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lapiazza di adria - giugno26

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Inaugurato a Pettorazza Grimani il parco pubblico

“Gli Amici della Natura”

La “Svolta a Nord” e il fragile patto di Roma

La Lega vive settimane di profonda e sotterranea fibrillazione, e l’epicentro di questa scossa si trova, ancora una volta, in Veneto. L’esito del recente Consiglio federale di Roma, risoltosi con un congelamento delle nomine dei vicesegretari, ha plasticamente descritto lo stato di tesa tregua che attraversa via Bellerio. Quello che apparentemente si presenta come un rinvio tecnico, nei fatti nasconde un confronto serrato sul futuro identitario del partito, con il Veneto a fare da capofila di una richiesta chiara: rimettere i territori e i governatori al centro della cabina di regia.

Dal punto di vista della base e dei quadri veneti, il dibattito attuale va ben oltre la pura assegnazione delle poltrone. La trattativa reale si muove lungo l’asse tra il segretario federale Matteo Salvini e la figura più rappresentativa del leghismo veneto, Luca Zaia.

La prospettiva emersa nelle ultime ore non vede semplicemente l’ex Doge nel ruolo di vice, bensì come potenziale garante di una decisa “svolta a Nord” . Un assetto che sul piano dei pesi politici interni avrebbe lo scopo di blindare l’eredità e il controllo politico delle storiche roccaforti settentrionali.

Più poteri alle Regioni: la Cgil mette in guardia

Arriva l’estate al via il servizio di medicina turistica in Polesine

AUTONOMIA DIFFERENZIATA, CONFRONTO SERRATO, STEFANI: “RICHIESTE SACROSANTE”

E DOPO IL 2026? LA NUOVA SFIDA

• Nicola Stievano

l tempo scorre inesorabile: il 30 giugno 2026 non è più una data cerchiata in rosso sul calendario di amministratori e tecnici, ma una scadenza immediata che bussa alle porte dei nostri municipi e u ici. Anche per il Veneto questa non è una scadenza qualunque: è il momento della verità per il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, l’ora in cui i progetti devono trasformarsi definitivamente in opere compiute, i cantieri devono chiudersi e la burocrazia deve lasciare spazio ai fatti.

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di Adria

E DOPO IL 2026? LA NUOVA SFIDA

Guardando i dati del monitoraggio territoriale, emerge un quadro di indiscutibile orgoglio per il nostro Nord-Est. Il Veneto si conferma locomotiva d’Italia anche nella capacità di spendere e realizzare. Nella nostra regione viene gestita una mole finanziaria monumentale da 14,3 miliardi di euro per 64.800 progetti complessivi: una transizione che ha già portato alta tecnologia negli ospedali, nuove strutture di cura e assistenza e un tasso di completamento dei cantieri comunali superiore alla media nazionale.

Questi numeri ci dicono che la macchina amministrativa locale ha retto l’urto.

IL BOCAR JUNIORS UNDER 17 È CAMPIONE DEL VENETO

Si chiude nel modo più prestigioso una stagione destinata a rimanere nella storia del Bocar Juniors Under 17, capace di conquistare la Coppa Veneto di categoria al termine di un percorso straordinario, costruito su lavoro, determinazione e grande qualità di squadra. La finale, disputata a Dolo, ha visto i rossoneri imporsi per 1-0 sul Mestre grazie alla rete decisiva di Leonardo Trombin al 30’ del primo tempo, con un potente tiro da 40 metri. Un gol pesantissimo, quello del centrocampista, che ha deciso una sfida equilibrata e combattuta, consegnando alla squadra una vittoria destinata a restare nella memoria della società.

Guidati da mister Luca Ferro e dal vice Lorenzo Di Lena, i giovani del Bocar hanno mostrato ancora una volta maturità, organizzazione e grande spirito di sacrificio. Contro un avversario di valore come il Mestre, la formazione rossonera ha saputo gestire con lucidità i momenti più delicati della gara, difendendo con ordine il vantaggio fino al triplice fischio finale. Il successo in finale rappresenta il coronamento di un percorso entusiasmante iniziato dai quarti di finale. In quella occasione il Bocar aveva lanciato un segnale forte, espugnando il campo del Caorle La Salute con un clamoroso 6-3, dimostrando grande potenziale o ensivo. La sfida decisiva contro il Mestre ha così rappresentato la degna conclusione di un percorso impeccabile. Decisivo il guizzo di Trombin, ma il successo è il frutto del contributo di tutto il gruppo, capace di mettere sempre il collettivo davanti alle individualità.

Al termine della partita è esplosa la festa rossonera: giocatori, sta , dirigenti e tifosi hanno celebrato insieme una vittoria meritata, frutto di impegno, passione e forte senso di appartenenza.

Percorso perfetto e stagione da incorniciare

Laddove lo Stato centrale ha spesso mostrato fiatone e ritardi, stavolta il pragmatismo degli enti locali ha risposto positivamente. I sindaci e i tecnici dei piccoli comuni, spesso lasciati soli a combattere con la piattaforma ReGiS, hanno fatto i salti mortali, supportati negli ultimi mesi dalle task force di esperti per evitare il blocco delle autorizzazioni e dei cantieri e veder sfumare i generosi fondi messia disposizione. Ora è tempo di tirare le somme, di completare i cantieri e poi la rendicontazione. Tuttavia è necessaria una riflessione più profonda che vada oltre il 30 giugno e il 31 agosto, l’ultima data utile per la rendicontazione. La vera sfida, infatti, comincia il giorno dopo. Cosa ce ne faremo di queste

infrastrutture se non avremo le risorse umane per gestirla? Abbiamo costruito asili nido, ma avremo i fondi di bilancio corrente per assumere gli educatori? Stiamo digitalizzando la sanità e creando Case della Comunità, ma dove troveremo i medici e gli infermieri per riempirle, vista la crisi vocazionale del settore? A complicare ulteriormente il quadro, sul fronte sanitario, è lo stallo a livello nazionale sulla riforma della medicina territoriale che riguarda per l’appunto il ruolo dei medici di base nelle nuove Case della Comunità. Il PNRR è stato pensato come una straordinaria iniezione di capitale per le strutture, non per la spesa corrente. Il rischio concreto è di ritrovarsi con scatole tecnologiche bellissime, con edifici nuovi e all’avanguardia ma desolatamente vuoti. Il Veneto ha dimostrato di saper spendere e costruire rispettando quasi sempre tempi e procedure. Ora, però, la politica locale e nazionale deve pretendere una fase due, che va ben oltre il 2026: riforme strutturali e risorse correnti per far funzionare ciò che è stato realizzato, a partire dalla sanità, non certo questione di poco conto. Altrimenti, la più grande opportunità di questo quarto di nuovo secolo rischia di trasformarsi in un monumento all’e icienza edilizia, privo di un’anima sociale e non in sintonia con le necessità quotidiane.

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Sistemato il pontile antistante la caserma dei vigili del fuoco

Nuovo impulso alla navigazione fluviale e al turismo sostenibile nel Delta del Po grazie ai fondi collegati al PNRR. Sono terminati, infatti, i lavori di manutenzione straordinaria su otto pontili e attracchi strategici distribuiti nel territorio regionale veneto del Delta, con un investimento complessivo di 1,5 milioni di euro provenienti dal Piano nazionale per gli investimenti complementari (PNC) al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

Gli interventi, progettati e coordinati da Infrastrutture Venete S.r.l., società interamente partecipata dalla Regione del Veneto, rappresentano un azione per ra orzare l’intermodalità tra navigazione fluviale e rete ciclabile, valorizzando il patrimonio naturalistico e culturale del Delta del Po in vista della stagione estiva. Ad Adria, è stato completato il pontile galleggiante in sinistra idraulica sul Canale Fissero Tartaro Canalbianco, nelle vicinanze della caserma dei vigili del fuoco. Un’infrastruttura strategica che punta a diventare nodo di collegamento tra mobilità lenta e turismo fluviale, favorendo così un sistema

integrato di accesso al territorio.

L’opera di Adria si inserisce in un più ampio programma regionale che interessa anche i comuni di Ariano Polesine, Corbola, Loreo, Papozze e Porto Tolle, lungo il Canale Fissero Tartaro Canalbianco e i principali rami del Po.

Ad Ariano Polesine sono stati realizzati un pontile galleggiante e uno scivolo in sinistra idraulica, a valle del ponte stradale SP12 sul Po di Goro, oltre alla riqualificazione del pontile in località San Basilio. A Corbola i lavori hanno riguardato il pontile galleggiante situato nell’area picnic di via del Commercio, sul Po di Venezia, mentre a Loreo è stato interessato il pontile in sinistra idraulica a valle del Ponte Fornaci, lungo il Canale Fissero Tartaro Canalbianco.

L’intervento nel comune di Papozze, ha interessato il pontile galleggiante nelle vicinanze dell’incrocio con via Camatte, sul Po di Venezia. Nel territorio di Porto Tolle, infine, i lavori hanno previsto la sistemazione degli attracchi in località Ca’ Tiepolo, sul Po di Venezia, e la riqualificazione del pontile

galleggiante in località Bonelli, sul Po di Tolle. Le lavorazioni ai pontili hanno riguardato la ricostruzione e l’ampliamento dei pontili esistenti, la sostituzione delle passerelle deteriorate, il rifacimento dei piani di calpestio, il potenziamento degli ormeggi con nuove bitte, l’installazione di scalette in acciaio inox

Nuovo allestimento in Corte Cavanella realizzato con i fondi UE

Quest’anno la Notte Europea dei Musei ad Adria si è rivelata un appuntamento di particolare rilievo, grazie al nuovo allestimento della sezione dedicata a Corte Cavanella di Loreo, realizzato con fondi PNRR al Museo Archeologico Nazionale. In occasione dell’iniziativa promossa dal Ministero della Cultura francese e patrocinata da UNESCO, Consiglio d’Europa e ICOM, che si svolge contemporaneamente in tutta Europa per promuovere la conoscenza del patrimonio culturale, il Museo Archeologico Nazionale di Adria ha presentato il nuovo percorso espositivo dedicato a Corte Cavanella di Loreo, uno degli interventi centrali del programma di valorizzazione in corso sul territorio. Cuore dell’allestimento è il fondo di un’im-

barcazione lignea “cucita”, databile tra il II e il I secolo a.C., tornato alla fruizione pubblica dopo un lungo e complesso intervento di restauro, reso possibile grazie alla collaborazione tra istituzioni pubbliche e soggetti privati. L’intervento conservativo è stato realizzato in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza e rientra nel progetto “Restituzioni” di Intesa Sanpaolo, con il sostegno della Fondazione Cariparo. Il nuovo allestimento è stato curato dalla Direzione regionale Musei nazionali del Veneto in collaborazione con l’Università di Padova, attraverso il contributo dei fondi PNRR destinati alla digitalizzazione e al potenziamento dei percorsi museali. Il reperto, lungo oltre quattro

metri, è inserito in un percorso espositivo immersivo che integra strumenti digitali e contenuti multimediali. Un video in 3D ricostruisce la vita “anfibia” delle antiche mansiones, stazioni di posta, del Delta del Po, mentre un tavolo interattivo consente di approfondire la storia del territorio in età romana, la tecnica delle “barche cucite” e le fasi del restauro.Il progetto multimediale, realizzato dall’Università di Padova in collaborazione con l’Università Ca’ Foscari di Venezia, unisce ricerca scientifica e innovazione tecnologica, ra orzando la fruizione del patrimonio archeologico. L’intervento si inserisce nel più ampio programma di valorizzazione portato avanti dall’Ente Parco del Delta del Po che, attraverso i fondi PNRR, ha permesso di estendere le

per la sicurezza, oltre alla sistemazione delle aree arginali e alla manutenzione del verde. “Grazie a Infrastrutture Venete, braccio operativo della Regione, e alla sinergia con Ente Parco Regionale Veneto Delta del Po, restituiamo alle comunità del delta strutture strategiche che potenziano l’intermodalità tra navigazione fluviale e piste ciclabili”, ha dichiarato l’assessore regionale alle Infrastrutture Marco Zecchinato. Sulla stessa linea anche l’assessore regionale alla Mobilità e Trasporti Diego Ruzza: “Queste prime otto strutture sono una risposta concreta alle esigenze di mobilità e turismo nel Delta del Po proprio all’avvio della stagione estiva. Avere pontili e icienti e sicuri lungo le vie d’acqua significa o rire ai visitatori e ai residenti nuove opportunità di fruizione del territorio”.

Il completamento degli ulteriori sei pontili previsti dal programma è atteso entro la fine di giugno.

azioni di digitalizzazione e potenziamento dell’o erta culturale archeologica nel centro turistico-culturale di San Basilio di Ariano nel Polesine e all’Antiquarium di Loreo. Il ra orzamento della rete museale di usa e integrata è stato realizzata con circa un milione e 200mila euro di euro di fondi PNRR.

• (g.f.)

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PNRR/2. Tra promesse di innovazione e sfide di gestione dei fondi pubblici

Dietro la mappa dei cantieri di Adria, tra risultati e criticità operative

Iprogetti finanziati con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) hanno interessato in modo di uso e capillare l’intero territorio comunale di Adria, coinvolgendo centro storico, frazioni, aree verdi, edifici pubblici e infrastrutture.

Si tratta di un percorso amministrativo e progettuale avviato con la precedente amministrazione e successivamente proseguito e portato a compimento dall’attuale, che ha consentito di realizzare una mole significativa di investimenti pubblici. Il valore complessivo degli interventi supera i 15 milioni di euro. Tra gli interventi più rilevanti figura la rigenerazione di Corso Garibaldi finanziata con un contributo di 3milioni di euro. Un milione di euro è stato destinato alla valorizzazione di monumenti, piazze e spazi pubblici del capoluogo e delle frazioni. Gli interventi hanno interessato, tra gli altri, il recupero dei monumenti ai Caduti, la sistemazione di piazza della Libertà a Bottrighe, il miglioramento di alcune strutture civiche anche a Bellombra e Ca’Emo Un ulteriore intervento di rilievo riguarda la riqualificazione di 15 aree verdi comunali, finanziata con 1 milione di euro nell’ambito del PNRR M5C2 I2.1. I lavori hanno interessato parchi e giardini distribuiti tra capoluogo e frazioni, con l’obiettivo di dare la possibilità ai cittadini di avere nel raggio di 10 minuti un’area verde opportunamente attrezzata. Il comparto scolastico è stato oggetto di interventi significativi. Il nuovo asilo nido comunale, finanziato con 2.320.000 euro, è entrato in funzione nel 2025, o rendo spazi più moderni e un incremento da 45

a 60 bambini. A questo si aggiungono la riqualificazione della scuola Vittorino da Feltre con 280.000 euro, l’intervento sulla scuola Manzoni per 160.000 euro e ulteriori opere di efficientamento energetico degli edifici scolastici per 210.000 euro, finalizzate al miglioramento della sicurezza e della sostenibilità degli ambienti scolastici. Le politiche sociali rappresentano uno degli assi centrali del programma. Il progetto Housing First, con un investimento di 710.000 euro, ha consentito la realizzazione di due appartamenti destinati all’accoglienza e al reinserimento di persone fragili ad Adria, (nella ex sede forestale, accanto al CADA) e Porto Tolle, già completati e operativi. Ogni appartamento ospiterà 6 persone. Il programma P.I.P.P.I.,(Programma di Intervento per la Prevenzione dell’Istituzionalizzazione) finanziato con 211.500 euro, ha sostenuto famiglie vulnerabili e minori in condizioni di fragilità, raggiungendo il target previsto di 30 minori presi in carico. Il progetto di ra orzamento dei servizi sociali e prevenzione del burn-out degli operatori, pari a 210.000 euro, ha introdotto percorsi di supervisione professionale per gli assistenti sociali e per le équipe multidisciplinari.

Infine, il programma Percorsi di autonomia per persone con disabilità, con 715.000 euro, ha previsto la ristrutturazione di due appartamenti dedicati alla vita indipendente, superando il target iniziale con 13 beneficiari.

Sul fronte delle infrastrutture, gli interventi hanno riguardato il consolidamento dei ponti Beniamino Gigli e Canareo, finanziato con 1 milione di euro, con lavori

strutturali già conclusi. È stato inoltre realizzato il rifacimento dell’impalcato del ponte intitolato a Pietro Vettorello “il Passatore”, per un importo di circa 120.000 euro, contribuendo al miglioramento della sicurezza della rete viaria cittadina. Il programma ERP di Borgo Dolomiti, con un investimento complessivo di 1.350.000 euro, ha previsto la riqualificazione di due blocchi di alloggi: uno ristrutturato e uno demolito e ricostruito con tecnologie ad alta e icienza energetica, garantendo autosu icienza energetica attraverso fotovoltaico, isolamento e serramenti innovativi.

L’intervento per cui è prevista la fine dei lavori a settembre riguarda la bonifica dell’ex area Soceic in viale Risorgimento, finanziata con 3.500.000 euro di fondi PNRR e 800.000 euro di contributo regionale. Le attività interesseranno le analisi ambientali,la caratterizzazione del suolo, la rimozione dei materiali inquinanti , asporto liquami e la messa in sicurezza dell’area.

Accanto alla trasformazione fisica del territorio, il PNRR ha finanziato anche la modernizzazione digitale dell’ente con un investimento complessivo di 453.732,60 euro,che ha permesso al comune di allinearsi ai target europei e di semplificare il rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione.

“I lavori relativi ai diversi progetti sono stati realizzati contemporaneamente e hanno richiesto un costante monitoraggio da parte degli u ici comunali, che hanno operato sotto una forte pressione organizzativa e amministrativa per rispettare le scadenze e garantire il corretto avanzamento degli interventi”

a erma il vicesindaco Federico Simoni.

“Grazie alla regia della Prefettura e alla sinergia con la Ragioneria Generale dello Stato, il Ministero e la Regione Veneto, soggetti attuatori del PNRR, siamo riusciti a ottenere anticipazioni delle risorse statali che ci hanno consentito di pagare le fatture senza andare in scopertura di cassa. Una situazione che, diversamente, avrebbe comportato il ricorso all’anticipazione di cassa, una sorta di fido bancario, con

il conseguente pagamento di interessi a carico dell’ente - prosegue Simoni -. Siamo stati il Comune Polesano con il maggior numero di progetti finanziati dal PNRR e tra i primi a completare le procedure amministrative e gli adempimenti previsti, rispettando le tempistiche imposte dai bandi e raggiungendo gli obiettivi fissati nei cronoprogrammi”, conclude.

• Guendalina Ferro

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AMOLARETTA, IL SENSO UNICO DI DIVIDE LA CITTÀ

La sicurezza urbana torna al centro del dibattito politico cittadino dopo l’introduzione del senso unico nell’ultimo tratto di località Amolaretta, una modifica alla viabilità che continua a dividere residenti, attività commerciali e amministrazione comunale. Secondo la giunta Bobo, il provvedimento sarebbe stato adottato con l’obiettivo di migliorare la sicurezza stradale in uno degli incroci più discussi della città. Una scelta che però ha acceso proteste e polemiche, alimentate da una petizione con circa 700 firme, discussa in un incontro pubblico e successivamente portata all’attenzione del Consiglio comunale da Simone Visentini, promotore dell’iniziativa e gestore del distributore di carburanti situato lungo la strada interessata dalla modifica viaria. La questione è così diventata terreno di confronto politico. “Quali sono i parametri che verranno analizzati per stabilire se la sperimentazione funziona oppure no?”, ha chiesto in aula il consigliere Bonato (IBC), sollevando dubbi sull’as-

senza di criteri chiari e condivisi per misurare gli e etti reali della nuova viabilità. Bonato ha inoltre incalzato la maggioranza, sottolineando come da oltre un anno e mezzo attenda una copia del piano del tra ico, ritenuto uno strumento utile per valutare in maniera oggettiva la sperimentazione del senso unico. Anche la consigliera Sandra Passadore di Fratelli d’Italia ha ribadito la necessità di basare ogni valutazione su dati concreti, sottolineando l’importanza di definire indicatori precisi per comprendere se il senso unico porterà realmente a una riduzione del rischio stradale. Nel corso della seduta, il sindaco ha illustrato i numeri relativi agli incidenti verificatisi nell’incrocio interessato dalla modifica viaria. Nel 2020 si sono registrati due incidenti con tre feriti; nel 2021 gli episodi sono saliti a tre con quattro feriti. Il dato più critico riguarda il 2022, con sei incidenti e otto feriti. Nel 2023 si è verificato un solo incidente con un ferito, mentre nel 2024 la situazione è tornata a peggiorare con sei incidenti, undici

feriti e una vittima mortale. Nei primi mesi del 2025 si sono già verificati due incidenti con due feriti. Numeri che, secondo l’amministrazione, giustificano la necessità di intervenire sulla viabilità per aumentare la sicurezza urbana e ridurre la pericolosità dell’incrocio. Parallelamente è emerso che l’aggiornamento del piano del traffico è stato affidato a uno studio specializzato per un importo di 22 mila euro. Secondo il sindaco, i dati contenuti nell’attuale piano del tra ico non sarebbero più adeguati per valutare la situazione viaria, soprattutto dopo gli interventi di riqualificazione di Corso Garibaldi, che avrebbero modificato in maniera significativa i flussi della mobilità cittadina. Il confronto, però, non riguarda soltanto la viabilità o i numeri degli incidenti, ma anche il rapporto tra amministrazione e cittadini. Nel corso della seduta pubblica, il consigliere Giorgio Zanellato (PD) ha ricordato come, in passato, per modifiche alla circolazione in corso Vittorio Emanuele fosse stato organizzato un confronto

pubblico con la cittadinanza, mentre sulla questione Amolaretta questo passaggio sarebbe mancato. Un aspetto che, secondo le opposizioni, pesa nel dibattito sulla sicurezza urbana, tema che oggi richiede non solo interventi tecnici, ma anche trasparenza, ascolto e partecipazione nelle scelte che incidono sulla vita quotidiana dei residenti.

CONFERMATO ALLA GUIDA DI BANCA ADRIA MAURO GIURIOLO

L’Assemblea dei soci riunitasi a metà maggio ha approvato all’unanimità il bilancio 2025 di Banca Adria Colli Euganei, confermando il percorso di crescita avviato dopo la fusione del 2019 tra Banca Adria e Banca dei Colli Euganei. I dati economici confermano un esercizio particolarmente positivo: utile netto pari a 25,2 milioni di euro (+20%), raccolta complessiva in aumento di 205 milioni (+8%) e impieghi all’economia reale in crescita dell’8,7%. Solido anche il profilo patrimoniale, con CET1 ratio al 24,5%, a conferma della robustezza dell’istituto. Nel corso dell’Assemblea, svoltasi al Censer di Rovigo, i soci hanno rinnovato all’unanimità il Consiglio di amministrazione per il triennio 2026-2028. Sono stati eletti Mauro Giuriolo, Diego Broggiato, Ra aele Riondino, Daniela Ballarin, Rita

Belluco, Claudio Mandruzzato, Simone Meneghini, Isabella Penzo e Adriano Perin. Nel nuovo assetto, Diego Broggiato è stato nominato vicepresidente vicario e Ra aele Riondino vicepresidente. Adriano Perin assume la presidenza del Comitato esecutivo. Riconfermata anche la piena operatività del Collegio sindacale composto da Giovanni Tibaldo (presidente), Laura Ghiotto e Jessica Pozzati (sindaci e ettivi), con Tiziano Veronese e Maura Rocchi supplenti. Grande soddisfazione è stata espressa dal presidente Mauro Giuriolo, confermato alla guida dell’istituto. “In questi anni la banca è cresciuta mantenendo saldi i valori cooperativi e il legame con il territorio – ha sottolineato Giuriolo –. La nostra forza resta la relazione con soci e clienti e la capacità di essere presenti nelle comunità

Secondo Visentini, gestore del distributore di carburanti, la scelta dell’amministrazione di modificare la viabilità in Amolaretta avrebbe ridotto il passaggio dei clienti diretti al distributore, incidendo negativamente sugli incassi e sull’attività quotidiana.

• Guendalina Ferro

locali”. Il presidente ha poi richiamato il ruolo strategico della formazione e delle competenze: “Investire sulle persone significa garantire qualità e tempestività nelle risposte ai bisogni del territorio”. Giuriolo ha infine confermato la volontà dell’istituto di ra orzare ulteriormente il sostegno al territorio: “La banca continuerà a sostenere progettualità sociali, culturali ed economiche, accompagnando la crescita dell’imprenditoria locale e supportando le famiglie in una fase economica ancora complessa. Il nostro obiettivo è creare valore condiviso e contribuire allo sviluppo sostenibile delle comunità in cui operiamo”.

• (g.f.)

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Rosolina Mare: Consegna kit sacchetti per raccolta di erenziata dei ri uti per l’anno 2026

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IL CONSIGLIO HA APPROVATO IL BILANCIO CONSUNTIVO 2025

Il Consiglio comunale di Adria ha approvato il bilancio consuntivo 2025, il documento che fotografa lo stato della gestione economico-finanziaria e patrimoniale dell’ente. Un rendiconto che evidenzia risultati positivi e conferma la solidità dei conti comunali nonostante un contesto caratterizzato da tagli statali, vincoli normativi e importanti investimenti sul territorio. Il risultato di amministrazione si attesta a 9.784.948 euro, sostanzialmente in linea con i valori registrati negli ultimi due esercizi, mentre l’utile d’esercizio raggiunge i 778.877 euro. Lo stato

patrimoniale sfiora i 99 milioni di euro e il patrimonio netto supera i 63 milioni. Tra gli elementi che hanno caratterizzato l’esercizio 2025 figurano gli e etti della spending review, che ha comportato una riduzione di trasferimenti per 89 mila euro, e l’eliminazione di 1,4 milioni di euro di residui passivi ultraquinquennali, non più iscrivibili a bilancio secondo le recenti interpretazioni della Corte dei Conti. Un anno impegnativo anche sul fronte degli investimenti. Il Comune ha infatti anticipato importanti somme per consentire il pagamento dei lavori finanziati dal Pnrr, tra cui i tre milioni di euro destinati alla rigenerazione urbana di corso Garibaldi. Un intervento concluso e saldato con cinque mesi di anticipo rispetto alle scadenze previste, permettendo così la riapertura della strada in tempi più rapidi. Questa scelta ha determinato una significativa riduzione del fondo cassa, successivamente riequilibrato

grazie all’arrivo dei trasferimenti statali. Prosegue inoltre il percorso di riduzione dell’indebitamento comunale. Nel corso del 2025 il debito è diminuito di ulteriori 1,4 milioni di euro, passando dai 23 milioni registrati nel 2009 agli attuali 6,5 milioni. Una strategia che ha consentito di liberare circa 100 mila euro di spesa corrente soltanto nell’ultimo anno. Positivi anche i dati relativi ai pagamenti: il Comune salda mediamente le fatture dei fornitori in 26 giorni, rimanendo al di sotto del limite di legge fissato a 30 giorni. Tra i risultati più significativi dell’anno figura la

chiusura della lunga vertenza con Adria Nuoto relativa alle passate gestioni della piscina comunale. La controversia, che esponeva l’ente a richieste superiori al milione di euro, è stata definita con una transazione da 300 mila euro. Importante anche il lavoro svolto sul recupero dei crediti. I residui attivi sono passati dai 13 milioni di euro di inizio 2025 a 6,5 milioni a fine esercizio, con una riduzione di oltre il 50 per cento in un solo anno. Contestualmente è diminuito anche il fondo crediti di dubbia esigibilità, sceso da 7,2 a 6,4 milioni di euro. “Risultati molto

soddisfacenti – ha commentato il vicesindaco con delega al Bilancio Federico Simoni – ottenuti in un anno di icile, caratterizzato dalla riduzione dei trasferimenti statali, dalla spending review e dai numerosi pensionamenti e trasferimenti di personale comunale. Nonostante ciò siamo riusciti a mantenere elevati livelli di servizio. Ora sarà importante ripartire forti di 1,4 milioni di euro di avanzo libero che verranno impiegati nel corso del 2026”.

• Guendalina Ferro

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Piantamelon ricorda Maria Antonietta Baldo

Maria Antonietta Baldo continua ad essere ricordata dalla sua Piantamelom che ha lasciato improvvisamente una decina di mesi fa. La comunità, e non solo, del piccolo borgo ai piedi del Canalbianco, dove viveva, si è riunita gremendo la chiesetta dedicata alla “Madonna degi argini” in occasione della chiusura del fioretto mariano. E Maria Antonietta, sorridente come tutti erano abituati a vederla, era in un’immagine posta sull’altare. Quel volto che sembrava guardare la sua gente, quella gente che tanto ha voluto bene, perché Antonietta, non solo curava amorevolmente il piccolo tempio locale, ma era innamorata di tutto il territorio. Parole di ringraziamento, stima ed amicizia, sono state impresse in una lunga dedica su pergamena in quadro che il primo cittadino, Massimo Barbujani, ha voluto dedicarle a nome dell’amministrazione comunale, esprimendo sentite parole di a etto per “l’instancabile impegno, straordinaria disponibilità e l’immenso valore umano dimostrato” poi consegnata al marito Giuliano Zago e ai suoi due figli presenti con le loro famiglie. “Chi semina raccoglie” ha detto uno dei figli e la presenza così nutrita di cittadini e amici è stata la testimonianza di tutto ciò. Luciana Fontolan, tra gli artefici organizzatori della serata, che in un certo senso ha raccolto e prosegue l’impegno e la dedizione di Antonietta, ha ringraziato coloro che da sempre collaborano alle iniziative del luogo, in particolare l’associazione Adria Nostra, presente con il presidente Mattia Mincuzzi e l’ex Giovanni Rinaldi. La serata si è conclusa con la processione della madoninna curata dagli scout sino al vicino capitello.

Serata finale con Elvis e le Chiare + Estrazione Lotteria
Federico Simoni

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Q200 CENSER

IL CAMPUS DOVE ROVIGO

SPERIMENTA IL PROPRIO FUTURO

’era una volta lo zuccheri cio. Poi arrivò il quartiere eristico che per anni ha ospitato manifestazioni, eventi e appuntamenti economici di rilievo per il Polesine. Oggi quello stesso luogo sta vivendo una nuova trasformazione. L’area dell’ex Censer è diventata infatti Q200 Censer, il distretto dell’innovazione, della formazione, della ricerca e della cultura promosso dalla Fondazione Cariparo attraverso un importante progetto

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L’obiettivo non è soltanto recuperare spazi esistenti, ma costruire un ecosistema capace di mettere in relazione mondi diversi. Università, imprese, startup, laboratori, enti di formazione e realtà culturali condividono oggi lo stesso luogo, creando occasioni di collaborazione e nuove opportunità di crescita per il territorio.

loro. Per questo Q200 Censer non è stato concepito come una semplice somma di edi ci o servizi, ma come una comunità in cui persone e competenze diverse possono

nella distribuzione di sensoristica per l’industria e la

Una delle presenze più importanti è quella dell’Università di Padova, che all’interno di Q200 Censer ha portato attività didattiche, ricerca scienti ca e laboratori avanzati.

Tra questi c’è il laboratorio Te.Si. del Dipartimento di Ingegneria Industriale, specializzato nelle tecnologie e nei sistemi di lavorazione manifatturiera. Qui studenti, ricercatori e aziende collaborano per sviluppare nuove

CULTURA E TERRITORIO

La vicinanza alla stazione ferroviaria, la presenza di spazi per la formazione, di laboratori specializzati, di residenze per studenti e di aree dedicate agli eventi contribuiscono a rendere il campus un luogo sempre più vissuto e integrato nella città.

Il progetto continua a evolversi e molte delle sue potenzialità devono ancora esprimersi completamente. Tuttavia una direzione appare già chiara: fare di Rovigo un punto di riferimento per l’innovazione e la conoscenza, valorizzando il capitale umano e creando connessioni tra chi produce ricerca, chi fa impresa e chi promuove

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In un territorio spesso raccontato per le sue dif coltà, Q200 Censer rappresenta una scommessa sul futuro. Una scommessa che passa attraverso le idee, le competenze e la capacità di trasformare un luogo simbolo del passato

FABBRICA DELLO ZUCCHERO, LA CULTURA CHE DÀ IDENTITÀ A Q200 CENSER

Dalla memoria dell’antico zuccheri cio ai nuovi spazi per eventi e iniziative: la realtà guidata da Claudio Curina è il motore culturale del campus rodigino

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e ricerca e innovazione rappresentano il cuore tecnologico di Q200 Censer, la Fabbrica dello Zucchero ne custodisce invece parte della sua anima culturale. Già il nome racconta molto della sua missione: mantenere vivo il legame con la storia dell’area che oggi ospita il nuovo distretto dell’innovazione di Rovigo. Prima del quartiere eristico e del campus universitario, infatti, qui sorgeva lo storico

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evoluzione dell’esperienza di Rovigo Festival e si sviluppa grazie a un progetto nanziato attraverso un bando regionale che aveva l’obiettivo di valorizzare gli spazi del Censer anche dal punto di vista culturale. Nel corso degli anni la realtà ha acquisito attrezzature, competenze e professionalità necessarie per organizzare eventi e iniziative sia all’interno del campus sia nel resto della città.

Oggi il suo ruolo è quello di favorire l’incontro tra tutti i soggetti presenti nel complesso. La disponibilità di strutture come la Sala A. Bisaglia, che può ospitare

quasi 500 persone, rappresenta una risorsa importante per la vita culturale cittadina. Il progetto continua inoltre a evolversi.

Q200 CENSER RACCONTATO IN RADIO

La crescita del campus è al centro di una rubrica dedicata su Veneto24, con approfondimenti su ricerca, formazione, startup e innovazione.

destinato a diventare una sede per attività culturali e iniziative aperte al pubblico. L’idea è quella di ampliare ulteriormente le opportunità offerte dal campus, rendendolo sempre più un punto di riferimento non solo per studenti e ricercatori ma per l’intera comunità polesana.

In un contesto in cui si parla spesso di innovazione tecnologica, la Fabbrica dello Zucchero ricorda che anche la cultura è un elemento essenziale dello sviluppo. Perché un campus può crescere davvero solo se riesce a produrre conoscenza, ma anche partecipazione e identità.

DOVE LA RICERCA DIVENTA INNOVAZIONE PER LE IMPRESE

questo ospita non solo strumenti di caratterizzazione dei materiali, ma anche veri e propri impianti industriali che permettono di simulare e studiare le

per sviluppare nuove tecnologie manifatturiere

ll’interno di Q200 Censer trova spazio una delle realtà scientifiche più avanzate di tutta l’Università di Padova. È il laboratorio Te.Si., acronimo di Tecnologie e Sistemi di Lavorazione, struttura del Dipartimento di Ingegneria Industriale specializzata nello studio dei processi manifatturieri e delle loro applicazioni

Nato tra il 2007 e il 2008 grazie a un importante sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, il laboratorio si è sviluppato con una vocazione molto chiara: costruire un collegamento diretto tra ricerca universitaria e mondo produttivo. Per

L’attività parte dall’analisi del comportamento dei materiali e arriva no alla quali cazione del prodotto nale. Un percorso che coinvolge numerosi settori, dall’automotive all’aerospazio, no al biomedicale. Proprio in quest’ultimo ambito il laboratorio è impegnato nello sviluppo di componenti e protesi realizzati attraverso tecnologie di stampa 3D metallica, con l’obiettivo di Grande attenzione viene dedicata anche alla sostenibilità. Ogni processo produttivo comporta infatti consumi energetici e impatti ambientali che possono essere ridotti grazie alla ricerca. L’obiettivo è ottimizzare le lavorazioni, limitando sprechi, consumi

LA STARTUP CHE MISURA IL MONDO ATTRAVERSO I DATI

a trasformazione digitale passa spesso da strumenti invisibili ma fondamentali: i sensori. È proprio su questo settore che ha costruito la propria attività IT Sensor, azienda fondata nel 2011 da Stefano Pirani e Andrea Spolaor e oggi presente all’interno del campus Q200 Censer. L’impresa nasce dall’esperienza dei due fondatori nel settore della strumentazione industriale. Osservando il mercato, individuarono una nicchia ancora poco presidiata: la vendita online di sensoristica destinata all’industria e alla building automation. Da quell’intuizione è nato un progetto imprenditoriale che negli anni si è consolidato, specializzandosi nella distribuzione di dispositivi in grado di monitorare temperatura, umidità, pressione, anidride carbonica e numerosi altri parametri ambientali.

un ambiente dinamico e aperto allo scambio di competenze.

Più che un semplice centro di ricerca, Te.Si. rappresenta oggi un laboratorio di idee dove università e imprese lavorano insieme per costruire le tecnologie del futuro.

Il legame con Rovigo si sviluppa attraverso il percorso di incubazione avviato negli spazi dedicati all’innovazione locale. Quando le attività di supporto alle startup si sono trasferite nell’area del Censer, anche l’azienda ha scelto di proseguire il proprio percorso all’interno di quello che oggi è diventato Q200 Censer. Tra i temi più attuali affrontati da IT Sensor c’è quello della qualità dell’aria e del monitoraggio ambientale. Le tecnologie sviluppate e distribuite dall’azienda trovano applicazione in edi ci, impianti industriali e sistemi di automazione, contribuendo a migliorare ef cienza energetica, sicurezza e controllo delle condizioni ambientali.

L’azienda guarda inoltre con interesse alle opportunità offerte dall’ecosistema Q200 Censer. La

presenza nello stesso spazio di laboratori universitari, imprese innovative e centri di ricerca potrebbe infatti favorire nuove collaborazioni e nuovi progetti.

Una dimostrazione concreta di come il campus rodigino stia diventando sempre più un luogo in cui idee, competenze e imprese possono incontrarsi e crescere insieme.

Il ricordo. Un’opera condivisa tra alunni, insegnanti e artisti

ALLA “PASCOLI” DI ADRIA UN MURALE PER MATTIA

Un muro che diventa memoria, colore che si fa abbraccio collettivo, scuola che si trasforma in luogo di elaborazione e futuro. Alla scuola primaria “Giovanni Pascoli”, plesso dell’I.C. Adria Uno, l’arte incontra la vita e la attraversa, dando forma a un murale che è molto più di un’opera decorativa: è un racconto condiviso, una lezione silenziosa che parla ai bambini e a tutta la comunità. Sulla parete prende forma un’esplosione di vitalità: un sole sorridente che illumina un arcobaleno vivace, fiori e foglie che sembrano muoversi nel vento, libri impilati come promessa di conoscenza e crescita. E poi, tra i colori, un dettaglio che interrompe lo sguardo e lo trasforma in emozione: il nome “Mattia”. È il segno voluto con forza e delicatezza dai bambini, dalle bambine e dalle insegnanti del plesso per ricordare il loro piccolo

compagno, scomparso prematuramente. Un modo per dire che la sua presenza non si è interrotta, ma continua a vivere nei corridoi della scuola, nei giochi del cortile, nei ricordi che diventano quotidianità. A dare forma concreta a questa visione sono stati i docenti e artisti Alessandro Cannatà e Tommaso Lucadamo, che hanno scelto di donare competenze, tempo e sensibilità alla comunità scolastica. Il loro intervento non si è limitato alla realizzazione dell’opera, ma ha trasformato il progetto in un vero laboratorio partecipato, coinvolgendo gli alunni in ogni fase, dal disegno alla pittura, fino alla costruzione del messaggio finale. Un’esperienza che conferma il valore del loro percorso artistico condiviso, già radicato nel territorio. Il duo Cannatà–Lucadamo ha infatti lasciato segni importanti nel tessuto urbano di Adria e del Polesine con

interventi che uniscono riqualificazione e memoria collettiva. Tra questi, il murale della Stazione del 2019, realizzato con gli studenti del Liceo “Bocchi-Galilei”, il ripristino del murale della palestra Bocchi in via Dante, e il murale del Polo Tecnico del 2023, dedicato anch’esso alla memoria di un giovane studente. A questi si aggiungono interventi anche a Porto Tolle e a San Basilio, nel Comune di Ariano nel Polesine. La nuova opera alla “Pascoli” si inserisce dunque in un percorso coerente, in cui l’arte diventa strumento educativo e sociale, capace di restituire senso agli spazi e alle esperienze condivise. Fondamentale il sostegno dell’amministrazione comunale di Adria e della dirigente scolastica dell’I.C. Adria Uno, la professoressa Antonella Flori, insieme al contributo delle famiglie per l’acquisto dei materiali e al lavoro

costante delle insegnanti, che hanno accompagnato con cura ogni fase del progetto. Il murale dedicato a Mattia Restuccia, il bambino di soli sette anni tragicamente scomparso in un incidente stradale nel settembre

scorso, è stato inaugurato a inizio mese, in occasione della festa di fine anno del plesso scolastico che Mattia frequentava.

Al Museo Diocesano prosegue la mostra “La soglia dell’invisibile”

Al Museo Diocesano di Adria prosegue anche nel mese di giugno la mostra di icone contemporanee “La soglia dell’invisibile”, evento che ha aperto il Festival Biblico in Polesine L’esposizione raccoglie le opere realizzate dagli allievi della Scuola iconografica di Maguzzano, nel Bresciano, e della Scuola Iconografica “San Luca” di Padova, o rendo un itinerario dedicato alla scoperta della bellezza e del significato profondo dell’arte iconografica della Chiesa d’Oriente, una tradizione plurisecolare che negli ultimi decenni ha suscitato un rinnovato interesse anche nel mondo occidentale. Attraverso le icone che compongono l’iconostasi e quelle che illustrano le feste pasquali, il visitatore viene accompagnato a comprendere la natura più profonda di questa arte sacra, che, come ha scritto

Egon Sendler – sacerdote gesuita e storico dell’arte, tra i massimi studiosi del XX secolo dell’iconografia cristiana orientale – “aggiunge all’immagine un’altra

dimensione, quella trascendente: esse superano le forme del nostro mondo, per rendere presente il mondo di Dio”. Il titolo scelto per l’esposizione temporanea, “La soglia dell’invisibile”, richiama proprio questa dimensione spirituale: un confine sottile tra umano e divino, fatto di oro, preghiera, musica e simboli che raccontano una storia artistica secolare e una vera e propria “scrittura di preghiera”. Nel corso dell’inaugurazione, il curatore della mostra, Modesto Pavan, iconografo e membro del comitato del Festival Biblico, ha richiamato il pensiero di Pavel Florenskij, autore de “Le porte regali. Saggio sull’icona”, sottolineando come il mondo delle icone non possa essere compreso utilizzando soltanto gli strumenti tradizionali della critica d’arte. “L’icona presuppone una metafisica delle immagini e della

luce”, ha ricordato Pavan riprendendo Florenskij, accompagnando il pubblico in una riflessione che attraversa la pittura fiamminga, le tecniche di preparazione dei colori, il significato dell’oro e il rapporto profondo tra icona e liturgia della Chiesa orientale. Un percorso che conduce idealmente a varcare le “porte regali” dell’iconostasi, quel “confine fra il mondo visibile e il mondo invisibile” dove le icone diventano, nelle parole del filosofo russo, “prodotti della luce”. A presenziare all’apertura dell’esposizione anche Ester Brunet, storica dell’arte, Marco Maran, direttore del Museo Diocesano, e monsignor Pierantonio Pavanello, vescovo della diocesi di Adria-Rovigo.

• (g.f.)

• Guendalina Ferro

Al via la 35esima Serata d’Onore Tra folklore & Solidarietà

Arriva la 35esima edizione di “Serata d’Onore”, il prestigioso appuntamento tra folklore, spettacolo e solidarietà. Si terrà sabato 27 giugno, con inizio alle 21 nel parco della scuola materna “Umberto Maddalena” di Bottrighe. In caso di maltempo si terrà invece nell’auditorium “Saccenti” del Polo Tecnico di Adria. L’iniziativa vede la collaborazione di Aribo, l’associazione Ricreativa Bottrighese. Nel corso dello spettacolo i Bontemponi presenteranno svariati canti e balli recentemente raccolti tra le testimonianze delle persone anziane nel Delta, il tutto condito da battute e sketch in vernacolo. In chiusura l’inno “Oh Bottrighe!” scritto nel 1930 dal duo artistico Vito Rossati e Danilo Venturi. Durante la serata, dedicata alla scuola materna stessa, si svolgerà la tradizionale cerimonia, durante la quale verranno devoluti i fondi raccolti dal gruppo con le sfilate dei babbi natale, con la festa della befana e da svariate altre iniziative.

• Roberto Marangoni Sociale. L’appuntamento è fissato per il 27 giugno

Ne beneficeranno la Lega Italiana

Lotta ai Tumori di Rovigo in memoria di Gino Navicella, l’associazione

Italiana Sclerosi Multipla di Rovigo in memoria di Antonio Boni e Maria Luisa Marchetti, la Lega Italiana Fibrosi Cistica di Padova in memoria di Floriano Cantelli, l’associazione “Mosaico Friends” di Adria in memoria di Marino Bettarello e Gastone Romani, l’associazione Parkinson Rovigo in memoria di Sandro Giuriolo e la scuola materna “Umberto Maddalena” di Bottrighe in memoria di Walter Rizzati, prezioso volontario dell’istituto parrocchiale. Ed ancora, per il secondo anno, una borsa di studio per Viola Boccato studentessa del Polo Tecnico di Adria. Altresì avverrà la consegna del 9° premio “La Colonna” all’imprenditore Nicola Gennari, a consegnarlo Edoardo Bottacin, direttore artistico del teatro Sociale di Rovigo. Autorità, medici ed ospiti, hanno assicurato la loro presenza. Presente Fidas Polesana di cui i Bontemponi sono testimonial.

Madrina di questa edizione sarà Franca Tancredi, Prefetto di Rovigo. L’ingresso è libero.

Un’estate ricca di eventi e spettacoli

Con il mese di luglio arrivano le iniziative dell’estate bottrighese. Parte la fiera d’le brogne che si terrà dal 10 al 20 luglio in piazza della libertà con luna park, street-food ed organizzata dalla neo associazione “Giovani Bottrighe” che raccoglie il testimone della ex pro loco. Il clou della manifestazione da venerdì 17 luglio con la musica anni 80 “Voglia summer party”, sabato 18 lo spettacolo “Pirati dei caraibi” e domenica 19 il trio musicale “Elvis e le Chiare”, l’estrazione della lotteria e lo spettacolo pirotecnico. Poi

arriva la tradizionale “E…state in Piazza” a cura di Aribo, la ricreativa Bottrighese, che da anni richiama centinaia di persone. Si parte giovedì 23 luglio con “Rock in movies”, venerdì 24 “90’ Love generation”, sabato 25 gli “Oi&B” tributo a zucchero, sino al gran finale di domenica 26 con “Non ci resta che ridere” e tante sorprese. Teatro di ciò il palcoscenico che si a accia sul liston di palazzo civico. Naturalmente stand gastronomici, piadineria e birreria.

• (r.m.)

Franca Tancredi

BOTTRIGHE

Dal Brasile per conoscere le origini bottrighesi

Le tre S-cioptà

cura

> El mondo l’è mezo dà vendre e mezo dà comprare

> Le scarpe dun vilàn lè farà mai bela pèca

> Chi è vssin a la cusìna màgna la mnestra calda

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al Brasile scoprono che i loro ascendenti erano originari di Bottrighe e decidono di partire per visitare i luoghi dei loro avi. E non è la prima volta che persone residenti nelle Americhe giungono qui per conoscere la terra dei loro antenati. Così, dopo svariate ricerche ed aver legato conoscenza ed amicizia contattando alcuni bottrighesi, attraverso il gruppo “I Butrigan iè in ogni canton”, una famiglia brasiliana è giunta a Bottrighe. Accolti calorosamente dallo storico locale Nerino Albieri, componente anche del Comitato per il raduno dei “Butrigan nel Mondo”, hanno visitato prima di tutto Bottrighe,

piazza della Libertà, il palazzo civico, la chiesa parrocchiale dedicata ai santi Francesco d’Assisi e di Paola, poi Panarella, allora frazione di Bottrighe, quindi una colazione al Piccolo Bar chiacchierando con le persone che hanno incontrato, per poi passare nel centro storico di Adria e raggiungere Padova. “La presenza della famiglia di Larucha Dias nella nostra comunità, per recuperare segni di identità, di un’appartenenza, ci coinvolge direttamente- ha commentato Nerino Albieri- nel tentativo di non allontanare la nostra cultura d’origine, la memoria. Ciò è stato sicuramente un forte momento di sollecitazione emotiva”.

Il coro femminile “Plinius” di Bottrighe ha partecipato recentemente alla sesta edizione di “Coralmente mangiando”, iniziativa che ha ottenuto un grande successo ed ha visto la partecipazione di ben settanta cori con oltre trecento persone, tra coristi e direttori, provenienti dal centro-nord d’Italia, ma anche alcune rappresentanze arrivate dalla Svizzera e dalla Francia. L’annuale adunata canora e gastronomica si è svolta in un noto ristorante del bresciano, magistralmente organizzata dai coniugi Renzo Moroni e Sandra Rovetta, componenti dei cori “Stella Alpina” e “Vorship Voices” di Rho (Milano). “Una bellissima giornata- hanno commentato le ragazze del Plinius dirette da Antonella Pavan, unico coro polesano su tredici cori veneti partecipanti- un’ottima opportunità per stare insieme, condividendo esperienze, amicizie, canti e buon cibo, diventando a tutti gli e etti una “borsa scambio corale”. Per tutto il pranzo sono stati intonati brani di ogni genere, un successo ben condito da una lunga passione per la coralità, tra storiche e nuove amicizie, una gioia che si è respirata sino

“La connessione parentale- spiega Albieri- trova il principale riferimento nella bisnonna di Larucha, Maria Argia Erminia Gennari, nata nel Comune di Bottrighe il 9 agosto 1878, residente in via Panarella 58, emigrata successivamente a San Paolo del Brasile nell’ambito di quel marcato fenomeno migratorio che caratterizzò gli ultimi vent’anni dell’800. Anche il nostro territorio pagò, allora, un alto prezzo a questo esodo, concentrando nel periodo 1887-1895 la partenza do 750 persone, in prevalenza verso il Sud America. Non è stato solo un ritorno fisico- conclude Nerino Albieri- ma la scelta di “fermarsi” per dare stabilità ad una storia famigliare”. Per Rosimary Tavares Rodrigues è stata “Un’emozione che mi ha travolto il cuore. Grazie per l’a etto e l’accoglienza, momenti che porteremo con noi per tutta la vita. E al prossimo incontro parlerò meglio la lingua italiana”. “E’ stato davvero un momento emozionante e gioioso per noi- ha detto Larucha Dias- l’opportunità di conoscere la terra natale della nostra bisnonna è stata un qualcosa di indescivibile. Speriamo di poter tornare altre volte. A Nerino Albieri va il nostro profondo ringraziamento per la disponibilità e per aver condiviso con noi la profonda conoscenza della storia del Comune”.

all’imbrunire, dandosi appuntamento alla prossima edizione. Gli organizzatori, Renzo e Sandra Moroni, sono amministratori della pagina facebook “Coralmente Insieme” che conta 33.000 follower ed è a tutti gli e etti la prima pagina in Italia sulla piattaforma social a disposizione di tutti i cori.

• Roberto Marangoni
a
di Roberto Marangoni

Taglio del nastro. Studenti protagonisti tra poesie, musica e un giuramento per l’ambiente

INAUGURATO IL PARCO “GLI AMICI DELLA NATURA”

Èstato inaugurato a Pettorazza Grimani il nuovo parco pubblico “Gli Amici della Natura”, realizzato nell’ambito di un progetto di riqualificazione urbana promosso dall’amministrazione comunale con il contributo della Fondazione Cariparo attraverso il bando “Spazi Verdi”. Un intervento che restituisce alla comunità uno spazio rinnovato e fruibile, ma che soprattutto mette al centro le nuove generazioni, protagoniste della cerimonia inaugurale insieme a insegnanti, famiglie e associazioni del territorio. A rendere speciale l’evento sono stati gli alunni delle scuole di Pettorazza Grimani. I bambini della scuola primaria “Rodari”, che lo scorso anno avevano scelto il nome del parco, hanno presentato poesie, filastrocche e le regole di comportamento per vivere lo spazio verde nel rispetto della natura, delle persone e degli animali. Gli studenti della scuola secondaria “Franzolin”, invece, hanno animato la cerimonia con testi e musica, proponendo una performance di body percussion che ha accompagnato simbolicamente il taglio del nastro. Prima dell’inaugurazione u iciale il sindaco Andrea Grassetto si è rivolto ai bambini della scuola primaria, chiedendo loro chi fossero gli “amici della natura”. La risposta è arrivata immediata e corale: “Noi”. Il primo cittadino ha quindi ampliato il concetto, ricordando come a far parte di questa comunità naturale siano anche gli animali e gli insetti che abitano i parchi, sottolineando il valore dell’equilibrio tra benessere umano, ambientale e animale: “Quando queste tre dimensioni convivono armoniosamente, c’è salute” ha detto. Per l’occasione, gli alunni della scuola “Rodari” hanno anche redatto un giuramento dei custodi della natura, affisso all’ingresso del parco: “Rispetteremo alberi, fiori e piante, senza strapparli inutilmente; tratteremo con gentilezza tutti gli animali; risparmieremo l’acqua; butteremo i rifiuti nel cestino giusto, imparando a riciclare e non sporcheremo parchi, spiagge e strade. Promettiamo di prenderci cura della Terra, la nostra grande casa, ogni giorno”. Dopo la benedizione impartita da don Mario Bruson e l’intervento della

consigliera Sandra Davin, che ha illustrato i doni o erti dall’amministrazione comunale agli alunni e ai docenti, sono state messe a

dimora due giovani piante autoctone, donate dall’associazione “Il Tarassaco”rappresentata per l’occasione da Michele Turato. Alla

cerimonia erano presenti i consiglieri comunali, il comandante della stazione dei Carabinieri, luogotenente Marco Gibin, rappresentanti delle associazioni locali e della Protezione Civile, il Consigliere generale della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, Gianluca Carraro, oltre a diversi cittadini. In chiusura, il sindaco Andrea Grassetto ha ringraziato la dirigenza di Acquevenete S.p.A. per la fornitura della colonnina installata nell’area del parco, che permetterà l’accesso all’acqua potabile sia ai cittadini sia agli amici a quattro zampe.

Guendalina Ferro

Corte Grimani, un patrimonio rurale del Polesine

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Pettorazza Grimani si rinnova l’attenzione verso la sua storia, il suo paesaggio e la sua identità culturale grazie all’articolo pubblicato su Il Ventaglio Novanta, la rivista del Polesine che da oltre trent’anni racconta cultura, ambiente e tradizioni del territorio. L’approfondimento, firmato da Andreina Milan e inserito nel numero 68 della rivista, ha riportato al centro dell’attenzione il comune Polesano, nato all’incrocio tra l’Adige e la via Annia e caratterizzato da una stratificazione storica unica, segnata dall’incontro tra dominazioni diverse e da profonde trasformazioni del paesaggio. In questo contesto di attenzione culturale, le associazioni Italia Nostra Sezione di Rovigo e il Tarassaco, hanno organizzato a fine maggio una visita a Pettorazza Grimani, coinvolgendo soci, amici e simpatizzanti in un percorso di conoscenza diretta del territorio. Nel corso della visita, Lino Segantin, storico direttore editoriale de Il Ventaglio Novanta, ha illustrato e approfondito i contenuti dell’inserto, so ermandosi sulla narrazione proposta dall’autrice Andreina Milan, che ricostruisce con attenzione storica e sensibilità culturale le vicende del territorio e delle sue trasformazioni. Tappa centrale dell’iniziativa è stata la Corte rurale Grimani, oggi Ricciuti Ranellucci, imponente complesso agricolo che conserva ancora le tracce della sua originaria funzione e della sua relazione con il fiume Adige, prima della rettifica avvenuta nel Settecento ad opera della Serenissima. La visita, guidata da Lisa Cesaretto e Andreina Milan, ha permesso di attraversare scuderie, barchesse, aia monumentale e granai, o rendo uno sguardo ravvicinato su un patrimonio rurale di grande valore storico e architettonico. Il territorio di Pettorazza Grimani si conferma come meta in cui la storia delle comunità si intreccia con le grandi trasformazioni idrauliche e sociali che hanno modellato il delta.

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Eventi. Ragazzi protagonisti dell’Arte Madonnara,

evento dedicato ai giovani scomparsi prematuramente

NEL CENTRO STORICO IL COLORE DELLA MEMORIA

Il centro storico di Adria si è riempito di colori, musica e sorrisi in occasione della sesta edizione del concorso di Arte Madonnara “Città di Adria”, manifestazione dedicata alla memoria di Francesca, Carlotta e di tutti i giovani scomparsi prematuramente. Una giornata che ha saputo trasformare Corso Vittorio Emanuele, Piazza Cavour e la piazza della Cattedrale in un grande spazio di incontro per famiglie, bambini, studenti, istituzioni e cittadini, uniti dalla voglia di condividere arte, emozioni e ricordi attraverso un format unico nel suo genere. Complice la bella giornata

di sole e la grande partecipazione di pubblico, le 48 piazzole allestite nel centro cittadino hanno accolto 170 partecipanti che hanno realizzato opere capaci di catturare lo sguardo e il cuore delle persone. Disegni nati direttamente sul porfido grazie all’antica tradizione dei madonnari: artisti che, con semplici gessetti colorati, riescono ancora oggi a trasformare una via in un luogo di meraviglia e riflessione. Ma l’evento di Adria è andato ben oltre il semplice concorso artistico. Dietro ogni disegno c’è infatti un percorso artistico costruito negli ultimi mesi attraverso laboratori organizzati nelle scuole di Adria, Ariano nel Polesine, Corbola, Porto Tolle e Taglio di Po dal presidente del Comitato Madonnari di Adria, Francesco Bisco, insieme al maestro madonnaro Fabio Fedele e Alessandro Cannatà. Un progetto che ha coinvolto scuole di ogni ordine e grado del delta, insegnanti, famiglie e istituzioni, riportando al centro il valore educativo dell’arte, della condivisione e della partecipazione collettiva. L’arte madonnara conserva infatti un fascino speciale perché nasce davanti agli occhi della gente e vive nella sua stessa fragilità. Le opere create con

il gesso sono destinate a scomparire con il vento, la pioggia o il passaggio delle persone, ma riescono comunque a suscitare emozione in chi le osserva. Ed è proprio qui che il concorso trova il suo significato: trasformare il ricordo dei giovani scomparsi in un messaggio di bellezza, partecipazione e speranza. Accanto ai madonnari professionisti e agli studenti della scuola d’arte “G. Munari” di Castelmassa, protagonisti assoluti della giornata sono stati anche i più piccoli. Cento bambini delle scuole dell’infanzia hanno colorato i disegni preparati da Alessandro Cannatà, Bellino Stoppa e Monica Stefani, regalando spontaneità e allegria. Al termine dei laboratori, i bambini hanno sfilato con bandierine dedicate alla pace e ai Paesi europei fino a Piazza Cavour, dove la giornata è proseguita con le esibizioni musicali dei sessanta ragazzi delle scuole medie ad indirizzo musicale di Adria, Porto Tolle, Corbola e Taglio di Po insieme a un ensemble del Conservatorio Antonio Buzzolla. Musica, colori e memoria si sono così intrecciati in un unico grande racconto collettivo, capace di coinvolgere intere famiglie e di trasformare la città in un luogo di incontro tra generazioni diverse.

Nel corso della mattinata sono stati consegnati buoni acquisto del valore di 50 e 100 euro destinati alle scuole e agli studenti vincitori delle varie categorie del concorso, mentre nel pomeriggio si è svolta la cerimonia di premiazione delle opere madonnare alla presenza delle istituzioni e delle realtà che hanno sostenuto l’iniziativa. La giuria era composta da Andreina Nonnato, Renata Nonnato, Marco Rubiero, Tommaso Lucadamo e Fabio Fedele. Fondamentale il sostegno

della Fondazione Franceschetti-Di Cola, della Fondazione Bocchi, di Banca Annia, Croce Verde e del Comune di Adria, oltre al lavoro dei trenta volontari del Comitato Madonnari, degli insegnanti e dei genitori che hanno accompagnato bambini e ragazzi in questa esperienza artistica e umana. L’evento è stato reso possibile anche dal supporto di molti sponsor del territorio.

• Guendalina Ferro

IL TEATRO COMUNALE DI ADRIA HA APERTO LA CINQUE GIORNI DEI GIOVANI MAB UNESCO

Èpartita dal Teatro Comunale di Adria la cinque giorni del terzo Global MAB Youth Forum UNESCO, l’appuntamento internazionale dedicato ai giovani delle Riserve della Biosfera UNESCO, curato nell’organizzazione dagli enti Parco del Delta del Po Veneto ed Emiliano-Romagnolo. La cerimonia inaugurale, ospitata nello storico teatro adriese, ha dato il via a un confronto internazionale che ha coinvolto delegati tra i 18 e i 35 anni provenienti da 142 Paesi del mondo.

I partecipanti rappresentavano e rappresentano la Rete Mondiale delle Riserve della Biosfera UNESCO, che oggi conta 784 siti. Per cinque giorni i territori del Delta del Po e dei Colli Euganei si sono trasformati in un laboratorio internazionale di confronto, cooperazione e costruzione di proposte concrete sui temi della biodiversità, dell’azione climatica, della governance partecipata, della valorizzazione delle culture locali e del ruolo delle nuove generazioni nei processi decisionali.

L’UNESCO pone i giovani al centro del proprio mandato, riconoscendoli come partner fondamentali per promuovere lo sviluppo sostenibile, la conservazione della biodiversità e l’azione per il clima.

Nell’ambito del Programma Uomo e Biosfera (MAB), questo impegno si traduce in strumenti concreti per ra orzare la leadership e la partecipazione giovanile all’interno della rete mondiale delle Riserve della Biosfera.

Obiettivo del Forum è stato quello di costruire, attraverso il confronto diretto, tre risultati concreti: la Dichiarazione finale MAB Youth, una Roadmap internazionale 2026–2035 per azioni coordinate a livello globale e una serie di raccomandazioni operative per integrare stabilmente i giovani nella governance del Programma MAB. Le proposte elaborate dai delegati si inseriscono nel quadro del Piano d’Azione Strategico di Hangzhou 2026–2035 e degli obiettivi globali per la biodiversità definiti dal Kunming-Montreal Global Biodiversity Framework.

Momento centrale del Forum è stata la

stesura collettiva della Dichiarazione finale, documento che raccoglie priorità e impegni condivisi dai giovani della rete mondiale delle Riserve della Biosfera. Tra i temi principali figurano il ra orzamento della partecipazione giovanile nella governance del Programma MAB, il sostegno alle reti giovanili internazionali, la tutela della biodiversità, il contrasto alla crisi climatica, il riconoscimento del valore delle conoscenze tradizionali e l’accesso equo all’educazione e alla conoscenza scientifica.

“Non siamo la generazione che aspetta di ereditare il futuro delle Riserve della Biosfera: siamo la generazione che lo sta già costruendo”, a ermano i giovani delegati nella Dichiarazione conclusiva. La Carta traduce gli obiettivi del Piano d’Azione Strategico di Hangzhou 2026-2035 in impegni concreti per la rete giovanile italiana, con azioni a livello locale, nazionale e internazionale. Tra gli obiettivi figurano il monitoraggio partecipativo e la citizen science, il sostegno a soluzioni basate sulla natura e alla resilienza climatica,

SEI BAND PER IL DELTABLUES ON THE ROAD

Venerdì 26 giugno il Deltablues 2026, storico festival polesano, farà tappa nella città etrusca con uno degli appuntamenti più apprezzati dell’intera manifestazione: “Deltablues On The Road”, il format dedicato alle esibizioni in stile buskers. Dalle ore 21 alle 24 sei gruppi musicali animeranno contemporaneamente il centro cittadino, o rendo ai visitatori la possibilità di costruire un vero e proprio itinerario musicale tra vie e piazze del centro storico. Lungo Corso Vittorio Emanuele si muoveranno in forma itinerante i Bloko Intestinhao, gruppo di percussionisti nato nel 2009 a Castello di Godego, nel Trevigiano. Con oltre 350 esibizioni alle spalle, dai festival degli artisti di strada agli stadi della Serie A fino al palco

il rafforzamento di una governance inclusiva e la promozione del dialogo intergenerazionale e dell’integrazione delle conoscenze locali e tradizionali nei processi di ricerca e gestione delle Riserve della Biosfera.

“Il ruolo dei giovani nel Programma MAB non è quello di avere un angolo giovanile separato. Il nostro ruolo è

di Italia’s Got Talent, la formazione porterà ad Adria tutta l’energia e il coinvolgimento delle percussioni brasiliane. In Piazza Oberdan, sarà protagonista il duo acustico The Snake Oil Cheaters, composto da Francesco Colombi e Giuliano Gallini. Chitarra, armonica e voci guideranno il pubblico in un viaggio attraverso le radici della musica americana e afroamericana della prima metà del Novecento, tra blues rurale, folk e sonorità tradizionali. Corso Mazzini, ospiterà invece i Weld, band veronese nata per rendere omaggio a Neil Young. Il gruppo proporrà una selezione dei brani più significativi del cantautore canadese, alternando atmosfere acustiche e sonorità elettriche che richiamano il celebre stile dei

sedere accanto alle altre generazioni — scienziati, gestori, comunità locali e partner istituzionali — e contribuire concretamente agli obiettivi condivisi”, ha sottolineato Ludovica Ramella, referente dei giovani delle 21 Riserve della Biosfera Italiane”.

• Guendalina Ferro

Crazy Horse. In Piazza Bocchi, si esibiranno i 3Jacks, formazione rock-blues che raccoglie l’esperienza di musicisti attivi sulla scena dagli anni Settanta. Sul Ponte Castello, spazio ai Wild Tales, trio che proporrà un ra inato percorso musicale dedicato alle grandi interpreti femminili della canzone internazionale. Da Joni Mitchell a Suzanne Vega, da Norah Jones ad Alicia Keys. A completare il percorso musicale sarà The Groove Quartet, protagonista in Piazza Garibaldi, con un repertorio capace di spaziare tra blues, jazz e sonorità moderne.

• (g.f.)

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La “Svolta a Nord” e il fragile patto di Roma

Acomplicare il risiko concorrono fattori esterni che spingono per una rapida definizione degli equilibri. Da un lato vi è il costante monitoraggio dei flussi elettorali, dall’altro la pressione esercitata dalle nuove correnti identitarie radicali legate alla nascita di movimenti come “Futuro Nazionale” di Roberto Vannacci, capace di intercettare parte del

dissenso ma guardato con forte prudenza dall’ala più istituzionale e pragmatica del settentrione. Per gli amministratori veneti, la priorità resta la tutela dell’autonomia e il radicamento sul territorio, elementi che hanno storicamente decretato il successo del brand Liga Veneta. Se l’accordo di mediazione interna dovesse reggere, la struttura del partito potrebbe

La Lega alla ricerca di una sintesi tra leadership nazionale e correnti identitarie

evolvere verso un modello a doppia trazione, simile alla storica dinamica della Csu bavarese: una leadership nazionale a iancata

da un forte e autonomo presidio del Nord. Al contrario, se la sintesi dovesse sfumare, il rischio è che il malcontento accumulato nei territori del Nord-Est si addensi attorno ai volti storici della governance regionale. La partita veneta, con le sue tese dinamiche congressuali e i posizionamenti in vista dei futuri appuntamenti elettorali, si conferma il vero termometro della tenuta della Lega.

Il dibattito. Da questo mese dedichiamo le pagine regionali ad un confronto su temi di attualità per il Veneto

STEFANI TIRA DRITTO SULL’ AUTONOMIA:

“SACROSANTE RICHIESTE DAL TERRITORIO”

L’obiettivo resta rafforzare l’efficienza amministrativa e dare risposte più rapide ai cittadini

L’autonomia infiamma il dibattito politico veneto e nazionale su fronti contrapposti. “A chi ci accusa di spaccare l’Italia, rispondiamo con la Costituzione e con le sacrosante richieste del nostro territorio”: con queste parole il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, è intervenuto al termine dell’audizione a Roma davanti alle Commissioni A ari costituzionali di Camera e Senato, nell’ambito dell’esame del disegno di legge sull’autonomia di erenziata. Nel corso del confronto parlamentare, Stefani ha respinto le critiche mosse da alcuni esponenti dell’opposizione, secondo i quali la riforma rischierebbe di creare disparità tra i territori e di introdurre trattamenti di erenti tra i cittadini.

“Ci viene contestato di voler creare privilegi di erenziati, approvare norme non più uguali per tutti e aumentare gli stipendi nella sanità”, ha dichiarato il governatore, sottolineando di aver

ribadito in aula la volontà di tutelare gli interessi dei cittadini veneti.

Secondo Stefani, l’autonomia rappresenta uno strumento per ra orzare l’e icienza amministrativa e garantire risposte più rapide alle esigenze locali.

Tra gli obiettivi indicati dal presidente figurano il sostegno al sistema sanitario, l’aumento dell’attrattività del territorio e una maggiore capacità di intervento in caso di emergenze e calamità naturali.

“L’autonomia è responsabilità”, ha a ermato il governatore, evidenziando come il concetto implichi la capacità di rispondere concretamente delle scelte compiute. “I veneti conoscono bene il significato di questa parola e sono abituati a rendere conto del proprio operato”.

Stefani ha infine rilanciato il tema della valorizzazione del personale sanitario, sostenendo che le Regioni in grado di generare risparmi debbano poter destinare maggiori risorse ai lavoratori del settore. “Se una Regione, risparmiando, può aumentare gli stipendi e ra orzare la previdenza del personale della sanità, è giusto che lo faccia”, ha concluso.

Nei giorni successivi Stefani è tornato a difendere con decisione il percorso verso l’autonomia di erenziata, rivendicando la scelta come opportunità

istituzionale e non come fattore di divisione del Paese. L’occasione è venuta dai rilievi della Fondazione Gimbe emersi durante l’audizione in Commissione A ari costituzionali del Senato sugli schemi di pre-intesa relativi alla riforma, a proposito delle competenze richieste dalle Regioni su tariffe regionali differenziate, gestione autonoma delle risorse statali per edilizia sanitaria e tecnologie, istituzione di fondi sanitari integrativi regionali, assunzioni di personale e riallocazione di risorse nazionali vincolate

La Fondazione Gimbe ha ricordato che la Corte Costituzionale ha chiarito che il trasferimento di funzioni alle Regioni non può essere giustificato in modo generico, ma richiede un’istruttoria puntuale e motivata per ciascuna funzione oggetto di devoluzione, fondata sul principio di sussidiarietà e sulla dimostrazione che l’esercizio regionale sia in grado di perseguire meglio l’interesse pubblico. “Desta forti perplessità – ha detto Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione – che i quattro schemi di pre-intesa siano sostanzialmente

sovrapponibili, nonostante riguardino Regioni con caratteristiche epidemiologiche, demografiche, organizzative e assistenziali profondamente diverse. Prima di attribuire nuove competenze – ha avvertito Cartabellotta – occorre garantire che i diritti già previsti siano realmente esigibili in modo uniforme su tutto il territorio nazionale.

Secondo Stefani il nodo centrale è il miglioramento della sanità regionale, con l’obiettivo di renderla più vicina ai cittadini e più aderente ai bisogni dei territori. “I veneti hanno diritto a una sanità migliore”, ha a ermato, sottolineando come l’autonomia non comporti sottrazione di risorse ad altre regioni ma una diversa organizzazione delle competenze. “Voglio ribadire un principio: equità non significa livellare verso il basso la qualità dei servizi - insiste Stefani -. Stiamo parlando della salute delle persone. La riforma Calderoli non esclude nessuno: ciascuna Regione può scegliere se assumersi più responsabilità o lasciare che a gestire risorse e a prendere decisioni sia Roma. - conclude il presidente della Regione del Veneto - Noi, ancora una volta, faremo gli apripista”.

• (R.R.)

Il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani

Tra le fila dell’opposizione in Consiglio Regionale l’autonomia invocata da Stefani e dal centrodestra è bersaglio di critiche. Per Giovanni Manildo, capogruppo del Partito Democratico e portavoce delle opposizioni, il progetto dell’autonomia di erenziata sarebbe ormai giunto al termine e, con esso, anche una lunga fase politica segnata da promesse rimaste incompiute.

“Siamo alla fine di lunga stagionea erma - segnata dalla inconcludente propaganda della Lega e di Zaia. Quella eterna promessa di un Veneto che avrebbe ottenuto poteri su 23 materie e valanghe di soldi, quel modello, chiacchiere e distintivo, va agli archivi. Non solo perché oggi si sta parlando di sole quattro funzioni, ma perché lo stesso Stefani si dice convinto che a questo schema si agganceranno altre Regioni. Arrivando così alla stessa conclusione di quanto da tempo sosteniamo e indichiamo: ovvero che alcune funzioni possono essere trasferite a

tutte le Regioni a Statuto ordinario”

Per il rappresentante dem, dunque, si chiude una fase politica e se ne apre un’altra, in cui il rapporto tra Stato e Regioni dovrebbe basarsi su una collaborazione più stretta e condivisa, superando i modelli precedenti di autonomia di erenziata.“Parliamo sostanzialmente di nuova stagione del regionalismo, destinato a scrivere una nuova pagina fatta di leale cooperazione fra lo Stato e le Regioni all’insegna di una cooperazione ra orzata”. Chiara Luisetto, consigliere regionale del Pd, intervenuta a Veneto24 aggiunge: “Credo che sia arrivato il momento di smetterla di illudere le persone e sostenere che con l’autonomia risolviamo tutti i problemi economici di questa regione, di un bilancio che non paga adeguatamente il personale e che non fornisce servizi sociosanitari dignitosi alle persone. Penso che sia necessario invece fare un salto di qualità non a parole, ma con i fatti. Questa riforma invece è svuotata perché non stiamo parlando

di una reale redistribuzione di risorse, néstiamo parlando di un’autonomia cooperativa. E’ piuttosto un’autonomia che spacchetta e divide il paese e che sembrerebbe voler creare disuguaglianze, però senza dare sostanza a una legge, ad un’autonomia che è stata promessa per decenni. Inoltre è stata considerata incostituzionale, perché, lo ricordiamo, la legge Calderoli è stata su sette punti svuotata dalla dalla pronuncia della Corte Costituzionale. Rischiamo davvero una divisione del Paese non corretta e non sana”.

“Avevo chiesto al presidente Stefani di venire in Aula a spiegare ai veneti cosa sta succedendo con l’Autonomia di erenziata”, ha dichiarato Carlo Cunegato, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra in un intervento in Consiglio regionale. “Di recente è emerso - ha aggiunto il consigliere - che perfino i 300 milioni per la sanità promessi lo scorso anno da Luca Zaia, altro che i nove decimi delle tasse, sarebbero spariti dall’intesa firmata a febbraio. Senza

trasparenza una democrazia diventa zoppa, mutilata”. “Abbiamo interrogazioni a risposta immediata scadute da gennaio; di fatto sono trascorsi cinque mesi, ma il regolamento prevede 15 giorni” ha puntalizzato Cunegato-. Ci sono interrogazioni a risposta scritta scadute a dicembre. Ho chiesto dati sui

LA CGIL: “NON SI TRATTA DI RISPOSTE A BISOGNI TERRITORIALI

Presente alla Commissione A ari Costituzionali della Camera con il segretario confederale Christian Ferrari e il responsabile delle riforme istituzionali Florindo Oliverio la Cgil bocca il percorso delle intese preliminari su alcune materie. “Stiamo parlando di “protezione civile”, di “professioni”, di “previdenza complementare e integrativa”, di “tutela della salute”: materie che incidono direttamente sui diritti delle persone, - sottolineano i sindacalisti - sulla qualità del lavoro e sulla coesione e unitarietà del sistema pubblico. Basti pensare alla protezione civile: in un tempo segnato dall’emergenza climatica e dall’aumento degli eventi estremi, davvero si può sostenere che si tratti di una funzione

da frammentare ulteriormente, sottraendola a una forte regia nazionale e assegnandola in via esclusiva a questa o quella Regione? E lo stesso vale per la sanità. Attribuire ulteriori margini di autonomia in questa materia significa: accentuare la frantumazione del Servizio sanitario nazionale; indebolire i principi di universalità e uguaglianza dei diritti sociali; rendere ancora più profondi gli attuali – insostenibili – divari territoriali. La salute delle cittadine e dei cittadini non può dipendere dal luogo di nascita o di residenza. E non meno rilevanti sono i rischi nelle altre materie oggetto di devoluzione. Sulle professioni, il pericolo è quello di incrinare l’unità del mercato del lavoro nazionale, creando una giungla di regimi giuridici

medici gettonisti nei Pronto Soccorso a gennaio, sollecitando più volte: ancora niente. I Pronto Soccorso veneti sono in grave crisi e abbiamo bisogno di capire cosa sta succedendo. Sono stato eletto per avere accesso ai dati, per capire come funziona la sanità che vale l’80% del bilancio regionale”.

diversi, vincoli, disparità e barriere localistiche. La Corte ha chiarito che qualsiasi ulteriore forma di autonomia deve essere giustificata da specificità concrete di ogni singola Regione. Nelle intese preliminari, questa specificità – come sottolineato da più parti durante queste audizioni – semplicemente non esiste: i testi sono identici, le richieste regionali assolutamente uguali e le motivazioni completamente generiche. Questo dimostra che non si tratta di risposte mirate a bisogni territoriali specifici, supportate da un’istruttoria oggettiva e scientificamente fondata, ma di una scelta puramente politica e ideologica: sostanzialmente, un atto di fede che non necessita né di spiegazioni né di motivazioni.

Chiara Luisetto Giovanni Manildo

L’intervento. Il senatore Udc: “Dobbiamo avere il coraggio di costruire istituzioni più moderne e capaci”

DE POLI E L’AUTONOMIA: “E’ UNA SFIDA DI RESPONSABILITÀ PER RAFFORZARE IL PAESE”

“Per troppo tempo il dibattito sull’autonomia di erenziata è stato raccontato come uno scontro tra chi vuole dividere l’Italia e chi vuole difenderne l’unità. È una rappresentazione semplicistica che non aiuta a comprendere la vera questione: l’autonomia serve per rendere le istituzioni più e icaci e più vicine ai cittadini”.

Il senatore Antonio De Poli (Udc) interviene sul dibattito di questi giorni e a erma che la recente audizione del presidente del Veneto Alberto Stefani “ha riportato il confronto sul terreno giusto, quello della responsabilità. Principio che non solo condivido in pieno, - aggiunge il senatore ma da cui vorrei partire, l’autonomia non è una bandiera ideologica né una mera rivendicazione identitaria. È uno strumento per migliorare il funzionamento dello Stato, rendere più e icaci le amministrazioni e costruire servizi più vicini alle esigenze dei cittadini e delle cittadine.

Per questo ho accolto con favore la decisione della Corte Costituzionale che ha

dichiarato inammissibile il referendum abrogativo sulla legge Calderoli. La Consulta ha ricordato che il percorso dell’autonomia rientra pienamente nel quadro costituzionale e che il confronto politico non può trasformarsi in un pregiudizio verso una riforma prevista dalla nostra Carta”.

De Poli richiama il referendum del 2017, con il quale oltre 2,3 milioni di veneti hanno chiesto più autonomia attraverso un referendum consultivo. “L’espressione democratica di una comunità che chiede di poter contribuire in modo più diretto all’organizzazione dei servizi e delle politiche pubbliche. Un mandato politico e istituzionale che merita rispetto. L’esperienza del Veneto dimostra che autonomia e unità nazionale non sono concetti in contrapposizione, al contrario possono ra orzarsi reciprocamente se l’obiettivo resta quello di o rire servizi migliori ai cittadini e rendere più e iciente l’azione pubblica. Naturalmente l’autonomia non può essere interpretata come una corsa solitaria delle Regioni più forti. L’Italia è una e indivisibile.

Ma proprio perché crediamo nell’unità del Paese dobbiamo avere il coraggio di costruire istituzioni più moderne e più capaci di rispondere ai bisogni dei territori, nel solco di quel principio di sussidiarietà che invita ad avvicinare le decisioni ai cittadini ogni volta che questo può migliorare la qualità dei servizi”. Il senatore porta l’esempio della sanità e si chiede; “Se una regione riesce a

organizzare i servizi in modo e iciente, ridurre gli sprechi e liberare risorse, perché non dovrebbe poter reinvestire quei risparmi per valorizzare medici, infermieri e operatori sanitari? In una fase in cui la carenza di personale rappresenta una delle principali emergenze del sistema sanitario nazionale, poter rendere più attrattivi gli ospedali e i servizi territoriali significa o rire una

risposta che tenga presente le esigenze territoriali e cittadine”. Gli stessi presupposti valgono, continua De Poli, per la protezione civile, il lavoro e la formazione professionale. “Ecco che ritorniamo proprio al tema della responsabilità, riuscire a mettere l’e icienza al servizio dei cittadini, governando in modo più diretto. Sapendo che più competenze comportano più responsabilità, trasparenza e una più chiara valutazione dei risultati ottenuti. A questo proposito - continua - esistono principi che non possono essere messi in discussione. I livelli essenziali delle prestazioni (LEP) devono essere garantiti in ogni parte del Paese. La solidarietà nazionale resta un pilastro irrinunciabile della Repubblica. L’autonomia è una grande occasione per l’Italia perché saprà premiare la buona amministrazione, responsabilizzare chi governa e migliorare concretamente la qualità dei servizi. La sfida non è trasferire competenze da Roma ai territori, ma utilizzare quelle competenze per dare risposte più rapide”.

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Il senatore Udc Antonio De Poli

L’intervista. Francesco Rucco, vice presidente del Consiglio regionale, Fratelli d’Italia, ex sindaco di Vicenza

“ALTA VELOCITÀ: SERVE IL CORAGGIO DI DECIDERE UNA VOLTA PER TUTTE”

Francesco Rucco, lei è stato a lungo sindaco di Vicenza e presidente della Provincia, oggi è vice presidente del Consiglio Regionale: c’è una sfida imminente che la città si accinge ad aff rontare, e che poi toccherà a tutto il resto del Nord-Est: quella dell’Alta Velocità. Dal suo punto di vista, si rischia un pantano burocratico e operativo?

Secondo me l’attuale sindaco Possamai sta di fatto rallentando l’opera per evitare di prendere decisioni nette. Credo che lo abbiano capito anche i vicentini: l’obiettivo è non fare scelte impopolari in vista delle elezioni del 2028, per evitare contraccolpi sul risultato elettorale. Bisogna però considerare che sono già passati tre anni, ne passeranno altri cinque e l’opera in città ancora non è arrivata. Parliamo di un cantiere che durerà oltre dieci anni nel tessuto cittadino, portando un disagio enorme. Chi fa l’amministratore non può fare calcoli elettorali, deve avere il coraggio di a rontare la situazione e decidere una volta per tutte. Abbiamo ancora la possibilità di scegliere come il treno uscirà dalla stazione di Vicenza

verso Padova, incidendo quindi anche sul territorio padovano. Stiamo lavorando per sbloccare la situazione, ma credo che entro l’autunno una decisione definitiva vada presa.

La presidente di Confindustria Vicenza ha spiegato che siamo ormai al terzo anno di “decrescita infelice” della produzione industriale. In questo scenario economico, che ruolo sta avendo e può avere la Regione?

La Regione ha un ruolo fondamentale, e lo dimostra anche la recente e importante nomina di Massimo Giorgetti — già assessore regionale veronese — alla presidenza di Veneto Sviluppo. Veneto Sviluppo è la finanziaria che sostiene le nostre aziende. In questi anni è rimasta un po’ troppo ferma e deve riprendere il ruolo centrale del passato, immettendo liquidità e denaro dove necessario per sostenere imprese che oggi sono in netta di icoltà. Il Veneto non è più quello di venti o trent’anni fa, sta so rendo. Durante la campagna elettorale ho visitato almeno un centinaio di aziende e continuo a farlo tuttora; pochi giorni fa ero in un’azienda casearia di livello

internazionale. La richiesta che arriva unanimemente dal mondo produttivo è chiara: meno burocrazia e più elasticità. Da questo punto di vista, il presidente Stefani e l’assessore Bitonci hanno aperto tavoli strategici per la sburocratizzazione. Sul fronte dei trasporti, inoltre, dopo la Pedemontana è vitale ragionare sull’A31 e sul collegamento a nord con l’Europa: non è solo un raccordo verso Trento, ma un’apertura commerciale, imprenditoriale e turistica verso l’Europa centrale e del Nord che sarebbe una manna dal cielo per l’economia veneta.

Spostandoci sul fronte politico, come si spiega l’alto consenso di tanti vicentini verso figure come Vannacci, Valdegamberi o Joe Formaggio? Sicuramente Vannacci rappresenta l’elemento di novità. Quando si apre uno spazio politico nuovo, com’era accaduto a suo tempo con il Movimento Cinque Stelle, si attirano inevitabilmente quelle persone che non hanno trovato risposte o spazio nei partiti classici. Si tratta di un fenomeno che non va sottovalutato, ma di cui bisogna comprendere a fondo il messaggio. Devo dire che alcune delle

posizioni che Vannacci sta esprimendo sono un po’ contraddittorie: sul tema del femminicidio, ad esempio, le sue dichiarazioni non mi trovano a atto d’accordo. Come si trova in questa nuova veste da consigliere regionale dopo tanti anni passati a fare il sindaco e cosa significa aver ricevuto un così alto numero di consensi?

Fare il sindaco è, a mio avviso, il ruolo più bello in assoluto in politica. C’è un legame viscerale: è la tua città, la ami naturalmente e ti trovi a lavorare ogni giorno per il tuo territorio e per la tua comunità. Il Consiglio regionale rappresenta una realtà completamente diversa. È un’assemblea legislativa, il cui approccio assomiglia molto a quello del Parlamento italiano, un vero e proprio “Parlamento veneto” che lavora sulla produzione delle leggi regionali. Devo dire, però, che il livello dei componenti di questo consiglio è molto alto e l’aula è composta da amministratori di ottimo spessore. Il risultato elettorale è un bellissimo risultato, frutto di un lavoro capillare e costante svolto sul territorio a stretto contatto con i cittadini.

VIOLENZA DI GENERE, LANZARIN: “PREVENZIONE E FORMAZIONE CONTRO UN FENOMENO PERVASIVO”

l Veneto può contare su una rete antiviolenza solida e strutturata, composta da 25 Centri Antiviolenza, 42 Case Rifugio e 37 Sportelli. Tuttavia, i dati ci confermano che la violenza contro le donne resta un fenomeno pervasivo e che c’è ancora molto lavoro da fare sul fronte della prevenzione e della promozione di una cultura del rispetto”. Manuela Lanzarin (Lega-Liga Veneta), presidente della Quinta Commissione, interviene con forza sul tema della violenza di genere e sull’attività dell’Osservatorio regionale permanente.

I dati Istat tracciano un quadro drammatico: il 31,7% delle donne tra i 16 e i 70 anni ha subito una forma di violenza nel corso della propria vita. Una realtà che bussa ogni giorno alle porte dei servizi territoriali: nel solo 2024, i Centri Antiviolenza e gli Sportelli veneti hanno registrato 8.366 contatti, prendendo in carico e accompagnando 3.780 donne. In questo contesto diventa centrale il lavoro dell’Osservatorio regionale, nato grazie a un voto condiviso da tutte le forze politiche. Durante la seduta della Quinta Commissione,

la presidente Roberta Ruggeri ha illustrato il bilancio dei primi sei mesi e le prossime iniziative. L’obiettivo è duplice: monitorare il fenomeno attraverso dati scientifici, grazie a un protocollo con l’Università di Padova, e far crescere una consapevolezza di usa. “La formazione rappresenta uno strumento fondamentale – sottolinea Lanzarin – e dovrà coinvolgere avvocati, assistenti sociali, personale sanitario, giornalisti e personale scolastico”. Il prossimo passaggio sarà l’esame della relazione in Consiglio regionale.

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Manuela Lanzarin
Francesco Rucco

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Despar Nord investe sul Veneto

Ioccupazione e presenza sul territorio

l Veneto si conferma un’area strategica per Despar Nord che, nel 2025, ha consolidato la propria presenza in regione con un percorso capace di coniugare crescita economica, sviluppo territoriale e attenzione alle comunità locali. Accanto ai risultati commerciali, l’azienda ha ra orzato il proprio ruolo sociale attraverso iniziative dedicate all’inclusione, all’educazione e alla valorizzazione delle eccellenze del territorio. el corso dell’anno Despar Nord ha destinato oltre 160 mila euro ad attività sociali, culturali ed educative realizzate con associazioni, scuole, istituzioni e realtà locali. Tra i progetti più significativi, la collaborazione con la Cooperativa Vite Vere Down Dadi, con cui l’azienda ha promosso percorsi di integrazione sociale e opportunità lavorative per persone con disabilità, coinvolgendo direttamente anche alcuni punti vendita. È proseguita inoltre la partnership con

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che

DESPAR NORD RAFFORZA IL LEGAME CON IL VENETO: CRESCITA, FILIERE LOCALI E SOSTEGNO AL TERRITORIO

coinvolte nell’iniziativa. Oggi sono 81 le micro-realtà artigiane venete presenti sugli sca ali dei punti vendita, alle quali si aggiungono 41 produttori regionali per un totale di oltre mille referenze provenienti dal Veneto. Un modello che sostiene le filiere corte e valorizza i piccoli produttori.

U n percorso di crescita confermato

di euro con un incremento dell’1,49% rispetto al 2024. Sul territorio sono stati investiti oltre 24,5 milioni di euro per il potenziamento della rete vendita, che oggi in Veneto conta 155 punti vendita di cui 81 a gestione diretta e 74 a iliati. È cresciuta anche l’occupazione, con 324 fra nuove assunzioni e stabilizzazioni contrattuali che portano a 4.287 il numero complessivo dei collaboratori

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proposito di persone, Despar Nord ha celebrato anche in Veneto i “Giubilei”, l’appuntamento annuale dedicato ai collaboratori e alle collaboratrici con importanti anzianità di servizio e che hanno raggiunto la pensione. L a cerimonia per il Veneto si è svolta nelle scorse settimane a Villa di Montruglio, a Barbarano Vicentino, coinvolgendo complessivamente 378 persone: 41 pensionati e 337 collaboratori premiati per traguardi professionali compresi tra i 15 e i 40 anni di attività in azienda. Nata oltre vent’anni fa, l’iniziativa rappresenta per Despar Nord un momento di riconoscimento dell’esperienza e della professionalità maturate nel tempo dai propri collaboratori e collaboratrici. Per l’azienda, celebrare questi percorsi significa perciò valorizzare il contributo che ogni persona ha dato alla crescita di Despar Nord e al consolidamento del legame con il territorio, confermando al tempo stesso l’impegno nello sviluppo occupazionale nelle regioni in cui opera.

lo scorso anno nel solo Veneto ha Despar Nord e il tessuto agroalimentare

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La Regione Veneto e i sindacati dei medici di medicina generale hanno raggiunto un accordo destinato a rendere pienamente operative le Case di Comunità, strutture considerate uno dei cardini della riorganizzazione della sanità territoriale. L’intesa è stata definita al termine di un incontro svoltosi oggi a Venezia tra il presidente della Regione Alberto Stefani, l’assessore alla Sanità Gino Gerosa, il direttore dell’Area Sanità e Sociale Giancarlo Ruscitti e le rappresentanze sindacali dei medici di famiglia. Mentre a livello nazionale la trattativa è ancora in fase critica, la Regione Veneto per prima in Italia raggiunge un accordo e funge da modello nazionale. L’obiettivo è rafforzare la medicina di prossimità e garantire una presenza stabile dei professionisti sanitari all’interno delle Case di Comunità, trasformandole in un punto di riferimento per i cittadini. I dettagli tecnici dell’accordo sono ancora in fase di definizione, ma il modello organizzativo è stato delineato. «Il Veneto si conferma un laboratorio di buone pratiche e un modello per il resto del Paese», ha dichiarato il presidente Stefani. «Fin dall’inizio abbiamo immaginato le Case di Comunità come il cuore della medicina territoriale, luoghi in cui i cittadini possano trovare assistenza continua e vicina ai loro bisogni».

L’accordo prevede che i medici di medicina generale convenzionati, inseriti nelle Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT), garantiscano la loro presenza nelle Case di Comunità dal lunedì al venerdì, nella fascia

oraria compresa tra le 8 e le 20. Nelle ore restanti sarà invece assicurato dai medici della continuità assistenziale, consentendo così alle strutture di rimanere operative 24 ore su 24. Per i medici con incarico a regime orario viene confermato l’impegno di 38 ore settimanali all’interno delle Case di Comunità, con attività prevalente nelle ore notturne e durante i fine settimana, contribuendo a rafforzare la copertura assistenziale nelle fasce orarie non coperte dai medici di famiglia. L’intesa prevede inoltre la possibilità, per entrambe le categorie di professionisti, di svolgere da sei a dieci ore aggiuntive settimanali, retribuite con un compenso di 60 euro lordi all’ora. Durante questi turni i medici potranno assistere non soltanto i propri assistiti, ma tutti i cittadini che accederanno alle strutture. Secondo l’assessore regionale alla Sanità, Gino Gerosa, l’accordo rappresenta un passaggio fondamentale per dare concreta attuazione a uno dei progetti strategici della sanità veneta. Le Case di Comunità, ha sottolineato, avranno il compito di intercettare i bisogni assistenziali prima che si trasformino in emergenze o richiedano il ricorso agli ospedali. L’obiettivo della Regione è ridurre gli accessi impropri ai Pronto Soccorso e garantire una maggiore vicinanza ai cittadini, in particolare alle persone fragili e ai pazienti cronici. Un risultato raggiunto attraverso il confronto con i rappresentanti dei medici di famiglia e la definizione di un modello organizzativo che punta a rendere la sanità territoriale più accessibile e capillare.

Accordo tra Regione e medici di base: Case di Comunità aperte 24 ore su 24

L’Ulss 5 valorizza il ruolo degli specialisti della vista

L’Ulss 5 Polesana accende i riflettori sul ruolo degli ortottisti nei percorsi di prevenzione, diagnosi e riabilitazione visiva. Un’attività svolta all’interno della Uoc Oculistica diretta dal dottor Luigi Caretti, dove opera un’équipe composta da otto professionisti specializzati. L’ortottista è una figura sanitaria che affianca il paziente lungo tutto il percorso di cura, dall’età pediatrica fino alla terza età, occupandosi della valutazione funzionale della vista, della diagnostica strumentale e della riabilitazione visiva. Nell’Ulss 5 il gruppo di lavoro collabora quotidianamente con gli specialisti oculisti, contribuendo all’organizzazione delle attività assistenziali e chirurgiche e al miglioramento della qualità delle prestazioni offerte ai cittadini. Tra le principali attività svolte figurano la prevenzione e la riabilitazione ortottica, la semeiologia strumentale oftalmologica attraverso tecnologie diagnostiche avanzate, il supporto agli ambulatori specialistici e l’assistenza durante gli interventi chirurgici e le terapie intravitreali.

«La crescente domanda di prestazioni oftalmo-

logiche, l’invecchiamento della popolazione e la continua evoluzione tecnologica rendono oggi strategica la presenza dell’ortottista nei percorsi di cura», spiega Gloria Badin, ortottista della Uoc Oculistica e presidente della Commissione d’Albo degli Ortottisti di Rovigo. «Accanto alle competenze cliniche e tecniche, restano fondamentali la capacità di ascolto, l’empatia e l’attenzione alla persona». L’azienda sanitaria sottolinea inoltre l’impegno dell’équipe sul fronte della formazione e dell’aggiornamento professionale. Gli operatori partecipano infatti a tavoli tecnici regionali, attività scientifiche e percorsi di tutoraggio rivolti agli studenti universitari, contribuendo anche alla definizione di protocolli assistenziali. «Investire nelle professionalità sanitarie e nelle competenze multidisciplinari significa garantire servizi sempre più efficaci e vicini ai bisogni dei cittadini», conclude il direttore generale dell’Ulss 5 Polesana, Mauro Filippi. «Il lavoro degli ortottisti rappresenta una risorsa importante per la qualità dell’assistenza e per lo sviluppo della rete oftalmologica aziendale».

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Dal 1° giugno attiva l’assistenza per villeggianti e turisti nell’AULSS 5 Polesana

Polesine, al via il servizio di Medicina Turistica per l’estate 2026

Torna operativo dal 1° giugno il servizio di Medicina Turistica dell’AULSS 5 Polesana, pensato per garantire assistenza sanitaria ai turisti e ai villeggianti presenti durante la stagione estiva nelle principali località del Polesine.

Il servizio sarà attivo fino alla fine dell’estate nelle aree a maggiore afflusso turistico e nelle località balneari del territorio, con accesso garantito anche ai cittadini stranieri secondo le tariffe previste. Per i non residenti sono inoltre previste modalità di rimborso in specifici casi, tra cui minori di 12 anni, over 60, lavoratori e studenti temporaneamente domiciliati fuori sede e persone con disabilità grave. I cittadini stranieri potranno invece rivolgersi agli enti assicurativi di competenza per eventuali rimborsi.

In caso di emergenze notturne, dalle 20 alle 8, resta attiva la Continuità Assistenziale tramite il numero unico 116117. Tra le sedi operative figurano Rosolina Mare, con attività fino al 15 settembre, e il Barricata Holiday Village a Porto Tolle, attivo nei giorni festivi e prefestivi fino al 30 agosto.

Il direttore generale Mauro Filippi sottolinea come la riattivazione del servizio rappresenti una risposta concreta alle esigenze di residenti e turisti, in un territorio che durante l’estate registra un forte incremento di presenze.

Caregiver, al via l’iter in Regione Veneto

È iniziato in Quinta Commissione del Consiglio regionale del Veneto l’iter del progetto di legge dedicato al riconoscimento e al sostegno del caregiver familiare, figura sempre più centrale nell’equilibrio del sistema socio-sanitario. Un provvedimento definito strategico dalla maggioranza e fortemente sostenuto dal presidente della Regione, Alberto Stefani.

A darne conto è Riccardo Barbisan, capogruppo della Lega-LV a Palazzo Ferro Fini, che parla di una “giornata di grande rilievo” per l’assemblea legislativa veneta. La proposta normativa punta a riconoscere formalmente il valore sociale ed economico dell’attività di assistenza e cura svolta in ambito familiare, spesso in modo continuativo e non retribuito, nei confronti di persone non autosufficienti o bisognose di assistenza.

Nel testo, la figura del caregiver viene inserita a pieno titolo nella rete integrata dei servizi sociali, sociosanitari e sanitari regionali, riconoscendola come risorsa attiva del sistema di welfare.

L’obiettivo dichiarato è duplice: sostenere chi si prende cura di un familiare fragile e, allo stesso tempo, valorizzarne il ruolo anche in prospettiva

lavorativa e sociale.

Tra i punti qualificanti del disegno di legge figura l’istituzione di un Fondo regionale per i caregiver, con una dotazione prevista di un milione di euro per ciascuno degli anni 2026, 2027 e 2028. È inoltre prevista una relazione annuale della Giunta al Consiglio regionale sull’attuazione degli interventi e sui risultati raggiunti. Secondo Barbisan, il provvedimento nasce per rispondere alle difficoltà concrete di molte famiglie che si trovano ad affrontare situazioni di assistenza complessa. “L’intento è integrare il caregiver nel sistema dei servizi e riconoscerne formalmente l’esperienza di cura”, spiega, sottolineando anche la possibilità di una sua spendibilità nel mondo del lavoro. Lo stesso esponente della Lega-LV ha infine anticipato che, dopo l’approvazione della legge sui caregiver, l’attenzione della Regione si sposterà su un ulteriore progetto: l’introduzione dello psicologo territoriale. Un’iniziativa che, nelle intenzioni della maggioranza, dovrebbe rafforzare la rete di supporto psicologico sul territorio veneto e completare il percorso di potenziamento dei servizi alla persona.

IMPLANTOLOGIA E CHIRURGIA

Un team dedicato alla risoluzione delle riabilitazioni impiantare nei casi di scarsa presenza di osso. Rialzi del seno mascellare piccoli o grandi con innesti ossei o nei casi

RILASSAMENTO E BIORIVITALIZZAZIONE DEL VOLTO TERAPIA ANTALGICA E FISIOTERAPIA DELL'ARTICOLAZIONE MANDIBOLARE INFILTRAZIONI

disagi nel corso del giorno (pranzi, motivi di lavoro ... ) esistono allineatori con forze calibrate che consentono di giungere ai risultati indossando gli apparecchi solo durante il sonno.

LO STAFF

Erika, Michaela, Rossella, Cinzia

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