Via libera anche all’intesa con Ater, criticata dalla minoranza per consumo di suolo e viabilità
Il ciclone Vannacci sferza il Veneto tra consensi e qualche polemica
ESTATE DA VIVERE:
Il Consiglio Regionale del Veneto ha superato uno scoglio, tutto interno: quello della prima infornata di nomine nei consigli di amministrazione delle società partecipate. Un tema che può non appassionare i più, ma che ha decisamente fatto tremare gli scranni di palazzo Balbi tra franchi tiratori, votazioni ripetute più volte per assenza di maggioranze, accordi trasversali.
La Sanità
Ora ci sarà il passaggio per l’approvazione degli equilibri di bilancio, che non dovrebbe riservare particolari sorprese, e poi il rompete le righe estivo. Ma per le vacanze Giunta e Consiglieri avranno molto da riflettere poiché i temi sul tavolo, in attesa della ripresa, sono molti e urgenti. Da sempre la materia principe della Regione ha bisogno di un sferzata. Si dovranno aggiornare e poi approvare le nuove schede: quegli strumenti che indicano, ospedale per ospedale, l’elenco dei reparti da mantenere, da ampliare, da ridurre o da chiudere. Ma non solo: nelle schede saranno contenuti anche le consistenze delle piante organiche e delle dotazioni tecniche. Non una passeggiata, insomma.
CHI SCEGLIE IL VENETO
Case della Comunità, l’Ulss 5 completa la rete prevista dal Pnrr
IL TURISMO SIAMO NOI
C’è un’immagine che restituisce la saturazione del nostro territorio: i lunghi serpentoni d’auto sui passi trentini, i centri balneari e turistici del Veneto sempre più congestionati. Non è una sensazione passeggera, ma il verdetto dei numeri: nel 2025 il Veneto ha registrato l’inedito picco storico di 74,2 milioni di presenze, mentre il Trentino (secondo i dati definitivi ISPAT, l’Istituto di ricerca statistica della Provincia autonoma) ha infranto per la prima volta il muro dei 20,2 milioni di pernottamenti (+3,2% rispetto all’anno precedente).
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IL TURISMO SIAMO NOI
MAGICABULA ANCORA CHIUSO PER LA LEGIONELLA
Resterà chiuso almeno fino al 31 luglio l’asilo nido comunale Magicabula di Adria, dopo che anche l’ultimo campionamento ha confermato la presenza del batterio della Legionella nell’acqua calda sanitaria della struttura. L’emergenza era iniziata il 4 giugno, quando la cooperativa Raggio di Sole, che gestisce il servizio, aveva trasmesso al Comune l’esito di un campionamento volontario che evidenziava la presenza del batterio. Da allora l’Amministrazione ha emanato quattro ordinanze e avviato una serie di verifiche e interventi che non hanno ancora consentito il completo risanamento dell’impianto. Nel corso dell’ultimo incontro, avvenuto il 2 luglio, tra Amministrazione comunale, cooperativa, organizzazioni sindacali, educatrici e Comitato Genitori sono state analizzate le criticità ancora aperte e le possibili soluzioni. Le organizzazioni sindacali e le lavoratrici, attualmente in cassa integrazione, hanno ribadito la necessità che la riapertura avvenga solo dopo aver accertato il completo ripristino delle condizioni di sicurezza, evidenziando anche le di icoltà a rontate dalle famiglie e le criticità nella comunicazione durante la sospensione del servizio. Il Comitato Genitori ha evidenziato i costi sostenuti dalle famiglie per ricorrere a servizi alternativi e le di icoltà organizzative create dalla chiusura del nido. Per limitare i disagi, il Comune ha proposto, nel caso in cui il completo risanamento dell’edificio venga certificato entro la fine di luglio, un’apertura straordinaria del servizio nel mese di agosto, così da consentire alle famiglie di recuperare almeno in parte il periodo di sospensione. L’ipotesi, tuttavia, non è stata accolta da sindacati ed educatrici. Sul piano tecnico, l’Amministrazione ha confermato che l’intervento ritenuto risolutivo sarà l’installazione, a monte dell’impianto idrico, di un dosatore automatico di prodotto chimico, che verrà costantemente monitorato e gestito da una ditta specializzata attraverso un programma di manutenzione periodica, con l’obiettivo di eliminare definitivamente la presenza della Legionella. Parallelamente gli u ici comunali stanno valutando anche la fattibilità tecnica dell’acquisto di moduli bagno mobili, da utilizzare temporaneamente all’interno della struttura qualora ciò consentisse una riapertura anticipata in totale sicurezza. È stata invece esclusa la possibilità di trasferire provvisoriamente il nido in un’altra sede, soluzione ritenuta non praticabile dai Servizi Sociali. Nel corso della riunione sono emerse le misure di sostegno a favore delle famiglie: azzeramento delle rette per i mesi di giugno e luglio.
• Guendalina Ferro
Nuova sanificazione, installazione di un dosatore automatico e rette azzerate per giugno e luglio
Ma c’è un’ombra ancora più sinistra dell’overtourism quantitativo: è il turismo “cafone”. È quel turismo antropofago che consuma i luoghi senza guardarli, che scambia un patrimonio naturale per uno sfondo social o una piazza storica per un bivacco. Se le grandi soluzioni politiche e i ticket d’ingresso faticano a frenare l’ondata è il momento di riscoprire il potere delle micro-scelte quotidiane. Cambiare rotta è possibile, partendo da piccole attenzioni che costano pochissimo ma valgono tutto. In montagna, dove il Soccorso Alpino trentino registra ormai un incremento strutturale del 20% degli interventi dovuto a escursionisti del tutto improvvisati, il primo passo è la responsabilità. A partire dalla scelta di un itinerario, valutandone il grado di di icoltà ma anche l’impatto della nostra presenza. Se un parcheggio in quota è completo, torniamo indietro: l’accanimento di lasciare l’auto a bordo strada, calpestando i prati alpini pur di fare “quel” selfie da esibire online, è l’esatto manifesto della cafonaggine estiva. Al mare e nelle località lacustri ad altissima densità - come il litorale veneto che registra indici
di pressione turistica sempre più elevati - la rivoluzione parte dal rispetto dello spazio comune. Abbandonare mozziconi sotto la sabbia o occupare metri di bagnasciuga con fortini di ombrelloni alle sei del mattino distrugge la convivenza civile e il diritto al riposo altrui. Nelle città d’arte, l’esplosione delle locazioni brevi - che in Trentino gestiscono ormai oltre 6,2 milioni di presenze all’anno e in Veneto sono di use a macchia d’olio nelle principali destinazioni turistiche - ha fatto schizzare i prezzi immobiliari e svuotato i centri storici. Qui l’attenzione si sposta sul decoro e sui consumi, sul modo in cui ci avviciniamo alle nostre montagne al nostro mare, alle città d’arte come ai piccoli ma ricercati borghi delle nostre regioni. Diventare “ospiti” consapevoli e smettere di essere “clienti che hanno pagato e quindi hanno ragione” è l’unica via per salvare i nostri territori. Questa estate, quando ci spostiamo, ricordiamoci che l’impatto del turismo si misura anche dalle tracce che decidiamo di non lasciare al nostro passaggio.
• Nicola Stievano
Segue da pag. 1
per il nuovo Numero Unico
LA PRO LOCO DI ADRIA TRASFORMA
LA MEMORIA IN RACCONTO COLLETTIVO
Un’estate che guarda al futuro, ma con solide radici nella memoria collettiva. È questo il filo conduttore delle iniziative che la Pro Loco di Adria ha messo in calendario per i prossimi mesi, con appuntamenti dedicati alla storia, all’identità cittadina e alla valorizzazione del patrimonio culturale locale. Il primo evento da segnare in agenda è in programma giovedì 6 agosto alle 21.30 presso la Fondazione Franceschetti e Di Cola, nell’ambito della rassegna “Arte al chiaro di luna”. La Pro Loco presenterà “Memorie per il futuro... voci, immagini e testimonianze della Capsula del Tempo”, una serata che permetterà di ripercorrere uno dei progetti più significativi realizzati negli ultimi anni dalla comunità adriese.
Attraverso la proiezione del video ufficiale, fotografie, testimonianze e la lettura di alcuni dei messaggi a idati al futuro da associazioni, istituzioni e cittadini, il pubblico potrà rivivere le diverse fasi dell’iniziativa che ha coinvolto l’intera città. La Capsula del Tempo, custodita nel cippo marmoreo collocato nel giardino della Biblioteca Comunale e destinata ad essere riaperta nel 2050,
conserva pensieri, ricordi, valori e speranze delle realtà che oggi animano la vita culturale e sociale di Adria. L’incontro sarà anche un’occasione per riflettere sul significato della memoria condivisa e sul dialogo tra generazioni, trasformando un progetto pensato per il futuro in un momento di confronto e partecipazione nel presente. Dopo la pausa estiva, tornerà uno degli appuntamenti più apprezzati dai cittadini e dai visitatori: “Adria si racconta - Passeggiate tra storia, luoghi e immagini”. Il ciclo di itinerari guidati, che negli anni ha raccolto un interesse sempre crescente, prenderà il via il 20 settembre con la tradizionale passeggiata all’alba “Camminando verso la pace”,
organizzata in occasione della Giornata Internazionale della Pace. Il ritrovo è fissato alle 6.45 nel piazzale della Coop di via Amendola, con arrivo all’Ostello Amolara dove è previsto un momento musicale a idato all’arpista Annabella Palleri. Seguiranno altri tre percorsi dedicati alla scoperta dell’identità cittadina. Il 25 settembre sarà la volta di “Tra vicoli, memoria popolare e canali di un tempo”, dedicato alla storia del quartiere di Canareggio. Il 2 ottobre l’attenzione si sposterà su “Sulle orme di San Francesco d’Assisi ad Adria”, iniziativa inserita nelle celebrazioni per gli ottocento anni dalla morte del Santo. Il 16 ottobre, infine, il percorso “Trasformazioni urbane - Osserviamo l’oggi con le immagini di ieri” metterà a confronto fotografie storiche e paesaggio contemporaneo, o rendo una lettura originale dell’evoluzione della città. Le iniziative della Pro Loco proseguiranno anche sul fronte editoriale. L’edizione 2026 del tradizionale Numero Unico, che sarà presentata verso la fine di settembre, sarà infatti dedicata al ruolo delle donne nella storia della comunità adriese. Un tema scelto anche in occasione dell’ottantesimo
Tra Ville e Giardini continua il viaggio nel Polesine
La XXVII edizione di “Tra Ville e Giardini” prosegue il suo percorso tra ville, piazze e luoghi identitari del Polesine. Dopo l’avvio della rassegna, il calendario estivo entra nel vivo con appuntamenti di grande richiamo: il 30 luglio ad Albarella (Rosolina) arriva Marco Paolini con “Mar de Molada”, mentre il 7 agosto Adria ospita ai Giardini Zen Syria con “Bellissime”. Il Polesine continua a vivere la sua estate tra musica, teatro e luoghi simbolo del territorio con “Tra Ville e Giardini – Itinerario di musica e teatro nelle ville e nelle piazze del Polesine”, la rassegna promossa dalla Provincia di Rovigo che da 27 anni porta spettacolo dal vivo in scenari
capaci di raccontare la storia e l’identità del territorio. Il festival è realizzato con il contributo della Regione del Veneto nell’ambito di RetEventi e della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, con l’organizzazione tecnico-logistica di Ente Rovigo Festival e la direzione artistica di Claudio Ronda.Un viaggio culturale che attraversa i comuni Polesani e che vede protagonista anche Adria, inserita in un cartellone che unisce grandi artisti. “Il tratto caratterizzante di questo progetto – ha spiegato il presidente della provincia Enrico Ferrarese – è di coniugare la presenza di artisti a ermati e a volte, che ‘scopriamo noi’(e che sono diventati poi famosi) con un viaggio attraverso
il Polesine: le nostre piazze, le nostre chiese, che parlano di noi e ci dicono quanta bellezza sia racchiusa nella nostra terra. Un’occasione di scoperta, quindi, non solo per chi ci viene a trovare e partecipa alla rassegna,ma per gli stessi polesani che tante volte non sanno di avere dei veri scrigni di bellezza”. Dopo gli appuntamenti di apertura, la XXVII edizione entra nel vivo con due eventi particolarmente attesi. Il 30 luglio, nella suggestiva cornice di Albarella, Rosolina – Molo F, sarà protagonista Marco Paolini con “Mar de Molada”, un racconto che attraversa paesaggi, memorie e territori. Uno spettacolo che porta sul palco storie di “crode, rive, grave, palù, arzeri, valli, idrovore,
anniversario del voto femminile, ma che intende andare oltre la semplice ricorrenza per raccontare il contributo o erto da tante donne alla crescita culturale, educativa, sociale e civile della città. Per questo è stata avviata una raccolta di testimonianze, fotografie e documenti provenienti dalle famiglie del territorio, che stanno già contribuendo ad arricchire il progetto. Tra le iniziative in fase di definizione figura inoltre un appuntamento culturale presso Villa Grassi Baroni Duoccio, mentre tra settembre e ottobre verrà celebrato anche il trentesimo anniversario del mercatino dell’hobbistica e dell’antiquariato del secondo sabato del mese, manifestazione che nel corso degli anni è diventata un punto di riferimento per espositori, collezionisti e visitatori. Un calendario ricco di appuntamenti che conferma l’impegno della Pro Loco presieduta da Letizia Guerra con l’obiettivo di promuovere la storia, la cultura e l’identità di Adria, coinvolgendo la comunità in un percorso condiviso e collettivo.
• Guendalina Ferro
aqua e tera”, in un viaggio narrativo tra Venezia e il Piave, tra acqua e terra, luoghi e comunità. Un appuntamento che si inserisce perfettamente nello spirito della rassegna: raccontare il territorio attraverso le voci degli artisti e valorizzare quei luoghi che custodiscono identità e memoria. Il viaggio di “Tra Ville e Giardini” farà poi tappa ad Adria il 7 agosto, quando i Giardini Zen ospiteranno Syria con lo spettacolo “Bellissime”. Un appuntamento che porterà in città la voce e l’interpretazione di una delle artiste più apprezzate del panorama musicale italiano.
• (G.F.)
LE PROPOSTE DI ADRIA D’ESTATE TORNANO
Adria vive l’estate nel segno di “Adria d’Estate”, il format che da 34 edizioni accompagna cittadini e visitatori nelle serate del venerdì. Promosso da AdriaShopping in collaborazione con il Comune di Adria, l’appuntamento continua a essere un punto di riferimento per il territorio, tra musica, spettacoli, sport e iniziative per tutte le età. Un calendario pensato per far vivere il centro storico, valorizzare il commercio e creare occasioni di incontro durante le serate estive. Nei venerdì d’estate i negozi del corso resteranno aperti, o rendo la possibilità di fare acquisti anche oltre il consueto orario di servizio e
contribuendo a rendere più vivace il cuore della città. Il centro storico e le piazze saranno protagonisti con un programma ricco e variegato: dj set, musica dal vivo, esibizioni delle scuole di ballo, spettacoli teatrali, appuntamenti dedicati agli amici a quattro zampe e iniziative per coinvolgere pubblici diversi. Non mancherà lo sport, con il Beach by Night protagonista in piazza Cavour nei venerdì sera fino al 31 luglio, mentre tra gli appuntamenti musicali è atteso anche il tributo a Vasco Rossi in piazza Garibaldi. Uno degli appuntamenti più attesi sarà la Notte Bianca del 21 agosto, che sarà preceduta dalla serata dedicata alle
Adrikà in programma a settembre
In occasione della Notte Europea dei Musei, iniziativa promossa dal Ministero della Cultura francese e patrocinata da UNESCO, Consiglio d’Europa e ICOM, è stata annunciata la seconda edizione di Adrikà, la rassegna internazionale di cinema e archeologia che tornerà in Polesine dal 9 al 13 settembre 2026. L’annuncio è arrivato al Museo Archeologico Nazionale di Adria, dove è stato presentato il nuovo percorso della manifestazione, nata dalla collaborazione tra il museo e il Circolo del Cinema Mazzacurati di Adria. La nuova edizione coinvolgerà non solo il Comune di Adria, ma anche i comuni di Porto Viro e Loreo, estendendosi inoltre a Fratta Polesine con il sito della Frattesina, legato alla storica lavorazione delle perle. Già individuata anche la nuova location principale della manifestazione: il Politeama di Adria, recentemente recuperato e riportato al suo antico splendore. Gli spazi ospiteranno laboratori, proiezioni e incontri di approfondimento culturale rivolti alle scuole, dalle primarie fino all’istituto alberghiero Cipriani. Nel corso della serata adriese, Emanuela Finesso ha anticipato alcune novità della rassegna, annunciando che tra le proposte cinematografiche saranno presenti anche film muti accompagnati dalle musiche eseguite dal vivo dagli ensemble jazz del Conservatorio Buzzolla di Adria. Accanto alle proiezioni, troveranno spazio i progetti didattici realizzati insieme agli istituti scolastici del territorio. Tra questi Etruscreen,
associazioni sportive e del tempo libero in piazza Garibaldi, organizzata dalla Consulta delle Associazioni. Un momento dedicato alla scoperta delle realtà sportive del territorio adriese, che da 16 anni lavorano per promuovere discipline, passioni e valori. “Si tratta di una delle più belle e storiche manifestazioni estive del nostro Polesine – ha sottolineato il vicesindaco Federico Simoni –. Da 16 anni si organizzano per realizzare una serata estiva capace di far conoscere le diverse proposte sportive del territorio adriese. Lo sport è scuola di vita, forgia i caratteri e forma bambini e ragazzi, trasmettendo valori fondamentali come solidarietà, rispetto delle regole e del prossimo, impegno e dedizione”. La Notte Bianca vedrà protagoniste anche le Idools 2000, che accompagneranno la serata con il loro intrattenimento musicale. Tra gli appuntamenti sportivi torna anche la tradizionale “Su e So per i Ponti”, kermesse curata dai Podisti di Adria, in programma il 21 agosto alle ore 18, con partenza da piazza Cavour. Tra le novità dell’edizione ci sarà inoltre la Serata Motori, con la presenza di tecnici che racconteranno la storia di una nota vettura e con un ospite speciale: il pilota adriese Matteo Luise.
“34 anni di un format copiato anche dai Comuni vicini – ha evidenziato
sviluppato con il liceo Bocchi-Galilei, il cortometraggio ideato dagli studenti attraverso il concorso promosso dal Rotary Club di Adria e le iniziative dell’istituto Cipriani dedicate alla valorizzazione enogastronomica del territorio con il progetto “Delta e Gusto”, che metterà in dialogo tradizioni antiche e contemporaneità. Progetti che rappresentano la naturale prosecuzione delle attività avviate durante la prima edizione della rassegna, organizzata in occasione degli scavi aperti di San Basilio di Ariano nel Polesine. La seconda edizione di Adrikà punta così a consolidare un modello culturale che unisce archeologia, cinema, musica, scuola e valorizzazione territoriale, ra orzando il legame tra patrimonio storico e partecipazione delle nuove generazioni.
• (G.F.)
il sindaco Massimo Barbujani –. Un appuntamento che aiuta il commercio, dai ristoratori ai bar fino ai negozi. Funziona perché porta tantissimi giovani, ma gli eventi sono pensati per coinvolgere tutte le età”. Il presidente di AdriaShopping Salvatore Del Gaudio sottolinea il lavoro fatto per costruire un programma capace di unire divertimento e socialità: “Abbiamo lavorato a lungo per creare qualcosa in cui musica, divertimento e convivialità potessero incontrarsi. Vogliamo che Adria diventi il cuore pulsante della nostra estate, un
luogo dove stare bene tutti insieme”. A chiudere il cartellone sarà la serata del 28 agosto in piazza Garibaldi, dedicata a “Donne come stelle” con Eleonora Rossi. In piazza Cavour spazio invece alla musica con le super hit degli anni 1990-2000, insieme ad Alberto Mesini Dj, il Menestrello e Bubu DJ. Un’estate di appuntamenti che punta a valorizzare Adria, il suo centro storico e la voglia di stare insieme, confermando una tradizione lunga oltre tre decenni.
• Guendalina Ferro
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Politica. Via libera all’accordo tra Comune e ATER
L’adesione di quattro consiglieri a Futuro Nazionale apre il confronto sugli assetti dell’aula
L’adesione di quattro consiglieri comunali di Adria a Futuro Nazionale, il movimento fondato dal generale Roberto Vannacci, ha animato il dibattito in una recente seduta del Consiglio comunale a palazzo Tassoni. A entrare nel nuovo soggetto politico sono stati i consiglieri di maggioranza Luca Trombini(capogruppo della lista Bobo Sindaco) Fabrizio Romani (delegato per la frazione di Bottrighe) e Giuseppe Marzolla, eletti nella lista civica Bobo Sindaco, oltre alla consigliera di opposizione Sandra Passadore, già esponente di Fratelli d’Italia. La novità politica ha spinto i gruppi di minoranza di Impegno per il Bene Comune (IBC) e Partito Democratico a chiedere chiarimenti sugli e etti che questa scelta potrebbe avere sugli equilibri dell’amministrazione. A rispondere è stato il sindaco Massimo Barbujani, che ha escluso conseguenze per la maggioranza. “Per i tre consiglieri eletti con la lista Bobo Sindaco non cambia nulla – ha ribadito –. La nostra
CHIUDERÀ ANCHE
Lresta una lista civica che continua a distinguersi per rispetto, passione e cuore”. Le spiegazioni del primo cittadino non hanno però convinto del tutto l’opposizione. Il consigliere di IBC Enrico Bonato ha posto una questione di prospettiva politica: “I tre consiglieri della lista Bobo Sindaco possono contribuire a definirne la linea politica, ma aderendo a un partito nazionale, in futuro a chi risponderanno? Alla lista civica o a Futuro Nazionale?”. Un interrogativo, ha osservato, destinato ad assumere maggiore rilevanza in vista dei prossimi appuntamenti elettorali. Nel corso della stessa seduta il Consiglio comunale ha approvato ,con i voti della maggioranza e della consigliera di opposizione Passadore, l’atto transattivo tra il Comune e ATER, che di fatto apre la strada alla realizzazione di una nuova struttura commerciale nell’area delle Case Rosse, di fronte all’attuale centro commerciale, situato vicino alla SP495. Secondo la maggioranza, l’accordo rappresenta un
risultato positivo anche perché prevede la manutenzione di quattro alloggi ATER. Di diverso avviso il gruppo civico IBC, che a margine del Consiglio ha di uso una nota critica.
“Durante il dibattito – osservano i consiglieri – la maggioranza ha concentrato la propria attenzione sugli aspetti tecnico-legali dell’operazione, rivendicando come risultato l’accordo con ATER per la manutenzione di quattro appartamenti.
Tuttavia il nodo politico è un altro: quale interesse generale viene perseguito da questa scelta? Il risultato concreto sarà infatti la realizzazione di un ulteriore supermercato. Adria ha davvero bisogno di un altro supermercato?”. Secondo IBC, il progetto comporterà anche un significativo consumo di suolo. “Verrà sacrificata un’importante area oggi libera da costruzioni, impermeabilizzando una porzione significativa di terreno in una zona già fortemente urbanizzata, a ridosso del centro commerciale esistente, caratterizzata da un’elevata
IL PUNTO NASCITA CITTADINO
a decisione di procedere verso l’eliminazione dei punti nascita di Castelfranco Veneto, Portogruaro, Adria e Valdagno, prevista dalla delibera della Giunta regionale DGR n.453/2026, continua a far discutere e ad alimentare il confronto politico nei territori interessati. Il Gruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale del Veneto ha depositato una mozione con la quale chiede alla Giunta regionale di sospendere la riconversione dei quattro punti nascita, aprendo un confronto con i sindaci dei territori coinvolti, le direzioni delle Ulss competenti e l’assessore regionale alla Sanità. La consigliera regionale Chiara Luisetto, vicepresidente della Quinta commissione consiliare competente in
politiche sociosanitarie, ha spiegato che la richiesta nasce dalla necessità di approfondire gli e etti della riorganizzazione sanitaria prima di procedere con le modifiche previste. “Ricordo le specificità geografiche dell’area – spiega Luisetto –. Una distanza significativa per i cittadini nel raggiungere i punti nascita rimasti, che si traduce nel rischio concreto di parti non assistiti o emergenze durante il trasferimento. Una situazione che non può essere ignorata”. Sul fronte adriese, il Pd locale ricorda le vicende che negli anni hanno interessato diversi reparti dell’ospedale di Adria e contestano alla maggioranza di aver respinto la proposta avanzata da Pd e i Civici di IBC di convocare un Consiglio comunale con la
presenza di cemento e da fenomeni sempre più evidenti di isola di calore”.
I civici richiamano infine l’attenzione sull’impatto viabilistico dell’intervento.
“L’insediamento di una nuova struttura commerciale richiederà inevitabilmente
modifiche alla rete stradale esistente. Anche su questo aspetto, durante il Consiglio, non sono arrivate risposte chiare e puntuali”.
• Guendalina Ferro
presenza del nuovo direttore dell’Ulss Mauro Filippi. Una scelta che il Pd interpreta come un segnale di “subalternità della maggioranza adriese, secondo la logica del non disturbare il manovratore, non tanto nella persona del Direttore ma quanto verso le decisioni della Giunta Regionale”. E aggiunge: “La tanto declamata necessità del centrodestra di “omologare” il governo cittadino a quello regionale e nazionale nel corso degli anni si è rivelata disastrosa per Adria”. Nel chiudere, i Dem rimarcano “Ci sono buone possibilità per evitare la chiusura di Ostetricia anche attraverso le vie legali. Massimo Barbujani avrebbe un’ulteriore possibilità di essere il Sindaco di tutti, noi dopo gli ultimissimi fatti ne siamo molto dubbiosi ma sta a lui il compito di smentirci”. Nel frattempo i consiglieri di IBC, Enrico Bonato e Sandra Moda hanno depositato una mozione per chiedere delucidazioni sulla sospensione delle attività del punto nascite di Adria, previste nel mese di luglio.
• (G.F.)
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Il servizio. Completati i Lavori di ammodernamento da 52 milioni di
euro
RIAPERTA LA FERROVIA ADRIA–CHIOGGIA
Itreni sono tornati a circolare sulla tratta ferroviaria Adria–Chioggia, rimasta chiusa nei mesi scorsi per consentire un vasto programma di interventi di ammodernamento e potenziamento infrastrutturale. La riattivazione del collegamento rappresenta una tappa importante per la linea Rovigo–Chioggia, interessata da lavori strategici finanziati nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Gli interventi, per un valore complessivo di circa 52 milioni di euro, hanno riguardato l’aggiornamento tecnologico della rete attraverso l’implementazione del sistema ERTMS/ETCS Livello 2, il più avanzato standard europeo per il controllo e la gestione della circolazione ferroviaria.
L’obiettivo è migliorare a idabilità, sicurezza e prestazioni della linea, adeguando gli impianti ferroviari alle più recenti normative europee e contribuendo al raggiungimento degli obiettivi fissati dal PNRR entro giugno 2026. Tra gli interventi più significativi figura quello che ha interessato il ponte ferroviario sul Po di Brondolo, nei pressi di Villaggio Norge tra Rosolina e Loreo. Qui sono stati eseguiti lavori di adeguamento tecnologico, modifiche agli impianti di segnalamento e interventi sull’armamento ferroviario, oltre al completamento delle operazioni di sollevamento della campata mobile. Si tratta di un’opera dal forte valore storico e strategico. La campata centrale del ponte era infatti stata progettata nel 1967 per essere sollevata e consentire il passaggio delle imbarcazioni lungo la direttrice navigabile Venezia–Mantova. Tuttavia, per quasi sessant’anni, quel sistema non era mai entrato in funzione, trasformando il ponte in uno dei principali ostacoli alla piena navigabilità dell’asse fluviale. Il 28 marzo scorso la campata mobile è stata alzata per la prima volta nella sua storia, rendendo finalmente operativo un meccanismo rimasto inutilizzato dal giorno della costruzione. Grazie a un moderno sistema di movimentazione oleodinamico, il ponte può ora essere sollevato fino a circa sette metri sul livello medio mare, consentendo il transito di imbarcazioni di dimensioni maggiori e favorendo lo sviluppo della navigazione interna. L’intervento rappresenta un passaggio fondamentale non solo per il trasporto ferroviario, ma anche per il
rilancio delle vie d’acqua del Nord Italia. La nuova configurazione del ponte permette infatti di migliorare la continuità della navigazione lungo il Po di Brondolo, favorendo
il trasporto merci via acqua e il turismo fluviale, con positive ricadute economiche per il territorio. Le opere hanno interessato anche diverse stazioni lungo il percorso,
tra cui Adria e Loreo, con il rinnovo di tratti di binario e di alcuni scambi ferroviari. Contestualmente sono stati e ettuati interventi di manutenzione straordinaria sull’armamento lungo l’intera tratta. Particolare attenzione è stata riservata alla sicurezza. Nei passaggi a livello sono stati installati nuovi sistemi tecnologici dotati di telecamere capaci di rilevare la presenza di eventuali ostacoli tra le barriere, impedendo il transito dei convogli in condizioni di rischio. Sono stati inoltre implementati ulteriori dispositivi di protezione per i passaggi a livello privati e aggiornati gli impianti di segnalamento in diversi punti della linea.
• Guendalina Ferro
Un murale per i 107 anni dei fornai Giovannini
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a 107 anni la famiglia Giovannini sforna pane, una generazione fra arte bianca e passione per un mestiere antico che si tramanda. Ciò è stato impresso attraverso un murale in una parete della loro casa di Panarella che si a accia sulla via principale del paese rivierasco. Il dipinto ra igura la storia della dinastia dei Giovannini ed è stato realizzato da Alessandro Cannatà e Tommaso Lucadamo, ex docenti conosciuti per le loro preziose opere. L’inaugurazione, con taglio del nastro, presentata da Laura Bertaglia, ha visto la presenza del sindaco di Papozze Pierluigi Mosca che ha consegnato una targa di riconoscenza, del collega di Adria Massimo Barbujani con il suo vice Federico Simoni, oltre, naturalmente, ai membri della famiglia e degli artisti che hanno realizzato l’opera voluta dalla stessa, in cui appaiono scene di vita e di lavoro dei Giovannini. Ininterrottamente i Giovannini sfornano pane da ben quattro generazioni. La storia di questa famiglia, dalle antiche origini toscane, parte da molto lontano, esattamente nel 1918, quando Licinio Giovannini, all’età di vent’anni, iniziò la lavorazione dell’arte bianca, aprendo un panificio nel paese rivierasco, mentre il fratello Luigi aveva un proprio mulino sul fiume Po. L’attività viene poi rilevata e proseguita dal figlio Romualdo, nel 1945, aprendo un secondo forno ed un mulino nella vicina Bellombra. Nel 1990 l’attività passa nelle mani di Fausto, figlio di Romualdo, che assieme alla moglie Adriana Masala e ai figli Stefano e Paola aprono nel 1999 una rivendita a Bottrighe, poi altre due rivendite ad Adria e a Corbola.
Q200 CENSER
IL CAMPUS DOVE IL FUTURO
uello che no a pochi anni fa era conosciuto come il quartiere eristico di Rovigo è oggi uno dei progetti di rigenerazione più signi cativi del territorio. Grazie all’investimento della Fondazione Cariparo, Q200 Censer si è trasformato in un campus che riunisce università, imprese, alta formazione,
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uando si parla di sicurezza energetica nazionale, Rovigo occupa una posizione strategica. A confermarlo è Adriatic LNG, la società che gestisce il terminale di rigassi cazione offshore situato a circa 15 chilometri dalla costa veneta, il più grande impianto di questo tipo presente in Italia. Dal terminale passa infatti circa il 14% del fabbisogno nazionale di gas naturale, una quota che rende l’infrastruttura centrale per l’approvvigionamento energetico del Paese. Dal 2021 Adriatic LNG ha deciso di rafforzare ulteriormente il proprio legame con il territorio trasferendo al Q200 Censer parte delle attività
ogni realtà contribuisce a costruire un luogo in cui ricerca, innovazione e sviluppo economico dialogano quotidianamente. Un modello che mira a fare di Rovigo un punto di riferimento per il Veneto, valorizzando il territorio e creando nuove opportunità per imprese,
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ADRIATIC LNG, IL RIGASSIFICATORE CHE GARANTISCE ENERGIA E INVESTE NEL TERRITORIO
spaziano dal sostegno alla cultura ai progetti dedicati allo sport inclusivo e alle attività rivolte alle comunità locali.
Tra le iniziative più recenti gura anche “Net Sapiens”, progetto educativo dedicato agli studenti delle scuole medie della provincia
FORMAZIONE
La presenza dell’azienda produce ricadute importanti anche sul tessuto economico locale. Circa il 40% del valore dei contratti necessari alla gestione del terminale viene infatti af dato a imprese venete, contribuendo a generare un signi cativo indotto per il territorio. A questo si af ancano numerose iniziative di responsabilità sociale che
ITS MARCO POLO ACADEMY, LA FORMAZIONE CHE PORTA DIRETTAMENTE AL LAVORO
Formare gure altamente specializzate in grado di rispondere alle esigenze delle imprese. È questa la missione dell’ITS Marco Polo Academy, presente all’interno di Q200 Censer con percorsi dedicati alla logistica e alla mobilità sostenibile. Gli ITS rappresentano oggi uno dei canali formativi più ef caci per accompagnare i giovani nel mondo del lavoro, grazie a corsi costruiti insieme alle aziende e orientati alle competenze realmente richieste dal mercato.
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L’offerta dell’ITS Marco Polo Academy spazia
dalla logistica tradizionale alla formazione dei macchinisti ferroviari, no ai percorsi dedicati agli uf ciali di macchina e di coperta per il settore navale. Accanto a questi trovano spazio corsi dedicati alla manutenzione dei mezzi di trasporto e per no alla logistica dell’arte, specializzazione che unisce le competenze organizzative con la valorizzazione del patrimonio culturale.
La scelta di trasferirsi al Q200 Censer nasce proprio dalla volontà di inserire la formazione in un ambiente dove convivono università, imprese, startup e centri di ricerca. Un contesto
Q200 CENSER RACCONTATO IN RADIO
La crescita del campus è al centro di una rubrica dedicata su Veneto24, con approfondimenti su ricerca, formazione, startup e innovazione.
che permette agli studenti di confrontarsi quotidianamente con il mondo del lavoro e con l’innovazione, comprendendo n da subito le competenze richieste dalle professioni del futuro. Grande attenzione è riservata anche ai temi della sostenibilità e della digitalizzazione. Intelligenza arti ciale, transizione energetica, nuove tecnologie applicate ai trasporti e alla logistica rappresentano ormai elementi centrali dei percorsi formativi, con l’obiettivo di preparare professionisti capaci di affrontare un mercato in continua evoluzione.
in tutto il Veneto
PLO STUDIO CHE PROGETTA
efficienti, sostenibili e vivibili significa affrontare contemporaneamente urbanistica, mobilità, ambiente ed energia. È questo il lavoro quotidiano di PUAM
– Pianificazione Urbana Ambiente, studio associato fondato nel 2012 da Alessandra Meneghetti e Paola Sartori e oggi ospitato all’interno di Q200 Censer.
Lo studio opera prevalentemente al fianco di Comuni e Province, sviluppando piani della mobilità sostenibile, studi di impatto viabilistico e attività di mobility management. L’obiettivo è migliorare gli spostamenti, ridurre le criticità del traffico e favorire una gestione
più efficiente della mobilità urbana. Un secondo importante ambito riguarda la gestione dell’energia. PUAM affianca infatti le amministrazioni nell’analisi dei consumi degli edifici pubblici, individuando gli interventi più efficaci per l’efficientamento energetico e le opportunità di finanziamento disponibili. Un’attività che si inserisce nel percorso avviato da molti enti locali attraverso il Patto dei Sindaci e i Piani d’Azione per
La presenza all’interno di Q200 Censer rappresenta per lo studio un’opportunità di confronto continuo con altre realtà innovative. Un ambiente nel quale ricerca, impresa e progettazione condividono spazi e competenze, favorendo un approccio multidisciplinare ai temi della trasformazione urbana. Perché, come sottolineano le professioniste dello studio, una
IL RISTORANTE
CHE ACCOMPAGNA LA CRESCITA
Da Mino è il ristorante di Q200 Censer, punto di riferimento per studenti, lavoratori e visitatori, dove qualità e tradizione accompagnano la vita del
In un campus dove convivono ricerca, università e imprese, anche i servizi svolgono un ruolo fondamentale. Tra questi c’è il ristorante
Da Mino, presente all’interno di Q200
Censer n dalle prime fasi di sviluppo del progetto e oggi punto di riferimento per studenti, lavoratori e visitatori del campus.
La gestione, af data alla famiglia Tempesta, nasce da una lunga tradizione nella ristorazione che supera i cinquant’anni. Dal 2020 il ristorante accompagna la crescita del nuovo polo rodigino, offrendo un servizio che si rivolge sia alla comunità universitaria
sia alle numerose aziende presenti
Accanto alla ristorazione tradizionale trova spazio un servizio self-service dedicato agli studenti, studiato per garantire tempi rapidi e prezzi accessibili senza rinunciare alla qualità delle materie prime e delle preparazioni. Una soluzione che consente di rispondere alle esigenze di un’utenza molto eterogenea, mantenendo elevati gli standard dell’offerta gastronomica. Il ristorante è aperto tutti i giorni a pranzo, mentre la sera ospita eventi e iniziative organizzate all’interno del campus. Tra le specialità più apprezzate gurano i risotti, considerati il piatto simbolo del locale insieme alle ricette della tradizione polesana e italiana. La struttura rappresenta, inoltre, un’opportunità di lavoro per alcuni studenti universitari, che trovano
qui la possibilità di conciliare studio e occupazione. A conferma di come, all’interno di Q200 Censer, anche un servizio di ristorazione contribuisca
a costruire quella comunità fatta di persone, relazioni e quotidianità che rende vivo il campus oltre le attività di ricerca e formazione.
coordinata che metta in relazione ambiente, energia, mobilità e qualità della vita.
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Il progetto. Interventi strategici anche ad Adria, Ca’ Emo e Pettorazza Grimani
ADIGETTO POTENZIATO: 30 MILIONI DEL PNRR
PER L’IRRIGAZIONE DI 50.000 ETTARI
Il Consorzio di Bonifica Adige Po ha concluso i lavori relativi al progetto “Completamento del sistema canali Adigetto-Scortico-Malopera ed opere idrauliche connesse per l’irrigazione di 50.000 ettari”, finanziato con 30 milioni di euro nell’ambito del PNRR. L’intervento, inserito nella linea ministeriale dedicata agli investimenti in infrastrutture idriche per la sicurezza dell’approvvigionamento, è stato completato nel rispetto delle scadenze previste e ha già concluso positivamente anche l’iter di collaudo. L’ultima visita dei collaudatori si è svolta a fine maggio, segnando di fatto il passaggio finale di un’opera che rappresenta oggi uno dei più significativi investimenti realizzati nel comprensorio consortile. Il progetto ha interessato il canale Adigetto, asse portante del sistema irriguo del territorio compreso tra Adige e Canalbianco, lungo circa 67 chilometri, da Badia Polesine fino al nodo idraulico di Botti Barbarighe, coinvolgendo i comuni di Badia Polesine, Lendinara, Fratta Polesine,
Villanova del Ghebbo, Costa di Rovigo, Rovigo, Ceregnano, Villadose, Adria e Pettorazza Grimani. Gli interventi hanno riguardato la sistemazione del canale, la messa in sicurezza delle sponde, la manutenzione straordinaria delle opere di regolazione e l’ammodernamento dei sistemi di telecomando e telecontrollo. Si tratta di un’opera di rilievo non solo per il sistema irriguo, ma anche per la sicurezza idraulica complessiva del territorio. L’Adigetto, infatti, attraversa alcuni dei principali centri abitati della provincia di Rovigo e costituisce una dorsale fondamentale per la distribuzione della risorsa idrica a servizio di circa 50.000 ettari, in un’area a forte vocazione agricola. A testimonianza concreta dell’ampiezza e della capillarità degli interventi realizzati, alcuni dei lavori più significativi sono oggi visibili proprio lungo il tratto centrale del canale, in particolare nei territori di Rovigo e Adria, dove si concentrano opere strategiche per la regolazione e la distribuzione della
risorsa idrica. Nel territorio di Adria, nella frazione di Ca’ Emo, tra gli interventi più significativi si segnala il sostegno di Ramalto, oggetto di un intervento di ristrutturazione complessiva con la sostituzione delle paratoie, degli organi di manovra e l’installazione di nuovi sistemi di telecontrollo e telecomando, rendendo il manufatto pienamente integrato nel sistema tecnologico consortile. A questi interventi si a ianca il nuovo impianto Botti, situato al confine tra i comuni di Adria e Pettorazza Grimani. Si tratta di un’opera strategica di rilancio delle acque, in grado di sollevare le risorse idriche provenienti dai canali del nodo idraulico delle Botti e reimmetterle nel tratto finale dell’Adigetto, per poi farle risalire fino al Cambio di Villadose. L’impianto, dotato di due elettropompe ad alta capacità (500 l/s ciascuna), consente di garantire una maggiore disponibilità idrica anche nei tratti più critici del sistema ed è completamente gestito tramite sistemi di telecomando e
telecontrollo. “La conclusione di questo intervento nei tempi stabiliti dal PNRR rappresenta per il Consorzio un risultato di grande valore tecnico, amministrativo e territoriale”, dichiara il presidente Roberto Branco. “Parliamo di un’opera che unisce e icienza irrigua, capacità di risposta alle nuove sfide climatiche e sicurezza idraulica. L’Adigetto è una infrastruttura
Si è concluso il progetto “Donne, Lingue e Culture del Mediterraneo “
Si è tenuto al Museo Archeologico Nazionale di Adria, l’evento conclusivo del progetto “Donne, Lingue, Culture del Mediterraneo”, promosso dalla Scuola di Italiano per Stranieri dell’Associazione E atà! in collaborazione con il Museo Archeologico Nazionale e con il sostegno della Fondazione Banca del Monte di Rovigo e della Fondazione Scolastica Carlo Bocchi - Ente Filantropico ETS. L’iniziativa è stata realizzata con l’obiettivo di promuovere l’integrazione, il dialogo interculturale e l’apprendimento linguistico, coinvolgendo donne provenienti da diversi Paesi in un percorso di incontro, conoscenza reciproca e condivisione culturale. Il progetto ha valorizzato persone,
storie e lingue che quotidianamente arricchiscono la comunità locale, richiamando al tempo stesso le radici comuni che uniscono i popoli del Mediterraneo attraverso il patrimonio custodito dal Museo Nazionale di Adria. All’appuntamento conclusivo hanno partecipato le corsiste, le insegnanti volontarie dell’Associazione E atà! e i sostenitori del progetto, in un contesto caratterizzato da accoglienza e partecipazione. Sono intervenute la direttrice del Museo, Alberta Facchi, l’archeologa Stefania Paiola, responsabile delle visite guidate e dei laboratori, la mediatrice culturale Hanane Ben Mohamed e le insegnanti volontarie Donatella Cominato, Laura
essenziale per il nostro comprensorio e oggi consegniamo al territorio un sistema più sicuro, più moderno e più e iciente. È un traguardo importante, ma anche un segnale concreto della capacità degli enti di tradurre i finanziamenti in opere reali e utili alle comunità”.
• Guendalina Ferro
Braghin, Novella Franceschi, Jolanda Franzoso, Beatrice Pizzo e Letizia Portieri. Erano inoltre presenti il presidente della Fondazione Banca del Monte, Giorgio Lazzarini, Mara Bellettato e Paolo Nardi, insieme ai rappresentanti dell’Associazione E atà! e dello Sportello delle Opportunità. I momenti di confronto, le testimonianze e la condivisione che hanno caratterizzato l’incontro hanno evidenziato il valore umano, sociale e culturale dell’iniziativa, conclusasi con un bu et multiculturale preparato dalle partecipanti.
• (G.F.)
Le campagne solidali. Un impegno reso possibile da volontari, soci e cittadini
L’ASSEMBLEA AIL RACCONTA COME LA SOLIDARIETÀ SI TRASFORMA IN RICERCA
Dietro ogni Uovo di Pasqua e ogni
Stella di Natale di AIL Rovigo
“Sara e Fabio Bellato”ODV ETS c’è molto più di una raccolta fondi. C’è un investimento concreto nella ricerca, nelle cure e nel futuro di giovani medici e pazienti del territorio. È questo il messaggio emerso con forza durante l’Assemblea ordinaria dei soci 2026, svoltasi a maggio in un noto hotel di Adria, città dove da poco è stata inaugurata anche la nuova sede dell’associazione, diventata punto di riferimento per volontari, famiglie e attività di supporto ai pazienti.
Ad aprire i lavori sono state la presidente
Laura Cassetta e la segretaria Luana Andreello, insieme alla commercialista
Rita Campioni e alla dottoressa Ylenia Carlini, che hanno illustrato ai soci le attività svolte nel 2025, i bilanci e i progetti
Dietro ogni Uovo e Stella AIL
Rovigo ci sono assistenza e speranza
futuri dell’associazione.
Particolarmente significativo l’intervento della dottoressa Rossella Paolini, responsabile del reparto di Ematologia dell’ospedale rodigino, e della dottoressa Marta Pillon, dirigente medico della Clinica Oncoematologica Pediatrica dell’Università di Padova e ricercatrice presso il Dipartimento della Salute della Donna e del Bambino.
Le due professioniste hanno spiegato come il lavoro svolto quotidianamente nei reparti e nei laboratori di ricerca sia reso possibile anche grazie alle campagne solidali promosse da AIL Rovigo “Sara e Fabio Bellato”, dalle tradizionali Uova di Pasqua alle Stelle di Natale, che ogni anno coinvolgono volontari, soci e cittadini del territorio. Fondamentali, infatti, i contributi destinati alle borse di studio per giovani medici, farmacisti, data manager e ricercatori, oltre all’acquisto di reagenti e strumentazioni all’avanguardia indispensabili per migliorare diagnosi, cure e percorsi terapeutici per i pazienti ematologici e oncoematologici.
Un legame diretto tra il gesto semplice di una donazione e la possibilità concreta di sostenere la ricerca scientifica e migliorare la qualità dell’assistenza sanitaria. Un percorso concreto in cui il volontariato e la partecipazione collettiva diventano risorse reali per la ricerca e un sostegno
tangibile per tante famiglie. Nel corso dell’assemblea sono stati approvati all’unanimità il bilancio consuntivo 2025 e il preventivo 2026, confermando la solidità e la trasparenza dell’associazione. L’incontro si è concluso in un clima di forte collaborazione e partecipazione, proseguito durante la cena sociale finale, occasione per ra orzare relazioni, idee e nuovi progetti futuri. Tra i commensali è stato condiviso un concetto chiave: dietro ogni iniziativa solidale non ci sono soltanto numeri o raccolte fondi, ma persone, ricerca, cure e speranza.
• Guendalina Ferro
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Volontari
puliscono la ciclabile dalle erbacce infestanti
ABottrighe, le erbacce, gli arbusti spinosi e le radici infestanti dell’area ex zuccherificio, poi ex Polychimica, sono arrivate ad invadere gran parte della ciclabile lungo via Dante Alighieri. Ed essendo un’area privata pare che il comune non possa intervenire. Il sito in questione, posto in vendita, è infatti ancora in mano ad un curatore fallimentare, dopo essere stato bonificato da amianto e altri veleni. La vegetazione spontanea ha però oltrepassato il limite della recinzione, invadendo l’arteria ciclo-pedonale, anche dal punto di vista del decoro. I passaggi di gente a piedi ed in biciletta sono molto frequenti a tutte le ore. Per ovviare ciò, quattro amici volontari del luogo, Ugo Romagnollo, James Levizzari, Paolo Malagugini e Fabrizio Romani, consigliere comunale delegato per Bottrighe, hanno ripulito la zona una domenica mattina, dalle 6, con l’ausilio di forbici, pale, scope e di una vespa-motocarro. Un segno di encomiabile civiltà che dovrebbe essere un esempio per tutti.
• (R.M.)
ALA COMUNITÀ RICORDA FRANZOLIN È
Pettorazza Grimani si è svolta la cerimonia commemorativa in occasione del 44esimo anniversario della “Strage della Circonvallazione”, il tragico attentato mafioso avvenuto a Palermo il 16 giugno 1982 nel quale perse la vita anche l’Appuntato dei Carabinieri Silvano Franzolin, Medaglia d’Oro al Valor Civile alla memoria, nato proprio a Pettorazza Grimani il 3 aprile 1941. Alla cerimonia hanno preso parte i familiari del militare caduto, il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Rovigo, Colonnello Edoardo Campora, il Vicario della Prefettura di Rovigo Valeria Gaspari, il Vicario della Questura Maria Olivieri, il Comandante della Compagnia Carabinieri di Adria Maggiore Manuel Scacchi, il sindaco di Pettorazza Grimani Andrea Grassetto e l’assessore del Comune di Rovigo Renato Campanile. Presenti anche i comandanti delle stazioni dell’Arma del territorio e una rappresentanza dei militari della Stazione di Lendinara, la cui caserma è intitolata proprio a Franzolin. La commemorazione è iniziata con la celebrazione della Santa Messa. Durante l’omelia, don Lino Mazzocco ha ricordato il coraggio, il senso del dovere e la generosità dell’Appuntato Franzolin, sottolineando come il suo esempio continui a rappresentare un riferimento per le nuove generazioni e per chi opera al servizio dello Stato. Successivamente i partecipanti si sono spostati presso il campo sportivo comunale, dove sorge la stele dedicata al carabiniere caduto. Qui si è svolta la cerimonia dell’alzabandiera solenne, accompagnata dalla deposizione di una corona d’alloro ai piedi del cippo commemorativo. Nel suo intervento, il Colonnello Campora ha ricordato la figura di Franzolin e il sacrificio di tutti i militari caduti nell’adempimento del proprio dovere, rievocando i tragici momenti dell’agguato mafioso che costò la vita al carabiniere Polesano e ai colleghi della scorta. Anche il sindaco Andrea Grassetto ha voluto rendere omaggio al concittadino, esprimendo parole di ringraziamento verso le Forze dell’Ordine e tutti gli apparati dello Stato impegnati quotidianamente nella tutela della sicurezza pubblica. Franzolin, ha sottolineato il primo cittadino, rappresenta ancora oggi un esempio di dedizione, responsabilità e servizio alla collettività. La cerimonia si è conclusa con la benedizione del monumento commemorativo impartita da don Mazzocco, in un momento di raccoglimento che ha unito istituzioni e cittadini nel ricordo di uno dei figli illustri della comunità. Il sacrificio di
Silvano Franzolin. La mattina del 16 giugno 1982 l’Appuntato Silvano Franzolin faceva parte della scorta incaricata di trasferire il detenuto mafioso Alfio Ferlito da Enna verso il carcere di Favignana.
Alle 10.30, lungo la circonvallazione di Palermo, all’altezza di viale Ugo La Malfa, il convoglio venne assalito da un commando armato che aprì il fuoco con estrema violenza. Nell’agguato
morirono l’autista Giuseppe Di Lavore, i Carabinieri Salvatore Raiti e Luigi Di Barca e lo stesso Ferlito. Gravemente ferito, Franzolin riuscì comunque a uscire dall’auto impugnando la propria pistola nel tentativo di reagire all’attacco. Colpito mortalmente, si accasciò pochi metri più avanti, compiendo fino all’ultimo il proprio dovere. Per quel gesto di straordinario coraggio gli venne conferita la Medaglia d’Oro al Valor Civile alla memoria. Una storia che, a distanza di oltre quattro decenni, continua a parlare di legalità, fedeltà alle istituzioni e amore per lo Stato. Valori che Pettorazza Grimani ha voluto ancora una volta onorare, a inché il sacrificio di Silvano Franzolin non venga mai dimenticato.
• Guendalina Ferro
U icio postale chiuso per lavori
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in corso dal 19 giugno la chiusura temporanea dell’u icio postale di Pettorazza Grimani, in via Roma 21, interessato da lavori di adeguamento nell’ambito del Progetto Polis – Casa dei Servizi di Cittadinanza Digitale. L’intervento, già realizzato in numerosi comuni italiani, punta a trasformare gli u ici postali dei piccoli centri in strutture più moderne e con una gamma ampliata di servizi per i cittadini. “La ristrutturazione è importante e necessaria, perché ci consentirà di avere servizi oggi non disponibili a Pettorazza, rendendo l’u icio postale più funzionale e con maggiori prestazioni per tutti”, ha spiegato il sindaco Andrea Grassetto. La chiusura, che si protrarrà per circa 45 giorni, sta inevitabilmente creando disagi alla popolazione, in particolare alle persone anziane e a chi ha di icoltà negli spostamenti, soprattutto nel periodo estivo. Per limitare l’impatto della sospensione del servizio, l’Amministrazione comunale, in accordo con il Circolo Auser, ha attivato un sistema di supporto per accompagnare i cittadini verso l’u icio postale di San Martino di Venezze, individuato come punto di riferimento temporaneo. Il servizio di trasporto convenzionato tra Comune e associazione Auser verso l’ufficio postale di San Martino di Venezze prevede normalmente un’o erta di 7 euro a persona per il viaggio di andata e ritorno. Per il periodo di chiusura dell’u icio postale di Pettorazza, il sindaco ha annunciato che il costo a carico dei cittadini verrà ridotto in modo significativo, fissando la quota a 3 euro a persona. Per le situazioni di maggiore fragilità è prevista la possibilità di un ulteriore sostegno economico fino alla copertura totale del servizio, previa valutazione da parte dell’Amministrazione comunale. Per maggiori informazioni rivolgersi direttamente al Sindaco o all’assistente sociale, che valuteranno la totale copertura del servizio.
• (G.F)
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Le riprese. Una originale produzione cinematografica ispirata al true crime
“DÙ DETECTIVE”, LA NUOVA SFIDA FIRMATA DELLA TAIANT PICTURES
Sono in corso le riprese del secondo episodio di “Dù Detective”, il racconto investigativo di ispirazione true crime realizzato dalla Taiant Pictures, la squadra di ragazzi e ragazze del Delta che dedica il proprio tempo libero alla produzione di film e storie capaci soprattutto di regalare un sorriso a chi le guarda. Una scelta che racchiude lo spirito di un gruppo che, da anni, trasforma una passione in un modo per stare insieme e raccontare il proprio territorio. Come racconta Michele Pezzolato, l’obiettivo è “rendere la vita più leggera” attraverso il cinema, costruendo produzioni nate dalla voglia di condividere idee, emozioni e momenti. Gli autori sono gli stessi della saga di “Nutriaman”, il cult polesano ambientato interamente nel Delta del Po e rigorosamente in dialetto polesano, nato nel 2002 dall’idea di un gruppo di amici di Taglio di Po. Quello che era nato quasi per gioco è diventata una storia capace di conquistare un pubblico a ezionato fino ad arrivare recentemente anche al Festival del Cinema di Venezia con il quarto episodio, chiudendo il percorso della saga.
“Abbiamo finito con il quarto film perché, scherzosamente, Manuel, l’attore protagonista, non riesce più a entrare nel costume del supereroe Polesano”, racconta Michele Pezzolato. “Una battuta che nasconde però il valore di un percorso lungo oltre vent’anni. Perché, al di là dello scherzo, ciò che continua a unire il gruppo è «l’amicizia e la passione per il cinema di base”. Ora la macchina da presa è su “Dù Detective”, un progetto diverso, nato come sperimentazione e arrivato al secondo episodio. Una nuova avventura che mantiene però lo stesso spirito: divertirsi, creare insieme e raccontare. “Dù Detective è nato come un “girato” sperimentale, perché non ci siamo mai avventurati sul true crime” spiega Michele Pezzolato “A Natale, quando siamo usciti con il primo episodio - aggiunge il fratello - abbiamo presentato i personaggi di Dù Detective. Il secondo episodio su cui stiamo lavorando pensiamo di concluderlo a fine estate, sempre nei tempi del dopo lavoro”. “Nell’episodio che stiamo girando mi sto divertendo tantissimo, soprattutto quando si passa dalla trama scritta in italiano alle
riprese, momento in cui gli attori devono esprimere il concetto in dialetto, una lingua dove sappiamo che ci sono parole che non hanno una traduzione adeguata in italiano” prosegue il fratello regista “Nel secondo episodio emergono i vari caratteri dei personaggi, che saranno 11, tutti diversi tra loro”, aggiunge Fabio, protagonista insieme a Manuel dei “Dù detective”. Nel primo episodio i due investigatori si trovano a dover condurre un’inchiesta su un presunto omicidio, lasciando però aperta la porta al coinvolgimento del pubblico. I fan hanno potuto contribuire con idee e riflessioni, diventando in qualche modo
parte del percorso narrativo. “Un paio di punti e di riflessioni ci sono state utili per proseguire con gli episodi di cui non sappiamo come andrà a finire… in pratica stiamo risolvendo il caso man mano che andiamo avanti” spiega Michele Pezzolato. “La produzione sarà sempre gratuita –raccontano i fratelli Pezzolato – Abbiamo scelto gli episodi, a di erenza dei film già fatti come Nutriaman e Polesine Bastardo, per la complessità del lavoro nel produrre e di ondere un film. In passato, quando a Porto Viro c’era ancora il cinema, Trieste prima ed Eden poi, un film ti legava alle date cadenzate di anteprime, di usioni e
conseguenti sostenitori da seguire e curare. Con gli episodi abbiamo tempi più distesi e gestibili”. Un’avventura che continua anche grazie all’a etto del pubblico.
“Abbiamo fans che ci sostengono dal 2004 e ogni volta che facciamo un post su Facebook ci seguono con a etto – raccontano – Tanti fan sono del Piemonte, persone e famiglie emigrate dopo l’alluvione, che seguono la Taiant Pictures per guardare i luoghi dove sono nati e ascoltare una produzione in dialetto Polesano”. Dal gruppo arriva anche un invito ai giovani che vogliano avvicinarsi al progetto e contribuire al futuro della Taiant Pictures, una realtà che oggi conta diciotto persone unite dalla stessa passione. Senza grandi mezzi, ma con tanta determinazione, continuano a credere nella forza delle storie e nella capacità del cinema di creare legami. Perché nel Delta, a volte, basta una telecamera, un’idea e la voglia di sorridere insieme per trasformare una semplice passione in un piccolo patrimonio di memoria collettiva.
• Guendalina Ferro
PRO LOCO DI ADRIA “RACCONTIAMO
LE DONNE CHE HANNO FATTO LA STORIA”
accogliere la memoria di una comunità per restituirla alle nuove generazioni. È questa la missione estiva che guida la Pro Loco di Adria, presieduta da Letizia Guerra, impegnata nella preparazione del Numero Unico 2026, la tradizionale pubblicazione che da oltre mezzo secolo accompagna il Settembre Adriese raccontando storia, cultura e identità del territorio. Per la prossima edizione, la Pro Loco ha scelto un tema dedicato alla presenza femminile nella storia di Adria e del suo territorio, dando voce a donne che, in epoche e ambiti diversi, hanno contribuito alla crescita della comunità: donne di cultura, insegnanti, benefattrici, religiose, lavoratrici e protagoniste della vita quotidiana. Un percorso che nasce dalla volontà dell’associazione di valorizzare non solo i grandi eventi e i personaggi più conosciuti, ma anche quelle storie spesso rimaste custodite nella memoria familiare: vite quotidiane fatte di lavoro, sacrifici, impegno
e partecipazione sociale. Il tema è stato già al centro di diverse iniziative promosse dalla Pro Loco negli ultimi mesi, tra cui la rassegna letteraria “Voci e mondi di donna”, dedicata a scrittrici e autrici contemporanee, e “Solstizio in cammino”, una passeggiata che ha unito benessere, natura e momenti di riflessione sulla dimensione femminile, con una raccolta fondi destinata a un progetto dedicato alle donne promosso dallo Sportello delle Opportunità. Con il Numero Unico 2026 la Pro Loco vuole ora coinvolgere direttamente la cittadinanza, trasformando la pubblicazione in un racconto collettivo. L’appello è rivolto a chiunque custodisca fotografie d’epoca, lettere, documenti, ricordi di famiglia o testimonianze legate a donne che hanno vissuto ad Adria e nel territorio. Potranno trovare spazio sia figure conosciute sia storie meno note, ma ugualmente importanti: racconti capaci di descrivere la scuola, il lavoro, la famiglia, la solidarietà, l’impegno sociale e i cambiamenti del
Conto alla rovescia per la 29esima edizione di “Voci per la libertà – Una canzone per Amnesty”, il festival che da anni unisce musica e diritti umani al fianco di Amnesty International Italia. L’appuntamento è dal 23 al 26 luglio nel centro storico di Rovigo, con un programma ricco di eventi, incontri, mostre, performance e concerti. “Fai sentire la tua voce” è lo slogan scelto per accompagnare questa nuova edizione, un invito a partecipare e a trasformare la musica in uno strumento di consapevolezza e cambiamento. Accanto alle esibizioni degli artisti ospiti e degli otto semifinalisti della sezione emergenti,
tutte le notizie del Veneto aggiornate in tempo reale. L’iniziativa. Al via
ruolo femminile nel corso del tempo. Particolare attenzione sarà dedicata anche alle immagini che raccontano la vita quotidiana: abitudini, mode, attività lavorative, momenti familiari e occasioni di comunità. Ogni fotografia potrà diventare un frammento prezioso per ricostruire uno spaccato autentico della storia locale. La raccolta di materiali
La musica di Amnesty torna protagonista a Rovigo
il festival porterà nel cuore della città momenti di approfondimento sui grandi temi dei diritti umani: dalla condizione carceraria italiana al gender gap, dal ruolo del giornalismo nei conflitti alla criminalizzazione della solidarietà, fino ai genocidi e al people power. La presentazione u iciale si è svolta a Rovigo alla presenza della madrina d’onore Barbara Moussier, sociologa e docente all’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, che ha presentato il suo libro “Il valore sociale dei festival. La creatività comunicativa”, edito da Franco Angeli Editore. Il direttore artistico del Festival, Michele Lionello, ha spiegato il signifi-
rappresenta dunque un invito a partecipare alla costruzione della memoria collettiva: perché dietro ogni fotografia e ogni racconto può esserci una storia capace di raccontare l’anima di Adria. Chi desidera condividere contributi o proporre testimonianze può contattare la Pro Loco di Adria presso l’u icio di Galleria degli Artisti oppure attraverso i
cato della scelta artistica di questa edizione: “La musica non è mai stata neutrale. Storicamente ha anticipato i cambiamenti sociali, ha abbattuto muri e ha dato voce a chi non l’aveva. Nel progettare questo programma, abbiamo scelto di mettere al centro due forze rivoluzionarie spesso confinate
canali dell’associazione. Un progetto che conferma il ruolo della Pro Loco come custode della memoria del territorio e promotrice di iniziative capaci di unire passato e presente, valorizzando le persone che hanno costruito, giorno dopo giorno, la comunità adriese.
• Guendalina Ferro
ai margini dell’industria mainstream: le giovani generazioni e le donne. Non si tratta di una quota da rispettare, ma di una scelta artistica radicale. Le artiste che saliranno sul nostro palco portano visioni del mondo inedite, linguaggi dirompenti e una capacità unica di decodificare il presente. Dare spazio ai giovani talenti significa investire sul futuro della cultura, garantendo che le storie di domani siano plurali, inclusive e libere da vecchi stereotipi”. Tutti gli eventi del festival sono ad ingresso libero e gratuito.
• (G.F.)
Formazione dedicata e a ancamento continuo
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Cerchiamo personale per contatto diretto con aziende e attività del territorio O riamo assunzione a tempo indeterminato full time o part time + incentivi
Ambiente solido e percorso di crescita in primaria azienda veneta
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Il dibattito. Fa discutere l’intervento del segretario generale della
Cgil sul “lavoro svenduto”
LANDINI: “SFRUTTAMENTO DA COMBATTERE”
FINISCE SOTTO ACCUSA IL MODELLO VENETO
Doveva essere il giorno del congresso nazionale della Uil con tanto di Giorgia Meloni ad intervenire dal palco, dopo aver dribblato i giornalisti, del centro congressi di Padova. Ed invece le parole che hanno fatto più rumore, sempre a Padova, sono state in quel primo weekend di luglio quelle di Maurizio Landini, segretario generale della Cgil ma ancora con il piglio e la maglietta girocololo bianca sotto la camicia, di quando era segretario della Fiom. Una parola ha avuto l’e etto di una fucilata: sfruttamento.
La tesi landiniana che ha mandato su tutte le furie mezzo schieramento politico e datoriale è che il “modello Veneto si è fermato, come si è fermato in tutta Italia un modello basato sullo sfruttamento e soprattutto sulla logica dell’appalto, del subappalto, del massimo ribasso e quindi, dello sfruttamento del caporalato. E non è una cosa che sta riguardando un settore, sta riguardando tutti i settori trasversalmente, e c’è bisogno di intervenire radicalmente”. Un “a margine” di un convegno del sindacato sul “lavoro svenduto”.
Landini quella mattina era un fiume in piena davanti ai cronisti ed ha lanciato una raccolta di firme “per una legge di iniziativa popolare che chiede proprio di mettere mano a questa logica degli appalti, e il primo punto di fondo è la responsabilità del committente. Infortuni e morti sul lavoro riguardano in realtà giovani precari, nella maggioranza dei casi in aziende in subappalto; dall’altra parte stiamo vedendo come non si stanno applicando le leggi”.
Landini ha quindi chiesto “che venga introdotto in agricoltura, come esiste già in edilizia, un indicatore: se io ho un ettaro di terreno, so che in quell’ettaro ho una determinata produzione, e chiunque sa che per raccoglierla serve un certo numero di ore di lavoro. E quando vai a scoprire che le ore di lavoro sono un decimo di quelle che realmente ti servivano vuol dire che il 90% l’hai fatto in nero. Quindi, nell’era dell’intelligenza artificiale, l’utilizzo di tutte le tecnologie per controllare questi dati per sconfiggere questo fenomeno c’è, se non lo si vuol fare c’è una
volontà politica molto precisa, e noi stiamo denunciando questo, sia nei rapporti col governo, sia nei rapporti con le regioni di tutto il Paese. Gli imprenditori – ha concluso – debbono insieme a noi combattere i banditi, perché deve prevalere chi vuol fare l’imprenditore serio”.
Da capire poi in un parlamento che fa fatica a fare una riforma delle legge elettorale, che fine farà la proposta Landini.
• Alberto Gottardo
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Meloni al congresso
Uil: “Il lavoro è dignità, il Governo resta aperto al confronto”
Giorgia Meloni è intervenuta al congresso nazionale della Uil, rivendicando il metodo del dialogo con le parti sociali e indicando lavoro, salari, produttività, welfare e intelligenza artificiale come le principali sfide da a rontare. Uno dei passaggi centrali ha riguardato il tema del salario. La presidente del Consiglio ha difeso la scelta di puntare sulla contrattazione collettiva, sostenendo che il salario dignitoso debba essere garantito dai contratti nazionali più rappresentativi e non da una cifra fissata “a tavolino”. Secondo Meloni, il salario minimo avrebbe rischiato di indebolire le tutele, trasformandosi in un parametro al ribasso. La premier ha poi richiamato le misure adottate per sostenere il potere d’acquisto, dal taglio del cuneo fiscale alla detassazione dei rinnovi contrattuali nel settore privato, misura che il Governo punta a confermare anche nella prossima legge di bilancio. Spazio anche al tema degli incentivi alle imprese: gli aiuti pubblici, ha detto, non devono più essere distribuiti “a pioggia”, ma concessi a chi rispetta le regole, applica contratti giusti, investe nel Paese e garantisce sicurezza. Sulla stessa linea la lotta al caporalato, definita “una battaglia di civiltà”.Sul fronte dell’intelligenza artificiale, ha invitato a governare la rivoluzione tecnologica senza subirla: l’IA può aumentare produttività e crescita, ma deve restare al servizio della persona e dei diritti.
Scienza e salute. Giustina Destro, presidente Vimm, Istituto Veneto di Medicina Molecolare
“LA RICERCA BIOMEDICA ANTICIPA IL FUTURO, AIUTA LA PREVENZIONE E RIDUCE LE SPESE”
Quest’anno l’Istituto Veneto di Medicina Molecolare (Vimm) celebra il suo trentesimo anniversario, una realtà d’eccellenza nata nel 1996 dall’intuizione di Francesco Pagan e Giustina Destro, che oggi ne è la Presidente. Abbiamo intervistato la Presidente Destro, figura storica del territorio padovano — già imprenditrice, prima
donna sindaco di Padova e prima donna alla guida di Confindustria, parlamentare e presidente del Premio Campiello — per tracciare un bilancio e guardare alle sfide future della ricerca biomedica avanzata.
Presidente Destro, il Vimm festeggia trent’anni di attività. Lei c’era fin dall’inizio, quando fu inaugurato proprio durante il suo mandato
da sindaco...
Sì, ero sindaco di Padova quando abbiamo fatto l’inaugurazione. In seguito sono stata in consiglio per alcuni anni, poi mi sono dedicata ad altro: sono stata parlamentare e Presidente del Premio Campiello. Ma questi trent’anni al Vimm hanno portato grandi soddisfazioni e, soprattutto, risultati scientifici straordinari. Quali sono i numeri e i volti che oggi animano l’istituto?
innovativi in corso?
Sicuramente lo studio sugli organoidi, ovvero micro-organi generati in laboratorio dal professor Elvassore. Partendo da un capello o da un frammento di pelle, in laboratorio decidiamo di far crescere, per esempio, un cervello in miniatura.
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TE LO DO IO IL VENETO con Alberto Gottardo
Oggi al Vimm accogliamo ben 320 giovani ricercatori divisi in gruppi di lavoro guidati da 12 eccellenti scienziati, tra cui il nostro direttore scientifico Nicola Elvassore, e i professori Corbetta, Sandri e Carrer. Quasi tutti sono docenti universitari e alcuni, come il professor Corbetta, svolgono anche attività clinica. Grazie a loro contribuiamo alla prevenzione di gravi malattie e alla fondamentale ricerca di base.
Su quali aree terapeutiche vi concentrate maggiormente?
Grazie a questi organoidi possiamo individuare tempestivamente la malattia e approntare cure preventive mirate, prima che sia troppo tardi, come purtroppo spesso accade con i tumori cerebrali.
A questo proposito, quanto conta la prevenzione per la sanità pubblica?
da fare è tanta. Tuttavia, vantiamo centri di eccellenza nazionali con cui collaboriamo costantemente, perché il confronto reciproco è ciò che fa crescere in ogni campo. Per celebrare questo legame tra scienza e bellezza, avete anche promosso un’iniziativa culturale originale, vuole ricordarla?
Moltissimo, perché la prevenzione riduce drasticamente i costi sanitari. Ricordiamoci che il bilancio di una Regione è costituito per il 70% dalla sanità. Evitare la crescita di malattie devastanti migliora la vita del paziente, delle famiglie, del mondo del lavoro e la qualità della vita sociale. In questo senso è fondamentale la nostra biobanca di cellule staminali, prima nel suo genere, nata in collaborazione con l’Azienda Ospedaliera.
La ricerca italiana so re spesso di carenza di fondi. Qual è la situazione rispetto all’estero?
La nostra ricerca parte dal cervello, a rontando patologie come ictus, Parkinson e Alzheimer, fino a fegato, pancreas e apparato muscolare, vitale per dare sostegno al corpo. Poiché oggi l’età media si allunga, l’obiettivo è far sì che l’uomo e la donna arrivino alla vecchiaia in salute. Ci sono progetti particolarmente
Siamo ancora indietro: Paesi come la Germania dedicano il 5-6% della spesa alla ricerca, mentre in Italia siamo a malapena sopra l’1%. La strada
Sì, abbiamo allestito la mostra “La terra è blu come un’arancia”, a Padova presso il Museo della Natura e dell’Uomo. Curata da Sylvain Bellenger, personalità culturale d’eccezione, in collaborazione con l’Università. Espone fotografie scientifiche dei nostri ricercatori che sembrano veri quadri per forme e colori. Sarà aperta fino al 30 novembre, ma probabilmente verrà prolungata di un mese o due.
Idroelettrico, 99 milioni per il Veneto, Stefani: “Risultato
storico, ulteriore forma di autonomia regionale”
Entra nel vivo una nuova fase per l’idroelettrico veneto grazie a un accordo strategico tra la Regione e il Gruppo Enel. Attraverso la rideterminazione dei canoni idrici e la monetizzazione dell’energia gratuita che i concessionari devono fornire annualmente alla Regione sono stati recuperati ben 99 milioni di euro per il territorio. Nel dettaglio, la cifra è composta da 44 milioni di euro derivanti dalla quota fissa e variabile dei canoni idrici, che saranno destinati direttamente alla provincia di Belluno, e da altri 55 milioni provenienti dalla monetizzazione dell’energia. Il presidente del Veneto Alberto Stefani ha espresso soddisfazione per questo traguardo, sottolineando come l’operazione rappresenti un passo decisivo verso l’autonomia energetica: “E’ risultato storico, che testimonia l’esercizio di una forma ulteriore di autonomia regionale, che procede attraverso gli strumenti del dialogo”.
L’assessore alla montagna Dario Bond ha poi spiegato l’impatto concreto che questi fondi avranno sul territorio: “Stiamo parlando di risorse che potranno sostenere il
sistema sociosanitario, i trasporti, le scuole, la valorizzazione della montagna e le infrastrutture e altro. E’ una forma di autonomia fondamentale per il nostro territorio e attiveremo una cabina di regia congiunta per concertare la destinazione delle risorse”. Infine, lo sguardo è rivolto al futuro delle concessioni idroelettriche, per le quali l’assessore allo sviluppo economico Massimo Bitonci ha annunciato l’avvio di un’analisi approfondita: “Abbiamo a idato lo studio delle soluzioni a un tavolo tecnico. Sulla base della relazione finale, prenderemo la decisione che porterà, secondo criteri oggettivi, il migliore beneficio al Veneto e ai veneti”.
Giustina Destro
Da sinistra: Massimo Bitonci, Alberto Stefani e Dario Bond
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PARTE DALL’UNIVERSITÀ DI PADOVA L’ULTIMA CACCIA A CARLOS, LO SCIACALLO
La Professoressa Valentine Lomellini, docente associata in Storia delle relazioni internazionali all’Università di Padova e direttrice di Securities (il Centro Studi italiano sulla sicurezza, il terrorismo e la criminalità organizzata), è da poco tornata in libreria con un saggio di grande spessore: Carlos lo sciacallo. Storia del più temuto terrorista internazionale (Edizioni Laterza). Attraverso un meticoloso lavoro d’archivio, Lomellini ha ricostruito la vera storia di un personaggio diventato un’icona, purtroppo in senso negativo, degli anni ‘70 e ’80.
Professoressa Lomellini, partiamo da un mini ritratto: chi è davvero Carlos lo Sciacallo?
Il suo vero nome è Ilich Ramírez Sánchez. È un terrorista internazionale nato
Quanto contano per persone come Carlos l’ideologia politica e la fede religiosa? Sono sentimenti sinceri o solo un’etichetta di facciata?
La “fede rivoluzionaria” è un elemento formativo in quello che oggi chiameremmo processo di radicalizzazione. Ramírez Sánchez nasce e cresce in una famiglia della piccola borghesia: il padre è un avvocato che milita nel Partito Comunista. Nasce quindi in un ambiente molto politicizzato. L’approdo alle istanze rivoluzionarie si sviluppa con il ‘68 globale, che lo vede parte attiva a Londra. Negli anni ‘70 Carlos si avvicina all’ala più radicale del FPLP, una formazione marxista-leninista, entrando nella sezione delle operazioni speciali diretta da Wadi Haddad, che sviluppava
Sulle tracce di Ilich Ramírez Sánchez, personaggio controverso accostato anche a Osama Bin Laden e al centro della cosiddetta “pista palestinese” per la strage di Bologna
in Venezuela, diventato poi studente all’Università Lumumba di Mosca, dove probabilmente è stato arruolato dal KGB. Ha militato nel Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina e, con un’identità che è stata precorritrice dei tempi moderni, ha tentato di creare una rete internazionale del terrore nel corso degli anni ‘70. A metà di quel decennio si è persino convertito al jihadismo, anticipando quasi di quarant’anni gli sviluppi del terrorismo religioso contemporaneo. È un personaggio controverso, a cui sono stati dedicati libri, film e serie tv. È anche l’uomo al centro della cosiddetta “pista palestinese” per la strage di Bologna.
azioni terroristiche sul suolo occidentale.
L’ideologia, dunque, ha un’importanza reale. Tuttavia, subentra un’altra dinamica: quando una persona entra nel mondo del terrorismo e della clandestinità, quello diventa il suo unico mondo di riferimento. Non si può tornare indietro.
Carlos è stato arrestato in Sudan nel 1994, anni in cui anche Osama Bin Laden viveva in quel Paese. Un vecchio articolo de Il Manifesto che titolava “Il nuovo Carlos è Bin Laden”. C’è stato un passaggio di testimone o era solo una suggestione giornalistica?
Al momento non abbiamo prove che ci sia stato un legame diretto tra i due.
L’articolo de Il Manifesto la suggestione dell’esistenza di una centrale internazionale del terrore guidata da un singolo capo. Negli anni ‘70-’80 era Carlos, negli anni ‘90-2000 è diventato Bin Laden.I due condividono alcune caratteristiche: la fede islamica, un’ampia disponibilità economica e vasti contatti internazionali. Tuttavia, la modalità d’azione è diversa. Carlos realizza attentati appoggiandosi a un gruppo trasversale, composto da tedeschi occidentali, giapponesi e palestinesi. Bin Laden, invece, promuove una vera e propria “Internazionale del terrore”, un progetto globale di radicalizzazione e di esportazione del Jihad in vari Paesi. Veniamo alla “pista palestinese” per la strage di Bologna del 2 agosto 1980. Cosa ci dicono i documenti?
Nel libro ho analizzato storiograficamente la pista palestinese. Sappiamo che a livello giudiziario le sentenze hanno ritenuto responsabili della strage di Bologna alcuni esponenti del neofascismo italiano. Tuttavia, da tempo alcuni politici ribadiscono il loro scetticismo, sostenendo che la strage sia stata una vendetta del FPLP per l’arresto, avvenuto in Italia nell’autunno ‘79, del palestinese Abu Anzeh Saleh. Secondo questa teoria, l’arresto avrebbe violato il presunto “Lodo Moro”, l’accordo tra il fronte palestinese
e l’Italia per il libero transito delle armi in cambio della neutralizzazione del nostro territorio dagli attentati. Analizzando le fonti, la conclusione a cui arrivo — e che dimostro nel libro — è che questa pista è assolutamente inattendibile. Al contrario, la vicenda di Abu Anzeh Saleh conferma l’esistenza di quell’accordo per evitare attacchi in Italia. Dunque, nessuna ragione legata a questa dinamica può essere addotta come movente per la strage di Bologna. Chiudiamo con un aspetto paradossale: il soprannome di Carlos, “lo Sciacallo”, arriva dal romanzo di Forsyth e dal film omonimo. Poi lo stesso Carlos ha ispirato i libri di Robert Ludlum su Jason Bourne. Essere così “pop” e mediatico si è rivelato un boomerang per un terrorista?
Assolutamente sì. A lungo si è creduto che Carlos fosse la longa manus di Mosca in Occidente. In realtà, consultando i documenti dei servizi segreti bulgari, cecoslovacchi e in parte rumeni, emerge che Carlos era tollerato, ma poi divenne del tutto indesiderato. Essere un terrorista richiede un grado estremo di riservatezza. Carlos, al contrario, aveva un temperamento esibizionista. I servizi dell’Est lo ritenevano un uomo incontrollabile e troppo “popolare” per svolgere un ruolo
strategico occulto. La grande notorietà esplosa nel 1973 gli si è ritorta contro: è stato costretto a fuggire di Paese in Paese fino all’arresto in Sudan nel ‘94, avvenuto anche grazie alle fotografie scattate anni prima dai servizi cecoslovacchi durante le sue permanenze a Praga. In un’epoca in cui di molti terroristi non si conosceva nemmeno il volto, Carlos, con la sua vanità, si è praticamente fregato da solo.
• Giacomo Brunoro
• Chi è Giacomo Brunoro
Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.
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Case della Comunità, il nuovo paradigma della sanità territoriale
Una delle più importanti riforme della sanità italiana degli ultimi decenni prende forma anche in Polesine. Con il completamento del percorso di attivazione delle cinque Case della Comunità, l’Azienda ULSS 5 Polesana raggiunge infatti il traguardo fissato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Missione 6 – Salute), dando concreta attuazione al modello previsto dal Decreto Ministeriale 77 del 2022. Non si tratta semplicemente di nuovi edifici o di sedi rinnovate. La vera rivoluzione riguarda il modo di assistere le persone. L’obiettivo è spostare il baricentro della sanità dall’ospedale al territorio, portando i servizi il più vicino possibile ai cittadini e facendo sì che pronto soccorso e reparti ospedalieri restino il punto di riferimento esclusivamente per le urgenze.
Le Case della Comunità diventano così il luogo nel quale il cittadino può trovare risposte coordinate ai propri bisogni sanitari in un’unica sede, evitando di dover rincorrere uffici e servizi diversi.
La rete dell’ULSS 5 comprende le strutture di Adria, Badia Polesine, Castelmassa, Porto Tolle e Rovigo, distribuite in modo da servire un bacino di circa 230 mila abitanti. Le sedi sorgono in ex strutture distrettuali già dedicate ai servizi sanitari, completamente riqualificate grazie a un investimento complessivo di 13 milioni di euro, di cui quasi 8 milioni finanziati dal PNRR e il resto in fondi statali e regionali.
Chi entrerà in una Casa della Comunità troverà ambienti più moderni, funzionali e accoglienti. Ma il cambiamento più importante sarà meno visibile e molto più sostanziale: una presa in carico integrata del paziente, con professionisti che lavorano in équipe, condividono informazioni e accompagnano il cittadino lungo tutto il percorso
assistenziale, orientandolo verso il servizio più appropriato.
Ogni Casa della Comunità dispone già dei servizi essenziali previsti dal modello nazionale: il Punto Unico di Accesso (PUA), il punto prelievi, gli ambulatori infermieristici, guardia medica H24, e tutti i servizi di accoglienza, orientamento e presa in carico. Il PUA, in particolare, rappresenta uno degli strumenti più innovativi della riforma: non sarà soltanto lo sportello della singola struttura, ma il punto di riferimento per l’intera rete dei servizi territoriali.
Accanto ai servizi obbligatori, nella maggior parte delle sedi sono già presenti attività di salute mentale, consultorio familiare, servizi per le dipendenze, vaccinazioni, screening oncologici, medicina dello sport e specialistica ambulatoriale. L’offerta continuerà ad ampliarsi progressivamente in base ai bisogni della popolazione, fino a rendere pienamente operative tutte le strutture.
Tra le principali novità introdotte dalla riforma spicca la figura dell’infermiere di famiglia e di comunità, istituita proprio dal DM 77. In Polesine sono già operativi 22 professionisti, destinati a diventare un punto di riferimento per l’assistenza domiciliare e per il supporto ai medici di medicina generale. Il loro ruolo sarà fondamentale nell’assistenza ai pazienti cronici, nell’educazione sanitaria, nell’accoglienza dei cittadini e nell’accompagnamento verso i servizi specialistici.
Parallelamente prosegue anche il percorso di integrazione con la medicina generale. Dopo la sottoscrizione dell’accordo regionale con i medici di famiglia, la loro presenza è già stata avviata in diverse Case della Comunità e sarà progressivamente estesa, creando un collegamento sempre più stretto tra medicina di base, specialistica e servizi territoriali.
A regime, tutte le strutture sanitarie lavoreranno in rete. I cittadini troveranno ovunque i servizi essenziali, mentre quelli aggiuntivi saranno progressivamente uniformati. Alcune Case della Comunità dispongono già di un’offerta assistenziale più ampia, altre stanno completando il percorso di implementazione previsto dal piano regionale.
La casa della Comunità di Adria, aperta dal 30 giugno ha il nuovo ingresso ricavato nell’area dell’ex ospedale. Sono già attive anche le Case della Comunità di Badia Polesine, in via Riviera Miani 66 e Rovigo, in viale Tre Martiri 89, mentre quella di Porto Tolle, in via Matteotti 180, entrerà a pieno regime nelle prossime settimane. Completa la rete la struttura di Castelmassa in viale Fattori,1.
A supporto del nuovo modello territoriale sarà sempre più centrale anche il numero 116117, il servizio telefonico unico nazionale, h24, dedi-
cato alle richieste sanitarie non urgenti. Un riferimento semplice e immediato per orientare i cittadini verso il servizio più appropriato. « Le Case della Comunità costituiscono il punto di riferimento della sanità territoriale e continueranno a svilupparsi attraverso il progressivo consolidamento dei servizi e dell’integrazione tra i professionisti, con l’obiettivo di offrire ai cittadini un’assistenza sempre più vicina, accessibile e coordinata.»- sottolinea il direttore generale dell’ULSS 5 Polesana, Mauro Filippi –. Più che nuove strutture, le Case della Comunità rappresentano un cambio di paradigma nella sanità territoriale: una nuova modalità di fare sanità che non attende il cittadino in ospedale, ma si organizza sul territorio per intercettarne i bisogni, accompagnarlo nei percorsi di cura e garantire risposte sempre più rapide, coordinate e vicine alla vita quotidiana delle persone.
Guendalina Ferro
Porte aperte al Punto nascita di Rovigo: il 30 luglio l’Open Day per i futuri genitori
Conoscere in anticipo gli ambienti in cui nascerà il proprio bambino, incontrare l’équipe che accompagnerà il parto e ricevere tutte le informazioni sul percorso nascita. È questo l’obiettivo dell’Open Day del Punto nascita dell’ospedale di Rovigo, organizzato dall’ULSS 5 Polesana per giovedì 30 luglio, dalle 15 alle 18, nell’auditorium dell’ospedale. L’iniziativa è rivolta alle future mamme, ai futuri papà e alle loro famiglie e rappresenta un’occasione per scoprire da vicino i servizi offerti dal reparto e confrontarsi direttamente con i professionisti che seguono le coppie durante la gravidanza, il travaglio, il parto e i primi giorni di vita del neonato. Nel corso del pomeriggio saranno illustrate le modalità di assistenza garantite dal Punto nascita e le diverse opportunità disponibili per le gestanti, tra cui il parto in acqua e la partoanalgesia, oltre ai percorsi di accompagnamento e di sostegno previsti durante tutto il percorso nascita.
I partecipanti potranno inoltre visitare la sala parto, gli spazi dedicati all’accoglienza della mamma e del bambino e gli ambienti della degenza, così da familiarizzare con il contesto in cui vivranno uno dei momenti più importanti della loro vita. L’incontro offrirà anche la possibilità di rivolgere domande direttamente a ostetriche, ginecologi e agli altri operatori sanitari, ricevendo chiarimenti sui servizi e sull’organizzazione del reparto.
L’ULSS 5 Polesana sottolinea come l’Open Day rappresenti un momento di informazione e condivisione pensato per aiutare le future famiglie ad affrontare con maggiore serenità e consapevolezza il percorso della nascita, favorendo un rapporto diretto con i professionisti e una migliore conoscenza delle opportunità offerte dall’ospedale di Rovigo.
La partecipazione è gratuita, ma è obbligatoria la prenotazione attraverso la pagina dedicata all’Open Day del Punto nascita dell’ULSS 5 Polesana.
Ictus, Rovigo tra le eccellenze internazionali
L’ospedale di Rovigo conquista un importante riconoscimento internazionale nella cura dell’ictus. La Stroke Unit e il Pronto Soccorso dell’Azienda ULSS 5 Polesana hanno infatti ottenuto il prestigioso livello Gold degli ESO Angels Awards, il programma promosso dalla European Stroke Organisation che premia le strutture ospedaliere capaci di garantire elevati standard nella gestione dei pazienti colpiti da ictus ischemico. Il premio rappresenta una certificazione della qualità dell’assistenza e dell’efficacia dell’organizzazione sanitaria. Gli ESO Angels Awards valutano infatti parametri fondamentali come la tempestività dell’intervento, l’appropriatezza dei percorsi assistenziali e la capacità delle équipe multidisciplinari di lavorare in modo coordinato, monitorando costantemente i risultati ottenuti e perseguendo il miglioramento continuo delle cure. Per una patologia tempo-dipendente come l’ictus, nella quale ogni minuto può fare la differenza tra il recupero e la disabilità perma-
nente, la rapidità nell’attivazione del percorso diagnostico e terapeutico rappresenta uno degli elementi più importanti. Il riconoscimento ottenuto dall’ospedale rodigino conferma quindi l’efficienza dell’intero sistema assistenziale messo in campo dall’ULSS 5 Polesana. A sottolineare il valore del risultato è la responsabile della Stroke Unit, Monia Russo, che evidenzia come il premio sia il frutto di un lavoro multidisciplinare e di una costante attenzione al monitoraggio degli esiti clinici e della qualità delle cure. Un per-
corso costruito giorno dopo giorno grazie alla collaborazione di tutte le professionalità coinvolte nella gestione dell’emergenza neurologica. Il Gold Award non premia infatti il lavoro di un singolo reparto, ma l’intera filiera assistenziale che accompagna il paziente dal momento dell’arrivo in ospedale fino al trattamento specialistico. Il Pronto Soccorso, la Stroke Unit, la Neurologia, la Neuroradiologia Interventistica, insieme agli altri servizi coinvolti, operano come un’unica squadra con l’obiettivo di ridurre al minimo i
tempi di intervento e offrire le migliori possibilità di recupero ai pazienti. L’ULSS 5 Polesana evidenzia come questo traguardo rappresenti una conferma dell’elevato livello di competenza raggiunto dai propri professionisti e dell’impegno quotidiano profuso per garantire cure tempestive, sicure e conformi ai più elevati standard internazionali. Il riconoscimento testimonia inoltre la validità di un modello organizzativo fondato sulla collaborazione tra diverse figure professionali, elemento indispensabile nella gestione delle patologie tempo-dipendenti. Il conseguimento del livello Gold degli ESO Angels Awards costituisce così non solo un motivo di soddisfazione per tutti gli operatori sanitari coinvolti, ma anche un’importante garanzia per i cittadini del Polesine, che possono contare su un percorso assistenziale riconosciuto a livello internazionale per qualità, efficacia e rapidità di intervento nella cura dell’ictus ischemico.
Paola Bigon
Ondate di calore, come proteggersi: i consigli per affrontare il caldo in sicurezza
L’estate porta con sé giornate sempre più calde e, con l’aumento delle temperature, cresce anche il rischio per la salute, soprattutto per anziani, bambini e persone affette da patologie croniche. Per questo il Ministero della Salute pubblica quotidianamente i bollettini sulle ondate di calore, uno strumento utile per informare i cittadini sul livello di rischio previsto e consentire ai servizi sanitari di attivare le misure di prevenzione necessarie.
Il sistema di allerta è articolato su quattro livelli. Il livello 0 indica l’assenza di rischi per la salute. Il livello 1 segnala condizioni meteorologiche che potrebbero precedere un’ondata di calore e rappresenta un invito a prepararsi adottando comportamenti prudenti. Con il livello 2 il rischio diventa concreto per le persone più fragili, come anziani, bambini molto piccoli e soggetti con malattie croniche. Il livello 3, infine, identifica un’ondata di calore intensa, con possibili effetti sulla salute anche delle persone sane e attive.
Per limitare gli effetti delle alte temperature bastano alcuni semplici accorgimenti. È importante bere acqua con regolarità durante tutta la giornata, senza aspettare di avvertire la sete, evitando il consumo eccessivo di bevande alcoliche o
zuccherate. Nelle ore centrali della giornata, tra le 11 e le 18, è consigliabile limitare l’esposizione diretta al sole e, quando possibile, rimanere in ambienti freschi, ombreggiati e ben ventilati. Anche l’abbigliamento può contribuire a ridurre il rischio: sono preferibili indumenti leggeri, di fibre naturali e di colore chiaro, che favoriscono la traspirazione e limitano l’assorbimento del calore. Particolare attenzione deve essere riservata alle persone più vulnerabili. Controllare quotidianamente familiari, vicini di casa e anziani che vivono soli può fare la differenza e consentire di intervenire tempestivamente in caso di malessere. Gli esperti ricordano inoltre che chi segue terapie farmacologiche non deve sospendere o modificare autonomamente i medicinali durante i periodi di caldo intenso, ma deve sempre confrontarsi con il proprio medico curante. Consultare ogni giorno il bollettino delle ondate di calore del Ministero della Salute e informarsi sui servizi socio-sanitari attivi nel proprio territorio rappresenta un ulteriore strumento di prevenzione. Conoscere il livello di rischio e adottare comportamenti corretti consente infatti di affrontare l’estate in maggiore sicurezza, riducendo gli effetti delle temperature elevate sulla salute. (P.B.)
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La
nomina.
Chiara Pederzoli è la nuova presidente, Edgardo
Contato il nuovo amministratore delegato
Cambio al vertice della Casa di Cura
La Casa di Cura Madonna della Salute di Porto Viro, struttura sanitaria privata accreditata con il Servizio sanitario nazionale, cambia guida e apre una nuova fase della sua storia. Il Gruppo Pederzoli, di cui fa parte la struttura sanitaria del Delta e che oggi riunisce cinque presidi tra Veneto e Trentino, ha rinnovato i vertici societari nominando Chiara Pederzoli presidente ed Edgardo Contato amministratore delegato. Il cambio rientra nel percorso di riorganizzazione del Gruppo Pederzoli, realtà nata nel 1947 con l’ospedale di Peschiera del Garda e cresciuta negli anni fino a comprendere, oltre alla Casa di Cura Madonna della Salute di Porto Viro, anche la Casa di Cura Città di Rovigo, la Casa di Cura Polispecialistica e Rsa Solatrix di Rovereto, il Centro Riabilitativo Veronese di Marzana e il Centro Servizi Dottor Pederzoli di Castelnuovo del Garda. Alla presidenza della struttura di Porto Viro arriva dunque Chiara Pederzoli, che succede allo zio Vittorio Pederzoli. Avvocato con trent’anni di esperienza nel settore sanitario, la neo presidente parla di una fase di cambiamento significativa per una realtà profondamente legata al territorio.
Chiara Pederzoli ha spiegato che si tratta «di un bel banco di prova per questa realtà peculiare, per il territorio dove è ubicata la struttura e per le specificità che sono al suo interno». La Presidente ha definito il percorso «una bella sfida», sottolineando che il pri-
mo anno sarà dedicato alla riorganizzazione societaria. «Il lavoro non si vedrà subito – ha aggiunto – ma, come abbiamo visto a Peschiera, dove abbiamo cambiato amministratore delegato, mettendosi alla prova e lavorando intensamente si possono compiere cambiamenti significativi nel giro di un anno, che è il tempo del nostro mandato». Nuovo anche l’amministratore delegato della Casa di Cura Madonna della Salute. Edgardo Contato prende infatti il posto di Stefano Mazzuccato, che dopo 23 anni alla guida della struttura di Porto Viro continuerà il proprio incarico come direttore della Casa di Cura Città di Rovigo. Medico e dirigente sanitario, Contato porta con sé una lunga esperienza maturata nella sanità pubblica, con incarichi nell’allora Ulss 18 di Rovigo, nell’Azienda Usl di Ferrara, nell’Area Vasta dell’Emilia Centrale e successivamente nell’area sanitaria veneziana. «È un’altra sfida per il mio percorso professionale – ha detto Contato –. Ritengo che il cammino sarà abbastanza lineare perché si lavora sempre per l’interesse della comunità e delle persone» Fondata nel 1955 dal dottor Romano Quadretti, negli anni successivi alla drammatica alluvione del 1951, la Casa di Cura Madonna della Salute rappresenta da decenni un punto di riferimento per la sanità del Delta. La struttura opera in convenzione con il Servizio sanitario nazionale e garantisce assistenza continuativa 24 ore su 24,
sette giorni su sette, grazie alla presenza del Pronto Soccorso e del reparto operatorio. A proposito dell’importante servizio di Pronto soccorso, Contato sottolinea la necessità di garantire un equilibrio tra interesse pubblico e sostenibilità economica della struttura. «La Casa di Cura Madonna della Salute, essendo un soggetto privato accreditato, non deve essere messa nelle condizioni di subire squilibri economici eccessivi. È fondamentale che ci sia un lavoro sinergico e una reale complementarietà tra pubblico e privato. Il Pronto soccorso deve rientrare in una programmazione che tenga conto dei costi attuali e delle esigenze dei tempi», afferma. Per Contato si tratta di un presidio strategico per l’intero territorio, che richiede attenzione sia da parte della politica sia delle istituzioni. «Raccolgo con favore l’impegno degli assessori regionali, Valeria Mantovan, e quello alla Sanità, Gino Gerosa. È un segnale importante. L’obiettivo deve essere garantire i servizi necessari ai cittadini, nel rispetto dei ruoli dei diversi soggetti coinvolti. Per riuscirci serve una programmazione adeguata del Pronto soccorso che, pur svolgendo un servizio pubblico essenziale, non può generare squilibri economici insostenibili per una struttura privata. È quindi indispensabile rafforzare quella complementarietà tra sanità pubblica e privata che rappresenta un valore per tutto il territorio».
Guendalina Ferro
Escursioni in sicurezza
Con l’arrivo della bella stagione aumentano le escursioni nei boschi, le passeggiate nei prati e le giornate all’aria aperta. Ma insieme agli escursionisti torna anche un rischio spesso sottovalutato: quello rappresentato dalle zecche, piccoli parassiti che possono trasmettere malattie anche gravi, come la malattia di Lyme e la TBE (encefalite da zecca). La Regione del Veneto, nell’ambito della campagna informativa sulle arbovirosi, richiama l’attenzione sull’importanza della prevenzione, ricordando che il morso di una zecca è nella maggior parte dei casi innocuo, ma in alcune circostanze può provocare infezioni che richiedono cure tempestive. In Veneto, tra le patologie trasmesse dalle zecche, particolare attenzione è rivolta proprio alla TBE, una malattia virale che può interessare il sistema nervoso e che, nei casi più gravi, può provocare conseguenze permanenti. Per questa infezione non esiste una terapia specifica, ma è disponibile un vaccino raccomandato per chi vive o frequenta abitualmente le aree a rischio. Per ridurre il rischio è sufficiente adottare alcune semplici precauzioni. Prima di partire è consigliabile indossare pantaloni lunghi, maglie a maniche lunghe e calzini alti, preferendo abiti di colore chiaro, che consentono di individuare più facilmente eventuali zecche. È inoltre utile applicare repellenti cutanei a base di DEET o icaridina e trattare gli indumenti con prodotti a base di permetrina, particolarmente indicati per chi percorre sentieri con vegetazione alta. Durante l’escursione è preferibile rimanere sui sentieri battuti, evitando di attraversare erba alta, cespugli e vegetazione fitta. È inoltre sconsigliato sedersi o sdraiarsi direttamente sul terreno, dove le zecche attendono il passaggio di persone o animali. Una volta rientrati a casa è importante controllare accuratamente tutto il corpo, prestando attenzione anche alle zone meno visibili, come il cuoio capelluto, dietro le ginocchia, le ascelle, l’ombelico e l’inguine. Anche gli animali domestici che hanno partecipato all’escursione devono essere ispezionati con cura. Gli indumenti utilizzati dovrebbero essere scossi e spazzolati prima di entrare in casa, per eliminare eventuali parassiti rimasti tra i tessuti. Se viene individuata una zecca, è fondamentale rimuoverla correttamente con una pinzetta, evitando rimedi improvvisati, e monitorare nei giorni successivi l’eventuale comparsa di sintomi come febbre, affaticamento, dolori articolari o un caratteristico eritema cutaneo. In questi casi è necessario rivolgersi al proprio medico, segnalando la possibile esposizione. La Regione ricorda infine che i cambiamenti climatici stanno favorendo la diffusione di insetti e parassiti vettori di malattie, rendendo sempre più importante adottare comportamenti corretti quando si frequentano ambienti naturali. Informarsi e prevenire rappresentano oggi il modo più efficace per continuare a vivere in sicurezza la montagna, i boschi e le aree verdi del Veneto
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L’ULSS 5 Polesana. completato il reclutamento del personale necessario
Punto nascite di Adria, servizio garantito per tutta l’estate
L’ULSS 5 Polesana ha completato il reclutamento del personale necessario. Determinante anche il supporto del Comune per l’accoglienza delle professioniste provenienti da fuori regione.
L’attività del Punto nascite dell’ospedale di Adria proseguirà regolarmente anche durante il periodo estivo.
L’ULSS 5 Polesana ha infatti individuato la soluzione organizzativa che consentirà di garantire la continuità del servizio, scongiurando il rischio di una sospensione dell’attività nei mesi più delicati dell’anno e assicurando alle future mamme del territorio un’assistenza in piena sicurezza. Il risultato arriva al termine di un’intensa attività di ricerca e reclutamento di personale sanitario, portata avanti dall’Azienda attraverso tutti gli strumenti previsti dalla normativa e rivolta all’intero territorio nazionale. L’obiettivo era quello di reperire le professionalità necessarie per assicurare la copertura dei turni, garantendo allo stesso tempo il rispetto dei riposi e delle ferie del personale già in servizio. La ricerca ha dato esito positivo: le professioniste individuate entreranno in servizio nei prossimi giorni, permettendo così al reparto di rimanere operativo per tutta l’estate. Una soluzione che consentirà alle donne del Polesine di continuare a poter contare sul Punto nascite di Adria senza interruzioni dell’assistenza. Nel percorso che ha portato al mantenimento dell’attività ha avuto un ruolo importante anche la collaborazione dell’Amministrazione comunale di Adria, che si è resa disponibile a supportare l’ULSS 5 nell’individuazione di una sistemazione abitativa per le professioniste provenienti da fuori regione. Un intervento che ha contribuito concretamente a rendere possibile il completamento dell’organico necessario.
Soddisfazione è stata espressa dal direttore generale dell’ULSS 5 Polesana, Mauro Filippi, che ha definito il risultato «frutto di un importante lavoro di squadra e della determinazione della Regione e dell’Azienda nel ricercare ogni possibile soluzione organizzativa per garantire la continuità dell’attività del Punto nascite di Adria». Il direttore generale ha inoltre rivolto un ringraziamento al personale ostetrico per la professionalità, lo spirito di collaborazione e la disponibilità dimostrati, così come a
tutti i professionisti che hanno contribuito al raggiungimento dell’obiettivo.
La conferma dell’operatività estiva del reparto arriva in una fase particolarmente delicata per il presidio adriese, al centro del dibattito sul futuro della rete dei punti nascita veneti. L’intervento organizzativo predisposto dall’ULSS 5 consente però di garantire la continuità del servizio almeno per tutta la stagione estiva, assicurando la piena funzionalità del reparto e la prosecuzione dell’assistenza alle future mamme del territorio.
Sanità sempre più vicina ai pazienti
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Il servizio dell’Ulss 5 Polesana porta cure specialistiche direttamente a domicilio, nelle strutture intermedie e nei Centri Servizi. Nei primi cinque mesi del 2026 impianti aumentati dell’83% e prestazioni complessive cresciute del 138%. L’assistenza sanitaria esce sempre più dalle corsie ospedaliere per raggiungere direttamente le case dei pazienti. È questa la filosofia che guida il Team Accessi Vascolari Territoriale (TAV) dell’Ulss 5 Polesana, un servizio nato per garantire cure altamente specialistiche alle persone più fragili direttamente nel loro ambiente di vita, evitando trasferimenti in ospedale e riducendo i disagi per pazienti e familiari. Il progetto rappresenta uno dei tasselli con cui l’azienda sanitaria polesana sta rafforzando la rete della sanità territoriale. Il Team, coordinato dal medico delle Cure Palliative Matteo Andreetto, si occupa dell’impianto di accessi vascolari periferici e centrali direttamente a domicilio, nelle strutture intermedie e nei Centri Servizi, offrendo le stesse garanzie di sicurezza e qualità che caratterizzano le procedure ospedaliere. L’obiettivo è semplice ma di grande impatto: evitare che pazienti già debilitati debbano affrontare spostamenti spesso complessi soltanto per sottoporsi a procedure indispensabili per ricevere terapie infusive. Grazie al TAV, infatti, le competenze specialistiche raggiungono direttamente il paziente, migliorando la qualità dell’assistenza e rendendo più agevole l’organizzazione delle cure. Fondamentale è anche il lavoro di rete. Il Team opera infatti in stretta collaborazione con i Medici di Medicina Generale, le Cure Primarie, i Centri Servizi, le strutture intermedie e tutti i servizi territoriali, costruendo un modello assistenziale integrato che mette al centro bisogni della persona e favorisce la continuità delle cure tra ospedale e territorio. I risultati confermano l’efficacia dell’iniziativa. Quando il servizio è stato avviato, nel 2025, era rivolto principalmente ai pazienti seguiti dalle Cure Palliative. La successiva estensione anche agli utenti delle Cure Primarie ha determinato una crescita significativa dell’attività. Gli impianti effettuati sono passati da 78 negli ultimi sei mesi del 2025 a 143 nei primi cinque mesi del 2026, con un incremento dell’83%. Ancora più marcato l’aumento delle prestazioni complessive – che comprendono medicazioni, controlli e gestione delle eventuali complicanze – passate da 262 a 624 nello stesso periodo, pari a una crescita del 138%. Dall’attivazione del servizio sono stati realizzati complessivamente 221 impianti e 886 prestazioni. Numeri che testimoniano la crescente fiducia riposta nel servizio da parte di pazienti, famiglie e operatori sanitari e che confermano come il modello della sanità di prossimità stia trovando sempre maggiore applicazione anche nel territorio polesano.
IMPLANTOLOGIA E CHIRURGIA
Un team dedicato alla risoluzione delle riabilitazioni impiantare nei casi di scarsa presenza di osso. Rialzi del seno mascellare piccoli o grandi con innesti ossei o nei casi
RILASSAMENTO E BIORIVITALIZZAZIONE DEL VOLTO TERAPIA ANTALGICA E FISIOTERAPIA DELL'ARTICOLAZIONE MANDIBOLARE INFILTRAZIONI
disagi nel corso del giorno (pranzi, motivi di lavoro ... ) esistono allineatori con forze calibrate che consentono di giungere ai risultati indossando gli apparecchi solo durante il sonno.
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