Skip to main content

laPiazza del Miranese Sud - Aprile26

Page 1


Baby gang nel Miranese, emergenza in aumento

Dalla Valdastico

Il Veneto sta attraversando una stagione di pragmatismo politico che sembra voler mandare in so itta decenni di veti incrociati e dossier impolverati. Se fino a poco tempo fa parlare di gestione autonoma delle autostrade o del completamento della Valdastico Nord appariva come un esercizio di retorica elettorale destinato a scontrarsi con il muro della burocrazia romana o delle resistenze locali, oggi lo scenario è radicalmente mutato. Il cambio di passo impresso da Alberto Stefani, in stretta sinergia con il Ministero delle Infrastrutture guidato da Matteo Salvini, ha trasformato queste “eterne incompiute” in obiettivi a portata di mano, delineando un modello di governance territoriale che fa della concretezza la sua cifra distintiva. Il caso della holding autostradale regionale è emblematico. Per anni il controllo delle tratte strategiche, a partire dalla BresciaPadova, è rimasto sospeso in un limbo di concessioni in scadenza e rimpalli normativi. Lo sblocco arrivato negli ultimi giorni rappresenta una discontinuità netta rispetto al passato: l’idea di una società “in house” controllata dalla Regione non è più un’ipotesi di scuola, ma un progetto operativo che ha incassato il via libera politico di via Nomentana.

segue a pag. 21

del Miranese Sud

Trasporto pubblico e biglietto unico, l’assessore Ruzza traccia il percorso

PARADOSSO VENETO, TRA LAVORO POVERO

E VERTENZE APERTE

SPEEDLINE, SERVE UN PIANO DI INVESTIMENTO PER L’AZIENDA SALESE

servizi alle pag. 4 - 5

GENERAZIONE VENETO, OLTRE I MITI DEL LAVORO

Ecco i vertici dell’Ulss 3: Barbiero, Bovo e Maritati

MIRANO, SICUREZZA STRADALE TRA ACCUSE E REPLICA DEL SINDACO

servizio a pag. 21

l mercato del lavoro veneto di questa prima parte del 2026 ci consegna una fotografia in chiaroscuro. Se da un lato la dinamica delle assunzioni resta in terreno positivo non possiamo ignorare il segnale di un rallentamento: il bilancio del primo bimestre (+7.200 unità) è sensibilmente inferiore a quello dell’anno precedente. Siamo di fronte a una fase di “mantenimento della base occupazionale” , dove la crescita è frenata da un’intensificazione delle cessazioni, in particolare per i contratti a termine.

segue a pag. 3

servizio a pag. 9

Sintoniz zati

Vene t o 2 4 passa al sistema di ultim a gener a zione DAB che permette di as coltare an c h e la ra d io con una qualità audio pe r fe t ta .

“MINORI

A RISCHIO?

SERVE UN CENSIMENTO”

Il fenomeno dei ragazzi che in gruppo compiono atti vandalici nel Miranese è purtroppo in continua crescita, tanto da essere diventata una emergenza da a rontare al più presto con un censimento dei ragazzi a rischio, comune per comune. E’ questa la proposta contro il fenomeno delle baby-gang che lancia il presidente della conferenza dei sindaci dell’Usl 3, Andrea Martellato, dopo gli episodi degli ultimi mesi a Camponogara, Dolo e Fossò, dove si sono riscontrati aggressioni di minorenni ad adulti, vandalismi contro le vetrate dei negozi e risse anche a sprangate tra gruppi di giovanissimi. “In questo momento - spiega Martellato - Non penso servano gli operatori di strada, ma sarebbero più utili dei mediatori culturali ed educatori in grado di individuare i gruppi a rischio e lavorare su quelle famiglie in cui l’integrazione è solo di facciata. Persone che siano in grado di capire quali di icoltà si trovano di fronte questi ragazzi”.

L’appello, dunque, è rivolto in primo grado ai servizi sociali dei singoli paesi, perché, come continua il presidente della conferenza, “Cerchino di capire da dove deriva il disagio sociale di queste nuove famiglie, che troppo spesso si somma negli stessi luoghi a quello delle già presenti famiglie disagiate del territorio. Gli operatori sociali più di tanto non possono ottenere, perchè il disagio spesso arriva da una assenza di educazione e trasmissioni di valori da parte delle famiglie, che lasciano ore e ore i ragazzini in balia di internet senza fare i dovuti controlli”, Controlli che, invece, sarebbero richiesti dagli stessi comuni per reprimere le situazioni di violenza accadute negli ultimi mesi. Come è accaduto ad esempio proprio a Dolo, dove gli aggressori sono stati presto identificati dalle telecamere.

• Massimo Tonizzo

Situazione difficile nel Miranese. La proposta del presidente della conferenza dei sindaci

GENERAZIONE VENETO, OLTRE I MITI DEL LAVORO

In questo scenario, dominato da incertezza economica e di icoltà nel reperimento di manodopera in un contesto demografico sfavorevole, emerge con forza la questione giovanile. La ricerca Iusve-Veneto Lavoro presentata agli inizi di aprile ci svela un mondo che sfida i luoghi comuni. I nostri giovani non sono spettatori passivi: quasi uno su due (47,5%) è pronto a cercare un nuovo lavoro se quello attuale compromette il proprio benessere, anche a costo dell’instabilità. Non è un segnale di fragilità, ma di una maturata proattività e di una nuova scala di valori. Tuttavia, i punti di debolezza restano nodi strutturali che non possiamo più eludere.

La “questione salariale” è la preoccupazione principale per il 65% degli intervistati, seguita dalla precarietà contrattuale (29,4%). I dati confermano che l’ingresso nel mercato avviene ancora prevalentemente con contratti a termine, spesso nel settore dei servizi e del turismo, e con un ricorso frequente al part-time (quasi uno su tre). È un paradosso: chiediamo competenze e “consapevolezza delle proprie

capacità”, ma o riamo percorsi che faticano a garantire quella stabilità (richiesta dal 51,1% dei giovani) necessaria per costruire un futuro.

Eppure, tra le pieghe di questi dati, si scorgono segnali che fanno ben sperare. C’è una rinnovata voglia di “squadra”: il 67,5% dei giovani desidera collaborare e aiutarsi tra colleghi, ripudiando la competizione esasperata. Questa spinta alla cooperazione e al dialogo costruttivo con le figure senior è un patrimonio sociale immenso.

Il Veneto del 2026 si trova a un bivio: per trasformare il “rallentamento” in una nuova opportunità occorre rispondere con politiche coraggiose alla domanda di reddito e stabilità dei giovani. Investire su di loro non è solo un atto di giustizia, ma l’unica strategia per garantire la tenuta di un sistema produttivo che, pur tra mille fatiche, continua a generare valore. Infine non può essere ignorato il tema del “lavoro povero”, che investe giovani e meno giovani: il Veneto non ne è immune, anzi, so re di queste disparità evidenti che vanno sradicate.

eneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare he la radio con una qualità audio per fetta

Segue da pag. 1
• Nicola Stievano
Miranese

“SPEEDLINE, SERVE SUBITO UN PIANO DI INVESTIMENTO SOLIDO PER L’AZIENDA SALESE”

Una vertenza importante sul territorio dell’area sud del miranese è quella ormai quiquennale della Speedline. L’azienda del comparto dell’automotive che ha la sua sede nel territorio di Santa Maria di Sala, è passata dagli oltre 600 lavoratori che aveva nel 2021 ai poco più dei 200 attuali riuscendo però a non chiudere. A fare il punto della situazione è Matteo Masiero segretario Fim Cisl Venezia. “La vertenza Speedline di Santa Maria di Sala - spiega - sta proseguendo. L’azienda si trova oggi in una condizione di amministrazione straordinaria ed è gestita dalla terna commissariale con Maurizo Castro, Alfonso Celotto e Giovanni Patti. Dopo l’uscita del fondo Callista e la nomina della terna commissariale, è stato fatto un gran lavoro per gestire la riorganizzazione aziendale anche con l’utilizzo della cassa integrazione straordinaria in modo importante. L’amministrazione ha lavorato per favorire la ricomposizione dell’impresa cercando di riportare in capo a Speedline quanto sottratto dopo la crisi iniziata a dicembre del 2021 con l’annuncio di Ronal di voler delocalizzare”. Il lavoro svolto dalla terna commissariale ha portato nel settembre del 2025 a sottoscrivere un accordo con l’ex

• Alessandro Abbadir Emergenza lavoro/1. Matteo Masiero segretario

proprietà Ronal presso il Mimit (Ministero delle Imprese e Made in Itay) per la restituzione degli immobili e la gestione di altre clausole in favore di Speedline e così si è poi proceduto all’avvio della gara per l’aggiudicazione del complesso aziendale. “Gli ultimi mesi hanno - sottolinea Masiero - hanno rappresentato un periodo importante e l’interesse intorno a Speedline anche da parte di imprese del settore non è mancato. Nel mese di marzo si è conclusa la possibilità di presentazione delle o erte per l’aggiudicazione dell’asta. Le interlocuzioni non sono mancate e ora i commissari dovranno fare tutte le valutazioni e si tratterà di attendere i tempi tecnici per capire come gestire il futuro dell’impresa, chi acquisirà e le modalità per aggiudicazione e l’auspicato e successivo cambio di proprietà. Sicuramente avremo settimane e mesi impegnativi. Qualsiasi sia l’azione che ci porterà alla cessione dell’impresa, passerà attraverso un accordo con le parti sociali”. Il sindacato non nasconde le di icoltà del momento. “Siamo perfettamente consapevoli - dice - della complessità geopolitica ed economica che sta attraversando il settore dell’automotive, ma siamo altrettanto consapevoli che questa

impresa racchiude in se grandi potenzialità di sviluppo ed elevate competenze. Per noi rimane fermo e fondamentale il fatto che chiunque arrivi manifesti un impegno serio e consolidato su almeno tre aspetti: occupazionale, industriale e territoriale”. Precise le conclusioni. “Riteniamo che per rilanciare questa azienda - conclude Masiero - servano competenze e persone e serva mantenerle in questo territorio e per farlo è necessario un piano di investimento solido che guardi al futuro con ambizione e voglia di rinascere”.

A Spinea i volontari Spi Cgil nel 2025 raccolgono 202 richieste di lavoro

ASpinea le richieste di orientamento al lavoro fatte dal servizio Spi di Spinea, durante il 2025 sono state 202 e nei primi 3 mesi del 2026 sono già 54. “Come assessore dei servizi sociali - spiega l’ assessora comunale Loredana Mainardi - devo fare un ringraziamento ai volontari dello Spi Cgil che sono preziosi e portano con la loro con la loro presenza e il lavoro portano un preziosissimo contributo all’amministrazione comunale. La collaborazione nasce nel periodo

della pandemia. Prima nel Comune di Spinea, quindi già dal 2012-2013 all’interno del progetto “Mi Prendo Cura della mia città” era stato istituito lo sportello “Ricomincio da qui” all’interno del quale alcuni volontari si prendevano cura dei cittadini che avevano bisogno di orientamento al lavoro. Quando c’è stata la pandemia lo sportello per forza di cose è stato chiuso, quindi alcuni di quei volontari dello sportello, “Ricomincio da qui”, che erano iscritti alla Cgil ci hanno proposto di

fare questa collaborazione. È stata un’intuizione molto felice perché adesso lo sportello funziona ed è un punto di riferimento per tutti i cittadini che hanno problemi di lavoro, ma non solo. Ringraziamo veramente come amministrazione tutte le persone di questo sindacato che ci danno questa grandissima opportunità di essere di aiuto ai nostri concittadini in cerca di lavoro”.

•(A.A)

4

Emergenza lavoro/2. A Mirano siglato un accordo che diventerà realtà

CONFARTIGIANATO – IIS LEVI PONTI: IN ARRIVO

FINO 60 CONTRATTI DI APPRENDISTATO DUALE

Per le famiglie ed i ragazzi di 3 classi terze dell’Iis Levi-Ponti a Mirano che frequentano il percorso di studi per l’Industria e l’Artigianato con indirizzo impiantisti elettrici ed idraulici, dal prossimo anno scolastico diventerà realtà avviare parallelamente agli impegni scolastici, un contratto di lavoro con un’impresa attraverso lo strumento dell’apprendistato duale. Ciò è possibile con il protocollo d’Intesa tra l’Istituto Levi insieme a Confartigianato Imprese Città Metropolitana Venezia e Confartigianato Imprese Riviera del Brenta. Prevede la possibilità di stipulare fino a 60 nuovi contratti di lavoro che consentiranno agli studenti di conseguire il titolo di

studio a iancando le ore di lezione tradizionali a quelle in azienda o in cantiere e quindi in un vero contesto lavorativo. Il tutto con attenzione formativa e pratica nelle materie scolastiche di tipo laboratoriale e manuale. Le ore previste del contratto di lavoro comprenderanno periodi in cui la scuola è chiusa per festività, ma saranno conteggiate e utili a conseguire sia da subito uno stipendio e sia attivare da giovanissimi una posizione contributiva per la pensione. “La possibilità di lavorare - spiega la dirigente scolastica Maria Luisa Favaro - in sinergia con le aziende per inserire gli studenti in un processo educativo e formativo di qualità, nel quale i ragazzi si

possano sentire responsabilmente protagonisti come previsto dal progetto di apprendistato duale, va nella direzione della valorizzazione delle competenze professionali acquisite”. “La firma di questo protocollo si innesta in un progetto di valorizzazione e di usione nell’area metropolitana di questo fondamentale strumento formativo - sottolinea Siro Martin Presidente della Confartigianato Imprese Città Metropolitana di Venezia. Sarà possibile o rire agli studenti che scelgono un indirizzo di studio professionale la possibilità di apprendere direttamente dai titolari delle imprese, veri maestri artigiani di un mestiere, come lavorare da addetti con attrezzature, macchinari e processi di ultima generazione, che per complessità i laboratori scolastici non possono riprodurre”. Ad oggi solo il 12,5% dei giovani finite le scuola secondarie di primo grado, ex medie, si iscrive agli istituti professionali, gli altri preferiscono di gran lunga i licei 49% e gli istituti tecnici 38,5% “. “Le aziende del territorio dell’area di Dolo- Mirano - ha detto Luca Vanzan Presidente di Confartigianato Imprese della Riviera del Brenta - si sono da subito rese disponibili a partire da quelle legate al settore degli impiantisti elettrici e termoidraulici ad ospitare gli studenti”.

Investcloud a Marghera, un caso nazionale

Cè una azienda di Marghera che è diventata un caso nazionale suo malgrado, ed è Investcloud. A marzo scorso l’azienda statunitense che si occupa di soluzioni finanziarie tech, ha annunciato di voler chiudere la sede veneziana e concentrare il lavoro in altri paesi. Chiusura che aveva fatto scoppiare una gran polemica non solo per i 37 licenziamenti annunciati, ma anche perché fra le motivazioni si faceva riferimento alla volontà di creare un nuovo modello centralizzato, basato sull’intelligenza artificiale. In questi ultime settimane un barlume di speranza si è riacceso. L’azienda ha fatto trapelare la possibilità di essere disposta a cedere l’unità produttiva di Marghera. Ciò è emerso dal tavolo in Regione Veneto dove Investcloud si è detta “disponibile a valutare eventuali proposte di acquisto dell’unità produttiva di Marghera da parte di potenziali interessati e a favorire il ricollocamento, collettivo o individuale, dei lavoratori”. L’incontro tenutosi in Regione è stato costruttivo per l’assessore Massimo Bitonci, ma i nodi però restano. Investcloud è disposta a considerare una cessione dell’unità di Marghera, ma senza la proprietà intellettuale del prodotto e i clienti. E non è dis-

ponibile a prolungare le tempistiche di una procedura che scade il 24 maggio. Il prossimo tavolo si terrà nella sede di Confindustria a fine aprile. Poi si tornerà per la terza volta in Regione l’11 maggio. Per i sindacati qualcosa si muove, ma non è ancora su iciente per risolvere la situazione e definire il futuro dei dipendenti dell’azienda.

L’accordo

prevede il percorso di studi per l’Industria e l’Artigianato con indirizzo impiantisti elettrici ed idraulici e coinvolgerà 3 classi terze

dell’istituto professionale

Sintoniz zati sul

Veneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare anche radio con una qualità audio per fetta

Lo snodo. Incidenti, polemiche e richieste di interventi strutturali

INCROCIO BALLARIN: SICUREZZA ANCORA IN BILICO

L’incrocio Ballarin torna al centro del dibattito pubblico e politico cittadino, simbolo di una sicurezza stradale che, secondo molti residenti, resta ancora lontana dall’essere garantita. Lo snodo tra via Porara e via della Vittoria continua infatti a registrare incidenti e criticità, alimentando un clima di preoccupazione e tensione. Da anni considerato uno dei “punti neri” della viabilità locale, l’incrocio è finito più volte sotto i riflettori per la frequenza di tamponamenti e scontri laterali. A rendere evidente la fragilità delle soluzioni adottate è un dettaglio ormai noto: i paletti spartitra ico, installati per regolare i flussi e aumentare la sicurezza, vengono sistematicamente abbattuti e sostituiti. Un ciclo che si ripete da tempo

e che, agli occhi dei cittadini, rappresenta il segno tangibile di interventi ine icaci.

«Non si tratta più di episodi isolati — raccontano alcuni residenti della zona — ma di una situazione strutturale che non è mai stata risolta. Quei paletti durano poche settimane, poi tornano a terra. È evidente che così non funziona».

Il timore, espresso da più voci, è che prima o poi un errore alla guida possa avere conseguenze ben più gravi di un danno materiale.

A incidere sulla pericolosità dell’incrocio è anche la sua conformazione. I lunghi rettilinei che precedono l’intersezione inducono molti automobilisti a mantenere velocità elevate, rendendo di icili e rischiose le manovre di immissione. In questo contesto, il rispetto delle

precedenze diventa spesso incerto, trasformando ogni attraversamento in una potenziale criticità.

A farsi portavoce del malcontento è il consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Alberto Scantamburlo, che torna a puntare il dito contro l’amministrazione guidata dal sindaco Tiziano Baggio. «Siamo di fronte a un immobilismo che non è più tollerabile — attacca —. Non si può continuare con interventi tampone che non risolvono il problema. Serve una revisione strutturale dell’incrocio, magari con soluzioni tecnologiche o una diversa organizzazione dei flussi di tra ico. La sicurezza non può essere rimandata». Non si è fatta attendere però la pronta replica del primo cittadino. «È curioso — osserva Baggio — come ogni volta

che si interviene per migliorare la sicurezza si sollevino critiche. Negli anni sono state adottate diverse misure, dai limiti di velocità ai sensi unici, che hanno contribuito a rendere più sicura la circolazione».

Il sindaco respinge anche le critiche sui paletti spartitra ico: «Sono strumenti utili di protezione e indirizzo. Se vengono abbattuti, la responsabilità non è dell’infrastruttura ma dei comportamenti scorretti alla guida. Velocità e mancato rispetto delle regole non possono essere imputati alle opere realizzate». Allo stesso tempo, l’amministrazione non nega la complessità del nodo viario. «Sappiamo bene — aggiunge Baggio — che alcuni incroci necessitano di ulteriori approfondimenti. Stiamo valutando anche

UN MODELLO PILOTA PER AFFRONTARE IL RISCHIO IDRAULICO

Una mattinata di formazione che guarda al futuro e punta a fare scuola. L’iniziativa ospitata nella sede operativa del Consorzio Acque Risorgive a Mirano segna infatti l’avvio di un percorso strutturato dedicato ai volontari della Protezione civile, con l’obiettivo di creare un modello replicabile su scala regionale. Al primo incontro erano presenti, tra gli altri, l’assessore

regionale alla Protezione civile Elisa Venturini, il vicesindaco di Venezia Sergio Vallotto, il dirigente Francesco Vascellari e il presidente del Consorzio Federico Zanchin, tutti concordi nel sottolineare il valore strategico dell’iniziativa. Il corso, rivolto al gruppo comunale di Venezia, si è articolato in una parte teorica e in una pratica, consentendo ai partecipanti di acquisire

INCONTRI IN CASA DELLE MUSE

Prosegue a Mirano “Incontri in Casa delle Muse”, la rassegna primaverile dedicata alla poesia e alla letteratura al femminile promossa dal Comune insieme alla Biblioteca comunale. Otto appuntamenti, tutti di giovedì pomeriggio, animano la Barchessa Giustinian Morosini “XXV Aprile” fino al 28 maggio, o rendo al pubblico un percorso culturale ricco e accessibile. Maggio sarà interamente dedicato alle autrici contemporanee. Il 7 maggio Stefania Miotto presenterà Io sono Cassandra, seguito il 14 maggio da Lo sguardo oltre l’orizzonte

di Bianca Nardon e Irene Malvestio. Il 21 maggio sarà la volta di Madre, io no di Donata Carelli, mentre la rassegna si chiuderà il 28 maggio con Terza agenda di Donata De Mattè. L’iniziativa conferma l’impegno dell’Amministrazione nel valorizzare la voce delle donne nella letteratura e nel creare spazi di incontro e riflessione aperti alla cittadinanza. Un’occasione per condividere storie, linguaggi e sensibilità diverse, nel segno della partecipazione culturale.

•(R.M.)

competenze operative sull’utilizzo delle attrezzature, in particolare motopompe e sistemi per il contenimento degli allagamenti. Fondamentale anche l’approfondimento sul ruolo dei consorzi di bonifica nella gestione delle emergenze idrauliche e nella tutela del territorio. Sul campo, i volontari si sono cimentati nel montaggio delle pompe e nell’uso dell’insacchettatrice per la realizzazione

soluzioni più strutturali, laddove siano realmente attuabili, con un approccio tecnico e concreto».

di barriere anti allagamento, strumenti essenziali nelle situazioni di criticità. “In un contesto segnato dai cambiamenti climatici – ha evidenziato Zanchin – è fondamentale farsi trovare pronti. La prevenzione passa anche dalla formazione e dalla collaborazione tra enti e volontari”.

•(R.M.)

• Riccardo Musacco

Sintoniz zati

Vene t o 2 4 passa al sistema di ultim a gener a zione DAB che permette di as coltare an c h e la ra d io con una qualità audio pe r fe t ta .

Sintoniz zati

Vene t o 2 4 passa al sistema di ultim a gener a zione DAB che permette di as coltare an c h e la ra d io con una qualità audio pe r fe t ta .

SICUREZZA STRADALE, POTENZIATA

LA SEGNALETICA IN TUTTO IL TERRITORIO

Prosegue a Mirano il programma di interventi dedicati alla sicurezza stradale e al potenziamento della segnaletica, con una serie di azioni di use che interessano l’intero territorio comunale. L’obiettivo è chiaro: rendere più sicura la circolazione, aumentare la visibilità nei punti critici e garantire maggiore accessibilità, in particolare alle persone con disabilità. Non si tratta di un’unica grande opera, ma di un insieme articolato di interventi puntuali che, nel loro insieme, contribuiscono a migliorare la qualità della mobilità urbana. Le operazioni riguardano sia la segnaletica verticale sia quella orizzontale, con lavori già completati e altri in fase di realizzazione secondo un cronoprogramma definito. Particolare attenzione è stata dedicata agli incroci più complessi, alle aree scolastiche e ai parcheggi pubblici. Tra le azioni più significative spicca l’estensione dei marker luminosi a protezione degli attraversamenti pedonali, installati in vie strategiche come via Giudecca, via Belvedere, via Vittoria e in prossimità dell’ingresso di Villa Bianchini in via Scortegara. Si tratta di dispositivi fondamentali per aumentare la visibilità dei pedoni, soprattutto nelle ore serali e nei tratti più critici.

Sul fronte della segnaletica verticale sono stati installati anche specchi parabolici in punti a visibilità ridotta, come in via Vespucci e all’uscita del parcheggio di via San Silvestro, oltre a nuovi cartelli stradali e delimitatori per regolare il tra ico e migliorare l’ordine della carreggiata. Interventi specifici hanno riguardato anche la rotatoria Galluppi in via Porara e alcune isole spartitra ico, dove sono stati posizionati cordoli e paletti di protezione.

Parallelamente, si è intervenuti sulla segnaletica orizzontale con il rifacimento degli attraversamenti pedonali e delle linee di arresto, oltre alla realizzazione di nuovi parcheggi riservati alle persone con disabilità in diverse zone, tra cui via Pestrino, via Giudecca in prossimità della scuola “Mazzini” e piazza Zianigo. Importanti anche i lavori di rinnovo della segnaletica tra via Palazzone e via Desman.

“Stiamo portando avanti un insieme di interventi concreti e puntuali – sottolinea il sindaco Tiziano Baggio – che

hanno un obiettivo preciso: migliorare la sicurezza quotidiana dei cittadini. Interveniamo nei punti segnalati come critici, lungo le principali direttrici di tra ico e nelle aree più frequentate, con un’attenzione particolare all’accessibilità”. Il programma proseguirà nelle prossime settimane, con l’intento di garantire una manutenzione costante e un miglioramento progressivo della sicurezza stradale, coinvolgendo tutte le frazioni e il capoluogo in un’azione coordinata e continuativa.

All’IPAB L. Mariutto presentata la ricerca sul metodo Snoezelen

Sintoniz zati sul

Veneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare anche la radio con una qualità audio per fetta.

Grande partecipazione, nelle scorse settimane, alla Sala Boato della Residenza Melograno dell’IPAB Luigi Mariutto di Mirano per la presentazione della ricerca e pubblicazione “Snoezelen. Un percorso multisensoriale per il benessere dell’Anziano”. L’iniziativa, sostenuta dal Rotary Club Noale dei Tempesta, che ha fornito le strumentazioni necessarie, ha acceso i riflettori su un approccio innovativo alla cura. Ad aprire i lavori i saluti del presidente Gianangelo Favaretto, della presidente del Rotary Annamaria Tosatto e del direttore generale Antonio Rizzato, che hanno sottolineato il valore della sinergia tra istituzioni e territorio. Il progetto Snoezelen, già attivo nelle residenze del Mariutto, si basa su stimolazioni multisensoriali mirate. La ricerca, sviluppata con il supporto dell’Università di Padova, evidenzia risultati significativi: quasi l’80% degli ospiti agitati ha ritrovato tranquillità, mentre oltre il 74% degli apatici ha mostrato una riattivazione. In chiusura Rizzato ha delineato le prospettive future, puntando sulla biofilia e sul potenziamento degli spazi verdi, con nuovi interventi pensati per favorire il benessere degli ospiti in ogni stagione.

• Riccardo Musacco

Sintoniz zati

Sintoni zati

Cerchiamo personale per contatto diretto con aziende e attività O riamo assunzione a tempo indeterminato full time o part time

Vene t o 2 4 passa al sistema di ultim a gener a zione DAB che permette di as coltare an c h e la ra d io con una qualità audio pe r fe t ta .

4 passa al sistema di ultim zione DAB che permette di as oltare on una qualità audio pe e

Formazione dedicata e percorso di crescita

SI CONCLUDE IL FESTIVAL DEL VOLONTARIATO 2026 DEDICATO ALLA CURA

Si avvia alla conclusione a Mirano la venticinquesima edizione del Festival del Volontariato, intitolata “Mirano, città che si prende cura”, promossa dal Comune insieme al Forum del Terzo Settore e del Volontariato. Un calendario articolato di 13 eventi ha animato la città, coinvolgendo istituzioni, associazioni e cittadini in un percorso dedicato al valore della cura come elemento fondante della comunità. Protagoniste le quasi cinquanta associazioni attive sul territorio, cuore pulsante di una rete che ogni giorno sostiene fragilità, promuove inclusione e ra orza i legami sociali. Il Festival, ormai appuntamento consolidato, ha saputo rinnovarsi puntando con decisione sul lavoro condiviso tra realtà diverse, superando logiche individuali per costruire iniziative comuni e più incisive. Il filo conduttore scelto per il 2026 ha ampliato il significato stesso di volontariato, inteso non solo come servizio ma come pratica quotidiana di relazione, ascolto e responsabilità. Un approccio

che ha attraversato l’intero programma: incontri pubblici, conferenze, spettacoli e attività inclusive hanno a rontato temi che spaziano dalla medicina narrativa al rapporto tra arte e memoria, fino al benessere e allo sport per tutti. Momento centrale è stata la giornata del 12 aprile in piazza Martiri della Libertà, con una partecipazione di usa e trasversale: dalla corsa inclusiva “Una corsa per Gianca” agli stand delle associazioni, passando per musica, attività per bambini e il conferimento dell’attestato di “Alfiere della Città”. Un’occasione concreta di incontro tra cittadinanza e volontariato. La chiusura è a idata alla biciclettata inclusiva “Bike for all”, in programma domenica 19 aprile, che unirà Mirano e Vetrego in un percorso simbolico e accessibile a tutti: un’immagine concreta di comunità in movimento, capace di procedere insieme.

“Uno degli elementi caratterizzanti di questa edizione è il forte impulso al lavoro in rete”, sottolinea l’assessore alle Politiche

sociali Francesco Venturini, evidenziando come la collaborazione tra associazioni abbia ra orzato l’impatto delle iniziative. Sulla stessa linea il presidente del Forum Paolo Morlotti, che parla di un Festival capace di creare “spazi accoglienti, dove ciascuno può sentirsi ascoltato e protagonista”, valorizzando relazioni e

storie personali. Per il sindaco Tiziano Baggio, il concetto di cura richiama il significato più autentico del volontariato:

“Una rete sociale che migliora la qualità della vita di tutti, dando concretezza al principio di sussidiarietà”. Dopo i temi del dono, della rete e dell’accoglienza delle precedenti edizioni, Mirano sceglie

dunque la “cura” come chiave di lettura del presente. Un messaggio che guarda al futuro e ribadisce il ruolo indispensabile del volontariato nella costruzione di una comunità più coesa, solidale e consapevole.

• Riccardo Musacco

Il parco di Villa Tessier torna alla città

Ètornato a vivere, e soprattutto a farsi vedere, il parco storico di Villa Tessier. Nelle scorse settimane la comunità di Mirano si è ritrovata per riabbracciare uno dei suoi luoghi più identitari, riaperto in occasione della Pasqua dopo un intervento di manutenzione straordinaria e messa in sicurezza promosso dal Comune in accordo con l’IPAB Mariutto. Il progetto ha puntato a restituire continuità e respiro al parco: rimossi elementi incongrui, sostituita la recinzione con una siepe,

riaperti i coni visivi. Oggi lo sguardo, da via Gramsci e via Cavin di Sala, torna ad attraversare liberamente lo spazio verde, ristabilendo un dialogo diretto tra città e paesaggio. Un risultato che ra orza il ruolo del parco come parte viva del tessuto urbano, migliorandone accessibilità e fruibilità. Villa Tessier, un tempo dimora della famiglia Venier e testimonianza della presenza della nobiltà veneziana, conserva nel suo giardino romantico ottocentesco un patrimonio storico di grande valore.

La riapertura è stata anche occasione di partecipazione: dalla musica del soprano Valeria Causin alla scoperta della targa in memoria di Don Dino Pistolato e Claudio Turcato, figure centrali della cooperazione sociale locale. Un momento collettivo che segna non solo una restituzione fisica, ma anche simbolica: il parco torna ad essere luogo di incontro, identità e comunità.

• (R.M.)

Veneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare anche la radio con una qualità audio per fetta.

Incontro pubblico. Al via un percorso partecipato per a rontare le nuove sfide della casa

“Abitare”: insieme per costruire il futuro della comunità

Èpartito nelle scorse settimane, nella sala conferenze Nella e Paolo Errera di Mirano, il percorso “Abitare Mirano. Sfide e soluzioni condivise”, promosso dall’Amministrazione comunale per a rontare in modo innovativo il tema della casa. Un incontro partecipato ha segnato l’avvio di un laboratorio di dialogo e co-progettazione che mette al centro i bisogni abitativi emergenti del territorio. Oggi più che mai, la questione abitativa rappresenta un indicatore sensibile della coesione sociale. Accanto alle fragilità storiche, si affacciano nuove forme di vulnerabilità: giovani coppie con lavori discontinui, famiglie con redditi medi ma insu icienti per accedere al mercato, anziani soli e cittadini esclusi da opportunità abitative sostenibili. Una trasformazione che richiede risposte nuove, capaci di superare la logica emergenziale. Nasce da questa consapevolezza “Abitare Mirano”, un percorso multi-attore che coinvolge istituzioni, terzo settore, mondo economico e cittadini. L’obiettivo è costruire insieme soluzioni concrete e durature, attraverso un processo di partecipazione

attiva che favorisca la collaborazione tra pubblico e privato. Non solo confronto, ma un vero laboratorio di innovazione sociale. Il progetto si articola in tre fasi. Dopo l’incontro di apertura che ha visto la presentazione di buone pratiche già attive in altri territori – in particolare esperienze di housing sociale e co-housing – seguirà un tavolo di lavoro dedicato all’analisi dei bisogni locali. Saranno mappate risorse, criticità e potenzialità, per arrivare infine alla co-progettazione di interventi concreti. Tra le proposte in campo, spicca l’idea di un Fondo di Garanzia per gli A itti, pensato per sostenere chi non riesce a o rire adeguate garanzie ai proprietari. Una misura che si inserisce nel solco delle politiche già avviate dal Comune negli anni scorsi, ra orzando l’impegno verso un accesso più equo alla casa.

A guidare il percorso sarà il professor Maurizio Busacca, docente di Sociologia Economica all’Università Ca’ Foscari, a iancato da esperti e professionisti che porteranno contributi ed esperienze di successo. Un approccio che punta su partecipazione e collaborazione come leve per generare cambiamento.

“Il tema dell’abitare è una delle sfide più importanti per la nostra comunità – ha dichiarato il sindaco Tiziano Baggio -. Non riguarda solo un bisogno materiale, ma la qualità della vita e il senso di appartenenza. Vogliamo costruire risposte condivise, capaci di non lasciare indietro nessuno”. Sulla stessa linea l’assessore alle Politiche sociali Francesco Venturini: “È necessario superare l’emergenza e costruire politiche strutturate. Abitare significa dignità e comunità: per questo serve una rete stabile tra pubblico, privato e cittadini”

• Riccardo Musacco

Sintoniz zati sul

Santina Ricupero, “Impronte vive”

Èstata inaugurata l’11 aprile al Centro Culturale Villa XXV

Aprile di Mirano la mostra Santina Ricupero. Impronte vive, a cura di Dino Marangon. L’esposizione, promossa dal Comune con il sostegno di realtà associative del territorio, raccoglie una selezione significativa della produzione dell’artista, dalle opere degli anni Duemila fino ai lavori più recenti. Nata a Canicattini Bagni nel siracusano e residente a Mirano dal 1980, Ricupero porta in mostra una ricerca coerente e intensa, incentrata sul dialogo tra natura, materia e memoria. Disegni, grandi carte, sculture e installazioni compongono un percorso in cui il gesto creativo si fa fisico: bruciare, incidere, stratificare. La

materia diventa così traccia del tempo, trasformando la ferita in forma espressiva. Tra i nuclei più suggestivi, il ciclo dedicato al glicine abbattuto vicino alla casa dell’artista, da cui nascono opere che intrecciano perdita e bellezza. A trentacinque anni dalla sua prima personale miranese, questa mostra restituisce la maturità di un linguaggio radicato e riconoscibile. “Impronte vive” segna anche l’avvio del nuovo Centro culturale cittadino, confermandone la vocazione a ospitare proposte di qualità. La rassegna è accompagnata dalla prima monografia dell’artista e sarà visitabile fino al 17 maggio.

• (R.M.)

Veneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare anche la radio con una qualità audio per fetta.

SANTA MARIA DI SALA

Servizi. Chiesti chiarimenti all’Amministrazione, l’assessora Basso: “Presto la riapertura”

INTERROGAZIONE DI CIVICA INSIEME SULLA RIAPERTURA DEL PUNTO PRELIEVI

Santa Maria di Sala torna a interrogarsi sul futuro dei servizi sanitari di prossimità. Il gruppo consiliare Civica Insieme ha presentato una nuova interrogazione per fare luce sulla riapertura del Punto Prelievi e sul possibile potenziamento dei servizi socio-sanitari nel territorio comunale. Il tema è approdato nell’ultimo Consiglio comunale dopo una risposta dell’Amministrazione datata 20 febbraio che, secondo i proponenti, non ha chiarito i nodi principali. L’iniziativa rappresenta un

ulteriore passaggio di una vicenda che si trascina da mesi. Già il 7 luglio 2025 Civica Insieme aveva sollevato la questione, ottenendo il 4 agosto una risposta in cui l’Amministrazione manifestava l’intenzione di individuare una soluzione per riattivare il servizio, riconosciuto come importante per la comunità. In quella sede era stata però esclusa l’ipotesi di utilizzare alcuni spazi comunali, come gli ex u ici delle Cedraie, giudicati non idonei sotto il profilo igienico-sanitario.

Negli ultimi mesi, tuttavia, dal Comune

Un filo che unisce creatività, socialità e tradizione: nasce a Santa Maria di Sala il gruppo “La bella catenella”, nuova iniziativa della Biblioteca comunale Filippo Farsetti dedicata agli appassionati di uncinetto e a chi desidera avvicinarsi a questa attività manuale. L’invito è semplice: portare i propri uncinetti e condividere tempo e idee in un ambiente accogliente. Sono previsti appuntamenti mensili durante i quali verranno realizzati piccoli progetti creativi, pensati anche per valorizzare gli spazi della Biblioteca. Il primo incontro si è già tenuto nelle scorse settimane ed è stato dedicato alla creazione e decorazione di uova pasquali all’uncinetto, che contribuiranno ad abbellire gli ambienti della struttura. La partecipazione è gratuita, ma è richiesta l’iscrizione via email all’indirizzo cultura@comune-santamariadisala.it. Per informazioni è possibile contattare il numero 041/487550 negli orari di apertura. Gli incontri successivi si terranno il 16 maggio e il 13 giugno,

sono arrivate comunicazioni che lasciavano intendere una riapertura ormai imminente del Punto Prelievi, diffuse sia attraverso il bollettino comunale sia tramite i canali social istituzionali. A oggi, però, il servizio non risulta ancora operativo, alimentando incertezza e malcontento tra i cittadini. Le criticità segnalate riguardano soprattutto i disagi negli spostamenti. Molti residenti sono costretti a rivolgersi a strutture sanitarie fuori comune per e ettuare esami di laboratorio. In alcuni casi, come a Noale, non è possibile accedere a tutte le tipologie di prestazioni; in altri, come a Dolo, le difficoltà sono aggravate da collegamenti di trasporto pubblico non sempre adeguati. Una situazione che pesa in modo particolare su anziani e persone con mobilità ridotta. Da qui la richiesta di chiarimenti puntuali: quando verrà e ettivamente riattivato il Punto Prelievi, quale sede lo ospiterà, quali costi ricadranno eventualmente sul Comune e con quali modalità sarà organizzato il servizio. Civica Insieme chiede inoltre se sia previsto un ampliamento delle prestazioni e una maggiore frequenza di apertura, come auspicato da una parte significativa della popolazione. Non solo. L’interrogazione guarda

sempre nella fascia mattutina, presso l’aula didattica al primo piano sopra la Biblioteca. Un’occasione per riscoprire il valore del “fare insieme” e trasformare un semplice hobby in un’esperienza condivisa.

(R.M.)

anche oltre, proponendo un ra orzamento complessivo dell’offerta socio-sanitaria locale. Tra le ipotesi avanzate figurano l’attivazione di uno sportello di prima accoglienza psicologica per adolescenti e giovani e il potenziamento dei servizi dedicati alle donne, in particolare in relazione al fenomeno della violenza di genere. L’assessora alle politiche sociali Maria

Chiara Basso ha replicato annunciando che grazie all’intervento di un soggetto privato verranno ripristinati gli spazi e il servizio in territorio salese. L’amministrazione terrà aggiornato il Consiglio sulla tempistica.

Sintoniz zati sul

SPO

Veneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare anche radio con una qualità audio per fetta.

ogni campo, ogni emozione. Live

Dirette dai campi delle principali squadre di calcio venete e aggiornamenti in tempo reale delle squadre della nostra regione

SCARICA L’APP RADIO VENETO2 4
• Riccardo Musacco

Sintoniz zati

Vene t o 2 4 passa al sistema di ultim a gener a zione DAB che permette di as coltare an c h e la ra d io con una qualità audio pe r fe t ta .

SANTA MARIA DI SALA

Violenza economica. Tre incontri promossi dalla Consulta Pari Opportunità

EDUCAZIONE FINANZIARIA E AUTONOMIA: UN PERCORSO PER LE DONNE

Promuovere l’autonomia economica delle donne come strumento concreto di libertà e prevenzione della violenza. È questo l’obiettivo del percorso formativo ideato dalla Consulta per le Pari Opportunità e la Valorizzazione delle Di erenze del Comune di Santa Maria Di Sala, inserito tra le iniziative dedicate alla Giornata Internazionale della Donna. Il progetto prevede tre incontri in programma, il primo lo scorso 14 aprile, poi il 28 aprile e il 12 maggio, ospitati in municipio e strutturati in piccoli gruppi per favorire partecipazione e confronto. Un ciclo pensato per accompagnare le partecipanti nella comprensione delle dinamiche economiche quotidiane e nella gestione consapevole delle proprie risorse, in relazione alle esigenze personali e familiari. A guidare il percorso sarà La Esse Società Cooperativa Sociale, realtà specializzata nei servizi educativi e formativi e certificata per l’educazione finanziaria. Gli educatori o riranno strumenti pratici per orientarsi in un contesto economico complesso e in continua evoluzione, a rontando temi fondamentali come budgeting, indebitamento, protezione assicurativa, previdenza e investimenti. Un bagaglio di competenze sempre più necessario per a rontare con maggiore sicurezza le diverse fasi della vita.

L’iniziativa è resa possibile anche grazie al sostegno di Melinato Impianti, azienda del territorio che ha scelto di investire in un progetto di valore sociale, confermando attenzione concreta ai temi della parità di genere e della prevenzione.

La Consulta, recentemente ripristinata dall’amministrazione guidata dal sindaco Alessandro Arpi dopo alcuni anni di inattività, si distingue per una composizione innovativa: non più solo espressione politica, ma luogo di confronto tra competenze provenienti dal mondo imprenditoriale, scolastico, culturale, sportivo e del volontariato. Al centro del progetto c’è il contrasto alla violenza economica, una forma spesso meno visibile ma profondamente radicata. “Alla base di molte situazioni di violenza c’è proprio la dipendenza economica — spiega la presidente Silvia Casari —. Non sempre si manifesta in modo evidente: talvolta si presenta come cura o protezione, ma può trasformarsi in una trappola di icile da spezzare”. I dati confermano un divario ancora significativo: in Italia solo una parte delle donne dispone di un conto corrente personale e molte non hanno accesso

agli strumenti bancari di base. Una condizione che limita l’autonomia e la capacità decisionale.

Per questo la Consulta punta a intervenire anche sul piano culturale, superando stereotipi e insicurezze ancora di use. L’educazione finanziaria diventa così un tassello fondamentale per costruire indipendenza, consapevolezza e pari opportunità, o rendo alle donne strumenti concreti per essere protagoniste delle proprie scelte di vita.

• Riccardo Musacco

Parte il

progetto

della Cittadella dello Sport

Sintoniz zati sul

Veneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare anche la radio con una qualità audio per fetta.

Al via a Santa Maria Di Sala il percorso che porterà alla realizzazione della nuova Cittadella dello Sport, un progetto ambizioso destinato a cambiare il volto dell’impiantistica sportiva locale. Nelle scorse settimane il vicesindaco Daniel Basso, insieme al sindaco Alessandro Arpi, al presidente di FIDAL Venezia Francesco Serena e alla vicepresidente nazionale Manuela Levorato, ha presentato il primo intervento concreto. Il progetto, firmato dallo studio Vittorio & Associati, punta alla completa riqualificazione di un impianto ormai datato e non più adeguato alle esigenze attuali. Tra le novità principali, l’ampliamento della pista di atletica che passerà da quattro a sei corsie, con doppio rettilineo, e la realizzazione di nuove pedane bidirezionali per i salti in estensione, collocate di fronte alla tribuna. Previsto anche un moderno impianto di illuminazione con torri faro da 30 metri e tecnologia LED, che permetterà l’utilizzo serale della struttura. A completare l’intervento, un nuovo edificio per gli spogliatoi. Particolare attenzione sarà riservata all’inclusione: il nuovo impianto sarà infatti accessibile anche alle attività paralimpiche, confermando la volontà dell’amministrazione di creare uno spazio sportivo moderno, funzionale e aperto a tutti.

• (R.M.)

La Presidente della Consulta Pari Opportunità Silvia Casari

COMMERCIALE?

Sintoniz zati

TI PIACEREBBE FAR

GRUPPO IN FORTE

Vene t o 2 4 passa al sistema di ultim a gener a zione DAB che permette di as coltare an c h e la ra d io con una qualità audio pe r fe t ta .

CERCHIAMO TE!

Il dibattito. Mozione contraria presentata da esponenti di minoranza

CASELLO, SCONTRO IN CONSIGLIO COMUNALE: “NO” ALLA LIBERALIZZAZIONE

La liberalizzazione dell’accesso al casello di Spinea, chiesta da alcuni esponenti della Città Metropolitana, diventa punto di dibattito acceso tra pro e contro in consiglio comunale. “Giù le mani dal casello autostradale di Spinea” è quanto esplicitamente chiesto nel titolo di una interrogazione che i consiglieri Claudio Tessari, Franca Zamengo (Lista Tessari) ed Elia Bettin (FdI) hanno presentato in consiglio comunale, con una mozione per il no alla liberalizzazione del casello di Spinea sul Passante di Mestre e un sì invece alla realizzazione del nuovo casello tra Mirano Dolo e Padova Est.

Il riferimento dei consiglieri è ovviamente alle recenti prese di posizione del sindaco di Mirano, Tiziano Baggio, e della consigliera metropolitana Maria Rosa Pavanello che hanno proposto la liberalizzazione del casello spinetense, e l’invito, come scritto nella mozione,

è quello a “Rigettare con forza l’idea di liberalizzare il casello autostradale di Spinea chiedendo, a chi parla di questo tema, il rispetto che deve esserci tra Comuni, rispetto che impone, prima di prospettare soluzioni che riguardano il territorio altrui, di rapportarsi e dialogare tra Istituzioni”.

Accanto al “no” alla liberalizzazione, con la mozione si rilancia la soluzione alternativa ritenuta più sostenibile per l’intero territorio, cioè la realizzazione di un nuovo casello autostradale tra Mirano-Dolo e Padova Est, in grado di rispondere alle future trasformazioni urbanistiche e tema già oggetto di confronto in ambito regionale.

Pieno sostegno alla mozione presentata arriva intanto anche dal sindaco di Spinea Franco Bevilacqua, che aggiunge: “Sulla proposta di liberalizzazione del casello la nostra posizione è contraria: non esistono studi attendibili che ne dimostrino

i benefici e, al contrario, questa soluzione comporterebbe con ogni probabilità un aggravio del tra ico sulle strade del Comune di Spinea. Impegno l’Amministrazione a esprimere il proprio dissenso in tutte le sedi istituzionali competenti rispetto a questa ipotesi.”

La mozione ha già raccolto il parere favorevole delle forze politiche di maggioranza. Apprezziamo particolarmente lo spirito costruttivo di questa iniziativa di parte della minoranza e l’attenzione discreta ma concreta alle necessità reali del territorio, come ci si aspetta da un ex sindaco che conosce bene dinamiche, priorità e fragilità della comunità. Per questo riteniamo prezioso ogni contributo che, al di là delle di erenze politiche, aiuta a costruire soluzioni concrete e condivise. Continuare su questa strada significa ra orzare il dialogo e mettere davvero al centro il bene del territorio.

Bevilacqua fa sapere infine che “il Comune di Spinea ha aderito tempestivamente all’iniziativa promossa dal Comune di Mirano, condivisa anche da altri Comuni del Miranese e della Riviera del Brenta, volta a richiedere a CAV – la società che gestisce la rete

autostradale e alla Regione Veneto di dare seguito alla realizzazione di un nuovo casello autostradale, ritenuto potenzialmente utile per migliorare la viabilità del territorio”.

• Massimo Tonizzo

Piano urbano. Nuove rotonde, nuove telecamere e altre iniziative in arrivo in città

ZONA 30 AL DEBUTTO AL GRASPO D’UVA, NUOVE PISTE CICLABILI E PIÙ PARCHI

Nuovo Piano urbano del tra ico e nuove iniziative per la sicurezza stradale in arrivo per Spinea. Punto di partenza il Graspo d’Uva, dove per aumentare la sicurezza di residenti, pedoni e ciclisti il progetto prevede l’introduzione della zona 30 km/h in tutto il quartiere, prevedendo anche il potenziamento della segnaletica e l’installazione di rallentatori e altri sistemi di protezione. Saranno inoltre definiti nuovi sensi unici per migliorare gli accessi e le uscite verso via Roma. In collaborazione con FIAB è stato inoltre individuato un nuovo disegno delle piste ciclabili, con un collegamento fino a via Fornase. A seguire, l’assessore Massimo De Pieri ha annunciato la sistemazione dell’area di fronte a via Mantegna, dove sorgerà una piazza scolastica, e la riorganizzazione del nodo via Roma–via Veronese, per il quale è allo studio una rotatoria che sarà realizzata nel lungo periodo, mentre nel frattempo verrà realizzata una messa in sicurezza provvisoria. L’assessora alla Viabilità e ai Lavori pubblici Sonia

Martignon ha aggiornato invece i cittadini, in una delle prime riunioni pubbliche nei quartieri, sulla conclusione dei lavori della rotatoria sulla SP81 e ha illustrato l’avanzamento delle opere di messa in sicurezza dell’ex discarica di via Luneo e gli interventi sulle strutture sportive, in particolare le palestre Veronese e Pascoli, definite un investimento importante per i giovani della città. Annunciato anche il potenziamento della videosorveglianza: oggi sono operative 60 telecamere su 80, mentre all’inizio del mandato erano circa una ventina.

L’assessore all’Ambiente Paolo Barbiero ha fatto poi il punto sugli interventi nei parchi cittadini, a partire dalle aree di Nuove Gemme e Luneo, e sulla prossima sistemazione dell’Oasi. Ha ricordato il lavoro costante di piantumazione, che ha portato alla messa a dimora di circa 200 nuovi alberi in due anni, oltre ai 100 piantati dai volontari di “Mi prendo cura”. Inoltre, in accordo con Veritas, sta nascendo un parco didattico con altre 20 essenze arboree. Tra i progetti in corso

figurano la Pista dei Parchi, il progetto “Mille e uno alberi”, il collegamento tra alcuni parchi cittadini e l’espansione del parco Nuove Gemme con il collegamento con il Parco Nuovi nati. È inoltre prevista una nuova area cani proprio nel quartiere Graspo d’Uva, oltre alla sistemazione delle esistenti e l’ampliamento di quella di via

GRANDE PARTECIPAZIONE PER “VIVIAMO GLI ARGINI”

Ampia adesione, qualche settimana fa, a Spinea per l’iniziativa “Viviamo gli Argini”, che ha animato i percorsi verdi cittadini con una presenza significativa di residenti e famiglie. L’evento ha trasformato gli argini in luoghi di incontro, promuovendo uno stile di vita attivo e il piacere di vivere gli spazi naturali del territorio. L’appuntamento ha rappresentato un’occasione per riscoprire la città sotto una luce diversa, puntando su spostamenti a piedi e in bicicletta e su

Luneo. Durante il confronto sono emerse diverse richieste da parte dei cittadini, tra cui la necessità di contrastare l’abbandono dei rifiuti - anche da parte dei turisti - attraverso una comunicazione più e icace delle regole da rispettare e cartelli multilingue, la manutenzione del verde, la sicurezza stradale e le

un rapporto più diretto con l’ambiente. Un’iniziativa che si inserisce nel più ampio impegno locale verso forme di mobilità meno impattanti. Determinante il contributo delle realtà associative coinvolte, tra cui FIAB, Comitato Cdat Spinea, Legambiente e “Mi prendo cura”, che hanno curato l’organizzazione. Presente anche il supporto della Protezione Civile e della Polizia Locale, impegnate a garantire lo svolgimento in sicurezza della manifestazione. A portare il saluto

di icoltà di immissione in via Roma, il miglioramento dell’illuminazione nella parte finale di via Mantegna e la regolamentazione della sosta per chi lascia l’auto per prendere il bus.

dell’Amministrazione comunale è stato il vicesindaco Emanuele Ditadi, a iancato dagli assessori Paolo Barbiero, Sonia Martignon e Massimo De Pieri. Nel suo intervento è stato ribadito l’obiettivo di far conoscere Spinea attraverso iniziative che valorizzino il territorio e incentivino modalità di spostamento più sostenibili, anche in vista della futura pista dei parchi su cui il Comune sta lavorando.

• (R.V.)

Veneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare anche la radio con una qualità audio per fetta.

• Massimo Tonizzo

Sintoniz zati

Vene t o 2 4 passa al sistema di ultim a gener a zione DAB che permette di as coltare an c h e la ra d io con una qualità audio pe r fe t ta .

Sintoniz zati

Vene t o 2 4 passa al sistema di ultim a gener a zione DAB che permette di as coltare an c h e la ra d io con una qualità audio pe r fe t ta .

Dalla Valdastico alla Holding, il nuovo volto del Veneto

Questo significa poter trattenere sul territorio circa 400 milioni di euro di pedaggi all’anno, risorse che in precedenza prendevano la via del bilancio centrale o dei soci privati e che ora potranno essere reinvestite direttamente per la manutenzione delle strade venete e la riduzione delle tari e. È il passaggio da una subalternità gestionale a una sovranità infrastrutturale che il Veneto rivendicava da tempo senza successo.

Lo stesso dinamismo si respira sul fronte della Valdastico Nord. La prospettiva di collegare l’A31 al Trentino è stata per trent’anni l’emblema dello

stallo istituzionale, prigioniera del “no” ideologico delle amministrazioni confinanti e della mancanza di una spinta governativa univoca. Oggi, l’intesa raggiunta sulla variante con sbocco a Trento Sud segna il superamento di un tabù storico. Mentre in passato il progetto naufragava regolarmente tra ricorsi e mancate intese tecniche, l’attuale convergenza tra Venezia e Trento, sostenuta dal potere di coordinamento del Ministero, ha creato un corridoio negoziale finora inesistente. Non si tratta solo di posare asfalto, ma di chiudere una ferita logistica che penalizzava l’intero sistema produttivo del Nord-

Est, o rendo finalmente un’alternativa concreta al congestionamento del Brennero. Il motore di questa improvvisa accelerazione risiede in gran parte nella solidità del rapporto tra Alberto Stefani e Matteo Salvini. Questo “asse” ha permesso di superare le frizioni che storicamente rallentavano i rapporti tra la periferia e il centro. La sintonia politica tra il leader della Lega veneta e il titolare del MIT ha creato una corsia preferenziale per le istanze del territorio, trasformando le rivendicazioni regionali in priorità dell’agenda di governo. Stefani è riuscito a capitalizzare il proprio peso politico a Roma per

ottenere garanzie e decreti, mentre Salvini ha trovato nel Veneto il laboratorio ideale per dimostrare la capacità del Ministero di sbloccare i cantieri. È questa filiera corta del potere, priva delle mediazioni estenuanti del passato, a spiegare perché dossier rimasti chiusi nei cassetti per trent’anni stiano trovando una soluzione proprio in questi mesi, segnando una stagione di realismo che punta dritto ai risultati tangibili. Ora non resta che attendere per vedere se questi accordi saranno e ettivamente realizzate o se si tratterà di “pre – intese” che, come quelle dell’Autonomia, sono rimaste tali per molto tempo.

L’intervista. L’assessore Lucas Pavanetto fa il punto sul mondo del lavoro e sulle potenzialità della regione più visitata d’Italia

TRA SFIDE OCCUPAZIONALI E IL NUOVO

ORIZZONTE DEL TURISMO TUTTO L’ANNO

Assessore Pavanetto, viviamo un periodo di forti incertezze economiche. Quali sono le risposte concrete che le imprese e i lavoratori trovano oggi nel suo?

Fin dalla prima seduta di consiglio, la giunta Stefani ha messo al centro del dibattito la necessità di potenziare il welfare aziendale e a rontare l’emergenza sociale in senso ampio. Non si tratta solo di grandi investimenti, che pure vedranno nuovi strumenti presentati a breve, ma di una analisi profonda su cosa serva realmente per attrarre e mantenere i lavoratori nel nostro territorio. Il problema oggi non è solo la mancanza di o erta, ma la di icoltà di far incontrare domanda e opportunità a causa di fattori esterni come l’emergenza abitativa. Molte opportunità di lavoro non vengono colte perché mancano alloggi vicini alle sedi aziendali o perché il trasporto pubblico non copre adeguatamente i collegamenti. Su questi due assi - casa e mobilitàstiamo concentrando il nostro lavoro. In questo contesto, che ruolo giocano i centri per l’impiego, spesso visti in passato solo come u ici burocratici per la disoccupazione?

Oggi la prospettiva è radicalmente cambiata. Veneto Lavoro è diventato un’eccellenza rispetto ad altre regioni

proprio per la sua capacità di agire in modo proattivo. Non parliamo più solo di gestione dell’urgenza o di lavoro stagionale, ma di un punto di incontro strategico tra competenze e richieste. Abbiamo messo in campo figure fondamentali come i case manager e gli account manager. I primi si occupano di costruire curriculum “ad hoc” sulle specializzazioni del lavoratore, mentre i secondi mantengono il contatto diretto con le imprese per comprenderne le necessità. Evitiamo così che il lavoratore disperda energie portando curriculum nelle aziende sbagliate, puntando invece tutto sulla precisione del match tra domanda e o erta.

Passando al turismo, lei viene da una realtà come Jesolo. Qual è lo stato di salute del settore nel litorale e nell’intera regione?

Il Veneto si conferma per l’ennesima volta la prima regione in Italia per presenze turistiche, con 74 milioni di presenze e 22 milioni di arrivi. Se guardiamo al comprensorio di Jesolo e Cavallino, parliamo di circa 12 milioni di presenze sicure: una cifra impressionante che rappresenta quasi tre volte gli abitanti dell’intero Veneto. La mia esperienza come amministratore a Jesolo, prima come consigliere e poi come presidente

del consiglio comunale, mi ha permesso di vivere queste dinamiche dall’interno. Il turismo è una leva economica imprescindibile, ma la vera sfida della nostra amministrazione è cambiare paradigma. Lei ha parlato spesso della necessità di superare il concetto di “destagionalizzazione”. Cosa intende esattamente?

L’obiettivo è smettere di parlare di “destagionalizzazione”, perché quel termine implica l’accettazione passiva di una stagionalità che oggi non dovrebbe più esistere. Dobbiamo ragionare su “città turistiche che vivono tutto l’anno”. Questo non serve solo ad aumentare le presenze attraverso eventi invernali, ma è un messaggio vitale per chi investe e per chi lavora. Chi sceglie di impegnarsi nel turismo non può farlo solo per quattro o cinque mesi per poi dover cercare un altro impiego. Dobbiamo dare stabilità e dignità a chi vive “di” turismo. È un modello che vogliamo applicare ovunque: dal litorale alla montagna, fino alle terme, che hanno potenzialità ancora inesplorate.

I dati dicono però che il turismo è molto concentrato. Come pensa di coinvolgere il resto del territorio veneto?

È un dato su cui riflettere: l’80% dei 74 milioni di presenze si concentra in sole

20 località. Questo significa in Veneto ci sono potenzialità ancora da sfruttare. Parlo del turismo dei cammini, delle ciclabili, del turismo esperienziale e della ricerca. Non c’è solo il “sole e mare” o le grandi città d’arte come Venezia e la montagna di Cortina. Centinaia di piccoli comuni possono e devono diventare protagonisti di un’o erta turistica diversificata, la nostra Giunta lavorerà intensamente su questo fronte. Un esempio di promozione integrata è stato “Casa Veneto” durante le Olimpiadi, un progetto che ha permesso

di mostrare alla stampa internazionale non solo lo sport, ma le eccellenze di tutte le nostre province. Infine, uno sguardo alla politica locale. In vista delle amministrative a Venezia, qual è il profilo ideale per il dopo-Brugnaro?

Credo che Luigi Brugnaro abbia fatto un lavoro straordinario, portando una modernità che altri sindaci non avevano saputo imprimere, specialmente nella riqualificazione di Mestre e con progetti come il “Bosco dello Sport”, una struttura di livello europeo strategica per l’attrattività del Veneto. Proprio a Mestre abbiamo recentemente inaugurato la nuova sede di Veneto Lavoro, recuperando u ici provinciali disabitati: un segnale forte di collaborazione tra Regione e Città. Per il futuro, la mia esperienza come coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia e ora come capogruppo e assessore mi dice che serve una squadra coesa. Non cerchiamo necessariamente un nome di bandiera, ma l’uomo giusto al momento giusto. In questo senso, Simone Venturini è un ottimo candidato: ha lavorato bene in questi anni e ha saputo creare un forte spirito di squadra attorno a sé.

Lucas Pavanetto

I conti della Regione. L’assessore Filippo Giacinti

Bilancio da 18,9 miliardi

Le novità per il Veneto

Assessore Filippo Giacinti, i tempi di approvazione del bilancio regionale sono stati rispettati. Cosa significa questo per i cittadini veneti?

Siamo riusciti ad approvare il bilancio di previsione con un mese di anticipo rispetto alla scadenza di legge del 30 aprile. È un risultato politico e tecnico di rilievo perché ci permette di essere pienamente operativi da subito. Invece di procedere con la spesa in dodicesimi, come fatto nei primi tre mesi dell’anno, ora possiamo attuare gli obiettivi dell’amministrazione disponendo dell’intera capacità di spesa per i restanti tre quarti dell’esercizio. Parliamo di una manovra da 18,9 miliardi di euro. Sebbene sia un “bilancio ponte” tra due amministrazioni, introduce novità sostanziali su fronti caldi come la sanità e il diritto allo studio. Quali sono i settori che beneficeranno maggiormente di queste risorse? Il sociale e la sanità territoriale sono le nostre bussole. Abbiamo stanziato fondi specifici per equiparare le borse di studio dei medici di medicina generale a quelle delle altre specialità e per coprire i costi del rinnovo contrattuale delle medicine di gruppo integrate. Per la prima volta nella storia della Regione, finanziamo al 100% le borse di studio per gli studenti universitari del Veneto e garantiamo risorse immediate per il sostegno delle scuole dell’infanzia paritarie.

Sul fronte delle infrastrutture, abbiamo raddoppiato i fondi per la manutenzione straordinaria delle strade tramite Veneto Strade e rifinanziato la Legge 39 con 18 milioni di euro destinati ai Comuni per la sicurezza stradale. Non abbiamo dimenticato la prevenzione del rischio idraulico, aggiungendo 9 milioni di euro agli stanziamenti già programmati.

Avete scelto di non aumentare l’addizio-

nale IRPEF, nonostante le critiche delle opposizioni. Come pensate di sostenere questa strategia nel lungo periodo?

La nostra strada è quella dell’e icienza e della sussidiarietà, non dell’aumento della pressione fiscale. Puntiamo molto su “Venexus”, un’iniziativa del Presidente Stefani che permette alle imprese di far confluire risorse destinate a scopi sociali e sanitari direttamente in progetti regionali, liberando così fondi per altre iniziative. Inoltre, attendiamo per giugno l’approvazione del federalismo fiscale. L’auspicio è che una parte consistente delle tasse pagate dai veneti rimanga finalmente sul territorio, garantendoci maggiore autonomia finanziaria. Quali i prossimi impegni in questo periodo non facile?

Da maggio inizieremo il “bilancio partecipativo”: incontreremo sindaci, sindacati e associazioni di categoria per condividere le scelte in vista del prossimo esercizio economico. Nel segno della condivisione e della responsabilità.

Trasporti. L’assessore regionale Diego Ruzza

“Biglietto unico, avanti con la sperimentazione”

Assessore Diego Ruzza, tra cinque anni che tipo di mobilità troveranno i cittadini veneti?

L’obiettivo condiviso con il Presidente Stefani e l’intera Giunta è consegnare un Veneto moderno, e icace e realmente fruibile. Stiamo lavorando per portare a termine la riforma del trasporto pubblico locale (TPL) basata sulla Legge n. 8 del 2025. La Regione tornerà a essere protagonista come coordinatrice dei distretti, con l’intento di uniformare il servizio e correggere le criticità attuali. Il mondo degli spostamenti sta cambiando e dobbiamo rispondere alle esigenze non solo dei centri urbani, ma soprattutto delle periferie e delle aree extraurbane.

Da anni si parla del “biglietto unico”. Quali i tempi e le risorse?

Per trasformare questo progetto in realtà, abbiamo già iniziato a stanziare risorse a bilancio per la progettazione e la sperimentazione. L’idea è un sistema moderno tramite app che permetta a turisti, pendolari e studenti di muoversi tra traghetti, autobus e treni regionali con un solo titolo di viaggio. È un’operazione complessa vista la varietà del nostro territorio, che spazia dal mare alla montagna. L’obiettivo è arrivare a una fase di sperimentazione concreta nei prossimi due anni.

Un punto critico sono i collegamenti ferroviari con gli aeroporti. Quando potremo arrivare in treno al Marco Polo di Venezia o al Catullo di Verona?

Non voglio fare promesse a vanvera, quindi non fornirò date certe finché non saremo pronti, ma posso garantire che i progetti stanno procedendo rapidamente, sia su Venezia che su Verona. Per Verona, l’obiettivo è collegare il Catullo alla stazione di Porta Nuova e alla sponda orientale del Lago di Garda. Riuscire a portare il treno direttamente in questi due scali rappresenterebbe un salto di qualità enorme per tutta la regione.

Il trasporto su gomma appare oggi molto

frammentato. Come intendete riorganizzarlo?

Stiamo definendo con Province e Comuni i “bacini ottimali” per uniformare i flussi di utenza. La vera svolta sarà la creazione di un’Agenzia Regionale, prevista dalla Legge 8/2025, che gestirà questi bacini in una “triangolazione perfetta” tra Regione, aziende e territorio. Questo nuovo modello genererà ritorni economici che verranno reinvestiti nel TPL, permettendoci di aumentare le corse anche nelle zone più lontane dai centri. Solo o rendo servizi capillari possiamo incentivare lo “shift modale” e togliere auto dalle strade. Infine, capitolo sicurezza stradale. Cosa bolle in pentola per i Comuni?

Con l’approvazione del bilancio 2026 rifinanzieremo la Legge 39 con 18 milioni di euro. Questi fondi daranno risposta a circa cinquanta Comuni per interventi su viabilità e sicurezza di pedoni, ciclisti e automobilisti. Una volta assegnate le risorse, i Comuni avranno un anno di tempo per aggiudicare le gare e iniziare i lavori: vogliamo che i cantieri partano subito.

• (R.R.)

Veneto2 4 passa al sistema di ultima

generazione DAB che permette di ascoltare anche la radio con una qualità audio per fetta.

Filippo Giacinti
Diego Ruzza

CARTA, RADIO E WEB: IL GRUPPO EDITORIALE LA PIAZZA RACCONTA ANCHE IL TRENTINO

“Noi proviamo sempre a fare una cosa di icile: dare ai territori oltre alla rappresentazione di ciò che sta accadendo, anche una prospettiva della direzione che le comunità stanno prendendo”. Una frase dell’editore del gruppo La Piazza - LaPiazzaweb e Radio Veneto24 che esemplifica benissimo perché a Trento lo scorso 9 aprile il gruppo abbia deciso di invitare il professore Carlo Cottarelli a tenere a battesimo al Castello del Buonconsiglio la presentazione di Radio Trentino24 e dell’edizione di Trento de La Piazza. Pochi in Italia infatti sono in grado di raggiungere vette di chiarezza e di solidità accademica nell’indicare ad un pubblico vasto, e non per forza così informato sulle dinamiche della macro economia, prospettive di futuro. E così la presentazione di radio ed edizione cartacea e online sono diventate occasione per una lezione sul futuro del Trentino, del Nord Est e di questo pezzo di mondo che chiamiamo Italia. Non poteva esserci viatico migliore per spiegare appunto l’idea di fondo dei tre media che nascono in Trentino per dare una voce

in più al territorio, come ha ricordato in chiusura del convegno il nostro editore Giuseppe Bergantin, ma appunto con un approccio glocal: raccontare il particolare senza mai perdere di vista il contesto. “Siamo qui per restare e vi diamo appuntamento all’anno prossimo” ha detto l’editore rinnovando l’intenzione appunto di rendere il Forum Lavoro un appuntamento fisso nell’agenda già fitta di eventi della primavera trentina. Ospite d’onore della giornata è stato il professor Carlo Cottarelli, economista di chiarissima fama. Prima di Cottarelli, che ha spiegato le dinamiche che rendono più faticoso che in altre regioni d’Europa, mantenere la competitività nel Nord Est d’Italia, hanno preso la parola il sindaco di Trento Franco Ianeselli e il vice presidente della Provincia, con delega al lavoro, Achille Spinelli.

“La situazione del Trentino è positiva dal punto di vista occupazionale e mantiene il trend degli ultimi anni, senza segnali di cedimento” ha detto Spinelli. “Dobbiamo intervenire su demografia, competenze e innovazione tecnologica che incideranno profondamente sulle dinamiche del lavoro

nel prossimo futuro - ha aggiunto -. Per questo abbiamo avviato un percorso di crescita dei salari e delle retribuzioni, un patto sviluppato all’interno delle categorie economiche e sindacali con i quali siamo impegnati nella costruzione di politiche di stimolo rivolte ai settori industriali, per sviluppare ulteriormente politiche di welfare e benessere lavorativo. Abbiamo poi diversi indicatori che dimostrano come l’attivazione femminile sul nostro territorio sia significativa”. Carlo Cottarelli

ha sottolineato durante la sua esposizione le ripercussioni relative alle recenti tensioni internazionali in Medio Oriente. “Lo shock energetico dovuto all’incertezza geopolitica globale - ha aggiunto - può portare a inflazione, recessione e quindi ad un più alto rischio di perdere il lavoro e in generale a una crescita minore del reddito delle famiglie. Servono interventi immediati come aiuti economici per sostenere chi è in di icoltà mentre nel lungo periodo la priorità deve essere liberarsi dalla schiavitù

degli idrocarburi, sia con le rinnovabili ma anche con l’energia nucleare”. “Essere parte di un momento tanto importante per comprendere i nostri territori è per noi una grande sfida e motivo di soddisfazione; con la nostra nuova proposta editoriale locale vogliamo raccontare il Trentino in modo fruibile da tutti in forma gratuita”, ha concluso l’editore Bergantin.

Sintoniz zati sul

Veneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare anche la radio con una qualità audio per fetta.

• Alberto Gottardo
La presentazione a Trento L’editore Giuseppe Bergantin

IL PERSEVERARE DI BARBARA CODOGNO, “DIABOLICO” E SENZA COMPROMESSI

“Una cosa mi diverte: si parla spesso di personaggi storici, reali, che poi sulla carta diventano romanzeschi. Io faccio il contrario: il mio è un personaggio tutto inventato, eppure dalla carta nasce un personaggio reale”

Giornalista, scrittrice, curatrice d’arte, viaggiatrice… Barbara Codogno riesce a vivere mille vite diverse, tutte controcorrente.

“Perseveranza” (Apogeo Editore), il nuovo romanzo di Codogno, è una storia disturbante e a ascinante. Una storia che racconta il lato oscuro della nostra società e che mette il lettore di fronte a una serie di provocazioni impossibili da ignorare. Un libro da leggere, insomma. Per questo ho incontrato Codogno per approfondire insieme a lei i tanti spunti del suo splendido romanzo.

“Perseveranza” è un libro che non fa compromessi. Da dove sei partita per raccontare questa storia?

L’incipit è un fatto reale: un violinista che a un concerto resiste alla sua tosse fino alla fine dell’esecuzione del pezzo. Ricordo benissimo: ero al Pollini di Padova e ne rimasi impressionata. Cominciai a riflettere sulla fatica che aveva fatto quel musicista: resistere a qualcosa di fisico per un bene più grande. Da qui l’idea di parlare di un uomo che, invece, non aveva mai amato nulla che gli fosse valso la decisione di uno sforzo.

La genesi di questo romanzo è stata molto lunga, come mai?

Io non sono una scrittrice prolifica, ho sempre tempi lunghi. Inseguo idee,

intuizioni. Il mio processo di scrittura prevede che il personaggio si incarni in me: finché non lo sento pronto, non scrivo. E non faccio progetti, non so che cosa succederà… il personaggio prende vita da solo e mi guida nella scrittura. Poi sai, io scrivo amalgamando tutto: pensiero, parola, voce narrante… tutto in un unico flusso continuo e anche questo comporta che io debba entrare in quel particolare stato emotivo che mi permette una fusione perfetta.

Lo stile di questo libro è molto personale, un flusso di coscienza in cui si mescolano più piani temporali, realtà e percezione, memoria e invenzione, lampi e oscurità. Come nasce una scrittura così potente?

Ti svelo un segreto. Dopo la laurea in filosofia ero in crisi, mi avvicinavo al giornalismo e alla curatela d’arte ma i primi passi mi trovarono timida e spaesata. Così decisi di fare un corso di teatro. In città era arrivato il figlio di Lee Strasberg, John. Faceva delle audizioni e io mi presentai con una cosa super drammatica in stile Carmelo Bene, della serie: spiriti, apparite! Strasberg rise come un pazzo e mi scelse perché a suo avviso avevo incredibili potenzialità comiche. Quel suo corso mi ha cambiato la vita. Sul paco lui interrompeva la tua recitazione,

chiedendoti: ma il personaggio ha fatto colazione? E fuori che tempo fa? Ti spiazzava! È stata una rivelazione che poi è confluita nella scrittura: il personaggio è nel mondo: dentro alla pagine ma soprattutto fuori da queste. Il personaggio è pensiero, corpo, vita. Una lezione che ha lasciato il segno. Il tuo è un romanzo che non rassicura il lettore. Negli ultimi anni, invece, si sono moltiplicare opere rassicuranti, che cercano di mettere le cose a posto. Cosa ne pensi? Credo di essere per natura lontana dal mainstream. Oggi o devi mettere in piazza il tuo disagio, con storie tipo che sei guarita da un male incurabile, che hai un passato da tossico, oppure che la vita è bellissima e che felicità sta nelle piccole cose. Una ipocrisia provinciale, una menzogna banale

che edulcora la vita reale. Ma non parlerei di amore per la verità: nel mio caso è gusto estetico. Una cosa mi diverte: si parla spesso di personaggi storici, reali, che poi sulla carta diventano romanzeschi. Io faccio il contrario: il mio è un personaggio tutto inventato, eppure dalla carta nasce un personaggio reale, che vogliamo comprendere con categorie psichiche e sociali. Strano cortocircuito. Di cui sono ovviamente orgogliosa! Il tuo protagonista, Berto, è una persona ributtante. Quanto è stato di icile “scriverlo”, raccontarlo?

Entrare in contatto con lui è stato molto complesso. Poi è scattata la scintilla e tutto quello che per 4 anni avevo accumulato pensando a lui l’ho sputato sulla carta in meno di un mese. Certo, Berto è un vero stronzo,

ma sai che molte persone a lettura ultimata mi han detto: beh, ma anche io mi sento un po’ Berto… perché chi di noi non ha augurato la morte al tipo che ti so ia il parcheggio? Io credo che Berto sia anche la parte oscura e inconfessabile di noi tutti. Una parte eh? Lui è uno stronzo con s maiuscola.

Oltre alla scrittura sei impegnati su diversi fronti artistici: hai altri progetti di cui ci vuoi parlare?

Ti ho appena citato un grandissimo regista rumeno, io ho la fortuna di avere in copertina un’opera di Radu Belcin, grandissimo pittore anche lui rumeno. Che assieme a Flavia Pitis e ad altri grandi artisti sarà protagonista di una mostra dedicata alla pittura contemporanea che curerò a settembre a Padova. La mostra titola: “Sul futuro del corpo”. E come vedi, io sempre là torno: il corpo è la centralità della mia indagine. Corpo inteso come un tutt’uno di carne, pensiero, ambiente, parola… in questo caso il futuro del corpo è il futuro del corpo della pittura oggi in grande trasformazione.

• Giacomo Brunoro

• Chi è Giacomo Brunoro

Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.

PROFESSIONISTI servizio

Sintoniz zati

www.synergycasa.it

risposta alla complessità

Manutenzioni idrauliche ed elettriche, opere edili,

Nun idraulico, poi un elettricista, poi qualcuno che rifinisca le pareti, poi un’impresa che si occupi delle parti comuni: ogni passaggio è una telefonata, un preventivo, un’attesa, un disallineamento di tempi e responsabilità che trasforma anche un intervento semplice in una catena di complicazioni. È esattamente questo problema che Synergy Services ha scelto di risolvere, costruendo la propria identità su un concetto che sembra ovvio ma nella pratica è raro: unire competenze diverse per offrire un servizio unico, affidabile e davvero coordinato.

L’azienda opera con un approccio pratico e orientato alla soluzione, mettendo a disposizione un ventaglio di servizi che spazia dalla manutenzione tecnica agli interventi edili fino alla gestione

edili, con un’organizzazione pensata per seguire ogni fase del lavoro dalla valutazione iniziale fino alla realizzazione finale, senza che il cliente debba fare da tramite tra figure diverse che non si parlano.

Vene t o 2 4 passa al sistema di ultim a gener a zione DAB che permette di as coltare an c h e la ra d io con una qualità audio pe r fe t ta .

Questo approccio si traduce in un vantaggio concreto e misurabile: tempi più rapidi, maggiore controllo del risultato e un unico referente capace di gestire tutte le attività. Per le abitazioni significa poter affrontare lavori di manutenzione e ristrutturazione in modo semplice e affidabile, senza l’ansia di dover inseguire più soggetti contemporaneamente. Per le imprese vuol dire invece avere un partner in grado di garantire continuità operativa, intervenendo su impianti e strutture senza interrompere l’attività produttiva, con la capacità di pianificare gli interventi in funzione delle esigenze di chi lavora in quegli spazi ogni giorno. In entrambi i casi, la logica è la stessa: non risolvere un problema nell’immediato e passare oltre, ma intervenire in modo efficace e duraturo per prevenire le criticità future.

In un mercato sempre più orientato alla specializzazione, Synergy Services ha scelto consapevolmente una strada diversa: quella dell’integrazione. Mettere insieme competenze tecniche, organizzazione e capacità di gestione significa offrire qualcosa che il mercato fatica ancora a garantire con continuità, e che privati e aziende cercano con crescente urgenza. Perché oggi,

e vendita con posa di Lapidi - Loculi - Monumenti

Sede e lavorazione: Codevigo (Pd) Via Garubbio 9

Esposizione: Chioggia (Ve) Campo Marconi 165 www.venetatombstone.it Cel. 348 8283216

Educazione, territorio e futuro: quando impresa e scuola

crescono insieme

DESPAR NORD E LE SCUOLE: UN IMPEGNO

CHE NUTRE LE NUOVE GENERAZIONI

Dalla sana alimentazione ai progetti per la didattica: vent’anni di iniziative per accompagnare bambini, famiglie e insegnanti verso uno stile di vita più consapevole

Un percorso condiviso con le istituzioni scolastiche, le amministrazioni pubbliche, il mondo dell’associazionismo locale e quello delle imprese territoriali del mercato agroalimentare. Questo il programma di lungo corso e ampio respiro che Despar Nord ha intrapreso nell’ultimo ventennio per diventare partner di percorsi e progetti educativi a favore dei più piccoli, favorendo la di usione delle buone pratiche per la migliore educazione alimentare, raccontando l’importanza dei corretti stili di vita e dell’attività fisica, incoraggiando la conoscenza dell’ambiente e della natura e sostenendo la didattica nelle scuole. Un piano di idee e iniziative per investire con responsabilità nel futuro delle comunità e generare valore condiviso nei territori in cui il marchio dell’Abete è presente. Negli anni, queste iniziative sono cresciute e si sono trasformate, coinvolgendo sempre più insegnanti, studenti e famiglie. L’obiettivo è rimasto lo stesso: unire apprendimento e diverti-

mento, portando nelle scuole – ma anche fuori – esperienze nuove, stimolanti e coinvolgenti.

Tra i progetti più rappresentativi c’è “Le Buone Abitudini Despar”, un vero e proprio punto di riferimento per l’educazione alimentare nato con l’obiettivo di supportare scuole e famiglie nel raggiungere un concetto ampio di qualità della vita, con particolare attenzione ai temi della sana alimentazione e dell’adozione di stili di vita salutari. Nato per promuovere corretti stili di vita tra i più giovani, dal suo avvio vent’anni fa ha coinvolto numerosi comuni del Veneto, promuovendo il coinvolgimento e l’adesione di centinaia di insegnanti e migliaia di alunni, diventando un’occasione preziosa per parlare di benessere in modo semplice e concreto.

Il progetto accompagna bambini, insegnanti e famiglie lungo tutto il percorso della scuola primaria, grazie a programmi pensati su misura per ogni classe e sviluppati insieme a specialisti del settore. Un

percorso educativo completo, che aiuta a costruire abitudini sane fin da piccoli. Negli ultimi mesi, “Le Buone Abitudini” ha preso vita anche in modo nuovo e originale, trasformando alcuni punti vendita Interspar in vere e proprie aule didattiche.

A Bassano del Grappa, oltre 250 bambini di sei scuole tra infanzia e primaria hanno partecipato a laboratori dedicati alla scoperta della piramide alimentare. Guidati da un’educatrice professionista, hanno imparato a riconoscere i diversi

gruppi di alimenti e a capire quanto sia importante seguire una dieta varia ed equilibrata. A Castelfranco Veneto, invece, i più piccoli sono stati accompagnati in un viaggio fatto di storie, profumi e colori. Attraverso il racconto animato di una cantastorie e attività manuali ed esperienziali, i bambini hanno esplorato il mondo dei legumi, delle spezie, delle erbe aromatiche e dei cereali, scoprendone caratteristiche, sapori e proprietà. Accanto a questi percorsi educativi, Despar Nord sostiene concretamente

anche la didattica nelle scuole di tutta Italia con iniziative come “Scuola Facendo” e “Stickermania”. Solo negli ultimi due anni, questi progetti hanno permesso di raccogliere oltre 1,1 milioni di euro, destinati all’acquisto di materiali e attrezzature per più di 4.700 scuole, tra istituti pubblici e paritari di ogni ordine e grado. Un impegno che va oltre il semplice sostegno economico: è una scelta che guarda lontano, mettendo al centro le persone, l’educazione e il futuro delle nuove generazioni.

Dalla natura al supermercato: i bambini scoprono la biodiversità con Despar Nord

Imparare a rispettare l’ambiente partendo da esperienze concrete, da vivere con curiosità e meraviglia. È questo lo spirito del nuovo percorso educativo avviato da Despar Nord, pensato per avvicinare i più piccoli ai temi della sostenibilità e della tutela degli ecosistemi. Per farlo, l’azienda ha scelto di collaborare con Moretto Farm, una realtà trevigiana giovane e innovativa che ha fatto della sostenibilità la propria missione. Qui, infatti, si applicano ogni giorno i principi dell’economia circolare e si lavora per proteggere e valorizzare la biodiversità, attraverso attività come l’acquaponica e l’apicoltura sostenibile. Moretto Farm è anche una delle eccellenze promosse da Despar Nord all’interno del progetto “Sapori del Territorio”, nato per dare valore alle produzioni locali e sostenere uno sviluppo responsabile, legato alla qualità e al

rispetto dell’ambiente.

Proprio da questa collaborazione è nato un percorso educativo speciale, che ha visto protagonisti gli alunni delle classi terze della scuola primaria “Ugo Foscolo” di Montebelluna (TV).

La prima tappa si è svolta direttamente in azienda, dove i bambini hanno potuto osservare da vicino la serra acquaponica e scoprire come nasce il miele, imparando a conoscere i processi naturali e le tecniche sostenibili utilizzate.

Il percorso si è poi concluso all’Interspar di Montebelluna, trasformato per l’occasione in uno spazio di condivisione e scoperta. Qui i bambini hanno ripercorso il viaggio del miele e presentato disegni, lavori e riflessioni nati dall’esperienza vissuta, diventando veri protagonisti di un progetto che lega natura, cibo e lavoro.

Sintoniz zati

Vene t o 2 4 passa al sistema di ultim a gener a zione DAB che permette di as coltare an c h e la ra d io con una qualità audio pe r fe t ta .

Una nuova direzione per l’Ulss 3 Serenissima: Michela Barbiero, Chiara Bovo e Antonio Maritati sono i tre nuovi direttori strategici dell’azienda sanitaria veneziana, che affiancheranno il direttore generale Massimo Zuin nel governo dell’Ulss. L’annuncio è stato dato nel corso della conferenza dei sindaci, alla presenza dei rappresentanti del territorio.

“Si tratta di una direzione completamente rinnovata, composta da profili di eccellenza con professionalità ed esperienza consolidate – ha sottolineato Zuin -. Sono certo che sapranno interpretare le necessità del territorio e farsi voce dei professionisti della salute e del mondo sociale”.

A Michela Barbiero è stata affidata la Direzione amministrativa. Laureata in Scienze politiche all’Università di Padova, vanta oltre 34 anni di esperienza nel settore sanitario e più di sedici come direttore amministrativo in diverse aziende del Veneto, tra cui l’ex Ulss 17 di Este, l’ex Ulss 5 di Arzignano e Azienda Zero. Dal 2020 guidava la Direzione amministrativa dell’Ulss 6 Euganea di Padova. Barbiero ha dichiarato: “Il mio impegno sarà orientato a un governo amministrativo concreto, basato

su lavoro di squadra, ascolto e confronto, per accompagnare i processi di cambiamento e garantire servizi di qualità ai cittadini”.

La Direzione sanitaria è affidata a Chiara Bovo, laureata in Medicina e Chirurgia con specializzazioni in Patologia clinica e Igiene e medicina preventiva. Con un’esperienza trentennale, Bovo ha guidato Direzioni sanitarie in aziende ospedaliere e territoriali a Verona e nell’Ulss 6 Euganea, occupandosi tra l’altro degli Ospedali riuniti Padova sud. “Sono onorata di questo incarico – ha detto Bovo – e lavorerò in squadra per garantire ogni giorno la migliore sanità possibile per le persone che si affidano a noi”.

Ad occuparsi della Direzione sociosanitaria è Antonio Maritati, laureato in Scienze politiche e dirigente amministrativo con oltre vent’anni di esperienza nella salute pubblica. Maritati ha coordinato progetti interregionali, partecipato a riforme dell’assistenza territoriale e diretto la Commissione salute e relazioni socio-sanitarie della Regione Veneto. “Ascolto, lavoro di squadra e collaborazione con sindaci e comunità locali saranno le basi del mio impegno, con particolare attenzione all’avvio delle case della comunità”, ha dichiarato.

Ulss 3 Serenissima, la nuova triade strategica: Barbiero, Bovo e Maritati prendono il timone

Obiettivo rafforzare servizi e prossimità ai cittadini

In Veneto strutture di comunità sopra la media nazionale: già attivati oltre metà dei servizi

Il Veneto si colloca sopra la media nazionale nello sviluppo della sanità territoriale prevista dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, con un numero significativo di strutture già in funzione almeno in parte.

Secondo l’ultimo monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe, in regione sono state programmate 99 Case di comunità: di queste, il 64,6% ha già attivato almeno un servizio, un dato nettamente superiore alla media italiana ferma al 45,5%.

Situazione analoga per gli ospedali di comunità, strutture pensate per alleggerire la pressione sugli ospedali tradizionali e garantire assistenza più vicina ai cittadini. In Veneto ne sono previsti 73, e 47 risultano già operativi almeno in parte, pari al 64% del totale, contro una media

nazionale che si attesta al 27%.

Buoni risultati emergono anche sul fronte della digitalizzazione sanitaria. Nel Fascicolo sanitario elettronico regionale sono disponibili 14 tipologie di documenti su 20 previste dalla normativa nazionale, un dato in linea con la media italiana secondo i dati aggiornati al 30 settembre 2025 del Ministero della Salute. A spiccare è soprattutto la partecipazione dei cittadini: l’89% dei residenti in Veneto ha dato il consenso alla consultazione dei propri documenti sanitari digitali, una percentuale che supera di gran lunga la media nazionale, ferma al 44%. Numeri che confermano come, in Veneto, il percorso di rafforzamento della sanità sul territorio e l’adozione degli strumenti digitali procedano a un ritmo più sostenuto rispetto al resto del Paese.

Veneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare anche la radio con una qualità audio per fetta.

Ascoltaci in tutto il Veneto in auto sul

La raccomandazione degli specialisti dell’Ulss 3. “Gesti impulsivi possono avere conseguenze gravissime”

“Mai scuotere un neonato che piange”:

Scuotere un neonato che piange, anche quando il pianto è prolungato e difficile da calmare, è un gesto da evitare in modo assoluto. A ribadirlo sono gli specialisti dell’Ulss 3 Serenissima, che in occasione delle giornate nazionali di sensibilizzazione dell’11 e 12 aprile tornano a diffondere informazioni sulla Sindrome del Bambino Scosso, una condizione potenzialmente gravissima.

Secondo gli esperti, movimenti bruschi e ripetuti possono provocare lesioni cerebrali anche irreversibili, con conseguenze che vanno da deficit motori e cognitivi fino a danni alla vista, all’udito e, nei casi più gravi, al decesso.

Il pianto del lattante, spiegano i pediatri, è una forma naturale di comunicazione e può manifestarsi anche per periodi prolungati senza una causa patologica evidente, soprattutto nelle ore serali. Una situazione che può mettere alla prova la pazienza dei genitori, in particolare in condizioni di stress o stanchezza. Gli specialisti sottolineano l’importanza di mantenere la calma e di verificare sempre i bisogni primari del bambino, come alimentazione, cambio e comfort. In caso di pian-

to persistente, si possono adottare strategie rassicuranti come il contatto fisico, il dondolio, il bagnetto o una breve passeggiata. Se la situazione diventa difficile da gestire, è consigliato mettere il neonato in sicurezza nella culla e allontanarsi per qualche minuto, chiedendo eventualmente supporto a familiari o al pediatra.

L’Ulss 3, insieme alla Società Italiana di Medicina di Emergenza e Urgenza Pediatrica e a Terre des Hommes, promuove una serie di iniziative sul territorio per rafforzare la consapevolezza sul tema. Oltre agli incontri informativi nei centri vaccinali, sono previsti stand e attività divulgative a Marghera e momenti di sensibilizzazione negli ospedali, con il coinvolgimento di operatori sanitari, famiglie e associazioni di volontariato.

La dieta mediterranea diventa terapia: l’Ulss 3 Serenissima apripista in Italia

Non più solo stile di vita, ma vera e propria “prescrizione medica”. La dieta mediterranea entra ufficialmente nei percorsi di prevenzione e cura del sistema sanitario: a fare da apripista in Italia è l’Ulss 3 Serenissima, che ha messo a punto il primo Percorso primario diagnostico terapeutico assistenziale (Ppdta) interamente dedicato al modello alimentare simbolo della tradizione italiana. Un cambio di paradigma che trasforma olio d’oliva, pesce, pasta, frutta, verdura e legumi in strumenti concreti di salute pubblica. Il progetto, coordinato dal geriatra Nicola Veronese, punta a colmare il divario tra evidenze scientifiche e pratica clinica quotidiana, traducendo le linee guida nazionali in un sistema organizzato e multidisciplinare. Il nuovo percorso entrerà nella fase operativa entro un paio di mesi e coinvolgerà l’intera rete territoriale: ospedali, distretti, case della comunità, medici di famiglia e pediatri. Qui verrà monitorata l’adesione alla dieta mediterranea attraverso questionari digitali e strumenti di valutazione, con l’obiettivo di individuare precocemente i soggetti a rischio.

Chi risulterà distante da questo stile alimentare sarà preso in carico da équipe composte da dietisti, infermieri di comunità e, in prospettiva, anche psicologi di base. Un approccio integrato che punta a intervenire su patologie croniche come diabete e obesità, trasformando l’alimentazione in leva preventiva e terapeutica.

Non solo teoria: il progetto prevede anche attività pra-

tiche, dalla consulenza nutrizionale ai veri e propri laboratori di cucina, che si svolgeranno nelle case della comunità o a distanza, tramite telemedicina. Un modo per rendere concreta e accessibile l’adozione di abitudini più sane. «L’obiettivo è costruire interventi personalizzati di salute pubblica – spiega Veronese – lavorando su una maggiore consapevolezza e su comportamenti quotidiani sostenibili». Una sfida tutt’altro che scontata: oggi solo il 5% della popolazione italiana segue pienamente la dieta mediterranea, percentuale che nell’Ulss 3 sale al 20%, ma che si punta ad aumentare ulteriormente.

A incidere sul progressivo abbandono di questo modello contribuiscono ritmi di vita sempre più frenetici, fattori sociali ed economici e il crescente consumo di cibi ultra-processati. Un paradosso che vede i Paesi del Nord Europa avvicinarsi alla dieta mediterranea mentre quelli dell’area mediterranea tendono ad allontanarsene.

«Vogliamo rendere la dieta mediterranea una componente concreta, misurabile e sostenibile dei percorsi assistenziali – sottolinea il direttore generale Massimo Zuin – trasformando un patrimonio culturale in uno strumento terapeutico capace di migliorare la qualità della vita». Un’iniziativa che ha già attirato l’attenzione della comunità scientifica nazionale: esperti del Consiglio nazionale delle ricerche, dell’Istituto superiore di sanità e dell’Università di Padova hanno discusso il progetto in un recente webinar, evidenziandone il valore innovativo.

Fascicolo sanitario elettronico, scattata la scadenza del 31 marzo per l’adeguamento delle strutture

Nuove regole per ospedali e ambulatori: referti entro cinque giorni e dati condivisi per migliorare le cure. Veneto capofila nell’utilizzo del servizio digitale, lo usano due cittadini su tre

anche in caso di accesso al pronto soccorso in un’altra zona del Paese, i sanitari potranno avere subito un quadro chiaro delle condizioni del paziente.

I numeri mostrano una crescita significativa dell’utilizzo. Tra luglio e settembre 2025, il 27% degli italiani ha consultato il Fascicolo sanitario elettronico. Il Veneto si distingue con una delle percentuali più alte: il 66% dei cittadini ha già utilizzato il servizio. Complessivamente, oltre 6,4 milioni di persone hanno effettuato almeno un accesso, mentre per circa 23 milioni di cittadini è stato caricato almeno un documento.

Sintoniz zati sul

Veneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare anche radio con una qualità audio per fetta

Prosegue anche in Veneto il percorso del Fascicolo sanitario elettronico, destinato a diventare il fulcro della sanità digitale. Il 31 marzo ha segnato una data importante: entro questo termine tutte le strutture sanitarie, pubbliche e private, si sono dovute adeguare alle nuove modalità di trasmissione dei dati. L’obiettivo è rendere più semplice e immediato l’accesso alle informazioni sanitarie dei cittadini. Il Fascicolo rappresenta infatti una sorta di archivio digitale personale dove vengono raccolti documenti, esami e referti legati alla storia clinica di ciascun assistito. Attraverso questo strumento, ogni cittadino può consultare i propri dati e condividerli con medici e specialisti, favorendo cure più rapide e coordinate.

Per rendere il sistema davvero efficace, tutte le strutture dovranno utilizzare un linguaggio comune e rispettare tempi precisi: i referti dovranno essere caricati entro cinque giorni dalla visita o dall’esame. In questo modo,

Resta però ancora limitata la quota di chi ha dato il consenso alla consultazione dei propri dati da parte dei medici, ferma al 44%. Molto alta, invece, la partecipazione dei medici di famiglia e dei pediatri, con oltre il 95% già presenti nel sistema.

Tra gli strumenti più importanti c’è il cosiddetto profilo sanitario sintetico, una scheda aggiornata dal medico di base o dal pediatra che riassume le informazioni principali sulla salute del paziente. Si tratta di un documento essenziale per permettere ai sanitari di capire rapidamente la situazione clinica, soprattutto nei casi di urgenza.

I cittadini possono accedere al Fascicolo tramite identità digitale e hanno pieno controllo sui propri dati: possono decidere chi può consultarli, modificare in qualsiasi momento le autorizzazioni e verificare chi ha avuto accesso alle informazioni. Anche la revoca del consenso è sempre possibile e non comporta conseguenze sull’assistenza sanitaria.

Fascicolo sanitario elettronico: accesso in pochi clic con i video tutorial della Regione Veneto

La Regione del Veneto punta sulla semplicità per avvicinare i cittadini al Fascicolo Sanitario Elettronico. Sono infatti disponibili una serie di video tutorial chiari e immediati, pensati per guidare passo dopo passo nell’utilizzo dei servizi sanitari online e nella gestione della propria salute digitale. I video accompagnano l’utente nelle principali funzionalità del fascicolo: dall’accesso tramite identità digitale alla consultazione di referti, ricette e documenti clinici, fino alla possibilità di monitorare il proprio percorso sanitario e avere sempre a disposizione

la propria storia medica in modo sicuro e organizzato. Non mancano indicazioni pratiche anche su come aggiornare i dati, condividere le informazioni con i professionisti sanitari e sfruttare al meglio i servizi disponibili.

I contenuti, realizzati da Give Emotions – società editrice de La Piazza, LaPiazzaweb e Radio Veneto24 – nascono con l’obiettivo di rendere più accessibili e intuitivi gli strumenti messi a disposizione dal sistema sanitario regionale, favorendone così una diffusione sempre più ampia tra gli utenti.

Sintoniz zati

Sintoniz zati

Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
laPiazza del Miranese Sud - Aprile26 by LaPiazza give emotions - Issuu