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lapiazza di cavarzere - giugno26

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Cavarzere applaude i suoi campioni galà dello sport tra successi e green

La “Svolta a Nord” e il fragile patto di Roma

La Lega vive settimane di profonda e sotterranea fibrillazione, e l’epicentro di questa scossa si trova, ancora una volta, in Veneto. L’esito del recente Consiglio federale di Roma, risoltosi con un congelamento delle nomine dei vicesegretari, ha plasticamente descritto lo stato di tesa tregua che attraversa via Bellerio. Quello che apparentemente si presenta come un rinvio tecnico, nei fatti nasconde un confronto serrato sul futuro identitario del partito, con il Veneto a fare da capofila di una richiesta chiara: rimettere i territori e i governatori al centro della cabina di regia.

Dal punto di vista della base e dei quadri veneti, il dibattito attuale va ben oltre la pura assegnazione delle poltrone. La trattativa reale si muove lungo l’asse tra il segretario federale Matteo Salvini e la figura più rappresentativa del leghismo veneto, Luca Zaia.

La prospettiva emersa nelle ultime ore non vede semplicemente l’ex Doge nel ruolo di vice, bensì come potenziale garante di una decisa “svolta a Nord” . Un assetto che sul piano dei pesi politici interni avrebbe lo scopo di blindare l’eredità e il controllo politico delle storiche roccaforti settentrionali.

Più poteri alle Regioni: la Cgil mette in guardia

Veneto primo in Italia: medici di famiglia nelle Case di Comunità

AUTONOMIA DIFFERENZIATA, CONFRONTO SERRATO, STEFANI: “RICHIESTE SACROSANTE”

E DOPO IL 2026? LA NUOVA SFIDA

• Nicola Stievano

l tempo scorre inesorabile: il 30 giugno 2026 non è più una data cerchiata in rosso sul calendario di amministratori e tecnici, ma una scadenza immediata che bussa alle porte dei nostri municipi e u ici. Anche per il Veneto questa non è una scadenza qualunque: è il momento della verità per il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, l’ora in cui i progetti devono trasformarsi definitivamente in opere compiute, i cantieri devono chiudersi e la burocrazia deve lasciare spazio ai fatti.

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FACCIAMO IL PUNTO

IL MUNICIPIO

SI COLORA DI ROSSO

PER LA SENSIBILIZZAZIONE

Municipio scarlatto per quattro giorni: il comune veneziano si è tinto di rosso da giovedì 11 a domenica 14 giugno, in occasione della giornata mondiale del donatore di sangue. La giornata, istituita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità ormai 22 anni fa, è caduta quest’anno di domenica, permettendo alle amministrazioni locali di organizzare vere e proprie kermesse di sensibilizzazione della durata di più giorni.

La data scelta, il 14 giugno, è legata alla nascita di Karl Landsteiner nel 1868. Il biologo austriaco, originario di Baden, ha avuto il merito di scoprire, nel 1900, il sistema AB0 per la categorizzazione dei gruppi sanguigni, tutt’oggi essenziale alla donazione e che valse allo scienziato il premio nobel per la medicina nel 1930. Due anni dopo la prima scoperta, Landsteiner identificò anche il quarto gruppo sanguigno, AB, con l’aiuto dei colleghi Alfred Von Decastello e Adriano Sturli, che di fatto spianò la strada alla ricerca scientifica moderna. Tra le grandi scoperte dell’Austriaco va ricordata anche l’identificazione del virus colpevole della poliomielite, una delle malattie più temute a cavallo tra l’800 e il ‘900, colpevole di innumerevoli decessi e paralisi parziali e totali. L’ultima, fondamentale, scoperta dello studioso fu l’esistenza del fattore RH, anch’esso fondamentale per la compatibilità tra donatore e ricevente nella trasfusione sanguigna. Landsteiner è coautore di questa scoperta, avvenuta nel 1940, insieme all’americano Alexander Wiener. L’assessore comunale Mattia Bernello ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa: “Come Comune abbiamo scelto di appoggiare il progetto dell’Avis locale per ricordare l’importanza di donare il sangue, pratica fondamentale soprattutto nei mesi estivi dove c’è grande necessità di trasfusioni”.

• (N.C.)

Il Comune al fianco di Avis per promuovere la donazione

E DOPO IL 2026? LA NUOVA SFIDA

Guardando i dati del monitoraggio territoriale, emerge un quadro di indiscutibile orgoglio per il nostro Nord-Est. Il Veneto si conferma locomotiva d’Italia anche nella capacità di spendere e realizzare. Nella nostra regione viene gestita una mole finanziaria monumentale da 14,3 miliardi di euro per 64.800 progetti complessivi: una transizione che ha già portato alta tecnologia negli ospedali, nuove strutture di cura e assistenza e un tasso di completamento dei cantieri comunali superiore alla media nazionale. Questi numeri ci dicono che la macchina amministrativa locale ha retto l’urto.

Laddove lo Stato centrale ha spesso mostrato fiatone e ritardi, stavolta il pragmatismo degli enti locali ha risposto positivamente. I sindaci e i tecnici dei piccoli comuni, spesso lasciati soli a combattere con la piattaforma ReGiS, hanno fatto i salti mortali, supportati negli ultimi mesi dalle task force di esperti per evitare il blocco delle autorizzazioni e dei cantieri e veder sfumare i generosi fondi messia disposizione. Ora è tempo di tirare le somme, di completare i cantieri e poi la rendicontazione. Tuttavia è necessaria una riflessione più profonda che vada oltre il 30 giugno e il 31 agosto, l’ultima data utile per la rendicontazione. La vera sfida, infatti, comincia il giorno dopo. Cosa ce ne faremo di queste

infrastrutture se non avremo le risorse umane per gestirla? Abbiamo costruito asili nido, ma avremo i fondi di bilancio corrente per assumere gli educatori? Stiamo digitalizzando la sanità e creando Case della Comunità, ma dove troveremo i medici e gli infermieri per riempirle, vista la crisi vocazionale del settore? A complicare ulteriormente il quadro, sul fronte sanitario, è lo stallo a livello nazionale sulla riforma della medicina territoriale che riguarda per l’appunto il ruolo dei medici di base nelle nuove Case della Comunità. Il PNRR è stato pensato come una straordinaria iniezione di capitale per le strutture, non per la spesa corrente. Il rischio concreto è di ritrovarsi con scatole tecnologiche bellissime, con edifici nuovi e all’avanguardia ma desolatamente vuoti. Il Veneto ha dimostrato di saper spendere e costruire rispettando quasi sempre tempi e procedure. Ora, però, la politica locale e nazionale deve pretendere una fase due, che va ben oltre il 2026: riforme strutturali e risorse correnti per far funzionare ciò che è stato realizzato, a partire dalla sanità, non certo questione di poco conto. Altrimenti, la più grande opportunità di questo quarto di nuovo secolo rischia di trasformarsi in un monumento all’e icienza edilizia, privo di un’anima sociale e non in sintonia con le necessità quotidiane.

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PNRR/1.

Il sindaco di Cona Alessandro Aggio fa il punto sugli interventi portati a termine

ALLA PROVA DEL NOVE I SERVIZI ON LINE

E IL RISPARMIO ENERGETICO DA 90 MILA EURO

“Il percorso di innovazione legato ai fondi del Pnrr ha iniziato a tradursi in strumenti concreti, già oggi utilizzabili dai cittadini. Grazie ai finanziamenti intercettati, circa 250mila euro, il Comune ha infatti completato un importante processo di digitalizzazione della macchina amministrativa, con l’obiettivo di rendere i servizi più semplici, veloci e accessibili”. A dirlo è il sindaco di Cona Alessandro Aggio che ricorda come sia stato completamente aggiornato il sito internet istituzionale, oggi conforme agli standard nazionali previsti per la Pubblica Amministrazione e integrato con i sistemi di autenticazione tramite Spid e Carta d’Identità Elettronica (Cie). “Attraverso queste modalità di accesso sicuro - sottolinea Aggio - i cittadini possono utilizzare il nuovo polisportello amministrativo digitale, che consente di presentare direttamente online 80 pratiche comunali, evitando nella maggior parte dei casi la necessità di recarsi fisicamente in municipio”. Tra i servizi disponibili figurano, ad esempio, le richieste di patrocinio, l’occupazione di suolo pubblico, l’accesso agli atti amministrativi e le domande di rimborso tributi. È stato inoltre integrato lo sportello digitale dedicato ai servizi anagrafici e di stato civile, attraverso il quale è possibile richiedere certificati e autocertificazioni come lo stato di famiglia, i certificati di nascita e

residenza, oppure verificare l’iscrizione alle liste elettorali. Anche alcune pratiche relative allo stato civile, come gli atti di matrimonio, possono oggi essere gestite in modalità digitale. “Questi interventi - dice Aggio - rappresentano un passo concreto verso una Pubblica Amministrazione più moderna, e iciente e vicina ai cittadini, capace di semplificare i rapporti con l’ente e ridurre tempi e spostamenti, garantendo al tempo stesso maggiore sicurezza e trasparenza nei servizi erogati. Parallelamente, il Comune ha investito nel ra orzamento della sicurezza informatica e nella modernizzazione dei sistemi interni, attraverso la migrazione in cloud dei dati comunali, l’integrazione con PagoPA per i pagamenti digitali, l’app Io e i sistemi di notifica digitale: strumenti che renderanno sempre più diretto e immediato il rapporto tra cittadini e amministrazione”. “Con l’ultimo bilancio consuntivo - continua il sindaco - è stato inoltre certificato un significativo risparmio nella spesa corrente relativa all’energia elettrica annuale, pari a circa 90 mila euro, ottenuto grazie all’ammodernamento dell’intera rete di illuminazione pubblica realizzato negli ultimi anni. L’amministrazione ha scelto di partecipare in modo selettivo ai bandi del Pnrr, evitando di disperdere risorse e forza lavoro su progettualità prive di ricadute concrete o dall’esito

incerto. La priorità è stata invece concentrata sugli interventi strategici già in fase di elaborazione, come i progetti per la prevenzione del dissesto idrogeologico, che nel 2025 hanno consentito di ottenere finanziamenti per circa 600 mila euro”. “Programmare, intercettare risorse e trasformarle in interventi concreti continua a essere un

Allarme Cgil per i precari del Pnrr del comparto giustizia nel veneziano

Assemblea e presidio nelle scorse settimane davanti alla sede del Tribunale di Venezia, in Piazzale Roma. Decine di persone hanno manifestato contro la carenza di personale che colpisce il ministero della Giustizia e in particolare la situazione, contingente, dei precari assunti con il Pnrr, che rischiano di non vedere rinnovato il contratto dal 30 giugno 2026. Non si sa quali u ici si troveranno con più tagli e quali meno. Tutto questo in un contesto di strutturale

carenza di personale. “Nel Distretto della Corte d’Appello di Venezia - spiega Fp Cgil - la scopertura degli organici delle Procure supera il 34%, e nei Tribunali una media del 40%, ma in molti u ici la situazione è addirittura drammatica. I Tribunali di Venezia, Vicenza e Belluno registrano carenze vicine al 50% del personale amministrativo previsto. La Procura presso il Tribunale per i Minorenni di Venezia opera con una scopertura del 50% e la Procura Generale di Venezia invece del 52%,

con un numero di funzionari ridotto all’osso. Gli U ici del Giudice di Pace di Venezia e Belluno presentano scoperture rispettivamente superiori al 66% e all’80%”. Il personale arrivato con il Pnrr ha dato una boccata d’ossigeno al lavoro degli u ici, migliorando il servizio e permettendo di smaltire il pregresso, ma con il taglio di una parte dei precari Pnrr, unito ai pensionamenti registrati in questi anni e ancora in corso, il rischio di vedere disservizi allarma. Al presidio erano presenti anche

obiettivo centrale per il Comune di Cona - conclude Aggio - nella convinzione che costruire un Comune sempre più moderno, e iciente e vicino ai cittadini significhi anche saper indirizzare con attenzione energie e investimenti verso progetti realmente utili per il territorio e la comunità”. • Alessandro Abbadir

diversi precari che, in questo momento, sperano di essere stabilizzati. • (A.A.)

SEI CANTIERI PER 10 MILIONI DI EURO, SFIDA VINTA, ORA LA PROVA DEI FATTI

Tempo di bilanci per il Piano nazionale di ripresa e resilienza a Cavarzere. Il sindaco Pierfraqncesco Munari fa il punto sui progetti legati ai fondi europei. “Noi siamo stati fortunati o bravi perché a Cavarzere siamo riusciti a intercettare diversi finanziamenti - esordisce il primo cittadino. Io dico sempre che abbiamo avuto sei grandi cantieri del Pnrr. In realtà due di questi erano dentro il piano e poi sono usciti, ma li consideriamo comunque come cantieri del Pnrr. E siamo riusciti a metterli a terra tutti”. Il sindaco elenca le opere realizzate .“Abbiamo fatto il ponte sull’Adige per una cifra di un 1 milione e 97 mila euro e abbiamo sistemato la strada

dove si trovano i carabinieri. Abbiamo costruito alla scuola Collodi una nuova mensa scolastica, inaugurata qualche settimana fa. Inoltre, grazie alla Città Metropolitana, abbiamo investito 1 milione e 570 mila euro per rifare completamente gli spogliatoi e il campo da calcio di via Spalato e, annesso al Tennis club, abbiamo costruito e già inaugurato un campo da padel per aumentare l’o erta sportiva per i nostri giovani”. Tra gli interventi sulla viabilità figurano anche 700 mila euro per mettere in sicurezza la strada comunale Sinistra Adige, molto pericolosa perché in molti tratti era priva di guardrail. Il fiore all’occhiello della programmazione è però il piano legato alla rigenerazione

Case a canone agevolato dal Pnrr: un bando per

Rurbana. “Dulcis in fundo - spiega Munari - il progetto più grande e rilevante che stiamo consegnando alla città è il Pinqua, un programma innovativo sulla qualità dell’abitare di cui Cavarzere è capofila. Ha visto la demolizione e la completa ricostruzione di 14 alloggi, che non sono case popolari e non fanno parte dell’Erp. Si tratta di due stralci: uno da quattro unità abitative in via Marconi e due palazzine, una da quattro e una da sei alloggi, in via Cavour”. Un percorso non privo di ostacoli economici e burocratici, che ha richiesto anche un pesante esborso da parte delle casse municipali. “Il Pnrr inizialmente nasceva come la possibilità di avere soldi calati dall’alto, ma in realtà non si

giovani coppie e lavoratori

isposte concrete all’emergenza abitativa e sostegno alla cosiddetta “fascia grigia”. La giunta di Cavarzere ha approvato il bando per l’assegnazione in locazione a canone agevolato di quattro nuovi alloggi comunali in via Marconi. L’intervento si inserisce direttamente nel quadro dei finanziamenti europei, essendo stato realizzato nell’ambito del progetto Pinqua, lo storico piano innovativo per la qualità dell’abitare finanziato con i fondi del Pnrr. Si tratta di abitazioni non Erp, quindi esterne all’edilizia residenziale pubblica. “Non sono destinate alle graduatorie delle case popolari né a chi è privo di reddito - spiega il sindaco Pierfrancesco Munari - ma a quei cittadini che, pur avendo un reddito da lavoro o pensione, faticano a sostenere i canoni del libero mercato, che ormai sfiorano i 1.000 euro per case di medie dimensioni. Grazie ai fondi intercettati con il Pnrr, l’obiettivo è o rire una risposta a lavoratori, giovani coppie e anziani”. Al bando possono partecipare coloro che hanno la residenza o l’attività lavorativa a Cavarzere, non possiedono immobili adeguati e hanno un reddito Irpef entro il limite massimo di 60.000 euro. La graduatoria terrà conto degli anni di residenza (con punteggi aggiuntivi per chi risiede

da oltre vent’anni), dei familiari a carico, della presenza di anziani o di disabilità. Gli alloggi saranno assegnati a canone concordato per 3 anni, rinnovabile per altri 2. Modalità e termini per le domande saranno comunicati con la pubblicazione definitiva del bando in queste settimane.

• (A.A.)

è dimostrato così - ammette il sindaco. Abbiamo scontato l’aumento dei costi delle materie prime e abbiamo dovuto integrare con diverse risorse proprie. Sul Pinqua ci abbiamo messo circa 1 milione di euro in più e sulla mensa circa 300 mila euro. La somma complessiva di questi cantieri è di circa 10 milioni di euro: per un paese di 13 mila abitanti credo sia un ottimo traguardo”. Per gestire la burocrazia è stato necessario riorga-

nizzare la pianta organica: “Non è stata una passeggiata, abbiamo dovuto creare un’unità di progetto ad hoc attingendo da vari u ici. Il treno però passa una volta sola: non l’abbiamo perso. Vedendo le di icoltà di molti Comuni, siamo davvero molto contenti di come è andata da noi”.

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• Alessandro Abbadir

Sicurezza. Il Comune potenzia il sistema di videosorveglianza

Arrivano 13 nuove telecamere: occhi elettronici anche nei cimiteri contro i furti

L’annuncio è arrivato nelle scorse settimane. Saranno installate 13 nuove telecamere di videosorveglianza nel territorio comunale di Cavarzere, con l’obiettivo di ra orzare il controllo e la sicurezza della comunità. Ad annunciarlo è il sindaco del paese, che sottolinea i risultati raggiunti in termini di sicurezza dall’azione della giunta di centrodestra che guida da ormai 4 anni. “Tutti i cimiteri del centro e delle frazioni – spiega Munari – saranno dotati di un “occhio elettronico” per contrastare e monitorare i furti e gli episodi segnalati negli ultimi mesi, tutelando così luoghi di memoria e rispetto che appartengono a tutti noi”. Ma non solo. “Parallelamente – continua Munari – verranno installate nuove telecamere anche in punti strategici della

città, così da aumentare il presidio del territorio e garantire maggiore sicurezza ai cittadini. Quattro anni e mezzo fa, quando ci siamo insediati, sul territorio erano attive solamente 3 telecamere. Con le installazioni previste in questi giorni arriveremo a 22 telecamere attive, con un incremento di oltre il 600% degli “occhi elettronici” presenti nel Comune”. Il sindaco sottolinea l’apporto in termini di lavoro dell’assessore Marco Grandi, che si è speso nel corso del tempo per poter risolvere una situazione davvero complessa e che ha preoccupato non poco i cittadini del capoluogo e delle frazioni. “Si tratta di un obiettivo che avevamo inserito nel nostro programma elettorale e che oggi, passo dopo passo, grazie anche all’assessore Marco Grandi – sottolinea il sindaco – stiamo concre-

tamente realizzando con investimenti e interventi mirati sul territorio. Sappiamo bene che non è ancora su iciente, soprattutto considerando l’estensione di oltre 140 chilometri quadrati del Comune di Cavarzere (uno dei più estesi del veneziano), ma rappresenta certamente un importante passo avanti. Si tratta di un sistema che potrà essere di supporto alle forze dell’ordine nelle attività di controllo e indagine, ma anche un forte deterrente contro la commissione di reati. Continuiamo a lavorare con serietà e concretezza per un territorio più sicuro, più controllato e più tutelato per tutti”. L’emergenza sicurezza a Cavarzere, più che legata a baby gang o microcriminalità, ha assunto tratti di emergenza per quanto riguarda lo spaccio di droga che si è fatto più di uso soprattutto tra i

giovani. Restano un problema, poi, i furti nelle abitazioni, che si acuiscono come fenomeno soprattutto durante il periodo che precede le festività natalizie e nel periodo estivo. Non sono rari neanche

SCONTRO SUL VERDE PUBBLICO, IL COMMENTO DI SINISTRA ITALIANA

Piovono critiche a Cavarzere contro l’amministrazione comunale da parte del consigliere di Sinistra Italiana, Andrea Fumana, in merito alla gestione e alla cura del verde pubblico cittadino. Al centro dell’intervento dell’esponente dell’opposizione c’è il nuovo appalto per la gestione dei servizi di sfalcio, sul quale Fumana ha deciso di accendere i riflettori per garantire la massima trasparenza ai cittadini. “Dopo l’approvazione del progetto di manutenzione del verde pubblico orizzontale 2026 – dice Fumana – dell’importo complessivo di 236.100 euro, il servizio è stato aggiudicato all’operatore economico vincitore della gara d’appalto con un ribasso dell’8,50%”. Il consigliere comunale elenca con precisione cosa deve fare il nuovo operatore e quali siano i passaggi tassativi previsti dal capitolato speciale d’appalto, che l’azienda è chiamata a rispettare rigorosamente

su tutto il territorio. “Lo sfalcio – spiega – deve essere e ettuato mediante l’utilizzo di idoneo macchinario e completato manualmente mediante decespugliatore in corrispondenza di pali, tratti di guard-rail, paracarri, segnaletica verticale e, in generale, in corrispondenza di ogni elemento presente. La squadra tipo per cigli stradali, scarpate stradali, aree verdi, parchi e giardini e aree scolastiche: ai fini di una perfetta esecuzione dell’appalto deve essere garantita anche la presenza contemporanea di minimo 2 squadre per interventi di tosatura. Deve essere fatta preventiva pulizia e raccolta dei materiali estranei (carta, rami, sassi, spazzatura, plastica), il carico, il trasporto e il conferimento presso centri e impianti autorizzati, compresi gli oneri di smaltimento. Tutti gli automezzi impiegati su strada dovranno essere identificabili, portando sui lati indicazioni ben visibili che permettano

i furti nei cimiteri di oggetti e rame, ma adesso ci saranno le telecamere a controllare.

• Alessandro Abbadir

di riconoscere in modo univoco la ditta appaltatrice d’appartenenza. L’impresa appaltatrice deve garantire l’altezza finale dell’erba da un minimo di 2 ad un massimo di 4 cm. Ogni cura deve essere posta per l’eliminazione delle immondizie e materiali (sassi, carta, plastica, ecc...) sparsi nelle aree verdi che devono essere asportati prima di iniziare la tosatura dell’erba e trasportati giorno per giorno alla discarica. Detti oneri rimangono a carico dell’appaltatore”. Un elenco dettagliato che per l’opposizione rappresenta la linea guida su cui valutare l’operato della ditta e l’e icacia del controllo del Comune. “Vigileremo se, nonostante il ribasso – conclude Fumana – questi obblighi previsti verranno rispettati”.

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• (A.A.)
Andrea Fumana

Il plesso. Dopo le preoccupazioni delle famiglie della frazione l’appello alle istituzioni scolastiche

Scuola di Boscochiaro, Munari: “Non fate solo calcoli numerici”

Il sindaco di Cavarzere Pierfrancesco Munari si schiera a difesa della scuola Lombardo Radice della frazione di Boscochiaro e invia una lettera aperta alle istituzioni scolastiche.

“Ritengo necessario - dice - a rontare con tutti i soggetti coinvolti e con i vertici scolastici la questione relativa al mantenimento del plesso Lombardo Radice, nello specifico alla formazione della futura classe prima. A maggio è stata acquisita al protocollo la richiesta delle famiglie degli alunni iscritti alla futura prima della Lombardo Radice, le quali esprimono in modo chiaro la volontà di tenere i propri figli a Boscochiaro e di non avere comunque intenzione di iscrivere i propri figli alla Dante Alighieri. Detto ciò, il Comune comprende e condivide le ragioni che spingono le famiglie a riconoscere la strategicità di mantenere viva la scuola dell’infanzia e primaria della frazione. Inoltre, prende atto della volontà di alcune famiglie di rivolgersi addirittura a istituti comprensivi di altri territori, con il rischio di disperdere ulteriormente i nostri ragazzi e sottrarre risorse alla comunità locale”. Ma non solo.

“Il Comune - dice Munari - ha sempre espresso la volontà di aprirsi al dialogo e all’ascolto delle esigenze delle famiglie ed ha espresso a più riprese la volontà di sostenere, anche economicamente la scuola di Boscochiaro ed è tuttora a disposizione al fine di trovare concordemente una soluzione, visto che fino ad oggi non è stata interpellata. Tutto ciò premesso, si o re ampia disponibilità ad aprire un dialogo ed un confronto e icace teso a valorizzare il plesso scolastico, mantenendo in loco la futura classe prima e mettendo in atto strategie e icaci che permettano di garantire ancora la vitalità del plesso negli anni futuri”. Per il primo cittadino deve essere chiaro che i ragionamenti non devono essere solo numerici.

“Riteniamo infatti - dice - che la discussione sul futuro della Piccoli Angeli e della Lombardo Radice sia di interesse condiviso e che non debba in ogni caso racchiudersi in conteggi numerici circostanziati al contesto delle risorse scolastiche che, seppur necessari, devono essere messi in relazione alle necessità delle famiglie, del territorio ed in generale al volere

della cittadinanza che in questi anni si è sempre espressa in modo univoco e chiaro a favore del mantenimento del plesso di Boscochiaro”. Precise le richieste finali: “Chiedo pertanto a tutti gli interessati - spiega e conclude Munari - che prima che vengano prese decisioni senza sentire le esigenze delle famiglie e le strategie dell’amministrazione, una disponibilità a cercare soluzioni condivise nell’interesse della comunità”. La questione è stata posta anche in consiglio comunale.

• Alessandro Abbadir

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Spazio al futuro, inaugurato il nuovo Sportello Giovani

Un servizio molto atteso per le generazioni più giovani. C’è stata grande soddisfazione nelle scorse settimane a Cavarzere per l’inaugurazione del nuovo Sportello Giovani di Cavarzere.

Si tratta di un servizio pensato per accompagnare i ragazzi nel percorso verso il lavoro, la formazione e la crescita personale. “Restituiamo alla comunità uno spazio che per anni era rimasto chiuso – dice il sindaco Munari – trasformandolo in un punto di riferimento concreto per i giovani del territorio. Un risultato reso possibile grazie al sostegno della Regione, all’impegno dell’assessorato alle Politiche Giovanili, della Biblioteca Comunale e della Consulta Giovani. Investire sui giovani significa investire sul futuro di Cavarzere. Auguro a questo progetto di diventare un luogo di ascolto, orientamento e opportunità per tanti ragazzi che stanno costruendo il proprio percorso di vita. Un ringraziamento all’assessore Mattia Bernello per aver creduto nel progetto ed averlo realizzato”.

Lo sportello è aperto in biblioteca comunale in via Umberto Primo a Cavarzere tutti i venerdì dalle 10 alle 12, in presenza o online .

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L’Angelo conferma la certifi cazione UNICEF

’Angelo si conferma l’unico ospedale HUB del Veneto certificato da UNICEF Italia come “Amico delle Bambine e dei Bambini”, e consegue un ulteriore riconoscimento: le buone pratiche messe in atto all’Ospedale di Mestre per neomamme e neonati diventano un punto di riferimento anche per gli altri ospedali della Baby Friendly Hospital Initiative (BFHI), promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dall’UNICEF.

Unico HUB del Veneto “Amico delle Bambine e dei Bambini”

tidiano svolto dagli operatori sanitari e conferma l’efficacia di un modello organizzativo fondato sulla formazione continua, sull’accoglienza e sulla presa in carico globale della famiglia. Il team UNICEF ha apprezzato in particolare il percorso di formazione sul campo “Progetto BFHI 2025”, la piattaforma elearning dedicata al personale neoassunto, l’utilizzo di materiali informativi multilingue accessibili tramite QR code e l’organizzazione della Terapia Intensiva Neonatale, che garantisce la presenza dei genitori senza limitazioni di orario. “Questo percorso - ha

scimento UNICEF è arrivato al termine del positivo percorso intrapreso dall’ospedale nella promozione, protezione e sostegno dell’allattamento, dell’alimentazione infantile e della genitorialità responsiva. Promuovere l’allattamento significa costruire salute, equità e futuro. Ringrazio tutte le professioniste e i professionisti coinvolti per l’impegno quotidiano e la qualità del lavoro svolto”.

“Siamo molto orgogliosi di questo risultato – commenta il Direttore generale dell’Ulss 3, Massimo Zuin – l’Ospedale dell’Angelo è l’unico grande ospedale del Veneto ad aver ottenuto e questo importante riconoscimento UNICEF, e oggi vede riconfermata la propria eccellenza anche nell’ambito

ternazionali promossi da UNICEF e OMS”. Dopo un lungo e articolato monitoraggio, il team di valutazione ha riconosciuto l’elevata qualità dell’assistenza garantita alle mamme, ai neonati e alle famiglie, evidenziando in particolare la capacità delle diverse figure professionali di lavorare in modo integrato e condividere principi e obiettivi dell’iniziativa Baby Friendly Hospital Initiative. Dalle interviste è emerso inoltre il forte apprezzamento delle madri per il contatto pelle a pelle immediatamente dopo il parto, per il supporto pratico e il counselling ricevuti durante tutto il ricovero e per l’attenzione riservata al percorso di accompagnamento alla genitorialità. Un riconoscimento che valorizza il lavoro quo-

sistenziale alle famiglie anche dopo la dimissione, vizi a supporto della maternità, dell’allattamento e tuata dal team UNICEF dal 2 al 4 dicembre scorso, ha previsto interviste a personale sanitario, madri e donne in gravidanza, oltre all’osservazione diretta degli ambienti assistenziali e alla verifica della documentazione clinico-organizzativa. Dalla valutazione è emersa un’elevata qualità dell’assistenza offerta lungo tutto il percorso nascita, grazie a un lavoro multidisciplinare orientato ai diritti dell’infanzia e al sostegno delle famiglie. L’iniziativa Baby Friendly promossa da UNICEF e OMS sostiene la creazione di ambienti sanitari e comunitari capaci di tutelare i diritti di bambine e bambini e garantire il miglior inizio possibile di vita e ad oggi in Italia la rete UNICEF conta 36 Ospedali e strutture certificati; 12 Comunità Amiche dei bambini e delle bambine; oltre 1100 Baby Pit Stop UNICEF presenti sul territorio nazionale.

All’Ospedale di Chioggia

introdotto il

sistema

“Rezum”: l’ipertrofi a prostatica viene curata con il vapore acqueo

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to dell’ipertrofia prostatica benigna, una patologia molto frequente negli uomini con l’avanzare dell’età e spesso responsabile di disturbi urinari che incidono significativamente sulla qualità della vita.

“Il sistema ‘Rezum’ – spiega il Primario di Urologia, Wanni Battanello – è una metodica già utilizzata nei più avanzati centri ospedalieri italiani e internazionali.

Utilizza un sottile strumento introdotto attraverso l’uretra, e in questo modo consente di effettuare piccole iniezioni di vapore acqueo direttamente all’interno del tessuto prostatico responsabile dell’ostruzione. Il vapore, riscaldato a circa 103°C, trasferisce in modo controllato energia termica alle cellule trattate, determinandone la distruzione. Nel corso delle settimane successive, il tessuto trattato viene progressivamente riassorbito dall’organismo, con una conseguente riduzione del volume della prostata e un miglioramento del flusso urinario e dei sintomi correlati. I

benefici clinici iniziano generalmente a manifestarsi entro poche settimane dal trattamento e tendono a consolidarsi nei mesi successivi”.

Il sistema “Rezum”, in sostanza, porta un miglioramento dei sintomi urinari legati all’ipertrofia prostatica benigna. La procedura è mini-invasiva e non

Cinque sono stati i casi già trattati, in regime di day hospital, quindi dimessi il giorno stesso. “Il trattamento – sottolinea Battanello – può essere utilizzato in casi specifici, su indicazione dell’urologo. E’ particolarmente indicato per uomini con sintomi urinari dovuti a ipertrofia prostatica benigna che non desiderano assumere farmaci a lungo termine, che non hanno ottenuto risultati soddisfacenti dalla terapia medica o che desiderano evitare un intervento chirurgico tradizionale. Può rappresentare inoltre una valida opzione per pazienti portatori di catetere ve-

scicale e per coloro che presentano condizioni che rendono meno indicata l’anestesia generale”. Il nuovo trattamento è stato introdotto all’Ospedale di Chioggia grazie alla collaborazione multidisciplinare del Dipartimento Chirurgico diretto dal dottor Salvatore Ramuscello e dell’Urologia diretta dal Primario Battanello, con la collaborazione specialistica del dottor Giuseppe Alario. “L’introduzione del sistema ‘Rezum’ – sottolinea la dottoressa Chiara Bovo, Direttore sanitario dell’Ulss 3 Serenissima – conferma l’impegno complessivo dell’Ospedale di Chioggia, e in particolare dell’Urologia, nell’offrire ai pazienti soluzioni terapeutiche moderne, efficaci e sempre meno invasive. Si amplia così il ventaglio delle possibilità di cura personalizzata, riducendo al contempo i tempi di degenza e l’impatto del trattamento sulla vita quotidiana dei pazienti. Con l’introduzione di questa recente tecnologia, l’Ospedale di Chioggia si allinea ai più avanzati centri urologici nazionali, mettendo a disposizione del territorio, per gli utenti che a giudizio dell’urologo possono essere avviati al trattamento, una procedura innovativa, sicura e supportata da solide evidenze scientifiche”.

Un dipinto dal Premio Mestre di Pittura alle pareti

di un dipinto pregevole - spiega il direttore generale Massimo Zuin - che è stato donato all’Ulss 3 Serenissima da Federfarma Venezia, nel quadro di una collaborazione avviata quest’anno. E’ stato selezionato tra i dipinti partecipanti al ‘Premio Mestre di Pittura’, e la collocazione qui all’Angelo testimonia del rapporto stretto e della vicinanza della comunità cittadina, delle associazioni, dei professionisti, di chi fa arte, con questo Ospedale, che è sempre più un punto di riferimento, un luogo riconosciuto e considerato importante. Ringrazio quindi il ‘Premio’, e il ‘Circolo Veneto’ che promuove la rassegna di pittura, e ringrazio Federfarma, che ha scelto l’opera e ne fa dono all’Ospedale”.

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temi legati alla cura e all’assistenza e che, per il suo valore artistico, meriti di essere esposto in pubblico. Questo primo dipinto e quelli che selezioneremo di anno in anno vengono acquistati da Federfarma per farne dono all’Ulss 3 Serenissima; l’Ulss 3 Serenissima, quindi, collocherà le opere nei propri spazi aperti al pubblico”.

La prima opera selezionata, e collocata negli spazi del CUP dell’Angelo, si intitola “Madonna con bambino allergico” ed è stata dipinta da

che unisce i due protagonisti”. Presenti alla cerimonia, Christiano Costantini, presidente del Circolo Veneto, e Cesare Campa hanno voluto ringraziare l’Azienda sociosanitaria per per aver accolto la proposta di collaborazione, ed hanno sottolineato il desiderio di allargare ulteriormente le collaborazioni tra il ‘Premio’ e le istituzioni e gli enti della città, così che la rassegna possa continuare ad offrire alla cittadinanza, in spazi nuovi e diversi, quanto realizzato dai tantissimi artisti che partecipano alla rassegna.

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Eventi estivi. In Piazza Vittorio Emanuele spazio a musicisti, artisti, associazioni e realtà locali

TORNANO I MERCOLEDÌ D’ESTATE E IL PALCO

APERTO AI TALENTI DEL TERRITORIO

Un’estate all’insegna dell’incontro, dell’intrattenimento e della valorizzazione delle realtà locali. Comune e Pro Loco di Cavarzere confermano anche per il 2026 la collaborazione che porterà in città il ritorno dei tradizionali Mercoledì d’Estate e del progetto “Talenti in Piazza”, iniziativa che o rirà uno spazio aperto ad artisti, associazioni e gruppi del territorio nel cuore del centro cittadino. L’assessore Mattia Bernello ha espresso il proprio ringraziamento alla Pro Loco, ai volontari e a tutti coloro che hanno contribuito all’organizzazione delle iniziative svolte nel corso dell’anno, ricordando anche il successo ottenuto dalla recente Festa dello Sport. “La Festa dello Sport appena conclusa è stata l’ennesima dimostrazione di quanto il volontariato,

la collaborazione e la condivisione di obiettivi possano generare risultati straordinari”, ha dichiarato Bernello, sottolineando il rapporto consolidato tra l’amministrazione comunale e la Pro Loco guidata dalla presidente Lina Figoni. Tra gli appuntamenti più attesi figura il ritorno del palco in Piazza Vittorio Emanuele, già protagonista della scorsa estate. L’iniziativa sarà nuovamente al centro del progetto “Talenti in Piazza”, pensato per o rire visibilità a musicisti, gruppi musicali, compagnie teatrali, scuole di danza, cori, scrittori, poeti, associazioni sportive e culturali. “Crediamo fortemente che il talento debba avere uno spazio dove potersi esprimere e per questo metteremo a disposizione un palco aperto a tutti”, ha aggiunto l’assessore, invitando chiunque abbia un progetto

o una proposta a contattare la Pro Loco per partecipare. Soddisfazione anche da parte della presidente della Pro Loco, Lina Figoni, che ha evidenziato il valore dell’iniziativa e il ruolo degli eventi nel mantenere vivo il centro cittadino. “Il palco sarà uno spazio aperto e inclusivo, pensato per dare voce e visibilità a chi desidera esprimere la propria arte, la propria cultura e il proprio talento”, ha spiegato Figoni, ricordando il successo ottenuto dal progetto nella precedente edizione.

La presidente ha inoltre ringraziato la Fondazione Clodiense E.T.S. per il sostegno alle attività dell’associazione. La Pro Loco di Cavarzere, infatti, ha ottenuto un contributo nell’ambito di un bando promosso dalla fondazione, un sostegno che consentirà di prose-

guire nell’organizzazione di eventi e manifestazioni dedicate alla comunità.

Con il ritorno dei Mercoledì d’Estate e di “Talenti in Piazza”, Cavarzere si prepara così a una stagione ricca di appuntamenti, con l’obiettivo di coinvolgere cittadini, famiglie, giovani e associazioni attra-

verso momenti di socialità, spettacolo e cultura. Per informazioni e adesioni al progetto è possibile contattare la Pro Loco di Cavarzere.

• Redazione Cavarzere

“Puliamo

il Bacino 2026”, grande partecipazione alla giornata ecologica

Si è svolta a Cavarzere l’edizione 2026 di “Puliamo il Bacino”, la giornata ecologica promossa dal Consiglio di Bacino Venezia Ambiente con il supporto di Veritas e dell’Amministrazione comunale. L’iniziativa, organizzata in concomitanza con il tradizionale mercato cittadino, ha visto una numerosa partecipazione di studenti, associazioni di volontariato, amministratori e cittadini che, divisi in squadre operative, hanno ripulito diverse aree del territorio comunale raccogliendo un’ingente quantità di rifiuti. Fondamentale il contributo degli studenti dell’Istituto “Veronese-Marconi”, delle rispettive dirigenti scolastiche e delle associazioni del territorio, tra cui “Il Cuore per Amico”, oltre al supporto logistico garantito dall’Ambito Territoriale di Caccia Cavarzere-Cona, che ha collaborato anche nel trasporto dei rifiuti verso

l’ecocentro comunale. L’assessore all’Ambiente Marco Grandi ha espresso soddisfazione per la riuscita dell’iniziativa e per la forte partecipazione registrata anche quest’anno. “Da quando ricopro il ruolo di assessore all’Ambiente ho sempre voluto che Cavarzere aderisse convintamente a questa importante giornata — ha dichiarato Grandi —. Anche l’edizione 2026 è stata caratterizzata da una partecipazione straordinaria, resa possibile grazie agli studenti dell’Istituto Veronese-Marconi, alle associazioni di volontariato e a tutti i cittadini che hanno scelto di dedicare il proprio tempo alla comunità. Vedere tanti giovani impegnati nelle strade della città con le pettorine gialle, proprio in una giornata di grande a luenza come quella del mercato, ha rappresentato un forte segnale di senso civico e attenzione verso il bene comune”.

“Ringrazio personalmente le dirigenti scolastiche, Veritas, il Consiglio di Bacino, l’associazione Il Cuore per Amico e l’Ambito Territoriale di Caccia Cavarzere-Cona per il prezioso supporto organizzativo e logistico — ha aggiunto l’assessore —.

Grazie all’impegno di tutti è stato possibile restituire decoro a molte aree del territorio e lanciare un messaggio importante di responsabilità ambientale. “Puliamo il Bacino” non è solo una giornata ecologica, ma anche un momento di aggregazione e partecipazione attiva che vogliamo continuare a valorizzare anche nei prossimi anni”.

• (G.T.)

VERDI PROTAGONISTA DEL CONCERTO LIRICO SINFONICO A CAVARZERE

Sarà la ricorrenza legata al 125esimo anniversario della morte di Giuseppe Verdi il tema conduttore della 14esima edizione del Concerto Lirico Sinfonico che l’Orchestra Sinfonica e Coro “T. Serafin”, sotto la direzione del M° Renzo Banzato, terranno Sabato 18 Luglio nel suggestivo contesto di Piazza V. Emanuele II, che diverrà così un vero e proprio teatro a cielo aperto. Fulcro principale intorno al quale ruoterà il programma del concerto, che gode del Patrocinio della Regione Veneto, è rappresentato dalla produzione lirica di Giuseppe Verdi: nel pensiero e nel sentire collettivo il compositore di Busseto è infatti ritenuto, a ragione, simbolo del Risorgimento poi confluito nell’Unità d’Italia. Esaminando i capolavori del repertorio verdiano non è esagerato definire Verdi autentico “Maestro” nel mettere in scena le grandi passioni umane in una cornice di straordinaria ra inatezza e nobiltà di espressioni.

Nella serata di Sabato 18 Luglio, che sarà presentata da Vanessa Banzato, risuoneranno pertanto le pagine selezionate dalle opere maggiormente rappresentative del “Cigno di Busseto”: un “excursus musicale” a tutto tondo, con l’esecuzione delle sinfonie, cori, arie, duetti e concertati tratti tanto dai lavori dei primi anni (Nabucco, I Lombardi alla prima crociata, Macbeth), tanto dalla cosiddetta “trilogia popolare” (Il trovatore, La traviata), senza tralasciare la produzione sacra, come il Requiem, dal quale sarà proposto l’impetuoso Dies Irae. Indubbiamente un programma di grande fascino, che non mancherà di attirare, come sempre, un pubblico numerosissimo. Piazza del Municipio ospiterà pertanto una produzione musicale di notevole spessore artistico, che prevede il coinvolgimento dei qualificati professori dell’Orchestra Sinfonica T. Serafin, a iancati dai componenti dell’omonimo Coro, ai quali si aggiungeranno tre solisti vocali di primo piano nel panorama della lirica internazionale, per un totale di oltre cento esecutori: il tutto sotto la magistrale bacchetta del Maestro Banzato, vicedirettore del Conservatorio di Adria. Il Maestro si avvarrà della prestigiosa presenza del soprano Chiara Milini, del basso Luca Gallo e del tenore Paolo Antognetti, che giungerà direttamente dal Teatro alla Scala di Milano, dove la sera prima sarà impegnato in Norma di Bellini. L’evento è realizzato dall’Assessorato alla Cultura della Città di Cavarzere, in compartecipazione con la Fondazione

di Venezia, la Fondazione Clodiense E.T.S. ed è reso possibile grazie alla generosità di alcune rilevanti realtà economico-produttive che operano nel territorio, come la Confartigianato di Cavarzere e Cona. Il concerto si inserisce inoltre all’interno degli appuntamenti culturali estivi promossi da Banca Adria Colli Euganei. L’orario d’inizio è fissato alle ore 21.15; in caso di maltempo il concerto si svolgerà Domenica 19 Luglio. L’ingresso è gratuito, ma su prenotazione; per maggiori informazioni è possibile contattare il numero telefonico 335 - 6139668.

• (R.C.)

Boscochiaro in

festa: grande partecipazione

alla

“Festa dea Bira”

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Una serata all’insegna della convivialità, della musica e dello spirito di comunità ha animato Boscochiaro, frazione di Cavarzere, in occasione della “Festa dea Bira”, che anche quest’anno ha richiamato numerosi cittadini e famiglie. A portare il proprio saluto e a condividere la serata con i presenti è stato l’assessore Mattia Bernello, che ha sottolineato l’importanza di iniziative capaci di valorizzare le frazioni e ra orzare il senso di appartenenza al territorio. “La presenza così numerosa e partecipe dimostra quanto sia forte il legame con la nostra comunità e quanto questi eventi siano fondamentali per creare socialità e unione”, è stato il messaggio emerso durante la serata, caratterizzata da grande partecipazione e un clima festoso. Protagonista dell’organizzazione è stato il Comitato 21 Maggio, insieme ai volontari e ai comitati locali che ogni anno si impegnano con costanza per superare di icoltà organizzative e burocratiche, garantendo al territorio momenti di aggregazione sempre più attesi e partecipati. L’evento ha proposto musica dal vivo, stand gastronomico e attività per tutte le età, tra cui giochi tradizionali in legno e un’area dedicata ai più piccoli con il luna park. Un’o erta pensata per coinvolgere famiglie e visitatori, trasformando la frazione in un punto di incontro vivo e dinamico.

• (R.C.)

La problematica. Si segnalano

sempre più argini a rischio e strade danneggiate

EMERGENZA NUTRIE, IL COMUNE PRONTO A UN PIANO DI CONTENIMENTO

L’ emergenza nutrie continua a rappresentare un problema concreto e sempre più di uso nei territori, dove la presenza incontrollata di questi roditori sta provocando danni rilevanti agli argini, ai canali di bonifica e anche alla sicurezza della rete stradale. A sottolineare il problema è il sindaco di Cona, Alessandro Aggio: “Tra le aree maggiormente interessate al fenomeno - spiega Aggio - vi è anche il Canal

dei Cuori, ambiente particolarmente favorevole alla proliferazione della specie. Il problema principale riguarda le profonde gallerie che gli animali scavano lungo le rive e sotto gli argini, compromettendo la stabilità del terreno e aumentando il rischio di cedimenti. Un episodio significativo si è verificato circa un mese fa lungo la Strada Provinciale 7, all’altezza della frazione di Monsole, dove si è aperta una buca al limite della

In Veneto oltre 60 mila abbattimenti, impiegati anche i cacciatori

carreggiata proprio a causa di una tana scavata nel sottosuolo. Una situazione che ha richiesto un rapido intervento di messa in sicurezza e che evidenzia come il fenomeno non rappresenti soltanto una criticità ambientale e idraulica, ma anche un potenziale pericolo per la circolazione stradale”. Il continuo indebolimento degli argini causato dalle nutrie rischia infatti di compromettere la tenuta idraulica del territorio, già particolarmente fragile sotto il profilo idrogeologico. Per questo motivo si rende necessario a rontare il problema attraverso un’azione coordinata e strutturata. “La normativa vigente - spiega il sindaco Aggio - prevede che la gestione dei piani di controllo e contenimento della nutria sia a idata agli enti pubblici competenti, in particolare alla Città Metropolitana di Venezia e alle Province. L’animale non può essere cacciato autonomamente dal singolo cittadino, ma il contenimento avviene esclusivamente tramite piani di eradicazione selettiva attuati da operatori formati e autorizzati. Dal 2025 la Regione del Veneto ha avviato un nuovo progetto sperimentale per il controllo e l’eradicazione delle nutrie, considerate specie dannosa per l’ambiente e per la sicurezza idraulica del territorio. Il piano regionale prevede uno stanziamento complessivo di 1,5 milioni di euro nel triennio 2025-2027”. Il progetto viene

La di usione delle nutrie in Veneto è partita ormai da oltre un decennio, a cominciare dall’area del Polesine e del Rodigino. Le nutrie trovano un habitat ideale nei corsi d’acqua della pianura veneta, dove riescono a riprodursi rapidamente in assenza di predatori naturali. In questi ultimi anni nella Bassa Padovana e nel Veneziano, territori caratterizzati da una fitta rete di canali, scoli e arginature, il tema assume un’importanza strategica. Nel solo 2023 in Veneto sono stati registrati oltre 60mila abbattimenti, con Verona e Rovigo tra le province maggiormente colpite. Il nuovo piano

punta ora a ra orzare ulteriormente il controllo della specie e a raccogliere dati aggiornati attraverso Anbi Veneto, così da monitorare in maniera costante l’e icacia degli interventi sul territorio. Alcuni comuni del veneziano sono corsi ai ripari: ad esempio, da alcuni anni quello di Campagna Lupia ha deciso di avvalersi di squadre di cacciatori per ridurne il numero. Una scelta, questa e di altri Comuni, che ha fatto salire le proteste di alcune associazioni ambientaliste del territorio.

• (A.A.)

realizzato in collaborazione con i Consorzi di Bonifica e le Autorità di bacino, chiamati a svolgere un ruolo centrale nella gestione operativa degli interventi.

“Tra le novità introdotte - sottolinea Aggio - vi sono un maggiore coordinamento a livello regionale, il coinvolgimento diretto dei Consorzi nella composizione delle squadre di controllo e nello smaltimento delle carcasse, oltre alla

copertura di alcuni costi sostenuti dagli operatori volontari. Il Comune di Cona è in contatto con la Città Metropolitana e con il Bacino per organizzare un piano di contenimento, con l’obiettivo di tutelare il territorio, preservare la sicurezza idraulica e prevenire ulteriori criticità lungo la rete stradale”.

• Alessandro Abbadir

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BOTTIN: “NO AI TRASPORTI SCOLASTICI LEGATI AGLI SPONSOR , SERVE AUTONOMIA”

“Nel Consiglio Comunale delle scorse settimane - spiega per il gruppo l’ex candidato sindaco Antonio Bottin - abbiamo a rontato temi importanti che riguardano direttamente servizi, famiglie e futuro della nostra comunità. Come Cona Partecipazione Civica abbiamo portato osservazioni puntuali, dati concreti e proposte alternative, sempre con un obiettivo chiaro: difendere i servizi essenziali e garantire trasparenza amministrativa. Abbiamo espresso voto contrario davanti a dati molto chiari: c’era, come abbiamo detto già il mese scorso, un avanzo disponibile crollato a 95.000 euro. Si è registrato un saldo di gestione negativo per quasi 400.000 euro e poi un aumento della spesa corrente, compresa quella del personale. C’è la totale assenza del piano dei flussi di cassa previsto dalla legge”. Poi la questione del trasporto scolastico. “Abbiamo ribadito – dice Bottin –che i 75.000 euro necessari per il servizio possono essere recuperati senza ricorrere a sponsorizzazioni: riducendo sprechi e spese correnti, tagliando consulenze esterne che superano i 100.000 euro annui e organizzando gli u ici in modo più e iciente. Per noi il trasporto scolastico è un servizio essenziale, non può dipendere dagli sponsor”. Sulla tari a puntuale dei rifiuti il gruppo ha delle proposte precise. “Abbiamo chiesto - continua Bottin - più chiarezza prima dell’approvazione: non è stata presentata nessuna simulazione tari aria, non è stata fatta nessuna spiegazione sugli aumenti o riduzioni delle bollette. Ci sono dei dubbi sugli svuotamenti minimi. La maggioranza ha comunque approvato il regolamento”. Ma non solo. “Abbiamo segnalato - continua l’opposizione - criticità su sicurezza, trasparenza e compatibilità con gli appalti pubblici. Anche questa delibera è stata approvata senza approfondimenti. Abbiamo poi presentato una mozione per difendere la presenza dei servizi sociali sul territorio ed evitare l’accentramento a Chioggia.

La mozione è stata respinta. Inoltre, dopo 20 anni non esiste ancora un piano approvato di assistenza scolastica. Ad oggi le famiglie non sanno ancora cosa accadrà il pros-

simo anno”. Dure le conclusioni del gruppo Cona Partecipazione Civica dopo una infuocata discussione avvenuta in consiglio comunale: “Continueremo - sottolinea la formazione politica - a lavorare per: trasparenza, tutela dei servizi essenziali, riduzione degli sprechi, e icienza amministrativa, difesa del territorio e dei cittadini. Cona merita serietà, responsabilità e scelte concrete per il futuro della comunità”.

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Proteste

Scattano le proteste dei residenti di Cona per il tra ico in via Romea. A sottolineare il disagio è il consigliere comunale del gruppo “Cona Partecipazione Civica”, Antonio Bottin. “Negli ultimi mesi molti residenti di via Romea – dice Bottin – ci hanno segnalato una situazione sempre più critica: i mezzi pesanti diretti a una ditta della zona continuano a transitare a velocità elevate lungo la strada comunale, creando disagi e potenziali rischi per le persone e per le abitazioni”. Per il consigliere di opposizione di centrosinistra il Comune di Cona deve intervenire in tempi rapidi in attesa di soluzioni definitive. “In attesa che vengano realizzate le piazzole di scambio, previste proprio per migliorare la gestione del tra ico dei camion – sottolinea Bottin – i cittadini chiedono all’amministrazione comunale un impegno concreto e immediato per garantire maggiore sicurezza”. Le richieste, secondo il gruppo di opposizione al sindaco Alessandro Aggio, sono semplici e di buon senso: “Servono controlli costanti della velocità da parte degli organi competenti, interventi temporanei di moderazione del tra ico in attesa delle opere definitive e un monitoraggio tecnico per tutelare le abitazioni soggette a vibrazioni e rumori anomali”. Nette le conclusioni: “I cittadini non chiedono polemiche – conclude – ma risposte concrete: la sicurezza stradale è un diritto e un dovere di tutti, e via Romea merita attenzione immediata. Per questo motivo, ci uniamo alla richiesta dei residenti a inché il Comune avvii azioni rapide e verificabili, nell’interesse della comunità e della tutela del territorio”. Il Comune da parte sua fa sapere che sta valutando le azioni più opportune da intraprendere.

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Rosolina Mare: Consegna kit sacchetti per raccolta di erenziata dei ri uti per l’anno 2026

I kit per la raccolta dei ri uti, prodotti nelle seconde case di Rosolina Mare, usate stagionalmente

dal 15 settembre 2026

GIORNI E ORARI APERTURA IAT: dal lunedì alla domenica

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Eventi. Dal Bacino di San Marco il via al Giro d’Italia a Vela 2026

E’ SALPATO IL MARINA MILITARE NASTRO ROSA TOUR

Venezia, capitale storica della marineria italiana e custode di una tradizione navale che a onda le radici nella Serenissima Repubblica, ha ospitato la partenza della sesta edizione del Marina Militare Nastro Rosa Tour – Il Giro dell’Italia a Vela 2026. Dal Bacino di San Marco sono salpati dieci equipaggi pronti ad a rontare una navigazione di 1.250 miglia lungo le coste della Penisola, in un percorso articolato in otto tappe che si concluderà a Genova il 12 luglio. Una partenza dal forte valore simbolico, in una città che più di ogni altra rappresenta il legame tra l’Italia e il mare. Presentata al Circolo U iciali di Venezia e partita dal Bacino di San Marco, la kermesse della Marina Militare toccherà i porti di Cattolica, Vieste, Taranto, Siracusa, Tropea, Napoli, Portoferraio e Genova, unendo competizione sportiva, cultura del mare e valorizzazione del territorio. La regata è organizzata dalla Marina Militare in sinergia con Difesa Servizi Spa. e SSI Sports & Events, con il supporto del Ministro per lo Sport e i Giovani, del Comitato Organizzatore dei Giochi del Mediterraneo Taranto 2026, della Federazione Italiana Vela e il patrocinio del CONI. Dieci i team al via, composti da atleti olimpici, skipper oceanici e giovani talenti della vela europea: Marina Militare(ITA), Aeronautica Militare(ITA), Guardia di Finanza(ITA), Team Poland(POL), Flushing Sailing Club(ENG), Cambridge University Yacht Club(ENG), Verein Seglerhaus am Wannsee(GER), Circolo Nautico Sambenedettese(ITA), Exe Sailing Club(ENG) e Bayerischer Yacht-Club(GER). Ogni imbarcazione porta il nome di un faro italiano, nell’ambito del progetto “Valore Paese Italia – Fari”, che valorizza il patrimonio costiero nazionale attraverso un racconto di uso lungo le rotte della regata. Un filo simbolico che unisce sport, identità e territori. A sottolinearlo l’Ammiraglio di Divisione Domenico Guglielmi, comandante dell’Istituto di Studi Militari Marittimi e del Presidio di Venezia. Il colonnello Elio Babbo, Capo divisione brand e media di Difesa Servizi, ha illustrato tra le novità della sesta edizione del Marina Militare Nastro Rosa Tour l’introduzione di tre diverse discipline del panorama velico: l’O shore, con le lunghe navigazioni

d’altura a bordo dei Figaro Bénéteau

3; l’Inshore, con le regate costiere sui Waszp; e il Board, dedicato al Wing Foil, spettacolare disciplina praticata

a pochi metri dalla riva. Accanto alla competizione, ogni tappa ospiterà il Villaggio della Vela, spazio aperto al pubblico con

incontri, attività divulgative, eventi culturali e spettacoli. Un format pensato per avvicinare famiglie, giovani e appassionati al mondo della vela e alla cultura del mare. Da Venezia a Genova, il Marina Militare Nastro Rosa Tour attraverserà l’Italia per oltre quaranta giorni, trasformando le principali città costiere in approdi di sport e racconto del mare. E ancora una volta, è dalla Serenissima che prende forma questo viaggio, nel segno di una tradizione marittima che continua a parlare al presente.

• Guendalina Ferro

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Il teatro arriva “sotto casa”: dodici spettacoli estivi

La magia del teatro si di onde nei parchi, nelle piazze e nei luoghi di aggregazione di tutto il territorio comunale di Venezia con “SottoCasa”, la rassegna estiva ideata dal Settore Cultura del Comune in collaborazione con Stivalaccio Teatro. Inserita nel più ampio cartellone dei Palcoscenici Metropolitani, la manifestazione si svolgerà dal 6 al 30 luglio 2026, o rendo dodici spettacoli pomeridiani a ingresso libero. Pensata per un pubblico di bambini e famiglie a partire dai 3 anni d’età, l’iniziativa punta a portare le storie direttamente nei quartieri, valorizzando le aree verdi della terraferma e delle isole con appuntamenti fissati sempre alle ore 17.30.

Il ricco calendario toccherà numerose località: si parte lunedì 6 luglio al Parco Bissuola, per poi proseguire l’8 luglio al Parco Zia di Zelarino, il 9 al Parco Hayez alla Cipressina, il 13 al Piraghetto di Mestre, il 15 al Centro Montessori di Chirignago e il 16 al Parco Catene di Marghera. La rassegna continuerà il 20 luglio al Parco Sant’Antonio di Marghera, il 22 al Parco Villaggio Laguna di Campalto, il 23 a Murano, il 27 al Parco Fucini di Favaro, il 29 a Pellestrina in Piazzale Zendrini, per poi concludersi il 30 luglio nuovamente al Parco Bissuola.

Il programma prevede tre produzioni agili e poetiche capaci di stimolare la fantasia. Le prime date (6, 13, 20, 27 luglio) ospiteranno “A sbagliare le storie”, di e con Pierdomenico Simone e Eleonora Marchiori: un viaggio divertente ispirato a Gianni Rodari dove Cappuccetto Rosso finisce nelle fiabe sbagliate. Nei giorni 8, 15, 22 e 30 luglio andrà in scena “Goccia”, di e con Marie Coutance e tratto da Marie Colmont, che racconta il viaggio poetico di una goccia d’acqua dalla nuvola fino al mare. Infine, il 9, 16, 23 e 29 luglio sarà la volta di “Favole a rovescio”, ancora firmato da Simone e Marchiori su testi di Rodari, che propone un Pinocchio inedito muoversi in un mondo capovolto per insegnare ai più piccoli l’importanza di pensare con la propria testa.

TI PIACEREBBE FAR

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ESPANSIONE?

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IL GALÀ DELLO SPORT UNISCE LA COMUNITÀ: ATLETI PREMIATI E PROMOSSA LA SVOLTA GREEN

Una città che si ferma per applaudire i propri atleti. È questo lo spirito che ha animato il Galà dello Sport in piazza municipio a Cavarzere, un evento fortemente voluto dall’assessore Mattia Bernello, e trasformata per l’occasione in un grande palcoscenico dedicato alle eccellenze sportive del territorio. Un evento che ha richiamato atleti, famiglie, dirigenti e appassionati, uniti dalla volontà di celebrare i successi ottenuti da chi ha portato il nome della città sui campi di gara regionali, nazionali ed internazionali. Nel corso della manifestazione sono stati premiati atleti provenienti da numerose discipline, a testimonianza della vivacità del panorama sportivo locale. Dal calcio femminile a quello maschile, passando per boxe, ginnastica artistica, karate, ciclismo e basket, con il pubblico che ha potuto applaudire gli interpreti di importanti traguardi raggiunti a livello agonistico e in campo amatoriale. Negli interventi è stato ribadito il valore dello sport non soltanto come competizione, ma anche come strumento di crescita

personale, inclusione e formazione. Un messaggio condiviso da tutti i relatori, che hanno sottolineato il ruolo fondamentale delle società sportive, degli allenatori e delle famiglie. L’ampia partecipazione ha confermato il forte legame tra la città e il suo mondo sportivo: un successo che va oltre le medaglie e che racconta una comunità capace di riconoscere l’impegno, la passione e la determinazione dei propri ragazzi. Accanto agli atleti erano presenti il sindaco Pierfrancesco Munari, l’assessore regionale Laura Besio, il delegato territoriale del Coni Matteo Perini, il rappresentante di Aces Italia Dario Scarpa, il presidente della Consulta dello Sport Paolo Marzola e il vicesindaco di Cona Sante Nalin. La

manifestazione ha fatto centro anche con il secondo appuntamento in piazza del Municipio. L’entusiasmo dei presenti è lo specchio di un format che funziona, come ha confermato l’assessore Mattia Bernello: “Devo dire che questa è già la seconda serata dopo una gran serata di galà in cui abbiamo premiato più di 20 atleti che si sono distinti durante l’anno per il comune appunto di Cavarzere con le varie società sportive, questa sera invece vogliamo dare una vetrina per le nostre società sportive e saranno 20 che si esibiranno questa sera e hanno una piazza, devo dire, meravigliosa, insomma anche questa seconda serata è stata un gran successo”. Tra i protagonisti in piazza c’era anche l’assessorato

Il Bocar Juniors Under 17 è campione del Veneto

Si chiude nel modo più prestigioso una stagione destinata a rimanere nella storia del Bocar Juniors Under 17, capace di conquistare la Coppa Veneto di categoria al termine di un percorso straordinario, costruito su lavoro, determinazione e grande qualità di squadra. La finale, disputata a Dolo, ha visto i rossoneri imporsi per 1-0 sul Mestre grazie alla rete decisiva di Leonardo Trombin al 30’ del primo tempo, con un potente tiro da 40 metri. Un gol pesantissimo, quello del centrocampista, che ha deciso una sfida equilibrata e combattuta, consegnando alla squadra una vittoria destinata

a restare nella memoria della società. Guidati da mister Luca Ferro e dal vice Lorenzo Di Lena, i giovani del Bocar hanno mostrato ancora una volta maturità, organizzazione e grande spirito di sacrificio. Contro un avversario di valore come il Mestre, la formazione rossonera ha saputo gestire con lucidità i momenti più delicati della gara, difendendo con ordine il vantaggio fino al triplice fischio finale. Il successo in finale rappresenta il coronamento di un percorso entusiasmante iniziato dai quarti di finale. In quella occasione il Bocar aveva lanciato un

all’Ambiente e all’Ecologia del Comune di Cavarzere, guidato dall’assessore Marco Grandi, che ha colto l’occasione per lanciare un importante messaggio green in collaborazione con il Consiglio di Bacino Venezia Ambiente: “Durante la bellissima serata della festa dello sport a Cavarzere ho voluto aderire come assessorato, come amministrazione comunale di Cavarzere alla proposta promossa dal consiglio di bacino Venezia Ambiente e ho il onore di avere questa sera il direttore generale, la dottoressa Luisa Tiraoro presente per sensibilizzare in maniera scherzosa, giocosa la popolazione per la corretta di erenziazione dei rifiuti. I cittadini che vogliono avvicinarsi al nostro gazebo potranno fare un breve divertente quiz e avranno un piccolo gadget, motivo della serata è quello di dare una sensibilizzazione al tema importante della corretta di erenziata e anche a correggere qualche piccolo errore che possiamo commettere quotidianamente nel nostro quotidiano nel di erenziare i rifiuti. Ricordo che Cavarzere è partita

segnale forte, espugnando il campo del Caorle La Salute con un clamoroso 6-3, dimostrando grande potenziale o ensivo. La sfida decisiva contro il Mestre ha così rappresentato la degna conclusione di un percorso impeccabile. Decisivo il guizzo di Trombin, ma il successo è il frutto del contributo di tutto il gruppo, capace di mettere sempre il collettivo davanti alle individualità. Al termine della partita è esplosa la festa rossonera: giocatori, sta , dirigenti e tifosi hanno celebrato insieme una vittoria meritata, frutto di impegno, passione e forte senso di appartenenza.

con un imponente piano di rimodernizzazione del servizio (siamo passati alla tari a puntuale, abbiamo eliminato tutte le isole ecologiche delle periferie, abbiamo rinnovato il servizio in centro, quindi abbiamo rivoluzionato il modo di di erenziare e modernizzato il modo di di erenziare i rifiuti a Cavarzere)”. A tracciare un bilancio positivo dell’iniziativa è stata anche la dottoressa Luisa Tiraoro, direttore generale di Consiglio di Bacino Venezia Ambiente, presente tra i cittadini per coordinare le attività del gazebo: “Il progetto delle Merceologiche in Piazza è un progetto che è partito circa un anno fa. Stiamo attraversando tutti i Comuni con questa iniziativa per migliorare la qualità delle di erenziate. Facciamo dei quiz in modo semplice, anche se l’argomento dei rifiuti è molto complesso, ma cerchiamo di avvicinare le persone a fare bene le raccolte di erenziate”.

• Alessandro Abbadir e Giacomo Trivellato

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La “Svolta a Nord” e il fragile patto di Roma

Acomplicare il risiko concorrono fattori esterni che spingono per una rapida definizione degli equilibri. Da un lato vi è il costante monitoraggio dei flussi elettorali, dall’altro la pressione esercitata dalle nuove correnti identitarie radicali legate alla nascita di movimenti come “Futuro Nazionale” di Roberto Vannacci, capace di intercettare parte del

dissenso ma guardato con forte prudenza dall’ala più istituzionale e pragmatica del settentrione. Per gli amministratori veneti, la priorità resta la tutela dell’autonomia e il radicamento sul territorio, elementi che hanno storicamente decretato il successo del brand Liga Veneta. Se l’accordo di mediazione interna dovesse reggere, la struttura del partito potrebbe

La Lega alla ricerca di una sintesi tra leadership nazionale e correnti identitarie

evolvere verso un modello a doppia trazione, simile alla storica dinamica della Csu bavarese: una leadership nazionale a iancata

da un forte e autonomo presidio del Nord. Al contrario, se la sintesi dovesse sfumare, il rischio è che il malcontento accumulato nei territori del Nord-Est si addensi attorno ai volti storici della governance regionale. La partita veneta, con le sue tese dinamiche congressuali e i posizionamenti in vista dei futuri appuntamenti elettorali, si conferma il vero termometro della tenuta della Lega.

Il dibattito. Da questo mese dedichiamo le pagine regionali ad un confronto su temi di attualità per il Veneto

STEFANI TIRA DRITTO SULL’ AUTONOMIA:

“SACROSANTE RICHIESTE DAL TERRITORIO”

L’obiettivo resta rafforzare l’efficienza amministrativa e dare risposte più rapide ai cittadini

L’autonomia infiamma il dibattito politico veneto e nazionale su fronti contrapposti. “A chi ci accusa di spaccare l’Italia, rispondiamo con la Costituzione e con le sacrosante richieste del nostro territorio”: con queste parole il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, è intervenuto al termine dell’audizione a Roma davanti alle Commissioni A ari costituzionali di Camera e Senato, nell’ambito dell’esame del disegno di legge sull’autonomia di erenziata. Nel corso del confronto parlamentare, Stefani ha respinto le critiche mosse da alcuni esponenti dell’opposizione, secondo i quali la riforma rischierebbe di creare disparità tra i territori e di introdurre trattamenti di erenti tra i cittadini.

“Ci viene contestato di voler creare privilegi di erenziati, approvare norme non più uguali per tutti e aumentare gli stipendi nella sanità”, ha dichiarato il governatore, sottolineando di aver

ribadito in aula la volontà di tutelare gli interessi dei cittadini veneti.

Secondo Stefani, l’autonomia rappresenta uno strumento per ra orzare l’e icienza amministrativa e garantire risposte più rapide alle esigenze locali.

Tra gli obiettivi indicati dal presidente figurano il sostegno al sistema sanitario, l’aumento dell’attrattività del territorio e una maggiore capacità di intervento in caso di emergenze e calamità naturali.

“L’autonomia è responsabilità”, ha a ermato il governatore, evidenziando come il concetto implichi la capacità di rispondere concretamente delle scelte compiute. “I veneti conoscono bene il significato di questa parola e sono abituati a rendere conto del proprio operato”.

Stefani ha infine rilanciato il tema della valorizzazione del personale sanitario, sostenendo che le Regioni in grado di generare risparmi debbano poter destinare maggiori risorse ai lavoratori del settore. “Se una Regione, risparmiando, può aumentare gli stipendi e ra orzare la previdenza del personale della sanità, è giusto che lo faccia”, ha concluso.

Nei giorni successivi Stefani è tornato a difendere con decisione il percorso verso l’autonomia di erenziata, rivendicando la scelta come opportunità

istituzionale e non come fattore di divisione del Paese. L’occasione è venuta dai rilievi della Fondazione Gimbe emersi durante l’audizione in Commissione A ari costituzionali del Senato sugli schemi di pre-intesa relativi alla riforma, a proposito delle competenze richieste dalle Regioni su tariffe regionali differenziate, gestione autonoma delle risorse statali per edilizia sanitaria e tecnologie, istituzione di fondi sanitari integrativi regionali, assunzioni di personale e riallocazione di risorse nazionali vincolate

La Fondazione Gimbe ha ricordato che la Corte Costituzionale ha chiarito che il trasferimento di funzioni alle Regioni non può essere giustificato in modo generico, ma richiede un’istruttoria puntuale e motivata per ciascuna funzione oggetto di devoluzione, fondata sul principio di sussidiarietà e sulla dimostrazione che l’esercizio regionale sia in grado di perseguire meglio l’interesse pubblico. “Desta forti perplessità – ha detto Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione – che i quattro schemi di pre-intesa siano sostanzialmente

sovrapponibili, nonostante riguardino Regioni con caratteristiche epidemiologiche, demografiche, organizzative e assistenziali profondamente diverse. Prima di attribuire nuove competenze – ha avvertito Cartabellotta – occorre garantire che i diritti già previsti siano realmente esigibili in modo uniforme su tutto il territorio nazionale.

Secondo Stefani il nodo centrale è il miglioramento della sanità regionale, con l’obiettivo di renderla più vicina ai cittadini e più aderente ai bisogni dei territori. “I veneti hanno diritto a una sanità migliore”, ha a ermato, sottolineando come l’autonomia non comporti sottrazione di risorse ad altre regioni ma una diversa organizzazione delle competenze. “Voglio ribadire un principio: equità non significa livellare verso il basso la qualità dei servizi - insiste Stefani -. Stiamo parlando della salute delle persone. La riforma Calderoli non esclude nessuno: ciascuna Regione può scegliere se assumersi più responsabilità o lasciare che a gestire risorse e a prendere decisioni sia Roma. - conclude il presidente della Regione del Veneto - Noi, ancora una volta, faremo gli apripista”.

• (R.R.)

Il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani

Le

“AUTONOMIA, STAGIONE ARCHIVIATA, NUOVA FASE PER IL REGIONALISMO”

Tra le fila dell’opposizione in Consiglio Regionale l’autonomia invocata da Stefani e dal centrodestra è bersaglio di critiche.

Per Giovanni Manildo, capogruppo del Partito Democratico e portavoce delle opposizioni, il progetto dell’autonomia di erenziata sarebbe ormai giunto al termine e, con esso, anche una lunga fase politica segnata da promesse rimaste incompiute.

“Siamo alla fine di lunga stagionea erma - segnata dalla inconcludente propaganda della Lega e di Zaia. Quella eterna promessa di un Veneto che avrebbe ottenuto poteri su 23 materie e valanghe di soldi, quel modello, chiacchiere e distintivo, va agli archivi. Non solo perché oggi si sta parlando di sole quattro funzioni, ma perché lo stesso Stefani si dice convinto che a questo schema si agganceranno altre Regioni. Arrivando così alla stessa conclusione di quanto da tempo sosteniamo e indichiamo: ovvero che alcune funzioni possono essere trasferite a

tutte le Regioni a Statuto ordinario”

Per il rappresentante dem, dunque, si chiude una fase politica e se ne apre un’altra, in cui il rapporto tra Stato e Regioni dovrebbe basarsi su una collaborazione più stretta e condivisa, superando i modelli precedenti di autonomia di erenziata.“Parliamo sostanzialmente di nuova stagione del regionalismo, destinato a scrivere una nuova pagina fatta di leale cooperazione fra lo Stato e le Regioni all’insegna di una cooperazione ra orzata”. Chiara Luisetto, consigliere regionale del Pd, intervenuta a Veneto24 aggiunge: “Credo che sia arrivato il momento di smetterla di illudere le persone e sostenere che con l’autonomia risolviamo tutti i problemi economici di questa regione, di un bilancio che non paga adeguatamente il personale e che non fornisce servizi sociosanitari dignitosi alle persone. Penso che sia necessario invece fare un salto di qualità non a parole, ma con i fatti. Questa riforma invece è svuotata perché non stiamo parlando

di una reale redistribuzione di risorse, néstiamo parlando di un’autonomia cooperativa. E’ piuttosto un’autonomia che spacchetta e divide il paese e che sembrerebbe voler creare disuguaglianze, però senza dare sostanza a una legge, ad un’autonomia che è stata promessa per decenni. Inoltre è stata considerata incostituzionale, perché, lo ricordiamo, la legge Calderoli è stata su sette punti svuotata dalla dalla pronuncia della Corte Costituzionale. Rischiamo davvero una divisione del Paese non corretta e non sana”.

“Avevo chiesto al presidente Stefani di venire in Aula a spiegare ai veneti cosa sta succedendo con l’Autonomia di erenziata”, ha dichiarato Carlo Cunegato, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra in un intervento in Consiglio regionale. “Di recente è emerso - ha aggiunto il consigliere - che perfino i 300 milioni per la sanità promessi lo scorso anno da Luca Zaia, altro che i nove decimi delle tasse, sarebbero spariti dall’intesa firmata a febbraio. Senza

trasparenza una democrazia diventa zoppa, mutilata”. “Abbiamo interrogazioni a risposta immediata scadute da gennaio; di fatto sono trascorsi cinque mesi, ma il regolamento prevede 15 giorni” ha puntalizzato Cunegato-. Ci sono interrogazioni a risposta scritta scadute a dicembre. Ho chiesto dati sui

LA CGIL: “NON SI TRATTA DI RISPOSTE A BISOGNI TERRITORIALI

Presente alla Commissione A ari Costituzionali della Camera con il segretario confederale Christian Ferrari e il responsabile delle riforme istituzionali Florindo Oliverio la Cgil bocca il percorso delle intese preliminari su alcune materie. “Stiamo parlando di “protezione civile”, di “professioni”, di “previdenza complementare e integrativa”, di “tutela della salute”: materie che incidono direttamente sui diritti delle persone, - sottolineano i sindacalisti - sulla qualità del lavoro e sulla coesione e unitarietà del sistema pubblico. Basti pensare alla protezione civile: in un tempo segnato dall’emergenza climatica e dall’aumento degli eventi estremi, davvero si può sostenere che si tratti di una funzione

da frammentare ulteriormente, sottraendola a una forte regia nazionale e assegnandola in via esclusiva a questa o quella Regione? E lo stesso vale per la sanità. Attribuire ulteriori margini di autonomia in questa materia significa: accentuare la frantumazione del Servizio sanitario nazionale; indebolire i principi di universalità e uguaglianza dei diritti sociali; rendere ancora più profondi gli attuali – insostenibili – divari territoriali. La salute delle cittadine e dei cittadini non può dipendere dal luogo di nascita o di residenza. E non meno rilevanti sono i rischi nelle altre materie oggetto di devoluzione. Sulle professioni, il pericolo è quello di incrinare l’unità del mercato del lavoro nazionale, creando una giungla di regimi giuridici

medici gettonisti nei Pronto Soccorso a gennaio, sollecitando più volte: ancora niente. I Pronto Soccorso veneti sono in grave crisi e abbiamo bisogno di capire cosa sta succedendo. Sono stato eletto per avere accesso ai dati, per capire come funziona la sanità che vale l’80% del bilancio regionale”.

diversi, vincoli, disparità e barriere localistiche. La Corte ha chiarito che qualsiasi ulteriore forma di autonomia deve essere giustificata da specificità concrete di ogni singola Regione. Nelle intese preliminari, questa specificità – come sottolineato da più parti durante queste audizioni – semplicemente non esiste: i testi sono identici, le richieste regionali assolutamente uguali e le motivazioni completamente generiche. Questo dimostra che non si tratta di risposte mirate a bisogni territoriali specifici, supportate da un’istruttoria oggettiva e scientificamente fondata, ma di una scelta puramente politica e ideologica: sostanzialmente, un atto di fede che non necessita né di spiegazioni né di motivazioni.

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L’intervento. Il senatore Udc: “Dobbiamo avere il coraggio di costruire istituzioni più moderne e capaci”

DE POLI E L’AUTONOMIA: “E’ UNA SFIDA DI RESPONSABILITÀ PER RAFFORZARE IL PAESE”

er troppo tempo il dibattito sull’autonomia di erenziata è stato raccontato come uno scontro tra chi vuole dividere l’Italia e chi vuole difenderne l’unità. È una rappresentazione semplicistica che non aiuta a comprendere la vera questione: l’autonomia serve per rendere le istituzioni più e icaci e più vicine ai cittadini”.

Il senatore Antonio De Poli (Udc) interviene sul dibattito di questi giorni e a erma che la recente audizione del presidente del Veneto Alberto Stefani “ha riportato il confronto sul terreno giusto, quello della responsabilità. Principio che non solo condivido in pieno, - aggiunge il senatore ma da cui vorrei partire, l’autonomia non è una bandiera ideologica né una mera rivendicazione identitaria. È uno strumento per migliorare il funzionamento dello Stato, rendere più e icaci le amministrazioni e costruire servizi più vicini alle esigenze dei cittadini e delle cittadine.

Per questo ho accolto con favore la decisione della Corte Costituzionale che ha

dichiarato inammissibile il referendum abrogativo sulla legge Calderoli. La Consulta ha ricordato che il percorso dell’autonomia rientra pienamente nel quadro costituzionale e che il confronto politico non può trasformarsi in un pregiudizio verso una riforma prevista dalla nostra Carta”.

De Poli richiama il referendum del 2017, con il quale oltre 2,3 milioni di veneti hanno chiesto più autonomia attraverso un referendum consultivo. “L’espressione democratica di una comunità che chiede di poter contribuire in modo più diretto all’organizzazione dei servizi e delle politiche pubbliche. Un mandato politico e istituzionale che merita rispetto. L’esperienza del Veneto dimostra che autonomia e unità nazionale non sono concetti in contrapposizione, al contrario possono ra orzarsi reciprocamente se l’obiettivo resta quello di o rire servizi migliori ai cittadini e rendere più e iciente l’azione pubblica. Naturalmente l’autonomia non può essere interpretata come una corsa solitaria delle Regioni più forti. L’Italia è una e indivisibile.

Ma proprio perché crediamo nell’unità del Paese dobbiamo avere il coraggio di costruire istituzioni più moderne e più capaci di rispondere ai bisogni dei territori, nel solco di quel principio di sussidiarietà che invita ad avvicinare le decisioni ai cittadini ogni volta che questo può migliorare la qualità dei servizi”. Il senatore porta l’esempio della sanità e si chiede; “Se una regione riesce a

organizzare i servizi in modo e iciente, ridurre gli sprechi e liberare risorse, perché non dovrebbe poter reinvestire quei risparmi per valorizzare medici, infermieri e operatori sanitari? In una fase in cui la carenza di personale rappresenta una delle principali emergenze del sistema sanitario nazionale, poter rendere più attrattivi gli ospedali e i servizi territoriali significa o rire una

risposta che tenga presente le esigenze territoriali e cittadine”. Gli stessi presupposti valgono, continua De Poli, per la protezione civile, il lavoro e la formazione professionale. “Ecco che ritorniamo proprio al tema della responsabilità, riuscire a mettere l’e icienza al servizio dei cittadini, governando in modo più diretto. Sapendo che più competenze comportano più responsabilità, trasparenza e una più chiara valutazione dei risultati ottenuti. A questo proposito - continua - esistono principi che non possono essere messi in discussione. I livelli essenziali delle prestazioni (LEP) devono essere garantiti in ogni parte del Paese. La solidarietà nazionale resta un pilastro irrinunciabile della Repubblica. L’autonomia è una grande occasione per l’Italia perché saprà premiare la buona amministrazione, responsabilizzare chi governa e migliorare concretamente la qualità dei servizi. La sfida non è trasferire competenze da Roma ai territori, ma utilizzare quelle competenze per dare risposte più rapide”.

Il senatore Udc Antonio De Poli

L’intervista. Francesco Rucco, vice presidente del Consiglio regionale, Fratelli d’Italia, ex sindaco di Vicenza

“ALTA VELOCITÀ: SERVE IL CORAGGIO

DI DECIDERE UNA VOLTA PER TUTTE”

Francesco Rucco, lei è stato a lungo sindaco di Vicenza e presidente della Provincia, oggi è vice presidente del Consiglio Regionale: c’è una sfida imminente che la città si accinge ad aff rontare, e che poi toccherà a tutto il resto del Nord-Est: quella dell’Alta Velocità. Dal suo punto di vista, si rischia un pantano burocratico e operativo?

Secondo me l’attuale sindaco Possamai sta di fatto rallentando l’opera per evitare di prendere decisioni nette. Credo che lo abbiano capito anche i vicentini: l’obiettivo è non fare scelte impopolari in vista delle elezioni del 2028, per evitare contraccolpi sul risultato elettorale. Bisogna però considerare che sono già passati tre anni, ne passeranno altri cinque e l’opera in città ancora non è arrivata. Parliamo di un cantiere che durerà oltre dieci anni nel tessuto cittadino, portando un disagio enorme. Chi fa l’amministratore non può fare calcoli elettorali, deve avere il coraggio di a rontare la situazione e decidere una volta per tutte. Abbiamo ancora la possibilità di scegliere come il treno uscirà dalla stazione di Vicenza

verso Padova, incidendo quindi anche sul territorio padovano. Stiamo lavorando per sbloccare la situazione, ma credo che entro l’autunno una decisione definitiva vada presa.

La presidente di Confindustria Vicenza ha spiegato che siamo ormai al terzo anno di “decrescita infelice” della produzione industriale. In questo scenario economico, che ruolo sta avendo e può avere la Regione?

La Regione ha un ruolo fondamentale, e lo dimostra anche la recente e importante nomina di Massimo Giorgetti — già assessore regionale veronese — alla presidenza di Veneto Sviluppo. Veneto Sviluppo è la finanziaria che sostiene le nostre aziende. In questi anni è rimasta un po’ troppo ferma e deve riprendere il ruolo centrale del passato, immettendo liquidità e denaro dove necessario per sostenere imprese che oggi sono in netta di icoltà. Il Veneto non è più quello di venti o trent’anni fa, sta so rendo. Durante la campagna elettorale ho visitato almeno un centinaio di aziende e continuo a farlo tuttora; pochi giorni fa ero in un’azienda casearia di livello

internazionale. La richiesta che arriva unanimemente dal mondo produttivo è chiara: meno burocrazia e più elasticità. Da questo punto di vista, il presidente Stefani e l’assessore Bitonci hanno aperto tavoli strategici per la sburocratizzazione. Sul fronte dei trasporti, inoltre, dopo la Pedemontana è vitale ragionare sull’A31 e sul collegamento a nord con l’Europa: non è solo un raccordo verso Trento, ma un’apertura commerciale, imprenditoriale e turistica verso l’Europa centrale e del Nord che sarebbe una manna dal cielo per l’economia veneta.

Spostandoci sul fronte politico, come si spiega l’alto consenso di tanti vicentini verso figure come Vannacci, Valdegamberi o Joe Formaggio? Sicuramente Vannacci rappresenta l’elemento di novità. Quando si apre uno spazio politico nuovo, com’era accaduto a suo tempo con il Movimento Cinque Stelle, si attirano inevitabilmente quelle persone che non hanno trovato risposte o spazio nei partiti classici. Si tratta di un fenomeno che non va sottovalutato, ma di cui bisogna comprendere a fondo il messaggio. Devo dire che alcune delle

posizioni che Vannacci sta esprimendo sono un po’ contraddittorie: sul tema del femminicidio, ad esempio, le sue dichiarazioni non mi trovano a atto d’accordo. Come si trova in questa nuova veste da consigliere regionale dopo tanti anni passati a fare il sindaco e cosa significa aver ricevuto un così alto numero di consensi?

Fare il sindaco è, a mio avviso, il ruolo più bello in assoluto in politica. C’è un legame viscerale: è la tua città, la ami naturalmente e ti trovi a lavorare ogni giorno per il tuo territorio e per la tua comunità. Il Consiglio regionale rappresenta una realtà completamente diversa. È un’assemblea legislativa, il cui approccio assomiglia molto a quello del Parlamento italiano, un vero e proprio “Parlamento veneto” che lavora sulla produzione delle leggi regionali. Devo dire, però, che il livello dei componenti di questo consiglio è molto alto e l’aula è composta da amministratori di ottimo spessore. Il risultato elettorale è un bellissimo risultato, frutto di un lavoro capillare e costante svolto sul territorio a stretto contatto con i cittadini.

SANITÀ, OSTANEL: “CASE DI COMUNITÀ A RISCHIO, GEROSA RIFERISCA IN COMMISSIONE”

Apoche settimane dalla scadenza per l’operatività delle Case di comunità, cresce il rischio che la riforma della sanità territoriale resti lettera morta. A lanciare l’allarme è Elena Ostanel, consigliera regionale di Alleanza Verdi e Sinistra, che ha formalmente chiesto l’audizione in Commissione sanità dell’assessore competente. “Gli specialisti ospedalieri non vogliono coprire i vuoti sul territorio perché gli ospedali so rono una cronica carenza di personale”, dichiara Ostanel, evidenziando come manchi ancora un accordo con i medici di medicina generale. “Apprendiamo dai giornali che la Regione avrebbe una proposta per i medici di base, ma Consiglio e cittadini non ne conoscono i

contenuti. L’assessore venga in Commissione a riferire su questo presunto accordo”. Secondo la consigliera di opposizione, la transizione verso il nuovo modello rischia di bloccarsi senza il coinvolgimento reale del personale e dei sindacati. “Quella delle Case di Comunità è solo l’ultima emergenza che si aggiunge a problemi strutturali irrisolti”, incalza l’esponente di AVS, citando la carenza dei medici di base dovuta a “anni di mancata programmazione regionale” e le continue denunce dei cittadini sulle liste d’attesa. “La Giunta racconta una sanità che funziona, ma la realtà restituisce un quadro diverso”.

VIOLENZA DI GENERE, LANZARIN: “PREVENZIONE E FORMAZIONE CONTRO UN FENOMENO PERVASIVO”

“Il Veneto può contare su una rete antiviolenza solida e strutturata, composta da 25 Centri Antiviolenza, 42 Case Rifugio e 37 Sportelli. Tuttavia, i dati ci confermano che la violenza contro le donne resta un fenomeno pervasivo e che c’è ancora molto lavoro da fare sul fronte della prevenzione e della promozione di una cultura del rispetto”. Manuela Lanzarin (Lega-Liga Veneta), presidente della Quinta Commissione, interviene con forza sul tema della violenza di genere e sull’attività dell’Osservatorio regionale permanente.

I dati Istat tracciano un quadro drammatico: il 31,7% delle donne tra i 16 e i 70 anni ha subito una forma di violenza nel corso della propria vita. Una realtà che bussa ogni giorno alle porte dei servizi territoriali: nel solo 2024, i Centri Antiviolenza e gli Sportelli veneti hanno registrato 8.366 contatti, prendendo in carico e accompagnando 3.780 donne. In questo contesto diventa centrale il lavoro dell’Osservatorio regionale, nato grazie a un voto condiviso da tutte le forze politiche. Durante la seduta della Quinta Commissione, la presidente

Roberta Ruggeri ha illustrato il bilancio dei primi sei mesi e le prossime iniziative. L’obiettivo è duplice: monitorare il fenomeno attraverso dati scientifici, grazie a un protocollo con l’Università di Padova, e far crescere una consapevolezza di usa. “La formazione rappresenta uno strumento fondamentale – sottolinea Lanzarin – e dovrà coinvolgere avvocati, assistenti sociali, personale sanitario, giornalisti e personale scolastico”. Il prossimo passaggio sarà l’esame della relazione in Consiglio regionale.

Elena Ostanel
Francesco Rucco

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A PENSIONE TE PER CANI

Despar Nord investe sul Veneto

Ioccupazione e presenza sul territorio

l Veneto si conferma un’area strategica per Despar Nord che, nel 2025, ha consolidato la propria presenza in regione con un percorso capace di coniugare crescita economica, sviluppo territoriale e attenzione alle comunità locali. Accanto ai risultati commerciali, l’azienda ha ra orzato il proprio ruolo sociale attraverso iniziative dedicate all’inclusione, all’educazione e alla valorizzazione delle eccellenze del territorio. el corso dell’anno Despar Nord ha destinato oltre 160 mila euro ad attività sociali, culturali ed educative realizzate con associazioni, scuole, istituzioni e realtà locali. Tra i progetti più significativi, la collaborazione con la Cooperativa Vite Vere Down Dadi, con cui l’azienda ha promosso percorsi di integrazione sociale e opportunità lavorative per persone con disabilità, coinvolgendo direttamente anche alcuni punti vendita. È proseguita inoltre la partnership con

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che

DESPAR NORD RAFFORZA IL LEGAME CON IL VENETO: CRESCITA, FILIERE LOCALI E SOSTEGNO AL TERRITORIO

coinvolte nell’iniziativa. Oggi sono 81 le micro-realtà artigiane venete presenti sugli sca ali dei punti vendita, alle quali si aggiungono 41 produttori regionali per un totale di oltre mille referenze provenienti dal Veneto. Un modello che sostiene le filiere corte e valorizza i piccoli produttori.

U n percorso di crescita confermato

di euro con un incremento dell’1,49% rispetto al 2024. Sul territorio sono stati investiti oltre 24,5 milioni di euro per il potenziamento della rete vendita, che oggi in Veneto conta 155 punti vendita di cui 81 a gestione diretta e 74 a iliati. È cresciuta anche l’occupazione, con 324 fra nuove assunzioni e stabilizzazioni contrattuali che portano a 4.287 il numero complessivo dei collaboratori

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proposito di persone, Despar Nord ha celebrato anche in Veneto i “Giubilei”, l’appuntamento annuale dedicato ai collaboratori e alle collaboratrici con importanti anzianità di servizio e che hanno raggiunto la pensione. L a cerimonia per il Veneto si è svolta nelle scorse settimane a Villa di Montruglio, a Barbarano Vicentino, coinvolgendo complessivamente 378 persone: 41 pensionati e 337 collaboratori premiati per traguardi professionali compresi tra i 15 e i 40 anni di attività in azienda. Nata oltre vent’anni fa, l’iniziativa rappresenta per Despar Nord un momento di riconoscimento dell’esperienza e della professionalità maturate nel tempo dai propri collaboratori e collaboratrici. Per l’azienda, celebrare questi percorsi significa perciò valorizzare il contributo che ogni persona ha dato alla crescita di Despar Nord e al consolidamento del legame con il territorio, confermando al tempo stesso l’impegno nello sviluppo occupazionale nelle regioni in cui opera.

lo scorso anno nel solo Veneto ha Despar Nord e il tessuto agroalimentare

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Accordo tra Regione e medici di base: Case di Comunità aperte 24 ore su 24

La Regione Veneto e i sindacati dei medici di medicina generale hanno raggiunto un accordo destinato a rendere pienamente operative le Case di Comunità, strutture considerate uno dei cardini della riorganizzazione della sanità territoriale. L’intesa è stata definita al termine di un incontro svoltosi oggi a Venezia tra il presidente della Regione Alberto Stefani, l’assessore alla Sanità Gino Gerosa, il direttore dell’Area Sanità e Sociale Giancarlo Ruscitti e le rappresentanze sindacali dei medici di famiglia. Mentre a livello nazionale la trattativa è ancora in fase critica, la Regione Veneto per prima in Italia raggiunge un accordo e funge da modello nazionale. L’obiettivo è rafforzare la medicina di prossimità e garantire una presenza stabile dei professionisti sanitari all’interno delle Case di Comunità, trasfor-

mandole in un punto di riferimento per i cittadini. I dettagli tecnici dell’accordo sono ancora in fase di definizione, ma il modello organizzativo è stato delineato. «Il Veneto si conferma un laboratorio di buone pratiche e un modello per il resto del Paese», ha dichiarato il presidente Stefani. «Fin dall’inizio abbiamo immaginato le Case di Comunità come il cuore della medicina territoriale, luoghi in cui i cittadini possano trovare assistenza continua e vicina ai loro bisogni». L’accordo prevede che i medici di medicina generale convenzionati, inseriti nelle Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT), garantiscano la loro presenza nelle Case di Comunità dal lunedì al venerdì, nella fascia oraria compresa tra le 8 e le 20. Nelle ore restanti sarà invece assicurato dai medici della continuità assistenziale, consentendo così

alle strutture di rimanere operative 24 ore su 24.

Per i medici con incarico a regime orario viene confermato l’impegno di 38 ore settimanali all’interno delle Case di Comunità, con attività prevalente nelle ore notturne e durante i fine settimana, contribuendo a rafforzare la copertura assistenziale nelle fasce orarie non coperte dai medici di famiglia. L’intesa prevede inoltre la possibilità, per entrambe le categorie di professionisti, di svolgere da sei a dieci ore aggiuntive settimanali, retribuite con un compenso di 60 euro lordi all’ora. Durante questi turni i medici potranno assistere non soltanto i propri assistiti, ma tutti i cittadini che accederanno alle strutture. Secondo l’assessore regionale alla Sanità, Gino Gerosa, l’accordo rappresenta un passaggio fondamentale per dare concreta attua-

zione a uno dei progetti strategici della sanità veneta. Le Case di Comunità, ha sottolineato, avranno il compito di intercettare i bisogni assistenziali prima che si trasformino in emergenze o richiedano il ricorso agli ospedali. L’obiettivo della Regione è ridurre gli accessi impropri ai Pronto Soccorso e

Medici di base, cambi negli ambulatori tra Campalto, Mestre, Mirano e Chioggia

Diverse novità per la medicina di base nel territorio dell’Ulss 3 Serenissima, con cessazioni di servizio e nuovi inserimenti che riguardano Campalto, Mestre, Mirano e Chioggia.

A Campalto è terminato a fine maggio l’attività della dottoressa Carlotta Moruzzi, che operava nella medicina di gruppo di via Orlanda. L’Ulss 3 Serenissima ha già individuato il sostituto, il dottor Pihe Kenao, che entrerà nella stessa struttura dal 15 luglio e prenderà in carico automaticamente gli assistiti della dottoressa Moruzzi. Fino a quella data sarà la stessa medicina di gruppo a garantire il servizio, an-

che con il supporto di un altro medico esterno. I pazienti potranno continuare a rivolgersi all’ambulatorio attraverso le modalità già in uso, contattando il numero 041.90320.

A Mestre Centro si è invece concluso il 17 maggio il servizio del dottor Matteo Vilardo, che riceveva in viale San Marco 184. Dal giorno successivo è subentrata la dottoressa Carolina

Del Piccolo con un incarico a tempo determinato, nello stesso ambulatorio. Anche in questo caso gli assistiti sono stati trasferiti automaticamente nelle liste del nuovo medico.

Novità anche a Mirano, dove a fine maggio ha cessato l’attività il dottor Antonio Vesco, che

visitava nell’ambulatorio di via Vittoria. L’Ulss ha comunicato che i medici dello stesso territorio hanno ancora posti disponibili e per questo gli assistiti sono stati invitati, tramite lettera personale, a scegliere un nuovo medico tra quelli presenti nell’area. Il dottor Vesco operava anche nell’ambulatorio della frazione di Scaltenigo, ma nessun altro medico ha dato disponibilità a proseguire il servizio nella sede. I residenti di Scaltenigo dovranno quindi fare riferimento agli ambulatori di Mirano o Santa Maria di Sala.

A Chioggia ha terminato a fine maggio anche l’attività del dottor Massimo Naccari, che

garantire una maggiore vicinanza ai cittadini, in particolare alle persone fragili e ai pazienti cronici. Un risultato raggiunto attraverso il confronto con i rappresentanti dei medici di famiglia e la definizione di un modello organizzativo che punta a rendere la sanità territoriale più accessibile e capillare.

lavorava nella Medicina di Gruppo Integrata “Madonna Marina”, in via Madonna Marina. In attesa dell’arrivo di un nuovo medico con incarico temporaneo previsto per metà luglio, saranno i colleghi della struttura a seguire anche i suoi pazienti. Per informazioni e appuntamenti resta attiva la segreteria al numero 041.490520.

Sempre a Chioggia ha lasciato definitivamente il servizio anche la dottoressa Boscolo Lucia Rizzo. I suoi assistiti sono già stati presi in carico dall’ambulatorio pubblico attivato dall’Ulss 3 con i medici della continuità assistenziale, nella sede di Strada Marina 500.

IMPLANTOLOGIA E CHIRURGIA

Un team dedicato alla risoluzione delle riabilitazioni impiantare nei casi di scarsa presenza di osso. Rialzi del seno mascellare piccoli o grandi con innesti ossei o nei casi

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