Il ciclone Vannacci sferza il Veneto tra consensi e qualche polemica
Il Consiglio Regionale del Veneto ha superato uno scoglio, tutto interno: quello della prima infornata di nomine nei consigli di amministrazione delle società partecipate. Un tema che può non appassionare i più, ma che ha decisamente fatto tremare gli scranni di palazzo Balbi tra franchi tiratori, votazioni ripetute più volte per assenza di maggioranze, accordi trasversali.
La Sanità
Ora ci sarà il passaggio per l’approvazione degli equilibri di bilancio, che non dovrebbe riservare particolari sorprese, e poi il rompete le righe estivo. Ma per le vacanze Giunta e Consiglieri avranno molto da riflettere poiché i temi sul tavolo, in attesa della ripresa, sono molti e urgenti. Da sempre la materia principe della Regione ha bisogno di un sferzata. Si dovranno aggiornare e poi approvare le nuove schede: quegli strumenti che indicano, ospedale per ospedale, l’elenco dei reparti da mantenere, da ampliare, da ridurre o da chiudere. Ma non solo: nelle schede saranno contenuti anche le consistenze delle piante organiche e delle dotazioni tecniche. Non una passeggiata, insomma.
OCCASIONI PER CHI SCEGLIE IL VENETO
Case della Comunità, l’Ulss 3 accelera: al via la sanità di prossimità
IL TURISMO SIAMO NOI
C’è un’immagine che restituisce la saturazione del nostro territorio: i lunghi serpentoni d’auto sui passi trentini, i centri balneari e turistici del Veneto sempre più congestionati. Non è una sensazione passeggera, ma il verdetto dei numeri: nel 2025 il Veneto ha registrato l’inedito picco storico di 74,2 milioni di presenze, mentre il Trentino (secondo i dati definitivi ISPAT, l’Istituto di ricerca statistica della Provincia autonoma) ha infranto per la prima volta il muro dei 20,2 milioni di pernottamenti (+3,2% rispetto all’anno precedente).
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DAL MIRANESE A NAPOLI E
NEW
YORK: ECCO IL SUCCESSO
DEI BALLERINI CITTADINI
Ancora successi per il mondo della danza dal Miranese. L’attività dell’accademia spinetense di danza LG - Sviluppo Art & Balletto diretta da Letizia Giuliani continua a formare talenti del ballo. Il primo importante risultato di fine stagione lo ha raggiunto la giovane allieva Chiara Fucile, che è stata ammessa al VII Corso alla Scuola di Ballo del Teatro San Carlo di Napoli, la più antica scuola di danza d’Italia fondata nel 1812 e oggi una delle più prestigiose d’Europa. Assieme a lei, a fare il salto verso il professionismo, questa volta in America, quattro altri allievi della scuola: Massimo Marzola, Anna Gasparini, Ilaria Lugato e Benedetta Malvestio selezionati per partecipare al prestigioso Summer Intensive Program della Jo rey Ballet School di New York, una delle massime esperienze formative possibili nella Grande Mela. “Si tratta di un risultato di grande rilievo, che conferma la qualità del nostro percorso formativo proposto e la crescente dimensione internazionale che riusciamo a dare ai nostri allievi – spiega Letizia Giuliani – il tutto grazie alle doti di questi ragazzi, il loro duro lavoro per migliorarsi e la rete internazionale di contatti maturati in anni di attività professionale”.
I costi per questa importante esperienza che vivranno i quattro giovanissimi negli Usa saranno sostenuti quasi integralmente grazie alla sinergia virtuosa tra Istituzioni e i partner coinvolti, compresa la Jo rey Ballet School, dove Letizia Giuliani sarà anche docente ospite. “Si tratta molto più di una semplice esperienza formativa –aggiunge – è la costruzione concreta di un ponte di interscambio culturale tra Italia e Stati Uniti, fondato sul valore dell’arte della danza e destinato a ra orzarsi ulteriormente nel prossimo autunno con uno stage a Spinea di livello internazionale”.
• Massimo Tonizzo
Dalle scuole di danza del miranese ai palcoscenici internazionali
IL TURISMO SIAMO NOI
Ma c’è un’ombra ancora più sinistra dell’overtourism quantitativo: è il turismo “cafone”. È quel turismo antropofago che consuma i luoghi senza guardarli, che scambia un patrimonio naturale per uno sfondo social o una piazza storica per un bivacco. Se le grandi soluzioni politiche e i ticket d’ingresso faticano a frenare l’ondata è il momento di riscoprire il potere delle micro-scelte quotidiane. Cambiare rotta è possibile, partendo da piccole attenzioni che costano pochissimo ma valgono tutto. In montagna, dove il Soccorso Alpino trentino registra ormai un incremento strutturale del 20% degli interventi dovuto a escursionisti del tutto improvvisati, il primo passo è la responsabilità. A partire dalla scelta di un itinerario, valutandone il grado di di icoltà ma anche l’impatto della nostra presenza. Se un parcheggio in quota è completo, torniamo indietro: l’accanimento di lasciare l’auto a bordo strada, calpestando i prati alpini pur di fare “quel” selfie da esibire online, è l’esatto manifesto della cafonaggine estiva. Al mare e nelle località lacustri ad altissima densità - come il litorale veneto che registra indici
di pressione turistica sempre più elevati - la rivoluzione parte dal rispetto dello spazio comune. Abbandonare mozziconi sotto la sabbia o occupare metri di bagnasciuga con fortini di ombrelloni alle sei del mattino distrugge la convivenza civile e il diritto al riposo altrui. Nelle città d’arte, l’esplosione delle locazioni brevi - che in Trentino gestiscono ormai oltre 6,2 milioni di presenze all’anno e in Veneto sono di use a macchia d’olio nelle principali destinazioni turistiche - ha fatto schizzare i prezzi immobiliari e svuotato i centri storici. Qui l’attenzione si sposta sul decoro e sui consumi, sul modo in cui ci avviciniamo alle nostre montagne al nostro mare, alle città d’arte come ai piccoli ma ricercati borghi delle nostre regioni. Diventare “ospiti” consapevoli e smettere di essere “clienti che hanno pagato e quindi hanno ragione” è l’unica via per salvare i nostri territori. Questa estate, quando ci spostiamo, ricordiamoci che l’impatto del turismo si misura anche dalle tracce che decidiamo di non lasciare al nostro passaggio. •
Nicola Stievano
Segue da pag. 1
NOALESTATE 2026, UN CARTELLONE RICCO
DI EVENTI FINO A SETTEMBRE
L’estate a Noale è partita con il botto. Il concerto del celebre violinista Giovanni Andrea Zanon, che ha inaugurato la programmazione in Rocca nelle scorse settimane, ha visto la partecipazione di oltre 700 spettatori. Un successo, tanto che gli organizzatori (Pro Loco Noale, Talentree e Marzo Organistico) hanno potuto donare ai Medici per l’Africa Cuamm, nelle mani del suo direttore don Dante Carraro, 7.500 euro, ricavato dell’evento. Noalestate però, va detto, prosegue fino a metà settembre con musica, teatro, cinema e circo. Si tratta di un calendario che l’amministrazione comunale ha costruito valorizzando anche l’iniziativa di alcune associazioni, Pro Loco in primis, e contando sull’unicità del contesto della Rocca, che rende gli eventi speciali. “Grazie alla vitalità di tante associazioni e all’unicità della Rocca siamo in grado di o rire un programma di eventi di assoluto livello, pensato per accontentare tutti - sottolinea il delegato agli eventi del Comune, Francesco De Marchi. Per quanto riguarda la musica, sono quattro gli eventi da segnalare. Giovedì 16 luglio si terrà il concerto spettacolo di colonne sonore a cura dell’orchestra Lo Splendore di San Marco, con il coro Reel Voices (biglietti su Ticketone e presso Libro & Libri a Noale). Un’altra orchestra, quella diretta dal maestro Diego Basso, sarà protagonista di due serate: venerdì 31 luglio con l’omaggio al grande compositore Ennio
Morricone e venerdì 7 agosto, invece, con un omaggio a Walt Disney (biglietti su IconaMusic e Ticketone). Nel frattempo, sabato 1 agosto, piazzetta Dal Maistro ospiterà la rassegna canora Le Note del cuore “La musica di Angela”. Ultimo appuntamento musicale domenica 30 agosto con l’omaggio a Zucchero Fornaciari in chiave cubana o erto da O.I. & B. Ma veniamo al teatro: oltre agli appuntamenti con gli artisti di strada organizzati dalla Pro Loco nelle piazze delle frazioni (15 luglio a Moniego e 29 luglio a Briana), giovedì 3 e martedì 8 settembre Arteven ha in calendario due spettacoli: Peter Pan a cura di Teatro Febo e I Promessi Sposi a cura del Teatro delle Arance. Di nuovo in campo la Pro Loco venerdì 4 settembre con il ritorno di Marco e Pippo e lo spettacolo “Incalmati” (biglietti su Ticketone), una serata di comicità con le gag dell’amato trio. Non mancherà il cinema, grazie alla rassegna promossa dalla Pro Loco: mercoledì 22 luglio con il film “Jojo Rabbit” e mercoledì 5 agosto con il film “La spada nella roccia”, un classico Disney (entrata a o erta libera). Non sarà solo la Rocca ad ospitare gli eventi dell’estate noalese 2026. Dal 27 al 29 agosto, in piazza Dal Maistro, si svolgerà il “Noale Festival – Voci contemporanee”, una serie di incontri con autori, scrittori e giornalisti. Esso prevede anche degli incontri pomeridiani in alcune attività noalesi. Spazio ci sarà anche per il circo-teatro con il ritorno
del Circo Patuf che dal 18 al 27 settembre, nel parco di via Vecellio, presenterà il nuovo spettacolo dal titolo “Soledad”. Attesa anche per il classico appuntamento con la Notte Rosa, iniziativa a cura della Confcommercio locale, che si svolgerà sabato 18 luglio nelle piazze del centro. Da segnalare infine il Cappelletta Summer Night (dal 24 al 27 luglio e dal 31 luglio al 2 agosto
Martellago, l’estate nel vivo con la “Notte Rossa” e “Sofà in Piazza”
L’estate a Martellago si accende con un ricco calendario di appuntamenti dedicati all’aggregazione e al divertimento. Anche se quest’anno, per motivi organizzativi, non si terrà la tradizionale Fiera degli Uccelli, di Maerne, con gli organizzatori che hanno dato appuntamento al prossimo anno, il mese di luglio riserverà comunque moltissime sorprese. “Arriva luglio – spiega il sindaco Andrea Saccarola – e siamo pronti per altri eventi”. Dopo le rassegne nei
centri di Maerne e Martellago, i riflettori si spostano a Olmo per un’estate “mondiale”. Saranno infatti sei serate (fino al 19 luglio) interamente dedicate al calcio, durante le quali su un maxischermo allestito nella piazza del paese si vedranno le fasi finali del Campionato del Mondo che si stanno disputando tra Stati Uniti, Messico e Canada. Il programma estivo non è però solo sport. Il 16 e il 18 luglio spazio alla cultura con le serate di “Sofà in piazza” nel capoluogo, mentre il 17 luglio
sarà la volta di un dj set con musica anni ‘80 e ‘90, un amarcord che promette di richiamare un folto pubblico di quarantenni e cinquantenni. La bellezza sarà invece protagonista il 23 luglio davanti al municipio di Martellago, che ospiterà la finale regionale del concorso “Miss Aurora”. Sabato 25 luglio l’attesa sarà tutta per la Notte Rossa di Martellago con street food musica e negozi aperti fino a tardi. Infine, sabato 12 settembre, si terrà il “Bye Bye Summer 80’s Party”, l’evento di
nella piazza don Bordignon con alcune fantastiche cover band); la tradizionale Sagretta dell’Assunta in oratorio, in programma dal 19 al 24 agosto; e la serata di musica ed intrattenimento “Briana C’è” in programma sabato 5 settembre.
• Alessandro Abbadir
chiusura organizzato dall’Associazione Genitori Martellago per salutare l’estate in allegria tra ragazzi e famiglie.
(A.A.)
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Spettacoli in Rocca a Noale
Unpli Veneto
Pro Loco alla prova del futuro: il peso della burocrazia e la sfida delle nuove casse
Le Pro Loco rappresentano la spina dorsale degli eventi sul territorio. Sono il motore della valorizzazione dei prodotti tipici, custodi di usi, costumi e di quella cultura popolare che rende unici i nostri borghi. Un patrimonio che, specialmente in estate, si traduce in centinaia di manifestazioni
dalle coste alle montagne. Oggi, tuttavia, dietro le quinte di questa macchina della socialità si nascondono crescenti di icoltà che mettono a dura prova la sopravvivenza stessa dei sodalizi locali. A tracciare il quadro è Emanuele Compagno, avvocato, presidente della Pro Loco di Camponogara e membro del
collegio dei Probiviri regionale Veneto dell’Unione Nazionale Pro Loco d’Italia (Unpli). “Tante sono le risorse delle nostre Pro Loco, ma anche tante le di icoltà - spiega, evidenziando come l’essenza di queste realtà risieda nello spirito di condivisione attorno alle tradizioni. Negli anni il modello è cambiato: non più solo sagre, ma eventi di qualità, momenti culturali e festival tesi al recupero delle radici storiche ed enogastronomiche. I nodi cruciali rimangono legati alla gestione quotidiana del Terzo Settore. In una società frenetica, la prima grande carenza è il ricambio generazionale. “È sempre più di icile trovare risorse economiche per organizzare eventi –ammette Compagno – ed è altrettanto di icile trovare il tempo per allestire nuove manifestazioni, trovare nuove forze e nuovi volontari”. A questo si aggiunge il labirinto della burocrazia e una fiscalità stringente, che scoraggia chi deve prendersi la responsabilità dei grandi eventi. Una forte scossa è arrivata il primo gennaio 2026 con le nuove norme fiscali. La novità che ha destato più apprensione è l’obbligo di dotarsi di registratore di cassa elettronico collegato al Pos, un adempimento che ha fatto temere il blocco delle attività per molte realtà. L’Unpli nazionale si è attivata per chiedere il riconoscimento della “non commercialità” delle feste sui
Dal 17 al 27 luglio, Cappella di Scorzè torna a celebrare l’ortaggio simbolo dell’estate e della cucina mediterranea con la storica Festa del Pomodoro. Nata nel 1972, la manifestazione si conferma uno degli appuntamenti più attesi e identitari del territorio. Quest’anno la kermesse ha rischiato di fermarsi a causa di alcuni ripensamenti legati alle nuove e stringenti necessità burocratiche; tuttavia, grazie all’impegno degli organizzatori, lo scoglio è stato superato e la festa si farà in grande stile, esattamente come nelle passate edizioni. Il programma di quest’anno si articola in diversi momenti per grandi e piccoli: dalla tradizionale mostra del pomodoro alla sfilata delle macchine agricole
d’epoca e moderne, fino ad attività folkloristiche, spettacoli teatrali e gare sportive. Venerdì 17 luglio si partirà subito con il “Gravel del pomodoro”,
un percorso cicloturistico di circa 35 chilometri alla scoperta degli angoli nascosti del territorio, come i vecchi mulini. Domenica 19 luglio sarà il momento dell’inaugurazione u iciale nell’area centrale del paese, accompagnata dalle note della banda cittadina e dalle autorità locali. Lo stesso pomeriggio la piazza ospiterà un laboratorio giocoso per i bambini dai 3 ai 10 anni, che potranno scoprire le fasi di produzione della conserva di pomodoro. Fino a fine luglio sono attesi migliaia di visitatori, attirati anche dal rinomato stand enogastronomico che propone un ricco menù basato su ricette tradizionali tramandate fin dal lontano 1955.
prodotti tipici, poiché i proventi vengono interamente reinvestiti nel sociale. Fortunatamente, i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate hanno ridimensionato lo spettro della chiusura per le 579 Pro Loco venete, che muovono 60.000 volontari. “La preoccupazione è stata in parte rassicurata – spiega e conclude Compagno. Le Pro Loco potranno godere della contabilità forfettaria emettendo fattura senza Iva, un vantaggio rispetto
al passato”. Resta fondamentale che la componente istituzionale prevalga su quella commerciale, ma le tutele per i prodotti tipici rimangono. Nonostante lo scoglio burocratico sia stato parzialmente superato, l’appello finale è chiaro: per salvare le Pro Loco serve il supporto di tutti e la disponibilità a collaborare.
• Alessandro Abbadir
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Emanuele Compagno
DUREGON SI DIMETTE DALLA GIUNTA SORINO:
SI APRE UNA NUOVA FASE POLITICA
Scossone all’interno dell’amministrazione comunale di Noale. Marianna Duregon, assessore al Bilancio, Tributi, Comunicazione e Innovazione tecnologica nonché considerata da molti il principale punto di riferimento politico del sindaco Stefano Sorino, due anni dopo la vittoria elettorale della coalizione di centrodestra, ha rassegnato le proprie dimissioni dalla Giunta comunale. Una decisione comunicata direttamente al primo cittadino attraverso una lettera dai toni istituzionali e concilianti, nella quale l’assessore spiega che la scelta è maturata “esclusivamente per motivi di natura strettamente personale”.
“Con la presente rassegno formalmente le mie dimissioni dalla carica di Assessore e rimetto contestualmente nelle tue mani le deleghe che hai voluto a idarmi all’inizio di questo mandato”, scrive Duregon, ringraziando il sindaco per la fiducia accordata, i colleghi di Giunta, il Consiglio comunale e i dipendenti dell’ente per la collaborazione e il clima di reciproca stima costruito negli anni.
Un congedo che non lascia trasparire attriti politici ma che, inevitabilmente, produce conseguenze significative sugli equilibri amministrativi. Il sindaco ha a idato ai social un messaggio di ringraziamento per il lavoro svolto da Duregon: “Nel corso del suo mandato - scrive Sorino - ha svolto il proprio incarico con impegno, senso di responsabilità e spirito di servizio, contribuendo con competenza e dedizione alle attività dell’Ente e ai progetti di sviluppo e innovazione a favore della comunità”. La notizia ha immediatamente acceso il confronto politico cittadino. Per il gruppo di opposizione Impegno Comune, infatti, le dimissioni rappresentano “un fatto politico di enorme rilevanza”. “Non stiamo parlando di un assessore qualsiasi – sottolineano i consiglieri –ma di una delle figure più importanti dell’amministrazione Sorino, titolare di deleghe strategiche e considerata il più stretto collaboratore politico del sindaco”. Secondo l’opposizione, l’uscita di scena dell’assessore si inserisce in una fase già complessa
per la maggioranza. Impegno Comune richiama le tensioni interne emerse negli ultimi mesi, le vicende legate al consigliere Pelosin e le di icoltà numeriche che avrebbero portato diversi Consigli comunali a essere convocati in doppia seduta per garantire il numero legale. Viene inoltre ricordato il rinvio del Consiglio dedicato al bilancio avvenuto lo scorso dicembre.
Per il gruppo civico, il problema non riguarda soltanto la sostituzione dell’assessore uscente. Il vero nodo – sostengono – è capire se esista ancora una maggioranza coesa e in grado di governare e icacemente la città. Sullo sfondo, anche il tema del riequilibrio politico interno alla coalizione, con Lega e Fratelli d’Italia che potrebbero rivendicare un maggiore peso nell’esecutivo. Sulla vicenda è intervenuta anche O icina Noale, che ha scelto un tono più istituzionale, ringraziando Duregon per il lavoro svolto e augurandole il meglio per il futuro personale e professionale. Tuttavia, anche il gruppo civico evi-
denzia una criticità politica. “L’assessore al Bilancio è una figura centrale in qualsiasi amministrazione comunale – osserva sui social O icina Noale – e il fatto che si dimetta senza che sia già pronto un sostituto pone interrogativi sulla capacità della maggioranza di gestire questo passaggio”. Si unisce al coro dei commenti anche Civica Democratica: “il bilancio, a Noale, non è una delega qualunque. È la stessa che a dicembre ha fatto saltare, per mancanza del numero legale, il Consiglio comunale convocato proprio per approvare il bilancio di previsione, e che per settimane
PARLA IL VICESINDACO MANENTE: “LA MAGGIORANZA È SOLIDA”
Le dimissioni dell’assessore al Bilancio Marianna Duregon non mettono in discussione la tenuta della maggioranza di centrodestra che regge l’amministrazione di Noale. A ribadirlo è il vicesindaco e assessore alla Cultura e al Commercio Claudio Manente, che interviene per smorzare le polemiche nate dopo l’addio dell’assessore. “Abbiamo avuto modo di confrontarci, è stata una sua scelta e non entro nei particolari – a erma -. La ringrazio per il lavoro svolto. Le deleghe
saranno ridiscusse a breve nell’interesse della cittadinanza, a inché ogni assessorato possa essere seguito nel migliore dei modi”.Manente invita a evitare giudizi a rettati sull’operato dell’amministrazione. “Siamo solo all’inizio del mandato e le nostre scelte politiche devono ancora essere messe alla prova. Abbiamo ereditato cantieri importanti, dalla biblioteca, fino a Palazzo Scotto e Palazzo Carraro, opere ormai in fase conclusiva che porteranno benefici alla comunità”.
ha tenuto banco con le polemiche sull’aumento dell’IMU. Su quella materia — la più delicata, quella che tocca le tasche dei cittadini — la maggioranza ha mostrato i suoi a anni per mesi. E oggi, da quella stessa materia, si dimette l’assessora più importante della giunta”. Le prossime settimane saranno decisive. Il sindaco Sorino dovrà individuare una nuova figura che rispetti gli equilibri politici e le quote di genere previste dalla normativa, ma soprattutto dovrà dimostrare che la sua amministrazione dispone ancora della compattezza necessaria per a rontare gli ultimi anni di mandato. Per Noale si apre dunque una fase delicata, nella quale le dimissioni di uno degli assessori più importanti della squadra di governo rischiano di trasformarsi da semplice avvicendamento amministrativo a vero banco di prova per la tenuta politica della maggioranza. Al momento della chiusura del nostro giornale non è stato nominato un nuovo assessore.
• Riccardo Musacco
Tra le priorità dei prossimi mesi il rilancio del centro storico, con particolare attenzione a piazza XX Settembre, e il sostegno al commercio e all’economia locale. “C’è piena fiducia nel sindaco e nella sua esperienza amministrativa. Sui social si scrive molto, ma serve più rispetto per le istituzioni e per chi amministra. Non vedo alcun problema di stabilità: la maggioranza va avanti con serenità”.
• (R.M.)
Marianna Duregon
Claudio Manente
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PLO STUDIO CHE PROGETTA
efficienti, sostenibili e vivibili significa affrontare contemporaneamente urbanistica, mobilità, ambiente ed energia. È questo il lavoro quotidiano di PUAM
– Pianificazione Urbana Ambiente, studio associato fondato nel 2012 da Alessandra Meneghetti e Paola Sartori e oggi ospitato all’interno di Q200 Censer.
Lo studio opera prevalentemente al fianco di Comuni e Province, sviluppando piani della mobilità sostenibile, studi di impatto viabilistico e attività di mobility management. L’obiettivo è migliorare gli spostamenti, ridurre le criticità del traffico e favorire una gestione
più efficiente della mobilità urbana. Un secondo importante ambito riguarda la gestione dell’energia. PUAM affianca infatti le amministrazioni nell’analisi dei consumi degli edifici pubblici, individuando gli interventi più efficaci per l’efficientamento energetico e le opportunità di finanziamento disponibili. Un’attività che si inserisce nel percorso avviato da molti enti locali attraverso il Patto dei Sindaci e i Piani d’Azione per
La presenza all’interno di Q200 Censer rappresenta per lo studio un’opportunità di confronto continuo con altre realtà innovative. Un ambiente nel quale ricerca, impresa e progettazione condividono spazi e competenze, favorendo un approccio multidisciplinare ai temi della trasformazione urbana. Perché, come sottolineano le professioniste dello studio, una
IL RISTORANTE
CHE ACCOMPAGNA LA CRESCITA
Da Mino è il ristorante di Q200 Censer, punto di riferimento per studenti, lavoratori e visitatori, dove qualità e tradizione accompagnano la vita del
In un campus dove convivono ricerca, università e imprese, anche i servizi svolgono un ruolo fondamentale. Tra questi c’è il ristorante
Da Mino, presente all’interno di Q200
Censer n dalle prime fasi di sviluppo del progetto e oggi punto di riferimento per studenti, lavoratori e visitatori del campus.
La gestione, af data alla famiglia Tempesta, nasce da una lunga tradizione nella ristorazione che supera i cinquant’anni. Dal 2020 il ristorante accompagna la crescita del nuovo polo rodigino, offrendo un servizio che si rivolge sia alla comunità universitaria
sia alle numerose aziende presenti
Accanto alla ristorazione tradizionale trova spazio un servizio self-service dedicato agli studenti, studiato per garantire tempi rapidi e prezzi accessibili senza rinunciare alla qualità delle materie prime e delle preparazioni. Una soluzione che consente di rispondere alle esigenze di un’utenza molto eterogenea, mantenendo elevati gli standard dell’offerta gastronomica. Il ristorante è aperto tutti i giorni a pranzo, mentre la sera ospita eventi e iniziative organizzate all’interno del campus. Tra le specialità più apprezzate gurano i risotti, considerati il piatto simbolo del locale insieme alle ricette della tradizione polesana e italiana. La struttura rappresenta, inoltre, un’opportunità di lavoro per alcuni studenti universitari, che trovano
qui la possibilità di conciliare studio e occupazione. A conferma di come, all’interno di Q200 Censer, anche un servizio di ristorazione contribuisca
a costruire quella comunità fatta di persone, relazioni e quotidianità che rende vivo il campus oltre le attività di ricerca e formazione.
coordinata che metta in relazione ambiente, energia, mobilità e qualità della vita.
Cattivi odori. Proposto il coinvolgimento di laboratori specializzati
SERVONO ANALISI PIÙ APPROFONDITE PER INDIVIDUARE LA FONTE DEI MIASMI
La questione dei cattivi odori che da mesi interessa diverse zone del territorio noalese continua a far discutere cittadini, amministratori e forze politiche. Un problema che, a fasi alterne, condiziona la quotidianità di numerosi residenti e che è tornato al centro del dibattito dopo l’incontro pubblico promosso dall’Amministrazione comunale per illustrare gli esiti della campagna di monitoraggio e ettuata da Arpav. Per Civica Democratica, il confronto con la cittadinanza e la condivisione dei dati rappresentano un passaggio necessario per a rontare il tema con serietà e trasparenza. Ma allo stesso tempo il gruppo invita a evitare polemiche e contrapposizioni che rischiano di allontanare l’attenzione dall’obiettivo principale: individuare l’origine dei miasmi e trovare una soluzione concreta.
“Abbiamo piena fiducia nel lavoro svolto da Arpav – sottolineano gli esponenti della lista civica –. Parliamo di professionisti qualificati, di metodologie rigorose e di strumenti scientifici a idabili. I cittadini hanno tutto il diritto di manifestare il proprio disagio e di chiedere risposte, ma non aiuta chi alimenta allarmismi o avanza ipotesi prive di fondamento”. Secondo quanto emerso dai rilievi, non sarebbero stati riscontrati rischi per la salute pubblica. Un dato considerato rassicurante, ma che non basta a chiudere il problema. Per Civica Democratica il fatto che i cattivi odori non rappresentino un pericolo sanitario non significa infatti che la situazione possa essere considerata accettabile. “Vivere in un ambiente caratterizzato da odori persistenti e sgradevoli compromette comunque la qualità della vita delle persone”, spiegano. “Il punto è semplice: tutti devono poter aprire le finestre di casa senza essere costretti a sopportare situazioni di disagio o malessere”. Il gruppo ritiene che la provenienza dei miasmi sia con ogni probabilità riconducibile ad attività umane e che proprio per questo sia necessario approfondire ulteriormente le indagini attraverso strumenti più specifici e avanzati. Da qui la proposta di ricorrere alle più moderne tecniche di olfattometria, disciplina che consente di analizzare e misurare scientificamente le emissioni odorose. Tra i soggetti indicati come possibile riferimento viene citato il Laboratorio Olfattometrico del Politec-
nico di Milano, considerato una delle eccellenze italiane nel settore delle problematiche ambientali legate agli odori. L’auspicio è che venga coinvolta una struttura con competenze analoghe per sviluppare ulteriori approfondimenti tecnici. Sul piano istituzionale, Civica
Democratica ha già avviato alcune iniziative. Attraverso il consigliere comunale Alessandro Bertin è stata inviata una lettera ai sindaci di Noale e Massanzago per promuovere una collaborazione tra i due Comuni nella ricerca delle cause del fenomeno.
Inoltre, nelle prossime settimane verrà presentata una mozione in Consiglio comunale, aperta alla sottoscrizione di tutti i gruppi politici. L’obiettivo dichiarato è superare le divisioni e a rontare la questione con uno spirito unitario. “Su temi come questo – conclude Civica Democratica – contano meno le appartenenze politiche e molto di più i risultati. Difendere il diritto dei cittadini a vivere in un ambiente salubre e confortevole significa agire con pragmatismo, metodo e responsabilità. È questo il compito delle istituzioni”.
• Riccardo Musacco
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Si dimette anche il segretario comunale
opo le dimissioni dell’assessora al Bilancio Marianna Duregon, un’altra notizia scuote il Comune di Noale. Anche il segretario comunale Angelo Medici ha lasciato il suo incarico. Una decisione che riaccende il dibattito politico e spinge il gruppo di opposizione O icina Noale a chiedere rassicurazioni sulla continuità dell’attività amministrativa, soprattutto in vista delle prossime sedute del Consiglio comunale. Secondo l’opposizione, il segretario comunale rappresenta una figura chiave per garantire la regolarità degli atti, l’assistenza giuridico-amministrativa agli organi dell’ente e il corretto svolgimento delle sedute di Giunta e Consiglio. Per questo motivo O icina Noale invita l’amministrazione a gestire con tempestività il passaggio di consegne, a inché non vi siano ripercussioni sulla macchina comunale. A smorzare le polemiche interviene il vicesindaco Claudio Manente, che esclude qualsiasi collegamento tra le recenti dimissioni. «L’addio del segretario comunale non ha nulla a che vedere con quello dell’assessora Duregon – a erma -. Ha ricevuto la chiamata da un altro Comune, per lui più comodo, ed è libero di fare le proprie scelte. Stiamo già lavorando per individuare la soluzione migliore e garantire la piena continuità amministrativa». Ma non basta. Il consigliere Vinicio Pelosin in quota Fratelli d’Italia ha riconsegnato le sue deleghe all’Edilizia sportiva e alle Convenzioni nelle mani dell’Amministrazione in quanto in attesa di unire nella sua persona tutta la tematica dello Sport che resta ancora in capo al Presidente del Consiglio comunale Giuseppe Mattiello. Pelosin ha specificato che il suo gesto non implica un suo disimpegno sulla materia ma che serve a far sì che chi si occuperà di Sport a 360 gradi potrà intervenire con maggior e icacia sulle problematiche che caratterizzano alcune strutture sportive della città, rimaste irrisolte da decenni.
MARTELLAGO
La nuova funzione. Uno spazio aperto e accogliente
Biblioteca “G. Tronchin”: inaugurato il primo Rifugio Climatico
La Biblioteca Civica “G. Tronchin” di Maerne di Martellago diventa u icialmente un Rifugio Climatico, ra orzando la propria identità di luogo della cultura e assumendo un nuovo ruolo al servizio della comunità. Da oggi la struttura sarà infatti anche uno spazio di protezione, comfort e accoglienza, pensato per o rire un punto di riferimento ai cittadini durante gli eventi climatici estremi, sempre più frequenti a causa dei cambiamenti climatici. “Esprimo grande soddisfazione per questo importante traguardo – sottolinea l’assessore alla Cultura Monica Cornello – frutto di un percorso condiviso avviato insieme al CSV e a una significativa rete di associazioni del territorio, che ha trovato la sua concreta realizzazione nel progetto CLISHE”. Con questo riconoscimento la biblioteca assume una triplice funzione: presidio culturale, rifugio climatico e luogo di aggregazione sociale. Accanto alla tradizionale promozione della lettura e della conoscenza, la struttura diventa anche uno spazio dedicato all’educazione ambientale e alla sensibilizzazione sui temi della sostenibilità, della resilienza e della tutela del
territorio, contribuendo a di ondere una maggiore consapevolezza sulle sfide poste dal cambiamento climatico. Il risultato è stato raggiunto grazie al progetto CLISHE, iniziativa strategica cofinanziata dall’Unione Europea nell’ambito del Programma Interreg VI-A Italia-Slovenia. Il progetto, promosso da CAVV-CSV di Venezia e dall’Università Iuav di Venezia in collaborazione con l’Associazione Il Castello ETS, nasce con l’obiettivo di sviluppare strumenti e soluzioni concrete per favorire l’adattamento climatico dei territori e ra orzare la capacità delle comunità di a rontare le nuove emergenze ambientali.
L’auspicio è che il lavoro sviluppato in questi anni possa contribuire alla definizione di un protocollo specifico che riconosca e disciplini a livello normativo il concetto di Rifugio Climatico, trasformando l’esperienza di Martellago in un modello replicabile e in una buona pratica capace di di ondersi anche in altri territori. Per l’Assessorato alla Cultura questo traguardo arriva in una settimana particolarmente significativa, caratterizzata da ulteriori importanti riconoscimenti. Nei giorni scorsi è stato infatti comunicato il finanziamento di 6
mila euro da parte di Fondazione Venezia al progetto “Mitigazioni Festival”, realizzato insieme all’Associazione Catartica ETS e candidato dal Comune nell’ambito del Bando Cultura 2026. A questo risultato si aggiunge anche il successo ottenuto con il Bando nazionale CEPELL 2025, riservato ai Comuni insigniti del titolo di “Città che legge”, che ha premiato il progetto elaborato congiuntamente dai Comuni di Martellago, Spinea, Mirano e Noale, ispirato alla metafora del tradizionale “Gioco dei Quattro Cantoni”. Tre risultati che confermano il valore del lavoro di rete, della progettazione condivisa e della capacità di intercettare opportunità di finanziamento.
•Riccardo Musacco
Più sicurezza, maggiore attenzione al territorio e servizi sempre più e icienti per i cittadini. È questa la direzione indicata dal sindaco Andrea Saccarola, che ha annunciato il completamento di una serie di interventi per l’estensione della pubblica illuminazione in alcune strade del comune fino ad oggi sprovviste del servizio. Tra le vie interessate figurano via Boschi, nella zona di Ca’ Busati, una laterale della stessa arteria e via Mezzaluna, finalmente illuminata dopo anni di attesa. Un intervento che, pur nella sua apparente semplicità, rappresenta un passo concreto verso una maggiore vivibilità e sicurezza urbana. “Sono opere che fanno la di erenza nella vita quotidiana delle persone”, evidenzia l’amministrazione comunale, sottolineando come una
migliore illuminazione contribuisca a rendere più sicuri gli spostamenti e più fruibili gli spazi pubblici. Il programma di interventi non si esaurisce qui. Nei prossimi giorni prenderà il via un nuovo piano dedicato alla tutela dei pedoni, con l’installazione di portali luminosi negli attraversamenti considerati più critici e in corrispondenza degli impianti semaforici di Martellago, Maerne e Olmo. L’obiettivo è ra orzare ulteriormente la sicurezza stradale attraverso soluzioni moderne e mirate. Un impegno che, secondo il sindaco Saccarola, conferma la volontà dell’amministrazione di trasformare gli impegni assunti in risultati concreti, rendendo il territorio sempre più sicuro, moderno e vivibile.
• (R.M.)
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Nuova illuminazione nelle strade comunali
Territorio.
è stata a idata alla gestione di Legambiente
L’OASI LYCAENA RIAPRE LE PORTE TRA TUTELA DELLA BIODIVERSITÀ E PREOCCUPAZIONI
Il territorio del Miranese ha celebrato un momento di fondamentale importanza per la salvaguardia ambientale e la vita comunitaria. A inizio luglio l’Oasi Lycaena di Salzano ha riaperto u icialmente le sue porte al pubblico, tornando a essere accessibile a cittadini, famiglie e amanti della natura. L’area naturale protetta ha così inaugurato il suo nuovo corso, che la vedrà visitabile ogni prima e
terza domenica del mese, con orario continuato dalle ore 9 alle ore 18. Questo atteso traguardo è stato reso possibile grazie alla sigla di una nuova convenzione per la gestione del sito, stipulata tra la Città Metropolitana di Venezia, proprietaria dell’area, e il Circolo Legambiente Miranese, a cui è stata a idata la cura e la conduzione quotidiana. L’accordo si pone l’obiettivo non solo di conservare la straordina-
ria biodiversità locale, ma anche di promuovere attività di educazione ambientale, monitoraggio scientifico e fruizione sostenibile. L’area di Salzano, del resto, rappresenta un tassello di pregio inestimabile, essendo classificata come Zona di Conservazione Speciale (ZSC) e Zona di Protezione Speciale (ZPS) all’interno della Rete Natura 2000. La rinascita dell’Oasi ha visto fin da subito il coinvolgimento sinergico delle principali associazioni naturalistiche del territorio. La Lipu ha assunto un ruolo centrale nel monitoraggio dell’avifauna, attivando progetti scientifici con i propri volontari per analizzare le specie agricole, migratorie e delle zone umide, oltre a collaborare all’installazione di casette nido. Il Wwf, invece, si è occupato dei censimenti degli uccelli acquatici svernanti nell’ambito dell’International Waterbird Census (Iwc), coordinato da ISPRA. Importante è stata anche la nascita di una rete di collaborazione tra l’Oasi Lycaena e l’Oasi WWF Cave di Noale, nata per condividere competenze e ra orzare la tutela dell’intero comprensorio. Il vero motore di questa ripartenza è stato il modello di partecipazione attiva della comunità. Le delicate attività di manutenzione dei percorsi, cura della vegetazione e conservazione degli habitat umidi sono state realizzate in
Progetto Comune, Lucia Volpato entra in consiglio comunale
Il panorama politico di Salzano ha visto un importante avvicendamento nelle scorse settimane. Lucia Volpato, figura stimata per il lungo impegno in ambito sociale e sindacale, è subentrata in Consiglio Comunale tra le fila dell’opposizione per la lista “Progetto Comune”, occupando il seggio lasciato libero dopo le dimissioni del consigliere Vanni Fabris. Volpato è molto conosciuta in paese, specialmente per aver guidato la rinascita del centro Auser dopo la complessa chiusura della sede di via Colombo durante l’emergenza Covid, iniettando nuova linfa e progettualità nella struttura. “Il mio impegno negli anni è sempre stato rivolto alla persona, sia nel sindacato che nell’ambito associativo - ha dichiarato la neo-consigliera Volpato subito dopo l’insediamento. Mettere al centro
la persona significa dare attenzione ai più fragili e alle persone sole, che a Salzano sono molte. Il mio obiettivo per quest’anno sarà quello, insieme alla forza di opposizione, di dare voce ai cittadini e porre l’attenzione sulle
tematiche sociali e culturali, troppo spesso abbandonate da questa giunta. Ritengo che la mia esperienza possa contribuire a migliorare la vita di questo paese”. L’ingresso ha incassato il pieno sostegno del capogruppo di “Progetto Comune”, Maria Grazia Vecchiato, che ha : “A poco meno di un anno dalle prossime elezioni amministrative, la presenza di Lucia Volpato è venuta a ra orzare l’impegno del nostro gruppo consiliare. Come opposizione avevamo bisogno di una persona molto attiva e disponibile qual è Lucia. Siamo certe che porterà un contributo fondamentale per il bene della comunità anche all’interno del Consiglio. A lei va il nostro ringraziamento e l’augurio di buon lavoro”.
• (A.A.)
stretta collaborazione con i volontari del Comitato Fronte dell’Oasi. Questa realtà, profondamente radicata a Salzano e nei comuni limitrofi, si è confermata il punto di riferimento fondamentale per garantire il presidio e il legame a ettivo tra i cittadini e la “loro” riserva. La giornata inaugurale ha o erto anche lo spazio per condividere le forti preoccupazioni della comunità
in merito all’ipotesi progettuale di costruzione di un polo logistico a ridosso dell’area protetta. L’accesso all’Oasi rimane gratuito e aperto a tutti nelle giornate stabilite, nel rigoroso rispetto delle norme di comportamento previste per la tutela di questo fragile e meraviglioso ecosistema.
• Alessandro Abbadir
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ROBEGANO, AL VIA L’ASTA PER L’EX SCUOLA E IL CAMPO SPORTIVO
“Una piazza e un paese sempre più attraenti e attrattivi”. È questo l’ambizioso progetto del sindaco Luciano Betteto per la frazione di Robegano. Lo aveva dichiarato nel suo programma elettorale, ed ecco che è in dirittura d’arrivo il bando d’asta pubblica per l’alienazione della ex scuola media di Robegano e di una porzione del campo da calcio di via Verdi, oggetto di un importante intervento di riqualificazione urbana. Il 22 luglio ci sarà l’asta. Due i lotti interessati: il Lotto A ex scuola media in via XXV Aprile/via Perosi, superficie catastale 1.418 metri quadri, e il Lotto B porzione nord del campo da calcio di via Giuseppe Verdi, superficie 4.230 metri quadri. Il prezzo a base d’asta è di 516.000 euro, stabilito da una perizia tecnica u iciale acquisita agli atti lo scorso 15 giugno. Il sindaco vuole spazzare le polemiche che si sono susseguite nel corso dei mesi. “Si tratta di un progetto per ridare vita al centro di Robegano – dice il sindaco. Obiettivo che era chiaro fin dall’inizio del mandato: recuperare un’area degradata e inutilizzata, riqualificare il cuore di Robegano, migliorare sicurezza, accessibilità e qualità degli spazi pubblici, ottenere nuove opere senza gravare sulle finanze comunali. Il risultato è una trasformazione urbana che rende il centro più vivibile, moderno e funzionale”. L’intervento prevede la riqualificazione della piazza davanti alla chiesa, una nuova organizzazione della viabilità, parcheggi pubblici alberati, una nuova area verde attrezzata, illuminazione pubblica rinnovata, nuove reti tecnologiche, arredo urbano di qualità. Un insieme di opere che renderanno per il Comune Robegano più sicuro e ordinato, più vivibile per cittadini, famiglie e attività commerciali. Il sindaco va nel dettaglio. “L’altezza massima dei nuovi edifici - dice - sarà di 7,50 metri (edificio esistente 7,05 m). Ci sarà un piano terra e un piano primo. Sul sedime dell’ex scuola sarà costruito un edificio di 1.500 metri cubi, meno della metà dell’attuale volume di 3.258 metri cubi. Saranno rispettati rigorosi vincoli urbanistici, ambientali e paesaggistici, con parcheggi permeabili, alberature e incremento del verde.” “Non si tratta di espansione edilizia - sottolinea il
sindaco Bettetto - ma di una riqualificazione controllata, compatibile con il contesto urbano esistente e orientata alla qualità dello spazio pubblico, perché possa essere vissuto da tutti nel migliore dei modi. Un obiettivo che porterà il centro di Robegano a guardare verso il futuro. Il valore del compendio posto a base d’asta viene compensato dalla realizzazione di opere pubbliche interamente a carico dell’aggiudicatario, quindi “a costo zero per i cittadini”. Con questa operazione “evitiamo nuovi mutui e nuovo debito per il Comune consegnando ai nostri concittadini un nuovo
centro che sarà sicuramente vissuto e apprezzato. Vogliamo riqualificare il centro di Robegano, migliorarne la vivibilità e lasciare alla comunità opere pubbliche importanti senza pesare sulle casse comunali. Un obiettivo concreto, oggi raggiunto”. Ma le argomentazioni del sindaco Betteto non hanno convinto Comitati locali e opposizioni che hanno promesso addirittura un referendum se l’operazione che prevede la vendita del campo da calcio comunale della frazione verrà portata conclusione.
• Alessandro Abbadir
Bar in via Roma chiuso dalla Questura per la seconda volta
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Il questore di Venezia ha fatto chiudere nelle scorse settimane per la seconda volta un bar in via Roma in centro a Salzano perché teatro di risse e frequentato da pregiudicati. Per questo il Questore di Venezia Antonio Sbordone ha disposto la sospensione della licenza per sette giorni. Il provvedimento, di natura preventiva e cautelare, è stato adottato dalla Polizia sulla base della segnalazione di diversi cittadini. Il sindaco Luciano Betteto avverte: il bar rischia la revoca della licenza. Dagli accertamenti e ettuati è emerso come il locale fosse divenuto luogo di abituale frequentazione di persone note alle forze dell’ordine, nonché teatro di alcune liti degenerate in violenza. La ripetizione di questi episodi di violenza, che si sono registrati in breve tempo, ha inoltre evidenziato l’inadeguatezza dei controlli dei clienti del locale da parte del titolare. Il provvedimento è stato notificato dalla Polizia e dai carabinieri di Noale. “E’ la seconda volta - spiega il sindaco Luciano Betteto - che questo bar è stato chiuso dalla polizia perché teatro di liti violente. Faremo fare controlli assidui anche alla nostra polizia in coordinamento con le forze dell’ordine per capire se tutto è in regola. Se succedesse che venisse chiuso per la terza volta proporrò che la licenza del bar venga revocata“. Insomma la gestione deve cambiare decisamente registro se vuole continuare a lavorare con quel bar a Salzano.
Il sindaco di Salzano Luciano Betteto
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La realtà non basta
30 OTT → 01 NOV
Neri Marcoré GABER – MI FA MALE
TEATRO GOLDONI, VENEZIA
Loredana Giordano
Andrea Pennacchi PREDATORI DI PIANURA
15 → 17 GEN
Scopri l’abbonamento speciale a 6 spettacoli per i residenti della citta metropolitana di Venezia →
05 → 07 MAR
Stefano Massini
Ascoltaci in tutto il Veneto in auto sul
Giorgio Sangati LE SMANIE PER LA VILLEGGIATURA
Claudio “Greg” Gregori
L’APP
ASSASSINIO SULL’ ORIENT EXPRESS
19 → 21 FEB
Emma Dante
L’ANGELO DEL FOCOLARE
PRIMA DEL TEMPORALE
16 → 18 APR
Paolo Genovese PERFETTI SCONOSCIUTI
Sociale. L’iniziativa unisce assistenza, autonomia e corresponsabilità con il territorio
CASA BOSCHI, UN MODELLO DI COHOUSING PER L’AUTISMO
Cappella di Scorzè è diventata per un fine settimana a fine giugno una delle tappe più osservate di Convivia, il festival dedicato al cohousing di uso. Al centro dell’iniziativa c’era Casa Boschi, esperienza nata a Villa Monsignor Gregoretti e indicata tra i modelli più significativi per l’abitare condiviso rivolto a persone con disabilità. La struttura accoglie sei adulti con autismo grave e alti bisogni di supporto, la prima a proporre progetti di cohousing di questo tipo in Veneto. Non si presenta come un servizio separato dal territorio, ma come una casa inserita nella vita quotidiana del paese, dove assistenza, autonomia e relazioni vengono costruite giorno dopo giorno. L’obiettivo è creare un contesto stabile in cui gli ospiti possano crescere, vivere e invecchiare con il maggior grado possibile di autodeterminazione. Durante il festival, cittadini, famiglie, operatori e istituzioni hanno potuto conoscere da vicino il progetto, partecipando a momenti culturali, laboratori, incontri, convivialità, esperienze aperte alla
cittadinanza e occasioni di confronto con il territorio, con in primo piano le esperienze concrete di Casa Boschi. Il tema centrale è stato quello della corresponsabilità: famiglie, servizi, associazioni e comunità sono chiamati a collaborare per accompagnare le persone con disabilità, senza sostituirsi a loro. A
promuovere l’esperienza è Terra Libera Tutti, associazione nata nel 2018 e già attiva nel Trevigiano con altre due realtà di cohousing: in una casa abitano sei uomini con disabilità, mentre la seconda ospita quattro donne.
• Davide Grosoli
Costampress, spiragli per evitare la liquidazione giudiziale
Proseguono in Regione i confronti per salvare Costampress dalla liquidazione giudiziale. Nell’ultimo tavolo di inizio giugno, con Unità di crisi regionale, Fim Cisl, Fiom Cgil, Rsu aziendali e Domenico Cavaliere, ex amministratore delegato dimessosi per seguire i contatti con possibili investitori, sono stati confermati i segnali di un possibile interessamento di acquirenti esterni. Secondo quanto trapela, sarebbero due i soggetti interessati a rilevare o sostenere l’azienda di Gardigiano, specializzata in pressofusioni e stampi per l’automotive, e a supportare il percorso ci sarebbero tre clienti già legati alla società. Si tratterebbe di soggetti industriali che operano già nel settore. Non si tratta tuttavia di conferme u iciali: restano molti aspetti da chiarire e la situazione viene gestita con prudenza. La crisi era esplosa il 21 aprile, quando i lavoratori avevano proclamato uno sciopero di 24 ore e presidiato la
sede di Veneto Lavoro a Mestre. A far precipitare il quadro era stato il mancato pagamento da parte di Accursia, fondo tedesco proprietario, di una somma per manutenzioni agli impianti, episodio che aveva fatto saltare il piano concordatario. Da lì l’appello dei sindacati: per evitare la liquidazione serviva l’ingresso di un soggetto industriale. Oggi qualche spiraglio sembra esserci. Nel frattempo Costampress continua a lavorare, con risultati superiori alle attese e agli standard del concordato, e gli stipendi vengono pagati regolarmente.
• (D.G.)
Campagna Lupia, successo per lo Street Food: tre giorni di musica, sapori e divertimento
confermando l’appuntamento tra
questo risultato, la Pro Loco ha riproposto una manifestazione capace di unire le proposte gastronomiche dei food truck a un ricco programma di intrattenimento musicale.
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Sansone e Mr. Tix hanno animato Piazza Matteotti coinvolgendo il pubblico no a tarda sera con una selezione musicale pensata per far ballare e divertire i presenti.
Food di Campagna Lupia, la manifestazione organizzata dalla Pro Loco che anche quest’anno ha richiamato cittadini e visitatori trasformando il centro del paese in un luogo di incontro e festa. L’evento arrivava dopo il grande successo dell’edizione 2025, che aveva registrato oltre 5.000 presenze, confermando la capacità dello Street Food di coinvolgere famiglie, giovani e visitatori provenienti anche dai comuni del territorio. Forte di
Andy Mancuso e Mr. Tix, che hanno accompagnato il pubblico in un viaggio musicale tra i successi delle due decadi. Prima dell’inizio dello spettacolo è stata inoltre presentata uf cialmente la rosa della Proathletic, la squadra di calcio di Campagna Lupia impegnata nel prossimo campionato di Seconda Categoria.
Sabato 25 luglio è stata la volta di “Vacanze di Natale”, una serata dedicata ai brani più amati degli anni Ottanta. DJ
La manifestazione si è conclusa domenica 26 luglio con l’esibizione della Lupia Jazz Ensemble, formazione nata dalle radici della storica banda del paese e oggi realtà musicale consolidata e apprezzata. Durante la serata hanno trovato spazio anche i laboratori di musica e composizione creativa realizzati dai giovani allievi della scuola di musica. Per tutta la durata dell’evento i visitatori hanno potuto degustare le specialità proposte dai food truck, accompagnate da birra, cocktail e altre bevande, in un’atmosfera di festa e condivisione che negli anni ha contribuito a rendere lo Street
Pro Loco del
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TEATRO STABILE DEL VENETO, 37 TITOLI: PRESENTATA LA STAGIONE 2026-2027
Ottantatré spettacoli, 37 titoli in abbonamento distribuiti tra Venezia, Padova e Treviso, 324 rappresentazioni e 16 tra produzioni e co-produzioni. Sono i numeri della stagione 2026-2027 della Fondazione Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale, presentata qualche settimana fa a Venezia. Il nuovo cartellone, intitolato “La realtà non basta”, accompagnerà il pubblico in un percorso che attraversa epoche, linguaggi e forme teatrali differenti, dalla tragedia classica alla drammaturgia contemporanea, con l’obiettivo di coinvolgere spettatori di età diverse e favorire il confronto tra generazioni. L’immagine scelta per la stagione è una farfalla realizzata dal designer catalano Javier Jaén. Il simbolo richiama il tema della trasformazione, filo conduttore dell’intera programmazione, e rappresenta il passaggio verso nuove prospettive e nuovi modi di guardare la realtà. L’attività dello Stabile continuerà a svilupparsi attorno alle tre città, seguendo tre direttrici principali: il ra orzamento delle collaborazioni internazionali, l’attenzione all’accessibilità e all’inclusione e l’impegno per la sostenibilità ambientale e sociale. Sul fronte delle produzioni, il mito sarà uno dei temi centrali della stagione. Filippo Dini firmerà la regia di “Alcesti” di Euripide, spettacolo che a ronta il tema del sacrificio e che, dopo il debutto al Teatro
Greco di Siracusa, arriverà anche nei teatri del Veneto. Al mito di Edipo si ispira invece “Incendi” di Wajdi Mouawad, diretto da Marco Lorenzi e interpretato dallo stesso Dini insieme a Frédérique Loliée. Lo spettacolo debutterà il 27 ottobre 2026 al Teatro Verdi di Padova e successivamente sarà ospitato al Teatro Del Monaco di Treviso. Il percorso si completerà con “Ecuba” di Marina Carr, interpretata da Elisabetta Pozzi e diretta da Andrea Chiodi, in scena per la prima volta il 2 aprile al Teatro Goldoni di Venezia. Ampio spazio sarà riservato anche agli autori e agli artisti veneti. Andrea Pennacchi e Gabriele Vacis proporranno una rilettura dell’eredità di Ruzante con “Predatori di pianura”, mentre il mondo di Carlo Goldoni tornerà in scena con “Una delle ultime sere di Carnevale”, diretto da Valerio Binasco. Marco Paolini presenterà “Bestiario idrico”, spettacolo che intreccia ambiente, paesaggio e memoria collettiva. Tra le produzioni dello Stabile è previsto anche il ritorno de “L’ultima domenica di agosto”, scritto e diretto da Fulvio Pepe e interpretato, tra gli altri, da Denis Fasolo. La stagione ospiterà inoltre numerosi protagonisti del teatro italiano. Ad aprire il cartellone del Teatro Goldoni di Venezia, il 30 ottobre, sarà Neri Marcorè con “Gaber. Mi fa male il mondo”. In programma anche “Erano tutti miei figli” di Arthur Miller con la regia di
Elio De Capitani, “Madre Courage e i suoi figli” di Bertolt Brecht diretta da Leo Muscato con Lunetta Savino e “Finale di partita” di Samuel Beckett per la regia di Gabriele Russo. Tra gli altri titoli figurano “Molière” con Alessio Boni, “La cosmicomica vita di Q” con Luca Marinelli, “Le dieu du Carnage” con Antonio Zavatteri, “L’angelo del focolare” di Emma Dante, “Le nostre donne” con Luca Bizzarri,
Pierfrancesco Munari nominato presidente di ATER Venezia
Il sindaco di Cavarzere, Pierfrancesco Munari, è stato nominato Presidente di ATER Venezia, l’Azienda Territoriale per l’Edilizia Residenziale della Città Metropolitana di Venezia. Una nomina che rappresenta un importante riconoscimento istituzionale e politico, oltre che una nuova sfida amministrativa per il primo cittadino cavarzerano. ATER Venezia svolge un ruolo strategico nella gestione e nella valorizzazione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica, con l’obiettivo di
garantire abitazioni sicure, e icienti e dignitose alle famiglie del territorio. La nomina di Munari arriva in un momento in cui il tema della casa e della riqualificazione degli immobili pubblici rappresenta una delle priorità delle politiche sociali regionali. Le parole del presidente Pierfrancesco Munari: “Accolgo questo incarico con grande senso di responsabilità e profondo spirito di servizio. Ringrazio la Regione Veneto per la fiducia che mi è stata accordata. Lavorerò in piena collaborazione con il Consiglio di am-
“Perfetti sconosciuti” con Valeria Solarino e “A casa tutti bene” con Anna Galiena. Non mancheranno ospiti internazionali, tra cui la compagnia catalana Agrupación Señor Serrano, a iancata da artisti come Umberto Orsini, Anna Ferzetti, Stefano Massini, Ambra Angiolini, Salvo Ficarra e Massimiliano Gallo. • RIccardo Musacco
ministrazione, con la struttura di ATER Venezia e con tutti gli enti del territorio per ra orzare gli investimenti, accelerare la riqualificazione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica e garantire una gestione sempre più e iciente e trasparente. Il diritto alla casa è un valore fondamentale e il mio impegno sarà rivolto a dare risposte concrete ai cittadini e alle famiglie che attendono servizi di qualità”.
• (G.T.)
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Compiti per le vacanze
Accanto a questo va a rontato il nodo dei Medici di Base: le stime parlano, soltanto per la provincia di Venezia ma la situazione è uniforme in tutto il Veneto, di oltre 360 pensionamenti nel corso del prossimo anno. I bandi per la loro sostituzione prevedono, tra mille di icoltà di reperimento, l’arruolamento di poco più di 150 medici di famiglia. Non certo una soluzione ottimale per una popolazione sempre più anziana. Le Case di Comunità, in fase di inaugurazione in queste settimane,
vanno riempite di personale e strutture. Sullo sfondo la spinosa vicenda del nuovo ospedale di Padova voluto da Regione e Comune, oggetto di accordi, delibere, stanziamenti e protocolli. Pare non ci sia più una completa copertura finanziaria. La Regione ha chiesto una pausa: problema decisamente non di poco conto.
Case di Riposo Il Veneto è l’unica regione, oltre la Sicilia, a non aver mai adottato una riforma delle Ipab
e questo rende meno performanti, in termini economici non certo di servizio, le case di riposo pubbliche. Oggi i dati parlano chiaro: ci sono circa 11mila anziani veneti in lista d’attesa per un posto in una struttura. Decisamente tanti.
Le infrastrutture per lo sviluppo
Alta velocità ferroviaria: avanti piano. Troppo piano. E questo è un grave limite per il territorio regionale. Romea: continua a essere la strada più pericolosa d’Italia. Anche qui dopo decenni di dibattiti urge una soluzione. Autostrada del Mare: si fa o non si fa? E se si come si risolve l’accesso al litorale? Holding autostradale
non se ne parla più: sogno finito? Biglietto unico per i mezzi pubblici, metropolitana di superficie, porti e aeroporti: i dossier sono decisamente molti e pesanti e nessuno di questi può attende. Saranno, dunque, vacanze molto intense se non ci si vorrà ritrovare impreparati alla ripresa quando si dovranno, anche, a rontare i nodi dell’emergenza casa, della regolamentazione del fine vita e del braccio di ferro con Governo e Enel delle concessioni della rete elettrica e degli impianti idroelettrici in scadenza tra pochi anni. Sullo sfondo rimane il nodo dell’autonomia: ma questa è tutta un’altra storia.
Sanità. L’assessore regionale Gino Gerosa: “Va cambiata la mentalità del paziente nell’approccio con l’ospedale”
“CON LE CASE DELLA COMUNITÀ VOGLIAMO RIDURRE GLI ACCESSI AI PRONTO SOCCORSO”
Dopo una carriera da cardiochirurgo e docente universitario, migliaia di interventi e vite salvate (“la soddisfazione più grande”), il professor Gino Gerosa si sta cimentando con la nuova sfida da assessore regionale alla sanità. “Dobbiamo fare delle scelte e agire oggi - spiega - pensando ai pazienti di domani. E chi saranno i pazienti di domani? Rispetto ai decenni scorsi la piramide sociale si è invertita, nel
una medicina reattiva, della serie sei ammalato - ti curo, ad una medicina di previsione che previene la fase acuta. In poche parole, vogliamo fare del Veneto il laboratorio internazionale per l’invecchiamento in buona salute”.
Di questa nuova sanità territoriale le Case della Comunità che stanno aprendo in tutta la Regione diventano un punto di riferimento e la base di partenza: “Le Case della Comunitàcontinua Gerosa - andranno adattate
“In futuro avremo molti pazienti anziani, con la prevenzione vogliamo fare del Veneto il laboratorio internazionale per l’invecchiamento in buona salute”
senso che una volta avevamo quattro figli, due genitori e un nonno, mentre oggi ci troviamo con un figlio e quattro nonni. La società è sempre più anziana e i pazienti di domani saranno over 80, fragili per definizione, con policomorbilità, vale a dire con più patologie, pazienti cronici da tenere il più possibile fuori dall’ospedale e seguire a casa. E per questo serve una sanità territoriale di vicinanza: dobbiamo passare da
alle esigenze dei singoli territori. Per questo bisogna fare una mappatura accurata: per esempio, se in una determinata area ci sono molti diabetici la Casa della Comunità di riferimento dovrà avere gli specialisti che a rontino questa situazione. La prevenzione non può essere considerata un lusso ma diventa un dovere e va adattata alla realtà territoriale in cui è calata”.
Il primo mattone delle Case della
Comunità sono i medici di famiglia, con i quali la Regione ha raggiunto, per prima in Italia, un accordo che permette di fare fronte alle necessità di coprire gli orari di apertura delle nuove strutture. “L’accordo integrativo regionale è un primo passo, - aggiunge l’assessore - stiamo mettendo a punto gli ultimi dettagli per fare delle Case della Comunità il riferimento della sanità territoriale. E’ un cambio di mentalità che coinvolge anche i cittadini, finora abituati a rivolgersi ai Pronto Soccorso per ogni problema. Con le Case della Comunità vogliamo ridurre gli accessi ai pronto soccorso e dare ai pazienti le risposte direttamente sul territorio. Naturalmente vanno seguiti in maniera molto precisa i pazienti affetti da patologie croniche. E’ una sfida che passa anche attraverso la sostenibilità economica”. Nei prossimi mesi pertanto le Case della Comunità prenderanno sempre più forma e verranno calibrate sulle esigenze e sulla realtà dei singoli territori della nostra regione. Sulla carenza dei medici che in questi anni ha portato al ricorso ai “gettonisti” negli ospedali Gerosa fa notare che nei prossimi anni si passerà dalla carenza di medici attuale ad un eccesso di camici bianchi nel 2030. Ed è al futuro che il cardiochirurgo invita a guadare anche nella programmazione del nuovo
ospedale di Padova e, più in generale, di tutta l’organizzazione ospedaliera. “Il nostro compito è quello di prevedere il futuro, per quanto possibile, e di pensare ad un sistema sanitario estremamente dinamico che possa dare le risposte alle esigenze della popolazione fra 15-20 anni. Chiaramente sappiamo quale direzione deve seguire la sanità ma questo deve avvenire in un sistema dinamico. E in questo approccio si inserisce anche il nuovo ospedale di Padova: noi oggi siamo chiamati a progettare una struttura che sarà a servizio dei pazienti del futuro, ed è quindi alle necessità del futuro che dobbiamo
rivolgerci, consapevoli che andiamo verso una società sempre più anziana che dobbiamo cercare di tenere il più possibile lontana dagli ospedali, che servono invece a curare la fase acuta”. In definitiva, chiediamo in chiusura, cosa ha spinto un cardiochirurgo a ermato a cimentarsi nel ruolo di assessore regionale? “Il potere è la possibilità di fare cose buone per gli altri - risponde Gerosa - allora se c’è questa possibilità di fare qualcosa di buono anche a livello regionale, ben venga”.
• Nicola Stievano
Gino Gerosa
Scienza e salute. Giustina Destro, presidente Vimm, Istituto Veneto di Medicina Molecolare
“LA RICERCA BIOMEDICA ANTICIPA IL FUTURO, AIUTA LA PREVENZIONE E RIDUCE LE SPESE”
Quest’anno l’Istituto Veneto di Medicina Molecolare (Vimm) celebra il suo trentesimo anniversario, una realtà d’eccellenza nata nel 1996 dall’intuizione di Francesco Pagan e Giustina Destro, che oggi ne è la Presidente. Abbiamo intervistato la Presidente Destro, figura storica del territorio padovano — già imprenditrice, prima
donna sindaco di Padova e prima donna alla guida di Confindustria, parlamentare e presidente del Premio Campiello — per tracciare un bilancio e guardare alle sfide future della ricerca biomedica avanzata. Presidente Destro, il Vimm festeggia trent’anni di attività. Lei c’era fin dall’inizio, quando fu inaugurato proprio durante il suo mandato
da sindaco... Sì, ero sindaco di Padova quando abbiamo fatto l’inaugurazione. In seguito sono stata in consiglio per alcuni anni, poi mi sono dedicata ad altro: sono stata parlamentare e Presidente del Premio Campiello. Ma questi trent’anni al Vimm hanno portato grandi soddisfazioni e, soprattutto, risultati scientifici straordinari. Quali sono i numeri e i volti che oggi animano l’istituto?
innovativi in corso?
Sicuramente lo studio sugli organoidi, ovvero micro-organi generati in laboratorio dal professor Elvassore. Partendo da un capello o da un frammento di pelle, in laboratorio decidiamo di far crescere, per esempio, un cervello in miniatura.
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Progettazione
Fornitura superfi ci gres, legno, resine
Consulenze globali
IMMAGINA NUOVI MODI ABITARE…
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complementi Ristrutturazioni
1.000 mq di spazio
Oggi al Vimm accogliamo ben 320 giovani ricercatori divisi in gruppi di lavoro guidati da 12 eccellenti scienziati, tra cui il nostro direttore scientifico Nicola Elvassore, e i professori Corbetta, Sandri e Carrer. Quasi tutti sono docenti universitari e alcuni, come il professor Corbetta, svolgono anche attività clinica. Grazie a loro contribuiamo alla prevenzione di gravi malattie e alla fondamentale ricerca di base. Su quali aree terapeutiche vi concentrate maggiormente?
Grazie a questi organoidi possiamo individuare tempestivamente la malattia e approntare cure preventive mirate, prima che sia troppo tardi, come purtroppo spesso accade con i tumori cerebrali.
A questo proposito, quanto conta la prevenzione per la sanità pubblica?
da fare è tanta. Tuttavia, vantiamo centri di eccellenza nazionali con cui collaboriamo costantemente, perché il confronto reciproco è ciò che fa crescere in ogni campo. Per celebrare questo legame tra scienza e bellezza, avete anche promosso un’iniziativa culturale originale, vuole ricordarla?
Moltissimo, perché la prevenzione riduce drasticamente i costi sanitari. Ricordiamoci che il bilancio di una Regione è costituito per il 70% dalla sanità. Evitare la crescita di malattie devastanti migliora la vita del paziente, delle famiglie, del mondo del lavoro e la qualità della vita sociale. In questo senso è fondamentale la nostra biobanca di cellule staminali, prima nel suo genere, nata in collaborazione con l’Azienda Ospedaliera.
La ricerca italiana so re spesso di carenza di fondi. Qual è la situazione rispetto all’estero?
La nostra ricerca parte dal cervello, a rontando patologie come ictus, Parkinson e Alzheimer, fino a fegato, pancreas e apparato muscolare, vitale per dare sostegno al corpo. Poiché oggi l’età media si allunga, l’obiettivo è far sì che l’uomo e la donna arrivino alla vecchiaia in salute. Ci sono progetti particolarmente
Siamo ancora indietro: Paesi come la Germania dedicano il 5-6% della spesa alla ricerca, mentre in Italia siamo a malapena sopra l’1%. La strada
Sì, abbiamo allestito la mostra “La terra è blu come un’arancia”, a Padova presso il Museo della Natura e dell’Uomo. Curata da Sylvain Bellenger, personalità culturale d’eccezione, in collaborazione con l’Università. Espone fotografie scientifiche dei nostri ricercatori che sembrano veri quadri per forme e colori. Sarà aperta fino al 30 novembre, ma probabilmente verrà prolungata di un mese o due.
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Entra nel vivo una nuova fase per l’idroelettrico veneto grazie a un accordo strategico tra la Regione e il Gruppo Enel. Attraverso la rideterminazione dei canoni idrici e la monetizzazione dell’energia gratuita che i concessionari devono fornire annualmente alla Regione sono stati recuperati ben 99 milioni di euro per il territorio. Nel dettaglio, la cifra è composta da 44 milioni di euro derivanti dalla quota fissa e variabile dei canoni idrici, che saranno destinati direttamente alla provincia di Belluno, e da altri 55 milioni provenienti dalla monetizzazione dell’energia. Il presidente del Veneto Alberto Stefani ha espresso soddisfazione per questo traguardo, sottolineando come l’operazione rappresenti un passo decisivo verso l’autonomia energetica: “E’ risultato storico, che testimonia l’esercizio di una forma ulteriore di autonomia regionale, che procede attraverso gli strumenti del dialogo”. L’assessore alla montagna Dario Bond ha poi spiegato l’impatto concreto che questi fondi avranno sul territorio: “Stiamo parlando di risorse che potranno sostenere il
sistema sociosanitario, i trasporti, le scuole, la valorizzazione della montagna e le infrastrutture e altro. E’ una forma di autonomia fondamentale per il nostro territorio e attiveremo una cabina di regia congiunta per concertare la destinazione delle risorse”.
Infine, lo sguardo è rivolto al futuro delle concessioni idroelettriche, per le quali l’assessore allo sviluppo economico Massimo Bitonci ha annunciato l’avvio di un’analisi approfondita: “Abbiamo a idato lo studio delle soluzioni a un tavolo tecnico. Sulla base della relazione finale, prenderemo la decisione che porterà, secondo criteri oggettivi, il migliore beneficio al Veneto e ai veneti”.
Giustina Destro
Da sinistra: Massimo Bitonci, Alberto Stefani e Dario Bond
PARTE DALL’UNIVERSITÀ DI PADOVA L’ULTIMA CACCIA A CARLOS, LO SCIACALLO
La Professoressa Valentine Lomellini, docente associata in Storia delle relazioni internazionali all’Università di Padova e direttrice di Securities (il Centro Studi italiano sulla sicurezza, il terrorismo e la criminalità organizzata), è da poco tornata in libreria con un saggio di grande spessore: Carlos lo sciacallo. Storia del più temuto terrorista internazionale (Edizioni Laterza). Attraverso un meticoloso lavoro d’archivio, Lomellini ha ricostruito la vera storia di un personaggio diventato un’icona, purtroppo in senso negativo, degli anni ‘70 e ’80.
Professoressa Lomellini, partiamo da un mini ritratto: chi è davvero Carlos lo Sciacallo?
Il suo vero nome è Ilich Ramírez Sánchez. È un terrorista internazionale nato
Quanto contano per persone come Carlos l’ideologia politica e la fede religiosa? Sono sentimenti sinceri o solo un’etichetta di facciata?
La “fede rivoluzionaria” è un elemento formativo in quello che oggi chiameremmo processo di radicalizzazione. Ramírez Sánchez nasce e cresce in una famiglia della piccola borghesia: il padre è un avvocato che milita nel Partito Comunista. Nasce quindi in un ambiente molto politicizzato. L’approdo alle istanze rivoluzionarie si sviluppa con il ‘68 globale, che lo vede parte attiva a Londra. Negli anni ‘70 Carlos si avvicina all’ala più radicale del FPLP, una formazione marxista-leninista, entrando nella sezione delle operazioni speciali diretta da Wadi Haddad, che sviluppava
Sulle tracce di Ilich Ramírez Sánchez, personaggio controverso accostato anche a Osama Bin Laden e al centro della cosiddetta “pista palestinese” per la strage di Bologna
in Venezuela, diventato poi studente all’Università Lumumba di Mosca, dove probabilmente è stato arruolato dal KGB. Ha militato nel Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina e, con un’identità che è stata precorritrice dei tempi moderni, ha tentato di creare una rete internazionale del terrore nel corso degli anni ‘70. A metà di quel decennio si è persino convertito al jihadismo, anticipando quasi di quarant’anni gli sviluppi del terrorismo religioso contemporaneo. È un personaggio controverso, a cui sono stati dedicati libri, film e serie tv. È anche l’uomo al centro della cosiddetta “pista palestinese” per la strage di Bologna.
tutte le notizie del Veneto aggiornate in tempo reale. Il saggio. La Prof.ssa Lomellini, docente e direttrice di Securities, ha pubblicato un volume dedicato al celebre terrorista internazionale
azioni terroristiche sul suolo occidentale. L’ideologia, dunque, ha un’importanza reale. Tuttavia, subentra un’altra dinamica: quando una persona entra nel mondo del terrorismo e della clandestinità, quello diventa il suo unico mondo di riferimento. Non si può tornare indietro. Carlos è stato arrestato in Sudan nel 1994, anni in cui anche Osama Bin Laden viveva in quel Paese. Un vecchio articolo de Il Manifesto che titolava “Il nuovo Carlos è Bin Laden”. C’è stato un passaggio di testimone o era solo una suggestione giornalistica?
Al momento non abbiamo prove che ci sia stato un legame diretto tra i due.
L’articolo de Il Manifesto la suggestione dell’esistenza di una centrale internazionale del terrore guidata da un singolo capo. Negli anni ‘70-’80 era Carlos, negli anni ‘90-2000 è diventato Bin Laden.I due condividono alcune caratteristiche: la fede islamica, un’ampia disponibilità economica e vasti contatti internazionali. Tuttavia, la modalità d’azione è diversa. Carlos realizza attentati appoggiandosi a un gruppo trasversale, composto da tedeschi occidentali, giapponesi e palestinesi. Bin Laden, invece, promuove una vera e propria “Internazionale del terrore”, un progetto globale di radicalizzazione e di esportazione del Jihad in vari Paesi. Veniamo alla “pista palestinese” per la strage di Bologna del 2 agosto 1980. Cosa ci dicono i documenti?
Nel libro ho analizzato storiograficamente la pista palestinese. Sappiamo che a livello giudiziario le sentenze hanno ritenuto responsabili della strage di Bologna alcuni esponenti del neofascismo italiano. Tuttavia, da tempo alcuni politici ribadiscono il loro scetticismo, sostenendo che la strage sia stata una vendetta del FPLP per l’arresto, avvenuto in Italia nell’autunno ‘79, del palestinese Abu Anzeh Saleh. Secondo questa teoria, l’arresto avrebbe violato il presunto “Lodo Moro”, l’accordo tra il fronte palestinese
e l’Italia per il libero transito delle armi in cambio della neutralizzazione del nostro territorio dagli attentati. Analizzando le fonti, la conclusione a cui arrivo — e che dimostro nel libro — è che questa pista è assolutamente inattendibile. Al contrario, la vicenda di Abu Anzeh Saleh conferma l’esistenza di quell’accordo per evitare attacchi in Italia. Dunque, nessuna ragione legata a questa dinamica può essere addotta come movente per la strage di Bologna. Chiudiamo con un aspetto paradossale: il soprannome di Carlos, “lo Sciacallo”, arriva dal romanzo di Forsyth e dal film omonimo. Poi lo stesso Carlos ha ispirato i libri di Robert Ludlum su Jason Bourne. Essere così “pop” e mediatico si è rivelato un boomerang per un terrorista?
Assolutamente sì. A lungo si è creduto che Carlos fosse la longa manus di Mosca in Occidente. In realtà, consultando i documenti dei servizi segreti bulgari, cecoslovacchi e in parte rumeni, emerge che Carlos era tollerato, ma poi divenne del tutto indesiderato. Essere un terrorista richiede un grado estremo di riservatezza. Carlos, al contrario, aveva un temperamento esibizionista. I servizi dell’Est lo ritenevano un uomo incontrollabile e troppo “popolare” per svolgere un ruolo
strategico occulto. La grande notorietà esplosa nel 1973 gli si è ritorta contro: è stato costretto a fuggire di Paese in Paese fino all’arresto in Sudan nel ‘94, avvenuto anche grazie alle fotografie scattate anni prima dai servizi cecoslovacchi durante le sue permanenze a Praga. In un’epoca in cui di molti terroristi non si conosceva nemmeno il volto, Carlos, con la sua vanità, si è praticamente fregato da solo. • Giacomo Brunoro
• Chi è Giacomo Brunoro
Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.
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VENETA TOMBSTONE, DA CODEVIGO L’ARTE
Marmi e graniti selezionati, lavorazioni su misura, sculture e incisioni: una realtà specializzata nell’arte funeraria che accompagna le famiglie con discrezione tra Padova, Venezia e Chioggia,
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La scelta dei materiali è un passaggio fondamentale: Veneta Tombstone utilizza marmi e graniti selezionati, provenienti sia dall’Italia sia dall’estero, scelti per garantire resistenza nel tempo e la capacità di mantenere intatte le caratteristiche estetiche anche a distanza di anni, perché un’opera funeraria deve durare e deve farlo senza perdere dignità
modo più autentico per ricordare. Una lapide non è solo pietra: è memoria che prende forma, è un segno destinato a restare quando tutto il resto si fa sempre più lontano. In questo spazio delicato, che richiede competenza tecnica ma anche una sensibilità che i manuali non insegnano, si inserisce il lavoro di Veneta Tombstone, realtà con sede a Codevigo specializzata nella realizzazione di opere funerarie su misura, con una tradizione fondata sulla lavorazione del marmo e del granito e un’esperienza consolidata che oggi si traduce in una proposta capace di unire qualità dei materiali, precisione tecnica e attenzione ai dettagli che in questo tipo di lavoro non è mai un accessorio ma
La lavorazione unisce tecnologie moderne e intervento artigianale, dal taglio alla lucidatura fino all’assemblaggio e alla posa in opera, con ogni fase seguita con precisione e con quella continuità di controllo che solo chi conosce profondamente il proprio mestiere riesce a garantire. Ma in questo ambito la tecnica, da sola, non basta e non è mai bastata. La realizzazione di un’opera funeraria avviene in un momento particolarmente delicato della vita di una famiglia, e proprio per questo il rapporto umano assume un valore che non è secondario alla qualità del marmo o alla precisione dell’incisione, ma ne diventa parte integrante e inscindibile. Veneta Tombstone accompagna le famiglie con discrezione, offrendo consulenza e supporto nella scelta delle soluzioni più adatte, rispettando tempi, sensibilità e necessità di chi si trova ad affron-
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richiede e che la fretta industriale non può replicare.
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Conclusa la fase dei cantieri, per le Case della Comunità dell’Ulss 3 Serenissima si apre quella dell’attivazione dei servizi. Sono 13 le strutture distribuite nel territorio aziendale che si preparano a diventare il punto di riferimento della sanità di prossimità, con particolare attenzione ai pazienti fragili e cronici. A fare il punto è stato il direttore dei Servizi sociosanitari, Antonio Maritati, che ha illustrato la rete delle prestazioni disponibili nelle Case della Comunità. L’obiettivo è trasformarle in luoghi di assistenza vicini ai cittadini, facilmente riconoscibili e accessibili. A supporto del nuovo modello continuerà a operare anche il servizio 116117, indicato come strumento di orientamento per le richieste di salute della popolazione. Il direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima, Massimo Zuin, ha sottolineato come si stia chiudendo una lunga stagione di interventi infrastrutturali, sostenuta da un investimento complessivo di 35 milioni di euro. Tra le opere principali figurano quelle realizzate a Marghera, Mira e in via Cappuccina. Con la conclusione dei lavori, l’attenzione si sposta ora sull’organizzazione dei servizi e sulla loro piena operatività. Secondo Zuin, il funzionamento delle Case della Comunità si baserà sulla collaborazione tra gli operatori della sanità territoriale, il perso-
nale infermieristico e medico coinvolto nel nuovo modello organizzativo e i medici di medicina generale, considerati una componente essenziale della sanità territoriale. Alla presentazione ha partecipato anche Giuseppe Palmisano, che ha espresso la soddisfazione dei medici di famiglia per il percorso condiviso con l’azienda sociosanitaria. Il nuovo modello, ha spiegato, rappresenta un passaggio destinato ad avere ricadute significative sull’assistenza ai cittadini. Parallelamente all’accordo regionale con i medici di medicina generale, l’Ulss 3 sta lavorando anche al rafforzamento del collegamento tra territorio e ospedali. Il direttore sanitario Chiara Bovo ha spiegato che è stato avviato un tavolo di confronto che riunisce i direttori dei servizi territoriali e quelli dei presidi ospedalieri, con l’obiettivo di costruire un’integrazione stabile tra le diverse componenti del sistema sanitario. L’intento è favorire non solo i collegamenti tecnologici e organizzativi, ma anche la condivisione delle competenze specialistiche e delle eccellenze ospedaliere a beneficio delle Case della Comunità, valorizzando al tempo stesso il contributo dell’area della Prevenzione. Un percorso che, secondo l’Ulss 3 Serenissima, costituirà uno dei pilastri dell’assistenza sanitaria sul territorio nei prossimi anni.
Ulss 3 Serenissima, conclusi i cantieri delle Case della Comunità
Ostetricia a Venezia, in sei mesi cresce del 70% l’attività chirurgica del reparto
Un aumento del 70% dell’attività chirurgica, un forte incremento degli interventi eseguiti con tecniche meno invasive e un calo dei parti cesarei primari sotto la soglia del 15%. Sono i principali risultati raggiunti nei primi sei mesi del 2026 dall’Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale di Venezia, guidata dall’inizio dell’anno dal dottor Michele Vanin. Il reparto ha rafforzato anche i collegamenti con la sanità territoriale e con gli altri servizi del Dipartimento materno-infantile, con l’obiettivo di seguire le pazienti in modo più integrato durante il percorso di cura. A evidenziare il cambiamento è la Direzione sanitaria dell’ospedale. Confrontando il periodo gennaio-giugno 2026 con gli stessi mesi dell’anno precedente, emerge un aumento dell’attività chirurgica e una crescita degli interventi realizzati con tecniche mininvasive, passati dal 35 al 90%.
Si è sviluppata inoltre la chirurgia oncologica, anche attraverso l’introduzione di nuove procedure come quella del linfonodo sentinella. «I risultati raggiunti sono il frutto dell’impegno di tutta l’équipe», ha spiegato il primario Michele Vanin, sottolineando il lavoro svolto dai collaboratori. Il potenziamento del reparto ha riguardato anche l’attività ambulatoriale, con
circa trenta disponibilità aggiuntive ogni settimana e visite organizzate sia al mattino sia al pomeriggio. L’ampliamento dei servizi ha permesso di ridurre i tempi di attesa per le pazienti, anche per quelle provenienti da altri territori. Tra le nuove attività avviate c’è l’ambulatorio dedicato alle gravidanze a rischio, operativo da aprile, che lavora in collaborazione con la sanità territoriale e con l’Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale di Mestre. Il percorso prevede un accompagnamento costante delle donne, dalla presa in carico iniziale fino alla programmazione del parto, che può avvenire nella struttura veneziana oppure nel centro di Mestre, mantenendo il riferimento con il medico che ha seguito la gravidanza. Sul fronte dei parti, il reparto ha raggiunto un altro obiettivo significativo. Da gennaio a maggio 2026 la percentuale di parti cesarei primari è scesa dal 25% al 14%, sotto il limite del 15% previsto per i punti nascita con meno di 500 parti. Tra i prossimi progetti del reparto figurano l’avvio dell’ambulatorio di isteroscopia, dedicato alla diagnosi precoce di alcune patologie tumorali, e quello di uroginecologia, rivolto ai disturbi della minzione e ai problemi legati al pavimento pelvico.
Riccardo Musacco
La struttura. Gerosa: «Segno concreto dell’impegno del servizio sanitario pubblico»
Inaugurata la Casa della Comunità di Mira, nuovo punto di riferimento per cure e servizi sanitari
Èstata inaugurata la nuova Casa della Comunità di Mira, una delle 13 previste nel territorio dell’Ulss 3 Serenissima. La struttura, realizzata ex novo con un investimento di 3.796.248 euro, è già operativa dai primi di luglio e mette a disposizione dei cittadini una serie di servizi sanitari e amministrativi. Alla cerimonia hanno partecipato alla Sanità Gino Gerosa, il direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima Massimo Zuin, il sindaco Marco Dori, il presidente della Conferenza dei Sindaci Andrea Martellato e numerose autorità.
«È per me una grande emozione tagliare il nastro di questo edificio, che rende concreto un nuovo modello di sanità sul territorio – ha
dichiarato Zuin –. Provengo anch’io da questa zona e so quanto questa struttura fosse attesa da decenni. Progettata dall’Azienda
sociosanitaria insieme alle amministrazioni pubbliche e costruita partendo da zero, la Casa della Comunità di Mira nasce come luogo di cura e, prima ancora, come luogo di accoglienza».
Gerosa ha sottolineato il ruolo delle Case della Comunità nella rete sanitaria. «Questo edificio, insieme a tutte le altre Case della Comunità, rappresenta il segno concreto dell’impegno del servizio sanitario pubblico. Vogliamo offrire a tutti cure e assistenza, anche attraverso una presa in carico vicina ai cittadini. L’obiettivo è migliorare la qualità della vita, facendo in modo che sia lungo anche il tempo vissuto in buona salute. Per questo nascono le Case della Comunità, punti
Dall’ospedale dell’Angelo a El Salvador: i cardiochirurghi mestrini hanno salvato 41 pazienti in sette anni
Quarantuno interventi salvavita eseguiti in sette anni, sedici missioni concluse e una nuova squadra pronta a partire. Prosegue l’impegno internazionale dei cardiochirurghi dell’ospedale dell’Angelo di Mestre, protagonisti del progetto di cooperazione sanitaria “Aorta El Salvador-Italia”, che inaugura la sua diciassettesima missione nel Paese centroamericano.
Tra i pazienti operati figura anche un ragazzo di appena 14 anni, sottoposto con successo a un delicato intervento per un aneurisma dell’aorta ascendente. Nel corso degli anni, l’équipe dell’Ulss 3 Serenissima ha trattato numerosi casi complessi, intervenendo su patologie dell’aorta toracica, della radice aortica, della valvola aortica e su dissezioni che richiedono competenze altamente specialistiche.
L’attività dei medici veneziani non si limita però alle sale operatorie. Il progetto comprende infatti un costante confronto clinico a distanza con gli specialisti salvadoregni, che inviano immagini diagnostiche e documen-
tazione sanitaria per ricevere consulenze in tempo reale sui casi più delicati. Un modello di collaborazione che consente di pianificare gli interventi e migliorare la qualità delle cure anche quando l’équipe italiana non è presente sul posto.
Negli anni il programma ha favorito anche il trasferimento di tecnologie avanzate. Tra le innovazioni introdotte figurano stampanti 3D per la ricostruzione anatomica e la pianificazione preoperatoria, oltre a simulatori chirurgici utilizzati per l’addestramento pratico nelle tecniche cardiovascolari e vascolari. Proprio con la missione in partenza oggi saranno consegnati altri sei simulatori e verranno organizzati due workshop formativi destinati a una quindicina di medici specializzandi in cardiochirurgia e chirurgia generale. Il progetto è nato nel 2019 da un’iniziativa volontaria del direttore del Dipartimento cardiovascolare dell’ospedale dell’Angelo, Domenico Mangino, ed è coordinato dal cardiochirurgo Paolo Magagna. Quest’ultimo, nel 2025, ha ricevuto dal presidente di El
Salvador, Nayib Bukele, l’onorificenza di Comendador de la Orden Nacional José Matías Delgado per il contributo offerto allo sviluppo della cardiochirurgia nel Paese. «L’obiettivo è costruire un percorso stabile di cooperazione internazionale che unisca assistenza, alta chirurgia, formazione, innovazione tecnologica e crescita professionale dei medici locali», spiega Mangino. «Il nostro auspicio è estendere progressivamente questo modello a tutta l’America Latina, creando una rete di collaborazione capace di offrire nuove
di riferimento aperti e coordinati con gli ospedali, i pronto soccorso, i medici di famiglia e il servizio 116-117, all’interno di una rete organizzata che conferma l’efficienza del nostro servizio sanitario pubblico, universale e gratuito». La visita è stata guidata dalla direttrice ettrice del Distretto di Mirano-Dolo, Marta Soave, che ha illustrato i servizi già disponibili. Tra questi il Punto unico di accesso, gli uffici amministrativi, l’assistenza domiciliare, gli ambulatori specialistici, i servizi infermieristici e la diagnostica di base. Nella sede trovano inoltre spazio anche l’attività consultoriale, compresa quella dedicata ai minori, e la gestione dei programmi di screening.
Alessandro Abbadir
opportunità sia ai pazienti sia ai giovani specialisti».
Un’evoluzione già in corso, come dimostra l’arrivo a Mestre della dottoressa guatemalteca Velveth Beborly Jeannice Duque García, accolta all’ospedale dell’Angelo per un periodo di formazione specialistica. Un’iniziativa che testimonia come il progetto non sia più soltanto un’attività di missioni all’estero, ma un vero scambio di competenze tra Italia e Centro America.
Per il direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima, Massimo Zuin, il progetto rappresenta «il primo passo verso la creazione di una rete latinoamericana dedicata alla diagnosi e alla cura delle patologie dell’aorta», destinata a consolidare negli anni una collaborazione sanitaria sempre più ampia. Un impegno che ha recentemente ricevuto anche un riconoscimento ufficiale dall’ambasciatore di El Salvador in Italia, Arnoldo Bernal Chávez, che ha premiato l’Ulss 3 Serenissima per il contributo offerto allo sviluppo del sistema sanitario salvadoregno.
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Caldo, l’ULSS 3 Serenissima attiva il piano estate per proteggere i cittadini
Rafforzata la rete dei servizi territoriali per affrontare le ondate di calore. Focus su anziani, fragili e persone con patologie croniche, con il numero 116117 come punto di riferimento per assistenza e informazioni.
L’estate porta con sé giornate di sole e temperature elevate, ma anche rischi importanti per la salute, soprattutto durante le ondate di calore.
Per questo l’ULSS 3 Serenissima ha predisposto anche per l’estate 2026 il Piano emergenza caldo aziendale, un sistema di intervento che punta a garantire assistenza e supporto alle persone più vulnerabili attraverso la rete dei servizi territoriali.
L’obiettivo è prevenire le conseguenze delle alte temperature, che possono provocare disidratazione, colpi di calore e aggravare patologie già esistenti. Il piano coinvolge i servizi dell’azienda sanitaria, pronti a intervenire nelle situazioni di maggiore criticità e a fornire indicazioni ai cittadini per affrontare in sicurezza i periodi più caldi dell’anno.
Particolare attenzione è rivolta alle categorie considerate maggiormente esposte ai rischi del caldo. Tra queste figurano gli anziani, i neonati
e i bambini, le donne in gravidanza, ma anche le persone affette da malattie croniche come patologie cardiovascolari, diabete, insufficienza renale, malattie neurologiche, respiratorie o psichiatriche. Rientrano inoltre tra i soggetti più vulnerabili le persone obese e chi vive in condizioni di isolamento sociale o di particolare fragilità.
Accanto all’organizzazione sanitaria, l’ULSS 3 richiama l’importanza della prevenzione attraverso semplici comportamenti quotidiani. La prima raccomandazione è quella di evitare di esporsi all’aperto nelle ore centrali della giornata, quando le temperature raggiungono i livelli più elevati. È altrettanto importante mantenere freschi gli ambienti domestici e di lavoro, utilizzando ventilazione e climatizzazione quando possibile.
Fondamentale anche una corretta idratazione. Bere almeno due litri di acqua naturale al giorno e consumare frequentemente frutta fresca aiuta a reintegrare i liquidi persi con la sudorazione. L’alimentazione dovrebbe essere leggera, privilegiando cibi facilmente digeribili e prestando particolare attenzione alla corretta conser-
vazione degli alimenti durante le giornate più calde.
Tra le indicazioni fornite dall’azienda sanitaria figurano anche l’utilizzo di abiti leggeri e di colore chiaro, la protezione della testa dai raggi solari e la necessità di arieggiare l’automobile prima di mettersi alla guida se il veicolo è rimasto a lungo sotto il sole. Non va inoltre trascurata la regolare assunzione delle terapie prescritte e la corretta conservazione dei farmaci, molti dei quali possono alterarsi se esposti a temperature elevate.
Il piano dedica spazio anche agli animali da compagnia, ricordando ai proprietari di garantire sempre acqua fresca e zone d’ombra dove possano ripararsi dal caldo. Quando possibi-
le, viene consigliato di trascorrere parte della giornata in ambienti climatizzati aperti al pubblico, come biblioteche, centri commerciali o altre strutture accessibili. Per informazioni o necessità legate alle ondate di calore, l’ULSS 3 invita infine a contattare il Numero Europeo Armonizzato 116117, attivo tutti i giorni, che rappresenta il punto di riferimento per ricevere indicazioni e orientamento sanitario. L’azienda sanitaria ricorda infine le principali manovre di primo soccorso in caso di colpo di calore. È necessario portare la persona in un ambiente fresco, farla sdraiare con le gambe leggermente sollevate, alleggerirla dagli indumenti più pesanti e raffreddarla gradualmente con panni umidi o impacchi nelle zone del corpo più indicate, evitando bruschi sbalzi di temperatura. L’idratazione deve avvenire lentamente con acqua naturale a temperatura ambiente, senza somministrare bevande alcoliche o eccessivamente fredde. In presenza di perdita di coscienza o di gravi difficoltà respiratorie è indispensabile richiedere immediatamente l’intervento del 118, seguendo le indicazioni fornite dagli operatori. Paola
Fossò, Chioggia e Cavarzere: tre nuovi medici di famiglia subentrano nell’Ulss 3
Tre medici di medicina generale dell’area Ulss 3hanno concluso la propria attività a fine giugno, lasciando il posto a nuovi professionisti già operativi dal 1° luglio negli stessi ambulatori.
A Fossò, nel distretto di Mirano-Dolo, ha terminato il servizio il dottor Federico Franzoso, attivo nella medicina di gruppo di via IV Novembre. Al suo posto è subentrata la dottoressa Cristina Lissandri, con incarico provvisorio, che ha proseguito l’attività nello stesso studio. Gli assistiti del medico cessato sono stati riassegnati d’ufficio alla nuova professionista. Nel distretto di Chioggia si sono registrati due avvicendamenti. La dottoressa Daniela Boscolo, operativa nella medicina di gruppo integrata di via Madonna Marina 254, ha lasciato
l’incarico ed è stata sostituita dalla dottoressa Raffaella Zannato, anch’essa con incarico provvisorio e operativa nella stessa sede. Anche in questo caso gli assistiti sono stati trasferiti automaticamente.
A Cavarzere, infine, ha cessato l’attività la dottoressa Mariaemma Tarozzi, in servizio nella medicina di gruppo integrata di via Sauro. Dal 1° luglio è entrata in servizio la dottoressa Emma Barasciutti, con incarico temporaneo legato alla copertura di zona carente, che ha preso in carico i pazienti nello stesso ambulatorio.
Gli assistiti dei medici cessati sono stati quindi attribuiti d’ufficio ai nuovi professionisti, che garantiranno la continuità assistenziale nelle rispettive sedi.
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