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laPiazza di Castelfranco - Settembre26

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ll centro storico diventa più accessibile alle persone con disabilità visiva

Energia, il Veneto sfida il monopolio e punta sulle multiutility del territorio

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n Veneto si respira un clima politico singolare, lontano dai toni esasperati dello scontro ideologico. Tra Palazzo Balbi e i banchi dell’opposizione guidata da Giovanni Manildo si è consolidato un feeling istituzionale così palese da spingere gli osservatori, fin dalla campagna elettorale, a coniare la crasi “Stefanildo”. Una definizione nata per sottolineare non solo lo stile felpato e dialogante dei due protagonisti, ma anche una marcata sovrapposizione nei programmi e nella visione del territorio. Le prime conferme di questa sintonia non si sono fatte attendere. Sul terreno dei diritti e delle risposte sociali, maggioranza e opposizione hanno trovato convergenze significative, concretizzate in provvedimenti dal forte impatto etico e comunitario come la legge sui caregiver e il delicato dossier sul fine vita. Un’intesa culminata nell’ormai celebre “patto dell’acciuga”, l’incontro informale tra il presidente della Giunta Alberto Stefani e il leader dell’opposizione Manildo. Un vertice a tavola che ha formalizzato la volontà di superare i muri contrapposti per costruire percorsi legislativi condivisi.

SERVIZI, PROGETTI E MANUTENZIONI PER GLI ISTITUTI SCOLASTICI servizi alle pag. 4-5

IL COMUNE LANCIA IL MESSAGGIO CONTRO LA VIOLENZA DI GENERE

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AUTONOMIA: UN ALTRO PASSO AVANTI, STEFANI: “IL VENETO HA FRETTA”

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OLTRE L’IDEOLOGIA: LE PERSONE SI ASPETTANO RISPOSTE

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uanto successo tra gli scanni del Consiglio regionale del Veneto travalica i confini della regione. L’approvazione del provvedimento sull’assistenza sanitaria al suicidio medicalmente assistito ha rotto la barriera dei posizionamenti ideologici predefiniti. Il voto a maggioranza trasversale ha stabilito un principio di realtà: la regolamentazione di tempi, verifiche ed erogazioni per chi si trova in condizioni di sofferenza irreversibile non è una concessione etica, ma un dovere organizzativo delle strutture pubbliche. segue a pag. 3

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SCUOLE, DOPPIA SFIDA: INVERNO DEMOGRAFICO E SPINTA ALL’INNOVAZIONE

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Case della Comunità, dopo le opere parte la campagna di comunicazione

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La “Stefanildo” e il patto dell’acciuga: nuovo laboratorio Veneto?

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FACCIAMO IL PUNTO

di Castelfranco

OLTRE L’IDEOLOGIA: LE PERSONE SI ASPETTANO RISPOSTE

APERTA A CAMPIGO LA BRETELLA VERSO VIA BRUGNARI

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finalmente aperta la bretella tra via Larga e via Brugnari, a Campigo. Il nuovo collegamento viario è stato reso percorribile nei giorni scorsi, anticipando l’inaugurazione ufficiale, per dare una risposta alle decine di famiglie della zona che da anni convivono con i disagi legati al cantiere di Rete Ferroviaria Italiana (Rfi) per la soppressione del passaggio a livello di via Larga e la realizzazione del sottopasso ferroviario. Un intervento che si sta prolungato ben oltre i tempi inizialmente previsti: i lavori, partiti nel 2022, avrebbero dovuto concludersi nel 2024. La fine è ancora distante, dovendo fare i conti anche con una pressione della falda acquifera molto più elevata rispetto alle verifiche iniziali, rendendo necessaria una revisione sulla prosecuzione dei lavori. Nel frattempo, i residenti di via Brugnari sono stati costretti a percorsi più lunghi per raggiungere le proprie abitazioni. L’apertura è arrivata dopo la consegna anticipata della viabilità da Rfi al Comune. L’assessore ai lavori pubblici Barbara Concolato aveva seguito la vicenda da vicino, sollecitando Rfi. “È stato un impegno che mi sono presa fin da subito per dare una risposta concreta alle famiglie: appena ci sono state le condizioni, abbiamo aperto senza aspettare l’inaugurazione”. La nuova bretella ha un limite di 50 chilometri orari e comprende una rotatoria. Su via Brugnari è stato istituito il senso unico nel tratto tra la nuova bretella e via Lovara di Campigo in direzione est. Il cantiere del sottopasso, però, non è ancora concluso. Resta chiuso il ramo occidentale della rotatoria, mentre i lavori ferroviari sono attualmente fermi. “Rfi e l’appaltatore non hanno la stessa visione tecnica su come procedere. È stato nominato un comitato tecnico che dovrebbe esprimersi entro fine ottobre” conclude Concolato.

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• Nicola Stievano Segue da pag. 1

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Fermo invece il cantiere del sottopasso

isalendo l’Adige, il Trentino procede invece con un’andatura diversa. Il disegno di legge giace nelle commissioni consiliari della Provincia Autonoma, frenato dalla volontà di non rincorrere l’attivismo normativo e dal tentativo di spostare il baricentro dell’attenzione sul potenziamento della rete di cure palliative. Si delineano così due approcci territoriali speculari al medesimo problema: da un lato l’inquadramento della sentenza della Corte Costituzionale sul fine vita entro un percorso amministrativo con scadenze definite per l’A zienda Sanitaria; dall’altro una cautela che preferisce attendere l’eventuale intervento del Parlamento, non fa venire meno il rischio di lasciare i cittadini e i comitati etici locali in una zona d’ombra procedurale. Questa differenza riflette una discussione pubblica che non può più essere liquidata come esercizio teorico o scontro di appartenenza. Le scelte sulla fase finale dell’esistenza appartengono alla sfera intima della persona, ma travalicano il singolo nel momento in cui investono i familiari, la responsabilità dei medici e si riverberano nella comunità. Quando il corpo sociale evita di affrontare l’argomento per timore di dividersi, delega la soluzione del dolore alla solitudine delle famiglie o alle aule dei tribunali. Il percorso però è tutt’altro che semplice e scontato.

Il merito dell’esperienza veneta, pur nella diversità delle posizioni e nelle contrapposizioni ideologiche, sta nell’aver separato la giurisdizione morale da quella gestionale. Regolamentare la procedura medica non significa incentivare una scelta, né svalutare l’importanza dell’affiancamento assistenziale o della terapia del dolore; significa prendere atto che la dignità individuale richiede certezze operative quando la vita impone decisioni definitive. La politica locale, forte dell’autonomia istituzionale di cui dispone a Venezia come a Trento, ha il compito di fornire regole trasparenti anziché risposte evasive. Dal canto suo, invece, la chiesa reclama il pieno rispetto per la vita, in ogni sua fase e condizione, ma qui entriamo in un altro ambito. Affrontare la questione con strumenti normativi chiari non è una resa culturale, ma un atto di responsabilità civile. Il dibattito aperto nelle nostre Regioni dimostra che la tutela della fragilità non si misura sulla capacità di rinviare i problemi, ma sulla disponibilità ad accompagnare le persone nell’esercizio delle proprie libertà fondamentali entro un quadro pubblico rigoroso e nel pieno rispetto della volontà di ogni individuo. Poi ciascuno deve essere libero di fare le proprie scelte, consapevole che le istituzioni non dovrebbero essere semplici controparti burocratiche.

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• Leonardo Sernagiotto

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di Castelfranco è una testata giornalistica di proprietà di

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Questa edizione raggiunge la città di Castelfranco Veneto per un numero complessivo di 12.700 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 32199

Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin - formato da 25 edizioni locali mensilmente recapitato a 575.000 famiglie del Veneto e del Trentino

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Focus scuola/1. Progetti su pari opportunità, cittadinanza e lavoro

UN ANNO SPERIMENTALE PER LA SCUOLA U n anno “sperimentale”, per prendere le misure con il mondo della scuola e iniziare a costruire una serie di progetti destinati a crescere nel tempo. È quello che si apre per Serena Stangherlin, assessora alla scuola della nuova amministrazione comunale guidata da Maria Ghimenton, che guarda ai servizi per le famiglie ma anche a una collaborazione più stretta tra Comune, istituti scolastici e realtà del territorio. Tra le novità già introdotte c’è il trasporto scolastico a Villarazzo. Il servizio, in precedenza gestito direttamente dal comitato dei genitori, è stato inserito nel trasporto comunale grazie a una modifica del contratto con Euro Tours, il gestore del servizio. Una scelta che consente anche di ridurre il costo sostenuto dalle famiglie. “Siamo riusciti, mettendo fondi in più da parte nostra, a cambiare una clausola del contratto e a far sì che il gestore copra anche Villarazzo. È una bella cosa perché il comitato dei genitori si toglie questa responsabilità e, alla fine, chi usufruisce del servizio paga meno rispetto a prima”. Sul fronte della mensa, invece, prosegue l’appalto con Cirfood, confermato per altri due anni allo stesso prezzo. La novità riguarda soprattutto i tempi: rispetto agli scorsi anni, il servizio è partito il 14 settembre, a pochi giorni dall’inizio delle lezioni. C’è poi il

tema dei servizi di pre e post scuola, attualmente ancora affidati ai comitati dei genitori. Il Comune ha scelto di aumentare il proprio sostegno, ma l’obiettivo è di renderlo un servizio continuativo e stabile: “Mi sto informando per valutare cooperative, associazioni o altro per garantire il servizio. Chiaramente avrà un costo, dobbiamo capire se è sostenibile”. Parallelamente, l’assessora Stangherlin sta già impostando il lavoro dei prossimi mesi su quattro progetti educativi. Insieme all’assessore alla Mobilità Alessandro Boldo si sta ragionando sulle “strade scolastiche” e su iniziative dedicate alla sicurezza stradale, anche attraverso la collaborazione con le associazioni. Un altro percorso riguarderà pari opportunità, affettività e cultura del rispetto, con l’obiettivo di accompagnare i ragazzi dalla quinta elementare fino alle scuole superiori. “Ne sto parlando con diverse realtà e con il Centro di violenza. L’idea è di rendere questa progettualità più forte, con l’appoggio del Comune e parlando con i referenti delle scuole, nel rispetto dell’autonomia dei singoli istituti”. Spazio anche all’educazione civica, in vista del Festival della Democrazia che l’amministrazione vorrebbe organizzare nel marzo 2027. L’idea è portare gli studenti a conoscere più da vicino le istituzioni, dal funzionamento della macchina comunale alla possibilità di assistere a

una seduta del Consiglio, anche attraverso incontri con i funzionari. Infine, il rapporto con il mondo del lavoro. Il Comune vorrebbe mettere in rete le scuole con le aziende e le realtà economiche cittadine, offrendo occasioni di orientamento più legate al

territorio. “Ci sono già diverse iniziative, però il Comune potrebbe essere più presente e proporre qualcosa collaborando con queste realtà già attive”. • Leonardo Sernagiotto

Quasi 400 mila euro per rendere più leggeri gli abbonamenti annuali

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on l’anno scolastico ormai avviato, sono già migliaia gli studenti trevigiani che hanno scelto di muoversi con i mezzi pubblici per raggiungere scuola e città. I numeri parlano chiaro: ogni giorno Mobilità di Marca (MOM) garantisce circa 3.700 corse, con 411 autobus in servizio e circa 30 mila passeggeri quotidiani. Numeri che restituiscono le dimensioni di una rete chiamata a sostenere ogni mattina lo spostamento di migliaia di studenti, insieme a lavoratori e pendolari. A rendere più conveniente il trasporto scolastico per le famiglie c’è anche quest’anno lo “Sconto Provincia”, il contributo con cui la Provincia di Treviso sostiene l’acquisto degli abbonamenti annuali MOM. Per l’anno scolastico

2026/2027 sono stati messi a disposizione quasi 400 mila euro, che consentono di ridurre il costo dell’abbonamento annuale urbano o extraurbano tra 17 e 40 euro. Il vantaggio economico è ancora più evidente nel confronto con i titoli mensili: scegliendo l’annuale, il risparmio complessivo può arrivare a oltre 180 euro sulle tratte extraurbane più lunghe. La misura ha raccolto un interesse significativo: nelle ultime settimane sono stati acquistati in media circa 1.200 abbonamenti annuali al giorno grazie allo sconto provinciale. Per le famiglie, inoltre, sono disponibili forme di pagamento rateizzato online tramite Scalapay e PayPal. Chi attiva l’abbonamento attraverso l’app MOMUP può anche evitare il costo della tessera fisica, con un

ulteriore risparmio di 12 euro. Confermata anche la formula “Intera rete”, che permette di viaggiare per tutto l’anno sull’intera rete MOM, non solo per il tragitto casa-scuola, al prezzo agevolato previsto per una tratta extraurbana fino a 60 chilometri. L’obiettivo, spiega la Provincia, è rendere il trasporto pubblico una scelta più accessibile per le famiglie, ma anche favorire l’utilizzo regolare dei mezzi e semplificare gli spostamenti degli studenti. Lo Sconto Provincia si inserisce così in una politica che punta a sostenere il trasporto pubblico proprio nella fascia di utenza scolastica, alleggerendo al tempo stesso una delle spese che ogni anno le famiglie devono affrontare con la ripresa delle lezioni. L’avvio della stagione ha riportato anche

l’attenzione sulla necessità di coordinare con maggiore anticipo gli orari delle scuole e quelli del trasporto pubblico. A Castelfranco, la decisione di anticipare di due giorni l’inizio della scuola rispetto al calendario regionale ha portato MOM a potenziare il servizio con corse aggiuntive sulle principali direttrici verso la città. • (L.S.)

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5 Focus scuola/2. Dai bagni per disabili alle tinteggiature, ora si programma il futuro

INTERVENTI LAMPO PRIMA DELLA CAMPANELLA ospitata temporaneamente nel nuovo e limitrofo asilo “La Tana del Lupo” di via Enego. Ora, però, l’obiettivo è cambiare passo. L’assessorato sta raccogliendo le necessità segnalate dai diversi istituti per trasformarle in un calendario di manutenzioni. “Adesso è necessario prendere in mano la situazione dei diversi immobili” spiega Concolato. Ci sono infatti interventi di manutenzione straordinaria che richiedono una valutazione complessiva delle risorse disponibili e una pianificazione. Tra le situazioni già individuate c’è la

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nterventi tempestivi per le situazioni di emergenza in vista dell’inizio dell’anno scolastico. Allo stesso tempo, la volontà di mettere mano a una programmazione degli interventi per il futuro. È la linea seguita in queste settimane dall’assessore ai Lavori pubblici, Barbara Concolato, con una serie di lavori effettuati anche a ridosso della prima campanella. “Siamo riusciti a far fronte alle richieste delle scuole, affrontando in primis le situazioni più urgenti” spiega l’assessore. L’intervento più signifi-

cativo, anche per i tempi strettissimi, ha riguardato la scuola primaria di Borgo Padova, dove quest’anno sono presenti 12 bambini con disabilità. L’amministrazione ha ricevuto la segnalazione della necessità di un secondo bagno soltanto il mercoledì precedente l’inizio della scuola. “In 24 ore abbiamo ricavato un altro bagno per disabili” racconta Concolato, sottolineando l’impegno e il lavoro degli operai e dei dipendenti comunali. In pochissimo tempo è stato adattato il bagno precedentemente utilizzato dagli insegnanti, così da

rispondere alle nuove esigenze della scuola. Un altro intervento ha interessato la scuola di San Floriano, dove era necessario adeguare gli spazi alla presenza di un alunno con disabilità. Sempre nelle settimane precedenti l’avvio delle lezioni è stata completata la tinteggiatura della scuola materna di via Verdi, un intervento atteso da molti anni. Ora l’obiettivo è poter installare degli oscuranti nella grande vetrata del salone. Lavori conclusi anche alla scuola materna di Largo Asiago, che ha riaperto dopo essere stata

scuola di Salvarosa, che necessita di una tinteggiatura, della sistemazione degli infissi e di altri lavori. L’intenzione è arrivare alla prossima chiusura estiva delle scuole con gli interventi già programmati, così da poter partire con i lavori senza dover rincorrere le emergenze. “Stiamo raccogliendo le istanze, per poter poi programmare i lavori in modo che quando chiuderanno siamo già pronti e partiamo” conclude l’assessore. • Leonardo Sernagiotto

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Alleanza educativa: la risposta della FISM Treviso

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n un’epoca segnata da trasformazioni rapide e profonde, l’educazione dei più piccoli non può più essere un compito isolato. I mutamenti nei modelli familiari, la digitalizzazione pervasiva e le nuove sensibilità culturali richiedono una risposta corale. È da questo presupposto che muove il 53° Convegno annuale organizzato dalla FISM (Federazione Italiana Scuole Materne) di Treviso, in programma sabato 26 settembre, dalle ore 8.30 alle 13, alla Filanda Grande delle Fiere di Santa Lucia di Piave. L’evento, intitolato “Per un’alleanza educativa rinnovata”, si propone come uno spazio di riflessione strategica per i presidenti, i coordinatori, gli insegnanti delle scuole dell’infanzia e le educatrici dei nidi associati. L’obiettivo centrale è superare le frammentazioni per rimettere al centro il bene integrale dei bambini, garantendo loro un ambiente stabile, accogliente e ricco di prospettive. I lavori si apriranno con l’introduzione della presidente provinciale FISM, Simonetta Rubinato, e i saluti di Riccardo Battocchio, vescovo di Vittorio Veneto. A seguire, Michele Tomasi, vescovo di Treviso, terrà la prima relazione focalizzata sul tema della speranza e della custodia dell’umano. Successivamente, Mario Becciu, docente all’Università Pontificia Salesiana di Roma, approfondirà l’alleanza tra genitori e docenti sotto il profilo delle scienze umane. Le conclusioni saranno affidate al coordinatore pedagogico, Francis Contessotto. L’appuntamento ha un grande valore

formativo e istituzionale, rientrando tra gli adempimenti obbligatori della funzione docente previsti dalla normativa vigente. In linea con il recente invito di Papa Leone XIV a “costruire ponti” anziché alzare muri, il convegno ribadisce che solo una responsabilità condivisa tra scuola, famiglie e territorio può offrire alle nuove generazioni radici solide su cui costruire il domani. • (A.V.)

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IN PRIMO PIANO

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Politica. Dal flash mob sotto la Torre civica a una rete comunale

Non girarsi dall’altra parte: la giunta Ghimenton punta su prevenzione, ascolto e rete contro la violenza

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on girarsi dall’altra parte. È forse questo il messaggio più importante emerso dall’iniziativa contro la violenza di genere promossa dal Comune a fine agosto sotto la Torre civica, dopo la notizia dell’ennesimo femminicidio. Un messaggio che va oltre la singola giornata e che chiama in causa l’intera comunità: perché riconoscere la violenza, ascoltare chi la subisce e accompagnarla verso l’aiuto può essere decisivo. È una sensibilità sulla quale la nuova amministrazione comunale ha scelto di puntare, mettendo al centro prevenzione, ascolto e capacità della rete territoriale di intervenire prima che una situazione di violenza diventi irreparabile. La sindaca Maria Ghimenton ha rivolto un appello diretto alle donne vittime di violenza: “Non devono sentirsi sole, non devono pensare di non essere ascoltate. I centri antiviolenza sono gratuiti, sono anonimi, ci sono i servizi sociali, c’è

anche il mio ufficio se vogliono venire e bussare alla mia porta”. Il tema, per l’assessora alle Pari opportunità Serena Stangherlin, non può però esaurirsi in un momento pubblico. La vera sfida è esserci prima: quando compaiono i primi segnali di controllo, possesso, minaccia o isolamento, ma anche quando una donna chiede aiuto. Da qui l’idea di rafforzare una rete che coinvolga forze dell’ordine, magistratura, servizi sociali e sanitari, centri antiviolenza, istituzioni, scuola, associazioni, famiglie e comunità. “Una donna che chiede aiuto non può essere lasciata sola e ogni segnale di rischio deve essere preso sul serio” ha sottolineato Stangherlin, richiamando anche la necessità di educare alle relazioni, al rispetto, al consenso e alla libertà dell’altra persona. Un lavoro che, secondo l’assessora, deve coinvolgere anche uomini e ragazzi, perché la prevenzione non può tradursi soltanto nell’invito alle donne a

proteggersi. Accanto alla necessità di strumenti di tutela tempestivi, risorse adeguate e risposte istituzionali efficaci, resta quindi quella di mantenere alta l’attenzione. L’obiettivo dichiarato

dalla maggioranza è fare in modo che il flash mob non resti un episodio isolato, ma rappresenti un momento all’interno di un percorso più ampio. “Parlarne non basta” è la riflessione

di Stangherlin, “ma senza parlarne, senza sensibilizzare e senza mobilitare le coscienze e le istituzioni, non si comincia nemmeno”. Quella della prevenzione e della costruzione di una rete è dunque una delle direttrici sulle quali la giunta Ghimenton sta caratterizzando il proprio avvio. Un cambio di passo che riguarda anche l’organizzazione del lavoro politico e istituzionale. Tra le prime novità c’è infatti l’aumento delle commissioni consiliari permanenti, passate da quattro a sei: bilancio e patrimonio; territorio e lavori pubblici; salute e sociale; istruzione e sport; cultura e attività produttive; urbanistica, mobilità e ambiente. Una scelta che la sindaca ha motivato con l’esigenza di avere “commissioni più piccole, quindi più focalizzate sui temi, raggruppate per tematiche per concentrarsi maggiormente sulle questioni da discutere”. • Leonardo Sernagiotto

FRATELLI D’ITALIA INCALZA LA GIUNTA SU AUTOVELOX E SICUREZZA STRADALE

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e l’opposizione in Consiglio comunale deve ancora trovare un ritmo comune, a farsi sentire con maggiore continuità è soprattutto Fratelli d’Italia. Il gruppo composto da Roberta Garbuio, Guido Rizzo e Roberto Pinto sta infatti scegliendo di incalzare con frequenza la nuova amministrazione, intervenendo sui principali temi del dibattito cittadino e alternando critiche politiche e proposte. Una delle questioni sulle quali FdI ha insistito maggiormente è quella della sicurezza stradale. Sull’ipotesi dell’utilizzo di autovelox, il gruppo ha chiesto che le decisioni siano sostenute da dati e documentazione. “La sicurezza stradale è una cosa seria e pro-

prio per questo non può essere affrontata con dichiarazioni approssimative o ricostruzioni che poi non trovano riscontro negli atti” ha sostenuto Rizzo, mentre Pinto ha richiamato la necessità di distinguere i singoli episodi da un quadro generalizzato di pericolo. Ma l’attività dei meloniani non si limita alla polemica.

Sul fronte del rischio idraulico, dopo il mancato finanziamento ministeriale per le casse di espansione a nord della città, Rizzo ha proposto di rivedere il protocollo per la gestione delle acque risalente al 2007 e di prevedere contributi comunali per aiutare cittadini e aziende a realizzare difese passive

contro gli allagamenti. Anche in Consiglio non sono mancate le occasioni di confronto acceso, come nel caso delle comunicazioni durante la seduta tenutasi a fine agosto, quando i consiglieri di FdI hanno contestato al presidente Sebastiano Sartoretto la gestione del dibattito. La maggioranza, dal canto suo, rivendica l’importanza del confronto ma invita l’opposizione a rispettare il regolamento comunale: “Siamo disponibili a confrontarci sulle proposte e sulle questioni concrete che riguardano la città, nel rispetto dei ruoli e delle regole del Consiglio”. • (L.S.)

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CASTELFRANCO

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Lavori pubblici. Gli interventi servono a mettere in sicurezza la struttura e aumentarne la capacità

Slittano a ottobre la fine dei lavori sul ponte di Ca’ Duodo B isognerà aspettare ancora qualche settimana prima di poter tornare a percorrere il ponte di Ca’ Duodo. Il cantiere lungo corso XXIX Aprile, tra piazza Fusinato e vicolo Musonello, prosegue infatti con un nuovo cronoprogramma che sposta la conclusione dei lavori indicativamente alla fine di ottobre. La prima scadenza era fissata al 9 settembre, prima dell’inizio delle scuole. Per la città significa prolungare ancora la deviazione della viabilità attorno alle mura, con inevitabili ripercussioni soprattutto sulla circolazione del centro storico. Il cantiere, dal valore complessivo di circa 360 mila euro, è finanziato per 260 mila euro da un contributo del Ministero dell’Interno e per circa 100 mila euro con risorse comunali. L’obiettivo è mettere in sicurezza il ponte e aumentarne la capacità portante, così da renderlo adeguato alle esigenze della mobilità pubblica, consentendo il passaggio degli autobus diretti verso la stazione ferroviaria e al nuovo terminal degli autobus. L’intervento presenta però una particolare complessità, legata innanzitutto alla natura storica della struttura. Non è infatti possibile procedere con una semplice demolizione e ricostruzione: la soluzione individuata prevede la realizzazione di un nuovo impalcato sopra e a scavalco del ponte esistente. In questo modo la capacità portante, oggi di circa 15 tonnellate, verrà portata a oltre il doppio, secondo i requisiti previsti dalla normativa. A rallentare il cantiere sono state soprattutto le verifiche effettuate sulla struttura esistente. Sondaggi e carotaggi hanno fatto emergere in alcuni punti condizioni differenti rispetto a quelle indicate nella documentazione disponibile, rendendo necessari adeguamenti al progetto. A questo si è aggiunta la presenza di numerosi sottoservizi interrati, dalle condotte del gas alle reti dell’acquedotto e della fognatura, che hanno richiesto ulteriori accertamenti e soluzioni specifiche. Anche la realizzazione delle fondazioni e dei pali di sostegno richiede particolare attenzione, perché la nuova struttura dovrà raccordarsi correttamente con la viabilità esistente e consentire il

passaggio degli autobus. Tecnici e impresa stanno lavorando per ottimizzare le diverse fasi e recuperare, per quanto possibile, parte dei tempi persi. “Sappiamo che la chiusura del ponte comporta un disagio, soprattutto con la ripresa delle attività e dell’anno scolastico – sottolinea l’assessore ai lavori pubblici Barbara Concolato – Stiamo seguendo costantemente il cantiere per ridurre il più possibile i tempi. Chiediamo ancora un po’ di pazienza e collaborazione ai cittadini”. • Leonardo Sernagiotto

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Soffieria Alexander in grande crescita

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iene considerata una vera “chicca” nel mondo del vetro soffiato e lo confermano gli ordini che partono non solo dalle più prestigiose cristallerie e dai departments store di mezzo mondo ma anche dalle richieste che arrivano dai grandi nomi della moda per le loro regalie, i loro accessori d’arredamento. La Soffieria Alexander, che ha sede a Pianzano di Godega di Sant’Urbano, nel trevigiano, da piccolissima realtà imprenditoriale è oggi una realtà internazionale anche se, per propria volontà i vertici aziendali (fa parte del gruppo Bottega spa) vogliono mantenerla come “chicca” artigianale e non come industria. Nata dieci anni orsono per produrre in proprio le bottiglie in vetro soffiato che servivano per imbottigliare la grappa Alexander, in particolare quella con dentro i simboli, sempre in vetro soffiato, dell’uva, della vita, del mondo, la Soffieria Alexander è diventata nel tempo un’icona del design realizzando bicchieri, piatti e caraffe di grandissimo effetto e bellezza. “Purtroppo”, dice Sandro Bottega a capo del gruppo vinicolo, “avremmo bisogno di due soffiatori proprio per garantirci una crescita sempre maggiore ma non riusciamo a trovarli. E’ un’arte che sta per finire, che non viene tramandata e questo potrebbe crearci qualche problema”. Negli ultimi tempi anche grandi architetti e interior designer hanno chiesto l’intervento della Soffieria per creare soprattutto bicchieri che, a quanto pare, dovranno abbellire molte case e palazzi in particolare dei Paesi Arabi. • Lieta Naccari


Sintonizzati Sintonizzati sul DOMENICA 20 SETTEMBRE ORE 11:00 – DOSS ALPINE STYLE, PINZOLO

sfide e le responsabilità della critica enologica moderna, per capire come orientarsi in un panorama sempre più ricco e complesso. Con Robert Camuto, giornalista Wine Spectator e autore; Giulia Zanotelli, Assessore all’Agricoltura, Promozione dei prodotti trentini, Ambiente, Difesa idrogeologica ed Enti locali Provincia autonoma di Trento; Carlo Moser, owner Moser Trento.

TRENTODOC TASTING

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Trentodoc Elevation, bollicine d’alta quota

ORE 15:00 – SALA FORMAZIONE, PALAZZO ROCCABRUNA

Un percorso tra Trentodoc, per esplorare il legame tra territorio, clima e identità dei vini, alla ricerca degli elementi che definiscono freschezza, tensione ed eleganza nel calice. Conduce Roberto Anesi, Miglior Sommelier d’Italia 2017 dell’Associazione Italiana Sommelier.

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ORE 11:00 – CORTE, PALAZZO ROCCABRUNA

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Sei soste virtuali, sei Trentodoc per un viaggio immaginario in Val di Cembra. Bollicine di montagna tra immaginazione, racconto e degustazione, insieme a Simone Loguercio e Cristian Maitan, rispettivamente Migliori Sommelier d’Italia 2018 e 2023 dell’Associazione Italiana Sommelier.

ORE 16:00 – GIARDINI SAN MARCO

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ORE 17:00 – LOGGIA DEL ROMANINO, CASTELLO DEL BUONCONSIGLIO

COOK TALES

Futuro, dove va il fine dining italiano?

Il fine dining sta cambiando. Tra un (apparente) ritorno al passato, necessità di figure «culturali» e formule più informali, capaci di adeguarsi alle abitudini dei clienti, qual è lo stato dell’arte dell’alta cucina e quali sono i possibili scenari futuri? Con Francesco Rovai, Del Cambio , Torino; Stefania Di Pasquo, Locanda Mammì , Agnone (IS); Matteo Lunelli, presidente e Ceo Ferrari Trento; Marco Masé, vicepresidente Asat, owner Hotel Bertelli e Ristorante Gallo Cedrone , Madonna di Campiglio (TN).

ORE 18:30 – SALE 1-2-4, PALAZZO ROCCABRUNA

TRENTODOC TASTING

Diventa Sommelier per un giorno!

Un laboratorio dove chi partecipa stappa, versa e degusta. Per vivere Trentodoc da protagonisti, scoprendo sei etichette insieme a grandi professionisti come Ilaria Lorini, Stefano Berzi e Cristian Maitan rispettivamente Migliori Sommelier d’Italia dell’Associazione Italiana Sommelier 2025 (in carica), 2021 e 2023.

Ogni 20 minuti tutte le notizie del Veneto La forma del Trentodoc: effetto magnum? aggiornate in tempo reale. L’arte dell’attesa: perché i grandi vini non hanno fretta

Il tempo è un ingrediente, non una scadenza. Un dialogo sull’importanza della pazienza nella creazione dei grandi vini, dal vigneto alla cantina, fino all’affinamento in bottiglia. Un racconto corale che svela come solo una lenta maturazione possa trasformare un vino in un capolavoro senza tempo. Con Salvino Benanti, amministratore delegato Benanti Viticoltori; Stefano Fambri, presidente Istiuto Trentodoc; Rossana Gaja, owner Gaja; Andrea Buccella, responsabile produzione Cesarini Sforza; Sergio Moser, responsabile Azienda Agricola e Cantina – Fondazione Edmund Mach.

Francesca Fialdini: una carriera dedicata all’ascolto degli altri, tra TV e scrittura

Un incontro per ripercorrere una carriera costruita sull’arte dell’ascolto. Un dialogo sul valore delle storie, dell’empatia e delle parole come strumenti per comprendere gli altri e il nostro tempo. Con Francesca Fialdini, conduttrice televisiva.

ORE 18:30 – PALAZZO OCSE

TRENTODOC TASTING

Il formato in cui è custodito Trentodoc ha la capacità di influenzare la sua maturazione, l’evoluzione e la sua eleganza. Una degustazione, un viaggio sensoriale che mette a confronto sei bollicine di montagna, sia in bottiglia standard (0,75l) che in magnum (1,5l). Conducono Roberto Anesi e Simone Loguercio, rispettivamente Migliori Sommelier d’Italia 2017 e 2018 dell’Associazione Italiana Sommelier.

ORE 16:00 – PALAZZO OCSE

100 pagina Ogni 20 minuti tutte le notizie del Veneto 270x330 aggiornate in tempo reale. TRENTODOC TASTING

ORE 12:00 – LOGGIA DEL ROMANINO, CASTELLO DEL BUONCONSIGLIO

Le origini: Tranquillo e Trentodoc

COOK TALES

English language Un’esperienza per scoprire come un vino base di oggi diventerà un Trentodoc domani, degustandoli insieme, per scoprire le origini e l’eleganza delle bollicine di montagna.La degustazione si terrà in lingua inglese. Sarà condotta da Essi Avellan, Master of Wine e Roberto Anesi, Miglior Sommelier d’Italia 2017 dell’Associazione Italiana Sommelier.

Selvatico, la cucina wild: tra foraging e mare e selvaggina

Per molti chef la sostenibilità passa dall’uso di materie prime selvatiche: dalla troppo spesso demonizzata selvaggina alla pesca, senza dimenticare il mondo vegetale. Come si concilia l’impiego di ingredienti spontanei, stagionali e dalla disponibilità mutevole con l’alta cucina e i suoi menu? Con Alessandro Gilmozzi, El Molin , Cavalese (TN); Marco Visciola, Il Marin , Genova; Edoardo Tilli, Podere Belvedere, Pontassieve (FI).

ORE 15:00 – SALA RAPPRESENTANZA, PALAZZO GEREMIA

WINE TALKS

Pagelle in cantina: come si giudica il vino oggi

Punteggi, guide, recensioni: come si è evoluto il giudizio sul vino e qual è il suo impatto su produttori e consumatori? Un confronto aperto sulle metodologie, le

ORE 17:00 – CORTE, PALAZZO ROCCABRUNA

WINE TALKS

ORE 19:00 – CHIOSTRO DEGLI AGOSTINIANI

SPARKLING STORIES

Teresa Ciabatti: parole a tema libero

Una delle voci più originali della narrativa italiana contemporanea. In un dialogo tra letteratura e vita, l’autrice racconterà il suo modo di trasformare l’esperienza personale in racconto, esplorando il confine sottile tra memoria, verità e invenzione. Con Teresa Ciabatti, scrittrice.

Vino da Oscar: storie, volti e pellicole nati tra le vigne

Il vino come musa ispiratrice per il grande schermo. Un viaggio affascinante tra film, attori e registi che hanno portato sul set la magia della vigna. Un incontro per scoprire come il cinema racconta il vino, trasformandolo in personaggio, scenario e metafora di storie indimenticabili. Con Giuseppe Di Gioia, Ceo Grattamacco; Augusta Bargilli, viticultrice; Paolo Mereghetti, giornalista e critico cinematografico.

SABATO 26 SETTEMBRE ORE 10:00 – LOGGIA DEL ROMANINOCASTELLO DEL BUONCONSIGLIO

COOK TALES

caratteristiche che rendono le bollicine di montagna espressione identitaria e autentica di questo luogo.

Radici, il lusso dell’autoproduzione in cucina

Non solo orto: l’autoproduzione delle materie prime sta diventando centrale nell’alta ristorazione. Cuochi e agronomi lavorano insieme per coltivare ingredienti d’eccellenza su misura e ridurre l’impatto ambientale. Per molti chef è anche una fonte di ispirazione e creatività, alla base della loro identità gastronomica. , Oppeano (VR); Antonio Romano, Con Francesco Sodano, Famiglia Rana Ristorante Nove , Villa della Pergola Relais & Châteaux, Alassio (SV); Aurora Brunel, Agritur Ciasa dò Parè, Soraga di Fassa (TN).

ORE 10:30 – GIARDINI SAN MARCO

SPARKLING STORIES

ORE 11:30 – SALA RAPPRESENTANZA, PALAZZO GEREMIA

WINE TALKS

Il commissario Buonvino: scrivere storie che sanno di vino Scrittore, giornalista, politico: Walter Veltroni racconta come il mestiere di narrare attraversi generi e stagioni diverse della vita. Dal suo Commissario Buonvino — protagonista della fortunata serie noir ambientata a Roma — al rapporto personale con il vino come rito, memoria e convivialità, un dialogo su cosa significa oggi raccontare storie che restano. Con Walter Veltroni, scrittore e giornalista.

SCARICA L’APP ORE 11:30 – SALA FORMAZIONE, PALAZZO ROCCABRUNA TASTING RADIO VENETO24 TRENTODOC Il profumo dell’alpeggio ORE 11:00 – PALAZZO OCSE TRENTODOC TASTING SMARTPHONE SUL TUO Ascoltaci in tutto il Veneto in auto sul Filippo Caccamo: vite fuori di tela, arte e artisti oltre gli schemi Il racconto di un’arte fatta di curiosità, aneddoti e vita fuori dagli schemi. Un viaggio per scoprire come la creatività possa sorprendere, divertire e offrire nuovi modi di guardare il mondo. Con Filippo Caccamo, attore comico e content creator.

Perlage Tour in Trentino

distretti, un viaggio in Trentino, un solo vino: Trentodoc. Con Cristina Mercuri, SCARICASeiL’APP Master of Wine, percorreremo il territorio, calice dopo calice, alla scoperta delle RADIO VENETO24 SUL TUO SMARTPHONE

ORE 15:30 – CORTE, PALAZZO ROCCABRUNA

WINE TALKS

La grammatica delle bollicine: nuovi linguaggi per raccontare il vino Come si comunica l’eccellenza di un Trentodoc nell’era digitale? Dai social media alle esperienze immersive, un confronto su linguaggi, strategie e strumenti innovativi per narrare il mondo delle bollicine a un pubblico globale, connettendo tradizione, eleganza e nuove forme di comunicazione. Con Cristina Mercuri, Master of Wine, founder & CEO Mercuri Wine Club; Camilla Lunelli, vicepresidente Ferrari Trento; Anselmo Guerrieri Gonzaga, amministratore e owner Tenuta San Leonardo; Gianluca Esposito, Professore e Direttore del Dipartimento di Psicologia e Scienze Cognitive dell’Università di Trento.

ORE 16:00 – PALAZZO BORTOLAZZI, SOSAT

TRENTODOC TASTING

Dosaggio sì? Dosaggio no?

Ascoltaci in tutto il Vene

Con l’abbinamento ai formaggi di alpeggio, un percorso di degustazione tra l’eleganza del Trentodoc e le sfumature aromatiche dei grandi formaggi d’alta quota. In collaborazione con Palazzo Roccabruna - Enoteca Provinciale del Trentino. Conducono Marina Schmohl, Relatore Organizzazione nazionale assaggiatori formaggio, e Simone Loguercio, Miglior Sommelier d’Italia 2018 dell’Associazione Italiana Sommelier.

Il dosaggio come firma stilistica: una decisione tecnica che interpreta e valorizza l’identità di ogni Trentodoc, uno strumento enologico al servizio della qualità, una scelta precisa che interpreta il territorio. Conduce Andrea Gualdoni, Miglior Sommelier d’Italia 2024 dell’Associazione Italiana Sommelier.

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ORE 17:00 – LOGGIA DEL ROMANINO, CASTELLO DEL BUONCONSIGLIO

COOK TALES

Esperienza, come la sala sta cambiando l’alta ristorazione

L’alta cucina sta diventando sempre più esperienziale ed è anche merito dei professionisti del servizio. Dal pairing analcolico alle relazioni empatiche e di scambio tra ospiti e sala, passando per una diversa gestione del personale. Ecco come stanno evolvendo i ristoranti gastronomici. Con Alessandro Marcialis, La Rei Natura , Il Boscareto Resort & Spa, Serralunga d’Alba (CN); Daniele Gagliardi, Iris , Verona; Giulia Caffiero, Geranium , Copenhagen; Alina Cazacu, Amapama Lusernarhof , Luserna (TN).

ORE 17:00 – PALAZZO OCSE

TRENTODOC TASTING

Trentodoc blind tasting game

Quando il gusto parla prima del vino. Una degustazione alla cieca dedicata a Trentodoc, dove le bottiglie si presentano senza nome e i protagonisti diventano olfatto e palato. Un’esperienza coinvolgente per scoprire stile, eleganza e personalità delle bollicine di montagna, senza condizionamenti. L’organizzazione fornirà tutto il materiale necessario. Conduce Ilaria Lorini, Miglior Sommelier d’Italia 2025 (in carica) dell’Associazione Italiana Sommelier.

Italiana Sommelier 2024; Raffaele Boscaini, direttore Marketing Masi Agricola; Martina Centa, Brand Manager cantina Roeno e vicepresidente AGIVI.

ORE 19:00 – PALAZZO BORTOLAZZI, SOSAT

TRENTODOC TASTING

La storia che vive nel calice, il tempo del Trentodoc

ORE 18:30 – MART, ROVERETO

SPARKLING STORIES

Una vita di sguardi. Laura Morante e il cinema

I grandi film, la regia e adesso un romanzo. Le mille vite della signora del grande schermo. Con Laura Morante, attrice, regista e scrittrice.

ORE 18:30 – SALE 1-2-4, PALAZZO ROCCABRUNA

TRENTODOC TASTING

Diventa Sommelier per un giorno!

Un laboratorio dove chi partecipa stappa, versa e degusta. Per vivere Trentodoc da protagonisti, scoprendo sei etichette insieme a grandi professionisti comeIlaria Lorini, Stefano Berzi e Roberto Anesi, rispettivamente Migliori Sommelier d’Italia 2025 (in carica), 2021 e 2017 dell’Associazione Italiana Sommelier.

Un viaggio dentro Trentodoc, dove è il tempo a fungere da guida: evoluzione silenziosa, longevità, tocco dell’uomo. Un’esperienza accompagnata da video pensati per raccontare ciò che è accaduto nelle annate dei vini in degustazione, con uno sguardo narrativo sul contesto storico e umano che ha segnato ogni vendemmia. Conducono Andrea Gualdoni e Simone Loguercio, rispettivamente, Migliori Sommelier d’Italia 2024 e 2018 dell’Associazione Italiana Sommelier.

ORE 21:00 – MART, ROVERTO

SPARKLING STORIES

Il cuore del folk, la musica di Davide Van De Sfroos Le radici, il dialetto, l’identità. Viaggio nell’anima di un grande cantautore. Con Davide Van De Sfroos, cantautore e chitarrista.

Ogni 20 minuti tutte le notizie del Veneto aggiornate in tempo reale. Samuel Romano: trent’anni di Subsonica e le nuove ORE 18:00 – CHIOSTRO DEGLI AGOSTINIANI

SPARKLING STORIES

ORE 17:30 – SALA RAPPRESENTANZA, PALAZZO GEREMIA

WINE TALKS

Generazione calice: consumi e tendenze under 30 Cosa bevono i giovani e come si avvicinano al vino? Un’analisi dedicata ai consumatori di domani, per esplorare gusti, abitudini e valori che guidano le loro scelte. Un dialogo tra esperti e nuove generazioni per decifrare le tendenze che stanno ridisegnando il futuro del settore vinicolo. Con Andrea Gualdoni, miglior sommelier d’Italia Associazione

DOMENICA 27 SETTEMBRE ORE 10:30 – GIARDINI SAN MARCO

‘terre rare’

100 pagina 270x330

Un anniversario significativo, un viaggio lungo una vita che ha rivoluzionato la musica italiana. Un dialogo tra memoria e futuro, che attraversa tre decenni di ricerca sonora e approda ad un nuovo album e al suo ormai altrettanto significativo progetto da solista: tra geografie reali e immaginarie, nuove contaminazioni musicali e una riflessione sul presente, un dialogo sulle ferite e sulle possibilità. Con Samuel Romano.

SPARKLING STORIES

Gualdoni, Miglior Sommelier d’Italia 2024 dell’Associazione Italiana Sommelier. In collaborazione con Italesse.

Massimiliano e Doriana Fuksas, i linguaggi dell’architettura internazionale

ORE 11:30 – LOGGIA DEL ROMANINO, CASTELLO DEL BUONCONSIGLIO

Da oltre quarant’anni progettano edifici che hanno ridefinito il linguaggio dell’architettura contemporanea, coniugando ricerca, innovazione e visione globale. Un dialogo sul ruolo dell’architettura nel nostro tempo, tra grandi opere, sostenibilità, trasformazione delle città e responsabilità nell’immaginare gli spazi in cui vivremo domani. Con Massimiliano e Doriana Fuksas, architetti e designers, fondatori studio Fuksas.

ORE 11:00 – SALA RAPPRESENTANZA, PALAZZO GEREMIA

WINE TALKS

Manager in vigna: visioni oltre la crisi Guidare un’azienda vinicola oggi richiede visione strategica e capacità di leggere il futuro. Da qui, l’idea di un confronto sulle sfide del mercato globale, sulla gestione delle incertezze e sulle strategie per trasformare le difficoltà in opportunità di crescita, innovazione e affermazione. Con Giampiero Bertolini, Ceo Biondi Santi; Alberto Malesani, owner cantina ‘La Giuva’; Enrico Zanoni, direttore Generale Cavit; Rodolfo Maralli, Presidente Banfi Srl e Fondazione Banfi.

ORE 11:00 – PALAZZO OCSE

TRENTODOC TASTING

Nuove firme, un’unica identità: benvenuti in Trentodoc Un percorso di degustazione dedicato alle nuove cantine associate a Trentodoc, per scoprire visioni e territori ma anche realtà emergenti, percorsi imprenditoriali e interpretazioni originali, che arricchiscono il panorama delle bollicine di montagna. Con la partecipazione delle case spumantistiche, conduconoIlaria Lorini e Stefano Berzi, rispettivamente, Migliori Sommelier d’Italia 2025 (in carica) e 2021 dell’Associazione Italiana Sommelier.

COOK TALES

Terre di mezzo, né montagna e né mare: il gastro-successo dei boschi Non sono territori né spiccatamente montani, né marittimi. Eppure, è qui che molti chef stanno esprimendo alcune delle più originali e identitarie cucine italiane, attraverso il ritorno alle origini o la commistione di tradizioni. Accanto agli chef, sempre più produttori valorizzano questi paesaggi, attraverso coltivazioni rispettose e rigenerative. Con Niccolò Palumbo, Paca Tenuta Ceri , Prato; Ada Stifani, Ada , Perugia; Stefano Benetti, Guà Forest & Farm, Cavedine (TN); Davide Di Fabio, Dalla Gioconda , Gabicce Monte (PU).

ORE 15:00 – LOGGIA DEL ROMANINO, CASTELLO DEL BUONCONSIGLIO

COOK TALES

Affinamento, il formaggio a misura di chef L’affinamento dei formaggi è ormai parte del lavoro quotidiano di molte grandi insegne italiane: questione di artigianalità, ma anche fucina di idee per creare pietanze e abbinamenti di gusto completamente nuovi. Come valorizzano oggi le insegne il lavoro dei casari e dei piccoli produttori da cui si riforniscono? Con Luca Ludovici, ConTatto, Frascati, (RM); Francesco Federici, Enoteca Pinchiorri , Firenze; Thomas Beltramolli, Rendenèr Alpine Food, Pinzolo (TN).

ORE 15:00 – CHIOSTRO DEGLI AGOSTINIANI

SPARKLING STORIES

Andrea Pennacchi: la piccola Odissea del Pojana, viaggio tra teatro e cinema Ha costruito un percorso originale capace di intrecciare teatro, cinema e racconto civile. Un incontro per esplorare una poetica che unisce ironia, memoria e identità, trasformando storie individuali in uno sguardo lucido e universale sul presente. ConAndrea Pennacchi, attore, drammaturgo e regista teatrale.

ORE 16:30 – PALAZZO BORTOLAZZI, SOSAT

TRENTODOC TASTING

Dialoghi nel calice, emozioni Trentodoc Un percorso dedicato alle emozioni della degustazione. Il sommelier guida e interagisce con l’ospite, che diventa parte attiva dell’esperienza. Sei calici Trentodoc da assaggiare e confrontare insieme, per scoprire come ogni bollicina sappia raccontare una storia diversa. Conduce Stefano Berzi, Miglior Sommelier d’Italia 2021 dell’Associazione Italiana Sommelier.

ORE 18:00 – CHIOSTRO DEGLI AGOSTINIANI

SPARKLING STORIES

Noemi: forte come il glicine Con una voce tra le più riconoscibili della musica italiana, ripercorriamo un percorso artistico fatto di continua evoluzione, ricerca e autenticità. Un dialogo tra musica e vita per raccontare il valore delle parole, delle emozioni e delle trasformazioni. Con Noemi, cantautrice.

ASCOLTACI SU ORE 15:00 – SALE 1-2-4, PALAZZO ROCCABRUNA WWW.VENETO24.IT ORE 11:30 – SALA FORMAZIONE, PALAZZO ROCCABRUNA TRENTODOC TASTING TRENTODOC TASTING Sommelier per un giorno! AscoltaciDiventa in tutto il Veneto in autoSUL sul TUO PC O ALEXA Cinque calici per Trentodoc Un laboratorio dove chi partecipa stappa, versa e degusta. Per vivere Trentodoc da

eto in auto sul

Quanto influisce nella degustazione la forma del calice nel quale si versa Trentodoc? Questo laboratorio propone Trentodoc in cinque calici dalla forma diversa per SCARICA L’APP sperimentare come cambiano le proprie sensazioni, lasciandosi stupire. ConduceAndrea

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protagonisti, scoprendo sei etichette insieme a grandi professionisti come Ilaria Lorini, Stefano Berzi e Andrea Gualdoni, rispettivamente Migliori Sommelier d’Italia 2025 (in carica), 2021 e 2024 dell’Associazione Italiana Sommelier.

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Dal 14 settembre al 18 ottobre 2026

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CASTELFRANCO

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Progetti sociali. Apertura prevista per fine settembre

La Casa dei sogni prende vita a Salvatronda: autonomia, inclusione e tecnologia assistiva I sogni sono pronti a diventare realtà. Quello della “Casa dei sogni”,il progetto dell’associazione “Teniamoci per Mano OdV” nato per offrire alle persone con disabilità occasioni di autonomia e inclusione, è ormai vicino al traguardo. La struttura di via Centro 1, a Salvatronda, sarà inaugurata entro la fine di settembre, con una festa aperta alla cittadinanza. A rendere possibile lo step finale è stata anche la sponsorizzazione di Volksbank, che ha messo a disposizione oltre 100 mila euro, destinati alle attività della casa per dieci anni. Un risultato che arriva al termine di un percorso iniziato diversi anni fa e costruito grazie alla generosità di imprese, privati e associazioni. Lo stabile è stato infatti donato all’associazione da una famiglia, ma per trasformarlo nella “Casa dei sogni” si è reso necessario un importante intervento di ristrutturazione, anche in considerazione della particolare destinazione della struttura. La casa si sviluppa su 260 metri quadrati e sarà

dotata di impianti ad alta efficienza energetica. Al suo interno ci saranno cinque camere, due cucine, cinque bagni, un ascensore, una terrazza, una pergola bioclimatica e un orto rialzato accessibile. Sono state inoltre previste tecnologie assistive per sostenere i percorsi di vita indipendente e, quando necessario, consentire il monitoraggio a distanza, offrendo maggiore tranquillità anche alle famiglie. L’obiettivo è fare della struttura non semplicemente un luogo in cui abitare, ma uno spazio dove sperimentare gradualmente l’autonomia. Le prime attività prevedono infatti momenti di socialità, weekend in cui imparare a gestire la quotidianità e soggiorni più lunghi, anche in preparazione di una futura permanenza stabile. La casa potrà inoltre ospitare persone anziane, con l’obiettivo di contrastare la solitudine e favorire relazioni tra generazioni diverse. “Questo non è stato un semplice accordo formale tra una banca e un’associazione, ma un vero e proprio incontro e legame

tra persone che hanno condiviso una visione profonda: migliorare la qualità della vita di chi ci sta attorno, dando risposte concrete ai bisogni che emergono ogni giorno. Vogliamo ringraziare Volksbank per aver scelto di investire sul nostro progetto. La cosa più bella? Fin dai primi incontri, li abbiamo visti innamorarsi della nostra narrazione e dei nostri valori, protagonisti con noi di questo sogno” sottolinea Stefania Baldin, presidente di “Teniamoci per Mano OdV”. “Siamo lieti di aver contribuito in modo concreto alla realizzazione di questo bellissimo progetto, che crea opportunità di autonomia ed inclusione per i soggetti più fragili. Uno spazio pensato per le persone con disabilità, che qui potranno trovare supporto e la possibilità di vivere una vita autonoma e ricca di interazioni sociali” aggiunge Alberto Naef, amministratore delegato e direttore generale di Volksbank. • Leonardo Sernagiotto

Al via la Settimana della salute dal 12 al 18 ottobre

U

na settimana per parlare di salute, prevenzione e corretti stili di vita. Dal 12 al 18 ottobre Castelfranco aderirà alla “Settimana della salute”, promossa dall’Ulss 2, con un programma di iniziative rivolte a diverse fasce della popolazione e dedicate alla prevenzione e alla consapevolezza. Nel corso della settimana sono previsti incontri con medici e professionisti sanitari, momenti di confronto e iniziative di sensibilizzazione su diverse tematiche: dalla salute cardiovascolare alle malattie neurologiche, dall’alimentazione alla salute femminile, fino alle infezioni sessualmente trasmesse e alla prevenzione. Non mancheranno

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inoltre attività di screening e occasioni di incontro con le associazioni che operano sul territorio. L’iniziativa si inserisce nel percorso avviato dall’amministrazione comunale per fare di Castelfranco una città più attenta alla prevenzione. “La Settimana della salute è un’occasione importante per promuovere l’importanza della salute e la consapevolezza sulla propria gestione – spiega l’assessore alla sanità Claudio Beltramello –. Da una parte è fondamentale avere servizi sanitari che funzionano, ma più di tutto è importante cercare di non ammalarsi”. Nel frattempo, l’amministrazione comunale supporta i gruppi di cammino promossi dall’asd Studio

DIRETTA T24 Sintonizzati sul SPO T

Kinesis, nell’ambito della rete “Lasciamo il segno” dell’Ulss 2. “Due ore di cammino alla settimana fanno davvero la differenza per l’ambito cardiovascolare – sottolinea Beltramello – e c’è anche un aspetto relazionale e sociale, che fa bene alla componente psicologica oltre che a quella fisica”. L’obiettivo dell’amministrazione è infatti entrare nella rete “Città che promuovono la salute” dell’Organizzazione mondiale della sanità, puntando sulla prevenzione primaria, attraverso stili di vita sani, e su quella secondaria, con la promozione degli screening. • (L.S.)

Sabato e domenica dalle 14:00

Dirette dai campi delle principali squadre di calcio venete e aggiornamenti in tempo reale di volley, basket e rugby Ogni 20 minuti tutte le notizie del Veneto delle squadre della nostra regione aggiornate in tempo reale.

Fabio Natale SCARICA L’APP RADIO VENETO24 SUL TUO SMARTPHONE

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CASTELFRANCO

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www.lapiazzaweb.it

La riproduzione. L’iniziativa rientra nel progetto regionale “Turismo Sociale e Inclusivo nel Veneto”

UN MODELLINO TATTILE IN 3D PRESENTATO PER CHI HA UNA DISABILITÀ VISIVA I l centro storico di Castelfranco diventa più accessibile anche a chi ha una disabilità visiva grazie a un nuovo modellino 3D che riproduce la città murata. Il plastico, realizzato dallo studio specializzato Arche 3D di Mantova, è stato presentato a Palazzo Soranzo-Novello nell’ambito del progetto regionale “Turismo Sociale e Inclusivo nel Veneto”, promosso per il biennio 2025-2026 in collaborazione con Ulss 2 e i Comuni di Castelfranco, Istrana, Maser e Vittorio Veneto. La riproduzione del centro storico sarà collocata all’interno dello Iat, dove potrà essere esplorata attraverso il tatto da cittadini e visitatori. L’amministrazione comunale sta inoltre valutando la possibilità di realizzarne una seconda, con materiali più resistenti, da posizionare all’esterno e renderla così maggiormente fruibile. Il modello è una riproduzione ad alta fedeltà, realizzata con materiali resistenti e lavabili e caratterizzata da una

particolare finitura che facilita l’esplorazione delle forme attraverso il tatto. La realizzazione è partita da rilievi digitali ad alta precisione e ha utilizzato materiali plastici sostenibili di origine rinnovabile. Il progetto è stato inoltre testato e

perfezionato con il coinvolgimento diretto di persone con disabilità visiva, grazie alla collaborazione con l’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti. “È un’iniziativa che rende sempre più inclusivo il territorio. È un

concetto di democrazia: l’arte e la cultura sono di tutti” sottolinea la sindaca Maria Ghimenton. “Stiamo inoltre individuando dei percorsi turistici inclusivi, anche all’interno del Museo Casa Giorgione, per far conoscere il patrimonio museale

Via Borgo Treviso, 165 31033 - Castelfranco Veneto (TV) TEL : 042 3497088 - 338 7760488 huanrestaurant.it

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a chi ha disabilità. La sostenibilità e l’inclusività sono capisaldi della nostra politica turistica”, aggiunge l’assessore al Turismo Laura Piazza. Il modellino castellano fa parte di un progetto più ampio che ha portato alla realizzazione di quattro strumenti per l’accessibilità del patrimonio storico-artistico trevigiano: oltre a Castelfranco, sono state create mappe tattili per Villa Barbaro di Maser e per il centro storico di Vittorio Veneto e un modellino 3D di Villa Lattes a Istrana. “Promuovere l’accessibilità significa far crescere la nostra comunità sui valori della partecipazione e dell’uguaglianza” sottolinea l’assessore regionale al sociale Paola Roma. “L’accessibilità non è un elemento aggiuntivo, ma una condizione fondamentale perché il patrimonio culturale possa essere davvero patrimonio di tutti” conclude Simona Sforzin, direttrice dei Servizi Socio-Sanitari di Ulss 2. • Leonardo Sernagiotto

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CASTELFRANCO

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Bandi. L’amministrazione comunale punta a riqualificare gli spazi

Lo stadio Ostani pronto al rinnovo: sala polivalente, cucina e accessibilità per tutti

U

n intervento per rendere lo stadio Ostani non solo un luogo dedicato allo sport, ma anche uno spazio aperto alla città, all’incontro e alla socialità. È questo l’obiettivo della domanda presentata dall’amministrazione comunale nell’ambito del recente bando regionale dedicato agli impianti sportivi e, in particolare, ai progetti di

inclusione e di abbattimento delle barriere architettoniche. Il progetto riguarda la riqualificazione della zona del bar dello storico impianto di via Rizzetti, costruito nel 1928, e prevede la realizzazione di una sala polivalente, una piccola cucina e nuovi servizi igienici, con spazi dedicati anche alle persone con disabilità. Un intervento pensato quindi per ampliare

le possibilità di utilizzo dell’Ostani, andando oltre la sola attività sportiva. “Abbiamo presentato la domanda per partecipare al bando regionale, che mette a disposizione circa 11,5 milioni di euro per lo sport, con particolare attenzione ai progetti di inclusione e all’abbattimento delle barriere architettoniche” spiega l’assessore allo sport Cristian Antonello. Il progetto castellano ha un valore complessivo di 120 mila euro. Il bando prevede un contributo regionale pari al 70 per cento della spesa ammissibile. L’idea è stata sviluppata tenendo conto delle esigenze delle realtà del territorio e, in particolare, delle cooperative sociali che operano nell’ambito della disabilità, alle quali potrebbe essere messo a disposizione il nuovo spazio. “L’obiettivo è creare un’area fruibile anche dalla collettività – sottolinea Antonello –. La sala potrà ospitare attività diverse, dalle riunioni ai corsi, mentre la cucina consentirà di organizzare anche incontri conviviali”. In questo modo lo stadio potrebbe diventare un punto di riferimento non soltanto per le società sportive che già utilizzano la struttura, ma anche per

associazioni e realtà sociali. L’intervento rappresenta inoltre il primo tassello di una riflessione più ampia sulla zona dell’ex Foro Boario. L’amministrazione sta infatti valutando, insieme all’assessore all’urbanistica Alessandro Boldo, una possibile riqualificazione dell’intera area, anche in relazione alla vicinanza con il Sentiero degli Ezzelini. Per ora, però, il primo obiettivo è ottenere le risorse

regionali necessarie a partire con la riqualificazione dell’Ostani. L’esito del bando è atteso nel mese di ottobre. In caso di finanziamento, il Comune potrà quindi procedere con la trasformazione degli spazi oggi legati alla funzione sportiva, creando un ambiente più accessibile e inclusivo. • Leonardo Sernagiotto

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Bici e città unite per il clima

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appa a Castelfranco per la COP31 Bike Ride, la grande ciclo-staffetta internazionale per il clima che, partita dal Brasile, sta attraversando l’Europa per raggiungere Antalya, in Turchia, dove a novembre si terrà la conferenza Onu sul clima COP31. Due giornate, il 30 e 31 agosto, che hanno portato in città il tema della mobilità sostenibile, coinvolgendo associazioni, cittadini e amministratori. La tappa castellana è stata organizzata da Fiab, con il coordinamento regionale affidato a Francesco Serafino, presidente di Fiab Treviso ed ex dirigente della sezione castellana. “Mi ha fatto molto piacere la grande collaborazione che c’è stata con le altre associazioni e realtà di Castelfranco” racconta Serafino, sottolineando il contributo del Centro Don Bordignon, della libreria Ubik, di 7su7 e della parrocchia del Duomo. Il gruppo arrivato domenica in città era composto da diversi ciclisti impegnati nella staffetta vera e propria, provenienti anche da Francia, Belgio, Portogallo e Spagna, ai quali si sono aggiunti i partecipanti delle varie sezioni Fiab venete. Dopo l’accoglienza al palazzetto dello sport, la serata è proseguita al Centro Don Bordignon con la presentazione del libro “Questo clima deve cambiare” di Daniele Pernigotti. Un’occasione per parlare di crisi climatica, responsabilità e delle soluzioni già disponibili per affrontarla. La mattina seguente, invece, un nuovo gruppo è partito da Castelfranco alla volta di Cavallino-Treporti. Particolarmente significativo è stato anche il coinvolgimento delle amministrazioni. La sindaca Maria Ghimenton ha portato il messaggio della città sul contrasto alla crisi climatica,

mentre Castelfranco ha sottoscritto, insieme a Riese Pio X e Loria, una lettera d’impegno per mettere la bicicletta al centro delle politiche per una mobilità più sostenibile. Un risultato che, secondo la Fiab, non deve rimanere soltanto simbolico. “Trasformeremo queste lettere in azioni concrete di governo, in interventi reali di miglioramento delle città, in scelte che rendano i territori più umani, più accoglienti, più resilienti. La bicicletta è una soluzione concreta a molte delle crisi che stiamo vivendo, perché mitiga il problema energetico e ambientale permettendo a tutti di muoversi senza costi insostenibili e riduce traffico, incidenti e inquinamento. Ma soprattutto crea comunità, connessioni e partecipazione”. • (L.S.)

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ATTUALITÀ

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Carabinieri. Fine mandato per il colonnello Massimo Ribaudo che saluta e ringrazia la Marca, arriva Gianmarco Pugliese

“UNA PROVINCIA CHE SI DISTINGUE IN POSITIVO PER SICUREZZA E ORDINE PUBBLICO” Q C uattro anni divenuti un capitolo profondo di vita. È con questo spirito e con un bagaglio denso di emozioni che il Colonnello Massimo Ribaudo si appresta a salutare la provincia di Treviso. Arrivato nella Marca nel settembre del 2022, l’ufficiale cinquantunenne lascerà l’incarico per assumere a Roma un prestigioso ruolo presso il Comando Carabinieri della Presidenza della Repubblica. A raccogliere la sua eredità, dal 7 settembre, è il Colonnello Gianmarco Pugliese, proveniente dal Nucleo Operativo di Locri. Nel tracciare il bilancio del suo mandato, Ribaudo definisce questi quattro anni come un’esperienza “bellissima”,contrassegnata da un’impegnativa e costante attività di prevenzione e da un legame viscerale con la comunità locale. “Questa è una provincia che si distingue in positivo per sicurezza e ordine pubblico”, ha ricordato il Comandante, sottolineando come l’efficacia dell’Arma sia dipesa in larga misura dalla stretta sinergia con i cittadini e le istituzioni. Un lavoro certosino rimarcato anche dal Sindaco di Treviso, Mario Conte: “Del colonnello Ribaudo ho apprezzato la sempre grande disponibilità, la collaborazione con le istituzioni e la presenza costante alle iniziative della città. A lui vanno i miei auguri di buon lavoro e le migliori soddisfazioni”. Il percorso professionale di Ribaudo affonda le radici in contesti complessi: dal Nucleo Investigativo di Roma alla guida del Gruppo di Lamezia Terme, fino agli uffici dello Stato Maggiore al Comando Generale. Esperienze che a Treviso si sono tradotte in una gestione attenta e mirata. Tra i passaggi più delicati del quadriennio figurano i tragici fatti di sangue del 2023 – tra cui il femminicidio di Giula Cecchettin – gestiti con estrema puntualità investigativa. Ma l’attenzione del comandante si è concentrata soprattutto sui reati contro il patrimonio, come i furti in abitazione e le truffe agli anziani, fenomeni legati anche alla prosperità economica del territorio. Per Ribaudo, la sicurezza non si misura esclusivamente attraverso le statistiche, ma passa inevitabilmente per la percezione dei cittadini e il concetto di “sicurezza partecipata”. Da qui la scelta di incrementare la presenza dell’Arma nel territorio, promuovendo un modello di costante prossimità. Un’attenzione particolare è stata rivolta anche ai giovani, protagonisti delle ultime Feste dell’Arma e di numerosi

incontri proattivi volti a trasmettere un messaggio fondamentale: libertà e sicurezza sono valori inscindibili. “Quando si è comandanti provinciali si diventa parte di una comunità”, ha confidato Ribaudo, rivolgendo il suo pensiero più sentito ai militari che lo hanno affiancato e ai cittadini trevigiani, definiti “persone serie che chiedono ma sanno dare tantissimo”. Un addio commosso ad una terra accogliente, che gli lascia il ricordo di un territorio tra i migliori dove poter svolgere questo lavoro.

Il comandante Massimo Ribaudo

• Aldina Vincenzi

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“La Materia dei Sogni”, le radici dell’arte africana contemporanea

’è un momento preciso della storia recente in cui l’arte dell’Africa subsahariana ha smesso di essere letta attraverso la lente etnocentrica dell’occidente per rivendicare una propria, prorompente autonomia. Quel periodo, compreso prevalentemente tra gli anni Settanta e Novanta del Novecento, è oggi il cuore pulsante di La materia dei sogni. Radici dell’Arte Africana Contemporanea, la nuova grande esposizione ospitata dal 3 settembre 2026 al 15 gennaio 2027 al Museo di Santa Caterina a Treviso. Curata da Enrico Mascelloni — tra i primi studiosi europei a intuire il valore di questa stagione artistica — e promossa dal Comune di Treviso con l’organizzazione di Promakos, la mostra riunisce oltre 120 opere, alcune del tutto inedite, di 23 artisti provenienti da dieci Paesi. Il percorso spazia tra pittura, scultura, fotografia e installazioni, affiancando nomi iconici come Esther Mahlangu, Georges Lilanga, Paa Joe e Seyni Awa Camara, definita dal curatore la vera “star” dell’esposizione. La scultrice è mancata proprio nel 2026, ma quest’anno la si può apprezzare anche alla Biennale di Venezia. Molti degli autori che espongono oggi a Santa Caterina furono protagonisti nel 1989 della celebre Magiciens de la Terre al Centre Pompidou di Parigi, tappa fondamentale per il riconoscimento critico globale. L’esposizione, dedicata alla memoria dell’artista e intellettuale Sarenco, analizza la capacità di questi maestri di attingere al rito, al mito e alla quotidianità per plasmare una vera e propria “materia dei sogni”. Come sottolinea il curatore, la mostra documenta una visione culturale che non cerca legittimazioni esterne, ma parla un linguaggio universale. Per Treviso, come ricordato dal sindaco Mario Conte, si tratta di una preziosa occasione per consolidare la vocazione internazionale della città, proponendo un dialogo profondo tra culture e offrendo al pubblico una pagina fondamentale della storia dell’arte contemporanea. • (A.V.)


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CULTURA

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Restauro. I lavori si concentreranno tra settembre e i primi giorni di ottobre

IL TEATRO ACCADEMICO TORNA ALL’ANTICO SPLENDORE G F li interni del Teatro Accademico presto torneranno all’antica bellezza. Sono partiti i lavori di conservazione delle 35 logge laterali, i caratteristici “palchetti” che contribuiscono a rendere unico uno degli edifici storici più importanti di Castelfranco. L’intervento, dal valore di 33mila euro, è stato rimesso in moto dalla nuova amministrazione comunale. L’obiettivo è fermare il progressivo deterioramento delle superfici intonacate e decorate, interessate negli anni da fessurazioni, distacchi e altri danneggiamenti. Il progetto prevede consolidamenti sia

superficiali sia strutturali, il rifacimento delle stuccature non appropriate e la reintegrazione delle parti compromesse, con interventi studiati per rispettare le caratteristiche storiche ed estetiche dell’edificio. Il progetto è stato sottoposto alla Soprintendenza, che lo scorso febbraio aveva chiesto alcune integrazioni, con particolare attenzione ai danni di origine antropica presenti sulle superfici. L’intervento si concentrerà nel mese di settembre, con la possibilità di proseguire nei primi giorni di ottobre, così da non interferire con le attività già programmate al Teatro. Progettato nel 1746 dall’architetto Francesco Maria Preti secondo i principi della media armonica proporzionale, il Teatro Accademico è uno dei simboli della città. La ricchezza degli interni e l’eleganza dell’impianto neoclassico ne fanno un patrimonio particolarmente prezioso, riconosciuto anche a livello nazionale: nel marzo 2024 è stato infatti inserito nell’elenco dei teatri italiani dichiarati monumento nazionale. Un luogo storico che continua a essere vissuto quotidia-

namente, ospitando spettacoli, concerti, conferenze, presentazioni e numerosi appuntamenti pubblici. Proprio l’intenso utilizzo rende necessaria una costante attenzione alla manutenzione degli spazi. “Prendersi cura del Teatro Accademico significa prendersi cura di una parte dell’identità stessa della nostra Città – sottolinea la sindaca Maria Ghimenton – Per questo abbiamo voluto rimettere in movimento l’intervento lavorando nel rispetto delle indicazioni ricevute. Conservare questo patrimonio significa non soltanto proteggere la nostra storia, ma anche consegnarla, nella sua bellezza, a chi verrà dopo di noi. Ci tengo a ringraziare l’assessora Concolato per essersi attivata direttamente ed avere dato avvio al progetto”. “Questo sarà il primo di altri interventi di manutenzione: il Teatro è una delle nostre carte vincenti e deve essere curato e valorizzato” aggiunge l’assessore ai lavori pubblici Barbara Concolato. • Leonardo Sernagiotto

Viaggio nella memoria: i giocattoli che hanno fatto l’infanzia ino al 4 ottobre si potrà fare un viaggio nella memoria, tra bambole, soldatini, macchinine, trenini e giochi che hanno accompagnato l’infanzia di intere generazioni. È allestita nella Galleria del Teatro Accademico di Castelfranco la mostra “Il giocattolo. Una scintilla tra sogno e fantasia”, un percorso attraverso la storia del giocattolo dall’Ottocento fino all’epoca del consumismo, curato a partire dalla collezione di Fabrizio Dotto. In esposizione ci sono circa 250 pezzi, grandi e piccoli, capaci di raccontare non soltanto l’evoluzione dei giochi, ma anche quella della società e del modo di vivere l’infanzia. La raccolta attraversa oltre un secolo e mezzo di storia: i pezzi più recenti risalgono agli anni Settanta, mentre alcuni arrivano fino alla metà dell’Ottocento. Ci sono oggetti prodotti da marchi storici come Giordani, Furga, Nardi, Ingap, Marchesini e Sevi. “Non mancano inoltre giocattoli autocostruiti, non commerciali, che racchiudono il sapore autentico del

costume e della società di un tempo” racconta Fabrizio Dotto, che ha iniziato a collezionare giochi oltre vent’anni fa. Una passione nata dopo aver ritrovato i suoi vecchi giochi d’infanzia, conservati gelosamente da mamma Flavia, alla quale è dedicata la mostra. “Sono esposti oggetti che rappresentano lo sviluppo della produzione del giocattolo, prevalentemente a fini commerciali, dall’Ottocento a oggi, senza dimenticare quelli che venivano prodotti in casa da genitori o nonni che non potevano permettersi l’acquisto di un giocattolo per figli e nipoti. Non rinunciavano per questo a un importante elemento di sviluppo della fantasia e della creatività del bambino, oltre che educativo”. La mostra diventa così un’occasione per riannodare il filo dei ricordi, ma anche per avvicinare i più giovani a un modo diverso di giocare e immaginare. Un percorso tra sogno, memoria e fantasia, aperto a tutte le età. • (L.S.)

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SPORT

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I risultati. Al Trofeo Alpe Adria arrivano un oro, un argento e un bronzo per il team

LIGNANO SABBIADORO, TRIS DI MEDAGLIE PER LA GERMINAL SPORT TARGET L a nuova stagione del karate italiano si apre nel segno della Germinal Sport Target. Al 37° International Open Karate-Trofeo Alpe Adria, disputato al Bella Italia EFA Village di Lignano Sabbiadoro, il team di Castelfranco Veneto ha centrato un tris di medaglie nel kumite: oro, argento e bronzo. La protagonista principale è stata Carlotta Dalle Fusine, capace di salire sul gradino più alto del podio nella categoria Under 21 femminile +68 kg. In finale ha affrontato Francesca Plutino dell’Andrea Penna Karate Team, in un match terminato sul 3-3 e deciso a favore della karateka della Germinal Sport Target. Medaglia d’argento invece per Narayan Baggio nei -55 kg Juniores. Il percorso del giovane atleta si è interrotto soltanto nell’ultimo atto, dove Alberto Pugliares del Rembukan Karate Villasmundo ha avuto la meglio per 4-2. A completare il podio è stato Alvise Toniolo, bronzo nella categoria Un-

der 21 -67 kg. Il campione italiano Under 21 2026 e Seniores 2025 ha ritrovato ancora una volta uno dei suoi principali rivali, Raffaele Astarita del Champion Center. La sfida si è chiusa sull’8-5 per Astarita, che ha conquistato l’accesso alla finale per l’oro. Toniolo ha però avuto modo di rifarsi nel ripescaggio, imponendosi nettamente per 7-0 su Lorenzo Centonze del Karate Piacenza e assicurandosi così la medaglia di bronzo. Il Trofeo Alpe Adria ha riunito a Lignano quasi un migliaio di atleti provenienti da tutta Italia ed è stato un appuntamento particolarmente importante anche in ottica ranking per le Nazionali giovanili. La competizione, inserita nel circuito federale Open League, ha coinvolto le categorie Under 14, Cadetti, Juniores e Under 21, nelle specialità kata e kumite. La gara ha chiuso una settimana interamente dedicata al karate giovanile. Dal 18 al 23 agosto, infatti,

Carlotta Dalle Fusine

il Bella Italia EFA Village ha ospitato anche il Symposium Fijlkam 2026, con seminari, workshop, tavole rotonde e sessioni pratiche dedicate ad atleti e tecnici. Oltre ai tre medagliati, la Germinal Sport Target ha portato all’appuntamento

anche altri quattro atleti di interesse nazionale: Giacomo Turcato e Maia Volpato nel kata, Angelica Sbabo e Mattia Di Nardo nel kumite. Per il club di Castelfranco Veneto, dunque, l’avvio della nuova stagione non poteva essere migliore: tre

atleti sul podio e tre metalli diversi, con l’oro di Dalle Fusine a guidare un weekend che mette subito in evidenza le ambizioni della Germinal Sport Target. • Redazione Castelfranco

Applausi per Agata Campana

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alle strade di Treville fino al tetto del ciclismo internazionale. È la parabola, almeno per ora, di Agata Campana, giovane talento classe 2008 che nelle ultime settimane ha raccolto risultati di assoluto prestigio e che ieri è stata ricevuta in Municipio a Castelfranco Veneto per ricevere il tributo della sua città. A congratularsi con lei sono stati la sindaca Maria Ghimenton e l’assessore allo Sport Cristian Antonello, che hanno voluto celebrare una stagione capace di portare il nome di Castelfranco ai vertici del ciclismo giovanile mondiale. Campana è reduce dal titolo di campionessa del mondo juniores nell’Eliminazione su pista, conquistato ai Mondiali di Heusden-Zolder, in Belgio.

Un altro successo iridato dopo quello ottenuto nel 2025 nella Team Sprint, a conferma di un percorso in costante crescita. E il 2026 ha già regalato alla giovane atleta un’altra medaglia pesante. Lo scorso luglio, infatti, Agata Campana ha conquistato anche l’oro agli Europei Juniores nello Scratch, aggiungendo un nuovo titolo internazionale a un palmarès che, nonostante la giovane età, continua ad arricchirsi. Alla cerimonia in Municipio erano presenti anche i genitori dell’atleta, i dirigenti della società ciclistica nella quale ha mosso i primi passi e alcuni consiglieri comunali. Un riconoscimento che ha voluto sottolineare non soltanto i risultati sportivi, ma anche il percorso iniziato proprio sul territorio.

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Agata Campana, infatti, è nata e cresciuta nella frazione di Treville. È da qui che è partita la sua storia nel ciclismo, una storia che l’ha portata oggi a misurarsi con le migliori giovani atlete del mondo e a conquistare titoli internazionali. Un motivo di orgoglio per Castelfranco Veneto, che ha voluto stringersi attorno alla sua giovane campionessa e celebrare un talento cresciuto in casa, capace di trasformare la passione per la bicicletta in risultati che oggi parlano anche a livello internazionale. • (R.C.)

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Segue da pag. 1

La “Stefanildo” e il patto dell’acciuga: nuovo laboratorio Veneto?

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uttavia, questo asse non è esente da scossoni. Ampie fasce della maggioranza guardano con aperto biasimo a questa politica dell’abbraccio, temendo l’annacquamento dell’identità di governo e l’eccessiva concessione di agibilità politica

al centrosinistra. Allo stesso modo, all’interno della minoranza non mancano i malumori di chi invoca un’opposizione più dura e priva di sconti. Di fronte alle resistenze delle rispettive basi, resta da chiedersi se questo lavoro a quattro mani sia solo una parentesi contingente o se

possa trasformarsi nel prototipo di un nuovo schema di alleanza istituzionale per il futuro. Se il metodo Veneto saprà resistere ai logoramenti tattici, la “Stefanildo” potrebbe davvero riscrivere le regole del gioco e la geografia politica della regione.

Tempo di scelte. L’intesa con il Governo per i primi trasferimenti di competenze e la complessa mediazione tra etica e medicina

AUTONOMIA E FINE VITA, DUPLICE SVOLTA STEFANI: “RISULTATI CHE FANNO LA STORIA” I l Veneto ha segnato il passo su due tra i temi più complessi e dibattuti dell’agenda politica e sociale: il via libera definitivo agli schemi di intesa per l’Autonomia differenziata e l’approvazione delle modifiche alla legge di iniziativa popolare sul fine vita. Due partite cruciali sulle quali il presidente della, Alberto Stefani, ha impresso una direzione precisa, improntata da un lato all’accelerazione sull’inquadramento costituzionale e dall’altro alla tutela dei principi etici.

Per l’autonomia ora il passaggio in Consiglio dei Ministri e il voto il Parlamento Sul fronte dell’Autonomia differenziata, il voto favorevole del Consiglio regionale al testo d’intesa siglato tra la Giunta regionale e il Governo rappresenta una tappa fondamentale che chiude la fase istruttoria veneta e proietta la pratica verso il Consiglio dei ministri e il successivo passaggio parlamentare. Un traguardo che il governatore Stefani ha salutato con soddisfazione, richiamando l’esito del referendum del 2017 e la lunga gestazione del percorso istituzionale. “Oggi è un giorno da ricordare: il cammino verso l’Autonomia si fa ancora più breve e il passo si fa ancora più deciso”, dichiara il Presidente Alberto Stefani. “I Veneti

stanno aspettando da troppo tempo di vedere riconosciuto un diritto a cui aspirano perché garantito dalla Costituzione. Dopo l’approvazione degli schemi di intesa definitivi da parte della Giunta un mese fa, il Consiglio regionale ha raccolto la palla e nei tempi essenziali ora ha assicurato il via libera. Non resta che un passaggio in Consiglio dei ministri e il voto definitivo in Parlamento. Il Veneto ha fretta”. Stefani ha voluto sottolineare il lavoro svolto dalla maggioranza consiliare, ribadendo come la delega di maggiori competenze su materie strategiche — quali Protezione civile, Professioni, Previdenza complementare e integrativa, Tutela della salute e Coordinamento della finanza pubblica — costituisca un’opportunità oggettiva per l’efficienza dei servizi erogati ai cittadini. “Siamo giunti alla nuova tappa di un percorso che è stato chiesto da oltre 2,5 milioni di veneti”, prosegue il Governatore. “Stiamo scaldando i motori perché siamo pronti a fare da ‘apripista’. Quando sono stato relatore della legge quadro in Parlamento ho vissuto oltre 300 ore di interventi ostruzionistici del Centrosinistra, fatti appositamente per bloccare questa riforma con l’accusa di provocare disparità e vantaggi ingiustificati a favore del Veneto. Sono convinto, invece, che l’autonomia sia una scelta di responsabilità e trasparenza che

Alberto Stefani

non spacca l’Italia e può rivelarsi strategica per tutti i territori. L’articolo 5 della nostra Costituzione, infatti, dice che la Repubblica ‘riconosce e promuove le autonomie locali’. È un principio cardine della Repubblica che abbiamo il dovere di realizzare. Se la riforma porterà a casa qualcosa per il Veneto, tutti dovrebbero fare squadra e capire l’importanza strategica che una riforma come l’autonomia può portare al nostro territorio”. Parallelamente alla partita autonomista, il Consiglio regionale si è confrontato con la delicata proposta di legge d’iniziativa popolare “Liberi Subito” inerente al suicidio medicalmente assistito. L’approvazione del provvedimento è arrivata a seguito di una mediazione condotta dallo stesso

Stefani, concretizzatasi in una serie di emendamenti vincolanti intesi a riequilibrare il testo normativo nel quadro della giurisprudenza della Corte Costituzionale. “Nulla è più importante della dignità

“Vogliamo assicurare a tutti i veneti l’accesso alle cure palliative” della vita umana, che va tutelata sempre e con tutti i mezzi necessari”, sottolinea il presidente nel commentare l’esito della votazione. “Per questo, in accordo con tutte le forze di maggioranza, ho lavorato alla

stesura e successiva approvazione di una serie di emendamenti che modificano sostanzialmente il testo della legge di iniziativa popolare nel senso del favor vitae e permetteranno di approvarla, nel quadro delle sentenze della Corte Costituzionale su questo tema, che sono già in vigore”. L’impianto correttivo voluto dalla presidenza introduce paletti precisi all’interno dell’iter procedurale, stabilendo la priorità assoluta dell’accesso alle cure palliative e l’istituzione di nuovi organi consultivi. “Il mio obiettivo è semplice: assicurare a tutti i veneti la possibilità di accedere alle cure palliative, fare in modo che prima di ogni decisione siano chiari i pareri di professionisti ed esperti in bioetica, tutelare la volontarietà del medico che assiste”, chiarisce Stefani. “Questo tema non ha bisogno di tifosi, ma di scelte ponderate, di serietà e di competenza. Nello specifico, gli emendamenti prevedono l’introduzione del parere rafforzato del palliativista in seno alla Commissione che deve esprimersi sulle richieste di suicidio medicalmente assistito, l’istituzione di un Comitato Bioetico Regionale, nominato dalla Giunta, che darà le linee ai comitati bioetici di pratica clinica territoriale, e la priorità alle cure palliative con l’obbligo di informazione della possibilità di avvalersi delle stesse nel momento della richiesta”. • Redazione laPiazza


REGIONE

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Il caso. Federalismo energetico e il nodo delle concessioni per il controllo delle reti e delle derivazioni idroelettriche

La sfida delle multiutility: direttive europee, scelte di Governo e vantaggi per i territori L a partita per il controllo delle reti di distribuzione elettrica e delle grandi derivazioni idroelettriche rappresenta uno degli snodi economici, politici e infrastrutturali più complessi e decisivi per il futuro del Veneto e del suo tessuto produttivo. In questo scenario articolato, le multiutility venete si stanno compattando con forza per chiedere la possibilità di accedere al mercato della gestione delle infrastrutture attraverso la regolare indizione delle gare d’appalto, puntando a superare una condizione di monopolio storico che vede da decenni il gruppo Enel nel ruolo di operatore quasi esclusivo sul territorio. Al centro di questo acceso scontro d’interessi si colloca la posizione del Governo centrale, chiamato a decidere se spalancare le porte alla concorrenza oppure concedere un rinnovo automatico e prolungato in favore dell’incumbent nazionale. Da un lato, l’esecutivo avverte la tentazione di garantire la continuità operativa a un colosso strategico come Enel, ipotizzando proroghe alle concessioni

storiche che vengono periodicamente discusse nell’ambito delle norme inserite nella legge Finanziaria o nei decreti collegati alla politica energetica. Questa scelta risponderebbe prevalentemente a esigenze di stabilizzazione dei grandi asset strategici e a dinamiche di cassa nazionali. Dall’altro lato, la spinta verso la proroga si scontra in modo frontale e ineludibile con i principi cardine dell’ordinamento giuridico dell’Unione Europea, fondato sul rispetto della concorrenza, sulla trasparenza delle procedure di evidenza pubblica e sulla libera circolazione dei servizi nel mercato unico. La giurisprudenza europea e nazionale ha infatti ribadito a più riprese che le concessioni di beni pubblici strategici e limitati, come le reti energetiche e i bacini idrici, non possono essere attribuite a tempo indeterminato né prorogate per via legislativa senza incorrere in gravissime violazioni del diritto comunitario. L’obbligo di effettuare le gare pubbliche scaturisce quindi dalla necessità inderogabile di rispettare le

direttive UE, pena l’apertura di onerose procedure d’infrazione e il potenziale blocco dei finanziamenti europei legati alle riforme e all’ammodernamento infrastrutturale. Di fronte a questo quadro, la classe politica veneta, supportata dalle amministrazioni locali e dai sindaci del territorio, assume una posizione molto chiara a sostegno delle aziende energetiche locali e dell’autonomia gestionale. Tra le forze politiche regionali emerge una diffusa convergenza nell’abbracciare la visione del cosiddetto federalismo energetico, inteso come il diritto-dovere delle istituzioni territoriali di valorizzare le proprie risorse naturali e infrastrutturali a diretto vantaggio della comunità locale. Consentire alle multiutility del Veneto di contendersi la gestione delle reti attraverso procedure di gara equa significherebbe infatti generare ricadute economiche ed operative straordinarie per il territorio. Tra i benefici più rilevanti evidenziati dai sostenitori della gestione locale figura il ridimensionamento dei costi energetici

con la prospettiva di applicare bollette più leggere: i dividendi, gli utili d’impresa e i canoni di concessione generati dalle reti non andrebbero infatti a rimpolpare le casse di gruppi centralizzati, ma rimarrebbero circoscritti all’interno del circuito economico regionale, permettendo agli enti locali di redistribuire il valore prodotto attraverso agevolazioni tariffarie per le famiglie e le imprese. A ciò si aggiunge il vantaggio determinante legato alla qualità delle manutenzioni e degli investimenti di sviluppo. Una presenza capillare e radicata, tipica delle utility

del territorio, garantisce una conoscenza diretta del suolo e delle sue criticità, favorendo interventi di ammodernamento e messa in sicurezza della rete elettrica e idrica molto più tempestivi e mirati. In una stagione segnata da crescenti sfide climatiche e dalla necessità di accelerare la transizione ecologica, la vicinanza dell’operatore si traduce in una maggiore resilienza dell’intero sistema energetico, trasformando il federalismo da astrazione politica a concreto strumento di sviluppo e competitività per la comunità veneta.

VENETO VERSO IL BIGLIETTO UNICO NEI TRASPORTI: DALLA REGIONE 2,1 MILIONI PER I PAGAMENTI CONTACTLESS

L

a Giunta regionale del Veneto compie un fondamentale passo avanti verso la svolta digitale del trasporto pubblico locale. Su proposta dell’Assessore ai Trasporti, Mobilità e Lavori Pubblici, Diego Ruzza, è stato approvato uno stanziamento di 2 milioni e 90 mila euro destinato alla società Infrastrutture Venete Srl. Le risorse serviranno a sviluppare una piattaforma digitale unica, capace di far dialogare i sistemi di pagamento contactless di tutti gli operatori del territorio. Il funzionamento del nuovo modello è improntato alla massima semplicità: ai viaggiatori basterà effettuare un “tap” a bordo di

qualsiasi mezzo — tra gomma e ferro — con la propria carta di credito o debito (circuito EMV) per spostarsi liberamente. Il sistema centrale provvederà a raccogliere i dati, aggregare la spesa e applicare la tariffa corretta, superando la necessità di acquistare preventivamente titoli di viaggio cartacei. La fase operativa entrerà nel vivo nel 2027 con l’installazione dei nuovi validatori, mentre il lancio ufficiale dell’infrastruttura integrata è previsto per il 2028. Entusiasta il commento dell’assessore Diego Ruzza, che evidenzia la portata strategica dell’intervento: “Questo progetto sarà in grado

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di abilitare e governare l’utilizzo dei pagamenti contactless nel trasporto pubblico locale, raccogliendo e normalizzando i flussi degli operatori del nostro TPL e creando di fatto un sistema unico di pagamento per l’utilizzo di tutti i servizi del trasporto pubblico locale, superando la frammentazione dei sistemi locali, garantendo continuità operativa ai sistemi esistenti e introducendo un livello centrale capace di orchestrare e monitorare i flussi del territorio regionale e di abilitare le eventuali agevolazioni tariffarie. Ora si viaggia velocemente verso un futuro che migliorerà la gestione dell’intero sistema e soprattutto semplificherà la vita agli utenti”.

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REGIONE

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Il dibattito. Maggioranza per la valorizzazione del territorio, ma le opposizioni denunciano la mancanza di fondi

LEGGE SULLA PIANURA VENETA: È SCONTRO SULL’EFFETTIVA UTILITÀ DEL PROVVEDIMENTO I l Consiglio regionale del Veneto ha dato il via libera alla nuova legge per la promozione e la valorizzazione del paesaggio della Pianura Veneta. La proposta, firmata dal consigliere Filippo Rigo (Lega-LV) in veste di primo firmatario e relatore, è passata a maggioranza con 31 voti favorevoli e 15 contrari, intercettando il sostegno compatto del centrodestra e sollevando, al contempo, un acceso dibattito politico in aula sulla sua effettiva utilità. La legge mira a tutelare e rilanciare le risorse naturali, paesaggistiche ed socioeconomiche di un territorio che copre oltre la metà della superficie regionale. Tra i punti qualificanti del provvedimento figura l’istituzione della “Giornata regionale per la Pianura Veneta”, fissata per l’11 novembre in coincidenza con la ricorrenza di San Martino, data fondamentale per la storia contadina locale. L’impianto normativo prevede inoltre contributi finanziari ai Comuni, la promozione del cicloturismo, delle ippovie e degli

itinerari enogastronomici, oltre a percorsi educativi nelle scuole per sensibilizzare i giovani. Piena soddisfazione per l’approvazione è stata espressa da Filippo Rigo: “La Pianura Veneta costituisce il cuore geografico, economico e sociale della nostra regione. Con questa legge diamo il via a un percorso concreto per promuovere un mosaico straordinario che rappresenta l’identità del nostro territorio. Non ci limitiamo a celebrare la pianura, ma definiamo una strategia di sviluppo sostenibile grazie al confronto continuo con Comuni, associazioni e Pro Loco”. L’iniziativa ha raccolto il supporto di diversi esponenti della maggioranza, tra cui Giorgia Bedin e Roberto Marcato (Lega-LV), Morena Martini (Stefani Presidente), il vicepresidente della Giunta Lucas Pavanetto e i capigruppo Alberto Bozza (Forza Italia), Riccardo Szumski (Resistere Veneto) e Alessio Morosin (Liga Veneta Repubblica). Risoluta, di contro, l’opposizione delle forze di minoranza, che hanno

Filippo Rigo

votato in modo compatto contro il provvedimento. A guidare le critiche è stata la vicepresidente della Sesta commissione e correlatrice di minoranza, Monica Sambo (Partito Democratico), che ha denunciato l’assenza di interventi concreti per

Monica Sambo

l’ambiente: “Nessuno mette in discussione il valore della Pianura Veneta, ciò che contestiamo è il metodo e l’assoluta inefficacia di questa legge, che si riduce all’ennesima operazione di facciata priva di contenuti reali. Si finanzia la comunicazione, la realtà

aumentata e le app, ma dei 620 mila euro di risorse previste non si spende un solo euro per la rinaturalizzazione delle aree degradate, la tutela delle risorgive o la piantumazione. In una regione che resta la seconda in Italia per consumo di suolo, parlare di valorizzazione del paesaggio senza bloccare la cementificazione è un mero esercizio di greenwashing”. Sulla stessa linea si sono espressi i consiglieri dem Paolo Galeano — che ha definito la norma “uno slogan povero di contenuti” —, Alessandro Del Bianco e Jonatan Montanariello. Dure contestazioni sono giunte anche dal capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra, Carlo Cunegato, che ha accusato la maggioranza di voler tutelare “un paesaggio distrutto dal cemento”, oltre che dai capigruppo Flavio Baldan (M5S) e Nicolò Rocco (Riformisti Veneti in Azione). Infine, Stefano Valdegamberi (Gruppo misto - Futuro Nazionale) ha auspicato misure urbanistiche più incisive per una reale tutela del territorio.

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REGIONE

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L’intervista. L’amministratore delegato di CBC, iniziativa partita a Jesolo da 3 soci, punta a rivoluzionare il litorale

ALESSANDRO BERTON: “LE SPIAGGE VENETE DEL FUTURO SARANNO APERTE TUTTO L’ANNO” L e spiagge venete accolgono ogni anno milioni di turisti da tutta Europa. Jesolo è da sempre il cuore pulsante dell’eco-sistema delle spiagge venete. Una sorta di “Miami Made in Italy” che è esplosa negli anni ’80 tra discoteche, sole, spiagge e sapore di sale. Il mondo balneare però sta vivendo una rivoluzione, come ci ha raccontato Alessandro Berton, amministratore delegato di Cbc Srl, iniziativa partita da 3 soci fondatori (Berton, la famiglia Menazza e Moretti Polegato) e che oggi è una realtà in piena espansione con 50 soci. Alessandro, partiamo da questa nuova avventura. Spiegaci cos’è CBC Srl. Bisogna fare una premessa. Il Comune di Jesolo ha deciso di attuare un nuovo

Tu da sempre ripeti un mantra: “meno ombrelloni, più qualità”. Immagino che questa sia la vostra direzione… Assolutamente. Per noi “meno ombrelloni e più qualità” significa mettere l’ospite al centro. Il turismo deve intercettare bisogni che cambiano. Così come sono cambiati gli alberghi e le strutture ricettive, devono evolvere anche le spiagge. Dopo una fase preparatoria, quest’anno è iniziata la realizzazione concreta delle opere. Oltre il 40% dell’investimento è già stato completato e quella che molti definiscono la “spiaggia del futuro” prende forma. Una spiaggia che offrire servizi più evoluti: non soltanto sole, mare, lettino e ombrellone, ma anche sport, aree dedicate ai bambini, spazi innovativi

“Servizi più evoluti per vivere le località balneari in tutte le stagioni: non soltanto sole, mare, lettino e ombrellone, ma anche sport, aree dedicate ai bambini, spazi innovativi” Piano dell’Arenile, uno strumento urbanistico che disegna lo sviluppo dell’asset più importante di qualsiasi località balneare: la spiaggia. Questo nuovo piano nasce dall’esigenza di far vivere Jesolo per tutto l’anno e non solo d’estate. Da qui prende forma il nostro progetto, che è molto ambizioso. Ad oggi rappresenta il più rilevante progetto di finanza applicato al demanio marittimo mai realizzato in Italia, con un investimento di quasi 10 milioni di euro. L’obiettivo è dare concreta attuazione agli indirizzi del Piano dell’Arenile, aumentando progressivamente la qualità dell’offerta.

come le junior lounge, con personale qualificato e servizi di babysitting che permettano anche ai genitori di ritagliarsi momenti di relax. E poi, soprattutto, pensiamo a una spiaggia che possa essere vissuta tutto l’anno. In uno scenario di questo tipo immagino che saranno le idee e le persone a fare la differenza. Le persone hanno un ruolo centrale. Mi piace ripetere che dietro ogni progetto ci sono sempre le persone. Oggi si parla molto di AI e di tecnologia, strumenti importanti e attuali, ma il motore del cambiamento è rappresentato dalle persone. Vogliamo creare strutture

Alessandro Berton

all’aria aperta capaci di accogliere tutti, indipendentemente dalle condizioni fisiche, dallo stato di salute o dalla capacità di spesa. In una bella giornata di ottobre o di marzo si può trascorrere una giornata al mare utilizzando servizi di qualità: palestre per il CrossFit, campi da padel, spogliatoi con acqua calda, bagni tecnologici. Stiamo proponendo un nuovo modo di concepire uno spazio pubblico dato in concessione ai privati. Una spiaggia che non sia utilizzata solo d’estate, ma che diventi un luogo di aggregazione e benessere per tutto l’anno. Quali benefici può portare questo tipo di investimento al territorio? L’impatto è molto rilevante. Nel nostro caso parliamo di circa un chilometro di spiaggia, da Piazza Mazzini a Piazza Brescia, nel cuore di Jesolo. Un investimento di questo tipo produce

una riqualificazione urbanistica e territoriale importante. I vantaggi riguardano anche i residenti. Significa avere una città più bella, più moderna e più funzionale. Possiamo parlare di una vera e propria “rigenerazione del demanio marittimo”, con effetti destinati a rimanere nel tempo. E i clienti come sono cambiati in questi anni? Io mi occupo di turismo da sempre e ricordo quando, da ragazzo, vedevo arrivare le famiglie da Milano con la Ritmo che trascorrevano un mese in appartamento. Oggi i soggiorni sono più brevi. C’è più attenzione alla spesa e questo dipende anche dal contesto economico. Le persone valutano con più attenzione come impiegare il proprio budget. Questo ha generato discussioni e polemiche, tuttavia i numeri raccontano una realtà in salute.

Chi ha investito negli anni successivi al Covid, chi ha riqualificato le strutture e migliorato i servizi, continua a lavorare bene. Proviamo a fare un bilancio di quest’estate: che cosa cerca oggi il turista? Per chi negli anni ha continuato a investire e ad aggiornarsi la stagione è andata bene. Certo, oggi il turista vuole scegliere in modo consapevole. Prima di spendere per una cena, una vacanza o una giornata in spiaggia valuta ciò che riceve in cambio. Per questo bisogna saper accogliere pubblici diversi. Noi offriamo postazioni accessibili e servizi premium per chi cerca un’esperienza esclusiva, ma anche postazioni smart da 20 euro. L’importante è costruire un’offerta ampia e di qualità. In definitiva, qual è la sfida dei prossimi anni? Continuare a investire nella qualità, nell’innovazione e nelle persone. La spiaggia del futuro sarà più inclusiva, più accessibile, più sostenibile e soprattutto più vissuta. Non soltanto durante l’estate, ma ogni volta che il mare saprà off rire un’esperienza piacevole a chi sceglierà di viverlo. • Giacomo Brunoro

• Chi è Giacomo Brunoro Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.

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DESPAR

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Eccellenze. Despar Nord porta a Made in Malga i sapori e le produzioni del territorio

IL GUSTO DEL TERRITORIO, UNA STORIA DA CONDIVIDERE Despar Nord rinnova la partecipazione alla rassegna di Asiago: degustazioni, formaggi di malga e prodotti selezionati per raccontare il valore delle eccellenze locali e di chi ogni giorno le produce

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nche quest’anno Despar Nord rinnova il proprio sostegno a Made in Malga, la rassegna nazionale dedicata ai formaggi e ai prodotti della montagna in programma ad Asiago nei due weekend dal 4 al 6 e dall’11 al 13 settembre. Un appuntamento ormai consolidato per il marchio dell’Abete, che nella manifestazione riconosce un’importante occasione per raccontare uno dei valori che da sempre ne caratterizzano la presenza sul territorio: la vicinanza alle produzioni locali e alle persone che, attraverso il proprio lavoro, custodiscono e tramandano sapori, saperi e tradizioni. Tra masterclass, degustazioni, incontri, mostre mercato e appuntamenti diffusi nel centro di Asiago, Made in Malga porta ogni anno migliaia di visitatori alla scoperta della cultura gastronomica della montagna. Un patrimonio che Despar Nord contribuisce a valorizzare ogni giorno anche

nei propri punti vendita, attraverso la selezione e la presenza a scaffale di numerose eccellenze locali e regionali. Durante i due fine settimana della manifestazione, Despar sarà presente il sabato e la domenica con uno spazio dedicato a TANN, il Centro Carni e Salumi di Despar Nord, dove il pubblico potrà conoscere e degustare la nuova selezione Despar Premium di salumi e affettati senza conservanti, realizzata con carne 100% italiana e una lista di ingredienti essenziale. A completare la presenza del marchio dell’Abete sarà un momento interamente dedicato alle eccellenze casearie della montagna. Domenica 6 settembre alle ore 11.00, all’Hotel Paradiso di Asiago, Despar proporrà infatti la masterclass “Alla scoperta dei formaggi di malga selezionati da Despar – Il gusto autentico delle nostre montagne”. Un viaggio tra sapori e territori che porterà in degustazione Mezzano e

Stravecchio Malga Verde di Fattoria Cortese, Monte Veronese DOP Allevo di Malga de La Casara Roncolato Romano e Cuor di Fassa Latte di Malga, accompagnati da una selezione di vini dell’arco alpino: Kerner Alto Adige DOC, Lagrein Alto Adige DOC e Ferrari Trentodoc. Un’occasione per scoprire non soltanto prodotti di grande qualità, ma anche le storie, le competenze e il lavoro dei produttori

che li rendono possibili. È proprio da questa volontà di valorizzare le realtà agroalimentari locali che nasce “Sapori del Territorio”, il progetto con cui Despar Nord da oltre dieci anni seleziona e porta sugli scaffali le produzioni più rappresentative delle aree in cui è presente. Un percorso che oggi raccoglie oltre 4.000 referenze realizzate da più di 600 produttori locali, costruendo un legame diretto

tra chi produce, i punti vendita e le comunità. La partecipazione a Made in Malga si inserisce così nel più ampio impegno di Despar Nord per sostenere le filiere locali e valorizzare le eccellenze dei territori in cui è presente, favorendo l’incontro tra produttori e consumatori e contribuendo a mantenere vive identità e tradizioni che rappresentano una ricchezza per le comunità.

TANN, dove filiera e innovazione diventano sinonimo di qualità

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ui competenze specialistiche, innovazione e ricerca si integrano con una particolare attenzione alla selezione e alla provenienza delle materie prime. Despar Nord ha infatti sviluppato accordi diretti con macelli italiani di medie e piccole dimensioni, riducendo i passaggi intermedi e rafforzando tracciabilità e controllo lungo la filiera. Tecnologie all’avanguardia e un elevato livello di automazione consentono inoltre di rendere più efficienti le lavorazioni, ridurre gli sprechi e garantire elevati standard qualitativi e igienico-sanitari. Da questo percorso nasce anche la nuova selezione Despar Premium di salumi e affettati senza conservanti, arrivata nei punti vendita nell’estate 2026: prodotti realizzati con carne 100% italiana, senza nitriti e nitrati aggiunti e con una lista di ingredienti essenziale. Un progetto che racconta la volontà di Despar Nord di coniugare controllo della filiera, innovazione e ricerca per offrire prodotti sempre più attenti a qualità, trasparenza e origine delle materie prime.


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on-line: www.lapiazzaweb.it •Rubriche •Salute

Case della Comunità, parte la campagna del Veneto

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ar conoscere le Case della Comunità, spiegare quali servizi offrono e accompagnare i cittadini verso un utilizzo più consapevole della sanità territoriale. È questo l’obiettivo della nuova campagna di comunicazione lanciata dalla Regione del Veneto e presentata al Lido di Venezia, allo stand regionale della Mostra del Cinema all’Hotel Excelsior. Un progetto che punta su un linguaggio semplice, diretto e anche ironico, affidandosi a testimonial conosciuti per raggiungere un pubblico il più possibile ampio. Il cuore della campagna sono tre spot video, costruiti attorno a storie e protagonisti differenti, ma con un unico messaggio: le Case della Comunità devono diventare un punto di riferimento concreto per i cittadini e una porta di accesso più appropriata ai servizi sanitari. Accanto agli spot saranno utilizzati materiali informativi sul territorio, strumenti digitali, stampa ed emittenti televi-

sive locali. La campagna interesserà tutte le Ulss venete e, in una seconda fase, sarà adattata alle caratteristiche dei singoli territori, con informazioni sulla localizzazione delle strutture e sui servizi disponibili. Nel primo filmato il presidente della Regione Alberto Stefani dialoga con Barutz, interprete dell’iconica “nonna Marisa”. Con un tono leggero, il messaggio è quello di invitare i cittadini a scegliere in maniera consapevole il servizio sanitario a cui rivolgersi, evitando di considerare l’ospedale come risposta automatica a ogni necessità. Il secondo spot ha invece come protagonisti l’assessore regionale alla Sanità Gino Gerosa, cardiochirurgo di fama internazionale, e Mirko Bernardinello, primo paziente in Italia sottoposto a trapianto da donatore a cuore fermo proprio per mano del professor Gerosa. L’incontro avviene all’interno di una Casa della Comunità, dove Bernardinello si reca per un controllo. Una storia

personale utilizzata per mostrare concretamente come le nuove strutture possano offrire risposte mirate e appropriate ai bisogni di salute. La terza protagonista è Georgette Polizzi, artista e influencer, che racconta la propria esperienza con la sclerosi multipla e il ruolo del Fascicolo Sanitario Elettronico nella gestione delle informazioni e dei percorsi di cura. Proprio il FSE rappresenta uno degli strumenti che la campagna vuole contribuire a far conoscere e utilizzare maggiormente. Ma la comunicazione non riguarda soltanto le nuove strutture. Tra gli obiettivi c’è anche la diffusione del 116117, il numero unico per le richieste di assistenza sanitaria non urgente. Un servizio che la Regione intende valorizzare per orientare i cittadini verso la risposta più appropriata e contribuire a ridurre gli accessi impropri ai Pronto Soccorso. La campagna nasce anche dai risultati di un sondaggio sulla percezione della sanità territoriale. Il 80 per cento degli intervistati dichiara di aver utilizzato i servizi sanitari pubblici negli ultimi dodici mesi, mentre il 57 per cento ritiene che la sanità territoriale riesca a rispondere ai propri bisogni. Il problema principale riguarda però la conoscenza delle Case della Comunità: il 43 per cento ne ha sentito parlare, ma soltanto il 24 per cento conosce quella più vicina al proprio territorio. Allo stesso tempo emerge una forte disponibilità a utilizzarle: il 67 per cento dei cittadini lo farebbe se fosse presente nel proprio Comune, mentre l’80 per cento giudica positivamente la loro realizzazione e l’81 per cento ritiene neces-

sario continuare a investire nella sanità territoriale. Numeri che spiegano la scelta della Regione di affiancare alla realizzazione delle strutture una vera e propria operazione di informazione. In Veneto sono 102 le Case della Comunità complessivamente progettate nell’ambito del PNRR e del modello definito dal decreto ministeriale 77 del 2022. Al 30 giugno 2026 risultano completate 99 strutture, superando l’obiettivo nazionale assegnato alla Regione. All’interno delle Case della Comunità possono trovare spazio medici, infermieri di famiglia e di comunità, specialisti ambulatoriali e altre professionalità. I cittadini possono ricevere informazioni e orientamento attraverso il Punto Unico di Accesso, prenotare prestazioni tramite il Cup, effettuare esami diagnostici di base e accedere, secondo l’organizzazione dei diversi territori, a visite specialistiche, servizi infermieristici, prelievi, programmi di prevenzione, screening e vaccinazioni. Le strutture sono inoltre collegate ai percorsi di assistenza domiciliare e alla presa in carico integrata della persona. «Conclusa la fase di realizzazione delle 99 strutture – sottolinea l’assessore alla Sanità Gino Gerosa – è ora fondamentale farle conoscere al massimo tra la popolazione». La sfida, dunque, entra ora nella fase della conoscenza. Perché le Case della Comunità non siano soltanto strutture realizzate, ma diventino davvero luoghi conosciuti e utilizzati dai cittadini, all’interno di un sistema sanitario sempre più orientato alla prossimità. Riccardo Musacco

Case della Comunità, quindici incontri per spiegare servizi e modalità di accesso

L

’iniziativa nasce con l’obiettivo di far conoscere più da vicino il nuovo modello dell’assistenza territoriale, aiutando la popolazione a comprendere il ruolo delle Case della Comunità e le modalità con cui accedere ai servizi disponibili. Gli appuntamenti saranno aperti a tutti e offriranno anche la possibilità di rivolgere domande direttamente ai professionisti dell’azienda sanitaria. Le Case della Comunità rappresentano uno dei punti centrali della riorganizzazione della sanità territoriale. Al loro

interno operano in maniera coordinata medici, infermieri, specialisti e altri professionisti sanitari e sociosanitari, con l’obiettivo di garantire una presa in carico più vicina ai luoghi di vita delle persone. Particolare attenzione viene riservata alla prevenzione, all’assistenza dei pazienti affetti da patologie croniche e al sostegno delle persone anziane, fragili o non autosufficienti. Le strutture sono inoltre chiamate a favorire la continuità delle cure e il collegamento tra medici di me-

dicina generale, servizi territoriali, ospedali e realtà sociali. Attraverso gli incontri, l’Ulss 2 intende quindi fornire vere e proprie “istruzioni per l’uso”, chiarendo quali prestazioni possono essere richieste, a chi rivolgersi e quale percorso seguire in base alle diverse necessità assistenziali. Il calendario completo degli appuntamenti, con le indicazioni relative a date, orari e sedi, può essere consultato sul sito dell’Ulss 2 Marca trevigiana.


28 Prevenzione. Antonia Ricci, direttrice dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie, fa il punto sui contagi in Veneto e spiega come difendersi

West Nile, allarme zanzare a Padova: «Non bisogna avere paura, ma proteggersi»

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alute, ambiente e sicurezza alimentare sono temi molto più vicini tra loro di quanto si possa pensare. A occuparsi di questo intreccio, sul territorio del Triveneto, è anche l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, realtà con sede centrale nell’area di Padova e una rete di strutture periferiche distribuite nelle province di Veneto, Trentino-Alto Adige e Friuli Venezia Giulia. A guidare l’istituto è la dottoressa Antonia Ricci, direttrice generale di un ente che conta circa 650 dipendenti e che svolge attività che vanno ben oltre il controllo della salute degli animali. L’Istituto, infatti, si occupa anche di sicurezza degli alimenti destinati all’uomo, di ambiente, ricerca e prevenzione, seguendo la filiera agroalimentare dal campo alla tavola. Ed è proprio sul fronte della prevenzione che nell’ultimo periodo l’attenzione è concentrata sulla West Nile, malattia trasmessa dalle zanzare che ha fatto registrare diversi casi anche in Veneto e che interessa direttamente il territo-

rio padovano. «Non ci si deve preoccupare – spiega Ricci -. Soprattutto non dobbiamo preoccuparci noi che facciamo questo mestiere, ma essere attenti e cercare di evitare che queste malattie diventino pericolose per le persone». La West Nile non si trasmette direttamente da persona a persona: il principale veicolo sono le zanzare infette. Per questo il monitoraggio degli insetti è una delle attività fondamentali dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie. In tutto il Triveneto vengono utilizzate trappole per catturare e analizzare le zanzare. Gli entomologi identificano le specie presenti e verificano anche la presenza del virus West Nile e di altri

agenti patogeni trasmessi dagli insetti. E i dati raccolti mostrano una presenza del virus nelle zanzare piuttosto elevata. Una situazione che, secondo la direttrice dell’Istituto, non rappresenta una sorpresa considerando le condizioni climatiche di questa stagione. Il caldo e la siccità possono infatti creare condizioni favorevoli alla circolazione del virus. In particolare, la scarsità d’acqua può spingere le zanzare a cercare piccoli ristagni più vicini alle abitazioni e quindi alle persone. Sul fronte dei contagi umani, in Veneto i casi sono attualmente circa 73. Un numero che, osserva Ricci, è inferiore rispetto ad alcune annate precedenti, ma che deve essere valutato considerando la stagionalità della malattia: il picco dei casi si registra generalmente nel mese di settembre. La parola d’ordine, quindi, è prevenzione. E non riguarda soltanto le amministrazioni pubbliche. «Bisogna proteggersi dalla puntura delle zanzare», sottolinea Ricci, ricordando l’importanza dei repellenti e

delle misure per impedire la proliferazione degli insetti. Un ruolo importante spetta anche ai cittadini. I Comuni intervengono nelle aree pubbliche, ma nei cortili e negli spazi privati la prevenzione dipende in larga parte dai singoli. È fondamentale trattare i tombini con prodotti larvicidi ed eliminare i ristagni d’acqua, anche quelli apparentemente insignificanti. Un esempio semplice riguarda i sottovasi delle piante: svuotarli regolarmente significa togliere alle zanzare uno dei luoghi in cui possono riprodursi. «Sembra una banalità – osserva la direttrice – ma vuotare i sottovasi delle nostre piante sui poggioli ci aiuta tantissimo a ridurre la presenza delle zanzare». La West Nile, però, non è l’unica minaccia legata alle zanzare. Sul territorio possono circolare anche altri virus, tra cui Chikungunya, Usutu e Toscana virus. Per questo l’attività di sorveglianza non si limita a un singolo agente patogeno. Il principio che guida questo lavoro è quello della One Health, un approccio

che considera strettamente collegati la salute dell’uomo, quella degli animali e la tutela dell’ambiente. Lo stesso approccio riguarda anche un altro elemento fondamentale degli ecosistemi: le api. L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie è infatti Centro di referenza nazionale per la salute delle api e svolge un’attività specifica di ricerca e sorveglianza in questo settore. Anche gli alveari devono fare i conti con parassiti e nuovi rischi sanitari, alcuni dei quali possono arrivare da altre parti del mondo. Anche in questo caso, secondo Ricci, i cambiamenti climatici possono contribuire a modificare lo scenario. Al momento non vengono segnalate situazioni particolarmente preoccupanti, ma la prevenzione resta fondamentale. L’attività dell’Istituto comprende anche la cooperazione internazionale, con l’obiettivo di aiutare i Paesi in cui determinati rischi sono già presenti a sviluppare strumenti efficaci per identificarli e controllarli. Vincenzo Gottardo

Influenza aviaria e vaccini: «Proteggono gli animali e non rendono meno sicure carne e uova»

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i nostri microfoni di radio Veneto24, intervistata da Vincenzo Gottardo, la dottoressa Antonia Ricci, direttrice dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, ha affrontato un tema tornato al centro del dibattito: l’utilizzo dei vaccini contro l’influenza aviaria. L’aviaria, spiega Ricci, rappresenta da anni una delle principali emergenze per il settore avicolo. Il problema ha colpito duramente anche il Veneto, in particolare la provincia di Verona, ma con focolai importanti anche nel Padovano. Solo nella stagione 2021-2022 milioni di polli e tacchini sono morti o sono stati abbattuti, con danni economici stimati in circa 300 milioni di euro. Per anni il vaccino è stato considerato una possibile soluzione per ridurre il ricorso agli abbattimenti. Oggi questa possibilità è diventata concreta. I vaccini disponibili si sono dimostrati

efficaci nel prevenire l’infezione e la diffusione del virus e rappresentano uno strumento aggiuntivo per proteggere gli allevamenti e il benessere degli animali. Ma il tema riguarda anche la salute umana. L’influenza aviaria, infatti, è considerata un rischio per l’uomo soprattutto per la possibilità, seppur non automatica, che un virus possa compiere un salto di specie. Da qui l’importanza di controllare la circolazione del virus negli animali. Ricci rassicura anche i consumatori: i vaccini non compromettono la sicurezza delle carni o delle uova. «Non hanno alcun effetto sulle carni e quindi sul consumo né delle carni né delle uova», spiega, ricordando inoltre che si tratta di prodotti autorizzati a livello europeo e nazionale. Dall’aviaria il confronto si sposta poi sulla ricerca scientifica, considerata decisiva proprio per affrontare emergenze come

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questa. Secondo Ricci, la ricerca italiana mantiene un livello molto alto, ma continua a scontare difficoltà legate soprattutto alle risorse e alle condizioni offerte ai ricercatori. Molti giovani italiani, osserva, riescono a costruire carriere importanti all’estero anche perché trovano maggiori opportunità e sostegno. Per questo, secondo la direttrice, servono finanziamenti, stabilità e soprattutto fiducia nei ricercatori più giovani. Il punto, però, non è soltanto economico. Ricci richiama anche la necessità di ricostruire un rapporto di fiducia tra cittadini, scienza e istituzioni. Una fiducia che negli ultimi anni, anche sul tema dei vaccini, si è progressivamente indebolita. «Le persone devono ritrovare questa fiducia nella ricerca, nella scienza e anche nelle istituzioni», è l’appello della direttrice. Un obiettivo che, secondo Ricci, richiede un lavoro comune tra ricercatori, istituzioni e mezzi di comunicazione. (V.G.)

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29 Gli studi. Tre studi dell’équipe trevigiana saranno presentati al congresso internazionale della Società Respiratoria Europea

Ca’ Foncello, nuove terapie e strumenti diagnostici contro le malattie respiratorie

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erapie più semplici per tenere sotto controllo la broncopneumopatia cronica ostruttiva, nuove possibilità di remissione per i pazienti con asma grave e strumenti diagnostici capaci di individuare precocemente i segnali delle bronchiectasie. Sono i temi al centro dei tre studi che la Pneumologia dell’ospedale Ca’ Foncello di Treviso presenterà al congresso dell’European Respiratory Society, in programma dal 5 al 9 settembre a Barcellona. L’unità operativa, centro Hub dell’Ulss 2 Marca trevigiana, è diretta da Micaela Romagnoli. I lavori nascono dall’esperienza maturata nella pratica clinica e puntano a migliorare concretamente la qualità delle cure, riducendo le riacutizzazioni, semplificando le terapie e permettendo di riconoscere in anticipo i pazienti che necessitano di un monitoraggio più attento. Il primo studio riguarda la Bpco, patologia cronica che provoca l’ostruzione delle vie aeree e difficoltà respiratorie, con un rilevante impatto sull’assistenza ospedaliera soprattutto nelle

fasi acute. La ricerca CHOROS ORION, osservazionale e multicentrica, ha valutato gli effetti di una triplice terapia inalatoria somministrata attraverso un unico dispositivo. Dopo 52 settimane di trattamento è stata registrata una sensibile riduzione del ricorso alle strutture sanitarie rispetto ai dodici mesi precedenti. Gli accessi al pronto soccorso sono scesi dal 14,8 al 5,5 per cento, mentre i ricoveri sono diminuiti dal 16,5 al 10,5 per cento. Dati che indicano una maggiore stabilità della malattia e un beneficio sia per i pazienti sia per l’organizzazione sanitaria. Risultati importanti emergono anche sul fronte dell’asma grave. Lo studio, che sarà illustrato da Michele Ciresi dell’Ambulatorio multidisciplinare dell’Asma grave del Ca’ Foncello, è stato realizzato in collaborazione con l’Università di Verona e ha analizzato gli effetti dei farmaci biologici dopo dodici mesi di trattamento. Il 49,3 per cento dei pazienti ha raggiunto la remissione clinica, caratterizzata dall’assenza di riacutizzazioni

e della necessità di assumere corticosteroidi orali di mantenimento, insieme a un buon controllo dei sintomi e alla conservazione della funzionalità respiratoria. L’obiettivo delle cure può quindi andare oltre il semplice contenimento dei disturbi e puntare alla

remissione della malattia. Il terzo lavoro riguarda le bronchiectasie, patologia cronica caratterizzata dalla dilatazione permanente dei bronchi, spesso accompagnata da tosse, produzione di catarro e frequenti riacutizzazioni.

Virginia Santello presenterà uno studio dell’Università di Padova dedicato all’oscillometria, una metodica capace di fornire informazioni aggiuntive rispetto alla spirometria tradizionale. La ricerca ha individuato alterazioni associate alla presenza di sintomi respiratori, produzione quotidiana di escreato, frequenti peggioramenti e particolari reperti radiologici, anche nei casi in cui la spirometria risulta meno indicativa. Lo strumento potrebbe quindi contribuire a riconoscere prima l’attività della malattia e a definire percorsi terapeutici maggiormente personalizzati. La partecipazione al congresso di Barcellona conferma il ruolo della Pneumologia del Ca’ Foncello nella ricerca applicata alla cura. L’obiettivo è trasferire rapidamente le evidenze scientifiche nell’assistenza quotidiana, offrendo ai pazienti affetti da malattie respiratorie croniche trattamenti sempre più efficaci, semplici da seguire e adeguati alle esigenze individuali. Paola Bigon

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30 La ripresa. Il ritorno al lavoro, scuola e vari impegni si accompagna agli effetti accumulati durante mesi di temperature elevate

Rientro più difficile dopo l’estate rovente

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ettembre segna tradizionalmente il ritorno alle abitudini quotidiane, ma quest’anno la ripartenza rischia di essere più faticosa del solito. Alla malinconia per la conclusione delle vacanze si sommano infatti le conseguenze di un’estate caratterizzata da caldo persistente, notti afose e violenti temporali che spesso non hanno portato un reale sollievo. La cosiddetta sindrome da rientro non è una vera patologia, ma una condizione transitoria che può manifestarsi con stanchezza, irritabilità, difficoltà di concentrazione, insonnia, mal di testa e problemi digestivi. Il passaggio dai ritmi più liberi delle ferie a quelli imposti da lavoro, scuola e responsabilità familiari richiede un periodo di adattamento. Secondo le stime dell’Istat, questo disagio interesserebbe circa il 35 per cento della popolazione. A complicare il quadro è però l’affaticamento lasciato dalle temperature eccezionali. Le vacanze, anziché garantire un completo recupero delle energie, per molte persone sono trascorse in condizioni climatiche impegnative. Il risultato è un doppio carico: da una parte lo stress psicologico provocato dalla ripresa degli impegni, dall’altra

una spossatezza fisica che può continuare anche quando il termometro comincia a scendere. Le conseguenze del caldo prolungato, del resto, non si esauriscono con la fine di un’ondata. Temperature elevate per molti giorni, soprattutto se accompagnate da minime notturne alte, sottopongono l’organismo a uno sforzo continuo. Il sonno perde qualità, aumenta il rischio di disidratazione e possono peggiorare patologie cardiovascolari, respiratorie e renali. Il caldo può inoltre interferire con alcuni trattamenti farmacologici e influire sull’equilibrio emotivo. Durante le fasi più critiche dell’estate europea, gli accessi ai pronto soccorso sarebbero aumentati tra il 10 e il 15 per cento. Particolarmente vulnerabili sono gli anziani e le persone affette da malattie croniche. Il Ministero della Salute ricorda che le ondate di calore possono favorire l’aggravamento di disturbi cardiaci e cerebrovascolari, patologie polmonari, malattie metaboliche come il diabete, problemi renali ed epatici e condizioni che interessano il sistema nervoso. Anche sul piano psicologico le temperature estreme possono lasciare una traccia. La Società italia-

na di medicina di emergenza-urgenza e la Società italiana di epidemiologia psichiatrica hanno rilevato, alla fine di agosto, un aumento fino al 20 per cento degli accessi ai pronto soccorso per disturbi psichiatrici rispetto a tre anni prima. Caldo intenso e mancanza di riposo possono infatti accentuare ansia, alterazioni dell’umore e fragilità già presenti. A rendere insolito questo passaggio stagionale è anche la distanza tra ciò che indica il calendario e ciò che viene percepito dal corpo. Le temperature possono rimanere estive mentre le giornate iniziano ad accorciarsi. La riduzione delle ore di luce influisce sui ritmi circadiani, sulla qualità del sonno e sull’umore, anche quando l’afa continua a suggerire che l’estate non sia ancora terminata. Secondo David Lazzari, già presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine degli psicologi e presidente dell’Osservatorio Benessere psicologico e salute Benèpsys, questa discordanza può ritardare la consueta malinconia di fine stagione senza eliminarla. Il cambiamento della luce rappresenta infatti un segnale biologico molto forte, indipendente dall’andamento delle temperature. Per superare questa fase è utile evitare una ripre-

sa troppo brusca. Quando possibile, gli impegni andrebbero distribuiti gradualmente, riservando spazio al riposo, all’attività fisica e a un’alimentazione equilibrata. È importante anche continuare a bere regolarmente: con l’avvicinarsi dell’autunno l’attenzione all’idratazione tende a diminuire, ma caldo e umidità possono mantenere elevata la sudorazione e quindi la perdita di acqua e sali minerali. Le previsioni indicano un progressivo calo delle temperature, legato anche alla diminuzione delle ore di luce, mentre resta più incerta la distribuzione delle precipitazioni. Francesco Meneguzzo, primo ricercatore del Cnr-Ibe e commissario straordinario del Consorzio Lamma, segnala tuttavia la possibilità di valori ancora superiori alle medie stagionali. Il ritorno alla normalità potrebbe quindi richiedere più tempo. L’estate meteorologica continua a farsi sentire mentre quella psicologica e biologica sta già lasciando spazio all’autunno. Una sfasatura capace di rendere meno netto il cambio di stagione, ma anche più improvviso il momento in cui corpo e mente dovranno finalmente riconoscere che l’estate è davvero finita. Paola Bigon

Diabete sempre più precoce, aumentano le diagnosi tra bambini e adolescenti

I

l diabete di tipo 2 non è più una malattia legata soltanto all’età adulta. Le diagnosi stanno aumentando anche tra bambini e adolescenti, modificando uno scenario che fino a una generazione fa vedeva questa patologia quasi assente negli ambulatori pediatrici. Alla base del fenomeno ci sono soprattutto la crescente diffusione dell’obesità infantile, il consumo abituale di alimenti ultraprocessati e ricchi di calorie e la progressiva riduzione dell’attività fisica. Nuovi dati saranno presentati al congresso annuale della Società europea per lo studio del diabete, in programma a Milano alla fine del mese. Una delle analisi più significative è stata condotta da Tessa Crume, ricercatrice della Colorado School of Public Health, utilizzando le informazioni raccolte dal registro sanitario del Colorado tra il 2002 e il 2023. In poco più di vent’anni, tra i ragazzi dai 10 ai 19 anni, l’incidenza del diabete di tipo 2 è passata da 2,37 a 22,30 casi ogni 100mila abitanti. Un incremento vicino a dieci volte, diventato ancora più rapido nell’ultimo decennio. Secondo Crume, molti pediatri appartenenti alla generazione precedente potevano concludere la carriera senza incontrare un adolescente con questa forma della malattia. Ora, invece, la crescita delle diagnosi procede a una velocità superiore rispetto a quella del diabete di tipo 1. Il cambiamento pone anche nuove difficoltà diagnostiche. In presenza di un ragazzo sovrappeso, i sintomi delle due forme possono risultare simili e rendere necessarie analisi mirate, tra cui la ricerca degli autoanticorpi e la valutazione della resistenza all’insulina. Stabilire correttamente la natura della malattia è indispensabile per impostare

il trattamento più appropriato. Nei giovani, inoltre, il diabete di tipo 2 può evolvere in modo particolarmente rapido. Le cellule pancreatiche responsabili della produzione di insulina tendono a perdere più velocemente la loro funzionalità, mentre mantenere sotto controllo la glicemia può diventare difficile. Problemi renali, cardiovascolari, oculari e neurologici rischiano così di comparire dopo pochi anni, anziché dopo i tempi generalmente più lunghi osservati negli adulti. Una diagnosi tardiva può quindi avere conseguenze rilevanti sia sulla qualità sia sull’aspettativa di vita. Per contrastare il fenomeno, gli specialisti sottolineano l’importanza di coinvolgere l’intero nucleo familiare. Chiedere soltanto al ragazzo di modificare il proprio comportamento difficilmente porta a risultati duraturi. È più efficace introdurre abitudini comuni, come consumare i pasti insieme, preferire l’acqua alle bevande zuccherate e dedicare maggiore spazio al movimento. Anche l’ambiente esterno deve però rendere più semplici le scelte salutari. Mense scolastiche, negozi e supermercati possono avere un ruolo decisivo nel garantire un accesso più facile a prodotti equilibrati e convenienti. Un’analisi della World Obesity Federation, presentata al Congresso internazionale sull’obesità di luglio, ha rilevato che soltanto due delle 21 principali catene mondiali della grande distribuzione hanno adottato interventi concreti per favorire acquisti più sani da parte di bambini e famiglie. Nella maggioranza dei casi continuano invece a essere privilegiati, attraverso promozioni e posizionamenti strategici, gli alimenti con i profili nutrizionali peggiori. La crescita non riguarda solamente il diabete di tipo 2. Anche per il tipo

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1, patologia autoimmune nella quale vengono distrutte le cellule pancreatiche che producono insulina, le prospettive indicano un aumento consistente. Un modello elaborato dallo Steno Diabetes Center danese, sotto la guida di Anders Green, stima che nel mondo il numero delle persone colpite passerà dagli attuali 9,4 milioni a 12,1 milioni nel 2049. La previsione, ottenuta combinando andamento storico delle diagnosi, evoluzione demografica, sopravvivenza e disponibilità dell’insulina nei diversi Paesi, corrisponde a una crescita del 29 per cento. Ogni anno i nuovi casi potrebbero salire da poco più di 530mila a oltre 605mila, mentre i decessi associati alla malattia passerebbero da 361mila a 538mila. Per l’Italia è atteso un incremento del 16 per cento, inferiore in termini assoluti rispetto a quelli prospettati per il Regno Unito e gli Stati Uniti. Dal congresso europeo arriveranno anche nuove indicazioni sulle categorie maggiormente esposte al diabete di tipo 2. Una ricerca coordinata da Maria Houborg Petersen, dello Steno Diabetes Center, ha esaminato il rischio delle donne che hanno avuto il diabete gestazionale. In questo gruppo la diagnosi di tipo 2 arriva mediamente a 43 anni e mezzo, quasi tredici anni prima rispetto alle donne che durante la gravidanza avevano mantenuto valori normali di glicemia. Non cambia soltanto l’età di insorgenza. Dopo un diabete gestazionale, la probabilità di dover ricorrere all’insulina entro i primi due anni dalla diagnosi risulta doppia. Un dato che suggerisce lo sviluppo di una forma più severa della malattia e rende particolarmente importante proseguire i controlli anche a distanza dal parto. (P.B.)

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