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laPiazza di Adria - Ago26

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di Adria

DAL 1994

AGOSTO 2026

Periodico d’informazione locale - Anno XXXIII n. 162

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Adria, punto nascite: istituzioni e territorio fanno squadra per salvarlo

Energia, l’Antitrust sulle concessioni, intanto il Veneto punta all’autonomia

Case della Comunità: raggiunto l’accordo, arrivano i medici di medicina generale

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Il fine vita al centro del dibattito in Veneto

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l tema del fine vita torna a infiammare l’agenda politica del Veneto in questa calda estate. Dopo il rinvio tecnico e le tensioni registrate nelle ultime sedute estive del Consiglio regionale, la discussione sulla proposta di legge di iniziativa popolare promossa dall’associazione Luca Coscioni è stata calendarizzata per il prossimo settembre, trasformandosi nel banco di prova più delicato della stagione politica autunnale. Il provvedimento, che punta a regolamentare tempi e procedure certe per l’accesso al suicidio medicalmente assistito in applicazione della storica sentenza 242 del 2019 della Corte Costituzionale, riapre ferite e spaccature mai sopite all’interno dell’emiciclo di Palazzo Ferro-Fini. Già nel gennaio del 2024 il Veneto era stato pioniere in Italia su questo fronte, vedendo tuttavia la proposta respinta per un solo voto a causa di defezioni trasversali e distinguo interni alla stessa maggioranza. Un colpo di scena che innescò accese reazioni contrastanti e tenne vivo il dibattito a lungo, dentro e fuori il Palazzo. Anche in vista del nuovo appuntamento di settembre, il clima si conferma rovente.

ANZIANI E GIOVANI A RISCHIO SOLITUDINE E ISOLAMENTO DIETRO I NUMERI DELL’INVECCHIAMENTO C’È UNA RETE DA COSTRUIRE servizi alle pag. 4-5-6

APPROVATA LA ROTTAMAZIONE DELLE TASSE E IL NUOVO ATS DEI SERVIZI SOCIALI

servizio a pag. 11

I COSTI PER OLIMPIADI E PEDEMONTANA SCALDANO I CONTI DELLA REGIONE

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IL TEMPO SOSPESO TRA LE GENERAZIONI

numeri, come sempre, lasciano poco spazio alla fantasia: il Nordest, e quindi anche Veneto e Trentino fa i conti con una comunità che invecchia a passi spediti. Lo confermano recenti dati Istat e proiezioni demografiche. Guardando alle cifre il Veneto ormai conta oltre 200 anziani ogni cento ragazzi mentre in Trentino sono più di trentamila gli over 70 che affrontano la quotidianità in solitudine. Dal Covid in poi le fragilità e i bisogni dell’una e dell’altra generazioni si sono fatti ancora più urgenti.

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di Adria

FACCIAMO IL PUNTO

IL TEMPO SOSPESO TRA LE GENERAZIONI

ATS DELTA ADRIA: INCONTRO CON LA REGIONE PER IL NUOVO SISTEMA DEI SERVIZI

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’Ambito Territoriale Sociale ATS Delta Adria prosegue il proprio percorso di costituzione in vista dell’avvio operativo previsto per gennaio 2027. A Palazzo Tassoni l’assessore regionale ai Servizi Sociali Paola Roma ha incontrato gli amministratori dei dieci Comuni dell’Ambito, la Giunta di Adria, Comune capofila, e gli assistenti sociali impegnati nella costruzione del nuovo modello organizzativo. L’incontro è servito a fare il punto sull’attuazione della Legge regionale 9/2024, che definisce il percorso di avvio e consolidamento degli Ambiti Territoriali Sociali (ATS) in Veneto. A darne notizia è l’assessore ai Servizi sociali del Comune di Adria, Marzia Manzetto, che sottolinea come l’incontro abbia consentito di instaurare un confronto diretto con la Regione per raggiungere gli obiettivi fissati dalla riforma. L’assessore regionale tornerà ad Adria il prossimo 2 ottobre, in occasione dell’inaugurazione della ristrutturata chiesetta di Sant’Andrea della Casa di Riposo, alla presenza del vescovo. L’ATS Delta Adria avrà la propria sede nell’edificio situato tra via Ruzzina e piazza Groto, ad Adria, e comprenderà i Comuni di Adria, Ariano nel Polesine, Corbola, Loreo, Papozze, Pettorazza Grimani, Porto Tolle, Porto Viro, Rosolina e Taglio di Po. Il consorzio dei dieci comuni del delta entrerà in vigore 1° gennaio 2027. Da quella data gli Ambiti Territoriali Sociali diventeranno il punto di riferimento per la gestione dei servizi sociali, che saranno progressivamente trasferiti dalle Ulss agli ATS. Le aziende sanitarie manterranno invece la competenza esclusiva sulle attività sanitarie. “L’ATS Delta Adria opererà in modo uniforme sull’intero territorio, con l’obiettivo di armonizzare criteri e parametri di accesso all’assistenza sociale nei dieci Comuni. Le persone più fragili e a rischio di emarginazione sociale saranno prese in carico attraverso nuove procedure elaborate dagli assistenti sociali, dagli educatori e dagli psicologi dell’Ambito, con l’obiettivo di garantire servizi omogenei e una risposta più coordinata ai bisogni della popolazione” Informa l’assessore Manzetto.

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i fronte a questo scenario la tentazione della retorica è forte. Da un lato la commiserazione per gli anziani “soli e fragili”, dall’altro la ramanzina paternalistica per i giovani “incomunicabili e disorientati”. È una narrazione pigra e, soprattutto, falsa. Se ci prendiamo la briga di gettare lo sguardo oltre i luoghi comuni, scopriamo che i ragazzi e i grandi anziani di questo territorio non sono due pianeti lontani che si ignorano. Sono, al contrario, due specchi che riflettono la medesima ferita: il rischio dell’invisibilità. I giovani soff rono per un futuro che sembra già ipotecato, per la difficoltà di trovare spazi di espressione autentica e per un sovraccarico digitale che spesso maschera una profonda solitudine emotiva. Gli anziani soffrono per l’improvviso ridimensionamento del proprio ruolo sociale, confinati nell’etichetta di “utenti da assistere” anziché custodi di competenze ed esperienze. Entrambi vivono la frustrazione di una comunicazione interrotta, in cui parlare non significa essere ascoltati. Per decenni abbiamo risposto a queste fragilità con l’assistenzialismo: sussidi, servizi a sportello, intrattenimento di facciata. Strumenti utili, certo, ma insufficienti se non affrontano la radice del problema:

la perdita di dignità e di autonomia. Un anziano ha bisogno di essere riconosciuto come risorsa attiva, fin dove possibile. Un giovane chiede fiducia concreta per incidere sulle decisioni della propria comunità. In alcune zone del nostro territorio si intravedono già le fondamenta di un cambio di rotta. Pensiamo ai progetti di abitare condiviso tra studenti universitari e pensionati, al volontariato di comunità che unisce il passo di chi ha memoria al dinamismo di chi ha visione, o ai tavoli territoriali che finalmente smettono di parlare dei giovani e degli anziani per iniziare a parlare con loro. Il dialogo intergenerazionale non è un esercizio poetico o un atto di bontà. È un’infrastruttura sociale primaria, urgente quanto una superstrada o la banda larga. Senza questo ponte, il nostro territorio rischia di trasformarsi in una gigantesca ed elegante residenza per anziani senza futuro, circondata da giovani che sognano di andarsene altrove. Urge allora restituire a chi si trova ai margini dell’agenda economica e spesso anche delle decisioni politiche, perché nel parlarne invece tutti sono bravi, la chiave per ricucire la trama sociale e avvicinare queste generazioni solo in apparenza lontane.

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di Adria

• Nicola Stievano

Da gennaio il sociale passerà agli ATS, mentre le Ulss si occuperanno esclusivamente della sanità

• Guendalina Ferro

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Questa edizione raggiunge le zone di Adria, Pettorazza Grimani per un numero complessivo di 7.072 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 32199

Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin - formato da 26 edizioni locali mensilmente recapitato a 575.000 famiglie del Veneto e del Trentino

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Redazione: Direttore responsabile Nicola Stievano >direttore@givemotions.it< Redazione >redazione@givemotions.it<

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Solitudine/1. Una nuova figura di prossimità accanto agli anziani

E’ finalmente attivo il “Custode Sociale” È entrato nella fase operativa nel mese di luglio il progetto “Custode Sociale”, il nuovo servizio di prossimità promosso dal Comune di Adria in collaborazione con il Centro Servizi Anziani di Adria, rivolto alle persone anziane autosufficienti che vivono situazioni di fragilità sociale. L’iniziativa introduce una figura di riferimento sul territorio con l’obiettivo di offrire ascolto, vicinanza e supporto agli anziani, favorendo la permanenza nel proprio ambiente di vita e rafforzando il collegamento tra cittadini, servizi sociali e comunità. Il Custode Sociale svolge attività di monitoraggio sociale, sostegno relazionale, orientamento ai servizi, accompagnamento e prevenzione dell’isolamento. Il servizio opera in stretto raccordo con i Servizi sociali comunali ed è coordinato da un’équipe multidisciplinare composta da professionisti dell’area sociale, educativa e psicologica, che elaborano progetti assistenziali personalizzati sulla base delle esigenze di ciascun beneficiario. L’accesso al servizio avviene attraverso il Comune di Adria, che raccoglie e valuta le segnalazioni dei potenziali beneficiari secondo le modalità previste dal regolamento approvato. Dopo una prima fase di avvio che ha coinvolto sei anziani individuati dai Servizi sociali comunali, il progetto si sta già ampliando con l’inserimento di altri quattro beneficiari. Il “Custode Sociale” si inserisce in una

più ampia rete di interventi che Comune e Centro Servizi Anziani mettono a disposizione degli anziani e delle loro famiglie, con risposte differenziate in base alle diverse esigenze. Tra i servizi offerti dal Centro Servizi Anziani rientra anche il soggiorno temporaneo per anziani autosufficienti, una soluzione pensata per andare incontro alle famiglie che, per alcuni giorni o alcune settimane, devono assentarsi da casa per ferie, impegni personali o particolari necessità. Gli ospiti “temporanei” vengono accolti in camere confortevoli dotate di bagno privato e possono usufruire di tutti gli spazi e i servizi della struttura. Durante la permanenza possono partecipare alle attività ricreative organizzate dal Centro, trascorrere momenti di relax nell’ampio giardino, socializzare con gli altri ospiti o concedersi passeggiate all’esterno, mantenendo le proprie abitudini quotidiane in un contesto accogliente e stimolante. La struttura dispone inoltre di locali climatizzati, particolarmente apprezzati durante i mesi estivi, e mette a disposizione servizi come lavanderia e parrucchiere, contribuendo a rendere il soggiorno pratico e confortevole. Un altro importante servizio di prossimità è rappresentato dai pasti a domicilio, gestiti in stretta collaborazione tra il Comune e il Centro Servizi Anziani. Un intervento pensato per le

persone anziane e i nuclei familiari che, per motivi legati all’età, alle condizioni di salute o a difficoltà temporanee, non riescono a provvedere autonomamente alla preparazione dei pasti. Il servizio garantisce ogni giorno la consegna di pasti caldi direttamente a domicilio, contribuendo a favorire la permanenza dell’anziano nella propria abitazione, assicurando un’alimentazione equilibrata e offrendo alle famiglie un sostegno concreto nella

gestione della quotidianità. Filo conduttore dei tre servizi di prossimità – Custode Sociale, soggiorno temporaneo e pasti a domicilio – è la volontà di accompagnare le persone anziane nel loro percorso di vita, valorizzarne l’autonomia e offrire alle famiglie strumenti concreti di sostegno nella gestione quotidiana. • Guendalina Ferro

Una rete di interventi di prossimità per favorire l’autonomia

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l Comune di Adria, con l’obiettivo di favorire la permanenza delle persone anziane nel proprio contesto familiare e di vita quotidiana, sta lavorando per rafforzare e mettere a sistema una rete di servizi di prossimità capaci di rispondere ai diversi bisogni della popolazione anziana, sostenendo l’autonomia e affiancando le famiglie nella gestione dell’assistenza. Tra gli interventi rientra il Servizio di Assistenza Domiciliare (SAD), gestito in delega all’A zienda Ulss 5 Polesana attraverso il Servizio Cure Primarie del Distretto 2 di Adria. Il servizio prevede interventi professionali direttamente al domicilio delle persone anziane non autosufficienti, con

attività dedicate all’igiene personale, alla cura dell’ambiente domestico e al supporto nelle commissioni quotidiane. Un ulteriore strumento di tutela è rappresentato dal Telesoccorso, rivolto in particolare agli anziani e alle persone parzialmente non autosufficienti che vivono sole. Attraverso l’installazione di un dispositivo telefonico salvavita collegato a una centrale operativa, il servizio consente di attivare rapidamente un intervento di emergenza in caso di necessità, aumentando la sicurezza e la tranquillità della persona e dei familiari. Accanto all’assistenza domiciliare, il Comune sostiene anche la dimensione della socialità attraverso il Centro Aggregativo Diurno per

Anziani, situato in piazza Casellati. La struttura rappresenta un punto di riferimento per attività ricreative, culturali, ludico-motorie e musicali finalizzate a favorire l’aggregazione e contrastare l’isolamento sociale. La gestione è affidata all’APS C.A.D.A. di Adria, mentre il Comune garantisce il sostegno alle spese di gestione della struttura e alla manutenzione. La sede del CADA, situata vicino alla chiesa Cattedrale, è un punto di riferimento messo a disposizione dal Comune per tutti gli anziani, nelle giornate di calicola. Un importante servizio di supporto alla quotidianità è rappresentato dal Trasporto Sociale, realizzato in collaborazione con l’associazione Auser,

che garantisce l’accompagnamento delle persone anziane a visite mediche, terapie e prestazioni sanitarie, sia sul territorio comunale sia fuori Comune. Con una media di due viaggi al giorno e tre mezzi a disposizione, di cui uno dedicato al trasporto delle persone con disabilità, il servizio, svolto dai volontari Auser, risponde anche alle esigenze degli anziani che necessitano di spostarsi per commissioni quotidiane, come fare la spesa, soprattutto in considerazione delle difficoltà legate alla limitata disponibilità del trasporto pubblico di linea. • (g.f.)

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5 Solitudine/2. Nel Polesine il Progetto ORA offre supporto a chi assiste persone fragili

Anziani soli, cresce il ruolo dei caregiver

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empre più anziani vivono soli e, quando la non autosufficienza si affaccia nella quotidianità, sono spesso i familiari a farsi carico dell’assistenza. Figli, coniugi, fratelli o altri parenti diventano improvvisamente il punto di riferimento per visite mediche, terapie, gestione della casa e cura della persona. Sono i caregiver familiari, una figura sempre più centrale in una società che invecchia e che vede crescere il numero degli anziani fragili. Il fenomeno riguarda anche il Polesine, dove l’invecchiamento della popolazione e la presenza di numerosi anziani che vivono soli rendono ancora

più importante il ruolo di chi presta assistenza quotidianamente, spesso rinunciando al tempo libero, al lavoro o alla propria vita sociale. Per anni il lavoro dei caregiver è rimasto quasi invisibile, nonostante rappresenti una componente essenziale del sistema di assistenza. Un primo riconoscimento è arrivato con la Legge 205 del 2017, che ha istituito il Fondo per il sostegno del ruolo di cura e assistenza del caregiver familiare, riconoscendo il valore sociale ed economico dell’attività svolta gratuitamente da chi assiste una persona non autosufficiente o con disabilità. Oggi il percorso

normativo, (proposta di legge n.10 della regione del Veneto) punta a rafforzare ulteriormente questa figura, con l’obiettivo di costruire un sistema nazionale più omogeneo e capace di offrire strumenti concreti di sostegno alle famiglie. La normativa definisce caregiver familiare la persona che assiste, in modo gratuito e continuativo, il coniuge, il convivente, un familiare o una persona legata da un rapporto affettivo stabile che, a causa di malattia, disabilità o non autosufficienza, non è più in grado di provvedere autonomamente ai propri bisogni. Non si tratta quindi di un aiuto occasionale, ma di un’attività quotidiana che comprende l’accompagnamento alle visite, la gestione delle terapie, l’assistenza nelle attività personali e il rapporto con i servizi sanitari e sociali. Una presenza indispensabile, soprattutto per tanti anziani che vivono da soli e che, senza il supporto di un familiare, rischierebbero di perdere la propria autonomia o di dover ricorrere precocemente all’assistenza residenziale. Tra le principali novità attese c’è quindi il riconoscimento formale della figura del caregiver. Secondo quanto emerge dagli uffici servizi sociali dei comuni, da settembre 2026 i cittadini interessati potranno registrarsi sul portale INPS per avviare il percorso previsto dalla nuova disciplina. Nel territorio dell’Ulss 5 Polesana è già attivo un servizio che rappresenta un punto di riferimento per molte famiglie. Si

IBC: “Per gli Anziani soli serve un Piano comunale che faccia rete”

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e ondate di calore non rappresentano più un fenomeno eccezionale, ma una realtà con cui fare i conti ogni estate. Su questo tema il movimento civico Impegno per il Bene Comune (IBC) invita l’Amministrazione comunale a rafforzare gli strumenti di tutela per gli anziani che vivono soli e per le persone più fragili. Secondo il Direttivo del movimento, non bastano le raccomandazioni rivolte alla popolazione, come bere molta acqua o evitare di uscire nelle ore più calde. È necessario predisporre un Piano comunale permanente per le emergenze da caldo, capace di coordinare servizi sociali, Ulss, Protezione civile, associazioni di volontariato e parrocchie. Il movimento riconosce come positiva la decisione del Comune di mettere a disposizione alcuni spazi climatizzati, tra cui l’atrio del Municipio, il CADA e la Biblioteca comunale. Tuttavia, secondo IBC, i luoghi citati e anche il Centro Servizi Anziani (CSA) dovrebbero trasformarsi in veri punti di aggregazione, dove le persone possano non solo trovare refrigerio, ma anche trascorrere alcune ore in compagnia, partecipare ad attività e contrastare quella solitudine che durante l’estate rischia di accentuarsi. “Le persone – evidenzia il movimento – non hanno bisogno soltanto di un ambiente fresco, ma anche di relazioni, ascolto e una presenza rassicurante. Un anziano che trascorre alcune ore in compagnia

tratta del Progetto ORA,(Orientamento, Rete, Ascolto) finanziato da diversi anni dalla Fondazione Cariparo in collaborazione con la Regione Veneto e l’Ulss 5 Polesana, nato per sostenere le persone che assistono familiari affetti da Alzheimer o da altre demenze. Il progetto offre consulenza, sostegno psicologico, orientamento ai servizi e attività dedicate sia ai caregiver sia alle persone assistite, con l’obiettivo di ridurre il rischio di isolamento sociale e alleggerire il peso dell’assistenza

quotidiana. Ad Adria il servizio è attivo presso la sede di piazza degli Etruschi 9,centroalzheimer@aulss5. veneto.it-Tel. 0426940408. Mentre a Rovigo, il servizio si trova presso la Cittadella sanitaria di viale Tre Martiri, al primo piano del blocco D. centroalzheimer@aulss5.veneto. it- Tel. 3208394914.

• Guendalina Ferro

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riceve un beneficio che va ben oltre il semplice sollievo dal caldo”. Per IBC non servono grandi opere o investimenti straordinari, ma una migliore organizzazione delle risorse già presenti sul territorio. “Adria dispone di strutture, associazioni e volontari – conclude il Direttivo –. Occorre metterli in rete attraverso una regia stabile dell’Amministrazione comunale, affinché nessuna persona fragile venga lasciata sola durante le ondate di calore”. • (g.f.)

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Solitudine/3. Monitorare gli anziani soli e rafforzare centri, trasporti e rete di servizi

ZANELLATO: ”SERVE UNA MAPPA DELLE FRAGILITÀ E UNA RETE DI SERVIZI NELLE FRAZIONI” L ’invecchiamento della popolazione impone ad Adria una nuova programmazione dei servizi sociali. Ne è convinto Giorgio Zanellato, consigliere comunale di minoranza del Partito Democratico, che richiama l’attenzione sull’aumento della popolazione anziana e sulla necessità di predisporre strumenti adeguati per rispondere ai nuovi bisogni. Secondo Zanellato, l’aumento degli anziani non autosufficienti rende indispensabile un rafforzamento degli interventi socio-assistenziali, sottolineando come il peso economico dell’assistenza non possa continuare a gravare su Comuni e famiglie. “Gli anziani non autosufficienti crescono in maniera esponenziale e la spesa conseguente deve essere totalmente a carico del sistema sanitario nazionale. Finora i Comuni e le famiglie si sono fatti carico anche di una parte di queste spese, ma la situazione sta diventando oggettivamente ingestibile sul piano finanziario”. Tra le priorità indicate

dal consigliere vi è la realizzazione di una mappatura delle persone anziane che vivono sole, raccogliendo informazioni sul grado di autosufficienza, sulle eventuali patologie, sulla presenza di familiari e sulle principali necessità assistenziali. Un censimento che, secondo Zanellato, dovrebbe partire soprattutto dalle frazioni e dai quartieri e potrebbe essere realizzato coinvolgendo giovani del Servizio civile o studenti tirocinanti. Per il Partito Democratico è inoltre necessario ricostruire una rete stabile tra Comune, associazioni e volontariato. L’Amministrazione dovrebbe assumere un ruolo di coordinamento, sostenendo anche economicamente progetti capaci di contrastare la solitudine degli anziani e favorire la loro partecipazione alla vita della comunità. Tra le proposte avanzate dal consigliere la valorizzazione dei centri civici delle frazioni, da trasformare in veri e propri centri diurni dove gli anziani possano ritrovarsi e partecipare ad attività sociali. Zanellato suggerisce

anche la realizzazione di progetti dedicati alla memoria delle comunità locali, raccogliendo fotografie, documenti, attrezzi e testimonianze degli anziani per creare piccoli musei etnografici capaci di preservare la storia delle frazioni e, allo stesso tempo, favorire l’aggregazione. L’attenzione si sposta anche sugli spazi pubblici. Secondo il consigliere, i parchi cittadini dovrebbero essere attrezzati non solo per bambini e giovani, ma anche per le persone anziane, con aree dedicate e iniziative che favoriscano la permanenza all’aria aperta e la socializzazione. Nel documento trovano spazio anche alcune richieste rivolte direttamente all’Amministrazione comunale: sostenere il CADA affinché possa ripristinare le attività per le quali aveva ottenuto il contributo regionale e affiancare il Centro Servizi Anziani, oggi alle prese con difficoltà economiche, costruendo forme di collaborazione per ampliare i servizi rivolti agli anziani del territorio. Infine, Zanellato richiama l’attenzione sulle frazioni, dove

si concentra una parte consistente della popolazione anziana, spesso rimasta sola e penalizzata dalla progressiva riduzione dei servizi. In questo contesto cita anche il trasferimento della farmacia dalla frazione di Baricetta verso l’area di Borgo Dolomiti, evidenziando come quel presidio rappresentasse un punto di riferimento non solo per Baricetta, ma

anche per Ca’ Emo e le zone limitrofe. Da qui la proposta di potenziare il servizio di trasporto con pulmini, anche attraverso la pagina facebook del Comune, per dare la possibilità agli anziani delle frazioni di raggiungere più facilmente il centro storico e i principali servizi. • Guendalina Ferro

IL RAP COME LINGUAGGIO DI CRESCITA PER I GIOVANI

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a musica come linguaggio educativo, il rap come occasione per raccontarsi, confrontarsi e crescere insieme. Riparte ad Adria “Andare a tempo”, il laboratorio gratuito di rap e scrittura creativa rivolto ai ragazzi e alle ragazze dagli 11 ai 18 anni, promosso nell’ambito del progetto “LIBeRI... Legami di comunità”. Giunto al suo terzo ciclo di incontri, il percorso punta a valorizzare il rap non solo come genere musicale, ma come strumento di espressione personale, creatività e inclusione sociale. Attraverso la scrittura di testi e il lavoro sul ritmo, i partecipanti avranno l’opportunità di sviluppare capacità comunicative, confrontarsi

con i coetanei e sperimentare nuovi linguaggi artistici. Gli incontri si svolgeranno alla Biblioteca dei Ragazzi di Adria, in vicolo Prigioni 7, dalle 10 alle 12, secondo il seguente calendario: lunedì 25 agosto, mercoledì 27 agosto, domenica 31 agosto, mercoledì 3 settembre e domenica 7 settembre. A guidare il laboratorio sarà Prhome, nome d’arte di Paolo Grego, rapper, formatore ed educatore che da anni porta la cultura hip hop all’interno di scuole, servizi territoriali e istituti penali minorili. Attraverso la musica e la scrittura, Grego promuove percorsi educativi che favoriscono la crescita personale, il dialogo e la costruzione di relazioni

positive. L’iniziativa conferma anche il ruolo della Biblioteca comunale di Adria come luogo di aggregazione e partecipazione, capace di affiancare all’offerta culturale tradizionale attività rivolte ai più giovani e orientate all’inclusione. Il laboratorio rientra nel progetto “LIBeRI... Legami di comunità”, sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo attraverso il bando “Biblioteche sociali”, che promuove le biblioteche come spazi aperti alla comunità e al protagonismo giovanile. La partecipazione è gratuita, ma è richiesta l’iscrizione. Per informazioni e adesioni è possibile contattare la Biblioteca comunale

PRHOME

di Adria all’indirizzo biblioteca@comune.adria. ro.it oppure la Biblioteca Ragazzi all’indirizzo biblioteca.ragazzi@comune.adria.ro.it. • (g.f.)

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ADRIA

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Il caso. Dopo l’assemblea pubblica il sindaco Barbujani ha incontrato la Regione

LA POLITICA DEL TERRITORIO FA QUADRATO PER DIFENDERE IL PUNTO NASCITE L a difesa del punto nascite di Adria diventa una battaglia istituzionale che supera gli schieramenti politici. La chiusura del reparto, prevista dal 31 dicembre 2026 in base alla Delibera della Giunta regionale del Veneto n. 453 del 28 maggio 2026, continua a mobilitare amministratori, cittadini e rappresentanti politici, convinti che il futuro del servizio non possa essere deciso sulla base del numero dei parti. Il tema è stato al centro dell’incontro pubblico di luglio, dove è emersa una posizione condivisa: i criteri ministeriali e regionali per il mantenimento dei punti nascita devono essere rivisti tenendo conto delle peculiarità dei territori. Nel caso del Delta del Po pesano le lunghe distanze, i collegamenti complessi, la conformazione geografica e il rischio di spopolamento, elementi che, secondo quanto emerso dall’incontro, rendono il punto nascite un presidio sanitario essenziale. La mobilitazione si sposterà ora nelle sedi istituzionali. In Parlamento, grazie alle senatrici Maria Domenica Castellone (Movimento 5 Stelle) e Daniela Sbrollini (Italia Viva) approderà un’interrogazione al ministro della Salute, mentre in Consiglio regionale sarà discussa l’interrogazione della consigliera Elena Ostanel (Alleanza Verdi e Sinistra). Tra le proposte emerse durante il confronto, particolare attenzione ha suscitato quella della sindaca di Ariano nel Polesine Luisa Beltrame, che ha lanciato l’idea di una legge speciale per il Polesine, capace di riconoscere le specificità del territorio e garantire la permanenza dei servizi essenziali. Il consigliere regionale Riccardo Szumski (Resistere Veneto), nel denunciare il rischio di un progressivo smantellamento della sanità pubblica, ha sostenuto che per invertire la rotta siano necessarie iniziative forti e incisive. Secondo Szumski, il mantenimento del punto nascite di Adria deve essere rivendicato con determinazione, perché i cittadini hanno diritto a servizi sanitari adeguati in un territorio dove versano tasse e contribuiscono al sistema pubblico. Dello stesso avviso anche Pietro Tosarello, del Comitato per la difesa dell’ospedale di Trecenta, che ha invitato il territorio del Delta a mobilitarsi per evitare che Adria segua il percorso già vissuto dal presidio ospedaliero di Trecenta. A richiamare il tema del calo demografico è stato invece il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Flavio Baldan,

che ha ricordato i dati del Rapporto statistico della Regione Veneto 2026: dalle oltre 50 mila nascite registrate nel 2011 si è scesi a meno di 30 mila nel 2024. Un fenomeno che, secondo Baldan, non può tradursi automaticamente nella chiusura dei servizi nei territori più periferici. “Togliere il punto nascite di Adria significa togliere la parola futuro a un territorio”, ha affermato. Sulla necessità di ottenere una deroga stabile è intervenuta anche la consigliera regionale Rossella Cendron (Civiche Venete), sottolineando come non sia accettabile che i cittadini del Delta vengano penalizzati rispetto ad

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altri territori. Nel corso della serata ha preso la parola anche il presidente della Conferenza dei sindaci e sindaco di Corbola Michele Domeneghetti, accolto da alcuni fischi da parte del pubblico. Domeneghetti ha ribadito che il Polesine deve costruire un proprio modello di sviluppo e che la difesa del punto nascite rappresenta una delle priorità per garantire servizi sanitari adeguati. Dopo l’incontro pubblico, il sindaco di Adria Massimo Barbujani si è recato a Palazzo Balbi, dove ha incontrato il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani e gli assessori regionali Roma e Gerosa per chiedere di salvare il punto nascite. Nel consiglio comunale del 15 luglio, il sindaco ha annunciato che la battaglia proseguirà anche a Roma, con la richiesta di un incontro al ministro della Salute Orazio Schillaci, nel tentativo di ottenere una revisione della decisione della Regione. Nel frattempo il Partito Democratico di Adria, che ha organizzato la serata del 9 luglio insieme a IBC e al Movimento 5 Stelle, ha invitato il sindaco a valutare anche il ricorso al Tar contro la delibera regionale che dispone la chiusura del punto nascite. Un’azione che dovrà essere presentata entro la fine di luglio. Anche IBC chiede di fare squadra. “Ci aspettiamo che il sindaco coinvolga tutte le forze politiche del territorio, senza distinzioni, per presentarsi uniti a Roma e chiedere il ritiro della delibera”, afferma il movimento, ricordando il caso dell’ospedale di Asiago, dove è stata concessa una deroga nonostante un numero di parti inferiore rispetto a quello di Adria. Intanto, all’ospedale di Adria il punto nascite deve già fare i conti con le prime criticità. La mancanza del neonatologo indirizza di fatto le future mamme a partorire in altri ospedali. Una situazione che rafforza la convinzione che il servizio debba essere difeso, prima che venga progressivamente ridimensionato in vista della chiusura prevista per il 31 dicembre 2026. In difesa del punto nascite di Adria è intervenuta in questi giorni anche l’A zione Cattolica della Cattedrale di Adria, che ha rivolto un appello alla politica affinché si attivi nei confronti della Regione Veneto per chiedere una deroga alla normativa nazionale e consentire il mantenimento del punto nascite adriese. • Guendalina Ferro


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Storie di imprese ed imprenditori di successo - a cura di

UN NUOVO SPAZIO DEDICATO AL VERDE: il 20 settembre dalle 16 inaugurazione della nuova serra Famiglia Zanella, il futuro cresce nel verde: a settembre inaugura la nuova serr. Un investimento in innovazione, sostenibilità e accoglienza per un’azienda che dal 1940 accompagna clienti e territorio con passione e competenza

vi spazi e scoprire da vicino il risultato di un importante progetto di riqualificazione. L’inaugurazione sarà anche un momento di incontro e condivisione, con un buffet dedicato ai partecipanti e una visita guidata attraverso la nuova struttura, per raccontare le scelte progettuali, le tecnologie introdotte e il lavoro che ha portato alla trasformazione dell’area vivaistica. La nuova serra nasce con l’obiettivo di migliorare non solo l’organizzazione interna, ma soprattutto l’esperienza dei visitatori. Gli spazi sono stati ripensati per rendere il percorso più ordinato, semplice e intuitivo, permettendo ai clienti di muoversi con maggiore comodità tra le diverse proposte. L’assortimento è stato ampliato, con una maggiore varietà di piante da interno ed esterno, pensate per rispondere alle esigenze di chi cerca soluzioni per la casa, il giardino o gli spazi professionali. Dietro al nuovo progetto c’è una forte componente tecnologica. La struttura è infatti dotata di sistemi automatici in grado di regolare apertura e chiusura della serra in base alle condizioni climatiche, garantendo il mantenimento dell’ambiente ideale per la crescita e

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Zanella coltiva una storia fatta di passione, esperienza e attenzione al mondo del verde. Un percorso iniziato nel 1940 e cresciuto nel tempo attraverso l’ampliamento dei servizi, la capacità di innovarsi e la volontà di mantenere sempre centrale il rapporto con i clienti. Oggi questa storia raggiunge un nuovo importante traguardo con l’inaugurazione della nuova serra completamente rinnovata: uno spazio moderno, funzionale e sostenibile pensato per offrire un’esperienza ancora più completa a chi ama piante, fiori e soluzioni per rendere più accoglienti gli ambienti. L’appuntamento è fissato per il mese di settembre presso la sede dell’azienda, dove il pubblico potrà visitare i nuo-

la conservazione delle piante durante tutto l’anno. Una scelta che permette di migliorare il lavoro quotidiano degli operatori e assicurare condizioni ottimali per il prodotto. Grande attenzione è stata riservata anche alla sostenibilità ambientale, uno dei principi che hanno guidato la realizzazione del nuovo spazio. La serra dispone infatti di sistemi per il recupero dell’acqua piovana e per il riutilizzo dell’acqua utilizzata nei processi di irrigazione. Un approccio responsabile che consente di ridurre gli sprechi e di gestire le risorse in modo più efficiente, confermando la volontà della famiglia Zanella di coniugare innovazione e rispetto per l’ambiente. Il rinnovamento ha coinvolto anche gli aspetti legati alla fruibilità degli spazi. La viabilità interna è stata completamente rivista, con percorsi distinti per ingresso e uscita, così da rendere gli spostamenti più fluidi e sicuri. Per rendere ancora più semplice e piacevole la visita dei clienti sono stati inoltre introdotti pratici carrelli che permettono di trasportare agevolmente piante, terricci e materiali acquistati fino alla propria auto.

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ADRIA

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Politica. Il Consorzio gestirà dal 2027 i servizi sociali dei dieci Comuni dell’ex Ulss 19

VIA LIBERA ALLA ROTTAMAZIONE DELLE TASSE ARRETRATE E AL NUOVO ATS DELTA ADRIA I l Consiglio comunale di Adria ha approvato due provvedimenti destinati ad avere un impatto significativo sia sui cittadini sia sull’organizzazione dei servizi sociali del territorio. Nel corso della seduta del mese scorso a Palazzo Tassoni sono infatti arrivati il via libera alla definizione agevolata delle entrate comunali e all’approvazione dello statuto e del regolamento dell’ATS Delta Adria, il futuro Consorzio che dal 2027 coordinerà i servizi sociali dei dieci Comuni dell’ex Ulss 19. Tra i temi più discussi dell’assemblea c’è stata la cosiddetta “rottamazione” delle tasse comunali. Il provvedimento consentirà ai contribuenti di regolarizzare le proprie posizioni versando il tributo dovuto, senza dover corrispondere le sanzioni e gli interessi maturati per il ritardo nei pagamenti. Il vicesindaco Federico Simoni ha precisato che non si tratta di un condono fiscale, ma di una misura finalizzata a favorire il recupero delle

somme non ancora riscosse dall’ente. L’obiettivo è duplice: offrire ai cittadini la possibilità di chiudere pendenze che, con il trascorrere degli anni, sono diventate sempre più onerose e, allo stesso tempo, consentire al Comune di recuperare oltre tre milioni di euro relativi a crediti ormai datati. Il Consiglio ha inoltre approvato lo statuto e il regolamento dell’ATS Delta Adria, il nuovo Ambito Territoriale Sociale che entrerà in funzione dal 1° gennaio 2027. Il Consorzio riunirà i dieci Comuni dell’ex Ulss 19: Adria, Ariano nel Polesine, Corbola, Loreo, Papozze, Pettorazza Grimani, Porto Tolle, Porto Viro, Rosolina e Taglio di Po. Adria sarà il Comune capofila e ospiterà la sede nell’edificio dell’ex banca tra via Ruzzina e piazza Grotto. Entro il 31 luglio tutti i Consigli comunali dovranno approvare statuto e regolamento. Successivamente saranno definiti gli organi di governance con la nomina del consiglio di amministrazione, del

presidente e del direttore, mentre la costituzione formale davanti al notaio è prevista il 2 gennaio 2027. Con la nascita dell’ATS cambierà il modello di gestione dei servizi sociali. Le funzioni oggi svolte direttamente dai singoli Comuni, come la gestione dell’asilo nido, saranno progressivamente trasferite al nuovo Ambito territoriale, mentre l’Ulss 5 Polesana manterrà le competenze di carattere sanitario. Durante il dibattito non sono mancate le osservazioni delle opposizioni. Il Movimento Civico Impegno per il Bene Comune, con Enrico Bonato e Sandra Moda, e il Partito Democratico, con Giorgio Zanellato, hanno contestato il fatto che statuto e regolamento fossero stati presentati in una versione “blindata”, da approvare senza la possibilità di presentare emendamenti. Il consigliere Simone Ceccarello (Fratelli d’Italia) ha invece sostenuto che i due documenti, considerata la loro rilevanza, avrebbero dovuto essere discussi e

votati separatamente. L’assessore ai Servizi sociali Marzia Manzetto ha spiegato che la procedura è stata dettata dalla necessità di rispettare il cronoprogramma per la costituzione dell’ATS, evidenziando come il ritardo già accumulato comporti un costo stimato in 16 milioni di euro per la

Regione Veneto. Al termine della discussione, statuto e regolamento sono stati approvati con l’astensione di IBC e del PD, mentre il consigliere Simone Ceccarello (Fratelli d’Italia) ha espresso voto favorevole. • Guendalina Ferro

Supermercato alle Case Rosse: “Un’operazione senza interesse pubblico”

I

l nuovo supermercato previsto nella zona delle Case Rosse, proprio di fronte al centro commerciale, continua ad alimentare il confronto politico ad Adria. Dopo l’approvazione in Consiglio comunale della delibera che autorizza la realizzazione del punto vendita, interviene il Circolo del Partito Democratico, che boccia l’operazione definendola “vantaggi per pochi, danni per tutti”. Secondo il Pd, l’intervento porterà alla “completa cementificazione di una parte di Adria” e alla perdita di spazi verdi, in un’area già caratterizzata dalla presenza di attività commerciali. Il nuovo supermercato avrà una superficie di vendita di 1.500 metri quadrati. “Per il quartiere Case Rosse non è previsto alcun intervento

di miglioramento o di manutenzione, nonostante ve ne sia un bisogno assoluto – sostiene il partito –. I residenti resteranno imbottigliati nel traffico e sempre più isolati nei loro appartamenti”. Nel mirino anche la definizione dell’intervento come occasione di riqualificazione urbana. Il Pd contesta infatti l’impatto ambientale e ritiene che il percorso amministrativo seguito sia stato “non lineare, poco trasparente e giuridicamente controverso”. Critiche anche alla transazione tra Comune e Ater collegata al progetto. “È difficile individuare questo interesse pubblico in un concambio tra la sistemazione di quattro alloggi e la costruzione di un supermercato di 1.500 metri di vendita”, afferma il Pd, sollevando dubbi anche sul computo metrico

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da circa 200 mila euro allegato alla delibera. Secondo i democratici sarebbe stato più utile aprire una trattativa diversa con Ater, anche per la gestione del patrimonio immobiliare comunale e per recuperare gli impegni legati alla realizzazione di abitazioni a canone concordato. Il partito interviene infine sul tema del commercio cittadino, sostenendo che il dibattito sulla nuova struttura abbia trascurato la crisi dei negozi di vicinato. “La rete commerciale tradizionale della nostra città sta progressivamente scomparendo”, afferma il Pd, ribadendo il voto contrario espresso in Consiglio comunale. • (g.f.)

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ADRIA

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Pietra tombale. Una vicenda destinata a fare scuola

IL CONSIGLIO DI STATO HA DEFINITIVAMENTE CHIUSO IL CASO BORGHI AUTENTICI Q uella che doveva essere un’opportunità per rilanciare il turismo di Adria si è conclusa con una pesante sconfitta giudiziaria per il Comune. Il Consiglio di Stato ha infatti messo una pietra tombale alla lunga vicenda del progetto “Adria: Borgo Autentico nelle terre dei grandi fiumi”, confermando la legittimità del drastico taglio dei finanziamenti deciso da AVEPA, l’Agenzia Veneta per i pagamenti in agricoltura. Una sentenza che chiude una storia iniziata oltre dieci anni fa e che, nel frattempo, ha visto esposti alla Procura, indagini della Guardia di Finanza, l’intervento della Corte dei Conti e le dimissioni dell’allora assessore al Turismo, Patrizia Osti. La vicenda prese avvio nel 2014, quando Adria diventò il primo Comune del Veneto ad aderire all’Associazione Borghi Autentici d’Italia. L’obiettivo dell’amministrazione guidata dall’allora sindaco Massimo Barbujani era valorizzare il territorio attraverso il turismo esperienziale, sfruttando un bando del GAL destinato allo sviluppo turistico. Il progetto prevedeva investimenti per circa 247.500 euro, con un contributo pubblico atteso di circa 198 mila euro. Tra le iniziative

organizzate figurava anche la “Festa dei Borghi Autentici”, ma ben presto iniziarono a emergere le prime contestazioni da parte delle forze politiche di opposizione. Le segnalazioni portarono all’apertura di verifiche da parte della Guardia di Finanza, che analizzò nel dettaglio la gestione del progetto. In particolare gli accertamenti si concentrarono su due aspetti: la correttezza delle spese rendicontate e le modalità con cui il Comune aveva affidato i servizi all’Associazione Borghi Autentici d’Italia. Secondo gli investigatori, mancava infatti una gara pubblica o almeno un’indagine di mercato per scegliere il soggetto incaricato di svolgere le attività previste dal progetto. Sulla base delle verifiche effettuate, AVEPA esaminò la rendicontazione finale presentata dal Comune. L’ente riscontrò 37 voci di spesa considerate non ammissibili e rilevò irregolarità nelle procedure di affidamento degli incarichi. Per questi motivi, Avepa, invece di erogare il contributo previsto, liquidò soltanto 15.732,26 euro, applicando anche le sanzioni previste. In altre parole, gran parte del finanziamento pubblico venne revocato perché, secondo l’ente

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erogatore, una parte consistente delle spese non rispettava le regole richieste per ottenere i contributi. Nel 2017 la vicenda si aggravò ulteriormente. La Corte dei Conti avviò un’azione per presunto danno erariale quantificato in circa 114 mila euro, chiamando in causa gli amministratori dell’epoca e l’assessore Patrizia Osti, che successivamente rassegnò le dimissioni. Nello stesso periodo, inoltre, l’Associazione Borghi Autentici d’Italia chiese al Comune il pagamento di circa 28 mila euro di compensi ritenuti ancora dovuti. Parallelamente il

Comune cercò di ottenere l’annullamento del provvedimento di AVEPA ricorrendo prima al TAR del Veneto, che respinse il ricorso. L’ultimo capitolo si è chiuso con la sentenza n. 3061 pubblicata il 17 aprile 2026, con la quale il Consiglio di Stato ha respinto definitivamente anche l’appello del Comune di Adria. I giudici hanno confermato integralmente la correttezza dell’operato di AVEPA. In particolare hanno stabilito sostanzialmente che i chiarimenti forniti dal Comune sulle 37 spese contestate erano troppo generici e che AVEPA aveva svolto controlli completi, sia sui documenti sia attraverso sopralluoghi. Cosa più significativa, il fatto che il Comune non poteva affidare direttamente i servizi all’Associazione Borghi Autentici d’Italia senza una procedura di gara o almeno un confronto con altri operatori. La legge, infatti, prevede che, quando un ente pubblico affida un servizio pagato con denaro pubblico, debba normalmente mettere in concorrenza più operatori attraverso una gara o una procedura comparativa. Il Comune sosteneva che l’Associazione Borghi Autentici fosse un

soggetto unico e che quindi l’affidamento diretto fosse giustificato. Il Consiglio di Stato ha invece stabilito che ciò non era sufficiente. L’associazione, infatti, non poteva essere considerata un soggetto “in house”, cioè un organismo controllato dal Comune al punto da poter ricevere incarichi senza gara. Inoltre, il fatto di detenere il marchio “Borghi Autentici” non autorizzava comunque a derogare alle regole della concorrenza. Una vicenda quindi, destinata a fare scuola. Con questa sentenza si chiude definitivamente una controversia durata oltre dieci anni. Il Comune non potrà recuperare i finanziamenti revocati e il maxi-taglio dei contributi resta confermato. Quella che era nata come un’iniziativa per promuovere il turismo nel Delta del Po è diventato un “precedente” sul corretto utilizzo dei fondi pubblici. In pratica, la sentenza del consiglio di stato ha stabilito che, anche quando un progetto è ritenuto valido, gli enti locali devono rispettare rigorosamente le norme sulla rendicontazione delle spese e sulla trasparenza nell’affidamento degli incarichi. • Guendalina Ferro

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BOTTRIGHE

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La cerimonia. Madrina d’eccezione il Prefetto di Rovigo Franca Tancredi

TUTTO ESAURITO PER LA 35ESIMA “SERATA D’ONORE” E DI GRANDE SOLIDARIETÀ

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utto esaurito al parco della scuola materna “Umberto Maddalena” di Bottrighe per la 35esima “Serata d’Onore” del gruppo folkloristico “Bontemponi” organizzata in collaborazione con l’Associazione ricreativa Bottrighese. Applauditissimi i componenti del sodalizio nella presentazione dei canti e balli raccolti nel Delta, così pure gli ospiti, Luca Finotti sassofonista, il tenore Daniele Tomiazzo solista dei Bontemponi, accompagnati al pianoforte dalla

maestra Alessia Leccioli. Durante lo spettacolo, che ha avuto Franca Tancredi, Prefetto di Rovigo, in qualità di madrina d’eccezione, si è svolta la tradizionale cerimonia, alternata da tanti momenti di emozione e commozione per i 5.673,55 euro raccolti dal gruppo durante le iniziative degli ultimi dodici mesi, comprese quelle natalizie con i babbi natale e la festa della befana, più 1.140,30 euro raccolti durante la serata. Hanno ricevuto il contributo la Lega Italiana Lotta

al Tumore, l’associazione Italiana Sclerosi Multipla, la Lega Italiana Fibrosi Cistica, l’associazione “Mosaico Friends”, l’associazione Parkinson Rovigo e la scuola materna “Umberto Maddalena”. Sono intervenuti Francesca Pauro, medico del dipartimento fibrosi cistica di Verona ed in collegamento telefonico, impegnata in un convegno internazionale a Ginevra, Alessandra Protti, già primario di neurologia del Niguarda di Milano. Per le istituzioni i sindaci di Adria, Rovigo, Villanova Marchesana, Gavello, Villadose e rappresentanze di Porto Viro e Correzzola, il senatore Bartolomeo Amidei, il parroco don Massimo Barison ed il luogotenente Paolo Colucci comandante stazione carabinieri di Adria. Presente la Fidas Polesana, associazioni di volontariato e altre gemellate con i Bontemponi. A Nicola Gennari la consegna del 9° premio “La Colonna” dalle mani di Edoardo Bottacin direttore del teatro Sociale di Rovigo. Premiati dai Bontemponi anche l’Aribo ed il Gruppo Sportivo. Tra una pioggia di coriandoli e fuochi d’artificio, l’emozionante inno “Oh Bottrighe!”.

Le tre S-cioptà a cura di Roberto Marangoni

> Chi elsa el culo, perde el scàgno > A dir busie ag’vòle nà bòna memoria > Co i pìculi i parla, i grandi ià zà parlà

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• Roberto Marangoni

Ancora attese per uno spazio da dedicare a Navicella e Boni

I

Antonio Boni

l tempo passa e si fa sempre più lunga l’attesa di vedere dedicato uno spazio alla memoria di due illustri bottrighesi. Tante volte se ne è parlato, ma al momento non c’è nulla di concreto. Parliamo del commendatore Gino Navicella e del dottor Antonio Boni, che attraverso il loro operato di vita,

hanno segnato la storia della comunità. In più occasioni pubbliche il gruppo folkloristico “Bontemponi”, a nome della cittadinanza, se ne era fatto interprete, facendo appello ai vari rappresentanti delle amministrazioni, Barbierato prima e Barbujani dopo, chiedendo di intitolare loro un luogo del paese. Scomparso il 9 ottobre 2021, Navicella è stato un’istituzione per Bottrighe e ben oltre. Un imprenditore di successo apprezzato anche in tanti altri ambiti, amministrativi, istituzionali, sportivi e del volontariato. Per lui, sentita la famiglia, si potrebbe intitolare la via dell’area urbanizzata, nella zona industriale, di proprietà della famiglia stessa. Per il dottor Antonio Boni, cavaliere della Repubblica, scomparso il 24 marzo 2025, un’idea potrebbe essere quella di dedicargli la piazzetta delle poste, una posizione molto centrale del paese. Antonio Boni,

Gino Navicella

laureato in chimica, già capo fabbrica dello zuccherificio, ha avuto molteplici interessi nello sport, nella cultura, nella musica, nella parrocchia, nella pubblica amministrazione, nelle attività ricreative e di volontariato. • (r.m.)

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PETTORAZZA

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Animali. Andrea Grassetto invita la cittadinanza a collaborare segnalando la presenza sul territorio

UNA GATTINA MALATA FA SCATTARE L’APPELLO DEL SINDACO: “SEGNALATECI LE COLONIE FELINE” U Si celebrano gli 800 anni di San n appello alla cittadinanza per censire le colonie feline presenti sul territorio e tutelare, allo stesso tempo, la salute degli animali e quella della comunità. È quello lanciato dal sindaco di Pettorazza Grimani, Andrea Grassetto, dopo il recente recupero di una gattina randagia, trovata in condizioni critiche e ora affidata alle cure dei volontari dell’ANTA ODV (Amici Natura Tutela Animali) di Cavarzere. L’episodio ha riportato l’attenzione sul progressivo aumento del numero di gatti randagi nel territorio comunale e sulla necessità di intervenire in modo strutturato, attraverso il coinvolgimento del Servizio Veterinario dell’Ulss. La gattina, denutrita, sporca e gravemente colpita da un’infezione virale, è stata rinvenuta dai militari della locale Stazione dei Carabinieri. A prendersene cura per prima è stata una cittadina di Pettorazza Grimani, che ha poi contattato l’associazione ANTA ODV di Cavarzere, permettendo il trasferimento dell’animale e l’avvio delle cure veterinarie. Da questo episodio nasce l’appello del primo cittadino che invita i residenti a segnalare la presenza di colonie feline presenti sul territorio. “Dare da mangiare ai gatti randagi è un gesto d’amore – sottolinea Grassetto – ma alimentare colonie feline senza segnalarle alle autorità competenti favorisce la loro proliferazione e aumenta il rischio di diffusione di malattie”. L’obiettivo non è scoraggiare chi si prende cura degli animali, ma promuovere una gestione responsabile delle colonie feline. “Sostenere gli animali è importante – prosegue il sindaco – ma non basta. Se si ignorano il peggioramento delle loro condizioni sanitarie e la loro riproduzione incontrollata, quell’aiuto rischia di non essere sufficiente”. Per questo il Sindaco invita i cittadini a segnalare le colonie feline alla Polizia Locale, ai Carabinieri oppure direttamente alle associazioni di volontariato che operano nel settore della tutela animale. “Le segnalazioni -rende noto il Sindaco- serviranno ad attivare il Servizio Veterinario dell’Ulss, che potrà programmare sopralluoghi, visite sanitarie, sterilizzazioni e gli interventi necessari alla tutela degli animali e alla prevenzione sanitaria.

L’appello del primo cittadino prosegue sottolineando l’importanza delle sterilizzazioni, necessarie per monitorare il fenomeno del randagismo”. “Come ricordano da tempo i volontari dell’ANTA - commenta il sindaco -, ogni gatto non sterilizzato può contribuire alla nascita di nuove cucciolate destinate a vivere in strada, con conseguente aumento del rischio di malattie, sofferenza animale e criticità anche sotto il profilo igienico-sanitario”.

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n concerto per riscoprire il messaggio di San Francesco d’Assisi, a ottocento anni dalla sua morte. È l’iniziativa promossa dal Comune di Pettorazza Grimani, che sabato 19 settembre ospiterà nella chiesa di San Giuseppe il concerto “Laudato sii, mi Signore: San Francesco cantore del Creato e della Pace”, organizzato in collaborazione con l’associazione culturale Arsamanda. L’appuntamento serale rientra nelle celebrazioni del 2026, anno in cui ricorre l’ottavo centenario della morte del Santo di Assisi, una figura che continua a parlare anche al mondo di oggi. Il suo invito alla pace, al dialogo, alla fraternità e al rispetto del creato conserva infatti una straordinaria attualità, in un periodo segnato da guerre, tensioni internazionali e cambiamenti climatici. “L’evento non sarà soltanto un concerto, ma anche un’occasione per riflettere su valori che appartengono a tutti.-Si legge nella delibera di giunta-. San Francesco è stato uno dei primi a richiamare l’attenzione sul rapporto tra l’uomo e la natura, invitando al rispetto dell’ambiente e alla cura della casa comune. Allo stesso tempo ha lasciato un messaggio di solidarietà, semplicità e attenzione verso gli ultimi che continua a essere un punto di riferimento anche per le nuove generazioni”. La scelta della chiesa di San Giuseppe vuole offrire alla comunità un luogo raccolto dove vivere una serata all’insegna della musica e della riflessione, trasformando il concerto in un momento di incontro aperto a tutta la cittadinanza. Per sostenere l’iniziativa la giunta guidata dal sindaco Andrea Grassetto ha previsto 1.100 euro, destinati a coprire le spese organizzative dell’associazione culturale Arsamanda. Con questa iniziativa Pettorazza Grimani partecipa alle celebrazioni nazionali dedicate all’ottavo centenario di San Francesco, offrendo ai cittadini un’occasione per fermarsi ad ascoltare un messaggio che continua a parlare anche al presente. Un invito alla pace, alla fraternità e al rispetto del creato che, a distanza di otto secoli, conserva tutta la sua attualità. • (g.f.)


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ATTUALITÀ

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La mobilitazione. I cartelli affissi mostrano le distanze reali che le famiglie dovrebbero percorrere

“Ultima Cultura” lancia la campagna contro la chiusura del punto nascite

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e vie del centro di Adria si sono trasformate in un percorso simbolico fatto di nomi, distanze e domande. Cartelli affissi in diversi punti della città riportavano il nome di un neonato o di una neonata e un messaggio diretto: “Ciao, sono… e per nascere dovrò fare decine di chilometri”. È la nuova iniziativa dell’associazione Ultima Cultura, che interviene pubblicamente sul futuro del punto nascite di Adria, tema riacceso dalla delibera della Giunta regionale del Veneto n. 453 del 28 maggio 2026, che prevede la riorganizzazione dei servizi ospedalieri e quindi la chiusura anche del punto nascite di Adria, oltre a quello di Castelfranco Veneto, Portogruaro e Valdagno. Ogni cartellino affisso riporta un nome, un comune del Distretto 2 dell’ULSS 5 Polesana e una distanza reale: 30, 35, 38, 40, fino a 50 chilometri. Sono i chilometri che molte future madri del Delta potrebbero essere costrette a percorrere in caso di trasferimento del parto in altri ospedali. Un linguaggio essenziale, quasi disarmante, che trasforma numeri e delibere in scenari concreti: il viaggio notturno di una famiglia, il

tempo di un’emergenza, la distanza da un servizio sanitario importante. Con questa azione Ultima Cultura sceglie ancora una volta la strada dell’intervento simbolico e diffuso nello spazio pubblico, una modalità che contraddistingue da tempo l’associazione. Non si tratta della prima iniziativa di questo tipo infatti, in passato il collettivo aveva dato vita al progetto “Ti Bosco”, assegnando simbolicamente un nome agli alberi destinati all’abbattimento in corso Garibaldi, con l’obiettivo di sensibilizzare la cittadinanza sul verde urbano. Negli ultimi anni l’associazione ha promosso anche iniziative sociali e culturali come “Pizza per il Marocco”, i quadratini contro la violenza sulle donne, incontri dedicati alla salute mentale e numerosi progetti rivolti alla comunità locale. Nel caso del punto nascite, il messaggio è chiaro: mantenere alta l’attenzione sul tema. Ogni cartellino affisso diventa così una domanda rivolta alla città e al territorio: quale futuro per la sanità del Delta del Po? E soprattutto, quale accessibilità ai servizi essenziali se per nascere sarà necessario affrontare decine di chilo-

Linea ferroviaria Legnago-Rovigo, sette stazioni rinnovate

P metri? Per Ultima Cultura la risposta non può essere lasciata al silenzio. L’appello finale è rivolto a cittadini, amministratori e forze politiche affinché il tema non venga archiviato: il punto nascite di Adria, sottolinea l’associazione, non è solo una struttura sanitaria, ma un presidio fondamentale per migliaia di famiglie del territorio. • Guendalina Ferro

iù sicurez za, maggiore accessibilità e stazioni più accoglienti per i viaggiatori della linea ferroviaria Legnago-Rovigo. Rete Ferroviaria Italiana ha completato una serie di interventi di manutenzione e riqualificazione che hanno interessato sette scali della tratta, con un investimento complessivo di circa 1,2 milioni di euro. I lavori sono stati programmati durante l’interruzione della circolazione ferroviaria avvenuta tra il 30 maggio e il 3 luglio, periodo nel quale RFI ha potuto intervenire sui fabbricati viaggiatori e sulle aree aperte al pubblico senza interferire con il normale servizio. Le stazioni coinvolte sono state quelle di Costa, Fratta, Lendinara, Badia Polesine,

Castagnaro, Villa Bartolomea e Bovolone, dove sono stati realizzati interventi mirati al miglioramento degli spazi destinati ai pendolari e agli utenti del servizio ferroviario. Le opere hanno riguardato diversi elementi delle stazioni: dai marciapiedi all’illuminazione, dalla segnaletica agli arredi, fino agli interventi di manutenzione straordinaria su coperture e facciate dei fabbricati. L’obiettivo è quello di rendere gli scali ferroviari più funzionali e facilmente fruibili, migliorando la qualità dell’esperienza dei viaggiatori e valorizzando allo stesso tempo il patrimonio ferroviario presente sul territorio. •(g.t.)

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TERRITORIO

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L’insediamento. Tre gli obiettivi da perseguire: borse di studio, attività concertistica e valorizzazione

NUOVO CDA PER LA FONDAZIONE MECENATI S i è insediato il nuovo Consiglio di Amministrazione (CDA)della Fondazione Mecenati, chiamato a proseguire un percorso che, negli ultimi anni, ha rafforzato in modo concreto la missione dell’ente a sostegno della formazione musicale, della cultura e della valorizzazione di Villa Mecenati. Alla guida del nuovo CDA è stato nominato presidente Giampiero Puppa, affiancato dalla vicepresidente Marika Munaro. Completano il Consiglio Alessandro Braga, Paolo Fanton ed Elena Bonazzi, unica consigliera riconfermata rispetto al precedente mandato. Non risulta ancora definita la figura del nuovo segretario. In coerenza con le disposizioni testamentarie della signora Rosita Lusardi vedova Mecenati, la Fondazione è chiamata a perseguire tre obiettivi cardine: il sostegno agli studenti meritevoli del Conservatorio musicale attraverso borse di studio, il supporto alle attività del Comune e della Società Concerti “A. Buzzolla” per la produzione di opere liriche e concerti, e la tutela e manutenzione di Villa Mecenati, sede del Conservatorio. Proprio su questi

tre assi si è concentrato il lavoro del precedente CDA, presieduto da Luciano Fantinati, che ha saputo tradurre la missione statutaria in azioni concrete e continuative. Tra i risultati più significativi spicca il ripristino delle borse di studio a favore degli studenti del Conservatorio, con

contributi erogati dal 2022 al 2025 per un totale di 16.500 euro e a beneficio di 28 giovani musicisti. Un intervento che ha restituito centralità al merito e al sostegno alla formazione, cuore della vocazione della Fondazione. Importante anche il sostegno alla Società Concerti “A. Buzzolla”, che

ha consentito la realizzazione e la continuità dei concerti autunnali ospitati nell’auditorium Mecenati, rafforzando il ruolo della struttura come polo culturale aperto alla cittadinanza e punto di riferimento per la vita musicale del territorio. Sul fronte del patrimonio, il precedente

Consiglio ha realizzato un significativo intervento di restauro conservativo di Villa Mecenati, dopo oltre dieci anni dall’ultimo lavoro strutturale. L’operazione ha incluso l’installazione di un ascensore per l’abbattimento delle barriere architettoniche e la sistemazione della copertura dell’edificio. I lavori realizzati, (primo stralcio delle opere da eseguire), pari a circa 200 mila euro, è stato finanziato tramite un prestito chirografario con Bancadria, con un piano di rientro sostenuto nei prossimi dieci anni dagli introiti derivanti dallo studentato adiacente, destinato agli allievi del Conservatorio. A completare il quadro, anche la valorizzazione di spazi funzionali alla vita accademica e culturale: uno dei locali retrostanti la villa Mecenati, destinato a biblioteca e concesso in uso gratuito al Conservatorio, sarà nei prossimi mesi intitolato al compositore adriese Nino Catozzo, attraverso la posa di una targa commemorativa, a testimonianza del legame profondo tra memoria musicale e formazione. • Guendalina Ferro

Presentata l’anticipazione della stagione del Sociale di Rovigo

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a Giunta ha approvato la nuova stagione teatrale 2026/2027 del Teatro Sociale di Rovigo, un cartellone ricco di appuntamenti culturali, musicali e di spettacolo che verrà presentato ufficialmente a settembre nel corso di una serata dedicata alla cittadinanza in piazza Garibaldi, offrendo intanto le prime prestigiose anticipazioni grazie all’assessore alla Cultura Erika De Luca e al direttore artistico Edoardo Bottacin. La programmazione conferma la sua proposta variegata che spazia dalla lirica ai

concerti sinfonici, dal jazz agli eventi per famiglie, dai progetti educativi e laboratori innovativi fino all’immancabile prosa, che ripropone il doppio turno per alcuni spettacoli e vede protagonisti nomi di spicco del calibro di Luca Zingaretti e Marco Paolini. La stagione lirica, in programma da novembre ad aprile 2027, proporrà grandi opere come Pagliacci, Aida e Traviata, arricchite dal ritorno di artisti internazionali come Fabio Sartori e Vincenzo Costanzo e da iniziative di approfondimento, affiancate dal progetto “Una

città all’opera” che trasformerà il centro storico in un palcoscenico diffuso tra note, sapori e immagini, oltre alle confermate rassegne “Un gelato all’opera” in collaborazione con la Gelateria Godot e #InfluOpera per i content creators. La sezione sinfonica porterà a Rovigo autentiche star mondiali e appuntamenti di altissimo livello fino a maggio 2027, tra cui il tradizionale Concerto di Capodanno e la presenza di uno dei pianisti più importanti al mondo, Grigorij Sokolov, mentre il cartellone “Jazz e dintorni” vedrà esibirsi artisti del calibro

di Danilo Rea accanto a proposte innovative come l’omaggio alle celebri colonne sonore di John Williams per Star Wars e Harry Potter eseguito da una grande orchestra sinfonica. Grande spazio sarà dedicato anche al settore Educational e Teatroragazzi, pensato per coinvolgere scuole, famiglie e giovani con percorsi formativi mirati alla riflessione sociale. • (r.r.)

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Segue da pag. 1

Il fine vita torna al centro del dibattito regionale: l’attesa per il voto di settembre tra divisioni politiche e pressioni sociali

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a un lato persistono le resistenze e i prudenti scetticismi all’interno del centrodestra — preoccupati sia dai possibili profili di impugnazione statale sia dalle differenti sensibilità etiche — mentre dall’altro si registra la ferma opposizione del mondo cattolico. Di recente, il Patriarca di Venezia, monsignor Francesco Moraglia, ha definito la misura “inaccettabile”, ammonendo

sul rischio che una legge regionale possa aprire varchi impropri a pratiche eutanasiche. A stretto giro è arrivata la replica istituzionale, con il richiamo alla necessità di un confronto laico e rispettoso delle sofferenze umane, fondato sul perimetro già tracciato dai giudici costituzionali. Nel frattempo, il dibattito si arricchisce di nuove istanze trasversali. Le opposizioni, guidate dal Partito Democratico,

non solo premono per il riconoscimento del diritto all’autodeterminazione dei pazienti in condizioni di sofferenza irreversibile, ma rilanciano con forza anche il tema della carenza strutturale delle cure palliative nella regione, ricordando come i posti letto negli hospice siano ancora ampiamente inferiori rispetto ai fabbisogni programmati. Con il mese di settembre ormai alle porte, la

maggioranza e le opposizioni si preparano a un confronto d’aula che si annuncia serrato e privo di sconti. La tenuta dei numeri in Consiglio e la capacità della politica veneta di dare una risposta concreta a un tema etico così complesso saranno determinanti, non solo per il futuro della legge regionale, ma per l’intero dibattito nazionale sui diritti dei malati terminali.

Tempo di bilanci. L’assessore Giacinti rassicura sui rilievi della Corte dei Conti: “Nessun rischio, fondi già accantonati”

REGIONE, VIA LIBERA AL RENDICONTO 2025, SFIDA APERTA PER OLIMPIADI E PEDEMONTANA E ’ passato con 30 voti della maggioranza in Consiglio regionale e 15 contrati il Rendiconto generale relativo all’esercizio finanziario 2025. Un passaggio contabile fondamentale che ratifica la tenuta delle casse regionali e che ha visto al centro dell’attenzione le riserve e i capitoli di spesa legati a due importanti partite per il futuro dell’amministrazione: la gestione degli oneri della Superstrada Pedemontana Veneta e i costi previsti per i Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026. Sulle due questioni, oggetto di specifici rilievi da parte della Corte dei Conti, l’assessore regionale al Bilancio, Filippo Giacinti, ha espresso la posizione ufficiale dell’esecutivo per rassicurare l’aula consiliare e la cittadinanza. “Abbiamo accolto le osservazioni della Corte con lo spirito di collaborazione istituzionale che da sempre contraddistingue la Regione del Veneto”, ha spiegato l’assessore Giacinti. “Su entrambi i fronti desidero rassicurare il Consiglio e i cittadini: gli accantonamenti necessari sono già stati effettuati e le risorse risultano pienamente disponibili. La programmazione finanziaria della Regione tiene conto di questi impegni e continuerà a garantire equilibrio e sostenibilità nel medio e lungo periodo”.

Al di là dei nodi legati alla Pedemontana e alla macchina olimpica, l’amministrazione ha sottolineato il valore complessivo di una gestione guidata dal contenimento dei costi e dall’efficienza operativa. Il Veneto si conferma tra i territori con le spese di funzionamento e di personale più basse a livello nazionale, registrando tempi di pagamento dei fornitori in anticipo di 18 giorni rispetto alle scadenze previste dalla legge. Un modello virtuoso che punta a tutelare

Filippo Giacinti

la qualità dei servizi al cittadino, con particolare riferimento alla sanità, limitando il ricorso alla leva fiscale. Conclusa l’approvazione del documento consuntivo, l’amministrazione ha già avviato i lavori per la stesura

del Bilancio di previsione 2027-2029. Il nuovo strumento programmatico punta a sviluppare un percorso fortemente condiviso con gli enti locali, le parti sociali e le categorie economiche territoriali. “Sarà un bilancio

compartecipato, costruito insieme ai territori, - conclude Giacinti - vogliamo superare definitivamente la logica del bilancio come semplice documento contabile e dare forma a uno strumento di programmazione condivisa”.

Il correlatore Paolo Galeano vota contro: “Manovra senza futuro per il Veneto”

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l gruppo consiliare del Partito Democratico ha espresso voto contrario all’assestamento di bilancio della Regione Veneto, contestando l’assenza di una visione strategica per le infrastrutture economiche e sociali. A spiegare le ragioni della bocciatura è il consigliere regionale dem e correlatore della manovra, Paolo Galeano, che sollecita interventi più incisivi a sostegno della cittadinanza. “Dopo un rendiconto che ha chiuso un’epoca amministrativa dalla quale il Veneto è uscito impoverito, ci attendavamo una manovra capace di dare una prospettiva reale”, evidenzia Galeano, ricordando le proposte emendative avanzate dal proprio gruppo. “Con 130 milioni di euro a disposizione, era doveroso immettere stanziamenti mirati nelle urgenze. La cosa paradossale è che la stessa maggioranza ha ammesso la bontà dei nostri obiettivi, arrivando a dire che li avrebbe sostenuti se solo ci fossero state le risorse”, prosegue l’esponente del Pd. La critica dell’opposizione punta il dito contro quella che definisce una semplice gestione dell’ordinario, priva di coraggio politico. “E’ giunto il momento della verità per chi governa la Regione. Possono continuare con una politica

Paolo Galeano

di piccolo cabotaggio che si limita a gestire il presente verso una totale assenza di prospettiva, oppure decidere di ridare futuro e speranza a questo territorio”, sottolinea il consigliere. “Ogni amministratore ha il dovere di usare al massimo le leve a disposizione: davanti a una crisi evidente, la scelta della maggioranza è stata purtroppo quella di rimanere fermi”, conclude Galeano.


REGIONE

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Il dibattito. Le reazioni e il confronto in Consiglio Regionale dopo l’approvazione del Rendiconto 2025

Il centrodestra difende la manovra Pedemontana, l’affondo di Rocco, Barbisan e Soranzo: “Conti solidi” Manildo: “Maggioranza spaccata”

Enoch Soranzo

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’approvazione del Rendiconto 2025 trova il pieno sostegno dei gruppi di maggioranza in Consiglio regionale, che rivendicano la stabilità dei conti e sottolineano come le scelte di bilancio garantiscano continuità, sviluppo e responsabilità finanziaria. Per Riccardo Barbisan, capogruppo della Lega – Liga Veneta, il documento contabile rappresenta la prosecuzione di una gestione virtuosa: “Il Veneto non riparte da zero, ma prosegue un percorso amministrativo che negli ultimi quindici anni ha consentito alla nostra Regione di costruire basi solide”. Barbisan evidenzia l’atteggiamento di apertura dialogante mostrato verso i banchi della minoranza in ambito sociale e difende la tenuta del sistema sanitario regionale: “Il Veneto continua a garantire livelli di assistenza tra i migliori d’Italia senza ricorrere all’addizionale regionale IRPEF. Questo è stato possibile grazie a una gestione attenta delle risorse e dei conti pubblici”. L’esponente del Carroccio rimarca inoltre il valore strategico delle infrastrutture come la Pedemontana, definita come “un’opera che ha cambiato la mobilità e reso più competitivo un territorio di piccole e medie imprese”, ribadendo l’importanza di

accelerare il percorso dell’Autonomia. Sulla stessa linea Enoch Soranzo, consigliere di Fratelli d’Italia e presidente della Sesta Commissione consiliare, che pone l’accento sul rigore finanziario: “La tenuta dei conti non è un merito da esibire, ma un dovere fondamentale per garantire stabilità e continuità ai servizi sul nostro territorio”. Entrando nel dettaglio dei numeri, Soranzo illustra le cifre del documento: “I dati contabili mostrano un quadro di stabilità finanziaria, con un risultato di amministrazione pari a 2.043 milioni di euro e un avanzo netto disponibile di 180,6 milioni. Questo equilibrio ci consente di coprire le spese programmate senza accumulare disavanzi”. Soranzo evidenzia inoltre la virtuosità dell’amministrazione nel saldare i fornitori con circa 18 giorni di anticipo sui tempi ordinari. Sul piano della spesa, oltre il 70% dei fondi impegnati — pari a 12,3 miliardi di euro — è andato alla sanità e al sociale, a cui si aggiungono 1,1 miliardi per i trasporti, oltre 2 miliardi di fondi europei e 1,5 miliardi del PNRR. “La parifica con la Corte dei conti conferma la correttezza delle procedure svolte: il nostro compito rimane lavorare in silenzio e con concretezza”, conclude Soranzo.

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Giovanni Manildo

’approvazione del Rendiconto generale per l’esercizio finanziario 2025 solleva accese polemiche tra i banchi dell’opposizione in Consiglio regionale. Sul fronte finanziario, il capogruppo di Riformisti Veneti in Azione, Nicolò Rocco, individua nei grandi dossier infrastrutturali il principale ostacolo agli investimenti. Pur ammettendo che la parità contabile rappresenti un elemento positivo, il consigliere evidenzia i pesanti vincoli che frenano l’ente: “L’assenza di addizionale regionale, che come evidenziato dal Presidente Stefani nelle altre Regioni vale oltre 40 miliardi di euro, unitamente ai debiti per la Pedemontana e le Olimpiadi ci consegnano un bilancio con pochi spazi per gli investimenti”. Analizzando le singole voci di spesa, Rocco rileva forti criticità sul partenariato per la Superstrada Pedemontana Veneta: “È emersa una beffa nei rapporti con il privato: a fronte di maggiori volumi di traffico non vi è riduzione degli oneri a carico della Regione perché il pubblico deve farsi carico di inflazione e manutenzioni”. Alttrettanto delicato il nodo legato a Milano Cortina 2026: “Sulle Olimpiadi ci sono 153 milioni congelati in attesa di capire quanto Regioni ed Enti locali dovranno versare per

coprire i debiti della società organizzatrice”. Per evitare la stagnazione economica, Rocco chiede di affrontare entro l’anno spending review e piano delle entrate. Allo scetticismo sulla tenuta economica si aggiunge l’affondo sferrato dal Partito Democratico. Il capogruppo Giovanni Manildo censura duramente lo scontro tra le forze di governo: “Un deragliamento simile non ha precedenti. Perché il dibattito andato in scena, che doveva essere dedicato al Rendiconto della Regione, si è trasformato subito in una sorta di seduta dall’analista, nella quale le forze del centrodestra, completamente balcanizzate in gruppi, hanno dato sfogo alle loro frustrazioni e guerre reciproche”. Secondo l’esponente dem, la coalizione di governo appare divisa tra nostalgie e veti incrociati. “Dispiace che il Consiglio regionale non sia il lettino dello psicologo e che ci siano mille cose da fare e decidere per far andare avanti questa Regione”, sottolinea Manildo, rivendicando la linea dell’opposizione: “Noi andiamo avanti per la nostra strada, proponendo in modo costruttivo una nostra visione del Veneto e provvedimenti concreti per dare nuovo slancio a questa regione”.

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REGIONE

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Energia. Il Garante della Concorrenza chiede gare pubbliche e stop alle proroghe. Federico Testa: “Meglio affidare le dighe ad aziende del territorio”

IL FARO DELL’ANTITRUST SULLE CONCESSIONI, INTANTO IL VENETO PUNTA SULL’AUTONOMIA L ’energia e la gestione delle grandi infrastrutture di rete finiscono al centro della nuova segnalazione inviata dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) a Governo e Parlamento in vista del Disegno di Legge Concorrenza. Il documento firmato dal presidente Saverio Valentino punta il faro su tre nodi cruciali: le concessioni per la distribuzione elettrica, le gare per la distribuzione del gas e il rinnovo delle grandi derivazioni idroelettriche. Si tratta di settori strategici in cui l’assenza di procedure competitive rischia di frenare gli investimenti, penalizzare i consumatori e soffocare il mercato. Una partita che riguarda direttamente da vicino il Veneto, sia per il peso delle infrastrutture idroelettriche presenti sul territorio regionale, sia per la presenza di multiutility locali pronte a competere. A chiarire i termini della questione è Federico Testa, presidente di Magis: “Il parere dell’antitrust conferma che la situazione dei mercati delle infrastrutture energetiche in Italia è certamente problematica. l’Enel, con una delibera del governo di un anno

Massimo Bitonci

e mezzo fa , è titolata a mantenere più del 80% delle concessioni di distribuzione elettrica in Italia, caricando i consumatori di un canone che prima non esisteva in bolletta. Per quello che riguarda l’idroelettrico si continua a parlare della volontà del governo di fare altrettanto. Questo soprattutto nella nostra regione comporta il mantenimento all’Enel di 31 delle 34 grandi dighe della regione, con margini di centinaia di milioni. Meglio sarebbe che queste concessioni fossero affidate a soggetti del territorio capaci di gestirle e che potrebbero riversare parte di questi

margini sul territorio, penso a Magis ma anche a Ascopiave o APS Acegas, i Bim del bellunese insieme alla regione. Per quanto riguarda infine le concessioni della distribuzione gas c’è bisogno di una regolamentazione che eviti che Italgas, date le sue dimensioni sia in grado di vincere tutte le gare che saranno bandite, in spregio alle più elementari regole della concorrenza”. Per quanto riguarda la distribuzione elettrica, l’Antitrust critica le proroghe generalizzate e pluridecennali, evidenziando come la stasi attuale favorisca l’operatore dominante

Federico Testa

e rallenti gli investimenti necessari per la transizione. Soltanto gare trasparenti e contendibili sul piano degli impegni economici potrebbero garantire elevati standard di innovazione e qualità. Sul fronte dell’idroelettrico, bene chiave per il tessuto montano e produttivo veneto, l’Antitrust ribadisce che la gara pubblica deve rimanere la via maestra, chiedendo tempi certi per le leggi regionali e l’eliminazione di rendite di posizione. Infine, per le gare della distribuzione del gas, l’Autorità sollecita una revisione dei bandi e degli ambiti territoriali (Atem) per evitare che

un unico grande operatore soffochi la concorrenza a discapito delle aziende locali. Intanto l’assessore regionale alle attività produttive e sviluppo Massimo Bitonci conferma che il Veneto sta proseguendo sulla strada dell’autonomia energetica: “Abbiamo già individuato e abbiamo già incontrato insieme ai dirigenti di settore i professionisti che ci seguiranno dal punto di vista legale, economico e ingegneristico. Ai primi di settembre valuteremo delle ipotesi, c’è tutta una fase di studio e di lavorazione per poi decidere quale sarà la via più corretta da intraprendere in vista del 2029 con la scadenza delle grandi concessioni. Stiamo lavorando ad un progetto che permetta di gestire in proprio le grandi derivazioni idroelettriche attraverso società partecipate, ovviamente tenendo conto delle autonomie provinciali, dei Comuni e di quanto previsto dalla legge regionale sull’autonomia della provincia di Belluno. Mi pare corretto discuterne con professionisti che operano nel settore e che già seguono già alcuni regioni. Analizzeremo i dati e sceglieremo la soluzione migliore per cercare di ottimizzare il risultato”.

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REGIONE

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Sociale. Una nuova rete per rispondere alle esigenze di cura delle persone anziane e con disabilità

DA SETTEMBRE SCENDONO IN CAMPO 900 ASSISTENTI FAMILIARI QUALIFICATI A partire dal mese di settembre la Regione Veneto potrà fare affidamento su 900 nuovi assistenti familiari formati per rispondere alle esigenze di cura delle persone anziane e con disabilità. Il progetto di qualificazione professionale, promosso dalla Regione e realizzato dall’ente Enaip con la collaborazione di una rete di partner, è stato finanziato attraverso

le risorse del Programma Regionale FSE+ 2021-2027. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di offrire un supporto concreto ai nuclei familiari che affrontano la gestione quotidiana di soggetti non autosufficienti, inserendosi in un contesto sociale caratterizzato dal progressivo invecchiamento della popolazione. “Si tratta di un progetto strategico, finalizzato a migliorare la qualità dei

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servizi rivolti a soggetti non autosufficienti e persone con disabilità, in una società che invecchia sempre più in fretta e che pone interrogativi a cui l’Amministrazione vuole rispondere con coraggio e visione”, spiega l’assessore regionale al Sociale Paola Roma. Il percorso formativo, strutturato per qualificare la figura dell’operatore di assistenza familiare, ha previsto 60 ore di didattica a distanza in modalità e-learning, affiancate da 12 ore dedicate all’orientamento e alla consulenza individuale. L’iniziativa ha riscontrato un’ampia adesione sul territorio regionale. “In tutto si sono iscritte 914 persone, delle quali 638 hanno già terminato la formazione online”, precisa l’assessore Roma. “Tra queste, 567 hanno completato anche il colloquio di verifica finale, che ha permesso loro di ottenere il voucher di partecipazione di 300 euro”. I profili dei nuovi operatori formati verranno inseriti all’interno del Registro degli Assistenti Familiari istituito dalla Regione del Veneto. Attraverso il portale web dedicato, famiglie e lavoratori potranno accedere a un servizio gratuito ideato per facilitare l’incontro tra la domanda e l’offerta di assistenza sul territorio. Oltre alla formazione delle classiche figure di supporto domiciliare, il programma

regionale ha introdotto la nuova figura dell’assistente di vicinato, promossa dal presidente Alberto Stefani per offrire risposte flessibili alle persone parzialmente autosufficienti. “Non tutti gli anziani possono essere ricoverati in strutture residenziali, per questo è necessario puntare anche su soluzioni alternative e innovative, creando una solida ed efficace rete assistenziale”, aggiunge Roma. Questa figura opera in sinergia con i servizi sociali per monitorare lo stato di salute psicofisica degli anziani, consentendo loro di rimanere nel proprio ambiente domestico e

riducendo l’impatto economico sulle famiglie grazie alla condivisione del compenso tra più nuclei. Per favorire la specializzazione in questo ambito, la Regione ha attivato dal 15 luglio un ulteriore modulo formativo online, che ha già registrato l’adesione di 142 utenti in pochi giorni. “L’assistente di vicinato è un professionista capace di rispondere ai bisogni diffusi di più utenti, consentendo agli anziani di restare più a lungo nelle proprie case e vicino agli affetti”, conclude l’assessore Roma, confermando l’impegno regionale nel rafforzamento dei servizi di prossimità.

Rete delle Pro Loco venete, nuovo bando da 290 mila euro: “Sostegno capillare”

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a Regione Veneto ha dato il via al bando 2026 per la concessione di contributi destinati alla promozione e alla valorizzazione turistica, culturale ed enogastronomica del territorio. La misura mette a disposizione un totale di 290 mila euro, ripartiti in 150 mila euro per i Comitati provinciali Unpli e 140 mila euro per i Consorzi di Pro Loco iscritti nell’elenco regionale. Le risorse serviranno a finanziare programmi dedicati alla tutela dell’identità locale e degli attrattori ambientali e naturali. “Il Veneto, oltre ad essere la prima regione turistica d’Italia, è una terra che sa raccontarsi attraverso le proprie comunità e le proprie tradizioni e le Pro Loco in questo sono protagoniste”, evidenzia il vicepresidente e assessore regionale al Turismo, Lucas Pavanetto. “Con questo bando, previsto dalla legge regionale 34/2014, la Regione rinnova un sostegno concreto a una rete capillare che contribuisce in maniera determinante alla promozione dell’offerta turistica regionale, valorizzando borghi e tradizioni che rendono unico il Veneto”. Il provvedimento mira inoltre a incentivare un modello di accoglienza diffuso e sostenibile. “Le Pro Loco hanno

Lucas Pavanetto, assessore regionale al turismo

un ruolo strategico nel promuovere un turismo capace di distribuire i flussi sull’intero territorio e di far conoscere luoghi meno noti ma ricchi di storia e cultura”, conclude Pavanetto. “Investire sulle loro progettualità significa rafforzare la competitività del sistema turistico”. Per accedere ai contributi, i soggetti interessati dovranno presentare domanda entro 45 giorni dalla pubblicazione del bando


REGIONE

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Il regista. Cristian Tomassini racconta il suo instant-cult, un successo di pubblico costruito fuori dal sistema

“BRENTA CONNECTION”, IL FILM DI CULTO CHE HA CAMBIATO LE REGOLE DEL GIOCO C ristian Tomassini è una delle voci più originali e interessanti del cinema veneto. Di certo è l’unico regista indipendente al 100%. Il suo Brenta Connection, uscito in sordina ad aprile 2025, è diventato fenomeno di culto. Il film, scritto da Silvio Marotta e prodotto da Anima Film (società dello stesso Tomassini e di Marco Businaro) è costato quanto una utilitaria. Dopo un anno è ancora in giro, è stato visto da più di 35mila persone e ha abbondantemente ripagato l’investimento iniziale. Brenta Connection, grazie al passaparola e alla passione di tutta la crew che ci ha lavorato, è riuscito ad essere distribuito nei circuiti UCI Cinemas e The Space (cosa quasi di solito per un film indipendente). Insomma, la dimostrazione concreta che anche il cinema può essere industria, svincolata dall’assistenzialismo statale che da decenni affligge il settore. E, particolare da sottolineare, stiamo parlando di una produzione vera (vogliamo parlare della splendida fotografia di Beniaimo Gelain?), a

differenza di tanti presunti film d’autore che di fatto sono prodotti amatoriali fatti in casa, privi di distribuzione e, soprattutto, di pubblico. Per questi motivi, e anche perché Brenta Connection mi ha divertito moltissimo, ho voluto fare una chiacchierata con Tomassini. Volevo provare a capire com’è nato questo progetto che ha il gran pregio di non raccontare il Veneto attraverso i soliti cliché (la tristezza, il rimpianto e la delusione…). «Volevamo fare una commedia popolare, capace di parlare alle persone che vivono nei territori intorno a noi», spiega Tomassini. «Il film utilizza in larga parte il dialetto veneto, presenta personaggi riconoscibili e sceglie un tono leggero, ironico e irriverente. Una formula che il pubblico ha subito capito e apprezzato». Avete raggiunto risultati importanti partendo senza distribuzione: come avete fatto? «La distribuzione si è sviluppata quasi spontaneamente. Dopo le prime proiezioni, gli esercenti hanno

cominciato a contattarsi tra loro. Un cinema chiamava quello di un’altra provincia per chiedere informazioni sul film e poi lo inseriva in programmazione. In questo modo Brenta Connection è arrivato più di cento di sale e spazi di proiezione. In alcuni casi la permanenza in cartellone è stata prolungata grazie all’affluenza del pubblico. Ci siamo costruiti una rete di distribuzione perché i cinema vedevano che il film funzionava e ci chiamavano». Qual è l’ipotetica mappa regionale del film? «Il film ha funzionato soprattutto nei centri medio-piccoli, pur ottenendo buoni risultati anche a Padova, Verona e in altre città. Una parte importante della popolazione italiana vive in comuni di piccole dimensioni, ma il cinema nazionale di solito parla delle grandi città e usa modelli narrativi lontani dalla vita di province. Con Brenta Connection abbiamo scelto la strada opposta: abbiamo raccontato un territorio preciso, con la sua lingua, i suoi ambienti e i suoi personaggi». Qual è la lezione che ti porti a casa da questa esperienza? «Innanzitutto che il cinema indipendente deve costruire un rapporto diretto tra produzione, imprese del territorio, sale e pubblico. Questo significa pensare film da realizzare con budget contenuti, sostenuti anche da aziende interessate a legare il proprio nome a un progetto culturale e capaci di rientrare almeno in parte attraverso gli incassi. Per me il vero cinema indipendente nasce quando chi realizza un’opera si assume il rischio e trova il modo di portarla davanti agli spettatori. Questa posizione è maturata affrontando ogni fase del

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lavoro: dalla scrittura alla regia, dalla produzione alla promozione e ai rapporti con le sale. In Veneto si sta affermando una new wave di autori: secondo me tu e il gruppo che ha dato vita a Brenta Connection siete una delle voci più forti di questa new wave, forse proprio perché avete fatto saltare il banco giocando con le vostre regole. Cosa ne pensi? «È vero, in Veneto esiste un movimento di indipendenti diffuso di autori, tecnici e piccole realtà produttive. Molti lavorano soprattutto sui cortometraggi, mentre il lungometraggio richiede più tempo, risorse e capacità organizzativa. I risultati ottenuti con Brenta Connection dimostrano che un percorso alternativo è possibile, a condizione di conoscere il proprio pubblico e di costruire un prodotto coerente con il territorio». Dopo questo exploit il telefono ha iniziato a squillare? «Sì, devo dire che si sono aperte nuove strade e siamo al lavoro su diversi progetti molto ambiziosi, anche se non vogliamo snaturarci perché altrimenti perderemmo la nostra forza».

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Qualunque sarà il prossimo passo di Tomassini, Brenta Connection ha già ottenuto un risultato significativo: ha dimostrato che una storia veneta, realizzata con professionalità anche se con mezzi limitati e senza una grande macchina promozionale, può trovare il suo pubblico. Il successo è cresciuto attraverso il passaparola e ha trasformato una produzione indipendente in un fenomeno regionale. Una lezione semplice, ma che troppo spesso si fa finta di ignorare: per portare le persone al cinema bisogna prima di tutto raccontare storie nelle quali possano riconoscersi.

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on-line: www.lapiazzaweb.it •Rubriche •Salute

Case della Comunità, in Veneto arrivano i medici di base: accordo per rafforzare la sanità territoriale

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a sanità territoriale veneta compie un nuovo passo avanti. Medici di medicina generale e Case della Comunità saranno sempre più integrati per offrire ai cittadini un punto di riferimento vicino al territorio e ridurre il ricorso improprio agli ospedali e ai pronto soccorso. Regione Veneto ha infatti definito, insieme alle organizzazioni sindacali dei medici di famiglia Fimmg, Smi, Snami e Fmt, il documento operativo che dà attuazione alla delibera regionale approvata lo scorso giugno. Le indicazioni sono state trasmesse alle Ulss e riguardano l’inseri-

mento dei medici di medicina generale all’interno della rete delle Case della Comunità realizzate con i fondi del Pnrr. In Veneto sono attualmente previste 99 Case della Comunità, strutture pensate per avvicinare i servizi sanitari ai cittadini e potenziare l’assistenza fuori dagli ospedali. «Come promesso, si parte», ha dichiarato l’assessore regionale alla Sanità Gino Gerosa, sottolineando l’importanza dell’accordo raggiunto. Ai medici che svolgeranno attività aggiuntive all’interno delle Case della Comunità sarà riconosciuto un compenso di 60 euro all’ora, coperto da risorse re-

gionali già stanziate. Il nuovo modello prevede la presenza del medico di medicina generale nella fascia oraria 8-20, attraverso turnazioni organizzate tra la Casa della Comunità, lo studio principale o eventuali ambulatori secondari. Tra i compiti affidati ai professionisti ci saranno la gestione delle richieste dei cittadini, anche attraverso il numero unico 116117, il supporto ai pazienti fragili e cronici, la collaborazione con gli infermieri di famiglia e di comunità, la partecipazione alle campagne vaccinali e il monitoraggio dei pazienti dimessi dagli ospedali. Previsto anche

il coinvolgimento dei medici nei percorsi di presa in carico dei malati cronici, con l’obiettivo di programmare visite e prestazioni senza che il cittadino debba occuparsi autonomamente delle prenotazioni. Durante le ore notturne, dalle 20 alle 8, e nei giorni prefestivi e festivi, l’assistenza medica continuerà a essere garantita dal servizio di continuità assistenziale, la cosiddetta guardia medica. «La presenza dei medici di medicina generale nelle Case della Comunità significa portare davvero la sanità più vicina ai cittadini – ha spiegato Gerosa -. Questo nuovo assetto

potrà contribuire anche a ridurre gli accessi non necessari ai pronto soccorso, lasciando spazio alle emergenze che richiedono cure immediate». Sul fronte dell’attuazione del Pnrr, la Regione comunica di aver raggiunto gli obiettivi previsti per la Missione 6. Le Case della Comunità attive sono distribuite tra tutte le Ulss venete: 4 nell’Ulss 1 Dolomiti, 15 nell’Ulss 2 Marca Trevigiana, 13 nell’Ulss 3 Serenissima, 5 nell’Ulss 4 Veneto Orientale, 5 nell’Ulss 5 Polesana, 20 nell’Ulss 6 Euganea, 8 nell’Ulss 7 Pedemontana, 9 nell’Ulss 8 Berica e 20 nell’Ulss 9 Scaligera.

Falsi messaggi a nome dell’Ulss 5 Polesana

È

tornata a circolare una nuova ondata di sms truffa che sembrano provenire dall’Ulss 5 Polesana e che invitano i destinatari a chiamare un numero di telefono con prefisso 89. Si tratta di messaggi ingannevoli, un fenomeno conosciuto come “smishing”, già segnalato nei mesi scorsi e sul quale l’azienda sanitaria e la questura di Rovigo avevano già richiamato l’attenzione dei cittadini. Gli sms, utilizzando in modo improprio il nome dell’azienda sanitaria, fanno riferimento a presunte comunicazioni urgenti e spingono gli utenti a richiamare il numero indicato. L’obiettivo, secondo quanto spiegato dall’Ulss 5 Polesana, è quello di portare le persone a contattare numerazioni con costi elevati, generando così un possibile danno economico. «Stanno nuovamente circolando messaggi fraudolenti – spiega l’azienda sanitaria attraverso i propri canali social – che, utilizzando impropria-

mente il nome delle Aziende Sanitarie, invitano i cittadini a richiamare numeri di telefono per presunte comunicazioni urgenti». L’Ulss precisa inoltre che non invia questo tipo di comunicazioni. I messaggi autentici dell’azienda riguardano esclusivamente servizi sanitari, come promemoria di appuntamenti, comunicazioni relative a prenotazioni già effettuate o informazioni per cittadini inseriti in specifiche liste di attesa. Questi sms, viene ricordato, contengono sempre indicazioni chiare e riconoscibili. L’invito rivolto alla popolazione è quindi quello di non richiamare i numeri indicati nei messaggi sospetti, bloccare il mittente e segnalare eventuali episodi alle autorità competenti. «Aiutateci a proteggere le persone più fragili – conclude l’Ulss 5 Polesana –. Condividete questo messaggio con familiari, amici e conoscenti: un semplice gesto può evitare che qualcuno cada vittima di una truffa».

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26 ULSS 5 Polesana . Finanziati progetti con quasi 60 mila euro per rendere più accessibili spiagge, servizi e luoghi turistici

Turismo senza barriere, nuovi interventi in quattro Comuni Punto Nascita di Rovigo, Porto Tolle, attivati i servizi oltre 40 coppie all’Open Day

U

n Polesine più accogliente e accessibile alle persone con disabilità. È l’obiettivo del progetto “Turismo sociale e inclusivo nel Veneto”, nell’ambito del quale l’ULSS 5 Polesana ha approvato le convenzioni con i Comuni di Fratta Polesine, Polesella, Porto Viro e Rosolina. Le iniziative interesseranno diverse aree del territorio e prevedono interventi concreti per favorire un turismo realmente aperto a tutti. A Rosolina Mare saranno migliorati l’accessibilità e i servizi delle spiagge, mentre a Polesella sarà messa a disposizione un’imbarcazione attrezzata anche per le persone con disabilità, offrendo loro la possibilità di vivere e scoprire il Po. A Fratta Polesine il progetto riguarderà la realizzazione di spazi di accoglienza turistica più inclusivi. Porto Viro, invece, si doterà di nuovi strumenti e servizi destinati a facilitare la fruizione del territorio da parte delle persone con esigenze specifiche. L’ULSS 5 sosterrà l’avvio degli interventi con un finanziamento complessivo di quasi 60 mila euro, grazie alla

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collaborazione con la Regione del Veneto e le quattro amministrazioni comunali coinvolte. Un investimento che punta ad abbattere le barriere e a garantire a tutti le stesse opportunità di conoscere e vivere il Polesine.

ltre 40 coppie di futuri genitori hanno partecipato all’Open Day del Punto Nascita dell’Ospedale di Rovigo, ospitato il 30 luglio nell’Auditorium della struttura sanitaria. Un pomeriggio di informazione e confronto dedicato al percorso che accompagna la famiglia dalla gravidanza alla nascita e ai primi giorni di vita del bambino. La dottoressa Cristina Dibello, responsabile della Sala Parto, ha illustrato l’organizzazione dell’assistenza, mentre l’anestesista Nicolò Valle ha approfondito il tema della partoanalgesia, garantita dall’ospedale 24 ore su 24 e sette giorni su sette. L’ostetrica Veronica e l’infermiera del Nido Valentina hanno invece presentato i servizi rivolti alla mamma, al neonato e all’intera famiglia. Durante l’incontro le coppie hanno potuto porre domande agli operatori e partecipare a un momento creativo, decorando un ventaglio da conservare come ricordo della giornata. L’Open Day si è concluso con la visita alla Sala Parto, durante la quale i futuri genitori hanno conosciuto gli ambienti e il personale che li accompagnerà al momento della nascita. È stata inoltre presentata la nuova vasca dedicata al parto in acqua. Il prossimo Open Day del Punto Nascita dell’Ospedale di Rovigo è in programma il 17 settembre.

nella nuova Casa della Comunità

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ono entrati in funzione i principali servizi sanitari territoriali della nuova Casa della Comunità di Porto Tolle. Da lunedì 27 luglio le attività sono operative al piano terra della struttura di via Giacomo Matteotti 180, offrendo ai cittadini un unico punto di riferimento per accedere in modo più semplice e coordinato all’assistenza. All’interno della nuova sede hanno trovato spazio il Punto unico di accesso, conosciuto anche come Pua, e lo Sportello amministrativo. Il primo ha il compito di accogliere le richieste dei cittadini, fornire informazioni e orientare gli utenti verso i servizi sanitari e sociosanitari più adatti alle loro necessità. L’accorpamento delle attività punta a facilitare i percorsi assistenziali e a ridurre la frammentazione tra i diversi servizi. Nella Casa della Comunità sono stati attivati anche il Punto prelievi, l’Ambulatorio infermieristico e gli altri servizi garantiti dal personale infermieristico. Sono inoltre operativi gli ambulatori specialistici, consentendo agli utenti di trovare nella stessa struttura diverse prestazioni sanitarie senza doversi rivolgere a sedi differenti. Anche la Continuità assistenziale, cioè la Guardia medica, si è trasferita nella Casa della Comunità a partire dalle ore 20 del 27 luglio. La nuova organizzazione rappresenta un passaggio importante nel potenziamento della sanità di prossimità a Porto Tolle, soprattutto per le persone anziane, fragili o affette da patologie croniche. L’obiettivo è avvicinare l’assistenza ai residenti e garantire una maggiore integrazione tra i professionisti e i servizi presenti sul territorio.

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soluzioni on-line: www.lapiazzaweb.it •Rubriche •Giochi

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QUANTO NE SAI DEL VENETO? Per ogni domanda scegli una sola risposta. Poi controlla il punteggio online.

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1. Quale fiume attraversa Verona?

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4. In quale provincia si trova Asolo? A) Treviso B) Padova C) Verona

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5. Quale dolce è nato a Verona?

ORIZZONTALI

2. Scrisse La caverna - 12. Bramosa impazienza - 18. 20. Smonta l’accusa - 22. Centro sul Lago Maggiore con il Sancarlone - 23. Rientranze costiere - 25. Città del Marocco - 28. Fiore blu-violetto - 30. È stato un grande nuotatore russo - 33. Il centro della Toscana con il Giardino dei Tarocchi - 34. Teatro di posa - 35. Ex direttore di Rai News 24 - 38. Cambiano oli in molti - 40. Il dittongo di Diana - 41. Romanzo di Niccolò Ammaniti - 42. Un gigante della strada - 43. Film di Luciano Salce con Ugo Tognazzi - 45. Capitale svizzera - 47. Percuotere con una frusta di nuovo - 48. Sprezzanti - 49. Selezionata - 50. Le estreme in azione - 51. Malattia - 53. Gian Paolo che amò la monaca di Monza - 55. Seggio per sovrani - 58. Lago del Guatemala - 59. Lo sono le mire dell’ambizioso - 60. Filippo, primatista nazionale dei 100 metri piani - 62. Regimi 66. Verso di mici. alimentari - 64. La Pavone de Il geghegè - 65.

VERTICALI

1. La città di san Francesco e santa Chiara - 2. La Leigh di Psyco - 3. Sfrigola in padella - 4. La nota... affermativa - 5. Brian, il musicista di By this river - 6. Direzione opposta a NE - 7. L’Arbore della TV (iniz.) - 8. Si attira con uno... specchietto - 9. 14. Un terzo di miglio - 10. Le nozioni elementari - 11. Forma un trio con Aldo e Giovanni - 13. Lingua proverbialmente ostica - 15. I penultimi su dieci - 16. Avviato, iniziato - 17. Una raccolta di racconti di Aldo Busi - 19. I mercati... con grano e avena - 21. Misere - 24. Uccello dei Passeriformi - 26. La città della donna che dissetò Gesù dal pozzo - 27. Gruppo musicale - 29. Moralmente abbattuto - 30. Gli animali catturati - 31. Lustrino - 32. Il Papa lo è di Cristo - 36. L’ultima lettera greca - 37. Si impone al battesimo - 39. Colonna romana per celebrare la conquista della Dacia - 41. Un gioiello da décolleté - 42. Pesce dall’occhio languido - 44. Dio Vulcano per i Greci - 46. Antichi lucani - 47. Iniziali di Saviano - 48. 51. Vivacizzano la cravatta - 52. La baby sitter per il bimbo - 54. Un giardino con le gabbie - 56. Dramma 57. Nota di chi scrive (sigla) - 59. Sigla di Agrigento - 60. In mezzo ai pasticci - 61. Rendono troppi i topi - 63. Le iniziali della Canalis.

PAROLA INIZIALE

COME SI GIOCA Trova la parola centrale che forma un’espressione corretta sia con quella di sinistra sia con quella di destra. Il riferimento veneto può trovarsi in una delle due espressioni.

2. Dove si trova la Basilica Palladiana?

3. Quale isola è famosa per il vetro?

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Gioco linguistico · livello medio

A) Brenta B) Adige C) Piave

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PAROLE CONCATENATE DEL VENETO

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SAN MONTE ACQUA BACARO CANAL VINO CITTÀ MARE REGIONE PRODOTTO

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A) Babà B) Pandoro C) Cannolo

6. Chi nacque a Possagno? A) Canova B) Vivaldi C) Goldoni

7. Quale vino è legato alla Valpolicella? A) Amarone B) Barbaresco C) Frascati

8. Come si chiamano i piccoli assaggi veneziani? A) Tigelle B) Cicchetti C) Friselle

PAROLA FINALE POLO BIANCA MAREA GUIDATO RACCORDO CLASSICO MODERNA SETTENTRIONALE ORIENTALE VENETO


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30 CRUCIVERBA CHIOCCIOLA CRUCIVERBA A CHIOCCIOLE Scrivi orizzontalmente, una di seguito all’altra (senza tenere conto Nelle 4 spirali dovranno risultare, sempre una di seguito all’altra e iniziando dalle caselle recanti il numero 1, le parole rispondenti

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1. Ha numerose paia di zampette - 9. Il Ford dei fumetti - 10. Arbusti con le more - 11. Rete nel ping-pong - 12. 14. Il soggetto di resto - 15. Il veicolo di Ben Hur - 16. In mezzo alla barriera - 17. Era la resina del calzolaio - 18. Titolo di antichi notai - 19. Rimette a posto le scarpe - 22. La ricevono in dono gli sposi - 23. La scrittrice Levi - 24. Un tizio... qualsiasi - 25. Sigla di Cosenza - 26. Causano rotture - 27. Nell’hockey e nel karate - 28. Un ardito... da medaglia - 29. Ragioniere in breve - 30. Il genere di Quentin Tarantino - 31. Il pop che si mangia - 32. Colorato.

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1. Ferra i cavalli - 2. Tratto dell’intestino tenue - 3. Si 5. Ideate... dà con la “long.” - 4. dall’architetto - 6. Una “i” greca - 7. Epoca - 8. Dire per metà - 12. Lupo mannaro - 13. Un’attrazione del luna park - 15. Bambino piccino - 16. Filtrano il sangue - 17. Compenso di lavoratore - 18. Appellativo del re 20. 21. Spicchi di tenda - 26. Grida 28. A Roma vi incontrollate - 27. 1 2 3 4 5 è 1l’INPS2 - 29. L’amico Potter -530. Una pera... 3 di Harry 4 senza polpa - 31. Le ultime di undici. 8 9 10 11 8 9 10 11 1

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DEFINIZIONI A

1. Non si riesce a frenare - Fanno uso di un estratto del papavero Il talento di Mr.Ripley 2. 3. Sposò Onan - Fu il primo re d’Israele - Il giornalista Lerner - 4. In coppia con Tap - Un tipo eccentrico - Incolti e villani - 5. Storica villa di Roma - Non zuccherine - Colonna di libri sovrapposti - 6. L’Arana interprete di Ustica - Le madri dei coniugi - 7. Si cambia traslocando - Il romanziere di Tonio Króger - Un astuccio per reliquie - 8. Film di Akira Kurosawa - Non lo discute il credente - Un mare dell’Antartide - 9. Si rendono ai meritevoli - Simboli di santità - 10. Parte interna dell’abito - Canale per l’irrigazione della pianura padana - 11. Vano per l’equipaggio - Lo emana Mattarella (sigla) - 12. La casa in cui si vive Fondarono Cartagine.

DEFINIZIONI B

(in alto a sinistra): Scrittrice che ha vinto il Premio Bancarella - Sfocia tra Eraclea e Jesolo - Il jolly nel mazzo - Desiderio smodato - Adeguati, conformati - Fu rivale di Bartali. (in alto a destra): Scrittrice che ha vinto il Premio Bancarella Universali o internazionali - Lo Stato con Lima - Il giorno che verrà. (in basso a sinistra): Scrittrice che ha vinto il Premio Bancarella Più che stizziti - Mite e affettuosa - Una collega di Circe - Il parassita della scabbia - Il re della Frigia che odiò l’oro - Bucato col trapano I “ ... media” d’informazione. (in basso a destra): Scrittrice che ha vinto il Premio Bancarella - Pezzo del bikini- Lo è la parte che fa male - Relativi ai formaggi - Dibattito sul

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ORIZZONT

ALI:1. SiFRAMMENTO leggono in Belgio -INCROCIATO 3. In pieno giorno - 6. L'Aquila sulle targhe - 8. Relativi alla Petrus pace - 11. La punta delINCROCIATO battello - 13. Armonie di suoni - 14. Il proprio... comodo - 15. Il re di Micene FRAMMENTO Petrus fratello di Menelao - 17. Grossa nave da carico - 19. Fetta di carne - 20. Recapita la Petrus corrispondenza - 22. FRAMMENTO INCROCIATO FRAMMENTO INCROCIATO Tipica casetta alpina - 23. Si prepara con il pancarrè - 24. Si spinge remando - 25. Donare senza... dare ORIZZONTALI:1. Si leggono in Belgio - 3. In pieno giorno - 6. L'Aquila sulle targhe - 8. Relativi alla 26. Le estreme in offerta - 27. Subito dopo cinque. ORIZZONTALI:1. Si battello leggono- in - 3. di In suoni pieno -giorno - 6. L'Aquila sulle -targhe pace - 11. La punta del 13.Belgio Armonie 14. Il proprio... comodo 15. Il -re8.diRelativi Micenealla pace 11. La punta del battello 13. Armonie di suoni 14. Il proprio... comodo 15. Il re di Micene- 22. 20. Recapita la corrispondenza fratello di Menelao 17. Grossa nave da carico 19. Fetta di carne VERTICALI:1. Capitale peruviana - 2. Umorista che fa coppia con Lillo - 3. Luigi e Vito li festeggiano fratello di nave da- 6. carico 19. -Fetta di spinge carne 20.nipote Recapita corrispondenza - 22. Tipica alpina- --17. Si prepara con ilLo pancarrè 24.brizzolata Si Donare senza... dare in giugnocasetta - 4.Menelao Risvegliata 5.23. ÈGrossa attiguo alla stalla è la- chioma... - 7.-remando Un di- 25.la Tipica casetta alpina 23. Si prepara con il pancarrè 24. Si spinge remando 25. Donare senza... dare Paperino 9. Sviluppare un'idea 10. Parte del corpo sopra i fianchi 11. Dolce natalizio milanese 12. 26. Le estreme in offerta - 27. Subito dopo cinque. Vocali campo - 16. gli abiti - 18.dopo Vi nacque San Paolo - 19. Sindacati di base (sigla) - 21. 26. Leinestreme in Gruccia offertaper - 27. Subito cinque. Gli anni che si hanno.

VERTICALI:1. Capitale peruviana - 2. Umorista che fa coppia con Lillo - 3. Luigi e Vito li festeggiano VERTICALI:1. Capitale -peruviana - 2.alla Umorista fa ècoppia con Lillo - 3. Luigi Vitonipote li festeggiano in giugno - 4. Risvegliata 5. È attiguo stalla - che 6. Lo la chioma... brizzolata - 7.eUn di in giugno--9.4.Sviluppare Risvegliataun'idea - 5. È attiguo alla del stalla - 6. sopra Lo è lai fianchi chioma... brizzolata - 7. Un nipote di - 12. Paperino - 10. Parte corpo - 11. Dolce natalizio milanese Paperino 9. Sviluppare un'idea Parte- del sopraSan i fianchi natalizio milanese di base (sigla) -- 12. 21. Vocali in -campo - 16. Gruccia per- 10. gli abiti 18.corpo Vi nacque Paolo--11. 19.Dolce Sindacati Vocali campo - 16. Gruccia per gli abiti - 18. Vi nacque San Paolo - 19. Sindacati di base (sigla) - 21. Gli anniinche si hanno. Gli anni che si hanno.

Indovinelli veneti 1. Non ho ruote e non ho ali, ma porto in giro innamorati e curiosi. Scivolo lentamente tra palazzi e ponti e chi mi guida resta sempre in piedi. Chi sono? 2. Nasce dalla terra con un vestito rosso, ha foglie eleganti e un gusto amarognolo. Una città della Marca mi ha reso famoso. Chi sono? 3. Sono fatto di pietra e di genio, ma non sono una statua. A Vicenza porto la firma di un architetto conosciuto in tutto il mondo. Chi sono? 4. Non sono a Roma, eppure mi chiamo Arena. Da secoli osservo la città e d’estate canto con mille voci. Dove mi trovo? 5. Nasce tra colline ordinate come un giardino, sale nel bicchiere con tante piccole bolle e porta con sé il nome di una terra veneta. Chi sono? 6. Unisco due rive e porto sulle spalle secoli di passi e di battaglie. Sono coperto, fatto di legno e Bassano mi considera il suo simbolo. Chi sono?


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