del Camposampierese Est
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SETTEMBRE 2026
Periodico d’informazione locale - Anno XXXIII n. 188
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A Trebaseleghe le storie escono dalle pagine e incontrano i lettori
Siccità record, Energia, il Veneto sfida il monopolio Elisa Venturini: e punta sullesfida “La multiutility dei prossimi del territorio anni è la prevenzione”
Case della Comunità, dopo le opere parte la campagna di comunicazione
pag. 16
La “Stefanildo” e il patto dell’acciuga: nuovo laboratorio Veneto?
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n Veneto si respira un clima politico singolare, lontano dai toni esasperati dello scontro ideologico. Tra Palazzo Balbi e i banchi dell’opposizione guidata da Giovanni Manildo si è consolidato un feeling istituzionale così palese da spingere gli osservatori, fin dalla campagna elettorale, a coniare la crasi “Stefanildo”. Una definizione nata per sottolineare non solo lo stile felpato e dialogante dei due protagonisti, ma anche una marcata sovrapposizione nei programmi e nella visione del territorio. Le prime conferme di questa sintonia non si sono fatte attendere. Sul terreno dei diritti e delle risposte sociali, maggioranza e opposizione hanno trovato convergenze significative, concretizzate in provvedimenti dal forte impatto etico e comunitario come la legge sui caregiver e il delicato dossier sul fine vita. Un’intesa culminata nell’ormai celebre “patto dell’acciuga”, l’incontro informale tra il presidente della Giunta Alberto Stefani e il leader dell’opposizione Manildo. Un vertice a tavola che ha formalizzato la volontà di superare i muri contrapposti per costruire percorsi legislativi condivisi.
SCUOLE, DOPPIA SFIDA: INVERNO DEMOGRAFICO E SPINTA ALL’INNOVAZIONE LA SCUOLA DIVENTA UN BANCO DI PROVA PER LE AMMINISTRAZIONI servizi alle pag. 4-5
BORGORICCO, OTTO RAGAZZI SI COSTITUISCONO E RIPARANO I DANNI
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AUTONOMIA: UN ALTRO PASSO AVANTI, STEFANI: “IL VENETO HA FRETTA”
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uanto successo tra gli scanni del Consiglio regionale del Veneto travalica i confini della regione. L’approvazione del provvedimento sull’assistenza sanitaria al suicidio medicalmente assistito ha rotto la barriera dei posizionamenti ideologici predefiniti. Il voto a maggioranza trasversale ha stabilito un principio di realtà: la regolamentazione di tempi, verifiche ed erogazioni per chi si trova in condizioni di sofferenza irreversibile non è una concessione etica, ma un dovere organizzativo delle strutture pubbliche.
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OLTRE L’IDEOLOGIA: LE PERSONE SI ASPETTANO RISPOSTE
IL SALUTO ALLA COMANDANTE STEFANIA RISCOLO
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n saluto carico di emozione e riconoscenza quello che si è svolto nella sede del Comando Provinciale dei Carabinieri di Padova. Protagonista dell’incontro è stata il Maggiore Stefania Riscolo, comandante della Compagnia di Padova, ormai prossima a lasciare il territorio per assumere un nuovo incarico a Roma, alla Scuola Ufficiali dei Carabinieri. Per l’occasione l’ufficiale ha voluto incontrare i sindaci dei Comuni che rientrano nella giurisdizione della Compagnia, in un appuntamento che ha rappresentato soprattutto un momento di confronto e di ringraziamento dopo il lavoro svolto sul territorio. Erano presenti, accompagnati dai rispettivi comandanti di Stazione, i primi cittadini di Noventa Padovana, Vigonza, Villanova di Camposampiero, Cadoneghe, Limena, Villafranca Padovana, Selvazzano Dentro, Saccolongo, Mestrino, Campodoro, Veggiano e Vigodarzere. Dodici amministrazioni riunite per rivolgere alla comandante un saluto prima del trasferimento e per riconoscere il lavoro portato avanti durante il periodo alla guida della Compagnia di Padova. Nel corso dell’incontro non sono mancati gli auguri per il nuovo incarico e i ringraziamenti per l’attività svolta al servizio delle comunità locali. Un passaggio professionale importante per il Maggiore Riscolo, che a breve inizierà una nuova esperienza nella capitale, all’interno della Scuola Ufficiali. Il momento conclusivo è stato affidato a un brindisi, che ha voluto suggellare simbolicamente il legame costruito tra l’Arma dei Carabinieri e le amministrazioni del territorio. La presenza dei sindaci, in rappresentanza delle rispettive comunità, ha dato all’appuntamento un significato che va oltre il semplice saluto istituzionale. Per Stefania Riscolo si apre ora una nuova pagina professionale a Roma.
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• Nicola Stievano Segue da pag. 1
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Il Maggiore ha incontrato i sindaci della provincia sotto la giurisdizione della Compagnia di Padova
isalendo l’Adige, il Trentino procede invece con un’andatura diversa. Il disegno di legge giace nelle commissioni consiliari della Provincia Autonoma, frenato dalla volontà di non rincorrere l’attivismo normativo e dal tentativo di spostare il baricentro dell’attenzione sul potenziamento della rete di cure palliative. Si delineano così due approcci territoriali speculari al medesimo problema: da un lato l’inquadramento della sentenza della Corte Costituzionale sul fine vita entro un percorso amministrativo con scadenze definite per l’A zienda Sanitaria; dall’altro una cautela che preferisce attendere l’eventuale intervento del Parlamento, non fa venire meno il rischio di lasciare i cittadini e i comitati etici locali in una zona d’ombra procedurale. Questa differenza riflette una discussione pubblica che non può più essere liquidata come esercizio teorico o scontro di appartenenza. Le scelte sulla fase finale dell’esistenza appartengono alla sfera intima della persona, ma travalicano il singolo nel momento in cui investono i familiari, la responsabilità dei medici e si riverberano nella comunità. Quando il corpo sociale evita di affrontare l’argomento per timore di dividersi, delega la soluzione del dolore alla solitudine delle famiglie o alle aule dei tribunali. Il percorso però è tutt’altro che semplice e scontato.
Il merito dell’esperienza veneta, pur nella diversità delle posizioni e nelle contrapposizioni ideologiche, sta nell’aver separato la giurisdizione morale da quella gestionale. Regolamentare la procedura medica non significa incentivare una scelta, né svalutare l’importanza dell’affiancamento assistenziale o della terapia del dolore; significa prendere atto che la dignità individuale richiede certezze operative quando la vita impone decisioni definitive. La politica locale, forte dell’autonomia istituzionale di cui dispone a Venezia come a Trento, ha il compito di fornire regole trasparenti anziché risposte evasive. Dal canto suo, invece, la chiesa reclama il pieno rispetto per la vita, in ogni sua fase e condizione, ma qui entriamo in un altro ambito. Affrontare la questione con strumenti normativi chiari non è una resa culturale, ma un atto di responsabilità civile. Il dibattito aperto nelle nostre Regioni dimostra che la tutela della fragilità non si misura sulla capacità di rinviare i problemi, ma sulla disponibilità ad accompagnare le persone nell’esercizio delle proprie libertà fondamentali entro un quadro pubblico rigoroso e nel pieno rispetto della volontà di ogni individuo. Poi ciascuno deve essere libero di fare le proprie scelte, consapevole che le istituzioni non dovrebbero essere semplici controparti burocratiche.
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• Redazione Padova
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Questa edizione raggiunge le zone di Borgoricco, Camposampiero, del Camposampierese Est Loreggia, Massanzago, Piombino Dese e Trebaseleghe per un numero complessivo di 14.277 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia è una testata giornalistica di proprietà di Srl n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 32199 Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin - formato da 25 edizioni locali mensilmente recapitato a 575.000 famiglie del Veneto e del Trentino
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Focus scuola/1. Un intervento imponente che porta con sé numeri e scelte da analizzare
UNA SCUOLA DA 10 MILIONI: IL NUOVO POLO CAMBIA IL VOLTO DI TREBASELEGHE U na grande festa, vissuta insieme ai bambini, alle famiglie e alla cittadinanza, ha accompagnato l’inaugurazione della nuova Scuola Primaria “G. Ponti” e della nuova mensa scolastica di Trebaseleghe. La nuova primaria nasce dalla demolizione e ricostruzione del precedente edificio. L’intervento, del valore di 7,5 milioni di euro, è stato finanziato dall’Unione
europea – Next Generation EU attraverso il PNRR. Accanto alla scuola è stata realizzata la nuova mensa, con un investimento di un milione e 656 mila euro, anch’esso sostenuto nell’ambito del PNRR. Ai finanziamenti europei si aggiungono i contributi del Gestore dei Servizi Energetici e le risorse stanziate dal Comune. Considerando l’insieme delle opere realizzate e programmate
nell’area, l’investimento complessivo supera i dieci milioni di euro. La scuola si sviluppa su circa 3.000 metri quadrati distribuiti su due piani e comprende una ventina di aule, cinque spazi multidisciplinari, una biblioteca e numerosi ambienti destinati agli studenti, agli insegnanti e alle attività comuni. L’edificio è stato realizzato con moderne soluzioni costruttive e impiantistiche, prestando particolare attenzione al comfort termico e acustico. La qualità sonora degli ambienti è stata considerata essenziale per favorire la concentrazione, la didattica e l’apprendimento. La scuola è inoltre interamente climatizzata e potrà essere utilizzata anche per i centri estivi e per altre iniziative educative rivolte ai bambini, come suggerito dal dirigente scolastico Paolo Lamon. La nuova mensa può ospitare fino a 300 alunni ed è dotata di spazi per i servizi, gli spogliatoi, i bagni e la preparazione dei pasti. I due edifici sono direttamente collegati, consentendo un passaggio rapido e protetto dalla scuola al refettorio. Il servizio è destinato all’intero polo dell’Istituto Comprensivo “G. Ponti”, comprendendo la primaria e la secondaria di primo grado, e permetterà di sostenere e ampliare l’offerta scolastica a tempo pieno. Grande attenzione è stata riservata anche alle aree esterne, considerate parte integrante degli spazi educativi. Sono stati realizzati nuovi
spazi verdi, percorsi di collegamento tra i diversi edifici e aree per l’attività sportiva, tra cui una pista di atletica e uno spazio per il basket. Tutti i lavori sono stati completati nel rispetto dei tempi e dei costi previsti dal finanziamento PNRR. “Dopo mesi di lavori, impegno e qualche inevitabile disagio possiamo finalmente aprire le porte della nuova scuola primaria e della nuova mensa”, ha sottolineato il sindaco Antonella Zoggia. “Non inauguriamo soltanto due edifici, ma consegniamo alla comunità spazi di vita nei quali i nostri bambini potranno imparare, formare il proprio carattere, stringere amicizie e crescere insieme. I numeri sono importanti, ma il valore autentico di queste opere emergerà quando gli ambienti saranno pieni di alunni, insegnanti, voci e vita. Investire nella scuola significa investire nel futuro di tutta Trebaseleghe”. La nuova primaria e la mensa si aggiungono alla scuola secondaria di primo grado già in funzione e completano un polo scolastico unitario, moderno e ricco di servizi. L’opera rientra nella più ampia trasformazione del centro di Trebaseleghe, che ha interessato anche Piazza Marconi, via Roma e i collegamenti pedonali verso il Parco Draganziolo. • Sara Busato
Inaugurato il nuovo asilo nido comunale di Ronchi
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aglio del nastro per il nuovo asilo nido comunale di Ronchi, entrato in funzione con l’avvio dell’anno educativo 2026-2027. La struttura di via Ronchi Sinistra completa il nuovo polo per l’infanzia realizzato dal Comune, nel quale convivono il servizio per i bambini più piccoli e la scuola dell’infanzia “Walt Disney”. Il progetto, sostenuto attraverso i fondi del Pnrr, ha previsto la demolizione e la ricostruzione della scuola e la realizzazione del nido. Un investimento vicino ai sei milioni di euro che consegna alla comunità spazi moderni, sicuri e funzionali, pensati per accogliere i bambini
da zero a sei anni. Per il primo anno educativo il nido mette a disposizione 34 posti ed è aperto ai piccoli che abbiano compiuto il terzo mese di vita. Il valore dell’intervento non è soltanto edilizio. La presenza dei due servizi nello stesso complesso permette infatti di costruire un percorso educativo continuo, agevolando il passaggio dal nido alla scuola dell’infanzia e favorendo la collaborazione tra educatori, insegnanti e famiglie. Un modello che punta ad accompagnare in modo più armonico la crescita dei bambini e ad ampliare l’offerta rivolta ai genitori del territorio. La gestione è stata affidata
a Progetto Now, cooperativa sociale fondata a Conselve nel 1997 e attiva da quasi trent’anni nei servizi educativi e socio-sanitari. La realtà conta oggi oltre duecento professionisti, tra educatori, psicologi, operatori e personale amministrativo. Con l’inaugurazione si conclude così uno dei principali interventi promossi negli ultimi anni dal Comune nel settore scolastico: non soltanto una nuova struttura, ma un investimento sulle famiglie e sul futuro della comunità. • (S.B.)
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5 Focus scuola/2. Servizi potenziati per studenti e famiglie
A CAMPOSAMPIERO NUOVA MENSA ALLA BATTISTI E DOPOSCUOLA A RUSTEGA punto di vista organizzativo, perché consentirà alla scuola primaria di svolgere il servizio mensa all’interno dei propri spazi. Contestualmente, nella scuola secondaria si libereranno alcune aule che potranno essere destinate ad altre attività didattiche”. Alla primaria “Ungaretti” di Rustega partirà invece un servizio di doposcuola, dal martedì al giovedì, dalle 13 alle 16.30, rivolto alle famiglie che
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’ suonata il 10 settembre la prima campanella del nuovo anno scolastico a Camposampiero. Il quadro delle classi e dei servizi resta stabile, ma non mancano alcune novità, a partire dall’apertura della nuova mensa della primaria “Battisti” e dall’attivazione del doposcuola a Rustega. Sono confermate le quattro classi prime della scuola primaria, compresa quella di Rustega, e le cinque della secondaria di primo grado, inclusa la sezione a indirizzo musicale. Sono ripartite inoltre le tre sezioni della scuola dell’infanzia statale “Arcobaleno” di Rustega, le due sezioni
dei piccoli della paritaria “Umberto I” e la sezione primavera. Garantito per tutti gli ordini di scuola anche il trasporto scolastico. Per la secondaria sarà assicurato il rientro alle 14.10 degli studenti delle classi a settimana corta. Per chi frequenta la classe a settimana lunga sarà invece attivato, in caso di necessità, un servizio gratuito di sorveglianza in attesa dell’autobus successivo. La principale novità riguarda la primaria “Battisti”, dove entrerà in funzione la nuova mensa. “La nuova mensa scolastica è completata, ben visibile nell’area del cortile che collega
i due plessi della scuola primaria di Camposampiero, la Battisti e l’ex Liceo, entrambi ristrutturati negli anni scorsi – spiega il sindaco Katia Maccarrone”. Si tratta di un investimento complessivo di 1.220.000 euro, reso possibile anche grazie a un fondamentale contributo del Pnrr pari a 704.000 euro. Terminato anche l’allestimento con arredi e attrezzature. “Stiamo organizzando anche l’inaugurazione della nuova struttura, così da permettere a genitori e cittadini di conoscerla - prosegue il sindaco -. Si tratta di un importante miglioramento sia per la qualità degli spazi in cui i bambini consumeranno i pasti, sia dal
Scuole superiori, sotto esame edifici, studenti e servizi
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on soltanto aule ed edifici, ma anche iscrizioni, offerta formativa e trasporti. Per la prima volta la Provincia di Padova ha commissionato uno studio complessivo sui 36 istituti superiori del territorio, per costruire una programmazione di breve, medio e lungo periodo fondata su dati oggettivi. Il «Piano di sviluppo strategico degli edifici scolastici provinciali», elaborato da un’azienda specializzata, nasce da un lavoro avviato nell’ottobre 2025. Le informazioni sono state raccolte nelle scuole, attraverso tavoli di confronto con i rappresentanti degli istituti e il coinvolgimento degli uffici provinciali. L’analisi incrocia l’offerta formativa, l’andamento degli studenti, le dinamiche demografiche e le condizioni del patrimonio edilizio. “Volevamo uno strumento capace di descrivere la situazione attuale e le evoluzioni attese nei prossimi anni”, spiega Stefano Agujari Stoppa, vicepresidente vicario della Provincia. I risultati saranno valutati insieme alle esigenze del territorio e alle risorse disponibili. La pianificazione potrà così interessare anche trasporti, servizi e gestione urbanistica, elementi che incidono sul funzionamento delle scuole. La Provincia precisa però che il report non contiene decisioni già assunte. Nessun accorpamento o trasferimento di istituti è stato stabilito. Provvedimenti di questo tipo, ricorda Agujari Stoppa,
rientrerebbero nelle competenze dell’Ufficio scolastico regionale del Veneto. Una parte dell’indagine è dedicata agli edifici, con una ricognizione delle opere realizzate e di quelle ancora necessarie, anche alla luce dei cantieri finanziati attraverso il Pnrr. Sul fronte della sicurezza, la Provincia assicura che non sono emerse condizioni tali da far prevedere rischi per l’incolumità di studenti e personale. Gli interventi da completare, compresi quelli collegati ai certificati di prevenzione incendi, rientrano nel normale percorso di adeguamento alle norme. La maggior parte dei plessi possiede già le certificazioni richieste; negli altri sono in corso lavori definiti secondo le priorità. Il report sarà illustrato ai dirigenti scolastici e ai sindaci dei Comuni nella seconda metà di settembre. Alcuni interventi sono avviati: il concorso di progettazione per il nuovo istituto Marchesi in via Guido Reni, all’Arcella; il trasferimento dell’indirizzo Odontotecnico del Ruzza nella sede di via Cave; il recupero della Ricci-Curbastro alla Guizza, destinata al liceo delle Scienze umane del Duca d’Aosta. “Il documento – conclude Agujari Stoppa – consentirà scelte di sviluppo corrette e concrete, coerenti con quanto già programmato”. • (S.B.)
ne hanno fatto richiesta. “Continuiamo a investire nella scuola – sottolinea l’Amministrazione comunale con la vicesindaco Lorenza Maria Baggio – con servizi e strutture pensati per sostenere gli alunni e le famiglie e favorire la conciliazione tra scuola, famiglia e lavoro”. • Sara Busato
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Il caso. Otto ragazzi ammettono l’errore, ripuliscono e riparano, dopo l’appello del sindaco
“PARCHETTO DON BOSCO”, A SAN MICHELE DELLE BADESSE DANNEGGIATO DA DEI RAGAZZI S ono passate ormai delle settimane, ma il tema resta sempre attuale. A Borgoricco alcuni ragazzi sono stati ripresi dalle telecamere di videosorveglianza mentre salivano sopra la copertura di una struttura in legno installata nel “Parchetto Don Bosco”, a San Michele delle Badesse, danneggiando il tavolino sottostante e incidendolo con simboli. “Si tratta di un danno che appartiene a tutta la comunità, con un aspetto che rende questa bravata ancora più amara - sottolinea il sindaco Gianluca Pedron - questa struttura era da appena un anno sistemata dai ragazzi “Ci sto? Affare Fatica!”. “Pensare che l’impegno e il lavoro di tanti giovani volenterosi siano stati rovinati da altri giovani noncuranti è motivo di grande dispiacere. Ma c’è un altro aspetto – prosegue il sindaco Pedron - che mi preme sottolineare con forza la pericolosità della condotta tenuta dagli stessi ragazzi. Salire sopra una struttura che non è
progettata per essere utilizzata in quel modo espone a rischi ben più gravi. Se questa avessi ceduto e si fosse ribaltata, oggi potremmo trovarci a parlare di conseguenza ben più gravi”. Ecco la proposta del sindaco: prima che vengano completate le identificazioni dei responsabili da parte della Polizia Locale, attenderò alcuni giorni per consentire agli stessi e di presentarsi spontaneamente in municipio. Nei giorni successivi, ben otto ragazzi hanno raccolto quell’invito spontaneamente, ammettendo di aver sbagliato e accettando la proposta di rimediare concretamente alla bravata. “Insieme a me – spiega ancora il primo cittadino abbiamo rimosso le erbacce infestanti dalla recinzione che delimita il parco; raccolto rifiuti di ogni tipo nel parco e nelle aree limitrofe, svuotato i cestini; carteggiato completamente il tavolo della struttura e ritinteggiato di rosso, utilizzando lo stesso colore scelto lo scorso anno dai ragazzi del progetto
“Ci Sto? Affare Fatica!”.” “Mentre lavoravamo abbiamo parlato di rispetto delle regole, di cura dei beni comuni, di responsabilità individuale, ma anche delle esigenze, delle difficoltà
e delle sfide che spesso accompagnano l’adolescenza. Era questo il vero obiettivo dell’iniziativa, non limitandosi a pulire un parchetto, ma provare a trasformare un errore in un’occasione
di crescita”. conclude il primo cittadino di Borgoricco, Gianluca Pedron. • Endrius Salvalaggio
FESTA DELLA SALUTE E DELLO SPORT: ALLENATI PER LA PREVENZIONE
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settembre è tornata, alla sua seconda edizione, la Festa della Salute e dello Sport. Una giornata pensata per promuovere prevenzione, corretti stili di vita e attività fisica, che ha coinvolto cittadini di tutte le età. Durante la mattinata diverse realtà sanitarie e associazioni del territorio hanno messo a disposizione dei cittadini una serie di visite, controlli e attività di screening gratuiti. È stato possibile accedere a diversi percorsi dedicati alla salute, con l’obiettivo di sensibilizzare sull’importanza della prevenzione e di prendersi cura del proprio benessere. “La salute non è soltanto qualcosa di cui occuparsi quando compare un problema – ha sottolineato l’assessore alle Politiche sociali e sanitarie Giovanna Guion – ma un patrimonio da tutelare ogni
giorno. Con questa giornata abbiamo voluto offrire ai cittadini un’occasione per fare prevenzione, conoscere i servizi presenti sul territorio e acquisire maggiore consapevolezza della propria salute”. Nel pomeriggio, c’è stato spazio invece per i
bambini ed i ragazzi, con le associazioni e le realtà sportive del territorio che hanno proposto attività e dimostrazioni per permettere ai più giovani di sperimentare discipline diverse, divertirsi e scoprire il valore dello sport come strumento di crescita, socializzazione e benessere. “Una comunità che sta bene è una comunità che si prende cura delle persone e crea occasioni per stare insieme – ha affermato il sindaco, Pedron Gianluca –. La Festa della Salute e dello Sport ha rappresentato proprio questo: un momento di incontro e partecipazione, nel quale istituzioni, associazioni e cittadini hanno collaborato per costruire una comunità più attenta al benessere”. “Lo sport è un investimento sui nostri ragazzi – ha
aggiunto l’assessore allo Sport Marco Bragagnolo – perciò abbiamo voluto che potessero conoscere le tante opportunità offerte dalle associazioni del nostro territorio e trovare nello sport un’occasione per crescere, divertirsi e stare insieme”. A rendere ancora più piacevole la giornata c’è stato un piccolo incentivo alla salute. Ad ogni cittadino che ha effettuato una visita o un controllo e a ogni bambino o ragazzo che ha partecipato a un’attività sportiva è stato offerto uno spiedino di frutta. Un gesto simbolico per ricordare che prevenzione, alimentazione equilibrata e movimento sono alleati fondamentali per il benessere. • (E.S.)
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CAMPOSAMPIERO
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Inclusione. Una quinta settimana in più e il trionfo mondiale di Edwin Fermin Galvan
”Estate a Campo S.A.N.P. 2026”: un successo la stagione! S i è chiuso con un bilancio ampiamente positivo il centro estivo “Estate a Campo S.A.N.P. 2026”, promosso dall’amministrazione comunale di Camposampiero e gestito da ormai 18 anni dall’asd atletica libertas SANP. Con quasi 200 iscritti, l’edizione di quest’anno segna un vero traguardo per l’iniziativa, confermando la fiducia delle famiglie del territorio verso un progetto che anno dopo anno si consolida. Un’estate all’insegna dello sport e dell’inclusione, il centro estivo, ospitato presso gli impianti sportivi Don Bosco, ha coinvolto bambini e ragazzi dalle prime classi della scuola primaria fino alla secondaria di primo grado, suddivisi per fasce d’età in gruppi curati da istruttori, animatori e aiuto animatori appositamente formati. Le giornate, scandite da orari per venire incontro alle esigenze delle famiglie – dall’accoglienza mattutina alle 7:30 fino alle uscite serali delle 18:00 – hanno alternato attività sportive, ludico-ricreative a momenti in biblioteca in Villa Campello e, nel pomeriggio, anche con lezioni di studio assistito e sport in lingua inglese. Accogliendo una richiesta emersa negli anni precedenti, l’edizione 2026 ha introdotto per la prima volta una quinta settimana di attività, incontrando un riscontro molto positivo. A tutto questo si è aggiunto il lavoro svolto in sinergia con il servizio di integrazione scolastica e la Cooperativa Consorzio Blu-Ancora per garantire il supporto ai bambini con disabilità, in un’ottica di piena inclusione che ha caratterizzato l’intera esperienza. Un’estate di sport, socialità e crescita per centinaia di bambini e ragazzi del territorio, che si chiude con un bilancio decisamente positivo. “Ringraziamo di cuore l’ A.S.D. ATLETICA LIBERTAS S.A.N.P – commentano il sindaco Katia Maccarrone e l’assessore alle politiche sociali Roberta Scantamburlo – il Presidente Ivo Zecchin, il segretario Luciano Vittadello e tutto il gruppo di animatrici e animatori. Anche quest’anno la società si è distinta per la serietà e la capacità con cui ha gestito questo servizio alle famiglie e ai ragazzi”. A proposito di sport e di inclusione, c’è stata grande soddisfazione per l’atleta Edwin Fermin Galvan che ha vinto, con altri tre, la medaglia d’oro e stabilito il record mondiale Under 20 nella staffetta 4x100 mista ai mondiali di Eugene. • Endrius Salvalaggio
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Nuovi spogliatoi per il rugby presso gli impianti sportivi di via Corso
C
oncluso l’investimento presso gli impianti sportivi di via Corso, con i nuovi spogliatoi per il rugby. L’amministrazione, in sindaco Maccarrone e l’assessore Marzaro, insieme alla parte tecnica, ha incontrato la società del Rugby, con il Presidente Antonio Cavallin per la condivisione dell’investimento. Acquisito il parere positivo del CONI. L’intervento ha consistito in un corpo spogliatoi di circa 160mq composto da due spogliatoi con servizi igienici, spogliatoi arbitri, locali tecnici e locale infermeria. Sono stati realizzati impianti tecnologici innovativi e sistemi costruttivi con alte performance in campo energetico che consentono un ridotto consumo. La distribuzione degli spazi e le soluzioni scelte consentono anche ad un’utenza con diverse abilità motorie l’utilizzo. La spesa complessiva è stata di 610.000,00 euro, finanziati per 280.000,00 euro da contributo statale, del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, nell’ambito del Bando “Fondo Sport e Periferie 2023” e da 330.000,00 euro di fondi propri dell’Ente (di cui 260.000,00 euro mediante assunzione di mutuo con l’ICSC). Acquisito il certificato di regolare esecuzione e il rilascio del certificato di agibilità, gli spogliatoi potranno entrare in uso alla società, “Checco Camposampiero Rugby, con la prossima stagione sportiva a inizio settembre. “La sempre crescente richiesta di spazi attrezzati per lo sport - dichiarano il sindaco Katia Maccarrone e l’assessore allo sport Attilio Marzaro – ci ha portato in questi anni alla realizzazione di nuove strutture, in quanto i servizi esistenti non erano più sufficienti a rispondere alle domande delle numerose associazioni sportive del territorio. Abbiamo realizzato il campo da rugby che necessitava degli appositi spogliatoi, requisito necessario all’ottenimento dell’omologazione da parte della federazione. Ora l’obiettivo è stato raggiunto”. • (E.S.)
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CAMPOSAMPIERO - LOREGGIA
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Videosorveglianza. Collaborazione con Carabinieri e Polizia Locale
IL COMUNE INCREMENTA IL SETTORE DELLA SICUREZZA URBANA S ul fronte della sicurezza urbana è sempre più costante l’impegno per il controllo del territorio e la collaborazione con le Forze dell’ordine. “Vogliamo innanzitutto ringraziare Carabinieri e Polizia Locale - spiegano il sindaco Katia Maccarrone e l’assessore alla sicurezza Attilio Marzaro - per il costante lavoro di controllo e prevenzione che dispiegano quotidianamente sul nostro territorio. Si collabora incessantemente nell’individuare e affrontare le criticità. L’estate ad esempio è stata l’occasione per monitorare e intervenire sulle proposte estive per i più giovani, introducendo dei controlli specifici. In modo particolare l’amministrazione comunale sottolinea l’importanza del sistema di videosorveglianza diffuso sul territorio e come novità sta affiancando il progetto del controllo del vicinato. “Da anni nel nostro comune si è fatto ricorso alle telecamere per tutelare e
proteggere da fenomeni di criminalità e di illegalità, oltre che di abbandono rifiuti. Abbiamo investito – sottolinea il sindaco - risorse comunali, oltre agli investimenti direttamente effettuati dalla Federazione dei Comuni del Camposampierese, che gestisce l’intero sistema di videocontrollo del territorio Camposampierese. A Camposampiero e Rustega abbiamo 21 siti videosorvegliati, con 61 telecamere di contesto. Abbiamo inoltre 5 siti con telecamere lettura targhe, sono controllati i luoghi sensibili e di principale passaggio, dalla stazione alle scuole, ai parcheggi, il centro, le ecopiazzole, cimiteri, gli incroci o rotatorie principali. Un sistema gestito e presidiato dalla Polizia Locale della Federazione, presso la Centrale Operativa del Comando, che fornisce una notevole quantità di dati e immagini richieste con grande frequenza dai Carabinieri di tutta l’alta Italia e che hanno
consentito di ottenere importanti risultati investigativi, rivelandosi fondamentali nell’individuazione di colpevoli di reati”. Ricordiamo che recentemente la Federazione con il progetto “Adotta una telecamera” , ha aperto alla possibilità per i privati, cittadini, condomini, negozi, aziende…, di installare telecamere conformi a specifici standard tecnici e chiedere di collegarle al sistema della Polizia La nuova progettualità che l’amministrazione Maccarrone ci tiene a sottolineare riguarda il progetto del Controllo del Vicinato. “Ci stiamo lavorando da qualche mese e abbiamo già avuto buoni riscontri dalla popolazione. Il progetto può contribuire a creare un sistema integrato di sicurezza, in grado di affiancare gli addetti alla sicurezza pubblica. Si tratta di strutturare dei gruppi di controllo per zona, all’interno dei quali viene individuato un coordinatore. I gruppi fanno riferimento alla Polizia Locale, che è responsabile
del progetto. Abbiamo già provveduto ad approvare una delibera della Giunta comunale e chiesto la sottoscrizione di un Protocollo d’Intesa con la Prefettura di Padova. Sarà predisposta idonea cartellonistica da apporre, secondo le vigenti disposizioni, nelle aree in cui i residenti
hanno aderito al progetto, finalizzata a comunicare ad eventuali malintenzionati che gli abitanti della zona sono attenti e consapevoli” conclude l’assessore alla sicurezza Attilio Marzaro. • Endrius Salvalaggio
Avanzo di bilancio investito in scuole, strade e sicurezza
A
Loreggia è stata approvata la delibera relativa alla salvaguardia degli equilibri di bilancio. Con tale provvedimento è stato analizzato lo stato del bilancio rispetto alle previsioni e all’andamento delle entrate e delle spese per l’esercizio in corso, verificando in particolare le poste di competenza e di cassa, nonché l’andamento dei residui. Accertata la sussistenza degli equilibri di bilancio e il corretto andamento della gestione, si è proceduto a una variazione di bilancio, destinando una parte dell’avanzo libero alla realizzazione di alcuni importanti interventi sul territorio. In particolare, le risorse sono state destinate a: 109.500,00 euro per la sostituzione della caldaia, ormai obsoleta e risalente a oltre 30 anni fa, presso la scuola primaria di Ganzina;
16.500,00 euro per la manutenzione straordinaria dei cimiteri, con particolare riferimento agli interventi di riqualificazione delle aree verdi del cimitero del capoluogo; 221.691,00 euro complessivi per interventi di asfaltatura e manutenzione straordinaria delle strade; 15.000,00 euro per la sistemazione e la sostituzione di punti luce; 15.000,00 euro per l’implementazione del sistema di videosorveglianza, con il posizionamento di nuove telecamere. “Contestualmente - aggiunge l’assessore con delega alla programmazione economico finanziaria, Chiara Andretta -. Sono stati rimpinguati alcuni capitoli relativi alla spesa corrente, così da garantire le necessarie risorse per la gestione ordinaria dell’ente. Con il medesimo provvedimento sono stati inoltre aggiornati il Programma triennale delle
opere pubbliche e il DUP 2026-2028, inserendo la realizzazione della rotatoria in località Boscalto”. Tale aggiornamento si è reso necessario anche in vista della partecipazione al bando pubblicato dalla Provincia di Padova, finalizzato al finanziamento di interventi per la sicurezza stradale, tra i quali rientrano anche le opere relative alla realizzazione di rotatorie. L’assessore, Andretta, puntualizza: “La variazione appena approvata rappresenta quindi un importante strumento per destinare risorse disponibili a interventi concreti, finalizzati alla sicurezza, alla manutenzione del patrimonio pubblico, al miglioramento dei servizi e alla riqualificazione del territorio”.
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Il caso. Normativa, perizie e tempi che smentiscono la “svendita”
L’alienazione della rete gas, dai social alla realtà
“L
a memoria, in politica, a volte è sorprendentemente corta. Soprattutto quando si passa dalla maggioranza all’opposizione. Così accadeva chi, da sindaco, sosteneva la necessità di vendere la rete del gas, oggi accusi questa amministrazione di voler fare la stessa cosa, disertando il Consiglio Comunale, dove le decisioni si discutono e si votano, ha scelto Facebook per impartire lezioni di democrazia e confronto”. Esordisce così il sindaco di Loreggia, Manuela Marangon. La rete del gas di Loreggia fu realizzata da soggetti privati negli anni settanta. Alla scadenza della concessione, nei primi anni duemila, il comune dovette decidere se gestire in proprio il servizio, riconoscendo al concessionario il valore
dell’impianto, o trovare un nuovo concessionario, che avrebbe dovuto a sua volta acquistare l’impianto. “L’allora sindaco Maria Grazia Peron - scandisce con proprio comunicato l’amministrazione comunale - oggi consigliere in Progetto Loreggia, dichiarò in Consiglio Comunale che il Comune non aveva interesse a gestire e acquistare la rete, ritenendola una scelta troppo onerosa e priva di utilità. Una posizione agli atti che oggi sembra essere stata dimenticata, visto che nei social (e non in Consiglio Comunale…) si sostiene esattamente il contrario”. Con deliberazione del 15 giugno 2026, si è scelto l’alienazione, esattamente come hanno fatto tutti i Comuni contermini appartenenti allo stesso ambito. “Durante quel Consiglio abbiamo volutamente lasciato spazio ai pareri dei tecnici e del Segretario comunale - continua il sindaco - perché il confronto con le minoranze fosse, appunto, tecnico e non politico. E per questo motivo non abbiamo voluto rivangare le scelte e le dichiarazioni dell’amministrazione Peron, nonostante conoscessimo molto bene tutto il percorso. Una sensibilità che però non appartiene alle
minoranze, che hanno deciso di buttarla in politica, senza pensare a quale fosse il vero interesse per la comunità e disseminando informazioni false”. “Falso, per esempio, è parlare di “svendita”. Il valore della rete non viene deciso dal sindaco - spiega il primo cittadino di Loreggia - o dalla Giunta o dal Consiglio comunale e nemmeno può essere modificato in base alla convenienza del momento. È determinato applicando criteri oggettivi stabiliti dalla normativa nazionale e dai decreti ministeriali, applicati e confermati dai pareri favorevoli dei responsabili tecnici, del servizio finanziario e del revisore dei conti. Falso è che dopo la vendita della rete gas ci sia poi un aumento in bolletta”. “Sui social si possono pubblicare molti post. Le decisioni, però, continuano a essere prese negli atti, nelle leggi e nelle sedi istituzionali. E’ lì, che quando era il momento di confrontarsi, Progetto Loreggia ha scelto di non esserci, rifugiandosi sotto la campana di Facebook”. conclude Manuela Marandon, sindaco di Loreggia. • Endrius Salvalaggio
Tre serate sull’autodifesa
A
settembre il Comune di Loreggia organizza degli incontri per l’autodifesa. La prima serata si è svolta qualche giorno fa in Villa Rana per poi ritrovarsi il 17 ed il 24 settembre. Durante le due prime serate saranno date delle nozioni di base sull’autodifesa da parte di istruttori di difesa personale mentre la serata finale sarà dedicata a dare informazioni precise sull’utilizzo consapevole e sicuro dello spray al peperoncino da parte di un formatore di sicurezza urbana. Per partecipare alle prime due serate è utile la prenotazione all’indirizzo email rosanna.zen@comune.loreggia. pd.it , mentre la serata dedicata al corretto uso dello spray al peperoncino l’ingresso sarà libero. Tutte le serate saranno gratuite. “Credo che parlare di sicurezza in questo momento sia fondamentale, e lo dico non solo come
donna ma come cittadina che vive il territorio e segue i fatti di cronaca. Credo inoltre, che dare le giuste informazioni sull’autodifesa e sull’utilizzo dello spray al peperoncino, utile sia alle donne che agli uomini. Stiamo parlando di uno strumento di autodifesa, ma anche di uno strumento che se usato male, potenzialmente pericoloso. Questi incontri non hanno l’obiettivo di essere esaustivi sulla difesa personale ma puntano a creare consapevolezza e nuove conoscenze. Spero in una buona partecipazione da parte dei nostri concittadini auspicando possa diventare un appuntamento fisso nel tempo così da poter affrontare i vari contenuti che riguardino sempre l’autodifesa” spiega Rosanna Zen, Assessore Cultura • (E.S.)
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MASSANZAGO
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Il bando. Progetto da 371.200 euro con richiesta di contributo provinciale di 144.000 euro
NUOVA PISTA CICLOPEDONALE VERSO LE FRAZIONI, APPROVATO IL PROGETTO a 240 mila euro. In caso di ottenimento del contributo provinciale di cui sopra, alla spesa residua pari a 227 mila euro si farà fronte con mezzi propri dell’Ente, previa apposita variazione al Bilancio di previsione 2027-2029”. Complessivamente, dunque, l’intervento costerà 371.200 euro. Una spesa ritenuta necessaria “soprattutto nei riguardi dell’utenza debole e a favore, oltre che a livello locale,
U
n nuovo percorso ciclopedonale in via Cornara. È il progetto recentemente approvato dalla giunta di Massanzago, per il quale sarà richiesto un contributo di 144 mila euro alla Provincia tramite apposito Bando. “L’amministrazione ha da sempre riservato particolare attenzione agli interventi finalizzati al miglioramento della sicurezza stradale pertanto al miglioramento della viabilità stradale, principale e non, di collegamento alle aree residenziali nonché quelli in difesa e protezione dei centri abitati e di collegamento locale tra capoluogo di Massanzago e frazioni di Sandono e Zeminiana, anche a tutela
dell’utenza debole” si legge nella delibera di giunta. Dell’utenza debole si legge nella delibera di giunta. Il nuovo bando della Provincia cade quindi ad hoc per le finalità di Massanzago che coincidono con gli obiettivi della Provincia. Come si legge nel bando, infatti, “la Provincia di Padova, oltre a realizzare direttamente interventi di miglioramento della sicurezza e della funzionalità della rete viaria di propria competenza, riconosce l’utilità di contribuire ad iniziative di miglioramento della sicurezza e funzionalità della rete viaria di propria competenza, intervenendo direttamente con l’inserimento delle opere o dei lavori necessari nella
propria programmazione com’è anche, quando associabile alla competenza concorrente dei comuni del proprio territorio, istituendo iniziative di sostegno finanziario ai comuni che propongano di progettare e/o realizzare direttamente le stesse al fine di agevolarne e accelerarne la realizzazione”. Fin qui comune e Provincia determinano gli obiettivi. In merito ai costi si prevede una ripartizione della spesa come specifica sempre la delibera di giunta: “Sarà richiesto il contributo per 144 mila euro da parte della Provincia di Padova secondo le modalità del bando, ovvero nella misura pari al 60% della spesa netta lavori, che risulta ammontare
dell’intero territorio provinciale di Padova ma soprattutto per i collegamenti con l’area metropolitana di Venezia e l’area del Trevigiano che l’arteria in questione S.P. 31 collega nella direzione est ovest” prosegue la delibera. Si attende ora l’esito del bando che potrebbe portare alla realizzazione della nuova opera. • Andrea Benato
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Il Comune celebra i volontari del territorio
U
na domenica dedicata al volontariato, per “celebrare e riconoscere l’impegno delle associazioni e delle persone che, con passione, si mettono al servizio della comunità”. È l’iniziativa che si è svolta qualche giorno fa nella cornice di Villa Baglioni a Massanzago, alla presenza delle istituzioni locali che ha voluto premiare la dedizione dei volontari del territorio. Nel corso dell’evento, i rappresentanti dell’amministrazione comunale hanno consegnato alcune targhe di riconoscimento a Claudio Pinaffo, Lino Colombi, Elvio Vian, Giancarlo Ferro, Francesco Malvestio, Francesco Olivi, Luisella Cappelletto e Nicole Favero, per il progetto Fili di Solidarietà, Lodovico Niero, Moreno Cagnin, Ivano Basso. “È stata inoltre consegnata una targhetta ai familiari del compianto Silvio Novello, uno dei fondatori della Pro Loco di Massanzago, in ricordo del suo prezioso contributo e del suo impegno per la comunità” aggiunge una nota dell’amministrazione al termine dell’evento. “Un momento particolarmente significativo è stato anche la consegna del nuovo defibrillatore, acquistato grazie ai proventi dell’evento Spring in Villa, frutto della collaborazione tra l’Amministrazione Comunale e tutte le
associazioni del territorio. Un sentito ringraziamento va a tutte le associazioni del territorio che hanno partecipato e collaborato alla riuscita della giornata, a tutte le attività che hanno offerto un ricco e sfizioso momento conviviale per la cittadinanza, ai cittadini e ai visitatori che hanno scelto di condividere con noi questo momento di gioia, festa e comunità” ha concluso la nota dell’amministrazione. • (A.B.)
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PIOMBINO DESE
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L’intervento. Prosegue il recupero dell’area produttiva dismessa di via dei Marcello
EX PROMOFIN, NUOVI FONDI PER COMPLETARE LA BONIFICA O U
“Invictus”, oltre cento voci e strumenti tra musica e solidarietà
n percorso lungo, iniziato anni fa, che ora punta al recupero completo dell’area. Prosegue la bonifica dell’ex Promofin di via dei Marcello, tornata al centro dell’attenzione durante il Consiglio comunale del 22 luglio. Nell’ambito dell’assestamento del bilancio 2026-2028 sono state infatti affrontate anche le ulteriori necessità legate ai lavori. Per l’ex sito produttivo sono stati indicati altri 100 mila euro. A fare il punto durante la seduta è stato l’assessore Benozzi, spiegando che la somma servirà a sostenere i nuovi costi emersi con l’avanzamento della bonifica. Il Comune ha inoltre chiesto alla Regione Veneto una compartecipazione alla spesa, mentre al momento della discussione la copertura era stata prevista attraverso il bilancio comunale. Dietro l’intervento c’è una storia che risale ormai a trent’anni fa. Nello stabilimento operava la Promofin, azienda specializzata nella produzione di lampadari, dove venivano effettuate anche lavorazioni di finitura galvanica e verniciatura. Dopo il fallimento del 1996, nell’area erano rimasti rifiuti e impianti abbandonati. Da allora è iniziato un percorso di messa in sicurezza e recupero che ha coinvolto Comune, Provincia e Regione. Negli ultimi anni la bonifica ha compiuto passi
importanti. Per il secondo stralcio la Regione aveva stanziato inizialmente 364.800 euro, ai quali si erano aggiunte risorse comunali, portando il quadro economico a 441.755,65 euro. Una volta entrati nel vivo dei lavori, però, sono stati rinvenuti rifiuti non contemplati nel progetto iniziale. Il loro smaltimento ha comportato maggiori necessità economiche, quantificate in 98.549,94 euro. Nel 2025 la Regione è quindi intervenuta con un ulteriore contributo di 47.404,78 euro, integrando le risorse già assegnate. Anche durante l’ultima seduta consiliare Benozzi ha ricordato come proprio l’avanzamento delle operazioni abbia fatto emergere nuove esigenze. L’obiettivo dell’amministrazione resta quello di arrivare al completamento del percorso di bonifica. L’ex Promofin rientra inoltre nel più ampio programma dedicato ai siti contaminati del bacino scolante della Laguna di Venezia. Il recupero dell’area assume quindi un valore che va oltre il vecchio stabilimento e interessa la tutela ambientale di un territorio più ampio. Un percorso che negli anni ha richiesto verifiche, interventi successivi e la collaborazione tra diversi livelli istituzionali. La bonifica prosegue così per fasi, attraverso risorse comunali e
finanziamenti degli altri enti. Ogni intervento consente di affrontare le necessità che emergono durante i lavori e di avvicinare il sito al suo completo recupero. Dopo una vicenda iniziata con la chiusura dello stabilimento trent’anni fa, l’obiettivo è completare il risanamento, mettere definitivamente in sicurezza l’area e restituire al territorio uno spazio recuperato, chiudendo una situazione ambientale rimasta aperta per decenni.
ltre cento musicisti e coristi per una serata in cui la grande musica incontrerà anche la solidarietà. A settembre, la chiesa arcipretale di San Biagio ospiterà “Invictus”, concerto sinfonico-corale del Masolino Ensemble diretto dal maestro Matteo Madella. L’appuntamento, aperto alla cittadinanza, porterà nel territorio una formazione nata nel 2017 a Castiglione Olona, in provincia di Varese, e oggi impegnata in un’intensa attività concertistica. Il programma attraverserà pagine molto diverse del repertorio: dall’Ouverture del “Nabucco” di Giuseppe Verdi alla “Missa in Angustiis” di Joseph Haydn, conosciuta anche come Nelson Mass, fino al “Danzón n. 2” di Arturo Márquez. Sul palco si uniranno coro e orchestra sinfonica, con circa cento interpreti tra professionisti e appassionati. La tappa di Piombino Dese fa parte della tournée veneta di “Invictus”, che il giorno successivo proseguirà al Duomo di Castelfranco Veneto. Il progetto vuole creare anche un legame tra Lombardia e Veneto, richiamando la storia delle famiglie venete che, agli inizi del Novecento, si trasferirono nel Varesotto durante la crescita industriale di quell’area. A sostenere l’iniziativa è anche Metau Engineering di Piombino Dese. Alla dimensione musicale si affiancherà infatti quella solidale: parte delle offerte raccolte durante i concerti sarà destinata alla Fondazione Vite Vere Down DADI di Padova, impegnata in percorsi di autonomia e inserimento lavorativo per persone con sindrome di Down e disabilità intellettiva. Il concerto inaugurerà inoltre la programmazione autunnale legata ai dieci anni della Sala San Tommaso Moro. Una serata che unirà così musica, memoria e attenzione al sociale, trasformando l’ascolto in un’occasione di incontro e partecipazione per tutta la comunità. • (EL.S.)
• Elena Scapin
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TREBASELEGHE
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Cultura. Sette incontri, sette libri tra storie, esperienze e punti di vista
“LA VITA TRA LE RIGHE”: L’AUTUNNO SI RACCONTA ATTRAVERSO I LIBRI S ette appuntamenti, sette libri e altrettante occasioni per incontrare storie, esperienze e punti di vista diversi sulla realtà contemporanea. Da settembre a novembre 2026 la Biblioteca comunale di Trebaseleghe ospita “La vita tra le righe”, rassegna autunnale di incontri con gli autori promossa dalla Città di Trebaseleghe. Gli appuntamenti si terranno in Sala Arzini, con ingresso libero. “Abbiamo voluto costruire una rassegna nella quale libri molto diversi potessero dialogare tra loro e comporre, appuntamento dopo appuntamento, un racconto più ampio dell’esperienza umana - afferma l’assessore alla Cultura Rosa Chiara Casarin - In queste pagine incontriamo la memoria e il territorio, i segreti e le relazioni, l’identità e il mondo femminile, lo sport come esperienza di impegno e crescita, la capacità di osservare la realtà e di cambiare prospettiva. Il filo che unisce gli incontri è proprio questo: partire da una storia particolare per arrivare a domande che appartengono a tutti. La biblioteca diventa così non
soltanto il luogo nel quale trovare i libri, ma uno spazio vivo nel quale autori e lettori possono incontrarsi e le storie possono continuare oltre le pagine”. Ad aprire la rassegna, venerdì 18 settembre alle 18.00, sarà Cristian Campagnolo con “Inverno, 95”, in dialogo con Carlo Toniato. Un libro che conduce il lettore dentro un inverno segnato da esperienze e relazioni. Sabato 26 settembre alle 15.30 sarà la volta di Lorenzo Panizzolo con “I segreti di Felice”, intervistato da Andrea Tralli. Al centro del libro vi sono i segreti custoditi dalle persone e dalle famiglie, le verità che emergono gradualmente e il modo in cui il passato continua a esercitare la propria influenza sul presente. Il programma di ottobre si aprirà con venerdì 2 alle 20.30 con Loris Giuriatti e “Il silenzio degli altopiani”, in dialogo con Rosa Chiara Casarin. Sabato 10 ottobre alle 15.30 Marica Gaudio presenterà “Tu vedrai”, ancora in dialogo con Rosa Chiara Casarin. In forma romanzata, l’autrice racconta la storia vera della figlia Sofia, nata priva
della vista a causa di una malformazione genetica, e il percorso affrontato dalla famiglia per accompagnarla nella crescita e nella conquista della propria autonomia. Venerdì 16 ottobre alle 20.30 arriverà Matteo Zaramella con “L’Italia chiamò sì”, intervistato da Rosa Chiara Casarin. Attraverso lo sport e la competizione,
il libro racconta una dimensione nella quale il risultato è soltanto la parte visibile di un percorso fatto di preparazione, sacrificio, disciplina, sconfitte e capacità di ricominciare. Novembre si aprirà sabato 7 alle 16.00 con Silvia Brun e “Mi hanno chiamato Silvia”, in dialogo con Rosa Chiara Casarin. A chiudere la rassegna, sabato 28 no-
vembre alle 16.00, sarà Katia Ancelliero con “Ora vi guardo io”, intervistata da Rosa Chiara Casarin. Lo sguardo è uno dei fili conduttori della narrazione: quello rivolto agli altri, alla società e a sé stessi. • Endrius Salvalaggio
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TERRITORIO
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L’elezione. E’ il più giovane presidente di provincia d’Italia, 35 anni, sindaco di San Giorgio delle Periche al secondo mandato
CANELLA NUOVO PRESIDENTE DELLA PROVINCIA: “IN PRIMO PIANO SCUOLE SUPERIORI E VIABILITÀ” Con un bilancio di oltre 200 milioni di euro l’ente gestisce settori strategici della pubblica amministrazione: “La sfida sarà tradurre questa funzione in risposte concrete”
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aniele Canella è il nuovo presidente della Provincia di Padova. Trentacinque anni, sindaco di San Giorgio delle Pertiche al secondo mandato, è il più giovane a ricoprire l’incarico nella storia dell’ente padovano e il più giovane presidente di Provincia d’Italia. Candidato unico, sostenuto da diverse componenti politiche del territorio, arriva alla guida dell’amministrazione dopo quattro anni da vicepresidente, gli ultimi due con funzioni di vicario. “È una grande responsabilità: saper essere il presidente di tutti e interpretare le aspettative degli amministratori e dei sindaci del Padovano”, commenta il neopresidente. Il primo passaggio
sarà l’assegnazione delle deleghe ai consiglieri provinciali, per definire la squadra e avviare il mandato. Al centro del lavoro ci saranno le scuole superiori e la viabilità, due ambiti che incidono direttamente sulla vita quotidiana di studenti, famiglie e pendolari. Da oltre un decennio la Provincia ha visto ridursi competenze, risorse e personale, ma conserva un ruolo decisivo nella gestione di un territorio composto da 101 Comuni, con caratteristiche e necessità spesso differenti. “Parliamo di un ente con un bilancio di oltre 200 milioni di euro, che gestisce settori strategici della pubblica amministrazione: più di 1.300 chilometri di strade, oltre mille ponti e gli edifici delle scuole superiori — sot-
tolinea Canella —. Ho maturato questa esperienza direttamente sul campo e credo che durante il mandato sarà importante far comprendere ai cittadini quanto conti ancora il ruolo delle Province, fondamentali nel raccordo tra il territorio, la Regione e lo Stato”. La sfida sarà tradurre questa funzione in risposte concrete, individuando le priorità e tenendo insieme le richieste dei diversi territori. Per Canella il passaggio alla presidenza avviene nel segno della continuità amministrativa, dopo un’esperienza che lo ha portato a seguire numerosi settori dell’ente. Il suo percorso amministrativo si è consolidato a San Giorgio delle Pertiche: eletto sindaco nel 2019 con il 61,8 per cento dei consensi, è stato riconfermato nel 2024 con il 77,3 per cento. Dal 2020 presiede il Collegio degli assessori al Turismo della Federazione dei Comuni del Camposampierese. Vicepresidente dal 2022, nella consiliatura 2024-2026 ha avuto le deleghe alla
Il neo presidente della Provincia di Padova Daniele Canella
pianificazione territoriale e all’urbanistica, al personale e al patrimonio, alle società partecipate, ai contratti e alle gare. Tra le sue responsabilità anche il coordinamento dei progetti Pnrr, i rapporti con l’Unione delle Province italiane e le riforme istituzionali. Un lavoro che
ora proseguirà dalla presidenza, con il compito di trasformare il consenso raccolto attorno alla sua candidatura in un programma condiviso. • Sara Busato
Il gusto guida la spesa dei turisti a Padova si impongono, in città si impongono bar e ristoranti
I
l comparto della ristorazione e dei pubblici esercizi si conferma il vero motore dell’esperienza turistica nel territorio padovano, trasformando l’enogastronomia da semplice servizio accessorio a pilastro centrale dell’economia locale. L’analisi dei dati rilevati dall’Osservatorio del Turismo Regionale Federato, basata sulle transazioni con carte di credito nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 25 agosto, traccia una mappa dettagliata dei comportamenti di spesa di visitatori ed escursionisti, mettendo in luce dinamiche differenti ma complementari tra il capoluogo e il bacino termale ed euganeo. Nella città del Santo, la voce principale del
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budget turistico è rappresentata proprio dalla ristorazione e dai locali pubblici. Bar, enoteche, trattorie e ristoranti intercettano complessivamente il 21,7% della spesa totale tracciata. Nel dettaglio, la sola ristorazione assorbe il 17,13% degli acquisti, mentre il mondo dei bar e della somministrazione di bevande si attesta al 4,54%. A questa quota si affianca la spesa effettuata presso i minimarket, i supermercati e le attività alimentari specializzate, che raggiunge il 21,45%, a testimonianza di una presenza significativa di flussi di passaggio, escursionisti giornalieri e visitatori legati a forme di turismo morbi e fuggi.
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Molto più contenuta appare invece la quota d’incasso diretta riservata alle strutture ricettive del capoluogo, dove la voce pernotto tra alberghi, bed and breakfast e locazioni turistiche si ferma al 5,3%. Questo divario evidenzia come la città sia vissuta intensamente all’esterno delle camere d’albergo, lungo le piazze, le vie del centro e i dehors, consolidando l’immagine di Padova come destinazione d’arte e cultura in cui l’esperienza conviviale e la sociabilità attorno a un tavolo o all’ora dell’aperitivo costituiscono parte integrante del viaggio.
Sabato e domenica dalle 14:00
Dirette dai campi delle principali squadre di calcio venete e aggiornamenti in tempo reale di volley, basket e rugby Ogni 20 minuti tutte le notizie del Veneto delle squadre della nostra regione aggiornate in tempo reale.
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27 → 31 GEN Luca Marinelli LA COSMICOMICA VITA DI Q 03 → 07 FEB Elio De Capitani ERANO TUTTI MIEI FIGLI 16 → 21 FEB Marco Paolini BESTIARIO IDRICO 24 → 28 FEB Gabriele Muccino A CASA TUTTI BENE
31 MAR → 04 APR Luca Bizzarri LE NOSTRE DONNE 07 → 11 APR Maria Paiato IL DELIRIO DEL PARTICOLARE
14 → 18 APR 19 → 24 GEN Iacozzilli Valerio Binasco 02tutto → 07ilMAR Ascoltaci in Veneto in auto sulFabiana OLTRE UNA DELLE ULTIME SERE Alessio Boni Come 16+29 persone hanno ASCOLTACI SU SCARICA L’APP DI CARNOVALE MOLIÈRE attraversato il disastro delle Ande WWW.VENETO24.IT RADIO VENETO24 SUL TUO SMARTPHONE
L’arte della beffa
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Segue da pag. 1
La “Stefanildo” e il patto dell’acciuga: nuovo laboratorio Veneto?
T
uttavia, questo asse non è esente da scossoni. Ampie fasce della maggioranza guardano con aperto biasimo a questa politica dell’abbraccio, temendo l’annacquamento dell’identità di governo e l’eccessiva concessione di agibilità politica
al centrosinistra. Allo stesso modo, all’interno della minoranza non mancano i malumori di chi invoca un’opposizione più dura e priva di sconti. Di fronte alle resistenze delle rispettive basi, resta da chiedersi se questo lavoro a quattro mani sia solo una parentesi contingente o se
possa trasformarsi nel prototipo di un nuovo schema di alleanza istituzionale per il futuro. Se il metodo Veneto saprà resistere ai logoramenti tattici, la “Stefanildo” potrebbe davvero riscrivere le regole del gioco e la geografia politica della regione.
Tempo di scelte. L’intesa con il Governo per i primi trasferimenti di competenze e la complessa mediazione tra etica e medicina
AUTONOMIA E FINE VITA, DUPLICE SVOLTA STEFANI: “RISULTATI CHE FANNO LA STORIA” I l Veneto ha segnato il passo su due tra i temi più complessi e dibattuti dell’agenda politica e sociale: il via libera definitivo agli schemi di intesa per l’Autonomia differenziata e l’approvazione delle modifiche alla legge di iniziativa popolare sul fine vita. Due partite cruciali sulle quali il presidente della, Alberto Stefani, ha impresso una direzione precisa, improntata da un lato all’accelerazione sull’inquadramento costituzionale e dall’altro alla tutela dei principi etici.
Per l’autonomia ora il passaggio in Consiglio dei Ministri e il voto il Parlamento Sul fronte dell’Autonomia differenziata, il voto favorevole del Consiglio regionale al testo d’intesa siglato tra la Giunta regionale e il Governo rappresenta una tappa fondamentale che chiude la fase istruttoria veneta e proietta la pratica verso il Consiglio dei ministri e il successivo passaggio parlamentare. Un traguardo che il governatore Stefani ha salutato con soddisfazione, richiamando l’esito del referendum del 2017 e la lunga gestazione del percorso istituzionale. “Oggi è un giorno da ricordare: il cammino verso l’Autonomia si fa ancora più breve e il passo si fa ancora più deciso”, dichiara il Presidente Alberto Stefani. “I Veneti
stanno aspettando da troppo tempo di vedere riconosciuto un diritto a cui aspirano perché garantito dalla Costituzione. Dopo l’approvazione degli schemi di intesa definitivi da parte della Giunta un mese fa, il Consiglio regionale ha raccolto la palla e nei tempi essenziali ora ha assicurato il via libera. Non resta che un passaggio in Consiglio dei ministri e il voto definitivo in Parlamento. Il Veneto ha fretta”. Stefani ha voluto sottolineare il lavoro svolto dalla maggioranza consiliare, ribadendo come la delega di maggiori competenze su materie strategiche — quali Protezione civile, Professioni, Previdenza complementare e integrativa, Tutela della salute e Coordinamento della finanza pubblica — costituisca un’opportunità oggettiva per l’efficienza dei servizi erogati ai cittadini. “Siamo giunti alla nuova tappa di un percorso che è stato chiesto da oltre 2,5 milioni di veneti”, prosegue il Governatore. “Stiamo scaldando i motori perché siamo pronti a fare da ‘apripista’. Quando sono stato relatore della legge quadro in Parlamento ho vissuto oltre 300 ore di interventi ostruzionistici del Centrosinistra, fatti appositamente per bloccare questa riforma con l’accusa di provocare disparità e vantaggi ingiustificati a favore del Veneto. Sono convinto, invece, che l’autonomia sia una scelta di responsabilità e trasparenza che
Alberto Stefani
non spacca l’Italia e può rivelarsi strategica per tutti i territori. L’articolo 5 della nostra Costituzione, infatti, dice che la Repubblica ‘riconosce e promuove le autonomie locali’. È un principio cardine della Repubblica che abbiamo il dovere di realizzare. Se la riforma porterà a casa qualcosa per il Veneto, tutti dovrebbero fare squadra e capire l’importanza strategica che una riforma come l’autonomia può portare al nostro territorio”. Parallelamente alla partita autonomista, il Consiglio regionale si è confrontato con la delicata proposta di legge d’iniziativa popolare “Liberi Subito” inerente al suicidio medicalmente assistito. L’approvazione del provvedimento è arrivata a seguito di una mediazione condotta dallo stesso
Stefani, concretizzatasi in una serie di emendamenti vincolanti intesi a riequilibrare il testo normativo nel quadro della giurisprudenza della Corte Costituzionale. “Nulla è più importante della dignità
“Vogliamo assicurare a tutti i veneti l’accesso alle cure palliative” della vita umana, che va tutelata sempre e con tutti i mezzi necessari”, sottolinea il presidente nel commentare l’esito della votazione. “Per questo, in accordo con tutte le forze di maggioranza, ho lavorato alla
stesura e successiva approvazione di una serie di emendamenti che modificano sostanzialmente il testo della legge di iniziativa popolare nel senso del favor vitae e permetteranno di approvarla, nel quadro delle sentenze della Corte Costituzionale su questo tema, che sono già in vigore”. L’impianto correttivo voluto dalla presidenza introduce paletti precisi all’interno dell’iter procedurale, stabilendo la priorità assoluta dell’accesso alle cure palliative e l’istituzione di nuovi organi consultivi. “Il mio obiettivo è semplice: assicurare a tutti i veneti la possibilità di accedere alle cure palliative, fare in modo che prima di ogni decisione siano chiari i pareri di professionisti ed esperti in bioetica, tutelare la volontarietà del medico che assiste”, chiarisce Stefani. “Questo tema non ha bisogno di tifosi, ma di scelte ponderate, di serietà e di competenza. Nello specifico, gli emendamenti prevedono l’introduzione del parere rafforzato del palliativista in seno alla Commissione che deve esprimersi sulle richieste di suicidio medicalmente assistito, l’istituzione di un Comitato Bioetico Regionale, nominato dalla Giunta, che darà le linee ai comitati bioetici di pratica clinica territoriale, e la priorità alle cure palliative con l’obbligo di informazione della possibilità di avvalersi delle stesse nel momento della richiesta”. • Redazione laPiazza
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Il caso. Federalismo energetico e il nodo delle concessioni per il controllo delle reti e delle derivazioni idroelettriche
La sfida delle multiutility: direttive europee, scelte di Governo e vantaggi per i territori L a partita per il controllo delle reti di distribuzione elettrica e delle grandi derivazioni idroelettriche rappresenta uno degli snodi economici, politici e infrastrutturali più complessi e decisivi per il futuro del Veneto e del suo tessuto produttivo. In questo scenario articolato, le multiutility venete si stanno compattando con forza per chiedere la possibilità di accedere al mercato della gestione delle infrastrutture attraverso la regolare indizione delle gare d’appalto, puntando a superare una condizione di monopolio storico che vede da decenni il gruppo Enel nel ruolo di operatore quasi esclusivo sul territorio. Al centro di questo acceso scontro d’interessi si colloca la posizione del Governo centrale, chiamato a decidere se spalancare le porte alla concorrenza oppure concedere un rinnovo automatico e prolungato in favore dell’incumbent nazionale. Da un lato, l’esecutivo avverte la tentazione di garantire la continuità operativa a un colosso strategico come Enel, ipotizzando proroghe alle concessioni
storiche che vengono periodicamente discusse nell’ambito delle norme inserite nella legge Finanziaria o nei decreti collegati alla politica energetica. Questa scelta risponderebbe prevalentemente a esigenze di stabilizzazione dei grandi asset strategici e a dinamiche di cassa nazionali. Dall’altro lato, la spinta verso la proroga si scontra in modo frontale e ineludibile con i principi cardine dell’ordinamento giuridico dell’Unione Europea, fondato sul rispetto della concorrenza, sulla trasparenza delle procedure di evidenza pubblica e sulla libera circolazione dei servizi nel mercato unico. La giurisprudenza europea e nazionale ha infatti ribadito a più riprese che le concessioni di beni pubblici strategici e limitati, come le reti energetiche e i bacini idrici, non possono essere attribuite a tempo indeterminato né prorogate per via legislativa senza incorrere in gravissime violazioni del diritto comunitario. L’obbligo di effettuare le gare pubbliche scaturisce quindi dalla necessità inderogabile di rispettare le
direttive UE, pena l’apertura di onerose procedure d’infrazione e il potenziale blocco dei finanziamenti europei legati alle riforme e all’ammodernamento infrastrutturale. Di fronte a questo quadro, la classe politica veneta, supportata dalle amministrazioni locali e dai sindaci del territorio, assume una posizione molto chiara a sostegno delle aziende energetiche locali e dell’autonomia gestionale. Tra le forze politiche regionali emerge una diffusa convergenza nell’abbracciare la visione del cosiddetto federalismo energetico, inteso come il diritto-dovere delle istituzioni territoriali di valorizzare le proprie risorse naturali e infrastrutturali a diretto vantaggio della comunità locale. Consentire alle multiutility del Veneto di contendersi la gestione delle reti attraverso procedure di gara equa significherebbe infatti generare ricadute economiche ed operative straordinarie per il territorio. Tra i benefici più rilevanti evidenziati dai sostenitori della gestione locale figura il ridimensionamento dei costi energetici
con la prospettiva di applicare bollette più leggere: i dividendi, gli utili d’impresa e i canoni di concessione generati dalle reti non andrebbero infatti a rimpolpare le casse di gruppi centralizzati, ma rimarrebbero circoscritti all’interno del circuito economico regionale, permettendo agli enti locali di redistribuire il valore prodotto attraverso agevolazioni tariffarie per le famiglie e le imprese. A ciò si aggiunge il vantaggio determinante legato alla qualità delle manutenzioni e degli investimenti di sviluppo. Una presenza capillare e radicata, tipica delle utility
del territorio, garantisce una conoscenza diretta del suolo e delle sue criticità, favorendo interventi di ammodernamento e messa in sicurezza della rete elettrica e idrica molto più tempestivi e mirati. In una stagione segnata da crescenti sfide climatiche e dalla necessità di accelerare la transizione ecologica, la vicinanza dell’operatore si traduce in una maggiore resilienza dell’intero sistema energetico, trasformando il federalismo da astrazione politica a concreto strumento di sviluppo e competitività per la comunità veneta.
VENETO VERSO IL BIGLIETTO UNICO NEI TRASPORTI: DALLA REGIONE 2,1 MILIONI PER I PAGAMENTI CONTACTLESS
L
a Giunta regionale del Veneto compie un fondamentale passo avanti verso la svolta digitale del trasporto pubblico locale. Su proposta dell’Assessore ai Trasporti, Mobilità e Lavori Pubblici, Diego Ruzza, è stato approvato uno stanziamento di 2 milioni e 90 mila euro destinato alla società Infrastrutture Venete Srl. Le risorse serviranno a sviluppare una piattaforma digitale unica, capace di far dialogare i sistemi di pagamento contactless di tutti gli operatori del territorio. Il funzionamento del nuovo modello è improntato alla massima semplicità: ai viaggiatori basterà effettuare un “tap” a bordo di
qualsiasi mezzo — tra gomma e ferro — con la propria carta di credito o debito (circuito EMV) per spostarsi liberamente. Il sistema centrale provvederà a raccogliere i dati, aggregare la spesa e applicare la tariffa corretta, superando la necessità di acquistare preventivamente titoli di viaggio cartacei. La fase operativa entrerà nel vivo nel 2027 con l’installazione dei nuovi validatori, mentre il lancio ufficiale dell’infrastruttura integrata è previsto per il 2028. Entusiasta il commento dell’assessore Diego Ruzza, che evidenzia la portata strategica dell’intervento: “Questo progetto sarà in grado
di abilitare e governare l’utilizzo dei pagamenti contactless nel trasporto pubblico locale, raccogliendo e normalizzando i flussi degli operatori del nostro TPL e creando di fatto un sistema unico di pagamento per l’utilizzo di tutti i servizi del trasporto pubblico locale, superando la frammentazione dei sistemi locali, garantendo continuità operativa ai sistemi esistenti e introducendo un livello centrale capace di orchestrare e monitorare i flussi del territorio regionale e di abilitare le eventuali agevolazioni tariffarie. Ora si viaggia velocemente verso un futuro che migliorerà la gestione dell’intero sistema e soprattutto semplificherà la vita agli utenti”.
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Meteo. L’assessore regionale al clima: “Adattamento e prevenzione le sfide dei prossimi anni”
Venturini: “Estate 2026 la più calda in Veneto Superato anche il 2003, record da affrontare” L ’estate 2026 entra nella storia climatica del Veneto come la più calda mai registrata. I primi dati sull’intera stagione indicano infatti una temperatura media di 23,5 °C, superiore, seppure di un decimo, ai 23,4 °C dell’estate 2003, che per oltre vent’anni ha rappresentato il principale termine di paragone per il caldo eccezionale nella regione. «Quella che abbiamo appena vissuto è stata un’estate eccezionale. Il confronto con il 2003 ci dà immediatamente la dimensione di quello che è accaduto: quella che per oltre vent’anni abbiamo considerato l’estate fuori scala oggi è stata superata. Ma il dato che deve farci riflettere maggiormente non è il singolo record, quanto la continuità del caldo e la persistenza di temperature molto elevate per gran parte della stagione», dichiara Elisa Venturini, assessore regionale al Clima. A rendere straordinaria l’estate 2026 è stata infatti la successione delle anomalie. Giugno ha fatto registrare temperature medie regionali di 3,1 °C superiori alla norma 1991-2020, risultando il quarto giugno più caldo dal 1991. Particolarmente eccezionale
l’ultima decade del mese, con temperature massime superiori di 6,7 °C alla norma. Il caldo non ha mollato la presa neppure a luglio, risultato il quarto più caldo della serie storica, con una temperatura media superiore di 2,1 °C alla norma. In pianura si sono registrate mediamente 15 notti tropicali e 24 giornate con temperature massime superiori ai 30 °C. Infine agosto, secondo più caldo mai registrato in Veneto e vicinissimo al primato dell’agosto 2003, ha chiuso la stagione con una temperatura media regionale di 3,2 °C sopra la norma. «Giugno, luglio e agosto raccontano tutti la stessa storia: temperature molto superiori alla norma, con pause relativamente brevi tra un’ondata di calore e l’altra. È soprattutto questa persistenza a rendere eccezionale il 2026. Non parliamo di qualche giornata particolarmente calda, ma di settimane nelle quali persone, città, attività produttive ed ecosistemi sono rimasti sottoposti a uno stress termico continuo», sottolinea Venturini. Nel corso dell’estate sono state registrate quattro distinte ondate di calore: dal 17
giugno al 1° luglio sull’intero territorio regionale; dal 7 al 16 luglio su circa il 20% del Veneto; dal 29 luglio al 7 agosto nuovamente su tutta la regione; e dal 9 al 16 agosto su circa il 60% del territorio. Particolarmente significativo anche il disagio fisico provocato dalla combinazione tra temperature elevate e umidità. Le ondate registrate tra giugno e agosto si collocano tra le più lunghe e intense osservate in Veneto, a fronte di una durata media storica di circa quattro giorni. Emblematico anche quanto accaduto durante le ore notturne. Ad agosto in pianura si sono contate mediamente 18 notti tropicali, cioè con temperature minime mai inferiori ai 20 °C: tredici in più rispetto alla norma 1991-2020 e un numero circa sei volte superiore alla media degli anni Novanta. A Chioggia e Pila-Porto Peschereccio le notti tropicali sono state 30 su 31. La stagione ha inoltre fatto segnare numerosi nuovi record assoluti di temperatura: 31 per le minime, 46 per le medie e 17 per le massime. Tra i valori più significativi figurano i 39,2 °C raggiunti a Trebaseleghe,
Elisa Venturini
i 38,8 °C di Teolo e i 37,3 °C di Crespadoro. Sul fronte delle precipitazioni, l’estate è stata caratterizzata da quantitativi complessivamente inferiori alla media e soprattutto da una distribuzione molto irregolare: lunghi periodi asciutti sono stati intervallati da episodi temporaleschi localmente molto intensi, accompagnati da grandine, piogge concentrate e fortissime raffiche di vento. “È questa forse la fotografia più significativa dell’estate che abbiamo vissuto: caldo molto intenso e persistente, periodi prolungati con poche precipitazioni e poi fenomeni meteorologici capaci di manifestarsi con grande violenza in pochissimo tempo.
Condizioni che hanno conseguenze sulla disponibilità d’acqua, sull’agricoltura, sulle nostre città, sugli ecosistemi e sulla sicurezza del territorio”, evidenzia l’assessore. Gli effetti delle temperature eccezionali sono visibili anche in montagna, dove durante agosto è proseguita la fusione dei ghiacciai e dei rock glaciers insieme al degrado del permafrost. Nel sito di riferimento del Piz Boè, a 2.900 metri, alla fine del mese non risultava più terreno gelato. «I dati ci dicono che il cambiamento climatico non è uno scenario lontano, ma qualcosa con cui il Veneto deve già fare i conti. La risposta deve muoversi su due fronti: continuare a ridurre le cause che alimentano il cambiamento climatico e, allo stesso tempo, aumentare la capacità dei nostri territori di adattarsi alle conseguenze che sono già evidenti. Adattamento e prevenzione saranno una delle grandi sfide dei prossimi anni: significa proteggere le persone, l’acqua, l’ambiente, le attività economiche e rendere il Veneto sempre più resiliente di fronte a fenomeni climatici che stanno diventando più frequenti e intensi», conclude Venturini.
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L’intervento. Il segretario nazionale Udc sulla tenuta della coalizione di centrodestra e sulla prossime sfide
GOVERNO, DE POLI: “QUATTRO ANNI DI STABILITÀ AVANTI CON FAMIGLIE, CETO MEDIO E AUTONOMIA” I l Centrodestra al Governo con Giorgia Meloni, il 4 settembre scorso, ha tagliato un traguardo storico: è l’Esecutivo più longevo della storia della Repubblica. Per il segretario nazionale dell’UDC, senatore Antonio De Poli, è un risultato che va oltre il dato simbolico: “A parlare sono i numeri, i risultati concreti e tangibili: rispetto al 2022, quando il Governo si è insediato, abbiamo oltre
1,3 milioni di posti di lavoro in più. È un dato importante, che racconta un’Italia che ha cambiato passo e dimostra come la stabilità possa tradursi in risultati concreti”. Secondo De Poli, il dato sull’occupazione segna anche una precisa discontinuità rispetto al passato. “Il Centrodestra ha voltato pagina. Abbiamo lasciato alle nostre spalle una stagione di assistenzialismo che
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ha speso circa 34 miliardi per il Reddito di cittadinanza, senza costruire un vero percorso di ingresso o reinserimento nel mondo del lavoro. La nostra idea è diversa: aiutare chi è in difficoltà, ma soprattutto creare le condizioni perché le persone possano lavorare, essere autonome e costruire il proprio futuro”. Per il segretario nazionale dell’UDC, la stabilità rappresenta dunque uno strumento, non un traguardo. “Quattro anni di Governo hanno consentito al Paese di affrontare una fase internazionale ed economica molto complessa con una guida stabile e una direzione riconoscibile. La coalizione ha dimostrato di saper governare insieme, mantenendo le proprie identità e trovando una sintesi su una visione comune. Ora dobbiamo proseguire su questa strada”. La priorità, per l’UDC, è trasformare la stabilità in risposte ancora più concrete per le famiglie e per il ceto medio. “Per noi queste sono e rimarranno le priorità: ridurre la pressione fiscale su chi lavora, produce e investe, sostenere le famiglie, affrontare con maggiore determinazione la denatalità e dare ai giovani la possibilità concreta di costruire un futuro. La stabilità ha valore se migliora la vita delle persone”. De Poli sottolinea inoltre il valore
Il senatore Antonio De Poli con Giorgia Meloni
politico di un altro risultato che riguarda direttamente il Veneto: il percorso verso l’autonomia differenziata. “Grazie alla determinazione di tutto il Centrodestra, al lavoro del ministro Roberto Calderoli e anche al contributo dell’UDC, abbiamo compiuto un passo decisivo verso l’autonomia del Veneto”. Nei giorni scorsi il Consiglio regionale ha approvato lo schema di intesa definitivo sulle prime quattro materie. “È un passaggio storico – afferma De Poli –. Ora siamo all’ultimo miglio, con l’approvazione da parte del Consiglio dei ministri e il successivo passaggio parlamentare. Dobbiamo completare il percorso con serietà e responsabilità”. Per il senatore UDC, l’autonomia significa anche rispettare la volontà espressa dagli elettori. “Nel 2017 milioni di cittadini veneti hanno
detto sì al referendum sull’autonomia. Portare avanti quel percorso significa dare seguito a quella volontà popolare, rafforzando l’efficienza delle istituzioni e la capacità dei territori di rispondere ai bisogni dei cittadini, nel rispetto dell’unità nazionale e della solidarietà”. Quattro anni di Governo rappresentano quindi, secondo De Poli, “un traguardo storico, ma soprattutto una responsabilità”. L’UDC rivendica il proprio contributo alla maggioranza, portando nella coalizione “l’attenzione alle famiglie, al ceto medio, ai territori e al mondo produttivo”. “Non ci interessano i record da bacheca – conclude De Poli –. Ci interessa quello che possiamo ancora fare per l’Italia. La stabilità è importante per lasciare agli italiani un Paese più forte, più competitivo e più vicino alle esigenze delle persone”.
De Poli rimette in moto lo scudo crociato: “Il Centrodestra ha bisogno dei valori dell’Udc”
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ventoliamo con orgoglio la bandiera dello Scudo crociato. Il Centrodestra ha bisogno dei valori dell’Udc, anche perché senza il Centro la coalizione non può vincere. Oggi è decisivo rafforzare l’area politica e culturale di Centro per far crescere il Centrodestra, dare risposte concrete e rispondere alle attese di quell’elettorato moderato, tanco degli slogan urlati e, alle ultime Politiche, nel 2022, si è rifugiato nell’astensionismo”. Con queste parole il segretario nazionale Udc Antonio De Poli ha concluso la Festa nazionale del partito a Roma. Rivolgendosi alla platea di parlamentari, dirigenti, amministratori, simpatizzanti e militanti dello Scudo crociato, De Poli ha lanciato un appello: “Dobbiamo tornare nelle piazze con i nostri principi e valori e dobbiamo urlarli, non sussurrarli”. “In questa due-giorni, in molti, dalla premier Meloni ai vicepremier Salvini e Tajani, ci hanno detto che siamo fondamentali. Siamo felici che ce lo riconoscano, ma ci devono rispettare a Roma così come nel più piccolo Comune”. Il ragionamento del leader UDC è lineare: alle ultime elezioni, un elettore su 3 non è andato a votare. “Il partito dell’astensionismo è quello maggioritario. Sono i voti dell’area cattolica e moderata, che ha costruito l’Italia e che vuole guardare al futuro”, spiega De Poli che, alla vigilia dell’esame finale della legge elettorale in Senato, esulta per la reintroduzione delle preferenze, “una battaglia storica dell’Udc” e indica le priorità in vista della
prossima Legge di Bilancio: “Bisogna intervenire in maniera coraggiosa su giovani, famiglie e ceto medio”. Il segretario Udc rimarca che “a differenza di qualcun altro, per noi la politica non è un ring, ma ascolto, dialogo, concretezza. A chi parla di classi separate per i disabili e nega il femminicidio, diciamo che noi stiamo dall’altra parte”. “Non possiamo tornare indietro nella storia”, è il suo monito. “Ai nostri amici alleati – continua De Poli – diciamo: torniamo a parlare di noi, del Centrodestra equilibrato, moderno e plurale, dei risultati raggiunti in questi 4 anni di Governo. Il futuro della coalizione non è nella ricorsa agli estremismi”. “Da oggi in avanti si aprirà una delle campagne elettorali più dure della storia repubblicana”, avverte il leader dell’Unione di centro che è pronto a mobilitare il partito: “Da Nord a Sud, nei prossimi mesi, organizzeremo una serie di assemblee. E’ tempo di tornare nei territori, di rimettere in moto la macchina dello Scudo crociato. L’Italia ha bisogno di noi”, ha concluso.
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DESPAR
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Eccellenze. Despar Nord porta a Made in Malga i sapori e le produzioni del territorio
IL GUSTO DEL TERRITORIO, UNA STORIA DA CONDIVIDERE Despar Nord rinnova la partecipazione alla rassegna di Asiago: degustazioni, formaggi di malga e prodotti selezionati per raccontare il valore delle eccellenze locali e di chi ogni giorno le produce
A
nche quest’anno Despar Nord rinnova il proprio sostegno a Made in Malga, la rassegna nazionale dedicata ai formaggi e ai prodotti della montagna in programma ad Asiago nei due weekend dal 4 al 6 e dall’11 al 13 settembre. Un appuntamento ormai consolidato per il marchio dell’Abete, che nella manifestazione riconosce un’importante occasione per raccontare uno dei valori che da sempre ne caratterizzano la presenza sul territorio: la vicinanza alle produzioni locali e alle persone che, attraverso il proprio lavoro, custodiscono e tramandano sapori, saperi e tradizioni. Tra masterclass, degustazioni, incontri, mostre mercato e appuntamenti diffusi nel centro di Asiago, Made in Malga porta ogni anno migliaia di visitatori alla scoperta della cultura gastronomica della montagna. Un patrimonio che Despar Nord contribuisce a valorizzare ogni giorno anche
nei propri punti vendita, attraverso la selezione e la presenza a scaffale di numerose eccellenze locali e regionali. Durante i due fine settimana della manifestazione, Despar sarà presente il sabato e la domenica con uno spazio dedicato a TANN, il Centro Carni e Salumi di Despar Nord, dove il pubblico potrà conoscere e degustare la nuova selezione Despar Premium di salumi e affettati senza conservanti, realizzata con carne 100% italiana e una lista di ingredienti essenziale. A completare la presenza del marchio dell’Abete sarà un momento interamente dedicato alle eccellenze casearie della montagna. Domenica 6 settembre alle ore 11.00, all’Hotel Paradiso di Asiago, Despar proporrà infatti la masterclass “Alla scoperta dei formaggi di malga selezionati da Despar – Il gusto autentico delle nostre montagne”. Un viaggio tra sapori e territori che porterà in degustazione Mezzano e
Stravecchio Malga Verde di Fattoria Cortese, Monte Veronese DOP Allevo di Malga de La Casara Roncolato Romano e Cuor di Fassa Latte di Malga, accompagnati da una selezione di vini dell’arco alpino: Kerner Alto Adige DOC, Lagrein Alto Adige DOC e Ferrari Trentodoc. Un’occasione per scoprire non soltanto prodotti di grande qualità, ma anche le storie, le competenze e il lavoro dei produttori
che li rendono possibili. È proprio da questa volontà di valorizzare le realtà agroalimentari locali che nasce “Sapori del Territorio”, il progetto con cui Despar Nord da oltre dieci anni seleziona e porta sugli scaffali le produzioni più rappresentative delle aree in cui è presente. Un percorso che oggi raccoglie oltre 4.000 referenze realizzate da più di 600 produttori locali, costruendo un legame diretto
tra chi produce, i punti vendita e le comunità. La partecipazione a Made in Malga si inserisce così nel più ampio impegno di Despar Nord per sostenere le filiere locali e valorizzare le eccellenze dei territori in cui è presente, favorendo l’incontro tra produttori e consumatori e contribuendo a mantenere vive identità e tradizioni che rappresentano una ricchezza per le comunità.
TANN, dove filiera e innovazione diventano sinonimo di qualità
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ui competenze specialistiche, innovazione e ricerca si integrano con una particolare attenzione alla selezione e alla provenienza delle materie prime. Despar Nord ha infatti sviluppato accordi diretti con macelli italiani di medie e piccole dimensioni, riducendo i passaggi intermedi e rafforzando tracciabilità e controllo lungo la filiera. Tecnologie all’avanguardia e un elevato livello di automazione consentono inoltre di rendere più efficienti le lavorazioni, ridurre gli sprechi e garantire elevati standard qualitativi e igienico-sanitari. Da questo percorso nasce anche la nuova selezione Despar Premium di salumi e affettati senza conservanti, arrivata nei punti vendita nell’estate 2026: prodotti realizzati con carne 100% italiana, senza nitriti e nitrati aggiunti e con una lista di ingredienti essenziale. Un progetto che racconta la volontà di Despar Nord di coniugare controllo della filiera, innovazione e ricerca per offrire prodotti sempre più attenti a qualità, trasparenza e origine delle materie prime.
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Case della Comunità, parte la campagna del Veneto
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ar conoscere le Case della Comunità, spiegare quali servizi offrono e accompagnare i cittadini verso un utilizzo più consapevole della sanità territoriale. È questo l’obiettivo della nuova campagna di comunicazione lanciata dalla Regione del Veneto e presentata al Lido di Venezia, allo stand regionale della Mostra del Cinema all’Hotel Excelsior. Un progetto che punta su un linguaggio semplice, diretto e anche ironico, affidandosi a testimonial conosciuti per raggiungere un pubblico il più possibile ampio. Il cuore della campagna sono tre spot video, costruiti attorno a storie e protagonisti differenti, ma con un unico messaggio: le Case della Comunità devono diventare un punto di riferimento concreto per i cittadini e una porta di accesso più appropriata ai servizi sanitari. Accanto agli spot saranno utilizzati materiali informativi sul territorio, strumenti digitali, stampa ed emittenti televisive locali. La campagna interesserà tutte le Ulss venete e, in una seconda fase, sarà adattata alle caratteristiche dei singoli territori, con informazioni sulla localizzazione delle strutture e sui servizi disponibili. Nel primo filmato il presidente della Regione Alberto Stefani dialoga con Barutz, interprete
dell’iconica “nonna Marisa”. Con un tono leggero, il messaggio è quello di invitare i cittadini a scegliere in maniera consapevole il servizio sanitario a cui rivolgersi, evitando di considerare l’ospedale come risposta automatica a ogni necessità. Il secondo spot ha invece come protagonisti l’assessore regionale alla Sanità Gino Gerosa, cardiochirurgo di fama internazionale, e Mirko Bernardinello, primo paziente in Italia sottoposto a trapianto da donatore a cuore fermo proprio per mano del professor Gerosa. L’incontro avviene all’interno di una Casa della Comunità, dove Bernardinello si reca per un controllo. Una storia personale utilizzata per mostrare concretamente come le nuove strutture possano offrire risposte mirate e appropriate ai bisogni di salute. La terza protagonista è Georgette Polizzi, artista e influencer, che racconta la propria esperienza con la sclerosi multipla e il ruolo del Fascicolo Sanitario Elettronico nella gestione delle informazioni e dei percorsi di cura. Proprio il FSE rappresenta uno degli strumenti che la campagna vuole contribuire a far conoscere e utilizzare maggiormente. Ma la comunicazione non riguarda soltanto le nuove strutture. Tra gli obiettivi c’è anche la diffusione del 116117, il numero unico per le
richieste di assistenza sanitaria non urgente. Un servizio che la Regione intende valorizzare per orientare i cittadini verso la risposta più appropriata e contribuire a ridurre gli accessi impropri ai Pronto Soccorso. La campagna nasce anche dai risultati di un sondaggio sulla percezione della sanità territoriale. Il 80 per cento degli intervistati dichiara di aver utilizzato i servizi sanitari pubblici negli ultimi dodici mesi, mentre il 57 per cento ritiene che la sanità territoriale riesca a rispondere ai propri bisogni. Il problema principale riguarda però la conoscenza delle Case della Comunità: il 43 per cento ne ha sentito parlare, ma soltanto il 24 per cento conosce quella più vicina al proprio territorio. Allo stesso tempo emerge una forte disponibilità a utilizzarle: il 67 per cento dei cittadini lo farebbe se fosse presente nel proprio Comune, mentre l’80 per cento giudica positivamente la loro realizzazione e l’81 per cento ritiene necessario continuare a investire nella sanità territoriale. Numeri che spiegano la scelta della Regione di affiancare alla realizzazione delle strutture una vera e propria operazione di informazione. In Veneto sono 102 le Case della Comunità complessivamente progettate nell’ambito del PNRR e del modello
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definito dal decreto ministeriale 77 del 2022. Al 30 giugno 2026 risultano completate 99 strutture, superando l’obiettivo nazionale assegnato alla Regione. All’interno delle Case della Comunità possono trovare spazio medici, infermieri di famiglia e di comunità, specialisti ambulatoriali e altre professionalità. I cittadini possono ricevere informazioni e orientamento attraverso il Punto Unico di Accesso, prenotare prestazioni tramite il Cup, effettuare esami diagnostici di base e accedere, secondo l’organizzazione dei diversi territori, a visite specialistiche, servizi infermieristici, prelievi, programmi di prevenzione, screening e vaccinazioni. Le strutture sono inoltre collegate ai percorsi di assistenza domiciliare e alla presa in carico integrata della persona. «Conclusa la fase di realizzazione delle 99 strutture – sottolinea l’assessore alla Sanità Gino Gerosa – è ora fondamentale farle conoscere al massimo tra la popolazione». La sfida, dunque, entra ora nella fase della conoscenza. Perché le Case della Comunità non siano soltanto strutture realizzate, ma diventino davvero luoghi conosciuti e utilizzati dai cittadini, all’interno di un sistema sanitario sempre più orientato alla prossimità. Riccardo Musacco
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28 Prevenzione. Antonia Ricci, direttrice dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie, fa il punto sui contagi in Veneto e spiega come difendersi
West Nile, allarme zanzare a Padova: «Non bisogna avere paura, ma proteggersi»
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alute, ambiente e sicurezza alimentare sono temi molto più vicini tra loro di quanto si possa pensare. A occuparsi di questo intreccio, sul territorio del Triveneto, è anche l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, realtà con sede centrale nell’area di Padova e una rete di strutture periferiche distribuite nelle province di Veneto, Trentino-Alto Adige e Friuli Venezia Giulia. A guidare l’istituto è la dottoressa Antonia Ricci, direttrice generale di un ente che conta circa 650 dipendenti e che svolge attività che vanno ben oltre il controllo della salute degli animali. L’Istituto, infatti, si occupa anche di sicurezza degli alimenti destinati all’uomo, di ambiente, ricerca e prevenzione, seguendo la filiera agroalimentare dal campo alla tavola. Ed è proprio sul fronte della prevenzione che nell’ultimo periodo l’attenzione è concentrata sulla West Nile, malattia trasmessa dalle zanzare che ha fatto registrare diversi casi anche in Veneto e che interessa direttamente il territorio padovano.
«Non ci si deve preoccupare – spiega Ricci -. Soprattutto non dobbiamo preoccuparci noi che facciamo questo mestiere, ma essere attenti e cercare di evitare che queste malattie diventino pericolose per le persone». La West Nile non si trasmette direttamente da persona a persona: il principale veicolo sono le zanzare infette. Per questo il monitoraggio degli insetti è una delle attività fondamentali dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie. In tutto il Triveneto vengono utilizzate trappole per catturare e analizzare le zanzare. Gli entomologi identificano le specie presenti e verificano anche la presenza del virus West Nile e di altri agenti patogeni trasmessi dagli insetti. E i dati raccolti mostrano una presenza del virus nelle zanzare piuttosto elevata. Una situazione che, secondo la direttrice dell’Istituto, non rappresenta una sorpresa considerando le condizioni climatiche di questa stagione. Il caldo e la siccità possono infatti creare condizioni favorevoli alla
circolazione del virus. In particolare, la scarsità d’acqua può spingere le zanzare a cercare piccoli ristagni più vicini alle abitazioni e quindi alle persone. Sul fronte dei contagi umani, in Veneto i casi sono attualmente circa 73. Un numero che, osserva Ricci, è inferiore rispetto ad alcune annate precedenti, ma che deve essere valutato considerando la stagionalità della malattia: il picco dei casi si registra generalmente nel mese di settembre. La parola d’ordine, quindi, è prevenzione. E non riguarda soltanto le amministrazioni pubbliche. «Bisogna proteggersi dalla puntura delle zanzare», sottolinea Ricci, ri-
cordando l’importanza dei repellenti e delle misure per impedire la proliferazione degli insetti. Un ruolo importante spetta anche ai cittadini. I Comuni intervengono nelle aree pubbliche, ma nei cortili e negli spazi privati la prevenzione dipende in larga parte dai singoli. È fondamentale trattare i tombini con prodotti larvicidi ed eliminare i ristagni d’acqua, anche quelli apparentemente insignificanti. Un esempio semplice riguarda i sottovasi delle piante: svuotarli regolarmente significa togliere alle zanzare uno dei luoghi in cui possono riprodursi. «Sembra una banalità – osserva la direttrice – ma vuotare i sottovasi delle nostre piante sui poggioli ci aiuta tantissimo a ridurre la presenza delle zanzare». La West Nile, però, non è l’unica minaccia legata alle zanzare. Sul territorio possono circolare anche altri virus, tra cui Chikungunya, Usutu e Toscana virus. Per questo l’attività di sorveglianza non si limita a un singolo agente patogeno. Il principio che guida questo lavoro è
quello della One Health, un approccio che considera strettamente collegati la salute dell’uomo, quella degli animali e la tutela dell’ambiente. Lo stesso approccio riguarda anche un altro elemento fondamentale degli ecosistemi: le api. L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie è infatti Centro di referenza nazionale per la salute delle api e svolge un’attività specifica di ricerca e sorveglianza in questo settore. Anche gli alveari devono fare i conti con parassiti e nuovi rischi sanitari, alcuni dei quali possono arrivare da altre parti del mondo. Anche in questo caso, secondo Ricci, i cambiamenti climatici possono contribuire a modificare lo scenario. Al momento non vengono segnalate situazioni particolarmente preoccupanti, ma la prevenzione resta fondamentale. L’attività dell’Istituto comprende anche la cooperazione internazionale, con l’obiettivo di aiutare i Paesi in cui determinati rischi sono già presenti a sviluppare strumenti efficaci per identificarli e controllarli. Vincenzo Gottardo
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29 Lo studio. Il gruppo guidato dal professor Giuseppe Tarantini protagonista al Congresso della Società Europea di Cardiologia
La cardiologia interventistica guarda al futuro, uno studio su 4mila pazienti può cambiare la cura dell’infarto
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adova è protagonista della cardiologia interventistica mondiale: uno studio su 4 mila pazienti porterà alla stesura delle nuove linee guida per la presa in carico e la cura dell’infarto. Il gruppo guidato dal prof. Giuseppe Tarantini, professore ordinario di Malattie dell’Apparato Cardiovascolare dell’Università di Padova e direttore della UOSD Cardiologia Interventistica dell’Azienda Ospedale Università di Padova, torna per il secondo anno consecutivo tra i protagonisti del Congresso della Società Europea di Cardiologia che è il più grande appuntamento cardiologico mondiale. Il nuovo studio è stato presentato come Late-Breaking Clinical Trial nella Main Arena davanti a migliaia di specialisti ed è stato pubblicato sul prestigioso European Heart Journal che si conferma la più importante rivista scientifica internazionale nel settore della cardiologia per impact factor. Il lavoro rafforza e amplia i risultati della precedente ricerca pubblicata dallo stesso gruppo padovano sul
New England Journal of Medicine estendendo ora l’analisi a circa 4 mila pazienti e includendo, oltre ai Paesi occidentali, anche popolazioni dell’Asia orientale. Al centro dell’indagine clinica c’è un approccio sempre più personalizzato al trattamento dell’infarto. Il principio è non limitarsi alla riapertura dell’arteria responsabile dell’evento acuto, ma valutare l’intero albero coronarico e trattare anche
le altre stenosi che presentano un reale significato emodinamico, cioè quelle effettivamente in grado di provocare ischemia. L’obiettivo è ottenere una rivascolarizzazione completa, ma selettiva riducendo il più possibile il rischio di nuovi eventi cardiovascolari. Una volta raggiunta una protezione ischemica ottimale, diventa così possibile intervenire anche sull’altro grande fronte della terapia dopo l’infarto: il rischio di sanguinamento. Tradizionalmente, dopo angioplastica e stent, i pazienti venivano trattati per mesi con una doppia terapia antiaggregante. I nuovi dati indicano invece che, nei pazienti adeguatamente selezionati e dopo una rivascolarizzazione ottimale, è possibile ridurre a un solo mese la doppia terapia antiaggregante proseguendo successivamente con una strategia meno intensiva senza perdere protezione dagli eventi ischemici. Il vantaggio è rilevante: una riduzione dei sanguinamenti maggiori nell’ordine di circa il 50 per cento. Il messaggio clinico è, quindi, mol-
to chiaro: trattare tutte le lesioni coronariche realmente pericolose, ridurre il rischio di una nuova ischemia e successivamente evitare una terapia antiaggregante più intensa e prolungata del necessario. La conferma dei risultati in popolazioni occidentali e dell’Asia orientale rafforza la solidità scientifica dello studio e la possibilità di applicare questa strategia su scala internazionale. Si consolida così un percorso scientifico che potrà avere un impatto diretto sulla pratica clinica e sulle future linee guida internazionali per il trattamento dell’infarto. Un risultato che valorizza la Cardiologia Interventistica e l’intera Cardiologia dell’Azienda Ospedale Università di Padova, insieme all’Università di Padova, confermandone il ruolo di riferimento nella ricerca cardiovascolare e nell’innovazione terapeutica. Prof. Giuseppe Tarantini: “La Cardiologia dell’Azienda Ospedale Università di Padova consolida ancora una volta il proprio ruolo di eccellenza nel panorama della ricerca e dell’in-
novazione in ambito cardiovascolare. Il risultato testimonia la qualità e la solidità del lavoro svolto quotidianamente dai professionisti della Cardiologia Interventistica e dell’Emodinamica di Padova e soprattutto conferma il valore di un modello fondato sull’integrazione tra attività clinica, ricerca scientifica, formazione e innovazione terapeutica. La capacità di sviluppare e di applicare approcci diagnostici e terapeutici sempre più avanzati, insieme alla partecipazione a progetti di ricerca di elevato profilo scientifico, contribuisce a rafforzare il posizionamento dell’Azienda Ospedale Università Padova e dell’Università di Padova come punto di riferimento nel campo della medicina cardiovascolare a livello nazionale, europeo e internazionale. Un risultato che premia, dunque, non solo l’eccellenza delle competenze e delle specificità coinvolte, ma anche la capacità di fare sistema tra assistenza, ricerca e innovazione con l’obiettivo di tradurre i progressi della ricerca scientifica in nuove opportunità di cura e in un concreto beneficio per i pazienti”.
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30 Chirurgia. Il punto del coordinatore trapianti Pietro Paolo Murdaca
«Senza donatore non c’è trapianto»: a Cittadella cresce la cultura della donazione
«S
enza donatore non c’è trapianto». È una frase semplice, ma racchiude il significato di una scelta capace di trasformare un momento di dolore in una nuova possibilità di vita. La donazione di organi, tessuti e cellule rappresenta infatti uno dei gesti più profondi di solidarietà e responsabilità civile: per chi attende un trapianto può significare la possibilità concreta di curarsi e tornare a guardare al futuro. Diffondere questa consapevolezza è uno degli obiettivi del Coordinamento trapianti dell’ospedale di Cittadella. «Tra gli obiettivi principali del Coordinamento trapianti – spiega Pietro Paolo Murdaca, medico anestesista e rianimatore e coordinatore Trapianti dell’ospedale di Cittadella – c’è proprio la diffusione della cultura della donazione, attraverso informazione e sensibilizzazione, perché ogni persona possa compiere una scelta libera e consapevole». Ogni anno sono migliaia gli italiani che attendono un trapianto. Il sistema nazionale è considerato tra
i più efficienti d’Europa e il Veneto rappresenta una delle realtà più significative sul fronte delle donazioni. Nonostante i risultati raggiunti, però, il numero dei donatori continua a non essere sufficiente a soddisfare tutte le richieste. «Anche dopo la vita possiamo continuare a fare del bene e regalare una nuova possibilità – sottolinea Murdaca –. Un solo donatore può salvare o migliorare la vita di più persone. Donare gli organi signifi-
ca trasformare una perdita in una nuova speranza». È proprio questo il messaggio che il personale sanitario cerca di portare tra i cittadini: informarsi, conoscere le procedure e decidere consapevolmente se dare il proprio consenso significa contribuire a creare una rete di solidarietà capace di incidere concretamente sulla vita di altre persone. L’Ulss 6 Euganea porta avanti da tempo attività di informazione e sensibilizzazione sulla donazione di organi e tessuti. Nel territorio di competenza dell’ospedale di Cittadella, Murdaca e l’infermiere Pier Paolo Olivo organizzano incontri dedicati al tema della donazione di organi, tessuti e cellule, anche attraverso testimonianze dirette. L’obiettivo è fornire ai cittadini informazioni corrette e comprensibili, così da favorire una scelta consapevole e permettere a chi partecipa agli incontri di diventare a sua volta portatore di un messaggio di solidarietà. I numeri confermano la presenza
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di una sensibilità significativa nel territorio: nel 2025 sono stati più di trenta i donatori nell’area afferente all’ospedale della città murata. E il valore di ogni singola donazione va ben oltre il numero dei donatori: una persona può infatti rendere disponibili diversi organi, tessuti e cellule, consentendo a più pazienti di beneficiare di quello stesso gesto. La decisione di donare può essere presa e formalizzata mentre si è in vita. Esprimere in anticipo la propria volontà è particolarmente importante perché, in assenza di una dichiarazione dell’interessato, nel momento del decesso la scelta può ricadere sui familiari, chiamati a decidere in una situazione di profondo dolore. Il consenso può essere espresso presso l’ufficio anagrafe del proprio Comune in occasione del rilascio o del rinnovo della carta d’identità. È inoltre possibile registrare la propria volontà online attraverso il portale dell’Associazione italiana donatori organi, utilizzando Spid o Carta d’identità elettronica, oppure rivol-
L’ANELLO CICLABILE DEI COLLI EUGANEI Il percorso cicloturistico per conoscere e riscoprire il paesaggio, la storia e la natura delle colline padovane
L’Anello Ciclabile dei Colli Euganei attraversa un territorio ricco di paesaggi, storia e tradizioni da scoprire con il ritmo lento della bicicletta. I suoi 63 chilometri possono essere percorsi in un’unica volta oppure suddivisi in più tappe, scegliendo di volta in volta quanto fermarsi e cosa visitare. Il percorso si snoda a pochi chilometri dalle città d’arte e dalle località termali. Lungo il tragitto si incontrano borghi e piccoli centri storici, ville venete, aree naturali e importanti siti storici. È un viaggio attraverso un territorio dove storia e natura convivono. Una parte significativa dell’anello si sviluppa all’interno del Parco Regionale dei Colli Euganei, in un paesaggio caratterizzato da particolari conformazioni geologiche e patrimonio MAB Unesco Riserva della Biosfera. La bicicletta diventa così il filo conduttore di un modo semplice e piacevole di esplorare il territorio. ASCOLTACI SU itinerari di Per facilitare la conoscenza del territorio e la scelta degli WWW.VENETO24.IT è disponibile il sito dedicato https://www.cicloculturando.it/ Ascoltaci in tutto il Veneto in viaggio, auto sul SUL TUO PC O ALEXA (accessibile anche dal sito istituzionale www.provincia.padova.it). Nel sito istituzionale è inoltre disponibile la sezione https://www.provincia.padova.it/padova-natura-e-cultura dedicata a questo e altri itinerari ciclabili presenti nel territorio provinciale e alla descrizione di alcuni punti d’interesse.
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gendosi alla propria Ulss e compilando l’apposito modulo. Un’altra possibilità è redigere e firmare una dichiarazione da conservare tra i propri documenti personali. La volontà può essere modificata in qualsiasi momento. La donazione degli organi segue una procedura medica precisa e rigorosa, nella quale ogni fase viene verificata da specialisti. L’espianto e il successivo trapianto di organi, tessuti e cellule richiedono il coordinamento di diverse équipe sanitarie e un’organizzazione complessa. A stabilire l’assegnazione degli organi ai pazienti inseriti nelle liste d’attesa è il Centro nazionale trapianti, sulla base di criteri che tengono conto, tra gli altri elementi, dell’urgenza e della compatibilità. Dietro ogni trapianto ci sono dunque una macchina sanitaria altamente organizzata e, prima ancora, una scelta individuale. Quella di una persona che decide di dire sì alla donazione, offrendo anche dopo la propria morte una possibilità concreta a chi sta aspettando una nuova vita.
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