Trasporto pubblico e biglietto unico, l’assessore Ruzza traccia il percorso
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Il Veneto sta attraversando una stagione di pragmatismo politico che sembra voler mandare in so itta decenni di veti incrociati e dossier impolverati. Se fino a poco tempo fa parlare di gestione autonoma delle autostrade o del completamento della Valdastico Nord appariva come un esercizio di retorica elettorale destinato a scontrarsi con il muro della burocrazia romana o delle resistenze locali, oggi lo scenario è radicalmente mutato. Il cambio di passo impresso da Alberto Stefani, in stretta sinergia con il Ministero delle Infrastrutture guidato da Matteo Salvini, ha trasformato queste “eterne incompiute” in obiettivi a portata di mano, delineando un modello di governance territoriale che fa della concretezza la sua cifra distintiva. Il caso della holding autostradale regionale è emblematico. Per anni il controllo delle tratte strategiche, a partire dalla BresciaPadova, è rimasto sospeso in un limbo di concessioni in scadenza e rimpalli normativi. Lo sblocco arrivato negli ultimi giorni rappresenta una discontinuità netta rispetto al passato: l’idea di una società “in house” controllata dalla Regione non è più un’ipotesi di scuola, ma un progetto operativo che ha incassato il via libera politico di via Nomentana.
PARADOSSO VENETO, TRA LAVORO POVERO E VERTENZE APERTE
SHOCK DEL 2020
LA RIPRESA È STATA COSTANTE
LE
prenotazioni.uilveneto.it
GENERAZIONE VENETO, OLTRE I MITI DEL LAVORO
l mercato del lavoro veneto di questa prima parte del 2026 ci consegna una fotografia in chiaroscuro. Se da un lato la dinamica delle assunzioni resta in terreno positivo non possiamo ignorare il segnale di un rallentamento: il bilancio del primo bimestre (+7.200 unità) è sensibilmente inferiore a quello dell’anno precedente. Siamo di fronte a una fase di “mantenimento della base occupazionale” , dove la crescita è frenata da un’intensificazione delle cessazioni, in particolare per i contratti a termine.
NUOVO INGRESSO IN GIUNTA A CITTADELLA: PEROZZO PRENDE IL POSTO DI GEREMIA
Nuova governance all’Uls 6 e Azienda Ospedale: Fortuna sceglie i direttori segue a pag. 3
Dalla Valdastico alla Holding
servizi alle pag. 4 - 5 servizio a pag.
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per evitare che controllati, attraverso botteghe dell’usato sul
Presso i Centri del riuso saranno presenti operatori formati la commerciabilità e le possibilità di riutilizzo dei
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PREMIATA LA GIOVANE IMPRENDITRICE LAURA SARTORE
C’è anche un’eccellenza padovana tra le protagoniste del Premio Impresa Ambiente, il più prestigioso riconoscimento nazionale dedicato all’innovazione sostenibile, assegnato nella cornice del Teatro La Fenice. Tra le 113 candidature provenienti da 17 regioni italiane, a distinguersi è stata Ecoprogetti Srl, azienda con sede a Carmignano di Brenta, guidata dalla giovane Ceo Laura Sartore. Alla manager, under 40, è stato conferito il riconoscimento speciale “Giovane Imprenditrice”, consegnato dal presidente della Camera di Commercio di Padova, Antonio Santocono. Un premio che valorizza non solo il talento imprenditoriale, ma anche una visione concreta di economia circolare applicata a uno dei temi più urgenti dei prossimi anni: lo smaltimento dei pannelli fotovoltaici a fine vita. L’azienda ha infatti messo a punto una tecnologia capace di recuperare oltre il 90% dei materiali contenuti nei moduli, a rontando una sfida destinata a crescere con l’aumento esponenziale degli impianti installati nei primi anni Duemila. Il cuore dell’innovazione risiede in un processo interamente meccanico che consente la rimozione totale e controllata del vetro, componente principale dei pannelli. Una soluzione che elimina il ricorso a reagenti chimici e trattamenti termici ad alta temperatura, riducendo drasticamente l’impatto ambientale: niente reflui industriali, emissioni minime e produzione contenuta di polveri. Anche i consumi energetici inferiori del 20-30% rispetto alle tecnologie tradizionali, mentre le frazioni non recuperabili restano al di sotto del 10% in peso del modulo trattato. Il sistema, modulare e scalabile, è in grado di adattarsi a pannelli di diverse dimensioni e tecnologie, consentendo il recupero e la valorizzazione di materie prime seconde come vetro, alluminio, rame, silicio e polimeri. Un approccio che trasforma il costo dello smaltimento in una potenziale fonte di ricavi. Nelle motivazioni, la giuria presieduta da Marco Frey ha sottolineato come il progetto si inserisca in un ambito considerato prioritario dalla Commissione europea, evidenziando l’e icacia della tecnologia nel ridurre la contaminazione dei materiali e massimizzarne il recupero.
Riconoscimento a Ecoprogetti per tecnologia green sul riciclo dei pannelli fotovoltaici
GENERAZIONE VENETO, OLTRE I MITI DEL LAVORO
In questo scenario, dominato da incertezza economica e di icoltà nel reperimento di manodopera in un contesto demografico sfavorevole, emerge con forza la questione giovanile. La ricerca Iusve-Veneto Lavoro presentata agli inizi di aprile ci svela un mondo che sfida i luoghi comuni. I nostri giovani non sono spettatori passivi: quasi uno su due (47,5%) è pronto a cercare un nuovo lavoro se quello attuale compromette il proprio benessere, anche a costo dell’instabilità. Non è un segnale di fragilità, ma di una maturata proattività e di una nuova scala di valori. Tuttavia, i punti di debolezza restano nodi strutturali che non possiamo più eludere.
La “questione salariale” è la preoccupazione principale per il 65% degli intervistati, seguita dalla precarietà contrattuale (29,4%). I dati confermano che l’ingresso nel mercato avviene ancora prevalentemente con contratti a termine, spesso nel settore dei servizi e del turismo, e con un ricorso frequente al part-time (quasi uno su tre). È un paradosso: chiediamo competenze e “consapevolezza delle proprie
capacità”, ma o riamo percorsi che faticano a garantire quella stabilità (richiesta dal 51,1% dei giovani) necessaria per costruire un futuro.
Eppure, tra le pieghe di questi dati, si scorgono segnali che fanno ben sperare. C’è una rinnovata voglia di “squadra”: il 67,5% dei giovani desidera collaborare e aiutarsi tra colleghi, ripudiando la competizione esasperata. Questa spinta alla cooperazione e al dialogo costruttivo con le figure senior è un patrimonio sociale immenso.
Il Veneto del 2026 si trova a un bivio: per trasformare il “rallentamento” in una nuova opportunità occorre rispondere con politiche coraggiose alla domanda di reddito e stabilità dei giovani. Investire su di loro non è solo un atto di giustizia, ma l’unica strategia per garantire la tenuta di un sistema produttivo che, pur tra mille fatiche, continua a generare valore. Infine non può essere ignorato il tema del “lavoro povero”, che investe giovani e meno giovani: il Veneto non ne è immune, anzi, so re di queste disparità evidenti che vanno sradicate.
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Segue da pag. 1
• Nicola Stievano
dell’Alta Padovana
specializzati ma faticano a trovarli
LAVORO NELL’ALTA PADOVANA: RESTA IL NODO DELLE COMPETENZE
Nel territorio dell’Alta Padovana – con Cittadella come baricentro insieme ai comuni limitrofi come Fontaniva e Carmignano di Brenta – i segnali sul fronte del lavoro restano complessivamente positivi, soprattutto se letti sul medio periodo. I dati sulla domanda di lavoro dipendente 2020-2024 riferiti al territorio mostrano infatti un mercato ancora “vivo”: 78.820 assunzioni complessive nel periodo, con un saldo occupazionale positivo di +5.525 e una crescita marcata dei rapporti a tempo indeterminato (+5.180). Il messaggio è chiaro: dopo le turbolenze del 2020, la dinamica occupazionale ha ripreso a salire in modo abbastanza costante fino a fine 2024, e la tenuta non è legata a un solo comparto. La variazione complessiva per settore evidenzia infatti un contributo rilevante di industria e servizi, mentre l’agricoltura pesa molto meno nella variazione totale. Per un’area che vive di manifattura di usa, subfornitura, logistica e terziario collegato, è un’indicazione coerente: la domanda di lavoro continua a concentrarsi dove ci sono filiere e imprese strutturate, ma anche dove crescono i servizi alle persone e alle aziende.
Sul lato “termometro sociale”, i tassi di disoccupazione restituiscono un quadro in cui Padova
si colloca su valori contenuti: nel totale passa dal 2,6% (2024) al 2,3% (2025), sotto la media regionale (Veneto 3,0% nel 2024 e 3,5% nel 2025). Dentro questi numeri, però, emerge un elemento che si ripete: la disoccupazione femminile resta sistematicamente più alta di quella maschile (nel 2025, ad esempio, Padova: 3,9% donne contro 1,1% uomini). È una distanza che non riguarda solo l’occupazione “in sé”, ma chiama in causa conciliazione, disponibilità di servizi, qualità e orari dei lavori o erti.
Che cosa significa tutto questo per Cittadella e l’Alta Padovana? Da un lato, i dati raccontano un territorio che continua ad assumere e che, nel saldo, crea lavoro; dall’altro, indicano una sfida sempre più centrale: l’incontro tra domanda e o erta. In un contesto di industria e servizi che trainano, le imprese cercano profili tecnici, addetti specializzati, manutentori, conducenti, figure amministrative e commerciali con competenze digitali: ruoli che spesso faticano a essere coperti in tempi rapidi. Il rischio, per un’area in crescita, non è tanto la mancanza di opportunità, quanto la di icoltà di trovare persone con le competenze giuste e di trattenere i giovani. Il tema dei contratti aggiunge un ulteriore elemento
Maxi hub logistico a Cittadella
Un investimento da oltre 5 milioni di euro, 84 mila metri quadrati coperti e una capacità operativa tra le più rilevanti nel panorama nazionale: il gruppo Bracchi inaugura a Cittadella un nuovo hub destinato a ridisegnare la propria presenza nel Nordest. Il polo, undicesimo della rete aziendale, si sviluppa su un’area complessiva di 160 mila metri quadrati ed è progettato per rispondere alla crescente domanda di logistica avanzata. La struttura, multi-cliente e multisettoriale, punta in particolare su comparti ad alta dinamicità come fashion, cosmesi ed e-commerce, senza trascurare le filiere industriali. Tra i punti di forza, l’elevata capacità operativa: 82 baie di carico, doppio fronte
per la gestione dei flussi, oltre 100 parcheggi auto e 65 stalli per mezzi pesanti. L’altezza interna di 12 metri consente uno stoccaggio intensivo, mentre la configurazione flessibile permette di adattare gli spazi a diverse esigenze produttive. Determinante anche la collocazione geografica. Situato a breve distanza da Verona, Padova e Treviso, l’hub si inserisce lungo i corridoi europei Mediterraneo e Baltico-Adriatico, con collegamenti rapidi alla Superstrada Pedemontana Veneta. Una posizione che ra orza il ruolo del sito come snodo strategico per i tra ici tra Nord Italia ed Europa centrale. Non meno rilevante l’attenzione alla sostenibilità: il magazzino è dotato di copertura fotovoltaica e ha
di lettura. L’aumento del tempo indeterminato nel periodo 2020-2024 è un dato incoraggiante perché segnala una quota di stabilizzazione, ma non elimina la presenza di una componente fisiologica di rapporti a termine e stagionali, tipica di alcuni segmenti del terziario e della logistica. La partita vera, quindi, si gioca sulla qualità dell’occupazione: stabilità, formazione continua, sicurezza, prospettive di crescita. In sintesi, l’Alta Padovana si conferma un’area dove il lavoro c’è e la domanda regge, con
numeri che parlano di crescita e consolidamento. Ma il prossimo salto – per imprese e territorio –passerà soprattutto da due leve: formazione mirata (tecnica e professionalizzante) e politiche capaci di ridurre i divari, a partire da quello di genere. Perché la solidità di un mercato del lavoro non si misura solo in quante assunzioni fa, ma in quanto riesce a includere e a durare nel tempo.
• Elisa Bonino
ottenuto la certificazione Breeam Excellent, tra le più prestigiose a livello internazionale per la valutazione dell’impatto ambientale degli edifici. A regime, il nuovo hub impiegherà oltre 150 addetti tra personale operativo e amministrativo, contribuendo anche allo sviluppo occupazionale del territorio. “L’avvio dell’hub di Cittadella rappresenta un passaggio
chiave nella nostra crescita”, sottolinea l’amministratore delegato Umberto Ferretti. “Puntiamo su una piattaforma capace di coniugare e icienza, flessibilità e sostenibilità, ra orzando il nostro posizionamento nei principali corridoi europei”.
• (R.P.)
L’andamento delle assunzioni nel Cittadellese dal 2020 al 2024 (elaborazione Veneto Lavoro
Emergenza lavoro/2. L’inchiesta analizza chi assume davvero e con quali prospettive di stabilità
Fontaniva, lavoro a due velocità: tra fabbriche che assumono e contratti ancora precari
AFontaniva il mercato del lavoro nel 2026 è un mosaico vivo e dinamico, che riflette le caratteristiche tipiche di un polo produttivo veneto: una forte presenza di attività industriali e artigianali, o erte di impiego nei servizi e opportunità per profili con competenze amministrative e tecniche. Le o erte raccolte nelle principali piattaforme di ricerca lavoro mostrano come, pur in un contesto non metropolitano, ci sia un’ampia richiesta di professionalità diverse, dai ruoli operativi a quelli di supporto alla gestione aziendale. Gran parte delle opportunità si concentra nel settore produttivo e logistico, con annunci rivolti ad operatori di produzione, addetti al magazzino, impianti di confezionamento e macchinari, spesso con contratti iniziali a termine o in somministrazione ma con scopo di assunzione. Per esempio, si cercano operai addetti alla linea di produzione con esperienza tecnica di base, disponibili anche su turni e capaci di operare macchine o linee automatiche. Un aspetto significativo è la richiesta di addetti alla gestione di impianti di confezionamento per aziende alimentari locali, dove il ruolo richiede competenze nell’uso di carrelli elevatori, registrazione merci e capacità organizzative semplici ma fondamentali per il funzionamento quotidiano. Anche addetti all’imballaggio e al magazzino, con responsabilità dalla movimentazione delle merci alla preparazione degli ordini, rientrano tra le posizioni più ricercate. Accanto ai profili operativi, il mercato del lavoro a Fontaniva o re anche ruoli amministrativi e di supporto, ideali per
Rchi possiede competenze d’ufficio. Posizioni come impiegato back o ice part-time in aziende metalmeccaniche richiedono familiarità con la gestione documentale, l’organizzazione di trasporti e la comunicazione interna, o rendo un punto di ingresso per chi desidera lavorare in ambito amministrativo. Per coloro che hanno competenze specifiche tecniche o professionali, le opportunità non mancano: si possono trovare annunci per tecnici nello sviluppo dei processi, operatori con esperienza nel settore tessile o nella conduzione di macchine, oltre ad offerte più specialistiche su siti di ricerca lavoro dedicate a profili tecnici e industriali. Nel comparto servizi e vendita, le o erte includono anche posizioni per addetti alla vendita al dettaglio e assistenza clienti presso punti vendita locali, come nei centri commerciali, dove figure come sales assistant vengono integrate nei team di negozio con contratti part-time. Questa varietà di richieste mostra come Fontaniva non sia un mercato “monotematico”, ma
iparte la domanda ma la crescita non è uniforme. E soprattutto pone una domanda di fondo: quanto è solida questa ripresa? I dati di Veneto Lavoro fotografano un mercato dinamico nel quadriennio 2020–2024, ma con squilibri settoriali e territoriali che restano evidenti. Nel territorio analizzato si registrano 66.165 assunzioni complessive, con un saldo occupazionale positivo di +5.490 posti e un incremento di +5.590 contratti a tempo indeterminato. Numeri che, letti da soli, raccontano una fase espansiva. Ma il dettaglio mostra una crescita trainata soprattutto dall’industria. La variazione occupazionale per settore evidenzia uno sbilanciamento netto: l’industria registra l’aumento più consistente, seguita dai servizi, mentre l’agricoltura resta marginale. Una dinamica che conferma la vocazione produttiva del territorio, ma che segnala anche una fragilità del comparto terziario, ancora lontano da una piena stabilizzazione. Il grafico cumulato dell’occupazione
piuttosto un territorio in cui coesistono settori produttivi tradizionali, servizi al consumatore e ruoli di supporto amministrativo. Anche se molte posizioni sono o erte attraverso agenzie per il lavoro con contratti a termine o in somministrazione, c’è una chiara tendenza a trasformare queste opportunità in rapporti di lavoro più stabili, specialmente per chi dimostra competenze specifiche e motivazione alla crescita professionale. Per chi cerca occupazione a Fontaniva, il consiglio è di guardare alle o erte con mente aperta, tenendo conto che anche ruoli part-time o iniziali possono rappresentare un trampolino verso un percorso di carriera più consolidato. Poiché molte aziende preferiscono candidati con esperienza o formazione mirata, investire in competenze tecniche, capacità informatiche di base o conoscenze di logistica e produzione può fare la di erenza e aumentare le possibilità di successo nel mercato locale.
• Federico Franchin
Il mercato del lavoro di Fontaniva unisce produzione e servizi: richiesti operatori di linea, addetti al magazzino e figure amministrative, con possibilità di crescita per chi sviluppa competenze tecniche
mostra una crescita costante dopo il crollo del 2020, con una progressione che si ra orza nel biennio 2022–2024, fino a sfiorare i +6.000 posti. Un recupero che segue la fase post-pandemica, ma che oggi entra in una fase più complessa, legata all’incertezza economica e ai costi energetici. Sul fronte contrattuale, l’aumento dei rapporti stabili rappresenta uno degli elementi più significativi. Tuttavia, la distribuzione delle assunzioni evidenzia ancora una forte presenza di tempo determinato e somministrazione, con l’apprendistato che resta su livelli intermedi. In altre parole, la stabilizzazione cresce ma non domina: il mercato continua a reggersi su una quota rilevante di lavoro flessibile, segnale di prudenza da parte delle imprese.
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Politica. La nuova assessora raccoglie il testimone dopo l’uscita di Paola Geremia
ANTONIA PEROZZO ENTRA IN GIUNTA: A LEI CULTURA, SCUOLA E POLITICHE GIOVANILI
Dopo le dimissioni di Paola Geremia, il sindaco Luca Pierobon ha nominato la nuova assessora che entra a far parte della giunta comunale nell’ultimo anno di legislatura. Si tratta di Antonia Perozzo, 39 anni, a cui sono state a idate le deleghe a cultura, pubblica istruzione, politiche giovanili, biblioteca ed economato.
Perozzo arriva dal mondo dell’impresa. È socia di CTP Perozzo Impianti, azienda di Cittadella attiva nel settore degli impianti industriali e civili, e da alcuni anni è impegnata anche sul fronte associativo.
Dal 2021 fa parte di ConfapiD, il gruppo delle imprenditrici aderenti a Confapi Padova, di cui è anche componente del consiglio direttivo.
La sua nomina chiude il vuoto apertosi dopo l’uscita di Paola Geremia, che nelle scorse settimane aveva lasciato l’incarico con una lettera dai toni molto duri, segnando una frattura politica all’interno della maggioranza. Ora il sindaco ha scelto di a idare le deleghe a una figura esterna
ai tradizionali percorsi amministrativi, ma già inserita nel tessuto economico e relazionale del territorio.
La nuova assessora ha già indicato il metodo con cui intende a rontare l’incarico. “Ringrazio per la fiducia che mi è stata accordata, accolgo questo incarico con grande senso di responsabilità e con la volontà di mettermi al servizio della comunità di Cittadella – ha dichiarato la Perozzo -. Mi inserisco in un percorso già avviato con la volontà di ra orzarlo, portando il mio contributo in modo concreto. L’attenzione sarà rivolta a progetti che sappiano unire cultura, scuola e territorio, valorizzando le risorse e le realtà già presenti”.
Un passaggio centrale riguarda il mondo della scuola, uno degli ambiti più delicati tra quelli a idati alla nuova assessora.
“Per quanto riguarda la scuola, il mio obiettivo è sostenere e affiancare le istituzioni scolastiche, favorendo un dialogo costante e progettualità che mettano al centro i ragazzi e il loro futu-
ro – ha aggiunto -. Lavorerò in squadra, con spirito di collaborazione e ascolto, per costruire un percorso concreto e condiviso per Cittadella”.
Tra i temi che accompagneranno questo ultimo tratto di mandato ci saranno inevitabilmente anche le politiche giovanili, in una fase in cui il territorio dell’Alta Padovana si è trovato più volte a confrontarsi con episodi di disagio e tensione legati al mondo degli adolescenti. Non a caso, nella presentazione della nomina è stato richiamato anche il tema educativo, con particolare attenzione alle nuove generazioni. Sulla nomina sono arrivate anche le prime reazioni. Confapi Padova ha espresso soddisfazione per l’ingresso di Perozzo in giunta, sottolineandone il percorso professionale e associativo e rimarcando il valore del contributo che una figura proveniente dal mondo produttivo può portare anche all’interno delle istituzioni locali. Dal fronte della minoranza, il capogruppo
del Partito Democratico Parolin ha scelto una linea istituzionale: “Le auguriamo buon lavoro per questo ultimo anno di legislatura. Saremo sempre attenti e presenti come abbiamo fatto anche con l’ex assessore Geremia”. Una dichiarazione breve, ma che lascia intendere come l’opposizione continuerà a seguire con attenzione l’attività dell’amministrazione in questa fase finale del mandato.
La nomina di Antonia Perozzo restituisce
SUCCESSO IN BIBLIOTECA VILLA RINA PER “NATI PER LEGGERE”
Si è svolto martedì 14 aprile alla Biblioteca Villa Rina un nuovo appuntamento con “Nati per leggere”, il progetto dedicato alla promozione della lettura nella prima infanzia. L’iniziativa, proposta in avvicinamento alla Pasqua, ha coinvolto bambini e famiglie in un pomeriggio pensato per i più piccoli, tra letture ad alta voce, immagini, racconti e momenti di condivisione. L’incontro, intitolato “Storie di caccia alle uova”, era rivolto ai bambini dai 6 mesi ai 5 anni ed è stato organizzato in due turni, così da adattare meglio l’esperienza alle diverse fasce d’età e rendere più e icace la partecipazione dei piccoli lettori insieme ai
loro accompagnatori. Al centro del pomeriggio ci sono state storie dedicate alla primavera, ai coniglietti e all’atmosfera pasquale, in un contesto semplice ma molto curato, pensato per avvicinare i bambini al libro fin dai primi mesi di vita. Accanto alle letture, i partecipanti hanno potuto prendere parte anche a un momento di “sfoglia-libro”, con albi illustrati e libri cartonati proposti nell’ambito del progetto nazionale Nati per leggere, da anni punto di riferimento per la di usione della lettura condivisa in età prescolare. Un’esperienza che punta non solo a stimolare la curiosità dei bambini, ma anche a ra orzare il rapporto tra
adulti e piccoli attraverso il racconto, l’ascolto e il tempo trascorso insieme. L’appuntamento ha confermato ancora una volta il ruolo della Biblioteca Villa Rina come spazio culturale ed educativo aperto alla città, capace di proporre iniziative rivolte non solo agli utenti abituali, ma anche alle famiglie con bambini in età molto precoce. Un’attività che si inserisce nel più ampio calendario di proposte dedicate all’infanzia e che continua a fare della biblioteca un presidio vivo di crescita, incontro e comunità.
• (E.B.)
dunque piena operatività a deleghe importanti per la vita della città. Cultura, scuola e giovani saranno ora il banco di prova della nuova assessora, chiamata a inserirsi rapidamente nell’azione amministrativa e a dare continuità a un settore centrale per il presente e il futuro di Cittadella.
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Amministrative 24 - 25 Maggio 2026
ricorda ai soggetti interessati la propria disponibilità ad ospitare per le Elezioni amministrative del 24-25 Maggio 2026 messaggi politici elettorali e inserti pubblicitari allegati al giornale. (In ottemperanza alla legge 28 del 22 Febbraio 2000).
• Elisa Bonino
Dall’11 al 17 Maggio 2026, la Biblioteca Comunale di Villa Rina torna ad ospitare la terza edizione del Festival del Libro, in collaborazione con le librerie di Cittadella. La prima parte della settimana sarà riservata agli studenti degli Istituti scolastici di Cittadella con un ricco palinsesto di appuntamenti dedicati.
Da venerdì 15 a domenica 17 Maggio invece, il Festival si apre ad un pubblico trasversale, coinvolgendo famiglie con bambini, esperti del settore educativo e studenti, attraverso laboratori creativi, letture animate e incontri con Autori di rilievo.
L’evento clou che inaugurerà il fine settimana è fissato per le ore 21:00 di venerdì 15 maggio a Villa Rina. Il noto psicoterapeuta e scrittore Alberto Pellai, uno dei maggiori esperti italiani di educazione e adolescenza, condurrà l’incontro “Esci da quella stanza”, affrontando il tema attualissimo delle sfide educative necessarie per riportare i ragazzi verso una vita relazionale reale.
Sabato 16 maggio sarà invece interamente dedicato all’immaginario e alle emozioni. Spicca la partecipazione di Nicoletta Costa, una delle illustratrici e autrici per l’infanzia più amate in Italia, che curerà due sessioni del laboratorio “Il mondo di Nic” per la fascia 3/6 anni, seguita nel pomeriggio dalla sfida creativa tra dinosauri e unicorni proposta dall’autore Valen-
Comune di Cittadella
Città della lettura: III Festival del libro per bambini, ragazze e famiglie
tino Villanova per i ragazzi dai 7 agli 11 anni.
Il programma di sabato riserva attenzione anche alla fascia da 1 a 3 anni con le letture ad alta voce a cura del Circolo LaAv di Cittadella, il “bibliorelax” e balli medievali. A chiudere la giornata sarà la professoressa Daniela Raccanello, che approfondirà le strategie utili a sostenere bambini e adolescenti nella gestione delle emozioni quotidiane.
La mattina di domenica 17 maggio si aprirà con un confronto intergenerazionale guidato dall’autrice Annalisa Strada: il laboratorio “Perché non mi rispondi?” stimolerà un dialogo diretto tra genitori e figli dai 9 anni in su. La giornata di domenica proseguirà con sessioni di balli rinascimentali, “biblio-relax” e letture per i più piccoli.Nel pomeriggio, l’artista Richolly Rosazza accompagnerà i bambini alla scoperta de “La festa più bella”. Durante l’intera manifestazione, il benessere alimentare si unirà alla cultura grazie alle “Sane merende” di Coldiretti Padova nel giardino di Villa Rina.
Tutti gli eventi del Festival sono gratuiti, ma per alcuni laboratori a numero chiuso è necessaria la prenotazione. Il programma completo è consultabile tramite il QR-code presente sulla locandina.
Dall’11 al 17 M AGGIO 2026
III EDIZIONE DEL FESTIVAL DEL LIBRO PER BAMBINI, RAGAZZI E FAMIGLIE
Una settimana di libri, incontri e laboratori dedicata a tutti
Per il programma completo
Presso BIBLIOTECA COMUNALE
VILLA L RINA CITTA T DELLA L (PD) Via Riva del Grappa, 89 resso CITTADELLA ia
Sindaco Dott. Luca Pierobon
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Ambiente. Il comune è stato premiato a Roma con
CITTADELLA
due tartarughe
CITTADELLA PREMIATA PLASTIC FREE: BIS CON DUE TARTARUGHE
Cittadella si conferma tra i Comuni più attenti alle politiche ambientali e alla lotta contro l’inquinamento da plastica. Qualche settimana fa, a Roma, la città murata è stata premiata per il secondo anno consecutivo come “Comune Plastic Free 2026”, ottenendo il riconoscimento delle due tartarughe, simbolo con cui Plastic Free Onlus valuta l’impegno concreto delle amministrazioni locali sul fronte della sostenibilità, della riduzione dei rifiuti plastici e della sensibilizzazione ambientale.
Si tratta di un risultato che conferma un percorso già avviato negli anni scorsi e che continua a dare frutti anche sul piano nazionale. Nel 2026 sono stati 141 i Comuni italiani premiati, mentre il Veneto ha portato a casa dodici riconoscimenti complessivi: tra questi anche Cittadella, inserita nel gruppo delle amministrazioni che hanno ottenuto un livello più alto di virtuosità, espresso appunto dalle due tartarughe.
A ritirare il premio nella capitale sono stati il sindaco e Roberta Antonello, referente del gruppo Plastic Free Cittadella, realtà attiva sul territorio dal 2020 e impegnata nella promozione di giornate ecologiche, raccolte di rifiuti e progetti di sensibilizzazione rivolti in particolare ai più giovani e alle scuole. Anche nei primi mesi del 2026 il calendario cittadino ha visto diverse iniziative ambientali promosse in collaborazione con Plastic Free, tra appuntamenti di raccolta rifiuti e momenti pubblici dedicati alla tutela del territorio.
Il riconoscimento nazionale assume quindi un valore che va oltre la singola cerimonia e fotografa un lavoro costruito nel tempo, fatto di collaborazione tra amministrazione, volontari e cittadini. Non soltanto un premio simbolico, dunque, ma anche il segno di un’attenzione crescente verso i temi ambientali e verso la necessità di tradurre la sostenibilità in azioni concrete, visibili e continuative. A dare ulteriore peso al traguardo è anche il fatto che Cittadella sia ormai entrata stabilmente tra i Comuni segnalati da Plastic Free come realtà virtuose. Lo stesso Comune, nella presentazione della prossima Giornata ecologica, ricorda infatti che il riconoscimento “Comune Plastic Free” accompagna il percorso cittadino già dal 2023. Un elemento che oggi ra orza l’immagine di una comunità capace di tenere insieme sensibilizzazione, volontariato e attenzione agli spazi pubblici.
Il premio, naturalmente, non viene letto solo come un risultato dell’ente, ma come un riconoscimento condiviso dall’intera comunità. Da una parte il lavoro dei volontari di Plastic Free Cittadella, dall’altra i comportamenti quotidiani di tanti cittadini che contribuiscono a mantenere più pulito e più consapevole il territorio. Ed è proprio su questa alleanza tra istituzioni, associazioni e cittadinanza che Cittadella punta per consolidare anche nei prossimi anni il proprio impegno ambientale.
• Elisa Bonino
Rosa salva dalla sfida di un intervento al fegato
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spipadova@gmail.com oppure venirci a trovare nelle nostre sedi: Cittadella, Via Ca’ Nave, 103; dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.00 - dalle 15.00 alle 18.00 Carmignano di Brenta, Via Trieste, 31; lunedì e giovedì dalle 9.00 alle 12.00 San Martino di Lupari, Viale Europa,47; lunedì, martedì giovedì dalle 9.00 alle 12.00
uando la medicina incontra l’esperienza di vita, anche le sfide più complesse possono trasformarsi in storie di successo. È il caso di Rosa, 88 anni, che ha a rontato un intervento chirurgico straordinario per un tumore alle vie biliari che aveva compromesso gran parte del fegato. Un’operazione lunga nove ore, eseguita all’Ospedale di Cittadella, che fino a pochi anni fa sarebbe stata considerata quasi impossibile per una paziente della sua età. Determinante è stato l’approccio multidisciplinare: una preparazione meticolosa, una gestione attenta del rischio e un percorso di riabilitazione precoce. “Il limite dell’età è particolarmente complesso nelle neoplasie delle vie biliari”, spiega il direttore della Chirurgia, Alfonso Giovanni Recordare. “Non conta solo la tecnica, ma l’equilibrio tra intervento, anestesia e recupero”. La diagnosi è arrivata all’improvviso, dopo la comparsa di un evidente ittero. È stato il figlio, medico, a portarla subito in ospedale. Di fronte alla gravità della situazione, Rosa ha scelto la chiarezza: voleva sapere tutto. Prima dell’intervento definitivo, i chirurghi Mirko Lazzarin e Alberto Stellato hanno eseguito una procedura per drenare le vie biliari, permettendo al fegato di recuperare. Solo dopo questa fase si è deciso di procedere con una complessa epatectomia destra allargata con ricostruzione vascolare. Un intervento rischioso, ma a rontato con successo grazie al lavoro coordinato dell’équipe. Oggi Rosa è tornata a casa. “In questi 20 giorni siete stati la mia famiglia”, ha detto salutando il personale. Parole che raccontano non solo un risultato clinico, ma anche il valore umano della cura: perché, accanto alla competenza, è spesso la relazione a fare la di erenza
IL WELFARE DI PROSSIMITÀ PRENDE FORMA TRA SERVIZI E COMUNITÀ
Carmignano di Brenta sanità e sociale parlano sempre di più la stessa lingua: quella della prossimità. È una linea che si coglie con chiarezza mettendo insieme alcuni dei percorsi avviati o sostenuti in questi mesi sul territorio, dalla Casa della Comunità alle iniziative pubbliche dedicate al benessere, fino al corso di formazione sull’a ido familiare. Segnali diversi, ma tutti riconducibili a un’idea precisa di comunità: non limitarsi a rispondere ai bisogni, ma costruire una rete capace di prevenire, accompagnare e stare accanto alle persone. In questo quadro si inserisce la Casa della Comunità di Carmignano di Brenta, realtà, inaugurata nel 2025, che rappresenta uno dei punti più concreti del ra orzamento della sanità territoriale. La sua presenza sul territorio va infatti nella direzione di rendere i servizi più accessibili e più vicini ai cittadini, secondo un modello che punta a ridurre le distanze tra
strutture sanitarie e vita quotidiana. È un passaggio importante, soprattutto in una fase storica in cui cresce la domanda di punti di riferimento facilmente raggiungibili, capaci di o rire orientamento, presa in carico e continuità. Ma il concetto di salute, oggi, non si esaurisce dentro una struttura. Passa anche e soprattutto dalla prevenzione, dall’informazione e dalla possibilità di coinvolgere la cittadinanza in momenti di confronto. In questa direzione va il ciclo di serate “Bene stare per bene essere”, promosso per a rontare temi legati al benessere e alla qualità della vita. Un’iniziativa che allarga lo sguardo e richiama l’attenzione su un aspetto essenziale: la salute si tutela anche creando occasioni pubbliche di consapevolezza, dialogo e crescita collettiva.
Accanto al fronte sanitario, Carmignano continua poi a lavorare anche sul versante sociale e familiare. Il corso
sull’a ido familiare, articolato in più incontri tra marzo e aprile, rappresenta un altro tassello significativo. Non si tratta soltanto di un momento informativo, ma di un invito rivolto al territorio a interrogarsi sul valore dell’accoglienza e della solidarietà. Parlare di a ido significa infatti a ron-
tare da vicino il tema della fragilità minorile e del sostegno ai nuclei in difficoltà, ma anche valorizzare il ruolo di una comunità che sceglie di non voltarsi dall’altra parte. Messe insieme, queste iniziative raccontano una direzione chiara. Carmignano di Brenta sta investendo su un welfare di prossimità che tiene insieme servizi, prevenzione e attenzione alle relazioni. Ed è proprio in questa capacità di fare rete tra sanità, sociale e cittadinanza che si misura oggi la forza di un territorio.
• Elisa Bonino
Il Comune di Carmignano di Brenta si prepara ad andare al voto nelle giornate di domenica 24 e lunedì 25 maggio. Al momento della chiusura del nostro giornale, infatti, non risultano u icializzate candidature alla carica di sindaco né presentate liste definitive, rendendo il quadro amministrativo ancora in fase di definizione. La situazione sta alimentando attesa e curiosità tra i cittadini. Sul piano amministrativo, si chiude un ciclo legato alla precedente consiliatura guidata dall’ex sindaco Eric Pasqualon, ad oggi consigliere regionale. Il suo operato ha
segnato una fase della vita politica locale che ora si avvia alla naturale transizione verso il nuovo assetto istituzionale che scaturirà dal voto. Solo nei prossimi giorni sarà possibile comprendere quali saranno i protagonisti della competizione e quali proposte guideranno il confronto con gli elettori. S abato 25 aprile sarà il termine ultimo per la presentazione delle liste e delle candidature in Municipio, quindi la campagna elettorale entrerà subito nel vivo.
• (R.P.)
Cultura. Conclusi i lavori
LA BIBLIOTECA INVESTE SU SPAZI E GIOVANI LETTORI
ACarmignano di Brenta la biblioteca comunale si ra orza come uno dei punti di riferimento della vita culturale del territorio. Da un lato si sono conclusi i lavori di riqualificazione esterna dell’edificio, dall’altro prosegue il percorso di avvicinamento dei più giovani ai servizi bibliotecari attraverso un progetto dedicato alla scuola secondaria. Due interventi diversi, ma uniti da una stessa visione: rendere la biblioteca sempre più accessibile, accogliente e centrale nella quotidianità della comunità.
La sistemazione esterna della struttura rappresenta un segnale concreto di attenzione verso un luogo che negli anni ha mantenuto un ruolo importante non solo per la consultazione e il prestito dei libri, ma anche come spazio di incontro, crescita e partecipazione. L’intervento, comunicato dal Comune attraverso i propri canali ufficiali, si inserisce in una più ampia valorizzazione dei servizi culturali locali e contribuisce a migliorare il decoro e la fruibilità di uno degli spazi pubblici più frequentati del
paese. Dal post istituzionale emerge anche l’investimento sostenuto per l’opera, pari a 18.690,40 euro. Accanto alla cura degli spazi c’è poi il lavoro sul contenuto, forse ancora più strategico. Il progetto promosso con la scuola secondaria punta infatti a far conoscere la biblioteca agli studenti non come semplice luogo di conservazione dei libri, ma come ambiente vivo, utile allo studio, alla ricerca e alla formazione personale. L’iniziativa, pubblicata sul sito istituzionale del Comune, va nella direzione di costruire un rapporto più diretto tra ragazzi e lettura, o rendo loro strumenti per orientarsi tra servizi, opportunità e proposte culturali. In un tempo in cui la sfida educativa passa anche dalla capacità di creare luoghi di comunità riconoscibili e frequentati, il ra orzamento della biblioteca assume un valore che va oltre il singolo intervento. Curare la sede, promuovere attività con le scuole e investire nella relazione con i giovani significa infatti consolidare un presidio pubblico capace di generare appartenenza, conoscenza
e partecipazione. La biblioteca di Carmignano, in questa prospettiva, non è soltanto un servizio comunale, ma uno spazio da abitare. Ed è proprio da qui che passa una parte importante della crescita culturale di una comunità.
• Elisa Bonino
“Veneto for Life”, torna la corsa solidale da 300 km
Èstata presentata a Venezia la quarta edizione di “Veneto for Life – 300 km per la vita
– Giro del Veneto in un giorno”, manifestazione benefica in programma sabato 2 maggio che unirà sport, solidarietà e territorio in un unico grande evento. L’iniziativa, illustrata nella sede del Consiglio regionale a palazzo Ferro Fini, coinvolgerà per la prima volta tutte e sette le province venete lungo un percorso di 300 chilometri. Il ricavato sarà devoluto allo Istituto Oncologico Veneto (IOV) di Padova per sostenere la ricerca contro i tumori. A sottolineare il valore dell’evento è stato il capogruppo regionale dell’Unione di Centro, Eric Pasqualon, che ha evidenziato come la manifestazione rappresenti molto
più di una semplice sfida sportiva: un cammino collettivo capace di unire comunità diverse e trasmettere vicinanza a chi a ronta la malattia. “Le istituzioni – devono a iancare queste iniziative, camminando insieme verso obiettivi comuni e mettendo al centro la persona”. Lo stesso Pasqualon ha annunciato la sua partecipazione negli ultimi chilometri del percorso. L’evento vedrà inoltre la partecipazione di numerosi gruppi podistici e la presenza simbolica dell’atleta paralimpico Giovanni Zaramella, ospite d’onore, a testimonianza di un progetto che continua a crescere all’insegna della solidarietà e della speranza.
• (R.P.)
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Sta andando a mille lo Sportello Legale gratuito del cittadino attivato a Fontaniva, entrato u icialmente in funzione lunedì 7 luglio presso il Municipio. Un servizio che, in poche settimane, ha già registrato una risposta importante da parte della popolazione, confermando quanto fosse sentita l’esigenza di un punto di riferimento accessibile per l’orientamento giuridico. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra l’Ordine degli Avvocati di Padova e i Comuni di Fontaniva, Carmignano di Brenta, Grantorto, San Pietro in Gu e Gazzo, con l’obiettivo di o rire consulenze gratuite su temi spesso complessi e delicati. Dalle questioni familiari alle successioni, dalle locazioni ai risarcimenti, fino ai rapporti di vicinato e all’accesso al patrocinio gratuito: lo sportello si sta rivelando uno strumento concreto e sempre più utilizzato. Ogni mese sono due gli avvocati coinvolti, iscritti all’Albo, che mettono a disposizione competenze e professionalità garantendo al tempo stesso la massima riservatezza. Un servizio pensato in particolare per le fasce più fragili della popolazione, ma che si sta dimostrando trasversale, capace di intercettare bisogni di usi e di o rire un primo orientamento utile per a rontare situazioni spesso complesse. A sottolineare l’importanza del progetto è il sindaco Alberto Trento: “Lo Sportello Legale sta andando davvero a mille, segno che abbiamo colto un bisogno reale della nostra comunità. In tanti cittadini si sono già rivolti al servizio per avere un primo orientamento su situazioni complicate. Questo significa rendere il Comune sempre più vicino alle persone”. “Abbiamo voluto fortemente questa iniziativa, aggiunge il primo cittadino, perché crediamo che l’accesso alla giustizia debba essere garantito a tutti, senza barriere. Grazie alla collaborazione con l’Ordine degli Avvocati
e con gli altri Comuni coinvolti siamo riusciti a costruire un servizio concreto, semplice e soprattutto utile”. Il progetto, previsto dalla normativa nazionale e promosso dal Consiglio Nazionale Forense, rappresenta oggi il secondo esempio in provincia di Padova dopo quello attivo nella Federazione del Camposampierese. Un risultato che conferma la capacità del territorio di fare rete, trasformando i bisogni dei cittadini in risposte e icaci, immediate e sempre più vicine alla comunità.
• Federico Franchin
Approvata la delibera sull’origine dei prodotti
Il Consiglio comunale di Fontaniva ha approvato una delibera a sostegno dell’iniziativa promossa da Coldiretti Padova per rivedere le regole sull’origine dei prodotti agroalimentari. Un passaggio politico significativo, che punta a fare maggiore chiarezza su ciò che arriva sulle tavole dei cittadini. Oggi, infatti, la normativa europea consente di definire “italiano” un prodotto anche solo per l’ultima trasformazione avvenuta nel nostro Paese, anche se le materie prime provengono dall’estero. Una situazione che può generare confusione e penalizzare le produzioni realmente nazionali.
A presentare il provvedimento è stato il vicesindaco Davide Cerchiaro: “Questa delibera nasce dall’esigenza di tutelare il patrimonio agroalimentare italiano e garantire ai consumatori informazioni più chiare. Il criterio dell’ultima trasformazione può risultare insu iciente e, in alcuni casi, fuorviante”.
Sulla stessa linea il sindaco Alberto Trento: “È una proposta che va nella direzione della trasparenza e della correttezza. Le attuali regole rischiano
di non rappresentare con chiarezza la reale provenienza dei prodotti, con e etti distorsivi per consumatori e produttori”.
Il documento impegna ora il Comune ad attivarsi presso ANCI, Regione e istituzioni europee per promuovere una revisione normativa. L’obiettivo
è arrivare a regole più semplici e trasparenti, capaci di distinguere con chiarezza il vero made in Italy e valorizzare il lavoro delle imprese agricole.
• (F.F.)
Il servizio registra grande successo fin dalle prime settimane, offrendo consulenze su diverse tematiche giuridiche grazie alla collaborazione tra Comuni e Ordine degli Avvocati di Padova
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Comune di Fontaniva
Fontaniva si accende di parole, incontri e comunità: torna il Maggio dei Libri 2026
La primavera a Fontaniva quest’anno porta con sé non solo il profumo della bella stagione, ma anche il fascino della cultura, della memoria condivisa e della partecipazione collettiva. Con il Maggio dei Libri 2026, il nostro paese si prepara a vivere un mese ricco di appuntamenti, incontri con autori, letture pubbliche, momenti di riflessione e iniziative diffuse sul territorio, in un grande progetto che mette al centro il valore della parola come strumento di pace, crescita e comunità.
Promossa dal Comune di Fontaniva, la rassegna si presenta come uno degli eventi culturali più significativi dell’anno, capace di coinvolgere cittadini di ogni età, associazioni, scuole e realtà del territorio in un percorso che unisce letteratura, storia, poesia e impegno civile.
Il calendario prende avvio il 10 aprile al Teatro Palladio, con la serata dedicata a La Pace di Fontaniva del 1147, a cura del dottor Ugo Silvello: un incontro che offrirà uno sguardo prezioso sulle radici storiche del nostro territorio e sul valore della pace nella storia locale.
Uno degli appuntamenti più attesi sarà senza dubbio la serata di giovedì 23 aprile alle ore 20.15 nella splendida cornice di Villa Borromeo, con la presentazione del libro Della stessa sostanza di sempre di Leandro Barsotti. Sarà un momento di grande intensità culturale e umana, inserito in una location di particolare prestigio che saprà valorizzare ulteriormente il dialogo tra autore e pubblico. Per questa importante serata desideriamo rivolgere un sentito ringraziamento a E-Vent per il Sociale, partner fondamentale nell’organizzazione dell’evento, per la sensibilità e la preziosa collaborazione offerta alla comunità fontanivese.
La rassegna proseguirà il 30 aprile, sempre a Villa Borromeo, con una serata speciale dedicata alla poesia di Gianna Simioni, arricchita dalle opere pittoriche di Ermida Simioni e da un accompagnamento musicale dal vivo: un incontro che promette di trasformarsi in un’esperienza immersiva tra parola, immagine e suono.
Il 6 maggio, la cultura si sposterà presso la sede di ASD Casoni, con l’incontro dedicato a Sentieri partigiani di Paolo Malaguti, occasione preziosa per riflettere sulla memoria storica, sui luoghi della Resistenza e sul significato dell’impegno civile.
Il mese proseguirà poi con la serata del 22
maggio a Villa Borromeo, che vedrà protagonista Elvira De Poli, astrofisica dell’ESA e collaboratrice di Margherita Hack, con l’evento Star Night: un viaggio affascinante tra stelle, scienza e meraviglia. Ma il cuore più innovativo e coinvolgente dell’edizione 2026 sarà il progetto “26 parole · 26 letture · 26 giorni”, in programma dal 3 al 29 maggio. Ogni giorno una parola simbolo di pace ( da speranza a dialogo, da cura a solidarietà, fino ad amore) verrà letta e raccontata attraverso un testo della letteratura italiana e internazionale.
Le letture quotidiane saranno realizzate in forma di video sulle rive del Fiume Brenta, grazie al prezioso contributo del Circolo LAV, e pubblicate ogni giorno sui canali social del Comune. Un’iniziativa che porterà la cultura fuori dagli spazi tradizionali e la renderà accessibile a tutta la cittadinanza, giorno dopo giorno, attraverso la forza evocativa della parola e la bellezza del paesaggio locale.
Si tratta di un progetto dal forte valore simbolico: ogni parola rappresenta un tassello di un percorso comune verso una cultura della pace, della relazione e della responsabilità condivisa.
Il Maggio dei Libri Fontanivese non è soltanto una rassegna culturale: è un progetto di comunità, un invito a ritrovarsi attorno ai libri, alle idee e ai valori condivisi. In un tempo in cui il dialogo e la relazione sono più che mai necessari, Fontaniva sceglie di investire nella cultura come strumento di coesione sociale e di crescita civile.
Un ringraziamento speciale va a tutte le associazioni del territorio che hanno reso possibile questo ricco programma: ASD Casoni, Circolo LAV, il Consiglio Comunale dei Ragazzi e delle Ragazze, i volontari, le scuole, i partner culturali e tutti coloro che stanno contribuendo con entusiasmo alla buona riuscita della manifestazione. Un grazie particolare va inoltre a E-Vent per il Sociale per la collaborazione e il sostegno all’organizzazione della serata del 23 aprile in Villa Borromeo, appuntamento che si preannuncia tra i momenti più significativi dell’intera rassegna. Fontaniva si prepara così a vivere un mese di cultura diffusa, partecipazione e bellezza. Un invito aperto a tutti: cittadini, famiglie, giovani e associazioni. Perché le parole, quando diventano incontro, sanno davvero costruire comunità.
Il Comune di Fontaniva ha l'onore di invitare tutta la cittadinanza di Fontaniva e tutti gli interessati del Territorio al “Maggio dei libriˮ
Il Maggio dei Libri
23 APRILE | ore 20:15 - Villa Borromeo
Della stessa sostanza di sempre Incontro con lʼautore Leandro Barsotti
30 APRILE | ore 20:15 - Villa Borromeo
Poesie di Gianna Simioni
Esposizione di quadri di Ermida Simioni e accompagnamento musicale
6
MAGGIO | ore 20:45 - Sede ASD Casoni
Sentieri partigiani
Presentazione del libro di Paolo Malaguti
22 MAGGIO | ore 20:15 Villa Borromeo
STARNIGHT con lʼastrofisica Elvira De Poli. Intervengono alla serata il professor Francesco Dal Maso e lʼAssociazione Culturale Sottotorchio.
29 MAGGIO | Piazza Umberto I EVENTO FINALE
Sottoscrizione del Manifesto della Pace
Alberto Trento - Sindaco di Fontaniva
FONTANIVA
La maggioranza sulla sicurezza urbana: chiarimenti ai cittadini e replica alla minoranza
La Maggioranza del Comune di Fontaniva interviene sul tema della sicurezza urbana con un aggiornamento rivolto ai cittadini e una replica alla posizione espressa dal gruppo consiliare “Fontaniva Più”, che ha annunciato la propria assenza dal Consiglio comunale del 31 marzo. Lo scorso 24 marzo la minoranza aveva presentato un’interrogazione per chiedere quali fossero le misure adottate e in programma per garantire la sicurezza sul territorio. L’Amministrazione ha risposto illustrando un lavoro quotidiano che tocca diversi ambiti: dalla gestione della Polizia Locale al controllo del territorio, dalla manutenzione degli spazi pubblici alla prevenzione del degrado, fino alla cura della comunità. Tra gli strumenti concreti attivati figura il protocollo di Controllo del Vicinato, sottoscritto il 26 febbraio in Prefettura a Padova insieme ai Comuni di Cittadella, Rubano e San Giorgio in Bosco. Un’iniziativa che punta a rafforzare la collaborazione tra cittadini e istituzioni, favorendo la segnalazione tempestiva di situazioni
sospette o di criticità. Parallelamente, il Comune sta investendo nel potenziamento della videosorveglianza e delle foto trappole, con l’obiettivo di migliorare la qualità delle immagini e sostituire le apparecchiature più datate. Anche l’illuminazione pubblica è al centro di un processo di ammodernamento, grazie all’introduzione di lampade a LED gestibili da remoto, che consentono maggiore e icienza e interventi più rapidi in caso di guasti. Accanto agli strumenti tecnologici, l’Amministrazione evidenzia l’importanza della prevenzione sociale e della presenza sul territorio. La cura degli spazi comuni e la promozione di comportamenti responsabili vengono considerati elementi fondamentali di una strategia e icace di sicurezza urbana. La Maggioranza sottolinea inoltre come tali azioni si inseriscano nel rispetto delle competenze istituzionali: la sicurezza e l’ordine pubblico fanno capo allo Stato e alle Forze dell’Ordine, mentre il Comune opera sulla vivibilità e sulla qualità della vita. In merito alla scelta della minoranza di non partecipare al Consiglio comunale,
viene ribadito che il confronto in aula rappresenta lo strumento principale per garantire trasparenza e informazione. Rinunciare al dibattito, secondo l’Amministrazione, significa limitare la possibilità per i cittadini di conoscere nel dettaglio quanto viene fatto. Infine, l’invito rivolto alla comunità è quello di collaborare attivamente, segnalare eventuali criticità e partecipare alle reti di vicinato. La sicurezza urbana, viene ricordato, è un obiettivo condiviso che richiede l’impegno congiunto di istituzioni e cittadini per costruire una comunità più sicura, attenta e coesa.
• Federico Franchin
Inaugurato il nuovo showroom Varise
AFontaniva è stato inaugurato il nuovo showroom Varise, uno spazio espositivo che rappresenta un investimento significativo per il tessuto economico locale e un segnale concreto di fiducia nel futuro. All’evento ha partecipato anche il senatore Antonio De Poli, che ha voluto sottolineare l’importanza di iniziative imprenditoriali capaci di generare sviluppo e nuove opportunità per il territorio. L’apertura dello showroom segna un passo importante per l’azienda Varise, che consolida così la propria presenza e rilancia la propria attività puntando su innovazione e qualità. Non si tratta soltanto di un nuovo punto espositivo, ma di un progetto che testimonia la volontà di crescere e investire in un contesto economico che,
pur tra difficoltà, continua a o rire spazi per chi ha visione e determinazione.
Durante l’inaugurazione, De Poli ha evidenziato come ogni nuova attività rappresenti un valore aggiunto per la comunità: significa creare lavoro, stimolare l’economia locale e contribuire alla vitalità del territorio. Un messaggio di incoraggiamento che si inserisce in un quadro più ampio di sostegno alle imprese, chiamate oggi più che mai a innovare e adattarsi ai cambiamenti del mercato. Un plauso particolare è stato rivolto a Stefania, Nicola e a tutto il team Varise, protagonisti di questo traguardo raggiunto grazie a impegno, competenza e spirito imprenditoriale.
•(R.P.)
PROFESSIONISTI servizio
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QUANDO LA MANUTENZIONE DELLE RETI DIVENTA UN
SERVIZIO ESSENZIALE
Costa Enzo, servizi ecologici e pronto intervento per reti fognarie e impianti idrici
Ccosa si blocca. La rete fognaria che si intasa, il pozzo nero che va in emergenza, la tubazione che si occlude e manda in tilt un condominio o peggio un’attività commerciale. Sono problemi che nessuno vorrebbe avere, ma che prima o poi capitano, e quando capitano servono competenze tecniche, organizzazione, mezzi adeguati e soprattutto la capacità di intervenire in fretta. In questo ambito opera Costa Enzo Srl, azienda con sede a Roncaglia di Ponte San Nicolò, specializzata nei servizi ecologici e nella manutenzione delle reti idriche e fognarie. La società è attiva da anni nel territorio padovano e nei comuni limitrofi , offrendo interventi rapidi per privati, condomini, aziende e amministrazioni pubbli-
zioni, manutenzioni idrauliche ed edili e della progettazione e manutenzione di impianti di irrigazione per aree verdi. Una gamma di servizi che consente di essere interlocutore unico per più esigenze. La forza sta nella capacità organizzativa e nella disponibilità di mezzi attrezzati che permettono di operare su più cantieri contemporaneamente, garantendo interventi rapidi anche quan-
Il lavoro di Costa Enzo Srl non si limita alla gestione delle reti fognarie. L’azienda si occupa anche di disinfestazioni e sanifica-
intoppi, e dietro questa normalità c’è il lavoro di professionisti che operano con competenza e responsabilità.
La rassegna. Cinque eventi, incluse tre prime assolute, ospitate in altrettante location rappresentative
Il Suono e la Parola: in viaggio fra musica, letteratura e teatro
i rinnova anche quest’anno l’appuntamento con la rassegna il Suono e la Parola, giunta alla sua undicesima edizione. Forte del successo ottenuto negli anni passati, il Suono e la Parola torna con cinque eventi immancabili - incluse tre prime assolute - ospitati in altrettante location rappresentative per la città.
In conformità allo spirito che da sempre anima la manifestazione, nata dalla volontà di dar voce al presente tramite diverse forme espressive, dalla letteratura alla musica, dal teatro alla poesia, anche l’edizione di quest’anno si presenta come un mix di eventi diversi, capaci di spaziare dallo spettacolo all’approfondimento.
Ad aprire le danze, lo scorso 15 aprile, è stata la presentazione del libro “La promessa” di Marianna Aprile: a 80 anni dall’introduzione
del suffragio universale, il racconto della giornalista e conduttrice televisiva, ospitato presso la Sala del Romanino dei Musei Eremitani, ha acceso la luce su decenni di battaglie di donne, attiviste, femministe e parlamentari. Un’apertura significativa cui seguirà, il 24 aprile, una prima assoluta, con l’omaggio a una delle figure più influenti degli ultimi decenni, in ambito musicale e culturale tour court: Franco Battiato. Lo spettacolo “Niente è come sembra”, con la musicologa Angela Forin e il dj Ivan Contini, è un racconto in musica che esplora l’opera di Battiato facendo emergere come il suo percorso artistico sia stato caratterizzato da una ricerca continua. L’evento sarà ospitato presso la Sala Rossini del Ca è Pedrocchi. Di pari levatura saranno gli eventi previsti a maggio. Si inizia il 9 al Teatro Benetollo (Spazio Gershwin) con lo
Storie di cuore e di coraggio, scienza
e innovazione al Musme
spettacolo in prima assoluta “La terra della mia anima”, con Massimo Carlotto come voce narrante e l’accompagnamento musicale degli Old red alligators (Maurizio Camardi, sassofoni e duduk; Ricky Bizzarro, chiterra e voce; Sergio Marchesini, fisarmonica). In questa occasione verrà riproposto, con una nuova formazione, lo spettacolo tratto dal romanzo omonimo di Carlotto, pubblicato 20 anni fa. Il 29 maggio sarà l’Oratorio di San Giorgio ad ospitare un’altra prima assoluta: “La preghiera che mi resta, con Vasco Mirandola come voce recitante e Sergio Marchesini alla fisarmonica e al pianoforte, un duo consolidato che ha fatto del dialogo fra i rispettivi linguaggi un punto distintivo. Il gran finale, il 30 maggio al Teatro Verdi, prevede lo spettacolo “Francesco”, scritto e interpretato da Aldo Cazzullo e Angelo Branduardi con l’accompagnamento musicale di Fabio Valdemarin. Parole, musiche e immagini compongono questo straordinario omaggio a San Francesco, a 800 anni dalla sua morte. La rassegna è promossa dall’assessorato alla Cultura del Comune di Padova con la direzione artistica di Maurizio Camardi e l’organizzazione della Scuola di Musica Gershwin.
• Francesca Tessarollo
Le scoperte e i progressi avvenuti nello studio del cuore e del sistema cardiovascolare sono stati resi possibili anche grazie al coraggio di importanti medici e scienziati, alcuni dei quali hanno raggiunto traguardi straordinari proprio a Padova. È al coraggio di queste figure e alle innovazioni che sono state portate avanti nel corso del tempo che è dedicata la mostra “Storie di cuore e di coraggio”, al Musme - Museo della Storia della Medicina in Padova.
La mostra, visitabile fino al prossimo 22 maggio, accompagna il visitatore in un viaggio fra storia, scienza e innovazione. La prima sezione è dedicata al funzionamento del sistema cardiovascolare: fra reperti, modelli interattivi e installazioni immersive i visitatori hanno la possibilità di apprendere in modo intuitivo la complessità fisiologica del cuore. Si continua con la parte
storica: la prima tappa riguarda William Harvey, formatosi a Padova, e la sua rivoluzionaria scoperta della circolazione del sangue, nel Seicento. Attraverso manoscritti e volumi antichi si ha modo di approfondire il ruolo giocato da Padova e dall’Università nella nascita della medicina moderna. Non può poi mancare un focus sul primo trapianto di cuore eseguito in Italia, che venne effettuato proprio a Padova nel 1985 dal prof. Vincenzo Gallucci. A farci tornare indietro nel tempo, reperti e tecnologie dell’epoca, ma anche testimoniante e audio di persone trapiantate, dei loro familiari e dei donatori. La mostra non tralascia nemmeno i risultati raggiunti più di recenti, con i nuovi traguardi messi a segno dalla cardiochirurgia padovana guidata dal prof. Gino Gerosa.
• (F.T.)
Massimo Carlotto e Old Red Alligators (foto Paolo Mazzo)
Talenti locali. Papà Matteo ci racconta l’incredibile carriera del campione dell’Alta Padovana
Da Cittadella alla Spagna: Giovanni Zaramella trionfa ai Mondiali Virtus di Atletica Leggera
Trentaquattro podi nazionali e 3 mondiali a 18 anni, sono pochi i giovanissimi che possono vantare un palmarès così luccicante. A pochi mesi da Milano-Cortina 2026, è ancora impresso nella memoria di tutti il ricordo della rassegna a cinque cerchi, con l’Italia al quarto posto nei medaglieri di Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali, risultato migliore di sempre. Ma se i campioni di discipline come il curling, il bob o i principali sport paralimpici hanno il loro momento di gloria ogni quattro anni, lo stesso non vale per i colleghi di altre discipline, che vedono riconosciuti ancora più di rado i propri sforzi.
Un grave esempio di questa disparità di trattamento sono gli atleti a etti da disabilità intellettivo-relazionali: dopo lo scandalo alle Paralimpiadi di Sydney del 2000, dove due partecipanti su tre si erano finti disabili pur essendo nel pieno delle proprie facoltà, la categoria è stata completamente bandita dal torneo. Ma dove una porta si chiude, un’altra resta aperta e oggi il circuito Virtus accoglie gran parte degli sportivi a etti da disturbi legati all’intelletto, dall’autismo alla sindrome di Down. Ed è proprio da quest’ultima patologia che è a etto Giovanni Zaramella, il giovanissimo campione (19 anni a maggio) che ha contribuito al successo dell’Italia nell’ultimo mondiale di categoria. Papà Matteo ci racconta l’incredibile percorso di Giovanni: “Quando aveva 9 anni abbiano conosciuto l’ASPEA, nata nel 1980 per riunire atleti a etti da disabilità fisiche, che aveva da poco aperto le sue porte anche agli intellettivo-relazionali”. Molti tesserati indossano oggi la maglia della nazionale.
“A Giovanni è piaciuto correre sin da subito. Lucia Bano, la sua allenatrice, lo ha preparato nei fondamentali come qualunque altro atleta, ma ci sono state anche sfide particolari: la principale è stata togliergli l’abitudine di voltarsi per vedere come stessero andando gli avversari”. Ma se c’è una cosa di cui Matteo è grato all’ASPEA e, in particolare, all’allenatrice di Giovanni, è che “non lo ha mai trattato come una vittima”. Questo è un concetto fondamentale per tutta la FISDIR (Federazione Italiana Sport Paralimpici degli Intellettivo Relazionali), che promuove la parità di trattamento ovunque possibile, pur con i necessari accorgimenti.
E gara dopo gara, podio dopo podio, il giovane cittadellese è finito nel mirino della nazionale: “Il processo di selezione è esattamente lo stesso degli atleti normodotati – spiega Matteo -, in base ai risultati ottenuti nel periodo che precede
le competizioni internazionali. Prima i migliori vengono inseriti nella ‘lista degli atleti di interesse nazionale’, poi vengono selezionati da questa lista quelli che fanno i tempi e punteggi migliori”. Un sistema che premia quindi il merito e si basa su criteri oggettivi. L’atletica si presta a valutazioni oggettive, perché tutto si misura, dai tempi alle distanze. Indescrivibile l’emozione quando è arrivata la prima convocazione azzurra: “È stato bellissimo – commenta il papà con voce rotta dall’emozione -, si tratta di un riconoscimento del passaggio di grado e arriva insieme a benefici tangibili: la federazione o re tutta l’attrezzatura sportiva, dalla tuta allo zaino. Quando è arrivato il kit, per Giovanni è stato un momento incredibile”.
E successo dopo successo arriviamo al mondiale di febbraio in Spagna. Proprio nelle sue categorie preferite, le medie distanze, Giovanni ha fatto
incetta di medaglie. Prima l’argento nei 200 metri, poi il doppio oro nei 400 e negli 800 metri, confermando quindi l’eccellenza del giovane cittadellese in queste specialità.
A Cittadella, molti conoscono e sostengono Giovanni nelle gare. Anche l’amministrazione locale è al corrente del suo talento e gli Zaramella sono stati accolti spesso in Comune per ricevere premi e onori. “Siamo in ottimi rapporti con la giunta di Pierobon, ma ogni volta che nostro figlio ritira un premio c’è un po’ di… tensione – racconta con un sorriso papà Matteo – perché il sindaco è milanista, l’assessore allo sport interista e Giovanni è juventino, quindi passano la cerimonia a punzecchiarsi a vicenda”. Quello di Giovanni è un esempio che merita di essere condiviso. Matteo ha scritto due libri, che gli hanno aperto le porte di scuole, associazioni e Comuni, dove Giovanni
ama parlare e interagire con le persone. Questi incontri hanno aiutato molte famiglie come la loro ad avviare i propri figli allo sport. Emblematico il caso di un papà che ha fermato gli Zaramella su un treno, mentre andavano a una gara, per ringraziarli di aver condiviso la propria esperienza. Proprio grazie ai racconti su Giovanni, infatti, quel papà aveva deciso di iscrivere il proprio figlio autistico a una società sportiva. Tra sport e sensibilizzazione, l’avventura della famiglia Zaramella nel mondo dell’atletica leggera è solo all’inizio e Giovanni continua a puntare sempre più in alto. Il prossimo obiettivo stagionale sono i Campionati Italiani FISDIR, in programma dal 20 al 21 giugno, che porteranno oltre 500 atleti a gareggiare nella splendida cornice termale di Abano.
• Nicola Canella
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Dalla Valdastico alla Holding, il nuovo volto del Veneto
Questo significa poter trattenere sul territorio circa 400 milioni di euro di pedaggi all’anno, risorse che in precedenza prendevano la via del bilancio centrale o dei soci privati e che ora potranno essere reinvestite direttamente per la manutenzione delle strade venete e la riduzione delle tari e. È il passaggio da una subalternità gestionale a una sovranità infrastrutturale che il Veneto rivendicava da tempo senza successo.
Lo stesso dinamismo si respira sul fronte della Valdastico Nord. La prospettiva di collegare l’A31 al Trentino è stata per trent’anni l’emblema dello
stallo istituzionale, prigioniera del “no” ideologico delle amministrazioni confinanti e della mancanza di una spinta governativa univoca. Oggi, l’intesa raggiunta sulla variante con sbocco a Trento Sud segna il superamento di un tabù storico. Mentre in passato il progetto naufragava regolarmente tra ricorsi e mancate intese tecniche, l’attuale convergenza tra Venezia e Trento, sostenuta dal potere di coordinamento del Ministero, ha creato un corridoio negoziale finora inesistente. Non si tratta solo di posare asfalto, ma di chiudere una ferita logistica che penalizzava l’intero sistema produttivo del Nord-
Est, o rendo finalmente un’alternativa concreta al congestionamento del Brennero. Il motore di questa improvvisa accelerazione risiede in gran parte nella solidità del rapporto tra Alberto Stefani e Matteo Salvini. Questo “asse” ha permesso di superare le frizioni che storicamente rallentavano i rapporti tra la periferia e il centro. La sintonia politica tra il leader della Lega veneta e il titolare del MIT ha creato una corsia preferenziale per le istanze del territorio, trasformando le rivendicazioni regionali in priorità dell’agenda di governo. Stefani è riuscito a capitalizzare il proprio peso politico a Roma per
ottenere garanzie e decreti, mentre Salvini ha trovato nel Veneto il laboratorio ideale per dimostrare la capacità del Ministero di sbloccare i cantieri. È questa filiera corta del potere, priva delle mediazioni estenuanti del passato, a spiegare perché dossier rimasti chiusi nei cassetti per trent’anni stiano trovando una soluzione proprio in questi mesi, segnando una stagione di realismo che punta dritto ai risultati tangibili. Ora non resta che attendere per vedere se questi accordi saranno e ettivamente realizzate o se si tratterà di “pre – intese” che, come quelle dell’Autonomia, sono rimaste tali per molto tempo.
L’intervista. L’assessore Lucas Pavanetto fa il punto sul mondo del lavoro e sulle potenzialità della regione più visitata d’Italia
TRA SFIDE OCCUPAZIONALI E IL NUOVO
ORIZZONTE DEL TURISMO TUTTO L’ANNO
Assessore Pavanetto, viviamo un periodo di forti incertezze economiche. Quali sono le risposte concrete che le imprese e i lavoratori trovano oggi nel suo?
Fin dalla prima seduta di consiglio, la giunta Stefani ha messo al centro del dibattito la necessità di potenziare il welfare aziendale e a rontare l’emergenza sociale in senso ampio. Non si tratta solo di grandi investimenti, che pure vedranno nuovi strumenti presentati a breve, ma di una analisi profonda su cosa serva realmente per attrarre e mantenere i lavoratori nel nostro territorio. Il problema oggi non è solo la mancanza di o erta, ma la di icoltà di far incontrare domanda e opportunità a causa di fattori esterni come l’emergenza abitativa. Molte opportunità di lavoro non vengono colte perché mancano alloggi vicini alle sedi aziendali o perché il trasporto pubblico non copre adeguatamente i collegamenti. Su questi due assi - casa e mobilitàstiamo concentrando il nostro lavoro. In questo contesto, che ruolo giocano i centri per l’impiego, spesso visti in passato solo come u ici burocratici per la disoccupazione?
Oggi la prospettiva è radicalmente cambiata. Veneto Lavoro è diventato un’eccellenza rispetto ad altre regioni
proprio per la sua capacità di agire in modo proattivo. Non parliamo più solo di gestione dell’urgenza o di lavoro stagionale, ma di un punto di incontro strategico tra competenze e richieste. Abbiamo messo in campo figure fondamentali come i case manager e gli account manager. I primi si occupano di costruire curriculum “ad hoc” sulle specializzazioni del lavoratore, mentre i secondi mantengono il contatto diretto con le imprese per comprenderne le necessità. Evitiamo così che il lavoratore disperda energie portando curriculum nelle aziende sbagliate, puntando invece tutto sulla precisione del match tra domanda e o erta.
Passando al turismo, lei viene da una realtà come Jesolo. Qual è lo stato di salute del settore nel litorale e nell’intera regione?
Il Veneto si conferma per l’ennesima volta la prima regione in Italia per presenze turistiche, con 74 milioni di presenze e 22 milioni di arrivi. Se guardiamo al comprensorio di Jesolo e Cavallino, parliamo di circa 12 milioni di presenze sicure: una cifra impressionante che rappresenta quasi tre volte gli abitanti dell’intero Veneto. La mia esperienza come amministratore a Jesolo, prima come consigliere e poi come presidente
del consiglio comunale, mi ha permesso di vivere queste dinamiche dall’interno. Il turismo è una leva economica imprescindibile, ma la vera sfida della nostra amministrazione è cambiare paradigma. Lei ha parlato spesso della necessità di superare il concetto di “destagionalizzazione”. Cosa intende esattamente?
L’obiettivo è smettere di parlare di “destagionalizzazione”, perché quel termine implica l’accettazione passiva di una stagionalità che oggi non dovrebbe più esistere. Dobbiamo ragionare su “città turistiche che vivono tutto l’anno”. Questo non serve solo ad aumentare le presenze attraverso eventi invernali, ma è un messaggio vitale per chi investe e per chi lavora. Chi sceglie di impegnarsi nel turismo non può farlo solo per quattro o cinque mesi per poi dover cercare un altro impiego. Dobbiamo dare stabilità e dignità a chi vive “di” turismo. È un modello che vogliamo applicare ovunque: dal litorale alla montagna, fino alle terme, che hanno potenzialità ancora inesplorate.
I dati dicono però che il turismo è molto concentrato. Come pensa di coinvolgere il resto del territorio veneto?
È un dato su cui riflettere: l’80% dei 74 milioni di presenze si concentra in sole
20 località. Questo significa in Veneto ci sono potenzialità ancora da sfruttare. Parlo del turismo dei cammini, delle ciclabili, del turismo esperienziale e della ricerca. Non c’è solo il “sole e mare” o le grandi città d’arte come Venezia e la montagna di Cortina. Centinaia di piccoli comuni possono e devono diventare protagonisti di un’o erta turistica diversificata, la nostra Giunta lavorerà intensamente su questo fronte. Un esempio di promozione integrata è stato “Casa Veneto” durante le Olimpiadi, un progetto che ha permesso
di mostrare alla stampa internazionale non solo lo sport, ma le eccellenze di tutte le nostre province. Infine, uno sguardo alla politica locale. In vista delle amministrative a Venezia, qual è il profilo ideale per il dopo-Brugnaro?
Credo che Luigi Brugnaro abbia fatto un lavoro straordinario, portando una modernità che altri sindaci non avevano saputo imprimere, specialmente nella riqualificazione di Mestre e con progetti come il “Bosco dello Sport”, una struttura di livello europeo strategica per l’attrattività del Veneto. Proprio a Mestre abbiamo recentemente inaugurato la nuova sede di Veneto Lavoro, recuperando u ici provinciali disabitati: un segnale forte di collaborazione tra Regione e Città. Per il futuro, la mia esperienza come coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia e ora come capogruppo e assessore mi dice che serve una squadra coesa. Non cerchiamo necessariamente un nome di bandiera, ma l’uomo giusto al momento giusto. In questo senso, Simone Venturini è un ottimo candidato: ha lavorato bene in questi anni e ha saputo creare un forte spirito di squadra attorno a sé.
Lucas Pavanetto
I conti della Regione. L’assessore Filippo Giacinti
Bilancio da 18,9 miliardi Le novità per il Veneto
Assessore Filippo Giacinti, i tempi di approvazione del bilancio regionale sono stati rispettati. Cosa significa questo per i cittadini veneti?
Siamo riusciti ad approvare il bilancio di previsione con un mese di anticipo rispetto alla scadenza di legge del 30 aprile. È un risultato politico e tecnico di rilievo perché ci permette di essere pienamente operativi da subito. Invece di procedere con la spesa in dodicesimi, come fatto nei primi tre mesi dell’anno, ora possiamo attuare gli obiettivi dell’amministrazione disponendo dell’intera capacità di spesa per i restanti tre quarti dell’esercizio. Parliamo di una manovra da 18,9 miliardi di euro. Sebbene sia un “bilancio ponte” tra due amministrazioni, introduce novità sostanziali su fronti caldi come la sanità e il diritto allo studio.
Quali sono i settori che beneficeranno maggiormente di queste risorse? Il sociale e la sanità territoriale sono le nostre bussole. Abbiamo stanziato fondi specifici per equiparare le borse di studio dei medici di medicina generale a quelle delle altre specialità e per coprire i costi del rinnovo contrattuale delle medicine di gruppo integrate. Per la prima volta nella storia della Regione, finanziamo al 100% le borse di studio per gli studenti universitari del Veneto e garantiamo risorse immediate per il sostegno delle scuole dell’infanzia paritarie.
Sul fronte delle infrastrutture, abbiamo raddoppiato i fondi per la manutenzione straordinaria delle strade tramite Veneto Strade e rifinanziato la Legge 39 con 18 milioni di euro destinati ai Comuni per la sicurezza stradale. Non abbiamo dimenticato la prevenzione del rischio idraulico, aggiungendo 9 milioni di euro agli stanziamenti già programmati.
Avete scelto di non aumentare l’addizio-
nale IRPEF, nonostante le critiche delle opposizioni. Come pensate di sostenere questa strategia nel lungo periodo?
La nostra strada è quella dell’e icienza e della sussidiarietà, non dell’aumento della pressione fiscale. Puntiamo molto su “Venexus”, un’iniziativa del Presidente Stefani che permette alle imprese di far confluire risorse destinate a scopi sociali e sanitari direttamente in progetti regionali, liberando così fondi per altre iniziative. Inoltre, attendiamo per giugno l’approvazione del federalismo fiscale. L’auspicio è che una parte consistente delle tasse pagate dai veneti rimanga finalmente sul territorio, garantendoci maggiore autonomia finanziaria. Quali i prossimi impegni in questo periodo non facile?
Da maggio inizieremo il “bilancio partecipativo”: incontreremo sindaci, sindacati e associazioni di categoria per condividere le scelte in vista del prossimo esercizio economico. Nel segno della condivisione e della responsabilità.
Trasporti. L’assessore regionale Diego Ruzza
“Biglietto unico, avanti con la sperimentazione”
Assessore Diego Ruzza, tra cinque anni che tipo di mobilità troveranno i cittadini veneti?
L’obiettivo condiviso con il Presidente Stefani e l’intera Giunta è consegnare un Veneto moderno, e icace e realmente fruibile. Stiamo lavorando per portare a termine la riforma del trasporto pubblico locale (TPL) basata sulla Legge n. 8 del 2025. La Regione tornerà a essere protagonista come coordinatrice dei distretti, con l’intento di uniformare il servizio e correggere le criticità attuali. Il mondo degli spostamenti sta cambiando e dobbiamo rispondere alle esigenze non solo dei centri urbani, ma soprattutto delle periferie e delle aree extraurbane.
Da anni si parla del “biglietto unico”. Quali i tempi e le risorse?
Per trasformare questo progetto in realtà, abbiamo già iniziato a stanziare risorse a bilancio per la progettazione e la sperimentazione. L’idea è un sistema moderno tramite app che permetta a turisti, pendolari e studenti di muoversi tra traghetti, autobus e treni regionali con un solo titolo di viaggio. È un’operazione complessa vista la varietà del nostro territorio, che spazia dal mare alla montagna. L’obiettivo è arrivare a una fase di sperimentazione concreta nei prossimi due anni.
Un punto critico sono i collegamenti ferroviari con gli aeroporti. Quando potremo arrivare in treno al Marco Polo di Venezia o al Catullo di Verona?
Non voglio fare promesse a vanvera, quindi non fornirò date certe finché non saremo pronti, ma posso garantire che i progetti stanno procedendo rapidamente, sia su Venezia che su Verona. Per Verona, l’obiettivo è collegare il Catullo alla stazione di Porta Nuova e alla sponda orientale del Lago di Garda. Riuscire a portare il treno direttamente in questi due scali rappresenterebbe un salto di qualità enorme per tutta la regione. Il trasporto su gomma appare oggi molto
frammentato. Come intendete riorganizzarlo?
Stiamo definendo con Province e Comuni i “bacini ottimali” per uniformare i flussi di utenza. La vera svolta sarà la creazione di un’Agenzia Regionale, prevista dalla Legge 8/2025, che gestirà questi bacini in una “triangolazione perfetta” tra Regione, aziende e territorio. Questo nuovo modello genererà ritorni economici che verranno reinvestiti nel TPL, permettendoci di aumentare le corse anche nelle zone più lontane dai centri. Solo o rendo servizi capillari possiamo incentivare lo “shift modale” e togliere auto dalle strade. Infine, capitolo sicurezza stradale. Cosa bolle in pentola per i Comuni? Con l’approvazione del bilancio 2026 rifinanzieremo la Legge 39 con 18 milioni di euro. Questi fondi daranno risposta a circa cinquanta Comuni per interventi su viabilità e sicurezza di pedoni, ciclisti e automobilisti. Una volta assegnate le risorse, i Comuni avranno un anno di tempo per aggiudicare le gare e iniziare i lavori: vogliamo che i cantieri partano subito.
• (R.R.)
Filippo Giacinti
Diego Ruzza
CARTA, RADIO E WEB: IL GRUPPO EDITORIALE LA PIAZZA RACCONTA ANCHE IL TRENTINO
“Noi proviamo sempre a fare una cosa di icile: dare ai territori oltre alla rappresentazione di ciò che sta accadendo, anche una prospettiva della direzione che le comunità stanno prendendo”. Una frase dell’editore del gruppo La Piazza - LaPiazzaweb e Radio Veneto24 che esemplifica benissimo perché a Trento lo scorso 9 aprile il gruppo abbia deciso di invitare il professore Carlo Cottarelli a tenere a battesimo al Castello del Buonconsiglio la presentazione di Radio Trentino24 e dell’edizione di Trento de La Piazza. Pochi in Italia infatti sono in grado di raggiungere vette di chiarezza e di solidità accademica nell’indicare ad un pubblico vasto, e non per forza così informato sulle dinamiche della macro economia, prospettive di futuro. E così la presentazione di radio ed edizione cartacea e online sono diventate occasione per una lezione sul futuro del Trentino, del Nord Est e di questo pezzo di mondo che chiamiamo Italia. Non poteva esserci viatico migliore per spiegare appunto l’idea di fondo dei tre media che nascono in Trentino per dare una voce
in più al territorio, come ha ricordato in chiusura del convegno il nostro editore Giuseppe Bergantin, ma appunto con un approccio glocal: raccontare il particolare senza mai perdere di vista il contesto. “Siamo qui per restare e vi diamo appuntamento all’anno prossimo” ha detto l’editore rinnovando l’intenzione appunto di rendere il Forum Lavoro un appuntamento fisso nell’agenda già fitta di eventi della primavera trentina. Ospite d’onore della giornata è stato il professor Carlo Cottarelli, economista di chiarissima fama. Prima di Cottarelli, che ha spiegato le dinamiche che rendono più faticoso che in altre regioni d’Europa, mantenere la competitività nel Nord Est d’Italia, hanno preso la parola il sindaco di Trento Franco Ianeselli e il vice presidente della Provincia, con delega al lavoro, Achille Spinelli.
“La situazione del Trentino è positiva dal punto di vista occupazionale e mantiene il trend degli ultimi anni, senza segnali di cedimento” ha detto Spinelli. “Dobbiamo intervenire su demografia, competenze e innovazione tecnologica che incideranno profondamente sulle dinamiche del lavoro
nel prossimo futuro - ha aggiunto -. Per questo abbiamo avviato un percorso di crescita dei salari e delle retribuzioni, un patto sviluppato all’interno delle categorie economiche e sindacali con i quali siamo impegnati nella costruzione di politiche di stimolo rivolte ai settori industriali, per sviluppare ulteriormente politiche di welfare e benessere lavorativo. Abbiamo poi diversi indicatori che dimostrano come l’attivazione femminile sul nostro territorio sia significativa”. Carlo Cottarelli
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ha sottolineato durante la sua esposizione le ripercussioni relative alle recenti tensioni internazionali in Medio Oriente. “Lo shock energetico dovuto all’incertezza geopolitica globale - ha aggiunto - può portare a inflazione, recessione e quindi ad un più alto rischio di perdere il lavoro e in generale a una crescita minore del reddito delle famiglie. Servono interventi immediati come aiuti economici per sostenere chi è in di icoltà mentre nel lungo periodo la priorità deve essere liberarsi dalla schiavitù
degli idrocarburi, sia con le rinnovabili ma anche con l’energia nucleare”. “Essere parte di un momento tanto importante per comprendere i nostri territori è per noi una grande sfida e motivo di soddisfazione; con la nostra nuova proposta editoriale locale vogliamo raccontare il Trentino in modo fruibile da tutti in forma gratuita”, ha concluso l’editore Bergantin.
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• Alberto Gottardo
La presentazione a Trento L’editore Giuseppe Bergantin
IL PERSEVERARE DI BARBARA CODOGNO, “DIABOLICO” E SENZA COMPROMESSI
“Una cosa mi diverte: si parla spesso di personaggi storici, reali, che poi sulla carta diventano romanzeschi. Io faccio il contrario: il mio è un personaggio tutto inventato, eppure dalla carta nasce un personaggio reale”
Giornalista, scrittrice, curatrice d’arte, viaggiatrice… Barbara Codogno riesce a vivere mille vite diverse, tutte controcorrente.
“Perseveranza” (Apogeo Editore), il nuovo romanzo di Codogno, è una storia disturbante e a ascinante. Una storia che racconta il lato oscuro della nostra società e che mette il lettore di fronte a una serie di provocazioni impossibili da ignorare. Un libro da leggere, insomma. Per questo ho incontrato Codogno per approfondire insieme a lei i tanti spunti del suo splendido romanzo.
“Perseveranza” è un libro che non fa compromessi. Da dove sei partita per raccontare questa storia?
L’incipit è un fatto reale: un violinista che a un concerto resiste alla sua tosse fino alla fine dell’esecuzione del pezzo. Ricordo benissimo: ero al Pollini di Padova e ne rimasi impressionata. Cominciai a riflettere sulla fatica che aveva fatto quel musicista: resistere a qualcosa di fisico per un bene più grande. Da qui l’idea di parlare di un uomo che, invece, non aveva mai amato nulla che gli fosse valso la decisione di uno sforzo.
La genesi di questo romanzo è stata molto lunga, come mai?
Io non sono una scrittrice prolifica, ho sempre tempi lunghi. Inseguo idee,
intuizioni. Il mio processo di scrittura prevede che il personaggio si incarni in me: finché non lo sento pronto, non scrivo. E non faccio progetti, non so che cosa succederà… il personaggio prende vita da solo e mi guida nella scrittura. Poi sai, io scrivo amalgamando tutto: pensiero, parola, voce narrante… tutto in un unico flusso continuo e anche questo comporta che io debba entrare in quel particolare stato emotivo che mi permette una fusione perfetta.
Lo stile di questo libro è molto personale, un flusso di coscienza in cui si mescolano più piani temporali, realtà e percezione, memoria e invenzione, lampi e oscurità. Come nasce una scrittura così potente?
Ti svelo un segreto. Dopo la laurea in filosofia ero in crisi, mi avvicinavo al giornalismo e alla curatela d’arte ma i primi passi mi trovarono timida e spaesata. Così decisi di fare un corso di teatro. In città era arrivato il figlio di Lee Strasberg, John. Faceva delle audizioni e io mi presentai con una cosa super drammatica in stile Carmelo Bene, della serie: spiriti, apparite! Strasberg rise come un pazzo e mi scelse perché a suo avviso avevo incredibili potenzialità comiche. Quel suo corso mi ha cambiato la vita. Sul paco lui interrompeva la tua recitazione,
chiedendoti: ma il personaggio ha fatto colazione? E fuori che tempo fa? Ti spiazzava! È stata una rivelazione che poi è confluita nella scrittura: il personaggio è nel mondo: dentro alla pagine ma soprattutto fuori da queste. Il personaggio è pensiero, corpo, vita. Una lezione che ha lasciato il segno. Il tuo è un romanzo che non rassicura il lettore. Negli ultimi anni, invece, si sono moltiplicare opere rassicuranti, che cercano di mettere le cose a posto. Cosa ne pensi? Credo di essere per natura lontana dal mainstream. Oggi o devi mettere in piazza il tuo disagio, con storie tipo che sei guarita da un male incurabile, che hai un passato da tossico, oppure che la vita è bellissima e che felicità sta nelle piccole cose. Una ipocrisia provinciale, una menzogna banale
che edulcora la vita reale. Ma non parlerei di amore per la verità: nel mio caso è gusto estetico. Una cosa mi diverte: si parla spesso di personaggi storici, reali, che poi sulla carta diventano romanzeschi. Io faccio il contrario: il mio è un personaggio tutto inventato, eppure dalla carta nasce un personaggio reale, che vogliamo comprendere con categorie psichiche e sociali. Strano cortocircuito. Di cui sono ovviamente orgogliosa! Il tuo protagonista, Berto, è una persona ributtante. Quanto è stato di icile “scriverlo”, raccontarlo?
Entrare in contatto con lui è stato molto complesso. Poi è scattata la scintilla e tutto quello che per 4 anni avevo accumulato pensando a lui l’ho sputato sulla carta in meno di un mese. Certo, Berto è un vero stronzo,
ma sai che molte persone a lettura ultimata mi han detto: beh, ma anche io mi sento un po’ Berto… perché chi di noi non ha augurato la morte al tipo che ti so ia il parcheggio? Io credo che Berto sia anche la parte oscura e inconfessabile di noi tutti. Una parte eh? Lui è uno stronzo con s maiuscola.
Oltre alla scrittura sei impegnati su diversi fronti artistici: hai altri progetti di cui ci vuoi parlare? Ti ho appena citato un grandissimo regista rumeno, io ho la fortuna di avere in copertina un’opera di Radu Belcin, grandissimo pittore anche lui rumeno. Che assieme a Flavia Pitis e ad altri grandi artisti sarà protagonista di una mostra dedicata alla pittura contemporanea che curerò a settembre a Padova. La mostra titola: “Sul futuro del corpo”. E come vedi, io sempre là torno: il corpo è la centralità della mia indagine. Corpo inteso come un tutt’uno di carne, pensiero, ambiente, parola… in questo caso il futuro del corpo è il futuro del corpo della pittura oggi in grande trasformazione.
• Chi è Giacomo Brunoro
Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.
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• Giacomo Brunoro
Educazione, territorio e futuro: quando impresa e scuola crescono insieme
DESPAR NORD E LE SCUOLE: UN IMPEGNO
CHE NUTRE LE NUOVE GENERAZIONI
Dalla sana alimentazione ai progetti per la didattica: vent’anni di iniziative per accompagnare bambini, famiglie e insegnanti verso uno stile di vita più consapevole
Un percorso condiviso con le istituzioni scolastiche, le amministrazioni pubbliche, il mondo dell’associazionismo locale e quello delle imprese territoriali del mercato agroalimentare. Questo il programma di lungo corso e ampio respiro che Despar Nord ha intrapreso nell’ultimo ventennio per diventare partner di percorsi e progetti educativi a favore dei più piccoli, favorendo la di usione delle buone pratiche per la migliore educazione alimentare, raccontando l’importanza dei corretti stili di vita e dell’attività fisica, incoraggiando la conoscenza dell’ambiente e della natura e sostenendo la didattica nelle scuole. Un piano di idee e iniziative per investire con responsabilità nel futuro delle comunità e generare valore condiviso nei territori in cui il marchio dell’Abete è presente. Negli anni, queste iniziative sono cresciute e si sono trasformate, coinvolgendo sempre più insegnanti, studenti e famiglie. L’obiettivo è rimasto lo stesso: unire apprendimento e diverti-
mento, portando nelle scuole – ma anche fuori – esperienze nuove, stimolanti e coinvolgenti.
Tra i progetti più rappresentativi c’è “Le Buone Abitudini Despar”, un vero e proprio punto di riferimento per l’educazione alimentare nato con l’obiettivo di supportare scuole e famiglie nel raggiungere un concetto ampio di qualità della vita, con particolare attenzione ai temi della sana alimentazione e dell’adozione di stili di vita salutari. Nato per promuovere corretti stili di vita tra i più giovani, dal suo avvio vent’anni fa ha coinvolto numerosi comuni del Veneto, promuovendo il coinvolgimento e l’adesione di centinaia di insegnanti e migliaia di alunni, diventando un’occasione preziosa per parlare di benessere in modo semplice e concreto.
Il progetto accompagna bambini, insegnanti e famiglie lungo tutto il percorso della scuola primaria, grazie a programmi pensati su misura per ogni classe e sviluppati insieme a specialisti del settore. Un
percorso educativo completo, che aiuta a costruire abitudini sane fin da piccoli. Negli ultimi mesi, “Le Buone Abitudini” ha preso vita anche in modo nuovo e originale, trasformando alcuni punti vendita Interspar in vere e proprie aule didattiche.
A Bassano del Grappa, oltre 250 bambini di sei scuole tra infanzia e primaria hanno partecipato a laboratori dedicati alla scoperta della piramide alimentare. Guidati da un’educatrice professionista, hanno imparato a riconoscere i diversi
gruppi di alimenti e a capire quanto sia importante seguire una dieta varia ed equilibrata. A Castelfranco Veneto, invece, i più piccoli sono stati accompagnati in un viaggio fatto di storie, profumi e colori. Attraverso il racconto animato di una cantastorie e attività manuali ed esperienziali, i bambini hanno esplorato il mondo dei legumi, delle spezie, delle erbe aromatiche e dei cereali, scoprendone caratteristiche, sapori e proprietà. Accanto a questi percorsi educativi, Despar Nord sostiene concretamente
anche la didattica nelle scuole di tutta Italia con iniziative come “Scuola Facendo” e “Stickermania”. Solo negli ultimi due anni, questi progetti hanno permesso di raccogliere oltre 1,1 milioni di euro, destinati all’acquisto di materiali e attrezzature per più di 4.700 scuole, tra istituti pubblici e paritari di ogni ordine e grado. Un impegno che va oltre il semplice sostegno economico: è una scelta che guarda lontano, mettendo al centro le persone, l’educazione e il futuro delle nuove generazioni.
Dalla natura al supermercato: i bambini scoprono la biodiversità con Despar Nord
Imparare a rispettare l’ambiente partendo da esperienze concrete, da vivere con curiosità e meraviglia. È questo lo spirito del nuovo percorso educativo avviato da Despar Nord, pensato per avvicinare i più piccoli ai temi della sostenibilità e della tutela degli ecosistemi. Per farlo, l’azienda ha scelto di collaborare con Moretto Farm, una realtà trevigiana giovane e innovativa che ha fatto della sostenibilità la propria missione. Qui, infatti, si applicano ogni giorno i principi dell’economia circolare e si lavora per proteggere e valorizzare la biodiversità, attraverso attività come l’acquaponica e l’apicoltura sostenibile. Moretto Farm è anche una delle eccellenze promosse da Despar Nord all’interno del progetto “Sapori del Territorio”, nato per dare valore alle produzioni locali e sostenere uno sviluppo responsabile, legato alla qualità e al
rispetto dell’ambiente.
Proprio da questa collaborazione è nato un percorso educativo speciale, che ha visto protagonisti gli alunni delle classi terze della scuola primaria “Ugo Foscolo” di Montebelluna (TV).
La prima tappa si è svolta direttamente in azienda, dove i bambini hanno potuto osservare da vicino la serra acquaponica e scoprire come nasce il miele, imparando a conoscere i processi naturali e le tecniche sostenibili utilizzate.
Il percorso si è poi concluso all’Interspar di Montebelluna, trasformato per l’occasione in uno spazio di condivisione e scoperta. Qui i bambini hanno ripercorso il viaggio del miele e presentato disegni, lavori e riflessioni nati dall’esperienza vissuta, diventando veri protagonisti di un progetto che lega natura, cibo e lavoro.
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Padova, nuova governance per la sanità: Fortuna ridisegna i vertici dell’Azienda ospedaliera
Nominati i nuovi direttori: Carla Destro alla sanità, Fabio Perina confermato all’amministrazione, Paolo Simioni alla guida della ricerca
Si completa il nuovo assetto ai vertici dell’Azienda Ospedale-Università di Padova. Con l’insediamento del direttore generale Paolo Fortuna, prende forma la squadra che guiderà uno dei poli sanitari più rilevanti del Veneto, tra continuità e nuove nomine. Il primo tassello riguarda la direzione sanitaria, affidata alla dottoressa Carla Destro, che succede al dottor Michele Tessarin.
Per Destro si tratta di un ritorno a Padova dopo l’esperienza maturata all’Ulss 5 Polesana, dove ha ricoperto un ruolo chiave nella direzione medica ospedaliera e nella gestione del rischio clinico. Un profilo tecnico e gestionale che punta a rafforzare l’organizzazione dei servizi e la qualità dell’assistenza.
Nel segno della continuità, invece, la scelta sul fronte amministrativo: Fabio Perina resta al suo posto, incarico che ricopre dal marzo 2021. Una conferma che garantisce stabilità nella gestione economica e organizzativa dell’azienda, in una fase di trasformazione e rilancio.
Il terzo pilastro della nuova governance è rappresentato dal professor Paolo Simioni, nominato direttore scientifico per i prossimi quattro anni. Succede al professor Paolo Navalesi e porta con sé un profilo di alto livello nel panorama della medicina padovana e nazionale. Il suo incarico sarà centrale per il coordinamento della ricerca e per il rafforzamento del legame tra attività clinica e innovazione scientifica. La nuova squadra delineata da Fortuna mette insieme competenze consolidate e nuove energie, con l’obiettivo di affrontare le sfide della sanità contemporanea: dalla gestione delle liste d’attesa al potenziamento della medicina territoriale, fino allo sviluppo della ricerca e dell’alta specializzazione.
Un equilibrio tra esperienza e rinnovamento che punta a consolidare il ruolo strategico di Padova nel sistema sanitario regionale e nazionale, rafforzando un modello capace di coniugare assistenza, didattica e ricerca.
Ulss 6 Euganea, nuova direzione strategica: integrazione, trasparenza e visione i pilastri
Integrazione, trasparenza e visione. Sono questi i tre assi su cui si fonda la nuova Direzione Strategica dell’Ulss 6 Euganea, presentata dal direttore generale Patrizia Benini. Una squadra rinnovata che guiderà l’azienda sanitaria più grande del Veneto, con un bacino di quasi un milione di abitanti, quattro ospedali e una rete articolata tra distretti e servizi territoriali.
Accanto alla direttrice generale entrano due nuovi direttori: Elena Debora Toffanello, 48 anni, geriatra con esperienza sia ospedaliera che territoriale, nominata Direttore Sanitario, e Francesco Favretti, 62 anni, statistico con una lunga carriera nella gestione amministrativa in ambito sanitario, scelto come Direttore Amministrativo. Confermato invece Stefano Vianello nel ruolo di Direttore Socio-Sanitario.
La nuova governance punta su un equilibrio tra qualità dei servizi e sostenibilità economica. Toffanello avrà il compito di coordinare l’attività sanitaria complessiva, dall’ospedale alla prevenzione, fino alle cure primarie e pal-
liative, con un ruolo chiave nello sviluppo della medicina territoriale e nell’organizzazione delle case e degli ospedali di comunità. Favretti sarà invece chiamato a garantire la tenuta dei conti e la pianificazione finanziaria, governando risorse umane, approvvigionamenti, sistemi informativi e logistica, con l’obiettivo di sostenere lo sviluppo dell’azienda in un contesto di crescente complessità.
Resta centrale il ruolo di Vianello, ponte tra sanità e sociale, con la responsabilità dell’integrazione tra prestazioni sanitarie e assistenza sociale e il coordinamento dei servizi dedicati ad anziani, disabili, minori e famiglie, oltre alle aree della psichiatria e delle dipendenze. Una squadra che, nelle intenzioni della direzione, dovrà rafforzare la collaborazione interna e il dialogo con i territori, in particolare con i Comuni, anche in vista dell’avvio degli Ambiti Territoriali Sociali, tassello chiave della riorganizzazione dei servizi sul territorio.
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Sara Busato
Francesco Favretti, Elena Debora To anello, Patrizia Benini, Stefano Vianello
Il DG Paolo Fortuna delinea la strategia: potenziare l’eccellenza dell’Azienda Ospedale Università e migliorare la rete territoriale.
Sanità a Padova, la reingegnerizzazione al centro del nuovo modello
La direttrice indicata è la reingegnerizzazione, intesa come trasformazione profonda dell’organizzazione sanitaria basata su tre pilastri: assistenza e presa in carico, ricerca e formazione, innovazione tecnologica e digitalizzazione. A delineare questo percorso è il direttore generale Paolo Fortuna, che ha tracciato le linee di sviluppo dell’Azienda Ospedale Università di Padova, confermandone il ruolo di polo di eccellenza e attrattore per pazienti da tutto il Veneto e dall’Italia, grazie anche all’elevato volume di prestazioni. Parallelamente, la strategia punta a rafforzare la qualità della sanità sul territorio, valorizzando gli ospedali della rete. In questo quadro rientrano la concentrazione di attività specialistiche, come dialisi e riabilitazione cardiologica e ortopedica al Sant’Antonio, e il consolidamento della collaborazione con Cittadella, Camposampiero, Schiavonia e Piove di Sacco. La reingegnerizzazione implica anche un cambiamento culturale, orientato a guidare i citta-
dini verso un utilizzo più appropriato dei servizi, riducendo i tempi di accesso e migliorando l’efficacia delle cure, anche in vista del nuovo policlinico di Padova est. Centrale resta inoltre la capacità di attrarre e trattenere professionisti sanitari, in un contesto segnato da carenza di personale. Tra le priorità individuate figurano il rinnovamento organizzativo, la digitalizzazione con attenzione alla cybersicurezza, la sostenibilità e l’ascolto. L’obiettivo è anticipare i bisogni e adattare l’offerta, mantenendo un equilibrio tra eccellenza ospedaliera e sviluppo della rete territoriale.
Il
Dottor Claudio Pilerci nuovo Direttore della Funzione Ospedaliera dell’Ulss 6 Euganea
Un ruolo cruciale nel coordinamento delle strutture ospedaliere per migliorare l’efficienza e la qualità delle cure
Il dottor Claudio Pilerci, classe 1965, è stato nominato Direttore della Funzione Ospedaliera dell’Ulss 6 Euganea, assumendo un ruolo chiave nell’organizzazione sanitaria dell’azienda. Dal 1° settembre 2023, Pilerci ricopriva il ruolo di Direttore medico dell’Ospedale di Piove di Sacco. Ora, con il nuovo incarico, sarà responsabile del coordinamento delle Direzioni dei quattro presidi ospedalieri aziendali (Cittadella, Camposampiero, Piove di Sacco, Schiavonia), per garantire il buon funzionamento delle attività sanitarie, l’efficienza delle strutture ospedaliere e la qualità delle cure offerte. La nomina, formalizzata con la firma del contratto con il Direttore Generale dell’Ulss 6, dott.ssa Patrizia Benini, segna un nuovo
capitolo nella carriera del dottor Pilerci, che ha alle spalle un ampio percorso formativo e professionale. Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1991 e specializzato in Igiene e Medicina Preventiva, ha completato nel 2004 un Executive Master in Management delle Aziende Sanitarie presso l’Università Bocconi di Milano e nel 2022 ha conseguito un titolo per il supporto all’attuazione del PNRR in Regione Veneto.
Il dottor Pilerci ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità, tra cui quello di Direttore della Direzione Programmazione Sanitaria - LEA in Regione Veneto dal 2021 al 2023. Ora, con il nuovo incarico, porterà la sua esperienza per ottimizzare l’intera rete ospedaliera dell’Ulss 6 Euganea, assicurando una gestione integrata e una migliore presa in carico dei pazienti, con un forte coordinamento tra ospedali e territorio. L’obiettivo è quello di garantire una sanità più efficiente e orientata alla qualità delle cure.
Fascicolo sanitario elettronico, scattata la scadenza del 31 marzo per l’adeguamento delle strutture
Prosegue anche in Veneto il percorso del Fascicolo sanitario elettronico, destinato a diventare il fulcro della sanità digitale. Il 31 marzo ha segnato una data importante: entro questo termine tutte le strutture sanitarie, pubbliche e private, si sono dovute adeguare alle nuove modalità di trasmissione dei dati.
L’obiettivo è rendere più semplice e immediato l’accesso alle informazioni sanitarie dei cittadini. Il Fascicolo rappresenta infatti una sorta di archivio digitale personale dove vengono raccolti documenti, esami e referti legati alla storia clinica di ciascun assistito. Attraverso questo strumento, ogni cittadino può consultare i propri dati e condividerli con medici e specialisti, favorendo cure più rapide e coordinate.
Per rendere il sistema davvero efficace, tutte le strutture dovranno utilizzare un linguaggio comune e rispettare tempi precisi: i referti dovranno essere caricati entro cinque giorni dalla visita o dall’esame. In questo modo, anche in caso di accesso al pronto soccorso in un’altra zona del Paese, i sanitari potranno avere subito un quadro chiaro delle condizioni del paziente.
I numeri mostrano una crescita significativa dell’utilizzo. Tra luglio e settembre 2025, il 27% degli italiani ha consultato il Fascicolo sanitario elettronico. Il Veneto si distingue con una delle percentuali più alte: il 66% dei cittadini ha già utilizzato il servizio. Complessivamente, oltre 6,4 milioni di persone hanno effettuato almeno un accesso, mentre per circa 23 milioni di cittadini è stato caricato almeno un documento. Resta però ancora limitata la quota di chi ha dato il con-
senso alla consultazione dei propri dati da parte dei medici, ferma al 44%. Molto alta, invece, la partecipazione dei medici di famiglia e dei pediatri, con oltre il 95% già presenti nel sistema.
Tra gli strumenti più importanti c’è il cosiddetto profilo sanitario sintetico, una scheda aggiornata dal medico di base o dal pediatra che riassume le informazioni principali sulla salute del paziente. Si tratta di un documento essenziale per permettere ai sanitari di capire rapidamente la situazione clinica, soprattutto nei casi di urgenza. I cittadini possono accedere al Fascicolo tramite identità digitale e hanno pieno controllo sui propri dati: possono decidere chi può consultarli, modificare in qualsiasi momento le autorizzazioni e verificare chi ha avuto accesso alle informazioni. Anche la revoca del consenso è sempre possibile e non comporta conseguenze sull’assistenza sanitaria.
La Regione del Veneto punta sulla semplicità per avvicinare i cittadini al Fascicolo Sanitario Elettronico. Sono infatti disponibili una serie di video tutorial chiari e immediati, pensati per guidare passo dopo passo nell’utilizzo dei servizi sanitari online e nella gestione della propria salute digitale. I video accompagnano l’utente nelle principali funzionalità del fascicolo: dall’accesso tramite identità digitale alla consultazione di referti, ricette e documenti clinici, fino alla possibilità di monitorare il proprio percorso sanitario e avere sempre a disposizione
la propria storia medica in modo sicuro e organizzato. Non mancano indicazioni pratiche anche su come aggiornare i dati, condividere le informazioni con i professionisti sanitari e sfruttare al meglio i servizi disponibili.
I contenuti, realizzati da Give Emotions – società editrice de La Piazza, LaPiazzaweb e Radio Veneto24 – nascono con l’obiettivo di rendere più accessibili e intuitivi gli strumenti messi a disposizione dal sistema sanitario regionale, favorendone così una diffusione sempre più ampia tra gli utenti.
Nuove regole per ospedali e ambulatori: referti entro cinque giorni e dati condivisi per migliorare le cure. Veneto capofila nell’utilizzo del servizio digitale, lo usano due cittadini su tre
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Istituto Oncologico Veneto. Rafforzata la rete di collaborazioni internazionali per innovare i percorsi di cura
IOV protagonista in Europa: alleanze strategiche per rivoluzionare ricerca e cure oncologiche
L’Istituto Oncologico Veneto IRCCS consolida il proprio ruolo nel panorama europeo della sanità e della ricerca, rafforzando una rete di collaborazioni internazionali che punta a innovare le cure oncologiche e migliorare concretamente la vita dei pazienti.
La novità più significativa arriva nel 2026, con l’ingresso in EUREGHA, il network che riunisce le autorità sanitarie regionali e locali europee. Una scelta strategica che consente allo IOV di dialogare direttamente con le istituzioni dell’Unione Europea e contribuire alla definizione delle politiche sanitarie, con particolare attenzione ai temi della sostenibilità e dell’innovazione.
Non meno rilevante è l’impegno nella rete nazionale APRE, di cui lo IOV è parte da oltre quindici anni, a supporto della partecipazione italiana ai programmi europei di ricerca e innovazione.
Accanto a queste collaborazioni, l’Istituto è attivo in numerosi network scientifici di alto profilo, tra cui EURADOS, MELODI, EARMA, ESTRO ed ELBS.
«L’ingresso in EUREGHA e il consolidamento della nostra presenza nelle principali reti europee rappresentano un passaggio strategico», sottolinea la direttrice generale Patrizia Simionato. «Essere parte attiva di oltre dieci network internazionali significa contribuire alle politiche sanitarie europee e garantire ai pazienti modelli di cura sempre più avanzati e sostenibili».
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Ma il percorso internazionale dell’Istituto parte da lontano. Dal 2010, infatti, lo IOV è membro di OECI, una delle principali reti oncologiche europee. Un contesto in cui vengono condivisi modelli avanzati di cura, promossa la ricerca traslazionale e facilitato l’accesso ai finanziamenti comunitari.
L’obiettivo è ambizioso: ridurre le disuguaglianze e garantire standard sempre più elevati nell’assistenza ai pazienti oncologici.
Sul fronte dell’innovazione digitale, dal 2023 l’Istituto partecipa a DIGICORE, piattaforma strategica che punta a migliorare la qualità e l’integrazione dei dati sanitari. Un passaggio cruciale per sviluppare nuove metodologie di ricerca e rendere più efficiente l’utilizzo delle tecnologie nella pratica clinica.
Il progetto “Stai Bene”
Sulla stessa linea il direttore scientifico Antonio Rosato, che evidenzia il valore della dimensione internazionale: «Oggi è imprescindibile per una ricerca di qualità. Queste collaborazioni permettono di sviluppare studi multicentrici e accelerare il trasferimento delle innovazioni dalla ricerca alla pratica clinica».
Una strategia che rafforza il profilo dello IOV come centro di riferimento internazionale, capace di integrare ricerca, tecnologia e assistenza. Con un obiettivo chiaro: trasformare la cooperazione europea in cure sempre più efficaci per i pazienti oncologici.
entra
nella fase 4.0
Dalla presa in carico alla misurazione dell’impatto delle cure. Al Centro di Oncoematologia Pediatrica dell’Azienda Ospedale-Università di Padova evolve il progetto “Stai Bene”, nato nel 2021 su iniziativa della direttrice Alessandra Biffi e sostenuto da AIL Padova. Da agosto 2025 il programma è entrato nella nuova fase “Stai Bene 4.0 – Misuriamo l’impatto!”, con l’obiettivo di valutare in modo strutturato gli effetti delle cure integrate sulla qualità della vita dei pazienti più giovani. Il modello, ormai consolidato, mette in rete ospedale, domicilio e territorio, accompagnando bambini e adolescenti con patologie onco-ematologiche lungo tutto il percorso terapeutico. In quattro anni sono stati coinvolti oltre 300 pazienti e le loro famiglie, con più di 15mila interventi e un tasso di adesione superiore al 97%.
La nuova fase segna un passaggio decisivo: non solo assistenza, ma anche misurazione degli esiti in termini di benessere, recupero della quotidianità e reinserimento sociale. Stai Bene 4.0 introduce inoltre strumenti tecnologici avanzati, come realtà virtuale e teleriabilitazione, integrati in un approccio multidisciplinare che comprende supporto psicologico, attività motoria, nutrizione e percorsi di rientro a scuola. Il progetto è sostenuto dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, da AIL Nazionale e dalla sezione padovana dell’associazione, e proseguirà fino al 31 gennaio 2027.
L’obiettivo è ambizioso: trasformare un’esperienza locale in un modello replicabile su scala nazionale, capace di ridurre le disuguaglianze territoriali e migliorare i percorsi di cura nei centri di oncoematologia pediatrica italiani.
Intervento innovativo a Padova: curata con un robot una rara malattia
L’équipe dell’Unità operativa di Chirurgia toracica dell’Azienda, diretta dal professor Andrea Dell’Amore, ha eseguito per la prima volta nella regione – e tra le primissime esperienze a livello nazionale – l’asportazione della prima costa con tecnica robotica. L’operazione è stata effettuata per trattare la cosiddetta sindrome dello stretto toracico superiore, una patologia invalidante che colpisce soprattutto i giovani. Si tratta di un problema legato alla compressione di nervi e vasi sanguigni nella zona tra collo e spalla, che provoca forti dolori alle braccia, spesso accentuati da alcuni movimenti, e può compromettere in modo significativo la vita quotidiana e lavorativa.
Se non curata, la malattia può portare nel tempo a complicazioni serie, come la formazione di coaguli nel sangue, problemi alla circolazione e una progressiva perdita di forza muscolare negli
arti superiori. Nonostante ciò, resta una condizione ancora poco riconosciuta: i sintomi iniziali, poco specifici, vengono spesso scambiati per problemi alla colonna cervicale o infiammazioni dei tendini della spalla. L’intervento realizzato dall’équipe veneta rappresenta l’avvio di un programma strutturato che punta sull’utilizzo della chirurgia robotica. Una scelta che consente operazioni meno invasive, con minore dolore per il paziente e tempi di recupero più rapidi, oltre a degenze più brevi. Grazie al supporto del robot, il chirurgo può lavorare con una visione più precisa e dettagliata delle strutture coinvolte, riducendo il rischio di complicazioni dopo l’operazione. Un cambiamento significativo rispetto alle tecniche del passato, che richiedevano interventi più estesi e invasivi per risolvere una patologia che oggi può essere affrontata in modo più semplice ed efficace
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