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laPiazza di Camposampierese Ovest - Settembre26

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del Camposampierese Ovest

DAL 1994

SETTEMBRE 2026

Periodico d’informazione locale - Anno XXXIII n. 189

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Provincia di Padova, Daniele Canella è il nuovo presidente: “Ecco le mie priorità”

Siccità record, Energia, il Veneto sfida il monopolio Elisa Venturini: e punta sullesfida “La multiutility dei prossimi del territorio anni è la prevenzione”

Case della Comunità, dopo le opere parte la campagna di comunicazione

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La “Stefanildo” e il patto dell’acciuga: nuovo laboratorio Veneto?

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n Veneto si respira un clima politico singolare, lontano dai toni esasperati dello scontro ideologico. Tra Palazzo Balbi e i banchi dell’opposizione guidata da Giovanni Manildo si è consolidato un feeling istituzionale così palese da spingere gli osservatori, fin dalla campagna elettorale, a coniare la crasi “Stefanildo”. Una definizione nata per sottolineare non solo lo stile felpato e dialogante dei due protagonisti, ma anche una marcata sovrapposizione nei programmi e nella visione del territorio. Le prime conferme di questa sintonia non si sono fatte attendere. Sul terreno dei diritti e delle risposte sociali, maggioranza e opposizione hanno trovato convergenze significative, concretizzate in provvedimenti dal forte impatto etico e comunitario come la legge sui caregiver e il delicato dossier sul fine vita. Un’intesa culminata nell’ormai celebre “patto dell’acciuga”, l’incontro informale tra il presidente della Giunta Alberto Stefani e il leader dell’opposizione Manildo. Un vertice a tavola che ha formalizzato la volontà di superare i muri contrapposti per costruire percorsi legislativi condivisi.

SCUOLE, DOPPIA SFIDA: INVERNO DEMOGRAFICO E SPINTA ALL’INNOVAZIONE LA SCUOLA DIVENTA UN BANCO DI PROVA PER LE AMMINISTRAZIONI servizi alle pag. 4-5

CAMPODARSEGO, IMPIANTI SPORTIVI: AL VIA LE GESTIONI QUINQUENNALI

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AUTONOMIA: UN ALTRO PASSO AVANTI, STEFANI: “IL VENETO HA FRETTA”

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OLTRE L’IDEOLOGIA: LE PERSONE SI ASPETTANO RISPOSTE

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uanto successo tra gli scanni del Consiglio regionale del Veneto travalica i confini della regione. L’approvazione del provvedimento sull’assistenza sanitaria al suicidio medicalmente assistito ha rotto la barriera dei posizionamenti ideologici predefiniti. Il voto a maggioranza trasversale ha stabilito un principio di realtà: la regolamentazione di tempi, verifiche ed erogazioni per chi si trova in condizioni di sofferenza irreversibile non è una concessione etica, ma un dovere organizzativo delle strutture pubbliche.

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OLTRE L’IDEOLOGIA: LE PERSONE SI ASPETTANO RISPOSTE

IL SALUTO ALLA COMANDANTE STEFANIA RISCOLO

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n saluto carico di emozione e riconoscenza quello che si è svolto nella sede del Comando Provinciale dei Carabinieri di Padova. Protagonista dell’incontro è stata il Maggiore Stefania Riscolo, comandante della Compagnia di Padova, ormai prossima a lasciare il territorio per assumere un nuovo incarico a Roma, alla Scuola Ufficiali dei Carabinieri. Per l’occasione l’ufficiale ha voluto incontrare i sindaci dei Comuni che rientrano nella giurisdizione della Compagnia, in un appuntamento che ha rappresentato soprattutto un momento di confronto e di ringraziamento dopo il lavoro svolto sul territorio. Erano presenti, accompagnati dai rispettivi comandanti di Stazione, i primi cittadini di Noventa Padovana, Vigonza, Villanova di Camposampiero, Cadoneghe, Limena, Villafranca Padovana, Selvazzano Dentro, Saccolongo, Mestrino, Campodoro, Veggiano e Vigodarzere. Dodici amministrazioni riunite per rivolgere alla comandante un saluto prima del trasferimento e per riconoscere il lavoro portato avanti durante il periodo alla guida della Compagnia di Padova. Nel corso dell’incontro non sono mancati gli auguri per il nuovo incarico e i ringraziamenti per l’attività svolta al servizio delle comunità locali. Un passaggio professionale importante per il Maggiore Riscolo, che a breve inizierà una nuova esperienza nella capitale, all’interno della Scuola Ufficiali. Il momento conclusivo è stato affidato a un brindisi, che ha voluto suggellare simbolicamente il legame costruito tra l’Arma dei Carabinieri e le amministrazioni del territorio. La presenza dei sindaci, in rappresentanza delle rispettive comunità, ha dato all’appuntamento un significato che va oltre il semplice saluto istituzionale. Per Stefania Riscolo si apre ora una nuova pagina professionale a Roma.

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• Nicola Stievano Segue da pag. 1

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Il Maggiore ha incontrato i sindaci della provincia sotto la giurisdizione della Compagnia di Padova

isalendo l’Adige, il Trentino procede invece con un’andatura diversa. Il disegno di legge giace nelle commissioni consiliari della Provincia Autonoma, frenato dalla volontà di non rincorrere l’attivismo normativo e dal tentativo di spostare il baricentro dell’attenzione sul potenziamento della rete di cure palliative. Si delineano così due approcci territoriali speculari al medesimo problema: da un lato l’inquadramento della sentenza della Corte Costituzionale sul fine vita entro un percorso amministrativo con scadenze definite per l’A zienda Sanitaria; dall’altro una cautela che preferisce attendere l’eventuale intervento del Parlamento, non fa venire meno il rischio di lasciare i cittadini e i comitati etici locali in una zona d’ombra procedurale. Questa differenza riflette una discussione pubblica che non può più essere liquidata come esercizio teorico o scontro di appartenenza. Le scelte sulla fase finale dell’esistenza appartengono alla sfera intima della persona, ma travalicano il singolo nel momento in cui investono i familiari, la responsabilità dei medici e si riverberano nella comunità. Quando il corpo sociale evita di affrontare l’argomento per timore di dividersi, delega la soluzione del dolore alla solitudine delle famiglie o alle aule dei tribunali. Il percorso però è tutt’altro che semplice e scontato.

Il merito dell’esperienza veneta, pur nella diversità delle posizioni e nelle contrapposizioni ideologiche, sta nell’aver separato la giurisdizione morale da quella gestionale. Regolamentare la procedura medica non significa incentivare una scelta, né svalutare l’importanza dell’affiancamento assistenziale o della terapia del dolore; significa prendere atto che la dignità individuale richiede certezze operative quando la vita impone decisioni definitive. La politica locale, forte dell’autonomia istituzionale di cui dispone a Venezia come a Trento, ha il compito di fornire regole trasparenti anziché risposte evasive. Dal canto suo, invece, la chiesa reclama il pieno rispetto per la vita, in ogni sua fase e condizione, ma qui entriamo in un altro ambito. Affrontare la questione con strumenti normativi chiari non è una resa culturale, ma un atto di responsabilità civile. Il dibattito aperto nelle nostre Regioni dimostra che la tutela della fragilità non si misura sulla capacità di rinviare i problemi, ma sulla disponibilità ad accompagnare le persone nell’esercizio delle proprie libertà fondamentali entro un quadro pubblico rigoroso e nel pieno rispetto della volontà di ogni individuo. Poi ciascuno deve essere libero di fare le proprie scelte, consapevole che le istituzioni non dovrebbero essere semplici controparti burocratiche.

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• Redazione Padova

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Questa edizione raggiunge le zone di Campodarsego, Santa Giustina del Camposampierese Ovest in Colle, San Giorgio delle Pertiche, Villa del Conte, Villanova di Camposampiero e per un numero complessivo di 11.483 copie. Iscrizione testata al Tribunale di è una testata giornalistica di proprietà di Srl Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 32199 Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin - formato da 25 edizioni locali mensilmente recapitato a 575.000 famiglie del Veneto e del Trentino

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Redazione: Direttore responsabile Nicola Stievano >direttore@givemotions.it< Redazione >redazione@givemotions.it<

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Focus scuola/1. Servizi estesi per accompagnare bambini e famiglie durante l’intera giornata

VILLA DEL CONTE, SCUOLE PIÙ EFFICIENTI E NUOVI SERVIZI PER LE FAMIGLIE E difici rinnovati, consumi abbattuti e nuovi servizi per accompagnare bambini e famiglie durante l’intera giornata. A Villa del Conte il nuovo anno scolastico si apre con il ritorno di oltre 400 alunni alla scuola primaria Edmondo De Amicis, interessata da un vasto intervento di riqualificazione energetica. I lavori hanno riguardato gli isolamenti e gli impianti tecnologici, per un investimento complessivo superiore a un milione e 200 mila euro, interamente finanziato attraverso contributi regionali e fondi del Gestore dei servizi energetici. L’opera, quindi, non ha comportato oneri per il bilancio comunale. La scuola è passata dalla classe energetica E alla classe A, con una riduzione dei consumi stimata attorno al 97 per cento. La spesa energetica annua dovrebbe scendere da circa 45 mila a poco più di 1.500 euro. Accanto alla riqualificazione della De Amicis è stata realizzata anche la nuova mensa scolastica. L’investimento ammonta a 460 mila euro, dei quali 400 mila provenienti dal Pnrr e 60 mila stanziati dal Comune. La struttura è stata progettata come uno spazio moderno, funzionale e polifunzionale: oltre a ospitare il servizio di refezione, potrà essere utilizzata per i centri estivi, le mostre e altre iniziative rivolte alla cittadinanza.

Gli interventi sugli edifici scolastici proseguiranno nelle prossime settimane. Entro la fine di settembre la scuola Diego Valeri avrà infatti nuovi spogliatoi e servizi igienici, migliorando gli spazi a disposizione degli studenti. “Nonostante il calo demografico - commenta il sindaco Antonella Argenti - siamo riusciti a garantire l’avvio delle classi prime sia nella scuola primaria sia nella secondaria del capoluogo, oltre che nel plesso della frazione. Un risultato tutt’altro che scontato, reso possibile dalla grande sinergia con l’Istituto comprensivo e dai numerosi investimenti realizzati e programmati dall’amministrazione comunale. Anche nella frazione stiamo rafforzando i servizi educativi con la nuova mensa scolastica, il nuovo asilo e gli interventi di miglioramento della scuola e della palestra adiacente. Investire negli edifici e nei servizi scolastici significa rendere il territorio più attrattivo per le famiglie e costruire il futuro della nostra comunità”. Un altro tassello importante riguarda la prima infanzia. Ad Abbazia Pisani è in fase di completamento il nuovo asilo nido, che metterà a disposizione 24 posti. L’opera, finanziata con circa 600 mila euro del Pnrr e 150 mila euro di risorse comunali, è stata concepita come un servizio educativo innovativo, dotato di tecnologie avanzate e caratterizzato da

consumi energetici molto contenuti, nel rispetto dell’ambiente. L’inaugurazione sarà a novembre, ma operativa dal prossimo anno. L’amministrazione comunale ha inoltre confermato gli aiuti alle famiglie per sostenere le spese della mensa scolastica e il servizio di prescuola. Grazie alla collaborazione di volontari e pensionati, i bambini potranno essere accolti già dalle 7.30, agevolando in particolare i genitori impegnati al lavoro. Proseguirà anche il

progetto “Ore magiche”, che offre la possibilità di prolungare la permanenza a scuola fino alle 18. Il programma comprende assistenza nello svolgimento dei compiti e laboratori ricreativi, con l’obiettivo di garantire ai bambini un ambiente educativo e alle famiglie un sostegno concreto nella gestione quotidiana. • Sara Busato

Arsego, il nuovo anno comincia nella Primaria da 10 milioni

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er gli alunni di Arsego il nuovo anno scolastico comincerà in una scuola completamente nuova. È stata inaugurata la primaria “Giovanni Pascoli”, realizzata con un investimento di oltre dieci milioni di euro, finanziato in larga parte attraverso il Pnrr. Uno degli interventi pubblici più importanti degli ultimi vent’anni per il Comune di San Giorgio delle Pertiche. L’amministrazione ha scelto la strada della demolizione e ricostruzione, anziché quella dell’adeguamento del vecchio edificio, per consegnare ai bambini ambienti moderni, sicuri ed efficienti. Non soltanto nuove aule, dunque, ma un

polo pensato per accompagnare la crescita degli studenti e diventare un punto di riferimento per l’intera comunità. Il complesso comprende infatti l’auditorium comunale, il palasport, ampi spazi esterni e una nuova piazza: luoghi che potranno ospitare attività scolastiche, sportive, culturali e civiche anche fuori dall’orario delle lezioni. “Non è soltanto l’inaugurazione di un edificio, ma il coronamento di una scelta coraggiosa che guarda al domani”, ha sottolineato il sindaco Daniele Canella. La nuova scuola, ha aggiunto, rappresenta “un investimento imponente, superiore ai dieci milioni di euro, reso possibile soprattutto dalle risorse

del Pnrr e dalla determinazione dell’amministrazione”. Ai docenti e al personale scolastico viene ora affidato il compito di riempire questi spazi di relazioni, curiosità e valori. Alla cerimonia ha partecipato il presidente della Camera Lorenzo Fontana, accolto dai bambini con le bandierine tricolori. “Nei vostri sorrisi vediamo la speranza e il futuro – ha detto rivolgendosi agli alunni – Dobbiamo tutelarli e aiutarli a crescere al meglio, con un forte attaccamento ai valori e con amore per il proprio territorio”. Fontana ha poi invitato i piccoli sul palco, ricordando loro di vivere la scuola come un luogo nel quale imparare, stringere

amicizie e costruire il proprio futuro. È intervenuto telefonicamente anche il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, che si è congratulato con il Comune per il risultato raggiunto e per l’utilizzo delle risorse del Pnrr. La nuova “Giovanni Pascoli” nasce con l’obiettivo di essere molto più di un edificio scolastico: offrire ai più giovani strumenti e opportunità senza perdere il legame con la propria comunità. Uno spazio centrale del complesso sarà inoltre dedicato a Davide Bernardello, il giovane carabiniere di Arsego morto in servizio un anno fa. • (S.B.)

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5 Focus scuola/2. A Villanova una nuova mensa per ampliare l’offerta scolastica

OLTRE 1,5 MILIONI PER RINNOVARE GLI EDIFICI con disabilità. La mensa non sarà soltanto un nuovo spazio: da settembre 2027 permetterà di proporre il tempo pieno, il primo e unico previsto nell’istituto comprensivo, ampliando l’offerta educativa e rispondendo alle famiglie. Dal 2 luglio sono inoltre in corso i lavori di adeguamento antincendio della scuola secondaria di primo grado: un intervento da 130 mila euro di fondi Pnrr, ai quali il Comune ha aggiunto circa 25 mila euro. “Sono opere diverse, ma unite dallo stesso obiettivo: offrire ai ragazzi e al personale edifici più accoglienti, funzionali

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n piano da oltre un milione e mezzo di euro per cambiare volto alle scuole, tra nuovi servizi, sicurezza e risparmio energetico. L’amministrazione Gaiani mette insieme fondi europei, risorse comunali e un contributo del Gestore dei servizi energetici, completando un percorso avviato da oltre due anni. Il finanziamento più recente riguarda la scuola primaria di Murelle: quasi 800mila euro a fondo perduto concessi dal Gse attraverso il Conto termico 3.0. La somma servirà a riqualificare l’edificio del 1973,

segnato dai limiti tipici dei plessi degli anni Settanta. La diagnosi energetica ha rilevato un involucro scarsamente isolato, forti dispersioni di calore e impianti non più in linea con gli standard attuali. Il progetto prevede la coibentazione del solaio di copertura, la sostituzione dei serramenti con infissi ad alte prestazioni termoacustiche, nuove plafoniere a Led e l’addio al generatore a metano, sostituito da una caldaia ibrida ad alta efficienza. “È una somma importante, che ci permette di pensare in grande”, sottolinea

la sindaca Sarah Gaiani, ringraziando l’area Lavori pubblici e i professionisti coinvolti. “L’obiettivo - aggiunge il vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici Cristian Bottaro - è garantire maggiore comfort ad alunni e personale, riducendo il fabbisogno energetico annuale”. Intanto è ormai completata la struttura della nuova mensa della primaria di Villanova, finanziata con 564 mila euro del Pnrr e circa 50 mila euro comunali per le opere complementari. Il cantiere ha consentito anche di rifare i servizi igienici, rendendoli più funzionali e accessibili ai bambini

Scuole superiori: sotto esame edifici, studenti e servizi per programmare gli interventi

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on soltanto aule ed edifici, ma anche iscrizioni, offerta formativa e trasporti. Per la prima volta la Provincia di Padova ha commissionato uno studio complessivo sui 36 istituti superiori del territorio, per costruire una programmazione di breve, medio e lungo periodo fondata su dati oggettivi. Il “Piano di sviluppo strategico degli edifici scolastici provinciali”, elaborato da un’azienda specializzata, nasce da un lavoro avviato nell’ottobre 2025. Le informazioni sono state raccolte nelle scuole, attraverso tavoli di confronto con i rappresentanti degli istituti e il coinvolgimento degli uffici provinciali. L’analisi incrocia l’offerta formativa, l’andamento degli studenti, le dinamiche demografiche e le condizioni del patrimonio edilizio. “Volevamo uno strumento capace di descrivere la situazione attuale e le evoluzioni attese nei prossimi anni”, spiega Stefano Agujari Stoppa, vicepresidente vicario della Provincia. I risultati saranno valutati insieme alle esigenze del territorio e alle risorse disponibili. La pianificazione potrà così interessare anche trasporti, servizi e gestione urbanistica, elementi che incidono sul funzionamento delle scuole. La Provincia precisa però che il report non contiene decisioni già assunte. Nessun accorpamento o trasferimento di istituti è stato stabilito. Provvedimenti di questo tipo, ricorda Agujari Stoppa,

rientrerebbero nelle competenze dell’Ufficio scolastico regionale del Veneto. Una parte dell’indagine è dedicata agli edifici, con una ricognizione delle opere realizzate e di quelle ancora necessarie, anche alla luce dei cantieri finanziati attraverso il Pnrr. Sul fronte della sicurezza, la Provincia assicura che non sono emerse condizioni tali da far prevedere rischi per l’incolumità di studenti e personale. Gli interventi da completare, compresi quelli collegati ai certificati di prevenzione incendi, rientrano nel normale percorso di adeguamento alle norme. La maggior parte dei plessi possiede già le certificazioni richieste; negli altri sono in corso lavori definiti secondo le priorità. Il report sarà illustrato ai dirigenti scolastici e ai sindaci dei Comuni nella seconda metà di settembre. Alcuni interventi sono avviati: il concorso di progettazione per il nuovo istituto Marchesi in via Guido Reni, all’Arcella; il trasferimento dell’indirizzo Odontotecnico del Ruzza nella sede di via Cave; il recupero della Ricci-Curbastro alla Guizza, destinata al liceo delle Scienze umane del Duca d’Aosta. “Il documento - conclude Agujari Stoppa consentirà scelte di sviluppo corrette e concrete, coerenti con quanto già programmato”. • (S.B.)

e soprattutto sicuri”, osserva Bottaro. Per l’assessora all’Istruzione Elena Pagetta sono investimenti destinati a lasciare un segno oltre i singoli cantieri: “Le scuole sono uno dei patrimoni più importanti della comunità, i luoghi nei quali si costruisce il futuro dei nostri ragazzi”. Tra mensa, sicurezza ed efficienza energetica, il Comune trasforma così risorse diverse in un unico progetto: ammodernare gli edifici e migliorare i servizi educativi per studenti, personale e famiglie. • Sara Busato

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CAMPODARSEGO

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Le gare. Da settembre sono entrate in vigore le nuove concessioni per otto strutture

IMPIANTI SPORTIVI, AL VIA LE NUOVE GESTIONI PER I PROSSIMI CINQUE ANNI S i sono concluse le procedure di gara per l’affidamento in concessione della gestione degli impianti sportivi comunali. Dal 1° settembre è così iniziato un nuovo ciclo di gestione della durata di cinque anni, con l’obiettivo di garantire continuità, stabilità e una programmazione strutturata delle attività sportive sul territorio. Le procedure, curate attraverso la Federazione dei Comuni del Camposampierese, hanno interessato otto strutture distribuite nelle diverse frazioni del Comune. I bandi, pubblicati alla fine di luglio, prevedevano procedure aperte per l’affidamento in concessione, consentendo a tutti gli operatori interessati di partecipare al confronto. Per le gare consultabili, l’aggiudicazione è avvenuta secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, valutando quindi sia la qualità delle proposte sia l’aspetto economico. L’esito delle gare ha confermato il forte legame tra gli impianti comunali e le

associazioni sportive del territorio, molte delle quali continuano a gestire le strutture già affidate in passato. La palestra comunale di via Hermagor è gestita dall’Associazione sportiva dilettantistica Basket Campodarsego, mentre quella di via Giovanni da Cavino resta al G.S. Campodarsego Volley. A Fiumicello, la palestra comunale di via Bassa II è affidata a Ginnastica e Danza Spartum A.S.D. e A.P.S., mentre il circuito ciclistico di via Pigafetta è gestito dall’Associazione sportiva dilettantistica Gruppo Sportivo Fiumicello 1971. La sala polivalente Palabosco è invece affidata all’Associazione sportiva dilettantistica Contrada Bosco. Per quanto riguarda gli impianti calcistici, la struttura di Bronzola, in via Olmo, è gestita dall’USD Bronzola. L’impianto sportivo di Sant’Andrea, in via Caltana, e quello denominato “Gabbiano”, in via Olmo, sono invece affidati all’A.C.D. Campodarsego S.S.D. a r.l. Le concessioni hanno valori differenti in base alle caratteristiche e alle dimen-

sioni delle strutture interessate. Si va dai 25 mila euro indicati per il circuito ciclistico di via Pigafetta ai 100 mila euro del Palabosco, fino agli importi più consistenti previsti per gli impianti di Fiumicello, Sant’Andrea e per il “Gabbiano”. Quest’ultimo rappresenta la concessione economicamente più rilevante tra quelle consultabili, con un valore complessivo indicato nella documentazione di gara pari a 2,5 milioni di euro. “Come amministratori – affermano il sindaco Valter Gallo e il consigliere con delega allo Sport Mattia Tabaschi – siamo molto soddisfatti per l’esito delle procedure e per la prosecuzione del rapporto con le realtà associative del territorio”. L’auspicio dell’amministrazione è che i nuovi affidamenti possano rafforzare ulteriormente il ruolo dello sport come strumento di benessere, inclusione, aggregazione e crescita della comunità, contribuendo al tempo stesso a definire in modo più chiaro ruoli e competenze.

La scelta di procedere attraverso gare aperte, sottolinea il Comune, ha garantito la massima trasparenza delle procedure e consentito a tutti i soggetti interessati di partecipare. Il fatto che le concessioni siano state aggiudicate alle associazioni del territorio viene quindi interpretato come una conferma del valore e della solidità di realtà che da anni rappresentano un punto di riferimento per la comunità. Con l’avvio delle nuove concessioni, si è dunque aperto un nuovo ciclo

quinquennale per gli impianti sportivi comunali. Un percorso che punta non soltanto a garantire la gestione e il corretto funzionamento delle strutture, ma anche a valorizzarle sempre di più come luoghi di incontro, socialità e aggregazione, capaci di coinvolgere giovani, famiglie e cittadini attraverso la pratica sportiva. • Elena Scapin

IL COMUNE GUIDA “TRAME INCLUSIVE”

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ampodarsego punta ancora su cultura, giovani e partecipazione e lo fa assumendo il ruolo di capofila di “Trame inclusive: Incontrarsi, Conoscersi, Appartenere”, progetto che riunisce otto Comuni del Camposampierese. L’obiettivo è costruire una proposta culturale condivisa, capace di creare relazioni, favorire l’inclusione e rafforzare il senso di appartenenza alla comunità. Una direzione che trova continuità nelle esperienze già avviate sul territorio. Dal Consiglio comunale dei Ragazzi e delle Ragazze, che avvicina i più giovani alla vita pubblica, allo Spazio Giovani rivolto agli adolescenti, negli

anni sono cresciute le occasioni di ascolto e partecipazione. Anche il rapporto con il digitale è già entrato nel dibattito: nel 2024 l’incontro “Tecnologie: ponte o muro?”, con docenti dell’Università di Padova, aveva messo

al centro proprio la relazione tra giovani, adulti e nuove tecnologie. Su questo terreno si inserisce “Cybercoinvolti”, che nell’ambito di “Trame inclusive” sarà sviluppato nelle scuole attraverso la Peer & Media Education. I ragazzi non saranno semplici destinatari, ma protagonisti: acquisiranno strumenti critici e realizzeranno contenuti rivolti ai propri coetanei. Il percorso nasce da un’esperienza già sviluppata da ReteMaranathà nell’ambito della cittadinanza digitale e della prevenzione del cyberbullismo. Campodarsego avrà la responsabilità amministrativa e attuativa dell’intero progetto,

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affiancato dalla Federazione dei Comuni del Camposampierese. La rete comprende anche Borgoricco, Camposampiero, Loreggia, Piombino Dese, San Giorgio delle Pertiche, Villa del Conte e Villanova di Camposampiero. “Trame inclusive” vale complessivamente 90 mila euro, tra finanziamento richiesto e risorse degli enti coinvolti. Ma al di là dei numeri, la sfida è trasformare la cultura in un luogo d’incontro: una trama fatta di ragazzi, scuole e comunità, dove imparare a riconoscere le differenze senza trasformarle in distanze. • (EL.S.)

In collaborazione con:

Provincia di Padova

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Messaggio pubbliredazionale

COMUNE INFORMA | SETTEMBRE 2026

Comune di Fontaniva Alberto Trento - Sindaco di Fontaniva

TORNA LA MARCIA DEI BARTANDI: Domenica 27 settembre 2026 la 38ª edizione tra natura e comunità

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orna uno degli appuntamenti più attesi per gli amanti dello sport all’aria aperta e della convivialità: domenica 27 settembre 2026 si terrà la 38ª edizione della Marcia dei Bartandi. Promossa dall’Amministrazione Comu-

nale in collaborazione con le associazioni del territorio, la manifestazione si conferma un’occasione preziosa per vivere il paese, promuovere il benessere e rafforzare il senso di comunità. Il Sindaco Alberto Trento: “Ogni edizione rap-

presenta un’opportunità per valorizzare il nostro territorio e vivere insieme una giornata all’insegna dello sport e della condivisione. È il risultato dell’impegno di tante realtà che hanno scelto di lavorare insieme per coinvolgere l’intera cittadinanza”

I percorsi e le modalità di partecipazione L’evento avrà come punto di riferimento l’area Parco Brenta Viva. Partenza: Dalle ore 8:00 alle ore 9:00 (assistenza lungo i tracciati garantita fino alle 12:30). Con il contributo aggiuntivo di 1 euro alla quota di iscrizione , si riceverà una maglietta e il ricavato andrà a sostenere l’associazione Altre Parole ODV. Itinerari: Tre percorsi pianeggianti e completamente segnalati di 6, 11 e 21 chilometri, lungo sentieri, ponti e aree di campagna lungo il fiume Brenta.

Come iscriversi: Sabato 26 settembre: Dalle 9:00 alle 12:00 presso Sinergas (via Borgo Vicenza 129, Cittadella). Il giorno dell’evento: Domenica 27 settembre direttamente al Parco Brenta Viva (via delle Zattere) dalle 7:30 alle 9:00.

Un evento all’insegna della sostenibilità ambientale Anche quest’anno la manifestazione pone grande attenzione all’ecologia confermandosi un evento Plastic free: Boccioni d’acqua lungo i percorsi per riempire le proprie borracce ed eliminare la plastica monouso e ristori sostenibili con alimenti sani. L’Amministrazione Comunale rivolge un ringraziamento anticipato a tutte le associazioni, ai volontari, agli sponsor e ai cittadini il cui contributo è fondamentale per la buona riuscita della manifestazione.

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SAN GIORGIO DELLE PERTICHE

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L’elezione. E’ il più giovane presidente di provincia d’Italia, 35 anni, sindaco di San Giorgio delle Periche al secondo mandato

CANELLA NUOVO PRESIDENTE DELLA PROVINCIA: “IN PRIMO PIANO SCUOLE SUPERIORI E VIABILITÀ” Con un bilancio di oltre 200 milioni di euro l’ente gestisce settori strategici della pubblica amministrazione: “La sfida sarà tradurre questa funzione in risposte concrete”

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aniele Canella è il nuovo presidente della Provincia di Padova. Trentacinque anni, sindaco di San Giorgio delle Pertiche al secondo mandato, è il più giovane a ricoprire l’incarico nella storia dell’ente padovano e il più giovane presidente di Provincia d’Italia. Candidato unico, sostenuto da diverse componenti politiche del territorio, arriva alla guida dell’amministrazione dopo quattro anni da vicepresidente, gli ultimi due con funzioni di vicario. “È una grande responsabilità: saper essere il presidente di tutti e interpretare le aspettative degli amministratori e dei sindaci del Padovano”, commenta il neopresidente. Il primo passaggio sarà l’assegnazione delle deleghe ai

consiglieri provinciali, per definire la squadra e avviare il mandato. Al centro del lavoro ci saranno le scuole superiori e la viabilità, due ambiti che incidono direttamente sulla vita quotidiana di studenti, famiglie e pendolari. Da oltre un decennio la Provincia ha visto ridursi competenze, risorse e personale, ma conserva un ruolo decisivo nella gestione di un territorio composto da 101 Comuni, con caratteristiche e necessità spesso differenti. “Parliamo di un ente con un bilancio di oltre 200 milioni di euro, che gestisce settori strategici della pubblica amministrazione: più di 1.300 chilometri di strade, oltre mille ponti e gli edifici delle scuole superiori — sottolinea Canella —. Ho maturato questa esperienza

direttamente sul campo e credo che durante il mandato sarà importante far comprendere ai cittadini quanto conti ancora il ruolo delle Province, fondamentali nel raccordo tra il territorio, la Regione e lo Stato”. La sfida sarà tradurre questa funzione in risposte concrete, individuando le priorità e tenendo insieme le richieste dei diversi territori. Per Canella il passaggio alla presidenza avviene nel segno della continuità amministrativa, dopo un’esperienza che lo ha portato a seguire numerosi settori dell’ente. Il suo percorso amministrativo si è consolidato a San Giorgio delle Pertiche: eletto sindaco nel 2019 con il 61,8 per cento dei consensi, è stato riconfermato nel 2024 con il 77,3 per cento. Dal 2020 presiede il Collegio degli assessori al Turismo della Federazione dei Comuni del Camposampierese. Vicepresidente dal 2022, nella consiliatura 2024-2026 ha avuto le deleghe alla pianificazione territoriale e all’urbanistica, al personale e al patrimonio, alle società

Il neo presidente della Provincia di Padova Daniele Canella

partecipate, ai contratti e alle gare. Tra le sue responsabilità anche il coordinamento dei progetti Pnrr, i rapporti con l’Unione delle Province italiane e le riforme istituzionali. Un lavoro che ora proseguirà dalla presidenza, con

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il compito di trasformare il consenso raccolto attorno alla sua candidatura in un programma condiviso. • Sara Busato

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SAN GIORGIO DELLE PERTICHE

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La vicenda. Dati sull’incidentalità e destinazione delle sanzioni i nodi sui quali si chiede trasparenza

AUTOVELOX SULLA S.P. 46, ALTVELOX PRESENTA QUERELA E IMPUGNA GLI ATTI L ’autovelox di Via Brentana torna al centro delle polemiche. Questa volta è l’associazione Altvelox Tutela Utenti Strada ad alzare la voce, presentando una denuncia-querela per fare luce su alcuni atti e dati ritenuti poco trasparenti. “La vicenda nasce da una richiesta di accesso agli atti presentata il 29 maggio 2026 per conoscere i documenti che hanno portato all’autorizzazione e alla successiva attivazione del controllo automatico: dati sugli incidenti, pareri tecnici, sopralluoghi, caratteristiche della strada, documentazione dell’apparecchiatura e atti relativi all’attività sanzionatoria. Una parte rilevante di questa documentazione non è stata consegnata” attaccano i sottoscrittori della querela. “Soltanto dopo le contestazioni e la diffida sono stati consegnati alcuni documenti. E proprio questi atti hanno fatto emergere elementi che Altvelox ritiene necessario sottoporre all’Autorità giudiziaria. Uno dei

più rilevanti riguarda l’incidentalità. In un precedente parere la Polizia Stradale aveva definito il fenomeno infortunistico sulla S.P. 46 come “numericamente non rilevante”, segnalando inoltre che sul medesimo tratto erano già state autorizzate altre due postazioni automatiche a non più di 7 chilometri di distanza. Altvelox vuole inoltre chiarire come deve essere classificata la provinciale, in base alle caratteristiche della strada, e, soprattutto, a quali scopi sono stati destinati i proventi delle sanzioni che, per legge, dovrebbero finanziare la sicurezza stradale. In conclusione, l’associazione chiede “documenti fino ad ora non consegnati, dati sull’incidentalità da chiarire, requisiti della strada e gestione di milioni di euro di proventi sanzionatori”. La replica dell’amministrazione non si è fatta attendere, per voce del Garante regionale dei diritti della persona. In prima battuta l’Ente spiega i motivi che hanno portato la Federazione a

negare l’accesso agli atti: “Nell’ambito delle proprie politiche di trasparenza e di garanzia dell’esercizio del diritto di difesa dei destinatari dei procedimenti sanzionatori, la Federazione rende già disponibili sul proprio sito istituzionale tutti i principali atti amministrativi e tecnici ostensibili relativi ai sistemi di accertamento elettronico […]. Per tale documentazione, non sussiste alcun ulteriore onere di trasmissione individuale o duplicazione di documenti già liberamente consultabili. Sotto il profilo dell’accesso documentale […] si rileva che l’Associazione istante non risulta destinataria di alcun verbale di accertamento emesso mediante il dispositivo in oggetto, né individua specifici procedimenti sanzionatori rispetto ai quali far valere una posizione giuridicamente qualificata e differenziata”. Il documento prosegue, evidenziando come vi siano dei limiti normativi alla diffusione di alcuni dati “per evitare pregiudizi alla sicurezza dei sistemi infor-

mativi”. Il Garante aggiunge che l’istanza di accesso presentata è troppo generica e onnicomprensiva, configurando “una sostanziale attività ispettiva generalizzata sull’operato dell’Amministrazione, esclusa dalla legge”. La risposta del Garante conclude asserendo che “seppure l’istanza di accesso provenga da un’associazione con uno scopo statutario coerente con il controllo dei dispositivi sanzionatori, non è stata

data dimostrazione dell’esistenza di un interesse qualificato ‘anteriore all’istanza di accesso documentale’; che, invece, è stata ‘impiegata e piegata a “costruire” ad hoc, con una finalità esplorativa, le premesse affinchè sorga ex post’. La querelle sull’autovelox della discordia è destinata a continuare. • Andrea Benato

Ponte pedonale sul Tergola, completati i lavori

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n led tricolore che illumina il ponte che collega Piazza Tuzzato con le scuole medie ed elementari di San Giorgio delle Pertiche. È forse la novità più appariscente che abbellisce il passaggio pedonale sul Tergola, i cui lavori di ristrutturazione sono in dirittura d’arrivo. A darne notizia nei giorni scorsi è l’assessore ai lavori pubblici Andrea Carnio: “Si tratta di un investimento economico importante, di oltre 90 mila euro, che ci ha permesso di intervenire in modo radicale sostituendo completamente la vecchia parte in legno e le travi di sostegno, ormai particolarmente deteriorate e compromesse dal tempo e dall’usura”. L’assessore spiega nel dettaglio

DIRETTA 24 SPO T T24

le novità dell’intervento: “Abbiamo lavorato con attenzione per installare una soluzione di pavimentazione certificata antisdrucciolo, garantendo così il transito in totale sicurezza per tutti i pedoni e i ragazzi. Il percorso è stato poi impreziosito con moderni impianti a LED e segnapassi integrati direttamente nella parte calpestabile, per un colpo d’occhio anche nelle ore serali” prosegue l’assessore. “Inoltre, è stata completamente riverniciata tutta la parte in ferramenta che completa la struttura, insieme alla nuova verniciatura dei corrimano e dei cancelli retrostanti delle scuole medie ed elementari”. Carnio aggiorna infine sulle ultime finiture che consisteranno nella pavimentazione

dei marciapiedi su entrambi i lati del ponte. “Questo importante cantiere si inserisce all’interno dei nostri più ampi programmi di riqualificazione del capoluogo; proseguiremo con la nuova rotonda, la completa sistemazione del centro fronte scuole e la nuova piazza. Insieme al nuovo parco

DIRETTA T24 Sintonizzati sul SPO T

inclusivo ‘del Drago’, recentemente inaugurato, stiamo portando avanti una visione chiara: dare un valore rinnovato e un nuovo decoro al cuore del nostro paese, affinché San Giorgio sia sempre più bella e sicura” aggiunge Carnio che conclude sottolineando il lavoro di squadra dell’amministrazione. “Credo che nessuno nel territorio, in tempi recenti, abbia saputo dimostrare quanto sia stato fatto negli ultimi anni dell’amministrazione Daniele Canella. Questo è il risultato di un grande gioco di squadra, degli uffici tecnici, dei dipendenti e di tutti i collaboratori”.

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VILLA DEL CONTE

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Volontari. Si fanno chiamare “Sceriffi” o “Sentinelle” dell’ambiente

AL VIA AL PROGETTO “NOI CI RIFIUTIAMO” “N oi ci rifiutiAMO”. È questo il nome scelto per il nuovo progetto lanciato dall’amministrazione comunale di Villa del Conte per tenere pulito l’ambiente e mantenere il decoro. Nei giorni scorsi alcuni cittadini volenterosi, armati di pinze e sacchi, si sono dati appuntamento davanti al municipio; da lì sono partiti per ripulire alcune zone e per monitorare il territorio, segnalando eventuali situazioni di abbandono illecito di rifiuti.

L’amministrazione ha informato che il gruppo - con la guida di Daniela e Franco - continuerà a trovarsi ogni due settimane con l’auspicio che possano aggiungersi altri volontari per rafforzare quelli che sono stati definiti gli “Sceriffi dell’ambiente”. Il referente del progetto è il consigliere comunale delegato Valerio Zanchin che ha dichiarato: “Questa è un’iniziativa nuova che prende spunto dalle giornate ecologiche organizzate fino all’anno scorso. Nello specifico, questo progetto è nato grazie ad un gruppo di persone volenterose che, da tempo, in autonomia si trovano per raccogliere i rifiuti. Il loro desiderio era quello di creare un’attività concordata, programmata e pubblicizzata, per questo hanno chiesto al comune di attivarsi per istituzionalizzare il loro impegno. L’amministrazione ha quindi dato il via ad una sorta di giornata ecologica costante alla quale è possibile partecipare senza iscrizioni” prosegue il consigliere. “Il comune metterà quindi a disposizione pinze, sacchi, pettorine e tutto l’’occorrente per fare le cose in regola.

I volontari andranno in giro per il paese, decidendo di volta in volta quale zona ripulire. È un’iniziativa che, speriamo, possa decollare come già succede in altri comuni” continua Zanchin che sottolinea anche l’importante lavoro di monitoraggio dei rifiuti abbandonati, problema annoso a Villa del Conte così come in altri comuni. Gli ultimi episodi erano stati documentati con sdegno dal primo cittadino che aveva promesso più controlli e sanzioni per punire i responsabili ed educare al rispetto dell’ambiente. “In merito a questo tema, già da qualche anno, con l’amministrazione Argenti, utilizziamo delle foto trappole che vengono installate nelle zone dove ci sono delle piccole discariche abusive. Il metodo è solitamente efficace” ha concluso Zanchin. “Un modo concreto per prendersi cura del nostro paese, fare movimento e stare insieme. Diventiamo insieme i custodi di Villa del Conte” ha aggiunto il sindaco. • Andrea Benato

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Il sindaco in piazza incontra i cittadini

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n ufficio a cielo aperto per incontrare e ascoltare i cittadini. È l’originale iniziativa intrapresa - per la prima volta - dal sindaco di Villa del Conte Antonella Argenti qualche giorno fa, riscuotendo interesse e curiosità. “Questa mattina ho voluto sperimentare qualcosa di diverso: un ufficio senza porte. Mi sono seduta fuori dalla Casa Comunale, sulle panchine, senza scrivanie, senza appuntamenti, senza formalità. Solo io, le persone e il tempo di ascoltare. Data anche la lentezza di questi giorni, poiché molte attività commerciali sono ancora chiuse per ferie, ho pensato di rendermi disponibile e di stare in mezzo ai cittadini” ha dichiarato Argenti seduta sulla panchina tricolore di fronte al municipio. “Il risultato è stato strepitoso e, francamente, inaspettato. Almeno un centinaio di persone sono passate solo per un saluto. Invece una cinquantina si sono sedute o sono rimaste con me a condividere riflessioni, considerazioni,

suggerimenti, consigli e, a volte, anche qualche lamentela. Le loro parole sono diventate il mio diario di bordo. E diventeranno azioni concrete nelle prossime settimane e nei prossimi mesi. Quello che mi ha colpito di più non è stata solo la numerosità, ma l’intensità e la bellezza di quello che ci siamo scambiati. Mi hanno commosso anche quelli che sono passati soltanto per dire un grazie” ha aggiunto il primo cittadino. L’idea è nata osservando la piazza, che è spesso luogo d’incontro tra cittadini. Perché non incontrarli direttamente lì? “Mi rendo conto che a volte c’è difficoltà a raggiungere l’amministrazione e che la tecnologia per certi versi è un limite: ci pare di essere sempre connessi, ma di fatto non è sempre così. Un successo che mi induce a ripetere questa esperienza già nelle prossime settimane. Vi avviserò per tempo” ha concluso Argenti. • (A.B.)

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VILLA DEL CONTE

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Sicurezza. Le immagini catturate dalle nuove telecamere saranno poi condivise con Polizia Locale

IL COMUNE IN PRIMA LINEA PER “ADOTTA UNA TELECAMERA”

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ta muovendo i primi passi la nuova iniziativa della Federazione dei Comuni del Camposampierese in tema di sicurezza partecipata. Con il progetto Adotta una telecamera, lanciato qualche settimana fa, le amministrazioni invitano cittadini e imprese a condividere le immagini e le informazioni raccolte dalle videocamere installate in giardini ed edifici privati per rafforzare la tutela del territorio, migliorare la prevenzione dei fenomeni criminosi e

incrementare la capacità di controllo delle aree pubbliche e di pubblico interesse. Villa del Conte ha registrato già un buon numero di adesioni come fa sapere Davide Pastorello, assessore alla sicurezza: “Come comune non gestiamo noi direttamente la procedura, bensì è la Polizia della Federazione a prendere contatti con i privati interessati a partecipare al progetto. Sentito il Comandante Antonio Paolocci, mi è stato riferito che sono circa una decina

i privati del territorio di Villa del Conte che si stanno informando per aderire al progetto. Nelle prossime settimane riusciremo ad avere numeri più precisi” spiega l’assessore. Pastorello fa inoltre sapere che “per il futuro abbiamo già previsto l’acquisto di quattro nuove telecamere per avere più sorveglianza e di più sicurezza all’interno della nostra territorio. Nel frattempo ci siamo comunque impegnati, in accordo con la Federazione dei Comuni, per sostenere e incentivare questa nuova opportunità rivolta a tutti i cittadini proprio perché ciascuno sia ancora più coinvolto nella sicurezza del nostro del nostro comune. Il progetto si inserisce nell’ambito delle politiche di sicurezza urbana integrata e partecipata. Attraverso questo progetto ci proponiamo una serie di obiettivi con l’intento di: ampliare la rete di monitoraggio del territorio; supportare le attività di prevenzione e accertamento dei reati; contrastare atti vandalici, danneggiamenti e fenomeni di degrado urbano; migliorare la sicurezza percepita dalla cittadinanza; favorire la collaborazione tra pubblico e privato”. Pastorello invita quindi ad aderire, ricordando quali sono i soggetti che possono partecipare: cittadini singoli;

gruppi di cittadini costituiti in forma associata; comitati di quartiere o di residenti; associazioni locali; amministratori condominiali; imprese e attività produttive; consorzi, distretti ed aggregazioni di imprese; associazioni di categoria; comitati o gruppi rappresentativi di industriali, artigiani, commercianti, esercenti ed operatori economici; altri soggetti privati interessati

alla sicurezza del territorio. Il progetto va ad aggiungersi alle altre iniziative intraprese in tema di sicurezza, dai pattugliamenti straordinari al Controllo di vicinato fino agli incontri pubblici per informare la cittadinanza sui più diversi metodi di truffe escogitati dai malviventi negli ultimi mesi. • Andrea Benato

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AAA, il comune cerca Nonni Vigile

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a prima campanella è ormai suonata e, come ogni anno, il comune è alla ricerca di volontari/e disponibili per le attività pre-scolastiche dei bambini che frequentano le scuole locali. L’avviso sui canali social e istituzionali del comune è apparso a fine estate, riscuotendo da subito l’interesse di alcuni cittadini desiderosi di mettersi a disposizione. “Il volontariato dà molto di più di un compenso materiale” scrive sui social un cittadino. Il lavoro consisterà nel supportare la sicurezza dei bambini all’ingresso e all’uscita delle scuole, in particolare aiutandoli nell’attraversare le strade e accogliendoli all’ingresso delle scuole per assicurarsi un’entrata in modo ordinato e sicuro. I requisiti richiesti sono un’età compresa tra i 45 e i 78 anni; essere in grado di svolgere compiti che richiedono attenzione e prontezza; essere pensionato/a o inoccupato/a e avere del tempo libero da dedicare alla comunità. “Anche se la prestazione è volontaria e non costituisce un pubblico impiego, è previsto un rimborso spese su base giornaliera”, precisa inoltre l’amministrazione. Il servizio dei cosiddetti “Nonni Vigile” è ormai consolidato in molti comuni. Tra quelli appartenenti alla Federazione del Camposampierese, in particolare, i volontari sono numerosi e in crescita come ha di recente ricordato il comandante della Polizia Locale Antonio Paolocci: “Quando abbiamo avviato questo progetto nel 2022 non immaginavamo una

crescita così importante. Oggi possiamo affermare con orgoglio che i ‘Nonni Vigili’ sono diventati un esempio virtuoso di collaborazione tra istituzioni e volontariato. La loro dedizione, la loro professionalità e il grande senso di responsabilità dimostrato in questi anni li hanno resi un presidio di prossimità insostituibile e un riferimento prezioso per l’intera comunità del Camposampierese”. • (A.B.)

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SANTA GIUSTINA IN COLLE

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Taglio del nastro. Spogliatoi modernizzati, maggiore sicurezza ed efficienza energetica

Fratte, nuovo volto per l’impianto sportivo: investimento da 736 mila euro “L’ultimo saluto” verso Venezia, il cinema incontra la memoria U n impianto più moderno, sicuro ed eff iciente, ma soprattutto uno spazio destinato a restare un punto di riferimento per lo sport e per i giovani della frazione. È stato inaugurato domenica 6 settembre il rinnovato centro sportivo di via Europa a Fratte di Santa Giustina in Colle, al termine di un intervento che ha comportato un investimento complessivo di 736 mila euro. Una parte consistente delle risorse è arrivata dal programma nazionale “Sport e Periferie 2023”. Il Comune si era infatti aggiudicato un contributo ministeriale di 496.675,48 euro. Il quadro economico iniziale dell’opera ammontava a 716.675,48 euro e prevedeva, oltre al finanziamento statale, 220 mila euro di risorse comunali. A conclusione dell’intervento l’amministrazione ha indicato in 736 mila euro il valore complessivo dei lavori. Il cantiere ha interessato diversi aspetti della struttura. Sono stati rinnovati gli spogliatoi e sono stati realizzati interventi per aumentare la sicurezza e migliorare l’efficienza energetica. L’obiettivo è consegnare ad atleti, tecnici e famiglie un impianto più funzionale e adeguato alle esigenze di chi lo frequenta ogni giorno, accompagnando l’attività sportiva con spazi più accoglienti. A dare vita al centro è soprattutto l’Asd Fratte Rondinelle, presieduta da Adriano Gallo. La società è nata nel luglio 2020 dalla fusione tra ACD Fratte e ACD Rondinelle, due realtà profondamente legate al territorio. La prima affonda le proprie radici nel 1972, mentre la seconda ha sviluppato in particolare l’attività del settore giovanile. Un percorso che oggi prosegue attraverso una società capace di coinvolgere numerosi atleti e famiglie e di mantenere forte il legame tra calcio e comunità. Il taglio del nastro ha riunito amministrazione comunale, dirigenti e atleti della Fratte Rondinelle, insieme ad amministratori del Camposampierese e rappresentanti della Provincia di Padova e della Figc. Un momento che ha segnato la conclusione dei lavori e l’inizio di una nuova fase per una struttura che torna a disposizione della frazione in una veste profondamente rinnovata. L’intervento assume così un signifi-

cato che va oltre la riqualificazione degli edifici. Il campo di via Europa è anche un luogo nel quale si incontrano generazioni diverse e dove lo sport diventa occasione di crescita, condivisione e appartenenza. Tra allenamenti, partite e giornate a bordo campo, il centro continuerà a raccogliere storie di ragazzi, allenatori e famiglie: un patrimonio quotidiano che restituisce allo sport il suo valore più semplice, quello di far crescere insieme una comunità. • Elena Scapin

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anta Giustina in Colle nel percorso de “L’ultimo saluto”, il film diretto da Luciano Luminelli e ispirato alla storia vera di Mario Contu, il soldato italiano che durante la Seconda guerra mondiale sacrificò la propria vita per evitare una rappresaglia nazista in Grecia. Il progetto cinematografico aveva già fatto tappa alla Mostra del Cinema di Venezia il 29 agosto 2025, quando era stato presentato nello spazio della Regione Veneto-Veneto Film Commission all’Hotel Excelsior del Lido. Non si trattava ancora della proiezione del film completato: la lavorazione è infatti proseguita nel corso del 2026, interessando diverse località del Padovano. Tra queste anche Santa Giustina in Colle, dove sono state realizzate alcune riprese davanti al Muro dei Martiri, luogo simbolo della memoria del paese. Protagonista della scena Sebastiano Somma, nei panni del capitano Lino Panetta, insieme a Jonis Bascir, Nando Irene e Clayton Norcross. Altre riprese hanno interessato il territorio del Camposampierese. A seguire con particolare attenzione il progetto è stata l’assessore Ornella De Santis. “Ho seguito con entusiasmo il percorso di questo film ed è una gioia vederlo arrivare al Festival del Cinema di Venezia – commenta –. Complimenti di cuore a tutto il cast, alla troupe, al regista Luciano Luminelli e a tutti coloro che hanno creduto e investito in questo progetto. Non vedo l’ora di vedere “L’ultimo saluto””. Per Santa Giustina in Colle il passaggio della produzione ha rappresentato anche un’occasione per legare il cinema alla memoria del territorio. Proprio il Muro dei Martiri ha fatto da scenario a una storia che parla di guerra, coraggio e sacrificio, affidando al cinema il compito di riportare alla luce il passato e trasmetterne il significato alle nuove generazioni. • (EL.S.)


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VILLANOVA DI CAMPOSAMPIERO

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Prevenzione. Presenti numerose associazioni, medici e professionisti

SPORT E BENESSERE IN PIAZZA MARIUTTO S i è svolta a metà settembre, in Piazza Mariutto a Villanova di Camposampiero, la manifestazione dedicata al benessere, allo sport e alla salute. Due giornate che hanno coinvolto cittadini di tutte le età, con iniziative gratuite e la presenza di associazioni sportive, medici, farmacie e professionisti sanitari del territorio. La manifestazione ha preso il via con “Sportiviamo”, l’iniziativa che ha portato nuovamente lo sport in piazza, invitando grandi e piccoli a scoprire e provare diverse discipline sportive. La piazza si è trasformata in uno spazio dedicato all’attività fisica e alla scoperta di nuove discipline. Aderendo alla manifestazione “Sportiviamo”, l’amministrazione Gajani ha voluto per un giorno portare lo sport fuori dalle palestre e renderlo accessi-

bile a tutti. A commentare l’iniziativa è stato l’assessore allo Sport e alla Sanità Marco Bavaresco: “Vogliamo portare alcune discipline sportive direttamente in piazza, rendendole accessibili a tutti. È stata una bellissima occasione per provare discipline nuove, conoscere le associazioni e magari scoprire una nuova passione. Un grazie infinito alle associazioni sportive che hanno aderito e che, con la loro disponibilità e il loro entusiasmo, hanno reso possibile questa giornata. Il loro lavoro è fondamentale per promuovere uno stile di vita sano e attivo, soprattutto tra i più giovani”. La manifestazione è proseguita il giorno dopo con una mattinata interamente dedicata alla salute, alla prevenzione e al benessere. I cittadini e visitatori hanno potuto usufruire gratuitamente di attività di prevenzione e check-up, grazie alla collaborazione dei medici di medicina generale, delle farmacie e del Poliambulatorio di Villanova di Camposampiero. “La prevenzione è uno degli strumenti più importanti che abbiamo per prenderci

cura della nostra salute - ha sottolineato l’assessore al Sociale Elena Pagetta - ed è stata un’opportunità preziosa, rivolta a tutti, per dedicare un po’ di tempo alla propria salute e ricevere informazioni utili per adottare corretti stili di vita”. La mattinata di domenica è stata inoltre un’importante occasione per avvicinare i cittadini ai servizi sanitari presenti sul territorio e rafforzare il rapporto di collaborazione tra istituzioni, professionisti e comunità, che rappresenta un valore aggiunto per Villanova di Camposampiero. Sport e salute sono strettamente legati e le due giornate hanno voluto trasmettere proprio il messaggio dell’importanza di prendersi cura di sé attraverso l’attività fisica, la prevenzione e una maggiore consapevolezza del proprio stato di salute. Un appuntamento partecipato e gratuito, che ha offerto alla cittadinanza un’occasione concreta per conoscere le realtà sportive e sanitarie del territorio e promuovere uno stile di vita sano e attivo. • Endrius Salvalaggio

Successo per la 346esima Antica Sagra del Santo Sepolcro

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i è conclusa a Villanova di Camposampiero la 346esima edizione dell’Antica Sagra del Santo Sepolcro, che ha animato il paese con cinque giornate ricche di appuntamenti, mostre, musica, buon cibo e momenti di festa pensati per tutta la comunità. L’edizione di quest’anno ha avuto un significato ancora più particolare grazie all’importante riconoscimento di “Evento di Qualità”, un traguardo che ha ulteriormente valorizzato una manifestazione profondamente radicata nella storia e nelle tradizioni di Villanova di Camposampiero. A presentare l’appuntamento erano state l’assessore al Volontariato Angela Bombo e il sindaco Sarah Gaiani, che avevano invitato cittadini e visitatori a partecipare numerosi, rivolgendo al tempo stesso un sentito ringraziamento a tutte le persone che hanno

contribuito alla realizzazione della manifestazione. “Una sagra non è fatta soltanto di musica, buon cibo e allegria - avevano sottolineato Angela Bombo e Sarah Gaiani - ma nasce soprattutto dall’impegno di tante persone che mettono a disposizione tempo, energie, competenze e passione. Il volontariato rappresenta la vera forza di questa manifestazione e il vero patrimonio prezioso per tutta la nostra comunità”. Tra gli appuntamenti più significativi dell’edizione appena conclusa c’è stato anche il “Primo Memorial Valter Dalla Bona”, il ritrovo di Ferrari organizzato lungo via Caltana e dedicato alla memoria del compianto membro della Protezione Civile, scomparso lasciando un grande vuoto nella comunità. • (E.S.)

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TERRITORIO

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Sicurezza idraulica. L’assessore Elisa Venturini illustra la strategia della Regione per far fronte all’emergenza

DIFESA DEL TERRITORIO E GESTIONE DELLA SICCITÀ: MANUTENZIONE DEI CANALI E SERVIZI ESSENZIALI L ’estate 2026 passerà agli archivi come quella del caldo record. Un’ondata di calore straordinaria, accompagnata da una prolungata assenza di precipitazioni, ha messo a dura prova il sistema idrico regionale, portando alla luce la vulnerabilità di una risorsa che troppo spesso si tende a dare per scontata. Per far fronte a questa complessa emergenza, la Regione del Veneto ha scelto di superare la logica puramente reattiva, puntando su una strategia strutturata che unisce la prevenzione costante, la manutenzione capillare del territorio e una rigida gerarchia nella gestione dei flussi idrici. “L’acqua è un bene prezioso che dobbiamo imparare a tutelare con lungimiranza — spiega l’assessore regionale all’Ambiente e al Clima, Elisa Venturini —. La drastica riduzione delle scorte idriche e nevose in montagna ci ha costretti ad affrontare momenti di grande complessità, imponendoci scelte dolorose, come la limitazione temporanea dell’uso irriguo per salvaguardare i bisogni

primari della collettività”. Per evitare che la crisi climatica si trasformi in una paralisi sistemica, la Regione del Veneto ha cercato di intervenire nei punti più critici. L’obiettivo primario di questi interventi è duplice: da un lato, favorire il corretto deflusso delle acque interne per evitare i ristagni; dall’altro, rimuovere tempestivamente gli ostacoli e gli accumuli di rifiuti che rallentano la corrente, aumentando i rischi igienico-sanitari. Un impegno concreto che trova riscontro nei cantieri e nelle verifiche tecniche condotte nei nodi cruciali del territorio. Tra gli interventi di maggior rilievo spiccano la pulizia della chiusa di San Massimo e i lavori mirati nei canali della zona di Battaglia, affiancati dal sopralluogo congiunto effettuato dall’assessore Venturini insieme all’assessore comunale Antonio Bressa al Ponte dei Cavai, nel cuore di Padova. Questi ed altri interventi dimostrano come la sinergia istituzionale tra Regione, amministrazioni locali, geni civili e consorzi di bonifica rappresenti

l’arma vincente per coordinare in tempo reale le azioni correttive sia nei contesti urbani che in quelli rurali. Dietro a questa macchina operativa si muove una precisa scala di priorità stabilita per legge. La salvaguardia dell’acqua potabile, della salute pubblica e la tutela igienico-sanitaria rimangono il primo e insindacabile traguardo da raggiungere attraverso il controllo costante del reticolo idrografico. Un esempio emblematico in questo senso è rappresentato dal nodo idraulico di Padova. Tra le attività garantite dalla disponibilità di acqua c’è un flusso costante che è vitale per il raffreddamento dell’inceneritore: un’interruzione del servizio comprometterebbe la ricezione dei rifiuti, innescando a catena gravi disagi urbani. Subito dopo, l’attenzione si sposta sulla garanzia dei servizi pubblici essenziali e delle infrastrutture strategiche. Dopo aver messo in sicurezza la salute dei cittadini e la continuità dei servizi strategici, la programmazione regionale si rivolge al comparto agricolo, tutelando la

Elisa Venturini e Antonio Bressa al Ponte dei Cavai

fondamentale funzione irrigua a supporto dell’economia locale, per poi estendere la gestione a tutte le restanti esigenze della comunità e in questo pensiamo a tutta l’attività economico-turistica. Affrontare le estati roventi del futuro richiede dunque un cambio di passo definitivo, che coniughi la manutenzione straordinaria del territorio con una pianificazione rigorosa tenendo conto che le risorse disponibili non sono illimitate. È questa la chiave di volta con cui il Veneto punta a rafforzare la propria resilienza di fronte ai cambiamenti climatici, proteggendo al tempo stesso

l’ambiente, il tessuto produttivo e la sicurezza di tutti i cittadini. “E’ necessario un cambio di paradigma – dice ancora Elisa Venturini – Per far fronte alla crisi di quest’estate abbiamo convocato una task force coinvolgendo anche l’università, ci siamo trovati attorno ad un tavolo con tutti gli operatori del settore perché questa è una partita decisiva in cui nessuno può pensare di muoversi in maniera autonoma. E’ necessario lavorare per creare una nuova consapevolezza, nuove prassi e tecnologie ed una nuova cultura per risparmiare l’acqua: dal passaggio a sistemi di irrigazione ‘a goccia’ anziché ‘a scorrimento’ per ottimizzare l’uso dell’acqua ad una coscienza diffusa nei cittadini che con piccoli accorgimenti possono dare un grande aiuto. Per questo è impensabile spostare la discussione sull’acqua alla prossima estate: già in autunno dovremo lavorare alla nuova strategia e dovremo farlo su piani diversi, partendo dalle istituzioni e coinvolgendo aziende e cittadini”.

Sport e solidarietà. A San Giorgio delle Pertiche torna “Per la Vita con l’AVIS”

È

tornato anche quest’anno a San Giorgio delle Pertiche il Trofeo “Per la Vita con l’Avis”, l’evento che coniuga sport e solidarietà. Giunta alla XIX edizione, la manifestazione promuove la donazione del sangue nel corso di due giornate all’insegna del pattinaggio a rotelle. L’edizione di quest’anno, svoltasi a fine luglio al Pattinodromo di via Zuanon, ha registrato numeri importanti: 45 le società iscritte e 400 le atlete e gli atleti che si sono sfidati, dai più piccoli ai

seniores. Gli appassionati e i professionisti del pattinaggio, giunti da tutto il nord Italia, hanno trasformato il Pattinodromo di via Zuanon in una grande festa di inclusione e comunità per il territorio. Soddisfatto Andrea Petrin, presidente dello Skating Club Pertichese che ha commentato: “Quest’anno è il nostro cinquantesimo anniversario della fondazione del pattinaggio a San Giorgio delle Pertiche. Quello che riusciamo ad organizzare ogni anno è per noi motivo d’orgoglio”.

Entusiasta anche l’amministrazione comunale che con Caterina Bellotto, assessora allo sport, salute e prevenzione, ha ringraziato Skating Club “per riuscire ogni anno con i numerosi volontari che la supportano a organizzare questi importanti trofei per i nostri giovani”. Nel corso della due giorni sono stati raggiunti risultati sportivi importanti: tra i premiati Diego Ferlini, del Gruppo Imolese, che ha superato Giacomo Olivieri e Rayan Righetto; tra le Giovanissime

l’ha spuntata Vittoria Maria Damin (Patt. Spinea) davanti Sofia Boyko e Angelica Zago. Tra le squadre presenti buoni risultati sono stati raggiunti da Skating Club Rovigo, GS Scaltenigo, ADHP Gruppo Cosmo, Alte Ceccato Club, Roller Club Scaligero, Patt. Legnago, La Vangadina Menà e il Noi Team Bovolone. L’appuntamento è già segnato per l’anno prossimo. • (A.B.)

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Segue da pag. 1

La “Stefanildo” e il patto dell’acciuga: nuovo laboratorio Veneto?

T

uttavia, questo asse non è esente da scossoni. Ampie fasce della maggioranza guardano con aperto biasimo a questa politica dell’abbraccio, temendo l’annacquamento dell’identità di governo e l’eccessiva concessione di agibilità politica

al centrosinistra. Allo stesso modo, all’interno della minoranza non mancano i malumori di chi invoca un’opposizione più dura e priva di sconti. Di fronte alle resistenze delle rispettive basi, resta da chiedersi se questo lavoro a quattro mani sia solo una parentesi contingente o se

possa trasformarsi nel prototipo di un nuovo schema di alleanza istituzionale per il futuro. Se il metodo Veneto saprà resistere ai logoramenti tattici, la “Stefanildo” potrebbe davvero riscrivere le regole del gioco e la geografia politica della regione.

Tempo di scelte. L’intesa con il Governo per i primi trasferimenti di competenze e la complessa mediazione tra etica e medicina

AUTONOMIA E FINE VITA, DUPLICE SVOLTA STEFANI: “RISULTATI CHE FANNO LA STORIA” I l Veneto ha segnato il passo su due tra i temi più complessi e dibattuti dell’agenda politica e sociale: il via libera definitivo agli schemi di intesa per l’Autonomia differenziata e l’approvazione delle modifiche alla legge di iniziativa popolare sul fine vita. Due partite cruciali sulle quali il presidente della, Alberto Stefani, ha impresso una direzione precisa, improntata da un lato all’accelerazione sull’inquadramento costituzionale e dall’altro alla tutela dei principi etici.

Per l’autonomia ora il passaggio in Consiglio dei Ministri e il voto il Parlamento Sul fronte dell’Autonomia differenziata, il voto favorevole del Consiglio regionale al testo d’intesa siglato tra la Giunta regionale e il Governo rappresenta una tappa fondamentale che chiude la fase istruttoria veneta e proietta la pratica verso il Consiglio dei ministri e il successivo passaggio parlamentare. Un traguardo che il governatore Stefani ha salutato con soddisfazione, richiamando l’esito del referendum del 2017 e la lunga gestazione del percorso istituzionale. “Oggi è un giorno da ricordare: il cammino verso l’Autonomia si fa ancora più breve e il passo si fa ancora più deciso”, dichiara il Presidente Alberto Stefani. “I Veneti

stanno aspettando da troppo tempo di vedere riconosciuto un diritto a cui aspirano perché garantito dalla Costituzione. Dopo l’approvazione degli schemi di intesa definitivi da parte della Giunta un mese fa, il Consiglio regionale ha raccolto la palla e nei tempi essenziali ora ha assicurato il via libera. Non resta che un passaggio in Consiglio dei ministri e il voto definitivo in Parlamento. Il Veneto ha fretta”. Stefani ha voluto sottolineare il lavoro svolto dalla maggioranza consiliare, ribadendo come la delega di maggiori competenze su materie strategiche — quali Protezione civile, Professioni, Previdenza complementare e integrativa, Tutela della salute e Coordinamento della finanza pubblica — costituisca un’opportunità oggettiva per l’efficienza dei servizi erogati ai cittadini. “Siamo giunti alla nuova tappa di un percorso che è stato chiesto da oltre 2,5 milioni di veneti”, prosegue il Governatore. “Stiamo scaldando i motori perché siamo pronti a fare da ‘apripista’. Quando sono stato relatore della legge quadro in Parlamento ho vissuto oltre 300 ore di interventi ostruzionistici del Centrosinistra, fatti appositamente per bloccare questa riforma con l’accusa di provocare disparità e vantaggi ingiustificati a favore del Veneto. Sono convinto, invece, che l’autonomia sia una scelta di responsabilità e trasparenza che

Alberto Stefani

non spacca l’Italia e può rivelarsi strategica per tutti i territori. L’articolo 5 della nostra Costituzione, infatti, dice che la Repubblica ‘riconosce e promuove le autonomie locali’. È un principio cardine della Repubblica che abbiamo il dovere di realizzare. Se la riforma porterà a casa qualcosa per il Veneto, tutti dovrebbero fare squadra e capire l’importanza strategica che una riforma come l’autonomia può portare al nostro territorio”. Parallelamente alla partita autonomista, il Consiglio regionale si è confrontato con la delicata proposta di legge d’iniziativa popolare “Liberi Subito” inerente al suicidio medicalmente assistito. L’approvazione del provvedimento è arrivata a seguito di una mediazione condotta dallo stesso

Stefani, concretizzatasi in una serie di emendamenti vincolanti intesi a riequilibrare il testo normativo nel quadro della giurisprudenza della Corte Costituzionale. “Nulla è più importante della dignità

“Vogliamo assicurare a tutti i veneti l’accesso alle cure palliative” della vita umana, che va tutelata sempre e con tutti i mezzi necessari”, sottolinea il presidente nel commentare l’esito della votazione. “Per questo, in accordo con tutte le forze di maggioranza, ho lavorato alla

stesura e successiva approvazione di una serie di emendamenti che modificano sostanzialmente il testo della legge di iniziativa popolare nel senso del favor vitae e permetteranno di approvarla, nel quadro delle sentenze della Corte Costituzionale su questo tema, che sono già in vigore”. L’impianto correttivo voluto dalla presidenza introduce paletti precisi all’interno dell’iter procedurale, stabilendo la priorità assoluta dell’accesso alle cure palliative e l’istituzione di nuovi organi consultivi. “Il mio obiettivo è semplice: assicurare a tutti i veneti la possibilità di accedere alle cure palliative, fare in modo che prima di ogni decisione siano chiari i pareri di professionisti ed esperti in bioetica, tutelare la volontarietà del medico che assiste”, chiarisce Stefani. “Questo tema non ha bisogno di tifosi, ma di scelte ponderate, di serietà e di competenza. Nello specifico, gli emendamenti prevedono l’introduzione del parere rafforzato del palliativista in seno alla Commissione che deve esprimersi sulle richieste di suicidio medicalmente assistito, l’istituzione di un Comitato Bioetico Regionale, nominato dalla Giunta, che darà le linee ai comitati bioetici di pratica clinica territoriale, e la priorità alle cure palliative con l’obbligo di informazione della possibilità di avvalersi delle stesse nel momento della richiesta”. • Redazione laPiazza


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Il caso. Federalismo energetico e il nodo delle concessioni per il controllo delle reti e delle derivazioni idroelettriche

La sfida delle multiutility: direttive europee, scelte di Governo e vantaggi per i territori L a partita per il controllo delle reti di distribuzione elettrica e delle grandi derivazioni idroelettriche rappresenta uno degli snodi economici, politici e infrastrutturali più complessi e decisivi per il futuro del Veneto e del suo tessuto produttivo. In questo scenario articolato, le multiutility venete si stanno compattando con forza per chiedere la possibilità di accedere al mercato della gestione delle infrastrutture attraverso la regolare indizione delle gare d’appalto, puntando a superare una condizione di monopolio storico che vede da decenni il gruppo Enel nel ruolo di operatore quasi esclusivo sul territorio. Al centro di questo acceso scontro d’interessi si colloca la posizione del Governo centrale, chiamato a decidere se spalancare le porte alla concorrenza oppure concedere un rinnovo automatico e prolungato in favore dell’incumbent nazionale. Da un lato, l’esecutivo avverte la tentazione di garantire la continuità operativa a un colosso strategico come Enel, ipotizzando proroghe alle concessioni

storiche che vengono periodicamente discusse nell’ambito delle norme inserite nella legge Finanziaria o nei decreti collegati alla politica energetica. Questa scelta risponderebbe prevalentemente a esigenze di stabilizzazione dei grandi asset strategici e a dinamiche di cassa nazionali. Dall’altro lato, la spinta verso la proroga si scontra in modo frontale e ineludibile con i principi cardine dell’ordinamento giuridico dell’Unione Europea, fondato sul rispetto della concorrenza, sulla trasparenza delle procedure di evidenza pubblica e sulla libera circolazione dei servizi nel mercato unico. La giurisprudenza europea e nazionale ha infatti ribadito a più riprese che le concessioni di beni pubblici strategici e limitati, come le reti energetiche e i bacini idrici, non possono essere attribuite a tempo indeterminato né prorogate per via legislativa senza incorrere in gravissime violazioni del diritto comunitario. L’obbligo di effettuare le gare pubbliche scaturisce quindi dalla necessità inderogabile di rispettare le

direttive UE, pena l’apertura di onerose procedure d’infrazione e il potenziale blocco dei finanziamenti europei legati alle riforme e all’ammodernamento infrastrutturale. Di fronte a questo quadro, la classe politica veneta, supportata dalle amministrazioni locali e dai sindaci del territorio, assume una posizione molto chiara a sostegno delle aziende energetiche locali e dell’autonomia gestionale. Tra le forze politiche regionali emerge una diffusa convergenza nell’abbracciare la visione del cosiddetto federalismo energetico, inteso come il diritto-dovere delle istituzioni territoriali di valorizzare le proprie risorse naturali e infrastrutturali a diretto vantaggio della comunità locale. Consentire alle multiutility del Veneto di contendersi la gestione delle reti attraverso procedure di gara equa significherebbe infatti generare ricadute economiche ed operative straordinarie per il territorio. Tra i benefici più rilevanti evidenziati dai sostenitori della gestione locale figura il ridimensionamento dei costi energetici

con la prospettiva di applicare bollette più leggere: i dividendi, gli utili d’impresa e i canoni di concessione generati dalle reti non andrebbero infatti a rimpolpare le casse di gruppi centralizzati, ma rimarrebbero circoscritti all’interno del circuito economico regionale, permettendo agli enti locali di redistribuire il valore prodotto attraverso agevolazioni tariffarie per le famiglie e le imprese. A ciò si aggiunge il vantaggio determinante legato alla qualità delle manutenzioni e degli investimenti di sviluppo. Una presenza capillare e radicata, tipica delle utility

del territorio, garantisce una conoscenza diretta del suolo e delle sue criticità, favorendo interventi di ammodernamento e messa in sicurezza della rete elettrica e idrica molto più tempestivi e mirati. In una stagione segnata da crescenti sfide climatiche e dalla necessità di accelerare la transizione ecologica, la vicinanza dell’operatore si traduce in una maggiore resilienza dell’intero sistema energetico, trasformando il federalismo da astrazione politica a concreto strumento di sviluppo e competitività per la comunità veneta.

VENETO VERSO IL BIGLIETTO UNICO NEI TRASPORTI: DALLA REGIONE 2,1 MILIONI PER I PAGAMENTI CONTACTLESS

L

a Giunta regionale del Veneto compie un fondamentale passo avanti verso la svolta digitale del trasporto pubblico locale. Su proposta dell’Assessore ai Trasporti, Mobilità e Lavori Pubblici, Diego Ruzza, è stato approvato uno stanziamento di 2 milioni e 90 mila euro destinato alla società Infrastrutture Venete Srl. Le risorse serviranno a sviluppare una piattaforma digitale unica, capace di far dialogare i sistemi di pagamento contactless di tutti gli operatori del territorio. Il funzionamento del nuovo modello è improntato alla massima semplicità: ai viaggiatori basterà effettuare un “tap” a bordo di

qualsiasi mezzo — tra gomma e ferro — con la propria carta di credito o debito (circuito EMV) per spostarsi liberamente. Il sistema centrale provvederà a raccogliere i dati, aggregare la spesa e applicare la tariffa corretta, superando la necessità di acquistare preventivamente titoli di viaggio cartacei. La fase operativa entrerà nel vivo nel 2027 con l’installazione dei nuovi validatori, mentre il lancio ufficiale dell’infrastruttura integrata è previsto per il 2028. Entusiasta il commento dell’assessore Diego Ruzza, che evidenzia la portata strategica dell’intervento: “Questo progetto sarà in grado

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di abilitare e governare l’utilizzo dei pagamenti contactless nel trasporto pubblico locale, raccogliendo e normalizzando i flussi degli operatori del nostro TPL e creando di fatto un sistema unico di pagamento per l’utilizzo di tutti i servizi del trasporto pubblico locale, superando la frammentazione dei sistemi locali, garantendo continuità operativa ai sistemi esistenti e introducendo un livello centrale capace di orchestrare e monitorare i flussi del territorio regionale e di abilitare le eventuali agevolazioni tariffarie. Ora si viaggia velocemente verso un futuro che migliorerà la gestione dell’intero sistema e soprattutto semplificherà la vita agli utenti”.

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Meteo. L’assessore regionale al clima: “Adattamento e prevenzione le sfide dei prossimi anni”

Venturini: “Estate 2026 la più calda in Veneto Superato anche il 2003, record da affrontare” L ’estate 2026 entra nella storia climatica del Veneto come la più calda mai registrata. I primi dati sull’intera stagione indicano infatti una temperatura media di 23,5 °C, superiore, seppure di un decimo, ai 23,4 °C dell’estate 2003, che per oltre vent’anni ha rappresentato il principale termine di paragone per il caldo eccezionale nella regione. «Quella che abbiamo appena vissuto è stata un’estate eccezionale. Il confronto con il 2003 ci dà immediatamente la dimensione di quello che è accaduto: quella che per oltre vent’anni abbiamo considerato l’estate fuori scala oggi è stata superata. Ma il dato che deve farci riflettere maggiormente non è il singolo record, quanto la continuità del caldo e la persistenza di temperature molto elevate per gran parte della stagione», dichiara Elisa Venturini, assessore regionale al Clima. A rendere straordinaria l’estate 2026 è stata infatti la successione delle anomalie. Giugno ha fatto registrare temperature medie regionali di 3,1 °C superiori alla norma 1991-2020, risultando il quarto giugno più caldo dal 1991. Particolarmente eccezionale

l’ultima decade del mese, con temperature massime superiori di 6,7 °C alla norma. Il caldo non ha mollato la presa neppure a luglio, risultato il quarto più caldo della serie storica, con una temperatura media superiore di 2,1 °C alla norma. In pianura si sono registrate mediamente 15 notti tropicali e 24 giornate con temperature massime superiori ai 30 °C. Infine agosto, secondo più caldo mai registrato in Veneto e vicinissimo al primato dell’agosto 2003, ha chiuso la stagione con una temperatura media regionale di 3,2 °C sopra la norma. «Giugno, luglio e agosto raccontano tutti la stessa storia: temperature molto superiori alla norma, con pause relativamente brevi tra un’ondata di calore e l’altra. È soprattutto questa persistenza a rendere eccezionale il 2026. Non parliamo di qualche giornata particolarmente calda, ma di settimane nelle quali persone, città, attività produttive ed ecosistemi sono rimasti sottoposti a uno stress termico continuo», sottolinea Venturini. Nel corso dell’estate sono state registrate quattro distinte ondate di calore: dal 17

giugno al 1° luglio sull’intero territorio regionale; dal 7 al 16 luglio su circa il 20% del Veneto; dal 29 luglio al 7 agosto nuovamente su tutta la regione; e dal 9 al 16 agosto su circa il 60% del territorio. Particolarmente significativo anche il disagio fisico provocato dalla combinazione tra temperature elevate e umidità. Le ondate registrate tra giugno e agosto si collocano tra le più lunghe e intense osservate in Veneto, a fronte di una durata media storica di circa quattro giorni. Emblematico anche quanto accaduto durante le ore notturne. Ad agosto in pianura si sono contate mediamente 18 notti tropicali, cioè con temperature minime mai inferiori ai 20 °C: tredici in più rispetto alla norma 1991-2020 e un numero circa sei volte superiore alla media degli anni Novanta. A Chioggia e Pila-Porto Peschereccio le notti tropicali sono state 30 su 31. La stagione ha inoltre fatto segnare numerosi nuovi record assoluti di temperatura: 31 per le minime, 46 per le medie e 17 per le massime. Tra i valori più significativi figurano i 39,2 °C raggiunti a Trebaseleghe,

Elisa Venturini

i 38,8 °C di Teolo e i 37,3 °C di Crespadoro. Sul fronte delle precipitazioni, l’estate è stata caratterizzata da quantitativi complessivamente inferiori alla media e soprattutto da una distribuzione molto irregolare: lunghi periodi asciutti sono stati intervallati da episodi temporaleschi localmente molto intensi, accompagnati da grandine, piogge concentrate e fortissime raffiche di vento. “È questa forse la fotografia più significativa dell’estate che abbiamo vissuto: caldo molto intenso e persistente, periodi prolungati con poche precipitazioni e poi fenomeni meteorologici capaci di manifestarsi con grande violenza in pochissimo tempo.

Condizioni che hanno conseguenze sulla disponibilità d’acqua, sull’agricoltura, sulle nostre città, sugli ecosistemi e sulla sicurezza del territorio”, evidenzia l’assessore. Gli effetti delle temperature eccezionali sono visibili anche in montagna, dove durante agosto è proseguita la fusione dei ghiacciai e dei rock glaciers insieme al degrado del permafrost. Nel sito di riferimento del Piz Boè, a 2.900 metri, alla fine del mese non risultava più terreno gelato. «I dati ci dicono che il cambiamento climatico non è uno scenario lontano, ma qualcosa con cui il Veneto deve già fare i conti. La risposta deve muoversi su due fronti: continuare a ridurre le cause che alimentano il cambiamento climatico e, allo stesso tempo, aumentare la capacità dei nostri territori di adattarsi alle conseguenze che sono già evidenti. Adattamento e prevenzione saranno una delle grandi sfide dei prossimi anni: significa proteggere le persone, l’acqua, l’ambiente, le attività economiche e rendere il Veneto sempre più resiliente di fronte a fenomeni climatici che stanno diventando più frequenti e intensi», conclude Venturini.

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L’intervento. Il segretario nazionale Udc sulla tenuta della coalizione di centrodestra e sulla prossime sfide

GOVERNO, DE POLI: “QUATTRO ANNI DI STABILITÀ AVANTI CON FAMIGLIE, CETO MEDIO E AUTONOMIA” I l Centrodestra al Governo con Giorgia Meloni, il 4 settembre scorso, ha tagliato un traguardo storico: è l’Esecutivo più longevo della storia della Repubblica. Per il segretario nazionale dell’UDC, senatore Antonio De Poli, è un risultato che va oltre il dato simbolico: “A parlare sono i numeri, i risultati concreti e tangibili: rispetto al 2022, quando il Governo si è insediato, abbiamo oltre

1,3 milioni di posti di lavoro in più. È un dato importante, che racconta un’Italia che ha cambiato passo e dimostra come la stabilità possa tradursi in risultati concreti”. Secondo De Poli, il dato sull’occupazione segna anche una precisa discontinuità rispetto al passato. “Il Centrodestra ha voltato pagina. Abbiamo lasciato alle nostre spalle una stagione di assistenzialismo che

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ha speso circa 34 miliardi per il Reddito di cittadinanza, senza costruire un vero percorso di ingresso o reinserimento nel mondo del lavoro. La nostra idea è diversa: aiutare chi è in difficoltà, ma soprattutto creare le condizioni perché le persone possano lavorare, essere autonome e costruire il proprio futuro”. Per il segretario nazionale dell’UDC, la stabilità rappresenta dunque uno strumento, non un traguardo. “Quattro anni di Governo hanno consentito al Paese di affrontare una fase internazionale ed economica molto complessa con una guida stabile e una direzione riconoscibile. La coalizione ha dimostrato di saper governare insieme, mantenendo le proprie identità e trovando una sintesi su una visione comune. Ora dobbiamo proseguire su questa strada”. La priorità, per l’UDC, è trasformare la stabilità in risposte ancora più concrete per le famiglie e per il ceto medio. “Per noi queste sono e rimarranno le priorità: ridurre la pressione fiscale su chi lavora, produce e investe, sostenere le famiglie, affrontare con maggiore determinazione la denatalità e dare ai giovani la possibilità concreta di costruire un futuro. La stabilità ha valore se migliora la vita delle persone”. De Poli sottolinea inoltre il valore

Il senatore Antonio De Poli con Giorgia Meloni

politico di un altro risultato che riguarda direttamente il Veneto: il percorso verso l’autonomia differenziata. “Grazie alla determinazione di tutto il Centrodestra, al lavoro del ministro Roberto Calderoli e anche al contributo dell’UDC, abbiamo compiuto un passo decisivo verso l’autonomia del Veneto”. Nei giorni scorsi il Consiglio regionale ha approvato lo schema di intesa definitivo sulle prime quattro materie. “È un passaggio storico – afferma De Poli –. Ora siamo all’ultimo miglio, con l’approvazione da parte del Consiglio dei ministri e il successivo passaggio parlamentare. Dobbiamo completare il percorso con serietà e responsabilità”. Per il senatore UDC, l’autonomia significa anche rispettare la volontà espressa dagli elettori. “Nel 2017 milioni di cittadini veneti hanno

detto sì al referendum sull’autonomia. Portare avanti quel percorso significa dare seguito a quella volontà popolare, rafforzando l’efficienza delle istituzioni e la capacità dei territori di rispondere ai bisogni dei cittadini, nel rispetto dell’unità nazionale e della solidarietà”. Quattro anni di Governo rappresentano quindi, secondo De Poli, “un traguardo storico, ma soprattutto una responsabilità”. L’UDC rivendica il proprio contributo alla maggioranza, portando nella coalizione “l’attenzione alle famiglie, al ceto medio, ai territori e al mondo produttivo”. “Non ci interessano i record da bacheca – conclude De Poli –. Ci interessa quello che possiamo ancora fare per l’Italia. La stabilità è importante per lasciare agli italiani un Paese più forte, più competitivo e più vicino alle esigenze delle persone”.

De Poli rimette in moto lo scudo crociato: “Il Centrodestra ha bisogno dei valori dell’Udc”

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ventoliamo con orgoglio la bandiera dello Scudo crociato. Il Centrodestra ha bisogno dei valori dell’Udc, anche perché senza il Centro la coalizione non può vincere. Oggi è decisivo rafforzare l’area politica e culturale di Centro per far crescere il Centrodestra, dare risposte concrete e rispondere alle attese di quell’elettorato moderato, tanco degli slogan urlati e, alle ultime Politiche, nel 2022, si è rifugiato nell’astensionismo”. Con queste parole il segretario nazionale Udc Antonio De Poli ha concluso la Festa nazionale del partito a Roma. Rivolgendosi alla platea di parlamentari, dirigenti, amministratori, simpatizzanti e militanti dello Scudo crociato, De Poli ha lanciato un appello: “Dobbiamo tornare nelle piazze con i nostri principi e valori e dobbiamo urlarli, non sussurrarli”. “In questa due-giorni, in molti, dalla premier Meloni ai vicepremier Salvini e Tajani, ci hanno detto che siamo fondamentali. Siamo felici che ce lo riconoscano, ma ci devono rispettare a Roma così come nel più piccolo Comune”. Il ragionamento del leader UDC è lineare: alle ultime elezioni, un elettore su 3 non è andato a votare. “Il partito dell’astensionismo è quello maggioritario. Sono i voti dell’area cattolica e moderata, che ha costruito l’Italia e che vuole guardare al futuro”, spiega De Poli che, alla vigilia dell’esame finale della legge elettorale in Senato, esulta per la reintroduzione delle preferenze, “una battaglia storica dell’Udc” e indica le priorità in vista della

prossima Legge di Bilancio: “Bisogna intervenire in maniera coraggiosa su giovani, famiglie e ceto medio”. Il segretario Udc rimarca che “a differenza di qualcun altro, per noi la politica non è un ring, ma ascolto, dialogo, concretezza. A chi parla di classi separate per i disabili e nega il femminicidio, diciamo che noi stiamo dall’altra parte”. “Non possiamo tornare indietro nella storia”, è il suo monito. “Ai nostri amici alleati – continua De Poli – diciamo: torniamo a parlare di noi, del Centrodestra equilibrato, moderno e plurale, dei risultati raggiunti in questi 4 anni di Governo. Il futuro della coalizione non è nella ricorsa agli estremismi”. “Da oggi in avanti si aprirà una delle campagne elettorali più dure della storia repubblicana”, avverte il leader dell’Unione di centro che è pronto a mobilitare il partito: “Da Nord a Sud, nei prossimi mesi, organizzeremo una serie di assemblee. E’ tempo di tornare nei territori, di rimettere in moto la macchina dello Scudo crociato. L’Italia ha bisogno di noi”, ha concluso.


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DESPAR

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Eccellenze. Despar Nord porta a Made in Malga i sapori e le produzioni del territorio

IL GUSTO DEL TERRITORIO, UNA STORIA DA CONDIVIDERE Despar Nord rinnova la partecipazione alla rassegna di Asiago: degustazioni, formaggi di malga e prodotti selezionati per raccontare il valore delle eccellenze locali e di chi ogni giorno le produce

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nche quest’anno Despar Nord rinnova il proprio sostegno a Made in Malga, la rassegna nazionale dedicata ai formaggi e ai prodotti della montagna in programma ad Asiago nei due weekend dal 4 al 6 e dall’11 al 13 settembre. Un appuntamento ormai consolidato per il marchio dell’Abete, che nella manifestazione riconosce un’importante occasione per raccontare uno dei valori che da sempre ne caratterizzano la presenza sul territorio: la vicinanza alle produzioni locali e alle persone che, attraverso il proprio lavoro, custodiscono e tramandano sapori, saperi e tradizioni. Tra masterclass, degustazioni, incontri, mostre mercato e appuntamenti diffusi nel centro di Asiago, Made in Malga porta ogni anno migliaia di visitatori alla scoperta della cultura gastronomica della montagna. Un patrimonio che Despar Nord contribuisce a valorizzare ogni giorno anche

nei propri punti vendita, attraverso la selezione e la presenza a scaffale di numerose eccellenze locali e regionali. Durante i due fine settimana della manifestazione, Despar sarà presente il sabato e la domenica con uno spazio dedicato a TANN, il Centro Carni e Salumi di Despar Nord, dove il pubblico potrà conoscere e degustare la nuova selezione Despar Premium di salumi e affettati senza conservanti, realizzata con carne 100% italiana e una lista di ingredienti essenziale. A completare la presenza del marchio dell’Abete sarà un momento interamente dedicato alle eccellenze casearie della montagna. Domenica 6 settembre alle ore 11.00, all’Hotel Paradiso di Asiago, Despar proporrà infatti la masterclass “Alla scoperta dei formaggi di malga selezionati da Despar – Il gusto autentico delle nostre montagne”. Un viaggio tra sapori e territori che porterà in degustazione Mezzano e

Stravecchio Malga Verde di Fattoria Cortese, Monte Veronese DOP Allevo di Malga de La Casara Roncolato Romano e Cuor di Fassa Latte di Malga, accompagnati da una selezione di vini dell’arco alpino: Kerner Alto Adige DOC, Lagrein Alto Adige DOC e Ferrari Trentodoc. Un’occasione per scoprire non soltanto prodotti di grande qualità, ma anche le storie, le competenze e il lavoro dei produttori

che li rendono possibili. È proprio da questa volontà di valorizzare le realtà agroalimentari locali che nasce “Sapori del Territorio”, il progetto con cui Despar Nord da oltre dieci anni seleziona e porta sugli scaffali le produzioni più rappresentative delle aree in cui è presente. Un percorso che oggi raccoglie oltre 4.000 referenze realizzate da più di 600 produttori locali, costruendo un legame diretto

tra chi produce, i punti vendita e le comunità. La partecipazione a Made in Malga si inserisce così nel più ampio impegno di Despar Nord per sostenere le filiere locali e valorizzare le eccellenze dei territori in cui è presente, favorendo l’incontro tra produttori e consumatori e contribuendo a mantenere vive identità e tradizioni che rappresentano una ricchezza per le comunità.

TANN, dove filiera e innovazione diventano sinonimo di qualità

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ui competenze specialistiche, innovazione e ricerca si integrano con una particolare attenzione alla selezione e alla provenienza delle materie prime. Despar Nord ha infatti sviluppato accordi diretti con macelli italiani di medie e piccole dimensioni, riducendo i passaggi intermedi e rafforzando tracciabilità e controllo lungo la filiera. Tecnologie all’avanguardia e un elevato livello di automazione consentono inoltre di rendere più efficienti le lavorazioni, ridurre gli sprechi e garantire elevati standard qualitativi e igienico-sanitari. Da questo percorso nasce anche la nuova selezione Despar Premium di salumi e affettati senza conservanti, arrivata nei punti vendita nell’estate 2026: prodotti realizzati con carne 100% italiana, senza nitriti e nitrati aggiunti e con una lista di ingredienti essenziale. Un progetto che racconta la volontà di Despar Nord di coniugare controllo della filiera, innovazione e ricerca per offrire prodotti sempre più attenti a qualità, trasparenza e origine delle materie prime.


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on-line: www.lapiazzaweb.it •Rubriche •Salute

Case della Comunità, parte la campagna del Veneto

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ar conoscere le Case della Comunità, spiegare quali servizi offrono e accompagnare i cittadini verso un utilizzo più consapevole della sanità territoriale. È questo l’obiettivo della nuova campagna di comunicazione lanciata dalla Regione del Veneto e presentata al Lido di Venezia, allo stand regionale della Mostra del Cinema all’Hotel Excelsior. Un progetto che punta su un linguaggio semplice, diretto e anche ironico, affidandosi a testimonial conosciuti per raggiungere un pubblico il più possibile ampio. Il cuore della campagna sono tre spot video, costruiti attorno a storie e protagonisti differenti, ma con un unico messaggio: le Case della Comunità devono diventare un punto di riferimento concreto per i cittadini e una porta di accesso più appropriata ai servizi sanitari. Accanto agli spot saranno utilizzati materiali informativi sul territorio, strumenti digitali, stampa ed emittenti televisive locali. La campagna interesserà tutte le Ulss venete e, in una seconda fase, sarà adattata alle caratteristiche dei singoli territori, con informazio-

ni sulla localizzazione delle strutture e sui servizi disponibili. Nel primo filmato il presidente della Regione Alberto Stefani dialoga con Barutz, interprete dell’iconica “nonna Marisa”. Con un tono leggero, il messaggio è quello di invitare i cittadini a scegliere in maniera consapevole il servizio sanitario a cui rivolgersi, evitando di considerare l’ospedale come risposta automatica a ogni necessità. Il secondo spot ha invece come protagonisti l’assessore regionale alla Sanità Gino Gerosa, cardiochirurgo di fama internazionale, e Mirko Bernardinello, primo paziente in Italia sottoposto a trapianto da donatore a cuore fermo proprio per mano del professor Gerosa. L’incontro avviene all’interno di una Casa della Comunità, dove Bernardinello si reca per un controllo. Una storia personale utilizzata per mostrare concretamente come le nuove strutture possano offrire risposte mirate e appropriate ai bisogni di salute. La terza protagonista è Georgette Polizzi, artista e influencer, che racconta la propria esperienza con la sclerosi multipla e il ruo-

lo del Fascicolo Sanitario Elettronico nella gestione delle informazioni e dei percorsi di cura. Proprio il FSE rappresenta uno degli strumenti che la campagna vuole contribuire a far conoscere e utilizzare maggiormente. Ma la comunicazione non riguarda soltanto le nuove strutture. Tra gli obiettivi c’è anche la diffusione del 116117, il numero unico per le richieste di assistenza sanitaria non urgente. Un servizio che la Regione intende valorizzare per orientare i cittadini verso la risposta più appropriata e contribuire a ridurre gli accessi impropri ai Pronto Soccorso. La campagna nasce anche dai risultati di un sondaggio sulla percezione della sanità territoriale. Il 80 per cento degli intervistati dichiara di aver utilizzato i servizi sanitari pubblici negli ultimi dodici mesi, mentre il 57 per cento ritiene che la sanità territoriale riesca a rispondere ai propri bisogni. Il problema principale riguarda però la conoscenza delle Case della Comunità: il 43 per cento ne ha sentito parlare, ma soltanto il 24 per cento conosce quella più vicina al proprio territorio. Allo stesso tempo emerge una forte disponibilità a utilizzarle: il 67 per cento dei cittadini lo farebbe se fosse presente nel proprio Comune, mentre l’80 per cento giudica positivamente la loro realizzazione e l’81 per cento ritiene necessario continuare a investire nella sanità territoriale. Numeri che spiegano la scelta della Regione di affiancare alla realizzazione delle

strutture una vera e propria operazione di informazione. In Veneto sono 102 le Case della Comunità complessivamente progettate nell’ambito del PNRR e del modello definito dal decreto ministeriale 77 del 2022. Al 30 giugno 2026 risultano completate 99 strutture, superando l’obiettivo nazionale assegnato alla Regione. All’interno delle Case della Comunità possono trovare spazio medici, infermieri di famiglia e di comunità, specialisti ambulatoriali e altre professionalità. I cittadini possono ricevere informazioni e orientamento attraverso il Punto Unico di Accesso, prenotare prestazioni tramite il Cup, effettuare esami diagnostici di base e accedere, secondo l’organizzazione dei diversi territori, a visite specialistiche, servizi infermieristici, prelievi, programmi di prevenzione, screening e vaccinazioni. Le strutture sono inoltre collegate ai percorsi di assistenza domiciliare e alla presa in carico integrata della persona. «Conclusa la fase di realizzazione delle 99 strutture – sottolinea l’assessore alla Sanità Gino Gerosa – è ora fondamentale farle conoscere al massimo tra la popolazione». La sfida, dunque, entra ora nella fase della conoscenza. Perché le Case della Comunità non siano soltanto strutture realizzate, ma diventino davvero luoghi conosciuti e utilizzati dai cittadini, all’interno di un sistema sanitario sempre più orientato alla prossimità. Riccardo Musacco

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28 Prevenzione. Antonia Ricci, direttrice dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie, fa il punto sui contagi in Veneto e spiega come difendersi

West Nile, allarme zanzare a Padova: «Non bisogna avere paura, ma proteggersi»

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alute, ambiente e sicurezza alimentare sono temi molto più vicini tra loro di quanto si possa pensare. A occuparsi di questo intreccio, sul territorio del Triveneto, è anche l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, realtà con sede centrale nell’area di Padova e una rete di strutture periferiche distribuite nelle province di Veneto, Trentino-Alto Adige e Friuli Venezia Giulia. A guidare l’istituto è la dottoressa Antonia Ricci, direttrice generale di un ente che conta circa 650 dipendenti e che svolge attività che vanno ben oltre il controllo della salute degli animali. L’Istituto, infatti, si occupa anche di sicurezza degli alimenti destinati all’uomo, di ambiente, ricerca e prevenzione, seguendo la filiera agroalimentare dal campo alla tavola. Ed è proprio sul fronte della prevenzione che nell’ultimo periodo l’attenzione è concentrata sulla West Nile, malattia trasmessa dalle zanzare che ha fatto registrare diversi casi anche in Veneto e che interessa direttamente il territorio padovano.

«Non ci si deve preoccupare – spiega Ricci -. Soprattutto non dobbiamo preoccuparci noi che facciamo questo mestiere, ma essere attenti e cercare di evitare che queste malattie diventino pericolose per le persone». La West Nile non si trasmette direttamente da persona a persona: il principale veicolo sono le zanzare infette. Per questo il monitoraggio degli insetti è una delle attività fondamentali dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie. In tutto il Triveneto vengono utilizzate trappole per catturare e analizzare le zanzare. Gli entomologi identificano le specie presenti e verificano anche la presenza del virus West Nile e di altri agenti patogeni trasmessi dagli insetti. E i dati raccolti mostrano una presenza del virus nelle zanzare piuttosto elevata. Una situazione che, secondo la direttrice dell’Istituto, non rappresenta una sorpresa considerando le condizioni climatiche di questa stagione. Il caldo e la siccità possono infatti creare condizioni favorevoli alla

circolazione del virus. In particolare, la scarsità d’acqua può spingere le zanzare a cercare piccoli ristagni più vicini alle abitazioni e quindi alle persone. Sul fronte dei contagi umani, in Veneto i casi sono attualmente circa 73. Un numero che, osserva Ricci, è inferiore rispetto ad alcune annate precedenti, ma che deve essere valutato considerando la stagionalità della malattia: il picco dei casi si registra generalmente nel mese di settembre. La parola d’ordine, quindi, è prevenzione. E non riguarda soltanto le amministrazioni pubbliche. «Bisogna proteggersi dalla puntura delle zanzare», sottolinea Ricci, ri-

cordando l’importanza dei repellenti e delle misure per impedire la proliferazione degli insetti. Un ruolo importante spetta anche ai cittadini. I Comuni intervengono nelle aree pubbliche, ma nei cortili e negli spazi privati la prevenzione dipende in larga parte dai singoli. È fondamentale trattare i tombini con prodotti larvicidi ed eliminare i ristagni d’acqua, anche quelli apparentemente insignificanti. Un esempio semplice riguarda i sottovasi delle piante: svuotarli regolarmente significa togliere alle zanzare uno dei luoghi in cui possono riprodursi. «Sembra una banalità – osserva la direttrice – ma vuotare i sottovasi delle nostre piante sui poggioli ci aiuta tantissimo a ridurre la presenza delle zanzare». La West Nile, però, non è l’unica minaccia legata alle zanzare. Sul territorio possono circolare anche altri virus, tra cui Chikungunya, Usutu e Toscana virus. Per questo l’attività di sorveglianza non si limita a un singolo agente patogeno. Il principio che guida questo lavoro è

quello della One Health, un approccio che considera strettamente collegati la salute dell’uomo, quella degli animali e la tutela dell’ambiente. Lo stesso approccio riguarda anche un altro elemento fondamentale degli ecosistemi: le api. L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie è infatti Centro di referenza nazionale per la salute delle api e svolge un’attività specifica di ricerca e sorveglianza in questo settore. Anche gli alveari devono fare i conti con parassiti e nuovi rischi sanitari, alcuni dei quali possono arrivare da altre parti del mondo. Anche in questo caso, secondo Ricci, i cambiamenti climatici possono contribuire a modificare lo scenario. Al momento non vengono segnalate situazioni particolarmente preoccupanti, ma la prevenzione resta fondamentale. L’attività dell’Istituto comprende anche la cooperazione internazionale, con l’obiettivo di aiutare i Paesi in cui determinati rischi sono già presenti a sviluppare strumenti efficaci per identificarli e controllarli. Vincenzo Gottardo

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29 Lo studio. Il gruppo guidato dal professor Giuseppe Tarantini protagonista al Congresso della Società Europea di Cardiologia

La cardiologia interventistica guarda al futuro, uno studio su 4mila pazienti può cambiare la cura dell’infarto

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adova è protagonista della cardiologia interventistica mondiale: uno studio su 4 mila pazienti porterà alla stesura delle nuove linee guida per la presa in carico e la cura dell’infarto. Il gruppo guidato dal prof. Giuseppe Tarantini, professore ordinario di Malattie dell’Apparato Cardiovascolare dell’Università di Padova e direttore della UOSD Cardiologia Interventistica dell’Azienda Ospedale Università di Padova, torna per il secondo anno consecutivo tra i protagonisti del Congresso della Società Europea di Cardiologia che è il più grande appuntamento cardiologico mondiale. Il nuovo studio è stato presentato come Late-Breaking Clinical Trial nella Main Arena davanti a migliaia di specialisti ed è stato pubblicato sul prestigioso European Heart Journal che si conferma la più importante rivista scientifica internazionale nel settore della cardiologia per impact factor. Il lavoro rafforza e amplia i risultati della precedente ricerca pubblicata dallo stesso gruppo padovano sul

New England Journal of Medicine estendendo ora l’analisi a circa 4 mila pazienti e includendo, oltre ai Paesi occidentali, anche popolazioni dell’Asia orientale. Al centro dell’indagine clinica c’è un approccio sempre più personalizzato al trattamento dell’infarto. Il principio è non limitarsi alla riapertura dell’arteria responsabile dell’evento acuto, ma valutare l’intero albero coronarico e trattare anche

le altre stenosi che presentano un reale significato emodinamico, cioè quelle effettivamente in grado di provocare ischemia. L’obiettivo è ottenere una rivascolarizzazione completa, ma selettiva riducendo il più possibile il rischio di nuovi eventi cardiovascolari. Una volta raggiunta una protezione ischemica ottimale, diventa così possibile intervenire anche sull’altro grande fronte della terapia dopo l’infarto: il rischio di sanguinamento. Tradizionalmente, dopo angioplastica e stent, i pazienti venivano trattati per mesi con una doppia terapia antiaggregante. I nuovi dati indicano invece che, nei pazienti adeguatamente selezionati e dopo una rivascolarizzazione ottimale, è possibile ridurre a un solo mese la doppia terapia antiaggregante proseguendo successivamente con una strategia meno intensiva senza perdere protezione dagli eventi ischemici. Il vantaggio è rilevante: una riduzione dei sanguinamenti maggiori nell’ordine di circa il 50 per cento. Il messaggio clinico è, quindi, mol-

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to chiaro: trattare tutte le lesioni coronariche realmente pericolose, ridurre il rischio di una nuova ischemia e successivamente evitare una terapia antiaggregante più intensa e prolungata del necessario. La conferma dei risultati in popolazioni occidentali e dell’Asia orientale rafforza la solidità scientifica dello studio e la possibilità di applicare questa strategia su scala internazionale. Si consolida così un percorso scientifico che potrà avere un impatto diretto sulla pratica clinica e sulle future linee guida internazionali per il trattamento dell’infarto. Un risultato che valorizza la Cardiologia Interventistica e l’intera Cardiologia dell’Azienda Ospedale Università di Padova, insieme all’Università di Padova, confermandone il ruolo di riferimento nella ricerca cardiovascolare e nell’innovazione terapeutica. Prof. Giuseppe Tarantini: “La Cardiologia dell’Azienda Ospedale Università di Padova consolida ancora una volta il proprio ruolo di eccellenza nel panorama della ricerca e dell’in-

L’ANELLO CICLABILE DEI COLLI EUGANEI Il percorso cicloturistico per conoscere e riscoprire il paesaggio, la storia e la natura delle colline padovane

L’Anello Ciclabile dei Colli Euganei attraversa un territorio ricco di paesaggi, storia e tradizioni da scoprire con il ritmo lento della bicicletta. I suoi 63 chilometri possono essere percorsi in un’unica volta oppure suddivisi in più tappe, scegliendo di volta in volta quanto fermarsi e cosa visitare. Il percorso si snoda a pochi chilometri dalle città d’arte e dalle località termali. Lungo il tragitto si incontrano borghi e piccoli centri storici, ville venete, aree naturali e importanti siti storici. È un viaggio attraverso un territorio dove storia e natura convivono. Una parte significativa dell’anello si sviluppa all’interno del Parco Regionale dei Colli Euganei, in un paesaggio caratterizzato da particolari conformazioni geologiche e patrimonio MAB Unesco Riserva della Biosfera. La bicicletta diventa così il filo conduttore di un modo semplice e piacevole di esplorare il territorio. ASCOLTACI SU itinerari di Per facilitare la conoscenza del territorio e la scelta degli WWW.VENETO24.IT è disponibile il sito dedicato https://www.cicloculturando.it/ Ascoltaci in tutto il Veneto in viaggio, auto sul SUL TUO PC O ALEXA (accessibile anche dal sito istituzionale www.provincia.padova.it). Nel sito istituzionale è inoltre disponibile la sezione https://www.provincia.padova.it/padova-natura-e-cultura dedicata a questo e altri itinerari ciclabili presenti nel territorio provinciale e alla descrizione di alcuni punti d’interesse.

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novazione in ambito cardiovascolare. Il risultato testimonia la qualità e la solidità del lavoro svolto quotidianamente dai professionisti della Cardiologia Interventistica e dell’Emodinamica di Padova e soprattutto conferma il valore di un modello fondato sull’integrazione tra attività clinica, ricerca scientifica, formazione e innovazione terapeutica. La capacità di sviluppare e di applicare approcci diagnostici e terapeutici sempre più avanzati, insieme alla partecipazione a progetti di ricerca di elevato profilo scientifico, contribuisce a rafforzare il posizionamento dell’Azienda Ospedale Università Padova e dell’Università di Padova come punto di riferimento nel campo della medicina cardiovascolare a livello nazionale, europeo e internazionale. Un risultato che premia, dunque, non solo l’eccellenza delle competenze e delle specificità coinvolte, ma anche la capacità di fare sistema tra assistenza, ricerca e innovazione con l’obiettivo di tradurre i progressi della ricerca scientifica in nuove opportunità di cura e in un concreto beneficio per i pazienti”.

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30 Chirurgia. Il punto del coordinatore trapianti Pietro Paolo Murdaca

«Senza donatore non c’è trapianto»: a Cittadella cresce la cultura della donazione

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enza donatore non c’è trapianto». È una frase semplice, ma racchiude il significato di una scelta capace di trasformare un momento di dolore in una nuova possibilità di vita. La donazione di organi, tessuti e cellule rappresenta infatti uno dei gesti più profondi di solidarietà e responsabilità civile: per chi attende un trapianto può significare la possibilità concreta di curarsi e tornare a guardare al futuro. Diffondere questa consapevolezza è uno degli obiettivi del Coordinamento trapianti dell’ospedale di Cittadella. «Tra gli obiettivi principali del Coordinamento trapianti – spiega Pietro Paolo Murdaca, medico anestesista e rianimatore e coordinatore Trapianti dell’ospedale di Cittadella – c’è proprio la diffusione della cultura della donazione, attraverso informazione e sensibilizzazione, perché ogni persona possa compiere una scelta libera e consapevole». Ogni anno sono migliaia gli italiani che attendono un trapianto. Il sistema nazionale è considerato tra

i più efficienti d’Europa e il Veneto rappresenta una delle realtà più significative sul fronte delle donazioni. Nonostante i risultati raggiunti, però, il numero dei donatori continua a non essere sufficiente a soddisfare tutte le richieste. «Anche dopo la vita possiamo continuare a fare del bene e regalare una nuova possibilità – sottolinea Murdaca –. Un solo donatore può salvare o migliorare la vita di più persone. Donare gli organi signifi-

ca trasformare una perdita in una nuova speranza». È proprio questo il messaggio che il personale sanitario cerca di portare tra i cittadini: informarsi, conoscere le procedure e decidere consapevolmente se dare il proprio consenso significa contribuire a creare una rete di solidarietà capace di incidere concretamente sulla vita di altre persone. L’Ulss 6 Euganea porta avanti da tempo attività di informazione e sensibilizzazione sulla donazione di organi e tessuti. Nel territorio di competenza dell’ospedale di Cittadella, Murdaca e l’infermiere Pier Paolo Olivo organizzano incontri dedicati al tema della donazione di organi, tessuti e cellule, anche attraverso testimonianze dirette. L’obiettivo è fornire ai cittadini informazioni corrette e comprensibili, così da favorire una scelta consapevole e permettere a chi partecipa agli incontri di diventare a sua volta portatore di un messaggio di solidarietà. I numeri confermano la presenza

di una sensibilità significativa nel territorio: nel 2025 sono stati più di trenta i donatori nell’area afferente all’ospedale della città murata. E il valore di ogni singola donazione va ben oltre il numero dei donatori: una persona può infatti rendere disponibili diversi organi, tessuti e cellule, consentendo a più pazienti di beneficiare di quello stesso gesto. La decisione di donare può essere presa e formalizzata mentre si è in vita. Esprimere in anticipo la propria volontà è particolarmente importante perché, in assenza di una dichiarazione dell’interessato, nel momento del decesso la scelta può ricadere sui familiari, chiamati a decidere in una situazione di profondo dolore. Il consenso può essere espresso presso l’ufficio anagrafe del proprio Comune in occasione del rilascio o del rinnovo della carta d’identità. È inoltre possibile registrare la propria volontà online attraverso il portale dell’Associazione italiana donatori organi, utilizzando Spid o Carta d’identità elettronica, oppure rivol-

gendosi alla propria Ulss e compilando l’apposito modulo. Un’altra possibilità è redigere e firmare una dichiarazione da conservare tra i propri documenti personali. La volontà può essere modificata in qualsiasi momento. La donazione degli organi segue una procedura medica precisa e rigorosa, nella quale ogni fase viene verificata da specialisti. L’espianto e il successivo trapianto di organi, tessuti e cellule richiedono il coordinamento di diverse équipe sanitarie e un’organizzazione complessa. A stabilire l’assegnazione degli organi ai pazienti inseriti nelle liste d’attesa è il Centro nazionale trapianti, sulla base di criteri che tengono conto, tra gli altri elementi, dell’urgenza e della compatibilità. Dietro ogni trapianto ci sono dunque una macchina sanitaria altamente organizzata e, prima ancora, una scelta individuale. Quella di una persona che decide di dire sì alla donazione, offrendo anche dopo la propria morte una possibilità concreta a chi sta aspettando una nuova vita.

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