del Miranese Sud
DAL 1994
AGOSTO 2026
Periodico d’informazione locale - Anno XXXIII n. 173
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Spinea, mercato del sabato ancora nel limbo: è scontro sugli allacci elettrici
Il neo presidente Energia, l’Antitrust sulleVenezia Ater concessioni, intanto “Legalità Munari: il Veneto epunta case ai all’autonomia bisognosi”
Case della Comunità: raggiunto l’accordo, arrivano i medici di medicina generale
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Il fine vita al centro del dibattito in Veneto
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l tema del fine vita torna a infiammare l’agenda politica del Veneto in questa calda estate. Dopo il rinvio tecnico e le tensioni registrate nelle ultime sedute estive del Consiglio regionale, la discussione sulla proposta di legge di iniziativa popolare promossa dall’associazione Luca Coscioni è stata calendarizzata per il prossimo settembre, trasformandosi nel banco di prova più delicato della stagione politica autunnale. Il provvedimento, che punta a regolamentare tempi e procedure certe per l’accesso al suicidio medicalmente assistito in applicazione della storica sentenza 242 del 2019 della Corte Costituzionale, riapre ferite e spaccature mai sopite all’interno dell’emiciclo di Palazzo Ferro-Fini. Già nel gennaio del 2024 il Veneto era stato pioniere in Italia su questo fronte, vedendo tuttavia la proposta respinta per un solo voto a causa di defezioni trasversali e distinguo interni alla stessa maggioranza. Un colpo di scena che innescò accese reazioni contrastanti e tenne vivo il dibattito a lungo, dentro e fuori il Palazzo. Anche in vista del nuovo appuntamento di settembre, il clima si conferma rovente.
ANZIANI E GIOVANI A RISCHIO SOLITUDINE E ISOLAMENTO SPINEA, LA SFIDA DEL DISAGIO GIOVANILE E LA PREVENZIONE servizi alle pag. 4-5
MIRANO, INAUGURATO UN NUOVO PRESIDIO PER L’INCLUSIONE SOCIALE
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I COSTI PER OLIMPIADI E PEDEMONTANA SCALDANO I CONTI DELLA REGIONE
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IL TEMPO SOSPESO TRA LE GENERAZIONI
numeri, come sempre, lasciano poco spazio alla fantasia: il Nordest, e quindi anche Veneto e Trentino fa i conti con una comunità che invecchia a passi spediti. Lo confermano recenti dati Istat e proiezioni demografiche. Guardando alle cifre il Veneto ormai conta oltre 200 anziani ogni cento ragazzi mentre in Trentino sono più di trentamila gli over 70 che affrontano la quotidianità in solitudine. Dal Covid in poi le fragilità e i bisogni dell’una e dell’altra generazioni si sono fatti ancora più urgenti. segue a pag. 3
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FACCIAMO IL PUNTO
del Miranese Sud
ASSESTAMENTO DI BILANCIO, MIRANO INVESTE QUASI 5 MILIONI
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l Consiglio comunale di Mirano ha approvato l’assestamento generale di bilancio 2026, una manovra che rafforza la capacità di investimento dell’ente e consolida i servizi ai cittadini. Dopo i 3,66 milioni di euro stanziati con il rendiconto di aprile, vengono destinati altri 1,29 milioni a nuove opere pubbliche, portando a quasi 5 milioni di euro l’incremento complessivo degli investimenti nel corso dell’anno. La parte più consistente delle nuove risorse riguarda la manutenzione del patrimonio pubblico. Oltre un milione di euro sarà destinato alla cura della città, facendo salire a più di 2,1 milioni gli investimenti complessivi del 2026 in questo settore. Tra gli interventi previsti figurano la riqualificazione delle aree gioco, il rifacimento della copertura degli spogliatoi dei campi sportivi di via Matteotti, la realizzazione di due nuove rotatorie tra via Lombardini e via Wolf Ferrari e in via Porara, oltre a lavori su strade, scuole, edifici comunali e impianti sportivi. L’assestamento prevede inoltre 400 mila euro per rafforzare i servizi socio-sanitari, il sostegno ad anziani, famiglie affidatarie e persone con disabilità, confermando anche gli investimenti per la cultura, la Fiera di San Matteo e Villa Bianchini.Nel 2026 il Comune ha concluso o sta ultimando opere per oltre 10,5 milioni di euro, tra cui il nuovo asilo nido di Zianigo, Villa Bianchini, gli impianti sportivi di Mirano e Vetrego, il ponte di Calle Ghirardi e interventi sulla rete stradale e sul drenaggio delle acque. “Un bilancio non è soltanto un insieme di numeri – afferma il sindaco Tiziano Baggio – ma la traduzione concreta della visione di una città. Manteniamo i conti in ordine per trasformare le risorse in opere, servizi e opportunità, continuando a ridurre il debito”.
Baggio: “Conti in ordine per trasformare le risorse in opere e servizi”
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IL TEMPO SOSPESO TRA LE GENERAZIONI • Nicola Stievano Segue da pag. 1
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i fronte a questo scenario la tentazione della retorica è forte. Da un lato la commiserazione per gli anziani “soli e fragili”, dall’altro la ramanzina paternalistica per i giovani “incomunicabili e disorientati”. È una narrazione pigra e, soprattutto, falsa. Se ci prendiamo la briga di gettare lo sguardo oltre i luoghi comuni, scopriamo che i ragazzi e i grandi anziani di questo territorio non sono due pianeti lontani che si ignorano. Sono, al contrario, due specchi che riflettono la medesima ferita: il rischio dell’invisibilità. I giovani soff rono per un futuro che sembra già ipotecato, per la difficoltà di trovare spazi di espressione autentica e per un sovraccarico digitale che spesso maschera una profonda solitudine emotiva. Gli anziani soffrono per l’improvviso ridimensionamento del proprio ruolo sociale, confinati nell’etichetta di “utenti da assistere” anziché custodi di competenze ed esperienze. Entrambi vivono la frustrazione di una comunicazione interrotta, in cui parlare non significa essere ascoltati. Per decenni abbiamo risposto a queste fragilità con l’assistenzialismo: sussidi, servizi a sportello, intrattenimento di facciata. Strumenti utili, certo, ma insufficienti se non affrontano la radice del problema:
la perdita di dignità e di autonomia. Un anziano ha bisogno di essere riconosciuto come risorsa attiva, fin dove possibile. Un giovane chiede fiducia concreta per incidere sulle decisioni della propria comunità. In alcune zone del nostro territorio si intravedono già le fondamenta di un cambio di rotta. Pensiamo ai progetti di abitare condiviso tra studenti universitari e pensionati, al volontariato di comunità che unisce il passo di chi ha memoria al dinamismo di chi ha visione, o ai tavoli territoriali che finalmente smettono di parlare dei giovani e degli anziani per iniziare a parlare con loro. Il dialogo intergenerazionale non è un esercizio poetico o un atto di bontà. È un’infrastruttura sociale primaria, urgente quanto una superstrada o la banda larga. Senza questo ponte, il nostro territorio rischia di trasformarsi in una gigantesca ed elegante residenza per anziani senza futuro, circondata da giovani che sognano di andarsene altrove. Urge allora restituire a chi si trova ai margini dell’agenda economica e spesso anche delle decisioni politiche, perché nel parlarne invece tutti sono bravi, la chiave per ricucire la trama sociale e avvicinare queste generazioni solo in apparenza lontane.
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• Riccardo Musacco
ASCOLTA ORA del Miranese Sud è una testata giornalistica di proprietà di
ASCOLTACI IN Questa edizione raggiunge le zone di Mirano, Spinea e Santa Maria di Sala per un numero complessivo di 15.595 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numeSrl ro iscrizione ROC 32199
Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin - formato da 26 edizioni locali mensilmente recapitato a 575.000 famiglie del Veneto e del Trentino
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Direzione, Amministrazione e Concessionaria di Pubblicità Locale: via Lisbona, 10 · 35127 Padova tel. 049 8704884 · fax 049 6988054 >redazione@givemotions.it < >www.lapiazzaweb.it<
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Chiuso in redazione il 7 agosto 2026
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Giovani e anziani/1. Il bilancio delle iniziative comunali per l’inclusione
Mirano tra giovani e anziani: ok i servizi, ma la rete sociale basta a coprire i bisogni? N egli ultimi anni il Comune di Mirano ha messo in campo una serie articolata di interventi rivolti alle fasce più delicate della popolazione: dai ragazzi in cerca di orientamento agli anziani che necessitano di assistenza quotidiana. L’obiettivo dichiarato è costruire una comunità coesa, capace di stimolare la partecipazione e ridurre l’isolamento sociale. Un impegno che si traduce in progetti visibili sul territorio, ma che richiede una riflessione aperta sul reale impatto di queste misure di fronte al crescere delle fragilità sociali. Per quanto riguarda il mondo giovanile, l’offerta spazia dalle opportunità di crescita personale al contrasto del disagio. Il Servizio Civile Universale si affianca a iniziative educative mirate come gli operatori di strada, figure presenti nei luoghi di ritrovo informali per prevenire comportamenti a rischio e promuovere il dialogo in sinergia con scuole e famiglie. Sul fronte degli spazi e dell’aggregazione, si registrano l’attivazione del “Forum dei Giovani”, la disponibilità dello spazio Muse in biblioteca e la nuova aula studio presso villa Bianchini a Zianigo (in foto). Importante anche il sostegno allo sport, sia attraverso contributi finanziari alle associazioni sia con l’ammodernamento delle strutture, come il ciclodromo e la nuova pista di atletica. A ciò si aggiungono l’istituzione dell’”Albo degli Alfieri del
Volontariato” e la mappatura dei servizi nell’ambito dell’Ats Ven 13 con la Fondazione Ca’ Foscari. Sul versante della terza età, i servizi puntano a garantire dignità e autonomia. Il centro diurno Arcobaleno si conferma un punto di riferimento per le attività ricreative, mentre la gestione quotidiana è affidata al Servizio di Assistenza Domiciliare (Sad), al Trasporto Sociale per le visite mediche e alla consegna dei pasti a domicilio con menù calibrati sulle esigenze nutrizionali degli anziani. Non mancano infine i sostegni economici diretti per le situazioni di forte disagio finanziario. “Le politiche dedicate ai giovani e agli anziani rappresentano due pilastri fondamentali della nostra azione amministrativa - dichiara Francesco Venturini, assessore alle Politiche sociali e inclusive. Crediamo che una comunità sia davvero forte quando sa accompagnare le persone in ogni fase della vita. Continuiamo a rafforzare i servizi essenziali per consentire il mantenimento di autonomia, dignità e qualità della vita”. Accanto a questo quadro positivo, emergono tuttavia criticità che non possono essere ignorate. Se la presenza dei servizi è capillare, la sfida quotidiana rimane quella della sostenibilità nel tempo e della copertura totale dei bisogni. L’aumento del costo della vita e l’invecchiamento progressivo della popolazione mettono a dura prova
L’aula studio in villa Bianchini
le risorse comunali, correndo il rischio di lasciare fuori dalle misure di sostegno chi si trova in una fascia di povertà grigia, non abbastanza grave per i sussidi ma insufficiente per l’autonomia. Inoltre, la prevenzione del disagio giovanile richiede un costante adeguamento a linguaggi ed emergenze in continua evoluzione, che le strutture tradizionali
faticano talvolta a intercettare tempestivamente. Il vero banco di prova per sarà dunque per le realtà locali, traformare progetti in una rete di protezione solida e duratura. • Alessandro Abbadir
Caso-In a Vetrego: il negozio che unisce la comunità
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supporto degli anziani e per favorirne l’aggregazione, spicca il “Caso-In” a Vetrego di Mirano( in foto): un progetto di welfare di comunità promosso dal Comune in collaborazione con Aclicoop. Si tratta di una vera e propria bottega di vicinato che non offre soltanto beni di prima necessità, ma rappresenta anche un prezioso spazio di incontro e socializzazione per la frazione. L’iniziativa favorisce inoltre l’inclusione lavorativa di persone con disabilità, garantendo
percorsi formativi in un contesto protetto e autentico e contrastando così l’isolamento sociale dei residenti. A questa realtà si affianca il “Rifugio climatico” attivato al centro civico Masenello, integrato nel protocollo comunale contro le ondate di calore estive. Lo spazio offre un riparo sicuro durante i mesi più caldi e propone attività intergenerazionali rivolte a bambini, giovani e anziani per tutelare le fasce più fragili. Sul fronte della salute, è attivo il “Progetto Sollievo Alzheimer”, misura regionale a
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favore delle persone affette da demenza. L’iniziativa concretizza percorsi di stimolazione socio-cognitiva, screening annuali della memoria dedicati alla prevenzione del decadimento cognitivo e percorsi di sostegno psico-educazionale rivolti ai familiari e ai caregiver. Risposte concrete che valorizzano la solidarietà, la partecipazione e il benessere dell’intera comunità. • (a.a.)
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5 Giovani e anziani/2. L’analisi dell’assessora Loredana Mainardi
SPINEA E LA SFIDA DEL DISAGIO GIOVANILE: TRA PREVENZIONE E NODI IRRISOLTI
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ronteggiare l’isolamento e prevenire il disagio giovanile non rappresenta una semplice scelta amministrativa, ma un’urgenza improcrastinabile per un territorio come quello di Spinea. Gli episodi che nel corso del tempo hanno destato forte allarme sociale hanno acceso i riflettori su forme striscianti di povertà educativa, relazionale e abitativa. Di fronte a questo scenario, la macchina comunale ha strutturato una
L’assessora Loredana Mainardi
rete di interventi mirata ad agire prima che le criticità sfocino in aperta emergenza, provando a bilanciare la gestione dei rischi con l’inclusione concreta. Sul fronte del contrasto al bullismo, il coordinamento comunale ha avviato un’analisi qualitativa con l’Università Ca’ Foscari di Venezia. La ricerca evidenzia la necessità di decodificare le “zone grigie” che precedono le prevaricazioni, comprendere il ruolo del gruppo
ed affrontare i rischi del digitale. Sul territorio, l’azione si concretizza con gli operatori di strada al Villaggio dei Fiori, chiamati a presidiare i luoghi di ritrovo informali per intercettare i ragazzi a rischio e promuovere attività sane. Parallelamente, si punta ad aggregare le nuove generazioni con strumenti di partecipazione attiva. Il rinnovato Consiglio Comunale dei Ragazzi e delle Ragazze ha lanciato il giornalino “Spinea Racconta”, mentre la biblioteca si conferma presidio culturale vivace grazie ai gruppi di lettura e ai tavoli di gioco che mettono in dialogo adulti e giovani. “L’impegno del Comune si declina anche nella facilitazione e coordinamento tra scuole, servizi, famiglie e associazioni - evidenzia Loredana Mainardi, assessora comunale alle Politiche sociali. L’obiettivo è costruire una comunità educante capace di prevenire, ascoltare e intervenire con responsabilità, sostenendo sia gli anziani sia i giovani nelle loro fragilità. Questo percorso ci restituisce uno sguardo sulla vita reale dei ragazzi e sulle difficoltà che docenti e famiglie affrontano ogni giorno. Crediamo nel valore della collaborazione”. Tuttavia, accanto a questo sforzo
Caffè Memoria e centro ascolto, si rafforzano i servizi di comunità
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er quanto riguarda la popolazione anziana, il Comune di Spinea sostiene un sistema articolato di iniziative orientato a promuovere il benessere, la socializzazione e l’accompagnamento nelle difficoltà di tutti i giorni. In questo contesto, il centro di aggregazione comunale “Anziani Insieme” rappresenta un punto di riferimento fondamentale nel quale si svolgono attività culturali, laboratori ricreativi e preziosi momenti di incontro pensati per contrastare l’isolamento sociale. Accanto a questo spazio di ritrovo, il “Caffè Memoria” offre un qualificato sostegno alle persone con disturbi cognitivi e ai loro familiari, mentre il Progetto Sollievo garantisce un ausilio concreto e costante alle famiglie che assistono anziani non autosufficienti. A queste misure si affianca il nuovo corso di psicomotricità rivolto agli over 60, un’iniziativa di prevenzione sul territorio mirata a favorire il benessere psico-fisico attraverso un programma guidato da personale specializzato. Un ruolo di primo piano è svolto dai volontari del progetto “Mi Prendo Cura della mia Città”, attivi in percorsi formativi su invecchiamento, gestione del caregiver e primo soccorso in sinergia con
organizzativo incontestabile restano aperte criticità strutturali, a cui da solo il Comune non può sopperire. Il rischio che gli interventi di strada non abbiano una copertura capillare del territorio nel corso del tempo è reale. La sfida aperta per Spinea risiede nella capacità di garantire continuità ai progetti, evitando
che la risposta al disagio arrivi soltanto a seguito delle emergenze. Insomma, tanto è stato fatto, ma con una mutazione radicale del tessuto sociale in atto, molto va ancora pensato e programmato. • Alessandro Abbadir
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la Croce Gialla. Inoltre, grazie al centro di ascolto Attilio Scocco, è operativo il servizio di ascolto telefonico periodico che intercetta i bisogni degli anziani e fa da ponte diretto con le istituzioni. Infine, il Comune interviene in misura determinante con risorse del proprio bilancio ad integrazione delle rette per i ricoveri di anziani e disabili nelle strutture di accoglienza. • (a.a.)
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MIRANO
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Politica. Il sindaco Baggio: “Nessuna nuova espansione, gli accordi portano benefici alla comunità”
SUL PIANO DEGLI INTERVENTI È SCONTRO TRA ITALIA NOSTRA E COMUNE È confronto aperto sul futuro urbanistico di Mirano dopo l’approvazione della prima variante al Piano degli Interventi e di tre accordi pubblico-privato. Italia Nostra boccia l’impostazione del provvedimento poiché, secondo l’associazione ambientalista, il nuovo Piano continua a prevedere nuove edificazioni e quindi, al di là delle definizioni stabilite dalla normativa regionale, comporta comunque la trasformazione di una risorsa limitata come il suolo, con la realizzazione di edifici, strade, parcheggi e infrastrutture. L’associazione contesta anche la necessità di nuovi volumi residenziali, ricordando che il PAT prevedeva un aumento di 2.078 abitanti e un fabbisogno di quasi 395 mila metri cubi di nuove costruzioni. Previsioni che, secondo Italia Nostra, non hanno trovato conferma nei dati demografici. Da qui la richiesta di
una verifica del dimensionamento urbanistico e di una possibile riduzione delle aree edificabili, soprattutto nelle situazioni più problematiche del centro storico. Italia Nostra critica inoltre il percorso seguito per gli accordi con
i privati, giudicando insufficiente il coinvolgimento della comunità. L’associazione chiede un maggiore ricorso a percorsi partecipati e dibattiti pubblici. Nel mirino anche le politiche ambientali: per Italia Nostra manca
una vera visione ecosistemica, che dovrebbe partire da un Piano del Verde coordinato con quello urbanistico e da norme più incisive per la tutela del patrimonio arboreo. Il sindaco Baggio replica che la variante non rappresenta un nuovo piano di espansione urbana, ma interviene su aree già previste dagli strumenti urbanistici vigenti e comprese negli ambiti di urbanizzazione consolidata. “Non vengono introdotte nuove aree di espansione né modificato il modello di sviluppo della città”, sottolinea, ricordando che l’obiettivo è privilegiare il recupero e la riqualificazione delle aree già urbanizzate. Il primo cittadino difende quindi i tre accordi pubblico-privato. Quello sull’ex Cinema Impero consentirà di eliminare un edificio degradato, realizzare una nuova piazza pubblica, acquisire un parco e creare percorsi ciclopedonali, trasferendo la volumetria in un comparto
già destinato all’edificazione. A Ballò l’intesa permetterà di acquisire circa 6 mila metri quadrati per ampliare il centro sportivo comunale con nuovi impianti. L’accordo su Villa Lando punta invece a valorizzare il complesso storico con un limitato ampliamento destinato ai servizi e nel rispetto delle prescrizioni della Soprintendenza. Baggio respinge anche l’accusa di disattenzione verso il clima, citando l’approvazione del PAESC e del Piano comunale di adattamento ai cambiamenti climatici, l’istituzione del Responsabile dell’Adattamento Climatico e gli interventi per la sicurezza idraulica. Sul verde ammette che “c’è ancora molto lavoro da fare”, mentre sulla partecipazione ricorda le procedure previste dalla legge e la possibilità di presentare osservazioni. • Riccardo Musacco
GIARDINI D’ACQUA, L’ARTE INCONTRA IL PAESAGGIO
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eatro, musica, canto e performance diventano strumenti per riscoprire il territorio e il suo patrimonio storico. È questo lo spirito della quarta edizione di “Giardini d’Acqua – Luoghi d’acqua ed arti sceniche nel paesaggio”, la rassegna promossa dal Comune di Mirano con l’organizzazione dell’Associazione culturale Echidna e la collaborazione del gruppo di cittadinanza attiva Bel-Vedere LaB. Fino al 10 settembre il programma propone tredici appuntamenti distribuiti in cinque luoghi simbolo del territorio, scelti per il loro legame con l’acqua e con la storia del paesaggio veneto. L’obiettivo è quello di restituire nuova vita a spazi spesso poco
conosciuti o aperti solo in occasioni speciali, trasformandoli in scenari di spettacolo e incontro. Ville, giardini, parchi e ambienti naturali diventano così palcoscenici dove le arti sceniche dialogano con la memoria dei luoghi, offrendo al pubblico un’esperienza immersiva capace di valorizzare l’identità culturale della comunità. Per il sindaco Tiziano Baggio, la manifestazione rappresenta ormai uno degli appuntamenti più attesi dell’estate miranese. “È una proposta culturale di grande qualità – sottolinea – che porta teatro e musica fuori dagli spazi tradizionali, valorizzando il nostro paesaggio e rafforzando il senso di appartenenza alla comunità”. Sulla stessa linea l’assessora alla
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Cultura e al Turismo sostenibile Maria Francesca Di Raimondo, che evidenzia come la rassegna contribuisca a raccontare il territorio attraverso le arti, favorendo la partecipazione attiva dei cittadini e la conoscenza del patrimonio storico e paesaggistico. Per Renzo Niero, presidente dell’A ssociazione Echidna e coordinatore del Bel-Vedere LaB, ogni luogo custodisce un valore da riscoprire. Portare qui teatro e musica significa offrire nuovi strumenti di lettura del paesaggio e creare un dialogo tra artisti, cittadini e memoria collettiva. • (r.m.)
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Verde. Il Patto tra Comune e Legambiente dà il via a una nuova stagione
IL BOSCO DEL PARAURO RIAPRE E RIPARTE DALLA COMUNITÀ D opo quasi un anno e mezzo di chiusura, il Bosco del Parauro è tornato a disposizione della comunità. La riapertura, avvenuta qualche settimana fa, ha segnato l’avvio di una nuova fase per uno dei principali polmoni verdi del territorio, resa possibile dagli interventi di pulizia e messa in sicurezza realizzati dalla Città Metropolitana di Venezia, proprietaria dell’area. Un ritorno atteso, accompagnato da una prima mattinata di visite guidate che ha registrato la partecipazione di oltre 80 persone. Il percorso è stato seguito dall’Amministrazione comunale di Mirano, che nei mesi di chiusura ha mantenuto il confronto con la Città Metropolitana per sollecitare gli interventi necessari alla riapertura. Il Comune ha inoltre sottoscritto una concessione per la gestione e la fruizione del bosco, creando le condizioni per garantirne l’accessibilità e avviare un percorso di valorizzazione ambientale, educativa e sociale. A dare ulteriore impulso al progetto è il Patto di collaborazione sottoscritto con il Circolo Legambiente del Miranese. L’intesa prevede aperture programmate, visite guidate, iniziative sulla biodiversità e attività di educazione ambientale, con l’obiettivo di rendere il Parauro un luogo sempre più conosciuto e vissuto. Alcune aree resteranno temporaneamente interdette, in attesa di ulteriori interventi di sistemazione e messa in sicurezza che proseguiranno nei prossimi mesi. Fino ad ottobre il Bosco sarà accessibile la prima e la terza domenica del mese, dalle 9 alle 18; da novembre a marzo, invece, la prima domenica del mese, dalle 9 alle 16. Il primo appuntamento speciale è avvenuto nelle scorse settimane con un incontro organizzato insieme ad Alicoop Mirano dedicato agli sprechi alimentari, al cibo sano e agli effetti dei cambiamenti climatici. Durante la serata sarà presentato anche “Il Caso-In”, bottega di vicinato e progetto di inclusione sociale. “Abbiamo celebrato la riapertura con una bellissima mattinata di incontro e visite guidate, che ha visto la partecipazione di oltre 80 persone – sottolinea l’assessora Elena Spolaore –. Un risultato che racconta quanto ci sia voglia di conoscere questo luogo e quanto il Parauro sia amato e sentito dalla nostra comunità”. Spolaore ricorda come quella del bosco sia “fin dalle sue origini, una vera storia di comunità”, costruita dalla sinergia tra enti, cittadini e associazioni che dagli anni Novanta hanno contribuito a farlo nascere, valorizzarlo e custodirlo. “Oggi questo percorso prosegue grazie alla collaborazione tra Città Metropolitana,
Comune e Legambiente attraverso il Patto di collaborazione. Il Parauro è un bene comune prezioso non solo dal punto di vista ambientale ma anche come luogo di conoscenza, educazione e sensibilizzazione. Un patrimonio che appartiene a tutti e del quale tutti siamo chiamati a prenderci cura”. Soddisfatto anche il presidente di Legambiente del Miranese Pierluigi Paloscia, che conferma la disponibilità dell’associazione a mettere in campo competenze e volontariato per accompagnare i cittadini alla scoperta di questo importante ecosistema. • Riccardo Musacco
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Posato il nuovo ponte di Calle Ghirardi
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roseguono secondo il cronoprogramma i lavori per il ripristino del ponte di Calle Ghirardi. Nelle scorse settimane è stata posata la nuova struttura, segnando una tappa fondamentale di un intervento particolarmente atteso dalla cittadinanza e destinato a ricucire il collegamento ciclopedonale tra il centro storico di Mirano e il Parco comunale di Villa XXV Aprile. Il nuovo ponte permetterà di restituire continuità a uno dei percorsi più utilizzati della città, migliorando l’accessibilità a uno dei principali spazi verdi cittadini e favorendo la mobilità dolce. Prima della riapertura al pubblico, tuttavia, dovranno essere completate le ultime lavorazioni: l’ancoraggio della struttura, la realizzazione della pavimentazione e il raccordo con i percorsi esistenti. Solo al termine di queste operazioni il collegamento potrà tornare pienamente fruibile in condizioni di sicurezza. “La posa del ponte rappresenta un momento importante – sottolinea il sindaco Tiziano Baggio – perché rende finalmente visibile un’opera che la città attendeva da tempo. Non stiamo semplicemente installando una nuova infrastruttura, ma ricucendo un collegamento tra il centro storico e il Parco di Villa XXV Aprile, vissuto ogni giorno da famiglie, bambini, giovani e sportivi”. L’intervento rientra nel programma di manutenzione e riqualificazione delle infrastrutture cittadine promosso dall’Amministrazione comunale, con l’obiettivo di migliorare sicurezza, mobilità sostenibile e fruibilità degli spazi pubblici. “I lavori non sono ancora conclusi – aggiunge Baggio – ma siamo ormai nella fase finale e contiamo di restituire quanto prima questo importante collegamento alla comunità”. • (r.m.)
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Partecipazione. Il Comune amplia il percorso di amministrazione condivisa con nuovi progetti dedicati
CRESCE LA RETE DEI PATTI DI COLLABORAZIONE: SOTTOSCRITTI DUE NUOVI ACCORDI A Mirano cresce la rete dei Patti di Collaborazione, gli strumenti con cui cittadini, associazioni e amministrazione comunale condividono responsabilità e obiettivi nella cura dei beni comuni. Con la firma di due nuovi accordi salgono infatti a sei i Patti attivi, consolidando un modello di amministrazione partecipata che punta a rendere la comunità protagonista dello sviluppo del territorio. Le nuove sottoscrizioni riguardano due ambiti strategici: la promozione delle Comunità Energetiche Rinnovabili e la tutela della biodiversità attraverso la cura della bordura del Parco Rabin, inserita nel progetto europeo LifePollinAction, dedicato alla salvaguardia degli insetti impollinatori e al miglioramento dell’ecosistema urbano. “I Patti di Collaborazione rappresentano un modo nuovo di amministrare la città, fondato sulla fiducia e sulla corresponsabilità”, ha sottolineato il sindaco Tiziano Baggio. “Ogni cittadino e ogni realtà del
territorio possono diventare protagonisti della costruzione del bene comune. Il fatto che Mirano possa contare oggi su sei Patti attivi dimostra la vitalità della nostra comunità e la volontà di contribuire concretamente alla qualità della vita e dell’ambiente urbano”. L’assessora alle Politiche partecipative e all’Ambiente Elena Spolaore ha evidenziato come questi strumenti trasformino la partecipazione in azioni concrete. “Sono occasioni attraverso le quali cittadini e associazioni mettono a disposizione tempo, competenze e idee in un rapporto di fiducia reciproca con l’Amministrazione”. Il Patto sottoscritto con la Comunità Energetica CER Mirano One punta a diffondere la cultura dell’energia condivisa, favorendo l’autoconsumo collettivo e coinvolgendo famiglie e imprese nella transizione energetica. “Le Comunità Energetiche rappresentano uno strumento di innovazione ambientale ma anche di coesione sociale e sviluppo del
territorio”, osserva l’assessore alla Transizione energetica Francesco Venturini, ricordando l’impegno del Comune nella nascita della realtà miranese. Particolarmente significativo è anche il secondo accordo, dedicato al Parco Rabin, perché rappresenta il primo Patto di Collaborazione sottoscritto da un singolo cittadino. Un’iniziativa che, secondo Spolaore, “dimostra come la partecipazione possa nascere anche dall’iniziativa personale di chi decide di prendersi cura di un pezzo della propria città”, offrendo un esempio concreto di cittadinanza attiva. Con questi nuovi accordi si rafforza una rete già composta dai progetti per il Parco Falcone e il Bosco del Parauro con Legambiente del Miranese, dai Sentieri di Pace promossi dal Cai Mirano insieme ad altre associazioni e dall’attività di alfabetizzazione linguistica per persone migranti realizzata con Echi Aps. L’Amministrazione sta già lavorando ad altri Patti di Collaborazione, confermando la
volontà di ampliare gli spazi di partecipazione. Cittadini, associazioni, scuole e operatori economici potranno infatti proporre nuove iniziative attraverso il servizio di Cittadinanza Attiva e la piattaforma La Piazza delle Idee. “Ogni Patto – conclude Spolaore – è molto più di un documento amministrativo:
è un’alleanza tra istituzioni e comunità che investe sulla fiducia, sulla responsabilità condivisa e sulla costruzione di una Mirano più sostenibile, resiliente e partecipata”. • Riccardo Musacco
Rinasce la barchessa di Villa XXV Aprile
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n nuovo tassello si aggiunge al percorso di valorizzazione di Villa XXV Aprile. L’Amministrazione comunale punta infatti a restituire alla città la storica barchessa del complesso, trasformandola in uno spazio polifunzionale dedicato alla musica, alla formazione e agli eventi culturali, ampliando così l’offerta di uno dei luoghi simbolo di Mirano. Il progetto prevede una nuova organizzazione degli spazi: le esposizioni troveranno sede all’interno della villa, mentre la barchessa ospiterà conferenze, convegni, incontri pubblici, mostre temporanee e iniziative culturali, grazie a una configurazione più flessibile e funzionale. Tra gli aspetti più significativi
dell’intervento c’è la collaborazione con la Fondazione Gabriele Emilia Bianchi, con cui il Comune ha sottoscritto una convenzione per la promozione della cultura musicale e della Stagione Concertistica di Mirano, e con la Venice Chamber Orchestra, che farà della barchessa la propria sede per le prove. Lo spazio accoglierà inoltre concerti, festival e rassegne aperte al pubblico, diventando un nuovo punto di riferimento per la musica da camera. “Con il recupero della barchessa continuiamo il percorso di valorizzazione di Villa XXV Aprile, rendendola sempre più un luogo vivo e aperto alla città”, sottolineano il sindaco Tiziano Baggio e l’assessora alla
Cultura Maria Francesca Di Raimondo, evidenziando come il progetto raccolga idealmente l’eredità delle esperienze culturali del passato, con una nuova vocazione rivolta alla partecipazione della comunità. Per Pietro Semenzato, direttore della Venice Chamber
Orchestra, la nuova sede rappresenta un traguardo importante: dopo dodici anni di attività l’orchestra avrà finalmente uno spazio pubblico stabile dove provare e sviluppare nuovi progetti insieme alla città. Grande soddisfazione anche da parte della presidente della Fondazione Gabriele Emilia Bianchi, Cecilia Vianello, che vede nell’iniziativa la realizzazione della visione della fondatrice Emilia Merli Bianchi: diffondere la cultura musicale sul territorio e avvicinare le giovani generazioni all’ascolto, in una cornice di grande valore storico e paesaggistico come il parco di Villa XXV Aprile. • (r.m.)
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MIRANO
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Taglio del nastro. Nel Centro servizi di via Marconi già seguite 143 persone
Stazione di Posta, un nuovo presidio per l’inclusione sociale
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n luogo dove trovare ascolto, orientamento e servizi, ma soprattutto un punto di riferimento stabile per chi vive situazioni di grave fragilità. È stata inaugurata a Mirano, in via Marconi, la Stazione di Posta – Centro servizi per l’inclusione e la comunità dell’Ambito Territoriale Sociale ATS VEN_13, realizzata con i fondi del PNRR nell’ambito della Missione 5 dedicata all’inclusione e alla coesione sociale. Alla cerimonia hanno partecipato amministratori dei Comuni dell’Ambito, rappresentanti dell’Ulss 3, delle Forze dell’ordine, del Terzo settore e operatori sociali. L’incontro è stato anche l’occasione per presentare i risultati del progetto e l’avvio di RAISING, il programma che garantirà continuità alle
azioni dedicate alle persone senza dimora o in condizioni di grave marginalità. La struttura nasce come centro servizi a bassa soglia, capace di offrire accoglienza, ascolto, servizi per l’igiene personale, distribuzione di beni essenziali, fermo posta, supporto amministrativo e legale, orientamento al lavoro e accompagnamento verso i servizi sociali e sanitari. I dati illustrati durante l’inaugurazione evidenziano risultati superiori alle attese. A fronte di un target iniziale di 82 beneficiari, sono state raggiunte 143 persone, pari al 174,4% dell’obiettivo previsto. La maggior parte risiede nei Comuni dell’ATS VEN_13, mentre quasi un terzo è priva di residenza. Le situazioni prese in carico comprendono persone senza casa, senza tetto o inserite in sistemazioni insicure e temporanee, confermando la complessità dei bisogni intercettati. Nel complesso sono stati realizzati 741 interventi, con una media di oltre cinque prestazioni per ciascun beneficiario. La distribuzione di beni essenziali, la mediazione linguistico-culturale, l’orientamento, il supporto psicoeducativo e la consulenza amministrativa sono stati gli interventi più richiesti. Oltre il 70% degli accessi ha dato
vita a percorsi continuativi e il 82% dei casi ha coinvolto altri servizi del territorio, a testimonianza di un modello fondato sulla collaborazione tra enti e professionalità diverse. La Stazione di Posta ha inoltre attivato quasi duecento collegamenti con la rete territoriale, coinvolgendo servizi per l’abitare, la salute, le dipendenze, la pubblica amministrazione e il Terzo settore. Per l’assessore Federico Caldura i risultati raggiunti dimostrano quanto fosse necessario questo presidio, mentre il presidente della Conferenza dei sindaci Andrea Martellato ha ribadito che la grave marginalità può essere affrontata solo attraverso una governance condivisa tra Comuni, Azienda sanitaria e Terzo settore. Un concetto rilanciato anche dal direttore dei Servizi socio-sanitari dell’Ulss 3 Antonio Maritati, che ha evidenziato il valore dell’integrazione sociosanitaria. Per il sindaco Tiziano Baggio, infine, il recupero dell’edificio rappresenta un esempio di rigenerazione urbana che diventa anche rigenerazione sociale, restituendo alla comunità un patrimonio pubblico trasformato in un luogo di inclusione. • Riccardo Musacco
“I Love Natura”, il murales dei ragazzi colora la scuola Alfieri
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na giungla incontaminata e ricca di vita per ricordare che “siamo parte della terra e la terra è parte di noi”. È il messaggio racchiuso nel nuovo murales realizzato dai bambini e dai ragazzi della Scuola di Circo CircoVolante della Palestra Zianigo Insieme, protagonisti per il secondo anno consecutivo del laboratorio di street art organizzato nell’ambito del Circus Summer Camp 2026. L’iniziativa, realizzata in collaborazione con il Comune di Mirano e sotto la guida degli artisti Thomas Brazzolotto e Michele Mattiazzi, rientra in un progetto di riqualificazione urbana avviato lo scorso anno. L’obiettivo è offrire ai più giovani uno spazio per esprimere creatività e sensibilità attraverso l’arte, contribuendo allo
stesso tempo a valorizzare il territorio e a sviluppare un senso concreto di cittadinanza attiva. Il tema scelto per questa edizione è stato “I LOVE NATURA”, un invito a riflettere sul rapporto tra persone e ambiente e sulla possibilità, per ciascuno, di contribuire a «fare del mondo un posto migliore». Il risultato è una grande opera collettiva che ora impreziosisce la parete della scuola Alfieri di Zianigo. Il sindaco di Mirano Tiziano Baggio ha incontrato i giovani artisti, salutandoli e osservando da vicino il risultato del loro lavoro. Un progetto che trasforma così un muro in un messaggio di bellezza, responsabilità e rispetto per la natura. • (r.m.)
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SANTA MARIA DI SALA
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Confronto tecnico. Il sindaco Alessandro Arpi e il vice Daniel Basso hanno fatto il punto sul restauro
VILLA FARSETTI E MUNICIPIO, DOPPIO TAVOLO IN SOPRINTENDENZA P roseguono i percorsi di progettazione e confronto istituzionale per due tra gli interventi più significativi sul patrimonio pubblico di Santa Maria di Sala. Nelle scorse settimane il sindaco Alessandro Arpi e il vice Daniel Basso hanno partecipato a
un incontro nella sede della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Venezia, dedicato all’avanzamento di due progetti destinati a incidere sul futuro del Municipio e di Villa Farsetti, la storica villa veneta fiore all’occhiello del territorio costruita
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nel trentennio compreso tra il 1744 e il 1774 commissionata da Filippo Farsetti. Il primo tavolo di lavoro ha riguardato il complesso monumentale di Villa Farsetti, uno dei simboli storici e culturali del territorio salese. All’incontro sono stati approfonditi gli esiti delle analisi strutturali attualmente in corso sull’edificio. Si tratta di un passaggio considerato determinante per programmare gli interventi di restauro e conservazione. Le verifiche comprendono rilievi, indagini e valutazioni specialistiche che consentiranno di definire con precisione lo stato della struttura e individuare le soluzioni più idonee per garantire la tutela del complesso, nel pieno rispetto del suo valore storico e architettonico. Successivamente l’attenzione si è spostata sul Municipio di Santa Maria di Sala, al centro di un progetto di eff icientamento energetico. Al confronto hanno partecipato anche i progettisti di Hera e l’ingegnere Collerone, chiamati a illustrare le soluzioni tecniche previste per migliorare le prestazioni energetiche dell’edificio senza comprometterne le caratteristiche estetiche e architettoniche. Uno dei temi principali affrontati durante la riunione ha
riguardato proprio l’inserimento dei nuovi impianti tecnologici, che dovranno integrarsi con la struttura esistente rispettando le prescrizioni della Soprintendenza. L’obiettivo dell’intervento è ridurre i consumi energetici, migliorare l’efficienza dell’edificio e coniugare sostenibilità ambientale e salvaguardia del patrimonio storico. L’incontro ha confermato l’importanza del dialogo costante tra
amministrazione comunale, Soprintendenza e professionisti incaricati della progettazione. Un confronto ritenuto essenziale per affrontare interventi complessi su edifici di particolare pregio, dove ogni scelta tecnica deve essere attentamente valutata per conciliare innovazione, sicurezza e conservazione. • Riccardo Musacco
Memoria di comunità, una targa per il dottor Arturo Aly Belfadel
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na targa commemorativa per custodire la memoria di una figura che ha lasciato un segno nella storia della comunità. È stata inaugurata nelle scorse settimane a Santa Maria di Sala la targa dedicata al dottor Arturo Aly Belfadel, direttore dell’Ospedale Militare di Villa Farsetti e medico condotto del paese dal 1912 al 1939. La lapide è stata collocata sul muro del Municipio, nell’edificio che oggi ospita gli uffici dei Servizi Sociali e dove, all’epoca, si trovava lo studio del medico. Un luogo scelto non a caso, per mantenere vivo il legame tra la figura del dottor Belfadel e la comunità che per quasi trent’anni ha assistito con professionalità e dedizione. Alla cerimonia erano presenti il sindaco di Santa Maria di Sala Alessandro Arpi, i familiari del medico, amministratori locali, rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d’arma e numerosi cittadini. Una partecipazione ampia e sentita, a testimonianza dell’importanza attribuita alla memoria del territorio. L’iniziativa ha rappresentato un momento di riconoscenza collettiva verso una
figura che appartiene alla storia locale. Ricordare chi ha contribuito al bene della comunità significa mantenere vivo il patrimonio di valori e testimonianze che lega il passato al presente. • (r.m.)
SANTA MARIA DI SALA
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Chiesti chiarimenti. Il vicesindaco Daniel Basso: “Avviati gli approfondimenti”
Via Caltana, l’allarme di Iovine (Civica Insieme): “La pista ciclabile rischia di finire nel nulla” U na pista ciclopedonale da quasi 5,8 milioni di euro che rischia di interrompersi alla rotatoria della Madonna Mora, senza un collegamento con il centro di Caselle e con il resto della rete ciclabile comunale. È il timore sollevato da Massimo Iovine, consigliere di Civica Insieme, che ha presentato un’interrogazione discussa martedì 28 luglio in Consiglio comunale a Santa Maria di Sala, chiedendo all’Amministrazione aggiornamenti sul progetto lungo la SP30, via Caltana, e soprattutto sulle prospettive per il suo completamento. L’intervento, di competenza della Città Metropolitana di Venezia, prevede l’adeguamento della SP30 Oriago-Scaltenigo-Caltana e la realizzazione di una pista ciclabile dall’intersezione con la SR515, nel territorio di Santa Maria di Sala, fino alla SP26, in Comune di Mirano. Secondo Iovine, però, senza una programmazione chiara per il successivo collegamento tra la Madonna Mora e il centro di Caselle, si rischia di consegnare ai cittadini un’opera incompleta, destinata a fermarsi proprio in un’area caratterizzata da traffico intenso, costringendo ciclisti e pedoni a tornare sulla carreggiata. Il collegamento con Caselle, ricorda il consigliere, è già previsto nelle linee programmatiche di mandato approvate dal Consiglio comunale nel 2025. “Ad oggi, però, siamo praticamente all’anno zero”, sostiene Iovine, lamentando l’assenza di un cronoprogramma, di una progettazione definita e di risorse già individuate. Civica Insieme chiede quindi maggiore chiarezza e una visione complessiva della mobilità sostenibile, evitando interventi scollegati tra loro. Una pista ciclabile è davvero utile solo se mette in connessione i luoghi in cui le persone vivono, lavorano, studiano e utilizzano i servizi, è la posizione espressa dal consigliere. Nella replica, il vicesindaco Daniel Basso ha precisato che l’intervento lungo via Caltana è di competenza della Città Metropolitana, che ha curato direttamente la progettazione, le procedure di gara e la gestione dell’esecuzione dei lavori. Il Comune, ha spiegato, mantiene comunque costanti rapporti istituzionali con l’ente metropolitano per assicurare la collaborazione necessaria, mentre il coordinamento del cantiere, il
monitoraggio dell’avanzamento e la definizione delle tempistiche spettano agli uffici della Città Metropolitana. Per quanto riguarda invece il collegamento tra Madonna Mora e Caselle, l’Amministrazione conferma la volontà di completare la rete ciclopedonale. Sono già stati avviati i primi incontri con Veneto Strade, ente gestore della SR515, per verificare la fattibilità dell’intervento, gli eventuali vincoli infrastrutturali e amministrativi e le possibili modalità di finanziamento.
Massimo Iovine
• Riccardo Musacco
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Classi prime della Scuola Primaria attive in tutti i plessi comunali
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n risultato importante in vista del prossimo anno scolastico: nell’anno 2026/2027 saranno attivate le classi prime della scuola primaria in ciascun plesso scolastico presente sul territorio comunale. Un obiettivo reso possibile dalla collaborazione costante tra l’Istituto Comprensivo Cordenons, le scuole dell’infanzia, le famiglie e l’Amministrazione comunale, che ha consentito di raggiungere il numero di iscrizioni necessario per garantire l’avvio delle nuove classi in ogni sede. L’attivazione delle prime in tutti i plessi rappresenta un segnale di attenzione alle esigenze delle famiglie e un investimento sulla continuità educativa, rafforzando il ruolo delle scuole come presidi sociali e culturali della comunità. “Questo risultato è frutto di un impegno condiviso e di una collaborazione concreta tra scuola, famiglie e Amministrazione comunale”, sottolinea l’assessore alla Pubblica Istruzione Aurora Marchioro. In queste settimane, aggiunge, si sta lavorando con il dirigente scolastico Andrea Bettanin a una progettazione condivisa per il 2026/2027, con l’obiettivo di coinvolgere tutte le realtà scolastiche, dall’infanzia alla secondaria di primo grado, valorizzando la continuità educativa e promuovendo iniziative comuni a beneficio di studenti, famiglie e territorio. • (r.m.)
SPINEA
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Territorio. Orari ampliati e novità per il punto di raccolta cittadino
Ecocentro: aumentano i servizi
A
partire da venerdì 1 agosto sono entrate in vigore i nuovi orari di apertura dell’Ecocentro di Spinea. Il servizio sarà attivo dal lunedì al sabato con orario mattutino dalle 8 alle 12 e pomeridiano dalle 15 alle 18. L’estensione dell’orario di apertura nasce per rispondere alle esigenze dei cittadini ed è il frutto della collaborazione tra l’Amministrazione comunale e Veritas, con l’obiettivo di offrire un servizio sempre più efficiente e accessibile. Per migliorare l’organizzazione degli accessi e ridurre i tempi di attesa, l’ingresso ai furgoni e agli operatori del verde (giardinieri) sarà consentito esclusivamente il lunedì, il
mercoledì e il venerdì. Questa scelta permetterà di dare priorità ai cittadini negli altri giorni della settimana, in particolare il sabato, evitando possibili code durante le operazioni di scarico. La suddivisione dell’orario in due fasce, mattutina e pomeridiana, è stata definita sulla base del monitoraggio dei flussi di utenza, che ha evidenziato un utilizzo molto ridotto del servizio nelle ore centrali della giornata. La nuova articolazione è inoltre in linea con gli orari che saranno progressivamente standardizzati in tutto il Bacino. Il nuovo Ecocentro rappresenterà un punto di riferimento per i cittadini di Spinea ma anche dei comuni
limitrofi, poiché dal 2025 per legge i conferimenti possono avvenire anche al di fuori del Comune di residenza, al quale viene comunque addebitato il conferimento. Luisa Tiraoro, direttore del Consiglio di Bacino Venezia Ambiente, ha spiegato: “Abbiamo bisogno di potenziare questo sistema perché il coinvolgimento dei cittadini è fondamentale: responsabilizzarli nel conferimento corretto, incentivarli a recarsi ai centri di raccolta e a utilizzare gli ecocentri in modo consapevole. Questo approccio ci consente anche di ridurre gli scarti all’interno delle raccolte differenziate, grazie al supporto degli operatori Veritas che assistono gli utenti nel conferimento dei materiali. Ampliare gli orari e la disponibilità dei centri di raccolta significa anche agevolare i cittadini e contrastare il fenomeno degli abbandoni. Per questo il Consiglio di Bacino e tutti i sindaci che rappresentiamo sostengono con convinzione il principio dell’intercomunalità, in stretta collaborazione con il gestore Veritas, su tutto il nostro territorio”. • Massimo Tonizzo
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IL BOSCO DEI NUOVI NATI SPERIMENTA LA BIODIVERSITÀ
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i è conclusa con esito positivo la sperimentazione dello sfalcio ridotto avviata nei mesi di giugno e luglio 2026 al Bosco dei Nuovi Nati. L’area, lasciata volutamente a sfalcio ridotto per favorire la biodiversità e monitorarne gli effetti dal punto di vista ecologico e agronomico, ha ormai raggiunto uno stadio di maturazione nel quale la quasi totalità delle specie vegetali presenti non produce più fiori attrattivi per gli insetti impollinatori. Considerato che si tratta della prima esperienza di questo tipo realizzata in città e che la sperimentazione ha fornito risultati positivi, con indicazioni tecnico-agronomiche favorevoli anche per la gestione di altre aree verdi comunali, si ritiene conclusa la funzione ecologica e sperimentale di questa fase.
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“La sperimentazione ha raggiunto gli obiettivi che ci eravamo prefissati – dichiara l’assessore all’Ambiente Paolo Barbiero –. Abbiamo raccolto elementi tecnici importanti che confermano come una gestione differenziata del verde possa rappresentare uno strumento utile per favorire la biodiversità senza rinunciare alla cura e al decoro degli spazi pubblici. Ora che il ciclo naturale dell’area si è concluso e la funzione ecologica di questa fase è terminata, procederemo con lo sfalcio completo del Bosco dei Nuovi Nati, facendo tesoro dell’esperienza maturata per valutare future applicazioni di questa metodologia in altre aree verdi del territorio comunale”.
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La polemica. Botta e risposta tra maggioranza e opposizione sul futuro di piazza Fermi
Allacci elettrici e ritardi, il mercato divide ancora S i andrà probabilmente oltre fine anno per avere una soluzione - si spera definitiva - alla logistica dei banchi del mercato del sabato in piazza Fermi. Intanto, però, la questione si fa sempre più politica che legata al commercio, con opposizione e maggioranza che continuano a scambiarsi accuse sulla situazione, che non sembra trovare nessun punto di sbocco che accontenti tutti (amministratori, commercianti e residenti). L’ultima polemica nasce dalle pagine internet dedicate alla città. “Da una comunicazione - scrivono in una delle più seguite pagine cittadine - Emerge che, dopo la richiesta di allaccio elettrico, Enel avrebbe comunicato la necessità di ulteriori lavori strutturali, con una tempistica stimata di circa due mesi. La domanda spontanea è: possibile che se ne accorgano solo adesso? La sperimentazione del mercato è stata annunciata mesi fa. Era davvero impossibile verificare prima quali fossero le esigenze tecniche
per l’alimentazione elettrica del settore alimentare? E poi c’è un altro punto che lascia parecchi dubbi: in piazza la corrente c’è già. Ci sono lampioni e punti di alimentazione. Inoltre, quando serve, si utilizzano tranquillamente gruppo elettrogeni, come accaduto in Piazza Rosselli. Il timore è che questa pratica finisca semplicemente in coda a tutti gli altri interventi di Enel e che, ancora una volta, a pagare siano commercianti e cittadini. E questo darebbe l’impressione che l’Amministrazione non abbia il peso necessario per far valere le proprie priorità. Più che legittimo chiedere se questa vicenda sia stata programmata con la dovuta attenzione fin dall’inizio”. Immediata la risposta del sindaco Franco Bevilacqua: “Chi scrive cerca solo di fare polemica. Dovrebbe ben sapere che solo dopo l’assegnazione dei posti è possibile individuare dove sia necessario effettuare gli allacciamenti elettrici. Inoltre, l’accensione simultanea di tutti i gruppi elettrogeni è semplicemente irrealizzabile,
per evidenti limiti legati alle emissioni. Con attenzione e determinazione abbiamo completato tutti i lavori in corso e ora guardiamo al futuro, il mercato tornerà nella sua sede originale, come deciso da tutto il consiglio comunale per una sperimentazione”. “L’Italia è un paese libero e noi siamo sempre disponibili ad un confronto costruttivo nelle sedi istituzionali, ma non ci faremo condizionare dai soliti noti che scrivono nei social e che non si rassegnano a questa nuova amministrazione”. Intanto, però, a rimanere preoccupati sono soprattutto gli operatori stessi del mercato, che ancora non hanno la certezza sul posizionamento definitivo e non possono dunque fare effettivamente i conti sulla convenienza o meno di restare, ampliare o disdire la loro presenza in città, e in parte anche i residenti, che continuano a sperare di avere al più presto la “loro” piazza definitiva. • Massimo Tonizzo
Miss Italia a Spinea: eletta Anna Toniutti
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antissimi applausi in Piazza Cortina a Spinea, dove si sono svolte le Selezioni di Miss Italia – Elezione Miss Confcommercio Spinea, tappa ufficiale dello storico concorso nazionale inserita nel calendario del Villaggio Vacanze, manifestazione organizzata dalla Pro Loco di Spinea. La serata ha regalato al pubblico uno spettacolo all’insegna dell’eleganza, del talento e dell’entusiasmo, offrendo alle giovani partecipanti un’importante opportunità per mettersi in gioco e intraprendere il percorso che conduce alle finali di Miss Italia. A conquistare il titolo di Miss è stata Anna Toniutti, 22 anni di
Tarzo (Treviso), studentessa di Lettere e modella. Grazie alla vittoria, insieme alle altre concorrenti classificate, accede alle finali regionali del Veneto, proseguendo il proprio cammino nel prestigioso concorso nazionale. “Questa iniziativa rappresenta un’importante occasione per dare visibilità alle giovani donne del nostro territorio e offrire loro un’opportunità concreta di crescita personale e professionale” – dichiara Patrizia Vianello, delegata Confcommercio Spinea e Presidente Terziario Donna Confcommercio Venezia Rovigo. Miss Italia continua a essere un trampolino di lancio capace di valorizzare talento, personalità
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e determinazione. Ringrazio la Pro Loco e l’Amministrazione comunale di Spinea per aver sostenuto e dato spazio a un’iniziativa interamente dedicata alle donne. “Desidero ringraziare tutte le ragazze che hanno scelto
di partecipare a questa selezione, portando sul palco entusiasmo ed eleganza” – afferma il vicesindaco di Spinea, Emanuele Dittadi. • (m.t.)
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Segue da pag. 1
Il fine vita torna al centro del dibattito regionale: l’attesa per il voto di settembre tra divisioni politiche e pressioni sociali
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a un lato persistono le resistenze e i prudenti scetticismi all’interno del centrodestra — preoccupati sia dai possibili profili di impugnazione statale sia dalle differenti sensibilità etiche — mentre dall’altro si registra la ferma opposizione del mondo cattolico. Di recente, il Patriarca di Venezia, monsignor Francesco Moraglia, ha definito la misura “inaccettabile”, ammonendo
sul rischio che una legge regionale possa aprire varchi impropri a pratiche eutanasiche. A stretto giro è arrivata la replica istituzionale, con il richiamo alla necessità di un confronto laico e rispettoso delle sofferenze umane, fondato sul perimetro già tracciato dai giudici costituzionali. Nel frattempo, il dibattito si arricchisce di nuove istanze trasversali. Le opposizioni, guidate dal Partito Democratico,
non solo premono per il riconoscimento del diritto all’autodeterminazione dei pazienti in condizioni di sofferenza irreversibile, ma rilanciano con forza anche il tema della carenza strutturale delle cure palliative nella regione, ricordando come i posti letto negli hospice siano ancora ampiamente inferiori rispetto ai fabbisogni programmati. Con il mese di settembre ormai alle porte, la
maggioranza e le opposizioni si preparano a un confronto d’aula che si annuncia serrato e privo di sconti. La tenuta dei numeri in Consiglio e la capacità della politica veneta di dare una risposta concreta a un tema etico così complesso saranno determinanti, non solo per il futuro della legge regionale, ma per l’intero dibattito nazionale sui diritti dei malati terminali.
Tempo di bilanci. L’assessore Giacinti rassicura sui rilievi della Corte dei Conti: “Nessun rischio, fondi già accantonati”
REGIONE, VIA LIBERA AL RENDICONTO 2025, SFIDA APERTA PER OLIMPIADI E PEDEMONTANA E ’ passato con 30 voti della maggioranza in Consiglio regionale e 15 contrati il Rendiconto generale relativo all’esercizio finanziario 2025. Un passaggio contabile fondamentale che ratifica la tenuta delle casse regionali e che ha visto al centro dell’attenzione le riserve e i capitoli di spesa legati a due importanti partite per il futuro dell’amministrazione: la gestione degli oneri della Superstrada Pedemontana Veneta e i costi previsti per i Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026. Sulle due questioni, oggetto di specifici rilievi da parte della Corte dei Conti, l’assessore regionale al Bilancio, Filippo Giacinti, ha espresso la posizione ufficiale dell’esecutivo per rassicurare l’aula consiliare e la cittadinanza. “Abbiamo accolto le osservazioni della Corte con lo spirito di collaborazione istituzionale che da sempre contraddistingue la Regione del Veneto”, ha spiegato l’assessore Giacinti. “Su entrambi i fronti desidero rassicurare il Consiglio e i cittadini: gli accantonamenti necessari sono già stati effettuati e le risorse risultano pienamente disponibili. La programmazione finanziaria della Regione tiene conto di questi impegni e continuerà a garantire equilibrio e sostenibilità nel medio e lungo periodo”.
Al di là dei nodi legati alla Pedemontana e alla macchina olimpica, l’amministrazione ha sottolineato il valore complessivo di una gestione guidata dal contenimento dei costi e dall’efficienza operativa. Il Veneto si conferma tra i territori con le spese di funzionamento e di personale più basse a livello nazionale, registrando tempi di pagamento dei fornitori in anticipo di 18 giorni rispetto alle scadenze previste dalla legge. Un modello virtuoso che punta a tutelare
Filippo Giacinti
la qualità dei servizi al cittadino, con particolare riferimento alla sanità, limitando il ricorso alla leva fiscale. Conclusa l’approvazione del documento consuntivo, l’amministrazione ha già avviato i lavori per la stesura
del Bilancio di previsione 2027-2029. Il nuovo strumento programmatico punta a sviluppare un percorso fortemente condiviso con gli enti locali, le parti sociali e le categorie economiche territoriali. “Sarà un bilancio
compartecipato, costruito insieme ai territori, - conclude Giacinti - vogliamo superare definitivamente la logica del bilancio come semplice documento contabile e dare forma a uno strumento di programmazione condivisa”.
Il correlatore Paolo Galeano vota contro: “Manovra senza futuro per il Veneto”
I
l gruppo consiliare del Partito Democratico ha espresso voto contrario all’assestamento di bilancio della Regione Veneto, contestando l’assenza di una visione strategica per le infrastrutture economiche e sociali. A spiegare le ragioni della bocciatura è il consigliere regionale dem e correlatore della manovra, Paolo Galeano, che sollecita interventi più incisivi a sostegno della cittadinanza. “Dopo un rendiconto che ha chiuso un’epoca amministrativa dalla quale il Veneto è uscito impoverito, ci attendavamo una manovra capace di dare una prospettiva reale”, evidenzia Galeano, ricordando le proposte emendative avanzate dal proprio gruppo. “Con 130 milioni di euro a disposizione, era doveroso immettere stanziamenti mirati nelle urgenze. La cosa paradossale è che la stessa maggioranza ha ammesso la bontà dei nostri obiettivi, arrivando a dire che li avrebbe sostenuti se solo ci fossero state le risorse”, prosegue l’esponente del Pd. La critica dell’opposizione punta il dito contro quella che definisce una semplice gestione dell’ordinario, priva di coraggio politico. “E’ giunto il momento della verità per chi governa la Regione. Possono continuare con una politica
Paolo Galeano
di piccolo cabotaggio che si limita a gestire il presente verso una totale assenza di prospettiva, oppure decidere di ridare futuro e speranza a questo territorio”, sottolinea il consigliere. “Ogni amministratore ha il dovere di usare al massimo le leve a disposizione: davanti a una crisi evidente, la scelta della maggioranza è stata purtroppo quella di rimanere fermi”, conclude Galeano.
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Il dibattito. Le reazioni e il confronto in Consiglio Regionale dopo l’approvazione del Rendiconto 2025
Il centrodestra difende la manovra Pedemontana, l’affondo di Rocco, Barbisan e Soranzo: “Conti solidi” Manildo: “Maggioranza spaccata”
Enoch Soranzo
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’approvazione del Rendiconto 2025 trova il pieno sostegno dei gruppi di maggioranza in Consiglio regionale, che rivendicano la stabilità dei conti e sottolineano come le scelte di bilancio garantiscano continuità, sviluppo e responsabilità finanziaria. Per Riccardo Barbisan, capogruppo della Lega – Liga Veneta, il documento contabile rappresenta la prosecuzione di una gestione virtuosa: “Il Veneto non riparte da zero, ma prosegue un percorso amministrativo che negli ultimi quindici anni ha consentito alla nostra Regione di costruire basi solide”. Barbisan evidenzia l’atteggiamento di apertura dialogante mostrato verso i banchi della minoranza in ambito sociale e difende la tenuta del sistema sanitario regionale: “Il Veneto continua a garantire livelli di assistenza tra i migliori d’Italia senza ricorrere all’addizionale regionale IRPEF. Questo è stato possibile grazie a una gestione attenta delle risorse e dei conti pubblici”. L’esponente del Carroccio rimarca inoltre il valore strategico delle infrastrutture come la Pedemontana, definita come “un’opera che ha cambiato la mobilità e reso più competitivo un territorio di piccole e medie imprese”, ribadendo l’importanza di
accelerare il percorso dell’Autonomia. Sulla stessa linea Enoch Soranzo, consigliere di Fratelli d’Italia e presidente della Sesta Commissione consiliare, che pone l’accento sul rigore finanziario: “La tenuta dei conti non è un merito da esibire, ma un dovere fondamentale per garantire stabilità e continuità ai servizi sul nostro territorio”. Entrando nel dettaglio dei numeri, Soranzo illustra le cifre del documento: “I dati contabili mostrano un quadro di stabilità finanziaria, con un risultato di amministrazione pari a 2.043 milioni di euro e un avanzo netto disponibile di 180,6 milioni. Questo equilibrio ci consente di coprire le spese programmate senza accumulare disavanzi”. Soranzo evidenzia inoltre la virtuosità dell’amministrazione nel saldare i fornitori con circa 18 giorni di anticipo sui tempi ordinari. Sul piano della spesa, oltre il 70% dei fondi impegnati — pari a 12,3 miliardi di euro — è andato alla sanità e al sociale, a cui si aggiungono 1,1 miliardi per i trasporti, oltre 2 miliardi di fondi europei e 1,5 miliardi del PNRR. “La parifica con la Corte dei conti conferma la correttezza delle procedure svolte: il nostro compito rimane lavorare in silenzio e con concretezza”, conclude Soranzo.
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Giovanni Manildo
’approvazione del Rendiconto generale per l’esercizio finanziario 2025 solleva accese polemiche tra i banchi dell’opposizione in Consiglio regionale. Sul fronte finanziario, il capogruppo di Riformisti Veneti in Azione, Nicolò Rocco, individua nei grandi dossier infrastrutturali il principale ostacolo agli investimenti. Pur ammettendo che la parità contabile rappresenti un elemento positivo, il consigliere evidenzia i pesanti vincoli che frenano l’ente: “L’assenza di addizionale regionale, che come evidenziato dal Presidente Stefani nelle altre Regioni vale oltre 40 miliardi di euro, unitamente ai debiti per la Pedemontana e le Olimpiadi ci consegnano un bilancio con pochi spazi per gli investimenti”. Analizzando le singole voci di spesa, Rocco rileva forti criticità sul partenariato per la Superstrada Pedemontana Veneta: “È emersa una beffa nei rapporti con il privato: a fronte di maggiori volumi di traffico non vi è riduzione degli oneri a carico della Regione perché il pubblico deve farsi carico di inflazione e manutenzioni”. Alttrettanto delicato il nodo legato a Milano Cortina 2026: “Sulle Olimpiadi ci sono 153 milioni congelati in attesa di capire quanto Regioni ed Enti locali dovranno versare per
coprire i debiti della società organizzatrice”. Per evitare la stagnazione economica, Rocco chiede di affrontare entro l’anno spending review e piano delle entrate. Allo scetticismo sulla tenuta economica si aggiunge l’affondo sferrato dal Partito Democratico. Il capogruppo Giovanni Manildo censura duramente lo scontro tra le forze di governo: “Un deragliamento simile non ha precedenti. Perché il dibattito andato in scena, che doveva essere dedicato al Rendiconto della Regione, si è trasformato subito in una sorta di seduta dall’analista, nella quale le forze del centrodestra, completamente balcanizzate in gruppi, hanno dato sfogo alle loro frustrazioni e guerre reciproche”. Secondo l’esponente dem, la coalizione di governo appare divisa tra nostalgie e veti incrociati. “Dispiace che il Consiglio regionale non sia il lettino dello psicologo e che ci siano mille cose da fare e decidere per far andare avanti questa Regione”, sottolinea Manildo, rivendicando la linea dell’opposizione: “Noi andiamo avanti per la nostra strada, proponendo in modo costruttivo una nostra visione del Veneto e provvedimenti concreti per dare nuovo slancio a questa regione”.
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Energia. Il Garante della Concorrenza chiede gare pubbliche e stop alle proroghe. Federico Testa: “Meglio affidare le dighe ad aziende del territorio”
IL FARO DELL’ANTITRUST SULLE CONCESSIONI, INTANTO IL VENETO PUNTA SULL’AUTONOMIA L ’energia e la gestione delle grandi infrastrutture di rete finiscono al centro della nuova segnalazione inviata dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) a Governo e Parlamento in vista del Disegno di Legge Concorrenza. Il documento firmato dal presidente Saverio Valentino punta il faro su tre nodi cruciali: le concessioni per la distribuzione elettrica, le gare per la distribuzione del gas e il rinnovo delle grandi derivazioni idroelettriche. Si tratta di settori strategici in cui l’assenza di procedure competitive rischia di frenare gli investimenti, penalizzare i consumatori e soffocare il mercato. Una partita che riguarda direttamente da vicino il Veneto, sia per il peso delle infrastrutture idroelettriche presenti sul territorio regionale, sia per la presenza di multiutility locali pronte a competere. A chiarire i termini della questione è Federico Testa, presidente di Magis: “Il parere dell’antitrust conferma che la situazione dei mercati delle infrastrutture energetiche in Italia è certamente problematica. l’Enel, con una delibera del governo di un anno
Massimo Bitonci
e mezzo fa , è titolata a mantenere più del 80% delle concessioni di distribuzione elettrica in Italia, caricando i consumatori di un canone che prima non esisteva in bolletta. Per quello che riguarda l’idroelettrico si continua a parlare della volontà del governo di fare altrettanto. Questo soprattutto nella nostra regione comporta il mantenimento all’Enel di 31 delle 34 grandi dighe della regione, con margini di centinaia di milioni. Meglio sarebbe che queste concessioni fossero affidate a soggetti del territorio capaci di gestirle e che potrebbero riversare parte di questi
margini sul territorio, penso a Magis ma anche a Ascopiave o APS Acegas, i Bim del bellunese insieme alla regione. Per quanto riguarda infine le concessioni della distribuzione gas c’è bisogno di una regolamentazione che eviti che Italgas, date le sue dimensioni sia in grado di vincere tutte le gare che saranno bandite, in spregio alle più elementari regole della concorrenza”. Per quanto riguarda la distribuzione elettrica, l’Antitrust critica le proroghe generalizzate e pluridecennali, evidenziando come la stasi attuale favorisca l’operatore dominante
Federico Testa
e rallenti gli investimenti necessari per la transizione. Soltanto gare trasparenti e contendibili sul piano degli impegni economici potrebbero garantire elevati standard di innovazione e qualità. Sul fronte dell’idroelettrico, bene chiave per il tessuto montano e produttivo veneto, l’Antitrust ribadisce che la gara pubblica deve rimanere la via maestra, chiedendo tempi certi per le leggi regionali e l’eliminazione di rendite di posizione. Infine, per le gare della distribuzione del gas, l’Autorità sollecita una revisione dei bandi e degli ambiti territoriali (Atem) per evitare che
un unico grande operatore soffochi la concorrenza a discapito delle aziende locali. Intanto l’assessore regionale alle attività produttive e sviluppo Massimo Bitonci conferma che il Veneto sta proseguendo sulla strada dell’autonomia energetica: “Abbiamo già individuato e abbiamo già incontrato insieme ai dirigenti di settore i professionisti che ci seguiranno dal punto di vista legale, economico e ingegneristico. Ai primi di settembre valuteremo delle ipotesi, c’è tutta una fase di studio e di lavorazione per poi decidere quale sarà la via più corretta da intraprendere in vista del 2029 con la scadenza delle grandi concessioni. Stiamo lavorando ad un progetto che permetta di gestire in proprio le grandi derivazioni idroelettriche attraverso società partecipate, ovviamente tenendo conto delle autonomie provinciali, dei Comuni e di quanto previsto dalla legge regionale sull’autonomia della provincia di Belluno. Mi pare corretto discuterne con professionisti che operano nel settore e che già seguono già alcuni regioni. Analizzeremo i dati e sceglieremo la soluzione migliore per cercare di ottimizzare il risultato”.
L’intervista. Piefrancesco Munari, neo presidente e sindaco di Cavarzere, traccia le linee del mandato
“COSÌ VOGLIO RILANCIARE ATER VENEZIA” R idurre il numero degli alloggi sfitti, accelerare le assegnazioni e rafforzare la collaborazione con le istituzioni per garantire legalità ed efficienza. Sono questi i primi obiettivi che Pierfrancesco Munari indica nei suoi primi giorni da presidente di Ater Venezia. Sindaco di Cavarzere, già vicepresidente di ASM Spa, Munari affronta il nuovo incarico con la consapevolezza delle difficoltà ma anche con la convinzione che il patrimonio abitativo pubblico possa rappresentare una risposta concreta al disagio sociale. Presidente Munari, ci racconta qualcosa di lei e del suo percorso professionale? Ho 44 anni, sono sposato e ho due figlie. Per cinque anni sono stato consigliere comunale a Cavarzere. Dal 2021 sono sindaco della città. Ora è arrivata questa opportunità alla guida di Ater Venezia. È un incarico prestigioso che affronto con grande senso di responsabilità.
Pierfrancesco Munari
Si aspettava questa nomina? Sì. Ho presentato la candidatura insieme ad altre 58 persone e ritenevo di
avere le competenze per questo ruolo. Mi auguro che la scelta sia stata fatta proprio sulla base delle qualifiche e dell’esperienza maturata. Quale sarà il primo obiettivo del suo mandato? Ater deve fare Ater. Significa dare il maggior numero possibile di case a chi ne ha realmente bisogno e ridurre il numero degli immobili sfitti. Gestiamo circa 11 mila alloggi in 44 Comuni della Città metropolitana, quindi parliamo di un patrimonio enorme. Con il Piano Casa nazionale e quello regionale si aprono prospettive interessanti. Qual è oggi la situazione degli immobili inutilizzati? Sono presidente da pochi giorni e mi sono fatto consegnare una serie di report Comune per Comune. Nel centro storico di Venezia il dato è particolarmente pesante: circa un terzo degli alloggi risulta sfitto. Considerando l’intero patrimonio provinciale la percentuale diminuisce, ma è evidente che c’è molto
lavoro da fare. Tra le criticità ci sono anche le occupazioni abusive... La mia esperienza da sindaco mi ha insegnato che si deve operare sempre e solo nel rispetto della legalità. Su questo non ci possono essere compromessi. Le occupazioni abusive non solo creano situazioni di degrado, ma penalizzano le persone che attendono regolarmente in graduatoria l’assegnazione di una casa. Il suo predecessore ha ricevuto minacce. La preoccupano? Assolutamente no. Da sindaco ho già affrontato situazioni simili. Quando un ente lavora nel rispetto delle leggi e dello Stato democratico non deve lasciarsi intimidire. Cavarzere poi è uno dei territori con il maggior numero di alloggi popolari... Cavarzere, dopo Venezia, è tra le realtà con più edilizia residenziale pubblica: conta oltre 700 alloggi tra patrimonio comunale e Ater. Tuttavia oggi devo
ragionare da presidente dell’intero ente. Non ci saranno corsie preferenziali. Come concilierà il ruolo di sindaco con quello di presidente di Ater? Sarà fondamentale il lavoro di squadra. In Comune posso contare sulla Giunta e sul vicesindaco, mentre in Ater ci sono 74 dipendenti e due dirigenti, anche se il fabbisogno previsto arriva fino a 120 unità. Vorrei rafforzare l’organico per migliorare i servizi. Le giornate saranno intense ma sono abituato a ritmi impegnativi. Ha già avviato i primi contatti istituzionali? Sì. Ho incontrato il presidente della Regione Stefani, il sindaco di Venezia Venturini e l’assessore Roma. La collaborazione con tutte le istituzioni sarà decisiva. Ci sono già sul tavolo collaborazioni ad esempio con l’Ulss3 e la Polizia Penitenziaria per alloggi non ERP a favore del personale di questi enti. • Riccardo Musacco
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L’intervista. Il Presidente della città di Venezia traccia un bilancio radiofonico dei suoi primi mesi di mandato
VENTURINI: «VENEZIA DEVE RESTARE SÉ STESSA, IL FUTURO PASSA DA MESTRE E DAL NUOVO STADIO» A poco più di due mesi dalla sua elezione a sindaco di Venezia, Simone Venturini ha tracciato un primo bilancio del suo nuovo incarico ai microfoni della trasmissione radiofonica “Te lo do io il Veneto” su Radio Veneto24, raccontando un inizio di mandato vissuto senza pause con la consapevolezza di un grande senso di responsabilità
e l’obiettivo prioritario di mantenere un contatto costante e diretto con il territorio e con la cittadinanza. Il primo cittadino ha rivendicato uno stile amministrativo lontano dalle mondanità, sottolineando come l’onore di ricevere personalità di spicco si accompagni al medesimo piacere di partecipare alle sagre di paese o di visitare i centri anziani,
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preferendo la vicinanza reale alle passerelle formali. Tra i primi temi affrontati c’è quello della storica festa del Redentore, definita un appuntamento identitario che non può e non deve essere snaturato nei suoi elementi tradizionali - dal ponte votivo alla messa, dai fuochi d’artificio alle tavolate -, evidenziando come le normative sulla sicurezza introdotte negli anni abbiano permesso di gestire l’evento tutelandone la riuscita senza criticità. Guardando alle grandi trasformazioni urbane, Venturini ha individuato nel nuovo polo sportivo di Tessera un’opera strategica per il futuro del territorio, confermando che i lavori stanno rispettando il cronoprogramma: l’arena polifunzionale sarà pronta già nel prossimo anno, mentre il nuovo stadio verrà completato all’inizio del 2028 con l’ambizione di ospitare i grandi concerti del Nord Italia e, perché no, grandi star internazionali, mentre il vecchio stadio Penzo continuerà a vivere come punto di riferimento per il calcio cittadino e per altre discipline sportive. Sul piano culturale, il sindaco ha confermato la massima attenzione istituzionale verso la Mostra del Cinema e il lavoro della Biennale, definita un pilastro economico e culturale per il quale intende favorire il massimo dialogo con tutte le componenti, a partire dalla stima condivisa con Pietrangelo Buttafuoco. Quanto alle recenti polemiche Venturini ha ricordato il suo ruolo: “Il mio lavoro in questi in questi due mesi è stato quello di sminare campi minati, di ridurre le distanze, far parlare le persone che magari non si parlavano, anche per quanto riguarda il rapporto tra la parte sindacale e il datore di lavoro”. Ampio spazio è stato dedicato ai temi della sicurezza e del decoro urbano, distinguendo nettamente tra il contrasto all’abusivismo e al degrado e la lotta alla microcriminalità, per la quale Venturini ha invocato interventi di livello nazionale, come carceri moderne e strumenti normativi più efficaci per evitare l’immediata scarcerazione di chi viene fermato per reati predatori o di spaccio. Affrontando il settore della casa e delle politiche sociali, il sindaco ha ricordato i traguardi raggiunti con le 1.200 assegnazioni e i recuperi abitativi, puntando ora
a una forte sinergia con la Regione. “In 5 anni da assessore ho fatto 1.200 assegnazioni e 1.200 restauri”. Altro obiettivo, ottenere il rifinanziamento della legge speciale: “Venezia deve avere le risorse per far fronte agli extra costi che si trova ad affrontare. Fare ogni cosa a Venezia costa di più, dalla pulizia della città alla raccolta differenziata, alla manutenzione. La legge speciale è andata appunto per ridurre questo delta”. Venturini ha poi sottolineato la portata degli investimenti che stanno cambiando il volto di Mestre e Marghera grazie a progetti come la riqualificazione di piazza Mercato, l’area di via Ulloa, la nuova questura, la casa della comunità e i nuovi poli universitari, pensati per sostituire edifici obsoleti con abitazioni efficienti per il ceto medio. “Stiamo facendo un lavoro importante per attrarre nuovi cantieri - ha aggiunto - perché Mestre ha scontato una crescita veloce tra gli anni ‘60 e ‘70 del secolo scorso, dove l’estetica era l’ultimo dei problemi, e oggi invece l’operazione che stiamo mettendo in campo è anche di demolizione e ricostruzione. Buttiamo giù immobili brutti, non efficienti dal punto di vista energetico, e non più all’altezza delle aspettative delle giovani coppie, per lasciare posto ad abitazioni belle e
di qualità”. Tra i correttivi annunciati, il sindaco è intervenuto anche sul recente episodio dei bambini sanzionati per aver giocato a pallone a Murano, anticipando modifiche al regolamento e il potenziamento degli spazi dedicati: “Stiamo intervenendo per modificare il regolamento e potenziare i luoghi a disposizione dei nostri ragazzi”. Il sindaco ha ribadito quindi la sua visione urbanistica: la Venezia storica non necessita di grandi opere iconiche o di alterazioni della propria identità, ma del recupero di spazi inutilizzati come gli ex Gasometri, riservando le grandi innovazioni architettoniche e lo sviluppo propulsivo al cuore della terraferma mestrina. Infine una battuta sul rapporto con il giovane presidente della Regione Veneto Alberto Stefani: “Abbiamo percorsi però simili sia nella formazione, con la laurea in giurisprudenza, sia nel percorso politico nato sul territorio. Un percorso che ci accomuna. E’ un rapporto apportato sulla massima collaborazione, ci sono già dei dialoghi avanzati sul tema del sociale, delle impegnative per le case di riposo, delle case della comunità e non da ultimo anche il tema del social housing. Sono convinto che collaboreremo molto bene insieme”.
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Il regista. Cristian Tomassini racconta il suo instant-cult, un successo di pubblico costruito fuori dal sistema
“BRENTA CONNECTION”, IL FILM DI CULTO CHE HA CAMBIATO LE REGOLE DEL GIOCO C ristian Tomassini è una delle voci più originali e interessanti del cinema veneto. Di certo è l’unico regista indipendente al 100%. Il suo Brenta Connection, uscito in sordina ad aprile 2025, è diventato fenomeno di culto. Il film, scritto da Silvio Marotta e prodotto da Anima Film (società dello stesso Tomassini e di Marco Businaro) è costato quanto una utilitaria. Dopo un anno è ancora in giro, è stato visto da più di 35mila persone e ha abbondantemente ripagato l’investimento iniziale. Brenta Connection, grazie al passaparola e alla passione di tutta la crew che ci ha lavorato, è riuscito ad essere distribuito nei circuiti UCI Cinemas e The Space (cosa quasi di solito per un film indipendente). Insomma, la dimostrazione concreta che anche il cinema può essere industria, svincolata dall’assistenzialismo statale che da decenni affligge il settore. E, particolare da sottolineare, stiamo parlando di una produzione vera (vogliamo parlare della splendida fotografia di Beniaimo Gelain?), a
differenza di tanti presunti film d’autore che di fatto sono prodotti amatoriali fatti in casa, privi di distribuzione e, soprattutto, di pubblico. Per questi motivi, e anche perché Brenta Connection mi ha divertito moltissimo, ho voluto fare una chiacchierata con Tomassini. Volevo provare a capire com’è nato questo progetto che ha il gran pregio di non raccontare il Veneto attraverso i soliti cliché (la tristezza, il rimpianto e la delusione…). «Volevamo fare una commedia popolare, capace di parlare alle persone che vivono nei territori intorno a noi», spiega Tomassini. «Il film utilizza in larga parte il dialetto veneto, presenta personaggi riconoscibili e sceglie un tono leggero, ironico e irriverente. Una formula che il pubblico ha subito capito e apprezzato». Avete raggiunto risultati importanti partendo senza distribuzione: come avete fatto? «La distribuzione si è sviluppata quasi spontaneamente. Dopo le prime proiezioni, gli esercenti hanno
cominciato a contattarsi tra loro. Un cinema chiamava quello di un’altra provincia per chiedere informazioni sul film e poi lo inseriva in programmazione. In questo modo Brenta Connection è arrivato più di cento di sale e spazi di proiezione. In alcuni casi la permanenza in cartellone è stata prolungata grazie all’affluenza del pubblico. Ci siamo costruiti una rete di distribuzione perché i cinema vedevano che il film funzionava e ci chiamavano». Qual è l’ipotetica mappa regionale del film? «Il film ha funzionato soprattutto nei centri medio-piccoli, pur ottenendo buoni risultati anche a Padova, Verona e in altre città. Una parte importante della popolazione italiana vive in comuni di piccole dimensioni, ma il cinema nazionale di solito parla delle grandi città e usa modelli narrativi lontani dalla vita di province. Con Brenta Connection abbiamo scelto la strada opposta: abbiamo raccontato un territorio preciso, con la sua lingua, i suoi ambienti e i suoi personaggi». Qual è la lezione che ti porti a casa da questa esperienza? «Innanzitutto che il cinema indipendente deve costruire un rapporto diretto tra produzione, imprese del territorio, sale e pubblico. Questo significa pensare film da realizzare con budget contenuti, sostenuti anche da aziende interessate a legare il proprio nome a un progetto culturale e capaci di rientrare almeno in parte attraverso gli incassi. Per me il vero cinema indipendente nasce quando chi realizza un’opera si assume il rischio e trova il modo di portarla davanti agli spettatori. Questa posizione è maturata affrontando ogni fase del
lavoro: dalla scrittura alla regia, dalla produzione alla promozione e ai rapporti con le sale. In Veneto si sta affermando una new wave di autori: secondo me tu e il gruppo che ha dato vita a Brenta Connection siete una delle voci più forti di questa new wave, forse proprio perché avete fatto saltare il banco giocando con le vostre regole. Cosa ne pensi? «È vero, in Veneto esiste un movimento di indipendenti diffuso di autori, tecnici e piccole realtà produttive. Molti lavorano soprattutto sui cortometraggi, mentre il lungometraggio richiede più tempo, risorse e capacità organizzativa. I risultati ottenuti con Brenta Connection dimostrano che un percorso alternativo è possibile, a condizione di conoscere il proprio pubblico e di costruire un prodotto coerente con il territorio». Dopo questo exploit il telefono ha iniziato a squillare? «Sì, devo dire che si sono aperte nuove strade e siamo al lavoro su diversi progetti molto ambiziosi, anche se non vogliamo snaturarci perché altrimenti perderemmo la nostra forza».
Qualunque sarà il prossimo passo di Tomassini, Brenta Connection ha già ottenuto un risultato significativo: ha dimostrato che una storia veneta, realizzata con professionalità anche se con mezzi limitati e senza una grande macchina promozionale, può trovare il suo pubblico. Il successo è cresciuto attraverso il passaparola e ha trasformato una produzione indipendente in un fenomeno regionale. Una lezione semplice, ma che troppo spesso si fa finta di ignorare: per portare le persone al cinema bisogna prima di tutto raccontare storie nelle quali possano riconoscersi. • Giacomo Brunoro
• Chi è Giacomo Brunoro Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.
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Case della Comunità, in Veneto arrivano i medici di base: accordo per rafforzare la sanità territoriale
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a sanità territoriale veneta compie un nuovo passo avanti. Medici di medicina generale e Case della Comunità saranno sempre più integrati per offrire ai cittadini un punto di riferimento vicino al territorio e ridurre il ricorso improprio agli ospedali e ai pronto soccorso. Regione Veneto ha infatti definito, insieme alle organizzazioni sindacali dei medici di famiglia Fimmg, Smi, Snami e Fmt, il documento operativo che dà attuazione alla delibera regionale approvata lo scorso giugno. Le indicazioni sono state trasmesse alle Ulss e riguardano l’inserimento dei medici
di medicina generale all’interno della rete delle Case della Comunità realizzate con i fondi del Pnrr. In Veneto sono attualmente previste 99 Case della Comunità, strutture pensate per avvicinare i servizi sanitari ai cittadini e potenziare l’assistenza fuori dagli ospedali. «Come promesso, si parte», ha dichiarato l’assessore regionale alla Sanità Gino Gerosa, sottolineando l’importanza dell’accordo raggiunto. Ai medici che svolgeranno attività aggiuntive all’interno delle Case della Comunità sarà riconosciuto un compenso di 60 euro all’ora, coperto da risorse regionali
già stanziate. Il nuovo modello prevede la presenza del medico di medicina generale nella fascia oraria 8-20, attraverso turnazioni organizzate tra la Casa della Comunità, lo studio principale o eventuali ambulatori secondari. Tra i compiti affidati ai professionisti ci saranno la gestione delle richieste dei cittadini, anche attraverso il numero unico 116117, il supporto ai pazienti fragili e cronici, la collaborazione con gli infermieri di famiglia e di comunità, la partecipazione alle campagne vaccinali e il monitoraggio dei pazienti dimessi dagli ospedali. Previsto anche il coinvolgimento
dei medici nei percorsi di presa in carico dei malati cronici, con l’obiettivo di programmare visite e prestazioni senza che il cittadino debba occuparsi autonomamente delle prenotazioni. Durante le ore notturne, dalle 20 alle 8, e nei giorni prefestivi e festivi, l’assistenza medica continuerà a essere garantita dal servizio di continuità assistenziale, la cosiddetta guardia medica. «La presenza dei medici di medicina generale nelle Case della Comunità significa portare davvero la sanità più vicina ai cittadini – ha spiegato Gerosa -. Questo nuovo assetto potrà contribuire anche a
ridurre gli accessi non necessari ai pronto soccorso, lasciando spazio alle emergenze che richiedono cure immediate». Sul fronte dell’attuazione del Pnrr, la Regione comunica di aver raggiunto gli obiettivi previsti per la Missione 6. Le Case della Comunità attive sono distribuite tra tutte le Ulss venete: 4 nell’Ulss 1 Dolomiti, 15 nell’Ulss 2 Marca Trevigiana, 13 nell’Ulss 3 Serenissima, 5 nell’Ulss 4 Veneto Orientale, 5 nell’Ulss 5 Polesana, 20 nell’Ulss 6 Euganea, 8 nell’Ulss 7 Pedemontana, 9 nell’Ulss 8 Berica e 20 nell’Ulss 9 Scaligera.
“Turismo Sociale e Inclusivo”: da progetto pilota sulle spiagge a buona prassi regionale di inclusione
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a progetto sperimentale dedicato alle spiagge accessibili a modello regionale di inclusione sociale. È questo il percorso compiuto dal Progetto Turismo Sociale e Inclusivo nel Veneto, nato nel 2017 su iniziativa della Regione del Veneto con l’obiettivo di rendere il litorale fruibile alle persone con disabilità o con ridotta mobilità e oggi diventato una buona pratica riconosciuta a livello regionale. L’iniziativa, partita inizialmente nelle tre aziende sanitarie costiere – ULSS 3 Serenissima, ULSS 4 Veneto Orientale e ULSS 5 Polesana – ha rappresentato una vera rivoluzione nel modo di concepire il turismo accessibile. Accanto all’eliminazione delle barriere fisiche sono stati introdotti servizi di accompagnamento, assistenza sanitaria dedicata e attività per favorire una piena partecipazione alla vita di spiaggia. Nel corso dell’incontro celebrativo è stato il direttore generale dell’ULSS 5 Polesana, Massimo Zuin, tra i protagonisti del progetto fin dalle sue
origini, a ripercorrerne la crescita. «Il progetto, partito in forma sperimentale nelle spiagge delle ULSS 3, 4 e 5 Polesana, si è poi ampliato a tutte le ULSS del Veneto, diventando una buona prassi. Punto di forza del progetto è il fare rete tra pubblico e privato, tra istituzioni, operatori e associazioni di categoria», ha sottolineato Zuin. Un modello che negli anni ha saputo evolversi. Già nel 2018 alle spiagge accessibili si sono affiancate attività sportive e ricreative dedicate e il progetto “50 Boys for 50 Days”, che ha permesso a giovani con disabilità provenienti da tutto il Veneto di sperimentare percorsi di tirocinio lavorativo negli stabilimenti balneari, favorendo autonomia personale e inclusione lavorativa. Nello stesso anno sono nate anche le “Bandiere d’Argento”, riconoscimento assegnato agli stabilimenti distintisi per i più elevati standard di accessibilità. Dopo la pausa imposta dalla pandemia, il progetto è ripartito con ancora maggiore slancio. Dal 2022, grazie al finanziamento del Ministero per
le Disabilità, è stato esteso a tutte le nove ULSS del Veneto, ampliando il proprio raggio d’azione dalle spiagge alle città d’arte, ai territori montani e collinari e rafforzando i percorsi di autonomia abitativa e lavorativa. L’edizione 2025-2026 ha introdotto importanti innovazioni. Tra queste la realizzazione del modellino tridimensionale di Villa Pisani per favorire la fruizione del patrimonio culturale da parte delle persone con disabilità visiva, i corsi di formazione rivolti agli operatori turistici sull’accessibilità universale, la nuova certificazione di “Azienda Inclusiva” destinata alle realtà che investono concretamente nell’accoglienza senza barriere e nuovi strumenti per migliorare l’accessibilità delle spiagge. Nel 2026 sono stati inoltre acquistati sollevatori per persone con disabilità, accessori per le sedie Job e 26 altalene inclusive destinate agli arenili di Chioggia e del Lido di Venezia. Tra le novità anche il braccialetto con QR Code “Se mi perdo”, pensato per consentire il rapido ritrovamento delle persone fragili in caso
di smarrimento, oltre a una app dedicata che permette di consultare e prenotare tutte le attività direttamente dallo smartphone. Nel corso della cerimonia il vicesindaco di Chioggia Serena De Perini e il sindaco Mauro Armelao hanno ribadito il sostegno dell’amministrazione comunale a un progetto che rappresenta un valore aggiunto non solo sul piano sociale, ma anche per la qualità dell’offerta turistica del territorio. L’excursus storico dell’iniziativa è stato affidato al dottor Vanni Stangherlini, che ha ripercorso le principali tappe di un progetto cresciuto anno dopo anno fino a diventare un punto di riferimento nazionale sul tema dell’accessibilità. Momento particolarmente significativo della giornata è stata la consegna del riconoscimento al titolare di un’azienda inclusiva Fabrizio Boscolo Nale, premiato per l’impegno e il contributo profuso nella realizzazione e nello sviluppo del progetto. Guendalina Ferro
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26 Innovazione. Le nuove macchine sono dotate di intelligenza artificiale e permettono esami più rapidi e precisi con minori radiazioni
Ospedale dell’Angelo, rivoluzione nella diagnostica: rinnovate tutte le grandi apparecchiature
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n grande intervento di ammodernamento tecnologico sta cambiando il volto della diagnostica all’ Ospedale dell’Angelo. Il presidio mestrino sta completando la sostituzione dell’intero parco delle grandi apparecchiature di Radiologia e Neuroradiologia, con l’arrivo di nuove TAC, risonanze magnetiche, mammografi e altri strumenti di ultima generazione. Un vero e proprio cantiere distribuito all’interno della struttura ospedaliera, con il trasferimento delle vecchie apparecchiature e l’installazione delle nuove tecnologie attraverso interventi complessi che coinvolgono mezzi specializzati, gru e personale tecnico qualificato. «È in corso un cantiere diffuso e progressivo nelle aree non direttamente accessibili dell’Ospedale – spiega il direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima, Massimo Zuin –. Stiamo sostituendo tutte le grandi macchine diagnostiche, garantendo così un rinnovo completo delle dotazioni tecnologiche. L’Ospedale di Mestre può contare su strumenti all’avanguardia secondo gli standard più moderni disponibili». L’operazione rientra negli obblighi previsti dalla convenzione di gestione dell’ Ospedale dell’Angelo nell’ambito del project financing: il rinnovo periodico delle apparecchiature è infatti a carico del concessionario, secondo un programma di aggiornamento tecnologico che prevede sostituzioni sulla base dell’evoluzione della medicina e delle necessità diagnostiche. Complessivamente saranno circa quaranta le nuove apparecchiature installate, per un investimento di diversi milioni di euro. Le nuove tecnologie sono state individuate attraverso un con-
fronto tra direzione ospedaliera, concessionario e specialisti dei reparti di Radiologia e Neuroradiologia, con l’obiettivo di garantire strumenti adeguati alle esigenze cliniche quotidiane. «Le apparecchiature sono state valutate insieme ai professionisti che le utilizzeranno – sottolinea il direttore del Dipartimento di Radiologia clinica, interventistica e di neuroscienze, Enrico Cagliari –. In questo modo possiamo assicurare strumenti capaci di rispondere alle richieste degli specialisti e all’evoluzione delle attività diagnostiche». Tra le novità più importanti ci sono le nuove TAC, capaci di acquisire immagini ad alta velocità e di effettuare anche studi particolarmente complessi, come quelli dedicati alle coronarie e ai vasi intracranici. Un ruolo centrale è svolto dall’ intelligenza artificiale, presente nei nuovi sistemi di TAC, risonanza magnetica e mammografia. I software avanzati consentono di migliorare la qualità delle immagini, ridurre i tempi degli esami e supportare i professionisti nella lettura diagnostica. Le nuove tecnologie permettono inoltre di diminuire l’esposizione dei pazienti alle radiazioni: in particolare TAC e mammografi garantiscono immagini di elevata qualità con una dose sensibilmente ridotta rispetto alle apparecchiature precedenti. Il rinnovamento del parco tecnologico rappresenta un passaggio strategico per l’Ospedale dell’Angelo, chiamato ogni giorno a garantire un numero elevato di prestazioni diagnostiche per il territorio veneziano. Con il completamento dell’intervento, previsto entro l’estate, il presidio potrà contare su una dotazione completamente aggiornata, capace di coniugare maggiore efficienza, qualità delle immagini e attenzione al paziente.
Ospedale di Chioggia, raggiunto il traguardo di mille ecocardio in dieci anni
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ille ecocardiografie eseguite in dieci anni: è il traguardo raggiunto dall’ Ospedale di Chioggia, un risultato che la Regione Veneto ha voluto valorizzare come esempio di qualità assistenziale e integrazione tra professionalità sanitarie. A esprimere le proprie congratulazioni è stato il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani, dopo l’annuncio del direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima Massimo Zuin. «L’eccellenza di un modello sanitario si afferma attraverso diversi fattori – ha dichiarato Stefani – tra cui l’alto livello professionale del personale, l’innovazione tecnologica e la capacità di garantire attenzione concreta ai cittadini». Il traguardo riguarda in particolare l’attività dell’ambulatorio di Cardio-oncologia dell’ospedale chioggiotto, dove gli esami ecocardiografici hanno consen-
tito di monitorare nel tempo pazienti sottoposti a terapie oncologiche, individuando tempestivamente eventuali complicanze cardiovascolari. «Esprimo le mie congratulazioni al primario Valle e a tutto il personale dell’ambulatorio di Cardio-oncologia – ha aggiunto il presidente regionale – per un percorso che ha garantito mille risposte di alta specializzazione ai pazienti». Secondo Stefani, il risultato è il frutto di un modello organizzativo costruito sulle esigenze delle persone assistite, basato sulla collaborazione tra reparti e professionisti e su strategie di cura mirate. «È un risultato importante che merita attenzione e valorizzazione – ha concluso – perché dimostra come la sinergia tra competenze diverse possa tradursi in un’assistenza sempre più tempestiva e personalizzata».
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QUANTO NE SAI DEL VENETO? Per ogni domanda scegli una sola risposta. Poi controlla il punteggio online.
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1. Quale fiume attraversa Verona?
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A) Vicenza B) Rovigo C) Belluno
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A) Torcello B) Pellestrina C) Murano
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4. In quale provincia si trova Asolo? A) Treviso B) Padova C) Verona
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5. Quale dolce è nato a Verona?
ORIZZONTALI
2. Scrisse La caverna - 12. Bramosa impazienza - 18. 20. Smonta l’accusa - 22. Centro sul Lago Maggiore con il Sancarlone - 23. Rientranze costiere - 25. Città del Marocco - 28. Fiore blu-violetto - 30. È stato un grande nuotatore russo - 33. Il centro della Toscana con il Giardino dei Tarocchi - 34. Teatro di posa - 35. Ex direttore di Rai News 24 - 38. Cambiano oli in molti - 40. Il dittongo di Diana - 41. Romanzo di Niccolò Ammaniti - 42. Un gigante della strada - 43. Film di Luciano Salce con Ugo Tognazzi - 45. Capitale svizzera - 47. Percuotere con una frusta di nuovo - 48. Sprezzanti - 49. Selezionata - 50. Le estreme in azione - 51. Malattia - 53. Gian Paolo che amò la monaca di Monza - 55. Seggio per sovrani - 58. Lago del Guatemala - 59. Lo sono le mire dell’ambizioso - 60. Filippo, primatista nazionale dei 100 metri piani - 62. Regimi 66. Verso di mici. alimentari - 64. La Pavone de Il geghegè - 65.
VERTICALI
1. La città di san Francesco e santa Chiara - 2. La Leigh di Psyco - 3. Sfrigola in padella - 4. La nota... affermativa - 5. Brian, il musicista di By this river - 6. Direzione opposta a NE - 7. L’Arbore della TV (iniz.) - 8. Si attira con uno... specchietto - 9. 14. Un terzo di miglio - 10. Le nozioni elementari - 11. Forma un trio con Aldo e Giovanni - 13. Lingua proverbialmente ostica - 15. I penultimi su dieci - 16. Avviato, iniziato - 17. Una raccolta di racconti di Aldo Busi - 19. I mercati... con grano e avena - 21. Misere - 24. Uccello dei Passeriformi - 26. La città della donna che dissetò Gesù dal pozzo - 27. Gruppo musicale - 29. Moralmente abbattuto - 30. Gli animali catturati - 31. Lustrino - 32. Il Papa lo è di Cristo - 36. L’ultima lettera greca - 37. Si impone al battesimo - 39. Colonna romana per celebrare la conquista della Dacia - 41. Un gioiello da décolleté - 42. Pesce dall’occhio languido - 44. Dio Vulcano per i Greci - 46. Antichi lucani - 47. Iniziali di Saviano - 48. 51. Vivacizzano la cravatta - 52. La baby sitter per il bimbo - 54. Un giardino con le gabbie - 56. Dramma 57. Nota di chi scrive (sigla) - 59. Sigla di Agrigento - 60. In mezzo ai pasticci - 61. Rendono troppi i topi - 63. Le iniziali della Canalis.
PAROLA INIZIALE
COME SI GIOCA Trova la parola centrale che forma un’espressione corretta sia con quella di sinistra sia con quella di destra. Il riferimento veneto può trovarsi in una delle due espressioni.
2. Dove si trova la Basilica Palladiana?
3. Quale isola è famosa per il vetro?
CRUCIVERBA CRUCIVERBALIBERO
Gioco linguistico · livello medio
A) Brenta B) Adige C) Piave
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PAROLE CONCATENATE DEL VENETO
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SAN MONTE ACQUA BACARO CANAL VINO CITTÀ MARE REGIONE PRODOTTO
ANELLO MANCANTE
A) Babà B) Pandoro C) Cannolo
6. Chi nacque a Possagno? A) Canova B) Vivaldi C) Goldoni
7. Quale vino è legato alla Valpolicella? A) Amarone B) Barbaresco C) Frascati
8. Come si chiamano i piccoli assaggi veneziani? A) Tigelle B) Cicchetti C) Friselle
PAROLA FINALE POLO BIANCA MAREA GUIDATO RACCORDO CLASSICO MODERNA SETTENTRIONALE ORIENTALE VENETO
Enigmistica
30 CRUCIVERBA CHIOCCIOLA CRUCIVERBA A CHIOCCIOLE Scrivi orizzontalmente, una di seguito all’altra (senza tenere conto Nelle 4 spirali dovranno risultare, sempre una di seguito all’altra e iniziando dalle caselle recanti il numero 1, le parole rispondenti
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CRUCIVERBA SIMMETRICO CRUCIVERBA
pasquale.petrullo@gmail.com
ORIZZONTALI
1. Ha numerose paia di zampette - 9. Il Ford dei fumetti - 10. Arbusti con le more - 11. Rete nel ping-pong - 12. 14. Il soggetto di resto - 15. Il veicolo di Ben Hur - 16. In mezzo alla barriera - 17. Era la resina del calzolaio - 18. Titolo di antichi notai - 19. Rimette a posto le scarpe - 22. La ricevono in dono gli sposi - 23. La scrittrice Levi - 24. Un tizio... qualsiasi - 25. Sigla di Cosenza - 26. Causano rotture - 27. Nell’hockey e nel karate - 28. Un ardito... da medaglia - 29. Ragioniere in breve - 30. Il genere di Quentin Tarantino - 31. Il pop che si mangia - 32. Colorato.
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1. Ferra i cavalli - 2. Tratto dell’intestino tenue - 3. Si 5. Ideate... dà con la “long.” - 4. dall’architetto - 6. Una “i” greca - 7. Epoca - 8. Dire per metà - 12. Lupo mannaro - 13. Un’attrazione del luna park - 15. Bambino piccino - 16. Filtrano il sangue - 17. Compenso di lavoratore - 18. Appellativo del re 20. 21. Spicchi di tenda - 26. Grida 28. A Roma vi incontrollate - 27. 1 2 3 4 5 è 1l’INPS2 - 29. L’amico Potter -530. Una pera... 3 di Harry 4 senza polpa - 31. Le ultime di undici. 8 9 10 11 8 9 10 11 1
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DEFINIZIONI A
1. Non si riesce a frenare - Fanno uso di un estratto del papavero Il talento di Mr.Ripley 2. 3. Sposò Onan - Fu il primo re d’Israele - Il giornalista Lerner - 4. In coppia con Tap - Un tipo eccentrico - Incolti e villani - 5. Storica villa di Roma - Non zuccherine - Colonna di libri sovrapposti - 6. L’Arana interprete di Ustica - Le madri dei coniugi - 7. Si cambia traslocando - Il romanziere di Tonio Króger - Un astuccio per reliquie - 8. Film di Akira Kurosawa - Non lo discute il credente - Un mare dell’Antartide - 9. Si rendono ai meritevoli - Simboli di santità - 10. Parte interna dell’abito - Canale per l’irrigazione della pianura padana - 11. Vano per l’equipaggio - Lo emana Mattarella (sigla) - 12. La casa in cui si vive Fondarono Cartagine.
DEFINIZIONI B
(in alto a sinistra): Scrittrice che ha vinto il Premio Bancarella - Sfocia tra Eraclea e Jesolo - Il jolly nel mazzo - Desiderio smodato - Adeguati, conformati - Fu rivale di Bartali. (in alto a destra): Scrittrice che ha vinto il Premio Bancarella Universali o internazionali - Lo Stato con Lima - Il giorno che verrà. (in basso a sinistra): Scrittrice che ha vinto il Premio Bancarella Più che stizziti - Mite e affettuosa - Una collega di Circe - Il parassita della scabbia - Il re della Frigia che odiò l’oro - Bucato col trapano I “ ... media” d’informazione. (in basso a destra): Scrittrice che ha vinto il Premio Bancarella - Pezzo del bikini- Lo è la parte che fa male - Relativi ai formaggi - Dibattito sul
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ALI:1. SiFRAMMENTO leggono in Belgio -INCROCIATO 3. In pieno giorno - 6. L'Aquila sulle targhe - 8. Relativi alla Petrus pace - 11. La punta delINCROCIATO battello - 13. Armonie di suoni - 14. Il proprio... comodo - 15. Il re di Micene FRAMMENTO Petrus fratello di Menelao - 17. Grossa nave da carico - 19. Fetta di carne - 20. Recapita la Petrus corrispondenza - 22. FRAMMENTO INCROCIATO FRAMMENTO INCROCIATO Tipica casetta alpina - 23. Si prepara con il pancarrè - 24. Si spinge remando - 25. Donare senza... dare ORIZZONTALI:1. Si leggono in Belgio - 3. In pieno giorno - 6. L'Aquila sulle targhe - 8. Relativi alla 26. Le estreme in offerta - 27. Subito dopo cinque. ORIZZONTALI:1. Si battello leggono- in - 3. di In suoni pieno -giorno - 6. L'Aquila sulle -targhe pace - 11. La punta del 13.Belgio Armonie 14. Il proprio... comodo 15. Il -re8.diRelativi Micenealla pace 11. La punta del battello 13. Armonie di suoni 14. Il proprio... comodo 15. Il re di Micene- 22. 20. Recapita la corrispondenza fratello di Menelao 17. Grossa nave da carico 19. Fetta di carne VERTICALI:1. Capitale peruviana - 2. Umorista che fa coppia con Lillo - 3. Luigi e Vito li festeggiano fratello di nave da- 6. carico 19. -Fetta di spinge carne 20.nipote Recapita corrispondenza - 22. Tipica alpina- --17. Si prepara con ilLo pancarrè 24.brizzolata Si Donare senza... dare in giugnocasetta - 4.Menelao Risvegliata 5.23. ÈGrossa attiguo alla stalla è la- chioma... - 7.-remando Un di- 25.la Tipica casetta alpina 23. Si prepara con il pancarrè 24. Si spinge remando 25. Donare senza... dare Paperino 9. Sviluppare un'idea 10. Parte del corpo sopra i fianchi 11. Dolce natalizio milanese 12. 26. Le estreme in offerta - 27. Subito dopo cinque. Vocali campo - 16. gli abiti - 18.dopo Vi nacque San Paolo - 19. Sindacati di base (sigla) - 21. 26. Leinestreme in Gruccia offertaper - 27. Subito cinque. Gli anni che si hanno.
VERTICALI:1. Capitale peruviana - 2. Umorista che fa coppia con Lillo - 3. Luigi e Vito li festeggiano VERTICALI:1. Capitale -peruviana - 2.alla Umorista fa ècoppia con Lillo - 3. Luigi Vitonipote li festeggiano in giugno - 4. Risvegliata 5. È attiguo stalla - che 6. Lo la chioma... brizzolata - 7.eUn di in giugno--9.4.Sviluppare Risvegliataun'idea - 5. È attiguo alla del stalla - 6. sopra Lo è lai fianchi chioma... brizzolata - 7. Un nipote di - 12. Paperino - 10. Parte corpo - 11. Dolce natalizio milanese Paperino 9. Sviluppare un'idea Parte- del sopraSan i fianchi natalizio milanese di base (sigla) -- 12. 21. Vocali in -campo - 16. Gruccia per- 10. gli abiti 18.corpo Vi nacque Paolo--11. 19.Dolce Sindacati Vocali campo - 16. Gruccia per gli abiti - 18. Vi nacque San Paolo - 19. Sindacati di base (sigla) - 21. Gli anniinche si hanno. Gli anni che si hanno.
Indovinelli veneti 1. Non ho ruote e non ho ali, ma porto in giro innamorati e curiosi. Scivolo lentamente tra palazzi e ponti e chi mi guida resta sempre in piedi. Chi sono? 2. Nasce dalla terra con un vestito rosso, ha foglie eleganti e un gusto amarognolo. Una città della Marca mi ha reso famoso. Chi sono? 3. Sono fatto di pietra e di genio, ma non sono una statua. A Vicenza porto la firma di un architetto conosciuto in tutto il mondo. Chi sono? 4. Non sono a Roma, eppure mi chiamo Arena. Da secoli osservo la città e d’estate canto con mille voci. Dove mi trovo? 5. Nasce tra colline ordinate come un giardino, sale nel bicchiere con tante piccole bolle e porta con sé il nome di una terra veneta. Chi sono? 6. Unisco due rive e porto sulle spalle secoli di passi e di battaglie. Sono coperto, fatto di legno e Bassano mi considera il suo simbolo. Chi sono?
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