Skip to main content

lapiazza del piovese - giugno26

Page 1


Al via Scene di Paglia 2026, il festival itinerante che coinvolgerà tutto il territorio

La “Svolta a Nord” e il fragile patto di Roma

La Lega vive settimane di profonda e sotterranea fibrillazione, e l’epicentro di questa scossa si trova, ancora una volta, in Veneto. L’esito del recente Consiglio federale di Roma, risoltosi con un congelamento delle nomine dei vicesegretari, ha plasticamente descritto lo stato di tesa tregua che attraversa via Bellerio. Quello che apparentemente si presenta come un rinvio tecnico, nei fatti nasconde un confronto serrato sul futuro identitario del partito, con il Veneto a fare da capofila di una richiesta chiara: rimettere i territori e i governatori al centro della cabina di regia.

Dal punto di vista della base e dei quadri veneti, il dibattito attuale va ben oltre la pura assegnazione delle poltrone. La trattativa reale si muove lungo l’asse tra il segretario federale Matteo Salvini e la figura più rappresentativa del leghismo veneto, Luca Zaia.

La prospettiva emersa nelle ultime ore non vede semplicemente l’ex Doge nel ruolo di vice, bensì come potenziale garante di una decisa “svolta a Nord” . Un assetto che sul piano dei pesi politici interni avrebbe lo scopo di blindare l’eredità e il controllo politico delle storiche roccaforti settentrionali.

Più poteri alle Regioni: la Cgil mette in guardia

Veneto primo in Italia: medici di famiglia nelle Case di Comunità

AUTONOMIA DIFFERENZIATA, CONFRONTO SERRATO, STEFANI: “RICHIESTE SACROSANTE”

E DOPO IL 2026? LA NUOVA SFIDA

• Nicola Stievano

l tempo scorre inesorabile: il 30 giugno 2026 non è più una data cerchiata in rosso sul calendario di amministratori e tecnici, ma una scadenza immediata che bussa alle porte dei nostri municipi e u ici. Anche per il Veneto questa non è una scadenza qualunque: è il momento della verità per il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, l’ora in cui i progetti devono trasformarsi definitivamente in opere compiute, i cantieri devono chiudersi e la burocrazia deve lasciare spazio ai fatti.

3

Sintoniz zati sul

Ogni 20 minuti tutte le notizie del Trentino aggiornate in tempo reale.

Ascoltaci in tutto il Veneto in auto sul

SCARICA L’APP

FACCIAMO IL PUNTO

UN FIUME DI AUTO D’EPOCA INVADE PIAZZAGRANDE

Le auto d’epoca sono tornate protagoniste al centro commerciale Piazzagrande in occasione della terza edizione delle “30 Miglia della Saccisica”. La manifestazione ha richiamato equipaggi e appassionati lungo un percorso attraverso tutto il territorio della Saccisica, coinvolgendo i dodici Comuni aderenti all’iniziativa. Il piazzale del centro commerciale si è riempito di vetture storiche, attirando numerosi curiosi e visitatori. Al taglio del nastro inaugurale erano presenti diversi amministratori locali insieme al consiglio di amministrazione di Piazzagrande. Tra le novità dell’edizione 2026 anche l’ingresso u iciale del Comune di Campolongo Maggiore, segnale di una manifestazione che continua ad allargare la propria rete territoriale. Soddisfazione è stata espressa dal direttore del centro commerciale, Filippo Lazzarin, che ha evidenziato la crescita costante dell’evento e il valore della collaborazione tra le amministrazioni coinvolte. “Un appuntamento capace di valorizzare il territorio” ha ricordato “consolidando il rapporto storico tra Piazzagrande e il suo bacino d’utenza, a pochi mesi dal 32esimo anniversario del centro commerciale”. Anche il presidente Giuseppe Pittarello ha sottolineato la qualità delle vetture presenti e la partecipazione sempre più numerosa degli appassionati, confermando la volontà di dare continuità alla manifestazione anche nelle prossime edizioni. Durante la manifestazione è stato inoltre premiato Fabio Renesto con la sua Porsche 356 Super 90 del 1963, scelta dal pubblico come auto d’epoca più bella della giornata.

• Alessandro Cesarato

Trionfa la Porsche 356 alle 30 Miglia della Saccisica

E DOPO IL 2026? LA NUOVA SFIDA

Guardando i dati del monitoraggio territoriale, emerge un quadro di indiscutibile orgoglio per il nostro Nord-Est. Il Veneto si conferma locomotiva d’Italia anche nella capacità di spendere e realizzare. Nella nostra regione viene gestita una mole finanziaria monumentale da 14,3 miliardi di euro per 64.800 progetti complessivi: una transizione che ha già portato alta tecnologia negli ospedali, nuove strutture di cura e assistenza e un tasso di completamento dei cantieri comunali superiore alla media nazionale. Questi numeri ci dicono che la macchina amministrativa locale ha retto l’urto.

Laddove lo Stato centrale ha spesso mostrato fiatone e ritardi, stavolta il pragmatismo degli enti locali ha risposto positivamente. I sindaci e i tecnici dei piccoli comuni, spesso lasciati soli a combattere con la piattaforma ReGiS, hanno fatto i salti mortali, supportati negli ultimi mesi dalle task force di esperti per evitare il blocco delle autorizzazioni e dei cantieri e veder sfumare i generosi fondi messia disposizione. Ora è tempo di tirare le somme, di completare i cantieri e poi la rendicontazione. Tuttavia è necessaria una riflessione più profonda che vada oltre il 30 giugno e il 31 agosto, l’ultima data utile per la rendicontazione. La vera sfida, infatti, comincia il giorno dopo. Cosa ce ne faremo di queste

infrastrutture se non avremo le risorse umane per gestirla? Abbiamo costruito asili nido, ma avremo i fondi di bilancio corrente per assumere gli educatori? Stiamo digitalizzando la sanità e creando Case della Comunità, ma dove troveremo i medici e gli infermieri per riempirle, vista la crisi vocazionale del settore? A complicare ulteriormente il quadro, sul fronte sanitario, è lo stallo a livello nazionale sulla riforma della medicina territoriale che riguarda per l’appunto il ruolo dei medici di base nelle nuove Case della Comunità. Il PNRR è stato pensato come una straordinaria iniezione di capitale per le strutture, non per la spesa corrente. Il rischio concreto è di ritrovarsi con scatole tecnologiche bellissime, con edifici nuovi e all’avanguardia ma desolatamente vuoti. Il Veneto ha dimostrato di saper spendere e costruire rispettando quasi sempre tempi e procedure. Ora, però, la politica locale e nazionale deve pretendere una fase due, che va ben oltre il 2026: riforme strutturali e risorse correnti per far funzionare ciò che è stato realizzato, a partire dalla sanità, non certo questione di poco conto. Altrimenti, la più grande opportunità di questo quarto di nuovo secolo rischia di trasformarsi in un monumento all’e icienza edilizia, privo di un’anima sociale e non in sintonia con le necessità quotidiane.

Sintoniz zati

Segue da pag. 1
Piovese

PNRR/1. La sindaca Pizzo

COSTI IN CRESCITA E APPALTI PER 1% MILIONI

PIOVE DI SACCO PAGA DI TASCA PROPRIA

Il territorio del Comune di Piove di Sacco cambia volto grazie ai fondi del Pnrr e a importanti risorse comunali aggiuntive messe per completare le opere. A fare il punto sugli interventi finanziati e portati a termine è la sindaca della cittadina, Lucia Pizzo. I numeri testimoniano uno sforzo economico senza precedenti: sono stati realizzati progetti per un valore complessivo di 17 milioni di euro, sostenuti da 9 milioni di fondi Pnrr e oltre 8 milioni di contributi del Comune. A questi si aggiungono quasi 700 mila euro per la digitalizzazione dell’ente. Tra gli interventi più cospicui c’è la costruzione della nuova scuola Davila, per la quale sono stati stanziati complessivamente 6 milioni e 300 mila euro (3 milioni da fondi Pnrr e 3 milioni e 300 mila di cofinanziamento comunale). Per la ricostruzione della scuola dell’infanzia Borgo Rossi il progetto ha comportato un costo di 2 milioni e 161 mila euro (1.774.080 euro da Pnrr e 387.200 comunali), mentre per il nuovo asilo nido l’importo è di 2.740.320 euro

(2 milioni e 93 mila da Pnrr e 646.800 da fondi comunali). Sul fronte dell’e icientamento energetico e delle coperture, si registrano i lavori alla scuola “Guglielmo Marconi” di Arzarello per 150 mila euro (90 mila Pnrr e 60 mila comunali) e alla scuola d’infanzia di Sant’Anna per 137 mila euro (90 mila Pnrr e 47 mila dal Comune). Le opere hanno riguardato anche il tessuto sociale e urbano. La realizzazione di 18 alloggi per anziani ha richiesto un costo iniziale di 3 milioni 400 mila euro, di cui 1 milione e mezzo da fondi Pnrr e 1 milione e 900 mila di cofinanziamento comunale, necessario per integrare gli aumenti scattati in corso d’opera. Per la riqualificazione di piazzale

Serenissima, il costo preventivato è stato di 2.200.000 euro (500 mila euro di contributo esterno e 1 milione e 700 mila euro dal Comune). La sindaca Lucia

Pizzo si dice soddisfatta dei traguardi raggiunti: “Tutti gli obiettivi sono stati raggiunti, è in corso il collaudo della scuola media con annessa palestra omologabile Coni. Per quanto riguarda le opere pubbliche il Comune ha dovuto

aumentare la quota di fondi propri, per aumenti dei costi degli appalti. La nuova normativa ha superato il costo previsto per l’appalto nella fase dell’aumento dei prezzi seguito all’invasione russa dell’Ucraina. Sostanzialmente metà dell’importo alla fine è stato sostenuto dal Comune”. E conclude: “Abbiamo aumentato i posti a disposizione nel nuovo asilo

nido comunale, abbiamo realizzato la scuola infanzia Borgo Rossi climatizzata, la nuova palestra della scuola media con un piccolo ulteriore investimento potrà ospitare partite agonistiche, i 18 alloggi per anziani aumentano l’o erta residenziale in linea con la domanda. Sicuramente interventi necessari ed utili sono stati anche i lavori al parcheggio

A Legnaro restano irrisolti i nodi dell’efficientamento energetico

Legnaro, a fare il punto sugli investimenti del Pnrr è il sindaco del paese Vincenzo

Danieletto: “Ci stiamo concentrando - spiega - sulla digitalizzazione del Comune stesso, abbiamo ampliato tutti i servizi, abbiamo ordinato anche dei computer nuovi proprio per garantire la piena e icienza degli u ici. Allo stesso tempo ci stiamo anche dedicando a quella che sarà un’informazione digitale all’esterno, quindi nel territorio. Nelle varie località è prevista l’installazione di un paio di tabelloni

luminosi e il ripristino di quello che attualmente non è più funzionante nel Comune, quindi insomma, per comunicare direttamente con la cittadinanza dei vari eventi o delle varie situazioni che ci possono essere in quel momento”. L’obiettivo con questi interventi è stato quello di rendere più accessibili le informazioni ai cittadini, agevolarli nell’accesso. “Abbiamo modificato il sito del Comune, anche se non è ancora pronto del tutto al 100%”. Non tutto però è andato secondo i piani con il Pnrr. “Avevamo

un progetto e abbiamo attualmente un progettodice Danieletto - per l’e icientamento energetico del nostro municipio, quindi proprio il rifacimento di tutto lo stabile e ovviamente la resa in funzione, in classe molto più importante rispetto a quella che è adesso”. “Con il Pnrr – conclude – pensavamo in un qualche modo che fossero consentiti anche questi interventi, non erano all’interno appunto delle richieste. Al di là di questo, adesso noi stiamo cercando al più presto di avere altri fondi e quindi

di piazzale Serenissima, luogo in cui si svolge anche il luna park della fiera di San Martino. Il cantiere ora concluso ha indubbiamente migliorato l’estetica e la fruizione dello spazio pubblico con la pedonalizzazione di via Marcato. Va detto comunque un grazie Europa”.

• Alessandro Abbadir

di partecipare ad altre iniziative, perché no, se non regionali, anche europee”.

Trentino

ARZERGRANDE, INVESTIMENTI SU SOCIALE E INNOVAZIONE ALLA PROVA DEI FATTI

“Il Comune di Arzergrande ha saputo cogliere in questi anni le importanti opportunità o erte dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ottenendo finanziamenti che hanno permesso di migliorare concretamente i servizi rivolti ai cittadini e di accelerare il processo di innovazione dell’ente”. Lo sottolinea il sindaco Filippo Lazzarin. Particolare rilevanza hanno avuto i progetti dedicati al potenziamento dei servizi sociali. “Grazie a un finanziamento di 66.585 euro - dice - è stato possibile a iancare al personale comunale un’assistente sociale specializzata, ra orzando

così la capacità dell’ente di rispondere alle esigenze delle persone e delle famiglie che necessitano di supporto. Un secondo progetto, di 83.268 euro, ha consentito di ampliare il servizio di assistenza domiciliare a favore di anziani e cittadini fragili, garantendo interventi di cura della persona, sostegno nelle attività quotidiane e aiuto nelle piccole incombenze domestiche. Pur essendo stati successivamente trasferiti dal finanziamento Pnrr a fondi nazionali, entrambi i progetti sono stati portati a termine con successo e, ancora oggi, il Comune continua a sostenerne una

parte con risorse proprie per non disperdere i benefici ottenuti”. Accanto agli interventi sociali, Arzergrande ha completato con successo tutti i progetti finanziati nell’ambito della transizione digitale, per un importo complessivo di oltre 229 mila euro. Le risorse hanno consentito di rinnovare il sito internet comunale, implementare i servizi digitali per i cittadini, integrare le piattaforme Spid, Cie, pagoPa e App Io, attivare il sistema delle notifiche digitali, aderire alla Piattaforma Digitale Nazionale Dati e migrare diversi servizi informatici verso il cloud. Interventi che oggi permettono ai

Assemblea e presidio nelle scorse settimane davanti alla sede del Tribunale di Venezia, in piazzale Roma. Decine di persone hanno manifestato contro la carenza di personale che colpisce il ministero della Giustizia e in particolare la situazione, contingente, dei precari assunti con il Pnrr, che rischiano di non vedere rinnovato il contratto dal 30 giugno 2026. Non si sa quali u ici si troveranno con più tagli e quali meno. Tutto questo in un contesto di strutturale carenza di personale. “Nel Distretto della Corte d’Appello di Venezia - spiega Fp Cgil - la scopertura degli organici delle Procure supera il 34%, e nei Tribunali una media del 40% (compreso Padova) , ma in molti u ici la situazione è addirittura drammatica. I Tribunali di Venezia, Vicenza e Belluno registrano carenze vicine al 50% del personale amministrativo previsto. La Procura presso il Tribunale per i Minorenni di Venezia opera con una scopertura del 50% e la Procura Generale di Venezia invece del 52%, con un numero di funzionari ridotto all’osso. Gli U ici del Giudice di Pace di Venezia e Belluno presentano scoperture rispettivamente superiori al 66% e all’80%”. Il personale arrivato con il Pnrr ha dato una boccata d’ossigeno al lavoro degli

u ici, migliorando il servizio e permettendo di smaltire il pregresso, ma con il taglio di una parte dei precari Pnrr, unito ai pensionamenti registrati in questi anni e ancora in corso, il rischio di vedere disservizi allarma. Al presidio erano presenti anche diversi precari che, in questo momento, sperano di essere stabilizzati.

• (A.A.)

cittadini di accedere ai servizi comunali in modo più semplice, veloce ed e iciente. “Il raggiungimento di questi risultatisottolinea Lazzarin - è stato possibile grazie all’impegno e alla professionalità dei dipendenti comunali. La gestione dei progetti Pnrr ha richiesto un enorme lavoro amministrativo, caratterizzato da procedure complesse, scadenze rigorose e continui adempimenti burocratici. Per una realtà di piccole dimensioni come la

nostra, riuscire a portare avanti questi progetti senza trascurare l’attività ordinaria rappresenta un risultato di grande valore. I finanziamenti ottenuti, per oltre 379 mila euro complessivi tra servizi sociali e digitalizzazione, testimoniano la capacità del Comune di intercettare risorse importanti e trasformarle in servizi concreti per la comunità”.

• Alessandro Abbadir

Ogni 20 minuti tutte le notizie del Trentino aggiornate in tempo reale.

PIOVE DI SACCO

Politica. Investimenti, sociale e polemiche sull’uso dell’avanzo

Approvata variazione di bilancio da oltre un milione

Una variazione di bilancio corposa, da oltre un milione di euro complessivi, che tiene insieme manutenzioni, sociale e nuove progettualità. Il cuore della manovra è l’utilizzo dell’avanzo di amministrazione, con 306 mila euro destinati agli investimenti. Tra questi spiccano i 150 mila euro per il palasport di Sant’Anna, dove saranno sostituiti illuminazione e accessi di sicurezza, i 50 mila euro per la biblioteca e 30 mila euro per l’e icientamento degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Altri 30 mila euro finanziano la nuova sala

civica di Corte, mentre 46.260 euro sono destinati a interventi su polizia locale e immobili comunali. Accanto agli investimenti, vengono impiegati 125 mila euro di avanzo vincolato derivante dal codice della strada, destinati alla sicurezza viaria: 100 mila euro per investimenti e 25 mila per manutenzioni. Ulteriori 53 mila euro finanziano opere su parcheggi, edifici religiosi e patrimonio pubblico, mentre 147 mila euro da trasferimenti sostengono arredi scolastici e servizi educativi. Il capitolo più rilevante riguarda però la spesa sociale. L’ente ha dovuto far fronte

a un aumento di 230 mila euro per le rette dei minori collocati in comunità. La copertura è stata costruita con 73.717 euro di avanzo vincolato, 136 mila euro

REGINA MARGHERITA TRIONFA A “SCUOLE IN MUSICA”

La decima edizione del concorso nazionale “Scuole in Musica”, ospitata a Brescia, si è chiusa con un risultato di assoluto prestigio per l’Ic “Regina Margherita” che conferma il proprio ruolo di eccellenza nel panorama musicale scolastico italiano. Il Coro e l’Orchestra dell’istituto hanno ottenuto il Primo Premio Assoluto nella categoria Coro e Orchestra con il punteggio di 100/100, esito che premia

un percorso didattico strutturato e continuativo e la qualità del lavoro. La scuola si è distinta anche nelle sezioni solisti e musica da camera, raccogliendo ulteriori primi premi e riconoscimenti che testimoniano una preparazione diffusa e solida. Il programma presentato ha unito repertorio classico e contemporaneo, evidenziando maturità interpretativa e coesione d’insieme. Il risultato è

frutto del lavoro dei docenti Pietro Spanó, Laura Castro, Luca Muraro, Elisa Saglia e Massimo Dal Prà, che hanno seguito gli studenti lungo un percorso di crescita costante. Un successo che rappresenta anche un motivo di orgoglio per la città, realtà attenta alla formazione culturale e musicale delle nuove generazioni.

• (A.C.)

di avanzo libero e oltre 20 mila euro da fondi dedicati.

A ciò si aggiungono 18.533 euro per il fondo di solidarietà dell’edilizia popolare. Sul fronte delle entrate, la variazione recepisce contributi esterni per circa 300 mila euro: 140 mila euro dal Gse per interventi sulle scuole, 50 mila euro per la riduzione della vulnerabilità sismica, 30 mila euro per l’avvio della comunità energetica e ulteriori risorse per centri estivi e progettualità sociali. Non manca la componente legata al personale. Con il rinnovo contrattuale vengono stan-

ziati 136 mila euro per gli adeguamenti stipendiali, 221.962 euro per arretrati e ulteriori 50 mila euro per il fondo risorse stabili. Dal dibattito è emersa la preoccupazione delle minoranze per il ricorso significativo all’avanzo, utilizzato anche per coprire spese correnti. Di diverso avviso la sindaca Lucia Pizzo, che ha ricondotto gli interventi più consistenti alla necessità di sostituire impianti ormai obsoleti e adeguare le strutture alle norme di sicurezza.

• Alessandro Cesarato

BILANCIO 202& IN ATTIVO, CONTI SOLIDI E INVESTIMENTI SU SCUOLE E DIGITALE

Il Comune chiude il 2025 con un bilancio in attivo e conti in ordine. Il rendiconto di gestione, approvato dal consiglio comunale, certifica un risultato di amministrazione positivo pari a 14,1 milioni di euro e una situazione finanziaria definita solida dall’amministrazione. “Il rendiconto rappresenta non solo uno strumento tecnico - contabile” ha esordito l’assessora al bilancio Francesca Betto nel presentare il documento “ma anche un atto di trasparenza e responsabilità politica verso i cittadini”, utile a verificare la

capacità economico-finanziaria dell’ente e il raggiungimento degli obiettivi di mandato. Il Comune chiude il 2025 con un saldo di cassa pari a 18 milioni di

euro e un indebitamento in ulteriore riduzione. Il debito residuo si attesta a 4,2 milioni euro, con un debito pro capite di 211,27 euro per abitante. Nel corso dell’anno non sono stati accesi nuovi mutui, scelta che ha contribuito a contenere l’indebitamento complessivo. Positivo anche l’indicatore di tempestività dei pagamenti, pari a -17,05 giorni, dato che segnala una media di pagamento delle fatture ai fornitori anticipata rispetto ai termini ordinari. Sul fronte delle entrate, le principali voci restano l’Imu (4,6 milioni di euro),

l’addizionale Irpef (circa 2,4 milioni) e il fondo di solidarietà comunale (1,74 milioni). Sul piano degli investimenti, prosegue l’attuazione del programma di opere pubbliche, con interventi rilevanti sull’edilizia scolastica e sull’efficientamento energetico, tra cui le nuove scuole dell’infanzia Borgo Rossi e la scuola secondaria Davila, oltre a diversi progetti finanziati dal Pnrr e alla digitalizzazione dei servizi comunali. Nel conto economico il Comune registra un risultato d’esercizio positivo di 306 mila euro, in

calo rispetto all’anno precedente per e etto di operazioni straordinarie legate anche alla demolizione e ricostruzione di alcuni edifici scolastici. “Si tratta di un’istantanea che conferma la solidità dei conti e ci consente di guardare alla programmazione futura con serenità” ha concluso l’assessora Betto, “i numeri non raccontino solo la gestione finanziaria, ma anche il valore pubblico delle politiche su scuola, sociale, sicurezza e qualità della città”.

Francesca Betto

Sintoniz zati sul

Ogni 20 minuti tutte le notizie del Trentino aggiornate in tempo reale.

Ascoltaci in tutto il Veneto in auto sul

SCARICA L’APP

Comune di Piove di Sacco

Nuovo centro servizi e co-housing

Sindaco , Lucia Pizzo .

Nell’area dell’ex scuola Davila è stato realizzato un complesso di 18 appartamenti destinati ad anziani autosufficienti. L’intervento sarà completato con la realizzazione di un centro servizi e di cohousing, che includerà sale polivalenti, una palestra e spazi per incontri, aperti a tutta la cittadinanza Il Sindaco Lucia Pizzo: "È un progetto a cui tengo particolarmente. Abbiamo scelto di collocare questi alloggi nel cuore della città, per evitare di relegare, come spesso accaduto in passato, anziani e fasce più fragili ai margini del territorio, creando situazioni di isolamento. Il centro di co-housing che sorgerà nell’area verde adiacente rafforzerà ulteriormente il senso di comunità, mettendo a disposizione spazi di aggregazione per tutti i cittadini, giovani e meno giovani, gruppi e associazioni.”

5x1000 al tuo Comune una scelta che resta sul territorio

Il 5 per mille devoluto al Comune di Piove di Sacco servira' a finanziare progetti nell'ambito dei servizi sociali ed assistenziali

Basta firmare nell’apposito riquadro dedicato al sostegno delle attivita' sociali svolte dal Comune di residenza.

Mario Rossi

Il cuore delle frazioni torna a battere: al via un’estate di eventi diffusi

Assessore alla Cultura, Paola Ranzato.

Si è chiuso con un bilancio molto positivo "Picinin" , il festival di teatro e circo dedicato alle famiglie che ha saputo riempire di stupore, gioia e partecipazione gli spazi delle comunità e delle parrocchie in tutte le frazioni: Piovega, Corte, Tognana, Arzerello e Sant’Anna L'onda lunga di questa energia, però, non si ferma qui: la programmazione estiva è già pronta a partire, confermando una visione precisa in cui la cultura si fa itinerante, vicina alle persone e profondamente radicata nel territorio.

positi

Il cuore pulsante dei prossimi mesi saranno ancora le frazioni, non periferie isolate, ma custodi dell'anima più autentica e vera della nostra comunità. Le piazze e gli spazi meno centrali si trasformeranno così in arene

sotto le stelle grazie al cinema all’aperto, con una selezione di film per tutte le età pensata per riscoprire il piacere dello schermo condiviso: sei date, a partire dal 14 luglio, una per frazione e poi anche a Sant’Anna e centro storico. Insieme alle proiezioni, torneranno anche le belle Passeggiate letterarie, suggestivi percorsi a passo lento alla scoperta di angoli nascosti del territorio, animati dalle storie di Pinocchio, capaci di ridare vita ai personaggi più iconici della letteratura: dal 23 giugno al 2 luglio

L'obiettivo delle iniziative resta chiaro e ambizioso: abbattere le distanze e valorizzare ogni peculiarità del territorio comunale Portare gli eventi direttamente a casa dei cittadini significa creare occasioni reali di incontro e riscoprire la bellezza della socialità più genuina. L'estate è appena iniziata e il viaggio tra la bellezza e la memoria delle nostre frazioni è pronto a ricominciare.

A confermare la centralità di questa visione è l'Assessore Paola Ranzato: "Questo legame profondo con il territorio non si esaurirà con quest’estate. Il successo di questa formula ha tracciato una strada permanente e continueremo anche il prossimo anno a programmare attività e investire risorse nelle nostre frazioni Vogliamo che siano parte integrante della vita culturale della comunità, un modello di condivisione che mette al centro le persone e la loro identità locale "

Il programma completo del cinema sotto le stelle e delle Passeggiate letterarie sarà online sul sito del comune al link www comune.piovedisacco.pd.it

Il calendario. Il centro storico pedonalizzato ospiterà tante serate per famiglie fino a settembre

ESTATE IN CITTÀ TRA MUSICA, SPORT, SAGRE E NOTTI BIANCHE

L’estate piovese entra nel vivo e il centro storico continua a trasformarsi, sera dopo sera, in un grande spazio dedicato all’incontro, alla musica e alla socialità. Dopo le prime settimane che hanno visto alternarsi eventi culturali, spettacoli, mercatini e iniziative sportive, il calendario promosso dal Comune proseguirà fino a settembre con una lunga serie di appuntamenti pensati per coinvolgere famiglie, giovani e visitatori. L’isola pedonale, avviata a fine maggio, sta accompagnando le serate estive della città con piazze animate e vie chiuse al tra ico, in un’atmosfera che punta a valorizzare il centro storico e le attività commerciali. Dopo i primi eventi tra moda, teatro, concerti e appuntamenti culturali, il programma si concentra ora soprattutto sui mesi di luglio e agosto. Tra gli appuntamenti più attesi c’è la Notte dei Saldi - Family Night del 4 luglio, organizzata in collaborazione con PromoPiove, che porterà in centro negozi aperti, animazione e iniziative dedicate alle famiglie. Una settimana dopo, l’11 luglio, spazio a “Piove è Musica”, mentre il 18 luglio piazza Vittorio Emanuele II ospiterà un concerto tributo alla musica italiana. Luglio sarà anche il mese dello sport all’aperto e degli eventi popolari. Il 24 luglio tornerà “Corri che Isola”, corsa serale tra le vie cittadine, mentre il giorno successivo sarà la volta di “Boxe sotto la Torre”, manifestazione che negli anni ha richiamato pubblico anche da fuori territorio. Non mancheranno gli appuntamenti più legati all’intrattenimento e alla vita del centro storico. L’1 agosto tornerà infatti la Notte Bianca, uno degli eventi più partecipati dell’estate piovese, con musica, spettacoli e negozi aperti fino a tarda sera. Nei mesi estivi proseguiranno anche i mercatini dei Portici, gli spettacoli musicali in piazza e le visite guidate serali alla Torre Carrarese, che durante le serate di maggiore a lusso o rirà aperture straordinarie in notturna. Accanto agli eventi del centro, continua anche il ricco programma delle sagre e delle feste nelle frazioni, elemento che ogni anno accompagna la stagione estiva della Saccisica. A Corte proseguiranno la Sagra di San Tommaso Apostolo e il Calcio Saponato, mentre a Tognana tornerà la Sagra di San Paterniano. Spazio poi alla Festa del Sorriso a Sant’Anna, alla Festa Siciliana in centro storico nel mese di agosto e, a settembre, alla tradizionale Festa della

Comunità di Arzerello.

“Piove di Sacco si riaccende” sottolinea l’assessora agli eventi Monica Zanotto, “sarà un’estate da vivere insieme nella nostra città, che si trasformerà in un salotto di accoglienza e intrattenimento in un clima di spensieratezza e socialità, valorizzando allo stesso tempo il commercio e il tessuto associativo”. Sul fronte della viabilità resta confermato il consueto piano legato all’isola pedonale con la chiusura del centro dalle 20.30 alle 2.30.

• Alessandro Cesarato

Sintoniz zati sul

Ogni 20 minuti tutte le notizie del Trentino aggiornate in tempo reale.

Corteros riporta la Saccisica sotto i riflettori con il Charpy Brut

Ai confini con Arzergrande, lungo via San Giovanni Bosco e a ridosso del binario della littorina, una realtà vitivinicola sta riportando la Saccisica all’attenzione del settore. La cantina Corteros ha ottenuto un doppio riconoscimento che ne certifica la crescita e la qualità produttiva. Lo spumante “Charpy Brut” ha conquistato la medaglia d’oro al Venice International Wine Trophy – Bubbles, concorso promosso da Egnews.it e dalla guida “Il Vino per Tutti”. Un risultato maturato attraverso degustazioni alla cieca che hanno visto le etichette piovesi confrontarsi con produzioni di livello internazionale, tra Champagne e Metodo Classico. Il percorso è proseguito al recente Vinitaly, dove il Charpy Brut ha ottenuto il Bollino d’Oro al “Premio Diapason”. Un riconoscimento particolare, assegnato tramite il Metodo Caporale, sistema che valuta il vino anche sotto il profilo acustico, analizzando il perlage e l’equilibrio strutturale. Secondo questi parametri, l’etichetta di Corteros si è distinta per armonia e precisione. Riconoscimenti che, come sottolineano i titolari, hanno un valore che va oltre il risultato aziendale. “Molti non sanno che in passato Piove di Sacco era terra di rigogliosi vigneti” dichiarano Barbara e Maurizio Rostellato, “poi sacrificati per fare spazio ad altre colture. La nostra mission è tornare alle origini, dimostrando che la Saccisica ha molto da o rire anche nella produzione di vini d’eccellenza. Questi ori sono la risposta a chi non credeva fosse possibile fare del buon vino qui”. Alla base del progetto anche una forte identità familiare e un’attenzione crescente alla sostenibilità. L’azienda nasce dall’unione di esperienze tramandate tra generazioni, con l’obiettivo di costruire una realtà duratura, capace di coniugare tradizione e innovazione. Un segnale importante per il territorio, che riscopre così una vocazione agricola storica e prova a rilanciarsi anche attraverso produzioni di qualità.

Sintoniz zati sul

Rosolina Mare: Consegna kit sacchetti per raccolta

Ogni 20 minuti tutte le notizie del Trentino aggiornate in tempo reale.

di

dal

dei ri 2026

15 settembre 2026

I kit per la raccolta dei ri prodotti nelle seconde case di Rosolina Mare, usate stagionalmente

GIORNI E ORARI APERTURA IAT: dal lunedì alla domenica

L’APP

Ascoltaci in tutto il Veneto in auto sul

dalle ore 9:00 alle 12:00 e dalle ore 16:00 alle 18:00

DUE NUOVI CAVALIERI, L’IMPEGNO PER L’ALZHEIMER E LA TUTELA DEL GRADENIGO

Nell’anno in cui si celebra l’80esimo anniversario della Repubblica Italiana, Piove di Sacco ha vissuto una coincidenza dal forte valore simbolico. Tra i nuovi Cavalieri dell’Ordine al Merito della Repubblica figurano due persone che da anni dedicano tempo, energie e competenze al servizio della comunità, Giusy Molena e Mario Miotto. Due storie diverse, accomunate da un lungo impegno volontario che ha lasciato un segno concreto nel territorio. Giusy Molena è il volto dell’associazione Alzheimer di Piove di Sacco, realtà che

sostiene malati e familiari attraverso i Centri Sollievo, i Ca è Alzheimer e numerose attività di sensibilizzazione. Da anni porta avanti un’opera che unisce assistenza, formazione e vicinanza umana, contribuendo a costruire una rete di supporto per chi a ronta una delle malattie più difficili da vivere in famiglia. Nel descrivere la propria esperienza, Molena usa parole che sintetizzano il senso del lavoro svolto dall’associazione: “Prendersi cura di una persona cara colpita dall’Alzheimer è un po’ come costruire castelli in riva al mare. All’improvviso, arriva

un’onda che spazza via tutto quello che si è pazientemente costruito”. Mario Miotto riceve invece l’onorificenza dopo oltre quarant’anni di impegno sociale,

LE API PROTAGONISTE DELLA GIORNATA ECOLOGICA

Una mattinata tra natura, sensibilizzazione ambientale e attività dedicate ai più piccoli per riflettere sull’importanza delle api e della biodiversità. Si è svolta al Bosco di Pianura di Tognana la prima edizione di “Le Api e Noi: diamoci una mano per la biodiversità”, iniziativa promossa dall’assessorato all’ambiente in occasione della Giornata ecologica regionale. Soprattutto famiglie e bambini hanno partecipato alle attività organizzate nell’area verde di via

Keplero, trasformata per alcune ore in un laboratorio a cielo aperto dedicato alla scoperta del mondo degli impollinatori. Momento centrale della mattinata il workshop guidato da Lorenzo Moro, apicoltore dell’Associazione Patavina Apicoltori di Padova, che ha illustrato il ruolo fondamentale delle api come indicatori della salute dell’ambiente e dell’equilibrio degli ecosistemi. A seguire spazio anche alla parte pratica con la realizzazione delle “seedbombs”,

piccole sfere di argilla, terriccio e semi di essenze mellifere pensate per favorire la crescita di piante e fiori utili all’impollinazione e contribuire alla creazione di corridoi ecologici urbani. “Questa iniziativa nasce con l’obiettivo di avvicinare soprattutto le nuove generazioni ai temi della tutela ambientale e della biodiversità” commenta l’assessore Mattia Buggio, “le api rappresentano un patrimonio prezioso per il nostro ecosistema e conoscere il loro ruolo

culturale e civico. Storico presidente degli Amici del Gradenigo, è stato protagonista di numerose iniziative per la tutela del patrimonio artistico e

storico della Saccisica, dal recupero di opere d’arte ai restauri, fino alle campagne per la valorizzazione di Palazzo Gradenigo. Il neo Cavaliere: “Dedico il riconoscimento ai miei familiari per la pazienza con cui hanno surrogato le mie assenze e agli Amici del Gradenigo con i quali ho condiviso innumerevoli battaglie. Il riconoscimento che va a rinfrancare i dubbi che talvolta mi sono intervenuti di fronte a battaglie non vinte, per condivisioni non raggiunte, per avversità ricevute”.

• Alessandro Cesarato

significa comprendere quanto siano importanti i piccoli gesti quotidiani per la salvaguardia dell’ambiente. La partecipazione di tante famiglie ci conferma che c’è attenzione e sensibilità verso questi temi”. L’iniziativa si è conclusa nel pomeriggio con la passeggiata ecologica “Diamoci una mano”, dedicata alla raccolta dei rifiuti e alla cura degli spazi pubblici cittadini.

• (A.C.)

AUTODIFESA FEMMINILE: QUATTRO LEZIONI PER SENTIRSI PIÙ SICURE

Si è conclusa seconda edizione del corso di autodifesa femminile promosso dall’assessorato allo sport in collaborazione con l’asd Go Jukai. L’iniziativa, seguita dall’assessora Francesca Betto e realizzata con l’associazione guidata dal maestro Pier Paolo Malagoli, si è svolta nella

palestra della scuola Regina Margherita tra metà aprile e metà maggio. Il percorso si è articolato in quattro lezioni serali, con un’impostazione pratica e accessibile. I contenuti hanno spaziato dalla gestione delle emozioni alla consapevolezza del corpo come strumento di difesa,

fino alla tutela dei figli in contesti a ollati e ai comportamenti utili per prevenire furti negli spazi pubblici. Elemento centrale sono state le simulazioni, realizzate insieme agli allievi dell’associazione, che hanno consentito alle partecipanti di confrontarsi con situazioni realistiche.

L’obiettivo è stato fornire strumenti concreti per riconoscere i rischi e reagire con maggiore sicurezza, ra orzando autonomia e capacità di prevenzione.

Politica. Il centrodestra conferma la guida territoriale con il 55% dei consensi

ANGELA FURLANETTO È LA NUOVA SINDACA DI SANT’ANGELO DI PIOVE

Il centrodestra conferma la guida del municipio e consolida il risultato ottenuto cinque anni fa: Sant’Angelo di Piove sceglie ancora la continuità amministrativa e a ida il Comune ad Angela Furlanetto. Per la prima volta nella storia del paese sarà infatti una donna a indossare la fascia tricolore. L’avvocato 48enne, già vicesindaco uscente, ha conquistato il 55% dei consensi con la lista civica

“Per Sant’Angelo - Celeseo - Vigorovea”, imponendosi in tutte e sei le sezioni elettorali del territorio. Il responso delle urne consegna così al centrodestra un mandato pieno per i prossimi cinque anni e rafforza il nuovo equilibrio politico emerso nel 2020, quando la coalizione aveva interrotto la lunga stagione amministrativa dell’area progressista. Stavolta il successo è stato ancora più netto: Furlanetto ha raccolto 1.852 voti contro i 1.515 ottenuti dallo sfidante. La campagna elettorale della neo-sindaca si è sviluppata nel segno della continuità con il lavoro portato avanti nell’ultimo mandato. Sul

fronte opposto Moreno Maniero, 63 anni, collaboratore tecnico di ricerca al Cnr di Padova, già assessore ai Servizi sociali e figura storicamente impegnata nel volontariato e nella protezione civile, guidava la lista civica “Sant’Angelo Insieme – Vigorovea Celeseo”. Il candidato si è fermato al 45% delle preferenze, senza riuscire a riportare il centrosinistra alla guida del municipio dopo il passaggio all’opposizione. Rispetto alla tornata del 2020, quando il quadro politico era frammentato in tre liste, questa volta il confronto si è trasformato in un testa a testa diretto tra i due schieramenti, ma il risultato finale non ha modificato i rapporti di forza emersi cinque anni fa. A caratterizzare questa consultazione è stato anche il forte calo della partecipazione.

L’a luenza si è infatti fermata al 55,13%, in netta diminuzione rispetto al 74,89% registrato nel 2020. Su 6.256 aventi diritto — compresi 33 neo-diciottenni al primo voto — si sono recati alle urne 3.449 cittadini. Le schede nulle sono state 51, mentre quelle bianche 31.

“I numeri dimostrano che il centrodestra oggi è una realtà consolidata a Sant’Angelo” ha dichiarato a caldo Angela Furlanetto, visibilmente emozionata dopo il risultato. “Questo voto rappresenta anche il riconoscimento del lavoro svolto dall’amministrazione negli ultimi anni. Siamo riusciti a presentarci uniti e a costruire una squadra credibile, capace di dare continuità ai progetti avviati”. Guardando già ai prossimi passaggi amministrativi, la neo-sindaca ha aggiunto: “La composizione della giunta terrà conto sia del consenso ottenuto dai candidati sia delle competenze e delle caratteristiche personali di ciascuno. Ora l’obiettivo sarà lavorare subito sulle priorità del territorio e delle frazioni”. Toni distesi anche da parte di Moreno Maniero, che si è complimentato personalmente con la sfidante al termine dello scrutinio. “Eravamo consapevoli che sarebbe stata una sfida di icile” ha osservato. “Il quadro politico nazionale e regionale oggi vede il centrodestra in una posizione di forza e questo

inevitabilmente si riflette anche sulle dinamiche locali. Abbiamo comunque cercato di proporre un progetto civico ampio e aperto, capace di dialogare oltre gli schieramenti tradizionali”. Maniero ha quindi ringraziato la propria squadra e gli elettori, assicurando un

ruolo attivo dai banchi della minoranza: “Faremo un’opposizione seria, rigorosa e responsabile, sempre pronta al confronto quando ci saranno in gioco temi importanti per la comunità”.

• Martina Maniero

Territorio. La memoria di Azzurra Breda diventa opportunità

“Azzurra come te”: dal ricordo nasce un progetto per sostenere i talenti dei giovani

ASant’Angelo di Piove prende forma “Azzurra come te”, un progetto dedicato ai bambini e ai ragazzi del territorio che trasforma una perdita profonda in un’opportunità concreta di crescita e futuro. L’iniziativa nasce nel ricordo di Azzurra Breda, scomparsa a dodici anni lo scorso dicembre a causa di una polmonite fulminante, e si sviluppa a partire dalle sue passioni più autentiche: la musica e lo sport, in particolare il pianoforte,

Intesa

Pla danza e l’hip hop. Proprio da queste passioni prende origine l’idea di o rire ad altri giovani la possibilità di intraprendere o coltivare percorsi artistici e sportivi, anche quando le condizioni economiche rappresentano un ostacolo. Il progetto prevede infatti l’assegnazione di borse di studio per corsi di musica o danza e la copertura delle spese per le attrezzature necessarie, permettendo ai ragazzi di sviluppare il proprio talento in un contesto educativo e stimolante.

asso dopo passo, la mobilità sostenibile della Saccisica si ra orza. È stato u icialmente approvato l’Accordo di programma tra la Provincia di Padova e i Comuni di Brugine e Sant’Angelo di Piove per la realizzazione di una nuova pista ciclopedonale lungo la Provinciale 4, nel tratto chiave che collega la rotatoria di Vigorovea alla zona industriale di Brugine. L’intervento si inserisce in un più ampio piano di riqualificazione legato all’insediamento di una nuova media struttura commerciale a Vigorovea, all’altezza della rotatoria della frazione. Saranno proprio gli oneri derivanti da questa operazione a finanziare il prolungamento del percorso sulla Strada Provinciale 4: circa 580 metri (inclusi 40 metri di raccordo) che permetteranno di collegare i due centri abitati in totale sicurezza. L’intesa prevede anche il finanziamento dello studio di fattibilità per due ulteriori tratti sulla Statale 516: il primo di 950 metri dall’incrocio di via Verdi fino a via San Polo, e il secondo di 790 metri da quest’ultima fino a via Piera, al confine con il Comune di

“Azzurra come te” nasce anche grazie al sostegno delle insegnanti e delle realtà formative che hanno accompagnato la crescita di Azzurra e che per lei rappresentavano una vera seconda casa. Tra queste la scuola di hip hop “Jump”, che la giovane frequentava con entusiasmo, e la scuola di musica “Salti di Tono”, luoghi in cui aveva coltivato le proprie inclinazioni artistiche e instaurato legami profondi. È stato proprio da chi l’ha vista crescere attraverso la musica e la danza che ha preso forma l’idea di trasformare il suo ricordo in un progetto concreto per altri ragazzi. L’iniziativa è promossa in collaborazione con i Servizi Sociali del Comune e si inserisce in una rete territoriale che coinvolge istituzioni, scuola e realtà associative, con l’obiettivo di intercettare i bisogni delle famiglie e o rire risposte concrete. Al centro vi è la convinzione che l’accesso alla cultura, allo sport e all’espressione artistica rappresenti uno strumento fondamentale di crescita personale, inclusione e benessere. Determinante è stato anche l’impegno dei genitori di Azzurra, Valentina e Mattia, che hanno scelto di trasformare il dolore della perdita in un gesto capace di generare valore per l’intera comunità. Attraverso questo progetto, ogni nota suonata, ogni lezione frequentata e ogni passo di danza diventano simbolicamente una continuità della luce e dell’energia che Azzurra trasmetteva nella vita quotidiana. Fondamentale è

Legnaro. Per questi segmenti, la messa in opera resterà comunque subordinata al futuro reperimento delle risorse necessarie. “L’accordo segna un traguardo storico per la nostra comunità” dichiara il sindaco di Brugine, Michele Giraldo. “Non è solo un’opera pubblica” sottolinea “ma un intervento strategico che i cittadini attendevano da anni per una viabilità più moderna”.

• (M.M.)

inoltre il contributo della cittadinanza, chiamata a sostenere attivamente l’iniziativa attraverso donazioni e partecipazione condivisa. È possibile contribuire tramite bonifico bancario all’Iban IT16A0880762851000000894616, indicando come causale “erogazione liberale”, oppure destinando il proprio 5x1000 inserendo il codice fiscale 92335210289.“Azzurra come te” si confi-

gura così come un progetto che unisce memoria e futuro, o rendo ai giovani strumenti concreti per esprimersi e crescere, e trasformando un’esperienza di dolore in una rete di opportunità, sostegno e speranza condivisa. Informazioni al numero 340.9131125; mail azzurracomete.odv@gmial.com.

• Martina Maniero

Sintoniz zati sul

Ogni 20 minuti tutte le notizie del Trentino aggiornate in tempo reale.

Ascoltaci in tutto il Veneto in auto sul

Tradizione. L’obiettivo

AVVIATO IL PERCORSO DE.CO. PER L’ASPARAGO DI CONCHE

L’ Asparago di Conche è stato celebrato con un passaggio ritenuto significativo per il territorio: l’avvio del percorso verso la Denominazione Comunale (De.Co.). L’iniziativa, presentata u icialmente nel corso della 36esima Festa dell’Asparago, è stata promossa per valorizzare uno dei prodotti simbolo dell’area, legato alla frazione e alle campagne circostanti dove da anni si coltiva un asparago apprezzato per le sue qualità organolettiche, sia nella versione bianca sia in quella verde. Un prodotto che nasce in un contesto peculiare, tra la Laguna Sud e le aree bonificate della Bassa Padovana, in un paesaggio che unisce agricoltura, ambiente e tradizione. L’avvio del percorso De.Co. è stato illustrato dall’assessora al turismo e commercio Alessandra Crocco, che ha seguito l’iter coinvolgendo produttori e ristoratori. “È uno strumento per promuovere un prodotto identitario e legarlo al territorio” ha spiegato Crocco, sottolineando il lavoro di rete costruito con le realtà produttive locali. Nel suo intervento ha richiamato anche il valore turistico dell’area. Soddisfazione è stata espressa anche dal sindaco Ettore Lazzaro, che ha parlato di un tassello inserito in una strategia più ampia. “Il conferimento della Denominazione Comunale all’asparago rappresenta un passaggio importante” ha aggiunto “dentro una visione più ampia di valorizzazione del territorio. Non è solo il riconoscimento di una produzione di qualità, ma una scelta che mette al centro identità, ambiente ed economia locale”. L’obiettivo è quello di ra orzare le imprese, migliorare i servizi e programmare interventi che guardino al futuro. Dalla Regione, l’assessora Elisa Venturini ha ribadito: “Il territorio deve esprimere quello che ha di valore, partendo proprio da prodotti come l’asparago attraverso i quali può crescere e ra orzarsi anche l’economia”. Sulla stessa linea il consigliere provinciale Vincenzo Gottardo, che ha evidenziato come l’amministrazione provinciale stia lavorando per valorizzare e fare conoscere sempre più i prodotti locali, attraverso un coordinamento tra i diversi livelli istituzionali. Sul fronte produttivo, Claudio Ferro, presidente della cooperativa Ca.po., ha sottolineato il valore concreto del riconoscimento: “La De.Co. è uno strumento importante perché dà visibilità al lavoro degli agricoltori e ra orza la percezione della qualità dei nostri prodotti. È un valore

aggiunto per tutto il territorio. Da queste terre bonificate, oggi anche patrimonio ambientale di rilievo, coltiviamo un asparago che ha trovato il suo habitat ideale”. Infine, il presidente del Gruppo culturale e ricreativo di Conche, Marco Gallerino, ha ricordato la crescita della manifestazione: “La festa nasce nel 1982. Ogni anno richiama oltre 15 mila persone e coinvolge più di 150 volontari. Sapere che l’asparago riceve un riconoscimento u iciale significa dare ancora più forza a un lavoro di comunità che dura da decenni”.

• Alessandro Cesarato

Ponte di via Rosara chiuso al tra ico per rischio cedimento

Chiusura al tra ico per il ponte di via Rosara, all’incrocio con la Ss 309 Romea dopo un sopralluogo congiunto tra Comune e Anas. Il provvedimento è stato adottato con ordinanza urgente di fine maggio a seguito del rilevamento di un grave dissesto del manto stradale, ritenuto tale da compromettere la sicurezza della circolazione. Durante le verifiche è stato accertato un deterioramento dell’asfalto che, se sottoposto al continuo carico del tra ico veicolare, potrebbe nel tempo incidere anche sulla struttura sottostante. In via prudenziale è stata quindi disposta la chiusura immediata al transito veicolare e ciclabile, con l’obiettivo di preservare l’integrità dell’opera e garantire la pubblica incolumità. Il divieto non riguarda i pedoni, che potranno continuare a utilizzare il passaggio pedonale per raggiungere le fermate e i mezzi del trasporto pubblico. Restano invece vietati il transito e l’accesso all’infrastruttura per tutti i veicoli con l’installazione di transenne e segnaletica di chiusura. La scelta dell’amministrazione è quella di non ricorrere a interventi provvisori come rappezzi di asfalto a freddo o riparazioni superficiali, ritenuti non risolutivi e destinati a durare poco nel tempo. Si è invece optato per programmare un intervento complessivo e definitivo di ripristino del manto stradale, con contestuale messa in sicurezza dell’opera. “Il problema” ha chiarito il sindaco Ettore Lazzaro “riguarda la pavimentazione metallica e le sollecitazioni del tra ico che nel tempo possono favorire il distacco del rivestimento e l’allentamento dei fissaggi”. Il Comune assicura che si procederà nel più breve tempo possibile alle verifiche e agli interventi necessari, con l’obiettivo di arrivare alla riapertura in condizioni di piena sicurezza.

• (A.C.)

Sintoniz zati sul

Ogni 20 minuti tutte le notizie del Trentino aggiornate in tempo reale.

Ascoltaci in tutto il Veneto in auto sul

Sintoniz zati sul

Ogni 20 minuti tutte le notizie del Trentino aggiornate in tempo reale.

SCARICA L’APP

Ascoltaci in tutto il Veneto in auto sul

SCARICA L’APP

Sintoniz zati sul

Ogni 20 minuti tutte le notizie del Trentino aggiornate in tempo reale.

Ascoltaci in tutto il Veneto in auto sul

SCARICA L’APP

Comunità. Nuove arnie e il Bimbalbero 2024 per i nati

nel 2024

CELEBRATO L’AMBIENTE

CON “API IN FESTA”

Grande partecipazione e tanto entusiasmo a Legnaro per “Api in Festa”, la giornata ecologica che ha animato il Bosco Nemora coinvolgendo famiglie, bambini, associazioni e istituzioni in un ricco programma dedicato all’ambiente, alla sostenibilità e alla comunità. L’evento, ha rappresentato un’importante occasione di incontro e sensibilizzazione sui temi della tutela ambientale e della biodiversità, con particolare attenzione al ruolo fondamentale delle api per l’ecosistema. Tra i momenti più significativi della giornata, l’inaugurazione di un nuovo viale del parco, alla presenza del senatore Antonio De Poli, dell’assessore regionale all’Ambiente Elisa Venturini e del consigliere provinciale Vincenzo Gottardo. Un momento simbolico reso possibile anche grazie alla donazione di alcuni alberi da parte del “Lions Club” Piove di Sacco, di “L’Arte della Calzatura” e di “P.L.P. Holding”. Spazio anche ai valori della gentilezza e dell’inclusione grazie al contributo del CCR (Consiglio Comunale dei Ragazzi), che ha donato

le “Sette regole della gentilezza”, condividendo con i presenti un messaggio di rispetto, ascolto e attenzione verso gli altri. Particolarmente sentita l’inaugurazione della “Panchina della gentilezza”, simbolo di dialogo e comunità, e della “Endo panchina gialla”, dedicata alla sensibilizzazione sull’endometriosi, realizzata grazie all’associazione “La Voce di Una, La Voce di Tutte” e ai “Leo Club” Piove di Sacco. Nel corso della manifestazione si è svolta anche la cerimonia “Bimbalbero 2024”, con la consegna degli alberi destinati ai bambini nati nel 2024 residenti a Legnaro. Un’iniziativa dal forte valore simbolico che lega la crescita delle nuove generazioni alla cura del territorio e dell’ambiente. La giornata ha inoltre visto la posa delle nuove arnie nel “Villaggio delle Api” e la consegna degli attestati ai giovani apicoltori, sottolineando l’importanza della formazione e della sensibilizzazione verso il mondo dell’apicoltura. Un ringraziamento speciale, a nome dell’amministrazione, è stato rivolto alla Protezione civile, al GAFT, all’Associazione

patavina apicoltori, alle Forze dell’ordine e a tutti i volontari che, con impegno e collaborazione, hanno contribuito alla riuscita della manifestazione. “Api in Festa” si conferma così un appuntamento capace di unire ambiente, educazione civica e partecipazione, trasformando una giornata di festa in un concreto momento di condivisione e attenzione verso il futuro del territorio.

• Martina Maniero

Successo per “MTB & Gravel Race –Cross Country Corri per Aurora”:

Una giornata di sport, comunità e solidarietà per sostenere una causa che tocca il cuore. Si è svolto a Corte Benedettina la manifestazione benefica “MTB & Gravel Race –Cross Country Corri per Aurora”, evento patrocinato dal Comune di Legnaro e organizzato dalla locale Proloco insieme a numerose realtà del territorio. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di sostenere la raccolta fondi a favore della piccola Aurora, nata senza femore e bisognosa di un delicato intervento negli Stati Uniti che potrà aiutarla a compiere i suoi primi passi. Per a rontare il percorso medico e terapeutico sono necessari 500 mila euro: una cifra importante, che la comunità

vuole contribuire a raggiungere attraverso una grande mobilitazione solidale. “Ogni pedalata è un passo per Aurora” è infatti il messaggio che accompagna la manifestazione, pensata non solo come competizione sportiva, ma come occasione concreta per aiutare una famiglia e dimostrare la vicinanza del territorio. L’evento ha coinvolto l’intera cittadinanza: sportivi, famiglie, associazioni e cittadini saranno chiamati a partecipare a una giornata di condivisione e inclusione, dove lo sport diventa strumento di solidarietà.

• (M.M.)

IL TEATRO CHE SEGUE IL CORSO DELL’ACQUA

C’è un teatro che non entra in sala, ma sceglie gli argini, le idrovore, i casoni di campagna e le rive della laguna. Un teatro che attraversa paesi e paesaggi seguendo il corso dell’acqua e delle storie che questi territori custodiscono da secoli. Dal 20 giugno al 5 luglio torna “Scene di Paglia – Festival dei casoni e delle acque”, manifestazione che da 17 edizioni trasforma la Saccisica e parte della Laguna in un grande palcoscenico di uso, capace di unire spettacolo dal vivo, riflessione civile e valorizzazione del territorio. Sedici spettacoli, tre prime assolute, due anteprime nazionali, sei prime regionali, incontri, laboratori, passeggiate teatrali e presentazioni di libri animeranno otto Comuni: Piove di Sacco, Arzergrande, Brugine, Bovolenta, Codevigo, Legnaro, Sant’Angelo di Piove e Chioggia, nuova entrata dell’edizione 2026 insieme a Bovolenta. Piove di Sacco resta il Comune capofila di un progetto sostenuto da Provincia, Regione e Ministero della Cultura, diventato negli anni uno degli appuntamenti culturali più riconoscibili del territorio. Il festival continuerà a portare il teatro fuori dagli

spazi tradizionali, scegliendo luoghi fortemente identitari come casoni rurali e lagunari, corti storiche, musei, ville e impianti idraulici che diventano scenografie naturali per raccontare il presente. Il tema scelto per questa edizione intreccia guerre, identità e acqua, elementi che attraversano gran parte della programmazione e che, nelle intenzioni del direttore artistico Fernando Marchiori, diventano strumenti per interrogare il nostro tempo. L’apertura è fissata per sabato 20 giugno in città al Casone Ramei con un doppio appuntamento. Nel pomeriggio si terrà l’incontro “Coltivare l’acqua”, promosso dall’Autorità di Bacino Distrettuale delle Alpi Orientali, con la partecipazione di Marco Paolini, mentre in serata lo stesso Paolini presenterà “Un sacco di Piove – paesaggi dell’Atlante delle rive”, spettacolo creato appositamente per il festival e dedicato al rapporto tra acqua, territorio e futuro del Veneto. Da lì partirà un itinerario che toccherà l’intera Saccisica e la laguna. A Bovolenta arriverà “Acque interne” di Gianmarco Busetto, racconto teatrale dedicato alla convivenza tra uomini e fiumi; a

Chioggia il Museo Diocesano ospiterà “Bandiera” della compagnia Capotrave, mentre al Teatro Filarmonico di Piove di Sacco salirà sul palco la clown svizzera Gardi Hutter con “GardiZero”. Tra gli appuntamenti più attesi anche “Ilva Football Club”, dedicato alla vicenda dell’acciaieria di Taranto, e “Le Fenicie” di Balletto Civile, spettacolo conclusivo ai Casoni della Fogolana ispirato al testo di Euripide e ai conflitti contemporanei. Spazio anche ai temi dell’identità e delle relazioni umane con lavori come

“TRE” di Annalisa Limardi, che a ronta il tema della diversità attraverso una storia familiare, o “Qualcuno, nessuno, centomila. Pirandello in loop” della Compagnia Mario Perrotta, riflessione sulle maschere dell’io nell’epoca dei social network. Accanto agli spettacoli troveranno posto incontri con artisti e studiosi, laboratori dedicati alle arti sceniche, podcast, percorsi teatrali nelle frazioni e iniziative all’aperto.

“L’edizione dimostra quanto sia importante il lavoro di rete costruito in questi

anni” spiega l’assessora alla cultura di Paola Ranzato, “il festival continua a crescere e ad allargarsi, accogliendo anche nuove realtà. Attraverso il teatro raccontiamo un territorio che vive d’acqua e che nell’acqua ritrova la propria storia e identità”. In caso di maltempo gli spettacoli saranno trasferiti in spazi al coperto. Informazioni e programma completo sono disponibili sui canali u iciali del festival.

• Alessandro Cesarato

PONTELONGO E BIETIGHEIM(BISSINGEN: &2 ANNI DI AMICIZIA, SCAMBI E SOLIDARIETÀ

Cinquantadue anni di amicizia e rapporti tra comunità. Il Comune celebra l’anniversario del gemellaggio con la città tedesca di Bietigheim-Bissingen, avviato u icialmente nel 1974. In occasione del Maggio Pontelongano una delegazione tedesca è arrivata in paese ed è stata accolta in municipio dalla sindaca Lisa Bregantin, in un incontro istituzionale dedicato al rinnovo e al ra orzamento dei rapporti tra le due comunità, tra momenti di confronto e saluti u iciali. Un legame che nel tempo ha superato i confini istituzionali, trasformandosi in uno scambio continuo tra

famiglie, giovani e associazioni. Il percorso, lungo oltre mezzo secolo, è stato reso possibile anche dal costante lavoro dell’Associazione KF, da sempre motore dei rapporti tra i due territori, con scambi culturali, visite reciproche e iniziative condivise. Per l’anniversario sono previste ulteriori attività celebrative dedicate alla storia del gemellaggio e ai valori di pace, solidarietà e integrazione che continuano a caratterizzare il progetto, con uno sguardo rivolto anche alle nuove generazioni.

• (A.C.)

Sintoniz zati sul

Ogni 20 minuti tutte le notizie del Trentino aggiornate in tempo reale.

Ascoltaci in tutto il Veneto in auto sul

SCARICA L’APP

Sintoniz zati sul

Ogni 20 minuti tutte le notizie del Trentino aggiornate in tempo reale.

Ascoltaci in tutto il Veneto in auto sul

SCARICA L’APP

La “Svolta a Nord” e il fragile patto di Roma

Acomplicare il risiko concorrono fattori esterni che spingono per una rapida definizione degli equilibri. Da un lato vi è il costante monitoraggio dei flussi elettorali, dall’altro la pressione esercitata dalle nuove correnti identitarie radicali legate alla nascita di movimenti come “Futuro Nazionale” di Roberto Vannacci, capace di intercettare parte del

dissenso ma guardato con forte prudenza dall’ala più istituzionale e pragmatica del settentrione. Per gli amministratori veneti, la priorità resta la tutela dell’autonomia e il radicamento sul territorio, elementi che hanno storicamente decretato il successo del brand Liga Veneta. Se l’accordo di mediazione interna dovesse reggere, la struttura del partito potrebbe

La Lega alla ricerca di una sintesi tra leadership nazionale e correnti identitarie

evolvere verso un modello a doppia trazione, simile alla storica dinamica della Csu bavarese: una leadership nazionale a iancata

da un forte e autonomo presidio del Nord. Al contrario, se la sintesi dovesse sfumare, il rischio è che il malcontento accumulato nei territori del Nord-Est si addensi attorno ai volti storici della governance regionale. La partita veneta, con le sue tese dinamiche congressuali e i posizionamenti in vista dei futuri appuntamenti elettorali, si conferma il vero termometro della tenuta della Lega.

Il dibattito. Da questo mese dedichiamo le pagine regionali ad un confronto su temi di attualità per il Veneto

STEFANI TIRA DRITTO SULL’ AUTONOMIA:

“SACROSANTE RICHIESTE DAL TERRITORIO”

L’obiettivo resta rafforzare l’efficienza amministrativa e dare risposte più rapide ai cittadini

L’autonomia infiamma il dibattito politico veneto e nazionale su fronti contrapposti. “A chi ci accusa di spaccare l’Italia, rispondiamo con la Costituzione e con le sacrosante richieste del nostro territorio”: con queste parole il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, è intervenuto al termine dell’audizione a Roma davanti alle Commissioni A ari costituzionali di Camera e Senato, nell’ambito dell’esame del disegno di legge sull’autonomia di erenziata. Nel corso del confronto parlamentare, Stefani ha respinto le critiche mosse da alcuni esponenti dell’opposizione, secondo i quali la riforma rischierebbe di creare disparità tra i territori e di introdurre trattamenti di erenti tra i cittadini.

“Ci viene contestato di voler creare privilegi di erenziati, approvare norme non più uguali per tutti e aumentare gli stipendi nella sanità”, ha dichiarato il governatore, sottolineando di aver

ribadito in aula la volontà di tutelare gli interessi dei cittadini veneti.

Secondo Stefani, l’autonomia rappresenta uno strumento per ra orzare l’e icienza amministrativa e garantire risposte più rapide alle esigenze locali.

Tra gli obiettivi indicati dal presidente figurano il sostegno al sistema sanitario, l’aumento dell’attrattività del territorio e una maggiore capacità di intervento in caso di emergenze e calamità naturali.

“L’autonomia è responsabilità”, ha a ermato il governatore, evidenziando come il concetto implichi la capacità di rispondere concretamente delle scelte compiute. “I veneti conoscono bene il significato di questa parola e sono abituati a rendere conto del proprio operato”.

Stefani ha infine rilanciato il tema della valorizzazione del personale sanitario, sostenendo che le Regioni in grado di generare risparmi debbano poter destinare maggiori risorse ai lavoratori del settore. “Se una Regione, risparmiando, può aumentare gli stipendi e ra orzare la previdenza del personale della sanità, è giusto che lo faccia”, ha concluso.

Nei giorni successivi Stefani è tornato a difendere con decisione il percorso verso l’autonomia di erenziata, rivendicando la scelta come opportunità

istituzionale e non come fattore di divisione del Paese. L’occasione è venuta dai rilievi della Fondazione Gimbe emersi durante l’audizione in Commissione A ari costituzionali del Senato sugli schemi di pre-intesa relativi alla riforma, a proposito delle competenze richieste dalle Regioni su tariffe regionali differenziate, gestione autonoma delle risorse statali per edilizia sanitaria e tecnologie, istituzione di fondi sanitari integrativi regionali, assunzioni di personale e riallocazione di risorse nazionali vincolate

La Fondazione Gimbe ha ricordato che la Corte Costituzionale ha chiarito che il trasferimento di funzioni alle Regioni non può essere giustificato in modo generico, ma richiede un’istruttoria puntuale e motivata per ciascuna funzione oggetto di devoluzione, fondata sul principio di sussidiarietà e sulla dimostrazione che l’esercizio regionale sia in grado di perseguire meglio l’interesse pubblico. “Desta forti perplessità – ha detto Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione – che i quattro schemi di pre-intesa siano sostanzialmente

sovrapponibili, nonostante riguardino Regioni con caratteristiche epidemiologiche, demografiche, organizzative e assistenziali profondamente diverse. Prima di attribuire nuove competenze – ha avvertito Cartabellotta – occorre garantire che i diritti già previsti siano realmente esigibili in modo uniforme su tutto il territorio nazionale.

Secondo Stefani il nodo centrale è il miglioramento della sanità regionale, con l’obiettivo di renderla più vicina ai cittadini e più aderente ai bisogni dei territori. “I veneti hanno diritto a una sanità migliore”, ha a ermato, sottolineando come l’autonomia non comporti sottrazione di risorse ad altre regioni ma una diversa organizzazione delle competenze. “Voglio ribadire un principio: equità non significa livellare verso il basso la qualità dei servizi - insiste Stefani -. Stiamo parlando della salute delle persone. La riforma Calderoli non esclude nessuno: ciascuna Regione può scegliere se assumersi più responsabilità o lasciare che a gestire risorse e a prendere decisioni sia Roma. - conclude il presidente della Regione del Veneto - Noi, ancora una volta, faremo gli apripista”.

• (R.R.)

Il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani

Le critiche. I consiglieri regionali Giovanni Manildo, Chiara Luisetto (PD) e Carlo Cunegato (AVS)

“AUTONOMIA, STAGIONE ARCHIVIATA, NUOVA FASE PER IL REGIONALISMO”

Tra le fila dell’opposizione in Consiglio Regionale l’autonomia invocata da Stefani e dal centrodestra è bersaglio di critiche. Per Giovanni Manildo, capogruppo del Partito Democratico e portavoce delle opposizioni, il progetto dell’autonomia di erenziata sarebbe ormai giunto al termine e, con esso, anche una lunga fase politica segnata da promesse rimaste incompiute.

“Siamo alla fine di lunga stagionea erma - segnata dalla inconcludente propaganda della Lega e di Zaia. Quella eterna promessa di un Veneto che avrebbe ottenuto poteri su 23 materie e valanghe di soldi, quel modello, chiacchiere e distintivo, va agli archivi. Non solo perché oggi si sta parlando di sole quattro funzioni, ma perché lo stesso Stefani si dice convinto che a questo schema si agganceranno altre Regioni. Arrivando così alla stessa conclusione di quanto da tempo sosteniamo e indichiamo: ovvero che alcune funzioni possono essere trasferite a

tutte le Regioni a Statuto ordinario”

Per il rappresentante dem, dunque, si chiude una fase politica e se ne apre un’altra, in cui il rapporto tra Stato e Regioni dovrebbe basarsi su una collaborazione più stretta e condivisa, superando i modelli precedenti di autonomia di erenziata.“Parliamo sostanzialmente di nuova stagione del regionalismo, destinato a scrivere una nuova pagina fatta di leale cooperazione fra lo Stato e le Regioni all’insegna di una cooperazione ra orzata”. Chiara Luisetto, consigliere regionale del Pd, intervenuta a Veneto24 aggiunge: “Credo che sia arrivato il momento di smetterla di illudere le persone e sostenere che con l’autonomia risolviamo tutti i problemi economici di questa regione, di un bilancio che non paga adeguatamente il personale e che non fornisce servizi sociosanitari dignitosi alle persone. Penso che sia necessario invece fare un salto di qualità non a parole, ma con i fatti. Questa riforma invece è svuotata perché non stiamo parlando

di una reale redistribuzione di risorse, néstiamo parlando di un’autonomia cooperativa. E’ piuttosto un’autonomia che spacchetta e divide il paese e che sembrerebbe voler creare disuguaglianze, però senza dare sostanza a una legge, ad un’autonomia che è stata promessa per decenni. Inoltre è stata considerata incostituzionale, perché, lo ricordiamo, la legge Calderoli è stata su sette punti svuotata dalla dalla pronuncia della Corte Costituzionale. Rischiamo davvero una divisione del Paese non corretta e non sana”.

“Avevo chiesto al presidente Stefani di venire in Aula a spiegare ai veneti cosa sta succedendo con l’Autonomia di erenziata”, ha dichiarato Carlo Cunegato, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra in un intervento in Consiglio regionale. “Di recente è emerso - ha aggiunto il consigliere - che perfino i 300 milioni per la sanità promessi lo scorso anno da Luca Zaia, altro che i nove decimi delle tasse, sarebbero spariti dall’intesa firmata a febbraio. Senza

trasparenza una democrazia diventa zoppa, mutilata”. “Abbiamo interrogazioni a risposta immediata scadute da gennaio; di fatto sono trascorsi cinque mesi, ma il regolamento prevede 15 giorni” ha puntalizzato Cunegato-. Ci sono interrogazioni a risposta scritta scadute a dicembre. Ho chiesto dati sui

medici gettonisti nei Pronto Soccorso a gennaio, sollecitando più volte: ancora niente. I Pronto Soccorso veneti sono in grave crisi e abbiamo bisogno di capire cosa sta succedendo. Sono stato eletto per avere accesso ai dati, per capire come funziona la sanità che vale l’80% del bilancio regionale”.

LA CGIL: “NON SI TRATTA DI RISPOSTE A BISOGNI TERRITORIALI MA DI SCELTE POLITICHE”

Presente alla Commissione A ari Costituzionali della Camera con il segretario confederale Christian Ferrari e il responsabile delle riforme istituzionali Florindo Oliverio la Cgil bocca il percorso delle intese preliminari su alcune materie. “Stiamo parlando di “protezione civile”, di “professioni”, di “previdenza complementare e integrativa”, di “tutela della salute”: materie che incidono direttamente sui diritti delle persone, - sottolineano i sindacalisti - sulla qualità del lavoro e sulla coesione e unitarietà del sistema pubblico. Basti pensare alla protezione civile: in un tempo segnato dall’emergenza climatica e dall’aumento degli eventi estremi, davvero si può sostenere che si tratti di una funzione

da frammentare ulteriormente, sottraendola a una forte regia nazionale e assegnandola in via esclusiva a questa o quella Regione? E lo stesso vale per la sanità. Attribuire ulteriori margini di autonomia in questa materia significa: accentuare la frantumazione del Servizio sanitario nazionale; indebolire i principi di universalità e uguaglianza dei diritti sociali; rendere ancora più profondi gli attuali – insostenibili – divari territoriali. La salute delle cittadine e dei cittadini non può dipendere dal luogo di nascita o di residenza. E non meno rilevanti sono i rischi nelle altre materie oggetto di devoluzione. Sulle professioni, il pericolo è quello di incrinare l’unità del mercato del lavoro nazionale, creando una giungla di regimi giuridici

diversi, vincoli, disparità e barriere localistiche. La Corte ha chiarito che qualsiasi ulteriore forma di autonomia deve essere giustificata da specificità concrete di ogni singola Regione. Nelle intese preliminari, questa specificità – come sottolineato da più parti durante queste audizioni – semplicemente non esiste: i testi sono identici, le richieste regionali assolutamente uguali e le motivazioni completamente generiche. Questo dimostra che non si tratta di risposte mirate a bisogni territoriali specifici, supportate da un’istruttoria oggettiva e scientificamente fondata, ma di una scelta puramente politica e ideologica: sostanzialmente, un atto di fede che non necessita né di spiegazioni né di motivazioni.

tutte le notizie del Trentino

Chiara Luisetto Giovanni Manildo

L’intervento. Il senatore Udc: “Dobbiamo avere il coraggio di costruire istituzioni più moderne e capaci”

DE POLI E L’AUTONOMIA: “E’ UNA SFIDA DI RESPONSABILITÀ PER RAFFORZARE IL PAESE”

“Per troppo tempo il dibattito sull’autonomia di erenziata

è stato raccontato come uno scontro tra chi vuole dividere l’Italia e chi vuole difenderne l’unità. È una rappresentazione semplicistica che non aiuta a comprendere la vera questione: l’autonomia serve per rendere le istituzioni più e icaci e più vicine ai cittadini”.

Il senatore Antonio De Poli (Udc) interviene sul dibattito di questi giorni e a erma che la recente audizione del presidente del Veneto Alberto Stefani “ha riportato il confronto sul terreno giusto, quello della responsabilità. Principio che non solo condivido in pieno, - aggiunge il senatore ma da cui vorrei partire, l’autonomia non è una bandiera ideologica né una mera rivendicazione identitaria. È uno strumento per migliorare il funzionamento dello Stato, rendere più e icaci le amministrazioni e costruire servizi più vicini alle esigenze dei cittadini e delle cittadine.

Per questo ho accolto con favore la decisione della Corte Costituzionale che ha

dichiarato inammissibile il referendum abrogativo sulla legge Calderoli. La Consulta ha ricordato che il percorso dell’autonomia rientra pienamente nel quadro costituzionale e che il confronto politico non può trasformarsi in un pregiudizio verso una riforma prevista dalla nostra Carta”.

De Poli richiama il referendum del 2017, con il quale oltre 2,3 milioni di veneti hanno chiesto più autonomia attraverso un referendum consultivo. “L’espressione democratica di una comunità che chiede di poter contribuire in modo più diretto all’organizzazione dei servizi e delle politiche pubbliche. Un mandato politico e istituzionale che merita rispetto. L’esperienza del Veneto dimostra che autonomia e unità nazionale non sono concetti in contrapposizione, al contrario possono ra orzarsi reciprocamente se l’obiettivo resta quello di o rire servizi migliori ai cittadini e rendere più e iciente l’azione pubblica. Naturalmente l’autonomia non può essere interpretata come una corsa solitaria delle Regioni più forti. L’Italia è una e indivisibile.

Ma proprio perché crediamo nell’unità del Paese dobbiamo avere il coraggio di costruire istituzioni più moderne e più capaci di rispondere ai bisogni dei territori, nel solco di quel principio di sussidiarietà che invita ad avvicinare le decisioni ai cittadini ogni volta che questo può migliorare la qualità dei servizi”. Il senatore porta l’esempio della sanità e si chiede; “Se una regione riesce a

organizzare i servizi in modo e iciente, ridurre gli sprechi e liberare risorse, perché non dovrebbe poter reinvestire quei risparmi per valorizzare medici, infermieri e operatori sanitari? In una fase in cui la carenza di personale rappresenta una delle principali emergenze del sistema sanitario nazionale, poter rendere più attrattivi gli ospedali e i servizi territoriali significa o rire una

risposta che tenga presente le esigenze territoriali e cittadine”. Gli stessi presupposti valgono, continua De Poli, per la protezione civile, il lavoro e la formazione professionale. “Ecco che ritorniamo proprio al tema della responsabilità, riuscire a mettere l’e icienza al servizio dei cittadini, governando in modo più diretto. Sapendo che più competenze comportano più responsabilità, trasparenza e una più chiara valutazione dei risultati ottenuti. A questo proposito - continua - esistono principi che non possono essere messi in discussione. I livelli essenziali delle prestazioni (LEP) devono essere garantiti in ogni parte del Paese. La solidarietà nazionale resta un pilastro irrinunciabile della Repubblica. L’autonomia è una grande occasione per l’Italia perché saprà premiare la buona amministrazione, responsabilizzare chi governa e migliorare concretamente la qualità dei servizi. La sfida non è trasferire competenze da Roma ai territori, ma utilizzare quelle competenze per dare risposte più rapide”.

Il senatore Udc Antonio De Poli

L’intervista. Francesco Rucco, vice presidente del Consiglio regionale, Fratelli d’Italia, ex sindaco di Vicenza

“ALTA VELOCITÀ: SERVE IL CORAGGIO

DI DECIDERE UNA VOLTA PER TUTTE”

Francesco Rucco, lei è stato a lungo sindaco di Vicenza e presidente della Provincia, oggi è vice presidente del Consiglio Regionale: c’è una sfida imminente che la città si accinge ad a rontare, e che poi toccherà a tutto il resto del Nord-Est: quella dell’Alta Velocità. Dal suo punto di vista, si rischia un pantano burocratico e operativo?

Secondo me l’attuale sindaco Possamai sta di fatto rallentando l’opera per evitare di prendere decisioni nette. Credo che lo abbiano capito anche i vicentini: l’obiettivo è non fare scelte impopolari in vista delle elezioni del 2028, per evitare contraccolpi sul risultato elettorale. Bisogna però considerare che sono già passati tre anni, ne passeranno altri cinque e l’opera in città ancora non è arrivata. Parliamo di un cantiere che durerà oltre dieci anni nel tessuto cittadino, portando un disagio enorme. Chi fa l’amministratore non può fare calcoli elettorali, deve avere il coraggio di a rontare la situazione e decidere una volta per tutte. Abbiamo ancora la possibilità di scegliere come il treno uscirà dalla stazione di Vicenza

verso Padova, incidendo quindi anche sul territorio padovano. Stiamo lavorando per sbloccare la situazione, ma credo che entro l’autunno una decisione definitiva vada presa.

La presidente di Confindustria Vicenza ha spiegato che siamo ormai al terzo anno di “decrescita infelice” della produzione industriale. In questo scenario economico, che ruolo sta avendo e può avere la Regione?

La Regione ha un ruolo fondamentale, e lo dimostra anche la recente e importante nomina di Massimo Giorgetti — già assessore regionale veronese — alla presidenza di Veneto Sviluppo. Veneto Sviluppo è la finanziaria che sostiene le nostre aziende. In questi anni è rimasta un po’ troppo ferma e deve riprendere il ruolo centrale del passato, immettendo liquidità e denaro dove necessario per sostenere imprese che oggi sono in netta di icoltà. Il Veneto non è più quello di venti o trent’anni fa, sta so rendo. Durante la campagna elettorale ho visitato almeno un centinaio di aziende e continuo a farlo tuttora; pochi giorni fa ero in un’azienda casearia di livello

internazionale. La richiesta che arriva unanimemente dal mondo produttivo è chiara: meno burocrazia e più elasticità. Da questo punto di vista, il presidente Stefani e l’assessore Bitonci hanno aperto tavoli strategici per la sburocratizzazione. Sul fronte dei trasporti, inoltre, dopo la Pedemontana è vitale ragionare sull’A31 e sul collegamento a nord con l’Europa: non è solo un raccordo verso Trento, ma un’apertura commerciale, imprenditoriale e turistica verso l’Europa centrale e del Nord che sarebbe una manna dal cielo per l’economia veneta.

Spostandoci sul fronte politico, come si spiega l’alto consenso di tanti vicentini verso figure come Vannacci, Valdegamberi o Joe Formaggio? Sicuramente Vannacci rappresenta l’elemento di novità. Quando si apre uno spazio politico nuovo, com’era accaduto a suo tempo con il Movimento Cinque Stelle, si attirano inevitabilmente quelle persone che non hanno trovato risposte o spazio nei partiti classici. Si tratta di un fenomeno che non va sottovalutato, ma di cui bisogna comprendere a fondo il messaggio. Devo dire che alcune delle

posizioni che Vannacci sta esprimendo sono un po’ contraddittorie: sul tema del femminicidio, ad esempio, le sue dichiarazioni non mi trovano a atto d’accordo. Come si trova in questa nuova veste da consigliere regionale dopo tanti anni passati a fare il sindaco e cosa significa aver ricevuto un così alto numero di consensi?

Fare il sindaco è, a mio avviso, il ruolo più bello in assoluto in politica. C’è un legame viscerale: è la tua città, la ami naturalmente e ti trovi a lavorare ogni giorno per il tuo territorio e per la tua comunità. Il Consiglio regionale rappresenta una realtà completamente diversa. È un’assemblea legislativa, il cui approccio assomiglia molto a quello del Parlamento italiano, un vero e proprio “Parlamento veneto” che lavora sulla produzione delle leggi regionali. Devo dire, però, che il livello dei componenti di questo consiglio è molto alto e l’aula è composta da amministratori di ottimo spessore. Il risultato elettorale è un bellissimo risultato, frutto di un lavoro capillare e costante svolto sul territorio a stretto contatto con i cittadini.

Consiglio Provinciale, si impone lo schieramento di centrodestra,

alta l’affluenza al voto

VIOLENZA DI GENERE, LANZARIN: “PREVENZIONE E FORMAZIONE CONTRO UN FENOMENO PERVASIVO”

E“I’ il centrodestra ad imporsi alle elezioni per il nuovo Consiglio della Provincia di Padova con oltre il 61% delle preferenze e 10 seggi. Il voto, espresso in modo esclusivo da Sindaci e Consiglieri comunali in carica, ha registrato un’altissima a luenza alle urne: hanno infatti votato ben 1.122 elettori sui 1.380 aventi diritto, un dato finale pari all’81,30% del corpo elettorale. Il meccanismo normativo del voto ponderato, calcolato attribuendo pesi specifici e indici differenziati in base alle diverse fasce demografiche

l Veneto può contare su una rete antiviolenza solida e strutturata, composta da 25 Centri Antiviolenza, 42 Case Rifugio e 37 Sportelli. Tuttavia, i dati ci confermano che la violenza contro le donne resta un fenomeno pervasivo e che c’è ancora molto lavoro da fare sul fronte della prevenzione e della promozione di una cultura del rispetto”. Manuela Lanzarin (Lega-Liga Veneta), presidente della Quinta Commissione, interviene con forza sul tema della violenza di genere e sull’attività dell’Osservatorio regionale permanente.

I dati Istat tracciano un quadro drammatico: il 31,7% delle donne tra i 16 e i 70 anni ha subito una forma di violenza nel corso della propria vita. Una realtà che bussa ogni giorno alle porte dei servizi territoriali: nel solo 2024, i Centri Antiviolenza e gli Sportelli veneti hanno registrato 8.366 contatti, prendendo in carico e accompagnando 3.780 donne. In questo contesto diventa centrale il lavoro dell’Osservatorio regionale, nato grazie a un voto condiviso da tutte le forze politiche. Durante la seduta della Quinta Commissione,

dei Comuni, ha decretato la netta a ermazione della lista “Centrodestra per Padova e Provincia”. La coalizione vincente, che ha riproposto alcuni consiglieri uscenti accanto a nomi nuovi, ha ottenuto il 61,38% dei consensi complessivi, raggiungendo una cifra elettorale finale pari a 51.889 voti ponderati. Alla seconda forza politica in campo, l “Tutta la Provincia uniti per il territorio”, è andato il restante 38,62% delle preferenze, corrispondente a 32.651 voti ponderati. Sulla base di questi conteggi formali, i 16 seggi previsti per

comporre l’assemblea di Palazzo Santo Stefano sono stati proporzionalmente ripartiti in 10 seggi alla lista di centrodestra e 6 seggi all’altra formazione. Il nuovo Consiglio Provinciale risulta dunque u icialmente composto dai consiglieri elencati per voti di preferenza ponderati, fra loro diversi sindaci: Michele Sigolotto (7.617 voti), Davide Moro (5.471), Luigi Sabatino (5.367), Moreno Giacomazzi (5.046), Umberto Perilli (4.686), Elena Pagetta (4.122), Stefano Agujari Stoppa (4.113), Sofia Pinato (4.040), Enrico Perusin (4.026), Stefano Baraldo (3.993),

la presidente Roberta Ruggeri ha illustrato il bilancio dei primi sei mesi e le prossime iniziative. L’obiettivo è duplice: monitorare il fenomeno attraverso dati scientifici, grazie a un protocollo con l’Università di Padova, e far crescere una consapevolezza di usa. “La formazione rappresenta uno strumento fondamentale – sottolinea Lanzarin – e dovrà coinvolgere avvocati, assistenti sociali, personale sanitario, giornalisti e personale scolastico”. Il prossimo passaggio sarà l’esame della relazione in Consiglio regionale.

tutte le notizie del Trentino

Manuela Lanzarin
Francesco Rucco
Vincenzo Gottardo (3.896), Bruno Cacciavillani (3.823), Enrico Turrin (3.801), Marco Concolato (3.799), Massimo Cavazzana (3.673) ed Emanuela Gastaldello (3.365).
Il nuovo Consiglio della Provincia di Padova

TI PIACEREBBE FAR

Sintoniz zati sul

Ogni 20 minuti tutte le notizie del Trentino aggiornate in tempo reale.

ESPANSIONE?

CERCHIAMO TE!

Despar Nord investe sul Veneto

Ioccupazione e presenza sul territorio

l Veneto si conferma un’area strategica per Despar Nord che, nel 2025, ha consolidato la propria presenza in regione con un percorso capace di coniugare crescita economica, sviluppo territoriale e attenzione alle comunità locali. Accanto ai risultati commerciali, orzato il proprio ruolo sociale attraverso iniziative dedicate all’inclusione, all’educazione e alla valorizzazione delle eccellenze del territorio. el corso dell’anno Despar Nord ha destinato oltre 160 mila euro ad attività sociali, culturali ed educative realizzate con associazioni, scuole, istituzioni e realtà locali. Tra i progetti più significativi, la collaborazione con la Cooperativa Vite Vere Down Dadi, con cui l’azienda ha promosso percorsi di integrazione sociale e opportunità lavorative per persone con disabilità, coinvolgendo direttamente anche alcuni punti vendita. È proseguita inoltre la partnership con

Sintoniz zati sul

Ogni 20 minuti tutte le notizie del Trentino aggiornate in tempo reale.

che

DESPAR NORD RAFFORZA IL LEGAME CON IL VENETO: CRESCITA, FILIERE LOCALI E SOSTEGNO AL TERRITORIO

coinvolte nell’iniziativa. Oggi sono 81 le micro-realtà artigiane venete presenti sugli sca ali dei punti vendita, alle quali si aggiungono 41 produttori regionali per un totale di oltre mille referenze provenienti dal Veneto. Un modello che sostiene le filiere corte e valorizza i piccoli produttori.

U n percorso di crescita confermato

di euro con un incremento dell’1,49% rispetto al 2024. Sul territorio sono stati investiti oltre 24,5 milioni di euro per il potenziamento della rete vendita, che oggi in Veneto conta 155 punti vendita di cui 81 a gestione diretta e 74 a iliati. È cresciuta anche l’occupazione, con 324 fra nuove assunzioni e stabilizzazioni contrattuali che portano a 4.287 il numero complessivo dei collaboratori

SCARICA L’APP

VENETO2 4

TUO SMARTPHONE

AAscoltaci in tutto il Veneto in auto sul

proposito di persone, Despar Nord ha celebrato anche in Veneto i “Giubilei”, l’appuntamento annuale dedicato ai collaboratori e alle collaboratrici con importanti anzianità di servizio e che hanno raggiunto la pensione. L a cerimonia per il Veneto si è svolta nelle scorse settimane a Villa di Montruglio, a Barbarano Vicentino, coinvolgendo complessivamente 378 persone: 41 pensionati e 337 collaboratori premiati per traguardi professionali compresi tra i 15 e i 40 anni di attività in azienda. Nata oltre vent’anni fa, l’iniziativa rappresenta per Despar Nord un momento di riconoscimento dell’esperienza e della professionalità maturate nel tempo dai propri collaboratori e collaboratrici. Per l’azienda, celebrare questi percorsi significa perciò valorizzare il contributo che ogni persona ha dato alla crescita di Despar Nord e al consolidamento del legame con il territorio, confermando al tempo stesso l’impegno nello sviluppo occupazionale nelle regioni in cui opera.

lo scorso anno nel solo Veneto ha Despar Nord e il tessuto agroalimentare

AL TUO SERVIZIO

Sintoniz zati sul

OLTRE TRENT’ANNI PER RENDERE OGNI

TRASLOCO SEMPLICE, SICURO E SENZA STRESS

Traslochi professionali e puntuali per privati e aziende dal 1990

Dal 1990 Rocco Traslochi off re traslochi professionali per privati e aziende, con organizzazione precisa, attrezzature adeguate e rispetto dei tempi. Un servizio affi dabile che

Ogni 20 minuti tutte le notizie del Trentino aggiornate in tempo reale.

facendo. Non basta un furgone e qualche paio di braccia: serve metodo, esperienza e la capacità di gestire l’imprevisto senza perdere la bussola. Dal 1990, Rocco Traslochi è quella certezza per privati e aziende in cerca di un servizio professionale, puntuale e pensato L’improvvisazione non fa parte del vocabolario aziendale. Quello che conta è la chiarezza: sapere cosa si farà, quando e come, senza lasciare nulla al caso. Lo staff di Rocco Traslochi opera con attrezzature professionali e un metodo collaudato negli anni. Gli imballaggi sono scelti e realizzati per proteggere ogni tipo di bene, dalla libreria di fami- glia alle attrezzature d’uffi cio, dai soprammobili più delicati agli archivi aziendali. La movimentazione avviene con attenzione e tinteggiature interne/esterne PREZZI MODICI PREVENTIVI GRATUITI Tel. 347 2767046 www.pittoremoroandrea.it su misura per

decine di aziende che hanno po- tuto riaprire i battenti il giorno dopo il trasloco senza ritardi né sorprese. Quella reputazione si costruisce nel tempo, un lavoro alla volta, con costanza e attenzione — e Rocco Traslochi l’ha consolidata esattamente così: facendo bene, ogni volta, senza le risorse alle richieste concrete del cliente. In un settore dove le brutte sorprese sono dietro l’angolo — danni, ritardi, comunicazioni vaghe, preventivi che lievitano — la diffe- renza la fa chi ha investito anni a costruire un metodo davvero af- fi dabile. La conoscenza approfondita del territorio, l’esperienza scorciatoie. Non esistono due traslochi uguali. Cambiano gli spazi, le distan- ze, le priorità, le fragilità da gestire — fi siche ed emotive. Per una famiglia, traslocare può signifi care lasciare la casa in cui sono cresciuti i fi gli, oppure varcare per la prima volta la soglia di un appartamento tutto nuovo, con tutto il carico di aspettative e tensioni che questo comporta. Per un’azienda, invece, ogni ora di fermo operativo è un costo reale: i tempi devono essere certi, le scadenze rispettate, la continuità lavorativa garantita fi n dal nella gestione delle criticità logistiche e la capacità di mantenere le promesse fatte sono il vero valore aggiunto di Rocco Traslo- chi. Non si tratta solo di muovere oggetti da un posto all’altro: si tratta di prendere in carico qualcosa di importante per il cliente e restituirglielo

L’APP

adattando ogni volta l’approccio e nuovo capitolo della loro vita,

Ascoltaci in tutto il Veneto in auto sul

Frutta e Verdura fresca di Qualità

Via Vittorio Emanuele III, 38 Codevigo (PD) - 3401847020

Dal nostro orto alla tua tavola, con amore e freschezza!

Produzione e vendita con posa di Lapidi - Loculi - Monumenti

Sede e lavorazione: Codevigo (Pd) Via Garubbio 9

Esposizione: Chioggia (Ve) Campo Marconi 165 www.venetatombstone.it Cel. 348 8283216

Sintoniz zati sul

Apoco più di due settimane dall’attivazione, il numero europeo armonizzato 116117 sta già entrando nelle abitudini dei cittadini padovani. Il servizio, operativo dal 19 maggio nel territorio dell’Ulss 6 Euganea, ha infatti registrato oltre 6.800 chiamate nei primi quattordici giorni di attività, confermando l’interesse e la necessità di uno strumento dedicato alle esigenze sanitarie non urgenti.

Il 116117 rappresenta una delle principali novità introdotte nel sistema sanitario territoriale. Si tratta del numero telefonico gratuito che permette ai cittadini di entrare in contatto con la continuità assistenziale, ottenere informazioni sui servizi sanitari e ricevere indicazioni appropriate quando il problema di salute non richiede l’intervento immediato del Pronto Soccorso.

I dati raccolti nelle prime due settimane mostrano una media di quasi 500 chiamate al giorno, con picchi particolarmente elevati nelle fasce orarie serali e durante i fine settimana, quando gli ambulatori dei medici di medicina generale sono chiusi. Un risultato che evidenzia come il servizio stia rispondendo a un’esigenza concreta della popolazione, offrendo un punto di riferimento unico per orientarsi all’interno della rete sanitaria. Attraverso il 116117 è possibile contattare il servizio di continuità assistenziale, ex guardia medi-

ca, ricevere informazioni su medici di famiglia e pediatri di libera scelta, ottenere indicazioni sulle farmacie di turno e sugli altri servizi sanitari presenti sul territorio. Il numero non sostituisce invece il 118 o il 112 per le emergenze e le urgenze, che continuano a rappresentare il riferimento per tutte le situazioni che richiedono un intervento immediato. L’introduzione del servizio rientra nel percorso di riorganizzazione dell’assistenza territoriale promosso a livello nazionale e regionale, con l’obiettivo di semplificare l’accesso ai servizi sanitari e ridurre gli accessi impropri ai Pronto Soccorso. Il sistema consente infatti di indirizzare il cittadino verso la risposta più adeguata al proprio bisogno, evitando sovraccarichi alle strutture di emergenza per problematiche che possono essere gestite in altri contesti assistenziali.

I numeri registrati nelle prime settimane testimoniano una risposta positiva da parte della popolazione di Padova e provincia. Per questo l’Ulss Euganea invita i cittadini a ricordare e utilizzare il 116117 ogni volta che si presenta un problema sanitario non urgente o quando si ha bisogno di informazioni e orientamento all’interno del sistema sanitario. Un servizio destinato a diventare sempre più centrale nella gestione dell’assistenza territoriale e nel rapporto quotidiano tra cittadini e sanità pubblica.

Quasi 7 mila chiamate in due settimane al 116117, il

nuovo

numero sanitario entra nelle abitudini dei cittadini

“Ho provato il 116117 e vi racconto com’è andata”
• di Nicola Stievano

Sono una delle circa settemila persone che hanno composto il numero unico 116117 per le richieste sanitarie non urgenti in Veneto nelle prime settimane di attività. Il Numero Europeo Armonizzato, che di fatto dal mese scorso rappresenta l’accesso al servizio di continuità assistenziale - l’ex guardia medica - ma anche il punto di prima informazione di carattere sanitario, è gratuito e raggiungibile sia dal telefono fisso che dal cellulare. Ma veniamo alla mia personale esperienza proprio nei primi giorni di avvio del nuovo numero unico. Dopo una notte pressoché insonne a casua di un insistente dolore ad un orecchio, di buon mattino, alle 6.50 per la precisione, ho composto il 116117 per chiedere l’eventuale assistenza della guardia medica, visto che era sabato. L’attesa è durata qualche istante e la risposta pressoché immediata. Sono stato messo in comunicazione con una giovane donna che ha raccolto la mia segnalazione e i miei dati. Dopo avermi fatto qualche domanda per completare il quadro mi ha

spiegato che avrebbe girato la segnalazione alla continuità assistenziale del mio distretto dell Ulss 6 e che sarei stato contattato direttamente dal medico. Mi ha raccomandato infine di rispondere anche ad un eventuale numero privato. Da quel momento è iniziata l’attesa ma non è stato un problema visto che non si trattava di un’urgenza, per la quale altrimenti avrei agito diversamente. La telefonata è arrivata dopo mezz’ora, da un numero privato in effetti. Il medico aveva le informazioni lasciate al numero unico e, dopo qualche altra domanda, mi ha dato appuntamento all’ambulatorio della continuità assistenziale alle 10.45. Anche in questo caso l’attesa davanti all’ambulatorio è durata pochi istanti. Dopo una breve visita il medico ha prescritto la cura e sono tornato a casa. L’esperienza pertanto è stata positiva, con attese ridotte, nessun disguido e con un riscontro immediato e positivo. Se il servizio confermerà questa prima impressione rappresenterà senz’altro un passo avanti nel rendere più semplice il rapporto tra assistenza sanitaria e cittadini.

Ospedali. Più continuità assistenziale, meno accessi impropri ai Pronto Soccorso

Accordo tra Regione e medici di base: Case di Comunità aperte 24 ore su 24

La Regione Veneto e i sindacati dei medici di medicina generale hanno raggiunto un accordo destinato a rendere pienamente operative le Case di Comunità, strutture considerate uno dei cardini della riorganizzazione della sanità territoriale. L’intesa è stata definita al termine di un incontro svoltosi a Venezia tra il presidente della Regione Alberto Stefani, l’assessore alla Sanità Gino Gerosa, il direttore dell’Area Sanità e Sociale Giancarlo Ruscitti e le rappresentanze sindacali dei medici di famiglia. Mentre a livello nazionale la trattativa è ancora in fase critica, la Regione Veneto per prima in Italia raggiunge un accordo e funge da modello nazionale. L’obiettivo è rafforzare la medicina di prossimità e garantire una presenza stabile dei professionisti sanitari all’interno delle Case di Comunità, trasformandole in un punto di riferimento per i cittadini. I dettagli tecnici dell’accordo sono ancora in fase di definizione, ma il modello organizzativo è stato delineato. «Il Veneto si conferma un laboratorio di buone pratiche e un modello per il resto del Paese», ha dichiarato il presidente Stefani. «Fin dall’inizio abbiamo immaginato le Case di Comunità come il cuore della medicina territoriale, luoghi in cui i cittadini possano trovare assistenza continua e vicina ai loro bisogni».

L’accordo prevede che i medici di medicina generale convenzionati, inseriti nelle Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT), garantiscano la loro presenza nelle Case di Comunità dal lunedì al venerdì, nella fascia oraria

compresa tra le 8 e le 20. Nelle ore restanti sarà invece assicurato dai medici della continuità assistenziale, consentendo così alle strutture di rimanere operative 24 ore su 24. Per i medici con incarico a regime orario viene confermato l’impegno di 38 ore settimanali all’interno delle Case di Comunità, con attività prevalente nelle ore notturne e durante i fine settimana, contribuendo a rafforzare la copertura assistenziale nelle fasce orarie non coperte dai medici di famiglia. L’intesa prevede inoltre la possibilità, per entrambe le categorie di professionisti, di svolgere da sei a dieci ore aggiuntive settimanali, retribuite con un compenso di 60 euro lordi all’ora. Durante questi turni i medici potranno assistere non soltanto i propri assistiti, ma tutti i cittadini che accederanno alle strutture. Secondo l’assessore regionale alla Sanità, Gino Gerosa, l’accordo rappresenta un passaggio fondamentale per dare concreta attuazione a uno dei progetti strategici della sanità veneta. Le Case di Comunità, ha sottolineato, avranno il compito di intercettare i bisogni assistenziali prima che si trasformino in emergenze o richiedano il ricorso agli ospedali. L’obiettivo della Regione è ridurre gli accessi impropri ai Pronto Soccorso e garantire una maggiore vicinanza ai cittadini, in particolare alle persone fragili e ai pazienti cronici. Un risultato raggiunto attraverso il confronto con i rappresentanti dei medici di famiglia e la definizione di un modello organizzativo che punta a rendere la sanità territoriale più accessibile e capillare.

In Oncologia il make-up aiuta i pazienti a sentirsi meglio

Migliorare la qualità della vita dei pazienti oncologici prima, durante e dopo le cure. È questo l’obiettivo di “Esteticamente DH”, progetto giunto alla seconda edizione e ospitato nei giorni scorsi nell’Unità operativa di Oncologia degli Ospedali Riuniti Padova Sud dell’Ulss 6 Euganea. L’iniziativa è stata organizzata con il supporto di una squadra di specialisti e si è articolata in due momenti distinti. La prima parte, aperta anche ai familiari, è stata dedicata all’informazione e al confronto. Durante gli incontri sono stati illustrati gli effetti delle terapie su pelle e mucose, con suggerimenti pratici per affrontare al meglio i disagi legati alle cure e consigli utili per la gestione quotidiana. Non è mancato uno spazio dedicato alle domande e alla condivisione delle esperienze dei pazienti. La seconda fase, riservata agli assistiti, ha trasformato alcune stanze del reparto in una “Temporary Beauty SPA”. Qui sono stati proposti massaggi a viso e mani, riflessologia plantare e consulenze personalizzate dedicate all’immagine, al trucco cor-

rettivo, all’armocromia e alla cura dei capelli. «In una delle stanze solitamente dedicate alle terapie, e che per l’occasione cambiano veste, si eseguono massaggio viso e mani e riflessologia plantare, con un operatore dedicato per ogni paziente», ha spiegato la dottoressa Laura Merlini, direttore della struttura. «Tutte queste attenzioni danno la connotazione di “coccola” alla parte pratica». Le indicazioni fornite durante il laboratorio sono state condivise con il personale sanitario coinvolto nel progetto, con l’obiettivo di aiutare i pazienti a vivere il percorso di cura in modo più consapevole e partecipato. «Lo scopo dell’evento, che rappresenta un valore aggiunto alla nostra quotidianità, è quello di informare le pazienti per migliorare il loro benessere e far vivere l’ospedale non solo come luogo di cura, ma anche come spazio in cui ci si prende cura della persona a tutto tondo», ha aggiunto la dottoressa Merlini, ringraziando la Fondazione Altre Parole per il sostegno all’iniziativa già avviata lo scorso anno a Piove di Sacco e ora estesa ai due poli ospedalieri.

La tecnologia che

cura: come

GPI sta cambiando la sanità digitale italiana

Gche sviluppa software, servizi e tecnologie per la sanità. Con 7.800 persone, oltre 9.000 clienti tra strutture pubbliche e private e una presenza in più di 70 Paesi, è uno dei principali attori europei nella trasformazione digitale dei sistemi sanitari. I numeri del 2025 - 546 milioni di euro di ricavi, in progressivo aumento - raccontano un’azienda che sta trasformando decenni di esperienza in crescita concreta.

Ma i numeri da soli dicono poco. Ciò che distingue GPI è la visione che orienta ogni scelta: la tecnologia in sanità non serve a sostituire i medici né a complicare il lavoro degli operatori o l’esperienza dei pazienti.

Serve a rimuovere gli ostacoli burocratici e informativi che oggi rallentano le cure, sprecano risorse e rendono più dif prendere decisioni cliniche nel momento giusto. Un approccio che si declina lungo l’intero percorso di cura: dall’ospedale al no all’assistenza a domicilio del ciale non è una componente che si aggiunge ai sistemi esistenti, bensì si integra direttamente negli strumenti che medici e specialisti usano ogni giorno. Le applicazioni spaziano dal riconoscimento vocale dei segnali precoci di patologie cardiovascolari, neurodegenerative o di burnout negli operatori, a modelli probabilistici che supportano i centri di prenotazione nell’ottimizzare le liste d’attesa, fno a sistemi predittivi che anticipano con elevata precisione i picchi di accesso al pronto soccorso. Un impegno che GPI ha formalizzato anche sul piano internazionale, essendo tra i primi operatori ad aver ottenuto la certifcazione ISO/IEC 42001, lo standard che defnisce i requisiti per un uso etico e trasparente dell’intelligenza artifciale.

20 piede 270x65

La stessa attenzione si ritrova sul fronte della sicurezza dei dati sanitari, una questione che tocca direttamente ogni cittadino. GPI ha scelto di aderire con convinzione a Intacture, un progetto di partenariato pubblico-privato che ha pochi equivalenti in Europa: un data center ricavato all’interno di una miniera attiva in Trentino, dove la roccia garantisce sica naturale e il raffrescamento passivo della montagna abbatte i consumi energetici. Un’infrastruttura progettata per garantire elevati standard di sicurezza, continuità operativa e sovranità del dato, temi sempre più centrali nella gestione delle informazioni sanitarie.

Trasformare la sanità attraverso la tecnologia è un lavoro lungo, fatto di competenze accumulate nel tempo e di scelte strategiche. Con oltre 35 anni di attività, GPI continua a investire nello sviluppo di soluzioni digitali per la sanità, rafforzando la propria presenza sia in Italia sia sui mercati internazionali, con visione e sguardo rivolto al futuro.

Accesso

Sintoniz zati sul

Sintoniz zati sul

Ogni 20 minuti tutte le notizie del Trentino aggiornate in tempo reale.

Ascoltaci in tutto il Veneto in auto sul

SCARICA L’APP

Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
lapiazza del piovese - giugno26 by LaPiazza give emotions - Issuu