del Camposampierese Ovest
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Periodico d’informazione locale - Anno XXXIII n. 212
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San Giorgio delle Pertiche, più sicurezza e servizi per la scuola di Cavino
Riciclare“Avanti Ruzza: non basta, con la nuova la piattaforma sfida èper dare il biglietto un mercato unico dei trasporti alla plastica recuperata regionali”
Influenza, al via le vaccinazioni, 200mila dosi per il padovano
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Regione Veneto al banco di prova del bilancio
L
a sessione di bilancio in Regione Veneto si prospetta come uno dei banchi di prova più delicati e complessi della legislatura, un momento in cui la politica economica e finanziaria di Palazzo Ferro Fini dovrà fare i conti con la realtà complessa che famiglie e imprese stanno affrontando in un contesto socio-economico e internazionale segnato da forti criticità. Tra inflazione persistente, rincari energetici e incertezze globali che pesano sulla filiera produttiva, la grande domanda che attraversa i corridoi della politica veneta riguarda il futuro della programmazione finanziaria e la tenuta della storica coesione della maggioranza. In particolare, ci si chiede se il cosiddetto schema “Stefanildo”, ovvero il consolidato asse di governo e di sintesi politica tra i principali leader di maggioranza e opposizione coalizione, troverà piena soddisfazione anche nelle scelte di allocazione delle risorse o se, al contrario, l’elaborazione del documento contabile darà vita a una sfida aspra e a tensioni interne difficilmente dissimulabili. A rendere il quadro particolarmente teso vi è il clima di forte preoccupazione che serpeggia tra le realtà produttive del territorio.
EMERGENZA CASA TRA COSTI INSOSTENIBILI E IMMOBILI “FANTASMA” A CAMPODARSEGO GLI APPARTAMENTI COSTANO IL 16,5% IN PIÙ servizi alle pag. 6-7
SANTA GIUSTINA IN COLLE, DOPO 15 ANNI ARRIVA LA ROTATORIA
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IL CETO MEDIO FUORI CASA
empre più cara, sempre più irraggiungibile: che sia da acquistare o da comprare la casa non è più una certezza ma assume i contorni di un miraggio o di una montagna impossibile da scalare. Bastano le cifre e i bilanci familiari a fine mese a dare un’idea. Se fino a qualche anno fa, in Veneto come in Trentino, la difficoltà a trovare un alloggio riguardava le fasce escluse dal ciclo produttivo, oggi il blocco dell’accesso alla casa incide direttamente su insegnanti, giovani tecnici, lavoratori della sanità, anziani con pensioni contributive ordinarie e famiglie monoreddito.
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IL CETO MEDIO FUORI CASA
TRASPORTO DI STUDENTI CON DISABILITÀ, ARRIVA IL CONTRIBUTO
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n contributo economico straordinario una tantum destinato alle famiglie di studenti e studentesse con disabilità residenti nel comune di Villa del Conte. È l’iniziativa messa in campo dall’amministrazione per facilitare il trasporto lungo il tragitto casa-scuola, favorire la regolare frequenza scolastica e, più in generale, garantire il diritto allo studio. L’annuncio è arrivato all’inizio del nuovo anno scolastico, in concomitanza con l’avvio dei tradizionali servizi come i “nonni vigile”, la pre accoglienza, il supporto extra scolastico ecc. Destinatari di questa specifica misura di sostegno sono gli “iscritti nel 2026 alla scuola dell’infanzia, alla scuola primaria e secondaria di primo grado, ubicate anche al di fuori del comune” spiega in una nota l’amministrazione. “Potranno presentare istanza tutti i cittadini italiani, comunitari e non comunitari residenti nel comune di Villa del Conte; termine ultimo per la presentazione della domanda è il 1° dicembre”. In merito ai cittadini non comunitari residenti, il comune precisa che dovranno essere in regola con le norme in materia di soggiorno e permanenza. Ulteriori requisiti, validi per tutti, riguardano l’effettiva impossibilità ad utilizzare i mezzi di trasporto scolastico esistenti, “per motivi legati alla privazione o compromissione funzionale dell’autonomia personale per il raggiungimento della sede scolastica”. Altro requisito è quello del “possesso di disabilità in situazione di gravità e che la stessa è certificata in base alla legge”. Per richiedere di usufruire del servizio è sufficiente inviare una mail o una pec (indirizzi e modalità sono consultabili sul sito del comune). Per ulteriori chiarimenti è possibile contattare l’ufficio servizi sociali e istruzione.
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• Nicola Stievano Segue da pag. 1
U
Diritto allo studio, aiuti alle famiglie di Villa del Conte
n giovane under 35 con un contratto a tempo indeterminato e uno stipendio di 1.500 euro si scontra oggi con la richiesta di anticipi bancari pari ad almeno 45.000 euro per ottenere un mutuo prima casa; allo stesso tempo i canoni d’affitto assorbono ormai oltre il 40% delle entrate nette di un nucleo familiare medio. Il risultato è la paralisi: chi non ha alle spalle un patrimonio di famiglia rimane bloccato, oppure si vede costretto a rinunciare a scelte di lavoro e di vita. Di fronte a questa saturazione, gli strumenti istituzionali locali cercano di mettere un argine. In Veneto, la Regione ha attivato il piano “Generazione Casa” impegnando 50 milioni di euro per azzerare i tempi di ripristino delle abitazioni pubbliche sfitte e destinarle a lavoratori e giovani coppie. Sull’altro versante, la Provincia Autonoma di Trento affianca alla gestione ordinaria di ITEA S.p.A. (Istituto Trentino per l’Edilizia Abitativa) il progetto Ri-Val (Rigenerazione e Valorizzazione): una misura che ha censito 467 alloggi inutilizzati nei Comuni trentini con l’obiettivo di riqualificarne 300 e reimmetterli sul mercato a canone moderato (calmierato del 30% rispetto al mercato libero) o con opzione di riscatto. Misure operative che si
integrano con le direttive del Piano Casa da centomila alloggi in dieci anni, un impegno a lungo termine pensato per stimolare l’housing sociale privato attraverso leve fiscali e semplificazioni urbanistiche. Tuttavia, risanare qualche centinaio di appartamenti non basterà se le regole del mercato immobiliare continuano a spingere l’offerta esclusivamente verso la locazione turistica breve o la speculazione ad alto rendimento. La casa non può continuare a essere trattata esclusivamente come merce speculativa o bene di rendita a breve termine. Per la classe media la casa non è mai stata un lusso ma una necessità che spesso impegna per decenni le famiglie. Secondo gli esperti servirebbero tre cose poco appariscenti: cantieri con date verificabili, dati pubblici su sfitti e graduatorie (l’anagrafe regionale dell’Erp veneta va in questa direzione), criteri chiari su chi rientra nella fascia intermedia, anziani compresi. I proprietari di immobili vuoti dovrebbero valutare un canone concordato. I Comuni possono accelerare permessi e bandi, le imprese pensare alloggi per i propri dipendenti. A noi cittadini spetta chiedere conto dei tempi, perché una casa promessa tra cinque anni non risolve l’affitto di quest’inverno.
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• Andrea Benato
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Questa edizione raggiunge le zone di Campodarsego, Santa Giustina del Camposampierese Ovest in Colle, San Giorgio delle Pertiche, Villa del Conte, Villanova di Camposampiero e per un numero complessivo di 11.483 copie. Iscrizione testata al Tribunale di è una testata giornalistica di proprietà di Srl Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 32199 Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin - formato da 26 edizioni locali mensilmente recapitato a 575.000 famiglie del Veneto e del Trentino
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Emergenza casa/1. Per le Acli il 51% dei dipendenti non può comprare casa
REDDITI BASSI E AFFITTI IN SALITA: LA SICUREZZA DI UNA CASA SI ALLONTANA U n quadrilocale di 130 metri quadrati, al primo piano di una palazzina con quattro appartamenti e l’ascensore, nel centro di Villa del Conte. L’annuncio, pubblicato a luglio, chiede 750 euro al mese. Poche settimane prima le Acli di Padovaavevano ricordato che circa l’8 per cento dei lavoratori dipendenti guadagna meno di 726 euro netti al mese. Un annuncio è un caso singolo e non una media, e un quadrilocale non è la casa che cerca chi vive con quel reddito. Ma i numeri indicano la stessa direzione. L’analisi delle Acli ha riletto i redditi 2024 di oltre 30 mila dichiarazioni raccolte dal loro servizio fiscale. Il quadro riguarda la provincia di Padova e non solo i comuni dell’Alta Padovana: il 20 per cento dei dipendenti non supera i 10 mila euro netti l’anno, pur con una disoccupazione sotto il 3 per cento. Pesa di più sulle famiglie con un solo stipendio o con due figli, anche quando lavorano entrambi i genitori. La casa è il punto in cui il quadro si stringe. Il 51 per cento dei dipendenti dichiara di non potersi permettere l’acquisto di un’abitazione, mentre le generazioni passate erano arrivate alla proprietà in circa tre casi su quattro. Chi vive in affitto guadagna in media il 23 per cento in
meno di chi è proprietario. Per le Acli non è una nuova propensione alla mobilità: si affitta perché il reddito non basta, e la condizione non è più un’emergenza temporanea ma una struttura di disuguaglianza. Il mercato locale va nella stessa direzione, con la cautela dovuta a stime di un portale immobiliare e
non a rilevazioni ufficiali. A Campodarsego, secondo RealAdvisor, gli appartamenti sono saliti del 6,8 per cento in dodici mesi e del 16,5 in tre anni, e un affitto medio vale 1.175 euro al mese. A Santa Giustina in Colle la stima per un appartamento scende a 932 euro. Gli strumenti pubblici passano in larga parte
dai comuni, e Campodarsego, San Giorgio delle Pertiche, Santa Giustina in Colle, Villa del Conte e Villanova di Camposampiero fanno parte della stessa Federazione dei Comuni del Camposampierese. Il contributo regionale per l’affitto si chiede al comune di residenza, con un bando comunale e sulla base dell’ISEE. La legge regionale 39 del 2017 consente alle amministrazioni di riservare fino al 10 per cento degli alloggi pubblici assegnati ogni anno a emergenze abitative documentate. Il Piano Casa del Governo prevede nell’arco di dieci anni il recupero di 60 mila alloggi popolari e 100 mila abitazioni a prezzo calmierato. Le Acli chiedono di puntare sull’edilizia sociale e sul patrimonio esistente, per evitare di costruire molto e abitare poco. “Serve riprendere l’edilizia sociale che in questo Paese da cinquant’anni non si fa”, scrive il presidente Maurizio Drezzadore. Lavoro, affitto e proprietà: sono i tre punti su cui si misura la distanza tra chi cerca casa e il mercato. A Villa del Conte quella distanza ha la forma di un annuncio da 750 euro, in centro, al primo piano. • Sara Busato
Emergenza casa, nel Padovano 1.811 alloggi Ater sfitti
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ono 1.811 gli alloggi Ater sfitti in provincia di Padova: il secondo numero più alto del Veneto dopo Venezia. Su un patrimonio di 7.235 abitazioni, il 25,03% non è occupato. Una casa su quattro resta dunque vuota, mentre la mancanza di manutenzione impedisce di rimettere a disposizione una parte del patrimonio destinato a rispondere al bisogno abitativo. Il quadro al 31 dicembre 2025 mostra che il problema si concentra soprattutto nell’edilizia residenziale pubblica. Dei 6.730 alloggi Erp presenti nel Padovano, 1.628 risultano sfitti. Altri 183 immobili non occupati
appartengono al patrimonio non Erp, che conta complessivamente 505 abitazioni. Padova supera la media regionale, ferma al 23,83%, e presenta la seconda incidenza più alta di alloggi vuoti, dietro Venezia, dove la quota raggiunge il 30,75%. Nel resto del Veneto le percentuali sono inferiori: dal 23,76% di Rovigo al 16,28% di Verona. Per avviare il recupero degli immobili, il presidente della Regione Alberto Stefani annuncia uno stanziamento di 25 milioni di euro. L’intervento riguarda l’intero territorio veneto, dove le abitazioni Ater sfitte sono 8.600 su un patrimonio di 36.088
alloggi. L’obiettivo indicato è ristrutturare circa un migliaio di case, con una spesa media stimata in 30 mila euro ciascuna. Il provvedimento dovrebbe arrivare entro l’inizio di novembre, mentre i primi cantieri sono previsti tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027. Le assegnazioni alle famiglie seguiranno il completamento dei lavori. Resta però da definire quante risorse saranno destinate alla provincia di Padova e quanti dei suoi 1.811 alloggi sfitti potranno essere recuperati. Lo stanziamento annunciato rappresenta un primo intervento rispetto alle dimensioni del problema. La Regione sta valutando
anche un’altra possibilità: consentire ai potenziali inquilini di sostenere le spese di ristrutturazione, garantendo una permanenza nell’abitazione abbastanza lunga da recuperare l’investimento. Una formula ancora allo studio. Per il Padovano il passaggio decisivo sarà individuare gli immobili sui quali intervenire e stabilire tempi e finanziamenti. È da questi elementi che dipenderà quanta parte del patrimonio oggi inutilizzato potrà tornare ad accogliere le famiglie. • (S.B.)
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7 Emergenza casa/2. La sfida è ridurre i tempi di assegnazione
Recuperare gli sfitti: la sfida di Ater Padova per assegnare case più in fretta
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ecuperare gli alloggi non disponibili e ridurre i tempi per riassegnarli alle famiglie. Sono le priorità indicate dal nuovo Consiglio di amministrazione di Ater Padova per rispondere a una domanda abitativa che resta forte in città e in provincia. “Il primo patrimonio su cui dobbiamo lavorare è quello che già possediamo”, spiega il presidente Vezzaro. Ogni appartamento recuperato può offrire una risposta concreta, spesso più rapidamente rispetto alla costruzione di un nuovo edificio. Accanto al recupero, Ater punta a completare gli interventi già programmati e a predisporre una pianificazione che permetta di intercettare finanziamenti regionali, nazionali ed europei. Il confronto con i Comuni servirà anche a individuare dove sia necessario aumentare l’offerta abitativa. “Non si tratta soltanto di costruire di più, ma di utilizzare meglio e più rapidamente
il patrimonio pubblico che abbiamo”. Il punto di partenza è distinguere le condizioni degli appartamenti sfitti. Non tutti richiedono gli stessi lavori: alcuni possono tornare disponibili rapidamente, altri necessitano di interventi strutturali e risorse maggiori. Il PNRR, osserva Vezzaro, ha rappresentato un’opportunità straordinaria, ma la manutenzione non può dipendere soltanto da finanziamenti eccezionali. Occorre una programmazione stabile, capace di utilizzare tutte le risorse disponibili. L’obiettivo è ridurre progressivamente il tempo tra la riconsegna di un’abitazione e la nuova assegnazione, intervenendo su sicurezza, impianti ed efficienza energetica. “Lo sfitto deve tornare a essere patrimonio abitato”, sottolinea il presidente. In questa gestione rientra anche il programma di vendita degli alloggi. Per Vezzaro, le dismissioni devono essere uno strumento di razionalizzazione del patrimonio, nel
rispetto delle norme e dei programmi previsti. Ci sono immobili per i quali vendere può risultare più conveniente che sostenere costi elevati di recupero e gestione. Dove consentito, le risorse ottenute possono contribuire agli investimenti sugli edifici che restano all’A zienda. Il criterio, precisa, è “non vendere per fare cassa, ma gestire il patrimonio in modo responsabile”, concentrando le risorse sugli immobili che possono continuare a svolgere una funzione abitativa e sociale. C’è poi la fascia di persone che non ha i requisiti per accedere all’edilizia residenziale pubblica, ma fatica a sostenere gli affitti del mercato privato: giovani coppie, lavoratori con redditi normali, famiglie monoreddito e anziani soli. Ater non può modificare autonomamente le regole di accesso. Per queste situazioni, secondo il presidente, servono strumenti da costruire con Regione e Comuni: housing sociale, locazioni a canone sostenibile e collaborazioni tra pubblico e privato. “Tra la casa popolare e il mercato libero si è aperto uno spazio sempre più ampio: è lì che le politiche pubbliche dovranno trovare nuove risposte”. Ater può contribuire mettendo a disposizione esperienza, patrimonio e capacità tecnica. Dal territorio arrivano richieste di case disponibili, ma anche di manutenzioni tempestive, edifici meno energivori e maggiore accessibilità per anziani e
Immobiliare, Villanova corre e Villa del Conte frena
persone con disabilità. Il rapporto con le amministrazioni locali sarà centrale, perché sono i Comuni a conoscere più da vicino i cambiamenti delle famiglie e le nuove fragilità sociali. “Ater non può limitarsi a gestire edifici: deve essere un interlocutore dei territori nelle politiche dell’abitare”. Un altro fronte è la semplificazione del rapporto con i cittadini: evitare passaggi inutili, utilizzare maggiormente gli strumenti digitali, rendere
• Sara Busato
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astano due cifre per misurare la distanza: 1.744 euro al metro quadro a Villanova di Camposampiero, 1.093 a Villa del Conte. Sono i prezzi richiesti ad agosto 2026, secondo Immobiliare.it, e stanno ai due estremi dei cinque comuni, in una provincia che nello stesso mese media 2.013 euro (+7,5% sull’anno). Villanova cresce del 21,9%, più di tutti nel gruppo. Seguono Santa Giustina in Colle, a 1.468 euro (+12,4%), e Campodarsego, a 1.775 euro (+12,3%), il comune più caro dell’area. San Giorgio delle Pertiche resta quasi ferma a 1.441 euro (-0,5%). Villa del Conte perde il 15,6%. Padova città è a 2.563 euro (+7,2%): anche il comune più caro del gruppo, Campodarsego, resta 788 euro sotto il capoluogo. Sugli affitti la classifica si rovescia. Villa del Conte sale del 19,1% a 9,41 euro al metro quadro e Santa Giustina del 16,0% a 10,24, mentre Villanova scende del 3,9% a 8,66 e San Giorgio del 5,4% a 10,43, il canone più alto del gruppo. Campodarsego, a 9,50 euro, cresce del 2,8%. In provincia il canone medio è di 13,09 euro (+3,5%), sopra quello di tutti e cinque i comuni. Sono valori d’offerta, non di compravendita, e nei comuni piccoli bastano pochi
più comprensibili moduli e comunicazioni e permettere di conoscere lo stato delle pratiche. Nel rispetto di norme e controlli, l’intenzione è ridurre, dove possibile, i tempi di risposta. “Anche quando una procedura è complessa, non deve essere il cittadino a doverne comprendere tutta la complessità amministrativa”, conclude Vezzaro.
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annunci a spostare la media. Per le transazioni il Real Estate Market Monitor di Rexer segnala a Padova un +7,3% nel primo semestre, con volumi del secondo trimestre tornati al livello del 2025 anche per il rialzo dei tassi Bce, la tensione internazionale e il costo delle materie prime. Tra 1.744 e 1.093 euro il Camposampierese ha così tre andamenti: chi sale (Villanova, Campodarsego, Santa Giustina), chi resta fermo (San Giorgio delle Pertiche), chi scende (Villa del Conte). • (S.B.)
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I numeri. Oltre 32mila prestiti e quasi tremila utenti attivi
LA CULTURA ESCE DALLA BIBLIOTECA E RAGGIUNGE I CITTADINI E LE FRAZIONI N on soltanto un luogo dove prendere in prestito un libro, ma un presidio culturale capace di unire lettura, formazione, tecnologia e socialità. La Biblioteca comunale di Campodarsego ha chiuso il 2025 con 32.670 prestiti, 2.933 utenti attivi e una media di 58 accessi giornalieri, confermando la ripresa registrata dopo gli anni della pandemia e il ruolo sempre più centrale assunto all’interno della comunità. Un risultato accompagnato dall’ampliamento dei servizi e da un patrimonio costantemente aggiornato. Dal 2020 gli acquisti di libri e Dvd vengono effettuati con cadenza settimanale, seguendo le novità editoriali ma anche le richieste degli utenti. A questo si affianca il prestito interbibliotecario provinciale e interprovinciale, con due consegne alla settimana, che amplia ulteriormente i titoli a disposizione. Dal 2022 è inoltre operativo lo Smart Locker – Smart Biblio, che permette di ritirare e restituire i libri
prenotati 24 ore su 24, sette giorni su sette: nel solo 2025 sono stati 2.738 i prestiti effettuati attraverso il servizio. Ampio spazio viene riservato alla promozione della lettura tra bambini e ragazzi. Durante l’anno vengono organizzati letture animate, laboratori creativi e scientifici, attività Stem e coding, incontri con gli autori e visite
per le scuole. Per i più piccoli è attivo anche “Toc Toc, Orecchie Curiose”, mentre dal 2007 la biblioteca aderisce a “Nati per Leggere” e dal 2021 invia un libro a ogni nuovo nato residente. La proposta coinvolge anche gli adulti. Per la stagione 2026-2027 sono previsti corsi di inglese e spagnolo, disegno e pittura, public speaking e uncinetto,
insieme a percorsi dedicati all’avvicinamento ai vini, alla produzione di cosmetici naturali e alla Papier Maché. A completare il calendario culturale c’è “Palcoscenico 35011”, la rassegna teatrale che dai circa cento abbonamenti della stagione 2022-2023 è arrivata a triplicare le adesioni nelle stagioni 2024-2025 e 2025-2026, facendo registrare numerosi sold out. L’importanza di mantenere viva questa offerta e, soprattutto, di renderla accessibile in tutto il territorio è stata ribadita dall’assessore Fabio Marzaro. La centralità del capoluogo, infatti, non deve tradursi in una centralizzazione delle proposte: l’obiettivo è una diffusione capillare delle occasioni culturali, capace di valorizzare e coinvolgere anche le frazioni. Una filosofia che trova una delle sue espressioni più concrete nel progetto Librellula – Librobus, la biblioteca ambulante che durante l’estate raggiunge i parchi trasformandoli in spazi di lettura, creatività e incontro. Nel 2026, anno
del venticinquesimo anniversario, il progetto si è svolto per sette settimane consecutive, dal 29 giugno al 12 agosto, coinvolgendo 1.321 bambini e registrando 960 prestiti. A questi si aggiungono circa 850 tra genitori, nonni e accompagnatori: complessivamente oltre 2.100 persone incontrate. Una partecipazione che non si è fermata neppure nelle settimane caratterizzate dalle temperature più elevate e che conferma la funzione sociale assunta dall’iniziativa. “Genitori, nonni e accompagnatori non sono un contorno del progetto, ma parte integrante della sua riuscita – ha sottolineato Marzaro –. Nonostante il caldo, le persone sono venute lo stesso: segno che percepiscono con chiarezza la bellezza del progetto, capace di creare un momento importante di relazione e di comunità, tra bambini, tra adulti e tra bambini e adulti insieme”. • Elena Scapin
IL SALUTO ALLO STORICO PEDIATRA, ORA IL TESTIMONE PASSA A DI SALVO
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n cambio di testimone che riguarda da vicino tante famiglie. Dal 31 agosto il dottor Ferretti ha concluso la sua lunga attività professionale ed è entrato ufficialmente in pensione. Al suo posto è arrivata la dottoressa Di Salvo, pronta a iniziare un nuovo percorso accanto ai bambini del territorio e ai loro genitori. Per molti Ferretti, nel corso degli anni, è diventato una presenza familiare. Perché il pediatra non è soltanto il medico al quale rivolgersi quando un bambino sta male: segue i primi anni di vita, accompagna la crescita e impara a conoscere dubbi e preoccupazioni dei genitori. Un rapporto che si costruisce visita dopo visita e che, con il
passare del tempo, diventa soprattutto un rapporto di fiducia. Per questo il momento del pensionamento ha rappresentato anche l’occasione per ringraziarlo per la professionalità, la disponibilità e l’attenzione dimostrate verso tante famiglie. Dal sindaco e dall’Amministrazione è arrivato l’augurio di vivere con serenità questa nuova fase della vita, trovando più tempo per gli affetti, le passioni e tutto ciò che gli anni di lavoro avevano inevitabilmente lasciato in secondo piano. Ora il testimone passa alla dottoressa Di Salvo. Per lei comincia un percorso nuovo, nel quale sarà importante conoscere progressiva-
mente bambini e genitori e costruire con loro quella stessa fiducia che nasce soltanto con il tempo. Raccogliere un’eredità professionale così lunga non è semplice, ma alla nuova pediatra è stato rivolto un caloroso benvenuto e l’augurio di diventare presto un nuovo punto di riferimento per le famiglie. Si chiude così una lunga pagina e se ne apre un’altra: cambiano i volti, ma rimane lo stesso filo che lega il pediatra alla comunità, quello fatto di cura, ascolto e presenza durante gli anni più importanti della crescita di un bambino. • (EL.S.)
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SAN GIORGIO DELLE PERTICHE
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La donazione. “Potenziare la gestione delle emergenze” ha dichiarato l’assessore regionale Venturini
UN NUOVO PICKUP PER LA PROTEZIONE CIVILE 5 0mila euro per l’acquisto di un nuovo pickup per la Protezione Civile di San Giorgio delle Pertiche. È la notizia che ha raggiunto nei giorni scorsi l’assessore Andrea Carnio, subito condivisa sui social. “Un ringraziamento sincero e sentito va alla Regione del Veneto per aver creduto e investito ancora una volta nel nostro territorio e nella sicurezza della nostra comunità” ha commentato l’assessore. “Dopo la nuova sede in via Lardona, questo nuovo tassello va ad arricchire ulteriormente la dotazione dei nostri volontari, che ogni giorno con generosità, coraggio e spirito di servizio sono in prima linea per tutelare tutti noi. Ogni promessa mantenuta è il frutto di un lavoro di squadra continuo, concreto e appassionato” ha proseguito Carnio. L’assegnazione del contributo da parte della Regione è stato commentato anche dall’assessore regionale Elisa Venturini: “Questo contributo rappresenta un importante sostegno al potenziamento delle dotazioni a disposizione dell’associazione e contribuisce al rafforzamento della capacità operativa del sistema regionale di PC, a beneficio delle attività di prevenzione, previsione e gestione delle emergenze sul territorio”. La Protezione Civile sangiorgese sta quindi crescendo. Lo scorso aprile l’azienda Vernici Peggion aveva donato il materiale necessario per restaurare una barca a motore, a sua volta donata generosamente da un cittadino di San Giorgio delle Pertiche. “Questo è l’ennesimo esempio di come la sinergia tra cittadini, imprese e volontariato possa portare risultati concreti e sinceri a beneficio di tutto il territorio” aveva commentato l’assessore Carnio. Da qualche mese sono inoltre in corso i lavori di rifinitura del capannone che ospiterà la sede della Protezione Civile. Lo scorso febbraio sono state tinteggiate delle pareti, ed è stata completata la posa della pavimentazione del soppalco. Anche per la sede, i volontari avevano potuto contare su una donazione da parte di un’azienda di materiali edili di San Giorgio delle Pertiche che aveva fornito le piastrelle, curando l’estetica e la funzionalità della sede. Un’altra impresa del territorio aveva infine messo a disposizione un muletto per movimentare i carichi pesanti in sicurezza e velocità. “Esempi come questo confermano che il “fare squadra” tra cittadini, imprese e volontari è la chiave per far crescere la nostra comunità”
Un cittadino rimuove a proprie spese l’amianto in un fosso
ha aggiunto l’assessore. Per celebrare lo spirito del gruppo, per ritrovarsi e dare testimonianza del proprio lavoro, a settembre i volontari della Protezione Civile locale si sono dati appuntamento a Padova assieme ai “colleghi” di altri comuni in occasione della messa in onore di Padre Pio, loro protettore. “Un impegno quotidiano alimentato da uno straordinario senso di altruismo, spirito di sacrificio e vicinanza alla nostra gente” ha dichiarato Carnio al termine della giornata. • Andrea Benato
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’è chi i rifiuti li abbandona, illecitamente. E chi, invece, si attiva per raccogliere anche quelli che non gli appartengono, anche se questi sono estremamente pericolosi. È accaduto a San Giorgio delle Pertiche quando un cittadino, il dott. Luca Cortese, si è accorto della presenza di amianto abbandonato sull’argine di un fosso, in un’area frequentata anche da bambini. “Pur trattandosi di un intervento non di competenza comunale né del consorzio, e mosso unicamente dalla tutela della salute pubblica e dell’ambiente, il nostro concittadino si è attivato in prima persona contattando una ditta abilitata per la bonifica e la rimozione in sicurezza del materiale. Un intervento interamente a proprie spese, per un importo per nulla indifferente” ha raccontato nei giorni seguenti sui social l’assessore al decoro urbano e patrimonio, Andrea Carnio. Non è purtroppo raro rinvenire ancora oggi lastre di Eternit sul territorio, sebbene l’amianto sia stato bandito da oltre 30 anni. Risale ad appena quattro anni fa la bonifica all’interno della scuola Ugo Foscolo, ma visto il largo uso che se ne faceva è facile immaginare una presenza ancora diffusa della fibra nell’ambiente. “Uno straordinario esempio di senso civico e amore per il territorio, che merita di essere condiviso e preso a modello. Vogliamo rivolgere un ringraziamento pubblico e sentito al nostro concittadino, il dott. Luca Cortese, protagonista di un gesto di generosità e altruismo davvero raro. Un’azione encomiabile che dimostra cosa significhi davvero avere a cuore la propria comunità” ha aggiunto Carnio, pubblicando sui social le foto del prima e dopo. “Gesti nobili come questo rappresentano un valore immenso e ci auguriamo possano diventare un volano e un’ispirazione per tanti altri esempi positivi” ha concluso l’assessore. • (A.B.)
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SAN GIORGIO DELLE PERTICHE
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Scuole. 13 nuovi parcheggi e vialetto pedonale per maggiore sicurezza
PRIMARIA DE AMICIS, ULTIMATI I LAVORI NUOVA MENSA E VIABILITÀ MIGLIORATA D opo l’inaugurazione in pompa magna, lo scorso settembre, del nuovo asilo nido comunale, l’amministrazione annuncia il completamento di un nuovo capitolo dei lavori pubblici dedicati alle scuole. Questa volta gli interventi hanno riguardato la primaria Edmondo De Amicis della frazione di Cavino. A spiegare i dettagli degli interventi è l’assessore ai lavori pubblici Andrea Carnio: “Abbiamo completato un intervento strategico che unisce la sicurezza scolastica, la viabilità e il supporto alla nostra Protezione
Civile. In particolare abbiamo creato 13 nuovi posti auto. I parcheggi - fondamentali per decongestionare il traffico e risolvere la criticità della sosta durante gli orari di ingresso e uscita della scuola di Cavino sono stati ricavati intervenendo sul viale d’accesso. Un risultato reso possibile grazie alla famiglia Bevilacqua, che ringraziamo sentitamente per aver accettato di vendere il capannone e le aree limitrofe vicine al comune, permettendoci di acquisire la nuova e funzionale sede della Protezione Civile” ha illustrato l’assessore.
Altro intervento ha riguardato la realizzazione di un nuovo vialetto d’accesso pedonale asfaltato, “pensato - prosegue Carnio - per garantire un collegamento diretto tra la nuova area di sosta e l’interno della scuola. In questo modo famiglie, bambini e personale scolastico potranno muoversi in totale sicurezza, evitando completamente i punti di maggiore congestione stradale”. Infine sono in corso modifiche all’illuminazione: “Saranno installati dei nuovi lampioni per garantire visibilità e sicurezza a tutte le ore” ha concluso l’assessore.
Se questo riguarda l’esterno della scuola primaria, una nuova importante opera è stata inaugurata negli stessi giorni. È la
nuova mensa di 80 mq, i cui lavori sono costati 630 mila euro. Le coperture sono arrivate dai fondi PNRR, dal Gestore dei servizi energetici e dall’amministrazione comunale. L’edificio può accogliere fino a 80 bambini ed è attrezzato anche per la preparazione dei pasti e il lavaggio delle strutture. Infine, precisa l’amministrazione, la struttura sarà a basso impatto ambientale, con consumi limitati grazie a un impianto fotovoltaico e uno di climatizzazione. • Andrea Benato
Aperta la nuova isola ecologica di via Zuanon
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stato aperto nei giorni scorsi il nuovo ecometro etra in via Zuanon, a San Giorgio delle Pertiche. Caratteristica principale dell’area è l’accessibilità 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, al fine di agevolare il conferimento dei rifiuti. La vecchia area - attiva dal 1999 - è stata dismessa, così come i tre punti di raccolta degli abiti usati, oggi riuniti
presso il nuovo ecocentro. “Si possono conferire carta, cartone, imballaggi in plastica, indumenti, vetro, plastica, RAE di piccole dimensioni e, tutti i sabati mattina, anche verde e ramaglie” ha spiegato l’assessora all’ambiente Caterina Bellotto. Inoltre, l’amministrazione rende noto che per gli ingombranti è possibile effettuare la raccolta a domicilio, mentre da lunedì 5 ottobre
sono cambiati anche i giorni di raccolta dell’umido, che andrà conferito il lunedì e il giovedì. “Siamo entusiasti di questo progetto che testimonia l’impegno del nostro comune verso la sostenibilità e il miglioramento dei servizi per la comunità. La nuova isola ecologica automatizzata non solo faciliterà la raccolta differenziata, ma contribuirà anche a mantenere il nostro territorio
più pulito e ordinato. Ringraziamo Etra S.p.A. per la collaborazione e per l’investimento in infrastrutture moderne e funzionali” ha aggiunto l’assessora Bellotto. Il progetto era stato annunciato già nel 2025 ma i lavori hanno preso il via all’inizio del 2026. “La nuova isola ecologica rappresenta un passo significativo verso la modernizzazione
e l’efficienza nella gestione dei rifiuti” aveva commentato il vicesindaco Alberto Corsini nell’annunciare la nuova opera. “Grazie alla tecnologia automatizzata, i cittadini potranno conferire i propri rifiuti in qualsiasi momento della giornata, garantendo maggiore flessibilità e riducendo il rischio di abbandono illecito”. • (A.B.)
Raccolta differenziata, 60 mila euro alle scuole
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essantamila euro per premiare le scuole che differenziano meglio e producono meno rifiuti indifferenziati. È la sfida lanciata dal Consiglio di Bacino Brenta per i Rifiuti ed ETRA SpA Società benefit con il concorso “Miglioriamo la raccolta differenziata nelle scuole”, rivolto agli Istituti comprensivi statali del territorio. L’iniziativa punta a contribuire all’obiettivo fissato dalla Regione Veneto: raggiungere l’84% di raccolta differenziata entro il 2030. Il montepremi finanzierà dieci riconoscimenti: sette saranno assegnati agli istituti che otterranno la maggiore riduzione del secco residuo e il migliora-
mento più significativo della raccolta differenziata, con un primo premio da 13 mila euro. Altri tre premi, fino a 10 mila euro per il primo classificato, andranno alle scuole con le migliori prestazioni assolute, cioè quelle che producono meno rifiuto secco pro capite. L’iniziativa nasce dalla constatazione che tra le scuole esistono differenze nella gestione dei rifiuti e che i risultati ottenuti nei plessi non sempre rispecchiano le buone abitudini adottate dalle famiglie. Per questo il progetto coinvolge l’intera comunità scolastica, dai dirigenti agli insegnanti, fino al personale amministrativo e ATA. ETRA, attraverso la propria Academy,
svolge da oltre trent’anni attività di educazione ambientale, coinvolgendo ogni anno più di 30 mila studenti. Il concorso vuole trasformare questa sensibilizzazione in azioni concrete, migliorando l’organizzazione della raccolta e riducendo la quantità di rifiuti indifferenziati. “Quando un materiale finisce nell’indifferenziata viene sottratto a ogni possibilità di recupero, trasformandosi da potenziale risorsa in costo”, spiega Germano Racchella, presidente del Consiglio di Bacino Brenta per i Rifiuti, sottolineando come ridurre il secco significhi contenere le spese di smaltimento e i costi per i cittadini. Per
Flavio Frasson, presidente di ETRA, la riduzione del rifiuto indifferenziato è un pilastro dell’economia circolare, perché permette di recuperare materiali e promuovere uno sviluppo sostenibile. Le adesioni dovranno essere inviate entro le ore 24 del 30 ottobre 2026 tramite PEC a protocollo@pec.etraspa.it, con copia a progettoscuole@etraspa.it. Ogni istituto dovrà partecipare con tutti i propri plessi di scuola primaria e secondaria di primo grado presenti nel territorio del Bacino. • (R.P.)
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VILLA DEL CONTE
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Lavori pubblici. Piccoli interventi per sicurezza e decoro
IN AUTUNNO, IL VIA ALLE MANUTENZIONI ORDINARIE DEL TERRITORIO S arà un autunno di lavori pubblici a Villa del Conte, grazie a una serie di interventi approvati dalla giunta comunale a settembre. Si tratta prevalentemente di piccole spese per la manutenzione ordinaria che riguarderà diverse aree ed edifici comunali con l’obiettivo di preservare il decoro la sicurezza degli ambienti urbani. Tra gli interventi “generici” varati dall’amministrazione figura l’impegno di spesa per poco meno di 6 mila euro, necessari per il supporto di un operatore economico qualificato che “con l’ausilio di mezzi e strumenti idonei, sia in grado di affiancare il personale dipendente comunale, al fine di favorire la tutela e la salvaguardia dei cittadini e dei fruitori delle aree pubbliche”. Ancora, la giunta ha approvato un intervento di ripristino dell’impianto di irrigazione dei campi sportivi di Via Villanova, danneggiato di recente. “In particolare si è necessario sostituire un’elettropompa con motore sommerso, per consentire di mantenere in perfetta efficienza il prato erboso dell’impianto
sportivo in vista dell’inizio della stagione agonistica” si legge nella delibera. La spesa complessiva per l’esecuzione dei lavori sarà di circa 4.200 euro. Altro capitolo riguarda la manutenzione dei cimiteri: dopo gli interventi straordinari risalenti al 2023 e al 2025 - che avevano richiesto decine di migliaia di euro - questa volta i lavori richiederanno poco meno di 6 mila euro. In merito alle scuole, oltre alle opere di manutenzione straordinaria o di costruzione ex novo degli ultimi mesi, si è ritento opportuno un intervento di tinteggiatura presso l’Istituto Valeri, per “garantire il benessere psicofisico del personale scolastico, migliorare la luminosità e assicurare l’igiene degli ambienti”. L’importo complessivo dei lavori ammonta a 1.770 euro. Infine il pacchetto di delibere varate dalla giunta annovera un intervento di ripristino della segnaletica verticale danneggiata a seguito di un sinistro stradale lungo la SP 39 Km 3+300. I lavori serviranno a garantire la sicurezza stradale, reintegrando l’arredo urbano
danneggiato. L’importo complessivo ammonta a poco più di 2 mila euro, coperti dall’assicurazione contro i danni. I lavori programmati si inseriscono in un piano di manutenzioni più ampio, partito già nei mesi primaverili con l’asfaltatura di alcune importanti
arterie del territorio comunale come la Strada Provinciale 39 – Via Cà Dolfin e la Strada Provinciale 22. “Ogni euro investito è un pezzo di futuro costruito insieme” ha dichiarato il sindaco Antonella Argenti. “Colgo l’occasione per ringraziare la squadra di governo
che mi affianca, tutti gli uffici comunali e, naturalmente, ogni singolo cittadino e impresa locale che contribuiscono ogni giorno alla crescita della nostra comunità” ha concluso Argenti. • Andrea Benato
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VILLA DEL CONTE
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Scuole. 50 mila euro dalla Fondazione Cariparo e fondi comunali per accessibilità
PALESTRA DIEGO VALERI, ATTESA PER LA CONCLUSIONE DEI LAVORI
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ermineranno a breve i lavori di riqualificazione della palestra della scuola secondaria di primo rado “Diego Valeri”. Dopo il finanziamento di 50 mila euro ottenuto qualche mese fa dalla Fondazione Cariparo e la conclusione della procedura di gara per l’assegnazione dell’appalto, è già partito il conto alla rovescia per la fine del cantiere che porterà al “completo rinnovamento degli spazi a servizio della palestra, con particolare attenzione all’acces-
sibilità, alla funzionalità e alla qualità degli ambienti” come ha spiegato l’assessore ai lavori pubblici Matteo Stocco. “Tra le opere programmate figurano l’abbattimento delle barriere architettoniche, il rifacimento degli impianti tecnologici e la riorganizzazione degli spazi destinati a spogliatoi e locali accessori. L’obiettivo è quello di rendere la struttura più efficiente e adeguata alle esigenze degli utenti, migliorando la fruibilità degli ambienti sia per l’attività scolastica
sia per quella sportiva” prosegue l’assessore. “L’intervento prevede anche un investimento aggiuntivo con risorse comunali, che renderà gli ambienti scolastici e della palestra più accoglienti, sicuri e inclusivi, con particolare attenzione alle esigenze di tutte le persone. Continuiamo ad investire nella qualità dei nostri spazi educativi e sportivi, per una comunità sempre più vivibile e inclusiva” ha aggiunto il sindaco Antonella Argenti. Il nuovo progetto va ad aggiungersi ai molti interventi già realizzati nei mesi scorsi che garantiranno un ritorno a scuola di bambini e ragazzi in ambienti rinnovati e più accoglienti. Tra i lavori conclusi di recente, l’amministrazione ha ricordato l’inaugurazione, avvenuta a giugno, della “nuova” scuola De Amicis, riqualificata dal punto di vista energetico, e la nuova mensa scolastica. “L’intervento sulla scuola primaria ha comportato un investimento superiore a 1,2 milioni di euro, finanziato interamente attraverso contributi regionali e fondi del Gestore dei Servizi Energetici, senza ricadute sul bilancio comunale. Il miglioramento permetterà di ridurre i costi annuali delle utenze da circa 45 mila euro a circa 1.500 euro, con un risparmio stimato del 97%.” ha sottolineato in una nota l’ammini-
strazione. “Accanto alla scuola è stata realizzata una nuova mensa costruita con materiali biocompatibili e progettata in classe energetica A. L’opera è costata complessivamente 460 mila euro, finanziati per 400 mila euro attraverso fondi del PNRR e per 60 mila euro con risorse comunali. La struttura offrirà agli alunni spazi più funzionali per il servizio mensa
e potrà essere utilizzata anche per attività extrascolastiche, tra cui centri estivi, mostre e incontri pubblici” conclude la nota, rimarcando l’impegno per il miglioramento delle strutture pubbliche dedicate alla scuola, allo sport e alle attività associative. • Andrea Benato
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Il commento alle notizie del giorno
con Alberto Gottardo
Successo per il 25esimo raduno del Moto Club
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i è svolta a fine settembre la 25esima edizione del Moto Raduno di Villa del Conte, con il consueto entusiasmo e la partecipazione della cittadinanza che ha brindato al quarto di secolo dell’associazione. Tra motori, food truck e musica, abitanti e curiosi hanno trascorso due serate all’insegna della convivialità, partecipando ad un evento che ha anche ricordato le molte attività sociali in cui è impiegato il Moto Club nel corso dell’anno. “È stato un onore, per il sindaco Argenti e per il consigliere delegato agli eventi Michele Dalla Costa, presenziare all’evento. Questi ragazzi, insieme alle loro mogli e ai loro figli, coltivano con dedizione una grande passione. Nel silenzio, sanno anche generare progetti di solidarietà concreti: proprio ieri hanno voluto salutare, con un moto giro, gli amici dei CROSSabili by Mattia Cattapan (realtà no profit che promuove sport, autonomia e inclusione per persone con disabilità, ndr). Ogni provento delle loro attività è destinato alla beneficenza. Rinnoviamo la nostra stima per questi appassionati: li ringraziamo per la loro genuinità e per la bellezza interiore che mettono in ciò che fanno” sottolinea una nota dell’amministrazione. Nato nel 2001, l’associazione oggi conta una ventina di soci;
oltre alla normale attività di viaggiare e conoscere nuove persone e posti, “il Club si impegna nell’organizzazione di varie iniziative. In prossimità delle feste natalizie si dedica a chi è meno fortunato” spiegano i soci. “Durante l’anno non mancano le attività di mototurismo basate sulla passione di vivere luoghi e tradizioni nuove assieme ai tanti amici che di volta in volta si aggregano a noi. Nella tradizionale fiera paesana richiamiamo il passato motoristico con un raduno di auto e moto d’epoca” si racconta il Club che, naturalmente, dà appuntamento al prossimo anno. • (A.B.)
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SANTA GIUSTINA IN COLLE
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Cantieri. Ultimi interventi per la sistemazione dell’incrocio con via Roara
Nuova rotatoria sulla Provinciale, l’opera entra nella fase conclusiva
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uindici anni di progetti, accordi, finanziamenti, gare e lavori. Ora la nuova rotatoria tra la Strada provinciale 22 “Commerciale” e via Roara, nella frazione di Fratte, si avvicina al traguardo. Un’opera dalla storia lunga, pensata per mettere in sicurezza un incrocio attraversato ogni giorno dal traffico lungo l’asse che collega Camposampiero e Cittadella. Settembre ha segnato un passaggio importante. Il Comune ha approvato lo stato finale dell’appalto principale e, pochi giorni dopo, ha affidato gli ultimi lavori di completamento. Parallelamente proseguono le procedure legate agli espropri delle aree coinvolte. Non è ancora il punto finale dell’intero percorso, dunque, ma il cantiere è ormai entrato nelle sue battute conclusive. Per capire quanto sia stata lunga la strada bisogna tornare al 2011. Fu allora che la Regione approvò l’accordo con Provincia e Comune per mettere in sicurezza l’intersezione. Già all’epoca venivano evidenziati l’intenso traffico sulla SP22 e la presenza, attorno all’incrocio, di abitazioni e attività produttive.
La risposta individuata fu una rotatoria, affiancata da un percorso ciclopedonale per separare gli utenti più vulnerabili dal traffico automobilistico. Il progetto aveva allora un costo stimato attorno ai 480 mila euro, con un contributo regionale fino a circa 200 mila euro. Nel 2015 l’allora sindaco Paolo Gallo annunciava anche l’assegnazione di circa 300 mila euro destinati alla rotatoria. Ma dalla programmazione alla realizzazione la strada sarebbe stata ancora lunga. Un altro passaggio decisivo è arrivato alla fine del 2023, con la gara per i lavori gestita dalla Federazione dei Comuni del Camposampierese. L’appalto, del valore di circa 262 mila euro, è stato aggiudicato alla Grosselle Costruzioni srl per poco più di 252 mila euro. Poi il cantiere e, quest’anno, l’accelerazione finale. A inizio settembre è stato approvato il quarto e ultimo stato di avanzamento dell’appalto principale; mentre a fine mese sono stati affidati i lavori di completamento e l’assistenza necessaria a chiudere le procedure espropriative.
Anche su questo fronte gli ultimi tasselli stanno andando al loro posto: ad agosto erano stati autorizzati circa 29.500 euro per le indennità accettate e l’occupazione d’urgenza, mentre per un’ulteriore quota di proprietà è stato disposto il deposito di poco più di 3 mila euro. Dopo quindici anni, dunque, quella rotatoria passata attraverso progetti, finanziamenti e procedure amministrative è ormai vicina alla conclusione: l’ultimo tratto di un percorso iniziato nel 2011 con un obiettivo rimasto immutato, rendere più sicuro uno degli snodi della viabilità locale.
Sport per tutti, il parco diventa una palestra a cielo aperto
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carpe comode al mattino per una passeggiata in compagnia, poi spazio a palloni, racchette, pattini e tante discipline da provare. La seconda edizione di “Insieme per lo Sport” ha portato al parco “Amici di Andrea” bambini, ragazzi e famiglie per una giornata pensata soprattutto per avvicinarsi allo sport in maniera semplice e divertente. Ad aprire il programma è stata “Ndemo fare 4 passi”, la camminata per famiglie che dal parco si è snodata tra le vie del paese e i paesaggi del Tergola e dell’Ostiglia. Un percorso alla portata di tutti, che ha dato il via alla manifestazione unendo movimento e scoperta del territorio. Nel pomeriggio l’atmosfera è cambiata e il parco si è trasformato in una grande palestra all’aperto. Bambini, ragazzi e adulti hanno avuto la possibilità di mettersi alla prova e, soprattutto, di sperimentare attività magari mai praticate prima. Scherma, tennis, karate, atletica, calcio, rugby, ginnastica, pattinaggio, pallavolo, basket e yoga sono state alcune delle discipline proposte con il supporto delle associazioni presenti. Ed è stato proprio il contatto diretto con istruttori e volontari uno degli aspetti più interessanti della giornata: non semplici dimostrazioni da guardare, ma occasioni per provare in prima persona e conoscere più da vicino le realtà che lavorano durante tutto l’anno sul territorio. Alla manifestazione hanno preso parte anche Basta Poco Ets e Avis, mentre il comitato “Insieme per la scuola” e i genitori delle scuole D. G. Lago e S. G. Bosco si sono occupati dell’animazione e del ristoro. Una seconda edizione che ha puntato quindi sulla curiosità e sulla voglia di stare insieme: per i più piccoli un’occasione per scoprire quale sport potrebbe diventare una nuova passione, per le famiglie un modo diverso di trascorrere una giornata all’aria aperta e per le associazioni la possibilità di farsi conoscere fuori dai consueti campi e palestre. • (EL.S.)
• Elena Scapin
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VILLANOVA DI CAMPOSAMPIERO
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Nuove nomine. Domenica 25 ottobre l’insediamento del nuovo parroco
DON GIORGIO ALLA GUIDA DI QUATTRO PARROCCHIE U n saluto a chi parte, un benvenuto a chi arriva. Si apre un nuovo capitolo per le parrocchie di Villanova di Camposampiero, che, con l’avvio del nuovo percorso pastorale, si preparano ad accogliere l’arrivo di don Giorgio. Con un mandato che inizierà ufficialmente domenica 25 ottobre, il nuovo parroco assumerà la guida delle comunità di Villanova, Murelle, Caselle e Sant’Angelo. Un momento importante per la vita delle parrocchie, che l’Amministrazione comunale ha voluto accompagnare con un sentito ringraziamento ai sacerdoti che, negli ultimi anni, hanno prestato servizio sul
territorio. Don Luca lascia Villanova per intraprendere una nuova esperienza come insegnante, mentre don Darvin, dopo gli anni trascorsi nelle parrocchie del paese, ha fatto ritorno in India per proseguire la sua missione. Don Mirko, invece, lascia Murelle per assumere un nuovo incarico pastorale nelle parrocchie di San Giorgio delle Pertiche e Cavino. Con l’arrivo di don Giorgio, Villanova, Murelle, Caselle e Sant’Angelo condivideranno un unico sacerdote alla loro guida. Un cambiamento che l’Amministrazione comunale vede come un’opportunità per rafforzare i legami tra le diverse realtà, favorire le occasioni di incontro e promuovere quel senso di appartenenza che è fonte di ricchezza per il territorio. A salutare i sacerdoti in partenza e ad accogliere il nuovo parroco è anche la sindaca Sarah Gaiani: “Desidero rivolgere un sincero e sentito saluto a don Luca, don Darvin e don Mirko. In questi anni hanno saputo essere una presenza importante nelle nostre comunità, accompagnando tante persone e famiglie con disponibilità, attenzione e spirito di servizio. A ciascuno di loro
va la nostra gratitudine e l’augurio più sincero per il nuovo cammino che li attende. Allo stesso tempo, desidero dare il mio personale benvenuto a don Giorgio. Sono certa che troverà nelle nostre comunità persone disponibili ad accoglierlo e a collaborare con lui. Credo che il fatto di condividere un unico percorso pastoralepossa rappresentare un valore aggiunto per le nostre comunità, favorendo una maggiore conoscenza reciproca, nuove occasioni di incontro e una collaborazione ancora più forte in particolare tra Villanova e Murelle. Da parte mia, e dell’Amministrazione comunale, ci sarà piena disponibilità al dialogo e al confronto, nel rispetto dei ruoli, per continuare a costruire insieme occasioni di incontro e di attenzione verso la nostra comunità, con particolare riguardo ai giovani, alle famiglie e alle persone più fragili. A tutti i sacerdoti va il nostro grazie per il servizio che svolgono quotidianamente e a don Giorgio un caloroso benvenuto e un sincero augurio di buon lavoro”. • Giulia Turato
Nuova delega a Nicole Minto per le Politiche della Prima Infanzia
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n nuovo incarico che parla direttamente della sua esperienza professionale. A quasi sei mesi dall’ingresso in Amministrazione, Nicole Minto amplia il proprio impegno con una nuova delega: il sindaco di Villanova Sara Gaiani le ha infatti affidato le Politiche della Prima Infanzia. Classe 1998, pedagogista ed educatrice, Minto potrà mettere a disposizione del Comune competenze ed esperienza in un ambito che conosce da vicino: quello della crescita e del benessere dei più piccoli e delle loro famiglie. Un settore sempre più centrale per le famiglie del territorio, che comprende anche il sostegno alla genitorialità e la qualità dei servizi educativi. “Accolgo questa delega con grande entusiasmo e senso di responsabilità – racconta Minto –. Ho già tantissime idee e non vedo l’ora di iniziare a
lavorare concretamente su questo tema, ascoltando le esigenze delle famiglie e della comunità e cercando di costruire nuove opportunità e servizi dedicati alla prima infanzia”. La nuova delega si inserisce così nel percorso amministrativo iniziato da Minto nei mesi scorsi, portando all’interno del Comune anche la sua esperienza maturata in campo educativo. Una scelta che il sindaco Gaiani commenta con soddisfazione, rivolgendole i migliori auguri di buon lavoro: “Sono certa che Nicole saprà affrontare questo nuovo incarico con entusiasmo, competenza e grande attenzione. La sua formazione è perfettamente in linea con la delega che le è stata affidata e sono convinta che saprà dare un contributo importante alla nostra comunità”. • (G.T.)
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CULTURA
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La rassegna. Un viaggio completo e sfaccettato intorno al palcoscenico e ai suoi protagonisti, appuntamenti dal 27 settembre
“LA REALTÀ NON BASTA”: AL TEATRO VERDI LA NUOVA STAGIONE PROMETTE SORPRESE T utto pronto per la nuova stagione teatrale al Verdi di Padova, che verrà inaugurata il prossimo 27 ottobre dando il via a una serie di appuntamenti da segnare in calendario. Presentata lo scorso luglio, la stagione 2026/2027 del Teatro Stabile del Veneto (che, oltre al Verdi, comprende anche il Goldoni di Venezia e il teatro Del Monaco di Treviso) si caratterizza per una scelta mirata a mescolare generi, prospettive ed epoche, in modo da proporre un viaggio completo e sfaccettato all’interno del mondo del teatro. Il titolo scelto per questa stagione, “La realtà non basta”, vuole sottolineare come il teatro, da sempre, sia in grado di fornire gli strumenti necessari per andare oltre la realtà così come ci si presenta davanti: il teatro è infatti il luogo in cui la realtà può essere osservata, ma anche e soprattutto interrogata e reinventata. In questo senso possiamo dire che il teatro, fin dalla sua nascita, è stato in grado di traghettarci
dentro processi di trasformazione che riguardando sia lo sguardo che la stessa realtà. Per esprimere al meglio questo concetto, per accompagnare il tema di quest’anno è stata scelta l’immagine di una farfalla, elaborata dal designer catalano Javier Jaén. Gli appuntamenti previsti per questa stagione ci parlano inoltre del cambiamento e della trasformazione insita nell’arte teatrale, che nei secoli ha saputo attraversare diverse evoluzioni, dalla tragedia greca alle nuove forme di drammaturgia contemporanea. Gli appuntamenti previsti in calendario toccano tutte le tappe di questa evoluzione, proponendo una panoramica completa delle varie forme che il teatro ha assunto nel corso del tempo e facendole dialogare tra di loro. Sul palco del Verdi si alterneranno infatti sia dei grandi classici (“Alcesti” di Euripide, “Una delle ultime sere di Carnovale” dI Carlo Goldoni, “L’arte della beffa di Molière”) sia drammi contemporanei, come “Incendi” (tragedia
che richiama Edipo), e “A casa tutti bene”, trasposizione teatrale dell’omonimo film di Gabriele Muccino. Non mancheranno nemmeno i grandi drammaturghi del Novecento, rappresentati in questa stagione da Samuel Beckett (“Finale di partita”) e Arthur Miller (“Erano tutto miei figli”), né gli spettacoli ispirati o liberamente
tratti da opere di grandi penne come “La cosmicomica vita di Q”, di e con Luca Marinelli (tratto da “Tutte le Cosmicomiche” di Italo Calvino”) e “Predatori di pianura” di Andrea Pennacchi, tratto da “Bilora” di Ruzante. Completano la proposta del Verdi il “Bestiario Idrico” di Marco Paolini (storie di vita biologica e sociale legate ai
fiumi che attraversano l’Italia), “Oltre”, che racconta il disastro aereo delle Ande del 1972, e “Il delirio del particolare”, opera in cui aleggia lo spettro di un architetto in cui è facile riconoscere Carlo Scarpa scritta da Vitaliano Trevisan. • Francesca Tessarollo
A Noventa Padovana tutto pronto per la Fiera del Folpo
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al 22 al 27 ottobre, il centro di Noventa Padovana si prepara ad accogliere una delle manifestazioni autunnali più attese del Veneto. La regina della tavola resta l’antica ricetta del polpo bollito e condito con aglio, olio e prezzemolo, servito nei chioschi tradizionali e nelle undici bettole allestite per l’occasione. Ma la fiera non è solo gastronomia. L’edizione 2026 punta forte sul rinnovamento e sull’intrattenimento, trasformando il paese in un grande dancefloor a cielo aperto. Sono ben 28 gli artisti e i DJ coinvolti, distribuiti su tre palchi principali: dal Main Stage del Campo dei Tosi alla vivace Corte dei Bacari, fino all’innovativo spazio vintage dello Squero dei Pescatori. Non mancherà, la domenica mattina, il particolare appuntamento del Folpo Breakfast Club per vivere la colazione
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a ritmo di musica. L’amministrazione comunale ha confermato la linea ecologica intrapresa negli scorsi anni. Per tutelare il mare e l’ambiente, la manifestazione è totalmente plastic-free: vige il divieto assoluto di usare stoviglie e posate in plastica o di servire bevande in vetro, privilegiando esclusivamente
materiali compostabili e riciclabili. Il sindaco Marcello Bano ha saputo in questi anni trasformare un evento casereccio, già molto noto per la verità, in un festival che sa richiamare da mezzo Veneto. “Lo avevamo promesso durante il Covid - spiega Bano - a noi stessi ed ai cittadini di Noventa Padovana: rilanciare e far crescere la manifestazione, è un ordine che ci siamo dati e che con soddisfazione possiamo rivendicare di aver raggiunto”. Bano sottolinea l’importanza di rinnovare la tradizione unendo la cucina popolare ai linguaggi contemporanei della musica e della socialità. Di qui nascono gli eventi dance e quest’anno anche una “soft clubbing breakfast” cioè un evento che inizia dalle 9 di domenica mattina e che consiste nel servire al pubblico cappuccini e brioches con musica soffusa, che
permette ai ragazzi in particolare di fare quattro chiacchiere e vivere una atmosfera appunto, soft, ma da club. Il 22 ottobre ecco ElettroFolpo, con due nomi di primo piano della scena house: Albert Marzinotto e Walterino. Venerdì 23 ottobre LadyFolpo, notte tutta al femminile con quattro DJ: Ika Faccioli, Sister Gloria, Silvia Curls e Gloria Fregonese. Sabato 24 FolpoLoco e FolpoBunny con Ali Selecta e con XREITO. Domenica 25 con TechnoFolpo e Fopo Vibes la Fiera incontra due figure storiche della consolle, Cirillo e Fabrice. Il 26 ottobre Folpo Time Machine e 24milabaci di Folpo, con MC Matt e la celebre coppia padovana Christian De Sieno e Flavio Gioia. Gran finale martedì 27 con House of Folpo e uno dei padrini della disco italiana, Ralf, e Folpo Jammin con Sir Oliver Skardy, pioniere del reggae veneto.
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Segue da pag. 1
Lo schema “Stefanildo” resiste o si apre lo scontro? Le categorie economiche, le associazioni d’impresa e il tessuto artigianale e industriale del Veneto guardano ai prossimi mesi con apprensione, temendo che le difficoltà di bilancio possano tradursi in una stangata fiscale, con un occhio particolarmente vigile sul fronte dell’Irap. L’ipotesi, anche solo ventilata, di un ritocco verso l’alto dell’imposta regionale sulle attività produttive viene vista dal mondo economico come un colpo durissimo in una fase già estremamente complicata per la
competitività aziendale, capace di frenare investimenti e margini di crescita. Dall’altro lato, sul fronte delle entrate personali e della tassazione dei redditi, resta intoccabile un vero e proprio dogma della stagione politica regionale: il mantenimento dell’Irpef come un tabù assoluto. Sulla scorta dei mandati di Luca Zaia, che hanno fatto della difesa del potere d’acquisto dei cittadini e della non-maggior tassazione un vessillo identitario e politico inattaccabile, la
maggioranza si muove con i piedi di piombo, consapevole che toccare le leve fiscali dirette sui contribuenti significherebbe incrinare quel rapporto di fiducia costruito in lunghi anni di governo. Tuttavia, far quadrare i conti senza ricorrere a leve fiscali straordinarie in un momento in cui le risorse statali si riducono e i costi dei servizi sociosanitari ed educativi lievitano rappresenta un esercizio di bilancio al limite del funambolismo. È qui che si misurerà la vera
tenuta dello schema “Stefanildo”: la capacità cioè di mediare tra le esigenze di bilancio e le pressioni delle diverse anime della coalizione. Se da una parte la programmazione finanziaria dovrà dare risposte concrete a un tessuto produttivo che chiede stabilità e sgravi, dall’altra dovrà evitare fughe in avanti che scontentino i territori o i partiti alleati. La sfida è aperta: il bilancio non sarà solo un atto contabile, ma il terreno politico decisivo per misurare i futuri equilibri di potere in Veneto.
Sociale. Approvazione unanime in Consiglio regionale, riconosciuto il ruolo nella rete dei servizi socio sanitari
CAREGIVER, LA LEGGE METTE TUTTI D’ACCORDO STEFANI: “DAL VENETO SEGNALE DI CIVILTÀ” Soranzo: “Due su tre costretti U a lasciare il lavoro”. Luisetto: “Vicini na legge che ha trovato il consenso di tutto l’arco politico, maggioranza e opposizione insieme. Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato all’unanimità la proposta di legge “Disposizioni per il riconoscimento, la valorizzazione e il sostegno del Caregiver familiare quale persona che presta cura e assistenza alla persona cara”, d’iniziativa della vicepresidente della Commissione sanità e relatrice d’aula Chiara Luisetto (Partito Democratico), con il capogruppo di Lega-LV Riccardo Barbisan come correlatore, e del presidente della Regione Alberto Stefani. Un voto compatto, trasversale agli schieramenti, che consegna al Veneto una delle prime leggi organiche in Italia dedicate a questa figura. Il provvedimento disciplina il ruolo del caregiver familiare, cioè di chi si prende cura, volontariamente e a titolo gratuito, di una persona non autosufficiente o che necessita di assistenza di lunga durata. La legge lo integra nel sistema regionale dei servizi sociosanitari, riconoscendone la funzione sociale, con un’attenzione specifica ai giovani caregiver - per i quali vengono individuate esigenze particolari in ambito educativo, formativo, lavorativo e di benessere psicofisico - e ai caregiver over 65. Sono previste misure di informazione, formazione, affiancamento e supporto
psicologico, oltre a interventi di sollievo e alla valorizzazione delle competenze, anche trasversali, maturate nell’attività di cura, utili a favorire l’accesso o il reinserimento nel mondo del lavoro. Tra gli strumenti istituiti: un Tavolo permanente presso la Giunta regionale, la raccolta di buone pratiche, la Giornata regionale del caregiver fissata al 6 ottobre, linee guida regionali e un Fondo regionale caregiver. Esprime soddisfazione il presidente della Regione Alberto Stefani: “Il Veneto oggi ha scelto di prendersi cura di chi si prende cura. La legge approvata dal Consiglio regionale riconosce e valorizza il ruolo centrale di chi, tutti i giorni, segue una persona cara malata, con disabilità, non autosufficiente o che necessita di essere accudita per particolari necessità assistenziali. Abbiamo mantenuto la promessa: al caregiver familiare, che
sarà inserito nella rete dei servizi sociali e sanitari, è riconosciuto il valore sociale ed economico che rappresenta come risorsa per tutta la società”. Stefani sottolinea la portata della misura: “Ancora una volta il Veneto dimostra sensibilità e visione. La legge approvata è un importante segnale di civiltà, una nuova pietra miliare del percorso sociosanitario che mette al centro la persona e le relazioni umane. Riguarda più di 260.000 veneti per i quali l’attività del caregiver non è soltanto un impegno familiare, ma si configura come un prezioso e fondamentale tassello della rete di assistenza. Per questo deve contare sul giusto riconoscimento sociale nel sistema regionale integrato dei servizi e del Welfare”. Il presidente ricorda infine come l’iniziativa fosse nata fin dall’avvio della legislatura: “Nella prima seduta del Consiglio regionale di questa legislatura, durante il mio discorso di insediamento, avevo lanciato una proposta: approvare una legge di civiltà, lavorando insieme, maggioranza e opposizione. Con orgoglio oggi abbiamo raggiunto l’obiettivo. Ringrazio la giunta e tutti i Consiglieri, anche per l’impegno di questi mesi e il senso di responsabilità dimostrato. Di fronte a scelte come queste non ci possono essere divisioni politiche davanti all’interesse dei nostri cittadini”.
alle 600 mila persone finora sole”
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opo il via libera unanime alla legge sul caregiver familiare, arrivano le reazioni dei consiglieri regionali che hanno seguito il provvedimento nelle commissioni. Per il presidente della Sesta commissione Enoch Soranzo (Fratelli d’Italia) il dato di partenza è la diffusione del fenomeno: “Parliamo di una realtà che tocca da vicino quasi il 16% della popolazione veneta, fatta in gran parte di donne, spesso anziani o giovanissimi”. Soranzo richiama le conseguenze sul lavoro: “Quasi due caregiver su tre sono costretti a lasciare o ridurre il lavoro, con ripercussioni pesanti sulla salute, sulla serenità familiare e sulla futura pensione”. Tra gli elementi della legge, il consigliere sottolinea l’ingresso del caregiver nella rete del welfare: “Il caregiver entra nella rete del welfare locale e concorre direttamente alla stesura e alla firma del Piano Assistenziale Individualizzato, affiancando e
integrando i servizi pubblici senza mai sostituirli”. Il tutto, ricorda, sostenuto da un Fondo regionale “finanziato con oltre 2,2 milioni di euro nel triennio”. Di segno complementare la lettura della prima firmataria, Chiara Luisetto (Pd), che punta sul percorso che ha portato al testo: “Questa legge nasce da un lungo percorso di ascolto e partecipazione che ha visto il coinvolgimento del Terzo settore, delle forze sindacali, delle associazioni e delle esperienze dirette dei cittadini”. La consigliera quantifica la platea coinvolta, “oltre 600 mila persone in Veneto, in maggioranza donne della cosiddetta generazione ‘sandwich’”, e guarda già oltre l’approvazione: “Non consideriamo questa legge un punto di arrivo, bensì l’assunzione di una responsabilità precisa. Ora siamo al lavoro affinché a queste risorse e a questi diritti corrispondano servizi accessibili e capillari su tutto il territorio”.
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Economia circolare. Venturini: “Dobbiamo fare in modo che ciò che i cittadini recuperano diventi risorsa”
RICICLARE NON BASTA: LA NUOVA SFIDA È DARE UN MERCATO ALLA PLASTICA RICICLATA P er anni è stato giustamente chiesto ai cittadini di separare meglio i rifiuti, aumentare la raccolta differenziata e ridurre ciò che finisce in discarica. Il Veneto ha fatto di questa cultura ambientale uno dei propri punti di forza. Ma quanto accaduto negli ultimi mesi alla filiera della plastica ha mostrato che oggi va affrontato un passaggio ulteriore: non basta raccogliere e riciclare, bisogna anche creare le condizioni perché i materiali recuperati trovino un effettivo utilizzo. È un problema che può apparire lontano dalla vita quotidiana, ma che in realtà riguarda direttamente ogni cittadino che ogni giorno separa correttamente gli imballaggi nella propria casa. Nel corso del 2026 la filiera della plastica riciclata ha attraversato una fase di forte difficoltà. Una delle ragioni è la concorrenza della plastica vergine, disponibile sul mercato a condizioni che possono renderla economicamente più conveniente rispetto alla materia
ottenuta dal riciclo. Il risultato rischia di essere un paradosso: i cittadini differenziano, il sistema raccoglie e seleziona, gli impianti recuperano il materiale, ma alla fine del percorso una parte di quella plastica incontra difficoltà a trovare un nuovo utilizzo. «È proprio questo il punto sul quale dobbiamo intervenire – spiega l’assessore regionale all’Ambiente Elisa Venturini –. Non possiamo costruire un
sistema nel quale chiediamo ai cittadini di differenziare, investiamo risorse e tecnologia per selezionare e recuperare i materiali e poi scopriamo che utilizzare materia prima nuova può risultare più conveniente rispetto a quella riciclata. L’economia circolare funziona soltanto se il cerchio si chiude davvero». La criticità emersa durante l’estate non ha riguardato soltanto il Veneto, ma più in generale la filiera nazionale degli imballaggi in plastica. Anche nella nostra regione alcuni centri hanno dovuto affrontare un aumento significativo dei quantitativi di materiale in attesa di essere avviato alle successive fasi di recupero. La Regione è intervenuta attivando già all’inizio di luglio un tavolo tecnico di coordinamento, coinvolgendo istituzioni, gestori e soggetti della filiera e portando contemporaneamente la questione anche sui tavoli nazionali. L’obiettivo immediato è stato quello di garantire la continuità e l’efficienza del sistema di raccolta e gestione dei
rifiuti. Ma la vera sfida riguarda il futuro: costruire soluzioni strutturali e durature che consentano di dare maggiore valore alle materie recuperate. Tra le strade sulle quali si sta lavorando c’è la ricerca di nuovi sbocchi industriali per le plastiche riciclate, favorendo il loro utilizzo nei processi produttivi e cercando, quando possibile, di mantenere sul territorio anche il valore economico generato dal recupero. «Il Veneto possiede un sistema produttivo, competenze e tecnologie che possono permetterci di trasformare questa difficoltà in un’opportunità – sottolinea Venturini –. Dobbiamo riuscire a creare filiere sempre più circolari, nelle quali un materiale venga raccolto, recuperato e possa tornare a essere utilizzato. Significa ridurre il consumo di nuove materie prime e, allo stesso tempo, generare valore economico e ambientale». La questione riguarda infatti un principio fondamentale dell’economia circolare: un rifiuto correttamente differenziato deve poter diventare una nuova materia
prima. Per raggiungere questo risultato non sono sufficienti soltanto impianti efficienti. Occorre creare una domanda stabile di materiali riciclati, favorirne l’utilizzo da parte delle imprese e costruire regole che rendano economicamente sostenibile il loro impiego. Su questo terreno il Veneto intende giocare un ruolo da protagonista, mettendo attorno allo stesso tavolo istituzioni, sistema produttivo, mondo della ricerca e operatori ambientali. «I veneti hanno dimostrato negli anni una grande sensibilità ambientale e questo patrimonio non deve essere disperso – conclude Venturini –. La raccolta differenziata resta un pilastro delle nostre politiche ambientali. Ora dobbiamo compiere il passo successivo: fare in modo che ciò che recuperiamo abbia davvero una seconda vita. Il futuro dell’economia circolare passa dalla capacità di trasformare sempre di più quello che ieri consideravamo un rifiuto in una risorsa ambientale ed economica».
BACINO DI LAMINAZIONE SULL’ASTICO: “OPERA STRATEGICA PER LA SICUREZZA IDRAULICA FINO A PADOVA”
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n’opera strategica per la sicurezza idraulica del Vicentino e di un territorio molto più ampio, fino a Padova”. Lo ha dichiarato Elisa Venturini, assessore regionale all’Ambiente, Clima, Parchi e Protezione Civile, all’inaugurazione del cantiere del bacino di laminazione sul torrente Astico, tra Breganze e Sandrigo. “E’ uno degli interventi attraverso i quali la Regione sta rafforzando la capacità del territorio di affrontare eventi meteorologici sempre più intensi”. L’intervento, dal valore di oltre 60 milioni di euro, prevede la realizzazione di un invaso con una capacità di circa 5 milioni di metri cubi d’acqua, destinato alla laminazione delle piene dell’Astico e alla conseguente riduzione del rischio idraulico per numerosi comuni del Vicentino e, più a
valle, per la città di Padova. Una delle caratteristiche principali del progetto è il recupero delle cave dismesse Mirabella-Vaccari e Mirabella-Girardini. Tra le opere previste figurano la risistemazione del piano campagna delle aree di cava, la realizzazione di arginature e di manufatti idraulici regolabili e lavori di scavo e movimentazione terra per circa 2 milioni di metri cubi. “Qui c’è un elemento significativo – aggiunge l’assessore –. Non consumiamo nuovo territorio, ma recuperiamo aree estrattive dismesse e le trasformiamo in una grande infrastruttura al servizio della sicurezza delle nostre comunità. Una criticità del passato diventa così un’opportunità per il futuro, mettendo insieme difesa idraulica e riqualificazione ambientale”.
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L’intervista. Il senatore e segretario nazionale del partito descrive le prossime sfide in vista del dibattito in Parlamento sulla Legge di Bilancio
“CARO ENERGIA, GIOVANI E CASA LE PRIORITÀ DELL’UDC PER LA MANOVRA FINANZIARIA” S enatore De Poli, al Consiglio Europeo a Bruxelles si è discusso di “maggiore flessibilità”, una battaglia decisiva per lasciare margini di iniziativa ai singoli Stati. Ci può spiegare meglio di cosa si tratta? Il ragionamento è molto semplice: se il costo di pensioni, servizi pubblici e trasferimenti aumenta per effetto dell’inflazione, la spesa degli Stati cresce anche in assenza di nuove decisioni politiche. Un governo può fare bene i compiti, rispettare gli impegni e trovarsi comunque, a causa del rialzo dei prezzi, davanti a livelli di spesa non preventivati. Da qui la richiesta del Centrodestra al Governo alle istituzioni europee: ampliare ulteriormente gli spazi di flessibilità per affrontare una congiuntura straordinaria, legata ai rialzi di energia e carburanti. Ci auguriamo che l’Europa delle persone e dei popoli vinca sull’Europa dei numeri e dei burocrati. Caro-energia e caro-carburanti: famiglie e imprese sono in grande difficoltà, anche e soprattutto in Veneto. Cosa fare? Grazie al Governo Meloni e alla maggio-
ranza in Parlamento abbiamo ottenuto fino a 14 miliardi di euro di margini aggiuntivi per il caro energia. In vista della prossima Manovra, il capitolo dei rincari energetici è una priorità dell’UDC Unione di centro. Dobbiamo ridurre le tasse per dare ossigeno a famiglie e imprese, difendere la competitività del nostro sistema produttivo in Veneto e tutelare il potere d’acquisto dei lavoratori. Sul tema della casa quali proposte mettete sul tavolo? Chiediamo innanzitutto la cedolare secca al 21% per negozi e uffici, per rendere conveniente e sicuro affittare e rimettere sul mercato gli immobili oggi vuoti. La crisi della casa non si risolve amministrando la scarsità, ma aumentando l’offerta abitativa. Sosteniamo inoltre il ritorno al 65% dell’ecobonus per le prime case. Sui giovani quali azioni proponete? In Italia 8 ragazzi su 10, fra i 20 e i 29 anni, vivono ancora con i genitori perché gli affitti sono troppo cari e gli stipendi troppo bassi. In vista della Legge di Bilancio l’UDC proporrà una no-tax area
Il senatore Udc Antonio De Poli
per i giovani lavoratori neo-assunti: dobbiamo aiutare le nuove generazioni a costruirsi una famiglia e valorizzare il nostro capitale umano. Il sostegno al ceto medio è da sempre una questione preminente per l’UDC. Quali azioni intendete proporre? Dal 2022 il Centrodestra ha seguito una strategia chiara: sostenere il ceto medio
vuol dire rimettere in moto il Paese. Lo scorso anno abbiamo tagliato l’Irpef al 33% per i redditi fra 28 e 50.000 euro. Ora dobbiamo puntare all’ampliamento della platea dei contribuenti con l’aliquota ridotta e confermare, inoltre, la detassazione sugli aumenti contrattuali. Un’altra proposta qualificante dell’UDC riguarda il sostegno ai Comuni. Di
che si tratta? Il caro-energia pesa sui bilanci dei Comuni e rischia di comprimere le risorse per i servizi ai cittadini, soprattutto per gli enti virtuosi che hanno gestito i conti con rigore. Al Governo abbiamo chiesto di valutare strumenti di sostegno: la tenuta dei servizi nei territori è fondamentale. Politiche sociali: anziani e non autosufficienza. Come affrontare i cambiamenti demografici? Servono nuove politiche di welfare per la terza età: rafforzare assistenza domiciliare e cura, con un modello di presa in carico che accompagni l’invecchiamento con servizi adeguati, attenzione ai più fragili e sostegno alle famiglie. Mettiamo al centro la persona, la sua dignità e il diritto a ricevere cure adeguate. Infine, sulle cure palliative – tema su cui abbiamo fatto una proposta di legge in Parlamento – chiediamo di investire più risorse per rafforzare l’accesso a questo tipo di cure, portandole sempre più vicino alle persone e nei luoghi in cui vivono e vengono assistite e garantendo così cura e dignità a chi soffre.
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Fumetti per ragazzi. Apostolidis: “Vogliamo offrire ai giovani storie d’avventura con uno spessore culturale e una profondità di pensiero”
“NON È SEMPLICE ENTERTAINMENT, LA MITOLOGIA GRECA CI PARLA DI NOI” E manuele Apostolidis torna in libreria con un nuovo fumetto per ragazzi che continua il successo di Archeo Tales. Lo sceneggiatore veneto, nato a Schio ma da anni ormai “padovano”, ha infatti da poco pubblicato “Il mito di Narciso. Archeo Tales Vol. 2”, con la collaborazione scientifica di Francesco Bellu e con le splendide tavole di Rebecca Spagnesi. Ho approfittato dell’occasione per scambiare due
chiacchiere con Apostolidis che ormai è diventato un nome di riferimento nel mondo del fumetto per ragazzi, grazie a una serie di pubblicazioni di successo che riescono ad unire alla perfezione l’intrattenimento con l’aspetto più educativo della lettura. Come mai hai scelto proprio il mito di Narciso come punto di partenza per questa seconda avventura di Archeo Tales?
Il mito di Narciso era l’occasione perfetta per introdurre il tema di una società in cui l’apparire è diventato essenziale e in cui la perfezione sembra essere una condizione necessaria. I grandi temi del mito siano ancora attuali: nel mondo di Archeo Tales, che rispecchia da vicino il nostro, volevamo far riflettere su come l’ossessione per l’immagine possa diventare una forma di controllo, trasformando una figura classica come
prime armi con la lettura, che lo vivranno come una bellissima storia d’avventura pur non conoscendo ancora i miti o gli dèi greci; i lettori più grandi, invece, vi troveranno continui riferimenti a ciò che studiano a scuola e saranno stimolati (si spera) ad approfondire altri racconti. Questo fumetto nasce dal lavoro di tre autori. Come funziona il vostro lavoro di squadra? Il nostro è un lavoro di grande sinergia
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La copertina di “Il mito di Narciso”
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Narciso in un’icona moderna del culto dell’apparenza. Quanto vi interessa restare fedeli al mito originale e quanto, invece, vi divertite a “smontarlo”? Per noi era fondamentale ricostruire il mito per catturare l’attenzione dei giovani lettori. Archeo Tales non vuole essere una serie didascalica ma un’opera che stimola la curiosità, ritenendola il vero motore della conoscenza. A questo proposito, le schede scritte da Francesco Bellu - archeologo e consulente scientifico della serie - servono proprio a nutrire e approfondire questo interesse. Archeo Tales si rivolge a lettori molto giovani. Come si raccontano miti spesso complessi, violenti o ambigui ai bambini senza impoverirli? Credo sia importante offrire ai giovani storie d’avventura che mantengano uno spessore culturale e una reale profondità di pensiero. Non bisogna semplificarle troppo né renderle eccessivamente complicate. Le più grandi storie per l’infanzia possiedono diversi livelli di lettura che possono essere colti a età differenti: Archeo Tales è adatto ai bambini alle
Emanuele Apostolidis
in cui la narrazione e la parte grafica si intrecciano fin dalle prime fasi di sviluppo. È un processo corale in cui la costruzione del mondo fantasy e dei personaggi dialoga con la parte di scientifica gestita da Francesco Bellu. Anche il rapporto con la disegnatrice Rebecca è costante e presente fin dall’inizio perché non è facile dare vita e forma grafica a un mondo come quello di Archeo Tales, ma Rebecca ci è riuscita perfettamente. Sono davvero felice di aver lavorato con questo team creativo che, posso già anticiparlo, sarà lo stesso anche per il terzo volume. Narciso è un mito che può essere letto anche attraverso selfie, social network e culto dell’immagine. Quanto del presente avete voluto far entrare nel personaggio e nella storia? Moltissimo. Archeo Tales è ambientato in un mondo fantasy in cui l’archeologia è vietata: un universo in cui i Titani cercano di controllare la società attraverso la tecnologia. È un mondo molto simile al nostro, di cui riconosciamo tratti distintivi come telefonini e selfie, ma dove magia e scienza si uniscono per
liberare il passato. La nostra memoria storica non è un elemento statico, bensì l’unica fonte in grado di ridare equilibrio al tutto e aiutarci a costruire un futuro migliore. I miti greci sono perfetti per raccontare il nostro mondo perché nelle loro storie sono state anticipate incredibilmente tutte le grandi tematiche del mondo attuale. L’Odissea di Nolan è stata un evento epocale nel mondo del cinema, pensi che abbia cambiato il modo di raccontare o percepire la mitologia? Tra l’altro, ti è piaciuto il film? Il film di Nolan si rivolge a un tipo di pubblico diverso rispetto al nostro, tuttavia spero davvero che abbia contribuito a riportare al centro dell’attenzione la mitologia e l’intramontabile fascino dei miti greci. In ogni caso personalmente mi è piaciuto tantissimo, ma sono un fan di Nolan da sempre. Tu da sempre fai tantissime presentazioni e laboratori di fumetto con i bambini: come ti trovi con gli eventi dal vivo? C’è vita oltre al tablet e allo smartphone anche per i più piccoli? Assolutamente sì. Credo che i bambini abbiano la necessità di tornare a immaginare e a riscoprire la bellezza di perdersi all’interno di una storia e di un’avventura. Quando tengo i laboratori dal vivo, cerco di stimolarli attraverso oggetti e reperti archeologici per guidarli nell’immaginare il passato: vedere quanto questo approccio li affascini ogni volta è la prova che c’è ancora un grandissimo spazio per la fantasia. Credo inoltre che il fumetto ha bisogno di ritrovare i lettori partendo proprio dai più giovani che sono ancora molto affascinati dalle immagini e dal disegno. Bisogna però essere in grado di parlare con il loro linguaggio, cercare di affascinarli e stimolarli. In questo modo non c’è schermo che possa battere la magia delle storie e del disegno. • Giacomo Brunoro
• Chi è Giacomo Brunoro Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.
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Despar, Eurospar, Interspar. Prezzi più leggeri per la spesa di tutti i giorni
CON “PREZZI PIUMA” 2.000 PRODOTTI DIVENTANO PIÙ CONVENIENTI Prezzi monitorati e aggiornati periodicamente sul mercato: Despar Nord rafforza la propria strategia sulla convenienza, affiancando “Prezzi Piuma” all’ampia offerta dei prodotti a marchio
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are la spesa, oggi, significa sempre più spesso fare attenzione al prezzo. Si confrontano le alternative, si valutano marche e formati, si controlla il totale alla cassa e si cerca di mantenere il carrello entro un budget prestabilito. In un contesto economico segnato dall’aumento del costo della vita e da una crescente attenzione delle famiglie alla gestione della spesa quotidiana, anche le abitudini di acquisto sono cambiate. È in questo scenario che Despar Nord ha introdotto “Prezzi Piuma”, un progetto che coinvolge 2.000 prodotti e segna un’evoluzione importante nella strategia di convenienza dell’azienda. L’obiettivo è chiaro: rendere più conveniente la spesa di tutti i giorni, andando oltre la tradizionale logica delle promozioni a tempo e lavorando in maniera strutturale sul posizionamento dei prezzi. La principale novità è proprio questa: per le referenze coinvolte, il cliente può trovare un prezzo conveniente in modo continuativo, senza dover aspettare il volantino o concentrare gli acquisti nel periodo in cui un determinato prodotto è in promozione. Ma “Prezzi Piuma” non è un intervento una tantum. Alla base del progetto c’è infatti un sistema dinamico di monitoraggio del mercato: Despar Nord effettuerà periodicamente rilevazioni dei prezzi praticati dai principali competitor e, sulla base dei risultati, potrà intervenire sul prezzo delle referenze coinvolte. Un meccanismo che permette di adattare nel tempo il posizionamento dei 2.000 prodotti, con l’obiettivo di mantenere costante l’attenzione alla convenienza anche al variare delle condizioni di mercato. È questo uno degli elementi più innovativi dell’iniziativa: la convenienza non viene definita una volta per tutte, ma verificata e aggiornata periodicamente. Un approccio che fa di “Prezzi Piuma” non una semplice iniziativa commer-
ciale, ma una vera e propria strategia di posizionamento, pensata per rendere la convenienza un elemento sempre più stabile e riconoscibile dell’esperienza di spesa. Il progetto nasce in un momento in cui il potere d’acquisto rimane un tema particolarmente attuale. Negli ultimi anni l’inflazione e i rincari hanno modificato le abitudini dei consumatori, rendendoli più attenti al rapporto tra prezzo e qualità e più consapevoli nelle proprie scelte. “Prezzi Piuma” si concentra per questo sui prodotti che più frequentemente finiscono nel carrello. Le 2.000 referenze sono state individuate tra quelle maggiormente acquistate dai clienti e all’interno delle categorie che incidono maggiormente sulla spesa quotidiana. Il paniere comprende numerosi prodotti di marca, conosciuti e apprezzati dai consumatori: l’obiettivo non è quindi semplicemente proporre prezzi più bassi, ma rendere più conveniente l’acquisto di prodotti che fanno già parte delle abitudini delle famiglie, mantenendo qualità e possibilità di scelta. Una strategia che si affianca a un altro importante strumento attraverso cui Despar Nord lavora da tempo per offrire qualità e convenienza a diverse fasce di spesa: i prodotti a marchio. Un assortimento ampio e trasversale, sviluppato per offrire ai clienti la possibilità di scegliere in base alle proprie esigenze, preferenze e disponibilità di spesa, senza rinunciare alla qualità. La proposta a marchio di Despar Nord comprende infatti soluzioni capaci di rispondere a bisogni molto diversi: dalle eccellenze gastronomiche della linea Despar Premium ai prodotti per la spesa quotidiana, fino a S-BUDGET, la linea primo prezzo dedicata a chi ricerca una convenienza ancora più marcata. A queste si affiancano linee sviluppate per rispondere a specifici stili di vita ed esigenze alimentari,
La spesa più leggera
Non aspettare l’offerta!
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Fino a prodotti ogni giorno convenienti ampliando ulteriormente le possibilità di scelta all’interno del punto vendita. “Prezzi Piuma” e prodotto a marchio rappresentano così due leve complementari di una stessa strategia di convenienza: da un lato rendere più convenienti 2.000 prodotti, monitorandone periodicamente – su base mensile - il posizionamento sul mercato; dall’altro offrire attraverso la private label un ventaglio di alternative capace di rispondere a disponibilità di spesa, preferenze ed esigenze alimentari differenti.
Per Despar Nord, infatti, convenienza e qualità non sono elementi alternativi. L’obiettivo è rendere la spesa accessibile a un pubblico il più ampio possibile, offrendo a ciascun cliente la libertà di trovare il proprio equilibrio tra prezzo, qualità, preferenze ed esigenze personali. Cambia così anche il modo di intendere la convenienza: non soltanto un’occasione legata a una promozione, ma un impegno continuativo sul prezzo, capace di accompagnare la spesa abituale e di evolvere insieme al mercato.
Il progetto è partito a settembre da alcuni punti vendita Interspar del Veneto e nel corso del mese sarà esteso anche ai punti vendita Despar ed Eurospar, arrivando così a coinvolgere l’intera rete di vendita diretta Despar Nord presente in regione. Un percorso che, insieme alla continua evoluzione dell’offerta a marchio Despar, rafforza una strategia di convenienza sempre più strutturata, con l’obiettivo di offrire qualità, scelta e accessibilità e rispondere alle diverse esigenze di chi ogni giorno fa la spesa.
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SAPORI D’AUTUNNO IN PRATO DELLA VALLE
13 - 14 - 15 novembre 2026
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Circa 40 produttori locali e cinque Consorzi che rappresentano le eccellenze della nostra terra, per la conoscenza e la valorizzazione delle produzioni agricole e le loro trasformazioni in prodotti unici del territorio. Piatti con ricette della tradizione nell’area ristorazione, convegni, workshop e laboratori per approfondire temi legati all’agricoltura e alla cultura agroalimentare locale. Un appuntamento tra sapori, innovazione e tradizioni per riscoprire il territorio.
Foto dell’edizione 2025
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DESPAR
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Solidarietà. La spesa diventa un aiuto per le scuole grazie ai buoni raccolti dalle famiglie
STICKERMANIA E SCUOLAFACENDO: DA DESPAR LA SPESA SOSTIENE LE SCUOLE
È
iniziata con il ritorno a scuola anche la nuova edizione di Stickermania, la raccolta di figurine che ogni anno coinvolge bambini e famiglie nei punti vendita Despar, Eurospar e Interspar aderenti. Quest’anno, come già nelle precedenti edizioni, insieme alle figurine c’è anche un’occasione per dare un aiuto concreto alle scuole del territorio attraverso Scuolafacendo. Le due iniziative proseguiranno fino al 18 ottobre. Stickermania, una nuova avventura da collezionare Per Stickermania 2026 la storia riparte con “Il segreto dell’amuleto luminoso”. Protagonisti sono ancora Oskar e Bo, questa volta alle prese con un viaggio nella mitologia nordica, sulle tracce dei Vichinghi e di un misterioso amuleto. La collezione è composta da 200 figurine. Il meccanismo è legato alla spesa: ogni 10 euro di spesa effettuata nei punti vendita aderenti si riceverà a una bustina di figurine. Per completare più rapidamente l’album è possibile acquistare anche pacchetti aggiuntivi di colore blu al prezzo di 50 centesimi. Inoltre, ogni 10 euro di spesa e l’acquisto di due prodotti sponsor si riceverà una bustina aggiuntiva di colore verde. I prodotti coinvolti sono segnalati direttamente nei punti vendita. Ma la raccolta non si ferma all’album. Stickermania è anche un progetto educativo che, attraverso il gioco e la condivisione, porta con sé valori come il rispetto, l’inclusione e la valorizzazione delle differenze, rafforzati dal legame con Scuolafacendo, l’iniziativa di Despar a sostegno delle scuole del territorio. Scuolafacendo, i buoni diventano materiali per le scuole Ogni bustina di figurine Stickermania contiene
anche un Buono Scuolafacendo. Il cliente potrà consegnarlo direttamente alla scuola che desidera sostenere oppure caricarlo online, attraverso il sito del progetto o l’app dedicata. I buoni potranno essere raccolti e destinati agli istituti fino al 7 febbraio 2027. Per le scuole, i buoni rappresentano la possibilità di ottenere materiali e attrezzature utili alle attività quotidiane. Gli istituti aderenti potranno scegliere dal catalogo dell’iniziativa prodotti per la didattica, strumenti per l’inclusione, attrezzature per le attività motorie e dotazioni tecnologiche. L’iniziativa è rivolta alle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo e secondo grado, pubbliche e paritarie, presenti nei territori in cui opera Despar Nord. Per partecipare è necessaria la registrazione al progetto. Nella scorsa edizione sono stati destinati oltre 460 mila euro in materiali e attrezzature a più di 2.000 scuole. Un risultato che racconta anche il valore di una partecipazione semplice e quotidiana: quella di famiglie e clienti che, attraverso la spesa, possono contribuire a rendere più ricchi e attrezzati gli spazi in cui ogni giorno bambini e ragazzi imparano, crescono e stanno insieme.
Dal 14 settembre al 18 ottobre 2026
ALBUM E FIGURINE DA COLLEZIONARE!!
Stickermania Tour in Veneto Gli appuntamenti nei punti vendita per scambiare le figurine
Scuole in movimento con il contest educativo “Diamoci una mossa!”
a raccolta Stickermania fa tappa anche nei punti vendita con alcuni appuntamenti dedicati allo scambio delle figurine. Durante i pomeriggi dello Stickermania Tour, bambini e famiglie potranno incontrarsi per scambiarsi le figurine e completare più facilmente la propria collezione. Ad accompagnare gli appuntamenti ci saranno una merenda con succhi di frutta e merendine per i più piccoli e alcuni gadget a marchio Stickermania, tra cui cappellini e palloncini.
orna, insieme a Scuolafacendo, il contest creativo “Diamoci una mossa!” realizzato in collaborazione con Le Buone Abitudini, il progetto educativo gratuito di Despar che nel 2026 festeggia vent’anni di attività al fianco delle scuole. Il tema scelto per questa edizione è il movimento, raccontato dagli studenti attraverso disegni e racconti non solo come attività sportiva, ma anche come gioco, esperienza quotidiana, espressione personale e occasione di incontro. Il contest è aperto alle scuole iscritte a Scuolafacendo, che potranno caricare gli elaborati delle classi entro il 15 novembre 2026. Ogni plesso che presenterà almeno un lavoro valido riceverà 100 Buoni Scuola. Per i dieci elaborati selezionati dalla giuria sono invece previsti 3.000 Buoni Scuola ciascuno, che potranno essere utilizzati per arricchire la dotazione didattica dell’istituto. Una giuria di esperti valuterà gli elaborati, considerando in particolare originalità, efficacia del messaggio educativo e capacità di raccontare il movimento come esperienza quotidiana, inclusiva e condivisa. Il regolamento completo è disponibile sul sito di Scuolafacendo, nella sezione dedicata al contest.
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Gli appuntamenti in Veneto: 3 OTTOBRE: Interspar di Rovigo (RO) - viale Porta Po, 85 4 OTTOBRE: Interspar di Castelfranco Veneto (TV) - via dei Carpani Interspar di Bassano del Grappa (VI) - via Capitelvecchio, 88 10 OTTOBRE: Eurospar di Schio (VI) - via Lago Trasimeno, 11 Interspar di Sarmeola di Rubano (PD) - via della Provvidenza, 1 18 OTTOBRE: Interspar di Albignasego (PD) - via Verga, 1
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on-line: www.lapiazzaweb.it •Rubriche •Salute
Influenza, pochi giorni di febbre possono costare un inverno di salute
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i sono inverni che, per una famiglia, si complicano con un solo ricovero. Un anziano che perde autonomia dopo giorni a letto, una persona con problemi respiratori che fatica a recuperare, un malato cronico che vede peggiorare condizioni fino a quel momento stabili. È anche attraverso queste conseguenze che va letta l’influenza: una malattia comune, ma capace di incidere profondamente sulla salute delle persone più vulnerabili. L’avvio delle campagne vaccinali di ottobre riporta quindi una scelta concreta: prepararsi alla stagione dei contagi prima che siano i sintomi a imporre attenzione. Il punto riguarda tanto la salute individuale quanto la capacità delle famiglie e dei servizi sanitari di affrontare i mesi in
cui crescono le infezioni respiratorie. A fare la differenza è soprattutto la condizione di partenza. La stessa infezione può avere un decorso relativamente breve in un adulto sano e diventare impegnativa per chi convive con una patologia cardiaca o polmonare, per una donna in gravidanza, per un bambino piccolo o per chi ha difese immunitarie ridotte. La febbre è soltanto la manifestazione più evidente: ciò che preoccupa sono le possibili polmoniti, le sovrainfezioni batteriche e l’aggravamento di malattie preesistenti. Da questa diversa esposizione al rischio nasce l’offerta vaccinale. Per la stagione 2026-2027 il Ministero della Salute indica tra i principali destinatari le persone di almeno 60 anni, i bambini dai sei mesi ai
sei anni, le donne in gravidanza, gli operatori sanitari e le persone con patologie che aumentano la probabilità di complicanze. La vaccinazione gratuita per le categorie previste è uno strumento per raggiungere chi può pagare il prezzo più alto dell’infezione. Una telefonata al medico di famiglia o al pediatra diventa così il primo passo per capire come accedere alla vaccinazione e quale percorso seguire: i servizi vaccinali territoriali partecipano alla campagna, secondo l’organizzazione delle singole Ulss ed aziende sanitarie. Portare la prevenzione vicino alle persone significa rendere più semplice una decisione che rischia altrimenti di essere rinviata tra impegni, dubbi e la sensazione che l’inverno sia ancora lontano. Il calen-
dario, però, conta. L’organismo impiega circa due settimane a sviluppare pienamente la risposta immunitaria: vaccinarsi quando i contagi sono già aumentati può lasciare scoperto proprio quel periodo. Chi arriva più tardi non deve comunque considerare persa l’occasione, perché il Ministero raccomanda di continuare a offrire la vaccinazione ai soggetti eleggibili durante la stagione influenzale. Anche le aspettative devono essere chiare. La vaccinazione può ridurre il rischio di ammalarsi e, soprattutto, di sviluppare forme gravi, ma non elimina ogni possibilità di infezione. Inoltre, durante l’inverno circolano altri virus capaci di provocare febbre, tosse e malessere: sintomi comparsi dopo il vaccino non dimostrano, da soli, che la
protezione contro l’influenza abbia fallito. E la dose dell’anno precedente non basta per il nuovo inverno, perché l’immunità si attenua e i virus possono cambiare. Resta una responsabilità quotidiana, anche dopo la vaccinazione. Curare l’igiene delle mani, coprire tosse e starnuti e restare a casa in presenza di sintomi respiratori febbrili contribuisce a contenere la trasmissione. Sono attenzioni che acquistano ancora più valore quando si vive o si lavora accanto a persone fragili. La campagna di ottobre comincia da una scelta personale, ma la sua utilità si estende alla comunità: meno complicanze significano meno sofferenza per i malati, meno difficoltà per chi li assiste e minore pressione sui servizi di cura.
Influenza, 200 mila dosi per Padova e provincia: vaccini al via dal 5 ottobre
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uecentomila dosi di vaccino antinfluenzale per Padova e provincia. È la disponibilità complessiva per la nuova campagna presentata il 1° ottobre dall’Ulss 6 Euganea, che punta ad aumentare la protezione soprattutto tra anziani e persone fragili. Nella scorsa stagione si è vaccinato contro l’influenza un over 65 su due, mentre la copertura contro il Covid nella stessa fascia d’età si è fermata al 6,6%. Le dosi antinfluenzali messe a disposizione dall’Ulss per le categorie a rischio sono 191 mila: diventano 200 mila includendo farmacie, Azienda ospedaliera di Padova e Istituto oncologico veneto. I vaccini anti-Covid saranno forniti dal ministero della Salute in base alla domanda. Il calendario: chi comincia il 5 ottobre La campagna partirà gradualmente. Da lunedì 5 ottobre la vaccinazione antinfluenzale viene offerta dai pediatri ai bambini e organizzata nelle
strutture residenziali per anziani e persone non autosufficienti. Saranno coinvolti anche i pazienti ricoverati con più di sessant’anni, al momento delle dimissioni, e le persone seguite dall’assistenza domiciliare integrata. Da lunedì 19 ottobre l’offerta viene estesa agli studi dei medici di famiglia, agli ambulatori vaccinali dell’Ulss 6 e alle farmacie aderenti. I vaccini contro influenza e Covid possono essere somministrati durante lo stesso appuntamento. Per prenotare negli ambulatori dell’Ulss è disponibile il portale prenotavaccino.regione.veneto.it. Sabato 7 novembre è previsto un Vax Day straordinario ad accesso agevolato. L’obiettivo: far crescere l’adesione tra gli anziani. Nella stagione 2025-2026 sono state somministrate 197.508 dosi di vaccino antinfluenzale, raggiungendo il 50,5% degli over 65. «Il nostro obiettivo prioritario per
la nuova campagna è superare la soglia del 60-70%», spiega Luca Sbrogiò, direttore del Dipartimento di Prevenzione. Le dosi anti-Covid somministrate sono state invece 23.806. Sbrogiò richiama l’attenzione sulla «stanchezza vaccinale» e ricorda che il rischio di complicanze resta concreto per grandi anziani, persone immunodepresse e pazienti con più patologie. Bronchiolite, riparte l’immunizzazione dei più piccoli È iniziata oggi anche la campagna gratuita con anticorpo monoclonale contro il virus respiratorio sinciziale, principale causa di bronchiolite nei bambini sotto l’anno di età. Nella scorsa stagione, con 5.167 dosi somministrate e una copertura di circa nove neonati su dieci, i ricoveri ospedalieri sono diminuiti dell’80%. La nuova campagna prevede tre gruppi di destinatari: • Neonati tra ottobre 2026 e marzo 2027: somministra-
zione in ospedale alla nascita oppure, successivamente, dal pediatra. • Bambini nati tra aprile e settembre 2026: le famiglie riceveranno una lettera d’invito per rivolgersi al proprio pediatra. • Bambini ad alto rischio fino a 24 mesi: protezione anche nella seconda stagione di circolazione del virus, attraverso il pediatra. L’Ulss 6 ha a disposizione 3.843 dosi di anticorpo monoclonale, incrementabili in base alle richieste. Per la direttrice generale Patrizia Benini, ridurre i ricoveri significa anche «aver evitato un carico emotivo immenso alle loro famiglie». La campagna coinvolgerà medici, pediatri, ospedali, farmacie e servizi territoriali, con interventi nelle strutture residenziali e a domicilio per le persone impossibilitate a spostarsi. Sara Busato
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30 Tumore al seno. In Veneto la sopravvivenza a cinque anni raggiunge il 91% grazie anche alla prevenzione
Ottobre Rosa, allo IOV prevenzione e cure a misura di donna
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a facciata dell’Istituto Oncologico Veneto si illumina di rosa per richiamare l’attenzione sulla salute delle donne. Un segnale che accompagna il mese dedicato alla sensibilizzazione sul tumore al seno e ribadisce il valore della prevenzione, dei controlli e di un’assistenza capace di rispondere ai diversi bisogni delle pazienti. Ogni anno lo IOV prende in carico circa 800 nuovi casi di tumore della mammella, oltre a circa 300 casi di patologie mammarie benigne, ed esegue più di 300 interventi di chirurgia ricostruttiva. In Veneto la copertura dello screening mammografico raggiunge il 66%, mentre la sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi si attesta intorno al 91%, secondo il rapporto del Registro Tumori regionale del 2025. Risultati ai quali contribuiscono diagnosi precoce, terapie innovative e percorsi sempre più personalizzati. La prevenzione guarda anche alle donne più giovani. Dalla collaborazione tra Regione, IOV e Azienda Zero è nato nel 2018 un progetto di screening senologico che tiene conto delle caratteristiche
individuali. Il percorso comprende mammografia con tomosintesi, misurazione della densità mammaria e valutazione della familiarità. Questi elementi permettono di definire una sorveglianza commisurata al profilo di rischio, accompagnando le partecipanti verso lo screening consolidato. L’obiettivo è studiare un modello che utilizzi informazioni personali e diagnostiche per orientare
i controlli. Quando emerge una patologia, la risposta passa attraverso la Breast Unit, il centro nel quale competenze diverse lavorano insieme. La collaborazione tra medici e infermieri delle varie specialità consente di affrontare in modo coordinato diagnosi, trattamento e riabilitazione, considerando anche gli aspetti psicologici, ereditari ed estetici.
Le équipe discutono collegialmente i singoli casi e pianificano le successive fasi dell’assistenza. Ogni paziente viene inserita in un percorso diagnostico, terapeutico e assistenziale personalizzato, seguito da un case manager, figura di riferimento lungo il cammino di cura. Questo modello aiuta a collegare i diversi passaggi, dalla scelta del trattamento alle necessità che possono emergere
dopo l’intervento. L’esperienza maturata ha reso lo IOV un punto centrale della rete regionale dei centri di senologia. L’attenzione alla persona comprende anche il rapporto con il proprio corpo. Il progetto “Non smettere di piacerti”, attivo dal 2009 grazie alla collaborazione tra il Servizio di Psicologia Ospedaliera e AVO Padova, sostiene le pazienti nei cambiamenti legati alle terapie. Il prestito gratuito di parrucche e i consigli per la cura dell’immagine affiancano il trattamento della malattia, dando spazio al benessere psicologico e alla qualità della vita. Ottobre Rosa rinnova così l’invito a non rimandare i controlli e a prendersi cura della propria salute. «La cura oncologica deve mettere sempre al centro la persona», sottolinea la direttrice generale dello IOV Patrizia Simionato. Un principio che si traduce nell’integrazione tra il lavoro della Breast Unit, l’assistenza dei professionisti e il sostegno al benessere psicologico delle pazienti. Per Simionato, la sensibilizzazione deve accompagnarsi all’attenzione alla qualità della vita e all’invito a non rimandare i controlli. (P.B.)
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