del Camposampierese Est
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Loreggia celebra 53 anni di AVIS con un monumento ai donatori
Riciclare“Avanti Ruzza: non basta, con la nuova la piattaforma sfida èper dare il biglietto un mercato unico dei trasporti alla plastica recuperata regionali”
Influenza, al via le vaccinazioni, 200mila dosi per il padovano
pag. 14
Regione Veneto al banco di prova del bilancio
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a sessione di bilancio in Regione Veneto si prospetta come uno dei banchi di prova più delicati e complessi della legislatura, un momento in cui la politica economica e finanziaria di Palazzo Ferro Fini dovrà fare i conti con la realtà complessa che famiglie e imprese stanno affrontando in un contesto socio-economico e internazionale segnato da forti criticità. Tra inflazione persistente, rincari energetici e incertezze globali che pesano sulla filiera produttiva, la grande domanda che attraversa i corridoi della politica veneta riguarda il futuro della programmazione finanziaria e la tenuta della storica coesione della maggioranza. In particolare, ci si chiede se il cosiddetto schema “Stefanildo”, ovvero il consolidato asse di governo e di sintesi politica tra i principali leader di maggioranza e opposizione coalizione, troverà piena soddisfazione anche nelle scelte di allocazione delle risorse o se, al contrario, l’elaborazione del documento contabile darà vita a una sfida aspra e a tensioni interne difficilmente dissimulabili. A rendere il quadro particolarmente teso vi è il clima di forte preoccupazione che serpeggia tra le realtà produttive del territorio.
EMERGENZA CASA TRA COSTI INSOSTENIBILI E IMMOBILI “FANTASMA” L’ALLARME DEI COMUNI: “LE RISORSE NON BASTANO”
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CAMPOSAMPIERO, QUASI 1,8 MILIONI PER RIQUALIFICARE LA PALESTRA
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IL CETO MEDIO FUORI CASA
empre più cara, sempre più irraggiungibile: che sia da acquistare o da comprare la casa non è più una certezza ma assume i contorni di un miraggio o di una montagna impossibile da scalare. Bastano le cifre e i bilanci familiari a fine mese a dare un’idea. Se fino a qualche anno fa, in Veneto come in Trentino, la difficoltà a trovare un alloggio riguardava le fasce escluse dal ciclo produttivo, oggi il blocco dell’accesso alla casa incide direttamente su insegnanti, giovani tecnici, lavoratori della sanità, anziani con pensioni contributive ordinarie e famiglie monoreddito.
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IL CETO MEDIO FUORI CASA
BORGORICCO, TORNA LA FESTA DEL BACCALÀ
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Borgoricco il mese di novembre profuma di baccalà. Uno dei piatti più amati della tradizione veneta torna infatti protagonista di un appuntamento che da oltre trent’anni riunisce attorno alla tavola le buone forchette del territorio e dintorni, per un momento di convivialità, gusto e riscoperta delle tradizioni. Giunta alla sua 31ª edizione, la Festa del Baccalà torna anche quest’anno ad animare viale Europa con il suo grande stand gastronomico per due weekend – rispettivamente il 6-7-8- e 13-14-15 novembre 2026. Dalle ricette più classiche alle preparazioni più ricercate, il protagonista indiscusso sarà naturalmente il baccalà, proposto in tante diverse interpretazioni. Alla vicentina, mantecato su crostini di polenta, in umido, in insalata o fritto: ce n’è per tutti i gusti. Lo stand gastronomico, aperto tutte le sere dalle 19 e la domenica a pranzo, si prepara così a deliziare anche i palati più esigenti. Tra le specialità più attese, non mancherà il cremoso risotto al baccalà, ormai diventato un simbolo della manifestazione. La festa, però, non sarà solo un appuntamento per buongustai. A fare da cornice alla proposta gastronomica ci saranno mercatini, spettacoli e musica popolare, che accenderanno il clima di festa. A completare il percorso di riscoperta delle tradizioni, troveranno spazio anche i vini e i dolci del territorio. L’evento è organizzato dall’Associazione Festeggiamenti San Leonardo in collaborazione con la Parrocchia San Leonardo e il Centro Parrocchiale San Leonardo, con il supporto della Pro Loco di Borgoricco e del Comune di Borgoricco. Edizione dopo edizione, la Festa del Baccalà continua a portare avanti un pezzo di storia, valorizzando l’identità gastronomica e culturale del territorio.
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• Nicola Stievano Segue da pag. 1
U
Due weekend con il piatto della tradizione
n giovane under 35 con un contratto a tempo indeterminato e uno stipendio di 1.500 euro si scontra oggi con la richiesta di anticipi bancari pari ad almeno 45.000 euro per ottenere un mutuo prima casa; allo stesso tempo i canoni d’affitto assorbono ormai oltre il 40% delle entrate nette di un nucleo familiare medio. Il risultato è la paralisi: chi non ha alle spalle un patrimonio di famiglia rimane bloccato, oppure si vede costretto a rinunciare a scelte di lavoro e di vita. Di fronte a questa saturazione, gli strumenti istituzionali locali cercano di mettere un argine. In Veneto, la Regione ha attivato il piano “Generazione Casa” impegnando 50 milioni di euro per azzerare i tempi di ripristino delle abitazioni pubbliche sfitte e destinarle a lavoratori e giovani coppie. Sull’altro versante, la Provincia Autonoma di Trento affianca alla gestione ordinaria di ITEA S.p.A. (Istituto Trentino per l’Edilizia Abitativa) il progetto Ri-Val (Rigenerazione e Valorizzazione): una misura che ha censito 467 alloggi inutilizzati nei Comuni trentini con l’obiettivo di riqualificarne 300 e reimmetterli sul mercato a canone moderato (calmierato del 30% rispetto al mercato libero) o con opzione di riscatto. Misure operative che si
integrano con le direttive del Piano Casa da centomila alloggi in dieci anni, un impegno a lungo termine pensato per stimolare l’housing sociale privato attraverso leve fiscali e semplificazioni urbanistiche. Tuttavia, risanare qualche centinaio di appartamenti non basterà se le regole del mercato immobiliare continuano a spingere l’offerta esclusivamente verso la locazione turistica breve o la speculazione ad alto rendimento. La casa non può continuare a essere trattata esclusivamente come merce speculativa o bene di rendita a breve termine. Per la classe media la casa non è mai stata un lusso ma una necessità che spesso impegna per decenni le famiglie. Secondo gli esperti servirebbero tre cose poco appariscenti: cantieri con date verificabili, dati pubblici su sfitti e graduatorie (l’anagrafe regionale dell’Erp veneta va in questa direzione), criteri chiari su chi rientra nella fascia intermedia, anziani compresi. I proprietari di immobili vuoti dovrebbero valutare un canone concordato. I Comuni possono accelerare permessi e bandi, le imprese pensare alloggi per i propri dipendenti. A noi cittadini spetta chiedere conto dei tempi, perché una casa promessa tra cinque anni non risolve l’affitto di quest’inverno.
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• Giulia Turato
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Questa edizione raggiunge le zone di Borgoricco, Camposampiero, del Camposampierese Est Loreggia, Massanzago, Piombino Dese e Trebaseleghe per un numero complessivo di 14.277 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia è una testata giornalistica di proprietà di Srl n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 32199 Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin - formato da 26 edizioni locali mensilmente recapitato a 575.000 famiglie del Veneto e del Trentino
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Emergenza casa/1. Il Comune di Trebaseleghe invoca interventi strutturali
Casa, bene il recupero degli alloggi: regioni e comuni insieme per risposte concrete T rovare casa è difficile anche per chi ha un lavoro e un reddito regolare. Giovani che cercano autonomia, coppie alle prese con un mutuo, lavoratori pronti a trasferirsi: le richieste arrivano ai Comuni, ma gli strumenti a disposizione dei sindaci non bastano. Da Trebaseleghe arriva l’appello a una politica abitativa condivisa, capace di unire recupero degli alloggi pubblici, incentivi e garanzie per gli affitti privati. “Possiamo intervenire su alcune situazioni di fragilità e accompagnare le persone in difficoltà, ma le risorse e gli strumenti comunali non consentono di risolvere in modo strutturale il problema abitativo”, osserva il sindaco Antonella Zoggia. Serve quindi una collaborazione stabile con Regione, Ater, privati e terzo settore. Il punto di partenza è il patrimonio esistente. Il sindaco accoglie positivamente l’annuncio della Regione Veneto di destinare 25 milioni di euro al recupero di circa mille alloggi Ater e richiama il dato riportato dalla stampa in questi giorni: 8.600 abitazioni non occupate in Veneto, molte delle quali bisognose di lavori, mentre le famiglie attendono una sistemazione. “Occorre ora tradurre questo impegno in abitazioni disponibili, con tempi certi e una programmazione continuativa”. Recuperare gli immobili significa valorizzare risorse pubbliche e limitare il consumo
di suolo. Ai Comuni spetta il compito di individuare le esigenze del territorio e collaborare con gli enti responsabili degli interventi. La difficoltà, però, supera i confini dell’edilizia pubblica e delle situazioni di maggiore fragilità. “Oggi persino le coppie in cui entrambi lavorano possono incontrare ostacoli nell’ottenere un mutuo o nel sostenere un affitto”, sottolinea il primo cittadino. Da qui la richiesta di incentivi economici mirati, anche per le giovani coppie, che rendano possibile l’accesso alla casa e la costruzione di un progetto familiare. Sul fronte dell’offerta pesa lo squilibrio tra i costi per costruire o riqualificare un immobile e i canoni sostenibili per le famiglie. Per il sindaco, rendere disponibili abitazioni a prezzi accessibili richiede misure che consentano anche a chi investe di coprire i costi e ottenere un ritorno adeguato, attraverso incentivi e collaborazioni tra pubblico e privato. Le conseguenze si fanno sentire anche nelle imprese. Le aziende cercano personale, ma chi sarebbe disposto a trasferirsi spesso non trova un alloggio a condizioni sostenibili. La disponibilità di case diventa così una condizione per assumere e attrarre le competenze necessarie al territorio. Un altro intervento riguarda gli affitti privati e le preoccupazioni dei proprietari per la morosità e la gestione degli immobili. “Servizi che facilitino
l’incontro tra proprietari e inquilini, offrendo garanzie, assistenza e mediazione, possono contribuire ad ampliare l’offerta”. Il sindaco indica nell’Agenzia per la casa di Padova uno spunto utile anche per i centri più piccoli, attraverso collaborazioni sovracomunali. Caritas, Diocesi e terzo settore possono affiancare le istituzioni nell’accompagnamento delle persone e nella prevenzione delle difficoltà. La richiesta è che ai Comuni siano riconosciuti
risorse e strumenti proporzionati alle responsabilità. “Rendere accessibile la casa significa consentire ai giovani di restare, alle famiglie di progettare il futuro e ai lavoratori di vivere dove servono le loro competenze”. L’investimento regionale, conclude il sindaco, è un passo positivo che deve trovare continuità in una politica abitativa condivisa. • Sara Busato
Loreggia, la Caritas aiuta 120 persone ad affrontare le spese
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ltre 25 famiglie, circa 120 persone, aiutate a mettere il cibo in tavola e a sostenere le spese quotidiane. A Loreggia e Loreggiola il disagio economico passa anche dalle richieste alla Caritas, che interviene per contribuire al pagamento di affitti e bollette. I numeri emergono dal resoconto dell’attività 2025, pubblicato nel bollettino parrocchiale di marzo-maggio 2026. Si tratta soprattutto di famiglie numerose, con figli minori. Accanto alle borse alimentari, i volontari erogano contributi straordinari per
le utenze, il canone di casa, la scuola materna e il doposcuola. Gli aiuti coprono soltanto una parte delle spese presentate: l’obiettivo indicato dalla Caritas è accompagnare le persone verso l’autonomia. Nel 2025 sono stati destinati 6.117 euro al sostegno al reddito e agli aiuti alimentari. Il bilancio non distingue la quota utilizzata per gli affitti. Le entrate sono state di 7.860 euro, di cui duemila provenienti dall’otto per mille e 5.860 dalle offerte di privati ed enti pubblici. L’avanzo di 926 euro è stato messo a disposizione degli
interventi del 2026, già descritti nel resoconto come onerosi. Il servizio si svolge in collaborazione con l’assistente sociale del Comune. A febbraio 2026 la Caritas indicava circa 20-25 famiglie sostenute con alimenti e altri beni. Per valutare i contributi si considerano l’Isee, la dichiarazione di indigenza e la conoscenza delle famiglie. È qui che le richieste di aiuto diventano incontri, per cercare risposte alle difficoltà. • (s.b.)
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7 Emergenza casa/2. Una casa Ater su quattro è vuota in provincia
EMERGENZA CASA, NEL PADOVANO SONO 1.811 ALLOGGI ATER SFITTI S ono 1.811 gli alloggi Ater sfitti in provincia di Padova: il secondo numero più alto del Veneto dopo Venezia. Su un patrimonio di 7.235 abitazioni, il 25,03% non è occupato. Una casa su quattro resta dunque vuota, mentre la mancanza di manutenzione impedisce di rimettere a disposizione una parte del patrimonio destinato a rispondere al bisogno abitativo. Il quadro al 31 dicembre 2025 mostra che il problema si concentra soprattutto nell’edilizia residenziale pubblica. Dei 6.730 alloggi Erp presenti nel Padovano, 1.628 risultano sfitti. Altri 183 immobili non occupati appartengono al patrimonio non Erp, che conta complessivamente 505 abitazioni. Padova supera la media regionale, ferma al 23,83%, e presenta la seconda incidenza più alta di alloggi vuoti, dietro Venezia, dove la quota raggiunge il 30,75%. Nel resto del Veneto le percentuali sono
lavori. Resta però da definire quante risorse saranno destinate alla provincia di Padova e quanti dei suoi 1.811 alloggi sfitti potranno essere recuperati. Lo stanziamento annunciato rappresenta un primo intervento rispetto alle dimensioni del problema. La Regione sta valutando anche un’altra possibilità: consentire ai potenziali inquilini di sostenere le spese di ristrutturazione, garantendo una permanenza nell’abitazione abbastanza lunga
inferiori: dal 23,76% di Rovigo al 16,28% di Verona. Per avviare il recupero degli immobili, il presidente della Regione Alberto Stefani annuncia uno stanziamento di 25 milioni di euro. L’intervento riguarda l’intero territorio veneto, dove le abitazioni Ater sfitte sono 8.600 su un patrimonio di 36.088 alloggi. L’obiettivo
indicato è ristrutturare circa un migliaio di case, con una spesa media stimata in 30 mila euro ciascuna. Il provvedimento dovrebbe arrivare entro l’inizio di novembre, mentre i primi cantieri sono previsti tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027. Le assegnazioni alle famiglie seguiranno il completamento dei
A Camposampiero 89 nuclei nella graduatoria definitiva
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ttantanove nuclei familiari, per un totale di 279 persone, figurano nella graduatoria definitiva per gli alloggi di edilizia residenziale pubblica di Camposampiero. È il quadro che emerge dal bando 2025: una domanda di casa che comprende persone sole, coppie e famiglie numerose, fino a otto componenti. La graduatoria, approvata con determinazione del 10 giugno 2026, risulta pubblicata sul portale della Regione Veneto il 17 settembre e ha validità di un anno. Sono otto, le domande dichiarate inammissibili. Tra i richiedenti ammessi, 24 sono nuclei composti da una sola persona: circa il 27% del totale. Altre 14 domande riguardano nuclei di due componenti e altrettante famiglie di tre. Sono 15 i nuclei di quattro persone, 11 quelli di cinque e otto quelli di sei. Completano l’elenco due famiglie di sette componenti e una di otto. Il dato mostra come la
richiesta di un alloggio pubblico attraversi situazioni familiari diverse. Ai primi tre posti si trovano due nuclei di quattro persone e uno di sei. La graduatoria è pubblicata senza nomi: ciascun richiedente può riconoscere la propria domanda attraverso il codice identificativo assegnato dal portale. Per chi non dispone del numero, il riferimento è l’ufficio Servizi sociali del Comune. L’elenco consente di misurare la domanda ammessa al bando. Non contiene informazioni sull’età dei richiedenti o sulle ragioni che li hanno portati a chiedere una casa pubblica. Resta da chiarire quante delle 89 domande potranno trovare risposta e con quali tempi: il dato decisivo per capire quanto l’offerta riesca a coprire il bisogno espresso dalle famiglie.
da recuperare l’investimento. Una formula ancora allo studio. Per il Padovano il passaggio decisivo sarà individuare gli immobili sui quali intervenire e stabilire tempi e finanziamenti. È da questi elementi che dipenderà quanta parte del patrimonio oggi inutilizzato potrà tornare ad accogliere le famiglie. • Sara Busato
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• (s.b.)
Il Camposampierese corre verso i prezzi del capoluogo
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asta scorrere gli annunci: in provincia di Padova le case in vendita sono oltre diecimila e il prezzo richiesto sale. Ad agosto la media provinciale è di 2.013 euro al metro quadro, il 7,5% in più di un anno fa, secondo Immobiliare.it. Padova città è a 2.563 (+7,2%), mentre i valori più bassi, come i 474 euro di Castelbaldo, si trovano ai margini del territorio. Il Camposampierese resta sotto la soglia del capoluogo, ma si avvicina, e le variazioni su base annua dicono quanto in fretta. Borgoricco chiede in media 1.854 euro (+22,9%) e Camposampiero 1.809 (+22,2%): sono gli aumenti più alti tra i cinque comuni. Trebaseleghe, a 1.895 euro, è il più caro e cresce del 3,9%, come Piombino Dese, che con 1.442 euro resta il più accessibile. Loreggia va controcorrente: 1.842 euro, il 9,3% in meno. Gli affitti seguono un’altra logica. In provincia il canone medio è di 13,09 euro al metro quadro
(+3,5%); nei cinque comuni va da 8,09 euro di Camposampiero (-10,4%) a 10,33 di Trebaseleghe (+11,6%, il rialzo più alto del gruppo), con Borgoricco a 9,59, Loreggia a 9,11 e Piombino Dese a 8,84. A Camposampiero i prezzi di vendita salgono di oltre un quinto mentre i canoni scendono di oltre un decimo. Sono valori d’offerta, non di compravendita. Sul fronte delle transazioni, il Real Estate Market Monitor di Rexer segnala a Padova un +7,3% nel primo semestre, ma nel secondo trimestre i volumi sono tornati al livello del 2025, tra tensioni internazionali, costo delle materie prime e rialzo dei tassi Bce. Chi scorre gli annunci tra Borgoricco, Loreggia e Piombino Dese trova così tre mercati: uno che sale, uno che cede, uno che resta più accessibile. • (s.b.)
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BORGORICCO
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L’iniziativa. Tre incontri per informarsi, confrontarsi e trovare supporto
AL VIA IL PROGETTO “PERMANI” C hi si prende cura degli altri ha bisogno, a sua volta, di non essere lasciato solo. Assistere ogni giorno un familiare fragile, malato o non autosufficiente è una missione preziosa, che richiede tempo, energie, ascolto e presenza. È a partire da queste riflessioni che nasce Permani, il nuovo progetto del Comune di Borgoricco – Assessorato alle Politiche Sociali, realizzato in collaborazione con la Cooperativa Sociale Nuova Vita. Al centro dell’iniziativa ci sono proprio coloro che accompagnano ogni giorno i propri
cari in un percorso di cura e assistenza: i caregiver. L’obiettivo del progetto è quello di rompere l’isolamento che spesso
accompagna il lavoro di cura, relegato nella dimensione privata, e costruire uno spazio accogliente e protetto in cui trovare informazioni, ascolto, confronto e supporto, ma anche condividere dubbi, difficoltà ed esperienze. Il percorso ha preso il via nelle scorse settimane nella Sala Consiliare del Comune di Borgoricco, con un primo appuntamento dedicato agli strumenti di tutela e alle possibilità di supporto sociale per le persone in condizioni di fragilità e le loro famiglie. A fare il punto sul tema l’esperta di diritto Anna Masato e l’assistente
sociale Anna Schiavon. Ora il calendario prosegue con altri due incontri gratuiti, entrambi alle 20.30 nella Sala Consiliare. In programma per martedì 27 ottobre, il secondo appuntamento sarà dedicato ad “Affiancare e gestire il paziente con patologia cronica”. A guidare l’approfondimento la psicologa e osteopata Valentina Bonin, specialista in benessere e supporto alla cronicità, che affronterà il ruolo del caregiver nell’accompagnamento quotidiano della persona malata e le difficoltà legate alla gestione della cronicità. Bonin condurrà
anche per il terzo appuntamento, fissato per martedì 10 novembre, dedicato ai bisogni emersi durante il percorso e alla costruzione di un gruppo di supporto tra caregiver. PERMANI, però, non si fermerà ai primi tre incontri. Per i caregiver residenti a Borgoricco che lo desiderano, il progetto proseguirà con uno spazio di confronto e sostegno pensato per accompagnare nel tempo chi si prende cura di una persona cara. • Giulia Turato
TRE GIORNI ALLA SCOPERTA DELLA LETTURA TATTILE E DEL BRAILLE
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Borgoricco, per tre giorni, i libri si potranno leggere anche con le mani. Dal 28 al 30 ottobre, la Biblioteca comunale ospiterà TACTILE GO!, l’iniziativa itinerante della Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi, che farà tappa al Centro culturale Aldo Rossi con laboratori per le scuole e tre workshop gratuiti rivolti agli adulti, nell’ambito del progetto “In-Tatto: leggere con le mani. Lettura tattile e inclusione a Borgoricco”. Una piccola biblioteca viaggiante, con libri tattili illustrati, libri d’artista, tablet con ebook accessibili e materiali tiflodidattici, per scoprire
modi diversi di avvicinarsi alla lettura e rendere le storie accessibili anche a chi non può affidarsi alla vista. Le mattine, dalle 9 alle 13, saranno riservate alle scuole primarie del territorio, con attività dedicate alla percezione tattile, alla lettura al buio e alla realizzazione di immagini da esplorare con le dita. Nei pomeriggi, dalle 16 alle 19, spazio invece a tre workshop aperti a tutti a partire dai 18 anni, pensati in particolare per insegnanti, bibliotecari, illustratori e operatori culturali interessati a esplorare il mondo della lettura tattile. Mercoledì 28 ottobre si comincia con Toccare le parole,
un incontro teorico dedicato ai libri tattili illustrati per l’infanzia e alle tecniche di realizzazione. Giovedì 29 si passerà alla pratica, con i partecipanti chiamati a reinterpretare in chiave tattile un albo illustrato. Venerdì 30 sarà la volta del laboratorio Impariamo il Braille, per conoscere il sistema di lettura e scrittura a sei punti e sperimentarlo direttamente, componendo parole e frasi. Gli incontri si svolgeranno al Centro culturale Aldo Rossi, in viale Europa 12. • (g.t)
RACCOLTA DIFFERENZIATA, 60 MILA EURO ALLE SCUOLE
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essantamila euro per premiare le scuole che differenziano meglio e producono meno rifiuti indifferenziati. È la sfida lanciata dal Consiglio di Bacino Brenta per i Rifiuti ed ETRA SpA Società benefit con il concorso “Miglioriamo la raccolta differenziata nelle scuole”, rivolto agli Istituti comprensivi statali del territorio. L’iniziativa punta a contribuire all’obiettivo fissato dalla Regione Veneto: raggiungere l’84% di raccolta differenziata entro il 2030. Il montepremi finanzierà dieci riconoscimenti: sette saranno assegnati agli istituti che otterranno la maggiore riduzione del secco residuo e il
miglioramento più significativo della raccolta differenziata, con un primo premio da 13 mila euro. Altri tre premi, fino a 10 mila euro per il primo classificato, andranno alle scuole con le migliori prestazioni assolute, cioè quelle che producono meno rifiuto secco pro capite. L’iniziativa nasce dalla constatazione che tra le scuole esistono differenze nella gestione dei rifiuti e che i risultati ottenuti nei plessi non sempre rispecchiano le buone abitudini adottate dalle famiglie. Per questo il progetto coinvolge l’intera comunità scolastica, dai dirigenti agli insegnanti, fino al personale amministrativo e ATA. ETRA, attraverso la propria
Academy, svolge da oltre trent’anni attività di educazione ambientale, coinvolgendo ogni anno più di 30 mila studenti. Il concorso vuole trasformare questa sensibilizzazione in azioni concrete, migliorando l’organizzazione della raccolta e riducendo la quantità di rifiuti indifferenziati. “Quando un materiale finisce nell’indifferenziata viene sottratto a ogni possibilità di recupero, trasformandosi da potenziale risorsa in costo”, spiega Germano Racchella, presidente del Consiglio di Bacino Brenta per i Rifiuti, sottolineando come ridurre il secco significhi contenere le spese di smaltimento e i costi per i cittadini. Per Flavio Frasson,
presidente di ETRA, la riduzione del rifiuto indifferenziato è un pilastro dell’economia circolare, perché permette di recuperare materiali e promuovere uno sviluppo sostenibile. Le adesioni dovranno essere inviate entro le ore 24 del 30 ottobre 2026 tramite PEC a protocollo@pec.etraspa. it, con copia a progettoscuole@etraspa.it. Ogni istituto dovrà partecipare con tutti i propri plessi di scuola primaria e secondaria di primo grado presenti nel territorio del Bacino. • (r.p.)
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Riqualificazione. Il finanziamento trasformerà la San Domenico Savio in un edificio a energia quasi zero
Svolta green per la palestra di Rustega U S n finanziamento da 1.789.896,90 euro per trasformare la palestra comunale San Domenico Savio di Rustega in un edificio a energia quasi zero. È la cifra riconosciuta al Comune di Camposampiero dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE) nell’ambito del nuovo Conto Termico 3.0, previsto dal decreto del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica del 7 agosto 2025. La richiesta, presentata dal Comune a febbraio scorso, ha ottenuto il via libera, aprendo la strada a un intervento di riqualificazione energetica su uno degli edifici pubblici più utilizzati della frazione. Realizzata a partire dai primi anni Novanta, la palestra ha una superficie utile di circa 1.374 metri quadrati ed è frequentata quotidianamente dalle società sportive di Rustega, in particolare per le attività di volley e calcio, e dagli alunni della scuola primaria e dell’infanzia. Dopo i recenti lavori di miglioramento sismico, l’obiettivo dell’amministrazione è ora quello di riqualificare la struttura secondo criteri nZEB – acronimo di Nearly Zero Energy Building – cioè un edificio caratterizzato da un consumo energetico quasi nullo, in un’ottica di sostenibilità ambientale ed economica. “Siamo veramente felici di questo risultato – annuncia la sindaca Katia Maccarrone – si tratta di un obiettivo a cui abbiamo lavorato intensamente per sfruttare questa importante opportunità. Abbiamo predisposto per tempo la diagnosi energetica dell’edificio con il calcolo dell’importo necessario per trasformare la Palestra in un edificio avanzato dal punto di vista energetico. Si tratta tecnicamente di una prenotazione dell’incentivo, risorse che saranno rendicontate dal comune all’atto della realizzazione dei lavori”. “Prima ancora di questo intervento, - precisa l’assessore allo sport Attilio Marzaro - abbiamo realizzato i recenti lavori di miglioramento sismico della Palestra stessa, che si sono appena conclusi. Un intervento del costo di 390.000 euro di cui 200.000 ottenuti da un Bando Regionale, che costituisce la base su cui adesso proseguiremo con gli interventi energetici. Non sono dunque risultati che arrivano per caso, ma richiedono programmazione. Ringrazio gli uffici comunali e i tecnici che ci hanno assistito. Ora parte una nuova avventura per un’opera pubblica di notevole importanza”. Il progetto prevede una riqualificazione a tutto campo dell’edificio, dalle pareti alla copertura fino agli impianti, finalizzata al raggiungimento dello standard nZEB.
Tra gli interventi previsti l’isolamento delle pareti perimetrali, la coibentazione della copertura e la sostituzione dei serramenti. Completano il progetto il relamping, una pompa di calore ad alta efficienza e l’installazione di un impianto fotovoltaico. “Con l’occasione – concludono gli amministratori - saranno completati anche alcuni interventi necessari al conseguimento del Certificato Prevenzione Incendi (CPI), e altri per il miglioramento delle prestazioni acustiche della Palestra. Un lavoro completo, per garantire un edificio moderno, efficiente e funzionale alle esigenze della comunità”. • Giulia Turato
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Il controllo di vicinato si allarga: salgono a 38 i Comuni aderenti ono ora 38 i Comuni della provincia di Padova che hanno aderito al protocollo per il controllo di vicinato. L’ultimo passo è stato compiuto qualche settimana fa in Prefettura, dove il prefetto Giuseppe Forlenza ha sottoscritto l’intesa insieme ai sindaci di Camposampiero, Loreggia, San Giorgio delle Pertiche e Villanova di Camposampiero. L’accordo punta a rafforzare la collaborazione tra istituzioni, forze dell’ordine, polizia locale e cittadini, con l’obiettivo di aumentare le condizioni di sicurezza nelle aree interessate e, allo stesso tempo, favorire una maggiore partecipazione della comunità alla cura del territorio. Il principio alla base dell’iniziativa è quello della collaborazione. I cittadini che scelgono di entrare nei cosiddetti “Gruppi di Vicinato” possono infatti svolgere un’attività di osservazione nella propria zona di residenza e segnalare alle autorità eventuali comportamenti illegali, situazioni anomale o circostanze ritenute sospette. Proprio su questo aspetto il prefetto Forlenza ha voluto fare chiarezza, ricordando che il ruolo dei cittadini non deve trasformarsi in un’attività di controllo diretto del territorio. “I cittadini che entrano a far parte dei Gruppi di Vicinato possono svolgere un’attività di osservazione nelle proprie zone di residenza e di segnalazione di eventuali comportamenti illegali o comunque situazioni e circostanze sospette”, ha spiegato il prefetto. Un’attività che deve però rimanere ben distinta da quella delle forze dell’ordine. “Va evitata qualsiasi iniziativa personale o qualunque forma, individuale o collettiva, di pattugliamento del territorio”, ha sottolineato Forlenza. Il controllo di vicinato si inserisce quindi in un modello nel quale la sicurezza viene affrontata attraverso una rete di collaborazione, senza attribuire ai cittadini compiti che spettano alle autorità competenti. • (r.p.)
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Spettacolo. Teatro, musica e arte nel calendario in programma fino al 29 novembre
Torna la rassegna incontri d’Autunno: gli appuntamenti di ottobre e novembre S pettacolo, musica, arte, libri e solidarietà: a Camposampiero l’agenda d’autunno è tutt’altro che vuota. Sono una ventina gli appuntamenti che quest’anno compongono il calendario degli Incontri d’Autunno, la rassegna promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune e dalla Pro Loco, in collaborazione con il Teatro Ferrari, la Libreria Costeniero e numerose realtà cittadine. Dopo i primi appuntamenti di ottobre, il programma entra ora nel vivo, con proposte pensate per coinvolgere pubblici di tutte le età. Porte aperte alle famiglie domenica 18 ottobre, alle 16 al Teatro Ferrari, con La fiaba di Celeste, spettacolo di Gianni Franceschini prodotto da La Piccionaia e dedicato ai bambini a partire dai 3 anni. Martedì 20 ottobre, alle 15 a Villa Campello, sarà invece Elda Martellozzo Forin ad accompagnare il pubblico in un viaggio nella Padova tra Quattrocento e Cinquecento, tra oreficeria, artigianato e
moda, nell’ambito dei corsi dell’Università del Tempo Libero. La montagna sarà protagonista giovedì 22 ottobre, alle 20.45 in Sala Filarmonica, con il docufilm Cadore.
Le comunità magnifiche, proposto dal Cai di Camposampiero. Sabato 24 ottobre, alle 17 in Biblioteca, sarà invece inaugurata la rassegna Le immagini della fantasia 42, dedicata all’illustrazione internazionale per l’infanzia e promossa dalla Fondazione Štěpán Zavřel di Sarmede, visitabile fino al 28 novembre. Doppio appuntamento domenica 25 ottobre, tra prevenzione e solidarietà. Alle 10, dalla sede di Fiori di Cactus in via Bonora, partirà la Passeggiata in Rosa, camminata dedicata alla sensibilizzazione sanitaria. Alle 17.30, in Sala Filarmonica, spazio invece al concerto Note solidali. L’ingresso sarà libero, con contributo a favore di Cuamm Medici con l’Africa. Il calendario proseguirà mercoledì 28 ottobre, alle 15 in Sala Filarmonica, con la presentazione del libro Pane quotidiano. L’invisibile mercato mondiale del grano tra XIX e XX secolo di Carlo Fumian, nell’ambito degli incontri culturali Auser. Sabato 31 ottobre, alle 20.30 al Teatro
Ferrari, musica e solidarietà torneranno protagoniste con il concerto-spettacolo della White Project Band, serata benefica a sostegno dei malati di Sla. Novembre si aprirà domenica 1 con la Mivao Charity Run, manifestazione podistica ludico-motoria con partenza alle 9 da Villa Campello. Sarà poi il teatro a diventare protagonista. Sabato 7 novembre, alle 21 al Teatro Ferrari, Marco Paolini porterà in scena Antenati. The Grave Party, spettacolo che inaugura la stagione serale Il Teatro per Tutti. Domenica 8 novembre, alle 18 nella chiesa dei Santuari Antoniani, torna invece il Concerto in Memoria delle Vittime della Strada, giunto alla 21ª edizione e promosso dall’associazione Per non Dimenticare. La musica tornerà protagonista domenica 15 novembre, alle 17.30 in Sala Filarmonica, con il concerto lirico A Marzia, con Laura Vasta, Fulvio Fonzi e Cristiano Zanellato. Giovedì 19 novembre, alle 18, sempre in Sala Filarmonica, musica e tradizione si
incontreranno nel 18° Concerto Festa della Madonna della Salute, accompagnato da interventi dedicati alla storia della festa. Sabato 21 novembre, alle 21 al Teatro Ferrari, sarà la volta di Pigiama Party, secondo appuntamento della stagione Il Teatro per Tutti, con il collettivo Baladam B-Side, tra umorismo e paradosso. Domenica 22 novembre, alle 16, spazio ai più piccoli con Lupi buoni e tori con le ali, spettacolo dai 4 anni proposto da ArteVox. Gli ultimi appuntamenti saranno ancora dedicati alle famiglie. Sabato 28 novembre, alle 17 al Teatro Ferrari, l’OPV Families&Kids proporrà Jack e il Fagiolo Magico, con Antonio Aiello violino concertatore e Moreno Corà voce recitante. A chiudere la rassegna, domenica 29 novembre alle 16, sarà Sdeng!, spettacolo de La Piccionaia con Alessandro Maione, pensato per un pubblico dai 3 anni. • Giulia Turato
La placenta donata dopo il parto diventa una terapia
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a tessuto che normalmente verrebbe eliminato a risorsa capace di aiutare altre persone. È il percorso della placenta donata dalle neomamme durante un parto cesareo programmato. Una possibilità presente da alcuni anni in Veneto e che vede il Punto Nascita dell’ospedale di Camposampiero tra i principali centri regionali per numero di donazioni. I numeri raccontano bene il ruolo della struttura. Nel 2025 a Camposampiero sono state raccolte 82 placente, sulle 541 donate complessivamente negli ospedali del Veneto. E anche nel 2026 il presidio si conferma al vertice: al 30 settembre le donazioni hanno già raggiunto
quota 75. Dietro ogni donazione c’è un gesto che può trasformare un tessuto biologico in una risorsa terapeutica. Dalla placenta viene infatti ricavata la membrana amniotica, un tessuto dalle importanti proprietà rigenerative che, dopo essere stato inviato alla Banca dei Tessuti di Treviso e opportunamente processato, può essere utilizzato in diversi ambiti della medicina. La membrana amniotica può trovare applicazione nel trattamento di gravi patologie oculari, come lesioni della superficie dell’occhio e ulcere della cornea. Può inoltre essere impiegata nella cura delle ustioni profonde, contribuendo al processo di guarigione dei pazienti, sia adulti sia bambini,
ricoverati nei centri grandi ustionati. Un altro campo di utilizzo riguarda le ferite difficili, comprese le ulcere diabetiche croniche, le piaghe e alcune procedure di chirurgia ricostruttiva. La donazione è possibile in tutti e tre i punti nascita dell’Ulss 6 Euganea: Camposampiero, Cittadella e Schiavonia. L’iter viene avviato durante i controlli pre-operatori per il cesareo programmato. In quella fase il personale del Coordinamento Trapianti dell’Ulss valuta la volontà e l’idoneità della futura mamma e, quando ci sono le condizioni, propone la donazione. Un percorso che non modifica le modalità del parto. La donazione è volontaria, gratuita e anonima
e non comporta rischi né per la madre né per il neonato. La placenta viene raccolta dopo il parto dal personale sanitario e successivamente avviata alla Banca dei Tessuti di Treviso per le procedure previste. A Camposampiero la raccolta coinvolge il personale del gruppo operatorio, che fa capo alla UOC Anestesia e Rianimazione diretta dalla dottoressa Astrid Behr, insieme agli operatori della UOC Ostetricia e Ginecologia, diretta dal dottor Marcello Rigano, e al Coordinamento Locale Trapianti guidato dal dottor Giacinto Lunardi. • (r.p.)
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LOREGGIA
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Sociale. Un omaggio a chi dona la vita
Inaugurato il monumento AVIS in piazza Papa Luciani
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n’opera dedicata ai donatori di sangue, nel centro di Loreggia. È stato inaugurato nelle scorse settimane in piazza Papa Luciani il monumento AVIS, per rendere omaggio a chi, attraverso la donazione, contribuisce a salvare vite umane con generosità e altruismo. Un riconoscimento rivolto ai donatori del paese, ma anche un invito a chi potrebbe diventarlo. È questo il messaggio racchiuso nell’opera, costruita per lasciare un segno tangibile nella comunità e ricordare alla cittadinanza l’importanza di sostenere e portare avanti la cultura del dono. Il monumento arriva nell’anno in cui l’AVIS di Loreggia festeggia i suoi 53 anni di attività. Una storia legata al vissuto del paese, che affonda le radici nell’impegno e nella dedizione dei primi volontari, tra cui Lionello Genesin, Demetrio Bano, Lorenzo Pesce ed Elia Squizzato. Da quel primo nucleo, l’associazione ha continuato a coinvolgere generazioni di cittadini. Secondo i dati diffusi dall’associazione nel corso di quest’anno, la sezione contava circa 280 donatori, una partecipazione
che l’associazione punta ad ampliare, rivolgendosi soprattutto alle nuove generazioni. Il ricambio, infatti, è tra le esigenze più sentite: accanto a chi dona da anni, c’è anche chi deve interrompere la propria attività per raggiunti limiti di età o per motivi di salute. Da qui la necessità di coinvolgere nuovi volontari, perché l’impegno dei donatori di oggi possa trovare continuità in quelli di domani. L’attività della sezione è profondamente intrecciata con la vita del paese, come testimoniano gli appuntamenti che l’hanno vista coinvolta nel corso degli anni. Tra le iniziative annunciate per il 2026 la “Marcia in rosa”, legata alla tradizionale Festa dei Fiori di Loreggiola del primo maggio, e il “Torneo no Torneo”, manifestazione calcistica estiva che coinvolge le squadre delle contrade e alla quale, negli anni, ha preso parte anche la formazione AVIS Calcio. Occasioni per incontrare la comunità, mantenere vivo il legame con il territorio e richiamare l’attenzione sul valore del volontariato. L’attenzione si rivolge anche alle scuole primarie e secondarie di primo grado,
dove l’associazione promuove attività di sensibilizzazione per far conoscere ai giovani il valore della donazione del sangue e l’importanza della solidarietà verso chi ne ha bisogno. Un impegno rivolto ai più giovani che si lega allo stesso invito espresso dal monumento: non soltanto ricordare chi ha donato finora, ma incoraggiare altre persone a raccoglierne l’esempio. • Giulia Turato
Quattro appuntamenti con la rassegna letteraria Librarsi dal 4 novembre
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alla memoria della Grande Guerra alle storie della Resistenza, fino a una riflessione sulla violenza contro le donne. Sono questi i temi al centro di “Librarsi”, la rassegna letteraria in programma per quattro mercoledì di novembre nella sala consiliare di via Tiziano Vecellio 1, a Loreggia. L’iniziativa si inserisce nel calendario de Il Veneto Legge, il progetto regionale di promozione della lettura giunto alla decima edizione, che coinvolge scuole, biblioteche e cittadini in attività dedicate ai libri e alla lettura ad alta voce. Si comincia il 4 novembre con Loris Giuriatti e il romanzo Il silenzio degli altopiani, che unisce le vicende di un uomo della campagna veneta alla Grande Guerra, alla prigionia e all’emigrazione in America. A dialogare con l’autore Carlo Toniato, con letture affidate a Roberta Chinellato. L’11 novembre sarà la volta di
Daniela Borgato, che presenterà La guerra del maestro, romanzo ambientato nella campagna padovana tra il 1943 e il 1945, ispirato a vicende reali e alle testimonianze di chi visse gli anni della Resistenza. Modera Nicoletta Masetto, con letture di Roberta Chinellato. Il 18 novembre protagonista Andrea Pietrobon con Sul sentiero delle parole, una raccolta di racconti che attraversa luoghi, incontri e ricordi. Alle letture dello stesso autore e di Roberta Chinellato si affiancheranno le musiche di Giorgio Gobbo. Chiusura il 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, con un reading teatrale delle allieve del corso di teatro tratto da Ferite a morte di Serena Dandini. Tutte le serate inizieranno alle 20.45, con ingresso libero. • (g.t)
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MASSANZAGO
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Il bando. Interventi per eliminare le barriere, asfalto drenante e illuminazione
66MILA EURO PER RIQUALIFICARE GLI IMPIANTI SPORTIVI DI ZEMINIANA
È
stato approvato nei giorni scorsi dalla giunta comunale il progetto esecutivo per la riqualificazione degli impianti sportivi comunali di Zeminiana, adiacenti al Centro G. Contin. L’intervento prevede una spesa complessiva di 66.656,95 euro ed ha l’obiettivo di abbattere le barriere architettoniche e migliorare l’efficienza energetica del campo polivalente. Saranno poco più di 16mila euro i fondi destinati dall’amministrazione tramite il proprio
avanzo, mentre la parte più consistente dell’investimento - 50 mila euro - deriva dai contributi ottenuti dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo nell’ambito del bando “Work in Sport 2025” (già assegnato nel febbraio scorso). Il bando mira a “potenziare e promuovere la pratica motoria e sportiva, per favorire l’adozione di corretti stili di vita, il conseguente miglioramento del benessere psico-fisico delle persone, attraverso l’assegnazione
di contributi per l’adeguamento e la riqualificazione di strutture sportive e di palestre scolastiche; contribuire a rendere gli spazi per lo svolgimento dell’attività fisica più accoglienti, sicuri e sostenibili, migliorandone la qualità e ampliandone la fruizione da parte delle persone. Particolare attenzione è rivolta ai progetti che prevedono interventi per rendere le strutture in grado di rispondere anche ai bisogni delle persone con disabilità”. Il progetto, predisposto dal geometra Fabio Carraro, era già stato approvato in linea tecnica dalla giunta nell’ottobre dello scorso anno. L’iter è quindi proseguito con la concessione del finanziamento Cariparo e con il completamento degli adempimenti necessari all’avvio dell’opera. A giugno è stata inoltre rilasciata l’autorizzazione paesaggistica prevista dalla normativa. Gli interventi interesseranno in particolare i percorsi esterni dell’impianto, dove è prevista l’eliminazione dei gradini e degli ostacoli presenti. La pavimentazione in ghiaia sarà sostituita con una superficie in asfalto drenante colorato, così da rendere più agevole l’accesso e la fruizione degli spazi anche da parte delle persone con disabilità.
Sandono, arriva il fotovoltaico sulla sede di Mas Medica
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n impianto fotovoltaico sul tetto dell’edificio comunale della frazione di Sandono che ospita il servizio di medicina generale Mas Medica. È l’intervento approvato nei giorni scorsi dalla giunta di Massanzago e affidato alla società padovana Essenza Energia Srl, per una spesa complessiva di 15.400 euro. L’immobile - dal febbraio dello scorso anno sede della Medicina di Gruppo - era già stato interessato negli anni scorsi da un importante intervento di riqualificazione; oggi l’obiettivo è quello di ridurre i consumi e i costi dell’energia elettrica, aumentando al tempo stesso l’utilizzo di una fonte rinnovabile. L’obiettivo si è resto tanto più necessario in un momento di instabilità geopolitica come l’attuale, in cui - sottolinea la delibera - è opportuno “dipendere meno dal gestore elettrico e proteggersi dai rincari improvvisi del mercato dell’energia”. La scelta del fotovoltaico si inserisce pertanto nella volontà dell’amministrazione di contenere i costi di gestione dell’edificio e migliorare la sostenibilità energetica della struttura. Nella delibera viene evidenziato come la produzione di energia da fonte rinnovabile possa con-
Il progetto comprende inoltre l’efficientamento energetico del campo sportivo polivalente, attraverso la sostituzione degli attuali fari ad elevato consumo con nuovi corpi illuminanti a tecnologia Led ad alta efficienza. Prevista anche la riqualificazione dell’area di ingresso agli spogliatoi, con l’installazione
di una pensilina di protezione e di servizio. Con l’approvazione del progetto esecutivo, l’amministrazione procede ora verso la fase operativa, nel rispetto delle tempistiche fissate dalla convenzione sottoscritta con la Fondazione. • Andrea Benato
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tribuire a ridurre la spesa per l’elettricità e la dipendenza dalla rete, oltre a limitare le emissioni di CO2 legate alla produzione di energia. Il nuovo intervento, che andrà a completare il percorso di riqualificazione dell’immobile con un ulteriore investimento dedicato all’efficienza energetica, trova copertura nel bilancio al capitolo “manutenzione straordinaria per messa in sicurezza degli immobili comunali”. • (a.b.)
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PIOMBINO DESE
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La variante. La presenza della villa palladiana richiede una nuova valutazione sull’impatto del progetto
Nuovo insediamento produttivo, prima il passaggio con l’UNESCO
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l nuovo insediamento produttivo può attendere, Villa Cornaro no. È la presenza della celebre villa palladiana, parte del sito riconosciuto Patrimonio mondiale UNESCO, ad aver aggiunto un nuovo passaggio al progetto di Industries S.p.A. previsto a Piombino Dese. Nessuna bocciatura e nessun progetto cancellato. Prima di andare avanti servirà uno studio più approfondito sull’impatto del nuovo insediamento. Per questo il 23 settembre il Consiglio comunale ha revocato, con il voto unanime dei presenti, la variante urbanistica approvata il 30 marzo. A spiegare cosa è successo è stato l’assessore ai Lavori pubblici Luigi Benozzi. Il 23 aprile, ha riferito durante la seduta, è arrivata una nota dell’Ufficio UNESCO con la richiesta di valutare l’impatto del nuovo insediamento in relazione alla presenza della villa palladiana. Industries ha quindi avviato l’approfondimento richiesto, affidandosi a uno studio incaricato di predisporre la valutazione. A pesare è soprattutto il fattore tempo. Secondo quanto riferito
Villa Cornaro Piombino Dese
dall’assessore, per completare il lavoro potrebbero servire dagli otto ai dodici mesi. Dall’approvazione della variante, però, decorrono sedici mesi per dare avvio ai lavori. Il rischio era quindi che buona parte di quel periodo trascorresse nell’attesa dello studio e delle successive approvazioni. È stata così Industries a chiedere di revocare per il momento la delibera, per riportarla in Consiglio quando la valutazione sarà conclusa. Una soluzione che permette di interrompere il conto alla rovescia senza cancellare il lavoro già svolto.
“Tutto il resto della procedura viene fatto salvo”, ha infatti precisato Benozzi. La parte istruttoria già completata rimane quindi valida e non sarà necessario ricominciare l’intero percorso. Una volta pronto lo studio, il progetto tornerà in Consiglio. Sarà allora necessario, ha aggiunto l’assessore, “riapprovare la delibera, lo schema di convenzione” e far partire nuovamente i termini per l’avvio dei lavori. Sullo sfondo c’è Villa Cornaro, progettata da Andrea Palladio nel Cinquecento e compresa tra le ville venete del sito UNESCO dedicato a Vicenza e alle opere palladiane. La tutela di questo patrimonio aggiunge così un passaggio al percorso del nuovo insediamento produttivo. Il voto del 23 settembre, dunque, non chiude il progetto. Apre una fase di attesa: prima la valutazione richiesta, poi il ritorno della variante in Consiglio. A quel punto il percorso verso l’avvio dei lavori potrà riprendere. • Elena Scapin
Un autunno di cultura tra storie, sorrisi e grandi temi
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iombino Dese continua a confermarsi un punto di riferimento culturale del territorio, con una programmazione che durante l’anno ha alternato musica, teatro, arte e occasioni di confronto. Dopo le iniziative estive e il recente concerto “Invictus”, che ha riunito oltre cento coristi e musicisti, l’autunno riparte con un calendario tra giornalismo, comicità, testimonianze e divulgazione, coinvolgendo protagonisti molto diversi tra loro. Tanti gli appuntamenti di ottobre. Il 17 spazio al sorriso con Carlo & Giorgio e lo spettacolo “In vacanza”, alle 21 alla Sala San Tommaso Moro. Tra gli appuntamenti più attesi quello del 27 ottobre dedicato a Sammy Basso, biologo e ricercatore scomparso nel 2024 a 28 anni. I genitori Laura Lucchin
e Amerigo Basso, insieme alla giornalista Chiara Pelizzoni, presenteranno “Sammy. Una vita da abbracciare”, pubblicato nel 2026 da San Paolo con la prefazione di Jovanotti. Un racconto che non si ferma alla malattia, ma mette al centro la ricerca, l’impegno e il suo modo di guardare alla vita. A chiudere il percorso, il 20 novembre, sarà il climatologo e divulgatore Luca Mercalli, con una serata dedicata al cambiamento climatico e alle possibili risposte a una delle grandi sfide del presente. Un calendario che conferma la volontà di continuare a investire nella cultura, trasformandola in un’occasione di incontro, partecipazione e crescita per la comunità. • (el.s.)
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TREBASELEGHE
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Finanziamento. La vicesindaco Pizziolo: “Uno strumento concreto per accompagnare le attività commerciali”
La città diventa Distretto del commercio: ufficiale il via libera della Regione N on soltanto un riconoscimento sulla carta, ma uno strumento concreto per sostenere le attività locali, rafforzare il commercio di vicinato e valorizzare il tessuto economico. Con il via libera della Giunta regionale, Trebaseleghe entra ufficialmente nella rete dei Distretti del commercio del Veneto, tra le sei nuove realtà istituite nel 2026. Un traguardo che porta a 191 i Distretti presenti in Veneto, per un totale di 340 Comuni coinvolti, pari a circa il 60 per cento delle Amministrazioni comunali della regione. Con questo riconoscimento si apre ora una nuova fase di collaborazione tra Comune, imprese e associazioni di categoria, con l’obiettivo di costruire una strategia comune per sostenere il commercio locale, valorizzare le attività economiche e rilanciare i centri urbani. Il Distretto sarà infatti uno strumento operativo attraverso cui potranno essere programmati progetti per rendere più
vivaci e frequentate le aree commerciali del paese e delle frazioni. In concreto, sarà possibile promuovere campagne di comunicazione e marketing territoriale, giornate dedicate allo shopping, eventi e occasioni di animazione commerciale, oltre a strumenti digitali per far conoscere negozi e attività. Potranno essere sviluppati anche progetti per accompagnare le imprese nei percorsi di digitalizzazione e innovazione. Spazio poi agli interventi per migliorare gli spazi urbani e la loro fruibilità, con particolare attenzione all’accessibilità e alla sicurezza. Un altro aspetto riguarda le opportunità di finanziamento. Con il riconoscimento, Trebaseleghe entra stabilmente nelle politiche regionali dedicate ai Distretti del commercio e potrà partecipare, nel rispetto dei requisiti previsti dai singoli bandi, alle future opportunità di finanziamento regionali ed europee destinate alle imprese e alla
rigenerazione urbana. “È un risultato importante, al quale abbiamo lavorato con impegno seguendo attentamente tutte le fasi dell’iter”, spiega la vicesindaco Francesca Pizziolo. “Il riconoscimento premia la capacità del nostro territorio di costruire una progettualità comune e ci mette a disposizione uno strumento concreto per accompagnare le attività commerciali nelle sfide dei prossimi anni”. Il punto, ora, sarà trasformare il riconoscimento in iniziative concrete. “Il commercio di prossimità non svolge soltanto una funzione economica: garantisce servizi, crea relazioni, contribuisce alla sicurezza e mantiene vivi il centro e le frazioni”, sottolinea Pizziolo. “Prossimamente come Comune inviteremo le attività commerciali ad un incontro in cui spiegheremo i dettagli e le opportunità offerte dal Distretto”, annuncia la vicesindaco. “Ora si apre la fase più significativa”, prosegue Pizziolo,
Francesca Pizziolo
“trasformare il Distretto in una rete stabile e operativa, capace di ascoltare le esigenze degli esercenti, mettere in relazione soggetti pubblici e privati e
sviluppare progetti condivisi”. • Giulia Turato
Il ricordo di Tina Merlin a cent’anni dalla nascita
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na voce coraggiosa, che denunciò i pericoli del Vajont prima della tragedia del 9 ottobre 1963 e raccontò le storie di persone e realtà troppo spesso lasciate ai margini. A cent’anni dalla nascita, Trebaseleghe rende omaggio a Tina Merlin, partigiana, giornalista e scrittrice che ha fatto della ricerca della verità e dell’impegno civile i principi della propria vita. Venerdì 23 ottobre, alle 20.45, la Sala Arzini della Biblioteca ospiterà una serata dedicata alla sua storia, tra letture e musica dal vivo, nell’ambito della rassegna regionale “Il Veneto Legge”. Attraverso le sue parole, il pubblico potrà conoscere più da vicino una donna profondamente impegnata nella difesa
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della libertà, della giustizia e della democrazia. Nata nel 1926, Tina Merlin dedicò gran parte della propria attività a raccontare le condizioni di vita delle persone comuni, occupandosi di emigrazione, povertà, ambiente, territorio e diritti delle donne. Un giornalismo attento alle questioni sociali e ai diritti dei più deboli, che non esitava a denunciare soprusi e ingiustizie, anche a costo di esporsi in prima persona. A ripercorrerne la storia le letture tratte da La casa sulla Marteniga, il libro autobiografico di Tina Merlin, a cura di Roberta Chinellato, Antonella Costanzi, Silvana Cagnato e Andrea Pietrobon, accompagnate dalle musiche dal vivo di Paolo Zerbinati. La serata si
inserisce nella decima edizione de “Il Veneto Legge”, la maratona regionale che venerdì 23 ottobre coinvolgerà scuole, biblioteche, librerie e cittadini in iniziative dedicate alla lettura ad alta voce. Promossa dall’Assessorato alla Cultura della Regione del Veneto, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale e la sezione veneta dell’Associazione Italiana Biblioteche, la manifestazione propone quest’anno anche un percorso dedicato a Tina Merlin e alla letteratura impegnata e coraggiosa, in occasione del centenario della nascita della scrittrice. • (g.t.)
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Segue da pag. 1
Lo schema “Stefanildo” resiste o si apre lo scontro? Le categorie economiche, le associazioni d’impresa e il tessuto artigianale e industriale del Veneto guardano ai prossimi mesi con apprensione, temendo che le difficoltà di bilancio possano tradursi in una stangata fiscale, con un occhio particolarmente vigile sul fronte dell’Irap. L’ipotesi, anche solo ventilata, di un ritocco verso l’alto dell’imposta regionale sulle attività produttive viene vista dal mondo economico come un colpo durissimo in una fase già estremamente complicata per la
competitività aziendale, capace di frenare investimenti e margini di crescita. Dall’altro lato, sul fronte delle entrate personali e della tassazione dei redditi, resta intoccabile un vero e proprio dogma della stagione politica regionale: il mantenimento dell’Irpef come un tabù assoluto. Sulla scorta dei mandati di Luca Zaia, che hanno fatto della difesa del potere d’acquisto dei cittadini e della non-maggior tassazione un vessillo identitario e politico inattaccabile, la
maggioranza si muove con i piedi di piombo, consapevole che toccare le leve fiscali dirette sui contribuenti significherebbe incrinare quel rapporto di fiducia costruito in lunghi anni di governo. Tuttavia, far quadrare i conti senza ricorrere a leve fiscali straordinarie in un momento in cui le risorse statali si riducono e i costi dei servizi sociosanitari ed educativi lievitano rappresenta un esercizio di bilancio al limite del funambolismo. È qui che si misurerà la vera
tenuta dello schema “Stefanildo”: la capacità cioè di mediare tra le esigenze di bilancio e le pressioni delle diverse anime della coalizione. Se da una parte la programmazione finanziaria dovrà dare risposte concrete a un tessuto produttivo che chiede stabilità e sgravi, dall’altra dovrà evitare fughe in avanti che scontentino i territori o i partiti alleati. La sfida è aperta: il bilancio non sarà solo un atto contabile, ma il terreno politico decisivo per misurare i futuri equilibri di potere in Veneto.
Sociale. Approvazione unanime in Consiglio regionale, riconosciuto il ruolo nella rete dei servizi socio sanitari
CAREGIVER, LA LEGGE METTE TUTTI D’ACCORDO STEFANI: “DAL VENETO SEGNALE DI CIVILTÀ” Soranzo: “Due su tre costretti U a lasciare il lavoro”. Luisetto: “Vicini na legge che ha trovato il consenso di tutto l’arco politico, maggioranza e opposizione insieme. Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato all’unanimità la proposta di legge “Disposizioni per il riconoscimento, la valorizzazione e il sostegno del Caregiver familiare quale persona che presta cura e assistenza alla persona cara”, d’iniziativa della vicepresidente della Commissione sanità e relatrice d’aula Chiara Luisetto (Partito Democratico), con il capogruppo di Lega-LV Riccardo Barbisan come correlatore, e del presidente della Regione Alberto Stefani. Un voto compatto, trasversale agli schieramenti, che consegna al Veneto una delle prime leggi organiche in Italia dedicate a questa figura. Il provvedimento disciplina il ruolo del caregiver familiare, cioè di chi si prende cura, volontariamente e a titolo gratuito, di una persona non autosufficiente o che necessita di assistenza di lunga durata. La legge lo integra nel sistema regionale dei servizi sociosanitari, riconoscendone la funzione sociale, con un’attenzione specifica ai giovani caregiver - per i quali vengono individuate esigenze particolari in ambito educativo, formativo, lavorativo e di benessere psicofisico - e ai caregiver over 65. Sono previste misure di informazione, formazione, affiancamento e supporto
psicologico, oltre a interventi di sollievo e alla valorizzazione delle competenze, anche trasversali, maturate nell’attività di cura, utili a favorire l’accesso o il reinserimento nel mondo del lavoro. Tra gli strumenti istituiti: un Tavolo permanente presso la Giunta regionale, la raccolta di buone pratiche, la Giornata regionale del caregiver fissata al 6 ottobre, linee guida regionali e un Fondo regionale caregiver. Esprime soddisfazione il presidente della Regione Alberto Stefani: “Il Veneto oggi ha scelto di prendersi cura di chi si prende cura. La legge approvata dal Consiglio regionale riconosce e valorizza il ruolo centrale di chi, tutti i giorni, segue una persona cara malata, con disabilità, non autosufficiente o che necessita di essere accudita per particolari necessità assistenziali. Abbiamo mantenuto la promessa: al caregiver familiare, che
sarà inserito nella rete dei servizi sociali e sanitari, è riconosciuto il valore sociale ed economico che rappresenta come risorsa per tutta la società”. Stefani sottolinea la portata della misura: “Ancora una volta il Veneto dimostra sensibilità e visione. La legge approvata è un importante segnale di civiltà, una nuova pietra miliare del percorso sociosanitario che mette al centro la persona e le relazioni umane. Riguarda più di 260.000 veneti per i quali l’attività del caregiver non è soltanto un impegno familiare, ma si configura come un prezioso e fondamentale tassello della rete di assistenza. Per questo deve contare sul giusto riconoscimento sociale nel sistema regionale integrato dei servizi e del Welfare”. Il presidente ricorda infine come l’iniziativa fosse nata fin dall’avvio della legislatura: “Nella prima seduta del Consiglio regionale di questa legislatura, durante il mio discorso di insediamento, avevo lanciato una proposta: approvare una legge di civiltà, lavorando insieme, maggioranza e opposizione. Con orgoglio oggi abbiamo raggiunto l’obiettivo. Ringrazio la giunta e tutti i Consiglieri, anche per l’impegno di questi mesi e il senso di responsabilità dimostrato. Di fronte a scelte come queste non ci possono essere divisioni politiche davanti all’interesse dei nostri cittadini”.
alle 600 mila persone finora sole”
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opo il via libera unanime alla legge sul caregiver familiare, arrivano le reazioni dei consiglieri regionali che hanno seguito il provvedimento nelle commissioni. Per il presidente della Sesta commissione Enoch Soranzo (Fratelli d’Italia) il dato di partenza è la diffusione del fenomeno: “Parliamo di una realtà che tocca da vicino quasi il 16% della popolazione veneta, fatta in gran parte di donne, spesso anziani o giovanissimi”. Soranzo richiama le conseguenze sul lavoro: “Quasi due caregiver su tre sono costretti a lasciare o ridurre il lavoro, con ripercussioni pesanti sulla salute, sulla serenità familiare e sulla futura pensione”. Tra gli elementi della legge, il consigliere sottolinea l’ingresso del caregiver nella rete del welfare: “Il caregiver entra nella rete del welfare locale e concorre direttamente alla stesura e alla firma del Piano Assistenziale Individualizzato, affiancando e
integrando i servizi pubblici senza mai sostituirli”. Il tutto, ricorda, sostenuto da un Fondo regionale “finanziato con oltre 2,2 milioni di euro nel triennio”. Di segno complementare la lettura della prima firmataria, Chiara Luisetto (Pd), che punta sul percorso che ha portato al testo: “Questa legge nasce da un lungo percorso di ascolto e partecipazione che ha visto il coinvolgimento del Terzo settore, delle forze sindacali, delle associazioni e delle esperienze dirette dei cittadini”. La consigliera quantifica la platea coinvolta, “oltre 600 mila persone in Veneto, in maggioranza donne della cosiddetta generazione ‘sandwich’”, e guarda già oltre l’approvazione: “Non consideriamo questa legge un punto di arrivo, bensì l’assunzione di una responsabilità precisa. Ora siamo al lavoro affinché a queste risorse e a questi diritti corrispondano servizi accessibili e capillari su tutto il territorio”.
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Economia circolare. Venturini: “Dobbiamo fare in modo che ciò che i cittadini recuperano diventi risorsa”
RICICLARE NON BASTA: LA NUOVA SFIDA È DARE UN MERCATO ALLA PLASTICA RICICLATA P er anni è stato giustamente chiesto ai cittadini di separare meglio i rifiuti, aumentare la raccolta differenziata e ridurre ciò che finisce in discarica. Il Veneto ha fatto di questa cultura ambientale uno dei propri punti di forza. Ma quanto accaduto negli ultimi mesi alla filiera della plastica ha mostrato che oggi va affrontato un passaggio ulteriore: non basta raccogliere e riciclare, bisogna anche creare le condizioni perché i materiali recuperati trovino un effettivo utilizzo. È un problema che può apparire lontano dalla vita quotidiana, ma che in realtà riguarda direttamente ogni cittadino che ogni giorno separa correttamente gli imballaggi nella propria casa. Nel corso del 2026 la filiera della plastica riciclata ha attraversato una fase di forte difficoltà. Una delle ragioni è la concorrenza della plastica vergine, disponibile sul mercato a condizioni che possono renderla economicamente più conveniente rispetto alla materia
ottenuta dal riciclo. Il risultato rischia di essere un paradosso: i cittadini differenziano, il sistema raccoglie e seleziona, gli impianti recuperano il materiale, ma alla fine del percorso una parte di quella plastica incontra difficoltà a trovare un nuovo utilizzo. «È proprio questo il punto sul quale dobbiamo intervenire – spiega l’assessore regionale all’Ambiente Elisa Venturini –. Non possiamo costruire un
sistema nel quale chiediamo ai cittadini di differenziare, investiamo risorse e tecnologia per selezionare e recuperare i materiali e poi scopriamo che utilizzare materia prima nuova può risultare più conveniente rispetto a quella riciclata. L’economia circolare funziona soltanto se il cerchio si chiude davvero». La criticità emersa durante l’estate non ha riguardato soltanto il Veneto, ma più in generale la filiera nazionale degli imballaggi in plastica. Anche nella nostra regione alcuni centri hanno dovuto affrontare un aumento significativo dei quantitativi di materiale in attesa di essere avviato alle successive fasi di recupero. La Regione è intervenuta attivando già all’inizio di luglio un tavolo tecnico di coordinamento, coinvolgendo istituzioni, gestori e soggetti della filiera e portando contemporaneamente la questione anche sui tavoli nazionali. L’obiettivo immediato è stato quello di garantire la continuità e l’efficienza del sistema di raccolta e gestione dei
rifiuti. Ma la vera sfida riguarda il futuro: costruire soluzioni strutturali e durature che consentano di dare maggiore valore alle materie recuperate. Tra le strade sulle quali si sta lavorando c’è la ricerca di nuovi sbocchi industriali per le plastiche riciclate, favorendo il loro utilizzo nei processi produttivi e cercando, quando possibile, di mantenere sul territorio anche il valore economico generato dal recupero. «Il Veneto possiede un sistema produttivo, competenze e tecnologie che possono permetterci di trasformare questa difficoltà in un’opportunità – sottolinea Venturini –. Dobbiamo riuscire a creare filiere sempre più circolari, nelle quali un materiale venga raccolto, recuperato e possa tornare a essere utilizzato. Significa ridurre il consumo di nuove materie prime e, allo stesso tempo, generare valore economico e ambientale». La questione riguarda infatti un principio fondamentale dell’economia circolare: un rifiuto correttamente differenziato deve poter diventare una nuova materia
prima. Per raggiungere questo risultato non sono sufficienti soltanto impianti efficienti. Occorre creare una domanda stabile di materiali riciclati, favorirne l’utilizzo da parte delle imprese e costruire regole che rendano economicamente sostenibile il loro impiego. Su questo terreno il Veneto intende giocare un ruolo da protagonista, mettendo attorno allo stesso tavolo istituzioni, sistema produttivo, mondo della ricerca e operatori ambientali. «I veneti hanno dimostrato negli anni una grande sensibilità ambientale e questo patrimonio non deve essere disperso – conclude Venturini –. La raccolta differenziata resta un pilastro delle nostre politiche ambientali. Ora dobbiamo compiere il passo successivo: fare in modo che ciò che recuperiamo abbia davvero una seconda vita. Il futuro dell’economia circolare passa dalla capacità di trasformare sempre di più quello che ieri consideravamo un rifiuto in una risorsa ambientale ed economica».
BACINO DI LAMINAZIONE SULL’ASTICO: “OPERA STRATEGICA PER LA SICUREZZA IDRAULICA FINO A PADOVA”
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n’opera strategica per la sicurezza idraulica del Vicentino e di un territorio molto più ampio, fino a Padova”. Lo ha dichiarato Elisa Venturini, assessore regionale all’Ambiente, Clima, Parchi e Protezione Civile, all’inaugurazione del cantiere del bacino di laminazione sul torrente Astico, tra Breganze e Sandrigo. “E’ uno degli interventi attraverso i quali la Regione sta rafforzando la capacità del territorio di affrontare eventi meteorologici sempre più intensi”. L’intervento, dal valore di oltre 60 milioni di euro, prevede la realizzazione di un invaso con una capacità di circa 5 milioni di metri cubi d’acqua, destinato alla laminazione delle piene dell’Astico e alla conseguente riduzione del rischio idraulico per numerosi comuni del Vicentino e, più a
valle, per la città di Padova. Una delle caratteristiche principali del progetto è il recupero delle cave dismesse Mirabella-Vaccari e Mirabella-Girardini. Tra le opere previste figurano la risistemazione del piano campagna delle aree di cava, la realizzazione di arginature e di manufatti idraulici regolabili e lavori di scavo e movimentazione terra per circa 2 milioni di metri cubi. “Qui c’è un elemento significativo – aggiunge l’assessore –. Non consumiamo nuovo territorio, ma recuperiamo aree estrattive dismesse e le trasformiamo in una grande infrastruttura al servizio della sicurezza delle nostre comunità. Una criticità del passato diventa così un’opportunità per il futuro, mettendo insieme difesa idraulica e riqualificazione ambientale”.
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L’intervista. Il senatore e segretario nazionale del partito descrive le prossime sfide in vista del dibattito in Parlamento sulla Legge di Bilancio
“CARO ENERGIA, GIOVANI E CASA LE PRIORITÀ DELL’UDC PER LA MANOVRA FINANZIARIA” S enatore De Poli, al Consiglio Europeo a Bruxelles si è discusso di “maggiore flessibilità”, una battaglia decisiva per lasciare margini di iniziativa ai singoli Stati. Ci può spiegare meglio di cosa si tratta? Il ragionamento è molto semplice: se il costo di pensioni, servizi pubblici e trasferimenti aumenta per effetto dell’inflazione, la spesa degli Stati cresce anche in assenza di nuove decisioni politiche. Un governo può fare bene i compiti, rispettare gli impegni e trovarsi comunque, a causa del rialzo dei prezzi, davanti a livelli di spesa non preventivati. Da qui la richiesta del Centrodestra al Governo alle istituzioni europee: ampliare ulteriormente gli spazi di flessibilità per affrontare una congiuntura straordinaria, legata ai rialzi di energia e carburanti. Ci auguriamo che l’Europa delle persone e dei popoli vinca sull’Europa dei numeri e dei burocrati. Caro-energia e caro-carburanti: famiglie e imprese sono in grande difficoltà, anche e soprattutto in Veneto. Cosa fare? Grazie al Governo Meloni e alla maggio-
ranza in Parlamento abbiamo ottenuto fino a 14 miliardi di euro di margini aggiuntivi per il caro energia. In vista della prossima Manovra, il capitolo dei rincari energetici è una priorità dell’UDC Unione di centro. Dobbiamo ridurre le tasse per dare ossigeno a famiglie e imprese, difendere la competitività del nostro sistema produttivo in Veneto e tutelare il potere d’acquisto dei lavoratori. Sul tema della casa quali proposte mettete sul tavolo? Chiediamo innanzitutto la cedolare secca al 21% per negozi e uffici, per rendere conveniente e sicuro affittare e rimettere sul mercato gli immobili oggi vuoti. La crisi della casa non si risolve amministrando la scarsità, ma aumentando l’offerta abitativa. Sosteniamo inoltre il ritorno al 65% dell’ecobonus per le prime case. Sui giovani quali azioni proponete? In Italia 8 ragazzi su 10, fra i 20 e i 29 anni, vivono ancora con i genitori perché gli affitti sono troppo cari e gli stipendi troppo bassi. In vista della Legge di Bilancio l’UDC proporrà una no-tax area
Il senatore Udc Antonio De Poli
per i giovani lavoratori neo-assunti: dobbiamo aiutare le nuove generazioni a costruirsi una famiglia e valorizzare il nostro capitale umano. Il sostegno al ceto medio è da sempre una questione preminente per l’UDC. Quali azioni intendete proporre? Dal 2022 il Centrodestra ha seguito una strategia chiara: sostenere il ceto medio
vuol dire rimettere in moto il Paese. Lo scorso anno abbiamo tagliato l’Irpef al 33% per i redditi fra 28 e 50.000 euro. Ora dobbiamo puntare all’ampliamento della platea dei contribuenti con l’aliquota ridotta e confermare, inoltre, la detassazione sugli aumenti contrattuali. Un’altra proposta qualificante dell’UDC riguarda il sostegno ai Comuni. Di
che si tratta? Il caro-energia pesa sui bilanci dei Comuni e rischia di comprimere le risorse per i servizi ai cittadini, soprattutto per gli enti virtuosi che hanno gestito i conti con rigore. Al Governo abbiamo chiesto di valutare strumenti di sostegno: la tenuta dei servizi nei territori è fondamentale. Politiche sociali: anziani e non autosufficienza. Come affrontare i cambiamenti demografici? Servono nuove politiche di welfare per la terza età: rafforzare assistenza domiciliare e cura, con un modello di presa in carico che accompagni l’invecchiamento con servizi adeguati, attenzione ai più fragili e sostegno alle famiglie. Mettiamo al centro la persona, la sua dignità e il diritto a ricevere cure adeguate. Infine, sulle cure palliative – tema su cui abbiamo fatto una proposta di legge in Parlamento – chiediamo di investire più risorse per rafforzare l’accesso a questo tipo di cure, portandole sempre più vicino alle persone e nei luoghi in cui vivono e vengono assistite e garantendo così cura e dignità a chi soffre.
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Fumetti per ragazzi. Apostolidis: “Vogliamo offrire ai giovani storie d’avventura con uno spessore culturale e una profondità di pensiero”
“NON È SEMPLICE ENTERTAINMENT, LA MITOLOGIA GRECA CI PARLA DI NOI” E manuele Apostolidis torna in libreria con un nuovo fumetto per ragazzi che continua il successo di Archeo Tales. Lo sceneggiatore veneto, nato a Schio ma da anni ormai “padovano”, ha infatti da poco pubblicato “Il mito di Narciso. Archeo Tales Vol. 2”, con la collaborazione scientifica di Francesco Bellu e con le splendide tavole di Rebecca Spagnesi. Ho approfittato dell’occasione per scambiare due
chiacchiere con Apostolidis che ormai è diventato un nome di riferimento nel mondo del fumetto per ragazzi, grazie a una serie di pubblicazioni di successo che riescono ad unire alla perfezione l’intrattenimento con l’aspetto più educativo della lettura. Come mai hai scelto proprio il mito di Narciso come punto di partenza per questa seconda avventura di Archeo Tales?
Il mito di Narciso era l’occasione perfetta per introdurre il tema di una società in cui l’apparire è diventato essenziale e in cui la perfezione sembra essere una condizione necessaria. I grandi temi del mito siano ancora attuali: nel mondo di Archeo Tales, che rispecchia da vicino il nostro, volevamo far riflettere su come l’ossessione per l’immagine possa diventare una forma di controllo, trasformando una figura classica come
prime armi con la lettura, che lo vivranno come una bellissima storia d’avventura pur non conoscendo ancora i miti o gli dèi greci; i lettori più grandi, invece, vi troveranno continui riferimenti a ciò che studiano a scuola e saranno stimolati (si spera) ad approfondire altri racconti. Questo fumetto nasce dal lavoro di tre autori. Come funziona il vostro lavoro di squadra? Il nostro è un lavoro di grande sinergia
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La copertina di “Il mito di Narciso”
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Narciso in un’icona moderna del culto dell’apparenza. Quanto vi interessa restare fedeli al mito originale e quanto, invece, vi divertite a “smontarlo”? Per noi era fondamentale ricostruire il mito per catturare l’attenzione dei giovani lettori. Archeo Tales non vuole essere una serie didascalica ma un’opera che stimola la curiosità, ritenendola il vero motore della conoscenza. A questo proposito, le schede scritte da Francesco Bellu - archeologo e consulente scientifico della serie - servono proprio a nutrire e approfondire questo interesse. Archeo Tales si rivolge a lettori molto giovani. Come si raccontano miti spesso complessi, violenti o ambigui ai bambini senza impoverirli? Credo sia importante offrire ai giovani storie d’avventura che mantengano uno spessore culturale e una reale profondità di pensiero. Non bisogna semplificarle troppo né renderle eccessivamente complicate. Le più grandi storie per l’infanzia possiedono diversi livelli di lettura che possono essere colti a età differenti: Archeo Tales è adatto ai bambini alle
Emanuele Apostolidis
in cui la narrazione e la parte grafica si intrecciano fin dalle prime fasi di sviluppo. È un processo corale in cui la costruzione del mondo fantasy e dei personaggi dialoga con la parte di scientifica gestita da Francesco Bellu. Anche il rapporto con la disegnatrice Rebecca è costante e presente fin dall’inizio perché non è facile dare vita e forma grafica a un mondo come quello di Archeo Tales, ma Rebecca ci è riuscita perfettamente. Sono davvero felice di aver lavorato con questo team creativo che, posso già anticiparlo, sarà lo stesso anche per il terzo volume. Narciso è un mito che può essere letto anche attraverso selfie, social network e culto dell’immagine. Quanto del presente avete voluto far entrare nel personaggio e nella storia? Moltissimo. Archeo Tales è ambientato in un mondo fantasy in cui l’archeologia è vietata: un universo in cui i Titani cercano di controllare la società attraverso la tecnologia. È un mondo molto simile al nostro, di cui riconosciamo tratti distintivi come telefonini e selfie, ma dove magia e scienza si uniscono per
liberare il passato. La nostra memoria storica non è un elemento statico, bensì l’unica fonte in grado di ridare equilibrio al tutto e aiutarci a costruire un futuro migliore. I miti greci sono perfetti per raccontare il nostro mondo perché nelle loro storie sono state anticipate incredibilmente tutte le grandi tematiche del mondo attuale. L’Odissea di Nolan è stata un evento epocale nel mondo del cinema, pensi che abbia cambiato il modo di raccontare o percepire la mitologia? Tra l’altro, ti è piaciuto il film? Il film di Nolan si rivolge a un tipo di pubblico diverso rispetto al nostro, tuttavia spero davvero che abbia contribuito a riportare al centro dell’attenzione la mitologia e l’intramontabile fascino dei miti greci. In ogni caso personalmente mi è piaciuto tantissimo, ma sono un fan di Nolan da sempre. Tu da sempre fai tantissime presentazioni e laboratori di fumetto con i bambini: come ti trovi con gli eventi dal vivo? C’è vita oltre al tablet e allo smartphone anche per i più piccoli? Assolutamente sì. Credo che i bambini abbiano la necessità di tornare a immaginare e a riscoprire la bellezza di perdersi all’interno di una storia e di un’avventura. Quando tengo i laboratori dal vivo, cerco di stimolarli attraverso oggetti e reperti archeologici per guidarli nell’immaginare il passato: vedere quanto questo approccio li affascini ogni volta è la prova che c’è ancora un grandissimo spazio per la fantasia. Credo inoltre che il fumetto ha bisogno di ritrovare i lettori partendo proprio dai più giovani che sono ancora molto affascinati dalle immagini e dal disegno. Bisogna però essere in grado di parlare con il loro linguaggio, cercare di affascinarli e stimolarli. In questo modo non c’è schermo che possa battere la magia delle storie e del disegno. • Giacomo Brunoro
• Chi è Giacomo Brunoro Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.
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Despar, Eurospar, Interspar. Prezzi più leggeri per la spesa di tutti i giorni
CON “PREZZI PIUMA” 2.000 PRODOTTI DIVENTANO PIÙ CONVENIENTI Prezzi monitorati e aggiornati periodicamente sul mercato: Despar Nord rafforza la propria strategia sulla convenienza, affiancando “Prezzi Piuma” all’ampia offerta dei prodotti a marchio
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are la spesa, oggi, significa sempre più spesso fare attenzione al prezzo. Si confrontano le alternative, si valutano marche e formati, si controlla il totale alla cassa e si cerca di mantenere il carrello entro un budget prestabilito. In un contesto economico segnato dall’aumento del costo della vita e da una crescente attenzione delle famiglie alla gestione della spesa quotidiana, anche le abitudini di acquisto sono cambiate. È in questo scenario che Despar Nord ha introdotto “Prezzi Piuma”, un progetto che coinvolge 2.000 prodotti e segna un’evoluzione importante nella strategia di convenienza dell’azienda. L’obiettivo è chiaro: rendere più conveniente la spesa di tutti i giorni, andando oltre la tradizionale logica delle promozioni a tempo e lavorando in maniera strutturale sul posizionamento dei prezzi. La principale novità è proprio questa: per le referenze coinvolte, il cliente può trovare un prezzo conveniente in modo continuativo, senza dover aspettare il volantino o concentrare gli acquisti nel periodo in cui un determinato prodotto è in promozione. Ma “Prezzi Piuma” non è un intervento una tantum. Alla base del progetto c’è infatti un sistema dinamico di monitoraggio del mercato: Despar Nord effettuerà periodicamente rilevazioni dei prezzi praticati dai principali competitor e, sulla base dei risultati, potrà intervenire sul prezzo delle referenze coinvolte. Un meccanismo che permette di adattare nel tempo il posizionamento dei 2.000 prodotti, con l’obiettivo di mantenere costante l’attenzione alla convenienza anche al variare delle condizioni di mercato. È questo uno degli elementi più innovativi dell’iniziativa: la convenienza non viene definita una volta per tutte, ma verificata e aggiornata periodicamente. Un approccio che fa di “Prezzi Piuma” non una semplice iniziativa commer-
ciale, ma una vera e propria strategia di posizionamento, pensata per rendere la convenienza un elemento sempre più stabile e riconoscibile dell’esperienza di spesa. Il progetto nasce in un momento in cui il potere d’acquisto rimane un tema particolarmente attuale. Negli ultimi anni l’inflazione e i rincari hanno modificato le abitudini dei consumatori, rendendoli più attenti al rapporto tra prezzo e qualità e più consapevoli nelle proprie scelte. “Prezzi Piuma” si concentra per questo sui prodotti che più frequentemente finiscono nel carrello. Le 2.000 referenze sono state individuate tra quelle maggiormente acquistate dai clienti e all’interno delle categorie che incidono maggiormente sulla spesa quotidiana. Il paniere comprende numerosi prodotti di marca, conosciuti e apprezzati dai consumatori: l’obiettivo non è quindi semplicemente proporre prezzi più bassi, ma rendere più conveniente l’acquisto di prodotti che fanno già parte delle abitudini delle famiglie, mantenendo qualità e possibilità di scelta. Una strategia che si affianca a un altro importante strumento attraverso cui Despar Nord lavora da tempo per offrire qualità e convenienza a diverse fasce di spesa: i prodotti a marchio. Un assortimento ampio e trasversale, sviluppato per offrire ai clienti la possibilità di scegliere in base alle proprie esigenze, preferenze e disponibilità di spesa, senza rinunciare alla qualità. La proposta a marchio di Despar Nord comprende infatti soluzioni capaci di rispondere a bisogni molto diversi: dalle eccellenze gastronomiche della linea Despar Premium ai prodotti per la spesa quotidiana, fino a S-BUDGET, la linea primo prezzo dedicata a chi ricerca una convenienza ancora più marcata. A queste si affiancano linee sviluppate per rispondere a specifici stili di vita ed esigenze alimentari,
La spesa più leggera
Non aspettare l’offerta!
2000
Fino a prodotti ogni giorno convenienti ampliando ulteriormente le possibilità di scelta all’interno del punto vendita. “Prezzi Piuma” e prodotto a marchio rappresentano così due leve complementari di una stessa strategia di convenienza: da un lato rendere più convenienti 2.000 prodotti, monitorandone periodicamente – su base mensile - il posizionamento sul mercato; dall’altro offrire attraverso la private label un ventaglio di alternative capace di rispondere a disponibilità di spesa, preferenze ed esigenze alimentari differenti.
Per Despar Nord, infatti, convenienza e qualità non sono elementi alternativi. L’obiettivo è rendere la spesa accessibile a un pubblico il più ampio possibile, offrendo a ciascun cliente la libertà di trovare il proprio equilibrio tra prezzo, qualità, preferenze ed esigenze personali. Cambia così anche il modo di intendere la convenienza: non soltanto un’occasione legata a una promozione, ma un impegno continuativo sul prezzo, capace di accompagnare la spesa abituale e di evolvere insieme al mercato.
Il progetto è partito a settembre da alcuni punti vendita Interspar del Veneto e nel corso del mese sarà esteso anche ai punti vendita Despar ed Eurospar, arrivando così a coinvolgere l’intera rete di vendita diretta Despar Nord presente in regione. Un percorso che, insieme alla continua evoluzione dell’offerta a marchio Despar, rafforza una strategia di convenienza sempre più strutturata, con l’obiettivo di offrire qualità, scelta e accessibilità e rispondere alle diverse esigenze di chi ogni giorno fa la spesa.
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Solidarietà. La spesa diventa un aiuto per le scuole grazie ai buoni raccolti dalle famiglie
STICKERMANIA E SCUOLAFACENDO: DA DESPAR LA SPESA SOSTIENE LE SCUOLE
È
iniziata con il ritorno a scuola anche la nuova edizione di Stickermania, la raccolta di figurine che ogni anno coinvolge bambini e famiglie nei punti vendita Despar, Eurospar e Interspar aderenti. Quest’anno, come già nelle precedenti edizioni, insieme alle figurine c’è anche un’occasione per dare un aiuto concreto alle scuole del territorio attraverso Scuolafacendo. Le due iniziative proseguiranno fino al 18 ottobre. Stickermania, una nuova avventura da collezionare Per Stickermania 2026 la storia riparte con “Il segreto dell’amuleto luminoso”. Protagonisti sono ancora Oskar e Bo, questa volta alle prese con un viaggio nella mitologia nordica, sulle tracce dei Vichinghi e di un misterioso amuleto. La collezione è composta da 200 figurine. Il meccanismo è legato alla spesa: ogni 10 euro di spesa effettuata nei punti vendita aderenti si riceverà a una bustina di figurine. Per completare più rapidamente l’album è possibile acquistare anche pacchetti aggiuntivi di colore blu al prezzo di 50 centesimi. Inoltre, ogni 10 euro di spesa e l’acquisto di due prodotti sponsor si riceverà una bustina aggiuntiva di colore verde. I prodotti coinvolti sono segnalati direttamente nei punti vendita. Ma la raccolta non si ferma all’album. Stickermania è anche un progetto educativo che, attraverso il gioco e la condivisione, porta con sé valori come il rispetto, l’inclusione e la valorizzazione delle differenze, rafforzati dal legame con Scuolafacendo, l’iniziativa di Despar a sostegno delle scuole del territorio. Scuolafacendo, i buoni diventano materiali per le scuole Ogni bustina di figurine Stickermania contiene
anche un Buono Scuolafacendo. Il cliente potrà consegnarlo direttamente alla scuola che desidera sostenere oppure caricarlo online, attraverso il sito del progetto o l’app dedicata. I buoni potranno essere raccolti e destinati agli istituti fino al 7 febbraio 2027. Per le scuole, i buoni rappresentano la possibilità di ottenere materiali e attrezzature utili alle attività quotidiane. Gli istituti aderenti potranno scegliere dal catalogo dell’iniziativa prodotti per la didattica, strumenti per l’inclusione, attrezzature per le attività motorie e dotazioni tecnologiche. L’iniziativa è rivolta alle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo e secondo grado, pubbliche e paritarie, presenti nei territori in cui opera Despar Nord. Per partecipare è necessaria la registrazione al progetto. Nella scorsa edizione sono stati destinati oltre 460 mila euro in materiali e attrezzature a più di 2.000 scuole. Un risultato che racconta anche il valore di una partecipazione semplice e quotidiana: quella di famiglie e clienti che, attraverso la spesa, possono contribuire a rendere più ricchi e attrezzati gli spazi in cui ogni giorno bambini e ragazzi imparano, crescono e stanno insieme.
Dal 14 settembre al 18 ottobre 2026
ALBUM E FIGURINE DA COLLEZIONARE!!
Stickermania Tour in Veneto Gli appuntamenti nei punti vendita per scambiare le figurine
Scuole in movimento con il contest educativo “Diamoci una mossa!”
a raccolta Stickermania fa tappa anche nei punti vendita con alcuni appuntamenti dedicati allo scambio delle figurine. Durante i pomeriggi dello Stickermania Tour, bambini e famiglie potranno incontrarsi per scambiarsi le figurine e completare più facilmente la propria collezione. Ad accompagnare gli appuntamenti ci saranno una merenda con succhi di frutta e merendine per i più piccoli e alcuni gadget a marchio Stickermania, tra cui cappellini e palloncini.
orna, insieme a Scuolafacendo, il contest creativo “Diamoci una mossa!” realizzato in collaborazione con Le Buone Abitudini, il progetto educativo gratuito di Despar che nel 2026 festeggia vent’anni di attività al fianco delle scuole. Il tema scelto per questa edizione è il movimento, raccontato dagli studenti attraverso disegni e racconti non solo come attività sportiva, ma anche come gioco, esperienza quotidiana, espressione personale e occasione di incontro. Il contest è aperto alle scuole iscritte a Scuolafacendo, che potranno caricare gli elaborati delle classi entro il 15 novembre 2026. Ogni plesso che presenterà almeno un lavoro valido riceverà 100 Buoni Scuola. Per i dieci elaborati selezionati dalla giuria sono invece previsti 3.000 Buoni Scuola ciascuno, che potranno essere utilizzati per arricchire la dotazione didattica dell’istituto. Una giuria di esperti valuterà gli elaborati, considerando in particolare originalità, efficacia del messaggio educativo e capacità di raccontare il movimento come esperienza quotidiana, inclusiva e condivisa. Il regolamento completo è disponibile sul sito di Scuolafacendo, nella sezione dedicata al contest.
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Gli appuntamenti in Veneto: 3 OTTOBRE: Interspar di Rovigo (RO) - viale Porta Po, 85 4 OTTOBRE: Interspar di Castelfranco Veneto (TV) - via dei Carpani Interspar di Bassano del Grappa (VI) - via Capitelvecchio, 88 10 OTTOBRE: Eurospar di Schio (VI) - via Lago Trasimeno, 11 Interspar di Sarmeola di Rubano (PD) - via della Provvidenza, 1 18 OTTOBRE: Interspar di Albignasego (PD) - via Verga, 1
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Influenza, 200 mila dosi per Padova e provincia: vaccini al via dal 5 ottobre
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uecentomila dosi di vaccino antinfluenzale per Padova e provincia. È la disponibilità complessiva per la nuova campagna presentata il 1° ottobre dall’Ulss 6 Euganea, che punta ad aumentare la protezione soprattutto tra anziani e persone fragili. Nella scorsa stagione si è vaccinato contro l’influenza un over 65 su due, mentre la copertura contro il Covid nella stessa fascia d’età si è fermata al 6,6%. Le dosi antinfluenzali messe a disposizione dall’Ulss per le categorie a rischio sono 191 mila: diventano 200 mila includendo farmacie, Azienda ospedaliera di Padova e Istituto oncologico veneto. I vaccini anti-Covid saranno forniti dal ministero della Salute in base alla domanda. Il calendario: chi comincia il 5 ottobre La campagna partirà gradualmente. Da lunedì 5 ottobre la vaccinazione antin-
fluenzale viene offerta dai pediatri ai bambini e organizzata nelle strutture residenziali per anziani e persone non autosufficienti. Saranno coinvolti anche i pazienti ricoverati con più di sessant’anni, al momento delle dimissioni, e le persone seguite dall’assistenza domiciliare integrata. Da lunedì 19 ottobre l’offerta viene estesa agli studi dei medici di famiglia, agli ambulatori vaccinali dell’Ulss 6 e alle farmacie aderenti. I vaccini contro influenza e Covid possono
essere somministrati durante lo stesso appuntamento. Per prenotare negli ambulatori dell’Ulss è disponibile il portale prenotavaccino.regione.veneto.it. Sabato 7 novembre è previsto un Vax Day straordinario ad accesso agevolato. L’obiettivo: far crescere l’adesione tra gli anziani. Nella stagione 2025-2026 sono state somministrate 197.508 dosi di vaccino antinfluenzale, raggiungendo il 50,5% degli over 65. «Il nostro obiettivo prioritario per la nuova campagna è superare la soglia del 60-70%», spiega Luca Sbrogiò,
direttore del Dipartimento di Prevenzione. Le dosi anti-Covid somministrate sono state invece 23.806. Sbrogiò richiama l’attenzione sulla «stanchezza vaccinale» e ricorda che il rischio di complicanze resta concreto per grandi anziani, persone immunodepresse e pazienti con più patologie. Bronchiolite, riparte l’immunizzazione dei più piccoli È iniziata oggi anche la campagna gratuita con anticorpo monoclonale contro il virus respiratorio sinciziale, principale causa di bronchiolite nei bambini sotto l’anno di età. Nella scorsa stagione, con 5.167 dosi somministrate e una copertura di circa nove neonati su dieci, i ricoveri ospedalieri sono diminuiti dell’80%. La nuova campagna prevede tre gruppi di destinatari: • Neonati tra ottobre 2026 e marzo 2027:
somministrazione in ospedale alla nascita oppure, successivamente, dal pediatra. • Bambini nati tra aprile e settembre 2026: le famiglie riceveranno una lettera d’invito per rivolgersi al proprio pediatra. • Bambini ad alto rischio fino a 24 mesi: protezione anche nella seconda stagione di circolazione del virus, attraverso il pediatra. L’Ulss 6 ha a disposizione 3.843 dosi di anticorpo monoclonale, incrementabili in base alle richieste. Per la direttrice generale Patrizia Benini, ridurre i ricoveri significa anche «aver evitato un carico emotivo immenso alle loro famiglie». La campagna coinvolgerà medici, pediatri, ospedali, farmacie e servizi territoriali, con interventi nelle strutture residenziali e a domicilio per le persone impossibilitate a spostarsi. Sara Busato
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30 Tumore al seno. In Veneto la sopravvivenza a cinque anni raggiunge il 91% grazie anche alla prevenzione
Ottobre Rosa, allo IOV prevenzione e cure a misura di donna
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a facciata dell’Istituto Oncologico Veneto si illumina di rosa per richiamare l’attenzione sulla salute delle donne. Un segnale che accompagna il mese dedicato alla sensibilizzazione sul tumore al seno e ribadisce il valore della prevenzione, dei controlli e di un’assistenza capace di rispondere ai diversi bisogni delle pazienti. Ogni anno lo IOV prende in carico circa 800 nuovi casi di tumore della mammella, oltre a circa 300 casi di patologie mammarie benigne, ed esegue più di 300 interventi di chirurgia ricostruttiva. In Veneto la copertura dello screening mammografico raggiunge il 66%, mentre la sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi si attesta intorno al 91%, secondo il rapporto del Registro Tumori regionale del 2025. Risultati ai quali contribuiscono diagnosi precoce, terapie innovative e percorsi sempre più personalizzati. La prevenzione guarda anche alle donne più giovani. Dalla collaborazione tra Regione, IOV e Azienda Zero è nato nel 2018 un progetto di screening senologico che tiene conto delle caratteristiche
individuali. Il percorso comprende mammografia con tomosintesi, misurazione della densità mammaria e valutazione della familiarità. Questi elementi permettono di definire una sorveglianza commisurata al profilo di rischio, accompagnando le partecipanti verso lo screening consolidato. L’obiettivo è studiare un modello che utilizzi informazioni personali e diagnostiche per orientare
i controlli. Quando emerge una patologia, la risposta passa attraverso la Breast Unit, il centro nel quale competenze diverse lavorano insieme. La collaborazione tra medici e infermieri delle varie specialità consente di affrontare in modo coordinato diagnosi, trattamento e riabilitazione, considerando anche gli aspetti psicologici, ereditari ed estetici.
Le équipe discutono collegialmente i singoli casi e pianificano le successive fasi dell’assistenza. Ogni paziente viene inserita in un percorso diagnostico, terapeutico e assistenziale personalizzato, seguito da un case manager, figura di riferimento lungo il cammino di cura. Questo modello aiuta a collegare i diversi passaggi, dalla scelta del trattamento alle necessità che possono emergere
dopo l’intervento. L’esperienza maturata ha reso lo IOV un punto centrale della rete regionale dei centri di senologia. L’attenzione alla persona comprende anche il rapporto con il proprio corpo. Il progetto “Non smettere di piacerti”, attivo dal 2009 grazie alla collaborazione tra il Servizio di Psicologia Ospedaliera e AVO Padova, sostiene le pazienti nei cambiamenti legati alle terapie. Il prestito gratuito di parrucche e i consigli per la cura dell’immagine affiancano il trattamento della malattia, dando spazio al benessere psicologico e alla qualità della vita. Ottobre Rosa rinnova così l’invito a non rimandare i controlli e a prendersi cura della propria salute. «La cura oncologica deve mettere sempre al centro la persona», sottolinea la direttrice generale dello IOV Patrizia Simionato. Un principio che si traduce nell’integrazione tra il lavoro della Breast Unit, l’assistenza dei professionisti e il sostegno al benessere psicologico delle pazienti. Per Simionato, la sensibilizzazione deve accompagnarsi all’attenzione alla qualità della vita e all’invito a non rimandare i controlli. (P.B.)
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