Villa Farsetti, scontro politico sulla gestione degli eventi, Forza Italia attacca sui costi pubblici
Modello veneto: funziona davvero?
Con i cordoni della borsa ormai stretti dal bilancio approvato, il Consiglio Regionale del Veneto si è trasformato in un palcoscenico di scontri verbali che vanno ben oltre la semplice contabilità. È una sfida di visioni, un “botta e risposta” continuo che vede la maggioranza difendere il modello veneto e le opposizioni tentare di scardinarlo pezzo dopo pezzo.
Il primo vero scontro frontale riguarda la mobilità. Carlo Cunegato, dalle file di Alleanza Verdi e Sinistra, ha scosso l’aula con un attacco durissimo: “Presidente, mentre nel resto del mondo si corre verso il futuro, nel vicentino siamo fermi a treni a gasolio che sembrano reperti archeologici. Pagare abbonamenti esorbitanti per servizi da terzo mondo è un insulto ai lavoratori”.
Non si è fatta attendere la replica dai banchi della Lega e della Civica Zaia, che hanno risposto piccati: “Non abbiamo la bacchetta magica per elettrificare migliaia di chilometri in una notte, gli investimenti sono programmati e servono tempi tecnici, non slogan”.
Ma è stato Giovanni Manildo del Partito Democratico a rincarare la dose, spostando l’asse sul sociale: “I tempi tecnici non sfamano le famiglie.
Con 25 milioni, briciole rispetto ai 19 miliardi totali, potremmo dare trasporti gratuiti agli studenti. Non farlo è una scelta politica deliberata contro i giovani”.
del Miranese Sud
Il Veneto vuole
l’autonomia energetica, Bitonci: “Lavoriamo sulle concessioni”
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LA GRAZIA, I DUBBI E LE TRAPPOLE
• Nicola Stievano
Nel suo ultimo film, La grazia, Paolo Sorrentino ci consegna l’immagine di un Capo dello Stato che abita la «bellezza del dubbio». Così nelle sale austere e silenziose del Quirinale la burocrazia non è il mostro che tutti denunciamo, ma un argine saggio, un tempo sospeso di riflessione. “La burocrazia, tutti la detestano - afferma il presidente del film - perché è lenta ma serve proprio a questo: a non prendere decisioni aff rettate”.
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Trattamento della sordità, all’Ulss 3 zero attese e richieste da tutta Italia
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del Miranese Nord
FIERA DEGLI UCCELLI DI MAERNE, SALTA L’EDIZIONE 2026
LA GRAZIA, I DUBBI E LE TRAPPOLE
Peccato che, uscendo dalla sala e tornando alla cronaca, il dubbio si trasformi in sospetto e la saggezza della procedura in una fretta che lascia storditi.
Il caso della grazia concessa a Nicole Minetti per ragioni umanitarie somiglia a un copione scritto male, dove la nobile “cura estrema dello Stato” inciampa su un nome che evoca i fantasmi di una stagione politica che è ancora lontana dall’essere archiviata e che continua a maturare i suoi frutti avvelenati. Perché tanta urgenza?
Perché quel velo di riservatezza che oggi, alla luce delle inchieste giornalistiche, appare anziché come la doverosa tutela verso un minore come piuttosto un maldestro tentativo di tenere sotto traccia una vicenda esplosiva?
La storica Fiera degli uccelli di Maerne si ferma. Ad agosto, per la prima volta dopo decenni, la manifestazione non andrà in scena. Una decisione che pesa come un macigno sulla comunità di Martellago e che segna uno stop alla 58ª edizione di uno degli appuntamenti più sentiti del territorio. A uff icializzare la scelta è stato il sindaco Andrea Saccarola, che non ha nascosto l’amarezza con un post su Facebook. Secondo il primo cittadino non si tratta solo della cancellazione di un evento, ma della sospensione di una tradizione capace negli anni di unire generazioni e attirare migliaia di visitatori da tutta la regione. Alla base della decisione c’è secondo gli organizzatori un vero e proprio labirinto normativo: nuove regole, maggiori responsabilità e adempimenti sempre più complessi che stanno mettendo in seria diff icoltà il mondo del volontariato. Il primo cittadino ha sottolineato come sia fondamentale garantire sicurezza e rispetto delle norme, ma anche evitare che le associazioni vengano lasciate sole ad aff rontare un carico burocratico ormai diff icile da sostenere. Da qui il sostegno alla battaglia dell’Unione Pro loco, che chiede maggiore chiarezza e semplificazione. Dietro la Fiera c’è infatti un’organizzazione imponente, resa possibile ogni anno dall’impegno di decine di volontari. A coordinarli è l’associazione New Maerne Fiere, abbiamo sentito a riguardo il vicepresidente Mauro Simionato. “Per realizzare la manifestazione”, spiega, “servono circa 120 persone tra fiera e serate collegate. Quest’anno era tutto pronto, ma l’entrata in vigore delle nuove normative ci ha messi in grande diff icoltà”. Il problema, racconta, non è solo operativo ma anche economico e legale: per rispettare tutti gli obblighi servirebbero competenze tecniche e consulenze professionali che un gruppo di volontari non può permettersi. Il rischio di incorrere in errori, con possibili conseguenze personali, ha portato alla scelta di fermarsi. “È un anno sabbatico necessario”, precisa Simionato, “torneremo nel 2027, potrebbe essere un’occasione per riflettere e rilanciarsi per il futuro”. Nel frattempo, la notizia ha acceso il dibattito anche sui social, dove alcune associazioni animaliste hanno espresso soddisfazione. Una posizione respinta con fermezza dagli organizzatori, che rivendicano anni di controlli superati e il rispetto delle condizioni di benessere per gli animali esposti.
• Riccardo Musacco
Il sindaco Andrea Saccarola: “Tradizione
che si ferma, ma va tutelata”
A squarciare l’esile velo del silenzio è un’inchiesta giornalistica che prima rende pubblico il provvedimento firmato dal Presidente della Repubblica e in seguito ne svela i tanti lati oscuri, dagli intrighi in Venezuela in cui a farne le spese sono proprio dei bambini indifesi, alle visite fantasma in ospedali italiani che si aff rettano a smentire contatti o consulenze. Se queste fondamenta crollano, non siamo più di fronte a una scelta politica discutibile o ad una decisione che può sembrare superficiale ma a un vero e proprio corto circuito istituzionale. Nel caos che ne è seguito finisce anche il rimpallo delle reciproche respons-
abilità. Il Quirinale non indaga, non fa il detective, si è detto: il Presidente della Repubblica esercita il suo potere di concedere o negare la grazia sulla base di un’istruttoria tecnica che gli viene consegnata. È il Ministero della Giustizia a dover garantire la genuinità di quel fascicolo che a sua volta ha ricevuto dalla Procura che ha condotto le indagini “sul campo” e tratto le proprie conclusioni. Ma in questo passaggio qualcosa si è rotto e qualcuno ha si è lasciato prendere la mano, quantomeno, da una insolita fretta o approssimazione, che di fronte a provvedimenti così definitivi come una grazia, è sempre cattiva consigliera. Non si può permettere che lo strumento della grazia - un atto quasi sacro, per questo concesso con parsimonia dai capi di stato - venga profanato da procedure opache o, peggio, da falsità documentali. Ecco allora la richiesta di chiarimenti urgenti del Quirinale al ministro della Giustizia per fare luce su un caso che potrebbe condizionare pesantemente il confronto politico. Mentre il Governo fa quadrato attorno a un Guardasigilli sempre più in aff anno e la procura corre ai ripari con un rapido supplemento di indagine, resta l’amarezza per un’istituzione che meritava più rispetto. La grazia, diceva il film, è bellezza. Qui, purtroppo, sembra rimasta solo la bruttezza di una trappola tesa alla credibilità dello Stato.
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Sicurezza urbana/1. Il piano del Comune per garantire la sicurezza attraverso la mappatura del disagio
BABY GANG, BULLISMO E DISAGIO: LA NUOVA EMERGENZA CHE SCUOTE SPINEA
La sicurezza di una città non si misura solo dal numero di pattuglie, ma dalla capacità di prevenire il degrado e il disordine sociale prima che diventino emergenza. Il Comune di Spinea ha scelto di aff rontare così il tema della tutela urbana, rispondendo con un piano strutturale ai recenti casi di aggressioni e vandalismi causati dalle cosiddette “baby gang”. Un fenomeno che ha richiesto un cambio di passo immediato. Attualmente, l’Uff icio Tutela segue 105 minori, con altri 57 assistiti a domicilio. “Dopo il Covid è stato registrato un aumento del disagio, non solo a Spinea - spiega l’assessora alle Politiche Sociali, Loredana Mainardi. Un caso grave di bullismo legato a dei minori ha portato Spinea sui media nazionali ha reso necessaria una valutazione complessiva. Siamo convinti che il fenomeno vada affrontato in modo strutturale”. E’ stato fatto così un monitoraggio scientifico contro il bullismo. Il primo pilastro della sicurezza è la conoscenza. Per questo il Comune ha avviato una collaborazione con l’Università Ca’ Foscari per mappare il bullismo sul territorio. Il progetto, partito a maggio con focus group che hanno coinvolto la scuola Dieffe, punta a fornire dati certi su cui costruire le prossime strategie di intervento e controllo.
“L’obiettivo è condividere con la cittadinanza analisi e soluzioni eff icaci - sottolinea l’assessora con gli educatori al Villaggio dei Fiori. Per garantire un ambiente sicuro, l’amministrazione sta potenziando i punti di riferimento fisici sul territorio. Con gli educatori di strada il Comune sta lavorando per spostare la loro sede al Villaggio dei Fiori, garantendo una presenza costante e un monitoraggio diretto nelle aree più frequentate dai giovani. C’ è poi il progetto “Fare rete”: una nuova sinergia tra volontari e doposcuola per non lasciare i ragazzi senza una guida nel tempo libero. Si punta al sostegno alle famiglie con il rilancio di “Familynet”, si punta poi a ricostruire una “genitorialità diffusa” per arginare le fragilità che spesso sfociano in atti di micro-criminalità”. Si punta insomma ad una strategia integrata. Il piano d’azione non dimentica le nuove frontiere del rischio, come la digitalizzazione (con progetti mirati in Biblioteca), e il rilancio del progetto “Città a misura di bambino”. “La sicurezza urbana non si costruisce solo attraverso il controllo del territorio - conclude l’assessora Mainardi - ma anche con prevenzione, educazione e collaborazione. Lavoriamo insieme a scuole, associazioni e forze dell’ordine per garantire un ambiente sereno e
sicuro per tutta la comunità”. Insomma si tratta di una risposta in termini di controllo del territorio che non è solo si tipo securitario, ma appunto che punta all’aspetto preventivo. Il fenomeno del disagio giovanile è scoppiato sopratutto
Arresti, lotta allo spaccio: l’attività nel veneziano della Polizia di Stato
L’attività della Polizia di Stato per mantenere la sicurezza sul territorio urbano e metropolitano del veneziano è stata intensa per tutto il 2025. Sono stati arrestati 258 adulti e 5 minorenni, mentre 2.108 persone sono state denunciate in stato di libertà (di cui 156 minori). Si è intensificata la lotta al narcotraff ico, con il sequestro di oltre 8 chili di cocaina, 2 di eroina e 9 tra marijuana e hashish. Sul fronte della pubblica sicurezza, sono state sequestrate 192 armi e ben
183 chili di esplosivi. Particolare attenzione è stata rivolta al contrasto della violenza di genere, con 234 ammonimenti legati a maltrattamenti in famiglia e stalking, un dato in crescita rispetto al passato. Sul fronte dell’immigrazione, sono state espulse con decreto ad hoc 209 persone: 129 sono state trattenute nei centri per il rimpatrio, mentre per 37 è scattato l’accompagnamento immediato alla frontiera. La sicurezza nei trasporti ferroviari ha visto un presidio costante tra Mestre, Venezia e la
provincia, con quasi 69.000 persone identificate, 16 arresti e 566 denunce. La Polizia Postale ha monitorato migliaia di social network e 827 siti con contenuti pedopornografici, portando a 9 arresti e 67 denunce. Sul fronte amministrativo, sono stati rilasciati 45.659 passaporti e condotti 179 controlli su esercizi commerciali e circoli, con 33 persone denunciate. Il legame diretto con la cittadinanza è testimoniato dalle 80.000 chiamate giunte al 113 e dalle oltre 2.000 segnalazioni tramite
dopo il covid ed ha messo in diff icoltà a causa dei comportamenti fuori controllo di gruppi fi giovani, diversi Comuni, del territorio.
• Alessandro Abbadir
l’app YouPol, strumento prezioso per contrastare bullismo, spaccio e violenza domestica. • (A.A.)
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REATI E DEGRADO NEI PARCHI, SI POTENZIA LA VIDEOSORVEGLIANZA
Ndegli enti locali più attivi sul fronte della sicurezza urbana è il Comune di Santa Maria di Sala. Al centro dell’agenda amministrativa del Comune c’è la tutela degli spazi comuni, in particolare dei parchi pubblici, spesso teatro di tensioni legate alle nuove
generazioni. A spiegarne la strategia è direttamente il sindaco di Santa Maria di Sala Alessandro Arpi: “Sul fronte sicurezza ci stiamo concentrando su tre progettualità nuove per migliorare la situazione, soprattutto per quel che concerne i parchi, le baby gang e le problematiche che abbiamo con alcuni
giovani che si ritrovano nelle aree verdi”. Il primo pilastro del piano riguarda l’innovazione tecnologica. “È in corso un macro-progetto di rivisitazione del parco telecamere - spiega Arpi - che prevede la sostituzione degli apparecchi attuali per migliorare la resa e individuare chi commette reati o danni al patrimonio pubblico. Con l’assessore alla sicurezza Alessio Zanchin e il comparto informatico, stiamo revisionando le circa 50 telecamere esistenti per rimetterle a norma e implementarle. Contiamo di essere pronti con il progetto verso fine anno”. Il secondo fronte punta invece sul presidio umano e sul volontariato attivo. “Vogliamo implementare la collaborazione con la neonata associazione Carabinieri in congedo - aggiunge il sindaco - un gruppo che conta oltre 30 persone. Sono una risorsa importante per la gestione degli eventi, ma ci aiuteranno anche con controlli saltuari nei parchi pubblici già dal secondo semestre dell’anno”. Infine, il terzo binario è il consolidamento del rapporto con l’Arma ed è considerato un elemento essenziale per ottenere risultati soddisfacenti . “Stiamo potenziando - sottolinea il sindaco Alessandro Arpi - la collaborazione con la stazione
Sul tema della sicurezza urbana è importante partire dai dati e dalla realtà del territorio. A Mirano, allo stato attuale, non si registrano fenomeni strutturati riconducibili a dinamiche come baby gang o episodi sistematici di vandalismo. I casi che si sono verificati sono limitati. “Questo non significa - dice il sindaco Tiziano Baggio - abbassare la guardia. Al contrario, il tema della sicurezza è seguito con continuità e metodo. Ogni mese si tengono incontri di coordinamento tra l’amministrazione, la Polizia Locale e le forze dell’ordine, nei quali si analizzano i dati, si condividono le segnalazioni e si definiscono le azioni da intraprendere”. Un elemento fondamentale è rappresentato dal sistema di videosorveglianza: sul territorio comunale sono attive 94 telecamere, posizionate in centro, in prossimità delle scuole, nei principali varchi di accesso alla città e nelle aree più sensibili, come le isole ecologiche.
Si tratta di uno strumento importante sia in chiave preventiva sia di supporto alle attività investigative. Accanto a questo, è attiva la rete del controllo di vicinato, coordinata a livello comunale da un responsabile, che rappresenta un presidio diffuso e un esempio concreto di collaborazione tra cittadini e istituzioni. “L’approccio adottato dal Comune
- conclude Baggio - è duplice: da un lato prevenzione e controllo del territorio, dall’altro collaborazione costante con le forze dell’ordine e coinvolgimento dei cittadini. Un lavoro essenziale per mantenere elevata la qualità della vita e il senso di sicurezza nella comunità”.
• (A.A.)
dei carabinieri di Mirano. In queste settimane è stato fatto un controllo dei ragazzi in un parchetto a Caselle: ringrazio i militari perché ci hanno aiutato a fare da deterrente e a mappare potenziali criticità. Con il comandante e tutto il team stiamo intensificando i controlli, soprattutto pomeridiani, nei parchi”. L’attenzione resta alta anche per arginare altri fenomeni segnalati nei mesi scorsi, come le pericolose
gare clandestine di auto organizzate da giovani durante i fine settimana, confermando l’approccio tolleranza zero verso il degrado e l’illegalità. Non mancheranno attenzioni anche per quanto riguarda i furti nelle case er nelle auto con pattugliamenti serali della polizia locale soprattutto in estate.
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• Alessandro Abbadir
Nuovi servizi. Al via nido di Zianigo, ciclabili e interventi contro il rischio meteo
BILANCIO SOLIDO E NUOVI CANTIERI: APPROVATO IL RENDICONTO 2025
Nell’ultimo consiglio l’Amministrazione comunale di Mirano ha approvato il rendiconto 2025, certificando una gestione finanziaria solida e capace di coniugare equilibrio dei conti e sviluppo. Un passaggio tecnico, ma dal forte valore politico, che conferma la tenuta dell’ente e apre nuove prospettive di investimento senza ricorrere a ulteriore indebitamento. I numeri delineano un quadro positivo: la gestione di competenza chiude con un avanzo di oltre 2,4 milioni di euro, mentre il risultato complessivo di amministrazione supera i 14,4 milioni. Dati distinti ma complementari, che fotografano sia l’efficienza nella gestione annuale sia la disponibilità complessiva di risorse tra fondi vincolati, accantonamenti e quote destinabili agli investimenti. Soddisfatto il sindaco Tiziano Baggio, che sottolinea il percorso intrapreso: “Abbiamo ridotto il debito da 8 a 4,5
milioni dal 2022, con un risparmio di quasi 500 mila euro sulla spesa corrente. Questo ci consente di finanziare opere e manutenzioni senza accendere nuovi mutui, mantenendo al tempo stesso alto il livello dei servizi”.
Una linea condivisa dall’assessore alla Pianificazione finanziaria Federico Caldura, che evidenzia come la strategia abbia permesso non solo di preservare, ma anche di ampliare l’offerta per le famiglie: dai servizi scolastici integrativi ai nuovi spazi
IL COMUNE ENTRA IN “VILLEGGIANDO.IT”
Il territorio del Miranese e della Riviera del Brenta punta sul digitale per raccontarsi e attrarre nuovi visitatori. È online il portale promosso dall’OGD Riviera del Brenta e Terra dei Tiepolo, una piattaforma che raccoglie esperienze culturali e turistiche legate alle Ville Venete e al paesaggio circostante, con l’obiettivo di off rire una visione unitaria e accessibile del territorio. Il sito propone un’off erta articolata: visite guidate, eventi, itinerari tematici, escursioni in bicicletta e in barca, oltre a pacchetti
integrati pensati per un turismo lento e sostenibile. Un progetto che mette in rete operatori, associazioni e istituzioni locali, valorizzando un patrimonio diffuso e spesso poco conosciuto, e facilitando anche la prenotazione diretta delle esperienze. In questo contesto Mirano raff orza la propria presenza turistica, promuovendo luoghi simbolo come il Castelletto, il Duomo e i percorsi naturalistici lungo il Muson Vecchio. Grazie alla collaborazione con realtà associative del territorio, l’offerta si arricchisce di attività out-
pubblici, come Villa Bianchini, pronta a diventare un polo di aggregazione per i giovani. Tra le novità più attese, l’avvio a settembre del nuovo asilo nido di Zianigo, inserito in un contesto ambientale di pregio, e la conferma del trasporto scolastico anche per gli anni 2027 e 2028. Sul fronte delle opere, maggio segnerà l’inizio dei lavori per la pista ciclabile di via Scaltenigo e l’inaugurazione del nuovo ciclodromo, mentre entro l’estate saranno completati lo stadio e la pista di atletica.
Il 2025 ha visto investimenti complessivi per oltre 12,7 milioni di euro, sostenuti anche da fondi del PNRR. Tra gli interventi principali figurano la riqualificazione di Villa Bianchini, della scuola “Leonardo da Vinci” e il recupero di spazi urbani come il parco di Villa Tessier. Guardando al 2026, l’amministrazione ha già programmato una nuova tranche di investimenti da 3,5 milioni di euro,
door e proposte culturali pensate per tutte le età: passeggiate nella natura, itinerari ciclabili e visite guidate tra ville e paesaggi. Il sindaco Tiziano Baggio evidenzia il valore strategico dell’iniziativa: “Mirano registra oltre 100 mila presenze annue, segno di una crescente attrattività. Progetti come Villeggiando consentono di mettere in rete le eccellenze locali e proporre un’offerta integrata che unisce cultura, ambiente e qualità della vita”.
• (R.M.)
destinati a sicurezza stradale, verde pubblico, edilizia scolastica e impianti sportivi, tra cui il completamento dell’area di Vetrego. Particolare attenzione è riservata alla mitigazione dei fenomeni meteorologici estremi. Un primo stanziamento da 200 mila euro avvia un piano più ampio che punta a superare la logica emergenziale, intervenendo sulla rete idraulica e progettando opere strutturali come bacini di laminazione.
“Non si tratta di interventi tampone – conclude Baggio – ma dell’avvio di una strategia strutturata e pluriennale. Gli eventi recenti ci impongono un cambio di passo: servono visione, continuità e responsabilità”. Un indirizzo che, alla luce dei numeri, poggia su basi finanziarie solide e su una programmazione orientata al lungo periodo.
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• Riccardo Musacco
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La polemica. Cappelletto accusa e Baggio replica
Nulla da fare al momento per il nuovo casello A4 , si punta su Roncoduro
Un nuovo casello lungo la A4, tra Mirano e Padova Est, per alleggerire il traff ico in vista del futuro polo logistico di Dolo per ora resta è fuori discussione. Dal confronto tra Regione Veneto e amministratori locali emerge infatti una netta frenata: l’opera non compare nel piano economico-finanziario di Cav almeno fino al 2032. Uno spiraglio, tuttavia, rimane aperto. Sul tavolo c’è la possibilità di valutare la riapertura di un casello nella zona di Roncoduro, nel territorio di Pianiga, dove un accesso autostradale esisteva prima della realizzazione del Passante di Mestre. Una soluzione, però, ancora tutta da verificare. Il tema è tornato al centro del dibattito dopo il tavolo istituzionale promosso dalla consigliera regionale alle Infrastrutture Elisa De Berti, convocato su richiesta dei sindaci della Riviera del Brenta e del Miranese. In prima linea il sindaco di Mirano, Tiziano Baggio, che da tempo sollecita un confronto sulle conseguenze viabilistiche legate alle nuove progettualità previste nell’area. Ed è proprio attorno al futuro polo logistico di Dolo che si accende lo scontro politico. Il consigliere comunale di opposizione Matteo Cappelletto, esponente di Coraggio Italia, punta il dito contro l’amministrazione miranese accusandola di non aver affrontato tempestivamente il problema della viabilità. Nel mirino finisce soprattutto l’accordo di programma sottoscritto nel 2023, ritenuto dalla minoranza penalizzante per il territorio perché destinerebbe gran parte dei flussi del nuovo hub logistico verso l’uscita di Vetrego. Secondo Cappelletto, la scelta sarebbe maturata senza un adeguato coinvolgimento della cittadinanza e dello stesso consiglio comunale. Critiche che si intrecciano con le preoccupazioni dei residenti, sempre più allarmati dall’impatto che nuove infrastrutture e aumento del traff ico potrebbero avere sulla qualità della vita e sulla mobilità quotidiana. Pronta la replica del sindaco Baggio, che respinge le accuse parlando di “ricostruzioni strumentali”. Il primo cittadino rivendica il lavoro svolto dal Comune di Mirano all’interno della conferenza dei servizi, sottolineando come l’ente non abbia competenze urbanistiche sull’intervento, previsto nel territorio di Dolo, ma abbia comunque il dovere di tutelare Vetrego e la viabilità locale. Baggio chiarisce inoltre che nell’accordo di programma non esisterebbe ancora un progetto definitivo, ma soltanto un quadro programmatico da approfondire
insieme agli enti coinvolti e alla popolazione. “Restare al tavolo istituzionale” — sostiene — significa poter incidere concretamente sulle opere, sugli studi di traffico e sulle mitigazioni ambientali. Uscire dal confronto sarebbe stato solo un gesto simbolico. Il sindaco rivendica poi il risultato ottenuto nell’incontro del 27 aprile scorso con la Regione: l’impegno a commissionare a Cav uno studio di fattibilità sul casello di Roncoduro e un’analisi complessiva dei flussi di traff ico verso l’autostrada.
• Riccardo Musacco
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Il gemellaggio che unisce scuola e culture
Si è concluso nelle scorse settimane il progetto di scambio culturale che ha coinvolto una classe del liceo classico Majorana-Corner e una del Collège Irène Joliot-Curie di Estagel, nell’ambito del programma Erasmus+. Un’esperienza che ha visto protagonisti circa sessanta studenti italiani e francesi, uniti da un percorso iniziato in autunno e culminato con le visite reciproche tra marzo e aprile. Gli studenti italiani sono stati accolti dalle famiglie francesi a marzo, vivendo in prima persona la quotidianità scolastica e culturale d’Oltralpe. Ad aprile, invece, sono stati i ragazzi francesi a raggiungere il Veneto, ospitati dai coetanei italiani in un clima di condivisione e scoperta reciproca. Il progetto ha offerto molto più di un semplice scambio linguistico. Le attività didattiche, spesso svolte in lingua inglese, hanno approfondito temi legati alla cultura classica, aff iancate da uscite sul territorio che hanno toccato città simbolo come Venezia, Padova e Treviso, oltre alla stessa Mirano. Un programma ricco, sostenuto anche dal Comune e dall’Assessorato alla Cultura, con il coinvolgimento di associazioni ed esperti locali. Momento significativo è stato l’incontro conclusivo in Municipio, dove il sindaco Tiziano Baggio e l’assessora all’Istruzione Maria Francesca Di Raimondo hanno sottolineato il valore dell’esperienza. “Siamo cittadini italiani e francesi, ma soprattutto cittadini europei”, è stato ricordato, richiamando anche l’eredità della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino come fondamento comune di diritti e valori. Soddisfazione è stata espressa anche dai docenti coinvolti, che hanno definito il progetto “una straordinaria opportunità di crescita”, capace di arricchire gli studenti non solo sul piano formativo, ma anche umano e relazionale. Un’esperienza che lascia un segno concreto e rafforza il senso di appartenenza a una comunità europea condivisa.
VILLA BIANCHINI RIAPRE DOPO IL RESTAURO PNRR, MEMORIA RITROVATA E SFIDA PER IL FUTURO
Un ritorno atteso, carico di significati e prospettive.
Venerdì 1° maggio Mirano ha riabbracciato Villa Marini Angeloni Bianchini, restituita alla comunità dopo un lungo e complesso intervento di restauro finanziato con fondi PNRR. Una riapertura che segna non solo il recupero di un edificio storico, ma l’avvio di una nuova fase per uno dei luoghi più identitari della città. La cerimonia inaugurale, partecipata e simbolica, ha visto il taglio del nastro e gli interventi istituzionali, accompagnati da contributi di carattere storico e artistico. Il professor Alberto Carraro ha ricostruito il contesto del territorio miranese e il legame con la Serenissima, mentre Mario Esposito ha approfondito il valore artistico delle opere dei Tiepolo e il rapporto con Zianigo. Particolare attenzione è stata dedicata al restauro dell’affresco “Il Merito e la Fama” di Giandomenico Tiepolo, restituito alla collettività dopo
Aun intervento altamente specialistico che rappresenta uno degli elementi più rilevanti dell’intero progetto. Per tutta la giornata la villa e il parco si sono animati con iniziative culturali, dimostrazioni e spettacoli, tra cui le attività del Centro Internazionale Tigre Bianca e il concerto promosso dalla Fondazione Gabriele Emilia Bianchi. Un programma pensato per dare fin da subito un’identità dinamica al complesso, destinato a diventare spazio civico, culturale ed espositivo. “Restituiamo oggi questo luogo alla comunità”, ha dichiarato il sindaco Tiziano Baggio, sottolineando il valore storico e civile della villa, legato anche alla figura di Luigi Bianchini. Sulla stessa linea l’assessora Maria Francesca Di Raimondo, che ha evidenziato l’obiettivo di costruire un polo culturale stabile e accessibile. Più operativo l’intervento dell’assessore Federico Caldura, che ha annunciato l’avvio immediato di alcuni servizi, tra cui l’aula studio, e
l Parco Falcone di Mirano prende forma un nuovo approccio alla gestione del verde pubblico: meno tagli, più natura. È il progetto di “sfalcio differenziato” avviato da Legambiente Miranese nell’ambito del Patto di collaborazione con il Comune, che coinvolge tre aree del parco individuate per la sperimentazione. L’iniziativa si inserisce in un più ampio programma di gestione agro-forestale integrata, coordinato dall’agronomo Andrea Zaina. L’obiettivo è chiaro: favorire la biodiversità urbana lasciando alcune porzioni di prato a crescita spontanea, senza sfalci periodici. Una scelta che, precisano i promotori, non ha nulla a che vedere con l’abbandono,
una programmazione progressiva costruita su basi di sostenibilità. Centrale anche il richiamo alla partecipazione, con Elena Spolaore che ha ricordato il ruolo di cittadini e associazioni nel mantenere vivo il sito negli anni precedenti al restauro. Accanto all’entusiasmo, tuttavia, si inserisce il punto di vista critico dell’opposizione, in particolare della Lega, che invita a guardare oltre la
dimensione celebrativa. Il recupero della villa, secondo questa posizione, rischia di rimanere un’operazione incompleta se non accompagnato da un adeguato potenziamento delle infrastrutture. Il tema riguarda soprattutto la viabilità di Zianigo, già oggi interessata da flussi di traff ico rilevanti e destinati ad aumentare con l’apertura di nuovi servizi, come il futuro asilo nido. Parcheggi, piste ciclabili e sicurezza
ma risponde a criteri scientifici già testati in diversi contesti italiani ed europei. I benefici sono molteplici: le aree non tagliate diventano rifugio per insetti impollinatori come api e farfalle, migliorano la qualità del suolo aumentando la capacità di assorbire acqua e contribuiscono al sequestro di anidride carbonica. Inoltre, la vegetazione più alta aiuta a ridurre le temperature al suolo, contrastando le isole di calore tipiche degli ambienti urbani. Esperienze simili stanno già dando risultati significativi in città come Milano, dove dopo una fase sperimentale il modello è diventato pratica ordinaria, con un incremento della biodiversità
stradale vengono indicati come elementi imprescindibili per garantire la sostenibilità dell’intervento nel medio e lungo periodo. Secondo la Lega, una pianificazione efficace dovrebbe integrare fin da subito le nuove funzioni con una visione infrastrutturale chiara, evitando il rischio di soluzioni parziali o temporanee. • Riccardo Musacco
fino al 60% secondo studi accademici. Anche realtà più piccole, come Osio Sotto, stanno seguendo la stessa direzione. A Mirano, il progetto rappresenta un passo concreto verso una nuova alleanza tra città e ambiente. “Un prato lasciato crescere non è trascuratezza, ma una risorsa”, sottolineano i promotori, invitando i cittadini a osservare da vicino le aree coinvolte. Un cambiamento culturale prima ancora che gestionale, che punta a trasformare il modo in cui si guarda al verde urbano.
Q200 CENSER, IL CAMPUS
CHE TRASFORMA ROVIGO
NEL LABORATORIO DEL FUTURO
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’è un luogo a Rovigo dove formazione, ricerca e impresa smettono di essere mondi separati e iniziano a dialogare in modo concreto, quotidiano. Non è un progetto sulla carta, ma una realtà già attiva e in continua evoluzione: si chiama Q200 ed è il campus nato nell’area dell’ex Censer, oggi trasformato in uno dei poli più interessanti dell’innovazione in Veneto. Qui le idee non restano teoria. Si traducono in attività, percorsi formativi, laboratori avanzati e progetti che mettono insieme studenti, ricercatori e imprese. Il progetto, sostenuto dalla Fondazione Cariparo e sviluppato insieme a istituzioni e attori economici del territorio, rappresenta un cambio di passo per Rovigo, che da area percepita come marginale si propone sempre più come nodo capace di attrarre competenze e generare valore.
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Q200 Censer non è semplicemente un polo universitario. È pensato come un campus vero e proprio, dove la dimensione della formazione si integra con quella della ricerca e dell’innovazione applicata. L’Università degli Studi di Padova ha scelto di investire qui in modo strutturale, portando corsi di laurea, dipartimenti e attività scienti che di alto livello. Oggi sono circa 2000 gli studenti che gravitano attorno a questo spazio, destinati a crescere con l’attivazione di nuovi percorsi, tra cui quello legato alle scienze motorie. La presenza universitaria non si limita alla didattica. Q200 ospita infatti diversi dipartimenti e attività di ricerca che lo rendono un nodo attivo del sistema accademico. Non una
migliorare le prestazioni e rispondere a normative sempre più stringenti.
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Il rapporto con il mondo produttivo non è accessorio, ma centrale. Q200 Censer nasce proprio con l’idea di creare un ecosistema in cui università e imprese possano crescere insieme, condividendo spazi, conoscenze e opportunità. In questo senso, il campus diventa anche un luogo di incontro stabile, dove si sviluppano collaborazioni, si costruiscono reti e si sperimentano nuovi modelli di sviluppo territoriale, con ricadute concrete sull’economia locale e sulle prospettive occupazionali.
Q200 è anche uno spazio pensato per essere vissuto. Non solo aule e laboratori, ma servizi per gli studenti, biblioteche,
Q200 CENSER RACCONTATO IN RADIO
aule studio, campi sportivi, spazi di socialità e residenze. L’obiettivo è costruire una comunità, un ambiente in cui chi
UN SISTEMA
CHE GUARDA ALL’EUROPA
Accanto alla dimensione sica, c’è poi quella del racconto. La rubrica radiofonica dedicata a Q200 Censer accompagna questo percorso, puntata dopo puntata, dando voce ai protagonisti e mettendo in luce le diverse anime del campus: dalla ricerca scienti ca alle applicazioni industriali, dalla formazione universitaria alle opportunità per le imprese e per il territorio.
in tutto il Veneto
Il risultato è un sistema in continua evoluzione, che non si limita a descrivere il presente ma prova ad anticipare il futuro. Q200 Censer rappresenta oggi un modello di sviluppo capace di mettere insieme sapere, innovazione e territorio, contribuendo a ride nire il ruolo di Rovigo nel panorama regionale e nazionale, con uno sguardo sempre più aperto verso le s de europee e internazionali.
La crescita del campus è al centro di una rubrica dedicata su Veneto24, con approfondimenti su ricerca, formazione, startup e innovazione.
PER ASCOLTARE L’UNIVERSO:
el cuore del campus Q200
Censer di Rovigo prende forma uno dei progetti scienti ci più ambiziosi a livello europeo. Si chiama COMET ed è il laboratorio che lavora su una s da affascinante: contribuire alla realizzazione dell’Einstein Telescope, lo strumento destinato a rilevare le onde gravitazionali e ad aprire una nuova frontiera nell’osservazione dell’universo.
L’Einstein Telescope rappresenta una delle grandi infrastrutture di ricerca previste dall’Unione Europea nei prossimi anni. L’Italia è tra i Paesi candidati a ospitarlo, con la Sardegna individuata come area ideale per le sue caratteristiche geologiche e sismiche. Tuttavia, la competizione è alta e non basta disporre di un territorio adatto: è necessario dimostrare di avere competenze scienti che e tecnologie in grado di sostenere un progetto di questa portata. Il laboratorio COMET
nasce proprio con questo obiettivo. Inserito in un progetto nazionale coordinato dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, si occupa di studiare e sviluppare i materiali utilizzati per gli specchi del telescopio. Si tratta di componenti estremamente delicati, che devono garantire prestazioni ottiche e meccaniche di altissimo livello, indispensabili per intercettare segnali debolissimi provenienti dalle profondità
All’interno del laboratorio vengono utilizzate tecnologie avanzate, in particolare sistemi di deposizione di lm ottici attraverso processi controllati al plasma. Le macchine presenti permettono di lavorare sui materiali con un livello di precisione superiore rispetto agli standard industriali, consentendo ai ricercatori di sperimentare soluzioni innovative e di spingere al massimo le
Questa attività di ricerca non si limita alla fase teorica, ma punta a produrre risultati concreti, in grado di contribuire direttamente allo sviluppo del telescopio. La qualità degli specchi è infatti uno degli
STARTUP, IMPRESE
dall’automotive alla difesa, no alle tecnologie ottiche e digitali. L’obiettivo è quello di creare un ponte tra ricerca scienti ca e sistema produttivo, generando ricadute concrete anche sul piano economico.
La decisione nale sull’Einstein Telescope è attesa nei prossimi anni, ma il lavoro è già in corso. Progetti come COMET dimostrano che il sistema italiano è in grado di competere a livello internazionale, mettendo insieme ricerca, innovazione e capacità industriale.
E in questa s da anche Rovigo ha già conquistato un ruolo di primo piano, diventando uno dei punti in cui il futuro della ricerca europea inizia a prendere forma.
E SICUREZZA: IL LABORATORIO t2i AL SERVIZIO DELL’INNOVAZIONE
Tra le anime del campus Q200
Censer c’è anche quella più direttamente legata alle imprese e al trasferimento tecnologico. A rappresentarla è t2i, agenzia che opera a livello regionale con l’obiettivo di accompagnare le aziende nei processi di innovazione e sviluppo, mettendo a disposizione competenze, strumenti e infrastrutture avanzate.
dell’attività è rappresentato dai laboratori. Qui vengono testati materiali e prodotti secondo standard nazionali ed europei, veri cando prestazioni e conformità alle normative. Serramenti, facciate, componenti edilizi, pavimentazioni: ogni elemento viene analizzato per garantire qualità e sicurezza.
Presente a Rovigo con un incubatore certi cato dal Ministero, t2i segue numerose startup innovative in tutto il Veneto, offrendo supporto sia sico che virtuale. Un’attività che consente di trasformare idee in progetti concreti, aiutando le nuove imprese a strutturarsi, crescere e affrontare il mercato con maggiore solidità.
Accanto all’incubazione, il cuore
Un passaggio fondamentale, perché senza certi cazione un prodotto non può essere immesso sul mercato.
Proprio per questo t2i lavora a stretto contatto con le aziende già nelle fasi iniziali di sviluppo, evitando errori progettuali e riducendo tempi e costi legati alle veri che nali. Particolare attenzione è dedicata alla sicurezza, in particolare alla reazione al fuoco dei materiali, tema sempre più
centrale anche alla luce delle normative europee e dei recenti episodi che hanno evidenziato criticità nel settore delle costruzioni.
I numeri confermano il ruolo strategico di questa realtà: oltre 400 aziende clienti nel Nordest e un posizionamento che la rende una delle poche strutture in Italia in grado di offrire servizi di
questo livello. All’interno di Q200 Censer, t2i contribuisce così a rendere il campus non solo un luogo di ricerca e formazione, ma anche uno spazio concreto di supporto alle imprese, dove l’innovazione non resta teoria ma diventa applicazione e sviluppo reale per il territorio.
GIOVANNI MARTIGNON PREMIATO DAL CONI
C’è una storia di passione, rigore e visione lunga oltre mezzo secolo dietro la Palma d’Oro al Merito Tecnico conferita dal CONI a Giovanni Martignon. Un riconoscimento che arriva al termine di una carriera straordinaria e che porta ancora una volta il nome di Mirano ai vertici dello sport nazionale. Classe 1938, residente a Scaltenigo, Martignon è stato protagonista assoluto del pattinaggio corsa italiano, guidando generazioni di atleti verso risultati di altissimo livello. I numeri raccontano solo in parte la portata del suo lavoro: oltre 1.050 medaglie conquistate, tra cui 125 titoli continentali e 42 mondiali juniores, a cui si aggiungono 187 titoli europei e 65 mondiali nella categoria senior. Un palmarès che testimonia una continuità di eccellenza rara nel panorama sportivo.
Le radici di questo percorso affondano nei primi anni Settanta, quando Martignon muove i primi passi nel GSP Scaltenigo, realtà locale destinata, sotto la sua guida, a trasformarsi in una vera e propria fucina di talenti dello speed skating.
Da allora, il suo metodo si è distinto per disciplina, attenzione ai dettagli e capacità di innovare senza perdere il contatto con i valori fondamentali dello sport. Uno degli elementi più significativi della sua carriera è stata la capacità di guardare avanti. Già negli anni Novanta, infatti, Martignon intuì l’importanza dell’approccio scientifico alla preparazione atletica, avviando collaborazioni con strutture del CONI e con centri di medicina sportiva del territorio. Un’intuizione che ha contribuito a definire modelli di allenamento poi diffusi a livello nazionale. Il riconoscimento assegnato durante la 1170ª riunione della Giunta Nazionale non rappresenta soltanto un premio alla carriera, ma sancisce il valore di un percorso costruito giorno dopo giorno, fatto di lavoro di squadra, rispetto dei ruoli e costante ricerca del miglioramento. Un esempio concreto di come anche una realtà di provincia possa diventare punto di riferimento internazionale.
“È un’emozione profonda ricevere questo riconoscimento” – ha dichiarato
Martignon – “Lo considero il risultato di un lavoro condiviso con atleti, collaboratori e società. Ogni traguardo è stato costruito insieme, con passione e sacrificio”. Soddisfazione anche nelle istituzioni locali, con il sindaco Tiziano Baggio che sottolinea il valore simbolico del premio: “Martignon è un orgoglio per tutta la comunità miranese. Il suo percorso dimostra come competenza, dedizione e radicamento nel territorio possano portare a risultati di eccellenza a livello internazionale”.
• Riccardo Musacco
Un passaggio di testimone che unisce tradizione e futuro. In occasione del “Concerto di Primavera” al Teatro di Mirano, la Filarmonica di Mirano – Banda Cittadina ha presentato il nuovo presidente: il maestro Paolo Bertoldo, nominato dal Consiglio direttivo della storica associazione fondata nel 1855. Bertoldo succede all’avvocato Riccardo Casarin e rappresenta una scelta nel segno della continuità, ma anche del rinnovamento. Nato e cresciuto a Mirano, ha mosso proprio nella Banda i primi passi nel mondo della musica, iniziando lo studio delle percussioni prima di intraprendere un percorso professionale di alto livello. Diplomato al Conservatorio “Benedetto Marcello” di Venezia e
perfezionatosi a Stoccarda, Bertoldo ha costruito una carriera internazionale collaborando con importanti orchestre e direttori di fama mondiale. Dal 2019 è percussionista dell’orchestra del Teatro La Fenice, consolidando un profilo artistico di primo piano. “La sua nomina ci riempie di soddisfazione – ha commentato il sindaco Tiziano Baggio –. È un esempio di talento cresciuto nel territorio e capace di raggiungere traguardi prestigiosi”. Emozionato il neo presidente: “È un onore tornare a contribuire alla crescita della Filarmonica che mi ha formato”. Una guida che guarda avanti, senza dimenticare le radici.
• (R.M.)
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Paolo Bertoldo nuovo presidente della Filarmonica
SANTA MARIA DI SALA
Partiti i lavori. Interventi nelle aree colpite dall’alluvione di agosto
FOSSI RIPULITI E SCAVI COMPLETATI
Dopo anni di attese e criticità irrisolte, arrivano i primi risultati concreti sul fronte della sicurezza idraulica a Santa Maria di Sala. Nelle ultime settimane sono stati completati gli interventi di scavo e pulizia dei fossi nelle zone più delicate del territorio, con particolare attenzione ai tratti che da decenni non ricevevano manutenzione.
“In alcuni casi si trattava di canali trascurati da oltre quarant’anni”, spiega l’assessore all’Ambiente Alessio Zanchin. “Una situazione
che non era più sostenibile e su cui abbiamo deciso di intervenire con determinazione”.
La prima fase dei lavori ha riguardato alcune delle vie maggiormente colpite dall’alluvione del 21 agosto scorso: via Fratella e via Rivale a Caselle, oltre a via Santa Lucia a Caltana. Interventi mirati che, secondo l’amministrazione, hanno già prodotto effetti tangibili, migliorando la capacità di deflusso delle acque e rendendo più efficiente l’intera rete di scolo. Ma il piano non si ferma qui. Sono già stati programmati
nuovi interventi lungo via Pioga e via Einaudi, altre aree segnate dagli eventi meteorologici estremi degli ultimi mesi. “Come promesso, queste situazioni restano una priorità assoluta”, sottolinea Zanchin, indicando una linea di continuità nell’azione amministrativa. Parallelamente agli scavi, sono partite anche le operazioni di pulizia delle caditoie e delle tubazioni, elementi spesso meno visibili ma fondamentali per il corretto funzionamento del sistema idraulico, soprattutto in caso di
Una serata di risate e solidarietà per i pazienti oncologici
La Sala Pertini di Santa Maria di Sala ha ospitato una serata speciale all’insegna della solidarietà e della sensibilizzazione verso i pazienti oncologici. Un evento che ha saputo unire leggerezza e impegno sociale grazie al debutto della commedia “Una suora in canonica”, portata in scena dalla compagnia teatrale “Allegramente insieme”. Un appuntamento che ha coinvolto il pubblico in un clima di allegria, senza perdere di vista l’obiettivo principale: sostenere le attività della LILT e promuovere la cultura della prevenzione. La compagnia, nata nel 2013 proprio all’interno della sezione veneziana della LILT, è composta da medici oncologi, pazienti e volontari, uniti dalla volontà di trasformare il teatro in uno strumento di condivisione e rinascita. Il progetto si fonda sulla convinzione che l’arte scenica possa avere una forte valenza terapeutica, capace di restituire energia e fiducia a chi ha aff rontato la malattia. Non a caso, il primo risultato concreto è stato il legame profondo nato tra i componenti del gruppo, fatto di amicizia e spirito di
squadra, elementi che emergono con forza anche durante gli spettacoli. Nel corso degli anni, “Allegramente insieme” ha calcato numerosi palcoscenici del Veneto, fino ad arrivare recentemente anche al Teatro Goldoni, riscuotendo sempre grande apprezzamento. Durante la serata è intervenuto anche Francesco Minotto, che ha illustrato le attività quotidiane dell’associazione a sostegno dei pazienti oncologici. Un impegno costante, reso possibile anche grazie a iniziative come questa. Soddisfazi-
one è stata espressa dalla presidente della Consulta Pari Opportunità Silvia Casari: “È fondamentale mantenere alta l’attenzione sulla prevenzione durante tutto l’anno. Siamo orgogliosi che la LILT abbia scelto il nostro Comune per questa prima, che ci ha permesso di fare del bene divertendoci”. Una serata riuscita, capace di dimostrare come la solidarietà possa passare anche attraverso un sorriso.
• (R.M.)
piogge intense. Un lavoro capillare che punta a prevenire nuovi allagamenti e a garantire maggiore sicurezza ai cittadini. Determinante, in questo percorso, la collaborazione con il Consorzio di bonifica Acque Risorgive, con cui il Comune ha sottoscritto una convenzione triennale. Un accordo che consente di aff idarsi a competenze tecniche qualificate e di pianificare gli interventi nel rispetto del Piano delle Acque, assicurando trasparenza e programmazione. Quella conclusa rappresenta però solo la prima fase di un progetto più ampio. Nei prossimi
mesi, sempre seguendo le linee guida del Piano, verranno pianificati ulteriori interventi di prevenzione su tutto il territorio comunale, con l’obiettivo di costruire una rete idraulica più eff iciente e resiliente. In un contesto segnato da cambiamenti climatici e fenomeni meteorologici sempre più intensi, la manutenzione del territorio diventa una priorità non più rinviabile. Un impegno che, assicurano dal Comune, proseguirà con continuità.
• Riccardo Musacco
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Oltre 200 opere al concorso promosso dal Laboratorio Ecourbano Padova
Irazione con l’Istituto Comprensivo Giovanni Valle – liceo artistico di Grafica Audiovisivo e Multimediale – ha promosso un importante concorso fotografico aperto a tutti, con l’obiettivo di incentivare i giovani alla conoscenza del territorio e valorizzare il patrimonio urbano e artistico spesso poco conosciuto.
a cura di
L’ARCELLA RACCONTATA ATTRAVERSO LA FOTOGRAFIA
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fatte di luce, silenzio e presenza umana, costruiscono una narrazione essenziale capace di cogliere l’emozione dell’istante.
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Tema del concorso: “I murales e le ville Liberty della zona Nord di Padova”. L’iniziativa ha riscosso un successo oltre le aspettative: sono infatti arrivate oltre 200 opere fotografiche che verranno ora selezionate da una giuria di esperti. Le sei migliori fotografie saranno premiate ed esposte dal 23 maggio al 5 giugno presso la sede del Laboratorio Ecourbano Padova nella Galleria San Carlo, nel cuore dell’Arcella. Non solo mostra: il progetto prevede anche la realizzazione di una pubblicazione dedicata ai murales e alle ville Liberty dei quartieri nord della città. Il volume, previsto per marzo 2027, accompagnerà cittadini e visitatori in un vero e proprio percorso urbano attraverso luoghi, colori, architetture e storie del territorio.
La cerimonia di premiazione si svolgerà il 23 maggio presso i giardini accanto alla Torre Gregotti, conosciuti come “Giardini Magnete”. Alcune opere verranno inoltre esposte in speciali cornici progettate dagli studenti del Valle e installate sulle colonne della torre affacciate sul giardino, trasformando lo spazio
modo superficiale o penalizzante, ma che custodiscono invece un importante patrimonio artistico, umano e culturale. Grande interesse ha suscitato anche la recente mostra fotografica organizzata dal Laboratorio Ecourbano, che ha visto protagonisti tre autori molto apprezzati:
Mauro Minotto, Stefano Casali e Andrea Gallato.
Mauro Minotto rappresenta una delle figure più solide e riconosciute della fotografia
atmosfera.
Accanto a lui Stefano Casali, definito da molti “il poeta del silenzio industriale”, ha presentato una ricerca fotografica intensa e identitaria dedicata agli spazi abbandonati e alle architetture dismesse, luoghi che diventano memoria visiva del passato industriale e sociale.
Andrea Gallato ha invece proposto una fotografia più intimista, dove lo scatto diventa ascolto e contemplazione. Le sue immagini,
La mostra ha registrato oltre 500 visitatori tra appassionati di fotografia, cittadini e curiosi, confermando l’interesse crescente verso le attività culturali promosse dal Laboratorio Ecourbano.
Le prossime iniziative confermano la volontà dell’associazione di trasformare la sede della Galleria San Carlo in un vero “negozio delle idee”, uno spazio sempre vivo, attrattivo e partecipato.
Il 5 giugno alle ore 18.30 si terrà l’incontro dal titolo “L’intelligenza artificiale: capire da dove arriva, come funziona e dove sta andando”, con relatore Michele Marchetto, laureato magistrale in informatica, da oltre vent’anni attivo nel settore e autore di diverse pubblicazioni di tecnica e cultura.
Azienda Tipografica, da sempre impegnata nel raccontare storie del passato attraverso immagini capaci di emozionare e mantenere viva la memoria collettiva.
La serata sarà accompagnata dalla musica del talentuoso Adriano Antico e si concluderà con un momento conviviale aperto al pubblico. Per informazioni ed essere sempre informati sulle attività del Laboratorio inviare una e mail a : laboratorioecourbano@libero.it oppure web: lepadova.it
Galleria San Carlo - Arcella Padova
SANTA
La
polemica. Azzurri: “Basta costi pubblici e profitti ai privati”. Arpi: “Se alziamo i costi perderemo indotto”
VILLA FARSETTI, È SCONTRO POLITICO SULLA GESTIONE DEGLI EVENTI
ASanta Maria Di Sala la gestione di Villa Farsetti torna al centro del confronto politico cittadino. A riaccendere il dibattito è Forza Italia, che attraverso il coordinamento comunale e il capogruppo Gianpietro Spolladore attacca il sistema con cui vengono organizzati i grandi eventi nel complesso monumentale. Nel mirino finisce la recente determina da 31 mila euro per il ripristino dei viali della villa, una spesa che secondo gli azzurri rappresenta il simbolo di un modello ormai “ingiusto e insostenibile”. Per Forza Italia il Comune sostiene i costi delle manutenzioni mentre gli introiti delle manifestazioni restano in mano ai privati. Da qui la proposta di cambiare radicalmente le regole. “Gli ingressi pagati dai visitatori durante gli eventi devono andare direttamente nelle casse comunali – attacca il capogruppo –. Oggi assistiamo a manifestazioni che richiamano migliaia di persone, con contributi d’ingresso gestiti dagli organizzatori, mentre al Comune restano appena 3.500 euro e l’onere di sistemare i danni causati dall’usura e dal calpestio”. Secondo gli azzurri, il patrimonio pubblico non può trasformarsi in un’opportunità economica solo per pochi soggetti privati. “Non siamo contrari agli eventi – precisano – ma il beneficio economico deve tornare alla collettività. Esistono molte associazioni che organizzano attività culturali senza trasformarle in iniziative puramente lucrative”. La polemica riguarda anche le modalità con cui vengono affidati i lavori di manutenzione. Forza Italia parla apertamente di procedure che richiamano “vecchie logiche amicali”, chiedendo maggiore trasparenza negli aff idamenti. “Non è accettabile – sostengono – che ai cittadini restino i costi di ripristino mentre l’indotto privato continua a godere di una corsia preferenziale”. Accuse respinte dal sindaco Alessandro Arpi, che difende la strategia dell’amministrazione e invita a guardare agli effetti economici complessivi generati dagli eventi ospitati a Villa Farsetti. “Noi dobbiamo concentrarci sull’aff itto degli spazi – spiega il primo cittadino – e il Comune di Santa Maria di Sala oggi è assolutamente in linea con il mercato, anzi in alcuni casi chiede più di altre municipalità”.
Per Arpi il rischio di irrigidire ulteriormente le condizioni economiche sarebbe concreto. “In molti territori vicini gli organizzatori pagano molto meno o addirittura nulla. Se decidessimo di intervenire anche sugli introiti degli eventi, rischieremmo
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di perdere manifestazioni importanti e quindi tutto l’indotto che portano nel territorio”.
Il sindaco sottolinea infatti come gli eventi ospitati nella villa producano ricadute economiche diffuse. “Quando Villa Farsetti vive – afferma – lavorano bar, ristoranti, pizzerie, alberghi e anche la parrocchia che gestisce i parcheggi.
Se alziamo troppo l’asticella, gli organizzatori andranno altrove e Santa Maria di Sala perderà opportunità importanti”.
• Riccardo Musacco
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Invecchiamento attivo, successo per il percorso di potenziamento cognitivo
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i è concluso con grande partecipazione e risultati positivi il “Percorso di Potenziamento Cognitivo per la Promozione dell’Invecchiamento Attivo”, un’iniziativa che ha saputo coinvolgere numerosi cittadini in un’esperienza all’insegna del benessere mentale e della socialità. Un vero e proprio viaggio condiviso, durante il quale i partecipanti hanno scelto di prendersi cura della propria mente, allenando memoria, attenzione e capacità cognitive, senza trascurare l’aspetto emotivo e relazionale. Gli incontri si sono svolti in un clima sereno e stimolante, favorendo non solo l’apprendimento, ma anche la nascita di nuove relazioni. Fondamentale il contributo delle psicologhe Vanessa Mantoan e Matilde Finessi, che con competenza e passione hanno guidato il percorso, basato su metodologie validate scientificamente. Il progetto, infatti, si ispira agli studi sviluppati dall’Università di Padova, punto di riferimento in questo ambito.
Determinante anche la collaborazione con Auser, che ha contribuito a rendere possibile l’iniziativa, dimostrando ancora una volta l’importanza della sinergia tra istituzioni e associazioni del territorio. Soddisfazione è stata espressa dall’amministrazione comunale salese, che ha sottolineato il valore di progetti capaci di promuovere l’invecchiamento attivo e di contrastare l’isolamento sociale. L’ampia adesione e l’entusiasmo dei partecipanti confermano quanto sia fondamentale creare occasioni di incontro e crescita. Il percorso si chiude così con un bilancio più che positivo, lasciando nei partecipanti non solo nuove competenze, ma anche il senso di appartenenza a una comunità viva e inclusiva.
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E’ POLEMICA SUL NUOVO
CINEMA E IL MERCATO
E’ contrasto a Spinea tra maggioranza ed opposizione su due delle opere più attese per la città, il nuovo cinema e la riorganizzazione del mercato.
Nel consiglio comunale di Aprile, i toni sono stati decisamente poco sereni, con il sindaco Franco Bevilacqua che è arrivato a definire le due eredità della precedente amministrazione “Completamente sbagliate” e a chiarire che l’attuale maggioranza si trova ora costretta a porre rimedio a questi errori di valutazione. La maggioranza ha approvato il trasferimento del mercato del sabato in piazza Fermi, piazza Marconi e via Ponchielli, con una decisione che non è piaciuta a parte dell’opposizione. “Io non voglio aprire polemiche - ha detto il sindaco in consiglio - Ma eviterei le strumentalizzazioni politiche sulla struttura del progetto del mercato. Qua stiamo parlando di un errore madornale del progetto. Io ho sempre detto che la piazza non mi piaceva perchè avremmo perso un sacco di spazio, ma la mia amministrazione non può mettere le pezze su tutto quello che non è andato bene”.
Lo stesso discorso è stato poi allargato dal sindaco al cinema. “Chi ha pensato il progetto allora forse doveva fare delle valutazioni un poco diverse e invece sono tante anche qua le pezze da sistemare”. Martina Vesnaver però ribatte subito alle parole del sindaco Franco Bevilacqua. “L’esempio della casa progettata senza sapere chi ci abita è brillante. Peccato non sia quello che è successo. Il nostro progetto di riqualificazione di Piazza Fermi era preliminare e finalizzato all’ottenimento del finanziamento. E il risultato è chiaro: oltre 2,8 milioni di euro portati a Spinea e una spazio urbano indiscutibilmente riqualificato. Un’impostazione coerente,
peraltro, con quanto proposto già nel 2019 con la progettazione del nuovo centro civico: anche lì si è partiti da una visione dell’allora amministrazione e da un livello progettuale preliminare, come previsto dalle procedure, che solo poi avrebbe visto sviluppati i necessari dettagli. Perché è così che funzionano le opere pubbliche: le scelte definitive si fanno nel progetto esecutivo. E infatti così è stato per Piazza Fermi. Noi abbiamo ottenuto le risorse e avviato una visione. Altri hanno definito meglio i dettagli e realizzato l’opera”.
• Massimo Tonizzo
L’Oratorio di Santa Maria Assunta apre alle celebrazioni civili da giugno a febbraio
Un luogo simbolo della storia di Spinea diventa anche un nuovo spazio dedicato all’amore. Dal prossimo anno, infatti, sarà possibile celebrare matrimoni e unioni civili non solo nella sala del Consiglio comunale, ma anche nel suggestivo Oratorio di Santa Maria Assunta, uno degli edifici più rappresentativi e identitari del territorio. Su mandato del sindaco, il Settore Demografici ha formalizzato la trasformazione dell’Oratorio in casa comunale per le celebrazioni, con atto già depositato in Prefettura. La nuova possibilità sarà attiva nei periodi non interessati dalle mostre di arte contemporanea: le cerimonie potranno svolgersi dal 12 giugno al 15 ottobre e dal 25 novembre al 28/29 febbraio, tutte le mattine dal lunedì al sabato.
L’obiettivo dell’Amministrazione è valorizzare un bene storico e culturale di grande pregio, offrendo alle coppie un contesto unico per uno dei momenti più importanti della vita. “L’Oratorio di Santa Maria Assunta è un patrimonio prezioso della nostra comunità – afferma il sindaco Franco Bevilacqua –. Aprirlo alle celebrazioni significa trasformare questo valore in un dono per le persone, rendendo ancora più speciale un giorno indimenticabile”. Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare l’Uff icio di Stato Civile al numero 041 5071358, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 11 e il martedì anche nel pomeriggio dalle 15 alle 17.
• (R.V.)
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IL COMUNE INCONTRA I QUARTIERI
Ottimo riscontro di pubblico e novità in arrivo per i quartieri dopo i primi due incontri pubblici tra residenti e Amministrazione comunale.
Apertura con il Graspo d’Uva, dove l’assessore alla Pianificazione territoriale, Edilizia privata e Commercio, Massimo De Pieri, ha illustrato il nuovo Piano urbano del traff ico con particolare attenzione alle novità previste per il quartiere, pensate per aumentare la sicurezza di residenti, pedoni e ciclisti. Il progetto prevede l’introduzione della zona 30 km, prevedendo anche il potenziamento della segnaletica e l’installazione di rallentatori e altri sistemi di protezione. Saranno inoltre definiti nuovi sensi unici per migliorare gli accessi e le uscite verso via Roma. In collaborazione con Fiab è stato inoltre individuato un nuovo disegno delle piste ciclabili, con un collegamento fino a via Fornase. De Pieri ha poi annunciato la sistemazione dell’area di fronte a via Mantegna, dove sorgerà una piazza scolastica, e la riorganizzazione del nodo via Roma–via Veronese, per il quale è allo studio
una rotatoria che sarà realizzata nel lungo periodo, mentre nel frattempo verrà realizzata una messa in sicurezza provvisoria.
L’assessore all’Ambiente Paolo Barbiero ha poi fatto il punto sugli interventi nei parchi cittadini, a partire dalle aree di Nuove Gemme e Luneo, e sulla prossima sistemazione dell’Oasi. Ha ricordato il lavoro costante di piantumazione, che ha portato alla messa a dimora di circa 200 nuovi alberi in due anni, oltre ai 100 piantati dai volontari di “Mi prendo cura”, . In via Lignano, inoltre, in accordo con Veritas, sta nascendo un parco didattico con altre 20 essenze arboree. È inoltre prevista una nuova area cani proprio nel quartiere Graspo d’Uva, oltre alla sistemazione delle esistenti e l’ampliamento di quella di via Luneo.
All’incontro di Crea, invece, Massimo De Pieri ha illustrato le novità previste dal PGTU per il quartiere, a partire da una serie di accorgimenti pensati per migliorare la qualità urbana. Tra gli interventi presentati figurano la messa in sicurezza di via Rossini con l’inserimento di bike lane su entrambi i lati, dossi e
cuscinetti berlinesi, la riqualificazione dell’incrocio del Capitello per valorizzare l’area e favorire il rallentamento dei veicoli, la sistemazione dell’area centrale di Crea per migliorare i servizi e rafforzare l’identità del quartiere e la creazione di un nuovo percorso ciclopedonale in corrispondenza della rotatoria con la È stato poi illustrato brevemente il progetto di messa in sicurezza della
pista ciclopedonale che collegherà via Matteotti a via Fornase, con un futuro auspicato prolungamento verso via Crea. Riguardo alla nuova rotatoria sulla sp81 e al tema della sicurezza dei pedoni, l’assessore Sonia Martignon ha ricordato che, appena insediata, l’Amministrazione ha avviato un confronto con la Città Metropolitana per la collocazione del semaforo. La scelta
INIZIATO IL CENSIMENTO DEGLI ALBERI INTERESSERA’ 1500 ESEMPLARI
Èuff icialmente partito il censimento degli alberi presenti sul territorio comunale, annunciato nelle scorse settimane. L’attività, aff idata a uno studio tecnico specializzato, consentirà di aggiornare in modo puntuale lo stato di salute, la distribuzione e le necessità gestionali degli alberi presenti in città. Il nuovo censimento interesserà circa 1.500 alberi e comprenderà la georeferenziazione tramite strumentazione GNSS ad alta precisione, la cartellinatura di ogni esemplare con etichette resistenti agli agenti atmosferici e un’analisi visiva speditiva dello stato fitosanitario, utile a individuare patologie, difetti strutturali o eventuali criticità. Per ciascun albero saranno
inoltre indicate le necessità manutentive, dagli interventi di potatura alla rimonda del secco, fino all’eventuale richiesta di approfondimenti specifici sulla stabilità. Al termine delle operazioni, i dati raccolti confluiranno in una relazione tecnica che descriverà le caratteristiche del popolamento arboreo e le priorità di intervento, costituendo così la base per la programmazione delle manutenzioni dei prossimi anni. L’assessore all’Ambiente Paolo Barbiero sottolinea: “L’ultimo censimento risale al 2019: a distanza di sette anni, era necessario procedere a un nuovo e completo rilievo per garantire una gestione sempre più accurata, sicura e sostenibile del patrimonio verde.
è stata di posizionarlo sul lato ovest, caratterizzato da un maggiore utilizzo, senza modificare nient’altro rispetto al progetto originario. Per completare la sicurezza dell’area manca ancora la passerella ciclopedonale sul canale e il Comune sta lavorando per definirne costi e modalità.
• Massimo Tonizzo
Questo aggiornamento rappresenta un passaggio fondamentale per una gestione responsabile del verde pubblico, perché conoscere lo stato reale degli alberi permette di intervenire con precisione, prevenire situazioni di rischio e valorizzare un patrimonio che contribuisce alla qualità della vita, alla sicurezza e all’identità della comunità”. Le attività si svolgeranno nell’arco di 60–90 giorni e non comporteranno disagi per la cittadinanza. Gli operatori incaricati saranno riconoscibili e autorizzati a muoversi nelle aree verdi e lungo le strade comunali per effettuare i rilievi.
• (M.T.)
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L’intervista. Colloquio con il presidente della Regione Alberto Stefani, dal sociale all’abitare, dal welfare ai giovani
“BADANTI CERTIFICATE E 69 MILIONI PER AIUTARE CHI HA I NONNI IN RSA”
“Per assicurare un alloggio a chi lavora, abbiamo varato Generazione Casa, un piano da 50 milioni di euro per riqualificare 8.800 immobili inutilizzati e migliorare l’o erta dell’edilizia residenziale”
Presidente Alberto Stefani, parliamo di sociale. Registro badanti e assistenti di quartiere, cosa cambia per i cittadini?
Per i cittadini si profila un nuovo sistema di welfare territoriale regionale, che avrà come punto di forza un’organizzazione dell’assistenza domiciliare più professionale e una rete di servizi sempre più integrata. Saranno potenziati gli sportelli oltre che raff orzato il registro dell’assistenza familiare. In parole semplici: abbiamo istituito un nuovo albo per le badanti, che saranno formate e controllate, per dare servizi migliori e consentire alle famiglie di sentirsi più sicure. Da questo registro, poi, attingeremo per identificare gli ‘assistenti domiciliare di vicinato’, ossia un nucleo di operatori qualificati, che saranno condivisi tra più nuclei familiari. In sostanza, avremo badanti più preparate e, per anziani parzialmente autosuff icienti, anche figure che possono occuparsi di assistenza e disbrigo di piccole faccende. Il provvedimento che avvia questo nuovo corso destina fondi per finanziare i 33 sportelli degli assistenti familiari gestiti dai Comuni e promuoverne di nuovi in territori, in collaborazione con Veneto Lavoro. Sarà una bella rivoluzione. Ma non tutte le situazioni sono risolvibili a livello domiciliare e molte famiglie sono costrette a misurarsi con i costi delle rette delle RSA. Come si muove la Regione?
La spesa per mantenere un familiare in RSA è un impegno importante per non pochi nuclei familiari. Un contesto complesso come quello attuale, segnato da aumenti dei costi come conseguenza della situazione internazionale, ci impone di dare risposte ai cittadini. Nell’ultimo bilancio di previsione, come Regione abbiamo stanziato 69 milioni di euro per sostenere le famiglie con anziani non autosufficienti, ospiti nelle RSA, e per i caregiver. Si tratta di un finanziamento con risorse proprie che non ha precedenti e va a contribuire a quello che è comunemente chiamato ‘bonus anziani’. Tra il sostegno alla domiciliarità e quello agli anziani in struttura ci stiamo impegnando verso un welfare regionale moderno e sostenibile. E, soprattutto, che non lascia sole le famiglie. State lavorando anche al welfare aziendale, con quale obiettivo?
Per trattenere talenti e manodopera specializzata è necessario fare un passo avanti e creare condizioni di equilibrio tra occupazione e vita. Il lavoro è cambiato, infatti, e con esso gli approcci per sostenerlo. I servizi offerti devono essere sempre più strategici. Sono convinto che la nostra regione può diventare un laboratorio privilegiato perché il 25% delle nostre imprese ha già introdotto politiche a sostegno dei dipendenti; una percentuale superiore alla media nazionale che potrebbe crescere se tutti avessero a disposizione i mezzi per farlo. Come Regione non possiamo obbligare gli imprenditori
a varare o potenziare soluzioni di welfare aziendale, ma possiamo accompagnarli e sostenerli nei percorsi necessari. Attualmente Veneto Welfare è una direzione di Veneto Lavoro; l’intenzione è di renderla autonoma. Sarà non soltanto un ente strumentale dedicato all’erogazione di risorse mirate previste dai fondi europei, ma anche un compagno di strada nelle procedure che consentano di realizzare progetti di welfare come contributi per i trasporti, asili aziendali, buoni acquisto o voucher. La maggior parte del nostro tessuto produttivo è composto da PMI e la metà sembra già interessata. Altro tema caldo è il piano casa, l’abitare resta un’emergenza in tutta la regione, come affrontarla? Quella dell’abitare è una sfida strategica. Per assicurare un alloggi a chi lavora, abbiamo varato Generazione Casa, un programma per riqualificare 8.800 immobili inutilizzati e migliorare l’offerta dell’edilizia residenziale. Garantendo a giovani, lavoratori e
operatori sanitari, che oggi risultano esclusi dalla graduatorie, di poter trovare una casa a prezzi accettabili. Da subito, come amministrazione regionale, abbiamo messo sul tavolo un piano da 50 milioni di euro. Non solo: pensare alla casa significa dare più futuro al Veneto e, in quest’ottica, abbiamo tenuto in particolare considerazione le necessità degli studenti. In collaborazione con gli Esu regionali, abbiamo scelto di investire su un progetto che entro il 2029 farà raggiungere il numero di 4.819 alloggi per studenti, il 53% in più rispetto alla dotazione del 2025. Ad oggi si è raggiunto il numero di 3.138. Ne sono previsti per il prossimo triennio ulteriori 1.681. Questo significa che per l’anno accademico 2028/29 l’offerta raggiungerà 2.175 posti a Padova, 1.725 a Venezia, 919 a Verona.
Ha fatto molto discutere la sua proposta sul divieto di cellulare agli under 14, come intende concretizzarla?
Nessuno può negare che i social rappresentino un’opportunità e, contemporaneamente, un pericolo. La cronaca ci fornisce quotidianamente casi di cyberbullismo, violenza, disagio giovanile, patologie che sono conseguenza di troppa esposizione al digitale. Dobbiamo aff rontare la realtà di un ambiente ormai frequentato abitualmente da ragazzini di 10, 11 o 12 anni, che non hanno la maturità e la capacità critica per leggere molte storie che vengono postate. E’ inaccettabile che tanti nostri giovani siano esposti a tanti contenuti violenti senza alcun filtro. L’obiettivo che ci siamo proposti è solo di tutelarli, che significa non esporli a situazioni virtuali che possono generare comportamenti non corretti nel mondo reale. L’ultimo disegno di legge che ho firmato da deputato andava in questa direzione. Nei giorni scorsi, l’ho ripresentato in Consiglio regionale.
• (R.R.)
L’intervento. Il senatore Udc Antonio De Poli: “Bene il piano casa del Governo e della Regione Veneto”
“CASA, SERVE UNA SVOLTA: PIÙ TUTELE
PER I PROPRIETARI E AFFITTI PIÙ ACCESSIBILI”
Il tema dell’abitare torna con decisione al centro del dibattito politico nazionale e locale. A dare voce a quella che definisce una priorità assoluta per il futuro del Paese è il senatore Antonio De Poli (Udc), che traccia una rotta chiara: la casa non deve essere più considerata un semplice bene privato, ma una risorsa collettiva strategica.
“Garantire il diritto all’abitare significa dare concretezza a un principio riconosciuto dalla nostra Costituzione come fondamentale per una vita dignitosa. Per questo”, spiega con convinzione il Senatore, “ritengo che la casa non sia semplicemente un bene materiale, ma una vera infrastruttura sociale ed economica”. Le proiezioni per il prossimo decennio sono allarmanti: l’Italia necessiterà di circa 700.000 alloggi accessibili. La sofferenza maggiore colpisce il ceto medio, quella fascia di popolazione troppo “ricca” per l’edilizia popolare
ma troppo povera per sostenere il mercato libero. De Poli guarda con favore alle mosse dell’Esecutivo, ma chiede un cambio di passo strutturale: “Accolgo positivamente l’annuncio del Governo e della Regione Veneto sul Piano Casa per la realizzazione di 100.000 nuovi alloggi nei prossimi dieci anni. Ma sono convinto che, per essere davvero eff icace, questo intervento debba essere accompagnato da riforme strutturali sul mercato delle locazioni”.
Il nodo centrale è il paradosso degli 8,5 milioni di immobili vuoti. Perché restano sfitti? La risposta risiede nell’insicurezza giuridica. “Secondo il Censis, l’82% dei proprietari non aff itta per paura di non riuscire a rientrare in possesso dell’immobile in caso di morosità. È qui che bisogna intervenire”, incalza il parlamentare. Per scardinare questa situazione, De Poli ha messo sul tavolo tre proposte legislative concrete. La prima riguarda il DDL 774 sulla riforma
L’ASSESSORE GEROSA: “PNRR IN VENETO: MISURA 6 SANITÀ, IL TRAGUARDO DEL 30 GIUGNO È VICINO, TEMPI RISPETTATI”
La Misura 6 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) per la sanità in Veneto è ormai sulla via del completamento, con l’obiettivo di essere pienamente operativa entro il 30 giugno 2026. A confermarlo è l’Assessore regionale alla Sanità, Gino Gerosa, che ha recentemente ricevuto un aggiornamento sullo stato dei lavori da parte dei tecnici coinvolti nella realizzazione del progetto.
“Il rush finale verso la scadenza del 30 giugno sta dando risultati decisamente positivi, superando
le previsioni più ottimistiche,” ha dichiarato Gerosa. “Grazie a un intenso lavoro di squadra tra la Regione e le Aziende Sanitarie, siamo in grado di rispettare i tempi e completare la Misura 6 sanitaria, fondamentale per il potenziamento del sistema sanitario veneto”.
Il programma, che coinvolge numerose iniziative in tutta la regione, ha già registrato progressi significativi, come ha sottolineato l’assessore:
“Abbiamo visto dei dati molto positivi in quasi tutte le voci della Misura 6, con risultati che
rispecchiano gli impegni assunti dalla Giunta regionale, come il rafforzamento dei servizi territoriali, il miglioramento della connessione tra ospedale e territorio, e il sostegno alle categorie vulnerabili, inclusi i giovani”.
A livello operativo, la Regione Veneto ha completato la costruzione di 73 Case di Comunità e, a giugno, saranno attive ben 101 strutture, superando così l’obiettivo di 91 stabilito dal PNRR. Anche i lavori per gli Ospedali di Comunità sono in fase avanzata, con 29 strutture già completate, a fronte delle 30
degli sfratti: l’obiettivo è dimezzare i tempi di esecuzione (da 6 a 3 mesi) e concludere l’esecuzione forzata entro 4 mesi, prevedendo sanzioni per ogni giorno di ritardo. “Serve dare ai proprietari tempi certi, contrastare gli abusi e riportare sul mercato migliaia di immobili oggi inutilizzati”. Parallelamente, il DDL 828 punta a reintrodurre la cedolare secca al 21% sugli immobili commerciali per “contrastare la desertificazione delle nostre città e ridare vitalità ai centri storici”, mentre il DDL 775 mira a fare chiarezza sulla cedolare al 10%, legandola alla destinazione dell’immobile e non alla natura del contraente.
“La casa torni al centro della politica”, conclude De Poli. “Le politiche abitative richiedono visione e coraggio riformatore. Con queste proposte vogliamo offrire un contributo concreto: rimettere la casa al centro significa rimettere al centro le persone”.
previste. “Siamo sulla buona strada per completare il programma entro la fine di giugno, con una rete sanitaria più forte e preparata per aff rontare le sfide future,” ha concluso Gerosa.
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Antonio De Poli, senatore Udc
L’assessore regionale alla sanità Gino Gerosa
Istruzione. Enaip Veneto da anni è pronto al cambiamento con un modello che anticipa nei fatti ciò che la legge ora codifica
LA FILIERA “4+2” RIDISEGNA LA SCUOLA TECNICO-PROFESSIONALE ITALIANA
C’ è una data che segna una discontinuità nella storia recente dell’istruzione italiana: settembre 2025. Da quell’anno scolastico, la filiera tecnologico-professionale cessa di essere un cantiere sperimentale e diventa parte integrante dell’ordinamento nazionale. Non più un progetto pilota riservato a istituti selezionati, ma un canale formativo strutturale disponibile in ogni scuola tecnica e professionale del paese. È la riforma comunemente identificata con la formula “4+2”, promossa dal Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. Il nome sintetizza l’architettura del modello: quattro anni di percorso negli istituti tecnici e professionali, al termine dei quali lo studente consegue il diploma professionale, seguiti da due anni opzionali di specializzazione presso gli ITS Academy. Un percorso complessivo di sei anni pensato come un continuum coerente tra scuola, impresa e alta formazione tecnica.
Nel panorama della formazione professionale veneta, ENAIP Veneto occupa una posizione di primo piano. Ente accreditato dalla Regione Veneto, presente dal 1951 — quest’anno ricorre il 75° anniversario dalla fondazione — opera oggi attraverso 18 scuole di formazione professionale distribuite in tutte le province regionali. Ciò che rende la storia di ENAIP particolarmente rilevante nel contesto della riforma è che il modello ora codificato dalla legge — formazione quadriennale, coinvolgimento diretto delle imprese, alternanza strutturale tra aula e contesto lavorativo — è nei suoi tratti essenziali il modello che ENAIP pratica da anni nei percorsi di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP). Questi si articolano in un triennio, al termine del quale lo studente consegue la qualifica professionale di 3° livello EQF riconosciuta in Italia e in Europa, e in un quarto anno che porta al diploma professionale di Tecnico
di 4° livello EQF. Con la riforma a regime, questo diploma consente l’accesso diretto alle ITS Academy, replicando la sequenza logica che la riforma intende generalizzare all’intero sistema.
L’offerta di ENAIP Veneto copre nove settori professionali: amministrazione, automotive, benessere, elettrico, informatico, meccanico, ristorazione, turismo e vendite. Per ciascun settore sono disponibili percorsi triennali per la qualifica
e percorsi di quarto anno per il diploma professionale. Enaip con l’approvazione della Regione Veneto ha avviato 27 corsi di 4 anni di Diploma Professionale di Tecnico per l’anno in corso, distribuiti tra tutte le province e attivati nelle sedi dell’ente. In sperimentazione della filiera 4+2 attualmente ha un secondo anno partito nel 2024/2025, 9 primi anni avviati nel 2025/2026 e prevede di avviare tra i 15 e i 22 corsi con questo modello.
Con l’entrata a regime della riforma, le scuole di formazione professionale accreditate — come quelle della rete ENAIP — non sono soggetti marginali rispetto alla filiera, ma ne costituiscono un nodo strategico. La legge prevede esplicitamente la possibilità per le regioni di integrare i percorsi IeFP nell’architettura della nuova filiera. Ad aprile 2026 i dati della fase sperimentale restituiscono un quadro in rapida espansione: le scuole aderenti sono passate da 180 a 396 in un solo anno (+120%), i percorsi attivati da 225 a 628 (+210%). Il Ministero ha stanziato 105 milioni di euro per i campus formativi. Per il Veneto, che ha fatto della formazione professionale tecnica duale un elemento identitario del proprio sistema produttivo, questi investimenti rappresentano un’opportunità concreta di valorizzare un patrimonio costruito da soggetti come ENAIP, che hanno anticipato nella pratica quotidiana ciò che la riforma ora eleva a modello nazionale
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Modello veneto: funziona davvero? E’ scontro in Consiglio Regionale
Il clima si è fatto se possibile ancora più rovente quando il dibattito ha toccato l’autonomia, il vessillo storico della giunta. Il Presidente Alberto Stefani ha rivendicato con orgoglio il percorso intrapreso, definendo l’autonomia come una “moltiplicazione di libertà” che porterà risposte rapide e concrete ai territori. Una visione che però è stata attaccata da due lati opposti. Davide Lovat, per Resistere Veneto, ha gelato l’entusiasmo della maggioranza parlando di un “vicolo cieco a zero risorse”, una scatola vuota che lascerebbe
il Veneto ancora schiavo della burocrazia romana. Dall’altra parte, le minoranze di centrosinistra hanno ammonito sui rischi di una frammentazione dei diritti essenziali, paventando un Veneto a due velocità dove chi vive nelle valli bellunesi o nel Polesine rischia di diventare un cittadino di serie B. Non meno acceso è stato il confronto sulla sicurezza e il welfare. Stefano Valdegamberi ha lanciato una provocazione che ha fatto saltare sulla sedia diversi consiglieri, proponendo di responsabilizzare i genitori
per i reati dei figli minorenni, arrivando a ipotizzare la revoca dei benefici regionali per le famiglie inadempienti. “Il welfare non può finanziare chi non educa”, ha tuonato in aula. La risposta è arrivata immediata dalle opposizioni, che hanno definito la proposta “punitiva e miope”, sostenendo che il disagio sociale si cura con gli educatori di strada e i centri di aggregazione, non togliendo il pane di bocca a chi è già in diff icoltà. A chiudere il cerchio delle tensioni è intervenuta Elisa De Berti, che ha riportato l’attenzione
sulla gestione delle case popolari. Con un tono che non ammette repliche, ha ribadito la linea dura della Giunta: “La legalità non è un optional. Chi occupa abusivamente deve sapere che il Veneto non è terra di nessuno. Le case ERP vanno a chi rispetta le regole e sta in graduatoria, punto”. Un botta e risposta infinito che dimostra come, anche senza il bilancio da votare, la politica veneta del 2026 sia tutt’altro che una palude stanziale, ma un fiume in piena pronto a esondare a ogni seduta.
L’intervista. L’assessore regionale allo sviluppo economico Massimo Bitonci sui prossimi provvedimenti
LA SFIDA DELL’AUTONOMIA ENERGETICA
E IL PATTO TRA IMPRESE E UNIVERSITÀ
Abbiamo incontrato l’assessore regionale allo sviluppo economico, Massimo Bitonci per approfondire la strategia della Regione Veneto per la sicurezza energetica. Il bilancio di previsione 2026 sembra tracciare una rotta molto definita: in che modo sosterrete la crescita attraverso l’energia e l’innovazione? Il bilancio 2026 è guidato da una linea chiarissima: sostenere il sistema produttivo veneto attraverso l’innovazione, l’energia, l’accesso al credito e la valorizzazione dell’imprenditorialità. Lo facciamo con strumenti concreti e risorse mirate. Abbiamo approvato il bilancio e i relativi collegati includendo una serie di misure, tra cui un ordine del giorno della maggioranza nato da un mio suggerimento, che indica con precisione il nostro progetto energetico. Il punto focale sono le concessioni idroelettriche, sia le grandi che le medie derivazioni, che scadranno nel 2029. Da decenni queste concessioni sono condotte direttamente da ENEL, che ne gestisce il 70% in Veneto.
Una situazione cdiversa rispetto ad altre realtà. Qual è l’iniziativa che state lanciando insieme al Friuli Venezia Giulia?
Esatto, la nostra situazione è differente da quella delle province autonome. In Trentino-Alto Adige, ad esempio, la società Dolomiti Energia è interamente di proprietà pubblica dei comuni di Trento, Rovereto e della Provincia. Per questo, insieme al Friuli Venezia Giulia, stiamo lanciando un’iniziativa per arrivare pronti al 2029 con l’obiettivo di lavorare sulla vera autonomia energetica del Veneto. Vogliamo che queste concessioni vadano “in house”, affidate a una realtà partecipata dalla Regione e dalla Provincia di Belluno, dove si trovano fisicamente gli impianti. Quali saranno i vantaggi per il territorio?
Siamo fortemente convinti, e i numeri di altre realtà lo confermano, che l’idroelettrico garantisca una forte marginalità. Vogliamo che queste risorse rimangano a casa nostra, ai veneti e alle aziende venete. Gestire internamente significa poter ribaltare il vantaggio economico
prodotto sul territorio direttamente alla Provincia di Belluno, alla Regione, alle imprese e ai cittadini. Il percorso è lungo, ma vogliamo essere prontissimi per la scadenza del 2029.
Restando sul fronte energetico, stiamo vivendo un momento drammatico. Quanto è importante, in questa fase, investire sulle energie rinnovabili? È fondamentale. Attualmente il Veneto produce 1,7 gigawatt da fonti rinnovabili, ma l’obiettivo che l’Europa ci pone per il 2030 è di 5,8 gigawatt. È un percorso complesso, ma stiamo per approvare in giunta una delibera sulle “zone idonee” e sulle “zone di accelerazione”. L’idea è la massima semplificazione: togliamo burocrazia per l’installazione di pannelli fotovoltaici nelle zone dove il consumo di suolo è zero, come aree industriali, autostradali e cave. In questi luoghi la Regione si farà carico della Valutazione Ambientale Strategica (VAS), eliminando la necessità della VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) per i singoli interventi. È una spinta fortissima alla realizzazione
di impianti rinnovabili su capannoni e insediamenti produttivi esistenti. Passiamo all’innovazione: nel 2026 sono previsti circa 760.000 euro complessivi per sostenere il sistema regionale?
In realtà le risorse sono anche maggiori. Bisogna capire che la Regione Veneto, non applicando l’addizionale regionale, utilizza prevalentemente i fondi di coesione per gli incentivi alle imprese e per il sociale. Recentemente abbiamo approvato un bando da 3 milioni di euro per le startup innovative, lavorando insieme ai rettori delle università venete e dello IUAV. Abbiamo fatto una scelta precisa: dare
priorità alle aziende che assumono o impiegano ricercatori, stagisti universitari e neolaureati. Vogliamo incentivare il collegamento tra il mondo della ricerca e quello dell’impresa, spingendo aff inché i ragazzi possano fare stage qualificati. Questo approccio riguarda anche altri settori, come l’imprenditoria femminile?
Certamente. Abbiamo confermato il bando per l’imprenditoria femminile anche per quest’anno, con altri 3 milioni di euro. Solitamente era una misura alternata ogni due anni, ma ho voluto fortemente rifinanziarla perché, a fronte di un aumento generale delle partite IVA in Veneto, il settore femminile ha registrato un lieve calo. Dobbiamo incentivare i settori più deboli per contribuire alla parità di opportunità. Complessivamente, tra startup innovative e attrazione degli investimenti, abbiamo messo in campo quasi 50 milioni di euro, senza contare gli strumenti finanziari di Veneto Sviluppo e Veneto Innovazione a favore delle nostre imprese.
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Segue
La
città scaligera protagonista della Wings for Life
World Run
Uglobale a sostegno della ricerca sulle lesioni del midollo spinale. In contemporanea mondiale, alle 13.00, centinaia di migliaia di partecipanti si sono messi in movimento in diversi Paesi, uniti dall’obiettivo comune di contribuire al progresso scientifico.
DESPAR NORD IN CORSA A VERONA CON OLTRE 2.000 COLLEGHE E COLLEGHI
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Tra le città italiane protagoniste dell’edizione 2026, Verona è stata l’unica tappa veneta, affiancando altre App Run ufficiali come Roma, Milano, Palermo e Aosta. All’evento veronese hanno preso parte moltissime persone tra runner, camminatori e partecipanti in sedia a rotelle, in un contesto caratterizzato da inclusione e partecipazione diffusa.
A segnare in modo particolare l’appuntamento veronese è stata
della solidarietà”?
Anche quest’anno abbiamo scelto con entusiasmo di rinnovare questo impegno, coinvolgendo ancora una volta le nostre quasi 10.000 persone e sostenendo interamente il costo della loro iscrizione. La straordinaria adesione dei nostri collaboratori e delle nostre collaboratrici è il segno concreto del forte senso di responsabilità, appartenenza e comunità che ci unisce. Correre o camminare insieme, in contemporanea con il resto del mondo, per chi non può farlo, rappresenta per noi molto più di una partecipazione sportiva: è un gesto semplice, ma dal significato
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Spinale dell’Ospedale Civile Maggiore di Borgo Trento, a testimonianza del legame tra la manifestazione e la ricerca medico-scientifica.
La particolarità della corsa è il suo format: non esiste un tra-
guardo fisso, ma una “Catcher Car” virtuale che parte trenta minuti dopo il via e raggiunge progressivamente i partecipanti, segnando la conclusione della prova per ciascuno.
delle persone e lo spirito di squadra siano elementi fondamentali del nostro modo di fare impresa. Iniziative come la Wings for Life World Run ci permettono di trasformare questi valori in un’esperienza concreta e condivisa, creando occasioni autentiche di incontro, conoscenza e relazione tra migliaia di colleghi e colleghe provenienti da territori diversi. Ritrovarsi insieme per una causa così importante rafforza il senso di appartenenza e ci ricorda che, anche attraverso piccoli gesti, possiamo contribuire a qualcosa di più grande. Sono momenti che consolidano il legame tra le persone e danno ancora più valore al
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Con i nostri progetti CSR vogliamo essere concretamente vicini alle comunità dei territori in cui operiamo, generando valore non solo economico, ma anche sociale. Questa iniziativa ci consente di sostenere la ricerca scientifica e, allo stesso tempo, di coinvolgere attivamente le nostre persone in un’esperienza che traduce in azione valori come partecipazione, collaborazione, inclusione e solidarietà. Per noi fare impresa significa anche questo: mettere al centro le persone, promuovere il loro benessere e contribuire, insieme, a costruire un impatto positivo e duraturo sulle comunità.
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Centro d’Eccellenza in via Stazione guidato da Mirna Vidotto e Daniela Travagin: analisi della figura, lettino termoattivo, cabina ozono e un’assistente dedicata per un percorso studiato sul corpo femminile.
favorendo circolazione, drenaggio, riduzione del tessuto adiposo. I movimenti sono studiati per le zone che interessano il pubblico femminile, con l’assistente che verifica la corretta esecuzione e adatta l’intensità. Poi c’è la cabina ozono che completa il trattamento favorendo ossigenazione, drenaggio e tonificazione.
lasciato poco spazio per pensare a sé stesse. Il corpo non è più quello di prima, i vestiti non cadono più come un tempo.
A quel punto molte decidono di fare qualcosa: palestra, dieta fai da te, qualche settimana di buoni propositi che poi si per- dono nella routine. Poche però si affidano a un metodo strut- turato, studiato specificamente per il corpo femminile. A Bal- lò di Mirano, in via Stazione 119-B, Mirna Vidotto e Daniela Travagin guidano il centro Figurella, Centro d’Eccellenza che applica un metodo internazionale nato oltre quarant’anni fa e perfezionato per rispondere alle esigenze del corpo femmini- le, che funziona diversamente da quello
Il Metodo Figurella non è la promessa miracolosa che si legge sulle riviste, ma un percorso strutturato che combi-
Ma la tecnologia da sola non basta. L’elemento che fa la differenza è l’assistente dedicata: una professionista formata sul Metodo Figurella che diventa il punto di riferimento costante. Segue la cliente durante le sedute, verifica i movimenti, adatta il programma, controlla le misure, tiene alta la motivazione nei momenti difficili. Perché è nei momenti di stallo, quando sembra che non succeda nulla, che serve qualcuno che ti ricordi perché hai iniziato. Accanto al lavoro in centro c’è il programma alimentare, non una dieta ma un’educazione allo stile di vita corretto. Niente privazioni estreme, ma una guida pratica per mangiare in modo equilibrato, compatibile con la vita quotidiana. Il centro propone alle nuove iscritte consulenza e otto sedute in trenta giorni a 299 euro, per testare il metodo. Orari flessibili: dal lunedì al giovedì 10-20, venerdì 10-14. Perché trovare il tempo è uno dei problemi principali quando si decide di prendersi cura di sé. A Ballò di Mirano, Mirna Vidotto e
specifici guidati dall’assistente. Non è passivo, ma amplifica l’effetto del movimento attraverso la temperatura corporea,
Venezia si candida a diventare un punto di riferimento nazionale per il trattamento della sordità. L’avvio della nuova attività di otochirurgia all’ospedale Civile segna un cambio di passo per l’Ulss 3 Serenissima, che in pochi mesi ha già raggiunto risultati concreti, attirando pazienti da diverse regioni italiane e riducendo a zero i tempi di attesa.
Nei primi cinque mesi di operatività sono stati eseguiti nove interventi di impianto cocleare: due su pazienti pediatrici e sette su adulti, provenienti da un’ampia area geografica che va dalla Lombardia fino alla Sicilia. Un dato significativo non solo per il numero di procedure effettuate, ma anche per la capacità del sistema sanitario veneziano di intercettare una domanda altamente specialistica che fino a poco tempo fa si concentrava in altri centri.
Tra i casi trattati spicca quello di una bambina residente a Venezia, la prima del territorio a beneficiare del servizio direttamente in città. Fino al 2025, infatti, pazienti con queste necessità venivano indirizzati verso strutture come Padova, con inevitabili disagi logistici per le famiglie. Oggi, invece, il percorso di cura può essere gestito interamente all’interno della rete sanitaria locale. Il risultato è frutto di un modello organizzativo basato sull’integrazione tra diverse competenze. Il progetto coinvolge infatti l’otochirurgia guidata da Nicola Malagutti, l’audiologia e otoneurologia coordinata da Rosa Maria Santarelli e la chirurgia testa-collo diretta da Doriano Politi. Una sinergia
che consente di seguire il paziente lungo tutto il percorso, dalla diagnosi all’intervento fino al follow-up.
Il direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima, Massimo Zuin, sottolinea come questo rappresenti un traguardo importante non solo per il centro storico, ma per l’intero sistema sanitario territoriale. La creazione di un polo altamente specializzato a Venezia rafforza infatti la capacità attrattiva della sanità locale e contribuisce a ridurre la mobilità passiva.
L’obiettivo per il futuro è già definito: dal 2026 si punta ad arrivare a circa 50 interventi all’anno, consolidando ulteriormente il ruolo di Venezia nel panorama nazionale della chirurgia dell’udito. Una crescita che sarà sostenuta proprio dal modello integrato tra ospedale e territorio, considerato uno degli elementi chiave per garantire qualità e continuità assistenziale. Gli impianti cocleari rappresentano una tecnologia avanzata che consente di restituire la percezione dei suoni a persone affette da sordità profonda o grave. L’intervento prevede l’inserimento di un dispositivo elettronico che stimola direttamente il nervo acustico, permettendo al paziente di recuperare una funzione uditiva altrimenti compromessa.
Con questi risultati, Venezia non è più solo un punto di riferimento culturale e turistico, ma si afferma sempre più anche come centro di eccellenza sanitaria, capace di innovare e rispondere ai bisogni complessi dei cittadini.
Impianti cocleari, Venezia cresce: zero attese e richieste da tutta Italia
All’Ospedale di Chioggia arriva la nefrectomia radicale laparoscopica per il trattamento dei tumori renali
L’Ulss 3 Serenissima introduce nel presidio clodiense una tecnica chirurgica mini-invasiva di livello avanzato, resa possibile da nuove tecnologie e dal lavoro congiunto di Urologia e Chirurgia
Un nuovo traguardo per l’Ospedale della Navicella: le équipe di Urologia e Chirurgia hanno avviato anche a Chioggia la nefrectomia radicale laparoscopica, procedura di alto livello per il trattamento del tumore del rene. Secondo la direzione sanitaria, l’arrivo di questa tecnica conferma l’elevato standard raggiunto dal presidio e si fonda su tre elementi chiave: tecnologie all’avanguardia, competenze specialistiche consolidate e una collaborazione multidisciplinare ormai rodata tra i reparti coinvolti, guidati dai primari Wanni Battanello e Salvatore Ramuscello.
La nefrectomia radicale laparoscopica è un intervento mini-invasivo per l’asportazione completa del rene, effettuato tramite piccole incisioni addominali che consentono al chirurgo di operare con l’ausilio di una telecamera. Come spiegano
gli specialisti, questa tecnica trova applicazione nei tumori renali, nei reni non più funzionanti a causa di infezioni gravi, calcolosi complesse o malformazioni, e offre vantaggi rilevanti rispetto alla chirurgia tradizionale a cielo aperto: dolore post-operatorio ridotto, cicatrici minime, degenza più breve e recupero più rapido. L’intervento rappresenta oggi il riferimento per la chirurgia renale oncologica e benigna e, quando indicato, può essere eseguito anche in forma parziale, preservando la porzione sana dell’organo. Tra i benefici segnalati dai chirurghi figurano un minore impatto estetico e funzionale, un rischio più contenuto di infezioni della ferita e la possibilità di tornare presto alle normali attività. A Chioggia sono già stati trattati tre pazienti, di 54, 73 e 78 anni, con una degenza complessiva, tra pre e post operatorio, di circa quattro o cinque giorni.
Pink Lioness in Venice, AVAPO Venezia e Bucintoro rinnovano il
sostegno al reparto che segue le donne colpite da tumore al seno
Donati 17 mila euro alla Breast Unit dell’Ulss 3: in arrivo un nuovo ecografo portatile
Un nuovo gesto di sostegno alla Breast Unit dell’Ulss 3 Serenissima si traduce in un ecografo portatile destinato al reparto che segue le donne colpite da tumore al seno. A consegnare l’assegno da 17.650 euro sono state le “Pink Lioness in Venice”, insieme ad AVAPO Venezia e Bucintoro, realtà che da anni affiancano il lavoro dei medici con raccolte fondi e iniziative solidali. La donazione è stata destinata all’ac-
quisto di una nuova apparecchiatura per il reparto guidato dal primario Guido Papaccio. Le associazioni hanno così confermato un appuntamento che ormai si rinnova ogni anno con contributi destinati alla sanità veneziana.
“La Breast Unit è un reparto cruciale – ha spiegato Francesca Baldi, portavoce delle Pink Lioness – perché qui vengono seguite centinaia di donne ogni anno. La nostra missione è far
sentire loro che non sono sole, non solo con le parole ma anche attraverso azioni concrete, sostenendo il lavoro dell’équipe multidisciplinare dell’ospedale dell’Angelo”.
guono le donne durante il percorso di cura”.
Soddisfatto anche il primario Guido Papaccio: “L’ecografo acquistato grazie a questa donazione è solo l’ultimo esempio di una collaborazione che negli anni ci ha consentito di dotarci di strumenti innovativi e sempre più precisi per diagnosi e interventi”.
La collaborazione tra Pink Lioness in Venice, AVAPO Venezia e Bucintoro prosegue infatti da oltre dieci anni.
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Accanto alle Pink Lioness continua il sostegno di AVAPO Venezia, associazione impegnata nell’assistenza alle persone colpite da tumori. “Partecipiamo a queste iniziative – ha sottolineato il presidente Fabio Moretti – perché vediamo ogni giorno la forza di queste donne. È una determinazione straordinaria che merita tutto il supporto possibile, anche attraverso il finanziamento di nuove attrezzature mediche”.
Il ringraziamento dell’Ulss 3 Serenissima è arrivato dal direttore generale Massimo Zuin, che ha evidenziato il valore della Breast Unit veneziana e della collaborazione tra specialisti all’interno dell’ospedale hub. “Il fatto che siano le stesse pazienti a sostenere nel tempo il lavoro di questa squadra – ha detto – dimostra quanto sia importante il lavoro svolto dal reparto e dalle associazioni che se-
Alla base dell’impegno c’è anche l’esperienza del dragon boat, diventata negli anni un elemento importante nella riabilitazione post operatoria di molte donne.
Negli ultimi tre anni le donazioni hanno superato complessivamente i 73 mila euro. Nel 2023 un contributo da 25 mila euro aveva permesso all’ospedale Santi Giovanni e Paolo di acquistare il sistema Mag Seed, una tecnologia che aiuta i chirurghi a individuare con maggiore precisione i linfonodi da trattare durante gli interventi.
Nel 2024 un nuovo assegno da 25
mila euro aveva invece finanziato il proseguimento del programma Mag Seed in tutta l’Ulss 3 Serenissima, grazie ai fondi raccolti durante le “Camminate rosa”. Nel 2025 era arrivata un’ulteriore donazione da oltre 23 mila euro che aveva consentito alla Breast Unit di dotarsi del primo elettrobisturi al plasma utilizzato in un ospedale del Veneto. Lo strumento permette interventi meno invasivi, con minori danni ai tessuti, tempi operatori ridotti e un recupero più rapido per le pazienti.
Prosegue nel segno della continuità e della collaborazione istituzionale il Progetto IN.TE.S.E. (Integrazione Territoriale Servizi Socio-Educativi), dedicato al sostegno delle persone affette da demenza e malattia di Parkinson. La Giunta comunale di Noale ha approvato, con delibera n. 46 del 6 marzo 2026, il rinnovo dell’accordo di gestione associata con i Comuni di Martellago, Scorzè e Salzano per il biennio 2026–2027, confermando Noale nel ruolo di capofila. Si tratta di un’iniziativa avviata nel 2013 a livello regionale con il supporto della Regione del Veneto e dell’AULSS 3 Serenissima, nata con l’obiettivo di offrire alle persone in fase lieve-moderata della malattia un contesto protetto di socializzazione e stimolazione cognitiva. Un servizio che, nel tempo, si è dimostrato fondamentale anche per alleggerire il carico assistenziale delle famiglie, spesso impegnate quotidianamente in percorsi complessi e silenziosi.
Con il rinnovo dell’accordo, i quattro Comuni consolidano una collaborazione che ha permesso di estendere il servizio su tutto il territorio, superando la precedente esclusione dalla rete dei 13 Comuni del Distretto 3 già aderenti al progetto. Oggi
IN.TE.S.E. rappresenta una risposta concreta e capillare ai bisogni delle persone più fragili.
Attualmente il servizio coinvolge circa 20 utenti residenti nei Comuni aderenti, con incontri che si svolgono presso la Sala “Daminato” di Noale. Le attività proposte spaziano dalla stimolazione cognitiva ai momenti di socialità, affiancate da
percorsi psico-educazionali rivolti ai caregiver e iniziative di empowerment, strumenti preziosi per migliorare la qualità della vita complessiva. Dal punto di vista organizzativo, il Comune di Noale continuerà a svolgere il ruolo di soggetto capofila ai sensi dell’articolo 15 della legge 241 del 1990. I costi operativi, tra cui la presenza dell’operatore socio-sanitario e la gestione degli spazi, saranno suddivisi tra i Comuni in base alla popolazione residente, mentre le eventuali spese di trasporto resteranno a carico dei singoli enti di provenienza degli utenti.
Determinante anche il sostegno della Regione del Veneto, che con la deliberazione n. 1052 del settembre 2025 ha confermato il finanziamento del Progetto Sollievo per l’attività 2025–2026, garantendo così la stabilità economica necessaria alla prosecuzione delle attività.
Soddisfazione è stata espressa dall’assessore alle Politiche sociali Lorenza Barina: «Rinnovare il Progetto IN.TE.S.E. significa rinnovare un impegno concreto verso le persone più fragili della nostra comunità e verso le loro famiglie. Questo servizio rappresenta non solo un supporto, ma anche un segnale chiaro della volontà di investire nei servizi di prossimità e nella collaborazione tra Comuni».
Una rete che guarda al futuro, con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente l’offerta socio-sanitaria locale e garantire risposte sempre più efficaci a bisogni in costante evoluzione.
Riccardo Musacco
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