OMB
di Castelfranco
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AGOSTO 2026
Periodico d’informazione locale - Anno XXXIII n. 167
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Energia, l’Antitrust sulle concessioni, intanto il Veneto punta all’autonomia pag. 3
Il fine vita al centro del dibattito in Veneto
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l tema del fine vita torna a infiammare l’agenda politica del Veneto in questa calda estate. Dopo il rinvio tecnico e le tensioni registrate nelle ultime sedute estive del Consiglio regionale, la discussione sulla proposta di legge di iniziativa popolare promossa dall’associazione Luca Coscioni è stata calendarizzata per il prossimo settembre, trasformandosi nel banco di prova più delicato della stagione politica autunnale. Il provvedimento, che punta a regolamentare tempi e procedure certe per l’accesso al suicidio medicalmente assistito in applicazione della storica sentenza 242 del 2019 della Corte Costituzionale, riapre ferite e spaccature mai sopite all’interno dell’emiciclo di Palazzo Ferro-Fini. Già nel gennaio del 2024 il Veneto era stato pioniere in Italia su questo fronte, vedendo tuttavia la proposta respinta per un solo voto a causa di defezioni trasversali e distinguo interni alla stessa maggioranza. Un colpo di scena che innescò accese reazioni contrastanti e tenne vivo il dibattito a lungo, dentro e fuori il Palazzo. Anche in vista del nuovo appuntamento di settembre, il clima si conferma rovente.
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ANZIANI E GIOVANI A RISCHIO SOLITUDINE E ISOLAMENTO “L’INCONTRO” AFFRONTA IL PROBLEMA ATTRAVERSO PROGETTI SPECIFICI servizi alle pag. 4-5
QUATTRO PRIORITÀ PER LA CITTÀ: ECCO IL PIANO DELLA GIUNTA GHIMENTON
servizio a pag. 6
I COSTI PER OLIMPIADI E PEDEMONTANA SCALDANO I CONTI DELLA REGIONE
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Estate torrida a Castelfranco: il fossato si svuota e il Comune corre ai ripari
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IL TEMPO SOSPESO TRA LE GENERAZIONI
numeri, come sempre, lasciano poco spazio alla fantasia: il Nordest, e quindi anche Veneto e Trentino fa i conti con una comunità che invecchia a passi spediti. Lo confermano recenti dati Istat e proiezioni demografiche. Guardando alle cifre il Veneto ormai conta oltre 200 anziani ogni cento ragazzi mentre in Trentino sono più di trentamila gli over 70 che affrontano la quotidianità in solitudine. Dal Covid in poi le fragilità e i bisogni dell’una e dell’altra generazioni si sono fatti ancora più urgenti.
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Enigmistica
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FACCIAMO IL PUNTO
di Castelfranco
IL TEMPO SOSPESO TRA LE GENERAZIONI
CALDO ECCESSIVO E CRISI IDRICA
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’estate 2026 si sta facendo ricordare come una delle più torride degli ultimi decenni. A Castelfranco Veneto il termometro ha sfiorato i 40 gradi, con i 39,2 °C registrati tra il 30 e il 31 luglio, mentre secondo Arpav il bimestre giugno-luglio è stato il secondo più caldo in Veneto dall’inizio delle rilevazioni, nel 1991. Un caldo che non rappresenta soltanto un disagio per cittadini e attività economiche, ma che sta mettendo sotto pressione anche il delicato equilibrio ambientale del territorio. Tra i luoghi che più risentono della scarsità d’acqua, dovuta soprattutto ai prelievi irrigui, c’è il fossato che circonda le mura medievali, uno dei simboli della città. Da settimane il livello dell’acqua si abbassa sensibilmente nelle ore più calde della giornata, fino a lasciare affiorare il fondale in alcuni tratti. I dati della stazione idrometrica Arpav installata in città confermano che tra giugno e luglio il livello medio dell’acqua è diminuito del 20 per cento. La conseguenza è un paesaggio ben diverso da quello a cui i castellani sono abituati: riaffiorano rifiuti trascinati dall’Avenale e si intensificano i cattivi odori. A provocarli è soprattutto la marcescenza della vegetazione acquatica, la cui crescita è favorita dall’eutrofizzazione delle acque causata dall’eccesso di sostanze nutritive trasportate dal torrente. Sempre secondo Arpav, dal punto di vista ecologico l’Avenale presenta infatti condizioni di sofferenza della flora e fauna che popolano il corso d’acqua. La gestione del fossato richiede inoltre un equilibrio sempre più delicato. Prima delle precipitazioni più intense il fossato viene parzialmente svuotato per aumentare la capacità di laminazione e ridurre il rischio idraulico. Una pratica che, unita alla scarsità d’acqua nei mesi estivi, rischia di compromettere ulteriormente l’ecosistema. Per questo l’amministrazione comunale intende avviare un confronto con il Consorzio di bonifica Piave e gli altri enti competenti per aggiornare il protocollo di gestione delle acque, fermo al 2007. L’obiettivo è garantire un livello minimo costante dell’Avenale in città, conciliando le esigenze della sicurezza idraulica con quelle dell’agricoltura e della tutela ambientale. “Il fossato non può essere considerato soltanto un’infrastruttura idraulica – sottolinea l’assessore all’Ambiente Alessandro Boldo – ma un ecosistema da preservare, anche per il suo valore paesaggistico e storico”. Una sfida resa ancora più urgente da estati sempre più calde e siccitose, che impongono una gestione della risorsa idrica più attenta e condivisa.
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• Nicola Stievano Segue da pag. 1
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Ecco i risultati di un’estate torrida: il fossato che circonda le mura medievali è in secca e rappresenta un problema ambientale
i fronte a questo scenario la tentazione della retorica è forte. Da un lato la commiserazione per gli anziani “soli e fragili”, dall’altro la ramanzina paternalistica per i giovani “incomunicabili e disorientati”. È una narrazione pigra e, soprattutto, falsa. Se ci prendiamo la briga di gettare lo sguardo oltre i luoghi comuni, scopriamo che i ragazzi e i grandi anziani di questo territorio non sono due pianeti lontani che si ignorano. Sono, al contrario, due specchi che riflettono la medesima ferita: il rischio dell’invisibilità. I giovani soff rono per un futuro che sembra già ipotecato, per la difficoltà di trovare spazi di espressione autentica e per un sovraccarico digitale che spesso maschera una profonda solitudine emotiva. Gli anziani soffrono per l’improvviso ridimensionamento del proprio ruolo sociale, confinati nell’etichetta di “utenti da assistere” anziché custodi di competenze ed esperienze. Entrambi vivono la frustrazione di una comunicazione interrotta, in cui parlare non significa essere ascoltati. Per decenni abbiamo risposto a queste fragilità con l’assistenzialismo: sussidi, servizi a sportello, intrattenimento di facciata. Strumenti utili, certo, ma insufficienti se non affrontano la radice del problema:
la perdita di dignità e di autonomia. Un anziano ha bisogno di essere riconosciuto come risorsa attiva, fin dove possibile. Un giovane chiede fiducia concreta per incidere sulle decisioni della propria comunità. In alcune zone del nostro territorio si intravedono già le fondamenta di un cambio di rotta. Pensiamo ai progetti di abitare condiviso tra studenti universitari e pensionati, al volontariato di comunità che unisce il passo di chi ha memoria al dinamismo di chi ha visione, o ai tavoli territoriali che finalmente smettono di parlare dei giovani e degli anziani per iniziare a parlare con loro. Il dialogo intergenerazionale non è un esercizio poetico o un atto di bontà. È un’infrastruttura sociale primaria, urgente quanto una superstrada o la banda larga. Senza questo ponte, il nostro territorio rischia di trasformarsi in una gigantesca ed elegante residenza per anziani senza futuro, circondata da giovani che sognano di andarsene altrove. Urge allora restituire a chi si trova ai margini dell’agenda economica e spesso anche delle decisioni politiche, perché nel parlarne invece tutti sono bravi, la chiave per ricucire la trama sociale e avvicinare queste generazioni solo in apparenza lontane.
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• Leonardo Sernagiotto
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Questa edizione raggiunge la città di Castelfranco Veneto per un numero complessivo di 12.700 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 32199
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Giovani e anziani/1. Dentro il progetto che trasforma relazioni e volontariato in prevenzione
A CASTELFRANCO NASCONO RETI DI COMUNITÀ PER PREVENIRE NUOVE FRAGILITÀ C ontrastare la solitudine prima ancora che diventi una fragilità. È questa la sfida raccolta dalla cooperativa sociale L’Incontro di Castelfranco, che punta a costruire una rete di relazioni capace di aiutare le persone anziane a rimanere parte attiva della comunità. Un obiettivo che si traduce in iniziative concrete, dalla nuova sperimentazione TCC – Tempo Cuore Comunità fino alle esperienze intergenerazionali di “Generazioni in circolo”. L’idea di fondo è semplice: non sempre il disagio o il senso di isolamento trovano risposta soltanto nelle cure sanitarie. A volte ciò di cui una persona ha bisogno è un luogo dove sentirsi accolta, qualcuno con cui condividere il proprio tempo o un’occasione per rendersi utile. Da qui nasce TCC – Tempo Cuore Comunità, un progetto di prescrizione sociale sviluppato dalla cooperativa insieme ai medici della Medicina di Gruppo Integrata Medicina Più. Accanto alle tradizionali indicazioni cliniche, alcuni pazienti potranno essere accompagnati verso esperienze di volontariato, laboratori e attività presenti sul territorio, costruendo un percorso personalizzato in base ai propri interessi e alle proprie capacità. “La sfida non è prendersi cura della fragilità quando arriva, ma costruire una comunità capace di riconoscere la vulnerabilità prima che diventi
solitudine o isolamento” spiega il presidente della cooperativa, Matteo Stefanato. “Per questo stiamo investendo in esperienze che riportano le persone nei luoghi della comunità, creando relazioni tra generazioni, vicini di casa, associazioni e cittadini. La migliore prevenzione nasce dai legami”. Per Stefanato anche il volontariato può diventare uno strumento di benessere. “Non è soltanto un gesto di generosità. È un modo per sentirsi parte di una comunità. Quando una persona torna ad avere un ruolo, a sentirsi utile e riconosciuta, spesso cambia il suo modo di stare al mondo. È questo il capitale più prezioso che possiamo costruire”. La stessa filosofia ha guidato anche la terza edizione di “Generazioni in circolo”, il Grest intergenerazionale che a giugno ha coinvolto una
trentina di anziani e circa 80 studenti dell’istituto Florence Nightingale. Per due settimane ragazzi e over 65 hanno condiviso laboratori di pittura, ricamo, cucito, lavoro a maglia, burraco, tecnologia digitale e piccole attività pratiche, in uno scambio continuo di esperienze e competenze. Per molti giovani è stata la prima occasione di trascorrere del tempo con persone anziane al di fuori della famiglia. “La cosa che mi porterò dentro non sono tanto i laboratori, ma le persone – racconta Giulia, una delle studentesse partecipanti –. Mi sono affezionata agli anziani, mi è piaciuto ascoltare le loro storie e ho capito che, a volte, basta davvero poco, come una chiacchierata o un sorriso, per rendere più bella la giornata di qualcuno”. L’obiettivo, conclude la cooperativa,
è ricostruire quei legami di prossimità che negli anni si sono affievoliti, mettendo in rete cittadini, scuole, associazioni, volontari e istituzioni. Vuoi dare una mano anche tu? Se desideri dedicare un po’ del tuo tempo, diventare volontario o contribuire alle iniziative della Cooperativa Sociale L’Incontro dedicate al contrasto della solitudine e alla promozione dell’invecchiamento attivo, scrivici a donatori@lincontro.it. Quartiere Attivo Modalità ON, di cui L’Incontro Cooperativa Sociale è capofila, è finanziato dalla Regione del Veneto nell’ambito degli Interventi di promozione e valorizzazione dell’invecchiamento attivo di cui alla DGR n. 1370/2024.
cui Piero ha condiviso una parte importante della propria vita. Il desiderio di rivederla ha dato vita al progetto “Zampe in visita”, che permette oggi a Lucia, moglie del signor Piero, di accompagnare periodicamente la cagnolina in visita tra le mura del Bon Bozzolla, consentendo così ai due di ritrovarsi in un ambiente protetto e accogliente. Il successo dell’iniziativa è stato talmente grande che, in pochi accessi, la piccola Lola ha conquistato il cuore di tutti, residenti e personale, diventando di fatto la mascotte del Bon Bozzolla. Ora il mercoledì mattina è l’ospite più atteso, tutti
si radunano all’ingresso del BB in sua attesa. “Il progetto ‘Zampe in visita’ nasce da un ascolto autentico dei nostri residenti e dei loro bisogni affettivi più profondi - dichiara la Presidente dell’Istituto Bon Bozzolla, Isabella Paladin -. Per molte persone, gli animali domestici non sono semplici compagnie, ma veri e propri membri della famiglia. Con questa iniziativa abbiamo voluto restituire, dove possibile e in sicurezza, un pezzo importante di quotidianità e di affetto”.
• Leonardo Sernagiotto
C’è Pet Therapy e Pet Therapy
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reviso si attrezza: molte le strutture per anziani che, anche nel trevigiano, consentono l’ingresso a vario titolo degli animali d’affezione per la visita o la convivenza con i propri ospiti. Le visite libere che consentono l’ingresso temporaneo di cani al guinzaglio o di gatti nel trasportino per far visita ai loro “umani” sono state recentemente sdoganate. Vivere col proprio animale è consentito invece solo in alcune strutture - spesso nei co-housing, per esempio - dove il regolamento prevede che i residenti o i loro familiari debbano però essere
in grado di accudire i propri animali. Diverso è il caso della Pet Therapy, quando le bestiole (cani, gatti, ma anche conigli) entrano come parte di progetti di cura e attività di sostegno e benessere psicofisico. A Farra di Soligo, in particolare al Bon Bozzolla, la richiesta di visita è partita da un ospite e l’istituto ha risposto subito positivamente, predisponendo per lui - ma in un futuro prossimo anche per altre persone, viste le domande in aumento - le necessarie misure per accogliere la sua cagnolina, Lola, un piccolo esemplare di pastore australiano di sette anni con
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5 Giovani e anziani/2. Percorsi per prevenire l’abbandono scolastico
DESTEENAZIONE AFFRONTA IL FENOMENO: SPAZI, LABORATORI E INIZIATIVE PER RAGAZZI
L
’estate è spesso sinonimo di tempo libero, ma anche di rischio isolamento: per gli anziani che rimangono soli in città e per i più giovani che, terminata la scuola, possono trovarsi senza punti di riferimento o occasioni di incontro. L’obiettivo delle istituzioni è dunque quello di creare spazi di relazione anche per i ragazzi e le ragazze dagli 11 ai 21 anni, coinvolgendoli nelle attività del progetto DesTEENazione, promosso dall’Ambito Territoriale Sociale e che
vede il Comune di Castelfranco come ente capofila dei 29 Comuni coinvolti. In attesa del recupero dell’ex caserma della Guardia di Finanza di via Damini, il punto di riferimento cittadino è momentaneamente lo spazio del quartiere Risorgimento di via Marsala, conosciuto come Due Mulini ma in procinto di cambiare nome. Un luogo dove educatori e psicologi stanno portando avanti un programma di attività aggregative, laboratori e percorsi educativi. “Abbiamo
già iniziato diverse attività – racconta Sara Simonetto, coordinatrice strategica e programmatica del progetto –. DesTEENazione prevede diverse linee di intervento e un’equipe molto numerosa di educatori e psicologi che stanno lavorando insieme, ognuno con un ruolo specifico”. Nel pomeriggio, dal lunedì al venerdì, gli educatori sono presenti nello spazio dalle 14.30 alle 19 per proporre momenti di incontro e aggregazione. Tra le iniziative dell’estate ci sono stati laboratori dedicati al parkour, giochi e attività all’aperto, mentre nelle prossime settimane sono previsti nuovi appuntamenti, come il torneo di Beyblade del 26 agosto e altre occasioni di gioco e confronto. Un’attività particolare è stata il Back 2 School, pensata per accompagnare i ragazzi verso il rientro sui banchi di scuola. Dal 24 agosto al 4 settembre, i partecipanti potranno alternare lo studio di gruppo, con il supporto degli educatori, a laboratori creativi e sportivi, tra decorazioni tie dye, cacce al tesoro e attività motorie. “L’idea di DesTEENazione – sottolinea Simonetto – è quella di partire dai bisogni e dai desideri dei ragazzi. Il protagonismo giovanile è al centro del progetto: vogliamo che siano loro stessi a indicare di cosa hanno bisogno e quali attività vorrebbero realizzare”. DesTEENazione
non si limita però allo spazio fisico di via Marsala. Il progetto comprende anche le attività di educativa di strada, con operatori che raggiungono i luoghi informali dove i ragazzi si incontrano spontaneamente, come parchi, piazze e altri punti di aggregazione, oltre ai percorsi “Get Up”, progetti di utilità sociale ideati dai ragazzi stessi, accompagnati dagli educatori in collaborazione con gli istituti scolastici. Un altro fronte
riguarda la prevenzione dell’abbandono scolastico, con il supporto nella stesura dei curriculum vitae e incontri rivolti anche alle famiglie attraverso il lavoro degli psicologi. “L’obiettivo è costruire una rete attorno ai preadolescenti e agli adolescenti – conclude Simonetto – coinvolgendo soggetti pubblici e privati, scuole e realtà del territorio”. • Leonardo Sernagiotto
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In Veneto oltre 17mila ultrasettantacinquenni vivono in isolamento
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l carrello della spesa trascinato da soli il martedì mattina, la fila allo sportello per pagare una bolletta, la sedia vuota accanto nella sala d’attesa del medico di base. Sono i gesti quotidiani di oltre 17mila veneti con più di 75 anni che vivono in completo isolamento: nessun figlio, parente, amico o vicino su cui poter contare. Il dato emerge da un’indagine Istat elaborata sui numeri del 2023 e pubblicata lo scorso febbraio, e a rilanciarlo è lo Spi Cgil del Veneto, che chiede alle istituzioni interventi concreti. Non si tratta di una categoria omogenea. Molti di questi anziani sono autonomi: escono di casa, sbrigano le incombenze fiscali, si presentano da soli agli appuntamenti sanitari. Ma anche per loro un ricovero, una visita ospedaliera o un imprevisto domestico possono trasformarsi in un ostacolo insormontabile, perché manca chiunque possa accompagnarli o farsi carico del dopo. Per chi invece non è autosufficiente, la solitudine diventa una difficoltà quotidiana, aggravata — nei casi più fragili — da ristrettezze economiche che non consentono di pagarsi un’assistenza adeguata. C’è poi una geografia dell’isolamento. La solitudine pesa di più nelle città
medio-grandi, dove il 3,5 per cento degli over 75 non ha nessuno intorno, contro il 2,5 per cento dei piccoli comuni e delle zone rurali, dove le relazioni di prossimità nascono con più facilità. Di fronte a questi numeri, il sindacato dei pensionati della Cgil chiede a ogni Comune, grande o piccolo, di censire e monitorare gli anziani soli del proprio territorio, e alle istituzioni pubbliche di coordinare una rete di solidarietà che non lasci nessuno nella condizione di sentirsi abbandonato. Le risorse dei bilanci comunali non sempre bastano a coprire tutti i bisogni, ma alcune risposte costano poco: una rete sociale tra residenti, esperienze di co-abitazione, l’accoglienza di studenti in casa, un animale da compagnia che tenga viva la giornata. Restano poi i centri per anziani, con le loro attività contro l’isolamento, e — per le amministrazioni con maggiori disponibilità — un servizio di monitoraggio con visite a domicilio o contatti telematici periodici. Perché quel carrello della spesa, la fila allo sportello, la sedia in sala d’attesa smettano di essere gesti da affrontare sempre e soltanto da soli. • (S.B.)
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IN PRIMO PIANO
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Politica. La giunta Ghimenton definisce le priorità del mandato
QUATTRO ORIZZONTI PER UNA CITTÀ VICINA, FUTURA, E PRODUTTIVA Q uattro orizzonti per disegnare la Castelfranco dei prossimi anni. Con l’approvazione del Documento unico di programmazione (Dup) 2027-2029 prende forma l’azione amministrativa della nuova giunta guidata dalla sindaca Maria Ghimenton. Il documento, approvato dal consiglio comunale nella seduta di fine luglio, traduce il programma di mandato in obiettivi concreti e individua le priorità che guideranno l’attività del Comune nei prossimi tre anni. Un percorso articolato in quattro grandi orizzonti strategici – Castelfranco Vicina, Castelfranco Futura, Castelfranco Bella e Castelfranco Produttiva – illustrati in aula dalla sindaca e dai sette assessori, evidenziando il carattere trasversale di molte delle azioni previste e la volontà di sviluppare politiche condivise tra i diversi assessorati. Il primo asse, Castelfranco Vicina, mette al centro le persone e i servizi. Le priorità riguardano una mobilità più attenta a pedoni, ciclisti e trasporto pubblico, il rafforzamento del welfare di prossimità, la valorizzazione delle frazioni
e la tutela della salute, con particolare attenzione alla difesa dell’ospedale San Giacomo, dei servizi sanitari territoriali e della Casa della Comunità. Il documento richiama inoltre l’impegno per inclusione, pari opportunità e partecipazione. Il secondo orizzonte, Castelfranco Futura, guarda ai giovani e allo sviluppo sostenibile. L’amministrazione punta a creare nuovi spazi di aggregazione, sostenere le politiche abitative per le famiglie, incentivare la pratica sportiva e programmare interventi di adattamento ai cambiamenti climatici, limitando il consumo di nuovo suolo. Con Castelfranco Bella l’attenzione si concentra sulla qualità urbana e sull’identità della città. Tra gli obiettivi figurano la valorizzazione del patrimonio storico e culturale, il rafforzamento della collaborazione tra Teatro Accademico, Conservatorio Steffani e associazionismo, il rilancio di Piazza Giorgione come cuore della vita cittadina e una maggiore cura del verde pubblico. Infine Castelfranco Produttiva raccoglie le azioni dedicate allo sviluppo economico,
Maria Ghimenton
al turismo e all’efficienza della macchina comunale. Il Dup prevede la valorizzazione del Castello e delle eccellenze del territorio, la digitalizzazione dei servizi, tempi più rapidi nelle risposte ai cittadini e la priorità alla manutenzione del patrimonio esistente rispetto alla realizzazione di nuove opere. Il Documento unico di programmazione si articola complessivamente in ventidue indirizzi strategici, collegati alle diverse missioni di bilancio e corredati da obiettivi misurabili. Tra le novità figura anche l’istituzione di un Osservatorio civico, pensato per consentire ai cittadini di verificare periodicamente lo stato di attuazione degli obiettivi fissati dall’amministrazione, insieme alla nascita di un Ufficio Bandi dedicato a intercettare finanziamenti europei, nazionali e regionali e rafforzare la capacità del Comune di reperire risorse per gli investimenti e sostenere la realizzazione dei progetti strategici del mandato. • Leonardo Sernagiotto
DUP 2027-2029: OPPOSIZIONE PARLA DI “CORTO CIRCUITO” ISTITUZIONALE
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n Documento unico di programmazione illustrato prima ancora delle linee programmatiche di mandato e con le commissioni consiliari ancora da istituire. Sono queste le principali contestazioni sollevate dall’opposizione alla presentazione del Dup 2027-2029. Roberta Garbuio (Fratelli d’Italia) ha parlato di un “corto circuito” istituzionale: “Ci viene presentata la cornice dell’azione amministrativa senza conoscere il programma dell’amministrazione. È come costruire una casa partendo dal tetto”. Da Fdi interviene anche Roberto Pinto, che invece ha posto l’accento sull’apparentamento tra Maria Ghimenton e Daniele Manente in vista del ballot-
taggio. Dopo l’accordo tra le due coalizioni sarebbe stato opportuno presentare un documento unitario che chiarisse come fossero stati armonizzati i rispettivi programmi. Pinto ha quindi sollecitato l’istituzione delle commissioni consiliari. Sulla stessa linea anche Mariagrazia Lizza (Pozzobon Sindaco), che ha ribadito l’utilità delle commissioni quale sede di approfondimento tecnico insieme ai dirigenti comunali. La consigliera ha inoltre ricordato come il programma amministrativo abbia una prospettiva quinquennale, mentre il Dup si limita al triennio: conoscere prima il quadro generale, ha osservato, avrebbe consentito di comprendere meglio le missioni e gli obiettivi
contenuti nel documento di programmazione. Alle osservazioni hanno replicato il presidente del consiglio comunale Sebastiano Sartoretto e la sindaca Maria Ghimenton. Il primo ha ricordato che il Dup e gli atti di bilancio sono soggetti a scadenze di legge, a differenza invece della presentazione del programma di mandato. Ghimenton ha quindi spiegato che le linee programmatiche saranno portate nel prossimo consiglio comunale, consentendo all’opposizione di discutere insieme al Dup, mentre la costituzione delle commissioni è prevista entro settembre. • (L.S.)
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CASTELFRANCO
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La collaborazione. Nuovo percorso di riabilitazione del pavimento pelvico
LILT TREVISO DONA ALLO IOV UNA NUOVA STRUMENTAZIONE U na nuova apparecchiatura per la riabilitazione dei pazienti oncologici arriva all’Istituto Oncologico Veneto, nella sede di Castelfranco, grazie alla donazione della LILT Treviso, che inoltre rinnova per altri cinque anni la collaborazione con l’istituto. La nuova strumentazione, destinata all’ambulatorio per la riabilitazione del pavimento pelvico, è stata acquistata grazie al contributo dei Comuni di Riese Pio X e Vedelago, del Lions Club Palladio di Vedelago, dell’Associazione Nazionale Carabinieri e di Cromology, azienda di pitture e vernici. La donazione ha un valore complessivo di circa 11mila euro e comprende un biofeedback/elettrostimolatore Biostim, una poltrona-lettino e un pc. Il dispositivo permette di registrare e monitorare l’attività dei muscoli del pavimento pelvico, aiutando il paziente a recuperare consapevolezza, forza e coordinazione attraverso un percorso riabilitativo personalizzato. Uno strumento utile dopo alcuni interventi chirurgici oncologici, dove possono comparire conseguenze funzionali che incidono sulla quotidianità e sul benessere della persona. Riguardo alla convenzione tra IOV e LILT Treviso, il rinnovo introduce un’importante novità in ambito riabilitativo. Oltre a confermare le attività per le pazienti operate di tumore della mammella (tra cui supporto psicologico, linfodrenaggio, ginnastica riabilitativa), la convenzione consente l’avvio di un programma specifico per la valutazione fisioterapica e il trattamento delle disfunzioni del pavimento pelvico rivolto ai pazienti sottoposti a chirurgia oncologica della prostata, del basso intestino e delle ovaie. L’obiettivo è ridurre le conseguenze post-operatorie, favorire il recupero delle funzioni compromesse e accompagnare il paziente nel percorso di ritorno alla normalità, anche con sostegno psicologico e attività di mutuo aiuto. “La donazione del nuovo Biostim e il rinnovo della convenzione con la LILT di Treviso rappresentano un ulteriore passo avanti nella presa in carico globale della persona con tumore – dichiara il direttore generale dello IOV Patrizia Simionato –. La nuova convenzione ci permette di ampliare l’offerta assistenziale introducendo un percorso dedicato alla riabilitazione del pavimento pelvico dopo interventi oncologici particolarmente complessi,
mentre la donazione del Biostim mette a disposizione dei nostri professionisti una tecnologia innovativa che renderà questi trattamenti ancora più efficaci. “LILT Treviso è lieta di continuare la collaborazione con lo IOV attraverso i servizi offerti dai nostri volontari della Delegazione di Castelfranco Veneto – afferma Nelly Raisi Mantovani, presidente LILT di Treviso -. È nostro preciso dovere rendere alla comunità e alle Istituzioni, sotto forma di strumenti utili, le generose donazioni ricevute dalla popolazione”. • Leonardo Sernagiotto
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Oltre 50mila euro per i centri estivi
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ltre 50mila euro per sostenere le famiglie che scelgono i centri estivi per i propri figli. È questa la cifra messa a disposizione dall’amministrazione comunale per il 2026, con l’obiettivo di alleggerire il peso economico delle attività estive e garantire un sostegno più ampio possibile. La disponibilità di bilancio ammonta infatti a 50.502,82 euro, destinati ai minori residenti dai 3 ai 14 anni (fino a 17 anni in caso di disabilità) che hanno frequentato i centri estivi nel periodo compreso tra l’8 giugno e il 4 settembre. Il contributo sarà assegnato sulla base di una graduatoria legata all’Isee e ricalca, per il momento, i criteri già adottati lo scorso anno: il rimborso coprirà il 50 per cento del costo settimanale sostenuto dalle famiglie, fino a 50 euro a settimana per quattro settimane, per un totale massimo di 200 euro per ciascun minore. L’erogazione avverrà sulla base dell’effettiva frequenza e non sarà cumulabile con altri contributi ricevuti per le medesime settimane, come ad esempio il bonus Inps per i centri estivi. Le domande potranno essere presentate dal 2 agosto al 10 settembre attraverso il portale dedicato del sito del Comune. Entro la stessa scadenza dovrà essere caricata anche la documentazione relativa alle spese sostenute. L’amministrazione guarda però già al futuro, con l’intenzione di rivedere il sistema per renderlo più rispondente ai bisogni delle famiglie. “Puntiamo a dei cambiamenti soprattutto per il coordinamento delle attività e per una maggiore copertura dell’offerta, sia per fasce d’età sia per il periodo estivo – commenta l’assessora alla scuola Serena Stangherlin –. I centri estivi rappresentano infatti non solo un aiuto organizzativo per i genitori che lavorano, ma anche un’importante occasione educativa e aggregativa per bambini e ragazzi”. Tra gli obiettivi dell’amministrazione c’è quindi quello di anticipare i tempi della programmazione, così da permettere alle famiglie di conoscere con maggiore certezza la possibilità di accedere al contributo prima dell’avvio dell’estate. Previsto anche un confronto con comitati genitori e gestori dei centri estivi per raccogliere indicazioni sulle necessità più urgenti e valutare eventuali ampliamenti del servizio. •(L.S.)
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I 30 anni. L’evento si svolgerà nei primi due week-end di settembre
L’ANTICO PALIO RISORGE DALLE FIAMME: IL TRENTESIMO DIVENTA SIMBOLO DI RINASCITA L e fiamme del 24 maggio avevano rischiato di spegnere trent’anni di storia. Nell’incendio che ha devastato una tettoia della Cooperativa Castellana sono andati distrutti scenografie, arredi, catapulte e materiali realizzati in decenni di lavoro dall’Associazione Palio. Un colpo durissimo proprio nell’anno del trentesimo anniversario della manifestazione. Eppure il Palio di Castelfranco tornerà nei primi due fine settimana di settembre, trasformando quella ferita in un simbolo di rinascita. “È stato in quel momento che si è manifestato il vero spirito del Palio: borghi, volontari, associazioni, istituzioni, aziende e tantissimi cittadini hanno saputo stringersi attorno all’associazione con una straordinaria gara di solidarietà, dimostrando che il patrimonio più prezioso non è fatto di legno, stoffe o scenografie, ma di persone, amicizia e senso di apparte-
nenza” sottolinea il presidente Gianmaria Pizzolato. “Il trentesimo anniversario non sarà soltanto una celebrazione della nostra storia, ma il simbolo di una comunità che sa rialzarsi, ricostruire e guardare al futuro senza dimenticare le proprie radici”. L’edizione 2026, dedicata al tema “Magae et Magiae”, celebrerà infatti i trent’anni dell’associazione nata nel 1996 in occasione dell’ottavo centenario della costruzione della mura cittadine. Un percorso che ha trasformato una rievocazione storica in uno degli appuntamenti più sentiti a Castelfranco, coinvolgendo decine di associazioni, centinaia di figuranti e migliaia di spettatori. Tra le sfide più attese c’è il Castel d’Amore, la gara simbolo della manifestazione, che sarà disputata nonostante la perdita delle scenografie originali grazie all’impegno di volontari e artigiani che hanno
lavorato per ricostruire quanto possibile. Torneranno inoltre i mercati medievali all’interno delle mura, l’annullo filatelico dedicato ai trent’anni, il Corteo storico dei Consoli, il Torneo del Forziere e l’Antico Gioco del Pallone. Grande attenzione sarà riservata anche al Palio dei Cei, giunto alla seconda edizione dopo il successo dello scorso anno. Le iscrizioni sono già aperte per bambine e bambini dai 7 agli 11 anni, chiamati a rappresentare i dieci borghi cittadini in una giornata pensata per avvicinare le nuove generazioni alla storia e alle tradizioni castellane. Il programma prenderà il via venerdì 4 settembre con l’apertura della mostra “Il Palio e la sua Torre” nella Torre Civica, la presentazione ufficiale e le prime sfide dell’Antico Gioco del Pallone (finale domenica 6 settembre). Il secondo fine settimana entrerà invece nel vivo con la festa del trentennale.
Venerdì 11 il grande spettacolo serale “Le fiamme del destino”, curato dai Cavalieri del Drago, mentre il sabato 12 si snoderà il corteo notturno dedicato a “Magae et Magiae”. Domenica 13 settembre, il tradizionale Corteo dei Consoli seguito dal Palio del Castel d’Amore, gran finale
di un’edizione che vuole celebrare non solo tre decenni di storia, ma soprattutto la capacità di un’intera comunità di ricominciare insieme. • Leonardo Sernagiotto
I suoni perduti dell’Egitto: premiata una giovane musicologa castellana
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diari degli esploratori veneziani per ricostruire i paesaggi sonori dell’Egitto e della Valle del Nilo. Una ricerca che ha conquistato il più prestigioso riconoscimento internazionale riservato alle tesi di dottorato in musicologia. Elena Murarotto, 29 anni di Castelfranco, ricercatrice in Musicologia al Dipartimento dei Beni culturali dell’Università di Padova, si è aggiudicata l’IMS Outstanding Dissertation Award 2026 (IMSODA), assegnato dall’International Musicological Society alla migliore tesi di dottorato in lingua non inglese. L’edizione 2026 del premio ha visto confrontarsi 25 candidature provenienti da dodici Paesi e redatte in otto lingue diverse. La commissione ha scelto di assegnare un solo premio e una sola menzione d’onore, decretando la vittoria della ricercatrice castellana. La tesi, intitolata “Echi
dal Nilo. Musiche, suoni e danze dai racconti di viaggiatori veneti in Età moderna”, è stata discussa nel 2025 all’Università di Padova nell’ambito del dottorato in Storia, Critica e Conservazione dei Beni culturali. Il lavoro prende in esame i diari di esploratori veneziani che tra il 1492 e il 1860 attraversarono l’Egitto e il lungo corso del Nilo, dimostrando come questi racconti possano diventare una preziosa fonte per ricostruire il patrimonio sonoro di epoche e luoghi dove spartiti, registrazioni o altre testimonianze musicali sono andati perduti o non sono mai esistiti. Tra le pagine dei viaggiatori emergono così i canti religiosi e quelli che accompagnavano matrimoni e funerali, le danze rituali e gli strumenti musicali utilizzati dalle popolazioni locali, dai tamburi ai flauti fino alle lire tradizionali. La ricerca raccoglie e inter-
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preta criticamente queste descrizioni, tenendo conto dello sguardo e dei pregiudizi culturali degli autori europei, per ricostruire quelli che la
studiosa definisce gli “echi” dei paesaggi sonori del passato. Accanto all’analisi storica, Murarotto ha contribuito anche alla realizzazione della piattaforma digitale Echos - Sound Ecosystems in Travelogues, un archivio online che permette di catalogare, geolocalizzare e confrontare le testimonianze sonore ricavate dai racconti di viaggio, mettendo a disposizione di studiosi e pubblico un patrimonio destinato alla conservazione della memoria musicale e culturale. Il riconoscimento rappresenta un importante risultato nel percorso accademico di Murarotto, che ha recentemente dato alle stampe anche la monografia “La collezione etnografica di Giovanni Miani. Strumenti musicali del continente africano”. • (L.S.)
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L’addio. Lasciano un’eredità di missione, accoglienza e dialogo
I Padri Bianchi lasciano via Ponchielli dopo settant’anni È
Treviso-Mare, boom di multe con il ritorno dell’autovelox a Meolo
S
i chiude una pagina importante della storia religiosa e sociale di Castelfranco Veneto. Dopo settant’anni di presenza in città, i Padri Bianchi hanno lasciato la casa di via Ponchielli, salutati da una chiesa gremita durante la celebrazione di Santa Maria della Pieve. Un momento intenso, condiviso da fedeli, sacerdoti e autorità cittadine, che hanno voluto ringraziare i Missionari d’Africa per il servizio svolto in decenni di presenza silenziosa ma significativa. Tra coloro che hanno salutato i Padri Bianchi, assieme al clero castellano
anche la sindaca Maria Ghimenton. La casa castellana aprì nel 1956 come luogo di accoglienza per i religiosi di ritorno dalle missioni africane. Qui trovavano un periodo di riposo tra una destinazione e l’altra oppure trascorrevano gli anni della pensione dopo una vita spesa in Paesi come Congo, Algeria, Ruanda, Burundi e Burkina Faso. Anche una volta rientrati in Italia, però, il loro impegno non si fermava: continuavano a celebrare nelle parrocchie, confessare, animare incontri missionari e testimoniare la realtà dell’Africa, contribuendo a far conoscere culture spesso lontane e poco comprese. La Società dei Missionari d’Africa, fondata nel 1868 dal cardinale francese Charles Lavigerie, è conosciuta in tutto il mondo come “Padri Bianchi” dal caratteristico abito ispirato alla tradizione nordafricana. Fin dalle origini la congregazione ha scelto di condividere la vita delle popolazioni locali, imparandone lingua, usanze e tradizioni, promuovendo il dialogo e la dignità delle persone. Lo stesso Lavigerie fu tra i principali promotori
della campagna internazionale contro la schiavitù alla fine dell’Ottocento. Anche a Castelfranco i missionari hanno lasciato un’impronta che va oltre l’attività strettamente pastorale. La comunità di via Ponchielli è stata per molti anni un punto di riferimento per il Centro missionario diocesano e per numerose iniziative di sensibilizzazione. Inoltre, quando i flussi migratori dall’Africa hanno iniziato a interessare anche il territorio castellano, i Padri Bianchi si sono messi a disposizione delle nuove comunità, organizzando corsi di alfabetizzazione, soprattutto per le donne, e favorendo l’incontro tra culture diverse. La decisione di lasciare Castelfranco è dettata soprattutto dalla diminuzione delle vocazioni e dagli elevati costi di gestione della struttura. Gli ultimi religiosi si trasferiranno nella comunità di Treviglio. Con la loro partenza si conclude una presenza durata sette decenni, ma resta un’eredità fatta di dialogo, accoglienza e apertura al mondo. • Leonardo Sernagiotto
bastato meno di un mese di attività per far scattare migliaia di sanzioni lungo la Treviso-Mare. L’autovelox fisso installato sulla strada regionale 89, nel territorio comunale di Meolo, è tornato ufficialmente in funzione lo scorso 4 luglio dopo oltre quattordici mesi di inattività. Dal giorno della riattivazione fino al 30 luglio, il dispositivo ha rilevato ben 2.400 violazioni per eccesso di velocità, calcolate rispetto al limite dei 70 chilometri orari imposto in quel tratto. I dati ufficiali sono stati resi noti dal sindaco di Meolo, Daniele Pavan, durante il consiglio comunale. Nel corso del mese di luglio, la sola carreggiata in direzione Treviso monitorata dall’apparecchio ha registrato il passaggio di 317.203 veicoli. Secondo il primo cittadino, le 2.400 multe equivalgono allo 0,8% del totale dei transiti: una percentuale tutto sommato contenuta se paragonata all’elevato flusso di traffico che caratterizza l’arteria stradale, in particolare nel pieno della stagione estiva. Nelle giornate di maggiore afflusso, i passaggi hanno toccato quota 15 mila al giorno in una sola direzione, raggiungendo quasi i 30 mila veicoli considerando entrambi i sensi di marcia. Si tratta di volumi di traffico
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analoghi a quelli registrati tra la fine del 2022 e l’aprile del 2025, periodo in cui il rilevatore era stato spento a seguito dell’annullamento di alcuni verbali per questioni legate alla mancata omologazione. La riaccensione del dispositivo comporta inevitabilmente anche la ripresa delle entrate economiche per le casse comunali derivanti dalle contravvenzioni. Tuttavia, l’amministrazione comunale ribadisce con forza che la finalità principale dell’intervento è la prevenzione e la tutela della circolazione stradale. Dalle rilevazioni emerge che la velocità media dei veicoli sanzionati si è attestata sugli 85 chilometri orari a fronte del limite fissato a 70, tenendo comunque conto dei margini di tolleranza previsti per legge ed escludendo quindi i minimi sforamenti. A giustificare la presenza del sistema di controllo della velocità sono soprattutto i gravi precedenti registrati sulla Treviso-Mare. Prima dell’installazione dell’autovelox, infatti, il tratto interessato era stato teatro di tre incidenti mortali. L’intento dell’amministrazione resta dunque quello di moderare la velocità dei conducenti e incrementare i livelli di sicurezza su una delle direttrici più trafficate verso il litorale veneziano.
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La collaborazione. L’Ecole National d’Arts di Dakar sceglie il modello del Conservatorio Steffani
ECCO COME LA MUSICA DIVENTA PONTE TRA TRADIZIONE E FORMAZIONE D al Senegal a Castelfranco, la musica diventa un ponte tra culture diverse. Il Conservatorio Agostino Steffani rafforza la propria dimensione internazionale e apre un nuovo capitolo delle collaborazioni con il continente africano. Dopo le esperienze avviate con Angola e Mozambico, ora è la senegalese École Nationale des Arts et Métiers
de la Culture (Enamc) di Dakar ad affidarsi all’istituto castellano per sviluppare la formazione del proprio dipartimento musicale. A luglio sono stati ospiti dello Steffani Abukber Thiam, direttore generale dell’istituto senegalese, e Bernard Bongura, direttore della Formazione continua e della ricerca artistica, oltre che referente dell’ufficio internazionale. La visita ha
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rappresentato un momento di confronto sulle prospettive della collaborazione, nata nel 2024 grazie a un incontro promosso dall’Ambasciata italiana a Dakar sulle opportunità offerte dal sistema universitario senegalese. Tra i protagonisti dell’avvio del rapporto c’è Damiano Lazzaron, vicedirettore del Conservatorio e referente Erasmus, che ha seguito la candidatura congiunta ai programmi europei. “Nel giugno 2025 io e il docente di sassofono Luis Lanzarini siamo stati a Dakar per una settimana per conoscere l’organizzazione del dipartimento musicale, i programmi di studio e la strumentazione disponibile”. L’Enamc conta circa 275 studenti impegnati nelle diverse discipline artistiche, tra musica, danza e arti visive. Nel
settore musicale classico vengono insegnati pianoforte, violino, chitarra e sassofono. Uno dei primi risultati concreti della collaborazione è rappresentato da Fredrich Ndour, studente senegalese di violino che ha studiato nove mesi allo Steffani e che, successivamente, ha ottenuto una borsa di studio dell’Ambasciata italiana per proseguire a Castelfranco il proprio percorso triennale. “Il nostro obiettivo è costruire un sistema musicale sul modello occidentale e sviluppare una solida formazione nel campo della musica classica – ha spiegato il direttore Abukber Thiam –. Abbiamo scelto di collaborare con Castelfranco dopo aver visto quanto realizzato dallo Steffani in Mozambico”. La collaborazione, però, non sarà a
senso unico. Il Senegal porterà infatti a Castelfranco il proprio patrimonio musicale, fatto di tradizioni popolari, percussioni, canto corale e della kora, strumento a corde tipico dell’Africa occidentale. “Possiamo offrire agli studenti e ai docenti dello Steffani un’esperienza di approfondimento di queste realtà musicali, per ampliare le loro conoscenze e i loro orizzonti culturali” ha sottolineato Bongura. Grazie all’ottenimento di 20 mobilità per il continente africano, altrettante per Ucraina e Moldova e cinque per Argentina e Brasile, lo Steffani continua a trasformare Castelfranco in un punto di riferimento per gli scambi musicali internazionali. • Leonardo Sernagiotto
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Adriano Bordignon è il nuovo direttore del Centro della Famiglia di Treviso
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l vescovo di Treviso, monsignor Michele Tomasi, ha nominato Adriano Bordignon nuovo direttore del Centro della Famiglia di via San Nicolò, affiancandolo a don Silvano Filippetto come assistente ecclesiastico: si tratta del primo laico a ricoprire questo incarico nella storia dell’ente. Cinquant’anni, sposato con Margherita e padre di tre figli, Bordignon collabora con la Fondazione dal 2004, ha diretto il consultorio socio-sanitario dal 2018 e possiede un master in “Scienze del matrimonio e della famiglia” conseguito al Pontificio Istituto Giovanni Paolo II di Roma. Già presidente del Forum delle Associazioni Familiari del Veneto e successivamente presidente
nazionale della stessa realtà che rappresenta oltre 500 associazioni e 4,5 milioni di famiglie, Bordignon vanta una ricca esperienza istituzionale e associativa incentrata sulla famiglia, la natalità, il welfare e il volontariato, avendo ricoperto ruoli di rilievo in Volontarinsieme, CSV Treviso, Ascom e negli enti bilaterali del territorio. Nel raccogliere il testimone da don Francesco Pesce e don Mario Cusinato, il neo direttore ha sottolineato il valore ultracinquantennale del Centro come punto di riferimento per i giovani, le coppie in crisi e la comunità, operando in sinergia tra la Chiesa trevigiana, le forze civili, le amministrazioni e le famiglie per il Bene Comune.
ATTUALITÀ
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L’apertura. Il parco, creato dalla passione di Giampaolo Garbuio, è un’oasi verde ricca di specie vegetali
Natura Park sorprende: oltre duemila “Memorie di bottega. Storie mani, voci visitatori per la rara fioritura dell’agave die vetrine”
P
iù di duemila persone, in una sola giornata, hanno varcato il cancello del Natura Park di via Forche. L’apertura straordinaria e gratuita di luglio ha confermato quanto curiosità e interesse ruotino attorno a questo angolo di verde nato dalla passione di Giampaolo Garbuio, 65 anni, geometra di professione e botanico per passione. Un amore nato quando era ancora studente, recuperando le piante grasse che gli amici stavano per buttare. Da allora non ha mai smesso di studiare e coltivare specie provenienti da ogni parte del mondo, tanto da collaborare anche con realtà scientifiche come l’Orto botanico dell’Università di Padova, ottenendo negli anni riconoscimenti internazionali. Il Natura Park prende forma nel 1998 e viene ampliato nel 2017, raggiungendo gli attuali diecimila metri quadrati. Uno spazio privato che Garbuio ha scelto di condividere periodicamente con il pubblico, trasformandolo in un luogo dove la curiosità diventa occasione di conoscenza. Passeggiando tra i vialetti si incontrano alberi e arbusti autoctoni, ma anche numerose specie mediterranee ed esotiche. Accanto ad aceri, carpini, querce e betulle trovano posto eucalipti, corbezzoli, azalee e rododendri. Nel giardino adiacente all’abitazione crescono invece piante decisamente insolite per le nostre latitudini: il pepe nero e quello rosa, il caffè, la vaniglia, il papiro egiziano, la papaya, il jackfruit, la jacaranda, oltre a una ricca collezione di cactus, succulente e piante insettivore. Negli ultimi anni la collezione si è ulteriormente arricchita con argan, cannella, baobab, palma da dattero, mango, avocado, plumeria, tè verde, tè nero e passiflora. Il parco non ospita soltanto specie vegetali. Al centro si trova un laghetto popolato da carpe koi, mentre un secondo specchio d’acqua accoglie tartarughe acquatiche. Non mancano nemmeno scoiattoli nordamericani, che contribuiscono a rendere ancora più particolare la visita. L’evento di luglio era atteso anche per un evento raro: la fioritura di una maestosa agave americana, alta circa dieci metri. Una pianta che fiorisce una sola volta dopo circa trent’anni di vita, prima di concludere il proprio ciclo vitale. Un fenomeno eccezionale che ha richiamato numerosi appassionati di botanica, fotografi e semplici curiosi, tra cui la sindaca Maria Ghimenton e
l’assessore Claudio Beltramello. “È stata una giornata che mi ha dato una grande soddisfazione – racconta Garbuio –. Ho accompagnato i visitatori in numerose visite guidate, spiegando le differenze tra piante succulente e piante grasse, le loro caratteristiche e le cure necessarie. Ho ricevuto tanti complimenti, sia per la collezione botanica sia per il parco tropicale che sono riuscito a realizzare. È un riconoscimento che mi dà la motivazione per continuare a coltivare e condividere questa passione”. • Leonardo Sernagiotto
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“M
emorie di bottega. Storie di mani, voci e vetrine” è un podcast che celebra e da’ voce a otto realtà storiche del commercio moglianese. Fucina continua di iniziative, Francesca Gallo è l’ideatrice del progetto. Una forza della natura, ma soprattutto una storica, una cantante e l’unica donna italiana a costruire fisarmoniche. Il progetto è piaciuto subito alla Camera di Commercio di Treviso Beluno/Dolomiti che ha deciso di sostenerlo inserendolo nell’ambito del progetto “Geografie Urbane”. É iniziata così la realizzazione, sempre a cura di Gallo, che ha visto il naturale patrocinio dell’Amministrazione di Mogliano Veneto, rappresentante del territorio comune alle botteghe protagoniste. L’obiettivo è dare voce ad alcune attività commerciali storiche della città, sottolineando il ruolo del commercio cittadino come parte importante della vita e dell’economia territoriale. Gioielleria Franzò, Meggetto Calzature, Ferramenta Zottarelli, Latteria Vecchiato, Colorificio Koflach, pizzeria Da Pino, Zardo, negozio di attrezzature per il giardinaggio, e F.lli Pelizza, con i loro banchi al mercato cittadino. Queste le otto realtà che vengono raccontate nel podcast disponibile ora nel canale Spotify dell’associazione. Storie diverse hanno segnato il cammino delle figure centrali dell’iniziativa. “Siamo felici che il progetto avviato per le botteghe di Treviso la scorsa primavera trovi continuazione qui – afferma Massimo Cestaro, presidente della Delegazione di Mogliano Veneto di Ascom Confcommercio – poiché la nostra città ha numerose attività storiche legate a una tradizione del commercio vivace e appassionata. Fondamentale è soprattutto preservare la memoria di queste imprese che sono parte integrante della nostra comunità”. • (A.V.)
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CULTURA
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Il cartellone. Dal 2 al 6 settembre Treviso diventa la capitale del sassofono
IL TREVISO INTERNATIONAL SAXOPHONE FESTIVAL TORNA A SETTEMBRE I l suono potente o sussurrato, avvolgente e sensuale del sassofono torna protagonista a Treviso per arricchire il cartellone degli eventi di fine estate. La settimana dedicata alla quinta edizione del Treviso International Saxophone Festival si preannuncia foriera di conferme e novità, con concerti e masterclass di livello internazionale. Uno o addirittura due concerti al giorno con musicisti di chiara fama, dal 2 al 6 settembre animeranno alcuni dei luoghi più belli della città. La novità di quest’anno sarà costituita dal format «Everybody plays Saxophone», un evento che riunisce tutti gli appassionati di sassofono della regione. Il festival è realizzato in co-organizzazione tra il Conservatorio di musica Agostino Steffani e il Comune di Treviso, mentre la direzione artistica è affidata a Luis Lanzarini, saxofonista di profilo internazionale e docente presso il conservatorio Agostino Steffani di Castelfranco Veneto. Cresciuto di anno in anno, il Treviso International Saxophone Festival è diventato rapidamente il più
importante evento d’Italia dedicato al sassofono, distinguendosi anche in ambito internazionale. Durante l’edizione 2026, oltre ai concerti si terranno masterclass a cura di rinomati artisti internazionali fra cui Nicolas Arsenijevich, Mikhail Kazakov e Stephanie Schoiswohl. Per le esibizioni sono state selezionate location tra le più suggestive di Treviso (Teatro Comunale, Palazzo dei Trecento, Loggia dei Cavalieri, Musei Civici) e i numerosi concerti saranno dedicati a diversi stili e generi musicali tra cui la musica classica e quella contemporanea, il pop, il jazz, gli spiritual, tutti ideali per sfruttare la versatilità dello strumento a fiato. Maria Teresa De Gregorio, assessora trevigiana alla Cultura e Turismo, spiega che festival come il TISF rappresentano un valore aggiunto per la città, portando a Treviso artisti di assoluto livello internazionale. “Allo stesso tempo - aggiunge - costruiscono un’offerta culturale capace di coinvolgere pubblici diversi. Inoltre richiamano musicisti, docenti e operatori del settore provenienti da tutta
Italia e dall’estero. È questo il modello che vogliamo continuare a sostenere: iniziative di qualità che valorizzano i nostri luoghi e rendono la città sempre più attrattiva e viva”. Il programma del festival si svilupperà attraverso una serie di appuntamenti distribuiti in alcuni dei luoghi più suggestivi di Treviso, con concerti che spaziano dalla musica classica alle contaminazioni jazz e pop. L’apertura, il 2 settembre, sarà affidata all’evento istituzionale inaugurale con il Quartetto di saxofoni della Banda Musicale della Guardia di Finanza, in programma al Teatro Comunale “Mario Del Monaco”. Il 3 settembre il Salone dei Trecento ospiterà il concerto “I virtuosi del saxofono”, con la partecipazione di Nicolas Arsenjevich, Mikhail Kazakov e Damiano Lazzaron al pianoforte, protagonisti di una serata dedicata alle capacità espressive e tecniche dello strumento. Il 4 settembre sarà la volta del concerto spirituale “Tommaso da Modena”, affidato a Luis Lanzarini insieme al quartetto d’archi “A. Steffani”, nella suggestiva cor-
nice della Sala Capitolare e del Chiostro del Seminario Maggiore. Il 5 settembre proporrà un doppio appuntamento: nel pomeriggio il concerto aperitivo a Casa Robegan – Musei Civici con il Duo Granato, formato da Christian Battaglioli al sax e Marco Rinaudo al pianoforte; in serata spazio invece alle sonorità pop e jazz con il Gianni Vancini Quartet alla Loggia dei Trecento, in Piazza dei Signori.
La giornata conclusiva, il 6 settembre, vedrà prima il Veneto Saxophone Meeting con il TISF 26 Collective alla Loggia dei Cavalieri, quindi il grande concerto finale in Piazzetta Botter – Auditorium Santa Caterina, dove la “Steffani Saxophone Orchestra” insieme ai solisti del Festival chiuderà la manifestazione. • Aldina Vincenzi
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SPORT
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Europei. Due titoli nel ciclismo su pista, l’oro Under 22 nel softball e piazzamenti di rilievo nel nuoto
TRE ATLETE PORTANO LA CITTÀ AI VERTICI DELLO SPORT CONTINENTALE C ’è un filo rosso che in questa estate unisce Castelfranco ai principali palcoscenici sportivi d’Europa. Dalla pista tedesca di Cottbus ai campi da softball di Ostrava in Repubblica Ceca, fino alla piscina olimpica di Parigi, tre giovani atlete legate alla città del Giorgione hanno saputo mettersi in luce con risultati di assoluto prestigio, confermando come il territorio castellano continui a esprimere talenti capaci di competere ai massimi livelli internazionali. A guidare questa straordinaria estate azzurra è Agata Campana, originaria di Treville, che ai Campionati Europei juniores e Under 23 di ciclismo su pista disputati a luglio a Cottbus, in Germania, ha conquistato due titoli continentali. La giovane ciclista ha aperto la rassegna imponendosi nella prova Scratch juniores, interpretata con grande lucidità tattica, per poi concedere il bis nell’Eliminazione, dimostrando ancora una volta velocità, sangue freddo e capacità di leggere la gara. Un Europeo da incorniciare, completato anche dalla medaglia d’argento nella Madison, che conferma Campana tra le migliori promesse del ciclismo europeo. Le sue prestazioni hanno contribuito al primo posto dell’Italia nel medagliere della manifestazione, suggellando una stagione
Da sinistra Agata Campana, Marianna Zumerle, Enrica Piccoli
di crescita costante e facendo di lei uno dei volti emergenti del movimento azzurro. Anche il softball castellano può festeggiare un titolo europeo grazie a Marianna Zumerle, cresciuta sportivamente nei Thunders & Dragons di Castelfranco. Con la Nazionale italiana Under 22 ha conquistato il Campionato Europeo disputato a Ostrava, nella Repubblica Ceca, superando nella finale del 25
luglio le padrone di casa. Nel corso del torneo l’atleta ha dato il proprio contributo sia in attacco sia in difesa, risultando tra le protagoniste del percorso che ha portato l’Italia al titolo europeo. Per Zumerle si tratta del coronamento di un percorso iniziato proprio sui campi castellani e proseguito ai massimi livelli nazionali, fino alla consacrazione internazionale con la maglia dell’Italia. Un risultato
che premia anche il lavoro svolto negli anni dal movimento locale del softball, da sempre fucina di giovani talenti. Sfiora invece il podio, ma conferma il proprio posto tra le grandi del nuoto artistico europeo, Enrica Piccoli. Ai Campionati Europei disputati a inizio agosto all’Olympic Aquatics Centre di Saint-Denis, alle porte di Parigi, la ventisettenne castellana ha ottenuto due quarti posti nelle prove individuali. Nel Solo Libero ha emozionato pubblico e giuria sulle note di “Instinctive Flow”, chiudendo a un soffio dalle medaglie. Pochi giorni dopo ha replicato il quarto posto anche nel Solo Tecnico, interpretando “Don’t Rain on My Parade” con la consueta eleganza e precisione. Pur senza salire sul podio, Piccoli ha dimostrato ancora una volta di appartenere all’élite continentale della disciplina, confermando continuità di rendimento e qualità tecnica dopo una carriera già ricca di successi internazionali. Tre discipline diverse, tre percorsi differenti, ma un denominatore comune: Castelfranco continua a esportare eccellenze sportive in Europa. Un motivo d’orgoglio per l’intera città, che può guardare a queste atlete come esempio di talento, impegno e determinazione. • Leonardo Sernagiotto
Le vittorie delle due Giorgia: l’U.C. Giorgione conquista due titoli italiani
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iornata da incorniciare per l’Unione Ciclistica Giorgione ai Campionati Italiani su pista di Firenze. La società castellana ha festeggiato due titoli italiani nella prima giornata di gare del 4 agosto, grazie alle prestazioni di Giorgia Guidolin e Giorgia Timis, entrambe impegnate nella rassegna insieme a Noemi Toaiari. Il primo successo è arrivato nella Madison, la gara a coppie del ciclismo su pista, dove Giorgia Guidolin, in coppia con Carlotta Casarotti (U.C. Val d’Illasi) nella categoria Esordienti, è riuscita a imporsi al termine di una prova ricca di colpi di scena. Dopo un ottimo avvio, la giovane atleta castellana
è stata coinvolta in una caduta, ma è riuscita a risalire immediatamente in sella e, insieme alla compagna di gara, ha recuperato terreno fino alla conquista del titolo italiano. “Sono stata molto fiera di me stessa. Dopo la caduta non mi sono arresa, anzi ho dato il meglio di me” ha raccontato Giorgia Guidolin. “Voglio dedicare questa vittoria alla mia famiglia e alla mia squadra, che mi supportano sempre e fanno il tifo per me. Ringrazio di cuore Carlotta: è stata fondamentale per conquistare questo titolo italiano”. Il secondo oro porta la firma di Giorgia Timis, protagonista nella Velocità a squadre riservata alla categoria Allieve. Il terzetto
veneto formato da Timis, da Vanessa Bacchin (G.C. Noventana) e Marta Grassi (U.C. Conscio) ha disputato una finale di alto livello, ribaltando il risultato e conquistando il titolo italiano con oltre un secondo di vantaggio sulle avversarie. “Sono davvero molto felice per questa vittoria. È il risultato dei sacrifici e del lavoro svolto in questi mesi” ha spiegato Giorgia Timis. “Dedico questa medaglia alla mia famiglia, alla mia squadra e alla Regione Veneto. Un ringraziamento speciale va ai tecnici che ci seguono ogni giorno con professionalità e passione”. • (L.S.)
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Segue da pag. 1
Il fine vita torna al centro del dibattito regionale: l’attesa per il voto di settembre tra divisioni politiche e pressioni sociali
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a un lato persistono le resistenze e i prudenti scetticismi all’interno del centrodestra — preoccupati sia dai possibili profili di impugnazione statale sia dalle differenti sensibilità etiche — mentre dall’altro si registra la ferma opposizione del mondo cattolico. Di recente, il Patriarca di Venezia, monsignor Francesco Moraglia, ha definito la misura “inaccettabile”, ammonendo
sul rischio che una legge regionale possa aprire varchi impropri a pratiche eutanasiche. A stretto giro è arrivata la replica istituzionale, con il richiamo alla necessità di un confronto laico e rispettoso delle sofferenze umane, fondato sul perimetro già tracciato dai giudici costituzionali. Nel frattempo, il dibattito si arricchisce di nuove istanze trasversali. Le opposizioni, guidate dal Partito Democratico,
non solo premono per il riconoscimento del diritto all’autodeterminazione dei pazienti in condizioni di sofferenza irreversibile, ma rilanciano con forza anche il tema della carenza strutturale delle cure palliative nella regione, ricordando come i posti letto negli hospice siano ancora ampiamente inferiori rispetto ai fabbisogni programmati. Con il mese di settembre ormai alle porte, la
maggioranza e le opposizioni si preparano a un confronto d’aula che si annuncia serrato e privo di sconti. La tenuta dei numeri in Consiglio e la capacità della politica veneta di dare una risposta concreta a un tema etico così complesso saranno determinanti, non solo per il futuro della legge regionale, ma per l’intero dibattito nazionale sui diritti dei malati terminali.
Tempo di bilanci. L’assessore Giacinti rassicura sui rilievi della Corte dei Conti: “Nessun rischio, fondi già accantonati”
REGIONE, VIA LIBERA AL RENDICONTO 2025, SFIDA APERTA PER OLIMPIADI E PEDEMONTANA E ’ passato con 30 voti della maggioranza in Consiglio regionale e 15 contrati il Rendiconto generale relativo all’esercizio finanziario 2025. Un passaggio contabile fondamentale che ratifica la tenuta delle casse regionali e che ha visto al centro dell’attenzione le riserve e i capitoli di spesa legati a due importanti partite per il futuro dell’amministrazione: la gestione degli oneri della Superstrada Pedemontana Veneta e i costi previsti per i Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026. Sulle due questioni, oggetto di specifici rilievi da parte della Corte dei Conti, l’assessore regionale al Bilancio, Filippo Giacinti, ha espresso la posizione ufficiale dell’esecutivo per rassicurare l’aula consiliare e la cittadinanza. “Abbiamo accolto le osservazioni della Corte con lo spirito di collaborazione istituzionale che da sempre contraddistingue la Regione del Veneto”, ha spiegato l’assessore Giacinti. “Su entrambi i fronti desidero rassicurare il Consiglio e i cittadini: gli accantonamenti necessari sono già stati effettuati e le risorse risultano pienamente disponibili. La programmazione finanziaria della Regione tiene conto di questi impegni e continuerà a garantire equilibrio e sostenibilità nel medio e lungo periodo”.
Al di là dei nodi legati alla Pedemontana e alla macchina olimpica, l’amministrazione ha sottolineato il valore complessivo di una gestione guidata dal contenimento dei costi e dall’efficienza operativa. Il Veneto si conferma tra i territori con le spese di funzionamento e di personale più basse a livello nazionale, registrando tempi di pagamento dei fornitori in anticipo di 18 giorni rispetto alle scadenze previste dalla legge. Un modello virtuoso che punta a tutelare
Filippo Giacinti
la qualità dei servizi al cittadino, con particolare riferimento alla sanità, limitando il ricorso alla leva fiscale. Conclusa l’approvazione del documento consuntivo, l’amministrazione ha già avviato i lavori per la stesura
del Bilancio di previsione 2027-2029. Il nuovo strumento programmatico punta a sviluppare un percorso fortemente condiviso con gli enti locali, le parti sociali e le categorie economiche territoriali. “Sarà un bilancio
compartecipato, costruito insieme ai territori, - conclude Giacinti - vogliamo superare definitivamente la logica del bilancio come semplice documento contabile e dare forma a uno strumento di programmazione condivisa”.
Il correlatore Paolo Galeano vota contro: “Manovra senza futuro per il Veneto”
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l gruppo consiliare del Partito Democratico ha espresso voto contrario all’assestamento di bilancio della Regione Veneto, contestando l’assenza di una visione strategica per le infrastrutture economiche e sociali. A spiegare le ragioni della bocciatura è il consigliere regionale dem e correlatore della manovra, Paolo Galeano, che sollecita interventi più incisivi a sostegno della cittadinanza. “Dopo un rendiconto che ha chiuso un’epoca amministrativa dalla quale il Veneto è uscito impoverito, ci attendavamo una manovra capace di dare una prospettiva reale”, evidenzia Galeano, ricordando le proposte emendative avanzate dal proprio gruppo. “Con 130 milioni di euro a disposizione, era doveroso immettere stanziamenti mirati nelle urgenze. La cosa paradossale è che la stessa maggioranza ha ammesso la bontà dei nostri obiettivi, arrivando a dire che li avrebbe sostenuti se solo ci fossero state le risorse”, prosegue l’esponente del Pd. La critica dell’opposizione punta il dito contro quella che definisce una semplice gestione dell’ordinario, priva di coraggio politico. “E’ giunto il momento della verità per chi governa la Regione. Possono continuare con una politica
Paolo Galeano
di piccolo cabotaggio che si limita a gestire il presente verso una totale assenza di prospettiva, oppure decidere di ridare futuro e speranza a questo territorio”, sottolinea il consigliere. “Ogni amministratore ha il dovere di usare al massimo le leve a disposizione: davanti a una crisi evidente, la scelta della maggioranza è stata purtroppo quella di rimanere fermi”, conclude Galeano.
REGIONE
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Il dibattito. Le reazioni e il confronto in Consiglio Regionale dopo l’approvazione del Rendiconto 2025
Il centrodestra difende la manovra Pedemontana, l’affondo di Rocco, Barbisan e Soranzo: “Conti solidi” Manildo: “Maggioranza spaccata”
Enoch Soranzo
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’approvazione del Rendiconto 2025 trova il pieno sostegno dei gruppi di maggioranza in Consiglio regionale, che rivendicano la stabilità dei conti e sottolineano come le scelte di bilancio garantiscano continuità, sviluppo e responsabilità finanziaria. Per Riccardo Barbisan, capogruppo della Lega – Liga Veneta, il documento contabile rappresenta la prosecuzione di una gestione virtuosa: “Il Veneto non riparte da zero, ma prosegue un percorso amministrativo che negli ultimi quindici anni ha consentito alla nostra Regione di costruire basi solide”. Barbisan evidenzia l’atteggiamento di apertura dialogante mostrato verso i banchi della minoranza in ambito sociale e difende la tenuta del sistema sanitario regionale: “Il Veneto continua a garantire livelli di assistenza tra i migliori d’Italia senza ricorrere all’addizionale regionale IRPEF. Questo è stato possibile grazie a una gestione attenta delle risorse e dei conti pubblici”. L’esponente del Carroccio rimarca inoltre il valore strategico delle infrastrutture come la Pedemontana, definita come “un’opera che ha cambiato la mobilità e reso più competitivo un territorio di piccole e medie imprese”, ribadendo l’importanza di
accelerare il percorso dell’Autonomia. Sulla stessa linea Enoch Soranzo, consigliere di Fratelli d’Italia e presidente della Sesta Commissione consiliare, che pone l’accento sul rigore finanziario: “La tenuta dei conti non è un merito da esibire, ma un dovere fondamentale per garantire stabilità e continuità ai servizi sul nostro territorio”. Entrando nel dettaglio dei numeri, Soranzo illustra le cifre del documento: “I dati contabili mostrano un quadro di stabilità finanziaria, con un risultato di amministrazione pari a 2.043 milioni di euro e un avanzo netto disponibile di 180,6 milioni. Questo equilibrio ci consente di coprire le spese programmate senza accumulare disavanzi”. Soranzo evidenzia inoltre la virtuosità dell’amministrazione nel saldare i fornitori con circa 18 giorni di anticipo sui tempi ordinari. Sul piano della spesa, oltre il 70% dei fondi impegnati — pari a 12,3 miliardi di euro — è andato alla sanità e al sociale, a cui si aggiungono 1,1 miliardi per i trasporti, oltre 2 miliardi di fondi europei e 1,5 miliardi del PNRR. “La parifica con la Corte dei conti conferma la correttezza delle procedure svolte: il nostro compito rimane lavorare in silenzio e con concretezza”, conclude Soranzo.
L
’approvazione del Rendiconto generale per l’esercizio finanziario 2025 solleva accese polemiche tra i banchi dell’opposizione in Consiglio regionale. Sul fronte finanziario, il capogruppo di Riformisti Veneti in Azione, Nicolò Rocco, individua nei grandi dossier infrastrutturali il principale ostacolo agli investimenti. Pur ammettendo che la parità contabile rappresenti un elemento positivo, il consigliere evidenzia i pesanti vincoli che frenano l’ente: “L’assenza di addizionale regionale, che come evidenziato dal Presidente Stefani nelle altre Regioni vale oltre 40 miliardi di euro, unitamente ai debiti per la Pedemontana e le Olimpiadi ci consegnano un bilancio con pochi spazi per gli investimenti”. Analizzando le singole voci di spesa, Rocco rileva forti criticità sul partenariato per la Superstrada Pedemontana Veneta: “È emersa una beffa nei rapporti con il privato: a fronte di maggiori volumi di traffico non vi è riduzione degli oneri a carico della Regione perché il pubblico deve farsi carico di inflazione e manutenzioni”. Alttrettanto delicato il nodo legato a Milano Cortina 2026: “Sulle Olimpiadi ci sono 153 milioni congelati in attesa di capire quanto Regioni ed Enti locali dovranno versare per
Giovanni Manildo
coprire i debiti della società organizzatrice”. Per evitare la stagnazione economica, Rocco chiede di affrontare entro l’anno spending review e piano delle entrate. Allo scetticismo sulla tenuta economica si aggiunge l’affondo sferrato dal Partito Democratico. Il capogruppo Giovanni Manildo censura duramente lo scontro tra le forze di governo: “Un deragliamento simile non ha precedenti. Perché il dibattito andato in scena, che doveva essere dedicato al Rendiconto della Regione, si è trasformato subito in una sorta di seduta dall’analista, nella quale le forze del centrodestra, completamente balcanizzate in gruppi, hanno dato sfogo alle loro frustrazioni e guerre reciproche”. Secondo l’esponente dem, la coalizione di governo appare divisa tra nostalgie e veti incrociati. “Dispiace che il Consiglio regionale non sia il lettino dello psicologo e che ci siano mille cose da fare e decidere per far andare avanti questa Regione”, sottolinea Manildo, rivendicando la linea dell’opposizione: “Noi andiamo avanti per la nostra strada, proponendo in modo costruttivo una nostra visione del Veneto e provvedimenti concreti per dare nuovo slancio a questa regione”.
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Energia. Il Garante della Concorrenza chiede gare pubbliche e stop alle proroghe. Federico Testa: “Meglio affidare le dighe ad aziende del territorio”
IL FARO DELL’ANTITRUST SULLE CONCESSIONI, INTANTO IL VENETO PUNTA SULL’AUTONOMIA L ’energia e la gestione delle grandi infrastrutture di rete finiscono al centro della nuova segnalazione inviata dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) a Governo e Parlamento in vista del Disegno di Legge Concorrenza. Il documento firmato dal presidente Saverio Valentino punta il faro su tre nodi cruciali: le concessioni per la distribuzione elettrica, le gare per la distribuzione del gas e il rinnovo delle grandi derivazioni idroelettriche. Si tratta di settori strategici in cui l’assenza di procedure competitive rischia di frenare gli investimenti, penalizzare i consumatori e soffocare il mercato. Una partita che riguarda direttamente da vicino il Veneto, sia per il peso delle infrastrutture idroelettriche presenti sul territorio regionale, sia per la presenza di multiutility locali pronte a competere. A chiarire i termini della questione è Federico Testa, presidente di Magis: “Il parere dell’antitrust conferma che la situazione dei mercati delle infrastrutture energetiche in Italia è certamente problematica. l’Enel, con una delibera del governo di un anno
Massimo Bitonci
e mezzo fa , è titolata a mantenere più del 80% delle concessioni di distribuzione elettrica in Italia, caricando i consumatori di un canone che prima non esisteva in bolletta. Per quello che riguarda l’idroelettrico si continua a parlare della volontà del governo di fare altrettanto. Questo soprattutto nella nostra regione comporta il mantenimento all’Enel di 31 delle 34 grandi dighe della regione, con margini di centinaia di milioni. Meglio sarebbe che queste concessioni fossero affidate a soggetti del territorio capaci di gestirle e che potrebbero riversare parte di questi
margini sul territorio, penso a Magis ma anche a Ascopiave o APS Acegas, i Bim del bellunese insieme alla regione. Per quanto riguarda infine le concessioni della distribuzione gas c’è bisogno di una regolamentazione che eviti che Italgas, date le sue dimensioni sia in grado di vincere tutte le gare che saranno bandite, in spregio alle più elementari regole della concorrenza”. Per quanto riguarda la distribuzione elettrica, l’Antitrust critica le proroghe generalizzate e pluridecennali, evidenziando come la stasi attuale favorisca l’operatore dominante
Federico Testa
e rallenti gli investimenti necessari per la transizione. Soltanto gare trasparenti e contendibili sul piano degli impegni economici potrebbero garantire elevati standard di innovazione e qualità. Sul fronte dell’idroelettrico, bene chiave per il tessuto montano e produttivo veneto, l’Antitrust ribadisce che la gara pubblica deve rimanere la via maestra, chiedendo tempi certi per le leggi regionali e l’eliminazione di rendite di posizione. Infine, per le gare della distribuzione del gas, l’Autorità sollecita una revisione dei bandi e degli ambiti territoriali (Atem) per evitare che
un unico grande operatore soffochi la concorrenza a discapito delle aziende locali. Intanto l’assessore regionale alle attività produttive e sviluppo Massimo Bitonci conferma che il Veneto sta proseguendo sulla strada dell’autonomia energetica: “Abbiamo già individuato e abbiamo già incontrato insieme ai dirigenti di settore i professionisti che ci seguiranno dal punto di vista legale, economico e ingegneristico. Ai primi di settembre valuteremo delle ipotesi, c’è tutta una fase di studio e di lavorazione per poi decidere quale sarà la via più corretta da intraprendere in vista del 2029 con la scadenza delle grandi concessioni. Stiamo lavorando ad un progetto che permetta di gestire in proprio le grandi derivazioni idroelettriche attraverso società partecipate, ovviamente tenendo conto delle autonomie provinciali, dei Comuni e di quanto previsto dalla legge regionale sull’autonomia della provincia di Belluno. Mi pare corretto discuterne con professionisti che operano nel settore e che già seguono già alcuni regioni. Analizzeremo i dati e sceglieremo la soluzione migliore per cercare di ottimizzare il risultato”.
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Sociale. Una nuova rete per rispondere alle esigenze di cura delle persone anziane e con disabilità
DA SETTEMBRE SCENDONO IN CAMPO 900 ASSISTENTI FAMILIARI QUALIFICATI A partire dal mese di settembre la Regione Veneto potrà fare affidamento su 900 nuovi assistenti familiari formati per rispondere alle esigenze di cura delle persone anziane e con disabilità. Il progetto di qualificazione professionale, promosso dalla Regione e realizzato dall’ente Enaip con la collaborazione di una rete di partner, è stato finanziato attraverso
le risorse del Programma Regionale FSE+ 2021-2027. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di offrire un supporto concreto ai nuclei familiari che affrontano la gestione quotidiana di soggetti non autosufficienti, inserendosi in un contesto sociale caratterizzato dal progressivo invecchiamento della popolazione. “Si tratta di un progetto strategico, finalizzato a migliorare la qualità dei
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servizi rivolti a soggetti non autosufficienti e persone con disabilità, in una società che invecchia sempre più in fretta e che pone interrogativi a cui l’Amministrazione vuole rispondere con coraggio e visione”, spiega l’assessore regionale al Sociale Paola Roma. Il percorso formativo, strutturato per qualificare la figura dell’operatore di assistenza familiare, ha previsto 60 ore di didattica a distanza in modalità e-learning, affiancate da 12 ore dedicate all’orientamento e alla consulenza individuale. L’iniziativa ha riscontrato un’ampia adesione sul territorio regionale. “In tutto si sono iscritte 914 persone, delle quali 638 hanno già terminato la formazione online”, precisa l’assessore Roma. “Tra queste, 567 hanno completato anche il colloquio di verifica finale, che ha permesso loro di ottenere il voucher di partecipazione di 300 euro”. I profili dei nuovi operatori formati verranno inseriti all’interno del Registro degli Assistenti Familiari istituito dalla Regione del Veneto. Attraverso il portale web dedicato, famiglie e lavoratori potranno accedere a un servizio gratuito ideato per facilitare l’incontro tra la domanda e l’offerta di assistenza sul territorio. Oltre alla formazione delle classiche figure di supporto domiciliare, il programma
regionale ha introdotto la nuova figura dell’assistente di vicinato, promossa dal presidente Alberto Stefani per offrire risposte flessibili alle persone parzialmente autosufficienti. “Non tutti gli anziani possono essere ricoverati in strutture residenziali, per questo è necessario puntare anche su soluzioni alternative e innovative, creando una solida ed efficace rete assistenziale”, aggiunge Roma. Questa figura opera in sinergia con i servizi sociali per monitorare lo stato di salute psicofisica degli anziani, consentendo loro di rimanere nel proprio ambiente domestico e
riducendo l’impatto economico sulle famiglie grazie alla condivisione del compenso tra più nuclei. Per favorire la specializzazione in questo ambito, la Regione ha attivato dal 15 luglio un ulteriore modulo formativo online, che ha già registrato l’adesione di 142 utenti in pochi giorni. “L’assistente di vicinato è un professionista capace di rispondere ai bisogni diffusi di più utenti, consentendo agli anziani di restare più a lungo nelle proprie case e vicino agli affetti”, conclude l’assessore Roma, confermando l’impegno regionale nel rafforzamento dei servizi di prossimità.
Rete delle Pro Loco venete, nuovo bando da 290 mila euro: “Sostegno capillare”
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a Regione Veneto ha dato il via al bando 2026 per la concessione di contributi destinati alla promozione e alla valorizzazione turistica, culturale ed enogastronomica del territorio. La misura mette a disposizione un totale di 290 mila euro, ripartiti in 150 mila euro per i Comitati provinciali Unpli e 140 mila euro per i Consorzi di Pro Loco iscritti nell’elenco regionale. Le risorse serviranno a finanziare programmi dedicati alla tutela dell’identità locale e degli attrattori ambientali e naturali. “Il Veneto, oltre ad essere la prima regione turistica d’Italia, è una terra che sa raccontarsi attraverso le proprie comunità e le proprie tradizioni e le Pro Loco in questo sono protagoniste”, evidenzia il vicepresidente e assessore regionale al Turismo, Lucas Pavanetto. “Con questo bando, previsto dalla legge regionale 34/2014, la Regione rinnova un sostegno concreto a una rete capillare che contribuisce in maniera determinante alla promozione dell’offerta turistica regionale, valorizzando borghi e tradizioni che rendono unico il Veneto”. Il provvedimento mira inoltre a incentivare un modello di accoglienza diffuso e sostenibile. “Le Pro Loco hanno
Lucas Pavanetto, assessore regionale al turismo
un ruolo strategico nel promuovere un turismo capace di distribuire i flussi sull’intero territorio e di far conoscere luoghi meno noti ma ricchi di storia e cultura”, conclude Pavanetto. “Investire sulle loro progettualità significa rafforzare la competitività del sistema turistico”. Per accedere ai contributi, i soggetti interessati dovranno presentare domanda entro 45 giorni dalla pubblicazione del bando
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Il regista. Cristian Tomassini racconta il suo instant-cult, un successo di pubblico costruito fuori dal sistema
“BRENTA CONNECTION”, IL FILM DI CULTO CHE HA CAMBIATO LE REGOLE DEL GIOCO C ristian Tomassini è una delle voci più originali e interessanti del cinema veneto. Di certo è l’unico regista indipendente al 100%. Il suo Brenta Connection, uscito in sordina ad aprile 2025, è diventato fenomeno di culto. Il film, scritto da Silvio Marotta e prodotto da Anima Film (società dello stesso Tomassini e di Marco Businaro) è costato quanto una utilitaria. Dopo un anno è ancora in giro, è stato visto da più di 35mila persone e ha abbondantemente ripagato l’investimento iniziale. Brenta Connection, grazie al passaparola e alla passione di tutta la crew che ci ha lavorato, è riuscito ad essere distribuito nei circuiti UCI Cinemas e The Space (cosa quasi di solito per un film indipendente). Insomma, la dimostrazione concreta che anche il cinema può essere industria, svincolata dall’assistenzialismo statale che da decenni affligge il settore. E, particolare da sottolineare, stiamo parlando di una produzione vera (vogliamo parlare della splendida fotografia di Beniaimo Gelain?), a
differenza di tanti presunti film d’autore che di fatto sono prodotti amatoriali fatti in casa, privi di distribuzione e, soprattutto, di pubblico. Per questi motivi, e anche perché Brenta Connection mi ha divertito moltissimo, ho voluto fare una chiacchierata con Tomassini. Volevo provare a capire com’è nato questo progetto che ha il gran pregio di non raccontare il Veneto attraverso i soliti cliché (la tristezza, il rimpianto e la delusione…). «Volevamo fare una commedia popolare, capace di parlare alle persone che vivono nei territori intorno a noi», spiega Tomassini. «Il film utilizza in larga parte il dialetto veneto, presenta personaggi riconoscibili e sceglie un tono leggero, ironico e irriverente. Una formula che il pubblico ha subito capito e apprezzato». Avete raggiunto risultati importanti partendo senza distribuzione: come avete fatto? «La distribuzione si è sviluppata quasi spontaneamente. Dopo le prime proiezioni, gli esercenti hanno
cominciato a contattarsi tra loro. Un cinema chiamava quello di un’altra provincia per chiedere informazioni sul film e poi lo inseriva in programmazione. In questo modo Brenta Connection è arrivato più di cento di sale e spazi di proiezione. In alcuni casi la permanenza in cartellone è stata prolungata grazie all’affluenza del pubblico. Ci siamo costruiti una rete di distribuzione perché i cinema vedevano che il film funzionava e ci chiamavano». Qual è l’ipotetica mappa regionale del film? «Il film ha funzionato soprattutto nei centri medio-piccoli, pur ottenendo buoni risultati anche a Padova, Verona e in altre città. Una parte importante della popolazione italiana vive in comuni di piccole dimensioni, ma il cinema nazionale di solito parla delle grandi città e usa modelli narrativi lontani dalla vita di province. Con Brenta Connection abbiamo scelto la strada opposta: abbiamo raccontato un territorio preciso, con la sua lingua, i suoi ambienti e i suoi personaggi». Qual è la lezione che ti porti a casa da questa esperienza? «Innanzitutto che il cinema indipendente deve costruire un rapporto diretto tra produzione, imprese del territorio, sale e pubblico. Questo significa pensare film da realizzare con budget contenuti, sostenuti anche da aziende interessate a legare il proprio nome a un progetto culturale e capaci di rientrare almeno in parte attraverso gli incassi. Per me il vero cinema indipendente nasce quando chi realizza un’opera si assume il rischio e trova il modo di portarla davanti agli spettatori. Questa posizione è maturata affrontando ogni fase del
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lavoro: dalla scrittura alla regia, dalla produzione alla promozione e ai rapporti con le sale. In Veneto si sta affermando una new wave di autori: secondo me tu e il gruppo che ha dato vita a Brenta Connection siete una delle voci più forti di questa new wave, forse proprio perché avete fatto saltare il banco giocando con le vostre regole. Cosa ne pensi? «È vero, in Veneto esiste un movimento di indipendenti diffuso di autori, tecnici e piccole realtà produttive. Molti lavorano soprattutto sui cortometraggi, mentre il lungometraggio richiede più tempo, risorse e capacità organizzativa. I risultati ottenuti con Brenta Connection dimostrano che un percorso alternativo è possibile, a condizione di conoscere il proprio pubblico e di costruire un prodotto coerente con il territorio». Dopo questo exploit il telefono ha iniziato a squillare? «Sì, devo dire che si sono aperte nuove strade e siamo al lavoro su diversi progetti molto ambiziosi, anche se non vogliamo snaturarci perché altrimenti perderemmo la nostra forza».
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• Chi è Giacomo Brunoro Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.
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Qualunque sarà il prossimo passo di Tomassini, Brenta Connection ha già ottenuto un risultato significativo: ha dimostrato che una storia veneta, realizzata con professionalità anche se con mezzi limitati e senza una grande macchina promozionale, può trovare il suo pubblico. Il successo è cresciuto attraverso il passaparola e ha trasformato una produzione indipendente in un fenomeno regionale. Una lezione semplice, ma che troppo spesso si fa finta di ignorare: per portare le persone al cinema bisogna prima di tutto raccontare storie nelle quali possano riconoscersi.
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QUANTO NE SAI DEL VENETO?
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1. Quale fiume attraversa Verona?
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A) Vicenza B) Rovigo C) Belluno
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A) Torcello B) Pellestrina C) Murano
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4. In quale provincia si trova Asolo? A) Treviso B) Padova C) Verona
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5. Quale dolce è nato a Verona?
ORIZZONTALI
2. Scrisse La caverna - 12. Bramosa impazienza - 18. 20. Smonta l’accusa - 22. Centro sul Lago Maggiore con il Sancarlone - 23. Rientranze costiere - 25. Città del Marocco - 28. Fiore blu-violetto - 30. È stato un grande nuotatore russo - 33. Il centro della Toscana con il Giardino dei Tarocchi - 34. Teatro di posa - 35. Ex direttore di Rai News 24 - 38. Cambiano oli in molti - 40. Il dittongo di Diana - 41. Romanzo di Niccolò Ammaniti - 42. Un gigante della strada - 43. Film di Luciano Salce con Ugo Tognazzi - 45. Capitale svizzera - 47. Percuotere con una frusta di nuovo - 48. Sprezzanti - 49. Selezionata - 50. Le estreme in azione - 51. Malattia - 53. Gian Paolo che amò la monaca di Monza - 55. Seggio per sovrani - 58. Lago del Guatemala - 59. Lo sono le mire dell’ambizioso - 60. Filippo, primatista nazionale dei 100 metri piani - 62. Regimi 66. Verso di mici. alimentari - 64. La Pavone de Il geghegè - 65.
VERTICALI
1. La città di san Francesco e santa Chiara - 2. La Leigh di Psyco - 3. Sfrigola in padella - 4. La nota... affermativa - 5. Brian, il musicista di By this river - 6. Direzione opposta a NE - 7. L’Arbore della TV (iniz.) - 8. Si attira con uno... specchietto - 9. 14. Un terzo di miglio - 10. Le nozioni elementari - 11. Forma un trio con Aldo e Giovanni - 13. Lingua proverbialmente ostica - 15. I penultimi su dieci - 16. Avviato, iniziato - 17. Una raccolta di racconti di Aldo Busi - 19. I mercati... con grano e avena - 21. Misere - 24. Uccello dei Passeriformi - 26. La città della donna che dissetò Gesù dal pozzo - 27. Gruppo musicale - 29. Moralmente abbattuto - 30. Gli animali catturati - 31. Lustrino - 32. Il Papa lo è di Cristo - 36. L’ultima lettera greca - 37. Si impone al battesimo - 39. Colonna romana per celebrare la conquista della Dacia - 41. Un gioiello da décolleté - 42. Pesce dall’occhio languido - 44. Dio Vulcano per i Greci - 46. Antichi lucani - 47. Iniziali di Saviano - 48. 51. Vivacizzano la cravatta - 52. La baby sitter per il bimbo - 54. Un giardino con le gabbie - 56. Dramma 57. Nota di chi scrive (sigla) - 59. Sigla di Agrigento - 60. In mezzo ai pasticci - 61. Rendono troppi i topi - 63. Le iniziali della Canalis.
PAROLA INIZIALE
COME SI GIOCA Trova la parola centrale che forma un’espressione corretta sia con quella di sinistra sia con quella di destra. Il riferimento veneto può trovarsi in una delle due espressioni.
2. Dove si trova la Basilica Palladiana?
3. Quale isola è famosa per il vetro?
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Gioco linguistico · livello medio
A) Brenta B) Adige C) Piave
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PAROLE CONCATENATE DEL VENETO
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SAN MONTE ACQUA BACARO CANAL VINO CITTÀ MARE REGIONE PRODOTTO
ANELLO MANCANTE
A) Babà B) Pandoro C) Cannolo
6. Chi nacque a Possagno? A) Canova B) Vivaldi C) Goldoni
7. Quale vino è legato alla Valpolicella? A) Amarone B) Barbaresco C) Frascati
8. Come si chiamano i piccoli assaggi veneziani? A) Tigelle B) Cicchetti C) Friselle
PAROLA FINALE POLO BIANCA MAREA GUIDATO RACCORDO CLASSICO MODERNA SETTENTRIONALE ORIENTALE VENETO
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L A T P A D I G L I O N E U N I C I S E G E N T I I P C E S P I G T G A B E R P H S E R R A E R E T T E O E N B I N D O L O P L G L Z O T A T I S I V I R O S E G N A L A T O I F N O G A R T S L T L C L E A O I L L I T N I C S F A A H A R A T I S I V I R O L Z O T A T I S I V I R O T G R U O T R A P I A N T I E U D N T A S I I U T O M A S U S S U L T O E D G R P I P R U Y E T U F F I L A T E L I A H O P C E L T S A I A S S O N A C E L M S A O A N P I T I I N G O Z Z A T A S E R P I R Z I D I V U L G A T I T N E M E L E M L B A N In questo puzzle è stato inserito un rebus all’interno. Se non siete capaci di risolverlo, la chiave finale vi rivelerà la soluzione CHIAVE (frase: 5,5). ABBRUTITI ADELE ANCHE ATOUT BINDOLO BISIO CANOSSA CESPI CORTEI DEGNO DETROIT DIVULGATI D’URSO EGADI
ELEMENTI ELISABETTA ELOGI FATTA FILATELIA GABER GATTA GENTI GUYANA INCISE INGOZZATA LELLO LESSI LITRI
Chi sono? Alla scoperta del Veneto FACILI (ADATTI A TUTTI) 1. Il cappello delle vette Ho una piuma che guarda il cielo e un cuore che batte sulla montagna. Difendo i passi e la memoria della Patria. Chi sono? 2. La signora dei canali Ho una veste nera e elegante, un pettine d’acciaio sulla prua e scivolo sull’acqua senza fare rumore. Chi sono? 3. Il profumo del mattino Sono dolce e nero. Da Treviso nasce una crema che mi rende famoso nel mondo. Cosa sono?
LUPPOLO MESTI MIOPI PADIGLIONE PEPITE PILASTRO PINNA PIRRO PLUTO REGOLA RETTE RIPRESA RIVISITATO SCINTILLIO
SEGNALATO SERRA SHANGHAI SPENZOLATO STASI STRAGONFIO SUSSULTO TRANCI TRAPIANTI UMORE UNICI ZAPPA
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A L A CRUCIVERBA DIFFICILISSIMO DIFFICILISSIMO Partendo dalle caselle grigie, inserire due parole (una orizzontale e una verticale) rispondenti alle seguenti definizioni:
Gianna, cantante rock Medici specializzati in odontoiatria Quindi, regolandosi con gli incroci e con le lettere stampate, inserire le altre parole qui appresso definite alla rinfusa e annerire altre 6 caselle. DEFINIZIONI: Località africana in cui fu sconfitto
Rommel - Il piano Marshall (sigla) - Il padre di Pantagruel - Azione incalzante - Desiderio impaziente Abbonda sulla bocca degli stolti - Vaste praterie russe Corso d'acqua - Un furto per la strada - Giullari, menestrelli - Formaggio greco - Dotato di grande forza Iniziali del direttore d'orchestra Muti - La capitale presso l'antica Cartagine - Formano le città - Unisce due cuori... a Parigi - Reparto Investigazioni Scientifiche - L'attrice Holmes - Fuori mano, isolata - Il nome di Pennac - I confini del Kansas - Il portico in cui insegnava Zenone Occupato, coinvolto - È bello se non piove - Colorare con una polvere organica - Congiunge in Inghilterra - Una battuta maldestra - Per Procura - Aletta di pesce - Alberi affini alle querce - Lo Stevens che canta Father and Son Cantava con i Primitives.
MEDI (LOGICA E TERRITORIO)
DIFFICILI (PER ENIGMISTI ESPERTI)
4. Il vino nobile Nasco da uve lasciate ad appassire sui graticci d’inverno, ho il colore del rubino e il nome di un sapore che in realtà... è il mio contrario! Chi sono? 5. Le montagne rosa Di giorno siamo grigie come la pietra, ma quando il sole tramonta ci tingiamo di rosa e di rosso per incantare chi ci guarda. Come ci chiamiamo? 6. L’isola dei colori Le mie case sono variopinte come un quadro per aiutare i pescatori a ritrovare la rotta nella nebbia. Faccio merletti famosi in tutto il mondo. Chi sono?
7. Il bosco sospeso Sono stato piantato dall’uomo secoli fa per costruire una città sull’acqua. Senza di me Venezia non sarebbe la stessa. Chi sono? 8. Il fiume nascosto Ho cambiato corso per mano dell’uomo e, così facendo, ho salvato Venezia. Non sono il fiume più lungo del Veneto. Chi sono? 9. La scala infinita Non sono una montagna, ma per arrivare in cima devi salire 4.444 gradini. Ogni settembre migliaia di persone mi percorrono senza fermarsi. Cosa sono?
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30 CRUCIVERBA CHIOCCIOLA CRUCIVERBA A CHIOCCIOLE Scrivi orizzontalmente, una di seguito all’altra (senza tenere conto Nelle 4 spirali dovranno risultare, sempre una di seguito all’altra e iniziando dalle caselle recanti il numero 1, le parole rispondenti
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CRUCIVERBA SIMMETRICO CRUCIVERBA
pasquale.petrullo@gmail.com
ORIZZONTALI
1. Ha numerose paia di zampette - 9. Il Ford dei fumetti - 10. Arbusti con le more - 11. Rete nel ping-pong - 12. 14. Il soggetto di resto - 15. Il veicolo di Ben Hur - 16. In mezzo alla barriera - 17. Era la resina del calzolaio - 18. Titolo di antichi notai - 19. Rimette a posto le scarpe - 22. La ricevono in dono gli sposi - 23. La scrittrice Levi - 24. Un tizio... qualsiasi - 25. Sigla di Cosenza - 26. Causano rotture - 27. Nell’hockey e nel karate - 28. Un ardito... da medaglia - 29. Ragioniere in breve - 30. Il genere di Quentin Tarantino - 31. Il pop che si mangia - 32. Colorato.
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1. Ferra i cavalli - 2. Tratto dell’intestino tenue - 3. Si 5. Ideate... dà con la “long.” - 4. dall’architetto - 6. Una “i” greca - 7. Epoca - 8. Dire per metà - 12. Lupo mannaro - 13. Un’attrazione del luna park - 15. Bambino piccino - 16. Filtrano il sangue - 17. Compenso di lavoratore - 18. Appellativo del re 20. 21. Spicchi di tenda - 26. Grida 28. A Roma vi incontrollate - 27. 1 2 3 4 5 è 1l’INPS2 - 29. L’amico Potter -530. Una pera... 3 di Harry 4 senza polpa - 31. Le ultime di undici. 8 9 10 11 8 9 10 11 1
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DEFINIZIONI A
1. Non si riesce a frenare - Fanno uso di un estratto del papavero Il talento di Mr.Ripley 2. 3. Sposò Onan - Fu il primo re d’Israele - Il giornalista Lerner - 4. In coppia con Tap - Un tipo eccentrico - Incolti e villani - 5. Storica villa di Roma - Non zuccherine - Colonna di libri sovrapposti - 6. L’Arana interprete di Ustica - Le madri dei coniugi - 7. Si cambia traslocando - Il romanziere di Tonio Króger - Un astuccio per reliquie - 8. Film di Akira Kurosawa - Non lo discute il credente - Un mare dell’Antartide - 9. Si rendono ai meritevoli - Simboli di santità - 10. Parte interna dell’abito - Canale per l’irrigazione della pianura padana - 11. Vano per l’equipaggio - Lo emana Mattarella (sigla) - 12. La casa in cui si vive Fondarono Cartagine.
DEFINIZIONI B
(in alto a sinistra): Scrittrice che ha vinto il Premio Bancarella - Sfocia tra Eraclea e Jesolo - Il jolly nel mazzo - Desiderio smodato - Adeguati, conformati - Fu rivale di Bartali. (in alto a destra): Scrittrice che ha vinto il Premio Bancarella Universali o internazionali - Lo Stato con Lima - Il giorno che verrà. (in basso a sinistra): Scrittrice che ha vinto il Premio Bancarella Più che stizziti - Mite e affettuosa - Una collega di Circe - Il parassita della scabbia - Il re della Frigia che odiò l’oro - Bucato col trapano I “ ... media” d’informazione. (in basso a destra): Scrittrice che ha vinto il Premio Bancarella - Pezzo del bikini- Lo è la parte che fa male - Relativi ai formaggi - Dibattito sul
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ORIZZONT
ALI:1. SiFRAMMENTO leggono in Belgio -INCROCIATO 3. In pieno giorno - 6. L'Aquila sulle targhe - 8. Relativi alla Petrus pace - 11. La punta delINCROCIATO battello - 13. Armonie di suoni - 14. Il proprio... comodo - 15. Il re di Micene FRAMMENTO Petrus fratello di Menelao - 17. Grossa nave da carico - 19. Fetta di carne - 20. Recapita la Petrus corrispondenza - 22. FRAMMENTO INCROCIATO FRAMMENTO INCROCIATO Tipica casetta alpina - 23. Si prepara con il pancarrè - 24. Si spinge remando - 25. Donare senza... dare ORIZZONTALI:1. Si leggono in Belgio - 3. In pieno giorno - 6. L'Aquila sulle targhe - 8. Relativi alla 26. Le estreme in offerta - 27. Subito dopo cinque. ORIZZONTALI:1. Si battello leggono- in - 3. di In suoni pieno -giorno - 6. L'Aquila sulle -targhe pace - 11. La punta del 13.Belgio Armonie 14. Il proprio... comodo 15. Il -re8.diRelativi Micenealla pace 11. La punta del battello 13. Armonie di suoni 14. Il proprio... comodo 15. Il re di Micene- 22. 20. Recapita la corrispondenza fratello di Menelao 17. Grossa nave da carico 19. Fetta di carne VERTICALI:1. Capitale peruviana - 2. Umorista che fa coppia con Lillo - 3. Luigi e Vito li festeggiano fratello di nave da- 6. carico 19. -Fetta di spinge carne 20.nipote Recapita corrispondenza - 22. Tipica alpina- --17. Si prepara con ilLo pancarrè 24.brizzolata Si Donare senza... dare in giugnocasetta - 4.Menelao Risvegliata 5.23. ÈGrossa attiguo alla stalla è la- chioma... - 7.-remando Un di- 25.la Tipica casetta alpina 23. Si prepara con il pancarrè 24. Si spinge remando 25. Donare senza... dare Paperino 9. Sviluppare un'idea 10. Parte del corpo sopra i fianchi 11. Dolce natalizio milanese 12. 26. Le estreme in offerta - 27. Subito dopo cinque. Vocali campo - 16. gli abiti - 18.dopo Vi nacque San Paolo - 19. Sindacati di base (sigla) - 21. 26. Leinestreme in Gruccia offertaper - 27. Subito cinque. Gli anni che si hanno.
VERTICALI:1. Capitale peruviana - 2. Umorista che fa coppia con Lillo - 3. Luigi e Vito li festeggiano VERTICALI:1. Capitale -peruviana - 2.alla Umorista fa ècoppia con Lillo - 3. Luigi Vitonipote li festeggiano in giugno - 4. Risvegliata 5. È attiguo stalla - che 6. Lo la chioma... brizzolata - 7.eUn di in giugno--9.4.Sviluppare Risvegliataun'idea - 5. È attiguo alla del stalla - 6. sopra Lo è lai fianchi chioma... brizzolata - 7. Un nipote di - 12. Paperino - 10. Parte corpo - 11. Dolce natalizio milanese Paperino 9. Sviluppare un'idea Parte- del sopraSan i fianchi natalizio milanese di base (sigla) -- 12. 21. Vocali in -campo - 16. Gruccia per- 10. gli abiti 18.corpo Vi nacque Paolo--11. 19.Dolce Sindacati Vocali campo - 16. Gruccia per gli abiti - 18. Vi nacque San Paolo - 19. Sindacati di base (sigla) - 21. Gli anniinche si hanno. Gli anni che si hanno.
Indovinelli veneti 1. Non ho ruote e non ho ali, ma porto in giro innamorati e curiosi. Scivolo lentamente tra palazzi e ponti e chi mi guida resta sempre in piedi. Chi sono? 2. Nasce dalla terra con un vestito rosso, ha foglie eleganti e un gusto amarognolo. Una città della Marca mi ha reso famoso. Chi sono? 3. Sono fatto di pietra e di genio, ma non sono una statua. A Vicenza porto la firma di un architetto conosciuto in tutto il mondo. Chi sono? 4. Non sono a Roma, eppure mi chiamo Arena. Da secoli osservo la città e d’estate canto con mille voci. Dove mi trovo? 5. Nasce tra colline ordinate come un giardino, sale nel bicchiere con tante piccole bolle e porta con sé il nome di una terra veneta. Chi sono? 6. Unisco due rive e porto sulle spalle secoli di passi e di battaglie. Sono coperto, fatto di legno e Bassano mi considera il suo simbolo. Chi sono?
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