Abano Terme punta su una presenza più vicina ai cittadini
La “Svolta a Nord” e il fragile patto di Roma
La Lega vive settimane di profonda e sotterranea fibrillazione, e l’epicentro di questa scossa si trova, ancora una volta, in Veneto. L’esito del recente Consiglio federale di Roma, risoltosi con un congelamento delle nomine dei vicesegretari, ha plasticamente descritto lo stato di tesa tregua che attraversa via Bellerio. Quello che apparentemente si presenta come un rinvio tecnico, nei fatti nasconde un confronto serrato sul futuro identitario del partito, con il Veneto a fare da capofila di una richiesta chiara: rimettere i territori e i governatori al centro della cabina di regia.
Dal punto di vista della base e dei quadri veneti, il dibattito attuale va ben oltre la pura assegnazione delle poltrone. La trattativa reale si muove lungo l’asse tra il segretario federale Matteo Salvini e la figura più rappresentativa del leghismo veneto, Luca Zaia.
La prospettiva emersa nelle ultime ore non vede semplicemente l’ex Doge nel ruolo di vice, bensì come potenziale garante di una decisa “svolta a Nord” . Un assetto che sul piano dei pesi politici interni avrebbe lo scopo di blindare l’eredità e il controllo politico delle storiche roccaforti settentrionali.
Euganee
Più poteri alle Regioni: la Cgil mette in guardia
Veneto primo in Italia: medici di famiglia nelle Case di Comunità
AUTONOMIA DIFFERENZIATA, CONFRONTO SERRATO, STEFANI: “RICHIESTE SACROSANTE”
E DOPO IL 2026? LA NUOVA SFIDA
• Nicola Stievano
l tempo scorre inesorabile: il 30 giugno 2026 non è più una data cerchiata in rosso sul calendario di amministratori e tecnici, ma una scadenza immediata che bussa alle porte dei nostri municipi e uff ici. Anche per il Veneto questa non è una scadenza qualunque: è il momento della verità per il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, l’ora in cui i progetti devono trasformarsi definitivamente in opere compiute, i cantieri devono chiudersi e la burocrazia deve lasciare spazio ai fatti.
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Dove lo butto? Umido organico
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“TEMPI STRETTI E PROCEDURE RIGOROSE, LA SFIDA È SOPRATTUTTO ORGANIZZATIVA”
“Il Pnrr per Abano Terme non è stato soltanto un canale di finanziamento: è stata un’occasione per accelerare progetti già coerenti con una visione di città più digitale, più sostenibile e più attenta ai servizi essenziali. Abbiamo scelto di concentrare le risorse su interventi concreti, misurabili e capaci di produrre ricadute nella vita quotidiana dei cittadini, delle famiglie, delle imprese e anche del sistema turistico-termale”. Per Federico Barbierato, sindaco di Abano Terme, questi anni di programmazione e realizzazione dei progetti finanziati dal Pnrr lasceranno il segno in città. Ci può ricordare quali i progetti finanziati al Comune di Abano Terme?
Sulla digitalizzazione sono stati investiti oltre 600 mila euro per i servizi al cittadini e per migliore il loro uso, ma anche altre innovazioni tecnologiche legate alla carta d’identità elettronica, ai pagamenti e agli archivi. Per l’acquisto e l’installazione di contenitori intelligenti per la raccolta dei rifiuti con accesso controllato abbiamo speso oltre 1,2 milioni, di cui quasi un milione dal Pnrr. La riconversione dell’ex Circolo Uff iciali Della Caserma 1° Roc in Polo Integrato per l’infanzia, opera da 3 milioni è stata finanziata con oltre due milioni del Pnrr. Abbiamo ricevuto un milione, su oltre 3,7 di spesa,
anche per la struttura coperta polifunzionale nel Parco Urbano Termale, per il quale quasi metà della spesa è stata finanziata con un mutuo della Cassa depositi e prestiti, già estinto. Ormai il tempo stringe, a che punto siamo con le opere?
Il quadro è molto avanzato e, per molte linee, ormai concluso. Sulla digitalizzazione le attività sono completate. Per la transizione ecologica gli interventi risultano realizzati. Il progetto dei contenitori intelligenti per la raccolta dei rifiuti, attuato a partire da settembre 2025 e oggi pienamente operativo, mentre l’intervento sull’ex Mignon, concluso ormai più di un anno e mezzo fa, ha riguardato temi fondamentali come l’eff icientamento energetico e il miglioramento sismico. La struttura coperta polifunzionale nel Parco Urbano Termale è stata inaugurata a settembre 2025. Il Polo integrato per l’Infanzia è completato per le opere edili, ora si sta procedendo con gli arredi pagati con bando ministeriale e fondi propri dell’Ente. Contiamo di aprire l’asilo nido a settembre. Senza questi fondi questi interventi quando li avremmo visti?
È difficile indicare una data precisa. Senza il PNRR molte di queste opere sarebbero state rinviate,
realizzate per stralci o comunque aff rontate con tempi molto più lunghi. Queste risorse hanno consentito al Comune di fare un salto di scala: non solo programmare gli interventi, ma portarli concretamente a terra in un arco temporale definito. Quali le diff icoltà incontrate?
La difficoltà principale è stata rispettare tempistiche molto stringenti, con procedure, progettazioni, affidamenti, cantieri e rendicontazioni da seguire in parallelo. Il PNRR richiede una capacità tecnica notevole: non basta ottenere il finanziamento, bisogna rispettare scadenze, obiettivi e controlli. Da questo punto di vista va riconosciuto il lavoro dei tecnici degli uffici comunali, dei professionisti
e delle imprese coinvolte. La sfida è stata organizzativa prima ancora che finanziaria: coordinare soggetti diversi e trasformare le risorse disponibili in opere effettivamente utili alla città. Ci sono opere escluse o realizzabili per le quali state cercando altri finanziamenti?
Opere in attesa di finanziamento ce ne sono, anche se non riguardano direttamente il Comune ma il Consorzio di Bonifica Bacchiglione, ovvero i finanziamenti statali, per un totale di oltre 16 milioni di euro, per il canale di collegamento tra gli scoli Menona e Piovega e i finanziamenti per il bacino di laminazione a Giarre, i cui progetti sono stati finanziati anche con fondi propri dell’ente. PNRR/1. Ad Abano
Ad Abano la Casa di Comunità per 40 mila persone: è già operativa e sono in arrivo altri servizi
E’ rivolta ad un bacino di oltre
40 mila abitanti la nuova Casa di Comunità di via Pertini ad Abano Terme, ormai completata e già operativa per alcuni servizi. La struttura diventerà il punto di riferimento per la sanità territoriale dei cittadini di Abano Terme, Montegrotto Terme e Torreglia. La Casa di Comunità è stata costruita con circa 2,6 milioni di euro di fondi PNRR su un terreno del Comune di Abano, il quale ha concesso il diritto di superficie all’Ulss. E’ stata completata la scorsa
primavera, alla fine di maggio era già operativa con alcuni servizi fondamentali: la continuità assistenziale diurna, con un medico dedicato ai cittadini temporaneamente privi di medico di base, il consultorio familiare e l’infermiere di famiglia e di comunità. In queste settimane saranno via via attivati l’anagrafe sanitaria, l’ambulatorio infermieristico e il PUA, il Punto Unico di Accesso ai servizi socio-sanitari, strumento essenziale per orientare famiglie e cittadini tra le diverse prestazioni
disponibili.
Lo sviluppo programmato della struttura prevede inoltre l’arrivo di medici di medicina generale e pediatri, specialisti ambulatoriali, servizi diagnostici di base, telemedicina e supporto psicologico e sociale.
Anche il sindaco di Montegrotto Riccardo Mortandello ha fatto visita alla struttura, insieme alla responsabile, la dottoressa Annalisa Timpini, che ha illustrato l’organizzazione dei servizi e le prospettive di sviluppo
del presidio. “La nascita della nuova Casa di Comunità - commenta Mortandello - è una buona notizia per tutta l’area termale. Abbiamo visitato una struttura moderna, pensata per avvicinare le cure ai cittadini e ridurre la necessità di spostarsi verso ospedali più lontani. L’investimento PNRR ha reso possibile qualcosa di concreto: una risposta alla carenza di medici di base e un nuovo modo di pensare la salute, più vicino alle persone e meno dipendente dall’ospedale”.
L’esterno della Caserma 1° Roc di Abano prima dell’inizio dei lavori
Il sindaco di Montegrotto in visita alla Casa di Comunità
UN’ACCELERAZIONE SENZA PRECEDENTI,
MA PER LE NUOVE SCUOLE NIENTE DA FARE
Ifondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza hanno impresso un’accelerazione senza precedenti al volto pubblico di Montegrotto Terme. Intercettare queste risorse ha significato poter tradurre in realtà interventi attesi da anni che, con le sole forze del bilancio municipale, sarebbero rimasti chiusi nei cassetti. Una vera e propria pioggia di investimenti che ha toccato l’edilizia scolastica, la transizione energetica e la digitalizzazione dei servizi. “Senza i fondi del Pnrr sarebbe stato assai più diff icile e incerto trovare le risorse per realizzare
alcune opere”, sottolinea il sindaco Riccardo Mortandello. Il primo grande traguardo si è concretizzato all’inizio del 2025 con la riapertura del micronido comunale “La Casa dei folletti” in via Caposeda. Lo storico edificio dei primi del Novecento è stato completamente rinnovato grazie a un investimento di quasi 780 mila euro, finanziato per l’82% dal Pnrr. Senza queste risorse, l’intervento non avrebbe visto la luce, come ha confermato il sindaco Riccardo Mortandello: “Senza Pnrr sarebbe stato veramente molto difficile reperire le risorse per questo
intervento. Per il nostro Comune si tratta di un altro importante tassello dell’opera di messa in sicurezza sismica dei plessi scolastici”. Alle opere strutturali si sono aggiunti la sistemazione del parcheggio, dei marciapiedi e del giardino. L’assessore all’istruzione Pier Luigi Sponton ha ricordato la genesi dell’opera: “Questo intervento, che nasce grazie all’analisi antisismica che ho commissionato qualche anno fa, dimostra il nostro impegno costante per garantire spazi veri e sicuri”. Nel dettaglio tecnico è entrato l’assessore ai lavori pubblici Duilio Fasolato, spiegando che “è stato realizzato un rinforzo strutturale completo dell’edificio, con l’inserimento di fasce in fibra d’acciaio nelle pareti perimetrali e l’installazione di un sistema di controventamento nel sottotetto”. L’altro fruttto del Pnrr è la rete di teleriscaldamento urbano, un’opera da 5,5 milioni di euro di cui si parlava da vent’anni. Poi è arrivato il PNRR ed è diventato realtà. Il sistema sfrutta le acque reflue degli stabilimenti termali per riscaldare il centro storico. “Si tratta di un’esperienza all’avanguardia nella gestione delle risorse rinnovabili del nostro territorio”, spiega l’assessore alla transizione green Luca Fanton, sottolineando come un sottoprodotto sia diventato energia pulita per una dozzina di edifici pubblici. L’opera è talmente strategica
All’Istituto alberghiero “Pietro d’Abano”
Con l’avvicinarsi del nuovo anno scolastico, il cantiere per l’ampliamento della succursale dell’Istituto Alberghiero “Pietro d’Abano” in via Appia Monterosso si prepara a consegnare alla comunità una struttura completamente rinnovata. I lavori, finanziati dai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), sono ormai alle battute finali. Ben 12 i milioni di euro investiti per l’ampliamento della succursale. I primi a terminare sono stati i lavori di adeguamento sismico della sede succursale per 2.600.000 euro. Quindi è stata la volta dell’ammodernamento del sistema antincendio. Il terzo step è la posa di due nuovi piani sopra all’ala esterna caratterizzata già dai laboratori di sala e cucina. La Provincia di Padova ha impresso un’accelerazione decisiva per tagliare il traguardo nei tempi stabiliti dalle rigide scadenze europee. Il progetto della palestra ha un costo complessivo di due milioni e duecento mila euro finanziati dal Pnrr. E’ stato promosso dalla Provincia di Padova e sviluppato insieme al Comune di Abano Terme, con particolare attenzione alla qualità, alla sostenibilità e al rispetto per l’ambiente.
L’intervento consiste nella realizzazione della palestra e
degli spogliatoi, con l’obiettivo di off rire agli studenti spazi moderni, funzionali e accoglienti, ma anche di creare un luogo che possa essere utilizzato dalla cittadinanza per attività sportive e ricreative. Per quanto riguarda gli spogliatoi, i loro costi ammontano a 1 milione e 300 mila euro, finanziati con mutuo dell’istituto per il Credito Sportivo. Il progetto, approvato anche dal CONI, prevede due corpi separati, la palestra vera e propria e un edificio più basso destinato agli spogliatoi. Gli edifici saranno a basso impatto ambientale, costruiti con materiali durevoli e riciclabili, dotati di impianto fotovoltaico e pompe di calore per il riscaldamento e la produzione di acqua calda.
che di recente ha ottenuto un ulteriore finanziamento regionale di 953 mila euro per estendere la rete di altri due chilometri verso il Palaberta e la biblioteca. Secondo il sindaco Mortandello, “l’estensione della rete di teleriscaldamento rappresenta un’opera di urbanizzazione primaria al pari di fognature e reti tecnologiche”. Nonostante il bilancio sia ampiamente positivo, la rigida selezione dei bandi europei ha imposto anche una rinuncia
dolorosa. Il Comune sperava infatti di poter rivoluzionare l’intero assetto scolastico cittadino, ma i fondi non sono bastati per l’opera più ambiziosa. “Sì, avevamo presentato un progetto per fare un grande polo scolastico che andava a sostituire tutte le attuali scuole, un piano da 9 milioni di euro che purtroppo però non è stato finanziato”, conclude il sindaco.
• Nicola Stievano
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L’interno del micronido “La Casa dei folletti”
Presidio. Controlli mirati contro rumori molesti, soste irregolari e comportamenti a rischio
AL VIA IL PIANO SICUREZZA 2026: SETTE MESI
CON LA POLIZIA LOCALE POTENZIATA
Abano Terme punta a rafforzare il presidio del territorio con un piano straordinario che interesserà la città per sette mesi. La Giunta comunale ha infatti approvato il progetto “Sicurezza Urbana Rafforzata 2026 – Piano Integrato di Controllo, Prevenzione e Sicurezza Urbana”, un programma che prevede il potenziamento dei servizi della Polizia Locale dal 15 maggio al 15 dicembre 2026. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di aumentare la presenza degli agenti nei luoghi più sensibili della città, garantendo maggiore controllo, prevenzione e capacità di intervento. Il piano interesserà in particolare le fasce pomeridiane e serali, i parchi pubblici, le aree verdi, i luoghi di aggregazione, i pubblici esercizi, la viabilità urbana e gli eventi che richiamano un elevato numero di persone.
L’Amministrazione comunale punta a intervenire sia sul fronte della sicurezza reale sia su quello della sicurezza percepita dai cittadini, attraverso un
presidio più costante e visibile. Tra le attività previste figurano controlli mirati contro il disturbo della quiete pubblica e le problematiche legate al rumore, verifiche sulla sosta irregolare nelle zone più critiche, monitoraggio delle aree considerate sensibili, servizi dedicati al controllo della velocità con contestazione
immediata delle infrazioni e supporto operativo durante manifestazioni, eventi culturali e appuntamenti pubblici.
“Con questo progetto vogliamo dare una risposta concreta a un’esigenza molto sentita dalla comunità: più presenza sul territorio, più prevenzione, più capacità di intervento”, spiega il sindaco Federico
Barbierato. “La sicurezza urbana non si costruisce soltanto attraverso la repressione, ma anche con un presidio costante, con la prossimità e con la conoscenza del territorio. Fondamentale è inoltre la collaborazione tra istituzioni, cittadini e attività economiche. La Polizia Locale rappresenta un punto di riferimento importante per Abano Terme e questo piano ne valorizza il ruolo strategico”. Tra le azioni programmate figurano anche controlli rafforzati nei pubblici esercizi e nei principali luoghi di aggregazione, pattugliamenti dedicati nei parchi e nelle aree frequentate da residenti e turisti, servizi specifici per la sicurezza stradale e attività di educazione e prevenzione rivolte agli studenti degli istituti scolastici. Il progetto, sottolinea l’Amministrazione, non sostituisce i servizi ordinari della Polizia Locale ma li integra e li rafforza.
“Si tratta di un intervento organizzativo mirato e sostenibile”, prosegue Barbierato.
“L’obiettivo è mantenere invariata la co-
UN NUOVO DEFIBRILLATORE AUTOMATICO PER PER LA BIBLIOTECA CIVICA
Un importante passo avanti per la sicurezza della comunità è stato compiuto ad Abano Terme, dove l’Associazione Abano Burraco ha donato una nuova postazione DAE (defibrillatore automatico esterno), installata presso la Biblioteca Civica Federico Talami della città di Abano Terme. Il dispositivo rappresenta un presidio salvavita fondamentale, in grado di intervenire tempestivamente in caso di arresto cardiaco improvviso, aumentando in modo significativo le possibilità di sopravvivenza prima dell’arrivo dei
soccorsi sanitari. Si tratta di uno strumento semplice e immediato nell’utilizzo, accessibile anche a personale formato e a cittadini presenti in caso di emergenza, raff orzando così la rete di intervento sul territorio.
La presenza del nuovo DAE contribuisce a rendere la biblioteca civica, importante punto di aggregazione culturale e sociale, ancora più sicura e attenta alle esigenze della collettività, consolidando la rete di cardioprotezione dei luoghi pubblici. L’iniziativa dell’Associazione Abano Burraco testimonia un forte senso civico
e una concreta attenzione al benessere collettivo, valorizzando la collaborazione tra realtà associative e istituzioni locali. Un gesto che si inserisce in un più ampio percorso di sensibilizzazione sull’importanza della prevenzione e della diffusione dei defibrillatori nei punti strategici del territorio, con attenzione anche alla formazione dei cittadini sull’utilizzo del dispositivo e sulle manovre di primo soccorso.
• (R.T.)
pertura delle attività istituzionali e, allo stesso tempo, garantire una maggiore capacità di risposta nei momenti e nei luoghi in cui la città manifesta maggiori esigenze”.
La programmazione dei servizi sarà inoltre flessibile e potrà essere adattata alle necessità che emergeranno nel corso dei mesi. Le attività verranno infatti rimodulate sulla base delle segnalazioni dei cittadini, delle criticità riscontrate sul territorio, del calendario degli eventi, dell’andamento stagionale e delle esigenze operative del Comando di Polizia Locale. “È una scelta coerente con l’identità di Abano Terme”, conclude il sindaco. “Una città turistica, accogliente e dinamica che deve garantire qualità urbana, vivibilità e sicurezza a residenti, operatori economici e ospiti. Con questo piano investiamo nella tutela del territorio e nel benessere della comunità”.
• Federico Franchin
abano terme NEWS
Messaggio pubbliredazionale
Città di Abano Terme
IL COMUNE ESTINGUE IL DEBITO
PER IL THERMAL FORUM
Il Comune di Abano Terme compie un’importante operazione finanziaria che consentirà di alleggerire in modo significativo il bilancio dell’ente nei prossimi anni. Il Consiglio comunale ha infatti approvato l’estinzione anticipata totale del prestito flessibile accesso con Cassa Depositi e Prestiti per la realizzazione del Thermal Forum, la struttura polifunzionale inserita all’interno del Parco Urbano Termale.
L’operazione entrerà in vigore dal 1° luglio 2026, dopo il pagamento della rata prevista al 30 giugno, e permetterà di azzerare un debito residuo pari a 1.977.800 euro. Una scelta che consentirà al Comune di liberarsi definitivamente di rate e interessi che sarebbero proseguiti ancora per molti anni.
L’effetto più immediato sarà il risparmio di circa 120 mila euro all’anno tra quota capitale e interessi. Risorse che potranno essere destinate ad altri settori strategici dell’amministrazione, come manutenzioni, scuole, sicurezza, servizi ai cittadini e nuovi investimenti, senza incrementare l’indebitamento dell’ente.
L’estinzione anticipata è stata resa possibile grazie a una gestione definita prudente delle risorse pubbliche.
L’Amministrazione ha scelto di utilizzare parte dei proventi derivanti dalle alienazioni patrimoniali e una quota dell’avanzo disponibile, pari a circa 300 mila euro, certificato nel Rendiconto finanziario 2025.
Particolarmente favorevole anche il costo dell’operazione. La penale prevista per la chiusura anticipata del prestito ammonta infatti a soli 2.472 euro, una cifra contenuta rispetto ai benefici economici che il Comune potrà ottenere nel medio e lungo periodo.
“Ridurre il debito significa proteggere il futuro della città e delle prossime generazioni”, afferma il sindaco Federico Barbierato. “In un periodo caratterizzato da costi crescenti e incertezze economiche, avere conti solidi permette di difendere i servizi ai cittadini e programmare con maggiore serenità gli investimenti futuri. Abbiamo scelto una strada di responsabilità: meno interessi da pagare e più risorse disponibili per Abano Terme”.
Sulla stessa linea il vicesindaco Francesco Pozza, che evidenzia come l’operazione contribuisca anche a ridurre l’esposizione dell’ente ai rischi legati all’andamento dei tassi d’interesse.
“Si tratta di una scelta tecnica, ma soprattutto politica e amministrativa, che rafforza l’equilibrio finanziario del Comune e garantisce maggiore stabilità, sostenibilità e capacità di risposta alle esigenze della comunità”. Con questa decisione Abano Terme compie dunque un ulteriore passo verso il consolidamento dei propri conti pubblici, puntando a liberare risorse da reinvestire direttamente sul territorio e nei servizi per cittadini, famiglie e imprese.
•
Federico Franchin
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Tappa di solidarietà con la “Camminata per i Bambini –Luce del Futuro”
UPuoi scriverci all'indirizzo spipadova@gmail.com oppure venirci a trovare nelle nostre sedi: Abano Terme, Via Appia Monterosso, 50; dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.00 - dalle 15.00 alle 18.00 Sarmeola di Rubano, Via della Provvidenza 1/B; dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.00 - martedì e mercoledì dalle 15.00 alle 18.30 Salvazzano Dentro, Via Roma, 45; dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 12.00 - lun. mar. merc. dalle 15.00 alle 18.00
na serata all’insegna della solidarietà, dell’impegno sociale e dell’accoglienza quella vissuta ad Abano Terme, in occasione del passaggio della “Camminata per i Bambini – Luce del Futuro”, iniziativa benefica nazionale promossa dall’associazione “Noi per Voi Masone Valle Stura” di Genova, guidata dal presidente Giovanni Andreoli. La manifestazione, giunta alla sua sesta edizione, attraversa l’Italia lungo il percorso che collega Trieste a Genova, coinvolgendo oltre 60 Comuni e sei Regioni. Un viaggio a piedi che porta con sé un messaggio di speranza e solidarietà, con l’obiettivo di raccogliere sostegno per la sanità pediatrica dell’Ospedale Gaslini di Genova, aiutare le famiglie in diff icoltà e promuovere una rete di collaborazione tra istituzioni, associazioni e comunità locali. Ad Abano Terme sono arrivati i cinque camminatori protagonisti dell’iniziativa, accolti dalla comunità aponense e dalle realtà associative del territorio. A portare il saluto dell’Amministrazione comunale è stato il vicesindaco Francesco Pozza, che ha incontrato i partecipanti sottolineando il valore umano e sociale di un progetto capace di unire territori diversi attraverso la condivisione di ideali comuni. L’accoglienza della città si è concretizzata grazie alla collaborazione di diverse realtà locali. I partecipanti hanno potuto soggiornare in una struttura alberghiera della città termale grazie al contributo dell’associazione ASSI di Abano Terme, che si è fatta carico delle spese di pernottamento. Un gesto di generosità che ha permesso ai camminatori di trovare ristoro dopo una lunga giornata di viaggio. Anche gli Alpini di Abano Terme hanno voluto off rire il proprio contributo all’iniziativa, mettendo a disposizione la cena per il gruppo. Un segno tangibile di quella cultura della solidarietà e del volontariato che da sempre caratterizza il tessuto sociale della città euganea. L’Amministrazione comunale ha espresso il proprio ringraziamento all’associazione “Noi per Voi Masone Valle Stura” per l’organizzazione dell’iniziativa e a tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita della tappa aponense. Un ringraziamento particolare è stato rivolto all’associazione ASSI, agli Alpini di Abano Terme e ai volontari che hanno collaborato all’accoglienza.
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L’incontro. L’occasione è stata un momento di riflessione sulla storia della comunità italiana crimeana
MEMORIA E RADICI: LA TESTIMONIANZA
DI GIULIA GIACCHETTI BOICO
Un incontro nel segno della memoria, della storia e delle radici italiane quello che si è svolto in Municipio ad Abano Terme, dove il sindaco Federico Barbierato ha ricevuto Giulia Giacchetti Boico, presidente dell’associazione Cerkio di Kerch e da anni impegnata nella tutela della memoria della comunità italiana di Crimea.
Fondata nel 2008, l’associazione Cerkio riunisce i discendenti degli italiani che si stabilirono nella penisola crimeana a partire dai primi decenni dell’Ottocento, in gran parte provenienti dalla Puglia, contribuendo allo sviluppo economico e sociale della regione. Una comunità che, dopo la Rivoluzione d’Ottobre, fu colpita da persecuzioni, confische e arresti fino alla tragica deportazione del 1942 nei Gulag del Kazakhstan, dove molti italiani persero la vita a causa della fame, del freddo, dei lavori forzati e delle violenze.
La storia degli italiani di Crimea è pro-
fondamente legata anche alla vicenda personale di Giulia Giacchetti Boico. Sua madre, Teresa Giacchetti, venne deportata nel 1942 quando aveva appena un anno di vita insieme agli altri membri della comunità italiana. Da allora la famiglia ha custodito e tramandato la memoria di quella tragedia, trasformandola in un impegno culturale e civile che continua ancora oggi.
Attraverso l’associazione Cerkio, Giulia Giacchetti Boico ha lavorato per mantenere viva la lingua italiana, le tradizioni religiose e culinarie e il senso di appartenenza alla cultura del Paese d’origine. Negli anni ha inoltre sviluppato rapporti con istituzioni culturali italiane, con la Società Dante Alighieri e con diverse università, promuovendo opportunità di studio e di crescita per i giovani discendenti della comunità italiana di Crimea. Il legame con Abano Terme non è nuovo. Nel 2014 la città ospitò a Villa Bassi una mostra fotografica dedicata agli italiani
di Crimea, realizzata da Giulia Giacchetti Boico insieme al giornalista Rai Stefano Mensurati. L’esposizione contribuì a far conoscere anche nel territorio termale una pagina poco nota ma significativa della storia italiana del Novecento. In questi giorni Giulia Giacchetti Boico si trova ad Abano Terme come ospite
dell’Hotel Ermitage, dove sta seguendo un percorso di riabilitazione. La sua presenza in città ha offerto l’occasione per un incontro istituzionale volto a ribadire vicinanza e riconoscenza nei confronti della comunità italiana di Crimea. “È stato un onore ricevere Giulia Giacchetti Boico”, ha dichiarato il
Due giornate di simulazione per la sicurezza di mamme e neonati
Due giornate di formazione avanzata dedicate alla sicurezza di mamme e neonati, con specialisti arrivati da tutta Italia per approfondire la gestione delle emergenze ostetriche e aff inare le competenze attraverso simulazioni altamente realistiche. Qualche settimana fa, all’Hotel Alexander Palace di Abano Terme ha ospitato la terza edizione de “Il Laboratorio del Parto”, corso pratico di simulazione ad alta fedeltà focalizzato sulle urgenze e sulle emergenze che possono verificarsi in sala parto.
L’evento scientifico è stato coordinato dal dottor Gianluca Straface, responsabile dell’Unità di Ostetricia del Policlinico Abano, insieme al dottor Claudio Crescini, vicepresidente dell’Associazione
Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani (AOGOI), e alla professoressa Nicoletta Simone, ordinaria di Ostetricia e Ginecologia all’Humanitas University di Milano. Sotto la loro guida, medici e professionisti sanitari provenienti da diverse regioni italiane
hanno partecipato a un intenso percorso formativo finalizzato a consolidare procedure e protocolli clinici riconosciuti a livello nazionale. Il corso è stato progettato per coniugare l’aggiornamento teorico basato sulle più recenti evidenze scientifiche con un’importante attività pratica svolta attraverso simulatori e manichini di ultima generazione. Un approccio che consente ai professionisti di allenarsi in scenari molto simili a quelli reali, senza alcun rischio per pazienti e operatori. Tra i temi aff rontati durante le due giornate figurano la gestione delle emergenze e delle urgenze ostetriche, i parti operativi, l’utilizzo corretto della strumentazione specialistica e le tecniche più avanzate per il controllo delle emorragie post-partum. Ampio
sindaco Federico Barbierato. “La sua testimonianza ci richiama al dovere di custodire la memoria di una comunità italiana che ha soff erto persecuzioni, deportazioni e silenzi durati troppo a lungo. La storia degli italiani di Crimea appartiene alla storia del nostro Paese e merita di essere conosciuta e trasmessa alle nuove generazioni”. L’incontro si è concluso con un ringraziamento per l’attività portata avanti negli anni da Giulia Giacchetti Boico nel preservare lingua, cultura e tradizioni italiane in Crimea, un impegno reso ancora più diff icile dalle conseguenze della guerra e dall’interruzione di molte delle attività associative. Un lavoro prezioso che continua a mantenere vivo il ricordo di una comunità italiana lontana geograficamente, ma ancora profondamente legata alle proprie origini.
• Federico Franchin
spazio è stato dedicato anche alle simulazioni ad alta fedeltà, con scenari complessi gestiti in tempo reale che hanno permesso ai partecipanti di allenare non solo le competenze tecniche, ma anche la comunicazione, il coordinamento e il lavoro di squadra. Proprio questi aspetti rappresentano uno degli elementi più innovativi della formazione moderna in ambito sanitario. Nelle situazioni di emergenza, infatti, la rapidità delle decisioni e la capacità di collaborare efficacemente tra ginecologi, ostetriche, anestesisti e personale di supporto possono fare la diff erenza nell’esito dell’intervento.
• (F.F)
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Riqualificazione. Sostegni, tecnologia fotovoltaica e interventi nella città
ACCESI I NUOVI PUNTI LUCE FOTOVOLTAICI, BIBLIOTECA COMUNALE VERSO IL RINNOVO
Strade che fino a ieri restavano al buio e che oggi tornano illuminate, nuovi punti luce fotovoltaici installati in quartieri storicamente privi di copertura, faretti ripristinati lungo il percorso di Villa Draghi e una biblioteca comunale che presto sarà dotata di un impianto completamente rinnovato. È questo il quadro del vasto programma di riqualificazione della pubblica illuminazione avviato dal Comune di Montegrotto Terme, con interventi diffusi su tutto il territorio e in gran parte già completati, mentre le ultime lavorazioni si concluderanno entro la fine di giugno. Nel dettaglio, sono stati installati nuovi sostegni luminosi in via Enrico de Nicola, via Pesare e via Marza, ampliando la rete di illuminazione in aree fino a oggi scarsamente servite. Un intervento particolarmente significativo riguarda l’introduzione di punti luce fotovoltaici in via Oslavia, via Scagliara, via Salvo d’Acquisto, via Regazzoni Bassa e via Regazzoni Alta, che hanno portato illuminazione pubblica in strade precedentemente sprovviste, con un approccio orientato alla sostenibilità energetica e
alla riduzione dei consumi. Parallelamente si è intervenuti sul potenziamento del parcheggio di via Claudiana e sul ripristino dei punti luce danneggiati in via Oriana Fallaci, via Flavia e Viale della Croce Rossa. È stato inoltre risolto un guasto di linea causato accidentalmente da cantieri di terzi in via Roma, ripristinando rapidamente la piena funzionalità dell’impianto.
Il programma prosegue ora con gli ultimi cantieri: entro fine mese saranno completati i lavori in via Sabbioni, dove verranno installati nuovi sostegni, e il potenziamento dell’illuminazione dell’area esterna della biblioteca comunale e del parcheggio di via Scavi. Sono in corso anche gli interventi di ripristino dei faretti segnapassi lungo la salita di Villa Draghi, più volte danneggiati da atti vandalici e furti, oltre alla sostituzione delle piastre di ancoraggio dei lampioni in via Neroniana e al ripristino dei corpi illuminanti in via Cogolo e via del Santo.
“Anche il tratto di via Pesare con ingresso da via Marza è stato finalmente illuminato”, sottolinea il consigliere comunale Omar
Turlon. “Questi interventi si inseriscono in un percorso avviato anni fa che ci ha consentito di rinnovare completamente l’illuminazione pubblica del Comune con tecnologia LED, ottenendo un forte risparmio energetico e una significativa riduzione dell’inquinamento luminoso. Abbiamo illuminato molte strade che erano al buio, l’anello ciclabile di Villa Draghi e, a breve, anche la biblioteca sarà dotata di un impianto completamente nuovo”. Sul piano tecnico, le opere civili ed edili risultano ormai concluse: scavi, posa dei cavidotti e realizzazione dei plinti di fondazione sono stati completati in tutti i cantieri. Il completamento delle parti elettriche residue dipende ora dalla consegna dei materiali tecnologici già ordinati. Un intervento diff uso e strutturale che punta non solo a migliorare la sicurezza urbana e la qualità della vita dei cittadini, ma anche a proiettare Montegrotto Terme verso un modello di gestione dell’illuminazione pubblica più moderno, efficiente e sostenibile.
• Federico Franchin
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Educazione. La quinta edizione dell’iniziativa dedicata a Protezione Civile, forze dell’ordine e soccorso
Sicurezza e volontariato in piazza: 145 studenti protagonisti della giornata educativa
Occhi spalancati davanti ai mezzi dei Vigili del Fuoco, domande a raff ica ai Carabinieri cinofili, prove pratiche con gli estintori e grande curiosità per le comunicazioni radio della Protezione Civile. La quinta edizione della giornata “Il mondo della sicurezza e del volontariato”, andata in scena in piazza Mostar, si è trasformata in un vero e proprio laboratorio di educazione civica a cielo aperto.
Protagonisti dell’iniziativa sono stati i 145 studenti delle classi seconde della
scuola secondaria di primo grado “A. Vivaldi”, che hanno animato gli stand con entusiasmo e partecipazione, interagendo con operatori e volontari e sperimentando da vicino attività e strumenti del sistema di emergenza e soccorso. In piazza erano presenti numerose realtà istituzionali e associative: Carabinieri con i reparti forestali e cinofili, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco, Comitato Terme Euganee della Croce Rossa Italiana, il Controllo del vicinato e i Gruppi Comunali di Protezione Civile di
Montegrotto Terme, Rubano e Selvazzano. Tutti hanno accolto i ragazzi nei rispettivi stand, illustrando missioni, competenze e modalità di intervento nelle situazioni di emergenza. Presente anche l’assessora regionale Elisa Venturini, che ha seguito da vicino alcune delle attività svolte durante la mattinata. Soddisfazione da parte dell’assessora alla Protezione Civile Laura Zanotto, che ha sottolineato la crescita dell’iniziativa nel corso degli anni. “Siamo arrivati al quinto anno di questa manifestazione partendo letteralmente da zero. Nel tempo l’iniziativa è cresciuta, ha coinvolto nuove realtà come Carabinieri, Guardia di Finanza e Croce Rossa, e oggi possiamo dire che il successo sperato è stato pienamente raggiunto. Gli alunni hanno partecipato con grande interesse: è la conferma che questa formula funziona”.
Sulla stessa linea il coordinatore della Protezione Civile Elvio Masin, che ha evidenziato il valore formativo dell’esperienza. “Questa giornata è un modo concreto per fare educazione civica. I ragazzi non imparano solo dai libri. Vedere i mezzi dal vivo, parlare con gli operatori, capire come si gestisce un’emergenza: sono esperienze che restano. Negli anni siamo riusciti a costruire qualcosa di importante e
E’ nato uno sportello di ascolto psicologico gratuito
AMontegrotto Terme è attivo uno sportello di ascolto psicologico gratuito per giovani tra i 14 e i 30 anni. Il servizio è su appuntamento ogni lunedì pomeriggio e prevede anche colloqui online. Le prenotazioni possono essere effettuate via email serviziogiovanipadova@bottegadeiragazzi.it oppure telefonando o scrivendo su WhatsApp al numero 393 4318495. Per i minorenni è necessaria l’autorizzazione di entrambi i genitori. Lo sportello nasce da un progetto delle cooperative “La Bottega dei Ragazzi” e “Margherita”, realtà attive nel lavoro con i giovani e vincitrici di un bando dell’Ordine degli Psicologi del Veneto. Il Comune di Montegrotto Terme partecipa come partner insieme ad altri Comuni delle province di Padova e Vicenza, al Dipartimento di Psicologia dello Sviluppo e della Socializzazione dell’Università di Padova e alla Rete degli Studenti Medi del Veneto. Il progetto prevede l’attivazione complessiva di otto presidi territoriali nelle due province. Il servizio si configura come uno spazio di consulenza breve per la prevenzione del disagio emotivo e la promozione del benessere psicosociale. Non è una presa in carico terapeutica ma un luogo di ascolto rapido e accessibile. Attraverso i colloqui con gli psicologi, i giovani possono sviluppare maggiore consapevolezza, individuare possibili direzioni di cambiamento e valorizzare le proprie
risorse personali. “Il numero di adolescenti con ansia e depressione è in crescita, segno delle diff icoltà relazionali e del disorientamento rispetto al progetto di vita. Questo progetto nasce per off rire uno spazio di ascolto e crescita dove trovare strumenti per aff rontare le fasi complesse del percorso evolutivo” spiega il sindaco Riccardo Mortandello. “Ringraziamo le cooperative coinvolte. Vogliamo costruire una rete con le agenzie educative del territorio per accompagnare i ragazzi nella crescita personale e relazionale. È fondamentale dare una risposta concreta ai bisogni delle nuove generazioni” Aggiunge la vicesindaca con delega al sociale Elisabetta Roetta.
• (F.F)
condiviso”. Anche il sindaco Riccardo Mortandello ha rimarcato il significato educativo dell’iniziativa. “Conoscere da vicino il lavoro delle forze dell’ordine, della Protezione Civile e dei volontari significa capire come funziona la comunità in cui si vive, sviluppare senso di responsabilità e sapere a chi rivolgersi in caso di emergenza. È un’esperienza che lascia il segno e che la scuola deve
continuare a valorizzare”. Una mattinata intensa, partecipata e concreta, che ha permesso ai più giovani di avvicinarsi al mondo della sicurezza e del volontariato non come concetti astratti, ma come realtà quotidiane fatte di persone, competenze e spirito di servizio.
Federico Franchin
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•
Lavori pubblici. Pannelli didattici e un sito/app interattivi per valorizzare biodiversità e storia
Villa Draghi diventa un sentiero immersivo tra natura, storia e innovazione digitale I
Il Comune di Montegrotto Terme punta con decisione sulla valorizzazione del Parco di Villa Draghi anche attraverso strumenti digitali innovativi, con l’obiettivo di rafforzarne la fruibilità, la conoscenza e l’attrattività turistica. Con una recente determina del Settore Servizi Tecnici è stato infatti aff idato l’incarico per la realizzazione di un sito web e di una App dedicati al progetto “Un sentiero immerso nella magia del Parco di Villa Draghi: valorizzazione ambientale del patrimonio arboreo esistente”. L’iniziativa si inserisce all’interno del bando “Luoghi (non) comuni” promosso dalla Fondazione Cariparo, un programma pensato per sostenere interventi di rigenerazione urbana e valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale nelle province di Padova e Rovigo. Il progetto presentato dall’amministrazione di Montegrotto Terme è stato approvato e finanziato con un contributo pari al 70% della spesa complessiva, a conferma della qualità e della rilevanza dell’intervento. L’obiettivo è trasformare il parco in un percorso esperienziale immersivo, capace di unire natura, storia e didattica. Sono previsti due sentieri guidati che attraverseranno l’area boschiva, arricchiti da pannelli informativi, fotografie, cartografie storiche e descrizioni delle principali essenze arboree presenti, con particolare attenzione alla lettura del paesaggio e alla biodiversità. Lungo i percorsi saranno installati cartelloni illustrativi con informazioni botaniche e storiche, oltre a schede sulle fioriture del sottobosco, così da rendere l’esperienza accessibile anche dal punto di vista educativo. Prevista inoltre la realizzazione di aree di sosta ricavate dal recupero di alberi caduti, in un’ottica di sostenibilità e rispetto dell’ambiente. Accanto alla parte fisica del progetto, prende forma la componente digitale. Il Comune ha infatti previsto la realizzazione di un sito internet dedicato e di un’App informativa, strumenti pensati per accompagnare i visitatori prima, durante e dopo la visita, con mappe interattive, contenuti multimediali e approfondimenti sulle specie presenti nel parco.
L’incarico è stato affidato alla ditta BRAINLESS LAB di Martina Berlose, con sede a Torreglia, tramite trattativa diretta sul MePA. L’importo dell’aff idamento è pari a 17.800 euro, senza IVA. Il quadro economico complessivo del progetto ammonta a 234.540 euro. Di questi, 164.100 euro saranno coperti dal
contributo della Fondazione Cariparo, mentre 70.440 euro resteranno a carico del Comune di Montegrotto Terme. Nel progetto rientrano anche pulizia e sistemazione dei sentieri, catalogazione delle essenze arboree, installazione di bacheche e cartellonistica, punti di sosta e attività di promozione. L’obiettivo dell’amministrazione è rendere Villa Draghi un luogo sempre più accessibile e attrattivo, capace di coniugare natura, cultura e innovazione, rafforzando il legame tra il patrimonio ambientale e la fruizione contemporanea del territorio.
• Federico Franchin
500.000 euro per alleggerire il traffico
Sintoniz zati sul
l Comune di Montegrotto Terme compie un passo decisivo per il miglioramento della viabilità nella frazione di Mezzavia. È stato infatti firmato dal notaio l’atto di acquisizione delle aree pubbliche relative al piano di lottizzazione n. 15, un passaggio formale che consente ora di sbloccare la realizzazione della cosiddetta “brettellina” di collegamento tra via Falcone e via Campania Bassa. Si tratta di un intervento atteso da tempo, pensato per alleggerire in modo significativo il traff ico di attraversamento nella zona più densamente abitata della frazione, migliorando così sicurezza e vivibilità per residenti e automobilisti. Nel prossimo Consiglio comunale, come annunciato dal sindaco Riccardo Mortandello, una parte rilevante della variazione di bilancio, pari a 500.000 euro, sarà destinata proprio alla realizzazione dell’opera. L’obiettivo dell’amministrazione è procedere con l’appalto entro la fine dell’anno, accelerando così i tempi di attuazione di un’infrastruttura considerata strategica per la mobilità locale. “Nel prossimo Consiglio Comunale una parte consistente della variazione di bilancio andrà proprio a vantaggio di quest’opera. Il nostro obiettivo è appaltarla entro fine anno”, ha dichiarato il sindaco.
Sulla stessa linea l’assessore alla Programmazione urbanistica Luca Fanton, che sottolinea il valore strategico dell’intervento all’interno della pianificazione complessiva della viabilità comunale. “Si tratta di un’opera strategica per la mobilità di Montegrotto Terme perché consentirà di scaricare il traff ico di attraversamento ai margini della città”, ha spiegato.
La cessione riguarda tutte le opere di urbanizzazione primaria realizzate nell’ambito del piano di lottizzazione approvato nel 2008: strade, marciapiedi, piste ciclabili, parcheggi e aree verdi. Le infrastrutture erano state completate e collaudate il 28 febbraio 2025, e con l’atto notarile passano ora uff icialmente in gestione al patrimonio comunale. Nei prossimi giorni verrà completato anche il verbale di consegna formale delle aree, che sancirà definitivamente il passaggio di proprietà e permetterà all’amministrazione di avviare le successive fasi operative.
Con questo passaggio amministrativo si chiude un percorso urbanistico iniziato oltre quindici anni fa e si apre concretamente la strada alla realizzazione di un’opera destinata a ridisegnare la mobilità della zona di Mezzavia, riducendo il traff ico nei quartieri residenziali e migliorando la connessione con le principali direttrici viarie del territorio.
• (F.F.)
Montegrotto NEWS
DOMENICA 21 GIUGNO
Parcheggio del Rustico di Villa Draghi | ore 16:00
SENTIERI SONORI JUNIOR
ESCURSIONE LABORATORIO MUSICALE per bambini dai 3 agli 11 anni
DOMENICA 21 GIUGNO
Viale Stazione | ore 19:45
MICHAEL JACKSON DAY
FESTA DELLA MUSICA
Street band, flash mob e concerto tribute band
SABATO 27 GIUGNO
Viale Stazione | ore 18:00
MOSTRA MERCATO
FESTA DI SAN PIETRO
DOMENICA 28 GIUGNO
Piazzale del Duomo | ore 21:00
CONCERTO DELLA BANDA DON BOSCO DI SAN DONÀ DI PIAVE
DA MARTEDÌ 30 GIUGNO
A MARTEDÌ 28 LUGLIO
Area archeologica viale Stazione/via Scavi THERMAE THEATRUM
MARTEDÌ 30 GIUGNO | ORE 21:15
Concita De Gregorio ed Erica Mou in «In mezzo ad un milione di rane e farfalle»
MARTEDÌ 07 LUGLIO | ORE 21:15
Debora Caprioglio in «La colomba e l’elefante»
MARTEDÌ 14 LUGLIO | ORE 21:15
RBR Dance Company in «H2O Mix»
MARTEDÌ 21 LUGLIO | ORE 21:15
Paolo Rossi in «Operaccia Satirica»
MARTEDÌ 28 LUGLIO | ORE 21:15
Giulia Tripetta in «Madre Lingua»
DA MERCOLEDÌ 01 LUGLIO
A MERCOLEDÌ 22 LUGLIO
Giardino della biblioteca Alda Merini
TEATRO AL VERDE
MERCOLEDÌ 01 LUGLIO | ORE 21:00
«I MUSICANTI DI BREMA»
Dalla favola dei Fratelli Grimm, Teatro Perdavvero MERCOLEDÌ 08 LUGLIO | ORE 21:00
«IL LUPO E LA CAPRA»
Dal racconto di Yuiki Kimura, Teatro del Cerchio MERCOLEDÌ 15 LUGLIO | ORE 21:00
«DON CHISCIOTTE»
Dal romanzo di Miguel de Cervantes, Centro Teatrale Da Ponte
MERCOLEDÌ 22 LUGLIO | ORE 21:00
«CENERENTOLA IN BIANCO E NERO»
Dalla celebre fiaba (Basile, Perrault, Fratelli Grimm), Proscenio Teatro
SABATO 04 LUGLIO
Piazza Carmignoto, viale Stazione via Scavi, via Aureliana, parco Mostar | ore 18:00
NOTTE BIANCA
SHOPPING, FOOD AND MUSIC
SABATO 11 LUGLIO
Sentiero e terrazza di Villa Draghi | ore 20:00
PROGETTO MILKWOOD FRANKENSTEIN
Letture itineranti a tappe con Diego Dalla Palma, Primo Reggiani, Jane Alexander e Giorgio Marchesi
DOMENICA 12 LUGLIO
Piazza Mercato
RADUNO NAZIONALE
BIENNALE DELLE VESPE
a cura di Vespa Club Vespe Padane
DA GIOVEDÌ 16 LUGLIO
A SABATO 18 LUGLIO
Area archeologica viale Stazione/via Scavi | ore 21:15
EUROPEAN GOSPEL FESTIVAL
SABATO 18 LUGLIO
Parco di Villa Draghi, antiche cave romane | ore 18:00
VOCI DALLA PIETRA
CONCERTO DEI CORI TRE PINI E MONTE VENDA
a cura di Associazione Villa Draghi
VENERDÌ 24 LUGLIO
Terrazza di Villa Draghi | ore 21:00
LA NOTTE DELLE STELLE
CAMMINATA TRA I PIANETI, VIAGGIO CON LA MISSIONE ARTEMIS II E OSSERVAZIONE CON TELESCOPI
a cura di AVIS con Associazione Astrofili Euganea
DA GIOVEDÌ 30 LUGLIO
A GIOVEDÌ 27 AGOSTO
Luoghi vari | ore 21:00
CINEMA ALL'APERTO*
GIOVEDÌ 16 LUGLIO
PER TUTTI GLI APPUNTAMENTI: ingresso dalle ore 19.00 – inizio spettacolo alle ore 21.00 Informazioni, prenotazioni e acquisto biglietti: www.estemusicfestival.it
Anfiteatro del Castello POOH
VENERDÌ 24 LUGLIO
Anfiteatro del Castello DIN DON DOWN
VENERDÌ 17 LUGLIO
Anfiteatro del Castello DEEP PURPLE
LUNEDÌ 20 LUGLIO
Anfiteatro del Castello RICCARDO COCCIANTE
MARTEDÌ 21 LUGLIO
Anfiteatro del Castello GIORGIA
MERCOLEDÌ 22 LUGLIO
Anfiteatro del Castello K-POP LIVE SHOW
GIOVEDÌ 23 LUGLIO
Anfiteatro del Castello MARCO MASINI
SABATO 25 LUGLIO
Anfiteatro del Castello IL VOLO
LUNEDÌ 27 LUGLIO
Anfiteatro del Castello SAL DA VINCI
MARTEDÌ 28 LUGLIO
Anfiteatro del Castello SAVATAGE
MERCOLEDÌ 29 LUGLIO
Anfiteatro del Castello SHIVA
LUNEDÌ 31 AGOSTO
Anfiteatro del Castello GIANNI MORANDI
MERCOLEDÌ 2 SETTEMBRE
Anfiteatro del Castello HOLLYWOOD VAMPIRES
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Caro-vita. L’allarme della Caritas: “Siamo di fronte all’emergenza dei working poor”.
L’INFLAZIONE SPAVENTA 7 PERSONE SU 10 COLPITI DISOCCUPATI, CASALINGHE E OPERAI
La corsa incessante dei prezzi e il caro-vita si confermano come le minacce più sentite e destabilizzanti per l’opinione pubblica del Nord Est. I dati della più recente indagine condotta da Demos per l’Osservatorio sul Nord Est, pubblicata a maggio scorso, delineano un quadro macroeconomico e sociale drammatico: ben il 70% degli intervistati (pari a 7 cittadini su 10) dichiara di provare una forte paura (“molto” o “moltissimo”) che la propria famiglia non riesca più a mantenere un tenore di vita dignitoso nel prossimo futuro. Soltanto una netta minoranza si dichiara poco preoccupata (26%) o per nulla intimorita (4%) dall’attuale spirale inflazionistica. Il timore legato al caro-prezzi tende a crescere soprattutto tra i cittadini in età centrale, specificamente nella fascia tra i 30 e i 44 anni (77%) e tra i 55 e i 64 anni (75%), ovvero i segmenti di
popolazione maggiormente esposti ai carichi familiari, ai mutui e alla gestione dei figli, seguiti dal target 45-54 anni (69%) e dai più giovani tra i 18 e i 29 anni (66%), per chiudere con gli over 65 (65%). Al contrario, i rincari e la perdita di potere d’acquisto risultano sensibilmente meno sentiti all’interno delle grandi città e dei grandi centri urbani, dove la preoccupazione si ferma al 60%, rispetto ai comuni con meno di 15.000 abitanti, dove la quota di cittadini allarmati schizza al 71%. Sul fronte professionale, l’inflazione si configura come una vera e propria tassa regressiva che colpisce in modo asimmetrico le fasce economicamente più deboli della società. Se tra gli imprenditori e i liberi professionisti l’allarme si attesta intorno al 50% e tra gli studenti scende al 58%, la percentuale sale vertiginosamente tra i disoccupati (81%), gli operai (78%),
le casalinghe (77%) e i pensionati (69%), seguiti da vicino da tecnici e impiegati (71%).
L’impatto sociale descritto dai dati trova drammatico riscontro nelle testimonianze sul campo delle organizzazioni assistenziali del territorio. La Caritas rileva un aumento delle richieste di aiuto da parte di famiglie inserite in una situazione di povertà e, sempre più spesso, non si tratta di persone senza lavoro o disoccupate. Si riscontrano crescenti diff icoltà anche tra le persone stabilmente occupate: molte famiglie continuano a vivere in condizioni di indigenza assoluta perché gli stipendi restano troppo bassi rispetto all’aumento del costo della vita. La fascia grigia è oggi composta da lavoratori dipendenti con stipendi bassi e qualifiche insufficienti, unita alla discontinuità lavorativa e alla disparità tra uomo e donna, in un contesto in cui
l’imprenditore spesso non riconosce adeguatamente il valore del lavoro. L’economista Paolo Legrenzi definisce l’inflazione come “una tassa iniqua che colpisce solo alcuni”, evidenziando come agisca in modo invisibile modificando radicalmente la percezione psicologica del benessere economico dei singoli e riducendo il potere d’acquisto reale a parità di stipendio percepito. • Vincenzo Gottardo
CONGRESSI E TURISMO, È BOOM A PADOVA E PROVINCIA
Consiglio Provinciale, si impone lo schieramento di centrodestra, alta l’affluenza al voto
ELa provincia di Padova sta vivendo un’epoca da assoluta protagonista del panorama turistico nazionale. Le previsioni elaborate dalle associazioni di categoria confermano un trend straordinario, con le strutture ricettive del centro città, dell’area termale di Abano e Montegrotto e delle località dei Colli Euganei che viaggiano spedite verso il tutto esaurito per queste settimane estive. Secondo Confcommercio Padova si registra un tasso di occupazione dei posti letto che ha già toccato l’80% in moltissimi alberghi, con i sold-out che si stanno progressivamente estendendo anche alle strutture ricettive di dimensioni minori. A spingere i visitatori, che arrivano in massa sia da fuori regione sia dalle
’ il centrodestra ad imporsi alle elezioni per il nuovo Consiglio della Provincia di Padova con oltre il 61% delle preferenze e 10 seggi. Il voto, espresso in modo esclusivo da Sindaci e Consiglieri comunali in carica, ha registrato un’altissima affluenza alle urne: hanno infatti votato ben 1.122 elettori sui 1.380 aventi diritto, un dato finale pari all’81,30% del corpo elettorale. Il meccanismo normativo del voto ponderato, calcolato attribuendo pesi specifici e indici differenziati in base alle diverse fasce demografiche dei Comuni, ha decretato la netta affermazione della lista “Centrodestra
aree limitrofe per un turismo a “chilometro zero”, è una combinazione vincente basata sull’attrattività culturale dei siti d’arte patavini, sul richiamo religioso della festività di Sant’Antonio e su un ricchissimo palinsesto di eventi collaterali. Parallelamente ai successi del turismo del tempo libero, Padova consolida in modo definitivo il proprio posizionamento d’eccellenza nel settore congressuale internazionale. I dati uff iciali della classifica 2025 dell’ICCA (International Congress and Convention Association) incoronano il capoluogo del Santo come un hub di rilievo mondiale. Padova si piazza infatti al 7° posto assoluto in Italia e conquista un lusinghiero 63° posto nella classifica europea,
per Padova e Provincia”. La coalizione vincente, che ha riproposto alcuni consiglieri uscenti accanto a nomi nuovi, ha ottenuto il 61,38% dei consensi complessivi, raggiungendo una cifra elettorale finale pari a 51.889 voti ponderati. Alla seconda forza politica in campo, l “Tutta la Provincia uniti per il territorio”, è andato il restante 38,62% delle preferenze, corrispondente a 32.651 voti ponderati. Sulla base di questi conteggi formali, i 16 seggi previsti per comporre l’assemblea di Palazzo Santo Stefano sono stati proporzionalmente ripartiti in 10 seggi alla lista di centrodestra e 6 seggi all’altra
formazione.
Il nuovo Consiglio Provinciale risulta dunque ufficialmente composto dai consiglieri elencati per voti di preferenza ponderati, fra loro diversi sindaci: Michele Sigolotto (7.617 voti), Davide Moro (5.471), Luigi Sabatino (5.367), Moreno Giacomazzi (5.046), Umberto Perilli (4.686), Elena Pagetta (4.122), Stefano Agujari Stoppa (4.113), Sofia Pinato (4.040), Enrico Perusin (4.026), Stefano Baraldo (3.993), Vincenzo Gottardo (3.896), Bruno Cacciavillani (3.823), Enrico Turrin (3.801), Marco Concolato (3.799), Massimo Cavazzana (3.673) ed Emanuela Gastaldello (3.365).
compiendo un balzo straordinario rispetto alla 90ª
• (V.G.)
Il nuovo Consiglio della Provincia di Padova
La “Svolta a Nord” e il fragile patto di Roma
Acomplicare il risiko concorrono fattori esterni che spingono per una rapida definizione degli equilibri. Da un lato vi è il costante monitoraggio dei flussi elettorali, dall’altro la pressione esercitata dalle nuove correnti identitarie radicali legate alla nascita di movimenti come “Futuro Nazionale” di Roberto Vannacci, capace di intercettare parte del
dissenso ma guardato con forte prudenza dall’ala più istituzionale e pragmatica del settentrione. Per gli amministratori veneti, la priorità resta la tutela dell’autonomia e il radicamento sul territorio, elementi che hanno storicamente decretato il successo del brand Liga Veneta. Se l’accordo di mediazione interna dovesse reggere, la struttura del partito potrebbe
La Lega alla ricerca di una sintesi tra leadership nazionale e correnti identitarie
evolvere verso un modello a doppia trazione, simile alla storica dinamica della Csu bavarese: una leadership nazionale aff iancata
da un forte e autonomo presidio del Nord. Al contrario, se la sintesi dovesse sfumare, il rischio è che il malcontento accumulato nei territori del Nord-Est si addensi attorno ai volti storici della governance regionale. La partita veneta, con le sue tese dinamiche congressuali e i posizionamenti in vista dei futuri appuntamenti elettorali, si conferma il vero termometro della tenuta della Lega.
Il dibattito. Da questo mese dedichiamo le pagine regionali ad un confronto su temi di attualità per il Veneto
STEFANI TIRA DRITTO SULL’ AUTONOMIA:
“SACROSANTE RICHIESTE DAL TERRITORIO”
L’obiettivo resta rafforzare l’efficienza amministrativa e dare risposte più rapide ai cittadini
L’autonomia infiamma il dibattito politico veneto e nazionale su fronti contrapposti. “A chi ci accusa di spaccare l’Italia, rispondiamo con la Costituzione e con le sacrosante richieste del nostro territorio”: con queste parole il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, è intervenuto al termine dell’audizione a Roma davanti alle Commissioni Affari costituzionali di Camera e Senato, nell’ambito dell’esame del disegno di legge sull’autonomia differenziata. Nel corso del confronto parlamentare, Stefani ha respinto le critiche mosse da alcuni esponenti dell’opposizione, secondo i quali la riforma rischierebbe di creare disparità tra i territori e di introdurre trattamenti differenti tra i cittadini.
“Ci viene contestato di voler creare privilegi differenziati, approvare norme non più uguali per tutti e aumentare gli stipendi nella sanità”, ha dichiarato il governatore, sottolineando di aver
ribadito in aula la volontà di tutelare gli interessi dei cittadini veneti.
Secondo Stefani, l’autonomia rappresenta uno strumento per rafforzare l’efficienza amministrativa e garantire risposte più rapide alle esigenze locali.
Tra gli obiettivi indicati dal presidente figurano il sostegno al sistema sanitario, l’aumento dell’attrattività del territorio e una maggiore capacità di intervento in caso di emergenze e calamità naturali.
“L’autonomia è responsabilità”, ha affermato il governatore, evidenziando come il concetto implichi la capacità di rispondere concretamente delle scelte compiute. “I veneti conoscono bene il significato di questa parola e sono abituati a rendere conto del proprio operato”.
Stefani ha infine rilanciato il tema della valorizzazione del personale sanitario, sostenendo che le Regioni in grado di generare risparmi debbano poter destinare maggiori risorse ai lavoratori del settore. “Se una Regione, risparmiando, può aumentare gli stipendi e rafforzare la previdenza del personale della sanità, è giusto che lo faccia”, ha concluso.
Nei giorni successivi Stefani è tornato a difendere con decisione il percorso verso l’autonomia differenziata, rivendicando la scelta come opportunità
istituzionale e non come fattore di divisione del Paese. L’occasione è venuta dai rilievi della Fondazione Gimbe emersi durante l’audizione in Commissione Affari costituzionali del Senato sugli schemi di pre-intesa relativi alla riforma, a proposito delle competenze richieste dalle Regioni su tariffe regionali differenziate, gestione autonoma delle risorse statali per edilizia sanitaria e tecnologie, istituzione di fondi sanitari integrativi regionali, assunzioni di personale e riallocazione di risorse nazionali vincolate
La Fondazione Gimbe ha ricordato che la Corte Costituzionale ha chiarito che il trasferimento di funzioni alle Regioni non può essere giustificato in modo generico, ma richiede un’istruttoria puntuale e motivata per ciascuna funzione oggetto di devoluzione, fondata sul principio di sussidiarietà e sulla dimostrazione che l’esercizio regionale sia in grado di perseguire meglio l’interesse pubblico. “Desta forti perplessità – ha detto Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione – che i quattro schemi di pre-intesa siano sostanzialmente
sovrapponibili, nonostante riguardino Regioni con caratteristiche epidemiologiche, demografiche, organizzative e assistenziali profondamente diverse. Prima di attribuire nuove competenze – ha avvertito Cartabellotta – occorre garantire che i diritti già previsti siano realmente esigibili in modo uniforme su tutto il territorio nazionale.
Secondo Stefani il nodo centrale è il miglioramento della sanità regionale, con l’obiettivo di renderla più vicina ai cittadini e più aderente ai bisogni dei territori. “I veneti hanno diritto a una sanità migliore”, ha aff ermato, sottolineando come l’autonomia non comporti sottrazione di risorse ad altre regioni ma una diversa organizzazione delle competenze. “Voglio ribadire un principio: equità non significa livellare verso il basso la qualità dei servizi - insiste Stefani -. Stiamo parlando della salute delle persone. La riforma Calderoli non esclude nessuno: ciascuna Regione può scegliere se assumersi più responsabilità o lasciare che a gestire risorse e a prendere decisioni sia Roma. - conclude il presidente della Regione del Veneto - Noi, ancora una volta, faremo gli apripista”.
• (R.R.)
Il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani
Le critiche. I consiglieri regionali Giovanni Manildo, Chiara Luisetto (PD) e Carlo Cunegato (AVS)
“AUTONOMIA, STAGIONE ARCHIVIATA, NUOVA FASE PER IL REGIONALISMO”
Tra le fila dell’opposizione in Consiglio Regionale l’autonomia invocata da Stefani e dal centrodestra è bersaglio di critiche. Per Giovanni Manildo, capogruppo del Partito Democratico e portavoce delle opposizioni, il progetto dell’autonomia differenziata sarebbe ormai giunto al termine e, con esso, anche una lunga fase politica segnata da promesse rimaste incompiute.
“Siamo alla fine di lunga stagioneafferma - segnata dalla inconcludente propaganda della Lega e di Zaia. Quella eterna promessa di un Veneto che avrebbe ottenuto poteri su 23 materie e valanghe di soldi, quel modello, chiacchiere e distintivo, va agli archivi. Non solo perché oggi si sta parlando di sole quattro funzioni, ma perché lo stesso Stefani si dice convinto che a questo schema si agganceranno altre Regioni. Arrivando così alla stessa conclusione di quanto da tempo sosteniamo e indichiamo: ovvero che alcune funzioni possono essere trasferite a
tutte le Regioni a Statuto ordinario”
Per il rappresentante dem, dunque, si chiude una fase politica e se ne apre un’altra, in cui il rapporto tra Stato e Regioni dovrebbe basarsi su una collaborazione più stretta e condivisa, superando i modelli precedenti di autonomia differenziata.“Parliamo sostanzialmente di nuova stagione del regionalismo, destinato a scrivere una nuova pagina fatta di leale cooperazione fra lo Stato e le Regioni all’insegna di una cooperazione rafforzata”. Chiara Luisetto, consigliere regionale del Pd, intervenuta a Veneto24 aggiunge: “Credo che sia arrivato il momento di smetterla di illudere le persone e sostenere che con l’autonomia risolviamo tutti i problemi economici di questa regione, di un bilancio che non paga adeguatamente il personale e che non fornisce servizi sociosanitari dignitosi alle persone. Penso che sia necessario invece fare un salto di qualità non a parole, ma con i fatti. Questa riforma invece è svuotata perché non stiamo parlando
di una reale redistribuzione di risorse, néstiamo parlando di un’autonomia cooperativa. E’ piuttosto un’autonomia che spacchetta e divide il paese e che sembrerebbe voler creare disuguaglianze, però senza dare sostanza a una legge, ad un’autonomia che è stata promessa per decenni. Inoltre è stata considerata incostituzionale, perché, lo ricordiamo, la legge Calderoli è stata su sette punti svuotata dalla dalla pronuncia della Corte Costituzionale. Rischiamo davvero una divisione del Paese non corretta e non sana”.
“Avevo chiesto al presidente Stefani di venire in Aula a spiegare ai veneti cosa sta succedendo con l’Autonomia differenziata”, ha dichiarato Carlo Cunegato, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra in un intervento in Consiglio regionale. “Di recente è emerso - ha aggiunto il consigliere - che perfino i 300 milioni per la sanità promessi lo scorso anno da Luca Zaia, altro che i nove decimi delle tasse, sarebbero spariti dall’intesa firmata a febbraio. Senza
trasparenza una democrazia diventa zoppa, mutilata”. “Abbiamo interrogazioni a risposta immediata scadute da gennaio; di fatto sono trascorsi cinque mesi, ma il regolamento prevede 15 giorni” ha puntalizzato Cunegato-. Ci sono interrogazioni a risposta scritta scadute a dicembre. Ho chiesto dati sui
medici gettonisti nei Pronto Soccorso a gennaio, sollecitando più volte: ancora niente. I Pronto Soccorso veneti sono in grave crisi e abbiamo bisogno di capire cosa sta succedendo. Sono stato eletto per avere accesso ai dati, per capire come funziona la sanità che vale l’80% del bilancio regionale”.
LA CGIL: “NON SI TRATTA DI RISPOSTE A BISOGNI TERRITORIALI MA DI SCELTE POLITICHE”
Presente alla Commissione Aff ari Costituzionali della Camera con il segretario confederale Christian Ferrari e il responsabile delle riforme istituzionali Florindo Oliverio la Cgil bocca il percorso delle intese preliminari su alcune materie. “Stiamo parlando di “protezione civile”, di “professioni”, di “previdenza complementare e integrativa”, di “tutela della salute”: materie che incidono direttamente sui diritti delle persone, - sottolineano i sindacalisti - sulla qualità del lavoro e sulla coesione e unitarietà del sistema pubblico. Basti pensare alla protezione civile: in un tempo segnato dall’emergenza climatica e dall’aumento degli eventi estremi, davvero si può sostenere che si tratti di una funzione
da frammentare ulteriormente, sottraendola a una forte regia nazionale e assegnandola in via esclusiva a questa o quella Regione? E lo stesso vale per la sanità. Attribuire ulteriori margini di autonomia in questa materia significa: accentuare la frantumazione del Servizio sanitario nazionale; indebolire i principi di universalità e uguaglianza dei diritti sociali; rendere ancora più profondi gli attuali – insostenibili – divari territoriali. La salute delle cittadine e dei cittadini non può dipendere dal luogo di nascita o di residenza. E non meno rilevanti sono i rischi nelle altre materie oggetto di devoluzione. Sulle professioni, il pericolo è quello di incrinare l’unità del mercato del lavoro nazionale, creando una giungla di regimi giuridici
diversi, vincoli, disparità e barriere localistiche. La Corte ha chiarito che qualsiasi ulteriore forma di autonomia deve essere giustificata da specificità concrete di ogni singola Regione. Nelle intese preliminari, questa specificità – come sottolineato da più parti durante queste audizioni – semplicemente non esiste: i testi sono identici, le richieste regionali assolutamente uguali e le motivazioni completamente generiche. Questo dimostra che non si tratta di risposte mirate a bisogni territoriali specifici, supportate da un’istruttoria oggettiva e scientificamente fondata, ma di una scelta puramente politica e ideologica: sostanzialmente, un atto di fede che non necessita né di spiegazioni né di motivazioni.
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Chiara Luisetto Giovanni Manildo
DE POLI E L’AUTONOMIA: “E’ UNA SFIDA DI RESPONSABILITÀ PER RAFFORZARE IL PAESE”
“Per troppo tempo il dibattito sull’autonomia differenziata è stato raccontato come uno scontro tra chi vuole dividere l’Italia e chi vuole difenderne l’unità. È una rappresentazione semplicistica che non aiuta a comprendere la vera questione: l’autonomia serve per rendere le istituzioni più eff icaci e più vicine ai cittadini”.
Il senatore Antonio De Poli (Udc) interviene sul dibattito di questi giorni e afferma che la recente audizione del presidente del Veneto Alberto Stefani “ha riportato il confronto sul terreno giusto, quello della responsabilità. Principio che non solo condivido in pieno, - aggiunge il senatore ma da cui vorrei partire, l’autonomia non è una bandiera ideologica né una mera rivendicazione identitaria. È uno strumento per migliorare il funzionamento dello Stato, rendere più eff icaci le amministrazioni e costruire servizi più vicini alle esigenze dei cittadini e delle cittadine.
Per questo ho accolto con favore la decisione della Corte Costituzionale che ha
dichiarato inammissibile il referendum abrogativo sulla legge Calderoli. La Consulta ha ricordato che il percorso dell’autonomia rientra pienamente nel quadro costituzionale e che il confronto politico non può trasformarsi in un pregiudizio verso una riforma prevista dalla nostra Carta”.
De Poli richiama il referendum del 2017, con il quale oltre 2,3 milioni di veneti hanno chiesto più autonomia attraverso un referendum consultivo. “L’espressione democratica di una comunità che chiede di poter contribuire in modo più diretto all’organizzazione dei servizi e delle politiche pubbliche. Un mandato politico e istituzionale che merita rispetto. L’esperienza del Veneto dimostra che autonomia e unità nazionale non sono concetti in contrapposizione, al contrario possono rafforzarsi reciprocamente se l’obiettivo resta quello di off rire servizi migliori ai cittadini e rendere più efficiente l’azione pubblica. Naturalmente l’autonomia non può essere interpretata come una corsa solitaria delle Regioni più forti. L’Italia è una e indivisibile.
Ma proprio perché crediamo nell’unità del Paese dobbiamo avere il coraggio di costruire istituzioni più moderne e più capaci di rispondere ai bisogni dei territori, nel solco di quel principio di sussidiarietà che invita ad avvicinare le decisioni ai cittadini ogni volta che questo può migliorare la qualità dei servizi”. Il senatore porta l’esempio della sanità e si chiede; “Se una regione riesce a
organizzare i servizi in modo eff iciente, ridurre gli sprechi e liberare risorse, perché non dovrebbe poter reinvestire quei risparmi per valorizzare medici, infermieri e operatori sanitari? In una fase in cui la carenza di personale rappresenta una delle principali emergenze del sistema sanitario nazionale, poter rendere più attrattivi gli ospedali e i servizi territoriali significa offrire una
risposta che tenga presente le esigenze territoriali e cittadine”. Gli stessi presupposti valgono, continua De Poli, per la protezione civile, il lavoro e la formazione professionale. “Ecco che ritorniamo proprio al tema della responsabilità, riuscire a mettere l’eff icienza al servizio dei cittadini, governando in modo più diretto. Sapendo che più competenze comportano più responsabilità, trasparenza e una più chiara valutazione dei risultati ottenuti. A questo proposito - continua - esistono principi che non possono essere messi in discussione. I livelli essenziali delle prestazioni (LEP) devono essere garantiti in ogni parte del Paese. La solidarietà nazionale resta un pilastro irrinunciabile della Repubblica. L’autonomia è una grande occasione per l’Italia perché saprà premiare la buona amministrazione, responsabilizzare chi governa e migliorare concretamente la qualità dei servizi. La sfida non è trasferire competenze da Roma ai territori, ma utilizzare quelle competenze per dare risposte più rapide”.
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in collaborazione con:
Il senatore Udc Antonio De Poli
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Oltre trentasei gusti, semifreddi, torte personalizzate e pasticceria gelato tra Tribano e Solesino: una realtà della Bassa Padovana che ha fatto della genuinità e del chilometro zero la propria firma, perché il gelato
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ha messo insieme quegli ingredienti sapeva quello che stava facendo o stava solo seguendo una ricetta. È da questa semplicità concreta e senza artifici che parte la storia della Gelateria Pink Panter, che dal 1997 rappresenta a Tribano, nel cuore della Bassa Padovana, una realtà costruita sulla qualità e sulla continuità silenziosa di chi non ha bisogno di reinventarsi ogni stagione perché sa già dove vuole arrivare. Fin dall’inizio la direzione è stata chiara: puntare sulla genuinità degli ingredienti e su un legame concreto con il territorio, con materie prime selezionate e spesso a chilometro zero, lavorate con l’obiettivo di mantenere intatto il sapore autentico del prodotto. Non una scelta di moda, non un’etichetta da apporre sul bancone per intercettare una tendenza, ma un principio rimasto invariato negli anni perché chi lo ha scel-
proccio dell’azienda. Ogni torta gelato è pensata per un’occasione specifica, costruita su misura con un’attenzione che va oltre l’aspetto estetico: è un prodotto che racconta una festa, un momento da condividere, qualcosa che resta nella memoria di chi lo riceve e di chi lo porta in tavola. Le vaschette termiche per l’asporto completano il servizio, permettendo di portare a casa la qualità del gelato appena fatto senza che il tragitto comprometta ciò che il bancone aveva promesso.
Particolare attenzione è rivolta anche alle diverse esigenze alimentari: la gelateria propone varianti senza glutine, senza lattosio e opzioni dedicate a chi ha necessità specifiche, con la convinzione che il gelato artigianale buono debba essere accessibile a tutti e che nessuno debba accontentarsi di una versione ridotta o meno curata di qualcosa che gli altri mangiano senza pensarci. Con due sedi, a Tribano e a Solesino, la Pink Panter si conferma una realtà solida e radicata nella Bassa Padovana, un punto di riferimento per chi cerca un gelato autentico fatto con coerenza. In un settore sempre più esposto alle mode, la scelta è rimasta semplice: continuare a fare bene il proprio lavoro. Perché il gelato artigianale vero non ha bisogno di raccontarsi troppo. Ha bisogno, prima di tutto, di essere buono.
torte personalizzate, con queste ultime che rappresentano uno dei prodotti più richiesti e più rappresentativi dell’ap-
Despar Nord investe sul Veneto
Ioccupazione e presenza sul territorio
l Veneto si conferma un’area strategica per Despar Nord che, nel 2025, ha consolidato la propria presenza in regione con un percorso capace di coniugare crescita economica, sviluppo territoriale e attenzione alle comunità locali. Accanto ai risultati commerciali, l’azienda ha rafforzato il proprio ruolo sociale attraverso iniziative dedicate all’inclusione, all’educazione e alla valorizzazione delle eccellenze del territorio. el corso dell’anno Despar Nord ha destinato oltre 160 mila euro ad attività sociali, culturali ed educative realizzate con associazioni, scuole, istituzioni e realtà locali. Tra i progetti più significativi, la collaborazione con la Cooperativa Vite Vere Down Dadi, con cui l’azienda ha promosso percorsi di integrazione sociale e opportunità lavorative per persone con disabilità, coinvolgendo direttamente anche alcuni punti vendita. È proseguita inoltre la partnership con
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che
DESPAR NORD RAFFORZA IL LEGAME CON IL VENETO: CRESCITA, FILIERE LOCALI E SOSTEGNO AL TERRITORIO
coinvolte nell’iniziativa. Oggi sono 81 le micro-realtà artigiane venete presenti sugli scaffali dei punti vendita, alle quali si aggiungono 41 produttori regionali per un totale di oltre mille referenze provenienti dal Veneto. Un modello che sostiene le filiere corte e valorizza i piccoli produttori.
U n percorso di crescita confermato
di euro con un incremento dell’1,49% rispetto al 2024. Sul territorio sono stati investiti oltre 24,5 milioni di euro per il potenziamento della rete vendita, che oggi in Veneto conta 155 punti vendita di cui 81 a gestione diretta e 74 aff iliati. È cresciuta anche l’occupazione, con 324 fra nuove assunzioni e stabilizzazioni contrattuali che portano a 4.287 il numero complessivo dei collaboratori
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proposito di persone, Despar Nord ha celebrato anche in Veneto i “Giubilei”, l’appuntamento annuale dedicato ai collaboratori e alle collaboratrici con importanti anzianità di servizio e che hanno raggiunto la pensione. L a cerimonia per il Veneto si è svolta nelle scorse settimane a Villa di Montruglio, a Barbarano Vicentino, coinvolgendo complessivamente 378 persone: 41 pensionati e 337 collaboratori premiati per traguardi professionali compresi tra i 15 e i 40 anni di attività in azienda. Nata oltre vent’anni fa, l’iniziativa rappresenta per Despar Nord un momento di riconoscimento dell’esperienza e della professionalità maturate nel tempo dai propri collaboratori e collaboratrici. Per l’azienda, celebrare questi percorsi significa perciò valorizzare il contributo che ogni persona ha dato alla crescita di Despar Nord e al consolidamento del legame con il territorio, confermando al tempo stesso l’impegno nello sviluppo occupazionale nelle regioni in cui opera.
lo scorso anno nel solo Veneto ha Despar Nord e il tessuto agroalimentare
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Apoco più di due settimane dall’attivazione, il numero europeo armonizzato 116117 sta già entrando nelle abitudini dei cittadini padovani. Il servizio, operativo dal 19 maggio nel territorio dell’Ulss 6 Euganea, ha infatti registrato oltre 6.800 chiamate nei primi quattordici giorni di attività, confermando l’interesse e la necessità di uno strumento dedicato alle esigenze sanitarie non urgenti.
Il 116117 rappresenta una delle principali novità introdotte nel sistema sanitario territoriale. Si tratta del numero telefonico gratuito che permette ai cittadini di entrare in contatto con la continuità assistenziale, ottenere informazioni sui servizi sanitari e ricevere indicazioni appropriate quando il problema di salute non richiede l’intervento immediato del Pronto Soccorso.
I dati raccolti nelle prime due settimane mostrano una media di quasi 500 chiamate al giorno, con picchi particolarmente elevati nelle fasce orarie serali e durante i fine settimana, quando gli ambulatori dei medici di medicina generale sono chiusi. Un risultato che evidenzia come il servizio stia rispondendo a un’esigenza concreta della popolazione, offrendo un punto di riferimento unico per orientarsi all’interno della rete sanitaria. Attraverso il 116117 è possibile contattare il servizio di continuità assistenziale, ex guardia medi-
ca, ricevere informazioni su medici di famiglia e pediatri di libera scelta, ottenere indicazioni sulle farmacie di turno e sugli altri servizi sanitari presenti sul territorio. Il numero non sostituisce invece il 118 o il 112 per le emergenze e le urgenze, che continuano a rappresentare il riferimento per tutte le situazioni che richiedono un intervento immediato. L’introduzione del servizio rientra nel percorso di riorganizzazione dell’assistenza territoriale promosso a livello nazionale e regionale, con l’obiettivo di semplificare l’accesso ai servizi sanitari e ridurre gli accessi impropri ai Pronto Soccorso. Il sistema consente infatti di indirizzare il cittadino verso la risposta più adeguata al proprio bisogno, evitando sovraccarichi alle strutture di emergenza per problematiche che possono essere gestite in altri contesti assistenziali.
I numeri registrati nelle prime settimane testimoniano una risposta positiva da parte della popolazione di Padova e provincia. Per questo l’Ulss Euganea invita i cittadini a ricordare e utilizzare il 116117 ogni volta che si presenta un problema sanitario non urgente o quando si ha bisogno di informazioni e orientamento all’interno del sistema sanitario. Un servizio destinato a diventare sempre più centrale nella gestione dell’assistenza territoriale e nel rapporto quotidiano tra cittadini e sanità pubblica.
Quasi 7 mila chiamate in due settimane al 116117, il nuovo numero sanitario entra nelle abitudini dei cittadini
“Ho provato il 116117 e vi racconto com’è andata”
• di Nicola Stievano
Sono una delle circa settemila persone che hanno composto il numero unico 116117 per le richieste sanitarie non urgenti in Veneto nelle prime settimane di attività. Il Numero Europeo Armonizzato, che di fatto dal mese scorso rappresenta l’accesso al servizio di continuità assistenziale - l’ex guardia medica - ma anche il punto di prima informazione di carattere sanitario, è gratuito e raggiungibile sia dal telefono fisso che dal cellulare. Ma veniamo alla mia personale esperienza proprio nei primi giorni di avvio del nuovo numero unico. Dopo una notte pressoché insonne a casua di un insistente dolore ad un orecchio, di buon mattino, alle 6.50 per la precisione, ho composto il 116117 per chiedere l’eventuale assistenza della guardia medica, visto che era sabato. L’attesa è durata qualche istante e la risposta pressoché immediata. Sono stato messo in comunicazione con una giovane donna che ha raccolto la mia segnalazione e i miei dati. Dopo avermi fatto qualche domanda per completare il quadro mi ha
spiegato che avrebbe girato la segnalazione alla continuità assistenziale del mio distretto dell Ulss 6 e che sarei stato contattato direttamente dal medico. Mi ha raccomandato infine di rispondere anche ad un eventuale numero privato. Da quel momento è iniziata l’attesa ma non è stato un problema visto che non si trattava di un’urgenza, per la quale altrimenti avrei agito diversamente. La telefonata è arrivata dopo mezz’ora, da un numero privato in effetti. Il medico aveva le informazioni lasciate al numero unico e, dopo qualche altra domanda, mi ha dato appuntamento all’ambulatorio della continuità assistenziale alle 10.45. Anche in questo caso l’attesa davanti all’ambulatorio è durata pochi istanti. Dopo una breve visita il medico ha prescritto la cura e sono tornato a casa. L’esperienza pertanto è stata positiva, con attese ridotte, nessun disguido e con un riscontro immediato e positivo. Se il servizio confermerà questa prima impressione rappresenterà senz’altro un passo avanti nel rendere più semplice il rapporto tra assistenza sanitaria e cittadini.
Ospedali. Più continuità assistenziale, meno accessi impropri ai Pronto Soccorso
Accordo tra Regione e medici di base: Case di Comunità aperte 24 ore su 24
La Regione Veneto e i sindacati dei medici di medicina generale hanno raggiunto un accordo destinato a rendere pienamente operative le Case di Comunità, strutture considerate uno dei cardini della riorganizzazione della sanità territoriale. L’intesa è stata definita al termine di un incontro svoltosi a Venezia tra il presidente della Regione Alberto Stefani, l’assessore alla Sanità Gino Gerosa, il direttore dell’Area Sanità e Sociale Giancarlo Ruscitti e le rappresentanze sindacali dei medici di famiglia. Mentre a livello nazionale la trattativa è ancora in fase critica, la Regione Veneto per prima in Italia raggiunge un accordo e funge da modello nazionale. L’obiettivo è rafforzare la medicina di prossimità e garantire una presenza stabile dei professionisti sanitari all’interno delle Case di Comunità, trasformandole in un punto di riferimento per i cittadini. I dettagli tecnici dell’accordo sono ancora in fase di definizione, ma il modello organizzativo è stato delineato. «Il Veneto si conferma un laboratorio di buone pratiche e un modello per il resto del Paese», ha dichiarato il presidente Stefani. «Fin dall’inizio abbiamo immaginato le Case di Comunità come il cuore della medicina territoriale, luoghi in cui i cittadini possano trovare assistenza continua e vicina ai loro bisogni».
L’accordo prevede che i medici di medicina generale convenzionati, inseriti nelle Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT), garantiscano la loro presenza nelle Case di Comunità dal lunedì al venerdì, nella fascia oraria
compresa tra le 8 e le 20. Nelle ore restanti sarà invece assicurato dai medici della continuità assistenziale, consentendo così alle strutture di rimanere operative 24 ore su 24. Per i medici con incarico a regime orario viene confermato l’impegno di 38 ore settimanali all’interno delle Case di Comunità, con attività prevalente nelle ore notturne e durante i fine settimana, contribuendo a rafforzare la copertura assistenziale nelle fasce orarie non coperte dai medici di famiglia. L’intesa prevede inoltre la possibilità, per entrambe le categorie di professionisti, di svolgere da sei a dieci ore aggiuntive settimanali, retribuite con un compenso di 60 euro lordi all’ora. Durante questi turni i medici potranno assistere non soltanto i propri assistiti, ma tutti i cittadini che accederanno alle strutture. Secondo l’assessore regionale alla Sanità, Gino Gerosa, l’accordo rappresenta un passaggio fondamentale per dare concreta attuazione a uno dei progetti strategici della sanità veneta. Le Case di Comunità, ha sottolineato, avranno il compito di intercettare i bisogni assistenziali prima che si trasformino in emergenze o richiedano il ricorso agli ospedali. L’obiettivo della Regione è ridurre gli accessi impropri ai Pronto Soccorso e garantire una maggiore vicinanza ai cittadini, in particolare alle persone fragili e ai pazienti cronici. Un risultato raggiunto attraverso il confronto con i rappresentanti dei medici di famiglia e la definizione di un modello organizzativo che punta a rendere la sanità territoriale più accessibile e capillare.
In
Oncologia il make-up aiuta i pazienti a
sentirsi meglio
Migliorare la qualità della vita dei pazienti oncologici prima, durante e dopo le cure. È questo l’obiettivo di “Esteticamente DH”, progetto giunto alla seconda edizione e ospitato nei giorni scorsi nell’Unità operativa di Oncologia degli Ospedali Riuniti Padova Sud dell’Ulss 6 Euganea. L’iniziativa è stata organizzata con il supporto di una squadra di specialisti e si è articolata in due momenti distinti. La prima parte, aperta anche ai familiari, è stata dedicata all’informazione e al confronto. Durante gli incontri sono stati illustrati gli effetti delle terapie su pelle e mucose, con suggerimenti pratici per affrontare al meglio i disagi legati alle cure e consigli utili per la gestione quotidiana. Non è mancato uno spazio dedicato alle domande e alla condivisione delle esperienze dei pazienti. La seconda fase, riservata agli assistiti, ha trasformato alcune stanze del reparto in una “Temporary Beauty SPA”. Qui sono stati proposti massaggi a viso e mani, riflessologia plantare e consulenze personalizzate dedicate all’immagine, al trucco cor-
rettivo, all’armocromia e alla cura dei capelli. «In una delle stanze solitamente dedicate alle terapie, e che per l’occasione cambiano veste, si eseguono massaggio viso e mani e riflessologia plantare, con un operatore dedicato per ogni paziente», ha spiegato la dottoressa Laura Merlini, direttore della struttura. «Tutte queste attenzioni danno la connotazione di “coccola” alla parte pratica». Le indicazioni fornite durante il laboratorio sono state condivise con il personale sanitario coinvolto nel progetto, con l’obiettivo di aiutare i pazienti a vivere il percorso di cura in modo più consapevole e partecipato. «Lo scopo dell’evento, che rappresenta un valore aggiunto alla nostra quotidianità, è quello di informare le pazienti per migliorare il loro benessere e far vivere l’ospedale non solo come luogo di cura, ma anche come spazio in cui ci si prende cura della persona a tutto tondo», ha aggiunto la dottoressa Merlini, ringraziando la Fondazione Altre Parole per il sostegno all’iniziativa già avviata lo scorso anno a Piove di Sacco e ora estesa ai due poli ospedalieri.
La tecnologia che cura: come GPI sta cambiando la sanità digitale italiana
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Gche sviluppa software, servizi e tecnologie per la sanità. Con 7.800 persone, oltre 9.000 clienti tra strutture pubbliche e private e una presenza in più di 70 Paesi, è uno dei principali attori europei nella trasformazione digitale dei sistemi sanitari. I numeri del 2025 - 546 milioni di euro di ricavi, in progressivo aumento - raccontano un’azienda che sta trasformando decenni di esperienza in crescita concreta. Ma i numeri da soli dicono poco. Ciò che distingue GPI è la visione che orienta ogni scelta: la tecnologia in sanità non serve a sostituire i medici né a complicare il lavoro degli operatori o l’esperienza dei pazienti.
Serve a rimuovere gli ostacoli burocratici e informativi che oggi rallentano le cure, sprecano risorse e rendono più dif cile prendere decisioni cliniche nel momento giusto. Un approccio che si declina lungo l’intero percorso di cura: dall’ospedale al territorio, no all’assistenza a domicilio del In particolare, l’intelligenza arti ciale non è una componente che si aggiunge ai sistemi esistenti, bensì si integra direttamente negli strumenti che medici e specialisti usano ogni giorno. Le applicazioni spaziano dal riconoscimento vocale dei segnali precoci di patologie cardiovascolari, neurodegenerative o di burnout negli operatori, a modelli probabilistici che supportano i centri di prenotazione nell’ottimizzare le liste d’attesa, no a sistemi predittivi che anticipano con elevata precisione i picchi di accesso al pronto soccorso. Un impegno che GPI ha formalizzato anche sul piano internazionale, essendo tra i primi operatori ad aver ottenuto la certi cazione ISO/IEC 42001, lo standard che de nisce i requisiti per un uso etico e trasparente dell’intelligenza arti ciale.
La stessa attenzione si ritrova sul fronte della sicurezza dei dati sanitari, una questione che tocca direttamente ogni cittadino. GPI ha scelto di aderire con convinzione a Intacture, un progetto di partenariato pubblico-privato che ha pochi equivalenti in Europa: un data center ricavato all’interno di una miniera attiva in Trentino, dove la roccia garantisce protezione sica naturale e il raffrescamento passivo della montagna abbatte i consumi energetici. Un’infrastruttura progettata per garantire elevati standard di sicurezza, continuità operativa e sovranità del dato, temi sempre più centrali nella gestione delle informazioni sanitarie.
Trasformare la sanità attraverso la tecnologia è un lavoro lungo, fatto di competenze accumulate nel tempo e di scelte strategiche. Con oltre 35 anni di attività, GPI continua a investire nello sviluppo di soluzioni digitali per la sanità, rafforzando la propria presenza sia in Italia sia sui mercati internazionali, con visione e sguardo rivolto al futuro.
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