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laPiazza di Alta Padovana - Ottobre26

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Cittadella, a Facca il nuovo polo per la disabilità investimento da 6 milioni

Ruzza: Riciclare“Avanti non basta, con la piattaforma la nuova sfida per il biglietto unico è dare un mercato dei regionali” allatrasporti plastica recuperata

Regione Veneto al banco di prova del bilancio

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a sessione di bilancio in Regione Veneto si prospetta come uno dei banchi di prova più delicati e complessi della legislatura, un momento in cui la politica economica e finanziaria di Palazzo Ferro Fini dovrà fare i conti con la realtà complessa che famiglie e imprese stanno affrontando in un contesto socio-economico e internazionale segnato da forti criticità. Tra inflazione persistente, rincari energetici e incertezze globali che pesano sulla filiera produttiva, la grande domanda che attraversa i corridoi della politica veneta riguarda il futuro della programmazione finanziaria e la tenuta della storica coesione della maggioranza. In particolare, ci si chiede se il cosiddetto schema “Stefanildo”, ovvero il consolidato asse di governo e di sintesi politica tra i principali leader di maggioranza e opposizione coalizione, troverà piena soddisfazione anche nelle scelte di allocazione delle risorse o se, al contrario, l’elaborazione del documento contabile darà vita a una sfida aspra e a tensioni interne difficilmente dissimulabili. A rendere il quadro particolarmente teso vi è il clima di forte preoccupazione che serpeggia tra le realtà produttive del territorio.

EMERGENZA CASA TRA COSTI INSOSTENIBILI E IMMOBILI “FANTASMA” GLI AFFITTI E GLI ALLOGGI PESANO ANCHE NEI CENTRI PROVINCIALI servizi alle pag. 6-7

CARMIGNANO PUNTA SULLA SICUREZZA: PRENDE FORMA LA NUOVA CICLOPEDONALE

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Influenza, al via le vaccinazioni, 200mila dosi per il padovano

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IL CETO MEDIO FUORI CASA

empre più cara, sempre più irraggiungibile: che sia da acquistare o da comprare la casa non è più una certezza ma assume i contorni di un miraggio o di una montagna impossibile da scalare. Bastano le cifre e i bilanci familiari a fine mese a dare un’idea. Se fino a qualche anno fa, in Veneto come in Trentino, la difficoltà a trovare un alloggio riguardava le fasce escluse dal ciclo produttivo, oggi il blocco dell’accesso alla casa incide direttamente su insegnanti, giovani tecnici, lavoratori della sanità, anziani con pensioni contributive ordinarie e famiglie monoreddito.

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IL CETO MEDIO FUORI CASA • Nicola Stievano Segue da pag. 1

U RICONOSCIMENTO REGIONALE A TRE ISTITUTI DI CITTADELLA

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stituto Comprensivo, Itet Girardi e liceo Tito Lucrezio Caro premiati per i percorsi dedicati agli studenti: dallo sport all’alimentazione, fino alla prevenzione di bullismo, cyberbullismo e dipendenze. Tre scuole cittadellesi riconosciute per il lavoro svolto sul fronte della salute e del benessere degli studenti. L’Istituto Comprensivo di Cittadella, l’Itet Giacinto Girardi e il liceo Tito Lucrezio Caro hanno ricevuto la targa che certifica il percorso all’interno della Rete regionale delle Scuole che promuovono salute, sviluppato con il supporto dell’Ulss 6 Euganea. Un riconoscimento che premia soprattutto un lavoro costruito negli anni e capace di integrare la promozione della salute nella quotidianità scolastica. Il concetto di benessere viene infatti affrontato in senso ampio: non soltanto dal punto di vista fisico, ma anche psicologico, relazionale, sociale e ambientale. Numerose le attività messe a sistema. Si va dal progetto “Un chilometro al giorno Educational” alle giornate dedicate allo sport, dalla merenda sana alla mensa biologica, fino alla Maratona di lettura. A queste si aggiungono percorsi di educazione all’affettività, sportelli di ascolto, azioni contro bullismo e cyberbullismo e iniziative di prevenzione rispetto all’utilizzo di alcol, fumo e sostanze. Spazio anche all’ambiente, alla sostenibilità, alla lotta allo spreco, alla peer education e al volontariato: esperienze differenti, accomunate dall’obiettivo di rendere gli studenti più consapevoli e protagonisti del proprio benessere e di quello della comunità scolastica. “È un riconoscimento che valorizza un lavoro che le nostre scuole portano avanti da tempo con l’impegno quotidiano di docenti e istituti – sottolinea il sindaco Luca Pierobon –. Mettere a sistema queste esperienze significa dare continuità a un percorso che coinvolge scuola, famiglie, istituzioni e territorio e che aiuta i nostri giovani a crescere più consapevoli e attenti al proprio benessere e a quello degli altri”. La targa regionale restituisce valore a un lavoro quotidiano spesso poco visibile, fatto di prevenzione, ascolto e attenzione alla persona.

Dallo sport all’alimentazione, fino alla prevenzione di bullismo, cyberbullismo e dipendenze

n giovane under 35 con un contratto a tempo indeterminato e uno stipendio di 1.500 euro si scontra oggi con la richiesta di anticipi bancari pari ad almeno 45.000 euro per ottenere un mutuo prima casa; allo stesso tempo i canoni d’affitto assorbono ormai oltre il 40% delle entrate nette di un nucleo familiare medio. Il risultato è la paralisi: chi non ha alle spalle un patrimonio di famiglia rimane bloccato, oppure si vede costretto a rinunciare a scelte di lavoro e di vita. Di fronte a questa saturazione, gli strumenti istituzionali locali cercano di mettere un argine. In Veneto, la Regione ha attivato il piano “Generazione Casa” impegnando 50 milioni di euro per azzerare i tempi di ripristino delle abitazioni pubbliche sfitte e destinarle a lavoratori e giovani coppie. Sull’altro versante, la Provincia Autonoma di Trento affianca alla gestione ordinaria di ITEA S.p.A. (Istituto Trentino per l’Edilizia Abitativa) il progetto Ri-Val (Rigenerazione e Valorizzazione): una misura che ha censito 467 alloggi inutilizzati nei Comuni trentini con l’obiettivo di riqualificarne 300 e reimmetterli sul mercato a canone moderato (calmierato del 30% rispetto al mercato libero) o con opzione di riscatto. Misure operative che si

integrano con le direttive del Piano Casa da centomila alloggi in dieci anni, un impegno a lungo termine pensato per stimolare l’housing sociale privato attraverso leve fiscali e semplificazioni urbanistiche. Tuttavia, risanare qualche centinaio di appartamenti non basterà se le regole del mercato immobiliare continuano a spingere l’offerta esclusivamente verso la locazione turistica breve o la speculazione ad alto rendimento. La casa non può continuare a essere trattata esclusivamente come merce speculativa o bene di rendita a breve termine. Per la classe media la casa non è mai stata un lusso ma una necessità che spesso impegna per decenni le famiglie. Secondo gli esperti servirebbero tre cose poco appariscenti: cantieri con date verificabili, dati pubblici su sfitti e graduatorie (l’anagrafe regionale dell’Erp veneta va in questa direzione), criteri chiari su chi rientra nella fascia intermedia, anziani compresi. I proprietari di immobili vuoti dovrebbero valutare un canone concordato. I Comuni possono accelerare permessi e bandi, le imprese pensare alloggi per i propri dipendenti. A noi cittadini spetta chiedere conto dei tempi, perché una casa promessa tra cinque anni non risolve l’affitto di quest’inverno.

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• Elisa Bonino

ASCOLTA ORA dell’Altapadovana è una testata giornalistica di proprietà di

ASCOLTACI IN Questa edizione raggiunge le zone di Cittadella, Fontaniva e Carmignano di Brenta per un numero complessivo di 12300 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numeSrl ro iscrizione ROC 32199

Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin - formato da 26 edizioni locali mensilmente recapitato a 575.000 famiglie del Veneto e del Trentino

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Emergenza casa/1. La scarsità di alloggi spostano la pressione dalle città ai centri

Casa, la nuova fragilità: trovare un affitto diventa una sfida anche nell’Alta Padovana C ittadella non registra una vera emergenza, ma le famiglie in attesa di un alloggio pubblico ci sono. Tra affitti, redditi e disponibilità di abitazioni, il problema della casa si sposta dalle grandi città ai centri della provincia L’emergenza abitativa non ha sempre il volto dello sfratto o di una famiglia senza un tetto. Sempre più spesso comincia molto prima: quando un affitto diventa

difficile da sostenere, quando trovare una casa adatta a una famiglia richiede mesi o quando, pur lavorando, il reddito non è sufficiente a garantire un’abitazione adeguata. È un fenomeno che dalle grandi città interessa progressivamente anche i centri dell’Alta Padovana. I dati regionali aiutano a comprenderne la portata: in Veneto le famiglie che vivono in affitto

sono passate dal 14,6% del 2012 al 22,3% del 2022. Complessivamente, considerando anche chi paga un mutuo, più di una famiglia veneta su tre sostiene una spesa fissa legata all’abitazione. A Cittadella, tuttavia, parlare oggi di vera e propria emergenza sarebbe eccessivo. “Per il momento il tema non è così urgente – spiega Marina Beltrame, assessore comunale che segue l’edilizia popolare –. Abbiamo parecchie famiglie in graduatoria Ater, ma la graduatoria è a livello regionale”. Una domanda di edilizia pubblica dunque esiste. Nel giugno 2025 il Comune ha pubblicato la graduatoria provvisoria del bando per l’assegnazione degli alloggi ERP. Già nel 2024, inoltre, la Regione aveva autorizzato Cittadella a destinare due alloggi a situazioni documentate di emergenza abitativa: in quel caso si trattava di due nuclei in particolare difficoltà, uno dei quali interessato da uno sfratto. A rendere più complesso il quadro c’è il mercato privato. Nell’estate 2026 a Cittadella i canoni richiesti negli annunci immobiliari si attestavano mediamente attorno ai 10-11 euro al metro quadrato al mese. È un dato di offerta, quindi non coincide necessariamente con il prezzo finale dei contratti, ma restituisce la pressione che può incontrare chi oggi cerca casa. Nei centri più piccoli, compreso Carmignano di Brenta, il problema può assumere caratteristiche

differenti: non soltanto il prezzo, ma la disponibilità di immobili adatti e accessibili alle diverse fasce di reddito. Ed è qui che la questione della casa smette di riguardare esclusivamente le famiglie economicamente più fragili e comincia a coinvolgere giovani coppie, nuclei monoreddito, genitori separati e anziani soli. La stessa Regione riconosce una crescita delle situazioni di disagio abitativo segnalate dai territori e negli ultimi anni ha ampliato gli strumenti che consentono di utilizzare alloggi ERP anche per particolari condizioni di vulnerabilità sociale. ATER Padova, dal canto suo, dichiara oltre 190 milioni di euro investiti tra il 2021 e il 2025 e 2.348 alloggi riqualificati o efficientati nell’intera provincia. La sfida per Cittadella, Carmignano e per l’Alta Padovana è quindi soprattutto preventiva: evitare che una difficoltà nel trovare casa diventi emergenza sociale. Significa recuperare il patrimonio pubblico inutilizzato, aumentare l’offerta a canone sostenibile e costruire strumenti capaci di intercettare quella fascia crescente di cittadini che non è abbastanza povera per accedere facilmente all’edilizia pubblica, ma non è più abbastanza forte economicamente per affrontare senza difficoltà il mercato privato.

alloggi. L’obiettivo indicato è ristrutturare circa un migliaio di case, con una spesa media stimata in 30 mila euro ciascuna. Il provvedimento dovrebbe arrivare entro l’inizio di novembre, mentre i primi cantieri sono previsti tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027. Le assegnazioni alle famiglie seguiranno il completamento dei lavori. Resta però da definire quante risorse saranno destinate alla provincia di Padova e quanti dei suoi 1.811 alloggi sfitti potranno essere recuperati. Lo stanziamento annunciato rappresenta un primo intervento rispetto alle dimensioni del problema. La Regione sta valutando

anche un’altra possibilità: consentire ai potenziali inquilini di sostenere le spese di ristrutturazione, garantendo una permanenza nell’abitazione abbastanza lunga da recuperare l’investimento. Una formula ancora allo studio. Per il Padovano il passaggio decisivo sarà individuare gli immobili sui quali intervenire e stabilire tempi e finanziamenti. È da questi elementi che dipenderà quanta parte del patrimonio oggi inutilizzato potrà tornare ad accogliere le famiglie

• Elisa Bonino

Nel Padovano 1.811 alloggi Ater sfitti

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ono 1.811 gli alloggi Ater sfitti in provincia di Padova: il secondo numero più alto del Veneto dopo Venezia. Su un patrimonio di 7.235 abitazioni, il 25,03% non è occupato. Una casa su quattro resta dunque vuota, mentre la mancanza di manutenzione impedisce di rimettere a disposizione una parte del patrimonio destinato a rispondere al bisogno abitativo. Il quadro al 31 dicembre 2025 mostra che il problema si concentra soprattutto nell’edilizia residenziale pubblica. Dei 6.730 alloggi Erp presenti nel Padovano, 1.628 risultano sfitti. Altri 183 immobili non occupati

appartengono al patrimonio non Erp, che conta complessivamente 505 abitazioni. Padova supera la media regionale, ferma al 23,83%, e presenta la seconda incidenza più alta di alloggi vuoti, dietro Venezia, dove la quota raggiunge il 30,75%. Nel resto del Veneto le percentuali sono inferiori: dal 23,76% di Rovigo al 16,28% di Verona. Per avviare il recupero degli immobili, il presidente della Regione Alberto Stefani annuncia uno stanziamento di 25 milioni di euro. L’intervento riguarda l’intero territorio veneto, dove le abitazioni Ater sfitte sono 8.600 su un patrimonio di 36.088

• (S.B.)

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7 Emergenza casa/2. Futuro da definire per il Centro Padre Odone Nicolini

FONTANIVA ALLA RICERCA DI NUOVE SOLUZIONI PER FAMIGLIE E ANZIANI

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na casa dai costi sostenibili per le famiglie, sostegno a chi rischia di perdere l’alloggio e un futuro da definire per il Centro Padre Odone Nicolini. Sono i temi sui quali l’amministrazione comunale sta lavorando per affrontare i bisogni abitativi di un paese che cresce, anche grazie all’arrivo di nuovi residenti dai territori vicini. L’obiettivo è accompagnare questo sviluppo con servizi adeguati, attenzione alle fragilità e scelte urbanistiche che valorizzino il

patrimonio esistente. Un punto centrale è il Nicolini, di proprietà di AltaVita e gestito dal Comune. La struttura ospita 16 alloggi per anziani autosufficienti, insieme a spazi per i servizi e le attività associative. Una presenza che permette di unire la vita in autonomia alla possibilità di incontrare altre persone e partecipare alle iniziative della comunità. Per gli anziani, abitare vicino ai servizi e ai luoghi di incontro significa poter conservare relazioni e occasioni di socialità.

AltaVita ha manifestato l’intenzione di vendere l’immobile. Su questo passaggio il Comune ha avviato un dialogo con la proprietà e una prima interlocuzione con Ater, per individuare soluzioni sostenibili e salvaguardare la funzione del Centro. Il confronto è dunque aperto: non viene indicata una soluzione già definita per il futuro della struttura. Nel programma dell’amministrazione, il Nicolini figura anche come possibile laboratorio di abitare sociale, una prospettiva che richiede approfondimenti sui destinatari, sulle modalità di gestione e sulla sostenibilità economica. “Il nostro obiettivo è che le persone possano costruire il proprio futuro a Fontaniva e continuare a sentirsi parte della comunità”, sottolinea il sindaco Alberto Trento. “La sicurezza di una casa è fondamentale. Per questo lavoriamo sui bisogni delle famiglie e sulle possibilità offerte dal patrimonio esistente, cercando collaborazioni che rendano sostenibili le risposte. Un alloggio acquista ancora più valore quando permette di vivere in autonomia, accedere ai servizi e mantenere legami”. Sul fronte delle difficoltà quotidiane, il primo presidio sono i servizi sociali. Il loro lavoro parte dall’ascolto delle persone e dall’accompagnamento delle

Il mercato immobiliare riparte e i prezzi volano, in periferia +40%

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Padova 1.760 compravendite in sei mesi, il 7,3% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Il mercato della casa riparte dopo la flessione del 3,9% registrata lo scorso anno e supera la crescita nazionale, ferma al 2,1%. A trainare gli acquisti, secondo l’analisi di Rexer, è anche la domanda di alloggi per studenti e turisti, che spinge gli investimenti. I rendimenti attesi variano dal 5% al 10% secondo la zona e il tipo di casa. In dieci anni i prezzi medi sono saliti di oltre il 40%, da circa 1.700 a 2.500 euro al metro quadrato. Il centro storico resta l’area più cara, sopra i 3.500 euro, ma gli aumenti maggiori riguardano le zone semicentrali: quasi il 50%, da 1.800 a 2.700 euro. In periferia il rialzo medio è del 40%, sostenuto da riqualificazioni e nuove costruzioni. «La richiesta di alloggio da parte di studenti a Padova è molto alta e spesso deve rivolgersi fuori dalle mura cittadine, perché in centro i prezzi degli affitti sono troppo alti», osserva Rodrigo Azzinnaro, responsabile commerciale nord est di Rexer. Cresce l’interesse per appartamenti medio grandi da affittare agli universitari, soprattutto nelle aree che saranno servite dal tram. Tra i quartieri con i maggiori rincari troviamo San

famiglie nelle situazioni in cui problemi economici, morosità e precarietà abitativa si intrecciano. I sostegni economici e il confronto con gli enti coinvolti servono ad affrontare i singoli casi, con la prospettiva di costruire percorsi verso una maggiore stabilità e autonomia. Le politiche per la casa si collegano anche alla pianificazione del territorio. Gli indirizzi comprendono il recupero degli edifici esistenti, il contenimento

del consumo di suolo e la ricerca di soluzioni accessibili per ciascuno attraverso collaborazioni con soggetti pubblici, privati e del Terzo settore. In questo quadro rientra l’attenzione alle giovani coppie, accanto alle esigenze degli anziani e delle persone fragili. Bisogni diversi, che cambiano con l’età e con le condizioni familiari. • Federico Franchin

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Giuseppe, Madonna Pellegrina, Sacra Famiglia e Arcella. La crescita si estende alla cintura: a Selvazzano Dentro, Rubano, Noventa Padovana e Albignasego i prezzi sono aumentati del 30-40%, avvicinandosi o superando i 2.000 euro al metro quadrato. Qui cercano casa le famiglie che vogliono spazi più ampi e maggiore efficienza energetica. • (S.B.)

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CITTADELLA

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Sociale. Centro diurno per 60 persone e una nuova Comunità Alloggio per 10

FRATRES, A FACCA PRENDE FORMA IL NUOVO POLO PER LE PERSONE CON DISABILITÀ A cquistato dal Comune il terreno di via Chiesa Facca: sorgeranno un centro diurno per 60 persone e una Comunità Alloggio con 10 posti. Previsto un investimento da oltre 6 milioni di euro. Un nuovo polo dedicato alle persone con disabilità prenderà forma a Facca. La Cooperativa Sociale Fratres ha acquistato dal Comune di Cittadella il terreno di via Chiesa Facca destinato a ospitare la futura sede dei propri servizi, compiendo così un passaggio decisivo verso la realizzazione del progetto. L’atto di compravendita è stato sottoscritto lo scorso 22 settembre. Su un’area di 5.990 metri quadrati sorgerà un edificio di circa 2.450 metri quadrati, nel quale verrà trasferito il centro diurno oggi attivo a Galliera Veneta, frequentato da 60 persone. Accanto nascerà una nuova Comunità Alloggio destinata ad accogliere altre 10 persone, mentre quella

già operativa a Galliera, con ulteriori dieci posti, resterà nella sede attuale. Il progetto, curato dall’ingegner Damiano Giunchi dello Studio Omnia Progetti, prevede dieci locali per le attività collettive e occupazionali, una grande mensa, uffici e spazi per il personale. Portici sui lati nord e sud consentiranno di svolgere attività anche all’esterno. La Comunità Alloggio avrà invece otto camere, soggiorni, mensa e uno spazio protetto da una pergola bioclimatica. A completare l’intervento sarà una piastra sportiva polivalente, che una volta realizzata verrà ceduta al Comune di Cittadella e diventerà quindi un servizio a disposizione del territorio. L’investimento stimato sulla base degli attuali preventivi ammonta a 6,17 milioni di euro. “La nuova struttura ci permetterà di rispondere in modo più puntuale alle esigenze delle persone che la fre-

quenteranno – spiega Leonardo Andrei, presidente di Fratres – e sarà anche un’occasione per costruire relazioni con le associazioni e gli abitanti di Facca”. Centrale anche il tema del “durante e dopo di noi”, una delle preoccupazioni più sentite dalle famiglie. Il progetto guarda infatti oltre la realizzazione dell’edificio. “La sfida più grande sarà garantire nel tempo un servizio dignitoso alle persone accolte – sottolinea il direttore Ugo Campagnaro –. Per questo confidiamo anche nell’attenzione che la Regione Veneto riserva ai servizi sociosanitari”. Con l’acquisto dell’area il progetto passa dunque dalle intenzioni a una localizzazione concreta, con l’obiettivo di creare a Facca non soltanto nuovi spazi assistenziali, ma un luogo aperto e integrato nella comunità. • Elisa Bonino

ENAIP, RIPARTITA LA SCUOLA: 140 STUDENTI TRA FORMAZIONE, COMPETENZE E LAVORO

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uovo anno per l’istituto professionale cittadellese, con percorsi dedicati all’integrazione e all’agroalimentare e un laboratorio meccanico completamente rinnovato. È ripartita con 140 studenti l’attività formativa dell’Enaip di Cittadella. Un nuovo anno scolastico che per l’istituto professionale cittadellese si apre all’insegna di un rapporto sempre più stretto tra formazione, imprese e territorio, con nuovi progetti e spazi rinnovati. La giornata inaugurale ha rappresentato anche l’occasione per presentare ai ragazzi le opportunità del percorso e il ruolo che la formazione professionale può avere nella costruzione del futuro lavorativo. Accanto alle attività didattiche tradizionali prenderanno forma percorsi legati all’integrazione e all’agroalimentare, mentre uno

degli elementi più significativi è il rinnovamento del laboratorio meccanico, dotato di strumenti e tecnologie pensati per avvicinare il più possibile la preparazione degli studenti alle competenze richieste dalle aziende. Un rapporto con il mondo esterno che Enaip punta a rafforzare anche attraverso iniziative dedicate alla cittadinanza e alla comunità. Durante la prima giornata sono intervenuti rappresentanti delle istituzioni, del volontariato e delle realtà locali, chiamati a confrontarsi con gli studenti sul significato della partecipazione e sulla responsabilità di ciascuno nella vita collettiva. L’istituto conferma così una vocazione che nel Cittadellese assume un peso particolare: offrire ai giovani competenze spendibili e costruire un collegamento diretto con un tessuto economico caratterizzato da

manifattura, artigianato e imprese alla continua ricerca di profili qualificati. “La formazione professionale è una componente fondamentale del nostro sistema educativo – sottolinea il sindaco Luca Pierobon –. Qui i ragazzi possono acquisire competenze concrete, ma anche imparare il valore dell’impegno, della partecipazione e del rapporto con la comunità. Rafforzare il legame tra scuola, territorio e imprese significa costruire opportunità reali per i nostri giovani”. Per i 140 studenti il nuovo anno parte dunque con un’impostazione molto concreta: imparare facendo, misurarsi con competenze richieste dalle imprese e costruire un percorso formativo sempre più vicino alle esigenze reali del territorio. • (E.B.)

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Messaggio pubbliredazionale

Comune di Cittadella I N F O R M A

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O T T O B R E

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PIANO OPERE PUBBLICHE: Sindaco Dott. Luca Pierobon

obiettivi concreti e prossime inaugurazioni

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’attività dell’Amministrazione rivolta alla cura, alla crescita e alla valorizzazione del territorio prosegue senza interruzioni. Nel corso di questi anni abbiamo operato per tradurre le linee programmatiche in cantieri effettivi, stanziando fondi comunali e cogliendo le opportunità offerte dal PNRR. I risultati di questo lavoro costante continuano a concretizzarsi: una nuova serie di interventi infrastrutturali strategici giunge a compimento, sommandosi ai traguardi già raggiunti. Il primo appuntamento è fissato in occasione della Fiera Franca di fine ottobre, momento in cui restituiremo ufficialmente alla cittadinanza due opere di primario rilievo: La Casa dell’Ascolto (1.290.334,48 € complessivi, di cui 83.002,85 € con risorse proprie): uno spazio inedito dedicato all’accoglienza e all’inclusione, pensato per rafforzare la rete di solidarietà locale. La riqualificazione del marciapiede di Riva IV Novembre (500.000,00 € con fondi propri): un intervento focalizzato su decoro e fruibilità pedonale che fa da apripista alla sistemazione complessiva delle Rive, nell’ambito di un piano da 1,92 milioni di euro per rendere sicuro e accessibile l’intero anello attorno alla cinta muraria.

Marciapiede Riva IV Novembre

La Fiera Franca segnerà soltanto l’inizio di una serie di appuntamenti e tagli del nastro. Entro la fine dell’anno vedranno infatti la luce altre opere di grande valore. La nuova mensa della Scuola Primaria di Pozzetto (920.000,00 € di cui 80.000,00 € con fondi propri): un’infrastruttura moderna e ad elevata efficienza energetica a servizio degli alunni. Il nuovo Centro per l’Impiego in Borgo Treviso/Contrà Corte Tosoni (1.095.000,00 € di cui 295.000,00 € con fondi propri): realizzato in sinergia con Veneto Lavoro per facilitare l’incontro tra domanda e offerta occupazionale, fornendo spazi idonei e servizi di prossimità per i cittadini e i giovani. L’ultimo stralcio della pista ciclo-pedonale di Via Ca’ Moro (675.000,00 € con fondi propri): il tratto andrà a collegare Via Ca’ Ovadro alla rotatoria di Via Laghi, offrendo un tracciato completo, rinnovato e fruibile da tutti. Il Palazzo delle Associazioni (1.910.000,00 € di cui 1.410.000,00 € con fondi propri e 500.000,00 € come contributo della Fondazione Cariparo): uno spazio pronto a ospitare le attività culturali e il tessuto associativo. Il passaggio ciclo-pedonale tra Borgo Padova e Via Verdi: un raccordo strategico che unisce in modo sicuro e agevole il polo scolastico di Via Gabrielli con Borgo Padova e la stazione ferroviaria (opera realizzata dal Comune tramite convenzione con i privati nell’ambito dei lavori del Piano Urbanistico Attuativo dell’Area ex FRO).

Casa dell’Ascolto www.comune.cittadella.pd.it


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CITTADELLA

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La festa. La comunità si è unita tra memoria e impegno collettivo

Il Duomo ha celebrato i 200 anni con il volto rinnovato dal restauro L L

“FemoGas” cresce ancora

a festa ha unito fede, storia e identità cittadina. Il bicentenario della chiesa dei Santi Prosdocimo e Donato è arrivato al termine di un importante intervento di recupero e messa in sicurezza, sostenuto dalla parrocchia, dal Comune di Cittadella, oltre che da imprese e cittadini. Cittadella ha celebrato i 200 anni del Duomo con una giornata intensa e partecipata, che ha unito il significato religioso della ricorrenza al valore civile e identitario di uno dei luoghi più rappresentativi della città. La festa, culminata nella Messa solenne presieduta dal vescovo di Padova Claudio Cipolla, ha assunto un significato ancora più forte perché arrivata al termine di un importante intervento di restauro che ha restituito sicurezza e piena fruibilità alla chiesa dei Santi Prosdocimo e Donato. Il bicentenario non è stato soltanto una ricorrenza liturgica. Per la comunità cittadellese ha rappresentato l’occasione per rileggere due secoli di storia collettiva attorno a un edificio che, oltre alla dimensione spirituale, ha accompagnato generazioni di famiglie nei momenti più significativi della vita cittadina. Il Duomo, infatti, è molto più di un luogo di culto: è un punto di riferimento urbanistico, storico e affettivo, capace di raccontare il legame profondo tra la città e la sua memoria. A rendere ancora più importante questo anniversario è stata la conclusione del grande progetto di recupero avviato negli ultimi anni. Il cantiere ha interessato in particolare il sottotetto, la copertura e la grande volta, con un intervento reso necessario per mettere in sicurezza l’edificio e affrontare criticità non più rinviabili. Il restauro, dal valore complessivo vicino ai due milioni di euro, è stato sostenuto attraverso una rete ampia di contributi, che ha visto accanto alla parrocchia anche istituzioni, fondazioni, imprese e numerosi cittadini. Non a caso il progetto è stato chiamato “D’Uomo”, a sottolineare l’idea di un’opera non limitata al restauro materiale della chiesa, ma fondata sul coinvolgimento della comunità. Un percorso che ha trasformato il cantiere in un’esperienza condivisa, nella quale la salvaguardia del patrimonio si è intrecciata con il senso di appartenenza e con la volontà di consegnare alle generazioni future

un luogo centrale per la storia cittadellese. Alla celebrazione erano presenti, accanto al vescovo, il parroco, i sacerdoti, rappresentanti delle istituzioni, associazioni, gruppi parrocchiali e numerosi fedeli. Dopo la funzione religiosa, la giornata è proseguita con un momento conviviale aperto alla comunità, a conferma del carattere non solo ecclesiale ma pienamente cittadino della ricorrenza. “Celebrare i 200 anni del nostro Duomo significa celebrare una parte fondamentale della storia di Cittadella – ha sottolineato il sindaco Luca

Pierobon –. Generazioni di cittadellesi sono passate da questo luogo nei momenti più importanti della propria vita e della nostra comunità. Averlo oggi restaurato e messo in sicurezza rende questo anniversario ancora più significativo”. Il bicentenario ha dunque assunto un doppio valore: da una parte il traguardo storico e spirituale dei due secoli di vita del Duomo, dall’altra il compimento di un intervento che ne garantisce la tutela e la continuità nel tempo. • Elisa Bonino

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’azienda cittadellese ha inaugurato a Villa Bartolomea una nuova struttura per produrre energia rinnovabile da effluenti zootecnici e residui vegetali. A regime saranno prodotti 4,5 milioni di metri cubi di biometano l’anno. Da Cittadella alla Bassa Veronese con un nuovo investimento nel settore delle energie rinnovabili. Il gruppo FemoGas ha inaugurato nelle scorse settimane a Villa Bartolomea un nuovo impianto di biometano, confermando il percorso di crescita dell’azienda cittadellese in un comparto sempre più centrale per la transizione energetica. L’apertura è stata accompagnata da due giornate dedicate al Festival del Biometano, che hanno richiamato circa 1.500 persone tra cittadini, rappresentanti delle istituzioni, imprese e addetti ai lavori. Al centro del confronto il ruolo delle fonti rinnovabili, ma anche la necessità di diffondere una maggiore conoscenza attorno a tecnologie che possono contribuire alla produzione di energia riducendo il ricorso alle fonti fossili. La struttura tratterà effluenti zootecnici e residui vegetali, trasformando materiali provenienti dal territorio in energia e fertilizzanti di origine biologica. A regime è prevista una produzione di circa 4,5 milioni di metri cubi di biometano ogni anno, una quantità indicata come sufficiente a coprire il fabbisogno annuale di circa 4.500 appartamenti. Dal processo deriveranno inoltre circa 92 mila tonnellate di digestato destinato all’utilizzo in agricoltura. Durante il convegno sono intervenuti rappresentanti del mondo istituzionale, agricolo, ambientale e dell’industria del biogas, affrontando anche il tema del rapporto tra nuovi impianti e territori. Un passaggio particolarmente importante in un settore nel quale innovazione tecnologica e consenso delle comunità sono chiamati a procedere insieme. “Vedere un’impresa nata e cresciuta a Cittadella sviluppare tecnologie e investimenti in un settore così strategico è motivo di soddisfazione – sottolinea il sindaco Luca Pierobon –. La transizione energetica ha bisogno di imprese capaci di innovare, creare occupazione e, allo stesso tempo, dialogare con i territori nei quali operano”. L’apertura del nuovo impianto segna quindi un nuovo passaggio nella crescita di FemoGas, ma racconta anche qualcosa del territorio da cui l’azienda proviene: una realtà produttiva capace di misurarsi con le sfide dell’energia, dell’innovazione e della sostenibilità su scala sempre più ampia. • (E.B.)


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Comune di

COMUNE INFORMA OTTOBRE 2026

CARMIGNANO DI BRENTA CARMIGNANO DI BRENTA SI TINGE DI ROSA:

un mese dedicato alla prevenzione e alla salute delle donne

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A Camazzole la Festa della Transumanza rinnova una tradizione lunga quattro generazioni ¦¦ § § § ¢ ­ ­ ¨ ¡

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Prosegue la realizzazione della pista ciclopedonale di san giovanni: investimento complessivo di oltre 1,2 milioni di euro ­ ­

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CARMIGNANO

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Mobilità. L’opera punta a rendere più sicuri gli spostamenti a piedi e in bicicletta

SAN GIOVANNI, PRENDE FORMA IL NUOVO PERCORSO CICLOPEDONALE un ulteriore passo nella valorizzazione della mobilità dolce e nel miglioramento della qualità della vita della nostra comunità”. Sull’avanzamento dell’intervento interviene anche il vicesindaco Andrea Bombonati: “Il primo stralcio è già in corso e ora possiamo procedere con l’avvio del secondo. È un’opera attesa e importante per San Giovanni. Il contributo provinciale di 150 mila euro rappresenta inoltre un sostegno significativo e conferma quanto la collaborazione tra enti sia fondamentale per realizzare infrastrutture al servizio dei cittadini”. Il cronoprogramma indica come traguardo la fine del 2026: entro quella data entrambi gli stralci dovrebbero essere completati, consegnando a San Giovanni un nuovo collegamento dedicato a pedoni e biciclette e un ulteriore tassello della rete ciclopedonale del territorio.

Proseguono i lavori per la nuova ciclopedonale, un’opera da 1,23 milioni di euro pensata per rendere più sicuri gli spostamenti e rafforzare la mobilità sostenibile

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ltre 1,2 milioni di euro per realizzare la nuova pista ciclopedonale di San Giovanni. Procede uno degli interventi più rilevanti sul fronte della mobilità dolce a Carmignano di Brenta, pensato per migliorare i collegamenti locali e soprattutto aumentare la sicurezza di pedoni e ciclisti. L’opera è stata suddivisa in due stralci funzionali. Il primo, del valore complessivo di 600 mila euro, è già in fase di realizzazione. Parallelamente prende avvio il secondo stralcio, per il quale sono stati stanziati altri 630 mila euro. L’investimento complessivo raggiunge così 1 milione e 230 mila euro, ai quali concorre la

Provincia con un contributo di 150 mila euro destinato all’intero intervento. L’obiettivo è creare un’infrastruttura che renda più agevoli e protetti gli spostamenti quotidiani, offrendo un’alternativa all’auto soprattutto per i tragitti di breve distanza e contribuendo al progressivo sviluppo della rete dedicata alla mobilità sostenibile. “Si tratta di un progetto molto importante per il nostro territorio – spiega la sindaca Elisa Paiusco – perché interviene concretamente sulla sicurezza degli spostamenti quotidiani e offre ai cittadini una nuova opportunità per muoversi in modo sostenibile. La pista rappresenta

• Elisa Bonino

Nuova gestione per la palestra dell’ex De Amicis

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na nuova fase per la palestra dell’ex scuola elementare “De Amicis” di via Marconi. Il Comune di Carmignano di Brenta ha avviato nelle scorse settimane la procedura per affidare, in via sperimentale, la gestione temporanea dell’impianto, con l’obiettivo di garantirne l’utilizzo da parte del mondo sportivo locale. L’avviso per raccogliere le manifestazioni di interesse si era chiuso il 7 settembre ed era rivolto a società e associazioni sportive dilettantistiche, enti di promozione sportiva, associazioni di discipline sportive e federazioni nazionali. La durata prevista dell’affidamento arriverà fino al 18 giugno 2027, coprendo quindi gran parte della stagione sportiva in corso. La

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procedura non riguarda la realizzazione di una nuova struttura, ma la valorizzazione di uno spazio già esistente attraverso una formula di gestione temporanea. Un passaggio che interessa direttamente le realtà sportive del territorio, sempre alla ricerca di palestre e spazi adeguati nei quali organizzare allenamenti e attività. L’edificio De Amicis è inoltre da tempo al centro di un più ampio percorso di recupero e valorizzazione del patrimonio comunale. La palestra rappresenta una parte importante di questo complesso e la scelta di affidarne sperimentalmente la gestione punta a mantenerla attiva e fruibile. Dopo la chiusura della fase dedicata alla raccolta delle manifestazioni di

interesse, la procedura comunale è entrata nei successivi passaggi amministrativi. L’obiettivo resta quello di assicurare continuità all’utilizzo dell’impianto durante l’anno sportivo, mettendo a disposizione delle associazioni uno spazio nel centro del paese e, allo stesso tempo, evitando che una struttura pubblica rimanga sottoutilizzata. La soluzione scelta avrà anche un valore sperimentale: potrà offrire indicazioni utili al Comune sulle modalità di gestione, sulla domanda effettiva e sulla capacità delle realtà sportive del territorio di collaborare nella cura e nell’utilizzo quotidiano dell’impianto. • (E.B.)

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CARMIGNANO

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Lavori pubblici. La giunta approva in linea tecnica il progetto

SCUOLA UGO FOSCOLO, APPROVATO IL PROGETTO PER LA MESSA IN SICUREZZA C on l’avvio del nuovo anno scolastico torna al centro anche il tema della sicurezza degli edifici frequentati ogni giorno da studenti, insegnanti e personale. A Carmignano di Brenta la Giunta comunale ha approvato in linea tecnica il progetto denominato “Messa in sicurezza scuola secondaria Ugo Foscolo”, con deliberazione di agosto, pubblicata all’Albo pretorio a metà settembre. Si tratta di un passaggio che inserisce ufficialmente l’intervento nella programmazione tecnica dell’ente e consente ora di proseguire con gli adempimenti necessari per arrivare alle successive fasi progettuali e realizzative. L’approvazione “in linea tecnica”, infatti, non equivale ancora all’apertura del cantiere: definisce però il quadro dell’opera sulla quale il Comune intende intervenire e rappresenta un tassello importante nel percorso di manutenzione e adeguamento del patrimonio scolastico. La scuola secondaria Ugo Foscolo è uno dei punti di riferimento del

polo scolastico di Carmignano e fa parte dell’Istituto comprensivo Carmignano-Fontaniva. Proprio per la funzione quotidiana dell’edificio, ogni intervento legato alla sicurezza assume un peso particolare: non soltanto sotto il profilo tecnico, ma anche per la qualità degli ambienti

nei quali ragazzi e docenti trascorrono buona parte della giornata. L’attenzione sull’edificio si era tradotta già durante l’estate anche in interventi di manutenzione più circoscritti. A luglio il Comune aveva affidato, ad esempio, la sostituzione di un radiatore e di due valvole del plesso,

lavori distinti dal nuovo progetto di messa in sicurezza ma che rientrano nella cura ordinaria della struttura. Il nuovo atto approvato dalla Giunta assume però una prospettiva più ampia. Alla delibera sono allegati una relazione tecnica, l’elenco prezzi, il computo metrico estimativo e la

tavola con l’individuazione delle aree di intervento: documentazione che fotografa il lavoro preparatorio svolto dagli uffici e costituisce la base tecnica per i prossimi passaggi. Il tema dell’edilizia scolastica resta centrale anche nei Comuni di dimensioni medio-piccole, chiamati a conciliare manutenzione degli immobili, adeguamenti alle normative e disponibilità delle risorse. A Carmignano, la scelta di intervenire sulla Foscolo arriva proprio mentre studenti e famiglie sono tornati tra i banchi. Per una comunità, investire sugli edifici scolastici significa infatti lavorare su luoghi che sono spazi pubblici vissuti ogni giorno e destinati a restare centrali per molti anni. Il progetto sulla Foscolo sarà quindi da seguire nei prossimi mesi, quando verranno definiti tempi, coperture finanziarie e modalità di esecuzione. • Elisa Bonino

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FONTANIVA

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Due appuntamenti. L’obiettivo è promuovere prevenzione e sostenere le associazioni locali

CORSI GRATUITI ED ECOGRAFIE AL SENO PER LE DONNE DAI 25 AI 45 ANNI

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n corso gratuito di autopalpazione aperto alle donne di tutte le età e una giornata di ecografie al seno per le residenti dai 25 ai 45 anni. Sono i due appuntamenti dell’Ottobre Rosa 2026 a Fontaniva, che affianca alla sensibilizzazione sulla prevenzione il sostegno alle associazioni impegnate accanto alle pazienti oncologiche. Il programma invita a fare della cura di

sé un’abitudine, soprattutto attraverso una vita attiva e il tempo da dedicare alla propria salute. Il primo incontro è fissato per venerdì 16 ottobre, dalle 20.30, a Villa Borromeo Fantoni. La dottoressa Monica Chiomento terrà un corso di autopalpazione, organizzato in collaborazione con la Farmacia comunale “Beato Bertrando”. La serata sarà gratuita e offrirà alle partecipanti

l’occasione di conoscere meglio il proprio corpo e imparare a riconoscerne i segnali. Sabato 7 novembre sarà invece dedicato alle ecografie gratuite al seno, proposte dal Comune tramite la Farmacia comunale. Il servizio è rivolto alle fontanivesi tra i 25 e i 45 anni. Per conoscere le modalità di prenotazione, le interessate possono consultare i canali social del Comune. “Vogliamo che a Fontaniva ogni donna possa trovare occasioni concrete per prendersi cura della propria salute e una comunità su cui contare”, dichiara il sindaco Alberto Trento. “Con Ottobre Rosa rendiamo più accessibili le iniziative di prevenzione e sosteniamo le associazioni che accompagnano le pazienti oncologiche. La vicinanza delle istituzioni e della comunità deve farsi sentire anche nei momenti di maggiore difficoltà”. Le attività sono già iniziate durante la Marcia dei Bartandi, con “In Marcia per la Salute”. La domenica dedicata allo sport ha ospitato uno spazio informativo sulla prevenzione del tumore al seno e sui servizi per la salute delle donne. Alla divulgazione si è aggiunta la raccolta fondi “Una maglietta, grandi progetti”: la maglietta ufficiale della manifestazione ha permesso di raccogliere risorse per Altre Parole ODV e Insieme per Mano. “Quest’anno abbiamo voluto dare un taglio molto essenziale e concreto al

nostro Ottobre Rosa”, spiega l’assessora alle Politiche sociali Elisa Monegato, “mettendo al centro il sostegno alle associazioni del nostro territorio che si occupano di sostenere le pazienti oncologiche e offrendo alle nostre cittadine due importanti servizi per la prevenzione e la cura di sé”. La consigliera per le Pari opportunità Gabriella Artuso sottolinea il contributo

di chi rende possibili le iniziative: “Un ringraziamento particolare va ai medici volontari e alle associazioni impegnate nella divulgazione, ma anche a tutti i professionisti del settore medico che si dedicano quotidianamente al nostro benessere e alla nostra salute”. • Federico Franchin

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Sistemato l’argine del Brenta per due chilometri

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ltre due chilometri di argine del Brenta sistemati per rendere più sicuro il passaggio di biciclette e pedoni. Si sono conclusi a inizio mese i lavori sul percorso che collega via Cavalieri d’Italia all’intersezione con via Basse del Brenta. L’intervento, iniziato il 24 settembre, è costato circa 30.000 euro e ha interessato oltre 6.000 metri quadrati. È stato sistemato il fondo con materiale stabilizzato, correggendo i livelli e la forma della superficie per favorire lo scorrimento delle acque piovane. Tagliata anche la vegetazione che invadeva il passaggio, riducendo lo spazio disponibile e la visibilità. “Abbiamo voluto intervenire subito sulle criticità più evidenti, sistemando il fondo e liberando la sede di passaggio dalla vegetazione”, spiega il sindaco Alberto Trento. “È un intervento che guarda alla sicurezza di ciclisti e pedoni, ma anche alla valorizzazione turistica e ambientale del nostro territorio”. Il tratto è frequentato da camminatori, ciclisti e cittadini e garantisce gli accessi a residenti e conduttori dei fondi agricoli autorizzati. Collega il centro del paese ai percorsi verso Cittadella e Carmignano di

Brenta, inserendosi nella rete della ciclopedonale del Brenta, lungo la direttrice per Bassano del Grappa e in relazione alla Via Romea Germanica. “Parliamo di oltre due chilometri di percorso, utilizzati da molte persone e con una forte potenzialità anche dal punto di vista cicloturistico”, sottolinea il vicesindaco. Il Comune ha preso in concessione il tratto dopo aver completato l’iter con il Genio Civile di Padova. La gestione consentirà di programmare manutenzioni puntuali e continuative, per mantenere nel tempo sicurezza, percorribilità e decoro. • (F.F.)

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FONTANIVA

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Sociale. Incontri per genitori ed educatori per contrastare solitudine e rafforzare i legami comunitari

alla Marcia dei Bartandi Dif-fusione, il progetto da 23mila Intramille sport e solidarietà euro per riannodare la comunità

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ncontri per genitori, educatori nei luoghi frequentati dai giovani e un doposcuola finanziato con 23.450 euro. Prende forma Dif-fusione, il progetto promosso dal Comune con la cooperativa sociale Carovana per rafforzare i legami tra cittadini e collegare le iniziative rivolte a bambini, famiglie e anziani. L’obiettivo è contrastare solitudine e isolamento, facendo lavorare insieme scuola, parrocchia, associazioni e servizi. “Abbiamo voluto Dif-fusione perché desideriamo che a Fontaniva ogni persona possa sentirsi parte della comunità, trovare sostegno e avere occasioni per esprimere le proprie capacità”, dichiara il sindaco Alberto Trento. “Lo sviluppo di comunità è al centro della nostra azione amministrativa attraverso la costruzione di relazioni di fiducia che durino nel tempo e rendano le persone protagoniste del proprio paese e del suo futuro”. Il tavolo coordinato da Carovana ha iniziato dal sostegno alla genitorialità, mettendo a confronto opportunità già presenti e bisogni ancora senza risposta. È nato così un calendario di appuntamenti per famiglie con figli di età diverse. A

Villa Borromeo Fantoni è già partito il pilates mamma-bambino, rivolto alla fascia da zero a tre anni: un’occasione per curare il rapporto con i piccoli e incontrare altre mamme. A ottobre si è svolto nella sala civica del Centro Padre Odone Nicolini, una serata per i genitori di bambini dai tre ai sei anni, dedicata agli stili di accudimento e agli equilibri familiari. Per la fascia dai sei ai dieci anni seguirà «Papà si diventa», un laboratorio sulla costruzione del ruolo paterno. Per chi ha figli dai dieci ai quattordici anni sono previsti uno sportello di ascolto e il gruppo «Figli che cambiano, genitori che crescono». Il programma comprende anche serate sull’orientamento scolastico e sull’affettività. «L’aspetto più potente, credo, di questa coprogettazione è il metodo che innesca: un tavolo di lavoro in cui ciascuno esce dalla sua comfort zone e porta il suo punto di vista, costruendo assieme agli altri proposte aperte, adattabili, flessibili per la comunità», spiega l’assessora alle Politiche sociali Elisa Monegato. Per i giovani è in fase di avvio l’educativa di strada: due educatori di Carovana incontreranno i

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ragazzi nei loro abituali luoghi di ritrovo, per conoscerli e incoraggiarne idee e partecipazione. Parte anche TempoLAB, il doposcuola sostenuto dal bando Cariparo «Oltre la Campanella». Studio e laboratori si svolgeranno tra Centro Nicolini e patronato, con la collaborazione dell’istituto scolastico Carmignano di Brenta-Fontaniva e della parrocchia. Il tavolo lavora inoltre sul benessere degli anziani e sull’incontro tra generazioni e sulle occasioni di confronto. • Federico Franchin

n migliaio di persone lungo le strade e i sentieri del Brenta per camminare insieme e sostenere chi ha bisogno. La 38esima Marcia dei Bartandi, svoltasi a fine settembre, ha riunito famiglie, corridori e appassionati, trasformando la manifestazione in una festa di comunità. Una parte del ricavato sarà devoluta alle associazioni Altre Parole ODV e Insieme Per Mano. L’edizione ha visto anche la collaborazione con Plastic Free, affiancando alla vocazione sportiva e solidale l’attenzione per l’ambiente. Il paesaggio del Brenta ha fatto da cornice a una giornata che ha richiamato gruppi: i tre più numerosi sono stati premiati. Spazio anche al ricordo di chi ha contribuito a far nascere questo appuntamento. Una targa è stata consegnata in onore di Ivone Scomazzon, tra i primi fondatori della Marcia dei Bartandi. “Vedere la nostra comunità così unita e partecipe è motivo di grande orgoglio”,

commenta il sindaco Alberto Trento. “Mille persone in cammino rappresentano un segnale forte di vitalità e vicinanza alle nostre tradizioni. La Marcia dei Bartandi non è solo un evento sportivo, ma un pilastro di aggregazione e solidarietà per tutti noi”. “Un’emozione unica coordinare e veder crescere una manifestazione del genere”, aggiunge Jessica Marchetti, consigliera delegata allo sport e all’evento. “Il successo di questa edizione dimostra quanto la gente abbia voglia di stare insieme per una buona causa”. Alla riuscita hanno contribuito le associazioni impegnate lungo il percorso e nella logistica, Protezione civile, Polizia locale, il geometra Giordano Segato, Farmacia comunale e sponsor. A loro va il ringraziamento degli organizzatori, che danno appuntamento alla prossima edizione sulle sponde del Brenta. • (F.F.)

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COMUNE INFORMA | OTTOBRE 2026

Comune di Fontaniva Alberto Trento - Sindaco di Fontaniva

FONTANIVA RICORDA IL CROLLO DEL PONTE, una targa a cinquant’anni da quella notte

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n boato nel buio, la strada che sprofonda nel Brenta e un collegamento fondamentale che improvvisamente si interrompe. Cinquant’anni dopo, Fontaniva ha ricordato il crollo del ponte della Postumia, una vicenda rimasta impressa nella memoria del paese. Mercoledì 14 ottobre l’amministrazione comunale, a nome dell’intera comunità, ha posato una targa commemorativa per custodire il ricordo dell’accaduto e consegnarlo anche a chi, nel 1976, non era ancora nato.

«Questa targa rappresenta un impegno a conservare la memoria della nostra comunità», afferma Trento. «Quel ponte faceva parte della vita quotidiana di tante persone. Il suo crollo cambiò improvvisamente abitudini e collegamenti, lasciando un segno profondo». L’episodio risale alla notte del 14 ottobre 1976. Era circa l’una e un quarto quando cedette una parte del ponte stradale sul Brenta, lungo la statale 53. La struttura, costruita nel 1950, misurava 328 metri ed era composta da quattordici arcate. Il cedimento avvenne in due momenti e coinvolse complessivamente tre campate e due piloni, facendo scomparire nel fiume 36 metri di carreggiata.

Non ci furono morti né feriti. Un esito che rende questa storia anche il racconto di una tragedia evitata. Tre giovani fontanivesi, Walter Meneghelli, Ugo Silvello e Ruggero Stocco, si trovavano sul posto e riuscirono a fermare i veicoli in arrivo. I loro nomi sono rimasti legati a quella notte. Nel racconto di Ugo Silvello, pubblicato sulla rivista “Galileo”, i tre raggiunsero il ponte dopo aver saputo che sull’asfalto si avvertiva un avvallamento. Vedendo la carreggiata abbassarsi, compresero il pericolo e intervennero con gesti e segnali luminosi. Un automobilista riuscì a tornare indietro prima che la strada precipitasse. Lo stesso testimone ricorda che il ponte era stato chiuso un mese prima dall’allora sindaco Silverio Silvello e successivamente riaperto dall’Anas a senso unico alternato. «Il ricordo va anche a chi seppe reagire in quei momenti», prosegue Trento. «Davanti a una situazione così grave, quei giovani ebbero la prontezza di avvertire gli automobilisti. È un esempio concreto di attenzione agli altri e di responsabilità, che merita di essere conosciuto soprattutto dai ragazzi». La vicenda si inserisce nella storia del rapporto tra Fontaniva e il Brenta, un fiume che ha offerto risorse e possibilità di lavoro, ma che richiede conoscenza e rispetto. Le ricostruzioni del crollo richiamano in particolare le conseguenze delle escavazioni di ghiaia e sabbia, che avevano modificato il letto del fiume. Anche un’interrogazione presentata al Senato nel 2016 collegava il cedimento all’abbassamento dell’alveo e alla piena. Il problema riguarda-

va la stabilità delle fondamenta: l’asportazione del materiale dal greto e l’azione della corrente avevano indebolito il terreno attorno ai piloni. Il documento ricordava inoltre problemi di stabilità del vicino ponte ferroviario e di quello di Carturo. Per il territorio le conseguenze furono pesanti. Venne meno un’infrastruttura essenziale, utilizzata, secondo la ricostruzione comunale, da circa trentamila veicoli al giorno. Per mesi il paese e la rete stradale regionale dovettero affrontare disagi, percorsi alternativi e difficoltà negli spostamenti. Il crollo entrò così nella memoria collettiva attraverso l’esperienza quotidiana di famiglie, lavoratori e attività economiche. A mezzo secolo di distanza, la targa restituisce a quella vicenda un luogo e un segno riconoscibile.

«La memoria ha valore quando ci aiuta a comprendere il presente», conclude Trento. «Ricordare il ponte significa parlare della sicurezza delle infrastrutture, della cura del territorio e del nostro rapporto con il Brenta. Vogliamo che questa storia continui a essere raccontata, perché appartiene a Fontaniva e può insegnare qualcosa anche alle generazioni future».

Comune di Fontaniva Piazza Umberto I 1 - 35014 Fontaniva PD | Centralino T. 049 5949900 www.comune.fontaniva.pd.it


CULTURA

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L’evento. Dal 24 al 26 ottobre torna l’appuntamento simbolo dell’autunno cittadellese

Fiera Franca, Cittadella si prepara alla 432esima edizione tra mercato, tradizione e festa

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a sabato 24 a lunedì 26 ottobre tornerà infatti la Fiera Franca, giunta alla sua 432ª edizione, una manifestazione che continua a tenere insieme tradizione, commercio, turismo e identità cittadina. Anche quest’anno la formula sarà quella ormai consolidata su tre giornate, con il centro storico e l’area fieristica animati da centinaia di espositori. Saranno 231 le bancarelle distribuite lungo il percorso, tra alimentari, non alimentari e somministrazione di cibi e bevande. A queste si aggiungeranno i 50 espositori dell’area Expo in Villa Rina, le 53 attrazioni del Luna Park e oltre 30 espositori di macchine agricole. Il mercato cittadino accompagnerà tutte e tre le giornate lungo Riva IV Novembre e Riva dell’Ospedale. Non mancheranno gli appuntamenti più legati alla tradizione della Fiera: la secolare mostra del bestiame, prevista per il lunedì mattina nella zona del Cimitero Capoluogo, l’esposizione dei macchinari agricoli negli spalti di Riva dell’Ospedale, il tendone gastronomico dei Volontari Ca’ Onorai e l’area Expo curata dalla Pro Cittadella.

A chiudere la manifestazione, come da tradizione, sarà lo spettacolo pirotecnico del lunedì sera. “La Fiera Franca rappresenta da sempre un appuntamento immancabile per noi cittadellesi – sottolinea il sindaco Luca Pierobon –. È una festa che parla della nostra identità e del nostro modo

di stare insieme. In questi tre giorni si rafforza ancora di più il desiderio di ritrovarsi e vivere Cittadella come una grande comunità. Tutto questo è possibile grazie al lavoro della Pro Cittadella, dei Volontari Ca’ Onorai, dei dipendenti comunali, delle Forze dell’Ordine, dei volontari dell’Associazione Nazionale

Carabinieri, della Croce Rossa Italiana, della Protezione Civile e di tutti coloro che contribuiscono alla macchina organizzativa”. La Fiera Franca affonda le sue radici molto lontano. Già negli Statuti di Padova anteriori al 1236 si stabiliva che il 18 ottobre si tenesse un mercato nel castello di

Cittadella, insieme ai mercati annuali trasferiti da Onara. Dopo il passaggio sotto la Repubblica di Venezia, furono le autorità veneziane a regolamentare fiere e mercati. Un passaggio decisivo arrivò nel 1566, quando il doge Girolamo Priuli concesse a Cittadella un “mercato libero e franco”, destinato anche al commercio di animali e prodotti agricoli. La forma più vicina a quella odierna venne però definita nel 1722, quando una ducale istituì una Fiera Franca annuale di tre giorni, da tenersi nella prima domenica successiva al 15 ottobre. È da questa lunga storia che nasce la Fiera di oggi: una manifestazione capace di conservare le proprie radici e, allo stesso tempo, di rinnovarsi ogni anno. Cittadella è una città molto viva e attiva in materia di eventi ma questa Fiera è uno dei momenti nei quali la città ritrova più chiaramente il proprio carattere e la propria storia. • Elisa Bonino

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TERRITORIO

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L’impresa. Per lui è il sesto viaggio verso l’Etna, completamente in solitaria e rigorosamente su due ruote

MANSUETO CONZATO, 79 ANNI: 1.600 KM IN BICI FINO ALL’ETNA PASSANDO PER L’ALTA PADOVANA D all’alto dei suoi 79 anni portati benissimo, dopo una vita da carrozziere, Mansueto Conzato – che di mansueto, in realtà, non ha proprio nulla – ha deciso ancora una volta di sfidare sé stesso: in soli 12 giorni è arrivato in bicicletta dalla sua Pozzoleone (VI), sulle rive del Brenta tra il Vicentino e l’Alta Padovana, fino alla sommità dell’Etna. Milleseicento chilometri senza soste, se non quelle strettamente necessarie per dormire e fare almeno un pasto, con la sola forza di volontà, una gran faccia tosta e tanto spirito di adattamento. Partito il 9 settembre – “per non litigare con mia moglie, che voleva passare con me la festa della Madonna dell’8”, scherza – ha raggiunto il vulcano e lì sopra ha steso il suo consueto striscione: un rito ormai irrinunciabile, perché quello appena concluso è il suo sesto viaggio in bici dal Brenta alla Sicilia. Quest’anno il messaggio era un ringraziamento a

un’azienda dell’Alta Padovana che lo ha sostenuto nell’ “impresa”: un pezzo del nostro territorio arrivato, insieme a lui, fino in cima all’Etna. L’idea è nata nel 2020. “Avevo appena concluso il giro della Normandia con un professore, ciclista come me. Poi quel compagno affiatato è venuto a mancare, e io mi sono ritrovato solo con un sogno nel cassetto: la traversata dello Stivale. Mi son detto: ‘Gli amici cominciano ad essere pochi. Se aspetti sempre gli altri non partirai mai”. Così ho inforcato la bicicletta, passione di una vita, e sono andato in solitaria”. Nemmeno il diluvio che si è scatenato il giorno della partenza lo ha fermato. Il percorso? Prima le strade di casa dell’Alta Padovana, poi Chioggia, Porto Garibaldi e giù per la Romagna, Roma, Benevento, Pozzuoli, la Calabria e lo Stretto, fino a Palermo e Zafferana Etnea. Sempre in solitaria, mangiando “quando si può”, dormendo in hotel e b&b trovati sul

momento ma, da buon veneto, sempre con un occhio al portafoglio. Niente navigatore: “Meglio chiedere alle persone. Saper “attaccare bottone” con ironia è essenziale”. Conzato sembra uscito da un romanzo d’avventura: un po’ Phileas Fogg del Giro del mondo in 80 giorni, un po’ concorrente di Pechino Express. Da un lato le disavventure in sella, affrontate con

intraprendenza; dall’altro un mosaico di incontri che porta ancora nel cuore. Come quando, dopo una brutta foratura, ha abbordato un piastrellista con la sua esca infallibile: “Ho bisogno d’aiuto, ma in tasca ho un milione di euro”. Sorpreso forse più dalla faccia tosta che dalla promessa, l’uomo ha mollato gli attrezzi per accompagnarlo da un meccanico («il migliore della Sicilia», giura Mansueto).

Per sdebitarsi, Conzato gli manderà un panettone a Natale. La scorza dura viene da lontano: la carrozzeria di via Vegra di Sotto a Pozzoleone, l’ha messa in piedi da solo, partendo dalla stalla di famiglia fino a farne un’impresa con clienti da tutto il Veneto e molti nell’Alta Padovana, dove è ormai un volto noto. Oggi l’attività è passata ai figli. “Il lavoro mi ha dato la dignità, la bici mi ha dato la vita”. Il carrozziere dispensa la saggezza imparata su due ruote: “Quando fai un viaggio del genere vali per quello che sei, non per quello che hai. Pensi ad arrivare intero. Gli altri problemi ti sembrano di colpo insignificanti”.. E l’anno prossimo? “Basta Sicilia: dovrò inventarmi qualcos’altro. Devo approfittarne perché tra cent’anni sarò anziano e certi colpi di testa non me li potrò più permettere”. • Martina Danieli

A Noventa Padovana tutto pronto per la Fiera del Folpo

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al 22 al 27 ottobre, il centro di Noventa Padovana si prepara ad accogliere una delle manifestazioni autunnali più attese del Veneto. La regina della tavola resta l’antica ricetta del polpo bollito e condito con aglio, olio e prezzemolo, servito nei chioschi tradizionali e nelle undici bettole allestite per l’occasione. Ma la fiera non è solo gastronomia. L’edizione 2026 punta forte sul rinnovamento e sull’intrattenimento, trasformando il paese in un grande dancefloor a cielo aperto. Sono ben 28 gli artisti e i DJ coinvolti, distribuiti su tre palchi principali: dal Main Stage del Campo dei Tosi alla vivace Corte dei Bacari, fino all’innovativo spazio vintage dello Squero dei Pescatori. Non mancherà, la domenica mattina, il particolare appuntamento del Folpo Breakfast Club per vivere la colazione a ritmo di musica.

L’amministrazione comunale ha confermato la linea ecologica intrapresa negli scorsi anni. Per tutelare il mare e l’ambiente, la manifestazione è totalmente plastic-free: vige il divieto assoluto di usare stoviglie e posate in plastica o di servire bevande in vetro, privilegiando esclusivamente materiali compostabili e riciclabili.

Il sindaco Marcello Bano ha saputo in questi anni trasformare un evento casereccio, già molto noto per la verità, in un festival che sa richiamare da mezzo Veneto. “Lo avevamo promesso durante il Covid - spiega Bano - a noi stessi ed ai cittadini di Noventa Padovana: rilanciare e far crescere la manifestazione, è un ordine che ci siamo dati e che con soddisfazione possiamo rivendicare di aver raggiunto”. Bano sottolinea l’importanza di rinnovare la tradizione unendo la cucina popolare ai linguaggi contemporanei della musica e della socialità. Di qui nascono gli eventi dance e quest’anno anche una “soft clubbing breakfast” cioè un evento che inizia dalle 9 di domenica mattina e che consiste nel servire al pubblico cappuccini e brioches con musica soffusa, che permette ai ragazzi in particolare di fare quattro chiacchiere e vivere una

atmosfera appunto, soft, ma da club. Il 22 ottobre ecco ElettroFolpo, con due nomi di primo piano della scena house: Albert Marzinotto e Walterino. Venerdì 23 ottobre LadyFolpo, notte tutta al femminile con quattro DJ: Ika Faccioli, Sister Gloria, Silvia Curls e Gloria Fregonese. Sabato 24 FolpoLoco e FolpoBunny con Ali Selecta e con XREITO. Domenica 25 con TechnoFolpo e Fopo Vibes la Fiera incontra due figure storiche della consolle, Cirillo e Fabrice. Il 26 ottobre Folpo Time Machine e 24milabaci di Folpo, con MC Matt e la celebre coppia padovana Christian De Sieno e Flavio Gioia. Gran finale martedì 27 con House of Folpo e uno dei padrini della disco italiana, Ralf, e Folpo Jammin con Sir Oliver Skardy, pioniere del reggae veneto. • Alberto Gottardo

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Segue da pag. 1

Lo schema “Stefanildo” resiste o si apre lo scontro? Le categorie economiche, le associazioni d’impresa e il tessuto artigianale e industriale del Veneto guardano ai prossimi mesi con apprensione, temendo che le difficoltà di bilancio possano tradursi in una stangata fiscale, con un occhio particolarmente vigile sul fronte dell’Irap. L’ipotesi, anche solo ventilata, di un ritocco verso l’alto dell’imposta regionale sulle attività produttive viene vista dal mondo economico come un colpo durissimo in una fase già estremamente complicata per la

competitività aziendale, capace di frenare investimenti e margini di crescita. Dall’altro lato, sul fronte delle entrate personali e della tassazione dei redditi, resta intoccabile un vero e proprio dogma della stagione politica regionale: il mantenimento dell’Irpef come un tabù assoluto. Sulla scorta dei mandati di Luca Zaia, che hanno fatto della difesa del potere d’acquisto dei cittadini e della non-maggior tassazione un vessillo identitario e politico inattaccabile, la

maggioranza si muove con i piedi di piombo, consapevole che toccare le leve fiscali dirette sui contribuenti significherebbe incrinare quel rapporto di fiducia costruito in lunghi anni di governo. Tuttavia, far quadrare i conti senza ricorrere a leve fiscali straordinarie in un momento in cui le risorse statali si riducono e i costi dei servizi sociosanitari ed educativi lievitano rappresenta un esercizio di bilancio al limite del funambolismo. È qui che si misurerà la vera

tenuta dello schema “Stefanildo”: la capacità cioè di mediare tra le esigenze di bilancio e le pressioni delle diverse anime della coalizione. Se da una parte la programmazione finanziaria dovrà dare risposte concrete a un tessuto produttivo che chiede stabilità e sgravi, dall’altra dovrà evitare fughe in avanti che scontentino i territori o i partiti alleati. La sfida è aperta: il bilancio non sarà solo un atto contabile, ma il terreno politico decisivo per misurare i futuri equilibri di potere in Veneto.

Sociale. Approvazione unanime in Consiglio regionale, riconosciuto il ruolo nella rete dei servizi socio sanitari

CAREGIVER, LA LEGGE METTE TUTTI D’ACCORDO STEFANI: “DAL VENETO SEGNALE DI CIVILTÀ” Soranzo: “Due su tre costretti U a lasciare il lavoro”. Luisetto: “Vicini na legge che ha trovato il consenso di tutto l’arco politico, maggioranza e opposizione insieme. Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato all’unanimità la proposta di legge “Disposizioni per il riconoscimento, la valorizzazione e il sostegno del Caregiver familiare quale persona che presta cura e assistenza alla persona cara”, d’iniziativa della vicepresidente della Commissione sanità e relatrice d’aula Chiara Luisetto (Partito Democratico), con il capogruppo di Lega-LV Riccardo Barbisan come correlatore, e del presidente della Regione Alberto Stefani. Un voto compatto, trasversale agli schieramenti, che consegna al Veneto una delle prime leggi organiche in Italia dedicate a questa figura. Il provvedimento disciplina il ruolo del caregiver familiare, cioè di chi si prende cura, volontariamente e a titolo gratuito, di una persona non autosufficiente o che necessita di assistenza di lunga durata. La legge lo integra nel sistema regionale dei servizi sociosanitari, riconoscendone la funzione sociale, con un’attenzione specifica ai giovani caregiver - per i quali vengono individuate esigenze particolari in ambito educativo, formativo, lavorativo e di benessere psicofisico - e ai caregiver over 65. Sono previste misure di informazione, formazione, affiancamento e supporto

psicologico, oltre a interventi di sollievo e alla valorizzazione delle competenze, anche trasversali, maturate nell’attività di cura, utili a favorire l’accesso o il reinserimento nel mondo del lavoro. Tra gli strumenti istituiti: un Tavolo permanente presso la Giunta regionale, la raccolta di buone pratiche, la Giornata regionale del caregiver fissata al 6 ottobre, linee guida regionali e un Fondo regionale caregiver. Esprime soddisfazione il presidente della Regione Alberto Stefani: “Il Veneto oggi ha scelto di prendersi cura di chi si prende cura. La legge approvata dal Consiglio regionale riconosce e valorizza il ruolo centrale di chi, tutti i giorni, segue una persona cara malata, con disabilità, non autosufficiente o che necessita di essere accudita per particolari necessità assistenziali. Abbiamo mantenuto la promessa: al caregiver familiare, che

sarà inserito nella rete dei servizi sociali e sanitari, è riconosciuto il valore sociale ed economico che rappresenta come risorsa per tutta la società”. Stefani sottolinea la portata della misura: “Ancora una volta il Veneto dimostra sensibilità e visione. La legge approvata è un importante segnale di civiltà, una nuova pietra miliare del percorso sociosanitario che mette al centro la persona e le relazioni umane. Riguarda più di 260.000 veneti per i quali l’attività del caregiver non è soltanto un impegno familiare, ma si configura come un prezioso e fondamentale tassello della rete di assistenza. Per questo deve contare sul giusto riconoscimento sociale nel sistema regionale integrato dei servizi e del Welfare”. Il presidente ricorda infine come l’iniziativa fosse nata fin dall’avvio della legislatura: “Nella prima seduta del Consiglio regionale di questa legislatura, durante il mio discorso di insediamento, avevo lanciato una proposta: approvare una legge di civiltà, lavorando insieme, maggioranza e opposizione. Con orgoglio oggi abbiamo raggiunto l’obiettivo. Ringrazio la giunta e tutti i Consiglieri, anche per l’impegno di questi mesi e il senso di responsabilità dimostrato. Di fronte a scelte come queste non ci possono essere divisioni politiche davanti all’interesse dei nostri cittadini”.

alle 600 mila persone finora sole”

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opo il via libera unanime alla legge sul caregiver familiare, arrivano le reazioni dei consiglieri regionali che hanno seguito il provvedimento nelle commissioni. Per il presidente della Sesta commissione Enoch Soranzo (Fratelli d’Italia) il dato di partenza è la diffusione del fenomeno: “Parliamo di una realtà che tocca da vicino quasi il 16% della popolazione veneta, fatta in gran parte di donne, spesso anziani o giovanissimi”. Soranzo richiama le conseguenze sul lavoro: “Quasi due caregiver su tre sono costretti a lasciare o ridurre il lavoro, con ripercussioni pesanti sulla salute, sulla serenità familiare e sulla futura pensione”. Tra gli elementi della legge, il consigliere sottolinea l’ingresso del caregiver nella rete del welfare: “Il caregiver entra nella rete del welfare locale e concorre direttamente alla stesura e alla firma del Piano Assistenziale Individualizzato, affiancando e

integrando i servizi pubblici senza mai sostituirli”. Il tutto, ricorda, sostenuto da un Fondo regionale “finanziato con oltre 2,2 milioni di euro nel triennio”. Di segno complementare la lettura della prima firmataria, Chiara Luisetto (Pd), che punta sul percorso che ha portato al testo: “Questa legge nasce da un lungo percorso di ascolto e partecipazione che ha visto il coinvolgimento del Terzo settore, delle forze sindacali, delle associazioni e delle esperienze dirette dei cittadini”. La consigliera quantifica la platea coinvolta, “oltre 600 mila persone in Veneto, in maggioranza donne della cosiddetta generazione ‘sandwich’”, e guarda già oltre l’approvazione: “Non consideriamo questa legge un punto di arrivo, bensì l’assunzione di una responsabilità precisa. Ora siamo al lavoro affinché a queste risorse e a questi diritti corrispondano servizi accessibili e capillari su tutto il territorio”.


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Economia circolare. Venturini: “Dobbiamo fare in modo che ciò che i cittadini recuperano diventi risorsa”

RICICLARE NON BASTA: LA NUOVA SFIDA È DARE UN MERCATO ALLA PLASTICA RICICLATA P er anni è stato giustamente chiesto ai cittadini di separare meglio i rifiuti, aumentare la raccolta differenziata e ridurre ciò che finisce in discarica. Il Veneto ha fatto di questa cultura ambientale uno dei propri punti di forza. Ma quanto accaduto negli ultimi mesi alla filiera della plastica ha mostrato che oggi va affrontato un passaggio ulteriore: non basta raccogliere e riciclare, bisogna anche creare le condizioni perché i materiali recuperati trovino un effettivo utilizzo. È un problema che può apparire lontano dalla vita quotidiana, ma che in realtà riguarda direttamente ogni cittadino che ogni giorno separa correttamente gli imballaggi nella propria casa. Nel corso del 2026 la filiera della plastica riciclata ha attraversato una fase di forte difficoltà. Una delle ragioni è la concorrenza della plastica vergine, disponibile sul mercato a condizioni che possono renderla economicamente più conveniente rispetto alla materia

ottenuta dal riciclo. Il risultato rischia di essere un paradosso: i cittadini differenziano, il sistema raccoglie e seleziona, gli impianti recuperano il materiale, ma alla fine del percorso una parte di quella plastica incontra difficoltà a trovare un nuovo utilizzo. «È proprio questo il punto sul quale dobbiamo intervenire – spiega l’assessore regionale all’Ambiente Elisa Venturini –. Non possiamo costruire un

sistema nel quale chiediamo ai cittadini di differenziare, investiamo risorse e tecnologia per selezionare e recuperare i materiali e poi scopriamo che utilizzare materia prima nuova può risultare più conveniente rispetto a quella riciclata. L’economia circolare funziona soltanto se il cerchio si chiude davvero». La criticità emersa durante l’estate non ha riguardato soltanto il Veneto, ma più in generale la filiera nazionale degli imballaggi in plastica. Anche nella nostra regione alcuni centri hanno dovuto affrontare un aumento significativo dei quantitativi di materiale in attesa di essere avviato alle successive fasi di recupero. La Regione è intervenuta attivando già all’inizio di luglio un tavolo tecnico di coordinamento, coinvolgendo istituzioni, gestori e soggetti della filiera e portando contemporaneamente la questione anche sui tavoli nazionali. L’obiettivo immediato è stato quello di garantire la continuità e l’efficienza del sistema di raccolta e gestione dei

rifiuti. Ma la vera sfida riguarda il futuro: costruire soluzioni strutturali e durature che consentano di dare maggiore valore alle materie recuperate. Tra le strade sulle quali si sta lavorando c’è la ricerca di nuovi sbocchi industriali per le plastiche riciclate, favorendo il loro utilizzo nei processi produttivi e cercando, quando possibile, di mantenere sul territorio anche il valore economico generato dal recupero. «Il Veneto possiede un sistema produttivo, competenze e tecnologie che possono permetterci di trasformare questa difficoltà in un’opportunità – sottolinea Venturini –. Dobbiamo riuscire a creare filiere sempre più circolari, nelle quali un materiale venga raccolto, recuperato e possa tornare a essere utilizzato. Significa ridurre il consumo di nuove materie prime e, allo stesso tempo, generare valore economico e ambientale». La questione riguarda infatti un principio fondamentale dell’economia circolare: un rifiuto correttamente differenziato deve poter diventare una nuova materia

prima. Per raggiungere questo risultato non sono sufficienti soltanto impianti efficienti. Occorre creare una domanda stabile di materiali riciclati, favorirne l’utilizzo da parte delle imprese e costruire regole che rendano economicamente sostenibile il loro impiego. Su questo terreno il Veneto intende giocare un ruolo da protagonista, mettendo attorno allo stesso tavolo istituzioni, sistema produttivo, mondo della ricerca e operatori ambientali. «I veneti hanno dimostrato negli anni una grande sensibilità ambientale e questo patrimonio non deve essere disperso – conclude Venturini –. La raccolta differenziata resta un pilastro delle nostre politiche ambientali. Ora dobbiamo compiere il passo successivo: fare in modo che ciò che recuperiamo abbia davvero una seconda vita. Il futuro dell’economia circolare passa dalla capacità di trasformare sempre di più quello che ieri consideravamo un rifiuto in una risorsa ambientale ed economica».

BACINO DI LAMINAZIONE SULL’ASTICO: “OPERA STRATEGICA PER LA SICUREZZA IDRAULICA FINO A PADOVA”

“U

n’opera strategica per la sicurezza idraulica del Vicentino e di un territorio molto più ampio, fino a Padova”. Lo ha dichiarato Elisa Venturini, assessore regionale all’Ambiente, Clima, Parchi e Protezione Civile, all’inaugurazione del cantiere del bacino di laminazione sul torrente Astico, tra Breganze e Sandrigo. “E’ uno degli interventi attraverso i quali la Regione sta rafforzando la capacità del territorio di affrontare eventi meteorologici sempre più intensi”. L’intervento, dal valore di oltre 60 milioni di euro, prevede la realizzazione di un invaso con una capacità di circa 5 milioni di metri cubi d’acqua, destinato alla laminazione delle piene dell’Astico e alla conseguente riduzione del rischio idraulico per numerosi comuni del Vicentino e, più a

valle, per la città di Padova. Una delle caratteristiche principali del progetto è il recupero delle cave dismesse Mirabella-Vaccari e Mirabella-Girardini. Tra le opere previste figurano la risistemazione del piano campagna delle aree di cava, la realizzazione di arginature e di manufatti idraulici regolabili e lavori di scavo e movimentazione terra per circa 2 milioni di metri cubi. “Qui c’è un elemento significativo – aggiunge l’assessore –. Non consumiamo nuovo territorio, ma recuperiamo aree estrattive dismesse e le trasformiamo in una grande infrastruttura al servizio della sicurezza delle nostre comunità. Una criticità del passato diventa così un’opportunità per il futuro, mettendo insieme difesa idraulica e riqualificazione ambientale”.

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L’intervista. Il senatore e segretario nazionale del partito descrive le prossime sfide in vista del dibattito in Parlamento sulla Legge di Bilancio

“CARO ENERGIA, GIOVANI E CASA LE PRIORITÀ DELL’UDC PER LA MANOVRA FINANZIARIA” S enatore De Poli, al Consiglio Europeo a Bruxelles si è discusso di “maggiore flessibilità”, una battaglia decisiva per lasciare margini di iniziativa ai singoli Stati. Ci può spiegare meglio di cosa si tratta? Il ragionamento è molto semplice: se il costo di pensioni, servizi pubblici e trasferimenti aumenta per effetto dell’inflazione, la spesa degli Stati cresce anche in assenza di nuove decisioni politiche. Un governo può fare bene i compiti, rispettare gli impegni e trovarsi comunque, a causa del rialzo dei prezzi, davanti a livelli di spesa non preventivati. Da qui la richiesta del Centrodestra al Governo alle istituzioni europee: ampliare ulteriormente gli spazi di flessibilità per affrontare una congiuntura straordinaria, legata ai rialzi di energia e carburanti. Ci auguriamo che l’Europa delle persone e dei popoli vinca sull’Europa dei numeri e dei burocrati. Caro-energia e caro-carburanti: famiglie e imprese sono in grande difficoltà, anche e soprattutto in Veneto. Cosa fare? Grazie al Governo Meloni e alla maggio-

ranza in Parlamento abbiamo ottenuto fino a 14 miliardi di euro di margini aggiuntivi per il caro energia. In vista della prossima Manovra, il capitolo dei rincari energetici è una priorità dell’UDC Unione di centro. Dobbiamo ridurre le tasse per dare ossigeno a famiglie e imprese, difendere la competitività del nostro sistema produttivo in Veneto e tutelare il potere d’acquisto dei lavoratori. Sul tema della casa quali proposte mettete sul tavolo? Chiediamo innanzitutto la cedolare secca al 21% per negozi e uffici, per rendere conveniente e sicuro affittare e rimettere sul mercato gli immobili oggi vuoti. La crisi della casa non si risolve amministrando la scarsità, ma aumentando l’offerta abitativa. Sosteniamo inoltre il ritorno al 65% dell’ecobonus per le prime case. Sui giovani quali azioni proponete? In Italia 8 ragazzi su 10, fra i 20 e i 29 anni, vivono ancora con i genitori perché gli affitti sono troppo cari e gli stipendi troppo bassi. In vista della Legge di Bilancio l’UDC proporrà una no-tax area

Il senatore Udc Antonio De Poli

per i giovani lavoratori neo-assunti: dobbiamo aiutare le nuove generazioni a costruirsi una famiglia e valorizzare il nostro capitale umano. Il sostegno al ceto medio è da sempre una questione preminente per l’UDC. Quali azioni intendete proporre? Dal 2022 il Centrodestra ha seguito una strategia chiara: sostenere il ceto medio

vuol dire rimettere in moto il Paese. Lo scorso anno abbiamo tagliato l’Irpef al 33% per i redditi fra 28 e 50.000 euro. Ora dobbiamo puntare all’ampliamento della platea dei contribuenti con l’aliquota ridotta e confermare, inoltre, la detassazione sugli aumenti contrattuali. Un’altra proposta qualificante dell’UDC riguarda il sostegno ai Comuni. Di

che si tratta? Il caro-energia pesa sui bilanci dei Comuni e rischia di comprimere le risorse per i servizi ai cittadini, soprattutto per gli enti virtuosi che hanno gestito i conti con rigore. Al Governo abbiamo chiesto di valutare strumenti di sostegno: la tenuta dei servizi nei territori è fondamentale. Politiche sociali: anziani e non autosufficienza. Come affrontare i cambiamenti demografici? Servono nuove politiche di welfare per la terza età: rafforzare assistenza domiciliare e cura, con un modello di presa in carico che accompagni l’invecchiamento con servizi adeguati, attenzione ai più fragili e sostegno alle famiglie. Mettiamo al centro la persona, la sua dignità e il diritto a ricevere cure adeguate. Infine, sulle cure palliative – tema su cui abbiamo fatto una proposta di legge in Parlamento – chiediamo di investire più risorse per rafforzare l’accesso a questo tipo di cure, portandole sempre più vicino alle persone e nei luoghi in cui vivono e vengono assistite e garantendo così cura e dignità a chi soffre.

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Fumetti per ragazzi. Apostolidis: “Vogliamo offrire ai giovani storie d’avventura con uno spessore culturale e una profondità di pensiero”

“NON È SEMPLICE ENTERTAINMENT, LA MITOLOGIA GRECA CI PARLA DI NOI” E manuele Apostolidis torna in libreria con un nuovo fumetto per ragazzi che continua il successo di Archeo Tales. Lo sceneggiatore veneto, nato a Schio ma da anni ormai “padovano”, ha infatti da poco pubblicato “Il mito di Narciso. Archeo Tales Vol. 2”, con la collaborazione scientifica di Francesco Bellu e con le splendide tavole di Rebecca Spagnesi. Ho approfittato dell’occasione per scambiare due

chiacchiere con Apostolidis che ormai è diventato un nome di riferimento nel mondo del fumetto per ragazzi, grazie a una serie di pubblicazioni di successo che riescono ad unire alla perfezione l’intrattenimento con l’aspetto più educativo della lettura. Come mai hai scelto proprio il mito di Narciso come punto di partenza per questa seconda avventura di Archeo Tales?

Il mito di Narciso era l’occasione perfetta per introdurre il tema di una società in cui l’apparire è diventato essenziale e in cui la perfezione sembra essere una condizione necessaria. I grandi temi del mito siano ancora attuali: nel mondo di Archeo Tales, che rispecchia da vicino il nostro, volevamo far riflettere su come l’ossessione per l’immagine possa diventare una forma di controllo, trasformando una figura classica come

prime armi con la lettura, che lo vivranno come una bellissima storia d’avventura pur non conoscendo ancora i miti o gli dèi greci; i lettori più grandi, invece, vi troveranno continui riferimenti a ciò che studiano a scuola e saranno stimolati (si spera) ad approfondire altri racconti. Questo fumetto nasce dal lavoro di tre autori. Come funziona il vostro lavoro di squadra? Il nostro è un lavoro di grande sinergia

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Il commento alle notizie del giorno

con Alberto Gottardo La copertina di “Il mito di Narciso”

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Narciso in un’icona moderna del culto dell’apparenza. Quanto vi interessa restare fedeli al mito originale e quanto, invece, vi divertite a “smontarlo”? Per noi era fondamentale ricostruire il mito per catturare l’attenzione dei giovani lettori. Archeo Tales non vuole essere una serie didascalica ma un’opera che stimola la curiosità, ritenendola il vero motore della conoscenza. A questo proposito, le schede scritte da Francesco Bellu - archeologo e consulente scientifico della serie - servono proprio a nutrire e approfondire questo interesse. Archeo Tales si rivolge a lettori molto giovani. Come si raccontano miti spesso complessi, violenti o ambigui ai bambini senza impoverirli? Credo sia importante offrire ai giovani storie d’avventura che mantengano uno spessore culturale e una reale profondità di pensiero. Non bisogna semplificarle troppo né renderle eccessivamente complicate. Le più grandi storie per l’infanzia possiedono diversi livelli di lettura che possono essere colti a età differenti: Archeo Tales è adatto ai bambini alle

Emanuele Apostolidis

in cui la narrazione e la parte grafica si intrecciano fin dalle prime fasi di sviluppo. È un processo corale in cui la costruzione del mondo fantasy e dei personaggi dialoga con la parte di scientifica gestita da Francesco Bellu. Anche il rapporto con la disegnatrice Rebecca è costante e presente fin dall’inizio perché non è facile dare vita e forma grafica a un mondo come quello di Archeo Tales, ma Rebecca ci è riuscita perfettamente. Sono davvero felice di aver lavorato con questo team creativo che, posso già anticiparlo, sarà lo stesso anche per il terzo volume. Narciso è un mito che può essere letto anche attraverso selfie, social network e culto dell’immagine. Quanto del presente avete voluto far entrare nel personaggio e nella storia? Moltissimo. Archeo Tales è ambientato in un mondo fantasy in cui l’archeologia è vietata: un universo in cui i Titani cercano di controllare la società attraverso la tecnologia. È un mondo molto simile al nostro, di cui riconosciamo tratti distintivi come telefonini e selfie, ma dove magia e scienza si uniscono per

liberare il passato. La nostra memoria storica non è un elemento statico, bensì l’unica fonte in grado di ridare equilibrio al tutto e aiutarci a costruire un futuro migliore. I miti greci sono perfetti per raccontare il nostro mondo perché nelle loro storie sono state anticipate incredibilmente tutte le grandi tematiche del mondo attuale. L’Odissea di Nolan è stata un evento epocale nel mondo del cinema, pensi che abbia cambiato il modo di raccontare o percepire la mitologia? Tra l’altro, ti è piaciuto il film? Il film di Nolan si rivolge a un tipo di pubblico diverso rispetto al nostro, tuttavia spero davvero che abbia contribuito a riportare al centro dell’attenzione la mitologia e l’intramontabile fascino dei miti greci. In ogni caso personalmente mi è piaciuto tantissimo, ma sono un fan di Nolan da sempre. Tu da sempre fai tantissime presentazioni e laboratori di fumetto con i bambini: come ti trovi con gli eventi dal vivo? C’è vita oltre al tablet e allo smartphone anche per i più piccoli? Assolutamente sì. Credo che i bambini abbiano la necessità di tornare a immaginare e a riscoprire la bellezza di perdersi all’interno di una storia e di un’avventura. Quando tengo i laboratori dal vivo, cerco di stimolarli attraverso oggetti e reperti archeologici per guidarli nell’immaginare il passato: vedere quanto questo approccio li affascini ogni volta è la prova che c’è ancora un grandissimo spazio per la fantasia. Credo inoltre che il fumetto ha bisogno di ritrovare i lettori partendo proprio dai più giovani che sono ancora molto affascinati dalle immagini e dal disegno. Bisogna però essere in grado di parlare con il loro linguaggio, cercare di affascinarli e stimolarli. In questo modo non c’è schermo che possa battere la magia delle storie e del disegno. • Giacomo Brunoro

• Chi è Giacomo Brunoro Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.


DESPAR

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Despar, Eurospar, Interspar. Prezzi più leggeri per la spesa di tutti i giorni

CON “PREZZI PIUMA” 2.000 PRODOTTI DIVENTANO PIÙ CONVENIENTI Prezzi monitorati e aggiornati periodicamente sul mercato: Despar Nord rafforza la propria strategia sulla convenienza, affiancando “Prezzi Piuma” all’ampia offerta dei prodotti a marchio

F

are la spesa, oggi, significa sempre più spesso fare attenzione al prezzo. Si confrontano le alternative, si valutano marche e formati, si controlla il totale alla cassa e si cerca di mantenere il carrello entro un budget prestabilito. In un contesto economico segnato dall’aumento del costo della vita e da una crescente attenzione delle famiglie alla gestione della spesa quotidiana, anche le abitudini di acquisto sono cambiate. È in questo scenario che Despar Nord ha introdotto “Prezzi Piuma”, un progetto che coinvolge 2.000 prodotti e segna un’evoluzione importante nella strategia di convenienza dell’azienda. L’obiettivo è chiaro: rendere più conveniente la spesa di tutti i giorni, andando oltre la tradizionale logica delle promozioni a tempo e lavorando in maniera strutturale sul posizionamento dei prezzi. La principale novità è proprio questa: per le referenze coinvolte, il cliente può trovare un prezzo conveniente in modo continuativo, senza dover aspettare il volantino o concentrare gli acquisti nel periodo in cui un determinato prodotto è in promozione. Ma “Prezzi Piuma” non è un intervento una tantum. Alla base del progetto c’è infatti un sistema dinamico di monitoraggio del mercato: Despar Nord effettuerà periodicamente rilevazioni dei prezzi praticati dai principali competitor e, sulla base dei risultati, potrà intervenire sul prezzo delle referenze coinvolte. Un meccanismo che permette di adattare nel tempo il posizionamento dei 2.000 prodotti, con l’obiettivo di mantenere costante l’attenzione alla convenienza anche al variare delle condizioni di mercato. È questo uno degli elementi più innovativi dell’iniziativa: la convenienza non viene definita una volta per tutte, ma verificata e aggiornata periodicamente. Un approccio che fa di “Prezzi Piuma” non una semplice iniziativa commer-

ciale, ma una vera e propria strategia di posizionamento, pensata per rendere la convenienza un elemento sempre più stabile e riconoscibile dell’esperienza di spesa. Il progetto nasce in un momento in cui il potere d’acquisto rimane un tema particolarmente attuale. Negli ultimi anni l’inflazione e i rincari hanno modificato le abitudini dei consumatori, rendendoli più attenti al rapporto tra prezzo e qualità e più consapevoli nelle proprie scelte. “Prezzi Piuma” si concentra per questo sui prodotti che più frequentemente finiscono nel carrello. Le 2.000 referenze sono state individuate tra quelle maggiormente acquistate dai clienti e all’interno delle categorie che incidono maggiormente sulla spesa quotidiana. Il paniere comprende numerosi prodotti di marca, conosciuti e apprezzati dai consumatori: l’obiettivo non è quindi semplicemente proporre prezzi più bassi, ma rendere più conveniente l’acquisto di prodotti che fanno già parte delle abitudini delle famiglie, mantenendo qualità e possibilità di scelta. Una strategia che si affianca a un altro importante strumento attraverso cui Despar Nord lavora da tempo per offrire qualità e convenienza a diverse fasce di spesa: i prodotti a marchio. Un assortimento ampio e trasversale, sviluppato per offrire ai clienti la possibilità di scegliere in base alle proprie esigenze, preferenze e disponibilità di spesa, senza rinunciare alla qualità. La proposta a marchio di Despar Nord comprende infatti soluzioni capaci di rispondere a bisogni molto diversi: dalle eccellenze gastronomiche della linea Despar Premium ai prodotti per la spesa quotidiana, fino a S-BUDGET, la linea primo prezzo dedicata a chi ricerca una convenienza ancora più marcata. A queste si affiancano linee sviluppate per rispondere a specifici stili di vita ed esigenze alimentari,

La spesa più leggera

Non aspettare l’offerta!

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Fino a prodotti ogni giorno convenienti ampliando ulteriormente le possibilità di scelta all’interno del punto vendita. “Prezzi Piuma” e prodotto a marchio rappresentano così due leve complementari di una stessa strategia di convenienza: da un lato rendere più convenienti 2.000 prodotti, monitorandone periodicamente – su base mensile - il posizionamento sul mercato; dall’altro offrire attraverso la private label un ventaglio di alternative capace di rispondere a disponibilità di spesa, preferenze ed esigenze alimentari differenti.

Per Despar Nord, infatti, convenienza e qualità non sono elementi alternativi. L’obiettivo è rendere la spesa accessibile a un pubblico il più ampio possibile, offrendo a ciascun cliente la libertà di trovare il proprio equilibrio tra prezzo, qualità, preferenze ed esigenze personali. Cambia così anche il modo di intendere la convenienza: non soltanto un’occasione legata a una promozione, ma un impegno continuativo sul prezzo, capace di accompagnare la spesa abituale e di evolvere insieme al mercato.

Il progetto è partito a settembre da alcuni punti vendita Interspar del Veneto e nel corso del mese sarà esteso anche ai punti vendita Despar ed Eurospar, arrivando così a coinvolgere l’intera rete di vendita diretta Despar Nord presente in regione. Un percorso che, insieme alla continua evoluzione dell’offerta a marchio Despar, rafforza una strategia di convenienza sempre più strutturata, con l’obiettivo di offrire qualità, scelta e accessibilità e rispondere alle diverse esigenze di chi ogni giorno fa la spesa.


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DESPAR

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Solidarietà. La spesa diventa un aiuto per le scuole grazie ai buoni raccolti dalle famiglie

STICKERMANIA E SCUOLAFACENDO: DA DESPAR LA SPESA SOSTIENE LE SCUOLE

È

iniziata con il ritorno a scuola anche la nuova edizione di Stickermania, la raccolta di figurine che ogni anno coinvolge bambini e famiglie nei punti vendita Despar, Eurospar e Interspar aderenti. Quest’anno, come già nelle precedenti edizioni, insieme alle figurine c’è anche un’occasione per dare un aiuto concreto alle scuole del territorio attraverso Scuolafacendo. Le due iniziative proseguiranno fino al 18 ottobre. Stickermania, una nuova avventura da collezionare Per Stickermania 2026 la storia riparte con “Il segreto dell’amuleto luminoso”. Protagonisti sono ancora Oskar e Bo, questa volta alle prese con un viaggio nella mitologia nordica, sulle tracce dei Vichinghi e di un misterioso amuleto. La collezione è composta da 200 figurine. Il meccanismo è legato alla spesa: ogni 10 euro di spesa effettuata nei punti vendita aderenti si riceverà a una bustina di figurine. Per completare più rapidamente l’album è possibile acquistare anche pacchetti aggiuntivi di colore blu al prezzo di 50 centesimi. Inoltre, ogni 10 euro di spesa e l’acquisto di due prodotti sponsor si riceverà una bustina aggiuntiva di colore verde. I prodotti coinvolti sono segnalati direttamente nei punti vendita. Ma la raccolta non si ferma all’album. Stickermania è anche un progetto educativo che, attraverso il gioco e la condivisione, porta con sé valori come il rispetto, l’inclusione e la valorizzazione delle differenze, rafforzati dal legame con Scuolafacendo, l’iniziativa di Despar a sostegno delle scuole del territorio. Scuolafacendo, i buoni diventano materiali per le scuole Ogni bustina di figurine Stickermania contiene

anche un Buono Scuolafacendo. Il cliente potrà consegnarlo direttamente alla scuola che desidera sostenere oppure caricarlo online, attraverso il sito del progetto o l’app dedicata. I buoni potranno essere raccolti e destinati agli istituti fino al 7 febbraio 2027. Per le scuole, i buoni rappresentano la possibilità di ottenere materiali e attrezzature utili alle attività quotidiane. Gli istituti aderenti potranno scegliere dal catalogo dell’iniziativa prodotti per la didattica, strumenti per l’inclusione, attrezzature per le attività motorie e dotazioni tecnologiche. L’iniziativa è rivolta alle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo e secondo grado, pubbliche e paritarie, presenti nei territori in cui opera Despar Nord. Per partecipare è necessaria la registrazione al progetto. Nella scorsa edizione sono stati destinati oltre 460 mila euro in materiali e attrezzature a più di 2.000 scuole. Un risultato che racconta anche il valore di una partecipazione semplice e quotidiana: quella di famiglie e clienti che, attraverso la spesa, possono contribuire a rendere più ricchi e attrezzati gli spazi in cui ogni giorno bambini e ragazzi imparano, crescono e stanno insieme.

Dal 14 settembre al 18 ottobre 2026

ALBUM E FIGURINE DA COLLEZIONARE!!

Stickermania Tour in Veneto Gli appuntamenti nei punti vendita per scambiare le figurine

Scuole in movimento con il contest educativo “Diamoci una mossa!”

a raccolta Stickermania fa tappa anche nei punti vendita con alcuni appuntamenti dedicati allo scambio delle figurine. Durante i pomeriggi dello Stickermania Tour, bambini e famiglie potranno incontrarsi per scambiarsi le figurine e completare più facilmente la propria collezione. Ad accompagnare gli appuntamenti ci saranno una merenda con succhi di frutta e merendine per i più piccoli e alcuni gadget a marchio Stickermania, tra cui cappellini e palloncini.

orna, insieme a Scuolafacendo, il contest creativo “Diamoci una mossa!” realizzato in collaborazione con Le Buone Abitudini, il progetto educativo gratuito di Despar che nel 2026 festeggia vent’anni di attività al fianco delle scuole. Il tema scelto per questa edizione è il movimento, raccontato dagli studenti attraverso disegni e racconti non solo come attività sportiva, ma anche come gioco, esperienza quotidiana, espressione personale e occasione di incontro. Il contest è aperto alle scuole iscritte a Scuolafacendo, che potranno caricare gli elaborati delle classi entro il 15 novembre 2026. Ogni plesso che presenterà almeno un lavoro valido riceverà 100 Buoni Scuola. Per i dieci elaborati selezionati dalla giuria sono invece previsti 3.000 Buoni Scuola ciascuno, che potranno essere utilizzati per arricchire la dotazione didattica dell’istituto. Una giuria di esperti valuterà gli elaborati, considerando in particolare originalità, efficacia del messaggio educativo e capacità di raccontare il movimento come esperienza quotidiana, inclusiva e condivisa. Il regolamento completo è disponibile sul sito di Scuolafacendo, nella sezione dedicata al contest.

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Gli appuntamenti in Veneto: 3 OTTOBRE: Interspar di Rovigo (RO) - viale Porta Po, 85 4 OTTOBRE: Interspar di Castelfranco Veneto (TV) - via dei Carpani Interspar di Bassano del Grappa (VI) - via Capitelvecchio, 88 10 OTTOBRE: Eurospar di Schio (VI) - via Lago Trasimeno, 11 Interspar di Sarmeola di Rubano (PD) - via della Provvidenza, 1 18 OTTOBRE: Interspar di Albignasego (PD) - via Verga, 1

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on-line: www.lapiazzaweb.it •Rubriche •Salute

Influenza, 200 mila dosi per Padova e provincia: vaccini al via dal 5 ottobre

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uecentomila dosi di vaccino antinfluenzale per Padova e provincia. È la disponibilità complessiva per la nuova campagna presentata il 1° ottobre dall’Ulss 6 Euganea, che punta ad aumentare la protezione soprattutto tra anziani e persone fragili. Nella scorsa stagione si è vaccinato contro l’influenza un over 65 su due, mentre la copertura contro il Covid nella stessa fascia d’età si è fermata al 6,6%. Le dosi antinfluenzali messe a disposizione dall’Ulss per le categorie a rischio sono 191 mila: diventano 200 mila includendo farmacie, Azienda ospedaliera di Padova e Istituto oncologico veneto. I vaccini anti-Covid saranno forniti dal ministero della Salute in base alla domanda. Il calendario: chi comincia il 5 ottobre La campagna partirà gradualmente. Da lunedì 5 ottobre la vaccinazione antin-

fluenzale viene offerta dai pediatri ai bambini e organizzata nelle strutture residenziali per anziani e persone non autosufficienti. Saranno coinvolti anche i pazienti ricoverati con più di sessant’anni, al momento delle dimissioni, e le persone seguite dall’assistenza domiciliare integrata. Da lunedì 19 ottobre l’offerta viene estesa agli studi dei medici di famiglia, agli ambulatori vaccinali dell’Ulss 6 e alle farmacie aderenti. I vaccini contro influenza e Covid possono

essere somministrati durante lo stesso appuntamento. Per prenotare negli ambulatori dell’Ulss è disponibile il portale prenotavaccino.regione.veneto.it. Sabato 7 novembre è previsto un Vax Day straordinario ad accesso agevolato. L’obiettivo: far crescere l’adesione tra gli anziani. Nella stagione 2025-2026 sono state somministrate 197.508 dosi di vaccino antinfluenzale, raggiungendo il 50,5% degli over 65. «Il nostro obiettivo prioritario per la nuova campagna è superare la soglia del 60-70%», spiega Luca Sbrogiò,

direttore del Dipartimento di Prevenzione. Le dosi anti-Covid somministrate sono state invece 23.806. Sbrogiò richiama l’attenzione sulla «stanchezza vaccinale» e ricorda che il rischio di complicanze resta concreto per grandi anziani, persone immunodepresse e pazienti con più patologie. Bronchiolite, riparte l’immunizzazione dei più piccoli È iniziata oggi anche la campagna gratuita con anticorpo monoclonale contro il virus respiratorio sinciziale, principale causa di bronchiolite nei bambini sotto l’anno di età. Nella scorsa stagione, con 5.167 dosi somministrate e una copertura di circa nove neonati su dieci, i ricoveri ospedalieri sono diminuiti dell’80%. La nuova campagna prevede tre gruppi di destinatari: • Neonati tra ottobre 2026 e marzo 2027:

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somministrazione in ospedale alla nascita oppure, successivamente, dal pediatra. • Bambini nati tra aprile e settembre 2026: le famiglie riceveranno una lettera d’invito per rivolgersi al proprio pediatra. • Bambini ad alto rischio fino a 24 mesi: protezione anche nella seconda stagione di circolazione del virus, attraverso il pediatra. L’Ulss 6 ha a disposizione 3.843 dosi di anticorpo monoclonale, incrementabili in base alle richieste. Per la direttrice generale Patrizia Benini, ridurre i ricoveri significa anche «aver evitato un carico emotivo immenso alle loro famiglie». La campagna coinvolgerà medici, pediatri, ospedali, farmacie e servizi territoriali, con interventi nelle strutture residenziali e a domicilio per le persone impossibilitate a spostarsi. Sara Busato

PERCORSI TRIENNALI IeFP DGR 610 del 24/06/2026 - SISTEMA DUALE PERCORSI TRIENNALI DGR 617 del 24/06/2026 – DGR 775 DEL 08/07/2026 - DGR 1578 del 12/12/2023 - SISTEMA DUALE 4 ANNI DGR 618 del 24/06/2026

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30 Tumore al seno. In Veneto la sopravvivenza a cinque anni raggiunge il 91% grazie anche alla prevenzione

Ottobre Rosa, allo IOV prevenzione e cure a misura di donna

L

a facciata dell’Istituto Oncologico Veneto si illumina di rosa per richiamare l’attenzione sulla salute delle donne. Un segnale che accompagna il mese dedicato alla sensibilizzazione sul tumore al seno e ribadisce il valore della prevenzione, dei controlli e di un’assistenza capace di rispondere ai diversi bisogni delle pazienti. Ogni anno lo IOV prende in carico circa 800 nuovi casi di tumore della mammella, oltre a circa 300 casi di patologie mammarie benigne, ed esegue più di 300 interventi di chirurgia ricostruttiva. In Veneto la copertura dello screening mammografico raggiunge il 66%, mentre la sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi si attesta intorno al 91%, secondo il rapporto del Registro Tumori regionale del 2025. Risultati ai quali contribuiscono diagnosi precoce, terapie innovative e percorsi sempre più personalizzati. La prevenzione guarda anche alle donne più giovani. Dalla collaborazione tra Regione, IOV e Azienda Zero è nato nel 2018 un progetto di screening senologico che tiene conto delle caratteristiche

individuali. Il percorso comprende mammografia con tomosintesi, misurazione della densità mammaria e valutazione della familiarità. Questi elementi permettono di definire una sorveglianza commisurata al profilo di rischio, accompagnando le partecipanti verso lo screening consolidato. L’obiettivo è studiare un modello che utilizzi informazioni personali e diagnostiche per orientare

i controlli. Quando emerge una patologia, la risposta passa attraverso la Breast Unit, il centro nel quale competenze diverse lavorano insieme. La collaborazione tra medici e infermieri delle varie specialità consente di affrontare in modo coordinato diagnosi, trattamento e riabilitazione, considerando anche gli aspetti psicologici, ereditari ed estetici.

Le équipe discutono collegialmente i singoli casi e pianificano le successive fasi dell’assistenza. Ogni paziente viene inserita in un percorso diagnostico, terapeutico e assistenziale personalizzato, seguito da un case manager, figura di riferimento lungo il cammino di cura. Questo modello aiuta a collegare i diversi passaggi, dalla scelta del trattamento alle necessità che possono emergere

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dopo l’intervento. L’esperienza maturata ha reso lo IOV un punto centrale della rete regionale dei centri di senologia. L’attenzione alla persona comprende anche il rapporto con il proprio corpo. Il progetto “Non smettere di piacerti”, attivo dal 2009 grazie alla collaborazione tra il Servizio di Psicologia Ospedaliera e AVO Padova, sostiene le pazienti nei cambiamenti legati alle terapie. Il prestito gratuito di parrucche e i consigli per la cura dell’immagine affiancano il trattamento della malattia, dando spazio al benessere psicologico e alla qualità della vita. Ottobre Rosa rinnova così l’invito a non rimandare i controlli e a prendersi cura della propria salute. «La cura oncologica deve mettere sempre al centro la persona», sottolinea la direttrice generale dello IOV Patrizia Simionato. Un principio che si traduce nell’integrazione tra il lavoro della Breast Unit, l’assistenza dei professionisti e il sostegno al benessere psicologico delle pazienti. Per Simionato, la sensibilizzazione deve accompagnarsi all’attenzione alla qualità della vita e all’invito a non rimandare i controlli. (P.B.)

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