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laPiazza di Adria - Aprile26

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Carenza di agenti, il Comune punta su nuovi assetti organizzativi

Dalla Valdastico alla Holding

Il Veneto sta attraversando una stagione di pragmatismo politico che sembra voler mandare in so itta decenni di veti incrociati e dossier impolverati. Se fino a poco tempo fa parlare di gestione autonoma delle autostrade o del completamento della Valdastico Nord appariva come un esercizio di retorica elettorale destinato a scontrarsi con il muro della burocrazia romana o delle resistenze locali, oggi lo scenario è radicalmente mutato. Il cambio di passo impresso da Alberto Stefani, in stretta sinergia con il Ministero delle Infrastrutture guidato da Matteo Salvini, ha trasformato queste “eterne incompiute” in obiettivi a portata di mano, delineando un modello di governance territoriale che fa della concretezza la sua cifra distintiva. Il caso della holding autostradale regionale è emblematico. Per anni il controllo delle tratte strategiche, a partire dalla BresciaPadova, è rimasto sospeso in un limbo di concessioni in scadenza e rimpalli normativi. Lo sblocco arrivato negli ultimi giorni rappresenta una discontinuità netta rispetto al passato: l’idea di una società “in house” controllata dalla Regione non è più un’ipotesi di scuola, ma un progetto operativo che ha incassato il via libera politico di via Nomentana.

di Adria

Trasporto pubblico e biglietto unico, l’assessore Ruzza traccia il percorso

PARADOSSO VENETO,

TRA LAVORO POVERO

E VERTENZE APERTE

Arriva il numero unico 116117 attivo h24 per info e assistenza non urgenti

CONSIGLIO COMUNALE, FOCUS SULLE CRITICITÀ DELL’AMBULATORIO DI CAVANELLA PO

GENERAZIONE VENETO, OLTRE I MITI DEL LAVORO

l mercato del lavoro veneto di questa prima parte del 2026 ci consegna una fotografia in chiaroscuro. Se da un lato la dinamica delle assunzioni resta in terreno positivo non possiamo ignorare il segnale di un rallentamento: il bilancio del primo bimestre (+7.200 unità) è sensibilmente inferiore a quello dell’anno precedente. Siamo di fronte a una fase di “mantenimento della base occupazionale” , dove la crescita è frenata da un’intensificazione delle cessazioni, in particolare per i contratti a termine.

servizi
servizio a pag. 8

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PIANO PRIMO
PIANO SECONDO

Ad Adria nasce la residenza Amolaretta: appartamenti moderni ed e cienti

offrendo soluzioni adatte sia a single e coppie sia a famiglie che necessitano di spazi più ampi.

no di coniugare sostenibilità ambientale e qualità della vita quotidiana.

e tecnologie energetiche

Ad Adria prende forma un nuovo progetto residenziale pensato per offrire comfort abitativo, efficienza energetica e soluzioni moderne per chi è alla ricerca di una casa nuova. Il complesso , realizzato dalla società immobiliare Building Global Investment, propone appartamenti di nuova costruzione in vendita diretta, situati nella zona Amolaretta.

Particolare attenzione è stata dedicata all’efficienza energetica e alla sostenibilità. Gli appartamenti sono infatti senza utilizzo di gas, impianti completamente elettrici che garantiscono maggiore sicurezza e minori consumi energetici. Il comfort abiriscaldamento a una soluzione sempre più apprezzata per la distribuzione unifor-

Il complesso dispone inoltre di acquistabili separatamente, oltre a spazi comuni pensati per garantire funzionalità e como-

Il progetto prevede complessivamente 23 appartamenti, distribuiti in un complesso residenziale moderno progettato per rispondere alle diverse esigenze abitative. Le unità disponibili presentano metrature variabili dai 50 ai 180

Il sistema impiantistico è completato pompe di calore, consentono sia il riscaldamento invernale sia il raffrescamento estivo, oltre pannelli solari una maggiore efficienza energetica dell’edificio. Tecnologie che permetto-

Situato in una zona tranquilla della citil nuovo condominio rappresenta un’opportunità interessante per chi desidera investire in una casa di nuova costruzione, caratterizzata da soluzioni tecnologiche moderne e da una progettazione attenta alle esigenze abitative contemporanee.

Per informazioni sugli appartamenti disponibili e sulle diverse tipologie è possibile contattare la società immobiliare Building Global Investment oppure scrivere all’indigruppobgi.service@gmail.com.

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DISCARICA ABUSIVA NELLA GOLENA DEL PO

Un cumulo di rifiuti abbandonati nella golena del Fiume Po, in località Bottrighe, riaccende l’allarme ambientale nel territorio di Adria. L’area interessata ricade in una zona particolarmente sensibile: si trova all’interno del Parco regionale del Delta del Po e golena fluviale di competenza dell’Agenzia Interregionale per il fiume Po (AIPo). La segnalazione arriva dalle guardie giurate del nucleo provinciale di WWF di Rovigo che, durante un servizio di vigilanza ambientale, hanno individuato un accumulo di rifiuti di varia natura scaricati illegalmente nell’area golenale. Nel cumulo sono stati individuati macerie edili, laterizi, intonaci, serramenti, imballaggi e coperte. Non si esclude inoltre la presenza di materiali potenzialmente pericolosi, come residui di vernici, che dovranno essere verificati attraverso accertamenti tecnici. L’episodio configura una violazione precisa delle normative ambientali. L’articolo 192 del decreto legislativo 152/2006, il cosiddetto Codice dell’Ambiente, vieta infatti l’abbandono e il deposito incontrollato di rifiuti sul suolo e nel sottosuolo, imponendo la rimozione a carico del responsabile o, qualora non venga individuato, dell’ente competente. A questo si aggiungono le disposizioni della legge 394 del 1991 sulle aree naturali protette, che vietano attività dannose per l’integrità degli ecosistemi all’interno dei parchi. Ma nella segnalazione emerge anche un altro punto cruciale: la bonifica dell’area non può essere a idata ai volontari. Associazioni ambientaliste come WWF, Legambiente, Plastic Free Onlus e molte altre realtà attive nel territorio sono spesso protagoniste di giornate di pulizia ambientale e sensibilizzazione. In questo caso però la situazione è ben diversa. La morfologia del sito richiede l’utilizzo di mezzi meccanici e l’accesso alla zona è possibile solo con attrezzature adeguate. Inoltre i rifiuti da demolizione e la possibile presenza di sostanze pericolose devono essere gestiti da operatori autorizzati e specializzati. A tutto questo si aggiungono le norme sulla sicurezza previste dal decreto legislativo 81/2008, che impongono,dispositivi di protezione individuale e supervisione tecnica qualificata. Condizioni indispensabili che non possono essere garantite in un intervento spontaneo di volontari.

• Guendalina Ferro

La segnalazione arriva dalle guardie del WWF di Rovigo

GENERAZIONE VENETO, OLTRE I MITI DEL LAVORO

In questo scenario, dominato da incertezza economica e di icoltà nel reperimento di manodopera in un contesto demografico sfavorevole, emerge con forza la questione giovanile. La ricerca Iusve-Veneto Lavoro presentata agli inizi di aprile ci svela un mondo che sfida i luoghi comuni. I nostri giovani non sono spettatori passivi: quasi uno su due (47,5%) è pronto a cercare un nuovo lavoro se quello attuale compromette il proprio benessere, anche a costo dell’instabilità. Non è un segnale di fragilità, ma di una maturata proattività e di una nuova scala di valori. Tuttavia, i punti di debolezza restano nodi strutturali che non possiamo più eludere.

La “questione salariale” è la preoccupazione principale per il 65% degli intervistati, seguita dalla precarietà contrattuale (29,4%). I dati confermano che l’ingresso nel mercato avviene ancora prevalentemente con contratti a termine, spesso nel settore dei servizi e del turismo, e con un ricorso frequente al part-time (quasi uno su tre). È un paradosso: chiediamo competenze e “consapevolezza delle proprie

capacità”, ma o riamo percorsi che faticano a garantire quella stabilità (richiesta dal 51,1% dei giovani) necessaria per costruire un futuro.

Eppure, tra le pieghe di questi dati, si scorgono segnali che fanno ben sperare. C’è una rinnovata voglia di “squadra”: il 67,5% dei giovani desidera collaborare e aiutarsi tra colleghi, ripudiando la competizione esasperata. Questa spinta alla cooperazione e al dialogo costruttivo con le figure senior è un patrimonio sociale immenso.

Il Veneto del 2026 si trova a un bivio: per trasformare il “rallentamento” in una nuova opportunità occorre rispondere con politiche coraggiose alla domanda di reddito e stabilità dei giovani. Investire su di loro non è solo un atto di giustizia, ma l’unica strategia per garantire la tenuta di un sistema produttivo che, pur tra mille fatiche, continua a generare valore. Infine non può essere ignorato il tema del “lavoro povero”, che investe giovani e meno giovani: il Veneto non ne è immune, anzi, so re di queste disparità evidenti che vanno sradicate.

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Segue da pag. 1
• Nicola Stievano
di Adria

Emergenza lavoro/1. Controlli e consapevolezza restano punti critici ancora irrisolti

Il costo umano del lavoro che manca di regole

Parlare di lavoro significa parlare anche di sicurezza. Non può esistere crescita professionale senza tutela della persona, così come non può esserci occupazione di qualità senza rispetto delle regole e prevenzione dei rischi. Da questo principio nasce l’impegno del Consolato provinciale di Rovigo della Federazione Nazionale dei Maestri del Lavoro, presieduto dal console Erminio Vallese, che da diciotto anni promuove negli istituti del Polesine un percorso dedicato alla cultura del lavoro e alla sicurezza nei luoghi professionali. Il Consolato provinciale di Rovigo porta avanti il progetto “Scuola, lavoro, sicurezza”, iniziativa ormai consolidata che coinvolge ogni anno gli istituti scolastici Polesani attraverso incontri itineranti su legalità, convivenza civile, salute, etica professionale e prevenzione degli infortuni. “Sono una quindicina gli appuntamenti organizzati annualmente nelle scuole Polesane –spiega il console Vallese –. In diciotto anni sono stati raggiunti circa 19 mila studenti, con una media di oltre mille ragazzi coinvolti ogni anno”. Un dato che conferma il valore di un progetto pensato per accompagnare i giovani verso il mondo del lavoro con preparazione tecnica, ma anche con consapevolezza dei propri diritti e doveri. Per-

ché oggi il lavoro richiede competenze sempre più avanzate, ma pretende anche attenzione ai comportamenti corretti, alla salute personale e al rispetto delle procedure. La sicurezza non è un tema separato dall’occupazione: ne rappresenta una parte essenziale. Ogni edizione prevede, in collaborazione con l’U icio scolastico regionale, la consegna di borse di studio agli studenti che si sono distinti nel percorso scolastico e si conclude con la lectio magistralis del Prefetto di Rovigo. Un modo per valorizzare il merito e ra orzare il legame tra scuola, istituzioni e mondo produttivo. Tra le tappe più recenti, il progetto ha fatto visita ad Adria, all’istituto Colombo con relatore l’ingegner Ferdinando Polato,che ha parlato dell’impatto della rivoluzione digitale sul mondo del lavoro”, e all’istituto alberghiero Cipriani, dove il dottor Loris Roncon, primario emerito dell’ospedale di Rovigo, ha a rontato il tema della salute con un intervento dedicato al cuore e ai corretti stili di vita, fondamentali anche per lavorare bene e in sicurezza. Il prossimo 7 maggio, a Rovigo, dalle ore 10.30, si terrà l’appuntamento conclusivo dell’edizione 2026: gli studenti degli istituti superiori De Amicis e Marco Polo incontreranno il prefetto Franca Tancredi per una riflessione su“

CPI e Forum Giovani insieme

Un incontro dedicato all’orientamento nel mondo del lavoro si è s4 volto nei giorni scorsi nella Sala Federighi di Palazzo Tassoni, sede del Municipio di Adria, nell’ambito delle attività promosse dal Centro per l’Impiego(CPI). L’iniziativa si inserisce negli appuntamenti cadenzati del CPI di Adria, gestiti da Veneto Lavoro, e si è arricchita per l’occasione della collaborazione con il Forum dei Giovani del Comune di Adria, con l’obiettivo di avvicinare soprattutto le nuove generazioni agli strumenti utili per la ricerca di un’occupazione.

legalità e convivenza civile: ruolo delle istituzioni”. Altro momento particolarmente significativo, organizzato dalla federazione regionale dei Maestri del Lavoro è la consegna delle Stelle al Merito del Lavoro, in programma quest’anno al teatro Tognolo di Mestre il 1 maggio. Si tratta di un importante riconoscimento conferito dal Capo dello Stato e consegnato dal prefetto ai

per l’orientamento al lavoro

La ricerca del lavoro, infatti, riguarda un’utenza ampia e diversificata, che comprende giovani, disoccupati e persone in transizione professionale. Per questo l’incontro è stato pensato come un momento pratico di informazione e confronto sui principali strumenti di inserimento lavorativo. Nel corso dell’iniziativa si è parlato di mercato del lavoro e dei servizi o erti da Veneto Lavoro, delle modalità per costruire un curriculum vitae e icace e delle tecniche per a rontare un colloquio di selezione. Tra i servizi illustrati anche quelli di accompagnamento

all’occupazione, orientamento professionale e supporto alla ricollocazione, erogati attraverso la rete dei Centri per l’Impiego del Veneto, che operano per favorire l’incontro tra domanda e o erta di lavoro. Sono intervenute Valeria Longhin, responsabile del Centro per l’Impiego di Adria, insieme a Luciana Berto e Katia Birolo, account manager del medesimo u icio, che hanno fornito indicazioni operative e consigli pratici ai partecipanti. L’incontro si inserisce in un percorso continuativo di attività informative del CPI di Adria, con l’obiettivo di ra orzare

lavoratori che, nel corso della loro carriera, si siano distinti per impegno, professionalità, correttezza e capacità di trasmettere esperienza alle nuove generazioni. Ma questo riconoscimento richiama anche il valore della sicurezza sul lavoro. In Polesine resta infatti vivo il ricordo della tragedia dell’ex Coimpo di Ca’ Emo. Nel 2022 il Presidente della Repubblica consegnò al Quirinale le Stelle al Merito del Lavoro alla memoria alle famiglie di Nicolò Bellato, Giuseppe Baldan e Marco Berti. Un gesto solenne per onorare tre lavoratori che, insieme a Paolo Valesella, persero la vita il 22 settembre 2014 in un grave incidente avvenuto in località America ad Adria, causato da una nube tossica sviluppatasi dopo lo sversamento di acido solforico in una vasca contenente liquami. Una tragedia che ricorda come il lavoro, senza sicurezza, possa trasformarsi in dramma. “È questo il messaggio che i Maestri del Lavoro portano nelle scuole: il lavoro ha valore quando garantisce dignità, futuro e protezione della vita umana” conclude il console provinciale Erminio Vallese.

competenze e consapevolezza nella ricerca attiva del lavoro e nell’accesso alle opportunità professionali del territorio.

• (g.f.)

Emergenza lavoro/2. Il Centro per l’Impiego coinvolto nell’iniziativa regionale

OLTRE 300 POSTI A BORDO: INCONTRALAVORO E GRIMALDI LINES CERCANO PERSONALE

Nell’ambito della programmazione delle attività di recruiting del Centro per l’Impiego di Adria, si inserisce anche il progetto IncontraLavoro Grimaldi Lines, iniziativa promossa da Regione del Veneto e Veneto Lavoro e organizzata in sinergia con il Centro per l’Impiego di Chioggia. Un’iniziativa che rientra nelle politiche attive del lavoro legate all’economia del mare, con l’obiettivo di favorire l’incontro tra domanda e o erta per profili professionali destinati al settore marittimo.

Il progetto ha rappresentato una secon-

Una speranza per

Uda edizione della collaborazione con l’azienda Grimaldi Lines, segnando un percorso di continuità e fidelizzazione tra i Centri dell’Impiego e la compagnia di navigazione -. spiega Valeria Longhin del CPI di Adria -. L’attività di selezione ha coinvolto candidati provenienti non solo dal territorio di Adria, ma anche dagli sportelli decentrati di Porto Tolle e Porto Viro, nell’ottica di ampliare la platea dei partecipanti.

L’obiettivo del recruiting era quello di selezionare oltre 300 lavoratori da impiegare a bordo delle navi Grimaldi Lines, operatore internazionale nel trasporto marittimo di merci e passeggeri. Le figure ricercate spaziavano in diversi ambiti: camerieri e addetti alla ristorazione di bordo, cuochi e aiuto cuochi, baristi, addetti alle pulizie, oltre a profili tecnici come elettricisti, idraulici, carpentieri e mozzi. Tra i requisiti richiesti la cittadinanza italiana, l’assolvimento dell’obbligo scolastico o formativo, un’età generalmente non

l’area dell’ex zuccherificio

n futuro per l’area dell’ex zuccherificio di Bottrighe?

Potrebbe esserci uno spiraglio. Il sito, dopo una serie di aste andate deserte, sembrava avesse trovato un interesse di acquisto per ospitare nuovi insediamenti produttivi, ma poi nessun seguito, anche se si vocifera un probabile progetto che potrebbe riportare in loco nuova occupazione. Lo zuccherificio di Bottrighe, la cui costruzione risale al 1912, e ettuò la sua prima saccarifera nell’agosto 1914. Questo stabilimento diede lavoro a migliaia di persone, per 77 ininterrotti anni, sino a quel martedì 29 ottobre 1991, giorno in cui venne decretata la definitiva chiusura. Tutto poi mutò. Oggi, i due grandi silos per lo zucchero e la storica palazzina u ici, rimangono le uniche testimonianze di quello che fu. Se pensiamo agli anni d’oro della bieticoltura, dove solo il Polesine contava 13 zuccherifici, oggi, in tutta Italia solo due ne rimangono attivi, Pontelongo e Minerbio. Scellerate ed incomprensibili politiche comunitarie furono la conseguenza di ciò, trasferendo la produzione di zucchero in altri Paesi europei, causando un sistema economico sempre più di icile per essere in grado di sostenere la produzione nazionale. Per Pontelongo, intanto, stop alla campagna saccarifera 2026. La crisi del mercato dello zucchero, con una perdurante instabilità dei prezzi e del mercato globale, con la conseguente riduzione delle superfici coltivate a barbabietola, ha indotto la Coprob, proprietaria del marchio Italia Zuccheri, a sospendere la produzione, al momento per questa estate, nello stabilimento veneto. Decisione che ha sollevato forti preoccupazioni per il futuro di circa duecento lavoratori, quaranta dei quali provenienti dal Delta. Tornando a Bottrighe, a seguito della chiusura dello

zuccherificio, parte del corpo fabbrica venne occupato dalla Polychimica, ditta che doveva trattare il riciclo del polietilene, diventando invece una discarica di elementi inquinanti e sostanze tossiche. Da ciò si susseguirono tutta una serie di indagini, inchieste della magistratura con il conseguente sequestro dell’area. Successivamente, dopo una serie di interventi di bonifica dell’amianto, tra anni di attese, promesse e speranze, l’area è stata liberata anche dal resto degli inquinanti. Il sito potrebbe rivelare prossimamente il suo futuro. E ciò si troverebbe in una posizione strategica, in prospettiva del prolungamento della Transpolesana, che giungerebbe proprio a Bottrighe e di cui se ne parla ormai da troppo tempo.

• (r.m.)

superiore ai 45 anni (25 per i mozzi), la capacità di nuotare e la disponibilità alla vita di bordo, caratterizzata da periodi di navigazione e convivenza in spazi condivisi. Il contratto proposto, a tempo determinato di 12 mesi, è articolato in cicli di imbarco di tre mesi seguiti da un mese di riposo a terra. La giornata clou del progetto si è svolta al Centro per l’Impiego di Chioggia, dove i candidati

selezionati hanno sostenuto colloqui diretti con i recruiter di Grimaldi Lines, nell’ambito delle attività coordinate da Veneto Lavoro. Per chi fosse interessato a lavorare a bordo della Grimaldi Lines può ancora rivolgersi presso i centri per l’impiego di Adria e Chioggia.

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• Guendalina Ferro

SEDUTA ACCESA: TRA OSPEDALE, AMBULATORIO

E RITARDI “BIBLICI” SULLA DOCUMENTAZIONE

Durante la seduta pubblica di marzo, tra i vari punti all’ordine del giorno, è stata discussa l’interrogazione presentata da Fratelli d’Italia, letta dalla capogruppo Sandra Passadore, sulle gravi criticità igienico-sanitarie e strutturali dell’ambulatorio medico di Cavanella Po. Il sindaco ha illustrato gli interventi già programmati dall’Amministrazione, confermando: la messa a norma dei locali, l’acquisto di nuovi arredi, la sanificazione delle pareti e l’adeguamento dell’impianto di riscaldamento e ra rescamento.

“Nel caso in cui i lavori non venissero completati, lo studio medico sarà trasferito temporaneamente a Mazzorno sinistro, in vista della riapertura al pubblico” –ha affermato il Sindaco. Il punto più lungo della seduta ha riguardato la mozione presentata dal gruppo IBC per l’istituzione di un tavolo permanente di confronto tra Comune e ULSS 5 Polesana sulle problematiche dell’ospedale. Una richiesta che faceva seguito al precedente

IL PD CRITICA

IConsiglio Comunale con l’allora direttore generale dell’ULSS 5, Pietro Girardi. A motivare l’urgenza del tavolo anche il consigliere Giorgio Zanellato: “Abbiamo bisogno di capire cosa il nuovo direttore generale farà per il nostro ospedale. La lettera di fine mandato di Girardi sembra che sia di un’altra realtà, basti pensare che basta chiamare il Cup per dover aspettare settimane per una visita medica”. Nel corso della discussione sono emerse tre modifiche sostanziali alla mozione: l’estensione del termine per l’avvio del tavolo da uno a tre mesi, la partecipazione di rappresentanti degli enti coinvolti nel futuro ATS e la possibilità di includere un tecnico dell’ULSS in rappresentanza del nuovo direttore generale. La maggioranza ha chiesto al consigliere Bonato di ritirare la mozione per riformularla in modo condiviso e presentarla nel prossimo Consiglio comunale. La proposta non è stata accolta, il testo è stato messo ai voti senza le modifiche emerse dalla discussione e

la mozione è stata respinta, con nove voti della maggioranza e quattro della minoranza (Bonato, Moda, Zanellato e Ceccarello). La mozione del consigliere Enrico Bonato sulle richieste di accesso agli atti non evase ha rischiato di creare un precedente. Bonato chiedeva che la documentazione ancora mancante venisse portata direttamente in aula con la presenza dei tecnici competenti. Le richieste di accesso agli atti risalgono al 19 novembre 2024, quando Bonato chiedeva la trasmissione degli elaborati del Piano Generale del Tra ico e la documentazione relativa alla competenza comunale del tratto viabile del ponte Chieppara, oggetto di lavori di ripristino a idati alla ditta Feltrin s.r.l. per 7.500 euro. La seconda richiesta, protocollata il 9 dicembre 2025, riguardava il nuovo asilo “Magicabula”, per il quale il consigliere domandava copia di tutti gli atti tecnici, autorizzazioni, relazioni e comunicazioni – comprese mail e PEC – intercorse tra amministrazione, progettisti e direzione

LA GIUNTA BARBUJANI:

l Circolo del Partito democratico di Adria interviene sulla decisione della giunta guidata dal sindaco Massimo Barbujani di intitolare un parco cittadino a Sergio Ramelli, giovane militante del Movimento sociale italiano morto nel 1975 a seguito delle gravi ferite riportate durante un’aggressione da parte di giovani di opposta tendenza politica. La delibera di giunta dovrà ora passare al vaglio della Prefettura di Rovigo, come previsto dalla normativa vigente per le intitolazioni di spazi pubblici.

In una nota u iciale, i democratici adriesi precisano di non essere “così poco avveduti da dirsi contrari all’intitolazione di un luogo che ricordi

lavori. La proposta ha aperto un confronto sul piano procedurale. Secondo il presidente del Consiglio Sandri, la mozione avrebbe assunto la forma di una “comunicazione”, non di un atto da votare. Sulla questione è intervenuto il Segretario comunale, ricordando che “la gestione degli accessi agli atti non è competenza del Consiglio, ma dei dirigenti e dei funzionari, come previsto dall’articolo 43 del TUEL; in caso di mancata risposta dei dirigenti, i consiglieri devono

“RAMELLI USATO COME TROFEO”

Sergio Ramelli”, ma criticano il modo in cui la decisione è stata presentata dall’amministrazione. “E’ una polemica vecchia di decenni , la Giunta di Adria arriva buona ultima . Chi non ha problemi con il proprio passato, non ha di icoltà a vedere oggettivamente la realtà , invece vogliono far apparire questo atto come una rivincita come un “trofeo” da esibire ai neofascisti di casa nostra. Uno “sdebitamento” e “sdoganamento” dell’estrema destra locale che potrebbe portare qualche nuovo vantaggio elettorale come avvenuto in passato”. Il riferimento è anche alle modalità con cui è stato annunciato il progetto. “È sintomatico – scrivono i dem – che l’annuncio in toni così alti sia una

proposta del vicesindaco Federico Simoni e non direttamente dal sindaco Barbujani, la cui famiglia è notoriamente antifascista”.

Per il Pd, invece, l’intitolazione del parco potrebbe rappresentare l’occasione per una riflessione più ampia su ciò che accadde in Italia negli anni Settanta: dalla strategia della tensione alla stagione delle stragi, dal terrorismo rosso e nero al ruolo della loggia Propaganda Due, fino al rapimento e all’uccisione di Aldo Moro. Una riflessione che, secondo i democratici, dovrebbe coinvolgere anche il territorio Polesano. Nel documento dei Dem, viene ricordato” Franco Freda che è di origini adriese, come sono Polesani alcuni dei

rivolgersi direttamente al Segretario”. “I ritardi biblici non ci permettono di lavorare. Il regolamento è chiaro: ci sono 30 giorni per rispondere” – ha sottolineato il consigliere Giorgio Zanellato (PD). Per evitare di “creare un precedente”, come ribadito dal Segretario, la mozione non è stata votata e il presidente del Consiglio ha preso atto delle spiegazioni tecniche, chiudendo i lavori della seduta.

• Guendalina Ferro

responsabili dei fatti legati alla stragi di Piazza Fontana, di Bologna e di Brescia. I conti con la propria storia si fanno anche così, cercando di capire.Va superata, perciò, la logica della propaganda e della “cultura da sussidiario” . Chiediamo che questo “filone” si concretizzi nelle prossime iniziative storico-culturali dell’Amministrazione Comunale , su questo confidiamo nel Referente della Biblioteca Comunale, Paolo Rigoni che sappiamo essere figura rigorosa e competente”concludono i Dem adriesi.

• (g.f.)

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Sicurezza. In arrivo anche un mezzo con cellula posteriore per esigenze operative

Nuovo veicolo per la Polizia Locale

Un nuovo veicolo entra a far parte della dotazione della Polizia Locale di Adria, portando a cinque il numero complessivo dei mezzi a disposizione del comando. L’inaugurazione si è svolta davanti alla sede del comando, ospitata nell’ex tribunale della città, alla presenza del sindaco Massimo Barbujani, del comandante Pierantonio Moretto, alcuni agenti di polizia locale e di Don Nicola, che ha impartito la benedizione al nuovo mezzo. Si tratta di una Dacia 1.2 a benzina, dotata delle scritte istituzionali anche in diverse lingue, pensata per ra orzare l’operatività degli agenti nel controllo del territorio. L’acquisto rientra in un piano di potenziamento del parco veicoli che prevede anche l’arrivo, nei prossimi mesi, di un ulteriore mezzo dotato di cellula abitativa posteriore, utile per particolari esigenze operative. Il corpo di polizia locale è attualmente composto da 13 agenti,

ECOAMBIENTE,

Lma risulta sottodimensionato di circa cinque unità rispetto ai parametri che prevederebbero un agente ogni mille abitanti.

“Cercheremo di implementare e diversificare gli orari di servizio degli agenti – ha annunciato il sindaco Barbujani – per essere più presenti

sul territorio, soprattutto nel periodo estivo. Viviamo in una città molto propositiva sul piano degli eventi e questo comporta un aumento delle richieste di intervento e dei servizi di sicurezza”.

In via di attuazione l’istituzione della figura del dirigente della polizia locale, per la quale il Comune ha già stanziato 60 mila euro in bilancio. Una scelta che non è mancata di suscitare critiche da parte della minoranza consiliare di IBC, che avrebbe preferito destinare le risorse alla figura del dirigente ai lavori pubblici, ritenuta strategica per seguire i numerosi progetti legati al PNRR. Il sindaco ha comunque spiegato che esiste già una rosa di candidati per il nuovo incarico, la cui nomina spetta al primo cittadino. Tra questi figura anche l’attuale comandante Pierantonio Moretto, per il quale lo stesso Barbujani ha lasciato intendere che potrebbe essere proprio lui a ricoprire il ruolo dirigenziale. Dal

L’OMBRA DEI RINCARI DIETRO I RITARDI DEL DIGESTORE

a consigliera di Rovigo, Merlo attacca la governance: “Piano industriale disatteso e rischi di extracosti per i cittadini. Necessaria trasparenza su conflitti di interesse e spese di comunicazione”.

Il futuro della gestione dei rifiuti a Rovigo e l’efficienza di Ecoambiente diventano terreno di un acceso scontro politico. Al centro della discussione in Consiglio Comunale sono finiti i lavori per il maxi digestore di via Zennaro, l’impianto per il trattamento della frazione organica considerato il pilastro per la chiusura del ciclo integrato dei rifiuti urbani nel territorio. Nonostante l’importanza strategica dell’opera, finanziata con i fondi del PNRR, i ritardi sulla tabella di marcia e le incertezze sulla governance societaria sollevano forti preoccupazioni per le tasche dei contribuenti.

Proseguono i lavori di manutenzione infrastrutturale sulla linea ferroviaria tra Adria e Venezia Mestre, con conseguenti modifiche alla circolazione dei treni regionali di Trenitalia fino a fine anno. Le variazioni, già attive dal 14 dicembre 2025 e inizialmente previste fino al 28 marzo 2026, saranno estese fino al 13 giugno 2026. In questa fase, saranno coinvolti alcuni treni regionali in partenza da Adria nella fascia oraria tra le 4.55 e le 12.55, e da Venezia Santa Lucia tra le 7.21 e le 10.21. Una seconda fase di modifiche è prevista dal 14 giugno al 12 dicembre 2026, con ulteriori

Ad alzare i toni è stata la consigliera del Forum dei cittadini, Dina Merlo, già assessore all’Ambiente nella giunta Ga eo. Merlo ha aperto il suo intervento definendo “ingiustificata” l’assenza del Consiglio di Bacino, l’organo deputato alla vigilanza su Ecoambiente: una mancanza che, secondo la consigliera, rappresenta un vulnus democratico e tecnico in un momento cruciale per le scelte strategiche della città. L’ex assessore ha puntato il dito contro l’attuale assetto di potere, ravvisando una “concentrazione di cariche” in capo all’amministrazione comunale che potrebbe generare profili di conflitto di interessi. Richiamando le linee guida dell’ANAC, Merlo ha ribadito la necessità di una netta distinzione tra controllore e controllato, suggerendo che l’attuale stallo e le opacità gestionali siano figli di questo

squilibrio istituzionale.

Il nodo del Piano Industriale e del PNRR Il punto più critico riguarda la tenuta economica della società. Il piano industriale, che nel 2022 aveva garantito un finanziamento bancario da 22 milioni di euro, risulta oggi “largamente disatteso”. Merlo ha chiesto con forza perché non sia stata ancora operata una revisione urgente del documento, specialmente considerando che gli oltre 20 milioni di euro ottenuti dal PNRR per l’impianto a biometano e gli ecocentri dovrebbero, in teoria, portare a una riduzione strutturale delle tari e. Al contrario, il rischio concreto è che i ritardi accumulati — figli di uno stallo politico durato mesi — si traducano in un aumento dei costi operativi. Secondo la consigliera, i costi derivanti dai “piani di emergenza” per gestire i rifiuti in assenza dell’im-

variazioni che interesseranno alcune corse in partenza da Adria tra le 9.55 e le 10.55 e da Venezia Santa Lucia tra le 9.21 e le 10.21. Per garantire la continuità del servizio e limitare i disagi ai pendolari, Trenitalia ha predisposto un servizio di autobus sostitutivi lungo la tratta interessata. I tempi di percorrenza e la disponibilità dei posti potranno tuttavia risultare di erenti rispetto al normale servizio ferroviario, anche in relazione alle condizioni del tra ico stradale. Ai viaggiatori è quindi consigliato di pianificare con anticipo gli spostamenti. Sui bus non sarà consentito il trasporto di biciclette o altri mezzi di micromo-

bilità elettrica, né di animali di grossa taglia, fatta eccezione per i cani da assistenza. Tutti i canali

canto suo il comandante Moretto ha ricordato come numerose sentenze del Consiglio di Stato abbiano chiarito che il comandante della polizia locale non può più dipendere da un dirigente amministrativo o dal segretario comunale. Con la qualifica dirigenziale, ha spiegato, il comandante potrà assumere decisioni in maniera autonoma e ricevere indirizzi direttamente dal sindaco. Nel frattempo l’Amministrazione di Adria guarda anche a nuove prospettive di collaborazione istituzionale. Il sindaco Massimo Barbujani ha lasciato intendere che tra i progetti allo studio vi sono forme di cooperazione con i comuni limitrofi più piccoli, con l’obiettivo di attivare servizi condivisi di Polizia Locale e ra orzare così la presenza operativa sul territorio.

pianto a pieno regime non resteranno in capo alla società, ma verranno trasferiti direttamente nelle bollette dei cittadini dei 50 Comuni serviti. “Serve una campagna informativa onesta e capillare”, ha incalzato Merlo, chiedendo conto anche di ingenti spese per la comunicazione (pari a decine di migliaia di euro) che non sembrano tradursi in un reale vantaggio informativo per l’utenza. In chiusura, la richiesta del Forum dei cittadini è stata perentoria: eliminare i conflitti di interesse, ra orzare il controllo pubblico da parte dei soci e procedere immediatamente alla revisione del piano industriale per evitare che il passaggio alla transizione ecologica diventi un costo insostenibile per le famiglie rodigine. Il termine per la consegna dei lavori è fissato al 30 giugno 2026, ma la corsa contro il tempo sembra essere appena iniziata.

di acquisto di Trenitalia sono aggiornati con le modifiche in vigore. Per informazioni dettagliate è possibile consultare il sito u iciale nella sezione Infomobilità, utilizzare l’app Trenitalia con il servizio di Smart Caring personalizzato oppure contattare il call center gratuito 800 89 20 21. I lavori rientrano in un più ampio piano di manutenzione e potenziamento della rete ferroviaria, con l’obiettivo di migliorare sicurezza ed e icienza della linea nel lungo periodo. • (g.f.)

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UN MILIONE DI EURO PER IL PAESAGGIO DEL POLESINE

Un milione di euro investiti per riportare natura e biodiversità nel paesaggio agricolo. Si sono conclusi gli interventi realizzati nell’ambito del progetto collettivo CSR – Complemento per lo Sviluppo Rurale, parte del Piano Strategico Nazionale della PAC (Politica Agricola Comune), guidato dal Consorzio di Bonifica Adige Po in qualità di capofila. L’investimento complessivo di circa un milione di euro rappresenta il punto di arrivo di un percorso iniziato otto anni fa che, tra il precedente Programma di Sviluppo Rurale (PSR) e l’attuale CSR, ha destinato quasi 1,7 milioni di euro al ripristino degli ecosistemi e alla tutela della biodiversità nel territorio polesano. Il nuovo programma ha raccolto l’eredità del PSR, garantendo continuità agli interventi e permettendo alle aziende agricole di accedere ai finanziamenti europei attraverso un modello di cooperazione territoriale coordinato dal Consorzio. Dal 2018 a oggi l’alleanza tra l’ente consortile e oltre 60 aziende agricole ha portato alla trasformazione di quasi 80 ettari del comprensorio in una rete di usa di infrastrutture ecologiche.

• (g.f.) Ambiente.

I risultati sono significativi: circa 120 chilometri tra siepi e fasce tampone, 5 ettari di nuove superfici boscate, mezzo ettaro di aree umide, oltre 200 nidi artificiali e numerosi fossati della rete privata riqualificati con vegetazione ripariale.

Gli interventi hanno interessato soprattutto la parte centro-orientale del comprensorio, una delle più ricche dal punto di vista idraulico, attraversata da importanti corsi d’acqua della rete di bonifica come Adigetto, Ceresolo, Valdentro, Ramostorto, Cavo Maestro e il Collettore Padano Polesano. Una trama di corsi d’acqua che già rappresentava una spina dorsale ecologica e che oggi è stata ra orzata da decine di chilometri di nuove infrastrutture verdi, capaci di ricucire ambienti frammentati e riportare naturalità in un territorio segnato dall’agricoltura intensiva.

Per il Consorzio, tuttavia, il ruolo di capofila non si limita alla gestione dei finanziamenti. L’ente ha avviato anche un monitoraggio ambientale continuativo, già attivo durante il precedente PSR e oggi esteso anche agli interventi più

datati per valutarne gli e etti nel tempo. Le analisi utilizzano metodologie avanzate, tra cui la bioacustica, e monitorano diverse componenti della fauna: avifauna, farfalle, insetti impollinatori e libellule. Alla chiusura del precedente programma erano state censite quasi 70 specie di uccelli, numero che continua a crescere grazie alla creazione di nuovi habitat. Parallelamente si registra un aumento di mammiferi, impollinatori e insetti utili, segnali che indicano la buona salute degli agroecosistemi e il funzionamento della rete ecologica. L’obiettivo finale è la creazione di una banca dati ambientale strutturata, destinata a diventare un punto di riferimento regionale per la valutazione della qualità del paesaggio rurale. Il presidente del Consorzio di Bonifica Adige Po, Roberto Branco, sottolinea il valore di questo percorso: “In questi anni abbiamo imparato una cosa semplice ma potente: quando l’acqua incontra la volontà, nascono paesaggi nuovi. Il Polesine non è più solo una terra di campi e canali: sta diventando un laboratorio a cielo aperto dove agricoltura, natura e ingegno umano trovano un equilibrio

possibile. Questo progetto – quasi due milioni di euro trasformati dalle nostre aziende in siepi, boschi, aree umide e vita – dimostra che la biodiversità non è un vezzo ecologico, ma un investimento che torna indietro moltiplicato. E la cosa più straordinaria è che questa trasformazione non l’ha fatta un ente da solo: l’ha fatta una comunità, un’alleanza di aziende agricole che hanno scelto di andare oltre il “si è sempre fatto così” per costruire, insieme a noi, un territorio più ricco, più resiliente, più vivo. Oggi

possiamo dire che tra Adige e Po esiste una nuova infrastruttura: non è fatta di cemento o acciaio, ma di radici, di foglie, di acqua pulita e di specie che tornano a popolare i nostri ambienti. È la prova che il Polesine, se guidato con lungimiranza, sa cambiar volto senza perdere la sua anima. È la prova che il Consorzio è un regista territoriale capace di trasformare la visione in risultati concreti e misurabili”.

La campagna uova AIL consentirà le trasfusioni a casa dei pazienti

Trasfusioni domiciliari e borse di studio al centro dell’incontro tra il nuovo direttore generale della ULSS 5 Polesana, dottor Mauro Filippi, e la presidente di AIL “Sara e Fabio Bellato”, Laura Cassetta, avvenuto in Cittadella Socio Sanitaria. L’incontro, organizzato dalla dottoressa Annalisa Boschini, ha rappresentato anche l’occasione per ringraziare l’Associazione per il lavoro svolto a favore del reparto di oncoematologia di Rovigo diretto dalla

dottoressa Rossella Paolini. Nel corso del confronto, la presidente Cassetta ha ripercorso la storia e le attività di AIL Rovigo: dalla promozione della conoscenza dell’Associazione ai progetti di ricerca scientifica, dalle cure a sostegno dei pazienti con tumori del sangue ai viaggi per il trasporto verso centri specializzati, fino al supporto ai caregiver. Grande attenzione è stata dedicata al nuovo progetto di trasfusioni domiciliari, prospettato dalla dottoressa Polese, Primaria del

Centro Trasfusionale, che AIL Rovigo, con sede ad Adria, è pronta a finanziare. L’iniziativa prevede la presenza del medico direttamente a casa del paziente, evitando lo spostamento in ospedale e rendendo più sostenibile il percorso di cura. A rendere possibile la realizzazione del progetto saranno anche le o erte raccolte attraverso la Campagna Uova di Pasqua AIL , che ogni anno coinvolge numerose piazze del territorio Polesano. L’Associazione ha inoltre manifestato la disponibilità

a contribuire all’acquisto di strumentazione e materiali utili al reparto di oncoematologia di Rovigo. Il dottor Filippi ha espresso apprezzamento per l’impegno dell’Associazione, evidenziando l’interesse a valutare una convenzione con AIL Rovigo, che potrebbe tradursi anche nell’attivazione di borse di studio a sostegno di progetti finalizzati ad alleviare il percorso dei pazienti.

ROBERTO BRANCO

ha mai creduto alla prima ipotesi

UMBERTO MADDALENA, 95 ANNI DALLA MISTERIOSA SCOMPARSA

Sono trascorsi 95 anni da quel 19 marzo 1931 in cui il comandante tenente colonnello Umberto Maddalena, asso dell’Arma azzurra ed eroe mondiale, perse la vita. La verità sulla morte dell’intrepido aviatore, non si è mai saputa. A Bottrighe, suo paese natale, nessuno ha mai creduto ad un incidente di volo le cui cause, infatti, non furono mai chiarite ed il suo corpo non venne mai ritrovato. Nerino Albieri, storico locale, ricorda il tragico avvenimento. “La scomparsa- racconta Albieri- avvenne durante un semplice volo di trasferimento da Cinisello Balsamo verso il campo d’aviazione di Montecelio (Roma), in condizioni atmosferiche buone ed in quota di sicurezza. Nell’esplosione del suo Savoia Marchetti S.64 bis, appena revisionato, che di eriva dal precedente per la dotazione di un’elica in metallo a passo variabile e che anticipava nel tempo un’altra, imminente trasvolata, trovarono la morte anche il co-pilota capitano Fausto Cecconi ed il sotto tenente motorista Giuseppe Da Monte”.

transatlantica cui partecipò con il velivolo S.55°, matricola I-Madd, unitamente al 93° gruppo di bombardamento marittimo di cui assunse il comando. Per tale impresa venne insignito della medaglia d’Oro al valore aeronautico”. “Molti particolari attinenti al mortale incidente- prosegue Albieri- trovarono area fertile in scomode supposizioni, valutazioni discordanti, interrogativi, sollecitati anche dalla “velocità” con cui si conclusero le indagini da parte della commissione d’inchiesta”. “Come spesso accade in questi casi- conclude Nerino Albieri- la possibile, reale soluzione, fluttua nel vento e sfuma il ricordo nell’allegata foto ricavata dal volume “Sulle ali della Gloria” di Aldo Rondina, scattata appena quattro giorni prima a Pettorazza, il 15 marzo 1931, in cui si nota anche il padre Ettore Maddalena, medico chirurgo. Umberto Maddalena aveva appena 37 anni”.

• Roberto Marangoni

Vi nellaaspettiamo nuova Serra Sintoniz zati sul

Oltre mille ciclisti hanno invaso il centro del paese

Anche quest’anno Bottrighe ha visto il passaggio della Granfondo del Po, gara interregionale di ciclismo su strada, dodicesima edizione. La tappa, che ha coinvolto il nostro territorio, è partita da Ferrara, passando per le strade del centro rivierasco. La Granfondo è anche un’occasione per promuovere le nostre zone, farle conoscere ed apprezzare a tutti gli oltre mille partecipanti iscritti che arrivavano da diverse regioni d’Italia e dall’estero. Una giornata alla riscoperta del territorio, nel Delta con itinerario sviluppato lungo le sponde del Po, per mostrare l’imponenza e la bellezza del più importante fiume d’Italia. La carovana dei ciclisti ha percorso 139 kilometri, coinvolgendo le regioni Emilia Romagna e Veneto per un totale di quattordici comuni. Il passaggio per Bottrighe è iniziato da via Curicchi, poi via Alighieri, rotatoria di piazza Libertà, via don Minzoni, strada Spolverin, strada provinciale con l’attraversamento del ponte sul Po “Brigata Cremona” sino a Corbola, per poi proseguire per Ariano nel Polesine e Ariano Ferrarese. La manifestazione, ha avuto la collaborazione delle amministrazioni provinciali e comunali, delle forze dell’ordine, della protezione civile e delle associazioni di volontari, oltre agli sponsor, ed è stata organizzata ancora una volta dalla società sportiva Po River di Ferrara.

• (r.m.)

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“Poco più di un anno prima- racconta lo storico- Umberto Maddalena rivestì un
ruolo di primo piano nell’organizzazione e pianificazione della crociera aerea
Umberto Maddalena

internazionale

Gran successo per la 36esima “Valli e nebbie”

Bottrighe ha ospitato per la prima volta la tappa della 36esima edizione di “Valli e Nebbie”, manifestazione internazionale di regolarità per auto d’epoca, considerata la seconda più importante dopo la Mille Miglia. Ciò grazie all’interessamento del commissario sportivo Fabrizio Andreotti di Bottrighe, da molti anni stretto collaboratore del club “O icina ferrarese del motorismo storico” di Ferrara, organizzatore dell’evento, che ha ricevuto una targa dal presidente Riccardo Zavatti per la preziosa collaborazione. Zavatti si è inoltre congratulato per l’ottima organizzazione e accoglienza di Bottrighe. In loco la manifestazione ha avuto il supporto organizzativo dell’associazione Aribo ed il patrocinio del Comune. L’iniziativa è stata un’occasione per promuovere il territorio del Delta, farlo conoscere ed apprezzare a tutti gli oltre novanta meravigliosi equipaggi partecipanti, provenienti anche dall’estero, destando tanto interesse e curiosità dal numeroso pubblico presente. Lo start è avvenuto dal capoluogo estense, da piazza Ariostea,

coinvolgendo le regioni Emilia Romagna e Veneto. Prima di giungere a Bottrighe, le storiche sono passate per Polesella e, attraverso l’argine sinistro del Po, sono giunte a Villanova Marchesana e all’oasi del WWF di Panarella per le prove di precisione. A Bottrighe sono scese dall’argine del Po, per via Umberto Maddalena giungendo in piazza della Libertà dove si è svolto il controllo e la timbratura di passaggio davanti al liston del palazzo civico. Per ogni equipaggio il saluto di benvenuto da parte del primo cittadino Massimo Barbujani insieme al delegato locale Fabrizio Romani. Ad ogni equipaggio, presentato dallo speaker, è stato consegnato un ricordo del territorio ed un opuscolo sulla storia di Bottrighe, curato dallo storico Nerino Albieri. Ad attendere le auto d’epoca anche i ragazzi delle scuole del luogo con uno sventolio di bandierine del tricolore italiano. Sul liston si è potuta ammirare anche un’esposizione di altre auto storiche.

• Roberto Marangoni

Fra Luca Romani, originario di Bottrighe, è stato eletto vicario provinciale e primo consigliere nel consiglio generale, del 4° capitolo ordinario elettivo, che ha visto la conferma di fra Alessandro Carollo, come Ministro Provinciale della Provincia Veneta di Santa Croce

dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini. Il nuovo consiglio guiderà i frati del Triveneto nei prossimi tre anni. Nato nel 1974, Luca Romani è figlio dei titolari dell’allora mensa aziendale dello zuccherificio, ha frequentato la locale scuola primaria “S. Giovanni Bosco” e la secondaria nel convento Serafico dei Cappuccini a Rovigo. Poi il ginnasio a Verona ed il Liceo a Belluno, quindi gli anni di Teologia e la vestizione, svoltasi a Bassano del Grappa. Durante il corso di studi ha prestato servizio di cooperazione nei conventi di Villafranca e Venezia. E’ stato ordinato il 16 giugno 2001 nella chiesa del Redentore a Venezia, mentre il giorno successivo, nel paese natale di Bottrighe, ha celebrato la sua prima messa nella chiesa di San Francesco d’Assisi e di Paola. Ha prestato collaborazione in diversi conventi del Veneto ed è stato assistente dei seminaristi nel convento di Thiene. Dal 2009 è stato in Grecia, inserito in una comunità di tredici frati suddivisi in più conventi, prestando servizio ad Atene per cinque anni, ricoprendo l’incarico di responsabile, poi nell’isola di Creta. Ora il ritorno in Italia.

Le tre S-cioptà

> Tuti i gà el so quart d’ora

> Vòltate indrio e te ghin vedrà d’pezo

> L’è più fàdiga tàsere, che parlare a cura di Roberto Marangoni

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Il commento alle notizie del giorno dal lunedì al venerdì alle 17:00

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Il progetto. Dieci progetti finanziati, da Fondazione Cariparo e Comune, fino a

giugno

ATTIVITÀ GRATUITE PER FAMIGLIE E RAGAZZI

Il bando Oltre la Campanella, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, ha un obiettivo chiaro: o rire a bambini e ragazzi un ambiente sicuro dove approfondire le conoscenze scolastiche e partecipare a iniziative ludico-ricreative in orario extrascolastico, fino al mese di giugno. Il Comune di Pettorazza Grimani, ottenuto il finanziamento attraverso il bando, lo ha integrato con ulteriori risorse economiche, garantendo l’intera progettualità. Partner del progetto la Polisportiva CSI di Rovigo. “Una parte consistente delle risorse economiche l’abbiamo destinata al doposcuola, dove siamo riusciti ad abbattere le quote mensili “ a erma il sindaco Andrea Grassetto. Complessivamente sono stati stanziati 25 mila euro: 20 mila euro dalla Fondazione e 5 mila euro dal Comune. Accanto al doposcuola, sono numerose le proposte sportive e ricreative, tutte completamente gratuite e attive dopo le 16.30, fino a giugno. Una decina i progetti che spaziano dallo sport all’ambiente, dal sociale alla musica, molti dei quali realizzati in collaborazione con associazioni del territorio: i Lanciatori del Polesine, gli Arcieri, l’associazione Il Tarassaco, la società di calcio Pettorazza San Martino e il Giocosport. Tra le iniziative spicca Zona Bro, rivolta ai ragazzi dagli 11 ai 13 anni: un laboratorio musicale condotto dal rapper PRhome. In dieci incontri da due ore, i ragazzi lavoreranno alla creazione di un brano originale, che verrà registrato professionalmente insieme a un videoclip ambientato nei luoghi simbolo di Pettorazza Grimani. Balla con noi, invece, propone dieci lezioni da un’ora dedicate ai balli di gruppo e all’apprendimento di coreografie. Il progetto Giocosport, rivolto ai bambini tra i 6 e gli 11 anni, permette di sperimentare giochi propedeutici alle varie discipline sportive. Per gli appassionati di natura e attività all’aria aperta ci sono diversi percorsi dedicati. PassionePesca, dieci incontri da due ore, o rirà ai bambini dai 6 ai 13 anni l’occasione di avvicinarsi alla pesca sportiva con esche artificiali, con un’attenzione particolare alla sensibilizzazione sugli ecosistemi acquatici grazie ai soci dell’associazione Lanciatori del Polesine. Il progetto Piccoli Naturalisti, tre laboratori da tre ore, condotti dall’associazione Il Tarassaco, guiderà i ragazzi alla scoperta della natura, con un’uscita finale all’Oasi del Gorgo Leze. Sempre tre incontri da tre ore per il laboratorio C’è il metal detector, dedicato alla simulazione archeologica grazie all’utilizzo guidato di strumenti didattici. L’Orienteering, articolato in otto incontri da un’ora e

mezza, insegnerà ai bambini dai 6 ai 13 anni a utilizzare bussola e cartina su un terreno sconosciuto, sviluppando senso dell’orientamento e autonomia. Non manca un progetto rivolto a tecnici, genitori e atleti del settore giovanile: Cosa mangiano i campioni, dedicato all’importanza dell’alimentazione nelle performance sportive. Per i ragazzi under 13 c’è invece un percorso di supporto allo studio, per organizzare meglio il lavoro scolastico e potenziare le competenze di base in matematica, inglese e francese. Tutte le attività sono accessibili ai bambini e ai ragazzi residenti a Pettorazza Grimani, ma anche ai non residenti che frequentano la scuola primaria o la scuola secondaria di primo grado del paese.

All’Oasi del Gorgo Leze un nuovo pontile in legno

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ll’Oasi del Gorgo Leze, a Pettorazza Grimani, i soci dell’Associazione Il Tarassaco hanno recentemente concluso la realizzazione di un nuovo pontile in legno. La struttura, di circa 7 metri quadrati, è stata pensata per rispettare l’ambiente: è interamente in legno ed è stata trattata solo con prodotti atossici, per non interferire con l’equilibrio naturale del laghetto. È stata inoltre progettata da un ingegnere per sopportare fino a 400 kg per metro quadrato, garantendo stabilità e sicurezza. Il pontile diventerà un punto di riferimento per le attività dell’Associazione. Sarà utile per il wildlife watching, che permette di osservare gli animali nel loro habitat in modo discreto, e per la pesca sportiva, un’attività molto praticata nella zona, dal carpfishing allo spinning fino alla pesca al colpo. Oltre a questo, servirà anche per la sicurezza: qui verranno infatti tenuti un salvagente e una piccola barca a remi sempre pronti in caso di necessità. Nel contempo, l’Associazione è impegnata anche nel progetto “Piccoli Naturalisti”, in corso a Pettorazza Grimani, nell’ambito del progetto Oltre la campanella e nella città di Porto Viro .L’iniziativa studiata e mirata per gli alunni delle scuole, consiste in laboratori che aiutano i bambini a conoscere e apprezzare la natura. I primi incontri nella città di Porto Viro si sono svolti il 31 marzo nella scuola primaria di Donada e proseguiranno fino al 4 giugno, con quindici appuntamenti itineranti che faranno tappa nei plessi scolastici delle scuole elementari di Taglio di Donada, Contarina , nelle scuole medie San Domenico Savio di via Nello Fregnan e nella scuola dell’infanzia Santa Maria Assunta a Taglio di Donada. La curatrice del progetto è Sara Michieli.

• (g.f.)

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Cerchiamo personale per contatto diretto con aziende e attività O riamo assunzione a tempo indeterminato full time o part time

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Formazione dedicata

e percorso di crescita

“AMOR EMPIO TIRANNO”, QUANDO LA LIRICA SI FA IMMAGINE

C’è un punto in cui la musica smette di essere solo suono e diventa visione. “Amor Empio Tiranno” nasce proprio lì: nello spazio in cui la lirica incontra il cinema e si trasforma in racconto contemporaneo. Il progetto prende forma dalla scrittura musicale del compositore Tiziano Bedetti, che rilegge i versi della poetessa seicentesca Isabella Canali Andreini e li restituisce in una nuova dimensione sonora. Da quell’opera lirica nasce un’aria, e da quell’aria un’immagine: il cortometraggio firmato dal regista torinese Michele Rossi. Girato nel suggestivo Castello di Aymavilles (Aosta), il film si sviluppa in un’atmosfera elegante e ricercata, dove realtà e dimensione simbolica si intrecciano. Al centro della scena, il soprano Dominika Zamara, protagonista e interprete, capace di unire presenza scenica e intensità espressiva, guidando lo spettatore attraverso un racconto visivo e musicale di forte impatto. La musica non accompagna le immagini: le genera. È il canto a diventare drammaturgia, guidando lo sguardo

all’interno di una narrazione essenziale e potente, che in tre minuti a ronta uno dei temi più attuali del presente: l’amore tossico. Una relazione che si consuma tra attrazione e negazione, fino a una scelta finale della protagonista, che lascia lo spettatore sospeso tra emozione e riflessione, toccando la sua sensibilità più profonda. A costruire l’identità visiva dell’opera sono i costumi di La Bottega dei Sogni, firmati da Debora Nania e Roberto Pegoraro: maschere e abiti che richiamano il Carnevale veneziano, trasformandolo in archetipo, in linguaggio universale. Non semplice scenografia, ma elemento narrativo, capace di amplificare il senso di sospensione tra bellezza e mistero. Il progetto, presentato in anteprima ad Adria, alla presenza dei protagonisti e delle autorità civili locali, è stato arricchito da un percorso espositivo. La mostra allestita nella Sala Cordella restituisce il “dietro le quinte” dell’opera: fotografie, costumi e manifesti richiamano al mondo fantastico del cinema e dei film musicali. Un’esposizione curata da Silvia

Un volume per i 10 anni della biblioteca di Babele

Nonnato presidente dell’Associazione Polesine Terra Emersa Aps di Adria con il materiale dell’Archivio l’immagine in Movimento. Ora “Amor Empio Tiranno” si prepara a superare i confini Italiani per approdare a un circuito internazionale, accompagnando il tour mondiale di Dominika Zamara. L’artista, cresciuta

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artisticamente in Italia, farà tappa anche a New York portando un progetto che unisce musica contemporanea, tradizione lirica e linguaggio cinematografico, espressione della creatività italiana capace di dialogare con il mondo.

• Guendalina Ferro

Un volume per ricordare i dieci anni della biblioteca di Babele a Bottrighe. Ciò è stato presentato a palazzo civico dall’associazione impegnata in svariate iniziative culturali, tra conferenze, presentazioni di libri, mostre ed incontri con le scuole, oltre a collaborare in altre iniziative nel territorio. Il libro, settanta pagine, racconta, attraverso le immagini, gli appuntamenti organizzati dalla biblioteca dal 2016 al 2025. A condurre la socia onoraria Gabriella Veronese, dopo l’introduzione del presidente della biblioteca Giorgio Fantinati, che ha ringraziato coloro che in questi anni hanno sostenuto in varie forme l’associazione. Compiacimento da parte del sindaco Massimo Barbujani, presente con il delegato locale Fabrizio Romani. Sono intervenuti Roberto Dalla Villa, Chiara Crepaldi e le bibliotecarie Elena e Sandra Veronese. Ad intercalare, con alcuni canti, il coro “Plinius” diretto da Antonella Pavan, che ha concluso con il “Signore delle cime” in ricordo dei soci scomparsi.

• (r.m.)

La consegna. Bancadria ha consegnato 37 borse di studio a studenti e laureati meritevoli

GIOVANI POLESANI PREMIATI CON BORSE DI STUDIO

Nell’elegante Salone del Grano a Rovigo, si è tenuta la consegna delle borse di studio di Banca Adria Colli Euganei, un appuntamento dedicato alla valorizzazione del merito e delle eccellenze del territorio. Ogni studente premiato ha raccontato il proprio impegno negli studi e le tappe future. Il presidente di Banca Adria, Mauro Giuriolo, ha commentato: “Assegniamo le borse di studio per sostenere, almeno in parte, il percorso formativo dei giovani studenti dei territori dove sono presenti sportelli di Banca Adria, e mi auguro che qualcuno di loro possa in futuro diventare un nostro collaboratore”. Tra i 37 premiati, 11 sono giovani polesani che si sono distinti non solo per i risultati scolastici, ma anche, in alcuni casi, per l’impegno nel volontariato, meritando così una borsa di studio di maggiore entità. Per le scuole medie inferiori sono state premiate Matilde Rosestolato di Taglio di Po e Anna Tita di Rovigo, mentre per le scuole superiori si è distinta Gioia Pezzolato di Porto Tolle. Per la laurea triennale, hanno conseguito il massimo dei voti Elena Rovigatti di Gavello,

laureata in Economia e Commercio;la pianista Maria Temporin di Taglio di Po, laureata in Scienze Politiche, Relazioni Internazionali e Diritti Umani; e Agnese Travaglia sempre di Taglio di Po, ingegnere industriale. Con la laurea magistrale sono stati premiati Francesco Cecchetto di Loreo, laurea in Scienze e Tecnologie Agrarie;(nella foto) Anna Crepaldi di Adria, laurea in Scienze Economiche Aziendali; Anna Forzan di Adria, laurea in Filologia Moderna; Alessandro Pezzolato di Porto Tolle, ingegnere elettronico; e Agnese Stoppa di Adria, con titolo accademico equipollente alla laurea in Oboe. Il professor Andrea Maggi, ospite d’onore, ha sottolineato l’importanza del merito e dell’impegno: “Il merito e l’impegno sono elementi fondamentali che definiscono la maturità di una persona, perché permettono di relazionarsi con gli altri, con la società e con i problemi che essa pone. Il territorio è una ricchezza straordinaria per i giovani: va conosciuto e vissuto, perché forma la coscienza, riempie il cuore e a ina le capacità che saranno fondamentali nel futuro”. E parlando della scuola contemporanea ha aggiunto:

“Non è vero che i ragazzi studiano meno: vivono immersi in molti stimoli e distrazioni, ma quando incontrano un insegnante capace di trasmettere il gusto della scoperta e la bellezza della conoscenza, sanno rispondere con passione e con reazioni inaspettate. È proprio questo il senso più profondo dell’insegnare: lasciare un segno nelle persone di domani”. “La premiazione di oggi rappresenta per me un momento speciale, un traguardo che unisce studio e crescita personale” – racconta Alessandro Pezzolato, ingegnere elettronico- Dopo aver conseguito la maturità come perito elettronico a Adria, con 100/100, ha proseguito con la laurea triennale in ingegneria a Ferrara, ottenendo 110 e lode, e infine con la laurea magistrale in ingegneria dei circuiti integrati a Padova, sempre con 110 e lode. “Le borse di studio che ho ricevuto lungo il percorso sono state un vero incentivo, un riconoscimento che mi ha spinto a dare sempre il massimo. Ora ho completato il mio percorso accademico e lavoro già per una multinazionale a Padova”. Di seguito gli studenti premiati. Per le

Scuole secondarie di primo grado:Greta Berton, Tessa Dalla Mutta, Francesca Gallo, Micol Greggio, Zaccaria Granzon, Matilde Rosestolato, Davide Salvato, Anna Tita, Miriam Vendemiati. Per le Scuole secondarie di secondo grado: Sofia Crestani, Tommaso Gomiero, Gioia Pezzolato, Pietro Pignotti, Edoardo Ru in, Chiara Vittoria Turetta. Laureati triennali: Sara Fabris, Enrico Negrello, Beatrice Piovan, Elena Rovigatti, Maria

Temporin, Agnese Travaglia.Laureati magistrali: Giulia Bassani, Alessio Bertoncello, Leonardo Bondesan, Giovanni Businarolo, Francesco Cecchetto, Anna Crepaldi, Alessandro Drago, Ettore Dalla Mutta, Arianna Esposito, Anna Forzan, Andrea Iaccheri, Anna Mercurio, Alessandro Pezzolato, Agnese Stoppa e le due sorelle Chiara e Margherita Penzo. • Guendalina Ferro

AL CONSERVATORIO “BUZZOLLA” TRE MENZIONI D’ONORE IN UN SOLO GIORNO

Una giornata destinata a restare nella storia del Conservatorio “A. Buzzolla” di Adria, quando tre giovani musicisti hanno ottenuto il diploma con menzione d’onore. Un riconoscimento raro, riservato a risultati d’eccellenza, che di icilmente viene attribuito più di una volta per sessione. Quest’anno, invece, il livello straordinario dei candidati ha portato a tre assegnazioni nello stesso giorno, regalando emozioni a studenti, docenti e pubblico. Un traguardo che conferma la qualità dell’istituto musicale adriese, sempre più fucina di musicisti capaci di distinguersi in Italia e all’estero. Il primo a ottenere la menzione d’onore è stato Gianluca Bergamasco di Chioggia, classe 2001, pianista e allievo del M° Giorgio Farina. Ha concluso

sia il percorso accademico di I livello che quello di II livello con 110 e lode, conquistando il plauso unanime della commissione. Bergamasco è già un nome a ermato: vincitore del Premio Venezia 2024, del Concorso “Marco Bramanti” e del Premio J.S. Bach al Concorso “Città di Arona”, si è esibito al Teatro La Fenice, al Malibran e in varie città europee. Ora è impegnato nella preparazione all’ammissione presso l’Accademia di Santa Cecilia. Menzione d’onore anche per la pianista Barbara Marras (classe 2001), sarda di origine e allieva della M° Leonora Armellini. Ha conseguito il diploma accademico di II livello con 110, lode e menzione, distinguendosi per maturità e sensibilità interpretativa. Durante il per-

corso è stata selezionata per rassegne dedicate alle eccellenze del Conservatorio e nel 2024 ha eseguito come solista il Concerto KV 466 di Mozart. Prosegue ora la sua formazione tra musica da camera e mas-

ter di perfezionamento. Il terzo protagonista della giornata è Paolo Marcello Battiante (classe 1999), percussionista, diplomato con 110 e lode sia al I che al II livello. Per la musica da camera ha ottenuto inoltre lode e menzione d’onore, grazie al lavoro svolto con il duo Complementum, formato insieme al flautista Tommaso Orsi. Il duo ha conquistato il 1° Premio al Concorso Internazionale “Regina Esperia” di Como e il 1° Premio Assoluto al Concorso “Rotary Club – Città di Atri”. Battiante si è distinto anche come solista e compositore: nel 2024 ha inciso per Radio Vaticana la sua Rapsodia su un tema di Perosi.

• (g.f.)

FRANCESCO CECCHETTO

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Dalla Valdastico alla Holding, il nuovo volto del Veneto

Questo significa poter trattenere sul territorio circa 400 milioni di euro di pedaggi all’anno, risorse che in precedenza prendevano la via del bilancio centrale o dei soci privati e che ora potranno essere reinvestite direttamente per la manutenzione delle strade venete e la riduzione delle tari e. È il passaggio da una subalternità gestionale a una sovranità infrastrutturale che il Veneto rivendicava da tempo senza successo.

Lo stesso dinamismo si respira sul fronte della Valdastico Nord. La prospettiva di collegare l’A31 al Trentino è stata per trent’anni l’emblema dello

stallo istituzionale, prigioniera del “no” ideologico delle amministrazioni confinanti e della mancanza di una spinta governativa univoca. Oggi, l’intesa raggiunta sulla variante con sbocco a Trento Sud segna il superamento di un tabù storico. Mentre in passato il progetto naufragava regolarmente tra ricorsi e mancate intese tecniche, l’attuale convergenza tra Venezia e Trento, sostenuta dal potere di coordinamento del Ministero, ha creato un corridoio negoziale finora inesistente. Non si tratta solo di posare asfalto, ma di chiudere una ferita logistica che penalizzava l’intero sistema produttivo del Nord-

Est, o rendo finalmente un’alternativa concreta al congestionamento del Brennero. Il motore di questa improvvisa accelerazione risiede in gran parte nella solidità del rapporto tra Alberto Stefani e Matteo Salvini. Questo “asse” ha permesso di superare le frizioni che storicamente rallentavano i rapporti tra la periferia e il centro. La sintonia politica tra il leader della Lega veneta e il titolare del MIT ha creato una corsia preferenziale per le istanze del territorio, trasformando le rivendicazioni regionali in priorità dell’agenda di governo. Stefani è riuscito a capitalizzare il proprio peso politico a Roma per

ottenere garanzie e decreti, mentre Salvini ha trovato nel Veneto il laboratorio ideale per dimostrare la capacità del Ministero di sbloccare i cantieri. È questa filiera corta del potere, priva delle mediazioni estenuanti del passato, a spiegare perché dossier rimasti chiusi nei cassetti per trent’anni stiano trovando una soluzione proprio in questi mesi, segnando una stagione di realismo che punta dritto ai risultati tangibili. Ora non resta che attendere per vedere se questi accordi saranno e ettivamente realizzate o se si tratterà di “pre – intese” che, come quelle dell’Autonomia, sono rimaste tali per molto tempo.

L’intervista. L’assessore Lucas Pavanetto fa il punto sul mondo del lavoro e sulle potenzialità della regione più visitata d’Italia

TRA SFIDE OCCUPAZIONALI E IL NUOVO

ORIZZONTE DEL TURISMO TUTTO L’ANNO

Assessore Pavanetto, viviamo un periodo di forti incertezze economiche. Quali sono le risposte concrete che le imprese e i lavoratori trovano oggi nel suo?

Fin dalla prima seduta di consiglio, la giunta Stefani ha messo al centro del dibattito la necessità di potenziare il welfare aziendale e a rontare l’emergenza sociale in senso ampio. Non si tratta solo di grandi investimenti, che pure vedranno nuovi strumenti presentati a breve, ma di una analisi profonda su cosa serva realmente per attrarre e mantenere i lavoratori nel nostro territorio. Il problema oggi non è solo la mancanza di o erta, ma la di icoltà di far incontrare domanda e opportunità a causa di fattori esterni come l’emergenza abitativa. Molte opportunità di lavoro non vengono colte perché mancano alloggi vicini alle sedi aziendali o perché il trasporto pubblico non copre adeguatamente i collegamenti. Su questi due assi - casa e mobilitàstiamo concentrando il nostro lavoro. In questo contesto, che ruolo giocano i centri per l’impiego, spesso visti in passato solo come u ici burocratici per la disoccupazione?

Oggi la prospettiva è radicalmente cambiata. Veneto Lavoro è diventato un’eccellenza rispetto ad altre regioni

proprio per la sua capacità di agire in modo proattivo. Non parliamo più solo di gestione dell’urgenza o di lavoro stagionale, ma di un punto di incontro strategico tra competenze e richieste. Abbiamo messo in campo figure fondamentali come i case manager e gli account manager. I primi si occupano di costruire curriculum “ad hoc” sulle specializzazioni del lavoratore, mentre i secondi mantengono il contatto diretto con le imprese per comprenderne le necessità. Evitiamo così che il lavoratore disperda energie portando curriculum nelle aziende sbagliate, puntando invece tutto sulla precisione del match tra domanda e o erta.

Passando al turismo, lei viene da una realtà come Jesolo. Qual è lo stato di salute del settore nel litorale e nell’intera regione?

Il Veneto si conferma per l’ennesima volta la prima regione in Italia per presenze turistiche, con 74 milioni di presenze e 22 milioni di arrivi. Se guardiamo al comprensorio di Jesolo e Cavallino, parliamo di circa 12 milioni di presenze sicure: una cifra impressionante che rappresenta quasi tre volte gli abitanti dell’intero Veneto. La mia esperienza come amministratore a Jesolo, prima come consigliere e poi come presidente

del consiglio comunale, mi ha permesso di vivere queste dinamiche dall’interno. Il turismo è una leva economica imprescindibile, ma la vera sfida della nostra amministrazione è cambiare paradigma. Lei ha parlato spesso della necessità di superare il concetto di “destagionalizzazione”. Cosa intende esattamente?

L’obiettivo è smettere di parlare di “destagionalizzazione”, perché quel termine implica l’accettazione passiva di una stagionalità che oggi non dovrebbe più esistere. Dobbiamo ragionare su “città turistiche che vivono tutto l’anno”. Questo non serve solo ad aumentare le presenze attraverso eventi invernali, ma è un messaggio vitale per chi investe e per chi lavora. Chi sceglie di impegnarsi nel turismo non può farlo solo per quattro o cinque mesi per poi dover cercare un altro impiego. Dobbiamo dare stabilità e dignità a chi vive “di” turismo. È un modello che vogliamo applicare ovunque: dal litorale alla montagna, fino alle terme, che hanno potenzialità ancora inesplorate.

I dati dicono però che il turismo è molto concentrato. Come pensa di coinvolgere il resto del territorio veneto?

È un dato su cui riflettere: l’80% dei 74 milioni di presenze si concentra in sole

20 località. Questo significa in Veneto ci sono potenzialità ancora da sfruttare. Parlo del turismo dei cammini, delle ciclabili, del turismo esperienziale e della ricerca. Non c’è solo il “sole e mare” o le grandi città d’arte come Venezia e la montagna di Cortina. Centinaia di piccoli comuni possono e devono diventare protagonisti di un’o erta turistica diversificata, la nostra Giunta lavorerà intensamente su questo fronte. Un esempio di promozione integrata è stato “Casa Veneto” durante le Olimpiadi, un progetto che ha permesso

di mostrare alla stampa internazionale non solo lo sport, ma le eccellenze di tutte le nostre province. Infine, uno sguardo alla politica locale. In vista delle amministrative a Venezia, qual è il profilo ideale per il dopo-Brugnaro?

Credo che Luigi Brugnaro abbia fatto un lavoro straordinario, portando una modernità che altri sindaci non avevano saputo imprimere, specialmente nella riqualificazione di Mestre e con progetti come il “Bosco dello Sport”, una struttura di livello europeo strategica per l’attrattività del Veneto. Proprio a Mestre abbiamo recentemente inaugurato la nuova sede di Veneto Lavoro, recuperando u ici provinciali disabitati: un segnale forte di collaborazione tra Regione e Città. Per il futuro, la mia esperienza come coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia e ora come capogruppo e assessore mi dice che serve una squadra coesa. Non cerchiamo necessariamente un nome di bandiera, ma l’uomo giusto al momento giusto. In questo senso, Simone Venturini è un ottimo candidato: ha lavorato bene in questi anni e ha saputo creare un forte spirito di squadra attorno a sé.

Lucas Pavanetto

I conti della Regione. L’assessore Filippo Giacinti

Bilancio da 18,9 miliardi

Le novità per il Veneto

Assessore Filippo Giacinti, i tempi di approvazione del bilancio regionale sono stati rispettati. Cosa significa questo per i cittadini veneti?

Siamo riusciti ad approvare il bilancio di previsione con un mese di anticipo rispetto alla scadenza di legge del 30 aprile. È un risultato politico e tecnico di rilievo perché ci permette di essere pienamente operativi da subito. Invece di procedere con la spesa in dodicesimi, come fatto nei primi tre mesi dell’anno, ora possiamo attuare gli obiettivi dell’amministrazione disponendo dell’intera capacità di spesa per i restanti tre quarti dell’esercizio. Parliamo di una manovra da 18,9 miliardi di euro. Sebbene sia un “bilancio ponte” tra due amministrazioni, introduce novità sostanziali su fronti caldi come la sanità e il diritto allo studio.

Quali sono i settori che beneficeranno maggiormente di queste risorse? Il sociale e la sanità territoriale sono le nostre bussole. Abbiamo stanziato fondi specifici per equiparare le borse di studio dei medici di medicina generale a quelle delle altre specialità e per coprire i costi del rinnovo contrattuale delle medicine di gruppo integrate. Per la prima volta nella storia della Regione, finanziamo al 100% le borse di studio per gli studenti universitari del Veneto e garantiamo risorse immediate per il sostegno delle scuole dell’infanzia paritarie.

Sul fronte delle infrastrutture, abbiamo raddoppiato i fondi per la manutenzione straordinaria delle strade tramite Veneto Strade e rifinanziato la Legge 39 con 18 milioni di euro destinati ai Comuni per la sicurezza stradale. Non abbiamo dimenticato la prevenzione del rischio idraulico, aggiungendo 9 milioni di euro agli stanziamenti già programmati.

Avete scelto di non aumentare l’addizio-

nale IRPEF, nonostante le critiche delle opposizioni. Come pensate di sostenere questa strategia nel lungo periodo?

La nostra strada è quella dell’e icienza e della sussidiarietà, non dell’aumento della pressione fiscale. Puntiamo molto su “Venexus”, un’iniziativa del Presidente Stefani che permette alle imprese di far confluire risorse destinate a scopi sociali e sanitari direttamente in progetti regionali, liberando così fondi per altre iniziative. Inoltre, attendiamo per giugno l’approvazione del federalismo fiscale. L’auspicio è che una parte consistente delle tasse pagate dai veneti rimanga finalmente sul territorio, garantendoci maggiore autonomia finanziaria. Quali i prossimi impegni in questo periodo non facile?

Da maggio inizieremo il “bilancio partecipativo”: incontreremo sindaci, sindacati e associazioni di categoria per condividere le scelte in vista del prossimo esercizio economico. Nel segno della condivisione e della responsabilità.

Trasporti. L’assessore regionale Diego Ruzza

“Biglietto unico, avanti con la sperimentazione”

Assessore Diego Ruzza, tra cinque anni che tipo di mobilità troveranno i cittadini veneti?

L’obiettivo condiviso con il Presidente Stefani e l’intera Giunta è consegnare un Veneto moderno, e icace e realmente fruibile. Stiamo lavorando per portare a termine la riforma del trasporto pubblico locale (TPL) basata sulla Legge n. 8 del 2025. La Regione tornerà a essere protagonista come coordinatrice dei distretti, con l’intento di uniformare il servizio e correggere le criticità attuali. Il mondo degli spostamenti sta cambiando e dobbiamo rispondere alle esigenze non solo dei centri urbani, ma soprattutto delle periferie e delle aree extraurbane.

Da anni si parla del “biglietto unico”. Quali i tempi e le risorse?

Per trasformare questo progetto in realtà, abbiamo già iniziato a stanziare risorse a bilancio per la progettazione e la sperimentazione. L’idea è un sistema moderno tramite app che permetta a turisti, pendolari e studenti di muoversi tra traghetti, autobus e treni regionali con un solo titolo di viaggio. È un’operazione complessa vista la varietà del nostro territorio, che spazia dal mare alla montagna. L’obiettivo è arrivare a una fase di sperimentazione concreta nei prossimi due anni.

Un punto critico sono i collegamenti ferroviari con gli aeroporti. Quando potremo arrivare in treno al Marco Polo di Venezia o al Catullo di Verona?

Non voglio fare promesse a vanvera, quindi non fornirò date certe finché non saremo pronti, ma posso garantire che i progetti stanno procedendo rapidamente, sia su Venezia che su Verona. Per Verona, l’obiettivo è collegare il Catullo alla stazione di Porta Nuova e alla sponda orientale del Lago di Garda. Riuscire a portare il treno direttamente in questi due scali rappresenterebbe un salto di qualità enorme per tutta la regione. Il trasporto su gomma appare oggi molto

frammentato. Come intendete riorganizzarlo?

Stiamo definendo con Province e Comuni i “bacini ottimali” per uniformare i flussi di utenza. La vera svolta sarà la creazione di un’Agenzia Regionale, prevista dalla Legge 8/2025, che gestirà questi bacini in una “triangolazione perfetta” tra Regione, aziende e territorio. Questo nuovo modello genererà ritorni economici che verranno reinvestiti nel TPL, permettendoci di aumentare le corse anche nelle zone più lontane dai centri. Solo o rendo servizi capillari possiamo incentivare lo “shift modale” e togliere auto dalle strade. Infine, capitolo sicurezza stradale. Cosa bolle in pentola per i Comuni?

Con l’approvazione del bilancio 2026 rifinanzieremo la Legge 39 con 18 milioni di euro. Questi fondi daranno risposta a circa cinquanta Comuni per interventi su viabilità e sicurezza di pedoni, ciclisti e automobilisti. Una volta assegnate le risorse, i Comuni avranno un anno di tempo per aggiudicare le gare e iniziare i lavori: vogliamo che i cantieri partano subito.

• (R.R.)

Filippo Giacinti
Diego Ruzza

L’iniziativa. Al Forum Lavoro di Trento la presentazione con l’intervento del professor Carlo Cottarelli

CARTA, RADIO E WEB: IL GRUPPO EDITORIALE LA PIAZZA RACCONTA ANCHE IL TRENTINO

“Noi proviamo sempre a fare una cosa di icile: dare ai territori oltre alla rappresentazione di ciò che sta accadendo, anche una prospettiva della direzione che le comunità stanno prendendo”. Una frase dell’editore del gruppo La Piazza - LaPiazzaweb e Radio Veneto24 che esemplifica benissimo perché a Trento lo scorso 9 aprile il gruppo abbia deciso di invitare il professore Carlo Cottarelli a tenere a battesimo al Castello del Buonconsiglio la presentazione di Radio Trentino24 e dell’edizione di Trento de La Piazza. Pochi in Italia infatti sono in grado di raggiungere vette di chiarezza e di solidità accademica nell’indicare ad un pubblico vasto, e non per forza così informato sulle dinamiche della macro economia, prospettive di futuro. E così la presentazione di radio ed edizione cartacea e online sono diventate occasione per una lezione sul futuro del Trentino, del Nord Est e di questo pezzo di mondo che chiamiamo Italia. Non poteva esserci viatico migliore per spiegare appunto l’idea di fondo dei tre media che nascono in Trentino per dare una voce

in più al territorio, come ha ricordato in chiusura del convegno il nostro editore Giuseppe Bergantin, ma appunto con un approccio glocal: raccontare il particolare senza mai perdere di vista il contesto.

“Siamo qui per restare e vi diamo appuntamento all’anno prossimo” ha detto l’editore rinnovando l’intenzione appunto di rendere il Forum Lavoro un appuntamento fisso nell’agenda già fitta di eventi della primavera trentina. Ospite d’onore della giornata è stato il professor Carlo Cottarelli, economista di chiarissima fama. Prima di Cottarelli, che ha spiegato le dinamiche che rendono più faticoso che in altre regioni d’Europa, mantenere la competitività nel Nord Est d’Italia, hanno preso la parola il sindaco di Trento Franco Ianeselli e il vice presidente della Provincia, con delega al lavoro, Achille Spinelli.

“La situazione del Trentino è positiva dal punto di vista occupazionale e mantiene il trend degli ultimi anni, senza segnali di cedimento” ha detto Spinelli. “Dobbiamo intervenire su demografia, competenze e innovazione tecnologica che incideranno profondamente sulle dinamiche del lavoro

nel prossimo futuro - ha aggiunto -. Per questo abbiamo avviato un percorso di crescita dei salari e delle retribuzioni, un patto sviluppato all’interno delle categorie economiche e sindacali con i quali siamo impegnati nella costruzione di politiche di stimolo rivolte ai settori industriali, per sviluppare ulteriormente politiche di welfare e benessere lavorativo. Abbiamo poi diversi indicatori che dimostrano come l’attivazione femminile sul nostro territorio sia significativa”. Carlo Cottarelli

ha sottolineato durante la sua esposizione le ripercussioni relative alle recenti tensioni internazionali in Medio Oriente. “Lo shock energetico dovuto all’incertezza geopolitica globale - ha aggiunto - può portare a inflazione, recessione e quindi ad un più alto rischio di perdere il lavoro e in generale a una crescita minore del reddito delle famiglie. Servono interventi immediati come aiuti economici per sostenere chi è in di icoltà mentre nel lungo periodo la priorità deve essere liberarsi dalla schiavitù

degli idrocarburi, sia con le rinnovabili ma anche con l’energia nucleare”. “Essere parte di un momento tanto importante per comprendere i nostri territori è per noi una grande sfida e motivo di soddisfazione; con la nostra nuova proposta editoriale locale vogliamo raccontare il Trentino in modo fruibile da tutti in forma gratuita”, ha concluso l’editore Bergantin.

• Alberto Gottardo
La presentazione a Trento L’editore Giuseppe Bergantin

IL PERSEVERARE DI BARBARA CODOGNO, “DIABOLICO” E SENZA COMPROMESSI

“Una cosa mi diverte: si parla spesso di personaggi storici, reali, che poi sulla carta diventano romanzeschi. Io faccio il contrario: il mio è un personaggio tutto inventato, eppure dalla carta nasce un personaggio reale”

Giornalista, scrittrice, curatrice d’arte, viaggiatrice… Barbara Codogno riesce a vivere mille vite diverse, tutte controcorrente.

“Perseveranza” (Apogeo Editore), il nuovo romanzo di Codogno, è una storia disturbante e a ascinante. Una storia che racconta il lato oscuro della nostra società e che mette il lettore di fronte a una serie di provocazioni impossibili da ignorare. Un libro da leggere, insomma. Per questo ho incontrato Codogno per approfondire insieme a lei i tanti spunti del suo splendido romanzo.

“Perseveranza” è un libro che non fa compromessi. Da dove sei partita per raccontare questa storia?

L’incipit è un fatto reale: un violinista che a un concerto resiste alla sua tosse fino alla fine dell’esecuzione del pezzo. Ricordo benissimo: ero al Pollini di Padova e ne rimasi impressionata. Cominciai a riflettere sulla fatica che aveva fatto quel musicista: resistere a qualcosa di fisico per un bene più grande. Da qui l’idea di parlare di un uomo che, invece, non aveva mai amato nulla che gli fosse valso la decisione di uno sforzo.

La genesi di questo romanzo è stata molto lunga, come mai?

Io non sono una scrittrice prolifica, ho sempre tempi lunghi. Inseguo idee,

intuizioni. Il mio processo di scrittura prevede che il personaggio si incarni in me: finché non lo sento pronto, non scrivo. E non faccio progetti, non so che cosa succederà… il personaggio prende vita da solo e mi guida nella scrittura. Poi sai, io scrivo amalgamando tutto: pensiero, parola, voce narrante… tutto in un unico flusso continuo e anche questo comporta che io debba entrare in quel particolare stato emotivo che mi permette una fusione perfetta.

Lo stile di questo libro è molto personale, un flusso di coscienza in cui si mescolano più piani temporali, realtà e percezione, memoria e invenzione, lampi e oscurità. Come nasce una scrittura così potente?

Ti svelo un segreto. Dopo la laurea in filosofia ero in crisi, mi avvicinavo al giornalismo e alla curatela d’arte ma i primi passi mi trovarono timida e spaesata. Così decisi di fare un corso di teatro. In città era arrivato il figlio di Lee Strasberg, John. Faceva delle audizioni e io mi presentai con una cosa super drammatica in stile Carmelo Bene, della serie: spiriti, apparite! Strasberg rise come un pazzo e mi scelse perché a suo avviso avevo incredibili potenzialità comiche. Quel suo corso mi ha cambiato la vita. Sul paco lui interrompeva la tua recitazione,

chiedendoti: ma il personaggio ha fatto colazione? E fuori che tempo fa? Ti spiazzava! È stata una rivelazione che poi è confluita nella scrittura: il personaggio è nel mondo: dentro alla pagine ma soprattutto fuori da queste. Il personaggio è pensiero, corpo, vita. Una lezione che ha lasciato il segno. Il tuo è un romanzo che non rassicura il lettore. Negli ultimi anni, invece, si sono moltiplicare opere rassicuranti, che cercano di mettere le cose a posto. Cosa ne pensi? Credo di essere per natura lontana dal mainstream. Oggi o devi mettere in piazza il tuo disagio, con storie tipo che sei guarita da un male incurabile, che hai un passato da tossico, oppure che la vita è bellissima e che felicità sta nelle piccole cose. Una ipocrisia provinciale, una menzogna banale

che edulcora la vita reale. Ma non parlerei di amore per la verità: nel mio caso è gusto estetico. Una cosa mi diverte: si parla spesso di personaggi storici, reali, che poi sulla carta diventano romanzeschi. Io faccio il contrario: il mio è un personaggio tutto inventato, eppure dalla carta nasce un personaggio reale, che vogliamo comprendere con categorie psichiche e sociali. Strano cortocircuito. Di cui sono ovviamente orgogliosa! Il tuo protagonista, Berto, è una persona ributtante. Quanto è stato di icile “scriverlo”, raccontarlo?

Entrare in contatto con lui è stato molto complesso. Poi è scattata la scintilla e tutto quello che per 4 anni avevo accumulato pensando a lui l’ho sputato sulla carta in meno di un mese. Certo, Berto è un vero stronzo,

ma sai che molte persone a lettura ultimata mi han detto: beh, ma anche io mi sento un po’ Berto… perché chi di noi non ha augurato la morte al tipo che ti so ia il parcheggio? Io credo che Berto sia anche la parte oscura e inconfessabile di noi tutti. Una parte eh? Lui è uno stronzo con s maiuscola.

Oltre alla scrittura sei impegnati su diversi fronti artistici: hai altri progetti di cui ci vuoi parlare? Ti ho appena citato un grandissimo regista rumeno, io ho la fortuna di avere in copertina un’opera di Radu Belcin, grandissimo pittore anche lui rumeno. Che assieme a Flavia Pitis e ad altri grandi artisti sarà protagonista di una mostra dedicata alla pittura contemporanea che curerò a settembre a Padova. La mostra titola: “Sul futuro del corpo”. E come vedi, io sempre là torno: il corpo è la centralità della mia indagine. Corpo inteso come un tutt’uno di carne, pensiero, ambiente, parola… in questo caso il futuro del corpo è il futuro del corpo della pittura oggi in grande trasformazione.

• Giacomo Brunoro

• Chi è Giacomo Brunoro

Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.

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Educazione, territorio e futuro: quando impresa e scuola

crescono insieme

DESPAR NORD E LE SCUOLE: UN IMPEGNO

CHE NUTRE LE NUOVE GENERAZIONI

Dalla sana alimentazione ai progetti per la didattica: vent’anni di iniziative per accompagnare bambini, famiglie e insegnanti verso uno stile di vita più consapevole

Un percorso condiviso con le istituzioni scolastiche, le amministrazioni pubbliche, il mondo dell’associazionismo locale e quello delle imprese territoriali del mercato agroalimentare. Questo il programma di lungo corso e ampio respiro che Despar Nord ha intrapreso nell’ultimo ventennio per diventare partner di percorsi e progetti educativi a favore dei più piccoli, favorendo la di usione delle buone pratiche per la migliore educazione alimentare, raccontando l’importanza dei corretti stili di vita e dell’attività fisica, incoraggiando la conoscenza dell’ambiente e della natura e sostenendo la didattica nelle scuole. Un piano di idee e iniziative per investire con responsabilità nel futuro delle comunità e generare valore condiviso nei territori in cui il marchio dell’Abete è presente. Negli anni, queste iniziative sono cresciute e si sono trasformate, coinvolgendo sempre più insegnanti, studenti e famiglie. L’obiettivo è rimasto lo stesso: unire apprendimento e diverti-

mento, portando nelle scuole – ma anche fuori – esperienze nuove, stimolanti e coinvolgenti.

Tra i progetti più rappresentativi c’è “Le Buone Abitudini Despar”, un vero e proprio punto di riferimento per l’educazione alimentare nato con l’obiettivo di supportare scuole e famiglie nel raggiungere un concetto ampio di qualità della vita, con particolare attenzione ai temi della sana alimentazione e dell’adozione di stili di vita salutari. Nato per promuovere corretti stili di vita tra i più giovani, dal suo avvio vent’anni fa ha coinvolto numerosi comuni del Veneto, promuovendo il coinvolgimento e l’adesione di centinaia di insegnanti e migliaia di alunni, diventando un’occasione preziosa per parlare di benessere in modo semplice e concreto.

Il progetto accompagna bambini, insegnanti e famiglie lungo tutto il percorso della scuola primaria, grazie a programmi pensati su misura per ogni classe e sviluppati insieme a specialisti del settore. Un

percorso educativo completo, che aiuta a costruire abitudini sane fin da piccoli. Negli ultimi mesi, “Le Buone Abitudini” ha preso vita anche in modo nuovo e originale, trasformando alcuni punti vendita Interspar in vere e proprie aule didattiche.

A Bassano del Grappa, oltre 250 bambini di sei scuole tra infanzia e primaria hanno partecipato a laboratori dedicati alla scoperta della piramide alimentare. Guidati da un’educatrice professionista, hanno imparato a riconoscere i diversi

gruppi di alimenti e a capire quanto sia importante seguire una dieta varia ed equilibrata. A Castelfranco Veneto, invece, i più piccoli sono stati accompagnati in un viaggio fatto di storie, profumi e colori. Attraverso il racconto animato di una cantastorie e attività manuali ed esperienziali, i bambini hanno esplorato il mondo dei legumi, delle spezie, delle erbe aromatiche e dei cereali, scoprendone caratteristiche, sapori e proprietà. Accanto a questi percorsi educativi, Despar Nord sostiene concretamente

anche la didattica nelle scuole di tutta Italia con iniziative come “Scuola Facendo” e “Stickermania”. Solo negli ultimi due anni, questi progetti hanno permesso di raccogliere oltre 1,1 milioni di euro, destinati all’acquisto di materiali e attrezzature per più di 4.700 scuole, tra istituti pubblici e paritari di ogni ordine e grado. Un impegno che va oltre il semplice sostegno economico: è una scelta che guarda lontano, mettendo al centro le persone, l’educazione e il futuro delle nuove generazioni.

Dalla natura al supermercato: i bambini scoprono la biodiversità con Despar Nord

Imparare a rispettare l’ambiente partendo da esperienze concrete, da vivere con curiosità e meraviglia. È questo lo spirito del nuovo percorso educativo avviato da Despar Nord, pensato per avvicinare i più piccoli ai temi della sostenibilità e della tutela degli ecosistemi. Per farlo, l’azienda ha scelto di collaborare con Moretto Farm, una realtà trevigiana giovane e innovativa che ha fatto della sostenibilità la propria missione. Qui, infatti, si applicano ogni giorno i principi dell’economia circolare e si lavora per proteggere e valorizzare la biodiversità, attraverso attività come l’acquaponica e l’apicoltura sostenibile. Moretto Farm è anche una delle eccellenze promosse da Despar Nord all’interno del progetto “Sapori del Territorio”, nato per dare valore alle produzioni locali e sostenere uno sviluppo responsabile, legato alla qualità e al

rispetto dell’ambiente.

Proprio da questa collaborazione è nato un percorso educativo speciale, che ha visto protagonisti gli alunni delle classi terze della scuola primaria “Ugo Foscolo” di Montebelluna (TV).

La prima tappa si è svolta direttamente in azienda, dove i bambini hanno potuto osservare da vicino la serra acquaponica e scoprire come nasce il miele, imparando a conoscere i processi naturali e le tecniche sostenibili utilizzate.

Il percorso si è poi concluso all’Interspar di Montebelluna, trasformato per l’occasione in uno spazio di condivisione e scoperta. Qui i bambini hanno ripercorso il viaggio del miele e presentato disegni, lavori e riflessioni nati dall’esperienza vissuta, diventando veri protagonisti di un progetto che lega natura, cibo e lavoro.

Sintoniz zati

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Sanità territoriale, arriva il numero unico 116117: servizio attivo 24 ore su 24 per i bisogni non urgenti

Nel rodigino arriva un nuovo punto di riferimento per i cittadini nella gestione dei bisogni sanitari non urgenti. È stato presentato presso la Cittadella sanitaria dell’Ulss 5 Polesana a Rovigo il numero pubblico 116117, un servizio gratuito attivo 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, pensato per offrire risposte rapide e coordinate in ambito sanitario e sociosanitario.

A illustrare il funzionamento del sistema sono stati il direttore generale Mauro Filippi, il direttore dei servizi socio-sanitari Marcello Mazzo e la direttrice della funzione territoriale Domenica Lucianò, che hanno sottolineato come il nuovo servizio rappresenti un tassello fondamentale nella riorganizzazione della sanità territoriale.

Il numero 116117 non sostituisce il 118, che resta il riferimento per le emergenze, ma si rivolge a tutte quelle situazioni che non richiedono un intervento immediato, con l’obiettivo di offrire ai cittadini un accesso semplice e uniforme ai servizi, evitando con-

dal 1969 al vostro servizio

fusioni e migliorando l’appropriatezza delle richieste. Attraverso le centrali operative situate a Vicenza e Mestre, gli operatori dedicati gestiranno le chiamate anche in sinergia tra loro per garantire continuità e tempestività nelle risposte, con le chiamate che verranno valutate ed indirizzate verso tre principali ambiti: informazioni sui servizi, bisogni sanitari e richieste sociosanitarie. A seconda del caso, il cittadino potrà ricevere indicazioni immediate, essere ricontattato da un medico della continuità assistenziale oppure essere indirizzato verso i servizi più adeguati. Tra le novità principali, cambia anche l’accesso alla guardia medica: non sarà più possibile recarsi direttamente nelle sedi territoriali, ma sarà necessario contattare prima il 116117, che valuterà la richiesta e attiverà il percorso più corretto. Questo sistema consente di organizzare meglio gli interventi e di fornire al personale sanitario informazioni già strutturate prima del contatto con il paziente. È stato inoltre previsto un numero alternativo, 800

311 330, da utilizzare esclusivamente nei casi in cui il 116117 non sia raggiungibile, ad esempio in alcune aree di confine dove potrebbe non esserci copertura di rete adeguata. Come sottolineato dai dirigenti, si tratta di un sistema complesso che richiederà un periodo di adattamento, soprattutto per i cittadini. Proprio per questo è fondamentale utilizzare correttamente il numero, evitando di chiamarlo per emergenze o per prestazioni già garantite da altri canali, come le prenotazioni sanitarie o le visite dal medico di base durante gli orari di ambulatorio.

L’obiettivo finale è migliorare l’organizzazione delle risposte sanitarie e sociosanitarie, offrendo ai cittadini un servizio più chiaro, accessibile e coordinato. Un cambiamento che, come accaduto in passato con l’introduzione del 118, richiederà tempo ma punta a diventare un riferimento stabile per il territorio.

Giacomo Trivellato

Ulss

5 Polesana, una squadra unita alla guida della sanità del territorio

La Direzione Strategica dell’Ulss 5 Polesana si presenta al completo, espressione di competenze diverse ma accomunate da un’unica visione: garantire una sanità sempre più vicina ai cittadini e capace di rispondere in modo efficace ai bisogni del territorio. A comporre il vertice aziendale sono il Direttore dei Servizi Socio-Sanitari Marcello Mazzo, il Direttore Sanitario Monica Briani, il Direttore Generale Mauro Filippi e il Direttore Amministrativo Roberto Sembeni. Quattro figure chiave che, attraverso un lavoro sinergico, guidano l’organizzazione dei servizi sanitari e socio-sanitari polesani. Alla base dell’azione della Direzione Strategica vi sono valori condivisi come impegno, collaborazione e responsabilità, elementi fondamentali per costruire un sistema sanitario efficiente, accessibile e di qualità. Un lavoro quotidiano che punta a rafforzare il rapporto con la comunità, migliorando i servizi e rispondendo con concretezza alle esigenze dei cittadini.

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Endocrinologia. Innovazione e attenzione alle patologie rare: nuove terapie avanzate all’Ulss 5 Polesana

Rovigo, all’Ulss 5 Polesana avviata una terapia innovativa per l’ipoparatiroidismo cronico

L’Ulss 5 Polesana compie un nuovo passo sul fronte dell’innovazione clinica e della presa in carico delle patologie rare. Nei giorni scorsi, infatti, il servizio di Endocrinologia aziendale, afferente alla Medicina Interna diretta dal dottor Stefano Cuppini, ha avviato con successo un nuovo trattamento con palopegteriparatide, attualmente unico farmaco approvato per l’ipoparatiroidismo cronico. Si tratta di un risultato di rilievo per l’azienda sanitaria polesana, reso possibile grazie alla recente autorizzazione alla rimborsabilità da parte dell’Aifa e alla collaborazione con la Farmacia ospedaliera di Rovigo, che ha consentito di importare rapidamente il medicinale e di iniziare la terapia per un paziente seguito dall’Ulss 5. L’avvio del trattamento assume un valore ancora più significativo se si considera che, al momento, sono meno di dieci in tutto il Veneto i pazienti che hanno intrapreso questo nuovo percorso terapeutico. Un

dato che conferma il ruolo attivo dell’azienda sanitaria nell’accesso alle cure più avanzate e nell’attenzione verso i bisogni dei malati affetti da patologie rare.

Il traguardo raggiunto è il frutto di un lavoro di squadra che ha coinvolto specialisti, servizi aziendali e reti regionali e nazionali, con l’obiettivo di garantire ai pazienti un’assistenza aggiornata, appropriata ed equa.

L’impegno dell’Ulss 5 prosegue anche sul piano della formazione e del confronto tra professionisti.

Mercoledì 15 aprile si è tenuto infatti il convegno “Salute integrata:

l’evoluzione della cura cardio-nefro-metabolica”, momento di dialogo tra ospedale e territorio pensato per migliorare ulteriormente la qualità dell’assistenza.

“L’introduzione di terapie innovative rappresenta un segnale concreto della capacità della nostra Azienda di offrire percorsi di cura sempre più avanzati”, ha commentato il direttore generale.

Iloprost a domicilio per le pazienti con sclerodermia

Migliorare la qualità di vita delle pazienti croniche, portando la cura fuori dall’ospedale e dentro le loro case. È questo l’obiettivo del progetto di domiciliazione della terapia con iloprost avviato dall’Azienda Ulss 5 Polesana, attraverso l’Uos di Angiologia afferente alla Uoc di Medicina, nell’ambito del Day Hospital multidisciplinare.

Il modello, presentato anche al XLV Congresso nazionale della Società italiana di angiologia e patologia vascolare, introduce un cambio di paradigma nella gestione della sclerodermia. La terapia con Iloprost, indicata per la vasculopatia sclerodermica, consente di ridurre la frequenza e la gravità del fenomeno di Raynaud, migliorare la tolleranza al freddo e favorire la guarigione delle ulcere digitali. Tradizionalmente, però, richiede infusioni ospedaliere di circa sei ore, con una permanenza prolungata in reparto.

La novità introdotta dall’Ulss 5 è l’uti-

lizzo di infusori portatili a siringa, dispositivi indossabili che permettono la somministrazione del farmaco direttamente a domicilio, in condizioni di sicurezza clinica. Un passaggio che consente alle pazienti di seguire la terapia nel proprio ambiente quotidiano, con maggiore autonomia e minore impatto sulla vita personale.

Il progetto è il risultato di oltre due anni di lavoro organizzativo e clinico, necessari per definire criteri di selezione, protocolli di sicurezza e percorsi assistenziali. Oggi il programma è pienamente operativo e i primi risultati evidenziano benefici concreti. Le pazienti segnalano un sensibile miglioramento della qualità della vita, grazie alla riduzione degli accessi in ospedale e dei tempi di permanenza nelle strutture sanitarie.

Non solo. Anche sul piano organizzativo emergono effetti rilevanti: l’impiego dei nuovi dispositivi consente una riduzione fino al 66% del tempo di as-

sistenza infermieristica dedicato alla sorveglianza dell’infusione, liberando risorse per altre attività cliniche. Il progetto coinvolge un’équipe multidisciplinare composta dai medici Marco Marzolo, Monica Milan, Elena Borella, Laura Grillini, Elisa Miozzo, Franziska Wabersich e Stefano Cuppini, insieme al personale infermieristico Marta Tomasi, Barbara Tamiello, Martina Tiziani, Federica Salvan e Francesca Manzato. “La domiciliazione delle terapie rappresenta una delle direzioni strategiche più importanti per la sanità moderna, soprattutto nella gestione delle patologie croniche – sottolinea il direttore generale Mauro Filippi –. Questo progetto dimostra come innovazione organizzativa, competenze professionali e attenzione ai bisogni dei pazienti possano tradursi in un servizio concreto, capace di migliorare la qualità della vita e rendere più efficiente il sistema sanitario”.

Fascicolo sanitario elettronico, scattata la scadenza del 31 marzo per l’adeguamento delle strutture

Nuove regole per ospedali e ambulatori: referti entro cinque giorni e dati condivisi per migliorare le cure. Veneto capofila nell’utilizzo del servizio digitale, lo usano due cittadini su tre

anche in caso di accesso al pronto soccorso in un’altra zona del Paese, i sanitari potranno avere subito un quadro chiaro delle condizioni del paziente.

I numeri mostrano una crescita significativa dell’utilizzo. Tra luglio e settembre 2025, il 27% degli italiani ha consultato il Fascicolo sanitario elettronico. Il Veneto si distingue con una delle percentuali più alte: il 66% dei cittadini ha già utilizzato il servizio. Complessivamente, oltre 6,4 milioni di persone hanno effettuato almeno un accesso, mentre per circa 23 milioni di cittadini è stato caricato almeno un documento.

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Prosegue anche in Veneto il percorso del Fascicolo sanitario elettronico, destinato a diventare il fulcro della sanità digitale. Il 31 marzo ha segnato una data importante: entro questo termine tutte le strutture sanitarie, pubbliche e private, si sono dovute adeguare alle nuove modalità di trasmissione dei dati.

L’obiettivo è rendere più semplice e immediato l’accesso alle informazioni sanitarie dei cittadini. Il Fascicolo rappresenta infatti una sorta di archivio digitale personale dove vengono raccolti documenti, esami e referti legati alla storia clinica di ciascun assistito. Attraverso questo strumento, ogni cittadino può consultare i propri dati e condividerli con medici e specialisti, favorendo cure più rapide e coordinate.

Per rendere il sistema davvero efficace, tutte le strutture dovranno utilizzare un linguaggio comune e rispettare tempi precisi: i referti dovranno essere caricati entro cinque giorni dalla visita o dall’esame. In questo modo,

Resta però ancora limitata la quota di chi ha dato il consenso alla consultazione dei propri dati da parte dei medici, ferma al 44%. Molto alta, invece, la partecipazione dei medici di famiglia e dei pediatri, con oltre il 95% già presenti nel sistema.

Tra gli strumenti più importanti c’è il cosiddetto profilo sanitario sintetico, una scheda aggiornata dal medico di base o dal pediatra che riassume le informazioni principali sulla salute del paziente. Si tratta di un documento essenziale per permettere ai sanitari di capire rapidamente la situazione clinica, soprattutto nei casi di urgenza.

I cittadini possono accedere al Fascicolo tramite identità digitale e hanno pieno controllo sui propri dati: possono decidere chi può consultarli, modificare in qualsiasi momento le autorizzazioni e verificare chi ha avuto accesso alle informazioni. Anche la revoca del consenso è sempre possibile e non comporta conseguenze sull’assistenza sanitaria.

Fascicolo sanitario elettronico: accesso in pochi clic con i video tutorial della Regione Veneto

La Regione del Veneto punta sulla semplicità per avvicinare i cittadini al Fascicolo Sanitario Elettronico. Sono infatti disponibili una serie di video tutorial chiari e immediati, pensati per guidare passo dopo passo nell’utilizzo dei servizi sanitari online e nella gestione della propria salute digitale. I video accompagnano l’utente nelle principali funzionalità del fascicolo: dall’accesso tramite identità digitale alla consultazione di referti, ricette e documenti clinici, fino alla possibilità di monitorare il proprio percorso sanitario e avere sempre a disposizione

la propria storia medica in modo sicuro e organizzato. Non mancano indicazioni pratiche anche su come aggiornare i dati, condividere le informazioni con i professionisti sanitari e sfruttare al meglio i servizi disponibili.

I contenuti, realizzati da Give Emotions – società editrice de La Piazza, LaPiazzaweb e Radio Veneto24 – nascono con l’obiettivo di rendere più accessibili e intuitivi gli strumenti messi a disposizione dal sistema sanitario regionale, favorendone così una diffusione sempre più ampia tra gli utenti.

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