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laPiazza di Bassano - Ottobre26

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Tribunale della Pedemontana, la maggioranza cerca un accorso sul territorio

Ruzza: “Avanti con la piattaforma per il biglietto unico dei trasporti regionali”

Influenza, al via le vaccinazioni: quasi 60 mila dosi per la Pedemontana

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Regione Veneto al banco di prova del bilancio

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a sessione di bilancio in Regione Veneto si prospetta come uno dei banchi di prova più delicati e complessi della legislatura, un momento in cui la politica economica e finanziaria di Palazzo Ferro Fini dovrà fare i conti con la realtà complessa che famiglie e imprese stanno affrontando in un contesto socio-economico e internazionale segnato da forti criticità. Tra inflazione persistente, rincari energetici e incertezze globali che pesano sulla filiera produttiva, la grande domanda che attraversa i corridoi della politica veneta riguarda il futuro della programmazione finanziaria e la tenuta della storica coesione della maggioranza. In particolare, ci si chiede se il cosiddetto schema “Stefanildo”, ovvero il consolidato asse di governo e di sintesi politica tra i principali leader di maggioranza e opposizione coalizione, troverà piena soddisfazione anche nelle scelte di allocazione delle risorse o se, al contrario, l’elaborazione del documento contabile darà vita a una sfida aspra e a tensioni interne difficilmente dissimulabili. A rendere il quadro particolarmente teso vi è il clima di forte preoccupazione che serpeggia tra le realtà produttive del territorio.

EMERGENZA CASA TRA COSTI INSOSTENIBILI E IMMOBILI “FANTASMA” A BASSANO COMPRARE CASA COSTA QUASI NOVE REDDITI servizi alle pag. 6-7

BASSANO CAPITALE DELLA CULTURA, CONSEGNATO IL DOSSIER AL MINISTERO

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VOTO BIPARTISAN SUI CAREGIVER CONSIGLIO REGIONALE COMPATTO

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IL CETO MEDIO FUORI CASA

empre più cara, sempre più irraggiungibile: che sia da acquistare o da comprare la casa non è più una certezza ma assume i contorni di un miraggio o di una montagna impossibile da scalare. Bastano le cifre e i bilanci familiari a fine mese a dare un’idea. Se fino a qualche anno fa, in Veneto come in Trentino, la difficoltà a trovare un alloggio riguardava le fasce escluse dal ciclo produttivo, oggi il blocco dell’accesso alla casa incide direttamente su insegnanti, giovani tecnici, lavoratori della sanità, anziani con pensioni contributive ordinarie e famiglie monoreddito. segue a pag. 5

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IL CETO MEDIO FUORI CASA • Nicola Stievano Segue da pag. 1

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AL REMONDINI UNA STAGIONE TRA GRANDI INTERPRETI, DANZA E MUSICA

I

l Teatro Remondini torna a essere un luogo in cui divertirsi, emozionarsi e interrogarsi sul presente. Si chiama “Le sfumature del Teatro” la stagione 2026-2027 di Bassano del Grappa, realizzata dal Comune con Arteven: nove titoli in abbonamento e due serate speciali, per un percorso che attraversa classici, nuove scritture, commedia, danza e musica. Una proposta che rinnova l’investimento dell’amministrazione nello spettacolo dal vivo. L’assessore alla Cultura Giada Pontarollo sottolinea la partecipazione di un pubblico numeroso e competente alla precedente stagione e a Operaestate, un risultato che incoraggia a proseguire nella promozione culturale. Ad aprire il cartellone, il 22 ottobre, sarà il Balletto del Teatro Nazionale Serbo, con tre creazioni di Annabelle Lopez Ochoa: un viaggio che passa dall’universo surreale di Salvador Dalí alla forza della natura, fino alla rilettura del flamenco. L’altro appuntamento fuori abbonamento, il 12 gennaio, renderà omaggio a Franco Battiato con Giulio Casale e l’Orchestra Regionale Filarmonia Veneta, diretta da Walter Bertolo. La prosa porterà sul palco storie familiari e contraddizioni collettive. Il 1° marzo Elio De Capitani dirigerà e interpreterà “Erano tutti miei figli” di Arthur Miller. Il 16 e 17 marzo sarà la volta di “L’ultima domenica di agosto” di Fulvio Pepe; il 30 e 31 marzo arriverà “Bandiera”. A chiudere, il 12 aprile, Maria Paiato nel “Delirio del particolare” di Vitaliano Trevisan. www.comune.bassano.vi.it Accanto agli spettacoli torneranno gli incontri con gli artisti al Ridotto, dalle 19 alle 20, con calendario da definire. Il sipario si alzerà alle 21. Tariffe invariate: l’abbonamento completo costa 150 euro in platea e 120 in galleria; quello da sei titoli 105 e 80 euro. Nuove adesioni dal 2 al 13 novembre alla biglietteria di Operaestate, in via Vendramini 35.

Confermate le tariffe e gli incontri con gli artisti

n giovane under 35 con un contratto a tempo indeterminato e uno stipendio di 1.500 euro si scontra oggi con la richiesta di anticipi bancari pari ad almeno 45.000 euro per ottenere un mutuo prima casa; allo stesso tempo i canoni d’affitto assorbono ormai oltre il 40% delle entrate nette di un nucleo familiare medio. Il risultato è la paralisi: chi non ha alle spalle un patrimonio di famiglia rimane bloccato, oppure si vede costretto a rinunciare a scelte di lavoro e di vita. Di fronte a questa saturazione, gli strumenti istituzionali locali cercano di mettere un argine. In Veneto, la Regione ha attivato il piano “Generazione Casa” impegnando 50 milioni di euro per azzerare i tempi di ripristino delle abitazioni pubbliche sfitte e destinarle a lavoratori e giovani coppie. Sull’altro versante, la Provincia Autonoma di Trento affianca alla gestione ordinaria di ITEA S.p.A. (Istituto Trentino per l’Edilizia Abitativa) il progetto Ri-Val (Rigenerazione e Valorizzazione): una misura che ha censito 467 alloggi inutilizzati nei Comuni trentini con l’obiettivo di riqualificarne 300 e reimmetterli sul mercato a canone moderato (calmierato del 30% rispetto al mercato libero) o con opzione di riscatto. Misure operative che si

integrano con le direttive del Piano Casa da centomila alloggi in dieci anni, un impegno a lungo termine pensato per stimolare l’housing sociale privato attraverso leve fiscali e semplificazioni urbanistiche. Tuttavia, risanare qualche centinaio di appartamenti non basterà se le regole del mercato immobiliare continuano a spingere l’offerta esclusivamente verso la locazione turistica breve o la speculazione ad alto rendimento. La casa non può continuare a essere trattata esclusivamente come merce speculativa o bene di rendita a breve termine. Per la classe media la casa non è mai stata un lusso ma una necessità che spesso impegna per decenni le famiglie. Secondo gli esperti servirebbero tre cose poco appariscenti: cantieri con date verificabili, dati pubblici su sfitti e graduatorie (l’anagrafe regionale dell’Erp veneta va in questa direzione), criteri chiari su chi rientra nella fascia intermedia, anziani compresi. I proprietari di immobili vuoti dovrebbero valutare un canone concordato. I Comuni possono accelerare permessi e bandi, le imprese pensare alloggi per i propri dipendenti. A noi cittadini spetta chiedere conto dei tempi, perché una casa promessa tra cinque anni non risolve l’affitto di quest’inverno.

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• Redazione Bassano

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Emergenza casa/1. Il piano di Vincenzo Forte per recuperare il patrimonio e accelerare i cantieri

Più case, meno attese: il nuovo presidente Ater punta a sbloccare gli alloggi pubblici P iù alloggi disponibili, meno case vuote e tempi più rapidi per le assegnazioni. È questa la priorità di Vincenzo Forte, alla guida dell’Ater. In provincia di Vicenza l’ente gestisce circa 4.300 alloggi, ma 700 sono sfitti e quasi tutti necessitano di interventi. Presidente, è in carica da poco più di un mese. Cosa ha trovato di buono, e cosa vuole cambiare per primo? “Ho trovato un’azienda solida, con personale competente che conosce a fondo il territorio. In queste settimane ho ascoltato dipendenti, tecnici, sindaci e assegnatari e abbiamo iniziato a definire le priorità sulle quali concentrare il nostro lavoro. C’è grande condivisione sulla necessità di dare risposte rapide e concrete. Vogliamo incidere soprattutto sulla velocità: accorciare i tempi della manutenzione e del recupero degli alloggi sfitti e rafforzare il rapporto con i Comuni. L’Ater deve essere un ente vicino alle persone, capace di affrontare i problemi e trovare soluzioni”. Quale obiettivo vorrebbe aver raggiunto a fine mandato? “Più case disponibili. È su questo che stiamo impostando il lavoro dei prossimi anni. La domanda cresce e non riguarda più soltanto le situazioni di grave disagio: oggi chiedono aiuto famiglie, anziani, giovani coppie e lavoratori che non riescono a sostenere i prezzi del mercato privato. Il nostro compito è recuperare il patrimonio esistente, ridurre gli sfitti e, dove possibile, ampliare l’offerta. Se a fine mandato avremo più alloggi a disposizione e saremo riusciti a rendere più rapide le assegnazioni, avremo fatto un buon lavoro”. Quanti alloggi gestisce l’Ater e quanti sono vuoti? Quanto costa riassegnarli? “Circa 4.300 in provincia. Gli sfitti sono circa 700 e quasi tutti richiedono lavori;

Vincenzo Forte

su circa 250 sono già in corso. Il costo varia molto: si va da meno di 15 mila euro per un ripristino ordinario fino a 50 mila quando si interviene anche sull’eff icienza energetica. Su questo vogliamo imprimere un’accelerazione. Stiamo lavorando per accorciare l’intero percorso, dalla riconsegna dell’alloggio ai lavori fino alla nuova assegnazione. Una casa pubblica vuota è una casa che non sta svolgendo la funzione per la quale esiste ed è, soprattutto, una famiglia alla quale non riusciamo ancora a dare una risposta”. E a Bassano? “In città gli alloggi pubblici sono 659: 374 gestiti da Ater e 285 di proprietà del Comune. Una sessantina di quelli

Ater sono vuoti, 26 nei condomini di via Trozzetti. In graduatoria ci sono 271 nuclei idonei e fino al 16 novembre è aperto il nuovo bando Erp: presto avremo quindi un quadro aggiornato. Il dato che conta è la distanza tra chi chiede una casa e le case effettivamente disponibili: è lì che dobbiamo lavorare e stiamo concentrando una parte importante dei nostri sforzi”. Via Trozzetti, 14 alloggi per 4,2 milioni, è un progetto della gestione precedente. Lo conferma? Il cantiere partirà nella primavera 2027? “Assolutamente sì. Cambiare presidente o Consiglio di amministrazione non significa buttare ciò che di buono è stato programmato. Un’amministrazione seria

deve garantire continuità ai progetti validi e, quando possibile, accelerarne la realizzazione. Il Consiglio di amministrazione ha approvato 4,2 milioni e ad agosto la Regione ne ha autorizzati 2,7. Si demolirà l’edificio degli anni Quaranta e ne verrà costruito uno nuovo con 14 alloggi moderni. L’obiettivo resta quello di arrivare al cantiere il prima possibile compatibilmente coi tempi della progettazione esecutiva e della gara di appalto, una volta completate le autorizzazioni. Stiamo seguendo con attenzione tutto l’iter. Quando un progetto è valido, finanziato e risponde a un bisogno concreto del territorio, il nostro compito è portarlo a compimento”. Quante famiglie vivono ancora lì, e dove andranno? “Oggi sono 2 famiglie e 2 nuclei monoparentali. Nessuno resterà senza una soluzione: prima della demolizione troveremo, insieme agli uffici, una sistemazione adatta a ciascuna famiglia. Per noi questo è un punto fermo: rigenerare il patrimonio pubblico significa migliorare gli edifici e aumentare l’offerta abitativa, ma significa anche tutelare le persone che in quelle case vivono”. Il Piano Casa nazionale punta a recuperare 60mila alloggi popolari. Quanti nel Vicentino, e quando? “Credo che innanzitutto vada dato atto al Governo di aver posto con forza il tema della casa e dell’emergenza abitativa al centro dell’agenda nazionale. È un’iniziativa importante, perché affronta un problema che noi, come Ater, tocchiamo con mano ogni giorno: abbiamo bisogno di recuperare e rimettere rapidamente a disposizione il patrimonio pubblico oggi inutilizzato. Accanto al Piano Casa nazionale, anche la Regione del Veneto sta mettendo in campo iniziative importanti, sia sul fronte dell’edilizia

residenziale pubblica sia per dare risposte alla cosiddetta “fascia grigia”: famiglie e lavoratori che non rientrano necessariamente nelle condizioni di maggiore fragilità, ma che sempre più spesso faticano a sostenere i costi del mercato privato. È una realtà che sta assumendo un peso crescente e alla quale dobbiamo essere capaci di offrire risposte nuove. In questo contesto ho chiesto alla struttura di dare il massimo per cogliere ogni opportunità che si presenterà. Dobbiamo essere pronti, avere una ricognizione precisa del nostro patrimonio e progetti sui quali poter intervenire rapidamente quando si apriranno possibilità di finanziamento. Per quanto riguarda il Vicentino, oggi non sarebbe serio indicare un numero. Dobbiamo attendere la definizione dei criteri e delle modalità di attuazione. Noi, però, non vogliamo aspettare passivamente: ci stiamo già preparando per farci trovare pronti, individuando gli immobili recuperabili e lavorando sui progetti che potranno consentirci di intercettare le risorse non appena saranno disponibili. Ho avuto modo di interloquire anche con il commissario straordinario Arch. Felice Squitieri, e ne ho apprezzato l’approccio concreto. Sono certo che, grazie alla sua esperienza, capacità e concretezza, saprà gestire al meglio un programma così importante e ambizioso. Da parte nostra dobbiamo essere pronti. Bassano, così come tutto il territorio provinciale, deve avere progetti concreti da mettere sul tavolo. Il principio che ci guida è semplice: prima di pensare soltanto a costruire nuovo, dobbiamo fare tutto il possibile per recuperare e rimettere in circolo le case pubbliche che già abbiamo”. • Sara Busato

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7 Emergenza casa/2. Il prezzo medio richiesto è di 1.987 euro al metro quadro

Abitazioni più care in vendita e canoni in calo

I

l conto si fa in fretta: cento metri quadri a 1.987 euro al metro quadro fanno 198.700 euro. È il prezzo medio richiesto a Bassano del Grappa per una casa di quella misura, secondo la rilevazione di luglio di un portale immobiliare, che segna un aumento del 5,5% in

dodici mesi. Le cifre cambiano a seconda di chi le raccoglie. La rilevazione di agosto, di un secondo portale, indica una media di 1.828 euro, con 1.752 per le case e 1.967 per gli appartamenti; il prezzo mediano è di circa 403mila euro per una casa e 197mila per

un appartamento. Una di gennaio segnava 2.019 euro, identico a un anno prima. Un’altra, dello stesso mese, 1.916 euro (-2,6%), contro un massimo di 2.048 toccato a ottobre 2024: il valore di gennaio era in risalita del 3,1% su dicembre, ma restava il 6,4% sotto quel picco. Il prezzo medio sta dunque attorno ai duemila euro, con scarti da una rilevazione all’altra. Solo quella di luglio segnala una crescita netta: le due di gennaio vedono prezzi fermi o in lieve calo. Gli appartamenti costano al metro quadro più delle case: 1.967 euro contro 1.752, cioè 215 euro in più secondo i dati di agosto. La media nasconde distanze. Gli annunci della rilevazione di luglio vanno da 325 a 2.909 euro al metro quadro, mentre quella di gennaio contava prezzi tra 772 e 4.103 euro. Le quotazioni di un osservatorio di settore, più basse dei prezzi d’annuncio, indicano 1.794 euro per il nucleo storico e tra 1.080 e 1.130 euro per quartieri come San Rocco e Lazzaro e per la frazione di Campese. Sul fronte degli affitti il segno si inverte. Il canone medio è di 10,31 euro al metro quadro, il 12% in meno rispetto a luglio 2025: per cento metri quadri fanno circa 1.031 euro al mese. A gennaio si parlava di 10,81 euro. Dentro la media, gli annunci in affitto

Affitti tra referenze e contratti brevi: la casa resta un ostacolo

“S

olo a referenziati con contratto di lavoro a tempo indeterminato”. A Bassano del Grappa la ricerca di una casa passa anche da qui: dalle garanzie richieste dai proprietari. La frase compare nell’annuncio di un bicamere parzialmente arredato a Bassano sud, proposto a 760 euro al mese, più 40 di spese condominiali. Su altri annunci tornano le ottime referenze e le locazioni transitorie, anche da sei a dodici mesi. Per chi cerca una sistemazione stabile, il problema è trovare un alloggio compatibile con il proprio reddito. È la fascia di mezzo: famiglie che non possono accedere alle case popolari, ma faticano a sostenere i canoni di mercato. In Veneto nel 2026, il limite economico per l’accesso all’edilizia residenziale pubblica è di 22.990 euro di Isee-Erp. A questa domanda guarda una parte del Piano casa del Governo, convertito in legge a luglio. Il provvedimento affianca al recupero degli alloggi pubblici programmi con investimenti privati per abitazioni a prezzi e canoni calmierati. Tra i destinatari ci sono giovani coppie, studenti, lavoratori fuori sede e genitori separati. Per l’edilizia integrata la legge prevede canoni inferiori di almeno il 33% ai valori di mercato e un vincolo di almeno trenta anni. Il Sunia Cgil Veneto ha contestato il Piano con presidi davanti alle prefetture il 23 giugno, anche a Vicenza, denunciando l’assenza di tetti agli affitti privati e il peso dei capitali privati. Il segretario regionale Emilio

vanno da 4,38 a 28,76 euro al metro quadro. Gli annunci in vendita sono 343, un campione ristretto: pochi annunci in più o in meno bastano a spostare le percentuali, e le rilevazioni non coincidono. Lo stesso portale di gennaio riporta per il comune 42.371 abitanti e un reddito medio di 22.674 euro. Rapportati a quel reddito, i 198.700 euro dell’esempio valgono quasi nove annualità. Con il prezzo mediano di un appartamento di agosto, 196.688

euro, il rapporto è di poco inferiore (8,7); per una casa, a 403.025 euro, sale a quasi diciotto. Sono ordini di grandezza, perché reddito e prezzi vengono da fonti e periodi diversi. Il conto da cui si è partiti resta quello: cento metri quadri, 198.700 euro, quasi nove annualità di un reddito medio. A Bassano è da qui che comincia chi cerca casa. • Sara Busato

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Viafora ha chiesto alla Regione risorse per il fondo affitti e per recuperare gli alloggi pubblici sfitti. A Bassano esiste oggi anche l’accordo territoriale per il canone concordato, con fasce di prezzo e agevolazioni fiscali per i proprietari. • (s.b.)

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IN PRIMO PIANO

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Il percorso. Consegnato il dossier di candidatura sostenuto da oltre 40 Comuni e quasi 200 realtà della Pedemontana veneta

BASSANO PUNTA SULLA CULTURA PER DISEGNARE LA CITTÀ DEL 2029 U n progetto culturale che entra nelle scelte sulla città, dal futuro dei giovani alla trasformazione degli spazi pubblici. Bassano del Grappa ha consegnato al Ministero il dossier per la candidatura a Capitale italiana della cultura 2029, portando a Roma una proposta costruita insieme a un territorio che supera i confini comunali. Il titolo scelto, “Bassano 2029. La cultura ha un’intelligenza umana”, indica il filo del percorso: mettere la persona al centro del rapporto tra patrimonio, creatività e innovazione tecnologica. A sostenerlo sono oltre 40 Comuni della Pedemontana veneta, distribuiti in tre province. Quasi 200 realtà, tra enti, associazioni, imprese e cittadini, hanno contribuito alla sua elaborazione, mentre il Comitato promotore riunisce 28 soggetti. La programmazione copre mille giorni, da aprile 2027 alla fine del 2029. Per il sindaco Nicola Finco, il lavoro nasce dall’ascolto della città e propone

un modello di sviluppo fondato sulla qualità dei servizi, sull’innovazione e sul ruolo dei giovani. La prospettiva è fare della cultura una componente delle politiche urbane, capace di incidere sulla partecipazione e sulle opportunità per i cittadini. Il programma si articola in quattro direttrici. “Bassano a vent’anni” affronta politiche giovanili e inclusione, con il contributo del TAG, il Tavolo Agenda Giovani, e la previsione di un hub dedicato. “La città delle immagini” rilegge il patrimonio visivo con linguaggi contemporanei, mettendo in relazione Jacopo Bassano, Antonio Canova e la tradizione calcografica dei Remondini. “Geografia della storia” approfondisce il legame tra memoria, paesaggio e identità dei luoghi. “Officine del terzo millennio” guarda invece al tessuto manifatturiero della Pedemontana e al suo incontro con le produzioni creative. Queste linee trovano una traduzione

anche negli interventi sui luoghi. Palazzo Bonaguro è individuato come sede di sperimentazione per forme di partecipazione giovanile, attraverso un progetto di rigenerazione. Il Ponte Vecchio mantiene un ruolo come spazio di incontro e accessibilità. Il rapporto con il patrimonio diventa così parte di un disegno che interessa la vita urbana e il modo in cui cittadini e visitatori possono attraversarla. Il dossier prevede esposizioni di rilievo, festival internazionali e cantieri culturali, affiancati da interventi che coinvolgono urbanistica, mobilità, turismo e coesione sociale. Il calendario è pensato per collegare gli appuntamenti a trasformazioni di medio periodo e lasciare risultati che continuino a essere riconoscibili oltre l’anno della candidatura. L’assessore alla Cultura Giada Pontarollo richiama le occasioni di partecipazione costruite nel tempo e il valore di riunirle in una programmazione comune. La

candidatura, nella sua lettura, permette di valorizzare le radici del territorio e di aprire nuove prospettive, dando coerenza a esperienze già presenti nella comunità. Anche Barbara Guidi, dirigente Cultura del Comune, e Paolo Dalla Sega di PTS, advisor della candidatura, sottolineano il rapporto tra grandi eventi ed eredità

duratura. Esposizioni, festival e cantieri dovranno raccontare Bassano e le terre venete, producendo effetti anche materiali. Con la consegna del dossier, questa visione entra ora nel percorso di selezione per il titolo del 2029. • Paola Bigon

SUL FUTURO DEL SANTA CHIARA SI APRE IL CONFRONTO POLITICO

I

l futuro dell’ex Polo Santa Chiara torna al centro del confronto politico bassanese. L’amministrazione Finco ha avviato un’indagine esplorativa per raccogliere proposte sul recupero dell’ex caserma Cimberle-Ferrari, con scadenza fissata al 3 novembre. Un passaggio che riapre il dibattito sulla destinazione di un complesso da anni in attesa di rilancio. A suscitare le contestazioni delle opposizioni è stato il riferimento alla vendita contenuto nell’avviso pubblicato all’albo pretorio il 30 settembre. Finco ha escluso l’intenzione di vendere il

complesso, mentre la comunicazione dell’amministrazione presenta l’iniziativa come una ricognizione di idee, senza impegni vincolanti per il Comune. Il nodo politico riguarda il ruolo dei privati e le funzioni che potrebbero trovare spazio nell’area. La raccolta di proposte si rivolge a investitori, imprese, progettisti, associazioni di categoria ed enti pubblici. Tra le possibilità richiamate nel confronto figurano attività commerciali e alberghiere. Per il sindaco l’obiettivo è restituire vita e prospettive al patrimonio comunale,

riportando persone, servizi e occasioni di socialità nel centro storico. Il sostegno economico privato viene indicato come una risorsa per rendere realizzabili nuovi progetti. Le manifestazioni d’interesse non obbligheranno il Comune a procedere. Dopo il 3 novembre potranno essere organizzati colloqui di approfondimento e valutate le destinazioni proposte. Il rilancio resta da definire, sul piano urbanistico e politico. • (p.b.)

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LA CITTÀ

11

Il caso. Forza Italia propone di passare da 72 a 54 Comuni lasciando l’Alto Vicentino alla competenza di Vicenza

Tribunale di Bassano, la maggioranza cerca un accordo sul territorio

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a riapertura del tribunale di Bassano del Grappa torna nel confronto parlamentare, ma il centrodestra deve ancora trovare un’intesa sul suo bacino di competenza. A dividere la maggioranza è il destino dell’Alto Vicentino, che l’emendamento del deputato di Forza Italia Erik Pretto vorrebbe mantenere sotto la giurisdizione di Vicenza. La proposta ridurrebbe da 72 a 54 i Comuni assegnati al futuro presidio bassanese. Il punto di partenza è il disegno di legge del ministro Carlo Nordio sulla revisione delle circoscrizioni giudiziarie. Il 30 luglio la Seconda Commissione Giustizia della Camera ha adottato come testo base la versione del Governo, senza modifiche. Per il Veneto vi è prevista la riapertura del tribunale di Bassano, ma il passaggio sugli emendamenti può ancora cambiarne l’assetto. Il termine per depositare le proposte di modifica ha subito due rinvii: dal 16 settembre alle 18 del giorno seguente e, successivamente, al 28 settembre alle 13. I rinvii hanno accompagnato il confronto tra i partiti di governo. Pretto presenta il suo intervento come una “mediazione chirurgica”, limitata a 18 Comuni. Il deputato

richiama le richieste dei sindaci dell’Alto Vicentino e sostiene che la volontà di continuare a fare riferimento a Vicenza sia stata espressa attraverso delibere di giunta. Chiede quindi al Governo di considerare le indicazioni delle amministrazioni coinvolte prima di fissare la nuova mappa giudiziaria. L’emendamento assume anche un peso politico: dalle dichiarazioni del parlamentare emerge che il suo accoglimento sarebbe una condizione essenziale per sostenere il disegno di legge. La revisione dovrebbe avvicinare i favorevoli alla riapertura e chi conserva riserve sul progetto. Tra i sostenitori del progetto figurano il sindaco di Bassano Nicola Finco e il senatore della Lega Andrea Ostellari. In Fratelli d’Italia, Elena Donazzan è indicata tra gli esponenti più nettamente favorevoli. Più sfumata appare la posizione di Francesco Rucco, ex sindaco di Vicenza, città che con la riforma vedrebbe ridursi il bacino del proprio tribunale. Le perplessità più marcate arrivano da Forza Italia. Il senatore vicentino Pierantonio Zanettin, avvocato, ha preso le distanze dal provvedimento, sostenendo che la specializzazione della

Finco chiede chiarezza agli alleati di Fratelli d’Italia

L giustizia richieda strutture di grandi dimensioni. Anche Pretto riferisce dubbi, personali e interni al partito, sulla necessità della riapertura. Il confronto riguarda dunque sia la distribuzione degli uffici sia il modello di servizio. Per Pretto, la vicinanza ai cittadini deve essere valutata insieme all’efficacia e all’efficienza della giustizia. A Bassano resta l’obiettivo del ritorno del tribunale; in Parlamento il nodo è trovare un perimetro capace di raccogliere il sostegno necessario e di tenere conto delle diverse richieste territoriali. • Paola Bigon

La tenuta della maggioranza e il rapporto con Fratelli d’Italia sono entrati nel dibattito del Consiglio comunale di Bassano del 21 settembre. Rispondendo alle opposizioni, che chiedevano chiarezza sugli equilibri della coalizione, il sindaco Nicola Finco ha rivendicato la disponibilità dei voti necessari per proseguire l’attività amministrativa. Il primo cittadino ha condiviso la rottura politica degli alleati con Stefano Giunta, capogruppo di FdI, distinguendo però la posizione del consigliere da quella del partito. Per Finco, Fratelli d’Italia resta parte della maggioranza, ma deve chiarire al proprio interno il rapporto con la coalizione. Le tensioni erano emerse nella commissione Lavori pubblici. Dopo le dimissioni di Giunta dalla presidenza, l’incarico è passato a

Luca Faccio. Giunta e la collega Deniz Caron avevano sostenuto Roberto Campagnolo del Pd, una scelta dalla quale il coordinamento cittadino di FdI aveva preso le distanze. In Consiglio un segnale della divisione è arrivato durante il voto sulla variante di via Santissima Trinità: Giunta ha lasciato l’aula senza partecipare alla votazione sulla proposta presentata dall’esponente del suo stesso partito Andrea Zonta. FdI, attraverso il portavoce Nicola Giangregorio, ha respinto l’ultimatum del sindaco. Il confronto riguarda il metodo e la coesione del centrodestra: Finco chiede che le decisioni condivise impegnino tutti gli alleati, mentre resta da ricomporre il rapporto con il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia. • (p.b.)

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LA CITTÀ

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Ambiente. Il presidente Frasson: “Siamo l’unica multiutility del territorio con un sistema che incentiva i cittadini”

ETRA, SVOLTA NELLA RACCOLTA RIFIUTI: BOLLETTA RIDOTTA PER CHI DIFFERENZIA DI PIÙ R iciclare perfettamente almeno l’84% dei rifiuti prodotti: il Consiglio di Bacino Brenta ha tempo fino al 2030 per raggiungere questo importante traguardo, che affermerebbe definitivamente ETRA, se già così non fosse, nel pantheon delle multiutility più virtuose d’Italia. “Ad oggi, siamo all’87%, - spiega Germano Racchella, presidente del Consiglio di Bacino Brenta – ma è come con la dieta: gli ultimi chili sono i più difficili da perdere”. E quali sono le strategie da adottare per tagliare finalmente il traguardo? Prima di tutto un approccio globale, che mette in relazione tutte le realtà del territorio, dal settore pubblico a quello privato. Nelle scuole, ad esempio, è stato attivato da poco il progetto “Miglioriamo la raccolta differenziata”, che premierà i dieci istituti più virtuosi del territorio con un montepremi complessivo di ben 60mila euro, di cui 13mila destinati al primo classificato. Si tratta di fondi non vincolati, che ogni scuola potrà spendere liberamente per migliorare la propria offerta didattica, le strutture o i servizi offerti, a seconda

delle necessità. Ma se i bambini si possono educare con attività ludiche e interattive, la multiutility sa bene che, con gli adulti, pesa molto di più il portafoglio rispetto ai buoni propositi. Proprio per questo, oltre al sistema penalizzante già in vigore, che sanziona i conferimenti eccessivi, dall’anno prossimo i cittadini virtuosi potranno trovarsi fino a 10-15 euro di risparmio in bolletta. Per accedere al premio bisogna rimanere sotto la media territoriale e l’incentivo si applica esclusivamente al rifiuto secco. “È il tipo di rifiuto più costoso da smaltire, spiega Flavio Frasson, presidente di ETRA – e anche del più inquinante, quindi chi riesce a dividere meglio carta, plastica, vetro e umido si troverà un gradito e meritato risparmio di spesa”. Frasson insiste nel sottolineare la fondamentale differenza con le altre multiutility del territorio: “Gli altri dicono ‘Sbagli? E allora paghi’, mentre noi vogliamo scommettere sul territorio e premiare chi si comporta bene, proprio perché crediamo nel senso civico dei cittadini che si appoggiano ai nostri servizi”.

Racchella e Frasson mettono però in guardia i potenziali “furbetti” che hanno intenzione di liberarsi del proprio rifiuto secco per vie traverse: “Non pensate nemmeno a buttare la spazzatura nei fiumi o nei campi, perché da anni il territorio investe in un sistema di fototrappole capace di individuare e fare multare tutti i trasgressori”. Inoltre, il sistema di incentivi è strutturato in modo decrementale: per ogni “livello” di risparmio aggiuntivo il premio sarà minore, quindi l’utenza non sarà incentivata a fare sparire nel nulla tutto il rifiuto secco, perché sarà sempre inevitabile produrne un po’. Un accorgimento che i due presidenti ritengono, però, quasi superfluo: “Sappiamo che i cittadini del Bacino hanno un grande senso civico e rispettano il proprio territorio”. Secondo le statistiche territoriali, infatti, la maggior parte dei trasgressori che abbandonano rifiuti in giro viene da fuori e si trova in zona solo per lavoro. Questo ottimo rapporto con il territorio e con un’utenza sempre più attenta all’ambiente hanno fatto si che ETRA

Flavio Frasson, presidente di ETRA

si affermasse sin da subito come una realtà virtuosa, e quest’anno, insieme ai colleghi di Acque Bellunesi, la multiutility spegnerà ben 20 candeline: Frasson ha annunciato i festeggiamenti per gli anniversari dei due enti in occasione del festival Ecomondo, dove saranno presenti

i sindaci di tutti i Comuni soci del Bacino Brenta per scoprire le ultime tecniche e tecnologie per migliorare la raccolta differenziata e i servizi ambientali. • Nicola Canella

Condannato a cinque anni e sei mesi per l’aggressione al professore

S

i è concluso con una condanna a cinque anni e sei mesi il processo di primo grado per l’accoltellamento del professor Roberto Betto a Bassano del Grappa. La sentenza è stata pronunciata il 7 ottobre dal collegio del tribunale di Vicenza nei confronti di Alberto Zago, 34 anni, originario di Quinto di Treviso. Il procedimento riguarda l’accusa di tentato omicidio per un’aggressione

avvenuta in strada, in viale XI Febbraio, alla fine di agosto dello scorso anno. Betto, 63 anni, era rimasto ferito nell’episodio. Zago era stato arrestato dopo i fatti. Con il pronunciamento dei giudici vicentini arriva dunque la decisione del primo grado di giudizio. Il materiale disponibile riferisce la pena stabilita dal collegio e il reato contestato,

senza fornire elementi sulla dinamica dell’accoltellamento o sulle circostanze che lo avevano preceduto. La sentenza riguarda quindi il procedimento per il ferimento del docente in viale XI Febbraio. Non sono indicati eventuali sviluppi successivi del processo. • (p.b.)

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LA CITTÀ

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www.ilbassano.it

Cultura. Tre bandi con scadenza il 30 ottobre e proclamazione dei vincitori il 19 gennaio 2027 per San Bassiano

Bassano premia le tesi dalla medicina alla ricerca sul territorio

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edicina, conoscenza del Bassanese e Scienze della Natura sono i tre ambiti dei premi di laurea per i quali a Bassano del Grappa sono stati pubblicati i nuovi bandi. Comune e Fondazione Baccin Valentino offrono ai giovani studiosi occasioni di riconoscimento del lavoro svolto all’università, con requisiti differenti per ciascun concorso e una scadenza comune: le ore 12 di venerdì 30 ottobre 2026. La proclamazione dei vincitori è prevista per il 19 gennaio 2027, durante la cerimonia organizzata in occasione della festa di San Bassiano. L’appuntamento dedicato al patrono ospiterà quindi anche la valorizzazione delle ricerche selezionate, collegando la ricorrenza cittadina al percorso di formazione dei laureati. Il Premio di laurea Virgilio Chini, istituito dal Comune, ricorda un clinico medico e umanista che ha lasciato un legame importante con Bassano. Chini fu cittadino benemerito e mecenate del Museo Civico: il riconoscimento conserva questa memoria attraverso un concorso rivolto all’ambito medico. Per l’edizione 2026 il bando è riservato ai

laureati in Medicina e chirurgia nati e laureati in Veneto o in Puglia. Sono ammesse le lauree di secondo livello oppure del vecchio ordinamento a ciclo unico conseguite negli anni accademici 2024/2025 e 2025/2026. Periodi e tipologie di titolo sono quindi i riferimenti per verificare l’ammissibilità. Un secondo concorso guarda direttamente a Bassano del Grappa e al Bassanese. Il premio è destinato a una tesi di laurea di secondo livello o del vecchio ordinamento discussa nelle diverse Facoltà delle università italiane e dedicata allo studio del territorio. Il campo di ricerca comprende sia la sua storia sia gli aspetti che ne caratterizzano il presente. Le discipline ammesse offrono un ventaglio ampio. Le tesi possono riguardare temi storico-culturali, giuridici, architettonici e urbanistici, oppure approfondire questioni artistiche, sociologiche ed etnografiche. Rientrano nel concorso anche gli studi economici, tecnologici, scientifici e naturalistici. A unire percorsi accademici diversi è quindi l’attenzione alla realtà bassanese, osservata attraverso gli strumenti delle singole discipline. Il Premio Baccin Valentino è invece promosso

dalla Fondazione omonima, in attuazione della volontà testamentaria di Valentino Baccin. Il requisito territoriale riguarda la residenza in Veneto alla scadenza del bando. Il concorso si rivolge a chi abbia discusso una tesi di laurea di secondo livello o del vecchio ordinamento in Scienze della Natura, con esclusione delle Scienze della Terra. Per questo premio la discussione deve essere avvenuta nel periodo compreso tra il primo dicembre 2025 e la data di pubblicazione del bando. È richiesta inoltre una votazione non inferiore a 108/110. Residenza, ambito della tesi, data della discussione e voto costituiscono pertanto gli elementi da verificare prima di presentare la candidatura. I testi dei tre bandi e le indicazioni per partecipare sono disponibili sul sito del Comune di Bassano del Grappa. Per informazioni è possibile contattare la segreteria dei Musei Civici all’indirizzo direzionemuseicivici@ comune.bassano.vi.it. Le domande devono arrivare entro mezzogiorno del 30 ottobre: i candidati sono chiamati a fare riferimento al concorso pertinente e ai requisiti che vi sono indicati. • Paola Bigon

Il Medioevo si scopre tra Duomo e Castello

S

coprire la Bassano medievale entrando anche negli spazi normalmente chiusi al pubblico. È la possibilità offerta dagli itinerari dedicati alla Pieve di Santa Maria in Colle, promossi dal Comune e dai Musei Civici insieme all’associazione Amici dei Musei e dei Monumenti di Bassano del Grappa. Il progetto coinvolge il Duomo di Santa Maria in Colle e il Corpo di Guardia del Castello degli Ezzelini, due luoghi rappresentativi dell’identità cittadina. Il primo è accessibile soltanto nei fine settimana, mentre il secondo non è normalmente visitabile: le aperture accompagnate diventano quindi un’occasione per conoscere un patrimonio che può sfuggire anche a chi vive a Bassano. Dopo l’avvio di ottobre, i prossimi appuntamenti sono sabato 7 e

domenica 8 novembre, seguiti dal fine settimana del 5 e 6 dicembre. Il calendario proseguirà nel 2027, fino a settembre, con una coppia di giornate al mese salvo alcune eccezioni. Ad accompagnare i partecipanti saranno i volontari dell’associazione, impegnati nella valorizzazione dei monumenti cittadini. Il ritrovo è al Duomo, in piazza Castello degli Ezzelini, con partenza alle 15.30. Ogni percorso dura circa un’ora. L’iniziativa invita residenti e visitatori a guardare con maggiore attenzione il nucleo storico della città, attraverso un itinerario che collega edifici religiosi e testimonianze della sua storia medievale. • (p.b.) Messaggio Pubbliredazionale

Confartigianato: nel I semestre 2026 cresce lʼexport manifatturiero vicentino: +2,3%

«ISintonizzati n attesa di capire come si svilupperanno gli scenari di politica internazionale e quali saranno le scelte della Manovra per il 2027, dall’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Vicenza arriva un dato positivo. È quello relativo all’export manifatturiero vicentino che nei primi sei mesi del 2026 segna un incremento in valore del +2,3% (per un totale di 11.443 milioni di euro) rispetto allo stesso periodo del 2025 (11.185 milioni di euro)», spiega Sandro Venzo, presidente del Raggruppamento di Bassano del Grappa. Guardando alla dinamica trimestrale delle esportazioni manifatturiere vicentine si rileva che la crescita della prima metà del 2026 si è concentrata in particolare nel II trimestre che ha segnato un +6,8% tendenziale, mentre nel I trimestre 2026 si era registrato un calo del -2,2% rispetto al I trimestre 2025. I settori a maggior concentrazione di micro e piccole imprese, che rappresentano il 43,6% SCARICA L’APP dell’export manifatturiero vicentino, crescono RADIO VENETO24 dell’1,9% nei primi sei mesi del 2026. E crescoSUL TUO SMARTPHONE no in particolare prodotti orafi e altre manifatture (+6,3%), prodotti tessili (+5,6%), e articoli in pelle (+2,4%), calano invece le esportazioni di prodotti alimentari (-6,8%) e mobili (-6,4%). La crescita, è bene precisare, non è ricondu-

sul

cibile esclusivamente alla componente orafa: anche al netto dell’export di oro, che cresce del 6,3%, infatti l’export manifatturiero vicentino registra un incremento dell’1,8%. Vale la pena di evidenziare anche il ritorno in positivo della dinamica delle esportazioni della Moda (che comprende abbigliamento, pelle e tessili) e della Meccanica, due settori importanti per comparto manifatturiero vicentino e che negli ultimi 4 anni hanno attraverso una fase di profonda frenata dovuta a molteplici fattori economici e geopolitici. Settori che ora, nei primi sei mesi de 2026 hanno il segno più davanti: l’export del settore Moda cresce del 2,2% rispetto allo stesso periodo del 2025, la Meccanica registra un +0,5% rispetto allo stesso periodo. Quanto alle destinazioni del Made in Vicenza, si rileva un maggiore dinamismo sui mercati europei che crescono del +3,8% rispetto al I semestre 2025, mentre la crescita sui mercati extra UE si ferma al +0,7% (in miglioramento rispetto al -1,9% del 2025). Sui mercati extra europei pesano ancora le questioni geopolitiche, anche se con effetti più attenuati: l’export verso gli Stati Uniti è in calo del 2,3% nei primi sei mesi del 2026, dopo il -16,3% registrato nel I trimestre 2026. Le vendite verso gli Emirati Arabi Uniti, per ovvie

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ragioni, segnano una contrazione nel 13,9%, influenzata dal crollo del 26,8% registrato nel I trimestre 2026. La dinamica espansiva sui mercati europei, invece, è determinata dalla crescita dell’export verso Svizzera (+28,6%, spiegata da un raddoppio dell’export di prodotti chimici), Spagna (+11,4%), Belgio (+8,8%), Austria (+8,0%), Paesi Bassi (+4,1%) e Germania (+4,0%). In merito agli Stati Uniti complessivamente, nel periodo post dazi, si rileva un peggioramento della dinamica delle esportazioni manifatturiere vicentine anche se, in questo contesto, si rileva una dinamica espansiva, invece, per i settori a maggior concentrazione di micro e piccole imprese: nei 9 mesi successivi ai dazi si è registrata una crescita delle vendite del +14,8%, grazie soprattutto alla ripresa dei prodotti orafi e altre manifatture (+27,7%) e a una espansione del comparto moda (+6,2%). Quanto al Medio Oriente i dati trimestrali osservano che la fles-

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sione è avvenuta durante il I trimestre 2026, quindi dopo lo scoppio del conflitto avvenuto il 28 febbraio scorso: infatti, nel I trimestre le vendite di prodotti manifatturieri vicentini registrano una diminuzione del 25,9% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre nel II trimestre la situazione sembra stabilizzarsi e il calo si attesta al -2,4%. In controtendenza, invece, l’export di prodotti di metallurgia raddoppiato (+97,6%) durante la prima metà del 2026.

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TERRITORIO

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Mobilità. La gratuità tra Bassano Ovest e Colceresa accompagnerà la chiusura della Nuova Gasparona e di Strada delle Marchesane

PONTE RIVAROTTA, LA PROVINCIA FINANZIA LA DEVIAZIONE SULLA PEDEMONTANA

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a Provincia di Vicenza mette a disposizione 24 mila euro per coprire il pedaggio della Pedemontana e consentire l’avvio del cantiere sul ponte di Rivarotta, a Bassano del Grappa. La tratta tra i caselli di Bassano Ovest e Colceresa sarà gratuita in entrambi i sensi di marcia per tutta la durata dei lavori, prevista in circa cento giorni. La scelta offre un’alternativa durante la chiusura della SP 111 Nuova Gasparona e di Strada delle Marchesane. L’intervento riguarda la porzione danneggiata del viadotto, che dovrà essere demolita e ricostruita. Per eseguire le opere sarà necessario interrompere il traffico sulle due strade. Il ricorso alla Superstrada Pedemontana Veneta punta

Superstrada Pedemontana Veneta

quindi ad accompagnare questa fase con un percorso utilizzabile da cittadini e imprese senza sostenere il costo del pedaggio sulla tratta individuata. L’annuncio dello stanziamento è arrivato dal presidente provinciale Andrea Nardin, dopo il confronto con i consiglieri di maggioranza e la verifica della disponibilità delle risorse. L’importo corrisponde ai mancati introiti dei pedaggi quantificati per il periodo interessato dal cantiere. La decisione conclude un’interlocuzione che aveva coinvolto il Comune di Bassano e la Regione. Il Comune aveva chiesto l’intervento regionale; la Regione, con una lettera pervenuta alla Provincia venerdì pomeriggio, aveva indicato nell’ente provinciale il soggetto chiamato

a coprire i 24 mila euro necessari alla gratuità. Nardin rivendica la rapidità della risposta e l’assunzione diretta dell’impegno economico. Nelle sue dichiarazioni collega la scelta alla tutela della quotidianità di residenti, lavoratori e aziende del Bassanese. Il presidente sottolinea che il ponte richiede un intervento strutturale per la sicurezza e che la copertura del pedaggio permette di risolvere il nodo dell’alternativa viabilistica. Il provvedimento interviene così su uno degli aspetti più concreti della chiusura: gli spostamenti durante i lavori. La soluzione annunciata interessa il tratto compreso tra due caselli precisi e rimarrà collegata alla durata del cantiere. È su questo percorso, in entrambe le direzioni, che la Provincia si farà carico dei costi normalmente sostenuti dagli utenti. Nardin richiama inoltre la preparazione dell’intervento. La chiusura era prevista e comunicata da quasi un anno e, nella Conferenza dei Servizi dello scorso novembre, Vi.Abilità aveva condiviso con gli enti interessati le azioni programmate. La società gestisce l’opera per conto della Provincia e ha seguito il raccordo necessario per organizzare le modifiche alla circolazione. Nei mesi precedenti era stata trasmessa anche la cartografia con le deviazioni del traffico. A metà settembre sono

stati poi posizionati i segnali stradali che preannunciano la chiusura. Nardin ricorda così che la sospensione della viabilità era parte della preparazione del cantiere. Restano da completare le formalità tecniche e amministrative necessarie a rendere effettiva la gratuità della tratta della Pedemontana. Solo una volta conclusi questi adempimenti potranno

partire i lavori. Le risorse sono definite; l’attivazione della misura deve ancora essere perfezionata. Per il Bassanese si apre una fase di viabilità modificata, destinata ad accompagnare la ricostruzione della parte danneggiata del ponte. • Paola Bigon

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Furti negli armadietti dell’ospedale denunciata un’addetta

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na carta bancomat scomparsa durante un turno di lavoro e poi utilizzata in sei negozi ha dato avvio all’indagine sui furti negli armadietti dell’ospedale San Bassiano. I carabinieri hanno individuato e denunciato una 46enne di Bassano del Grappa, impiegata nel nosocomio come addetta alle pulizie. La segnalazione era partita da un’infermiera di 34 anni. Terminato il servizio, la donna si era accorta che dal suo portafoglio mancavano alcuni effetti personali, tra i quali la tessera bancomat. Gli accertamenti dei militari hanno ricostruito sei utilizzi della carta in altrettante attività commerciali della zona, per acquisti pari complessivamente a circa cento euro. Per risalire a chi l’aveva usata, i carabinieri hanno acquisito le immagini dei negozi interessati. Nei filmati sarebbe stata ripresa la stessa donna, poi identificata nella lavoratrice di 46 anni. Il suo incarico all’interno dell’ospedale le consentiva di accedere alle diverse stanze della struttura. Gli investigatori le attribuiscono i furti di portafogli dagli armadietti del personale e l’utilizzo della carta sottratta all’infermiera. Le accuse sono quelle formulate nell’indagine.

Ulteriori elementi sono emersi durante la perquisizione nell’abitazione della donna. La 46enne avrebbe consegnato ai militari altri tre portafogli, contenenti documenti e carte di credito appartenenti a due medici e a una dietista. Il ritrovamento ha esteso gli accertamenti oltre la segnalazione iniziale. Secondo l’indagine, la donna avrebbe sfruttato l’accesso agli ambienti dell’ospedale per sottrarre gli effetti personali dei sanitari. • (p.b.)

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POLITICA

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Il dibattito. La civica è il Momento contesta il rimpallo di responsabilità e chiede corse coordinate con gli istituti e orari stabili

BUS PIENI E STUDENTI A TERRA IL CONFRONTO ARRIVA IN POLITICA I l ritorno da scuola resta un’incognita per gli studenti che, a Bassano del Grappa, si trovano davanti autobus già pieni. A un mese dall’avvio delle lezioni, la lista civica è il Momento denuncia il persistere di disagi nel trasporto scolastico e porta la questione nel confronto con l’amministrazione comunale. Al centro della sua presa di posizione ci sono ragazzi lasciati alle fermate, affollamento sui mezzi e orari delle corse giudicati poco funzionali. Il gruppo riferisce proteste quasi quotidiane di studenti e famiglie e contesta quella che interpreta come una tendenza della giunta ad attribuire agli istituti la responsabilità delle difficoltà. Nella ricostruzione della civica, il dibattito sulle comunicazioni e sulle competenze rischia di allontanarsi dal problema concreto: garantire a chi esce dalle aule un posto sul bus e un rientro affidabile. Le segnalazioni richiamate descrivono fermate affollate e ragazzi che si spintonano per salire. Quando il mezzo non riesce ad accogliere tutti, una parte degli studenti rimane in attesa. Per la lista, questo quadro richiede un intervento operativo e non può essere risolto cercando nelle scuole un soggetto sul quale far ricadere il peso delle criticità. È il Momento respinge in particolare l’idea che i disservizi possano essere spiegati soltanto con gli orari comunicati durante l’estate o con l’organizzazione provvisoria di alcuni istituti. Secondo il gruppo, le difficoltà del sistema erano prevedibili e avrebbero dovuto essere affrontate attraverso un raccordo più stretto tra chi programma il servizio e chi definisce i tempi delle lezioni. Nella polemica entra anche la settimana corta. La civica sostiene che la sua introduzione abbia risposto a una richiesta esplicita del trasporto pubblico e delle aziende di categoria, avanzata per fronteggiare problemi logistici già conosciuti. Gli istituti, in questa lettura, avrebbero dunque già modificato la propria organizzazione per venire incontro alle esigenze del servizio. Chiedere ulteriori adeguamenti alle scuole mentre persistono autobus sovraffollati viene perciò considerato dal gruppo il segnale di un coordinamento insufficiente. La contestazione riguarda il metodo con cui si prepara e si segue il trasporto scolastico, e le risposte alle segnalazioni delle famiglie. La proposta della lista parte da un contatto diretto e continuativo con gli istituti. Parlare con ciascuna scuola, confrontare gli orari, verificare le esigenze e coordinare le corse sono i passaggi indicati per trasformare la programmazione in un servizio che funzioni anche nelle fasce più affollate. Le conseguenze delle difficoltà non si fermano al viaggio. Un rientro incerto condiziona

l’organizzazione delle famiglie e i tempi del pomeriggio, oltre a limitare l’autonomia dei ragazzi. Il trasporto scolastico diventa così un tema che riguarda la possibilità di contare ogni giorno su un servizio pubblico, nelle ore di maggiore afflusso. È il Momento chiede risposte immediate, stabilità degli orari e un coordinamento effettivo. Nella sua posizione, la priorità deve essere la sicurezza degli studenti e l’affidabilità di un servizio pagato dai cittadini. La richiesta rivolta all’amministrazione è di riportare il confronto sulle soluzioni per le corse e sull’organizzazione dei rientri. • Paola Bigon

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Nuova Firenze, cresce la richiesta di sicurezza

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a tenuta della maggioranza e il rapporto con Fratelli d’Italia sono entrati nel dibattito del Consiglio comunale di Bassano del 21 settembre. Rispondendo alle opposizioni, che chiedevano chiarezza sugli equilibri della coalizione, il sindaco Nicola Finco ha rivendicato la disponibilità dei voti necessari per proseguire l’attività amministrativa. Il primo cittadino ha condiviso la rottura politica degli alleati con Stefano Giunta, capogruppo di FdI, distinguendo però la posizione del consigliere da quella del partito. Per Finco, Fratelli d’Italia resta parte della maggioranza, ma deve chiarire al proprio interno il rapporto con la coalizione. Le tensioni erano emerse nella commissione Lavori pubblici. Dopo le dimissioni di Giunta dalla presidenza, l’incarico è passato a Luca Faccio. Giunta e la collega Deniz Caron avevano sostenuto Roberto Campagnolo del Pd, una scelta dalla quale il coordinamento cittadino di FdI aveva preso le distanze. In Consiglio un segnale della divisione è arrivato durante il voto sulla variante di via Santissima Trinità: Giunta ha lasciato l’aula senza partecipare alla votazione sulla proposta presentata dall’esponente del suo stesso partito Andrea Zonta. FdI, attraverso il portavoce Nicola Giangregorio, ha respinto l’ultimatum del sindaco. Il confronto riguarda il metodo e la coesione del centrodestra: Finco chiede che le decisioni condivise impegnino tutti gli alleati, mentre resta da ricomporre il rapporto con il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia. • (p.b.)


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ATTUALITÀ

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L’iniziativa. A Bassano, il belvedere Sammy Basso diventa luogo della memoria

Sammy Basso nel cuore di Bassano: inaugurato il “Belvedere Sammy Basso”

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n luogo simbolico di Bassano del Grappa porta il nome di Sammy Basso. A due anni dalla sua scomparsa, la città ha ricordato il giovane ricercatore veneto con l’inaugurazione del “Belvedere Sammy Basso”, alla presenza del presidente della Camera dei deputati Lorenzo Fontana, dei genitori Laura e Amerigo e di numerosi amici. La cerimonia si è svolta in uno dei luoghi più suggestivi e frequentati della città, particolarmente vissuto dai giovani. Da oggi quel belvedere diventa anche un punto della memoria, dedicato a una figura che ha saputo trasformare la propria esperienza personale in un messaggio rivolto a tutti. «Sammy ha lasciato un segno indelebile in chi ha avuto la fortuna di conoscerlo, ma anche in tantissime persone che hanno incontrato la sua storia, le sue parole e il suo sorriso», è stato sottolineato durante la cerimonia. L’obiettivo è affidare soprattutto alle nuove generazioni un luogo e un simbolo capaci di mantenere vivo il ricordo di Sammy e del suo modo di affrontare la vita, con curiosità, determinazione e la volontà di viverla pienamente. Alla realizzazione dell’opera hanno contribuito la Fonderia Guastini di Gambellara e l’artista Artur Sulce, insieme ad alcune aziende che

hanno scelto di sostenere il progetto mantenendo l’anonimato. Alla cerimonia ha partecipato anche il presidente della Camera dei deputati Lorenzo Fontana, che ha ricordato Sammy alla vigilia del secondo anniversario della sua morte. «Nel giorno di San Francesco, rendiamo omaggio a Sammy Basso, un amico, un ricercatore appassionato della vita, sempre pronto a spendersi per gli altri, che ha trasformato le difficoltà in un incredibile movimento di comunità e di popolo», ha detto Fontana. Per il presidente della Camera, il monumento rappresenta un richiamo all’insegnamento lasciato da Sammy: «Vivere con gioia, anche di fronte alla sofferenza, facendo del bene agli altri». Fontana ha inoltre rivolto un pensiero ai genitori di Sammy, Laura e Amerigo, sottolineando il loro coraggio e l’amore con cui hanno sempre sostenuto il figlio. Nel suo intervento ha ricordato anche alcuni momenti condivisi con Sammy, tra cui il concerto di Natale alla Camera nel 2022, che Fontana aveva voluto dedicare proprio al giovane ricercatore veneto. A ricordare Sammy attraverso le sue stesse parole è stato anche il presidente del Veneto

Alberto Stefani. «Ho vissuto la mia vita felicemente, senza eccezioni. Non c’è mai stata nessuna battaglia da combattere, c’è solo stata una vita da abbracciare per com’era, con le sue difficoltà, ma pur sempre splendida, pur sempre fantastica, semplicemente un dono che mi è stato dato da Dio», ha ricordato Stefani citando Sammy. Un messaggio che restituisce la filosofia con cui Basso aveva scelto di raccontare la propria esistenza. Non una vita definita dalla malattia, ma un’esperienza da trasformare in ricerca, impegno e opportunità per gli altri. Sammy aveva infatti scelto di impegnarsi nella ricerca sulla progeria, la rara malattia genetica di cui era affetto, contribuendo a far conoscere la condizione e a sostenere la ricerca scientifica. «A due anni dalla sua morte, forse il modo più semplice per ricordarlo è proprio nelle sue parole – ha sottolineato Stefani –. Una vita felice, piena, che non si misura dalla sua durata, ma da ciò che ognuno di noi sceglie di farne». Da oggi, a Bassano, quelle parole avranno anche un luogo fisico in cui essere ricordate. • Madeleine Palpella

In biblioteca si cresce tra storie e fantasia

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n pomeriggio tra libri, fantasia e amicizie. La Biblioteca civica di Bassano propone fino a dicembre un calendario di letture e laboratori che accompagna bambini e ragazzi dall’infanzia alle scuole medie, con attività differenziate per età. Per i più piccoli torna “Volta la Carta”, dedicato alla fascia da zero a otto anni. Tra le proposte figurano le Letture Cucù per i bambini fino a due anni, gli incontri in inglese e le letture di “Mamma Lingua”, che portano in biblioteca storie raccontate in diverse lingue. A novembre il programma comprende un appuntamento dedicato a Pinocchio, in occasione dei duecento anni dalla nascita di Carlo Collodi. Per i ragazzi il filo conduttore è il mondo dei draghi. Il 3 novembre, dalle 16.30 alle 18.30, letture e attività creative a cura di Irene Renon prendono spunto

da “Lo Hobbit” di Tolkien, con età consigliata di dieci e undici anni. Il primo dicembre sarà la volta della saga di Terramare di Ursula Le Guin, per i dodici-tredicenni. Prosegue inoltre il Gruppo di lettura Young, rivolto agli studenti delle medie: ogni primo venerdì del mese, alle 17, ci si ritrova per confrontarsi su libri, fumetti, film, serie televisive e videogiochi. La partecipazione al gruppo è libera. Le letture e i laboratori sono gratuiti, con prenotazione obbligatoria. Per informazioni e iscrizioni si può chiamare lo 0424 519920 o scrivere a biblioteca@ comune.bassano.vi.it. Un’offerta che trasforma la biblioteca in un luogo di incontro e scoperta per i più giovani. • (p.b.)

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SPORT

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Calcio Serie D. Impatto super per l’attaccante ex Este: 3 reti nelle prime 5 in campionato

DAVIDE ALOIA: “NOI UN BEL GRUPPO, POSSIAMO TOGLIERCI DELLE SODDISFAZIONI” D avide Aloia non ha perso tempo. È arrivato a Bassano con l’etichetta di ariete e di bomber e nelle prime settimane in giallorosso ha subito lasciato il segno. Un impatto forse persino superiore alle sue aspettative, favorito da una scelta convinta e decisa sin dall’inizio dell’estate. “Il direttore e il mister mi avevano contattato già a giugno e avevo percepito una forte volontà di portarmi qui. Questo interesse mi ha fatto piacere e non ci ho pensato due volte. A Bassano mi sto trovando molto bene, sia con la società sia con il gruppo. E poi la città è bellissima: me ne sono subito innamorato”. Classe 2000, piemontese di Cuneo, Aloia è arrivato dopo l’esperienza all’Este e con alle spalle una lunga conoscenza della Serie D. Due stagioni fa, con il Bra, aveva realizzato dieci reti contribuendo alla promozione dei piemontesi in Serie C. A Bassano ha trovato uno spogliatoio rinnovato, ma già amalgamato: “Siamo un gruppo molto giovane, con quattro o cinque giocatori un po’ più esperti e tanti ragazzi. Credo ci sia il giusto mix. Siamo affiatati, stiamo bene insieme e questo aiuta molto anche chi, come me, è appena arrivato”. Una parte importante del suo inserimento passa anche dal rapporto con Gianluca Zecchin. “Con

il mister mi trovo molto bene. Lavora tanto con noi punte. Ha un’idea di calcio offensiva e per un attaccante è più facile entrare in partita quando riceve tanti palloni. Ti permette di prendere fiducia e di essere coinvolto continuamente. Mi aveva fatto una bella impressione già quando ci eravamo sentiti prima del mio arrivo e quella sensazione è stata confermata”. Il campo, infatti, sta confermando tutto ciò: 3 reti nelle prime 5 partite e un impatto da protagonista assoluto. “Non mi aspettavo di partire così, soprattutto di riuscire a segnare subito con continuità. Devo però ringraziare la squadra, perché mi ha fatto sentire a mio agio fin dal primo giorno. Quando trovi un ambiente del genere tutto diventa più facile”. Tra le reti di questo avvio ce n’è una che conserva già un sapore particolare: quella segnata al Nereo Rocco di Trieste. “Segnare al Rocco è stato incredibile. È uno stadio che sa di storia e far gol lì è stata un’emozione particolare”. Il Bassano, intanto, ha alternato buoni risultati a qualche occasione lasciata per strada. Aloia non nasconde ciò che ancora manca, ma è convinto che il percorso intrapreso dalla squadra sia quello giusto. “Secondo me l’inizio è stato buono. Abbiamo affrontato anche squadre molto forti, costruite

Davide Aloia

per provare a vincere il campionato, e siamo riusciti a fare buone prestazioni. Dobbiamo migliorare nei particolari: negli ultimi quindici metri possiamo essere più precisi nei passaggi e più concreti nelle conclusioni”. Aloia è una prima punta classica, ma non ama essere ridotto soltanto ai centimetri e al gioco aereo. Gli piace lavorare per la squadra, proteggere il pallone e offrire

una soluzione quando serve respirare. “Il soprannome di “ariete” mi piace, credo sia adatto. Una delle cose che mi piace maggiormente è far salire la squadra. Per me un attaccante non deve pensare soltanto al gol. Se si lavora bene poi arriva di conseguenza”. Il classe 2000 dimostra maturità anche nelle parole. Il suo percorso, del resto, gli ha già regalato molti insegnamenti. Da giovane ha dovuto superare due gravi infortuni al legamento crociato. “Quello è stato sicuramente il momento più difficile. Ero giovanissimo e non sapevo nemmeno come affrontare una situazione del genere. Poi ne è arrivato anche un secondo, ma non ho mai mollato. Adesso penso che tutto quello che ho passato mi stia ripagando”. La stagione della sua vita, fino a questo momento, è quella di Bra del 2024/2025. Un’annata iniziata senza proclami e terminata con la promozione in Serie C. “Eravamo partiti con l’obiettivo della salvezza. Dopo cinque giornate ci siamo ritrovati primi e da lì non siamo più scesi. È stato un anno fantastico: avevamo una fame incredibile e sembrava che andassimo al doppio degli altri”. Il ricordo più bello è ancora nitido. “L’ultima partita a Imperia, quella in cui abbiamo vinto matematicamente il campionato. È un momento che non dimenticherò”.

La Serie C l’ha poi assaggiata davvero, con l’esordio alla prima giornata a San Benedetto del Tronto, prima che le strade con il Bra si separassero. “Per loro non ero pronto per fare quella categoria e sono andato via. Mi è dispiaciuto, perché io penso che avrei potuto dare una mano”. È anche da lì che nasce uno degli obiettivi che oggi accompagnano Aloia. “Il mio sogno è tornare tra i professionisti. Vorrei avere la possibilità di giocare un campionato intero e dimostrare di potermela giocare a quel livello”. Prima, però, c’è il Bassano e un futuro tutto da scrivere in giallorosso: “Credo che possiamo fare un campionato di livello e toglierci delle soddisfazioni”. E Davide Aloia vuole contribuire a suon di gol e mostrando la sua particolare esultanza: “Da ragazzino giocavamo un torneo del paese. Un mio compagno disse che lo avremmo vinto “con un dito nel naso”, cioè facilmente. Alla fine lo vincemmo davvero e da quel momento il mignolo nel naso è la mia esultanza”. Da un torneo di paese al sogno di tornare tra i professionisti. Nel mezzo due crociati, una promozione, tanti chilometri e parecchi gol. Adesso Aloia vuole aggiungere il Bassano alla sua storia. • Stefano Parpajola

“Tutti per il Venezuela”, Unicomm raccoglie 60 mila euro per la Croce Rossa

S

i è conclusa con successo la campagna nazionale “Tutti per il Venezuela” nei negozi del Gruppo Unicomm. L’iniziativa, promossa da Selex Gruppo Commerciale insieme alla Croce Rossa Italiana, ha coinvolto i clienti dei supermercati Famila, Emi e degli ipermercati Emisfero, invitati a donare

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almeno 1 euro direttamente alle casse per offrire un aiuto concreto alle popolazioni colpite dal sisma. Grazie alla generosità dei clienti sono stati raccolti complessivamente 43.234 euro. A questa cifra Unicomm ha scelto di aggiungere un proprio contributo di 16.766

euro, portando la donazione complessiva a 60.000 euro. L’impegno dell’azienda si inserisce nella più ampia raccolta promossa da Selex Gruppo Commerciale che, grazie alla partecipazione di clienti, imprese socie e collaboratori, ha raggiunto a livello nazionale la cifra com-

plessiva di 316.965 euro. Tutti i fondi sono già stati consegnati alla Croce Rossa Italiana e saranno trasformati in aiuti immediati: potenziamento dei servizi sanitari territoriali, farmaci di prima necessità e programmi di supporto psicologico e sociale.

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Segue da pag. 1

Lo schema “Stefanildo” resiste o si apre lo scontro? Le categorie economiche, le associazioni d’impresa e il tessuto artigianale e industriale del Veneto guardano ai prossimi mesi con apprensione, temendo che le difficoltà di bilancio possano tradursi in una stangata fiscale, con un occhio particolarmente vigile sul fronte dell’Irap. L’ipotesi, anche solo ventilata, di un ritocco verso l’alto dell’imposta regionale sulle attività produttive viene vista dal mondo economico come un colpo durissimo in una fase già estremamente complicata per la

competitività aziendale, capace di frenare investimenti e margini di crescita. Dall’altro lato, sul fronte delle entrate personali e della tassazione dei redditi, resta intoccabile un vero e proprio dogma della stagione politica regionale: il mantenimento dell’Irpef come un tabù assoluto. Sulla scorta dei mandati di Luca Zaia, che hanno fatto della difesa del potere d’acquisto dei cittadini e della non-maggior tassazione un vessillo identitario e politico inattaccabile, la

maggioranza si muove con i piedi di piombo, consapevole che toccare le leve fiscali dirette sui contribuenti significherebbe incrinare quel rapporto di fiducia costruito in lunghi anni di governo. Tuttavia, far quadrare i conti senza ricorrere a leve fiscali straordinarie in un momento in cui le risorse statali si riducono e i costi dei servizi sociosanitari ed educativi lievitano rappresenta un esercizio di bilancio al limite del funambolismo. È qui che si misurerà la vera

tenuta dello schema “Stefanildo”: la capacità cioè di mediare tra le esigenze di bilancio e le pressioni delle diverse anime della coalizione. Se da una parte la programmazione finanziaria dovrà dare risposte concrete a un tessuto produttivo che chiede stabilità e sgravi, dall’altra dovrà evitare fughe in avanti che scontentino i territori o i partiti alleati. La sfida è aperta: il bilancio non sarà solo un atto contabile, ma il terreno politico decisivo per misurare i futuri equilibri di potere in Veneto.

Sociale. Approvazione unanime in Consiglio regionale, riconosciuto il ruolo nella rete dei servizi socio sanitari

CAREGIVER, LA LEGGE METTE TUTTI D’ACCORDO STEFANI: “DAL VENETO SEGNALE DI CIVILTÀ” Soranzo: “Due su tre costretti U a lasciare il lavoro”. Luisetto: “Vicini na legge che ha trovato il consenso di tutto l’arco politico, maggioranza e opposizione insieme. Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato all’unanimità la proposta di legge “Disposizioni per il riconoscimento, la valorizzazione e il sostegno del Caregiver familiare quale persona che presta cura e assistenza alla persona cara”, d’iniziativa della vicepresidente della Commissione sanità e relatrice d’aula Chiara Luisetto (Partito Democratico), con il capogruppo di Lega-LV Riccardo Barbisan come correlatore, e del presidente della Regione Alberto Stefani. Un voto compatto, trasversale agli schieramenti, che consegna al Veneto una delle prime leggi organiche in Italia dedicate a questa figura. Il provvedimento disciplina il ruolo del caregiver familiare, cioè di chi si prende cura, volontariamente e a titolo gratuito, di una persona non autosufficiente o che necessita di assistenza di lunga durata. La legge lo integra nel sistema regionale dei servizi sociosanitari, riconoscendone la funzione sociale, con un’attenzione specifica ai giovani caregiver - per i quali vengono individuate esigenze particolari in ambito educativo, formativo, lavorativo e di benessere psicofisico - e ai caregiver over 65. Sono previste misure di informazione, formazione, affiancamento e supporto

psicologico, oltre a interventi di sollievo e alla valorizzazione delle competenze, anche trasversali, maturate nell’attività di cura, utili a favorire l’accesso o il reinserimento nel mondo del lavoro. Tra gli strumenti istituiti: un Tavolo permanente presso la Giunta regionale, la raccolta di buone pratiche, la Giornata regionale del caregiver fissata al 6 ottobre, linee guida regionali e un Fondo regionale caregiver. Esprime soddisfazione il presidente della Regione Alberto Stefani: “Il Veneto oggi ha scelto di prendersi cura di chi si prende cura. La legge approvata dal Consiglio regionale riconosce e valorizza il ruolo centrale di chi, tutti i giorni, segue una persona cara malata, con disabilità, non autosufficiente o che necessita di essere accudita per particolari necessità assistenziali. Abbiamo mantenuto la promessa: al caregiver familiare, che

sarà inserito nella rete dei servizi sociali e sanitari, è riconosciuto il valore sociale ed economico che rappresenta come risorsa per tutta la società”. Stefani sottolinea la portata della misura: “Ancora una volta il Veneto dimostra sensibilità e visione. La legge approvata è un importante segnale di civiltà, una nuova pietra miliare del percorso sociosanitario che mette al centro la persona e le relazioni umane. Riguarda più di 260.000 veneti per i quali l’attività del caregiver non è soltanto un impegno familiare, ma si configura come un prezioso e fondamentale tassello della rete di assistenza. Per questo deve contare sul giusto riconoscimento sociale nel sistema regionale integrato dei servizi e del Welfare”. Il presidente ricorda infine come l’iniziativa fosse nata fin dall’avvio della legislatura: “Nella prima seduta del Consiglio regionale di questa legislatura, durante il mio discorso di insediamento, avevo lanciato una proposta: approvare una legge di civiltà, lavorando insieme, maggioranza e opposizione. Con orgoglio oggi abbiamo raggiunto l’obiettivo. Ringrazio la giunta e tutti i Consiglieri, anche per l’impegno di questi mesi e il senso di responsabilità dimostrato. Di fronte a scelte come queste non ci possono essere divisioni politiche davanti all’interesse dei nostri cittadini”.

alle 600 mila persone finora sole”

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opo il via libera unanime alla legge sul caregiver familiare, arrivano le reazioni dei consiglieri regionali che hanno seguito il provvedimento nelle commissioni. Per il presidente della Sesta commissione Enoch Soranzo (Fratelli d’Italia) il dato di partenza è la diffusione del fenomeno: “Parliamo di una realtà che tocca da vicino quasi il 16% della popolazione veneta, fatta in gran parte di donne, spesso anziani o giovanissimi”. Soranzo richiama le conseguenze sul lavoro: “Quasi due caregiver su tre sono costretti a lasciare o ridurre il lavoro, con ripercussioni pesanti sulla salute, sulla serenità familiare e sulla futura pensione”. Tra gli elementi della legge, il consigliere sottolinea l’ingresso del caregiver nella rete del welfare: “Il caregiver entra nella rete del welfare locale e concorre direttamente alla stesura e alla firma del Piano Assistenziale Individualizzato, affiancando e

integrando i servizi pubblici senza mai sostituirli”. Il tutto, ricorda, sostenuto da un Fondo regionale “finanziato con oltre 2,2 milioni di euro nel triennio”. Di segno complementare la lettura della prima firmataria, Chiara Luisetto (Pd), che punta sul percorso che ha portato al testo: “Questa legge nasce da un lungo percorso di ascolto e partecipazione che ha visto il coinvolgimento del Terzo settore, delle forze sindacali, delle associazioni e delle esperienze dirette dei cittadini”. La consigliera quantifica la platea coinvolta, “oltre 600 mila persone in Veneto, in maggioranza donne della cosiddetta generazione ‘sandwich’”, e guarda già oltre l’approvazione: “Non consideriamo questa legge un punto di arrivo, bensì l’assunzione di una responsabilità precisa. Ora siamo al lavoro affinché a queste risorse e a questi diritti corrispondano servizi accessibili e capillari su tutto il territorio”.


REGIONE

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Mobilità. L’assessore regionale Diego Ruzza fa il punto sulle principali questioni aperte, in arrivo nuovi treni

BIGLIETTO UNICO, AVANTI CON LA PIATTAFORMA IL REBUS DELL’ALTA VELOCITÀ FERMA A VICENZA A lta velocità, nuovi treni, biglietto unico ed edilizia sportiva: l’assessore regionale ai Trasporti, Mobilità e Lavori Pubblici Diego Ruzza fa il punto nella nostra redazione sui principali cantieri aperti sul fronte della mobilità veneta. Il nodo più delicato resta quello dell’Alta Velocità, bloccata all’altezza di Vicenza. “È un problema che riguarda tutta la regione. Ci stiamo lavorando molto, soprattutto con un confronto con Rfi, perché il problema è l’uscita da Vicenza”, spiega Ruzza. “È un grande lavoro di confronto e di raccordo anche con gli enti locali, con i sindaci e con le comunità di quel territorio, perché parliamo di un intervento estremamente importante: dobbiamo riuscire a capire qual è la scelta da fare e iniziare a lavorarci subito”. Diverso il quadro sulla tratta Brescia-Verona, già in fase avanzata: “È molto probabile che nel secondo semestre dell’anno prossimo avremo il primo treno ad alta capacità che va verso la Lombardia”. Un passaggio che

l’assessore considera strategico anche per il trasporto locale: “Dobbiamo riuscire a sbloccare la situazione perché dobbiamo efficientare la linea, e questo comporterebbe un’ulteriore eccellenza sia in termini di trasporto sia di puntualità: libereremo tutta quella parte di binari che servono per i regionali e per il cargo”. Proprio sulla puntualità del servizio regionale Ruzza rivendica un dato: “Abbiamo un livello di puntualità che supera il 94%: siamo tra le regioni considerate eccellenti”. Un risultato legato anche al rinnovo della flotta: è da poco entrato in servizio il primo dei nuovi treni a due piani sulla direttrice Bologna-Brennero, linea interessata da forti flussi turistici, pendolari e intermodali. L’investimento complessivo è di 112,1 milioni di euro, di cui 75,8 milioni finanziati da Infrastrutture Venete e 36,3 milioni da Trenitalia, nell’ambito di un contratto di servizio 2023-2031 dal valore complessivo di circa 250 milioni di euro. “Il rinnovo della flotta rappresenta un investimento importante sulla qualità del trasporto

ferroviario regionale e sulla mobilità”, commenta Ruzza. Entro il 2027 tutti i 14 collegamenti giornalieri tra Brennero, Alto Adige, Trentino, Veneto ed Emilia-Romagna saranno effettuati con i nuovi treni, più capienti, accessibili e a minor consumo energetico. Capitolo biglietto unico: “Stiamo lavorando anche al biglietto unico, un progetto su cui crediamo tantissimo insieme col presidente Stefani, perché è una riforma epocale”, racconta l’assessore. “Siamo stati velocissimi a recuperare i primi due milioni di euro per creare la nostra piattaforma per pagare il biglietto in un’unica modalità, che sia carta di credito, telefono, smartwatch o carta prepagata della Regione. Ma abbiamo appena approvato anche ulteriori 11 milioni di euro per l’ammodernamento di software, hardware, bigliettazione e validatori, a disposizione degli enti locali e delle aziende: 13 milioni per la prima fase, penso non sia mai successo prima”. Il bando scade il 4 dicembre, mentre la piattaforma unica regionale

sarà allestita nel 2027. Fra i lavori pubblici rientra anche l’edilizia sportiva: “Diamo un aiuto, la prima volta così importante negli ultimi anni, alle associazioni sportive e ai Comuni che sono spesso proprietari di impianti ma fanno fatica ad ammodernarli”, spiega Ruzza, citando anche l’abbattimento delle barriere architettoniche e la fruibilità per le discipline paralimpiche. Lo stanziamento 2025 è di 3 milioni

di euro, a cui si aggiungono 10 milioni già previsti per il biennio 2027-2028: “13 milioni in tutto, per fare almeno decine di interventi in cofinanziamento con la Regione, con tagli da 35 a 100 mila euro per interventi urgenti, soprattutto di ammodernamento igienico-sanitario e messa in sicurezza”. • Redazione Regione

BILANCIO, 60 MILIONI TRA SANITÀ E CASA: 41 MILIONI PER L’EDILIZIA SOSTENIBILE

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isco verde dalla giunta regionale alla nuova variazione di bilancio, una che manovra rende disponibili oltre 60 milioni di euro, utilizzando risorse statali ed europee già assegnate al Veneto per sanità, sociale, casa, trasporto pubblico e sviluppo del sistema produttivo. Lo stanziamento più consistente riguarda la casa: oltre 41 milioni di euro del PR FESR 2021-2027 per favorire l’accesso ad abitazioni sostenibili e a prezzi accessibili, con 11,7 milioni previsti nel 2027 e 30 milioni nel 2028. Per il sociale arrivano 6,6 milioni di risorse statali destinate alla videosorveglianza nelle strutture che ospitano anziani e persone con disabilità. Sul fronte sanitario, la variazione mette a disposizione oltre 11

milioni di euro nell’ambito del Pnrr: 5,27 milioni per le Case della Comunità e la presa in carico delle persone, 578 mila euro per le Centrali Operative Territoriali e la telemedicina, oltre 5,6 milioni per l’ammodernamento delle tecnologie digitali e delle grandi apparecchiature ospedaliere. Al trasporto pubblico locale vanno invece oltre 5,1 milioni di euro nel biennio 2027-2028 per il rinnovo delle flotte. Tra gli altri capitoli, 713 mila euro nel 2026 per la tutela del patrimonio boschivo e il contrasto al bostrico, 4 milioni di euro dalle sanzioni per violazione delle norme sul diritto al lavoro delle persone con disabilità, e 6,35 milioni trasferiti da Veneto Innovazione per il Fondo Veneto Competitività, il Fondo Veneto Patrimonializzazione

e il Fondo Veneto Ricerca, Sviluppo e Innovazione. “Con questa variazione mettiamo a disposizione del Veneto oltre 60 milioni di euro di risorse statali ed europee, destinandole a interventi importanti nei settori della sanità, del sociale, della casa, dei trasporti e dello sviluppo economico”, sottolinea l’assessore Giacinti. “È un lavoro che richiede attenzione nella programmazione e capacità di intercettare e utilizzare nei tempi giusti le risorse disponibili. Dalle Case della Comunità alla telemedicina, dall’ammodernamento delle apparecchiature sanitarie alla sicurezza nelle strutture per anziani e persone con disabilità, fino al sostegno all’accesso alla casa e al rinnovo del trasporto pubblico: interveniamo su esigenze reali, utilizzando al meglio le risorse disponibili”.

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Il dibattito. Il vicecapogruppo di Fratelli d’Italia in Regione interviene sul decreto scuola e sul futuro della politica veneta

BALDAN: “BURQA E NIQAB? DOVE SERVE IL VOLTO DEVE ESSERE RICONOSCIBILE” I l dibattito sul burqa e sul niqab torna al centro dell’attenzione in Veneto, tra le nuove disposizioni del governo sulla scuola e l’ipotesi di un regolamento comunale a San Donà di Piave per disciplinare l’accesso agli uffici pubblici quando il volto di una persona è completamente coperto. A intervenire sul tema ai nostri microfoni di Veneto24 è Matteo Baldan, consigliere regionale e vicecapogruppo di Fratelli d’Italia, che difende l’idea di una distinzione netta tra libertà personale e necessità di identificazione. «Penso che sia un regolamento che va nella giusta direzione», afferma Baldan parlando dell’iniziativa allo studio a San Donà di Piave. Il riferimento, spiega, è alla necessità di garantire il riconoscimento dell’identità quando questo sia previsto dalla legge o risulti indispensabile per l’accesso a determinati servizi. «Non è un approccio assolutamente ideologico, non è un approccio discriminatorio, è un approccio per confermare ciò che di fatto è già previsto dalla legge».

Il punto non riguarda quindi il semplice fatto di indossare un velo o un particolare abito per motivi religiosi o culturali, ma le situazioni nelle quali il volto deve necessariamente essere riconoscibile. «Dove è necessario e si ritiene opportuno, proprio per obblighi di legge, il riconoscimento del volto deve essere reso possibile. Va ovviamente verificato il volto, che deve corrispondere a chi fa richiesta di accesso al servizio attraverso il proprio documento o la propria identità». Una distinzione che viene posta anche rispetto alla libertà individuale. Il fatto che una donna scelga autonomamente di indossare il niqab, osserva Baldan, è una questione diversa rispetto all’eventuale necessità di scoprirsi il volto quando si entra in un luogo nel quale è richiesta l’identificazione. Il tema si intreccia con il provvedimento del governo sulla scuola, che ha riacceso il confronto anche sulla presenza degli studenti stranieri e sulle modalità di integrazione scolastica. Baldan respinge però l’idea che le nuove misure

Matteo Baldan

possano essere lette semplicemente come iniziative legate alla prossimità delle elezioni. Lo sguardo si sposta poi sulle prossime elezioni politiche e sulle possibili candidature di esponenti della politica regionale. L’ipotesi che alcuni consiglieri

o assessori possano lasciare il Veneto per approdare a Roma non sorprende Baldan. «È normalissimo, è una cosa che credo sia abbastanza naturale e capita ogni qualvolta ci sono le elezioni politiche», commenta. E aggiunge: «Chi è fresco, diciamo così, di preferenze, può

essere considerato un buon candidato». Un passaggio che porta direttamente al nuovo sistema elettorale e al ritorno delle preferenze, tema sul quale il confronto politico non è mancato. Baldan difende l’impianto della nuova legge: «Secondo me ne è uscita una legge elettorale equilibrata, dove esiste la preferenza e dove è presente anche il capolista che di fatto rappresenta il partito». Il valore delle preferenze, per il consigliere, è soprattutto nella possibilità di lasciare agli elettori una scelta diretta. «Danno possibilità a chi vota di scegliere in modo esplicito da chi farsi rappresentare», sottolinea. E proprio questa scelta, aggiunge, attribuisce una responsabilità ulteriore a chi viene eletto: «Chi viene votato ha un ulteriore peso di responsabilità verso i cittadini». Sul tema Baldan parla anche di «molta strumentalizzazione e molta disinformazione», contestando le critiche arrivate da chi ha scelto di non votare la nuova legge elettorale. • (R.R.)

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REGIONE

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Fumetti per ragazzi. Apostolidis: “Vogliamo offrire ai giovani storie d’avventura con uno spessore culturale e una profondità di pensiero”

“NON È SEMPLICE ENTERTAINMENT, LA MITOLOGIA GRECA CI PARLA DI NOI” E manuele Apostolidis torna in libreria con un nuovo fumetto per ragazzi che continua il successo di Archeo Tales. Lo sceneggiatore veneto, nato a Schio ma da anni ormai “padovano”, ha infatti da poco pubblicato “Il mito di Narciso. Archeo Tales Vol. 2”, con la collaborazione scientifica di Francesco Bellu e con le splendide tavole di Rebecca Spagnesi. Ho approfittato dell’occasione per scambiare due

chiacchiere con Apostolidis che ormai è diventato un nome di riferimento nel mondo del fumetto per ragazzi, grazie a una serie di pubblicazioni di successo che riescono ad unire alla perfezione l’intrattenimento con l’aspetto più educativo della lettura. Come mai hai scelto proprio il mito di Narciso come punto di partenza per questa seconda avventura di Archeo Tales?

Il mito di Narciso era l’occasione perfetta per introdurre il tema di una società in cui l’apparire è diventato essenziale e in cui la perfezione sembra essere una condizione necessaria. I grandi temi del mito siano ancora attuali: nel mondo di Archeo Tales, che rispecchia da vicino il nostro, volevamo far riflettere su come l’ossessione per l’immagine possa diventare una forma di controllo, trasformando una figura classica come

prime armi con la lettura, che lo vivranno come una bellissima storia d’avventura pur non conoscendo ancora i miti o gli dèi greci; i lettori più grandi, invece, vi troveranno continui riferimenti a ciò che studiano a scuola e saranno stimolati (si spera) ad approfondire altri racconti. Questo fumetto nasce dal lavoro di tre autori. Come funziona il vostro lavoro di squadra? Il nostro è un lavoro di grande sinergia

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Narciso in un’icona moderna del culto dell’apparenza. Quanto vi interessa restare fedeli al mito originale e quanto, invece, vi divertite a “smontarlo”? Per noi era fondamentale ricostruire il mito per catturare l’attenzione dei giovani lettori. Archeo Tales non vuole essere una serie didascalica ma un’opera che stimola la curiosità, ritenendola il vero motore della conoscenza. A questo proposito, le schede scritte da Francesco Bellu - archeologo e consulente scientifico della serie - servono proprio a nutrire e approfondire questo interesse. Archeo Tales si rivolge a lettori molto giovani. Come si raccontano miti spesso complessi, violenti o ambigui ai bambini senza impoverirli? Credo sia importante offrire ai giovani storie d’avventura che mantengano uno spessore culturale e una reale profondità di pensiero. Non bisogna semplificarle troppo né renderle eccessivamente complicate. Le più grandi storie per l’infanzia possiedono diversi livelli di lettura che possono essere colti a età differenti: Archeo Tales è adatto ai bambini alle

Emanuele Apostolidis

in cui la narrazione e la parte grafica si intrecciano fin dalle prime fasi di sviluppo. È un processo corale in cui la costruzione del mondo fantasy e dei personaggi dialoga con la parte di scientifica gestita da Francesco Bellu. Anche il rapporto con la disegnatrice Rebecca è costante e presente fin dall’inizio perché non è facile dare vita e forma grafica a un mondo come quello di Archeo Tales, ma Rebecca ci è riuscita perfettamente. Sono davvero felice di aver lavorato con questo team creativo che, posso già anticiparlo, sarà lo stesso anche per il terzo volume. Narciso è un mito che può essere letto anche attraverso selfie, social network e culto dell’immagine. Quanto del presente avete voluto far entrare nel personaggio e nella storia? Moltissimo. Archeo Tales è ambientato in un mondo fantasy in cui l’archeologia è vietata: un universo in cui i Titani cercano di controllare la società attraverso la tecnologia. È un mondo molto simile al nostro, di cui riconosciamo tratti distintivi come telefonini e selfie, ma dove magia e scienza si uniscono per

liberare il passato. La nostra memoria storica non è un elemento statico, bensì l’unica fonte in grado di ridare equilibrio al tutto e aiutarci a costruire un futuro migliore. I miti greci sono perfetti per raccontare il nostro mondo perché nelle loro storie sono state anticipate incredibilmente tutte le grandi tematiche del mondo attuale. L’Odissea di Nolan è stata un evento epocale nel mondo del cinema, pensi che abbia cambiato il modo di raccontare o percepire la mitologia? Tra l’altro, ti è piaciuto il film? Il film di Nolan si rivolge a un tipo di pubblico diverso rispetto al nostro, tuttavia spero davvero che abbia contribuito a riportare al centro dell’attenzione la mitologia e l’intramontabile fascino dei miti greci. In ogni caso personalmente mi è piaciuto tantissimo, ma sono un fan di Nolan da sempre. Tu da sempre fai tantissime presentazioni e laboratori di fumetto con i bambini: come ti trovi con gli eventi dal vivo? C’è vita oltre al tablet e allo smartphone anche per i più piccoli? Assolutamente sì. Credo che i bambini abbiano la necessità di tornare a immaginare e a riscoprire la bellezza di perdersi all’interno di una storia e di un’avventura. Quando tengo i laboratori dal vivo, cerco di stimolarli attraverso oggetti e reperti archeologici per guidarli nell’immaginare il passato: vedere quanto questo approccio li affascini ogni volta è la prova che c’è ancora un grandissimo spazio per la fantasia. Credo inoltre che il fumetto ha bisogno di ritrovare i lettori partendo proprio dai più giovani che sono ancora molto affascinati dalle immagini e dal disegno. Bisogna però essere in grado di parlare con il loro linguaggio, cercare di affascinarli e stimolarli. In questo modo non c’è schermo che possa battere la magia delle storie e del disegno. • Giacomo Brunoro

• Chi è Giacomo Brunoro Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.


DESPAR

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Despar, Eurospar, Interspar. Prezzi più leggeri per la spesa di tutti i giorni

CON “PREZZI PIUMA” 2.000 PRODOTTI DIVENTANO PIÙ CONVENIENTI Prezzi monitorati e aggiornati periodicamente sul mercato: Despar Nord rafforza la propria strategia sulla convenienza, affiancando “Prezzi Piuma” all’ampia offerta dei prodotti a marchio

F

are la spesa, oggi, significa sempre più spesso fare attenzione al prezzo. Si confrontano le alternative, si valutano marche e formati, si controlla il totale alla cassa e si cerca di mantenere il carrello entro un budget prestabilito. In un contesto economico segnato dall’aumento del costo della vita e da una crescente attenzione delle famiglie alla gestione della spesa quotidiana, anche le abitudini di acquisto sono cambiate. È in questo scenario che Despar Nord ha introdotto “Prezzi Piuma”, un progetto che coinvolge 2.000 prodotti e segna un’evoluzione importante nella strategia di convenienza dell’azienda. L’obiettivo è chiaro: rendere più conveniente la spesa di tutti i giorni, andando oltre la tradizionale logica delle promozioni a tempo e lavorando in maniera strutturale sul posizionamento dei prezzi. La principale novità è proprio questa: per le referenze coinvolte, il cliente può trovare un prezzo conveniente in modo continuativo, senza dover aspettare il volantino o concentrare gli acquisti nel periodo in cui un determinato prodotto è in promozione. Ma “Prezzi Piuma” non è un intervento una tantum. Alla base del progetto c’è infatti un sistema dinamico di monitoraggio del mercato: Despar Nord effettuerà periodicamente rilevazioni dei prezzi praticati dai principali competitor e, sulla base dei risultati, potrà intervenire sul prezzo delle referenze coinvolte. Un meccanismo che permette di adattare nel tempo il posizionamento dei 2.000 prodotti, con l’obiettivo di mantenere costante l’attenzione alla convenienza anche al variare delle condizioni di mercato. È questo uno degli elementi più innovativi dell’iniziativa: la convenienza non viene definita una volta per tutte, ma verificata e aggiornata periodicamente. Un approccio che fa di “Prezzi Piuma” non una semplice iniziativa commer-

ciale, ma una vera e propria strategia di posizionamento, pensata per rendere la convenienza un elemento sempre più stabile e riconoscibile dell’esperienza di spesa. Il progetto nasce in un momento in cui il potere d’acquisto rimane un tema particolarmente attuale. Negli ultimi anni l’inflazione e i rincari hanno modificato le abitudini dei consumatori, rendendoli più attenti al rapporto tra prezzo e qualità e più consapevoli nelle proprie scelte. “Prezzi Piuma” si concentra per questo sui prodotti che più frequentemente finiscono nel carrello. Le 2.000 referenze sono state individuate tra quelle maggiormente acquistate dai clienti e all’interno delle categorie che incidono maggiormente sulla spesa quotidiana. Il paniere comprende numerosi prodotti di marca, conosciuti e apprezzati dai consumatori: l’obiettivo non è quindi semplicemente proporre prezzi più bassi, ma rendere più conveniente l’acquisto di prodotti che fanno già parte delle abitudini delle famiglie, mantenendo qualità e possibilità di scelta. Una strategia che si affianca a un altro importante strumento attraverso cui Despar Nord lavora da tempo per offrire qualità e convenienza a diverse fasce di spesa: i prodotti a marchio. Un assortimento ampio e trasversale, sviluppato per offrire ai clienti la possibilità di scegliere in base alle proprie esigenze, preferenze e disponibilità di spesa, senza rinunciare alla qualità. La proposta a marchio di Despar Nord comprende infatti soluzioni capaci di rispondere a bisogni molto diversi: dalle eccellenze gastronomiche della linea Despar Premium ai prodotti per la spesa quotidiana, fino a S-BUDGET, la linea primo prezzo dedicata a chi ricerca una convenienza ancora più marcata. A queste si affiancano linee sviluppate per rispondere a specifici stili di vita ed esigenze alimentari,

La spesa più leggera

Non aspettare l’offerta!

2000

Fino a prodotti ogni giorno convenienti ampliando ulteriormente le possibilità di scelta all’interno del punto vendita. “Prezzi Piuma” e prodotto a marchio rappresentano così due leve complementari di una stessa strategia di convenienza: da un lato rendere più convenienti 2.000 prodotti, monitorandone periodicamente – su base mensile - il posizionamento sul mercato; dall’altro offrire attraverso la private label un ventaglio di alternative capace di rispondere a disponibilità di spesa, preferenze ed esigenze alimentari differenti.

Per Despar Nord, infatti, convenienza e qualità non sono elementi alternativi. L’obiettivo è rendere la spesa accessibile a un pubblico il più ampio possibile, offrendo a ciascun cliente la libertà di trovare il proprio equilibrio tra prezzo, qualità, preferenze ed esigenze personali. Cambia così anche il modo di intendere la convenienza: non soltanto un’occasione legata a una promozione, ma un impegno continuativo sul prezzo, capace di accompagnare la spesa abituale e di evolvere insieme al mercato.

Il progetto è partito a settembre da alcuni punti vendita Interspar del Veneto e nel corso del mese sarà esteso anche ai punti vendita Despar ed Eurospar, arrivando così a coinvolgere l’intera rete di vendita diretta Despar Nord presente in regione. Un percorso che, insieme alla continua evoluzione dell’offerta a marchio Despar, rafforza una strategia di convenienza sempre più strutturata, con l’obiettivo di offrire qualità, scelta e accessibilità e rispondere alle diverse esigenze di chi ogni giorno fa la spesa.


DESPAR

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www.ilbassano.it

Solidarietà. La spesa diventa un aiuto per le scuole grazie ai buoni raccolti dalle famiglie

STICKERMANIA E SCUOLAFACENDO: DA DESPAR LA SPESA SOSTIENE LE SCUOLE

È

iniziata con il ritorno a scuola anche la nuova edizione di Stickermania, la raccolta di figurine che ogni anno coinvolge bambini e famiglie nei punti vendita Despar, Eurospar e Interspar aderenti. Quest’anno, come già nelle precedenti edizioni, insieme alle figurine c’è anche un’occasione per dare un aiuto concreto alle scuole del territorio attraverso Scuolafacendo. Le due iniziative proseguiranno fino al 18 ottobre. Stickermania, una nuova avventura da collezionare Per Stickermania 2026 la storia riparte con “Il segreto dell’amuleto luminoso”. Protagonisti sono ancora Oskar e Bo, questa volta alle prese con un viaggio nella mitologia nordica, sulle tracce dei Vichinghi e di un misterioso amuleto. La collezione è composta da 200 figurine. Il meccanismo è legato alla spesa: ogni 10 euro di spesa effettuata nei punti vendita aderenti si riceverà a una bustina di figurine. Per completare più rapidamente l’album è possibile acquistare anche pacchetti aggiuntivi di colore blu al prezzo di 50 centesimi. Inoltre, ogni 10 euro di spesa e l’acquisto di due prodotti sponsor si riceverà una bustina aggiuntiva di colore verde. I prodotti coinvolti sono segnalati direttamente nei punti vendita. Ma la raccolta non si ferma all’album. Stickermania è anche un progetto educativo che, attraverso il gioco e la condivisione, porta con sé valori come il rispetto, l’inclusione e la valorizzazione delle differenze, rafforzati dal legame con Scuolafacendo, l’iniziativa di Despar a sostegno delle scuole del territorio. Scuolafacendo, i buoni diventano materiali per le scuole Ogni bustina di figurine Stickermania contiene

anche un Buono Scuolafacendo. Il cliente potrà consegnarlo direttamente alla scuola che desidera sostenere oppure caricarlo online, attraverso il sito del progetto o l’app dedicata. I buoni potranno essere raccolti e destinati agli istituti fino al 7 febbraio 2027. Per le scuole, i buoni rappresentano la possibilità di ottenere materiali e attrezzature utili alle attività quotidiane. Gli istituti aderenti potranno scegliere dal catalogo dell’iniziativa prodotti per la didattica, strumenti per l’inclusione, attrezzature per le attività motorie e dotazioni tecnologiche. L’iniziativa è rivolta alle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo e secondo grado, pubbliche e paritarie, presenti nei territori in cui opera Despar Nord. Per partecipare è necessaria la registrazione al progetto. Nella scorsa edizione sono stati destinati oltre 460 mila euro in materiali e attrezzature a più di 2.000 scuole. Un risultato che racconta anche il valore di una partecipazione semplice e quotidiana: quella di famiglie e clienti che, attraverso la spesa, possono contribuire a rendere più ricchi e attrezzati gli spazi in cui ogni giorno bambini e ragazzi imparano, crescono e stanno insieme.

Dal 14 settembre al 18 ottobre 2026

ALBUM E FIGURINE DA COLLEZIONARE!!

Stickermania Tour in Veneto Gli appuntamenti nei punti vendita per scambiare le figurine

Scuole in movimento con il contest educativo “Diamoci una mossa!”

a raccolta Stickermania fa tappa anche nei punti vendita con alcuni appuntamenti dedicati allo scambio delle figurine. Durante i pomeriggi dello Stickermania Tour, bambini e famiglie potranno incontrarsi per scambiarsi le figurine e completare più facilmente la propria collezione. Ad accompagnare gli appuntamenti ci saranno una merenda con succhi di frutta e merendine per i più piccoli e alcuni gadget a marchio Stickermania, tra cui cappellini e palloncini.

orna, insieme a Scuolafacendo, il contest creativo “Diamoci una mossa!” realizzato in collaborazione con Le Buone Abitudini, il progetto educativo gratuito di Despar che nel 2026 festeggia vent’anni di attività al fianco delle scuole. Il tema scelto per questa edizione è il movimento, raccontato dagli studenti attraverso disegni e racconti non solo come attività sportiva, ma anche come gioco, esperienza quotidiana, espressione personale e occasione di incontro. Il contest è aperto alle scuole iscritte a Scuolafacendo, che potranno caricare gli elaborati delle classi entro il 15 novembre 2026. Ogni plesso che presenterà almeno un lavoro valido riceverà 100 Buoni Scuola. Per i dieci elaborati selezionati dalla giuria sono invece previsti 3.000 Buoni Scuola ciascuno, che potranno essere utilizzati per arricchire la dotazione didattica dell’istituto. Una giuria di esperti valuterà gli elaborati, considerando in particolare originalità, efficacia del messaggio educativo e capacità di raccontare il movimento come esperienza quotidiana, inclusiva e condivisa. Il regolamento completo è disponibile sul sito di Scuolafacendo, nella sezione dedicata al contest.

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Gli appuntamenti in Veneto: 3 OTTOBRE: Interspar di Rovigo (RO) - viale Porta Po, 85 4 OTTOBRE: Interspar di Castelfranco Veneto (TV) - via dei Carpani Interspar di Bassano del Grappa (VI) - via Capitelvecchio, 88 10 OTTOBRE: Eurospar di Schio (VI) - via Lago Trasimeno, 11 Interspar di Sarmeola di Rubano (PD) - via della Provvidenza, 1 18 OTTOBRE: Interspar di Albignasego (PD) - via Verga, 1

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on-line: www.lapiazzaweb.it •Rubriche •Salute

Al via la campagna antinfluenzale: 59.420 dosi per l’ULSS 7

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’ partita lunedì 5 ottobre, in contemporanea con il resto del Veneto, la campagna di vaccinazione antinfluenzale dell’ULSS 7 Pedemontana. L’azienda socio-sanitaria avrà a disposizione 59.420 dosi messe a disposizione dalla Regione, con una partenza graduale pensata per garantire innanzitutto la protezione delle categorie più esposte alle complicanze. La prima fase riguarda i bambini, attraverso i Pediatri di libera scelta, e gli ospiti delle strutture residenziali per anziani. Dal 19 ottobre la campagna si allarga

Influenza, vaccinazioni gratuite per le categorie a rischio invece al resto della popolazione attraverso i Medici di medicina generale e le farmacie aderenti. La vaccinazione è gratuita per le categorie per le quali è particolarmente raccomandata. Tra queste gli over 60, i bambini dai 6 mesi ai 6 anni, le donne nel secondo e terzo trimestre di gra-

vidanza e i familiari e contatti di persone ad alto rischio di complicanze. L’offerta gratuita riguarda inoltre adulti e minori con patologie croniche dell’apparato respiratorio, cardiocircolatorio e renale, malattie del sangue, diabete o deficit immunitari, oltre ai pazienti in attesa di importanti interventi chirurgici. Vaccino gratuito anche per i donatori di sangue e per alcune categorie professionali, tra cui operatori sanitari, addetti ai servizi pubblici di primario interesse collettivo e lavoratori frequentemente a contatto con animali, che possono essere esposti anche a virus influenzali di origine non umana. La vaccinazione sarà proposta anche alle persone ricoverate negli ospedali dell’ULSS 7, considerando la maggiore fragilità legata al ricovero e il rischio di complicanze. Particolare attenzione sarà inoltre riservata agli ospiti delle strutture residenziali per anziani, dove la somministrazione avrà carattere prioritario. L’obiettivo è ridurre la circolazione dell’influenza e soprattutto proteggere le persone maggiormente vulnerabili. Un fenomeno che ogni stagione ha anche un

impatto significativo sul sistema sanitario: secondo i dati del sistema di sorveglianza RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità, nella stagione 20252026 in Italia si sono registrati 12,5 milioni di casi di infezioni respiratorie acute, una quota significativa dei quali riconducibile ai virus influenzali. «A volte si sente parlare di “banale influenza”, ma non c’è niente di banale nell’influenza», sottolinea il direttore generale dell’ULSS 7 Pedemontana Giovanni Carretta, evidenziando le conseguenze della malattia sia sulla salute pubblica sia sulla pressione esercitata sul sistema sanitario. Per le categorie a rischio, aggiunge, le complicanze possono essere particolarmente severe. Carretta richiama quindi il lavoro di rete che coinvolge Azienda socio-sanitaria, medici di medicina generale, pediatri, farmacie e Servizio di Igiene e Sanità Pubblica. «Si tratta di un grande lavoro di squadra che vede tutti collaborare per la salute dei cittadini», conclude il direttore generale, invitando la popolazione a raccogliere il messaggio di prevenzione e ad aderire alla campagna vaccinale.

L’Ulss 7 supera la valutazione regionale con 86,22 punti Pedemontana, obiettivi 2025 raggiunti: nona tra le aziende sanitarie venete

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’Ulss 7 Pedemontana ottiene 86,22 punti su 100 nella valutazione regionale relativa agli obiettivi del 2025. Il risultato colloca l’azienda al nono posto tra le tredici realtà sanitarie esaminate e supera la soglia del 70% prevista per un giudizio positivo e per l’accesso alla premialità dei direttori generali. Il quadro è contenuto nella deliberazione della Giunta veneta n. 1062 del primo ottobre 2026. Il punteggio riguarda l’anno in cui la Pedemontana era guidata da Carlo Bramezza, successivamente passato all’Ulss 4 Veneto Orientale. La valutazione nasce da tre componenti. La Giunta regionale ha attribuito alla Pedemontana 47,72 punti sui 60 disponibili, nell’ambito della verifica degli obiettivi sanitari, dei livelli essenziali di assistenza e dei vincoli di bilancio. Dalla Quinta Commissione del Consiglio regionale sono arrivati 20 punti su 20, mentre le Conferenze dei sindaci hanno assegnato 18,5 punti su 20. Nel confronto veneto il primo posto è dell’Ulss 1 Dolomiti, con 95,43 punti; seconda l’Ulss 8 Berica, con 91,52. Tutte le aziende e gli istituti valutati hanno superato la soglia minima prevista dalla Regione per ottenere una valutazione positiva. Per il territorio bassanese il dato offre un riferimento sul raggiungimento degli obiettivi assegnati alla direzione, attraverso un sistema che comprende anche il giudizio dei rappresentanti dei Comuni. Si tratta di un bilancio gestionale dell’anno precedente, distinto da una misurazione complessiva della qualità dei singoli reparti o dell’esperienza quotidiana dei cittadini nei servizi sanitari.

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30 Diagnosi precoce. Assistenza multidisciplinare e attenzione al benessere psicologico al centro dell’impegno contro il tumore al seno

Ottobre Rosa, allo IOV prevenzione e cure a misura di donna

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a facciata dell’Istituto Oncologico Veneto si illumina di rosa per richiamare l’attenzione sulla salute delle donne. Un segnale che accompagna il mese dedicato alla sensibilizzazione sul tumore al seno e ribadisce il valore della prevenzione, dei controlli e di un’assistenza capace di rispondere ai diversi bisogni delle pazienti. Ogni anno lo IOV prende in carico circa 800 nuovi casi di tumore della mammella, oltre a circa 300 casi di patologie mammarie benigne, ed esegue più di 300 interventi di chirurgia ricostruttiva. In Veneto la copertura dello screening mammografico raggiunge il 66%, mentre la sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi si attesta intorno al 91%, secondo il rapporto del Registro Tumori regionale del 2025. Risultati ai quali contribuiscono diagnosi precoce, terapie innovative e percorsi sempre più personalizzati. La prevenzione guarda anche alle donne più giovani. Dalla collaborazione tra Regione, IOV e Azienda Zero è nato nel 2018 un progetto di screening senologico che tiene conto delle caratteristiche individuali. Il percorso comprende mammo-

grafia con tomosintesi, misurazione della densità mammaria e valutazione della familiarità. Questi elementi permettono di definire una sorveglianza commisurata al profilo di rischio, accompagnando le partecipanti verso lo screening consolidato. L’obiettivo è studiare un modello che utilizzi informazioni personali e diagnostiche per orientare i controlli. Quando emerge una patologia, la risposta passa attraverso la Breast Unit, il centro nel quale competenze diverse lavorano insieme. La collaborazione tra medici e infermieri delle varie specialità consente di affrontare in modo coordinato diagnosi, trattamento e riabilitazione, considerando anche gli aspetti psicologici, ereditari ed estetici. Le équipe discutono collegialmente i singoli casi e pianificano le successive fasi dell’assistenza. Ogni paziente viene inserita in un percorso diagnostico, terapeutico e assistenziale personalizzato, seguito da un case manager, figura di riferimento lungo il cammino di cura. Questo modello aiuta a collegare i diversi passaggi, dalla scelta del trattamento alle necessità che possono emergere dopo l’intervento.

L’esperienza maturata ha reso lo IOV un punto centrale della rete regionale dei centri di senologia. L’attenzione alla persona comprende anche il rapporto con il proprio corpo. Il progetto “Non smettere di piacerti”, attivo dal 2009 grazie alla collaborazione tra il Servizio di Psicologia Ospedaliera e AVO Padova, sostiene le pazienti nei cambiamenti legati alle terapie. Il prestito gratuito di parrucche e i consigli per la cura dell’immagine affiancano il trattamento della malattia, dando spazio al benessere psicologico e alla qualità della vita. Ottobre Rosa rinnova così l’invito a non rimandare i controlli e a prendersi cura della propria salute. «La cura oncologica deve mettere sempre al centro la persona», sottolinea la direttrice generale dello IOV Patrizia Simionato. Un principio che si traduce nell’integrazione tra il lavoro della Breast Unit, l’assistenza dei professionisti e il sostegno al benessere psicologico delle pazienti. Per Simionato, la sensibilizzazione deve accompagnarsi all’attenzione alla qualità della vita e all’invito a non rimandare i controlli. Paola Bigon

Daniele Fracaro alla guida delle relazioni con il pubblico

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’Ulss 7 Pedemontana affida a Daniele Fracaro l’incarico di funzione organizzativa dell’Ufficio relazioni con il pubblico. Una responsabilità che riguarda il rapporto quotidiano tra l’azienda sanitaria e i cittadini, attraverso un servizio dedicato all’informazione, all’ascolto e alla raccolta delle segnalazioni degli utenti. Fracaro, originario di Asiago, arriva al nuovo incarico con un’esperienza maturata nei servizi diagnostici e nel coordinamento del personale. Ha lavorato come coordinatore dell’Unità operativa complessa di Radiologia di Bassano del Grappa, nella sede di Asiago, e come tecnico sanitario di radiologia medica negli ospedali di Asiago e Borgo Trento, a Verona. Alla pratica professionale si affianca un percorso formativo che compren-

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de la laurea in Tecniche sanitarie di radiologia medica all’Università di Verona, la laurea magistrale in Scienze delle professioni sanitarie tecniche e diagnostiche all’Università di Padova e un master in Management e funzioni di coordinamento delle professioni sanitarie. Ha frequentato un corso manageriale dedicato alle competenze tecniche, digitali e gestionali del personale sanitario. La direzione aziendale sottolinea il valore delle sue competenze organizzative e di gestione delle risorse umane per un servizio che interagisce ogni giorno con l’utenza. Il nuovo incarico porta un professionista proveniente dall’attività sanitaria in un ufficio che rappresenta un punto di contatto tra la popolazione e la rete dei servizi della Pedemontana.

PERCORSI TRIENNALI IeFP DGR 610 del 24/06/2026 - SISTEMA DUALE PERCORSI TRIENNALI DGR 617 del 24/06/2026 – DGR 775 DEL 08/07/2026 - DGR 1578 del 12/12/2023 - SISTEMA DUALE 4 ANNI DGR 618 del 24/06/2026

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Leah può tornare a vedere, anche grazie al tuo testamento. Per migliaia di bambini, una cura è possibile, ma resta solo un’attesa. Leah è cieca a causa della cataratta e un intervento può restituirle la vista. Per operarla, però, serve una sala operatoria che oggi non c’è. Con una donazione nel tuo testamento a CBM Italia puoi contribuire a costruire gli spazi, fornire le attrezzature e creare le condizioni necessarie per rendere possibile l’intervento. Il tuo gesto può trasformare un’attesa in una cura concreta, e restituire la vista a tanti bambini come Leah nei Paesi del Sud del mondo.

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