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laPiazza delle Terme - Febb26

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Azienda Ospedale

Trasporti in Veneto, facciamo il punto con l’assessore

Filippo Giacinti traccia

Padova, Dal Ben: “Alta complessità, innovazione e primati”

la rotta del bilancio

Sanità, Uls 6 Euganea bilancio di fine mandato per il direttore generale

Diego Ruzza

La grande attesa del bilancio regionale

Dopo le elezioni dello scorso novembre la Regione Veneto non può ancora dirsi entrata nel vivo. Certo sono state composte le commissioni e l’ufficio di presidenza, i gruppi si sono insediati, qualche seduta del Consiglio è stata celebrata, ma l’impressione è che ancora tutto marci a scartamento ridotto. Le Olimpiadi a Cortina, ovviamente, costituiscono un momento di grande visibilità e, infatti, in queste settimane le dichiarazioni, i proclami, gli impegni per il prossimo futuro non sono mancati.

L’impressione, però, è che ci sia una condizione di profonda sospensione e, con tutta evidenza, questa è legata all’approvazione del bilancio regionale.

Con le elezioni a novembre, infatti, la precedente Giunta Regionale non ha fatto in tempo a programmare le spese per il 2026 e, infatti, si sta procedendo in modo provvisorio.

Il bilancio, oltre a essere fondamentale per mettere benzina nel motore della Regione, sarà anche il primo bando di prova per il Presidente Alberto Stefani.

della Regione: “Non ci saranno nuove tasse”

Paolo Fortuna

Il libro di Dianese: “Felice Maniero ormai è incapace di intendere volere”

Trasporti in Veneto, facciamo il punto con l’assessore Diego Ruzza

LA POVERTA’ INVISIBILE E SILENZIOSA PESA

MIGLIAIA DI FAMIGLIE

SULLE PERSONE SOLE

La sfida è mettere in campo le azioni per evitare che il disagio economico si trasformi in esclusione sociale irreversibile. Il terzo settore sentinella sul territorio e vicino a decine di famiglie

Filippo Giacinti traccia la rotta del bilancio della Regione: “Non ci saranno nuove tasse”

VIABILITÀ: STOP AI MEZZI PESANTI

Il Comune introduce una nuova ordinanza che limita il transito dei veicoli oltre le 3,5 tonnellate nelle aree centrali

L’assessore regionale fa il punto e osserva: “Siamo entrati nella fase operativa, attenzione anche al commercio”

Oltre le sbarre del silenzio

CNicola Stievano >direttore@givemotions.it<

’è un silenzio, tra le mura di via Due Palazzi a Padova, che pesa più di possenti cancelli e sbarre. È il silenzio di chi ha smesso di sperare, di chi ha visto nel soffitto della propria cella l’unico orizzonte possibile. Proprio nel carcere padovano si sono consumati due suicidi in sole 36 ore, un terzo a Venezia, lo scorso 15 febbraio. Già otto dall’inizio di quest’anno in tutta Italia, ma è qui, nel cuore del nostro Veneto, che la ferita brucia di più.

Servizi alle pagg. 6 e 7
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Proposta l’unione delle due circonvallazioni

Torna di attualità un tema che da oltre vent’anni divide politica e cittadini del territorio termale: la possibile unione tra le circonvallazioni di Abano Terme e Montegrotto Terme, in particolare tra via dei Colli e viale della Croce Rossa. A rilanciare la proposta è il sindaco di Montegrotto Riccardo Mortandello, che indica l’opera come una soluzione strutturale per ridurre il traffico nei centri abitati. “Uno dei nostri prossimi obiettivi sarà creare le condizioni per unire le due tangenziali, in modo da liberare Corso delle Terme a Montegrotto e il quartiere Pescarini ad Abano dal traffico di passaggio”, spiega Mortandello. “È un progetto ambizioso che richiederà tempo, risorse e soprattutto una visione condivisa con i Comuni limitrofi, ma rappresenta la vera soluzione al problema”.

Il primo cittadino sottolinea la disponibilità ad avviare un confronto istituzionale per riorganizzare i flussi viari, convogliando il traffico pesante sulle arterie principali come SR47, SS1 6 e Circonvallazione Ovest. “Montegrotto non rinuncia alla propria identità di città termale e a misura d’uomo. Non possiamo farci carico del traffico pesante diretto verso Abano, Teolo e Torreglia o proveniente da quei territori e che attraversa il nostro centro in modo dannoso”, aggiunge. Sul fronte aponense, invece, prevale la prudenza. Il sindaco Federico Barbierato, interpellato sulla proposta, ha scelto di non intervenire dichiarando, “Nessuna dichiarazione, non sono in campagna elettorale”. La proposta incontra però la netta opposizione del Comitato spontaneo “No Unione Circonvallazioni”, tuttora attivo e presieduto da Lorella Coltro, coordinatrice di Forza Italia ad Abano. Il comitato ritiene l’opera superata e non più necessaria, evidenziando come i piani urbanistici dei due Comuni non prevedano più il tracciato.

Mortandello rilancia il progetto per deviare il traffico pesante e liberare i centri

Oltre le sbarre del silenzio

Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

Padova è sempre stata un’eccellenza anche nei percorsi di recupero per i detenuti. Le esperienze al Due Palazzi hanno fatto scuola e vengono citate nei convegni internazionali come l’esempio di un carcere che non si limita a “stoccare” condannati, ma che trasforma nuove vite. Eppure, oggi, quel modello scricchiola sotto il peso di un sovraffollamento che tocca il 155% e di scelte che sembrano voler smantellare anni di faticosa ricostruzione umana. Uno dei drammi più recenti ha coinvolto un uomo di settant’anni, recluso in Alta Sicurezza. Non era un numero, era una persona inserita da anni in attività lavorative che avevano riempito le sue giornate e cambiato il suo orizzonte. La sua colpa? L’angoscia di un trasferimento improvviso, annunciato senza spiegazioni, che avrebbe cancellato con un colpo di spugna legami, impegni quotidiani e una prospettiva di “vita dignitosa” costruita con fatica. Quando lo Stato decide di spostare detenuti ormai stabilizzati, interrompendo percorsi di studio universitari o laboratori professionali, non sta applicando la legge: sta compiendo quella che molti definiscono una “regressione trattamentale”. A La Giudecca di Venezia, a metà di questo mese, si è tolta la vita una giovane donna, italiana, di 32 anni. Se togliamo la prospettiva del domani a chi sta cercando di espiare le proprie colpe, non resta che il vuoto. E il vuoto, in carcere, uccide. Realtà del volontariato sociale, impegnate in carcere quotidianamente, non stanno semplicemente aiutando i detenuti a “far passare il tempo”. Stanno investendo, oltre che sul recupero di centinaia di persone, sulla sicurezza di noi tutti. I dati parlano chiaro: dove c’è lavoro e formazione, la recidiva crolla sotto il 10%. Dove c’è solo ozio e sovraffollamento, si creano nuovi criminali o, peggio, si alimentano i cimiteri. È necessario che la politica locale e nazionale metta queste realtà nelle condizioni di lavorare al meglio. Dare dignità ai detenuti significa anche non spezzare i legami affettivi. Il lavoro in carcere non è un privilegio, è la spina dorsale della rieducazione, per questo il terzo settore va sostenuto, anche con più psicologi e mediatori, per potenziale l’ascolto. Non possiamo voltarci dall’altra parte. Dobbiamo pretendere un carcere che funzioni come un’officina di nuove vite, non come un vicolo cieco.

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delle Terme Euganee

Olimpiadi. Gelindo Bordin e Sofia Goggia rilanciano il binomio sport e terme

La città si illumina con la fiamma olimpica

A bano Terme ha vissuto a fine gennaio un momento storico ed emozionante: il passaggio della Fiamma Olimpica in occasione della 44esima tappa del percorso verso Milano-Cortina 2026. Alle 17, in piazza Caduti, cittadini, turisti e rappresentanti dell’amministrazione comunale hanno salutato la torcia, simbolo universale di pace, fratellanza e passione sportiva. Tra i cinque tedofori, grande entusiasmo per la presenza del maratoneta oro olimpico a Seul 1988 Gelindo Bordin, che ha acceso l’entusiasmo del pubblico. Il viaggio della Fiamma ha attraversato Viale delle Terme, tra luminarie natalizie mantenute accese appositamente dall’amministrazione comunale e dalle strutture ricettive lungo il percorso. Intorno alle 18, la torcia ha sostato davanti all’hotel Orologio, nel cuore della zona pedonale, prima di proseguire in direzione Vicenza, destinazione finale della tappa. L’evento ha rappresentato un’opportunità straordinaria per valorizzare il binomio sport-

termalismo, considerato strategico per lo sviluppo turistico del territorio. “Il target degli sportivi, agonisti e non – ha spiegato Walter Poli, Presidente Federalberghi Terme Abano Montegrotto – è di grande interesse. Gli atleti cercano destinazioni che offrono non solo strutture per l’allenamento, ma anche servizi per recupero, benessere e prevenzione. Il patrimonio delle Terme Euganee, con la sua offerta unica di salute, natura e rigenerazione, risponde perfettamente a queste esigenze”. Anche l’amministrazione comunale ha sottolineato l’importanza dell’evento. “Il passaggio della Fiamma Olimpica – ha dichiarato Francesco Pozza, vicesindaco di Abano Terme – è stato un momento straordinario per la città e tutto il territorio. Un’occasione per condividere l’energia, la passione e i valori dello sport lungo il percorso verso i Giochi”. Il legame tra sport e terme si conferma anche nei progetti di preparazione degli atleti. Proprio la possibilità di sperimentare i

benefici delle cure fangoterapiche ha portato il Centro Sportivo Nazionale Fiamme Oro – Atletica Leggera a scegliere Abano e Montegrotto per il raduno annuale dello scorso ottobre, primo passo di un accordo triennale promosso da Federalberghi Terme Abano Montegrotto, che coinvolge i Comuni di Abano e Montegrotto Terme, il Centro Studi Termali Pietro D’Abano, il Consorzio Terme Colli Marketing, la Gestione Unica del Bacino Idrominerario Euganeo e l’OGD Terme e Colli Euganei. Al progetto si affianca uno stu-

dio scientifico del Centro Studi Termali Pietro d’Abano con il Dipartimento di Psicologia dello Sviluppo e della Socializzazione dell’Università di Padova, volto a valutare sistematicamente gli effetti dei trattamenti termali sul recupero psicofisico degli atleti, sul benessere psicologico e sulla gestione dello stress da prestazione. “È una ricerca di grande rilevanza – spiega Fabrizio Caldara, direttore del Centro Studi Termali Pietro d’Abano – perché inserisce le cure fangoterapiche in un approccio scientifico moderno alla rigenera-

zione dell’atleta, producendo dati utili sia allo sport di alto livello sia alla pratica sportiva diffusa”. A confermare l’attenzione verso sport e termalismo, il Comune di Abano ha coinvolto come testimonial Sofia Goggia, consolidando l’immagine del territorio come meta d’eccellenza per salute, sport e benessere. La giornata ha lasciato un segno indelebile nella comunità e nei visitatori, che hanno potuto vivere da vicino la magia olimpica nel cuore delle Terme Euganee. Federico Franchin

L’ex Circolo Ufficiali rinasce come spazio per bambini, famiglie e associazioni

Prosegue con passo deciso il progetto di rigenerazione dell’ex Circolo Ufficiali all’interno dell’area dell’ex Caserma I Roc di Giarre, destinata a diventare un nuovo luogo di incontro e servizi per la comunità aponense. Un intervento che restituisce alla città un bene pubblico dismesso, trasformandolo in uno spazio vivo, utile e aperto a tutti.

Con la Variazione di Bilancio n. 6 del 2025, approvata dal Consiglio comunale, l’Amministrazione di Abano Terme ha stanziato ulteriori 90.000 euro per completare la progettazione dell’edificio. Le risorse serviranno in particolare a definire gli spazi destinati alle associazioni del territorio, che

troveranno sede nella parte dell’immobile non occupata dal nuovo Polo Integrato per l’Infanzia. Il Polo per l’Infanzia, ormai in dirittura d’arrivo, aprirà dal prossimo anno scolastico e potrà aiutarci ad azzerare le attese per asilo nido, rispondendo a un bisogno concreto delle famiglie aponensi. Accanto ai servizi educativi, il progetto prevede spazi dedicati alla socialità, alla cultura e alla partecipazione civica, rafforzando il ruolo delle associazioni che animano la vita della città. “Con questo nuovo stanziamento – spiega il Sindaco Federico Barbierato – completiamo la progettazione di un edificio che avrà una doppia funzione: da un lato servizi educativi moderni e

di qualità per i più piccoli, dall’altro spazi per le associazioni che rappresentano un patrimonio fondamentale per Abano Terme”. “Stiamo restituendo alla cittadinanza – conclude il Sindaco – un’area che per anni è rimasta chiusa e inutilizzata, trasformandola in un luogo accogliente, pensato per le famiglie, per i bambini e per chi ogni giorno si impegna nella vita sociale e culturale della nostra città”. L’intervento sull’ex Circolo Ufficiali rappresenta una tappa importante del più ampio percorso di rigenerazione urbana dell’area dell’ex Caserma I Roc, con l’obiettivo di costruire una Abano Terme più inclusiva, vivibile e attenta ai bisogni delle persone. (f.f.)

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caro-vita quotidiano e famiglie in difficoltà

Può una cittadina simbolo del benessere termale, del turismo internazionale e dello sviluppo edilizio nascondere tra i suoi viali fioriti il volto dell’indigenza? La risposta è un “sì” sussurrato, fatto di dignità e silenzi. Montegrotto Terme vive una condizione che rispecchia le contraddizioni di oggi: la ricchezza prodotta dal comparto turistico non sembra immunizzare la comunità locale dalle scosse del carovita e della precarietà abitativa. A tracciare i contorni di questo fenomeno è l’assessore al sociale Elisabetta Roetta, a partire dagli interventi messi in campo per evitare che il disagio si trasformi in esclusione sociale irreversibile. Secondo l’assessore, il sistema di protezione locale sta reggendo, ma le crepe iniziano a farsi visibili laddove il lavoro non garantisce più la sussistenza. “Credo si possa affermare che nel nostro comune non vi siano situazioni di povertà estrema e che, in ogni caso, sia sempre possibile far fronte alle emergenze grazie a un bilancio solido e a scel-

te politiche adottate negli anni che hanno sempre messo al centro i bisogni delle persone, soprattutto le più fragili. Ci sono certamente persone che vivono in condizioni di difficoltà economica: famiglie con minori in cui lavora un solo genitore, con stipendi insufficienti a sostenere i costi, disoccupati e anziani con pensioni basse. Si tratta spesso di situazioni di equilibrio precario, a rischio di scivolare in uno stato di povertà. Gli aiuti economici messi a disposizione dal Comune sono orientati a garantire alle persone una vita dignitosa, accompagnandole anche attraverso percorsi di autonomia”. Vi è poi una realtà spesso ignorata dal dibattito pubblico locale: quella dei lavoratori del settore alberghiero, molti dei quali alle prese con contratti stagionali, o degli immigrati le cui paghe che non tengono il passo con l’inflazione e un mercato immobiliare “drogato” dalla vocazione turistica del territorio. Uno dei punti di maggiore attrito per la comunità è l’emergenza casa. Sono attualmente 10 i nuclei

familiari ospitati presso alloggi comunali in regime di emergenza abitativa. Si tratta di persone colpite da sfratti che, una volta sul mercato privato, si trovano davanti a un muro invalicabile: «Il mercato non offre oggi affitti congrui con gli stipendi percepiti da una famiglia media», sottolinea l’assessore. “Per questo motivo, nel 2025 abbiamo garantito un bonus affitto di 400 euro a ben 63 beneficiari”. Nonostante il calo dei beneficiari della carta acquisti “Dedicata a te” (passati da 128 a 113 nuclei), l’amministrazione ha dovuto diversificare gli aiuti. Ogni anno il Comune eroga circa 50.000 euro in contributi diretti: una boccata d’ossigeno per pagare bollette arretrate, spese condominiali, o necessità straordinarie come le cure dentistiche o i libri scolastici. La forza di Montegrotto sembra risiedere nella sinergia con il terzo settore. Il banco di solidarietà alimentare gestito dall’Auser accoglie circa 50 famiglie tre mattine a settimana, mentre la Croce Rossa e la Caritas parrocchiale agisco-

in questi mesi sul territorio, quali gli elementi di novità e di criticità, quali le sfide da affrontare nel prossimo futuro

no come sentinelle sul territorio. “La collaborazione con queste realtà ci permette di arrivare ovunque, con aiuti mirati ed efficaci”, spiega Roetta. Tuttavia, il dibattito resta aperto: è sufficiente la gestione delle emergenze o serve una riflessione più profonda su come distribuire la ricchezza del turismo termale? Iniziative come il Bonus Nascite da 400 euro o i buo-

Volontari della Croce Rossa in campo per affrontare la “povertà

La comunità di Montegrotto Terme ha risposto con generosità alla Giornata di raccolta del Farmaco. Numerosi cittadini hanno trasformato un semplice acquisto in un atto di profonda civiltà, donando medicinali da banco destinati alle Cucine Economiche Popolari di Padova.

L’iniziativa, promossa dalla Fondazione Banco Farmaceutico, ha visto in prima linea i volontari della Croce Rossa Italiana Comitato Terme Euganee, in prima linea nel mondo del volontariato sociale per dare una risposta

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ai bisogni dei più fragili. In un periodo in cui anche la “povertà sanitaria” colpisce sempre più famiglie che non riescono ad arrivare a fine mese, l’impegno costante della Croce Rossa Italiana e delle associazioni locali si è dimostrato vitale per intercettare quelle difficoltà economiche che spesso rimangono invisibili dietro le facciate del benessere.

I farmaci raccolti in oltre 6 mila farmacie in Italia andranno a rimpinguare le scorte di duemila realtà benefiche che assistono oltre 500 mila persone in Italia. “Donare un

ni shopping natalizi per i minori di 14 anni sono segnali di vicinanza, così come il nuovo sportello di supporto psicologico gratuito per chi non può permettersi il privato. Ma la sfida del futuro rimane l’autonomia: evitare che il “precario equilibrio” diventi la norma per centinaia di cittadini di Montegrotto.

Nicola Stievano

sanitaria”

farmaco è un gesto semplice che è diventato essenziale per tante persone fragili”, ha sottolineato la vicesindaca Elisabetta Roetta, che ha espresso un sentito ringraziamento ai farmacisti, ai volontari e ai cittadini. Questa giornata non è stata solo una raccolta di medicinali, ma la conferma che a Montegrotto la rete tra istituzioni, associazioni e parrocchia funziona. È grazie a questo impegno corale che si è generata una risposta concreta alla povertà, nei diversi aspetti in cui si manifesta.

Un anno fa avevamo dedicato il nostro “Dentro la notizia” al fenomeno della povertà. Torniamo ad occuparci di questo tema cercando di capire cosa è cambiato

Abano, emergenza invisibile e costante:

350 le famiglie in carico ai Servizi Sociali

Dietro alla quotidianità e all’operosità di un centro come Abano Terme si consuma un’emergenza silenziosa che i numeri, tuttavia, rendono assai evidente. Le “prese in carico” da parte dei Servizi Sociali sono in aumento e delineano un quadro di sofferenza che fa pensare: ad oggi sono 350 i nuclei familiari assistiti dal Comune.

L’assessore al sociale, Virginia Gallocchio, va dritta al punto: “A livello generale i bisogni stanno aumentando, così come le prese in carico dei servizi. Abbiamo tre filoni principali: il primo è la povertà generale per far fronte ad aspetti essenziali come il pagamento delle bollette. Seguiamo 350 nuclei, dalle famiglie con bambini agli anziani. Sono soprattutto questi ultimi che, con la loro sola pensione, non riescono a far fronte a tutto tra affitto e utenze; ci sono poi adulti con uno stipendio basso che non ce la fanno più e ai quali diamo sostegno”.

Il secondo fronte, forse il più critico in una città a vocazione turistica, è quello abitativo. Sono circa un centinaio le famiglie che manifestano gravi difficoltà nel pagamento dell’affitto, con almeno dieci situazioni di sfratto monitorate dal Comune nell’arco dell’anno. Ci troviamo poi ad affrontare almeno due 2-3 volte all’anno episodi di emarginazioni gravi, con persone che non hanno proprio un alloggio, e in questi casi interveniamo con progetti ad hoc.

“La vera difficoltà nell’aiutare chi vive in situazioni di fragilità abitativa è trovare delle alternative sul mercato, - spiega l’assessore Gallocchio -. Anche persone che lavorano faticano a trovare alloggi nel privato. C’è una fascia di utenza che avrebbe raggiunto una certa autonomia e avrebbe le risorse per pagare un affitto, purché non troppo alto, ma fatica enormemente a trovare soluzioni. Mettiamo a disposizione risorse attraverso bandi per il sostegno all’affitto e per l’edilizia residenziale pubblica, assegnando diverse abitazioni, ma l’obiettivo resta sempre quello di uscire dalla logica assistenziale per accompagnare le persone verso l’autonomia”.

C’è poi un’emergenza meno visibile ma altrettanto insidiosa: la povertà educativa. Il Comune ha attivato circa 50 progetti per arginare la dispersione scolastica e sostene-

re gli adolescenti. “Si paga ancora il dazio del Covid e dei lockdown, - sottolinea Gallocchio - i problemi per gli adolescenti stanno uscendo adesso, specialmente nei contesti dove la rete familiare è più fragile. Con progetti come “Città Invisibile” cerchiamo di riempire i vuoti scolastici offrendo esperienze ai ragazzi, percorsi terapeutici e attività sportive”.

In questo impegno quotidiano il Comune non è solo. Fondamentale è la sinergia con il terzo settore, come il Centro Aiuto alla Vita (CAV) e la Caritas, oltre alle parrocchie di Monteortone e San Lorenzo, che attraverso specifiche convenzioni mettono a disposizione alloggi per inserimenti temporanei in situazioni di emergenza estrema e offrono le loro disponibilità di risorse, tempo e persone per portare un aiuto a chi ne ha più bisogno. Nicola Stievano

Caritas San Lorenzo: quando la solidarietà accende la speranza

Nata nel 2021, in un momento storico in cui le fragilità sociali si facevano più acute, la Caritas della parrocchia San Lorenzo è diventata in breve tempo un pilastro della solidarietà aponense. L’opera dei volontari si concentra su chi è rimasto indietro, combattendo la povertà economica, culturale e l’isolamento. Ogni mercoledì pomeriggio, la parrocchia si trasforma in un porto sicuro grazie a due servizi fondamentali. Il Centro di Ascolto rappresenta la prima ri-

sposta ai bisogni primari: qui, le persone in difficoltà trovano braccia tese e ascolto amorevole. I volontari non si limitano al consiglio o all’indirizzo verso i servizi del territorio, ma intervengono con aiuti economici concreti, come i buoni spesa, assicurandosi che nessuno se ne vada senza un sostegno tangibile o una rinnovata speranza nel cuore. Accanto all’aiuto materiale, batte il cuore del servizio “Chiamami”. È un raggio di sole che entra nelle case di an-

ziani, soli e malati attraverso il filo del telefono. Non sono semplici telefonate di cortesia, ma veri e propri semi di amicizia che spesso fioriscono in visite domiciliari, rompendo l’isolamento di chi vive nell’abbandono. Il gruppo Caritas è una macchina di carità operosa che ha costante bisogno di nuove energie. “Facciamo un appello alle persone di buona volontà”, spiegano dalla parrocchia, invitando chiunque possa dedicare un po’ di tempo a unirsi a loro.

Anche gli adulti con uno stipendio basso o i giovani alle prese con il precariato vivono situazioni di fragilità. Gallocchio: “L’obiettivo è accompagnare le persone verso l’autonomia”

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abano terme NEWS

Aperte le iscrizioni ai Nidi Comunali di Abano Terme

Novità Anno Educativo 2026/2027: Nuovo Asilo Nido nell’ex Caserma di Giarre

Care concittadine e cari concittadini,

con grande soddisfazione informiamo che sono aperte le iscrizioni per l’anno educativo 2026/2027 agli asili nido comunali di Abano Terme: nido d’infanzia “Prati Colorati”, il nido integrato “Monterosso” e al nuovo nido realizzato nell’ex Caserma 1° R.O.C., in via Roveri, nella frazione di Giarre.

Si tratta di un intervento particolarmente signi cativo, non solo per l’importanza del servizio educativo che andrà ad attivarsi, ma anche perché rappresenta uno dei progetti centrali del percorso di rigenerazione dell’area “Zona Logistica 1° R.O.C.”: un luogo che per molti anni è rimasto inutilizzato e che oggi, grazie all’impegno dell’Amministrazione comunale, sta tornando a vivere con funzioni pubbliche utili alla comunità. Il nuovo polo per l’infanzia nasce dalla riconversione dell’edi cio “Circolo U ciali” e consentirà di realizzare un percorso educativo, con spazi moderni e pensati per il benessere dei bambini. I lavori sono ormai in via di completamento, nel pieno rispetto delle tempistiche previste dal PNRR che richiede che le opere civili siano completate entro il 30 giugno 2026. Questo nuovo polo sarà un servizio di qualità, con spazi dedicati anche alla psicomotricità, alle attività artistiche e musicali, oltre a soluzioni organizzative che puntano a o rire maggiore essibilità alle famiglie, anche attraverso l’apertura estiva. Si potrà fare richiesta d’iscrizione entro il 30 aprile 2026 attraverso la compilazione del modulo on-line reperibile sul sito comunale di Abano Terme sezione: “Iscrizione Asili Nido e Carta dei Servizi”. Per ulteriori informazioni telefonare al numero 0498245267 – U cio Asili Nido. Con viva cordialità. . Il Sindaco Federico Barbierato L’Assessore all’Istruzione Virginia Gallocchio

Messaggio
Città di Abano Terme

Risparmio. Oltre 450 mila euro per riscaldare Manzoni e Busonera

La città come laboratorio della geotermia: meno costi, meno emissioni, più futuro

A bano Terme compie un passo importante verso un futuro più sostenibile, trasformando la sua risorsa più preziosa – l’acqua termale – in un alleato concreto per il risparmio energetico e la tutela dell’ambiente. Con l’avvio dei nuovi interventi di riscaldamento delle scuole primarie Manzoni e Busonera, già programmati e finanziati per oltre 450mila euro, il Comune rafforza un percorso di innovazione avviato per primo sul territorio e già operativo da due inverni. Abano Terme è infatti il primo Comune ad aver utilizzato in modo strutturato le acque termali reflue per il riscaldamento di edifici pubblici. Non si tratta di una sperimentazione teorica, ma di una scelta concreta che ha già prodotto risultati misurabili. Alla scuola primaria Vittorino da Feltre, grazie al recupero di calore dalle acque reflue dell’impianto natatorio comunale, il consumo di gas è passato in un solo inverno da 38 mila a 14 mila metri cubi: circa il 65% in meno, con una riduzione significativa dei costi e delle emissioni di CO . Ora il Comune compie un ulteriore passo avanti. Con i nuovi impianti alle scuole Manzoni e Busonera verranno utilizzate acque termali a temperatura più elevata, aumentando ulteriormente l’efficienza energetica e riducendo il ricorso alle fonti fossili. Un investimento che va nella direzione di una città più moderna, ma anche più attenta all’uso responsabile delle proprie risorse. “Abano Terme non innova per moda, ma per visione - spiega il Sindaco Federico Barbierato -. Siamo stati i primi a dimostrare che la geotermia può diventare una vera infrastruttura energetica urbana, capace di portare benefici reali ai cittadini. I nuovi interventi sulle scuole non sono annunci, ma opere già finanziate e programmate”. Negli ultimi anni il Comune ha scelto un approccio chiaro: prima ridurre i consumi degli edifici, poi intervenire sugli impianti. Per questo sono stati investiti oltre 3 milioni di euro sull’efficientamento delle scuole comunali. I risultati parlano chiaro: il consumo complessivo di gas negli edifici scolastici è sceso da 241 mila metri cubi a 107 mila nel 2024, con emissioni di CO più che dimezzate rispetto al

2017. Un percorso che sta attirando attenzione anche fuori dai confini cittadini. Il modello di Abano Terme è stato recentemente presentato a livello europeo come esempio di buona pratica nella transizione energetica. “Essere aponensi oggi – conclude il Sindaco – significa poter essere orgogliosi di una città che guarda avanti senza dimenticare la propria identità. Usare bene la risorsa termale vuol dire migliorare la qualità della vita, ridurre i costi pubblici e lasciare un’eredità più sostenibile alle nuove generazioni”.

Il Thermal Forum è sostenibile

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Ascoltaci in tutto il Veneto in

Puoi scriverci all'indirizzo spipadova@gmail.com oppure venirci a trovare nelle nostre sedi: Abano Terme, Via Appia Monterosso, 50; dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.00 - dalle 15.00 alle 18.00 Sarmeola di Rubano, Via della Provvidenza 1/B; dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.00 - martedì e mercoledì dalle 15.00 alle 18.30 Salvazzano Dentro, Via Roma, 45; dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 12.00 - lun. mar. merc. dalle 15.00 alle 18.00

Un nuovo passo verso la sostenibilità energetica per il Comune di Abano Terme. È entrato nella fase finale l’iter per la messa in esercizio dell’impianto fotovoltaico installato sulla copertura del complesso comunale del Thermal Forum, struttura simbolo della vita culturale e sociale della città. L’impianto, già realizzato, è ora in attesa della connessione alla rete elettrica nazionale gestita da E-Distribuzione, passaggio necessario per renderlo pienamente operativo. Si tratta di un impianto di dimensioni contenute, pari a 16 kilowatt, scelto in funzione della superficie limitata disponibile sui due edifici del Thermal Forum. Una potenza che, nella configurazione ordinaria, risulta adeguata a coprire i consumi legati principalmente all’illuminazione della struttura e al funzionamento degli spazi, che non presentano altre utenze energivore permanenti. La procedura di connessione avviene attraverso l’iter semplificato del “Modello Unico”, previsto per gli impianti fotovoltaici fino a 200 kW e ulteriormente snellito dalla normativa nazionale e dalle recenti deliberazioni di Arerà. In questo caso, essendo necessari solo lavori semplici per l’installazione del gruppo di misura, l’avvio della connessione avviene in modo automatico. L’ amministrazione comunale sottolinea: “ l’impianto è pienamente sufficiente nell’uso quotidiano della struttura, mentre durante eventi e manifestazioni particolari, quando vengono collegati ulteriori carichi come attrezzature, impianti audio o frigoriferi, i consumi aumentano inevitabilmente”, spiega il sindaco Federico Barbierato. “Il fotovoltaico del Thermal Forum rappresenta comunque un tassello di una strategia più ampia. Il Comune sta infatti lavorando all’estensione degli impianti fotovoltaici anche ad altri edifici comunali, con l’obiettivo di ridurre i costi energetici e l’impatto ambientale. Novità più consistenti, assicurano dagli uffici, sono attese nei prossimi mesi”. (f.f.)

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Il bilancio. Le forze dell’ordine segnalano un aumento dei controlli e delle sanzioni

Nel 2025 sono state elevate 500 multe in più

Sono state 548 le multe in più elevate nel 2025 rispetto al 2024, pari a un incremento dell’8,5%. È questo il dato che apre il bilancio dell’attività della Polizia locale e che fotografa un anno segnato da un rafforzamento concreto e strutturale dei controlli sul territorio comunale. Le violazioni al Codice della Strada accertate sono state infatti 6.993, contro le 6.445 dell’anno precedente, confermando una maggiore intensità dell’azione di vigilanza e una presenza più costante degli agenti sulle strade. Accanto alle sanzioni per infrazioni al codice della strada, nel 2025 si registra anche un aumento delle violazioni accertate in ambiti extra codice. Sono state 162, in crescita rispetto alle 126 del 2024, con particolare riferimento a irregolarità di natura amministrativa, commerciale, ambientale e legate alla sicurezza urbana. Un dato che evidenzia come l’attività della Polizia Locale si sia estesa in modo

Avvio

trasversale a diversi settori della vita cittadina. A testimoniare in modo diretto la maggiore presenza operativa degli agenti è soprattutto l’incremento dei verbali contestati direttamente su strada, passati da 568 nel 2024 a 726 nel 2025.

Un indicatore significativo di un’attività svolta prevalentemente “in presenza”, durante i servizi di controllo, e non limitata ad accertamenti successivi o automatizzati. Parallelamente, i preavvisi di accertamento hanno raggiunto quota 2.721, confermando una vigilanza costante sulla corretta fruizione degli spazi pubblici. “I numeri dimostrano un impegno concreto per garantire maggiore sicurezza e rispetto delle regole, rispondendo anche alle segnalazioni dei cittadini”, sottolinea il sindaco Federico Barbierato, evidenziando come l’azione della Polizia Locale abbia interessato in modo uniforme l’intero territorio comunale, dalle principali arterie di traffico

alle vie secondarie e ai quartieri periferici, senza concentrare i controlli in singole zone. Particolare attenzione è stata riservata alle violazioni che incidono direttamente sulla sicurezza della circolazione. Nel 2025 sono aumentati in modo significativo gli accertamenti per mancanza di copertura assicurativa, passati da 214 a 249. Si tratta di una delle infrazioni più gravi,

di 2026 impegnativo per la Polizia Locale

Guida in stato di ebbrezza, controlli notturni e interventi contro l’irregolarità sul territorio: sono questi alcuni degli episodi più significativi che hanno segnato l’attività della Polizia locale di Abano Terme a gennaio, sotto il coordinamento della comandante Francesca Aufiero. Un avvio di 2026 intenso, caratterizzato da un rafforzamento dei servizi di controllo sulla sicurezza stradale e urbana, con l’obiettivo di prevenire comportamenti pericolosi e contrastare situazioni di illegalità diffusa. Nel corso di un servizio di pattuglia notturna, gli agenti sono intervenuti per un danneggiamento della segnaletica stradale. Grazie alle segnalazioni di alcuni residenti e ai tempestivi accertamenti effettuati sul posto, è stato individuato il presunto responsabile. L’uomo, sottoposto a pretest e

successivamente a controllo con etilometro, è risultato avere un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro. Nei suoi confronti è scattata la denuncia per guida in stato di ebbrezza, con ritiro della patente ai fini della revoca, sequestro del veicolo finalizzato alla confisca, ritiro della carta di circolazione e trasmissione degli atti all’ autorità giudiziaria. Sempre in orario notturno, in un ulteriore intervento, il personale ha fermato un altro conducente risultato positivo all’alcol test. La violazione ha comportato la sospensione della patente da tre a sei mesi, la decurtazione di dieci punti e il pagamento di una sanzione amministrativa pari a 543 euro in misura ridotta. Particolare attenzione è stata rivolta anche alla sicurezza urbana e alla polizia amministrativa. Nei giorni scorsi è stato fermato

poiché espone l’intera collettività a rischi elevati in caso di sinistro. Resta elevato anche il numero delle violazioni per omessa revisione dei veicoli, con 221 accertamenti, dato sostanzialmente stabile che conferma come il controllo sull’efficienza e sulla sicurezza dei mezzi continui a rappresentare una priorità. In crescita anche le sanzioni con conseguenze dirette sulla

patente di guida. Nel 2025 sono stati decurtati 1.997 punti patente, contro i 1.331 dell’anno precedente, mentre le carte di circolazione ritirate sono state 211, rispetto alle 166 del 2024. “Questi risultati sono il frutto di un’attività quotidiana fatta di controlli mirati e presenza costante sul territorio”, spiega la comandante Francesca Aufiero. Federico Franchin

un cittadino extracomunitario privo di documenti di identificazione che, a seguito di fotosegnalamento, è risultato irregolare sul territorio nazionale e destinatario di due ordini di rintraccio. Sono quindi scattati i provvedimenti previsti dalla normativa. In un altro episodio è stato individuato un secondo cittadino extracomunitario irregolare in Italia dal 2020, per il quale sono in

corso gli ulteriori adempimenti di competenza. Come evidenziato dalla comandante Aufiero, l’attività di controllo proseguirà con costanza anche nelle prossime settimane. “Il comando procederà inoltre nei confronti di chi abbia dato ospitalità a cittadini irregolari, valutando caso per caso eventuali responsabilità amministrative e penali”, ha detto Aufiero. (f.f.)

Al via da questo mese lo sportello di consulenza psicologica gratuito

E

’ partito a inizio febbraio lo sportello di consulenza psicologica gratuito presso la Biblioteca civica Alda Merini di Montegrotto Terme. Il servizio, attivo ogni venerdì dalle 15 alle 17 in via degli Scavi 15, è rivolto a tutti i residenti – adulti e minori con consenso dei genitori – che si trovano in situazione di disagio emotivo, relazionale o di vita quotidiana. Per prenotazioni e informazioni: tel. 3204212392 oppure servizisociali@montegrotto.org.

Il progetto, realizzato con il contributo della Fondazione Cariparo, nasce per rafforzare la rete di sostegno territoriale attraverso un punto di ascolto di prossimità gestito da professionisti qualificati. Lo sportello offre colloqui di primo contatto, sostegno breve (massimo 5-6 incontri), orientamento verso servizi sanitari e sociali del territorio, oltre alla possibilità di attivare gruppi informali quando necessario.

Tra gli obiettivi principali: fornire supporto immediato a persone in condizioni di disagio o difficoltà temporanee, prevenire l’aggravamento dei problemi psicologici e sociali, ridurre l’isolamento collegando le persone con le risorse comunitarie disponibili. Priorità sarà data a persone vulnerabili come disoccupati, caregiver, persone sole,

over 60 in condizione di isolamento e vittime di violenza psicologica.

“Con questo progetto - spiega la vicesindaca Elisabetta Roetta - vogliamo rafforzare la rete di sostegno alle persone e alle famiglie del nostro territorio al fine di promuovere benessere mentale e prevenzione. L’apertura di uno sportello di ascolto di prossimità e gratuito, è oggi più che mai necessaria per offrire uno spazio di accoglienza, ascolto e

supporto da parte di professionisti qualificati. Il disagio psicologico è un fenomeno sempre più diffuso nella nostra società e interessa in modo trasversale tutte le fasce d’età. È quindi fondamentale superare tabù e pregiudizi legati alla richiesta di aiuto; proprio per questo, il punto di partenza è l’ascolto, uno strumento essenziale per comprendere i bisogni delle persone e rispondere in modo adeguato”. (a.b.)

30 mila euro di contributi a 14 società sportive

Il Comune di Montegrotto Terme ha stanziato contributi per un totale di 30 mila euro euro per le 14 società sportive che operano sul territorio e che avevano presentato richiesta. “Il nostro obiettivo - spiega l’assessore allo Sport Pier Luigi Sponton - è, da sempre, stimolare ogni iniziativa che favorisca la pratica dello sport e delle attività fisico-motorie. Oltre al miglioramento e il mantenimento delle condizioni psicofisiche della persona, lo sport è importante per la tutela della salute, per la formazione educativa e lo sviluppo delle relazioni sociali inclusive”.

I contributi sono stati assegnati in base a criteri che comprendono le fasce d’età, il numero di atleti residenti, il numero dei corsi e degli anni di attività, la presenza di atleti disabili, la partecipazione a manifestazioni o iniziative comunali o la collaborazione con queste. Le 14 società beneficiarie sono: La Fenice ASD, Aquasport Terme ASD, ASD Calcio Montegrotto, Flash Dance Accademy, ASD Terme Euganee, ASD Gaet, ASD Basket Abano Montegrotto, Ginnastica Euganea 5 Cerchi ASD, Atman Veda Accademy, ASD Sen Shin Kombat, Polisportiva Dilettantistica Montegrotto Terme, Yoga Factory ASD, US Dil. Thermal Basket e Aurora Montegrotto ASD. (a.b.)

MALTA: l’isola dei cavalieri e del sole 6 - 9 Marzo 2026 (4 giorni)

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Verde pubblico. Il Comune risponde alle proteste

Scontro politico sugli alberi abbattuti

L’assessora al Verde Laura Zanotto chiarisce che il censimento degli alberi, firmato da agronomi e consultabile online, evidenzia come solo il 5,1% delle piante censite sarà abbattuto, in gran parte già morto o pericolante

Dopo il sit-in in Piazza Mercato, promosso dalle opposizioni e dall’associazione ambientalista Onda contro il piano di abbattimenti, il Comune di Montegrotto Terme interviene per chiarire le motivazioni tecniche alla base delle scelte adottate e rispondere alle accuse di superficialità e mancanza di rigore scientifico.

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A prendere posizione è l’assessora al Verde Laura Zanotto, che richiama il lavoro svolto negli ultimi mesi. “Il censimento comunale è pubblico, consultabile sul sito istituzionale ed è firmato da due agronomi iscritti agli Ordini professionali. Racconta una realtà diversa da quella descritta durante la protesta”. I numeri, sottolinea l’assessora, parlano chiaro. Su 4.383 alberi censiti tra maggio 2024 e febbraio 2025, gli abbattimenti programmati sono 224, pari al 5,1% del totale. Di questi, 99 hanno un diametro inferiore ai 20 centimetri e 75 sono piante giovani già morte, morenti o schiantate. Solo tre alberi superano gli 80 centimetri di diametro. “È difficile parlare di distruzione di un enorme patrimonio quando una quota rilevante riguarda piantine o alberi già compromessi”, osserva Zanotto. Ampio spazio viene dedicato anche alla metodologia. Il censimento ha previsto 1.048 alberi sottoposti ad analisi approfondite, con 101 indagini strumentali tramite resistografo, 18 prove di trazione controllata per verificare la

stabilità e 12 analisi di laboratorio per l’individuazione di patogeni fungini. Ogni pianta è stata georeferenziata, fotografata e schedata. Particolarmente delicata la situazione dei pini domestici. Dei 29 pini domestici individuati per l’abbattimento, 14 sono stati sottoposti a prove di trazione, tutte con esito negativo e fattori di sicurezza inferiori alla soglia minima richiesta. “Significa che possono crollare anche in condizioni meteo ordinarie. Non è prudenza eccessiva, ma evidenza scientifica”, afferma l’assessora. Zanotto cita poi casi specifici, come i liquidambar di via Caposeda con apparati radicali danneggiati e carie da Ganoderma, gli aceri americani, specie alloctona invasiva con gravi patologie, e i pioppi, in larga parte

Mercatini: +25% di espositori

L’amministrazione comunale di Montegrotto Terme punta sugli eventi come motore di sviluppo del centro storico. Nel 2026 i mercatini cittadini saliranno a 19 appuntamenti, uno in più rispetto al 2025. “I dati del 2025 confermano che la strategia intrapresa è positiva”, sottolinea il sindaco Riccardo Mortandello, “dopo anni di stagnazione abbiamo registrato un incremento del 25% degli espositori. Un risultato frutto del lavoro con Thunder Events e dell’investimento nella comunicazione, ma soprattutto della scelta di rendere i mercatini veri eventi, con contenuti che vanno oltre la semplice vendita”. I mercatini si svolgeranno principalmente in piazza Primo Maggio e piazza Carmignoto,

già morti o compromessi. Infine la distinzione sui numeri: i 224 abbattimenti riguardano 125 piante classificate in Classe D, quindi pericolose, e 99 già morte o in deperimento irreversibile. Sul tema del confronto interviene anche il sindaco Riccardo Mortandello, che ricorda come l’incontro pubblico organizzato dal Comune non abbia visto la partecipazione di chi oggi protesta. Ad essere contrari al taglio sono le opposizioni, guidate dal capogruppo Elisabetta Baldi e l’associazione ambientalista Onda, che ha come capofila il giovane Gianluca Stefani. Un movimento che annuncia altre manifestazioni e battaglie a Montegrotto contro l’abbattimento degli arbusti in corso in città.

Federico Franchin

mentre il mercatino dell’antiquariato della seconda domenica del mese continua a richiamare un pubblico fidelizzato. “Un centro storico vivo e animato”, aggiunge Mortandello, “genera benefici anche per negozi, bar e ristoranti”. Il calendario 2026 prevede sette mercatini speciali: oltre a quello

appena svolto di San Valentino in piazza Roma, Primavera in Corso il 29 marzo, Maggio Sampietrino il 3 maggio, San Pietro il 27 giugno, Colori d’Autunno il 27 settembre, Castagnata in Corso il 25 ottobre e il mercatino di Natale il 13 dicembre. Un calendario ricchissimo per tutti i gusti. (f.f.)

Viabilità. In centro scatta il divieto ai mezzi oltre 3,5 tonnellate

Meno traffico pesante nel cuore cittadino

M eno traffico pesante nel cuore di Montegrotto Terme per rendere la città più sicura, vivibile e attrattiva dal punto di vista turistico. È questo il senso della nuova ordinanza comunale che regolamenta la circolazione dei veicoli con massa a pieno carico superiore alle 3,5 tonnellate, introducendo limiti chiari al loro transito nelle aree centrali. La decisione nasce dalla consapevolezza che Montegrotto Terme è una città a forte vocazione turistica, dove la qualità dello spazio urbano, la tranquillità e la sicurezza rappresentano elementi fondamentali. Negli anni, però, il centro cittadino è stato interessato da un intenso traffico di attraversamento, spesso improprio, composto anche da mezzi pesanti diretti verso altre destinazioni. Una situazione che ha prodotto effetti negativi in termini di inquinamento atmosferico e acustico, ma soprattutto di sicurezza stradale. Vie come via Roma, Corso delle Terme, viale Stazione, via Mezzavia e via Caposeda sono tra le più trafficate e, allo stesso tempo, tra le più delicate dal punto di vista urbanistico. Strade storiche, con carreggiate limitate, attraversamenti pedonali frequenti e una forte presenza di ciclisti. Il passaggio di camion e tir, anche nelle ore notturne, ha generato disagi continui per i residenti e aumentato il rischio di incidenti. Con la nuova ordinanza viene quindi istituita un’area centrale nella quale il transito è consentito esclusivamente ai veicoli con massa inferiore alle 3,5 tonnellate. I mezzi pesanti adibiti al trasporto merci dovranno seguire itinerari alternativi, segnalati in modo chiaro, evitando l’attraversamento del centro abitato. L’obiettivo è deviare il traffico di passaggio su percorsi più idonei, riducendo la pressione sulle strade urbane più critiche. Sono tuttavia previste deroghe mirate, per non penalizzare le attività economiche e i servizi essenziali. Potranno accedere all’area centrale i mezzi pesanti impegnati in operazioni di carico e scarico all’interno della zona, purché la necessità sia documentata. Nessuna limitazione anche per autobus turistici e di linea,

scuolabus, mezzi di emergenza, forze dell’ordine, servizi pubblici essenziali, veicoli agricoli e mezzi di soccorso. Il provvedimento rappresenta anche un passo intermedio verso una riorganizzazione più ampia della viabilità, in attesa di soluzioni strutturali condivise con i Comuni limitrofi, per convogliare il traffico pesante sulle principali arterie esterne. Nel frattempo, il Comune punta a migliorare la sicurezza della mobilità urbana, incentivare gli spostamenti pedonali e ciclabili e ridurre l’impatto ambientale del traffico. La Polizia locale sarà

incaricata dei controlli, mentre l’amministrazione comunale garantirà un’adeguata informazione attraverso segnaletica e comunicazioni ufficiali. L’obiettivo finale

è restituire ai cittadini e ai visitatori un centro di Montegrotto Terme più sicuro, ordinato e a misura di persona.

Franchin

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“Miss Mamma Carnival”: la terza edizione incorona le mamme più creative Con una sfilata di travestimenti carnevaleschi, la terza edizione del concorso Miss Mamma Carnival ha animato la serata di venerdì scorso presso l’area eventi del ristorante pizzeria Ugel Keller a Montegrotto Terme. L’evento, patrocinato dall’Associazione OSA di Abano Terme e dall’Associazione culturale “le Arti di Atena”, ha visto la partecipazione di mamme provenienti da tutta Italia, ognuna pronta a sfoggiare la propria originalità attraverso maschere e costumi colorati. Il concorso, nato come una delle numerose iniziative collaterali del più noto Miss Mamma Italiana, ha coinvolto mamme che avevano già conquistato una fascia nelle edizioni precedenti del concorso nazionale. Tra le mamme in gara, si sono distinte con la loro simpatia e creatività: Viviana Aldrigo, 60 anni, di Este (PD), ha vinto il primo posto con la sua maschera da “clown”, conquistando il cuore della giuria con il suo spirito allegro e la sua presenza scenica. Sara Besutti, 27 anni, di Sabbioneta (MN), ha ottenuto il secondo posto, indossando un originale costume da “cat woman”. Enrica Maldini, 51 anni, di Verona, ha conquistato la terza posizione con il suo travestimento da “vampira”. Michela Andolfo, 56 anni, di Pozzonovo (PD), è arrivata quarta con una maschera da “geisha”. Vallì Bettin, 70 anni, di Santa Maria di Sala (VE), ha colpito la giuria con la sua interpretazione da “ballerina di flamenco”, ottenendo il quinto posto. Gabriella Giulia Buso, 62 anni, di Brugine (PD), ha completato la classifica con il suo costume da “cow girl”. Nel frattempo, continuano in tutta Italia le selezioni per la prossima edizione di Miss Mamma Italiana, che si concluderà con le Fasi Finali del 2026. Le mamme interessate a partecipare possono iscriversi gratuitamente contattando la Te. Ma Spettacoli o visitando il sito ufficiale del concorso. Oltre alla promozione della bellezza materna, il concorso sostiene l’Associazione Nazionale Onlus “Arianne”, impegnata nella lotta contro l’endometriosi, una malattia poco conosciuta ma che colpisce milioni di donne in Italia. (r.p.)

“Le Termeuganee, un capolavoro della natura” Tra Colli e pianura intreccio di storia e benessere

I l panorama editoriale locale si arricchisce di un volume che prova a sintetizzare millenni di evoluzione termale in un’unica visione d’insieme: “Le Termeuganee, la storia delle Terme, le Terme nella storia – un capolavoro della natura tra Colli e Pianura”. L’opera firmata da Luisella Fogo ed edita da Cleup è frutto di un lavoro di ricerca durato cinque anni, è stata recentemente presentata al Gran Caffè Pedrocchi di Padova, ricevendo il sostegno dell’assessorato alla Cultura della Regione Veneto per la sua valenza documentale. Il testo, spiega l’autrice, si propone di superare la frammentazione dei singoli comuni, introducendo per la prima volta il termine unitario “Termeuganee” per definire un territorio che condivide un’unica origine geologica e un destino storico comune. In 370 pagine, Luisella Fogo analizza le cinque realtà di Abano, Monteortone, Montegrotto, Galzignano e Battaglia Terme, offrendo una narrazione che lega indissolubilmente il benessere naturale alla presenza dei Colli Euganei, definiti già nel

1370 da Boccaccio come “sublimes euganei vertices” durante i suoi soggiorni ad Arquà.

La struttura del libro è rigorosa ma accessibile, organizzata in 17 capitoli che ripercorrono le tappe fondamentali del bacino termale attraverso il susseguirsi di personaggi che lo hanno scelto per cura, relax o cultura. Il corredo iconografico è particolarmente vasto, contando oltre 550 immagini che permettono di visualizzare i cambiamenti del paesaggio e i volti dei protagonisti, dai Paleoveneti fino ai giorni nostri. “Non si tratta solo

di una cronaca dei fatti, - spiega l’autrice - ma di un intreccio tra evidenze scientifiche e testimonianze letterarie. Il lettore viene infatti accompagnato tra i versi di Marziale, che per primo parlò di “acque patavine”, e le riflessioni di autori come Lord Byron, d’Annunzio, Goldoni e Foscolo, tutti profondamente legati a questi luoghi”. Un punto di forza del volume è la capacità di far dialogare la Grande Storia con le specificità del territorio. Si scoprono così dettagli su figure di spicco come Alfonso I d’Este o l’imperatore Francesco I

d’Austria, la cui visita del 1825 è ancora oggi testimoniata dalla colonna monumentale situata davanti al Montirone. Il testo dedica inoltre ampio spazio all’evoluzione della ricerca scientifica, citando gli studi sulla composizione chimica delle acque condotti a partire dal 1700 da ricercatori come Salvatore Mandruzzato, fino ad arrivare alle più moderne applicazioni delle Spa e ai risultati scientifici sostenuti dall’Università di Padova. L’analisi pro-

Chi è Luisella Fogo

Luisella Fogo, nata a Este, ha costruito una carriera poliedrica che riflette un profondo legame con l’arte e la cultura veneta. Inizialmente affermata come soprano, ha esteso i suoi interessi all’insegnamento, alla pittura e alla critica d’arte, ricoprendo anche ruoli istituzionali come l’organizzazione di rassegne e festival per il Comune di Padova. Nel 2016 è stata eletta Presidente della Pro Loco di Este, dopo una lunga esperienza come gallerista e curatrice di

segue toccando l’archeologia, con un invito esplicito alla riscoperta dei tesori conservati nel Museo del Termalismo Antico di Montegrotto Terme. Il libro non si limita a guardare al passato ma volge lo sguardo al futuro, basandosi su due secoli di ricerche continuative che sottolineano come queste “acque patavine” rappresentino ancora oggi un patrimonio di benessere armonico e impeccabile per l’intero territorio veneto. (n.s.)

eventi storici e socio-educativi. La sua produzione letteraria, iniziata negli anni Ottanta, è altrettanto vasta e variegata. Tra le opere più significative spicca la raccolta di proverbi veneti sul vino, premiata dal Museo Cesare Pavese e presentata persino a esponenti della Nasa. Ha dedicato numerosi volumi alla casata d’Este e ha esplorato temi che spaziano dal patrimonio trobadorico alla valorizzazione turistica attraverso guide e monografie.

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L’autrice Luisella Fogo con l’allora assessore regionale Cristiano Corrazzari e la copertina del libro

L a Provincia di Padova e il Fondo per l’Ambiente Italiano (FAI) hanno sottoscritto una convenzione per la promozione e alla valorizzazione del sistema museale provinciale, nell’ambito del progetto nazionale “FAI per me”, iniziativa volta a diffondere e valorizzare l’offerta museale della Provincia, nonché favorire la diffusione della cultura.

A promuovere l’iniziativa è la Provincia di Padova, proprietaria di cinque musei di rilevante interesse culturale, tutti collocati all’interno del territorio: il museo di Villa Beatrice a Baone (quando riaprirà, in seguito al nuovo allestimento), il museo di Cava Bomba a Cinto Euganeo, Esapolis, il museo vivente degli insetti di Padova, il museo di Palazzo Santo Stefano, sede istituzionale dell’Ente provinciale, e il museo della Navigazione nel castello di San Martino della Vaneza a Cervarese Santa Croce (attualmente, l’area museale del castello è in ristrutturazione, pertanto l’accesso ora è gratuito; la convenzione tra Provincia e FAI si concretizzerà, dunque, quando

sarà ripristinata la biglietteria). Le strutture sono gestite da operatori che si occupano sia del management della struttura, sia della progettazione culturale, della didattica e della divulgazione scientifica dei propri siti.

Attraverso la convenzione, Provincia e FAI si impegnano a sostenere e promuovere reciprocamente le proprie attività, favorendo una maggiore integrazione tra le reti culturali locali e nazionali. In particolare, il FAI garantirà visibilità alle strutture museali provinciali e alle iniziative ad esse collegate mediante il proprio sito istituzionale, che registra oltre cinque milioni di visitatori l’anno. Non solo: le attività potranno essere ulteriormente promosse attraverso la newsletter istituzionale del FAI e i canali social ufficiali, ampliando così il pubblico di riferimento.

Parallelamente, la Provincia rende disponibile per tutti 17 produzioni video divise in tre macrotemi, consultabili sul sito provincia.padova.it e sul canale YouTube dell’ente. Il primo, un Patrimonio da scoprire: dai rifugi antigas di

Palazzo Santo Stefano fino a Isola Millecampi e Cason delle Sacche, lambendo la laguna di Venezia. A questo si aggiunge Padova, natura e cultura: un racconto dedicato al cicloturismo lungo le grandi ciclovie (Treviso-Ostiglia, Anello dei Colli, Cammino di Sant’Antonio).

“Queste azioni rappresentano un’opportunità fondamentale per

rafforzare il ruolo dei musei provinciali - spiega il vice presidente Daniele Canella - come presìdi culturali diffusi. Dopo un periodo di riorganizzazione gestionale, la Provincia torna a essere protagonista della scena museale. Parallelamente, con i 17 video di “Un Patrimonio da scoprire”, abbiamo voluto offrire un linguaggio con-

Sicurezza stradale: arriva a scuola il primo simulatore di guida per monopattini

Solo nel Comune di Padova si stima la presenza di oltre 3.500 monopattini elettrici (tra mezzi in sharing e privati). Nell’ultimo anno, gli incidenti che hanno coinvolto monopattini elettrici nell’area urbana e nella prima cintura provinciale hanno registrato un incremento del 12%, spesso causati da mancata precedenza, guida contromano o trasporto di passeggeri. Il dato preoccupante è che il 40% dei conducenti coinvolti in sinistri ha un’età compresa tra i 16 e i 24 anni.

Promuovere la sicurezza è un’urgenza, ecco allora che arriva nelle scuole il simulatore professionale di ultima generazione dedicato alla guida del monopattino elettrico,

che verrà utilizzato per le attività di formazione e sensibilizzazione negli istituti scolastici della provincia di Padova. Il simulatore è integrato nei laboratori didattici itineranti che in queste settimane stanno toccando i principali poli scolastici della padovani. Grazie a software avanzati, gli studenti possono testare i tempi di reazione alterati e le conseguenze di manovre azzardate, ricreando scenari di traffico reale.

L’iniziativa della Provincia di Padova, che ha acquistato il simulatore mira a educare i giovani sui rischi legati all’uso di sostanze psicoattive e sulle corrette norme di comportamento su strada. “L’acquisto di questo simulatore rappresenta

temporaneo per narrare bellezze che spesso siamo i primi a non conoscere pienamente. Luoghi vicini, carichi di significato, che trasformiamo oggi in poli d’attrazione fruibili da chiunque. È un percorso condiviso che mira a rendere il patrimonio padovano più accessibile e riconoscibile”. Vincenzo Gottardo

un salto di qualità fondamentale nella strategia di educazione stradale.- spiegano gli organizzatori - Il monopattino elettrico è un mezzo agile e sostenibile che sta cambiando il modo di muoversi dei giovani, ma non è un giocattolo. Con questo simulatore, che affiancherà quelli di guida automobilistica già in dotazione alla polizia locale, permetteremo agli studenti di sperimentare visivamente e fisicamente cosa significa perdere il controllo del mezzo in totale sicurezza. Il nostro obiettivo non è punitivo, ma formativo: vogliamo che i futuri cittadini siano consapevoli che sulla strada la responsabilità individuale è la prima forma di protezione”. (v.g.)

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segue da pag. 1

La grande attesa del bilancio regionale

Nel corso di tutta la campagna elettorale e per la verità anche in questi giorni, infatti, il presiedente Stefani ha puntato tutti i riflettori sul sociale. Un grande piano casa, nuovo ossigeno alle case di riposo, investimenti nella sanità pubblica e “badanti” di quartiere e condominio. Tutte politiche particolarmente apprezzate anche in modo trasversale tanto che anche le opposizioni sono rimaste spiazzate sentendosi, in un certo senso, “scippate” di cavalli di battaglia storici del centrosinistra. Promesse, poi, che hanno fatto storcere più di qualche naso tra i leader

del centrodestra che, in alcuni casi, hanno letto queste esternazioni come delle tirate di orecchie alle Giunte regionali precedenti.

Quello che però in questo momento conta è che le priorità indicate da mesi dal Presidente Stefani sono economicamente molto costose e, quindi, si torna al passaggio cruciale del bilancio. Ci saranno veramente nel bilancio tutte queste politiche? Questo è quello che ci si chiede da più parti e soprattutto questo è quello che misurerà la forza del Presidente Stefani di dettare la propria agenda.

Certo sullo sfondo restano l’autonomia e ora anche la holding autostradale che potrebbero garantire nuove risorse economiche al Governo regionale, ma non possono costituire il motivo di una radicale inversione di marcia. Quindi tutti in attesa di vedere se la Regione sarà in grado di approvare un bilancio che dia risposte particolarmente robuste in materia di sociale e di sanità pubblica. Il Presidente Stefani si sente sicuro tanto che in questi giorni, mentre tutti corrono a garantirsi un posto lungo le piste da sci, lui continua a visitare ospedali, RSA e cooperative sociali. Non resta che attendere, le aspettative sono molto alte e il rischio politico lo è altrettanto.

“Rendere la vita più semplice agli imprenditori, più concretezza e
“Sulla sburocratizzazione passiamo alla fase operativa, è fondamentale avere anche un nuovo piano del commercio”

Abbiamo incontrato in redazione l’ex sindaco di Cittadella e Padova Massimo Bitonci che dopo una esperienza lunga e prestigiosa a Roma da parlamentare, con incarichi di Governo, torna in Veneto da assessore.

Il primo atto pubblico dell’assessore Bitonci, con deleghe importanti quali quella delle attività produttive, è stato un tavolo che ha messo insieme la Regione tutti gli attori del commercio e del mondo delle imprese. Parola d’ordine?

“Sburocratizzazione” risponde sicuro Massimo Bitonci, l’assessore di più lunga e spessa esperienza tra quelli che il presidente Alberto Stefani ha scelto nella composizione della squadra di Governo. Già sindaco a Cittadella e successivamente a Padova, parlamentare e sottosegretario di Stato.

Bitonci deve mettere mano a dossier particolarmente delicati.

“Quella di affrontare il tema della sburocratizzazione è stata una importante iniziativa del presidente Alberto Stefani. L’abbiamo detto più volte durante la campagna elettorale, adesso si passa alla fase operativa. Seguo

meno burocrazia in Veneto”

economiche coinvolgeremo per la massima trasparenza ance i media e la stampa”.

il tema della sburocratizzazione da anni, anche a livello nazionale, e so quanto le imprese, più che incentivi, più che forme di finanziamento chiedono la semplicità nelle procedure e quindi la sburocratizzazione”.

Cosa vuol dire in concreto sburocratizzare?

“Significa rendere più semplice la vita agli imprenditori: ridurre il numero degli incentivi, che a livello nazionale veicolati poi dalle regioni sono oltre duemila, cercare di fare un lavoro anche di monitoraggio, accesso unico attraverso portali unici, utilizzo della tecnologia, cioè la digitalizzazione: è quello che ci aiuterà moltissimo nel tema della semplificazione. La digitalizzazione è anche un obiettivo del del piano di ripresa e resilienza, di carattere europeo”

Il tavolo della sburocratizzazione con il mondo delle imprese del commercio e dell’imprenditoria tornerà a riunirsi?

“Io penso che questo tavolo vada convocato ogni volta che si verificano i passaggi e quando misuriamo quelli che sono stati i miglioramenti, su alcuni processi, quindi dopo nascerà proprio anche un reporting: oltre a coinvolgere le categorie

Giace dalla precedente legislatura il piano del commercio. Quali sono le novità su questo dossier?

“Il dialogo con commercianti e artigiani coinvolti è continuo: dovremmo trovare una soluzione, anche perché diventa assolutamente fondamentale avere un nuovo piano del commercio in un momento così delicata di crisi degli esercizi, soprattutto di vicinato, dei centri storici, dei borghi, delle delle città, dove l’intervento regionale non può risolvere tutto, però può dare degli incentivi economici, può cercare di dare delle linee di intervento magari anche importanti per per le vetrine, per addobbare i negozi cercare anche di effettuare delle politiche a favore del riordino del sistema anche all’interno dei centri storici, perché alcune attività siano ammesse, perché altre attività magari non siano ammesse, perché se abbiamo anche dei salotti, dei gioielli all’interno delle città, è giusto che ci siano dei negozi adeguati alle nostre città d’arte”.

Sindaco a Cittadella, sindaco a Padova, parlamentare semplice ma anche Sottosegretario di Stato e adesso Assessore regionale. Qual è la differenza di questo ruolo rispetto ai precedenti e come i precedenti pos-

sono dare una mano a interpretare meglio questo ruolo?

“Ho sempre pensato che quando si ha un ruolo di Governo che sia di governo territoriale, oppure come è stato nel mio caso Sottosegretario del ministero dell’Economia prima, e poi delle Imprese successivamente, e adesso Assessore della Giunta di del presidente Stefani, bisogna avere un approccio

pragmatico. E questo è più facile chi ha fatto il sindaco come me e come lo stesso presidente Stefani: ti crea quella base per poter capire come funziona la pubblica amministrazione, come funziona un Comune che poi come l’Italia, o nel nostro caso il Veneto dei Comuni ha bisogno di più concretezza e meno burocrazia”.

Alberto Gottardo

Massimo Bitonci

Trasporti. L’assessore regionale Diego Ruzza

Biglietto unico, Olimpiadi infrastrutture e sostenibilità

Il Veneto accelera sul fronte delle infrastrutture e della sostenibilità. Abbiamo incontrato l’assessore regionale ai trasporti, Diego Ruzza, per fare il punto sui grandi cantieri aperti,fino all’ambizioso progetto del biglietto unico regionale.

Assessore, partiamo dalle due varianti stradali inaugurate nel Bellunese proprio all’arrivo della fiamma olimpica a Cortina. Che valore ha questo traguardo?

Si è percepito il grande desiderio di dare una svolta viabilistica in una zona fragile come il Bellunese. Concludere i lavori in tempo per le Olimpiadi e Paralimpiadi è stato fondamentale. È stato bello vedere la partecipazione della popolazione che non vedeva l’ora di vedere quel nastro tagliato. Quanto ha influito la scadenza olimpica sulla velocità di questi cantieri?

Le Olimpiadi sono un’opportunità. Significa fare investimenti che poi rimangono nel tempo e migliorano la qualità della vita dei cittadini. Sicuramente ha aiutato a concludere opere importanti.

Parliamo di opere complesse: la variante di Tai di Cadore ha una galleria di 1000 metri, quella di Valle di Cadore di oltre 600. Ingegneristicamente non è stata una passeggiata.

Esattamente. Portare a termine lavori di tale complessità strutturale in quei territori è stata veramente un’impresa titanica. Ma la cosa più importante è che queste opere sono eterne: rimangono lì per pendolari, cittadini e turisti per gli anni a venire».

A Padova ha presentato 22 nuovi autobus sostenibili di Busitalia. Di che investimento parliamo?

Parliamo di 22 autobus di nuova generazione per il traffico extraurbano, con una capienza fino a 118 passeggeri. L’investimento è di circa 9,7 milioni di euro, finanziati per l’80% da fondi regionali. Dal 2018 la Regione è impegnata in un ammodernamento massiccio: abbiamo già stanziato complessivamente circa 300 milioni di euro, attingendo anche al PNRR. Questo ci ha permesso di

rinnovare il 50% della flotta veneta, che conta 3.200 mezzi.

Perché puntare proprio sul metano?

«Si va verso una reale sostenibilità. Il metano ha un bassissimo impatto e migliora la qualità dell’aria nella nostra regione. È un percorso avviato sul quale non si può assolutamente tornare indietro.

Un tema molto caro ai veneti è il “biglietto unico”. A che punto siamo?

Insieme al presidente la riteniamo una priorità da accelerare. Ci stiamo già impegnando con le strutture tecniche per arrivare al 2026, l’anno della svolta. L’obiettivo è un ticket unico che permetta di spostarsi su tutto il territorio regionale utilizzando gomma, treno e navigazione.

Assessore, lei ha una laurea in psicologia clinica. Le è servita in questo incarico?

Lo confermo al 100%. Quando mi hanno affidato l’assessorato mi dissero che gli studi in psicologia mi sarebbero serviti, oggi posso dire che è assolutamente così.

Infine, un accenno all’Alta Velocità. Quali sono le prossime mosse?

Stiamo monitorando costantemente i cantieri con RFI. È una grandissima opportunità per accorciare i tempi di trasporto per persone e merci. A breve avremo una cabina di regia per verificare l’avanzamento dei lavori su tutto il territorio regionale.

I conti della Regione. Filippo Giacinti
“Nuovo

bilancio per il Veneto diciamo no alle nuove tasse”

Filippo Giacinti, neo assessore regionale al bilancio, patrimonio, affari generali e agenda digitale si trova oggi a gestire la complessa macchina finanziaria della Regione Veneto in un momento cruciale: il passaggio dall’esercizio provvisorio all’approvazione del bilancio di previsione 20262028.

Assessore Giacinti, la Giunta ha appena approvato le direttive per il bilancio 20262028. Quali sono i tempi previsti per l’approvazione definitiva e quali le priorità strategiche?

La priorità assoluta è uscire quanto prima dall’esercizio provvisorio per consentire alla Regione di spendere appieno le risorse necessarie ai servizi per cittadini e imprese e per lo sviluppo del territorio. Con l’approvazione delle direttive abbiamo individuato i budget; ora le strutture, insieme agli assessori, costruiranno i documenti tecnici: la legge di stabilità e il collegato. L’obiettivo è il voto in Consiglio regionale entro il 30 aprile. Cercheremo di anticipare i tempi il più possibile, garantendo però la qualità del dibattito, sia in Giunta che in Consiglio. Negli anni passati l’amministrazione regionale ha fatto del “no alle tasse” un proprio vessillo. Continuerete su questa strada, nonostante le preoccupazioni espresse in passato dal suo predecessore Calzavara?

In questo primo bilancio non prevediamo alcuna manovra sulle entrate: non ci sarà l’applicazione dell’addizionale IRPEF né modifiche ai tributi attuali. L’unica variazione riguarderà il recupero dell’evasione fiscale. Credo fermamente che l’equità fiscale sia un obiettivo di giustizia sociale: abbiamo prospettato un piano incisivo per recuperare alcune decine di milioni di euro da reinvestire nei servizi ai cittadini. Anche le categorie economiche avevano espresso timori per un eventuale aumento dell’Irap. Cosa risponde al mondo produttivo?

Posso confermare che le tasse e i tributi

regionali rimarranno invariati. Per quanto riguarda le imprese, punteremo sulla lotta all’evasione e, soprattutto, sulla semplificazione. Il tavolo della sburocratizzazione, promosso dal Presidente e dall’assessore Bitonci, dimostra la nostra attenzione verso il sistema produttivo.

Parlando di cifre, la sanità quanto pesa effettivamente sul totale delle risorse regionali?

La sanità assorbe circa 11 miliardi di euro su un bilancio complessivo di 18 miliardi. A questi si aggiungono diversi milioni per i cosiddetti “Extra-LEA”, ovvero le prestazioni che non rientrano nei livelli essenziali di assistenza minimi definiti dallo Stato. È evidente come rappresenti la parte assolutamente preponderante del nostro impegno finanziario.

Spostandoci sul piano politico, lei è un esponente di Fratelli d’Italia. Come valuta l’attuale leadership di Giorgia Meloni e il futuro del partito?

Credo che Giorgia Meloni abbia restituito al nostro Paese una centralità internazionale riconosciuta da tutti gli osservatori. Ha saputo costruire una leadership capace di compattare tutto il centrodestra, guidandolo verso riforme strutturali attese da anni. Oggi l’Italia si muove in Europa e nel mondo con una rinnovata e grande autorevolezza.

Diego Ruzza
Filippo Giacinti

Il fronte del “Sì” punta sull’imparzialità dei giudici e la fine delle correnti nelle Procure, i sostenitori del “No” temono per l’indipendenza della magistratura e l’ingerenza dell’Esecutivo

I l prossimo 22 e 23 marzo i cittadini veneti e italiani saranno chiamati a un appuntamento cruciale con le urne per il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia. Al centro della consultazione, la “separazione delle carriere”, una modifica che punta a dividere i percorsi professionali di chi accusa e di chi giudica. Trattandosi di un referendum confermativo, è importante ricordare che non è previsto il quorum: la riforma passerà o sarà bocciata sulla base della maggioranza dei voti validamente espressi, indipendentemente dall’affluenza. Il cuore del quesito riguarda la scissione tra i ruoli di Pubblico Ministero e Giudice. Se oggi un magistrato può, pur con limitazioni, passare da una funzione all’altra, la vittoria del Sì renderebbe questa separazione

definitiva sin dall’ingresso in magistratura. La riforma prevede inoltre la creazione di due distinti Consigli Superiori della Magistratura (uno per i giudicanti e uno per gli inquirenti) e l’introduzione del sorteggio per la scelta dei componenti, con l’obiettivo dichiarato di contrastare il peso delle “correnti” associative. Nel dibattito che ha animato le piazze e le istituzioni del nostro territorio, il fronte del Sì punta tutto sull’imparzialità del giudice. Tra le voci più autorevoli del panorama giuridico veneto, l’avvocato Renzo Fogliata, già Presidente della Camera Penale Veneziana, sostiene la necessità della riforma come atto di civiltà giuridica: «È fondamentale che chi giudica sia equidistante tra accusa e difesa. La separazione delle carriere non è un attacco ai

magistrati, ma una garanzia per il cittadino». Sul piano politico, il centrodestra veneto è compatto. Tra i sostenitori più convinti c’è Flavio Tosi, eurodeputato e coordinatore regionale di Forza Italia. “La riforma rappresenta una vittoria storica del centrodestra – afferma - e una risposta alle criticità emerse negli ultimi anni, con scandali come quello legato a Palamara che hanno evidenziato la spartizione delle procure da parte di correnti politiche, in particolare di sinistra. Il nuovo sistema, con il sorteggio dei membri del Csm, favorirà una maggiore eterogeneità e limiterà l’influenza delle correnti sulle nomine, tutelando l’autonomia dei magistrati più indipendenti”. La riforma, conclude Tosi, non tocca i principi fondamentali della Costituzione né il sistema proporzionale di nomina, ma mira a rendere le nomine più trasparenti e meno influenzate dalle correnti. Di parere opposto sono i detrattori della riforma, che vedono nel cambiamento un rischio per l’autonomia della magistratura dal potere politico. Loren-

zo Miazzi, magistrato e Presidente di sezione presso la Corte d’Appello di Venezia, solleva dubbi sulla frammentazione del CSM, avvertendo che isolare il Pubblico Ministero potrebbe, nel tempo, portarlo sotto l’influenza dell’esecutivo. Anche il centrosinistra si è mobilitato. Elly Schlein, intervenuta a Padova per sostenere il fronte de “No”, va dritta al punto: “È una riforma sbagliata nel metodo e nel merito, una riforma di potere, che serve a un governo convinto che vincere le elezioni dia diritto a non essere giudicato. L’unica cosa che fa questa riforma è spaccare il Csm, che la Costituzione indica come il governo autonomo della magistratura. L’indipendenza

della magistratura non è una tutela dei magistrati, ma una garanzia per i cittadini, perché possano far valere i propri diritti”. Andrea Martella, segretario regionale del PD, esprime preoccupazione per una riforma definita “punitiva” nei confronti dell’ordine giudiziario: “Il vero problema della giustizia in Veneto sono le carenze di organico e i tempi infiniti dei processi, non la separazione delle carriere, che rischia solo di creare magistrati-funzionari”. Nel momento in cui andiamo in stampa, a metà febbraio, i sondaggi danno in leggero vantaggio il fronte del “No” ma sono ancora molti gli indecisi che sceglieranno se e come votare solo negli ultimi giorni.

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“Felice Maniero, ex genio del crimine: oggi è incapace di intendere e volere”

M aurizio Dianese, decano del giornalismo veneto, conosce Felice Maniero meglio di chiunque altro. Da cronista ha seguito per anni l’attività criminale di “Faccia d’Angelo” e della Mala del Brenta; poi, nel corso degli anni, ha scritto una serie di libri importanti per capire un fenomeno che ha segnato profondamente il nostro territorio (e non solo). Dianese è appena tornato in libreria con “Come me nessuno mai.

Le mille vite di Felice Maniero bandito” (SEM edizioni). Un libro che arriva dopo anni di inchieste, processi, ricostruzioni giornalistiche. Questa volta, però, Maurizio Dianese aggiunge un tassello decisivo: la voce diretta di Felice Maniero, con cui è stato a stretto contatto per mesi proprio per scrivere questo libro. Ne viene fuori il ritratto definitivo dell’ex boss della Mala del Brenta e, insieme, quello di un Nordest che cresceva a ritmi vertiginosi e che si è arricchito a dismisura (anche sporcandosi le mani).

Allora Maurizio, possiamo dire che questo è il libro definitivo su Felice Maniero?

Di definitivo c’è solo la morte. Però sì, è il libro che chiude il cerchio. Le ricostruzioni precedenti erano tutte giornalistiche. Qui, invece, ci sono conferme dirette di Maniero. Non racconta chissà quali segreti inediti, ma colma vuoti importanti. L’infanzia, la famiglia, il rapporto con la madre e con la figlia. Sul passato criminale sapevamo già quasi tutto, ma aggiunge elementi decisivi su un paio di omicidi strategici.

Nel libro emerge forte il lega-

me tra Maniero e il Nordest. Maniero è parte integrante della storia del Nordest. Lui stesso è consapevole di essere arrivato nel momento giusto. Nasce a Campolongo Maggiore, in una zona di miseria estrema. Poi il Veneto diventa la locomotiva d’Europa. Capisce che può passare dal furto di salumi ai lingotti d’oro. Alla fine degli anni Ottanta svuota i laboratori orafi vicentini. Parliamo di quintali, forse tonnellate d’oro. C’erano soldi ovunque. Lui intercetta quel flusso e lo trasforma in potere criminale.

Oggi che uomo è Felice Maniero?

Fino a pochi mesi fa era affaticato, ma ancora lucido. Oggi non è più in grado di articolare una frase compiuta. Gli psichiatri parlano di depressione accompagnata da decadimento cognitivo. È successo tutto in modo impressionante, nel giro di sei mesi. Da boss lucido a persona fragile, incapace di stare in società, di capire dove si trova. Non lo dico per giustificarlo. Anzi. Avrei preferito che restasse lucido e facesse i conti con una vecchiaia normale. Invece è condannato a una vita in una casa di riposo, isolato, perso. Maniero era attaccatissimo alla madre, tanto che venne soprannominato “cotoea” perché da piccolo era sempre attaccato alle gonne (cotoe) di sua madre.

Può essere che sia stata proprio la morte della madre ha dargli il colpo definitivo?

Sì, non c’è dubbio. Gli psichiatri dicono che la vera botta è arrivata quando gli hanno comunicato la morte della madre. Ne aveva parlato tante volte, sembrava preparato. In realtà non lo era. Da lì perde il contatto con la realtà. È paradossale, se pensiamo a quanto fosse centrale quella figura anche nella sua attività criminale.

Nel libro smonti molti miti, a partire proprio dal ruolo di Lu-

cia Carrain (la madre di Maniero) all’interno della Mala.

Maniero ha sempre raccontato tante bugie, soprattutto su sua madre, dipinta come una donna religiosa, integerrima, estranea a tutto e che aveva sempre contrastato il figlio bandito. Non è vero. Faceva parte della banda. Ha riciclato decine di miliardi di lire. Lo dice lui a verbale. Quando gliel’ho fatto notare, ci siamo scontrati duramente. Ha sempre cercato di proteggerla, fino a ottenere per lei l’immunità. Ogni volta che veniva chiamata a testimoniare, si avvaleva della facoltà di non rispondere.

Maniero è stato anche un personaggio mediatico unico, anche se forse un po’ sottovalutato dalla stampa nazionale, non credi?

Il libro si intitola “Come me nessuno mai” per un motivo: Felice Maniero è stato il più grande bandito del Nord Italia. Su questo non ci sono dubbi. Per omicidi, rapine, controllo del territorio. Se facciamo un paragone con Vallanzasca, che ha preso 3 ergastoli per 3 omicidi, non c’è confronto: Maniero in un fine settimana faceva rapine più grandi di quanto abbia mai fatto in vita Vallanzasca. Per non parlare degli omicidi… Eppure, da un punto di vista della “stampa” e del ritorno sui media, spesso è stato sottovalutato a li-

vello nazionale. Diciamo che ha pagato il fatto di operare in Veneto, lontano dai riflettori di Milano, Torino o Roma. Con la stampa era abilissimo. Sceglieva giornalisti che non conoscevano la sua storia e vendeva la versione che voleva. Che fine ha fatto l’universo della Mala del Brenta?

La banda finisce nel 1995. Senza Maniero non esiste. Lui l’ha creata, strutturata, guidata. Dopo restano solo scampoli. Personaggi marginali che si sono reinventati. Ma non c’è nessuno che abbia davvero raccontato i segreti della banda come lui.

Qual è l’eredità che la Mala del Brenta lascia al Nordest?

La peggiore possibile. Maniero ha aperto la strada alle mafie. Ha fatto accordi con Cosa Nostra, Camorra, ’Ndrangheta. Quando la banda cade resta un vuoto in cui si sono infilati tutti. Oggi in Veneto troviamo ogni tipo di criminalità organizzata. Sarebbero arrivati comunque, ma non con questa rapidità. Maniero è stato il detonatore. Un genio criminale che ha lasciato dietro di sé un territorio più ricco e più fragile.

Giacomo Brunoro

• Chi è Giacomo Brunoro

Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.

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Sintoniz zati

LDespar Nord sostiene l’identità locale tra arte, restauro ed enogastronomia

Sintoniz zati

Un impegno che prende forma nei luoghi, nelle persone

noscere il valore della “cultura del fare”, sostenerla nel tempo e restituirla alle comunità sotto forma di bellezza, opportunità e memoria condivisa.

D fiancare il territorio attraverso progetti che spaziano dalla tutela del patrimonio architettonico alla valorizzazione delle produzioni locali, fino alla salvaguardia della cultura gastronomica. Un impegno trasversale che nasce da un profondo senso di responsabilità verso le città e le persone che le abitano.

U tervento avviato nel 2016 sull’ex Cinema Teatro Italia nel cuore di Venezia: un edificio neogotico e liberty dei primi del Novecento, rimasto a lungo in stato di abbandono e riportato oggi a nuova vita grazie a un importante progetto di restauro e riallestimento. Un recupero che ha restituito alla città un luogo di grande valore storico e simbolico.

nascimentale Palazzo Nogarola Guarenti. Interventi che testimoniano la volontà dell’azienda di proteggere e rilanciare beni architettonici che rappresentano da sempre l’identità culturale del el 2019 Despar Nord ha inoltre contribuito alla riqualificazione di una porzione dell’ex Foro Boario di Prato della Valle a Padova, in un contesto di straordinario valore storico-artistico. Un progetto realizzato nel pieno rispetto delle caratteristiche originarie dell’edificio, frutto di un dialogo costante con la Soprintendenza e delle Belle Arti, che ha permesso di coniugare tutela e nuova fun-

a le eccellenze da preservare non sono soltanto fatte di pietra. Sono anche il risultato del lavoro quotidiano di uomini e donne che, con passione, custodiscono saperi antichi e li trasformano

per il

L o stesso approccio ha guidato Despar Nord anche in precedenti operazioni di ristrutturazione di palazzi storici come quello di Verona, Vicenza e Trento, dove nel 2014 è stato recuperato il ri-

propria identità, portando sulle

nate da un profondo legame con

Lo sviluppo insieme al territorio: Despar Nord e il sostegno all’eccellenza

Despar Nord per la tradizione culinaria: il “Ricettario anonimo padovano”

Storia e sapori: Un manoscritto del ‘400 svela la cultura alimentare di Padova.

Despar Nord promuove la ricerca per legare qualità, tradizioni e territorio

Il “Ricettario Anonimo Padovano” nasce dallo studio e dalla passione di Marina Scopel, storica della gastronomia e curatrice del volume, con il contributo di Otello Fabris e del professore Danilo Gasparini, e con il sostegno di Despar Nord. Si tratta di un raro manoscritto del XV secolo, conservato presso la Ruskin Gallery degli Sheffield Museums nel Regno Unito. Redatto in forma anonima ma attribuibile con grande probabilità a un autore padovano – forse un copista, come suggerisce l’accurata calligrafia – il ricettario si colloca in un periodo di grande fermento culturale, in cui la cucina riscopre il proprio ruolo come spazio di convivialità, piacere e condivisione.

Vene t o 2 4 passa al sistema di ultim a gener a zione DAB che permette di as coltare an c h e la ra d io con una qualità audio pe r fe t ta . Ascoltaci in tutto il Veneto in

Nord anche la salvaguardia della memoria culinaria locale, di quel mosaico di sapori, nozioni e ricette che si sono tramandati nei secoli. Così, per celebrare la convivialità e il legame tra passato e presente, il marchio dell’Abete ha deciso recentemente di contributario del XV secolo, conservato seums nel nord dell’Inghilterra e rimasto anonimo ma redatto nuziosamente i profumi e gusti di una città, Padova, incrocio di minanti e contaminate. Un gesto concreto per custodire un’eredità

zione e innovazione convivevano anche a tavola. Ne emerge un affresco ricco e affascinante della cultura alimentare dell’epoca.

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Le ricette raccolte nel manoscritto, diverse tra loro per stile e impostazione, riflettono la vivacità intellettuale della Padova del basso Medioevo, dove tradi-

Per Despar Nord, sostenere questo progetto significa contribuire alla riscoperta delle radici più profonde dell’arte culinaria, nella consapevolezza che ogni ricetta è molto più di una semplice istruzione: è un frammento di storia, una memoria da tramandare, una testimonianza viva di identità.

Un impegno che guarda al passato per dare valore al presente e costruire, giorno dopo giorno, un futuro fatto di qualità, rispetto e appartenenza, difendendo e rispettando quelle tradizioni che da sempre hanno caratterizzato e continueranno a caratterizzare il rinomato patrimonio enogastronomico dei nostri territori.

Tenuta Amadio
prosecco,

Sintoniz zati

chiusure tecniche fanno parte di questa categoria: non si notano finché non funzionano, ma diventano indispensabili quando il comfort viene meno. Zago Alberto opera esattamente in questo spazio, offrendo soluzioni affidabili per abitazioni private, uffi ci e attività commerciali, con un approccio che mette al centro la funzionalità e la durata nel tempo.

L’azienda si è costruita negli anni come punto di riferimento per la vendita, l’assistenza e la riparazione di sistemi di protezione e schermatura.

Un servizio completo, che parte dalla consulenza iniziale e accompagna il cliente fino alla posa in opera. Perché tende, zanzariere, tapparelle o strutture tecniche non sono semplici elementi d’arredo, ma dispositivi che devono lavorare bene ogni giorno, in tutte le stagioni.

protette e fruibili durante tutto l’anno. Anche in questo ambito, la parola chiave resta una: affidabilità.

Uno degli aspetti che caratterizzano il lavoro di Zago Alberto è la continuità dell’assistenza. La manutenzione e la riparazione fanno parte integrante dell’offerta, perché un sistema di schermatura, per funzionare bene nel tempo, ha bisogno di interventi puntuali e competenti. È qui che emerge il valore dell’esperienza tecnica: sapere dove intervenire, come farlo e con quali materiali, evitando soluzioni temporanee che durano una

Ogni intervento è studiato su misura. Non solo nella scelta del prodotto, ma anche nella modalità di installazione e nel supporto successivo. L’obiettivo è risolvere un’esigenza concreta, migliorando l’uso quotidiano degli spazi. Che si tratti di un’abitazione privata, di un uffi cio o di un’attività commerciale, il principio resta lo stesso: offrire soluzioni che funzionano e che continuano a funzionare.

Affidabilità, competenza tecnica e attenzione al cliente sono i valori che guidano il lavoro quotidiano di Zago Alberto. Un’operatività fatta di sopralluoghi, misurazioni precise, installazioni curate e interventi di assistenza puntuali. In un settore dove spesso si dà tutto per scontato, la differenza la fanno proprio questi dettagli.

Proteggere uno spazio signifi ca renderlo più confortevole, più effi ciente,

e strutture in policarbonato. Soluzioni che rispondono alla crescente esigenza di vivere gli spazi esterni in modo continuativo, creando aree

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Alta complessità, innovazione e nuove infrastrutture: il bilancio di fine mandato

Giuseppe Dal Ben chiude il mandato il 28 febbraio 2026, salvo eventuali proroghe tecniche, all’Azienda Ospedale di Padova: investimenti, primati clinici e la sfida di Padova Est

IIl 28 febbraio 2026, salvo eventuali proroghe tecniche, si chiuderà il mandato del Direttore Generale dell’Azienda Ospedale–Università di Padova, una delle realtà sanitarie di riferimento a livello nazionale per l’alta complessità. Sono stati anni segnati da investimenti strutturali, innovazioni cliniche e passaggi decisivi per il futuro, dal Nuovo Ospedale Pediatrico al percorso verso Padova Est – San Lazzaro. Un bilancio che intreccia risultati concreti e visione strategica. L’Azienda Ospedaliera di Padova è un punto di riferimento nazionale per l’alta complessità: che bilancio traccia oggi del percorso compiuto sotto la sua direzione?

Sono stati anni di grande impegno e concentrazione. Il primo ringraziamento va ai medici, agli infermieri e a tutto il personale sanitario per la professionalità dimostrata.

L’ultimo anno ha segnato passaggi concreti, non solo annunci. Nel 2024 abbiamo completato interventi strutturali strategici: l’adeguamento del Pronto Soccorso con la nuova Tac, la risonanza magnetica al Sant’Antonio, i laboratori di citofluorimetria e immunometria al Giustinianeo e l’ammodernamento della Medicina Nucleare. Sono state inaugurate nuove terapie intensive e i laboratori di biologia molecolare, con investimenti complessivi di diversi milioni di euro.

Parallelamente sono in corso opere rilevanti, dalla nuova Anatomia Patologica alla riqualificazione di reparti e laboratori, mentre il 2025 ha segnato un traguardo storico con l’apertura del Nuovo Ospedale Pediatrico del Veneto “Salus Pueri” e il passaggio decisivo della conferenza dei

servizi per il Nuovo Ospedale di Padova Est – San Lazzaro.

Il filo conduttore è stato investire in spazi, tecnologie e organizzazione per sostenere l’alta complessità e rafforzare la rete regionale.

Quali traguardi di eccellenza clinica e scientifica ritiene più significativi raggiunti in questi anni?

L’eccellenza è frutto di un lavoro multidisciplinare che ha rafforzato l’attrattività del centro per pazienti e professionisti da tutta Italia. Nel 2024 sono stati eseguiti 413 trapianti, con 179 interventi in urgenza nazionale. Padova è prima in Italia per trapianti di rene e di polmone e seconda nella classifica complessiva. Tra i risultati più significativi, il primo trapianto di fegato completamente robotico al mondo, con l’organo mantenuto in perfusione durante

l’intervento, e il raggiungimento del 700° trapianto di polmone. Non meno rilevante l’intervento neurochirurgico su un bambino operato da sveglio per una lesione profonda: una procedura rarissima a livello internazionale, che ha permesso di monitorare in tempo reale le funzioni cognitive riducendo al minimo il rischio di deficit permanenti. Risultati che confermano la capacità dell’Azienda di essere polo di innovazione oltre che di assistenza.

La nuova Pediatria rappresenta uno degli interventi più attesi e simbolici: che valore ha per Padova e per il Veneto?

Il Nuovo Ospedale Pediatrico del Veneto “Salus Pueri” è molto più di un edificio: è una scelta strategica. Si sviluppa su 20 mila metri quadrati, con 155 posti letto e sei sale operatorie interamente dedicate,

per un investimento complessivo di 107 milioni di euro.

È oggi il più grande istituto pediatrico del Nord Est: ogni anno registra circa 10 mila ricoveri, 25 mila accessi al Pronto Soccorso e oltre 320 mila visite ambulatoriali. Le camere sono progettate per accogliere anche i caregiver, perché la cura pediatrica coinvolge sempre l’intera famiglia. Rappresenta un presidio di eccellenza per il Veneto e un investimento sul futuro della sanità pediatrica ad alta specializzazione. Come si tiene insieme il ruolo di grande hub ospedaliero, la collaborazione con l’Università e la sostenibilità di un sistema sempre più complesso?

L’integrazione con l’Università è il motore che trasforma ricerca e formazione in qualità delle cure. Il modello dell’Azienda Ospedale–Università integra assistenza,

didattica e innovazione in un unico sistema. Un esempio concreto è la galenica clinica personalizzata: nei reparti pediatrici il 44% dei farmaci è sottoposto a manipolazione per adattare le terapie ai singoli pazienti. Oggi possiamo contare su una tecnologia di stampa 3D, unica in Italia, capace di produrre dosi personalizzate, compresse multistrato e formulazioni su misura. È medicina personalizzata applicata alla pratica clinica quotidiana. Guardando avanti, quale sfida considera prioritaria per mantenere l’Azienda ai vertici della sanità italiana ed europea? La sfida ha un nome preciso: il Nuovo Ospedale di Padova Est – San Lazzaro. Non è solo un ampliamento, ma un cambio di paradigma. Consentirà di superare la frammentazione delle sedi storiche e progettare percorsi di cura costruiti attorno al paziente. La conferenza dei servizi ha segnato un punto di svolta: ora la sfida è trasformare il progetto in cantiere e il cantiere in una struttura operativa capace di rispondere alla crescente domanda di alta complessità, con tecnologie avanzate e modelli organizzativi innovativi. Mantenere la leadership significa avere infrastrutture adeguate alla medicina del futuro. Il bilancio di fine mandato restituisce l’immagine di un’Azienda che ha consolidato il proprio ruolo di hub nazionale dell’alta specializzazione, investendo in infrastrutture, tecnologia e integrazione con l’Università. Dai primati nei trapianti alla nuova Pediatria, fino alla prospettiva di Padova Est, il percorso compiuto traccia una linea chiara: rafforzare l’eccellenza clinica e preparare la sanità padovana alle sfide dei prossimi decenni.

Veneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare anche la radio con una qualità audio per fetta.

Sanità e IA. 244 milioni e più servizi nel piano 2021-2025

ULSS 6 Euganea, Fortuna alla fine del mandato: “Fare memoria per costruire il futuro”

Il direttore generale di Ulss 6 Euganea, in scadenza il 28 febbraio, presenta il Bilancio 2021-2025: 244 milioni di investimenti, crescita dell’attività e una sanità che dialoga con l’AI.

Apochi giorni dalla scadenza del suo mandato, fissata per il 28 febbraio, Paolo Fortuna traccia un bilancio dei cinque anni alla guida dell’ULSS 6 Euganea. Non un consuntivo celebrativo, ma – come lui stesso precisa – un esercizio di responsabilità verso il territorio. “Il bilancio di mandato non nasce per celebrare quello che è stato fatto, ma per fare memoria di cosa è successo”, afferma. “Partire da ciò che è accaduto serve per dare le linee attraverso cui l’azienda dovrà mantenere e sviluppare la sanità nel territorio di Padova”.

65% dei ricoveri per bronchiolite nei neonati grazie alla campagna vaccinale. Ma per Fortuna il risultato più importante non è solo nei numeri. “Questo lavoro non è stato fatto da Paolo Fortuna, ma dall’azienda, dai dipendenti, dai dirigenti. È frutto dei più di 7.000 dipendenti”. E sottolinea: “Il migliore valore aggiunto che ho potuto apprezzare in questi anni è stata l’identità aziendale. Si è partiti da Ulss e oggi c’è un’azienda che si sente azienda, con un forte aumento del senso di appartenenza”.

Sintoniz zati sul

Veneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare anche radio con una qualità audio per fetta.

Il documento ripercorre il quinquennio 2021-2025, anni complessi segnati prima dalla pandemia e poi dalla ripartenza, fino alla piena attuazione degli interventi del PNRR. È una pubblicazione “agile ma densa”, costruita sui dati del controllo di

Un percorso che non è stato privo di difficoltà. “Evolvono i bisogni, evolvono le risposte. Ci sono punti di caduta in un sistema così complesso, ma è importante sottolineare che grazie a tutti ci si rialza”.

Il riferimento va ai momenti più critici del mandato: la campagna vaccinale Covid, con picchi di 13 mila somministrazioni al

gestione e delle principali fonti istituzionali, ma con una caratteristica innovativa. “È un bilancio molto interattivo. Troverete molti QR code attraverso i quali ci si aggancia a un sistema di intelligenza artificiale locale. I dati possono essere letti facendo domande specifiche”. In questo modo il cittadino può “aprire un mondo di analisi e informazioni su quello che è stato fatto”, dialogando direttamente con il documento. I numeri raccontano un’azienda che ha continuato a crescere nonostante le difficoltà. Gli investimenti complessivi hanno raggiunto i 244,5 milioni di euro, in gran parte destinati all’edilizia sanitaria e alle tecnologie. L’attività è aumentata: +20% i ricoveri nel quinquennio, +7% le prestazioni ambulatoriali, +30% la chirurgia programmata. Significativi anche i risultati della prevenzione, come la riduzione del

giorno, e la pronta reazione all’attacco hacker che ha garantito continuità operativa.

Con la fine del mandato alle porte, Fortuna indica anche le direttrici che dovranno guidare il futuro dell’azienda. La prima è etica: “La prossimità e l’accompagnamento della persona fragile devono essere parole chiave. Dobbiamo chiederci quotidianamente se l’accesso è garantito a tutti”. Universalità, equità, trasparenza e sobrietà restano i principi cardine.

La seconda è epidemiologica. Denatalità, invecchiamento e fragilità crescente richiedono nuovi modelli organizzativi. “Internet è spesso corriere di fake news. Dobbiamo contrastare la sanità fai da te con asset comunicativi rapidi e sicuri”.

La terza direttrice è organizzativa. “C’è bisogno di una sanità flessibile, che si reingegnerizzi continuamente”. Case di Comunità, Ospedali di Comunità, telemedicina e

sostegno ai Pronto Soccorso sono le priorità, insieme alla valorizzazione del personale. “La retention e il welfare aziendale sono fondamentali. Trattenere le persone e farle vivere bene nell’ambiente lavorativo è un’azione strategica”. Infine la traiettoria tecnologica. “La rapida evoluzione tecnologica, dalla robotica alla telemedicina, sarà un supporto fondamentale, sempre nel rispetto della sicurezza dei dati”. Anche l’intelligenza artificiale, precisa, “deve essere sicura e il medico deve rimanere l’ultimo a decidere”, pur potendo contribuire a snellire i processi amministrativi. Alla vigilia della conclusione del suo incarico, il direttore generale consegna così un bilancio che è anche un passaggio di testimone. “Non è la fine di un percorso, ma l’inizio di una nuova fase. Dai bisogni che continueranno ad evolvere dovrà nascere una sanità moderna, resiliente e sempre più vicina alle persone”.

Territorio. Concluso il maxi trasloco nel nuovo polo pediatrico da 107 milioni di euro

Salus Pueri: nuovo ospedale pediatrico del Veneto operativo

Il trasferimento è iniziato alle 7.50, con il primo paziente accolto in Terapia intensiva pediatrica. Si è concluso poco dopo mezzogiorno, alle 12, con l’ingresso dell’ultimo bambino in Nefrologia pediatrica. In mezzo, una mattinata scandita da tempi precisi, percorsi dedicati e un’organizzazione chirurgica: 61 bambini e ragazzi, dai 30 giorni ai 17 anni, sono stati trasferiti senza criticità nel nuovo Ospedale Pediatrico del Veneto Salus Pueri, ora pienamente operativo.

Un passaggio simbolico e concreto insieme, che segna l’avvio definitivo della nuova struttura nata per rispondere a un’esigenza ormai non più rinviabile: dotare il Veneto di un ospedale pediatrico più ampio e moderno, capace di razionalizzare i percorsi assistenziali e di concentrare in un unico luogo l’attività intensiva e chirurgica.

Il nuovo edificio sorge nel cuore dell’area est del complesso ospedaliero a padiglioni, in posizione baricentrica e con collegamenti diretti agli spazi destinati all’attività ostetrico-ginecologica. Si sviluppa su otto piani, là dove un tempo trovava posto la Pneumologia, e dispone di 155 posti letto distribuiti su una superficie complessiva di 20 mila metri quadrati. Al settimo piano sono collocate sei sale operatorie, mentre ogni stanza è stata progettata prevedendo spazi adeguati anche per i caregiver, a conferma di un modello di cura che tiene insieme assistenza sanitaria e dimensione familiare.

L’investimento complessivo ammonta a 107 milioni di euro: 92 milioni per la realizzazione del fabbricato e 15 milioni per le attrezzature sanitarie, di cui un milione finanziato con fondi PNRR. Numeri che raccontano anche la portata del cantiere: 1.570 maestranze coinvolte, 157 imprese al lavoro, nove ascensori, 1.860 metri quadrati di facciate vetrate e 5.400 di superfici opache, oltre a 1.141 porte interne, 241 serramenti in facciata, 2.000 lampade a led e 24 unità per il trattamento dell’aria. Il nuovo ospedale ospita 26 unità operative e

si inserisce all’interno di un sistema che fa della Pediatria di Padova il più grande istituto dedicato alla cura del bambino nel Nord Est. Ogni anno vengono mediamente ricoverati 10 mila piccoli pazienti, con 25 mila accessi al pronto soccorso e circa 320 mila visite ambulatoriali. Nei dodici mesi nascono in media 2.800 bambini. Con l’apertura di Salus Pueri, questa mole di attività trova ora spazi e tecnologie pensati per affrontare le sfide della pediatria dei prossimi decenni.

Cardio50: in 80 giorni oltre 300 cinquantenni sottoposti a screening cardiovascolare

Parte con numeri significativi la nuova stagione di Cardio50, il programma di screening cardiovascolare gratuito promosso dall’ULSS 6 Euganea per le persone che compiono 50 anni. Nei primi 80 giorni, oltre 300 cittadini hanno già effettuato la visita e altrettanti sono in lista per partecipare.

Lo screening, pensato per individuare precocemente fattori di rischio come pressione alta, colesterolo o glicemia fuori norma, ha permesso di scoprire valori anomali nel 38% dei partecipanti. Altri invece, pur avendo parametri nella norma, presentano comportamenti a rischio – fumo, consumo eccessivo di alcol, sedentarietà o alimentazione non equilibrata – sui quali hanno ricevuto consigli personalizzati e indicazioni per accedere a visite nutrizionali, attività motoria o programmi di disassuefazione da fumo e alcol.

«L’obiettivo è prevenire le malattie cardiovascolari agendo tempestivamente sui fattori di rischio, sia clinici sia comportamentali – spiega l’ULSS 6 -. Chi partecipa verrà richiamato per un follow-up a distanza di almeno sei mesi per valutare l’efficacia delle azioni intraprese».

Le visite si svolgono in diversi ambulatori dell’ULSS, a Padova centro, Camposampiero, Monselice e presso il complesso Ai Colli, e coinvolgono circa 30 operatori sanitari formati. Ogni appuntamento prevede la rilevazione di peso, altezza, girovita, pressione arteriosa, glicemia e colesterolo tramite goccia di sangue, oltre a un colloquio per analizzare abitudini e stili di vita.

Eccellenza. Successo per l’équipe

Prima in Italia: EXIT to ECMO salva una neonata rimuovendo una massa polmonare fetale da 14 cm

Un caso storico all’Azienda Ospedale Università Padova: EXIT combinata a ECMO e intervento chirurgico neonatale hanno permesso di rimuovere una massa polmonare fetale, garantendo ossigenazione e stabilità alla neonata subito dopo il parto

Per la prima volta in Italia una rara malformazione polmonare fetale, associata a idrope, è stata trattata con una nascita programmata mediante procedura EXIT to ECMO e con un successivo intervento chirurgico neonatale. Protagonista una bambina, operata subito dopo il parto, alla quale è stata asportata una massa polmonare benigna che, se non rimossa, avrebbe compromesso lo sviluppo degli alveoli e la futura capacità respiratoria. Il parto è avvenuto con taglio cesareo attraverso la procedura EXIT (Ex Utero Intrapartum Treatment), una tecnica che consente di mantenere il feto parzialmente in utero, ancora collegato alla placenta, garantendo l’ossigenazione durante le fasi più critiche della nascita. In questo caso all’EXIT è stata associata

l’ECMO, la macchina cuore-polmone che sostituisce temporaneamente la funzione cardiaca e respiratoria. Una combinazione decisiva per assicurare la stabilità della neonata subito dopo il parto. Una volta avviato correttamente il supporto ECMO, la bambina è stata estratta completamente, il cordone ombelicale clampato e la paziente trasferita in una sala operatoria adiacente. Qui è stata sottoposta a una toracotomia neonatale con l’asportazione della massa polmonare, di circa 14 centimetri. Il decorso post-operatorio è stato favorevole: la piccola è stata dimessa dopo 30 giorni di degenza, con un follow up ambulatoriale programmato. La gestione del caso ha richiesto una complessa e stretta collaborazione multidisciplinare. Sono state coinvolte le unità operative di Ostetricia e Ginecologia, Cardiochirurgia pediatrica, Chirurgia pediatrica, Otorinolaringoiatria, Rianimazione e Anestesia, Neonatologia. Tra i professionisti impegnati figurano la dottoressa Paola Veronese, il dottor Cesare Cutrone, il professor Vladimiro Vida, la professoressa Patrizia

Dall’Igna e il professor Francesco Leon Fascetti.

Si tratta del primo caso in Italia di EXIT to ECMO per una massa polmonare fetale e rappresenta un modello di eccellenza nella gestione delle patologie fetali complesse. Un risultato che apre nuove prospettive per la medicina fetale e conferma il ruolo di riferimento dell’Azienda Ospedale Università Padova nello sviluppo di interventi salvavita sempre più precoci e innovativi, già durante la vita intrauterina.

Rivoluzione nella chirurgia: primo trapianto di fegato robotico

All’Azienda Ospedale-Università di Padova è stato eseguito un trapianto di fegato completamente robotico, sulla scorta dell’esperienza maturata a Modena qualche tempo fa. Nel capoluogo veneto, tuttavia, per la prima volta al mondo l’équipe guidata dal professor Umberto Cillo, direttore della Chirurgia epatobiliopancreatica e dei Trapianti di fegato, ha impiantato il nuovo fegato mantenendolo costantemente protetto da una macchina di perfusione durante l’intera fase di inserimento. L’impiego della piattaforma robotica ha consentito di operare attraverso piccole incisioni cutanee, evitando la chirurgia a cielo aperto; parallelamente, l’uso delle sofisticate tecnologie di perfusione ha garantito la vitalità dell’organo espiantato, ottimizzandone i parametri funzionali prima e durante l’impianto. La sfida, di altissima complessità, è stata portare a termine un trapianto epatico in regime di mininvasività, preservando il fegato in ogni passag-

gio dell’intervento. Un lavoro di precisione estrema, paragonabile a costruire l’Amerigo Vespucci dentro una bottiglia di vetro intervenendo solo dal collo, curando ogni minimo dettaglio con in gioco la vita dei pazienti. La chirurgia italiana, almeno nei centri di massima specializzazione, segna così il compimento del percorso che ha condotto dalla chirurgia aperta, cruenta e macroinvasiva, alle tecniche mininvasive, raggiungendo la vetta più impegnativa rappresentata dal trapianto di fegato. Per i malati, i potenziali benefici sono molteplici: riduzione della permanenza in terapia intensiva e della degenza in reparto, dolore post-operatorio più breve e meglio controllato, minore rischio di complicanze di parete e di infezioni, oltre a un esito estetico più favorevole. Padova si conferma anche quest’anno primo centro italiano per numero di trapianti di fegato e per la presa in carico delle persone affette da tumore epatico. (s.b.)

Veneto2 4 passa al sistema

Sintoniz zati

Docce termali

Bagni termali con ozono

Ingressi giornalieri alla Spa (lun-ven) Cura Inalatoria: 7 su 7 anche pomeridiano (solo ticket ASL)

Ingresso giornaliero feriale dalle 9:00 alle 19:00 1 cura inalatoria SPA TIME & MERENDA

Merenda con cioccolata calda o tisana e biscotti fragranti

Ingresso serale dalle 19:30 alle 23:00 (nelle date indicate) Rilassamento iniziale Sauna ritualizzata Racconto sonoro sensoriale Buffet Tisana rilassante

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