Formaggio in Villa, un grande percorso del gusto e iniziative solidali
dell’Alta Padovana
Il Veneto vuole l’autonomia energetica, Bitonci: “Lavoriamo sulle concessioni”
Con i cordoni della borsa ormai stretti dal bilancio approvato, il Consiglio Regionale del Veneto si è trasformato in un palcoscenico di scontri verbali che vanno ben oltre la semplice contabilità. È una sfida di visioni, un “botta e risposta” continuo che vede la maggioranza difendere il modello veneto e le opposizioni tentare di scardinarlo pezzo dopo pezzo. Il primo vero scontro frontale riguarda la mobilità. Carlo Cunegato, dalle file di Alleanza Verdi e Sinistra, ha scosso l’aula con un attacco durissimo: “Presidente, mentre nel resto del mondo si corre verso il futuro, nel vicentino siamo fermi a treni a gasolio che sembrano reperti archeologici. Pagare abbonamenti esorbitanti per servizi da terzo mondo è un insulto ai lavoratori”.
Non si è fatta attendere la replica dai banchi della Lega e della Civica Zaia, che hanno risposto piccati: “Non abbiamo la bacchetta magica per elettrificare migliaia di chilometri in una notte, gli investimenti sono programmati e servono tempi tecnici, non slogan”.
Ma è stato Giovanni Manildo del Partito Democratico a rincarare la dose, spostando l’asse sul sociale: “I tempi tecnici non sfamano le famiglie.
Con 25 milioni, briciole rispetto ai 19 miliardi totali, potremmo dare trasporti gratuiti agli studenti. Non farlo è una scelta politica deliberata contro i giovani”.
SICUREZZA URBANA, UNA CHIMERA FRA AZIONE E PREVENZIONE
GANG” ACCENDE
alle pag. 4-5
Psoriasi nei bambini, a Padova garantite diagnosi precoce e cure su misura
SOCIALE, WELFARE, PIANO CASA E GIOVANI, STEFANI:
COME CI STIAMO MUOVENDO”
a pag. 21
LA GRAZIA, I DUBBI E LE TRAPPOLE
• Nicola Stievano
el suo ultimo film, La grazia, Paolo Sorrentino ci consegna l’immagine di un Capo dello Stato che abita la «bellezza del dubbio». Così nelle sale austere e silenziose del Quirinale la burocrazia non è il mostro che tutti denunciamo, ma un argine saggio, un tempo sospeso di riflessione. “La burocrazia, tutti la detestano - a erma il presidente del film - perché è lenta ma serve proprio a questo: a non prendere decisioni a rettate”.
segue a pag. 3
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Dove lo butto?
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L’olio, se disperso nell’ambiente, inquina: , perché contamina i pozzi di acqua , perché impedisce alle radici delle piante l’assunzione delle sostanze nutritive; e compromette la vita della flora e della fauna.
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CITTADELLA LANCIA CIKETI, IL PRIMO FESTIVAL DEL CICCHETTO VENETO
Dal 4 al 6 giugno il centro storico di Cittadella si trasformerà in un grande palcoscenico a cielo aperto per ospitare Ciketi Iconic Food, il primo festival dedicato al cicchetto veneto, una delle espressioni più riconoscibili della tradizione gastronomica regionale. Per tre serate le vie e le piazze della città murata faranno da cornice a un articolato percorso di degustazione di uso, tra casette di legno, locali del centro e postazioni dedicate dove osti e chef di strada provenienti da tutto il Veneto e dalla Riviera del Brenta proporranno una grande varietà di cicchetti. Piccoli assaggi, ma dal forte valore identitario, capaci di raccontare una storia che parte dalla Serenissima e arriva fino all’oggi, tra gusto, convivialità e cultura popolare. L’iniziativa, però, non si limiterà all’aspetto enogastronomico. Il festival punta infatti a trasformarsi in un evento capace di coinvolgere l’intero centro cittadino e di unire sapori, intrattenimento e valorizzazione urbana. Accanto alle degustazioni, sono infatti previsti negozi aperti fino a mezzanotte, con il centro storico chiuso al tra ico e animato da un clima di festa. A questo si aggiungeranno performance musicali con dj e artisti di rilievo nazionale e internazionale: per la serata inaugurale è già annunciata la presenza di Joe T Vannelli. Spazio anche all’allestimento scenografico, con installazioni urbane sostenibili realizzate a mano in vetroresina dalla ditta Gasparotto srl di Nove, e alla scoperta del patrimonio cittadino grazie a percorsi culturali e visite guidate tra i luoghi simbolo di Cittadella. Tra le proposte più suggestive ci sarà anche la possibilità di camminare sulle mura medievali in orario serale, aggiungendo così un ulteriore elemento di richiamo a una manifestazione che vuole tenere insieme promozione del territorio, turismo e qualità dell’esperienza. Il festival si svolgerà giovedì 4 giugno dalle 18 all’1, venerdì 5 giugno dalle 18 alle 2 e sabato 6 giugno dalle 17 alle 2. Un format nuovo per Cittadella, che punta a fare del centro storico il cuore pulsante di un fine settimana all’insegna dei sapori veneti e della vivibilità urbana.
• Elisa Bonino
Dal 4 al 6 giugno il centro storico si trasformerà in un grande percorso diffuso
LA GRAZIA, I DUBBI E LE TRAPPOLE
Peccato che, uscendo dalla sala e tornando alla cronaca, il dubbio si trasformi in sospetto e la saggezza della procedura in una fretta che lascia storditi.
Il caso della grazia concessa a Nicole Minetti per ragioni umanitarie somiglia a un copione scritto male, dove la nobile “cura estrema dello Stato” inciampa su un nome che evoca i fantasmi di una stagione politica che è ancora lontana dall’essere archiviata e che continua a maturare i suoi frutti avvelenati. Perché tanta urgenza?
Perché quel velo di riservatezza che oggi, alla luce delle inchieste giornalistiche, appare anziché come la doverosa tutela verso un minore come piuttosto un maldestro tentativo di tenere sotto traccia una vicenda esplosiva?
A squarciare l’esile velo del silenzio è un’inchiesta giornalistica che prima rende pubblico il provvedimento firmato dal Presidente della Repubblica e in seguito ne svela i tanti lati oscuri, dagli intrighi in Venezuela in cui a farne le spese sono proprio dei bambini indifesi, alle visite fantasma in ospedali italiani che si a rettano a smentire contatti o consulenze. Se queste fondamenta crollano, non siamo più di fronte a una scelta politica discutibile o ad una decisione che può sembrare superficiale ma a un vero e proprio corto circuito istituzionale. Nel caos che ne è seguito finisce anche il rimpallo delle reciproche respons-
abilità. Il Quirinale non indaga, non fa il detective, si è detto: il Presidente della Repubblica esercita il suo potere di concedere o negare la grazia sulla base di un’istruttoria tecnica che gli viene consegnata. È il Ministero della Giustizia a dover garantire la genuinità di quel fascicolo che a sua volta ha ricevuto dalla Procura che ha condotto le indagini “sul campo” e tratto le proprie conclusioni. Ma in questo passaggio qualcosa si è rotto e qualcuno ha si è lasciato prendere la mano, quantomeno, da una insolita fretta o approssimazione, che di fronte a provvedimenti così definitivi come una grazia, è sempre cattiva consigliera. Non si può permettere che lo strumento della grazia - un atto quasi sacro, per questo concesso con parsimonia dai capi di stato - venga profanato da procedure opache o, peggio, da falsità documentali. Ecco allora la richiesta di chiarimenti urgenti del Quirinale al ministro della Giustizia per fare luce su un caso che potrebbe condizionare pesantemente il confronto politico. Mentre il Governo fa quadrato attorno a un Guardasigilli sempre più in a anno e la procura corre ai ripari con un rapido supplemento di indagine, resta l’amarezza per un’istituzione che meritava più rispetto. La grazia, diceva il film, è bellezza. Qui, purtroppo, sembra rimasta solo la bruttezza di una trappola tesa alla credibilità dello Stato.
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segue da pag. 1
Padovana
Sicurezza urbana/1. Cosa sta succedendo davvero e quali risposte si stanno costruendo
CITTADELLA
, SICUREZZA SOCIALE
E GIOVANI: TRA PERCEZIONE E REALTÀ
Il tema delle “baby gang” accende il dibattito anche nell’Alta Padovana: cosa sta succedendo davvero e quali risposte si stanno costruendo Negli ultimi mesi anche a Cittadella il tema della sicurezza sociale legata ai più giovani è entrato con forza nel dibattito pubblico. Episodi di disturbo, piccoli atti vandalici, ritrovi serali nelle piazze e nei parchi hanno alimentato la percezione di un fenomeno crescente, spesso etichettato in modo generico come “baby gang”. Ma cosa c’è davvero dietro questa definizione?
Secondo gli operatori del territorio e le forze dell’ordine, nella maggior parte dei casi non si tratta di gruppi organizzati con caratteristiche criminali strutturate, bensì di aggregazioni spontanee di adolescenti provenienti soprattutto dai comuni limitrofi, che possono sfociare in comportamenti problematici: schiamazzi, consumo di alcol, droghe, danneggiamenti e conflitti tra coetanei. Un fenomeno che non riguarda solo Cittadella, ma che si inserisce in un contesto più ampio, legato a cambiamenti sociali accelerati negli ultimi anni. L’integrazione con le seconde generazioni di immigrati, l’assenza della famiglia, le di icoltà educative in ambito scolastico, la pandemia e il crescente utilizzo dei social network hanno contribuito a
modificare le modalità di relazione tra i giovani, rendendo più frequenti dinamiche di gruppo non sempre gestite.
A livello locale, alcune aree sensibili sono quelle delle zone verdi e degli spazi pubblici nelle ore serali, dove si concentra la presenza di gruppi di ragazzi. In questo contesto, la sicurezza sociale si gioca su un equilibrio delicato: da un lato la necessità di garantire il rispetto delle regole e far capire come ci si deve comportare, dall’altro quella di non criminalizzare quei comportamenti che spesso rientrano in dinamiche adolescenziali, facendo però molta attenzione che non sfocino in problematiche più gravi (uso di droghe, alcol, danneggiamenti, risse ecc).
Il Comune, in sinergia con Polizia locale carabinieri e guardia di finanza, ha intensificato negli ultimi anni le attività di controllo e monitoraggio, con pattugliamenti mirati e interventi nei punti considerati più sensibili. È stata aumentata la videosorveglianza, in particolare nelle zone a rischio. Un grande aiuto è stato dato dal questore di Padova dott. Odorisio, che ha provveduto Sara emanare più di quaranta provvedimenti nei confronti di ragazzi adulti che creavano danni nel territorio.
Parallelamente, però, si sta lavorando anche sul
fronte della prevenzione, con la creazione di un progetto specifico.
“Parlare di sicurezza significa parlare anche di comunità”, sottolinea il sindaco Pierobon. “Non possiamo limitarci al controllo: bisogna lavorare sull’educazione in collaborazione tra famiglie e scuola. È necessario costruire opportunità, spazi protetti e percorsi per i ragazzi, perché è lì che si gioca la vera prevenzione”.
In questa direzione si inseriscono le iniziative rivolte ai giovani, che puntano a o rire alternative concrete alla semplice occupazione degli spazi pubblici: attività sportive, progetti educativi, coin-
Dopo l’impennata dei furti il decreto 2026 rilancia prevenzione e controlli
Il tema della sicurezza urbana resta uno dei nodi più sensibili anche in Veneto, dove la percezione dei cittadini continua a misurarsi con numeri ancora significativi, soprattutto sul fronte dei furti in abitazione. Nel 2024 la regione ha registrato 18.561 episodi, con un aumento del 16,8% rispetto all’anno precedente e un peso pari all’11,9% del totale nazionale. Un dato che colloca il Veneto tra i territori più esposti a un fenomeno che incide non solo sulle statistiche criminali, ma anche sulla vita quotidiana delle famiglie, sulla fiducia nei quartieri e sulla richiesta di maggiore presidio.
Nel primo semestre del 2025, tuttavia, si è registrato un primo segnale di rallentamento: i furti in abitazione sono scesi a 6.833, con una diminuzione del 3,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Una flessione ancora prudente, che non consente di parlare di inversione strutturale, ma che indica l’e etto di un’attenzione crescente da parte delle forze dell’ordine e delle amministrazioni locali.
In questo quadro si inserisce anche il Decreto Sicurezza 2026, che ra orza il ruolo dei Comuni nella prevenzione e nel controllo del territorio. Il provvedimento prevede il rifinanziamento del
fondo nazionale per la videosorveglianza, nuove risorse per la sicurezza urbana e la possibilità di destinare parte dei proventi delle sanzioni del Codice della strada e dell’imposta di soggiorno al personale della Polizia locale. Viene inoltre esteso il Daspo urbano, strumento pensato per intervenire nelle aree più fragili o segnate da degrado e comportamenti molesti. Per i Comuni veneti, dai centri maggiori ai paesi della cintura urbana, la sfida è duplice: contenere i reati e ricostruire sicurezza percepita. Telecamere, pattugliamenti, collaborazione con i cittadini e
volgimento delle scuole e delle associazioni del territorio. La di icoltà Maggiore si riscontra però nella partecipazione dei ragazzi a questi progetti. Un ruolo importante è svolto anche dalle famiglie e dalla rete educativa, chiamate a intercettare per tempo situazioni di disagio o fragilità. Perché dietro a comportamenti apparentemente “di gruppo” si nascondono spesso storie individuali fatte di di icoltà relazionali, bisogno di riconoscimento o mancanza di punti di riferimento. Il tema delle cosiddette baby gang, quindi, va letto con attenzione: più che un’emergenza criminale strutturata, a Cittadella appare come un fenomeno sociale da governare, che richiede risposte integrate tra sicurezza, educazione e politiche giovanili. La sfida, per il territorio, sarà proprio questa: mantenere alta l’attenzione senza cedere a semplificazioni, costruendo un equilibrio tra controllo e inclusione. Perché la sicurezza, soprattutto quando riguarda i più giovani, non si misura solo in interventi repressivi, ma nella capacità di una comunità di accompagnare la crescita, in modo corretto, dei propri ragazzi. Ma tutto questo senza l’aiuto di entrambi, i genitori e scuola, sarà impossibile.
• Elisa Bonino
controllo di vicinato diventano così tasselli di una strategia più ampia, in cui la sicurezza non è solo repressione, ma presenza costante sul territorio.
• (s.b.)
dati
Occhi elettronici su Fontaniva: 11 nuove telecamere e un server per la Polizia Locale
AFontaniva prende forma un importante progetto di potenziamento del sistema di videosorveglianza comunale e della sicurezza urbana, che l’Amministrazione intende candidare al bando della Prefettura e del Ministero dell’Interno. Il sistema attualmente conta 24 punti di videosorveglianza attivi e 13 varchi di accesso al territorio comunale costantemente monitorati. Proprio in questi giorni è stato rinnovato il contratto di manutenzione dell’intero impianto, un passaggio ritenuto essenziale per garantirne continuità, e icienza e sicurezza operativa. È inoltre previsto a breve l’intervento di sostituzione di cinque telecamere ormai obsolete, mentre sul
piano tecnologico è in programma un significativo potenziamento del ponte radio, con l’installazione di una nuova antenna da 1 giga che permetterà un netto miglioramento nella trasmissione dei dati e nella qualità delle immagini registrate. Il progetto non si limita però all’aggiornamento dell’esistente, ma punta a un ampliamento strutturale della rete di videosorveglianza, con nuove installazioni distribuite in punti strategici del territorio comunale. L’obiettivo è rafforzare il controllo delle aree di accesso e delle principali arterie viarie, migliorando la capacità di prevenzione e supporto alle attività di sicurezza.
Nel dettaglio, le nuove postazioni
Reati sostanzialmente stabili, ma fenomeni in trasformazione. Il bilancio 2025 dei Carabinieri del Comando provinciale di Padova restituisce l’immagine di un territorio presidiato, dove la sicurezza urbana resta una priorità quotidiana tra controlli, prevenzione, contrasto alla criminalità e ascolto dei cittadini. Nel corso dell’anno l’Arma ha registrato 31.400 reati, un dato in linea con il 2024 e pari a circa il 85% del totale provinciale. Nella sola città di Padova i reati denunciati ai Carabinieri sono stati 8.746, il 58,9% del totale cittadino. Numeri che confermano il ruolo centrale dell’Arma nel sistema di sicurezza del territorio. Il presidio è stato capillare. Nel 2025 sono stati e ettuati 39.526 servizi perlustrativi, di cui 264 con il supporto delle Squadre Intervento Operative del 4° Battaglione Mestre. In media, ogni giorno, sono state impiegate 108 pattuglie, per un totale di 223.911 ore di controllo. Sono state identificate 138.279 persone e controllati 85.684 veicoli, con incrementi rispettivamente del 12,8% e del 14,4% rispetto all’anno precedente. Accanto all’attività su strada, resta forte il rapporto con la comunità. Le chiamate gestite al 112 sono state 247.354, mentre gli interventi e ettuati sono stati 37.107. Nelle caserme della provincia si
previste riguardano Via Campanello (15.134 euro), Via Giovanni XXIII (13.178 euro), Via Casoni Basse (13.168 euro), Via Brenta incrocio Via Breda (20.920 euro), Via Cavalieri d’Italia (7.457 euro), Via Delle Giare (10.424 euro), Via Zolea (12.050 euro), Via Cartara (14.495 euro), Via Dell’Argine (14.829 euro), Via Dell’Unità d’Italia (16.406 euro) e Via Del Beato (16.596 euro). A queste si aggiungono il collegamento in fibra ottica del Campanile del Duomo (8.880 euro) e l’adeguamento tecnologico del Comando di Polizia Locale con l’installazione di un nuovo server (15.950 euro), elemento centrale per la gestione e l’elaborazione dei flussi video.
Il quadro economico complessivo dell’intervento ammonta a 238.921,88 euro, di cui 179.487 euro per lavori e forniture comprensivi degli oneri per la sicurezza. Le somme a disposizione dell’Amministrazione includono IVA, spese tecniche per progettazione ed esecuzione, coordinamento della sicurezza, incentivi per le funzioni tecniche e ulteriori interventi accessori, tra cui opere sul piazzale della chiesa. La quota di cofinanziamento richiesta è pari al 45%, ovvero 107.514,85 euro, mentre la parte restante, pari a 131.407,03 euro, resterà a carico dell’ente. “Si tratta di un intervento strategico per
sono rivolti ai militari 139.662 cittadini, con una media di 382 accessi al giorno. Sul fronte repressivo, il 2025 si è chiuso con 567 arresti e 6.904 denunce in stato di libertà, per un totale di 7.471 soggetti coinvolti. I reati riguardano soprattutto rapine, furti, stupefacenti, lesioni e violenze domestiche. Nel corso delle attività sono state sequestrate anche 208 armi e 3.030 munizioni.
il nostro territorio – spiega il vicesindaco Davide Cerchiaro – perché consente di ra orzare in modo concreto la sicurezza urbana, migliorando la copertura delle aree sensibili e aggiornando una rete tecnologica che deve essere sempre più e iciente. L’obiettivo è garantire prevenzione, tempestività e maggiore capacità di controllo, a tutela della comunità”.
Il progetto si inserisce in una più ampia strategia di modernizzazione del sistema di sicurezza comunale, con l’intento di rendere Fontaniva sempre più monitorata, connessa e pronta a rispondere alle esigenze del territorio e dei cittadini.
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• Federico Franchin
Sociale. Successo per la 14esima edizione della rassegna nazionale dedicata alle eccellenze casearie
FORMAGGIO IN VILLA DA RECORD: REGISTRATE OLTRE 100 MILA PRESENZE
Numeri da grande evento per la 14esima edizione di Formaggio in Villa, la manifestazione dedicata alle eccellenze casearie italiane che ad aprile ha richiamato a Cittadella oltre 100mila visitatori. Un risultato importante per la rassegna ospitata nelle piazze e nei luoghi più suggestivi della città murata, che si conferma tra gli appuntamenti di riferimento del settore agroalimentare nazionale. Per tre giorni il centro storico si è trasformato in un grande percorso del gusto, con 170 espositori, degustazioni, incontri, masterclass e momenti di approfondimento che hanno coinvolto appassionati, operatori e semplici curiosi. La formula, ormai consolidata, continua a premiare Cittadella, capace di o rire una cornice di forte richiamo turistico e culturale a un evento che anno dopo anno cresce per qualità e partecipazione.
Tra i momenti centrali dell’edizione 2026 ci sono state le semifinali degli Italian Cheese Awards, che hanno visto il pubblico protagonista. I visitatori hanno infatti potuto degustare e votare i 100 formaggi selezionati, contribuendo a scegliere i candidati alla finale nazionale. Una modalità partecipata che ha reso ancora più diretto il coinvolgimento del pubblico. Ottima risposta anche per le masterclass ospitate nella Torre di Malta, tutte esaurite. Il programma ha proposto percorsi di degustazione originali e ricercati, mettendo a confronto formaggi e abbinamenti insoliti, dai distillati ai vini, fino al sakè. Molto apprezzata anche la novità di quest’anno, Wine X Cheese, area tematica dedicata ai vini pensati per valorizzare i formaggi italiani, che ha incontrato il favore dei visitatori.
L’apertura della manifestazione è stata caratterizzata anche da un momento
spettacolare in Piazza Pierobon, con la dimostrazione dal vivo della filatura tradizionale della mozzarella di bufala aversana, capace di attirare l’attenzione di centinaia di persone. Accanto all’aspetto più esperienziale, non sono mancati i contenuti di approfondimento, come il seminario di Arav, che ha a rontato il tema del valore nutrizionale e culturale del formaggio.
La manifestazione ha avuto anche un risvolto solidale grazie alla presenza del Pastificio Bragagnolo, sponsor u iciale dell’evento, che ha destinato il ricavato della propria iniziativa in piazza all’Associazione Sogni Onlus, impegnata a sostenere bambini e ragazzi a etti da gravi patologie oncologiche. Il bilancio finale è quindi più che positivo. Formaggio in Villa si conferma non solo una rassegna enogastronomica di primo piano, ma anche un volano per il turismo, il commercio e l’immagine
A SCUOLA DI LEGALITÀ CON LA POLIZIA LOCALE
ACittadella la sicurezza e il rispetto delle regole entrano in classe. Prosegue infatti il progetto educativo promosso dalla Polizia locale del distretto Pd1a insieme al Comune, pensato per accompagnare bambini e ragazzi in un percorso di crescita sul piano del senso civico, della prevenzione e della legalità. L’iniziativa, avviata nei mesi scorsi e in programma fino a giugno, coinvolge tutte le scuole del territorio, dall’infanzia fino agli istituti superiori di secondo grado, con attività calibrate in base all’età degli studenti. L’obiettivo è quello di costruire una maggiore consapevolezza già a partire dai banchi di scuola, a rontando temi concreti che riguardano la
vita quotidiana dei più giovani. Per i bambini della primaria e per gli studenti delle medie il percorso punta in particolare sull’educazione stradale. Agenti e operatori a rontano in modo pratico e accessibile questioni come l’attraversamento in sicurezza, l’uso corretto della bicicletta, la lettura della segnaletica e le principali regole di precedenza. Accanto alla parte teorica trovano spazio anche simulazioni ed esercitazioni, con indicazioni utili su come comportarsi in caso di incidente e su come chiedere aiuto in modo corretto. In questo lavoro sono coinvolti anche volontari della Protezione civile, dell’Associazione nazionale carabinieri e di Sos Alta Padovana. Per le fasce d’età più grandi il progetto si amplia
della città. Per Cittadella, il successo dell’edizione 2026 rappresenta un’ulteriore conferma della capacità di ospitare eventi di richiamo nazionale,
e a ronta temi ancora più delicati. Nelle scuole secondarie vengono approfondite le responsabilità connesse al compimento dei 14 anni, i rischi legati alla circolazione stradale, il ruolo del passeggero, gli e etti di alcol e sostanze stupefacenti e il tema dell’infortunistica. Negli istituti superiori, invece,
valorizzando allo stesso tempo il proprio patrimonio storico e urbano.
il lavoro si concentra su bullismo, cyberbullismo, violenza di genere e uso di sostanze psicotrope. Un’impostazione che punta non solo a informare, ma anche a far riflettere, grazie a testimonianze dirette e percorsi capaci di parlare ai ragazzi in modo concreto. Il progetto si inserisce in una più ampia azione educativa che guarda alla sicurezza non soltanto come controllo, ma come formazione. L’idea di fondo è chiara: prevenire significa educare, o rendo ai giovani strumenti utili per riconoscere i rischi, rispettare le regole e diventare cittadini più consapevoli.
• (e.b.)
• Elisa Bonino
Comune di Cittadella
INFORMA | MAGGIO 2026
Al via Ciketi: il primo festival nazionale del cicchetto Veneto
Dal 4 al 6 Giugno 2026, Cittadella si trasformerà in una grande festa sotto le stelle, diventando il palcoscenico di un evento inedito: “CIKETI – ICONIC FOOD”, il primo Festival Nazionale del Cicchetto Veneto. L’iniziativa, nata dalla sinergia tra l’Amministrazione Comunale, l’Associazione Vivi Cittadella e Confcommercio, rappresenta un’evoluzione della storica formula della “Notte Bianca”, proponendo un format innovativo capace di unire intrattenimento e valorizzazione del territorio. Protagonista indiscusso sarà il cicchetto veneto. Non si tratta solo di una proposta gastronomica di qualità, curata da esercenti locali e chef di strada, ma di un vero e proprio rito culturale legato alla condivisione e alla socialità urbana. Durante le tre serate, dalle 18:00 alle 2:00 di notte, le vie e le piazze del centro si popoleranno di casette e allestimenti dedicati, creando un percorso di de-
gustazione continuo che invita a scoprire sapori tradizionali reinterpretati con creatività. La musica farà da filo conduttore alle tre serate con una rosa di artisti di rilievo nazionale e internazionale, che animeranno il centro storico tra luci e installazioni scenografiche. Per l’occasione, inoltre, i negozi prolungheranno l’apertura fino a mezzanotte, offrendo un’oppor-
tunità unica di shopping in un’atmosfera vibrante e partecipata. Gli stessi monumenti e luoghi della cultura resteranno aperti in orario serale. Cittadella si conferma così un laboratorio d’eccellenza dove la storia incontra la vitalità del presente, invitando residenti e turisti a riscoprire la bellezza di stare insieme tra intrattenimento e cultura.
Sindaco Dott. Luca Pierobon
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CITTADELLA
Bilancio. Frasson: “Servizi essenziali sempre più resilienti”
ETRA, RECORD DI INVESTIMENTI: 94,7 MILIONI PER IL TERRITORIO
“Essere oggi una Società Benefit significa garantire e icienza, continuità e resilienza dei servizi essenziali”. È da qui che parte il bilancio 2025 di ETRA SpA, dalle parole del presidente Flavio Frasson che fotografano un anno segnato da scelte strategiche e da uno scenario globale complesso. Il dato più evidente è quello degli investimenti: oltre 94,7 milioni di euro, il valore più alto mai raggiunto, pari a 162 euro per abitante servito. Numeri approvati all’unanimità dall’assemblea dei soci riunita a Cittadella, insieme alla decisione di mantenere in azienda gli utili per finanziare nuovi interventi. Non si tratta solo di cifre. Il 2025 segna un cambio di passo: la sostenibilità diventa il criterio guida di ogni scelta, dalla gestione dell’acqua fino al ciclo dei rifiuti. Un approccio che punta a coniugare sviluppo infrastrutturale e tutela delle risorse. In questo percorso, non manca il riconoscimento istituzionale. A metà della presentazione del bilancio, il presidente del Consiglio di Bacino Brenta per i rifiuti Germano Racchella e il presidente del Consiglio di Bacino Brenta Gianmaria Boscaro hanno espresso piena soddisfazione per i risultati raggiunti, sottolineando la solidità del modello e la capacità della multiutility di rispondere alle sfide del territorio con una visione di lungo periodo. Tra i risultati più concreti emerge il ra orzamento della rete idrica: il 95% di distrettualizzazione consente oggi un controllo puntuale delle perdite, trasformando l’infrastruttura in un sistema intelligente e più resiliente. A questo si aggiungono 10,2 chilometri di nuove reti fognarie e l’avvio del calcolo completo delle emissioni, primo passo verso strategie di decarbonizzazione. Sul fronte energetico e ambientale, ETRA ha spinto sull’innovazione di usa: 14 Comunità Energetiche Rinnovabili attivate nei Comuni soci, il potenziamento degli impianti fotovoltaici e l’ottenimento della certificazione ISO 50001. Parallelamente, prende forma il nuovo polo logistico di Asiago, destinato a migliorare la gestione dei rifiuti riducendo anche le emissioni legate ai trasporti.
Importanti anche i numeri dell’economia circolare: tari azione puntuale estesa al 100% delle utenze non domestiche, 13 ecocentri aperti H24 e una rete di centri di riuso che ha superato gli obiettivi con quasi 1.500 accessi.
Il tutto mantenendo un equilibrio tari ario attento alle famiglie, nonostante l’accelerazione sugli investimenti. Un risultato reso possibile anche grazie alla capacità di intercettare fondi europei e nazionali e a una gestione finanziaria rigorosa.
Il bilancio 2025 restituisce così l’immagine di una realtà solida e in crescita, ma anche di un modello che guarda avanti. Le sfide per il biennio 2026-2027 sono già tracciate: completare le grandi opere, ra orzare i sistemi di gestione del rischio e continuare a investire sulle competenze. Sul fondo resta un obiettivo chiaro: generare valore duraturo per il territorio. Un percorso che passa anche dall’educazione ambientale, con quasi 1.700 iniziative nelle scuole e oltre 40 tonnellate di rifiuti abbandonati recuperati.
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Tornato il festival del libro per bambini e famiglie
Dspipadova@gmail.com oppure venirci a trovare nelle nostre sedi: Cittadella, Via Ca’ Nave, 103; dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.00 - dalle 15.00 alle 18.00 Carmignano di Brenta, Via Trieste, 31; lunedì e giovedì dalle 9.00 alle 12.00 San Martino di Lupari, Viale Europa,47; lunedì, martedì giovedì dalle 9.00 alle 12.00
opo il successo delle precedenti edizioni, Cittadella si prepara ad accogliere anche quest’anno “Cittàdella Lettura”, il festival del libro per bambini, ragazzi e famiglie promosso dall’amministrazione comunale. La terza edizione è in programma dall’11 al 17 maggio e coinvolgerà la Biblioteca comunale Villa Rina e gli istituti scolastici del territorio. La manifestazione proporrà una settimana di libri, incontri e laboratori, pensati per avvicinare i più giovani alla lettura e per creare occasioni di partecipazione anche per le famiglie. L’obiettivo resta quello di ra orzare il legame tra scuola, biblioteca e comunità, valorizzando la lettura come strumento educativo, culturale e relazionale. Uno degli aspetti più significativi dell’iniziativa è la scelta di mantenere gratuiti tutti gli appuntamenti, così da favorire la partecipazione più ampia possibile. Anche per questa edizione, il festival si conferma quindi come un’occasione importante per la città, capace di mettere al centro bambini e ragazzi attraverso una proposta accessibile e di usa. L’iniziativa coinvolgerà diversi soggetti del territorio e si inserisce in un percorso che negli ultimi anni ha visto crescere l’attenzione verso le attività culturali dedicate all’infanzia e alle famiglie. Non solo presentazioni e laboratori, dunque, ma un vero contenitore di esperienze pensato per stimolare curiosità, immaginazione e voglia di leggere, dentro e fuori la scuola. Il programma completo è stato messo a disposizione dal Comune e raccoglie i diversi appuntamenti previsti nel corso della settimana. Per informazioni è possibile contattare la Biblioteca Villa Rina al numero 049 9413470 oppure scrivere a biblioteca@comune. cittadella.pd.it.
• (e.b.)
• Redazione Padova
Flavio Frasson
Giornata dell’Ecologia: scuola, territorio e volontari insieme per l’ambiente
Elezioni amministrative. Due candidati in campo, espressione di due visioni politiche opposte
VERSO IL VOTO: PAIUSCO E CERVELLIN SI CONTENDONO LA FASCIA TRICOLORE
ACarmignano di Brenta la corsa alle amministrative del 24 e 25 maggio entra nella sua fase decisiva con una sfida a due che, più di altre, ha il sapore del passaggio di consegne.
Dopo l’elezione di Eric Pasqualon in Consiglio regionale e la conseguente fine anticipata del suo mandato da sindaco, il paese si prepara a scegliere la nuova guida amministrativa in una tornata che arriva prima della naturale scadenza e che assume quindi un significato politico ancora più netto. Il quadro elettorale è chiaro: da una parte c’è Elisa Paiusco, candidata della lista “Noi per Carmignano”, espressione della maggioranza uscente; dall’altra Felice Cervellin,
candidato della lista “Insieme per Carmignano”, che rappresenta la proposta alternativa. Un confronto diretto, senza terzi incomodi, che concentra l’attenzione su due profili e due impostazioni diverse di governo del paese. Elisa Paiusco, 46 anni, farmacista, già presidente del consiglio comunale e assessore alle politiche sanitarie e alla gestione del patrimonio, raccoglie l’eredità politica e amministrativa della squadra che ha guidato Carmignano negli ultimi anni. La sua candidatura si inserisce in una linea di continuità con l’esperienza uscente e si appoggia a una lista in cui compaiono nomi già noti della vita amministrativa locale, a partire dallo stesso Pasqualon
e da Andrea Bombonati. Se eletta, sarebbe la prima donna a ricoprire la carica di sindaco del Comune. Sul fronte opposto, Felice Cervellin porta in campo un profilo di erente. Sessantacinque anni, perito industriale ed educatore, con una lunga esperienza nel mondo della
cooperazione sociale, è il volto scelto da Insieme per Carmignano per guidare un progetto che punta a proporsi come alternativa alla continuità amministrativa. La sua candidatura si colloca in uno spazio politico che cerca di intercettare chi chiede un cambio di passo
nella gestione del Comune. A rendere ancora più leggibile il confronto è anche l’assenza dalla corsa di altre liste civiche che in questi anni hanno animato il dibattito locale. Il voto, insomma, si presenta come un vero duello. Nelle settimane che precedono l’apertura delle urne saranno programmi, priorità e capacità di parlare agli elettori a fare la di erenza. Carmignano arriva così all’appuntamento elettorale con un passaggio cruciale: non soltanto la scelta di un nuovo sindaco, ma la definizione dell’assetto politico che guiderà il paese dopo la stagione Pasqualon.
• Elisa Bonino
Estate Carmignanese, il comune prepara il calendario degli appuntamenti
ACarmignano di Brenta si comincia a guardare all’estate con un passaggio concreto: il Comune ha avviato l’iter per organizzare la nuova edizione dell’Estate Carmignanese 2026, pubblicando l’avviso per individuare i soggetti a cui assegnare temporaneamente spazi e suolo pubblico destinati alle attività legate alla stagione degli eventi. È un segnale che, più di altri, racconta l’avvicinarsi del periodo in cui piazze e spazi aperti tornano a diventare luoghi di incontro, intrattenimento e vita comunitaria, fondamentali soprattutto per le persone fragili e bisognose di compagnia. L’avviso non rappresenta solo un atto amministrativo, ma anche il primo tassello di un programma che punta a dare forma all’estate del paese. Dietro la
procedura per l’occupazione temporanea di suolo pubblico c’è infatti la costruzione di un calendario che, come avviene tradizionalmente, mette insieme iniziative, momenti di aggregazione e occasioni per vivere il centro e gli spazi urbani in maniera più intensa. In una fase dell’anno in cui il territorio cerca opportunità di socialità e attrattività, la programmazione estiva assume un valore che va oltre il semplice intrattenimento. Per i Comuni, del resto, l’estate è sempre più anche una questione di organizzazione e visione. Preparare per tempo gli spazi, regolare le concessioni e favorire la presenza di iniziative significa creare le condizioni perché il paese possa presentarsi con una proposta riconoscibile e partecipata.
Carmignano si muove proprio in questa direzione, anticipando i tempi e predisponendo gli strumenti necessari a costruire una stagione che coinvolga cittadini, famiglie e realtà del territorio. Nell’attesa di conoscere più nel dettaglio il programma, l’avviso pubblicato dal Comune segna dunque l’inizio del percorso. Ed è un passaggio tutt’altro che secondario, perché spesso è proprio da questi atti preliminari che si misura la capacità di un’amministrazione di trasformare gli spazi pubblici in luoghi vivi, frequentati e capaci di generare comunità. L’estate, a Carmignano, comincia anche da qui.
• (e.b.)
Felice Cervellin e Elisa Paiusco
CARMIGNANO
ORIENTAMENTO AL LAVORO E CITTADINANZA ATTIVA
Il lavoro stagionale da un lato, l’ascolto e il coinvolgimento dei giovani dall’altro. A Carmignano di Brenta le iniziative rivolte alle nuove generazioni stanno prendendo forma lungo due direttrici che, lette insieme, raccontano una strategia precisa: o rire occasioni concrete e allo stesso tempo provare a costruire spazi di partecipazione. In questa linea si collocano il laboratorio “Obiettivo Estate: Guida al lavoro stagionale [e non]” e il percorso “Giovane FuoriClasse 2.0 – Fuori Contesto”, promosso nell’ambito dell’Ambito Territoriale Sociale VEN 15 (ATS) dell’Alta Padovana.
Il primo appuntamento, presentato dal Comune come laboratorio gratuito, nasce con l’obiettivo di aiutare i ragazzi ad arrivare più preparati alla stagione 2026, o rendo indicazioni sui settori in cui si concentrano le opportunità e sugli strumenti utili per orientarsi. È un’iniziativa che risponde a un’esigenza molto concreta: per tanti giovani il periodo estivo rappresenta il primo contatto con il mondo del lavoro, spesso in forma temporanea ma non per questo meno importante sul piano dell’esperienza e dell’autonomia personale.
Accanto a questo fronte più operativo c’è poi il progetto “Giovane FuoriClasse 2.0 –
Fuori Contesto”, rivolto ai ragazzi tra i 14 e i 35 anni residenti nei 28 Comuni dell’Ats
VEN 15. Qui il baricentro si sposta sulla partecipazione: non soltanto servizi rivolti ai giovani, ma occasioni in cui i giovani possano esprimere bisogni, aspettative e idee sul proprio territorio. In una fase storica in cui il rischio più grande è la distanza tra istituzioni e nuove generazioni, investire in ascolto e coinvolgimento significa provare a ridurre quella frattura.
Messe insieme, queste due iniziative
restituiscono un’immagine interessante di Carmignano: un Comune che, almeno su questo terreno, non si limita alla dimensione formale dei servizi ma cerca di tenere insieme orientamento, opportunità e cittadinanza attiva. E se il lavoro resta uno dei principali temi che interrogano il mondo giovanile, è altrettanto vero che senza ascolto e partecipazione ogni risposta rischia di essere parziale. Per questo il doppio binario scelto dal territorio appare oggi una strada da seguire con attenzione.
• Elisa Bonino
Potenziati i servizi per l’infanzia
Ci sono interventi che fanno notizia per la loro dimensione economica o politica, e altri che incidono nel quotidiano perché parlano direttamente alla vita delle famiglie.
A Carmignano di Brenta, nelle ultime settimane, il fronte dei servizi rivolti all’infanzia si è mosso su due piani distinti ma complementari: da una parte il voucher per la frequenza dei servizi alla prima infanzia, dall’altra le attività proposte in biblioteca per i più piccoli, come la lettura animata con laboratorio dedicata ai bambini da 0 a 8 anni. Sul versante del sostegno economico, il Comune ha pubblicato l’avviso relativo al voucher per l’anno 2025.
Si tratta di una misura che si inserisce nel più ampio tema dell’accesso ai servizi educativi per la prima infanzia, una questione centrale per molte famiglie alle prese con costi, tempi di lavoro e organizzazione della vita quotidiana. In questo senso, anche un intervento
apparentemente tecnico come un voucher assume un peso concreto nella tenuta sociale del territorio. Accanto al sostegno economico, c’è poi il valore degli spazi educativi e culturali. La biblioteca comunale continua infatti a proporsi come luogo vicino alle famiglie, ospitando iniziative rivolte ai più piccoli. L’appuntamento di aprile con la lettura animata e il piccolo laboratorio, promosso per la fascia 0-8 anni, conferma questa vocazione: la biblioteca non come semplice contenitore di libri, ma come presidio di relazione, crescita e avvicinamento alla lettura fin dalla prima infanzia. In un periodo in cui i territori sono chiamati a misurarsi con bisogni sempre più concreti, la forza di una comunità si vede anche dalla capacità di tenere insieme misure di sostegno e opportunità educative.
• (e.b.)
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Istruzione. Una giornata speciale, all’insegna della scoperta delle istituzioni e della partecipazione
IL CONSIGLIO DEI RAGAZZI IN TRASFERTA A VENEZIA PER LA VISITA A PALAZZO FERRO FINI
Una giornata speciale, all’insegna della scoperta delle istituzioni e della partecipazione attiva. Giovedì 30 aprile i ragazzi del Consiglio Comunale delle Ragazze e dei Ragazzi di Fontaniva hanno visitato Palazzo Ferro Fini, a Venezia, sede del Consiglio Regionale del Veneto. La partenza è avvenuta di prima mattina dalla stazione di Fontaniva, con arrivo a Venezia Santa Lucia passando per Castel-
franco Veneto. Ad accompagnare il gruppo il sindaco Alberto Trento, la professoressa Elisa Castellan e gli educatori della cooperativa Carovana. Una volta giunti in città, i ragazzi hanno raggiunto a piedi il palazzo attraversando calli meno conosciute, scoprendo una Venezia diversa dal solito. Ad accoglierli a Palazzo Ferro Fini il consigliere regionale Eric Pasqualon insieme allo staff. La visita è iniziata con un’intro-
Fino al 28 maggio, ogni giorno una parola. E per ogni parola, una lettura che diventa incontro, riflessione, comunità. Prende il via “26 Parole · 26 Letture · 26 Giorni”, l’iniziativa promossa dal Comune di Fontaniva per il Maggio dei Libri 2026. Il numero non è casuale: nasce da Fontaniva26, il progetto “Cittadini e Territorio per la pace” che accompagna l’anno della comunità con un messaggio chiaro e condiviso. Nel suo logo compare un ponte, simbolo autentico di un territorio che da sempre unisce. Fontaniva, terra attraversata dal Brenta, porta nel proprio DNA l’incontro tra sponde diverse. Non a caso, un tempo i “rivali” erano proprio coloro che vivevano ai lati opposti del fiume. Qui, invece, le distanze si colmano. Le 26 parole scelte — pace, speranza, ascolto, cura, memoria, amore — diventano così un manifesto collettivo: un invito a costruire legami, ad abbattere muri invisibili, a riconoscersi nell’altro. A dare voce a questo percorso sono le lettrici del circolo LAAV: Isolana Isoli, Nicoletta Sarto, Ermida Simioni, Gianna Simioni, Graziella Lago ed Elisa Bisson. Grazie a loro, le parole prendono vita lungo le rive del Brenta. Ogni giorno sarà pubblicato un video con la lettura dedicata, fino all’evento
duzione storica dell’edificio e con l’ingresso nel Salone degli Stemmi, dove campeggia il leone alato simbolo della Serenissima, elemento che ha colpito particolarmente i giovani visitatori per il suo valore identitario. Momento centrale della giornata l’incontro nella sala stampa “Oriana Fallaci”, dove la sindaca del C.C.R.R. Irene Ciprian e altri consiglieri hanno rivolto alcune domande a Pasqualon, approfondendo ruolo e responsabilità di un rappresentante regionale. Un confronto diretto che ha fatto sentire i ragazzi coinvolti e ascoltati. Il percorso è proseguito nelle sale più rappresentative del palazzo, dalla Sala Cuoi al Salone degli Specchi, fino alla Sala Canova, ricca di elementi artistici. Grande impressione ha suscitato anche il Salone della Presidenza, con l’a accio sul Canal Grande e la vista sulla Basilica della Madonna della Salute.
Particolarmente significativa la possibilità di assistere a una seduta di Commissione consiliare nell’Aula del Consiglio. Un’occasione concreta per osservare da vicino il funzionamento delle istituzioni e comprendere il percorso che
conclusivo del 29 maggio in piazza, momento di condivisione e restituzione aperto a tutta la cittadinanza. La parola di oggi è “pace”. Non semplice assenza di conflitto, ma scelta quotidiana di restare umani. Un impegno concreto fatto di gesti piccoli, ascolto e pazienza. È da qui che si parte, lungo il Brenta, con la parola più antica e necessaria.
porta alla formazione delle leggi. La giornata si è conclusa con la consegna di un attestato e di un piccolo omaggio da parte del consigliere Pasqualon, seguita da una visita in Piazza San Marco e dal pranzo al sacco. Un’esperienza formativa che ha lasciato il segno:
non solo una gita, ma un’occasione per capire l’importanza della partecipazione, del rispetto delle regole e del ruolo che anche i più giovani possono avere all’interno della comunità.
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• Federico Franchin
Comune di Fontaniva
Fontaniva, il 7 giugno
torna la festa dello sport: coinvolte oltre 25 associazioni
Il Comune di Fontaniva è lieto di annunciare il ritorno della Festa dello Sport, in programma domenica 7 giugno. L’iniziativa rappresenta un momento centrale per la comunità, con l’obiettivo di promuovere l’attività sportiva, la partecipazione e la collaborazione tra le realtà del territorio. Saranno oltre 25 le associazioni coinvolte, provenienti sia da Fontaniva sia dai comuni limitrofi, a testimonianza di un tessuto associativo vivo e dinamico. “Questa iniziativa rappresenta un’importante occasione per valorizzare il nostro territorio e promuovere stili di vita attivi e sani” , ha dichiarato il sindaco Alberto Trento. “La Festa dello Sport è anche un momento di incontro e condivisione per tutta la comunità, capace di unire persone di tutte le età e di rafforzare il senso di appartenenza. Il coinvolgimento di tante associazioni dimostra la vitalità del nostro tessuto sociale e la capacità di fare rete per il bene comune. ” La giornata si aprirà alle 8:30 con una biciclettata aperta a tutti. Alle 10:15 è prevista l’inaugurazione ufficiale, mentre dalle 10:30 alle 18:00 si svolgeranno tornei, dimostrazioni
e attività sportive aperte al pubblico, pensate per coinvolgere tutte le fasce d’età e offrire a cittadini e visitatori l’opportunità di avvicinarsi a diverse discipline. La manifestazione è organizzata dal Comune di Fontaniva, grazie alla preziosa collaborazione delle associazioni locali, dei volontari e degli sponsor, il cui contributo è stato determinante per la realizzazione dell’evento. La Festa dello Sport sarà preceduta da un calendario di appuntamenti che prenderà il via il 18 maggio e proseguirà fino alla fine di giugno, con tornei e iniziative diffuse sul territorio: un vero e proprio percorso di avvicinamento che accompagnerà la comunità verso la giornata principale. “Riportare la Festa dello Sport a Fontaniva, dopo alcuni anni di pausa, è per noi motivo di grande orgoglio e soddisfazione” , ha dichiarato la consigliera allo sport Jessica Marchetti. “Lo sport rappresenta un valore fondamentale non solo dal punto di vista fisico, ma anche educativo e sociale: insegna il rispetto, la collaborazione, l’impegno e il senso di responsabilità. Eventi come questo permettono alle persone di incontrarsi, co-
noscersi e sentirsi parte di una comunità. Il ruolo delle associazioni sportive è essenziale in questo percorso,
perché ogni giorno lavorano con passione per coinvolgere giovani e adulti, promuovendo inclusione, aggregazione e benessere. Questa manifestazione vuole essere anche un segnale concreto di ripartenza e di fiducia nel futuro.”
Alberto Trento - Sindaco di Fontaniva
FONTANIVA
Lavori Pubblici. Sicurezza e manutenzione per le aree verdi
INVESTIMENTO NEI PARCHI GIOCHI
Il Comune di Fontaniva prosegue nel proprio impegno per la cura e la sicurezza degli spazi pubblici con un nuovo intervento dedicato ai parchi giochi presenti nelle aree verdi comunali. L’Amministrazione ha infatti disposto, attraverso un apposito provvedimento, un investimento complessivo di 19.093 euro destinato a interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria sulle attrezzature ludiche. L’azione nasce a seguito delle verifiche e ettuate sul livello complessivo di sicurezza dei giochi e dei relativi accessori, controlli che hanno evidenziato la necessità di intervenire in modo mirato per garantire standard più elevati di tutela. Il piano prevede una serie
Sicurezza e nuovi giochi a Fontaniva
di operazioni che spaziano dalla sistemazione delle strutture esistenti alla manutenzione di componenti e accessori, fino alla sostituzione di elementi deteriorati o non più pienamente funzionali.
Tra gli interventi più rilevanti figura anche la posa di tappeti antitrauma, fondamentali per ridurre i rischi in caso di caduta e rendere le aree gioco più sicure per bambini e famiglie. Un aspetto, questo, che assume particolare importanza considerando l’elevato utilizzo di questi spazi da parte della comunità.
Non meno significativo è il profilo tecnico e qualitativo dell’operazione. Tutti gli interventi saranno eseguiti nel pieno rispetto delle normative europee EN1176 ed EN1177, che regolano rispettivamente le attrezzature per aree gioco e le superfici ad assorbimento d’impatto. Al termine dei lavori verrà inoltre rilasciata una dichiarazione di conformità, a garanzia della piena rispondenza delle strutture agli standard di sicurezza previsti dalla normativa vigente. L’investimento è stato definito attraverso una procedura sul mercato elettronico della pubblica amministrazione, confermando l’attenzione dell’ente non solo alla qualità degli interventi, ma anche alla trasparenza e all’e icienza nella gestione delle risorse pubbliche. Si tratta di un’azione
concreta che si inserisce in un più ampio percorso di valorizzazione e manutenzione del patrimonio comunale. L’obiettivo è quello di garantire spazi pubblici sempre più curati, sicuri e funzionali, capaci di rispondere alle esigenze quotidiane dei cittadini e in particolare delle famiglie. Con questo intervento, il Comune di Fontaniva rinnova dunque il proprio impegno verso una comunità più attenta alla qualità della vita, puntando su sicurezza, decoro urbano e fruibilità degli spazi condivisi, elementi centrali per favorire socialità, benessere e crescita delle nuove generazioni.
• Federico Franchin
Interventi sui fossati contro gli allagamenti
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roseguono gli interventi contro gli allagamenti sul territorio comunale. L’amministrazione ha avviato un programma di manutenzione straordinaria e pulizia di fossati e canali in diverse zone, con l’obiettivo di migliorare il deflusso dell’acqua e prevenire criticità durante le piogge più intense. I lavori stanno interessando più vie. In via Barina gli interventi, divisi tra primo e secondo tratto, sono già stati completati nei mesi scorsi. Attualmente i cantieri sono attivi nelle vie Vignale, Capitello e Peschiera, dove si sta procedendo con la pulizia e il risezionamento dei fossati, operazioni fondamentali per aumentare la capacità di smaltimento delle acque.
L’investimento complessivo messo in campo dal Comune è di 82.258,55 euro. Un impegno economico importante che punta a risolvere problemi emersi soprattutto durante gli eventi meteorologici più intensi, quando alcune strade hanno registrato di icoltà di drenaggio.
Ascoltaci
“Si tratta di interventi concreti e necessari per la sicurezza del territorio”, spiega il sindaco Alberto Trento. “La manutenzione dei fossati è fondamentale per prevenire allagamenti e garantire una viabilità più sicura per cittadini e automobilisti”. Il primo cittadino sottolinea anche l’importanza della prevenzione: “Non interveniamo solo quando c’è un’emergenza, ma lavoriamo per evitarla. Migliorare il deflusso dell’acqua significa ridurre i rischi e tutelare le nostre strade e le aree abitate”. I lavori in corso potranno comportare qualche disagio temporaneo alla circolazione. “Chiediamo ai cittadini un po’ di pazienza e collaborazione”, aggiunge Trento. “Sappiamo che i cantieri possono creare disagi, ma sono interventi indispensabili per migliorare la qualità e la sicurezza del nostro territorio”. Con questo piano, l’amministrazione punta quindi a una gestione più e icace della rete idraulica minore, rafforzando la prevenzione e garantendo maggiore tranquillità alla comunità anche in caso di maltempo.
• (f.f.)
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a cura di
Edilizia PER lancia una nuova iniziativa per chi vuole rifare il bagno
dilazionata e senza interessi, pensata per rendere più semplice l’avvio dei lavori.
Il bagno è uno degli ambienti più usati della casa, ma anche uno di quelli su cui spesso si interviene troppo tardi. Il motivo è semplice: il cantiere preoccupa, la spesa sembra impegnativa e, giorno dopo giorno, ci si abitua a piccoli disagi quotidiani. Una vasca scomoda, una doccia poco pratica, spazi stretti, materiali datati, impianti da controllare. Edilizia PER, realtà padovana attiva nelle ristrutturazioni, negli interventi chiavi in mano e nella valorizzazione immobiliare, sta preparando una proposta dedicata proprio a chi vuole affrontare questo intervento con maggiore serenità. I dettagli saranno comunicati a breve sul sito e sui canali social dell’azienda. Ne parliamo con Michela e Filippo, due voci complementari di Edilizia PER: Michela segue l’ascolto, l’organizzazione e il rapporto con i clienti; Filippo porta lo sguardo tecnico del cantiere, della fattibilità e della qualità dei lavori.
Michela, perché avete scelto di dedicarvi proprio al rifacimento del bagno?
Perché è una stanza quotidiana. Non è uno spazio che si usa ogni tanto: accompagna la vita della casa ogni giorno. Eppure è anche uno degli interventi che le persone posticipano più spesso. Ci sentiamo dire: “Dovremmo rifarlo da anni”. Poi però subentrano dubbi, timori, altre priorità. Questa proposta nasce proprio da qui: dare una possibilità in più a chi sa di avere un ambiente da sistemare, ma continua ad aspettare perché teme il costo iniziale o non sa da dove partire. Non vogliamo spingere nessuno a fare lavori di fretta. Vogliamo offrire uno strumento in più per affrontare una scelta importante con maggiore
funziona, a chi è rivolta e come richiedere una prima
vero. Penso anche ai figli che iniziano a preoccuparsi per i genitori anziani. A volte una vasca alta, uno spazio stretto o una disposizione poco comoda possono diventare un problema quotidiano. Questa possibilità può parlare anche a loro: a chi vuole rendere la stanza più sicura, più accessibile e più semplice da usare, prima che diventi una necessità urgente.
Filippo, quali interventi vengono richiesti più spesso per rendere il bagno più pratico e sicuro?
Uno dei più frequenti è la sostituzione della vasca con una doccia più comoda. È una scelta molto
l primo errore è partire solo dall’estetica. Piastrelle, colori, sanitari e arredi sono importanti, ma prima bisogna valutare la parte tecnica. Il secondo errore è non controllare bene impianti, scarichi, impermeabilizzazioni e ventilazione. Sono aspetti che non si vedono subito, ma fanno la differenza nel tempo. Il terzo errore è aspettare l’urgenza. Quando c’è già una perdita o un problema evidente, si decide con meno calma e spesso si vive il lavoro con più stress. Un progetto corretto parte sempre dalla realtà: chi userà quello spazio, quali difficoltà ci sono oggi, cosa deve migliorare e quali scelte possono funzionare davvero.
Michela, cosa deve fare chi pensa:
Filippo, quando un bagno smette di essere solo vecchio e diventa un problema pratico?
Filippo: Quando non risponde più all’uso reale della casa. Un ambiente datato non è solo una questione di piastrelle o sanitari vecchi. Ci possono essere impianti da verificare, scarichi poco efficienti, umidità, infiltrazioni, materiali usurati o spazi organizzati male. Poi c’è il tema della sicurezza. Una vasca alta può diventare scomoda per una persona anziana. Una doccia poco accessibile può creare difficoltà a chi ha problemi di mobilità. Uno spazio stretto può rendere complicati gesti molto semplici. Un lavoro fatto bene deve restituire un ambiente bello, certo,
materiali da scegliere con attenzione. Programmare bene significa evitare scelte affrettate e costruire un progetto più adatto alla casa e a chi la vive.
Michela, a chi è rivolta questa proposta?
Michela: A famiglie, coppie e proprietari di casa di Padova e provincia che hanno un bagno datato, scomodo o non più adatto alla vita quotidiana. Penso a chi vuole sostituire la vasca con una doccia più pratica. A chi ha uno spazio piccolo e vuole sfruttarlo meglio. A chi ha appena acquistato casa e desidera sistemare questo ambiente prima di viverla dav-
Michela: Edilizia PER segue famiglie, proprietari di casa e anche investitori che vogliono valorizzare immobili attraverso interventi mirati. Questa proposta è dedicata soprattutto alle famiglie, perché parla della casa e della vita quotidiana. Però racconta bene il nostro modo di lavorare: capire il bisogno, costruire un percorso chiaro e trovare soluzioni utili. Che si tratti di una casa da vivere o di un immobile da valorizzare, per noi contano metodo, visione e attenzione al risultato.
Filippo, quali errori bisognerebbe evitare quando si rifà un bagno?
Filippo: Che il bagno non va rifatto solo quando diventa un’emergenza. Se è scomodo, poco sicuro, datato o non adatto alla vita di oggi, vale la pena iniziare a parlarne. Anche solo per capire cosa si può fare, con quali tempi e con quale percorso. La novità che presenteremo a breve serve proprio a questo: rendere più semplice l’inizio e aiutare molte famiglie a trasformare un pensiero lasciato in sospeso in un progetto reale. Poi, come sempre, il valore vero resta nel lavoro: progettare bene, organizzare il cantiere e realizzare un ambiente che migliori davvero la vita quotidiana.
La prima edizione. Incontri e il Premio Torre di Malta nel cuore del centro storico
LA CITTÀ MURATA DIVENTA SET
CON IL CINEMA INTERNAZIONALE
Non solo mura, storia e grandi eventi enogastronomici. A maggio Cittadella ha provato ad aggiungere un nuovo tassello alla propria identità culturale, trasformandosi per tre giorni in una piccola capitale del cinema indipendente. Dall’8 al 10 maggio la città murata ha ospitato la prima edizione del Cittadella International Film Festival, il nuovo appuntamento dedicato a proiezioni, incontri, workshop e momenti di confronto tra autori, filmmaker e pubblico. Il cuore dell’iniziativa è stato il Premio Torre di Malta – Tower of Malta Award, pensato per valorizzare opere capaci di raccontare storie oltre i confini geografici e linguistici. La scelta della Torre di Malta come simbolo non è casuale: uno dei luoghi più riconoscibili della città è diventato il punto di partenza per costruire un ponte tra patrimonio storico e linguaggi contemporanei. Il festival, promosso da Revolux Studios e Revolux Studios Records con il patrocinio del Comune, ha coinvolto diversi spazi cittadini: dalla Torre di Malta al Teatro Sociale, dalla Biblioteca Villa Rina a Palazzo Pretorio, fino a Piazza Pierobon e agli
altri luoghi individuati per accoglienza, mostre e momenti pubblici. Una formula diffusa che ha permesso di leggere il centro storico non solo come cornice, ma come parte integrante dell’esperienza. La manifestazione si è rivolta al pubblico con accesso gratuito fino a esaurimento posti per proiezioni, presentazioni, workshop e mostra cinematografica, puntando anche su un’idea di cultura aperta e partecipata. In concorso opere di generi e formati diversi, dai lungometraggi ai cortometraggi, dai documentari alle animazioni, fino a serie web, videoclip e produzioni legate ai nuovi linguaggi audiovisivi.
Per Cittadella si tratta di una scommessa interessante: dopo il successo consolidato degli eventi legati al turismo, all’enogastronomia e alla valorizzazione delle mura, il cinema può diventare un ulteriore strumento di promozione territoriale. Non un evento isolato, ma un possibile nuovo filone su cui costruire relazioni, presenze e visibilità. La prima edizione ha posto le basi; la sfida, ora, sarà dare continuità al progetto. Non solo mura, storia e grandi eventi enogastronomici. A maggio Cittadella ha provato ad
aggiungere un nuovo tassello alla propria identità culturale, trasformandosi per tre giorni in una piccola capitale del cinema indipendente. Dall’8 al 10 maggio la città murata ha ospitato la prima edizione del Cittadella International Film Festival, il nuovo appuntamento dedicato a proiezioni, incontri, workshop e momenti di confronto tra autori, filmmaker e pubblico. Il cuore dell’iniziativa è stato il Premio Torre di Malta – Tower of Malta Award, pensato per valorizzare opere capaci di raccontare storie oltre i confini geografici e linguistici.
La scelta della Torre di Malta come simbolo non è casuale: uno dei luoghi più riconoscibili della città è diventato il punto di partenza per costruire un ponte tra patrimonio storico e linguaggi contemporanei. Il festival, promosso da Revolux Studios e Revolux Studios Records con il patrocinio del Comune, ha coinvolto diversi spazi cittadini: dalla Torre di Malta al Teatro Sociale, dalla Biblioteca Villa Rina a Palazzo Pretorio, fino a Piazza Pierobon e agli altri luoghi individuati per accoglienza, mostre e momenti pubblici. Una formula di usa che
ha permesso di leggere il centro storico non solo come cornice, ma come parte integrante dell’esperienza.
La manifestazione si è rivolta al pubblico con accesso gratuito fino a esaurimento posti per proiezioni, presentazioni, workshop e mostra cinematografica, puntando anche su un’idea di cultura aperta e partecipata. In concorso opere di generi e formati diversi, dai lungometraggi ai cortometraggi, dai documentari alle animazioni, fino a serie web, videoclip e produzioni legate ai nuovi linguaggi audiovisivi.
Per Cittadella si tratta di una scommessa interessante: dopo il successo consolidato degli eventi legati al turismo, all’enogastronomia e alla valorizzazione delle mura, il cinema può diventare un ulteriore strumento di promozione territoriale. Non un evento isolato, ma un possibile nuovo filone su cui costruire relazioni, presenze e visibilità. La prima edizione ha posto le basi; la sfida, ora, sarà dare continuità al progetto.
• Elisa Bonino
ECONOMIA
L’ attuale scenario economico
della provincia di Padova delinea un quadro di profonda transizione dove la resilienza del tessuto imprenditoriale locale si scontra con variabili macroeconomiche e strutturali di complessa risoluzione. I dati relativi al primo trimestre del 2026 confermano una fase di sostanziale stallo per quanto riguarda la crescita economica con un saldo demografico delle imprese che pur mantenendosi su valori che non indicano un crollo verticale evidenzia segnali di so erenza in settori chiave. La fotografia scattata durante l’ultima assemblea generale del settore terziario mette a nudo criticità storiche aggravate da un contesto internazionale instabile dove il peso della pressione fiscale e l’innalzamento dei costi gestionali a partire dagli a itti dei locali commerciali stanno mettendo a dura prova la tenuta delle piccole e medie attività. In particolare il centro storico di Padova e le principali direttrici commerciali della provincia vedono una trasformazione dei
modelli di business con una contrazione delle imprese individuali e delle società di persone a favore di strutture societarie più capitalizzate e strutturate. Questo spostamento verso le società di capitali che hanno registrato una crescita dell’1,3% su base trimestrale per un totale di oltre 24mila sedi attive indica una necessaria evoluzione verso modelli organizzativi più robusti capaci di assorbire meglio gli shock del mercato.
Tuttavia questa tendenza non compensa interamente la chiusura dei negozi di vicinato che continuano a rappresentare un presidio economico e sociale fondamentale per il territorio. Negli ultimi dodici anni il commercio di prossimità ha visto la scomparsa di circa quattrocento attività nella sola città un dato che riflette non solo il cambiamento delle abitudini di acquisto ma anche una oggettiva di icoltà nel ricambio generazionale.
La mancanza di nuove leve disposte a investire nel settore del commercio e dei servizi è uno dei nodi più critici
per il futuro del terziario padovano. A questo si aggiunge l’allarme per la diffusione di contratti di lavoro non regolari che sottraggono risorse preziose ai lavoratori e creano una distorsione della concorrenza a danno delle imprese che operano nella legalità. Sul fronte della Camera di Commercio i dati Movimprese elaborati dagli u ici studi confermano un tasso di crescita leggermente negativo attestandosi sullo -0,2% nel periodo gennaio-marzo con 1.659 nuove iscrizioni a fronte di 1.800 cessazioni. Se il settore dei servizi alla persona mostra una timida vitalità con un incremento dello 0,8% comparti storici come l’agricoltura e il commercio registrano flessioni rispettivamente dell’1,6% e dell’1,1%. Anche l’industria segna il passo perdendo diciotto sedi e stabilizzandosi poco sopra le 9.500 unità attive.
La sfida dei prossimi anni si giocherà sulla capacità di accompagnare le imprese verso una digitalizzazione reale e una sostenibilità non solo ambientale
ma anche economica puntando sull’innovazione come unico strumento per contrastare la stagnazione e attrarre nuovi capitali nel territorio. Il sistema Padova pur sotto pressione dimostra una tenuta strutturale che poggia su fondamenta solide ma richiede interventi
CRISI ENERGETICA E CARO PREZZI, CONTO DA 161 MILIONI PER LE IMPRESE
L’ impatto del conflitto in Medio Oriente sull’economia padovana si traduce in un conto pesante da 161 milioni di euro annui che grava su oltre 84.000 aziende del territorio con un esborso mensile extra di 13,4 milioni di euro. I costi energetici subiscono un’impennata del 58% per l’elettricità e del 70% per il gas naturale portando il prezzo dell’energia a 16 centesimi al kWh e mandando in crisi la logistica. I noli marittimi sono cresciuti del 18,2% e i costi per il trasporto su gomma superiori ai 2.400 euro per singolo mezzo pesante colpiscono duramente le piccole realtà locali. Ad esempio le o icine
meccaniche a rontano rincari trimestrali di 1.450 euro le autocarrozzerie di 350 euro e i centri estetici di 454 euro. Sono vitali interventi immediati per difendere la tenuta di un sistema produttivo messo a dura prova anche dal rialzo di materie prime fondamentali quali rame ferro e alluminio. Anche il settore dell’autotrasporto nella provincia di Padova vive nella paura di una possibile crisi. I dati provinciali confermano la criticità del comparto: si contano 1.194 imprese attive e 2.628 addetti operanti in uno snodo logistico vitale per le filiere produttive locali. Lo stop delle attività minaccia l’approvvigionamento
urgenti sul fronte della semplificazione burocratica e dell’abbattimento dei costi fissi per permettere alle saracinesche di restare alzate.
• Vincenzo Gottardo
dei magazzini, la distribuzione commerciale e la continuità dei flussi di merci verso le aziende del territorio. Un eventuale fermo avrebbe e etti sociali ed economici devastanti, toccando da vicino l’intero sistema produttivo della provincia di Padova e i suoi collegamenti internazionali. Le associazioni di categoria richiedono con urgenza interventi immediati per sostenere la liquidità e l’introduzione di strumenti certi per a rontare le sfide del mercato energetico.
• (V.G.)
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L’intervista. Colloquio con il presidente della Regione Alberto Stefani, dal sociale all’abitare, dal welfare ai giovani
“BADANTI CERTIFICATE E 69 MILIONI PER AIUTARE CHI HA I NONNI IN RSA”
“Per assicurare un alloggio a chi lavora, abbiamo varato Generazione Casa, un piano da 50 milioni di euro per riqualificare 8.800 immobili inutilizzati e migliorare l’o erta dell’edilizia residenziale”
Presidente Alberto Stefani, parliamo di sociale. Registro badanti e assistenti di quartiere, cosa cambia per i cittadini?
Per i cittadini si profila un nuovo sistema di welfare territoriale regionale, che avrà come punto di forza un’organizzazione dell’assistenza domiciliare più professionale e una rete di servizi sempre più integrata. Saranno potenziati gli sportelli oltre che ra orzato il registro dell’assistenza familiare. In parole semplici: abbiamo istituito un nuovo albo per le badanti, che saranno formate e controllate, per dare servizi migliori e consentire alle famiglie di sentirsi più sicure. Da questo registro, poi, attingeremo per identificare gli ‘assistenti domiciliare di vicinato’, ossia un nucleo di operatori qualificati, che saranno condivisi tra più nuclei familiari. In sostanza, avremo badanti più preparate e, per anziani parzialmente autosu icienti, anche figure che possono occuparsi di assistenza e disbrigo di piccole faccende. Il provvedimento che avvia questo nuovo corso destina fondi per finanziare i 33 sportelli degli assistenti familiari gestiti dai Comuni e promuoverne di nuovi in territori, in collaborazione con Veneto Lavoro. Sarà una bella rivoluzione. Ma non tutte le situazioni sono risolvibili a livello domiciliare e molte famiglie sono costrette a misurarsi con i costi delle rette delle RSA. Come si muove la Regione?
La spesa per mantenere un familiare in RSA è un impegno importante per non pochi nuclei familiari. Un contesto complesso come quello attuale, segnato da aumenti dei costi come conseguenza della situazione internazionale, ci impone di dare risposte ai cittadini. Nell’ultimo bilancio di previsione, come Regione abbiamo stanziato 69 milioni di euro per sostenere le famiglie con anziani non autosu icienti, ospiti nelle RSA, e per i caregiver. Si tratta di un finanziamento con risorse proprie che non ha precedenti e va a contribuire a quello che è comunemente chiamato ‘bonus anziani’. Tra il sostegno alla domiciliarità e quello agli anziani in struttura ci stiamo impegnando verso un welfare regionale moderno e sostenibile. E, soprattutto, che non lascia sole le famiglie. State lavorando anche al welfare aziendale, con quale obiettivo?
Per trattenere talenti e manodopera specializzata è necessario fare un passo avanti e creare condizioni di equilibrio tra occupazione e vita. Il lavoro è cambiato, infatti, e con esso gli approcci per sostenerlo. I servizi o erti devono essere sempre più strategici. Sono convinto che la nostra regione può diventare un laboratorio privilegiato perché il 25% delle nostre imprese ha già introdotto politiche a sostegno dei dipendenti; una percentuale superiore alla media nazionale che potrebbe crescere se tutti avessero a disposizione i mezzi per farlo. Come Regione non possiamo obbligare gli imprenditori
a varare o potenziare soluzioni di welfare aziendale, ma possiamo accompagnarli e sostenerli nei percorsi necessari. Attualmente Veneto Welfare è una direzione di Veneto Lavoro; l’intenzione è di renderla autonoma. Sarà non soltanto un ente strumentale dedicato all’erogazione di risorse mirate previste dai fondi europei, ma anche un compagno di strada nelle procedure che consentano di realizzare progetti di welfare come contributi per i trasporti, asili aziendali, buoni acquisto o voucher. La maggior parte del nostro tessuto produttivo è composto da PMI e la metà sembra già interessata. Altro tema caldo è il piano casa, l’abitare resta un’emergenza in tutta la regione, come a rontarla? Quella dell’abitare è una sfida strategica. Per assicurare un alloggi a chi lavora, abbiamo varato Generazione Casa, un programma per riqualificare 8.800 immobili inutilizzati e migliorare l’offerta dell’edilizia residenziale. Garantendo a giovani, lavoratori e
operatori sanitari, che oggi risultano esclusi dalla graduatorie, di poter trovare una casa a prezzi accettabili. Da subito, come amministrazione regionale, abbiamo messo sul tavolo un piano da 50 milioni di euro. Non solo: pensare alla casa significa dare più futuro al Veneto e, in quest’ottica, abbiamo tenuto in particolare considerazione le necessità degli studenti. In collaborazione con gli Esu regionali, abbiamo scelto di investire su un progetto che entro il 2029 farà raggiungere il numero di 4.819 alloggi per studenti, il 53% in più rispetto alla dotazione del 2025.
Ad oggi si è raggiunto il numero di 3.138. Ne sono previsti per il prossimo triennio ulteriori 1.681. Questo significa che per l’anno accademico 2028/29 l’o erta raggiungerà 2.175 posti a Padova, 1.725 a Venezia, 919 a Verona.
Ha fatto molto discutere la sua proposta sul divieto di cellulare agli under 14, come intende concretizzarla?
Nessuno può negare che i social rappresentino un’opportunità e, contemporaneamente, un pericolo. La cronaca ci fornisce quotidianamente casi di cyberbullismo, violenza, disagio giovanile, patologie che sono conseguenza di troppa esposizione al digitale. Dobbiamo a rontare la realtà di un ambiente ormai frequentato abitualmente da ragazzini di 10, 11 o 12 anni, che non hanno la maturità e la capacità critica per leggere molte storie che vengono postate. E’ inaccettabile che tanti nostri giovani siano esposti a tanti contenuti violenti senza alcun filtro. L’obiettivo che ci siamo proposti è solo di tutelarli, che significa non esporli a situazioni virtuali che possono generare comportamenti non corretti nel mondo reale. L’ultimo disegno di legge che ho firmato da deputato andava in questa direzione. Nei giorni scorsi, l’ho ripresentato in Consiglio regionale. • (R.R.)
L’intervento. Il senatore Udc Antonio De Poli: “Bene il piano casa del Governo e della Regione Veneto”
“CASA, SERVE UNA SVOLTA: PIÙ TUTELE PER I PROPRIETARI E AFFITTI PIÙ ACCESSIBILI”
Il tema dell’abitare torna con decisione al centro del dibattito politico nazionale e locale. A dare voce a quella che definisce una priorità assoluta per il futuro del Paese è il senatore Antonio De Poli (Udc), che traccia una rotta chiara: la casa non deve essere più considerata un semplice bene privato, ma una risorsa collettiva strategica.
“Garantire il diritto all’abitare significa dare concretezza a un principio riconosciuto dalla nostra Costituzione come fondamentale per una vita dignitosa. Per questo”, spiega con convinzione il Senatore, “ritengo che la casa non sia semplicemente un bene materiale, ma una vera infrastruttura sociale ed economica”.
Le proiezioni per il prossimo decennio sono allarmanti: l’Italia necessiterà di circa 700.000 alloggi accessibili. La so erenza maggiore colpisce il ceto medio, quella fascia di popolazione troppo “ricca” per l’edilizia popolare
ma troppo povera per sostenere il mercato libero. De Poli guarda con favore alle mosse dell’Esecutivo, ma chiede un cambio di passo strutturale: “Accolgo positivamente l’annuncio del Governo e della Regione Veneto sul Piano Casa per la realizzazione di 100.000 nuovi alloggi nei prossimi dieci anni. Ma sono convinto che, per essere davvero e icace, questo intervento debba essere accompagnato da riforme strutturali sul mercato delle locazioni”. Il nodo centrale è il paradosso degli 8,5 milioni di immobili vuoti. Perché restano sfitti? La risposta risiede nell’insicurezza giuridica. “Secondo il Censis, l’82% dei proprietari non a itta per paura di non riuscire a rientrare in possesso dell’immobile in caso di morosità. È qui che bisogna intervenire”, incalza il parlamentare. Per scardinare questa situazione, De Poli ha messo sul tavolo tre proposte legislative concrete. La prima riguarda il DDL 774 sulla riforma
L’ASSESSORE GEROSA: “PNRR IN VENETO: MISURA 6 SANITÀ, IL TRAGUARDO DEL 30 GIUGNO È VICINO, TEMPI RISPETTATI”
La Misura 6 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) per la sanità in Veneto è ormai sulla via del completamento, con l’obiettivo di essere pienamente operativa entro il 30 giugno 2026. A confermarlo è l’Assessore regionale alla Sanità, Gino Gerosa, che ha recentemente ricevuto un aggiornamento sullo stato dei lavori da parte dei tecnici coinvolti nella realizzazione del progetto.
“Il rush finale verso la scadenza del 30 giugno sta dando risultati decisamente positivi, superando
le previsioni più ottimistiche,” ha dichiarato Gerosa. “Grazie a un intenso lavoro di squadra tra la Regione e le Aziende Sanitarie, siamo in grado di rispettare i tempi e completare la Misura 6 sanitaria, fondamentale per il potenziamento del sistema sanitario veneto”.
Il programma, che coinvolge numerose iniziative in tutta la regione, ha già registrato progressi significativi, come ha sottolineato l’assessore:
“Abbiamo visto dei dati molto positivi in quasi tutte le voci della Misura 6, con risultati che
rispecchiano gli impegni assunti dalla Giunta regionale, come il ra orzamento dei servizi territoriali, il miglioramento della connessione tra ospedale e territorio, e il sostegno alle categorie vulnerabili, inclusi i giovani”.
A livello operativo, la Regione Veneto ha completato la costruzione di 73 Case di Comunità e, a giugno, saranno attive ben 101 strutture, superando così l’obiettivo di 91 stabilito dal PNRR. Anche i lavori per gli Ospedali di Comunità sono in fase avanzata, con 29 strutture già completate, a fronte delle 30
degli sfratti: l’obiettivo è dimezzare i tempi di esecuzione (da 6 a 3 mesi) e concludere l’esecuzione forzata entro 4 mesi, prevedendo sanzioni per ogni giorno di ritardo. “Serve dare ai proprietari tempi certi, contrastare gli abusi e riportare sul mercato migliaia di immobili oggi inutilizzati”. Parallelamente, il DDL 828 punta a reintrodurre la cedolare secca al 21% sugli immobili commerciali per “contrastare la desertificazione delle nostre città e ridare vitalità ai centri storici”, mentre il DDL 775 mira a fare chiarezza sulla cedolare al 10%, legandola alla destinazione dell’immobile e non alla natura del contraente.
“La casa torni al centro della politica”, conclude De Poli. “Le politiche abitative richiedono visione e coraggio riformatore. Con queste proposte vogliamo o rire un contributo concreto: rimettere la casa al centro significa rimettere al centro le persone”.
previste. “Siamo sulla buona strada per completare il programma entro la fine di giugno, con una rete sanitaria più forte e preparata per a rontare le sfide future,” ha concluso Gerosa.
Antonio De Poli, senatore Udc
L’assessore regionale alla sanità Gino Gerosa
Istruzione. Enaip Veneto da anni è pronto al cambiamento con un modello che anticipa nei fatti ciò che la legge ora codifica
LA FILIERA “4+2” RIDISEGNA LA SCUOLA TECNICO-PROFESSIONALE ITALIANA
’ è una data che segna una discontinuità nella storia recente dell’istruzione italiana: settembre 2025. Da quell’anno scolastico, la filiera tecnologico-professionale cessa di essere un cantiere sperimentale e diventa parte integrante dell’ordinamento nazionale. Non più un progetto pilota riservato a istituti selezionati, ma un canale formativo strutturale disponibile in ogni scuola tecnica e professionale del paese. È la riforma comunemente identificata con la formula “4+2”, promossa dal Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. Il nome sintetizza l’architettura del modello: quattro anni di percorso negli istituti tecnici e professionali, al termine dei quali lo studente consegue il diploma professionale, seguiti da due anni opzionali di specializzazione presso gli ITS Academy. Un percorso complessivo di sei anni pensato come un continuum coerente tra scuola, impresa e alta formazione tecnica.
Nel panorama della formazione professionale veneta, ENAIP Veneto occupa una posizione di primo piano. Ente accreditato dalla Regione Veneto, presente dal 1951 — quest’anno ricorre il 75° anniversario dalla fondazione — opera oggi attraverso 18 scuole di formazione professionale distribuite in tutte le province regionali. Ciò che rende la storia di ENAIP particolarmente rilevante nel contesto della riforma è che il modello ora codificato dalla legge — formazione quadriennale, coinvolgimento diretto delle imprese, alternanza strutturale tra aula e contesto lavorativo — è nei suoi tratti essenziali il modello che ENAIP pratica da anni nei percorsi di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP). Questi si articolano in un triennio, al termine del quale lo studente consegue la qualifica professionale di 3° livello EQF riconosciuta in Italia e in Europa, e in un quarto anno che porta al diploma professionale di Tecnico
di 4° livello EQF. Con la riforma a regime, questo diploma consente l’accesso diretto alle ITS Academy, replicando la sequenza logica che la riforma intende generalizzare all’intero sistema.
L’offerta di ENAIP Veneto copre nove settori professionali: amministrazione, automotive, benessere, elettrico, informatico, meccanico, ristorazione, turismo e vendite. Per ciascun settore sono disponibili percorsi triennali per la qualifica
e percorsi di quarto anno per il diploma professionale. Enaip con l’approvazione della Regione Veneto ha avviato 27 corsi di 4 anni di Diploma Professionale di Tecnico per l’anno in corso, distribuiti tra tutte le province e attivati nelle sedi dell’ente. In sperimentazione della filiera 4+2 attualmente ha un secondo anno partito nel 2024/2025, 9 primi anni avviati nel 2025/2026 e prevede di avviare tra i 15 e i 22 corsi con questo modello.
Con l’entrata a regime della riforma, le scuole di formazione professionale accreditate — come quelle della rete ENAIP — non sono soggetti marginali rispetto alla filiera, ma ne costituiscono un nodo strategico. La legge prevede esplicitamente la possibilità per le regioni di integrare i percorsi IeFP nell’architettura della nuova filiera. Ad aprile 2026 i dati della fase sperimentale restituiscono un quadro in rapida espansione: le scuole aderenti sono passate da 180 a 396 in un solo anno (+120%), i percorsi attivati da 225 a 628 (+210%). Il Ministero ha stanziato 105 milioni di euro per i campus formativi. Per il Veneto, che ha fatto della formazione professionale tecnica duale un elemento identitario del proprio sistema produttivo, questi investimenti rappresentano un’opportunità concreta di valorizzare un patrimonio costruito da soggetti come ENAIP, che hanno anticipato nella pratica quotidiana ciò che la riforma ora eleva a modello nazionale
Modello veneto: funziona davvero? E’ scontro in Consiglio Regionale
Il clima si è fatto se possibile ancora più rovente quando il dibattito ha toccato l’autonomia, il vessillo storico della giunta. Il Presidente Alberto Stefani ha rivendicato con orgoglio il percorso intrapreso, definendo l’autonomia come una “moltiplicazione di libertà” che porterà risposte rapide e concrete ai territori. Una visione che però è stata attaccata da due lati opposti. Davide Lovat, per Resistere Veneto, ha gelato l’entusiasmo della maggioranza parlando di un “vicolo cieco a zero risorse”, una scatola vuota che lascerebbe
il Veneto ancora schiavo della burocrazia romana. Dall’altra parte, le minoranze di centrosinistra hanno ammonito sui rischi di una frammentazione dei diritti essenziali, paventando un Veneto a due velocità dove chi vive nelle valli bellunesi o nel Polesine rischia di diventare un cittadino di serie B. Non meno acceso è stato il confronto sulla sicurezza e il welfare. Stefano Valdegamberi ha lanciato una provocazione che ha fatto saltare sulla sedia diversi consiglieri, proponendo di responsabilizzare i genitori
per i reati dei figli minorenni, arrivando a ipotizzare la revoca dei benefici regionali per le famiglie inadempienti. “Il welfare non può finanziare chi non educa”, ha tuonato in aula. La risposta è arrivata immediata dalle opposizioni, che hanno definito la proposta “punitiva e miope”, sostenendo che il disagio sociale si cura con gli educatori di strada e i centri di aggregazione, non togliendo il pane di bocca a chi è già in di icoltà.
A chiudere il cerchio delle tensioni è intervenuta Elisa De Berti, che ha riportato l’attenzione
sulla gestione delle case popolari. Con un tono che non ammette repliche, ha ribadito la linea dura della Giunta: “La legalità non è un optional. Chi occupa abusivamente deve sapere che il Veneto non è terra di nessuno. Le case ERP vanno a chi rispetta le regole e sta in graduatoria, punto”. Un botta e risposta infinito che dimostra come, anche senza il bilancio da votare, la politica veneta del 2026 sia tutt’altro che una palude stanziale, ma un fiume in piena pronto a esondare a ogni seduta.
LA SFIDA DELL’AUTONOMIA ENERGETICA E IL PATTO TRA IMPRESE E UNIVERSITÀ
Abbiamo incontrato l’assessore regionale allo sviluppo economico, Massimo Bitonci per approfondire la strategia della Regione Veneto per la sicurezza energetica. Il bilancio di previsione 2026 sembra tracciare una rotta molto definita: in che modo sosterrete la crescita attraverso l’energia e l’innovazione?
Il bilancio 2026 è guidato da una linea chiarissima: sostenere il sistema produttivo veneto attraverso l’innovazione, l’energia, l’accesso al credito e la valorizzazione dell’imprenditorialità. Lo facciamo con strumenti concreti e risorse mirate. Abbiamo approvato il bilancio e i relativi collegati includendo una serie di misure, tra cui un ordine del giorno della maggioranza nato da un mio suggerimento, che indica con precisione il nostro progetto energetico. Il punto focale sono le concessioni idroelettriche, sia le grandi che le medie derivazioni, che scadranno nel 2029. Da decenni queste concessioni sono condotte direttamente da ENEL, che ne gestisce il 70% in Veneto.
Una situazione cdiversa rispetto ad altre realtà. Qual è l’iniziativa che state lanciando insieme al Friuli Venezia Giulia?
Esatto, la nostra situazione è di erente da quella delle province autonome. In Trentino-Alto Adige, ad esempio, la società Dolomiti Energia è interamente di proprietà pubblica dei comuni di Trento, Rovereto e della Provincia. Per questo, insieme al Friuli Venezia Giulia, stiamo lanciando un’iniziativa per arrivare pronti al 2029 con l’obiettivo di lavorare sulla vera autonomia energetica del Veneto. Vogliamo che queste concessioni vadano “in house”, a idate a una realtà partecipata dalla Regione e dalla Provincia di Belluno, dove si trovano fisicamente gli impianti. Quali saranno i vantaggi per il territorio?
Siamo fortemente convinti, e i numeri di altre realtà lo confermano, che l’idroelettrico garantisca una forte marginalità. Vogliamo che queste risorse rimangano a casa nostra, ai veneti e alle aziende venete. Gestire internamente significa poter ribaltare il vantaggio economico
prodotto sul territorio direttamente alla Provincia di Belluno, alla Regione, alle imprese e ai cittadini. Il percorso è lungo, ma vogliamo essere prontissimi per la scadenza del 2029.
Restando sul fronte energetico, stiamo vivendo un momento drammatico. Quanto è importante, in questa fase, investire sulle energie rinnovabili? È fondamentale. Attualmente il Veneto produce 1,7 gigawatt da fonti rinnovabili, ma l’obiettivo che l’Europa ci pone per il 2030 è di 5,8 gigawatt. È un percorso complesso, ma stiamo per approvare in giunta una delibera sulle “zone idonee” e sulle “zone di accelerazione”. L’idea è la massima semplificazione: togliamo burocrazia per l’installazione di pannelli fotovoltaici nelle zone dove il consumo di suolo è zero, come aree industriali, autostradali e cave. In questi luoghi la Regione si farà carico della Valutazione Ambientale Strategica (VAS), eliminando la necessità della VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) per i singoli interventi. È una spinta fortissima alla realizzazione
di impianti rinnovabili su capannoni e insediamenti produttivi esistenti. Passiamo all’innovazione: nel 2026 sono previsti circa 760.000 euro complessivi per sostenere il sistema regionale?
In realtà le risorse sono anche maggiori. Bisogna capire che la Regione Veneto, non applicando l’addizionale regionale, utilizza prevalentemente i fondi di coesione per gli incentivi alle imprese e per il sociale. Recentemente abbiamo approvato un bando da 3 milioni di euro per le startup innovative, lavorando insieme ai rettori delle università venete e dello IUAV. Abbiamo fatto una scelta precisa: dare
priorità alle aziende che assumono o impiegano ricercatori, stagisti universitari e neolaureati. Vogliamo incentivare il collegamento tra il mondo della ricerca e quello dell’impresa, spingendo a inché i ragazzi possano fare stage qualificati. Questo approccio riguarda anche altri settori, come l’imprenditoria femminile?
Certamente. Abbiamo confermato il bando per l’imprenditoria femminile anche per quest’anno, con altri 3 milioni di euro. Solitamente era una misura alternata ogni due anni, ma ho voluto fortemente rifinanziarla perché, a fronte di un aumento generale delle partite IVA in Veneto, il settore femminile ha registrato un lieve calo. Dobbiamo incentivare i settori più deboli per contribuire alla parità di opportunità. Complessivamente, tra startup innovative e attrazione degli investimenti, abbiamo messo in campo quasi 50 milioni di euro, senza contare gli strumenti finanziari di Veneto Sviluppo e Veneto Innovazione a favore delle nostre imprese.
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L’evento.
La città scaligera protagonista della Wings for Life World Run
DESPAR NORD IN CORSA A VERONA
CON OLTRE 2.000 COLLEGHE E COLLEGHI
Una giornata all’insegna dello sport e della solidarietà ha animato il Parco Ottocento di Verona domenica 10 maggio, in occasione della tredicesima edizione della Wings for Life World Run, la corsa globale a sostegno della ricerca sulle lesioni del midollo spinale. In contemporanea mondiale, alle 13.00, centinaia di migliaia di partecipanti si sono messi in movimento in diversi Paesi, uniti dall’obiettivo comune di contribuire al progresso scientifico.
Tra le città italiane protagoniste dell’edizione 2026, Verona è stata l’unica tappa veneta, a iancando altre App Run u iciali come Roma, Milano, Palermo e Aosta. All’evento veronese hanno preso parte moltissime persone tra runner, camminatori e partecipanti in sedia a rotelle, in un contesto caratterizzato da inclusione e partecipazione di usa.
A segnare in modo particolare l’appuntamento veronese è stata
la presenza di Despar Nord, che ha coinvolto oltre 2.000 collaboratori e collaboratrici dell’Insegna dell’Abete in una vera e propria squadra della solidarietà. Guidati dal Presidente Christof Rissbacher e dagli amministratori delegati Francesco Montalvo e Massimo Salviato, i collaboratori e le collaboratrici hanno dato vita a una partecipazione corale che ha superato i risultati dello scorso anno, posizionando il team Despar tra i più numerosi in Italia e nel mondo. Un risultato che riflette l’impegno concreto dell’azienda nei confronti della comunità e della ricerca. La forte adesione interna ha evidenziato un senso di responsabilità condiviso e un’identità aziendale capace di tradursi in azioni concrete. Correre insieme, in contemporanea con migliaia di persone nel mondo, ha rappresentato non solo un’esperienza sportiva, ma anche un momento di coesione e consapevolezza, con Despar Nord che ha contribuito
alla causa con una donazione di oltre 50.000 euro destinata alla ricerca scientifica.
All’evento ha partecipato anche una rappresentanza dei pazienti del Dipartimento di Neurochirurgia
3 domande a… Massimo Salviato, Amministratore Delegato di Despar Nord
1. Alla Wings for Life World Run vi siete presentati come uno dei team più numerosi sia a livello nazionale che mondiale : come nasce questa forte adesione interna e che significato ha per l’azienda diventare una “squadra della solidarietà”?
Anche quest’anno abbiamo scelto con entusiasmo di rinnovare questo impegno, coinvolgendo ancora una volta le nostre quasi 10.000 persone e sostenendo interamente il costo della loro iscrizione. La straordinaria adesione dei nostri collaboratori e delle nostre collaboratrici è il segno concreto del forte senso di responsabilità, appartenenza e comunità che ci unisce. Correre o camminare insieme, in contemporanea con il resto del mondo, per chi non può farlo, rappresenta per noi molto più di una partecipazione sportiva: è un gesto semplice, ma dal significato
profondo, che ci rende una vera squadra della solidarietà.
2. In che modo iniziative come questa contribuiscono a rafforzare il senso di appartenenza in Despar Nord?
In Despar Nord crediamo che il benessere delle persone e lo spirito di squadra siano elementi fondamentali del nostro modo di fare impresa. Iniziative come la Wings for Life World Run ci permettono di trasformare questi valori in un’esperienza concreta e condivisa, creando occasioni autentiche di incontro, conoscenza e relazione tra migliaia di colleghi e colleghe provenienti da territori diversi. Ritrovarsi insieme per una causa così importante rafforza il senso di appartenenza e ci ricorda che, anche attraverso piccoli gesti, possiamo contribuire a qualcosa di più grande. Sono momenti che consolidano il legame tra le persone e danno ancora più valore al
Spinale dell’Ospedale Civile Maggiore di Borgo Trento, a testimonianza del legame tra la manifestazione e la ricerca medico-scientifica. La particolarità della corsa è il suo format: non esiste un tra-
guardo fisso, ma una “Catcher Car” virtuale che parte trenta minuti dopo il via e raggiunge progressivamente i partecipanti, segnando la conclusione della prova per ciascuno.
concetto di squadra.
3. Come si lega questa partecipazione ai valori e all’impegno CSR di Despar Nord?
La partecipazione alla Wings for Life World Run rappresenta in modo autentico il nostro approccio alla responsabilità sociale. Con i nostri progetti CSR vogliamo essere concretamente vicini alle comunità dei territori in cui operiamo, generando valore non solo economico, ma anche sociale. Questa iniziativa ci consente di sostenere la ricerca scientifica e, allo stesso tempo, di coinvolgere attivamente le nostre persone in un’esperienza che traduce in azione valori come partecipazione, collaborazione, inclusione e solidarietà. Per noi fare impresa significa anche questo: mettere al centro le persone, promuovere il loro benessere e contribuire, insieme, a costruire un impatto positivo e duraturo sulle comunità.
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Nel bambino la psoriasi non è soltanto una malattia della pelle. È una patologia infiammatoria cronica che può incidere profondamente sulla crescita, sul benessere psicologico e sulla qualità della vita quotidiana. Proprio da questa consapevolezza nasce l’approccio adottato all’Azienda Ospedale-Università di Padova, dove la presa in carico dei piccoli pazienti si fonda su diagnosi precoce, terapie mirate e un lavoro di squadra tra specialisti. Nel video divulgativo realizzato dalla struttura di Dermatologia Pediatrica, la professoressa Anna Belloni Fortina spiega come la psoriasi infantile presenti caratteristiche diverse rispetto a quella dell’adulto. Le manifestazioni cutanee possono essere meno tipiche, con lesioni talvolta più sottili, meno desquamanti e distribuite in aree differenti del corpo. Questo rende la diagnosi più complessa e richiede competenze specifiche per evitare ritardi nell’individuazione della malattia. Proprio la diagnosi precoce rappresenta uno degli elementi chiave. Intervenire tempestivamente permette non solo di controllare i sintomi, ma anche di ridurre il rischio di evoluzione verso forme più severe o di sviluppare patologie associate. La psoriasi, infatti, non è una condizione isolata: può essere collegata ad altre problematiche, anche sistemiche, che richiedono un monitoraggio attento nel tempo. Accanto agli aspetti clinici, emerge con forza il tema dell’impatto psicologico. Prurito, arrossamenti e lesioni visibili possono generare disagio, influenzare l’autostima e creare difficoltà nei rapporti con i coetanei. Nei bambini e negli adolescenti questo peso può tradursi in isolamento, insicurezza e sofferenza emotiva. Per questo la presa in carico non può limitarsi alla terapia dermatologica, ma deve includere una visione globale del paziente. È qui che entra in gioco l’approccio multidisciplinare adottato a Padova. Dermatologi, pe-
Psoriasi nei bambini a Padova: diagnosi precoce e cure su misura
diatri, ma anche altri specialisti collaborano per costruire percorsi personalizzati, in grado di rispondere alle diverse esigenze dei pazienti. L’obiettivo è offrire un’assistenza completa, che tenga insieme cura della malattia, prevenzione delle complicanze e attenzione alla qualità della vita. Sul fronte terapeutico, negli ultimi anni si sono registrati importanti progressi. Accanto ai trattamenti topici e sistemici tradizionali, oggi sono disponibili terapie innovative, inclusi farmaci biologici, che consentono di intervenire in modo mirato sui meccanismi dell’infiammazione. Questo permette di ottenere risultati più efficaci e duraturi, con un miglior controllo della malattia anche nei casi più complessi. La scelta del trattamento viene sempre calibrata sul singolo paziente, tenendo conto dell’età, della gravità della patologia e dell’impatto sulla vita quotidiana. L’obiettivo non è solo la remissione delle lesioni cutanee, ma anche la riduzione dei sintomi e il miglioramento del benessere complessivo del bambino. Un ruolo fondamentale è svolto anche dalla famiglia. Genitori informati e coinvolti diventano parte integrante del percorso di cura: saper riconoscere i segnali della malattia, seguire correttamente le terapie e mantenere un dialogo costante con i medici contribuisce in modo decisivo al successo del trattamento. L’educazione terapeutica diventa quindi uno strumento essenziale per affrontare la patologia nel lungo periodo. Il messaggio che arriva dalla Dermatologia Pediatrica padovana è chiaro: la psoriasi nei bambini si può gestire in modo efficace, ma è necessario un approccio integrato, precoce e personalizzato. Non basta intervenire sulla pelle, bisogna prendersi cura del bambino nella sua interezza, accompagnandolo in un percorso che unisce competenza clinica, innovazione terapeutica e attenzione alla dimensione umana.
Paola Bigon
Padova Sud, impiantate lenti telescopiche intraoculari per pazienti ipovedenti
Importante traguardo per l’Oculistica degli Ospedali Riuniti Padova Sud: due pazienti ipovedenti, affetti da maculopatia avanzata, hanno ricevuto con successo l’impianto di lenti telescopiche intraoculari con sistema galileiano, una procedura altamente specializzata che consente di migliorare la visione centrale attraverso un ingrandimento selettivo dell’immagine su aree retiniche ancora funzionanti.
“Si tratta di un intervento complesso, già sperimentato lo scorso anno, disponibile in pochi centri a livello regionale”, spiega il dr. Giuseppe Lo Giudice, direttore dell’UOC Oculistica, che ha effettuato gli impianti. “Nei pazienti selezionati correttamente, può comportare un significativo miglioramento della qualità della vita, ma è fondamentale avere aspettative realistiche”.
L’accesso alla procedura è limitato a pazienti con maculopatia avanzata stabile e aree retiniche periferiche funzionanti, mentre sono esclusi coloro con precedenti interventi di cataratta, patologie retiniche diffuse o altre condizioni oculari che compro-
mettano la visione. Parte integrante del percorso è una riabilitazione visiva strutturata, indispensabile per il successo dell’intervento.
L’introduzione della chirurgia telescopica si inserisce in un contesto di crescente specializzazione e attività dell’UOC di Schiavonia: dal 2022 al 2026 gli interventi di cataratta sono passati da circa 2.300 a oltre 4.100 annui (+60%), mentre la chirurgia vitreoretinica è cresciuta da 50 a oltre 350 interventi (+400%). Le procedure complesse, tra cui retina, glaucoma e cornea, hanno registrato un aumento superiore a sette volte.
“Il dato significativo non è solo la quantità di interventi, ma la complessità dei casi trattati e la capacità di offrire prestazioni altamente specialistiche”, conclude il dr. Lo Giudice. L’impianto di lenti telescopiche rappresenta un ulteriore passo avanti per la gestione di pazienti con grave compromissione visiva, contribuendo al consolidamento del centro come punto di riferimento regionale per la chirurgia oculare avanzata.
Redazione Salute
Padova, impiantato il catetere più sottile al mondo: svolta contro le aritmie
Un passo avanti concreto nella prevenzione della morte cardiaca improvvisa arriva da Padova, dove l’Azienda Ospedale-Università ha impiantato con successo il più sottile elettrocatetere da defibrillazione transvenoso oggi disponibile. Un dispositivo di ultima generazione, utilizzato in pochissimi centri al mondo, con un diametro di appena 1,5 millimetri, capace di aprire nuove prospettive
nella gestione delle aritmie più pericolose.
Per capire la portata dell’innovazione, è utile chiarire cos’è un elettrocatetere da defibrillazione transvenoso. Si tratta di un sottile filo conduttore collegato a un defibrillatore cardiaco impiantabile (ICD), inserito attraverso una vena fino al cuore, dove viene posizionato generalmente nel ventricolo destro. Il suo compito è duplice: da
un lato monitora continuamente il ritmo cardiaco, dall’altro interviene quando necessario, trasmettendo impulsi o scariche elettriche per interrompere aritmie potenzialmente letali.
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In questo contesto, la riduzione delle dimensioni rappresenta un elemento decisivo. I cateteri tradizionali, più grandi, possono infatti aumentare il rischio di complicanze legate al sistema venoso o alle strutture cardiache. Il nuovo dispositivo, grazie al diametro ultraridotto e a una struttura progettata per garantire resistenza e durata nel tempo, consente un approccio meno invasivo e più sicuro, soprattutto nei pazienti giovani o con vasi di piccolo calibro. L’intervento eseguito a Padova si inserisce in un percorso di innovazione che punta a rendere sempre più personalizzati i trattamenti cardiologici. La possibilità di utilizzare
elettrocateteri più sottili e affidabili riduce infatti il rischio di complicanze e la necessità di reinterventi, migliorando la qualità della vita dei pazienti e ampliando le indicazioni anche a categorie finora più difficili da trattare, come i pazienti pediatrici.
Si tratta di un risultato che conferma il ruolo della sanità veneta e
dell’ospedale padovano tra i centri di riferimento a livello nazionale e internazionale nella cardiologia interventistica. Un traguardo che non è solo tecnologico, ma clinico: perché ogni millimetro in meno può tradursi in maggiore sicurezza, meno invasività e più possibilità di cura.
Cittadella, operata a 88 anni: nove ore in sala e torna a casa
A88 anni affrontare un intervento maggiore al fegato per un tumore delle vie biliari è una sfida che fino a pochi anni fa sarebbe stata considerata proibitiva. Oggi, invece, grazie all’evoluzione della chirurgia e a un approccio sempre più personalizzato, anche casi ad altissima complessità possono trovare una risposta. È quanto accaduto all’ospedale di Cittadella, dove Rosa – nome di fantasia – è stata sottoposta a un intervento durato nove ore ed è tornata a casa dopo venti giorni di ricovero. Tutto inizia con un segnale evidente: l’ittero. Prima gli occhi, poi la pelle che si colora di giallo. Il figlio, medico, la accompagna in ospedale. Gli accertamenti rivelano un tumore delle vie biliari già avanzato, con una parte importante del fegato compromessa. Una diagnosi difficile, resa ancora più delicata dall’età della paziente. Eppure Rosa è lucida, determinata, pronta a capire e a scegliere.
Il caso viene valutato da un’équipe multidisciplinare che coinvolge chirurghi, radiologi e anestesisti. Il primo passo è preparatorio: viene posizionato un drenaggio biliare per ridurre l’ittero e consentire al fegato sano di recuperare funzionalità. Una fase delicata, che si rivela decisiva. Solo dopo questo passaggio si apre la possibilità dell’intervento.
La scelta non è scontata. L’età, i rischi, la complessità tecnica impongono valutazioni approfondite. Alla fine si decide di procedere con un’epatectomia destra allargata al lobo caudato, con ricostruzione vascolare: un intervento altamente impegnativo, sia dal punto di vista chirurgico sia per l’impatto sull’organismo. Secondo il direttore della Chirurgia, si tratta di un caso di elevata complessità, raro anche nella letteratura scientifica per pazienti di questa età. Tuttavia, l’evo-
luzione della medicina consente oggi di superare limiti che un tempo erano considerati invalicabili, a condizione che ogni passaggio sia attentamente pianificato: dalla tempistica alla tecnica, dalla gestione anestesiologica alla riabilitazione precoce.
Il decorso post-operatorio conferma la bontà del percorso. Rosa recupera progressivamente e, dopo venti giorni, viene dimessa. Prima di lasciare l’ospedale, si rivolge al personale con parole semplici ma significative: per lei, in quel periodo, i medici e gli operatori sono stati una famiglia.
Una storia che racconta non solo un successo clinico, ma anche il cambiamento della chirurgia di fronte a una popolazione che invecchia e chiede risposte sempre più avanzate, senza rinunciare alla qualità della cura e alla dignità della persona.
Paola Bigon
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