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laPiazza delle Terme - Aprile 26

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Blitz all’ex Hotel

Caesar a Montegrotto

Terme: cinque denunciati

delle Terme Euganee

Trasporto pubblico e biglietto unico, l’assessore Ruzza traccia il percorso

Nuova governance all’Uls 6 e Azienda Ospedale: Fortuna sceglie i direttori

PARADOSSO VENETO, TRA LAVORO POVERO

Il Veneto sta attraversando una stagione di pragmatismo politico che sembra voler mandare in so itta decenni di veti incrociati e dossier impolverati. Se fino a poco tempo fa parlare di gestione autonoma delle autostrade o del completamento della Valdastico Nord appariva come un esercizio di retorica elettorale destinato a scontrarsi con il muro della burocrazia romana o delle resistenze locali, oggi lo scenario è radicalmente mutato. Il cambio di passo impresso da Alberto Stefani, in stretta sinergia con il Ministero delle Infrastrutture guidato da Matteo Salvini, ha trasformato queste “eterne incompiute” in obiettivi a portata di mano, delineando un modello di governance territoriale che fa della concretezza la sua cifra distintiva. Il caso della holding autostradale regionale è emblematico. Per anni il controllo delle tratte strategiche, a partire dalla BresciaPadova, è rimasto sospeso in un limbo di concessioni in scadenza e rimpalli normativi. Lo sblocco arrivato negli ultimi giorni rappresenta una discontinuità netta rispetto al passato: l’idea di una società “in house” controllata dalla Regione non è più un’ipotesi di scuola, ma un progetto operativo che ha incassato il via libera politico di via Nomentana.

E VERTENZE APERTE

MA E’ BATTAGLIA SULLA DIGNITÀ

LE SFIDE

CASE ALLE TERME: BOOM A MONTEGROTTO, ABANO RESTA PIÙ STABILE

GENERAZIONE VENETO, OLTRE I MITI DEL LAVORO

l mercato del lavoro veneto di questa prima parte del 2026 ci consegna una fotografia in chiaroscuro. Se da un lato la dinamica delle assunzioni resta in terreno positivo non possiamo ignorare il segnale di un rallentamento: il bilancio del primo bimestre (+7.200 unità) è sensibilmente inferiore a quello dell’anno precedente. Siamo di fronte a una fase di “mantenimento della base occupazionale” , dove la crescita è frenata da un’intensificazione delle cessazioni, in particolare per i contratti a termine.

segue a pag. 3

Dalla Valdastico alla Holding
servizi alle pag. 4 - 5
servizio a pag.

per evitare che controllati, attraverso botteghe dell’usato sul

Presso i Centri del riuso saranno presenti operatori formati la commerciabilità e le possibilità di riutilizzo dei

è un progetto ETRA S.p.A. Società benefit Consiglio di Bacino Brenta per i , per ridurre la produzione di rifiuti e per prolungare la vita

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CONCLUSI I LAVORI DI RIQUALIFICAZIONE DI VIA FLAVIA

Sono terminati i lavori di riqualificazione di via Flavia, primo intervento operativo del piano di riorganizzazione della circolazione nel centro di Montegrotto Terme, collegato anche alla pedonalizzazione di viale Stazione. L’intervento ha previsto la trasformazione del doppio senso di marcia in senso unico, in entrata da via Romana fino all’incrocio con via Spinelli, e la realizzazione di nuovi stalli di sosta con segnaletica aggiornata, sia verticale che orizzontale, per migliorare la gestione dei parcheggi, anche nella giornata di mercato del giovedì. Il cuore dell’operazione ha riguardato la messa in sicurezza della strada e dei percorsi pedonali. Nei tratti ammalorati la pavimentazione è stata rifatta con fresatura e nuova stesa di conglomerato bituminoso, mentre i marciapiedi sono stati riqualificati: eliminazione delle disconnessioni, rifacimento delle pavimentazioni e adeguamento delle quote per abbattere le barriere architettoniche e garantire l’accessibilità. “L’obiettivo principale è garantire la sicurezza del percorso pedonale degli alunni verso la Scuola Vivaldi – spiega l’assessore ai Lavori Pubblici Duilio Fasolato –. Il nuovo assetto riduce le interferenze tra veicoli, pedoni e ciclisti nelle fasce orarie più critiche, evitando che le auto escano direttamente sulla Strada Romana”. Via Flavia rappresenta il primo passo di un piano più ampio che mira a distribuire il tra ico in modo equilibrato nel centro cittadino. Nelle prossime settimane è previsto l’allargamento del doppio senso di marcia in via Petrarca nel tratto che costeggia il parco giochi, o rendo ai residenti della Vallona un collegamento più diretto con il centro. Inoltre, la rotatoria tra via Aureliana e via Plinia verrà modificata per ottimizzare il transito del trasporto pubblico, con il percorso dei bus spostato da via Claudiana a via Aureliana, dove il Comune ha richiesto a Busitalia l’installazione di una nuova fermata. L’intervento conferma l’impegno dell’Amministrazione comunale nel migliorare sicurezza, accessibilità e vivibilità del centro cittadino, mettendo al centro pedoni, studenti e residenti, e ponendo le basi per una mobilità più ordinata e funzionale.

• Federico Franchin

Senso unico e percorsi più sicuri per pedoni e studenti

GENERAZIONE VENETO, OLTRE I MITI DEL LAVORO

In questo scenario, dominato da incertezza economica e di icoltà nel reperimento di manodopera in un contesto demografico sfavorevole, emerge con forza la questione giovanile. La ricerca Iusve-Veneto Lavoro presentata agli inizi di aprile ci svela un mondo che sfida i luoghi comuni. I nostri giovani non sono spettatori passivi: quasi uno su due (47,5%) è pronto a cercare un nuovo lavoro se quello attuale compromette il proprio benessere, anche a costo dell’instabilità. Non è un segnale di fragilità, ma di una maturata proattività e di una nuova scala di valori. Tuttavia, i punti di debolezza restano nodi strutturali che non possiamo più eludere.

La “questione salariale” è la preoccupazione principale per il 65% degli intervistati, seguita dalla precarietà contrattuale (29,4%). I dati confermano che l’ingresso nel mercato avviene ancora prevalentemente con contratti a termine, spesso nel settore dei servizi e del turismo, e con un ricorso frequente al part-time (quasi uno su tre). È un paradosso: chiediamo competenze e “consapevolezza delle proprie

Terme Euganee

capacità”, ma o riamo percorsi che faticano a garantire quella stabilità (richiesta dal 51,1% dei giovani) necessaria per costruire un futuro.

Eppure, tra le pieghe di questi dati, si scorgono segnali che fanno ben sperare. C’è una rinnovata voglia di “squadra”: il 67,5% dei giovani desidera collaborare e aiutarsi tra colleghi, ripudiando la competizione esasperata. Questa spinta alla cooperazione e al dialogo costruttivo con le figure senior è un patrimonio sociale immenso.

Il Veneto del 2026 si trova a un bivio: per trasformare il “rallentamento” in una nuova opportunità occorre rispondere con politiche coraggiose alla domanda di reddito e stabilità dei giovani. Investire su di loro non è solo un atto di giustizia, ma l’unica strategia per garantire la tenuta di un sistema produttivo che, pur tra mille fatiche, continua a generare valore. Infine non può essere ignorato il tema del “lavoro povero”, che investe giovani e meno giovani: il Veneto non ne è immune, anzi, so re di queste disparità evidenti che vanno sradicate.

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Segue da pag. 1 FACCIAMO
• Nicola Stievano

PREMI DI PRODUTTIVITÀ E DETASSAZIONE, BOCCATA D’OSSIGENO IN UN SETTORE FRAGILE

Un accordo tecnico, necessario per dare applicazione alle novità fiscali della Legge di Bilancio 2026, siglato di recente, coinvolge le migliaia di addetti di un settore chiave dell’are termale e non solo. L’intesa riguarda la detassazione dei premi di produttività per i lavoratori del comparto turistico e termale, un bacino che nell’area di Abano, Montegrotto e della città del Santo rappresenta migliaia di addetti. L’accordo porta le firme delle organizzazioni datoriali — Federalberghi Terme, Padova Hotels, Appe, Fiavet e Faita — e delle sigle sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil. Il cuore del provvedimento è la riduzione drastica del prelievo fiscale sui premi di produzione: l’imposta agevolata scende infatti all’1%, applicabile su una soglia massima di 5mila euro. In assenza di questo accordo territoriale, tali somme verrebbero tassate con le aliquote ordinarie Irpef, partendo da un minimo del 23%. Si tratta, sulla carta, di un vantaggio tangibile per il reddito netto dei dipendenti, oltre che di un’opzione per le imprese che intendono puntare sul welfare aziendale come alternativa al premio in denaro. Tuttavia, il traguardo raggiunto non deve far di-

menticare la complessità di un settore che, pur essendo strategico per il territorio, rimane segnato da profonde incertezze. Dietro la possibilità di ricevere un premio detassato, molti lavoratori del turismo continuano a scontrarsi con una realtà fatta di contratti frammentati, part-time involontari e la ciclicità delle stagioni termali. Per molti addetti, specialmente nel bacino euganeo, i periodi di cassa integrazione o di sospensione dell’attività rimangono un’incognita costante, rendendo di icile la pianificazione economica familiare a lungo termine. In questo contesto, l’agevolazione fiscale appare come una misura utile ma non risolutiva per le criticità strutturali del comparto.

Secondo Marco Gottardo, Direttore di Federalberghi Abano Montegrotto, l’intesa è un passo verso nuovi modelli organizzativi: “Siamo arrivati in tempi brevi a questo traguardo che incentiva la partecipazione dei lavoratori ai risultati dell’impresa e sostiene la conciliazione dei tempi vita-lavoro”. Anche Otello Vendramin, direttore generale di Confcommercio Padova, sottolinea come l’accordo completi la copertura contrattuale per il terziario di mercato, ribadendo la validità del confronto costante negli enti bilaterali.

Resta però aperta la sfida della reale applicabilità di questi premi, osservano gli addetti ai lavori che si occupano dell’impiego nel turismo termale. In un settore che fatica a trovare personale e dove l’erosione salariale legata all’inflazione si è fatta sentire pesantemente, il welfare e la detassazione

sono strumenti che funzionano solo se inseriti in una cornice di stabilità occupazionale. L’accordo è dunque uno strumento in più, ma la partita per la dignità del lavoro nel turismo si gioca soprattutto sulla continuità dei contratti e sulla capacità di garantire stabilità oltre l’emergenza e la stagionalità.

Oltre seimila gli addetti delle Terme Euganee, pesa il ricambio generazionale

E’ la complessa la fotografia della situazione occupazionale nel bacino termale Euganeo per il 2026: il settore tiene, ma nel contempo mostra i segni di un rallentamento strutturale. Nel distretto di Abano e Montegrotto, il comparto conta circa 6.000 addetti impegnati nei diversi servizi legati al turismo.

Alle Terme Euganee il 2025 si è chiuso con un leggero incremento delle presenze (+0,8%) e degli arrivi (+3,2%), segnale di una ripresa graduale dopo la fase pandemica, ma ancora distante dai livelli record del 2019. Questo andamento ha contribuito a mantenere stabile

l’occupazione, evitando contrazioni significative. Accanto alla stabilità numerica, emergono però criticità. Il settore so re una carenza di personale stimata in alcune centinaia di unità, con di icoltà soprattutto nel reperire figure qualificate per l’accoglienza e i servizi alberghieri. Nell’area termale la componente femminile resta la colonna portante degli hotel, con un lieve incremento delle assunzioni (+3%), ma persiste un’alta incidenza del part-time, che riguarda il 45% delle lavoratrici. Il dato più critico riguarda l’età: gli analisti registrano una diminuzione della fascia cen-

trale dei lavoratori (30-54 anni), compensata dall’aumento dei lavoratori over 55, spinto dall’invecchiamento demografico. Il lavoro nel bacino euganeo appare solido ma “anziano”, con una cronica fatica nel garantire il ricambio generazionale. La di icoltà nel far incontrare le necessità delle aziende con la disponibilità di nuove leve, unita alla frammentarietà dei contratti, alla riduzione della durata media dei soggiorni e alla crescente richiesta di servizi legati al benessere stanno modificando l’organizzazione del lavoro, rendendolo più flessibile ma anche più problematico.

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Emergenza lavoro/2. L’analisi del ruolo chiave ma senza regole nazionali chiare

PROFESSIONE ACCOMPAGNATORE TURISTICO

NELL’AREA TERMALE, BATTAGLIA PER LA DIGNITÀ

Nel cuore pulsante del turismo veneto la figura dell’accompagnatore turistico non è solo un supporto logistico, ma l’anello di congiunzione tra le eccellenze del Bacino Termale Euganeo e i visitatori internazionali. Eppure, proprio ad Abano e Montegrotto, dove l’ospitalità è un’industria complessa, questa professione che coinvolge centinaia di professionisti vive un paradosso: è fondamentale per la gestione dei flussi, ma è ancora priva di una cornice normativa nazionale che ne riconosca pienamente il valore e le tutele. A lanciare l’allarme è Paola Moressa, presidente di Federagit (Confesercenti del Veneto Centrale). La richiesta è netta: una

disciplina chiara che distingua l’accompagnatore dalla guida turistica, evitando sovrapposizioni e, soprattutto, il rischio di una “liberalizzazione indiscriminata”.

“Senza regole — avverte Moressa — si rischia di creare professionisti di serie

A e di serie B, alimentando una concorrenza sleale che finisce per abbassare la qualità dell’o erta. Si tratta di una professione che comporta responsabilità rilevanti: dal coordinamento dei servizi all’assistenza continua ai gruppi, fino alla gestione di eventuali criticità o emergenze e ai rapporti con operatori turistici, istituzioni e territori”.

Tuttavia, la battaglia per la “qualità” deve fare i conti con una realtà lavorativa

Trasporto pubblico, Adl Cobas: “Agli autisti arrivano solo briciole”

Se il trasporto pubblico tiene in vita insieme al pendolarismo anche il turismo e nel Bacino Termale, fra i lavoratori circola una certa insoddisfazione. Il recente rinnovo del contratto aziendale di Busitalia è stato accolto dalle critiche dell’Adl Cobas Padova, che bolla l’accordo come poco rispettoso della dignità dei lavoratori. In un territorio dove le linee di collegamento con Padova e le Terme Euganee sono fra le più frequentate, il sindacato di base contesta cifre giudicate irrisorie a fronte di un’inflazione che ha toccato il 17%. «Ci ritroviamo con un contratto che distribuisce briciole», denunciano i rappresentanti sindacali. Gli aumenti messi sul piatto — come l’euro in più per i buoni pasto dal 2026 o i 5 euro mensili per alcune indennità — sono considerati del tutto insu icienti a recuperare il potere d’acquisto perduto. Un punto particolarmente sensibile riguarda gli autosnodati da 18 metri, spesso impiegati nelle ore di punta. Adl Cobas lamenta il mancato riconoscimento dell’indennità per i mezzi lunghi: “Guidare un autobus normale non è come gestire un autosnodato, ma si continuano a ignorare di erenze che penalizzano soprattutto i lavoratori con

spesso precaria. Sebbene gli accordi recenti sulla detassazione dei premi di produttività o rano un segnale di dialogo, la quotidianità degli addetti al turismo euganeo è frequentemente segnata da contratti frammentati, part-time involontari e una stagionalità che non perdona. Molti professionisti, inclusi gli accompagnatori, convivono con lunghi periodi di cassa integrazione e incertezze contrattuali che rendono di icile considerare il comparto come un approdo sicuro.

Per Abano e Montegrotto, il rischio concreto è la perdita di competenze: se non si garantisce dignità e certezza normativa, i professionisti qualificati cercheranno fortuna in altri settori. I compiti dell’accompagnatore richiedono una formazione che non può essere svenduta in nome della deregolamentazione. La sfida per il distretto termale non è solo attrarre nuovi flussi, ma tutelare chi li gestisce sul campo. Serve un sistema equo e trasparente che riconosca il valore di chi ha investito in abilitazioni, trasformando il lavoro nel turismo da un’occupazione legata all’incertezza a una professione solida, protetta da regole nazionali e da una stabilità economica che, per ora, resta un traguardo ancora lontano.

• (N.S.)

poca anzianità”.

Il paradosso, secondo il sindacato, è che le risorse ci sarebbero: la Regione ha infatti erogato un anticipo del Fondo Nazionale Trasporti per Padova di oltre 15,7 milioni di euro. “L’azienda non può più dire di essere in attesa di riscontri economici”, incalzano da Adl Cobas. Mentre la parte normativa dell’accordo resta un’incognita, il clima tra gli autoferrotranvieri resta teso: senza una vera rivalutazione salariale, il rischio è che il servizio continui a poggiare su stipendi ritenuti inadeguati per l’impegno richiesto.

E’ una professione che comporta responsabilità rilevanti: dal coordinamento dei servizi all’assistenza continua ai gruppi, fino alla gestione di eventuali criticità o emergenze e ai rapporti con operatori turistici, istituzioni e territori

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Sociale. Convenzioni con Assi e Assiscout per la sicurezza delle manifestazioni

RAFFORZATA LA COLLABORAZIONE CON LE ASSOCIAZIONI LOCALI PER EVENTI E TERRITORIO

L’Amministrazione Comunale di Abano Terme ha fatto un passo importante nel consolidare il rapporto con il volontariato cittadino, approvando le convenzioni con l’Associazione Solidale Sottu iciali Italiani (ASSI) e con l’ASSISCOUT – Associazione Indipendente Scout – Gruppo 1 Abano Terme APS. Si tratta di accordi che rafforzano collaborazioni già attive negli anni precedenti e mirano a sostenere la comunità in maniera concreta, valorizzando la partecipazione civica e la coesione sociale. Le convenzioni prevedono il coinvolgimento volontario e gratuito delle due associazioni in una molteplicità di attività di interesse pubblico. I volontari saranno presenti in occasione di manifestazioni comunali, eventi culturali, sportivi e sociali, nonché in iniziative istituzionali o patrocinate dal Comune. In questo modo, a iancheranno il Corpo di Polizia Locale contribuendo alla sicurezza e al buon svolgimento degli appuntamenti

pubblici. Tra gli eventi che potranno beneficiare del supporto di ASSI e ASSISCOUT figurano manifestazioni molto partecipate come l’Abano Street Carnival, la Family Run, la Padova Marathon, la Minimarcia, concerti in Piazza Repubblica e iniziative dedicate ai più giovani. Non mancherà la partecipazione a celebrazioni civili e ricorrenze istituzionali, tra cui la Festa della Repubblica e la Giornata della Memoria. Oltre al supporto agli eventi, le convenzioni ampliano i servizi o erti alla comunità. ASSI continuerà a garantire attività di assistenza e orientamento nelle pratiche burocratiche e fiscali, in raccordo con i Servizi Sociali del territorio, estendendo alcune prestazioni anche ai cittadini in condizioni di bisogno. L’associazione opererà presso la sede comunale di via Diaz, concessa in uso gratuito. ASSISCOUT sarà invece coinvolta in attività di tutela ambientale, tra cui la pulizia del territorio durante le giornate

ecologiche e il monitoraggio periodico delle aree verdi, con particolare attenzione al Parco Chico Mendez. L’Amministrazione comunale ha inoltre previsto un contributo economico destinato a coprire l’assicurazione dei volontari e all’acquisto di attrezzature e vestiario necessari per le attività.

“Queste convenzioni rappresentano un esempio concreto di collaborazione tra istituzioni e volontariato – spiega

il sindaco Federico Barbierato – e consentono di rafforzare i servizi, migliorare il supporto agli eventi, promuovere la cura del territorio e consolidare il tessuto sociale della nostra comunità grazie all’impegno delle associazioni.”

Con questi accordi, il Comune conferma la propria volontà di investire nelle reti di solidarietà locali, sostenendo tutte le realtà associative che, con spirito

IL CONSIGLIO COMUNALE VARA “UN’ESTATE LEGGENDARIA”

Il Comune di Abano Terme lancia “Un’estate leggenda ria”, un nuovo progetto pensato per aiutare bambini e ragazzi a non perdere l’abitudine allo studio durante l’estate. Quando finiscono le scuole, infatti, molti giovani rischiano di dimenticare parte di ciò che hanno imparato durante l’anno, è il cosiddetto “calo estivo delle competenze”. Per contrastare questo fenomeno, il Comune ha deciso di puntare sulla lettura, coinvolgendo le biblioteche del territorio. Il progetto è finanziato con 70.000 euro dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, e vede Abano Terme come Comune capofila. In totale saranno coinvolte dieci biblioteche, e le attività si

•Installazione

Ventilazione meccanica

Installazione prodotti delle migliori marche

svolgeranno dal 15 giugno al 30 settembre 2026. L’obiettivo è semplice, far leggere di più bambini e ragazzi tra i 5 e i 16 anni. In particolare si punta ad aumentare il numero di giovani che prendono libri in prestito e il totale dei prestiti rispetto allo scorso anno. Il funzionamento è facile e divertente. Ogni partecipante sarà invitato a leggere almeno sei libri durante l’estate. Per ogni libro preso in prestito riceverà uno sticker da applicare su una scheda personale, così da seguire i propri progressi. Sarà inoltre disponibile un sito dedicato per monitorare la sfida anche online. Oltre alla lettura, sono previste tante attività per coinvolgere i ragazzi, feste di lancio nelle biblioteche e iniziative all’aperto

•Sostituzioni caldaie Ristrutturazione Bagno

in parchi, piscine e centri estivi, con l’obiettivo di raggiungere anche chi di solito non frequenta la biblioteca. A fine settembre si terranno feste conclusive con la consegna di attestati e piccoli premi per i partecipanti che avranno completato la sfida. “Vogliamo dare una risposta concreta al problema del calo estivo delle competenze”, spiega l’assessore alla cultura Michela Allocca, “con un progetto che unisce lettura, inclusione e partecipazione. Le biblioteche possono diventare luoghi vivi, dove i ragazzi crescono, si incontrano e imparano anche fuori dalla scuola”.

• (F.F.)

di servizio e senso civico, contribuiscono quotidianamente al benessere della città. La partnership con ASSI e ASSISCOUT diventa così un modello di collaborazione capace di generare valore sociale e ra orzare la comunità in maniera concreta, coinvolgendo cittadini di ogni età e promuovendo un impegno condiviso per il territorio.

• Federico Franchin

Preventivi gratuiti

Michela Allocca, Assessore alla cultura
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Città di Abano Terme

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ABANO TERME

Il progetto. Collaborazione per recuperare l’ex Hotel Salvagnini, ripensare Piazza Caduti e coinvolgere la comunità

La città rilancia la rigenerazione urbana con l’Università di Padova

Abano Terme guarda avanti e rilancia la propria visione di città con un progetto che punta a cambiare volto ad alcune delle aree più delicate del territorio. L’amministrazione comunale ha infatti avviato una nuova collaborazione con l’Università degli Studi di Padova per sviluppare e ampliare il Masterplan “Abano Civitas”, uno strumento che punta a ridisegnare in modo organico il futuro urbano. L’obiettivo è chiaro, non intervenire solo su singoli punti, ma costruire una visione complessiva capace di mettere in relazione spazi, servizi e funzioni. Al centro dell’attenzione c’è l’area di Piazza Caduti, considerata strategica per la vita cittadina, insieme a tutto il sistema urbano che la circonda. Uno dei temi più sentiti riguarda l’ex Hotel Salvagnini, da anni simbolo di una ferita aperta per la città. Si tratta di uno spazio importante, rimasto inutilizzato troppo a lungo, che ora torna al centro del dibattito con l’obiettivo di trovare una soluzione concreta. L’idea è quella di recuperare e valorizzare l’esistente, evitando nuovo consumo di suolo e puntando su qualità e funzionalità. A seguire il progetto dal punto di vista scientifico sarà il professor Edoardo Narne, professionista di rilievo nel campo dell’architettura e dell’urbanistica, con esperienze anche al fianco di Renzo Piano. Una figura che rappresenta una garanzia sotto il profilo della competenza e della visione. Il lavoro si svilupperà nei prossimi mesi e porterà alla definizione di proposte concrete, pensate per essere realizzabili e sostenibili. Ma non sarà un percorso chiuso negli u ici: l’amministrazione vuole coinvolgere cittadini, attività economiche e tutti coloro che vivono e frequentano queste aree, per costruire soluzioni davvero utili e condivise.

Questo nuovo passo si inserisce in un percorso più ampio già avviato negli ultimi anni, con interventi mirati a migliorare la qualità degli spazi pubblici e a rendere il centro cittadino sempre più accogliente e funzionale. La collaborazione con l’università conferma inoltre un rapporto già consolidato, che in passato ha portato risultati importanti.

“Trasformare un problema storico in un’opportunità per tutta la città”, ha dichiarato il sindaco Federico Barbierato, sintetizzando lo spirito

dell’iniziativa. L’idea è quella di non limitarsi a gestire le criticità, ma di utilizzarle come punto di partenza per costruire nuove opportunità di sviluppo. Abano Terme sceglie così di investire su competenze di alto livello e su una pianificazione attenta, con l’obiettivo di crescere in modo equilibrato e sostenibile. Un percorso che guarda al futuro della città, cercando di coniugare innovazione, qualità urbana e attenzione ai bisogni di chi la vive ogni giorno.

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Puoi scriverci all'indirizzo spipadova@gmail.com oppure venirci a trovare nelle nostre sedi: Abano Terme, Via Appia Monterosso, 50; dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.00 - dalle 15.00 alle 18.00 Sarmeola di Rubano, Via della Provvidenza 1/B; dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.00 - martedì e mercoledì dalle 15.00 alle 18.30 Salvazzano Dentro, Via Roma, 45; dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 12.00 - lun. mar. merc. dalle 15.00 alle 18.00

’Amministrazione comunale di Abano Terme conferma il proprio impegno concreto per rendere operativo il nuovo Polo per l’Infanzia nell’area dell’ex caserma Primo Roc. Nella seduta del 30 marzo 2026 il Consiglio comunale ha approvato una variazione di bilancio che destina 320.000 euro al completamento del nuovo asilo nido di Giarre, parte integrante del Polo. Una parte consistente di queste risorse, pari a 276.000 euro, sarà coperta da un contributo ottenuto presso il Ministero dell’Istruzione, a testimonianza del riconoscimento a livello nazionale dell’importanza del progetto. Il restante importo sarà coperto da fondi comunali, garantendo così continuità e sicurezza finanziaria per la realizzazione del servizio. Il finanziamento servirà a completare gli arredi interni ed esterni, dai mobili ai giochi, dalle attrezzature didattiche fino alle dotazioni per la cucina, elementi fondamentali per garantire un servizio educativo completo, sicuro e di qualità. Questa scelta consente di rispettare i tempi previsti per l’apertura, prevista entro il mese di settembre, pur in attesa della definizione definitiva del contributo PON dedicato agli arredi. L’operazione evidenzia la volontà del Comune di non lasciare incertezza sul cronoprogramma e di assicurare che la struttura possa essere pienamente operativa già dai primi mesi di attività. L’investimento, oltre a garantire la funzionalità della struttura, è anche un chiaro segnale della volontà di potenziare l’o erta educativa cittadina con strumenti moderni e adeguati ai bisogni contemporanei. Grazie a questa manovra finanziaria, il Polo per l’Infanzia potrà o rire un ambiente educativo attrezzato e stimolante, capace di rispondere alle esigenze delle famiglie e di sostenere la crescita dei bambini. Il sostegno ministeriale rappresenta inoltre un importante riconoscimento della qualità e del valore strategico del progetto, confermando come l’Amministrazione intenda proseguire con decisione nell’investimento sul futuro dei più piccoli.

zati

(VI), Oderzo (TV), Olmo di Creazzo (VI), Padova (PD), Pieve di Soligo (TV), Piove di Sacco (PD), Piovene Rocchette (VI), Ponte nelle Alpi (BL), Reschigliano (PD), Rovigo (RO), San Lazzaro di Savena (BO), San Martino di Lupari (PD), San Pietro in Casale (BO), San Vendemiano (TV), Schio (VI), Sottomarina di Chioggia (VE), Staranzano (GO), Taggì di Sotto (PD), Teolo (PD), Thiene (VI), Treviso (TV), Tricesimo (UD), Trichiana (BL), Trieste (TS), Udine (UD), Valdagno (VI), Vedelago (TV), Vicenza (VI), Villorba (TV).

La consultazione. La struttura sorgerà nell’area dell’ex caserma Primo Roc, in località

Giarre

POLO PER L’INFANZIA, CITTADINI PROTAGONISTI NELLA SCELTA DEL NOME

Ad Abano Terme prende forma un nuovo spazio dedicato alla crescita, al gioco e al futuro dei più piccoli: il Polo per l’Infanzia sorgerà nell’area dell’ex caserma Primo Roc, in località Giarre. L’Amministrazione comunale ha deciso di coinvolgere direttamente i cittadini, lanciando una consultazione pubblica per scegliere il nome della struttura, ra orzando così il legame tra la comunità e il progetto. L’iniziativa non si limita a raccogliere preferenze, ma vuole

rendere la cittadinanza protagonista nella costruzione dell’identità di uno spazio educativo destinato a diventare un punto di riferimento per famiglie e bambini. Non si tratta solo di un edificio, ma di un ambiente moderno, accogliente e funzionale, pensato per accompagnare la crescita fin dai primi mesi di vita, con un approccio che unisce qualità didattica, innovazione e radicamento nel territorio. “Si tratta di uno spazio educativo innovativo, fortemente voluto dall’Amministrazione,

che punta a diventare un simbolo per tutta la città”, spiega il sindaco Federico Barbierato. Cinque sono le proposte tra cui scegliere: “Le Nuvole”, richiamo leggero al passato aeronautico dell’area; “Il Volo della Rondine”, simbolo di accoglienza e libertà; “Girotondo Roc”, omaggio alla memoria della caserma e ai valori del gioco e della socialità; “Il Giardino delle Acacie”, legato alla natura e al territorio; “Cielo Blu”, sintesi tra cielo e identità termale. I cittadini hanno potuto votare

Il sabato di chi non si gira dall’altra parte

Il sindaco di Abano Terme, Federico Barbierato, interviene con parole nette per commentare quanto accaduto qualche settimana fa, quando un semplice gesto collettivo si è trasformato in un messaggio forte per tutta la comunità. “Mentre qualcuno parlava di città, c’è stato chi ha scelto di farla davvero”, sottolinea il primo cittadino, richiamando l’attenzione su un’iniziativa concreta che ha visto protagonisti ragazzi e volontari di Nuova Idea, del Basilisco, dell’Associazione

UnAnime e degli scouts. Tutti insieme, armati di guanti e buona volontà, hanno dedicato tempo ed energie a un obiettivo semplice ma significativo: rendere Abano più pulita. Un’azione che va oltre il risultato immediato. “Non servono grandi discorsi quando ci sono esempi così”, prosegue il sindaco, evidenziando come siano proprio questi gesti a dare valore autentico al senso civico. In un contesto in cui spesso prevalgono critiche e polemiche, l’iniziativa rappresenta una scelta

attraverso un modulo online disponibile sui canali del Comune. Al termine sarà la Giunta a indicare il nome definitivo, sulla base della partecipazione raccolta. Il percorso partecipativo testimonia l’importanza attribuita dal Comune al coinvolgimento della comunità. I cittadini hanno l’opportunità di incidere direttamente sul futuro di un luogo che non sarà solo un servizio educativo, ma uno spazio capace di stimolare curiosità, creatività e socialità fin dai primi mesi

diversa, più impegnativa ma anche più incisiva: quella di agire. Il messaggio è chiaro: “Servono persone che fanno, e voi lo avete fatto”. Un riconoscimento che diventa anche un ringraziamento u iciale a nome dell’intera città. Perché, come ribadito, “questo vale più di mille parole, più di mille post, più di mille polemiche”. Il sindaco insiste su un punto centrale: l’identità di una città non si costruisce nei racconti, ma nella cura

Terme, presenze stabili nel primo bimestre 2026

Avvio d’anno all’insegna della stabilità per il comparto turistico del bacino termale euganeo, con dati sostanzialmente in linea con lo stesso periodo del 2025. È quanto emerge dall’Osservatorio turistico regionale del Veneto relativo ai primi due mesi del 2026. Nel complesso, gli arrivi segnano una flessione del 2,14%, mentre le presenze restano quasi invariate (-0,88%). Più dinamico il mese di febbraio, che registra un incremento sia degli arrivi (+4,1%) sia delle presenze (+4,3%) rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Un segnale incoraggiante

arriva dal turismo internazionale, in crescita nel primo bimestre: +0,88% negli arrivi e +1,8% nelle presenze. A leggere i numeri è Walter Poli, presidente di Federalberghi Terme Abano Montegrotto, che invita però alla prudenza. “La tenuta complessiva è un dato positivo – osserva – ma non si può ignorare un cambiamento strutturale della domanda. La durata media del soggiorno si sta riducendo sensibilmente, attestandosi a circa 2,5 giorni, segno di una fruizione sempre più concentrata sui weekend”. Secondo Poli, il fenomeno richiede un intervento

di vita. “Coinvolgere i cittadini nella scelta del nome significa dare un’anima a questo luogo e ra orzare il senso di appartenenza. Il nuovo Polo per l’Infanzia rappresenta un investimento sul futuro della città: un luogo pensato per i più piccoli, costruito con risorse concrete e con il contributo diretto della comunità, capace di crescere insieme alle nuove generazioni”, conclude il sindaco.

• Federico Franchin

quotidiana degli spazi condivisi. “Abano Terme non è di chi la racconta meglio, ma di chi la cura davvero”, a erma, invitando implicitamente tutti i cittadini a riflettere sul proprio ruolo.

• (R.P.)

strategico condiviso: “Serve un confronto immediato tra istituzioni e operatori per costruire un piano di sviluppo turistico unitario, che a ronti promozione, rigenerazione urbana e ripensamento dell’o erta complessiva della destinazione”. Federalberghi Terme Abano Montegrotto rappresenta le imprese del comparto termo-alberghiero del bacino euganeo, che conta circa 5.000 addetti, oltre 3 milioni di presenze annue e un fatturato complessivo stimato in circa 400 milioni di euro. • (R.P.)

Urbanistica. Viale Stazione non si ferma

MORTANDELLO REPLICA ALLE POLEMICHE

E DIFENDE LA PEDONALIZZAZIONE

Le ultime settimane a Montegrotto Terme si è acceso un dibattito sulla pedonalizzazione di viale Stazione. È comprensibile: ogni cambiamento che riguarda abitudini quotidiane e attività economiche genera dubbi e preoccupazioni. Quello che però non è accettabile è il modo in cui il confronto si sta sviluppando. L’a issione di cartelli con scritte come “viale della vergogna” non solo è fuorviante, ma sta causando un danno concreto all’immagine della città. Montegrotto Terme vive di turismo e accoglienza: di ondere l’idea di un luogo insicuro o degradato – cosa assolutamente falsa – colpisce tutti, commercianti compresi. Infatti a fine marzo sono arrivate segnalazioni di turisti disorientati, che chiedono se il viale presenti problemi di sicurezza o criminalità. Si tratta di un grave equivoco, alimentato da messaggi ambigui e irresponsabili. Il sindaco Riccardo Mortandello sottolinea che dietro questa campagna ci sarebbe anche una regia politica. Alcuni stanno cercando di cavalcare un momento di di icoltà

legato a un cambiamento importante, traendone vantaggio di parte. Fare opposizione è legittimo, ma non lo è farlo a scapito dell’interesse della città, alimentando allarmismi e danneggiando l’economia locale. L’Amministrazione non nega i disagi. Il tratto pedonale, riaperto al tra ico, ha evidenziato criticità tecniche legate ai carichi veicolari. Per questo, e per permettere alla pavimentazione di consolidarsi, è stata presa una decisione tecnica e strategica: accompagnare la fase con pedonalizzazione e riordino complessivo della viabilità. Non è una scelta improvvisata, ma una visione: un centro più vivibile, sicuro e attrattivo. Non è la prima volta che l’Amministrazione a ronta pressioni simili. Quando fu realizzato il rialzo pedonale e ciclabile nel sottopasso della stazione, arrivarono circa 800 firme di protesta. Qualche mese dopo, molti dei firmatari riconobbero che la soluzione adottata era corretta. Quella esperienza ha insegnato che i cambiamenti vanno spiegati, accompagnati e difesi, non subiti e certamente non abbandonati sotto pressione di chi si

oppone prima ancora di comprendere. Il sindaco invita a mantenere il confronto aperto, ma senza cedere alla pressione di chi, fin dal primo giorno del cantiere, ha lavorato per mettere in difficoltà l’Amministrazione, non per tutelare commercianti o residenti, ma per motivi estranei alla vivibilità della città.

Il cartello appeso a cui fa riferimento il sindaco

“L’obiettivo è riempire viale Stazione di vita, non lasciarlo “vuoto”. L’Amministrazione sta lavorando a un programma di animazione di usa con eventi e iniziative che valorizzeranno le attività e renderanno il viale un punto centrale per residenti e turisti. Ai commercianti viene ricordato che le porte del Comune sono sempre

aperte, ma serve responsabilità. A chi alimenta polemiche politiche il messaggio è chiaro: prima delle posizioni di parte viene Montegrotto Terme. Da qui non si arretra”.

• Federico Franchin

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L’analisi. +13% nelle vendite grazie a scelte urbanistiche coraggiose

MERCATO DELLA CASA, CRESCE IL VALORE DEGLI IMMOBILI MA CALANO LE LOCAZIONI

Il mercato immobiliare delle città termali torna a correre e i Colli Euganei si confermano tra i protagonisti. Secondo l’analisi di Immobiliare.it Insights, Montegrotto Terme registra un +13% nei prezzi di vendita nell’ultimo anno, tra i dati più alti in Italia, alla pari con San Pellegrino Terme. Crescita più contenuta invece per Abano Terme, che si attesta su un +1%, confermando un mercato stabile all’interno del principale polo termale europeo. Entrando nel dettaglio dei

valori, oggi a Montegrotto il prezzo medio di vendita si aggira intorno ai 2.380 euro al metro quadro, mentre gli a itti si attestano sui 9,7 euro al metro quadro al mese. Ad Abano i valori sono leggermente inferiori sulle compravendite (circa 2.330 euro al metro quadro) ma più alti sugli a itti, attorno ai 10,1 euro al metro quadro al mese. A livello nazionale, il report evidenzia una crescita di usa ma a velocità diverse. Località come Chianciano Terme e Fiuggi crescono di pochi punti

Il Comune di Montegrotto Terme estende il perimetro degli indennizzi destinati alle attività commerciali penalizzate dai lunghi lavori di riqualificazione di viale e piazzale Stazione. Entro la fine di aprile verrà infatti definito un nuovo fondo economico pensato per includere anche le imprese rimaste escluse dal primo pacchetto di ristori, in quanto non soggette al Canone Unico Patrimoniale. Si tratta di una correzione e integrazione del provvedimento approvato a dicembre 2025, quando la Giunta aveva stanziato complessivamente 25mila euro per 26 attività coinvolte dai disagi del cantiere. In quell’occasione era stata prevista l’esenzione dal CUP per il 2024 — pari a 8.865 euro — e la distribuzione della quota restante tra gli esercenti interessati, con importi di erenziati in base al canone versato da ciascuno. Il meccanismo, però, aveva finito per escludere quelle realtà commerciali che, non essendo tenute al pagamento del Canone Unico Patrimo-

percentuali, mentre Salsomaggiore Terme resta sostanzialmente stabile. Il mercato è trainato soprattutto dalla domanda di seconde case e investimenti turistici. A Montegrotto, però, il dato ha anche una spiegazione politica precisa. Il sindaco Riccardo Mortandello sottolinea: “Dal 2016 abbiamo deciso di cambiare rotta, perché cresceva troppo e in modo incontrollato. Abbiamo cancellato quasi un milione di metri cubi di nuove volumetrie, tra residenziale, commerciale e alberghiero. È stata una scelta difficile, non sempre popolare, ma necessaria. Oggi quei volumi non costruiti rappresentano valore per chi possiede un immobile, e sono anche il motivo per cui il mercato è cresciuto del 13%. Questo non è frutto del caso: è il risultato di scelte coraggiose, di una visione chiara e di anni di lavoro sul territorio”. E aggiunge ancora: “Meno costruzioni significa più qualità urbana, più attenzione al tessuto esistente e maggiore attrattività per chi visita e per chi investe. Abbiamo voluto passare da un’epoca di speculazione a una fase di serietà. Il nostro obiettivo non è solo vendere case, ma valorizzare Montegrotto come città termale europea, sostenibile e accogliente”. Se le vendite volano, il mercato delle locazioni presenta dinamiche diverse. Le località più care confermano il

niale, non avevano potuto accedere al ristoro, pur avendo subito gli stessi e etti negativi dei lavori e delle limitazioni alla viabilità durati quasi un anno. Il sindaco Riccardo Mortandello riconosce il limite del precedente impianto amministrativo, pur nella cornice normativa di riferimento: “Quando abbiamo definito il primo intervento - spiega - eravamo vincolati al parametro del Canone Unico Patrimoniale. Fin da subito, però, era evidente che una parte dei commercianti restava fuori, pur avendo sopportato gli stessi disagi. Per questo stiamo lavorando per individuare risorse aggiuntive e garantire un ristoro equo a tutti”. L’obiettivo dell’amministrazione è ora quello di costruire un meccanismo di compensazione parallelo, che consenta di riconoscere un sostegno omogeneo all’intera platea delle attività colpite dalla lunga chiusura stradale del 2024.

• (R.P.)

loro primato: Bormio sfiora i 30 euro al metro quadro, seguita da Pré-Saint-Didier (25,2 euro al metro quadro) e Merano (15,3 euro al metro quadro), con Sirmione a 15,2 euro al metro quadro. All’opposto, tra le più economiche si trovano Acqui Terme (5,3 euro al metro quadro), Fiuggi (7 euro al metro quadro). Negli ultimi dodici mesi quasi tutte le località

termali hanno visto crescere i canoni: Bormio +43%, Sirmione +12%, Salsomaggiore +10%, Saint-Vincent +8%. Fa eccezione Montegrotto, dove gli a itti calano di circa il -4%, nonostante i prezzi di vendita siano in forte aumento..

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Progettazione

Fornitura superfi ci gres, legno, resine

Consulenze globali

• Federico Franchin

Montegrotto NEWS

Una loggia coperta polifunzionale nel futuro di piazza Mercato

LLa nuova piazza Mercato di Montegrotto Terme avrà una grande loggia coperta, aperta su tutti i lati, che al mattino ospiterà il mercato e nel pomeriggio potrà diventare campo sportivo, palcoscenico o area eventi senza che nulla debba essere spostato o allestito in modo permanente. È quanto prevede il progetto vincitore del concorso europeo di progettazione promosso dal Comune, firmato dallo studio bresciano D'Amato Glissenti Architetti.

Il progetto propone al centro della piazza una struttura alta otto metri, priva di pilastri centrali, e coperta da cinque volte in sequenza in policarbonato traslucido che lasciano entrare la luce naturale da ogni lato mantenendo la piazza visivamente connessa con il quartiere. Grandi tende in rete metallica motorizzate scendono lateralmente per riparare dal sole o dal vento, e possono fungere da schermo per proiezioni. La sera la copertura, illuminata dall'interno, renderà la piazza riconoscibile come punto di riferimento nel tessuto urbano.

La forma delle cinque volte non è casuale. I progettisti hanno guardato alle grandi terme

romane — edifici pubblici che erano insieme luogo di cura, di incontro e di vita civile — e alla loggia rinascimentale veneta, l'architettura che per secoli ha definito il cuore delle piazze del territorio. Un riferimento preciso per una città che è nata sull'acqua termale, sulla cultura del benessere collettivo.

I materiali scelti raccontano la stessa coerenza. Le travi portanti sono in legno lamellare, appese ai pilastri attraverso un sistema di tiranti in acciaio che parte dalla sommità dei pennoni: è questo dettaglio a dare alla copertura il suo aspetto sospeso nonostante le dimensioni. Il policarbonato opalino blocca i raggi ultravioletti in estate e diffonde la luce in inverno; i listelli in legno all'interno delle volte abbattono il riverbero e attutiscono il rumore della pioggia. In copertura è integrato un impianto fotovoltaico da 12 kilowatt. Per il riscaldamento e il raffrescamento degli ambienti chiusi il progetto prevede uno scambiatore collegato alla rete delle acque termali di scarto del Comune: una soluzione che riduce i costi operativi sfruttando la risorsa identitaria del territorio. I percorsi principali saranno pavimentati in trachite euganea. Al piano su-

periore un loggione ospiterà sala civica, area catering e spogliatoi; al piano terra i depositi delle attrezzature sportive. Il costo complessivo è di circa 1.994.000 euro, entro il quadro economico previsto dal bando. «Vogliamo far assurgere piazza Mercatoafferma il sindaco Riccardo Mortandello- al ruolo di polo attrattivo e fruibile da parte dei cittadini, delle associazioni, dei giovani e dei turisti termali. L’obiettivo è creare un ambiente accogliente e aggregante che diventi emblema di "Città aperta", un luogo inclusivo che renda questo spazio pubblico un luogo dell'esperienza umana». Il concorso, promosso dal Comune in co-

llaborazione con l'Ordine degli Architetti di Padova, si è svolto in due fasi attraverso la piattaforma digitale Kinetica del Consiglio Nazionale Architetti, garantendo il completo anonimato dei partecipanti. Alla prima fase hanno risposto 158 studi di progettazione; cinque i finalisti selezionati, che nella seconda fase — avviata il 24 settembre 2025 — hanno sviluppato nel dettaglio la propria proposta.

«I 158 progetti pervenuti e la qualità delle proposte finaliste dimostrano che la scelta di affidarsi a un concorso internazionale era quella giusta», conclude l'assessore alla programmazione urbanistica Luca Fanton.

Il metodo che ha funzionato: quando il concorso di progettazione diventa una risorsa

La testimonianza dell'Ordine degli Architetti di Padova

L'Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della provincia di Padova si è speso negli anni, nel corso delle varie consiliature succedutesi (sotto le presidenze Cappochin, Montin, Osti, Righetto, Negri), nel perorare l'utilizzo del concorso di progettazione in due fasi per la realizzazione di opere pubbliche. L'urgenza di avere progetti pronti per le richieste di finanziamento, nella stragrande maggioranza dei casi, ha però allontanato le pubbliche amministrazioni dal ricorrere a questa procedura, nel timore di tempi lunghi ed esiti incerti. Il concorso per la riqualificazione di piazza Mercato a Montegrotto Terme ha dimostrato che le cose possono andare diversamente. Con coraggio e lungimiranza, nel 2024 l'amministrazione comunale guidata dal sindaco Mortandello — con la collaborazione dell'assessore Fanton e del responsabile dei Servizi Tecnici arch. Rinaldo — ha accolto l'invito dell'Ordine padovano, allora presieduto dall'arch. Righetto, e ha siglato con l'Ordine provinciale e con il Consiglio Nazionale degli Architetti un'intesa per l'utilizzo della Piattaforma Concorsi. Da lì è

partita una collaborazione concreta: con l'ausilio del coordinatore di concorso arch. Zandarin, un percorso fatto di incontri e discussioni ha permesso al Comune di costruire un bando capace di interpretare le proprie esigenze — rigenerare un'area centrale del capoluogo, realizzare una struttura polifunzionale — puntando sulla qualità e sulla sostenibilità. I risultati hanno dato ragione alla scelta. I 158 studi di architettura che hanno partecipato alla prima fase, da tutta Italia, testimoniano la vitalità e l'energia creativa della professione. Le cinque migliori proposte, approfondite nella seconda fase, hanno portato a individuare una soluzione vincitrice — quella dello studio D'Amato Glissenti Architetti — di grande qualità, attraverso una procedura trasparente e in tempi ragionevoli.

«Come Ordine - afferma la presidente Gloria Negri - continueremo il nostro impegno nell'accompagnare le pubbliche amministrazioni nella programmazione e nell'individuazione della procedura concorsuale come metodo per raggiungere la qualità architettonica e urbana».

SGOMBERO ALL’EX HOTEL CAESAR: SCATTANO CINQUE DENUNCE

La Polizia Locale di Montegrotto Terme ha a iancato i Carabinieri della Compagnia di Abano Terme in un’operazione di controllo all’interno dell’ex Hotel Caesar, struttura dismessa da tempo e segnalata dai residenti per presenze sospette. L’intervento ha portato alla denuncia a piede libero di cinque persone trovate all’interno dell’edificio: tre cittadini nordafricani privi di regolare permesso di soggiorno e due cittadini italiani. Tutti sono stati denunciati per invasione di edifici; ai tre stranieri è stata contestata anche la violazione delle norme sul soggiorno. Il sindaco Riccardo Mortandello, presente durante l’operazione insieme ai rappresentanti della proprietà dell’albergo, ha espresso gratitudine verso le forze dell’ordine per il costante presidio del territorio. Ha inoltre invitato i cittadini a segnalare tempestivamente qualsiasi presenza sospetta nelle strutture dismesse, rivolgendosi alla Polizia Locale, ai Carabinieri o direttamente all’amministrazione comunale.

“Al di là di ciò che le forze dell’ordine possono fare per il controllo del territorio - ha dichiarato il sindaco Mortandello -, la cura della marginalità sociale, di chi vive ai bordi senza lavoro, senza casa e senza un percorso di integrazione dignitoso, è una questione politica. Quello che vediamo è il risultato di una politica nazionale che ha scelto la propaganda invece delle soluzioni. Si fanno decreti con nomi altisonanti, si alimenta la paura, ma i migranti irregolari continuano ad arrivare e nessuno li accompagna verso percorsi reali di inserimento. La tensione sociale si scarica così sui Comuni e sui cittadini”. Il primo cittadino ha sottolineato che la sicurezza non si costruisce con slogan o provvedimenti simbolici, ma con politiche serie e sostenibili: “Chi governa il Paese ha la responsabilità di dare risposte vere, non slogan. La sicurezza si costruisce con politiche serie, non con la retorica dei porti chiusi mentre il disagio cresce nelle nostre piazze. Noi, come Comune, faremo la nostra parte. Chiediamo al governo di fare la propria”. L’intervento all’ex Hotel Caesar conferma la stretta collaborazione tra Polizia Locale, Carabinieri e

amministrazione comunale per garantire la sicurezza e la legalità sul territorio. Allo stesso tempo, il sindaco evidenzia come il contrasto alla marginalità e all’emergenza abitativa richieda interventi concreti e condivisi, capaci di integrare la tutela della legalità con percorsi di inclusione sociale. L’azione coordinata di forze dell’ordine e istituzioni locali rimane fondamentale per prevenire il rischio di degrado e garantire la vivibilità della città per tutti i cittadini.

Soddisfazione per l’emendamento Micalizzi al DEFR

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rande soddisfazione a Montegrotto Terme per l’inserimento nel Documento di Economia e Finanza Regionale (DEFR) del Veneto di un emendamento che valorizza il teleriscaldamento alimentato dalle risorse geotermiche, con particolare attenzione alle acque termali come fonte energetica a basso impatto ambientale. L’emendamento, proposto dal consigliere regionale Andrea Micalizzi, segna un passo significativo per il bacino termale euganeo e in particolare per Montegrotto Terme, che sta già portando avanti un progetto innovativo di teleriscaldamento degli edifici pubblici sfruttando il calore delle acque termali reflue. L’obiettivo è ridurre l’impatto ambientale e migliorare l’e icienza energetica della città, valorizzando al contempo una risorsa storica e identitaria del territorio. Il DEFR, documento che orienta le scelte economiche e finanziarie della Regione Veneto, riconosce ora il teleriscaldamento termale come applicazione prioritaria delle risorse geotermiche, distinguendolo dagli utilizzi industriali o energetici tradizionali. Il testo prevede che nei territori dove esistono già reti o infrastrutture di distribuzione termica, oppure sono in fase di progettazione, la Regione favorisca l’estensione e il potenziamento degli impianti destinati a utenza pubblica e privata, purché compatibili con la vocazione termale del Bacino Idrominerario di riferimento.

“L’emendamento proposto da Micalizzi è una vittoria per il nostro territorio –sottolinea il sindaco Riccardo Mortandello – perché riconosce finalmente la specificità del teleriscaldamento termale rispetto ad altri usi industriali. Questa norma tutela la nostra risorsa primaria e premia il lavoro che Montegrotto Terme sta già facendo con le proprie infrastrutture. Il requisito di compatibilità è il presidio fondamentale che aspettavamo per preservare l’identità e il futuro del bacino termale”. L’amministrazione comunale coglie l’occasione per ringraziare il consigliere Micalizzi, definendolo interprete attento delle esigenze del territorio. “Sono felice che a livello regionale ci siano persone con cui ci si può confrontare e che portano avanti le istanze del territorio”, aggiunge il sindaco Mortandello.

• (F.F.)

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PROMOZIONE LANCIO MESE DI MAGGIO

attivato una campagna promozionale straordinaria per tutto il mese di maggio, per sottolineare lʼ prevenzione: •RM: €88

Medica mette a disposizione anche la

accurata ed evitando compressioni dolorose. Radiografie (RX) dove vengono eseguite radiografie digitali a bassissimo dosaggio e densitometria ossea (MOC) per un monitoraggio preciso e sicuro della salute scheletrica.

La rassegna. Cinque eventi, incluse tre prime assolute, ospitate in altrettante location rappresentative di Padova

Il Suono e la Parola: in viaggio fra musica, letteratura e teatro

Si rinnova anche quest’anno l’appuntamento con la rassegna il Suono e la Parola, giunta alla sua undicesima edizione. Forte del successo ottenuto negli anni passati, il Suono e la Parola torna con cinque eventi immancabili - incluse tre prime assolute - ospitati in altrettante location rappresentative per la città.

In conformità allo spirito che da sempre anima la manifestazione, nata dalla volontà di dar voce al presente tramite diverse forme espressive, dalla letteratura alla musica, dal teatro alla poesia, anche l’edizione di quest’anno si presenta come un mix di eventi diversi, capaci di spaziare dallo spettacolo all’approfondimento.

Ad aprire le danze, lo scorso 15 aprile, è stata la presentazione del libro “La promessa” di Marianna Aprile: a 80 anni dall’introduzione

del suffragio universale, il racconto della giornalista e conduttrice televisiva, ospitato presso la Sala del Romanino dei Musei Eremitani, ha acceso la luce su decenni di battaglie di donne, attiviste, femministe e parlamentari. Un’apertura significativa cui seguirà, il 24 aprile, una prima assoluta, con l’omaggio a una delle figure più influenti degli ultimi decenni, in ambito musicale e culturale tour court: Franco Battiato. Lo spettacolo “Niente è come sembra”, con la musicologa Angela Forin e il dj Ivan Contini, è un racconto in musica che esplora l’opera di Battiato facendo emergere come il suo percorso artistico sia stato caratterizzato da una ricerca continua. L’evento sarà ospitato presso la Sala Rossini del Ca è Pedrocchi. Di pari levatura saranno gli eventi previsti a maggio. Si inizia il 9 al Teatro Benetollo (Spazio Gershwin) con lo

Storie di cuore e di coraggio, scienza e innovazione al Musme

spettacolo in prima assoluta “La terra della mia anima”, con Massimo Carlotto come voce narrante e l’accompagnamento musicale degli Old red alligators (Maurizio Camardi, sassofoni e duduk; Ricky Bizzarro, chiterra e voce; Sergio Marchesini, fisarmonica). In questa occasione verrà riproposto, con una nuova formazione, lo spettacolo tratto dal romanzo omonimo di Carlotto, pubblicato 20 anni fa. Il 29 maggio sarà l’Oratorio di San Giorgio ad ospitare un’altra prima assoluta: “La preghiera che mi resta, con Vasco Mirandola come voce recitante e Sergio Marchesini alla fisarmonica e al pianoforte, un duo consolidato che ha fatto del dialogo fra i rispettivi linguaggi un punto distintivo. Il gran finale, il 30 maggio al Teatro Verdi, prevede lo spettacolo “Francesco”, scritto e interpretato da Aldo Cazzullo e Angelo Branduardi con l’accompagnamento musicale di Fabio Valdemarin. Parole, musiche e immagini compongono questo straordinario omaggio a San Francesco, a 800 anni dalla sua morte. La rassegna è promossa dall’assessorato alla Cultura del Comune di Padova con la direzione artistica di Maurizio Camardi e l’organizzazione della Scuola di Musica Gershwin.

• Francesca Tessarollo

Le scoperte e i progressi avvenuti nello studio del cuore e del sistema cardiovascolare sono stati resi possibili anche grazie al coraggio di importanti medici e scienziati, alcuni dei quali hanno raggiunto traguardi straordinari proprio a Padova. È al coraggio di queste figure e alle innovazioni che sono state portate avanti nel corso del tempo che è dedicata la mostra “Storie di cuore e di coraggio”, al Musme - Museo della Storia della Medicina in Padova. La mostra, visitabile fino al prossimo 22 maggio, accompagna il visitatore in un viaggio fra storia, scienza e innovazione. La prima sezione è dedicata al funzionamento del sistema cardiovascolare: fra reperti, modelli interattivi e installazioni immersive i visitatori hanno la possibilità di apprendere in modo intuitivo la complessità fisiologica del cuore. Si continua con la parte

storica: la prima tappa riguarda William Harvey, formatosi a Padova, e la sua rivoluzionaria scoperta della circolazione del sangue, nel Seicento. Attraverso manoscritti e volumi antichi si ha modo di approfondire il ruolo giocato da Padova e dall’Università nella nascita della medicina moderna. Non può poi mancare un focus sul primo trapianto di cuore eseguito in Italia, che venne effettuato proprio a Padova nel 1985 dal prof. Vincenzo Gallucci. A farci tornare indietro nel tempo, reperti e tecnologie dell’epoca, ma anche testimoniante e audio di persone trapiantate, dei loro familiari e dei donatori. La mostra non tralascia nemmeno i risultati raggiunti più di recenti, con i nuovi traguardi messi a segno dalla cardiochirurgia padovana guidata dal prof. Gino Gerosa.

• (F.T.)

Massimo Carlotto e Old Red Alligators (foto Paolo Mazzo)

CRISI ENERGETICA TRA COSTI E RINCARI

LA RISPOSTA DELLE IMPRESE PADOVANE

Il tessuto produttivo di Padova e della sua vasta provincia si trova oggi ad affrontare una fase di estrema criticità, un momento storico delicatissimo in cui l’incrocio pericoloso tra l’instabilità geopolitica che infiamma il Medio Oriente e il persistere dei rincari delle materie prime sta delineando quello che il presidente di Cna Padova e Rovigo, Luca Montagnin, definisce senza mezzi termini una vera e propria “tempesta perfetta” per le piccole e medie imprese locali che da sempre costituiscono il cuore pulsante del nostro territorio.

L’analisi congiunturale condotta recentemente evidenzia una serie di rincari a catena che colpiscono duramente i settori chiave dell’economia provinciale, partendo dalla logistica e dai trasporti dove si registra una situazione allarmante sulla tratta marittima Shanghai-Genova con un aumento dei noli del dodici per cento in una sola settimana, portando i costi a raggiungere la cifra di 3.474

dollari per singolo container, un peso insostenibile per chi commercia con l’estero.

Non va meglio sul fronte delle materie prime fondamentali, con un’impennata preoccupante per i metalli come rame, ferro e alluminio, oltre al legno che segna incrementi compresi tra il dieci e il quindici per cento, mettendo in ginocchio il prestigioso settore del legno-arredo dell’Alta Padovana dove le aziende di imballaggi industriali segnalano un’incidenza del costo del legname aumentata del venti per cento solo nell’ultimo trimestre. Anche la metalmeccanica so re terribilmente per le di icoltà nel reperimento dell’acciaio inox e della componentistica più complessa, con situazioni paradossali in cui le quotazioni dei prodotti, come ad esempio le tubazioni in PVC, restano valide per sole ventiquattro ore, rendendo di fatto impossibile ogni tipo di programmazione aziendale seria o la formulazione di preventivi attendibili

per i clienti. Nonostante gli ingenti investimenti fatti dalle imprese padovane negli anni scorsi per dotarsi di impianti fotovoltaici, l’energia autoprodotta non riesce purtroppo più a compensare il mix esplosivo dei costi operativi e, come sottolineato con forza da imprenditori locali quali Sante Venturato della Vemec di Stanghella e Giovanni

Salvalaggio della Sarp, il fotovoltaico aiuta sicuramente a mitigare il peso delle bollette elettriche ma non può nulla contro l’aumento vertiginoso dei costi dei carburanti e della logistica che grava pesantemente sui margini di profitto ormai ridotti all’osso. La preoccupazione maggiore che agita i sonni degli artigiani riguarda la tenuta degli ordini nel medio periodo,

poiché il rallentamento della domanda internazionale, unito all’impossibilità oggettiva di adeguare i listini di vendita alla folle velocità dei rincari, mette a serio rischio la sopravvivenza di migliaia di micro-realtà artigiane.

Cna Padova avanza richieste urgenti e concrete al Governo, invocando un sostegno al credito immediato tramite una moratoria per le aziende che registrano perdite di fatturato significative, oltre a nuovi incentivi per chi continua a puntare sull’e icientamento energetico nonostante le di icoltà. Serve inoltre un intervento deciso per stabilizzare i prezzi dell’energia e dei carburanti alla fonte attraverso calmieri mirati e misure specifiche che possano tutelare le filiere locali dalla volatilità estrema dei mercati globali, garantendo che la cura e la qualità del lavoro padovano non vengano spazzate via da dinamiche finanziarie esterne.

• Vincenzo Gottardo

I GIOVANI PADOVANI E L’ALCOL: L’ULSS RILEVA UN PICCO NEI CONSUMI

L’Ulss 6 Euganea mette in evidenza un quadro sanitario caratterizzato da luci e ombre per la provincia di Padova. Il dato di maggiore allarme riguarda il consumo di alcolici, che vede coinvolto quasi un padovano su quattro (24,7%), superando sensibilmente la media nazionale. La criticità emerge con forza nella fascia d’età tra i 18 e i 24 anni: qui si registra un vero e proprio picco, con il 45% dei giovani che dichiara di consumare alcolici, un segnale che impone massima attenzione verso comportamenti a rischio.

Sul fronte degli stili di vita, si riscontrano invece tendenze incoraggianti. Il numero dei fumatori è pari al 18,6% della popolazione, una percentuale

inferiore alla media italiana, mentre la sedentarietà risulta in netta diminuzione, attestandosi oggi attorno al 16,1%. Nonostante il calo del fumo, l’impatto sulla salute resta evidente: chi fuma ha una probabilità di sentirsi in buona salute inferiore del 21% rispetto ai non fumatori. L’indagine mette in luce anche l’e icacia delle attività di prevenzione oncologica. L’adesione agli screening per il tumore al seno raggiunge il 70%, con una sopravvivenza che ormai supera il 90%. Risultano positivi anche i dati relativi al tumore al colon (65,6% per le donne e 58,8% per gli uomini) e alla cervice uterina, a testimonianza di una rete di prevenzione territoriale solida.

Sotto il profilo demografico, il territorio padovano deve però a rontare la sfida del progressivo invecchiamento e del calo delle nascite. L’indice di vecchiaia è salito drasticamente dal 136,2% del 2005 al 212,7% del 2025, mentre le nascite si attestano ormai stabilmente sotto le 6.000 unità annue. In conclusione, nonostante le sfide legate all’alcol e all’invecchiamento, il 70% dei residenti a Padova e provincia si percepisce in buona salute, un dato che conferma la qualità complessiva della cura e della consapevolezza sanitaria nel territorio.

• (V.G.)

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Dalla Valdastico alla Holding, il nuovo volto del Veneto

Questo significa poter trattenere sul territorio circa 400 milioni di euro di pedaggi all’anno, risorse che in precedenza prendevano la via del bilancio centrale o dei soci privati e che ora potranno essere reinvestite direttamente per la manutenzione delle strade venete e la riduzione delle tari e. È il passaggio da una subalternità gestionale a una sovranità infrastrutturale che il Veneto rivendicava da tempo senza successo.

Lo stesso dinamismo si respira sul fronte della Valdastico Nord. La prospettiva di collegare l’A31 al Trentino è stata per trent’anni l’emblema dello

stallo istituzionale, prigioniera del “no” ideologico delle amministrazioni confinanti e della mancanza di una spinta governativa univoca. Oggi, l’intesa raggiunta sulla variante con sbocco a Trento Sud segna il superamento di un tabù storico. Mentre in passato il progetto naufragava regolarmente tra ricorsi e mancate intese tecniche, l’attuale convergenza tra Venezia e Trento, sostenuta dal potere di coordinamento del Ministero, ha creato un corridoio negoziale finora inesistente. Non si tratta solo di posare asfalto, ma di chiudere una ferita logistica che penalizzava l’intero sistema produttivo del Nord-

Est, o rendo finalmente un’alternativa concreta al congestionamento del Brennero. Il motore di questa improvvisa accelerazione risiede in gran parte nella solidità del rapporto tra Alberto Stefani e Matteo Salvini. Questo “asse” ha permesso di superare le frizioni che storicamente rallentavano i rapporti tra la periferia e il centro. La sintonia politica tra il leader della Lega veneta e il titolare del MIT ha creato una corsia preferenziale per le istanze del territorio, trasformando le rivendicazioni regionali in priorità dell’agenda di governo. Stefani è riuscito a capitalizzare il proprio peso politico a Roma per

ottenere garanzie e decreti, mentre Salvini ha trovato nel Veneto il laboratorio ideale per dimostrare la capacità del Ministero di sbloccare i cantieri. È questa filiera corta del potere, priva delle mediazioni estenuanti del passato, a spiegare perché dossier rimasti chiusi nei cassetti per trent’anni stiano trovando una soluzione proprio in questi mesi, segnando una stagione di realismo che punta dritto ai risultati tangibili. Ora non resta che attendere per vedere se questi accordi saranno e ettivamente realizzate o se si tratterà di “pre – intese” che, come quelle dell’Autonomia, sono rimaste tali per molto tempo.

L’intervista. L’assessore Lucas Pavanetto fa il punto sul mondo del lavoro e sulle potenzialità della regione più visitata d’Italia

TRA SFIDE OCCUPAZIONALI E IL NUOVO

ORIZZONTE DEL TURISMO TUTTO L’ANNO

Assessore Pavanetto, viviamo un periodo di forti incertezze economiche. Quali sono le risposte concrete che le imprese e i lavoratori trovano oggi nel suo?

Fin dalla prima seduta di consiglio, la giunta Stefani ha messo al centro del dibattito la necessità di potenziare il welfare aziendale e a rontare l’emergenza sociale in senso ampio. Non si tratta solo di grandi investimenti, che pure vedranno nuovi strumenti presentati a breve, ma di una analisi profonda su cosa serva realmente per attrarre e mantenere i lavoratori nel nostro territorio. Il problema oggi non è solo la mancanza di o erta, ma la di icoltà di far incontrare domanda e opportunità a causa di fattori esterni come l’emergenza abitativa. Molte opportunità di lavoro non vengono colte perché mancano alloggi vicini alle sedi aziendali o perché il trasporto pubblico non copre adeguatamente i collegamenti. Su questi due assi - casa e mobilitàstiamo concentrando il nostro lavoro. In questo contesto, che ruolo giocano i centri per l’impiego, spesso visti in passato solo come u ici burocratici per la disoccupazione?

Oggi la prospettiva è radicalmente cambiata. Veneto Lavoro è diventato un’eccellenza rispetto ad altre regioni

proprio per la sua capacità di agire in modo proattivo. Non parliamo più solo di gestione dell’urgenza o di lavoro stagionale, ma di un punto di incontro strategico tra competenze e richieste. Abbiamo messo in campo figure fondamentali come i case manager e gli account manager. I primi si occupano di costruire curriculum “ad hoc” sulle specializzazioni del lavoratore, mentre i secondi mantengono il contatto diretto con le imprese per comprenderne le necessità. Evitiamo così che il lavoratore disperda energie portando curriculum nelle aziende sbagliate, puntando invece tutto sulla precisione del match tra domanda e o erta.

Passando al turismo, lei viene da una realtà come Jesolo. Qual è lo stato di salute del settore nel litorale e nell’intera regione?

Il Veneto si conferma per l’ennesima volta la prima regione in Italia per presenze turistiche, con 74 milioni di presenze e 22 milioni di arrivi. Se guardiamo al comprensorio di Jesolo e Cavallino, parliamo di circa 12 milioni di presenze sicure: una cifra impressionante che rappresenta quasi tre volte gli abitanti dell’intero Veneto. La mia esperienza come amministratore a Jesolo, prima come consigliere e poi come presidente

del consiglio comunale, mi ha permesso di vivere queste dinamiche dall’interno. Il turismo è una leva economica imprescindibile, ma la vera sfida della nostra amministrazione è cambiare paradigma. Lei ha parlato spesso della necessità di superare il concetto di “destagionalizzazione”. Cosa intende esattamente?

L’obiettivo è smettere di parlare di “destagionalizzazione”, perché quel termine implica l’accettazione passiva di una stagionalità che oggi non dovrebbe più esistere. Dobbiamo ragionare su “città turistiche che vivono tutto l’anno”. Questo non serve solo ad aumentare le presenze attraverso eventi invernali, ma è un messaggio vitale per chi investe e per chi lavora. Chi sceglie di impegnarsi nel turismo non può farlo solo per quattro o cinque mesi per poi dover cercare un altro impiego. Dobbiamo dare stabilità e dignità a chi vive “di” turismo. È un modello che vogliamo applicare ovunque: dal litorale alla montagna, fino alle terme, che hanno potenzialità ancora inesplorate.

I dati dicono però che il turismo è molto concentrato. Come pensa di coinvolgere il resto del territorio veneto?

È un dato su cui riflettere: l’80% dei 74 milioni di presenze si concentra in sole

20 località. Questo significa in Veneto ci sono potenzialità ancora da sfruttare. Parlo del turismo dei cammini, delle ciclabili, del turismo esperienziale e della ricerca. Non c’è solo il “sole e mare” o le grandi città d’arte come Venezia e la montagna di Cortina. Centinaia di piccoli comuni possono e devono diventare protagonisti di un’o erta turistica diversificata, la nostra Giunta lavorerà intensamente su questo fronte. Un esempio di promozione integrata è stato “Casa Veneto” durante le Olimpiadi, un progetto che ha permesso

di mostrare alla stampa internazionale non solo lo sport, ma le eccellenze di tutte le nostre province. Infine, uno sguardo alla politica locale. In vista delle amministrative a Venezia, qual è il profilo ideale per il dopo-Brugnaro?

Credo che Luigi Brugnaro abbia fatto un lavoro straordinario, portando una modernità che altri sindaci non avevano saputo imprimere, specialmente nella riqualificazione di Mestre e con progetti come il “Bosco dello Sport”, una struttura di livello europeo strategica per l’attrattività del Veneto. Proprio a Mestre abbiamo recentemente inaugurato la nuova sede di Veneto Lavoro, recuperando u ici provinciali disabitati: un segnale forte di collaborazione tra Regione e Città. Per il futuro, la mia esperienza come coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia e ora come capogruppo e assessore mi dice che serve una squadra coesa. Non cerchiamo necessariamente un nome di bandiera, ma l’uomo giusto al momento giusto. In questo senso, Simone Venturini è un ottimo candidato: ha lavorato bene in questi anni e ha saputo creare un forte spirito di squadra attorno a sé.

Lucas Pavanetto

I conti della Regione. L’assessore Filippo Giacinti

Bilancio da 18,9 miliardi Le novità per il Veneto

Assessore Filippo Giacinti, i tempi di approvazione del bilancio regionale sono stati rispettati. Cosa significa questo per i cittadini veneti?

Siamo riusciti ad approvare il bilancio di previsione con un mese di anticipo rispetto alla scadenza di legge del 30 aprile. È un risultato politico e tecnico di rilievo perché ci permette di essere pienamente operativi da subito. Invece di procedere con la spesa in dodicesimi, come fatto nei primi tre mesi dell’anno, ora possiamo attuare gli obiettivi dell’amministrazione disponendo dell’intera capacità di spesa per i restanti tre quarti dell’esercizio. Parliamo di una manovra da 18,9 miliardi di euro. Sebbene sia un “bilancio ponte” tra due amministrazioni, introduce novità sostanziali su fronti caldi come la sanità e il diritto allo studio.

Quali sono i settori che beneficeranno maggiormente di queste risorse? Il sociale e la sanità territoriale sono le nostre bussole. Abbiamo stanziato fondi specifici per equiparare le borse di studio dei medici di medicina generale a quelle delle altre specialità e per coprire i costi del rinnovo contrattuale delle medicine di gruppo integrate. Per la prima volta nella storia della Regione, finanziamo al 100% le borse di studio per gli studenti universitari del Veneto e garantiamo risorse immediate per il sostegno delle scuole dell’infanzia paritarie.

Sul fronte delle infrastrutture, abbiamo raddoppiato i fondi per la manutenzione straordinaria delle strade tramite Veneto Strade e rifinanziato la Legge 39 con 18 milioni di euro destinati ai Comuni per la sicurezza stradale. Non abbiamo dimenticato la prevenzione del rischio idraulico, aggiungendo 9 milioni di euro agli stanziamenti già programmati.

Avete scelto di non aumentare l’addizio-

nale IRPEF, nonostante le critiche delle opposizioni. Come pensate di sostenere questa strategia nel lungo periodo?

La nostra strada è quella dell’e icienza e della sussidiarietà, non dell’aumento della pressione fiscale. Puntiamo molto su “Venexus”, un’iniziativa del Presidente Stefani che permette alle imprese di far confluire risorse destinate a scopi sociali e sanitari direttamente in progetti regionali, liberando così fondi per altre iniziative. Inoltre, attendiamo per giugno l’approvazione del federalismo fiscale. L’auspicio è che una parte consistente delle tasse pagate dai veneti rimanga finalmente sul territorio, garantendoci maggiore autonomia finanziaria. Quali i prossimi impegni in questo periodo non facile?

Da maggio inizieremo il “bilancio partecipativo”: incontreremo sindaci, sindacati e associazioni di categoria per condividere le scelte in vista del prossimo esercizio economico. Nel segno della condivisione e della responsabilità.

Trasporti. L’assessore regionale Diego Ruzza

“Biglietto unico, avanti con la sperimentazione”

Assessore Diego Ruzza, tra cinque anni che tipo di mobilità troveranno i cittadini veneti?

L’obiettivo condiviso con il Presidente Stefani e l’intera Giunta è consegnare un Veneto moderno, e icace e realmente fruibile. Stiamo lavorando per portare a termine la riforma del trasporto pubblico locale (TPL) basata sulla Legge n. 8 del 2025. La Regione tornerà a essere protagonista come coordinatrice dei distretti, con l’intento di uniformare il servizio e correggere le criticità attuali. Il mondo degli spostamenti sta cambiando e dobbiamo rispondere alle esigenze non solo dei centri urbani, ma soprattutto delle periferie e delle aree extraurbane.

Da anni si parla del “biglietto unico”. Quali i tempi e le risorse?

Per trasformare questo progetto in realtà, abbiamo già iniziato a stanziare risorse a bilancio per la progettazione e la sperimentazione. L’idea è un sistema moderno tramite app che permetta a turisti, pendolari e studenti di muoversi tra traghetti, autobus e treni regionali con un solo titolo di viaggio. È un’operazione complessa vista la varietà del nostro territorio, che spazia dal mare alla montagna. L’obiettivo è arrivare a una fase di sperimentazione concreta nei prossimi due anni.

Un punto critico sono i collegamenti ferroviari con gli aeroporti. Quando potremo arrivare in treno al Marco Polo di Venezia o al Catullo di Verona?

Non voglio fare promesse a vanvera, quindi non fornirò date certe finché non saremo pronti, ma posso garantire che i progetti stanno procedendo rapidamente, sia su Venezia che su Verona. Per Verona, l’obiettivo è collegare il Catullo alla stazione di Porta Nuova e alla sponda orientale del Lago di Garda. Riuscire a portare il treno direttamente in questi due scali rappresenterebbe un salto di qualità enorme per tutta la regione.

Il trasporto su gomma appare oggi molto

frammentato. Come intendete riorganizzarlo? Stiamo definendo con Province e Comuni i “bacini ottimali” per uniformare i flussi di utenza. La vera svolta sarà la creazione di un’Agenzia Regionale, prevista dalla Legge 8/2025, che gestirà questi bacini in una “triangolazione perfetta” tra Regione, aziende e territorio. Questo nuovo modello genererà ritorni economici che verranno reinvestiti nel TPL, permettendoci di aumentare le corse anche nelle zone più lontane dai centri. Solo o rendo servizi capillari possiamo incentivare lo “shift modale” e togliere auto dalle strade. Infine, capitolo sicurezza stradale. Cosa bolle in pentola per i Comuni?

Con l’approvazione del bilancio 2026 rifinanzieremo la Legge 39 con 18 milioni di euro. Questi fondi daranno risposta a circa cinquanta Comuni per interventi su viabilità e sicurezza di pedoni, ciclisti e automobilisti. Una volta assegnate le risorse, i Comuni avranno un anno di tempo per aggiudicare le gare e iniziare i lavori: vogliamo che i cantieri partano subito.

• (R.R.)

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Filippo Giacinti
Diego Ruzza

L’iniziativa. Al Forum Lavoro di Trento la presentazione con l’intervento del professor Carlo Cottarelli

CARTA, RADIO E WEB: IL GRUPPO EDITORIALE LA PIAZZA RACCONTA ANCHE IL TRENTINO

“Noi proviamo sempre a fare una cosa di icile: dare ai territori oltre alla rappresentazione di ciò che sta accadendo, anche una prospettiva della direzione che le comunità stanno prendendo”. Una frase dell’editore del gruppo La Piazza - LaPiazzaweb e Radio Veneto24 che esemplifica benissimo perché a Trento lo scorso 9 aprile il gruppo abbia deciso di invitare il professore Carlo Cottarelli a tenere a battesimo al Castello del Buonconsiglio la presentazione di Radio Trentino24 e dell’edizione di Trento de La Piazza. Pochi in Italia infatti sono in grado di raggiungere vette di chiarezza e di solidità accademica nell’indicare ad un pubblico vasto, e non per forza così informato sulle dinamiche della macro economia, prospettive di futuro. E così la presentazione di radio ed edizione cartacea e online sono diventate occasione per una lezione sul futuro del Trentino, del Nord Est e di questo pezzo di mondo che chiamiamo Italia. Non poteva esserci viatico migliore per spiegare appunto l’idea di fondo dei tre media che nascono in Trentino per dare una voce

in più al territorio, come ha ricordato in chiusura del convegno il nostro editore Giuseppe Bergantin, ma appunto con un approccio glocal: raccontare il particolare senza mai perdere di vista il contesto.

“Siamo qui per restare e vi diamo appuntamento all’anno prossimo” ha detto l’editore rinnovando l’intenzione appunto di rendere il Forum Lavoro un appuntamento fisso nell’agenda già fitta di eventi della primavera trentina. Ospite d’onore della giornata è stato il professor Carlo Cottarelli, economista di chiarissima fama. Prima di Cottarelli, che ha spiegato le dinamiche che rendono più faticoso che in altre regioni d’Europa, mantenere la competitività nel Nord Est d’Italia, hanno preso la parola il sindaco di Trento Franco Ianeselli e il vice presidente della Provincia, con delega al lavoro, Achille Spinelli.

“La situazione del Trentino è positiva dal punto di vista occupazionale e mantiene il trend degli ultimi anni, senza segnali di cedimento” ha detto Spinelli. “Dobbiamo intervenire su demografia, competenze e innovazione tecnologica che incideranno profondamente sulle dinamiche del lavoro

nel prossimo futuro - ha aggiunto -. Per questo abbiamo avviato un percorso di crescita dei salari e delle retribuzioni, un patto sviluppato all’interno delle categorie economiche e sindacali con i quali siamo impegnati nella costruzione di politiche di stimolo rivolte ai settori industriali, per sviluppare ulteriormente politiche di welfare e benessere lavorativo. Abbiamo poi diversi indicatori che dimostrano come l’attivazione femminile sul nostro territorio sia significativa”. Carlo Cottarelli

ha sottolineato durante la sua esposizione le ripercussioni relative alle recenti tensioni internazionali in Medio Oriente. “Lo shock energetico dovuto all’incertezza geopolitica globale - ha aggiunto - può portare a inflazione, recessione e quindi ad un più alto rischio di perdere il lavoro e in generale a una crescita minore del reddito delle famiglie. Servono interventi immediati come aiuti economici per sostenere chi è in di icoltà mentre nel lungo periodo la priorità deve essere liberarsi dalla schiavitù

degli idrocarburi, sia con le rinnovabili ma anche con l’energia nucleare”. “Essere parte di un momento tanto importante per comprendere i nostri territori è per noi una grande sfida e motivo di soddisfazione; con la nostra nuova proposta editoriale locale vogliamo raccontare il Trentino in modo fruibile da tutti in forma gratuita”, ha concluso l’editore Bergantin.

La presentazione a Trento L’editore Giuseppe Bergantin

IL PERSEVERARE DI BARBARA CODOGNO, “DIABOLICO” E SENZA COMPROMESSI

“Una cosa mi diverte: si parla spesso di personaggi storici, reali, che poi sulla carta diventano romanzeschi. Io faccio il contrario: il mio è un personaggio tutto inventato, eppure dalla carta nasce un personaggio reale”

Giornalista, scrittrice, curatrice d’arte, viaggiatrice… Barbara Codogno riesce a vivere mille vite diverse, tutte controcorrente.

“Perseveranza” (Apogeo Editore), il nuovo romanzo di Codogno, è una storia disturbante e a ascinante. Una storia che racconta il lato oscuro della nostra società e che mette il lettore di fronte a una serie di provocazioni impossibili da ignorare. Un libro da leggere, insomma. Per questo ho incontrato Codogno per approfondire insieme a lei i tanti spunti del suo splendido romanzo.

“Perseveranza” è un libro che non fa compromessi. Da dove sei partita per raccontare questa storia?

L’incipit è un fatto reale: un violinista che a un concerto resiste alla sua tosse fino alla fine dell’esecuzione del pezzo. Ricordo benissimo: ero al Pollini di Padova e ne rimasi impressionata. Cominciai a riflettere sulla fatica che aveva fatto quel musicista: resistere a qualcosa di fisico per un bene più grande. Da qui l’idea di parlare di un uomo che, invece, non aveva mai amato nulla che gli fosse valso la decisione di uno sforzo.

La genesi di questo romanzo è stata molto lunga, come mai?

Io non sono una scrittrice prolifica, ho sempre tempi lunghi. Inseguo idee,

intuizioni. Il mio processo di scrittura prevede che il personaggio si incarni in me: finché non lo sento pronto, non scrivo. E non faccio progetti, non so che cosa succederà… il personaggio prende vita da solo e mi guida nella scrittura. Poi sai, io scrivo amalgamando tutto: pensiero, parola, voce narrante… tutto in un unico flusso continuo e anche questo comporta che io debba entrare in quel particolare stato emotivo che mi permette una fusione perfetta.

Lo stile di questo libro è molto personale, un flusso di coscienza in cui si mescolano più piani temporali, realtà e percezione, memoria e invenzione, lampi e oscurità. Come nasce una scrittura così potente?

Ti svelo un segreto. Dopo la laurea in filosofia ero in crisi, mi avvicinavo al giornalismo e alla curatela d’arte ma i primi passi mi trovarono timida e spaesata. Così decisi di fare un corso di teatro. In città era arrivato il figlio di Lee Strasberg, John. Faceva delle audizioni e io mi presentai con una cosa super drammatica in stile Carmelo Bene, della serie: spiriti, apparite! Strasberg rise come un pazzo e mi scelse perché a suo avviso avevo incredibili potenzialità comiche. Quel suo corso mi ha cambiato la vita. Sul paco lui interrompeva la tua recitazione,

chiedendoti: ma il personaggio ha fatto colazione? E fuori che tempo fa? Ti spiazzava! È stata una rivelazione che poi è confluita nella scrittura: il personaggio è nel mondo: dentro alla pagine ma soprattutto fuori da queste. Il personaggio è pensiero, corpo, vita. Una lezione che ha lasciato il segno. Il tuo è un romanzo che non rassicura il lettore. Negli ultimi anni, invece, si sono moltiplicare opere rassicuranti, che cercano di mettere le cose a posto. Cosa ne pensi? Credo di essere per natura lontana dal mainstream. Oggi o devi mettere in piazza il tuo disagio, con storie tipo che sei guarita da un male incurabile, che hai un passato da tossico, oppure che la vita è bellissima e che felicità sta nelle piccole cose. Una ipocrisia provinciale, una menzogna banale

che edulcora la vita reale. Ma non parlerei di amore per la verità: nel mio caso è gusto estetico. Una cosa mi diverte: si parla spesso di personaggi storici, reali, che poi sulla carta diventano romanzeschi. Io faccio il contrario: il mio è un personaggio tutto inventato, eppure dalla carta nasce un personaggio reale, che vogliamo comprendere con categorie psichiche e sociali. Strano cortocircuito. Di cui sono ovviamente orgogliosa! Il tuo protagonista, Berto, è una persona ributtante. Quanto è stato di icile “scriverlo”, raccontarlo?

Entrare in contatto con lui è stato molto complesso. Poi è scattata la scintilla e tutto quello che per 4 anni avevo accumulato pensando a lui l’ho sputato sulla carta in meno di un mese. Certo, Berto è un vero stronzo,

ma sai che molte persone a lettura ultimata mi han detto: beh, ma anche io mi sento un po’ Berto… perché chi di noi non ha augurato la morte al tipo che ti so ia il parcheggio? Io credo che Berto sia anche la parte oscura e inconfessabile di noi tutti. Una parte eh? Lui è uno stronzo con s maiuscola.

Oltre alla scrittura sei impegnati su diversi fronti artistici: hai altri progetti di cui ci vuoi parlare?

Ti ho appena citato un grandissimo regista rumeno, io ho la fortuna di avere in copertina un’opera di Radu Belcin, grandissimo pittore anche lui rumeno. Che assieme a Flavia Pitis e ad altri grandi artisti sarà protagonista di una mostra dedicata alla pittura contemporanea che curerò a settembre a Padova. La mostra titola: “Sul futuro del corpo”. E come vedi, io sempre là torno: il corpo è la centralità della mia indagine. Corpo inteso come un tutt’uno di carne, pensiero, ambiente, parola… in questo caso il futuro del corpo è il futuro del corpo della pittura oggi in grande trasformazione.

• Giacomo Brunoro

•

Chi è Giacomo Brunoro

Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.

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Sintoniz zati

RÈ un intervento che riguarda il comfort, l’efficienza energetica, la funzionalità degli spazi e, sempre più spesso, anche il valore economico dell’immobile stesso, quella componente silenziosa che nessun preventivo esplicita mai ma che alla fine incide sul risultato finale quanto le piastrelle scelte o il colore delle pareti. È in questo contesto che opera Ionelly Interni, realtà con sede ad Abano Terme che da oltre quindici anni affianca privati e aziende in progetti di riqualificazione completi, con un approccio che ha il merito della chiarezza: un unico interlocutore, un servizio chiavi in mano, un percorso seguito dalla progettazione fino alla consegna finale senza che il cliente debba fare da regista tra figure professionali diverse che difficilmente parlano la stessa lingua.

attenzione all’isolamento termico e acustico, con una soluzione che rappresenta oggi uno dei suoi punti di forza più riconoscibili: il cappotto a secco. Un sistema che consente di migliorare l’efficienza energetica degli edifici riducendo i consumi e garantendo un comfort abitativo costante durante tutto l’anno, senza le lungaggini e l’impatto di un cappotto tradizionale. Queste soluzioni si rivelano particolarmente efficaci non solo nelle ristrutturazioni residenziali, ma anche negli interventi su hotel, bed and breakfast e spazi commerciali, dove la rapidità dei lavori e la continuità dell’attività rappresentano fattori decisivi. Ionelly Interni ha sviluppato nel tempo un’organizzazione capace di operare in tempi contenuti, riducendo al minimo l’impatto su clienti e attività in corso: un dettaglio che per un albergo che non può permettersi di chiudere le camere, o per un ufficio che deve restare operativo, non è un dettaglio affatto.

Alla base di ogni intervento c’è una filosofia che si traduce in abitudini concrete: preventivi chiari, rispetto delle tempistiche, materiali certificati e attenzione ai dettagli che costruiscono nel tempo un rapporto di fiducia difficile da trovare in un settore dove le promesse sono spesso più generose dei risultati. Perché ristrutturare, oggi, significa molto più che cambiare un ambiente: significa migliorare il modo in cui lo si vive ogni giorno, e affidarsi a chi sa farlo fa tutta la differenza.

Accanto alla riorganizzazione degli spazi, l’azienda pone grande

Dal cartongesso al cappotto a secco, dal residenziale

Educazione, territorio e futuro: quando impresa e scuola

crescono insieme

DESPAR NORD E LE SCUOLE: UN IMPEGNO

CHE NUTRE LE NUOVE GENERAZIONI

Dalla sana alimentazione ai progetti per la didattica: vent’anni di iniziative per accompagnare bambini, famiglie e insegnanti verso uno stile di vita più consapevole

Un percorso condiviso con le istituzioni scolastiche, le amministrazioni pubbliche, il mondo dell’associazionismo locale e quello delle imprese territoriali del mercato agroalimentare. Questo il programma di lungo corso e ampio respiro che Despar Nord ha intrapreso nell’ultimo ventennio per diventare partner di percorsi e progetti educativi a favore dei più piccoli, favorendo la di usione delle buone pratiche per la migliore educazione alimentare, raccontando l’importanza dei corretti stili di vita e dell’attività fisica, incoraggiando la conoscenza dell’ambiente e della natura e sostenendo la didattica nelle scuole. Un piano di idee e iniziative per investire con responsabilità nel futuro delle comunità e generare valore condiviso nei territori in cui il marchio dell’Abete è presente. Negli anni, queste iniziative sono cresciute e si sono trasformate, coinvolgendo sempre più insegnanti, studenti e famiglie. L’obiettivo è rimasto lo stesso: unire apprendimento e diverti-

mento, portando nelle scuole – ma anche fuori – esperienze nuove, stimolanti e coinvolgenti.

Tra i progetti più rappresentativi c’è “Le Buone Abitudini Despar”, un vero e proprio punto di riferimento per l’educazione alimentare nato con l’obiettivo di supportare scuole e famiglie nel raggiungere un concetto ampio di qualità della vita, con particolare attenzione ai temi della sana alimentazione e dell’adozione di stili di vita salutari. Nato per promuovere corretti stili di vita tra i più giovani, dal suo avvio vent’anni fa ha coinvolto numerosi comuni del Veneto, promuovendo il coinvolgimento e l’adesione di centinaia di insegnanti e migliaia di alunni, diventando un’occasione preziosa per parlare di benessere in modo semplice e concreto.

Il progetto accompagna bambini, insegnanti e famiglie lungo tutto il percorso della scuola primaria, grazie a programmi pensati su misura per ogni classe e sviluppati insieme a specialisti del settore. Un

percorso educativo completo, che aiuta a costruire abitudini sane fin da piccoli. Negli ultimi mesi, “Le Buone Abitudini” ha preso vita anche in modo nuovo e originale, trasformando alcuni punti vendita Interspar in vere e proprie aule didattiche.

A Bassano del Grappa, oltre 250 bambini di sei scuole tra infanzia e primaria hanno partecipato a laboratori dedicati alla scoperta della piramide alimentare. Guidati da un’educatrice professionista, hanno imparato a riconoscere i diversi

gruppi di alimenti e a capire quanto sia importante seguire una dieta varia ed equilibrata. A Castelfranco Veneto, invece, i più piccoli sono stati accompagnati in un viaggio fatto di storie, profumi e colori. Attraverso il racconto animato di una cantastorie e attività manuali ed esperienziali, i bambini hanno esplorato il mondo dei legumi, delle spezie, delle erbe aromatiche e dei cereali, scoprendone caratteristiche, sapori e proprietà. Accanto a questi percorsi educativi, Despar Nord sostiene concretamente

anche la didattica nelle scuole di tutta Italia con iniziative come “Scuola Facendo” e “Stickermania”. Solo negli ultimi due anni, questi progetti hanno permesso di raccogliere oltre 1,1 milioni di euro, destinati all’acquisto di materiali e attrezzature per più di 4.700 scuole, tra istituti pubblici e paritari di ogni ordine e grado. Un impegno che va oltre il semplice sostegno economico: è una scelta che guarda lontano, mettendo al centro le persone, l’educazione e il futuro delle nuove generazioni.

Dalla natura al supermercato: i bambini scoprono la biodiversità con Despar Nord

Imparare a rispettare l’ambiente partendo da esperienze concrete, da vivere con curiosità e meraviglia. È questo lo spirito del nuovo percorso educativo avviato da Despar Nord, pensato per avvicinare i più piccoli ai temi della sostenibilità e della tutela degli ecosistemi. Per farlo, l’azienda ha scelto di collaborare con Moretto Farm, una realtà trevigiana giovane e innovativa che ha fatto della sostenibilità la propria missione. Qui, infatti, si applicano ogni giorno i principi dell’economia circolare e si lavora per proteggere e valorizzare la biodiversità, attraverso attività come l’acquaponica e l’apicoltura sostenibile. Moretto Farm è anche una delle eccellenze promosse da Despar Nord all’interno del progetto “Sapori del Territorio”, nato per dare valore alle produzioni locali e sostenere uno sviluppo responsabile, legato alla qualità e al

rispetto dell’ambiente.

Proprio da questa collaborazione è nato un percorso educativo speciale, che ha visto protagonisti gli alunni delle classi terze della scuola primaria “Ugo Foscolo” di Montebelluna (TV).

La prima tappa si è svolta direttamente in azienda, dove i bambini hanno potuto osservare da vicino la serra acquaponica e scoprire come nasce il miele, imparando a conoscere i processi naturali e le tecniche sostenibili utilizzate.

Il percorso si è poi concluso all’Interspar di Montebelluna, trasformato per l’occasione in uno spazio di condivisione e scoperta. Qui i bambini hanno ripercorso il viaggio del miele e presentato disegni, lavori e riflessioni nati dall’esperienza vissuta, diventando veri protagonisti di un progetto che lega natura, cibo e lavoro.

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Padova, nuova governanceper la sanità: Fortuna ridisegnai vertici dell’Azienda ospedaliera

Sintoniz zati sul

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Si completa il nuovo assetto ai vertici dell’Azienda Ospedale-Università di Padova. Con l’insediamento del direttore generale Paolo Fortuna, prende forma la squadra che guiderà uno dei poli sanitari più rilevanti del Veneto, tra continuità e nuove nomine. Il primo tassello riguarda la direzione sanitaria, affidata alla dottoressa Carla Destro, che succede al dottor Michele Tessarin.

Per Destro si tratta di un ritorno a Padova dopo l’esperienza maturata all’Ulss 5 Polesana, dove ha ricoperto un ruolo chiave nella direzione medica ospedaliera e nella gestione del rischio clinico. Un profilo tecnico e gestionale che punta a rafforzare l’organizzazione dei servizi e la qualità dell’assistenza.

Nel segno della continuità, invece, la scelta sul fronte amministrativo: Fabio Perina resta al suo posto, incarico che ricopre dal marzo 2021. Una conferma che garantisce stabilità nella gestione economica e organizzativa dell’azienda, in una

fase di trasformazione e rilancio. Il terzo pilastro della nuova governance è rappresentato dal professor Paolo Simioni, nominato direttore scientifico per i prossimi quattro anni. Succede al professor Paolo Navalesi e porta con sé un profilo di alto livello nel panorama della medicina padovana e nazionale. Il suo incarico sarà centrale per il coordinamento della ricerca e per il rafforzamento del legame tra attività clinica e innovazione scientifica. La nuova squadra delineata da Fortuna mette insieme competenze consolidate e nuove energie, con l’obiettivo di affrontare le sfide della sanità contemporanea: dalla gestione delle liste d’attesa al potenziamento della medicina territoriale, fino allo sviluppo della ricerca e dell’alta specializzazione. Un equilibrio tra esperienza e rinnovamento che punta a consolidare il ruolo strategico di Padova nel sistema sanitario regionale e nazionale, rafforzando un modello capace di coniugare assistenza, didattica e ricerca.

Ulss 6 Euganea, nuova direzione strategica: integrazione, trasparenza e visione i pilastri

Integrazione, trasparenza e visione. Sono questi i tre assi su cui si fonda la nuova Direzione Strategica dell’Ulss 6 Euganea, presentata dal direttore generale Patrizia Benini. Una squadra rinnovata che guiderà l’azienda sanitaria più grande del Veneto, con un bacino di quasi un milione di abitanti, quattro ospedali e una rete articolata tra distretti e servizi territoriali. Accanto alla direttrice generale entrano due nuovi direttori: Elena Debora Toffanello, 48 anni, geriatra con esperienza sia ospedaliera che territoriale, nominata Direttore Sanitario, e Francesco Favretti, 62 anni, statistico con una lunga carriera nella gestione amministrativa in ambito sanitario, scelto come Direttore Amministrativo. Confermato invece Stefano Vianello nel ruolo di Direttore Socio-Sanitario. La nuova governance punta su un equilibrio tra qualità dei servizi e sostenibilità economica. Toffanello avrà il compito di coordinare l’attività sanitaria complessiva, dall’ospedale alla prevenzione, fino alle cure

primarie e palliative, con un ruolo chiave nello sviluppo della medicina territoriale e nell’organizzazione delle case e degli ospedali di comunità. Favretti sarà invece chiamato a garantire la tenuta dei conti e la pianificazione finanziaria, governando risorse umane, approvvigionamenti, sistemi informativi e logistica, con l’obiettivo di sostenere lo sviluppo dell’azienda in un contesto di crescente complessità. Resta centrale il ruolo di Vianello, ponte tra sanità e sociale, con la responsabilità dell’integrazione tra prestazioni sanitarie e assistenza sociale e il coordinamento dei servizi dedicati ad anziani, disabili, minori e famiglie, oltre alle aree della psichiatria e delle dipendenze. Una squadra che, nelle intenzioni della direzione, dovrà rafforzare la collaborazione interna e il dialogo con i territori, in particolare con i Comuni, anche in vista dell’avvio degli Ambiti Territoriali Sociali, tassello chiave della riorganizzazione dei servizi sul territorio.

Sara Busato
Francesco Favretti, Elena Debora To anello, Patrizia Benini, Stefano Vianello

Il DG Paolo Fortuna delinea la strategia: potenziare l’eccellenza dell’Azienda Ospedale Università e migliorare la rete territoriale.

Sanità a Padova, la reingegnerizzazione al centro del nuovo modello

La direttrice indicata è la reingegnerizzazione, intesa come trasformazione profonda dell’organizzazione sanitaria basata su tre pilastri: assistenza e presa in carico, ricerca e formazione, innovazione tecnologica e digitalizzazione. A delineare questo percorso è il direttore generale Paolo Fortuna, che ha tracciato le linee di sviluppo dell’Azienda Ospedale Università di Padova, confermandone il ruolo di polo di eccellenza e attrattore per pazienti da tutto il Veneto e dall’Italia, grazie anche all’elevato volume di prestazioni. Parallelamente, la strategia punta a rafforzare la qualità della sanità sul territorio, valorizzando gli ospedali della rete. In questo quadro rientrano la concentrazione di attività specialistiche, come dialisi e riabilitazione cardiologica e ortopedica al Sant’Antonio, e il consolidamento della collaborazione con Cittadella, Camposampiero, Schiavonia e Piove di Sacco. La reingegnerizzazione implica anche un cambiamento culturale, orientato a guidare i citta-

dini verso un utilizzo più appropriato dei servizi, riducendo i tempi di accesso e migliorando l’efficacia delle cure, anche in vista del nuovo policlinico di Padova est. Centrale resta inoltre la capacità di attrarre e trattenere professionisti sanitari, in un contesto segnato da carenza di personale. Tra le priorità individuate figurano il rinnovamento organizzativo, la digitalizzazione con attenzione alla cybersicurezza, la sostenibilità e l’ascolto. L’obiettivo è anticipare i bisogni e adattare l’offerta, mantenendo un equilibrio tra eccellenza ospedaliera e sviluppo della rete territoriale.

Il Dottor Claudio Pilerci nuovo Direttore della Funzione Ospedaliera dell’Ulss 6 Euganea

Un ruolo cruciale nel coordinamento delle strutture ospedaliere per migliorare l’efficienza e la qualità delle cure

Il dottor Claudio Pilerci, classe 1965, è stato nominato Direttore della Funzione Ospedaliera dell’Ulss 6 Euganea, assumendo un ruolo chiave nell’organizzazione sanitaria dell’azienda. Dal 1° settembre 2023, Pilerci ricopriva il ruolo di Direttore medico dell’Ospedale di Piove di Sacco. Ora, con il nuovo incarico, sarà responsabile del coordinamento delle Direzioni dei quattro presidi ospedalieri aziendali (Cittadella, Camposampiero, Piove di Sacco, Schiavonia), per garantire il buon funzionamento delle attività sanitarie, l’efficienza delle strutture ospedaliere e la qualità delle cure offerte. La nomina, formalizzata con la firma del contratto con il Direttore Generale dell’Ulss 6, dott.ssa Patrizia Benini, segna un nuovo

capitolo nella carriera del dottor Pilerci, che ha alle spalle un ampio percorso formativo e professionale. Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1991 e specializzato in Igiene e Medicina Preventiva, ha completato nel 2004 un Executive Master in Management delle Aziende Sanitarie presso l’Università Bocconi di Milano e nel 2022 ha conseguito un titolo per il supporto all’attuazione del PNRR in Regione Veneto. Il dottor Pilerci ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità, tra cui quello di Direttore della Direzione Programmazione Sanitaria - LEA in Regione Veneto dal 2021 al 2023. Ora, con il nuovo incarico, porterà la sua esperienza per ottimizzare l’intera rete ospedaliera dell’Ulss 6 Euganea, assicurando una gestione integrata e una migliore presa in carico dei pazienti, con un forte coordinamento tra ospedali e territorio. L’obiettivo è quello di garantire una sanità più efficiente e orientata alla qualità delle cure.

Fascicolo sanitario elettronico, scattata la scadenza del 31 marzo per l’adeguamento delle strutture

Nuove regole per ospedali e ambulatori: referti entro cinque giorni e dati condivisi per migliorare le cure. Veneto capofila nell’utilizzo del servizio digitale, lo usano due cittadini su tre

anche in caso di accesso al pronto soccorso in un’altra zona del Paese, i sanitari potranno avere subito un quadro chiaro delle condizioni del paziente.

I numeri mostrano una crescita significativa dell’utilizzo. Tra luglio e settembre 2025, il 27% degli italiani ha consultato il Fascicolo sanitario elettronico. Il Veneto si distingue con una delle percentuali più alte: il 66% dei cittadini ha già utilizzato il servizio. Complessivamente, oltre 6,4 milioni di persone hanno effettuato almeno un accesso, mentre per circa 23 milioni di cittadini è stato caricato almeno un documento.

PResta però ancora limitata la quota di chi ha dato il consenso alla consultazione dei propri dati da parte dei medici, ferma al 44%. Molto alta, invece, la partecipazione dei medici di famiglia e dei pediatri, con oltre il 95% già presenti nel sistema.

Veneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare anche radio con una qualità audio per fetta

rosegue anche in Veneto il percorso del Fascicolo sanitario elettronico, destinato a diventare il fulcro della sanità digitale. Il 31 marzo ha segnato una data importante: entro questo termine tutte le strutture sanitarie, pubbliche e private, si sono dovute adeguare alle nuove modalità di trasmissione dei dati. L’obiettivo è rendere più semplice e immediato l’accesso alle informazioni sanitarie dei cittadini. Il Fascicolo rappresenta infatti una sorta di archivio digitale personale dove vengono raccolti documenti, esami e referti legati alla storia clinica di ciascun assistito. Attraverso questo strumento, ogni cittadino può consultare i propri dati e condividerli con medici e specialisti, favorendo cure più rapide e coordinate.

Per rendere il sistema davvero efficace, tutte le strutture dovranno utilizzare un linguaggio comune e rispettare tempi precisi: i referti dovranno essere caricati entro cinque giorni dalla visita o dall’esame. In questo modo,

Tra gli strumenti più importanti c’è il cosiddetto profilo sanitario sintetico, una scheda aggiornata dal medico di base o dal pediatra che riassume le informazioni principali sulla salute del paziente. Si tratta di un documento essenziale per permettere ai sanitari di capire rapidamente la situazione clinica, soprattutto nei casi di urgenza.

I cittadini possono accedere al Fascicolo tramite identità digitale e hanno pieno controllo sui propri dati: possono decidere chi può consultarli, modificare in qualsiasi momento le autorizzazioni e verificare chi ha avuto accesso alle informazioni. Anche la revoca del consenso è sempre possibile e non comporta conseguenze sull’assistenza sanitaria.

Fascicolo sanitario elettronico: accesso in pochi clic con i video tutorial della Regione Veneto

La Regione del Veneto punta sulla semplicità per avvicinare i cittadini al Fascicolo Sanitario Elettronico. Sono infatti disponibili una serie di video tutorial chiari e immediati, pensati per guidare passo dopo passo nell’utilizzo dei servizi sanitari online e nella gestione della propria salute digitale. I video accompagnano l’utente nelle principali funzionalità del fascicolo: dall’accesso tramite identità digitale alla consultazione di referti, ricette e documenti clinici, fino alla possibilità di monitorare il proprio percorso sanitario e avere sempre a disposizione

la propria storia medica in modo sicuro e organizzato. Non mancano indicazioni pratiche anche su come aggiornare i dati, condividere le informazioni con i professionisti sanitari e sfruttare al meglio i servizi disponibili.

I contenuti, realizzati da Give Emotions – società editrice de La Piazza, LaPiazzaweb e Radio Veneto24 – nascono con l’obiettivo di rendere più accessibili e intuitivi gli strumenti messi a disposizione dal sistema sanitario regionale, favorendone così una diffusione sempre più ampia tra gli utenti.

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