l’autonomia energetica, Bitonci: “Lavoriamo sulle concessioni”
SICUREZZA URBANA, UNA CHIMERA FRA
Con i cordoni della borsa ormai stretti dal bilancio approvato, il Consiglio Regionale del Veneto si è trasformato in un palcoscenico di scontri verbali che vanno ben oltre la semplice contabilità. È una sfida di visioni, un “botta e risposta” continuo che vede la maggioranza difendere il modello veneto e le opposizioni tentare di scardinarlo pezzo dopo pezzo. Il primo vero scontro frontale riguarda la mobilità. Carlo Cunegato, dalle file di Alleanza Verdi e Sinistra, ha scosso l’aula con un attacco durissimo: “Presidente, mentre nel resto del mondo si corre verso il futuro, nel vicentino siamo fermi a treni a gasolio che sembrano reperti archeologici. Pagare abbonamenti esorbitanti per servizi da terzo mondo è un insulto ai lavoratori”.
Non si è fatta attendere la replica dai banchi della Lega e della Civica Zaia, che hanno risposto piccati: “Non abbiamo la bacchetta magica per elettrificare migliaia di chilometri in una notte, gli investimenti sono programmati e servono tempi tecnici, non slogan”.
Ma è stato Giovanni Manildo del Partito Democratico a rincarare la dose, spostando l’asse sul sociale: “I tempi tecnici non sfamano le famiglie.
Con 25 milioni, briciole rispetto ai 19 miliardi totali, potremmo dare trasporti gratuiti agli studenti. Non farlo è una scelta politica deliberata contro i giovani”.
AZIONE E PREVENZIONE
LE BABY GANG, ARRIVA IL DASPO URBANO
Trattamento della sordità, all’Ulss 3 zero attese e richieste da tutta Italia
L’ALLARME DEI COMUNI
SOCIALE, WELFARE, PIANO CASA E GIOVANI, STEFANI: “ECCO COME
STIAMO MUOVENDO”
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LA GRAZIA, I DUBBI E LE TRAPPOLE
• Nicola Stievano
Nel suo ultimo film, La grazia, Paolo Sorrentino ci consegna l’immagine di un Capo dello Stato che abita la «bellezza del dubbio». Così nelle sale austere e silenziose del Quirinale la burocrazia non è il mostro che tutti denunciamo, ma un argine saggio, un tempo sospeso di riflessione. “La burocrazia, tutti la detestano - a erma il presidente del film - perché è lenta ma serve proprio a questo: a non prendere decisioni a rettate”.
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della Riviera del Brenta
AUTOSTRADA A4: NESSUN NUOVO CASELLO PRIMA DEL 2032
LA GRAZIA, I DUBBI E LE TRAPPOLE
Peccato che, uscendo dalla sala e tornando alla cronaca, il dubbio si trasformi in sospetto e la saggezza della procedura in una fretta che lascia storditi.
Il caso della grazia concessa a Nicole Minetti per ragioni umanitarie somiglia a un copione scritto male, dove la nobile “cura estrema dello Stato” inciampa su un nome che evoca i fantasmi di una stagione politica che è ancora lontana dall’essere archiviata e che continua a maturare i suoi frutti avvelenati. Perché tanta urgenza?
Perché quel velo di riservatezza che oggi, alla luce delle inchieste giornalistiche, appare anziché come la doverosa tutela verso un minore come piuttosto un maldestro tentativo di tenere sotto traccia una vicenda esplosiva?
n nuovo casello autostradale sulla A4 fra Mirano e Padova Est? Non è previsto dal piano economico finanziario di Cav fino al 2032. Si studierà invece la possibilità di riaprire quello nella zona di Roncoduro a Pianiga, dove si trovava prima della realizzazione del Passante e mai ripristinato nonostante le promesse. Si è concluso con questa parziale fumata nera l’ incontro nelle scorse settimane tra gli amministratori della Riviera del Brenta, del Miranese e la vicepresidente della Regione con delega alle Infrastrutture, Elisa De Berti. Il vertice era stato sollecitato con forza dal sindaco di Mirano, Tiziano Baggio, preoccupato per l’impatto di nuovi progetti come il polo logistico di Dolo. ”Nell’incontro - spiega Baggio - ci è stata data conferma che il Piano economico finanziario di Cav attuale non comprende nuovi investimenti fino alla scadenza della Convenzione nel 2032. Dalla Regione ci è stato assicurato un forte impegno alla verifica tecnica di fattibilità per un casello a Roncoduro. Sarà fatto anche uno studio del tra ico per meglio comprendere le necessità del territorio in merito all’accessibilità all’autostrada e poter programmare gli investimenti del prossimo Piano”. La posizione della Regione punta dunque sull’approfondimento tecnico. “Si è arrivati ad un percorso condiviso - ha dichiarato Elisa De Berti - ed è stata rilevata la necessità di fare un approfondimento sulla fattibilità del casello di Roncoduro. Non si tratta di realizzare esclusivamente lo svincolo, ma anche tutta l’infrastruttura di collegamento alla viabilità esistente”. L’obiettivo è ottenere un’analisi dei flussi tra Miranese e Riviera fino a Padova Est per gestire il tra ico pesante. “In seno alla Conferenza dei sindaci - conclude De Berti - è emersa la necessità di prevedere il coinvolgimento di Veneto Strade, Città Metropolitana ed Anas per dare risposte veloci”. Nonostante il percorso avviato, resta il nodo delle tempistiche per il sindaco di Mirano Tiziano Baggio per il quale il tema dei tempi, almeno 10 anni se si attende il nuovo piano di investimenti, è reale “perché il territorio ha bisogno di risposte rapide”. Bisogna insomma iniziare a lavorarci subito per essere pronti nel caso in cui si aprano spiragli prima.
• Alessandro Abbadir
Si sta valutando la riapertura a Pianiga, dove si trovava prima della costruzione del Passante
A squarciare l’esile velo del silenzio è un’inchiesta giornalistica che prima rende pubblico il provvedimento firmato dal Presidente della Repubblica e in seguito ne svela i tanti lati oscuri, dagli intrighi in Venezuela in cui a farne le spese sono proprio dei bambini indifesi, alle visite fantasma in ospedali italiani che si a rettano a smentire contatti o consulenze. Se queste fondamenta crollano, non siamo più di fronte a una scelta politica discutibile o ad una decisione che può sembrare superficiale ma a un vero e proprio corto circuito istituzionale. Nel caos che ne è seguito finisce anche il rimpallo delle reciproche respons-
abilità. Il Quirinale non indaga, non fa il detective, si è detto: il Presidente della Repubblica esercita il suo potere di concedere o negare la grazia sulla base di un’istruttoria tecnica che gli viene consegnata. È il Ministero della Giustizia a dover garantire la genuinità di quel fascicolo che a sua volta ha ricevuto dalla Procura che ha condotto le indagini “sul campo” e tratto le proprie conclusioni. Ma in questo passaggio qualcosa si è rotto e qualcuno ha si è lasciato prendere la mano, quantomeno, da una insolita fretta o approssimazione, che di fronte a provvedimenti così definitivi come una grazia, è sempre cattiva consigliera. Non si può permettere che lo strumento della grazia - un atto quasi sacro, per questo concesso con parsimonia dai capi di stato - venga profanato da procedure opache o, peggio, da falsità documentali. Ecco allora la richiesta di chiarimenti urgenti del Quirinale al ministro della Giustizia per fare luce su un caso che potrebbe condizionare pesantemente il confronto politico. Mentre il Governo fa quadrato attorno a un Guardasigilli sempre più in a anno e la procura corre ai ripari con un rapido supplemento di indagine, resta l’amarezza per un’istituzione che meritava più rispetto. La grazia, diceva il film, è bellezza. Qui, purtroppo, sembra rimasta solo la bruttezza di una trappola tesa alla credibilità dello Stato.
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Sicurezza/1. Il Comune
Emergenza a Dolo: pugno duro contro le baby gang, arriva il Daspo Urbano
La sicurezza urbana rappresenta da sempre un fattore determinante per la qualità della vita cittadina. La di icile gestione dei gruppi giovanili che animano le piazze e le strade dei centri è un fenomeno non semplice da interpretare e a cui rispondere con strategie e azioni risolutive. Anche in Riviera del Brenta si evidenziano forme di socialità deviate, che coinvolgono ragazzi dai 12 ai 20 anni, abituali frequentatori di spazi pubblici che si trasformano sempre più spesso in luoghi di scontri, violenze e vandalismi contro il patrimonio pubblico e la persona. Le risposte del legislatore si sono evolute attraverso il Decreto Caivano e il Decreto Sicurezza recentemente approvato che, oltre all’inasprimento delle sanzioni, ha introdotto il delitto di possesso senza giustificato motivo di “strumenti dotati di lama”, prevedendo la sanzione della reclusione fino a 3 anni, oltre ad “una sanzione pecuniaria fino a 1.000 euro a carico di chi esercita la responsabilità genitoriale sul minore”. “A Dolo - spiega il sindaco Gianluigi Naletto - gli e etti comportamentali delle baby gang hanno riguardato danneggiamenti al patrimonio, furti, risse e azioni violente contro le persone. Dinamiche gestite dalle Forze dell’Ordine che, nella maggioranza dei casi, sono amplificate da uno stato di alterazione psicofisica da alcool e sostanze stupefacenti, prevalentemente messe a
disposizione da pubblici esercizi, sanzionati”. Ma non basta. “Oltre a delle passeggiate di controllo e di segnalazione ai militari dell’Arma da parte di un gruppo di volontari, di fronte ad una sempre più complicata gestione dei fine settimana - sottolinea il sindaco - si è ritenuto di introdurre anche il “Daspo Urbano”; ovvero il divieto o la limitazione di accesso in caso di comportamenti che minano la sicurezza urbana in alcune aree sensibili del paese. Ad esempio: scuole, biblioteche e sale di studio, luoghi di culto, cimiteri, monumenti, parchi, piazze, parcheggi, impianti sportivi, presidi sanitari, aree produttive e di mercato”. Si tratta di una misura di prevenzione amministrativa, finalizzata a tutelare la sicurezza del territorio, garantire la serena fruibilità e il decoro di specifiche aree del paese evitando comportamenti contro la legge che turbino l’ordine pubblico. L’intenzione è di arricchire il sistema educativo locale alla convivenza civica, con una nuova misura di prevenzione rivolta a chi lede il rispetto dell’altro e il bene di tutti. Nel dettaglio, la procedura prevede un ordine di allontanamento immediato di 48 ore da parte dell’agente accertatore, seguito, se l’ordine non viene rispettato, da un possibile divieto di accesso ad aree urbane emanato dal Questore della durata fino a 12 mesi. All’ordine di allontanamento si aggiungono sanzioni
Progetti e inclusione come forma di prevenzione del disagio giovanile. In questi anni il Comune di Mira ha ampliato i servizi rivolti ai ragazzi e alle ragazze. E’ stato aperto il Centro Oasi, ad Oriago, vicino alla Biblioteca. Uno spazio che vede la presenza di operatori qualificati che accompagnano i ragazzi nelle loro attività. “Questo spazio - spiega il sindaco di Mira Marco Dori - si aggiunge al Centro Dedalo, attivo da tempo e che è cresciuto sempre di più, promuovendo arte, cultura
e inclusione”. Dopo un periodo di sperimentazione, Il Comune ha deciso di raddoppiare i giorni di apertura del centro, che viene frequentato in media da 40 di ragazzi alla volta. “Sul nostro territorio continua poi ad essere attivo un servizio di operatori di strada dedicato, con compiti di attenzione verso i giovani e alla loro inclusione - aggiunge il sindaco Marco Dori. Il fenomeno delle baby gang non ha per il momento attecchito, mentre si sono ridotti di molto i casi di vandalismo, soprattutto
pecuniarie (da 100 a 300 euro) con applicazione ai genitori dei minori da 14 anni in su. La violazione del divieto di accesso alle aree urbane comporta l’arresto da 6 mesi a 1 anno. Le novità previste dal regolamento di polizia urbana dolese saranno
I vandalismi nelle scuole a Mira sono calati con l’installazione delle telecamere
nelle scuole”. “L’educazione è fondamentale nella prevenzione - spiega il sindaco - ma in questi anni ha dato frutto anche l’installazione di sistemi di videosorveglianza nei pressi delle scuole del nostro territorio, in particolar modo nelle medie, dove in passato c’erano stati diversi episodi”. “Quando ne ho ravvisato la necessità – ricorda e conclude il sindaco Dori - in questi anni non ho mancato di fare ordinanze contro il consumo di alcol e per il rispetto della quiete pubblica, penso a quanto
presentate in queste settimane a tutti gli studenti delle scuole medie e superiori, insieme ai gestori di pubblici esercizi, commercianti e residenti interessati.
• Alessandro Abbadir
accadeva in Piazza San Nicolò o al parco di via Gramsci o presso altri locali”.
• (a.a.)
Controlli dei carabinieri in centro a Dolo
Sicurezza/2. Presentati a Palazzo
Ducale
i dati dell’attività della Polizia di Stato nel territorio nel 2025
Veneziano nella morsa della criminalità: il dossier shock della Questura
L’ attività della Polizia di Stato a Venezia per mantenere la sicurezza sul territorio urbano e metropolitano è stata intensa per tutto il 2025. I dati operativi sono stati resi noti nelle scorse settimane durante la cerimonia tenutasi, nella prestigiosa cornice di Palazzo Ducale a Venezia, in occasione del 174° anniversario della fondazione del Corpo. L’evento si è svolto alla presenza del sottosegretario di Stato al Ministero della Giustizia, Andrea Ostellari, e del Prefetto di Venezia, Darco Pellos. Durante la manifestazione, sul porticato adiacente alla Porta della Carta, sono stati allestiti banchetti espositivi delle varie specialità e degli u ici della
Questura per coinvolgere i cittadini e far conoscere le attività quotidiane della Polizia. I numeri del 2025 delineano un impegno capillare: nel corso dell’anno sono stati arrestati complessivamente 258 adulti e 5 minorenni, mentre 2.108 persone sono state denunciate in stato di libertà (di cui 156 minori). Le identificazioni totali sono state 55.372, con 9.765 veicoli controllati e 45 sequestrati. Si è intensificata significativamente la lotta al narcotra ico, con il sequestro di oltre 8 chili di cocaina, 2 di eroina e 9 tra marijuana e hashish. Sul fronte della pubblica sicurezza, sono state sequestrate 192 armi e ben 183 chili di esplosivi. Particolare attenzione è stata
rivolta al contrasto della violenza di genere, con 234 ammonimenti legati a maltrattamenti in famiglia e stalking, un dato in crescita rispetto al passato. Sul fronte dell’immigrazione, sono state espulse con decreto ad hoc 209 persone: 129 sono state trattenute nei centri per il rimpatrio, mentre per 37 è scattato l’accompagnamento immediato alla frontiera. I controlli ai varchi internazionali hanno registrato numeri imponenti: 3 milioni e mezzo di stranieri identificati all’aeroporto (con 260 respingimenti) e 2.000 identificati nell’area portuale. Anche la sicurezza nei trasporti ferroviari ha visto un presidio costante tra Mestre, Venezia e la provincia, con quasi
69.000 persone identificate, 16 arresti e 566 denunce. La Polizia Postale ha monitorato migliaia di social network e 827 siti con contenuti pedopornografici, portando a 9 arresti e 67 denunce. Sul fronte amministrativo, sono stati rilasciati 45.659 passaporti e condotti 179 controlli su esercizi commerciali e circoli, con 33 persone denunciate. La Polizia Stradale ha invece rilevato 453 incidenti ed elevato 16.662 contravvenzioni per un
totale di 1.819.892 euro, con 12 arresti, 205 denunce, 70 auto sequestrate e 134 fermi amministrativi. Infine, il legame diretto con la cittadinanza è testimoniato dalle 80.000 chiamate giunte al 113 e dalle oltre 2.000 segnalazioni tramite l’app YouPol, strumento prezioso per contrastare bullismo, spaccio e violenza domestica.
Igruppi di controllo del vicinato a Mira aumentano. Attualmente in tutto il comune sono attivi 57 gruppi, di cui 15 aperti nell’ultimo anno, per un totale di 1.242 nuclei familiari collegati nelle chat (+43% rispetto al 2019, anno d’inizio dell’attività). Tante persone insomma unite dall’impegno comune di segnalare presenze e azioni sospette alle Forze dell’ordine tramite chiamata al numero d’emergenza o con l’app YouPol. Nel corso del 2025 a Mira sono stati svolti 10 incontri formativi itineranti nelle varie frazioni del territorio. E’ stata fatta la mappatura delle aree dove il Cdv è presente. Sono state avviate collaborazioni con i gruppi di Comuni vicini. Per il 2026 l’obbiettivo dei gruppi di vicinato di Mira è consolidare il sistema di sorveglianza volontaria. E’ prevista un’iniziativa di “categorizzazione” delle segnalazioni, per avere più chiaro il quadro delle chiamate alle forze dell’ordine, fotografando anche la tipologia di reati; nonché la condivisione via chat di “pillole di sicurezza” per una più e icace condivisione delle informazioni al fine di migliorare sia il monitoraggio che le segnalazioni. Il Cdv è uno dei tasselli della politica di sicurezza messa in campo dall’amministrazione comunale. Utilissimo nella prevenzione
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soprattutto dei furti, assieme all’attività quotidiana svolta dalla Polizia locale, al sistema di uso di videosorveglianza ai varchi di lettura delle targhe sulla viabilità cittadina, al potenziamento dei servizi serali della stessa Polizia locale.
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• Alessandro Abbadir
La squadra mobile
Ambiente. Progetto da 24 ettari ai confini con Campagna Lupia: scatta il fronte del
AGRIVOLTAICO, I COMUNI FANNO MURO E CHIEDONO
LA VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE
Un imponente progetto per la realizzazione di impianti agrivoltaici rischia di calare dall’alto sul territorio mirese, ai confini con Campagna Lupia. L’operazione prevede un’estensione di 24 ettari per una potenza complessiva di 16,95 MW. La prospettiva ha fatto scattare la protesta dei due enti locali, i quali chiedono con fermezza che l’intervento sia assoggettato alla Via (Valutazione di Impatto Ambientale). Il progetto, denominato “Mira AgriPV” e presentato dalla società milanese Tetra Solare 2 Srl, interessa per la stragrande maggioranza il Comune di Mira. I numeri sono rilevanti: su una superficie pari a circa 34 campi da calcio, è prevista l’installazione di 22.906 moduli fotovoltaici e 811 stringhe. L’area in cui sorgerà la distesa di pannelli solari si trova peraltro a pochi chilometri dai siti di Lughetto e Sambruson di Dolo, dove dovrebbero sorgere due impianti di accumulo energetico Bess
(Battery Energy Storage System), già finiti nel mirino delle proteste dei comitati locali. Contro questi impianti a Campagna Lupia è sorto il comitato “Tutela Lughetto”. Netta la contrarietà del sindaco di Mira, Marco Dori: “Anche noi abbiamo espresso parere preventivo negativo - dichiara Dori - condividendo le perplessità di Campagna Lupia. Il Comune di Mira ha da poco approvato il Pat, nel quale è scritto che le aree di pregio agricolo devono essere tutelate dalle speculazioni sull’agrivoltaico. Nulla contro le energie rinnovabili, ma andrebbero prima sviluppati i tetti. Inoltre i territori sono scavalcati. È necessario un cambio di registro. Basta cose calate dall’alto”.
Anche il sindaco di Campagna Lupia, Alberto Natin, ha espresso parere non favorevole, sottolineando le fragilità idrauliche della zona. “Parliamo di un territorio che conosce già situazioni di criticità – evidenzia Natin – l’impianto
interferisce con un bacino che convoglia le acque meteoriche verso Campagna Lupia. In passato abbiamo già vissuto episodi di esondazione importanti e proprio per questo ci saremmo aspettati uno studio idraulico più approfondito”. “Oggi questi progetti (tra agrivoltaico e sistemi di accumulo) - continua - vengono presentati separatamente, ma è evidente che gli e etti sul territorio si sommano”. Per questo, aggiunge Natin, “è necessario trattare la questione in modo unitario, così da valutare in maniera completa e trasparente gli impatti complessivi, non solo ambientali ma anche e soprattutto sanitari”. Il tema è stato portato anche all’attenzione della Conferenza dei Sindaci della Riviera del Brenta. “Abbiamo condiviso queste preoccupazioni con gli altri amministratori – precisa – trovando disponibilità e solidarietà. C’è consapevolezza della necessità di a rontare queste tematiche in modo coordinato, non
Comune per Comune”. Il timore delle amministrazioni infine è che il cumulo degli impatti energetici saturi un’area di pregio vicina alla Laguna di Venezia e ai siti della rete Natura 2000. “Non possiamo valutare questo progetto in modo isolato - conclude Natin - vista la presenza di altri interventi ener-
SILVIA NALETTO (LEGA) ENTRA IN CONSIGLIO COMUNALE
“Sono felice e orgogliosa per l’opportunità che mi è stata concessa. Metterò a disposizione il mio entusiasmo al servizio dei cittadini che hanno più bisogno”. Con queste parole Silvia Naletto si è presentata u icialmente ai cittadini di Mira come nuova consigliera comunale di minoranza della Lega – Liga Veneta. Nel suo intervento, Naletto ha voluto ringraziare quanti, negli anni, le hanno dimostrato fiducia: “Anche se a distanza di quattro anni, desidero ringraziare tutte le persone che hanno creduto in me”. Un ringraziamento particolare è stato rivolto ad Andrea Martellato (consigliere uscente) “per il lavoro svolto e per l’opportunità che mi è stata data”. Da anni militante della Lega, Silvia Naletto è membro del direttivo di
getici nel territorio. Il rischio è quello di una concentrazione eccessiva di infrastrutture con e etti diretti sulle famiglie che vivono tra Campagna Lupia, Sambruson e Camponogara”.
• Alessandro Abbadir
sezione e ricopre il ruolo di responsabile provinciale del Dipartimento Disabilità della provincia di Venezia. Amante della natura e da sempre attenta alla tutela degli animali, ha sottolineato il proprio impegno “a fianco delle associazioni del territorio ed in difesa delle tradizioni”. Guardando al periodo di mandato che resta, la neo consigliera ha indicato le sue priorità: “In questo ultimo anno cercherò di aiutare concretamente le persone che fanno fatica ad arrivare a fine mese. Particolare attenzione sarà riservata alle persone con disabilità, ai cittadini più fragili e, più in generale, a chi si trova in condizioni di bisogno”.
• (a.a.)
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Cultura. L’assessore comunale Albino Pesce fa il bilancio della stagione conclusa
RASSEGNE TEATRALI MIRESI, REGISTRATO IL TUTTO ESAURITO
C’è stato il tutto esaurito per i 9 spettacoli della stagione di prosa al Teatro dei Leoni di Mira. Pienone all’evento per l’Epifania. In crescita Millemondi. Ottimo il riscontro per gli incontri dedicati alle scuole. Dopo il tutto esaurito registrato per i nove spettacoli della stagione di teatro di prosa, infatti, anche le altre iniziative confermano un forte consenso di pubblico. La rassegna Millemondi, curata da La Piccionaia e sostenuta dagli assessorati alla Cultura dei Comuni di Mira e Mirano, ha proposto una ricca varietà di tecniche e generi teatrali, rivolti a diverse fasce d’età, a partire dai 3 anni. Complessivamente, tra Mira e Mirano, la rassegna ha registrato 2.160 spettatori in 8 spettacoli, con un incremento delle presenze di quasi il 20%. “Un’o erta pensata per rendere l’esperienza teatrale un’occasione di condivisione intergenerazionale, capace di coinvolgere ed emozionare pubblici diversi - spiega l’assessore alla Cultura, Albino Pesce. Grande apprezzamento per lo spettacolo gratuito dell’Epifania, ormai appuntamento fisso per le famiglie miresi, che ha registrato il tutto esaurito. In crescita anche gli abbonamenti alla rassegna Millemondi nelle diverse formule proposte. Si è conclusa, inoltre, la rassegna mirese dedicata alle scuole, che quest’anno ha previsto 22 repliche, di cui due aggiunte per rispondere alle numerose richieste degli istituti scolastici. Gli spettacoli, rivolti alle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado, hanno affrontato tematiche rilevanti quali le emozioni, l’avventura, l’inclusione, l’amicizia, la percezione di sé e le relazioni con gli altri, la famiglia e il contesto scolastico, senza dimenticare il consueto appuntamento dedicato al Giorno della Memoria. Nel complesso, la rassegna Teatro Scuola ha accolto a Villa dei Leoni 4.392 spettatori, di cui oltre il 60% costituito da studenti e docenti delle scuole del territorio. “Si tratta - sottolinea Pesce - di importanti occasioni formative che favoriscono la partecipazione attiva degli studenti, anche grazie ai momenti di confronto con le compagnie teatrali al termine degli spettacoli e al prezioso lavoro didattico svolto dagli insegnanti prima e dopo la visione”. “Quest’anno,
l’amministrazione comunale ha inoltre voluto o rire agli studenti delle classi seconde delle scuole secondarie di primo grado di Mira uno spettacolo a ingresso gratuito sul tema del bullismo - ricorda Pesce. L’iniziativa, che ha registrato il tutto esaurito al Teatro Villa dei Leoni, è stata organizzata da La Piccionaia in collaborazione con la compagnia Manifatture Teatrali Milanesi”. A seguire, si è svolto un incontro tra gli studenti e gli attori Salvatore Aronica e Francesco Errico.
• Alessandro Abbadir
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Riapre al pubblico Villa Contarini dei Leoni
Ha riaperto al pubblico Villa Contarini dei Leoni, uno dei luoghi simbolo del patrimonio storico lungo il Naviglio del Brenta. E’ partita la nuova stagione di visite a partire da inizio maggio 2026: la Villa è accessibile ogni fine settimana, il sabato e la domenica, fino al mese di dicembre, con orario dalle 11 alle 17. Edificata nel 1558 per volontà del nobile veneziano e Procuratore di San Marco Federigo Contarini (come ricorda l’iscrizione in caratteri romani (MDLVIII) sull’architrave d’ingresso) la Villa rappresenta una significativa testimonianza della stagione delle ville venete lungo la Riviera del Brenta. “Con la riapertura abbiamo restituito alla cittadinanza e ai visitatori un bene di grande valore storico e culturale - sottolinea l’assessore alla Cultura Albino Pesce - abbiamo voluto ampliare e diversificare le modalità di visita, integrando strumenti innovativi accanto alle proposte tradizionali’. Tre le modalità di fruizione previste: visita libera, visite guidate per gruppi fino a 25 persone e percorsi immersivi con tecnologia di realtà aumentata. Questi ultimi includono un tour completo della durata di circa 40 minuti, una versione ridotta di 20 minuti e un nuovo percorso “junior” dedicato ai più giovani. Le tari e sono di erenziate in base alla tipologia di visita, con agevolazioni per gruppi, famiglie e scuole. Proprio agli istituti scolastici è rivolta un’attenzione particolare: oltre alla visita, sarà infatti possibile partecipare a laboratori didattici tematici, pensati per approfondire in modo interattivo la storia della Villa e il contesto culturale del territorio. Per informazioni e prenotazioni: villaleoni@socioculturale.it Info cel 39342165 5343.
Territorio. Il dibattito sul futuro di Villa Donà delle Rose dopo l’addio delle religiose
EX MONASTERO DI MIRA PORTE, È SCONTRO SUL FUTURO DELLA STRUTTURA
Il tema dell’ex monastero delle agostiniane a Mira Porte, rimasto vuoto dopo la partenza della comunità religiosa, ha acceso nelle scorse settimane lo scontro in Consiglio comunale a Mira. Le posizioni sono distanti: da un lato ci sono le opposizioni con il capogruppo di “Coraggio Italia”, Paolo Lucarda (in foto), che paventa il rischio che l’ex convento possa diventare un ostello per indigenti o una moschea; dall’altro il sindaco di Mira, Marco Dori a capo di una coalizione di centrosinistra, che bolla gli attacchi come fantasie. Il monastero, ospitato nell’ex villa Donà delle Rose in via Giuseppe di Vittorio, era stato istituito dall’ordine degli Agostiniani nel 1910, diventando un punto di riferimento per la comunità. Di recente, dopo oltre 115 anni di
presenza, le ultime suore hanno lasciato la struttura. Per cercare di chiarire quale sarà il destino dell’immobile, il consigliere Paolo Lucarda ha portato una mozione in aula.
“La maggioranza - dice Lucarda in una nota - boccia la trasparenza sul futuro di Villa Donà delle Rose. Il futuro dell’ex monastero delle suore agostiniane rimane incerto. In consiglio, una interrogazione condivisa da tutte le minoranze e trasformata in mozione è stata respinta. Si chiedevano impegni precisi per la tutela del sito. Il rifiuto di sottoscrivere un vincolo che escluda la trasformazione della struttura in centri di accoglienza o dormitori solleva interrogativi sulle intenzioni del Comune. Villa Donà delle Rose è un bene di alto valore
storico e architettonico. La giunta non ha assicurato che eviterà di favorire percorsi intrapresi da privati o cooperative per insediare servizi legati alla marginalità sociale. La discussione è stata segnata dal richiamo in aula a ipotesi riguardanti l’uso della struttura anche come una possibile moschea”. Le affermazioni del sindaco sul monastero hanno trovato il netto disappunto di Lucarda: “C’è stata una osservazione presentata al Piano di Assetto del Territorio. Sebbene l’amministrazione l’abbia definita non pertinente, il documento u iciale rinvia esplicitamente ogni valutazione al futuro Piano degli Interventi, confermando che la possibilità di un cambio di destinazione urbanistica per favorire l’alienazione a privati è aperta. La
In occasione del Premio Festa di San Marco, svoltasi il, 25 aprile, nella cornice della Sala del Maggior Consiglio del Palazzo Ducale a Venezia, con la tradizionale premiazione delle eccellenze metropolitane, il Comune di Mira ha ricevuto l’importante riconoscimento conferito ai tre Centri Anziani attivi sul territorio.
Il Premio San Marco è stato assegnato a: “Centro Anch’io” di Oriago, presieduto dal signor Massimo Minotto “La Bella Età” di Piazza Vecchia, presieduto da Luciano Cestaro; “A. Palladio” di
Alessandro Abbadir
scelta della maggioranza di fare muro contro muro sottrae trasparenza a un’operazione che rischia di snaturare la funzione culturale, storica, artistica e turistica dell’ex monastero”. Il sindaco Marco Dori ha replicato con una nota in maniera ironica: “Da Lucarda arriva una narrazione degna di un romanzo fantasy. Gli abbiamo spiegato che il monastero non è una proprietà pubblica ma è una struttura ecclesiastica, che non ospita e non ospiterà centri di accoglienza. Fa sorridere che Lucarda continui ad alimentare questa fantasiosa caccia alle streghe su una proprietà della Chiesa. L’ipotesi della moschea era un paradosso dialettico per spiegare la nostra azione amministrativa. La mozione è stata respinta perché non conteneva elementi nuovi e perché era tecnicamente sbagliata, come sottolineato dal segretario comunale”.
Premio San Marco ai tre centri per anziani miresi
Mira Vecchia, presieduto da Paolo Semenzato. Alla cerimonia erano presenti i tre Presidenti, accompagnati dall’assessore con delega ai Centri Anziani Albino Pesce. “Il premio - ha dichiarato l’assessore Pesce - ha riconosciuto il ruolo fondamentale che i tre Centri Anziani svolgono per la comunità mirese. Essi rappresentano autentici punti di riferimento, spazi di aggregazione, socialità e inclusione dedicati alla popolazione anziana. I Centri si distinguono come luoghi accoglienti nei quali si favoriscono relazioni, si
contrasta la solitudine e si promuove una partecipazione attiva alla vita della comunità. Attraverso iniziative culturali e ricreative, nonché azioni di sostegno alla domiciliarità, contribuiscono in maniera significativa al benessere delle persone anziane, valorizzandone autonomia, dignità e ruolo attivo nella società”. Un impegno reso possibile grazie alla dedizione dei volontari e alla capacità di generare coesione sociale sul territorio.
• (a.a.)
•
Paolo Lucarda
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Sono stati oltre duecento gli alunni di Oriago a farsi protagonisti di un percorso partecipativo unico, che ha portato alla scelta del nome per il nuovo asilo nido di via Pellestrina. Le bambine e i bambini della scuola “Elsa Morante”, hanno intrapreso nei mesi scorsi un iter democratico e creativo per battezzare l’edificio, il plesso che sorgerà proprio accanto alla loro struttura, . “Gli alunni – dichiara l’assessore all’Istruzione del Comune di Mira, Albino Pesce – hanno dato vita a un vero e proprio laboratorio di idee, supportati dalle loro insegnanti, culminato nell’allestimento di una mostra in palestra con i lavori realizzati, visitata da numerosi genitori”. Ogni bambino ha disegnato e descritto l’asilo dei propri sogni, esprimendo liberamente la propria fantasia. Contestualmente, ciascuno ha proposto un nome per la nuova struttura: attraverso successive votazioni sono emerse quattro proposte finali, fino alla scelta definitiva: “Piccoli Diamanti”. “Nelle scorse settimane la giunta comunale ha u icialmente deliberato tale denominazione, riconoscendola
• Alessandro Abbadir Partecipazione. Coinvolti oltre duecento alunni della scuola
“Elsa Morante”
I bambini scelgono “Piccoli Diamanti”: ecco il nome del nuovo asilo nido di Oriago
come la più rappresentativa tra quelle proposte - sottolinea l’assessore Pesce. Il nome richiama infatti l’idea di qualcosa di prezioso e unico, proprio come le bambine e i bambini nella loro fase di crescita”.
L’amministrazione ha rivolto un sentito ringraziamento alla dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo “Adele Zara”, la dottoressa Angelina Zampi, e a tutto il corpo docente per aver promosso il progetto. “L’iniziativa - conclude l’assessore - ha avuto l’obiettivo di favorire la partecipazione degli alunni alla vita della comunità e rafforzare il senso di appartenenza al territorio”. Sempre sul versante didattico e formativo, nel territorio mirese è stato avviato “Spegni che è pronto”, il nuovo laboratorio educativo sul videogaming nell’ambito del progetto “Pianeta Famiglie”, gestito dalla cooperativa La Bottega dei Ragazzi. L’obiettivo è trasformare i videogiochi in un’occasione di crescita e confronto tra generazioni. Il percorso prevede tre appuntamenti rivolti ai ragazzi dai 7 ai 14 anni insieme ai loro genitori, in
programma fino al 20 maggio presso la sede di via Borromini 21 a Mira Porte. “La novità del laboratorio è la partecipazione congiunta di figli e genitori. Giocando insieme, potranno cogliere i benefici della tecnologia attraverso un uso equilibrato e consapevole, che non crei dipendenza - spiegano l’assessora alle Politiche sociali Chiara Poppi e la delegata del sindaco per le Famiglie Elena Tessari. Info 379 2983188 o inviare una mail a sportello.famiglia@comune. mira.ve.it.
E’
PARTITO IL VIAGGIO IN COREA DI MASSIMILIANO LOCANTO
E’ cominciato nelle scorse settimane il viaggio nella terra di Corea del mirese Massimiliano Locanto che sarà a iancato dal compaesano David Galesso. ”Erano i primi di gennaio e il barista del bar alla a Pesa di Mira, David Galesso e studente della facoltà di giurisprudenza a Padova - dice Locanto - mi chiese se avessi in programma qualche viaggio ed io gli dissi la Corea del Sud. La sua domanda fu: “e se venissi anch’io?! La mia risposta fu: perché no! David non e’ un ciclista ,non ha mai fatto un viaggio in bici e non ha una bicicletta. Nel giro di poco
si e’ comprato la bici, e ci siamo allenati in questi mesi”. Dopo aver percorso nelle Filippine per 2.800 chilometri in bici, toccherà la Corea del Sud. “Il viaggio partirà - ha detto Locanto - da Incheon e in senso antiorario toccheremo Dangjjn, Jeonju, Geumsan ( dove dormiremo in un tempio buddista) , Mokpo, l‘isola di Jeju, per arrivare a Busan per poi risalire la costa orientale, per proseguire per Sokho ed arrivare in capitale, Seoul. Li ci aspetterà l‘ambasciatrice italiana la dottoressa Emilia Gatta”.
• (a.a.)
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Viabilità. Residenti e ex consiglieri chiedono interventi immediati
Code ai ponti mobili e vie pericolose
La viabilità del territorio dolese rimane uno degli aspetti più controversi e varie sono le situazioni che meritano attenzione. Con l’arrivo della primavera e delle belle giornate s’intensifica l’attività dei mezzi di navigazione lungo il Naviglio del Brenta. Ciò comporta inevitabilmente il passaggio dei mezzi sotto i ponti mobili che costeggiano
la regionale 11 con chiusura dei ponti. Operazioni che comportano tempi non brevi e che di riflesso causano code lungo la strada. In particolare al Ponte Nuovo in località Ca’ Tron. A evidenziare l’ex consigliere comunale Giovanni Fattoretto: “Ci risiamo, la stagione turistica 2026 e’ partita anche in Riviera del Brenta con i battelli carichi di turisti e i
ponti mobili mostrano anche quest’ anno tutta la loro inadeguatezza e mancanza di automatizzazione originando con la loro lentezza code al tra ico veicolare e ai mezzi di rapido intervento. A nome dei cittadini della Riviera mi rivolgo al Genio civile, alla Città metropolitana perché intervengano e mi chiedo quanto dovremo ancora sopportare queste situazioni”.
Se sul ponte il problema è la chiusura, altre vie sono a rischio di incidenti.
L’ex consigliere comunale Vincenzo D’Agostino segnala la pericolosità di via San Giovanni Bosco: “Si è verificato un grave incidente dovuto alla velocità elevata ma anche alla illegale modificazione della circolazione per la realizzazione di 10 parcheggi senza spazi riservati ai pedoni, in violazione dell’art. 190 del codice stradale. Recentemente davanti via Leopardi una macchina ha invaso lo spazio riservato ai pedoni e ha divelto lo specchio stradale con il suo sostegno e si e’ posta di traverso sulla carreggiata .Per fortuna non ha divelto il bocchettone del gas metano. E’ necessario un intervento per scongiurare il grave pericolo per l’incolumità dei pedoni”.
per la presenza di abitazioni ed un condominio. Di recente un camion ha urtato un’abitazione lasciando segni sulla facciata come segnalato dal proprietario e danneggiando anche la cartellonistica stradale.
Fra l’altro la strada è senza marciapiede e chi l’attraversa, anche in bicicletta, è in continuo rischio di pericolo. Il signor Paolo, uno dei residenti, ha segnalato il tutto ai vigili. “Oltre al danno subito alla casa – ha evidenziato l’uomo – ci
interessa soprattutto l’incolumità dei residenti. I problemi sono due, la larghezza della strada e la velocità. Non c’è nessun cartello che indichi la ristrettezza della prima e non vi sono limitazioni di velocità. Mi faccio promotore di una sorta di ‘Comitato di quartiere’ con lo scopo di sensibilizzare l’amministrazione ad intervenire per mettere in sicurezza la viabilità della strada”.
Anche via Orti, stradina a senso unico utilizzata, ha un ultimo tratto che si restringe via via da un lato
Saranno eseguiti durante i mesi estivi i lavori relativi al progetto approvato dal CPI della Città Metropolitana di Venezia per l’adeguamento alla normativa di prevenzione incendi del liceo Galileo Galilei, resi possibili grazie all’utilizzo di risorse PNRR e in parte finanziati dalla Città metropolitana stessa, per un costo complessivo di 500.000 euro. I lavori si svolgeranno dopo l’interruzione dell’attività didattica e consentiranno di arrivare all’obiettivo prefissato dal sindaco della Città Metropolitana Luigi Brugnaro ad inizio mandato, cioè dotare nella scuola quanto previsto per legge in merito al Certificato di Prevenzione Incendi. “Un risultato eccellente di cui vado fiero e che voglio condividere con tutti i dirigenti e i tecnici della Città metropolitana che hanno lavorato per questo obiettivo” il commento del sindaco metropolitano. Nel dettaglio i lavori previsti al liceo Galileo Galilei consistono nell’adeguamento della struttura alla normativa di prevenzione incendi realizzando la compartimentazione antincendio di alcuni locali e realizzando il nuovo impianto di spegnimento ad acqua con idranti e il nuovo impianto di rivelazione incendi. Le lavorazioni interessano sia le aree esterne che le aree interne. In particolare le lavorazioni all’esterno consistono nella sostituzione delle porte
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Liceo Galileo Galilei: estate di lavori da 500mila euro
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antincendio e dei maniglioni antipanico e manutenzione porte antincendio e uscite di sicurezza. Si prevede, poi, l’installazione di serrande tagliafuoco sulle condotte aria e di un impianto idrico interno a naspi oltre all’installazione impianto di rilevazione e segnalazione di allarme incendio e di un impianto di evacuazione vocale tipo EVAC.
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• Lino Perini
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ESPANSIONE?
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Il riconoscimento. Il lungo servizio sacerdotale dedicato
all’accoglienza dei migranti
PREMIO SAN MARCO A DON DORIANO CARRARO:
UNA VITA AL SERVIZIO DEI MIGRANTI
Don Doriano Carraro, Giorgio all’anagrafe, ha ricevuto a Venezia il premio San Marco. Un riconoscimento meritato per questo ministro di Dio nato ad Arino il 23 gennaio del 1950 e nominato sacerdote dal 1980 con l’assegnazione all’arcidiocesi di Siena dove ha svolto il suo Ministero nelle parrocchie di Castellina Scalo, Monteriggioni, Abbadia e Isola e dal 1994 ha ricevuto l’incarico di responsabile diocesano della Pastorale dei Migranti. Don Doriano ha manifestato una vocazione precoce al sacerdozio, già a 13 anni entrò in seminario a Thiene, per approdare poi al seminario senese che ne ha contraddistinto tutta l’attività religiosa. Dopo aver fondato con lo zio e degli amici il centro sportivo Arinese, la dedizione ai giovani e alle persone in di icoltà ha connotato la sua vita da uomo e sacerdote. Il fenomeno migratorio che investi l’Italia fin dagli anni ’90 rappresenta la sua missione come direttore del servizio migranti e come presidente dell’associazione Migranti san Francesco ODV. Con una ampia rete di volontariato, don Doriano continua a rispondere all’accoglienza di profughi prima albanesi, poi bosniaci, kosovari, serbi, macedoni, africani, pakistani e afgani nelle ripetute ondate di esodo a seguito dei conflitti che, negli anni, hanno visto colpiti i loro paesi. Il prendersi cura del migrante per necessità, lo ha visto lavorare attivamente attraverso la cooperazione internazionale, anche a prestare soccorso ai feriti da esplosione di mine e bombe, collaborando con la Nato e con più governi italiani ed europei. La sua accoglienza ha garantito un futuro a migliaia di persone solo attraverso la carità, mettendo addirittura a disposizione nel 2014 l’abitazione della famiglia paterna per la nascita della “Casa della Speranza Santa Caterina da Siena di Arino”: un modello di assistenza umana, culturale e civica che ha alla base un patto di integrazione personalizzato con chi ha bisogno di aiuto e di amore. Dal 2025 la Casa della Speranza di via Cazzaghetto,107 è stata ristrutturata e ampliata attraverso la generosità di tanti benefattori del territorio e oggi, rappresenta un punto di riferimento anche per il Comune di Dolo e le Caritas diocesane di Padova e Venezia nel dare speranza a tante persone povere o in difficoltà. Il premio ha
avuto nel sindaco Gianluigi Naletto uno sostenitore importante. “Don Doriano è un testimone di fratellanza, di promozione e amore per il prossimo. - ha osservato Naletto - Sono onorato di aver consegnato il premio di San Marco ad un concittadino del mondo che, con grande umiltà, ha fatto della carità un modello di civiltà, convivenza e sviluppo giusto ed equo per tutti. A don Doriano la mia ammirazione e gratitudine nel continuare a perseguire il bene di tutti, in particolare di chiede aiuto”.
• Lino Perini
L’ A.N.F.I. dona computer
e stampante a una studentessa
Ancora un gesto di grande umanità e sensibilità che ha visto protagonista la sezione dolese dell’associazione dei finanzieri d’Italia. In prima linea per il diritto allo studio, nei giorni scorsi la Sezione A.N.F.I. di Dolo ha e ettuato una significativa donazione a favore di una studentessa dell’ITCS ‘Maria Lazzari.
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Il Presidente della sezione, S.Ten. Gioacchino Zarbo, insieme ai soci Lgt. Vito Caviderucci e alla signora Orietta Del Puppo, ha consegnato un computer completo di accessori e stampante ad una giovane studentessa. La ragazza, infatti, mossa dalla determinazione a proseguire con profitto il proprio percorso scolastico, aveva manifestato alla Dirigente, la professoressa Donatella Salucci, la necessità di un supporto tecnologico per lo svolgimento delle attività didattiche. La Dirigente ha prontamente coinvolto l’A.N.F.I. di Dolo, che ha risposto con generosità ed e icacia. La sensibilità ancora una volta dimostrata dagli associati consentirà così alla ragazza di poter continuare il proprio percorso scolastico in modo più funzionale. Alla consegna del computer, avvenuta alla Dirigente Scolastica Donatella Salucci, era presente anche l’Assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Dolo, Valentina Bergo. Entrambe hanno espresso profonda gratitudine all’Associazione per aver garantito un aiuto concreto, immediato e fondamentale per il futuro formativo della studentessa. Per l’associazione dolese l’ennesima dimostrazione di grande attaccamento e sensibilità, con le numerose donazioni ai bimbi dell’istituto Casa Nostra ma anche il contributo alla piccola Aurora di Monselice che deve operarsi in America per una malformazione ad un ginocchio. Associazione attiva anche verso gli anziani con le iniziative promosse nella ‘Residenza Riviera del Brenta’.
Politica. Il consigliere regionale della Lega analizza l’impatto del progetto da 220 mila metri
LOGISTICA, L’ALLARME DI TOMAELLO: “LA VIABILITÀ RISCHIA IL COLLASSO”
Sulla questione del nuovo polo logistico di Dolo che in questi mesi catalizza la discussione in Riviera del Brenta interviene il consigliere regionale della Lega Andrea Tomaello (nella foto a destra). Si tratta di un progetto che vede un intervento su un’area di 220 mila metri quadrati. “In questi mesi si torna a parlare dell’area tra Arino, Dolo e Pianiga doveva sorgere nei primi anni 2000 il progetto di “Veneto city”- dice Tomaello. Poteva piacere o non piacere, ma quel progetto, che ipotizzava aree commerciali, universitarie, fieristiche e sanitarie, partiva da solidi presupposti legati alla viabilità: il mantenimento del casello di Roncoduro, una nuova stazione ferroviaria collegata al progetto Sfmr, piste ciclabili e viabilità minore complementare. Di quel progetto è stata messa la parola fine nel 2021. Ora si torna a parlare di quell’area con un progetto, presentato nel 2023 e in parte autorizzato, che riguarda la logistica, strutture di stoccaggio a servizio della grande distribuzione”. Tomaello pone la questione della viabilità. ”Riassumendo - dice - sono tre i fronti aperti: l’iter finale autorizzativo del Polo che è in capo al Comune di Dolo, il progetto di viabilità complementare all’uscita del casello di Vetrego e l’idea di riapertura o di nuovo casello tra Roncoduro e Albarella. L’unica certezza è che se il Comune di Dolo autorizza il nuovo Polo logistico, il tra ico aumenterà esponenzialmente non solo a ridosso del casello e dell’abitato di Vetrego e in tutta la Riviera del Brenta. Per quanto riguarda gli altri due fronti per la prima volta in Regione abbiamo convocato un tavolo con tutti i Sindaci della zona per fare il punto sulle varie questioni”. ”Si è iniziato - aggiungeconcretamente a parlare di Roncoduro o di un ipotetico nuovo casello nella zona, se ne discute da molti anni, ma dopo l’abbandono di “Veneto city” nessuno aveva sollevato la questione. Certo, una riunione non risolve il problema, anche perchè Cav, non permette nuovi investimenti milionari prima del 2032. Un primo passo è però stato fatto, si cercherà infatti di capire e chiarire la fattibilità della riapertura di Roncoduro e si avvia già da subito uno studio dettagliato del tra ico su tutta l’area, con particolare riguardo al tra ico pesante”. Poi una stilettata al Comune di Dolo. “Dispiace - conclude Tomaello - che a questo incontro
l’unico assente, fosse il Comune di Dolo, attore principale in questa faccenda, non solo perchè autorizza il Polo logistico, ma perchè parte del nuovo tra ico si riverserà nelle sue strade. Sarebbe stato più opportuno iniziare a parlare di viabilità dal primo passaggio del Polo in Comune a Dolo anel 2023, non dopo ben tre anni! Un plauso invece agli altri Sindaci e amministratori locali presenti che nonostante le varie di erenze politiche di provenienza hanno dimostrato senso di responsabilità e collaborazione”.
• Alessandro Abbadir
Naletto replica a Tomaello
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l sindaco di Dolo Gianluigi Naletto e il vice Matteo Bellomo rispondono all’attacco del consigliere regionale Tomaello sulla questione del polo logistico. “Vogliamo ricordare - spiega Naletto - al consigliere Tomaello che, la vocazione produttiva dell’area tra la ferrovia e l’autostrada nella frazione dolese di Arino, esiste da oltre vent’anni in tutti i piani strategici istituzionali, da quello regionale, a quello metropolitano e di conseguenza a quello comunale. E’ da ricordare al consigliere e dirigente regionale della Lega, che la forza che rappresenta è stata in tutti questi decenni sempre al comando e determinante nella scelta dello sviluppo economico e del governo territoriale”. Naletto va poi nel dettaglio. “Diversamente dal Comune di Dolo che, nel 2021, ha risolto il vecchio progetto di Veneto City - spiega Naletto - a mancare in questi anni è stata la Regione che, pur avendo individuato in quell’area la realizzazione di una hub policentrico del sistema logistico veneto, non mai programmato e realizzato le necessarie infrastrutture viarie, casello autostradale compreso. Il Comune di Dolo, in massima trasparenza e nel rispetto dell’interesse pubblico (realizzazione di un bosco di pianura di 126 mila metri quadrati, raccolta e gestione delle acque piovane per 100 mila metri cubi, opere per il miglioramento della criticità stradale nel miranese per un valore di 10 milioni, nuovi posti di lavoro per circa 500 occupati) ha chiesto alla Città Metropolitana l’attivazione di una Conferenza di servizi con Regione e Comuni (Pianiga e Mirano), chiedendo anche il coinvolgimento sul progetto proposto dal privato di tutti gli Enti tecnici pubblici per le rispettive valutazioni”. “La Conferenza di servizi - conclude Naletto - dopo aver esaminato le controdeduzioni a tutte le osservazioni ricevute, ha richiesto un aggiornamento sull’impatto del tra ico oltre ad esaminare il rapporto ambientale preliminare, al quale seguirà lo screening Vas (sull’accordo di programma) e quello Via (sul progetto). Solo dopo seguirà il rilascio del permesso di costruire”.
• (a.a.)
L’intervista. Medicina, sport e scrittura unite in otto testimonianze di coraggio e rinascita
CRISTINA PASQUALETTO: LA CARDIOLOGA CHE DÀ VOCE AL CUORE DEI CAMPIONI
Recentemente ha ricevuto a Roma l’ambito riconoscimento ‘La Rosa d’Oro – Donne al Centro’ , premio che intende riconoscere storie di eccellenza femminile. Cristina Pasqualetto, nata a Dolo nel 1978, è medico cardiologo ma negli ultimi anni si è distinta anche come autrice di libri che stanno ottenendo molta attenzione per le tematiche che a rontano. Per anni cardiologa nelle strutture ospedaliere dell’Ulss 3 e attualmente operativa anche presso il centro BieloHUB di Venezia, ha ricevuto anche il premio Rotary Virtuosi 2026, eccellenze al servizio della comunità.
Le chiediamo cosa l’ha spinta a dedicarsi alla medicina..
“Ho avuto la fortuna di crescere in tutti gli ambiti della cardiologia, accompagnata nel mio cammino ospedaliero da straordinari professionisti che mi hanno insegnato tanto. Poi il grande salto alla libera
professione dove ho avuto la possibilità di coniugare le mie due grandi passioni cardiologia e sport. Ma non ci si può mai inventare in un ambito medico, mai come oggi dove le competenze richieste sono di elevatissimo profilo”. Come riesce a coniugare l’attività di cardiologa con quello di scrittrice?
“Le storie dei pazienti che incontro in ambulatorio mi lasciano spesso il segno e una lezione da portare con me. All’inizio le raccontavo sui social, poi ho deciso di provare a creare qualcosa di più, di portare queste storie nelle pagine di un libro perché potessero essere di ispirazione a più persone possibili. È nato così il mio primo romanzo
‘Un sogno a cinque cerchi’ che ha ottenuto con mia grande sorpresa la menzione d’onore Guerrin Sportivo del Giornalista Italo Cucci al Premio Sportivo Invictus. Grazie a questo premio mi è stata data l’occasione
dall’editore Giovanni Di Giorgi di scrivere il mio ultimo romanzo, a cui sono particolarmente legata, Nel Cuore dei Campioni”. Ci può raccontare brevemente
di cosa tratta’?
“Il libro racconta le storie di 8 atleti, anzi sono gli otto atleti che in prima persona si mettono a nudo, con tutte le loro fragilità, raccontando
il percorso dalla nascita della loro passione sportiva, fino allo stop per una diagnosi di cardiopatia e il successivo percorso in cui lo sport non è stato più protagonista”. Quali sono i suoi programmi futuri?
“Per ora ho abbastanza impegni tra lavoro, master, e la promozione di ‘Nel Cuore dei Campioni’ che mi porterà a girare un po’ per le presentazioni. È un libro che ritengo oggi più che mai prezioso, di grande aiuto per molte persone e vorrei davvero poterlo portare il più lontano e a più persone possibili. Vorrei che quelle pagine potessero ridare speranza a chi oggi quella speranza l’ha persa o fatica a ritrovarla. Che poi è esattamente quello che faccio ogni giorno in ambulatorio e un po’ il senso del premio che mi è stato assegnato: metterci il cuore sempre”.
• Lino Perini
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Calcio. Rimonta e promozione con due giornate d’anticipo
GALAXY MIRA TORNA IN PRIMA CATEGORIA
Torna subito in Prima categoria il Galaxy Mira dopo l’amara retrocessione di dodici mesi fa. La conquista matematica è arrivata in casa dell’Altino con la vittoria per 2-1 con due giornate di anticipo rispetto alla fine del campionato. E’ stato un duello appassionante che ha visto la formazione del presidente Davide Bacchin lottare a lungo, spalla a spalla, contro Zianigo e Casale, quest’ultima si è arresa per ultima dopo la sconfitta patita alla ventottesima giornata in casa del Gazzera Olimpia Chirignago. Per il Galaxy Mira la vittoria nel girone N di seconda categoria è stata meritata e non del tutto scontata come evidenzia il direttore generale della società, Mattia Gambillara. “Siamo contenti ed orgogliosi di aver vinto subito il campionato nonostante la scorsa stagione siamo ripartiti da zero, l’abbiamo programmata in ritardo e non pensavamo di essere pronti immediatamente
per lottare per la promozione. Devo ringraziare il gruppo, sano ed importante, che grazie al lavoro del tecnico Luca Cammozzo e del suo sta ha saputo regalare questa grande soddisfazione alla società, ai collaboratori e ai tifosi. Un ringraziamento da parte mia e del presidente Bacchin anche agli sponsor che ci hanno sostenuto per tutto l’anno.” Un duo vincente quello costituito Mattia Gambillara e Davide Bacchin, perché l’ultima promozione ottenuta sul campo, sempre dalla Seconda alla Prima, allora con la denominazione di Città di Mira, nella stagione 2016/17 vedeva sempre loro al timone. Tornando al campionato, Gambillara spiega qual è stato il momento chiave della stagione. “Probabilmente quando abbiamo saputo reagire ad un mese di gennaio molto negativo con due sconfitte e due pareggi che ci avevano visto scivolare a 5 punti dalla capolista Zianigo.
Siamo stati bravi a non mollare ed a riprenderci e con 10 vittorie consecutive abbiamo continuato sino a vincere il campionato”.
MIRA IN FESTA PER LA TAPPA ABI RUGBY
La settima tappa “Abi Rugby” svoltasi a Mira è stata un grande successo per il rugby. Vi hanno partecipato oltre 120 atleti e atlete a questa manifestazione organizzata dal Rugby Riviera 1975, assieme al Comitato Rugby Veneto e parte della campagna RugbyXTutti promossa dalla FIR. Ben 14 i club coinvolti, provenienti da tutta la regione. L’evento inoltre si è svolto alla presenza del sindaco di Mira Marco Dori e dell’assessora all’associazionismo Oriana Gerardi, che poi hanno premiato le varie squadre partecipanti. Mira rugby che grazie ai ‘Lupastri’ è stata grande protagonista grazie al loro entusiasmo e la loro passione hanno
contribuito a trasformare la tappa mirese in un’altra giornata di sport e divertimento. Rugby Mira protagonista anche alla giornata di rugby Seven all’insegna del divertimento e dello spirito di squadra svoltosi a Rubano, in provincia di Padova, altra tappa del Seven Olimpico Soddisfatto l’allenatore Alberto Tonetto che ha commentato la prestazione delle giocatrici: “Ottima la prestazione del Riviera, che ha saputo adattarsi con intelligenza e dinamismo al ritmo veloce del gioco, interpretandolo nel modo migliore e, soprattutto, divertendosi. La squadra ha mostrato grande vivacità o ensiva, con numerose marcature, alcune delle quali di notevole qualità tecnica, frutto di buone
Il Galaxy ha giocato questo campionato ad Oriago per la ristrutturazione dell’Ennio Gazzetta di Mira e non
sa quando tornerà nella propria sede. In ogni caso già si pensa alla prossima stagione. “Cercheremo di allestire una rosa per fare una buona Prima categoria – osserva Gambillara – con l’obiettivo di riconfermare senza dover so rire”. Questa è la rosa del Galaxy Mira. Portieri: Truccolo e Salviato. Difensori: Gaio, Marchiori, Di Monte, Tomaello, Sperti, Calajò e Reginato. Centrocampisti: Porcino, Rumor, Marchiori, Gianolla e Meggiato. Attaccanti: Artiaco, Scarpa, Ribon, Bianchi, De Gasperi e Farnese. Per quanto riguardo lo sta tecnico, a fianco dell’allenatore Luca Cammozzo hanno operato il vice Stefano Bagarotto, il preparatore dei portieri Matteo Barchi e il massaggiatore Flaviano Stocco. Una soddisfazione importante anche per gli accompagnatori Bruno Reginato e Paolo Calabrò.
• Lino Perini
giocate collettive e iniziative individuali ben riuscite. I risultati parlano chiaro: tre vittorie e un pareggio, a conferma di una prestazione solida e continua durante tutta la giornata. Al di là dei risultati, è stata una bella giornata di rugby, caratterizzata da fair play, entusiasmo e grande unione del gruppo, sia dentro che
fuori dal campo. Un’esperienza positiva che ra orza lo spirito della squadra e conferma che il rugby è, prima di tutto, condivisione, passione e rispetto”.
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• (l.p.)
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L’intervista. Colloquio con il presidente della Regione Alberto Stefani, dal sociale all’abitare, dal welfare ai giovani
“BADANTI CERTIFICATE E 69 MILIONI PER AIUTARE CHI HA I NONNI IN RSA”
“Per assicurare un alloggio a chi lavora, abbiamo varato Generazione Casa, un piano da 50 milioni di euro per riqualificare 8.800 immobili inutilizzati e migliorare l’o erta dell’edilizia residenziale”
Presidente Alberto Stefani, parliamo di sociale. Registro badanti e assistenti di quartiere, cosa cambia per i cittadini?
Per i cittadini si profila un nuovo sistema di welfare territoriale regionale, che avrà come punto di forza un’organizzazione dell’assistenza domiciliare più professionale e una rete di servizi sempre più integrata. Saranno potenziati gli sportelli oltre che ra orzato il registro dell’assistenza familiare. In parole semplici: abbiamo istituito un nuovo albo per le badanti, che saranno formate e controllate, per dare servizi migliori e consentire alle famiglie di sentirsi più sicure. Da questo registro, poi, attingeremo per identificare gli ‘assistenti domiciliare di vicinato’, ossia un nucleo di operatori qualificati, che saranno condivisi tra più nuclei familiari. In sostanza, avremo badanti più preparate e, per anziani parzialmente autosu icienti, anche figure che possono occuparsi di assistenza e disbrigo di piccole faccende. Il provvedimento che avvia questo nuovo corso destina fondi per finanziare i 33 sportelli degli assistenti familiari gestiti dai Comuni e promuoverne di nuovi in territori, in collaborazione con Veneto Lavoro. Sarà una bella rivoluzione. Ma non tutte le situazioni sono risolvibili a livello domiciliare e molte famiglie sono costrette a misurarsi con i costi delle rette delle RSA. Come si muove la Regione?
La spesa per mantenere un familiare in RSA è un impegno importante per non pochi nuclei familiari. Un contesto complesso come quello attuale, segnato da aumenti dei costi come conseguenza della situazione internazionale, ci impone di dare risposte ai cittadini. Nell’ultimo bilancio di previsione, come Regione abbiamo stanziato 69 milioni di euro per sostenere le famiglie con anziani non autosu icienti, ospiti nelle RSA, e per i caregiver. Si tratta di un finanziamento con risorse proprie che non ha precedenti e va a contribuire a quello che è comunemente chiamato ‘bonus anziani’. Tra il sostegno alla domiciliarità e quello agli anziani in struttura ci stiamo impegnando verso un welfare regionale moderno e sostenibile. E, soprattutto, che non lascia sole le famiglie. State lavorando anche al welfare aziendale, con quale obiettivo?
Per trattenere talenti e manodopera specializzata è necessario fare un passo avanti e creare condizioni di equilibrio tra occupazione e vita. Il lavoro è cambiato, infatti, e con esso gli approcci per sostenerlo. I servizi o erti devono essere sempre più strategici. Sono convinto che la nostra regione può diventare un laboratorio privilegiato perché il 25% delle nostre imprese ha già introdotto politiche a sostegno dei dipendenti; una percentuale superiore alla media nazionale che potrebbe crescere se tutti avessero a disposizione i mezzi per farlo. Come Regione non possiamo obbligare gli imprenditori
a varare o potenziare soluzioni di welfare aziendale, ma possiamo accompagnarli e sostenerli nei percorsi necessari. Attualmente Veneto Welfare è una direzione di Veneto Lavoro; l’intenzione è di renderla autonoma. Sarà non soltanto un ente strumentale dedicato all’erogazione di risorse mirate previste dai fondi europei, ma anche un compagno di strada nelle procedure che consentano di realizzare progetti di welfare come contributi per i trasporti, asili aziendali, buoni acquisto o voucher. La maggior parte del nostro tessuto produttivo è composto da PMI e la metà sembra già interessata. Altro tema caldo è il piano casa, l’abitare resta un’emergenza in tutta la regione, come a rontarla? Quella dell’abitare è una sfida strategica. Per assicurare un alloggi a chi lavora, abbiamo varato Generazione Casa, un programma per riqualificare 8.800 immobili inutilizzati e migliorare l’offerta dell’edilizia residenziale. Garantendo a giovani, lavoratori e
operatori sanitari, che oggi risultano esclusi dalla graduatorie, di poter trovare una casa a prezzi accettabili. Da subito, come amministrazione regionale, abbiamo messo sul tavolo un piano da 50 milioni di euro. Non solo: pensare alla casa significa dare più futuro al Veneto e, in quest’ottica, abbiamo tenuto in particolare considerazione le necessità degli studenti. In collaborazione con gli Esu regionali, abbiamo scelto di investire su un progetto che entro il 2029 farà raggiungere il numero di 4.819 alloggi per studenti, il 53% in più rispetto alla dotazione del 2025.
Ad oggi si è raggiunto il numero di 3.138. Ne sono previsti per il prossimo triennio ulteriori 1.681. Questo significa che per l’anno accademico 2028/29 l’o erta raggiungerà 2.175 posti a Padova, 1.725 a Venezia, 919 a Verona.
Ha fatto molto discutere la sua proposta sul divieto di cellulare agli under 14, come intende concretizzarla?
Nessuno può negare che i social rappresentino un’opportunità e, contemporaneamente, un pericolo. La cronaca ci fornisce quotidianamente casi di cyberbullismo, violenza, disagio giovanile, patologie che sono conseguenza di troppa esposizione al digitale. Dobbiamo a rontare la realtà di un ambiente ormai frequentato abitualmente da ragazzini di 10, 11 o 12 anni, che non hanno la maturità e la capacità critica per leggere molte storie che vengono postate. E’ inaccettabile che tanti nostri giovani siano esposti a tanti contenuti violenti senza alcun filtro. L’obiettivo che ci siamo proposti è solo di tutelarli, che significa non esporli a situazioni virtuali che possono generare comportamenti non corretti nel mondo reale. L’ultimo disegno di legge che ho firmato da deputato andava in questa direzione. Nei giorni scorsi, l’ho ripresentato in Consiglio regionale. • (R.R.)
L’intervento. Il senatore Udc Antonio De Poli: “Bene il piano casa del Governo e della Regione Veneto”
“CASA, SERVE UNA SVOLTA: PIÙ TUTELE
PER I PROPRIETARI E AFFITTI PIÙ ACCESSIBILI”
Il tema dell’abitare torna con decisione al centro del dibattito politico nazionale e locale. A dare voce a quella che definisce una priorità assoluta per il futuro del Paese è il senatore Antonio De Poli (Udc), che traccia una rotta chiara: la casa non deve essere più considerata un semplice bene privato, ma una risorsa collettiva strategica.
“Garantire il diritto all’abitare significa dare concretezza a un principio riconosciuto dalla nostra Costituzione come fondamentale per una vita dignitosa. Per questo”, spiega con convinzione il Senatore, “ritengo che la casa non sia semplicemente un bene materiale, ma una vera infrastruttura sociale ed economica”. Le proiezioni per il prossimo decennio sono allarmanti: l’Italia necessiterà di circa 700.000 alloggi accessibili. La so erenza maggiore colpisce il ceto medio, quella fascia di popolazione troppo “ricca” per l’edilizia popolare
ma troppo povera per sostenere il mercato libero. De Poli guarda con favore alle mosse dell’Esecutivo, ma chiede un cambio di passo strutturale: “Accolgo positivamente l’annuncio del Governo e della Regione Veneto sul Piano Casa per la realizzazione di 100.000 nuovi alloggi nei prossimi dieci anni. Ma sono convinto che, per essere davvero e icace, questo intervento debba essere accompagnato da riforme strutturali sul mercato delle locazioni”. Il nodo centrale è il paradosso degli 8,5 milioni di immobili vuoti. Perché restano sfitti? La risposta risiede nell’insicurezza giuridica. “Secondo il Censis, l’82% dei proprietari non a itta per paura di non riuscire a rientrare in possesso dell’immobile in caso di morosità. È qui che bisogna intervenire”, incalza il parlamentare. Per scardinare questa situazione, De Poli ha messo sul tavolo tre proposte legislative concrete. La prima riguarda il DDL 774 sulla riforma
L’ASSESSORE GEROSA: “PNRR IN VENETO: MISURA 6 SANITÀ, IL TRAGUARDO DEL 30 GIUGNO È VICINO, TEMPI RISPETTATI”
La Misura 6 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) per la sanità in Veneto è ormai sulla via del completamento, con l’obiettivo di essere pienamente operativa entro il 30 giugno 2026. A confermarlo è l’Assessore regionale alla Sanità, Gino Gerosa, che ha recentemente ricevuto un aggiornamento sullo stato dei lavori da parte dei tecnici coinvolti nella realizzazione del progetto.
“Il rush finale verso la scadenza del 30 giugno sta dando risultati decisamente positivi, superando
le previsioni più ottimistiche,” ha dichiarato Gerosa. “Grazie a un intenso lavoro di squadra tra la Regione e le Aziende Sanitarie, siamo in grado di rispettare i tempi e completare la Misura 6 sanitaria, fondamentale per il potenziamento del sistema sanitario veneto”.
Il programma, che coinvolge numerose iniziative in tutta la regione, ha già registrato progressi significativi, come ha sottolineato l’assessore:
“Abbiamo visto dei dati molto positivi in quasi tutte le voci della Misura 6, con risultati che
rispecchiano gli impegni assunti dalla Giunta regionale, come il ra orzamento dei servizi territoriali, il miglioramento della connessione tra ospedale e territorio, e il sostegno alle categorie vulnerabili, inclusi i giovani”.
A livello operativo, la Regione Veneto ha completato la costruzione di 73 Case di Comunità e, a giugno, saranno attive ben 101 strutture, superando così l’obiettivo di 91 stabilito dal PNRR. Anche i lavori per gli Ospedali di Comunità sono in fase avanzata, con 29 strutture già completate, a fronte delle 30
degli sfratti: l’obiettivo è dimezzare i tempi di esecuzione (da 6 a 3 mesi) e concludere l’esecuzione forzata entro 4 mesi, prevedendo sanzioni per ogni giorno di ritardo. “Serve dare ai proprietari tempi certi, contrastare gli abusi e riportare sul mercato migliaia di immobili oggi inutilizzati”. Parallelamente, il DDL 828 punta a reintrodurre la cedolare secca al 21% sugli immobili commerciali per “contrastare la desertificazione delle nostre città e ridare vitalità ai centri storici”, mentre il DDL 775 mira a fare chiarezza sulla cedolare al 10%, legandola alla destinazione dell’immobile e non alla natura del contraente.
“La casa torni al centro della politica”, conclude De Poli. “Le politiche abitative richiedono visione e coraggio riformatore. Con queste proposte vogliamo o rire un contributo concreto: rimettere la casa al centro significa rimettere al centro le persone”.
previste. “Siamo sulla buona strada per completare il programma entro la fine di giugno, con una rete sanitaria più forte e preparata per a rontare le sfide future,” ha concluso Gerosa.
Antonio De Poli, senatore Udc
L’assessore regionale alla sanità Gino Gerosa
Istruzione.
LA FILIERA “4+2” RIDISEGNA LA SCUOLA TECNICO-PROFESSIONALE ITALIANA
C’ è una data che segna una discontinuità nella storia recente dell’istruzione italiana: settembre 2025. Da quell’anno scolastico, la filiera tecnologico-professionale cessa di essere un cantiere sperimentale e diventa parte integrante dell’ordinamento nazionale. Non più un progetto pilota riservato a istituti selezionati, ma un canale formativo strutturale disponibile in ogni scuola tecnica e professionale del paese. È la riforma comunemente identificata con la formula “4+2”, promossa dal Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. Il nome sintetizza l’architettura del modello: quattro anni di percorso negli istituti tecnici e professionali, al termine dei quali lo studente consegue il diploma professionale, seguiti da due anni opzionali di specializzazione presso gli ITS Academy. Un percorso complessivo di sei anni pensato come un continuum coerente tra scuola, impresa e alta formazione tecnica.
Nel panorama della formazione professionale veneta, ENAIP Veneto occupa una posizione di primo piano. Ente accreditato dalla Regione Veneto, presente dal 1951 — quest’anno ricorre il 75° anniversario dalla fondazione — opera oggi attraverso 18 scuole di formazione professionale distribuite in tutte le province regionali. Ciò che rende la storia di ENAIP particolarmente rilevante nel contesto della riforma è che il modello ora codificato dalla legge — formazione quadriennale, coinvolgimento diretto delle imprese, alternanza strutturale tra aula e contesto lavorativo — è nei suoi tratti essenziali il modello che ENAIP pratica da anni nei percorsi di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP). Questi si articolano in un triennio, al termine del quale lo studente consegue la qualifica professionale di 3° livello EQF riconosciuta in Italia e in Europa, e in un quarto anno che porta al diploma professionale di Tecnico
di 4° livello EQF. Con la riforma a regime, questo diploma consente l’accesso diretto alle ITS Academy, replicando la sequenza logica che la riforma intende generalizzare all’intero sistema.
L’offerta di ENAIP Veneto copre nove settori professionali: amministrazione, automotive, benessere, elettrico, informatico, meccanico, ristorazione, turismo e vendite. Per ciascun settore sono disponibili percorsi triennali per la qualifica
e percorsi di quarto anno per il diploma professionale. Enaip con l’approvazione della Regione Veneto ha avviato 27 corsi di 4 anni di Diploma Professionale di Tecnico per l’anno in corso, distribuiti tra tutte le province e attivati nelle sedi dell’ente. In sperimentazione della filiera 4+2 attualmente ha un secondo anno partito nel 2024/2025, 9 primi anni avviati nel 2025/2026 e prevede di avviare tra i 15 e i 22 corsi con questo modello.
Con l’entrata a regime della riforma, le scuole di formazione professionale accreditate — come quelle della rete ENAIP — non sono soggetti marginali rispetto alla filiera, ma ne costituiscono un nodo strategico. La legge prevede esplicitamente la possibilità per le regioni di integrare i percorsi IeFP nell’architettura della nuova filiera. Ad aprile 2026 i dati della fase sperimentale restituiscono un quadro in rapida espansione: le scuole aderenti sono passate da 180 a 396 in un solo anno (+120%), i percorsi attivati da 225 a 628 (+210%). Il Ministero ha stanziato 105 milioni di euro per i campus formativi. Per il Veneto, che ha fatto della formazione professionale tecnica duale un elemento identitario del proprio sistema produttivo, questi investimenti rappresentano un’opportunità concreta di valorizzare un patrimonio costruito da soggetti come ENAIP, che hanno anticipato nella pratica quotidiana ciò che la riforma ora eleva a modello nazionale
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Modello veneto: funziona davvero? E’ scontro in Consiglio Regionale
Il clima si è fatto se possibile ancora più rovente quando il dibattito ha toccato l’autonomia, il vessillo storico della giunta. Il Presidente Alberto Stefani ha rivendicato con orgoglio il percorso intrapreso, definendo l’autonomia come una “moltiplicazione di libertà” che porterà risposte rapide e concrete ai territori. Una visione che però è stata attaccata da due lati opposti. Davide Lovat, per Resistere Veneto, ha gelato l’entusiasmo della maggioranza parlando di un “vicolo cieco a zero risorse”, una scatola vuota che lascerebbe
il Veneto ancora schiavo della burocrazia romana. Dall’altra parte, le minoranze di centrosinistra hanno ammonito sui rischi di una frammentazione dei diritti essenziali, paventando un Veneto a due velocità dove chi vive nelle valli bellunesi o nel Polesine rischia di diventare un cittadino di serie B. Non meno acceso è stato il confronto sulla sicurezza e il welfare. Stefano Valdegamberi ha lanciato una provocazione che ha fatto saltare sulla sedia diversi consiglieri, proponendo di responsabilizzare i genitori
per i reati dei figli minorenni, arrivando a ipotizzare la revoca dei benefici regionali per le famiglie inadempienti. “Il welfare non può finanziare chi non educa”, ha tuonato in aula. La risposta è arrivata immediata dalle opposizioni, che hanno definito la proposta “punitiva e miope”, sostenendo che il disagio sociale si cura con gli educatori di strada e i centri di aggregazione, non togliendo il pane di bocca a chi è già in di icoltà. A chiudere il cerchio delle tensioni è intervenuta Elisa De Berti, che ha riportato l’attenzione
E IL PATTO TRA IMPRESE E UNIVERSITÀ REGIONE
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sulla gestione delle case popolari. Con un tono che non ammette repliche, ha ribadito la linea dura della Giunta: “La legalità non è un optional. Chi occupa abusivamente deve sapere che il Veneto non è terra di nessuno. Le case ERP vanno a chi rispetta le regole e sta in graduatoria, punto”. Un botta e risposta infinito che dimostra come, anche senza il bilancio da votare, la politica veneta del 2026 sia tutt’altro che una palude stanziale, ma un fiume in piena pronto a esondare a ogni seduta.
L’intervista. L’assessore regionale allo sviluppo economico Massimo Bitonci sui prossimi provvedimenti
LA SFIDA DELL’AUTONOMIA ENERGETICA
Abbiamo incontrato l’assessore regionale allo sviluppo economico, Massimo Bitonci per approfondire la strategia della Regione Veneto per la sicurezza energetica. Il bilancio di previsione 2026 sembra tracciare una rotta molto definita: in che modo sosterrete la crescita attraverso l’energia e l’innovazione? Il bilancio 2026 è guidato da una linea chiarissima: sostenere il sistema produttivo veneto attraverso l’innovazione, l’energia, l’accesso al credito e la valorizzazione dell’imprenditorialità. Lo facciamo con strumenti concreti e risorse mirate. Abbiamo approvato il bilancio e i relativi collegati includendo una serie di misure, tra cui un ordine del giorno della maggioranza nato da un mio suggerimento, che indica con precisione il nostro progetto energetico. Il punto focale sono le concessioni idroelettriche, sia le grandi che le medie derivazioni, che scadranno nel 2029. Da decenni queste concessioni sono condotte direttamente da ENEL, che ne gestisce il 70% in Veneto.
Una situazione cdiversa rispetto ad altre realtà. Qual è l’iniziativa che state lanciando insieme al Friuli Venezia Giulia?
Esatto, la nostra situazione è di erente da quella delle province autonome. In Trentino-Alto Adige, ad esempio, la società Dolomiti Energia è interamente di proprietà pubblica dei comuni di Trento, Rovereto e della Provincia. Per questo, insieme al Friuli Venezia Giulia, stiamo lanciando un’iniziativa per arrivare pronti al 2029 con l’obiettivo di lavorare sulla vera autonomia energetica del Veneto. Vogliamo che queste concessioni vadano “in house”, a idate a una realtà partecipata dalla Regione e dalla Provincia di Belluno, dove si trovano fisicamente gli impianti. Quali saranno i vantaggi per il territorio?
Siamo fortemente convinti, e i numeri di altre realtà lo confermano, che l’idroelettrico garantisca una forte marginalità. Vogliamo che queste risorse rimangano a casa nostra, ai veneti e alle aziende venete. Gestire internamente significa poter ribaltare il vantaggio economico
prodotto sul territorio direttamente alla Provincia di Belluno, alla Regione, alle imprese e ai cittadini. Il percorso è lungo, ma vogliamo essere prontissimi per la scadenza del 2029. Restando sul fronte energetico, stiamo vivendo un momento drammatico. Quanto è importante, in questa fase, investire sulle energie rinnovabili? È fondamentale. Attualmente il Veneto produce 1,7 gigawatt da fonti rinnovabili, ma l’obiettivo che l’Europa ci pone per il 2030 è di 5,8 gigawatt. È un percorso complesso, ma stiamo per approvare in giunta una delibera sulle “zone idonee” e sulle “zone di accelerazione”. L’idea è la massima semplificazione: togliamo burocrazia per l’installazione di pannelli fotovoltaici nelle zone dove il consumo di suolo è zero, come aree industriali, autostradali e cave. In questi luoghi la Regione si farà carico della Valutazione Ambientale Strategica (VAS), eliminando la necessità della VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) per i singoli interventi. È una spinta fortissima alla realizzazione
di impianti rinnovabili su capannoni e insediamenti produttivi esistenti. Passiamo all’innovazione: nel 2026 sono previsti circa 760.000 euro complessivi per sostenere il sistema regionale?
In realtà le risorse sono anche maggiori. Bisogna capire che la Regione Veneto, non applicando l’addizionale regionale, utilizza prevalentemente i fondi di coesione per gli incentivi alle imprese e per il sociale. Recentemente abbiamo approvato un bando da 3 milioni di euro per le startup innovative, lavorando insieme ai rettori delle università venete e dello IUAV. Abbiamo fatto una scelta precisa: dare
priorità alle aziende che assumono o impiegano ricercatori, stagisti universitari e neolaureati. Vogliamo incentivare il collegamento tra il mondo della ricerca e quello dell’impresa, spingendo a inché i ragazzi possano fare stage qualificati. Questo approccio riguarda anche altri settori, come l’imprenditoria femminile?
Certamente. Abbiamo confermato il bando per l’imprenditoria femminile anche per quest’anno, con altri 3 milioni di euro. Solitamente era una misura alternata ogni due anni, ma ho voluto fortemente rifinanziarla perché, a fronte di un aumento generale delle partite IVA in Veneto, il settore femminile ha registrato un lieve calo. Dobbiamo incentivare i settori più deboli per contribuire alla parità di opportunità. Complessivamente, tra startup innovative e attrazione degli investimenti, abbiamo messo in campo quasi 50 milioni di euro, senza contare gli strumenti finanziari di Veneto Sviluppo e Veneto Innovazione a favore delle nostre imprese.
Segue
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ULa città scaligera protagonista della Wings for Life World Run
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globale a sostegno della ricerca sulle lesioni del midollo spinale. In contemporanea mondiale, alle 13.00, centinaia di migliaia di partecipanti si sono messi in movimento in diversi Paesi, uniti dall’obiettivo comune di contribuire al progresso scientifico.
DESPAR NORD IN CORSA A VERONA CON OLTRE 2.000 COLLEGHE E COLLEGHI
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Tra le città italiane protagoniste dell’edizione 2026, Verona è stata l’unica tappa veneta, a iancando altre App Run u iciali come Roma, Milano, Palermo e Aosta. All’evento veronese hanno preso parte moltissime persone tra runner, camminatori e partecipanti in sedia a rotelle, in un contesto caratterizzato da inclusione e partecipazione di usa.
A segnare in modo particolare l’appuntamento veronese è stata
della solidarietà”?
Anche quest’anno abbiamo scelto con entusiasmo di rinnovare questo impegno, coinvolgendo ancora una volta le nostre quasi 10.000 persone e sostenendo interamente il costo della loro iscrizione. La straordinaria adesione dei nostri collaboratori e delle nostre collaboratrici è il segno concreto del forte senso di responsabilità, appartenenza e comunità che ci unisce. Correre o camminare insieme, in contemporanea con il resto del mondo, per chi non può farlo, rappresenta per noi molto più di una partecipazione sportiva: è un gesto semplice, ma dal significato
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Spinale dell’Ospedale Civile Maggiore di Borgo Trento, a testimonianza del legame tra la manifestazione e la ricerca medico-scientifica.
La particolarità della corsa è il suo format: non esiste un tra-
guardo fisso, ma una “Catcher Car” virtuale che parte trenta minuti dopo il via e raggiunge progressivamente i partecipanti, segnando la conclusione della prova per ciascuno.
delle persone e lo spirito di squadra siano elementi fondamentali del nostro modo di fare impresa. Iniziative come la Wings for Life World Run ci permettono di trasformare questi valori in un’esperienza concreta e condivisa, creando occasioni autentiche di incontro, conoscenza e relazione tra migliaia di colleghi e colleghe provenienti da territori diversi. Ritrovarsi insieme per una causa così importante rafforza il senso di appartenenza e ci ricorda che, anche attraverso piccoli gesti, possiamo contribuire a qualcosa di più grande. Sono momenti che consolidano il legame tra le persone e danno ancora più valore al
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Con i nostri progetti CSR vogliamo essere concretamente vicini alle comunità dei territori in cui operiamo, generando valore non solo economico, ma anche sociale. Questa iniziativa ci consente di sostenere la ricerca scientifica e, allo stesso tempo, di coinvolgere attivamente le nostre persone in un’esperienza che traduce in azione valori come partecipazione, collaborazione, inclusione e solidarietà. Per noi fare impresa significa anche questo: mettere al centro le persone, promuovere il loro benessere e contribuire, insieme, a costruire un impatto positivo e duraturo sulle comunità.
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Venezia si candida a diventare un punto di riferimento nazionale per il trattamento della sordità. L’avvio della nuova attività di otochirurgia all’ospedale Civile segna un cambio di passo per l’Ulss 3 Serenissima, che in pochi mesi ha già raggiunto risultati concreti, attirando pazienti da diverse regioni italiane e riducendo a zero i tempi di attesa.
Nei primi cinque mesi di operatività sono stati eseguiti nove interventi di impianto cocleare: due su pazienti pediatrici e sette su adulti, provenienti da un’ampia area geografica che va dalla Lombardia fino alla Sicilia. Un dato significativo non solo per il numero di procedure effettuate, ma anche per la capacità del sistema sanitario veneziano di intercettare una domanda altamente specialistica che fino a poco tempo fa si concentrava in altri centri.
Tra i casi trattati spicca quello di una bambina residente a Venezia, la prima del territorio a beneficiare del servizio direttamente in città. Fino al 2025, infatti, pazienti con queste necessità venivano indirizzati verso strutture come Padova, con inevitabili disagi logistici per le famiglie. Oggi, invece, il percorso di cura può essere gestito interamente all’interno della rete sanitaria locale. Il risultato è frutto di un modello organizzativo basato sull’integrazione tra diverse competenze. Il progetto coinvolge infatti l’otochirurgia guidata da Nicola Malagutti, l’audiologia e otoneurologia coordinata da Rosa Maria Santarelli e la chirurgia testa-collo diretta da Doriano Politi. Una sinergia
che consente di seguire il paziente lungo tutto il percorso, dalla diagnosi all’intervento fino al follow-up.
Il direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima, Massimo Zuin, sottolinea come questo rappresenti un traguardo importante non solo per il centro storico, ma per l’intero sistema sanitario territoriale. La creazione di un polo altamente specializzato a Venezia rafforza infatti la capacità attrattiva della sanità locale e contribuisce a ridurre la mobilità passiva.
L’obiettivo per il futuro è già definito: dal 2026 si punta ad arrivare a circa 50 interventi all’anno, consolidando ulteriormente il ruolo di Venezia nel panorama nazionale della chirurgia dell’udito. Una crescita che sarà sostenuta proprio dal modello integrato tra ospedale e territorio, considerato uno degli elementi chiave per garantire qualità e continuità assistenziale. Gli impianti cocleari rappresentano una tecnologia avanzata che consente di restituire la percezione dei suoni a persone affette da sordità profonda o grave. L’intervento prevede l’inserimento di un dispositivo elettronico che stimola direttamente il nervo acustico, permettendo al paziente di recuperare una funzione uditiva altrimenti compromessa.
Con questi risultati, Venezia non è più solo un punto di riferimento culturale e turistico, ma si afferma sempre più anche come centro di eccellenza sanitaria, capace di innovare e rispondere ai bisogni complessi dei cittadini.
Impianti cocleari, Venezia cresce: zero attese e richieste da tutta Italia
All’Ospedale di Chioggia arriva la nefrectomia radicale laparoscopica per il trattamento dei tumori renali
L’Ulss 3 Serenissima introduce nel presidio clodiense una tecnica chirurgica mini-invasiva di livello avanzato, resa possibile da nuove tecnologie e dal lavoro congiunto di Urologia e Chirurgia
Un nuovo traguardo per l’Ospedale della Navicella: le équipe di Urologia e Chirurgia hanno avviato anche a Chioggia la nefrectomia radicale laparoscopica, procedura di alto livello per il trattamento del tumore del rene. Secondo la direzione sanitaria, l’arrivo di questa tecnica conferma l’elevato standard raggiunto dal presidio e si fonda su tre elementi chiave: tecnologie all’avanguardia, competenze specialistiche consolidate e una collaborazione multidisciplinare ormai rodata tra i reparti coinvolti, guidati dai primari Wanni Battanello e Salvatore Ramuscello.
La nefrectomia radicale laparoscopica è un intervento mini-invasivo per l’asportazione completa del rene, effettuato tramite piccole incisioni addominali che consentono al chirurgo di operare con l’ausilio di una telecamera. Come spiegano
gli specialisti, questa tecnica trova applicazione nei tumori renali, nei reni non più funzionanti a causa di infezioni gravi, calcolosi complesse o malformazioni, e offre vantaggi rilevanti rispetto alla chirurgia tradizionale a cielo aperto: dolore post-operatorio ridotto, cicatrici minime, degenza più breve e recupero più rapido. L’intervento rappresenta oggi il riferimento per la chirurgia renale oncologica e benigna e, quando indicato, può essere eseguito anche in forma parziale, preservando la porzione sana dell’organo. Tra i benefici segnalati dai chirurghi figurano un minore impatto estetico e funzionale, un rischio più contenuto di infezioni della ferita e la possibilità di tornare presto alle normali attività. A Chioggia sono già stati trattati tre pazienti, di 54, 73 e 78 anni, con una degenza complessiva, tra pre e post operatorio, di circa quattro o cinque giorni.
Pink Lioness
AVAPO Venezia e Bucintoro rinnovano il sostegno al reparto che segue le donne colpite da tumore
Donati 17 mila euro alla Breast Unit dell’Ulss 3: in arrivo un nuovo ecografo portatile
Un nuovo gesto di sostegno alla Breast Unit dell’Ulss 3 Serenissima si traduce in un ecografo portatile destinato al reparto che segue le donne colpite da tumore al seno. A consegnare l’assegno da 17.650 euro sono state le “Pink Lioness in Venice”, insieme ad AVAPO Venezia e Bucintoro, realtà che da anni affiancano il lavoro dei medici con raccolte fondi e iniziative solidali.
La donazione è stata destinata all’acquisto di una nuova apparecchiatura per il reparto guidato dal primario Guido Papaccio. Le associazioni hanno così confermato un appuntamento che ormai si rinnova ogni anno con contributi destinati alla sanità veneziana.
“La Breast Unit è un reparto cruciale – ha spiegato Francesca Baldi, portavoce delle Pink Lioness – perché qui vengono seguite centinaia di donne ogni anno. La nostra missione è far sentire loro che non sono sole, non solo con le parole ma anche attraverso azioni concrete, sostenendo il lavoro dell’équipe multidisciplinare dell’ospedale dell’Angelo”. Accanto alle Pink Lioness continua il sostegno di AVAPO Venezia, associazione impegnata nell’assistenza alle persone colpite da tumori. “Partecipiamo a queste iniziative –ha sottolineato il presidente Fabio Moretti –
perché vediamo ogni giorno la forza di queste donne. È una determinazione straordinaria che merita tutto il supporto possibile, anche attraverso il finanziamento di nuove attrezzature mediche”.
Il ringraziamento dell’Ulss 3 Serenissima è arrivato dal direttore generale Massimo Zuin, che ha evidenziato il valore della Breast Unit veneziana e della collaborazione tra specialisti all’interno dell’ospedale hub. “Il fatto che siano le stesse pazienti a sostenere nel tempo il lavoro di questa squadra – ha detto – dimostra quanto sia importante il lavoro svolto dal reparto e dalle associazioni che seguono le donne durante il percorso di cura”.
Soddisfatto anche il primario Guido Papaccio: “L’ecografo acquistato grazie a questa donazione è solo l’ultimo esempio di una collaborazione che negli anni ci ha consentito di dotarci di strumenti innovativi e sempre più precisi per diagnosi e interventi”.
La collaborazione tra Pink Lioness in Venice, AVAPO Venezia e Bucintoro prosegue infatti da oltre dieci anni. Alla base dell’impegno c’è anche l’esperienza del dragon boat, diventata negli anni un elemento importante nella riabilitazione post operatoria di molte donne. Negli ultimi tre anni le donazioni hanno su-
perato complessivamente i 73 mila euro. Nel 2023 un contributo da 25 mila euro aveva permesso all’ospedale Santi Giovanni e Paolo di acquistare il sistema Mag Seed, una tecnologia che aiuta i chirurghi a individuare con maggiore precisione i linfonodi da trattare durante gli interventi.
Nel 2024 un nuovo assegno da 25 mila euro aveva invece finanziato il proseguimento del programma Mag Seed in tutta l’Ulss 3 Se-
renissima, grazie ai fondi raccolti durante le “Camminate rosa”.
Nel 2025 era arrivata un’ulteriore donazione da oltre 23 mila euro che aveva consentito alla Breast Unit di dotarsi del primo elettrobisturi al plasma utilizzato in un ospedale del Veneto. Lo strumento permette interventi meno invasivi, con minori danni ai tessuti, tempi operatori ridotti e un recupero più rapido per le pazienti.
in Venice,
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