della Riviera del Brenta
DAL 1994
AGOSTO 2026
Periodico d’informazione locale - Anno XXXIII n. 179
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Dolo ridisegna il suo centro: nuove piazze, verde e spazi per la socialità
Il neo presidente Energia, l’Antitrust sulleVenezia Ater concessioni, intanto “Legalità Munari: il Veneto epunta case ai all’autonomia bisognosi”
Case della Comunità: raggiunto l’accordo, arrivano i medici di medicina generale
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Il fine vita al centro del dibattito in Veneto
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l tema del fine vita torna a infiammare l’agenda politica del Veneto in questa calda estate. Dopo il rinvio tecnico e le tensioni registrate nelle ultime sedute estive del Consiglio regionale, la discussione sulla proposta di legge di iniziativa popolare promossa dall’associazione Luca Coscioni è stata calendarizzata per il prossimo settembre, trasformandosi nel banco di prova più delicato della stagione politica autunnale. Il provvedimento, che punta a regolamentare tempi e procedure certe per l’accesso al suicidio medicalmente assistito in applicazione della storica sentenza 242 del 2019 della Corte Costituzionale, riapre ferite e spaccature mai sopite all’interno dell’emiciclo di Palazzo Ferro-Fini. Già nel gennaio del 2024 il Veneto era stato pioniere in Italia su questo fronte, vedendo tuttavia la proposta respinta per un solo voto a causa di defezioni trasversali e distinguo interni alla stessa maggioranza. Un colpo di scena che innescò accese reazioni contrastanti e tenne vivo il dibattito a lungo, dentro e fuori il Palazzo. Anche in vista del nuovo appuntamento di settembre, il clima si conferma rovente.
ANZIANI E GIOVANI A RISCHIO SOLITUDINE E ISOLAMENTO CENTRI ANZIANI A MIRA, PRESIDI DI AGGREGAZIONE servizi alle pag. 4-5
MIRA APPROVA L’ASSESTAMENTO, È SCONTRO IN CONSIGLIO
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I COSTI PER OLIMPIADI E PEDEMONTANA SCALDANO I CONTI DELLA REGIONE
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IL TEMPO SOSPESO TRA LE GENERAZIONI
numeri, come sempre, lasciano poco spazio alla fantasia: il Nordest, e quindi anche Veneto e Trentino fa i conti con una comunità che invecchia a passi spediti. Lo confermano recenti dati Istat e proiezioni demografiche. Guardando alle cifre il Veneto ormai conta oltre 200 anziani ogni cento ragazzi mentre in Trentino sono più di trentamila gli over 70 che affrontano la quotidianità in solitudine. Dal Covid in poi le fragilità e i bisogni dell’una e dell’altra generazioni si sono fatti ancora più urgenti. segue a pag. 3
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FACCIAMO IL PUNTO
della Riviera del Brenta
IL TEMPO SOSPESO TRA LE GENERAZIONI
“DALL’IDROVIA UNA RETE DI INVASI PER SALVARE I CAMPI”
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n’opera rimasta incompiuta da oltre mezzo secolo potrebbe trasformarsi nella svolta idrica per l’agricoltura locale. Di fronte alla grave crisi che sta colpendo i campi della Riviera Brentana, dai Comuni del territorio arriva una proposta concreta per riutilizzare i terreni già di proprietà pubblica dell’Idrovia Padova-Venezia, trasformandoli in riserve idriche d’emergenza. Lungo il tracciato incompleto dell’Idrovia Padova-Venezia, al posto di completare l’opera, ferma da oltre 50 anni sulla quale pare non sia stata messa alcuna priorità, sarebbe opportuno creare una lunga serie di invasi e aree golenali in grado di fungere da serbatoio idrico per l’agricoltura della Riviera in difficoltà. A mettere sul tavolo l’ipotesi di realizzare circa 15 invasi è il sindaco di Stra, Andrea Salmaso, presidente della Conferenza dei sindaci della Riviera del Brenta. L’emergenza siccità questa estate ha picchiato duro sulle campagne: da Acque Risorgive e Bacchiglione sono scattate severe limitazioni per l’irrigazione agricola a causa della forte carenza d’acqua. Da Dogaletto di Mira fino a Vigonovo di invasi ne servirebbero almeno una decina per il presidente della Conferenza dei Sindaci. “Dal Consorzio Bacchiglione - dice Salmaso -ne sono stati realizzati due tra Dolo e Camponogara, ma non bastano. I terreni sul tracciato dell’Idrovia incompleta sono già stati espropriati Porterò la proposta alla discussione della Conferenza invitando anche i Consorzi”. A spiegare la drammaticità del momento per gli agricoltori è stato nelle scorse settimane Silvano Bugno, presidente del Consorzio Bacchiglione: .Dal Consorzio ammettono che la situazione più critica ha riguardato i Comuni del veneziano dove i livelli del Naviglio Brenta sono stati estremamente bassi. Per completare il canale servirebbero 600-700 milioni di euro: nell’attesa, i sindaci provano a sbloccare i terreni abbandonati per salvare le colture locali.
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• Nicola Stievano Segue da pag. 1
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La proposta dalla Conferenza dei sindaci della Riviera
i fronte a questo scenario la tentazione della retorica è forte. Da un lato la commiserazione per gli anziani “soli e fragili”, dall’altro la ramanzina paternalistica per i giovani “incomunicabili e disorientati”. È una narrazione pigra e, soprattutto, falsa. Se ci prendiamo la briga di gettare lo sguardo oltre i luoghi comuni, scopriamo che i ragazzi e i grandi anziani di questo territorio non sono due pianeti lontani che si ignorano. Sono, al contrario, due specchi che riflettono la medesima ferita: il rischio dell’invisibilità. I giovani soff rono per un futuro che sembra già ipotecato, per la difficoltà di trovare spazi di espressione autentica e per un sovraccarico digitale che spesso maschera una profonda solitudine emotiva. Gli anziani soffrono per l’improvviso ridimensionamento del proprio ruolo sociale, confinati nell’etichetta di “utenti da assistere” anziché custodi di competenze ed esperienze. Entrambi vivono la frustrazione di una comunicazione interrotta, in cui parlare non significa essere ascoltati. Per decenni abbiamo risposto a queste fragilità con l’assistenzialismo: sussidi, servizi a sportello, intrattenimento di facciata. Strumenti utili, certo, ma insufficienti se non affrontano la radice del problema:
la perdita di dignità e di autonomia. Un anziano ha bisogno di essere riconosciuto come risorsa attiva, fin dove possibile. Un giovane chiede fiducia concreta per incidere sulle decisioni della propria comunità. In alcune zone del nostro territorio si intravedono già le fondamenta di un cambio di rotta. Pensiamo ai progetti di abitare condiviso tra studenti universitari e pensionati, al volontariato di comunità che unisce il passo di chi ha memoria al dinamismo di chi ha visione, o ai tavoli territoriali che finalmente smettono di parlare dei giovani e degli anziani per iniziare a parlare con loro. Il dialogo intergenerazionale non è un esercizio poetico o un atto di bontà. È un’infrastruttura sociale primaria, urgente quanto una superstrada o la banda larga. Senza questo ponte, il nostro territorio rischia di trasformarsi in una gigantesca ed elegante residenza per anziani senza futuro, circondata da giovani che sognano di andarsene altrove. Urge allora restituire a chi si trova ai margini dell’agenda economica e spesso anche delle decisioni politiche, perché nel parlarne invece tutti sono bravi, la chiave per ricucire la trama sociale e avvicinare queste generazioni solo in apparenza lontane.
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• Alessandro Abbadir
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Questa edizione raggiunge le zone di Mira e Dolo per un numero complessivo di 13.319 copie. Iscrizione testata della Riviera del Brenta al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; è una testata giornalistica di proprietà di Srl numero iscrizione ROC 32199 Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin - formato da 26 edizioni locali mensilmente recapitato a 575.000 famiglie del Veneto e del Trentino
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Giovani e anziani/1. Le strategie per affrontare le fragilità a Dolo
GIOVANI E ANZIANI, SI PUNTA SULLE RELAZIONI INTERGENERAZIONALI D a anni il Comune di Dolo ha deciso di investire sulle persone e sulle relazioni umane, focalizzando tutti gli interventi sociali sul rapporto intergenerazionale giovane-anziano. I futuri investimenti, oltre all’adeguamento delle infrastrutture come palestre, parchi, centri sociali e piazze, puntano a promuovere welfare di comunità per contrastare la solitudine e l’esclusione sociale. Tra le azioni del Comune, vi sono l’esperienza di formazione scuola-lavoro degli studenti nella residenza per anziani dolese, il sostegno alle associazioni per le emergenze sociali, la coabitazione giovanile nelle case degli anziani, l’aiuto di prossimità nei quartieri. Sulla questione delle criticità che affrontano gli anziani e i giovani nel territorio dolese, interviene il sindaco del paese Gianluigi Naletto che illustra le strategie dell’ente locale. “Giovani ed anziani - dice - rappresentano le età della vita più critiche del sistema sociale comunitario. A spiegarlo non sono solo le statistiche, ma anche gli amministratori locali che quotidianamente si trovano a dover rispondere ai bisogni e alle criticità, con approcci progettuali innovativi che vedano l’esperienza come fattore strategico d’intervento”. E’ importante ascoltare il vissuto dei giovani e anziani, mettendoli in relazione fra loro. “Da anni il Comune di Dolo - sottolinea - ha
deciso di investire sulle persone e sulle relazioni umane, focalizzando tutti gli interventi sociali sul rapporto intergenerazionale giovane-anziano”. Oggi, le persone con almeno sessantacinque anni costituiscono circa il 25% della popolazione totale. Inoltre, negli ultimi 74 anni di storia, i minori fino a 17 anni sono diminuiti del 39% e i giovani tra i 18 e i 34 anni del 19%. Di fronte alle paure giovanili e alle insicurezze della terza e quarta età, “serve convogliare tutte le energie pubbliche in attività sociali, culturali, sportive e ricreative funzionali alla crescita continua fra le generazioni”. “Oltre
anziani dolese, rappresenta un modello d’intervento di grande significato nella creazione di relazioni qualificate”. Così come le relazioni solidaristiche messe in atto dal sistema associativo locale sul versante dell’ascolto e del primo aiuto alle emergenze sociali, “risultano indispensabili nel garantire una risposta qualificata e appropriata alle nuove povertà”. Altri modelli di “ponte” per la trasmissione di valori e di forme di mutualità innovativa, sono rappresentati da un abitare condiviso, in cui gli anziani ospitano nelle loro case studenti e giovani lavoratori. Una formula che il Comune vuol promuovere: “Offre - dice Naletto un alloggio accessibile ai ragazzi, contrastando la grave solitudine della terza e quarta età, capace di generare un arricchimento reciproco. Grazie al contributo del volontariato di vicinato, vi è una riscoperta dell’aiuto di prossimità. Cittadini di età diverse, collaborano reciprocamente a superare le difficoltà del vivere quotidiano, come fare la spesa, recarsi negli uffici pubblici o nelle strutture pubbliche o private per l’assistenza sanitaria”. Infine, l’offerta di eventi culturali (cinema, cultura, arte, musica, teatro) rappresenta una risposta al rischio di solitudine che attanaglia gli anziani.
all’investimento in infrastrutture come palestre, parchi, centri sociali, piazze e altri luoghi di incontro e confronto, i futuri investimenti comunali - continua Naletto - devono avere come oggetto la promozione del concetto di welfare di comunità tra età diverse. Coabitazione e mutuo aiuto, sono i criteria di riferimento per rispondere ai bisogni di un tessuto sociale sempre più vecchio (nel 2050 un italiano su tre sarà ultrasessantacinquenne), iperconnesso, ma sempre più autoreferenziale. L’esperienza di formazione scuola-lavoro degli studenti degli istituti superiori nella residenza per
• Alessandro Abbadir
Polizia e supermercati Alì uniti contro le truffe agli anziani
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na sinergia concreta tra istituzioni e grande distribuzione per difendere gli anziani dai raggiri. È stata presentata alla Questura di Venezia l’iniziativa di responsabilità sociale promossa insieme ad Alì Supermercati, nata per sensibilizzare i cittadini, prevenire i raggiri e diffondere la cultura della sicurezza sul territorio. Al centro della campagna c’è un video esplicativo realizzato dalla Questura con l’Associazione Nazionale della Polizia di Stato
(Anps ), ricco di consigli pratici per riconoscere i tentativi di truffa più frequenti. Per garantirne la massima diffusione, Alì esporrà all’ingresso dei propri punti vendita manifesti dedicati dotati di un Qr code collegato al canale YouTube dell’azienda, promuovendo il contenuto anche su tutti i propri canali social ufficiali. “La sinergia tra imprese e istituzioni ci permette di agire in modo incisivo sulla prevenzione - dichiara il Questore Antonio Sbordone (in foto con il pres-
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idente Ali Gianni Canella). Questo impegno si rivolge in modo prioritario agli anziani, la fascia più fragile. Quando scoprono di essere stati raggirati affrontano non solo un danno economico, ma soprattutto un duro danno emotivo”. Sulla stessa linea Gianni Canella, presidente di Alì Spa: “Essere vicini alle comunità significa anche contribuire alla loro sicurezza. Mettere i nostri luoghi di prossimità al servizio di una campagna di prevenzione è un modo concreto
per dare valore al nostro impegno, proteggendo le persone più vulnerabili”. • (A.A.)
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5 Giovani e anziani/2. La situazione nel territorio del Comune di Mira
CENTRI ANZIANI, PRESIDIO DI SOLIDARIETÀ E AGGREGAZIONE CON OLTRE 110 VOLONTARI tre centri anziani per il valore sociale e civico dell’attività svolta a favore della comunità. Da qui parte anche un appello del Comune per coinvolgere sempre più chi vuol fare del volontariato. “Rivolgo un invito a tutti i cittadini - sottolinea Pesce - a dedicare una parte del proprio tempo al volontariato. Entrare a far parte di questa grande rete significa offrire un aiuto concreto a chi ne ha bisogno, ma anche vivere un’esperienza umana
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n elemento principale nel territorio di Mira per affrontare i temi della terza età sono da decenni i centri per anziani. Gestiti in collaborazione con il Comune, rappresentano una preziosa rete di solidarietà e un punto di riferimento fondamentale per centinaia di cittadini. Grazie all’impegno quotidiano di oltre 110 volontari, i tre centri miresi, e cioè “Centro Anch’io” di Oriago, “La Bella Età” di Piazza Vecchia e “Andrea Palladio” di Mira Vecchia ( in foto), promuovono 10 progetti rivolti al sostegno e al benessere della popolazione anziana. Sono oltre 1.000 gli associati
coinvolti nelle attività dei centri, mentre 130 anziani, segnalati dai servizi sociali comunali, partecipano ai diversi progetti di supporto. A questo si aggiungono più di 1.500 trasporti sociali effettuati ogni anno per consentire alle persone più fragili di raggiungere strutture sanitarie e servizi essenziali. “I centri anziani sottolinea l’assessore comunale Albino Pesce - rappresentano una delle più significative esperienze di volontariato e cittadinanza attiva presenti nel nostro territorio. Sono luoghi di aggregazione, inclusione e partecipazione che, grazie alla generosità di tanti volontari, riescono
ogni giorno a contrastare la solitudine, promuovere relazioni umane e offrire un concreto sostegno alle persone anziane. Il volontariato è una straordinaria risorsa per la nostra comunità: dona tempo, competenze e vicinanza, contribuendo a costruire una città più solidale, coesa e attenta ai bisogni delle persone”. L’importanza di questa attività è stata riconosciuta anche a livello metropolitano. In occasione della Festa di San Marco, svoltasi ad aprile nella Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale a Venezia, il Comune di Mira ha ricevuto il riconoscimento conferito ai
Giovani protagonisti a Spazio Oasi, Centro Dedalo e Forte Poerio
• Alessandro Abbadir
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egli ultimi anni abbiamo compreso sempre di più quanto sia importante offrire ai giovani spazi in cui possano esprimersi, confrontarsi ed essere ascoltati. Per questo abbiamo aperto a Oriago il nuovo spazio giovani “Spazio Oasi”, attivo due volte alla settimana, che ha già registrato quasi 300 accessi da parte di ragazze e ragazzi”. A dirlo è l’assessora alle politiche sociali del Comune di Mira, Chiara Poppi. “In questi mesi - prosegue l’assessore - sono stati organizzati diversi laboratori e attività, tra cui un laboratorio di riparazione delle biciclette, incontri dedicati ai giochi da tavolo e un’uscita in canoa. L’obiettivo è quello di creare occasioni di aggregazione e, allo stesso tempo, coinvolgere le associazioni giovanili e sportive del nostro territorio, costruendo una rete sempre più forte. Al Centro Dedalo a Mira Taglio le attività proseguono: tra queste spicca “Mira On Air”, evento organizzato dai giovani per i giovani, che coinvolge ragazze e ragazzi non solo di Mira, ma anche provenienti da altri territori del Veneto e non solo. È un’iniziativa pensata e realizzata direttamente dai ragazzi”. Da ricordare, per il Comune di Mira, anche il nuovo patto di collaborazione con
ricca di valori e di relazioni. Il volontariato è un patrimonio della nostra comunità e ha bisogno del contributo di tutti”. Chi desidera aderire al progetto “Diventa Volontario nella tua Città” può contattare il Comune di Mira al numero 041.4266744, dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 13.30 e il martedì e giovedì dalle 14.30 alle 17.30.
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l’associazione Dedalo per la valorizzazione di Forte Poerio (in foto). “Emblematica - conclude Poppi - è stata la serata Wood, organizzata dai giovani che avevano frequentato i nostri spazi e che sono tornati ad animare il Forte. Il risultato è stato un parco pieno di persone di tutte le età, a dimostrazione di come il protagonismo giovanile possa creare occasioni di incontro e partecipazione”. • (A.A.)
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MIRA
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Politica. A causa della mancata riscossione delle multe, 400mila euro in meno nelle casse
VARIAZIONE DI BILANCIO, OK TRA LE POLEMICHE IN CONSIGLIO COMUNALE “D alle minoranze di centrodestra assistiamo a una polemica del tutto surreale. In Regione Veneto questi stessi partiti stanno per approvare un assestamento che rinvia direttamente a settembre oltre 160 milioni di euro di investimenti. È del tutto evidente che guardano con insistenza alla pagliuzza nell’occhio altrui, mentre nei loro bilanci nascondono una trave enorme. A questo punto, per pura coerenza politica, Fratelli d’Italia e gli altri partiti di opposizione dovrebbero votare con fermezza contro anche al loro bilancio regionale. Aggiungo inoltre che con questa manovra comunale abbiamo stanziato risorse fondamentali per il mondo della scuola, per il supporto alle forze dell’ordine, per la prevenzione del rischio idraulico e per il personale dell’ente. Tutte cose concrete ed estremamente utili per la comunità, a cui il centrodestra ha scelto di dire ancora una volta di no”. Lo dichiara con fermezza il sindaco di Mira, Marco Dori, dopo l’approvazione
da parte del Consiglio comunale della variazione di assestamento di bilancio per l’anno 2026. La polemica era stata innescata dai banchi dell’opposizione di centrodestra, con i consiglieri di Fratelli d’Italia che avevano paventato presunti rischi per la tenuta complessiva dei conti pubblici, legati in particolar modo alle delicate questioni finanziarie e contabili connesse alla conclusione dei cantieri del Pnrr. La manovra approvata in aula si è focalizzata principalmente sulla gestione della spesa corrente, lavorando su due fronti: da un lato adeguando con precisione gli stanziamenti alle nuove ed emergenti esigenze della città, dall’altro facendo fronte alla riduzione delle entrate derivanti dalle sanzioni del codice della strada. Rispetto alle stime iniziali dell’ente, condizionate anche dagli attesi chiarimenti normativi a livello nazionale e dalle autorizzazioni in arrivo, nel corso di questi mesi si è dovuto ridurre la previsione di oltre 400.000 euro netti.
“Sul fronte specifico degli investimenti - spiega nel dettaglio l’assessore al Bilancio, Riccardo Martin - il margine di azione dell’amministrazione è stato inevitabilmente più contenuto rispetto ad altre manovre del passato. Ci siamo limitati per il momento a soddisfare alcune esigenze puntuali e improcrastinabili, che riguardano principalmente manutenzioni straordinarie sul patrimonio comunale e la ridefinizione delle previsioni di indebitamento, evitando l’accensione del mutuo per l’efficientamento energetico della scuola De Amicis di Marano. Il grosso dell’avanzo di amministrazione, che ammonta a circa 5 milioni di euro, contiamo possa essere svincolato, quantomeno gradualmente, nel corso dei prossimi mesi, una volta superata l’attuale fase finale del Pnrr e in attesa dell’esito definitivo delle rendicontazioni di tutte le opere eseguite ed in via di completamento”. Il Comune di Mira, infatti, in questi ultimi anni ha gestito sul fronte dei lavori pubblici
ben 29 interventi finanziati con fondi Pnrr: un volume di progetti straordinario, caratterizzato da procedure burocratiche complesse e inedite. Tra questi spiccano tre grandi opere strategiche: il nuovo Palazzetto dello Sport, l’Asilo Nido e il centro di raccolta Ecocentro. “Giova infine ricordare – conclude l’assessore Martin – come la gestione del bilancio di un Comune, oltre a rispettare scrupolosamente quanto previsto dal
Testo Unico degli Enti Locali, debba ispirarsi anzitutto al più alto principio costituzionale sancito dall’articolo 81 della nostra Costituzione. Tale norma prevede l’equilibrio costante tra entrate e spese, anche in un’ottica prospettica, valutando sempre con massima prudenza la situazione complessiva in cui l’ente si trova ad operare”. • Alessandro Abbadir
COLONIE FELINE IN RIDUZIONE GRAZIE DELLA STERILIZZAZIONE
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urante la sessione del parlamentino cittadino si è parlato anche di colonie feline a seguito di un’interrogazione della consigliera di Fratelli d’Italia Vanna Baldan. Il Comune di Mira rispondendo ha sottolineato che si punta ad ampliare l’area gatti nel rifugio Enpa di Gambarare. “Nel 2025 - ha risposto il sindaco - si sono svolti i sopralluoghi per identificare le colonie feline. Sono state censite ad oggi 14 colonie con la presenza massima di 12 gatti ed una media di 6, collocate in tutto il territorio comunale: metà in aree private accudite dai cittadini e metà in aree pubbliche accudite dai volontari. Rispetto al corposo elenco rilasciato in precedenza dall’Ulss 3 Serenissima le colonie si
stanno notevolmente riducendo grazie alla costante attenzione dei volontari ed al puntuale servizio di sterilizzazione; la maggior parte delle colonie sono tenute in buone condizioni sia all’interno degli spazi privati che pubblici; monitoriamo costantemente le situazioni più critiche grazie anche alle segnalazioni dei cittadini. Allo scopo di contenere l’effetto del randagismo il Comune ha chiesto la possibilità di ampliare lo spazio destinato ai gatti all’interno dell’attuale rifugio”. La gestione continuerà ad essere svolta dall’ Enpa (Ente nazionale protezione animali) in forza della convenzione stipulata nel 2010 ancora vigente. • (A.A.)
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Cronaca. Segnalati decine di casi tra Dolo, Mira e i comuni vicini
Falsi carabinieri e finti tecnici: nuova ondata di truffe in Riviera L N
Siccità, produzione di mais a picco a sud del Naviglio
on si fermano in Riviera del Brenta e nel Miranese le segnalazioni di tentativi di truffa telefonica da parte di falsi carabinieri e falsi tecnici della luce e del gas. Anche nei mesi estivi gli imbroglioni rimangono purtroppo pienamente in azione. Pochi per fortuna sono stati i colpi andati a segno, ma il timore tra i residenti della zona resta decisamente alto. A Dolo e Mira ne sono state segnalate una quindicina soltanto nelle ultime settimane, mentre un’altra decina di casi si è registrata fra i comuni di Santa Maria di Sala, Stra, Vigonovo e Martellago. Le telefonate ingannevoli per fortuna non sono andate a buon fine ed erano indirizzate soprattutto a persone anziane o a coppie sole. Con il trucco del finto carabiniere, i banditi hanno cercato a più riprese di indurre i malcapitati a pagare una cauzione urgente per un familiare che, secondo la loro falsa ricostruzione, sarebbe stato coinvolto in un grave incidente stradale. Nel caso dei finti tecnici delle utenze di luce e gas, invece, gli imbroglioni chiedevano di fissare un appuntamento immediato spiegando
che in zona si erano verificate pericolose perdite di gas e che anche l’abitazione della vittima né potrebbe essere stata direttamente coinvolta. Su quest’ultimo tentativo di truffa, che presenta modalità operative purtroppo spesso ricorrenti sul territorio, la Federconsumatori della Riviera e del Miranese mette fortemente in guardia i cittadini: “Le società davvero autorizzate a effettuare o chiedere controlli – spiega chiaramente Alfeo Babato, referente dell’associazione – non chiamano mai direttamente al telefono, ma fanno sempre precedere qualsiasi richiesta da una lettera ufficiale
o da una raccomandata su carta intestata. L’invito che rivolgiamo a tutti, quindi, è di chiudere subito la telefonata senza dare seguito e di avvertire immediatamente le forze dell’ordine”. Non mancano poi i casi di finti volontari di fantomatiche associazioni benefiche o missionari impegnati nel Terzo Mondo che chiedono raccolte di fondi per scuole o aiuti sanitari. Negli ultimi giorni si sono avuti episodi sia a Campagna Lupia che a Camponogara. Anche in questa circostanza, nella quasi totalità dei casi si tratta di truffe e i soldi incassati porta a porta non finiscono affatto ai bisognosi. ”Chi raccoglie fondi per conto di associazioni – dichiara e conclude Alfeo Babato – lo fa solitamente tramite portali e siti web dedicati e non certo bussando alla porta delle case”. Infine, ulteriori raggiri si registrano con telefonate insistenti che invitano ad aderire a cambi di contratto per l’energia: in questo caso, al vecchio porta a porta si sono sostituite pesanti e aggressive campagne telefoniche. • Alessandro Abbadir
’ondata di calore e la dura siccità di inizio estate hanno colpito duramente l’agricoltura locale: la resa delle colture di mais tra la Riviera del Brenta e il Miranese subirà un vero e proprio crollo, con una riduzione stimata del 40% rispetto allo scorso anno. A lanciare l’allarme sono stati nelle scorse settimane Michele Terrin e Fabio Livieri, rispettivamente responsabili della Riviera e del Miranese per Coldiretti. In tutto il territorio del comprensorio operano infatti circa mille realtà tra aziende agricole e coltivatori diretti dedicati alla produzione del granoturco. Su una superficie media di dieci ettari per impresa, la resa ordinaria si attesta solitamente attorno ai 110 quintali per ettaro; quest’anno, invece, si raccoglieranno al massimo dai 60 ai 70 quintali. Un colpo durissimo per l’intero comparto locale, comprese le numerose aziende zootecniche che impiegano direttamente il cereale per il sostentamento e l’alimentazione del proprio bestiame. “Il picco del gran caldo si è verificato soprattutto tra giugno e inizio luglio, proprio nella delicata fase della fioritura - spiega Terrin. Il risultato sono piante estremamente fragili e con una pannocchia molto poco sviluppata. Si tratta purtroppo di un danno irreversibile che nemmeno le piogge successive potranno colmare”. Le aree maggiormente colpite si concentrano a sud del Naviglio del Brenta, in particolare nei territori di Mira, Campagna Lupia, Camponogara e Campolongo, e nella zona attorno a Mirano. Uno scenario differente interessa invece il settore vitivinicolo della zona, forte di diverse denominazioni Doc. Come evidenzia Livieri, “a fronte di una quantità di prodotto contenuta, le uve garantiranno un vino di qualità nettamente superiore e con una gradazione alcolica più alta, sia per i rossi che per i bianchi”. Insomma una situazione a luci ed ombre che rischia di mandare in difficoltà tante aziende. • (A.A.)
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MIRA
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L’emergenza. Stanziamento annunciato in consiglio comunale
RISCHIO IDRAULICO: UN MILIONE DI EURO PER SISTEMARE CAPOLUOGO E FRAZIONI M ira continua a investire con determinazione nella prevenzione del rischio idraulico: uno stanziamento di 1 milione di euro è stato confermato dal sindaco Marco Dori durante la seduta del Consiglio comunale di fine luglio, coincisa con la ratifica della delibera di assestamento e di programmazione finanziaria. “Con la manovra approvata dalla maggioranza in Consiglio comunale - spiega il sindaco Dori - sono stati confermati investimenti pari a 1 milione di euro per fronteggiare il rischio idraulico. Come ho avuto modo di spiegare ai consiglieri, si tratta principalmente di un ventaglio di interventi che riguardano alcune zone emergenziali, come via Pavese, via Savoldelli, via Toti e via Marmolada a Oriago”. Va ricordato infatti come proprio la frazione di Oriago, il 21 agosto 2025, sia stata duramente colpita da un violento e devastante evento meteorologico. In quella drammatica giornata si sono registrate ben 360 abitazioni
allagate, con un computo totale dei danni, stimato sommando le perdite del settore pubblico e di quello privato, arrivato a diversi milioni di euro. Un quadro di forte sofferenza che, nel corso dei mesi successivi, ha generato parecchie e accese polemiche sul territorio a causa dei mancati risar-
cimenti economici da parte sia della Regione sia dello Stato. Ora il primo cittadino spiega nel dettaglio di cosa si tratta nel caso di questi interventi predisposti dall’amministrazione comunemente pensati per aumentare la sicurezza idraulica: “Sono progettualità che abbiamo verificato con il nostro
ingegnere idraulico, il nostro ufficio ambiente e con i vari enti coinvolti, dal Consorzio di Bonifica a Veritas e Genio Civile - sottolinea il sindaco Dori. Su via Pavese realizzeremo una nuova condotta e un nuovo impianto di sollevamento; in via Savoldelli sarà potenziato l’attuale sistema con una
nuova vasca e nuovi raccordi; mentre per l’area ex Lissandrin e via Marmolada stiamo progettando interventi che prevedano, da una parte, una depavimentazione, dall’altra nuove condotte. Progetti che poi puntiamo a candidare anche per fondi specifici di tutela ambientale e prevenzione del rischio”. Con l’occasione infine il sindaco Dori ha già anticipato che ci sarà, subito dopo la pausa e la sosta estiva, un importante momento di informazione rivolto all’intero Consiglio comunale in merito a tutte le azioni fin qui intraprese sul territorio: “In questi mesi sono state svolte molte attività, come ad esempio la pulizia di condotte e canaline, ma anche di fossi come Fosso Bosco e Fosso Caleselle, oltre a depositi di materiale lungo via Risorgimento e la Seriola” - conclude il primo cittadino. Insomma su questo versante l’impegno dell’ente locale sarà costante. • Alessandro Abbadir
Roberta Vianello (Lega) presenta una mozione in Consiglio regionale
“S
ono prima firmataria di una mozione depositata in Consiglio regionale del Veneto per chiedere interventi urgenti a sostegno della navigazione turistica sul Naviglio del Brenta, compromessa dalla crisi idrica che sta mettendo in difficoltà uno dei simboli della Riviera e dell’offerta turistica regionale”. A spiegarlo è la consigliera regionale Roberta Vianello (Lega - Liga Veneta) “Il drastico abbassamento del livello dell’acqua ha determinato la sospensione del servizio tra Dolo e
Stra, con pesanti ripercussioni sulle imprese del settore, sui battellieri, sulle attività ricettive e su tutta la filiera proprio nel periodo di maggiore afflusso”. “È una situazione che richiede risposte immediate – prosegue Vianello. Con la mozione chiedo alla Giunta di attivarsi con urgenza, in collaborazione con gli enti competenti, per individuare le soluzioni tecniche che consentano il ripristino della navigabilità, prevedendo contestualmente misure straordinarie di sostegno economico per le attività colpite. La Riviera del
Brenta non può permettersi di perdere uno dei suoi principali attrattori culturali. La navigazione lungo il Naviglio, con il patrimonio delle Ville Venete, è un’eccellenza internazionale: serve una strategia di lungo periodo”. “Già nel luglio 2022 – conclude – si era verificato un periodo di grave siccità e già allora mi ero attivata per contribuire alla soluzione dell’emergenza per i lavoratori del settore”. Roberta Vianello
• (A.A.)
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Il documento. Le domande vanno inviate entro il 15 settembre
Urbanistica al via il “Piano del sindaco”: riflettori su rigenerazione e suolo
S
catta la fase operativa per il futuro urbanistico di Mira. È stato pubblicato l’avviso pubblico rivolto ai cittadini intenzionati a presentare manifestazioni di interesse per la formazione del primo Piano degli interventi, il cosiddetto “Piano del sindaco”, chiamato ad attuare gli obiettivi strategici del Pat approvato di recente. Per partecipare, la richiesta dev’essere sottoscritta da tutti i proprietari dell’area, dai titolari di diritti reali o da un tecnico delegato con
procura. “L’amministrazione comunale - spiega il sindaco Marco Dori - intende procedere alla redazione del primo Piano degli interventi quale strumento di aggiornamento della disciplina urbanistica, finalizzato alla rigenerazione urbana, alla riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, alla valorizzazione del territorio agricolo e alla riduzione del consumo di suolo. Lo strumento offrirà importanti opportunità in termini di nuovi strumenti per gli edifici storici e una nuova disciplina per misurare l’impatto sociale e ambientale degli interventi, a cominciare dalla tutela del territorio dal punto di vista idraulico, con una decisa limitazione a nuovi interrati”. Le domande vanno inviate entro le 24 del 15 settembre tramite la modulistica del sito comunale. Il documento programmatico contempla diverse aree tematiche: varianti verdi, annessi agricoli non più funzionali, manufatti incongrui, accordi pubblico-privati, modifiche di zonizzazione, varianti alla disciplina normativa o ai Pua, revisione della tutela degli edifici storici e crediti edilizi. Sottolinea il vicesindaco
e assessore alla Pianificazione, Gabriele Bolzoni: “Dopo l’approvazione del Pat, strumento con cui l’amministrazione ha determinato le regole per lo sviluppo urbanistico ed edilizio, ora viene dato avvio al primo Piano degli interventi attraverso le manifestazioni d’interesse dei cittadini: un tema su cui potremo fornire risposte concrete attese da anni. Oggi ci troviamo nella fattispecie del Prg che funge da Piano interventi transitorio per le parti compatibili con il nuovo quadro normativo regionale. Con l’avviso, il Comune avvia la procedura con cui i cittadini possono presentare le loro proposte per la formazione del primo vero Piano d’interventi”. Le proposte saranno valutate in base alla coerenza con l’interesse pubblico, alla riduzione del consumo di suolo, alla sostenibilità e alla rigenerazione urbana. L’eventuale accoglimento avverrà tramite variante. Le richieste vanno inviate via Pec a comune.mira.ve@pecveneto.it; dettagli ed elaborati sono disponibili presso l’Ufficio Pianificazione Territoriale e Urbanistica. • Alessandro Abbadir
Un questionario sulla mobilità sostenibile
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ira, come ti muovi? Il Comune lancia un questionario per migliorare la ciclabilità in città. Una quindicina di domande a risposta chiusa, bastano pochi minuti per compilarlo. Dove ti sposti? Come ti muovi ogni giorno? Usi la bicicletta? Cosa renderebbe più facile sceglierla? Il sondaggio, è rivolto a chi lavora, studia o frequenta il territorio: sia a chi usa già la bici, sia a chi oggi non la usa. “Compilandolo si può contribuire a costruire una Mira più sicura, sostenibile e a misura di bicicletta – spiega il sindaco Marco Dori. In questi anni abbiamo lavorato molto per promuovere l’uso
della bicicletta e rendere più sicuri, semplici e quotidiani gli spostamenti in bici, attraverso le piste ciclabili, le corsie riservate e le zone 30”. Il questionario permette di dare anche suggerimenti concreti su quali luoghi della città si potrebbero rendere più sicuri per l’uso della bicicletta. A Mira già da tempo è attivo Bike to work, il progetto che incentiva l’uso della bicicletta per gli spostamenti quotidiani premiando gli iscritti con una collezione di punti che danno diritto a dei buoni sconto nei negozi aderenti all’iniziativa. Il questionario è consultabile sul sito del Comune. • (A.A.)
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DOLO
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Gli interventi. Con l’abbattimento delle ex cantine Ermolao nasceranno piazze, viali e aree verdi
LA CITTÀ CAMBIA VOLTO: PIAZZE, VERDE E SOCIALITÀ NEL CENTRO STORICO
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ei prossimi mesi il centro di Dolo subirà un cambiamento di notevole impatto che nel corso degli ultimi mesi hanno già avuto una evoluzione con interventi che via via andranno a completarsi sino a definire un quadro d’insieme nuovo e che dovrebbe consentire ai residenti ma anche chi arriverà da fuori comune, di vivere il centro in modo diverso, per poter assaporare meglio anche alcune aree che nel tempo diventeranno punto di riferimento e di ritrovo maggiore. E’ l’assessore
Matteo Bellomo a presentare questo cambiamento che, come ha sottolineato “sarà un’occasione di riscoperta di alcuni luoghi ma anche di crescita, di comunità, spazi di socialità e incontro partendo dall’abbattimento delle ex cantine Ermolao”. Osserva Bellomo: “La costruzione di due condomini, infatti, consentirà di realizzare piazze e percorsi attorno al palazzo Municipale e un viale che da qui renderà maggiormente fruibile il parco, il polmone verde, di Villa Concina dove è in fase di
completamento la nuova barchessa grazie alla quale potrà essere ulteriormente ampliata l’offerta culturale cittadina. Ma non solo: la riqualificazione dell’ex Tribunale consentirà di abbattere l’attuale comando della Polizia Locale dell’Unione aprendo la piazza, realizzando nuovi posti auto e spazi verdi”. Un cambiamento profondo che interessa, dunque, l’area di Piazzetta degli Storti e l’attigua zona retrostante che guarda verso villa Concina, sede della Biblioteca comunale e con essa il parco ‘Gino Strada’ Il secondo cambiamento profondo riguarderà Piazza del Grano e l’assessore Bellomo anticipa. “In autunno partiranno i lavori per restituire a Dolo un luogo che andrà a completare il centro storico. Anche in questo caso sarà un luogo di incontro e socialità, confortevole, verde, sicuro nel quale passeggiare, sedersi, allestire spettacoli, giocare e ammirare il Naviglio. Qui oltre al pennone per la nostra bandiera e al busto di Garibaldi ci sarà anche la fontana funzionante. Costruire luoghi di incontro, animarli con l’arte e il teatro, rappresenta, a nostro avviso, la migliore strategia per innalzare la qualità della vita, portare più persone a passeggiare per Dolo costruendo,
anche, le condizioni perché le nostre attività possano cogliere occasioni di ripresa, si avvia un percorso che possa garantire una crescita stabile”. L’obiettivo dell’amministrazione comunale è, perciò, quello di creare uno spazio per la socialità e per iniziative all’aperto, con un arredo urbano nuovo, incrementare le aree verdi e la relazione con il
Naviglio con un nuovo belvedere, mantenendo inalterato il numero dei posti auto per la sosta. Conclude Matteo Bellomo: “E nel frattempo sarà realizzato l’intervento di completa riqualificazione di via Piave, che si collegherà direttamente ai lavori su Piazza del Grano”. • Lino Perini
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La città rende omaggio a Owen Edward Williams
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l comune di Dolo ha voluto onorare con una lapide, il ricordo di Owen Edward Williams, benefattore inglese sepolto nel cimitero dolese. La targa commemorativa è stata disvelata alla presenza del sindaco Gianluigi Naletto e del console onorario britannico Ivor Coward. Al filantropo cittadino inglese, si devono due cospicue somme di sterline donate all’amministrazione comunale dolese nel 1862 e 1869 per la costruzione di una ‘casa di refugio per vecchi poveri del Dolo’, disponendo nel testamento di essere sepolto nel camposanto del capolluogo rivierasco. Attualmente la residenza per anziani ospita 150 posti letto che, insieme a un centro diurno, rappresentano un punto di riferimento nell’ambito dell’accoglienza e della gestione della terza e quarta età nella Riviera del Brenta. Il presidente della residenza Massimo Pavan, ha dichiarato come ancor oggi la struttura residenziale: “testimoni lo spirito generoso e altruistico del benefattore inglese nel prendersi cura del prossimo da parte della struttura residenziale”. Il Sindaco Naletto ha ringraziato tutti i consigli di amministrazione che si sono succeduti, insieme alle tante professionalità che in quasi 160 anni hanno
garantito salute e ospitalità agli anziani del territorio. Il console britannico Coward, ha ricordato il particolare legame che continua a legare molte personalità inglesi a Venezia e, a Dolo in modo particolare, luoghi e comunità di straordinaria bellezza e di profonda umanità. Di grande impatto il canto a cappella dell’inno nazionale inglese e italiano da parte della soprano dolese Silvia Celadin. Nella residenza di via Garibaldi l’ex presidente della struttura dolese Giampaolo Zampieri, ha consegnato ai presenti il suo ultimo studio sull’origine dell’antica casa. • (L.P.)
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DOLO
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Cultura. LL’analisi di Maurizio Longhin
56 anni la storica macelleria Il settore artigiano resiste alla crisi: Dopo Naletto passa alla famiglia Marcato “La qualità fa la differenza”
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l comparto artigiano del legno e dell’arredamento continua a distinguersi per qualità e capacità di adattamento, riuscendo a fronteggiare una fase economica complessa meglio di altri settori manifatturieri. A fotografare la situazione è Maurizio Longhin, responsabile della categoria Legno e Arredo dell’Associazione Artigiani e Piccola Impresa Città della Riviera del Brenta e responsabile nazionale della Federazione Legno e Arredo. Nell’area dei dodici Comuni della Riviera del Brenta e del Miranese fanno capo all’associazione una quindicina di imprese del settore, realtà che, pur risentendo della congiuntura economica, stanno dimostrando una buona capacità di tenuta. “Il nostro comparto – spiega Longhin – sta affrontando le difficoltà del momento, ma riesce a reggere meglio rispetto ad altri. Stiamo osservando un significativo ricollocamento di personale proveniente dal settore calzaturiero, oggi in forte sofferenza. Le competenze maturate in quel mondo, soprattutto quelle legate alle lavorazioni di precisione, consentono a molti operatori specializzati di riqualificarsi
con successo nel settore del legno”. Tra gli ambiti che hanno risentito maggiormente della frenata dell’economia c’è quello dei serramenti, penalizzato dalla diminuzione delle commesse provenienti dal comparto edilizio. Nonostante ciò, molte aziende sono riuscite a mantenere stabile il proprio volume d’affari grazie alla scelta di puntare su produzioni di alta qualità e fortemente personalizzate. “Le imprese della Riviera del Brenta – osserva Longhin – sono specializzate nella realizzazione di mobili, arredi e serramenti di fascia alta. Si tratta di un mercato più ristretto, ma
anche meno esposto agli effetti delle crisi internazionali, proprio perché basato su lavorazioni artigianali, su misura e ad alto valore aggiunto”. La crescita del settore passa anche attraverso il confronto tra progettazione e manifattura. In questa direzione si inserisce il convegno “Progetto e Materia”, organizzato recentemente a Stra, che ha riunito architetti, progettisti, tecnici e imprese artigiane per valorizzare il ruolo delle aziende nella realizzazione di progetti d’arredo personalizzati e sostenibili. L’iniziativa ha evidenziato come il dialogo tra chi progetta e chi realizza rappresenti un elemento strategico per sviluppare soluzioni innovative, nelle quali il legno assume non solo una funzione pratica, ma anche un importante valore estetico e strutturale. Uno dei temi centrali per il futuro del comparto resta infine la formazione dei giovani. L’A ssociazione Artigiani continua infatti a investire nei percorsi di alternanza scuola-lavoro, in particolare attraverso la collaborazione con l’Istituto Levi Ponti di Mirano. .
P
rima era comparso il cartello di un periodo di ferie poi, prima della riapertura i clienti hanno trovato una sorpresa, un cartello con la foto di Gianni Naletto, papà del sindaco Gianluigi che annunciava come la sua attività sarebbe stata svolta da un’altra famiglia. “Ai nostri gentili clienti. Dopo 56 anni è giunta l’ora di passare la mano”. L’introduzione del papà del sindaco che poi nel salutare i suoi affezionati clienti ricordava quando nel 1970 è iniziato il percorso lavorativo per soddisfare il palato di tanti dolesi ma anche rivieraschi, finendo per dare la ‘benedizione’ alla famiglia Marcato che è subentrata dando nome all’attività ‘Bovini’. Ad influire nella decisione probabilmente anche il grave incidente capitato a Gianni Naletto l’antivigilia di Natale del 2023. Così il rinomato negozio di carni al civico 13 di via Guolo, ha ora un nuovo gestore, Samuele Marcato che vi lavora insieme alla moglie Marica e alla cognata Alessia. Un cambio gestionale epocale perché Gianni Naletto è un notissimo professionista delle carni che, assieme alla moglie Annamaria e numerosi collaboratori, ha saputo nei decenni rappresentare una delle eccellenze tra le macellerie specializzate venete, garantendo qualità e sicurezza alimentare, dall’allevatore al consumatore. “Alla comunità di Dolo dobbiamo tanto - ricorda la famiglia Naletto - sperando di aver ricambiato quanto ricevuto con la passione e la cura verso chi ha riposto in noi la fiducia del proprio nutrirsi. Un’esperienza meravigliosa per la quale ringraziamo affettuosamente tutti i nostri gentili clienti, i nostri bravi collaboratori, la città di Dolo e l’area della Riviera del Brenta”. Dal 1970 la macelleria Naletto è stata riconosciuta come riferimento di alta professionalità ed etica d’impresa sul territorio. • (L.P.)
• Redazione Venezia
Messaggio Pubbliredazionale
NOTE RIEPILOGATIVE DELLE SERATE REMEMBER COTTON CLUB ED EVENTO BANDISTICO DI DOMENICA
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musica dove i DJ sapevano Loda, TBC e Lollo. e riuscivano, a coinvolgere Le serate musicali ragazzi e ragazze, all’insegna inizieranno, con la musica, del divertimento e della dalle ore 21, ma già dalle 19 buona musica. si potrà cenare con la cucina La Pro Loco del Comune NAMELAKA, presso il parco uesto importante di Campagna Lupia vuole comunale. evento, viene per la rispolverare quella tradizione A conclusione di questo week prima volta realizzato musicale che ha fatto end ci sarà per Domenica nel comune, dove all’epoca si crescere generazioni, e 13 Settembre, la rassegna trovava la famosa discoteca siamo certi che anche i delle bande musicali. Ben “Cotton Club” che, con i suoi giovani di oggi sapranno 5 bande sfileranno dalle eventi, raccoglieva giovani apprezzare queste due ore 15, per le vie del paese, da tutto il nord Italia. serate di gioia e divertimento, per poi radunarsi in Piazza Proprio così perché era all’insegna della bella Matteotti per uno spettacolo Majorette di Tombelle di l’unica discoteca che musica, accompagnata dai musicale con concerto finale Vigonovo e la Banda di Carmignano di Brenta. proponeva un genere di DJ Sansone nella serata di all’unisono. musica molto apprezzata dai Venerdì 11 Settembre con la Le bande che parteciperanno, Insomma un week end ASCOLTACI SU della buona giovani di allora.SCARICA L’APP musica anni ’80 e 2000. oltre a quella del paese all’insegna WWW.VENETO24.IT RADIO VENETO24 Molti la definivano Musica Mentre Sabato 12 Settembre, saranno, La Banda di Malo, musica e del divertimento. Ascoltaci in tutto il Veneto in auto sulLa Pro Loco di Campagna SUL TUO PC O ALEXA SUL non TUO era SMARTPHONE Afro, in realtà solo avremmo il vero “Remember la Fanfara dei Bersaglieri musica afro ma era una Coton Club” con i DJ Beppe di Jesolo, la Banda e le Lupia vi aspetta.
Volete ripercorrere le emozioni e le sensazioni degli anni ’90 e 2000 ?? vi aspettiamo Venerdì 11 Settembre e Sabato 12 in piazza Matteotti a Campagna Lupia.
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SPORT
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I numeri. Galaxy Mira F.C. da 5 a 55 giocatrici e sogno Serie A
Mira, boom del calcio femminile
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l calcio femminile è in continua crescita in tutto il territorio nazionale e anche Mira conosce un boom di iscrizioni. La società Galaxy Mira F.C femminile lavora alla nuova stagione 2026-27 con un entusiasmo contagioso certificato dalle tre categorie partecipanti ai campionati che, iniziando da una squadra con sole 5 ragazze, è cresciuta sino a contare attualmente 55 giocatrici. Unica società attiva in Riviera del Brenta, ha l’obiettivo di crescere ulteriormente sino ad arrivare ad un numero di 70, 80 calciatrici, atlete che nel tempo possano anche sognare di diventare professioniste e raggiungere la serie A. Responsabile del settore calcio femminile di Galaxy Mira è Agostino Madonna che così illustra la crescita del ramo femminile della società. “Attualmente il Galaxy
conta sulle squadre under 17, under 15 e under 12. Tra loro vi sono calciatrici interessanti, alcune già selezionate dai settori giovanili in Figc. Il nostro impegno è quello di costruire il loro sogno partendo dal fatto che prima di tutto devono rimanere se stesse, donne consapevoli, forti e responsabili. L’under 17 – aggiunge Madonna è arrivata seconda nel campionato regionale Silver di quest’anno, mentre le Under 15 e 12 hanno raggiunto ottimi risultati.” L’immagine del calcio femminile è cresciuta negli ultimi anni e se le squadre maschili faticano un po’ a trovare sponsor, le femminili hanno porte aperte grazie a un cambio di punto di vista alimentato dai risultati delle giovani stesse, dal loro impegno e da quello delle famiglie che le seguono ovunque anche in trasferta. Ma
sul piano fisico il calcio femminile ha ancora margine notevole di crescita. “C’è da investire sul rafforzamento fisico delle giovani in questa età particolare. - Rivela Madonna -. Abbiamo una preparatrice che le segue per la motricità e il coordinamento e ora anche una palestra”. Madonna ha iniziato questa esperienza quattro anni fa. “Quando iniziano a giocare e fino ai 10 anni le bambine giocano con i bambini: non c’è distinzione di sesso e quando escono dalle squadre dei pulcini, sono talmente integrate che non vogliono separarsi dai compagni. C’è soddisfazione poi a vederle maturare e essere in grado di trovare soluzioni sia sul campo che nella vita”. La Galaxy Mira F.C. è una scuola di vita e cresce con il sostegno di sponsor locali, presidenti e direttori con l’obiettivo di rafforzare tutti i settori, maschile e femminile e a far crescere i ragazzi in un ambiente sano e sicuro. “Tutta Mira sostiene il progetto di valorizzare la società per tornare ai fasti del calcio di una volta, - conclude Madonna - accompagnando i giovani sulla retta via, diventando un modello e chiedendo alle società maschili della Riviera di aprirsi al mondo femminile collaborando per far crescere questo movimento”.
Solidarietà sotto le stelle: 18mila euro donati
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’edizione 2026 della manifestazione ‘Musica e solidarietà ...sotto le stelle’ ha permesso di distribuire ben 18.000 euro, frutto di quanto incassato dagli organizzatori, detratte le spese, che sono stati distribuiti alle associazioni del territorio. Contributi che il direttore ed organizzatore della manifestazione, Roberto Pesce, ha consegnato per i 2.000 euro al presidente dell’associazione MobilitàTi Gianfranco Gerardin, altri 2.000 euro al presidente dell’associazione ‘Sole Donna’ Giovanni Conte. Alla presidentessa dell’associazione ‘Famiglie e Abilità’ Alessandra Boran è stato consegnato un assegno di 6.000 euro mentre al presidente dell’associazione La Cometa’ di Mira Luciano Bettini è stato consegnato un assegno di 8.000 euro. Roberto Pesce ha voluto ringraziare tutti i volontari e gli sponsor che con la loro generosità hanno permesso che venisse concretizzato un gesto di solidarietà importante per le associazioni dando appuntamento a tutti per la prossima edizione.
• Lino Perini
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SPORT
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Rugby Europe Conference 2. Meta spettacolare da oltre 80 metri
CHRISTIAN CAZZARO TRASCINA SAN MARINO AL BRONZO EUROPEO C ’è anche la firma del diciottenne di Mira Christian Cazzaro sulla medaglia di bronzo conquistata dalla nazionale di rugby a 7 di San Marino alla Rugby Europe Conference 2, manifestazione continentale disputata nei giorni scorsi in Kosovo. La terza linea veneziana, tesserata con il Rugby Riviera 1975, dove nell’ultima stagione ha militato nell’Under 18, è stata infatti tra i protagonisti della finalina per il terzo posto vinta dai Titani contro l’Estonia con il punteggio di 24-17. Una sfida che sembrava essersi messa subito in salita per la formazione sammarinese, finita sotto 12-0 nella
Christian Cazzaro con la maglia del San Marino
prima parte dell’incontro. La rimonta è iniziata con una meta tecnica dopo un fallo di ostruzione della difesa estone ai danni di Luca Giardi, lanciato verso una probabile marcatura. Pochi minuti più tardi è arrivato il pareggio firmato da Lorenzo Angelini. L’episodio che ha cambiato definitivamente l’inerzia del match è però arrivato sul finire della prima frazione. Da un intervento difensivo di Bastianelli è nato un rapidissimo ribaltamento di fronte: l’ovale è arrivato nelle mani di Christian Cazzaro che, sfruttando tutto il campo a disposizione, ha dato vita a una straordinaria cavalcata di oltre
80 metri prima di schiacciare in meta. Una giocata spettacolare che ha fissato il punteggio sul 19-12 per San Marino all’intervallo. Nella ripresa l’Estonia ha provato a rientrare in partita accorciando le distanze, ma i Titani hanno saputo resistere con ordine e sacrificio, difendendo il vantaggio fino al fischio finale e conquistando così un prestigioso terzo posto continentale. “Sono molto felice per la medaglia di bronzo e per la meta che ho segnato – racconta Cazzaro -. È il mio secondo anno con la nazionale di rugby a 7 di San Marino e il gruppo guidato dal coach Giovanni Gianesini mi
ha accolto molto bene. Dopo la semifinale persa contro la Slovacchia non ci siamo lasciati abbattere e abbiamo reagito con carattere conquistando il terzo posto”. Per il giovane atleta mirese, che può vestire la maglia biancazzurra grazie alle origini sammarinesi della madre Sanna, si tratta di un risultato importante che conferma la sua crescita nel panorama rugbistico giovanile. A fare le congratulazioni al giovane rugbysta anche il sindaco di Mira, Marco Dori, con un post su facebook. • Cristiano Aggio
Scudetto bis per Riviera Nuoto
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er il secondo anno consecutivo la società Riviera Nuoto di Dolo, categoria Master, ha vinto lo scudetto nazionale. Un’altra pagina importante della storia della gloriosa società Riviera Nuoto Dolo, ‘Campione d’Italia’ un grandissimo risultato. “Riconfermarsi sul tetto d’Italia è un’impresa che va oltre il sogno, - dicono in società - ma i nostri atleti non si sono accontentati di vincere, hanno voluto farlo dominando grazie a due nuovi record italiani. Come se non bastasse il titolo, i nostri ragazzi hanno letteralmente polverizzato i cronometri, stabilendo ben due nuovi record Italiani nella staffette maschi
categoria M100, nella 4x50 Stile Libero maschi categoria M100 e nella 4x50 Mista maschi categoria M100. Prestazioni strabilianti che dimostrano il livello e la velocità di questo gruppo”. La società dolese si conferma al vertice nazionale della categoria. “Più di una squadra, siamo una grande famiglia. Il nostro gruppo master è un mix unico di atleti: c’è chi masticava già nuoto agonistico fin da giovane, chi proviene da altri sport e chi è cresciuto direttamente nella nostra scuola nuoto. Background diversi, ma uniti da una passione che ha creato un legame indissolubile. La vera chiave di questo secondo titolo consecutivo? La
felicità di nuotare insieme, l’impegno quotidiano e la capacità di divertirsi davanti a ogni singola sfida in piscina. Questo scudetto-bis e questi record sono il frutto dei tanti sacrifici quotidiani. Grazie a tutti gli atleti che durante l’anno hanno contribuito a questo traguardo, gareggiando per tutta la stagione con la voglia costante di migliorarsi e di difendere il titolo con le unghie e con i denti. Un ringraziamento particolare va a tutto lo staff, all’allenatore e al preparatore atletico, che preparano al meglio i nostri atleti”. • (L.P.)
Dolo trionfa al Palio dei Comuni alle Padovanelle
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l comune id Dolo trionfa al ‘Palio dei Comuni’, manifestazione organizzata dall’ippodromo Breda ‘le Padovanelle’ di Padova in collaborazione con il comune di Vigonovo. La prima edizione del trofeo ippico ha visto sfidarsi numerosi comuni del veneziano e padovano, oltre a Dolo, quelli di Fossò, Vigonovo, Villafranca Padovana, Campolongo Maggiore, Vigonza, Cadoneghe, Pianiga, Ponte San Nicolò, Saonara, Fiesso d’Artico, Noventa Padovana, Mira, Campagna Lupia, Stra, Padova. Dopo l’abbinamento per sorteggio di ciascun comune con un cavallo e guidatore, il palio si è svolto in una serie di batterie fino al gran finale sulla distanza classica dei
1640 metri. Il ‘Palio dei Comuni’ nasce da un’idea dell’ex sindaco di Vigonovo, oggi assessore, Andrea Danieletto, grande appassionato ed esperto di ippica. L’iniziativa ha lo scopo di far riscoprire uno sport antico e nobile come il trotto in quella che, dal 1901 è considerata la culla nazionale della corsa dei cavalli come ‘Le Padovanelle’ di Padova, oggi di proprietà di Giuseppe Stefanelli, che ha visto calcare il terreno campioni come Elwood Medium, Saharif, Zacon Gio e Varenne. Nella sfida finale il cavallo ‘Corallo Pisano’ guidato dal driver internazionale Antonio di Nardo, ha sbaragliato il campo dando un’enorme soddisfazione al sindaco di Dolo Gianluigi
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Naletto che euforicamente ha così accolto il successo. “Il palio è un evento che, oltre a rinnovare l’importanza del rapporto con il cavallo, fa riscoprire l’ippodromo come un luogo comunitario, intergenerazionale, dove il benessere animale è l’obiettivo delle diverse professionalità che animano il settore ippico. Sono grato all’amministrazione di Vigonovo per aver coinvolto i comuni in una visione d’area vasta all’insegna della sport, della socialità e della cultura territoriale”. • (L.P.)
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Il fine vita torna al centro del dibattito regionale: l’attesa per il voto di settembre tra divisioni politiche e pressioni sociali
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a un lato persistono le resistenze e i prudenti scetticismi all’interno del centrodestra — preoccupati sia dai possibili profili di impugnazione statale sia dalle differenti sensibilità etiche — mentre dall’altro si registra la ferma opposizione del mondo cattolico. Di recente, il Patriarca di Venezia, monsignor Francesco Moraglia, ha definito la misura “inaccettabile”, ammonendo
sul rischio che una legge regionale possa aprire varchi impropri a pratiche eutanasiche. A stretto giro è arrivata la replica istituzionale, con il richiamo alla necessità di un confronto laico e rispettoso delle sofferenze umane, fondato sul perimetro già tracciato dai giudici costituzionali. Nel frattempo, il dibattito si arricchisce di nuove istanze trasversali. Le opposizioni, guidate dal Partito Democratico,
non solo premono per il riconoscimento del diritto all’autodeterminazione dei pazienti in condizioni di sofferenza irreversibile, ma rilanciano con forza anche il tema della carenza strutturale delle cure palliative nella regione, ricordando come i posti letto negli hospice siano ancora ampiamente inferiori rispetto ai fabbisogni programmati. Con il mese di settembre ormai alle porte, la
maggioranza e le opposizioni si preparano a un confronto d’aula che si annuncia serrato e privo di sconti. La tenuta dei numeri in Consiglio e la capacità della politica veneta di dare una risposta concreta a un tema etico così complesso saranno determinanti, non solo per il futuro della legge regionale, ma per l’intero dibattito nazionale sui diritti dei malati terminali.
Tempo di bilanci. L’assessore Giacinti rassicura sui rilievi della Corte dei Conti: “Nessun rischio, fondi già accantonati”
REGIONE, VIA LIBERA AL RENDICONTO 2025, SFIDA APERTA PER OLIMPIADI E PEDEMONTANA E ’ passato con 30 voti della maggioranza in Consiglio regionale e 15 contrati il Rendiconto generale relativo all’esercizio finanziario 2025. Un passaggio contabile fondamentale che ratifica la tenuta delle casse regionali e che ha visto al centro dell’attenzione le riserve e i capitoli di spesa legati a due importanti partite per il futuro dell’amministrazione: la gestione degli oneri della Superstrada Pedemontana Veneta e i costi previsti per i Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026. Sulle due questioni, oggetto di specifici rilievi da parte della Corte dei Conti, l’assessore regionale al Bilancio, Filippo Giacinti, ha espresso la posizione ufficiale dell’esecutivo per rassicurare l’aula consiliare e la cittadinanza. “Abbiamo accolto le osservazioni della Corte con lo spirito di collaborazione istituzionale che da sempre contraddistingue la Regione del Veneto”, ha spiegato l’assessore Giacinti. “Su entrambi i fronti desidero rassicurare il Consiglio e i cittadini: gli accantonamenti necessari sono già stati effettuati e le risorse risultano pienamente disponibili. La programmazione finanziaria della Regione tiene conto di questi impegni e continuerà a garantire equilibrio e sostenibilità nel medio e lungo periodo”.
Al di là dei nodi legati alla Pedemontana e alla macchina olimpica, l’amministrazione ha sottolineato il valore complessivo di una gestione guidata dal contenimento dei costi e dall’efficienza operativa. Il Veneto si conferma tra i territori con le spese di funzionamento e di personale più basse a livello nazionale, registrando tempi di pagamento dei fornitori in anticipo di 18 giorni rispetto alle scadenze previste dalla legge. Un modello virtuoso che punta a tutelare
Filippo Giacinti
la qualità dei servizi al cittadino, con particolare riferimento alla sanità, limitando il ricorso alla leva fiscale. Conclusa l’approvazione del documento consuntivo, l’amministrazione ha già avviato i lavori per la stesura
del Bilancio di previsione 2027-2029. Il nuovo strumento programmatico punta a sviluppare un percorso fortemente condiviso con gli enti locali, le parti sociali e le categorie economiche territoriali. “Sarà un bilancio
compartecipato, costruito insieme ai territori, - conclude Giacinti - vogliamo superare definitivamente la logica del bilancio come semplice documento contabile e dare forma a uno strumento di programmazione condivisa”.
Il correlatore Paolo Galeano vota contro: “Manovra senza futuro per il Veneto”
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l gruppo consiliare del Partito Democratico ha espresso voto contrario all’assestamento di bilancio della Regione Veneto, contestando l’assenza di una visione strategica per le infrastrutture economiche e sociali. A spiegare le ragioni della bocciatura è il consigliere regionale dem e correlatore della manovra, Paolo Galeano, che sollecita interventi più incisivi a sostegno della cittadinanza. “Dopo un rendiconto che ha chiuso un’epoca amministrativa dalla quale il Veneto è uscito impoverito, ci attendavamo una manovra capace di dare una prospettiva reale”, evidenzia Galeano, ricordando le proposte emendative avanzate dal proprio gruppo. “Con 130 milioni di euro a disposizione, era doveroso immettere stanziamenti mirati nelle urgenze. La cosa paradossale è che la stessa maggioranza ha ammesso la bontà dei nostri obiettivi, arrivando a dire che li avrebbe sostenuti se solo ci fossero state le risorse”, prosegue l’esponente del Pd. La critica dell’opposizione punta il dito contro quella che definisce una semplice gestione dell’ordinario, priva di coraggio politico. “E’ giunto il momento della verità per chi governa la Regione. Possono continuare con una politica
Paolo Galeano
di piccolo cabotaggio che si limita a gestire il presente verso una totale assenza di prospettiva, oppure decidere di ridare futuro e speranza a questo territorio”, sottolinea il consigliere. “Ogni amministratore ha il dovere di usare al massimo le leve a disposizione: davanti a una crisi evidente, la scelta della maggioranza è stata purtroppo quella di rimanere fermi”, conclude Galeano.
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Il dibattito. Le reazioni e il confronto in Consiglio Regionale dopo l’approvazione del Rendiconto 2025
Il centrodestra difende la manovra Pedemontana, l’affondo di Rocco, Barbisan e Soranzo: “Conti solidi” Manildo: “Maggioranza spaccata”
Enoch Soranzo
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’approvazione del Rendiconto 2025 trova il pieno sostegno dei gruppi di maggioranza in Consiglio regionale, che rivendicano la stabilità dei conti e sottolineano come le scelte di bilancio garantiscano continuità, sviluppo e responsabilità finanziaria. Per Riccardo Barbisan, capogruppo della Lega – Liga Veneta, il documento contabile rappresenta la prosecuzione di una gestione virtuosa: “Il Veneto non riparte da zero, ma prosegue un percorso amministrativo che negli ultimi quindici anni ha consentito alla nostra Regione di costruire basi solide”. Barbisan evidenzia l’atteggiamento di apertura dialogante mostrato verso i banchi della minoranza in ambito sociale e difende la tenuta del sistema sanitario regionale: “Il Veneto continua a garantire livelli di assistenza tra i migliori d’Italia senza ricorrere all’addizionale regionale IRPEF. Questo è stato possibile grazie a una gestione attenta delle risorse e dei conti pubblici”. L’esponente del Carroccio rimarca inoltre il valore strategico delle infrastrutture come la Pedemontana, definita come “un’opera che ha cambiato la mobilità e reso più competitivo un territorio di piccole e medie imprese”, ribadendo l’importanza di
accelerare il percorso dell’Autonomia. Sulla stessa linea Enoch Soranzo, consigliere di Fratelli d’Italia e presidente della Sesta Commissione consiliare, che pone l’accento sul rigore finanziario: “La tenuta dei conti non è un merito da esibire, ma un dovere fondamentale per garantire stabilità e continuità ai servizi sul nostro territorio”. Entrando nel dettaglio dei numeri, Soranzo illustra le cifre del documento: “I dati contabili mostrano un quadro di stabilità finanziaria, con un risultato di amministrazione pari a 2.043 milioni di euro e un avanzo netto disponibile di 180,6 milioni. Questo equilibrio ci consente di coprire le spese programmate senza accumulare disavanzi”. Soranzo evidenzia inoltre la virtuosità dell’amministrazione nel saldare i fornitori con circa 18 giorni di anticipo sui tempi ordinari. Sul piano della spesa, oltre il 70% dei fondi impegnati — pari a 12,3 miliardi di euro — è andato alla sanità e al sociale, a cui si aggiungono 1,1 miliardi per i trasporti, oltre 2 miliardi di fondi europei e 1,5 miliardi del PNRR. “La parifica con la Corte dei conti conferma la correttezza delle procedure svolte: il nostro compito rimane lavorare in silenzio e con concretezza”, conclude Soranzo.
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TLDV
Giovanni Manildo
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’approvazione del Rendiconto generale per l’esercizio finanziario 2025 solleva accese polemiche tra i banchi dell’opposizione in Consiglio regionale. Sul fronte finanziario, il capogruppo di Riformisti Veneti in Azione, Nicolò Rocco, individua nei grandi dossier infrastrutturali il principale ostacolo agli investimenti. Pur ammettendo che la parità contabile rappresenti un elemento positivo, il consigliere evidenzia i pesanti vincoli che frenano l’ente: “L’assenza di addizionale regionale, che come evidenziato dal Presidente Stefani nelle altre Regioni vale oltre 40 miliardi di euro, unitamente ai debiti per la Pedemontana e le Olimpiadi ci consegnano un bilancio con pochi spazi per gli investimenti”. Analizzando le singole voci di spesa, Rocco rileva forti criticità sul partenariato per la Superstrada Pedemontana Veneta: “È emersa una beffa nei rapporti con il privato: a fronte di maggiori volumi di traffico non vi è riduzione degli oneri a carico della Regione perché il pubblico deve farsi carico di inflazione e manutenzioni”. Alttrettanto delicato il nodo legato a Milano Cortina 2026: “Sulle Olimpiadi ci sono 153 milioni congelati in attesa di capire quanto Regioni ed Enti locali dovranno versare per
coprire i debiti della società organizzatrice”. Per evitare la stagnazione economica, Rocco chiede di affrontare entro l’anno spending review e piano delle entrate. Allo scetticismo sulla tenuta economica si aggiunge l’affondo sferrato dal Partito Democratico. Il capogruppo Giovanni Manildo censura duramente lo scontro tra le forze di governo: “Un deragliamento simile non ha precedenti. Perché il dibattito andato in scena, che doveva essere dedicato al Rendiconto della Regione, si è trasformato subito in una sorta di seduta dall’analista, nella quale le forze del centrodestra, completamente balcanizzate in gruppi, hanno dato sfogo alle loro frustrazioni e guerre reciproche”. Secondo l’esponente dem, la coalizione di governo appare divisa tra nostalgie e veti incrociati. “Dispiace che il Consiglio regionale non sia il lettino dello psicologo e che ci siano mille cose da fare e decidere per far andare avanti questa Regione”, sottolinea Manildo, rivendicando la linea dell’opposizione: “Noi andiamo avanti per la nostra strada, proponendo in modo costruttivo una nostra visione del Veneto e provvedimenti concreti per dare nuovo slancio a questa regione”.
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Energia. Il Garante della Concorrenza chiede gare pubbliche e stop alle proroghe. Federico Testa: “Meglio affidare le dighe ad aziende del territorio”
IL FARO DELL’ANTITRUST SULLE CONCESSIONI, INTANTO IL VENETO PUNTA SULL’AUTONOMIA L ’energia e la gestione delle grandi infrastrutture di rete finiscono al centro della nuova segnalazione inviata dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) a Governo e Parlamento in vista del Disegno di Legge Concorrenza. Il documento firmato dal presidente Saverio Valentino punta il faro su tre nodi cruciali: le concessioni per la distribuzione elettrica, le gare per la distribuzione del gas e il rinnovo delle grandi derivazioni idroelettriche. Si tratta di settori strategici in cui l’assenza di procedure competitive rischia di frenare gli investimenti, penalizzare i consumatori e soffocare il mercato. Una partita che riguarda direttamente da vicino il Veneto, sia per il peso delle infrastrutture idroelettriche presenti sul territorio regionale, sia per la presenza di multiutility locali pronte a competere. A chiarire i termini della questione è Federico Testa, presidente di Magis: “Il parere dell’antitrust conferma che la situazione dei mercati delle infrastrutture energetiche in Italia è certamente problematica. l’Enel, con una delibera del governo di un anno
Massimo Bitonci
e mezzo fa , è titolata a mantenere più del 80% delle concessioni di distribuzione elettrica in Italia, caricando i consumatori di un canone che prima non esisteva in bolletta. Per quello che riguarda l’idroelettrico si continua a parlare della volontà del governo di fare altrettanto. Questo soprattutto nella nostra regione comporta il mantenimento all’Enel di 31 delle 34 grandi dighe della regione, con margini di centinaia di milioni. Meglio sarebbe che queste concessioni fossero affidate a soggetti del territorio capaci di gestirle e che potrebbero riversare parte di questi
margini sul territorio, penso a Magis ma anche a Ascopiave o APS Acegas, i Bim del bellunese insieme alla regione. Per quanto riguarda infine le concessioni della distribuzione gas c’è bisogno di una regolamentazione che eviti che Italgas, date le sue dimensioni sia in grado di vincere tutte le gare che saranno bandite, in spregio alle più elementari regole della concorrenza”. Per quanto riguarda la distribuzione elettrica, l’Antitrust critica le proroghe generalizzate e pluridecennali, evidenziando come la stasi attuale favorisca l’operatore dominante
Federico Testa
e rallenti gli investimenti necessari per la transizione. Soltanto gare trasparenti e contendibili sul piano degli impegni economici potrebbero garantire elevati standard di innovazione e qualità. Sul fronte dell’idroelettrico, bene chiave per il tessuto montano e produttivo veneto, l’Antitrust ribadisce che la gara pubblica deve rimanere la via maestra, chiedendo tempi certi per le leggi regionali e l’eliminazione di rendite di posizione. Infine, per le gare della distribuzione del gas, l’Autorità sollecita una revisione dei bandi e degli ambiti territoriali (Atem) per evitare che
un unico grande operatore soffochi la concorrenza a discapito delle aziende locali. Intanto l’assessore regionale alle attività produttive e sviluppo Massimo Bitonci conferma che il Veneto sta proseguendo sulla strada dell’autonomia energetica: “Abbiamo già individuato e abbiamo già incontrato insieme ai dirigenti di settore i professionisti che ci seguiranno dal punto di vista legale, economico e ingegneristico. Ai primi di settembre valuteremo delle ipotesi, c’è tutta una fase di studio e di lavorazione per poi decidere quale sarà la via più corretta da intraprendere in vista del 2029 con la scadenza delle grandi concessioni. Stiamo lavorando ad un progetto che permetta di gestire in proprio le grandi derivazioni idroelettriche attraverso società partecipate, ovviamente tenendo conto delle autonomie provinciali, dei Comuni e di quanto previsto dalla legge regionale sull’autonomia della provincia di Belluno. Mi pare corretto discuterne con professionisti che operano nel settore e che già seguono già alcuni regioni. Analizzeremo i dati e sceglieremo la soluzione migliore per cercare di ottimizzare il risultato”.
L’intervista. Piefrancesco Munari, neo presidente e sindaco di Cavarzere, traccia le linee del mandato
“COSÌ VOGLIO RILANCIARE ATER VENEZIA” R idurre il numero degli alloggi sfitti, accelerare le assegnazioni e rafforzare la collaborazione con le istituzioni per garantire legalità ed efficienza. Sono questi i primi obiettivi che Pierfrancesco Munari indica nei suoi primi giorni da presidente di Ater Venezia. Sindaco di Cavarzere, già vicepresidente di ASM Spa, Munari affronta il nuovo incarico con la consapevolezza delle difficoltà ma anche con la convinzione che il patrimonio abitativo pubblico possa rappresentare una risposta concreta al disagio sociale. Presidente Munari, ci racconta qualcosa di lei e del suo percorso professionale? Ho 44 anni, sono sposato e ho due figlie. Per cinque anni sono stato consigliere comunale a Cavarzere. Dal 2021 sono sindaco della città. Ora è arrivata questa opportunità alla guida di Ater Venezia. È un incarico prestigioso che affronto con grande senso di responsabilità.
Pierfrancesco Munari
Si aspettava questa nomina? Sì. Ho presentato la candidatura insieme ad altre 58 persone e ritenevo di
avere le competenze per questo ruolo. Mi auguro che la scelta sia stata fatta proprio sulla base delle qualifiche e dell’esperienza maturata. Quale sarà il primo obiettivo del suo mandato? Ater deve fare Ater. Significa dare il maggior numero possibile di case a chi ne ha realmente bisogno e ridurre il numero degli immobili sfitti. Gestiamo circa 11 mila alloggi in 44 Comuni della Città metropolitana, quindi parliamo di un patrimonio enorme. Con il Piano Casa nazionale e quello regionale si aprono prospettive interessanti. Qual è oggi la situazione degli immobili inutilizzati? Sono presidente da pochi giorni e mi sono fatto consegnare una serie di report Comune per Comune. Nel centro storico di Venezia il dato è particolarmente pesante: circa un terzo degli alloggi risulta sfitto. Considerando l’intero patrimonio provinciale la percentuale diminuisce, ma è evidente che c’è molto
lavoro da fare. Tra le criticità ci sono anche le occupazioni abusive... La mia esperienza da sindaco mi ha insegnato che si deve operare sempre e solo nel rispetto della legalità. Su questo non ci possono essere compromessi. Le occupazioni abusive non solo creano situazioni di degrado, ma penalizzano le persone che attendono regolarmente in graduatoria l’assegnazione di una casa. Il suo predecessore ha ricevuto minacce. La preoccupano? Assolutamente no. Da sindaco ho già affrontato situazioni simili. Quando un ente lavora nel rispetto delle leggi e dello Stato democratico non deve lasciarsi intimidire. Cavarzere poi è uno dei territori con il maggior numero di alloggi popolari... Cavarzere, dopo Venezia, è tra le realtà con più edilizia residenziale pubblica: conta oltre 700 alloggi tra patrimonio comunale e Ater. Tuttavia oggi devo
ragionare da presidente dell’intero ente. Non ci saranno corsie preferenziali. Come concilierà il ruolo di sindaco con quello di presidente di Ater? Sarà fondamentale il lavoro di squadra. In Comune posso contare sulla Giunta e sul vicesindaco, mentre in Ater ci sono 74 dipendenti e due dirigenti, anche se il fabbisogno previsto arriva fino a 120 unità. Vorrei rafforzare l’organico per migliorare i servizi. Le giornate saranno intense ma sono abituato a ritmi impegnativi. Ha già avviato i primi contatti istituzionali? Sì. Ho incontrato il presidente della Regione Stefani, il sindaco di Venezia Venturini e l’assessore Roma. La collaborazione con tutte le istituzioni sarà decisiva. Ci sono già sul tavolo collaborazioni ad esempio con l’Ulss3 e la Polizia Penitenziaria per alloggi non ERP a favore del personale di questi enti. • Riccardo Musacco
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L’intervista. Il Presidente della città di Venezia traccia un bilancio radiofonico dei suoi primi mesi di mandato
VENTURINI: «VENEZIA DEVE RESTARE SÉ STESSA, IL FUTURO PASSA DA MESTRE E DAL NUOVO STADIO» A poco più di due mesi dalla sua elezione a sindaco di Venezia, Simone Venturini ha tracciato un primo bilancio del suo nuovo incarico ai microfoni della trasmissione radiofonica “Te lo do io il Veneto” su Radio Veneto24, raccontando un inizio di mandato vissuto senza pause con la consapevolezza di un grande senso di responsabilità
e l’obiettivo prioritario di mantenere un contatto costante e diretto con il territorio e con la cittadinanza. Il primo cittadino ha rivendicato uno stile amministrativo lontano dalle mondanità, sottolineando come l’onore di ricevere personalità di spicco si accompagni al medesimo piacere di partecipare alle sagre di paese o di visitare i centri anziani,
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preferendo la vicinanza reale alle passerelle formali. Tra i primi temi affrontati c’è quello della storica festa del Redentore, definita un appuntamento identitario che non può e non deve essere snaturato nei suoi elementi tradizionali - dal ponte votivo alla messa, dai fuochi d’artificio alle tavolate -, evidenziando come le normative sulla sicurezza introdotte negli anni abbiano permesso di gestire l’evento tutelandone la riuscita senza criticità. Guardando alle grandi trasformazioni urbane, Venturini ha individuato nel nuovo polo sportivo di Tessera un’opera strategica per il futuro del territorio, confermando che i lavori stanno rispettando il cronoprogramma: l’arena polifunzionale sarà pronta già nel prossimo anno, mentre il nuovo stadio verrà completato all’inizio del 2028 con l’ambizione di ospitare i grandi concerti del Nord Italia e, perché no, grandi star internazionali, mentre il vecchio stadio Penzo continuerà a vivere come punto di riferimento per il calcio cittadino e per altre discipline sportive. Sul piano culturale, il sindaco ha confermato la massima attenzione istituzionale verso la Mostra del Cinema e il lavoro della Biennale, definita un pilastro economico e culturale per il quale intende favorire il massimo dialogo con tutte le componenti, a partire dalla stima condivisa con Pietrangelo Buttafuoco. Quanto alle recenti polemiche Venturini ha ricordato il suo ruolo: “Il mio lavoro in questi in questi due mesi è stato quello di sminare campi minati, di ridurre le distanze, far parlare le persone che magari non si parlavano, anche per quanto riguarda il rapporto tra la parte sindacale e il datore di lavoro”. Ampio spazio è stato dedicato ai temi della sicurezza e del decoro urbano, distinguendo nettamente tra il contrasto all’abusivismo e al degrado e la lotta alla microcriminalità, per la quale Venturini ha invocato interventi di livello nazionale, come carceri moderne e strumenti normativi più efficaci per evitare l’immediata scarcerazione di chi viene fermato per reati predatori o di spaccio. Affrontando il settore della casa e delle politiche sociali, il sindaco ha ricordato i traguardi raggiunti con le 1.200 assegnazioni e i recuperi abitativi, puntando ora
a una forte sinergia con la Regione. “In 5 anni da assessore ho fatto 1.200 assegnazioni e 1.200 restauri”. Altro obiettivo, ottenere il rifinanziamento della legge speciale: “Venezia deve avere le risorse per far fronte agli extra costi che si trova ad affrontare. Fare ogni cosa a Venezia costa di più, dalla pulizia della città alla raccolta differenziata, alla manutenzione. La legge speciale è andata appunto per ridurre questo delta”. Venturini ha poi sottolineato la portata degli investimenti che stanno cambiando il volto di Mestre e Marghera grazie a progetti come la riqualificazione di piazza Mercato, l’area di via Ulloa, la nuova questura, la casa della comunità e i nuovi poli universitari, pensati per sostituire edifici obsoleti con abitazioni efficienti per il ceto medio. “Stiamo facendo un lavoro importante per attrarre nuovi cantieri - ha aggiunto - perché Mestre ha scontato una crescita veloce tra gli anni ‘60 e ‘70 del secolo scorso, dove l’estetica era l’ultimo dei problemi, e oggi invece l’operazione che stiamo mettendo in campo è anche di demolizione e ricostruzione. Buttiamo giù immobili brutti, non efficienti dal punto di vista energetico, e non più all’altezza delle aspettative delle giovani coppie, per lasciare posto ad abitazioni belle e
di qualità”. Tra i correttivi annunciati, il sindaco è intervenuto anche sul recente episodio dei bambini sanzionati per aver giocato a pallone a Murano, anticipando modifiche al regolamento e il potenziamento degli spazi dedicati: “Stiamo intervenendo per modificare il regolamento e potenziare i luoghi a disposizione dei nostri ragazzi”. Il sindaco ha ribadito quindi la sua visione urbanistica: la Venezia storica non necessita di grandi opere iconiche o di alterazioni della propria identità, ma del recupero di spazi inutilizzati come gli ex Gasometri, riservando le grandi innovazioni architettoniche e lo sviluppo propulsivo al cuore della terraferma mestrina. Infine una battuta sul rapporto con il giovane presidente della Regione Veneto Alberto Stefani: “Abbiamo percorsi però simili sia nella formazione, con la laurea in giurisprudenza, sia nel percorso politico nato sul territorio. Un percorso che ci accomuna. E’ un rapporto apportato sulla massima collaborazione, ci sono già dei dialoghi avanzati sul tema del sociale, delle impegnative per le case di riposo, delle case della comunità e non da ultimo anche il tema del social housing. Sono convinto che collaboreremo molto bene insieme”.
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Il regista. Cristian Tomassini racconta il suo instant-cult, un successo di pubblico costruito fuori dal sistema
“BRENTA CONNECTION”, IL FILM DI CULTO CHE HA CAMBIATO LE REGOLE DEL GIOCO C ristian Tomassini è una delle voci più originali e interessanti del cinema veneto. Di certo è l’unico regista indipendente al 100%. Il suo Brenta Connection, uscito in sordina ad aprile 2025, è diventato fenomeno di culto. Il film, scritto da Silvio Marotta e prodotto da Anima Film (società dello stesso Tomassini e di Marco Businaro) è costato quanto una utilitaria. Dopo un anno è ancora in giro, è stato visto da più di 35mila persone e ha abbondantemente ripagato l’investimento iniziale. Brenta Connection, grazie al passaparola e alla passione di tutta la crew che ci ha lavorato, è riuscito ad essere distribuito nei circuiti UCI Cinemas e The Space (cosa quasi di solito per un film indipendente). Insomma, la dimostrazione concreta che anche il cinema può essere industria, svincolata dall’assistenzialismo statale che da decenni affligge il settore. E, particolare da sottolineare, stiamo parlando di una produzione vera (vogliamo parlare della splendida fotografia di Beniaimo Gelain?), a
differenza di tanti presunti film d’autore che di fatto sono prodotti amatoriali fatti in casa, privi di distribuzione e, soprattutto, di pubblico. Per questi motivi, e anche perché Brenta Connection mi ha divertito moltissimo, ho voluto fare una chiacchierata con Tomassini. Volevo provare a capire com’è nato questo progetto che ha il gran pregio di non raccontare il Veneto attraverso i soliti cliché (la tristezza, il rimpianto e la delusione…). «Volevamo fare una commedia popolare, capace di parlare alle persone che vivono nei territori intorno a noi», spiega Tomassini. «Il film utilizza in larga parte il dialetto veneto, presenta personaggi riconoscibili e sceglie un tono leggero, ironico e irriverente. Una formula che il pubblico ha subito capito e apprezzato». Avete raggiunto risultati importanti partendo senza distribuzione: come avete fatto? «La distribuzione si è sviluppata quasi spontaneamente. Dopo le prime proiezioni, gli esercenti hanno
cominciato a contattarsi tra loro. Un cinema chiamava quello di un’altra provincia per chiedere informazioni sul film e poi lo inseriva in programmazione. In questo modo Brenta Connection è arrivato più di cento di sale e spazi di proiezione. In alcuni casi la permanenza in cartellone è stata prolungata grazie all’affluenza del pubblico. Ci siamo costruiti una rete di distribuzione perché i cinema vedevano che il film funzionava e ci chiamavano». Qual è l’ipotetica mappa regionale del film? «Il film ha funzionato soprattutto nei centri medio-piccoli, pur ottenendo buoni risultati anche a Padova, Verona e in altre città. Una parte importante della popolazione italiana vive in comuni di piccole dimensioni, ma il cinema nazionale di solito parla delle grandi città e usa modelli narrativi lontani dalla vita di province. Con Brenta Connection abbiamo scelto la strada opposta: abbiamo raccontato un territorio preciso, con la sua lingua, i suoi ambienti e i suoi personaggi». Qual è la lezione che ti porti a casa da questa esperienza? «Innanzitutto che il cinema indipendente deve costruire un rapporto diretto tra produzione, imprese del territorio, sale e pubblico. Questo significa pensare film da realizzare con budget contenuti, sostenuti anche da aziende interessate a legare il proprio nome a un progetto culturale e capaci di rientrare almeno in parte attraverso gli incassi. Per me il vero cinema indipendente nasce quando chi realizza un’opera si assume il rischio e trova il modo di portarla davanti agli spettatori. Questa posizione è maturata affrontando ogni fase del
lavoro: dalla scrittura alla regia, dalla produzione alla promozione e ai rapporti con le sale. In Veneto si sta affermando una new wave di autori: secondo me tu e il gruppo che ha dato vita a Brenta Connection siete una delle voci più forti di questa new wave, forse proprio perché avete fatto saltare il banco giocando con le vostre regole. Cosa ne pensi? «È vero, in Veneto esiste un movimento di indipendenti diffuso di autori, tecnici e piccole realtà produttive. Molti lavorano soprattutto sui cortometraggi, mentre il lungometraggio richiede più tempo, risorse e capacità organizzativa. I risultati ottenuti con Brenta Connection dimostrano che un percorso alternativo è possibile, a condizione di conoscere il proprio pubblico e di costruire un prodotto coerente con il territorio». Dopo questo exploit il telefono ha iniziato a squillare? «Sì, devo dire che si sono aperte nuove strade e siamo al lavoro su diversi progetti molto ambiziosi, anche se non vogliamo snaturarci perché altrimenti perderemmo la nostra forza».
Qualunque sarà il prossimo passo di Tomassini, Brenta Connection ha già ottenuto un risultato significativo: ha dimostrato che una storia veneta, realizzata con professionalità anche se con mezzi limitati e senza una grande macchina promozionale, può trovare il suo pubblico. Il successo è cresciuto attraverso il passaparola e ha trasformato una produzione indipendente in un fenomeno regionale. Una lezione semplice, ma che troppo spesso si fa finta di ignorare: per portare le persone al cinema bisogna prima di tutto raccontare storie nelle quali possano riconoscersi. • Giacomo Brunoro
• Chi è Giacomo Brunoro Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.
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Case della Comunità, in Veneto arrivano i medici di base: accordo per rafforzare la sanità territoriale
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a sanità territoriale veneta compie un nuovo passo avanti. Medici di medicina generale e Case della Comunità saranno sempre più integrati per offrire ai cittadini un punto di riferimento vicino al territorio e ridurre il ricorso improprio agli ospedali e ai pronto soccorso. Regione Veneto ha infatti definito, insieme alle organizzazioni sindacali dei medici di famiglia Fimmg, Smi, Snami e Fmt, il documento operativo che dà attuazione alla delibera regionale approvata lo scorso giugno. Le indicazioni sono state trasmesse alle Ulss e riguardano l’inserimento dei medici
di medicina generale all’interno della rete delle Case della Comunità realizzate con i fondi del Pnrr. In Veneto sono attualmente previste 99 Case della Comunità, strutture pensate per avvicinare i servizi sanitari ai cittadini e potenziare l’assistenza fuori dagli ospedali. «Come promesso, si parte», ha dichiarato l’assessore regionale alla Sanità Gino Gerosa, sottolineando l’importanza dell’accordo raggiunto. Ai medici che svolgeranno attività aggiuntive all’interno delle Case della Comunità sarà riconosciuto un compenso di 60 euro all’ora, coperto da risorse regionali
già stanziate. Il nuovo modello prevede la presenza del medico di medicina generale nella fascia oraria 8-20, attraverso turnazioni organizzate tra la Casa della Comunità, lo studio principale o eventuali ambulatori secondari. Tra i compiti affidati ai professionisti ci saranno la gestione delle richieste dei cittadini, anche attraverso il numero unico 116117, il supporto ai pazienti fragili e cronici, la collaborazione con gli infermieri di famiglia e di comunità, la partecipazione alle campagne vaccinali e il monitoraggio dei pazienti dimessi dagli ospedali. Previsto anche il coinvolgimento
dei medici nei percorsi di presa in carico dei malati cronici, con l’obiettivo di programmare visite e prestazioni senza che il cittadino debba occuparsi autonomamente delle prenotazioni. Durante le ore notturne, dalle 20 alle 8, e nei giorni prefestivi e festivi, l’assistenza medica continuerà a essere garantita dal servizio di continuità assistenziale, la cosiddetta guardia medica. «La presenza dei medici di medicina generale nelle Case della Comunità significa portare davvero la sanità più vicina ai cittadini – ha spiegato Gerosa -. Questo nuovo assetto potrà contribuire anche a
ridurre gli accessi non necessari ai pronto soccorso, lasciando spazio alle emergenze che richiedono cure immediate». Sul fronte dell’attuazione del Pnrr, la Regione comunica di aver raggiunto gli obiettivi previsti per la Missione 6. Le Case della Comunità attive sono distribuite tra tutte le Ulss venete: 4 nell’Ulss 1 Dolomiti, 15 nell’Ulss 2 Marca Trevigiana, 13 nell’Ulss 3 Serenissima, 5 nell’Ulss 4 Veneto Orientale, 5 nell’Ulss 5 Polesana, 20 nell’Ulss 6 Euganea, 8 nell’Ulss 7 Pedemontana, 9 nell’Ulss 8 Berica e 20 nell’Ulss 9 Scaligera.
“Turismo Sociale e Inclusivo”: da progetto pilota sulle spiagge a buona prassi regionale di inclusione
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a progetto sperimentale dedicato alle spiagge accessibili a modello regionale di inclusione sociale. È questo il percorso compiuto dal Progetto Turismo Sociale e Inclusivo nel Veneto, nato nel 2017 su iniziativa della Regione del Veneto con l’obiettivo di rendere il litorale fruibile alle persone con disabilità o con ridotta mobilità e oggi diventato una buona pratica riconosciuta a livello regionale. L’iniziativa, partita inizialmente nelle tre aziende sanitarie costiere – ULSS 3 Serenissima, ULSS 4 Veneto Orientale e ULSS 5 Polesana – ha rappresentato una vera rivoluzione nel modo di concepire il turismo accessibile. Accanto all’eliminazione delle barriere fisiche sono stati introdotti servizi di accompagnamento, assistenza sanitaria dedicata e attività per favorire una piena partecipazione alla vita di spiaggia. Nel corso dell’incontro celebrativo è stato il direttore generale dell’ULSS 5 Polesana, Massimo Zuin, tra i protagonisti del progetto fin dalle sue
origini, a ripercorrerne la crescita. «Il progetto, partito in forma sperimentale nelle spiagge delle ULSS 3, 4 e 5 Polesana, si è poi ampliato a tutte le ULSS del Veneto, diventando una buona prassi. Punto di forza del progetto è il fare rete tra pubblico e privato, tra istituzioni, operatori e associazioni di categoria», ha sottolineato Zuin. Un modello che negli anni ha saputo evolversi. Già nel 2018 alle spiagge accessibili si sono affiancate attività sportive e ricreative dedicate e il progetto “50 Boys for 50 Days”, che ha permesso a giovani con disabilità provenienti da tutto il Veneto di sperimentare percorsi di tirocinio lavorativo negli stabilimenti balneari, favorendo autonomia personale e inclusione lavorativa. Nello stesso anno sono nate anche le “Bandiere d’Argento”, riconoscimento assegnato agli stabilimenti distintisi per i più elevati standard di accessibilità. Dopo la pausa imposta dalla pandemia, il progetto è ripartito con ancora maggiore slancio. Dal 2022, grazie al finanziamento del Ministero per
le Disabilità, è stato esteso a tutte le nove ULSS del Veneto, ampliando il proprio raggio d’azione dalle spiagge alle città d’arte, ai territori montani e collinari e rafforzando i percorsi di autonomia abitativa e lavorativa. L’edizione 2025-2026 ha introdotto importanti innovazioni. Tra queste la realizzazione del modellino tridimensionale di Villa Pisani per favorire la fruizione del patrimonio culturale da parte delle persone con disabilità visiva, i corsi di formazione rivolti agli operatori turistici sull’accessibilità universale, la nuova certificazione di “Azienda Inclusiva” destinata alle realtà che investono concretamente nell’accoglienza senza barriere e nuovi strumenti per migliorare l’accessibilità delle spiagge. Nel 2026 sono stati inoltre acquistati sollevatori per persone con disabilità, accessori per le sedie Job e 26 altalene inclusive destinate agli arenili di Chioggia e del Lido di Venezia. Tra le novità anche il braccialetto con QR Code “Se mi perdo”, pensato per consentire il rapido ritrovamento delle persone fragili in caso
di smarrimento, oltre a una app dedicata che permette di consultare e prenotare tutte le attività direttamente dallo smartphone. Nel corso della cerimonia il vicesindaco di Chioggia Serena De Perini e il sindaco Mauro Armelao hanno ribadito il sostegno dell’amministrazione comunale a un progetto che rappresenta un valore aggiunto non solo sul piano sociale, ma anche per la qualità dell’offerta turistica del territorio. L’excursus storico dell’iniziativa è stato affidato al dottor Vanni Stangherlini, che ha ripercorso le principali tappe di un progetto cresciuto anno dopo anno fino a diventare un punto di riferimento nazionale sul tema dell’accessibilità. Momento particolarmente significativo della giornata è stata la consegna del riconoscimento al titolare di un’azienda inclusiva Fabrizio Boscolo Nale, premiato per l’impegno e il contributo profuso nella realizzazione e nello sviluppo del progetto. Guendalina Ferro
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26 Innovazione. Le nuove macchine sono dotate di intelligenza artificiale e permettono esami più rapidi e precisi con minori radiazioni
Ospedale dell’Angelo, rivoluzione nella diagnostica: rinnovate tutte le grandi apparecchiature
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n grande intervento di ammodernamento tecnologico sta cambiando il volto della diagnostica all’ Ospedale dell’Angelo. Il presidio mestrino sta completando la sostituzione dell’intero parco delle grandi apparecchiature di Radiologia e Neuroradiologia, con l’arrivo di nuove TAC, risonanze magnetiche, mammografi e altri strumenti di ultima generazione. Un vero e proprio cantiere distribuito all’interno della struttura ospedaliera, con il trasferimento delle vecchie apparecchiature e l’installazione delle nuove tecnologie attraverso interventi complessi che coinvolgono mezzi specializzati, gru e personale tecnico qualificato. «È in corso un cantiere diffuso e progressivo nelle aree non direttamente accessibili dell’Ospedale – spiega il direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima, Massimo Zuin –. Stiamo sostituendo tutte le grandi macchine diagnostiche, garantendo così un rinnovo completo delle dotazioni tecnologiche. L’Ospedale di Mestre può contare su strumenti all’avanguardia secondo gli standard più moderni disponibili». L’operazione rientra negli obblighi previsti dalla convenzione di gestione dell’ Ospedale dell’Angelo nell’ambito del project financing: il rinnovo periodico delle apparecchiature è infatti a carico del concessionario, secondo un programma di aggiornamento tecnologico che prevede sosti-
tuzioni sulla base dell’evoluzione della medicina e delle necessità diagnostiche. Complessivamente saranno circa quaranta le nuove apparecchiature installate, per un investimento di diversi milioni di euro. Le nuove tecnologie sono state individuate attraverso un confronto tra direzione ospedaliera, concessionario e specialisti dei reparti di
Radiologia e Neuroradiologia, con l’obiettivo di garantire strumenti adeguati alle esigenze cliniche quotidiane. «Le apparecchiature sono state valutate insieme ai professionisti che le utilizzeranno – sottolinea il direttore del Dipartimento di Radiologia clinica, interventistica e di neuroscienze, Enrico Cagliari –. In questo modo possiamo
assicurare strumenti capaci di rispondere alle richieste degli specialisti e all’evoluzione delle attività diagnostiche». Tra le novità più importanti ci sono le nuove TAC, capaci di acquisire immagini ad alta velocità e di effettuare anche studi particolarmente complessi, come quelli dedicati alle coronarie e ai vasi intracranici. Un ruolo centrale è svolto dall’ intelligenza artificiale, presente nei nuovi sistemi di TAC, risonanza magnetica e mammografia. I software avanzati consentono di migliorare la qualità delle immagini, ridurre i tempi degli esami e supportare i professionisti nella lettura diagnostica. Le nuove tecnologie permettono inoltre di diminuire l’esposizione dei pazienti alle radiazioni: in particolare TAC e mammografi garantiscono immagini di elevata qualità con una dose sensibilmente ridotta rispetto alle apparecchiature precedenti. Il rinnovamento del parco tecnologico rappresenta un passaggio strategico per l’Ospedale dell’Angelo, chiamato ogni giorno a garantire un numero elevato di prestazioni diagnostiche per il territorio veneziano. Con il completamento dell’intervento, previsto entro l’estate, il presidio potrà contare su una dotazione completamente aggiornata, capace di coniugare maggiore efficienza, qualità delle immagini e attenzione al paziente.
Ospedale di Chioggia, raggiunto il traguardo di mille ecocardio in dieci anni
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ille ecocardiografie eseguite in dieci anni: è il traguardo raggiunto dall’ Ospedale di Chioggia, un risultato che la Regione Veneto ha voluto valorizzare come esempio di qualità assistenziale e integrazione tra professionalità sanitarie. A esprimere le proprie congratulazioni è stato il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani, dopo l’annuncio del direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima Massimo Zuin. «L’eccellenza di un modello sanitario si afferma attraverso diversi fattori – ha dichiarato
Stefani – tra cui l’alto livello professionale del personale, l’innovazione tecnologica e la capacità di garantire attenzione concreta ai cittadini». Il traguardo riguarda in particolare l’attività dell’ambulatorio di Cardio-oncologia dell’ospedale chioggiotto, dove gli esami ecocardiografici hanno consentito di monitorare nel tempo pazienti sottoposti a terapie oncologiche, individuando tempestivamente eventuali complicanze cardiovascolari. «Esprimo le mie congratulazioni al primario Valle e a tutto il personale dell’ambulatorio di
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Cardio-oncologia – ha aggiunto il presidente regionale – per un percorso che ha garantito mille risposte di alta specializzazione ai pazienti». Secondo Stefani, il risultato è il frutto di un modello organizzativo costruito sulle esigenze delle persone assistite, basato sulla collaborazione tra reparti e professionisti e su strategie di cura mirate. «È un risultato importante che merita attenzione e valorizzazione – ha concluso – perché dimostra come la sinergia tra competenze diverse possa tradursi in un’assistenza sempre più tempestiva e personalizzata».
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soluzioni on-line: www.lapiazzaweb.it •Rubriche •Giochi
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1. Quale fiume attraversa Verona?
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4. In quale provincia si trova Asolo? A) Treviso B) Padova C) Verona
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5. Quale dolce è nato a Verona?
ORIZZONTALI
2. Scrisse La caverna - 12. Bramosa impazienza - 18. 20. Smonta l’accusa - 22. Centro sul Lago Maggiore con il Sancarlone - 23. Rientranze costiere - 25. Città del Marocco - 28. Fiore blu-violetto - 30. È stato un grande nuotatore russo - 33. Il centro della Toscana con il Giardino dei Tarocchi - 34. Teatro di posa - 35. Ex direttore di Rai News 24 - 38. Cambiano oli in molti - 40. Il dittongo di Diana - 41. Romanzo di Niccolò Ammaniti - 42. Un gigante della strada - 43. Film di Luciano Salce con Ugo Tognazzi - 45. Capitale svizzera - 47. Percuotere con una frusta di nuovo - 48. Sprezzanti - 49. Selezionata - 50. Le estreme in azione - 51. Malattia - 53. Gian Paolo che amò la monaca di Monza - 55. Seggio per sovrani - 58. Lago del Guatemala - 59. Lo sono le mire dell’ambizioso - 60. Filippo, primatista nazionale dei 100 metri piani - 62. Regimi 66. Verso di mici. alimentari - 64. La Pavone de Il geghegè - 65.
VERTICALI
1. La città di san Francesco e santa Chiara - 2. La Leigh di Psyco - 3. Sfrigola in padella - 4. La nota... affermativa - 5. Brian, il musicista di By this river - 6. Direzione opposta a NE - 7. L’Arbore della TV (iniz.) - 8. Si attira con uno... specchietto - 9. 14. Un terzo di miglio - 10. Le nozioni elementari - 11. Forma un trio con Aldo e Giovanni - 13. Lingua proverbialmente ostica - 15. I penultimi su dieci - 16. Avviato, iniziato - 17. Una raccolta di racconti di Aldo Busi - 19. I mercati... con grano e avena - 21. Misere - 24. Uccello dei Passeriformi - 26. La città della donna che dissetò Gesù dal pozzo - 27. Gruppo musicale - 29. Moralmente abbattuto - 30. Gli animali catturati - 31. Lustrino - 32. Il Papa lo è di Cristo - 36. L’ultima lettera greca - 37. Si impone al battesimo - 39. Colonna romana per celebrare la conquista della Dacia - 41. Un gioiello da décolleté - 42. Pesce dall’occhio languido - 44. Dio Vulcano per i Greci - 46. Antichi lucani - 47. Iniziali di Saviano - 48. 51. Vivacizzano la cravatta - 52. La baby sitter per il bimbo - 54. Un giardino con le gabbie - 56. Dramma 57. Nota di chi scrive (sigla) - 59. Sigla di Agrigento - 60. In mezzo ai pasticci - 61. Rendono troppi i topi - 63. Le iniziali della Canalis.
PAROLA INIZIALE
COME SI GIOCA Trova la parola centrale che forma un’espressione corretta sia con quella di sinistra sia con quella di destra. Il riferimento veneto può trovarsi in una delle due espressioni.
2. Dove si trova la Basilica Palladiana?
3. Quale isola è famosa per il vetro?
CRUCIVERBA CRUCIVERBALIBERO
Gioco linguistico · livello medio
A) Brenta B) Adige C) Piave
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PAROLE CONCATENATE DEL VENETO
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SAN MONTE ACQUA BACARO CANAL VINO CITTÀ MARE REGIONE PRODOTTO
ANELLO MANCANTE
A) Babà B) Pandoro C) Cannolo
6. Chi nacque a Possagno? A) Canova B) Vivaldi C) Goldoni
7. Quale vino è legato alla Valpolicella? A) Amarone B) Barbaresco C) Frascati
8. Come si chiamano i piccoli assaggi veneziani? A) Tigelle B) Cicchetti C) Friselle
PAROLA FINALE POLO BIANCA MAREA GUIDATO RACCORDO CLASSICO MODERNA SETTENTRIONALE ORIENTALE VENETO
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30 CRUCIVERBA CHIOCCIOLA CRUCIVERBA A CHIOCCIOLE Scrivi orizzontalmente, una di seguito all’altra (senza tenere conto Nelle 4 spirali dovranno risultare, sempre una di seguito all’altra e iniziando dalle caselle recanti il numero 1, le parole rispondenti
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CRUCIVERBA SIMMETRICO CRUCIVERBA
pasquale.petrullo@gmail.com
ORIZZONTALI
1. Ha numerose paia di zampette - 9. Il Ford dei fumetti - 10. Arbusti con le more - 11. Rete nel ping-pong - 12. 14. Il soggetto di resto - 15. Il veicolo di Ben Hur - 16. In mezzo alla barriera - 17. Era la resina del calzolaio - 18. Titolo di antichi notai - 19. Rimette a posto le scarpe - 22. La ricevono in dono gli sposi - 23. La scrittrice Levi - 24. Un tizio... qualsiasi - 25. Sigla di Cosenza - 26. Causano rotture - 27. Nell’hockey e nel karate - 28. Un ardito... da medaglia - 29. Ragioniere in breve - 30. Il genere di Quentin Tarantino - 31. Il pop che si mangia - 32. Colorato.
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1. Ferra i cavalli - 2. Tratto dell’intestino tenue - 3. Si 5. Ideate... dà con la “long.” - 4. dall’architetto - 6. Una “i” greca - 7. Epoca - 8. Dire per metà - 12. Lupo mannaro - 13. Un’attrazione del luna park - 15. Bambino piccino - 16. Filtrano il sangue - 17. Compenso di lavoratore - 18. Appellativo del re 20. 21. Spicchi di tenda - 26. Grida 28. A Roma vi incontrollate - 27. 1 2 3 4 5 è 1l’INPS2 - 29. L’amico Potter -530. Una pera... 3 di Harry 4 senza polpa - 31. Le ultime di undici. 8 9 10 11 8 9 10 11 1
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DEFINIZIONI A
1. Non si riesce a frenare - Fanno uso di un estratto del papavero Il talento di Mr.Ripley 2. 3. Sposò Onan - Fu il primo re d’Israele - Il giornalista Lerner - 4. In coppia con Tap - Un tipo eccentrico - Incolti e villani - 5. Storica villa di Roma - Non zuccherine - Colonna di libri sovrapposti - 6. L’Arana interprete di Ustica - Le madri dei coniugi - 7. Si cambia traslocando - Il romanziere di Tonio Króger - Un astuccio per reliquie - 8. Film di Akira Kurosawa - Non lo discute il credente - Un mare dell’Antartide - 9. Si rendono ai meritevoli - Simboli di santità - 10. Parte interna dell’abito - Canale per l’irrigazione della pianura padana - 11. Vano per l’equipaggio - Lo emana Mattarella (sigla) - 12. La casa in cui si vive Fondarono Cartagine.
DEFINIZIONI B
(in alto a sinistra): Scrittrice che ha vinto il Premio Bancarella - Sfocia tra Eraclea e Jesolo - Il jolly nel mazzo - Desiderio smodato - Adeguati, conformati - Fu rivale di Bartali. (in alto a destra): Scrittrice che ha vinto il Premio Bancarella Universali o internazionali - Lo Stato con Lima - Il giorno che verrà. (in basso a sinistra): Scrittrice che ha vinto il Premio Bancarella Più che stizziti - Mite e affettuosa - Una collega di Circe - Il parassita della scabbia - Il re della Frigia che odiò l’oro - Bucato col trapano I “ ... media” d’informazione. (in basso a destra): Scrittrice che ha vinto il Premio Bancarella - Pezzo del bikini- Lo è la parte che fa male - Relativi ai formaggi - Dibattito sul
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ORIZZONT
ALI:1. SiFRAMMENTO leggono in Belgio -INCROCIATO 3. In pieno giorno - 6. L'Aquila sulle targhe - 8. Relativi alla Petrus pace - 11. La punta delINCROCIATO battello - 13. Armonie di suoni - 14. Il proprio... comodo - 15. Il re di Micene FRAMMENTO Petrus fratello di Menelao - 17. Grossa nave da carico - 19. Fetta di carne - 20. Recapita la Petrus corrispondenza - 22. FRAMMENTO INCROCIATO FRAMMENTO INCROCIATO Tipica casetta alpina - 23. Si prepara con il pancarrè - 24. Si spinge remando - 25. Donare senza... dare ORIZZONTALI:1. Si leggono in Belgio - 3. In pieno giorno - 6. L'Aquila sulle targhe - 8. Relativi alla 26. Le estreme in offerta - 27. Subito dopo cinque. ORIZZONTALI:1. Si battello leggono- in - 3. di In suoni pieno -giorno - 6. L'Aquila sulle -targhe pace - 11. La punta del 13.Belgio Armonie 14. Il proprio... comodo 15. Il -re8.diRelativi Micenealla pace 11. La punta del battello 13. Armonie di suoni 14. Il proprio... comodo 15. Il re di Micene- 22. 20. Recapita la corrispondenza fratello di Menelao 17. Grossa nave da carico 19. Fetta di carne VERTICALI:1. Capitale peruviana - 2. Umorista che fa coppia con Lillo - 3. Luigi e Vito li festeggiano fratello di nave da- 6. carico 19. -Fetta di spinge carne 20.nipote Recapita corrispondenza - 22. Tipica alpina- --17. Si prepara con ilLo pancarrè 24.brizzolata Si Donare senza... dare in giugnocasetta - 4.Menelao Risvegliata 5.23. ÈGrossa attiguo alla stalla è la- chioma... - 7.-remando Un di- 25.la Tipica casetta alpina 23. Si prepara con il pancarrè 24. Si spinge remando 25. Donare senza... dare Paperino 9. Sviluppare un'idea 10. Parte del corpo sopra i fianchi 11. Dolce natalizio milanese 12. 26. Le estreme in offerta - 27. Subito dopo cinque. Vocali campo - 16. gli abiti - 18.dopo Vi nacque San Paolo - 19. Sindacati di base (sigla) - 21. 26. Leinestreme in Gruccia offertaper - 27. Subito cinque. Gli anni che si hanno.
VERTICALI:1. Capitale peruviana - 2. Umorista che fa coppia con Lillo - 3. Luigi e Vito li festeggiano VERTICALI:1. Capitale -peruviana - 2.alla Umorista fa ècoppia con Lillo - 3. Luigi Vitonipote li festeggiano in giugno - 4. Risvegliata 5. È attiguo stalla - che 6. Lo la chioma... brizzolata - 7.eUn di in giugno--9.4.Sviluppare Risvegliataun'idea - 5. È attiguo alla del stalla - 6. sopra Lo è lai fianchi chioma... brizzolata - 7. Un nipote di - 12. Paperino - 10. Parte corpo - 11. Dolce natalizio milanese Paperino 9. Sviluppare un'idea Parte- del sopraSan i fianchi natalizio milanese di base (sigla) -- 12. 21. Vocali in -campo - 16. Gruccia per- 10. gli abiti 18.corpo Vi nacque Paolo--11. 19.Dolce Sindacati Vocali campo - 16. Gruccia per gli abiti - 18. Vi nacque San Paolo - 19. Sindacati di base (sigla) - 21. Gli anniinche si hanno. Gli anni che si hanno.
Indovinelli veneti 1. Non ho ruote e non ho ali, ma porto in giro innamorati e curiosi. Scivolo lentamente tra palazzi e ponti e chi mi guida resta sempre in piedi. Chi sono? 2. Nasce dalla terra con un vestito rosso, ha foglie eleganti e un gusto amarognolo. Una città della Marca mi ha reso famoso. Chi sono? 3. Sono fatto di pietra e di genio, ma non sono una statua. A Vicenza porto la firma di un architetto conosciuto in tutto il mondo. Chi sono? 4. Non sono a Roma, eppure mi chiamo Arena. Da secoli osservo la città e d’estate canto con mille voci. Dove mi trovo? 5. Nasce tra colline ordinate come un giardino, sale nel bicchiere con tante piccole bolle e porta con sé il nome di una terra veneta. Chi sono? 6. Unisco due rive e porto sulle spalle secoli di passi e di battaglie. Sono coperto, fatto di legno e Bassano mi considera il suo simbolo. Chi sono?
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