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Cittadella rivive la magia della storica 1000 Miglia

La

“Svolta a Nord” e il fragile patto di Roma

La Lega vive settimane di profonda e sotterranea fibrillazione, e l’epicentro di questa scossa si trova, ancora una volta, in Veneto. L’esito del recente Consiglio federale di Roma, risoltosi con un congelamento delle nomine dei vicesegretari, ha plasticamente descritto lo stato di tesa tregua che attraversa via Bellerio. Quello che apparentemente si presenta come un rinvio tecnico, nei fatti nasconde un confronto serrato sul futuro identitario del partito, con il Veneto a fare da capofila di una richiesta chiara: rimettere i territori e i governatori al centro della cabina di regia.

Dal punto di vista della base e dei quadri veneti, il dibattito attuale va ben oltre la pura assegnazione delle poltrone. La trattativa reale si muove lungo l’asse tra il segretario federale Matteo Salvini e la figura più rappresentativa del leghismo veneto, Luca Zaia.

La prospettiva emersa nelle ultime ore non vede semplicemente l’ex Doge nel ruolo di vice, bensì come potenziale garante di una decisa “svolta a Nord” . Un assetto che sul piano dei pesi politici interni avrebbe lo scopo di blindare l’eredità e il controllo politico delle storiche roccaforti settentrionali.

Padovana

Più poteri alle Regioni: la Cgil mette in guardia

RAGGIUNTI

LA RIVOLUZIONE SILENZIOSA DEGLI UFFICI COMUNALI DELL’ALTA

servizi alle pag. 4-5

Veneto primo in Italia: medici di famiglia nelle Case di Comunità

PRIMA SINDACA DI CARMIGNANO DI BRENTA

AUTONOMIA DIFFERENZIATA, CONFRONTO SERRATO, STEFANI: “RICHIESTE SACROSANTE”

a pag. 21

E DOPO IL 2026? LA NUOVA SFIDA

• Nicola Stievano

l tempo scorre inesorabile: il 30 giugno 2026 non è più una data cerchiata in rosso sul calendario di amministratori e tecnici, ma una scadenza immediata che bussa alle porte dei nostri municipi e u ici. Anche per il Veneto questa non è una scadenza qualunque: è il momento della verità per il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, l’ora in cui i progetti devono trasformarsi definitivamente in opere compiute, i cantieri devono chiudersi e la burocrazia deve lasciare spazio ai fatti.

segue a pag. 3

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FACCIAMO IL PUNTO

CIKETI, CITTADELLA “IN VERSIONE BACARO”

Dal 4 al 6 giugno il centro storico di Cittadella ha cambiato ritmo e profumo: con Ciketi – Iconic Food, la città murata si è trasformata in un grande percorso di uso dedicato al cicchetto veneto, tra casette di legno, locali del centro e proposte di “street cooking” arrivate da tutto il Veneto e dalla Riviera del Brenta. Il format ha funzionato perché ha unito la tradizione al gusto contemporaneo: accanto ai grandi classici – dai cicchetti “in saor” a quelli con mortadella e sottaceti, dai formaggi alle polpette, fino a baccalà, folpetti e mozzarella in carrozza – hanno trovato spazio anche interpretazioni più creative, comprese proposte con la frutta e accostamenti meno convenzionali. Un modo per raccontare che il cicchetto non è solo “assaggio”, ma un rito di convivialità che continua a evolversi senza perdere l’identità. A fare da cornice, un centro storico vissuto fino a tardi: negozi aperti fino a mezzanotte e chiusura al tra ico nelle ore serali, con l’idea – riuscita – di trasformare le vie in una passeggiata continua tra degustazioni e soste. Anche gli orari hanno dato la misura della “festa di usa”: giovedì dalle 18 alle 1, venerdì dalle 18 alle 2, sabato dalle 17 alle 2. La componente spettacolo ha completato l’esperienza: ogni sera DJ e artisti hanno animato l’atmosfera, con la serata inaugurale a idata anche a un nome noto come Joe T Vannelli (insieme a Elena Tanz), seguita dalle altre date con DJ set e ospiti annunciati. E, per chi cercava un taglio più “città d’arte”, il programma ha agganciato l’evento anche alla valorizzazione del patrimonio: nelle serate di venerdì e sabato il Camminamento di Ronda è stato aperto in versione notturna dalle 21 alle 23, con ingresso da Porta Bassano e biglietto dedicato. Nel complesso, Ciketi ha portato in centro un pubblico eterogeneo – famiglie, giovani, gruppi di amici – e ha dato a Cittadella un format “nuovo” ma coerente con la sua vocazione: vivere le mura non solo come cartolina, ma come spazio urbano da abitare. Una prima edizione che, numeri a parte, lascia un dato evidente: quando gusto, musica e città si tengono insieme, l’evento diventa una leva vera di socialità e attrattività.

Tre sere tra cicchetti, musica e shopping

sotto le stelle

E DOPO IL 2026? LA NUOVA SFIDA

Guardando i dati del monitoraggio territoriale, emerge un quadro di indiscutibile orgoglio per il nostro Nord-Est. Il Veneto si conferma locomotiva d’Italia anche nella capacità di spendere e realizzare. Nella nostra regione viene gestita una mole finanziaria monumentale da 14,3 miliardi di euro per 64.800 progetti complessivi: una transizione che ha già portato alta tecnologia negli ospedali, nuove strutture di cura e assistenza e un tasso di completamento dei cantieri comunali superiore alla media nazionale. Questi numeri ci dicono che la macchina amministrativa locale ha retto l’urto.

Laddove lo Stato centrale ha spesso mostrato fiatone e ritardi, stavolta il pragmatismo degli enti locali ha risposto positivamente. I sindaci e i tecnici dei piccoli comuni, spesso lasciati soli a combattere con la piattaforma ReGiS, hanno fatto i salti mortali, supportati negli ultimi mesi dalle task force di esperti per evitare il blocco delle autorizzazioni e dei cantieri e veder sfumare i generosi fondi messia disposizione. Ora è tempo di tirare le somme, di completare i cantieri e poi la rendicontazione. Tuttavia è necessaria una riflessione più profonda che vada oltre il 30 giugno e il 31 agosto, l’ultima data utile per la rendicontazione. La vera sfida, infatti, comincia il giorno dopo. Cosa ce ne faremo di queste

infrastrutture se non avremo le risorse umane per gestirla? Abbiamo costruito asili nido, ma avremo i fondi di bilancio corrente per assumere gli educatori? Stiamo digitalizzando la sanità e creando Case della Comunità, ma dove troveremo i medici e gli infermieri per riempirle, vista la crisi vocazionale del settore? A complicare ulteriormente il quadro, sul fronte sanitario, è lo stallo a livello nazionale sulla riforma della medicina territoriale che riguarda per l’appunto il ruolo dei medici di base nelle nuove Case della Comunità. Il PNRR è stato pensato come una straordinaria iniezione di capitale per le strutture, non per la spesa corrente. Il rischio concreto è di ritrovarsi con scatole tecnologiche bellissime, con edifici nuovi e all’avanguardia ma desolatamente vuoti. Il Veneto ha dimostrato di saper spendere e costruire rispettando quasi sempre tempi e procedure. Ora, però, la politica locale e nazionale deve pretendere una fase due, che va ben oltre il 2026: riforme strutturali e risorse correnti per far funzionare ciò che è stato realizzato, a partire dalla sanità, non certo questione di poco conto. Altrimenti, la più grande opportunità di questo quarto di nuovo secolo rischia di trasformarsi in un monumento all’e icienza edilizia, privo di un’anima sociale e non in sintonia con le necessità quotidiane.

dell’Alta Padovana

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PNRR/1.

Un’analisi dei principali cantieri aperti

Dove sono finiti i 10 milioni di euro? Il caso Cittadella tra interventi e promesse

Per molti cittadini il PNRR è rimasto a lungo un acronimo associato a fondi europei, bandi e procedure amministrative. A Cittadella, però, il Piano nazionale di ripresa e resilienza ha assunto una dimensione molto concreta. Scuole ampliate, edifici riqualificati, nuovi percorsi ciclabili, interventi sul patrimonio pubblico e progetti dedicati alla socialità sono oggi il volto visibile di una delle più importanti stagioni di investimenti pubblici degli ultimi decenni. Secondo il programma delle opere finanziate, il valore complessivo degli interventi collegati al PNRR e al Fondo complementare supera i 10 milioni di euro. Risorse che l’amministrazione comunale ha indirizzato verso alcuni degli ambiti considerati strategici per lo sviluppo della città: istruzione, rigenerazione urbana, sostenibilità ambientale, mobilità e inclusione sociale.

Una parte significativa dei finanziamenti riguarda il mondo della scuola. Tra gli interventi più rilevanti figurano l’ampliamento degli spazi destinati alla mensa della scuola primaria Pozzetto, per un investimento di 840 mila euro, e la realizzazione dei nuovi locali per la refezione scolastica della scuola secondaria Pierobon, finanziata con ulteriori 490 mila euro. A questi si aggiunge l’ampliamento della scuola dell’infanzia Ca’ Nave, per un importo di 350 mila euro. Opere che puntano a migliorare la qualità degli spazi educativi e a rispondere alle esigenze di una popolazione scolastica in continua evoluzione.

Importante anche l’investimento destinato al patrimonio culturale cittadino. Grazie a un contributo di 250 mila euro sarà infatti migliorata l’e icienza energetica del Teatro Sociale, uno degli edifici simbolo della città murata. Un intervento che consentirà di ridurre consumi e costi di gestione, preservando al tempo stesso una struttura centrale per la vita culturale del territorio. Tra i progetti più consistenti spiccano quelli legati alla rigenerazione urbana e all’edilizia pubblica. Attraverso il programma “Sicuro, Verde e Sociale” verranno riqualificati gli immobili di via Del Cristo e via Bachelet, con investimenti complessivi superiori a 1,8 milioni di euro. L’obiettivo è migliorare la qualità abitativa e l’e icienza energetica degli edifici, contribuendo al recupero del patrimonio pubblico esistente.

Particolarmente significativa è anche la riqualificazione di Borgo Padova. I diversi stralci dell’intervento valgono complessivamente oltre 1,5 milioni di euro e rappresentano uno dei tasselli più importanti della valorizzazione urbana degli accessi alla città storica. Un progetto che punta a migliorare il decoro, la fruibilità degli spazi pubblici e la qualità complessiva dell’ambiente urbano.

Il PNRR guarda però anche alla dimensione sociale. Ne sono esempio la futura Casa dell’Ascolto e il

Parco dell’Ascolto, opere che insieme superano i 2,4 milioni di euro di investimento. Si tratta di progetti destinati a creare nuovi luoghi di incontro, aggregazione e supporto alla comunità, in una logica

che mette al centro il benessere delle persone e la coesione sociale.

Non manca il capitolo dedicato alla mobilità sostenibile. Nel piano figurano infatti il completamento della rampa ovest del sottopasso di via Colombo, la realizzazione della pista ciclabile di Ca’ Moro, il collegamento ciclabile di Bolzonella e l’ampliamento della pista ciclopedonale di Casaretta. Interventi che ra orzano la rete della mobilità dolce e migliorano la sicurezza degli spostamenti quotidiani, incentivando modalità di trasporto alternative all’automobile. Infine, tra le opere finanziate trova spazio anche il progetto dedicato all’accoglienza del turismo itinerante, che supera il milione di euro di investimento e si inserisce nella strategia di valorizzazione di una città che negli ultimi anni ha saputo accrescere la propria attrattività grazie al patrimonio storico, agli eventi e alla crescente presenza di visitatori. “Il PNRR rappresenta una grande opportunità per il nostro territorio – sottolinea il sindaco Luca Pierobon –. Abbiamo lavorato per trasformare le risorse disponibili in progetti concreti, capaci di migliorare i servizi, rendere più moderna la città e generare benefici duraturi per le future generazioni”. Sulla stessa linea l’assessore ai Lavori pubblici Andrea Bertollo, che evidenzia come il risultato raggiunto sia frutto di una programmazione avviata negli anni precedenti: “Intercettare questi finanziamenti non era scontato. Dietro ogni intervento c’è un importante lavoro di progettazione e gestione amministrativa. Oggi possiamo vedere cantieri e

La Provincia di Padova sblocca 42 milioni per scuole più sicure

Prima i verbali di vulnerabilità sismica. Poi i progetti di fattibilità rimasti nei cassetti. E ora, con i fondi europei del PNRR, i cantieri aperti negli istituti superiori di tutta la provincia. La Provincia di Padova gestisce 20 interventi PNRR per 42 milioni complessivi, di cui 37,6 milioni PNRR. La parte più consistente riguarda l’edilizia scolastica: scuole superiori di competenza provinciale che attendevano interventi strutturali da decenni. Il progetto più oneroso del primo piano è la ristrutturazione dell’ala est dell’Istituto Selvatico di Padova: 5,72 milioni, tutti PNRR. Seguono l’adeguamento sismico ai Marconi-Bernardi di Padova (3,5 milioni) e ai Meucci-Caro di Cittadella (2,8 milioni). Il secondo piano aggiunge altri nove cantieri: l’adeguamento del Fanoli di Cittadella

opere che contribuiranno a migliorare la qualità della vita dei cittadini e la competitività del territorio”. A poco più di un anno dalla conclusione del programma europeo, il bilancio per Cittadella appare dunque positivo. Le risorse del PNRR non si sono tradotte soltanto in numeri o graduatorie, ma in investimenti destinati a lasciare un’eredità concreta alla città: scuole più moderne, quartieri riqualificati, spazi pubblici valorizzati e una mobilità più sostenibile. Un patrimonio che continuerà a produrre e etti ben oltre la scadenza del Piano.

(1,2 milioni) e la messa a norma antincendio del Belzoni di Padova (1,48 milioni). A gennaio 2026 sono arrivati ulteriori 500mila euro ministeriali: 245mila al Liceo Fermi per i controso itti, 120mila al Selvatico, 110mila all’Euganeo di Este. Il consigliere Stefano Agujari Stoppa ha dichiarato: «Questi finanziamenti si aggiungono ai quasi 50 milioni di fondi PNRR già ottenuti per le nostre scuole».

Accanto all’edilizia, la Provincia ha attivato i progetti di cittadinanza digitale: estensione di SPID e CIE per le amministrazioni provinciali, con il secondo atto ricognitivo interno completato nel 2025. Mancano pochi giorni al 30 giugno. I cantieri nelle scuole padovane corrono

• (S.B.)

PNRR/2. A Fontaniva il flusso dei finanziamenti ridisegna il funzionamento della macchina comunale

L’INTRICATO MOSAICO DEI FONDI UE

TRA DIGITALIZZAZIONE E OPERE PUBBLICHE

Quasi un milione di euro di finanziamenti ottenuti attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per innovare i servizi comunali, digitalizzare gli uffici e realizzare nuove opere a beneficio della cittadinanza. È il bilancio delle risorse intercettate dal Comune di Fontaniva negli ultimi anni attraverso i bandi del PNRR, che hanno consentito all’ente di avviare un importante percorso di

ha consentito l’attivazione di decine di procedimenti digitali attraverso la piattaforma nazionale, permettendo ai cittadini di ricevere notifiche e aggiornamenti direttamente sul proprio smartphone.

Particolarmente significativo è stato poi il finanziamento da 155.234 euro ottenuto per la misura “Esperienza del cittadino nei servizi pubblici”. Le risorse hanno consentito la completa realizzazione del nuovo sito internet

mensa scolastica in ampliamento al plesso scolastico comunale. L’opera ha ottenuto un contributo di 500 mila euro dal Ministero dell’Istruzione e del Merito. Il progetto esecutivo approvato nel 2025 prevede un investimento complessivo di 651.120 euro, di cui oltre 151 mila finanziati direttamente dal Comune.

Più recentemente Fontaniva ha ottenuto anche 32.647 euro attraverso il progetto “Risorse in Comune”,

modernizzazione amministrativa e tecnologica.

La quota più consistente delle risorse è stata destinata alla trasformazione digitale della macchina comunale. Già nel 2022 il Comune aveva ottenuto 121.992 euro per la migrazione al cloud di quattordici servizi fondamentali, tra cui anagrafe, stato civile, elettorale, protocollo, contabilità, tributi e ordinanze. Un intervento che ha permesso di trasferire i sistemi informatici comunali su infrastrutture più moderne, sicure e a idabili.

Sempre nell’ambito della digitalizzazione, Fontaniva ha ricevuto 14 mila euro per l’estensione dell’utilizzo delle identità digitali SPID e Carta d’Identità Elettronica. Grazie a questo investimento i cittadini possono oggi accedere ai servizi online del Comune utilizzando credenziali sicure e riconosciute a livello nazionale. Altri 16.807 euro sono stati assegnati per l’adozione dell’App IO. Il progetto

comunale, progettato secondo gli standard nazionali di accessibilità e usabilità. Oggi i cittadini possono prenotare appuntamenti, richiedere documenti, presentare istanze online e accedere a numerosi servizi senza recarsi fisicamente negli uffici comunali.

Ulteriori fondi sono arrivati per la Piattaforma Digitale Nazionale Dati, con un contributo di 20.344 euro destinato alla condivisione e interoperabilità delle informazioni tra enti pubblici, per la Piattaforma delle Notifiche Digitali, finanziata con 32.589 euro, e per l’adesione allo Stato Civile Digitale attraverso l’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente, intervento sostenuto con ulteriori 8.979 euro. Dal luglio 2025 gli atti di stato civile vengono infatti gestiti in formato completamente digitale.

Ma il PNRR non ha riguardato soltanto la tecnologia. Tra i progetti più importanti per il territorio figura la nuova

destinati all’acquisto di nuovi arredi e dotazioni informatiche per gli u ici comunali, con l’obiettivo di migliorare gli ambienti di lavoro e ra orzare la capacità amministrativa dell’ente. Complessivamente le risorse intercettate superano i 900 mila euro, una cifra che testimonia la capacità dell’amministrazione di cogliere le opportunità o erte dai bandi nazionali ed europei.

“Il PNRR ha rappresentato una straordinaria occasione di crescita per Fontaniva”, sottolinea il sindaco Alberto Trento. “Abbiamo lavorato con determinazione per partecipare ai bandi e ottenere finanziamenti che oggi si traducono in servizi più e icienti, procedure più semplici per i cittadini e investimenti concreti sul territorio. La digitalizzazione non è un obiettivo fine a se stesso, ma uno strumento per rendere il Comune più vicino alle persone e più capace di rispondere alle esigenze della comunità”.

Il primo cittadino evidenzia inoltre l’importanza degli interventi nelle scuole e negli u ici comunali. “Accanto all’innovazione tecnologica abbiamo voluto investire anche nelle strutture e nei servizi. La nuova mensa scolastica rappresenta un’opera attesa dalle famiglie, mentre il rinnovamento degli u ici consentirà ai dipendenti di operare in condizioni migliori. Sono risultati concreti che

lasceranno benefici duraturi per tutta Fontaniva”.

Una strategia che punta a proseguire anche nei prossimi anni, con l’obiettivo di consolidare il percorso di innovazione avviato e continuare a intercettare nuove opportunità di finanziamento a favore della comunità.

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• Federico Franchin

CITTADELLA

La manifestazione. La Freccia Rossa sfila tra le mura

1000 MIGLIA, IL FASCINO DELLE AUTO STORICHE CHE ATTRAVERSANO LA CITTÀ

Cittadella torna a vivere l’emozione della 1000 Miglia, la “corsa più bella del mondo” che porta sulle strade italiane il fascino intramontabile delle auto storiche. Martedì 9 giugno la Freccia Rossa attraversa la città murata nella prima tappa dell’edizione 2026, partita da Brescia e diretta a Padova, regalando a cittadini, appassionati e visitatori uno degli appuntamenti più attesi dell’inizio estate.

Il passaggio nel cuore di Cittadella rappresenta non soltanto un momento sportivo, ma anche una grande occasione di promozione per il territorio. Le vetture, oltre 400 gioielli su quattro ruote, transitano in un contesto unico, dove la storia dell’automobilismo incontra quella delle mura medievali. Piazza Pierobon diventa così il punto simbolico dell’evento, con il controllo tabella di marcia e l’abbraccio del pubblico lungo il percorso.

Per qualche ora la città si trasforma in una passerella a cielo aperto, capace di richiamare curiosi, famiglie e appassionati. A rendere speciale la 1000 Miglia è la sua capacità di unire generazioni diverse: chi riconosce i modelli che hanno fatto la storia, chi si lascia conquistare dal rombo dei motori, chi sceglie di vivere una serata diversa nel centro storico.

• Elisa Bonino

ANTICHE MURA TEATRO FESTIVAL A CAMPO DELLA MARTA

Non solo grandi eventi e motori: l’estate di Cittadella parla anche il linguaggio del teatro. È tornato l’Antiche Mura Teatro Festival, la rassegna che trasforma il Teatro all’aperto di Campo della Marta in uno dei luoghi più suggestivi della stagione culturale cittadina. Un cartellone accompagna il pubblico tra giugno e luglio, con spettacoli serali e

una formula per avvicinare cittadini e visitatori al teatro.

La forza del festival sta nella sua cornice: il palcoscenico all’aperto, ai piedi delle mura, diventa spazio di incontro dove la cultura esce dai luoghi tradizionali e si intreccia con la bellezza della città. Gli spettacoli sono preceduti da un pre-spettacolo, un momento introduttivo che prepara il pubblico ai temi

della serata.

Il programma 2026 propone diversi appuntamenti e guarda al teatro come occasione di riflessione, emozione e condivisione. L’ingresso con o erta libera, senza prenotazione, conferma la volontà di mantenere l’iniziativa accessibile.

In caso di maltempo gli spettacoli si svolgono in Villa Rina. Ma è nelle

UN NUOVO CAMPUS PER FORMARE I TECNICI DI DOMANI

Sorgerà a Cittadella un nuovo campus dedicato alla formazione professionale e tecnica, un progetto ambizioso che punta a ra orzare il legame tra scuola, imprese e territorio. La nuova struttura nascerà in via Angelo Gabrielli, nell’area già vocata alla formazione superiore, dove oggi si concentrano diversi istituti scolastici e servizi frequentati ogni giorno da migliaia di studenti. Il progetto nasce dalla collaborazione tra Comune di Cittadella, Provincia di Padova, ITS Red Academy, Enaip e Ance, con l’obiettivo di dare vita a un polo moderno e

all’avanguardia, capace di rispondere in modo concreto alla crescente richiesta di figure tecniche qualificate da parte del mondo del lavoro. Si tratta di un modello innovativo, pensato anche sulla scorta delle esperienze dei campus anglosassoni, dove la formazione non è soltanto aula, ma anche relazione, orientamento, specializzazione e contatto diretto con le aziende. La nuova sede dovrebbe svilupparsi su tre piani, con un ultimo livello dedicato alla residenzialità per gli studenti. Un elemento particolarmente significativo, perché consentirà di attrarre giovani

serate estive a Campo della Marta che il festival trova la sua immagine più forte: il pubblico all’aperto, le mura sullo sfondo, il teatro che diventa parte del paesaggio urbano.

Antiche Mura Teatro Festival si conferma così uno degli appuntamenti culturali più riconoscibili di Cittadella.

• (E.B.)

anche da altri territori, trasformando Cittadella in un punto di riferimento non solo provinciale, ma regionale, per la formazione post diploma e professionale. Grande soddisfazione è stata espressa dal sindaco Luca Pierobon, che ha sottolineato come l’idea nasca da lontano e sia cresciuta grazie al coinvolgimento progressivo di più soggetti istituzionali e formativi. Il Comune ha messo a disposizione un’area di circa 3.600 metri quadrati, all’interno di un comparto strategico che negli anni è stato oggetto di investimenti importanti, in particolare su viabilità e parcheggi. Il nuovo campus si inserisce anche nel più ampio percorso di rinnovamento della formazione superiore promosso a livello nazionale, con l’obiettivo di avvicinare sempre di più i percorsi formativi alle esigenze reali delle imprese. Un tema

centrale per un territorio produttivo come quello dell’Alta Padovana, dove la domanda di competenze tecniche continua a crescere. Con questo progetto Cittadella guarda quindi al futuro, puntando sui giovani, sulla qualità della formazione e sulla capacità di costruire nuove opportunità occupazionali. Un investimento che non riguarda solo la scuola, ma lo sviluppo complessivo della comunità e del suo tessuto economico.

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• (E.B.)

Comune di Cittadella

INFORMA | GIUGNO 2026

IL TEATRO VIAGGIA NELLE FRAZIONI

L’estate a Cittadella si accende di storie e comunità

fRAZIONI tEATRO

ACittadella l’estate fa rima con teatro, un linguaggio che l’Amministrazione considera da sempre uno strumento ideale per creare percorsi di crescita, incontro e inclusione. In quest’ottica, un appuntamento ormai fisso e attesissimo è la rassegna Teatro nelle Frazioni, curata da Febo Teatro Pensata come un vero e proprio “palco itinerante”, la kermesse si sposta di frazione in frazione per portare la magia dello spettacolo dal vivo direttamente “a due passi da casa”. In questo modo, l’offerta culturale non si concentra esclusivamente nel pur splendido centro storico, ma valorizza l’intero territorio comunale, dando risalto e vitalità a ogni suo singolo angolo. Da Laghi a Facca, da San Donato a Santa Maria, passando per Santa Croce Bigolina, Ca’ Onorai e Pozzetto, le piazze, i patronati e i parchi delle frazioni si trasformano in teatri a cielo aperto. Un modo speciale per re-

galare emozioni, stupore e divertimento assicurato ai più piccoli e alle loro famiglie, riunendo la comunità in momenti di pura condivisione. Tutti gli appuntamenti sono a ingresso gratuito con offerta libera, per garantire a chiunque di godere della bellezza della scena. Come nelle passate edizioni, inoltre, si rinnova una delle iniziative più amate: per tutti i bambini che parteciperanno a 3 e/o 6 spettacoli , sono previsti premi speciali. L’estate culturale abbraccia però ogni sfumatura della prosa. Nella splendida cornice di Campo del-

la Marta, spazio anche all’impegno civile e alla riflessione con gli ultimi imperdibili appuntamenti di Antiche Mura Teatro Festival curato da Teatro Bresci

Lunedì 29 Giugno - ore 21:30 Rita e il giudice. Storie di scelte, padri e mafia

Lunedì 6 Luglio - ore 21:30 Non è una grande storia

Lunedì 13 Luglio - ore 21:30 Lo stronzo.

Martedì 14 Luglio - ore 21:30 Maradona nell’alto dei cieli.

Sindaco Dott. Luca Pierobon

Dove lo butto? Umido organico

L’Umido pulito è il rifiuto organico privo di

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Il rifiuto raccolto viene trasformato negli impianti di ETRA in fertilizzante naturale utilizzato in agricoltura per la concimazione organica dei terreni.

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CITTADELLA

Artigianato. La rievocazione dedicata alla corsa nata nel 1899 ha attraversato il centro storico

PROVA DI RESISTENZA, TAPPA

DEL TOUR “ANTE 1905”

L’edizione 2026 della Prova di Resistenza per Veicoli Automobili Province Venete, si è svolta riportando sulle strade venete un evento che a onda le radici addirittura nel 1899, quando – con l’apparizione delle prime automobili e gli incontri tra i proprietari – nacque il Club Automobilisti Veneti e venne organizzata la prima grande gara automobilistica esclusivamente veneta, inserita nel programma della Fiera del Santo di Padova.

La formula attuale è quella di una rievocazione itinerante: non una corsa “a tutta birra”, ma un percorso culturale e turistico che mette insieme la passione per il motorismo storico e la valorizzazione dei luoghi attraversati. Nel programma 2026 compaiono infatti più Comuni – Romano d’Ezzelino, Possagno, Bassano del Grappa, Marostica e Cittadella – con tappe cadenzate e soste pensate per il pubblico e per gli equipaggi.

La manifestazione ha preso il via dal Museo dell’Automobile L. Bonfanti a Romano d’Ezzelino, con accoglienza, registrazione e visita al museo, prima della partenza pomeridiana verso Possagno per la sosta culturale alla Gypsotheca e Museo Antonio Canova. La giornata è proseguita con l’aperitivo a Villa Ca’ Apollonio e con il deposito dei veicoli alla sede del CVAE a Pove del Grappa.

La tappa più vicina a casa – e quindi la più attesa per l’Alta Padovana – è arrivata sabato 30 maggio. Dopo Bassano e la sosta a Marostica in Piazza degli Scacchi con visita del Castello Inferiore, la carovana è entrata a Cittadella nel primo pomeriggio: il programma indica l’arrivo alle 13.30 con sosta pranzo alla Birraria ai Giardini e ripartenza alle 15.30. Un passaggio che, come sempre, ha un valore doppio: per gli appassionati è l’occasione di vedere da vicino vetture che normalmente si incontrano solo nei musei o ai raduni; per la città è una cartolina in movimento che porta attenzione e pubblico nel cuore del centro.

Il sabato si è chiuso poi a Bassano del Grappa con esposizione in Piazza Libertà e un momento di spettacolo “in tema” con i balli storici in costume del gruppo Serenissima Danze 800, prima della serata conviviale e del rientro degli equipaggi. Domenica 31 maggio, infine, la manifestazione si è conclusa con il ritiro dei veicoli

e il rientro a casa dei partecipanti. A rendere particolare la Prova di Resistenza è proprio questo intreccio: la rievocazione di un capitolo pionieristico dell’automobile veneta e la capacità di “mettere in rete” luoghi simbolo, musei e piazze storiche. E la tappa cittadellese, anche quest’anno, ha confermato il senso dell’operazione: far uscire il motorismo d’epoca dalla nicchia degli addetti ai lavori e riportarlo, per qualche ora, in mezzo alle persone.

• Elisa Bonino

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La corsa delle donne per le donne ha unito sport e solidarietà

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spipadova@gmail.com oppure venirci a trovare nelle nostre sedi: Cittadella, Via Ca’ Nave, 103; dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.00 - dalle 15.00 alle 18.00 Carmignano di Brenta, Via Trieste, 31; lunedì e giovedì dalle 9.00 alle 12.00 San Martino di Lupari, Viale Europa,47; lunedì, martedì giovedì dalle 9.00 alle 12.00

ittadella si è colorata di rosa a fine maggio, quando il centro storico ha ospitato la Run 5 Woman, la manifestazione podistica “delle donne per le donne” organizzata dai Maratoneti Cittadellesi. Un evento che negli anni è diventato un appuntamento fisso di fine primavera e che, anche in questa edizione, ha riportato in piazza un’onda di partecipazione fatta di energia, sorrisi e senso di comunità. La formula è rimasta quella che ne ha decretato il successo: un percorso accessibile, pensato non solo per chi corre, ma anche per chi sceglie di camminare, con l’idea di mettere al centro la partecipazione e il messaggio. La partenza è stata indicata da Piazza Pierobon alle ore 20, con ritrovo nel tardo pomeriggio. L’immagine più forte, al di là dei numeri, è stata quella di un centro storico “pieno” e attraversato da gruppi di amiche, famiglie e partecipanti di età diverse, accomunati dalla voglia di esserci per una causa. Il cuore dell’iniziativa, infatti, non è la performance sportiva ma la finalità benefica: il ricavato dell’evento è destinato alle associazioni Insieme per Mano e Altre Parole, realtà che sul territorio svolgono un lavoro costante di supporto e assistenza alle donne colpite da tumore al seno. Il ringraziamento pubblico rivolto alla città e ai partecipanti – di uso a evento concluso – ha insistito proprio su questo: correre insieme è bello, ma farlo per una causa concreta lo è ancora di più. Dal punto di vista cittadino, iniziative come la Run 5 Woman hanno anche un e etto “collaterale” tutt’altro che secondario: riportano persone in centro, valorizzano gli spazi pubblici e costruiscono un senso di appartenenza che va oltre la singola serata. La riuscita dell’edizione 2026, segnata da una partecipazione descritta come particolarmente ampia, conferma che lo sport popolare – quando è ben organizzato e sostenuto da una finalità chiara – diventa un volano sociale, capace di tenere insieme salute, relazione e solidarietà.

TRIONFO ALLE URNE PER ELISA PAIUSCO: ELETTA SINDACA CON OLTRE L’80% DEI VOTI

ACarmignano di Brenta il voto ha consegnato un risultato netto. Elisa Paiusco, candidata della lista Noi Carmignano, è stata eletta sindaca con 3.126 voti pari all’81,58%, superando Felice Cervellin, fermo a 706 voti e al 18,42%. Un esito chiaro, che chiude senza incertezze la tornata elettorale e apre ora una nuova fase amministrativa per il Comune. Farmacista, 47 anni, già assessora uscente, Paiusco arriva alla guida del paese dopo un risultato molto ampio, maturato in una consultazione che ha segnato il passaggio di testimone dopo la conclusione anticipata del mandato di Eric Pasqualon, eletto in Consiglio regionale. Il dato politico è evidente: gli elettori hanno premiato in modo larghissimo la proposta di continuità rappresentata dalla sua candidatura. Ma, al di là del peso del consenso, da qui in avanti il terreno su cui misurare il nuovo mandato sarà inevitabilmente quello dell’azione amministrativa.

L’elezione di Paiusco ha anche un valore storico per Carmignano di Brenta: è infatti la prima donna a indossare la fascia tricolore. Un elemento significativo, ma che nel racconto giornalistico va letto per quello che è: un fatto istituzionale rilevante, destinato a entrare nella storia del Comune, senza però oscurare il punto centrale, cioè le attese che accompagnano l’avvio del mandato.

Ed è proprio questo il nodo. Un consenso superiore all’80 per cento, infatti, ra orza la legittimazione politica della nuova sindaca, ma alza inevitabilmente anche il livello delle aspettative. I prossimi mesi diranno se il tratto prevalente sarà quello della continuità piena con l’impostazione amministrativa degli ultimi anni oppure se emergerà da subito uno stile personale, più riconoscibile, nella gestione del Comune e nel rapporto con i cittadini.

A Carmignano la sfida non sarà soltanto amministrare, ma farlo in una fase in cui ai sindaci si chiede sempre più una presenza costante, una capacità di ascolto diretta e una risposta concreta ai problemi quotidiani. È qui che si giocherà la partita politica della nuova sindaca: non tanto sul valore simbolico del risultato ottenuto, quanto sulla capacità di tradurre quel consenso in metodo, priorità e scelte.

Anche perché il dato dell’a luenza, fermatasi poco sopra il 60 per cento, ricorda

Una giornata di valori, memoria e orgoglio per la comunità

Il 2 giugno 2026 l’Italia ha celebrato un anniversario di straordinaria importanza: gli 80 anni della Repubblica Italiana. Una ricorrenza che ha richiamato alla memoria il referendum istituzionale del 1946, quando gli italiani furono chiamati a scegliere democraticamente il futuro del Paese, dando vita alla Repubblica e aprendo una nuova pagina della storia nazionale. È stata una giornata che ha invitato a riflettere sui valori che ne costituiscono le fondamenta: democrazia, libertà, partecipazione, uguaglianza e solidarietà. Principi che trovano piena espressione nella Costituzione italiana e che hanno continuato a rappresentare un punto di riferimento per la vita civile e istituzionale delle nostre comunità. La celebrazione della Festa della Repubblica ha rappresentato anche un’occasione per rinnovare

l’impegno quotidiano verso questi ideali, riconoscendo il contributo di quanti, con il proprio lavoro, il senso del dovere e la dedizione al bene comune, hanno contribuito alla crescita e al progresso della società.

In questa significativa ricorrenza, Carmignano di Brenta ha inoltre espresso profondo orgoglio per il conferimento del titolo di Cavaliere della Repubblica al concittadino Tiziano Sarzo. Un prestigioso riconoscimento che ha premiato l’impegno, la professionalità e il servizio reso alla collettività, valori che rappresentano al meglio lo spirito della Repubblica e il senso di appartenenza alla comunità.

che ogni vittoria deve poi misurarsi con una comunità più ampia del solo perimetro elettorale. Governare significherà quindi consolidare il rapporto con chi ha sostenuto la nuova maggioranza, ma anche parlare a tutto il paese, in una fase che chiede equilibrio istituzionale e concretezza.

Un contesto politico non da poco quello di Carmignano di Brenta, un Comune che negli anni ha espresso figure di rilievo anche oltre i confini locali, come Antonio De Poli, oggi questore del Senato della Repubblica e già sindaco del Comune dal 1990 al 1995. Ma oggi conta soprattutto l’inizio di una nuova amministrazione. Ed è su questo terreno, molto più che su quello simbolico, che Elisa Paiusco sarà chiamata a costruire il proprio profilo di sindaca.

• Elisa Bonino
CARMIGNANO
La nuova Giunta

CARMIGNANO

L’intervista. La nuova sindaca racconta le priorità del mandato e il metodo con cui intende amministrare

PAIUSCO AL DEBUTTO: “ASCOLTO, PRESENZA E CONCRETEZZA PER LA CITTÀ”

Apochi giorni dall’elezione, per Elisa Paiusco si apre la fase più delicata: quella in cui il largo consenso ottenuto alle urne deve tradursi in azione amministrativa, presenza sul territorio e risposte concrete ai cittadini. Prima donna sindaca nella storia di Carmignano di Brenta, Paiusco eredita il testimone dell’amministrazione uscente e si prepara ad a rontare i primi passaggi del mandato con una linea che richiama continuità, ma anche attenzione forte al sociale e al rapporto diretto con la comunità. In questa intervista racconta lo spirito con cui inizia il suo percorso e le priorità da cui intende partire. Sindaca Paiusco, il risultato elettorale è stato molto ampio e la aff ida a una responsabilità importante. Con quale spirito affronta questo inizio di mandato e qual è il primo pensiero che sente di rivolgere alla comunità di Carmignano? “È stato un risultato che, lo ammetto, non mi aspettavo in queste proporzioni. Non pensavo a una percentuale di consenso così alta. Per questo desidero ringraziare tutti i cittadini, sia chi mi ha accordato

la propria fiducia sia chi non l’ha fatto: anche il confronto con chi ha espresso una scelta diversa sarà per me uno stimolo a migliorare. Sento questa elezione come una grande responsabilità, che voglio a rontare con determinazione, ascolto e presenza costante. Io e tutta la squadra vogliamo essere un punto di riferimento per l’intera comunità, nessuno escluso”.

La sua elezione si inserisce in una linea di continuità con l’amministrazione uscente, ma allo stesso tempo apre una fase nuova. Quale impronta personale vuole dare al suo mandato?

“Parlo di continuità perché con l’amministrazione precedente è stato fatto molto, e non dobbiamo dare per scontato che mantenere servizi, progetti e attenzione al territorio sia automatico. Già proseguire su quella linea rappresenta per noi una base solida di partenza. Allo stesso tempo, la mia idea di amministrazione si fonda su ascolto, presenza e concretezza: saranno questi gli elementi che guideranno il nostro lavoro ogni giorno”.

Quali saranno le priorità amministrative dei prossimi mesi e da dove pensa sia

giusto cominciare per dare concretezza al programma presentato in campagna elettorale?

“Credo che la sfida più importante sia quella del sociale, ed è da lì che desidero partire. L’obiettivo è non lasciare indietro nessuno, prestando attenzione alle fragilità e ai bisogni che emergono nella comunità. Penso che un’amministrazione debba avere la capacità di essere vicina alle persone soprattutto nei momenti di di icoltà, costruendo risposte concrete e una rete di supporto il più possibile e icace”.

Oggi ai sindaci si chiede non solo di amministrare, ma anche di essere presenti, accessibili e capaci di ascolto. Che rapporto vuole costruire con i cittadini?

“Ascolto e presenza sono per me fondamentali. Le porte del Comune saranno aperte e la mia presenza sul territorio sarà costante. Ritengo importante che i cittadini siano sempre informati e coinvolti, sia attraverso i canali istituzionali e i social, sia con momenti di incontro diretto nei quartieri e nella frazione. Il dialogo con la comunità dovrà essere

continuo, perché amministrare bene significa anche saper ascoltare”.

La sua elezione ha anche un valore storico, perché è la prima donna sindaca di Carmignano di Brenta. Che significato ha per lei questo passaggio?

“Essere la prima donna sindaco rappresenta per me una doppia responsabilità. Ancora oggi, a volte, si pensa che l’essere donna possa limitare l’accesso a determinati

ruoli, istituzionali o professionali. Il fatto che Carmignano abbia scelto una donna è per me motivo di grande orgoglio, darò il massimo a inché tutte le donne si sentano forti di riuscire in qualsiasi ambito. Servirà impegno e studio, ma non si può pensare che il genere possa essere un limite”.

• Elisa Bonino

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Elisa Paiusco con il senatore De Poli e il consigliere regionale Pasqualon

FONTANIVA

Ambiente. Sono tantissime le attività in programma a ingresso gratuito

BRENTA VIVA , UN’ESTATE TRA NATURA, CULTURA E BENESSERE NEL CUORE DEL PARCO

Nel territorio del Comune di Comune di Fontaniva il verde non è solo una cornice paesaggistica, ma un elemento vivo che contribuisce a definire identità, qualità della vita e proposta culturale. In questo contesto si inserisce Brenta Viva, un parco che negli ultimi anni ha saputo evolversi da semplice area naturalistica a spazio dinamico, capace di coniugare educazione ambientale, benessere e intrattenimento di qualità. Un luogo che non si limita a essere attraversato, ma vissuto, ascoltato e condiviso. Per l’estate in arrivo, Brenta Viva alza ulteriormente l’asticella proponendo un calendario ricco e trasversale, pensato per pubblici diversi ma unito da un filo conduttore chiaro: la valorizzazione del tempo libero attraverso esperienze autentiche,

accessibili e immerse nella natura. Un programma che spazia dalla meditazione alla comicità, dalla musica al cinema, fino alla cultura del vino indipendente.

Il primo appuntamento è fissato per il 21 giugno, con lo Yoga Day, evento dedicato alla Giornata mondiale dello yoga. Una proposta che punta sul benessere psicofisico e sulla riconnessione con l’ambiente naturale del parco. Un’occasione per rallentare i ritmi quotidiani, respirare in modo consapevole e vivere il paesaggio come parte attiva dell’esperienza, in un equilibrio tra corpo e mente. Il 26 giugno si apre invece la stagione del cinema all’aperto, realizzata in collaborazione con il Palladio. La prima delle tre serate previste sarà dedicata alla proiezione di “Le città di pianura”, un

La pace sotto un cielo di stelle

Una comunità unita da un messaggio di speranza, partecipazione e fiducia nel futuro. Fontaniva ha vissuto una serata intensa e carica di significato con “La Pace Sotto un Cielo di Stelle”, uno degli appuntamenti più attesi del programma Fontaniva26. Cittadini e Territorio per la Pace, promosso da ASD Casoni Viva in collaborazione con Anteas e con il patrocinio del Comune. L’iniziativa ha preso il via dalla passerella sul Brenta, da dove è partito il corteo della pace guidato dall’Associazione Archeo Medio Brenta e dal Consiglio Comunale dei Ragazzi e delle Ragazze. Numerosi cittadini hanno accompagnato il percorso lungo le vie del centro, mentre molte abitazioni hanno esposto bandiere e simboli della pace, aderendo all’invito degli organizzatori. L’arrivo in piazza Umberto I ha rappresentato uno dei momenti più emozionanti della serata. Qui è stato consegnato al sindaco Alberto Trento il Manifesto della Pace, sottoscritto da cittadini, associazioni e rappresentanti del territorio. Il documento è stato custodito in duplice copia: una destinata al municipio e una inserita nella Capsula del Tempo insieme ai pensieri e ai messaggi degli studenti della scuola secondaria di primo grado. La capsula è stata poi

appuntamento che unisce la suggestione del grande schermo alla dimensione immersiva della natura. Guardare un film sotto le stelle diventa così un’esperienza collettiva, capace di trasformare il parco in una sala cinematografica a cielo aperto.

La programmazione prosegue con un cambio di ritmo il 16 luglio, quando Brenta Viva ospiterà lo Sgargabonzi, tra le voci più originali e irriverenti della stand up comedy italiana. Uno spettacolo che promette risate, provocazioni e riflessioni fuori dagli schemi, in grado di lasciare il pubblico tra il divertito e il disorientato, in perfetto stile dell’artista.

Accanto a questi appuntamenti, la musica sarà una presenza costante per tutta la stagione estiva. Diversi concerti animeranno le serate del parco, trasformandolo in un punto di incontro dove suoni, natura e socialità si intrecciano. Ogni evento diventerà un momento di condivisione sotto il cielo estivo, in cui la dimensione artistica si fonde con quella paesaggistica.

Non mancherà inoltre uno spazio dedicato alla cultura del vino indipendente. L’iniziativa proporrà degustazioni e incontri con produttori fuori dai circuiti industriali, realtà che puntano su identità, qualità e racconto del territorio. Un’occasione per avvicinarsi a un consumo più consapevole e per conoscere storie che nascono dalla

a idata simbolicamente al futuro. Al termine di una breve processione, infatti, è stata interrata nei pressi dell’Ulivo della Pace e sigillata con l’impegno di essere riaperta nel 2076, cinquant’anni dopo. Un gesto dal forte valore simbolico, pensato per trasmettere alle future generazioni il desiderio di una comunità fondata sul dialogo, sul rispetto e sulla convivenza pacifica.

Grande partecipazione anche per il Risotto della Pace, preparato per l’occasione dal cuoco Giuliano Bollato utilizzando prodotti del territorio. La ricetta, anch’essa inserita nella capsula del tempo, ha rappresentato il legame tra tradizione, identità locale e spirito di comunità.

“La pace si costruisce ogni giorno attraverso piccoli gesti condivisi”, ha sottolineato l’assessore alla Cultura Matteo Telatin. Sulla stessa linea il sindaco Alberto Trento, che ha definito la capsula del tempo “un atto di fiducia verso il futuro e un messaggio che Fontaniva consegna a se stessa”. Una serata che ha saputo trasformare un ideale universale in un’esperienza concreta e partecipata.

(F.F.)

terra e dal lavoro artigianale. Tutti gli eventi di Brenta Viva saranno a ingresso gratuito, scelta che conferma la volontà di rendere la cultura e il benessere accessibili a tutti. Il parco si conferma così non solo come polmone verde del territorio, ma come un vero e proprio punto di riferimento culturale per la comunità, capace di o rire esperienze che uniscono natura, emozione

e partecipazione. Aggiornamenti sul programma, prenotazioni e ulteriori informazioni saranno disponibili sul sito u iciale e sui canali social del parco, che continueranno a raccontare un’estate all’insegna della qualità e della condivisione.

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• Federico Franchin

L’evento. Mobilità sostenibile, comunità e convivialità

IL MESE DELLO SPORT SI CHIUDE TRA BICICLETTATA

E GRANDE PARTECIPAZIONE

Una mattinata di sport, amicizia e vita all’aria aperta ha concluso nel migliore dei modi il Mese dello Sport di Fontaniva. Gli impianti sportivi del Quartiere dei Fiori sono stati il cuore pulsante della Festa dello Sport, appuntamento che ha richiamato famiglie, giovani, associazioni e semplici appassionati per celebrare i valori dell’attività fisica e della partecipazione.

L’evento si è aperto di buon mattino con la tradizionale biciclettata aperta a tutti. Fin dalle prime ore decine e decine di ciclisti di ogni età si sono ritrovati al punto di partenza, trasformando l’iniziativa in una colorata carovana che ha attraversato le strade del territorio comunale. Un percorso pensato per essere accessibile a tutti, dai bambini agli adulti, che ha permesso ai partecipanti di scoprire scorci del territorio e condividere una mattinata all’insegna del movimento e della convivialità.

Lungo il tragitto non sono mancati sorrisi, momenti di aggregazione e l’entusiasmo delle tante famiglie che hanno scelto di partecipare insieme. La biciclettata ha rappresentato uno dei momenti simbolo della Festa dello Sport, sottolineando

l’importanza della mobilità sostenibile e dell’attività fisica praticata come occasione di incontro e benessere.

Al rientro agli impianti del Quartiere dei Fiori si è svolta l’inaugurazione u iciale della manifestazione, seguita da un bu et conviviale che ha riunito partecipanti, volontari e rappresentanti delle associazioni sportive. Per tutta la giornata gli spazi sportivi sono stati animati da dimostrazioni, prove pratiche e attività rivolte a persone di ogni età.

La Festa dello Sport ha rappresentato il momento culminante di un percorso iniziato a metà maggio e sviluppatosi per diverse settimane attraverso il “Mese dello

Sport”, promosso dal Comune di Fontaniva con il coinvolgimento di oltre venticinque associazioni sportive del territorio. Durante il mese si sono susseguiti tornei, esibizioni, incontri, manifestazioni e attività dedicate alla promozione dello sport come strumento di crescita personale e coesione sociale. L’iniziativa ha confermato ancora una volta la vivacità del tessuto associativo fontanivese e la capacità delle società sportive locali di fare rete, coinvolgendo centinaia di persone. Un lavoro che ha permesso di valorizzare discipline diverse, o rendo a bambini, ragazzi e adulti la possibilità di avvicinarsi allo sport e conoscere le opportunità presenti sul territorio. La grande partecipazione registrata durante la giornata conclusiva testimonia il successo di un progetto che ha saputo unire sport, salute e socialità. Un risultato che premia l’impegno delle associazioni, dei volontari e dell’amministrazione comunale e che conferma il Mese dello Sport come uno degli appuntamenti più attesi e partecipati della comunità fontanivese.

• Federico Franchin

Natura = cura: giornata ecologica tra api, fiumi e comunità

Una giornata all’insegna della sostenibilità, della partecipazione e dell’educazione ambientale. Fontaniva ha aderito con entusiasmo alla Giornata Ecologica Regionale, promuovendo una serie di iniziative raccolte sotto il titolo “Natura = Cura”, capaci di coinvolgere cittadini, associazioni e volontari in un percorso dedicato alla tutela dell’ambiente e alla valorizzazione del territorio. Le attività si sono aperte in mattinata nella splendida cornice di Villa Borromeo Fantoni, dove il Circolo Legambiente Alta Padovana ha organizzato la tradizionale Festa di Primavera. Numerosi cittadini hanno partecipato agli incontri e ai momenti di approfondimento dedicati ai temi ambientali, con particolare attenzione alla risorsa acqua e alla salute dei corsi d’acqua del territorio. Grande interesse ha suscitato la presentazione del report di “Operazione Fiumi”, il monitoraggio che fotografa lo stato di salute dei principali corsi d’acqua dell’area. I dati e le analisi condivise durante l’incontro hanno o erto spunti di riflessione sull’importanza della tutela dell’ecosistema fluviale e sulle

buone pratiche necessarie per preservarlo nel tempo. La mattinata si è conclusa con un momento conviviale che ha favorito il confronto tra cittadini, volontari e amministratori. Nel pomeriggio l’attenzione si è spostata al Parco Inclusivo, trasformato per l’occasione in un laboratorio a cielo aperto dedicato alla biodiversità. Qui si è parlato del ruolo fondamentale delle api per l’equilibrio degli ecosistemi e per la salvaguardia delle produzioni agricole. Esperti e volontari hanno illustrato ai partecipanti il valore degli insetti impollinatori e le azioni concrete che ciascuno può mettere in pratica per proteggerli. Il momento più partecipato della giornata è stato la realizzazione di una grande aiuola fiorita composta da specie particolarmente gradite alle api. Guidati dai Volontari Civici del Parco Inclusivo, conosciuti come “Cavalieri dei Fiori”, adulti e bambini hanno collaborato alla piantumazione, contribuendo a lasciare un segno concreto e duraturo nel verde pubblico.

• (F.F.)

Comune di Fontaniva

FONTANIVA, 100 mila euro per le strade: completate le

Nuovi investimenti per la sicurezza e la manutenzione del territorio a Fontaniva. L’amministrazione comunale ha portato a termine nelle scorse settimane due importanti interventi di asfaltatura che hanno interessato Via delle Sorgenti e Via Boschi, per un investimento complessivo di 100 mila euro. Si tratta di opere inserite nel programma di manutenzione della viabilità comunale e finalizzate a migliorare le condizioni di percorrenza, la sicurezza degli utenti della strada e il decoro delle infrastrutture pubbliche.

Nel dettaglio, in Via delle Sorgenti il Comune ha investito 40 mila euro per il rifacimento del manto stradale, un intervento che era atteso da residenti e automobilisti e che

asfaltature

di

via delle

consentirà di garantire una carreggiata più sicura e confortevole. In Via Boschi, invece, l’investimento è stato pari a 60 mila euro e ha permesso di riqualificare il tratto interessato, eliminando le criticità causate dal progressivo deterioramento dell’asfalto. Le due opere si inseriscono in una più ampia strategia di attenzione verso il patrimonio viario comunale. La manutenzione delle strade rappresenta infatti una delle voci più importanti dell’attività amministrativa, sia per l’impatto diretto sulla sicurezza della circolazione sia per la qualità della vita dei cittadini che ogni giorno utilizzano la rete viaria per lavoro, studio e spostamenti personali. «La manutenzione delle strade è una delle priorità della nostra amministrazione», sottolinea il sindaco Alberto Trento. «Parliamo di interventi che possono sembrare ordinari, ma che hanno un’importanza fondamentale per la sicurezza delle persone e per la funzionalità del nostro territorio. Con queste asfaltature continuiamo un percorso che ci vede impegnati a investire risorse concrete per migliorare la qualità delle infrastrutture comunali e rispondere alle esigenze dei cittadini».

Il primo cittadino evidenzia come gli interventi siano il risultato di una programmazione che guarda al medio e lungo periodo. «Il nostro obiettivo è intervenire in maniera graduale ma costante sulle strade che necessitano di manutenzione. Sappiamo bene

sorgenti e via boschi

quanto sia importante avere una rete viaria efficiente e sicura e per questo continuiamo a destinare risorse significative a questo settore. Le opere realizzate in Via delle Sorgenti e Via Boschi rappresentano un ulteriore passo avanti in questa direzione». Oltre all’aspetto legato alla sicurezza, il rifacimento delle pavimentazioni contribuisce anche a migliorare il decoro urbano e a ridurre nel tempo i costi derivanti da interventi emergenziali. Strade mantenute in buone condizioni consentono infatti una migliore gestione del patrimonio pubblico e garantiscono benefici diffusi per tutta la comunità. Durante l’esecuzione dei lavori non sono mancati alcuni inevitabili disagi temporanei alla circolazione, gestiti attraverso modifiche alla viabilità e limitazioni al traffico nelle aree interessate dai cantieri. Per questo il sindaco ha voluto rivolgere un ringraziamento ai cittadini. «Desidero esprimere un sincero grazie ai residenti e a tutti gli utenti della strada per la collaborazione e la pazienza dimostrate durante le fasi dei lavori. Sappiamo che i cantieri possono creare qualche difficoltà, ma sono interventi necessari per garantire infrastrutture più sicure e moderne».

L’amministrazione comunale conferma inoltre la volontà di proseguire con ulteriori interventi di manutenzione sul territorio. «Continueremo a investire sulle nostre strade e sulle infrastrutture pubbliche», conclu-

de Trento. «La cura del territorio passa anche attraverso queste opere concrete, che migliorano la quotidianità dei cittadini e contribuiscono a rendere Fontaniva un comune sempre più efficiente, sicuro e attento alle necessità della propria comunità».

Con il completamento delle asfaltature di Via delle Sorgenti e Via Boschi, Fontaniva archivia dunque un altro importante capitolo del proprio piano di manutenzione stradale, confermando l’attenzione dell’amministrazione verso interventi diffusi e concreti che puntano a garantire sicurezza, qualità e servizi adeguati ai cittadini

Fontaniva punta sul verde: un’estate tra sport, natura e partecipazione

Con la fine dell’anno scolastico e l’arrivo della bella stagione, Fontaniva si prepara a vivere un’estate all’insegna della vita all’aria aperta, della socialità e del contatto con la natura. L’amministrazione comunale ha scelto di valorizzare i numerosi spazi verdi presenti sul territorio, promuovendo attività dedicate a tutte le età e investendo nella cura e nella sicurezza dei parchi pubblici.

L’obiettivo è offrire ai cittadini occasioni per trascorrere il proprio tempo libero in modo sano e attivo, favorendo l’incontro tra persone, il benessere e la riscoperta degli spazi comuni.

«Vogliamo che i parchi e le aree verdi diventino sempre più luoghi di aggregazione e di benessere per tutta la comunità», sottolinea il sindaco Alberto Trento. «Negli ultimi anni abbiamo investito nella manutenzione e nella messa in sicurezza delle strutture, perché crediamo che il verde pubblico rappresenti un patrimonio importante da vivere e condividere. L’estate è il momento ideale per valorizzare questi spazi e offrire opportunità di incontro a cittadini di ogni età».

A spiegare la filosofia che accompagna il program-

ma estivo è l’assessore Elisa Monegato. «Per questa estate abbiamo pensato di puntare sugli spazi verdi del territorio, per valorizzarne la varietà e le peculiarità, costruendo una serie di proposte che vanno dalle attività sportive all’aria aperta a occasioni per rallentare e riconnettersi con la natura. Un fil rouge collega le diverse attività: un approccio a maglie larghe, non troppo strutturato, per stimolare creatività e libera espressione di sé». Dopo il successo registrato lo scorso anno con le serate di ballo latino americano al Parco Inclusivo, l’offerta viene ampliata grazie al progetto “Ginnastica nei parchi”, che proporrà un calendario di attività sportive gratuite aperte ai cittadini. Un’iniziativa pensata per incentivare il movimento, il benessere fisico e la frequentazione degli spazi pubblici durante tutto il periodo estivo. Grande attenzione sarà riservata anche al progetto “Cavalieri dei fiori”, avviato in occasione della recente Giornata Ecologica Regionale. Al Parco Inclusivo è stata infatti realizzata una grande aiuola composta da numerose varietà di fiori amici delle api, grazie all’impegno dei Volontari Civici del Parco

e dei bambini che hanno partecipato all’iniziativa. Si tratta del primo passo di un progetto più ampio che punta da un lato a favorire la partecipazione attiva dei cittadini nella cura del verde urbano e dall’altro a incrementare la biodiversità e la ricchezza ecologica del territorio. Durante il mese di giugno saranno organizzate attività rivolte a bambini e adulti per completare e mantenere le aiuole, oltre alla realizzazione di piccoli manufatti decorativi che contribuiranno a rendere il Parco Inclusivo sempre più accogliente e condiviso.

Anche nel 2026 il Comune aderisce al progetto “Ci

Sto? Affare Fatica!”, coinvolgendo quattro squadre di ragazze e ragazzi che saranno impegnati in attività di cura del territorio. I giovani partecipanti contribuiranno alla manutenzione del verde pubblico, alla sistemazione di aree comuni e al recupero di panchine presenti nei parchi comunali.

Tra le novità più significative di quest’anno c’è inoltre l’adesione alla “Ci Sto? Affare Fatica! – Settimana del Brenta”, iniziativa promossa dal Comitato Istituzionale del Consiglio di Bacino Brenta. I ragazzi avranno l’opportunità di conoscere più da vicino il patrimonio naturalistico del fiume, partecipando alla manutenzione dei sentieri, alla verifica della segnaletica, alla realizzazione di segnavia e al monitoraggio delle specie presenti nell’area.

Un’estate che guarda quindi al verde, alla sostenibilità e alla partecipazione, con l’obiettivo di trasformare i parchi e gli spazi naturali di Fontaniva in luoghi sempre più vivi, inclusivi e protagonisti della quotidianità della comunità.

Per rimanere aggiornati su tutte le attività e gli appuntamenti in programma, il Comune invita i cittadini a seguire le pagine social ufficiali dell’ente.

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Sindaco di Fontaniva

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L’esposizione. Fino al 30 settembre al Museo della Natura e dell’Uomo per il trentesimo anniversario del Vimm

“LA TERRA È BLU COME UN’ARANCIA” QUANDO LA RICERCA SI FA MISTERO

Arte e scienza, immaginazione e medicina: mondi solo in apparenza distanti, come evidenzia la mostra “La Terra è blu come un’arancia. Il mistero della ricerca”, visitabile presso il Museo della Natura e dell’Uomo di Padova fino al prossimo 30 settembre. Prima mostra temporanea ospitata al Museo, l’esposizione nasce per celebrare il trentesimo anniversario della fondazione dell’Istituto VIMM - Veneto Institute of Molecular Medicine - , che dal 1996 promuove la ricerca scientifica nel campo della medicina molecolare. L’istituto VIMM si è inoltre occupato della produzione dell’evento, curato dallo storico dell’arte Sylvain Bellenger e realizzato con il contributo di Fondazione Cariparo. Il nome della mostra riprende un celebre verso del poeta francese Paul Éluard e intende evocare un concetto fondamentale: arte e scienza condividono la stessa tensione verso l’invisibile, così come il bisogno di

dare forma al mistero del reale. Due forme di conoscenza animate dallo stesso spirito: la necessità di comprendere il mondo anche attraverso le immagini e le intuizioni, e non solo tramite le dimostrazioni razionali. Se il ruolo immaginifico dell’arte come veicolo preferenziale per dare forma a ciò che ancora non vediamo è noto e condiviso, anche

nella scienza la capacità di andare oltre, immaginando ciò che va oltre l’evidenza, si rivela fondamentale per accrescere la conoscenza.

La mostra intende sottolineare in modo immediato il forte connubio fra arte e scienza mettendo in connessione opere di artisti contemporanei, immagini anatomiche, ricostruzioni digitali e visualizzazioni scientifiche

prodotte nei laboratori del VIMM: immagini che riproducono strutture cellulari e reti neurali che sembrano appartenere al linguaggio dell’arte, e non solo a quello scientifico. Il percorso espositivo si apre con una grande installazione multimediale realizzata da Stefano Gargiulo che offre una suggestiva esperienza immersiva in cui l’associazione

visiva fra i due universi - arte e scienza - appare da subito evidente, mostrando come alla base della creazione di immagini, siano esse artistiche o scientifiche, ci sia sempre lo stesso atto di interpretazione e costruzione. Il percorso espositivo accompagna quindi il visitatore attraverso secoli di storia dell’immagine, a partire da uno dei simboli di Padova, la Cappella degli Scrovegni, con i falsi marmi dipinti da Giotto, per arrivare ad artisti del Novecento quali Kandinsky, Burri, Fontana, Rothko e Hirst e alle sperimentazioni dell’arte astratta. Le opere artistiche, all’interno del percorso, sono accompagnate dalle immagini prodotte dalla ricerca scientifica che rivelano una sorprendente qualità estetica in grado di evocare emozione e stupore. La mostra si conclude con quattro sezioni tematiche dedicate alla tradizione anatomica e medica di Padova.

• Francesca Tessarollo

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Il riconoscimento. La multiutility confermata nella classifica del Sole 24 Ore

ETRA TRA LE ECCELLENZE ITALIANE DELLA SOSTENIBILITÀ PER IL SECONDO ANNO CONSECUTIVO

ETRA si conferma tra le aziende italiane più virtuose sul fronte della sostenibilità. Per il secondo anno consecutivo la multiutility, che opera come società benefit, è stata inserita nella classifica “Leader della Sostenibilità” elaborata dal Sole 24 Ore in collaborazione con Statista, società internazionale specializzata in analisi e ricerche di mercato. Il riconoscimento colloca ETRA tra le 200 grandi imprese italiane che si sono distinte per le proprie performance nei criteri ESG, acronimo che identifica le dimensioni ambientale, sociale e di governance. La graduatoria, giunta alla sesta edizione, rappresenta uno dei principali punti di riferimento nazionali per valutare l’impegno delle aziende verso modelli di sviluppo sostenibili e responsabili.

Per la realizzazione della classifica sono stati analizzati bilanci di sostenibilità, report ESG, documenti

finanziari pubblici e una serie di indicatori qualitativi e quantitativi.

Nell’edizione più recente sono stati presi in esame 39 parametri legati alle tre aree della sostenibilità, tra cui la gestione delle emissioni e dei consumi energetici, l’utilizzo delle risorse, le politiche dedicate ai lavoratori, l’inclusione, la sicurezza sul lavoro e la trasparenza nella rendicontazione aziendale. La selezione finale ha coinvolto 240 imprese italiane individuate tra circa 2.000 realtà analizzate. ETRA è stata inserita nel gruppo delle 200 aziende di maggiori dimensioni, ottenendo valutazioni particolarmente positive per la gestione della risorsa idrica, l’attenzione agli aspetti ambientali, la tutela della salute e della sicurezza dei dipendenti, le iniziative in ambito sociale e la qualità dei processi di governance. Per la multiutility si tratta di una

conferma che ra orza il percorso intrapreso negli ultimi anni verso una gestione sempre più orientata alla sostenibilità e alla creazione di valore per il territorio. Un cammino che ha trovato un passaggio significativo nella trasformazione in società benefit, scelta che ha consentito di integrare ulteriormente gli obiettivi economici con quelli ambientali e sociali.

“Questa conferma nel ranking è per noi motivo di orgoglio – ha dichiarato il presidente Flavio Frasson – e testimonia che il lavoro portato avanti in questi anni sta andando nella giusta direzione ed è riconosciuto anche a livello nazionale. Il risultato premia sia il ra orzamento del percorso ESG sia la trasformazione in società benefit, avvenuta nel 2024 e consolidata nel 2025”.

• Redazione Padova

Consiglio Provinciale, si impone lo schieramento di centrodestra, alta l’affluenza al voto

E’ il centrodestra ad imporsi alle elezioni per il nuovo Consiglio della Provincia di Padova con oltre il 61% delle preferenze e 10 seggi. Il voto, espresso in modo esclusivo da Sindaci e Consiglieri comunali in carica, ha registrato un’altissima a luenza alle urne: hanno infatti votato ben 1.122 elettori sui 1.380 aventi diritto, un dato finale pari all’81,30% del corpo elettorale. Il meccanismo normativo del voto ponderato, calcolato attribuendo pesi specifici e indici differenziati in base alle diverse fasce demografiche dei Comuni, ha decretato la netta a ermazione della lista “Centrodestra per Padova e Provincia”.

La coalizione vincente, che ha riproposto alcuni consiglieri uscenti accanto a nomi nuovi, ha ottenuto il 61,38% dei consensi complessivi, raggiungendo una cifra elettorale finale pari a 51.889 voti ponderati. Alla seconda forza politica in campo, l “Tutta la Provincia uniti per il territorio”, è andato il restante 38,62% delle preferenze, corrispondente a 32.651 voti ponderati. Sulla base di questi conteggi formali, i 16 seggi previsti per comporre l’assemblea di Palazzo Santo Stefano sono stati proporzionalmente ripartiti in 10 seggi alla lista di centrodestra e 6 seggi all’altra formazione.

Il nuovo Consiglio Provinciale risulta dunque u icialmente composto dai consiglieri elencati per voti di preferenza ponderati, fra loro diversi sindaci: Michele Sigolotto (7.617 voti), Davide Moro (5.471), Luigi Sabatino (5.367), Moreno Giacomazzi (5.046), Umberto Perilli (4.686), Elena Pagetta (4.122), Stefano Agujari Stoppa (4.113), Sofia Pinato (4.040), Enrico Perusin (4.026), Stefano Baraldo (3.993), Vincenzo Gottardo (3.896), Bruno Cacciavillani (3.823), Enrico Turrin (3.801), Marco Concolato (3.799), Massimo Cavazzana (3.673) ed Emanuela Gastaldello (3.365).

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Il nuovo Consiglio della Provincia di Padova

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La “Svolta a Nord” e il fragile patto di Roma

Acomplicare il risiko concorrono fattori esterni che spingono per una rapida definizione degli equilibri. Da un lato vi è il costante monitoraggio dei flussi elettorali, dall’altro la pressione esercitata dalle nuove correnti identitarie radicali legate alla nascita di movimenti come “Futuro Nazionale” di Roberto Vannacci, capace di intercettare parte del

dissenso ma guardato con forte prudenza dall’ala più istituzionale e pragmatica del settentrione. Per gli amministratori veneti, la priorità resta la tutela dell’autonomia e il radicamento sul territorio, elementi che hanno storicamente decretato il successo del brand Liga Veneta. Se l’accordo di mediazione interna dovesse reggere, la struttura del partito potrebbe

La Lega alla ricerca di una sintesi tra leadership nazionale e correnti identitarie

evolvere verso un modello a doppia trazione, simile alla storica dinamica della Csu bavarese: una leadership nazionale a iancata

da un forte e autonomo presidio del Nord. Al contrario, se la sintesi dovesse sfumare, il rischio è che il malcontento accumulato nei territori del Nord-Est si addensi attorno ai volti storici della governance regionale. La partita veneta, con le sue tese dinamiche congressuali e i posizionamenti in vista dei futuri appuntamenti elettorali, si conferma il vero termometro della tenuta della Lega.

Il dibattito. Da questo mese dedichiamo le pagine regionali ad un confronto su temi di attualità per il Veneto

STEFANI TIRA DRITTO SULL’ AUTONOMIA:

“SACROSANTE RICHIESTE DAL TERRITORIO”

L’obiettivo resta rafforzare l’efficienza amministrativa e dare risposte più rapide ai cittadini

L’autonomia infiamma il dibattito politico veneto e nazionale su fronti contrapposti. “A chi ci accusa di spaccare l’Italia, rispondiamo con la Costituzione e con le sacrosante richieste del nostro territorio”: con queste parole il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, è intervenuto al termine dell’audizione a Roma davanti alle Commissioni A ari costituzionali di Camera e Senato, nell’ambito dell’esame del disegno di legge sull’autonomia di erenziata. Nel corso del confronto parlamentare, Stefani ha respinto le critiche mosse da alcuni esponenti dell’opposizione, secondo i quali la riforma rischierebbe di creare disparità tra i territori e di introdurre trattamenti di erenti tra i cittadini.

“Ci viene contestato di voler creare privilegi di erenziati, approvare norme non più uguali per tutti e aumentare gli stipendi nella sanità”, ha dichiarato il governatore, sottolineando di aver

ribadito in aula la volontà di tutelare gli interessi dei cittadini veneti.

Secondo Stefani, l’autonomia rappresenta uno strumento per ra orzare l’e icienza amministrativa e garantire risposte più rapide alle esigenze locali.

Tra gli obiettivi indicati dal presidente figurano il sostegno al sistema sanitario, l’aumento dell’attrattività del territorio e una maggiore capacità di intervento in caso di emergenze e calamità naturali.

“L’autonomia è responsabilità”, ha a ermato il governatore, evidenziando come il concetto implichi la capacità di rispondere concretamente delle scelte compiute. “I veneti conoscono bene il significato di questa parola e sono abituati a rendere conto del proprio operato”.

Stefani ha infine rilanciato il tema della valorizzazione del personale sanitario, sostenendo che le Regioni in grado di generare risparmi debbano poter destinare maggiori risorse ai lavoratori del settore. “Se una Regione, risparmiando, può aumentare gli stipendi e ra orzare la previdenza del personale della sanità, è giusto che lo faccia”, ha concluso.

Nei giorni successivi Stefani è tornato a difendere con decisione il percorso verso l’autonomia di erenziata, rivendicando la scelta come opportunità

istituzionale e non come fattore di divisione del Paese. L’occasione è venuta dai rilievi della Fondazione Gimbe emersi durante l’audizione in Commissione A ari costituzionali del Senato sugli schemi di pre-intesa relativi alla riforma, a proposito delle competenze richieste dalle Regioni su tariffe regionali differenziate, gestione autonoma delle risorse statali per edilizia sanitaria e tecnologie, istituzione di fondi sanitari integrativi regionali, assunzioni di personale e riallocazione di risorse nazionali vincolate

La Fondazione Gimbe ha ricordato che la Corte Costituzionale ha chiarito che il trasferimento di funzioni alle Regioni non può essere giustificato in modo generico, ma richiede un’istruttoria puntuale e motivata per ciascuna funzione oggetto di devoluzione, fondata sul principio di sussidiarietà e sulla dimostrazione che l’esercizio regionale sia in grado di perseguire meglio l’interesse pubblico. “Desta forti perplessità – ha detto Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione – che i quattro schemi di pre-intesa siano sostanzialmente

sovrapponibili, nonostante riguardino Regioni con caratteristiche epidemiologiche, demografiche, organizzative e assistenziali profondamente diverse. Prima di attribuire nuove competenze – ha avvertito Cartabellotta – occorre garantire che i diritti già previsti siano realmente esigibili in modo uniforme su tutto il territorio nazionale.

Secondo Stefani il nodo centrale è il miglioramento della sanità regionale, con l’obiettivo di renderla più vicina ai cittadini e più aderente ai bisogni dei territori. “I veneti hanno diritto a una sanità migliore”, ha a ermato, sottolineando come l’autonomia non comporti sottrazione di risorse ad altre regioni ma una diversa organizzazione delle competenze. “Voglio ribadire un principio: equità non significa livellare verso il basso la qualità dei servizi - insiste Stefani -. Stiamo parlando della salute delle persone. La riforma Calderoli non esclude nessuno: ciascuna Regione può scegliere se assumersi più responsabilità o lasciare che a gestire risorse e a prendere decisioni sia Roma. - conclude il presidente della Regione del Veneto - Noi, ancora una volta, faremo gli apripista”.

• (R.R.)

Il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani

“AUTONOMIA, STAGIONE ARCHIVIATA, NUOVA FASE PER IL REGIONALISMO”

Tra le fila dell’opposizione in Consiglio Regionale l’autonomia invocata da Stefani e dal centrodestra è bersaglio di critiche. Per Giovanni Manildo, capogruppo del Partito Democratico e portavoce delle opposizioni, il progetto dell’autonomia di erenziata sarebbe ormai giunto al termine e, con esso, anche una lunga fase politica segnata da promesse rimaste incompiute.

“Siamo alla fine di lunga stagionea erma - segnata dalla inconcludente propaganda della Lega e di Zaia. Quella eterna promessa di un Veneto che avrebbe ottenuto poteri su 23 materie e valanghe di soldi, quel modello, chiacchiere e distintivo, va agli archivi. Non solo perché oggi si sta parlando di sole quattro funzioni, ma perché lo stesso Stefani si dice convinto che a questo schema si agganceranno altre Regioni. Arrivando così alla stessa conclusione di quanto da tempo sosteniamo e indichiamo: ovvero che alcune funzioni possono essere trasferite a

tutte le Regioni a Statuto ordinario”

Per il rappresentante dem, dunque, si chiude una fase politica e se ne apre un’altra, in cui il rapporto tra Stato e Regioni dovrebbe basarsi su una collaborazione più stretta e condivisa, superando i modelli precedenti di autonomia di erenziata.“Parliamo sostanzialmente di nuova stagione del regionalismo, destinato a scrivere una nuova pagina fatta di leale cooperazione fra lo Stato e le Regioni all’insegna di una cooperazione ra orzata”. Chiara Luisetto, consigliere regionale del Pd, intervenuta a Veneto24 aggiunge: “Credo che sia arrivato il momento di smetterla di illudere le persone e sostenere che con l’autonomia risolviamo tutti i problemi economici di questa regione, di un bilancio che non paga adeguatamente il personale e che non fornisce servizi sociosanitari dignitosi alle persone. Penso che sia necessario invece fare un salto di qualità non a parole, ma con i fatti. Questa riforma invece è svuotata perché non stiamo parlando

di una reale redistribuzione di risorse, néstiamo parlando di un’autonomia cooperativa. E’ piuttosto un’autonomia che spacchetta e divide il paese e che sembrerebbe voler creare disuguaglianze, però senza dare sostanza a una legge, ad un’autonomia che è stata promessa per decenni. Inoltre è stata considerata incostituzionale, perché, lo ricordiamo, la legge Calderoli è stata su sette punti svuotata dalla dalla pronuncia della Corte Costituzionale. Rischiamo davvero una divisione del Paese non corretta e non sana”.

“Avevo chiesto al presidente Stefani di venire in Aula a spiegare ai veneti cosa sta succedendo con l’Autonomia di erenziata”, ha dichiarato Carlo Cunegato, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra in un intervento in Consiglio regionale. “Di recente è emerso - ha aggiunto il consigliere - che perfino i 300 milioni per la sanità promessi lo scorso anno da Luca Zaia, altro che i nove decimi delle tasse, sarebbero spariti dall’intesa firmata a febbraio. Senza

trasparenza una democrazia diventa zoppa, mutilata”. “Abbiamo interrogazioni a risposta immediata scadute da gennaio; di fatto sono trascorsi cinque mesi, ma il regolamento prevede 15 giorni” ha puntalizzato Cunegato-. Ci sono interrogazioni a risposta scritta scadute a dicembre. Ho chiesto dati sui

Presente alla Commissione A ari Costituzionali della Camera con il segretario confederale Christian Ferrari e il responsabile delle riforme istituzionali Florindo Oliverio la Cgil bocca il percorso delle intese preliminari su alcune materie. “Stiamo parlando di “protezione civile”, di “professioni”, di “previdenza complementare e integrativa”, di “tutela della salute”: materie che incidono direttamente sui diritti delle persone, - sottolineano i sindacalisti - sulla qualità del lavoro e sulla coesione e unitarietà del sistema pubblico. Basti pensare alla protezione civile: in un tempo segnato dall’emergenza climatica e dall’aumento degli eventi estremi, davvero si può sostenere che si tratti di una funzione

tutte le notizie del Trentino aggiornate in tempo reale. Le critiche. I consiglieri regionali Giovanni Manildo, Chiara Luisetto (PD) e Carlo Cunegato (AVS)

medici gettonisti nei Pronto Soccorso a gennaio, sollecitando più volte: ancora niente. I Pronto Soccorso veneti sono in grave crisi e abbiamo bisogno di capire cosa sta succedendo. Sono stato eletto per avere accesso ai dati, per capire come funziona la sanità che vale l’80% del bilancio regionale”.

LA CGIL: “NON SI TRATTA DI RISPOSTE A BISOGNI TERRITORIALI MA DI SCELTE POLITICHE”

da frammentare ulteriormente, sottraendola a una forte regia nazionale e assegnandola in via esclusiva a questa o quella Regione? E lo stesso vale per la sanità. Attribuire ulteriori margini di autonomia in questa materia significa: accentuare la frantumazione del Servizio sanitario nazionale; indebolire i principi di universalità e uguaglianza dei diritti sociali; rendere ancora più profondi gli attuali – insostenibili – divari territoriali. La salute delle cittadine e dei cittadini non può dipendere dal luogo di nascita o di residenza. E non meno rilevanti sono i rischi nelle altre materie oggetto di devoluzione. Sulle professioni, il pericolo è quello di incrinare l’unità del mercato del lavoro nazionale, creando una giungla di regimi giuridici

diversi, vincoli, disparità e barriere localistiche. La Corte ha chiarito che qualsiasi ulteriore forma di autonomia deve essere giustificata da specificità concrete di ogni singola Regione. Nelle intese preliminari, questa specificità – come sottolineato da più parti durante queste audizioni – semplicemente non esiste: i testi sono identici, le richieste regionali assolutamente uguali e le motivazioni completamente generiche. Questo dimostra che non si tratta di risposte mirate a bisogni territoriali specifici, supportate da un’istruttoria oggettiva e scientificamente fondata, ma di una scelta puramente politica e ideologica: sostanzialmente, un atto di fede che non necessita né di spiegazioni né di motivazioni.

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Chiara Luisetto Giovanni Manildo

DE POLI E L’AUTONOMIA: “E’ UNA SFIDA DI RESPONSABILITÀ PER RAFFORZARE IL PAESE”

er troppo tempo il dibattito sull’autonomia di erenziata è stato raccontato come uno scontro tra chi vuole dividere l’Italia e chi vuole difenderne l’unità. È una rappresentazione semplicistica che non aiuta a comprendere la vera questione: l’autonomia serve per rendere le istituzioni più e icaci e più vicine ai cittadini”.

Il senatore Antonio De Poli (Udc) interviene sul dibattito di questi giorni e a erma che la recente audizione del presidente del Veneto Alberto Stefani “ha riportato il confronto sul terreno giusto, quello della responsabilità. Principio che non solo condivido in pieno, - aggiunge il senatore ma da cui vorrei partire, l’autonomia non è una bandiera ideologica né una mera rivendicazione identitaria. È uno strumento per migliorare il funzionamento dello Stato, rendere più e icaci le amministrazioni e costruire servizi più vicini alle esigenze dei cittadini e delle cittadine.

Per questo ho accolto con favore la decisione della Corte Costituzionale che ha

dichiarato inammissibile il referendum abrogativo sulla legge Calderoli. La Consulta ha ricordato che il percorso dell’autonomia rientra pienamente nel quadro costituzionale e che il confronto politico non può trasformarsi in un pregiudizio verso una riforma prevista dalla nostra Carta”.

De Poli richiama il referendum del 2017, con il quale oltre 2,3 milioni di veneti hanno chiesto più autonomia attraverso un referendum consultivo. “L’espressione democratica di una comunità che chiede di poter contribuire in modo più diretto all’organizzazione dei servizi e delle politiche pubbliche. Un mandato politico e istituzionale che merita rispetto. L’esperienza del Veneto dimostra che autonomia e unità nazionale non sono concetti in contrapposizione, al contrario possono ra orzarsi reciprocamente se l’obiettivo resta quello di o rire servizi migliori ai cittadini e rendere più e iciente l’azione pubblica. Naturalmente l’autonomia non può essere interpretata come una corsa solitaria delle Regioni più forti. L’Italia è una e indivisibile.

Ma proprio perché crediamo nell’unità del Paese dobbiamo avere il coraggio di costruire istituzioni più moderne e più capaci di rispondere ai bisogni dei territori, nel solco di quel principio di sussidiarietà che invita ad avvicinare le decisioni ai cittadini ogni volta che questo può migliorare la qualità dei servizi”. Il senatore porta l’esempio della sanità e si chiede; “Se una regione riesce a

risposta che tenga presente le esigenze territoriali e cittadine”.

Gli stessi presupposti valgono, continua De Poli, per la protezione civile, il lavoro e la formazione professionale. “Ecco che ritorniamo proprio al tema della responsabilità, riuscire a mettere l’e icienza al servizio dei cittadini, governando in modo più diretto. Sapendo che più competenze comportano più responsabilità, trasparenza e una più chiara valutazione dei risultati ottenuti. A questo proposito - continua - esistono principi che non possono essere messi in discussione. I livelli essenziali delle prestazioni (LEP) devono essere garantiti in ogni parte del Paese. La solidarietà nazionale resta un pilastro irrinunciabile della Repubblica. L’autonomia è una grande occasione per l’Italia perché saprà premiare la buona amministrazione, responsabilizzare chi governa e migliorare concretamente la qualità dei servizi. La sfida non è trasferire competenze da Roma ai territori, ma utilizzare quelle competenze per dare risposte più rapide”. L’intervento.

organizzare i servizi in modo e iciente, ridurre gli sprechi e liberare risorse, perché non dovrebbe poter reinvestire quei risparmi per valorizzare medici, infermieri e operatori sanitari? In una fase in cui la carenza di personale rappresenta una delle principali emergenze del sistema sanitario nazionale, poter rendere più attrattivi gli ospedali e i servizi territoriali significa o rire una

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Il senatore Udc Antonio De Poli

L’intervista. Francesco Rucco, vice presidente del Consiglio regionale, Fratelli d’Italia, ex sindaco di Vicenza

“ALTA VELOCITÀ: SERVE IL CORAGGIO DI DECIDERE UNA VOLTA PER TUTTE”

Francesco Rucco, lei è stato a lungo sindaco di Vicenza e presidente della Provincia, oggi è vice presidente del Consiglio Regionale: c’è una sfida imminente che la città si accinge ad aff rontare, e che poi toccherà a tutto il resto del Nord-Est: quella dell’Alta Velocità. Dal suo punto di vista, si rischia un pantano burocratico e operativo?

Secondo me l’attuale sindaco Possamai sta di fatto rallentando l’opera per evitare di prendere decisioni nette. Credo che lo abbiano capito anche i vicentini: l’obiettivo è non fare scelte impopolari in vista delle elezioni del 2028, per evitare contraccolpi sul risultato elettorale. Bisogna però considerare che sono già passati tre anni, ne passeranno altri cinque e l’opera in città ancora non è arrivata. Parliamo di un cantiere che durerà oltre dieci anni nel tessuto cittadino, portando un disagio enorme. Chi fa l’amministratore non può fare calcoli elettorali, deve avere il coraggio di a rontare la situazione e decidere una volta per tutte. Abbiamo ancora la possibilità di scegliere come il treno uscirà dalla stazione di Vicenza

verso Padova, incidendo quindi anche sul territorio padovano. Stiamo lavorando per sbloccare la situazione, ma credo che entro l’autunno una decisione definitiva vada presa.

La presidente di Confindustria Vicenza ha spiegato che siamo ormai al terzo anno di “decrescita infelice” della produzione industriale. In questo scenario economico, che ruolo sta avendo e può avere la Regione?

La Regione ha un ruolo fondamentale, e lo dimostra anche la recente e importante nomina di Massimo Giorgetti — già assessore regionale veronese — alla presidenza di Veneto Sviluppo. Veneto Sviluppo è la finanziaria che sostiene le nostre aziende. In questi anni è rimasta un po’ troppo ferma e deve riprendere il ruolo centrale del passato, immettendo liquidità e denaro dove necessario per sostenere imprese che oggi sono in netta di icoltà. Il Veneto non è più quello di venti o trent’anni fa, sta so rendo. Durante la campagna elettorale ho visitato almeno un centinaio di aziende e continuo a farlo tuttora; pochi giorni fa ero in un’azienda casearia di livello

internazionale. La richiesta che arriva unanimemente dal mondo produttivo è chiara: meno burocrazia e più elasticità. Da questo punto di vista, il presidente Stefani e l’assessore Bitonci hanno aperto tavoli strategici per la sburocratizzazione. Sul fronte dei trasporti, inoltre, dopo la Pedemontana è vitale ragionare sull’A31 e sul collegamento a nord con l’Europa: non è solo un raccordo verso Trento, ma un’apertura commerciale, imprenditoriale e turistica verso l’Europa centrale e del Nord che sarebbe una manna dal cielo per l’economia veneta.

Spostandoci sul fronte politico, come si spiega l’alto consenso di tanti vicentini verso figure come Vannacci, Valdegamberi o Joe Formaggio? Sicuramente Vannacci rappresenta l’elemento di novità. Quando si apre uno spazio politico nuovo, com’era accaduto a suo tempo con il Movimento Cinque Stelle, si attirano inevitabilmente quelle persone che non hanno trovato risposte o spazio nei partiti classici. Si tratta di un fenomeno che non va sottovalutato, ma di cui bisogna comprendere a fondo il messaggio. Devo dire che alcune delle

posizioni che Vannacci sta esprimendo sono un po’ contraddittorie: sul tema del femminicidio, ad esempio, le sue dichiarazioni non mi trovano a atto d’accordo. Come si trova in questa nuova veste da consigliere regionale dopo tanti anni passati a fare il sindaco e cosa significa aver ricevuto un così alto numero di consensi?

Fare il sindaco è, a mio avviso, il ruolo più bello in assoluto in politica. C’è un legame viscerale: è la tua città, la ami naturalmente e ti trovi a lavorare ogni giorno per il tuo territorio e per la tua comunità. Il Consiglio regionale rappresenta una realtà completamente diversa. È un’assemblea legislativa, il cui approccio assomiglia molto a quello del Parlamento italiano, un vero e proprio “Parlamento veneto” che lavora sulla produzione delle leggi regionali. Devo dire, però, che il livello dei componenti di questo consiglio è molto alto e l’aula è composta da amministratori di ottimo spessore. Il risultato elettorale è un bellissimo risultato, frutto di un lavoro capillare e costante svolto sul territorio a stretto contatto con i cittadini.

VIOLENZA DI GENERE, LANZARIN: “PREVENZIONE E FORMAZIONE CONTRO UN FENOMENO PERVASIVO”

“Il Veneto può contare su una rete antiviolenza solida e strutturata, composta da 25 Centri Antiviolenza, 42 Case Rifugio e 37 Sportelli. Tuttavia, i dati ci confermano che la violenza contro le donne resta un fenomeno pervasivo e che c’è ancora molto lavoro da fare sul fronte della prevenzione e della promozione di una cultura del rispetto”. Manuela Lanzarin (Lega-Liga Veneta), presidente della Quinta Commissione, interviene con forza sul tema della violenza di genere e sull’attività dell’Osservatorio regionale permanente.

I dati Istat tracciano un quadro drammatico: il 31,7% delle donne tra i 16 e i 70 anni ha subito una forma di violenza nel corso della propria vita. Una realtà che bussa ogni giorno alle porte dei servizi territoriali: nel solo 2024, i Centri Antiviolenza e gli Sportelli veneti hanno registrato 8.366 contatti, prendendo in carico e accompagnando 3.780 donne. In questo contesto diventa centrale il lavoro dell’Osservatorio regionale, nato grazie a un voto condiviso da tutte le forze politiche. Durante la seduta della Quinta Commissione,

la presidente Roberta Ruggeri ha illustrato il bilancio dei primi sei mesi e le prossime iniziative. L’obiettivo è duplice: monitorare il fenomeno attraverso dati scientifici, grazie a un protocollo con l’Università di Padova, e far crescere una consapevolezza di usa. “La formazione rappresenta uno strumento fondamentale – sottolinea Lanzarin – e dovrà coinvolgere avvocati, assistenti sociali, personale sanitario, giornalisti e personale scolastico”. Il prossimo passaggio sarà l’esame della relazione in Consiglio regionale.

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Manuela Lanzarin
Francesco Rucco

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Despar Nord investe sul Veneto

Ioccupazione e presenza sul territorio

l Veneto si conferma un’area strategica per Despar Nord che, nel 2025, ha consolidato la propria presenza in regione con un percorso capace di coniugare crescita economica, sviluppo territoriale e attenzione alle comunità locali. Accanto ai risultati commerciali, l’azienda ha ra orzato il proprio ruolo sociale attraverso iniziative dedicate all’inclusione, all’educazione e alla valorizzazione delle eccellenze del territorio. el corso dell’anno Despar Nord ha destinato oltre 160 mila euro ad attività sociali, culturali ed educative realizzate con associazioni, scuole, istituzioni e realtà locali. Tra i progetti più significativi, la collaborazione con la Cooperativa Vite Vere Down Dadi, con cui l’azienda ha promosso percorsi di integrazione sociale e opportunità lavorative per persone con disabilità, coinvolgendo direttamente anche alcuni punti vendita. È proseguita inoltre la partnership con

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che

DESPAR NORD RAFFORZA IL LEGAME CON IL VENETO: CRESCITA, FILIERE LOCALI E SOSTEGNO AL TERRITORIO

coinvolte nell’iniziativa. Oggi sono 81 le micro-realtà artigiane venete presenti sugli sca ali dei punti vendita, alle quali si aggiungono 41 produttori regionali per un totale di oltre mille referenze provenienti dal Veneto. Un modello che sostiene le filiere corte e valorizza i piccoli produttori.

U n percorso di crescita confermato

di euro con un incremento dell’1,49% rispetto al 2024. Sul territorio sono stati investiti oltre 24,5 milioni di euro per il potenziamento della rete vendita, che oggi in Veneto conta 155 punti vendita di cui 81 a gestione diretta e 74 a iliati. È cresciuta anche l’occupazione, con 324 fra nuove assunzioni e stabilizzazioni contrattuali che portano a 4.287 il numero complessivo dei collaboratori

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proposito di persone, Despar Nord ha celebrato anche in Veneto i “Giubilei”, l’appuntamento annuale dedicato ai collaboratori e alle collaboratrici con importanti anzianità di servizio e che hanno raggiunto la pensione. L a cerimonia per il Veneto si è svolta nelle scorse settimane a Villa di Montruglio, a Barbarano Vicentino, coinvolgendo complessivamente 378 persone: 41 pensionati e 337 collaboratori premiati per traguardi professionali compresi tra i 15 e i 40 anni di attività in azienda. Nata oltre vent’anni fa, l’iniziativa rappresenta per Despar Nord un momento di riconoscimento dell’esperienza e della professionalità maturate nel tempo dai propri collaboratori e collaboratrici. Per l’azienda, celebrare questi percorsi significa perciò valorizzare il contributo che ogni persona ha dato alla crescita di Despar Nord e al consolidamento del legame con il territorio, confermando al tempo stesso l’impegno nello sviluppo occupazionale nelle regioni in cui opera.

lo scorso anno nel solo Veneto ha Despar Nord e il tessuto agroalimentare

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Ogni

Dal rifacimento dei sedili al restauro dei veicoli d’epoca, dalla capote al volante in pelle: quando il lavoro artigianale incontra la precisione tecnica, ogni portiera

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dell’automobile dove gli interni non sono solo una componente funzionale ma lo spazio in cui si trascorre ogni giorno il tempo del viaggio, quello breve della commissione sotto casa e quello lungo dell’autostrada. È su questo equilibrio tra estetica, comfort e tecnica che si fonda il lavoro di MG Autotappezzeria, realtà con sede ad Albignasego nata nei primi anni Ottanta e cresciuta nel tempo seguendo una linea precisa: offrire lavorazioni di qualità capaci di restituire valore a ogni veicolo, dal più recente al mezzo storico, con la stessa attenzione e la stessa

Il cuore dell’attività è la tappezzeria per auto, con interventi che spaziano dalla riparazione dei sedili al rifacimento completo degli interni. Pelle, tessuti tecnici, alcantara: ogni materiale viene lavorato con tecniche specifi che, rispettando le caratteristi-

Un capitolo importante riguarda il restauro dei veicoli d’epoca, ambito in cui l’attenzione al dettaglio smette di essere un valore aggiunto e diventa condizione necessaria. Riprodurre fedelmente materiali e finiture originali signifi ca preservare il valore storico dell’auto, mantenendone autenticità e coerenza con quello che era quando è uscita di fabbrica. È un lavoro che richiede tempo, esperienza e una sensibilità particolare verso il mezzo, quella capacità di leggere un’auto come un documento e di intervenire su di essa senza tradirne la natura. L’attività si estende anche alle selle per moto e scooter, adattando le lavorazioni alle diverse esigenze di comfort e design di chi viaggia su due ruote, in una versatilità che conferma la capacità dell’azienda di operare su ambiti diversi mantenendo sempre lo stesso livello qualitativo.

Alla base di ogni intervento c’è un approccio che non cambia mai: ascoltare il cliente, comprendere le esigenze e proporre soluzioni coerenti con quello che si vuole ottenere. Che si tratti di una semplice riparazione o di una personalizzazione completa, il lavoro viene costruito su misura, con l’obiettivo di un risultato duraturo. In un settore dove spesso prevale la standardizzazione, MG Autotappezzeria continua a valorizzare il lavoro artigianale integrandolo con tecniche moderne e ma-

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Apoco più di due settimane dall’attivazione, il numero europeo armonizzato 116117 sta già entrando nelle abitudini dei cittadini padovani. Il servizio, operativo dal 19 maggio nel territorio dell’Ulss 6 Euganea, ha infatti registrato oltre 6.800 chiamate nei primi quattordici giorni di attività, confermando l’interesse e la necessità di uno strumento dedicato alle esigenze sanitarie non urgenti.

Il 116117 rappresenta una delle principali novità introdotte nel sistema sanitario territoriale. Si tratta del numero telefonico gratuito che permette ai cittadini di entrare in contatto con la continuità assistenziale, ottenere informazioni sui servizi sanitari e ricevere indicazioni appropriate quando il problema di salute non richiede l’intervento immediato del Pronto Soccorso.

I dati raccolti nelle prime due settimane mostrano una media di quasi 500 chiamate al giorno, con picchi particolarmente elevati nelle fasce orarie serali e durante i fine settimana, quando gli ambulatori dei medici di medicina generale sono chiusi. Un risultato che evidenzia come il servizio stia rispondendo a un’esigenza concreta della popolazione, offrendo un punto di riferimento unico per orientarsi all’interno della rete sanitaria. Attraverso il 116117 è possibile contattare il servizio di continuità assistenziale, ex guardia medi-

ca, ricevere informazioni su medici di famiglia e pediatri di libera scelta, ottenere indicazioni sulle farmacie di turno e sugli altri servizi sanitari presenti sul territorio. Il numero non sostituisce invece il 118 o il 112 per le emergenze e le urgenze, che continuano a rappresentare il riferimento per tutte le situazioni che richiedono un intervento immediato. L’introduzione del servizio rientra nel percorso di riorganizzazione dell’assistenza territoriale promosso a livello nazionale e regionale, con l’obiettivo di semplificare l’accesso ai servizi sanitari e ridurre gli accessi impropri ai Pronto Soccorso. Il sistema consente infatti di indirizzare il cittadino verso la risposta più adeguata al proprio bisogno, evitando sovraccarichi alle strutture di emergenza per problematiche che possono essere gestite in altri contesti assistenziali.

I numeri registrati nelle prime settimane testimoniano una risposta positiva da parte della popolazione di Padova e provincia. Per questo l’Ulss Euganea invita i cittadini a ricordare e utilizzare il 116117 ogni volta che si presenta un problema sanitario non urgente o quando si ha bisogno di informazioni e orientamento all’interno del sistema sanitario. Un servizio destinato a diventare sempre più centrale nella gestione dell’assistenza territoriale e nel rapporto quotidiano tra cittadini e sanità pubblica.

Quasi 7 mila chiamate in due settimane al 116117, il

nuovo numero sanitario entra nelle abitudini dei cittadini
“Ho provato il 116117 e vi racconto com’è andata”
• di Nicola Stievano

Sono una delle circa settemila persone che hanno composto il numero unico 116117 per le richieste sanitarie non urgenti in Veneto nelle prime settimane di attività. Il Numero Europeo Armonizzato, che di fatto dal mese scorso rappresenta l’accesso al servizio di continuità assistenziale - l’ex guardia medica - ma anche il punto di prima informazione di carattere sanitario, è gratuito e raggiungibile sia dal telefono fisso che dal cellulare. Ma veniamo alla mia personale esperienza proprio nei primi giorni di avvio del nuovo numero unico. Dopo una notte pressoché insonne a casua di un insistente dolore ad un orecchio, di buon mattino, alle 6.50 per la precisione, ho composto il 116117 per chiedere l’eventuale assistenza della guardia medica, visto che era sabato. L’attesa è durata qualche istante e la risposta pressoché immediata. Sono stato messo in comunicazione con una giovane donna che ha raccolto la mia segnalazione e i miei dati. Dopo avermi fatto qualche domanda per completare il quadro mi ha

spiegato che avrebbe girato la segnalazione alla continuità assistenziale del mio distretto dell Ulss 6 e che sarei stato contattato direttamente dal medico. Mi ha raccomandato infine di rispondere anche ad un eventuale numero privato. Da quel momento è iniziata l’attesa ma non è stato un problema visto che non si trattava di un’urgenza, per la quale altrimenti avrei agito diversamente. La telefonata è arrivata dopo mezz’ora, da un numero privato in effetti. Il medico aveva le informazioni lasciate al numero unico e, dopo qualche altra domanda, mi ha dato appuntamento all’ambulatorio della continuità assistenziale alle 10.45. Anche in questo caso l’attesa davanti all’ambulatorio è durata pochi istanti. Dopo una breve visita il medico ha prescritto la cura e sono tornato a casa. L’esperienza pertanto è stata positiva, con attese ridotte, nessun disguido e con un riscontro immediato e positivo. Se il servizio confermerà questa prima impressione rappresenterà senz’altro un passo avanti nel rendere più semplice il rapporto tra assistenza sanitaria e cittadini.

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Accordo tra Regione e medici di base: Case di Comunità aperte 24 ore su 24

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a Regione Veneto e i sindacati dei medici di medicina generale hanno raggiunto un accordo destinato a rendere pienamente operative le Case di Comunità, strutture considerate uno dei cardini della riorganizzazione della sanità territoriale. L’intesa è stata definita al termine di un incontro svoltosi a Venezia tra il presidente della Regione Alberto Stefani, l’assessore alla Sanità Gino Gerosa, il direttore dell’Area Sanità e Sociale Giancarlo Ruscitti e le rappresentanze sindacali dei medici di famiglia. Mentre a livello nazionale la trattativa è ancora in fase critica, la Regione Veneto per prima in Italia raggiunge un accordo e funge da modello nazionale. L’obiettivo è rafforzare la medicina di prossimità e garantire una presenza stabile dei professionisti sanitari all’interno delle Case di Comunità, trasformandole in un punto di riferimento per i cittadini. I dettagli tecnici dell’accordo sono ancora in fase di definizione, ma il modello organizzativo è stato delineato. «Il Veneto si conferma un laboratorio di buone pratiche e un modello per il resto del Paese», ha dichiarato il presidente Stefani. «Fin dall’inizio abbiamo immaginato le Case di Comunità come il cuore della medicina territoriale, luoghi in cui i cittadini possano trovare assistenza continua e vicina ai loro bisogni». L’accordo prevede che i medici di medicina generale convenzionati, inseriti nelle Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT), garantiscano la loro presenza nelle Case di Comunità dal lunedì al venerdì, nella fascia oraria compresa tra le 8 e le 20.

Nelle ore restanti sarà invece assicurato dai medici della continuità assistenziale, consentendo così alle strutture di rimanere operative 24 ore su 24. Per i medici con incarico a regime orario viene confermato l’impegno di 38 ore settimanali all’interno delle Case di Comunità, con attività prevalente nelle ore notturne e durante i fine settimana, contribuendo a rafforzare la copertura assistenziale nelle fasce orarie non coperte dai medici di famiglia. L’intesa prevede inoltre la possibilità, per entrambe le categorie di professionisti, di svolgere da sei a dieci ore aggiuntive settimanali, retribuite con un compenso di 60 euro lordi all’ora. Durante questi turni i medici potranno assistere non soltanto i propri assistiti, ma tutti i cittadini che accederanno alle strutture. Secondo l’assessore regionale alla Sanità, Gino Gerosa, l’accordo rappresenta un passaggio fondamentale per dare concreta attuazione a uno dei progetti strategici della sanità veneta. Le Case di Comunità, ha sottolineato, avranno il compito di intercettare i bisogni assistenziali prima che si trasformino in emergenze o richiedano il ricorso agli ospedali. L’obiettivo della Regione è ridurre gli accessi impropri ai Pronto Soccorso e garantire una maggiore vicinanza ai cittadini, in particolare alle persone fragili e ai pazienti cronici. Un risultato raggiunto attraverso il confronto con i rappresentanti dei medici di famiglia e la definizione di un modello organizzativo che punta a rendere la sanità territoriale più accessibile e capillare.

In Oncologia il make-up aiuta i pazienti a sentirsi meglio durante le cure

Migliorare la qualità della vita dei pazienti oncologici prima, durante e dopo le cure. È questo l’obiettivo di “Esteticamente DH”, progetto giunto alla seconda edizione e ospitato nei giorni scorsi nell’Unità operativa di Oncologia degli Ospedali Riuniti Padova Sud dell’Ulss 6 Euganea. L’iniziativa è stata organizzata con il supporto di una squadra di specialisti e si è articolata in due momenti distinti. La prima parte, aperta anche ai familiari, è stata dedicata all’informazione e al confronto. Durante gli incontri sono stati illustrati gli effetti delle terapie su pelle e mucose, con suggerimenti pratici per affrontare al meglio i disagi legati alle cure e consigli utili per la gestione quotidiana. Non è mancato uno spazio dedicato alle domande e alla condivisione delle esperienze dei pazienti.

La seconda fase, riservata agli assistiti, ha trasformato alcune stanze del reparto in una “Temporary Beauty SPA”. Qui sono stati proposti massaggi a viso e mani, riflessologia plantare e consulenze personalizzate dedicate all’immagine, al trucco correttivo, all’armocromia e alla cura dei capelli.

«In una delle stanze solitamente dedicate alle terapie, e che per l’occasione cambiano veste, si eseguono massaggio viso e mani e riflessologia plantare, con un operatore dedicato per ogni paziente», ha spiegato la dottoressa Laura Merlini, direttore della struttura. «Tutte queste attenzioni danno la connotazione di “coccola” alla parte pratica».

Le indicazioni fornite durante il laboratorio sono state condivise con il personale sanitario coinvol-

to nel progetto, con l’obiettivo di aiutare i pazienti a vivere il percorso di cura in modo più consapevole e partecipato.

«Lo scopo dell’evento, che rappresenta un valore aggiunto alla nostra quotidianità, è quello di informare le pazienti per migliorare il loro benessere e far vivere l’ospedale non solo come luogo di cura, ma anche come spazio in cui ci si prende cura della persona a tutto tondo», ha aggiunto la dottoressa Merlini, ringraziando la Fondazione Altre Parole per il sostegno all’iniziativa già avviata lo scorso anno a Piove di Sacco e ora estesa ai due poli ospedalieri.

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