OMB
dell’Alta Padovana
DAL 1994
AGOSTO 2026
Periodico d’informazione locale - Anno XXXIII n. 163
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Sicurezza idraulica: stanziati dalla regione 737 mila euro dal Genio Civile per i fiumi padovani
Energia, l’Antitrust sulle concessioni, intanto il Veneto punta all’autonomia
Case della Comunità: raggiunto l’accordo, arrivano i medici di medicina generale
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Il fine vita al centro del dibattito in Veneto
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l tema del fine vita torna a infiammare l’agenda politica del Veneto in questa calda estate. Dopo il rinvio tecnico e le tensioni registrate nelle ultime sedute estive del Consiglio regionale, la discussione sulla proposta di legge di iniziativa popolare promossa dall’associazione Luca Coscioni è stata calendarizzata per il prossimo settembre, trasformandosi nel banco di prova più delicato della stagione politica autunnale. Il provvedimento, che punta a regolamentare tempi e procedure certe per l’accesso al suicidio medicalmente assistito in applicazione della storica sentenza 242 del 2019 della Corte Costituzionale, riapre ferite e spaccature mai sopite all’interno dell’emiciclo di Palazzo Ferro-Fini. Già nel gennaio del 2024 il Veneto era stato pioniere in Italia su questo fronte, vedendo tuttavia la proposta respinta per un solo voto a causa di defezioni trasversali e distinguo interni alla stessa maggioranza. Un colpo di scena che innescò accese reazioni contrastanti e tenne vivo il dibattito a lungo, dentro e fuori il Palazzo. Anche in vista del nuovo appuntamento di settembre, il clima si conferma rovente.
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SPERIMENTATE NUOVE STRATEGIE CONTRO UNA POVERTÀ INVISIBILE servizi alle pag. 4-5
CARMIGNANO, PAIUSCO: “LA FIDUCIA DEI CITTADINI È UNA GRANDE RESPONSABILITÀ”
servizio a pag. 11
I COSTI PER OLIMPIADI E PEDEMONTANA SCALDANO I CONTI DELLA REGIONE
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ANZIANI E GIOVANI A RISCHIO SOLITUDINE E ISOLAMENTO
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servizio a pag. 19
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IL TEMPO SOSPESO TRA LE GENERAZIONI
numeri, come sempre, lasciano poco spazio alla fantasia: il Nordest, e quindi anche Veneto e Trentino fa i conti con una comunità che invecchia a passi spediti. Lo confermano recenti dati Istat e proiezioni demografiche. Guardando alle cifre il Veneto ormai conta oltre 200 anziani ogni cento ragazzi mentre in Trentino sono più di trentamila gli over 70 che affrontano la quotidianità in solitudine. Dal Covid in poi le fragilità e i bisogni dell’una e dell’altra generazioni si sono fatti ancora più urgenti.
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Enigmistica
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ACQUA... NON SPRECHIAMOLA
Buone pratiche per un uso consapevole e sostenibile. Nessuno spreco
Installa un rubinetto alle fontane a getto continuo.
Fai manutenzione
Riutilizza
Chiudi il rubinetto centrale dell’acqua quando stai fuori casa per lunghi periodi.
Raccogli in una bacinella l’acqua usata per lavare frutta e verdura e utilizzala per annaffiare le piante.
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Ottimizza
Chiudi il rubinetto mentre ti lavi i denti, ti radi o ti insaponi. Più volte lo fai, più acqua risparmi. Il rubinetto ha una portata di più di 10 litri al minuto.
Scegli di annaffiare il giardino dopo il tramonto, l’acqua evapora più lentamente e ha il tempo di essere assorbita dal terreno.
Metti in funzione lavatrice e lavastoviglie solo a pieno carico. Per ogni lavaggio si consumano in media tra gli 80 e i 120 litri di acqua.
Nessuno spreco
Fai manutenzione
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Assicurati che i rubinetti di casa siano dotati di frangigetto per diminuire la quantità di acqua in uscita senza diminuire la resa.
Controlla la presenza di eventuali perdite dai rubinetti e dagli scarichi del wc. Un rubinetto che gocciola può perdere fino a 5 litri al giorno.
Riduci i lavaggi delle auto e se necessario ricorriamo solo agli autolavaggi che dispongono di sistemi di raccolta dell’acqua di scarico.
Nessuno spreco
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Scegli di fare la doccia al posto del bagno e chiudi il rubinetto mentre ti insaponi. Con una doccia di 4 minuti si consumano dai 20 ai 40 litri di acqua.
Utilizza per il wc lo sciacquone a scarico differenziato. Oltre il 30% dell’acqua domestica esce dallo scarico del wc (ogni volta circa 12 litri).
Informati se ci sono ordinanze sul risparmio idrico emesse dal tuo Comune o nei luoghi in cui trascorri le vacanze.
Nessuno spreco
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Scegli elettrodomestici ad alta efficienza con programmi a risparmio d’acqua.
Raccogli l’acqua piovana in contenitori e utilizzala per lavare le auto o gli spazi esterni.
Preferisci piante autoctone che meglio si adattano e che richiedono meno acqua.
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non è una pattumiera. Ogni volta che tiri lo sciacquone consumi circa 12 litri di acqua.
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Effettua una buona pacciamatura attorno alle piante del giardino, in questo modo aiuterai l’acqua a rimanere nel terreno.
ASCOLTACI SU WWW.VENETO24.IT SUL TUO PC O ALEXA Metti l’acqua in frigorifero
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se la vuoi fredda, non farla scorrere dal rubinetto finché non si raffredda.
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FACCIAMO IL PUNTO
dell’Alta Padovana
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IL TEMPO SOSPESO TRA LE GENERAZIONI • Nicola Stievano Segue da pag. 1
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IL TOMBOLATO CELEBRA ANGELO GABRIELLI
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’amichevole disputata all’inizio agosto allo stadio Tombolato tra A.S. Cittadella e Calcio Padova, conclusasi con la vittoria dei biancoscudati per 2-0, ha rappresentato molto più di un test precampionato. Il derby veneto è diventato infatti una giornata di festa, capace di unire sport, storia e sentimento nel ricordo di una figura che ha segnato il calcio cittadino: Angelo Gabrielli. L’occasione era particolarmente significativa, perché coincideva con il centenario della nascita del “Presidentissimo”, fondatore dell’A S Cittadella nel 1973 e protagonista di una lunga stagione di crescita della società granata. Un anniversario celebrato davanti al pubblico del Tombolato con un momento istituzionale ricco di significato: Andrea Gabrielli ha consegnato una targa commemorativa al presidente del Calcio Padova, Francesco Peghin, e al sindaco di Cittadella, Luca Pierobon, a testimonianza dei valori di amicizia e rispetto che il calcio sa trasmettere. L’emozione è proseguita con il minuto di silenzio dedicato alla memoria di Franco Baresi, seguito dall’ingresso in campo del Cittadella con una speciale maglia verde celebrativa, pensata proprio per rendere omaggio alla ricorrenza. Un’immagine destinata a rimanere impressa nei ricordi dei tifosi presenti. Sul terreno di gioco il Padova ha dimostrato maggiore brillantezza, imponendosi per 2-0 al termine di una gara intensa e utile a entrambe le formazioni in vista dell’inizio della nuova stagione. Aldilà del risultato è stata una giornata che ha confermato come il calcio, quando sa raccontare la propria storia, diventi patrimonio dell’intera comunità.
Il calcio che unisce attraverso mozioni, commemorazioni e festa per i 100 anni del “Presidentissimo”
i fronte a questo scenario la tentazione della retorica è forte. Da un lato la commiserazione per gli anziani “soli e fragili”, dall’altro la ramanzina paternalistica per i giovani “incomunicabili e disorientati”. È una narrazione pigra e, soprattutto, falsa. Se ci prendiamo la briga di gettare lo sguardo oltre i luoghi comuni, scopriamo che i ragazzi e i grandi anziani di questo territorio non sono due pianeti lontani che si ignorano. Sono, al contrario, due specchi che riflettono la medesima ferita: il rischio dell’invisibilità. I giovani soff rono per un futuro che sembra già ipotecato, per la difficoltà di trovare spazi di espressione autentica e per un sovraccarico digitale che spesso maschera una profonda solitudine emotiva. Gli anziani soffrono per l’improvviso ridimensionamento del proprio ruolo sociale, confinati nell’etichetta di “utenti da assistere” anziché custodi di competenze ed esperienze. Entrambi vivono la frustrazione di una comunicazione interrotta, in cui parlare non significa essere ascoltati. Per decenni abbiamo risposto a queste fragilità con l’assistenzialismo: sussidi, servizi a sportello, intrattenimento di facciata. Strumenti utili, certo, ma insufficienti se non affrontano la radice del problema:
la perdita di dignità e di autonomia. Un anziano ha bisogno di essere riconosciuto come risorsa attiva, fin dove possibile. Un giovane chiede fiducia concreta per incidere sulle decisioni della propria comunità. In alcune zone del nostro territorio si intravedono già le fondamenta di un cambio di rotta. Pensiamo ai progetti di abitare condiviso tra studenti universitari e pensionati, al volontariato di comunità che unisce il passo di chi ha memoria al dinamismo di chi ha visione, o ai tavoli territoriali che finalmente smettono di parlare dei giovani e degli anziani per iniziare a parlare con loro. Il dialogo intergenerazionale non è un esercizio poetico o un atto di bontà. È un’infrastruttura sociale primaria, urgente quanto una superstrada o la banda larga. Senza questo ponte, il nostro territorio rischia di trasformarsi in una gigantesca ed elegante residenza per anziani senza futuro, circondata da giovani che sognano di andarsene altrove. Urge allora restituire a chi si trova ai margini dell’agenda economica e spesso anche delle decisioni politiche, perché nel parlarne invece tutti sono bravi, la chiave per ricucire la trama sociale e avvicinare queste generazioni solo in apparenza lontane.
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• Redazione Padova
ASCOLTA ORA dell’Alta Padovana è una testata giornalistica di proprietà di
ASCOLTACI IN Questa edizione raggiunge le zone di Cittadella, Fontaniva e Carmignano di Brenta per un numero complessivo di 12300 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numeSrl ro iscrizione ROC 32199
Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin - formato da 26 edizioni locali mensilmente recapitato a 575.000 famiglie del Veneto e del Trentino
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Chiuso in redazione il 7 agosto 2026
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Giovani e anziani/1. Dai progetti di cittadinanza attiva per i ragazzi ai servizi per la terza età
La sfida di Cittadella contro la solitudine intergenerazionale sempre più marcata C ’è una forma di fragilità che attraversa le comunità in modo silenzioso e che non riguarda soltanto chi vive condizioni economiche difficili. È la solitudine, una povertà relazionale che oggi interessa in modo crescente sia gli anziani sia i giovani. Nei territori dell’Alta Padovana, dove l’invecchiamento della popolazione convive con ritmi familiari e lavorativi sempre più complessi, il tema non può più essere letto come una questione privata. È, a tutti gli effetti, una sfida sociale e comunitaria. Cittadella prova ad affrontarla lavorando su entrambe le estremità del ponte generazionale: da una parte i ragazzi, con il loro bisogno di spazi, ascolto e protagonismo; dall’altra gli anziani, custodi di memoria e radici, ma spesso esposti al rischio dell’isolamento, della fragilità abitativa e della perdita progressiva di autonomia. L’idea di fondo è che una comunità forte non sia quella che interviene soltanto quando il disagio esplode, ma quella che crea occasioni di incontro, prevenzione e appartenenza prima che le persone si sentano sole o invisibili. Per quanto riguarda le nuove generazioni, il Comune ha avviato e sostenuto diverse iniziative pensate per coinvolgere i giovani nella vita cittadina. Tra queste spicca “Ci sto? Affare fatica!”, progetto realizzato in collaborazione con la cooperativa IM.PRO.NTE., che nel 2026 ha visto la partecipazione di 70 ragazzi tra i 14 e i 19 anni. I giovani si sono messi in gioco dedicandosi alla manutenzione, alla cura e alla sistemazione di diverse aree e spazi pubblici. Un’attività concreta, ma anche educativa: prendersi cura di un parco, di una strada o di un luogo comune significa imparare che il bene pubblico non è qualcosa di astratto, ma una responsabilità condivisa. Accanto a questo percorso si inserisce “Giovani Fuori Classe 2.0”, progetto che coinvolge 28 Comuni dell’ATS VEN-15 e che si sviluppa lungo tre direttrici. “Fuori Contesto” è dedicato all’orientamento e al supporto nei percorsi di crescita; “Dire - Fare - Partecipare” mira a incentivare la cittadinanza attiva e a creare spazi di dialogo diretto; “Cre-A-Zioni” punta invece sulla valorizzazione delle competenze personali attraverso laboratori, eventi e momenti di aggregazione. È un modo per riconoscere i ragazzi non come semplici destinatari di attività, ma come risorse vive
della comunità. In questa direzione va anche la presenza degli educatori di strada, figure sempre più importanti per intercettare i giovani nei loro luoghi abituali di ritrovo. Il loro compito non è soltanto “ascoltare, prevenire, accompagnare”, ma offrire sostegno. In un tempo in cui molti adolescenti sono iperconnessi ma faticano a costruire relazioni autentiche, la presenza educativa nei luoghi informali può diventare decisiva. Spesso dietro comportamenti problematici, vandalismi o aggregazioni conflittuali si nasconde un bisogno più profondo: trovare un posto in cui sentirsi riconosciuti. Parallelamente, l’amministrazione rivolge un’attenzione costante alla popolazione anziana, attraverso servizi pensati per sostenere chi vive situazioni di fragilità o ha bisogno di aiuto nella quotidianità. Tra le misure attive ci sono la consegna dei pasti a domicilio e il servizio di assistenza domiciliare, strumenti che permettono alle persone più fragili di restare il più possibile nel proprio ambiente di vita, senza sentirsi abbandonate. A questi interventi si affiancano il sostegno economico diretto per persone sole o in particolare difficoltà nel pagamento delle rette delle case di riposo e la disponibilità degli alloggi in via Del Cristo, pensati per offrire sicurezza abitativa e
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sollievo anche alle famiglie. Il tessuto associativo completa e rafforza questa rete. Un ruolo importante è svolto dall’AUSER, che promuove l’Università della Terza Età e che nel 2026 ha registrato 2.200 presenze distribuite su 27 incontri. Non si tratta soltanto di conferenze o attività culturali, ma di occasioni per uscire di casa, incontrare persone, mantenere viva la curiosità e sentirsi parte di un percorso collettivo. La stessa associazione anima la comunità anche con la ginnastica in acqua e con il centro ricreativo della propria sede, aperto tutti i giorni con proposte di gioco, lettura e intrattenimento. Per le situazioni di maggiore fragilità è attivo anche il Centro Sollievo, servizio fondamentale rivolto alle persone malate di Alzheimer e alle loro famiglie. In questo caso il sostegno non riguarda solo il malato, ma anche chi se ne prende cura ogni giorno, spesso in condizioni di fatica emotiva e organizzativa. Completano il quadro i soggiorni climatici estivi, marini e montani, organizzati da ANTEAS, che offrono agli anziani momenti di svago, benessere e socialità. La vicesindaca e assessore al sociale Marina Beltrame richiama proprio questo approccio complessivo: “L’amministrazione comunale crede fermamente che la forza di una comunità si misuri dalla capacità di
prendersi cura dei propri cittadini, valorizzando le risorse di ciascuno e offrendo risposte concrete ai bisogni di ogni età. Giovani e anziani rappresentano due risorse fondamentali del nostro tessuto sociale: da un lato l’energia, il futuro e l’innovazione; dall’altro la memoria, le radici e la saggezza”. La sfida, dunque, non è soltanto erogare servizi, ma costruire legami. Un Comune può fare molto se riesce a mettere in rete famiglie, scuole, associazioni, volontariato e spazi pubblici. Una biblioteca, un centro civico, un parco vissuto, un gruppo di cammino o un’attività educativa possono diventare strumenti di prevenzione sociale tanto quanto un contributo economico o un servizio domiciliare. Sostenere i giovani nella crescita e affiancare gli anziani nel loro percorso di vita significa tenere insieme futuro e memoria. È su questo ponte generazionale che Cittadella prova a costruire una comunità più coesa, capace di offrire opportunità alle nuove generazioni e dignità alla terza età. Perché una città si misura dalla capacità di fare in modo che nessuno, a qualsiasi età, si senta escluso. • Elisa Bonino
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5 Giovani e anziani/2. 17mila euro per entrare nelle case degli invisibili
Non basta il centro anziani: Fontaniva cambia strategia contro l’isolamento sociale
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n progetto per contrastare la solitudine sociale e ricostruire legami di comunità partendo dalle case degli anziani. Si chiama “Connessi da un Filò” l’iniziativa avviata dal Comune di Fontaniva grazie al contributo di 17 mila euro assegnato da Fondazione Cariparo, con l’obiettivo di offrire un sostegno concreto agli anziani autosufficienti che vivono situazioni di isolamento relazionale. Il progetto nasce dalla consapevolezza che anche nei piccoli centri può crescere il fenomeno della solitudine, soprattutto tra le persone anziane che, con il passare degli anni, possono vedere ridursi le occasioni di incontro, i rapporti di vicinato e le reti familiari. L’obiettivo è quindi creare una rete capace di intercettare le fragilità prima che diventino situazioni di vera emarginazione.
“Connessi da un Filò rappresenta un modo nuovo di intendere la comunità, mettendo al centro le persone e le relazioni”, spiega il sindaco di Fontaniva Alberto Trento. “L’amministrazione vuole essere vicina soprattutto a chi rischia di rimanere ai margini, costruendo percorsi di ascolto e accompagnamento. Gli anziani sono una risorsa fondamentale per il nostro territorio, portatori di storie, esperienze e conoscenze che devono continuare a essere valorizzate. Con questo progetto vogliamo rafforzare il senso di appartenenza e fare in modo che nessuno si senta solo”. L’intervento prevede un approccio educativo che partirà direttamente dall’ambiente domestico. Gli operatori entreranno nelle abitazioni degli anziani coinvolti, trasformando la casa in un luogo di ascolto, confronto e costruzione di nuove opportunità.
Attraverso incontri individuali, attività guidate e momenti di socializzazione, verranno creati percorsi personalizzati per rafforzare autonomia, capacità relazionali e possibilità di partecipazione alla vita della comunità. Nel periodo gennaio, dicembre 2026 sono previsti 135 accessi domiciliari, ciascuno della durata di due ore e mezza. Durante gli incontri l’educatore lavorerà sul recupero e sul consolidamento delle reti sociali della persona, favorendo il contatto con associazioni, realtà locali e servizi presenti sul territorio. “Questo progetto si inserisce all’interno di un lavoro più ampio di tessitura di comunità che stiamo portando avanti su vari fronti”, sottolinea l’assessora Elisa Monegato. “Connessi da un Filò è un titolo, ma anche un manifesto dell’approccio intergenerazionale che vogliamo adottare: tenere insieme modernità e tradizione, creare legami tra persone di tutte le età e dare valore al nostro essere concittadini”. Il progetto prevede anche la creazione di un tavolo di concertazione tra Comune, servizi, associazioni e realtà del territorio, con l’obiettivo di condividere informazioni, individuare le situazioni di maggiore fragilità e costruire risposte coordinate. Sarà inoltre sviluppata una rete territoriale in grado di coinvolgere volontari e associazioni in attività di compagnia, socializzazione e piccoli supporti quotidiani.
Fontaniva può già contare su alcune realtà attive nel sostegno alla popolazione anziana, come Anteas, impegnata sia nel trasporto sociale per accompagnare le persone alle visite mediche e alle cure, sia nella gestione del centro diurno, importante luogo di incontro e relazione. A queste si aggiungono gli alloggi per anziani non autosufficienti del Centro Padre Odone Nicolini. “Connessi da un Filò” punta quindi a
rafforzare ciò che già esiste, mettendo in rete risorse pubbliche, associazioni e cittadini per costruire una comunità più vicina e attenta ai bisogni delle persone più fragili. Un progetto che guarda al futuro senza dimenticare il valore dei rapporti umani e di quel “filò” che un tempo rappresentava il cuore della vita sociale dei paesi. • Federico Franchin
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Solitudine dopo i 75 in Veneto: oltre 17mila senza nessuno, serve una rete di comunità
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l carrello della spesa trascinato da soli il martedì mattina, la fila allo sportello per pagare una bolletta, la sedia vuota accanto nella sala d’attesa del medico di base. Sono i gesti quotidiani di oltre 17mila veneti con più di 75 anni che vivono in completo isolamento: nessun figlio, parente, amico o vicino su cui poter contare. Il dato emerge da un’indagine Istat elaborata sui numeri del 2023 e pubblicata lo scorso febbraio, e a rilanciarlo è lo Spi Cgil del Veneto, che chiede alle istituzioni interventi concreti. Non si tratta di una categoria omogenea. Molti di questi anziani sono autonomi: escono di casa, sbrigano le incombenze fiscali, si presentano da soli agli appuntamenti sanitari. Ma anche per loro un ricovero, una visita ospedaliera o un imprevisto domestico possono trasformarsi in un ostacolo insormontabile, perché manca chiunque possa accompagnarli o farsi carico del dopo. Per chi invece non è autosufficiente, la solitudine diventa una difficoltà quotidiana, aggravata — nei casi più fragili — da ristrettezze economiche che non consentono di pagarsi un’assistenza adeguata. C’è poi una geografia dell’isolamento. La solitudine pesa di più nelle città medio-grandi, dove il 3,5
per cento degli over 75 non ha nessuno intorno, contro il 2,5 per cento dei piccoli comuni e delle zone rurali, dove le relazioni di prossimità nascono con più facilità. Di fronte a questi numeri, il sindacato dei pensionati della Cgil chiede a ogni Comune, grande o piccolo, di censire e monitorare gli anziani soli del proprio territorio, e alle istituzioni pubbliche di coordinare una rete di solidarietà che non lasci nessuno nella condizione di sentirsi abbandonato. Le risorse dei bilanci comunali non sempre bastano a coprire tutti i bisogni, ma alcune risposte costano poco: una rete sociale tra residenti, esperienze di co-abitazione, l’accoglienza di studenti in casa, un animale da compagnia che tenga viva la giornata. Restano poi i centri per anziani, con le loro attività contro l’isolamento, e — per le amministrazioni con maggiori disponibilità — un servizio di monitoraggio con visite a domicilio o contatti telematici periodici. Perché quel carrello della spesa, la fila allo sportello, la sedia in sala d’attesa smettano di essere gesti da affrontare sempre e soltanto da soli. • (S.B.)
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CITTADELLA
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Ambiente. Più servizi per la raccolta differenziata
APERTE DUE NUOVE ISOLE ECOLOGICHE D ue nuove isole ecologiche ad accesso controllato sono state attivate a Cittadella. Le strutture, realizzate in via Verdi e in via del Cimitero, sono state presentate alla presenza dei rappresentanti di ETRA, del Consiglio di Bacino Brenta per i Rifiuti e dell’amministrazione comunale, nell’ambito del piano di potenziamento dei servizi ambientali sul territorio. Il progetto è stato finanziato attraverso le risorse del PNRR ottenute dal Bacino Brenta per i Rifiuti e sviluppato in collaborazione con la multiutility ETRA, con l’obiettivo di rendere più efficiente il sistema di raccolta e offrire nuovi strumenti a disposizione di cittadini e attività eco-
nomiche. “Il nostro Comune da tempo lavora per migliorare la raccolta dei rifiuti sul territorio – ha spiegato il sindaco di Cittadella Luca Pierobon –. Queste due nuove isole ecologiche confermano una scelta strategica che porterà benefici ai cittadini, alle aziende e all’ambiente”. Le nuove strutture saranno accessibili tramite eco tessera dalle 7 alle 22 per il conferimento di imballaggi in plastica e metalli, carta e cartone e secco residuo. Per il vetro, invece, l’utilizzo sarà consentito nella fascia oraria compresa tra le 8 e le 20. Per i rifiuti ingombranti o per i conferimenti nelle ore notturne resta disponibile l’isola ecologica H24 di via Veneto, già attiva davanti al nuovo
Centro di Raccolta, dotata di contenitori fuori terra con spazi di conferimento più ampi. “Continua il nostro impegno per potenziare e qualificare i servizi di raccolta – ha sottolineato il presidente di ETRA Flavio Frasson – sfruttando le importanti opportunità offerte dai finanziamenti europei e lavorando insieme al Bacino Brenta per i Rifiuti a beneficio del territorio”. Fino a nuove disposizioni, il servizio delle nuove isole ecologiche sarà complementare alla raccolta porta a porta già attiva e sarà disponibile per tutte le utenze del Bacino Brenta per i Rifiuti. Soddisfazione anche da parte del presidente del Consiglio di Bacino Brenta per i Rifiuti, Germano Racchel-
la, che ha evidenziato il valore della collaborazione tra enti locali ed ETRA: “Queste inaugurazioni rappresentano un ulteriore risultato della sinergia costruita con le amministrazioni comunali e con il
gestore del servizio. Un coordinamento fondamentale per trasformare la programmazione in interventi concreti”. • Redazione Padova
ENEGO, IL CAMPO SCUOLA CHE PREPARA I CITTADINI DI DOMANI
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na settimana per imparare, fare squadra e scoprire da vicino il valore della Protezione Civile. Si è conclusa a luglio l’esperienza del campo scuola “Anch’io sono la Protezione Civile”, organizzato dall’Associazione Volontari della Protezione Civile di Cittadella nella cornice di Enego, in provincia di Vicenza, presso il Centro di Aggregazione “Colonia Alpina”. Qualche settimana fa il campo ha coinvolto ragazze e ragazzi dai 10 ai 16 anni in un percorso educativo pensato per avvicinare i più giovani ai temi della prevenzione, della sicurezza e della cittadinanza attiva. Un’esperienza formativa, ma anche profondamente concreta, in cui i partecipanti hanno potuto misu-
rarsi con attività legate alla tutela dell’ambiente e del patrimonio boschivo, alla conoscenza del territorio e dei piani di emergenza locali. Il progetto ha permesso ai ragazzi di comprendere che la Protezione Civile non interviene soltanto nelle emergenze, ma lavora ogni giorno per costruire
comunità più consapevoli e preparate. Dalla prevenzione dei rischi al rispetto dell’ambiente, fino al lavoro di squadra, il campo scuola ha offerto strumenti utili per leggere il territorio e capire quanto sia importante la responsabilità individuale nella sicurezza collettiva. Il sindaco Luca Pierobon e l’assessore Diego Galli hanno fatto visita ai partecipanti, incontrando i ragazzi e i volontari impegnati nelle attività. La giornata si è conclusa con un momento conviviale a cena, confermando il legame tra istituzioni locali, volontariato e nuove generazioni. “Vedere l’entusiasmo e il senso di responsabilità di questi ragazzi è la garanzia di una comunità più forte, resiliente e
preparata per il futuro – dichiara il sindaco Luca Pierobon –. Un grande ringraziamento a tutti i volontari per l’incredibile lavoro e l’organizzazione”. L’esperienza di Enego ha confermato il valore di iniziative capaci di unire educazione civica, ambiente e partecipazione. Per i giovani è stata un’occasione per crescere, conoscere nuovi coetanei e sperimentare concretamente cosa significa mettersi a disposizione degli altri. Per la comunità cittadellese, invece, un investimento sul futuro: perché la cultura della prevenzione comincia proprio dai più giovani. • (E.B.)
GIOVANI AL LAVORO PER IL TERRITORIO
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i è conclusa a Cittadella l’edizione estiva di “Ci sto? Affare fatica!”, il progetto che ogni anno coinvolge ragazze e ragazzi in attività concrete di cura del territorio, educazione civica e cittadinanza attiva. Un’iniziativa che, anche quest’estate, ha permesso ai giovani partecipanti di mettersi alla prova in lavori utili alla comunità, affiancati da tutor e handyman. L’ultima squadra ha terminato la propria attività a Santa Croce Bigolina, dove, in collaborazione con il Bacino Brenta, si è occupata della pulizia ambientale di alcune zone del territorio. Accanto agli interventi pratici, i ragazzi hanno svolto anche operazioni di rilevazione dati, i cui risultati saranno resi disponibili sul sito del
Bacino Brenta. Il valore del progetto non sta soltanto nelle attività realizzate, ma soprattutto nel metodo: coinvolgere i giovani in prima persona, responsabilizzarli e far capire loro che il bene pubblico non è qualcosa di astratto, ma un patrimonio comune da rispettare e custodire. Pulire un’area, sistemare uno spazio, osservare e raccogliere dati significa infatti imparare a guardare il proprio paese con occhi diversi, più attenti e consapevoli. “Il valore autentico di questa iniziativa risiede nella partecipazione attiva dei nostri giovani alla cura del bene pubblico, un’esperienza che ne rafforza il senso di responsabilità e l’appartenenza al territorio – dichiara il sindaco Luca
Pierobon –. Desidero esprimere la mia più viva gratitudine a tutti i ragazzi, ai tutor e agli handyman per il prezioso contributo offerto”. Con la chiusura dell’ultima squadra, Cittadella archivia dunque un percorso che unisce utilità concreta e crescita personale. Per i ragazzi è stata un’occasione per vivere l’estate in modo diverso, facendo gruppo e contribuendo alla comunità. Per il territorio, un segnale semplice ma significativo: la cura degli spazi pubblici passa anche dall’energia delle nuove generazioni. • (E.B.)
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Comune di Cittadella I N F O R M A
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CROSSABILI SHOW 2026:
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due giorni di show aperti a tutti
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l 18 e 19 Settembre 2026, Piazzale Milite Ignoto ospiterà CROSSabili Show 2026, il grande evento ad ingresso libero organizzato da CROSSabili by Mattia Cattapan con il patrocinio del Comune di Cittadella. L’evento nasce per abbattere le barriere culturali e favorire l’incontro tra persone
con e senza disabilità attraverso lo sport, la musica e i motori, creando uno spazio di aggregazione inclusivo e concreto. Le persone con disabilità saranno al centro della manifestazione, sia come fruitori delle attività proposte sia come collaboratori attivi nell’organizzazione. Il progetto si fonda infatti sulla convinzione che
le differenze non debbano rappresentare un ostacolo, ma un’autentica opportunità per incontrarsi, condividere emozioni e crescere insieme: attraverso il valore dell’intrattenimento e della socialità, lo show si propone di dimostrare come l’inclusione possa trasformarsi in una realtà quotidiana partecipata da tutta la comunità.
Il ricco programma della due giorni prevede: • • • •
concerti - moto terapia - food E DRINK
CONDIVISIONE
passione
unione
Prevenzione e sensibilizzazione: incontri sulla sicurezza stradale dedicati agli studenti, testimonianze e momenti istituzionali. Motori e sport: attività di Moto, Buggy e Jeep Terapia, percorsi di avvicinamento al motorsport e dimostrazioni di sport paralimpici. Spettacoli per tutti: le esibizioni del Circus Trail Tour – Freestyler Crew by Monster Energy, show di Stunt Bike e Bike Life, oltre a motogiro, pedalata inclusiva e area bimbi. Serate di musica e convivialità: pranzi, aperitivi e cene solidali si alterneranno a concerti dal vivo con artisti come Igor’s & Lady Brian, Gabriele Capponi (DJ tetraplegico di fama internazionale), Asbronzatissimi e la band inclusiva Black Boys.
Tutto il ricavato dell’evento finanzierà il progetto CROSSabili in Tour, destinato all’organizzazione di gite, esperienze e vacanze inclusive volte a promuovere l’autonomia e la socialità delle persone con disabilità. L’invito è aperto a tutti: famiglie, studenti, associazioni, imprese e appassionati, chiamati a vivere due giornate fuori dagli schemi e a sostenere in modo concreto i valori dell’inclusione sociale Per informazioni e contatti: info@crossabili.com – www.crossabili.it
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CITTADELLA
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Sociale. La delegazione cittadellese ha partecipato allo scambio culturale
Musica e solidarietà in Campo della Marta
Vent’anni di amicizia oltreoceano U con Noblesville e Nova Prata V ent’anni di incontri, viaggi, ospitalità e amicizie nate oltre i confini. Cittadella ha celebrato nel 2026 un anniversario importante per il proprio gemellaggio con la città statunitense di Noblesville e con quella brasiliana di Nova Prata, un legame costruito nel tempo attraverso il coinvolgimento diretto di giovani e famiglie. Qualche settimana fa una delegazione composta da studenti del Cittadellese e adulti accompagnatori ha raggiunto Nova Prata, nello Stato brasiliano del Rio Grande do Sul, per partecipare al nuovo scambio culturale. In Brasile i ragazzi italiani hanno incontrato anche i coetanei arrivati da Noblesville, condividendo dieci giorni di attività, visite e momenti di vita quotidiana. Il progetto, nato nel 2006 grazie all’iniziativa di Bruno Zoppè, ha permesso nel corso degli anni a numerosi studenti di vivere esperienze formative in Italia, negli Stati Uniti e in Brasile. Alla base c’è l’obiettivo di favorire la conoscenza reciproca e offrire alle nuove generazioni l’opportunità di confrontarsi con lingue, abitudini e realtà sociali differenti, sviluppando autonomia,
capacità di adattamento e apertura verso culture lontane. Durante il soggiorno brasiliano gli studenti sono stati accolti dalle famiglie del territorio e hanno visitato istituzioni locali ed eccellenze produttive. Il programma ha previsto anche incontri dedicati alle tradizioni e alla cultura di Nova Prata, attività sportive, momentI di festa ed escursioni nella natura. Un’immersione nella vita della comunità ospitante, capace di andare oltre la dimensione turistica e creare occasioni autentiche di relazione. Uno degli elementi più significativi
dell’iniziativa resta la scelta di non prevedere costi a carico delle famiglie per la partecipazione dei ragazzi. Una modalità pensata per rendere lo scambio accessibile e garantire pari opportunità, evitando che un’esperienza educativa di questo valore sia riservata soltanto a chi dispone di maggiori possibilità economiche. In vent’anni il gemellaggio ha costruito una rete di rapporti che supera le occasioni ufficiali. Molti partecipanti hanno continuato a mantenere i contatti con le famiglie e gli amici conosciuti durante gli scambi, trasformando un viaggio di pochi giorni in un legame destinato a durare. Il Comune e il Comitato Gemellaggio continuano così a investire in un modello fondato sulla cittadinanza globale e sul dialogo tra comunità lontane. L’esperienza vissuta a luglio ha confermato l’attualità di un progetto che, a vent’anni dalla nascita, continua ad aiutare i giovani a conoscere il mondo e a riportare nel proprio territorio relazioni, idee e nuove prospettive.
na serata di musica, partecipazione e solidarietà ha animato Campo della Marta, dove lo spettacolo “Back to the 70s & 80s” dell’Ultrajam Choir ha coinvolto il pubblico in un viaggio tra alcuni dei brani più conosciuti di due decenni che hanno segnato la storia della musica. L’appuntamento, organizzato nelle scorse settimane, ha richiamato numerosi cittadini e ha trasformato il centro di Cittadella in un grande spazio di incontro. Sul palco, energia e coinvolgimento hanno accompagnato un’iniziativa che aveva però soprattutto una finalità benefica. Grazie alle offerte raccolte nel corso della serata sono stati infatti donati 4.700 euro al progetto “Il dono di Aurora”, nato per sostenere il reparto di Terapia intensiva neonatale dell’ospedale di Padova. Un risultato importante, reso possibile dalla partecipazione del pubblico e dalla disponibilità di quanti hanno contribuito all’organizzazione dell’evento. Il progetto sostiene una realtà sanitaria particolarmente delicata, impegnata ogni giorno nella cura dei neonati prematuri o affetti da patologie che richiedono assistenza specialistica. A testimoniare il valore della raccolta fondi erano presenti sul palco anche due medici del reparto, Luca Bonadies ed Enrico Valerio, che hanno portato il racconto del lavoro svolto quotidianamente a fianco dei bambini e delle loro famiglie. La serata ha confermato ancora una volta la capacità degli eventi culturali di diventare occasioni concrete di sostegno. Il successo dello spettacolo non si è misurato soltanto nella presenza del pubblico, ma soprattutto nella cifra raccolta e nella vicinanza espressa a un progetto capace di trasformare la solidarietà in aiuto diretto. “Il successo di questa serata dimostra che quando la grande musica incontra la generosità di Cittadella si possono raggiungere traguardi straordinari – dichiara il sindaco Luca Pierobon -. Grazie a tutti per aver donato un sorriso a chi ne ha più bisogno”. • (E.B.)
• Elisa Bonino
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Comune di
COMUNE INFORMA AGOSTO 2026
CARMIGNANO DI BRENTA RECORD A CARMIGNANO DI BRENTA: il comune dell’alta padovana con piu’ iscritti al progetto “ci sto? affare fatica”
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COMMERCIO CARMIGNANESE PROTAGONISTA: SUCCESSO PER LA NOTTE BIANCA E LA SFILATA DI MODA ¢ ¢ £
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CARMIGNANO
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Politica. Elisa Paiusco racconta i primi due mesi da sindaca
“I NOSTRI CONCITTADINI SONO LA MIA FORZA” S ono trascorsi poco più di due mesi dall’elezione di Elisa Paiusco alla guida del Comune di Carmignano di Brenta. Sessanta giorni intensi, scanditi dai primi impegni istituzionali, dall’organizzazione dell’estate carmignanese e dall’avvio del nuovo mandato amministrativo. Abbiamo chiesto alla sindaca quali siano state le prime impressioni, le priorità emerse in questo avvio di esperienza e cosa significhi passare dal ruolo di assessore a quello di prima cittadina. Sindaca Paiusco, cosa l’ha sorpresa di più in questi primi mesi alla guida del Comune? “La straordinaria vicinanza della comunità. Sapevo di poter contare su un paese unito, ma l’affetto e il calore che ho ricevuto sono andati oltre ogni aspettativa. Sentire la fiducia dei cittadini è una grande responsabilità, ma allo stesso tempo rappresenta una spinta
quotidiana a fare sempre meglio e a mettermi al servizio della comunità con il massimo impegno”. Qual è stata la prima sfida che si è trovata ad affrontare? “Più che un problema parlerei di un obiettivo da raggiungere in tempi strettissimi: l’organizzazione dell’Estate Carmignanese. Mettere a punto un calendario di eventi all’altezza delle aspettative in pochi giorni è stata una vera corsa contro il tempo. È stato un lavoro intenso che ha richiesto grande collaborazione da parte di tutta la squadra e delle associazioni del territorio, ma vedere il paese vivere e partecipare alle iniziative ha ripagato dell’impegno”. In questi primi incontri con la cittadinanza quali sono le richieste che emergono con maggiore frequenza? “Sicuramente la sicurezza stradale e la cura del territorio. I cittadini chiedono attenzione alla viabilità, al controllo del
traffico e alla tutela di pedoni e ciclisti. Sono temi che incidono direttamente sulla qualità della vita quotidiana e che considero una priorità del mandato. Continueremo a lavorare per rendere Carmignano sempre più sicura e vivibile” Dal ruolo di assessore a quello di sindaca: che cosa cambia davvero? “Cambia soprattutto l’orizzonte della responsabilità. Da assessore ci si concentra sulle proprie deleghe; il sindaco, invece, ha la responsabilità complessiva di tutto ciò che accade all’interno del Comune. Cambia anche la gestione della vita privata: il tempo da dedicare all’attività amministrativa e alla presenza sul territorio aumenta notevolmente. È un incarico che richiede disponibilità costante, ascolto, equilibrio e la capacità di assumere decisioni importanti nell’interesse della comunità”.
Elisa Paiusco
• Elisa Bonino
Moto in Piazza, una passione che da oltre dieci anni fa bene al territorio
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n occasione di Moto in Piazza 2026, il centro del paese si è riempito ancora una volta di motociclette, appassionati e curiosi, ma il successo dell’iniziativa non si misura soltanto dal numero dei partecipanti, a renderla speciale è soprattutto la storia che la accompagna e lo spirito con cui viene organizzata. La manifestazione è infatti promossa dall’Associazione culturale Grigio & Viola, una realtà nata dalla passione condivisa per il motociclismo che, negli anni, ha saputo dare a questa passione un significato più ampio. L’obiettivo dell’organizzazione di questo importante raduno è quello di sostenere iniziative benefiche e progetti rivolti al territorio, approfittando di questo momento di aggregazione. I fondi raccolti dall’evento “Moto in Piazza” vengono ogni anno devoluti al Centro Giovanile San Giovanni Bosco di Carmignano di Brenta, realtà sociale del territorio, per sostenerne le
attività educative. L’avventura di Grigio&Viola a Carmignano è nata ufficialmente nel 2017 proprio per gestire l’importante manifestazione di Moto in Piazza, fondata in realtà nel 2013, quando alcuni mo-
tociclisti decisero di inserire una serata dedicata alle due ruote all’interno del programma estivo di Carmignano. Quella che inizialmente era un’iniziativa rivolta agli appassionati si è trasformata, anno dopo anno, in un appuntamento fisso dell’estate, capace di coinvolgere un pubblico sempre più ampio e di costruire una rete di volontari e sostenitori. Il tratto distintivo è rimasto immutato: ogni edizione diventa anche un’occasione per raccogliere fondi destinati ad associazioni e progetti solidali del territorio. Una scelta che ha contribuito a dare all’evento un’identità ben precisa e che continua a rappresentarne il valore aggiunto. Nel corso degli anni la manifestazione è cresciuta anche dal punto di vista organizzativo. Accanto all’esposizione delle moto si è consolidato il tradizionale motogiro, diventato uno dei momenti fulcro della giornata. Il percorso attraversa il territorio prima del ritorno in piazza, dove la
manifestazione prosegue con musica, punti ristoro e occasioni di incontro che coinvolgono non solo i motociclisti, ma anche molte famiglie e cittadini. Grigio & Viola è riuscita a trasformare una passione personale in un progetto collettivo. Il motociclismo diventa così uno strumento per creare relazioni, favorire la partecipazione e sostenere chi opera quotidianamente nel sociale. È probabilmente questa la ragione per cui, a distanza di oltre dieci anni dalla prima edizione, Moto in Piazza continua a essere uno degli appuntamenti più importanti dell’estate carmignanese. Non solo per il fascino delle due ruote, ma perché rappresenta un esempio di come il volontariato possa nascere anche da interessi comuni e trasformarsi in qualcosa di utile per l’intera comunità. • (E.B.)
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CARMIGNANO
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Viabilità. Nuovi collegamenti, maggiore sicurezza e una mobilità sempre più sostenibile
CRESCE LA RETE DELLE PISTE CICLOPEDONALI L a bicicletta non è più soltanto un mezzo per il tempo libero. Sempre più spesso rappresenta una scelta quotidiana per andare al lavoro, raggiungere la scuola, fare commissioni o semplicemente spostarsi in sicurezza all’interno del proprio paese. È in questa direzione che si inseriscono gli interventi che Carmignano di Brenta sta portando avanti sulla rete ciclopedonale, con l’obiettivo di rendere gli spostamenti più semplici, sicuri e sostenibili. Negli ultimi mesi sono proseguite le attività legate al completamento di alcuni collegamenti ritenuti strategici. Tra questi c’è il secondo stralcio della pista ciclopedonale lungo la Strada Provinciale 16, un’opera che procede parallelamente agli interventi necessari allo spostamento dei sottoservizi, indispensabili per consentire la prosecuzione dei lavori. Parallelamente continua anche il percorso che interessa il collegamento tra via Monte Grappa, via Trento e il centro del paese, un tratto destinato a migliorare la continuità della rete ciclabile e a favorire gli spostamenti in sicurezza tra diverse aree del territorio. Non si tratta soltanto di costruire
nuovi percorsi. L’obiettivo è creare una rete sempre più funzionale, capace di mettere in collegamento quartieri, scuole, impianti sportivi e principali servizi pubblici. Una visione che punta a rendere la mobilità dolce una reale alternativa all’automobile per gli spostamenti di breve distanza, con benefici sia sul fronte della sicurezza sia su quello ambientale. Accanto alle nuove ciclopedonali trovano spazio anche interventi complementari, come il rifacimento di alcuni tratti stradali e il potenziamento dell’illuminazione pubblica. Opere che, pur avendo finalità differenti, contribuiscono a migliorare la qualità complessiva della viabilità e la sicurezza di chi percorre le strade a piedi o in bicicletta, soprattutto nelle ore serali. Il tema assume un valore ancora più importante in un territorio attraversato quotidianamente da studenti, lavoratori e famiglie che scelgono la bicicletta per gli spostamenti di tutti i giorni. Disporre di percorsi protetti significa ridurre i punti di conflitto con il traffico veicolare e incentivare modalità di mobilità più sostenibili, ormai considerate una priorità da
molte amministrazioni locali. La realizzazione di una rete ciclopedonale efficace richiede inevitabilmente tempo e investimenti, ma rappresenta una scelta destinata a produrre effetti nel lungo periodo. Ogni nuovo tratto realizzato non costituisce infatti un’opera isolata, bensì un tassello di un sistema più ampio che mira a
rendere Carmignano un paese sempre più connesso e accessibile. Negli ultimi anni il tema della mobilità sostenibile è entrato stabilmente nell’agenda degli enti locali, sostenuto anche da finanziamenti dedicati e da una crescente attenzione alla sicurezza degli utenti più vulnerabili della strada. In questo contesto an-
che Carmignano prosegue il proprio percorso, con l’obiettivo di costruire una rete di collegamenti capace di rispondere alle esigenze quotidiane della comunità e di accompagnare lo sviluppo del territorio nei prossimi anni. • Elisa Bonino
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FONTANIVA
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Il bilancio. Il comune conferma il progetto anche per il prossimo anno
Il Consiglio comunale dei ragazzi chiude l’anno: “Un’esperienza che forma i cittadini di domani” comune. La partecipazione si costruisce offrendo ai ragazzi occasioni concrete per mettersi in gioco”. Soddisfatta anche l’Amministrazione comunale, che conferma il progetto anche per il prossimo anno scolastico. L’obiettivo sarà consolidare ulteriormente il percorso, rafforzando il dialogo tra istituzioni e scuola e offrendo ai ragazzi nuove opportunità per trasformare le
S
i è conclusa con un bilancio positivo l’edizione 2025,2026 del Consiglio Comunale delle Ragazze e dei Ragazzi di Fontaniva, il progetto promosso dal Comune insieme all’Istituto Comprensivo Statale Carmignano,Fontaniva, alla scuola secondaria di primo grado “L. B. Alberti” e alla Cooperativa Sociale Carovana. Un percorso che ha coinvolto venti giovani consiglieri, chiamati a conoscere da vicino il funzionamento delle istituzioni e a trasformare le proprie idee in iniziative concrete per la comunità scolastica. Attraverso il progetto “Protagonisti del nostro futuro”, gli studenti hanno sperimentato il valore della parteci-
pazione democratica, lavorando nelle commissioni dedicate a scuola, cultura e sociale, sport e ambiente. Dopo le elezioni e l’insediamento ufficiale in Consiglio comunale, i ragazzi hanno discusso proposte, individuato le priorità e scelto democraticamente il progetto da realizzare. L’iniziativa più significativa è stata la festa di fine anno “The Future Starts Tonight”, che il 4 giugno ha coinvolto circa 170 persone tra studenti, famiglie, insegnanti, amministratori e cittadini. I giovani consiglieri hanno curato direttamente l’organizzazione dell’evento, dalla musica all’animazione, fino all’accoglienza dei partecipanti.
Nel corso dell’anno non sono mancati momenti di approfondimento istituzionale, con la visita agli uffici comunali, la partecipazione alle celebrazioni del 25 Aprile, alla piantumazione dell’Ulivo della Pace, alla visita di Palazzo Ferro Fini e all’iniziativa “La Pace sotto un cielo di stelle”. “Il Consiglio Comunale delle Ragazze e dei Ragazzi rappresenta un investimento sulla qualità futura della nostra comunità”, sottolinea il sindaco Alberto Trento. “I giovani hanno potuto conoscere le istituzioni dall’interno, confrontarsi, assumere decisioni e comprendere che amministrare significa ascoltare, collaborare e prendersi cura del bene
loro idee in iniziative utili al territorio. Il Consiglio Comunale delle Ragazze e dei Ragazzi si conferma così un’importante palestra di cittadinanza attiva, dove i più giovani imparano che il cambiamento nasce dall’ascolto, dal confronto e dall’impegno condiviso per il bene della comunità. • Federico Franchin
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“Mobilità Garantita” per anziani e persone con disabilità
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n nuovo servizio per rafforzare il sostegno alle persone più fragili e garantire una mobilità sempre più inclusiva. Il Comune di Fontaniva aderisce al progetto “Mobilità Garantita”, promosso in collaborazione con PMG Italia, che mette a disposizione del territorio un veicolo attrezzato per il trasporto di persone con disabilità, anziani e cittadini con ridotta mobilità. Il mezzo, concesso in comodato gratuito, sarà gestito dall’associazione Anteas Fontaniva, realtà che da anni rappresenta un punto di riferimento per il trasporto sociale grazie all’impegno di numerosi volontari. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di favorire l’autonomia e l’inclusione sociale, consentendo ai cittadini di raggiungere strutture sanitarie, centri di cura, luoghi di socializzazione, attività quotidiane e servizi pubblici. Il progetto si inserisce nel sistema di collaborazione tra pubblico e privato previsto dalla normativa nazionale sui servizi sociali. Un ruolo fondamentale è svolto anche dalle imprese del territorio, che sostengono l’iniziativa attraverso gli spazi pubblicitari presenti sul veicolo, contribuendo così a finanziare il servizio e la manutenzione del mezzo. Grande soddisfazione è stata espressa dalla presidente di Anteas
Fontaniva, Ivana Gallineri. “L’associazione Anteas Fontaniva presta servizio gratuito tramite tanti volontari e autisti che mettono il loro tempo a disposizione dei cittadini di Fontaniva che, per vari motivi, hanno bisogno di essere accompagnati a visite mediche e socio sanitarie. È un servizio semplice ma che, per alcune famiglie, diventa un supporto concreto e autentico. L’automezzo messo a disposizione del Comune e di PMG Italia diventa quindi per noi una risorsa preziosa e un’autentica occasione di inclusione perché, grazie alla pedana, permette il trasporto di persone con mobilità ridotta. Il nostro più grande grazie sarà renderlo operativo tutti i giorni, mettendolo a disposizione di tutti”. Con questa iniziativa il Comune di Fontaniva rafforza la rete dei servizi dedicati alle fasce più deboli della popolazione, offrendo uno strumento concreto per migliorare la qualità della vita di chi, senza un adeguato supporto, incontrerebbe maggiori difficoltà negli spostamenti quotidiani. Un progetto che unisce istituzioni, volontariato e mondo imprenditoriale nel segno della solidarietà e dell’inclusione. • (F.F.)
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FONTANIVA
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Sicurezza. Telecamere più potenti e collegamenti più veloci
RINNOVATA LA RETE CITTADINA DI VIDEOSORVEGLIANZA SUL TERRITORIO P rosegue il potenziamento della sicurezza a Fontaniva. Il Comune ha completato il revamping dell’impianto di videosorveglianza comunale, un intervento realizzato tra maggio e luglio che ha richiesto un investimento di circa 15 mila euro, Iva compresa. I lavori hanno interessato sia la rete di trasmissione delle immagini sia alcune delle telecamere presenti sul territorio, con l’obiettivo di rendere il sistema più efficiente e prepararlo ai futuri ampliamenti. L’intervento si è concentrato innanzitutto sull’infrastruttura radio che collega le varie postazioni di videosorveglianza al sistema centrale utilizzato dalla Polizia Locale. Prima dei lavori, infatti, diversi collegamenti risultavano ormai inadeguati, con velocità di trasmissione molto basse, in alcuni casi inferiori ai 2 o 3 megabit al secondo, anche a causa della saturazione delle frequenze disponibili. Le criticità interessavano in particolare la zona industriale, via Tito Livio, via Vignale e San Giorgio in Brenta. Per risolvere il problema sono stati realizzati nove nuovi collegamenti radio punto, punto, capaci di raggiungere velocità comprese tra 65 e 350 megabit al secondo. Tra i miglioramenti più significativi spicca quello della zona industriale, passata da meno di 2 a 170 megabit, quello di via Vignale, salito da meno di 2 a 165 megabit, e quello di via Barina, aumentato da 10 a 110 megabit. Un salto di qualità che garantirà una trasmissione delle immagini più stabile e affidabile. Parallelamente sono state sostituite tre telecamere collocate nel centro di Casoni, nel centro di San Giorgio in Brenta e sul retro del municipio. I precedenti dispositivi da 5 megapixel sono stati rimpiazzati con nuove telecamere dotate di quattro ottiche orientabili, per una risoluzione complessiva di 20 megapixel, capaci di ampliare l’area monitorata e fornire immagini molto più dettagliate. Aggiornata anche una telecamera installata in viale dei Borromeo. “La sicurezza del territorio richiede programmazione, continuità e strumenti adeguati”, sottolinea il sindaco Alberto Trento. “Con questo intervento abbiamo migliorato concretamente l’efficienza dell’impianto esistente, intervenendo sia sulla qualità delle immagini sia sulla rete necessaria alla loro trasmissione. È un investimento mirato che valorizza le strutture già presenti e prepara il sistema ai futuri ampliamenti”. Sulla stessa linea il vicesindaco e assessore alla Sicurezza
Davide Cerchiaro, che evidenzia come il Comune non si sia limitato alla semplice sostituzione delle telecamere. “Abbiamo rinnovato l’infrastruttura che permette all’intero sistema di funzionare correttamente. Oggi disponiamo di una rete più moderna, stabile e performante, a supporto del lavoro della Polizia Locale e della sicurezza del territorio”. Il progetto rappresenta anche il primo passo verso un ulteriore ampliamento. L’amministrazione ha infatti presentato alla Prefettura la candidatura di un intervento da circa 185 mila euro che prevede la realizzazione di dodici nuovi punti di monitoraggio agli accessi del paese. L’obiettivo è esten-
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dere progressivamente il controllo del territorio, creando una rete sempre più capillare ed efficace per la prevenzione e il supporto alle attività di sicurezza. • Federico Franchin
Sofia Zanon, una stagione da incorniciare
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na stagione straordinaria per Sofia Zanon, protagonista ai Campionati Italiani Allievi (Under 18) con tre titoli italiani e importanti risultati a livello nazionale. Oro nel salto in alto indoor (Ancona, 15 febbraio); oro nelle prove multiple indoor (Padova, 22 febbraio); oro nelle prove multiple outdoor (Bressanone, 6 giugno); sesto posto nella staffetta 4×400 Under 18 (Grosseto, 27 giugno); sesto posto nel salto in alto Under 18 (Grosseto) e settimo posto ai Campionati Italiani Under 20. Prima dell’inizio della seduta del Consiglio comunale, l’Amministrazione comunale ha consegnato a Sofia un riconoscimento ufficiale per celebrare gli straordinari risultati ottenuti e ringraziarla per aver rappresentato con impegno, talento e determinazione la comunità di Fontaniva. Dal salto in alto alle prove multiple, Sofia continua a distinguersi per le sue qualità sportive e umane, portando in alto il nome di Fontaniva. • (R.P.)
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COMUNE INFORMA | AGOSTO 2026
Comune di Fontaniva Alberto Trento - Sindaco di Fontaniva
FONTANIVA CAMBIA LUCE, completata oltre il 96% della sostituzione dei corpi illuminanti
Verso la conclusione la riqualificazione della rete pubblica. Completata oltre il 96% della sostituzione degli apparecchi, con nuove luci LED, minori consumi e sistemi intelligenti di regolazione
L
a riqualificazione dell’illuminazione pubblica di Fontaniva è ormai entrata nella fase conclusiva. A oggi è stato completato oltre il 96% della sostituzione dei corpi illuminanti prevista dal progetto, rendendo già visibile in gran parte del territorio comunale la trasformazione della rete. L’intervento porterà un cambiamento particolarmente importante per la vita quotidiana e la sicurezza del paese. Una volta completata l’attivazione dei nuovi sistemi, l’illuminazione pubblica potrà infatti rimanere accesa anche nelle ore centrali della notte, superando l’attuale spegnimento compreso tra le 2 e le 6 del mattino. Le nuove lampade non resteranno sempre alla massima potenza. Grazie alla tecnologia LED e ai diversi sistemi di regolazione, la luminosità potrà essere ridotta nelle fasce orarie caratterizzate da minore traffico e riportata ai livelli necessari quando aumenta la presenza di veicoli e persone. Sarà quindi possibile mantenere illuminate strade, marciapiedi e spazi pubblici per tutta la notte, contenendo nello stesso tempo i consumi energetici. Il progetto interessa una rete composta complessivamente da 2.474 punti luce e 57 quadri elettrici. Oltre 1.800 apparecchi ormai datati sono stati sostituiti con nuove sorgenti LED, capaci di offrire una luce più uniforme ed efficiente e di limitare la dispersione luminosa verso il cielo. Per le lanterne e gli apparecchi di maggiore valore storico o estetico sono stati utilizzati sistemi realizzati su
misura, così da conservare l’aspetto originario dei luoghi più caratteristici di Fontaniva e delle sue frazioni. La riqualificazione riguarda anche la sicurezza delle infrastrutture, con la sostituzione dei sostegni deteriorati, il rinnovo delle vecchie linee elettriche e l’adeguamento degli impianti alle norme tecniche. Il progetto comprende inoltre l’ammodernamento dei pannelli a messaggio variabile di piazza Umberto I e piazza Mozzato, a San Giorgio in Brenta. Una rete che regola la luce e segnala i guasti Una delle principali innovazioni è rappresentata dalla gestione intelligente dell’impianto. Tutti i quadri elettrici saranno progressivamente collegati a sistemi di
telecontrollo, mentre oltre 600 punti luce potranno essere regolati in modo puntuale. Lungo le principali arterie saranno attivi 158 apparecchi dotati di tecnologia adattiva, in grado di modulare l’intensità luminosa in relazione al traffico. Nelle ore centrali della notte la potenza potrà essere ridotta secondo profili prestabiliti, normalmente del 30% e, sulle strade dotate di tecnologia adattiva, fino al 50%, mantenendo comunque i livelli di illuminazione necessari alla sicurezza. Il telecontrollo permetterà inoltre di conoscere più rapidamente lo stato della rete e di individuare eventuali anomalie, consentendo interventi di manutenzione più tempestivi e riducendo la necessità di attendere le
segnalazioni dei cittadini. «La conclusione di questo progetto consentirà di raggiungere un obiettivo che consideriamo fondamentale – sottolinea il sindaco Alberto Trento –. Fontaniva potrà tornare ad avere strade e spazi pubblici illuminati anche nelle ore centrali della notte, superando l’attuale spegnimento tra le 2 e le 6. Non torneremo semplicemente al sistema precedente. Le nuove tecnologie permetteranno di mantenere accesa l’illuminazione regolando l’intensità della luce in base alle reali necessità. Potremo quindi migliorare la sicurezza e la percezione di protezione dei cittadini, riducendo allo stesso tempo i consumi e l’inquinamento luminoso. È un cambiamento concreto, che interesserà l’intero territorio comunale e che renderà la rete più moderna, efficiente e facilmente controllabile. La riaccensione notturna rappresenterà uno dei risultati più significativi dell’intervento e darà risposta a un’esigenza particolarmente sentita dalla comunità». Le attività conclusive comprenderanno anche il collaudo tecnico, amministrativo e funzionale dell’impianto, affidato a un professionista abilitato, a garanzia della corretta esecuzione delle opere e della loro conformità alle prescrizioni progettuali e normative. Con la nuova rete, Fontaniva potrà dunque contare su un’illuminazione pubblica accesa per tutta la notte, più sicura, efficiente e sostenibile, capace di adattarsi alle effettive necessità del territorio e di migliorare concretamente la qualità degli spazi vissuti dai cittadini.
38° MARCIA DEI BARTANDI, IL 27 SETTEMBRE TORNA LA FESTA DEL CAMMINO A FONTANIVA
IL 12 E 13 SETTEMBRE TORNA LA FESTA DELLA TREBBIATURA A VILLA BORROMEO FANTONI
Domenica 27 settembre Fontaniva ospiterà la 38ª Marcia dei Bartandi, uno degli appuntamenti più partecipati e amati del calendario cittadino. La manifestazione, promossa dall’Amministrazione comunale insieme alle associazioni del territorio, proporrà una giornata dedicata al movimento, alla natura e alla socialità, valorizzando il paesaggio del Brenta e lo spirito di comunità del paese. La partenza sarà dal Parco Brenta Viva, tra le 8 e le 9, con assistenza lungo i percorsi fino alle 12.30. I partecipanti potranno scegliere tra tre itinerari pianeggianti e segnalati di 6, 11 e 21 chilometri, adatti a famiglie, camminatori e podisti. I tracciati attraverseranno sentieri, campagne e suggestivi scorci lungo il fiume Brenta. La manifestazione sarà aperta a bambini, adulti, gruppi e amici a quattro zampe. Particolare attenzione
La tradizionale Festa della Trebbiatura torna sabato 12 e domenica 13 settembre nella suggestiva cornice di Villa Borromeo Fantoni, a San Giorgio in Brenta. La manifestazione, organizzata dalla Pro Loco di Fontaniva in collaborazione con il Comune di Fontaniva, rinnova un appuntamento profondamente legato alla storia agricola e alla cultura popolare del territorio. Nel corso delle due giornate sarà possibile assistere alla trebbiatura del grano e alla pigiatura dell’uva, partecipare ai giochi della tradizione e condividere momenti conviviali presso il tendone gastronomico. L’edizione di quest’anno sarà arricchita dall’iniziativa “Il Pane Quotidiano”, promossa dal Comune di Fontaniva per riscoprire il valore del
sarà dedicata alla sostenibilità, con un’organizzazione plastic free, boccioni d’acqua per riempire le borracce personali, materiali sostenibili nei ristori e contenitori per la raccolta differenziata. Al termine della marcia, nell’area del Parco Brenta Viva, saranno proposte attività dedicate alla salute, allo sport e alla tutela dell’ambiente, seguite dalla premiazione dei primi tre gruppi iscritti. Le iscrizioni potranno essere effettuate sabato 26 settembre, dalle 9 alle 12, nella sede di Sinergas in via Borgo Vicenza 129 a Cittadella, oppure la mattina dell’evento, dalle 7.30 alle 9, direttamente al Parco Brenta Viva. Da quasi quarant’anni la Marcia dei Bartandi accompagna Fontaniva, unendo generazioni diverse nel segno del movimento, della natura e del piacere di stare insieme.
pane quale alimento simbolo della tavola ed elemento centrale della storia, dell’economia e delle relazioni sociali della comunità. Le attività accompagneranno cittadini e visitatori lungo l’intera filiera, dalla coltivazione del grano alla produzione del pane, attraverso esposizioni, dimostrazioni, momenti di approfondimento e laboratori rivolti ai bambini. Un percorso capace di unire memoria, conoscenza e partecipazione, valorizzando il lavoro agricolo, le tradizioni locali e il legame tra la terra e la vita quotidiana.
Comune di Fontaniva Piazza Umberto I 1 - 35014 Fontaniva PD | Centralino T. 049 5949900 www.comune.fontaniva.pd.it
CULTURA
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L’evento. Dal 28 agosto all’1 settembre cinque giorni di concerti, incontri, masterclass e fotografia
CITTADELLA JAZZ CHIUDE L’ESTATE C ittadella si prepara a salutare l’estate con una delle rassegne più attese del calendario culturale cittadino. Dal 28 agosto all’1 settembre torna infatti Cittadella Jazz, festival giunto alla sua sesta edizione e pronto quest’anno ad allargare ulteriormente il proprio programma: non più solo concerti serali, ma cinque giornate consecutive di musica, formazione, fotografia e appuntamenti diffusi nel cuore della città murata. Il centro dell’evento sarà ancora una volta Piazza Pierobon, che ospiterà ogni sera il concerto principale del festival, con il Teatro Sociale individuato come sede alternativa in caso di maltempo. Una scelta che conferma il legame tra la rassegna e il centro storico, trasformando per alcuni giorni la piazza principale in un palcoscenico a cielo aperto. La direzione artistica è affidata a Valerio Galla, mentre l’organizzazione è curata dall’Associazione Culturale Miles, in gemellaggio organizzativo con la struttura del Padova Jazz Festival, con il patrocinio e il contributo del Comune di Cittadella e la collaborazione di Pro Cittadella. Il cartellone guarda al jazz italiano nelle sue forme più diverse, alternando grandi nomi, progetti originali e contaminazioni capaci di parlare anche a un pubblico non necessariamente specialista. Si comincia
venerdì 28 agosto, alle 21, con Petra Magoni e Mauro Ottolini in “Gira Dischi”, un viaggio personale e sorprendente nella canzone d’autore italiana. Battisti, Conte, Lauzi, Gaber, De André e altri protagonisti della musica nazionale saranno riletti con lo stile libero, ironico e teatrale di due artisti abituati a muoversi fuori dagli schemi. Sabato 29 agosto la giornata avrà un doppio appuntamento musicale. Alle 19, sempre in Piazza Pierobon, il batterista U.T. Gandhi e il chitarrista Marco Bianchi proporranno “Dialoghi”, concerto a ingresso libero costruito tra brani originali, melodie riconoscibili e improvvisazione. Alle 21 toccherà invece alla U.S. Band, formazione nata originariamente attorno a Umberto Smaila e forte di un repertorio che attraversa rhythm and blues, rock, musica leggera italiana e internazionale, cover anni Settanta e Ottanta. Per la serata
cittadellese la band sarà affiancata dalla voce di Chiara Luppi. Tra le giornate più ricche ci sarà domenica 30 agosto. Nel tardo pomeriggio il festival uscirà dalla piazza con la MagicaBoola Brass Band, protagonista di un concerto itinerante per le vie del centro: partenza da Piazza Pierobon alle 17.45, tappa al Parco dell’Ascolto alle 18.30 e chiusura al McDonald’s Cittadella alle 19. Alle 21, invece, spazio a Perspectives, progetto collettivo che riunisce musicisti di primo piano del panorama jazzistico: Enrico Pieranunzi al pianoforte, Michele Polga al sax tenore, Thomas Fonnesbaek al basso e Mauro Beggio alla batteria. Lunedì 31 agosto arriverà a Cittadella uno dei nomi più attesi dell’intero festival: Raphael Gualazzi. Pianista, cantante e autore capace di muoversi tra jazz, pop e tradizione afroamericana, Gualazzi porterà in Piazza Pierobon un repertorio che intreccia brani originali, omaggi musicali, atmosfere da colonna sonora e incursioni nella musica italiana e internazionale. Il suo concerto rappresenta uno dei momenti di maggiore richiamo della rassegna. La chiusura, martedì 1 settembre, sarà affidata agli Elektro Dixie, produzione originale di Insulae Lab - Centro di Produzione Musica. Sul palco saliranno Christian
Meyer e Stefano Bagnoli alla batteria, Giuseppe Vitale a pianoforte, tastiere ed elettronica e Federico Malaman a basso elettrico e sampler. Il progetto promette una miscela tra passato e futuro, recuperando l’energia popolare del jazz delle origini e innestandola in sonorità contemporanee, elettriche e sperimentali. Ma Cittadella Jazz non vivrà soltanto in Piazza Pierobon. Dopo i concerti principali, le serate continueranno all’Autostazione di piazza Martiri del Grappa con “Round Midnight”, appuntamento ormai riconoscibile dell’after hours del festival. Dal 28 al 31 agosto si alterneranno Human Bites, N-Joy Vocal Ensemble, Trio de Janeiro e il quartetto formato da Leonardo Dalla Cort, Marco Baldi, Alberto Gatti e Andrea Cecchetto, tutti con ingresso libero. La grande novità dell’edizione 2026 sarà lo spazio dedicato alla didattica. Nella Sala Consiliare di Villa Rina sono in programma tre masterclass: domenica 30 agosto “Terapia di Groove” con Valerio Galla ed Emanuele Giordani, lunedì 31 agosto “Millefinestre di ritmo” con Christian Meyer, storico batterista di Elio e le Storie Tese, e martedì 1 settembre “Jazz Together”, laboratorio di musica d’insieme con Federico Malaman e Leo Dalla Cort, vincitore del Premio Internazionale Massimo Urbani
2026. Tutti gli appuntamenti saranno gratuiti, ad eccezione della masterclass di Christian Meyer, per la quale è previsto un ingresso di 30 euro. Il festival conferma anche il dialogo con le arti figurative. Dal 3 agosto all’1 settembre Palazzo Pretorio e alcune vetrine del centro storico ospiteranno la mostra fotografica collettiva di Roberto Cifarelli, Gabriella Piccolo e Massimo Di Vinci. Un percorso che porterà l’atmosfera del jazz anche fuori dai luoghi del concerto, rendendo il centro storico parte integrante della rassegna. La mostra sarà visitabile gratuitamente il sabato e la domenica dalle 11 alle 13 e, dal 28 agosto all’1 settembre, dalle 18 alle 20. Nelle altre giornate sarà possibile prenotare allo Iat la visita guidata a pagamento ai monumenti di Cittadella, comprensiva di Palazzo Pretorio e della mostra. La maggior parte dei concerti sarà a ingresso libero. Sono a pagamento gli appuntamenti con Petra Magoni e Mauro Ottolini, Perspectives ed Elektro Dixie, con posto unico a 20 euro più diritti di prevendita, e il concerto di Raphael Gualazzi, con posto unico a 30 euro più diritti. Le prevendite sono disponibili su Ticketmaster. • Elisa Bonino
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TERRITORIO
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Sicurezza idraulica. Approvati gli interventi, Venturini: “Prevenzione e cura del territorio sono una priorità”
LA REGIONE INVESTE 737 MILA EURO PER LA MANUTENZIONE DEI CORSI D’ACQUA I l Genio Civile di Padova ha approvato tre interventi di manutenzione ordinaria sui corsi d’acqua dei circondari idraulici di Padova ed Este, per un investimento complessivo di 737.500 euro. Le opere interesseranno numerosi fiumi e canali tra le province di Padova, Venezia, Vicenza, Verona e Treviso e consentiranno di mantenere efficiente il reticolo idraulico attraverso interventi di sfalcio della vegetazione, decespugliamento, disboscamento delle scarpate e degli argini, taglio delle alberature pericolanti e manutenzione delle piste di servizio. Nel dettaglio, il programma comprende un intervento da 437.500 euro relativo all’accordo quadro per la manutenzione ordinaria di tratti dei corsi d’acqua del circondario padovano e due ulteriori interventi da 150.000 euro ciascuno destinati rispettivamente ai circondari idraulici di Padova e di Este. Le attività saranno realizzate nei prossimi mesi lungo i principali corsi d’acqua del territorio e consentiranno di preservare la funzionalità delle opere idrauliche, favorendo il corretto deflusso delle acque e contribuendo alla prevenzione del rischio idraulico.
L’assessore regionale all’ambiente e alla protezione civile Elisa Venturini
«La manutenzione ordinaria rappresenta una delle azioni più efficaci per garantire la sicurezza idraulica del territorio – dichiara l’assessore regionale all’Ambiente e alla Protezione Civile Elisa Venturini –. Intervenire con continuità sulla vegetazione, sugli argini e sulle pertinenze dei corsi d’acqua significa mantenere efficiente il reticolo idraulico e ridurre il rischio di criticità durante gli eventi meteorologici più intensi.» «Questi interventi – prosegue Venturini – confermano la volontà della Regione di investire in una prevenzione concreta e costante. La sicurezza del territorio si costruisce attraverso una manutenzione programmata, capillare e puntuale, che permette di tutelare cittadini, imprese, attività agricole e patrimonio ambientale prima ancora che si verifichino situazioni di emergenza». Ecco quali sono i corsi d’acqua interessati dagli interventi: - Fiume Adige, lungo l’argine sinistro, dal confine tra le province di Padova e Verona, nel comune di Castelbaldo, fino alla foce nel Mare Adriatico, nel comune di Chioggia. - Fiume Brenta, dal Ponte Vigodarzere nel comune di Padova fino al Ponte di Santa Margherita nel comune di Codevigo. - Torrente Muson dei Sassi, dal ponte della ferrovia nel comune di Castelfranco Veneto fino alla confluenza con il fiume Brenta nel comune di Padova. - Fiume Bacchiglione e relativi affluenti, dal confine con la provincia di Vicenza fino alla confluenza con il fiume Brenta in località Punta Gorzone, nel comune di Chioggia. - Canale Brentella, dall’incile sul fiume Brenta nel comune di Limena fino alla confluenza con il Bacchiglione nel comune di Padova. - Canale Battaglia, dall’incile sul Bacchiglione nel comune di Padova fino al sostegno della Bastarda, nel comune di Monselice. - Canale Roncajette, dal Ponte Kennedy nel comune di Padova fino al comune di Bovolenta. - Canale Cagnola, dal Ponte di Cagnola fino al comune di Bovolenta. - Canale Bagnarolo. - Fiume Fratta-Gorzone, dal ponte in località
Sabbion, nel comune di Cologna Veneta, fino alla confluenza nel fiume Brenta in località Punta Gorzone, nel comune di Chioggia. Nell’ambito dello stesso corso d’acqua sono inoltre previsti interventi dal Ponte dell’Isoletta, nel comune di Pressana, fino al ponte della ferrovia nel comune di Stanghella. - Fiume Frassine – Brancaglia – Santa Caterina, dal comune di Montagnana fino alla confluenza con il Gorzone nel comune di Vescovana. Sono inoltre previsti interventi sul fiume Frassine dal Ponte della Torre nel comune di Este fino al Ponte
della SR10 in località Prà. - Canale Bisatto, dal ponte della SP10 nel comune di Albettone (VI) fino al ponte della SP47 nel comune di Vo’, oltre al tratto dal Ponte di Cà Barbaro, nel comune di Este, fino al Bagnarolo, nel comune di Monselice. - Canal di Valle, lungo l’argine di ponente nel comune di Chioggia. - Nodo idraulico di Padova, comprendente Canale Scaricatore, Canale San Gregorio, Canale San Massimo, Canale Piovego, Canale Roncajette Superiore e Tronco Maestro.
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Segue da pag. 1
Il fine vita torna al centro del dibattito regionale: l’attesa per il voto di settembre tra divisioni politiche e pressioni sociali
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a un lato persistono le resistenze e i prudenti scetticismi all’interno del centrodestra — preoccupati sia dai possibili profili di impugnazione statale sia dalle differenti sensibilità etiche — mentre dall’altro si registra la ferma opposizione del mondo cattolico. Di recente, il Patriarca di Venezia, monsignor Francesco Moraglia, ha definito la misura “inaccettabile”, ammonendo
sul rischio che una legge regionale possa aprire varchi impropri a pratiche eutanasiche. A stretto giro è arrivata la replica istituzionale, con il richiamo alla necessità di un confronto laico e rispettoso delle sofferenze umane, fondato sul perimetro già tracciato dai giudici costituzionali. Nel frattempo, il dibattito si arricchisce di nuove istanze trasversali. Le opposizioni, guidate dal Partito Democratico,
non solo premono per il riconoscimento del diritto all’autodeterminazione dei pazienti in condizioni di sofferenza irreversibile, ma rilanciano con forza anche il tema della carenza strutturale delle cure palliative nella regione, ricordando come i posti letto negli hospice siano ancora ampiamente inferiori rispetto ai fabbisogni programmati. Con il mese di settembre ormai alle porte, la
maggioranza e le opposizioni si preparano a un confronto d’aula che si annuncia serrato e privo di sconti. La tenuta dei numeri in Consiglio e la capacità della politica veneta di dare una risposta concreta a un tema etico così complesso saranno determinanti, non solo per il futuro della legge regionale, ma per l’intero dibattito nazionale sui diritti dei malati terminali.
Tempo di bilanci. L’assessore Giacinti rassicura sui rilievi della Corte dei Conti: “Nessun rischio, fondi già accantonati”
REGIONE, VIA LIBERA AL RENDICONTO 2025, SFIDA APERTA PER OLIMPIADI E PEDEMONTANA E ’ passato con 30 voti della maggioranza in Consiglio regionale e 15 contrati il Rendiconto generale relativo all’esercizio finanziario 2025. Un passaggio contabile fondamentale che ratifica la tenuta delle casse regionali e che ha visto al centro dell’attenzione le riserve e i capitoli di spesa legati a due importanti partite per il futuro dell’amministrazione: la gestione degli oneri della Superstrada Pedemontana Veneta e i costi previsti per i Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026. Sulle due questioni, oggetto di specifici rilievi da parte della Corte dei Conti, l’assessore regionale al Bilancio, Filippo Giacinti, ha espresso la posizione ufficiale dell’esecutivo per rassicurare l’aula consiliare e la cittadinanza. “Abbiamo accolto le osservazioni della Corte con lo spirito di collaborazione istituzionale che da sempre contraddistingue la Regione del Veneto”, ha spiegato l’assessore Giacinti. “Su entrambi i fronti desidero rassicurare il Consiglio e i cittadini: gli accantonamenti necessari sono già stati effettuati e le risorse risultano pienamente disponibili. La programmazione finanziaria della Regione tiene conto di questi impegni e continuerà a garantire equilibrio e sostenibilità nel medio e lungo periodo”.
Al di là dei nodi legati alla Pedemontana e alla macchina olimpica, l’amministrazione ha sottolineato il valore complessivo di una gestione guidata dal contenimento dei costi e dall’efficienza operativa. Il Veneto si conferma tra i territori con le spese di funzionamento e di personale più basse a livello nazionale, registrando tempi di pagamento dei fornitori in anticipo di 18 giorni rispetto alle scadenze previste dalla legge. Un modello virtuoso che punta a tutelare
Filippo Giacinti
la qualità dei servizi al cittadino, con particolare riferimento alla sanità, limitando il ricorso alla leva fiscale. Conclusa l’approvazione del documento consuntivo, l’amministrazione ha già avviato i lavori per la stesura
del Bilancio di previsione 2027-2029. Il nuovo strumento programmatico punta a sviluppare un percorso fortemente condiviso con gli enti locali, le parti sociali e le categorie economiche territoriali. “Sarà un bilancio
compartecipato, costruito insieme ai territori, - conclude Giacinti - vogliamo superare definitivamente la logica del bilancio come semplice documento contabile e dare forma a uno strumento di programmazione condivisa”.
Il correlatore Paolo Galeano vota contro: “Manovra senza futuro per il Veneto”
I
l gruppo consiliare del Partito Democratico ha espresso voto contrario all’assestamento di bilancio della Regione Veneto, contestando l’assenza di una visione strategica per le infrastrutture economiche e sociali. A spiegare le ragioni della bocciatura è il consigliere regionale dem e correlatore della manovra, Paolo Galeano, che sollecita interventi più incisivi a sostegno della cittadinanza. “Dopo un rendiconto che ha chiuso un’epoca amministrativa dalla quale il Veneto è uscito impoverito, ci attendavamo una manovra capace di dare una prospettiva reale”, evidenzia Galeano, ricordando le proposte emendative avanzate dal proprio gruppo. “Con 130 milioni di euro a disposizione, era doveroso immettere stanziamenti mirati nelle urgenze. La cosa paradossale è che la stessa maggioranza ha ammesso la bontà dei nostri obiettivi, arrivando a dire che li avrebbe sostenuti se solo ci fossero state le risorse”, prosegue l’esponente del Pd. La critica dell’opposizione punta il dito contro quella che definisce una semplice gestione dell’ordinario, priva di coraggio politico. “E’ giunto il momento della verità per chi governa la Regione. Possono continuare con una politica
Paolo Galeano
di piccolo cabotaggio che si limita a gestire il presente verso una totale assenza di prospettiva, oppure decidere di ridare futuro e speranza a questo territorio”, sottolinea il consigliere. “Ogni amministratore ha il dovere di usare al massimo le leve a disposizione: davanti a una crisi evidente, la scelta della maggioranza è stata purtroppo quella di rimanere fermi”, conclude Galeano.
REGIONE
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Il dibattito. Le reazioni e il confronto in Consiglio Regionale dopo l’approvazione del Rendiconto 2025
Il centrodestra difende la manovra Pedemontana, l’affondo di Rocco, Barbisan e Soranzo: “Conti solidi” Manildo: “Maggioranza spaccata”
Enoch Soranzo
L
’approvazione del Rendiconto 2025 trova il pieno sostegno dei gruppi di maggioranza in Consiglio regionale, che rivendicano la stabilità dei conti e sottolineano come le scelte di bilancio garantiscano continuità, sviluppo e responsabilità finanziaria. Per Riccardo Barbisan, capogruppo della Lega – Liga Veneta, il documento contabile rappresenta la prosecuzione di una gestione virtuosa: “Il Veneto non riparte da zero, ma prosegue un percorso amministrativo che negli ultimi quindici anni ha consentito alla nostra Regione di costruire basi solide”. Barbisan evidenzia l’atteggiamento di apertura dialogante mostrato verso i banchi della minoranza in ambito sociale e difende la tenuta del sistema sanitario regionale: “Il Veneto continua a garantire livelli di assistenza tra i migliori d’Italia senza ricorrere all’addizionale regionale IRPEF. Questo è stato possibile grazie a una gestione attenta delle risorse e dei conti pubblici”. L’esponente del Carroccio rimarca inoltre il valore strategico delle infrastrutture come la Pedemontana, definita come “un’opera che ha cambiato la mobilità e reso più competitivo un territorio di piccole e medie imprese”, ribadendo l’importanza di
accelerare il percorso dell’Autonomia. Sulla stessa linea Enoch Soranzo, consigliere di Fratelli d’Italia e presidente della Sesta Commissione consiliare, che pone l’accento sul rigore finanziario: “La tenuta dei conti non è un merito da esibire, ma un dovere fondamentale per garantire stabilità e continuità ai servizi sul nostro territorio”. Entrando nel dettaglio dei numeri, Soranzo illustra le cifre del documento: “I dati contabili mostrano un quadro di stabilità finanziaria, con un risultato di amministrazione pari a 2.043 milioni di euro e un avanzo netto disponibile di 180,6 milioni. Questo equilibrio ci consente di coprire le spese programmate senza accumulare disavanzi”. Soranzo evidenzia inoltre la virtuosità dell’amministrazione nel saldare i fornitori con circa 18 giorni di anticipo sui tempi ordinari. Sul piano della spesa, oltre il 70% dei fondi impegnati — pari a 12,3 miliardi di euro — è andato alla sanità e al sociale, a cui si aggiungono 1,1 miliardi per i trasporti, oltre 2 miliardi di fondi europei e 1,5 miliardi del PNRR. “La parifica con la Corte dei conti conferma la correttezza delle procedure svolte: il nostro compito rimane lavorare in silenzio e con concretezza”, conclude Soranzo.
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Giovanni Manildo
L
’approvazione del Rendiconto generale per l’esercizio finanziario 2025 solleva accese polemiche tra i banchi dell’opposizione in Consiglio regionale. Sul fronte finanziario, il capogruppo di Riformisti Veneti in Azione, Nicolò Rocco, individua nei grandi dossier infrastrutturali il principale ostacolo agli investimenti. Pur ammettendo che la parità contabile rappresenti un elemento positivo, il consigliere evidenzia i pesanti vincoli che frenano l’ente: “L’assenza di addizionale regionale, che come evidenziato dal Presidente Stefani nelle altre Regioni vale oltre 40 miliardi di euro, unitamente ai debiti per la Pedemontana e le Olimpiadi ci consegnano un bilancio con pochi spazi per gli investimenti”. Analizzando le singole voci di spesa, Rocco rileva forti criticità sul partenariato per la Superstrada Pedemontana Veneta: “È emersa una beffa nei rapporti con il privato: a fronte di maggiori volumi di traffico non vi è riduzione degli oneri a carico della Regione perché il pubblico deve farsi carico di inflazione e manutenzioni”. Alttrettanto delicato il nodo legato a Milano Cortina 2026: “Sulle Olimpiadi ci sono 153 milioni congelati in attesa di capire quanto Regioni ed Enti locali dovranno versare per
coprire i debiti della società organizzatrice”. Per evitare la stagnazione economica, Rocco chiede di affrontare entro l’anno spending review e piano delle entrate. Allo scetticismo sulla tenuta economica si aggiunge l’affondo sferrato dal Partito Democratico. Il capogruppo Giovanni Manildo censura duramente lo scontro tra le forze di governo: “Un deragliamento simile non ha precedenti. Perché il dibattito andato in scena, che doveva essere dedicato al Rendiconto della Regione, si è trasformato subito in una sorta di seduta dall’analista, nella quale le forze del centrodestra, completamente balcanizzate in gruppi, hanno dato sfogo alle loro frustrazioni e guerre reciproche”. Secondo l’esponente dem, la coalizione di governo appare divisa tra nostalgie e veti incrociati. “Dispiace che il Consiglio regionale non sia il lettino dello psicologo e che ci siano mille cose da fare e decidere per far andare avanti questa Regione”, sottolinea Manildo, rivendicando la linea dell’opposizione: “Noi andiamo avanti per la nostra strada, proponendo in modo costruttivo una nostra visione del Veneto e provvedimenti concreti per dare nuovo slancio a questa regione”.
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REGIONE
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Energia. Il Garante della Concorrenza chiede gare pubbliche e stop alle proroghe. Federico Testa: “Meglio affidare le dighe ad aziende del territorio”
IL FARO DELL’ANTITRUST SULLE CONCESSIONI, INTANTO IL VENETO PUNTA SULL’AUTONOMIA L ’energia e la gestione delle grandi infrastrutture di rete finiscono al centro della nuova segnalazione inviata dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) a Governo e Parlamento in vista del Disegno di Legge Concorrenza. Il documento firmato dal presidente Saverio Valentino punta il faro su tre nodi cruciali: le concessioni per la distribuzione elettrica, le gare per la distribuzione del gas e il rinnovo delle grandi derivazioni idroelettriche. Si tratta di settori strategici in cui l’assenza di procedure competitive rischia di frenare gli investimenti, penalizzare i consumatori e soffocare il mercato. Una partita che riguarda direttamente da vicino il Veneto, sia per il peso delle infrastrutture idroelettriche presenti sul territorio regionale, sia per la presenza di multiutility locali pronte a competere. A chiarire i termini della questione è Federico Testa, presidente di Magis: “Il parere dell’antitrust conferma che la situazione dei mercati delle infrastrutture energetiche in Italia è certamente problematica. l’Enel, con una delibera del governo di un anno e mezzo fa , è
Massimo Bitonci
titolata a mantenere più del 80% delle concessioni di distribuzione elettrica in Italia, caricando i consumatori di un canone che prima non esisteva in bolletta. Per quello che riguarda l’idroelettrico si continua a parlare della volontà del governo di fare altrettanto. Questo soprattutto nella nostra regione comporta il mantenimento all’Enel di 31 delle 34 grandi dighe della regione, con margini di centinaia di milioni. Meglio sarebbe che queste concessioni fossero affidate a soggetti del territorio capaci di gestirle e che potrebbero riversare parte di questi margini sul territorio,
penso a Magis ma anche a Ascopiave o APS Acegas, i Bim del bellunese insieme alla regione. Per quanto riguarda infine le concessioni della distribuzione gas c’è bisogno di una regolamentazione che eviti che Italgas, date le sue dimensioni sia in grado di vincere tutte le gare che saranno bandite, in spregio alle più elementari regole della concorrenza”. Per quanto riguarda la distribuzione elettrica, l’Antitrust critica le proroghe generalizzate e pluridecennali, evidenziando come la stasi attuale favorisca l’operatore dominante e rallenti gli investimenti necessari per la
Federico Testa
transizione. Soltanto gare trasparenti e contendibili sul piano degli impegni economici potrebbero garantire elevati standard di innovazione e qualità. Sul fronte dell’idroelettrico, bene chiave per il tessuto montano e produttivo veneto, l’Antitrust ribadisce che la gara pubblica deve rimanere la via maestra, chiedendo tempi certi per le leggi regionali e l’eliminazione di rendite di posizione. Infine, per le gare della distribuzione del gas, l’Autorità sollecita una revisione dei bandi e degli ambiti territoriali (Atem) per evitare che un unico grande operatore soffochi la concorrenza a discapito delle
aziende locali. Intanto l’assessore regionale alle attività produttive e sviluppo Massimo Bitonci conferma che il Veneto sta proseguendo sulla strada dell’autonomia energetica: “Abbiamo già individuato e abbiamo già incontrato insieme ai dirigenti di settore i professionisti che ci seguiranno dal punto di vista legale, economico e ingegneristico. Ai primi di settembre valuteremo delle ipotesi, c’è tutta una fase di studio e di lavorazione per poi decidere quale sarà la via più corretta da intraprendere in vista del 2029 con la scadenza delle grandi concessioni. Stiamo lavorando ad un progetto che permetta di gestire in proprio le grandi derivazioni idroelettriche attraverso società partecipate, ovviamente tenendo conto delle autonomie provinciali, dei Comuni e di quanto previsto dalla legge regionale sull’autonomia della provincia di Belluno. Mi pare corretto discuterne con professionisti che operano nel settore e che già seguono già alcuni regioni. Analizzeremo i dati e sceglieremo la soluzione migliore per cercare di ottimizzare il risultato”.
Programmazione. L’assessore all’ambiente, clima e Protezione Civile: “Prevenire è una condizione necessaria”
VENTURINI: “14 MILIONI PER LA DIFESA DEL SUOLO E DEL LITORALE, ALTRI 3 MILIONI PER I COMUNI” D alla programmazione strategica alla concretezza della prevenzione: per la Regione del Veneto è il momento di passare decisamente ai fatti. L’assessore regionale all’Ambiente, Clima e Protezione Civile, Elisa Venturini, ha delineato il pacchetto complessivo di risorse messe in campo dall’assessorato, pensato per anticipare le criticità del territorio, superare la logica della sola emergenza temporanea e agire in chiave strutturale. Il piano d’azione poggia su una visione di lungo periodo e su due pilastri finanziari complementari. Da un lato è stato perfezionato l’iter per l’accensione di un mutuo da 14 milioni di euro destinato a coprire il piano triennale di interventi per la sicurezza idraulica e la difesa della costa. Dall’altro, a queste risorse si
affiancano ulteriori 3 milioni di euro interamente dedicati ai Comuni per il 2026, che verranno assegnati tramite un apposito bando a cui le amministrazioni locali potranno partecipare direttamente. La scelta strategica di ricorrere a un mutuo che copre l’intero piano triennale — strutturato con 3 milioni di euro per l’annualità in corso e 2 milioni di euro per ciascuna delle due successive — nasce proprio con l’obiettivo di pianificare con lungimiranza e di impostare un’unica grande proce-
dura di gara per ciascun ambito. Questo passaggio permette di azzerare i passaggi burocratici superflui, accelerare l’affidamento dei lavori e garantire risposte rapide, certe e tempestive alle comunità locali. Il cuore della Elisa Venturini programmazione dell’Assessorato si fonda su un monitoraggio continuo, basato su dati oggettivi e su un dialogo stretto e costante con il territorio, per trasformare l’analisi in interventi mirati coordinati dai Geni
Civili. Per la sicurezza idraulica diffusa vengono stanziati 7 milioni di euro in totale, a favore di interventi di sistemazione, pulizia e messa in sicurezza dei corsi d’acqua e delle reti idrauliche nelle province di Belluno, Padova, Treviso, Verona, Vicenza, Venezia e Rovigo, essenziali per regimare i flussi idrici ed evitare criticità idrogeologiche. Altri 7 milioni vanno alla difesa del litorale e contrasto all’erosione. A Venezia sono in programma interventi mirati di ripascimento e di sistemazione delle difese del litorale veneto, estesi dalla foce del Tagliamento fino alla foce dell’Adige. A Rovigo interventi specifici per il mantenimento della linea di costa e il contrasto all’erosione del litorale veneto compreso tra la foce dell’Adige e la foce del Po di Goro.
Per il sostegno diretto ai Comuni vengono stanziati 3 milioni di euro per il 2026, si tratta di risorse messe a bando per supportare le amministrazioni comunali nella prevenzione e nella tutela ambientale locale. “Dobbiamo uscire dalla logica dell’emergenza temporanea e affrontare le sfide climatiche con una visione strategica e di lungo periodo. Questo piano rappresenta il vero cuore della nostra programmazione: prevenire significa agire prima che i fenomeni colpiscano il territorio. Con i 14 milioni a mutuo e i 3 milioni messi a bando per i Comuni diamo risposte concrete e capillari, lavorando fianco a fianco con le amministrazioni locali per tutelare l’ambiente, la sicurezza dei cittadini e la prosperità del nostro territorio.”
REGIONE
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Nuovo ospedale. Il sindaco Giordani spinge per la sinergia istituzionale mentre la Regione ricalcola le rate
POLO DI PADOVA EST NEL CAOS FINANZIARIO: PIANO INAIL, COSTI E SPONDA DEL COMUNE I l maxi-progetto del nuovo ospedale di Padova Est si muove su un crinale sempre più stretto, stretto tra l’impennata dei costi delle materie prime e la sostenibilità di un piano finanziario che continua a far discutere i livelli istituzionali. Al centro delle tensioni ci sono i dubbi sull’accordo originario con l’Inail, impostato su rate pluriennali
ingenti — stimate in circa 25 milioni di euro all’anno per un quarto di secolo — che al termine del periodo non assicurerebbero tuttavia alla Regione la proprietà finale dell’infrastruttura, lasciando aperta una pesante ipoteca sui conti futuri della sanità veneta. Su questo fronte si inserisce con fermezza la linea del presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, il quale
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ha confermato la volontà di portare a termine l’opera ma senza subire passivamente i vincoli economici del vecchio schema. L’obiettivo dichiarato da Palazzo Balbi è esplorare canali di cofinanziamento statale a Roma per tagliare i costi e salvaguardare il patrimonio pubblico, stimando un potenziale risparmio superiore ai 200 milioni di euro. Nelle interlocuzioni con il territorio, il governatore ha inoltre garantito che il cronoprogramma non subirà rallentamenti e che il progetto terrà conto delle
nuove esigenze post-Covid, dell’intelligenza artificiale e del supporto agli operatori sanitari, inserendo anche la tutela e la valorizzazione di presidi storici strategici come l’ospedale Sant’Antonio. In questa delicata fase di transizione si muove il sindaco di Padova, Sergio Giordani, che ha chiesto e ottenuto un tavolo di confronto istituzionale congiunto insieme a Regione e Università per fare chiarezza sul futuro dell’opera e coordinare le tappe. Palazzo Moroni ribadisce la
massima disponibilità al dialogo costruttivo, ricordando gli investimenti già compiuti dal Comune sull’area est — a partire dal sistema tranviario e dalla viabilità di contorno — ma esige certezze sui tempi e garanzie sulla tenuta complessiva del sistema sanitario locale. Tra fondi da ricalcolare a Roma, ipotesi di mutuo alternative e la ricerca di un equilibrio tra innovazione tecnologica e stabilità di bilancio, la partita per il nuovo polo di Padova Est rimane aperta e complessa.
De Poli (Udc): “Il nuovo Ospedale di Padova sia riconosciuto come eccellenza nazionale. Ora servono le risorse, bisogna fare rete”
“I
l nuovo Polo della Salute di Padova ha tutte le carte in regola per diventare un’eccellenza sanitaria nazionale: una struttura di alta specializzazione, con una forte vocazione alla ricerca clinica”. Lo dichiara il senatore UDC Antonio De Poli, intervenendo nel dibattito pubblico sul nuovo Ospedale di Padova. “Come ha ricordato, di recente, il direttore generale dell’A zienda ospedaliera, Paolo Fortuna – prosegue De Poli – se il nuovo polo venisse usato per la sanità ordinaria sarebbe un fallimento per tutti. Il progetto dovrà avere le caratteristiche per diventare ospedale di terzo livello, secondo i criteri della riforma voluta dal ministro Schillaci: questo è il nostro auspicio. Lo merita Padova, lo merita la sua tradizione medica che, insieme all’Università, ha scritto pagine importanti nella storia della Medicina”. “Non a caso – aggiunge il senatore – va in questa direzione anche la posizione della rettrice Daniela Mapelli che, nei confronti con il presidente della Regione Alberto Stefani e il sindaco Sergio Giordani, ha ribadito la volontà comune Antonio De Poli di realizzare un ospedale moderno, punto di riferimento per il Veneto e per l’Italia. È la conferma che l’ambizione prossima Legge di Stabilità, come UDC chiederemo un su questo progetto non è solo politica, ma condivisa da adeguato sostegno finanziario dello Stato, per rispettare chi la sanità e la ricerca padovana le vive ogni giorno”. le tempistiche dei progetti e arrivare rapidamente alla Secondo De Poli “adesso bisogna passare ai fatti, tradu- messa a terra e all’avvio dei cantieri”, sottolinea il senatore. rre questa progettualità in cantieri: è una priorità della “Il progetto, primo in Italia per dotazione di posti letto, ha Regione. Il nuovo Ospedale è un ponte verso il futuro, nel suo Dna un valore aggiunto: la sinergia tra assistenza che si costruisce con solidità, campata dopo campata, clinica e ricerca accademica, grazie al ruolo centrale per reggere il peso delle generazioni future”. dell’Università. È un passaggio epocale per la sanità veneta Sul fronte della viabilità, De Poli fa presente che “l’intervento che avrà una struttura all’avanguardia per tecnologie e della Regione sulla Sr308 per l’accesso al nuovo ospedale digitale. Come istituzioni abbiamo una grande responsè un primo passo importante ma, da solo, - avverte - non abilità: farci trovare pronti. Per Padova ha vinto finora basta. Parliamo di una struttura che sarà un hub nazionale, il gioco di squadra, grazie al dialogo tra i diversi livelli non solo regionale: serve ripensare la viabilità a 360 gradi, istituzionali: con lo stesso metodo dobbiamo affrontare dalla zona San Lazzaro alla Sp47, alla Sr10, all’intera Sr308”. la questione delle risorse. Siamo fieri di questo risultato, “Le risorse vanno trovate, bisogna fare rete. Su questo ma ora più che mai è il momento di fare rete”. punto c’è già l’impegno concreto della Regione, con il Conclude De Poli: “Il nuovo Ospedale di Padova, che formerà presidente Stefani e l’assessore Gerosa, e sono fiducio- anche i medici del domani, sarà un modello per il futuro so che anche il Governo farà la sua parte. In vista della della sanità nazionale ed internazionale”.
REGIONE
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Il regista. Cristian Tomassini racconta il suo instant-cult, un successo di pubblico costruito fuori dal sistema
“BRENTA CONNECTION”, IL FILM DI CULTO CHE HA CAMBIATO LE REGOLE DEL GIOCO C ristian Tomassini è una delle voci più originali e interessanti del cinema veneto. Di certo è l’unico regista indipendente al 100%. Il suo Brenta Connection, uscito in sordina ad aprile 2025, è diventato fenomeno di culto. Il film, scritto da Silvio Marotta e prodotto da Anima Film (società dello stesso Tomassini e di Marco Businaro) è costato quanto una utilitaria. Dopo un anno è ancora in giro, è stato visto da più di 35mila persone e ha abbondantemente ripagato l’investimento iniziale. Brenta Connection, grazie al passaparola e alla passione di tutta la crew che ci ha lavorato, è riuscito ad essere distribuito nei circuiti UCI Cinemas e The Space (cosa quasi di solito per un film indipendente). Insomma, la dimostrazione concreta che anche il cinema può essere industria, svincolata dall’assistenzialismo statale che da decenni affligge il settore. E, particolare da sottolineare, stiamo parlando di una produzione vera (vogliamo parlare della splendida fotografia di Beniaimo Gelain?), a
differenza di tanti presunti film d’autore che di fatto sono prodotti amatoriali fatti in casa, privi di distribuzione e, soprattutto, di pubblico. Per questi motivi, e anche perché Brenta Connection mi ha divertito moltissimo, ho voluto fare una chiacchierata con Tomassini. Volevo provare a capire com’è nato questo progetto che ha il gran pregio di non raccontare il Veneto attraverso i soliti cliché (la tristezza, il rimpianto e la delusione…). «Volevamo fare una commedia popolare, capace di parlare alle persone che vivono nei territori intorno a noi», spiega Tomassini. «Il film utilizza in larga parte il dialetto veneto, presenta personaggi riconoscibili e sceglie un tono leggero, ironico e irriverente. Una formula che il pubblico ha subito capito e apprezzato». Avete raggiunto risultati importanti partendo senza distribuzione: come avete fatto? «La distribuzione si è sviluppata quasi spontaneamente. Dopo le prime proiezioni, gli esercenti hanno
cominciato a contattarsi tra loro. Un cinema chiamava quello di un’altra provincia per chiedere informazioni sul film e poi lo inseriva in programmazione. In questo modo Brenta Connection è arrivato più di cento di sale e spazi di proiezione. In alcuni casi la permanenza in cartellone è stata prolungata grazie all’affluenza del pubblico. Ci siamo costruiti una rete di distribuzione perché i cinema vedevano che il film funzionava e ci chiamavano». Qual è l’ipotetica mappa regionale del film? «Il film ha funzionato soprattutto nei centri medio-piccoli, pur ottenendo buoni risultati anche a Padova, Verona e in altre città. Una parte importante della popolazione italiana vive in comuni di piccole dimensioni, ma il cinema nazionale di solito parla delle grandi città e usa modelli narrativi lontani dalla vita di province. Con Brenta Connection abbiamo scelto la strada opposta: abbiamo raccontato un territorio preciso, con la sua lingua, i suoi ambienti e i suoi personaggi». Qual è la lezione che ti porti a casa da questa esperienza? «Innanzitutto che il cinema indipendente deve costruire un rapporto diretto tra produzione, imprese del territorio, sale e pubblico. Questo significa pensare film da realizzare con budget contenuti, sostenuti anche da aziende interessate a legare il proprio nome a un progetto culturale e capaci di rientrare almeno in parte attraverso gli incassi. Per me il vero cinema indipendente nasce quando chi realizza un’opera si assume il rischio e trova il modo di portarla davanti agli spettatori. Questa posizione è maturata affrontando ogni fase del
lavoro: dalla scrittura alla regia, dalla produzione alla promozione e ai rapporti con le sale. In Veneto si sta affermando una new wave di autori: secondo me tu e il gruppo che ha dato vita a Brenta Connection siete una delle voci più forti di questa new wave, forse proprio perché avete fatto saltare il banco giocando con le vostre regole. Cosa ne pensi? «È vero, in Veneto esiste un movimento di indipendenti diffuso di autori, tecnici e piccole realtà produttive. Molti lavorano soprattutto sui cortometraggi, mentre il lungometraggio richiede più tempo, risorse e capacità organizzativa. I risultati ottenuti con Brenta Connection dimostrano che un percorso alternativo è possibile, a condizione di conoscere il proprio pubblico e di costruire un prodotto coerente con il territorio». Dopo questo exploit il telefono ha iniziato a squillare? «Sì, devo dire che si sono aperte nuove strade e siamo al lavoro su diversi progetti molto ambiziosi, anche se non vogliamo snaturarci perché altrimenti perderemmo la nostra forza».
Qualunque sarà il prossimo passo di Tomassini, Brenta Connection ha già ottenuto un risultato significativo: ha dimostrato che una storia veneta, realizzata con professionalità anche se con mezzi limitati e senza una grande macchina promozionale, può trovare il suo pubblico. Il successo è cresciuto attraverso il passaparola e ha trasformato una produzione indipendente in un fenomeno regionale. Una lezione semplice, ma che troppo spesso si fa finta di ignorare: per portare le persone al cinema bisogna prima di tutto raccontare storie nelle quali possano riconoscersi. • Giacomo Brunoro
• Chi è Giacomo Brunoro Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.
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Case di Comunità, in Veneto arrivano i medici di base
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a sanità territoriale veneta compie un nuovo passo avanti. Medici di medicina generale e Case di Comunità saranno sempre più integrati per offrire ai cittadini un punto di riferimento vicino al territorio e ridurre il ricorso improprio agli ospedali e ai pronto soccorso. Regione Veneto ha infatti definito, insieme alle organizzazioni sindacali dei medici di famiglia Fimmg, Smi, Snami e Fmt, il documento operativo che dà attuazione alla delibera regionale approvata lo scorso giugno. Le indicazioni sono state trasmesse alle Ulss e riguardano l’inserimento dei medici di medicina generale all’interno della rete delle Case di Comunità realizzate con i fondi del Pnrr. In Veneto sono attualmente previste 99 Case di Comunità, strutture pensate per avvicinare i servizi sanitari ai cittadini e potenziare l’assistenza fuori dagli ospedali. «Come promesso, si parte», ha dichiarato l’assessore regionale alla Sanità Gino Gerosa, sottolineando l’importanza dell’accordo raggiunto. Ai medici che svolgeranno attività aggiuntive all’interno delle Case di Comunità sarà riconosciuto un compenso di 60 euro all’ora,
coperto da risorse regionali già stanziate. Il nuovo modello prevede la presenza del medico di medicina generale nella fascia oraria 8-20, attraverso turnazioni organizzate tra la Casa di Comunità, lo studio principale o eventuali ambulatori secondari. Tra i compiti affidati ai professionisti ci saranno la gestione delle richieste dei cittadini, anche attraverso il numero unico 116117, il supporto ai pazienti fragili e cronici, la collaborazione con gli infermieri di famiglia e di comunità, la partecipazione alle campagne vaccinali e il monitoraggio dei pazienti dimessi dagli ospedali. Previsto anche il coinvolgimento dei medici nei percorsi di presa in carico dei malati cronici, con l’obiettivo di programmare visite e prestazioni senza che il cittadino debba occuparsi autonomamente delle prenotazioni. Durante le ore notturne, dalle 20 alle 8, e nei giorni prefestivi e festivi, l’assistenza medica continuerà a essere garantita dal servizio di continuità assistenziale, la cosiddetta guardia medica. «La presenza dei medici di medicina generale nelle Case di Comunità significa portare davvero la sanità più
vicina ai cittadini – ha spiegato Gerosa -. Questo nuovo assetto potrà contribuire anche a ridurre gli accessi non necessari ai pronto soccorso, lasciando spazio alle emergenze che richiedono cure immediate». Sul fronte dell’attuazione del Pnrr, la Regione comunica di aver raggiunto gli obiettivi previsti per la Missione 6. Le Case
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Alessandra, nata a 615 grammi, dedica la laurea alla Patologia Neonatale che le salvò la vita
L
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di Comunità attive sono distribuite tra tutte le Ulss venete: 4 nell’Ulss 1 Dolomiti, 15 nell’Ulss 2 Marca Trevigiana, 13 nell’Ulss 3 Serenissima, 5 nell’Ulss 4 Veneto Orientale, 5 nell’Ulss 5 Polesana, 20 nell’Ulss 6 Euganea, 8 nell’Ulss 7 Pedemontana, 9 nell’Ulss 8 Berica e 20 nell’Ulss 9 Scaligera.
a sua storia personale è diventata il punto di partenza per una scelta di vita e di studio. Alessandra Favarato, quasi ventiduenne, si è laureata in Psicologia con il massimo dei voti, 110 e lode, dedicando la propria tesi alla Patologia Neonatale dell’ospedale di Camposampiero, il luogo dove la sua vita è iniziata in condizioni estremamente difficili. Il tema scelto per il suo lavoro di laurea riguarda l’impatto della prematurità sullo sviluppo dell’attaccamento nel bambino pretermine. Una scelta tutt’altro che casuale: Alessandra, infatti, conosce in prima persona il percorso affrontato dai piccoli nati molto prima del termine della gravidanza. È venuta al mondo il 7 ottobre 2004, alla 26ª settimana di gestazione, con un peso di appena 615 grammi e una lunghezza di 31 centimetri. Dopo circa cento giorni di ricovero e cure intensive, trascorsi nella Patologia Neonatale di Camposampiero, è stata finalmente dimessa insieme alla sua famiglia. “Ho scelto questo argomento di tesi – racconta Ales-
sandra – perché credo sia importante sensibilizzare le persone sul tema della prematurità, soprattutto quella severa, che comporta tante difficoltà e tante battaglie da affrontare”. Un’esperienza che ha influenzato anche il suo futuro professionale: “Fin da piccola ho sentito il bisogno di svolgere una professione che mi permettesse di aiutare chi si trova in difficoltà. Per questo ho scelto Psicologia e spero, tra qualche anno, di diventare una psicoterapeuta capace di accompagnare concretamente i pazienti nei momenti più complessi della loro vita”. Nel suo percorso c’è però anche un profondo senso di riconoscenza verso chi si è preso cura di lei nei primi mesi di vita. Proprio per questo Alessandra ha scelto di dedicare la sua tesi all’équipe sanitaria che l’ha accolta da neonata e ha voluto consegnare personalmente una copia del suo lavoro agli attuali professionisti della Pediatria e Patologia Neonatale di Camposampiero, diretta dal dottor Luca Vecchiato.
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26 Lo studio. Analizzati 40 anni di dati veneti: grazie ai nuovi criteri diagnostici i decessi sono diminuiti
La risonanza cardiaca svela la forma più nascosta della cardiomiopatia aritmogena Operata al cuore a Padova una
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a prevenzione della morte improvvisa negli atleti compie un nuovo passo avanti grazie alla ricerca padovana. Uno studio condotto dall’Unità di Patologia Cardiovascolare dell’Azienda Ospedaliera e dell’Università di Padova ha analizzato quattro decenni di dati raccolti nel Registro regionale veneto della morte improvvisa giovanile, evidenziando come i nuovi strumenti diagnostici abbiano ridotto in modo significativo il numero di vittime, ma anche fatto emergere una forma della malattia più difficile da individuare. Al centro della ricerca c’è la cardiomiopatia aritmogena (ACM), una patologia genetica del cuore nella quale il tessuto muscolare del miocardio viene progressivamente sostituito da tessuto fibro-adiposo, creando un terreno favorevole allo sviluppo di aritmie potenzialmente letali. Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Circulation: Arrhythmia and Electrophysiology, ha preso in esame i casi registrati tra il 1985 e il 2024, un patrimonio di dati unico per continuità e accuratezza diagnostica. I risultati mostrano un calo netto delle morti improvvise legate alla cardiomiopatia aritmogena negli atleti agonisti. Dopo l’introduzione nel 2010 dei criteri diagnostici aggiornati, i casi sono passati da 0,43 a 0,14 ogni 100mila persone all’anno. Anche la mortalità improvvisa complessiva nello sport è diminuita, passando da 1,41 a 0,64 casi ogni 100mila persone all’anno. Nella popolazione degli atleti veneti deceduti improvvisamente, la quota attribuita all’ACM è scesa dal 31% al 22%, un dato che conferma l’efficacia dei programmi di prevenzione e dello screening sportivo. La scoperta più rilevante riguarda però l’evoluzione della malattia. Se in passato la cardiomiopatia aritmogena si presentava soprattutto nella sua forma classica, con il coinvolgimento del ventricolo destro o di entrambi i ventricoli, oggi emerge con maggiore frequenza una variante che interessa principalmente il ventricolo sinistro.
Una forma definita dagli specialisti “mancina”, perché colpisce la parte sinistra del cuore, che risulta più difficile da individuare con gli esami tradizionali. Una trasformazione che rappresenta una nuova sfida per la medicina sportiva, perché questa variante può sfuggire ai controlli di primo livello. Secondo lo studio, elettrocardiogramma ed ecocardiogramma tradizionale possono non essere sufficienti per riconoscere la forma “mancina” della malattia. Nella casistica analizzata, composta da 51 atleti deceduti per ACM, l’ecocardiogramma era risultato positivo soltanto nel 5,8% dei casi in cui era stato eseguito. La risonanza magnetica cardiaca con mezzo di contrasto (CE-CMR) emerge invece come uno strumento fondamentale per individuare il danno del muscolo cardiaco, grazie alla capacità di evidenziare le aree di fibrosi che rappresentano il substrato delle aritmie. Nei casi in cui l’esame era stato effettuato prima del decesso, la risonanza aveva individuato le alterazioni compatibili con la malattia anche quando gli altri controlli risultavano normali. Per questo motivo gli autori dello studio suggeriscono di aumentare il livello di attenzione negli atleti che presentano segnali sospetti durante lo screening, come aritmie ventricolari provocate dallo sforzo, ridotti voltaggi elettrici o familiarità per malattie cardiache. In presenza di ulteriori elementi di rischio, la risonanza magnetica con contrasto potrebbe quindi diventare un passaggio decisivo per arrivare a una diagnosi più precoce. Lo studio conferma anche una marcata prevalenza maschile nei casi di morte improvvisa da cardiomiopatia aritmogena nello sport: dei 51 casi analizzati, soltanto uno ha riguardato un’atleta donna. La ricerca padovana dimostra come la prevenzione continui a essere un elemento centrale nella tutela degli sportivi, ma evidenzia anche la necessità di aggiornare continuamente gli strumenti diagnostici.
bambina arrivata dagli Emirati Arabi
È
arrivata a Padova dagli Emirati Arabi, quattro anni e un cuore che non teneva. La seguiva la Cardiochirurgia della Columbia University, ma per operarla la famiglia è salita su un aereo diretto in Veneto. A prenderla in carico è stata l’équipe di Vladimiro Vida, direttore della Uoc di Cardiochirurgia pediatrica e Cardiopatie congenite dell’Azienda Ospedale Università di Padova. Il quadro clinico era complesso: stenosi valvolare mitralica congenita severa, stenosi sopravalvolare e sottovalvolare, ipertensione polmonare secondaria, coartazione aortica. I chirurghi non hanno aperto lo sterno. Hanno lavorato attraverso una minitoracotomia ascellare destra — pochi centimetri sotto il braccio — con circolazione extracorporea periferica. Hanno resecato la membrana sopravalvolare, eseguito la commissurotomia, corretto l’apparato sottovalvolare. La valvola mitralica è rimasta la sua: nessuna protesi. La bambina è stata estubata in giornata, senza complicanze. Vida il proprio mestiere lo descrive con un verbo che appartiene più alla bottega che
alla sala operatoria. «Ripariamo i cuori malati». Riparare, non sostituire: è la logica della chirurgia conservativa, e a Padova passa anche dalla preparazione. Prima di entrare in sala l’équipe studia il cuore su modelli stampati in tre dimensioni e in realtà virtuale, provando la sequenza dei gesti su una copia dell’anatomia che troverà. È il passaggio che ha permesso di estendere l’accesso sottoascellare, nato per i difetti semplici, alle patologie valvolari e alle anatomie congenite complesse. Con trecento procedure l’anno, l’Azienda Ospedale Università di Padova è il centro italiano con la più vasta esperienza di cardiochirurgia mininvasiva. Il 48 per cento dei pazienti arriva da altre regioni o dall’estero, richiamato dalla tecnica, dalla tecnologia e dalla personalizzazione delle cure. Le cardiopatie congenite sono anomalie strutturali del cuore e dei grandi vasi presenti dalla nascita e riguardano otto nati su mille. Ma solo il 60 per cento viene individuato entro il primo anno di vita: quattro bambini su dieci con una malformazione cardiaca crescono senza che nessuno l’abbia ancora vista.
SENTINELLA DEL FIUME BACCHIGLIONE
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il Castello di San Martino della Vaneza fra storia e misteri
Una storia lunga più di mille anni lega il fiume Bacchiglione e il Castello di San Martino della Vaneza, a Cervarese Santa Croce. Un tempo in cui questa edificazione medievale ha cambiato più volte funzione, ma non ha mai smesso di dialogare con il fiume. Prima fortezza, poi porto fluviale, infine museo: oggi il castello narra tutta la sua storia e non nasconde anche qualche mistero. Molti degli oggetti conservati nel Museo Archeologico del fiume Bacchiglione sono stati recuperati proprio dall'acqua: reperti preromani e romani, ceramiche medievali, antiche imbarcazioni monossili. Oggetti comuni che oggi permettono di ricostruire e raccontare una storia fatta di gesti quotidiani e che lasciano in sospeso più di qualche interrogativo. Passeggiando tra le mura e lungo il fiume, viene spontaneo chiedersi quante storie il castello abbia vissuto, e quante ne siano andate perdute. Di molte si conoscono i protagonisti e le date. Di altre restano soltanto pochi oggetti, qualche traccia e molte domande. La struttura si trova inoltre lungo la Ciclovia Fiume Bacchiglione I1/I2, un itinerario di circa 60 chilometri che segue in gran parte gli argini del fiume attraversando campagne, borghi rurali e numerosi luoghi di interesse storico e architettonico. Il Castello di San Martino della Vaneza è oggi proprietà della Provincia di Padova Per informaUn patrimonio da scoprire Castello di zioni sulle visite guidate e sulle Episodio 5 San Martino ASCOLTACI SU della Vaneza attività, è possibile contattare il WWW.VENETO24.IT Museo a info@castellosanmartiAscoltaci in tutto il Veneto in auto sul SUL TUO PC O ALEXA nodellavaneza.it. Il Castello si trova in via San Martino, 23 a Cervarese Santa Croce (Padova). Clicca sui QR-code per vedere i video di presentazione.
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modo efficace e duraturo per prevenire le criticità future.
offrire servizi chiavi in mano: interventi che comprendo-
In un mercato sempre più orientato alla specializzazione,
no manutenzioni idrauliche ed elettriche, lavori di tinteg-
Synergy Services ha scelto consapevolmente una strada
giatura e opere edili, con un’organizzazione pensata per
diversa: quella dell’integrazione. Mettere insieme com-
seguire ogni fase del lavoro dalla valutazione iniziale fino
petenze tecniche, organizzazione e capacità di gestione
alla realizzazione finale, senza che il cliente debba fare da
significa offrire qualcosa che il mercato fatica ancora a
tramite tra figure diverse che non si parlano.
garantire con continuità, e che privati e aziende cercano
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con crescente urgenza. Perché oggi, più che mai, avere
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QUANTO NE SAI DEL VENETO?
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Per ogni domanda scegli una sola risposta. Poi controlla il punteggio online.
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1. Quale fiume attraversa Verona?
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A) Vicenza B) Rovigo C) Belluno
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A) Torcello B) Pellestrina C) Murano
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4. In quale provincia si trova Asolo? A) Treviso B) Padova C) Verona
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5. Quale dolce è nato a Verona?
ORIZZONTALI
2. Scrisse La caverna - 12. Bramosa impazienza - 18. 20. Smonta l’accusa - 22. Centro sul Lago Maggiore con il Sancarlone - 23. Rientranze costiere - 25. Città del Marocco - 28. Fiore blu-violetto - 30. È stato un grande nuotatore russo - 33. Il centro della Toscana con il Giardino dei Tarocchi - 34. Teatro di posa - 35. Ex direttore di Rai News 24 - 38. Cambiano oli in molti - 40. Il dittongo di Diana - 41. Romanzo di Niccolò Ammaniti - 42. Un gigante della strada - 43. Film di Luciano Salce con Ugo Tognazzi - 45. Capitale svizzera - 47. Percuotere con una frusta di nuovo - 48. Sprezzanti - 49. Selezionata - 50. Le estreme in azione - 51. Malattia - 53. Gian Paolo che amò la monaca di Monza - 55. Seggio per sovrani - 58. Lago del Guatemala - 59. Lo sono le mire dell’ambizioso - 60. Filippo, primatista nazionale dei 100 metri piani - 62. Regimi 66. Verso di mici. alimentari - 64. La Pavone de Il geghegè - 65.
VERTICALI
1. La città di san Francesco e santa Chiara - 2. La Leigh di Psyco - 3. Sfrigola in padella - 4. La nota... affermativa - 5. Brian, il musicista di By this river - 6. Direzione opposta a NE - 7. L’Arbore della TV (iniz.) - 8. Si attira con uno... specchietto - 9. 14. Un terzo di miglio - 10. Le nozioni elementari - 11. Forma un trio con Aldo e Giovanni - 13. Lingua proverbialmente ostica - 15. I penultimi su dieci - 16. Avviato, iniziato - 17. Una raccolta di racconti di Aldo Busi - 19. I mercati... con grano e avena - 21. Misere - 24. Uccello dei Passeriformi - 26. La città della donna che dissetò Gesù dal pozzo - 27. Gruppo musicale - 29. Moralmente abbattuto - 30. Gli animali catturati - 31. Lustrino - 32. Il Papa lo è di Cristo - 36. L’ultima lettera greca - 37. Si impone al battesimo - 39. Colonna romana per celebrare la conquista della Dacia - 41. Un gioiello da décolleté - 42. Pesce dall’occhio languido - 44. Dio Vulcano per i Greci - 46. Antichi lucani - 47. Iniziali di Saviano - 48. 51. Vivacizzano la cravatta - 52. La baby sitter per il bimbo - 54. Un giardino con le gabbie - 56. Dramma 57. Nota di chi scrive (sigla) - 59. Sigla di Agrigento - 60. In mezzo ai pasticci - 61. Rendono troppi i topi - 63. Le iniziali della Canalis.
PAROLA INIZIALE
COME SI GIOCA Trova la parola centrale che forma un’espressione corretta sia con quella di sinistra sia con quella di destra. Il riferimento veneto può trovarsi in una delle due espressioni.
2. Dove si trova la Basilica Palladiana?
3. Quale isola è famosa per il vetro?
CRUCIVERBA CRUCIVERBALIBERO
Gioco linguistico · livello medio
A) Brenta B) Adige C) Piave
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PAROLE CONCATENATE DEL VENETO
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SAN MONTE ACQUA BACARO CANAL VINO CITTÀ MARE REGIONE PRODOTTO
ANELLO MANCANTE
A) Babà B) Pandoro C) Cannolo
6. Chi nacque a Possagno? A) Canova B) Vivaldi C) Goldoni
7. Quale vino è legato alla Valpolicella? A) Amarone B) Barbaresco C) Frascati
8. Come si chiamano i piccoli assaggi veneziani? A) Tigelle B) Cicchetti C) Friselle
PAROLA FINALE POLO BIANCA MAREA GUIDATO RACCORDO CLASSICO MODERNA SETTENTRIONALE ORIENTALE VENETO
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Enigmistica
30 CRUCIVERBA CHIOCCIOLA CRUCIVERBA A CHIOCCIOLE Scrivi orizzontalmente, una di seguito all’altra (senza tenere conto Nelle 4 spirali dovranno risultare, sempre una di seguito all’altra e iniziando dalle caselle recanti il numero 1, le parole rispondenti
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CRUCIVERBA SIMMETRICO CRUCIVERBA
pasquale.petrullo@gmail.com
ORIZZONTALI
1. Ha numerose paia di zampette - 9. Il Ford dei fumetti - 10. Arbusti con le more - 11. Rete nel ping-pong - 12. 14. Il soggetto di resto - 15. Il veicolo di Ben Hur - 16. In mezzo alla barriera - 17. Era la resina del calzolaio - 18. Titolo di antichi notai - 19. Rimette a posto le scarpe - 22. La ricevono in dono gli sposi - 23. La scrittrice Levi - 24. Un tizio... qualsiasi - 25. Sigla di Cosenza - 26. Causano rotture - 27. Nell’hockey e nel karate - 28. Un ardito... da medaglia - 29. Ragioniere in breve - 30. Il genere di Quentin Tarantino - 31. Il pop che si mangia - 32. Colorato.
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1. Ferra i cavalli - 2. Tratto dell’intestino tenue - 3. Si 5. Ideate... dà con la “long.” - 4. dall’architetto - 6. Una “i” greca - 7. Epoca - 8. Dire per metà - 12. Lupo mannaro - 13. Un’attrazione del luna park - 15. Bambino piccino - 16. Filtrano il sangue - 17. Compenso di lavoratore - 18. Appellativo del re 20. 21. Spicchi di tenda - 26. Grida 28. A Roma vi incontrollate - 27. 1 2 3 4 5 è 1l’INPS2 - 29. L’amico Potter -530. Una pera... 3 di Harry 4 senza polpa - 31. Le ultime di undici. 8 9 10 11 8 9 10 11 1
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DEFINIZIONI A
1. Non si riesce a frenare - Fanno uso di un estratto del papavero Il talento di Mr.Ripley 2. 3. Sposò Onan - Fu il primo re d’Israele - Il giornalista Lerner - 4. In coppia con Tap - Un tipo eccentrico - Incolti e villani - 5. Storica villa di Roma - Non zuccherine - Colonna di libri sovrapposti - 6. L’Arana interprete di Ustica - Le madri dei coniugi - 7. Si cambia traslocando - Il romanziere di Tonio Króger - Un astuccio per reliquie - 8. Film di Akira Kurosawa - Non lo discute il credente - Un mare dell’Antartide - 9. Si rendono ai meritevoli - Simboli di santità - 10. Parte interna dell’abito - Canale per l’irrigazione della pianura padana - 11. Vano per l’equipaggio - Lo emana Mattarella (sigla) - 12. La casa in cui si vive Fondarono Cartagine.
DEFINIZIONI B
(in alto a sinistra): Scrittrice che ha vinto il Premio Bancarella - Sfocia tra Eraclea e Jesolo - Il jolly nel mazzo - Desiderio smodato - Adeguati, conformati - Fu rivale di Bartali. (in alto a destra): Scrittrice che ha vinto il Premio Bancarella Universali o internazionali - Lo Stato con Lima - Il giorno che verrà. (in basso a sinistra): Scrittrice che ha vinto il Premio Bancarella Più che stizziti - Mite e affettuosa - Una collega di Circe - Il parassita della scabbia - Il re della Frigia che odiò l’oro - Bucato col trapano I “ ... media” d’informazione. (in basso a destra): Scrittrice che ha vinto il Premio Bancarella - Pezzo del bikini- Lo è la parte che fa male - Relativi ai formaggi - Dibattito sul
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ORIZZONT
ALI:1. SiFRAMMENTO leggono in Belgio -INCROCIATO 3. In pieno giorno - 6. L'Aquila sulle targhe - 8. Relativi alla Petrus pace - 11. La punta delINCROCIATO battello - 13. Armonie di suoni - 14. Il proprio... comodo - 15. Il re di Micene FRAMMENTO Petrus fratello di Menelao - 17. Grossa nave da carico - 19. Fetta di carne - 20. Recapita la Petrus corrispondenza - 22. FRAMMENTO INCROCIATO FRAMMENTO INCROCIATO Tipica casetta alpina - 23. Si prepara con il pancarrè - 24. Si spinge remando - 25. Donare senza... dare ORIZZONTALI:1. Si leggono in Belgio - 3. In pieno giorno - 6. L'Aquila sulle targhe - 8. Relativi alla 26. Le estreme in offerta - 27. Subito dopo cinque. ORIZZONTALI:1. Si battello leggono- in - 3. di In suoni pieno -giorno - 6. L'Aquila sulle -targhe pace - 11. La punta del 13.Belgio Armonie 14. Il proprio... comodo 15. Il -re8.diRelativi Micenealla pace 11. La punta del battello 13. Armonie di suoni 14. Il proprio... comodo 15. Il re di Micene- 22. 20. Recapita la corrispondenza fratello di Menelao 17. Grossa nave da carico 19. Fetta di carne VERTICALI:1. Capitale peruviana - 2. Umorista che fa coppia con Lillo - 3. Luigi e Vito li festeggiano fratello di nave da- 6. carico 19. -Fetta di spinge carne 20.nipote Recapita corrispondenza - 22. Tipica alpina- --17. Si prepara con ilLo pancarrè 24.brizzolata Si Donare senza... dare in giugnocasetta - 4.Menelao Risvegliata 5.23. ÈGrossa attiguo alla stalla è la- chioma... - 7.-remando Un di- 25.la Tipica casetta alpina 23. Si prepara con il pancarrè 24. Si spinge remando 25. Donare senza... dare Paperino 9. Sviluppare un'idea 10. Parte del corpo sopra i fianchi 11. Dolce natalizio milanese 12. 26. Le estreme in offerta - 27. Subito dopo cinque. Vocali campo - 16. gli abiti - 18.dopo Vi nacque San Paolo - 19. Sindacati di base (sigla) - 21. 26. Leinestreme in Gruccia offertaper - 27. Subito cinque. Gli anni che si hanno.
VERTICALI:1. Capitale peruviana - 2. Umorista che fa coppia con Lillo - 3. Luigi e Vito li festeggiano VERTICALI:1. Capitale -peruviana - 2.alla Umorista fa ècoppia con Lillo - 3. Luigi Vitonipote li festeggiano in giugno - 4. Risvegliata 5. È attiguo stalla - che 6. Lo la chioma... brizzolata - 7.eUn di in giugno--9.4.Sviluppare Risvegliataun'idea - 5. È attiguo alla del stalla - 6. sopra Lo è lai fianchi chioma... brizzolata - 7. Un nipote di - 12. Paperino - 10. Parte corpo - 11. Dolce natalizio milanese Paperino 9. Sviluppare un'idea Parte- del sopraSan i fianchi natalizio milanese di base (sigla) -- 12. 21. Vocali in -campo - 16. Gruccia per- 10. gli abiti 18.corpo Vi nacque Paolo--11. 19.Dolce Sindacati Vocali campo - 16. Gruccia per gli abiti - 18. Vi nacque San Paolo - 19. Sindacati di base (sigla) - 21. Gli anniinche si hanno. Gli anni che si hanno.
Indovinelli veneti 1. Non ho ruote e non ho ali, ma porto in giro innamorati e curiosi. Scivolo lentamente tra palazzi e ponti e chi mi guida resta sempre in piedi. Chi sono? 2. Nasce dalla terra con un vestito rosso, ha foglie eleganti e un gusto amarognolo. Una città della Marca mi ha reso famoso. Chi sono? 3. Sono fatto di pietra e di genio, ma non sono una statua. A Vicenza porto la firma di un architetto conosciuto in tutto il mondo. Chi sono? 4. Non sono a Roma, eppure mi chiamo Arena. Da secoli osservo la città e d’estate canto con mille voci. Dove mi trovo? 5. Nasce tra colline ordinate come un giardino, sale nel bicchiere con tante piccole bolle e porta con sé il nome di una terra veneta. Chi sono? 6. Unisco due rive e porto sulle spalle secoli di passi e di battaglie. Sono coperto, fatto di legno e Bassano mi considera il suo simbolo. Chi sono?
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