del Piovese
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AGOSTO 2026
Periodico d’informazione locale - Anno XXXIII n. 178
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Energia, l’Antitrust sulle concessioni, intanto il Veneto punta all’autonomia
Case della Comunità: raggiunto l’accordo, arrivano i medici di medicina generale
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Il fine vita al centro del dibattito in Veneto
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l tema del fine vita torna a infiammare l’agenda politica del Veneto in questa calda estate. Dopo il rinvio tecnico e le tensioni registrate nelle ultime sedute estive del Consiglio regionale, la discussione sulla proposta di legge di iniziativa popolare promossa dall’associazione Luca Coscioni è stata calendarizzata per il prossimo settembre, trasformandosi nel banco di prova più delicato della stagione politica autunnale. Il provvedimento, che punta a regolamentare tempi e procedure certe per l’accesso al suicidio medicalmente assistito in applicazione della storica sentenza 242 del 2019 della Corte Costituzionale, riapre ferite e spaccature mai sopite all’interno dell’emiciclo di Palazzo Ferro-Fini. Già nel gennaio del 2024 il Veneto era stato pioniere in Italia su questo fronte, vedendo tuttavia la proposta respinta per un solo voto a causa di defezioni trasversali e distinguo interni alla stessa maggioranza. Un colpo di scena che innescò accese reazioni contrastanti e tenne vivo il dibattito a lungo, dentro e fuori il Palazzo. Anche in vista del nuovo appuntamento di settembre, il clima si conferma rovente.
ANZIANI E GIOVANI A RISCHIO SOLITUDINE E ISOLAMENTO IL CENTRODESTRA A PIOVE: “SERVONO FATTI, NON SOLO EMERGENZE” servizi alle pag. 4-5
EX STAZIONE DEI BUS VERSO LA DEMOLIZIONE, PIOVE DI SACCO PREPARA LA SVOLTA
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I COSTI PER OLIMPIADI E PEDEMONTANA SCALDANO I CONTI DELLA REGIONE
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IL TEMPO SOSPESO TRA LE GENERAZIONI
numeri, come sempre, lasciano poco spazio alla fantasia: il Nordest, e quindi anche Veneto e Trentino fa i conti con una comunità che invecchia a passi spediti. Lo confermano recenti dati Istat e proiezioni demografiche. Guardando alle cifre il Veneto ormai conta oltre 200 anziani ogni cento ragazzi mentre in Trentino sono più di trentamila gli over 70 che affrontano la quotidianità in solitudine. Dal Covid in poi le fragilità e i bisogni dell’una e dell’altra generazioni si sono fatti ancora più urgenti. segue a pag. 3
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Sicurezza idraulica: stanziati dalla Regione 737 mila euro del Genio Civile per i fiumi padovani
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FACCIAMO IL PUNTO
del Piovese
IL TEMPO SOSPESO TRA LE GENERAZIONI
NUOVO TETTO PER L’AQUARIA
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odici travi in legno lamellare, lunghe quasi 30 metri ciascuna, sono state posate nella nuova copertura della piscina comunale di piazzale Santa Giustina. Si è conclusa in questi giorni la fase più complessa del cantiere per il rifacimento del tetto dell’impianto Aquaria, con il montaggio delle strutture principali che sosterranno la nuova copertura. Le travi, realizzate e installate dalla ditta piovese Bertani Legno, hanno un’altezza di 80 centimetri e un peso di circa 3 tonnellate e mezzo ciascuna. Per il loro trasporto sono state necessarie un paio di giornate di viabilità eccezionale, mentre la posa ha richiesto particolare precisione per il corretto allineamento degli elementi strutturali. “In questi giorni si sono concluse le operazioni di montaggio delle travi principali di copertura”, conferma la sindaca Lucia Pizzo, “le prossime fasi prevedono la posa del pacchetto di copertura composto dalle travi secondarie, dal tavolato a vista, dalla barriera a vapore, dall’isolamento in lana di roccia, dal sistema di ventilazione e dalla chiusura con lamiera grecata”. Il cantiere proseguirà per tutto il mese di agosto. Parallelamente l’impresa appaltatrice del cantiere sta lavorando agli interventi di rinforzo sismico nelle zone sottostanti le tribune e alla realizzazione dei setti murari di consolidamento. L’intervento, finanziato dal Comune con una spesa di circa 1,1 milioni di euro, era stato avviato all’inizio dell’estate e ha comportato la chiusura temporanea della piscina coperta. La nuova copertura sostituirà quella mobile esistente, rimasta inutilizzata negli ultimi anni a causa delle problematiche legate alle norme antisismiche. L’obiettivo è di consentire la ripresa delle attività sportive nel più breve tempo possibile. Il programma di adeguamento interesserà anche altre parti strutturali dell’impianto.
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• Nicola Stievano Segue da pag. 1
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A Piove di Sacco montate dodici travi da quasi 30 metri
i fronte a questo scenario la tentazione della retorica è forte. Da un lato la commiserazione per gli anziani “soli e fragili”, dall’altro la ramanzina paternalistica per i giovani “incomunicabili e disorientati”. È una narrazione pigra e, soprattutto, falsa. Se ci prendiamo la briga di gettare lo sguardo oltre i luoghi comuni, scopriamo che i ragazzi e i grandi anziani di questo territorio non sono due pianeti lontani che si ignorano. Sono, al contrario, due specchi che riflettono la medesima ferita: il rischio dell’invisibilità. I giovani soff rono per un futuro che sembra già ipotecato, per la difficoltà di trovare spazi di espressione autentica e per un sovraccarico digitale che spesso maschera una profonda solitudine emotiva. Gli anziani soffrono per l’improvviso ridimensionamento del proprio ruolo sociale, confinati nell’etichetta di “utenti da assistere” anziché custodi di competenze ed esperienze. Entrambi vivono la frustrazione di una comunicazione interrotta, in cui parlare non significa essere ascoltati. Per decenni abbiamo risposto a queste fragilità con l’assistenzialismo: sussidi, servizi a sportello, intrattenimento di facciata. Strumenti utili, certo, ma insufficienti se non affrontano la radice del problema:
la perdita di dignità e di autonomia. Un anziano ha bisogno di essere riconosciuto come risorsa attiva, fin dove possibile. Un giovane chiede fiducia concreta per incidere sulle decisioni della propria comunità. In alcune zone del nostro territorio si intravedono già le fondamenta di un cambio di rotta. Pensiamo ai progetti di abitare condiviso tra studenti universitari e pensionati, al volontariato di comunità che unisce il passo di chi ha memoria al dinamismo di chi ha visione, o ai tavoli territoriali che finalmente smettono di parlare dei giovani e degli anziani per iniziare a parlare con loro. Il dialogo intergenerazionale non è un esercizio poetico o un atto di bontà. È un’infrastruttura sociale primaria, urgente quanto una superstrada o la banda larga. Senza questo ponte, il nostro territorio rischia di trasformarsi in una gigantesca ed elegante residenza per anziani senza futuro, circondata da giovani che sognano di andarsene altrove. Urge allora restituire a chi si trova ai margini dell’agenda economica e spesso anche delle decisioni politiche, perché nel parlarne invece tutti sono bravi, la chiave per ricucire la trama sociale e avvicinare queste generazioni solo in apparenza lontane.
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• Alessandro Cesarato
ASCOLTA ORA del Piovese è una testata giornalistica di proprietà di
ASCOLTACI IN Questa edizione raggiunge le zone di Piove di Sacco, Legnaro, Sant’Angelo di Piove, Arzergrande, Brugine, Codevigo e Pontelongo per un numero complessivo di 10.317 copie. Iscrizione testata al Srl Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 32199
Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin - formato da 26 edizioni locali mensilmente recapitato a 575.000 famiglie del Veneto e del Trentino
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Giovani e anziani/1. L’intervento di Paolo Mazzetto, consigliere di opposizione
Anziani e solitudine, il centrodestra incalza: “Servono fatti, non solo emergenze” “S ervono politiche locali per l’invecchiamento attivo, contro la solitudine e per una migliore qualità della vita. Proporremo un piano di iniziative concrete, partendo dagli spazi di socialità”. A dirlo è Paolo Mazzetto (in foto), consigliere comunale di opposizione e referente per il centrodestra a Piove di Sacco. “L’invecchiamento della popolazione - dice Mazzetto - è una delle grandi trasformazioni sociali con cui le nostre comunità dovranno confrontarsi nei prossimi anni. La diminuzione della natalità e l’allungamento dell’aspettativa di vita stanno modificando progressivamente la struttura della popolazione e richiedono alla politica di guardare oltre la gestione delle sole emergenze. La Regione ha da tempo riconosciuto questo tema attraverso la legge regionale sull’invecchiamento attivo e oggi le deleghe regionali alla Longevità, ai Servizi sociali e alla Sanità confermano la necessità di lavorare non soltanto perché le persone vivano più a lungo, ma perché possano vivere meglio. E questo è un obiettivo che deve riguardare anche Piove di Sacco”. In questi anni sono stati avviati interventi importanti, ricorda Mazzetto. “Tra questi - dice vi sono gli alloggi per anziani previsti nell’area dell’ex scuola Davila e il nuovo assetto degli Ambiti Territoriali Sociali. Sono strumenti che abbiamo
sostenuto quando li abbiamo ritenuti utili e sui quali intendiamo continuare a dare un contributo costruttivo”. Ma non possono essere sufficienti. Il tema dell’invecchiamento non riguarda infatti soltanto le persone non autosufficienti o chi si trova già in una situazione di grave fragilità. Esiste una fascia molto più ampia della popolazione, composta da persone ancora autonome che possono però vivere situazioni di solitudine, isolamento, difficoltà negli spostamenti o semplicemente mancanza di occasioni di relazione. “Pensiamo, ad esempio, alle giornate estive – sottolinea- nelle quali le temperature raggiungono livelli difficilmente sopportabili per una persona anziana che vive sola. Mettere a disposizione alcuni locali pubblici climatizzati, facilmente raggiungibili e nei quali trascorrere qualche ora in compagnia può fare una grande differenza. Si possono utilizzare centri civici, strutture comunali e altri spazi già esistenti”. Il centrodestra intende avviare un lavoro stabile di ascolto e proposta sulle politiche per la popolazione anziana di Piove di Sacco, coinvolgendo cittadini, associazioni e realtà che già operano nel territorio. “L’obiettivo – dice Mazzetto - è arrivare alla definizione di un vero “Piano comunale per l’invecchiamento attivo”, costruito su alcuni temi concreti: contrasto alla solitudine, luoghi di in-
contro e socializzazione, attività motoria, cultura e formazione, mobilità, sicurezza, alfabetizzazione digitale, prevenzione sanitaria e sostegno alle famiglie. Continuiamo a ritenere che la cura dei cimiteri sia anche una forma di rispetto verso le persone, e in particolare verso molti anziani che in quei luoghi custodiscono memoria, affetti e una parte importante della propria vita”. L’opposizione intende controllare ciò che viene fatto, ricono-
scendo le iniziative positive dell’amministrazione guidata dalla sindaca Lucia Pizzo quando ci sono e avanzando proposte. “Prepararsi all’invecchiamento della popolazione - conclude - non significa occuparsi soltanto degli anziani di oggi. Significa progettare oggi la Piove di Sacco nella quale tutti noi vivremo domani”. • Alessandro Abbadir
Un progetto d’area vasta coinvolge Casalserugo, Legnaro e Polverara
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e la risposta pensata per la terza età fa leva su cura, salute e inclusione, il lavoro rivolto alle nuove generazioni adotta un cambio di prospettiva fondamentale: i giovani sono risorse vive e attori protagonisti della crescita del territorio. A Casalserugo l’amministrazione comunale si muove su un doppio binario: da un lato valorizzare il loro contributo attivo alla vita pubblica, dall’altro incentivare e riconoscere l’impegno, il merito scolastico e la partecipazione civica. C’è
una presenza sempre più incisiva ei giovani nel volontariato sociale, grazie al progetto Solidaria: un’iniziativa promossa in rete con il Centro di Servizio per il Volontariato (Csv) che permette ai ragazzi tra i 14 e i 21 anni di mettersi al servizio del paese durante i mesi estivi, prendendosi cura degli spazi pubblici, offrendo supporto nelle attività comunitarie. A dare una veste ancora più strutturata e strategica a questo percorso di coinvolgimento è il nuovo progetto d’area vasta
intitolato “Giovani & Comunità”, nato dalla sinergia istituzionale tra i Comuni di Casalserugo, Legnaro e Polverara nell’ambito del Protocollo della Comunità Educante. L’iniziativa (in foto i ragazzi) si articola con una visione educativa specifica per fasce d’età, dividendosi tra un target Junior per i ragazzi dai 9 ai 14 anni legato all’educazione civica e ai Consigli dei Ragazzi, e un target Senior dai 15 ai 25 anni orientato al mondo del lavoro, dell’associazionismo e della vita pubblica. Si sviluppa attorno a tre
pilastri operativi fondamentali: scuola e cultura, sport e salute, sociale e solidarietà. • (A.A.)
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5 Giovani e anziani/2. Il sindaco Filippo Lazzarin illustra le strategie dell’ente locale
Contro l’emarginazione e le fragilità Arzergrande scommette sulla comunità è riservata anche a chi vive situazioni di difficoltà. “Ricordiamo che il Comune mette a disposizione un numero telefonico attivo 24 ore su 24 (+39 351 596 4010) sottolinea Lazzarin - per segnalazioni, richieste di informazioni e necessità di supporto, anche di carattere sociale. Vogliamo che ogni cittadino sappia di poter contare su un’amministrazione presente e pronta ad ascoltare”. “Le fragilità - conclude il sindaco - non si affrontano
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a migliore risposta alle fragilità è una comunità viva, presente e capace di creare relazioni”. È questa la convinzione che guida l’azione dell’amministrazione comunale di Arzergrande. “Per quanto riguarda i giovani - spiega il sindaco Filippo Lazzarin (in foto) - investiamo molto nelle occasioni di aggregazione. Oltre alle numerose iniziative culturali, collaboriamo con la Pro Loco, le associazioni sportive e sosteniamo l’importante attività dell’associazione Tetris, che a Palazzo Foggiato, in via Roma, offre ai ragazzi uno spazio di incontro,
confronto e crescita. A questo si aggiungono eventi, manifestazioni e tornei di calcio e pallacanestro che consentono ai giovani di essere protagonisti della vita del paese. Quando un ragazzo si sente parte della propria comunità, è più difficile che rimanga vittima della solitudine o imbocchi percorsi problematici”. Un ruolo fondamentale è svolto anche dagli spazi pubblici. “Abbiamo riqualificato i campetti sportivi all’aperto, oggi frequentati quotidianamente da bambini e ragazzi. Qualche episodio di abbandono di rifiuti si è verificato, ma si tratta di situazioni circoscritte e sotto
controllo, anche grazie al potenziamento dei controlli della Polizia Locale, reso possibile dalla recente convenzione con il Comune di Codevigo”. L’attenzione del Comune è rivolta anche agli adulti e agli anziani. “Contrastare la solitudine significa creare occasioni di incontro. Per questo promuoviamo passeggiate serali dedicate alla socializzazione e al benessere, mentre durante il giorno il centro Auser di via Bassa rappresenta un punto di riferimento prezioso, molto frequentato e accogliente, dove tante persone trovano compagnia e momenti di condivisione”. Attenzione particolare
Disagio e solitudine: Sant’Angelo mette in campo delle soluzioni
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ngela Furlanetto (in foto) , sindaco di Sant’Angelo di Piove, interviene a Veneto 24 illustrando le iniziative che mette in campo il Comune per anziani e giovani. “Per quanto riguarda queste due categorie - dice - sempre a rischio di marginalizzazione, le azioni che mettiamo in campo sono, per quanto riguarda i ragazzi, i servizi di educativa domiciliare e di educativa a piccoli gruppi nelle sale comunali con dei laboratori dedicati e poi abbiamo anche un servizio di assistenza psicologica laddove occorra. Ovviamente poi ci sono tutte le iniziative che vengono messe in campo anche attraverso la scuola per cercare in qualche modo di occupare i ragazzi e di fornire loro gli strumenti per affrontare le loro fragilità”. “Per quanto riguarda gli anziani - continua - diciamo che la maggior parte delle iniziative, al di là di quelle che sono offerte dall’Usl, sono fornite in collaborazione con l’associazione Auser con la quale collaboriamo costantemente e quindi abbiamo varie attività che sono: il pranzo del giovedì, il gruppo “Solidali alla solitudine”, dove vengono aiutate le persone sole a uscire un po’ di casa, il Telefono amico, il servizio
soltanto con i servizi, ma costruendo ogni giorno una comunità coesa, nella quale istituzioni, volontariato, associazioni e cittadini collaborano per fare in modo che nessuno venga lasciato indietro. La prevenzione nasce dalla vicinanza alle persone, dalla partecipazione e dalla capacità di creare opportunità di incontro per tutte le generazioni”. • Alessandro Abbadir
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di trasporto sociale che da noi è attivissimo. Nel gruppo “Solidali alla solitudine” gli anziani sono arrivati ad essere una cinquantina, che vengono accompagnati ai pranzi e a qualche iniziativa”. “Fra i giovani - conclude - stanno aumentando le situazioni di tipo patologico, di disturbi dell’apprendimento. L’evoluzione è abbastanza delicata, va monitorata”. • (A.A)
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PIOVE DI SACCO
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L’intervento. Panchine in marmo per più spazio ai pedoni
PIAZZA DON PINO PUGLISI SI TRASFORMA U na parte di piazza Don Pino Puglisi cambia volto. Le nuove panchine in marmo bianco di Trani collocate davanti alla chiesa del quartiere di Sant’Anna delimitano uno spazio che d’ora in avanti sarà riservato ai pedoni, alla socialità e alle attività della parrocchia, mettendolo al riparo dal parcheggio selvaggio. Un intervento di arredo urbano che punta a rendere più sicura e vivibile un’area frequentata quotidianamente da studenti, famiglie e cittadini. Le panchine, una decina in tutto, sono state acquistate dal Comune nell’ambito di un intervento finalizzato a valorizzare
gli spazi di aggregazione e a tutelare la sicurezza stradale e pedonale della piazza. L’intervento è stato realizzato in accordo con la parrocchia di Sant’Anna e richiama quello già eseguito in Piazzale Serenissima. “Il nuovo arredo urbano garantisce uno spazio dedicato alla socialità e una maggiore sicurezza per chi frequenta la chiesa e le strutture parrocchiali”, spiega la sindaca Lucia Pizzo. La situazione dell’area, tuttavia, è resa più complessa dalla presenza dei poli scolastici e dalla cronica carenza di parcheggi. Durante l’anno scolastico, inoltre, alcune aule del patronato vengono utilizzate dall’ Istituto superiore Einstein
per ospitare alcune classi. “Abbiamo mantenuto, pur spostandolo, il passo carraio immaginando che la piazza possa continuare, in determinati orari
e periodi dell’anno, a svolgere anche la funzione di parcheggio”, aggiunge la sindaca “ma abbiamo voluto preservare dal parcheggio un’area importante
antistante la parrocchia, restituendola al passaggio pedonale degli studenti e alla vita della comunità”. Le nuove panchine arrivano in un’estate che ha visto piazza Puglisi riscoprirsi luogo di incontro per il quartiere. Le serate della festa del sorriso e della sagra di Sant’Anna hanno portato in piazza famiglie, bambini e giovani con letture animate, spettacoli musicali, giochi da tavolo, attività sportive, momenti conviviali e iniziative sociali, confermando la vocazione di questo spazio pubblico come punto di aggregazione. • Alessandro Cesarato
VOLONTARI ANC IN SERVIZIO ALL’OSPEDALE IMMACOLATA CONCEZIONE
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volontari dell’Associazione nazionale carabinieri saranno presto operativi all’ospedale Immacolata Concezione. L’Usl 6 Euganea sta definendo in questi giorni le turnazioni del nuovo servizio, che vedrà impegnati i volontari in attività di osservazione, informazione e orientamento per accompagnare pazienti e familiari all’interno della struttura. La loro presenza punta a rendere più agevole l’accesso ai servizi e a contribuire a un clima di maggiore serenità nei luoghi di cura. L’iniziativa è stata presentata dalla direttrice generale Patrizia Benini e dal direttore medico di presidio Claudio Pilerci insieme ai rappresen-
tanti dell’Anc. “La tutela dei nostri operatori sanitari è una priorità assoluta”, ha ricordato Benini, sottolineando come il progetto rientri nelle azioni avviate dall’azienda sanitaria per rafforzare la sicurezza negli ospedali. Negli ultimi mesi l’Usl 6 ha introdotto percorsi di formazione dedicati al personale, procedure per la gestione delle situazioni critiche e dispositivi antiaggressione indossabili, collegati a una centrale operativa attiva 24 ore su 24 e alle forze dell’ordine. • (A.C.)
UN UFFICIO MOBILE PER LA POLIZIA LOCALE
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n nuovo mezzo operativo per la Polizia locale, attrezzato per i controlli stradali e gli interventi di emergenza. L’amministrazione comunale ha investito circa 85.000 euro per dotare il comando di un veicolo allestito come un vero e proprio ufficio mobile, pensato per rendere più efficace l’attività degli agenti sul territorio. Il mezzo sarà utilizzato per i controlli veicolari e del traffico pesante ed è equipaggiato con una torre faro installata sul tetto che consente di operare anche nelle ore notturne o in
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situazioni di scarsa visibilità. A bordo è presente anche un defibrillatore, una dotazione che permette di garantire un primo intervento in caso di emergenze sanitarie. “Ho sempre detto che sulla sicurezza non bastano le parole, ma servono investimenti concreti”, spiega il vicesindaco Davide Gianella, “per questo abbiamo voluto mettere a disposizione della nostra Polizia locale uno strumento moderno e adeguato alle esigenze del servizio. Chi lavora ogni giorno per la comunità deve poter contare su mezzi
idonei a svolgere al meglio il proprio lavoro”. L’acquisto rientra nella strategia dell’amministrazione comunale di rafforzare la presenza della Polizia locale sul territorio e migliorarne la capacità operativa. “La nostra idea di sicurezza”, aggiunge Gianella “è fatta di presenza, controllo e vicinanza ai cittadini. Investire in strumenti come questo significa offrire un servizio più efficace e tempestivo alla città”. • (A.C.)
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PIOVE DI SACCO
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Manutenzione. Tra gli interventi figurano sicurezza sismica e nuovi impianti
L’Immacolata Concezione si rinnova, reparti trasferiti per i lavori da 20 milioni S ono entrati nel vivo i lavori di manutenzione straordinaria all ’o spe dale Immac olata Concezione, con il completamento del riassetto temporaneo di alcuni reparti del monoblocco ospedaliero. Gli spostamenti, effettuati nelle scorse settimane, si sono resi necessari per consentire l’esecuzione di interventi non differibili all’interno della Medicina interna e rappresentano uno dei primi passaggi operativi del più ampio progetto di adeguamento, riassetto e potenziamento del presidio ospedaliero piovese. A seguito della riorganizzazione, la Neurologia è stata trasferita al settimo piano, negli spazi della Geriatria, mentre la Medicina interna è stata collocata al terzo piano del monoblocco negli ambienti precedentemente occupati dalla Riabilitazione funzionale (Rrf). Quest’ultima è stata a sua volta trasferita sempre al terzo piano, negli spazi che ospitavano il reparto di cure intermedie, costituito dall’Unità riabilitativa territoriale e dall’Ospedale di comunità. Le attività assistenziali sono proseguite regolarmente durante tutte le operazioni di trasferimento, predisposte dall’Usl 6 Euganea per garantire la continuità dei servizi e limitare al minimo i disagi per pazienti e familiari. Il riassetto dei reparti si inserisce nel progetto di “Adeguamento, riassetto e potenziamento dell’Ospedale di Piove di Sacco”, destinato a interessare l’intero presidio sanitario di riferimento per circa 163 mila abitanti della Saccisica. Il primo stralcio dell’intervento, già finanziato con circa 20 milioni di euro, riguarda il monoblocco ospedaliero e prevede il miglioramento sismico dell’edificio, l’adeguamento alle normative antincendio e l’installazione di nuovi impianti tecnologici. Il progetto comprende inoltre una riorganizzazione degli spazi interni con la realizzazione di due nuove sale operatorie. Il secondo intervento prevede invece la demolizione progressiva di alcune strutture del vecchio ospedale per lasciare spazio a un nuovo padiglione dedicato alle attività diurne, destinato a fungere anche da nuovo ingresso e punto di distribuzione dei percorsi interni del presidio. Il terzo stralcio interesserà il nucleo storico dell’ospedale ottocentesco e la chiesa del nosocomio, che saranno recuperati per ospitare la Casa della Comunità e gli ambulatori dei medici di medicina generale, rafforzando ulte-
riormente l’integrazione tra assistenza ospedaliera e servizi territoriali. Quello avviato all’Immacolata Concezione rappresenta un ulteriore tassello del percorso di ammodernamento del presidio ospedaliero, già interessato negli ultimi anni da importanti investimenti che hanno portato alla realizzazione del nuovo Pronto soccorso, della Farmacia ospedaliera e della Terapia intensiva. Un piano di interventi che punta a rendere l’ospedale piovese sempre più sicuro, moderno e adeguato alle esigenze sanitarie del territorio. • Alessandro Cesarato
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Silvia Doro riconfermata segretaria della Lega cittadina
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a sezione cittadina della Lega ha rinnovato i propri organismi dirigenti. Al termine del congresso degli iscritti aventi diritto al voto, Silvia Doro è stata riconfermata segretaria cittadina del partito per il secondo mandato consecutivo. Un passaggio che segna la continuità nella guida della sezione locale in una fase che guarda già ai prossimi appuntamenti amministrativi. Consigliere comunale e capogruppo della Lega a Palazzo Jappelli, Doro continuerà a guidare il gruppo politico piovese anche nel percorso di avvicinamento alle prossime elezioni comunali, previste tra due anni. Il rinnovo della segreteria rappresenta quindi un momento organizzativo importante per la sezione, chiamata a programmare l’attività politica e il lavoro sul territorio dei prossimi mesi. “Ringrazio Modesto Lazzarin, vicesegretario provinciale della Lega, che ha presieduto il nostro congresso”, dichiara Doro, “oltre agli iscritti della sezione per la fiducia che mi hanno nuovamente accordato. La riconferma rappresenta una responsabilità importante che affronto con spirito di servizio e collaborazione”. Tra gli obiettivi indicati dalla segretaria figurano il rafforzamento dell’organizzazione della sezione, il confronto costante con cittadini e realtà del territorio e la preparazione della futura campagna elettorale. Un lavoro che sarà portato avanti insieme al nuovo consiglio direttivo eletto nel corso del congresso. I quattro componenti designati sono Antonio Zorzi, attuale consigliere comunale, Luca Giuseppe Bianchi, già consigliere comunale nel precedente mandato amministrativo, Arianna Bissacco e Susanna Sola, entrambe impegnate da tempo nelle attività della sezione cittadina. Il nuovo direttivo affiancherà la segretaria nell’organizzazione delle iniziative e nell’attività politica del gruppo locale della Lega. • (A.C.)
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PIOVE DI SACCO
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L’annuncio. La struttura sarà al centro di un progetto di recupero
La vecchia stazione delle corriere sarà demolita: biglietteria automatica e pannelli digitali in arrivo
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a vecchia stazione delle corriere è destinata a essere demolita e successivamente riqualificata. È questo l’orizzonte delineato dalla sindaca Lucia Pizzo nel corso dell’ultimo Consiglio comunale, rispondendo a un’interrogazione della consigliera della Lega Silvia Doro sulla chiusura della biglietteria e sul futuro dell’immobile che è di proprietà della Provincia. Nel frattempo, il Comune ha già avviato gli interventi necessari per garantire nuovi servizi ai pendolari, con l’installazione di una biglietteria automatica e di due pannelli informativi digitali. La biglietteria della stazione dei bus aveva chiuso definitivamente alla fine del 2025 in seguito al pensionamento dei gestori, lasciando gli utenti del trasporto pubblico senza un punto di riferimento per l’acquisto dei titoli di viaggio e per le informazioni sulle corse. Da allora il Comune ha avviato una serie di interlocuzioni con Bus Italia e con la Provincia per individuare una soluzione che consentisse di mantenere
alcuni servizi essenziali per i pendolari. Proprio in questi giorni sono in fase di completamento le opere preliminari finanziate proprio dal Comune. Si tratta della predisposizione degli spazi che ospiteranno due pannelli informativi digitali, uno dedicato alle linee in direzione Padova e uno a quelle verso Sottomarina, oltre alle opere necessarie per il posizionamento della nuova biglietteria automatica, che sarà collocata vicino alla pensilina delle corriere in direzione Padova. L’accordo era stato raggiunto al termine di un confronto con Bus Italia, alla presenza dell’allora consigliere provinciale delegato ai trasporti Vincenzo Gottardo. “La Provincia non aveva manifestato l’intenzione di effettuare investimenti sull’area”, spiega Pizzo, “mentre Bus Italia si è resa disponibile a fornire le apparecchiature tecnologiche senza però sostenere i costi delle opere di predisposizione. Abbiamo deciso di intervenire direttamente, facendoci carico dei lavori necessari per consentirne la successiva
installazione”. Più articolata è invece la questione che riguarda l’immobile. Nel corso del dibattito consiliare la sindaca ha espresso in maniera chiara la posizione dell’amministrazione comunale sull’immobile. “Una struttura fatiscente, giunta a fine vita”, afferma, “che deve essere demolita e che il Comune si impegna a riqualificare”. Per il momento, tuttavia, ogni ragionamento progettuale dovrà attendere. Le recenti elezioni provinciali non hanno ancora portato alla nomina dei nuovi delegati al trasporto extraurbano e al patrimonio, figure con le quali il Comune dovrà necessariamente confrontarsi per definire il futuro dell’immobile. L’auspicio dell’amministrazione è quello di riprendere quanto prima il dialogo istituzionale con la Provincia per avviare il percorso che dovrà portare prima alla demolizione dell’attuale stazione delle corriere e successivamente alla riqualificazione di un’area ritenuta strategica. • Alessandro Cesarato
Campettognana: il campetto di Tognana si colora di comunità
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n campetto da basket che diventa molto più di uno spazio per fare sport. Un luogo di incontro, socialità e partecipazione giovanile. È questo il significato di Campettognana, il progetto che ha portato alla riqualificazione della piastra sportiva situata davanti alla chiesa della frazione di Tognana, grazie all’impegno dei ragazzi del gruppo Issimi08 dell’Azione cattolica dell’Unità pastorale. L’intervento, realizzato con il sostegno del Comune il bando dell’assessorato alle politiche giovanili, ha consentito di ridare colore e nuova vita al campetto mediante la
realizzazione di un murale orizzontale progettato e dipinto dagli stessi giovani coinvolti nel progetto, coordinati da don Giuliano Piovan e dagli animatori. Un’iniziativa che ha saputo mettere insieme sport, cittadinanza attiva e valorizzazione degli spazi condivisi. “Le ragazze e i ragazzi, su nostra proposta, hanno progettato e realizzato uno splendido murale orizzontale”, spiega l’assessora Paola Ranzato, “il campetto è davvero bello e invita al gioco e alla socialità. Colori, gioia e impegno che saranno ripagati con un importante contributo che andrà a sostenere
A� M�R� S�N�A C�D� Sintonizzati sul F�S�N� T�R�I�A� D�L Ogni 20 minuti tutte le notizie del Veneto aggiornate in tempo reale.E A P�L�E�T�I�A A� L�D� D� V�N�Z�A
la partecipazione alla Giornata mondiale della gioventù del 2027, che porterà novanta nostri giovani a Seul”. Per l’assessora il valore dell’iniziativa va oltre il recupero materiale dell’area sportiva. “La comunità di Tognana e di Piove di Sacco ha un luogo in più per fare sport e fare due tiri insieme”, sottolinea Ranzato, evidenziando come il progetto rappresenti un esempio concreto di collaborazione tra amministrazione comunale, realtà educative e giovani del territorio. • (A.C.)
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CODEVIGO
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L’iniziativa. Il Comune stanzia 2.200 euro per sostenere gli studenti
BUONO LIBRI DA 100 EURO PER CHI INIZIA LA PRIMA MEDIA ll Codevigo Settembrino rinnova l’appuntamento con la cultura U A n buono libri da 100 euro per sostenere le famiglie nel momento dell’ingresso dei figli alla scuola secondaria di primo grado. È l’iniziativa promossa dal Comune in vista del prossimo anno scolastico, pensata per gli studenti residenti che frequenteranno la classe prima della scuola media Giovanni Pascoli. L’amministrazione comunale ha stanziato 2.200 euro per finanziare
la misura, che consentirà agli aventi diritto di ricevere un contributo destinato esclusivamente all’acquisto dei libri di testo. Per il prossimo anno scolastico sono 28 gli studenti iscritti alle classi prime del plesso, di cui 22 residenti nel Comune e quindi potenziali beneficiari del contributo. Il sostegno economico sarà erogato attraverso un buono nominativo del valore di 100 euro, spendibile esclusivamente
presso la Cartolibreria Da Marco, in via Osteria, esercizio convenzionato con il Comune. Una scelta che permette di offrire un aiuto concreto alle famiglie e, allo stesso tempo, valorizzare un’attività commerciale del territorio. “Vogliamo essere vicini alle famiglie in un momento importante del percorso scolastico dei loro figli”, commenta il sindaco Ettore Lazzaro, “sostenere il diritto allo studio significa investire sulla crescita della nostra comunità”. L’obiettivo dell’iniziativa è quello di alleggerire almeno in parte le spese che le famiglie devono affrontare all’inizio dell’anno scolastico, quando l’acquisto dei testi rappresenta una delle principali voci di costo. Il buono è già disponibile presso la cartolibreria convenzionata. Sarà sufficiente compilare l’apposito modulo di accettazione per poterlo utilizzare immediatamente. Sul sito internet del Comune sono inoltre pubblicate tutte le modalità operative e i requisiti previsti dal bando per accedere al contributo.
Ettore Lazzaro
• Alessandro Cesarato
d aprire la manifestazione, domenica 13 settembre, sarà l’inaugurazione della mostra dedicata alla pittrice Cristiana Freguglia e allo scultore Walmer Peccenini, due artisti profondamente legati al territorio, con la presentazione critica di Giuseppe Donolato e un accompagnamento musicale affidato al pianoforte di Giorgio Peccenini e al violoncello di Valentina Cacco. L’esposizione accompagnerà l’intera rassegna, diventandone il filo conduttore. Il programma alternerà momenti dedicati all’attualità e altri rivolti agli appassionati di musica e letteratura. Il 16 settembre farà tappa a Codevigo il Road Show della Camera di Commercio di Padova sull’imprenditoria femminile e sulla rigenerazione dei territori, mentre il 19 settembre il concerto lirico riunirà interpreti di rilievo del panorama nazionale con un repertorio che spazia da Mozart a Verdi, da Puccini a Donizetti. Il 23 settembre spazio invece ai temi educativi con Marcello Riccioni, noto come
“Profe Strambo”, che dialogherà con il pubblico sul rapporto tra adolescenti, scuola e famiglie. Non mancheranno gli appuntamenti dedicati alla poesia e alla musica, la presentazione del volume di Paolo Padoan sulla figura del tenore Giuseppe Giacomini e, nella giornata conclusiva del 27 settembre, il tradizionale “Omaggio ad un amico”, riconoscimento che dal 1994 la Pro Loco assegna a persone o associazioni che hanno dato lustro a Codevigo con il proprio impegno professionale o nel volontariato. Come sempre una proposta culturale ampia, capace di mettere in dialogo linguaggi diversi e pubblici differenti, valorizzando al tempo stesso le eccellenze artistiche del territorio e ospiti di livello nazionale. Un percorso costruito negli anni grazie all’impegno della Pro loco, che continua a fare della cultura uno degli elementi distintivi della comunità codevighese. • (A.C.)
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PONTELONGO
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Economia. Incentivi ai soci per raggiungere 25.000 ettari
SI APRE UNO SPIRAGLIO: LO ZUCCHERIFICIO RESTA NEL PIANO INDUSTRIALE DI COPROB
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o stabilimento pontelongano resta tra gli obiettivi industriali di Coprob Italia Zuccheri. La cooperativa ha indicato tra i traguardi fissati per il 2027 la piena funzionalità degli impianti di Minerbio e Pontelongo, oggi attivo esclusivamente per il confezionamento dello zucchero. Un’indicazione che conferma come la sospensione della lavorazione delle barbabietole in paese non debba essere interpretata come una chiusura definitiva, pur senza consentire, allo stato attuale, di prevederne con certezza la riattivazione. Coprob ha illustrato le
linee guida della programmazione 2027 della filiera bieticolo-saccarifera, che prevede il raggiungimento di 25.000 ettari coltivati entro il prossimo anno. Un obiettivo legato alla possibilità di tornare alla piena operatività dei due stabilimenti della cooperativa. Si tratta di un elemento significativo per Pontelongo, dopo la decisione di non avviare la campagna saccarifera 2026 per l’insufficiente disponibilità di barbabietole da zucchero. Lo stabilimento ha proseguito l’attività limitatamente al confezionamento, mentre la lavorazione
della materia prima è stata concentrata a Minerbio. La comunicazione di Coprob non contiene tuttavia indicazioni sui tempi di un’eventuale ripresa della lavorazione a Pontelongo, né annuncia investimenti specifici sullo stabilimento. La piena operatività dell’impianto resta un obiettivo del piano industriale, legato all’incremento delle superfici coltivate e al consolidamento della filiera. Per favorire l’aumento degli ettari, il cda ha deliberato un pacchetto di incentivi destinato agli agricoltori soci conferenti che hanno sottoscritto entro settembre l’impegno di coltivazione per la campagna 2027. L’offerta prevede un premio sul futuro prezzo della barbabietola, uno sconto sul seme commercializzato dalla cooperativa e analisi gratuite del terreno per alcuni soci conferenti, con un beneficio complessivo fino a 150 euro. Nel frattempo, i primi dati della campagna saccarifera in corso sono stati definiti incoraggianti dalla cooperativa nonostante il clima particolarmente caldo. Il settore biologico ha registrato buone performance produttive e qualitative, con punte di resa economica comprese tra 4.000 e 5.000 euro per ettaro seminato, mentre la raccolta della barbabietola convenzionale ha evidenziato concentrazioni di saccarosio che in alcuni casi hanno superato il 18%. Coprob ha inoltre espresso soddisfazione per il provvedimento della
Regione Veneto che ha innalzato da 200 a 300 euro per ettaro il contributo massimo destinato alla coltivazione della barbabietola da zucchero, consentendo di utilizzare integralmente il plafond di 600.000 euro stanziato a sostegno del comparto. Positiva anche la posizione di Coldiretti Veneto, che ha sottolineato come il provvedimento sia il risultato del lavoro condiviso con Coprob e delle
interlocuzioni avviate con la Regione. Per l’organizzazione agricola sarà però necessario rendere il sostegno alla filiera continuativo e strutturale, così da permettere alle imprese di programmare le coltivazioni e consolidare nel tempo la competitività del settore. • Alessandro Cesarato
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Variante al Piano degli interventi per riqualificare il paese
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n paese che da oltre vent’anni cresce poco sul piano urbanistico e che ha visto diminuire anche la popolazione. È da questa fotografia che prende avvio la variante al Piano degli interventi, il nuovo strumento con cui l’amministrazione della sindaca Lisa Bregantin intende aggiornare le regole di pianificazione e definire le strategie di sviluppo dei prossimi anni. Il Documento preliminare, presentato in consiglio comunale, individua la necessità di rilanciare Pontelongo attraverso una revisione delle norme urbanistiche, il recupero delle aree degradate e una maggiore attenzione alla qualità urbana. Le ultime espansioni effettivamente realizzate risalgano ai primi anni Duemila, mentre alcuni interventi approvati nel tempo non hanno mai trovato attuazione. A questo si aggiunge un andamento demografico in flessione. Dopo avere superato i 4 mila residenti nel 2007, si è tornati ai circa 3.600 attuali. La variante punta quindi a creare le condizioni per rendere il paese più attrattivo, favorendo investimenti e interventi di riqualificazione del patrimonio edilizio esistente. Tra i temi individuati figurano il miglioramento dei collegamenti della mobilità dolce tra le due sponde del Bacchiglione, nuovi
parcheggi a servizio delle scuole e degli uffici pubblici, la riqualificazione di immobili comunali, il recupero di alcune aree degradate e una riflessione sulla zona artigianale. Il documento richiama inoltre il futuro dello zuccherificio, definendolo un tema “cruciale” alla luce delle vicende degli ultimi mesi, ma senza indicare ipotesi di riconversione o nuove destinazioni urbanistiche per l’area. Per presentare le osservazioni i cittadini hanno tempo fino al 4 settembre. • (A.C.)
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LEGNARO-ARZERGRANDE
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Il servizio. Dott sbarca in città via app unica per cittadini e studenti
Arzergrande, il dottor Nicolò Rech garantisce l’assistenza come soluzione ponte
MICROMOBILITÀ CONDIVISA TRA BICI, E-BIKE E MONOPATTINI S L a mobilità sostenibile compie un nuovo passo avanti a Legnaro. Il Comune ha annunciato l’attivazione del servizio di micromobilità condivisa Dott, che consente di noleggiare biciclette, e-bike e monopattini elettrici attraverso un’unica applicazione. Un’iniziativa che amplia le possibilità di spostamento per cittadini, studenti e lavoratori, offrendo un’alternativa pratica all’utilizzo dell’automobile, soprattutto per i tragitti quotidiani. L’introduzione del servizio si inserisce nel più ampio progetto di mobilità metropolitana che coinvolge Padova e numerosi Comuni del territorio, con l’obiettivo di favorire collegamenti sempre più sostenibili e integrati. Grazie alla condivisione dei mezzi, sarà possibile spostarsi con maggiore facilità anche verso i centri limitrofi, contribuendo a ridurre traffico, emissioni e impatto ambientale. Particolarmente significativo il beneficio per la popolazione universitaria. Legnaro ospita infatti un importante polo dell’Università di Padova, frequentato ogni giorno da migliaia di studenti che potranno contare su una soluzione flessibile per raggiungere le sedi universitarie, le fermate del trasporto pubblico o altri punti di interesse, senza la necessità di utilizzare un mezzo privato. Il sindaco Vincenzo Danieletto ha sottolineato il valore strategico dell’iniziativa, evidenziando come l’attivazione del servizio rappresenti un’opportunità concreta per residenti e studenti che ogni giorno si spostano all’interno del territorio comunale e verso i Comuni confinanti. Mettere a disposizione un sistema di mobilità sostenibile e integrato significa, secondo il primo cittadino, offrire un’alternativa reale all’auto privata e contribuire al miglioramento della qualità della vita e dell’ambiente. Per incentivare l’utilizzo del nuovo servizio è stata inoltre predisposta una promozione dedicata ai nuovi utenti. Inserendo il codice “ciaodott” nella sezione “promozioni” dell’app, sarà possibile usufruire di una corsa gratuita della durata di 30 minuti. L’iniziativa punta a favorire un primo approccio alla micromobilità condivisa, consentendo agli utenti di sperimentarne comodità e semplicità d’uso. Per utilizzare il servizio è sufficiente scaricare l’applicazione Dott e registrarsi e individuare il mezzo disponibile più vicino. Il Comune ricorda inoltre che sono previste
tariffe agevolate riservate ai residenti, con l’obiettivo di rendere il servizio ancora più accessibile. L’arrivo della micromobilità condivisa rappresenta un tassello importante nelle politiche locali dedicate alla sostenibilità ambientale e alla mobilità urbana. L’auspicio dell’amministrazione è che biciclette, e-bike e monopattini diventino strumenti sempre più utilizzati negli spostamenti di tutti i giorni, contribuendo a costruire una città più moderna, efficiente e attenta all’ambiente. • Martina Maniero
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i è risolta con una soluzione ponte la vicenda che, nelle scorse settimane, aveva tenuto con il fiato sospeso i circa 1.500 assistiti della dottoressa Elisa Rampin. Da inizio agosto l’Usl 6 Euganea ha infatti affidato l’incarico provvisorio al dottor Nicolò Rech, garantendo così la continuità dell’assistenza sanitaria fino all’arrivo del nuovo medico di medicina generale titolare, previsto nel corso del mese di settembre. La questione si era aperta a metà luglio con la conclusione dell’incarico della dottoressa Rampin, che riceveva nell’ambulatorio di via Roma. La cessazione dell’attività aveva lasciato il paese con un solo medico di famiglia, facendo emergere le difficoltà legate alla carenza di professionisti che interessa ormai molte realtà del territorio. L’Usl 6 aveva comunque assicurato fin da subito la continuità assistenziale, attivando attraverso il Distretto sanitario di Piove di Sacco un servizio telefonico dedicato agli assistiti per visite, prescrizioni, certificazioni e altre necessità di medicina generale. Parallelamente si era mossa anche l’amministrazione comunale. Il sindaco Filippo Lazzarin aveva richiamato l’attenzione sulla situazione con una campagna sui social. Un’iniziativa che aveva ottenuto migliaia di visualizzazioni e contribuito a dare risalto a una criticità condivisa da numerosi comuni, favorendo anche alcuni contatti con medici disponibili a valutare un incarico. La risposta è arrivata con l’assegnazione di Rech, entrato in servizio nello studio di via Roma messo a disposizione dalla farmacia Ciato. Per gli assistiti non è stato necessario svolgere alcuna pratica amministrativa, con il passaggio che è avvenuto automaticamente. “Si tratta di un incarico provvisorio che permetterà di coprire in modo continuativo questo periodo di transizione, in attesa dell’arrivo del nuovo medico di medicina generale titolare”, ha spiegato il sindaco Lazzarin esprimendo soddisfazione per la collaborazione con l’Usl 6. L’obiettivo condiviso resta quello di restituire al paese, con l’arrivo del nuovo titolare previsto a settembre, una copertura stabile del servizio di medicina generale. • (A.C.)
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SANT’ANGELO DI PIOVE
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La ricorrenza. Presenti molti ciclisti amatoriali provenienti da diverse realtà
LA COMUNITÀ SUI PEDALI PER NON DIMENTICARE LA STRAGE DI BOLOGNA P er Sant’Angelo di Piove di Sacco non è una semplice trasferta, ma un appuntamento che ogni anno rinnova una memoria ancora viva. Anche nel 2026 la comunità è stata presente alle celebrazioni del 2 agosto per ricordare le vittime della strage alla stazione di Bologna, aderendo anche alla staffetta ciclistica “Diecieventicinque – Padova-Bologna”, promossa dall’omonimo Comitato. L’iniziativa ha visto protagonisti ciclisti amatoriali provenienti da diverse realtà del territorio, chiamati a pedalare lungo il percorso che da Padova conduce a Bologna. Per questa edizione sono state realizzate 85 magliette, una per ciascuna delle 85 vittime dell’attentato del 2 agosto 1980: ogni partecipante ne ha indossata una, trasformando la staffetta in un viaggio della memoria oltre che in una manifestazione sportiva. Un gesto semplice ma dal forte valore simbolico, perché ogni chilometro percorso diventa un modo per dare
un volto e un nome a chi perse la vita in quella tragica mattina. Dal territorio di Sant’Angelo e Legnaro erano una quindicina i ciclisti al via. Tra loro anche Giampietro Tomasin, presenza ormai storica della manifestazione, che ha percorso in bicicletta l’intero tragitto fino al capoluogo emiliano. Per Sant’Angelo il legame con quella tragedia è profondo. Nell’esplosione persero infatti la vita Anna Maria Salvagnini, insegnante del paese, e la figlia Marina Trolese. Due nomi che la comunità continua a ricordare con affetto e commozione, perché quella tragedia non appartiene soltanto alla storia nazionale, ma anche alla storia del paese. Per questo motivo Sant’Angelo non è mai mancato alle commemorazioni del 2 agosto. Negli anni, indipendentemente dalle amministrazioni comunali che si sono succedute, il Comune ha sempre garantito la propria presenza a Bologna, confermando un impegno civile che va oltre i colori politici. Anche quest’anno la neoeletta sindaca,
Angela Furlanetto, ha partecipato alla cerimonia ufficiale, raggiungendo Bologna in treno, mentre la delegazione dei ciclisti arriverà in sella alle proprie biciclette. Due modi diversi di raggiungere la città, ma un unico obiettivo: rendere omaggio
alle vittime e ribadire che il ricordo della strage di Bologna, a 46 anni di distanza, continua a essere un dovere collettivo. Per Sant’Angelo significa anche custodire la memoria di due concittadine che non sono mai state dimenticate e trasmettere questo
patrimonio alle nuove generazioni, affinché tragedie come quella del 2 agosto 1980 non vengano mai consegnate all’oblio ma continuino a interrogare le coscienze di tutti. • Martina Maniero
SENTINELLA DEL FIUME BACCHIGLIONE
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il Castello di San Martino della Vaneza fra storia e misteri
Una storia lunga più di mille anni lega il fiume Bacchiglione e il Castello di San Martino della Vaneza, a Cervarese Santa Croce. Un tempo in cui questa edificazione medievale ha cambiato più volte funzione, ma non ha mai smesso di dialogare con il fiume. Prima fortezza, poi porto fluviale, infine museo: oggi il castello narra tutta la sua storia e non nasconde anche qualche mistero. Molti degli oggetti conservati nel Museo Archeologico del fiume Bacchiglione sono stati recuperati proprio dall'acqua: reperti preromani e romani, ceramiche medievali, antiche imbarcazioni monossili. Oggetti comuni che oggi permettono di ricostruire e raccontare una storia fatta di gesti quotidiani e che lasciano in sospeso più di qualche interrogativo. Passeggiando tra le mura e lungo il fiume, viene spontaneo chiedersi quante storie il castello abbia vissuto, e quante ne siano andate perdute. Di molte si conoscono i protagonisti e le date. Di altre restano soltanto pochi oggetti, qualche traccia e molte domande. La struttura si trova inoltre lungo la Ciclovia Fiume Bacchiglione I1/I2, un itinerario di circa 60 chilometri che segue in gran parte gli argini del fiume attraversando campagne, borghi rurali e numerosi luoghi di interesse storico e architettonico. Il Castello di San Martino della Vaneza è oggi proprietà della Provincia di Padova Per informaUn patrimonio da scoprire Castello di zioni sulle visite guidate e sulle Episodio 5 San Martino ASCOLTACI SU della Vaneza attività, è possibile contattare il WWW.VENETO24.IT Museo a info@castellosanmartiAscoltaci in tutto il Veneto in auto sul SUL TUO PC O ALEXA nodellavaneza.it. Il Castello si trova in via San Martino, 23 a Cervarese Santa Croce (Padova). Clicca sui QR-code per vedere i video di presentazione.
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TERRITORIO
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Sicurezza idraulica. Approvati gli interventi, Venturini: “Prevenzione e cura del territorio sono una priorità”
LA REGIONE INVESTE 737 MILA EURO PER LA MANUTENZIONE DEI CORSI D’ACQUA I l Genio Civile di Padova ha approvato tre interventi di manutenzione ordinaria sui corsi d’acqua dei circondari idraulici di Padova ed Este, per un investimento complessivo di 737.500 euro. Le opere interesseranno numerosi fiumi e canali tra le province di Padova, Venezia, Vicenza, Verona e Treviso e consentiranno di mantenere efficiente il reticolo idraulico attraverso interventi di sfalcio della vegetazione, decespugliamento, disboscamento delle scarpate e degli argini, taglio delle alberature pericolanti e manutenzione delle piste di servizio. Nel dettaglio, il programma comprende un intervento da 437.500 euro relativo all’accordo quadro per la manutenzione ordinaria di tratti dei corsi d’acqua del circondario padovano e due ulteriori interventi da 150.000 euro ciascuno destinati rispettivamente ai circondari idraulici di Padova e di Este. Le attività saranno realizzate nei prossimi mesi lungo i principali corsi d’acqua del territorio e consentiranno di preservare la funzionalità delle opere idrauliche, favorendo il corretto deflusso delle acque e contribuendo alla prevenzione del rischio idraulico.
L’assessore regionale all’ambiente e alla protezione civile Elisa Venturini
«La manutenzione ordinaria rappresenta una delle azioni più efficaci per garantire la sicurezza idraulica del territorio – dichiara l’assessore regionale all’Ambiente e alla Protezione Civile Elisa Venturini –. Intervenire con continuità sulla vegetazione, sugli argini e sulle pertinenze dei corsi d’acqua significa mantenere efficiente il reticolo idraulico e ridurre il rischio di criticità durante gli eventi meteorologici più intensi.» «Questi interventi – prosegue Venturini – confermano la volontà della Regione di investire in una prevenzione concreta e costante. La sicurezza del territorio si costruisce attraverso una manutenzione programmata, capillare e puntuale, che permette di tutelare cittadini, imprese, attività agricole e patrimonio ambientale prima ancora che si verifichino situazioni di emergenza». Ecco quali sono i corsi d’acqua interessati dagli interventi: - Fiume Adige, lungo l’argine sinistro, dal confine tra le province di Padova e Verona, nel comune di Castelbaldo, fino alla foce nel Mare Adriatico, nel comune di Chioggia. - Fiume Brenta, dal Ponte Vigodarzere nel comune di Padova fino al Ponte di Santa Margherita nel comune di Codevigo. - Torrente Muson dei Sassi, dal ponte della ferrovia nel comune di Castelfranco Veneto fino alla confluenza con il fiume Brenta nel comune di Padova. - Fiume Bacchiglione e relativi affluenti, dal confine con la provincia di Vicenza fino alla confluenza con il fiume Brenta in località Punta Gorzone, nel comune di Chioggia. - Canale Brentella, dall’incile sul fiume Brenta nel comune di Limena fino alla confluenza con il Bacchiglione nel comune di Padova. - Canale Battaglia, dall’incile sul Bacchiglione nel comune di Padova fino al sostegno della Bastarda, nel comune di Monselice. - Canale Roncajette, dal Ponte Kennedy nel comune di Padova fino al comune di Bovolenta. - Canale Cagnola, dal Ponte di Cagnola fino al comune di Bovolenta. - Canale Bagnarolo. - Fiume Fratta-Gorzone, dal ponte in località
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Sabbion, nel comune di Cologna Veneta, fino alla confluenza nel fiume Brenta in località Punta Gorzone, nel comune di Chioggia. Nell’ambito dello stesso corso d’acqua sono inoltre previsti interventi dal Ponte dell’Isoletta, nel comune di Pressana, fino al ponte della ferrovia nel comune di Stanghella. - Fiume Frassine – Brancaglia – Santa Caterina, dal comune di Montagnana fino alla confluenza con il Gorzone nel comune di Vescovana. Sono inoltre previsti interventi sul fiume Frassine dal Ponte della Torre nel comune di Este fino al Ponte
della SR10 in località Prà. - Canale Bisatto, dal ponte della SP10 nel comune di Albettone (VI) fino al ponte della SP47 nel comune di Vo’, oltre al tratto dal Ponte di Cà Barbaro, nel comune di Este, fino al Bagnarolo, nel comune di Monselice. - Canal di Valle, lungo l’argine di ponente nel comune di Chioggia. - Nodo idraulico di Padova, comprendente Canale Scaricatore, Canale San Gregorio, Canale San Massimo, Canale Piovego, Canale Roncajette Superiore e Tronco Maestro.
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Segue da pag. 1
Il fine vita torna al centro del dibattito regionale: l’attesa per il voto di settembre tra divisioni politiche e pressioni sociali
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a un lato persistono le resistenze e i prudenti scetticismi all’interno del centrodestra — preoccupati sia dai possibili profili di impugnazione statale sia dalle differenti sensibilità etiche — mentre dall’altro si registra la ferma opposizione del mondo cattolico. Di recente, il Patriarca di Venezia, monsignor Francesco Moraglia, ha definito la misura “inaccettabile”, ammonendo
sul rischio che una legge regionale possa aprire varchi impropri a pratiche eutanasiche. A stretto giro è arrivata la replica istituzionale, con il richiamo alla necessità di un confronto laico e rispettoso delle sofferenze umane, fondato sul perimetro già tracciato dai giudici costituzionali. Nel frattempo, il dibattito si arricchisce di nuove istanze trasversali. Le opposizioni, guidate dal Partito Democratico,
non solo premono per il riconoscimento del diritto all’autodeterminazione dei pazienti in condizioni di sofferenza irreversibile, ma rilanciano con forza anche il tema della carenza strutturale delle cure palliative nella regione, ricordando come i posti letto negli hospice siano ancora ampiamente inferiori rispetto ai fabbisogni programmati. Con il mese di settembre ormai alle porte, la
maggioranza e le opposizioni si preparano a un confronto d’aula che si annuncia serrato e privo di sconti. La tenuta dei numeri in Consiglio e la capacità della politica veneta di dare una risposta concreta a un tema etico così complesso saranno determinanti, non solo per il futuro della legge regionale, ma per l’intero dibattito nazionale sui diritti dei malati terminali.
Tempo di bilanci. L’assessore Giacinti rassicura sui rilievi della Corte dei Conti: “Nessun rischio, fondi già accantonati”
REGIONE, VIA LIBERA AL RENDICONTO 2025, SFIDA APERTA PER OLIMPIADI E PEDEMONTANA E ’ passato con 30 voti della maggioranza in Consiglio regionale e 15 contrati il Rendiconto generale relativo all’esercizio finanziario 2025. Un passaggio contabile fondamentale che ratifica la tenuta delle casse regionali e che ha visto al centro dell’attenzione le riserve e i capitoli di spesa legati a due importanti partite per il futuro dell’amministrazione: la gestione degli oneri della Superstrada Pedemontana Veneta e i costi previsti per i Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026. Sulle due questioni, oggetto di specifici rilievi da parte della Corte dei Conti, l’assessore regionale al Bilancio, Filippo Giacinti, ha espresso la posizione ufficiale dell’esecutivo per rassicurare l’aula consiliare e la cittadinanza. “Abbiamo accolto le osservazioni della Corte con lo spirito di collaborazione istituzionale che da sempre contraddistingue la Regione del Veneto”, ha spiegato l’assessore Giacinti. “Su entrambi i fronti desidero rassicurare il Consiglio e i cittadini: gli accantonamenti necessari sono già stati effettuati e le risorse risultano pienamente disponibili. La programmazione finanziaria della Regione tiene conto di questi impegni e continuerà a garantire equilibrio e sostenibilità nel medio e lungo periodo”.
Al di là dei nodi legati alla Pedemontana e alla macchina olimpica, l’amministrazione ha sottolineato il valore complessivo di una gestione guidata dal contenimento dei costi e dall’efficienza operativa. Il Veneto si conferma tra i territori con le spese di funzionamento e di personale più basse a livello nazionale, registrando tempi di pagamento dei fornitori in anticipo di 18 giorni rispetto alle scadenze previste dalla legge. Un modello virtuoso che punta a tutelare
Filippo Giacinti
la qualità dei servizi al cittadino, con particolare riferimento alla sanità, limitando il ricorso alla leva fiscale. Conclusa l’approvazione del documento consuntivo, l’amministrazione ha già avviato i lavori per la stesura
del Bilancio di previsione 2027-2029. Il nuovo strumento programmatico punta a sviluppare un percorso fortemente condiviso con gli enti locali, le parti sociali e le categorie economiche territoriali. “Sarà un bilancio
compartecipato, costruito insieme ai territori, - conclude Giacinti - vogliamo superare definitivamente la logica del bilancio come semplice documento contabile e dare forma a uno strumento di programmazione condivisa”.
Il correlatore Paolo Galeano vota contro: “Manovra senza futuro per il Veneto”
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l gruppo consiliare del Partito Democratico ha espresso voto contrario all’assestamento di bilancio della Regione Veneto, contestando l’assenza di una visione strategica per le infrastrutture economiche e sociali. A spiegare le ragioni della bocciatura è il consigliere regionale dem e correlatore della manovra, Paolo Galeano, che sollecita interventi più incisivi a sostegno della cittadinanza. “Dopo un rendiconto che ha chiuso un’epoca amministrativa dalla quale il Veneto è uscito impoverito, ci attendavamo una manovra capace di dare una prospettiva reale”, evidenzia Galeano, ricordando le proposte emendative avanzate dal proprio gruppo. “Con 130 milioni di euro a disposizione, era doveroso immettere stanziamenti mirati nelle urgenze. La cosa paradossale è che la stessa maggioranza ha ammesso la bontà dei nostri obiettivi, arrivando a dire che li avrebbe sostenuti se solo ci fossero state le risorse”, prosegue l’esponente del Pd. La critica dell’opposizione punta il dito contro quella che definisce una semplice gestione dell’ordinario, priva di coraggio politico. “E’ giunto il momento della verità per chi governa la Regione. Possono continuare con una politica
Paolo Galeano
di piccolo cabotaggio che si limita a gestire il presente verso una totale assenza di prospettiva, oppure decidere di ridare futuro e speranza a questo territorio”, sottolinea il consigliere. “Ogni amministratore ha il dovere di usare al massimo le leve a disposizione: davanti a una crisi evidente, la scelta della maggioranza è stata purtroppo quella di rimanere fermi”, conclude Galeano.
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Il dibattito. Le reazioni e il confronto in Consiglio Regionale dopo l’approvazione del Rendiconto 2025
Il centrodestra difende la manovra Pedemontana, l’affondo di Rocco, Barbisan e Soranzo: “Conti solidi” Manildo: “Maggioranza spaccata”
Enoch Soranzo
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’approvazione del Rendiconto 2025 trova il pieno sostegno dei gruppi di maggioranza in Consiglio regionale, che rivendicano la stabilità dei conti e sottolineano come le scelte di bilancio garantiscano continuità, sviluppo e responsabilità finanziaria. Per Riccardo Barbisan, capogruppo della Lega – Liga Veneta, il documento contabile rappresenta la prosecuzione di una gestione virtuosa: “Il Veneto non riparte da zero, ma prosegue un percorso amministrativo che negli ultimi quindici anni ha consentito alla nostra Regione di costruire basi solide”. Barbisan evidenzia l’atteggiamento di apertura dialogante mostrato verso i banchi della minoranza in ambito sociale e difende la tenuta del sistema sanitario regionale: “Il Veneto continua a garantire livelli di assistenza tra i migliori d’Italia senza ricorrere all’addizionale regionale IRPEF. Questo è stato possibile grazie a una gestione attenta delle risorse e dei conti pubblici”. L’esponente del Carroccio rimarca inoltre il valore strategico delle infrastrutture come la Pedemontana, definita come “un’opera che ha cambiato la mobilità e reso più competitivo un territorio di piccole e medie imprese”, ribadendo l’importanza di
accelerare il percorso dell’Autonomia. Sulla stessa linea Enoch Soranzo, consigliere di Fratelli d’Italia e presidente della Sesta Commissione consiliare, che pone l’accento sul rigore finanziario: “La tenuta dei conti non è un merito da esibire, ma un dovere fondamentale per garantire stabilità e continuità ai servizi sul nostro territorio”. Entrando nel dettaglio dei numeri, Soranzo illustra le cifre del documento: “I dati contabili mostrano un quadro di stabilità finanziaria, con un risultato di amministrazione pari a 2.043 milioni di euro e un avanzo netto disponibile di 180,6 milioni. Questo equilibrio ci consente di coprire le spese programmate senza accumulare disavanzi”. Soranzo evidenzia inoltre la virtuosità dell’amministrazione nel saldare i fornitori con circa 18 giorni di anticipo sui tempi ordinari. Sul piano della spesa, oltre il 70% dei fondi impegnati — pari a 12,3 miliardi di euro — è andato alla sanità e al sociale, a cui si aggiungono 1,1 miliardi per i trasporti, oltre 2 miliardi di fondi europei e 1,5 miliardi del PNRR. “La parifica con la Corte dei conti conferma la correttezza delle procedure svolte: il nostro compito rimane lavorare in silenzio e con concretezza”, conclude Soranzo.
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’approvazione del Rendiconto generale per l’esercizio finanziario 2025 solleva accese polemiche tra i banchi dell’opposizione in Consiglio regionale. Sul fronte finanziario, il capogruppo di Riformisti Veneti in Azione, Nicolò Rocco, individua nei grandi dossier infrastrutturali il principale ostacolo agli investimenti. Pur ammettendo che la parità contabile rappresenti un elemento positivo, il consigliere evidenzia i pesanti vincoli che frenano l’ente: “L’assenza di addizionale regionale, che come evidenziato dal Presidente Stefani nelle altre Regioni vale oltre 40 miliardi di euro, unitamente ai debiti per la Pedemontana e le Olimpiadi ci consegnano un bilancio con pochi spazi per gli investimenti”. Analizzando le singole voci di spesa, Rocco rileva forti criticità sul partenariato per la Superstrada Pedemontana Veneta: “È emersa una beffa nei rapporti con il privato: a fronte di maggiori volumi di traffico non vi è riduzione degli oneri a carico della Regione perché il pubblico deve farsi carico di inflazione e manutenzioni”. Alttrettanto delicato il nodo legato a Milano Cortina 2026: “Sulle Olimpiadi ci sono 153 milioni congelati in attesa di capire quanto Regioni ed Enti locali dovranno versare per
Giovanni Manildo
coprire i debiti della società organizzatrice”. Per evitare la stagnazione economica, Rocco chiede di affrontare entro l’anno spending review e piano delle entrate. Allo scetticismo sulla tenuta economica si aggiunge l’affondo sferrato dal Partito Democratico. Il capogruppo Giovanni Manildo censura duramente lo scontro tra le forze di governo: “Un deragliamento simile non ha precedenti. Perché il dibattito andato in scena, che doveva essere dedicato al Rendiconto della Regione, si è trasformato subito in una sorta di seduta dall’analista, nella quale le forze del centrodestra, completamente balcanizzate in gruppi, hanno dato sfogo alle loro frustrazioni e guerre reciproche”. Secondo l’esponente dem, la coalizione di governo appare divisa tra nostalgie e veti incrociati. “Dispiace che il Consiglio regionale non sia il lettino dello psicologo e che ci siano mille cose da fare e decidere per far andare avanti questa Regione”, sottolinea Manildo, rivendicando la linea dell’opposizione: “Noi andiamo avanti per la nostra strada, proponendo in modo costruttivo una nostra visione del Veneto e provvedimenti concreti per dare nuovo slancio a questa regione”.
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Energia. Il Garante della Concorrenza chiede gare pubbliche e stop alle proroghe. Federico Testa: “Meglio affidare le dighe ad aziende del territorio”
IL FARO DELL’ANTITRUST SULLE CONCESSIONI, INTANTO IL VENETO PUNTA SULL’AUTONOMIA L ’energia e la gestione delle grandi infrastrutture di rete finiscono al centro della nuova segnalazione inviata dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) a Governo e Parlamento in vista del Disegno di Legge Concorrenza. Il documento firmato dal presidente Saverio Valentino punta il faro su tre nodi cruciali: le concessioni per la distribuzione elettrica, le gare per la distribuzione del gas e il rinnovo delle grandi derivazioni idroelettriche. Si tratta di settori strategici in cui l’assenza di procedure competitive rischia di frenare gli investimenti, penalizzare i consumatori e soffocare il mercato. Una partita che riguarda direttamente da vicino il Veneto, sia per il peso delle infrastrutture idroelettriche presenti sul territorio regionale, sia per la presenza di multiutility locali pronte a competere. A chiarire i termini della questione è Federico Testa, presidente di Magis: “Il parere dell’antitrust conferma che la situazione dei mercati delle infrastrutture energetiche in Italia è certamente problematica. l’Enel, con una delibera del governo di un anno e mezzo fa , è
Massimo Bitonci
titolata a mantenere più del 80% delle concessioni di distribuzione elettrica in Italia, caricando i consumatori di un canone che prima non esisteva in bolletta. Per quello che riguarda l’idroelettrico si continua a parlare della volontà del governo di fare altrettanto. Questo soprattutto nella nostra regione comporta il mantenimento all’Enel di 31 delle 34 grandi dighe della regione, con margini di centinaia di milioni. Meglio sarebbe che queste concessioni fossero affidate a soggetti del territorio capaci di gestirle e che potrebbero riversare parte di questi margini sul territorio,
penso a Magis ma anche a Ascopiave o APS Acegas, i Bim del bellunese insieme alla regione. Per quanto riguarda infine le concessioni della distribuzione gas c’è bisogno di una regolamentazione che eviti che Italgas, date le sue dimensioni sia in grado di vincere tutte le gare che saranno bandite, in spregio alle più elementari regole della concorrenza”. Per quanto riguarda la distribuzione elettrica, l’Antitrust critica le proroghe generalizzate e pluridecennali, evidenziando come la stasi attuale favorisca l’operatore dominante e rallenti gli investimenti necessari per la
Federico Testa
transizione. Soltanto gare trasparenti e contendibili sul piano degli impegni economici potrebbero garantire elevati standard di innovazione e qualità. Sul fronte dell’idroelettrico, bene chiave per il tessuto montano e produttivo veneto, l’Antitrust ribadisce che la gara pubblica deve rimanere la via maestra, chiedendo tempi certi per le leggi regionali e l’eliminazione di rendite di posizione. Infine, per le gare della distribuzione del gas, l’Autorità sollecita una revisione dei bandi e degli ambiti territoriali (Atem) per evitare che un unico grande operatore soffochi la concorrenza a discapito delle
aziende locali. Intanto l’assessore regionale alle attività produttive e sviluppo Massimo Bitonci conferma che il Veneto sta proseguendo sulla strada dell’autonomia energetica: “Abbiamo già individuato e abbiamo già incontrato insieme ai dirigenti di settore i professionisti che ci seguiranno dal punto di vista legale, economico e ingegneristico. Ai primi di settembre valuteremo delle ipotesi, c’è tutta una fase di studio e di lavorazione per poi decidere quale sarà la via più corretta da intraprendere in vista del 2029 con la scadenza delle grandi concessioni. Stiamo lavorando ad un progetto che permetta di gestire in proprio le grandi derivazioni idroelettriche attraverso società partecipate, ovviamente tenendo conto delle autonomie provinciali, dei Comuni e di quanto previsto dalla legge regionale sull’autonomia della provincia di Belluno. Mi pare corretto discuterne con professionisti che operano nel settore e che già seguono già alcuni regioni. Analizzeremo i dati e sceglieremo la soluzione migliore per cercare di ottimizzare il risultato”.
Programmazione. L’assessore all’ambiente, clima e Protezione Civile: “Prevenire è una condizione necessaria”
VENTURINI: “14 MILIONI PER LA DIFESA DEL SUOLO E DEL LITORALE, ALTRI 3 MILIONI PER I COMUNI” D alla programmazione strategica alla concretezza della prevenzione: per la Regione del Veneto è il momento di passare decisamente ai fatti. L’assessore regionale all’Ambiente, Clima e Protezione Civile, Elisa Venturini, ha delineato il pacchetto complessivo di risorse messe in campo dall’assessorato, pensato per anticipare le criticità del territorio, superare la logica della sola emergenza temporanea e agire in chiave strutturale. Il piano d’azione poggia su una visione di lungo periodo e su due pilastri finanziari complementari. Da un lato è stato perfezionato l’iter per l’accensione di un mutuo da 14 milioni di euro destinato a coprire il piano triennale di interventi per la sicurezza idraulica e la difesa della costa. Dall’altro, a queste risorse si
affiancano ulteriori 3 milioni di euro interamente dedicati ai Comuni per il 2026, che verranno assegnati tramite un apposito bando a cui le amministrazioni locali potranno partecipare direttamente. La scelta strategica di ricorrere a un mutuo che copre l’intero piano triennale — strutturato con 3 milioni di euro per l’annualità in corso e 2 milioni di euro per ciascuna delle due successive — nasce proprio con l’obiettivo di pianificare con lungimiranza e di impostare un’unica grande proce-
dura di gara per ciascun ambito. Questo passaggio permette di azzerare i passaggi burocratici superflui, accelerare l’affidamento dei lavori e garantire risposte rapide, certe e tempestive alle comunità locali. Il cuore della Elisa Venturini programmazione dell’Assessorato si fonda su un monitoraggio continuo, basato su dati oggettivi e su un dialogo stretto e costante con il territorio, per trasformare l’analisi in interventi mirati coordinati dai Geni
Civili. Per la sicurezza idraulica diffusa vengono stanziati 7 milioni di euro in totale, a favore di interventi di sistemazione, pulizia e messa in sicurezza dei corsi d’acqua e delle reti idrauliche nelle province di Belluno, Padova, Treviso, Verona, Vicenza, Venezia e Rovigo, essenziali per regimare i flussi idrici ed evitare criticità idrogeologiche. Altri 7 milioni vanno alla difesa del litorale e contrasto all’erosione. A Venezia sono in programma interventi mirati di ripascimento e di sistemazione delle difese del litorale veneto, estesi dalla foce del Tagliamento fino alla foce dell’Adige. A Rovigo interventi specifici per il mantenimento della linea di costa e il contrasto all’erosione del litorale veneto compreso tra la foce dell’Adige e la foce del Po di Goro.
Per il sostegno diretto ai Comuni vengono stanziati 3 milioni di euro per il 2026, si tratta di risorse messe a bando per supportare le amministrazioni comunali nella prevenzione e nella tutela ambientale locale. “Dobbiamo uscire dalla logica dell’emergenza temporanea e affrontare le sfide climatiche con una visione strategica e di lungo periodo. Questo piano rappresenta il vero cuore della nostra programmazione: prevenire significa agire prima che i fenomeni colpiscano il territorio. Con i 14 milioni a mutuo e i 3 milioni messi a bando per i Comuni diamo risposte concrete e capillari, lavorando fianco a fianco con le amministrazioni locali per tutelare l’ambiente, la sicurezza dei cittadini e la prosperità del nostro territorio.”
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Nuovo ospedale. Il sindaco Giordani spinge per la sinergia istituzionale mentre la Regione ricalcola le rate
POLO DI PADOVA EST NEL CAOS FINANZIARIO: PIANO INAIL, COSTI E SPONDA DEL COMUNE I l maxi-progetto del nuovo ospedale di Padova Est si muove su un crinale sempre più stretto, stretto tra l’impennata dei costi delle materie prime e la sostenibilità di un piano finanziario che continua a far discutere i livelli istituzionali. Al centro delle tensioni ci sono i dubbi sull’accordo originario con l’Inail, impostato su rate pluriennali
ingenti — stimate in circa 25 milioni di euro all’anno per un quarto di secolo — che al termine del periodo non assicurerebbero tuttavia alla Regione la proprietà finale dell’infrastruttura, lasciando aperta una pesante ipoteca sui conti futuri della sanità veneta. Su questo fronte si inserisce con fermezza la linea del presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, il quale
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ha confermato la volontà di portare a termine l’opera ma senza subire passivamente i vincoli economici del vecchio schema. L’obiettivo dichiarato da Palazzo Balbi è esplorare canali di cofinanziamento statale a Roma per tagliare i costi e salvaguardare il patrimonio pubblico, stimando un potenziale risparmio superiore ai 200 milioni di euro. Nelle interlocuzioni con il territorio, il governatore ha inoltre garantito che il cronoprogramma non subirà rallentamenti e che il progetto terrà conto delle
nuove esigenze post-Covid, dell’intelligenza artificiale e del supporto agli operatori sanitari, inserendo anche la tutela e la valorizzazione di presidi storici strategici come l’ospedale Sant’Antonio. In questa delicata fase di transizione si muove il sindaco di Padova, Sergio Giordani, che ha chiesto e ottenuto un tavolo di confronto istituzionale congiunto insieme a Regione e Università per fare chiarezza sul futuro dell’opera e coordinare le tappe. Palazzo Moroni ribadisce la
massima disponibilità al dialogo costruttivo, ricordando gli investimenti già compiuti dal Comune sull’area est — a partire dal sistema tranviario e dalla viabilità di contorno — ma esige certezze sui tempi e garanzie sulla tenuta complessiva del sistema sanitario locale. Tra fondi da ricalcolare a Roma, ipotesi di mutuo alternative e la ricerca di un equilibrio tra innovazione tecnologica e stabilità di bilancio, la partita per il nuovo polo di Padova Est rimane aperta e complessa.
De Poli (Udc): “Il nuovo Ospedale di Padova sia riconosciuto come eccellenza nazionale. Ora servono le risorse, bisogna fare rete”
“I
l nuovo Polo della Salute di Padova ha tutte le carte in regola per diventare un’eccellenza sanitaria nazionale: una struttura di alta specializzazione, con una forte vocazione alla ricerca clinica”. Lo dichiara il senatore UDC Antonio De Poli, intervenendo nel dibattito pubblico sul nuovo Ospedale di Padova. “Come ha ricordato, di recente, il direttore generale dell’A zienda ospedaliera, Paolo Fortuna – prosegue De Poli – se il nuovo polo venisse usato per la sanità ordinaria sarebbe un fallimento per tutti. Il progetto dovrà avere le caratteristiche per diventare ospedale di terzo livello, secondo i criteri della riforma voluta dal ministro Schillaci: questo è il nostro auspicio. Lo merita Padova, lo merita la sua tradizione medica che, insieme all’Università, ha scritto pagine importanti nella storia della Medicina”. “Non a caso – aggiunge il senatore – va in questa direzione anche la posizione della rettrice Daniela Mapelli che, nei confronti con il presidente della Regione Alberto Stefani e il sindaco Sergio Giordani, ha ribadito la volontà comune Antonio De Poli di realizzare un ospedale moderno, punto di riferimento per il Veneto e per l’Italia. È la conferma che l’ambizione prossima Legge di Stabilità, come UDC chiederemo un su questo progetto non è solo politica, ma condivisa da adeguato sostegno finanziario dello Stato, per rispettare chi la sanità e la ricerca padovana le vive ogni giorno”. le tempistiche dei progetti e arrivare rapidamente alla Secondo De Poli “adesso bisogna passare ai fatti, tradu- messa a terra e all’avvio dei cantieri”, sottolinea il senatore. rre questa progettualità in cantieri: è una priorità della “Il progetto, primo in Italia per dotazione di posti letto, ha Regione. Il nuovo Ospedale è un ponte verso il futuro, nel suo Dna un valore aggiunto: la sinergia tra assistenza che si costruisce con solidità, campata dopo campata, clinica e ricerca accademica, grazie al ruolo centrale per reggere il peso delle generazioni future”. dell’Università. È un passaggio epocale per la sanità veneta Sul fronte della viabilità, De Poli fa presente che “l’intervento che avrà una struttura all’avanguardia per tecnologie e della Regione sulla Sr308 per l’accesso al nuovo ospedale digitale. Come istituzioni abbiamo una grande responsè un primo passo importante ma, da solo, - avverte - non abilità: farci trovare pronti. Per Padova ha vinto finora basta. Parliamo di una struttura che sarà un hub nazionale, il gioco di squadra, grazie al dialogo tra i diversi livelli non solo regionale: serve ripensare la viabilità a 360 gradi, istituzionali: con lo stesso metodo dobbiamo affrontare dalla zona San Lazzaro alla Sp47, alla Sr10, all’intera Sr308”. la questione delle risorse. Siamo fieri di questo risultato, “Le risorse vanno trovate, bisogna fare rete. Su questo ma ora più che mai è il momento di fare rete”. punto c’è già l’impegno concreto della Regione, con il Conclude De Poli: “Il nuovo Ospedale di Padova, che formerà presidente Stefani e l’assessore Gerosa, e sono fiducio- anche i medici del domani, sarà un modello per il futuro so che anche il Governo farà la sua parte. In vista della della sanità nazionale ed internazionale”.
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Il regista. Cristian Tomassini racconta il suo instant-cult, un successo di pubblico costruito fuori dal sistema
“BRENTA CONNECTION”, IL FILM DI CULTO CHE HA CAMBIATO LE REGOLE DEL GIOCO C ristian Tomassini è una delle voci più originali e interessanti del cinema veneto. Di certo è l’unico regista indipendente al 100%. Il suo Brenta Connection, uscito in sordina ad aprile 2025, è diventato fenomeno di culto. Il film, scritto da Silvio Marotta e prodotto da Anima Film (società dello stesso Tomassini e di Marco Businaro) è costato quanto una utilitaria. Dopo un anno è ancora in giro, è stato visto da più di 35mila persone e ha abbondantemente ripagato l’investimento iniziale. Brenta Connection, grazie al passaparola e alla passione di tutta la crew che ci ha lavorato, è riuscito ad essere distribuito nei circuiti UCI Cinemas e The Space (cosa quasi di solito per un film indipendente). Insomma, la dimostrazione concreta che anche il cinema può essere industria, svincolata dall’assistenzialismo statale che da decenni affligge il settore. E, particolare da sottolineare, stiamo parlando di una produzione vera (vogliamo parlare della splendida fotografia di Beniaimo Gelain?), a
differenza di tanti presunti film d’autore che di fatto sono prodotti amatoriali fatti in casa, privi di distribuzione e, soprattutto, di pubblico. Per questi motivi, e anche perché Brenta Connection mi ha divertito moltissimo, ho voluto fare una chiacchierata con Tomassini. Volevo provare a capire com’è nato questo progetto che ha il gran pregio di non raccontare il Veneto attraverso i soliti cliché (la tristezza, il rimpianto e la delusione…). «Volevamo fare una commedia popolare, capace di parlare alle persone che vivono nei territori intorno a noi», spiega Tomassini. «Il film utilizza in larga parte il dialetto veneto, presenta personaggi riconoscibili e sceglie un tono leggero, ironico e irriverente. Una formula che il pubblico ha subito capito e apprezzato». Avete raggiunto risultati importanti partendo senza distribuzione: come avete fatto? «La distribuzione si è sviluppata quasi spontaneamente. Dopo le prime proiezioni, gli esercenti hanno
cominciato a contattarsi tra loro. Un cinema chiamava quello di un’altra provincia per chiedere informazioni sul film e poi lo inseriva in programmazione. In questo modo Brenta Connection è arrivato più di cento di sale e spazi di proiezione. In alcuni casi la permanenza in cartellone è stata prolungata grazie all’affluenza del pubblico. Ci siamo costruiti una rete di distribuzione perché i cinema vedevano che il film funzionava e ci chiamavano». Qual è l’ipotetica mappa regionale del film? «Il film ha funzionato soprattutto nei centri medio-piccoli, pur ottenendo buoni risultati anche a Padova, Verona e in altre città. Una parte importante della popolazione italiana vive in comuni di piccole dimensioni, ma il cinema nazionale di solito parla delle grandi città e usa modelli narrativi lontani dalla vita di province. Con Brenta Connection abbiamo scelto la strada opposta: abbiamo raccontato un territorio preciso, con la sua lingua, i suoi ambienti e i suoi personaggi». Qual è la lezione che ti porti a casa da questa esperienza? «Innanzitutto che il cinema indipendente deve costruire un rapporto diretto tra produzione, imprese del territorio, sale e pubblico. Questo significa pensare film da realizzare con budget contenuti, sostenuti anche da aziende interessate a legare il proprio nome a un progetto culturale e capaci di rientrare almeno in parte attraverso gli incassi. Per me il vero cinema indipendente nasce quando chi realizza un’opera si assume il rischio e trova il modo di portarla davanti agli spettatori. Questa posizione è maturata affrontando ogni fase del
lavoro: dalla scrittura alla regia, dalla produzione alla promozione e ai rapporti con le sale. In Veneto si sta affermando una new wave di autori: secondo me tu e il gruppo che ha dato vita a Brenta Connection siete una delle voci più forti di questa new wave, forse proprio perché avete fatto saltare il banco giocando con le vostre regole. Cosa ne pensi? «È vero, in Veneto esiste un movimento di indipendenti diffuso di autori, tecnici e piccole realtà produttive. Molti lavorano soprattutto sui cortometraggi, mentre il lungometraggio richiede più tempo, risorse e capacità organizzativa. I risultati ottenuti con Brenta Connection dimostrano che un percorso alternativo è possibile, a condizione di conoscere il proprio pubblico e di costruire un prodotto coerente con il territorio». Dopo questo exploit il telefono ha iniziato a squillare? «Sì, devo dire che si sono aperte nuove strade e siamo al lavoro su diversi progetti molto ambiziosi, anche se non vogliamo snaturarci perché altrimenti perderemmo la nostra forza».
Qualunque sarà il prossimo passo di Tomassini, Brenta Connection ha già ottenuto un risultato significativo: ha dimostrato che una storia veneta, realizzata con professionalità anche se con mezzi limitati e senza una grande macchina promozionale, può trovare il suo pubblico. Il successo è cresciuto attraverso il passaparola e ha trasformato una produzione indipendente in un fenomeno regionale. Una lezione semplice, ma che troppo spesso si fa finta di ignorare: per portare le persone al cinema bisogna prima di tutto raccontare storie nelle quali possano riconoscersi. • Giacomo Brunoro
• Chi è Giacomo Brunoro Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.
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Case della Comunità, in Veneto arrivano i medici di base: accordo per rafforzare la sanità territoriale
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a sanità territoriale veneta compie un nuovo passo avanti. Medici di medicina generale e Case della Comunità saranno sempre più integrati per offrire ai cittadini un punto di riferimento vicino al territorio e ridurre il ricorso improprio agli ospedali e ai pronto soccorso. Regione Veneto ha infatti definito, insieme alle organizzazioni sindacali dei medici di famiglia Fimmg, Smi, Snami e Fmt, il documento operativo che dà attuazione alla delibera regionale approvata lo scorso giugno. Le indicazioni sono state trasmesse alle Ulss e riguardano l’inserimento dei medici di medicina generale all’interno della rete delle Case della Comunità realizzate con i fondi del Pnrr. In Veneto sono attualmente previste 99 Case della Comunità, strutture pensate per avvicinare i servizi sanitari ai cittadini e potenziare l’assistenza
fuori dagli ospedali. «Come promesso, si parte», ha dichiarato l’assessore regionale alla Sanità Gino Gerosa, sottolineando l’importanza dell’accordo raggiunto. Ai medici che svolgeranno attività aggiuntive all’interno delle Case della Comunità sarà riconosciuto un compenso di 60 euro all’ora, coperto da risorse regionali già stanziate. Il nuovo modello prevede la presenza del medico di medicina generale nella fascia oraria 8-20, attraverso turnazioni organizzate tra la Casa della Comunità, lo studio principale o eventuali ambulatori secondari. Tra i compiti affidati ai professionisti ci saranno la gestione delle richieste dei cittadini, anche attraverso il numero unico 116117, il supporto ai pazienti fragili e cronici, la collaborazione con gli infermieri di famiglia e di comunità, la partecipazione alle campagne
vaccinali e il monitoraggio dei pazienti dimessi dagli ospedali. Previsto anche il coinvolgimento dei medici nei percorsi di presa in carico dei malati cronici, con l’obiettivo di programmare visite e
prestazioni senza che il cittadino debba occuparsi autonomamente delle prenotazioni. Durante le ore notturne, dalle 20 alle 8, e nei giorni prefestivi e festivi, l’assistenza medica continuerà
a essere garantita dal servizio di continuità assistenziale, la cosiddetta guardia medica. «La presenza dei medici di medicina generale nelle Case della Comunità significa portare davvero la sanità più vicina ai cittadini – ha spiegato Gerosa -. Questo nuovo assetto potrà contribuire anche a ridurre gli accessi non necessari ai pronto soccorso, lasciando spazio alle emergenze che richiedono cure immediate». Sul fronte dell’attuazione del Pnrr, la Regione comunica di aver raggiunto gli obiettivi previsti per la Missione 6. Le Case della Comunità attive sono distribuite tra tutte le Ulss venete: 4 nell’Ulss 1 Dolomiti, 15 nell’Ulss 2 Marca Trevigiana, 13 nell’Ulss 3 Serenissima, 5 nell’Ulss 4 Veneto Orientale, 5 nell’Ulss 5 Polesana, 20 nell’Ulss 6 Euganea, 8 nell’Ulss 7 Pedemontana, 9 nell’Ulss 8 Berica e 20 nell’Ulss 9 Scaligera.
Alessandra, nata a 615 grammi, dedica la laurea alla Patologia Neonatale che le salvò la vita
L
a sua storia personale è diventata il punto di partenza per una scelta di vita e di studio. Alessandra Favarato, quasi ventiduenne, si è laureata in Psicologia con il massimo dei voti, 110 e lode, dedicando la propria tesi alla Patologia Neonatale dell’ospedale di Camposampiero, il luogo dove la sua vita è iniziata in condizioni estremamente difficili. Il tema scelto per il suo lavoro di laurea riguarda l’impatto della prematurità sullo sviluppo dell’attaccamento nel bambino pretermine. Una scelta tutt’altro che casuale: Alessandra, infatti, conosce in prima persona il percorso affrontato dai piccoli nati molto prima del termine della gravidanza.
È venuta al mondo il 7 ottobre 2004, alla 26ª settimana di gestazione, con un peso di appena 615 grammi e una lunghezza di 31 centimetri. Dopo circa cento giorni di ricovero e cure intensive, trascorsi nella Patologia Neonatale di Camposampiero, è stata finalmente dimessa insieme alla sua famiglia. “Ho scelto questo argomento di tesi – racconta Alessandra – perché credo sia importante sensibilizzare le persone sul tema della prematurità, soprattutto quella severa, che comporta tante difficoltà e tante battaglie da affrontare”. Un’esperienza che ha influenzato anche il suo futuro professionale: “Fin da piccola ho sentito il
bisogno di svolgere una professione che mi permettesse di aiutare chi si trova in difficoltà. Per questo ho scelto Psicologia e spero, tra qualche anno, di diventare una psicoterapeuta capace di accompagnare concretamente i pazienti nei momenti più complessi della loro vita”. Nel suo percorso c’è però anche un profondo senso di riconoscenza verso chi si è preso cura di lei nei primi mesi di vita. “Sarò grata per sempre al personale che mi ha assistita durante il ricovero nella Patologia Neonatale di Camposampiero, che è stata la mia prima vera casa. Io e la mia famiglia non smetteremo mai di ringraziarli”. Proprio per questo Alessandra ha scelto di dedi-
care la sua tesi all’équipe sanitaria che l’ha accolta da neonata e ha voluto consegnare personalmente una copia del suo lavoro agli attuali professionisti della Pediatria e Patologia Neonatale di Camposampiero, diretta dal dottor Luca Vecchiato. Un incontro ricco di emozioni, vissuto insieme alla mamma Stefania, durante il quale Alessandra ha potuto riabbracciare anche alcuni operatori presenti già al momento della sua nascita. Tra loro l’ostetrica Alessandra Paggioro e l’infermiera Martina Coró, che avevano contribuito alle sue cure durante il ricovero in terapia intensiva neonatale.
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26 Lo studio. Analizzati 40 anni di dati veneti: grazie ai nuovi criteri diagnostici i decessi sono diminuiti
La risonanza cardiaca svela la forma più nascosta della cardiomiopatia aritmogena Operata al cuore a Padova una
L
a prevenzione della morte improvvisa negli atleti compie un nuovo passo avanti grazie alla ricerca padovana. Uno studio condotto dall’Unità di Patologia Cardiovascolare dell’Azienda Ospedaliera e dell’Università di Padova ha analizzato quattro decenni di dati raccolti nel Registro regionale veneto della morte improvvisa giovanile, evidenziando come i nuovi strumenti diagnostici abbiano ridotto in modo significativo il numero di vittime, ma anche fatto emergere una forma della malattia più difficile da individuare. Al centro della ricerca c’è la cardiomiopatia aritmogena (ACM), una patologia genetica del cuore nella quale il tessuto muscolare del miocardio viene progressivamente sostituito da tessuto fibro-adiposo, creando un terreno favorevole allo sviluppo di aritmie potenzialmente letali. Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Circulation: Arrhythmia and Electrophysiology, ha preso in esame i casi registrati tra il 1985 e il 2024, un patrimonio di dati unico per continuità e accuratezza diagnostica. I risultati mostrano un calo netto delle morti improvvise legate alla cardiomiopatia aritmogena negli atleti agonisti. Dopo l’introduzione nel 2010 dei criteri diagnostici aggiornati, i casi sono passati da 0,43 a 0,14 ogni 100mila persone all’anno. Anche la mortalità improvvisa complessiva nello sport è diminuita, passando da 1,41 a 0,64 casi ogni 100mila persone all’anno. Nella popolazione degli atleti veneti deceduti improvvisamente, la quota attribuita all’ACM è scesa dal 31% al 22%, un dato che conferma l’efficacia dei programmi di prevenzione e dello screening sportivo. La scoperta più rilevante riguarda però l’evoluzione della malattia. Se in passato la cardiomiopatia aritmogena si presentava soprattutto nella sua forma classica, con il coinvolgimento del ventricolo destro o di entrambi i ventricoli, oggi emerge con maggiore frequenza una variante che interessa principalmente il ventricolo sinistro.
Una forma definita dagli specialisti “mancina”, perché colpisce la parte sinistra del cuore, che risulta più difficile da individuare con gli esami tradizionali. Una trasformazione che rappresenta una nuova sfida per la medicina sportiva, perché questa variante può sfuggire ai controlli di primo livello. Secondo lo studio, elettrocardiogramma ed ecocardiogramma tradizionale possono non essere sufficienti per riconoscere la forma “mancina” della malattia. Nella casistica analizzata, composta da 51 atleti deceduti per ACM, l’ecocardiogramma era risultato positivo soltanto nel 5,8% dei casi in cui era stato eseguito. La risonanza magnetica cardiaca con mezzo di contrasto (CE-CMR) emerge invece come uno strumento fondamentale per individuare il danno del muscolo cardiaco, grazie alla capacità di evidenziare le aree di fibrosi che rappresentano il substrato delle aritmie. Nei casi in cui l’esame era stato effettuato prima del decesso, la risonanza aveva individuato le alterazioni compatibili con la malattia anche quando gli altri controlli risultavano normali. Per questo motivo gli autori dello studio suggeriscono di aumentare il livello di attenzione negli atleti che presentano segnali sospetti durante lo screening, come aritmie ventricolari provocate dallo sforzo, ridotti voltaggi elettrici o familiarità per malattie cardiache. In presenza di ulteriori elementi di rischio, la risonanza magnetica con contrasto potrebbe quindi diventare un passaggio decisivo per arrivare a una diagnosi più precoce. Lo studio conferma anche una marcata prevalenza maschile nei casi di morte improvvisa da cardiomiopatia aritmogena nello sport: dei 51 casi analizzati, soltanto uno ha riguardato un’atleta donna. La ricerca padovana dimostra come la prevenzione continui a essere un elemento centrale nella tutela degli sportivi, ma evidenzia anche la necessità di aggiornare continuamente gli strumenti diagnostici.
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bambina arrivata dagli Emirati Arabi
È
arrivata a Padova dagli Emirati Arabi, quattro anni e un cuore che non teneva. La seguiva la Cardiochirurgia della Columbia University, ma per operarla la famiglia è salita su un aereo diretto in Veneto. A prenderla in carico è stata l’équipe di Vladimiro Vida, direttore della Uoc di Cardiochirurgia pediatrica e Cardiopatie congenite dell’Azienda Ospedale Università di Padova. Il quadro clinico era complesso: stenosi valvolare mitralica congenita severa, stenosi sopravalvolare e sottovalvolare, ipertensione polmonare secondaria, coartazione aortica. I chirurghi non hanno aperto lo sterno. Hanno lavorato attraverso una minitoracotomia ascellare destra — pochi centimetri sotto il braccio — con circolazione extracorporea periferica. Hanno resecato la membrana sopravalvolare, eseguito la commissurotomia, corretto l’apparato sottovalvolare. La valvola mitralica è rimasta la sua: nessuna protesi. La bambina è stata estubata in giornata, senza complicanze. Vida il proprio mestiere lo descrive con un verbo che appartiene più alla bottega che
alla sala operatoria. «Ripariamo i cuori malati». Riparare, non sostituire: è la logica della chirurgia conservativa, e a Padova passa anche dalla preparazione. Prima di entrare in sala l’équipe studia il cuore su modelli stampati in tre dimensioni e in realtà virtuale, provando la sequenza dei gesti su una copia dell’anatomia che troverà. È il passaggio che ha permesso di estendere l’accesso sottoascellare, nato per i difetti semplici, alle patologie valvolari e alle anatomie congenite complesse. Con trecento procedure l’anno, l’Azienda Ospedale Università di Padova è il centro italiano con la più vasta esperienza di cardiochirurgia mininvasiva. Il 48 per cento dei pazienti arriva da altre regioni o dall’estero, richiamato dalla tecnica, dalla tecnologia e dalla personalizzazione delle cure. Le cardiopatie congenite sono anomalie strutturali del cuore e dei grandi vasi presenti dalla nascita e riguardano otto nati su mille. Ma solo il 60 per cento viene individuato entro il primo anno di vita: quattro bambini su dieci con una malformazione cardiaca crescono senza che nessuno l’abbia ancora vista.
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soluzioni on-line: www.lapiazzaweb.it •Rubriche •Giochi
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QUANTO NE SAI DEL VENETO? Per ogni domanda scegli una sola risposta. Poi controlla il punteggio online.
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1. Quale fiume attraversa Verona?
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A) Vicenza B) Rovigo C) Belluno
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A) Torcello B) Pellestrina C) Murano
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4. In quale provincia si trova Asolo? A) Treviso B) Padova C) Verona
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5. Quale dolce è nato a Verona?
ORIZZONTALI
2. Scrisse La caverna - 12. Bramosa impazienza - 18. 20. Smonta l’accusa - 22. Centro sul Lago Maggiore con il Sancarlone - 23. Rientranze costiere - 25. Città del Marocco - 28. Fiore blu-violetto - 30. È stato un grande nuotatore russo - 33. Il centro della Toscana con il Giardino dei Tarocchi - 34. Teatro di posa - 35. Ex direttore di Rai News 24 - 38. Cambiano oli in molti - 40. Il dittongo di Diana - 41. Romanzo di Niccolò Ammaniti - 42. Un gigante della strada - 43. Film di Luciano Salce con Ugo Tognazzi - 45. Capitale svizzera - 47. Percuotere con una frusta di nuovo - 48. Sprezzanti - 49. Selezionata - 50. Le estreme in azione - 51. Malattia - 53. Gian Paolo che amò la monaca di Monza - 55. Seggio per sovrani - 58. Lago del Guatemala - 59. Lo sono le mire dell’ambizioso - 60. Filippo, primatista nazionale dei 100 metri piani - 62. Regimi 66. Verso di mici. alimentari - 64. La Pavone de Il geghegè - 65.
VERTICALI
1. La città di san Francesco e santa Chiara - 2. La Leigh di Psyco - 3. Sfrigola in padella - 4. La nota... affermativa - 5. Brian, il musicista di By this river - 6. Direzione opposta a NE - 7. L’Arbore della TV (iniz.) - 8. Si attira con uno... specchietto - 9. 14. Un terzo di miglio - 10. Le nozioni elementari - 11. Forma un trio con Aldo e Giovanni - 13. Lingua proverbialmente ostica - 15. I penultimi su dieci - 16. Avviato, iniziato - 17. Una raccolta di racconti di Aldo Busi - 19. I mercati... con grano e avena - 21. Misere - 24. Uccello dei Passeriformi - 26. La città della donna che dissetò Gesù dal pozzo - 27. Gruppo musicale - 29. Moralmente abbattuto - 30. Gli animali catturati - 31. Lustrino - 32. Il Papa lo è di Cristo - 36. L’ultima lettera greca - 37. Si impone al battesimo - 39. Colonna romana per celebrare la conquista della Dacia - 41. Un gioiello da décolleté - 42. Pesce dall’occhio languido - 44. Dio Vulcano per i Greci - 46. Antichi lucani - 47. Iniziali di Saviano - 48. 51. Vivacizzano la cravatta - 52. La baby sitter per il bimbo - 54. Un giardino con le gabbie - 56. Dramma 57. Nota di chi scrive (sigla) - 59. Sigla di Agrigento - 60. In mezzo ai pasticci - 61. Rendono troppi i topi - 63. Le iniziali della Canalis.
PAROLA INIZIALE
COME SI GIOCA Trova la parola centrale che forma un’espressione corretta sia con quella di sinistra sia con quella di destra. Il riferimento veneto può trovarsi in una delle due espressioni.
2. Dove si trova la Basilica Palladiana?
3. Quale isola è famosa per il vetro?
CRUCIVERBA CRUCIVERBALIBERO
Gioco linguistico · livello medio
A) Brenta B) Adige C) Piave
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PAROLE CONCATENATE DEL VENETO
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SAN MONTE ACQUA BACARO CANAL VINO CITTÀ MARE REGIONE PRODOTTO
ANELLO MANCANTE
A) Babà B) Pandoro C) Cannolo
6. Chi nacque a Possagno? A) Canova B) Vivaldi C) Goldoni
7. Quale vino è legato alla Valpolicella? A) Amarone B) Barbaresco C) Frascati
8. Come si chiamano i piccoli assaggi veneziani? A) Tigelle B) Cicchetti C) Friselle
PAROLA FINALE POLO BIANCA MAREA GUIDATO RACCORDO CLASSICO MODERNA SETTENTRIONALE ORIENTALE VENETO
Enigmistica
30 CRUCIVERBA CHIOCCIOLA CRUCIVERBA A CHIOCCIOLE Scrivi orizzontalmente, una di seguito all’altra (senza tenere conto Nelle 4 spirali dovranno risultare, sempre una di seguito all’altra e iniziando dalle caselle recanti il numero 1, le parole rispondenti
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CRUCIVERBA SIMMETRICO CRUCIVERBA
pasquale.petrullo@gmail.com
ORIZZONTALI
1. Ha numerose paia di zampette - 9. Il Ford dei fumetti - 10. Arbusti con le more - 11. Rete nel ping-pong - 12. 14. Il soggetto di resto - 15. Il veicolo di Ben Hur - 16. In mezzo alla barriera - 17. Era la resina del calzolaio - 18. Titolo di antichi notai - 19. Rimette a posto le scarpe - 22. La ricevono in dono gli sposi - 23. La scrittrice Levi - 24. Un tizio... qualsiasi - 25. Sigla di Cosenza - 26. Causano rotture - 27. Nell’hockey e nel karate - 28. Un ardito... da medaglia - 29. Ragioniere in breve - 30. Il genere di Quentin Tarantino - 31. Il pop che si mangia - 32. Colorato.
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1. Ferra i cavalli - 2. Tratto dell’intestino tenue - 3. Si 5. Ideate... dà con la “long.” - 4. dall’architetto - 6. Una “i” greca - 7. Epoca - 8. Dire per metà - 12. Lupo mannaro - 13. Un’attrazione del luna park - 15. Bambino piccino - 16. Filtrano il sangue - 17. Compenso di lavoratore - 18. Appellativo del re 20. 21. Spicchi di tenda - 26. Grida 28. A Roma vi incontrollate - 27. 1 2 3 4 5 è 1l’INPS2 - 29. L’amico Potter -530. Una pera... 3 di Harry 4 senza polpa - 31. Le ultime di undici. 8 9 10 11 8 9 10 11 1
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DEFINIZIONI A
1. Non si riesce a frenare - Fanno uso di un estratto del papavero Il talento di Mr.Ripley 2. 3. Sposò Onan - Fu il primo re d’Israele - Il giornalista Lerner - 4. In coppia con Tap - Un tipo eccentrico - Incolti e villani - 5. Storica villa di Roma - Non zuccherine - Colonna di libri sovrapposti - 6. L’Arana interprete di Ustica - Le madri dei coniugi - 7. Si cambia traslocando - Il romanziere di Tonio Króger - Un astuccio per reliquie - 8. Film di Akira Kurosawa - Non lo discute il credente - Un mare dell’Antartide - 9. Si rendono ai meritevoli - Simboli di santità - 10. Parte interna dell’abito - Canale per l’irrigazione della pianura padana - 11. Vano per l’equipaggio - Lo emana Mattarella (sigla) - 12. La casa in cui si vive Fondarono Cartagine.
DEFINIZIONI B
(in alto a sinistra): Scrittrice che ha vinto il Premio Bancarella - Sfocia tra Eraclea e Jesolo - Il jolly nel mazzo - Desiderio smodato - Adeguati, conformati - Fu rivale di Bartali. (in alto a destra): Scrittrice che ha vinto il Premio Bancarella Universali o internazionali - Lo Stato con Lima - Il giorno che verrà. (in basso a sinistra): Scrittrice che ha vinto il Premio Bancarella Più che stizziti - Mite e affettuosa - Una collega di Circe - Il parassita della scabbia - Il re della Frigia che odiò l’oro - Bucato col trapano I “ ... media” d’informazione. (in basso a destra): Scrittrice che ha vinto il Premio Bancarella - Pezzo del bikini- Lo è la parte che fa male - Relativi ai formaggi - Dibattito sul
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VERTICALI
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ALI:1. SiFRAMMENTO leggono in Belgio -INCROCIATO 3. In pieno giorno - 6. L'Aquila sulle targhe - 8. Relativi alla Petrus pace - 11. La punta delINCROCIATO battello - 13. Armonie di suoni - 14. Il proprio... comodo - 15. Il re di Micene FRAMMENTO Petrus fratello di Menelao - 17. Grossa nave da carico - 19. Fetta di carne - 20. Recapita la Petrus corrispondenza - 22. FRAMMENTO INCROCIATO FRAMMENTO INCROCIATO Tipica casetta alpina - 23. Si prepara con il pancarrè - 24. Si spinge remando - 25. Donare senza... dare ORIZZONTALI:1. Si leggono in Belgio - 3. In pieno giorno - 6. L'Aquila sulle targhe - 8. Relativi alla 26. Le estreme in offerta - 27. Subito dopo cinque. ORIZZONTALI:1. Si battello leggono- in - 3. di In suoni pieno -giorno - 6. L'Aquila sulle -targhe pace - 11. La punta del 13.Belgio Armonie 14. Il proprio... comodo 15. Il -re8.diRelativi Micenealla pace 11. La punta del battello 13. Armonie di suoni 14. Il proprio... comodo 15. Il re di Micene- 22. 20. Recapita la corrispondenza fratello di Menelao 17. Grossa nave da carico 19. Fetta di carne VERTICALI:1. Capitale peruviana - 2. Umorista che fa coppia con Lillo - 3. Luigi e Vito li festeggiano fratello di nave da- 6. carico 19. -Fetta di spinge carne 20.nipote Recapita corrispondenza - 22. Tipica alpina- --17. Si prepara con ilLo pancarrè 24.brizzolata Si Donare senza... dare in giugnocasetta - 4.Menelao Risvegliata 5.23. ÈGrossa attiguo alla stalla è la- chioma... - 7.-remando Un di- 25.la Tipica casetta alpina 23. Si prepara con il pancarrè 24. Si spinge remando 25. Donare senza... dare Paperino 9. Sviluppare un'idea 10. Parte del corpo sopra i fianchi 11. Dolce natalizio milanese 12. 26. Le estreme in offerta - 27. Subito dopo cinque. Vocali campo - 16. gli abiti - 18.dopo Vi nacque San Paolo - 19. Sindacati di base (sigla) - 21. 26. Leinestreme in Gruccia offertaper - 27. Subito cinque. Gli anni che si hanno.
VERTICALI:1. Capitale peruviana - 2. Umorista che fa coppia con Lillo - 3. Luigi e Vito li festeggiano VERTICALI:1. Capitale -peruviana - 2.alla Umorista fa ècoppia con Lillo - 3. Luigi Vitonipote li festeggiano in giugno - 4. Risvegliata 5. È attiguo stalla - che 6. Lo la chioma... brizzolata - 7.eUn di in giugno--9.4.Sviluppare Risvegliataun'idea - 5. È attiguo alla del stalla - 6. sopra Lo è lai fianchi chioma... brizzolata - 7. Un nipote di - 12. Paperino - 10. Parte corpo - 11. Dolce natalizio milanese Paperino 9. Sviluppare un'idea Parte- del sopraSan i fianchi natalizio milanese di base (sigla) -- 12. 21. Vocali in -campo - 16. Gruccia per- 10. gli abiti 18.corpo Vi nacque Paolo--11. 19.Dolce Sindacati Vocali campo - 16. Gruccia per gli abiti - 18. Vi nacque San Paolo - 19. Sindacati di base (sigla) - 21. Gli anniinche si hanno. Gli anni che si hanno.
Indovinelli veneti 1. Non ho ruote e non ho ali, ma porto in giro innamorati e curiosi. Scivolo lentamente tra palazzi e ponti e chi mi guida resta sempre in piedi. Chi sono? 2. Nasce dalla terra con un vestito rosso, ha foglie eleganti e un gusto amarognolo. Una città della Marca mi ha reso famoso. Chi sono? 3. Sono fatto di pietra e di genio, ma non sono una statua. A Vicenza porto la firma di un architetto conosciuto in tutto il mondo. Chi sono? 4. Non sono a Roma, eppure mi chiamo Arena. Da secoli osservo la città e d’estate canto con mille voci. Dove mi trovo? 5. Nasce tra colline ordinate come un giardino, sale nel bicchiere con tante piccole bolle e porta con sé il nome di una terra veneta. Chi sono? 6. Unisco due rive e porto sulle spalle secoli di passi e di battaglie. Sono coperto, fatto di legno e Bassano mi considera il suo simbolo. Chi sono?
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