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laPiazza del Piovese - Aprile26

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Il bosco di via Keplero dedicato alle Aquile Randagie

Trasporto pubblico e biglietto unico, l’assessore Ruzza traccia il percorso

PARADOSSO VENETO, TRA LAVORO POVERO

Il Veneto sta attraversando una stagione di pragmatismo politico che sembra voler mandare in so itta decenni di veti incrociati e dossier impolverati. Se fino a poco tempo fa parlare di gestione autonoma delle autostrade o del completamento della Valdastico Nord appariva come un esercizio di retorica elettorale destinato a scontrarsi con il muro della burocrazia romana o delle resistenze locali, oggi lo scenario è radicalmente mutato. Il cambio di passo impresso da Alberto Stefani, in stretta sinergia con il Ministero delle Infrastrutture guidato da Matteo Salvini, ha trasformato queste “eterne incompiute” in obiettivi a portata di mano, delineando un modello di governance territoriale che fa della concretezza la sua cifra distintiva. Il caso della holding autostradale regionale è emblematico. Per anni il controllo delle tratte strategiche, a partire dalla BresciaPadova, è rimasto sospeso in un limbo di concessioni in scadenza e rimpalli normativi. Lo sblocco arrivato negli ultimi giorni rappresenta una discontinuità netta rispetto al passato: l’idea di una società “in house” controllata dalla Regione non è più un’ipotesi di scuola, ma un progetto operativo che ha incassato il via libera politico di via Nomentana.

E VERTENZE APERTE

A RISCHIO 200 POSTI DI LAVORO

LE SFIDE

GENERAZIONE VENETO, OLTRE I MITI DEL LAVORO

l mercato del lavoro veneto di questa prima parte del 2026 ci consegna una fotografia in chiaroscuro. Se da un lato la dinamica delle assunzioni resta in terreno positivo non possiamo ignorare il segnale di un rallentamento: il bilancio del primo bimestre (+7.200 unità) è sensibilmente inferiore a quello dell’anno precedente. Siamo di fronte a una fase di “mantenimento della base occupazionale” , dove la crescita è frenata da un’intensificazione delle cessazioni, in particolare per i contratti a termine.

segue a pag. 3

Nuova governance all’Uls 6 e Azienda Ospedale: Fortuna sceglie i direttori

SANT’ANGELO DI PIOVE, FURLANETTO E MANIERO: CANDIDATURE UFFICIALI

Dalla Valdastico alla Holding
servizi alle pag. 4 - 5
servizio a pag. 6

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GLI STUDENTI AGRARI

SI PRENDONO CURA DEL VERDE DELLA CITTÀ

Si rinnova la collaborazione tra il Comune di Piove di Sacco e l’istituto superiore “Enrico De Nicola” per la cura del verde pubblico. L’amministrazione della sindaca Lucia Pizzo ha approvato la convenzione che anche per il 2026 permetterà agli studenti dell’indirizzo agrario di svolgere attività pratiche nella manutenzione di parchi e aree verdi della città. Si tratta di un’esperienza avviata ormai da oltre vent’anni. Già nei primi anni Duemila l’istituto aveva iniziato a collaborare con il Comune o rendo agli studenti occasioni di esercitazione pratica nella gestione del verde pubblico. Nel tempo sono state sottoscritte diverse convenzioni.

L’amministrazione ha deciso di proseguire l’esperienza riconoscendone il valore formativo per gli studenti e l’utilità per la comunità. Le attività interesseranno diverse aree del territorio comunale. Tra queste il Bosco di Pianura di Tognana, il parco cittadino Madonna delle Grazie, l’area dell’ex casa Cognolato e altri spazi verdi distribuiti in città. Gli studenti si occuperanno di sfalcio dell’erba, potature, regolazione di siepi e arbusti, pulizia dei viali e manutenzione generale delle aree. Sono previsti almeno sei tagli dell’erba all’anno, oltre ad altri interventi di cura e pulizia. La collaborazione prevede anche attività di carattere tecnico. L’istituto contribuirà infatti al censimento delle alberature comunali, obbligatorio per i Comuni con più di 15 mila abitanti. Gli studenti, a iancati dai docenti, realizzeranno schede di catalogazione delle piante e valuteranno lo stato di salute di alcuni alberi attraverso il metodo Vta, la tecnica di analisi visiva della stabilità. Sono previste inoltre due giornate formative aperte alla cittadinanza dedicate alla conoscenza e alla gestione del patrimonio arboreo. In programma anche interventi di rimozione dell’edera e di altre piante rampicanti infestanti. Per sostenere le attività il Comune riconoscerà all’istituto un contributo di 16 mila euro a titolo di rimborso spese. Una parte servirà a finanziare borse di studio per gli studenti impegnati nelle attività estive. Il resto sarà destinato alla manutenzione delle attrezzature e all’acquisto dei materiali necessari.

• Alessandro Cesarato

Comune e istituto

Enrico De Nicola rinnovano la convenzione per il 2026

GENERAZIONE VENETO, OLTRE I MITI DEL LAVORO

In questo scenario, dominato da incertezza economica e di icoltà nel reperimento di manodopera in un contesto demografico sfavorevole, emerge con forza la questione giovanile. La ricerca Iusve-Veneto Lavoro presentata agli inizi di aprile ci svela un mondo che sfida i luoghi comuni. I nostri giovani non sono spettatori passivi: quasi uno su due (47,5%) è pronto a cercare un nuovo lavoro se quello attuale compromette il proprio benessere, anche a costo dell’instabilità. Non è un segnale di fragilità, ma di una maturata proattività e di una nuova scala di valori. Tuttavia, i punti di debolezza restano nodi strutturali che non possiamo più eludere.

La “questione salariale” è la preoccupazione principale per il 65% degli intervistati, seguita dalla precarietà contrattuale (29,4%). I dati confermano che l’ingresso nel mercato avviene ancora prevalentemente con contratti a termine, spesso nel settore dei servizi e del turismo, e con un ricorso frequente al part-time (quasi uno su tre). È un paradosso: chiediamo competenze e “consapevolezza delle proprie

capacità”, ma o riamo percorsi che faticano a garantire quella stabilità (richiesta dal 51,1% dei giovani) necessaria per costruire un futuro.

Eppure, tra le pieghe di questi dati, si scorgono segnali che fanno ben sperare. C’è una rinnovata voglia di “squadra”: il 67,5% dei giovani desidera collaborare e aiutarsi tra colleghi, ripudiando la competizione esasperata. Questa spinta alla cooperazione e al dialogo costruttivo con le figure senior è un patrimonio sociale immenso.

Il Veneto del 2026 si trova a un bivio: per trasformare il “rallentamento” in una nuova opportunità occorre rispondere con politiche coraggiose alla domanda di reddito e stabilità dei giovani. Investire su di loro non è solo un atto di giustizia, ma l’unica strategia per garantire la tenuta di un sistema produttivo che, pur tra mille fatiche, continua a generare valore. Infine non può essere ignorato il tema del “lavoro povero”, che investe giovani e meno giovani: il Veneto non ne è immune, anzi, so re di queste disparità evidenti che vanno sradicate.

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Amministrative 24 - 25 Maggio 2026 ricorda ai soggetti interessati la propria disponibilità ad ospitare per le Elezioni amministrative del 24-25 Maggio 2026 messaggi politici elettorali e inserti pubblicitari allegati al giornale. (In ottemperanza alla legge 28 del 22 Febbraio 2000).

info@givemotions.it

Segue da pag. 1
• Nicola Stievano
del Piovese

Emergenza lavoro/1. L’annuncio della cooperativa Coprob. L’intervento dei sindacati e della Regione

Zuccherificio di Pontelongo, sospesa la campagna di raccolta delle barbietole, a rischio 200 posti di lavoro

E’ stata sospesa la campagna di raccolta delle bietole da zucchero nel 2026 a Pontelongo: sono a rischio immediato i 100 posti di lavoro stagionali non confermati e altri 100 complessivi nell’indotto. Lo storico zuccherificio del padovano, è l’unico del Veneto, ed è in attività da 115 anni. L’annuncio è arrivato nelle scorse settimane da Coprob-Italia Zuccheri, la Cooperativa produttori bieticoli proprietaria dello stabilimento. Le motivazioni della chiusura, sono quelle di una progressiva riduzione delle superfici destinate alla coltivazione delle barbabietole da zucchero. Nelle aree di approvvigionamento e in Veneto si è passati dai 30 mila ettari del 2024 a circa 19 mila. A difesa dell’occupazione si sono attivati i sindacati e la Regione con lo strumento dell’Incontra Lavoro. Va detto che dopo la riforma europea dell’organizzazione comune del mercato dello zucchero del 2006, la bieticoltura italiana ha subito un crollo drastico: secondo i dati Cia Veneto, dagli oltre 250 mila ettari coltivati e 19 zuccherifici attivi si è passati oggi a meno di 19 mila ettari e a un solo impianto operativo, a Minerbio (Bologna). In Veneto il calo è stato ancora più marcato: le superfici sono scese a circa 4mila ettari, con

una riduzione del 92 per cento in vent’anni. Con la sospensione della produzione dello zuccherificio di Pontelongo, la filiera nazionale è indebolita e l’Italia copre appena il 20 % del proprio fabbisogno di zucchero, importandone l’80%. La Coprob per Pontelongo intanto ha specificato che nel 2026 verrà mantenuto il sito di confezionamento dello zucchero e verrà ultimato il progetto di ammodernamento strutturale con il progetto Pnrr da 3 milioni di euro, particolare attenzione sarà rivolta alla forza occupazionale. Sul piede di guerra i sindacati Fai, Flai e Uila di Padova. La preoccupazione per il futuro dello stabilimento di Pontelongo è che si passi rapidamente ad una chiusura definitiva. Intanto nelle scorse settimane si è tenuto un incontro, coordinato dell’Unità di crisi regionale, erano presenti i responsabili di Veneto Lavoro degli ambiti di Padova e Rovigo, l’azienda Coprob Italia Zuccheri, le associazioni degli agricoltori e i sindacati. “L’incontro - a erma l’assessore regionale Massimo Bitonci - va nella direzione definita a livello regionale per a rontare la crisi dello zuccherificio di Pontelongo. Una situazione che presenta elementi peculiari e forti complessità. Le cause, infatti, non sono

di natura prettamente industriale e derivano dall’insu iciente produzione di barbabietola a livello regionale. La questione a rontata al tavolo vede la proposizione di un intervento concreto per limitare gli effetti del fermo impianti sui circa 100 lavoratori stagionali interessati dal mancato richiamo per questa

Il sindaco Lisa Bregantin: “Servono soluzioni strutturali e di lungo periodo”

Sulla questione della crisi zuccherificio di Pontelongo interviene la sindaca di Pontelongo Lisa Bregantin che da subito si è schierata a fianco dei lavoratori.

“L’ incontro alla Regione Veneto – dicecoordinato dall’Unita’ di crisi, è un passo importante verso possibili soluzioni rispetto alla crisi del lavoro avventizio, creatasi dalla sospensione della campagna bieticola allo stabilimento. La concertazione tra le parti

e la loro disponibilità è certamente un dato fondamentale per a rontare con coscienza un problema che può diventare socialmente pesante per la comunità locale e non solo”. Ma questo Bregantin non basta. “Ringrazio la Regione - dice - che sì è dimostrata fin da subito, presente. Ma ci tengo a sottolineare che, il problema del comparto saccarifero è molto più ampio e necessita di interventi strutturali di lungo periodo su più settori”.

Per il territorio di Pontelongo la presenza dello zuccherificio è parte essenziale della storia del paese. Lo zuccherificio sorse il 26 giugno 1910, in un’ansa del Bacchiglione. Il capitale era belga, tanto che gli abitanti lo chiamavano “el Beljo”. Nel capitale azionario erano presenti alcuni personaggi importanti della storia pontelongana, come la contessa Giuseppina Barbò, il proprietario terriero locale Leone da Zara, e la Banca commerciale

stagione. Abbiamo condiviso con le parti sociali l’opportunità di attivare il programma “IncontraLavoro” che sarà quindi avviato da subito per gli ambiti territoriali di Padova, Rovigo e nel veneziano”.

• Alessandro Abbadir

italiana. L’uomo simbolo dello zuccherificio in quei decenni fu Ilario Montesi, che fu direttore dal 1927 al 1967. •

(a.a)
Il presidente Coprob Luigi Maccaferri
Il sindaco Lisa Bregantin

Saccisica, le aziende sono sempre più alla disperata ricerca di operai specializzati

Questione lavoro a Piove di Sacco, a fare il punto della situazione nel territorio è l’assessore comunale Paola Ranzato. “L’attenzione - dice - è concentrata, sul versante della disoccupazione, in particolare al supporto di circa 80 concittadini senza lavoro, che percepiscono l’assegno di inclusione (Adi), che hanno cioè la necessità

di essere orientati nella ricerca delle opportunità di sostegno economico messe in campo dal governo. Come amministratori incontriamo spesso nuclei familiari numerosi, con solo un componente lavoratore, che percepisce uno stipendio troppo basso e che oggi non consente di sostenere con serenità il totale della spesa alimentare, dell’a itto e delle bollette

Nel padovano sempre più stranieri nei comparti delle pulizie e nei

Dal Centro per l’Impiego di Piove di Sacco emergono dei dati precisi a riguardo della disoccupazione nel comprensorio. Dal 2021 al 2024 risultano senza lavoro 2725 persone fra inoccupati i disoccupati. Altri dati interessanti poi emergono dalla zona del padovano complessiva, dati che arrivano dall’agenzia regionale di Veneto Lavoro. Nel 2024 (ultimo anno di rilevazione disponibile) gli assunti nel padovano sono complessivamente 129605 fra cui si registra un aumento di quelli assunti a tempo indeterminato di quasi 7000 persone. Ma in quali comparti ci sono le maggiori assunzioni? Le assunzioni maggiori arrivano dai settori delle pulizie di edifici non specializzate (+965) e poi dal settore della ristorazione e della somministrazione e dei supermercati. Questi settori oltre a vedere un aumento dell’occupazione, sono anche quelli dove i lavoratori stranieri trovano di più impiego. Non vanno bene invece le assunzioni nel settore alberghiero e, neanche dopo la chiusura di tutti i bonus energetici quelle nel comparto edile. In valo le assunzioni nei settori della pubblica istruzione sia delle scuole medie che delle scuole

di luce e gas che ogni mese devono essere sostenute”. La richiesta di lavoro nel corso del tempo è cambiata. “La percezione complessiva - dice - ci restituisce anche un mercato del lavoro vivo, che paradossalmente fatica a soddisfare però la richiesta di operai specializzati e di elevate qualifiche professionali. Rispetto alla crisi economica dei primi anni duemila, riscontriamo, da parte delle imprese anche la propensione a procedere con assunzioni di personale ancora da professionalizzare, con un processo di formazione erogato direttamente sul posto di lavoro, con una grande attenzione anche a fidelizzare i dipendenti con più esperienza, dedicando maggiore attenzione ai loro bisogni, attraverso anche prestazioni di welfare aziendale”. Alcune aziende del nostro stanno quindi assumendo personale e lo ricercano attivamente. Poi la collaborazione con il Centro per l’Impiego. “Devo sottolineare che la presenza nella Saccisica, a servizio dei cittadini di tutti i Comuni - continua Ranzato - del Centro per l’Impiego di Piove di Sacco, è fondamentale, preziosa. La professionalità e l’attenzione del personale che vi opera ha consentito, attraverso una costante collaborazione con la nostra amministrazione, di organizzare da

elementari L’occupazione femminile è più massiccia nei servizi, meno nell’agricoltura e nell’industria. I contratti di apprendistato sono fortemente usati nei settori dell’edilizia e nelle pasticcerie e gelaterie per impiegare i giovani. Si tratta di dati insomma che meritano delle approfondite riflessioni.

• Nome Cognome

qualche anno nel nostro auditorium, incontri mensili, nei quali viene o erto un supporto orientativo importante per chi cerca lavoro. Il numero di circa 80 partecipanti per incontro dimostra l’interesse e l’efficacia concreta dell’azione. Anche molte imprese del territorio utilizzano proficuamente per le loro ricerche di lavoratori il centro per l’impiego. Inoltre nel mese

di aprile si è sperimentato, sempre all’auditorium, un’esperienza innovativa di incontro, tra gli studenti degli ultimi anni delle nostre scuole superiori e alcune aziende interessate a questa proposta, con colloqui di gruppo di reciproca presentazione”.

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• Alessandro Abbadir
L’assessore Paola Ranzato

Elezioni/1. Propone un’alternativa basata su progetti sulla viabilità

MORENO MANIERO

ALLA SFIDA DELLE URNE

Si accende il confronto politico in vista delle elezioni amministrative di maggio. A scendere in campo è Moreno Maniero, 63 anni, già protagonista della vita amministrativa cittadina tra incarichi in giunta e attività in consiglio comunale. Ex assessore ai Servizi sociali in quota al centrosinistra e, nell’ultimo mandato, consigliere comunale all’opposizione, Maniero ha a iancato all’attività politica il suo impegno nel volontariato, in particolare nella protezione civile, attività che gli ha consentito di mantenere un contatto diretto con le esigenze della cittadinanza. A sostenere la sua candidatura è la lista civica “Sant’Angelo Insieme-Celeseo-Vigorovea”, che – come evidenziato in una nota stampa – nasce con l’intento di o rire un’alternativa all’attuale amministrazione e introdurre un diverso approccio nella gestione del Comune. Tra gli obiettivi indicati figurano innovazione, qualità e sicurezza nello sviluppo del territorio, insieme alla volontà di ra orzare il ruolo di una comunità attiva e partecipe. “La nostra idea è quella di un paese che sa ascoltarsi, che

vive un territorio di qualità, in grado di a rontare le sfide più importanti insieme” dichiara Maniero. Che sottolinea: “Abbiamo costruito una squadra di persone preparate e motivate, pronte a lavorare con entusiasmo serietà e spirito di servizio per il bene di Sant’Angelo di Piove e delle sue frazioni”. La sua proposta amministrativa si basa su ascolto, partecipazione e concretezza, con alcune priorità già individuate: viabilità, manutenzione e decoro urbano, pianificazione territoriale consapevole oltre al ra orzamento dei servizi legati alla persona, alla scuola e alla cultura. La lista civica viene descritta come una realtà priva di riferimenti partitici, composta da candidati con competenze diverse ma uniti dall’obiettivo di contribuire in modo attivo alla crescita del territorio attraverso un approccio pragmatico e inclusivo. Nei prossimi giorni è attesa la presentazione programma elettorale e quella dei componenti della squadra che a iancherà il candidato sindaco.

•Martina Maniero

Elezioni/2. Scelta condivisa che punta alla continuità amministrativa

ANGELA FURLANETTO SI CANDIDA A SINDACO

Una scelta nell’aria da tempo, di fatto già nota negli ambienti politici locali ma finora priva di u icialità, che adesso, invece, trova piena formalizzazione con l’indicazione di Angela Furlanetto a guidare la coalizione di centrodestra alle prossime amministrative. Una decisione che appare come naturale conseguenza di un percorso condiviso e che, non a caso, è il primo nome emerso con chiarezza nel confronto interno tra le forze politiche. La decisione è maturata al termine dell’incontro tra i direttivi locali di Fratelli d’Italia e Lega, riuniti alla presenza dei delegati provinciali Ra aele Zanon e Filippo Lazzarin. Un vertice che ha sancito la chiusura della lista e soprattutto la piena unità della coalizione attorno a un progetto politico definito “solido e credibile”. Nel comunicato diffuso al termine dell’incontro non mancano toni di soddisfazione e apprezzamento per il lavoro svolto. La candidatura di Furlanetto, attuale vicesindaco, viene infatti presentata nel segno della continuità amministrativa con l’operato dell’attuale primo cittadino Guido Carlin, espressione della Lega. Un passaggio di testimone che punta a consolidare

quanto realizzato negli ultimi anni, mantenendo al centro sviluppo e qualità della vita. Particolare enfasi viene posta anche sulla composizione della lista, descritta come equilibrata tra esperienza amministrativa e nuove energie. L’ingresso di giovani candidati è indicato come elemento qualificante e segnale di vitalità politica, capace di proiettare il progetto oltre l’immediata scadenza elettorale. Le dichiarazioni dei rappresentanti provinciali ra orzano il quadro di unità. Lazzarin parla di “Una scelta matura e condivisa”, sottolineando l’importanza del coinvolgimento delle nuove generazioni, mentre Zanon evidenzia “la qualità del lavoro programmatico e la capacità della squadra di rinnovarsi senza disperdere l’esperienza maturata”. Resta aperta la porta a ulteriori contributi dal mondo del centrodestra, in un’ottica inclusiva che punta ad ampliare il consenso. Sant’Angelo si avvicina così alla sfida elettorale con una coalizione compatta e un candidato individuato senza strappi interni.

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Moreno Maniero
•Martina Maniero
Al centro la candidata Angela Furlanetto

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Il progetto. Percorsi, laboratori e campagne per prevenire le dipendenze digitali e sostenere le famiglie

EDUCAZIONE E DIGITALE: SANT’ANGELO MODELLO NAZIONALE

Sant’Angelo di Piove di Sacco si conferma in prima linea nelle politiche educative diventando Comune pilota di un progetto di rilevanza nazionale dedicato alla prevenzione delle nuove dipendenze e al sostegno alla genitorialità. L’iniziativa, rivolta alle famiglie con figli tra 0 e 6 anni, nasce nell’ambito del Tavolo di lavoro formazione genitori, attivo come rete tra scuole dell’infanzia paritarie, scuola statale, asilo nido comunale e servizi sociali, con l’obiettivo di costruire un sistema educativo integrato e vicino ai bisogni delle famiglie. Come spiega la vicesindaca di sant’Angelo, Angela Furlanetto, “L’obiettivo del Tavolo è rispondere alla fiducia delle famiglie creando collaborazione continua tra genitori, educatori e comunità, per sostenere al meglio la genitorialità”. Furlanetto sottolinea inoltre che “in questi anni si è consolidata una rete capace di ascoltare i bisogni delle famiglie e trasformarli in azioni concrete, valorizzando il ruolo educativo condiviso”. Proprio da questo percorso è emersa la necessità di sviluppare un progetto formativo condiviso, centrato sulla prevenzione delle dipendenze moderne –come smartphone, internet e videogiochi – e sull’accompagnamento educativo dei genitori. Il progetto, dal titolo “Benessere mentale e responsabilità educativa in era digitale”, si inserisce nell’iniziativa nazionale “Le Tre Regole d’Oro – Dormire, Pazientare, Disconnettersi”. Il percorso si articola in incontri con esperti, momenti laboratoriali e attività esperienziali che coinvolgono la diade genitore-bambino, con l’obiettivo di ra orzare le competenze relazionali e promuovere uno sviluppo equilibrato. Particolare attenzione è dedicata alla costruzione di stili di vita sani, con indicazioni pratiche su sonno, alimentazione, gestione del tempo e uso consapevole delle tecnologie digitali. Il progetto prevede inoltre una campagna di sensibilizzazione di usa attraverso strumenti informativi, a issioni pubbliche e contenuti digitali, con l’intento di raggiungere in modo capillare la cittadinanza e favorire il dialogo tra famiglie, educatori e istituzioni. Un approccio preventivo che mira a intervenire precocemente sui comportamenti a rischio e a promuovere il benessere complessivo dei bambini e delle loro famiglie. Determinante la collaborazione con la Fondazione Novella Fronda di Padova, guidata dal professor Luigi Gallimberti, che ha individuato nel Comune un contesto ideale per sviluppare il progetto. “Auspico che la nostra esperienza possa diventare un modello per altre realtà”, evidenzia Furlanetto, “dimostrando come anche una comunità di piccole dimensioni possa esprimere progettualità di qualità

grazie alla forza dei legami”. L’assessore alle Politiche educative del Comune di Sant’Angelo, Daniele Bertin aggiunge: “La rete tra Comune, scuole e famiglie rappresenta un valore prezioso e consente un’azione condivisa di prevenzione capace di raggiungere concretamente bambini e genitori”. Il sindaco di sant’Angelo, Guido Carlin conclude: “E’ fondamentale sostenere percorsi di informazione che aiutino le famiglie a educare a un uso equilibrato delle tecnologie, investendo sul futuro delle nuove generazioni”.

L’impianto

sportivo intitolato a

Riccardo Zatta

L’impianto sportivo comunale del quartiere Sant’Anna sarà intitolato alla memoria di Riccardo Zatta. Lo ha deciso la giunta comunale guidata dalla sindaca Lucia Pizzo. Zatta, figura molto conosciuta nel calcio piovese, è mancato nel luglio 2025 all’età di 53 anni per una malattia. La proposta di intitolazione era stata avanzata dalla Piovese, storica società calcistica della città per la quale era tesserato. Alla richiesta erano state allegate oltre 500 firme di sportivi e cittadini. Zatta aveva coltivato per tutta la vita la passione per il calcio. Da giovane aveva giocato nella Piovese, per

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spipadova@gmail.com oppure venirci a trovare nelle nostre sedi:

poi vestire le maglie di diverse squadre del territorio. Tra queste Santangiolese, Pontecorr, Saonara-Villatora e Beverare. Terminata l’attività da calciatore, aveva intrapreso la carriera di allenatore. Dal 2006 al 2012 aveva guidato diverse squadre giovanili della Piovese. Successivamente aveva allenato a Fossò fino al 2019. Nel 2022 era tornato “a casa” come responsabile del settore giovanile. Negli anni è stato un punto di riferimento per molti ragazzi e per le loro famiglie. Era apprezzato per la passione, la competenza e l’attenzione educativa verso i giovani atleti. Alla sua scomparsa le esequie si erano svolte sul prato dello stadio Vallini. La partecipazione della comunità sportiva e cittadina era stata molto ampia. Il campo porterà il nome “Impianto sportivo Sant’Anna –Riccardo Zatta”. L’intitolazione dovrà ora ottenere l’autorizzazione della Prefettura, necessaria anche per la deroga alla norma che prevede almeno dieci anni dalla scomparsa.

Riccardo Zatta

Comune di Piove di Sacco

Vicesindaco, Davide Gianella.

Il progetto “Come quando fuori piove” del Comune di Piove di Sacco si consolida come una piattaforma multidisciplinare dedicata interamente alle nuove generazioni. Si parla molto di giovani, di nuove povertà educative e soprattutto sociali e relazionali. Come Piove di Sacco abbiamo provato ad immaginare una risposta con strumenti innovativi. L’iniziativa è sostenuta da un importante finanziamento

di oltre 300.000 euro, ottenuto tramite un bando ministeriale con partecipazione nel 2021, che permette di declinare azioni concrete tra sociale, cultura e commercio.

Queste risorse ci consentono di attuare un piano ambizioso che mette a sistema il sostegno alle nuove generazioni, le scuole e lo sviluppo economico. Coinvolgere il commercio locale significa creare spazi di aggregazione vivi, trasformando la città in un laboratorio dove i giovani possono esprimere il proprio potenziale e sentirsi parte integrante del tessuto produttivo.

Assessore alla Cultura e al Sociale, Paola Ranzato. Grazie ai fondi ministeriali, abbattiamo i confini tra cultura e sociale. Non offriamo solo intrattenimento, ma percorsi di emancipazione e inclusione. I giovani passano da fruitori passivi a protagonisti attivi: attraverso laboratori e creatività, stimoliamo il loro talento e la loro partecipazione alla vita pubblica, rendendo la cultura un bene quotidiano accessibile a tutti.” Piove di Sacco si conferma così un

Assessore agli Eventi e Manifestazioni, Monica Zanotto.

Si avvicina un evento molto atteso: sabato 16 maggio si svolgerà per l’intera giornata la “FESTA del DONO e della PREVENZIONE” giunta quest’anno alla sua terza edizione. Un evento che ha lo scopo di sensibilizzare la cittadinanza a un gesto di grande generosità quale è la Donazione, sia essa di parte di sé ma anche in tutte le sue forme come Dono del proprio tempo per uno scopo di solidarietà. Quest’anno la giornata si arricchisce di un ulteriore impegno verso noi stessi che è la Prevenzione. Durante l’intera mattinata di sabato 16 maggio dalle ore 8.30 alle 13, i medici dell’ULSS 6, in collaborazione con il LIONS Club di Piove

modello di welfare generazionale, capace di trasformare un finanziamento nazionale in un’opportunità reale di crescita, socialità e futuro per i propri cittadini più giovani. Sono tante le azioni concrete, alcune già iniziate, che in questi mesi saranno realizzate sul territorio, un esempio è la prima edizione del festival itinerante nelle frazioni “Picinin”, per conoscerle basta seguire le pagine social di CQFP. Speriamo sia solo un primo grande esperimento, o meglio il primo di una serie, perché in una comunità come la nostra, è fondamentale provare a tenersi per mano, insieme.

di Sacco, effettueranno screening rivolti a tutti i cittadini con controlli gratuiti. Nel pomeriggio in piazza Vittorio Emanuele, dalle ore 16.00 saranno presenti le Associazioni del Dono del territorio: AVIS, AIL, AVLT, CRI, Croce Verde Adria sezione di Piove di Sacco, Caritas, Città della Speranza e la LILT con la sua unità mobile che effettuerà screening dermatologici gratuiti su prenotazione. Saranno presenti anche l’associazione Alzheimer, Avo, Dottor Clown, Magnolia e Germoglio e ADMO con il test salivare per tutti i giovani dai 18 ai 35 anni per l’ iscrizione all’albo dei potenziali donatori di midollo osseo. Tante presenze attive e generose per mettere al centro la Salute e la Prevenzione in una giornata intensa che vedrà l’impegno di medici, associazioni e volontari a servizio della comunità.

Sindaco, Lucia Pizzo.

La nota gioiosa sarà data anche dalla presenza delle nostre Scuole e Istituti, attraverso il loro impegno e le loro testimonianze dedite a sensibilizzare sull’importanza della generosità e della solidarietà per una società più unita e coesa. Tante voci che si uniranno insieme perché la cultura del Dono può avere molteplici declinazioni ma un unico scopo, quello di costruire una comunità generosa e solidale a beneficio dell’intera società. Le iniziative che vengono proposte non sono occasioni una tantum, ma fanno parte di una progettualità che guarda alle varie esigenze di una comunità viva, ringrazio perciò tutti gli Assessori che si impegnano per questo obiettivo e tutte le associazioni, per il grande spirito di servizio.

L’iniziativa. Omaggio

agli scout che salvarono oltre duemila persone

IL BOSCO DI PIANURA DEDICATO

ALLE AQUILE RANDAGIE SIMBOLO DI LIBERTÀ

Il “Bosco di Pianura” di via Keplero, a Tognana, sarà intitolato alle Aquile Randagie, il gruppo di scout che durante il regime fascista continuò clandestinamente a praticare lo scoutismo e che negli anni della guerra contribuì a salvare centinaia di perseguitati. La decisione è stata presa dalla Giunta comunale su proposta dei gruppi Agesci Piove di Sacco 1 e Agesci Piove di Sacco 2. L’iniziativa rientra nel percorso avviato dall’amministrazione per valorizzare la memoria storica attraverso l’intitolazione di luoghi pubblici. L’obiettivo è ricordare figure e realtà che hanno promosso i valori della convivenza civile e della libertà. La proposta arriva in un anno simbolico. Nel 2026 ricorrono infatti ottant’anni di scoutismo a Piove di Sacco. In questo lungo periodo l’associazione ha coinvolto centinaia di ragazzi e ragazze del territorio. Lo ha fatto promuovendo valori come responsabilità, solidarietà

e servizio alla comunità. L’intitolazione del bosco sarà il momento centrale dei festeggiamenti previsti per il 7 giugno. Le Aquile Randagie furono un gruppo di scout attivi soprattutto tra Milano, Monza, Parma e Bergamo. Dal 1928 continuarono a svolgere attività nonostante il divieto imposto dal regime fascista, che aveva sciolto lo scoutismo per lasciare spazio all’Opera Nazionale Balilla. Per diciassette anni mantennero viva in clandestinità la promessa scout e i valori di libertà, fraternità e servizio. Dopo l’8 settembre 1943 molti di loro entrarono nella Resistenza. Diedero vita all’Organizzazione scout cattolica di assistenza ai ricercati. Aiutarono ebrei, antifascisti e prigionieri alleati a fuggire verso la Svizzera. Secondo le ricostruzioni storiche riuscirono a mettere in salvo oltre duemila persone. Il “Bosco di Pianura” si estende per circa 50 mila metri quadrati tra la città e la zona artigianale di Tognana.

Non è un bosco storico. È il risultato di un piano di riforestazione avviato negli anni scorsi per ricostruire parte dei corridoi ecologici della pianura veneta. Oggi ospita diverse specie arboree. Tra queste farnia, carpino bianco, acero campestre e montano, frassino ossifillo e tigli. Nell’area sono presenti anche percorsi pedonali, zone picnic, un parco giochi e un’area per l’attività sportiva. Qui è stato realizzato anche un parco calistenico. E’ inoltre coinvolto nel progetto Restart, promosso dal Comune insieme all’associazione Spiritus Mundi di Legnaro nell’ambito di un programma europeo. L’iniziativa punta a ripristinare il sottobosco con specie erbacee tipiche dei boschi planiziali veneti. Tra queste anemone dei boschi, epatica, primula, pervinca e fragolina selvatica.

• Alessandro Cesarato

La città va verso la comunità energetica

Nuovo passo in avanti del Comune sul fronte dell’energia rinnovabile. La Giunta della sindaca Lucia Pizzo ha approvato il progetto esecutivo per la realizzazione di cinque nuovi impianti fotovoltaici su edifici pubblici, per un investimento complessivo di 350 mila euro. L’intervento si inserisce in un percorso avviato già negli anni scorsi dall’Amministrazione comunale con l’obiettivo di arrivare alla costituzione di una Comunità energetica rinnovabile (Cer) cittadina. Una prima tappa è stata segnata dall’approvazione, nel 2023, di uno studio di valutazione che ha individuato gli edifici idonei all’installazione degli impianti. A questo è seguita, sempre nel 2023, l’approvazione del progetto esecutivo per tre impianti (magazzino comunale, palasport di Borgo Rossi e scuola primaria

Dante Alighieri) attualmente in fase di collaudo. Con il nuovo provvedimento si passa ora a una seconda fase di ampliamento della rete di produzione energetica da fonti rinnovabili, coinvolgendo ulteriori strutture di proprietà comunale: biblioteca, auditorium, archivio-sede della protezione civile, scuola secondaria Regina Margherita e scuola dell’infanzia di Sant’Anna. In alcuni casi si tratta di nuove installazioni, in altri di potenziamenti di impianti esistenti o già programmati. Il progetto è stato verificato e validato secondo quanto previsto dal nuovo codice degli appalti e risulta conforme agli strumenti urbanistici vigenti e alle normative di settore, comprese quelle in materia antisismica, di sicurezza ed e icienza energetica. Dal punto di vista

procedurale, l’iter prevede l’avvio della gara entro metà aprile, con aggiudicazione definitiva entro l’estate e sottoscrizione del contratto a inizio settembre. La durata dei lavori è stimata in 150 giorni, con conclusione prevista entro febbraio 2027. L’intervento non comporterà costi aggiuntivi diretti rispetto alla situazione attuale e rappresenta un ulteriore tassello nella strategia di e icientamento energetico del patrimonio pubblico, con l’obiettivo di ridurre i consumi e favorire la produzione locale di energia pulita.

• (A.C.)

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Economia locale. Calore sotto controllo: Vertiv acquisisce ThermoKey

IL TERRITORIO DIVENTA UN POLO PER I DATA

CENTER DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Un passo importante per l’industria italiana delle infrastrutture digitali e per la filiera del ra reddamento avanzato dei data center. Vertiv, gruppo globale attivo nelle infrastrutture critiche con un polo strategico nella zona industriale di Tognana, ha annunciato l’acquisizione della ThermoKey, azienda friulana specializzata nelle tecnologie di dissipazione e scambio termico. L’operazione, attesa per il perfezionamento entro il secondo trimestre del 2026, punta a ra orzare la presenza di Vertiv nel segmento ad alta crescita dei data center “AI-ready”, consolidando competenze tecnologiche in grado di gestire le esigenze di calcolo delle infrastrutture digitali di nuova generazione. La strategia di Vertiv si concentra sull’integrazione dell’intera “catena termica”, un insieme coordinato di soluzioni che consente di gestire, trasferire e dissipare il calore prodotto da server e sistemi informatici sempre più potenti e compatti. La gestione ottimale della temperatura è ormai un fattore critico per garantire e icienza operativa, continuità

dei servizi e a idabilità, soprattutto nei data center progettati per sostenere applicazioni di intelligenza artificiale ad alta densità. Fondata nel 1991, ThermoKey è un’eccellenza del panorama industriale italiano, con competenze avanzate nello sviluppo di scambiatori di calore. Dal punto di vista operativo, l’integrazione con Vertiv consentirà di ampliare il portafoglio di soluzioni per il thermal management e di ra orzare la capacità produttiva, in particolare nell’area Emea. L’obiettivo è o rire ai clienti un sistema più completo e integrato, capace di combinare ra reddamento a liquido, a aria e dissipazione del calore in un’unica architettura coordinata. I vantaggi sono concreti: prestazioni migliorate, maggiore e icienza energetica, scalabilità degli impianti e riduzione dei rischi operativi. Il nodo del calore è centrale nell’evoluzione dei data center, soprattutto con la di usione dell’intelligenza artificiale e dei carichi di lavoro ad alta densità. “Lo smaltimento del calore sta diventando sempre più critico per data center e Ai Factory” spiega Giordano Albertazzi,

ceo di Vertiv, “il settore cerca soluzioni per aumentare la capacità, migliorare l’efficienza energetica e scalare con sicurezza. Grazie alla collaborazione con ThermoKey, abbiamo potuto apprezzare le loro tecnologie distintive, le competenze ingegneristiche e le solide relazioni con Oem e system integrator. Questa acquisizione consentirà di o rire ai clienti opzioni più ampie e soluzioni integrate, supportandoli nell’adozione di strategie di raffreddamento più e icienti e infrastrutture pronte a sostenere le future esigenze digitali”. Oltre a consolidare le capacità produttive e tecnologiche, l’operazione permette di controllare meglio l’intera filiera del ra reddamento, dalla gestione interna dei sistemi fino alla “heat rejection”, cioè la dissipazione esterna del calore, sempre più strategica nei data center di nuova generazione. La sinergia tra Vertiv e ThermoKey consente interventi coordinati lungo tutta la catena termica, ottimizzando prestazioni, consumi energetici e condizioni dei siti, e favorendo l’integrazione di tecnologie avanzate

come sistemi modulari a microcanali e soluzioni scalabili per applicazioni industriali e commerciali. Con questa acquisizione, Piove di Sacco conferma il proprio ruolo come polo strategico per l’industria delle infrastrutture digitali e della tecnologia avanzata, dimostrando

come le eccellenze italiane possano competere a livello globale, innovando e ra orzando il tessuto produttivo locale, pur operando in settori altamente tecnologici e in rapida evoluzione.

• Alessandro Cesarato
Giordano Albertazzi, ceo di Vertiv

La nomina. Coordinamento dei quattro presidi per una

sanità più e iciente e sicura

CLAUDIO PILERCI, IL REGISTA CHE UNISCE

GLI OSPEDALI DELL’ULSS 6 EUGANEA

Il dottor Claudio Pilerci, direttore medico dell’ospedale locale

Immacolata Concezione dal settembre 2023, assume un ruolo strategico nell’Usl 6 Euganea come Direttore della Funzione Ospedaliera, incarico che lo vede coordinare le Direzioni dei quattro presidi aziendali (Cittadella, Camposampiero, Piove di Sacco e Schiavonia) e garantire il buon funzionamento delle attività sanitarie, la qualità delle cure e l’efficienza complessiva delle strutture.

La nomina è stata formalizzata con la firma del contratto con la nuova direttrice generale Patrizia Benini. Classe 1965, Pilerci si è laureato in Medicina e Chirurgia nel 1991 all’’Università di Napoli Federico II, specializzandosi nel 1995 in Igiene e Medicina Preventiva. Ha proseguito la formazione con l’Executive Master in Management delle Aziende Sanitarie alla Bocconi di Milano, completando nel 2022 il percorso in tutorship per l’attuazione del Pnrr in Veneto, esperienza che gli

Petizione

ACorte, tra le case e i campi, la notizia di una nuova stazione radio base ha acceso un clima di preoccupazione tra i residenti. Tutto è iniziato a metà dicembre, quando alcuni hanno notato picchetti comparsi su un terreno agricolo privato. Dai colloqui con tecnici comunali e proprietario è emerso che l’area sarebbe destinata a un impianto per la telefonia mobile, collegato alla rete 5G e promosso da Inwit nell’ambito del Pnrr. La risposta della comunità non si è fatta attendere. E’ stata lanciata una petizione, con richiesta di sospendere immediatamente l’iter autorizzativo. I firmatari richiamano il regolamento comunale, sottolineando la necessità di minimizzare l’esposizione ai campi elettromagnetici e di applicare il principio di precauzione, tutelando salute, ambiente e paesaggio. La criticità principale riguarda la vicinanza alle abitazioni. L’antenna, alta 35 metri, verrebbe collocata a pochi metri dal confine di un residente e a meno di 20 metri da alcune case. Il terreno scelto non rientra tra le aree indicate nel piano comunale per le stazioni radio base, e la popolazione è stata informata solo dopo la comparsa dei picchetti. Nella petizione si fa riferimento anche alla presenza di persone con patologie gravi, alla vocazione agricola della zona e al possibile impatto sul valore degli immobili vicini. Secondo i promotori, le abitazioni interessate si trovano in via Trento, Rovereto, Fiumazzo, dei Frisoni e Trieste. Il Comune può autorizzare impianti fuori mappa solo con motivazioni tecniche specifiche, un aspetto che potrebbe

ha consentito di conoscere da vicino le dinamiche della sanità regionale e le sfide della modernizzazione dei servizi. La sua carriera è costellata di incarichi di crescente responsabilità. Dal 2021 al 2023 è stato Direttore della Programmazione Sanitaria - Lea per l’Area Sanità e Sociale della Regione, ruolo nel quale ha curato lo sviluppo dei percorsi assistenziali, la definizione dei protocolli diagnostico-terapeutici e il coordinamento delle attività tra le diverse aziende sanitarie. Un’esperienza che gli ha permesso di acquisire una visione globale dei sistemi ospedalieri, dalle piccole strutture locali ai grandi ospedali regionali, con un’attenzione particolare all’e icienza dei servizi e alla sicurezza dei pazienti. Con il nuovo incarico, Pilerci porta la sua esperienza al servizio dell’intera rete ospedaliera dell’Usl 6, in stretto coordinamento con le Direzioni Mediche e la Direzione Aziendale, con l’obiettivo di garantire percorsi assistenziali più lineari e un collegamento più e icace tra ospedali e territorio. Per i cittadini significa maggiore continuità

risultare cruciale in eventuali contenziosi. Tra vicinanza alle abitazioni e altezza dell’antenna, la mobilitazione dei residenti testimonia determinazione nel tutelare salute, sicurezza, paesaggio e valore immobiliare. La vicenda resta aperta, segnalando ancora una volta quanto delicato sia l’equilibrio tra esigenze di connettività digitale e tutela della comunità locale.

• (A.C.)

nelle cure, servizi più organizzati e un’attenzione costante alla qualità e alla sicurezza. “Il nostro obiettivo” sottolinea proprio Pilerci “è assicurare una sanità moderna, accessibile e di qualità, dove ospedali e territorio collaborano per rispondere al meglio alle esigenze di ciascuno, garantendo non solo cure efficaci, ma anche percorsi chiari e assistenza continua”. Un incarico che, oltre al prestigio,

porta con sé la responsabilità di un coordinamento complesso. Per Piove di Sacco e per l’intera Usl 6, Pilerci diventa così il “regista” di un sistema ospedaliero chiamato a coniugare e icienza, sicurezza e umanità, in una sfida quotidiana che si riflette direttamente nella vita di pazienti, famiglie e operatori sanitari.

• Alessandro Cesarato

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Formazione dedicata e percorso di crescita

Lo studio. La sperimentazione a Fossò dimostra l’e icacia del sistema

CODEVIGO: RETI OMBREGGIANTI SALVANO GLI INVASI AGRICOLI

Ridurre le perdite d’acqua negli invasi agricoli fino al 20% durante l’estate è possibile utilizzando semplici sistemi di copertura. È quanto emerge da uno studio del Dipartimento Territorio e Sistemi Agro-Forestali (Tesaf) dell’Università di Padova, sviluppato in collaborazione con il Consorzio di bonifica Bacchiglione e presentato nelle scorse settimane in assemblea consortile. La ricerca, durata tre anni, si è concentrata sul ruolo dei piccoli bacini di accumulo come risposta ai cambiamenti climatici e alla crescente scarsità idrica. Il progetto ha previsto la realizzazione di un sito sperimentale a Fossò, con quattro invasi da 150 metri cubi ciascuno, dotati di sistemi di monitoraggio. Il gruppo coordinato dal professor Paolo Tarolli ha analizzato la capacità di questi bacini di garantire riserve d’acqua nei periodi più critici per le colture, mentre la dottoressa Wendi Wang ha misurato le perdite per evaporazione e testato diverse soluzioni di copertura. I risultati indicano che una rete ombreggiante al 50% consente di ridurre l’evaporazione di circa un quinto, trattenendo oltre 100 metri cubi d’acqua in più nel corso della stagione estiva.

Nelle giornate più calde la di erenza può arrivare fino a 2,5 metri cubi al giorno. “Sono soddisfatto che il Consorzio sia stato partner di questa sperimentazione” a erma il presidente Silvano Bugno “attraverso l’individuazione del sito e la realizzazione dello stesso. Ritengo che questo progetto sia fondamentale alla luce dei cambiamenti climatici in atto che vedono estati sempre più calde e siccitose, per capire come migliorare la gestione delle acque riducendo al minimo non solo gli sprechi ma, se possibile, anche l’evaporazione. Lo sviluppo di questa ricerca con l’Università testimonia l’importante sinergia tra ricerca e gestione del territorio, per fornire soluzioni utili e concrete alle nuove esigenze del mondo agricolo”. Il Consorzio punta a proseguire l’attività sul sito sperimentale anche per nuove ricerche e iniziative di divulgazione.

“I piccoli invasi rappresentano una strategia concreta per aumentare la resilienza dell’agricoltura ai cambiamenti climatici” spiega il professor Tarolli, “riducendo anche solo una

parte delle perdite per evaporazione significa trasformare acqua che andrebbe persa in una risorsa disponibile per le colture proprio nei momenti più critici”. Lo studio, pubblicato sulla rivista internazionale “Agricultural Water Management”, evidenzia anche l’efficacia di un modello sviluppato dai ricercatori per stimare con maggiore precisione le perdite evaporative, a supporto delle decisioni nella gestione delle risorse idriche.

Pontelongo ra orza il legame tra comunità e servizi

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ue mozioni, un’unica direzione: ra orzare il legame tra comunità e servizi. È quanto emerso in consiglio comunale dove maggioranza e opposizione hanno trovato una convergenza significativa su temi di rilievo sociale e sanitario. La prima iniziativa riguarda il gemellaggio con la Città della Speranza, realtà attiva da oltre trent’anni nel sostegno alla ricerca scientifica sulle malattie pediatriche. La proposta, avanzata dal gruppo Moderati per Pontelongo insieme a quello di maggioranza Scegli Pontelongo, ha raccolto anche il consenso del gruppo Energia in Comune. L’obiettivo è duplice: formalizzare il legame con la Fondazione e, parallelamente, avviare un percorso di sensibilizzazione che coinvolga scuole, associazioni e cittadini, ra orzando la cultura della solidarietà e del sostegno alla ricerca. Sempre in ambito sanitario, il consiglio comunale ha approvato una seconda mozione a sostegno del progetto di riqualificazione e adeguamento sismico del presidio ospedaliero “Immacolata Concezione”. Il piano complessivo, del valore di 41 milioni di euro, è articolato in più stralci. Il primo, pari a 23 milioni, ha già ottenuto finanziamento e prevede l’avvio dei lavori nel giugno 2026. Resta però ancora scoperta la seconda fase, da 27 milioni, che comprende la sistemazione dell’ala storica. Da qui la richiesta, contenuta nella mozione, di un impegno concreto da parte dell’amministrazione comunale di promuovere una conferenza dei sindaci della Saccisica e coinvolgere direttamente il nuovo assessore regionale alla Sanità, Francesco Gerosa, a inché vengano reperite le risorse necessarie al completamento dell’opera. Nel documento si sollecitano inoltre ulteriori fondi per interventi complementari, tra cui parcheggi e ristrutturazione dell’obitorio. Un passaggio consiliare che, al di là delle appartenenze politiche, evidenzia la linea condivisa di investire sul territorio, sostenere la sanità pubblica e costruire reti di collaborazione capaci di produrre benefici concreti per la comunità. • (A.C.)

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Storia cittadina. Dalla peste del Seicento ai progetti ottocenteschi

IL LAZZARETTO: MONATTI, QUARANTENE E MEMORIE VIVE DI UNA COMUNITÀ

Un lavoro basato su fonti archivistiche, mappe e documenti ricostruisce storia e funzioni del lazzaretto locale. È quanto raccoglie Antonio Maritan, ex maestro e studioso del territorio, già autore di pubblicazioni su edifici e monumenti del paese, nel volume “Monatti e untori – Arzergrande e il suo lazzaretto”.

Realizzato con il supporto della Pro loco e della Bcc, è disponibile gratuitamente in municipio. L’impostazione del libro è spiegata dallo stesso autore: “Chi ci viveva? Rimangono tracce? A cosa serviva un lazzaretto? Tutte domande alle quali si è cercato di rispondere a inché rimanesse almeno il ricordo di tanti eventi di un passato non troppo lontano.

Anche se il lazzaretto è il principale argomento trattato, tuttavia le vicende ad esso legate fanno parte di un a resco più grande”. Per quanto riguarda Arzergrande, una prima notizia di peste risale al 1348. L’episodio più rilevante resta quello del 1629-1633 (la peste raccontata dal Manzoni), che coinvolse anche la Saccisica, con misure di contenimento e isolamento dei malati nei luoghi di quarantena. I lazzaretti, sviluppati in ambito veneziano, avevano la funzione di separare i contagiati dal resto della popolazione. Il registro mortuario di Piove di Sacco segnò centinaia di decessi e, nel 1631, venne organizzata la processione votiva del 6 maggio verso la Madonna delle Grazie, tradizione ancora oggi ricordata. La parte centrale del volume è dedicata alla documentazione tra Otto e Novecento. Le delibere comunali collocano il “locale di isolamento per le malattie infettive” nella parte terminale dell’attuale via Marconi, a sud del paese, in un’area indicata nel catasto austriaco del 1835 come “palude” e poi definita Comunanze, terreno indiviso della comunità. Un primo riferimento istituzionale è la delibera del consiglio comunale del dicembre 1899, relativa alla nomina della Congregazione di sanità, organismo già esistente e con bilancio soggetto all’approvazione consiliare, che operò anche negli anni successivi.

All’inizio del Novecento emerge un progetto organico. Nel 1911, sotto

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l’amministrazione del sindaco Vittorio Foggiato, viene predisposta una pratica completa per la costruzione di una “casa di isolamento”. Il primo progetto, redatto dall’ingegnere Francesco Gasparini, prevedeva un edificio a due piani per un importo iniziale di 6.250 lire, poi salito a 8.200. Le tavole descrivono una struttura con scala centrale, locali distribuiti su due livelli, un annesso esterno e un sistema per la gestione dei reflui indicato come “fogna per le feccie sterilizzate e cesso”. Nello stesso periodo viene preso in esame un secondo progetto a un piano, già adottato a Codevigo e approvato dalla Prefettura, alla quale viene rimessa la decisione finale. È questa la soluzione realizzata.

L’edificio presenta pianta rettangolare, rialzata rispetto al piano campagna, con dimensioni di circa 20 metri per 10 e altezza di 6,60 metri. Sul lato ovest si a acciano otto stanze per medici, infermieri, cucina e bagno per la disinfezione. Un corridoio centrale conduce a due camerate sul lato est, separate per uomini e donne. Sul retro sono presenti due servizi igienici accessibili anche dall’esterno.

Ogni locale è dotato di finestra per l’aerazione. È prevista una fossa biologica per la raccolta delle deiezioni. Distaccata verso sud, una piccola struttura funge da camera mortuaria e deposito per le lettighe. Ulteriori atti documentano gli sviluppi successivi. Nel 1919 è disposto un restauro con la nomina del custode Enrico Andriolo; nel 1948, durante il mandato del sindaco Guerrino Spinello, vengono stabiliti lavori di sistemazione e riparazione del lazzaretto e della vicina casa colonica. Nel tempo i locali vengono utilizzati anche per ospitare famiglie bisognose. Prima della dismissione, tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio dei Settanta, risultano presenti tre nuclei. Le ultime pratiche d’archivio risalgono al 1988 e descrivono un edificio ormai in gran parte crollato. Un’ipotesi di recupero non viene portata a termine e l’area resta senza ulteriori interventi edilizi.

• Alessandro Cesarato

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Antonio Maritan

ADOLESCENTI E BENESSERE: A LEGNARO UNO SPAZIO PER ASCOLTARSI E CRESCERE

C’è un momento, nella fase adolescenziale di ognuno, in cui le emozioni diventano di icili da decifrare, ci si sente sopraffatti, fuori posto o semplicemente si fatica a trovare un equilibrio interiore. Da questa consapevolezza prende forma a Legnaro un ciclo di incontri pensato per aiutare a riconoscere e comprendere ciò che accade dentro di sé. L’iniziativa è promossa dalla Cooperativa sociale Germoglio nell’ambito del progetto “Legàture d’espressione”, selezionato da Con i Bambini nel Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Si tratta di uno spazio pensato per fermarsi, ascoltarsi e iniziare a costruire nuovi strumenti personali. Il percorso non ha carattere terapeutico né scolastico, ma si propone come un ambiente protetto e accessibile, privo di giudizio, dove confrontarsi con i propri pari e

sviluppare maggiore consapevolezza. Gli incontri, strutturati come gruppi psicoeducativi guidati ma informali, lasciano a ciascun partecipante la libertà di scegliere come mettersi in gioco. Al centro ci sono le emozioni, spesso confuse o di icili da nominare, insieme ai temi delle relazioni, dello stress quotidiano e dell’ansia, con l’obiettivo di ra orzare le risorse personali e la capacità di lettura di sé. Fondamentale anche la dimensione del gruppo, che rappresenta un elemento chiave del percorso: il confronto con chi vive esperienze simili, infatti, facilita la comprensione e favorisce un dialogo autentico, senza risposte preconfezionate ma orientato alla scoperta di strumenti già presenti, anche se non sempre riconosciuti. Ancora due gli appuntamenti in calendario: mercoledì 29 aprile “Recensioni? Non ti definiscono”, incontro

dedicato al peso del giudizio esterno e alla costruzione di un’immagine di sé più autonoma; mercoledì 13 maggio “Trova il tuo ritmo”, focalizzato su gestione del tempo personale, dello stress e sulla ricerca di un equilibrio sostenibile nella quotidianità. Gli incontri si terranno alla Casa di Gio’, inaugurata a novembre dello scorso anno in via Due Giugno a Legnaro e presidio territoriale del progetto. In un contesto in cui il benessere psicologico assume un ruolo sempre più centrale ma resta spesso poco accessibile, l’iniziativa o re uno spazio concreto per iniziare, semplicemente, a stare meglio. Insieme. Per informazioni si può contattare il numero di telefono 327-3339006 o inviare una mail a lagaturedespressione@germoglioweb.it.

• Martina Maniero

NASCE IL COORDINAMENTO DEI SINDACI

Si è svolto nei giorni scorsi, nella sede municipale di Legnaro, un vertice strategico dedicato alla viabilità locale, che ha visto la partecipazione dei sindaci dei Comuni di Legnaro, appunto, Arzergrande, Bovolenta, Casalserugo, Codevigo, Correzzola, Brugine, Polverara, Maserà, Piove di Sacco, Pontelongo, Ponte San Nicolò, Sant’Angelo di Piove, Saonara e Albignasego. Presente anche l’assessore regionale Filippo Giacinti, a conferma della rilevanza del tema affrontato. L’incontro ha rappresentato un momento di confronto concreto su una criticità sempre più evidente: l’intensificarsi del tra ico e la crescente pressione sui centri abitati del territorio. Elemento centrale emerso dal vertice è l’istituzione di un

nucleo di coordinamento composto dai primi cittadini di Legnaro, Saonara, Piove di Sacco e Codevigo, che avrà il compito di guidare in maniera unitaria e strutturata le prossime azioni. Tra gli obiettivi condivisi figurano la creazione di un gruppo tecnico permanente, lo sviluppo di un piano aggiornato della viabilità e la progettazione di nuove infrastrutture in grado di deviare il tra ico pesante dai centri urbani. Fondamentale sarà inoltre il coinvolgimento degli enti sovracomunali per favorire interventi concreti ed e icaci. Ampio spazio, nel corso della conferenza, è stato dedicato anche alla mobilità sostenibile, con l’intento di realizzare una rete di piste ciclabili sicure e interconnesse tra i diversi Comuni. Nei prossimi

giorni sarà predisposto un documento di sintesi da sottoporre a Veneto Strade, primo passo verso l’attuazione di soluzioni coordinate. Un lavoro di squadra che punta a migliorare la qualità della vita dei cittadini e a costruire un sistema viario più e iciente e sostenibile per l’intero territorio. Fuori dal palazzo municipale una delegazione del Comitato per la viabilità di Legnaro e dei Comitati per le vie Frassanedo e Bremtasecca di Saonara, a sostegno degli amministratori pubblici impegnati a discutere della viabilità tra Padova sud e la Saccisica.

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(VI), Oderzo (TV), Olmo di Creazzo (VI), Padova (PD), Pieve di Soligo (TV), Piove di Sacco (PD), Piovene Rocchette (VI), Ponte nelle Alpi (BL), Reschigliano (PD), Rovigo (RO), San Lazzaro di Savena (BO), San Martino di Lupari (PD), San Pietro in Casale (BO), San Vendemiano (TV), Schio (VI), Sottomarina di Chioggia (VE), Staranzano (GO), Taggì di Sotto (PD), Teolo (PD), Thiene (VI), Treviso (TV), Tricesimo (UD), Trichiana (BL), Trieste (TS), Udine (UD), Valdagno (VI), Vedelago (TV), Vicenza (VI), Villorba (TV).

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Dalla Valdastico alla Holding, il nuovo volto del Veneto

Questo significa poter trattenere sul territorio circa 400 milioni di euro di pedaggi all’anno, risorse che in precedenza prendevano la via del bilancio centrale o dei soci privati e che ora potranno essere reinvestite direttamente per la manutenzione delle strade venete e la riduzione delle tari e. È il passaggio da una subalternità gestionale a una sovranità infrastrutturale che il Veneto rivendicava da tempo senza successo.

Lo stesso dinamismo si respira sul fronte della Valdastico Nord. La prospettiva di collegare l’A31 al Trentino è stata per trent’anni l’emblema dello

stallo istituzionale, prigioniera del “no” ideologico delle amministrazioni confinanti e della mancanza di una spinta governativa univoca. Oggi, l’intesa raggiunta sulla variante con sbocco a Trento Sud segna il superamento di un tabù storico. Mentre in passato il progetto naufragava regolarmente tra ricorsi e mancate intese tecniche, l’attuale convergenza tra Venezia e Trento, sostenuta dal potere di coordinamento del Ministero, ha creato un corridoio negoziale finora inesistente. Non si tratta solo di posare asfalto, ma di chiudere una ferita logistica che penalizzava l’intero sistema produttivo del Nord-

Est, o rendo finalmente un’alternativa concreta al congestionamento del Brennero. Il motore di questa improvvisa accelerazione risiede in gran parte nella solidità del rapporto tra Alberto Stefani e Matteo Salvini. Questo “asse” ha permesso di superare le frizioni che storicamente rallentavano i rapporti tra la periferia e il centro. La sintonia politica tra il leader della Lega veneta e il titolare del MIT ha creato una corsia preferenziale per le istanze del territorio, trasformando le rivendicazioni regionali in priorità dell’agenda di governo. Stefani è riuscito a capitalizzare il proprio peso politico a Roma per

ottenere garanzie e decreti, mentre Salvini ha trovato nel Veneto il laboratorio ideale per dimostrare la capacità del Ministero di sbloccare i cantieri. È questa filiera corta del potere, priva delle mediazioni estenuanti del passato, a spiegare perché dossier rimasti chiusi nei cassetti per trent’anni stiano trovando una soluzione proprio in questi mesi, segnando una stagione di realismo che punta dritto ai risultati tangibili. Ora non resta che attendere per vedere se questi accordi saranno e ettivamente realizzate o se si tratterà di “pre – intese” che, come quelle dell’Autonomia, sono rimaste tali per molto tempo.

L’intervista. L’assessore Lucas Pavanetto fa il punto sul mondo del lavoro e sulle potenzialità della regione più visitata d’Italia

TRA SFIDE OCCUPAZIONALI E IL NUOVO

ORIZZONTE DEL TURISMO TUTTO L’ANNO

Assessore Pavanetto, viviamo un periodo di forti incertezze economiche. Quali sono le risposte concrete che le imprese e i lavoratori trovano oggi nel suo?

Fin dalla prima seduta di consiglio, la giunta Stefani ha messo al centro del dibattito la necessità di potenziare il welfare aziendale e a rontare l’emergenza sociale in senso ampio. Non si tratta solo di grandi investimenti, che pure vedranno nuovi strumenti presentati a breve, ma di una analisi profonda su cosa serva realmente per attrarre e mantenere i lavoratori nel nostro territorio. Il problema oggi non è solo la mancanza di o erta, ma la di icoltà di far incontrare domanda e opportunità a causa di fattori esterni come l’emergenza abitativa. Molte opportunità di lavoro non vengono colte perché mancano alloggi vicini alle sedi aziendali o perché il trasporto pubblico non copre adeguatamente i collegamenti. Su questi due assi - casa e mobilitàstiamo concentrando il nostro lavoro. In questo contesto, che ruolo giocano i centri per l’impiego, spesso visti in passato solo come u ici burocratici per la disoccupazione?

Oggi la prospettiva è radicalmente cambiata. Veneto Lavoro è diventato un’eccellenza rispetto ad altre regioni

proprio per la sua capacità di agire in modo proattivo. Non parliamo più solo di gestione dell’urgenza o di lavoro stagionale, ma di un punto di incontro strategico tra competenze e richieste. Abbiamo messo in campo figure fondamentali come i case manager e gli account manager. I primi si occupano di costruire curriculum “ad hoc” sulle specializzazioni del lavoratore, mentre i secondi mantengono il contatto diretto con le imprese per comprenderne le necessità. Evitiamo così che il lavoratore disperda energie portando curriculum nelle aziende sbagliate, puntando invece tutto sulla precisione del match tra domanda e o erta.

Passando al turismo, lei viene da una realtà come Jesolo. Qual è lo stato di salute del settore nel litorale e nell’intera regione?

Il Veneto si conferma per l’ennesima volta la prima regione in Italia per presenze turistiche, con 74 milioni di presenze e 22 milioni di arrivi. Se guardiamo al comprensorio di Jesolo e Cavallino, parliamo di circa 12 milioni di presenze sicure: una cifra impressionante che rappresenta quasi tre volte gli abitanti dell’intero Veneto. La mia esperienza come amministratore a Jesolo, prima come consigliere e poi come presidente

del consiglio comunale, mi ha permesso di vivere queste dinamiche dall’interno. Il turismo è una leva economica imprescindibile, ma la vera sfida della nostra amministrazione è cambiare paradigma. Lei ha parlato spesso della necessità di superare il concetto di “destagionalizzazione”. Cosa intende esattamente?

L’obiettivo è smettere di parlare di “destagionalizzazione”, perché quel termine implica l’accettazione passiva di una stagionalità che oggi non dovrebbe più esistere. Dobbiamo ragionare su “città turistiche che vivono tutto l’anno”. Questo non serve solo ad aumentare le presenze attraverso eventi invernali, ma è un messaggio vitale per chi investe e per chi lavora. Chi sceglie di impegnarsi nel turismo non può farlo solo per quattro o cinque mesi per poi dover cercare un altro impiego. Dobbiamo dare stabilità e dignità a chi vive “di” turismo. È un modello che vogliamo applicare ovunque: dal litorale alla montagna, fino alle terme, che hanno potenzialità ancora inesplorate.

I dati dicono però che il turismo è molto concentrato. Come pensa di coinvolgere il resto del territorio veneto?

È un dato su cui riflettere: l’80% dei 74 milioni di presenze si concentra in sole

20 località. Questo significa in Veneto ci sono potenzialità ancora da sfruttare. Parlo del turismo dei cammini, delle ciclabili, del turismo esperienziale e della ricerca. Non c’è solo il “sole e mare” o le grandi città d’arte come Venezia e la montagna di Cortina. Centinaia di piccoli comuni possono e devono diventare protagonisti di un’o erta turistica diversificata, la nostra Giunta lavorerà intensamente su questo fronte. Un esempio di promozione integrata è stato “Casa Veneto” durante le Olimpiadi, un progetto che ha permesso

di mostrare alla stampa internazionale non solo lo sport, ma le eccellenze di tutte le nostre province. Infine, uno sguardo alla politica locale. In vista delle amministrative a Venezia, qual è il profilo ideale per il dopo-Brugnaro?

Credo che Luigi Brugnaro abbia fatto un lavoro straordinario, portando una modernità che altri sindaci non avevano saputo imprimere, specialmente nella riqualificazione di Mestre e con progetti come il “Bosco dello Sport”, una struttura di livello europeo strategica per l’attrattività del Veneto. Proprio a Mestre abbiamo recentemente inaugurato la nuova sede di Veneto Lavoro, recuperando u ici provinciali disabitati: un segnale forte di collaborazione tra Regione e Città. Per il futuro, la mia esperienza come coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia e ora come capogruppo e assessore mi dice che serve una squadra coesa. Non cerchiamo necessariamente un nome di bandiera, ma l’uomo giusto al momento giusto. In questo senso, Simone Venturini è un ottimo candidato: ha lavorato bene in questi anni e ha saputo creare un forte spirito di squadra attorno a sé.

Lucas Pavanetto

I conti della Regione. L’assessore Filippo Giacinti

Bilancio da 18,9 miliardi Le novità per il Veneto

Assessore Filippo Giacinti, i tempi di approvazione del bilancio regionale sono stati rispettati. Cosa significa questo per i cittadini veneti?

Siamo riusciti ad approvare il bilancio di previsione con un mese di anticipo rispetto alla scadenza di legge del 30 aprile. È un risultato politico e tecnico di rilievo perché ci permette di essere pienamente operativi da subito. Invece di procedere con la spesa in dodicesimi, come fatto nei primi tre mesi dell’anno, ora possiamo attuare gli obiettivi dell’amministrazione disponendo dell’intera capacità di spesa per i restanti tre quarti dell’esercizio. Parliamo di una manovra da 18,9 miliardi di euro. Sebbene sia un “bilancio ponte” tra due amministrazioni, introduce novità sostanziali su fronti caldi come la sanità e il diritto allo studio.

Quali sono i settori che beneficeranno maggiormente di queste risorse? Il sociale e la sanità territoriale sono le nostre bussole. Abbiamo stanziato fondi specifici per equiparare le borse di studio dei medici di medicina generale a quelle delle altre specialità e per coprire i costi del rinnovo contrattuale delle medicine di gruppo integrate. Per la prima volta nella storia della Regione, finanziamo al 100% le borse di studio per gli studenti universitari del Veneto e garantiamo risorse immediate per il sostegno delle scuole dell’infanzia paritarie.

Sul fronte delle infrastrutture, abbiamo raddoppiato i fondi per la manutenzione straordinaria delle strade tramite Veneto Strade e rifinanziato la Legge 39 con 18 milioni di euro destinati ai Comuni per la sicurezza stradale. Non abbiamo dimenticato la prevenzione del rischio idraulico, aggiungendo 9 milioni di euro agli stanziamenti già programmati.

Avete scelto di non aumentare l’addizio-

nale IRPEF, nonostante le critiche delle opposizioni. Come pensate di sostenere questa strategia nel lungo periodo?

La nostra strada è quella dell’e icienza e della sussidiarietà, non dell’aumento della pressione fiscale. Puntiamo molto su “Venexus”, un’iniziativa del Presidente Stefani che permette alle imprese di far confluire risorse destinate a scopi sociali e sanitari direttamente in progetti regionali, liberando così fondi per altre iniziative. Inoltre, attendiamo per giugno l’approvazione del federalismo fiscale. L’auspicio è che una parte consistente delle tasse pagate dai veneti rimanga finalmente sul territorio, garantendoci maggiore autonomia finanziaria. Quali i prossimi impegni in questo periodo non facile?

Da maggio inizieremo il “bilancio partecipativo”: incontreremo sindaci, sindacati e associazioni di categoria per condividere le scelte in vista del prossimo esercizio economico. Nel segno della condivisione e della responsabilità.

Trasporti. L’assessore regionale Diego Ruzza

“Biglietto unico, avanti con la sperimentazione”

Assessore Diego Ruzza, tra cinque anni che tipo di mobilità troveranno i cittadini veneti?

L’obiettivo condiviso con il Presidente Stefani e l’intera Giunta è consegnare un Veneto moderno, e icace e realmente fruibile. Stiamo lavorando per portare a termine la riforma del trasporto pubblico locale (TPL) basata sulla Legge n. 8 del 2025. La Regione tornerà a essere protagonista come coordinatrice dei distretti, con l’intento di uniformare il servizio e correggere le criticità attuali. Il mondo degli spostamenti sta cambiando e dobbiamo rispondere alle esigenze non solo dei centri urbani, ma soprattutto delle periferie e delle aree extraurbane.

Da anni si parla del “biglietto unico”. Quali i tempi e le risorse?

Per trasformare questo progetto in realtà, abbiamo già iniziato a stanziare risorse a bilancio per la progettazione e la sperimentazione. L’idea è un sistema moderno tramite app che permetta a turisti, pendolari e studenti di muoversi tra traghetti, autobus e treni regionali con un solo titolo di viaggio. È un’operazione complessa vista la varietà del nostro territorio, che spazia dal mare alla montagna. L’obiettivo è arrivare a una fase di sperimentazione concreta nei prossimi due anni.

Un punto critico sono i collegamenti ferroviari con gli aeroporti. Quando potremo arrivare in treno al Marco Polo di Venezia o al Catullo di Verona?

Non voglio fare promesse a vanvera, quindi non fornirò date certe finché non saremo pronti, ma posso garantire che i progetti stanno procedendo rapidamente, sia su Venezia che su Verona. Per Verona, l’obiettivo è collegare il Catullo alla stazione di Porta Nuova e alla sponda orientale del Lago di Garda. Riuscire a portare il treno direttamente in questi due scali rappresenterebbe un salto di qualità enorme per tutta la regione.

Il trasporto su gomma appare oggi molto

frammentato. Come intendete riorganizzarlo? Stiamo definendo con Province e Comuni i “bacini ottimali” per uniformare i flussi di utenza. La vera svolta sarà la creazione di un’Agenzia Regionale, prevista dalla Legge 8/2025, che gestirà questi bacini in una “triangolazione perfetta” tra Regione, aziende e territorio. Questo nuovo modello genererà ritorni economici che verranno reinvestiti nel TPL, permettendoci di aumentare le corse anche nelle zone più lontane dai centri. Solo o rendo servizi capillari possiamo incentivare lo “shift modale” e togliere auto dalle strade. Infine, capitolo sicurezza stradale. Cosa bolle in pentola per i Comuni?

Con l’approvazione del bilancio 2026 rifinanzieremo la Legge 39 con 18 milioni di euro. Questi fondi daranno risposta a circa cinquanta Comuni per interventi su viabilità e sicurezza di pedoni, ciclisti e automobilisti. Una volta assegnate le risorse, i Comuni avranno un anno di tempo per aggiudicare le gare e iniziare i lavori: vogliamo che i cantieri partano subito.

• (R.R.)

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Filippo Giacinti
Diego Ruzza

L’iniziativa. Al Forum Lavoro di Trento la presentazione con l’intervento del professor Carlo Cottarelli

CARTA, RADIO E WEB: IL GRUPPO EDITORIALE LA PIAZZA RACCONTA ANCHE IL TRENTINO

oi proviamo sempre a fare una cosa di icile: dare ai territori oltre alla rappresentazione di ciò che sta accadendo, anche una prospettiva della direzione che le comunità stanno prendendo”. Una frase dell’editore del gruppo La Piazza - LaPiazzaweb e Radio Veneto24 che esemplifica benissimo perché a Trento lo scorso 9 aprile il gruppo abbia deciso di invitare il professore Carlo Cottarelli a tenere a battesimo al Castello del Buonconsiglio la presentazione di Radio Trentino24 e dell’edizione di Trento de La Piazza. Pochi in Italia infatti sono in grado di raggiungere vette di chiarezza e di solidità accademica nell’indicare ad un pubblico vasto, e non per forza così informato sulle dinamiche della macro economia, prospettive di futuro. E così la presentazione di radio ed edizione cartacea e online sono diventate occasione per una lezione sul futuro del Trentino, del Nord Est e di questo pezzo di mondo che chiamiamo Italia. Non poteva esserci viatico migliore per spiegare appunto l’idea di fondo dei tre media che nascono in Trentino per dare una voce

in più al territorio, come ha ricordato in chiusura del convegno il nostro editore Giuseppe Bergantin, ma appunto con un approccio glocal: raccontare il particolare senza mai perdere di vista il contesto. “Siamo qui per restare e vi diamo appuntamento all’anno prossimo” ha detto l’editore rinnovando l’intenzione appunto di rendere il Forum Lavoro un appuntamento fisso nell’agenda già fitta di eventi della primavera trentina. Ospite d’onore della giornata è stato il professor Carlo Cottarelli, economista di chiarissima fama. Prima di Cottarelli, che ha spiegato le dinamiche che rendono più faticoso che in altre regioni d’Europa, mantenere la competitività nel Nord Est d’Italia, hanno preso la parola il sindaco di Trento Franco Ianeselli e il vice presidente della Provincia, con delega al lavoro, Achille Spinelli. “La situazione del Trentino è positiva dal punto di vista occupazionale e mantiene il trend degli ultimi anni, senza segnali di cedimento” ha detto Spinelli. “Dobbiamo intervenire su demografia, competenze e innovazione tecnologica che incideranno profondamente sulle dinamiche del lavoro

nel prossimo futuro - ha aggiunto -. Per questo abbiamo avviato un percorso di crescita dei salari e delle retribuzioni, un patto sviluppato all’interno delle categorie economiche e sindacali con i quali siamo impegnati nella costruzione di politiche di stimolo rivolte ai settori industriali, per sviluppare ulteriormente politiche di welfare e benessere lavorativo. Abbiamo poi diversi indicatori che dimostrano come l’attivazione femminile sul nostro territorio sia significativa”. Carlo Cottarelli

ha sottolineato durante la sua esposizione le ripercussioni relative alle recenti tensioni internazionali in Medio Oriente. “Lo shock energetico dovuto all’incertezza geopolitica globale - ha aggiunto - può portare a inflazione, recessione e quindi ad un più alto rischio di perdere il lavoro e in generale a una crescita minore del reddito delle famiglie. Servono interventi immediati come aiuti economici per sostenere chi è in di icoltà mentre nel lungo periodo la priorità deve essere liberarsi dalla schiavitù

degli idrocarburi, sia con le rinnovabili ma anche con l’energia nucleare”. “Essere parte di un momento tanto importante per comprendere i nostri territori è per noi una grande sfida e motivo di soddisfazione; con la nostra nuova proposta editoriale locale vogliamo raccontare il Trentino in modo fruibile da tutti in forma gratuita”, ha concluso l’editore Bergantin.

• Alberto Gottardo
La presentazione a Trento L’editore Giuseppe Bergantin

IL PERSEVERARE DI BARBARA CODOGNO, “DIABOLICO” E SENZA COMPROMESSI

“Una cosa mi diverte: si parla spesso di personaggi storici, reali, che poi sulla carta diventano romanzeschi. Io faccio il contrario: il mio è un personaggio tutto inventato, eppure dalla carta nasce un personaggio reale”

Giornalista, scrittrice, curatrice d’arte, viaggiatrice… Barbara Codogno riesce a vivere mille vite diverse, tutte controcorrente.

“Perseveranza” (Apogeo Editore), il nuovo romanzo di Codogno, è una storia disturbante e a ascinante. Una storia che racconta il lato oscuro della nostra società e che mette il lettore di fronte a una serie di provocazioni impossibili da ignorare. Un libro da leggere, insomma. Per questo ho incontrato Codogno per approfondire insieme a lei i tanti spunti del suo splendido romanzo.

“Perseveranza” è un libro che non fa compromessi. Da dove sei partita per raccontare questa storia?

L’incipit è un fatto reale: un violinista che a un concerto resiste alla sua tosse fino alla fine dell’esecuzione del pezzo. Ricordo benissimo: ero al Pollini di Padova e ne rimasi impressionata. Cominciai a riflettere sulla fatica che aveva fatto quel musicista: resistere a qualcosa di fisico per un bene più grande. Da qui l’idea di parlare di un uomo che, invece, non aveva mai amato nulla che gli fosse valso la decisione di uno sforzo.

La genesi di questo romanzo è stata molto lunga, come mai?

Io non sono una scrittrice prolifica, ho sempre tempi lunghi. Inseguo idee,

intuizioni. Il mio processo di scrittura prevede che il personaggio si incarni in me: finché non lo sento pronto, non scrivo. E non faccio progetti, non so che cosa succederà… il personaggio prende vita da solo e mi guida nella scrittura. Poi sai, io scrivo amalgamando tutto: pensiero, parola, voce narrante… tutto in un unico flusso continuo e anche questo comporta che io debba entrare in quel particolare stato emotivo che mi permette una fusione perfetta.

Lo stile di questo libro è molto personale, un flusso di coscienza in cui si mescolano più piani temporali, realtà e percezione, memoria e invenzione, lampi e oscurità. Come nasce una scrittura così potente?

Ti svelo un segreto. Dopo la laurea in filosofia ero in crisi, mi avvicinavo al giornalismo e alla curatela d’arte ma i primi passi mi trovarono timida e spaesata. Così decisi di fare un corso di teatro. In città era arrivato il figlio di Lee Strasberg, John. Faceva delle audizioni e io mi presentai con una cosa super drammatica in stile Carmelo Bene, della serie: spiriti, apparite! Strasberg rise come un pazzo e mi scelse perché a suo avviso avevo incredibili potenzialità comiche. Quel suo corso mi ha cambiato la vita. Sul paco lui interrompeva la tua recitazione,

chiedendoti: ma il personaggio ha fatto colazione? E fuori che tempo fa? Ti spiazzava! È stata una rivelazione che poi è confluita nella scrittura: il personaggio è nel mondo: dentro alla pagine ma soprattutto fuori da queste. Il personaggio è pensiero, corpo, vita. Una lezione che ha lasciato il segno. Il tuo è un romanzo che non rassicura il lettore. Negli ultimi anni, invece, si sono moltiplicare opere rassicuranti, che cercano di mettere le cose a posto. Cosa ne pensi? Credo di essere per natura lontana dal mainstream. Oggi o devi mettere in piazza il tuo disagio, con storie tipo che sei guarita da un male incurabile, che hai un passato da tossico, oppure che la vita è bellissima e che felicità sta nelle piccole cose. Una ipocrisia provinciale, una menzogna banale

che edulcora la vita reale. Ma non parlerei di amore per la verità: nel mio caso è gusto estetico. Una cosa mi diverte: si parla spesso di personaggi storici, reali, che poi sulla carta diventano romanzeschi. Io faccio il contrario: il mio è un personaggio tutto inventato, eppure dalla carta nasce un personaggio reale, che vogliamo comprendere con categorie psichiche e sociali. Strano cortocircuito. Di cui sono ovviamente orgogliosa! Il tuo protagonista, Berto, è una persona ributtante. Quanto è stato di icile “scriverlo”, raccontarlo?

Entrare in contatto con lui è stato molto complesso. Poi è scattata la scintilla e tutto quello che per 4 anni avevo accumulato pensando a lui l’ho sputato sulla carta in meno di un mese. Certo, Berto è un vero stronzo,

ma sai che molte persone a lettura ultimata mi han detto: beh, ma anche io mi sento un po’ Berto… perché chi di noi non ha augurato la morte al tipo che ti so ia il parcheggio? Io credo che Berto sia anche la parte oscura e inconfessabile di noi tutti. Una parte eh? Lui è uno stronzo con s maiuscola.

Oltre alla scrittura sei impegnati su diversi fronti artistici: hai altri progetti di cui ci vuoi parlare? Ti ho appena citato un grandissimo regista rumeno, io ho la fortuna di avere in copertina un’opera di Radu Belcin, grandissimo pittore anche lui rumeno. Che assieme a Flavia Pitis e ad altri grandi artisti sarà protagonista di una mostra dedicata alla pittura contemporanea che curerò a settembre a Padova. La mostra titola: “Sul futuro del corpo”. E come vedi, io sempre là torno: il corpo è la centralità della mia indagine. Corpo inteso come un tutt’uno di carne, pensiero, ambiente, parola… in questo caso il futuro del corpo è il futuro del corpo della pittura oggi in grande trasformazione.

• Chi è Giacomo Brunoro

Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.

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• Giacomo Brunoro

Sintoniz zati

A CODEVIGO LA FRESCHEZZA HA UN NOME: L’ORTO DI DANIELA

Dove la spesa diventa un gesto di cura

C’è un profumo che in via Vittorio Emanuele III, a Codevigo, momento esatto della maturazione, delle verdure appena sistemate nelle cassette, dell’odore pieno e naturale della stagione che cambia. All’Orto di Daniela succede spesso così: prima si sente il profumo, poi si incontra Daniela dietro al banco, con quel sorriso discreto di chi lavora con la materia viva della terra. E si capisce subito che questo non è soltanto un negozio di ortofrutta, ma un luogo familiare dove la spesa torna a essere un gesto semplice, quasi quotidiano, fatto di fi ducia e abitudine. Daniela questo mestiere lo conosce bene. Lo pratica da più di dieci anni, con quella sicurezza che nasce solo dal lavoro quotidiano, imparato sul campo. Nel 2013 ha iniziato a Padova, facendo esperienza e osservando da vicino cosa cercano davvero le persone quando entrano in un negozio di frutta e verdura. Non solo qualità, che naturalmente resta la prima condizione, ma anche semplicità, autenticità e un rapporto diretto con chi sta dall’altra parte del banco. Cinque anni fa ha deciso di aprire

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canti e profumate o le patate che mantengono perfettamente la cottura, prodotti scelti non per caso ma per la qualità costante che sanno garantire. Nel tempo il negozio ha saputo adattarsi ai ritmi contemporanei senza perdere la propria identità. Accanto alla frutta e alla verdura da cucinare si trovano insalate pronte, verdure lavate e tagliate a mano, mix già preparati per vellutate e zuppe, soluzioni pensate per chi rientra a casa dopo una giornata di lavoro e vuole portare in tavola qualcosa di sano senza passare ore ai fornelli. Non si tratta di prodotti industriali, ma di preparazioni realizzate ogni giorno nello stesso negozio con la stessa cura dedicata alla selezione del fresco. Molto apprezzate sono anche le box settimanali personalizzate, cassette di frutta e verdura costruite su misura per le esigenze delle famiglie e preparate in anticipo, pronte per il ritiro in negozio oppure per la consegna a domicilio. Il vero valore aggiunto resta però il rapporto umano. Daniela segue personalmente il negozio, conosce molti clienti per nome, sa cosa preferiscono e spesso suggerisce anche come cucinare un prodotto di stagione. Si entra per comprare della frutta e si fi nisce per fermarsi qualche minuto in più, per scambiare due parole o chiedere un consiglio su cosa preparare per cena. In un’epoca dominata dalla grande distribuzione e dalla spesa veloce, l’Orto di Daniela ha scelto una strada diversa: meno quantità e più qualità, meno distanza e più rela-

zio anche alcune eccellenze dell’Alto Adige, come le mele croc-

Produzione e vendita con posa di Lapidi - Loculi - Monumenti

Sede e lavorazione: Codevigo (Pd) Via Garubbio 9

Esposizione: Chioggia (Ve) Campo Marconi 165 www.venetatombstone.it Cel. 348 8283216

Educazione, territorio e futuro: quando impresa e scuola

crescono insieme

DESPAR NORD E LE SCUOLE: UN IMPEGNO

CHE NUTRE LE NUOVE GENERAZIONI

Dalla sana alimentazione ai progetti per la didattica: vent’anni di iniziative per accompagnare bambini, famiglie e insegnanti verso uno stile di vita più consapevole

Un percorso condiviso con le istituzioni scolastiche, le amministrazioni pubbliche, il mondo dell’associazionismo locale e quello delle imprese territoriali del mercato agroalimentare. Questo il programma di lungo corso e ampio respiro che Despar Nord ha intrapreso nell’ultimo ventennio per diventare partner di percorsi e progetti educativi a favore dei più piccoli, favorendo la di usione delle buone pratiche per la migliore educazione alimentare, raccontando l’importanza dei corretti stili di vita e dell’attività fisica, incoraggiando la conoscenza dell’ambiente e della natura e sostenendo la didattica nelle scuole. Un piano di idee e iniziative per investire con responsabilità nel futuro delle comunità e generare valore condiviso nei territori in cui il marchio dell’Abete è presente. Negli anni, queste iniziative sono cresciute e si sono trasformate, coinvolgendo sempre più insegnanti, studenti e famiglie. L’obiettivo è rimasto lo stesso: unire apprendimento e diverti-

mento, portando nelle scuole – ma anche fuori – esperienze nuove, stimolanti e coinvolgenti.

Tra i progetti più rappresentativi c’è “Le Buone Abitudini Despar”, un vero e proprio punto di riferimento per l’educazione alimentare nato con l’obiettivo di supportare scuole e famiglie nel raggiungere un concetto ampio di qualità della vita, con particolare attenzione ai temi della sana alimentazione e dell’adozione di stili di vita salutari. Nato per promuovere corretti stili di vita tra i più giovani, dal suo avvio vent’anni fa ha coinvolto numerosi comuni del Veneto, promuovendo il coinvolgimento e l’adesione di centinaia di insegnanti e migliaia di alunni, diventando un’occasione preziosa per parlare di benessere in modo semplice e concreto.

Il progetto accompagna bambini, insegnanti e famiglie lungo tutto il percorso della scuola primaria, grazie a programmi pensati su misura per ogni classe e sviluppati insieme a specialisti del settore. Un

percorso educativo completo, che aiuta a costruire abitudini sane fin da piccoli. Negli ultimi mesi, “Le Buone Abitudini” ha preso vita anche in modo nuovo e originale, trasformando alcuni punti vendita Interspar in vere e proprie aule didattiche.

A Bassano del Grappa, oltre 250 bambini di sei scuole tra infanzia e primaria hanno partecipato a laboratori dedicati alla scoperta della piramide alimentare. Guidati da un’educatrice professionista, hanno imparato a riconoscere i diversi

gruppi di alimenti e a capire quanto sia importante seguire una dieta varia ed equilibrata. A Castelfranco Veneto, invece, i più piccoli sono stati accompagnati in un viaggio fatto di storie, profumi e colori. Attraverso il racconto animato di una cantastorie e attività manuali ed esperienziali, i bambini hanno esplorato il mondo dei legumi, delle spezie, delle erbe aromatiche e dei cereali, scoprendone caratteristiche, sapori e proprietà. Accanto a questi percorsi educativi, Despar Nord sostiene concretamente

anche la didattica nelle scuole di tutta Italia con iniziative come “Scuola Facendo” e “Stickermania”. Solo negli ultimi due anni, questi progetti hanno permesso di raccogliere oltre 1,1 milioni di euro, destinati all’acquisto di materiali e attrezzature per più di 4.700 scuole, tra istituti pubblici e paritari di ogni ordine e grado. Un impegno che va oltre il semplice sostegno economico: è una scelta che guarda lontano, mettendo al centro le persone, l’educazione e il futuro delle nuove generazioni.

Dalla natura al supermercato: i bambini scoprono la biodiversità con Despar Nord

Imparare a rispettare l’ambiente partendo da esperienze concrete, da vivere con curiosità e meraviglia. È questo lo spirito del nuovo percorso educativo avviato da Despar Nord, pensato per avvicinare i più piccoli ai temi della sostenibilità e della tutela degli ecosistemi. Per farlo, l’azienda ha scelto di collaborare con Moretto Farm, una realtà trevigiana giovane e innovativa che ha fatto della sostenibilità la propria missione. Qui, infatti, si applicano ogni giorno i principi dell’economia circolare e si lavora per proteggere e valorizzare la biodiversità, attraverso attività come l’acquaponica e l’apicoltura sostenibile. Moretto Farm è anche una delle eccellenze promosse da Despar Nord all’interno del progetto “Sapori del Territorio”, nato per dare valore alle produzioni locali e sostenere uno sviluppo responsabile, legato alla qualità e al

rispetto dell’ambiente.

Proprio da questa collaborazione è nato un percorso educativo speciale, che ha visto protagonisti gli alunni delle classi terze della scuola primaria “Ugo Foscolo” di Montebelluna (TV).

La prima tappa si è svolta direttamente in azienda, dove i bambini hanno potuto osservare da vicino la serra acquaponica e scoprire come nasce il miele, imparando a conoscere i processi naturali e le tecniche sostenibili utilizzate.

Il percorso si è poi concluso all’Interspar di Montebelluna, trasformato per l’occasione in uno spazio di condivisione e scoperta. Qui i bambini hanno ripercorso il viaggio del miele e presentato disegni, lavori e riflessioni nati dall’esperienza vissuta, diventando veri protagonisti di un progetto che lega natura, cibo e lavoro.

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Padova, nuova governance per la sanità: Fortuna ridisegna i vertici dell’Azienda ospedaliera

Nominati i nuovi direttori: Carla Destro alla sanità, Fabio Perina confermato all’amministrazione, Paolo Simioni alla guida della ricerca

Si completa il nuovo assetto ai vertici dell’Azienda Ospedale-Università di Padova. Con l’insediamento del direttore generale Paolo Fortuna, prende forma la squadra che guiderà uno dei poli sanitari più rilevanti del Veneto, tra continuità e nuove nomine. Il primo tassello riguarda la direzione sanitaria, affidata alla dottoressa Carla Destro, che succede al dottor Michele Tessarin.

Per Destro si tratta di un ritorno a Padova dopo l’esperienza maturata all’Ulss 5 Polesana, dove ha ricoperto un ruolo chiave nella direzione medica ospedaliera e nella gestione del rischio clinico. Un profilo tecnico e gestionale che punta a rafforzare l’organizzazione dei servizi e la qualità dell’assistenza.

Nel segno della continuità, invece, la scelta sul fronte amministrativo: Fabio Perina resta al suo posto, incarico che ricopre dal marzo 2021. Una conferma che garantisce stabilità nella gestione economica e organizzativa dell’azienda, in una fase di trasformazione e rilancio.

Il terzo pilastro della nuova governance è rappresentato dal professor Paolo Simioni, nominato direttore scientifico per i prossimi quattro anni. Succede al professor Paolo Navalesi e porta con sé un profilo di alto livello nel panorama della medicina padovana e nazionale. Il suo incarico sarà centrale per il coordinamento della ricerca e per il rafforzamento del legame tra attività clinica e innovazione scientifica. La nuova squadra delineata da Fortuna mette insieme competenze consolidate e nuove energie, con l’obiettivo di affrontare le sfide della sanità contemporanea: dalla gestione delle liste d’attesa al potenziamento della medicina territoriale, fino allo sviluppo della ricerca e dell’alta specializzazione.

Un equilibrio tra esperienza e rinnovamento che punta a consolidare il ruolo strategico di Padova nel sistema sanitario regionale e nazionale, rafforzando un modello capace di coniugare assistenza, didattica e ricerca.

Ulss 6 Euganea, nuova direzione strategica: integrazione, trasparenza e visione i pilastri

Integrazione, trasparenza e visione. Sono questi i tre assi su cui si fonda la nuova Direzione Strategica dell’Ulss 6 Euganea, presentata dal direttore generale Patrizia Benini. Una squadra rinnovata che guiderà l’azienda sanitaria più grande del Veneto, con un bacino di quasi un milione di abitanti, quattro ospedali e una rete articolata tra distretti e servizi territoriali.

Accanto alla direttrice generale entrano due nuovi direttori: Elena Debora Toffanello, 48 anni, geriatra con esperienza sia ospedaliera che territoriale, nominata Direttore Sanitario, e Francesco Favretti, 62 anni, statistico con una lunga carriera nella gestione amministrativa in ambito sanitario, scelto come Direttore Amministrativo. Confermato invece Stefano Vianello nel ruolo di Direttore Socio-Sanitario.

La nuova governance punta su un equilibrio tra qualità dei servizi e sostenibilità economica. Toffanello avrà il compito di coordinare l’attività sanitaria complessiva, dall’ospedale alla prevenzione, fino alle cure primarie e pal-

liative, con un ruolo chiave nello sviluppo della medicina territoriale e nell’organizzazione delle case e degli ospedali di comunità. Favretti sarà invece chiamato a garantire la tenuta dei conti e la pianificazione finanziaria, governando risorse umane, approvvigionamenti, sistemi informativi e logistica, con l’obiettivo di sostenere lo sviluppo dell’azienda in un contesto di crescente complessità.

Resta centrale il ruolo di Vianello, ponte tra sanità e sociale, con la responsabilità dell’integrazione tra prestazioni sanitarie e assistenza sociale e il coordinamento dei servizi dedicati ad anziani, disabili, minori e famiglie, oltre alle aree della psichiatria e delle dipendenze. Una squadra che, nelle intenzioni della direzione, dovrà rafforzare la collaborazione interna e il dialogo con i territori, in particolare con i Comuni, anche in vista dell’avvio degli Ambiti Territoriali Sociali, tassello chiave della riorganizzazione dei servizi sul territorio.

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Ascoltaci in tutto il Veneto in auto sul

Sara Busato
Francesco Favretti, Elena Debora To anello, Patrizia Benini, Stefano Vianello

Il DG Paolo Fortuna delinea la strategia: potenziare l’eccellenza dell’Azienda Ospedale Università e migliorare la rete territoriale.

Sanità a Padova, la reingegnerizzazione al centro del nuovo modello

La direttrice indicata è la reingegnerizzazione, intesa come trasformazione profonda dell’organizzazione sanitaria basata su tre pilastri: assistenza e presa in carico, ricerca e formazione, innovazione tecnologica e digitalizzazione. A delineare questo percorso è il direttore generale Paolo Fortuna, che ha tracciato le linee di sviluppo dell’Azienda Ospedale Università di Padova, confermandone il ruolo di polo di eccellenza e attrattore per pazienti da tutto il Veneto e dall’Italia, grazie anche all’elevato volume di prestazioni. Parallelamente, la strategia punta a rafforzare la qualità della sanità sul territorio, valorizzando gli ospedali della rete. In questo quadro rientrano la concentrazione di attività specialistiche, come dialisi e riabilitazione cardiologica e ortopedica al Sant’Antonio, e il consolidamento della collaborazione con Cittadella, Camposampiero, Schiavonia e Piove di Sacco.

La reingegnerizzazione implica anche un cambiamento culturale, orientato a guidare i cittadini verso un utilizzo più appropriato dei servizi, riducendo i tempi di accesso e migliorando l’efficacia delle cure, anche in vista del nuovo policlinico di Padova est. Centrale resta inoltre la

capacità di attrarre e trattenere professionisti sanitari, in un contesto segnato da carenza di personale. Tra le priorità individuate figurano il rinnovamento organizzativo, la digitalizzazione con attenzione alla cybersicurezza, la sostenibilità e l’ascolto. L’obiettivo è anticipare i bisogni e adattare l’offerta, mantenendo un equilibrio tra eccellenza ospedaliera e sviluppo della rete territoriale.

Un ruolo cruciale nel coordinamento delle strutture ospedaliere per migliorare l’efficienza e la qualità delle cure

Il dottor Claudio Pilerci, classe 1965, è stato nominato Direttore della Funzione Ospedaliera dell’Ulss 6 Euganea, assumendo un ruolo chiave nell’organizzazione sanitaria dell’azienda. Dal 1° settembre 2023, Pilerci ricopriva il ruolo di Direttore medico dell’Ospedale di Piove di Sacco. Ora, con il nuovo incarico, sarà responsabile del coordinamento delle Direzioni dei quattro presidi ospedalieri aziendali (Cittadella, Camposampiero, Piove di Sacco, Schiavonia), per garantire il buon funzionamento delle attività sanitarie, l’efficienza delle strutture ospedaliere e la qualità delle cure offerte. La nomina, formalizzata con la firma del contratto

con il Direttore Generale dell’Ulss 6, dott.ssa Patrizia Benini, segna un nuovo capitolo nella carriera del dottor Pilerci, che ha alle spalle un ampio percorso formativo e professionale. Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1991 e specializzato in Igiene e Medicina Preventiva, ha completato nel 2004 un Executive Master in Management delle Aziende Sanitarie presso l’Università Bocconi di Milano e nel 2022 ha conseguito un titolo per il supporto all’attuazione del PNRR in Regione Veneto. Il dottor Pilerci ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità, tra cui quello di Direttore della Direzione Programmazione Sanitaria - LEA in Regione Veneto dal 2021 al 2023. Ora, con il nuovo incarico, porterà la sua esperienza per ottimizzare l’intera rete ospedaliera dell’Ulss 6 Euganea, assicurando una gestione integrata e una migliore presa in carico dei pazienti, con un forte coordinamento tra ospedali e territorio. L’obiettivo è quello di garantire una sanità più efficiente e orientata alla qualità delle cure.

Reingegnerizzazione e nuovi modelli: la strategia AOUP unisce l’hub di Padova alla rete provinciale

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Il Dottor Claudio Pilerci nuovo Direttore della Funzione Ospedaliera dell’Ulss 6 Euganea

Nuove regole per ospedali e ambulatori: referti entro cinque giorni e dati condivisi per migliorare le cure

Fascicolo sanitario elettronico, scattata la scadenza del 31 marzo per l’adeguamento delle strutture

Prosegue anche in Veneto il percorso del Fascicolo sanitario elettronico, destinato a diventare il fulcro della sanità digitale. Il 31 marzo ha segnato una data importante: entro questo termine tutte le strutture sanitarie, pubbliche e private, si sono dovute adeguare alle nuove modalità di trasmissione dei dati.

L’obiettivo è rendere più semplice e immediato l’accesso alle informazioni sanitarie dei cittadini. Il Fascicolo rappresenta infatti una sorta di archivio digitale personale dove vengono raccolti documenti, esami e referti legati alla storia clinica di ciascun assistito. Attraverso questo strumento, ogni cittadino può consultare i propri dati e condividerli con medici e specialisti, favorendo cure più rapide e coordinate.

Per rendere il sistema davvero efficace, tutte le strutture dovranno utilizzare un linguaggio comune e rispettare tempi pre-

cisi: i referti dovranno essere caricati entro cinque giorni dalla visita o dall’esame. In questo modo, anche in caso di accesso al pronto soccorso in un’altra zona del Paese, i sanitari potranno avere subito un quadro chiaro delle condizioni del paziente. I numeri mostrano una crescita significativa dell’utilizzo. Tra luglio e settembre 2025, il 27% degli italiani ha consultato il Fascicolo sanitario elettronico. Il Veneto si distingue con una delle percentuali più alte: il 66% dei cittadini ha già utilizzato il servizio. Complessivamente, oltre 6,4 milioni di persone hanno effettuato almeno un accesso, mentre per circa 23 milioni di cittadini è stato caricato almeno un documento.

Resta però ancora limitata la quota di chi ha dato il consenso alla consultazione dei propri dati da parte dei medici, ferma al 44%. Molto alta, invece, la partecipazione dei medici di famiglia e dei pediatri, con oltre il 95% già presenti nel sistema.

Tra gli strumenti più importanti c’è il cosiddetto profilo sanitario sintetico, una scheda aggiornata dal medico di base o dal pediatra che riassume le informazioni principali sulla salute del paziente. Si tratta di un documento essenziale per permettere ai sanitari di capire rapidamente la situazione clinica, soprattutto nei casi di urgenza.

I cittadini possono accedere al Fascicolo tramite identità digitale e hanno pieno controllo sui propri dati: possono decidere chi può consultarli, modificare in qualsiasi momento le autorizzazioni e verificare chi ha avuto accesso alle informazioni. Anche la revoca del consenso è sempre possibile e non comporta conseguenze sull’assistenza sanitaria.

Fascicolo sanitario elettronico: accesso in pochi clic con i video tutorial della Regione Veneto

La Regione del Veneto punta sulla semplicità per avvicinare i cittadini al Fascicolo Sanitario Elettronico. Sono infatti disponibili una serie di video tutorial chiari e immediati, pensati per guidare passo dopo passo nell’utilizzo dei servizi sanitari online e nella gestione della propria salute digitale. I video accompagnano l’utente nelle principali funzionalità del fascicolo: dall’accesso tramite identità digitale alla consultazione di referti, ricette e documenti clinici, fino alla possibilità di monitorare il proprio percorso sanitario e avere sempre a disposizione la propria storia medica in modo sicuro e organizzato. Non mancano indicazioni pratiche anche su come aggiornare i dati, condividere le informazioni con i professionisti sanitari e sfruttare al meglio i servizi disponibili. I contenuti, realizzati da Give Emotions – società editrice de La Piazza, LaPiazzaweb e Radio Veneto24 – nascono con l’obiettivo di rendere più accessibili e intuitivi gli strumenti messi a disposizione dal sistema sanitario regionale, favorendone così una diffusione sempre più ampia tra gli utenti.

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Vene t o 2 4 passa al sistema di ultim a gener a zione DAB che permette di as coltare an c h e la ra d io con una qualità audio pe r fe t ta .

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