026-2027

Ottantatré spettacoli, 37 titoli in abbonamento distribuiti tra Venezia, Padova e Treviso, 324 rappresentazioni e 16 tra produzioni e co-produzioni. Sono i numeri della stagione 2026-2027 della Fondazione Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale, presentata qualche settimana fa a Venezia. Il nuovo cartellone, intitolato “La realtà non basta”, accompagnerà il pubblico in un percorso che attraversa epoche, linguaggi e forme teatrali di erenti, dalla tragedia classica alla drammaturgia contemporanea, con l’obiettivo di coinvolgere spettatori di età diverse e favorire il confronto tra generazioni. L’immagine scelta per la stagione è una farfalla realizzata dal designer catalano Javier Jaén. Il simbolo richiama il tema della trasformazione, filo conduttore dell’intera programmazione, e rappresenta il passaggio verso nuove prospettive e nuovi modi di guardare la realtà. L’attività dello Stabile continuerà

a svilupparsi attorno alle tre città, seguendo tre direttrici principali: il ra orzamento delle collaborazioni internazionali, l’attenzione all’accessibilità e all’inclusione e l’impegno per la sostenibilità ambientale e sociale. Sul fronte delle produzioni, il mito sarà uno dei temi centrali della stagione. Filippo Dini firmerà la regia di “Alcesti” di Euripide, spettacolo che a ronta il tema del sacrificio e che, dopo il debutto al Teatro Greco di Siracusa, arriverà anche nei teatri del Veneto. Al mito di Edipo si ispira invece “Incendi” di Wajdi Mouawad, diretto da Marco Lorenzi e interpretato dallo stesso

Dini insieme a Frédérique Loliée. Lo spettacolo debutterà il 27 ottobre 2026 al Teatro Verdi di Padova e successivamente sarà ospitato al Teatro

Del Monaco di Treviso. Il percorso si completerà con “Ecuba” di Marina Carr, interpretata da Elisabetta Pozzi e diretta da Andrea Chiodi, in scena per la prima volta il 2 aprile al Teatro

Goldoni di Venezia. Ampio spazio sarà riservato anche agli autori e agli artisti veneti. Andrea Pennacchi e Gabriele Vacis proporranno una rilettura dell’eredità di Ruzante con “Predatori di pianura”, mentre il mondo di Carlo Goldoni tornerà in scena con “Una delle ultime sere di Carnevale”, diretto da Valerio Binasco. Marco Paolini presenterà “Bestiario idrico”, spettacolo che intreccia ambiente, paesaggio e memoria collettiva. Tra le produzioni dello Stabile è previsto anche il ritorno de “L’ultima domenica di agosto”, scritto e diretto da Fulvio Pepe e interpretato, tra gli altri, da Denis Fasolo. La stagione ospiterà inoltre numerosi protagonisti del teatro italiano. Ad aprire il cartellone del Teatro Goldoni di Venezia, il 30 ottobre, sarà Neri Marcorè con “Gaber. Mi fa male il mondo”. In programma anche “Erano tutti miei figli” di Arthur Miller con la regia di Elio De Capitani, “Madre Courage e i suoi figli” di Bertolt Brecht diretta da

Leo Muscato con Lunetta Savino e “Finale di partita” di Samuel Beckett per la regia di Gabriele Russo. Tra gli altri titoli figurano “Molière” con Alessio Boni, “La cosmicomica vita di Q” con Luca Marinelli, “Le dieu du Carnage” con Antonio Zavatteri, “L’angelo del focolare” di Emma Dante, “Le nostre donne” con Luca Bizzarri, “Perfetti sconosciuti” con

Valeria Solarino e “A casa tutti bene” con Anna Galiena. Non mancheranno ospiti internazionali, tra cui la compagnia catalana Agrupación Señor Serrano, a iancata da artisti come Umberto Orsini, Anna Ferzetti, Stefano Massini, Ambra Angiolini, Salvo Ficarra e Massimiliano Gallo. • RIccardo Musacco

George Clooney riceverà il Leone d’Oro alla carriera alla Mostra del Cinema di Venezia

George Clooney tornerà in Laguna da protagonista assoluto. Il consiglio d’amministrazione della Biennale, accogliendo la proposta del direttore della Mostra del Cinema Alberto Barbera, ha deciso di conferire all’attore, regista e produttore statunitense il prestigioso Leone d’Oro alla carriera. Un tributo che premia non solo una cinematografia ricca di successi, ma anche l’impegno civile e lo spessore di un uomo che ha saputo costruire il proprio carisma sulla credibilità artistica e intellettuale, ben oltre la

semplice immagine divistica.

«La Mostra è senza dubbio il mio festival preferito», ha commentato la star sessantacinquenne, che ha accolto la notizia con la sua proverbiale ironia: «Ricevere il Leone d’Oro è un onore immenso, anche se probabilmente significa che sto invecchiando, ma va bene così». Clooney, che di recente si è trasferito in Francia con la moglie Amal e i figli per allontanarsi dal clima politico americano legato alla presidenza Trump, vanta un legame viscerale con Venezia, festival che lo ha già ospitato per

ben undici volte nel corso degli anni. Nato nel Kentucky e salito alla ribalta globale nei panni del pediatra Doug Ross nella serie cult “ER - Medici in prima linea”, Clooney ha poi conquistato due premi Oscar e firmato regie di grande impatto. La sua dodicesima presenza al Lido, dove sarà come sempre accompagnato dalla moglie Amal, si preannuncia già memorabile: un’occasione in cui l’artista alternerà i protocolli u iciali ai bagni di folla con i fan, a rontati con la consueta e sincera disponibilità.

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Compiti per le vacanze

Accanto a questo va a rontato il nodo dei Medici di Base: le stime parlano, soltanto per la provincia di Venezia ma la situazione è uniforme in tutto il Veneto, di oltre 360 pensionamenti nel corso del prossimo anno. I bandi per la loro sostituzione prevedono, tra mille di icoltà di reperimento, l’arruolamento di poco più di 150 medici di famiglia. Non certo una soluzione ottimale per una popolazione sempre più anziana. Le Case di Comunità, in fase di inaugurazione in queste settimane,

vanno riempite di personale e strutture. Sullo sfondo la spinosa vicenda del nuovo ospedale di Padova voluto da Regione e Comune, oggetto di accordi, delibere, stanziamenti e protocolli. Pare non ci sia più una completa copertura finanziaria. La Regione ha chiesto una pausa: problema decisamente non di poco conto.

Case di Riposo Il Veneto è l’unica regione, oltre la Sicilia, a non aver mai adottato una riforma delle Ipab

e questo rende meno performanti, in termini economici non certo di servizio, le case di riposo pubbliche. Oggi i dati parlano chiaro: ci sono circa 11mila anziani veneti in lista d’attesa per un posto in una struttura. Decisamente tanti.

Le infrastrutture per lo sviluppo

Alta velocità ferroviaria: avanti piano. Troppo piano. E questo è un grave limite per il territorio regionale. Romea: continua a essere la strada più pericolosa d’Italia. Anche qui dopo decenni di dibattiti urge una soluzione. Autostrada del Mare: si fa o non si fa? E se si come si risolve l’accesso al litorale? Holding autostradale

non se ne parla più: sogno finito? Biglietto unico per i mezzi pubblici, metropolitana di superficie, porti e aeroporti: i dossier sono decisamente molti e pesanti e nessuno di questi può attende. Saranno, dunque, vacanze molto intense se non ci si vorrà ritrovare impreparati alla ripresa quando si dovranno, anche, a rontare i nodi dell’emergenza casa, della regolamentazione del fine vita e del braccio di ferro con Governo e Enel delle concessioni della rete elettrica e degli impianti idroelettrici in scadenza tra pochi anni. Sullo sfondo rimane il nodo dell’autonomia: ma questa è tutta un’altra storia.

Sanità. L’assessore regionale Gino Gerosa: “Va cambiata la mentalità del paziente nell’approccio con l’ospedale”

“CON LE CASE DELLA COMUNITÀ VOGLIAMO RIDURRE GLI ACCESSI AI PRONTO SOCCORSO”

Dopo una carriera da cardiochirurgo e docente universitario, migliaia di interventi e vite salvate (“la soddisfazione più grande”), il professor Gino Gerosa si sta cimentando con la nuova sfida da assessore regionale alla sanità. “Dobbiamo fare delle scelte e agire oggi - spiega - pensando ai pazienti di domani. E chi saranno i pazienti di domani? Rispetto ai decenni scorsi la piramide sociale si è invertita, nel

una medicina reattiva, della serie sei ammalato - ti curo, ad una medicina di previsione che previene la fase acuta. In poche parole, vogliamo fare del Veneto il laboratorio internazionale per l’invecchiamento in buona salute”.

Di questa nuova sanità territoriale le Case della Comunità che stanno aprendo in tutta la Regione diventano un punto di riferimento e la base di partenza: “Le Case della Comunitàcontinua Gerosa - andranno adattate

“In futuro avremo molti pazienti anziani, con la prevenzione vogliamo fare del Veneto il laboratorio internazionale per l’invecchiamento in buona salute”

senso che una volta avevamo quattro figli, due genitori e un nonno, mentre oggi ci troviamo con un figlio e quattro nonni. La società è sempre più anziana e i pazienti di domani saranno over 80, fragili per definizione, con policomorbilità, vale a dire con più patologie, pazienti cronici da tenere il più possibile fuori dall’ospedale e seguire a casa. E per questo serve una sanità territoriale di vicinanza: dobbiamo passare da

alle esigenze dei singoli territori. Per questo bisogna fare una mappatura accurata: per esempio, se in una determinata area ci sono molti diabetici la Casa della Comunità di riferimento dovrà avere gli specialisti che a rontino questa situazione. La prevenzione non può essere considerata un lusso ma diventa un dovere e va adattata alla realtà territoriale in cui è calata”.

Il primo mattone delle Case della

Comunità sono i medici di famiglia, con i quali la Regione ha raggiunto, per prima in Italia, un accordo che permette di fare fronte alle necessità di coprire gli orari di apertura delle nuove strutture. “L’accordo integrativo regionale è un primo passo, - aggiunge l’assessore - stiamo mettendo a punto gli ultimi dettagli per fare delle Case della Comunità il riferimento della sanità territoriale. E’ un cambio di mentalità che coinvolge anche i cittadini, finora abituati a rivolgersi ai Pronto Soccorso per ogni problema. Con le Case della Comunità vogliamo ridurre gli accessi ai pronto soccorso e dare ai pazienti le risposte direttamente sul territorio. Naturalmente vanno seguiti in maniera molto precisa i pazienti affetti da patologie croniche. E’ una sfida che passa anche attraverso la sostenibilità economica”. Nei prossimi mesi pertanto le Case della Comunità prenderanno sempre più forma e verranno calibrate sulle esigenze e sulla realtà dei singoli territori della nostra regione. Sulla carenza dei medici che in questi anni ha portato al ricorso ai “gettonisti” negli ospedali Gerosa fa notare che nei prossimi anni si passerà dalla carenza di medici attuale ad un eccesso di camici bianchi nel 2030. Ed è al futuro che il cardiochirurgo invita a guadare anche nella programmazione del nuovo

ospedale di Padova e, più in generale, di tutta l’organizzazione ospedaliera. “Il nostro compito è quello di prevedere il futuro, per quanto possibile, e di pensare ad un sistema sanitario estremamente dinamico che possa dare le risposte alle esigenze della popolazione fra 15-20 anni. Chiaramente sappiamo quale direzione deve seguire la sanità ma questo deve avvenire in un sistema dinamico. E in questo approccio si inserisce anche il nuovo ospedale di Padova: noi oggi siamo chiamati a progettare una struttura che sarà a servizio dei pazienti del futuro, ed è quindi alle necessità del futuro che dobbiamo

rivolgerci, consapevoli che andiamo verso una società sempre più anziana che dobbiamo cercare di tenere il più possibile lontana dagli ospedali, che servono invece a curare la fase acuta”. In definitiva, chiediamo in chiusura, cosa ha spinto un cardiochirurgo a ermato a cimentarsi nel ruolo di assessore regionale? “Il potere è la possibilità di fare cose buone per gli altri - risponde Gerosa - allora se c’è questa possibilità di fare qualcosa di buono anche a livello regionale, ben venga”.

• Nicola Stievano
Gino Gerosa

Politica. Il leader di “Futuro Nazionale” tra Vicenza e Rovigo raccoglie adesioni e consensi: “Siamo già a doppia cifra”

IL CICLONE VANNACCI SFERZA DUE VOLTE IL VENETO ED HA GIÀ LASCIATO IL SEGNO

In attesa di capire se l’ordalia di applausi e cambi di casacca sia un fuoco di paglia o l’inizio di un fenomeno ben più ampio, hanno senz’altro lasciato il segno i due recenti passaggi in Veneto del generale Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, che rischia comunque di lasciare lividi ben profondi su Fratelli d’Italia e Lega. Che questo partito abbia perso già dei pezzi, in primis il consigliere regionale Stefano Valdegamberi è questione già nota e narrata. Impressiona però aver visto a Vicenza schierati a fianco del generale anche altri elementi del centrodestra, oltre a Joe Formaggio come Luciano Sandonà, che aveva percorso il passaggio da Lega a Fratelli d’Italia in extremis lo scorso autunno all’inizio della competizione elettorale che lo ha visto arrivare a quasi duemila preferenze, un terzo di quelle che lo avevano portato cinque anni fa in Consiglio. Ed allora, perso per perso, tanto vale provare anche l’avventura vannacciana. Padova appare, a differenza di Verona con Valdegamebri e Vicenza con Formaggio

una zona relativamente inesplorata. Proviene da questa provincia Guido Giacometti, plenipotenziario veneto e conoscitore della bassa padovana. In città alle prossime elezioni comunali il partito di Vannacci potrebbe contare su un habitué delle elezioni padovane a perdere quale Bruno Cesaro, sempre che dal consiglio comunale non arrivino sorprese.

A costruire una alternativa all’ipotesi pur solida di Cesaro, (imprenditore del settore della logistica che ha una caratteristica non secondaria di questi tempi e cioè quella di potersi pagare in proprio la campagna elettorale), ci sta provando un altro imprenditore con trascorsi politici di livello nella Lega: Alberto Filippi. Proprio Filippi è stato l’organizzatore del maxi evento di Vicenza con moderatore d’eccezione Giuseppe Cruciani, creatore del programma radiofonico La Zanzara e quel giorno già intervistatore a Milano Marittima di Matteo Salvini. E così Vicenza quel 28 giugno è stata la capitale del chiacchiericcio politico.

Con Vannacci a rispondere punto su punto nel fuori sala prima del dibattito, sia a Salvini che alla Meloni. Bis poi una settimana dopo quando l’europarlamentare ex Lega ha inaugurato di persona la prima sede di Futuro Nazionale a Rovigo. Lì un secondo bagno di folla, mentre il bagno di sottoscrizioni, 500 euro a testa tutti attraverso bonifico, Vannacci li ha incassati a Spresiano dove ad attenderlo c’era anche il sindaco: il prossimo a passare il Rubicone tra centrodestra e destra destra? Il primo cittadino non escludeva nulla, trince-

FEMMINICIDI, IL PD VENETO DENUNCIA LA

randosi dietro un “intanto sono qui per dovere di accoglienza”. Intanto. Secondo gli analisti Vannacci in Veneto miete in proporzione i consensi più alti d’Italia arrivando addirittura prima della floridissima Puglie e di una Lombardia in cui Futuro Nazionale riesce a coagulare la destra a destra di Fratelli d’Italia, colà sempre piuttosto numerosa quanto rumorosa e disunita.

Il compito di trasformare il potenziale in potenza toccherà alla coppia Guido Giacometti, responsabile Veneto di Futuro Nazionale e Alberto Filippi, a

cui in questi giorni sarà formalmente attribuito l’incarico particolarmente delicato di segretario amministrativo. Quanto vale, dunque, Futuro Nazionale? “Siamo già in doppia cifra in Venetoscandiva Vannacci - e continueremo a crescere. Esprimeremo un candidato in ognuna delle sfide della primavera prossima”: tradotto ci sarà un candidato sindaco vannacciano sicuramente a Padova e Verona. E a Treviso se anche colà si voterà in un incastro che appare di icile ma non improbabile se al sindaco Mario Conte sarà chiesto di correre alle politiche che potrebbero anticipare le amministrative di qualche mese. E lì si conteranno gli eletti, i salvati ed anche i dannati. Con molte sorprese, dolcissime secondo i vannacciani, amarissime secondo quanto sussurrano i molti leghisti preoccupati dal distacco a destra dell’ex europarlamentare che in Veneto raccolse due anni fa 71mila preferenze: probabilmente solo la punta di un iceberg ben più grande.

• Alberto Gottardo

DERIVA CULTURALE”

CHIEDE UNA CONDANNA UFFICIALE DEL CONSIGLIO REGIONALE

Dura presa di posizione dei consiglieri regionali del Partito Democratico Chiara Luisetto, Monica Sambo e Giovanni Manildo contro la proposta di Roberto Vannacci di cancellare la legge sul femminicidio. Secondo gli esponenti dem, si tratta di una scelta che rappresenta «una pericolosissima deriva culturale». Per Luisetto, Sambo e Manildo, dietro il richiamo all’uguaglianza tra uomini e donne, utilizzato per contestare una normativa specifica sul femminicidio, si nasconderebbe «una chiara operazione negazionista» che punta a smantellare

gli strumenti messi in campo per contrastare la violenza contro le donne.

I consiglieri regionali sottolineano inoltre che le dichiarazioni di Vannacci arrivano a pochi giorni dall’approvazione della legge Valditara. Una norma che, a loro giudizio, riduce il ruolo delle scuole e indebolisce il lavoro svolto sul fronte dell’educazione e della sensibilizzazione rispetto a temi come la violenza di genere. Per gli esponenti del Partito Democratico è invece necessario un forte impegno delle istituzioni a tutti i livelli per fornire ai giovani strumenti culturali capaci di

contrastare le radici di discriminazioni, soprusi, violenze e femminicidi.

Luisetto, Sambo e Manildo hanno così annunciato la presentazione di una mozione in Consiglio regionale. L’obiettivo è chiedere a tutte le forze politiche presenti nell’assemblea veneta, che lo scorso anno aveva approvato l’istituzione dell’Osservatorio sulla violenza contro le donne, di esprimere una «posizione chiara e netta di condanna» nei confronti di ogni progetto politico che, a loro avviso, metta in discussione gli strumenti di tutela delle vittime.

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Landini: “Sfruttamento da combattere” finisce sotto accusa il modello veneto

oveva essere il giorno del congresso nazionale della Uil con tanto di Giorgia Meloni ad intervenire dal palco, dopo aver dribblato i giornalisti, del centro congressi di Padova. Ed invece le parole che hanno fatto più rumore, sempre a Padova, sono state in quel primo weekend di luglio quelle di Maurizio Landini, segretario generale della Cgil ma ancora con il piglio e la maglietta girocololo bianca sotto la camicia, di quando era segretario della Fiom.

Una parola ha avuto l’effetto di una fucilata: sfruttamento.

La tesi landiniana che ha mandato su tutte le furie mezzo schieramento politico e datoriale è che il “modello Veneto si è fermato, come si è fermato in tutta Italia un modello basato sullo sfruttamento e soprattutto sulla logica dell’appalto, del subappalto, del massimo ribasso e quindi, dello sfruttamento del caporalato. E non è una cosa che sta riguardando un settore, sta riguardando tutti i settori trasversalmente, e c’è bisogno di intervenire radicalmente”. Un “a margine” di un convegno del sindacato sul “lavoro

svenduto”.

Landini quella mattina era un fiume in piena davanti ai cronisti ed ha lanciato una raccolta di firme “per una legge di iniziativa popolare che chiede proprio di mettere mano a questa logica degli appalti, e il primo punto di fondo è la responsabilità del committente. Infortuni e morti sul lavoro riguardano in realtà giovani precari, nella maggioranza dei casi in aziende in subappalto; dall’altra parte stiamo vedendo come non si stanno applicando le leggi”.

Landini ha quindi chiesto “che venga introdotto in agricoltura, come esiste già in edilizia, un indicatore: se io ho un ettaro di terreno, so che in quell’ettaro ho una determinata produzione, e chiunque sa che per raccoglierla serve un certo numero di ore di lavoro. E quando vai a scoprire che le ore di lavoro sono un decimo di quelle che realmente ti servivano vuol dire che il 90% l’hai fatto in nero. Quindi, nell’era dell’intelligenza artificiale, l’utilizzo di tutte le tecnologie per controllare questi dati per sconfiggere questo fenomeno c’è, se non lo si vuol fare c’è una volontà politica

molto precisa, e noi stiamo denunciando questo, sia nei rapporti col governo, sia nei rapporti con le regioni di tutto il Paese. Gli imprenditori – ha concluso – debbono insieme a noi combattere i banditi, perché deve prevalere chi vuol fare l’imprenditore serio”.

Da capire poi in un parlamento che fa fatica a fare una riforma delle legge elettorale, che fine farà la proposta Landini.

• Alberto Gottardo

Meloni al congresso Uil: “Il lavoro è dignità, il Governo resta aperto al confronto”

Giorgia Meloni è intervenuta al congresso nazionale della Uil, rivendicando il metodo del dialogo con le parti sociali e indicando lavoro, salari, produttività, welfare e intelligenza artificiale come le principali sfide da a rontare.

Uno dei passaggi centrali ha riguardato il tema del salario. La presidente del Consiglio ha difeso la scelta di puntare sulla contrattazione collettiva, sostenendo che il salario dignitoso debba essere garantito dai contratti nazionali più rappresentativi e non da una cifra fissata “a tavolino”. Secondo Meloni, il salario minimo avrebbe rischiato di indebolire le tutele, trasformandosi in un parametro al ribasso. La premier ha poi richiamato le misure adottate per sostenere il

potere d’acquisto, dal taglio del cuneo fiscale alla detassazione dei rinnovi contrattuali nel settore privato, misura che il Governo punta a confermare anche nella prossima legge di bilancio. Spazio anche al tema degli incentivi alle imprese: gli aiuti pubblici, ha detto, non devono più essere distribuiti “a pioggia”, ma concessi a chi rispetta le regole, applica contratti giusti, investe nel Paese e garantisce sicurezza. Sulla stessa linea la lotta al caporalato, definita “una battaglia di civiltà”.Sul fronte dell’intelligenza artificiale, ha invitato a governare la rivoluzione tecnologica senza subirla: l’IA può aumentare produttività e crescita, ma deve restare al servizio della persona e dei diritti.

L’APP

PARTE DALL’UNIVERSITÀ DI PADOVA L’ULTIMA CACCIA A CARLOS, LO SCIACALLO

La Professoressa Valentine Lomellini, docente associata in Storia delle relazioni internazionali all’Università di Padova e direttrice di Securities (il Centro Studi italiano sulla sicurezza, il terrorismo e la criminalità organizzata), è da poco tornata in libreria con un saggio di grande spessore: Carlos lo sciacallo. Storia del più temuto terrorista internazionale (Edizioni Laterza). Attraverso un meticoloso lavoro d’archivio, Lomellini ha ricostruito la vera storia di un personaggio diventato un’icona, purtroppo in senso negativo, degli anni ‘70 e ’80.

Professoressa Lomellini, partiamo da un mini ritratto: chi è davvero Carlos lo Sciacallo?

Il suo vero nome è Ilich Ramírez Sánchez. È un terrorista internazionale nato

Quanto contano per persone come Carlos l’ideologia politica e la fede religiosa? Sono sentimenti sinceri o solo un’etichetta di facciata?

La “fede rivoluzionaria” è un elemento formativo in quello che oggi chiameremmo processo di radicalizzazione. Ramírez Sánchez nasce e cresce in una famiglia della piccola borghesia: il padre è un avvocato che milita nel Partito Comunista. Nasce quindi in un ambiente molto politicizzato. L’approdo alle istanze rivoluzionarie si sviluppa con il ‘68 globale, che lo vede parte attiva a Londra. Negli anni ‘70 Carlos si avvicina all’ala più radicale del FPLP, una formazione marxista-leninista, entrando nella sezione delle operazioni speciali diretta da Wadi Haddad, che sviluppava

Sulle tracce di Ilich Ramírez Sánchez, personaggio controverso accostato anche a Osama Bin Laden e al centro della cosiddetta “pista palestinese” per la strage di Bologna

in Venezuela, diventato poi studente all’Università Lumumba di Mosca, dove probabilmente è stato arruolato dal KGB. Ha militato nel Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina e, con un’identità che è stata precorritrice dei tempi moderni, ha tentato di creare una rete internazionale del terrore nel corso degli anni ‘70. A metà di quel decennio si è persino convertito al jihadismo, anticipando quasi di quarant’anni gli sviluppi del terrorismo religioso contemporaneo. È un personaggio controverso, a cui sono stati dedicati libri, film e serie tv. È anche l’uomo al centro della cosiddetta “pista palestinese” per la strage di Bologna.

azioni terroristiche sul suolo occidentale.

L’ideologia, dunque, ha un’importanza reale. Tuttavia, subentra un’altra dinamica: quando una persona entra nel mondo del terrorismo e della clandestinità, quello diventa il suo unico mondo di riferimento. Non si può tornare indietro.

Carlos è stato arrestato in Sudan nel 1994, anni in cui anche Osama Bin Laden viveva in quel Paese. Un vecchio articolo de Il Manifesto che titolava “Il nuovo Carlos è Bin Laden”. C’è stato un passaggio di testimone o era solo una suggestione giornalistica?

Al momento non abbiamo prove che ci sia stato un legame diretto tra i due.

le notizie del

L’articolo de Il Manifesto la suggestione dell’esistenza di una centrale internazionale del terrore guidata da un singolo capo. Negli anni ‘70-’80 era Carlos, negli anni ‘90-2000 è diventato Bin Laden.I due condividono alcune caratteristiche: la fede islamica, un’ampia disponibilità economica e vasti contatti internazionali. Tuttavia, la modalità d’azione è diversa. Carlos realizza attentati appoggiandosi a un gruppo trasversale, composto da tedeschi occidentali, giapponesi e palestinesi. Bin Laden, invece, promuove una vera e propria “Internazionale del terrore”, un progetto globale di radicalizzazione e di esportazione del Jihad in vari Paesi. Veniamo alla “pista palestinese” per la strage di Bologna del 2 agosto 1980. Cosa ci dicono i documenti?

Nel libro ho analizzato storiograficamente la pista palestinese. Sappiamo che a livello giudiziario le sentenze hanno ritenuto responsabili della strage di Bologna alcuni esponenti del neofascismo italiano. Tuttavia, da tempo alcuni politici ribadiscono il loro scetticismo, sostenendo che la strage sia stata una vendetta del FPLP per l’arresto, avvenuto in Italia nell’autunno ‘79, del palestinese Abu Anzeh Saleh. Secondo questa teoria, l’arresto avrebbe violato il presunto “Lodo Moro”, l’accordo tra il fronte palestinese

e l’Italia per il libero transito delle armi in cambio della neutralizzazione del nostro territorio dagli attentati. Analizzando le fonti, la conclusione a cui arrivo — e che dimostro nel libro — è che questa pista è assolutamente inattendibile. Al contrario, la vicenda di Abu Anzeh Saleh conferma l’esistenza di quell’accordo per evitare attacchi in Italia. Dunque, nessuna ragione legata a questa dinamica può essere addotta come movente per la strage di Bologna.

Chiudiamo con un aspetto paradossale: il soprannome di Carlos, “lo Sciacallo”, arriva dal romanzo di Forsyth e dal film omonimo. Poi lo stesso Carlos ha ispirato i libri di Robert Ludlum su Jason Bourne. Essere così “pop” e mediatico si è rivelato un boomerang per un terrorista?

Assolutamente sì. A lungo si è creduto che Carlos fosse la longa manus di Mosca in Occidente. In realtà, consultando i documenti dei servizi segreti bulgari, cecoslovacchi e in parte rumeni, emerge che Carlos era tollerato, ma poi divenne del tutto indesiderato. Essere un terrorista richiede un grado estremo di riservatezza. Carlos, al contrario, aveva un temperamento esibizionista. I servizi dell’Est lo ritenevano un uomo incontrollabile e troppo “popolare” per svolgere un ruolo

strategico occulto. La grande notorietà esplosa nel 1973 gli si è ritorta contro: è stato costretto a fuggire di Paese in Paese fino all’arresto in Sudan nel ‘94, avvenuto anche grazie alle fotografie scattate anni prima dai servizi cecoslovacchi durante le sue permanenze a Praga. In un’epoca in cui di molti terroristi non si conosceva nemmeno il volto, Carlos, con la sua vanità, si è praticamente fregato da solo.

• Giacomo Brunoro

• Chi è Giacomo Brunoro

Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.

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Conclusa la fase dei cantieri, per le Case della Comunità dell’Ulss 3 Serenissima si apre quella dell’attivazione dei servizi. Sono 13 le strutture distribuite nel territorio aziendale che si preparano a diventare il punto di riferimento della sanità di prossimità, con particolare attenzione ai pazienti fragili e cronici. A fare il punto è stato il direttore dei Servizi sociosanitari, Antonio Maritati, che ha illustrato la rete delle prestazioni disponibili nelle Case della Comunità. L’obiettivo è trasformarle in luoghi di assistenza vicini ai cittadini, facilmente riconoscibili e accessibili. A supporto del nuovo modello continuerà a operare anche il servizio 116117, indicato come strumento di orientamento per le richieste di salute della popolazione. Il direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima, Massimo Zuin, ha sottolineato come si stia chiudendo una lunga stagione di interventi infrastrutturali, sostenuta da un investimento complessivo di 35 milioni di euro. Tra le opere principali figurano quelle realizzate a Marghera, Mira e in via Cappuccina. Con la conclusione dei lavori, l’attenzione si sposta ora sull’organizzazione dei servizi e sulla loro piena operatività. Secondo Zuin, il funzionamento delle Case della Comunità si baserà sulla collaborazione tra gli operatori della sanità territoriale, il perso-

nale infermieristico e medico coinvolto nel nuovo modello organizzativo e i medici di medicina generale, considerati una componente essenziale della sanità territoriale. Alla presentazione ha partecipato anche Giuseppe Palmisano, che ha espresso la soddisfazione dei medici di famiglia per il percorso condiviso con l’azienda sociosanitaria. Il nuovo modello, ha spiegato, rappresenta un passaggio destinato ad avere ricadute significative sull’assistenza ai cittadini. Parallelamente all’accordo regionale con i medici di medicina generale, l’Ulss 3 sta lavorando anche al rafforzamento del collegamento tra territorio e ospedali. Il direttore sanitario Chiara Bovo ha spiegato che è stato avviato un tavolo di confronto che riunisce i direttori dei servizi territoriali e quelli dei presidi ospedalieri, con l’obiettivo di costruire un’integrazione stabile tra le diverse componenti del sistema sanitario. L’intento è favorire non solo i collegamenti tecnologici e organizzativi, ma anche la condivisione delle competenze specialistiche e delle eccellenze ospedaliere a beneficio delle Case della Comunità, valorizzando al tempo stesso il contributo dell’area della Prevenzione. Un percorso che, secondo l’Ulss 3 Serenissima, costituirà uno dei pilastri dell’assistenza sanitaria sul territorio nei prossimi anni.

Ulss 3 Serenissima, conclusi i cantieri delle Case della Comunità

Ostetricia a Venezia, in sei mesi cresce del 70% l’attività chirurgica del reparto

Un aumento del 70% dell’attività chirurgica, un forte incremento degli interventi eseguiti con tecniche meno invasive e un calo dei parti cesarei primari sotto la soglia del 15%. Sono i principali risultati raggiunti nei primi sei mesi del 2026 dall’Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale di Venezia, guidata dall’inizio dell’anno dal dottor Michele Vanin. Il reparto ha rafforzato anche i collegamenti con la sanità territoriale e con gli altri servizi del Dipartimento materno-infantile, con l’obiettivo di seguire le pazienti in modo più integrato durante il percorso di cura. A evidenziare il cambiamento è la Direzione sanitaria dell’ospedale. Confrontando il periodo gennaio-giugno 2026 con gli stessi mesi dell’anno precedente, emerge un aumento dell’attività chirurgica e una crescita degli interventi realizzati con tecniche mininvasive, passati dal 35 al 90%. Si è sviluppata inoltre la chirurgia oncologica, anche attraverso l’introduzione di nuove procedure come quella del linfonodo sentinella. «I risultati raggiunti sono il frutto dell’impegno di tutta l’équipe», ha spiegato il primario Michele Vanin, sottolineando il lavoro svolto dai collaboratori. Il potenziamento del reparto ha riguardato anche l’attività ambulatoriale, con

circa trenta disponibilità aggiuntive ogni settimana e visite organizzate sia al mattino sia al pomeriggio. L’ampliamento dei servizi ha permesso di ridurre i tempi di attesa per le pazienti, anche per quelle provenienti da altri territori. Tra le nuove attività avviate c’è l’ambulatorio dedicato alle gravidanze a rischio, operativo da aprile, che lavora in collaborazione con la sanità territoriale e con l’Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale di Mestre. Il percorso prevede un accompagnamento costante delle donne, dalla presa in carico iniziale fino alla programmazione del parto, che può avvenire nella struttura veneziana oppure nel centro di Mestre, mantenendo il riferimento con il medico che ha seguito la gravidanza. Sul fronte dei parti, il reparto ha raggiunto un altro obiettivo significativo. Da gennaio a maggio 2026 la percentuale di parti cesarei primari è scesa dal 25% al 14%, sotto il limite del 15% previsto per i punti nascita con meno di 500 parti. Tra i prossimi progetti del reparto figurano l’avvio dell’ambulatorio di isteroscopia, dedicato alla diagnosi precoce di alcune patologie tumorali, e quello di uroginecologia, rivolto ai disturbi della minzione e ai problemi legati al pavimento pelvico.

Musacco

La struttura. Gerosa: «Segno concreto dell’impegno del servizio sanitario pubblico»

Inaugurata la Casa della Comunità di Mira, nuovo punto di riferimento

Èstata inaugurata la nuova Casa della Comunità di Mira, una delle 13 previste nel territorio dell’Ulss 3 Serenissima. La struttura, realizzata ex novo con un investimento di 3.796.248 euro, è già operativa dai primi di luglio e mette a disposizione dei cittadini una serie di servizi sanitari e amministrativi. Alla cerimonia hanno partecipato alla Sanità Gino Gerosa, il direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima Massimo Zuin, il sindaco Marco Dori, il presidente della Conferenza dei Sindaci Andrea Martellato e numerose autorità.

«È per me una grande emozione

Operativa la Casa della Comunità di Mira, investimento da 3,8 milioni

tagliare il nastro di questo edificio, che rende concreto un nuovo modello di sanità sul territorio – ha dichiarato Zuin –. Provengo anch’io da questa zona e so quanto questa struttura fosse attesa da decenni. Progettata dall’Azienda sociosanitaria insieme alle amministrazioni pubbliche e costruita partendo da zero, la Casa della Comunità di Mira nasce come luogo di cura e, prima ancora, come luogo di accoglienza».

Gerosa ha sottolineato il ruolo delle Case della Comunità nella rete sanitaria. «Questo edificio, insieme a tutte le altre Case della Comunità, rappresenta il segno concreto dell’impegno del servizio sanitario pubblico. Vogliamo offrire a tutti cure e assistenza, anche attraverso una presa in carico vicina ai cittadini. L’obiettivo è migliorare la qualità della vita, facendo in modo che sia lungo anche il tempo vissuto in buona salute. Per questo nascono le Case della Comunità, punti di riferimento aperti e coordinati con gli ospedali, i pronto soccorso, i medici di famiglia e il servizio 116-117, all’interno di

una rete organizzata che conferma l’efficienza del nostro servizio sanitario pubblico, universale e gratuito». La visita è stata guidata dalla direttrice ettrice del Distretto di Mirano-Dolo, Marta Soave, che ha illustrato i servizi già disponibili. Tra questi il Punto unico di accesso, gli uffici amministrativi, l’assistenza domiciliare, gli ambulatori specialistici, i servizi infermieristici e la diagnostica di base. Nella sede trovano inoltre spazio anche l’attività consultoriale, compresa quella dedicata ai minori, e la gestione dei programmi di screening. Alessandro Abbadir

I cardiochirurghi mestrini hanno salvato 41 pazienti in sette anni

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g ogn sono la priorità assoluta. Le attività offer te, infatti, sono pensate per soddisfare i bisogni naturali e compor tamentali dei cani, garantendo loro diver timento, esercizio e stimolazione mentale all’ordine del giorno!

uarantuno interventi salvavita eseguiti in sette anni, sedici missioni concluse e una nuova squadra pronta a partire. Prosegue l’impegno internazionale dei cardiochirurghi dell’ospedale dell’Angelo di Mestre, protagonisti del progetto di cooperazione sanitaria “Aorta El Salvador-Italia”, che oggi inaugura la sua diciassettesima missione nel Paese centroamericano. Tra i pazienti operati figura anche un ragazzo di appena 14 anni, sottoposto con successo a un delicato intervento per un aneurisma dell’aorta ascendente. Nel corso degli anni, l’équipe dell’Ulss 3 Serenissima ha trattato numerosi casi complessi, intervenendo su patologie dell’aorta toracica, della radice aortica, della valvola aortica e su dissezioni che richiedono competenze altamente specialistiche. L’attività dei medici veneziani non si limita però alle sale operatorie. Il progetto comprende infatti un costante confronto clinico a distanza con gli specialisti salvadoregni, che inviano immagini diagnostiche e documentazione sanitaria per ricevere consulenze in tempo reale sui casi più delicati. Negli anni il programma ha favorito anche il trasferimento di tecnologie avanzate. Tra le innovazioni introdotte figurano stampanti 3D per la ricostruzione anatomica e la pianificazione preoperatoria, oltre a simulatori chirurgici utilizzati per l’addestramento pratico nelle tecniche cardiovascolari e vascolari. Proprio con la missione in partenza oggi saranno consegnati altri sei simulatori e verranno organizzati due workshop formativi destinati a una quindicina di medici specializzandi in cardiochirurgia e chirurgia generale. Il progetto è nato nel 2019 da un’iniziativa volontaria del direttore del Dipartimento cardiovascolare dell’ospedale dell’Angelo, Domenico Mangino, ed è coordinato dal cardiochirurgo Paolo Magagna. «L’obiettivo è costruire un percorso stabile di cooperazione internazionale che unisca assistenza, alta chirurgia, formazione, innovazione tecnologica e crescita professionale dei medici locali», spiega Mangino. «Il nostro auspicio è estendere progressivamente questo modello a tutta l’America Latina, creando una rete di collaborazione capace di offrire nuove opportunità sia ai pazienti sia ai giovani specialisti». Un’evoluzione già in corso, come dimostra l’arrivo a Mestre della dottoressa guatemalteca Velveth Beborly Jeannice Duque García, accolta all’ospedale dell’Angelo per un periodo di formazione specialistica. Per il direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima, Massimo Zuin, il progetto rappresenta «il primo passo verso la creazione di una rete latinoamericana dedicata alla diagnosi e alla cura delle patologie dell’aorta», destinata a consolidare negli anni una collaborazione sanitaria sempre più ampia.

4500 utenti in cura. Il boom di richieste per il tabagismo e la verità sulle “nuove dipendenze” digitali

La Dr.ssa Laura Suardi fotografa la realtà del territorio

Abbiamo approfondito la situazione del territorio veneziano con la Dr.ssa Laura Suardi, Responsabile del SerD dell’Ulss 3 Serenissima, che coordina le cinque sedi di Venezia, Mestre, Dolo, Mirano e Chioggia. Con le sue parole, la dottoressa traccia un quadro lucido e a tratti preoccupante su consumi, falsi miti mediatici e nuove fragilità sociali. Dottoressa Suardi, partiamo dai numeri complessivi del vostro servizio. Qual è la dimensione del fenomeno oggi?

«Gli utenti in tutte le cinque sedi sono 4.512, quindi i numeri sono importanti. Di questi, più di 2.000 sono pazienti con problemi di dipendenza da sostanze, quasi un migliaio hanno problemi di alcol, abbiamo 170 persone con disturbo da gioco d’azzardo — che dal 2017 è un LEA (Livello Essenziale di Assistenza) per cui lo trattiamo con la stessa modalità delle altre tipologie — e abbiamo 310 tabagisti. I familiari presi in carico in modo continuativo sono invece 200. In ognuna delle nostre sedi operano équipe multiprofessionali formate da medici, psicologi, assistenti sociali, infermieri, assistenti sanitari, operatori sociosanitari ed educatori».

A proposito di tabagisti, nelle ultime settimane si è registrato un vero e proprio assalto ai vostri centralini. Cosa sta succedendo con la citisina?

«Sì, c’è stato tutto questo battage pubblicitario sull’utilizzo della citisina come una specie di medicina magica. Se si può dire, e potete dirlo per favore, la citisina fa già parte dello strumentario farmacologico degli ambulatori per il tabagismo della nostra azienda. La usavamo prima e la continuiamo a usare: prima era solo un prodotto galenico, ora è diventato un prodotto industriale.»

«Il Ministero ha deciso che verrà utilizzata in via gratuita da parte delle persone in trattamento presso i nostri ambulatori, ma al momento non abbiamo ancora il farmaco e non abbiamo la possibilità di erogarlo gratuitamente. Ci vuole un attimo di pazienza, perché riceviamo anche 100 telefonate al giorno di persone che, mosse dai media, sono pronte ad avere il “farmaco magico” che risolve il problema. Il tabagismo è una dipendenza come tutte le altre e prevede un approccio multidisciplinare: la parte farmacologica ha il suo peso, ma bisogna lavorare sulla motivazione e su percorsi psicologici presenti in

tutte le nostre sedi».

C’è ancora uno stigma sociale forte legato al SerD? Chi è l’utente tipo oggi?

«Purtroppo il SerD viene ancora visto nell’immaginario collettivo come il luogo dove ci sono i “tossici”, intendendo gli eroinomani, con tutto ciò che ne consegue a livello di disagio e aspetti antisociali. Non è così. Il SerD si occupa di tutte le dipendenze: alcol, gioco, fumo, farmaci non prescritti di cui si abusa e dipendenze comportamentali. A Mirano, ad esempio, abbiamo anche un ambulatorio dedicato ai disturbi alimentari come anoressia e bulimia».

Parliamo di genere: è vero che le donne si stanno avvicinando rapidamente ai numeri maschili?

«Il genere femminile non ha ancora fatto il sorpasso, però sta decisamente aumentando di molto e in modo significativo. Per il tabagismo il numero di maschi e femmine è molto vicino. Per le tossicodipendenze la percentuale sta cambiando: se fino a una decina d’anni fa per ogni cinque pazienti maschi giungeva una femmina, ora per alcune tipologie siamo quasi a due a uno. Secondo me, nel giro di 10 anni il sorpasso ci sarà, in

particolare rispetto all’alcol. Questo porta forti correlati biologici e sociali: le donne hanno un minor corredo enzimatico per metabolizzare l’alcol, per cui hanno effetti in acuto molto più gravi. Pensiamo al target delle adolescenti: sono molto più a rischio dei coetanei maschi di essere soggette a violenze. Anche un consenso rispetto a una qualsiasi richiesta può essere fortemente inficiato dal fatto di aver bevuto due o tre drink. Inoltre, si sta estendendo il binge drinking (bere tante bevande alcoliche una dietro l’altra in breve tempo) e al femminile questo è più grave. Infine, c’è il rischio in gravidanza: il consumo non è azzerato, e l’unico modo per evitare la sindrome feto-alcolica è non bere».

Qual è invece l’identikit dei nuovi utenti e dei giovani under 25?

«I SerD hanno ancora età elevate: sui pazienti da uso di sostanze abbiamo circa 170 under 25, una percentuale inferiore al 10%. Ma la vera caratteristica degli ultimi anni è che tutti gli accessi nuovi hanno una co-assunzione di più sostanze. È abbastanza improbabile che arrivi una persona con un’unica sostanza preferenziale. Esistono ancora gli eroinomani, non

sono scomparsi, ma più spesso non usano più la sostanza in vena e la abbinano alla cocaina: l’eroina viene usata per ridurre gli effetti eccessivamente stimolanti della cocaina. E l’alcol è onnipresente, si accompagna a quasi tutte le tipologie di pazienti, inclusi quelli da gioco d’azzardo». Nelle scorse settimane si è parlato molto del caso di una ragazza in cura per “dipendenza da intelligenza artificiale”. Qual è la situazione reale sulle dipendenze digitali? «Ci tengo a precisare una cosa: la notizia ha fatto il giro di tutti i siti, ma la paziente non era ricoverata. Si trattava di un caso unico con quella specifica problematica e l’azienda ha chiesto il massimo riserbo per evitare che la persona potesse riconoscersi o essere indicata come “caso particolare”. Se guardiamo il dato generale, in questo momento abbiamo 7 persone in cura per specifiche dipendenze comportamentali, soprattutto legate al digitale, come il gaming (i giochi elettronici) e lo smartphone. Nella realtà, però, il problema della dipendenza da device ce l’abbiamo quasi sempre in co-presenza con altre patologie legate alla dipendenza, in particolare alcol e cocaina».

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IMPLANTOLOGIA E CHIRURGIA

Un team dedicato alla risoluzione delle riabilitazioni impiantare nei casi di scarsa presenza di osso. Rialzi del seno mascellare piccoli o grandi con innesti ossei o nei casi

RILASSAMENTO E BIORIVITALIZZAZIONE DEL VOLTO TERAPIA ANTALGICA E FISIOTERAPIA DELL'ARTICOLAZIONE MANDIBOLARE INFILTRAZIONI

disagi nel corso del giorno (pranzi, motivi di lavoro ... ) esistono allineatori con forze calibrate che consentono di giungere ai risultati indossando gli apparecchi solo durante il sonno.

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