Skip to main content

laPiazza del Miranese sud - Lug26

Page 1


Spinea, al via il restyling del Pattinodromo comunale: lavori da 610 mila euro

del Miranese Sud

Il ciclone Vannacci sferza il Veneto tra consensi e qualche polemica

ESTATE DA VIVERE:

Il Consiglio Regionale del Veneto ha superato uno scoglio, tutto interno: quello della prima infornata di nomine nei consigli di amministrazione delle società partecipate. Un tema che può non appassionare i più, ma che ha decisamente fatto tremare gli scranni di palazzo Balbi tra franchi tiratori, votazioni ripetute più volte per assenza di maggioranze, accordi trasversali.

La Sanità

Compiti per le vacanze GEROSA:

Ora ci sarà il passaggio per l’approvazione degli equilibri di bilancio, che non dovrebbe riservare particolari sorprese, e poi il rompete le righe estivo. Ma per le vacanze Giunta e Consiglieri avranno molto da riflettere poiché i temi sul tavolo, in attesa della ripresa, sono molti e urgenti. Da sempre la materia principe della Regione ha bisogno di un sferzata. Si dovranno aggiornare e poi approvare le nuove schede: quegli strumenti che indicano, ospedale per ospedale, l’elenco dei reparti da mantenere, da ampliare, da ridurre o da chiudere. Ma non solo: nelle schede saranno contenuti anche le consistenze delle piante organiche e delle dotazioni tecniche. Non una passeggiata, insomma.

SCEGLIE IL VENETO

CINEMA E APPUNTAMENTI SOTTO LE STELLE

servizi alle pag. 4 - 5

Case della Comunità, l’Ulss 3 accelera: al via la sanità di prossimità

C’è un’immagine che restituisce la saturazione del nostro territorio: i lunghi serpentoni d’auto sui passi trentini, i centri balneari e turistici del Veneto sempre più congestionati. Non è una sensazione passeggera, ma il verdetto dei numeri: nel 2025 il Veneto ha registrato l’inedito picco storico di 74,2 milioni di presenze, mentre il Trentino (secondo i dati definitivi ISPAT, l’Istituto di ricerca statistica della Provincia autonoma) ha infranto per la prima volta il muro dei 20,2 milioni di pernottamenti (+3,2% rispetto all’anno precedente).

segue a pag. 3

servizio

Sintoni

Sintoniz zati sul

Ogni 20 minuti tutte le notizie del Veneto aggiornate in tempo reale.

La realtà non basta

30 OTT → 01 NOV

Neri Marcoré GABER – MI FA MALE

TEATRO GOLDONI, VENEZIA

Loredana Giordano

05 → 07 MAR

Stefano Massini

Scopri l’abbonamento speciale a 6 spettacoli per i residenti della citta metropolitana di Venezia →

Andrea Pennacchi PREDATORI DI PIANURA

15 → 17 GEN

Giorgio Sangati LE SMANIE PER LA VILLEGGIATURA

PRIMA DEL TEMPORALE

Ascoltaci in tutto il Veneto in auto sul

Ascoltaci in tutto il Veneto in auto sul

Claudio “Greg” Gregori

SCARICA L’APP

SCARICA L’APP

VENETO2 4

RADIO VENETO2 4 SUL TUO SMARTPHONE

ASSASSINIO SULL’ ORIENT EXPRESS

19 → 21 FEB

Emma Dante L’ANGELO DEL FOCOLARE

16 → 18 APR

Paolo Genovese PERFETTI SCONOSCIUTI

DAL MIRANESE A NAPOLI E

NEW YORK: ECCO IL SUCCESSO

DEI BALLERINI CITTADINI

Ancora successi per il mondo della danza dal Miranese. L’attività dell’accademia spinetense di danza LG - Sviluppo Art & Balletto diretta da Letizia Giuliani continua a formare talenti del ballo. Il primo importante risultato di fine stagione lo ha raggiunto la giovane allieva Chiara Fucile, che è stata ammessa al VII Corso alla Scuola di Ballo del Teatro San Carlo di Napoli, la più antica scuola di danza d’Italia fondata nel 1812 e oggi una delle più prestigiose d’Europa. Assieme a lei, a fare il salto verso il professionismo, questa volta in America, quattro altri allievi della scuola: Massimo Marzola, Anna Gasparini, Ilaria Lugato e Benedetta Malvestio selezionati per partecipare al prestigioso Summer Intensive Program della Jo rey Ballet School di New York, una delle massime esperienze formative possibili nella Grande Mela. “Si tratta di un risultato di grande rilievo, che conferma la qualità del nostro percorso formativo proposto e la crescente dimensione internazionale che riusciamo a dare ai nostri allievi – spiega Letizia Giuliani – il tutto grazie alle doti di questi ragazzi, il loro duro lavoro per migliorarsi e la rete internazionale di contatti maturati in anni di attività professionale”. I costi per questa importante esperienza che vivranno i quattro giovanissimi negli Usa saranno sostenuti quasi integralmente grazie alla sinergia virtuosa tra Istituzioni e i partner coinvolti, compresa la Jo rey Ballet School, dove Letizia Giuliani sarà anche docente ospite. “Si tratta molto più di una semplice esperienza formativa –aggiunge – è la costruzione concreta di un ponte di interscambio culturale tra Italia e Stati Uniti, fondato sul valore dell’arte della danza e destinato a ra orzarsi ulteriormente nel prossimo autunno con uno stage a Spinea di livello internazionale”.

• Massimo Tonizzo

Dalle scuole di danza del miranese ai palcoscenici internazionali

IL TURISMO SIAMO NOI

Ma c’è un’ombra ancora più sinistra dell’overtourism quantitativo: è il turismo “cafone”. È quel turismo antropofago che consuma i luoghi senza guardarli, che scambia un patrimonio naturale per uno sfondo social o una piazza storica per un bivacco. Se le grandi soluzioni politiche e i ticket d’ingresso faticano a frenare l’ondata è il momento di riscoprire il potere delle micro-scelte quotidiane. Cambiare rotta è possibile, partendo da piccole attenzioni che costano pochissimo ma valgono tutto. In montagna, dove il Soccorso Alpino trentino registra ormai un incremento strutturale del 20% degli interventi dovuto a escursionisti del tutto improvvisati, il primo passo è la responsabilità. A partire dalla scelta di un itinerario, valutandone il grado di di icoltà ma anche l’impatto della nostra presenza. Se un parcheggio in quota è completo, torniamo indietro: l’accanimento di lasciare l’auto a bordo strada, calpestando i prati alpini pur di fare “quel” selfie da esibire online, è l’esatto manifesto della cafonaggine estiva. Al mare e nelle località lacustri ad altissima densità - come il litorale veneto che registra indici

di pressione turistica sempre più elevati - la rivoluzione parte dal rispetto dello spazio comune. Abbandonare mozziconi sotto la sabbia o occupare metri di bagnasciuga con fortini di ombrelloni alle sei del mattino distrugge la convivenza civile e il diritto al riposo altrui. Nelle città d’arte, l’esplosione delle locazioni brevi - che in Trentino gestiscono ormai oltre 6,2 milioni di presenze all’anno e in Veneto sono di use a macchia d’olio nelle principali destinazioni turistiche - ha fatto schizzare i prezzi immobiliari e svuotato i centri storici. Qui l’attenzione si sposta sul decoro e sui consumi, sul modo in cui ci avviciniamo alle nostre montagne al nostro mare, alle città d’arte come ai piccoli ma ricercati borghi delle nostre regioni. Diventare “ospiti” consapevoli e smettere di essere “clienti che hanno pagato e quindi hanno ragione” è l’unica via per salvare i nostri territori. Questa estate, quando ci spostiamo, ricordiamoci che l’impatto del turismo si misura anche dalle tracce che decidiamo di non lasciare al nostro passaggio. • Nicola Stievano

Segue da pag. 1

“Estate a Spinea”: un cartellone ricco di musica, cinema e grandi appuntamenti sotto le stelle

Come ogni anno, la Città di Spinea o re molte occasioni di incontro per tutti i gusti durante la bella stagione. Sono tanti gli appuntamenti che compongono la rassegna “Estate a Spinea”. Tutti i giovedì di luglio, dalle ore 19, ci saranno gli “AperiBiblio 2026. Aspettando il tramonto nel parco della Biblioteca”, giunti quest’anno all’ottava edizione del tradizionale format musicale nel parco di Villa Simion. Ogni settimana un concerto diverso accompagnerà il pubblico all’ora del tramonto, seguito, al termine dell’esibizione, da un piccolo aperitivo con prodotti solidali o erto dall’Associazione Amici della Biblioteca di Spinea. Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili, senza prenotazione. Il cartellone prevede per giovedì 23 luglio i “Balkalà” con Giulio Gavardi (chitarre, sax, chitarra fretless), Francesco Socal (sassofoni e clarinetti) e Nereo Fiori (fisarmonica); giovedì 30 luglio sarà invece la volta de “La parola cantata. Viaggio tra poesia e canzone” con Sara Righetto (voce), Alessandro Pasqual (chitarra) e Paolo De Col (sassofono). Il polo culturale di Villa Simion ospiterà anche altri importanti eventi. Lunedì 21 luglio, alle 21, la biblioteca

• Alessandro Abbadir Estate da vivere/1. Gli appuntamenti sul territorio spinetense

comunale darà spazio, nell’ambito delle iniziative della “Refugee Week”, a una serata dedicata a Marjane Satrapi, con la proiezione di un film in omaggio alla grande autrice e illustratrice iraniana all’interno della rassegna “Cinescrivere”. Giovedì 23 e venerdì 24 luglio torna inoltre l’atteso festival “Spinea Sogna”. Il primo appuntamento vedrà sul palco di Piazza Fermi, alle 21,30 il Teatro Stabile di Bergamo con lo spettacolo “Valzer”. Venerdì 24, invece, la scena si sposterà nel parco di Villa Simion alle 21 con lo spettacolo “Fame mia. Quasi una biografia” di Anna Gaia Marchioro (biglietto intero 15 euro, ridotto 13). A luglio, dopo anni di assenza, fa il suo ritorno il “Cinema sotto le stelle”, in collaborazione con la Pro Loco e Confcommercio. Si tratta di un’iniziativa nata per regalare alla città un appuntamento speciale, specialmente a seguito dell’annullamento della Notte Gialla inizialmente prevista per il 4 luglio. Le proiezioni, tutte a ingresso libero, si svolgeranno in Piazza Fermi a partire dalle ore 21 fino al 22 luglio. Ad agosto torna poi “PaRcoscenici Letterari” ( locandina in foto) , il festival estivo dedicato ai libri, alle storie e alle voci che animano le serate cittadine nella suggestiva cornice del Parco di Villa

Simion. Il programma del mese propone 5 appuntamenti, tutti a ingresso libero, che intrecciano letteratura, memoria, storia e dialoghi d’autore. Si comincia lunedì 3 agosto alle 20,30 con una suggestiva camminata letteraria notturna dedicata a “Gli anelli di Saturno” di Winfried Sebald, accompagnata dalle letture delle “Voci di carta” (per questo evento è richiesta la prenotazione allo 041.5071369). La rassegna prosegue martedì 4 agosto alle 21 con Mariangela Galatea Vaglio, che presenterà in prima nazionale il volume “Alessandro Magno. Condottiero, re, eroe”. Martedì 25 agosto, sempre alle 21, sarà ospite Paolo Malaguti per introdurre “Sentieri partigiani” insieme a Sonia Aggio. Mercoledì 26 agosto alle 21 spazio al ricordo del 50º anniversario del Terremoto in Friuli con Angelo Floramo, autore de “L’estate indiana del ’76”. Chiude il festival, giovedì 27 agosto alle 21, l’incontro “Vecchie maestre. Donne, arte e ideologia” con Greta Boldorini. Da non perdere, infine, l’appuntamento del 5 agosto alle 21, quando il Parco di Villa Simion ospiterà un coinvolgente concerto di “musica a ballo”.

“Settembre a Spinea”: festa le tradizionali sagre e la novità “Vini al Forte”

La Città di Spinea, in collaborazione con la Pro Loco e le associazioni del territorio, promuove il cartellone di “Settembre a Spinea”. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di riunire in un unico grande calendario i tanti appuntamenti che da sempre animano la comunità al rientro dalle vacanze, integrandoli quest’anno con una nuova proposta dedicata alla scoperta della storia vitivinicola locale e alla valorizzazione di uno dei luoghi più suggestivi della città: il Forte Sirtori. Il programma di “Settembre a Spinea” raccoglie così gli

eventi tradizionali più attesi di fine estate, come la storica Fiera di Spinea (al via già dal 28 agosto), la Sagra di Santa Bertilla nelle prime settimane del mese e la Sagra del Graspo de Ua. A queste pietre miliari si introduce la novità di “Vini al Forte”, che per tre giorni, dal 18 al 20 settembre, trasformerà Forte Sirtori in uno spazio vivo di degustazioni, incontri, laboratori e visite guidate. L’iniziativa punta a valorizzare un luogo storico spesso poco conosciuto, promuovere la memoria della viticoltura locale e coinvolgere attivamente associazioni, scuole,

aziende agricole e cittadini. Il fitto programma prevede infatti conferenze, incontri culturali, tour guidati al Forte, banchi d’assaggio, aperitivi e masterclass per gli appassionati. Non mancheranno attività pensate per i bambini e le famiglie, oltre a un’attenzione speciale al tema del “bere bene, bere sano”. Si tratterà di un evento unico e particolare, capace di arricchire il panorama culturale della città nell’ultimo scorcio dell’estate.

• (A.A.)

METEO VENETO

tutte le notizie del Veneto aggiornate in tempo

PaRcoscenici Letterari Festival

cartellone comunale miranese

Mirano si accende con l’estate culturale tra grandi ospiti e teatro immersivo al Castelletto

Ae visite nei luoghi del territorio, per trascorrere i mesi da giugno a metà settembre all’insegna della cultura e della condivisione. Con ospiti speciali, aperture del Castelletto, serate a cielo

Iaperto... e molto altro. Il cartellone è organizzato dal Comune in rassegne tese a diversificare le proposte e valorizzare i luoghi iconici di Mirano come il parco e il Castelletto di Villa Belvedere, la Villa XV Aprile, la Corte Errera e il Bosco del Parauro. Gli eventi sono programmati dal Comune in

l Bosco del Parauro, in via Parauro 84, sarà accessibile la prima e terza domenica del mese dalle ore 9 alle 18. Oltre alle aperture mensili, il Circolo Legambiente del Miranese organizza delle iniziative dedicate alla tutela dell’ambiente in estate. Il primo appuntamento sarà il 19 luglio con visite guidate; successivamente, mercoledì 23 luglio alle 18.30, in collaborazione con Aclicoop Mirano, si terrà l’incontro “Aperitivo a spreco zero”, dedicato agli sprechi alimentari, al cibo sano e agli e etti dei cambiamenti climatici. Sarà presentato “Il Caso-In”, bottega di vicinato e progetto di inclusione sociale gestito da Aclicoop a Vetrego. L’evento sarà preceduto da un apericena con accompagnamento musicale, su prenotazione. Ad agosto tornerà, per la quarta edizione, la rassegna “Giardini d’acqua. Luoghi d’acqua ed arti sceniche nel paesaggio”, un programma site specific di teatro e musica per far conoscere luoghi tipici del territorio. La rassegna è proposta dal Comune con l’Associazione Culturale Echidna e i cittadini attivi di Bel-Vedere LaB. Sabato 8 agosto alle 19 il Castelletto di Villa Belvedere ospiterà “Zanzare”, spettacolo di teatro

collaborazione con diversi enti ed associazioni per accompagnare i miranesi, ma non solo, durante la stagione tradizionalmente destinata alla pausa, con una programmazione culturale che proporrà spunti di riflessione e suggestioni molteplici nelle meravigliose cornici che la città riesce ad o rire. Dopo il successo della rassegna letteraria “Terra Madre” di inizio luglio, fra le novità di quest’anno ci saranno le “Conversazioni al Belvedere - Dialoghi d’autore”, organizzate dal Comune con l’associazione culturale Le Muse. Si tratta di serate su diverse tematiche da approfondire con personalità di grande rilievo. Si parte martedì 21 luglio con “Gesù e Cristo” insieme al teologo Vito Mancuso; mercoledì 22 luglio sarà la volta di “Le mie montagne, sei tu” con lo scrittore Francesco Vidotto, mentre giovedì 23 luglio si chiuderà con “In cordata” insieme all’alpinista Nives Meroi. L’inizio è previsto per le ore 21 nella corte di Villa Belvedere, con ingresso libero. Il Castelletto di Villa Belvedere ospiterà inoltre un progetto teatrale immersivo realizzato appositamente per questo luogo, lo spettacolo “Il Belvedere del Conte B., un viaggio al di là del qua”, con Francesca Boldrin e la regia di Alessandro Lucci. Le date in calendario sono il 30 e 31 luglio alle ore 19 e il 5 settembre alle ore 18,30. I posti sono limitati, pertanto è consi-

comico scientifico di e con Andrea Mazzacavallo. Lunedì 25 agosto alle 19 in Villa Pomai concerto “Il violino in viaggio, la Serenissima e le vie della seta”, con Sara Mazzarotto al violino e Guido Barbieri voce narrante. Sabato 29 agosto alle 18 l’agriturismo “L’Amoler” ospiterà il teatro itinerante “Andante”, di e con Faber Teatro. Ingresso con biglietto.

gliata la prenotazione all’Associazione Culturale Echidna e Bel-Vedere Lab (infocell: 371.1926476, e-mail: info@ echidnacultura.it). Ci sono infine diverse proposte dedicate a bambini e ragazzi. La Biblioteca comunale organizzerà per tutta l’estate attività gratuite di promozione della lettura, animazioni, laboratori e giochi di ruolo. Il Centro civico Masenello, in via Paganini 2, ospiterà invece “Giochi al civico” tutti

i sabati di luglio e agosto, dalle 16 alle 21. Il Centro diventa così uno spazio di aggregazione per i giovani con giochi da tavolo e molto altro grazie a Nova Lumo, in collaborazione con My Regeneration, nell’ambito del progetto per le politiche giovanili “Prendo spazio”. Insomma, tanti appuntamenti per tutti i gusti.

• Alessandro Abbadir

Sintoniz

Ogni 20 minuti tutte le notizie del Veneto aggiornate in tempo reale.

Ascoltaci in tutto il Veneto in auto sul

Il Castelletto Belvedere

Politica. Approvate variante urbanistica, aggiornamento del regolamento edilizio e tre accordi

VIA LIBERA DAL CONSIGLIO COMUNALE AL PRIMO GRANDE PACCHETTO ATTUATIVO DEL PAT

Una delle più importanti decisioni urbanistiche degli ultimi anni apre una nuova fase per lo sviluppo della città. Nella sua ultima seduta il Consiglio comunale ha approvato infatti il primo grande pacchetto di misure che dà concreta attuazione al PAT, il Piano di Assetto del Territorio, segnando un passaggio fondamentale nel percorso avviato dall’amministrazione con l’approvazione del piano e del successivo Documento del Sindaco nel 2023. Il provvedimento comprende la prima Variante al Piano degli Interventi, la Variante al Regolamento Edilizio Comunale e tre accordi pubblico-privati destinati a incidere in modo significativo sul futuro assetto urbano di Mirano e delle sue frazioni. La Variante al Piano degli Interventi aggiorna infatti gli strumenti urbanistici comunali adeguandoli alle previsioni del PAT. Tra le novità più rilevanti figura la

ripianificazione di alcune aree il cui diritto edificatorio era decaduto a seguito della normativa regionale sul contenimento del consumo di suolo, oltre alla possibilità di trasformare in residenziali alcuni annessi agricoli non più utilizzati per l’attività produttiva. Parallelamente, l’aggiornamento del Regolamento edilizio introduce semplificazioni procedurali, chiarisce diverse disposizioni applicative e recepisce le più recenti innovazioni normative, con l’obiettivo di rendere più e icace e moderna la gestione degli interventi edilizi. Particolarmente significativi sono i tre accordi pubblico-privati adottati dal Consiglio. Il primo riguarda il recupero di Villa Lando, patrimonio di valore storico e monumentale; il secondo interessa l’area dell’ex Cinema Impero e quella del Bonvecchiato, dove sono previste una nuova piazza pubblica, un parco urbano e percorsi ciclopedonali; il terzo consentirà l’ampliamento del

centro sportivo di Ballò e la ridefinizione di un comparto urbanistico rimasto fermo per oltre quindici anni. Nel loro insieme, gli interventi perseguono una duplice strategia: ra orzare il centro storico attraverso il recupero del patrimonio esistente e la creazione di nuovi spazi pubblici, e allo stesso tempo sostenere la

crescita delle frazioni con servizi, infrastrutture sportive e nuove opportunità residenziali per le famiglie. L’iter, tuttavia, non si conclude con il voto del Consiglio. La normativa regionale prevede ulteriori passaggi, tra cui la pubblicazione degli atti, la presentazione delle osservazioni da parte dei cittadini e la successiva

approvazione definitiva. Seguiranno poi la progettazione degli interventi, l’ottenimento delle autorizzazioni necessarie e il completamento delle procedure tecniche e amministrative. “Quella approvata dal Consiglio Comunale è una delle più importanti decisioni urbanistiche degli ultimi anni per la nostra città”, sottolinea il sindaco Tiziano Baggio. “Gli interventi approvati aprono una nuova stagione di trasformazione urbana per Mirano. Una strategia che guarda contemporaneamente al centro e alle frazioni, valorizzando identità, qualità urbana e capacità di sviluppo. Il risultato sarà una città più attrattiva, più vivibile e più forte nella propria identità, capace di crescere senza consumare nuovo territorio e investendo sul recupero del patrimonio esistente, sul verde, sui servizi e sulla qualità della vita”. • Riccardo Musacco

BALDAN LASCIA GLI INCARICHI LOCALI, SCANTAMBURLO E BONATO RACCOLGONO IL TESTIMONE

Un passaggio di consegne nel segno della continuità politica e amministrativa. Fratelli d’Italia a Mirano ridefinisce la propria rappresentanza negli organismi istituzionali locali dopo le dimissioni di Matteo Baldan dal Consiglio dell’Unione dei Comuni del Miranese e dalla Terza Commissione consiliare del Comune. La decisione è legata ai nuovi impegni istituzionali assunti da Baldan dopo il suo ingresso nel Consiglio regionale del Veneto, avvenuto lo scorso dicembre. Un incarico che richiede una presenza sempre più costante nelle attività dell’assemblea regionale e che ha portato il capogruppo di Fratelli d’Italia a lasciare alcuni ruoli amministrativi sul territorio.

Il riassetto interno comporta due nuovi ingressi. Alberto Scantamburlo è stato eletto nel Consiglio dell’Unione dei Comuni del Miranese, organismo che coordina diversi servizi associati tra i Comuni del comprensorio. Elisabetta Bonato entra invece a far parte della Terza Commissione consiliare, competente in materia di sociale, istruzione, sport e sicurezza. “Desidero ringraziare i colleghi per la disponibilità dimostrata nell’assumere questi importanti incarichi – dichiara Baldan –. Sono certo che sapranno rappresentare al meglio il nostro progetto politico e portare avanti con competenza il lavoro svolto fino a oggi. Fratelli d’Italia continua a ra orzare la propria presenza sul territorio, man-

tenendo al centro ascolto, proposte e attenzione ai bisogni dei cittadini”. Per Scantamburlo si tratta di una nuova responsabilità che guarda in particolare ai temi della sicurezza e della qualità dei servizi pubblici. “Raccogliere questo incarico rappresenta un onore ma anche una precisa responsabilità verso i cittadini – a erma –. Il mio impegno sarà rivolto fin da subito alla sicurezza, alla sicurezza stradale e al miglioramento dei servizi gestiti in forma associata. L’obiettivo è garantire un monitoraggio attento e proporre soluzioni concrete che rispondano alle esigenze del territorio”. L’ingresso di Bonato nella Terza Commissione punta invece a consolidare l’attenzione del partito verso le politiche sociali, il

mondo della scuola, le famiglie e lo sport, settori considerati centrali nell’attività amministrativa locale. Con questo avvicendamento Fratelli d’Italia conferma la volontà di mantenere una presenza attiva nelle istituzioni del Miranese, distribuendo responsabilità e competenze tra i propri rappresentanti e ra orzando il collegamento tra l’attività svolta a livello comunale e quella portata avanti in Consiglio regionale. Un riassetto organizzativo che, nelle intenzioni del partito, consentirà di continuare a seguire da vicino le principali questioni che riguardano la città di Mirano e l’intero comprensorio.

• (R.M.)

Tiziano Baggio

Sintoniz zati sul

Ogni 20 minuti tutte le notizie del Veneto aggiornate in tempo reale.

Ascoltaci in tutto il Veneto in auto sul

SCARICA

Q200 CENSER

IL CAMPUS DOVE IL FUTURO

uello che no a pochi anni fa era conosciuto come il quartiere eristico di Rovigo è oggi uno dei progetti di rigenerazione più signi cativi del territorio. Grazie all’investimento della Fondazione Cariparo, Q200 Censer si è trasformato in un campus che riunisce università, imprese, alta formazione,

Sintoniz zati sul

uando si parla di sicurezza energetica nazionale, Rovigo occupa una posizione strategica. A confermarlo è Adriatic LNG, la società che gestisce il terminale di rigassi cazione offshore situato a circa 15 chilometri dalla costa veneta, il più grande impianto di questo tipo presente in Italia. Dal terminale passa infatti circa il 14% del fabbisogno nazionale di gas naturale, una quota che rende l’infrastruttura centrale per l’approvvigionamento energetico del Paese. Dal 2021 Adriatic LNG ha deciso di rafforzare ulteriormente il proprio legame con il territorio trasferendo al Q200 Censer parte delle attività

ogni realtà contribuisce a costruire un luogo in cui ricerca, innovazione e sviluppo economico dialogano quotidianamente. Un modello che mira a fare di Rovigo un punto di riferimento per il Veneto, valorizzando il territorio e creando nuove opportunità per imprese,

Ogni 20 minuti tutte le notizie del Veneto aggiornate in tempo reale.

ADRIATIC LNG, IL RIGASSIFICATORE CHE GARANTISCE ENERGIA E INVESTE NEL TERRITORIO

spaziano dal sostegno alla cultura ai progetti dedicati allo sport inclusivo e alle attività rivolte alle comunità locali.

Tra le iniziative più recenti gura anche “Net Sapiens”, progetto educativo dedicato agli studenti delle scuole medie della provincia

FORMAZIONE

La presenza dell’azienda produce ricadute importanti anche sul tessuto economico locale. Circa il 40% del valore dei contratti necessari alla gestione del terminale viene infatti af dato a imprese venete, contribuendo a generare un signi cativo indotto per il territorio. A questo si af ancano numerose iniziative di responsabilità sociale che

ITS MARCO POLO ACADEMY, LA FORMAZIONE CHE PORTA DIRETTAMENTE AL LAVORO

Formare gure altamente specializzate in grado di rispondere alle esigenze delle imprese. È questa la missione dell’ITS Marco Polo Academy, presente all’interno di Q200 Censer con percorsi dedicati alla logistica e alla mobilità sostenibile. Gli ITS rappresentano oggi uno dei canali formativi più ef caci per accompagnare i giovani nel mondo del lavoro, grazie a corsi costruiti insieme alle aziende e orientati alle competenze realmente richieste dal mercato.

SCARICA L’APP

RADIO VENETO2 4 SUL TUO SMARTPHONE

L’offerta dell’ITS Marco Polo Academy spazia

dalla logistica tradizionale alla formazione dei macchinisti ferroviari, no ai percorsi dedicati agli uf ciali di macchina e di coperta per il settore navale. Accanto a questi trovano spazio corsi dedicati alla manutenzione dei mezzi di trasporto e per no alla logistica dell’arte, specializzazione che unisce le competenze organizzative con la valorizzazione del patrimonio culturale.

La scelta di trasferirsi al Q200 Censer nasce proprio dalla volontà di inserire la formazione in un ambiente dove convivono università, imprese, startup e centri di ricerca. Un contesto

Q200 CENSER RACCONTATO IN RADIO

La crescita del campus è al centro di una rubrica dedicata su Veneto24, con approfondimenti su ricerca, formazione, startup e innovazione.

che permette agli studenti di confrontarsi quotidianamente con il mondo del lavoro e con l’innovazione, comprendendo n da subito le competenze richieste dalle professioni del futuro. Grande attenzione è riservata anche ai temi della sostenibilità e della digitalizzazione. Intelligenza arti ciale, transizione energetica, nuove tecnologie applicate ai trasporti e alla logistica rappresentano ormai elementi centrali dei percorsi formativi, con l’obiettivo di preparare professionisti capaci di affrontare un mercato in continua evoluzione.

in tutto il Veneto

PLO STUDIO CHE PROGETTA

efficienti, sostenibili e vivibili significa affrontare contemporaneamente urbanistica, mobilità, ambiente ed energia. È questo il lavoro quotidiano di PUAM

– Pianificazione Urbana Ambiente, studio associato fondato nel 2012 da Alessandra Meneghetti e Paola Sartori e oggi ospitato all’interno di Q200 Censer.

Lo studio opera prevalentemente al fianco di Comuni e Province, sviluppando piani della mobilità sostenibile, studi di impatto viabilistico e attività di mobility management. L’obiettivo è migliorare gli spostamenti, ridurre le criticità del traffico e favorire una gestione

più efficiente della mobilità urbana. Un secondo importante ambito riguarda la gestione dell’energia. PUAM affianca infatti le amministrazioni nell’analisi dei consumi degli edifici pubblici, individuando gli interventi più efficaci per l’efficientamento energetico e le opportunità di finanziamento disponibili. Un’attività che si inserisce nel percorso avviato da molti enti locali attraverso il Patto dei Sindaci e i Piani d’Azione per

La presenza all’interno di Q200 Censer rappresenta per lo studio un’opportunità di confronto continuo con altre realtà innovative. Un ambiente nel quale ricerca, impresa e progettazione condividono spazi e competenze, favorendo un approccio multidisciplinare ai temi della trasformazione urbana. Perché, come sottolineano le professioniste dello studio, una

IL RISTORANTE

CHE ACCOMPAGNA LA CRESCITA

Da Mino è il ristorante di Q200 Censer, punto di riferimento per studenti, lavoratori e visitatori, dove qualità e tradizione accompagnano la vita del

In un campus dove convivono ricerca, università e imprese, anche i servizi svolgono un ruolo fondamentale. Tra questi c’è il ristorante

Da Mino, presente all’interno di Q200

Censer n dalle prime fasi di sviluppo del progetto e oggi punto di riferimento per studenti, lavoratori e visitatori del campus.

La gestione, af data alla famiglia Tempesta, nasce da una lunga tradizione nella ristorazione che supera i cinquant’anni. Dal 2020 il ristorante accompagna la crescita del nuovo polo rodigino, offrendo un servizio che si rivolge sia alla comunità universitaria

sia alle numerose aziende presenti

Accanto alla ristorazione tradizionale trova spazio un servizio self-service dedicato agli studenti, studiato per garantire tempi rapidi e prezzi accessibili senza rinunciare alla qualità delle materie prime e delle preparazioni. Una soluzione che consente di rispondere alle esigenze di un’utenza molto eterogenea, mantenendo elevati gli standard dell’offerta gastronomica. Il ristorante è aperto tutti i giorni a pranzo, mentre la sera ospita eventi e iniziative organizzate all’interno del campus. Tra le specialità più apprezzate gurano i risotti, considerati il piatto simbolo del locale insieme alle ricette della tradizione polesana e italiana. La struttura rappresenta, inoltre, un’opportunità di lavoro per alcuni studenti universitari, che trovano

qui la possibilità di conciliare studio e occupazione. A conferma di come, all’interno di Q200 Censer, anche un servizio di ristorazione contribuisca

a costruire quella comunità fatta di persone, relazioni e quotidianità che rende vivo il campus oltre le attività di ricerca e formazione.

coordinata che metta in relazione ambiente, energia, mobilità e qualità della vita.

La polemica. La replica di Baggio: “Polemiche ingiuste, i ragazzi sono stati protagonisti”

PROGETTO RAGAZZI IN CONSIGLIO, LA MINORANZA ATTACCA LA GIUNTA

Doveva essere uno strumento per avvicinare i giovani alla politica e alle istituzioni. È invece diventato terreno di scontro tra maggioranza e opposizione. Al centro della polemica c’è il progetto “Ragazzi in Consiglio”, promosso dall’Amministrazione comunale di Mirano e sperimentato nelle scorse settimane con la partecipazione degli studenti della scuola Petrarca. A sollevare le critiche è il capogruppo di Fratelli d’Italia Matteo Baldan, che rivendica la paternità dell’idea originaria e accusa la Giunta di averne snaturato il significato. Secondo il consigliere, il progetto approvato dal Consiglio comunale nel 2023 prevedeva un percorso ben più strutturato: l’elezione di un vero Consiglio dei ragazzi, la costituzione di una giunta giovanile e un’attività parallela a quella dell’assemblea cittadina, con la possibilità di elaborare proposte e priorità da sottoporre poi al vaglio del Consiglio comunale. “L’obiettivo era coinvolgere davvero i giovani nella vita pubblica e nelle dinamiche democratiche – sostiene Baldan -. Dopo due anni e mezzo ci troviamo invece davanti a un’iniziativa che si limita alla partecipazione di alcune classi ai lavori del Consiglio e alla presentazione di una proposta. Da un progetto di partecipazione attiva siamo passati a una semplice presenza simbolica”. L’esponente dell’opposizione contesta inoltre il mancato coinvolgimento delle commissioni consiliari e dei consiglieri nella definizione del percorso, accusando l’assessorato all’Istruzione di aver portato avanti un progetto diverso rispetto agli indirizzi approvati all’unanimità dal Consiglio. Alle accuse replica con fermezza il sindaco Tiziano Baggio, che difende il lavoro svolto insieme alle scuole e respinge l’idea che si sia trattato di una semplice iniziativa di facciata.

“Le polemiche del consigliere Baldan non rendono giustizia al lavoro dei ragazzi e delle ragazze coinvolti nel progetto”, a erma il primo cittadino. “Il Consiglio comunale aperto del 16 giugno è stato un momento partecipato e apprezzato. Gli studenti hanno svolto un percorso di educazione civica durante tutto l’anno scolastico, osservando il territorio, individuando bisogni e costruendo una proposta concreta che hanno poi presentato alle istituzioni”. Baggio ricorda inoltre che la mozione elaborata dagli studenti è stata accolta e discussa dall’intero Consiglio comunale, fino all’approvazione unanime di un documento condiviso che impegna

l’Amministrazione a valutarne i contenuti. Per il sindaco, la partecipazione non si misura attraverso formule rigide o modelli prestabiliti, ma dalla capacità di coinvolgere realmente i giovani nei processi democratici. “Abbiamo scelto di partire da una sperimentazione costruita insieme alla scuola – conclude -. Ora vogliamo ampliare il progetto, facendo tesoro dell’esperienza maturata e coinvolgendo sempre più studenti. Le polemiche passano, l’entusiasmo e le idee dei ragazzi restano”.

• Riccardo Musacco

Sintoniz zati sul

Al via i lavori di consolidamento degli argini del Canale Taglio

Sono iniziati nelle scorse settimane e proseguiranno presumibilmente fino alla fine di luglio i lavori di sistemazione delle sponde e delle arginature del Canale Taglio nel centro storico di Mirano. L’intervento, realizzato dal Genio Civile di Venezia nell’ambito delle attività di manutenzione e messa in sicurezza del corso d’acqua, interessa uno dei luoghi più caratteristici e frequentati della città.

“Gli argini del Canale Taglio sono da tempo oggetto di monitoraggi e verifiche da parte del Genio Civile”, spiega il sindaco Tiziano Baggio, ricordando come l’ente fosse già intervenuto nei tratti più critici verso Mira e avesse comunicato all’amministrazione comunale, già nell’agosto 2025, la volontà di estendere le opere anche al tratto miranese. “L’avvio dei lavori rappresenta un intervento importante per la tutela e la conservazione di una delle aree simbolo della nostra città”, aggiunge.

Per consentire l’esecuzione delle opere in sicurezza sono state introdotte alcune modifiche alla viabilità. È temporaneamente sospesa la circolazione in via Taglio Sinistro, tra via Barche e via Dante, mentre è chiuso al transito pedonale il Lungargine Luisa Meneghelli nel tratto compreso tra la fine di via Barche e via della Vittoria.

“Siamo consapevoli dei possibili disagi” – sottolinea la vicesindaca Maria Giovanna Boldrin – “ma si tratta di lavori necessari per la manutenzione e la valorizzazione di un’area significativa per il centro storico”. Saranno comunque garantiti gli accessi ai residenti e ai mezzi di emergenza, mentre cittadini e visitatori sono invitati a seguire la segnaletica e i percorsi alternativi predisposti durante il cantiere.

• (R.M.)

I servizi. Nuove strumentazioni per la Cardiologia cittadina e la Radiologia di Noale

DA CUORE AMICO MIRANO E ROTARY NOALE TEMPESTA UN GESTO DI GENEROSITÀ ALL’ULSS 3

Quando la generosità del territorio incontra i bisogni della sanità pubblica, il risultato si traduce in servizi migliori e nuove opportunità di cura per i cittadini. È il significato della doppia donazione presentata nelle scorse settimane dall’Ulss 3 Serenissima, grazie alla quale la Cardiologia dell’ospedale di Mirano e la Radiologia della Casa della Comunità di Noale potranno contare su nuove tecnologie per un valore complessivo di 125 mila euro. A rendere possibile questo importante investimento sono state due realtà profondamente radicate nel territorio: Cuore Amico Mirano Odv e il Rotary Club Noale dei Tempesta. L’associazione Cuore Amico ha destinato circa 77 mila euro alla Cardiologia diretta dal dottor Salvatore Saccà, donando un ecocardiografo, un ecografo portatile, tre monitor multiparametrici e sostenendo inoltre un percorso

di formazione specialistica sulla risonanza magnetica cardiaca per un medico dell’équipe. “Si tratta di strumenti che consentono di potenziare in modo significativo il monitoraggio dei pazienti e migliorare ulteriormente

la qualità dell’assistenza”, sottolinea il primario Saccà, evidenziando come il rapporto con l’associazione rappresenti da anni un supporto concreto per il reparto. “Siamo il punto di incontro della generosità di

tante persone del territorio”, a erma la presidente di Cuore Amico, Manuela Lovo. “Questa donazione è il frutto di una collaborazione consolidata con l’Ulss 3 e della volontà di contribuire concretamente al benessere della comunità”.

Il Rotary Club Noale dei Tempesta ha invece concentrato il proprio intervento sulla prevenzione, donando alla Radiologia di Noale un densitometro osseo di ultima generazione del valore di circa 48 mila euro. L’apparecchiatura consentirà di diagnosticare precocemente l’osteoporosi e monitorarne l’evoluzione, garantendo immagini di elevata qualità con una ridotta esposizione ai raggi X. “Prevenzione, salute e comunità sono stati i principi che hanno guidato questo progetto”, spiega la presidente del Rotary, Annamaria Tosatto. “Quando si uniscono energie e competenze, si riesce a generare un beneficio concreto per

tutti”. A nome dell’Ulss 3 Serenissima, il direttore generale Massimo Zuin ha ringraziato entrambe le associazioni per il sostegno o erto alla sanità pubblica. “Anche grazie a queste collaborazioni possiamo continuare ad aggiornare tecnologie e servizi, migliorando le prestazioni o erte ai cittadini. È uno sforzo comune che dimostra quanto sia forte il legame tra il territorio e il suo sistema sanitario”. Un concetto ribadito anche dal consigliere regionale Alessio Morosin, che ha definito le nuove apparecchiature “un investimento che significa diagnosi più rapide, cure migliori e una sanità sempre più vicina alle persone”. Un esempio virtuoso di collaborazione tra istituzioni, volontariato e comunità, capace di trasformare la solidarietà in strumenti concreti di salute.

• Riccardo Musacco

La civica Io scelgo rilancia il progetto per il futuro di Mirano per le elezioni 2027

La lista civica Io Scelgo sarà ai nastri di partenza delle elezioni comunali del 2027 a Mirano. L’annuncio è arrivato nelle scorse settimane nel corso dell’incontro pubblico ospitato a Villa Errera, dove sono stati svelati il nuovo simbolo e il percorso di rinnovamento della formazione, presente da oltre quindici anni nella vita amministrativa della città.

All’iniziativa hanno partecipato le fondatrici Luisa Conti e Renata Cibin, il sindaco Tiziano Baggio, gli assessori Francesco Venturini e Federico Caldura, la consigliera Nadia Jasmin Salviato e numerosi rappresentanti del gruppo civico.

L’obiettivo è coniugare l’esperienza maturata

in questi anni con il coinvolgimento di una nuova generazione di cittadine e cittadini pronti a impegnarsi per la comunità. Ospite dell’incontro è stata Beatrice Verzé, presidente di Traguardi – Movimento Civico Verona, che ha portato la propria esperienza sul ruolo del civismo nelle amministrazioni locali. Ambiente, diritti, pari opportunità, equità sociale, sostegno alle famiglie e tutela del territorio saranno i temi centrali della proposta politica. Con questo appuntamento prende così il via un percorso di ascolto e partecipazione che accompagnerà la lista verso la sfida elettorale del 2027.

• (R.M.)

tutte le notizie del Veneto

MIRANO

Memoria. Investimento

Una nuova illuminazione avvolge di luce i monumenti di Viale delle Rimembranze

Un intervento pensato per valorizzare uno dei luoghi più identitari della città, dove memoria storica, patrimonio artistico e paesaggio urbano si intrecciano da sempre. Sono stati completati nelle scorse settimane i lavori di valorizzazione dell’apparato scultoreo di Viale delle Rimembranze, progetto promosso dall’Amministrazione comunale con l’obiettivo di restituire piena visibilità e dignità a uno spazio che rappresenta un punto di riferimento per la comunità miranese. L’intervento ha riguardato la realizzazione di un nuovo impianto di illuminazione dedicato alle opere scultoree presenti lungo il viale. Un progetto sviluppato dalla società E40 e approvato dalla Soprintendenza, che ha richiesto un investimento complessivo di circa 18 mila euro e che punta a esaltare il valore storico e monumentale del sito senza alterarne le caratteristiche architettoniche e paesaggistiche.

I nuovi corpi illuminanti a tecnologia LED sono stati progettati per garantire una luce uniforme, discreta ed e icace, capace di mettere in risalto i dettagli delle sculture e, al tempo stesso, di inserirsi armoniosamente nel contesto ambientale. A completamento dell’opera è stato previsto anche il ripristino del manto erboso nelle aree interessate dagli scavi necessari alla posa degli impianti. Dietro un intervento apparentemente semplice si nasconde però un lungo e accurato percorso progettuale. L’iter autorizzativo ha infatti richiesto approfondimenti e confronti con la Soprintendenza per garantire il pieno rispetto delle prescrizioni di tutela e la conservazione di un luogo di particolare valore storico, monumentale e paesaggistico. Un lavoro svolto con attenzione e sensibilità, nella consapevolezza dell’importanza che Viale delle Rimembranze riveste per la storia cittadina. L’opera si inserisce all’interno di una strategia più ampia che negli ultimi anni ha visto l’Amministrazione impegnata nella valorizzazione dei luoghi simbolo della città. Un percorso che comprende anche gli interventi realizzati su Villa Bianchini e Villa Tessier e che punta a ra orzare l’identità culturale di Mirano attraverso la cura del patrimonio storico e degli spazi pubblici.

“Questo intervento si inserisce in una visione più ampia di valorizzazione del patrimonio storico e paesaggistico della città che stiamo perseguendo con determinazione”, sottolinea il sindaco Tiziano Baggio. “La nuova illuminazione consentirà di restituire valore e visibilità a un luogo simbolo della memoria cittadina, rendendolo più fruibile, sicuro e accogliente per l’intera comunità”. Per l’amministrazione, Viale delle Rimembranze non è soltanto uno spazio urbano, ma un luogo che custodisce la memoria collettiva della città. “Qui si intrecciano storia, ricordo e identità – aggiunge il sindaco –. Valorizzare questi spazi significa ra orzare il legame tra la comunità e le proprie radici, consegnando alle future generazioni un patrimonio ancora più curato e riconoscibile”. Con questo intervento Mirano aggiunge dunque un nuovo tassello al percorso di tutela e valorizzazione dei propri luoghi simbolo, coniugando conservazione del patrimonio storico, qualità urbana e attenzione al paesaggio. Un investimento che guarda al futuro senza dimenticare il passato, illuminando non solo le sculture del viale, ma anche la memoria di un’intera comunità.

• Riccardo Musacco

Pierfrancesco Munari nominato presidente di ATER Venezia

Il sindaco di Cavarzere, Pierfrancesco Munari, è stato nominato Presidente di ATER Venezia, l’Azienda Territoriale per l’Edilizia Residenziale della Città Metropolitana di Venezia. Una nomina che rappresenta un importante riconoscimento istituzionale e politico, oltre che una nuova sfida amministrativa per il primo cittadino cavarzerano. ATER Venezia svolge un ruolo strategico nella gestione e nella valorizzazione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica, con l’obiettivo di garantire abitazioni sicure, e icienti e dignitose alle famiglie del territorio. La nomina di Munari arriva in un momento in cui il tema della casa e della riqualificazione degli immobili pubblici rappresenta una delle priorità delle politiche sociali regionali. Le parole del presidente Pierfrancesco Munari: “Accolgo questo incarico con grande senso di responsabilità e profondo spirito di servizio. Ringrazio la Regione Veneto per la fiducia che

mi è stata accordata. Lavorerò in piena collaborazione con il Consiglio di amministrazione, con la struttura di ATER Venezia e con tutti gli enti del territorio per ra orzare gli investimenti, accelerare la riqualificazione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica e garantire una gestione sempre più e iciente e trasparente. Il diritto alla casa è un valore fondamentale e il mio impegno sarà rivolto a dare risposte concrete ai cittadini e alle famiglie che attendono servizi di qualità”.

• (G.T.)

Sintoniz zati sul

SANTA MARIA DI SALA

Politica. Il sindaco Arpi replica: “Servizio innovativo e competitivo, sarà un successo”

Pasti a domicilio, Forza Italia e Lista Salese bocciano il regolamento: “Nessun aiuto reale”

Si accende il dibattito politico a Santa Maria di Sala sul nuovo servizio di consegna pasti a domicilio approvato dal Consiglio comunale e destinato a partire in forma sperimentale dal settembre 2026. A contestare duramente il regolamento sono Forza Italia e Lista Salese, che parlano di un provvedimento “rigido, incompleto e lontano dalle reali esigenze delle persone fragili”. A guidare la critica è il capogruppo ed ex assessore ai Servizi sociali Gianpietro Spolladore, che rivendica l’importanza della domiciliarità come strumento di sostegno agli anziani e alle persone con disabilità. “Aiutare i soggetti fragili a rimanere nel

proprio ambiente familiare non è solo un dovere civico, ma rappresenta anche un investimento strategico per il Comune – a erma –. Ritardare l’ingresso in una casa di riposo significa evitare costi assistenziali molto elevati. Per questo avevamo sostenuto l’attivazione di un servizio di pasti a domicilio. Tuttavia il regolamento approvato dalla sola maggioranza snatura questa visione, trasformando un servizio sociale in un semplice sistema di ristorazione a domicilio a prezzo pieno”. Nel mirino delle opposizioni c’è soprattutto il tema delle tari e. Il costo del servizio è stato fissato in 8,50 euro a pasto e il

regolamento prevede che solo la quota relativa al trasporto possa beneficiare di agevolazioni in base all’Isee, mentre il costo del pasto resta integralmente a carico dell’utente.

“Per chi vive con una pensione minima –sostiene Spolladore – il problema non è il costo della consegna, ma una spesa che supera i 250 euro mensili. È un’impostazione profondamente iniqua. Inoltre, eventuali esenzioni o contributi per i casi più gravi non sono previsti dal regolamento ma a idate alla discrezionalità degli u ici”. Un altro aspetto contestato riguarda il ruolo delle associazioni di volontariato incaricate delle consegne. Secondo l’opposizione, limitare il loro intervento alla sola distribuzione del pasto significa privare il servizio della sua dimensione sociale.

“Per molti anziani quel momento rappresenta l’unico contatto umano della giornata – osserva il capogruppo –. Ridurre il volontariato a una funzione logistica significa svuotarlo del suo valore”. Forza Italia e Lista Salese criticano inoltre la scelta di limitare il servizio ai giorni feriali, escludendo weekend e festività, e sollevano dubbi sulla stabilità futura del progetto, destinato a confrontarsi con il trasferimento delle competenze sociali all’Ambito Territoriale Sociale previsto dalla normativa regionale. Di tutt’altro avviso il sindaco Alessandro Arpi, che respinge le accuse e difende l’iniziativa.

Nuovi lampioni a LED in tutto il territorio

Santa Maria di Sala punta su una pubblica illuminazione più moderna, e iciente e sostenibile. Il vicesindaco Daniel Basso ha annunciato la firma del progetto esecutivo che darà il via a un importante intervento da oltre 2,1 milioni di euro per il completo rinnovamento della rete comunale. L’investimento consentirà di sostituire tutti i 3.266 punti luce con corpi illuminanti a tecnologia LED, migliorando la qualità dell’illuminazione e riducendo sensibilmente consumi energetici e costi di gestione. L’intervento sarà completato entro i prossimi otto mesi e non si limiterà alla sola sostituzione delle lampade. Il progetto comprende infatti anche la riqualificazione delle linee che negli anni

hanno evidenziato le maggiori criticità, con l’obiettivo di rendere la rete più a idabile e sicura. I lavori partiranno dalla frazione di Veternigo, tra le zone più colpite da guasti ricorrenti, per poi estendersi progressivamente a tutto il territorio comunale. Attivato inoltre un nuovo servizio dedicato alle segnalazioni dei cittadini. Eventuali malfunzionamenti potranno essere comunicati attraverso il portale Civismart oppure contattando il numero verde 0544 684037, così da favorire interventi più tempestivi e una gestione ancora più e iciente della pubblica illuminazione.

• (R.M.)

“È un servizio nuovo che la cittadinanza salese non ha mai avuto – a erma – e probabilmente non piace all’opposizione proprio perché introduce qualcosa di innovativo. Abbiamo già ricevuto oltre trenta richieste e questo dimostra che il progetto risponde a un bisogno reale”. Arpi rivendica anche la sostenibilità economica dell’o erta. “La tari a di 8,50 euro è estremamente competitiva rispetto

a quella applicata in altri Comuni. Con quella cifra vengono forniti primo, secondo, contorno e frutta: un pasto completo che può essere tranquillamente suddiviso tra pranzo e cena. Le critiche sono infondate e strumentali. Sono convinto che il servizio sarà apprezzato e diventerà un punto di riferimento per molte famiglie salesi”.

Sintoniz zati sul

Ogni 20 minuti tutte le notizie del Veneto aggiornate in tempo reale.

NON PERDERE QUELLO CHE SUCCEDE NEL MIRANESE SUD!

Aggiungi laPiazzaweb tra le tue fonti

Ascoltaci in tutto il Veneto in auto sul

• Riccardo Musacco
Giampietro Spolladore

SANTA MARIA DI SALA

GRANDE SUCCESSO NELLA CITTÀ PER LA FESTA DEL DONATORE

Una due giorni all’insegna della solidarietà, della partecipazione e dell’impegno civico. Santa Maria di Sala ha vissuto giornate intense nelle scorse settimane grazie alla Festa del Donatore di Sangue, appuntamento ospitato nella suggestiva cornice del giardino storico di Villa Farsetti e promosso in collaborazione con l’AVIS Comunale di Mirano, guidata dalla presidente Laura Zanardo. L’iniziativa, coordinata dalla consigliera comunale con delega all’associazionismo Gioia Basso, ha richiamato numerosi cittadini e volontari, confermando ancora una volta il forte legame che unisce il territorio ai valori della donazione e della solidarietà. La manifestazione si è aperta sabato sera con la tradizionale cena sociale, occasione di incontro e condivisione tra donatori, associazioni e amministratori. Momento centrale della serata è stata la cerimonia di premiazione dedicata ai donatori più meritevoli. Un riconoscimento particolarmente sentito è stato riservato a coloro che hanno raggiunto e superato il prestigioso traguardo delle cento donazioni, esempio concreto di generosità e altruismo al servizio della comunità. Durante il suo intervento istituzionale, il sindaco ha sottolineato l’importanza del protocollo “Santa Maria di Sala Città del Dono”, nato dalla collaborazione con AVIS, AIDO, ADMO e FIDAS. “Crediamo fermamente che la donazione non sia soltanto un gesto sanitario, ma rappresenti la più alta forma di cittadinanza attiva e consapevole”, ha affermato il primo cittadino, ribadendo il sostegno dell’amministrazione alle realtà associative impegnate nel volontariato. Particolarmente significativo anche il messaggio rivolto ai giovani presenti alla manifestazione, indicati come protagonisti del futuro della cultura del dono grazie alla loro sensibilità e alla disponibilità verso il prossimo. A chiudere il programma, domenica sera, è stato uno degli appuntamenti più attesi: il concerto della Big Vocal Orchestra. La formazione, considerata la più grande orchestra vocale d’Italia e composta da oltre 200 voci del territorio veneziano, ha regalato al pubblico uno spettacolo coinvolgente ed emozionante, capace di trasformare Villa Farsetti in

un grande palcoscenico di musica e solidarietà. L’evento aveva anche una finalità benefica: i fondi raccolti durante la serata saranno destinati ai progetti sociali del territorio. Con questa manifestazione Santa Maria di Sala conferma la propria vocazione a essere una vera “Città del Dono”, capace di valorizzare il volontariato e di rendere omaggio a quei cittadini che, con gesti spesso silenziosi ma fondamentali, contribuiscono ogni giorno al benessere della collettività.

• Riccardo Musacco

Trovato un alloggio per l’anziana che viveva in auto

SSintoniz zati sul

i è conclusa con un lieto fine la vicenda di Laura, l’87enne che da tempo viveva all’interno della propria automobile in un parcheggio del quartiere Arcella a Padova dopo essere rimasta senza un’abitazione. Per la donna è stata infatti individuata una soluzione abitativa nel Comune di Santa Maria Di Sala grazie all’intervento congiunto di Ater Venezia, del Comune salese e della Regione Veneto. La situazione era emersa nelle scorse settimane in seguito alla segnalazione del consigliere comunale padovano Luigi Tarzia, che aveva richiamato l’attenzione delle istituzioni sulla di icile condizione della donna, chiedendo un intervento rapido per garantirle una sistemazione adeguata. Ater Venezia ha quindi messo a disposizione un alloggio in emergenza abitativa che sarà assegnato all’anziana nei prossimi giorni. Un passaggio importante che consentirà alla donna di lasciarsi alle spalle mesi di precarietà e di tornare a vivere in un ambiente sicuro e dignitoso. Soddisfatto il sindaco di Santa Maria di Sala, Alessandro Arpi, che ha seguito da vicino la vicenda. “Sono contento di come siamo riusciti a gestire la casistica della signora Laura – ha dichiarato -. Dopo varie vicissitudini e diverse proposte avanzate, siamo finalmente riusciti a trovare una soluzione che incontra anche il gradimento della signora, tenendo conto della sua età avanzata”. Il primo cittadino ha inoltre ringraziato tutti i soggetti coinvolti nell’operazione. “Grazie alla collaborazione della Presidenza della Regione, di Alberto Stefani, del presidente e del direttore di Ater, siamo riusciti a ottenere un’abitazione da destinare alla signora”. Una volta firmato il contratto si procederà con l’arredamento dell’alloggio e l’attivazione delle utenze, prima della consegna delle chiavi. Un nuovo inizio per Laura, che a 87 anni potrà finalmente tornare ad avere una casa.

• (R.M.)

Sintoniz zati sul

Ogni 20 minuti tutte le notizie del Veneto aggiornate in tempo reale.

Ascoltaci in tutto il Veneto in auto sul

SCARICA

Politica. Il leader di “Futuro Nazionale” tra Vicenza e Rovigo raccoglie adesioni e consensi: “Siamo già a doppia cifra”

IL CICLONE VANNACCI SFERZA DUE VOLTE IL VENETO ED HA GIÀ LASCIATO IL SEGNO

In attesa di capire se l’ordalia di applausi e cambi di casacca sia un fuoco di paglia o l’inizio di un fenomeno ben più ampio, hanno senz’altro lasciato il segno i due recenti passaggi in Veneto del generale Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, che rischia comunque di lasciare lividi ben profondi su Fratelli d’Italia e Lega. Che questo partito abbia perso già dei pezzi, in primis il consigliere regionale Stefano Valdegamberi è questione già nota e narrata. Impressiona però aver visto a Vicenza schierati a fianco del generale anche altri elementi del centrodestra, oltre a Joe Formaggio come Luciano Sandonà, che aveva percorso il passaggio da Lega a Fratelli d’Italia in extremis lo scorso autunno all’inizio della competizione elettorale che lo ha visto arrivare a quasi duemila preferenze, un terzo di quelle che lo avevano portato cinque anni fa in Consiglio. Ed allora, perso per perso, tanto vale provare anche l’avventura vannacciana. Padova appare, a differenza di Verona con Valdegamebri e Vicenza con Formaggio

una zona relativamente inesplorata. Proviene da questa provincia Guido Giacometti, plenipotenziario veneto e conoscitore della bassa padovana. In città alle prossime elezioni comunali il partito di Vannacci potrebbe contare su un habitué delle elezioni padovane a perdere quale Bruno Cesaro, sempre che dal consiglio comunale non arrivino sorprese.

A costruire una alternativa all’ipotesi pur solida di Cesaro, (imprenditore del settore della logistica che ha una caratteristica non secondaria di questi tempi e cioè quella di potersi pagare in proprio la campagna elettorale), ci sta provando un altro imprenditore con trascorsi politici di livello nella Lega: Alberto Filippi. Proprio Filippi è stato l’organizzatore del maxi evento di Vicenza con moderatore d’eccezione Giuseppe Cruciani, creatore del programma radiofonico La Zanzara e quel giorno già intervistatore a Milano Marittima di Matteo Salvini. E così Vicenza quel 28 giugno è stata la capitale del chiacchiericcio politico.

Con Vannacci a rispondere punto su punto nel fuori sala prima del dibattito, sia a Salvini che alla Meloni. Bis poi una settimana dopo quando l’europarlamentare ex Lega ha inaugurato di persona la prima sede di Futuro Nazionale a Rovigo. Lì un secondo bagno di folla, mentre il bagno di sottoscrizioni, 500 euro a testa tutti attraverso bonifico, Vannacci li ha incassati a Spresiano dove ad attenderlo c’era anche il sindaco: il prossimo a passare il Rubicone tra centrodestra e destra destra? Il primo cittadino non escludeva nulla, trince-

FEMMINICIDI, IL PD VENETO DENUNCIA

Dura presa di posizione dei consiglieri regionali del Partito Democratico Chiara Luisetto, Monica Sambo e Giovanni Manildo contro la proposta di Roberto Vannacci di cancellare la legge sul femminicidio. Secondo gli esponenti dem, si tratta di una scelta che rappresenta «una pericolosissima deriva culturale». Per Luisetto, Sambo e Manildo, dietro il richiamo all’uguaglianza tra uomini e donne, utilizzato per contestare una normativa specifica sul femminicidio, si nasconderebbe «una chiara operazione negazionista» che punta a smantellare

gli strumenti messi in campo per contrastare la violenza contro le donne.

I consiglieri regionali sottolineano inoltre che le dichiarazioni di Vannacci arrivano a pochi giorni dall’approvazione della legge Valditara. Una norma che, a loro giudizio, riduce il ruolo delle scuole e indebolisce il lavoro svolto sul fronte dell’educazione e della sensibilizzazione rispetto a temi come la violenza di genere. Per gli esponenti del Partito Democratico è invece necessario un forte impegno delle istituzioni a tutti i livelli per fornire ai giovani strumenti culturali capaci di

randosi dietro un “intanto sono qui per dovere di accoglienza”. Intanto. Secondo gli analisti Vannacci in Veneto miete in proporzione i consensi più alti d’Italia arrivando addirittura prima della floridissima Puglie e di una Lombardia in cui Futuro Nazionale riesce a coagulare la destra a destra di Fratelli d’Italia, colà sempre piuttosto numerosa quanto rumorosa e disunita.

Il compito di trasformare il potenziale in potenza toccherà alla coppia Guido Giacometti, responsabile Veneto di Futuro Nazionale e Alberto Filippi, a

cui in questi giorni sarà formalmente attribuito l’incarico particolarmente delicato di segretario amministrativo. Quanto vale, dunque, Futuro Nazionale? “Siamo già in doppia cifra in Venetoscandiva Vannacci - e continueremo a crescere. Esprimeremo un candidato in ognuna delle sfide della primavera prossima”: tradotto ci sarà un candidato sindaco vannacciano sicuramente a Padova e Verona. E a Treviso se anche colà si voterà in un incastro che appare di icile ma non improbabile se al sindaco Mario Conte sarà chiesto di correre alle politiche che potrebbero anticipare le amministrative di qualche mese. E lì si conteranno gli eletti, i salvati ed anche i dannati. Con molte sorprese, dolcissime secondo i vannacciani, amarissime secondo quanto sussurrano i molti leghisti preoccupati dal distacco a destra dell’ex europarlamentare che in Veneto raccolse due anni fa 71mila preferenze: probabilmente solo la punta di un iceberg ben più grande.

• Alberto Gottardo

contrastare le radici di discriminazioni, soprusi, violenze e femminicidi.

Luisetto, Sambo e Manildo hanno così annunciato la presentazione di una mozione in Consiglio regionale. L’obiettivo è chiedere a tutte le forze politiche presenti nell’assemblea veneta, che lo scorso anno aveva approvato l’istituzione dell’Osservatorio sulla violenza contro le donne, di esprimere una «posizione chiara e netta di condanna» nei confronti di ogni progetto politico che, a loro avviso, metta in discussione gli strumenti di tutela delle vittime.

tutte le notizie del Veneto aggiornate in tempo reale.

oltaci in tutto il Veneto in auto sul

Landini: “Sfruttamento da combattere” finisce sotto accusa il modello veneto

oveva essere il giorno del congresso nazionale della Uil con tanto di Giorgia Meloni ad intervenire dal palco, dopo aver dribblato i giornalisti, del centro congressi di Padova. Ed invece le parole che hanno fatto più rumore, sempre a Padova, sono state in quel primo weekend di luglio quelle di Maurizio Landini, segretario generale della Cgil ma ancora con il piglio e la maglietta girocololo bianca sotto la camicia, di quando era segretario della Fiom.

Una parola ha avuto l’effetto di una fucilata: sfruttamento.

La tesi landiniana che ha mandato su tutte le furie mezzo schieramento politico e datoriale è che il “modello Veneto si è fermato, come si è fermato in tutta Italia un modello basato sullo sfruttamento e soprattutto sulla logica dell’appalto, del subappalto, del massimo ribasso e quindi, dello sfruttamento del caporalato. E non è una cosa che sta riguardando un settore, sta riguardando tutti i settori trasversalmente, e c’è bisogno di intervenire radicalmente”. Un “a margine” di un convegno del sindacato sul “lavoro

svenduto”.

Landini quella mattina era un fiume in piena davanti ai cronisti ed ha lanciato una raccolta di firme “per una legge di iniziativa popolare che chiede proprio di mettere mano a questa logica degli appalti, e il primo punto di fondo è la responsabilità del committente. Infortuni e morti sul lavoro riguardano in realtà giovani precari, nella maggioranza dei casi in aziende in subappalto; dall’altra parte stiamo vedendo come non si stanno applicando le leggi”.

Landini ha quindi chiesto “che venga introdotto in agricoltura, come esiste già in edilizia, un indicatore: se io ho un ettaro di terreno, so che in quell’ettaro ho una determinata produzione, e chiunque sa che per raccoglierla serve un certo numero di ore di lavoro. E quando vai a scoprire che le ore di lavoro sono un decimo di quelle che realmente ti servivano vuol dire che il 90% l’hai fatto in nero. Quindi, nell’era dell’intelligenza artificiale, l’utilizzo di tutte le tecnologie per controllare questi dati per sconfiggere questo fenomeno c’è, se non lo si vuol fare c’è una volontà politica

molto precisa, e noi stiamo denunciando questo, sia nei rapporti col governo, sia nei rapporti con le regioni di tutto il Paese. Gli imprenditori – ha concluso – debbono insieme a noi combattere i banditi, perché deve prevalere chi vuol fare l’imprenditore serio”.

Da capire poi in un parlamento che fa fatica a fare una riforma delle legge elettorale, che fine farà la proposta Landini.

• Alberto Gottardo

Meloni al congresso Uil: “Il lavoro è dignità, il Governo resta aperto al confronto”

Giorgia Meloni è intervenuta al congresso nazionale della Uil, rivendicando il metodo del dialogo con le parti sociali e indicando lavoro, salari, produttività, welfare e intelligenza artificiale come le principali sfide da a rontare.

Uno dei passaggi centrali ha riguardato il tema del salario. La presidente del Consiglio ha difeso la scelta di puntare sulla contrattazione collettiva, sostenendo che il salario dignitoso debba essere garantito dai contratti nazionali più rappresentativi e non da una cifra fissata “a tavolino”. Secondo Meloni, il salario minimo avrebbe rischiato di indebolire le tutele, trasformandosi in un parametro al ribasso. La premier ha poi richiamato le misure adottate per sostenere il

potere d’acquisto, dal taglio del cuneo fiscale alla detassazione dei rinnovi contrattuali nel settore privato, misura che il Governo punta a confermare anche nella prossima legge di bilancio. Spazio anche al tema degli incentivi alle imprese: gli aiuti pubblici, ha detto, non devono più essere distribuiti “a pioggia”, ma concessi a chi rispetta le regole, applica contratti giusti, investe nel Paese e garantisce sicurezza. Sulla stessa linea la lotta al caporalato, definita “una battaglia di civiltà”.Sul fronte dell’intelligenza artificiale, ha invitato a governare la rivoluzione tecnologica senza subirla: l’IA può aumentare produttività e crescita, ma deve restare al servizio della persona e dei diritti.

VILLA FERRETTI ANGELI

Sintoniz zati sul

Scopri di

Riservata ai lettori La Piazza Scopri il vantaggio dedicato tramite QR code

PARTE DALL’UNIVERSITÀ DI PADOVA L’ULTIMA CACCIA A CARLOS, LO SCIACALLO

La Professoressa Valentine Lomellini, docente associata in Storia delle relazioni internazionali all’Università di Padova e direttrice di Securities (il Centro Studi italiano sulla sicurezza, il terrorismo e la criminalità organizzata), è da poco tornata in libreria con un saggio di grande spessore: Carlos lo sciacallo. Storia del più temuto terrorista internazionale (Edizioni Laterza). Attraverso un meticoloso lavoro d’archivio, Lomellini ha ricostruito la vera storia di un personaggio diventato un’icona, purtroppo in senso negativo, degli anni ‘70 e ’80.

Professoressa Lomellini, partiamo da un mini ritratto: chi è davvero Carlos lo Sciacallo?

Il suo vero nome è Ilich Ramírez Sánchez. È un terrorista internazionale nato

Quanto contano per persone come Carlos l’ideologia politica e la fede religiosa? Sono sentimenti sinceri o solo un’etichetta di facciata?

La “fede rivoluzionaria” è un elemento formativo in quello che oggi chiameremmo processo di radicalizzazione. Ramírez Sánchez nasce e cresce in una famiglia della piccola borghesia: il padre è un avvocato che milita nel Partito Comunista. Nasce quindi in un ambiente molto politicizzato. L’approdo alle istanze rivoluzionarie si sviluppa con il ‘68 globale, che lo vede parte attiva a Londra. Negli anni ‘70 Carlos si avvicina all’ala più radicale del FPLP, una formazione marxista-leninista, entrando nella sezione delle operazioni speciali diretta da Wadi Haddad, che sviluppava

Sulle tracce di Ilich Ramírez Sánchez, personaggio controverso accostato anche a Osama Bin Laden e al centro della cosiddetta “pista palestinese” per la strage di Bologna

in Venezuela, diventato poi studente all’Università Lumumba di Mosca, dove probabilmente è stato arruolato dal KGB. Ha militato nel Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina e, con un’identità che è stata precorritrice dei tempi moderni, ha tentato di creare una rete internazionale del terrore nel corso degli anni ‘70. A metà di quel decennio si è persino convertito al jihadismo, anticipando quasi di quarant’anni gli sviluppi del terrorismo religioso contemporaneo. È un personaggio controverso, a cui sono stati dedicati libri, film e serie tv. È anche l’uomo al centro della cosiddetta “pista palestinese” per la strage di Bologna.

tutte le notizie del Veneto aggiornate in tempo reale. Il saggio. La Prof.ssa Lomellini, docente e direttrice di Securities, ha pubblicato un volume dedicato al celebre terrorista internazionale

azioni terroristiche sul suolo occidentale. L’ideologia, dunque, ha un’importanza reale. Tuttavia, subentra un’altra dinamica: quando una persona entra nel mondo del terrorismo e della clandestinità, quello diventa il suo unico mondo di riferimento. Non si può tornare indietro. Carlos è stato arrestato in Sudan nel 1994, anni in cui anche Osama Bin Laden viveva in quel Paese. Un vecchio articolo de Il Manifesto che titolava “Il nuovo Carlos è Bin Laden”. C’è stato un passaggio di testimone o era solo una suggestione giornalistica?

Al momento non abbiamo prove che ci sia stato un legame diretto tra i due.

L’articolo de Il Manifesto la suggestione dell’esistenza di una centrale internazionale del terrore guidata da un singolo capo. Negli anni ‘70-’80 era Carlos, negli anni ‘90-2000 è diventato Bin Laden.I due condividono alcune caratteristiche: la fede islamica, un’ampia disponibilità economica e vasti contatti internazionali. Tuttavia, la modalità d’azione è diversa. Carlos realizza attentati appoggiandosi a un gruppo trasversale, composto da tedeschi occidentali, giapponesi e palestinesi. Bin Laden, invece, promuove una vera e propria “Internazionale del terrore”, un progetto globale di radicalizzazione e di esportazione del Jihad in vari Paesi. Veniamo alla “pista palestinese” per la strage di Bologna del 2 agosto 1980. Cosa ci dicono i documenti?

Nel libro ho analizzato storiograficamente la pista palestinese. Sappiamo che a livello giudiziario le sentenze hanno ritenuto responsabili della strage di Bologna alcuni esponenti del neofascismo italiano. Tuttavia, da tempo alcuni politici ribadiscono il loro scetticismo, sostenendo che la strage sia stata una vendetta del FPLP per l’arresto, avvenuto in Italia nell’autunno ‘79, del palestinese Abu Anzeh Saleh. Secondo questa teoria, l’arresto avrebbe violato il presunto “Lodo Moro”, l’accordo tra il fronte palestinese

e l’Italia per il libero transito delle armi in cambio della neutralizzazione del nostro territorio dagli attentati. Analizzando le fonti, la conclusione a cui arrivo — e che dimostro nel libro — è che questa pista è assolutamente inattendibile. Al contrario, la vicenda di Abu Anzeh Saleh conferma l’esistenza di quell’accordo per evitare attacchi in Italia. Dunque, nessuna ragione legata a questa dinamica può essere addotta come movente per la strage di Bologna. Chiudiamo con un aspetto paradossale: il soprannome di Carlos, “lo Sciacallo”, arriva dal romanzo di Forsyth e dal film omonimo. Poi lo stesso Carlos ha ispirato i libri di Robert Ludlum su Jason Bourne. Essere così “pop” e mediatico si è rivelato un boomerang per un terrorista?

Assolutamente sì. A lungo si è creduto che Carlos fosse la longa manus di Mosca in Occidente. In realtà, consultando i documenti dei servizi segreti bulgari, cecoslovacchi e in parte rumeni, emerge che Carlos era tollerato, ma poi divenne del tutto indesiderato. Essere un terrorista richiede un grado estremo di riservatezza. Carlos, al contrario, aveva un temperamento esibizionista. I servizi dell’Est lo ritenevano un uomo incontrollabile e troppo “popolare” per svolgere un ruolo

strategico occulto. La grande notorietà esplosa nel 1973 gli si è ritorta contro: è stato costretto a fuggire di Paese in Paese fino all’arresto in Sudan nel ‘94, avvenuto anche grazie alle fotografie scattate anni prima dai servizi cecoslovacchi durante le sue permanenze a Praga. In un’epoca in cui di molti terroristi non si conosceva nemmeno il volto, Carlos, con la sua vanità, si è praticamente fregato da solo. • Giacomo Brunoro

• Chi è Giacomo Brunoro

Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.

oltaci in tutto il Veneto in auto sul

AL TUO SERVIZIO

Sintoniz zati sul

VENETA TOMBSTONE, DA CODEVIGO L’ARTE

Marmi e graniti selezionati, lavorazioni su misura, sculture e incisioni: una realtà specializzata nell’arte funeraria che accompagna le famiglie con discrezione tra Padova, Venezia e Chioggia,

Ogni 20 minuti tutte le notizie del Veneto aggiornate in tempo reale.

La scelta dei materiali è un passaggio fondamentale: Veneta Tombstone utilizza marmi e graniti selezionati, provenienti sia dall’Italia sia dall’estero, scelti per garantire resistenza nel tempo e la capacità di mantenere intatte le caratteristiche estetiche anche a distanza di anni, perché un’opera funeraria deve durare e deve farlo senza perdere dignità

modo più autentico per ricordare. Una lapide non è solo pietra: è memoria che prende forma, è un segno destinato a restare quando tutto il resto si fa sempre più lontano. In questo spazio delicato, che richiede competenza tecnica ma anche una sensibilità che i manuali non insegnano, si inserisce il lavoro di Veneta Tombstone, realtà con sede a Codevigo specializzata nella realizzazione di opere funerarie su misura, con una tradizione fondata sulla lavorazione del marmo e del granito e un’esperienza consolidata che oggi si traduce in una proposta capace di unire qualità dei materiali, precisione tecnica e attenzione ai dettagli che in questo tipo di lavoro non è mai un accessorio ma

La lavorazione unisce tecnologie moderne e intervento artigianale, dal taglio alla lucidatura fino all’assemblaggio e alla posa in opera, con ogni fase seguita con precisione e con quella continuità di controllo che solo chi conosce profondamente il proprio mestiere riesce a garantire. Ma in questo ambito la tecnica, da sola, non basta e non è mai bastata. La realizzazione di un’opera funeraria avviene in un momento particolarmente delicato della vita di una famiglia, e proprio per questo il rapporto umano assume un valore che non è secondario alla qualità del marmo o alla precisione dell’incisione, ma ne diventa parte integrante e inscindibile. Veneta Tombstone accompagna le famiglie con discrezione, offrendo consulenza e supporto nella scelta delle soluzioni più adatte, rispettando tempi, sensibilità e necessità di chi si trova ad affron-

L’APP

richiede e che la fretta industriale non può replicare.

segni meritano di essere realizzati con cura.

Sintoniz zati sul

Ogni 20 minuti tutte le notizie del Veneto aggiornate in tempo reale.

Ascoltaci in tutto il Veneto in auto sul

SCARICA

Conclusa la fase dei cantieri, per le Case della Comunità dell’Ulss 3 Serenissima si apre quella dell’attivazione dei servizi. Sono 13 le strutture distribuite nel territorio aziendale che si preparano a diventare il punto di riferimento della sanità di prossimità, con particolare attenzione ai pazienti fragili e cronici. A fare il punto è stato il direttore dei Servizi sociosanitari, Antonio Maritati, che ha illustrato la rete delle prestazioni disponibili nelle Case della Comunità. L’obiettivo è trasformarle in luoghi di assistenza vicini ai cittadini, facilmente riconoscibili e accessibili. A supporto del nuovo modello continuerà a operare anche il servizio 116117, indicato come strumento di orientamento per le richieste di salute della popolazione. Il direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima, Massimo Zuin, ha sottolineato come si stia chiudendo una lunga stagione di interventi infrastrutturali, sostenuta da un investimento complessivo di 35 milioni di euro. Tra le opere principali figurano quelle realizzate a Marghera, Mira e in via Cappuccina. Con la conclusione dei lavori, l’attenzione si sposta ora sull’organizzazione dei servizi e sulla loro piena operatività. Secondo Zuin, il funzionamento delle Case della Comunità si baserà sulla collaborazione tra gli operatori della sanità territoriale, il perso-

nale infermieristico e medico coinvolto nel nuovo modello organizzativo e i medici di medicina generale, considerati una componente essenziale della sanità territoriale. Alla presentazione ha partecipato anche Giuseppe Palmisano, che ha espresso la soddisfazione dei medici di famiglia per il percorso condiviso con l’azienda sociosanitaria. Il nuovo modello, ha spiegato, rappresenta un passaggio destinato ad avere ricadute significative sull’assistenza ai cittadini. Parallelamente all’accordo regionale con i medici di medicina generale, l’Ulss 3 sta lavorando anche al rafforzamento del collegamento tra territorio e ospedali. Il direttore sanitario Chiara Bovo ha spiegato che è stato avviato un tavolo di confronto che riunisce i direttori dei servizi territoriali e quelli dei presidi ospedalieri, con l’obiettivo di costruire un’integrazione stabile tra le diverse componenti del sistema sanitario. L’intento è favorire non solo i collegamenti tecnologici e organizzativi, ma anche la condivisione delle competenze specialistiche e delle eccellenze ospedaliere a beneficio delle Case della Comunità, valorizzando al tempo stesso il contributo dell’area della Prevenzione. Un percorso che, secondo l’Ulss 3 Serenissima, costituirà uno dei pilastri dell’assistenza sanitaria sul territorio nei prossimi anni.

Ulss 3 Serenissima, conclusi i cantieri delle Case della Comunità

Ostetricia a Venezia, in sei mesi cresce del 70% l’attività chirurgica del reparto

Un aumento del 70% dell’attività chirurgica, un forte incremento degli interventi eseguiti con tecniche meno invasive e un calo dei parti cesarei primari sotto la soglia del 15%. Sono i principali risultati raggiunti nei primi sei mesi del 2026 dall’Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale di Venezia, guidata dall’inizio dell’anno dal dottor Michele Vanin. Il reparto ha rafforzato anche i collegamenti con la sanità territoriale e con gli altri servizi del Dipartimento materno-infantile, con l’obiettivo di seguire le pazienti in modo più integrato durante il percorso di cura. A evidenziare il cambiamento è la Direzione sanitaria dell’ospedale. Confrontando il periodo gennaio-giugno 2026 con gli stessi mesi dell’anno precedente, emerge un aumento dell’attività chirurgica e una crescita degli interventi realizzati con tecniche mininvasive, passati dal 35 al 90%.

Si è sviluppata inoltre la chirurgia oncologica, anche attraverso l’introduzione di nuove procedure come quella del linfonodo sentinella. «I risultati raggiunti sono il frutto dell’impegno di tutta l’équipe», ha spiegato il primario Michele Vanin, sottolineando il lavoro svolto dai collaboratori. Il potenziamento del reparto ha riguardato anche l’attività ambulatoriale, con

circa trenta disponibilità aggiuntive ogni settimana e visite organizzate sia al mattino sia al pomeriggio. L’ampliamento dei servizi ha permesso di ridurre i tempi di attesa per le pazienti, anche per quelle provenienti da altri territori. Tra le nuove attività avviate c’è l’ambulatorio dedicato alle gravidanze a rischio, operativo da aprile, che lavora in collaborazione con la sanità territoriale e con l’Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale di Mestre. Il percorso prevede un accompagnamento costante delle donne, dalla presa in carico iniziale fino alla programmazione del parto, che può avvenire nella struttura veneziana oppure nel centro di Mestre, mantenendo il riferimento con il medico che ha seguito la gravidanza. Sul fronte dei parti, il reparto ha raggiunto un altro obiettivo significativo. Da gennaio a maggio 2026 la percentuale di parti cesarei primari è scesa dal 25% al 14%, sotto il limite del 15% previsto per i punti nascita con meno di 500 parti. Tra i prossimi progetti del reparto figurano l’avvio dell’ambulatorio di isteroscopia, dedicato alla diagnosi precoce di alcune patologie tumorali, e quello di uroginecologia, rivolto ai disturbi della minzione e ai problemi legati al pavimento pelvico.

Riccardo Musacco

La struttura. Gerosa: «Segno concreto dell’impegno del servizio sanitario pubblico»

Inaugurata la Casa della Comunità di Mira, nuovo punto di riferimento per cure e servizi sanitari

Èstata inaugurata la nuova Casa della Comunità di Mira, una delle 13 previste nel territorio dell’Ulss 3 Serenissima. La struttura, realizzata ex novo con un investimento di 3.796.248 euro, è già operativa dai primi di luglio e mette a disposizione dei cittadini una serie di servizi sanitari e amministrativi. Alla cerimonia hanno partecipato alla Sanità Gino Gerosa, il direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima Massimo Zuin, il sindaco Marco Dori, il presidente della Conferenza dei Sindaci Andrea Martellato e numerose autorità.

«È per me una grande emozione tagliare il nastro di questo edificio, che rende concreto un nuovo modello di sanità sul territorio – ha

dichiarato Zuin –. Provengo anch’io da questa zona e so quanto questa struttura fosse attesa da decenni. Progettata dall’Azienda

sociosanitaria insieme alle amministrazioni pubbliche e costruita partendo da zero, la Casa della Comunità di Mira nasce come luogo di cura e, prima ancora, come luogo di accoglienza».

Gerosa ha sottolineato il ruolo delle Case della Comunità nella rete sanitaria. «Questo edificio, insieme a tutte le altre Case della Comunità, rappresenta il segno concreto dell’impegno del servizio sanitario pubblico. Vogliamo offrire a tutti cure e assistenza, anche attraverso una presa in carico vicina ai cittadini. L’obiettivo è migliorare la qualità della vita, facendo in modo che sia lungo anche il tempo vissuto in buona salute. Per questo nascono le Case della Comunità, punti

Dall’ospedale dell’Angelo a El Salvador: i cardiochirurghi mestrini hanno salvato 41 pazienti in sette anni

Quarantuno interventi salvavita eseguiti in sette anni, sedici missioni concluse e una nuova squadra pronta a partire. Prosegue l’impegno internazionale dei cardiochirurghi dell’ospedale dell’Angelo di Mestre, protagonisti del progetto di cooperazione sanitaria “Aorta El Salvador-Italia”, che inaugura la sua diciassettesima missione nel Paese centroamericano.

Tra i pazienti operati figura anche un ragazzo di appena 14 anni, sottoposto con successo a un delicato intervento per un aneurisma dell’aorta ascendente. Nel corso degli anni, l’équipe dell’Ulss 3 Serenissima ha trattato numerosi casi complessi, intervenendo su patologie dell’aorta toracica, della radice aortica, della valvola aortica e su dissezioni che richiedono competenze altamente specialistiche.

L’attività dei medici veneziani non si limita però alle sale operatorie. Il progetto comprende infatti un costante confronto clinico a distanza con gli specialisti salvadoregni, che inviano immagini diagnostiche e documen-

tazione sanitaria per ricevere consulenze in tempo reale sui casi più delicati. Un modello di collaborazione che consente di pianificare gli interventi e migliorare la qualità delle cure anche quando l’équipe italiana non è presente sul posto.

Negli anni il programma ha favorito anche il trasferimento di tecnologie avanzate. Tra le innovazioni introdotte figurano stampanti 3D per la ricostruzione anatomica e la pianificazione preoperatoria, oltre a simulatori chirurgici utilizzati per l’addestramento pratico nelle tecniche cardiovascolari e vascolari. Proprio con la missione in partenza oggi saranno consegnati altri sei simulatori e verranno organizzati due workshop formativi destinati a una quindicina di medici specializzandi in cardiochirurgia e chirurgia generale. Il progetto è nato nel 2019 da un’iniziativa volontaria del direttore del Dipartimento cardiovascolare dell’ospedale dell’Angelo, Domenico Mangino, ed è coordinato dal cardiochirurgo Paolo Magagna. Quest’ultimo, nel 2025, ha ricevuto dal presidente di El

Salvador, Nayib Bukele, l’onorificenza di Comendador de la Orden Nacional José Matías Delgado per il contributo offerto allo sviluppo della cardiochirurgia nel Paese. «L’obiettivo è costruire un percorso stabile di cooperazione internazionale che unisca assistenza, alta chirurgia, formazione, innovazione tecnologica e crescita professionale dei medici locali», spiega Mangino. «Il nostro auspicio è estendere progressivamente questo modello a tutta l’America Latina, creando una rete di collaborazione capace di offrire nuove

di riferimento aperti e coordinati con gli ospedali, i pronto soccorso, i medici di famiglia e il servizio 116-117, all’interno di una rete organizzata che conferma l’efficienza del nostro servizio sanitario pubblico, universale e gratuito». La visita è stata guidata dalla direttrice ettrice del Distretto di Mirano-Dolo, Marta Soave, che ha illustrato i servizi già disponibili. Tra questi il Punto unico di accesso, gli uffici amministrativi, l’assistenza domiciliare, gli ambulatori specialistici, i servizi infermieristici e la diagnostica di base. Nella sede trovano inoltre spazio anche l’attività consultoriale, compresa quella dedicata ai minori, e la gestione dei programmi di screening.

Alessandro Abbadir

opportunità sia ai pazienti sia ai giovani specialisti».

Un’evoluzione già in corso, come dimostra l’arrivo a Mestre della dottoressa guatemalteca Velveth Beborly Jeannice Duque García, accolta all’ospedale dell’Angelo per un periodo di formazione specialistica. Un’iniziativa che testimonia come il progetto non sia più soltanto un’attività di missioni all’estero, ma un vero scambio di competenze tra Italia e Centro America.

Per il direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima, Massimo Zuin, il progetto rappresenta «il primo passo verso la creazione di una rete latinoamericana dedicata alla diagnosi e alla cura delle patologie dell’aorta», destinata a consolidare negli anni una collaborazione sanitaria sempre più ampia. Un impegno che ha recentemente ricevuto anche un riconoscimento ufficiale dall’ambasciatore di El Salvador in Italia, Arnoldo Bernal Chávez, che ha premiato l’Ulss 3 Serenissima per il contributo offerto allo sviluppo del sistema sanitario salvadoregno.

tutte le notizie del Veneto aggiornate in tempo reale.

oltaci in tutto il Veneto in auto sul

4500 utenti in cura. Il boom di richieste per il tabagismo e la verità sulle “nuove dipendenze” digitali

La Dr.ssa Laura Suardi fotografa la realtà del territorio

bbiamo approfondito la situazione del territorio veneziano con la Dr.ssa Laura Suardi, Responsabile del SerD dell’Ulss 3 Serenissima, che coordina le cinque sedi di Venezia, Mestre, Dolo, Mirano e Chioggia. Con le sue parole, la dottoressa traccia un quadro lucido e a tratti preoccupante su consumi, falsi miti mediatici e nuove fragilità sociali. Dottoressa Suardi, partiamo dai numeri complessivi del vostro servizio. Qual è la dimensione del fenomeno oggi?

«Gli utenti in tutte le cinque sedi sono 4.512, quindi i numeri sono importanti. Di questi, più di 2.000 sono pazienti con problemi di dipendenza da sostanze, quasi un migliaio hanno problemi di alcol, abbiamo 170 persone con disturbo da gioco d’azzardo — che dal 2017 è un LEA (Livello Essenziale di Assistenza) per cui lo trattiamo con la stessa modalità delle altre tipologie — e abbiamo 310 tabagisti. I familiari presi in carico in modo continuativo sono invece 200. In ognuna delle nostre sedi operano équipe multiprofessionali formate da medici, psicologi, assistenti sociali, infermieri, assistenti sanitari, operatori sociosanitari ed educatori».

A proposito di tabagisti, nelle ultime settimane si è registrato un vero e proprio assalto ai vostri centralini. Cosa sta succedendo con la citisina?

«Sì, c’è stato tutto questo battage pubblicitario sull’utilizzo della citisina come una specie di medicina magica. Se si può dire, e potete dirlo per favore, la citisina fa già parte dello strumentario farmacologico degli ambulatori per il tabagismo della nostra azienda. La usavamo prima e la continuiamo a usare: prima era solo un prodotto galenico, ora è diventato un prodotto industriale.»

«Il Ministero ha deciso che verrà utilizzata in via gratuita da parte delle persone in trattamento presso i nostri ambulatori, ma al momento non abbiamo ancora il farmaco e non abbiamo la possibilità di erogarlo gratuitamente. Ci vuole un attimo di pazienza, perché riceviamo anche 100 telefonate al giorno di persone che, mosse dai media, sono pronte ad avere il “farmaco magico” che risolve il problema. Il tabagismo è una dipendenza come tutte le altre e prevede un approccio multidisciplinare: la parte farmacologica ha il suo peso, ma bisogna lavorare sulla motivazione e su percorsi psicologici presenti in

tutte le nostre sedi».

C’è ancora uno stigma sociale forte legato al SerD? Chi è l’utente tipo oggi?

«Purtroppo il SerD viene ancora visto nell’immaginario collettivo come il luogo dove ci sono i “tossici”, intendendo gli eroinomani, con tutto ciò che ne consegue a livello di disagio e aspetti antisociali. Non è così. Il SerD si occupa di tutte le dipendenze: alcol, gioco, fumo, farmaci non prescritti di cui si abusa e dipendenze comportamentali. A Mirano, ad esempio, abbiamo anche un ambulatorio dedicato ai disturbi alimentari come anoressia e bulimia».

Parliamo di genere: è vero che le donne si stanno avvicinando rapidamente ai numeri maschili?

«Il genere femminile non ha ancora fatto il sorpasso, però sta decisamente aumentando di molto e in modo significativo. Per il tabagismo il numero di maschi e femmine è molto vicino. Per le tossicodipendenze la percentuale sta cambiando: se fino a una decina d’anni fa per ogni cinque pazienti maschi giungeva una femmina, ora per alcune tipologie siamo quasi a due a uno. Secondo me, nel giro di 10 anni il sorpasso ci sarà, in

particolare rispetto all’alcol. Questo porta forti correlati biologici e sociali: le donne hanno un minor corredo enzimatico per metabolizzare l’alcol, per cui hanno effetti in acuto molto più gravi. Pensiamo al target delle adolescenti: sono molto più a rischio dei coetanei maschi di essere soggette a violenze. Anche un consenso rispetto a una qualsiasi richiesta può essere fortemente inficiato dal fatto di aver bevuto due o tre drink. Inoltre, si sta estendendo il binge drinking (bere tante bevande alcoliche una dietro l’altra in breve tempo) e al femminile questo è più grave. Infine, c’è il rischio in gravidanza: il consumo non è azzerato, e l’unico modo per evitare la sindrome feto-alcolica è non bere». Qual è invece l’identikit dei nuovi utenti e dei giovani under 25?

«I SerD hanno ancora età elevate: sui pazienti da uso di sostanze abbiamo circa 170 under 25, una percentuale inferiore al 10%. Ma la vera caratteristica degli ultimi anni è che tutti gli accessi nuovi hanno una co-assunzione di più sostanze. È abbastanza improbabile che arrivi una persona con un’unica sostanza preferenziale. Esistono ancora gli eroinomani, non

sono scomparsi, ma più spesso non usano più la sostanza in vena e la abbinano alla cocaina: l’eroina viene usata per ridurre gli effetti eccessivamente stimolanti della cocaina. E l’alcol è onnipresente, si accompagna a quasi tutte le tipologie di pazienti, inclusi quelli da gioco d’azzardo». Nelle scorse settimane si è parlato molto del caso di una ragazza in cura per “dipendenza da intelligenza artificiale”. Qual è la situazione reale sulle dipendenze digitali? «Ci tengo a precisare una cosa: la notizia ha fatto il giro di tutti i siti, ma la paziente non era ricoverata. Si trattava di un caso unico con quella specifica problematica e l’azienda ha chiesto il massimo riserbo per evitare che la persona potesse riconoscersi o essere indicata come “caso particolare”. Se guardiamo il dato generale, in questo momento abbiamo 7 persone in cura per specifiche dipendenze comportamentali, soprattutto legate al digitale, come il gaming (i giochi elettronici) e lo smartphone. Nella realtà, però, il problema della dipendenza da device ce l’abbiamo quasi sempre in co-presenza con altre patologie legate alla dipendenza, in particolare alcol e cocaina».

La tecnologia che cura: come GPI sta cambiando la sanità digitale italiana

Sintoniz

Serve a rimuovere gli ostacoli burocratici e informativi che oggi rallentano le cure, sprecano risorse e rendono più dif cile prendere decisioni cliniche nel momento giusto. Un approccio che si declina lungo l’intero percorso di cura: dall’ospedale al territorio, no all’assistenza a domicilio del

Gche sviluppa software, servizi e tecnologie per la sanità. Con 7.800 persone, oltre 9.000 clienti tra strutture pubbliche e private e una presenza in più di 70 Paesi, è uno dei principali attori europei nella trasformazione digitale dei sistemi sanitari. I numeri del 2025 - 546 milioni di euro di ricavi, in progressivo aumento - raccontano un’azienda che sta trasformando decenni di esperienza in crescita concreta.

SCARICA L’APP

Ma i numeri da soli dicono poco. Ciò che distingue GPI è la visione che orienta ogni scelta: la tecnologia in sanità non serve a sostituire i medici né a complicare il lavoro degli operatori o l’esperienza dei pazienti.

In particolare, l’intelligenza arti ciale non è una componente che si aggiunge ai sistemi esistenti, bensì si integra direttamente negli strumenti che medici e specialisti usano ogni giorno. Le applicazioni spaziano dal riconoscimento vocale dei segnali precoci di patologie cardiovascolari, neurodegenerative o di burnout negli operatori, a modelli probabilistici che supportano i centri di prenotazione nell’ottimizzare le liste d’attesa, no a sistemi predittivi che anticipano con elevata precisione i picchi di accesso al pronto soccorso. Un impegno che GPI ha formalizzato anche sul piano internazionale, essendo tra i primi operatori ad aver ottenuto la certi cazione ISO/IEC 42001, lo standard che de nisce i requisiti per un uso etico e trasparente dell’intelligenza arti ciale.

La stessa attenzione si ritrova sul fronte della sicurezza dei dati sanitari, una questione che tocca direttamente ogni cittadino. GPI ha scelto di aderire con convinzione a Intacture, un progetto di partenariato pubblico-privato che ha pochi equivalenti in Europa: un data center ricavato all’interno di una miniera attiva in Trentino, dove la roccia garantisce protezione sica naturale e il raffrescamento passivo della montagna abbatte i consumi energetici. Un’infrastruttura progettata per garantire elevati standard di sicurezza, continuità operativa e sovranità del dato, temi sempre più centrali nella gestione delle informazioni sanitarie.

Trasformare la sanità attraverso la tecnologia è un lavoro lungo, fatto di competenze accumulate nel tempo e di scelte strategiche. Con oltre 35 anni di attività, GPI continua a investire nello sviluppo di soluzioni digitali per la sanità, rafforzando la propria presenza sia in Italia sia sui mercati internazionali, con visione e sguardo rivolto al futuro.

Caldo, l’ULSS 3 Serenissima attiva il piano estate per proteggere i cittadini

Rafforzata la rete dei servizi territoriali per affrontare le ondate di calore. Focus su anziani, fragili e persone con patologie croniche, con il numero 116117 come punto di riferimento per assistenza e informazioni.

L’estate porta con sé giornate di sole e temperature elevate, ma anche rischi importanti per la salute, soprattutto durante le ondate di calore.

Per questo l’ULSS 3 Serenissima ha predisposto anche per l’estate 2026 il Piano emergenza caldo aziendale, un sistema di intervento che punta a garantire assistenza e supporto alle persone più vulnerabili attraverso la rete dei servizi territoriali.

L’obiettivo è prevenire le conseguenze delle alte temperature, che possono provocare disidratazione, colpi di calore e aggravare patologie già esistenti. Il piano coinvolge i servizi dell’azienda sanitaria, pronti a intervenire nelle situazioni di maggiore criticità e a fornire indicazioni ai cittadini per affrontare in sicurezza i periodi più caldi dell’anno.

Particolare attenzione è rivolta alle categorie considerate maggiormente esposte ai rischi del caldo. Tra queste figurano gli anziani, i neonati

e i bambini, le donne in gravidanza, ma anche le persone affette da malattie croniche come patologie cardiovascolari, diabete, insufficienza renale, malattie neurologiche, respiratorie o psichiatriche. Rientrano inoltre tra i soggetti più vulnerabili le persone obese e chi vive in condizioni di isolamento sociale o di particolare fragilità.

Accanto all’organizzazione sanitaria, l’ULSS 3 richiama l’importanza della prevenzione attraverso semplici comportamenti quotidiani. La prima raccomandazione è quella di evitare di esporsi all’aperto nelle ore centrali della giornata, quando le temperature raggiungono i livelli più elevati. È altrettanto importante mantenere freschi gli ambienti domestici e di lavoro, utilizzando ventilazione e climatizzazione quando possibile.

Fondamentale anche una corretta idratazione. Bere almeno due litri di acqua naturale al giorno e consumare frequentemente frutta fresca aiuta a reintegrare i liquidi persi con la sudorazione. L’alimentazione dovrebbe essere leggera, privilegiando cibi facilmente digeribili e prestando particolare attenzione alla corretta conser-

vazione degli alimenti durante le giornate più calde.

Tra le indicazioni fornite dall’azienda sanitaria figurano anche l’utilizzo di abiti leggeri e di colore chiaro, la protezione della testa dai raggi solari e la necessità di arieggiare l’automobile prima di mettersi alla guida se il veicolo è rimasto a lungo sotto il sole. Non va inoltre trascurata la regolare assunzione delle terapie prescritte e la corretta conservazione dei farmaci, molti dei quali possono alterarsi se esposti a temperature elevate.

Il piano dedica spazio anche agli animali da compagnia, ricordando ai proprietari di garantire sempre acqua fresca e zone d’ombra dove possano ripararsi dal caldo. Quando possibi-

le, viene consigliato di trascorrere parte della giornata in ambienti climatizzati aperti al pubblico, come biblioteche, centri commerciali o altre strutture accessibili. Per informazioni o necessità legate alle ondate di calore, l’ULSS 3 invita infine a contattare il Numero Europeo Armonizzato 116117, attivo tutti i giorni, che rappresenta il punto di riferimento per ricevere indicazioni e orientamento sanitario. L’azienda sanitaria ricorda infine le principali manovre di primo soccorso in caso di colpo di calore. È necessario portare la persona in un ambiente fresco, farla sdraiare con le gambe leggermente sollevate, alleggerirla dagli indumenti più pesanti e raffreddarla gradualmente con panni umidi o impacchi nelle zone del corpo più indicate, evitando bruschi sbalzi di temperatura. L’idratazione deve avvenire lentamente con acqua naturale a temperatura ambiente, senza somministrare bevande alcoliche o eccessivamente fredde. In presenza di perdita di coscienza o di gravi difficoltà respiratorie è indispensabile richiedere immediatamente l’intervento del 118, seguendo le indicazioni fornite dagli operatori. Paola

Fossò, Chioggia e Cavarzere: tre nuovi medici di famiglia subentrano nell’Ulss 3

Tre medici di medicina generale dell’area Ulss 3hanno concluso la propria attività a fine giugno, lasciando il posto a nuovi professionisti già operativi dal 1° luglio negli stessi ambulatori.

A Fossò, nel distretto di Mirano-Dolo, ha terminato il servizio il dottor Federico Franzoso, attivo nella medicina di gruppo di via IV Novembre. Al suo posto è subentrata la dottoressa Cristina Lissandri, con incarico provvisorio, che ha proseguito l’attività nello stesso studio. Gli assistiti del medico cessato sono stati riassegnati d’ufficio alla nuova professionista. Nel distretto di Chioggia si sono registrati due avvicendamenti. La dottoressa Daniela Boscolo, operativa nella medicina di gruppo integrata di via Madonna Marina 254, ha lasciato

l’incarico ed è stata sostituita dalla dottoressa Raffaella Zannato, anch’essa con incarico provvisorio e operativa nella stessa sede. Anche in questo caso gli assistiti sono stati trasferiti automaticamente.

A Cavarzere, infine, ha cessato l’attività la dottoressa Mariaemma Tarozzi, in servizio nella medicina di gruppo integrata di via Sauro. Dal 1° luglio è entrata in servizio la dottoressa Emma Barasciutti, con incarico temporaneo legato alla copertura di zona carente, che ha preso in carico i pazienti nello stesso ambulatorio.

Gli assistiti dei medici cessati sono stati quindi attribuiti d’ufficio ai nuovi professionisti, che garantiranno la continuità assistenziale nelle rispettive sedi.

Bigon

Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook