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laPiazza del Piovese - Mag26

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Codevigo, protocollo tra Comune e Marevivo Veneto per la tutela della Boschettona

Modello

Con i cordoni della borsa ormai stretti dal bilancio approvato, il Consiglio Regionale del Veneto si è trasformato in un palcoscenico di scontri verbali che vanno ben oltre la semplice contabilità. È una sfida di visioni, un “botta e risposta” continuo che vede la maggioranza difendere il modello veneto e le opposizioni tentare di scardinarlo pezzo dopo pezzo.

Il primo vero scontro frontale riguarda la mobilità. Carlo Cunegato, dalle file di Alleanza Verdi e Sinistra, ha scosso l’aula con un attacco durissimo: “Presidente, mentre nel resto del mondo si corre verso il futuro, nel vicentino siamo fermi a treni a gasolio che sembrano reperti archeologici. Pagare abbonamenti esorbitanti per servizi da terzo mondo è un insulto ai lavoratori”.

Non si è fatta attendere la replica dai banchi della Lega e della Civica Zaia, che hanno risposto piccati: “Non abbiamo la bacchetta magica per elettrificare migliaia di chilometri in una notte, gli investimenti sono programmati e servono tempi tecnici, non slogan”.

Ma è stato Giovanni Manildo del Partito Democratico a rincarare la dose, spostando l’asse sul sociale: “I tempi tecnici non sfamano le famiglie.

Con 25 milioni, briciole rispetto ai 19 miliardi totali, potremmo dare trasporti gratuiti agli studenti. Non farlo è una scelta politica deliberata contro i giovani”.

Il Veneto vuole l’autonomia energetica, Bitonci: “Lavoriamo sulle concessioni”

SICUREZZA URBANA, UNA CHIMERA FRA AZIONE E PREVENZIONE

SOCIALE,

Psoriasi nei bambini, a Padova garantite diagnosi precoce e cure su misura

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LA GRAZIA, I DUBBI E LE TRAPPOLE

• Nicola Stievano

Nel suo ultimo film, La grazia, Paolo Sorrentino ci consegna l’immagine di un Capo dello Stato che abita la «bellezza del dubbio». Così nelle sale austere e silenziose del Quirinale la burocrazia non è il mostro che tutti denunciamo, ma un argine saggio, un tempo sospeso di riflessione. “La burocrazia, tutti la detestano - afferma il presidente del film - perché è lenta ma serve proprio a questo: a non prendere decisioni aff rettate”.

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IL TAR RESPINGE IL RICORSO, VIA LIBERA ALL’ANTENNA 5G IN VIA TRENTO

Il ricorso contro l’antenna 5G di via Trento, a Corte, si chiude con un nulla di fatto per i residenti. Il Tar del Veneto ha respinto l’impugnazione presentata da una residente confinante, confermando la legittimità dell’autorizzazione rilasciata dal Comune a Inwit e Fastweb. La vicenda emerge a dicembre, con il ritrovamento di alcuni picchetti su un terreno agricolo privato destinato a ospitare la stazione radio base, alta circa 35 metri. Da lì prende forma la protesta dei residenti, sfociata in una raccolta firme consegnata in municipio. I firmatari contestano la scelta del sito, ritenuto troppo vicino alle abitazioni, richiamando il regolamento comunale sulla minimizzazione dell’esposizione ai campi elettromagnetici e chiedendo una diversa localizzazione. Obiezioni riprese nel ricorso al Tar dalla residente più esposta. Oltre alla distanza, inferiore ai 20 metri dalla casa, vengono sollevati dubbi sul mancato inserimento dell’area nel piano comunale delle antenne e sui possibili eff etti su salute e valore degli immobili. Su tutti questi punti il Tar dà torto alla ricorrente. Il passaggio centrale della sentenza riguarda la normativa nazionale legata al “Piano Italia 5G”, finanziato con il Pnrr. I giudici chiariscono che, fino al 31 dicembre 2026, gli impianti nelle cosiddette aree bianche possono essere realizzati anche in deroga ai regolamenti comunali. La localizzazione segue criteri statali e non è vincolata alle pianificazioni locali, facendo cadere uno dei principali motivi della contestazione. Respinte anche le censure su istruttoria e motivazione. Il Comune acquisisce tutti i pareri tecnici necessari, compresi quelli favorevoli di Arpav e dell’Autorità di Bacino. La valutazione sui campi elettromagnetici resta di esclusiva competenza dell’agenzia regionale, che esprime parere positivo. Sul fronte sanitario e patrimoniale, i giudici rilevano l’assenza di prove concrete: nessun elemento tecnico sul rischio per la salute né dimostrazione di un deprezzamento degli immobili. Da qui il rigetto anche della richiesta di risarcimento. La mancata conferenza di servizi non costituisce vizio, trattandosi di strumento facoltativo. La ricorrente è stata infine condannata al pagamento di 3 mila euro di spese legali.

• Alessandro Cesarato

Nessuna prova di danno sanitario o patrimoniale

LA GRAZIA, I DUBBI E LE TRAPPOLE

Peccato che, uscendo dalla sala e tornando alla cronaca, il dubbio si trasformi in sospetto e la saggezza della procedura in una fretta che lascia storditi.

Il caso della grazia concessa a Nicole Minetti per ragioni umanitarie somiglia a un copione scritto male, dove la nobile “cura estrema dello Stato” inciampa su un nome che evoca i fantasmi di una stagione politica che è ancora lontana dall’essere archiviata e che continua a maturare i suoi frutti avvelenati. Perché tanta urgenza? Perché quel velo di riservatezza che oggi, alla luce delle inchieste giornalistiche, appare anziché come la doverosa tutela verso un minore come piuttosto un maldestro tentativo di tenere sotto traccia una vicenda esplosiva?

A squarciare l’esile velo del silenzio è un’inchiesta giornalistica che prima rende pubblico il provvedimento firmato dal Presidente della Repubblica e in seguito ne svela i tanti lati oscuri, dagli intrighi in Venezuela in cui a farne le spese sono proprio dei bambini indifesi, alle visite fantasma in ospedali italiani che si aff rettano a smentire contatti o consulenze. Se queste fondamenta crollano, non siamo più di fronte a una scelta politica discutibile o ad una decisione che può sembrare superficiale ma a un vero e proprio corto circuito istituzionale. Nel caos che ne è seguito finisce anche il rimpallo delle reciproche respons-

abilità. Il Quirinale non indaga, non fa il detective, si è detto: il Presidente della Repubblica esercita il suo potere di concedere o negare la grazia sulla base di un’istruttoria tecnica che gli viene consegnata. È il Ministero della Giustizia a dover garantire la genuinità di quel fascicolo che a sua volta ha ricevuto dalla Procura che ha condotto le indagini “sul campo” e tratto le proprie conclusioni. Ma in questo passaggio qualcosa si è rotto e qualcuno ha si è lasciato prendere la mano, quantomeno, da una insolita fretta o approssimazione, che di fronte a provvedimenti così definitivi come una grazia, è sempre cattiva consigliera. Non si può permettere che lo strumento della grazia - un atto quasi sacro, per questo concesso con parsimonia dai capi di stato - venga profanato da procedure opache o, peggio, da falsità documentali. Ecco allora la richiesta di chiarimenti urgenti del Quirinale al ministro della Giustizia per fare luce su un caso che potrebbe condizionare pesantemente il confronto politico. Mentre il Governo fa quadrato attorno a un Guardasigilli sempre più in aff anno e la procura corre ai ripari con un rapido supplemento di indagine, resta l’amarezza per un’istituzione che meritava più rispetto. La grazia, diceva il film, è bellezza. Qui, purtroppo, sembra rimasta solo la bruttezza di una trappola tesa alla credibilità dello Stato.

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Sicurezza urbana/1. Dopo le scorribande in cimitero, si scatenano le polemiche a Piove di Sacco

Vandali e insicurezza, per il centrodestra le telecamere non bastano più

Salti tra le tombe e scorribande sui tetti delle cappelle: l’ultimo episodio di vandalismo al cimitero comunale di Piove di Sacco è episodio che riaccende il dibattito politico sul tema della sicurezza. “L’episodio dei ragazzi che scorrazzano tra le tombe e sui tetti del cimitero, che ha indignato molti cittadini, è solo l’ultimo caso che espone l’emblema di una comunità in cerca di equilibri e speriamo non sia il segnale di un fallimento educativo e del collasso del senso del sacro”. Così l’opposizione di centrodestra, con il consigliere ed ex candidato sindaco Paolo Mazzetto (in foto) che attacca a testa bassa la giunta guidata dalla sindaca Lucia Pizzo, chiedendo di andare oltre la semplice sorveglianza. “Come minoranza non possiamo limitarci solo a invocare più pattuglie o più telecamere - dice Mazzetto. Davanti a simili profanazioni della memoria, è necessario un impegno del Comune, anche su questo fronte. Il più volte citato “corresponsabilizzare i genitori” finora è stato poco percorso: lo Stato e la scuola non possono sostituirsi alla famiglia nell’insegnare il rispetto delle regole e del prossimo. Abbiamo di recente votato favorevolmente ad un ulteriore finanziamento di telecamere e progetti contro il degrado culturale”. Per il centrodestra, tuttavia, le telecamere servono solo come “blando deterrente e a posteriori, a reato già compiuto”, mentre serve un impegno concreto per riportare decoro e autorità simbolica nei luoghi della comunità, potenziando il contributo di volontari e associazioni. Tra le pro-

poste spiccano i “Patti di Quartiere” per coinvolgere residenti e commercianti come custodi attivi dello spazio pubblico, facilitati da una presenza costante della Polizia Locale nelle ore critiche: “Quando sono presenti agenti in divisa non ci sono mai problemi. Vanno messe in campo azioni che non desertifichino le frazioni: la presenza di attività

commerciali è presidio anche di vitalità e ordine”. Mazzetto propone inoltre una riforma delle politiche culturali, dirottando fondi verso l’educazione tra pari e sportelli di ascolto dove si concentrano i gruppi “maranza”, con l’obiettivo di trasformare il potenziale conflittuale di questi giovani in impegno civico. Sul fronte specifico dei cimiteri, il consigliere sottolinea la necessità di non lasciarli incustoditi, “assicurando la dignità delle lapidi e la chiusura degli accessi impropri ai tetti. Il rispetto per i morti è la base per il rispetto dei vivi”. Infine, il centrodestra punta su programmi di “scuola per genitori” obbligatori per i nuclei i cui minori siano coinvolti in vandalismi: la sanzione economica deve essere accompagnata da un percorso di recupero educativo. “Bisogna non demordere nella integrazione di chi sceglie la nostra città per vivere ma ha tradizioni ed usanze diverse - conclude Mazzetto. È un impegno che non finisce con un progetto, ma si cura nel tempo così da consentire una convivenza senza tensioni e senza esclusioni”.

• Alessandro Abbadir

La sindaca Lucia Pizzo attacca: “Troppi post sui social, serve responsabilità”

La risposta della sindaca Lucia Pizzo alle opposizioni di centrodestra non si fa attendere e arriva netta: la sicurezza non si fa sui social, ma con le segnalazioni uff iciali. Il primo cittadino di Piove di Sacco contesta la scelta della minoranza di trasformare il recente episodio di vandalismo al cimitero in un caso mediatico “Credo - dichiara la sindaca - che temi assolutamente importanti come la sicurezza e l’ordine pubblico debbano essere aff rontati da tutti gli amministratori locali con onestà, non cedendo mai a facili affermazioni da

bar o da social, commentando notizie magari documentate da foto che non sono state nemmeno oggetto delle doverose segnalazioni al 112 da parte di chi assiste a fatti anche gravi”. La replica di Lucia Pizzo riguarda l’efficacia degli interventi.

“Si tratta di segnalazioni - sottolinea - che consentirebbero di eliminare le situazioni di pericolo, come nel caso di minori che per fare i bulli o bravate rischiano anche la vita”. Da qui scatta un appello e un invito alla responsabilità rivolto a tutta la cittadinanza”. ”Colgo l’occasione - prosegue la sindaca - per ricordare a

tutti noi che prima si chiama il numero di emergenza dedicato, poi magari si scatta anche la foto, per inviarla alle forze dell’ordine e così consentire di verificare le immagini in tempo utile da parte della Polizia locale, avvisando i genitori ed attivando una rete di prevenzione”. Nel corso degli anni è stato potenziato un capillare sistema di videocamere sul territorio. Un investimento pensato anche come strumento fondamentale per la prevenzione dei furti.

• (A.A.)

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Sicurezza

urbana/2.

Gli spazi pubblici finiscono nel mirino di gruppi di giovani

A Legnaro è caccia agli incivili scatenati, nelle aree verdi regna sempre

Il tema della sicurezza urbana continua a occupare un ruolo centrale nel dibattito pubblico, ma i dati più recenti relativi al territorio di Legnaro restituiscono un quadro in leggero miglioramento e decisamente più rassicurante rispetto ai mesi precedenti. “Ad oggi - sottolinea il sindaco Vincenzo Danieletto - la situazione risulta sostanzialmente normalizzata: non si

registrano segnalazioni di fatti gravi alle forze dell’ordine relative a episodi di microcriminalità, in particolare furti in abitazione o danneggiamenti di spazi pubblici. Un dato significativo che testimonia l’eff icacia delle azioni messe in campo e il valore del presidio costante del territorio”. Questo non significa però per il sindaco che si può abbassare l’attenzione. “Per-

mangono alcune criticità, seppur di natura diversa - spiega Danieletto. In particolare, si segnala una diffusa mancanza di rispetto nelle aree verdi e nei parchi pubblici: gruppi di giovani frequentatori, probabilmente spinti da noia e scarsa consapevolezza civica, tendono a bivaccare e a lasciare rifiuti sul posto, compromettendo il decoro e la fruibilità degli spazi comuni. Si tratta di comportamenti che, pur non configurandosi come veri e propri reati gravi, incidono negativamente sulla qualità della vita e sul senso di comunità. Per questo motivo, accanto al mantenimento delle attività di controllo, diventa fondamentale rafforzare le azioni di sensibilizzazione e educazione al rispetto degli spazi pubblici”. L’impegno del Comune di Legnaro resta quindi duplice: “da un lato garantire sicurezza e presidio, dall’altro promuovere una cultura civica più diffusa, soprattutto tra i più giovani, attraverso iniziative educative e momenti di coinvolgimento attivo”. “Fondamentale - dice

Più reati legati alla droga, minorili, tru e agli anziani, atti persecutori. Ecco i dati dei carabinieri

Controlli, attività anti droga, truffe, contrasto alla violenza di genere. Nel corso del 2025 i carabinieri del Comando Provinciale di Padova hanno registrato un totale di 31.400 reati, un dato sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente e pari a circa l’85% del totale provinciale. Nella sola città di Padova, sono stati denunciati 8.746 reati, il 58,9% del totale cittadino. L’Arma ha svolto un ruolo fondamentale nella prevenzione e nel contrasto della criminalità. Sono stati effettuati 39.526 servizi perlustrativi. I carabinieri hanno gestito 247.354 chiamate al 112, rispondendo a 37.107 interventi. Nelle caserme della provincia sono stati accolti 139.662 cittadini, con una media di 382 accessi al giorno. Nel corso del 2025 sono state arrestate 567 persone e 6904 denunciate in stato di libertà, per un totale di 7.471 persone, principalmente per rapine, furti, reati legati agli stupefacenti, lesioni e violenze domestiche. Sono state inoltre sequestrate 208 armi e 3.030 munizioni. L’Arma ha registrato un significativo incremento delle

segnalazioni di truffe agli anziani, con 62 denunciati (+87% rispetto al 2024).

Dal 1° gennaio 2025, i carabinieri hanno gestito 825 casi di violenza di genere. In particolare: maltrattamenti in famiglia 505 casi (-4,9%), atti persecutori 275 casi (+7,8%) e violenza sessuale 45 casi (-26,23%). Sono stati 242 i soggetti arrestati o sottoposti a misure cautelari e 583 le persone denunciate. I reati

commessi da minori sono stati 595 (+19,2%), con una maggiore incidenza tra i 16enni. Sul fronte antidroga l’Arma nel padovano ha arrestato 143 persone (+17%) e denunciato 220 (-12%), con 478 segnalazioni al Prefetto (+4,8%). Sono stati sequestrati 86 kg di sostanze stupefacenti.

• (A.A.)

Danieletto - come sempre, è anche il ruolo dei cittadini. La collaborazione e il senso di responsabilità condivisa rappresentano strumenti indispensabili per mantenere elevata la qualità della vita sul territorio. In quest’ottica, invitiamo tutti i cittadini a partecipare alla giornate che dedichiamo al rispetto dell’ambiente. Una si è tenuta a metà maggio. Si tratta di occasioni concrete per contribuire attivamente alla cura

degli spazi comuni e rafforzare il senso di comunità. In conclusione, il quadro attuale è positivo e incoraggiante, ma richiede continuità nell’impegno e attenzione verso quei comportamenti quotidiani che contribuiscono a definire il livello di vivibilità della nostra comunità”.

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• Alessandro Abbadir

VERSO IL VOTO: ECCO I DUE CANDIDATI

ANGELA FURLANETTO RACCOGLIE IL TESTIMONE

DELLA MAGGIORANZA DI CENTRODESTRA

Angela Furlanetto guida la maggioranza alle prossime elezioni comunali. Quarantotto anni, avvocato e attuale vicesindaco, è lei la candidata scelta dal centrodestra unito – con Lega e Fratelli d’Italia in prima linea – alla guida della lista civica “Per Sant’Angelo – Celeseo – Vigorovea”. La sua candidatura rappresenta la continuità con l’amministrazione uscente del sindaco Guido Carlin, ma anche la volontà di aprire una nuova fase amministrativa capace di affrontare le sfide future del territorio. Non a caso, al suo fianco, resta buona parte della squadra che ha governato negli ultimi cinque anni: lo stesso Carlin, gli assessori Daniele Bertin e Alice Cestaro, insieme ai consiglieri di maggioranza Maristella Chinello, Gianfranco Miotto e Tatiana Zambon, pronti a chiedere ai cittadini un nuovo mandato per completare il lavoro avviato. Il progetto politico punta infatti su una linea di continuità amministrativa, valorizzando quanto realizzato dalla giunta comunale uscente e innestando nuovi elementi di innovazione. Furlanetto individua tre questioni centrali per il futuro del Comune: l’invecchiamento della popolazione, la diff icoltà di trattenere i giovani e il rischio che Sant’Angelo di Piove diventi soltanto un paese di passaggio tra centri urbani più grandi. Per rispondere a queste criticità, il programma elettorale si concentra sulla centralità della persona e sul rafforzamento dei

servizi di prossimità. Dalla sanità territoriale alla digitalizzazione dei servizi comunali, l’obiettivo è costruire un paese più vicino ai cittadini, capace di mantenere vivo il tessuto sociale e off rire opportunità alle nuove generazioni. Una candidatura che punta quindi su esperienza, radicamento e continuità, con l’ambizione di consolidare il percorso amministrativo degli ultimi anni e dare a Sant’Angelo di Piove una prospettiva di sviluppo stabile e condivisa.

• Martina Maniero

MORENO MANIERO PUNTA SUL CAMBIO DI PASSO PER IL CENTROSINISTRA

Asfidare la maggioranza alle prossime elezioni comunali di Sant’Angelo di Piove di Sacco sarà Moreno Maniero, sessantatré anni, collaboratore tecnico enti di ricerca al Cnr di Padova ed ex assessore ai Servizi sociali. Oggi figura di riferimento dell’opposizione, è lui il candidato sindaco della civica di centrosinistra “Sant’Angelo Insieme – Vigorovea Celeseo”. Una candidatura che punta sull’esperienza amministrativa maturata negli anni passati e sulla volontà di ricostruire un percorso politico interrotto nel 2020. Attorno a Maniero si è raccolta una squadra composta da volti già noti della politica locale e da profili di consolidata esperienza. Tra questi anche due dei tre candidati sindaci della precedente tornata elettorale, Paolino Bedon e Mariano Salmaso, a conferma della volontà di unire competenze e sensibilità diverse in un progetto condiviso. Il messaggio politico della lista si fonda soprattutto sulla capacità di ascolto e sulla necessità di riportare al centro il confronto con i cittadini, con le associazioni e con le realtà del territorio. Per Maniero, infatti, il Comune deve tornare a essere il luogo della partecipazione e della programmazione, superando una logica di semplice gestione dell’esistente. Il suo progetto amministrativo si basa su un deciso cambio di metodo: non limitarsi a rincorrere le emergenze quotidiane, ma costruire una visione di lungo periodo capace di dare prospettiva a lungo

termine al paese. L’obiettivo è passare da una gestione ordinaria a una pianificazione strutturale che sappia rigenerare gli spazi pubblici e rafforzare le relazioni sociali. Gli interventi proposti vengono pensati non come azioni isolate, ma come parte di un disegno coerente, in grado di generare nuove opportunità sul piano sociale, educativo, ambientale ed economico. Una proposta che guarda alla crescita del territorio attraverso una visione più ampia e condivisa del futuro di Sant’Angelo di Piove.

• Martina Maniero

SI AVVICINA L’ESTATE, NUMEROSE LE INIZIATIVE PER BAMBINI E RAGAZZI

Il Comune di Sant’Angelo di Piove di Sacco promuove per l’estate 2026 due iniziative rivolte a bambini e ragazzi, con l’obiettivo di off rire occasioni educative, inclusive e di socializzazione durante la pausa scolastica, in collaborazione con diverse realtà del territorio. Per i più piccoli torna il progetto “Infanzia in movimento!”, dedicato ai bambini dai 3 ai 6 anni. I centri estivi si svolgeranno dal 29 giugno al 7 agosto alla scuola dell’infanzia San Michele Arcangelo, con

attività pensate per stimolare gioco, creatività, autonomia e relazioni in un ambiente educativo strutturato e accogliente. L’iniziativa è realizzata insieme alla SSD Bimbi Calze Corte e alla stessa scuola dell’infanzia. Da segnalare anche il sostegno della Fondazione Cariparo, che ha contribuito al progetto a favore delle famiglie residenti. Rivolto invece ai giovani tra i 14 e i 19 anni è il progetto “Ci sto? Affare fatica!”, esperienza di cittadinanza attiva che punta a valorizzare il tempo estivo

attraverso attività concrete di cura del territorio e dei beni comuni. L’iniziativa si svolgerà dal 13 al 17 luglio, nelle mattinate, e coinvolgerà gruppi di ragazzi aff iancati da tutor e volontari adulti. Il percorso intende promuovere il valore educativo dell’impegno manuale, il lavoro di squadra e il dialogo tra generazioni, favorendo anche il senso di appartenenza alla comunità locale.

• (M.M.)

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Moreno Maniero
Angela Furlanetto

Comune di Piove di Sacco

Isola pedonale 2026

Assessore agli Eventi e Manifestazioni , Monica Zanotto

Piove di Sacco si riaccende! Torna la tanto attesa Isola pedonale tra eventi, musica e socialità. Sarà un'estate da vivere insieme nella nostra bellissima Città che si trasformerà nel salotto dell'accoglienza e dell'intrattenimento. A partire dal 29 Maggio e per tutta l'estate, fino alla seconda settimana di settembre torneranno tanti appuntamenti fissi e imperdibili : sfilate di moda, musica dal vivo, performance artistiche, mercatini dell'artigianato e serate di divertimento per i più piccoli e per le famiglie. Vogliamo che questa isola pedonale sia un'occasione di socialità, sarà un lungo viaggio fino a settembre che ci terrà compagnia, per vivere insieme le nostre piazze e le nostre vie in un'atmosfera di spensieratezza e socialità.

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dal 3 agosto 2026 sara' valida solo la carta d'identita' elettronica (cie)

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evita code e attese con la prenotazione online

Online dalla Homepage del sito www.comune.piovedisacco.pd.it

I cittadini e le cittadine che riscontrano delle difficoltà nel prendere appuntamento online possono chiamare il numero 049 9709333 o recarsi al Polisportello in Via degli Alpini n.1 Sezione "Contatta il Comune" -> Prenota un appuntamento

Maggio in movimento: Piove di Sacco tra gare, feste e nuovi impianti

Assessore al Bilancio e Sport Francesca Betto.

Durante il mese di maggio, la Città di Piove di Sacco si veste anche a tema sport Non solo per la ricchissima proposta di eventi a tema sportivo, ma anche per l'avvio dei cantieri che riguardano le infrastrutture sportive: tutti obiettivi che ci siamo posti di realizzare durante questo mandato amministrativo.

Oltre ai vari tornei dedicati ai ragazzi e alle gare di fine stagione che vedono impegnate le nostre associazioni e società, sono state e saranno molte le manifestazioni organizzate durante questo mese: il 9 maggio, presso lo skate park del Bosco di pianura, si è tenuto un evento di Raining Skills organizzato dal Teatro Frida; il 10 maggio l'ASD Rain Runners ha organizzato la 13^ edizione della "Corri che.. Piove!", una marcia podistica ludico motoria a passo libero

aperta a tutti; il 17 maggio l'ASD Sharon Dojo ha proposto la prima edizione del "Trofeo Saccisica", una competizione di Karate in collaborazione con lo CSEN; il 24 maggio tornerà per le vie della Città lo Street Workout; il 31 maggio l'ASD Ciclistica Piovese organizzerà la 2^ edizione della "Pedala per Piove", un'edizione interamente dedicata alle categorie femminili di esordienti e allieve. Inoltre, il 17 maggio si è svolta la "Festa dei bambini", una giornata interamente dedicata alle famiglie e ai loro bambini, alla quale hanno partecipato alcune fra le associazioni sportive attive nel nostro territorio le quali, attraverso dimostrazioni ed esibizioni, hanno dato la possibilità a tutti i partecipanti di avvicinarsi alle varie discipline di gioco e sport di squadra. Il mese di maggio è anche caratterizzato dall'avvio dei cantieri che riguardano le infrastrutture sportive: presso lo Stadio Comunale Vallini sono iniziati i lavori per la

costruzione di tre campi in erba sintetica; presso gli impianti sportivi di Arzerello si sta per concludere la costruzione di una nuova tribuna coperta; presso il centro natatorio Aquaria sono iniziati i lavori propedeutici al rinnovo della copertura. Vedere le nostre piazze e i nostri impianti animarsi di sport è la dimostrazione più bella che stiamo lavorando nella direzione giusta. Lo sport non è solo competizione, ma aggregazione, educazione, e benessere per tutti i cittadini!

Foto del corso "Quando la difesa personale crea autostima" ciclo di incontri di difesa personale riservato a ragazze e donne tra 16 e 40 anni nei mesi di aprile e maggio.

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Il laboratorio. Alla scuola primaria movimento e scrittura

Poesia, i bambini diventano “giornalisti delle emozioni”

Un laboratorio per avvicinare i bambini alla poesia attraverso musica, movimento e scrittura. È l’iniziativa presentata alla scuola primaria “Zanella” di Corte, promossa dall’associazione padovana “I Fiumi di Jane”, che ha coinvolto gli alunni in un percorso centrato sull’espressione delle emozioni. Il progetto ha ruotato attorno alla figura del “Giornalista delle Emozioni”, proposta dallo psicologo e psicoterapeuta Paolo Russo, che definisce il poeta come “un inviato speciale che non cerca notizie nel mondo, ma nelle frequenze del proprio cuore e del proprio corpo”. Un approccio pensato per stimolare nei più piccoli l’ascolto di sé e la capacità di tradurre sensazioni e stati d’animo in parole. Il laboratorio si è sviluppato intrecciando diversi linguaggi. La musica, con il pianoforte di Mariya Terzieva, ha accompagnato le attività. La recitazione e il movimento, guidati da Michele Ponchia e Anita Russo, hanno dato forma ai testi. La parte creativa, seguita dalla poetessa Monica Babolin, ha portato i bambini a

elaborare pensieri e disegni trasformandoli in brevi componimenti. L’esperienza si è conclusa con la consegna dei diplomi agli alunni, come riconoscimento del percorso svolto. Un momento partecipato che ha segnato la chiusura di un’attività pensata per rendere la poesia uno strumento accessibile e legato alla quotidianità. L’iniziativa si inserisce nelle proposte educative della scuola della frazione con l’obiettivo di aff iancare ai programmi tradizionali attività capaci di sviluppare consapevolezza emotiva e capacità espressive. Un percorso che

punta a superare l’idea della poesia come materia esclusivamente teorica, proponendola come esperienza concreta e condivisa. Il progetto conferma la volontà di proporre percorsi educativi integrati, capaci di unire discipline diverse e di valorizzare la dimensione espressiva all’interno della scuola primaria con particolare attenzione alla partecipazione attiva degli alunni e al lavoro sulla dimensione emotiva.

• Alessandro Cesarato

delle Grazie:

Si è aperta nel quartiere Madonna delle Grazie l’edizione 2026 di “Diamoci Una Mano per un territorio che amiamo”, iniziativa promossa dal Comune per incentivare la cura condivisa degli spazi pubblici. In un’ora sono stati raccolti circa 35 chilogrammi di rifiuti, dato che restituisce la dimensione concreta dell’intervento ma non esaurisce il significato dell’esperienza. “Ciò che ha reso davvero speciale la mattinata è stato vedere vicini di quartiere che, pur abitando a pochi passi, forse non si erano mai fermati a parlare” racconta la sindaca Lucia Pizzo “ritrovarsi insieme con

un obiettivo comune. Si sono create relazioni, si sono scambiati sorrisi e parole. “Diamoci Una Mano” non è solo un’azione di pulizia. E’ un’occasione generativa, che costruisce legami e rafforza il senso di appartenenza”. Sulla stessa linea il consigliere con delega Nicola Bertin: “Un grazie sentito ai residenti e all’associazione Assalam per la partecipazione. Un riconoscimento speciale ai bambini, protagonisti della giornata con il loro entusiasmo”.

• (A.C.)

ELEZIONI COMUNALI 24-25 MAGGIO 2026 - SANT’ANGELO DI PIOVE

Vogliamo un Paese più dinamico, capace di creare opportunità per i giovani, servizi adeguati per anziani, spazi di aggregazione e sviluppo per le famiglie, sostenendo al contempo innovazione, cultura e qualità della vita.

L’obiettivo è valorizzare pienamente le potenzialità economiche e culturali del territorio. Crediamo in una comunità aperta

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Taglio del nastro. Riqualificazione da 2,2 milioni per sicurezza sismica e e icienza energetica

INAUGURATA LA NUOVA CASERMA DELLA GUARDIA

DI FINANZA INTITOLATA A DOMENICO MICHELAZZO

Inaugurata la nuova caserma della Guardia di Finanza, sede della Compagnia di Piove di Sacco, nell’edificio comunale di via Ortazzi completamente riqualificato e restituito alle Fiamme Gialle al termine di un intervento articolato. La struttura è stata intitolata alla guardia Domenico Michelazzo, nato a Carbonara di Rovolon nel 1898, arruolato nel 1917 e ferito sul fronte del Basso Piave durante la Grande Guerra, dove si distinse meritando la medaglia di bronzo al valor militare. Alla cerimonia hanno preso parte numerose autorità civili, militari e religiose. Presenti, tra gli altri, il presidente della Regione Alberto Stefani, il generale di Corpo d’Armata Giuseppe Gerli, comandante interregionale dell’Italia Nord Orientale della Guardia di finanza, il comandante regionale Guido Zelano, il prefetto di Padova Giuseppe Forlenza e il vescovo Claudio Cipolla. Con loro i sindaci del territorio di competenza, rappresentanti delle forze dell’ordine e delle istituzioni, a testimonianza del rilievo dell’evento.

Ad accogliere gli ospiti il comandante provinciale di Padova, colonnello Alberto Franceschin, che ha sottolineato la funzionalità della nuova struttura, progettata per rispondere alle esigenze operative dei militari. L’immobile, già sede in passato anche della Pretura e della Tenenza della Guardia di Finanza, è stato oggetto di una profonda riorganizzazione funzionale che ne ha consentito il passaggio a sede di Compagnia, rafforzando così il presidio sul territorio in un’area a forte densità produttiva. La sindaca Lucia Pizzo ha evidenziato il valore istituzionale dell’intervento.

“La presenza della Guardia di Finanza rappresenta un presidio fondamentale di legalità a tutela dell’economia e della vita democratica” ha sottolineato, richiamando anche il significato dell’articolo 53 della Costituzione in tema di equità fiscale e contributiva. Nel suo intervento ha ripercorso le tappe dei lavori, sviluppati tra il 2018 e il 2022 attraverso tre stralci, ricordando le criticità emerse durante l’adeguamento sismico dell’edificio, che

hanno reso necessario il trasferimento temporaneo della Tenenza a palazzo Pinato Valeri e comportato due traslochi. L’intervento ha comportato un investimento complessivo di circa 2,2 milioni di euro, tra risorse comunali e contributi esterni, con opere di miglioramento sismico, adeguamento normativo ed eff icientamento energetico. Una riqualificazione che consente oggi di disporre di spazi adeguati e moderni, pienamente conformi agli standard richiesti. Nel corso della cerimonia il generale Gerli ha richiamato il valore della memoria dei caduti e il ruolo della Guardia di finanza al servizio delle comunità, sottolineando la rilevanza economica del territorio e la necessità di un presidio qualificato a tutela della legalità economico-finanziaria. Un impegno che si traduce in attività di contrasto all’evasione, alla criminalità economica e a tutela delle risorse pubbliche. Dopo la benedizione impartita dal vescovo, aff iancato dal cappellano militare, e la lettura della Preghiera del Finanziere, il

taglio del nastro e lo scoprimento della targa hanno segnato ufficialmente l’avvio dell’attività nella nuova sede. La consegna della pergamena commemorativa ai familiari ha chiuso la cerimonia. L’inaugurazione rappresenta il punto di arrivo di un percorso condiviso tra Comune e Guardia di finanza, che rafforza la presenza dello

Stato sul territorio e consolida una rete istituzionale già articolata, in cui operano anche Carabinieri, Polizia Stradale e Vigili del fuoco, in un’ottica di collaborazione a favore della sicurezza e della legalità.

• Alessandro Cesarato

Centro pilota nazionale per la stimolazione del sistema di conduzione (CSP)

Il reparto di Cardiologia dell’ospedale Immacolata Concezione si conferma una realtà di primo piano nel panorama sanitario, distinguendosi per innovazione e qualità delle cure. La struttura, diretta dal dottor Luciano Babuin, è stata infatti selezionata tra i pochi centri in Italia per il lancio e l’impiego di nuovi dispositivi destinati alle procedure di Conduction System Pacing (Csp), una delle tecniche più avanzate nella stimolazione del sistema di conduzione cardiaco. Si tratta di un riconoscimento significativo, che premia il percorso costruito negli anni dall’equipe locale,

già affermata come centro di riferimento nella stimolazione fisiologica. L’introduzione di questa nuova tecnologia rappresenta un ulteriore salto di qualità: consente infatti di aff rontare con maggiore eff icacia anche le anatomie più complesse, garantendo trattamenti sempre più precisi e personalizzati. “Essere stati scelti tra i centri pilota a livello nazionale è motivo di grande soddisfazione” sottolinea il dottor Leonardo Marinaccio, responsabile della sala di elettrostimolazione, “questo risultato è il frutto di un lavoro costante e ci permette di off rire ai pazienti soluzioni terapeutiche su

misura, migliorando ulteriormente sicurezza ed eff icacia delle procedure”. L’impatto sul territorio è rilevante. I cittadini possono accedere a cure altamente specialistiche senza doversi spostare verso altre strutture, con benefici sia in termini di tempi sia di qualità dell’assistenza. Un traguardo che consolida il ruolo della Cardiologia di Piove di Sacco non solo come eccellenza locale, ma anche come protagonista nel campo dell’innovazione cardiologica a livello nazionale.

• (A.C.)

Il bilancio. Philippe Halsman, “Lampo di genio” sfiora quota 8.000 visitatori

LA CITTÀ SI CONFERMA POLO CULTURALE DI RILIEVO

Si è chiusa nelle scorse settimane con numeri di assoluto rilievo una delle iniziative culturali più significative della stagione. La mostra “Philippe Halsman. Lampo di genio”, ospitata nelle sale di palazzo Pinato

Valeri (dal 6 dicembre 2025 al 19 aprile 2026), ha sfiorato quota 8mila visitatori, confermando la capacità attrattiva del nuovo spazio espositivo, ormai in grado di superare i confini del territorio. Presenze da tutto il Veneto e anche da fuori regione consolidano il ruolo della città come polo culturale in crescita e sempre più riconosciuto. Non è una semplice esposizione, ma un progetto diffuso. Attorno agli scatti del maestro del ritratto si è sviluppato un calendario articolato di iniziative che ha coinvolto pubblici diversi e l’intera comunità. I laboratori didattici hanno avvicinato gli studenti alla fotografia, mentre le visite guidate hanno accompagnato i visitatori alla scoperta dell’opera e del linguaggio di Halsman, contribuendo ad ampliare la partecipazione. Particolarmente apprezzata la rilettura della “Jumpology”, con i cittadini protagonisti di una galleria a cielo aperto: immagini esposte sulle facciate del centro storico, trasformato per settimane in un’estensione della mostra e in uno spazio condiviso. Un’esperienza che va oltre i numeri e si inserisce nel contenitore “Come Quando Fuori Piove”, bando ministeriale che consente di strutturare una programmazione culturale integrata.

“La cultura dimostra concretamente” sottolinea l’assessora alla cultura Paola Ranzato “come possa essere uno strumento di crescita per il territorio sotto molti punti di vista. La qualità dell’offerta porta prestigio alla città, genera indotto e consente di confrontarsi con realtà di dimensioni ben più grandi. I riscontri dei visitatori confermano che la direzione intrapresa è quella giusta”. Determinante il contributo dei partner. Bcc Veneta ha sostenuto il progetto fin dalle prime fasi e conferma l’impegno anche per le iniziative successive, mentre Contrasto ha curato l’allestimento e CoopCulture ha garantito la qualità delle visite guidate. Fondamentale anche il lavoro degli uff ici comunali, in particolare dell’uff icio cultura, per il coordinamento organizzativo e la gestione complessiva dell’iniziativa. Il successo della mostra si inserisce in un

momento particolarmente vivace per Piove di Sacco, come dimostra anche la 12esima edizione di Chronicae, il festival del romanzo storico realizzato con Sugarpulp, che nel fine settimana di metà aprile ha superato le 1.600 presenze, confermandosi sempre più appuntamento di riferimento per autori e pubblico. Un insieme di iniziative che rafforza il profilo della città come centro culturale sempre più riconosciuto e capace di costruire proposte continuative di qualità.

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Pimpa

riabbraccia la sua padrona

Nella stanza dedicata adiacente al cortile dell’ospedale “Immacolata Concezione”, l’incontro tra una paziente ricoverata e la sua cagnolina Pimpa ha segnato un passaggio concreto verso l’umanizzazione delle cure. La donna, in degenza da circa dieci giorni, ha potuto riabbracciare il proprio animale domestico nell’ambito del progetto di “Pet Visiting”, esperienza distinta dalla pet therapy perché non clinica ma orientata al benessere relazionale ed emotivo. L’accesso è avvenuto nel rispetto di procedure igienico-sanitarie puntuali. Animale pulito, documentazione in regola, percorsi controllati. Un’organizzazione che ha consentito lo svolgimento dell’incontro in sicurezza, senza interferire con l’attività sanitaria. Pimpa è entrata dal cortile, mentre la proprietaria è stata accompagnata dal reparto fino allo spazio predisposto. “L’iniziativa, regolamentata da apposita procedura, ha rappresentato un importante momento di umanizzazione delle cure” osserva il direttore medico Claudio Pilerci “off rendo alla paziente un’occasione di benessere, relazione ed emozione. La presenza del compagno a quattro zampe, accompagnato da operatori qualificati, ha favorito un clima positivo e disteso, contribuendo a migliorare l’esperienza ospedaliera”. Il progetto punta a incidere sulla qualità della vita dei ricoverati, favorendo socializzazione e riduzione dello stress attraverso visite programmate dei propri animali. Un percorso che si inserisce tra le azioni innovative a supporto della persona. “Questa esperienza di incontro” aggiunge la direttrice generale dell’Usl 6 Euganea, Patrizia Benini “è stata resa possibile da specifiche procedure aziendali e dall’impegno di persone responsabili. Le regole non limitano, ma garantiscono che questi momenti possano diventare ordinari. È un patto di fiducia tra ospedale, paziente e animale”. Un passaggio che, nella pratica, traduce l’idea di cura oltre l’aspetto strettamente clinico.

Occupazione. Aziende presentano opportunità e raccolgono curricula per colmare il divario

SCUOLA E IMPRESA SI INCONTRANO, STUDENTI A UN PASSO DAL LAVORO

Mettere in contatto diretto scuola e impresa, accorciando le distanze tra formazione e lavoro. Con questo obiettivo si è tenuta a fine aprile all’auditorium di via Ortazzi l’iniziativa “Incontra lavoro Saccisica – Studenti a un passo dal lavoro”, promossa da Veneto

Lavoro e dal Centro per l’impiego di Piove di Sacco, con il supporto del Comune che ha messo a disposizione gli spazi. Protagonisti gli studenti dell’ultimo anno degli istituti superiori a indirizzo tecnico e della formazione professionale Enaip, chiamati a confrontarsi direttamente con il mondo produttivo del

territorio. A coordinare la presenza delle aziende è stata Confindustria Veneto Est, che ha coinvolto dodici realtà consolidate della Saccisica, pronte a presentarsi e a raccogliere i curricula dei ragazzi. Una vera e propria giornata di orientamento, ma con un taglio pratico: sono state le imprese a raccontarsi, illustrando opportunità e profili ricercati, in un dialogo diretto con i giovani in uscita dal percorso scolastico. Un’occasione concreta per avvicinare domanda e offerta di lavoro in un momento in cui il tessuto produttivo locale segnala con forza la diff icoltà a reperire figure tecniche qualificate. Proprio questo è emerso con chiarezza nel corso dell’incontro. Le aziende hanno espresso un fabbisogno crescente di competenze tecniche, a fronte di una fascia di età sempre più difficile da intercettare. L’iniziativa si inserisce così in un percorso più ampio di raccordo tra scuola e impresa, con l’obiettivo di off rire agli studenti strumenti concreti per orientarsi e, allo stesso tempo, rispondere alle esigenze di un territorio che cerca nuove professionalità. Il modello si inserisce nelle politiche attive del lavoro promosse a livello regionale da Veneto Lavoro e dalla rete dei

Piano di manutenzione straordinaria si amplia

Si amplia il piano di manutenzione straordinaria della viabilità cittadina. La giunta guidata dalla sindaca Lucia Pizzo ha approvato la perizia suppletiva e di variante relativa ai lavori avviati lo scorso anno, introducendo interventi aggiuntivi finanziati con le economie maturate in fase di gara. La modifica, definita non sostanziale, non cambia la natura dell’appalto ma consente di estendere alcune lavorazioni emerse come necessarie in corso d’opera. Il valore complessivo dell’intervento sale a circa 558 mila euro, con un incremento di poco superiore ai 57 mila euro al netto dell’Iva. Tra gli interventi principali figura via Montagnon, a Tognana, dove sarà asfaltato l’intero tratto di accesso alla scuola dell’infanzia, con prolungamento fino a via San Paterniano. Una scelta legata alla sicurezza e alla necessità di uniformare il manto stradale in un’area frequentata. In via Valerio i lavori riguarderanno il segmento tra via Kennedy e via De Gasperi, completando un tratto finora escluso. Attenzione anche alle aree scolastiche. Nel parcheggio di via Taliercio è prevista la realizzazione di un marciapiede lungo la recinzione del plesso Borgo Rossi, per migliorare i percorsi pedonali negli orari di entrata e uscita.

Modifiche in viale Madonna delle Grazie, dove al posto delle corsie ciclabili saranno realizzati percorsi pedonali laterali e introdotto il limite di 30 chilometri orari, con l’obiettivo di aumentare la sicurezza. La variante non richiede una nuova gara in quanto l’impresa ha già accettato le modifiche. La maggiore spesa, circa 70 mila euro complessivi, è coperta da risorse già stanziate.

Centri per l’impiego, impegnati nel rafforzare l’occupabilità giovanile e nel ridurre il disallineamento tra domanda e offerta di lavoro. Una strategia che punta a intervenire in modo strutturale sui livelli occupazionali, favorendo l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro e sostenendo al contempo le esigenze delle imprese locali. In territori

come la Saccisica e più in generale la Bassa padovana, caratterizzati da un tessuto produttivo diffuso e dinamico, il rafforzamento di questi strumenti viene considerato centrale per mantenere competitività e continuità generazionale nelle competenze.

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• Alessandro Cesarato

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Una scuola che guarda oltre l’aula. Cultura, tecnologia e orientamento al centro del percorso formativo della SFP Cavanis

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La Scuola di Formazione Professionale Cavanis di Chioggia: un modello educativo che cresce guardando al futuro

Dalla visione dei fratelli Marco e Antonio Cavanis ai progetti della sede clodiense: percorsi formativi, cultura e inclusione per accompagnare i giovani verso il mondo del lavoro e le sfide di domani

C’è un filo rosso che attraversa oltre due secoli di storia e unisce la Venezia del 1802 alla Chioggia di oggi: è la visione educativa dei fratelli Marco e Antonio Cavanis. Quella che nacque come una scelta coraggiosa per sottrarre i giovani all’abbandono e offrire loro un futuro dignitoso, nel tempo si è trasformata in una missione internazionale capace di parlare alle nuove generazioni con linguaggi sempre attuali. Oggi la Congregazione delle Scuole di Carità rappresenta molto più di una storica istituzione educativa. È una rete viva, dinamica, presente in diversi Paesi del mondo, capace di mettere in relazione scuole, studenti, docenti e comunità educanti attraverso un modello fondato sull’ascolto, sulla crescita personale e sulla valorizzazione dei talenti. La Rete Educativa Cavanis non è soltanto un coordinamento organizzativo, ma una vera comunità internazionale che condivide una stessa idea di formazione: mettere il giovane al centro, accompagnandolo verso il futuro con competenze, valori e consapevolezza. In questo scenario, la Scuola di Formazione Professionale Cavanis di Chioggia rappresenta uno degli esempi più concreti di come tradizione e innovazione possano convivere in modo efficace. Qui l’eredità educativa dei fondatori si traduce in percorsi formativi capaci di rispondere alle esigenze reali del mondo del lavoro, senza mai perdere di vista la dimensione

Accanto al potenziamento delle strutture, la scuola continua a distinguersi per progetti didattici innovativi che uniscono sapere tecnico, cultura scientifica e crescita personale. È il caso di “Stelle senza età”, iniziativa finanziata dalla Regione Veneto che rappresenta la naturale prosecuzione di percorsi di successo come “Artigiani del cielo” e “One click stars”. Attraverso l’astronomia, le tecnologie digitali e lo studio del cosmo, gli studenti imparano a guardare oltre i confini tradizionali della formazione professionale. Il progetto diventa così occasione di scoperta, ricerca e dialogo tra generazioni. Grazie alla collaborazione con l’Università

Popolare, infatti, “Stelle senza età” ha dato vita a un ponte intergenerazionale fatto di convegni, workshop pratici e uscite didattiche, dove l’entusiasmo dei giovani incontra l’esperienza degli adulti in un reciproco scambio di conoscenze. L’idea che emerge è quella di una scuola che non si limita a trasmettere competenze tecniche, ma costruisce comunità educanti capaci di creare relazioni, inclusione e partecipazione. Un approccio che trova conferma anche nei continui investimenti dedicati alla sicurezza e all’innovazione delle strutture scolastiche. Grazie ai finanziamenti della Regione Veneto, la Scuola di Formazione Professionale Cavanis di Chioggia ha infatti avviato importanti in-

Il percorso didattico si articola su tre livelli fondamentali: Qualifica Professionale (3 anni): Al termine del triennio, gli studenti ottengono una Qualifica di 3° livello EQF. È il primo passo concreto che permette di entrare nel mondo del lavoro come operatori esperti, grazie a una formazione che alterna teoria e molte ore di laboratorio.

Diploma Professionale (4° anno): Per chi desidera eccellere, il quarto anno offre un Diploma di 4° livello EQF. Qui l’accento si sposta sulla gestione dei processi e sull’auto-imprenditorialità, formando tecnici capaci di coordinare un team o gestire un’attività.

Abilitazione Professionale: Fondamentale per settori come il Benessere, il percorso formativo include i requisiti di legge necessari per l’abilitazione, permettendo ai futuri acconciatori ed estetiste di aprire e gestire il proprio salone. In un contesto sociale sempre più complesso, il progetto si propone come un vero strumento di rilancio personale e professionale. Al centro c’è l’orientamento individuale: ogni giovane viene accompagnato attraverso colloqui personalizzati, attività pratiche, workshop motivazionali e percorsi formativi specifici, pensati per valorizzare attitudini e competenze. Il prossimo anno segnerà una tappa fondamentale per la nostra strategia di crescita e cura della persona. Siamo entusiasti di annunciare l’avvio di una collaborazione d’eccellenza con il Poliestetico di Milano, istituzione di riferimento nel panorama della formazione e della ricerca nel settore benessere in Italia. Parallelamente, il nostro impegno si estende attraverso il progetto #Elettroskill 2026, un percorso formativo coordinato da Enel coinvolta nell’ambito del progetto “Energia per la scuola”, in collaborazione con partner tecnici e formativi. Un progetto pensato per rafforzare il collegamento tra formazione professionale e mondo del lavoro, attraverso un modello che integra didattica, pratica e innovazione. L’obiettivo non è soltanto formare lavoratori qualificati, ma aiutare i ragazzi a ritrovare fiducia nelle proprie capacità e costruire un nuovo progetto di vita. È la stessa intuizione che oltre due secoli fa guidò i fratelli Cavanis: offrire ai giovani una bussola sicura in un mondo in continua trasformazione. Oggi, tra laboratori tecnologici, progetti culturali, partnership con le aziende del territorio e una rete educativa internazionale, la SFP Cavanis di Chioggia continua a essere un presidio fondamentale contro la dispersione scolastica e un punto di riferimento per l’intera comunità. Una scuola che forma professionisti preparati, ma soprattutto persone capaci di guardare al futuro con competenza, responsabilità e coraggio.

artistica e sociale capace di coinvolgere studenti, famiglie

Riqualificazione. Lavori in corso con consegna prevista per metà settembre

UN MILIONE PER LA PALESTRA COMUNALE, SPAZI SPORTIVI PIÙ SICURI

Procedono nel rispetto del cronoprogramma i lavori di ampliamento e ristrutturazione della palestra comunale, intervento considerato strategico dall’amministrazione guidata dal sindaco Filippo Lazzarin. Il cantiere, dal valore complessivo di circa un milione di euro, rappresenta un rilevante investimento sul fronte sportivo e sociale e punta a consegnare alla comunità una struttura adeguata agli standard richiesti per l’attività agonistica e dilettantistica. Il progetto prevede l’estensione dei campi da gioco per consentire lo svolgimento di partite regolamentari di pallavolo, pallacanestro e calcetto. Parallelamente è in corso la completa riqualificazione dei servizi, con nuovi spogliatoi, servizi igienici e locali accessori pensati per migliorare la funzionalità complessiva dell’impianto e garantire condizioni adeguate a utenti e società sportive. A fine aprile il sindaco ha effettuato un sopralluogo insieme alle imprese esecutrici e alla direzione lavori per verificare l’avanzamento dell’opera. E’ emersa la necessità di approfondimenti sulla vulnerabilità della struttura esistente. Lazzarin ha assicurato la disponibilità dell’ente a reperire le risorse necessarie, anche ricorrendo all’avanzo di bilancio, ribadendo come la sicurezza rappresenti una priorità assoluta. Resta confermata, allo stato attuale, la scadenza per la conclusione dei lavori entro la metà di settembre, obiettivo coerente anche con i vincoli legati al contributo regionale assegnato nei mesi scorsi. La Regione aveva infatti destinato al Comune quasi 100 mila euro nell’ambito di un bando provinciale da 1,3 milioni, con la condizione di completare l’intervento entro il 2026. “Si tratta di un intervento di grande valore per la nostra comunità” ribadisce Lazzarin, “investire nello sport significa investire nel futuro dei nostri giovani, offrendo loro spazi adeguati, sicuri e moderni in cui crescere e socializzare”. La palestra di via Roma, utilizzata anche dalla scuola media Pascoli e dalle associazioni locali nelle ore extrascolastiche, rappresenta infatti un punto di riferimento continuo per il territorio. L’attenzione dell’amministrazione si estende anche ad altri ambiti. Negli ultimi mesi sono stati riqualificati diversi parchi pubblici, dotati di nuove attrezzature

per bambini e famiglie, con una frequentazione in crescita. “Parliamo di investimenti importanti” aggiunge il sindaco “con un valore ancora più rilevante sotto il profilo sociale. Creare spazi di incontro e attività significa rafforzare la comunità”. L’intervento sulla palestra si inserisce quindi in una linea più ampia che punta su strutture moderne e accessibili, con particolare attenzione alle nuove generazioni e alla qualità della vita complessiva del paese.

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Azioni mirate per migliorare il decoro urbano

Un intervento su più fronti per rispondere alle segnalazioni dei cittadini e migliorare il decoro urbano. È la linea seguita dall’amministrazione comunale che nelle ultime settimane ha avviato azioni mirate contro la proliferazione delle zanzare e la presenza di piccioni in alcune aree sensibili del territorio. Sul fronte delle zanzare è stata adottata una strategia diffusa, con la distribuzione di pastiglie antilarvali grazie al supporto dei volontari dell’Infopoint. L’obiettivo è intervenire direttamente nei ristagni d’acqua, principale ambiente di sviluppo delle larve, con un’azione preventiva semplice e capillare. Più strutturato l’intervento dedicato ai volatili, in particolare nelle zone dove la presenza risulta più consistente, come edifici pubblici, immobili disabitati del centro storico, area della chiesa parrocchiale e zona industriale. In questi contesti è prevista l’installazione di distributori automatici di sostanza antifecondativa, collocati in spazi non accessibili al pubblico. I dispositivi, programmabili e dotati di timer, consentono una distribuzione controllata e costante del prodotto, riducendo la necessità di interventi manuali e agendo nel tempo sulla capacità riproduttiva dei piccioni senza ricorrere a metodi invasivi. Il servizio comporta un impegno economico annuo di circa 7.500 euro, previsto nel secondo semestre tramite avanzo di bilancio. L’amministrazione ha però deciso di anticipare le risorse per avviare subito il trattamento. “Si tratta di un intervento importante” spiega il sindaco Filippo Lazzarin “frutto dell’ascolto delle segnalazioni dei cittadini Non è una soluzione immediata, ma un passo per aff rontare il problema in modo serio, nel rispetto delle normative e dell’ambiente”. Le attività proseguiranno nei prossimi mesi con monitoraggi e ulteriori azioni mirate, con l’obiettivo di migliorare la vivibilità e garantire una gestione più attenta del territorio.

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Tradizione. La processione a piedi nudi riunisce la comunità

RITORNA IL PONTE DI BARCHE SUL BACCHIGLIONE A

La prima domenica di maggio ha riportato al centro una delle tradizioni più sentite del territorio. Dopo alcuni anni di assenza è tornato il ponte di barche sul Bacchiglione, cuore del Voto alla Madonna, proprio nell’anno del 350esimo anniversario di una ricorrenza che affonda le radici nel 1676, quando la popolazione, colpita dalla peste, si è affidata all’intercessione mariana. Un appuntamento che nel tempo ha scandito la vita della comunità, rinnovando un legame profondo tra fede, storia e identità locale. Il ponte è stato molto più di una struttura provvisoria. Ha rappresentato il collegamento tra le due sponde del paese e, insieme, tra generazioni che nel tempo hanno custodito e tramandato il rito. Durante la processione è stato il punto più intenso, quello in cui il passo si è fatto più lento e la comunità si è raccolta attorno al gesto dell’inchino dell’effigie verso l’acqua, segno di benedizione e memoria del voto. Negli ultimi anni questo passaggio era mancato. L’interruzione dovuta alla pandemia e le criticità tecniche delle vecchie imbarcazioni avevano reso impossibile riproporre il ponte, privando la celebrazione di uno dei suoi

momenti più simbolici. Il 2026 ha segnato una ripartenza concreta, costruita grazie alla collaborazione tra amministrazione comunale, parrocchia, associazioni e realtà locali, con il contributo determinante del tessuto economico del territorio. Il ritorno del ponte ha restituito alla celebrazione uno dei suoi momenti più riconoscibili, senza alterarne l’impianto. La processione ha mantenuto i suoi tratti essenziali: il trasporto dell’eff igie a piedi scalzi, la partecipazione diffusa, il percorso lungo entrambe le rive del Bacchiglione. È stato però l’attraversamento a riassumere il significato più profondo del rito, trasformando la tradizione in un’esperienza collettiva ancora capace di unire. Per la sindaca Lisa Bregantin il voto ha rappresentato il momento più alto e unificante della comunità e il ritorno del ponte ha assunto il valore di una riconferma della devozione ma anche di un segnale concreto di speranza e ripartenza. Dello stesso tenore le parole del vicepresidente di Bcc Veneta Leonardo Toson, che ha richiamato il legame della banca con il territorio e il sostegno a una tradizione capace di tenere insieme memoria, identità e coesione

sociale. Il programma si è svolto secondo consuetudine. Sabato sera la preghiera e la fiaccolata, domenica mattina la messa solenne. Nel pomeriggio la processione presieduta dal vescovo Claudio Cipolla ha attraversato il fiume proprio sul ponte di barche, concludendosi poi in chiesa con la preghiera finale davanti all’effigie. A trecentocinquant’anni dal voto, la comunità si è ritrovata attorno a un gesto condiviso, partecipato e sentito. Il ponte non è stato solo un ritorno, ma il segno concreto di una continuità ritrovata.

• Alessandro Cesarato

Codevigo e Marevivo: accordo per salvare la Boschettona della Valle Millecampi

ccordo tra il Comune e l’associazione Marevivo Veneto per la tutela della Boschettona a Conche. Il protocollo è stato firmato dal sindaco Ettore Lazzaro e dal referente regionale Massimo Marchiori. L’intesa riguarda la spiaggia e la barena della Boschettona, nell’area della Valle Millecampi, un contesto ambientale di grande pregio ma anche fragile, che da tempo richiede interventi strutturati di cura e attenzione. Si tratta dell’unico sbocco al mare per la provincia di Padova, un elemento che ne accresce il valore strategico oltre che naturalistico. L’area rientra nel sito riconosciuto patrimonio mondiale Unesco ed è considerata particolarmente delicata dal punto di vista ambientale, sia per la biodiversità presente sia per gli equilibri tipici dell’ecosistema lagunare. “Con grande soddisfazione accogliamo la firma di questo protocollo” afferma il sindaco Ettore Lazzaro, “la sinergia con Marevivo Veneto indica la strada corretta per valorizzare un habitat prioritario che è orgoglio per l’intera comunità e risorsa per le generazioni future”. Il protocollo prevede diverse attività, tra cui pulizie etiche manuali, monitoraggio costante e manutenzione delle passerelle, con l’obiettivo di garantire una fruizione rispettosa e

sostenibile dell’area. Previsti anche progetti con scuole e università, oltre ad attività con il coinvolgimento diretto dei cittadini, in una logica di partecipazione diffusa. In programma inoltre la realizzazione di cartellonistica informativa, con mappe e spiegazioni dedicate a flora e fauna, per favorire una maggiore consapevolezza tra i visitatori. “Con questa firma stiamo attivando una vera e propria camera di regia per il territorio” spiega Massimo Marchiori, “l’obiettivo è preservare l’integrità della Boschettona attraverso pulizie etiche manuali e monitoraggio costante”. Tra le ipotesi allo studio anche la creazione di un percorso didattico per raccontare l’ecosistema lagunare e le sue peculiarità, con un’attenzione particolare alle nuove generazioni. In questo senso, centrale sarà l’attività di sensibilizzazione, affiancata agli interventi concreti sul territorio: non solo raccolta dei rifiuti, ma anche educazione ambientale, incontri e laboratori per diffondere una cultura della tutela. Marevivo Veneto è un’organizzazione impegnata nella difesa dell’ambiente e della biodiversità, con l’obiettivo di creare una rete di tutela degli ecosistemi acquatici attraverso il coinvolgimento delle comunità locali. .

• (A.C.)

FONDAZIONE OGGI E DOMANI LANCIA UN QUESTIONARIO ANONIMO

La Fondazione Oggi e Domani lancia una nuova iniziativa rivolta ai cosiddetti “sibling”, ovvero i fratelli e le sorelle di persone con disabilità, con l’obiettivo di raccogliere esperienze, bisogni e punti di vista spesso poco rappresentati. All’interno delle proprie attività, la Fondazione ha avviato un percorso di approfondimento sul ruolo che i sibling ricoprono sia nella famiglia d’origine sia nei progetti di vita della persona con disabilità, con particolare

attenzione alla pianificazione del “Dopo di Noi”. Dal confronto è emerso come, soprattutto per gli adulti, non sia sempre facile trovare spazi dedicati all’ascolto e alla condivisione su questi temi. Da qui nasce un questionario anonimo e di rapida compilazione, rivolto ai sibling adulti delle province di Padova e Rovigo. L’indagine intende raccogliere contributi su aspetti chiave quali il ruolo all’interno della famiglia, i supporti ritenuti necessari nel presente e le prospettive

GLI STUDENTI SCOPRONO LA COSTITUZIONE

Si è svolto nel mese di aprile un incontro particolarmente significativo nell’ambito del progetto “Cittadini attivi in quinta – La nostra Costituzione”, che ha visto protagonisti gli alunni della scuola primaria di Volparo, Elena Lucrezia Cornaro Piscopia. L’iniziativa, dedicata all’educazione civica e alla conoscenza dei principi fondamentali della Carta costituzionale, ha off erto ai ragazzi un’occasione concreta di apprendimento e partecipazione. La mattinata si è aperta con l’intervento degli Alpini, che hanno guidato gli studenti in un percorso di scoperta della Costituzione italiana, illustrandone gli ar-

“FAMIGLIE IN GIOCO” A PALAZZO GEMMA

Si è svolto ad aprile, nella suggestiva cornice di Palazzo Gemma, il primo laboratorio gratuito promosso dalla Rete di Famiglie di Legnaro, iniziativa sostenuta dal Comune di Legnaro e dal CASF Padova Ovest. L’appuntamento, intitolato “Famiglie in gioco”, ha rappresentato un momento di incontro e condivisione rivolto a genitori e figli, con l’obiettivo di rafforzare le relazioni familiari attraverso attività partecipative. Al centro della proposta, l’arte terapia, utilizzata come strumento educativo capace di stimolare

tutte le notizie del Trentino aggiornate in tempo reale. Sociale. L’iniziativa ha come obiettivo dare voce a fratelli e sorelle di persone con disabilità

future, incluso il tema del Dopo di Noi. I risultati serviranno a orientare le prossime attività della Fondazione e a valutare lo sviluppo di iniziative mirate per questo ruolo fondamentale, ma spesso invisibile. L’appello è esteso anche alle realtà del territorio di Legnaro e ai servizi che aff iancano le famiglie, invitati a contribuire alla diffusione del questionario condividendolo o esponendo la locandina informativa nei propri spazi. Per partecipare è sufficiente inquadrare

ticoli in modo chiaro e accessibile. L’approccio coinvolgente ha stimolato grande interesse e curiosità, dando vita a un dialogo vivace, arricchito da numerose domande e riflessioni da parte degli alunni. Successivamente, il gruppo si è spostato presso il municipio, dove i ragazzi sono stati accolti dal sindaco Vincenzo Danieletto e dall’assessore alla Pubblica istruzione Cristina Licata. In questa occasione è avvenuta la consegna uff iciale di una copia della Costituzione, inviata dal Senato della Repubblica, gesto simbolico che sottolinea l’importanza della partecipazione consapevole alla vita civica fin dalla giovane età. La giornata si è

il QR code presente nella locandina oppure consultare il sito uff iciale della Fondazione: www.fondazioneoggiedomani.it. Un’opportunità concreta per dare voce a chi, ogni giorno, vive accanto alla disabilità e contribuisce in modo significativo al benessere familiare e alla costruzione del futuro.

conclusa con la visita agli uff ici comunali e alla sede della Polizia locale, permettendo agli studenti di conoscere più da vicino il funzionamento delle istituzioni e il lavoro quotidiano al servizio della comunità. “Un sentito ringraziamento” ha dichiarato il primo cittadino “va agli Alpini e a tutto il personale comunale che, con disponibilità e impegno, hanno contribuito alla riuscita dell’iniziativa, off rendo ai giovani partecipanti un’esperienza formativa di grande valore”.

l’espressione emotiva, l’ascolto reciproco e la costruzione di un dialogo autentico tra adulti e bambini. Attraverso attività creative e momenti guidati, le famiglie hanno potuto sperimentare modalità nuove di relazione, in un contesto accogliente e informale. L’iniziativa ha registrato una buona partecipazione, confermando l’interesse della comunità verso progetti che promuovono il benessere familiare e la coesione sociale. Presente anche la consigliera comunale Sofia Pinato, in rappresentanza dell’amministrazione,

a testimonianza dell’attenzione verso percorsi educativi innovativi e inclusivi. Il laboratorio si inserisce in un più ampio programma di attività dedicate alle famiglie, con l’intento di off rire occasioni concrete di crescita condivisa. Un’esperienza positiva che lascia spazio a nuovi appuntamenti, nel segno della partecipazione e della comunità.

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• Martina Maniero
• (M.M.)
• (M.M.)

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L’intervista. Colloquio con il presidente della Regione Alberto Stefani, dal sociale all’abitare, dal welfare ai giovani

“BADANTI CERTIFICATE E 69 MILIONI PER AIUTARE CHI HA I NONNI IN RSA”

“Per assicurare un alloggio a chi lavora, abbiamo varato Generazione Casa, un piano da 50 milioni di euro per riqualificare 8.800 immobili inutilizzati e migliorare l’o erta dell’edilizia residenziale”

Presidente Alberto Stefani, parliamo di sociale. Registro badanti e assistenti di quartiere, cosa cambia per i cittadini?

Per i cittadini si profila un nuovo sistema di welfare territoriale regionale, che avrà come punto di forza un’organizzazione dell’assistenza domiciliare più professionale e una rete di servizi sempre più integrata. Saranno potenziati gli sportelli oltre che raff orzato il registro dell’assistenza familiare. In parole semplici: abbiamo istituito un nuovo albo per le badanti, che saranno formate e controllate, per dare servizi migliori e consentire alle famiglie di sentirsi più sicure. Da questo registro, poi, attingeremo per identificare gli ‘assistenti domiciliare di vicinato’, ossia un nucleo di operatori qualificati, che saranno condivisi tra più nuclei familiari. In sostanza, avremo badanti più preparate e, per anziani parzialmente autosuff icienti, anche figure che possono occuparsi di assistenza e disbrigo di piccole faccende. Il provvedimento che avvia questo nuovo corso destina fondi per finanziare i 33 sportelli degli assistenti familiari gestiti dai Comuni e promuoverne di nuovi in territori, in collaborazione con Veneto Lavoro. Sarà una bella rivoluzione. Ma non tutte le situazioni sono risolvibili a livello domiciliare e molte famiglie sono costrette a misurarsi con i costi delle rette delle RSA. Come si muove la Regione?

La spesa per mantenere un familiare in RSA è un impegno importante per non pochi nuclei familiari. Un contesto complesso come quello attuale, segnato da aumenti dei costi come conseguenza della situazione internazionale, ci impone di dare risposte ai cittadini. Nell’ultimo bilancio di previsione, come Regione abbiamo stanziato 69 milioni di euro per sostenere le famiglie con anziani non autosufficienti, ospiti nelle RSA, e per i caregiver. Si tratta di un finanziamento con risorse proprie che non ha precedenti e va a contribuire a quello che è comunemente chiamato ‘bonus anziani’. Tra il sostegno alla domiciliarità e quello agli anziani in struttura ci stiamo impegnando verso un welfare regionale moderno e sostenibile. E, soprattutto, che non lascia sole le famiglie. State lavorando anche al welfare aziendale, con quale obiettivo?

Per trattenere talenti e manodopera specializzata è necessario fare un passo avanti e creare condizioni di equilibrio tra occupazione e vita. Il lavoro è cambiato, infatti, e con esso gli approcci per sostenerlo. I servizi offerti devono essere sempre più strategici. Sono convinto che la nostra regione può diventare un laboratorio privilegiato perché il 25% delle nostre imprese ha già introdotto politiche a sostegno dei dipendenti; una percentuale superiore alla media nazionale che potrebbe crescere se tutti avessero a disposizione i mezzi per farlo. Come Regione non possiamo obbligare gli imprenditori

a varare o potenziare soluzioni di welfare aziendale, ma possiamo accompagnarli e sostenerli nei percorsi necessari. Attualmente Veneto Welfare è una direzione di Veneto Lavoro; l’intenzione è di renderla autonoma. Sarà non soltanto un ente strumentale dedicato all’erogazione di risorse mirate previste dai fondi europei, ma anche un compagno di strada nelle procedure che consentano di realizzare progetti di welfare come contributi per i trasporti, asili aziendali, buoni acquisto o voucher. La maggior parte del nostro tessuto produttivo è composto da PMI e la metà sembra già interessata. Altro tema caldo è il piano casa, l’abitare resta un’emergenza in tutta la regione, come a rontarla? Quella dell’abitare è una sfida strategica. Per assicurare un alloggi a chi lavora, abbiamo varato Generazione Casa, un programma per riqualificare 8.800 immobili inutilizzati e migliorare l’offerta dell’edilizia residenziale. Garantendo a giovani, lavoratori e

operatori sanitari, che oggi risultano esclusi dalla graduatorie, di poter trovare una casa a prezzi accettabili. Da subito, come amministrazione regionale, abbiamo messo sul tavolo un piano da 50 milioni di euro. Non solo: pensare alla casa significa dare più futuro al Veneto e, in quest’ottica, abbiamo tenuto in particolare considerazione le necessità degli studenti. In collaborazione con gli Esu regionali, abbiamo scelto di investire su un progetto che entro il 2029 farà raggiungere il numero di 4.819 alloggi per studenti, il 53% in più rispetto alla dotazione del 2025. Ad oggi si è raggiunto il numero di 3.138. Ne sono previsti per il prossimo triennio ulteriori 1.681. Questo significa che per l’anno accademico 2028/29 l’offerta raggiungerà 2.175 posti a Padova, 1.725 a Venezia, 919 a Verona.

Ha fatto molto discutere la sua proposta sul divieto di cellulare agli under 14, come intende concretizzarla?

Nessuno può negare che i social rappresentino un’opportunità e, contemporaneamente, un pericolo. La cronaca ci fornisce quotidianamente casi di cyberbullismo, violenza, disagio giovanile, patologie che sono conseguenza di troppa esposizione al digitale. Dobbiamo aff rontare la realtà di un ambiente ormai frequentato abitualmente da ragazzini di 10, 11 o 12 anni, che non hanno la maturità e la capacità critica per leggere molte storie che vengono postate. E’ inaccettabile che tanti nostri giovani siano esposti a tanti contenuti violenti senza alcun filtro. L’obiettivo che ci siamo proposti è solo di tutelarli, che significa non esporli a situazioni virtuali che possono generare comportamenti non corretti nel mondo reale. L’ultimo disegno di legge che ho firmato da deputato andava in questa direzione. Nei giorni scorsi, l’ho ripresentato in Consiglio regionale.

• (R.R.)

L’intervento. Il senatore Udc Antonio De Poli: “Bene il piano casa del Governo e della Regione Veneto”

“CASA, SERVE UNA SVOLTA: PIÙ TUTELE PER I PROPRIETARI E AFFITTI PIÙ ACCESSIBILI”

Il tema dell’abitare torna con decisione al centro del dibattito politico nazionale e locale. A dare voce a quella che definisce una priorità assoluta per il futuro del Paese è il senatore Antonio De Poli (Udc), che traccia una rotta chiara: la casa non deve essere più considerata un semplice bene privato, ma una risorsa collettiva strategica.

“Garantire il diritto all’abitare significa dare concretezza a un principio riconosciuto dalla nostra Costituzione come fondamentale per una vita dignitosa. Per questo”, spiega con convinzione il Senatore, “ritengo che la casa non sia semplicemente un bene materiale, ma una vera infrastruttura sociale ed economica”. Le proiezioni per il prossimo decennio sono allarmanti: l’Italia necessiterà di circa 700.000 alloggi accessibili. La sofferenza maggiore colpisce il ceto medio, quella fascia di popolazione troppo “ricca” per l’edilizia popolare

ma troppo povera per sostenere il mercato libero. De Poli guarda con favore alle mosse dell’Esecutivo, ma chiede un cambio di passo strutturale: “Accolgo positivamente l’annuncio del Governo e della Regione Veneto sul Piano Casa per la realizzazione di 100.000 nuovi alloggi nei prossimi dieci anni. Ma sono convinto che, per essere davvero eff icace, questo intervento debba essere accompagnato da riforme strutturali sul mercato delle locazioni”. Il nodo centrale è il paradosso degli 8,5 milioni di immobili vuoti. Perché restano sfitti? La risposta risiede nell’insicurezza giuridica. “Secondo il Censis, l’82% dei proprietari non aff itta per paura di non riuscire a rientrare in possesso dell’immobile in caso di morosità. È qui che bisogna intervenire”, incalza il parlamentare. Per scardinare questa situazione, De Poli ha messo sul tavolo tre proposte legislative concrete. La prima riguarda il DDL 774 sulla riforma

L’ASSESSORE GEROSA: “PNRR IN VENETO: MISURA 6 SANITÀ, IL TRAGUARDO DEL 30 GIUGNO È VICINO, TEMPI RISPETTATI”

La Misura 6 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) per la sanità in Veneto è ormai sulla via del completamento, con l’obiettivo di essere pienamente operativa entro il 30 giugno 2026. A confermarlo è l’Assessore regionale alla Sanità, Gino Gerosa, che ha recentemente ricevuto un aggiornamento sullo stato dei lavori da parte dei tecnici coinvolti nella realizzazione del progetto.

“Il rush finale verso la scadenza del 30 giugno sta dando risultati decisamente positivi, superando

le previsioni più ottimistiche,” ha dichiarato Gerosa. “Grazie a un intenso lavoro di squadra tra la Regione e le Aziende Sanitarie, siamo in grado di rispettare i tempi e completare la Misura 6 sanitaria, fondamentale per il potenziamento del sistema sanitario veneto”.

Il programma, che coinvolge numerose iniziative in tutta la regione, ha già registrato progressi significativi, come ha sottolineato l’assessore:

“Abbiamo visto dei dati molto positivi in quasi tutte le voci della Misura 6, con risultati che

rispecchiano gli impegni assunti dalla Giunta regionale, come il rafforzamento dei servizi territoriali, il miglioramento della connessione tra ospedale e territorio, e il sostegno alle categorie vulnerabili, inclusi i giovani”.

A livello operativo, la Regione Veneto ha completato la costruzione di 73 Case di Comunità e, a giugno, saranno attive ben 101 strutture, superando così l’obiettivo di 91 stabilito dal PNRR. Anche i lavori per gli Ospedali di Comunità sono in fase avanzata, con 29 strutture già completate, a fronte delle 30

degli sfratti: l’obiettivo è dimezzare i tempi di esecuzione (da 6 a 3 mesi) e concludere l’esecuzione forzata entro 4 mesi, prevedendo sanzioni per ogni giorno di ritardo. “Serve dare ai proprietari tempi certi, contrastare gli abusi e riportare sul mercato migliaia di immobili oggi inutilizzati”. Parallelamente, il DDL 828 punta a reintrodurre la cedolare secca al 21% sugli immobili commerciali per “contrastare la desertificazione delle nostre città e ridare vitalità ai centri storici”, mentre il DDL 775 mira a fare chiarezza sulla cedolare al 10%, legandola alla destinazione dell’immobile e non alla natura del contraente.

“La casa torni al centro della politica”, conclude De Poli. “Le politiche abitative richiedono visione e coraggio riformatore. Con queste proposte vogliamo offrire un contributo concreto: rimettere la casa al centro significa rimettere al centro le persone”.

previste. “Siamo sulla buona strada per completare il programma entro la fine di giugno, con una rete sanitaria più forte e preparata per aff rontare le sfide future,” ha concluso Gerosa.

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Antonio De Poli, senatore Udc
L’assessore regionale alla sanità Gino Gerosa

Istruzione. Enaip Veneto da anni è pronto al cambiamento con un modello che anticipa nei fatti ciò che la legge ora codifica

LA FILIERA “4+2” RIDISEGNA LA SCUOLA TECNICO-PROFESSIONALE ITALIANA

C’ è una data che segna una discontinuità nella storia recente dell’istruzione italiana: settembre 2025. Da quell’anno scolastico, la filiera tecnologico-professionale cessa di essere un cantiere sperimentale e diventa parte integrante dell’ordinamento nazionale. Non più un progetto pilota riservato a istituti selezionati, ma un canale formativo strutturale disponibile in ogni scuola tecnica e professionale del paese. È la riforma comunemente identificata con la formula “4+2”, promossa dal Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. Il nome sintetizza l’architettura del modello: quattro anni di percorso negli istituti tecnici e professionali, al termine dei quali lo studente consegue il diploma professionale, seguiti da due anni opzionali di specializzazione presso gli ITS Academy. Un percorso complessivo di sei anni pensato come un continuum coerente tra scuola, impresa e alta formazione tecnica.

Nel panorama della formazione professionale veneta, ENAIP Veneto occupa una posizione di primo piano. Ente accreditato dalla Regione Veneto, presente dal 1951 — quest’anno ricorre il 75° anniversario dalla fondazione — opera oggi attraverso 18 scuole di formazione professionale distribuite in tutte le province regionali. Ciò che rende la storia di ENAIP particolarmente rilevante nel contesto della riforma è che il modello ora codificato dalla legge — formazione quadriennale, coinvolgimento diretto delle imprese, alternanza strutturale tra aula e contesto lavorativo — è nei suoi tratti essenziali il modello che ENAIP pratica da anni nei percorsi di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP). Questi si articolano in un triennio, al termine del quale lo studente consegue la qualifica professionale di 3° livello EQF riconosciuta in Italia e in Europa, e in un quarto anno che porta al diploma professionale di Tecnico

di 4° livello EQF. Con la riforma a regime, questo diploma consente l’accesso diretto alle ITS Academy, replicando la sequenza logica che la riforma intende generalizzare all’intero sistema.

L’offerta di ENAIP Veneto copre nove settori professionali: amministrazione, automotive, benessere, elettrico, informatico, meccanico, ristorazione, turismo e vendite. Per ciascun settore sono disponibili percorsi triennali per la qualifica

e percorsi di quarto anno per il diploma professionale. Enaip con l’approvazione della Regione Veneto ha avviato 27 corsi di 4 anni di Diploma Professionale di Tecnico per l’anno in corso, distribuiti tra tutte le province e attivati nelle sedi dell’ente. In sperimentazione della filiera 4+2 attualmente ha un secondo anno partito nel 2024/2025, 9 primi anni avviati nel 2025/2026 e prevede di avviare tra i 15 e i 22 corsi con questo modello.

Con l’entrata a regime della riforma, le scuole di formazione professionale accreditate — come quelle della rete ENAIP — non sono soggetti marginali rispetto alla filiera, ma ne costituiscono un nodo strategico. La legge prevede esplicitamente la possibilità per le regioni di integrare i percorsi IeFP nell’architettura della nuova filiera. Ad aprile 2026 i dati della fase sperimentale restituiscono un quadro in rapida espansione: le scuole aderenti sono passate da 180 a 396 in un solo anno (+120%), i percorsi attivati da 225 a 628 (+210%). Il Ministero ha stanziato 105 milioni di euro per i campus formativi. Per il Veneto, che ha fatto della formazione professionale tecnica duale un elemento identitario del proprio sistema produttivo, questi investimenti rappresentano un’opportunità concreta di valorizzare un patrimonio costruito da soggetti come ENAIP, che hanno anticipato nella pratica quotidiana ciò che la riforma ora eleva a modello nazionale

Modello veneto: funziona davvero? E’ scontro in Consiglio Regionale

Il clima si è fatto se possibile ancora più rovente quando il dibattito ha toccato l’autonomia, il vessillo storico della giunta. Il Presidente Alberto Stefani ha rivendicato con orgoglio il percorso intrapreso, definendo l’autonomia come una “moltiplicazione di libertà” che porterà risposte rapide e concrete ai territori. Una visione che però è stata attaccata da due lati opposti. Davide Lovat, per Resistere Veneto, ha gelato l’entusiasmo della maggioranza parlando di un “vicolo cieco a zero risorse”, una scatola vuota che lascerebbe

il Veneto ancora schiavo della burocrazia romana. Dall’altra parte, le minoranze di centrosinistra hanno ammonito sui rischi di una frammentazione dei diritti essenziali, paventando un Veneto a due velocità dove chi vive nelle valli bellunesi o nel Polesine rischia di diventare un cittadino di serie B. Non meno acceso è stato il confronto sulla sicurezza e il welfare. Stefano Valdegamberi ha lanciato una provocazione che ha fatto saltare sulla sedia diversi consiglieri, proponendo di responsabilizzare i genitori

per i reati dei figli minorenni, arrivando a ipotizzare la revoca dei benefici regionali per le famiglie inadempienti. “Il welfare non può finanziare chi non educa”, ha tuonato in aula. La risposta è arrivata immediata dalle opposizioni, che hanno definito la proposta “punitiva e miope”, sostenendo che il disagio sociale si cura con gli educatori di strada e i centri di aggregazione, non togliendo il pane di bocca a chi è già in diff icoltà. A chiudere il cerchio delle tensioni è intervenuta Elisa De Berti, che ha riportato l’attenzione

sulla gestione delle case popolari. Con un tono che non ammette repliche, ha ribadito la linea dura della Giunta: “La legalità non è un optional. Chi occupa abusivamente deve sapere che il Veneto non è terra di nessuno. Le case ERP vanno a chi rispetta le regole e sta in graduatoria, punto”. Un botta e risposta infinito che dimostra come, anche senza il bilancio da votare, la politica veneta del 2026 sia tutt’altro che una palude stanziale, ma un fiume in piena pronto a esondare a ogni seduta.

LA SFIDA DELL’AUTONOMIA ENERGETICA E IL PATTO TRA IMPRESE E UNIVERSITÀ

Abbiamo incontrato l’assessore regionale allo sviluppo economico, Massimo Bitonci per approfondire la strategia della Regione Veneto per la sicurezza energetica. Il bilancio di previsione 2026 sembra tracciare una rotta molto definita: in che modo sosterrete la crescita attraverso l’energia e l’innovazione? Il bilancio 2026 è guidato da una linea chiarissima: sostenere il sistema produttivo veneto attraverso l’innovazione, l’energia, l’accesso al credito e la valorizzazione dell’imprenditorialità. Lo facciamo con strumenti concreti e risorse mirate. Abbiamo approvato il bilancio e i relativi collegati includendo una serie di misure, tra cui un ordine del giorno della maggioranza nato da un mio suggerimento, che indica con precisione il nostro progetto energetico. Il punto focale sono le concessioni idroelettriche, sia le grandi che le medie derivazioni, che scadranno nel 2029. Da decenni queste concessioni sono condotte direttamente da ENEL, che ne gestisce il 70% in Veneto.

Una situazione cdiversa rispetto ad altre realtà. Qual è l’iniziativa che state lanciando insieme al Friuli Venezia Giulia?

Esatto, la nostra situazione è differente da quella delle province autonome. In Trentino-Alto Adige, ad esempio, la società Dolomiti Energia è interamente di proprietà pubblica dei comuni di Trento, Rovereto e della Provincia. Per questo, insieme al Friuli Venezia Giulia, stiamo lanciando un’iniziativa per arrivare pronti al 2029 con l’obiettivo di lavorare sulla vera autonomia energetica del Veneto. Vogliamo che queste concessioni vadano “in house”, affidate a una realtà partecipata dalla Regione e dalla Provincia di Belluno, dove si trovano fisicamente gli impianti. Quali saranno i vantaggi per il territorio?

Siamo fortemente convinti, e i numeri di altre realtà lo confermano, che l’idroelettrico garantisca una forte marginalità. Vogliamo che queste risorse rimangano a casa nostra, ai veneti e alle aziende venete. Gestire internamente significa poter ribaltare il vantaggio economico

prodotto sul territorio direttamente alla Provincia di Belluno, alla Regione, alle imprese e ai cittadini. Il percorso è lungo, ma vogliamo essere prontissimi per la scadenza del 2029.

Restando sul fronte energetico, stiamo vivendo un momento drammatico. Quanto è importante, in questa fase, investire sulle energie rinnovabili? È fondamentale. Attualmente il Veneto produce 1,7 gigawatt da fonti rinnovabili, ma l’obiettivo che l’Europa ci pone per il 2030 è di 5,8 gigawatt. È un percorso complesso, ma stiamo per approvare in giunta una delibera sulle “zone idonee” e sulle “zone di accelerazione”. L’idea è la massima semplificazione: togliamo burocrazia per l’installazione di pannelli fotovoltaici nelle zone dove il consumo di suolo è zero, come aree industriali, autostradali e cave. In questi luoghi la Regione si farà carico della Valutazione Ambientale Strategica (VAS), eliminando la necessità della VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) per i singoli interventi. È una spinta fortissima alla realizzazione

di impianti rinnovabili su capannoni e insediamenti produttivi esistenti. Passiamo all’innovazione: nel 2026 sono previsti circa 760.000 euro complessivi per sostenere il sistema regionale?

In realtà le risorse sono anche maggiori. Bisogna capire che la Regione Veneto, non applicando l’addizionale regionale, utilizza prevalentemente i fondi di coesione per gli incentivi alle imprese e per il sociale. Recentemente abbiamo approvato un bando da 3 milioni di euro per le startup innovative, lavorando insieme ai rettori delle università venete e dello IUAV. Abbiamo fatto una scelta precisa: dare

priorità alle aziende che assumono o impiegano ricercatori, stagisti universitari e neolaureati. Vogliamo incentivare il collegamento tra il mondo della ricerca e quello dell’impresa, spingendo aff inché i ragazzi possano fare stage qualificati. Questo approccio riguarda anche altri settori, come l’imprenditoria femminile?

Certamente. Abbiamo confermato il bando per l’imprenditoria femminile anche per quest’anno, con altri 3 milioni di euro. Solitamente era una misura alternata ogni due anni, ma ho voluto fortemente rifinanziarla perché, a fronte di un aumento generale delle partite IVA in Veneto, il settore femminile ha registrato un lieve calo. Dobbiamo incentivare i settori più deboli per contribuire alla parità di opportunità. Complessivamente, tra startup innovative e attrazione degli investimenti, abbiamo messo in campo quasi 50 milioni di euro, senza contare gli strumenti finanziari di Veneto Sviluppo e Veneto Innovazione a favore delle nostre imprese.

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La

città scaligera protagonista della Wings for Life

World Run

Uglobale a sostegno della ricerca sulle lesioni del midollo spinale. In contemporanea mondiale, alle 13.00, centinaia di migliaia di partecipanti si sono messi in movimento in diversi Paesi, uniti dall’obiettivo comune di contribuire al progresso scientifico.

DESPAR NORD IN CORSA A VERONA CON OLTRE 2.000 COLLEGHE E COLLEGHI

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Tra le città italiane protagoniste dell’edizione 2026, Verona è stata l’unica tappa veneta, affiancando altre App Run ufficiali come Roma, Milano, Palermo e Aosta. All’evento veronese hanno preso parte moltissime persone tra runner, camminatori e partecipanti in sedia a rotelle, in un contesto caratterizzato da inclusione e partecipazione diffusa.

A segnare in modo particolare l’appuntamento veronese è stata

Spinale dell’Ospedale Civile Maggiore di Borgo Trento, a testimonianza del legame tra la manifestazione e la ricerca medico-scientifica.

La particolarità della corsa è il suo format: non esiste un tra-

della solidarietà”?

Anche quest’anno abbiamo scelto con entusiasmo di rinnovare questo impegno, coinvolgendo ancora una volta le nostre quasi 10.000 persone e sostenendo interamente il costo della loro iscrizione. La straordinaria adesione dei nostri collaboratori e delle nostre collaboratrici è il segno concreto del forte senso di responsabilità, appartenenza e comunità che ci unisce. Correre o camminare insieme, in contemporanea con il resto del mondo, per chi non può farlo, rappresenta per noi molto più di una partecipazione sportiva: è un gesto semplice, ma dal significato

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guardo fisso, ma una “Catcher Car” virtuale che parte trenta minuti dopo il via e raggiunge progressivamente i partecipanti, segnando la conclusione della prova per ciascuno.

delle persone e lo spirito di squadra siano elementi fondamentali del nostro modo di fare impresa. Iniziative come la Wings for Life World Run ci permettono di trasformare questi valori in un’esperienza concreta e condivisa, creando occasioni autentiche di incontro, conoscenza e relazione tra migliaia di colleghi e colleghe provenienti da territori diversi. Ritrovarsi insieme per una causa così importante rafforza il senso di appartenenza e ci ricorda che, anche attraverso piccoli gesti, possiamo contribuire a qualcosa di più grande. Sono momenti che consolidano il legame tra le persone e danno ancora più valore al

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Con i nostri progetti CSR vogliamo essere concretamente vicini alle comunità dei territori in cui operiamo, generando valore non solo economico, ma anche sociale. Questa iniziativa ci consente di sostenere la ricerca scientifica e, allo stesso tempo, di coinvolgere attivamente le nostre persone in un’esperienza che traduce in azione valori come partecipazione, collaborazione, inclusione e solidarietà. Per noi fare impresa significa anche questo: mettere al centro le persone, promuovere il loro benessere e contribuire, insieme, a costruire un impatto positivo e duraturo sulle comunità.

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Marco ha già le idee chiare: in via Dauli 71 a Dolo ha aperto

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quelo che all’inizio sembrava magia è diventato curiosità, poi passione, e infine il mio lavoro». È una storia che parla di radici familiari e di voglia di fare, quella tipica dei giovani veneti che non aspettano che le opportunità arrivino da sole, ma se le costruiscono con le proprie mani. E nel caso di Marco, letteralmente con ago e filo. Il laboratorio non è uno di quei negozi dove si portano i vestiti da stringere o allungare e basta. Stich Embroidery è un luogo dove le idee si trasformano in ricami personalizzati, dove una felpa qualsiasi può diventare unica, dove un logo aziendale prende vita su una divisa, dove il personaggio di un manga preferito viene cucito su una t-shirt con precisione millimetrica. Il ricamo a macchina qui non è solo un servizio tecnico, ma uno strumento creativo che permette di raccontare qualcosa di sé attraverso i tessuti. «Un ricamo è come un dipinto», spiega Marco con

tica quotidiana. I materiali utilizzati sono certificati Oeko-Tex, uno stan- dard internazionale che garantisce l’assenza di sostanze nocive nei tessuti e la sicurezza per chi li indossa. I fili sono di qualità, i colori resistenti ai lavaggi e al tempo, perché un ricamo fatto bene non deve sbiadire dopo tre o quattro passaggi in lavatrice, ma deve restare brillante e definito anche dopo anni. «Se qualcuno viene qui e mi chiede di ricamare qualcosa per lui, io devo essere sicuro che quel lavoro duri», dice Marco. «Non è solo una questione professionale, è una questione di rispetto per chi si fida di me». È un approccio che sa di artigianato vero, quello che punta sula qualità più che sulla quantità, sulla durata più che sull’apparenza. E che in tempi di fast fashion e prodotti usa e getta fa ancora più la differenza. Nel laboratorio di via Dauli convivono tradizione e tecnologia. Da una parte c’è la sensibilità sartoriale imparata guardando il lavoro materno, dall’altra le macchine da ricamo digitali che permettono precisione, velocità e possibilità creative impensabili fino a pochi anni fa. È un equilibrio che Marco ha trovato na- turalmente, crescendo in un ambiente dove il lavoro manuale era di casa ma guardando al presente e alle sue possibilità. Il risultato è un servizio che unisce la personalizzazione totale dell’artigianato con l’efficienza delle tecnologie moderne. Si può portare un disegno fatto a mano, una foto, un’i- dea abbozzata su un foglio, e vederla trasformata in ricamo. Oppure si può scegliere tra grafiche e pattern già pronti, perso- nalizzandoli con colori e dettagli. «Diamo filo alle tue idee» è il

cura del dettaglio qui non è uno slogan, ma una pra-

passione, può diventare una storia da indossare.

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Nel bambino la psoriasi non è soltanto una malattia della pelle. È una patologia infiammatoria cronica che può incidere profondamente sulla crescita, sul benessere psicologico e sulla qualità della vita quotidiana. Proprio da questa consapevolezza nasce l’approccio adottato all’Azienda Ospedale-Università di Padova, dove la presa in carico dei piccoli pazienti si fonda su diagnosi precoce, terapie mirate e un lavoro di squadra tra specialisti. Nel video divulgativo realizzato dalla struttura di Dermatologia Pediatrica, la professoressa Anna Belloni Fortina spiega come la psoriasi infantile presenti caratteristiche diverse rispetto a quella dell’adulto. Le manifestazioni cutanee possono essere meno tipiche, con lesioni talvolta più sottili, meno desquamanti e distribuite in aree differenti del corpo. Questo rende la diagnosi più complessa e richiede competenze specifiche per evitare ritardi nell’individuazione della malattia. Proprio la diagnosi precoce rappresenta uno degli elementi chiave. Intervenire tempestivamente permette non solo di controllare i sintomi, ma anche di ridurre il rischio di evoluzione verso forme più severe o di sviluppare patologie associate. La psoriasi, infatti, non è una condizione isolata: può essere collegata ad altre problematiche, anche sistemiche, che richiedono un monitoraggio attento nel tempo. Accanto agli aspetti clinici, emerge con forza il tema dell’impatto psicologico. Prurito, arrossamenti e lesioni visibili possono generare disagio, influenzare l’autostima e creare difficoltà nei rapporti con i coetanei. Nei bambini e negli adolescenti questo peso può tradursi in isolamento, insicurezza e sofferenza emotiva. Per questo la presa in carico non può limitarsi alla terapia dermatologica, ma deve includere una visione globale del paziente. È qui che entra in gioco l’approccio multidisciplinare adottato a Padova. Dermatologi, pe-

Psoriasi nei bambini a Padova: diagnosi precoce e cure su misura

diatri, ma anche altri specialisti collaborano per costruire percorsi personalizzati, in grado di rispondere alle diverse esigenze dei pazienti. L’obiettivo è offrire un’assistenza completa, che tenga insieme cura della malattia, prevenzione delle complicanze e attenzione alla qualità della vita. Sul fronte terapeutico, negli ultimi anni si sono registrati importanti progressi. Accanto ai trattamenti topici e sistemici tradizionali, oggi sono disponibili terapie innovative, inclusi farmaci biologici, che consentono di intervenire in modo mirato sui meccanismi dell’infiammazione. Questo permette di ottenere risultati più efficaci e duraturi, con un miglior controllo della malattia anche nei casi più complessi. La scelta del trattamento viene sempre calibrata sul singolo paziente, tenendo conto dell’età, della gravità della patologia e dell’impatto sulla vita quotidiana. L’obiettivo non è solo la remissione delle lesioni cutanee, ma anche la riduzione dei sintomi e il miglioramento del benessere complessivo del bambino. Un ruolo fondamentale è svolto anche dalla famiglia. Genitori informati e coinvolti diventano parte integrante del percorso di cura: saper riconoscere i segnali della malattia, seguire correttamente le terapie e mantenere un dialogo costante con i medici contribuisce in modo decisivo al successo del trattamento. L’educazione terapeutica diventa quindi uno strumento essenziale per affrontare la patologia nel lungo periodo. Il messaggio che arriva dalla Dermatologia Pediatrica padovana è chiaro: la psoriasi nei bambini si può gestire in modo efficace, ma è necessario un approccio integrato, precoce e personalizzato. Non basta intervenire sulla pelle, bisogna prendersi cura del bambino nella sua interezza, accompagnandolo in un percorso che unisce competenza clinica, innovazione terapeutica e attenzione alla dimensione umana.

Bigon

Padova Sud, impiantate lenti telescopiche intraoculari per pazienti ipovedenti

Importante traguardo per l’Oculistica degli Ospedali Riuniti Padova Sud: due pazienti ipovedenti, affetti da maculopatia avanzata, hanno ricevuto con successo l’impianto di lenti telescopiche intraoculari con sistema galileiano, una procedura altamente specializzata che consente di migliorare la visione centrale attraverso un ingrandimento selettivo dell’immagine su aree retiniche ancora funzionanti.

“Si tratta di un intervento complesso, già sperimentato lo scorso anno, disponibile in pochi centri a livello regionale”, spiega il dr. Giuseppe Lo Giudice, direttore dell’UOC Oculistica, che ha effettuato gli impianti. “Nei pazienti selezionati correttamente, può comportare un significativo miglioramento della qualità della vita, ma è fondamentale avere aspettative realistiche”.

L’accesso alla procedura è limitato a pazienti con maculopatia avanzata stabile e aree retiniche periferiche funzionanti, mentre sono esclusi coloro con precedenti interventi di cataratta, patologie retiniche diffuse o altre condizioni oculari che compro-

mettano la visione. Parte integrante del percorso è una riabilitazione visiva strutturata, indispensabile per il successo dell’intervento.

L’introduzione della chirurgia telescopica si inserisce in un contesto di crescente specializzazione e attività dell’UOC di Schiavonia: dal 2022 al 2026 gli interventi di cataratta sono passati da circa 2.300 a oltre 4.100 annui (+60%), mentre la chirurgia vitreoretinica è cresciuta da 50 a oltre 350 interventi (+400%). Le procedure complesse, tra cui retina, glaucoma e cornea, hanno registrato un aumento superiore a sette volte.

“Il dato significativo non è solo la quantità di interventi, ma la complessità dei casi trattati e la capacità di offrire prestazioni altamente specialistiche”, conclude il dr. Lo Giudice.

L’impianto di lenti telescopiche rappresenta un ulteriore passo avanti per la gestione di pazienti con grave compromissione visiva, contribuendo al consolidamento del centro come punto di riferimento regionale per la chirurgia oculare avanzata.

Redazione Salute

All’Azienda Ospedaliera di Padova primo intervento con un elettrocatetere da 1,5 mm: più sicuro e meno invasivo

Padova, impiantato il catetere più sottile al mondo: svolta contro le aritmie

Cittadella, operata a 88 anni: nove ore in sala e torna a casa

Un passo avanti concreto nella prevenzione della morte cardiaca improvvisa arriva da Padova, dove l’Azienda Ospedale-Università ha impiantato con successo il più sottile elettrocatetere da defibrillazione transvenoso oggi disponibile. Un dispositivo di ultima generazione, utilizzato in pochissimi centri al mondo, con un diametro di appena 1,5 millimetri, capace di aprire nuove prospettive nella gestione delle aritmie più pericolose.

Per capire la portata dell’innovazione, è utile chiarire cos’è un elettrocatetere da defibrillazione transvenoso. Si tratta di un sottile filo conduttore collegato a un defibrillatore cardiaco impiantabile (ICD), inserito attraverso una vena fino al cuore, dove viene posizionato generalmente nel ventricolo destro. Il suo compito è duplice: da un lato monitora continuamente il ritmo cardiaco, dall’altro interviene quando necessario, trasmettendo impulsi o scariche elettriche per interrompere aritmie potenzialmente letali.

In questo contesto, la riduzione delle dimensioni rappresenta un elemento decisivo. I cateteri tradizionali, più grandi, possono infatti aumentare il rischio di complicanze legate al sistema venoso o alle strutture cardiache. Il nuovo dispositivo, grazie al diametro ultraridotto e a una struttura progettata per garantire resistenza e durata nel tempo, consente un approccio meno invasivo e più

sicuro, soprattutto nei pazienti giovani o con vasi di piccolo calibro.

L’intervento eseguito a Padova si inserisce in un percorso di innovazione che punta a rendere sempre più personalizzati i trattamenti cardiologici. La possibilità di utilizzare elettrocateteri più sottili e affidabili riduce infatti il rischio di complicanze e la necessità di reinterventi, migliorando la qualità della vita dei pazienti e ampliando le indicazioni anche a categorie finora più difficili da trattare, come i pazienti pediatrici.

Si tratta di un risultato che conferma il ruolo della sanità veneta e dell’ospedale padovano tra i centri di riferimento a livello nazionale e internazionale nella cardiologia interventistica. Un traguardo che non è solo tecnologico, ma clinico: perché ogni millimetro in meno può tradursi in maggiore sicurezza, meno invasività e più possibilità di cura.

Bigon

A88 anni affrontare un intervento maggiore al fegato per un tumore delle vie biliari è una sfida che fino a pochi anni fa sarebbe stata considerata proibitiva. Oggi, invece, grazie all’evoluzione della chirurgia e a un approccio sempre più personalizzato, anche casi ad altissima complessità possono trovare una risposta. È quanto accaduto all’ospedale di Cittadella, dove Rosa – nome di fantasia – è stata sottoposta a un intervento durato nove ore ed è tornata a casa dopo venti giorni di ricovero. Tutto inizia con un segnale evidente: l’ittero. Prima gli occhi, poi la pelle che si colora di giallo. Il figlio, medico, la accompagna in ospedale. Gli accertamenti rivelano un tumore delle vie biliari già avanzato, con una parte importante del fegato compromessa. Una diagnosi difficile, resa ancora più delicata dall’età della paziente. Eppure Rosa è lucida, determinata, pronta a capire e a scegliere. Il caso viene valutato da un’équipe multidisciplinare che coinvolge chirurghi, radiologi e anestesisti. Il primo passo è preparatorio: viene posizionato un drenaggio biliare per ridurre l’ittero e consentire al fegato sano di recuperare funzionalità. Una fase delicata, che si rivela decisiva. Solo dopo questo passaggio si apre la possibilità dell’intervento.

La scelta non è scontata. L’età, i rischi, la complessità tecnica impongono valutazioni approfondite. Alla fine si decide di procedere con un’epatectomia destra allargata al lobo caudato, con ricostruzione vascolare: un intervento altamente impegnativo, sia dal punto di vista chirurgico sia per l’impatto sull’organismo. Secondo il direttore della Chirurgia, si tratta di un caso di elevata complessità, raro anche nella letteratura scientifica per pazienti di questa età. Tuttavia, l’evoluzione della medicina consente oggi di superare limiti che un tempo erano considerati invalicabili, a condizione che ogni passaggio sia attentamente pianificato: dalla tempistica alla tecnica, dalla gestione anestesiologica alla riabilitazione precoce. Il decorso post-operatorio conferma la bontà del percorso. Rosa recupera progressivamente e, dopo venti giorni, viene dimessa. Prima di lasciare l’ospedale, si rivolge al personale con parole semplici ma significative: per lei, in quel periodo, i medici e gli operatori sono stati una famiglia. Una storia che racconta non solo un successo clinico, ma anche il cambiamento della chirurgia di fronte a una popolazione che invecchia e chiede risposte sempre più avanzate, senza rinunciare alla qualità della cura e alla dignità della persona. Paola Bigon

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