Con i cordoni della borsa ormai stretti dal bilancio approvato, il Consiglio Regionale del Veneto si è trasformato in un palcoscenico di scontri verbali che vanno ben oltre la semplice contabilità. È una sfida di visioni, un “botta e risposta” continuo che vede la maggioranza difendere il modello veneto e le opposizioni tentare di scardinarlo pezzo dopo pezzo. Il primo vero scontro frontale riguarda la mobilità. Carlo Cunegato, dalle file di Alleanza Verdi e Sinistra, ha scosso l’aula con un attacco durissimo: “Presidente, mentre nel resto del mondo si corre verso il futuro, nel vicentino siamo fermi a treni a gasolio che sembrano reperti archeologici. Pagare abbonamenti esorbitanti per servizi da terzo mondo è un insulto ai lavoratori”.
Non si è fatta attendere la replica dai banchi della Lega e della Civica Zaia, che hanno risposto piccati: “Non abbiamo la bacchetta magica per elettrificare migliaia di chilometri in una notte, gli investimenti sono programmati e servono tempi tecnici, non slogan”. Ma è stato Giovanni Manildo del Partito Democratico a rincarare la dose, spostando l’asse sul sociale: “I tempi tecnici non sfamano le famiglie.
Con 25 milioni, briciole rispetto ai 19 miliardi totali, potremmo dare trasporti gratuiti agli studenti. Non farlo è una scelta politica deliberata contro i giovani”.
di Cavarzere
Il Veneto vuole l’autonomia energetica, Bitonci: “Lavoriamo sulle concessioni”
SICUREZZA URBANA, UNA CHIMERA
FRA AZIONE E PREVENZIONE
alle pag. 4-5
LA GRAZIA, I DUBBI E LE TRAPPOLE
• Nicola Stievano
Nel suo ultimo film, La grazia, Paolo Sorrentino ci consegna l’immagine di un Capo dello Stato che abita la «bellezza del dubbio». Così nelle sale austere e silenziose del Quirinale la burocrazia non è il mostro che tutti denunciamo, ma un argine saggio, un tempo sospeso di riflessione. “La burocrazia, tutti la detestano - a erma il presidente del film - perché è lenta ma serve proprio a questo: a non prendere decisioni a rettate”.
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Trattamento della sordità, all’Ulss 3 zero attese e richieste da tutta Italia
SOCIALE, WELFARE, PIANO CASA E GIOVANI, STEFANI: “ECCO COME CI STIAMO MUOVENDO”
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“SPORT
IL PRIMO GALÀ DEDICATO
AI CAMPIONI LOCALI
Cavarzere si prepara a vivere un’edizione 2026 di “Sport in Comune” ancora più significativa, all’insegna della valorizzazione dello sport locale e del ruolo centrale delle associazioni del territorio. A presentare u icialmente la manifestazione è l’Assessorato allo Sport, che quest’anno introduce un’importante novità: il “Galà dello Sport”. L’evento si terrà giovedì 4 giugno alle ore 21.00 presso la Sala del Consiglio Comunale e sarà dedicato alla premiazione degli atleti e delle atlete che si sono distinti nel corso del 2025 a livello nazionale, europeo e internazionale. Una serata di grande prestigio istituzionale, pensata come momento di riconoscimento pubblico per l’impegno e i risultati dei protagonisti dello sport cittadino. Alla cerimonia prenderanno parte rappresentanti delle istituzioni sportive e politiche, in un contesto che vuole sottolineare il valore simbolico dello sport per l’intera comunità. L’iniziativa è stata fortemente voluta dall’assessorato e dal sindaco Munari, con l’obiettivo di dare visibilità ai successi locali e ai valori che lo sport incarna. Il “Galà dello Sport” si inserisce all’interno di un calendario più ampio che proseguirà con la Festa dello Sport il 5 e 6 giugno 2026. In queste giornate saranno coinvolte circa venti società sportive del territorio: dalla Boxe Cavarzere-Chioggia al calcio, con Gordige Calcio e Calcio Cavarzere, passando per Basket Polesine, il gruppo cinofilo locale e numerose realtà dedicate al fitness e alla danza come Fit Si, Start Fit, Archè Danze e Free Time. Non mancheranno esposizioni curate dal Vespa Club e dal Motoring Club. La manifestazione si concluderà il 14 giugno con la gara ciclistica organizzata dalla società Lions D Cavarzere, suggellando un programma ricco e variegato. L’iniziativa assume un valore ancora più rilevante alla luce del recente riconoscimento di Cavarzere come Comune Europeo dello Sport 2028, un traguardo che certifica il lavoro svolto negli anni a favore della promozione sportiva. “Con il Galà dello Sport abbiamo voluto introdurre un momento solenne e significativo, dedicato ai nostri atleti, che con passione e sacrificio portano in alto il nome di Cavarzere. È il giusto riconoscimento per i loro successi e per i valori che rappresentano. La nostra città è orgogliosa di loro”, ha dichiarato l’assessore allo Sport Mattia Bernello.
• Giulia To anello
Premiazioni, eventi e associazioni protagoniste
LA GRAZIA, I DUBBI E LE TRAPPOLE
Peccato che, uscendo dalla sala e tornando alla cronaca, il dubbio si trasformi in sospetto e la saggezza della procedura in una fretta che lascia storditi.
Il caso della grazia concessa a Nicole Minetti per ragioni umanitarie somiglia a un copione scritto male, dove la nobile “cura estrema dello Stato” inciampa su un nome che evoca i fantasmi di una stagione politica che è ancora lontana dall’essere archiviata e che continua a maturare i suoi frutti avvelenati. Perché tanta urgenza?
Perché quel velo di riservatezza che oggi, alla luce delle inchieste giornalistiche, appare anziché come la doverosa tutela verso un minore come piuttosto un maldestro tentativo di tenere sotto traccia una vicenda esplosiva?
A squarciare l’esile velo del silenzio è un’inchiesta giornalistica che prima rende pubblico il provvedimento firmato dal Presidente della Repubblica e in seguito ne svela i tanti lati oscuri, dagli intrighi in Venezuela in cui a farne le spese sono proprio dei bambini indifesi, alle visite fantasma in ospedali italiani che si a rettano a smentire contatti o consulenze. Se queste fondamenta crollano, non siamo più di fronte a una scelta politica discutibile o ad una decisione che può sembrare superficiale ma a un vero e proprio corto circuito istituzionale. Nel caos che ne è seguito finisce anche il rimpallo delle reciproche respons-
abilità. Il Quirinale non indaga, non fa il detective, si è detto: il Presidente della Repubblica esercita il suo potere di concedere o negare la grazia sulla base di un’istruttoria tecnica che gli viene consegnata. È il Ministero della Giustizia a dover garantire la genuinità di quel fascicolo che a sua volta ha ricevuto dalla Procura che ha condotto le indagini “sul campo” e tratto le proprie conclusioni. Ma in questo passaggio qualcosa si è rotto e qualcuno ha si è lasciato prendere la mano, quantomeno, da una insolita fretta o approssimazione, che di fronte a provvedimenti così definitivi come una grazia, è sempre cattiva consigliera. Non si può permettere che lo strumento della grazia - un atto quasi sacro, per questo concesso con parsimonia dai capi di stato - venga profanato da procedure opache o, peggio, da falsità documentali. Ecco allora la richiesta di chiarimenti urgenti del Quirinale al ministro della Giustizia per fare luce su un caso che potrebbe condizionare pesantemente il confronto politico. Mentre il Governo fa quadrato attorno a un Guardasigilli sempre più in a anno e la procura corre ai ripari con un rapido supplemento di indagine, resta l’amarezza per un’istituzione che meritava più rispetto. La grazia, diceva il film, è bellezza. Qui, purtroppo, sembra rimasta solo la bruttezza di una trappola tesa alla credibilità dello Stato.
Sintoniz
segue da pag. 1
Sicurezza urbana/1. Le strategie del Comune per proteggere il territorio
A Cona aumentano i furti diurni: arrivano
più telecamere e controllo del vicinato
In una realtà come quella di Cona, Comune dell’area sud del veneziano dove le piccole dimensioni e la tranquillità sembrano regnare sovrane, l’attenzione alla sicurezza urbana non è mai scesa. Anche se la popolazione residente è contenuta, la gestione del territorio richiede un presidio attento per rispondere a dinamiche criminali che cambiano volto e orari. “Nel nostro Comune il tema della sicurezza urbana - assicura il sindaco di Cona Alessandro Aggio - continua a rappresentare una priorità per l’amministrazione e per le forze dell’ordine, in un’ottica di prevenzione e presidio costante del territorio. I dati e l’esperienza degli ultimi anni restituiscono un quadro complessivamente rassicurante, pur nella consapevolezza delle nuove dinamiche che caratterizzano i fenomeni legati alla microcriminalità”. Il sindaco fa un’analisi non dimenticando che episodi preoccupanti si sono verificati anche nel recente passato. “Per quanto riguarda episodi di vandalismo - dice il sindaco Aggio - comportamenti riconducibili a gruppi giovanili, in passato si sono registrati sporadici casi, prevalentemente legati a piccoli danneggiamenti dell’arredo urbano e a scritte improprie. Si è trattato tuttavia di fenomeni limitati e circoscritti, che nel tempo sono andati progressivamente a diminuire fino quasi a scomparire. Oggi il territorio si presenta
sostanzialmente tranquillo sotto questo profilo”. Recentemente, però, i residenti non dimenticano ta erugli legati ad una partita di calcio amatoriale. Diverso il discorso relativo ai furti, che si attestano su livelli in linea con quelli dei comuni limitrofi. “Un elemento di novità tuttavia - nota il sindaco - riguarda le modalità con cui tali episodi si verificano: rispetto al passato, si registra una maggiore incidenza di furti commessi in orario diurno, segnale di un cambiamento nelle abitudini e nelle strategie della criminalità. Per rispondere in maniera e icace a queste evoluzioni, l’amministrazione comunale ha investito significativamente nel potenziamento dei sistemi di videosorveglianza”. Attualmente il territorio è monitorato da 22 telecamere e da 7 lettori targhe, strumenti fondamentali sia per la prevenzione sia per il supporto alle attività investigative. Da sola però, ammette Aggio, questa soluzione non è su iciente. “Resta centrale - spiega il sindaco - la collaborazione con la locale stazione dei carabinieri, presidio essenziale per la sicurezza e punto di riferimento per la comunità. A questo si aggiunge l’avvio, in sinergia con la Prefettura competente, del progetto di “controllo del vicinato”, iniziativa che punta a ra orzare la cooperazione tra cittadini e istituzioni, promuovendo una cultura della sicurezza partecipata”. Infine, il Comune sta lavorando a forme
di collaborazione con altre amministrazioni per la gestione associata del servizio di polizia locale. “L’obiettivo - conclude il sindaco di Cona Alessandro Aggio - è quello di ottimizzare le risorse disponibili,
Arresti, lotta allo spaccio: l’attività nel veneziano della Polizia di Stato
L’attività della Polizia di Stato per mantenere la sicurezza sul territorio urbano e metropolitano del veneziano è stata intensa per tutto il 2025. Sono stati arrestati 258 adulti e 5 minorenni, mentre 2.108 persone sono state denunciate in stato di libertà (di cui 156 minori). Si è intensificata la lotta al narcotra ico, con il sequestro di oltre 8 chili di cocaina, 2 di eroina e 9 tra marijuana e hashish. Sul fronte della pubblica sicurezza, sono state sequestrate 192 armi e ben
183 chili di esplosivi. Particolare attenzione è stata rivolta al contrasto della violenza di genere, con 234 ammonimenti legati a maltrattamenti in famiglia e stalking, un dato in crescita rispetto al passato. Sul fronte dell’immigrazione, sono state espulse con decreto ad hoc 209 persone: 129 sono state trattenute nei centri per il rimpatrio, mentre per 37 è scattato l’accompagnamento immediato alla frontiera. La sicurezza nei trasporti ferroviari ha visto un presidio costante tra Mestre, Venezia e la
provincia, con quasi 69.000 persone identificate, 16 arresti e 566 denunce. La Polizia Postale ha monitorato migliaia di social network e 827 siti con contenuti pedopornografici, portando a 9 arresti e 67 denunce. Sul fronte amministrativo, sono stati rilasciati 45.659 passaporti e condotti 179 controlli su esercizi commerciali e circoli, con 33 persone denunciate. Il legame diretto con la cittadinanza è testimoniato dalle 80.000 chiamate giunte al 113 e dalle oltre 2.000 segnalazioni tramite
sia in termini di personale sia di mezzi, e garantire una presenza più capillare ed e icace sul territorio”.
l’app YouPol, strumento prezioso per contrastare bullismo, spaccio e violenza domestica.
(A.A.)
• Alessandro Abbadir
Sicurezza
del sindaco Pierfrancesco Munari sui problemi
A CAVARZERE LO SPACCIO RESTA L’ INSIDIA
PIÙ PREOCCUPANTE, NON CALANO I FURTI
In un panorama provinciale dove spesso le cronache sono occupate da fenomeni di criminalità giovanile e degrado, Cavarzere cerca di mantenere il proprio status di isola relativamente felice, pur non essendo immune dalle piaghe dello spaccio e della microcriminalità. Un equilibrio delicato che richiede un monitoraggio continuo e una sinergia stretta con le forze dell’ordine. A Cavarzere, sul
versante sicurezza, a preoccupare di più è il fenomeno dello spaccio della droga. Traccia il quadro della situazione il sindaco del paese Pierfrancesco Munari. “Baby gang fortunatamentesottolinea Munari - lo diciamo a bassa voce, a Cavarzere non se ne sono state riscontrate diversamente da territori anche limitrofi, ad esempio come Adria e Piove di Sacco, dove sono emersi fenomeni degni di nota. I vandalismi corrono di
pari passo, nel senso che magari ci sono i piccoli atti vandalici. Diciamo che noi più che vandalismo nei beni pubblici riscontriamo un vandalismo nell’abbandono dei rifiuti, che è un fenomeno che c’era prima del nostro cambio di gestione dei rifiuti, c’è anche adesso e che io lo metto allo stesso livello di vandalismo di chi deturpa il bene pubblico”. Poi la questione dei furti. “Furti - spiega Munari - ne abbiamo avuti, in perfetta linea con le denunce dei furti che si erano verificati anche negli anni precedenti. L’unico fatto preoccupante nel mese scorso è stato l’assalto al bancomat di Banca Adria in via Roma; quello ovviamente è stato un problema che c’era e c’è , perché non credo che abbiano ancora assicurato alla giustizia una banda dedita a far saltare i bancomat che aveva operato in tutto il Polesine e anche nel veneziano, quindi a Rosolina a Cavarzere: hanno fatto diversi colpi. Credo che tutto sommato Cavarzere possa ancora, rispetto ad altri territori, ripeto con le medesime caratteristiche di estensione e di abitanti, essere ancora un posto
Fumana (Sinistra Italiana) all’attacco: “Servono più i vigili per monitorare il territorio”
Adove si sta bene”. C’è un fenomeno, e che comunque anche questo non è in aumento rispetto agli altri anni, nota il sindaco, e cioè lo spaccio di sostanze stupefacenti. “Un fenomeno - dice il sindaco - quindi, questo che sicuramente sarà attenzionato, diciamo con un Comitato provinciale di ordine e sicurezza pubblica che periodicamente faccio convocare dal Prefetto. In quella sede facciamo sempre il punto della
situazione e ovviamente i carabinieri, le forze dell’ordine tutte e la Polizia Locale sono a disposizione della cittadinanza, compatibilmente al numero e agli orari di lavoro”. Insomma, a Cavarzere il Comune è in prima linea nel cercare di andare incontro alle istanze di sicurezza che partono dai cittadini residenti.
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d andare all’attacco del Comune di Cavarzere sulla questione sicurezza è il consigliere di opposizione di Sinistra Italiana Andrea Fumana. “Svolgendo il nostro ruolo di partito politico - dice Fumana - abbiamo posto all’attenzione dei cittadini la questione relativa al futuro del Corpo di Polizia Locale della nostra città. Tuttavia, come spesso è accaduto in altre occasioni, il sindaco Munari, anziché fare chiarezza e rispondere alle nostre domande, si limita ad a ermare di non comprendere quali siano le preoccupazioni di Sinistra Italiana. È, al contrario, nostra convinzione che le preoccupazioni dovrebbero invece essere, in primo luogo, degli amministratori comunali cavarzerani, i quali si dimenticano, ormai sempre più frequentemente, del programma elettorale per il quinquennio 2021/2026 del centrodestra su sicurezza e controllo del territorio”. “ Sul merito - dice Fumana - condividiamo la linea politica del ra orzamento dell’organico della Polizia Locale al fine di una maggiore presenza nel territorio. La domanda che poniamo, però, è se sia possibile raggiungere questi obiettivi con un comandante e soli cinque agenti che devono operare su un territorio vastissimo come quello cavarzerano e costituito pure da numerose frazioni lontane anche dieci chilometri dal centro abitato? L’’amministrazione Comunale assuma una posizione decisa predisponendo e adottando gli atti amministrativi necessari per l’assunzione, in tempi brevi, di due nuovi agenti, ra orzando così il corpo della polizia locale di Cavarzere”. Nonostante le richieste però nota Fumana, “le istanze non sono state soddisfatte”.
• Alessandro Abbadir
Il consigliere comunale Andrea Fumana
Politica.
SCONTRO SUL BILANCIO CONSUNTIVO, IL PD ATTACCA LA GIUNTA COMUNALE
Il Consiglio comunale di Cavarzere ha approvato il bilancio consuntivo 2025 e piovono critiche dal Pd locale. Ad andare all’attacco è la segretaria del Pd Lisa Armarolli. “Il sindaco – spiega Armarolli con una nota – ha descritto Cavarzere come il paese di Alice nel Paese delle Meraviglie”: un Comune dai conti solidi, con un avanzo di amministrazione di circa 1 milione e 700 mila euro, servizi garantiti e tari e invariate. Ma la percezione di molti cittadini sembra essere ben diversa. Perché se da una parte si celebrano numeri e risultati economici, dall’altra cresce il malcontento per le condizioni del paese e per l’aumento dei costi che gravano sulle famiglie e sulle fasce più fragili della popolazione. E arrivano critiche precise. ”Dopo quattro anni e mezzo di amministrazione Munari, al netto delle opere finanziate attraverso i fondi Pnrr – dice Armarolli – la domanda che ci poniamo è semplice: Cavarzere è cambiata in meglio? Il paese oggi appare segnato da problemi evidenti di decoro urbano e sicurezza, temi che durante la campa-
LA REPLICA DI
“Fgna elettorale erano stati indicati come prioritari dall’attuale sindaco. Strade dissestate, manutenzioni in ritardo e aree verdi ancora trascurate a maggio inoltrato sono, per molti cittadini, il simbolo di un Comune percepito come sempre più distante dalla quotidianità delle persone”.
Sul fronte delle tari e, l’immagine di stabilità raccontata dall’amministrazione per il Pd viene contestata. “Sono aumentati – dicono i dem – i costi dei pasti erogati a domicilio, servizio destinato soprattutto ad anziani e utenti fragili spesso privi di una rete familiare di supporto. È aumentato anche il costo orario dell’assistenza domiciliare, mentre sono stati ridotti gli interventi assistenziali”. Non solo. Anche le famiglie, sottolinea il Pd, hanno dovuto fare i conti con rincari importanti nei servizi scolastici.
“Il costo del pasto scolastico è passato, nel giro di pochi anni, da 4,20 euro a 5,80 euro – spiega – attraverso tre aumenti consecutivi. Incrementi significativi si
registrano anche nelle rette dell’asilo nido”. Torna inevitabile il tema dell’avanzo di amministrazione. ”A cosa serve accumulare oltre 1,7 milioni di eurospiega il Pd - se i cittadini continuano a lamentare servizi più costosi e un paese percepito come in di icoltà? Quando sedeva tra i banchi dell’opposizione, l’attuale sindaco criticava duramente la precedente amministrazione, ac-
cusandola di immobilismo e cattiva gestione. Oggi i ruoli si sono invertiti ma rispetto a quello che vendono come oro colato, poco è stato fatto. La distanza tra la narrazione u iciale e la realtà vissuta quotidianamente dai cittadini appare evidente”. “I cittadini – conclude il Pd – non chiedono soltanto conti in ordine, ma anche strade sicure, servizi accessibili, manutenzione, attenzione
sociale e una città decorosa. E il dubbio che serpeggia è uno solo: quell’avanzo verrà davvero investito per il bene della comunità o finirà per trasformarsi nell’ennesimo slogan buono per la prossima campagna elettorale, tra inaugurazioni, feste e tagli di nastri?”.
• Alessandro Abbadir
MUNARI: “DAL PD ANALISI POCO LUCIDA E POLEMICHE STERILI”
are delle considerazioni al netto delle opere del Pnrr, considerando che le opere del Pnrr ammontano a 10 milioni di euro, un record storico per tutte le amministrazioni che si sono succedute a Cavarzere, mi sembra riduttivo”. E’ secca la replica del sindaco di Cavarzere Pierfrancesco Munari agli attacchi politici del Pd. “Mi spiace - dice Munari - constatare come gli amici del Pd forse vivono in un mondo un po’ alieno. I giornali forse li leggono anche
loro, i telegiornali li vedono anche loro, e quindi parlare di aumenti non capendo la congiuntura economica che c’è stata e il postCovid, è abbastanza limitante, ma ovviamente conosciamo le loro polemiche sterili e quindi mi limiterei a dire solo questo riguardo alle loro critiche”.
“Quest’ anno - a erma invece Munari - manteniamo invariate le tari e, cosa che non riescono a fare tanti Comuni, anche limitrofi, alle prese con aumenti indiscriminati di tutte le
tari e. Un bilancio solido ci permette di avere un avanzo e quindi sono molto soddisfatto di questo, e sperando che le problematiche a livello mondiale che hanno portato all’aumento dei costi per le famiglie e ovviamente anche per gli enti pubblici, non possa compromettere gli avanzi dell’amministrazione che dovranno essere messi da parte per eventuali aumenti dei costi energetici”.
• (A.A.)
Pierfrancesco Munari
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Allagamenti. Per il sindaco Pierfancesco Munari troppi soldi vanno al Centro Sud
“Dissesto idrogeologico, al Veneto e a noi arrivano solo le briciole”
Risorse per prevenire gli allagamenti, sul territorio arrivano solo le briciole
. A denunciarlo è il sindaco del paese Pierfrancesco Munari che sottolinea come la maggior parte dei soldi finisca invece a centro sud. Il sindaco usa parole forti. ”Sono indignato – spiega in un intervento anche sui social Munari - nell’apprendere che oggi è stato pubblicato il decreto ministeriale con cui sono stati assegnati i contributi per il rischio idrogeologico. Parliamo di una dotazione complessiva pari a un miliardo e 384 milioni di euro messi a disposizione dal Ministero. A fronte di centinaia, anzi migliaia di richieste presentate dagli enti locali, in Veneto sono stati finanziati soltanto 14 interventi, peraltro con importi estremamente ridotti rispetto alle somme richieste e riferiti a progetti molto semplici, ben lontani dagli interventi strutturali di cui il nostro territorio avrebbe bisogno”. I numeri per Munari parlano chiaro e mettono in luce la necessità di una maggiore autonomia finanziaria del nord Italia e del Veneto in particolare. “Solo – spiega il primo cittadino di Cavarzere - circa il 12% delle risorse complessive è stato destinato al Nord Italia, mentre tutto il resto è andato al Centro-Sud. Nessuno mette in dubbio che anche quelle aree abbiano criticità idrauliche e necessità di intervento, ma è inaccettabile che al Nord restino solo le briciole. Da anni la Lega sostiene con forza la necessità dell’autonomia e di una maggiore equità nella distribuzione delle risorse”. Da qui le critiche anche a chi compie a livello nazionale queste scelte. “Non può esistere - spiega - un’Italia a due velocità: da una parte Comuni virtuosi del Nord che investono, progettano e amministrano bene, e dall’altra territori che continuano a ricevere ingenti finanziamenti statali anche con comuni in dissesto finanziario, mentre il Nord viene sistematicamente penalizzato. Chiediamo criteri trasparenti, equilibrio territoriale e rispetto per i cittadini veneti, che contribuiscono in modo determinante alle casse dello Stato e meritano attenzione concreta sulla sicurezza del territorio”. A Cavarzere il problema
della sicurezza idraulica è sentito in modo forte se si pensa ai danni che negli anni e nei mesi scorsi hanno provocato i forti nubifragi sia sul capoluogo che sulle frazioni. Danni che hanno interessato centinaia di famiglie con strade ridotte a torrenti e case, garage e scantinati allagati. E si tratta di nubifragi che con il cambiamento climatico in atto si faranno sempre più frequenti.
Il premio San Marco alla
Filodrammatica
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l premio San Marco, prestigioso riconoscimento della Città metropolitana di Venezia quest’anno per il territorio di Cavarzere è andato agli amici de La Filodrammatica di Cavarzere”. A dirlo è il sindaco Munari dopo aver partecipato nelle scorse settimane a Venezia alla cerimonia di premiazione a Palazzo Ducale. “Nel 40esimo anno dalla fondazione - dice Munari - un doveroso premio a chi ha portato il nome della nostra città in giro per i teatri d’Italia. Bravi a tutti coloro che in questi quattro decenni hanno contribuito alla cultura teatrale cavarzerana”. La Filodrammatica è una compagnia teatrale, a carattere amatoriale, nata a Cavarzere agli inizi del ‘900. Ricostituitasi nel 1985, dopo circa quarant’anni di inattività dovuta alle interruzioni della guerra e all’alluvione del Polesine, si propone di mantenere vivi sia l’espressione teatrale, sia la conoscenza e l’amore per quegli autori veneti le cui opere, già da molto tempo, sono uscite dal circuito degli spettacoli a livello professionale. Nel suo repertorio hanno trovato posto i Rocca, i Gallina, i Selvatico e, il grande Ruzante che ha ispirato giganti del teatro come Shakespeare e Moliere. Tanti i commenti positivi dei cavarzerani per questo premio a quella che considerano la loro compagnia teatrale del paese e a cui sono a ezionati andando a vedere gli spettacoli che questa propone di anno in anno.
• Alessandro Abbadir
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L’iniziativa. Una giornata di confronto tra istituzioni e giovani amministratori
MEOLO OSPITA GLI STATI GENERALI
DELLE CONSULTE GIOVANILI DEL VENETO
Una giornata dedicata al dialogo, alla partecipazione e alla costruzione di nuove reti tra giovani e istituzioni. Sabato 9 maggio, a Palazzo Cappello di Meolo, si sono svolti gli Stati Generali delle Consulte Giovanili del Veneto, importante momento di incontro e confronto tra le realtà giovanili del territorio regionale. L’iniziativa, promossa dalla Consulta Giovanile di Meolo con la presidente Alice Pierobon, insieme all’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Daniele Pavan e dall’assessore Alice Benetton, con il patrocinio della Regione Veneto, ha visto la partecipazione di numerose consulte provenienti da tutto il territorio regionale. Ospite della giornata anche la consigliera regionale Morena Martini, che ha assunto pubblicamente l’impegno di avviare entro la fine dell’anno un progetto di legge per la creazione della Consulta Giovanile Regionale del Veneto. L’evento è nato come
momento di incontro e confronto tra le realtà giovanili venete, con l’obiettivo di mettere in rete esperienze, idee e buone pratiche, valorizzando il ruolo delle consulte quali strumenti di partecipazione attiva e di dialogo tra giovani e istituzioni. Una giornata dedicata alla condivisione, al dibattito e alla costruzione di nuove collaborazioni, o rendo ai partecipanti l’opportunità di conoscersi, confrontarsi e immaginare insieme il futuro delle politiche giovanili. Il programma della giornata si è articolato attraverso diversi panel tematici dedicati al ruolo delle consulte, alla normativa e alle prospettive future, al valore della partecipazione giovanile nei comuni, al volontariato in Veneto, fino ai modelli di collaborazione tra giovani e istituzioni e alle esperienze di successo maturate nei diversi territori. Spazio anche a momenti di dialogo diretto tra amministratori e rappresentanti delle consulte durante l’“Open Mic” conclusivo. Per la Consulta
Giovani di Cavarzere erano presenti la presidente Miriam Pavanato insieme ai giovani Giorgia Sfriso, Francesco Pavanato, Enrico Franchin e Cristian Manfrinato, che hanno preso parte attivamente ai momenti di confronto e dibattito.
Nel corso dei lavori, la presidente Miriam Pavanato è intervenuta approfondendo il tema del ruolo delle consulte giovanili, della normativa di riferimento e delle prospettive future per incidere concretamente nelle politiche giovanili sia a livello comunale sia regionale.
“Come Consulta Giovanile ci siamo sentiti davvero un ponte tra i giovani e le amministrazioni locali - ha dichiarato la presidente della Consulta Giovani di Cavarzere, Miriam Pavanato -. Durante questa giornata abbiamo riflettuto sul nostro ruolo propositivo e consultivo nelle politiche giovanili comunali, ma anche sulle potenzialità future di una rete regionale delle consulte. Occasioni
come questa permettono ai giovani di confrontarsi, costruire relazioni e diventare parte attiva della vita pubblica. Un particolare ringraziamento va al sindaco Pierfrancesco Munari e all’assessore Mattia Bernello per aver
Marco Grandi riconfermato segretario della sezione cittadina della Lega
Si è svolto a fine aprile il congresso della sezione locale della Lega, un appuntamento significativo per la vita politica cittadina in vista dei prossimi impegni amministrativi. L’incontro ha rappresentato un momento di confronto e partecipazione, confermando il radicamento del movimento sul territorio e il coinvolgimento attivo di militanti e sostenitori. Al termine dei lavori congressuali, Marco Grandi è stato riconfermato alla guida della sezione di Cavarzere. Una scelta nel segno della continuità, che punta a consolidare il percorso intrapreso negli ultimi anni e a preparare al meglio la squadra alle elezioni amministrative del 2027. Il Sindaco di Cavarzere, Pierfrancesco Munari, ha espresso soddisfazione per l’esito del congresso, sottolineando l’importanza
del lavoro di squadra e della stabilità organizzativa in una fase strategica per la città: “La riconferma di Grandi rappresenta un segnale di solidità e continuità, elementi fondamentali per a rontare al meglio le sfide che ci attendono nei prossimi anni”. Un ringraziamento è stato inoltre rivolto a Marco Dolfin per aver presieduto i lavori congressuali, garantendo un corretto e partecipato svolgimento dell’assemblea. Nel corso dell’incontro è stata definita anche la nuova squadra che a iancherà il segretario: Maria Stella Frizzarin nel ruolo di vicesegretaria e i membri del direttivo Roberta Fava, Silvano Rusca e Aldo Ferrarese. Un gruppo chiamato a collaborare attivamente per il ra orzamento dell’azione politica locale. Nel suo intervento, il
creduto nella Consulta Giovani di Cavarzere e per il sostegno concreto dato alle nostre idee, iniziative e progetti”.
• Giulia To anello
segretario e assessore Marco Grandi ha evidenziato il valore del lavoro svolto e l’importanza della fiducia ricevuta: “Ripartiamo con entusiasmo e responsabilità, consapevoli del lavoro fatto e delle sfide che ci aspettano, a partire dal percorso verso le elezioni amministrative”. Un passaggio particolare è stato dedicato al ricordo di Mattia Schiorlin, figura significativa per la sezione, a cui è intitolata l’attività del gruppo locale. Il nuovo mandato si apre ora con uno sguardo rivolto al futuro e con l’obiettivo di a rontare al meglio le sfide politiche e amministrative che attendono la comunità di Cavarzere nei prossimi anni.
• (G.T.)
IN 371 FIRMANO PER SALVARE IL PLESSO SCOLASTICO
Cresce la mobilitazione a sostegno della scuola di Boscochiaro. Sono infatti 371 i cittadini che hanno sottoscritto una petizione per chiedere la continuità del plesso scolastico anche per l’anno 2026/2027, evidenziandone l’importanza non solo educativa ma anche sociale per l’intero territorio. L’iniziativa ha coinvolto famiglie residenti non solo a Boscochiaro e nelle vicine San Pietro e Cavarzere, ma anche nei comuni limitrofi come Adria, Chioggia e Codevigo. La richiesta, indirizzata all’Istituto Comprensivo e all’amministrazione comunale, punta a garantire la permanenza della scuola dell’infanzia “Piccoli Angeli” e della primaria “Lombardo Radice”, anche attraverso l’applicazione di una deroga normativa. Nel documento, i firmatari sottolineano come la scuola rappresenti un presidio essenziale per la comunità: oltre a garantire il diritto allo studio in modo equo, consente alle famiglie di evitare spostamenti complessi e dispendiosi. In realtà territoriali come Boscochiaro, spiegano, la presenza di una scuola è determinante anche per
mantenere viva la comunità e contrastare il rischio di spopolamento. Alla base delle criticità vi è il calo delle nascite, un fenomeno già discusso in sede di consiglio comunale nei mesi scorsi. In quell’occasione, durante l’approvazione del piano per il diritto allo studio 20252026, era emerso come la diminuzione demografica – con appena 56 nascite nel 2025 – possa avere e etti concreti sull’organizzazione scolastica locale. Nonostante questo scenario, i promotori della petizione ribadiscono la necessità di tutelare il servizio scolastico, ritenuto ancora fondamentale per una comunità che, seppur ridotta nei numeri, resta attiva e bisognosa di servizi. Tra le richieste
principali vi sono l’attivazione della deroga per formare una nuova classe prima e una sezione dell’infanzia, il riconoscimento del ruolo strategico della scuola come punto di riferimento educativo e sociale, e il mantenimento dei servizi essenziali nelle frazioni. La mobilitazione rappresenta quindi un segnale forte: per i cittadini, la scuola non è solo un luogo di istruzione, ma un elemento chiave per la coesione sociale e la vitalità del territorio. La sua eventuale chiusura, avvertono, comporterebbe conseguenze rilevanti per famiglie e comunità locali.
• Giulia To anello
Successo
internazionale per “Cavarzere al Cubo”
Cavarzere si è trasformata ancora una volta nella capitale italiana del “cubing” grazie alla quinta edizione di “Cavarzere al Cubo”, il torneo internazionale dedicato al Cubo di Rubik richiamando in città giovani talenti provenienti da tutto il mondo. La manifestazione, ormai appuntamento fisso nel calendario sportivo e giovanile cittadino, ha registrato la partecipazione di circa 80 atleti, confermando il crescente prestigio dell’evento anche a livello internazionale. Oltre ai partecipanti italiani ed europei, infatti, erano presenti concorrenti provenienti dagli Stati Uniti e dalla Cina, testimonianza della rilevanza raggiunta dal torneo nel panorama mondiale delle competizioni dedicate al celebre rompicapo. Per
due giorni Cavarzere ha ospitato sfide di velocità, concentrazione e abilità, attirando appassionati, famiglie e curiosi e generando un importante indotto per il territorio, tra strutture ricettive, ristorazione e commercio locale. Grande soddisfazione è stata espressa dall’Amministrazione comunale, che ha voluto ringraziare in particolare il giovane organizzatore cavarzerano Mattia Zago e la sua famiglia, protagonisti sin dalla prima edizione di una crescita costante della manifestazione, resa possibile anche grazie alla collaborazione tecnica dell’associazione Cubing Italy e al sostegno degli sponsor locali.
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Territorio. Adottato in consiglio comunale un importante strumento urbanistico
IL PAESE CAMBIA VOLTO: ADOTTATA LA VARIANTE 6 AL PIANO DEGLI INTERVENTI
Il paese si rifà il look dal punto di vista urbanistico. A Cona arriva la Variante 6 al Piano degli interventi. È prevista con questa operazione una revisione urbanistica tra tutela, nuovi assetti e “varianti verdi”. “Il Comune di Cona - spiega il sindaco Alessandro Aggio (in foto) - avvia un nuovo passaggio nel percorso di aggiornamento urbanistico del territorio con la Variante
6 al Piano degli Interventi, adottata dal Consiglio comunale e redatta per l’amministrazione dall’architetto Gianluca Trolese. La variante interviene su vincoli paesaggistici, immobili storici, varianti verdi e aree edificabili decadute, con l’obiettivo di aggiornare il quadro urbanistico comunale alle reali esigenze del territorio”. Uno dei punti principali dell’intervento riguarda l’area nord
del Comune, in prossimità del Canale Rebosola, dove il vincolo paesaggistico applicato in passato è stato ritenuto eccessivamente esteso rispetto alle disposizioni normative. La variante aggiorna quindi la cartografia alleggerendo restrizioni che limitavano anche semplici interventi di adeguamento delle abitazioni private. Ma non finisce qui.
“Sul fronte del consumo di suolodice Aggio - il Comune ha recepito le richieste dei cittadini che, attraverso gli avvisi pubblici del 2019 e del 2025, hanno chiesto di rinunciare alla capacità edificatoria dei propri terreni. Le aree interessate verranno così riclassificate come inedificabili attraverso le cosiddette varianti verdi”. Altro tema centrale è la revisione dei “gradi di protezione” degli edifici storici introdotti con il Prg del 1997. “La Variante mantiene - sottolinea Aggio - le tutele sugli immobili realmente meritevoli sotto il profilo storico e architettonico, alleggerendo invece i vincoli sugli edifici che nel tempo hanno perso le caratteristiche originariamente oggetto di salvaguardia. La Variante a ronta inoltre il tema delle aree di trasformazione o espansione rimaste prive di strumenti attuativi approvati e quindi decadute per legge”. Per il sindaco si tratta di un passaggio
Premio San Marco ai volontari di Pegolotte
In occasione della giornata del 25 aprile, Festa di San Marco, Il Comune di Cona, presente il vicesindaco Sante Nalin, ha voluto indicare come assegnatario del Premio San Marco il Comitato Sagra di Sant’Egidio Pegolotte e con esso tutti i volontari che con impegno, passione e spirito di comunità hanno saputo rilanciare la sagra della frazione. “Nella splendida cornice della Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale a Venezia, la Città Metropolitana - spiega il sindaco Alessandro Aggio - ha conferito al gruppo il Premio San Marco, prestigioso riconoscimento assegnato alla presenza del Sindaco metropolitano Luigi Brugnaro e di tutti i Sindaci del territorio metropolitano”.
Il sindaco di Cona va nel dettaglio. ”Si tratta di un premio – dice - che rappresenta il giusto tributo al lavoro silenzioso, ma fondamentale di tanti cittadini che dedicano tempo ed energie per mantenere vive le tradizioni locali e ra orzare il senso di appartenenza alla comunità”.
“Nell’ottica di voler premiare tutti i gruppi di volontari
delle tradizionali feste del nostro Comune - conclude - quest’anno le più sincere congratulazioni e il ringraziamento dell’amministrazione comunale va al comitato di Pegolotte”. Insomma un riconoscimento dell’impegno
significativo nella trasformazione futura del paese, togliendo tutti quegli elementi ormai superati che rappresentano un impaccio.
“L’obiettivo è aggiornare il Prg/ Piano degli Interventi - conclude il sindaco Aggio - eliminando previsioni urbanistiche ormai superate o mai attuate. La proposta rappresenta un passaggio significativo per il futuro
assetto urbanistico di Cona. Dopo l’adozione in Consiglio comunale, si attende ora la conclusione dell’iter con l’approvazione definitiva della variante”. Insomma, sarà realtà uno strumento più moderno che va incontro alle esigenze delle famiglie del territorio di Cona.
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• Alessandro Abbadir
Q200 CENSER, IL CAMPUS
CHE TRASFORMA ROVIGO
NEL LABORATORIO DEL FUTURO
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’è un luogo a Rovigo dove formazione, ricerca e impresa smettono di essere mondi separati e iniziano a dialogare in modo concreto, quotidiano. Non è un progetto sulla carta, ma una realtà già attiva e in continua evoluzione: si chiama Q200 ed è il campus nato nell’area dell’ex Censer, oggi trasformato in uno dei poli più interessanti dell’innovazione in Veneto. Qui le idee non restano teoria. Si traducono in attività, percorsi formativi, laboratori avanzati e progetti che mettono insieme studenti, ricercatori e imprese. Il progetto, sostenuto dalla Fondazione Cariparo e sviluppato insieme a istituzioni e attori economici del territorio, rappresenta un cambio di passo per Rovigo, che da area percepita come marginale si propone sempre più come nodo capace di attrarre competenze e generare valore.
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Q200 Censer non è semplicemente un polo universitario. È pensato come un campus vero e proprio, dove la dimensione della formazione si integra con quella della ricerca e dell’innovazione applicata. L’Università degli Studi di Padova ha scelto di investire qui in modo strutturale, portando corsi di laurea, dipartimenti e attività scienti che di alto livello. Oggi sono circa 2000 gli studenti che gravitano attorno a questo spazio, destinati a crescere con l’attivazione di nuovi percorsi, tra cui quello legato alle scienze motorie. La presenza universitaria non si limita alla didattica. Q200 ospita infatti diversi dipartimenti e attività di ricerca che lo rendono un nodo attivo del sistema accademico. Non una
migliorare le prestazioni e rispondere a normative sempre più stringenti.
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Il rapporto con il mondo produttivo non è accessorio, ma centrale. Q200 Censer nasce proprio con l’idea di creare un ecosistema in cui università e imprese possano crescere insieme, condividendo spazi, conoscenze e opportunità. In questo senso, il campus diventa anche un luogo di incontro stabile, dove si sviluppano collaborazioni, si costruiscono reti e si sperimentano nuovi modelli di sviluppo territoriale, con ricadute concrete sull’economia locale e sulle prospettive occupazionali.
Q200 è anche uno spazio pensato per essere vissuto. Non solo aule e laboratori, ma servizi per gli studenti, biblioteche,
Q200 CENSER RACCONTATO IN RADIO
aule studio, campi sportivi, spazi di socialità e residenze. L’obiettivo è costruire una comunità, un ambiente in cui chi
UN SISTEMA
CHE GUARDA ALL’EUROPA
Accanto alla dimensione sica, c’è poi quella del racconto. La rubrica radiofonica dedicata a Q200 Censer accompagna questo percorso, puntata dopo puntata, dando voce ai protagonisti e mettendo in luce le diverse anime del campus: dalla ricerca scienti ca alle applicazioni industriali, dalla formazione universitaria alle opportunità per le imprese e per il territorio.
in tutto il Veneto
Il risultato è un sistema in continua evoluzione, che non si limita a descrivere il presente ma prova ad anticipare il futuro. Q200 Censer rappresenta oggi un modello di sviluppo capace di mettere insieme sapere, innovazione e territorio, contribuendo a ride nire il ruolo di Rovigo nel panorama regionale e nazionale, con uno sguardo sempre più aperto verso le s de europee e internazionali.
La crescita del campus è al centro di una rubrica dedicata su Veneto24, con approfondimenti su ricerca, formazione, startup e innovazione.
PER ASCOLTARE L’UNIVERSO:
el cuore del campus Q200
Censer di Rovigo prende forma uno dei progetti scienti ci più ambiziosi a livello europeo. Si chiama COMET ed è il laboratorio che lavora su una s da affascinante: contribuire alla realizzazione dell’Einstein Telescope, lo strumento destinato a rilevare le onde gravitazionali e ad aprire una nuova frontiera nell’osservazione dell’universo.
L’Einstein Telescope rappresenta una delle grandi infrastrutture di ricerca previste dall’Unione Europea nei prossimi anni. L’Italia è tra i Paesi candidati a ospitarlo, con la Sardegna individuata come area ideale per le sue caratteristiche geologiche e sismiche. Tuttavia, la competizione è alta e non basta disporre di un territorio adatto: è necessario dimostrare di avere competenze scienti che e tecnologie in grado di sostenere un progetto di questa portata. Il laboratorio COMET
nasce proprio con questo obiettivo. Inserito in un progetto nazionale coordinato dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, si occupa di studiare e sviluppare i materiali utilizzati per gli specchi del telescopio. Si tratta di componenti estremamente delicati, che devono garantire prestazioni ottiche e meccaniche di altissimo livello, indispensabili per intercettare segnali debolissimi provenienti dalle profondità
All’interno del laboratorio vengono utilizzate tecnologie avanzate, in particolare sistemi di deposizione di lm ottici attraverso processi controllati al plasma. Le macchine presenti permettono di lavorare sui materiali con un livello di precisione superiore rispetto agli standard industriali, consentendo ai ricercatori di sperimentare soluzioni innovative e di spingere al massimo le
Questa attività di ricerca non si limita alla fase teorica, ma punta a produrre risultati concreti, in grado di contribuire direttamente allo sviluppo del telescopio. La qualità degli specchi è infatti uno degli
STARTUP, IMPRESE
dall’automotive alla difesa, no alle tecnologie ottiche e digitali. L’obiettivo è quello di creare un ponte tra ricerca scienti ca e sistema produttivo, generando ricadute concrete anche sul piano economico.
La decisione nale sull’Einstein Telescope è attesa nei prossimi anni, ma il lavoro è già in corso. Progetti come COMET dimostrano che il sistema italiano è in grado di competere a livello internazionale, mettendo insieme ricerca, innovazione e capacità industriale.
E in questa s da anche Rovigo ha già conquistato un ruolo di primo piano, diventando uno dei punti in cui il futuro della ricerca europea inizia a prendere forma.
E SICUREZZA: IL LABORATORIO t2i AL SERVIZIO DELL’INNOVAZIONE
Tra le anime del campus Q200
Censer c’è anche quella più direttamente legata alle imprese e al trasferimento tecnologico. A rappresentarla è t2i, agenzia che opera a livello regionale con l’obiettivo di accompagnare le aziende nei processi di innovazione e sviluppo, mettendo a disposizione competenze, strumenti e infrastrutture avanzate.
dell’attività è rappresentato dai laboratori. Qui vengono testati materiali e prodotti secondo standard nazionali ed europei, veri cando prestazioni e conformità alle normative. Serramenti, facciate, componenti edilizi, pavimentazioni: ogni elemento viene analizzato per garantire qualità e sicurezza.
Presente a Rovigo con un incubatore certi cato dal Ministero, t2i segue numerose startup innovative in tutto il Veneto, offrendo supporto sia sico che virtuale. Un’attività che consente di trasformare idee in progetti concreti, aiutando le nuove imprese a strutturarsi, crescere e affrontare il mercato con maggiore solidità.
Accanto all’incubazione, il cuore
Un passaggio fondamentale, perché senza certi cazione un prodotto non può essere immesso sul mercato.
Proprio per questo t2i lavora a stretto contatto con le aziende già nelle fasi iniziali di sviluppo, evitando errori progettuali e riducendo tempi e costi legati alle veri che nali. Particolare attenzione è dedicata alla sicurezza, in particolare alla reazione al fuoco dei materiali, tema sempre più
centrale anche alla luce delle normative europee e dei recenti episodi che hanno evidenziato criticità nel settore delle costruzioni.
I numeri confermano il ruolo strategico di questa realtà: oltre 400 aziende clienti nel Nordest e un posizionamento che la rende una delle poche strutture in Italia in grado di offrire servizi di
questo livello. All’interno di Q200 Censer, t2i contribuisce così a rendere il campus non solo un luogo di ricerca e formazione, ma anche uno spazio concreto di supporto alle imprese, dove l’innovazione non resta teoria ma diventa applicazione e sviluppo reale per il territorio.
BILANCIO COMUNALE SOTTO SCACCO: ESPLODE
LA POLEMICA , “DEBITI E RISCOSSIONI FERME”
Tempo di bilancio comunale a Cona e scattano le polemiche da parte dell’opposizione. Ad andare all’attacco della giunta guidata dal sindaco Alessandro Aggio è la lista di centrosinistra Cona Partecipazione Civica con il consigliere Antonio Bottin. “L’analisi del bilancio 2025 del Comune di Cona – dice Bottin – rivela una verità che non può più essere nascosta: la macchina amministrativa è troppo lenta. Questa non è solo burocrazia, è un problema che tocca direttamente le vostre tasche e i servizi che utilizzate ogni giorno”. L’opposizione va nel dettaglio. “La situazione è preoccupante – dice Bottin – perché il Comune ha accumulato oltre 1,5 milioni di euro di debiti non pagati (residui passivi). La cosa incredibile? Nelle pieghe del bilancio ci sono ancora conti da saldare che risalgono addirittura al 2020 e 2021. Cosa significa? Significa che la macchina è ingolfata: il Comune impegna i soldi ma non riesce a concludere i pagamenti. Una lentezza che danneggia le imprese fornitrici e dimostra una gestione amministrativa che viaggia a marce ridotte”. Mentre la macchina rallenta, i risparmi finiscono secondo il centrosinistra. “L’avanzo libero (i soldi realmente spendibili per le emergenze o nuovi progetti) è crollato dai 345.000 euro del 2024 –sottolinea Bottin – a meno di 95.000 euro nel 2025. Abbiamo perso quasi tutto il nostro margine di sicurezza. A fronte di tanta lentezza nel pagare, c’è una gravissima ine icienza nel riscuotere. Nel 2025 la percentuale di incasso sui vecchi debiti per sanzioni del Codice della Strada e Tari è stata dello 0%. Se il Comune non recupera queste somme, le risorse per i servizi verranno a mancare” L’opposizione fa l’elenco di cosa si rischia di perdere: “Il Revisore dei Conti – spiega – ha lanciato l’allarme: senza interventi rapidi, saranno inevitabili “tagli o riduzioni della spesa”. A causa di questa lentezza e mancanza di fondi, sono a rischio: il trasporto anziani e disabili. Il servizio di accompagnamento verso ospedali e strutture, infatti già oggi sotto-finanziato, rischia di essere ridotto. Nel settore scuola sono possibili tagli o aumenti per il trasporto scolastico”. Andrà male per le opposizioni anche per le strade che hanno “buche, marciapiedi trascurati e ritardi nel taglio dell’erba diventeranno la conseguenza diretta di un bilancio
che non regge più”. Precise le domande finali del centrosinistra: “È giusto che l’ine icienza della macchina comunale gravi sulle spalle dei cittadini più deboli e sul decoro del nostro paese? Chiediamo un cambio di passo immediato: meno debiti trascinati per anni, più riscossione e priorità assoluta ai servizi fondamentali”. La questione sarà sicuramente oggetto di dibattito anche nelle prossime settimane.
• Alessandro Abbadir
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“Sulle nuove normative Imu serve un incontro pubblico”
Aree bianche, Imu e Variante 6, la lista Cona Partecipazione Civica polemizza e chiede che il Comune organizzi un incontro pubblico per spiegare come agire. “Nel Consiglio comunale del 10 aprile 2026 - spiega il gruppo consiliare - è stata presentata la Variante 6 al Piano degli Interventi, che modifica la destinazione urbanistica di diverse aree del nostro territorio. Molte zone che in passato erano considerate edificabili (soprattutto ex aree C3 decadute) con questa variante sono state riclassificate come agricole o verde privato. Questo significa che non hanno più capacità edificatoria. Per chi negli anni scorsi ha pagato l’Imu come area edificabile, è possibile richiedere il rimborso degli importi versati in eccesso, come previsto dalla delibera giunta comunale numero 44 del 2025. Si tratta di cambiamenti importanti che riguardano direttamente molti proprietari”.
Da qui la richiesta. “Per questo - dice l’opposizione - riteniamo utile che il Comune organizzi un incontro pubblico per spiegare in modo semplice: quali aree sono diventate agricole o verde privato, cosa prevede la Variante 6, come funziona il rimborso Imu, quali saranno i prossimi passaggi Un momento di informazione e confronto sarebbe davvero utile per tutta la comunità”.
Teatro. Dieci anni di “Zia Francesca”
Gran Galà della Musica Italiana”: Solidarietà e Grandi Voci
Una serata di pura magia e grande partecipazione quella che si è consumata l’8 maggio, nella prestigiosa cornice del Teatro Tullio Serafin. Il “Gran Galà della Musica Italiana - Choritaly” ha registrato un esito oltre le aspettative, con una platea gremita che ha celebrato in musica il decimo anniversario dell’Associazione
“Zia Francesca” ONLUS.
Sotto la sapiente direzione artistica di Alessandra Pascali, lo spettacolo ha o erto un viaggio emozionante nelle melodie che hanno fatto la storia della nostra musica. Il palco del Serafin ha ospitato performance di altissimo profilo, impreziosite dalla presenza di Special Guest d’eccezione come Stevie Biondi e Alice B., le cui interpretazioni hanno incantato i presenti. Prezioso anche il contributo artistico di Antonella Cozzolino e Federica Da Re, che hanno completato un cast di assoluto valore. L’evento non è stato solo un momento di svago, ma un grande gesto d’amore collettivo: l’intero ricavato della serata è stato infatti devoluto ai progetti solidali dell’Associazione
Zia Francesca ONLUS, che dal 2016 opera instancabilmente sul territorio. Un successo reso possibile anche grazie al sostegno del Main Sponsor Albashop e degli altri partner locali (MaggiorDomus, Pascali Academy, Quercus, MyVenice). Al termine delle esibizioni, l’assessore alla Cultura del Comune di Cavarzere, Ilaria Turatti, visibilmente soddisfatta, ha dichiarato: “Vedere il Teatro Tullio
Serafin così colmo di cittadini e di entusiasmo è il segno tangibile che la nostra comunità risponde sempre con il cuore quando la cultura incontra la solidarietà. Questo Gran Galà non è stato solo un concerto di altissima qualità tecnica
ed emotiva grazie alla direzione della Pascali e agli straordinari ospiti, ma ha celebrato degnamente i dieci anni di un pilastro del nostro volontariato come l’Associazione ‘Zia Francesca’”. Il calore degli applausi e la massiccia adesione confermano Cavarzere come un centro culturale vivace e attento al sociale. Il decennale di “Zia Francesca” (2016-2026) non poteva trovare celebrazione migliore, trasformando una serata di maggio in un ricordo indelebile per tutti i partecipanti.
• Giulia To anello
La Costituzione: bussola per i nostri giovani e per il nostro futuro
Grande partecipazione ed emozione a Cavarzere, dove la Sala Convegni di Palazzo Danielato ha accolto cittadini, giovani, associazioni e istituzioni in occasione della presentazione del libro “La Costituzione allo specchio” di Andrea Franzoso. Un appuntamento di alto valore culturale e civile che ha saputo trasformarsi in un momento di riflessione collettiva sul significato più autentico della nostra Carta Costituzionale e sul ruolo fondamentale che essa continua ad avere nella formazione delle nuove generazioni. L’incontro, promosso dal Gruppo “Animazione San Mauro” con la collaborazione della Consulta Giovani Cavarzere e dell’Università Popolare di Cavarzere, ha visto una partecipazione calorosa e sentita da parte della comunità. Un ringraziamento particolare è stato rivolto a Ra aella Pacchiella, ideatrice dell’iniziativa, per aver dato vita a un appuntamento capace di unire cultura, dialogo e senso civico. Durante il pomeriggio, Andrea Franzoso ha presentato il suo ultimo lavoro editoriale, un testo che invita i lettori — soprattutto i più
giovani — a guardarsi “allo specchio” attraverso i principi fondamentali della Costituzione italiana, riscoprendone il valore nella vita quotidiana e nelle sfide del presente. Particolarmente significativo il momento del dibattito seguito alla presentazione, arricchito dagli interventi del professor Paolo Fontolan e del giornalista Luca Crepaldi, che hanno accompagnato il pubblico in una riflessione profonda sull’importanza dell’educazione civica e della consapevolezza democratica. “Bentornato a casa, Andrea”: questo il sentimento condiviso dalla comunità di Cavarzere nel riabbracciare uno dei suoi cittadini più apprezzati, oggi impegnato in un importante percorso di incontri nelle scuole italiane per avvicinare i ragazzi ai valori della Costituzione. La serata si è conclusa tra applausi, riflessioni e gratitudine verso tutti i presenti, protagonisti di un incontro che ha ricordato quanto la cultura e il dialogo siano strumenti indispensabili per costruire il futuro della comunità.
• (G.T.)
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Calcio. Esplosa la festa in Canal Grande e Piazza San Marco
UNA STAGIONE DA APPLAUSI TRA DOMINIO, SPETTACOLO E AMBIZIONI DEGNI DELLA SERIE A
Una cavalcata, anzi una traversata incredibile. Perché il Venezia che ha conquistato la Serie A non si è limitato a vincere il campionato cadetto, lo ha dominato con personalità, continuità e una qualità di gioco raramente vista negli ultimi anni nella categoria. Ottantadue punti, uno in più del combattivo Frosinone, miglior attacco con 77 reti segnate e miglior difesa con appena 31 gol subiti. Numeri che raccontano tanto, ma forse non abbastanza. La stagione arancioneroverde è iniziata il 24 agosto con il successo per 2-1 contro il Bari ed è terminata nel modo più romantico possibile: coppa alzata tra Canal Grande e Piazza San Marco, in mezzo a migliaia di tifosi impazziti di gioia. In mezzo, un percorso quasi sempre impeccabile, con qualche inevitabile frenata — le sconfitte casalinghe contro Cesena e Modena o i passi falsi di Catanzaro e Carrara — che però non hanno mai incrinato la sensazione di trovarsi davanti alla squadra più forte del torneo.
Lo ha ricordato anche Giovanni Stroppa dopo l’ultima vittoria contro il Palermo: il Venezia ha sempre dato l’impressione di poter colpire in qualsiasi momento. Una squadra che gioca “a memoria”, come ha spiegato lo stesso tecnico durante la festa promozione in Piazza San Marco, quasi stupito dal livello raggiunto dai suoi giocatori. E non c’è stato soltanto Adorante, terminale offensivo della stagione e MVP del campionato. La vera forza del Venezia è stata la coralità. Ben 18 giocatori diversi sono andati in gol nel corso del torneo, segnale di una squadra capace di trovare risorse e protagonisti in ogni reparto. Fondamentale il ritorno in difesa del capitan Svoboda, leader tecnico ed emotivo, così come la regia elegante e continua di Busio in mezzo al campo. Attorno a loro hanno brillato la qualità di Kike Perez, l’intelligenza tattica e atletica di Doumbia e la sicurezza tra i pali garantita da Stankovic. Dietro al successo, però, c’è molto più del lavoro sul campo. La coppia formata dai direttori sportivi Filippo Antonelli e
Molinaro si è rivelata decisiva nella costruzione di un gruppo forte tecnicamente ma soprattutto compatto nello spogliatoio. Antonelli, visibilmente emozionato sul palco di Piazza San Marco, ha parlato di un “progetto unico”, nato con l’obiettivo immediato di tornare in Serie A e restarci stabilmente. Parole accolte dall’entusiasmo dei tifosi, insieme all’annuncio più atteso: Stroppa resterà sulla panchina lagunare anche nella prossima stagione e anche Haps prolungherà il suo contratto.
ESTE – Precisione e rapidità definiscono la nuova Radiologia di Domus Medica, unʼarea diagnostica dʼavanguardia, dotata di tecnologie di ultima generazione supportate dallʼIntelligenza Artificiale (IA).
Determinante anche la crescita societaria. L’arrivo dei nuovi investitori vicini al rapper Drake ha dato ulteriore solidità al club, mentre la neo presidente Francesca Bodie ha già fissato la linea: costruire una squadra da Serie A vera, senza l’etichetta della comparsa di passaggio. E poi c’è il gruppo. Le parole del capitano Svoboda raccontano bene l’anima di questa squadra: “Ci siamo divertiti tantissimo in campo ma anche nello spogliatoio”. Un legame umano che si è trasformato in forza collettiva e che
rande soddisfazione per il territorio e per il mondo sportivo locale grazie allo straordinario risultato ottenuto da Noemi
Il cuore del reparto è la nuova Risonanza Magnetica ad Alto Campo da 1,5 Tesla. Il macchinario dispone di un tunnel (gantry) da 70 cm – ben più ampio dello standard – che, insieme a sistemi di ventilazione e accompagnamento musicale, trasforma l'esame in un'esperienza serena. Invece, per rispondere alle esigenze di pazienti claustrofobici, bambini o persone con mobilità ridotta, Domus Medica mette a disposizione anche la Risonanza Magnetica Aperta Tesla, che garantisce massima libertà di movimento senza compromettere la precisio
Boccardo alle finali nazionali Don Bosco Cup PGS di ginnastica ritmica, andate in scena nei giorni scorsi a Lignano Sabbiadoro. La giovane atleta si è infatti conquistata il primo posto alle clavette nella categoria Under 15 B, confermandosi tra le promesse più interessanti della disciplina a livello nazionale.
ha trascinato il Venezia nei momenti più delicati della stagione. Ora arriva la parte più di icile. Stroppa lo sa bene: “La Serie A è un altro sport”. Proprio per questo il Venezia dovrà essere bravo a non rompere questo giocattolo quasi magico costruito nell’ultimo anno. Mantenere l’ossatura della squadra sarà fondamentale, così come intervenire sul mercato con acquisti mirati e funzionali alla categoria superiore.
attivato una campagna promozionale straordinaria per tutto il mese di maggio, per sottolineare lʼimportanza della prevenzione:
•RM: €88 (Alto Campo o Aperta)
• Riccardo Musacco
•TAC: €68 Multistrato
Questa iniziativa mira a offrire ai cittadini l'opportunità di accedere a esami di
Un successo importante, frutto di impegno, dedizione e sacrificio, maturato al termine di una stagione sportiva già ricca di soddisfazioni
anche in ambito regionale. La vittoria ottenuta a Lignano rappresenta il coronamento di un percorso costruito giorno dopo giorno con passione, allenamento costante e grande determinazione. A congratularsi con Noemi sono stati il Sindaco e l’Amministrazione Comunale, che hanno voluto esprimere pubblicamente il proprio orgoglio per il prestigioso traguardo raggiunto dalla giovane atleta. “Risultati come questo – sottolineano dall’Amministrazione – rappresentano non solo una soddisfazione sportiva, ma anche un esempio positivo per tanti giovani che si avvicinano allo sport con entusiasmo e spirito di sacrificio”.
In Domus Medica si possono eseguire anche le , che grazie all'Intelligenza Artificiale sono in grado di ottenere immagini nitide e di qualità superiore riducendo l'esposi zione alle radiazioni, rendendo l'esame sicuro anche per ambiti complessi come la cardiologia. Mammografia 3D con Tomosintesi con una scansione grandangolare di 50° (il triplo rispetto ai sistemi tradizionali). Lʼesame avviene in meno di 5 secondi, garantendo una diagnosi accurata ed evitando compressioni dolorose. dove vengono eseguite radiografie digitali a bassissim (MOC) per un monitorag gio preciso e sicuro della salute scheletrica.
Un riconoscimento speciale è stato rivolto anche alla società sportiva Forza 4 di Cona, realtà che da anni promuove con impegno la ginnastica ritmica e la crescita delle giovani atlete, oltre che alle allenatrici e alla famiglia di Noemi, punti di riferimento fondamentali nel suo percorso sportivo e umano.
Il brillante risultato ottenuto alla Don Bosco Cup conferma ancora una volta il valore dello sport come strumento di crescita, educazione e condivisione.
• (R.C.)
Christian
Sintoni
CUna scuola che guarda oltre l’aula. Cultura, tecnologia e orientamento al centro del percorso formativo della SFP Cavanis
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Dalla visione dei fratelli Marco e Antonio Cavanis ai progetti della sede clodiense: percorsi formativi, cultura e inclusione per accompagnare i giovani verso il mondo del lavoro e le sfide di domani
La Scuola di Formazione Professionale Cavanis di Chioggia: un modello educativo che cresce guardando al futuro
Popolare, infatti, “Stelle senza età” ha dato vita a un ponte intergenerazionale fatto di convegni, workshop pratici e uscite didattiche, dove l’entusiasmo dei giovani incontra l’esperienza degli adulti in un reciproco scambio di conoscenze. L’idea che emerge è quella di una scuola che non si limita a trasmettere competenze tecniche, ma costruisce comunità educanti capaci di creare relazioni, inclusione e partecipazione. Un approccio che trova conferma anche nei continui investimenti dedicati alla sicurezza e all’innovazione delle strutture scolastiche. Grazie ai finanziamenti della Regione Veneto, la Scuola di Formazione Professionale Cavanis di Chioggia ha infatti avviato importanti in-
’è un filo rosso che attraversa oltre due secoli di storia e unisce la Venezia del 1802 alla Chioggia di oggi: è la visione educativa dei fratelli Marco e Antonio Cavanis. Quella che nacque come una scelta coraggiosa per sottrarre i giovani all’abbandono e offrire loro un futuro dignitoso, nel tempo si è trasformata in una missione internazionale capace di parlare alle nuove generazioni con linguaggi sempre attuali. Oggi la Congregazione delle Scuole di Carità rappresenta molto più di una storica istituzione educativa. È una rete viva, dinamica, presente in diversi Paesi del mondo, capace di mettere in relazione scuole, studenti, docenti e comunità educanti attraverso un modello fondato sull’ascolto, sulla crescita personale e sulla valorizzazione dei talenti. La Rete Educativa Cavanis non è soltanto un coordinamento organizzativo, ma una vera comunità internazionale che condivide una stessa idea di formazione: mettere il giovane al centro, accompagnandolo verso il futuro con competenze, valori e consapevolezza. In questo scenario, la Scuola di Formazione Professionale Cavanis di Chioggia rappresenta uno degli esempi più concreti di come tradizione e innovazione possano convivere in modo efficace. Qui l’eredità educativa dei fondatori si traduce in percorsi formativi capaci di rispondere alle esigenze reali del mondo del lavoro, senza mai perdere di vista la dimensione
* è possibile prenotare anche esami con mezzo di contrasto che però non sono in promozione
Accanto al potenziamento delle strutture, la scuola continua a distinguersi per progetti didattici innovativi che uniscono sapere tecnico, cultura scientifica e crescita personale. È il caso di “Stelle senza età”, iniziativa finanziata dalla Regione Veneto che rappresenta la naturale prosecuzione di percorsi di successo come “Artigiani del cielo” e “One click stars”. Attraverso l’astronomia, le tecnologie digitali e lo studio del cosmo, gli studenti imparano a guardare oltre i confini tradizionali della formazione professionale. Il progetto diventa così occasione di scoperta, ricerca e dialogo tra generazioni. Grazie alla collaborazione con l’Università
Il percorso didattico si articola su tre livelli fondamentali: Qualifica Professionale (3 anni): Al termine del triennio, gli studenti ottengono una Qualifica di 3° livello EQF. È il primo passo concreto che permette di entrare nel mondo del lavoro come operatori esperti, grazie a una formazione che alterna teoria e molte ore di laboratorio. Diploma Professionale (4° anno): Per chi desidera eccellere, il quarto anno offre un Diploma di 4° livello EQF. Qui l’accento si sposta sulla gestione dei processi e sull’auto-imprenditorialità, formando tecnici capaci di coordinare un team o gestire un’attività.
Abilitazione Professionale: Fondamentale per settori come il Benessere, il percorso formativo include i requisiti di legge necessari per l’abilitazione, permettendo ai futuri acconciatori ed estetiste di aprire e gestire il proprio salone. In un contesto sociale sempre più complesso, il progetto si propone come un vero strumento di rilancio personale e professionale. Al centro c’è l’orientamento individuale: ogni giovane viene accompagnato attraverso colloqui personalizzati, attività pratiche, workshop motivazionali e percorsi formativi specifici, pensati per valorizzare attitudini e competenze. Il prossimo anno segnerà una tappa fondamentale per la nostra strategia di crescita e cura della persona. Siamo entusiasti di annunciare l’avvio di una collaborazione d’eccellenza con il Poliestetico di Milano, istituzione di riferimento nel panorama della formazione e della ricerca nel settore benessere in Italia. Parallelamente, il nostro impegno si estende attraverso il progetto #Elettroskill 2026, un percorso formativo coordinato da Enel coinvolta nell’ambito del progetto “Energia per la scuola”, in collaborazione con partner tecnici e formativi. Un progetto pensato per rafforzare il collegamento tra formazione professionale e mondo del lavoro, attraverso un modello che integra didattica, pratica e innovazione. L’obiettivo non è soltanto formare lavoratori qualificati, ma aiutare i ragazzi a ritrovare fiducia nelle proprie capacità e costruire un nuovo progetto di vita. È la stessa intuizione che oltre due secoli fa guidò i fratelli Cavanis: offrire ai giovani una bussola sicura in un mondo in continua trasformazione. Oggi, tra laboratori tecnologici, progetti culturali, partnership con le aziende del territorio e una rete educativa internazionale, la SFP Cavanis di Chioggia continua a essere un presidio fondamentale contro la dispersione scolastica e un punto di riferimento per l’intera comunità. Una scuola che forma professionisti preparati, ma soprattutto persone capaci di guardare al futuro con competenza, responsabilità e coraggio. a cura di
artistica e sociale capace di coinvolgere studenti, famiglie
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L’intervista. Colloquio con il presidente della Regione Alberto Stefani, dal sociale all’abitare, dal welfare ai giovani
“BADANTI CERTIFICATE E 69 MILIONI PER AIUTARE CHI HA I NONNI IN RSA”
“Per assicurare un alloggio a chi lavora, abbiamo varato Generazione Casa, un piano da 50 milioni di euro per riqualificare 8.800 immobili inutilizzati e migliorare l’o erta dell’edilizia residenziale”
Presidente Alberto Stefani, parliamo di sociale. Registro badanti e assistenti di quartiere, cosa cambia per i cittadini?
Per i cittadini si profila un nuovo sistema di welfare territoriale regionale, che avrà come punto di forza un’organizzazione dell’assistenza domiciliare più professionale e una rete di servizi sempre più integrata. Saranno potenziati gli sportelli oltre che ra orzato il registro dell’assistenza familiare. In parole semplici: abbiamo istituito un nuovo albo per le badanti, che saranno formate e controllate, per dare servizi migliori e consentire alle famiglie di sentirsi più sicure. Da questo registro, poi, attingeremo per identificare gli ‘assistenti domiciliare di vicinato’, ossia un nucleo di operatori qualificati, che saranno condivisi tra più nuclei familiari. In sostanza, avremo badanti più preparate e, per anziani parzialmente autosu icienti, anche figure che possono occuparsi di assistenza e disbrigo di piccole faccende. Il provvedimento che avvia questo nuovo corso destina fondi per finanziare i 33 sportelli degli assistenti familiari gestiti dai Comuni e promuoverne di nuovi in territori, in collaborazione con Veneto Lavoro. Sarà una bella rivoluzione. Ma non tutte le situazioni sono risolvibili a livello domiciliare e molte famiglie sono costrette a misurarsi con i costi delle rette delle RSA. Come si muove la Regione?
La spesa per mantenere un familiare in RSA è un impegno importante per non pochi nuclei familiari. Un contesto complesso come quello attuale, segnato da aumenti dei costi come conseguenza della situazione internazionale, ci impone di dare risposte ai cittadini. Nell’ultimo bilancio di previsione, come Regione abbiamo stanziato 69 milioni di euro per sostenere le famiglie con anziani non autosu icienti, ospiti nelle RSA, e per i caregiver. Si tratta di un finanziamento con risorse proprie che non ha precedenti e va a contribuire a quello che è comunemente chiamato ‘bonus anziani’. Tra il sostegno alla domiciliarità e quello agli anziani in struttura ci stiamo impegnando verso un welfare regionale moderno e sostenibile. E, soprattutto, che non lascia sole le famiglie. State lavorando anche al welfare aziendale, con quale obiettivo?
Per trattenere talenti e manodopera specializzata è necessario fare un passo avanti e creare condizioni di equilibrio tra occupazione e vita. Il lavoro è cambiato, infatti, e con esso gli approcci per sostenerlo. I servizi o erti devono essere sempre più strategici. Sono convinto che la nostra regione può diventare un laboratorio privilegiato perché il 25% delle nostre imprese ha già introdotto politiche a sostegno dei dipendenti; una percentuale superiore alla media nazionale che potrebbe crescere se tutti avessero a disposizione i mezzi per farlo. Come Regione non possiamo obbligare gli imprenditori
a varare o potenziare soluzioni di welfare aziendale, ma possiamo accompagnarli e sostenerli nei percorsi necessari. Attualmente Veneto Welfare è una direzione di Veneto Lavoro; l’intenzione è di renderla autonoma. Sarà non soltanto un ente strumentale dedicato all’erogazione di risorse mirate previste dai fondi europei, ma anche un compagno di strada nelle procedure che consentano di realizzare progetti di welfare come contributi per i trasporti, asili aziendali, buoni acquisto o voucher. La maggior parte del nostro tessuto produttivo è composto da PMI e la metà sembra già interessata. Altro tema caldo è il piano casa, l’abitare resta un’emergenza in tutta la regione, come a rontarla? Quella dell’abitare è una sfida strategica. Per assicurare un alloggi a chi lavora, abbiamo varato Generazione Casa, un programma per riqualificare 8.800 immobili inutilizzati e migliorare l’offerta dell’edilizia residenziale. Garantendo a giovani, lavoratori e
operatori sanitari, che oggi risultano esclusi dalla graduatorie, di poter trovare una casa a prezzi accettabili. Da subito, come amministrazione regionale, abbiamo messo sul tavolo un piano da 50 milioni di euro. Non solo: pensare alla casa significa dare più futuro al Veneto e, in quest’ottica, abbiamo tenuto in particolare considerazione le necessità degli studenti. In collaborazione con gli Esu regionali, abbiamo scelto di investire su un progetto che entro il 2029 farà raggiungere il numero di 4.819 alloggi per studenti, il 53% in più rispetto alla dotazione del 2025.
Ad oggi si è raggiunto il numero di 3.138. Ne sono previsti per il prossimo triennio ulteriori 1.681. Questo significa che per l’anno accademico 2028/29 l’o erta raggiungerà 2.175 posti a Padova, 1.725 a Venezia, 919 a Verona.
Ha fatto molto discutere la sua proposta sul divieto di cellulare agli under 14, come intende concretizzarla?
Nessuno può negare che i social rappresentino un’opportunità e, contemporaneamente, un pericolo. La cronaca ci fornisce quotidianamente casi di cyberbullismo, violenza, disagio giovanile, patologie che sono conseguenza di troppa esposizione al digitale. Dobbiamo a rontare la realtà di un ambiente ormai frequentato abitualmente da ragazzini di 10, 11 o 12 anni, che non hanno la maturità e la capacità critica per leggere molte storie che vengono postate. E’ inaccettabile che tanti nostri giovani siano esposti a tanti contenuti violenti senza alcun filtro. L’obiettivo che ci siamo proposti è solo di tutelarli, che significa non esporli a situazioni virtuali che possono generare comportamenti non corretti nel mondo reale. L’ultimo disegno di legge che ho firmato da deputato andava in questa direzione. Nei giorni scorsi, l’ho ripresentato in Consiglio regionale. • (R.R.)
L’intervento. Il senatore Udc Antonio De Poli: “Bene il piano casa del Governo e della Regione Veneto”
“CASA, SERVE UNA SVOLTA: PIÙ TUTELE
PER I PROPRIETARI E AFFITTI PIÙ ACCESSIBILI”
Il tema dell’abitare torna con decisione al centro del dibattito politico nazionale e locale. A dare voce a quella che definisce una priorità assoluta per il futuro del Paese è il senatore Antonio De Poli (Udc), che traccia una rotta chiara: la casa non deve essere più considerata un semplice bene privato, ma una risorsa collettiva strategica.
“Garantire il diritto all’abitare significa dare concretezza a un principio riconosciuto dalla nostra Costituzione come fondamentale per una vita dignitosa. Per questo”, spiega con convinzione il Senatore, “ritengo che la casa non sia semplicemente un bene materiale, ma una vera infrastruttura sociale ed economica”. Le proiezioni per il prossimo decennio sono allarmanti: l’Italia necessiterà di circa 700.000 alloggi accessibili. La so erenza maggiore colpisce il ceto medio, quella fascia di popolazione troppo “ricca” per l’edilizia popolare
ma troppo povera per sostenere il mercato libero. De Poli guarda con favore alle mosse dell’Esecutivo, ma chiede un cambio di passo strutturale: “Accolgo positivamente l’annuncio del Governo e della Regione Veneto sul Piano Casa per la realizzazione di 100.000 nuovi alloggi nei prossimi dieci anni. Ma sono convinto che, per essere davvero e icace, questo intervento debba essere accompagnato da riforme strutturali sul mercato delle locazioni”. Il nodo centrale è il paradosso degli 8,5 milioni di immobili vuoti. Perché restano sfitti? La risposta risiede nell’insicurezza giuridica. “Secondo il Censis, l’82% dei proprietari non a itta per paura di non riuscire a rientrare in possesso dell’immobile in caso di morosità. È qui che bisogna intervenire”, incalza il parlamentare. Per scardinare questa situazione, De Poli ha messo sul tavolo tre proposte legislative concrete. La prima riguarda il DDL 774 sulla riforma
L’ASSESSORE GEROSA: “PNRR IN VENETO: MISURA 6 SANITÀ, IL TRAGUARDO DEL 30 GIUGNO È VICINO, TEMPI RISPETTATI”
La Misura 6 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) per la sanità in Veneto è ormai sulla via del completamento, con l’obiettivo di essere pienamente operativa entro il 30 giugno 2026. A confermarlo è l’Assessore regionale alla Sanità, Gino Gerosa, che ha recentemente ricevuto un aggiornamento sullo stato dei lavori da parte dei tecnici coinvolti nella realizzazione del progetto.
“Il rush finale verso la scadenza del 30 giugno sta dando risultati decisamente positivi, superando
le previsioni più ottimistiche,” ha dichiarato Gerosa. “Grazie a un intenso lavoro di squadra tra la Regione e le Aziende Sanitarie, siamo in grado di rispettare i tempi e completare la Misura 6 sanitaria, fondamentale per il potenziamento del sistema sanitario veneto”.
Il programma, che coinvolge numerose iniziative in tutta la regione, ha già registrato progressi significativi, come ha sottolineato l’assessore:
“Abbiamo visto dei dati molto positivi in quasi tutte le voci della Misura 6, con risultati che
rispecchiano gli impegni assunti dalla Giunta regionale, come il ra orzamento dei servizi territoriali, il miglioramento della connessione tra ospedale e territorio, e il sostegno alle categorie vulnerabili, inclusi i giovani”.
A livello operativo, la Regione Veneto ha completato la costruzione di 73 Case di Comunità e, a giugno, saranno attive ben 101 strutture, superando così l’obiettivo di 91 stabilito dal PNRR. Anche i lavori per gli Ospedali di Comunità sono in fase avanzata, con 29 strutture già completate, a fronte delle 30
degli sfratti: l’obiettivo è dimezzare i tempi di esecuzione (da 6 a 3 mesi) e concludere l’esecuzione forzata entro 4 mesi, prevedendo sanzioni per ogni giorno di ritardo. “Serve dare ai proprietari tempi certi, contrastare gli abusi e riportare sul mercato migliaia di immobili oggi inutilizzati”. Parallelamente, il DDL 828 punta a reintrodurre la cedolare secca al 21% sugli immobili commerciali per “contrastare la desertificazione delle nostre città e ridare vitalità ai centri storici”, mentre il DDL 775 mira a fare chiarezza sulla cedolare al 10%, legandola alla destinazione dell’immobile e non alla natura del contraente.
“La casa torni al centro della politica”, conclude De Poli. “Le politiche abitative richiedono visione e coraggio riformatore. Con queste proposte vogliamo o rire un contributo concreto: rimettere la casa al centro significa rimettere al centro le persone”.
previste. “Siamo sulla buona strada per completare il programma entro la fine di giugno, con una rete sanitaria più forte e preparata per a rontare le sfide future,” ha concluso Gerosa.
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Antonio De Poli, senatore Udc
L’assessore regionale alla sanità Gino Gerosa
Istruzione. Enaip Veneto da anni è pronto al cambiamento con un modello che anticipa nei fatti ciò che la legge ora codifica
LA FILIERA “4+2” RIDISEGNA LA SCUOLA TECNICO-PROFESSIONALE ITALIANA
C’ è una data che segna una discontinuità nella storia recente dell’istruzione italiana: settembre 2025. Da quell’anno scolastico, la filiera tecnologico-professionale cessa di essere un cantiere sperimentale e diventa parte integrante dell’ordinamento nazionale. Non più un progetto pilota riservato a istituti selezionati, ma un canale formativo strutturale disponibile in ogni scuola tecnica e professionale del paese. È la riforma comunemente identificata con la formula “4+2”, promossa dal Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. Il nome sintetizza l’architettura del modello: quattro anni di percorso negli istituti tecnici e professionali, al termine dei quali lo studente consegue il diploma professionale, seguiti da due anni opzionali di specializzazione presso gli ITS Academy. Un percorso complessivo di sei anni pensato come un continuum coerente tra scuola, impresa e alta formazione tecnica.
Nel panorama della formazione professionale veneta, ENAIP Veneto occupa una posizione di primo piano. Ente accreditato dalla Regione Veneto, presente dal 1951 — quest’anno ricorre il 75° anniversario dalla fondazione — opera oggi attraverso 18 scuole di formazione professionale distribuite in tutte le province regionali. Ciò che rende la storia di ENAIP particolarmente rilevante nel contesto della riforma è che il modello ora codificato dalla legge — formazione quadriennale, coinvolgimento diretto delle imprese, alternanza strutturale tra aula e contesto lavorativo — è nei suoi tratti essenziali il modello che ENAIP pratica da anni nei percorsi di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP). Questi si articolano in un triennio, al termine del quale lo studente consegue la qualifica professionale di 3° livello EQF riconosciuta in Italia e in Europa, e in un quarto anno che porta al diploma professionale di Tecnico
di 4° livello EQF. Con la riforma a regime, questo diploma consente l’accesso diretto alle ITS Academy, replicando la sequenza logica che la riforma intende generalizzare all’intero sistema.
L’offerta di ENAIP Veneto copre nove settori professionali: amministrazione, automotive, benessere, elettrico, informatico, meccanico, ristorazione, turismo e vendite. Per ciascun settore sono disponibili percorsi triennali per la qualifica
e percorsi di quarto anno per il diploma professionale. Enaip con l’approvazione della Regione Veneto ha avviato 27 corsi di 4 anni di Diploma Professionale di Tecnico per l’anno in corso, distribuiti tra tutte le province e attivati nelle sedi dell’ente. In sperimentazione della filiera 4+2 attualmente ha un secondo anno partito nel 2024/2025, 9 primi anni avviati nel 2025/2026 e prevede di avviare tra i 15 e i 22 corsi con questo modello.
Con l’entrata a regime della riforma, le scuole di formazione professionale accreditate — come quelle della rete ENAIP — non sono soggetti marginali rispetto alla filiera, ma ne costituiscono un nodo strategico. La legge prevede esplicitamente la possibilità per le regioni di integrare i percorsi IeFP nell’architettura della nuova filiera. Ad aprile 2026 i dati della fase sperimentale restituiscono un quadro in rapida espansione: le scuole aderenti sono passate da 180 a 396 in un solo anno (+120%), i percorsi attivati da 225 a 628 (+210%). Il Ministero ha stanziato 105 milioni di euro per i campus formativi. Per il Veneto, che ha fatto della formazione professionale tecnica duale un elemento identitario del proprio sistema produttivo, questi investimenti rappresentano un’opportunità concreta di valorizzare un patrimonio costruito da soggetti come ENAIP, che hanno anticipato nella pratica quotidiana ciò che la riforma ora eleva a modello nazionale
Segue
Modello
veneto: funziona
Il clima si è fatto se possibile ancora più rovente quando il dibattito ha toccato l’autonomia, il vessillo storico della giunta. Il Presidente Alberto Stefani ha rivendicato con orgoglio il percorso intrapreso, definendo l’autonomia come una “moltiplicazione di libertà” che porterà risposte rapide e concrete ai territori. Una visione che però è stata attaccata da due lati opposti. Davide Lovat, per Resistere Veneto, ha gelato l’entusiasmo della maggioranza parlando di un “vicolo cieco a zero risorse”, una scatola vuota che lascerebbe
davvero? E’ scontro in Consiglio Regionale
il Veneto ancora schiavo della burocrazia romana. Dall’altra parte, le minoranze di centrosinistra hanno ammonito sui rischi di una frammentazione dei diritti essenziali, paventando un Veneto a due velocità dove chi vive nelle valli bellunesi o nel Polesine rischia di diventare un cittadino di serie B. Non meno acceso è stato il confronto sulla sicurezza e il welfare. Stefano Valdegamberi ha lanciato una provocazione che ha fatto saltare sulla sedia diversi consiglieri, proponendo di responsabilizzare i genitori
per i reati dei figli minorenni, arrivando a ipotizzare la revoca dei benefici regionali per le famiglie inadempienti. “Il welfare non può finanziare chi non educa”, ha tuonato in aula. La risposta è arrivata immediata dalle opposizioni, che hanno definito la proposta “punitiva e miope”, sostenendo che il disagio sociale si cura con gli educatori di strada e i centri di aggregazione, non togliendo il pane di bocca a chi è già in di icoltà. A chiudere il cerchio delle tensioni è intervenuta Elisa De Berti, che ha riportato l’attenzione
sulla gestione delle case popolari. Con un tono che non ammette repliche, ha ribadito la linea dura della Giunta: “La legalità non è un optional. Chi occupa abusivamente deve sapere che il Veneto non è terra di nessuno. Le case ERP vanno a chi rispetta le regole e sta in graduatoria, punto”. Un botta e risposta infinito che dimostra come, anche senza il bilancio da votare, la politica veneta del 2026 sia tutt’altro che una palude stanziale, ma un fiume in piena pronto a esondare a ogni seduta.
L’intervista. L’assessore regionale allo sviluppo economico Massimo Bitonci sui prossimi provvedimenti
LA SFIDA DELL’AUTONOMIA ENERGETICA
E IL PATTO TRA IMPRESE E UNIVERSITÀ
Abbiamo incontrato l’assessore regionale allo sviluppo economico, Massimo Bitonci per approfondire la strategia della Regione Veneto per la sicurezza energetica. Il bilancio di previsione 2026 sembra tracciare una rotta molto definita: in che modo sosterrete la crescita attraverso l’energia e l’innovazione? Il bilancio 2026 è guidato da una linea chiarissima: sostenere il sistema produttivo veneto attraverso l’innovazione, l’energia, l’accesso al credito e la valorizzazione dell’imprenditorialità. Lo facciamo con strumenti concreti e risorse mirate. Abbiamo approvato il bilancio e i relativi collegati includendo una serie di misure, tra cui un ordine del giorno della maggioranza nato da un mio suggerimento, che indica con precisione il nostro progetto energetico. Il punto focale sono le concessioni idroelettriche, sia le grandi che le medie derivazioni, che scadranno nel 2029. Da decenni queste concessioni sono condotte direttamente da ENEL, che ne gestisce il 70% in Veneto.
Una situazione cdiversa rispetto ad altre realtà. Qual è l’iniziativa che state lanciando insieme al Friuli
Venezia Giulia?
Esatto, la nostra situazione è di erente da quella delle province autonome. In Trentino-Alto Adige, ad esempio, la società Dolomiti Energia è interamente di proprietà pubblica dei comuni di Trento, Rovereto e della Provincia. Per questo, insieme al Friuli Venezia Giulia, stiamo lanciando un’iniziativa per arrivare pronti al 2029 con l’obiettivo di lavorare sulla vera autonomia energetica del Veneto. Vogliamo che queste concessioni vadano “in house”, a idate a una realtà partecipata dalla Regione e dalla Provincia di Belluno, dove si trovano fisicamente gli impianti. Quali saranno i vantaggi per il territorio?
Siamo fortemente convinti, e i numeri di altre realtà lo confermano, che l’idroelettrico garantisca una forte marginalità. Vogliamo che queste risorse rimangano a casa nostra, ai veneti e alle aziende venete. Gestire internamente significa poter ribaltare il vantaggio economico
prodotto sul territorio direttamente alla Provincia di Belluno, alla Regione, alle imprese e ai cittadini. Il percorso è lungo, ma vogliamo essere prontissimi per la scadenza del 2029.
Restando sul fronte energetico, stiamo vivendo un momento drammatico. Quanto è importante, in questa fase, investire sulle energie rinnovabili? È fondamentale. Attualmente il Veneto produce 1,7 gigawatt da fonti rinnovabili, ma l’obiettivo che l’Europa ci pone per il 2030 è di 5,8 gigawatt. È un percorso complesso, ma stiamo per approvare in giunta una delibera sulle “zone idonee” e sulle “zone di accelerazione”. L’idea è la massima semplificazione: togliamo burocrazia per l’installazione di pannelli fotovoltaici nelle zone dove il consumo di suolo è zero, come aree industriali, autostradali e cave. In questi luoghi la Regione si farà carico della Valutazione Ambientale Strategica (VAS), eliminando la necessità della VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) per i singoli interventi. È una spinta fortissima alla realizzazione
di impianti rinnovabili su capannoni e insediamenti produttivi esistenti. Passiamo all’innovazione: nel 2026 sono previsti circa 760.000 euro complessivi per sostenere il sistema regionale?
In realtà le risorse sono anche maggiori. Bisogna capire che la Regione Veneto, non applicando l’addizionale regionale, utilizza prevalentemente i fondi di coesione per gli incentivi alle imprese e per il sociale. Recentemente abbiamo approvato un bando da 3 milioni di euro per le startup innovative, lavorando insieme ai rettori delle università venete e dello IUAV. Abbiamo fatto una scelta precisa: dare
priorità alle aziende che assumono o impiegano ricercatori, stagisti universitari e neolaureati. Vogliamo incentivare il collegamento tra il mondo della ricerca e quello dell’impresa, spingendo a inché i ragazzi possano fare stage qualificati. Questo approccio riguarda anche altri settori, come l’imprenditoria femminile?
Certamente. Abbiamo confermato il bando per l’imprenditoria femminile anche per quest’anno, con altri 3 milioni di euro. Solitamente era una misura alternata ogni due anni, ma ho voluto fortemente rifinanziarla perché, a fronte di un aumento generale delle partite IVA in Veneto, il settore femminile ha registrato un lieve calo. Dobbiamo incentivare i settori più deboli per contribuire alla parità di opportunità. Complessivamente, tra startup innovative e attrazione degli investimenti, abbiamo messo in campo quasi 50 milioni di euro, senza contare gli strumenti finanziari di Veneto Sviluppo e Veneto Innovazione a favore delle nostre imprese.
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ULa città scaligera protagonista della Wings for Life World Run
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globale a sostegno della ricerca sulle lesioni del midollo spinale. In contemporanea mondiale, alle 13.00, centinaia di migliaia di partecipanti si sono messi in movimento in diversi Paesi, uniti dall’obiettivo comune di contribuire al progresso scientifico.
DESPAR NORD IN CORSA A VERONA CON OLTRE 2.000 COLLEGHE E COLLEGHI
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Tra le città italiane protagoniste dell’edizione 2026, Verona è stata l’unica tappa veneta, a iancando altre App Run u iciali come Roma, Milano, Palermo e Aosta. All’evento veronese hanno preso parte moltissime persone tra runner, camminatori e partecipanti in sedia a rotelle, in un contesto caratterizzato da inclusione e partecipazione di usa.
A segnare in modo particolare l’appuntamento veronese è stata
della solidarietà”?
Anche quest’anno abbiamo scelto con entusiasmo di rinnovare questo impegno, coinvolgendo ancora una volta le nostre quasi 10.000 persone e sostenendo interamente il costo della loro iscrizione. La straordinaria adesione dei nostri collaboratori e delle nostre collaboratrici è il segno concreto del forte senso di responsabilità, appartenenza e comunità che ci unisce. Correre o camminare insieme, in contemporanea con il resto del mondo, per chi non può farlo, rappresenta per noi molto più di una partecipazione sportiva: è un gesto semplice, ma dal significato
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Spinale dell’Ospedale Civile Maggiore di Borgo Trento, a testimonianza del legame tra la manifestazione e la ricerca medico-scientifica.
La particolarità della corsa è il suo format: non esiste un tra-
guardo fisso, ma una “Catcher Car” virtuale che parte trenta minuti dopo il via e raggiunge progressivamente i partecipanti, segnando la conclusione della prova per ciascuno.
delle persone e lo spirito di squadra siano elementi fondamentali del nostro modo di fare impresa. Iniziative come la Wings for Life World Run ci permettono di trasformare questi valori in un’esperienza concreta e condivisa, creando occasioni autentiche di incontro, conoscenza e relazione tra migliaia di colleghi e colleghe provenienti da territori diversi. Ritrovarsi insieme per una causa così importante rafforza il senso di appartenenza e ci ricorda che, anche attraverso piccoli gesti, possiamo contribuire a qualcosa di più grande. Sono momenti che consolidano il legame tra le persone e danno ancora più valore al
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Con i nostri progetti CSR vogliamo essere concretamente vicini alle comunità dei territori in cui operiamo, generando valore non solo economico, ma anche sociale. Questa iniziativa ci consente di sostenere la ricerca scientifica e, allo stesso tempo, di coinvolgere attivamente le nostre persone in un’esperienza che traduce in azione valori come partecipazione, collaborazione, inclusione e solidarietà. Per noi fare impresa significa anche questo: mettere al centro le persone, promuovere il loro benessere e contribuire, insieme, a costruire un impatto positivo e duraturo sulle comunità.
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Impianti cocleari, Venezia cresce
Venezia si candida a diventare un punto di riferimento nazionale per il trattamento della sordità. L’avvio della nuova attività di otochirurgia all’ospedale Civile segna un cambio di passo per l’Ulss 3 Serenissima, che in pochi mesi ha già raggiunto risultati concreti, attirando pazienti da diverse regioni italiane e riducendo a zero i tempi di attesa.
Nei primi cinque mesi di operatività sono stati eseguiti nove interventi di impianto cocleare: due su pazienti pediatrici e sette su adulti, provenienti da un’ampia area geografica che va dalla Lombardia fino alla Sicilia. Un dato significativo non solo per il numero di procedure effettuate, ma anche per la capacità del sistema sanitario veneziano di intercettare una domanda altamente specialistica che fino a poco tempo fa si concentrava in altri centri.
Tra i casi trattati spicca quello di una bambina residente a Venezia, la prima del territorio a beneficiare del servizio direttamente in città. Fino al 2025, infatti, pazienti con queste necessità venivano indirizzati verso strutture come Padova, con inevitabili disagi logistici per le famiglie. Oggi, invece, il percorso di cura può essere gestito interamente all’interno della rete sanitaria locale. Il risultato è frutto di un modello organizzativo basato sull’integrazione tra diverse competenze. Il progetto coinvolge infatti l’otochirurgia guidata da Nicola Malagutti, l’audiologia e otoneurologia coordinata da Rosa Maria Santa-
relli e la chirurgia testa-collo diretta da Doriano Politi. Una sinergia che consente di seguire il paziente lungo tutto il percorso, dalla diagnosi all’intervento fino al follow-up. Il direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima, Massimo Zuin, sottolinea come questo rappresenti un traguardo importante non solo per il centro storico, ma per l’intero sistema sanitario territoriale. La creazione di un polo altamente specializzato a Venezia rafforza infatti la capacità attrattiva della sanità locale e contribuisce a ridurre la mobilità passiva. L’obiettivo per il futuro è già definito: dal 2026 si punta ad arrivare a circa 50 interventi all’anno, consolidando ulteriormente il ruolo di Venezia nel panorama nazionale della chirurgia dell’udito. Una crescita che sarà sostenuta proprio dal modello integrato tra ospedale e territorio, considerato uno degli elementi chiave per garantire qualità e continuità assistenziale. Gli impianti cocleari rappresentano una tecnologia avanzata che consente di restituire la percezione dei suoni a persone affette da sordità profonda o grave. L’intervento prevede l’inserimento di un dispositivo elettronico che stimola direttamente il nervo acustico, permettendo al paziente di recuperare una funzione uditiva altrimenti compromessa. Con questi risultati, Venezia non è più solo un punto di riferimento culturale e turistico, ma si afferma sempre più anche come centro di eccellenza sanitaria, capace di innovare e rispondere ai bisogni complessi dei cittadini.
All’Ospedale di Chioggia arriva la nefrectomia radicale
Un nuovo traguardo per l’Ospedale della Navicella: le équipe di Urologia e Chirurgia hanno avviato anche a Chioggia la nefrectomia radicale laparoscopica, procedura di alto livello per il trattamento del tumore del rene. Secondo la direzione sanitaria, l’arrivo di questa tecnica conferma l’elevato standard raggiunto dal presidio e si fonda su tre elementi chiave: tecnologie all’avanguardia, competenze specialistiche consolidate e una collaborazione multidisciplinare ormai rodata tra i reparti coinvolti, guidati dai primari Wanni Battanello e Salvatore Ramuscello. La nefrectomia radicale laparoscopica è un intervento mini-invasivo per l’asportazione completa del rene, effettuato tramite piccole incisioni addominali che consentono al chirurgo di operare con l’ausilio di una telecamera. Come spiegano gli specialisti, questa tecni-
ca trova applicazione nei tumori renali, nei reni non più funzionanti a causa di infezioni gravi, calcolosi complesse o malformazioni, e offre vantaggi rilevanti rispetto alla chirurgia tradizionale a cielo aperto: dolore post-operatorio ridotto, cicatrici minime, degenza più breve e recupero più rapido.
L’intervento rappresenta oggi il riferimento per la chirurgia renale oncologica e benigna e, quando indicato, può essere eseguito anche in forma parziale, preservando la porzione sana dell’organo. Tra i benefici segnalati dai chirurghi figurano un minore impatto estetico e funzionale, un rischio più contenuto di infezioni della ferita e la possibilità di tornare presto alle normali attività. A Chioggia sono già stati trattati tre pazienti, di 54, 73 e 78 anni, con una degenza complessiva, tra pre e post operatorio, di circa quattro o cinque giorni.
Servizio su appuntamento
info@nadalini.it - www.nadalini.it • Analisi di prima istanza • Farmacista Vaccinatore
Pink Lioness in Venice, AVAPO Venezia e Bucintoro rinnovano il sostegno al reparto che segue le donne colpite
Donati 17 mila euro alla Breast Unit dell’Ulss 3:
in arrivo un nuovo ecografo portatile
Un nuovo gesto di sostegno alla Breast Unit dell’Ulss 3 Serenissima si traduce in un ecografo portatile destinato al reparto che segue le donne colpite da tumore al seno. A consegnare l’assegno da 17.650 euro sono state le “Pink Lioness in Venice”, insieme ad AVAPO Venezia e Bucintoro, realtà che da anni affiancano il lavoro dei medici con raccolte fondi e iniziative solidali.
La donazione è stata destinata all’acquisto di una nuova apparecchiatura per il reparto guidato dal primario Guido Papaccio. Le associazioni hanno così confermato un appuntamento che ormai si rinnova ogni anno con contributi destinati alla sanità veneziana.
“La Breast Unit è un reparto cruciale – ha spiegato Francesca Baldi, portavoce delle Pink Lioness – perché qui vengono seguite centinaia di donne ogni anno. La nostra missione è far sentire loro che non sono sole, non solo con le parole ma anche attraverso azioni concrete, sostenendo il lavoro dell’équipe multidisciplinare dell’ospedale dell’Angelo”. Accanto alle Pink Lioness continua il sostegno di AVAPO Venezia, associazione impegnata nell’assistenza alle persone colpite da tumori. “Partecipiamo a queste iniziative –ha sottolineato il presidente Fabio Moretti –
perché vediamo ogni giorno la forza di queste donne. È una determinazione straordinaria che merita tutto il supporto possibile, anche attraverso il finanziamento di nuove attrezzature mediche”.
Il ringraziamento dell’Ulss 3 Serenissima è arrivato dal direttore generale Massimo Zuin, che ha evidenziato il valore della Breast Unit veneziana e della collaborazione tra specialisti all’interno dell’ospedale hub. “Il fatto che siano le stesse pazienti a sostenere nel tempo il lavoro di questa squadra – ha detto – dimostra quanto sia importante il lavoro svolto dal reparto e dalle associazioni che seguono le donne durante il percorso di cura”.
Soddisfatto anche il primario Guido Papaccio: “L’ecografo acquistato grazie a questa donazione è solo l’ultimo esempio di una collaborazione che negli anni ci ha consentito di dotarci di strumenti innovativi e sempre più precisi per diagnosi e interventi”.
La collaborazione tra Pink Lioness in Venice, AVAPO Venezia e Bucintoro prosegue infatti da oltre dieci anni. Alla base dell’impegno c’è anche l’esperienza del dragon boat, diventata negli anni un elemento importante nella riabilitazione post operatoria di molte donne. Negli ultimi tre anni le donazioni hanno su-
perato complessivamente i 73 mila euro. Nel 2023 un contributo da 25 mila euro aveva permesso all’ospedale Santi Giovanni e Paolo di acquistare il sistema Mag Seed, una tecnologia che aiuta i chirurghi a individuare con maggiore precisione i linfonodi da trattare durante gli interventi.
Nel 2024 un nuovo assegno da 25 mila euro aveva invece finanziato il proseguimento del programma Mag Seed in tutta l’Ulss 3 Se-
renissima, grazie ai fondi raccolti durante le “Camminate rosa”.
Nel 2025 era arrivata un’ulteriore donazione da oltre 23 mila euro che aveva consentito alla Breast Unit di dotarsi del primo elettrobisturi al plasma utilizzato in un ospedale del Veneto. Lo strumento permette interventi meno invasivi, con minori danni ai tessuti, tempi operatori ridotti e un recupero più rapido per le pazienti.
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